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nick girl

Ultimi aggiornamenti. Oggi 12 Gennaio 2008.


NICK GIRL
Autore: Heidy
Protagonisti: Nick
Genere: G
La storia è completa? SI
Trama: Spilberg ha in mente un grande progetto...E Nick e' proprio quello che fa per lui. Cosa avra' da proporgli?

(Type a title for your page here) Se ne stava girato verso la finestra con il solito sigaro cubano tra i denti.
Non era nemmeno capace di fumarlo… strozzava ogni boccata che respirava.

Se ne
stava in silenzio… e io odio quando la gente mi fa stare sulle spine! Ma infondo
mi trovavo di fronte (o meglio di spalle) Spilberg, il più grande regista di
hollywood e non potevo fare le mie solite scenate isteriche. Il mio manager mi
aveva detto che aveva in mente per me qualcosa di sensazionale e non potevo
mancare l'occasione! Mi trovavo in un pausa lunghissima che aveva preso il mio gruppo musicale. Ovvero i Backstreet Boys. Non sapevo quando saremmo tornati sulle scene musicali e quindi optai di fare qualcosa come attore.
Si girò… grazie a Dio si girò!
- Nick!
- Mi dica!
- …..
- …. - mi tremavano le gambe!!!!
- Ho in mente qualcosa di sensazionale… formidabile… qualcosa mai visto prima!
Avventura, suspance, divertimento un mix formidabile e ho bisogno della tua
faccia.
- Sono onorato che abbia pensato proprio a me signore… ma di cosa si tratta!
- Non accetto rifiuti… sono disposto a convincerti a suon di zeri… ma non devi
assolutamente rifiutare! Conosci l'Holliday School?
- Piu o meno - non avevo proprio idea!
- È il più grande e prestigioso collegio femminile. Gode di grandissima fama ma
girano attorno strane storie che parlano di sesso e di droga.
- Forte! Un mucchio di ragazze assatanate e fuori come dei balconi! -
- …. -
mi lanciò uno sguardo gelido e ripensai a quel detto che vuole che: prima che si
apra la bocca si debba contare fino a 10.
- Comunque… dicevo… immaginati questo dormitorio filmato ventiquattro ore su
ventiquattro, migliaia di telecamere nascoste, e poi… un film verità su questo
prestigioso college! Sono già d'accordo con il preside.
- Mi sembra un'idea geniale… le auguro tanta fortuna, sono sicuro che avrà
successo! Ma ora mi parli del progetto che mi riguarda.
- È proprio questo ragazzo.
- COME!?
- Ho bisogno di un infiltrato che scuota un po' le cose sotto le mie direttive.
All'inizio avevamo pensato a Britney Spears, ma poi l'idea geniale… un idolo
delle ragazzine travestito da ragazza!
- Io travestito da ragazza!? Dentro a un collegio femminile!? Ventiquattro ore
su ventiquattro!? È… impossibile… come faccio… dove faccio pipì? Come faccio a
nascondere il… insomma… certe cose!
- A quello ci pensiamo noi. Abbiamo i migliori esperti sul make up e sul
travestimento… non correrai nessun rischio. Per te sarà un trampolino di lancio
all'olimpo degli attori! Vinceremo una quantità esorbitante di oscar e tu
diventerai l'attore-cantante più famoso e pagato di Hollywood… lo chiameremo il
NICKOLAS COLLEGE o… IL COLLEGE DEI MISTERI… insomma ci devo lavorare sul titolo.
Nick! Ti aspetta una grossa decisione… o scegli la strada del successo o giuro
che per te se rifiuti sarà difficile anche lavorare ad una tavola calda. Questo
sarà il tuo compenso.
-
Mi porse un biglietto. Non avevo mai visto tanti zeri in vita mia. Anche se
andava contro tutti i miei principi quel biglietto cambiò di molto i miei punti
di vista. E poi in fondo avevo sempre sognato di fare l'attore e se nn accettavo
di lavorare con un regista di questo calibro, nn potevo mai sperare di fare
decollare la mia carriera! Mi piaceva cantare, ma recitare era la mia vita!
- Mi ha convinto… sarò la ragazza più bella del collegio! La ringrazio signor
Spilberg!
- Domani mattina vieni alle sei della mattina a questo indirizzo… proveremo i
vari travestimenti!
- Facciamo alle sette!
- Le sei!
- Le sei e mezzo
- LE SEI
- Va benissimo signore!
Io… Nick Carter… l'idolo delle teen-agers, amato dalle mamme, idolatrato dalle
nonne… stavo per rovinare completamente la mia virilità maschile. Ma per quella
cifra avrei accettato anche di diventare donna a vita.

Un travestimento perfetto

Alle sei in punto ero davanti allo studio 33. Avevo due occhiaie che mi
arrivavano fino alle ginocchia. La notte l'avevo passata girandomi e rigirandomi
nel letto facendo strani incubi di me travestito da ragazza che mi innamoravo
del mio migliore amico Howie! Che orrore! Ancora sentivo quel senso di vomito
salirmi dallo stomaco.
Arrivò una macchina dai vetri oscurati lunghissima. Ne usci Spilberg insieme a
circa 30 collaboratori che mi trascinarono dentro allo studio. Non avevo fatto
nemmeno in tempo a rendermi conto di chi erano le persone che mi circondavano
che mi ritrovai in mutande!
- Per i capelli dovremmo usare una parrucca con della colla speciale per evitare
che cada. Provatele tutte e trovate quella che lo renda più carino e grazioso.
Tu Alexandra penserai alle unghie… non vanno bene così mordicchiate le voglio lunghe
e che sembrino molto curate. Voi tre studierete tutti i vari tipi di make up,
non deve sembrare una donna di strada ma nemmeno una santarellina… insomma la
tipica studentessa provocante. Mary… questo è il modello dell'uniforme ma dovrai
rimodellarlo un po' per lui e escogitare qualcosa che gli diano le sembianze di
un corpo femminile. Poi penseremo agli altri particolari. Tutti al lavoro!
Provai un centinaio di parrucche! Ne provai anche una bionda con dei boccoli
lunghissimi ed ero la fotocopia di Christina Auguilera! Rossa, bionda, mora, castana,
con le mesches, i colpi di sole… in tutte le salse! Alla fine decisero per dei
lunghi capelli biondi. Ero orribile ma almeno non faceva a cazzotti con i sopraccigli.
A proposito di questi… c'è qualcuno che sa cosa vuol dire l'agonia di sentirsi
strappare uno ad uno i propri poveri sopraccigli!?
Anche con il trucco non andò meglio. Il mascara mi bruciava negli occhi, per
mettermi la matita mi tenevano in cinque (tipo Arancia meccanica), il
lucidalabbra non resisteva più di un minuti (lo leccavo di continuo!!).
L'uniforme fu il primo ostacolo che mi parve insormontabile! Con la camicetta e
la cravatta non avevo problemi, ma la gonna… la gonna era veramente troppo
corta! Per di più mi fecero sistemare per benino il… si insomma il… avete capito
no!?... in modo che non sporgesse o non facesse strane pieghe. E questo fu molto
molto doloroso! Infine dovevo indossare dei calzettoni che arrivavano al
ginocchio e… come ciliegina sulla torta… i tacchi. Erano scomodissimi… non
riuscivo a camminare senza sembrare una papera. Alla fine però, guardandomi allo
specchio, dovevo ammetterlo… ero proprio un bel pezzo di ragazza!
- allora cosa ne dite? Sono credibile?
Lo staff mi guardava orgoglioso, c'era perfino chi aveva le lacrime agli occhi.
- ok… allora ora aiutatemi a spogliarmi e ci rivediamo il giorno dell'inizio.
Una risata generale!
- Nick… abbiamo appena incominciato! Dovrai ancora ricevere delle lezioni sul
portamento, provare queste pasticche che ti modellano la voce e infine… devi
fare la ceretta caro Nick.
- La ceretta!? Che problema c'è, io non sono delicato come una donna… sarà una
passeggiata!
I miei urli si sentivano da tutti gli studi. Credo anche di aver pianto e di
aver perso i nervi. Provai a scappare ma non ce la feci. Avevo trenta persone
che mi stavano alle calcagne e che non desideravano altro che eliminare i miei
peli superflui. La ceretta, il trucco, i tacchi… non capisco perché voi donne vi
vogliate torturare così tanto… ma vi stimo molto di più dopo la mia esperienza.
La lezione di portamento fu divertente. Mi spiegò un po' di trucchi per
camminare decentemente. Quello che mi serviva era un po' di esercizio… quindi
per una settimana (dopo di che sarebbe incominciato il film) dovevo camminare
con i tacchi in casa.
All'inizio era molto doloroso, poi con l'abitudine divenne solo doloroso. Però
c'era da dire che l'avevo preso a cuore questo progetto.
Ero in casa e stavo camminando con i tacchi quando vidi le pasticche che
cambiavano la voce, l'effetto era di un'ora. Le provai…
- Sono Nick! - che sensazione… avete mai provato a respirare l'elio? L'effetto
era quello. Facevo a fatica a non farmela nelle mutande dal ridere.
- Sono Nick e sono un maschione… anzi… mi chiamo Nicole, frequento il college e
sono molto calda! - dissi davanti a uno specchio! In quell'istante vidi riflesso
il reggiseno speciale che mi avevano costruito. Lo provai e ne rimasi
sconcertato… l'effetto visivo era impressionante e non solo quello. Erano
stupende al tatto… ci stavo quasi provando gusto! Ritornai allo specchio.
- Solo Nicole e questo è il mio seno… lo vuoi toccare… ah! Ah! Sono maiala anche
da ragazza! -
Mi stavo sciogliendo dalle risate quando suonò il campanello. Senza pensarci
andai ad aprire.
- Arrivo! - Dissi asciugandomi gli occhi.
- NICK! - urlò Howie guardando le scarpe.
- CHE STAI FACENDO! HAI I TACCHI!
- Non è come pensi… posso spiegare!- la voce non mi era ancora cambiata!!!!
- LA TUA VOCE MA CHE TI SUCCEDE… ODDIO NO HAI LE TETTE!!! -
- No aspetta… vedi… - Non potevo dirgli la verità, doveva rimanere tutto
segreto.
- Ebbene si D… A volte mi piace scoprire il mio lato femminile!- Non avevo
scelta poi a tempo debito avrebbe capito.
- Oddio Nick! E pensare che sono sempre io quello che passa per gay… se ti
vedessero conciato così. Quella sera quando abbiamo dormito in campeggio allora
non era la torcia! In verità l'ho sempre pensato… ma non ti giudicherò… non sono
tuo amico perché sei etero. -
mi abbracciò mai poi si scansò subito visibilmente imbarazzato. Avevo una voglia
di spaccargli il muso… ma per Ambersso dovevo mandare giù il rospo. La vendetta è
un piatto che va servito freddo.
- Grazie per la comprensione. Sapevo che su di te ci potevo contare. Ora
lasciami solo… non mi va che tu mi veda in queste condizioni… addio D! - chiusi
la porta facendo finta di asciugarmi gli occhi.
- Ti capisco amico. Ci vediamo.-
Che amici! Ti conoscono da una vita ma non ci mettono più di due secondi a
giudicarti. Ma mi sarei vendicato… certamente un modo per fargliela pagare
l'avrei trovato… AH! AH! AH!
Ora dovevo concentrarmi sul film e sulla palata di soldi che mi aspettavano!

DENTRO AL COLLEGE

La settimana seguente fu drammatica dal punto di vista mentale. Incubi, senso di
nausea… ero veramente tesissimo. Ogni giorno mi ritrovavo con la troupe per
discutere sul da farsi e per migliorare il mio portamento. Alla fine ero
diventata proprio una ragazzina come si deve… quasi che mi innamoravo del mio
alter ego femminile.
Spilberg mi avrebbe seguito in ogni mio passo. Ogni fine settimana ci saremmo
ritrovati per eventuali idee.
Finalmente il giorno era arrivato! Ero davanti all'entrata di un edificio enorme
con in mano tutte le valigie e il cuore che mi batteva all'impazzata. Arrivò il
direttore, un omino piccolo e grasso, con dei baffi lunghissimi e due capelli in
testa.
-e così tu sei Nick.
- Mi chiami Nicky d'ora in poi.
Non si aspettava di sentire quella voce così femminile, rimase un po' scioccato.
Mi guardò con sospetto.
- Ma tu sei veramente un ragazzo?
- CERTO che lo sono!!!
- Non ti volevo offendere è solo che… accipicchia se non fossi sposato e avessi
trent'anni in meno… quasi quasi.
Lo guardai malissimo… come si permetteva di farmi questo tipo di complimenti a
me… Nick Carter, l'idolo delle donne, il sex simbol d'America!
- Ora ti accompagno alla tua camera. Purtroppo il nostro college è sprovvisto di
camere singole ma sei insieme a una simpatica ragazza, molto carina e
intelligente. A pensarci bene… non ti è andata poi così male.
- Cosa vuol dire?
- Io alla tua età avrei pagato per ritrovarmi dentro a un college femminile e
invece a te ti pagano pure! AH! AH!
- In effetti non vedo l'ora di fare amicizia! Sa cosa voglio dire!
- Lo so, lo so. Bene, questa è la tua camera. Qui ci sono scritte tutte le
regole e gli orari dei pasti. Per il resto sono a tua completa disposizione.
- La ringrazio. Arrivederci.
La camera era accogliente. Individuai immediatamente le telecamere, ma per chi
non era dell'ambiente era impossibile individuarle. Feci un po' di linguacce e
gestacci a i miei amici della troupe. La camera era tappezzata di post-it, la
ragazza con cui dovevo dividere la casa doveva essere una secchiona. Però il
preside mi aveva detto che era molto carina… e questo era moooooooooolto
interessante.
Non sapevo che fare lì dentro da solo così uscii un attimo per vedere che aria
tirava. Non feci in tempo a uscire che ricevetti un'illuminazione. I corridoi
erano pieni di ragazze che giravano semi nude o con solo l'asciugamano addosso.
Tutte che ridevano e scherzavano. Ragazze brune, bionde, rosse… con i capelli
lunghi, corti, ricci… e tutte bellissime. E io rimasi per cinque minuti impalato
davanti alla porta con la bava alla bocca. Poi finalmente l'illuminazione: ero
in paradiso! Questo regalo mi era piovuto dal cielo e io dovevo rendere grazie a
Dio.
Rientrai in camera (anche per evitare strani movimenti da sotto la gonna!). Mi
sedetti sul letto in attesa del mio bocconcino prelibato, la mia compagna di
stanza… lei sarebbe stata la mia vittima sacrificale per le mie fantasie spinte.
Finalmente la porta si aprì! Gli occhi mi brillavano, saltai in piedi in attesa
di questa divinità dell'amore che sarebbe stata la mia compagna di viaggio.
- Ciao! Sei già arrivata!? Io sono Amber. Piacere
- Tu… tu… sei…
Era una racchia!!!! Avevo visto cento ragazze tutte bellissime per i corridoi e
mi ritrovavo in camera con l'unico topo da biblioteca del college.
- Io sono cosa? Non stai bene?
- Tu… tu sei… veramente gentile! Io mi chiamo Nicky.
- Vedrai ci divertiremo insieme. Non ho mai diviso la camera con nessuno, perché
nessuna mi ha mai voluto come compagna ma vedrai… non ti farò annoiare!
- GRAZIE! - La voce mi era tornata normale, l'effetto era già finito.
- Oddio.. che ti è successo.
Non potevo parlare di nuovo e non ritrovavo la borsetta dove c'erano le
pasticche. Incominciai a scuotere la testa e a fare strani gesti con le mani per
tenerla lontana visto che si avvicinava. Ero in preda al panico. Lei era
preoccupatissima, non sapeva che fare! Avevo solo una via di fuga. In fondo ero
un attore! Misi una mano sulla fronte e finsi uno svenimento ma purtroppo dietro
di me c'era la scrivania così presi una brutta botta in testa e persi i sensi
veramente. Mi risvegliai in infermeria con accanto il preside.
- Finalmente giovanotto. Sapevo che non sarebbe stato facile ma cavoli… ti sei
messo nei pasticci dopo venti minuti! Devi essere proprio una frana.
La testa mi scoppiava e non avevo proprio la forza di rispondergli! Sul comodino
c'era la mia borsetta così presi le pasticca.
- Amber era proprio in pensiero ti è stata vicina per tutto il tempo. Sei svenuto
per tre ore! Si è assentata solo ora per andare al bagno. Eccola che torna.
- Nicky! Per fortuna stai bene.
- Si… ora è tutto a posto.
- Ma che ti è successo
- Ehh… vedi….
- Non ti preoccupare Amber! La tua amica aveva semplicemente il ciclo mestruale.
- Mamma mia… ti fa proprio un brutto effetto! Meglio così pensavo a una crisi
epilettica.
- No tutto ok. Grazie per esserti preoccupata.
- Ci vediamo dopo allora Nicky. Arrivederci signor preside.
Uscì dalla stanza. Mi aveva colpito molto la sua gentilezza. Non sono molte le
persone pronte a sacrificarsi per uno sconosciuto.
Era arrivata l'ora di cena. I posti erano assegnati. Amber non era vicino a me di
posto. Almeno a tavola potevo rifarmi gli occhi.
- Tu sei quella nuova….
Una voce alle mie spalle. Mi voltai.
- Io sono Helen!
Una visione! Era bellissima… capelli lunghissimi mossi biondo scuro e occhi
castano chiaro. Pelle liscia e bianca e un sorriso che stendeva.
- Nick.-
- Eh?-
Ma dove avevo la testa!? Ero immerso nei miei sogni.
- Nicky! Scherzavo.
- A quanto pare siamo vicine di posto.
- Ringraziando il Signore!
- Come!?
- No dicevo… per fortuna! Almeno faccio amicizia.
- Sei in camera con Amber vero!? Mi dispiace per te… hai una piattola come
compagna di stanza.
- A me sembra simpatica
- Se ti servono dei compiti è utilissima. Per il divertimento rivolgiti a me. A
proposito quando hai fatto di mangiare, vieni nella mia camera, alla 203.
Facciamo un po' di baldoria! Non farti vedere dal preside… Bye bye.
- Ma non mangi!?
- Dieta! Si deve restare sempre in forma. A dopo!
- Non mancherò.
Chissà cosa aveva in mente! Però sentivo che la cosa era promettente! Divorai
tutto in tre secondi… creando un vuoto attorno a me di persone disgustate.
Arrivò Amber.
- Hai finito Nicky? Si ti va ti porto un po' in giro per il college
- a dire la verità una certa Helen mi ha invitato in camera sua. Vieni anche tu
no!?
- Non credo che l'invito era rivolto anche a me. Sarà per un'altra volta.. se mi
cerchi sono in biblioteca.
- Sei molto gentile… ci andremo domani se a te va bene.
- certo. A domani!
Un po' mi dispiaceva ma non potevo perdermi questa occasione! Inoltre anche se
mi era molto simpatica la ritenevo anche piuttosto noiosa. Helen era un'altra
cosa… risvegliava tutti i miei istinti!


Il mio primo bacio…

Vicino… sempre più vicino! Aj si avvicinava sempre di più (e l'odore del suo
dopo barba da due soldi si faceva sempre più intenso!). Facevo finta di guardare
la bacheca e intanto mi coprivo un po' con i capelli.
Dio c'è! Mi aveva passato senza degnarmi di uno sguardo. Tiraii un sospiro di
sollievo!
- Ehi bellissima!
Dio doveva essersi preso una pausa perché Aj si era voltato e con fare da divo
si era appoggiato al muro.
- Sei timida? Non mi dici nemmeno il tuo nome?
- Nicky…
- Santo cielo! Hai una voce troppo sexy! E quel faccino… sei una bomba baby
Ma come parlava!? Sembrava il gemello mal riuscito di Fonzie. Però sembrava
proprio non riconoscermi quindi mi passò un po' di paura… anzi… decisi di
giocarci un pochetto.
- Io ti conosco… - dissi ridendo
- Sei anche tu una mia fan? Sei vuoi ti faccio l'autografo!

- Magari!
- Ehi fratellone! - una voce alle mie spalle… era Amber!!
- Ehila sorellina… sono venuto a trovarti.
- Ciao Nicky! Ma… voi vi conoscete?

Una volta chiariti i reciproci personaggi (cioè come chi conosceva chi) andammo
nella nostra camera per un te. Purtroppo mentre Amber era in cucina impegnata
nella preparazione della bevanda, Aj diede sfogo a tutte le sue scarse arti da
seduttore. Mi si avvicinò… eravamo nel letto.
- Nicky… i tuoi genitori devono essere dei ladri perché devono aver rubato due
stelle per farti gli occhi.
- Già sentita!
- Hai una voce che sembra il canto di un usignolo.
- Banale!
- Ma perché fai tanto la difficile! Sei una mia fan… dovresti cadere ai miei
piedi. Uffi!
- A dire la verità il mio vero amore è Nick Carter.
- Nick!!!! Ma se puzza come una capra!
Io una capra!!??
- e poi lo sanno tutti… lui e Howie sono gay
- Questo è troppo! Si è fatto molte più ragazze di quante tu ne hai mai sognate!
- Questo è quello che vuol far credere… una volta c'ha provato anche con il
sottoscritto
- Ma se la tua ultima ragazza te l'ha ceduta lui perché non gli piaceva! Dici un
mare di cazzate diffamando chi ti considera un amico.
………………….. avevo parlato troppo forse!?
- e tu che ne sai?
…………………….
- Voci.
Non era per nulla convinto… mi guardava sospettoso. Fortunatamente l'arrivo di
Amber in compagnia di alcuni dolcetti risvegliò l'istinto di Aj di tuffarsi sopra
al cibo.
L'atmosfera tornò normale…
- Allora Nicky… quando usciamo insieme?
- mai… MAIALE!
La voce!! Mi era di nuovo cambiata. Ero troppo sbadato, due volte su due giorni!
Mi prese il panico!
- Ma che gli succede?
Io intanto stavo camminando disperatamente alla ricerca delle mie pillole
perdute.
- Non ti preoccupare. Penso dipenda dal ciclo, le è già successo.
Io intanto avevo ritrovato le pillole. Scampato pericolo!
- E io eppure… quella voce l'ho già sentita da qualche parte. Anche il tuo viso
è familiare e in più sei molto alta per essere una ragazza… e che spalle!
Stavo in silenzio incredulo in attesa del verdetto che mi giudicasse COLPEVOLE!
Non riuscivo a crederci che proprio quell'idiota di Aj dal quoziente
intellettivo di una scimmia avesse scoperto il mio travestimento diabolico.
- Amber… non trovi che Nicky assomigli incredibilmente… in un modo quasi
stupefacente…
Ecco… stavano per arrivare le parole che mi avrebbero schiacciato.
- … a nonna Gesualda?

- è vero! Si assomigliano proprio. Quel tono di voce poi è identico alla voce
della nonna.
Fortuna che Aj era anche più stupido di una scimmia. Amber dovette scappare per
andare in biblioteca così… l'ingrato compito di accompagnare Aj all'uscita toccò
a me!
- Grazie Nicky. Conoscerti è stato un vero piacere. Sento che qualcosa ci
unisce. L'ammetto, all'inizio c'ho provato perché ho la tendenza a provarci con
qualunque cosa che assomigli a una ragazza. Ma poi.. per tutto il giorno non ti
ho tolto gli occhi di dosso, sento che siamo legati.
- Sono felice Aj ma…
Non feci in tempo a finire la frase che mi ritrovai qual brutto muso attaccato
al mio. Mi stava baciando un uomo… e che uomo!!!
Lo staccai lo scaraventai per terra e…
- Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!
… Incomincia a urlare per tutto il college e a correre… con Aj che mi correva
dietro.
- MA DOVE SCAPPI NICKY!!! Quanto mi piacciono le ragazze forti… ha una forza
questa ragazza.
Raggiunsi la mia camera e mi ci chiusi dentro.
- Dai Nicky. Come può un bacio farti quest'effetto? Ti lascio il mio numero di
telefono… lo faccio passare sotto la porta. Ciao bella…e a proposito… hai le
labbra più soffici che io abbia mai sentito!
Ero disgustato. Vomitai per tutta la notte… che orrore! Essere baciato da un
uomo è orribile ma Aj non è nemmeno un uomo è… è… un primitivo!
La vita da ragazza era molto dura. Non ce la facevo già più… volevo tornare
steso sul mio divano a bere birra e a ruttare davanti alla partita di baseball…


_La notte infinita

La porta 203… due…zero…tre! Rimasi impalato davanti a quelle tre cifre un quarto
d'ora. Non ero pronto a quello che immaginavo di trovarmi una volta varcata.
Misi la mano sulla maniglia. Grondava sudore! Incominciai a mordicchiarmi le
unghie dal nervoso… però ricordai che la mia estetista si era raccomandata sul
fatto che avrei dovuto perdere questo vizio o rischiavo di rovinarmi la
manicure.
- Non ce la faccio… non ce la faccio…
Dissi saltellando dall'agitazione. Passò una ragazza e mi guardò malissimo.
- … dicevo… non ce la faccio a resistere, devo andare al bagno!
Non servì a niente. Per i prossimi cento metri di corridoio continuò a camminare
con la testa girata verso di me con sguardo dubbioso… finchè non fece amicizia
con il distributore di bibite che era nel corridoio (punizione divina)!
Chiusi gli occhi e feci respiri profondi. Infondo ero un uomo… non un
verginello… avevo avuto le mie esperienze e quattro ragazzine in mutande e
reggiseno non potevano bloccarmi fino a questo punto.
La mano partì da sola (stanca forse di dar retta al cervello malato e
complessato).
- Salve!
- Oh ciao Nicky! -
Orrore…. Erano tutte raccolte in dei pigiami di almeno tre misure più grandi.
C'era chi aveva la maschera di bellezza in faccia dove c'erano più ortaggi che
sulla mia insalata di cena. Chi aveva i bigodini. Chi si spremeva i brufoli. La
più eccitante era che si stava strappando i peli del naso.
Però c'era lei… Helen… ahhhh! Anche se in pigiama, rendeva! Spiegatoci: anche le
altre erano delle bellissime ragazze ma erano in delle vesti diciamo…
casalinghe.
Le conobbi tutte, mi sembravano molto simpatiche anche se un po' stupidotte.
Finiti i loro lavori di restauro accendemmo tutte le candele e ci sedemmo per
terra a spettegolare… almeno loro. Io ascoltavo intontito. Non riuscivo a stare
dietro a mezza storia.. loro invece c'erano allenate. L'unica cosa che capii è
che Peter ha tradito Joey con Shyla e non lo doveva proprio fare!!!
- Ragazze ho un problema! - disse Kelly - io amo Tom… ma non riesco mai a
divertirmi quando facciamo sesso, è monotono. Sto diventato un'ottima attrice… a
forza di fingere riceverò l'oscar.
- Ti capisco… anche io non mi ricordo più com'è un orgasmo.
- Io una volta non sapevo più cosa dire che mi sono detta tutta l'alfabeto… mi
ero stufata del solito ah si! Ah no!
- Kelly è normalissimo. Tutte noi fingiamo la maggior parte delle volte.
- VOI FINGETE!? - ero sconvolto in tre minuti erano cadute tutte le mie credenze
da sex simbol. Credevo di essere un ottimo amante proprio per la soddisfazione
che sembravano provare le mie partner. Forse tutte avevano finto con me!
- Nicky non mi dire che tu non hai mai finto un orgasmo o che sei vergine.
…………………………………………………………………………………………………………………………..
Silenzio.
- Certoooo! È solo che credevo di essere l'unica perché il mio ragazzo non è
molto… fortunato!
- Lo sappiamo. Anche quelle sono un bel problema per tutte noi. Come fanno a
pensare che 14cm siano tanti!- disse Helen
UN RIGHELLO!!!! Avevo bisogno di un righello.
La conversazione continuò per molto tempo… vertendo su vari argomenti dello
stesso genere. Una discussione a cui nessun uomo poteva assistere e uscirne sano
di mente. Gli uomini non sanno niente delle donne e l'ho capito quella sera. È
un mondo a parte che noi nemmeno ci immaginiamo!
- Come si chiama il tuo ragazzo!
Un nome… non mi veniva in mente nessun stupido nome!
- Howie!
- Wow! Come quel figo dei Backstreet Boys! -
- Figo quello!? Diciamo simpatico- ribattei
- Lo conosci???? - mi chiese Helen
- No… dicevo per dire. Io, preferisco di gran lunga quell' altro… il biondino…
com'è che si chiama???... Nick… Nick Carter.
- Su alcune foto è carino... ma quando era più piccolo... aveva quella
capigliatura a forma di pisello!
Povero il mio cuore, povero distrutto da cinque ragazzine!
- A me invece piace molto di più di quel nano. Anzi… mi posso definire una sua
grande fan. - disse Helen e io… dovevo investigare su i suoi gusti e sulle sue
fantasie verso di me!
- Finalmente qualcuno che capisce. Il mio sogno è uscirci a cena… il tuo?
- Anche a me piacerebbe molto, magari in un ristorante in riva al mare.
- A me piacerebbe che dopo mi portasse a passeggiare in riva al mare… e a te?
- Si anche a me… ovvio!
- E poi mi piacerebbe che ci coccolassimo tra la sabbia… a te?
- … Certo Nicky! Che domande sono!?

- e poi… mi piacerebbe che mi facesse sua… proprio in riva al mare tra la sabbia
e l'acqua… che mi stringesse forte forte e facessimo l'amore fino a mattina…
una… due, tre, QUATTRO volte! E a te?
Le ragazze erano tutte allibite! Avevo un po' esagerato con i particolari… mi
ero troppo immedesimato!
- Stavo scherzando ragazze!
- AHHHH!
Sospiro generale!
La serata finì così… fu la più dura della mia vita. Era troppo stressante
seguire i processi contorti della loro mente. Però gli ero rimasta simpatica…
volevano riavermi con loro! Usciì dalla camera che ero sudato… desideravo tanto
il mio lettino!!!
Alzai lo sguardo e rimasi sconvolto… c'era Aj, che si dirigeva verso di me…
COSA CI FACEVA LI???? Feci finta di leggere la bacheca… non avevo via di fuga!
Si avvicinava di più… sempre di più… ero finito!!

NELLA TANA DEL LUPO

Il tanto sognato fine settimana finalmente arrivò. Basta rossetti, collant,
reggiseni… finalmente tornavo a indossare boxer giganti, scarpe comode e alla
vecchia filosofia di vita del dolce far niente.
Andai agli studi per il resoconto sul mio lavoro. Non erano soddisfatti. Non
avevo trovato niente di piccante… avevo solo collezionato figuracce. Tutta la
troupe, Spilberg compreso, avevano fatto scommesse sul lieto fine della storia
d'amore tra me e Aj.
Tornai a casa stressato e distrutto. Ascoltai i messaggi della segreteria. Molti
erano di ragazze che si chiedevano dove ero finito. Due invece erano molto
interessanti:
" Ciao Nick… sono Howie… penserai che sono un cattivo amico visto che da quella
volta… non mi sono più fatto sentire. Ma non sono qui per giudicarti anzi…
stasera grande rimpatriata… tu, io, Aj,Kevin e Brian. A casa di Aj per le nove…
non mancare."
"Ehi biondo che fine hai fatto? Stasera fiumi di birra alla tana del lupo. Io,
tu e il ragazzo prodigio... a dooooooooopo!"
La stanchezza mi diceva:
"Nickkkkkk… guarda quel letto soffice soffice. Non è molto meglio di una serata
passata a gareggiare a rutto libero?"
Ma un'altra vocina si faceva sempre più forte:
"Falli neri… VENDICATI"
Alle nove ero davanti a casa di Aj. Mi venne ad aprire il cameriere. Li trovai
già stesi sul divano con in mano una birra. Appena mi vide D. si mise a sedere
composto ed arrossì tutto.
- Ehilà uomo dall'intelligenza di un castoro!… siediti.
Mi misi seduto vicino ad D. guardandolo con occhi da cerbiatto innamorato. Lui
si spostò un poco.
- Che fine avevi fatto?- mi chiese Aj
- Lavoro. Mi prende tutta la settimana. È un grande progetto. TOP SECRET. Voi
invece che mi raccontate?
- Prima di incominciare le chiacchiere vado a prendere un po' di birre.
L'aria si fece pesante. D. guardava da un'altra parte… era il momento della mia
vendetta!!!

- Howieeeee posso farti una domanda?
- Certo siamo amici.
Dalla voce si capiì che oltre ad essere in imbarazzo ci teneva a sottolineare
quella parola AMICI.
- Ecco… ho due biglietti per Cat's, il musical. Ci verresti con me?
- Io, tu… e Aj?
- No… Io e tu!

- Ma… a te non è mai piaciuto il balletto!
- Non l'ho mai voluto ammettere ma è sempre stata la mia passione. Il ballo, il
canto, gli uomini in calzamaglia… non so se mi capisci?!
- No Nick… non ti capisco… io.. ecco… non sono come te!
- Ne sei sicuro?
E mi avvicinai al suo volto.
- …
Arrivò Aj. Dovevo riprendere i panni del macho etero in sua presenza. D. era
visibilmente scosso, faceva fatica a respirare. Probabilmente stava ringraziando
tutti i santi del cielo.
LA serata prese il suo solito via. Il tempo passava tra un racconto spinto di
Aj, battutine reciproche e birre… molte birre. Alla fine l' alcool parlava al
posto nostro:
- Lo sapete ragazzi… questa settimana ho incontrato la donna della mia vita!

- Ah si? E chi è?- Chiesi
- Va a scuola con mia sorella. È la sua compagna di stanza. Un angelo!
Stava parlando di me! Ero io l'angelo!

- e com'è fatta? Come si chiama?- chiese D.
- Capelli biondi e due occhi color azzurro. Un paio di tette da paura!
- Siamo felici per te. - speravo di tagliare corto, non mi piacevano questi
discorsi da bar nei miei confronti!
- E non solo…. A letto è una BOMBA!
Questo era troppo. C'eravamo dati solo un bacio (contro la mia volontà) e già
andava in giro descrivendomi come una facile. Si meritava una lezione. Stavo per
alzarmi (prima dovevo cercare di far fermare la stanza) quando…
- Magari. Ti sarebbe piaciuto!
Riconoscevo questa voce! Era Amber!
- Che ci fai qui sorellina… non stavi studiando?
- Si ero immersa nello studio ma quando sento queste cose non posso stare zitta!
Nicky è una brava ragazza. Non ti ci ha fatto nemmeno sperare! Sei solo parole
fratellone.
- Non ti preoccupare conosciamo tuo fratello. - disse D.
- Ehi tu mollusco! Perché guardi mia sorella con quella faccia da ebete. Non
starai facendo mica strani voli di fantasia!
Aj aveva ragione. Ero rimasto con un'espressione da perfetto idiota dal momento
in cui era entrate. Mi aveva colpito. Il suo modo di difendermi mi aveva
impressionato. La conoscevo da poco ma sapevo quanto la scocciava parlare con
dei ragazzi che non conosceva! Inoltre odiava interrompersi durante lo studio…
ma per me lo aveva fatto… cioè per Nicky!
- Amber… ti presento mister faccia inebetita Nick Carter
Arrossì e mi porse la mano. Io mi ripresi e la salutai.
- Ciao Amber. Piacere di averti conosciuto.
Se ne andò in silenzio. Per lei doveva essere stato sconvolgente fare la
conoscenza di una star della musica del mio livello!
Aj continuò un lungo monologo su questa donna dei sogni (cioè io). A essere
sincero un po' mi lusingavano tutti quei complimenti.
D. si addormentò e Aj continuò fino le due con il suo parlare e parlare!
- Waaaaaa… ho sonno Nick. Portati via questa carcassa. La strada la sai… io vado
a nanna. Notte.
- Notte Aj.
D. non regge l'alcool… in quelle condizioni non lo avrebbe svegliato nemmeno un
colpo di cannone. Lo caricai in macchina e lo portai a casa sua, lo sistemai nel
letto, lo spogliai (le mutande no… non ne avevo il coraggio) e me ne andai.
Ah dimenticavo! Gli scrissi anche un biglietto:
"Grazie per la nottata indimenticabile… tuo per sempre Nick".


PRIMO ED ULTIMO BACIO

La mattina seguente fui svegliato dal campanello: era Howie! Avevo gli occhi
rossi, i capelli tutti arruffati e una faccia distrutta. Appena aprii la porta
si precipitò in casa:
- Buongiorno D. - dissi sensuale e mi avvicinai come per dargli un bacio, lui
per evitarlo cadde nel divano.
- Nick cosa voleva dire quel biglietto? Cosa è successo ieri sera?
- Non te lo ricordi? Ho scoperto un nuovo lato di te… direi inaspettato!
- Ti prego! Ho bisogno di sapere la verità.
Continuare a torturarlo mi sembrava sadico… anche perché D. si faceva prendere troppo
dalle cose e dai problemi… probabilmente avrebbe tentato il suicidio!
- Niente idiota! Eri talmente fuori che ti ho riportato a casa e ho deciso di
prenderti un po' in giro.
- UN PO' IN GIRO!?? Mi sono lavato i denti con l'ammoniaca stupido. Cosa ti ho
fatto di male?
Ancora non potevo dirgli la verità. Non avevo in mente nessun'altra scusa per
spiegare l'abbigliamento con cui mi aveva trovato quella mattina.
- Su calmati amico… era uno scherzo! Non sei il mio tipo.
C'era rimasto visibilmente male. Pensava che fossi innamorato di lui
evidentemente.
- E perché? Cos'ho che non va?
- Non mi piaci. Hai i capelli che sembrano una padella, non sbatti mai gli occhi
e poi non hai spina dorsale! Ora basta di parlare di questo. Se non hai
nient'altro da dirmi io ho da fare.
- Mi ha appena telefonato Aj. Stasera da una delle sue feste piene di modelle
nella sua barca.
- Ok ci vediamo stasera. Ora smamma.
Se ne andò. Incominciava a infastidirmi davvero averlo tra i piedi, ma in fondo,
in circostanze normali, era uno dei miei migliori amici. Dovevo aspettare che
questo momento della mia vita finisse per poi ritornare alla normalità.
Le feste di Aj vengono sempre benissimo. Invita un sacco di ragazze bellissime
sperando di portarsele tutte a letto ( non ci è mai riuscito!). Per l'occorrenza
mi ero proprio messo in tiro. Jeans, camicia e giacca! Ero proprio bello!!!
Arrivai un po' in ritardo, giusto per fare una delle mie entrate sceniche! D.
ballava un po' timidamente vicino a un gruppo di ragazze. Non gli dissi niente
ma avevo la netta impressione che fossero dei trans! Avrebbe scoperto la verità
sulla propria pelle. Andai da Aj che stranamente se ne stava in disparte senza
infastidire nessuna.
- Ehi Aj!
- Finalmente sei arrivato femminuccia.
- Come mai non salti all'attacco? Ci sono un sacco di belle ragazze… non ne
approfitti?
- Lo sai che il mio cuore non è in questa barca… è di Nicky, la dolce Nicky!
Ma allora sei ostinato!!! Che piattola, avevo capito che sarebbe stato difficile
togliermelo dai piedi.
- Posso darti un consiglio?
- Dimmi
- Fatti una vita!
- Simpatico! Tu bevi questo che ci penso io a te.
Se ne andò un attimo, io scolai il mio drink guardandomi un po' intorno. Non
avevo voglia di fare lo scemo con le ragazze, avevo già abbastanza casini in
testa. Non feci in tempo a fidare il bicchiere nel tavolo che…. Una ragazza mi
si attaccò al collo e incominciò a baciarmi. Io rimasi a occhi aperti non
riuscivo a capire cosa stava succedendo. Vidi D. che mi guardava un po'
perplesso e Aj divertito alzando il pollice.
È vero… non avevo voglia di fare lo scemo… ma a tanta grazia piovuta dal cielo
non seppi resistere e ne approfittai. Non mi disse nemmeno il suo nome, doveva
essere una di quelle neo modelle che volevano farsi un cantante-attore per
diventare famose.
Mi accarezzava, mi baciava a volte con dolcezza e a volte con una passione
animale, le mani andavano da sole. Sapeva cosa fare, questo era certo. Mi
attaccò al muro, appoggiò il ginocchio alla parete e tirò un po' su il vestito.
Non so perché… non sapevo chi fosse però il suo profumo, la morbidezza dei suoi
capelli, il calore del suo corpo, la perfezione delle sue forme. Stavo proprio
perdendo il controllo. Mi dimenticai di quanta gente ci fosse, del lavoro, di D…
di tutti i problemi. C'eravamo solo io e lei. Spostò un po' la testa e mi baciò
il collo, poi i baci continuarono fino all'orecchio.
- Andiamo di sotto al coperto? Ti va?
Spostò la testa e mi guardò fisso negli occhi. Era Helen! Cosa ci faceva li? Che
cosa voleva da me?
- Ma.. ma tu come ti chiami?
- Helen. Io invece lo so come ti chiami. - e mi baciò di nuovo… io la staccai…
ero troppo sconvolto!
- Come mai sei a questa festa? Non sembri una modella… sembri più una
studentessa.
- Sono un'amica di Aj. Vado allo stesso college di sua sorella, una volta c'ha
provato con me e da quel giorno siamo amici. Strano… di solito nessuno mi da gli
anni che ho. Ora ti va o no di andare di sotto?
Mi baciò di nuovo. Lo sapevo che sarebbe stato meglio dire di no, che avrebbe
complicato tutto ulteriormente. Stavo per rifiutare quando… la mia mano si alzò,
si posò dietro la sua testa e con l'altra la strinsi forte a me. Scendevamo le
scale senza smettere di baciarci quando incominciò a togliermi la giacca e io ad
alzarle un po' la maglia e accarezzarle la schiena. Una volta di sotto in cabina
mi tolse la camicia e incominciò a slacciare la cintura.
- Scusatemi!
Le sorprese non finiscono mai… era Amber che visibilmente in imbarazzo incominciò
a riprendere i suoi libri.
- Cosa ci fai qui? Sempre tra i piedi? - disse Helen con il suo solito tono da
prepotente verso i confronti di Amber
- Ah! Sei tu Helen!?... ciao Nick. - Era tutta rossa. Non sapeva cosa fare - Ora
me ne vado. Scusatemi.
- Era ora vattene.
- Calmati ragazzina! Non vedi che se ne sta andando!? I tuoi modi saccenti non
la faranno andare più veloce.
Dovrebbe esserci un dispositivo nel mio cervello mal funzionante. Quello che
prima di parlare, una volta formulato un pensiero, decide se è adatto da dirsi!
Io parlo sempre a sproposito. Probabilmente dal modo in cui mi guardava mi ero
giocato una bella serata! Amber aveva gli occhi che brillavano. Se ne andò
velocemente. Io stavo cogliendo i miei vestiti… sapevo che con il carattere che
si ritrovava Helen non mi avrebbe perdonato.
Mi prese le mani e face cadere i panni che avevo raccolto.
- Nessuno mi aveva mai parlato in quel modo…. Ora mi piaci ancora di più.
Mi prese per la cintura e mi fece cadere sopra il tavolo, salì sopra e… il resto
ve lo lascio solo immaginare. Una volta finito, eravamo nel letto uno accanto
all'altro. Lei stava dormendo. Quanto sembrava indifesa, non dimostrava quel
caratteraccio che aveva a volte. Mi dava le spalle e io un po' sollevato le
accarezzavo i lineamenti del volto, le palpebre,le labbra. Poi… si voltò verso
di me nel sonno… sembrava una bambina piccola. Sarei rimasto tutta la notte a
guardarla, a baciarla, a sentirla mia. Non lo so, ma riusciva a trasmettermi
qualcosa. Fare sesso insieme stranamente e diversamente con le altre, era stato
qualcosa di puro, quasi celestiale. Eravamo diventati un tutt'uno. Prima di
addormentarsi mi aveva fatto promettere che l'avrei ricercata! Non si
addormentava finchè non sentiva pronunciare quelle parole. Non sapeva che non
avevo bisogno di promettere… l'avrei cercata comunque e dovunque. Ora però
dovevo addormentarmi, il giorno dopo avevo scuola. Misi la sveglia alle sei e
mezzo, dovevo andare agli studi per il trucco. Erano già le tre… dovevo dormire.
- Notte Helen.
Un ultimo bacio.

RITORNO A SCUOLA

Il sole che entrava dalle finestre, l'odore di mare e di brioche calde, un
bigliettino sul cuscino probabilmente di Helen… cosa potevo desiderare di più da
un risveglio!? Sarei rimasto lì in eterno se… SE NON FOSSERO STATE LE OTTO!!!
Dovevo presentarmi dalla troupe per le sei e mezzo!!! Mi avrebbero licenziato,
Spilberg mi avrebbe licenziato e al mio posto avrebbe scritturato Leonardo di
Caprio, pure io mi sarei licenziato!
Mi rivestii in un baleno, misi il biglietto in una tasca, andai di sopra presi
una brioche, ringraziai Aj che sporgeva dalla barca (nausee mattutine post
sbornia) e mi diressi veloci verso la strada. Qualcosa però mi infastidiva e non
capivo cosa. Avevo D. che mi seguiva, che camminava al mio passo e intanto
parlava di chissà cosa.
- … io non capisco come sia successo… pensavo fossero delle ragazze, ma tu non
li hai riconosciuti?! Non avete un radar o roba del genere? Non avevo idea che
fosse una bottiglia e poi anche con quella torta non si dovevano comportare in
quel modo, ci sono rimasto male... e poi ieri sera che hai combinato? Bel gay
che sei… alla prima occasione te ne dimentichi!... e poi anche Aj
Qualcosa l'avevo capito. All'inizio si riferiva al qual gruppo di trans con cui
ballava all'inizio della serata. Avevo ragione io! Non se n'era accorto… chissà
fin dov'era arrivato. Poi mi sono perso, in seguito parlava di me e Helen, alla
fine mi sono perso di nuovo.
Non avevo tempo per ascoltarlo.
- Chiamami sabato. Ho un'urgente impegno di lavoro.
Arrivai agli studi alle otto e venti. Distrutto dalla sforzo umano non ne potevo
più di correre di qua e di là. Arrivò Spilberg con andamento lento.
Probabilmente aveva già mandato tutti a casa.
- Signor Spilberg… io…
- NON CI SONO SCUSE! QUESTO EVENTO AVRA' LE SUE CONSEGUENZE!
- Ma…
- NON CI SONO MA! Com'è possibile che l'attore arrivi prima di tutto la staff.
Sono dei buoni a nulla! Ieri sera hanno fatto una mega festa e oggi sono tutti
in ritardo! Anche tu Nick ormai è da molto che aspetti, sarai stanco di stare ai
loro comodi.
- Be… il lunedì è traumatico per tutti… dobbiamo capirli ed essere clementi con
loro.
- Capirli si… clementi no! Non mi hanno nemmeno invitato… sono cattivi!!!!
Una stella in cielo mi aveva salvato. Dovevo ringraziare il sonno, la nausea e
l'emicrania che avevano impedito ai miei colleghi di arrivare puntuali. Pian
piano arrivarono tutti. Ero pronto per un'altra durissima settimana da
femminuccia.
Una volta nella mia camera mi stesi un poco nel letto, non avevo voglia di
andare a lezione! Mi ricordai del biglietto di Helen che avevo portato via con
me.
" L'amore è composto da un'unica anima che abita in due corpi. Fatti sentire…
non farmi stare in pena!!!. Helen"
Incredibile! Non poteva essere la stessa che maltrattava Amber. Quel biglietto mi
aveva fatto venire una gran voglia di vederla. Andai nella sua camera ma non
c'era nessuno, vagai un po' senza meta per la scuola sperando di incrociarla ma
niente. Mi sedetti un po' sotto un albero stanco di cercarla senza successo
quando mi sentii uno scappellotto da dietro. Era lei! Bella, bellissima…
Avevo una voglia di stringerla che le mani quasi vibravano. Dopo i vari
convenevoli si sedette vicino a me e parlammo del più e del meno.
- Allora Helen. Com'è andato il fine settimana? - dovevo approfittare della
situazione per scoprire cosa pensava di me.
- Le solite cose…
C'ero rimasto veramente male. Speravo che non parlasse che di me e invece…
evitava perfino l'argomento. Cercai di fare l'indifferente.
- Anche il mio fin…
-Noooooooo!!! Non ce la faccio Nicky! Non posso stare zitta mi esce fuori da
solo… se non lo dico a qualcuno scoppio e non so perché a te sento di dirlo! Ho
conosciuto Nick Carter.
- No… il cantante? Quel figo dei Backstreet Boys!? Te l'ha fatto l'autografo?
- Ma che autografo Nicky!!! Abbiamo dormito insieme non so se rendo l'idea.
- Mi stai prendendo in giro
- Lo so… è troppo bello per essere credibile. Anche io lo racconto e non ci
credo. Forse non è successo veramente.
- E com'è? Ci sa fare? È carino? È dotato? Russa quando dorme? Vorresti
continuare? Storia seria o una serata e via?
Volevo raccogliere più informazioni possibili… forse avevo esagerato.
- Wow quante domande. Diciamo che non sono mai stata così bene con un ragazzo
anche se…
- Anche se?
- Quanta colonia mette! Ho rischiato di morire asfissiata. A parte quello è
dolce, passionale, bravo… speriamo bene.
Si era messa a giocherellare con il pezzo di erba che aveva tra i labbri. Gli
occhi dicevano più delle sue parole su quanto tenesse a me.
Tornai in camera e c'era Amber. Mi raccontò anche lei del suo week-end e anche con
lei si finì con il parlare di me!
- … così Aj ha portato un po' di suoi amici a casa e ho conosciuto Nick Carter
ed Howie Dorough. Hai presente?
- Si. Che impressione ti hanno fatto?
- Tutti e due carini e simpatici. Uno però più degli altri, sono stata tutto il
fine settimana con la sua immagine davanti ai miei occhi….
Avevo fatto un'altra vittima…
- …QUANTO E' CARINO HOWIEEEE!!!!!!
Quelle parole mi pesavano come macigni. D.!!! Aveva di fronte me e pensava ad
D.!?
- e Nick?
- Mi è sembrato uno spaccone, un ragazzino senza cervello. Simpatico, carino ma
il solito ragazzo che non sa di niente, che ha solo il viso carino. Invece D.…
la sera dopo alla festa abbiamo parlato molto. Lui era un po' sconvolto… una
storia lunga con dei trans, una torta… e alla fine siamo rimasti io e lui a
parlare della scuola, del cinema…. Forse potrei piacergli.
- Spero per te di no! Non mi sembra poi così carino.
Bussarono alla porta. Andai ad aprire era un fattorino.
- è lei la signorina Nicky Basey?
- Si sono io.
- Abbiamo dei fiori per lei.
- Grazie! - e presi in mano il mazzo
Feci per chiudere la porta quando… uno, due, tre, quattro…entravano e uscivano
fattorini con fiori di ogni specie e ogni colore. Dopo mezz'ora di vai e vieni…
- Amber? Ci sei?
- Si Nicky… sono tra le betulle e i fiordaliso.
- È opera di tuo fratello! Quel defi… etch.. SONO ALLERGICA ai fiori!!!

Due ragazzi nel college

Eravamo al mercoledì. Erano passati già 4 giorni dalla sera in cui avevo
conosciuto Helen e ancora non l'avevo richiamata. Come potevo in quelle
condizioni!? Con i panni da ragazza c'avevo parlato ed era veramente triste, non
si spiegava il mio comportamento. A me faceva veramente male vederla in quel
modo per colpa mia, ma fino al prossimo fine settimana non potevo richiamarla.
Amber era in biblioteca come a suo solito, io ero in camera mia e intanto dalla
finestra osservavo Helen che parlava nei gradini dell'edificio con un po' di
ragazze. Si stava già facendo buio ma riuscivo ancora a distinguerla. Da quando
avevamo dormito insieme ero diventato il suo angelo custode. Stavo sempre con
lei, anche se faceva male non poterla stringere o baciare. Nei momenti in cui
non potevo stare con lei l'osservavo sempre da lontano. Due ragazzi si
avvicinarono all'entrata…
"Chi sono quei due?... ma dove vanno? non sanno che i ragazzi non possono se non
sono parenti!? E di notte poi anche se sono parenti non possono entrare
comunque?... ehi… ehi… uno di quei brutti ceffi si avvicina a Helen… LE BACIA
UNA GUANCIA… ma chi cazz… e l'altro!? Cos'è un uomo o una donna? Oh no!...
sono…"
Erano Aj e D… entrambi muniti di un gigantesco mazzo di rose. Ero tranquillo…
non li avrebbero mai fatti entrare. A meno che… ecco giusto per l'appunto che
Helen li porta nel retro, li avrebbe fatti entrare dalla palestra dove non c'è
mai nessuno!
Sicuramente Aj sarebbe venuto da me e non potevo sopportarlo ancora… in più
Howie mi aveva visto vestito da donna. Forse lui, a differenza di Aj,
aveva un neurone in più e mi avrebbe riconosciuto!
Dovevo nascondermi ma dove… dove??? Uscito dalla camera mi nascosi dietro
l'angolo del corridoio per vedere cosa accadeva. Ecco i due ebeti davanti la mia
camera. Helen dietro di loro divertita.
- Donna! Apri!
Quando Aj si comportava così mi chiedevo come mai non avesse ancora la ragazza!?
- Dai non farmi aspettare qui! Aprimi… ho una sorpresa per te! Tanto lo so che
ci sei…
Non era per andarsene, lo conoscevo. Quello che non mi spiegavo era D.. Cosa ci
faceva qui con un mazzo di rose? Per chi erano? Pensai che fossero per Amber…
aveva detto che si erano conosciuti alla festa e che c'era simpatia. Furono dei
minuti interminabili… non passava un attimo.
Helen con il sorriso sulle labbra fece per andarsene… quando… D. la prese per un
braccio e si spostarono un poco da Aj, che intanto imperterrito continuava il
suo monologo con una stanza vuota.
- Dimmi. Posso aiutarti? - disse gentilmente Helen, un po' sconcertata visto che
non si conoscevano.
- Si vedi… ti ho notato alla festa e mi sei rimasta impressa… così mi sono un
po' informato e volevo chiederti se ti va di uscire.- le porse le rose.
Bastardo… sapeva benissimo che era stata con me, probabilmente ci aveva provato
proprio per entrare in rivalità! Avevo fiducia in Helen e in quello che c'era
tra noi.
- Guarda non mi va. Non posso dirti che sono impegnata ma diciamo… che sto
aspettando una persona!
- Se parli di Nick puoi pure perderci le speranze… io sono suo amico lo conosco!
Scommetto che dal giorno della festa non ti ha più richiamato.
Non potevo credere di sentire il mio migliore amico parlare in quel modo! Anche
se in fondo noi giocavamo molto con le ragazze… non sapeva che questa mi
interessava veramente.
- In effetti non mi ha richiamato. Ma… ma perché dici che non mi richiamerà?
- Non so nemmeno perché ci sia venuto con te… diciamo… che non sei il suo tipo.
Lui cerca qualcosa di totalmente diverso. Forse quella sera aveva un po' alzato
il gomito e certo che… anche tu con i tuoi modi di fare dai poco tempo ai
ragazzi per dirti di no!
Helen aveva gli occhi lucidi. Quel deficiente era riuscito a infangare me e a
far passare da puttana lei. Lei poverina stava per scoppiare a piangere. Fece
giusto in tempo a ringraziare per i fiori e correre in camera. D. soddisfatto
ritornò vicino a Aj che non dava cenno di arrendersi. Io ero furioso… le mani mi
vibravano… dovevo farli andare via da qui… non vedere i loro brutti musi per un
po' di tempo. Mi guardai un po'intorno e poi… una fantastica idea.
Afferrai l'estintore che era nel corridoio, lo azionai e li attaccai a suon di
vapore. Erano tutti bianchi e allibiti. Mi guardavano spauriti e incuriositi.
Sollevai l'estintore e lo tirai addosso a Aj che cadde a terra.
- Oddio quanto mi piace!
Poi presi per il collo D, lo sollevai da terra e lo attaccai al muro.
- Tu… lurido mollusco senza colonna vertebrale! Come puoi offendere la mia
amica, le hai dato della poco di buono. Ti giuro che se ti rivedo nei paraggi o
se solo sento il tuo fetido odore che gira per questi corridoi… ti giuro che te
li faccio sgranare per davvero quei occhi da pesce palla che ti ritrovi. - lo
lasciai cadere a terra, stava boccheggiando! - Mentre tu… sei un rompipalle, mi
perseguiti, non mi lasci vivere e ti prego credimi se ti dico che… non ti
considero nemmeno un essere umano ma una scimmia incredibilmente simile
all'uomo. Il prossimo mazzo di fiori ti lascio immaginare dove andranno a
finire. -
- Mamma mia! Non sai cosa ti farei quando fai così la cattiva.
- Fuori! Non farti più vedere… voglio dimenticarmi questo brutto muso che ti
ritrovi… FUORI IDIOTI
La voce mi era cambiata, era tornata quello da uomo. D., che probabilmente al
suono della mia voce pensò al demonio, stava rintanato in un angolino, aveva
tirato fuori un rosario e stava pregando. Aj sapeva del mio problema, ma vedendo
l'amico vicino a un esaurimento nervoso, mi fece occhiolino e andò a prendere
Howie (ormai era vicino al coma celebrale e dovette caricarselo sulle spalle).
Finalmente mi ero liberato di loro!
Entrai in camera esausto. Non ce la facevo più a reggere questa situazione e
poi… Helen… cosa stava pensando di me in quel momento?
Non mi importava dello show… per un po' avevo bisogno di staccare. La voce ormai
mi era tornata normale e ancora avevo i miei panni da uomo nella borsa. Mi
cambiai e nascosi per bene tutto il mio travestimento, in qualche modo mi sarei
truccato da solo l'indomani. Non sapevo come la potevano prendere Spilberg e lo
staff ma non mi importava… dovevo vedere Helen.
Andai nel corridoi e bussai alla sua camera. Mi aprì, era scocciata dal vedermi.
Feci per salutarla quando mi tappò la bocca e mi portò fuori nel parco della
scuola.
Andammo vicino al laghetto. Lei si avvicinò all'acqua e incominciò a
giocherellare, io dovevo dire qualcosa, non potevo fare il colpevole o sarebbe
stato come dare ragione alle parole di D.
- Non mi dai neanche un bacio!? Dopo quattro giorni dal nostro incontro… forse
ho sbagliato a venire?
- …..
- Ehi Helen cosa hai fatto?
- Perché non mi hai cercato prima?
- Ci siamo incontrati in un periodo particolare della mia vita. Ho molto da
lavorare, stasera mi sono liberato per miracolo. Di solito ho solito il week-end
libero, non è un bel periodo per incominciare una storia…
- Ho capito. So già il seguito… non continuare. Ci vediamo.
Corse via… la ripresi per un braccio, la stavo stringendo quasi da farle male.
- Non hai capito niente stupida! Anche se non è il momento questo può solo voler
dire che ci vorrà pazienza da entrambe le parti perché a me non va di finirla
così.
- …
Le tolsi i capelli dal viso, la strinsi forte a me e la baciai.
- Credimi
- Ti credo… ti credo!
Mi era piaciuta molto in questa occasione. Non mi aveva tirato fuori la storia
di Howie, non aveva fatto domande che avrebbero potuto inclinare tutto. Come io
capii dai suoi occhi che mi credeva, lei lesse nei miei che si poteva fidare,
che non le avrei fatto del male.
Passammo tutta la notte stesi nel prato abbracciati a guardare le stelle. O
meglio… la stella! Si, perché lei ne guardava una solamente, si fissava su di
essa e lasciava volare i pensieri. Lo trovai buffo e tenero… anche un po'
strano.
- Se ti va di salire… le mie amiche se ne possono andare, basta non fare troppo
rumore.
- … Stiamo qui stanotte. A volte parlare è meglio del fare l'amore…
- non ti credevo così romantico. Ok allora passeremo sempre così il nostro
tempo!
- Ehi aspetta… ho detto a volte!
È strano come un minuto può essere relativo. Può essere interminabile o quasi
impercettibile. Con lei il tempo volava… spuntava il sole e ancora non ero
stanco di sentirla vicino a me.

DALLA PADELLA ALLA BRACE

La mattina seguente, una volta salutata Helen, mi dovetti infiltrare di nascosto
in camera senza farmi vedere. Fortunatamente tutti stavano dormendo ancora,
erano appena le sei. Entrai in camera il più silenzioso possibile. Amber di solito
si addormentava in biblioteca e tornava verso le otto per cambiarsi ma dovevo
essere prudente comunque. Un po' di luce entrava dalla finestra… BOOM! Colpii la
scrivania e un quintale di libri mi caddero nel piede…
- P***A P*****A! Libri del C***O!
Accortomi del grosso pasticcio in cui mi potevo essere ficcato stetti un po' in
silenzio, non vedevo bene nella penombra. Una stella in cielo mi era vicino, non
mi aveva sentito nessuno.
- Grazie signore! - bisbigliai
- Nick!? - Una voce dal corridoi! ERA Helen.
- Nick… ho sentito la tua voce cosa ci fai li dentro!
Panico!!! Non sapevo cosa fare, dove sbattere la testa.
- M- ma che cos..
Noooooo! Amber era in camera e si stava svegliando! Feci per andare di qua… feci
per andare di la… era troppo tardi… mi stava guardando cercando di focalizzare
l'ombra che aveva davanti (era senza occhiali). Saltai sopra al suo letto e le
tappai la bocca.
- NICK!!! APRI QUESTA PORTA!!!
Helen era furiosa e Amber era scioccata, non sapeva cosa dire.
- Devi salvarmi! Va fuori e dì che dentro non c'è nessuno. Io mi chiudo dentro
l'armadio. - Le bisbiglia nell'orecchio.
Mi guardava scocciata e con fare di rimprovero. Non era per niente d'accordo!
- Ti prego! Dopo ti spiego.
Si alzò, aspettò che mi posizionai dentro all'armadio e aprì la porta.
- Posso aiutarti Helen?
- Tu! Non te la stai facendo con il mio ragazzo spero!?
- IL tuo ragazzo? Qui sono sola.
- Ho sentito una voce maschile… fammi entrare
- Era…
Helen l'aveva spinta via ed era entrata con prepotenza. Non vedendo nessuno
rimase impalata in mezzo alla stanza.
- Cos' era allora?
- Se avresti aspettato che io finissi la frase ti avrei spiegato che era la
televisione.
- … Non lo so… non mi piaci e mai mi piacerai. Spera che non ricapiti un
inconveniente simile… chiaro!?
- Certo.
…. Intanto nell'armadio…
" Sono fregato spacciato… ma cos'è quest'odore di formaggio e poi… lo spazio si
è dimezzato! Cos'è sta roba qui? Si muove… SI MUOVE… luce! Finalmente fuori"


- Amber! Che c'è nell'armadio?
- E no caro mio qui quello che fa le domande sono io!
Era Aj! Cosa ci faceva lì dentro!? E ora… che cosa avrei raccontato?
- Che ci fai nella camera della mia sorellina e della mia leggiadra fanciulla?
- Ma fratellone tu che ci facevi nell'armadio? E tu Nick?
- Io stavo aspettando che rientrasse Nicky per sbirciare un poco… tu
vermiciattolo che ci fai qua dentro? Non ti sarai mica infatuato della mia
ragazza?
Aiuto!!! Un'idea geniale e brillante che mi salvasse da quella situazione!
L'unica cosa che mi veniva in mente era che gli alieni mi avevano rapito e
rispedito nella terra proprio in quella camera… Aj ci avrebbe creduto, Amber no.
- No… non è per Nicky…
- E allora??? Ah… avevo visto giusto allora! Ok ti do il permesso.
- Il permesso?
- Per uscire con Amber. Se no… se non era per lei cosa ci facevi in questa camera?
- …..
- Hai indovinato!
- Ora vi lascio soli! Piccioncini… tanto ho capito che Nicky non è per tornare!
Bye bye!
La porta si chiuse alle spalle di Aj e nella stanza cadde un silenzio pesante.
Amber stava con gli occhi bassi… non osava guardarmi…
- Non so cosa ci facevi qua dentro. Forse è una verità difficile da dire e non
ti va di spiegare ma lo so che non ero io il tuo bersaglio… non dobbiamo uscire
insieme, lo so che non piaccio a uno come te… anzi… non piaccio a nessuno.
A parte il fatto che ormai se non ci uscivo Aj mi avrebbe tagliato a fettine, in
quel momento mi fece una tenerezza difficile da trattenere.
- Bhe! Mi lasci un po' senza parole perché il mio obbiettivo invece… era proprio
quello!
- Ma dici sul serio? E Helen… non avete una storia?
- Più o meno… di sesso più che altro. Infatti vorrei solo provare a uscire con
te… senza troppe pretese sul come potrebbe finire. Magari nasce una bella
amicizia.
Si era incupita. Erano le frasi che si sentiva dire tutti i giorni.
- … O magari qualcosa di più!
Sorrise! L'avevo fatta felice! Avevo esagerato, ma non sopporto di vedere tristi
le persone per colpa mia. Così però sentivo di tradire in qualche modo Helen… ma
non avevo scelta. L'appuntamento era per la stessa sera. Uscii dalla stanza e
sgattaiolai fuori dall'edificio aspettando l'inizio delle lezioni. Intanto mi
sentivo incredibilmente in colpa. Vivevo nella menzogna ferendo belle persone a
cui tenevo più della mia vita. Dovevo uscire con Amber stando ben attento a non
ferire i suoi sentimenti e senza farmi commuovere troppo dal suo faccino triste.
Non mi piaceva pensarlo ma quella sera l'avrei dovuta scaricare…
Un altro pensiero che mi piombò in mente era Helen. Ero veramente in grado di
portare avanti una storia? Non volevo rinunciarci per niente al mondo ma nemmeno
rovinare tutto per questa marea di casini che mi capitavano.

DUE RAGAZZE… UN APPUNTAMENTO

Erano le otto… tra un'ora avrei avuto l'appuntamento con Amber. Nei panni di
Nicky, in camera, osservavo i suoi preparativi. Mi aveva raccontato di questo
invito piena di enfasi e ora sembrava una bambina piccola di fronte un negozio
di dolci. La vedevo molto agitata, non sapeva cosa mettersi ne come truccarsi.
Io, a causa del mio forzato contatto con il make up, negli ultimi tempi
incominciavo a capirci qualcosa dei "trucchi del trucco".
- Nicky… sono agitata… è il mio primo appuntamento e non so dove mettere le
mani. Tu sei carina e sempre in tiro… magari fossi come te! Non so nemmeno come
si mette una matita. Ci tenevo ad essere carina.
Anche in quella occasione sentii una vocina dentro di me che mi diceva di
starmene buono e zitto da una parte… e come sempre non l'ascoltai!
- Se vuoi ti preparo io!
- Faresti questo per me! Sei un'amica!
- Innanzitutto caviamo gli occhiali per una sera… ne puoi fare a meno?
- Metterò le lenti per una volta. L'ho comprate tanto tempo fa ma non le ho mai
messe…
- Allora… un po' di matita… mascara… ombretto… un po' di fard… rossetto… i
capelli tirati su così… un bel paio di orecchini e…
- … e cosa? Sto male vero!? Non mi si addicono queste cose
- e… sei bella… veramente bella.
"Da mozzare il fiato pensai".
- Ma cosa dici Nicky! Non mi ci vedo proprio con queste cose in faccia! Ora come
mi vesto?
Alcune cose le trovai nel suo armadio… altre nel mio. Andò nel bagno a cambiarsi
e io intanto giravo per la stanza confuso. Non credevo che potesse divenire così
carina. Una bellezza semplice… genuina. Non avevo mai notato il colore nocciola
intenso dei suoi occhi e i suoi lineamenti a dir poco perfetti. Quelle
lentiggini che la facevano apparire goffa e ragazzina con un po' di trucco erano
la cosa più sexy che avessi mai visto. Mi stavo per sedere nel letto,
incominciava a girarmi la testa, ma poi uscì dal bagno e… liscio… caddi per
terra a bocca aperta!
- Ma che fai Nicky!? Come sto? Non è esagerato?
Le avevo fatto indossare una semplice minigonna di jeans con una camicetta
bianca appena slacciata. La sua bellezza non si fermava solo ai lineamenti…
anche le sue curve erano tutte al posto giusto!
- … Bella… bellissima
- Non mi prendere sempre in giro… ora è troppo tardi per cambiarsi. Ciao e
grazie… sei un angelo
Uscì dalla porta e io ancora culo a terra con la bocca tipo "pista di
atterraggio per mosconi"! Dovevo raggiungerla presto ero già in ritardo. Mi
struccai, pettinai, vestii in cinque minuti. Uscii dalla porta piano piano,
facendo attenzione che ci fosse via libera. Dovevano essere tutte alla mensa… ma
feci attenzione comunque. Passai davanti alla porta di Helen con il cuore in
gola, con gli occhi chiuso e trattenendo il respiro… ero arrivato quasi
all'uscita d'emergenza.
- Nick!!!
Beccato! Era troppo facile… era filato tutto troppo liscio.
- Helen!
- Sei venuto a farmi una sorpresa!? Ma la mia camera è questa… entra dentro se
no ti beccano.
Situazione perfetta! Io e lei in camera da soli… ma avevo comunque una voglia
irresistibile di andare da Amber. Ancora mancava un quarto d'ora
dall'appuntamento.
- Come sono felice che sei qui! Ti ho pensato ogni secondo oggi… avevo una
voglia pazzesca di vederti e ti ho trovato proprio davanti a me.
Mi abbracciò e mi baciò.
- Ma cosa hai fatto? Perché non parli?
- No è che… non ho tempo. Volevo solo vederti cinque minuti e p…
Mi spinse dolcemente nel letto, si stese sopra a me. Si alzò con il busto per
togliersi la maglia, mentre mi guardava con fare di sfida…
- Ne sei sicuro?
Mi baciò di nuovo e intanto mi slacciava i calzoni! Non chiedevo niente di
meglio se non stare da solo con lei… ma non potevo divertirmi pensando che Amber
mi stava aspettando.
Chiusi gli occhi e la spinsi a terra. Era arrabbiatissima.
- Non posso proprio Helen - l'aiutai a rialzarsi - Cerca di capirmi… sono pieno
di lavoro
- Fai come vuoi…. Anzi no… facciamo come voglio io: sparisci!
- Hel…
- SPARISCI!
- Ti telefono domani.
- Non mi interessano le tue telefonate.
Me ne andai. Se restavo li a litigare avrei rischiato di non riuscire più ad
andarmene. Ci avrei pensato il giorno seguente a lei… ora dovevo vedere Amber.
Arrivai all'appuntamento con venti minuti di ritardo. Mi scusai una ventina di
volte! La serata era filata incredibilmente perfettamente. Avevamo cenato in una
pizzeria molto alla mano (l'aveva scelta lei). Purtroppo era piena di ragazzine
che mi piombavano addosso per un autografo o una foto. Però mi ero divertito.
Non era il solito posto chic o snob… potevo liberare la bestia che è in me senza
fare tanto caso all'etichetta. All'inizio lei era molto intimidita, ma con il
seguire della serata era diventata spigliata, socievole e simpatica… non avevamo
smesso di ridere un secondo! Poi avevamo finito la serata incamminandoci verso
il college. Passeggiavamo in un ponte sopra il laghetto dei cigni. La luna
rifletteva nell'acqua e io ancora mi stavo asciugando le lacrime dalle risate…
poi… lei si fermò e si girò verso di me.
Mi guardò fisso e io la guardai preoccupato perché non avevo l'avevo mai vista
così seria. Abbassò lo sguardo a terra e mi prese la mano.
- Cos'è un gioco Nick? Dimmelo sinceramente
- Cosa? Non capisco?
- No perché se sono un gioco lo vorrei sapere. Sai com'è prima che sia troppo
tardi, prima che prendi una bella batosta, tanto da non poter smettere di
pensarti. Perché non sono come quelle modelle che ti porti a letto, per me un
appuntamento come questo resta indimenticabile. Mi fai dimenticare tutti i miei
problemi, la scuola, il fatto che sono una secchiona derisa da tutti. Stasera
non ho pensato a niente e poi quando mi guardi… lo so sbaglio… so anche che non
è vero… ma mi sento la donna più bella del mondo. Non so neanche perché… non mi
piacevi all'inizio. Ma da quando mi hai invitato non smetto di pensarti e poi..
c'è anche Helen che non so cosa sia per te ma…
Aveva parlato in meno di un minuto, senza riprendere mai fiato. Si era fermata
ed aveva alzato lo sguardo verso di me. Pose le mie mani nei suoi fianchi…
dolcemente si alzò in punta di piedi e mi baciò dolcemente.
- … ma mi piaci Nick
Rimasi impalato a guardarla mentre si dirigeva all'entrata. Avevo un caos totale
nella testa. Di solito le miei storie avevo tutto fuorché i sentimenti… stavolta
avevo due ragazze che entrambe mi trasmettevano belle sensazioni. Due belle
ragazze che non si meritavano assolutamente di soffrire per un imbranatello come
me. Non volevo pensare alle conseguenze di quello sfiorarsi di labbra. Una
serata come quella non poteva essere sporcata da pensieri noiosi e preoccupanti.
Mi sfiorai le labbra e camminai ancora un poco… senza pensare a niente…
camminando soltanto.


NESSUNO PER ME

La mattina dopo l'appuntamento con Amber era sabato quindi non avevo scuola. Mi
ero svegliato nel mio caro vecchio appartamento con un sacco di pensieri per la
testa. Mi sentivo in colpa per Helen ma quel bacio con Amber mi aveva aperto le
porte di un nuovo mondo. Io…, il ragazzo che tutte amavano per come appariva nei
video, amato x la sua voce, amato per quello che era. Helen era importante per
me, ma c'erano delle parti del suo carattere che mi teneva nascoste e non potevo
accettarlo. E poi… con Amber… era qualcosa di assolutamente puro semplice.
Qualcosa che non avevo mai provato prima. Tutte… tutti… da me si aspettavano
sempre tanto mentre lei, l'unica cosa che mi chiedeva era di essere me stesso e
io… solo con lei riuscivo ad esserlo. Forse proprio perché la vita con me era
stata generosa, non avevo mai capito che sarei dovuto andare oltre i flash e i
lustrini che avevo attorno ventiquattro ore su ventiquattro. Quella mattina
capii che al di là di tutto… più in profondità di qualsiasi cosa c'eravamo solo
io e lei. Anche se volevo far finta di niente perché non la consideravo la mia
donna ideale mi resi conto che dal primo giorno che la conobbi prese un posto
importante nel mio cuore. Solo quello sfiorarsi di labbra, quel mescolarsi di
anime, mi face capire che mi sbagliavo: non era importante ma fondamentale.
Proprio mentre ero assorto nei miei pensieri capii che tutto quello che avevo
dentro doveva uscire, esplodere ed essere visibile al mondo intero. Presi le
chiavi della macchina e corsi fuori di casa… volevo vederla.
Per la prima volta nella mia vita avevo le idee chiare. Sapevo cosa sarebbe
stato giusto per me e che l'unica cosa che contava era raggiungere quel
obbiettivo... raggiungere la mia vita insieme a Amber. Arrivai a casa di Aj, lei
si doveva trovare lì. Suonai il campanello e ad aprire la porta mi trovai Aj.
- Heilà siamo mattinieri oggi! Cosa vuoi moscerino?
- Niente da te. Sono qui per Amber. Dov'è?
- È di sopra
Corsi verso le scale… facendo due gradini per volta…
- … sarà contenta che sei venuto a salutarla!
Mi voltai verso di lui. Lo guardavo in silenzio sperando di vederlo scoppiare in
una risata… sperando che fosse solo uno dei suoi brutti scherzi… sperando di
aver sentito male.
- Ripeti
- Ho detto che sarà felice che sei qui per salutarla. Da quanto oltre ad essere
stupido sei anche sordo?
- Stai scherzando!? E dov'è che va?
- Ma non è che c'ho capito molto…
- HO DETTO DOV'E' CHE VA!
- Sto partendo per Parigi, Nick.
Era dietro di me. Per la prima volta anche se non era in tiro come la sera prima
pensai che fosse bellissima. Aveva gli occhi rossi e in mano un sacco di valige.
- A fare cosa? Se è uno scherzo non è divertente dimmi subito perché te ne stai
andando.
- Ha vinto una borsa di studi tre mesi fa e ieri sera ha deciso di accettarla.
- TU STAI ZITTO! Allora è vero?
- … si
- Ieri sera!? HAI DECISO IERI SERA!? Allora tutte quelle parole, le risate, il
bacio… cos'erano!? Una motivazione per andartene?
- No… è che..
- Zitta! Non voglio sentirti parlare. Sei come tutte le altre… ne più ne meno.
Volevi una bella serata con un cantante famoso… l'hai avuta. Ora sarai felice!?
Ora avrai qualcosa da raccontare a Parigi. Complimenti! C'ero cascato. Pensa che
sono venuto fin qui solo per dirti che…
- Per dirmi cosa?
- Non ha più importanza. Divertiti.
Aj era impalato nel mezzo della stanza… non sapeva cosa era successo e si era
perso il senso della maggior parte dei discorsi.
80… 100… 120… 150… andavo in macchina velocissimo perché solo con l'aria che mi
colpiva in faccia potevo rendermi conto che non stavo vivendo un brutto sogno.
Sbagliavo ad aprirmi con la gente, venivo sempre colpito alle spalle… o al cuore
in questo caso.
Chissà perché mi aveva trattato come un giocattolino!? Non era la persona da
fare certe cose… e poi quei occhi rossi… non poteva essere tutta una recita!
Non sapevo rispondere a le tante domande che mi frullavano per la testa e non
volevo proprio pensare a niente… ne a lei ne a Helen. Volevo solo scordarmi di
tutto… pensare solo a me stesso.
Continuai a viaggiare con la macchina tutto il giorno fino a quando non fu sera
e per caso mi ritrovai davanti alla casa di Helen. Mi fermai e rimasi a pensare
dieci minuti. Appena mi venne abbastanza coraggio scesi dalla macchina e suonai
al campanello. Mi fece entrare senza dirmi una parola e freddamente mi invitò a
sedermi nel divano. Evidentemente non mi aveva perdonato per averla lasciata da
sola la sera prima. La volevo lasciare… ero stanco di stare con qualcuno con la
costante paura di essere preso in giro.
- Allora? Cosa sei venuto a fare?
- …
- Vuoi finirla qui?
Feci di si con la testa.
- Me lo aspettavo. Fai un po' come ti pare.
- … non te ne importa?
Un po' ero rammaricato… non credevo di valere così poco per lei ma da un altro
punto di vista ero sollevato dal modo in cui l'aveva presa. Lei stava versando
il caffè in una tazzina. Sembrava molto calma. Mi guardò e me la lanciò…
l'evitai per poco.
- CERTO CHE NON MI VA BENE COSì STUPIDO IDIOTA! Non voglio più essere presa per
una facile o essere una ruota di scorta. L'ho visto come la guardi a quella
racchietta! Cos'è che ha che io non ho? Perché…
E dagli occhi scesero due lacrime
- … perché non mi puoi amare? un poco… un niente. Quando stiamo insieme siamo
perfetti ma ti sento come se stessi fingendo. Cosa c'è in me che non va! COSA!
COSA!
Non sapevo cosa dirle. Aveva ragione. Avevo solo creduto di amarla… avevo solo
pensato che fosse speciale. Lo sentivo a pelle ma dentro, in profondità, non
l'avevo mai sentita indispensabile.
- Non sai cosa dire Nick!? Di che ti volevi fare solo una bella scopata ed esci
di qui… ESCI!
Ritornai nella macchina e continuai a girare senza meta. Per tutto il week-end
non chiusi occhio e non mi fermai neanche un secondo. Avevo fatto bene o avevo
fatto male? Forse la brava ragazza in realtà era quella cattiva e viceversa.
Intanto stavo male da matti… avevo ed ero stato preso in giro. Forse la mia
unica realtà era la finsione. Stavo in pace solo con i panni di Nicky… solo
quando non ero me stesso. Recitando… potevo dimenticare di essere solo un
ragazzino con poco da dare e da provare. Potevo indossare mille maschere, essere
mille personaggi in modo da poter dimenticare di essere me stesso.

GIU' LA MASCHERA

Arrivò così il lunedì mattina… per due giorni non avevo chiuso occhio e non ero
nemmeno passato per casa. Avevo pensato a tante cose, a Amber soprattutto. Non
avrei mai pensato di poter dipendere così tanto da una ragazza ma lei era
riuscita a rapire tutti i miei pensieri con un semplice bacio. Avrei dato tutte
le mie avventure solo per quel secondo in cui le mie mani si posarono nei suoi
fianchi. Oramai non mi restava che il ricordo. Uno di quei ricordi, di quei
rimpianti, che se non fai attenzione riescono ad assorbirti completamente.
Dovevo cancellarla e l'unico modo era buttarmi a capofitto nel lavoro. L'unica
mia soddisfazione.
Arrivai al set per il trucco e sospettavo che mi attendessero ramanzine e tirate
d'orecchie. Non avevo combinato niente da quando era iniziato questo progetto.
Invece Spilberg era felice e fiero di me… mi disse di continuare così che stavo
andando bene. Non capivo molto bene, infondo, il mio lavoro consisteva nel
trovare scandali e scoop all'interno della scuola. Da quando ero entrato oltre a
complicarmi la vita non avevo fatto nient'altro.
Alle nove avevo lezione. Mi sedetti in un posto isolato con la testa bassa, non
volevo incontrare Helen. Troppo tardi… mi aveva visto e si stava dirigendo verso
di me. La guardai con la coda dell'occhio, era molto triste.
- Nicky…
- Si cara!
- Mi ha mollato!
Bingo! Avevamo già centrato il discorso che tanto avrei voluto evitare.
- Oh! Mi dispiace tanto evident… oh… il professore! Ne parliamo dopo.
Ero riuscito ad evitare il discorso… per il momento! Quanto avrei potuto
resistere senza trovarmi i pensieri e il cuore di Helen spalancati di fronte a
me come un libro aperto?!
Avevo due ore davanti a me per pensarci ma non mi veniva in mente assolutamente
niente. Avrei cercato di rimandarlo ancora e ancora.
- Così è presto spiegato come il pensiero dei poeti ermetici si rifletta sugli
eventi…
Non si fermava mai quel bastardo del professore?! MI stava facendo venire il mal
di testa a forza di parlare e parlare…
Le luci si spensero all'improvviso sotto lo stupore generale. Il professore
stava in silenzio spaesato. Helen aveva un po' di paura e mi prese la mano. La
vidi nella penombra che mi guardava tra lo stupito e l'impaurito… mi aveva
riconosciuto!? Io la guardavo colpevole… avrei voluto farla finita con questa
farsa almeno con lei. Non si meritava di essere presa in giro.
- Helen… - stavo per confessare!
- questa è per te baby!
Mi girai sconvolto! C'era Aj al centro dell'aula con il microfono in mano e D.
dietro di lui.
- Musica maestro!
Il maestro era D. che accese il registratore.
- Dammi tre parole… sole, cuore, amore.. dammi un bacio che non fa parlare… è
l'amore che ti vuole prendere o lasciare..
Non potevo credere ai miei occhi! Aj (tra l'entusiasmo della folla) che cantava,
o meglio stonava, una stupida serenata per me e D. dietro che aveva inventato
una coreografia e lo seguiva a tempo di musica. Ero veramente stufo di averlo
tra i piedi.
- … stavolta non farlo scappare… solo le istruzioni per muovere le mani… non
siamo mai così vicini… aah ah!
Applausi! Mai vista una scimmia prendere tanti complimenti!
- Ragazze! Siete tutte nel mio cuore… ma quella radiosa ragazza laggiù… è lei
che mi ha rapito. Alzati amore.
Mi stavo nascondendo dietro un libro. Improvvisamente un cono di luce mi colpì.
Questi idioti avevano montato perfino i riflettori!
Mi alzai timidamente e lo guardai che dire male è dire poco.
- Ti amo Nicky. Come mai ho amata nessuna. Sposiamoci!
Parti un coro da stadio:
"BACIO… BACIO… BACIO…"
L'idiota stava in ginocchio nel mezzo dell'aula con la mano sul cuore. Feci per
andarmene quando Aj mi spinse verso il centro dell'aula… verso il bisonte. Non
feci in tempo ad aprire bocca che mi prese e mi stampò un bacio ( cercò di
metterci anche un po' di lingua). Questo era troppo per i miei poveri nervi!
Lo staccai con prepotenza e gli diedi una testata. Lui cadde a terra… eccitato
più che mai. D. Si era nascosto sotto la cattedra e aveva tirato fuori il
rosario, la stella di david e la statuetta del buddha.
- Di che ti vergogni principessa!? Di a tutti quanto siamo felici insieme.
- Ora basta Aj hai esagerato!
- Fa la timida! In realtà è una leonessa sotto le lenzuola!
Mi prese di nuovo e mi strinse per ridarmi bacio. Era veramente troppo… non
reggevo più la situazione. Mentre stampava le sue mollicce labbra con le mie, la
mia mano incominciò a muoversi da sola. Mi tolsi la parrucca. Lui, ancora
attaccato a me, spalanco gli occhi impaurito. Si staccò lentamente…
- N..Nick?!
- Si scimmione… sono io!
Incominciò a sputare per terra, la gente era ammutolita, D. era svenuto sotto la
cattedra. Presi il microfono dalle mani di Aj.
- Salve a tutti! Sono Nick Carter.
Mi aspettavo un "ohhh"… invece il silenzio si fece ancora più tagliente.
- Molte di voi mi conoscevano con il nome di Nicky… bhe non so da dove
incominciare… ecco… un mesetto fa ricevetti un ingaggio per una specie di
reality show. Dovevo travestirmi da ragazza e infiltrarmi nel vostro college. Io
accettai ma non calcolai le infinite difficoltà che mi sono accadute. È stato
duro… separare la mia vita privata dalla finzione. Ho provato veri sentimenti…
Guardai Helen che stava a testa bassa… a stento tratteneva le lacrime…
- … ho conosciuto persone meravigliose. Forse se non fosse stato per questo
scimmione del mio amico sarebbe tutto filato liscio!
Le ragazze incominciarono a sorridere! Ero riuscito a sciogliere il ghiaccio!
Guardai Aj che continuava a sputare e a guardarmi male… in fondo mi faceva
tenerezza!
- Mi scuso…con tutto il mio cuore… perché nel mio cammino ho ferito delle
persone. Ma lo giuro… ero in buona fede…
Helen si alzò e corse verso la porta. Gettai per terra il microfono e le corsi
dietro. Tutte stavano guardando Aj… ancora in preda allo shock prese il
microfono…
- … naturalmente io sapevo tutto! Era una scenetta! Non crederete mica che mi
ero innamorato di quel mollusco!?
Silenzio generale
- … ho capito! Ci credete!....
…..
- Vi faccio un autografo!?
Mentre Aj cercava di salvarsi la faccia e di svegliare D. che ancora era sotto
la cattedra privo di sensi, io rincorrevo Helen per i giardini della scuola.
Finalmente riuscii ad afferrarla per un braccio.
- Ascoltami un secondo… ti prego!
Stava piangendo. Mi diede uno schiaffo!
- COSA VUOI ANCORA DA ME!? QUALE ALTRA CATTIVERIA HAI IN SERBO?
-Non è come pensi. Io mi ero veramente affezionato, credevo veramente di volerti
bene. Questo travestimento non è una mia idea, non me ne puoi fare una colpa!
- Non sono un cucciolo Nick! Di me non ti dovevi affezionare, mi dovevi voler
bene!
- ……
- Mi fai pena!
- Io te ne ho voluto di bene e tanto! Questa farsa non deve farti cambiare la
tua opinione su di me.. è stato un lavoro.
- Non è la farsa che mi fa cambiare opinione su di te. Non hai niente… avevi
delle persone che ti volevano bene e non hai saputo essere sincero con loro.
Rimarrai solo per sempre Nick e lo sai perché!? Perché non sai capire cos'è
giusto e importante per te nella tua vita.
- Io lo so cos'è giusto per me.
Amber mi venne in mente… era lei la mia strada… ma io non ero la sua.
- Nick… c'è qualcosa nella tua vita per cui valga la pena perdere lavoro, fama,
soldi? Qualcosa per cui valga la pena perdere tutto?
- C'era…
- … mi dispiace per te che ti sei rovinato anche questa cosa. Mi dispiace
veramente per te.
Se ne andò. Le sue parole mi avevano distrutto… mi avevano aperto gli occhi.
Alla fine dei giochi avevo solo due amici strampalati e una bella casa. Quello
che potevo avere adesso era a Parigi.

Qualcosa da perdere

Mi stavo incamminando verso casa, ancora con i panni di Helen… volevo farmi una
bella camminata per chiarirmi le idee. Helen aveva maledettamente ragione.
Aspettavo sempre che la fortuna mi piovesse dal cielo, senza far niente per
raggiungere le cose importanti. Amber l'avevo lasciata andare via senza nemmeno
aprirle il mio cuore… senza nemmeno farle capire quanto poteva essere
indispensabile per me.
Mentre camminavo una limousine accostò e venni spinto all'interno. C'erano
Spliberg e alcuni dello staff, chi impegnato al computer, chi al telefonino, chi
litigava. L'unico tranquillo era Spilberg.
- Nick hai fatto proprio un bel casino.
- Lo so signore
- Stiamo sudando sette camice per sistemare le cose.
- Come? Non è finito lo show? Ormai non ho più una copertura!
- In effetti ora cambieremo un po' le carte in tavola. Non sarà più un reality
show… ma lo sembrerà. Stiamo cercando di convincere tutti a recitare come se non
avessero scoperto niente. Un vero peccato… perderà un po' di spontaneità ma
infondo… senza tener sotto controllo chi avevamo attorno, rischiavamo di perdere
il controllo della situazione.
- Ma chi sarà disposto a commettere scandali davanti a milioni di
telespettatori?
- Le cose sono un po' cambiate Nick… il programma ha preso un'altra piega, non
te l'avevo detto?
Feci di no con la testa.
- Visto che non riuscivi a combinare niente abbiamo pensato di intitolare il
programma "Nick Girl"! Bel nome no!?
A me faceva schifo!
- Non era più incentrato su scandali o scoop della vita del college ma… su di
te! Le tue vicende amorose, gli episodi comici con Aj… Pensandoci abbiamo capito
che ci avrebbero fruttato molto più del progetto precedente! Sono un genio!
- Un vero genio!
Sembrava più un pazzo scemo piuttosto che un genio!
- Aj l'abbiamo convinto. D. ancora è in infermiera ma riusciremo a convincerlo!
Helen invece è piuttosto dura da convincere. Siamo al telefono da tre quarti
d'ora.
- Helen?! Cosa c'entra lei? Ormai non mi vuole più vedere.
- Lei è la seconda protagonista! Diventerà una stella. Ha tutte le carte giuste:
è sexy, bella, intelligente, passionale. Ci è piaciuta dal principio. Abbiamo
rischiato di perderla per colpa di quella racchietta… fortuna siamo riusciti ad
allontanarla.
"FORTUNA SIAMO RIUSCITI AD ALLONTANARLA… FORTUNA SIAMO RIUSCITI AD
ALLONTANARLA…" Quelle parole mi caddero sulla coscienza come due macigni!
- Voi cosa?
- Stavi prendendo una sbandata caro mio! Per colpa di lei stavi per scaricare
Helen… L'abbiamo allontanata in modo che tu non avessi più dubbi su chi
scegliere tra le due.
- Stronzo… che hai fatto!?
Lo presi per il collo, ero furioso!
- Calma Nick. Anche se hai sofferto devi capire che non è una vincente… nessuna
ragazza si vorrebbe identificare su di lei. È per il bene tuo e dello show.
- LO SO IO QUAL'E' IL MIO BENE BASTARDO! ME NE FREGO DELLO SHOW, DI VOI, DI TE
CINICO BASTARDO… DIMMI DOV'E'!
- Nick… calmati! Ti capisco, abbiamo giocato un po' con gli eventi del destino.
Ti alzeremo l'ingaggio.
- Allora non ci siamo capiti… O MI DICI DOVE SI TROVA O TI SPACCO LA FACCIA!
Lo staff si era irrigidito e mi fissavano. Spilberg mi guardava con fare di
sfida.
- Ci aggiungiamo 2 zeri!
Gli diedi un cazzotto, poi gli presi la faccia per il mento e l'attaccai alla
mia.
- Non voglio ne zeri ne fama… ora dimmi dove l'avete spedita o ti giuro che
questo sarà solo il primo dei mille pugni che ti aspettano.
- ok Nick ma ti avverto… non appena tu uscirai da questa macchina la tua
carriera sarà finita e non solo quella. Abbiamo un contratto e ti prometto che
se non lo rispetti ti porto in tribunale e ti spillerò talmente tanti soldi che
dovrai venderti anche le mutande.
" C'è qualcosa nella tua vita per cui valga la pena perdere tutto?". Le parole
di Helen mi furono di grande aiuto in quel momento.
- Siamo d'accordo! Tu rovinami pure ma adesso mi dici dove la trovo.
- Coraggioso il ragazzo! è a Los Angeles… questo è l'indirizzo.
Corsi fuori dalla macchina. L'avevo fatta grossa! Se Spilberg voleva rovinare
una persona ne era perfettamente in grado, ma in quel momento l'unica cosa che
volevo era abbracciare Amber. Corsi a casa, mi cambia in cinque minuti, presi la
macchina e mi diressi a Los Angeles. Andavo velocissimo… ero incredibilmente
felice! Forse mi voleva bene… non tutto era perduto. Ci impiegai mezz'ora per
arrivare, invece delle due ordinarie orette. L'indirizzo mi portò diretto… a un
college femminile. Non potevo credere di essere di nuovo in un posto simile. Mi
diressi verso l'entrata.
- Giovanotto!
C'era una vecchia anziana alla reception.
- Dove credi di andare?
Mi ero dimenticato che con i panni da ragazzo non avevo accesso libero alle
camere delle ragazze.
- Signora…
- Signorina!
- È una questione di vita o di morte!
- Allora muori… di qui non passi.
Vecchia bacucca!
- La prego… ci metto cinque minuti…
- Lo so, lo so cosa riuscite a fare voi giovani in cinque minuti!
- Mi chiami una ragazza allora. Le dico il nome…
- Per me si può anche chiamare anche Jennifer Lopez… io non ti chiamo proprio
nessuno! Sono in pausa pranzo se non lo vedi.
Mi mostrò un panino.
- e quando finisce la sua pausa?
- Dipende…
- MA IO SONO NICK CARTER!
- E IO GIOVANOTTO SONO D. WOOD!
In effetti un po' di somiglianza c'era!
- Amber! Amber! SONO NICK ESCI DALLA STANZA…. Amber..
- Giovanotto la pianti immediatamente o chiamerò la vigilanza.
- Se vuole le presto il cellulare… AMBERRRRRRRRR!!!
I corridoi e le rampe delle scale si erano popolati di ragazze, molte delle
quali mi riconobbero ed erano in visibilio.
- Amber… LO SO CHE NON TI VUOI FAR TROVARE… CHE TEMI CHE STARMI ACCANTO NUOCEREBBE
ALLA MIA CARRIERA… MA A ME DELLA CARRIERA NON IMPORTA NIENTE… VOGLIO SOLO UNA
COSA DALLA VITA E SEI TU… TI PREGOOOOOOOO!!! ESCI FUORI! QUELLA MATTINA A CASA
TUA TI VOLEVO DIRE… TI VOLEVO DIRE CHE ECCO…
Non riuscivo a pronunciare quelle due parole. Non l'avevo mai fatto prima in
vita mia e mi si fermarono sulla punta della lingua…
Le ragazze stavano tutte in silenzio, chi piagnucolava, chi mi guardava con
occhi innamorati.
Io stavo li in mezzo senza dire niente! Poi una voce sconosciuta…
- CHE COSA GLI VOLEVI DIRE?
- che… ti volevo dire che… io… si insomma io… IO TI AMOOOOOOOOOO!!!!
Silenzio. Ero deluso… evidentemente non voleva vedermi… mi girai, stavo per
uscire dal college.
- DILLO ANCORA! - La sua voce… mi girai e la vidi farsi strada tra una folla
immensa di ragazze.
- TI AMO Amber! TI AMO DA MORIRE, DA STARCI MALE OGNI MOMENTO CHE NON SIAMO
INSIEME…
Intanto cercavo di raggiungerla ma le guardie erano arrivate e mi bloccavano il
passaggio.
- TI AMO CON OGNI RESPIRO… CON OGNI SORRISO, CON OGNI MIA LACRIMA DELL'INTERA
MIA VITA.
Lei continuava a proseguire verso di me.
- E LO SHOW? LA TUA CARRIERA?
- SEI TU IL MIO SHOW… IL SUCCESSO PIU' GRANDE CHE POTRO' MAI RAGGIUNGERE E'
QUELLO DI AMARTI E DI ESSERE AMATO!
- Giovanotto… - la vecchia bacucca mi chiamò - … Vai!
Le guardie mi lasciarono passare… corsi verso di lei… e lei verso di me finchè
non ci incontrammo… ci abbracciamo… ci baciammo…e da quel momento niente e
nessuno ci ha mai più diviso.
- Ti amo Amber…
- Tu sei pazzo!
- Non sono pazzo… stavo solo cercando qualcuno per cui valeva la pena perdere
tutto!
La baciai…
- Lo sto stringendo ora tra le mie braccia.

THE END!

Ma poi com'è andata a finire?
- Spilberg ha fatto veramente causa a Nick. Abbandonato il progetto incompiuto
di "Nick Girl" riuscì a mandare sugli schermi "Aj College". Ancora gli stanno
arrivando denunce da parte dei genitori delle ragazze per aver autorizzato "un
individuo ambiguo" ad aggirarsi nelle stanze delle loro figlie.
- D. non si ricorda niente di tutta la storia Nick/Nicky. I medici però sono
ottimisti… dicono che con il tempo migliorerà. Noi crediamo che, a parte la
perdita della memoria, lo shock abbia causato meno danni di quanti i medici
abbiano diagnosticato.
- Helen è entrata nel mondo dello spettacolo ed ha trovato l'uomo della sua
vita… D.! Dice di aver trovato in lui la sensibilità che cercava da un uomo
(sicura che non sia gay?).
- Aj, dopo il floop di "Aj College", era veramente giù di morale. Ci mise molto
a perdonare Nick. Lo perdonò solo quando Nick gli presentò sua sorella
(incredibilmente assomigliante a Nicky). Da allora non si sono più separati.
- Amber ha finito gli studi con il massimo dei voti. Diceva di voler diventare
medico ma sembra preferisca il lavoro di…. Mamma! Infondo la piccola "Nicky" ha
bisogno di cure!
- La carriera di Nick era veramente in declino. A lui sembrava non importare più
di molto… diceva che aveva altre cose per cui essere felice. Ai suoi amici però
dispiaceva. Nick, D., Aj sono i più giovani, ricchi e famosi produttori di
Hollywood. Sembra che per il loro prossimo film vogliano ingaggiare un certo…
Spilberg!
Mi sembra proprio il caso di dire.. E VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI!.....
(tranne Spilberg)



FINE