Total Eclipse Of The Heart
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3) When Love And Hate Collide
Brian se ne era andato ormai da 10 minuti da casa mia.
Negli ultimi giorni era perennemente qui da me, perchè temeva che potessi fare una sciochezza.
Ormai ho rotto con Mark da una settimana.
Lui non è più ritornato da me.
Credevo, speravo con tutto il cuore che per lui fossi ancora un pochino importante ma a quanto pare non è così. E adesso? Sì cosa farò adesso, lui mi manca come non mai, io l'amo ancora, ma la nostra storia mi stava distruggendo. Non potevo andare avanti, non potevo più stare, vedere ed assistere a tutte le volte che lui usciva per andare da lui, da Sean. Il mio Marky era cambiato.
Non lo riconoscevo più, e la cosa mi spaventava e non poco. Credevo che il nostro amore fosse indistruttibile, ma a quanto pare mi sbagliavo! E pensare che dovevamo sposarci.
Era tutto troppo bello per essere vero. Io ancora ho l'anello che mi aveva donato, e mi sto chiedendo se lui porta ancora al dito quello che gli regalai a Natale.
Tutto stà andando a rotoli tutto quanto, fin'ora ho resistito ma adesso sento che sto per cedere, non ho più motivazioni, non riesco a concentrami sul lavoro, e Brian credo si sia accorto di questo mio cambiamento radicale, posso tenerlo nascosto a Kevin, ad Aj e ad Howie ma a lui no.
Lui nota ogni mio piccolo cambiamento anche quello più nascosto. Forse è per questo, che in questi ultimi giorni mi è stato quasi con il fiato sul collo, teme che io possa decidere di mettere fine alla mia vita per via di Mark. Abbiamo rotto è vero ma io non voglio...o forse si.
Voglio porre fine alla mia vita! Ecco perchè sono qui davanti al pc pronto a scrivere questa lettera. Mi sono stancato di lottare contro questa sofferenza, che ogni istante si fà sempre e sempre più forte. Ho dimenticato come si fà a combattere. Non sò che armi posso usare per attaccarla, distruggerla o per difendermi? Quali armi? Nessuna. Non ho nessun arma, non l'ho mai avuta, e questo sentirmi soppresso si fà sempre e sempre più vicino, non riesco quasi a respirare.
Il buio avanza dentro di me, dentro il mio spirito, fino ad intaccare il cuore, vedo il nome di Mark scompaire a poco a poco, sento la sua voce farsi sempre e sempre più lontana, non riesco quasi a riconoscerla.
Tutti i ricordi con lui faticano ad andarsene, anche perchè io sto tentando con tutte le mie forze di non far andare via almeno quelli. Ma nonostante i miei sforzi continuano a svanire.
Rivedo il nostro primo incontro, il nostro primo bacio, la prima volta che ci siamo uniti. Rivedo i suoi capelli neri come la notte, rivedo i suoi occhi blu. Così belli, stupendi che mi guardavano con amore e desiderio, sento il suo sguardo scavarmi fin dentro l'anima, annullandomi i sensi.
Le lacrime cominciano a scendere dai miei occhi, nella mia bocca sento la sua lingua che mi esplora dolcemente e con veemenza il palato.
Nelle mie orecchie rimbombano parole di una canzone, che mi stà facendo compagnia nel mio lasciarmi andare, dal mio scappare da tutto e tutti.
La lingua del mio amore diventa molto più violenta, vorrei scacciarla dalla mia bocca ma non ce la faccio. Voglio che mi tolga l'aria, il respiro, la vita. Voglio che il mio amore mi uccida perchè me lo merito. Quindi mi arrendo ad essa.
I miei occhi chiusi si spalancano di colpo, davanti a me lo schermo del pc, inizia a sfuocarsi a poco a poco, le mie palpebre si fanno pesanti per poi chiudersi di colpo. Avverto la lingua del mio amore togliermi il respiro, il mio corpo venne colpito da un improvviso spasmo, cado per terra, dentro di me, nelle mie vene sento scorrere leggera la mia vita.
Mi abbandono al terreno.
La voce di Mark scomparve di colpo e con essa tutto di lui e tutto di me, le ultime parole della canzone così accumunata a me, scompaiono.
"I don't wanna fight no more
I forgot what We were fighting for
And the loneliness that's in My heart
Won't let Me be apart from You
I don't wanna have to try..."
(I Don't Wanna Fight-Westlife)
Dalla mia bocca escono due deboli parole, due deboli lettere, tutte dedicate a lui all'amore della mia vita, della vita che stò lasciando andare senza porgli un freno:
-Ti amo- sussuro infine e poi l'eclissi totale di sole completa il suo viaggio, lasciandomi nell'oscurità di questo mondo, del mondo che ho odiato, che ho amato e che adesso stò lasciando come lui ha fatto con me.
CAPITOLO 1
Back At One
Mark's Flashback
Quella sera, decisi di ritornare nella casa a Beverly Hills.
Dove Nick ancora abitava per prendere le mie cose. Sean si era svegliato proprio quella notte, quella notte che Nick aveva messo fine alla nostra relazione. Sorrisi amaramente ripensandoci. Le parole di Nick mi rimbombavano nella testa, me le ricordavo ancora nei minimi particolari, in ogni sfacettatura e nel tono di voce.
Normalmente le persone tendono a dimenticare parole che le hanno ferite, o almeno cercano di farlo, ma io non ci riesco, non le dimentico, ho tentato di non pensarci ma è inutile. E' passata più di una settimana da quella notte, ma a me sembra un secolo. Il tempo per me sta scorrendo troppo lentamente.
Ho ancora al dito l'anello che Nick mi aveva regalato, al polso, ho ancora il bracciale che mi aveva comprato a New York. Ogni volta che mi fermo ad osservare uno di questi due oggetti, sorrido e ripenso a quanto insieme eravamo felici. I suoi occhi, il suo sguardo, la sua voce, il modo in cui mi sussurava ti amo o mi chiamava Marky, il suo corpo, le sensazioni splendide che provavo quando lui si fondeva con il mio corpo, con la mia mente, la mia anima e il mio cuore che batte ancora per lui.
Mi manca, mi manca tutto di lui, mi mancano i suoi sorrisi, le sue risate, le sue carezze, i suoi baci, la sua testa sul mio petto, i suoi battiti del cuore, il suo respiro.
Ma soprattutto mi manca il suo amore.
Sean era riuscito a separarci per sempre. Mi odio per non aver creduto alle parole di Nick:
"....LUI TI VUOLE, TI RIVUOLE CON SE' PER QUESTO MI HA FATTO TUTTO QUESTO, NON AVEVA PROGRAMMATO DI ESSERE INVESTITO E DI FINIRE IN COMA, MA IL SUO PIANO SI STA' COMUNQUE REALIZZANDO, NON RIESCI A CAPIRLO? NON RIESCI A VEDERLO?! EH! NON TI ACCORGI CHE NON PENSI PIU' A ME?...."
Scossi la testa, cercando di mandare via quelle parole che tanto avevano centrato il bersaglio.
Non erano mai state così veritiere. Mi ricordo i suoi occhi, sì mi ricordo gli occhi di Sean non appena gli avevo detto che la storia tra me e Nick era finita. Il suo sguardo, quel suo sguardo era pieno di fierezza quasi diabolica, era compiaciuto di quello che era successo tra di noi.
In quel momento, avevo desiderato così tanto poter tornare indietro nel tempo e fermare il Mark ancora legato a Sean. E impedire al nuovo me, al Mark del mio Nicky di fargli del male, e farlo soffrire a causa di un ragazzo. Una persona che tanto lo aveva ferito sia psicologicamente che fisicamente, solo per riavermi con sè.
Mai è esistita persona così ignobile. mai ho aperto gli occhi, incontrando una verità così palese e allo stesso tempo così nemica, che tutt'ora si diverte a ferirmi e a ferirmi più che mai.
Fermai i miei passi, i miei occhi blu si scontrarono con il cancello della villa.
Lo spinsi ed entrai recandomi all'ingresso.
Mi arrestai in prossimità di esso, e guardai tutte le finestre che avevo davanti.
Erano tutte al buio tranne una, quella della nostra camera. Quante cose erano successe là dentro!
La luce era tenue ed intuì che apparteneva ad una delle bajour dei nostri due comodini di fianco al letto.
Deglutì la saliva. Le mani mi tremavano come la prima volta, che il mio indice si depose sul campanello della villa di Nick. Il mio cuore aumentava i battiti ogni secondo. Ero nervoso, come avrebbe reagito Nick.
"Cosa gli dico, come devo comportarmi..."pensai fissando la porta davanti a me, attendendo con ansia di trovarmelo davanti, ma non accadde niente.
Riprovai a suonare ma niente. Scossi la testa, quindi decisi di usare le chiavi sperando che non avesse cambiato la serratura. Infilai la chiave con timore.
Tirai un respiro di sollievo quando essa entrò tranquilla, la girai, e dopo due mandate la porta si aprì.
Un onda di sensazioni ed emozioni sia negative che positive mi avvolse.
Tornai con la mente e con il cuore indietro nel tempo. Vedevo Nick là in piedi che mi gridava che tra noi era finita. A quelle grida si alternavano anche le sue risate, le sue parole, la sua voce.
Il suo profumo rieccheggiava ancora per tutto il salotto, sembrava che il tempo si fosse fermato a quel momento, in quel punto. I ricordi belli passati insieme venivano soprafatti dalla nostra litigata finale.
Scossi la testa, non volevo perdermi in essi. Ormai tra di noi era finita, io lo amavo ancora, lo amavo più di prima, volevo riaverlo con me, ma lui era stato fin troppo chiaro, molto chiaro:
"..PERCHE' MI STAI FACENDO QUESTO, PERCHE'! VATTENE, E' FINITA, MARK, FINITA SUL SERIO! UN BACIO NON PUO' RISOLVERE TUTTA LA SOFFERENZA CHE HO PATITO PER TE IN QUESTO MESE! NON SONO UN GIOCATTOLO, NON MI PUOI BUTTARE NEL DIMENTICATOIO, PER POI RIPRENDERMI QUANDO MI STAI PER PERDERE! PERCHE' MI HAI PERSO MARK! SAI QUANTO AVEVO DESIDERATO CHE TU MI BACIASSI DI NUOVO? CHE MI COCCOLASSI DI NUOVO, CHE MI PARLASSI, CHE MI SORRIDESSI, COME UN TEMPO, EH?! LO SAI MARK LO SAI! NO?! BENE TE LO DICO IO QUANTO, MARK, UN MESE MARK UN FOTTUTISSIMO MESE.. E ADESSO ALL'IMPROVVISO, MI VUOI RIPRENDERE IN UN ISTANTE?! CHI CAZZO CREDI DI ESSERE EH?! VATTENE!"
"...VATTENE! NON VOGLIO PIU' VEDERTI! NON TORNARE MAI PIU', MAI PIU'! E' FINITA, FINITA! TORNATENE DAL TUO SEAN STATTENE CON LUI...TI ODIO MARK!..."
-Mi dispiace Nick, mi dispiace! Non ti farò più soffrire. Me ne andrò da qui, me ne ritornerò a Sligo-
Mormorai dentro di me. Poi asciugandomi le lacrime cominciai a salire le scale che mi avrebbero condotto alla camera dove avrei ripreso i miei vestiti. E infine uscire dalla sua vita per sempre.
I miei passi erano lenti e pesanti, i miei occhi fissavano, inesorabili il parquet, girai a sinistra trovandomi la porta di camera davanti. Bussai, e l'unica risposta che ricevetti fu la musica di una canzone.
Aprì la porta lentamente ed entrai.
Davanti a miei occhi c'era lo schermo del pc acceso, la musica proveniva da lì.
Mi guardai intorno ma di Nick neanche l'ombra, alla fine decisi di avanzare, feci tre passi e mi bloccai all'improvviso. Sbiancai, il mio cuore si fermò per un minuto.
Lui era davanti a me, riverso a terra, era cianotico.
Dopo un breve istante di smarrimento che a me parve un eternità mi sbloccai.
Mi gettai su Nick, le mani tremanti, si presentarono sulle sue spalle avvolte dalla felpa.
Cominciai a scuoterlo:
-Nick..oh mio Dio Nick, rispondimi-dicevo trattenendo a fatica le lacrime.
-...........-
-ODDIO NICK CHE CAZZO HAI FATTO! SVEGLIATI!-
Ero disperato, non sapevo che fare, come comportarmi.
Non riuscivo a pensare, a fare niente, ero lì che continuavo a chiamarlo, a scuoterlo, mi stava morendo sotto gli occhi.
Alla fine grazie a Dio riuscì a raggiungere la lucidità, presi il cellulare dalla tasca dei miei jeans neri e composi il 911 che ci raggiunse dopo 5 minuti.
*§*§*§*
Erano le 11pm, io ero seduto sulla poltroncina di terapia intensiva. Nick era davanti a me, disteso su quel letto, quel maledetto letto d'ospedale. Le sue narici erano leggermente macchiate di nero. I medici gli avevano fatto una sorta di lavaggio con il carbone naturale per ripulire il suo organismo da tutte le anfitamine che aveva ingerito.
Era andato in overdose. Per fortuna il cervello dalla tac non aveva riscontrato danni, grazie a Dio.
Ma ancora non voleva dare segni di risveglio. Dentro le mie orecchie rimbombavano insistentemente i bip delle macchine che gli controllavano la respirazione, la saturazione e il battito cardiaco. Non potevo vederlo ridotto così. Santo Cielo aveva rischiato di morire, di andarsene per sempre. I dottori l'avevano ripreso per i capelli. Era andato in arresto, durante il lavaggio, stava per raggiungere l'altro mondo, ma per fortuna non era accaduto. Dai miei occhi le lacrime non volevano smettere di scendere, sapevo che era stata colpa mia, non poteva essere altrimenti. Lui aveva rischiato di morire per colpa mia. Non potevo stare ancora a Beverly Hills, in California, in America, dovevo andarmene. Non vedevo l'ora di recarmi all'aereoporto e prendere il primo volo di sola andata per l'Iralnda, per raggiungere la mia cittadina natale, la mia Sligo. E rimanere là.
Gli presi delicatamente la mano e la strinsi forte alla mia.
Una lacrima gli bagnò la nocca dell'anulare dove vi era ancora l'anello che gli avevo regalato.
-Me ne andrò Nicky te lo giuro! Ho un volo di sola andata per Sligo, me ne andrò via da qui, come volevi tu. Hai sofferto tanto per me, ti ho fatto male, ti ho ferito come non mai, e avevo giurato di proteggerti, di non ferirti ma non ce l'ho fatta, e adesso che è finita tra di noi continuo a farti del male. Mi dispiace Nick, mi dispia...-
Mi bloccai all'improvviso, perchè percepì la porta dietro di me sbattere. Mi voltai e i miei occhi incontrarono quelli di Brian.
-Cosa diavolo ci fai tu qui?-
Io non risposi. Lasciai la mano di Nick.
Mi alzai e fissai il terreno, facendo i primi passi che mi avebbero condotto fuori da quella stanza, fuori da quella situazione, ma soprattutto fuori dalla vita di Nick.
Ma d'un tratto le forti mani di Brian mi afferrarono per il colletto della camicia di jeans che indossavo. Mi sbattè al muro, e mi trascinò fuori, nel corridoio, dove la mia schiena si scontrò con la parete. E con rabbia Brian mi urlò.
-NON TI BASTA AVERLO FERITO, VUOI ANCORA RINCARARE LA DOSE? IL DOTTORE MI HA DETTO CHE HA TENTATO DI SUICIDARSI, E SONO CONVINTO CHE CENTRI TU CON QUESTA STORIA! TI ODIO MARK, COME HAI OSATO SPINGERLO A FARLO, COME HAI POTUTO DIMENTICARTI DI LUI, PER STARE DIETRO A QUEL BASTARDO DI SEAN! LUI TI AMAVA MARK, CAZZO TI AMA ANCORA, MA ADESSO CI SONO IO CON LUI, NON PERMETTERO' CHE TU TI AVVICINI DI NUOVO A LUI! DICEVI CHE ERA FELICE CON TE, GIUSTO? ME LO AVEVI DETTO NON E' COSI'? QUINDI SPIEGAMI MARK, SPIEGAMI PERCHE' LUI HA PIANTO PER TE, HA SOFFERTO COME UN CANE A CAUSA TUA, TU NON C'ERI QUANDO SI E' CONFIDATO CON ME, NON C'ERI PER ALLEVIARE LE SOFFERENZE CHE TU GLI PROVOCAVI PER ANDARE DA QUEL PEZZO DI MERDA, ERI DA LUI QUEL GIORNO, ERI DA QUEL VERME CHE HA TENTATO DI UCCIDERLO PER BEN DUE VOLTE! TUTTO PERCHE' TI VOLEVA CON SE', NON TI SEI ACCORTO DI QUANTO NICK SOFFRISSE, NON TI SEI ACCORTO DI NIENTE! CAZZO MARK LO HAI SPINTO A LASCIARTI, A METTERE LA PAROLA FINE ALLA VOSTRA STORIA, TU LO HAI COSTRETTO, SEI STATO TU, E ADESSO VISTO COSA GLI E' ACCADUTO A CAUSA TUA, HAI VISTO?-
Non risposi, portai lo sguardo a terra e questo lo fece uscire di testa.
Prima che me ne rendessi conto, un pugno mi colpì sulla guancia destra.
Caddi sul pavimento, i miei occhi blu si scontrarono con quelli di Brian che mi guardava con disprezzo, con odio e rabbia profonda. Vidi la sua bocca aprirsi e lo sentì urlare questo:
-VATTENE VIA MARK, VATTENE DA BEVERLY HILLS, DALLA CALIFORNIA, DAGLI STATI UNITI, VATTENE E NON FARTI PIU' VEDERE ! TORNATENE IN IRLANDA A SLIGO! NON GLI FARAI PIU' DEL MALE MARK, MAI PIU'! ALTRIMENTI LA PAGHERAI CARA! TI GIURO CHE TI FARO' A PEZZI CON QUESTE MANI! QUINDI VATTENE VIA! VATTENE! NON SEI PIU' GRADITO QUI!-
Detto questo mi guardò ancora con odio, poi ritornò da Nick:
Mi alzai da terra. Mi accostai al vetro della terapia intensiva, Brian era di spalle, e stava tenendo la mano di Nick, mentre con quella libera gli stava accarezzando la testa.
Vidi le sue labbra presentarsi sulla sua fronte. Deglutì la saliva, volevo baciarlo anche io, volevo salutarlo, stavo per entrare ma mi fermai davanti alla porta. Le lacrime continuavano a scendere senza trovare una fine. Abbassai lo sguardo, poggiai la fronte su quella superficie bianca, liscia e fredda e mormorai:
[Addio Nicky, addio per sempre amore mio. Resterai per l'eternità dentro al mio cuore, alla mia anima, non ti dimenticherò mai, mai! Addio cucciolo]
Detto questo mi tolsi il bracciale che mi aveva regalato, e lo legai alla maniglia della porta. Inghiottì la saliva e detti le spalle a quella stanza.
Alzai gli occhi ancora pieni di lacrime ed incontrai il volto di Howie.
Anche lui era arrabbiato glielo leggevo negli occhi, quindi portai gli occhi sul pavimento, e lo superai, stavo per scendere le scale quando lo sentì chiamare il mio nome:
-Mark-
Sussultai, mi voltai verso di lui in attesa di risposta che prontamente giunse:
-Cosa hai intenzione di fare?-
-Niente, me ne andrò via da qui, dalla California, dagli Stati Uniti, e me ne ritornerò a Sligo in Irlanda nella mia cittadina natale. Ho fallito con lui, l'ho ferito, l'ho quasi portato alla morte per ben 2 volte 3 con questa, quando avevo giurato sulla mia vita di proteggerlo, di non lasciarlo mai-
-Mark non è stata colpa tua!-
Non lo ascoltai e cambiai discorso.
-Howie, ti prego di dare a Nick il bracciale che ho legato sulla maniglia della porta, e digli che non ho mai smesso di amarlo, e che non me lo dimenticherò mai!-
-Lo farò-rispose prendendo il bracciale.
Sorrisi debolmente per ringraziarlo, poi gli voltai le spalle, e scesi le scale che mi avrebbero condotto fuori, lontano da tutto e tutti ma soprattutto lontano dal mio Nicky.
End Mark's Flashback
CAPITOLO 2
From Prey To Predatory
-NICK HAI BISOGNO DI FARTI CURARE QUESTA TUA DEPRESSIONE, E' DA UN MESE CHE NON ESCI PIU', STAI SEMPRE QUI RINCHIUSO IN CASA-
Nick sbuffò, si alzò dal divano. Indossava un golf blu, jeans a vita bassa neri e scarpe da ginnastica.
-IO NON SONO DEPRESSO BRIAN!-
-OH CERTO COME NO, ALLORA DIMMI QUANTE VOLTE HAI TENTATO DI FARLA FINITA UN MESE FA'?-
-IO NON HO TENTATO OKAY, PERCHE' C'ERA SEMPRE QUALCUNO CHE ADESSO MI STA' DI FRONTE CHE MI HA SEMPRE FERMATO!-
-E CONTINUERO' A FARLO NICKOLAS HAI CAPITO? MARK SE NE E' ANDATO, NON TORNERA' MAI PIU' QUI! TU LO HAI MOLLATO RICORDI, QUINDI PIANTALA DI PIANGERTI ADDOSSO, QUESTO NON LO FARA' RITORNARE, PUOI CONTINUARE A PORTARE LA FEDINA AL DITO E IL BRACCIALE AL POLSO, MA A LUI NON IMPORTERA' NIENTE! E AMARLO ANCORA E' SBAGLIATO!-
-OH CERTO E' SBAGLIATO, PERCASO VUOI CHE IO TI AMI ALLA FOLLIA? VUOI QUESTO BRIAN EH?! BHE' IL TRENO LO HAI...-
-NICK SMETTILA DI TORNARE INDIETRO NEL TEMPO, STAVAMO PARLANDO DELLA TUA DEPRESSIONE E TU HAI CAMBIATO DISCORSO!-
Nick abbassò il volto e Brian continuò.
-DEVI PIANTARLA DI VIVERE NEL PASSATO NICK, MARK HA SCELTO SEAN! LO SO' TI HA FERITO MA NON PUOI CONTINUARE AD ANDARE AVANTI COSI'! TI PREGO NICK, IO STO CERCANDO DI AIUTARTI! SE NON TI VUOI SFOGARE CON ME, FALLO CON QUALCUN...-
-TIPO UNO STRIZZACERVELLI, MI CREDI PAZZO?-
-No Nick. Non riesci a capirlo che è per il tuo bene-
-PER IL MIO BENE?! TU VUOI AIUTARMI NON E' COSI', VUOI FARLO NON E' VERO?-
Brian annuì. Nick si alzò di botto dal divano, dette un calcio al tavolino di vetro che aveva di fronte rovesciandolo, i suoi occhi si fecero lucidi e urlò isterico e disperato:
-ALLORA VAI A SLIGO E RIPORTAMI MARK, RIVOGLIO MARK HAI CAPITO! RIVOGLIO LUI-
Brian era scioccato dall'improvvisa reazione violenta del suo fratellino.
I suoi occhi si spostavano spauriti da Nick al tavolo e viceversa.
Voleva parlare, dire qualcosa ma era bloccato.
Il suo migliore amico era lì di fronte a lui, con gli occhi colmi di rabbia e angoscia, stava impazzendo.
Aveva bisogno di aiuto, di un vero aiuto, che lui al momento non poteva dargli e per questo Brian si sentiva impotente, voleva aiutarlo, voleva farlo.
Ma Nick era diventato intrattabile, violento e testardo e la cosa lo spaventava a morte.
Continuava a guardarlo incredulo, allibito. Sconvolto.
-NON MI HAI SENTITO BRIAN VAI A SLIGO E RIPORTAMI MARK, SE DAVVERO VUOI AIUTARMI RIPORTAMELO QUI! TI PREGO, LO RIVOGLIO-urlò di nuovo avvicinandosi a lui e afferranfogli il colletto della felpa che indossava, per poi spingerlo al muro, avvicinarsi a lui e continuare con la sua richiesta:
-PORTAMELO, RIPORTAMELO!-
-Nick cerca di calmarti-
Il ragazzo scosse la testa, e sbattè Brian al muro continuando.
-RIPORTAMELO! PERCHE' NON VUOI FARLO, RIPORTAMELO!- gridò aumentando la presa.
Brian sentendosi stringere a quel modo, portò le sue mani su quelle dell'amico cercando di toglierle, ma più lui ci provava più Nick stringeva.
-RIPORTAMI MARK, HAI CAPITO RIPORTAMELO QUI, E' COLPA TUA SE SE NE E' ANDATO, LO HAI SEMPRE TRATTATO DI MERDA, TI ODIO BRIAN, TI ODIO..!-
-IO NON HO FATTO NIENTE!-urlò liberandosi dalla presa.
Continuando:
-TU LO HAI MOLLATO NICK, TU LO HAI FATTO! LO HAI COSTRETTO TU INVOLONTARIAMENTE AD ANDARSENE NON IO, SE LA COSA TI PUO' AIUTARE A SFOGARTI DA' PURE LA COLPA A ME, SI E' STATA COLPA MIA SE SEAN TI HA VIOLENTATO, TI HA SPARATO, E' COLPA MIA SE HAI MOLLATO MARK ED E' COLPA MIA SE LUI SE NE E' ANDA...-
-STA' ZITTO!-gli urlò tappandogli la bocca con forza facendogli sbattere la testa sulla porta d'ingresso.
-TU NON SAI NIENTE BRIAN, NON LO SAI COME MI SENTO, NON LO SAI, NON OSARE PIU', NON TI AZZARDARE PIU' A NOMINARE IL NOME DI QUELLO STRONZO CHE ME LO HA PORTATO VIA, NON VOGLIO PIU' SENTIRLO HAI CAPITO MAI PIU'...-
Detto questo, tolse la mano dalla bocca dell'amico, lo spinse ancora di più contro la porta, lasciando che il cavallo dei suoi jeans fosse saldato a quello dell'amico.
Gli strinse le mani al colletto della felpa, avvicinò la bocca al suo orecchio e gli disse:
-Non voglio più sentire alcuna parola fuoriuscire dalla tua fottuta bocca intesi, Brian? O ti giuro che non risponderò più di me..Adesso vattene..Vattene-
Mollò la presa, allontanandosi da lui.
-DEVI LASCIARMI IN PACE! VATTENE!-
Tuonò per poi raggiungere il piano di sopra, e sbattere la porta della propria stanza, accendendo l'impianto Hi-fi, e alzarne il volume al massimo. In pochi istanti una musica molto potente, violenta e brutale avvolse la camera di Nick e tutta la villa.
Brian ripresosi dallo schock, abbassò il volto ed uscì sbattendo la porta.
*§*§*§*
Erano da poco scoccate le 1:00am Nick cercava di dormire ma invano.
Era soppresso da un infinità di ricordi. Un mese era appena trascorso ma a lui sembrava fosse passato un secolo. Si sentiva perso, solo, abbandonato. Incompleto.
Gli mancavano l'amore, l'affetto, le carezze i baci che lui gli dava, gli mancavano i suoi occhi, i suoi sorrisi, la sua voce, il suo respiro e il suo battito cardiaco.
Nick era impazzito, vedeva Mark in ogni dove, in ogni angolo, in ogni strada, daperttutto.
La notte non riusciva a trovare pace, perchè ancora rimbombavano dentro di lui le ultime parole che avevano decretato la fine della loro storia, della loro vita insieme, del loro amore.
Aprì di scatto gli occhi, scontrandosi violentemente con il soffitto nero a causa dell'oscurità che predominava nella stanza.
Era sudato, per il tanto lottare con i propri fantasmi del passato. Che ultimamente avevano iniziato a fare capolino dentro la sua testa e il suo cuore.
Si voltò verso la finestra; fuori la luna risplendeva tutto era tranquillo tutto quanto sia fuori che intorno a lui. Ma lui, si lui stava stonando con tutta questa pace, questa tranquillità e questa calma.
Era irrequieto, nervoso, arrabbiato, angosciato, disperato a pezzi. Si sentiva soffocare e schiacciare da tutto e tutti. Era distrutto ed ogni istante che passava il cuore si faceva sempre e sempre piu scuro e più freddo. I suoi sentimenti, cominciò a sentirli scappare via dal suo corpo, dal suo cuore, e dalla sua anima, e non stava facendo niente per contrastarli, niente.
Il passato con i suoi fantasmi si ripresentò nella sua testa, voleva mandarlo via, cancellarlo, ma non era più possibile. Stava cedendo, si stava arrendendo, non desisteva più e dopo pochi minuti di lotta interiore tutto terminò.
Nick sconfitto si alzò lentamente dal letto, i suoi occhi azzurri avevano perso quella luminosità che solo con Mark avevano. E adesso camminava come se stesse trascinando due palle di ferro.
Si spogliò per poi dirigersi verso il bagno, farsi una doccia, ed uscire di casa senza una meta ben precisa. Ormai la sua vita era di nuovo diventata inutile.
"Non servo a nessuno qui, sono solo un' altra pedina messa quaggiù da forze maggiori, che è venuta al mondo esclusivamente per seguire un determinato piano..Piano..."
Sorrise debolmente quasi deridendosi
"Piano..Un determinato piano! Ma quale piano? Io non sono niente, non ho uno scopo, non sò più chi sono, che ci faccio qui, perchè sono qui! Che piano c'è per me? Nessuno, nessuno! Servo solo perchè là dov'ero non ero importante, non servivo a nessuno, e anche qui è la stessa identica cosa! Perchè mi fai questo? Perchè? Mi merito anche il tuo odio? Mi odi, non è così? Allora perchè continui a farmi marcire quaggiù, in questo mondo di merda, traboccante di guerre, distruzione, devastazione, solitudine, angoscia, dolore. Disperazione! Se non hai un piano per me, termina la mia vita, la mia esistenza cancellami dalla faccia della terra! Ti..."
Si arrestò di colpo perchè giunto a destinazione.
Le sue mani si presentarono, sulla maniglia del nightclub dal quale mancava da anni.
Là dentro aveva versato così tante lacrime interne, per l'amore che provava per il suo migliore amico. Quante cose erano successe dopo. Mark lo aveva tolto dall'oscurità, lo aveva condotto fuori da quell'enorme baratro che lo aveva fatto sprofondare. Ma adesso che lui non c'era più al suo fianco, il baratro si era riaperto sotto i suoi piedi, e adesso Nick stava lentamente precipitando al suo interno e stavolta non ci sarebbe stato Mark a salvarlo. Era solo, abbandonato al suo destino.
Non vi era cosa peggiore.
Solcò l'ingresso e si diresse spedito al bar. Indossava un paio di jeans chiari a vita bassa, e una camicia blu leggermente aperta, che lasciava intravedere un pò di petto, e scarpe da ginnastica.
Aveva i capelli sparati in aria, era splendido e i ragazzi presenti nel night non potevano fare a meno di notarlo.
Nick raggiunse il bar, si mise seduto e chiamò Josh il barman, uno suo vecchio amico.
-Ehylà Carter! Era da anni che non ti vedevo!-
-Sono successe tante cose, 10 giri-
Josh sgranò gli occhi:
-Nick, 10 giri?Sei sicuro?-
Il ragazzo lo guardò e depose un tot di dollari:
-Mai stato più sicuro di così, mi vuoi servire o no?-
-Si arrivano subito-replicò Josh
-Grazie!-
Ribattè guardandosi intorno, c'erano un casino di ragazzi, molti erano carini altri meno non sapeva chi scegliere. D'un tratto non appena il barman gli servì i primi 5 bicchieri di tequila, Nick sussultò guardandolo. Aveva gli occhi blu, capelli neri corti, viso liscio dai lineamenti non molto pronunciati, e delle labbra carnose, ma non troppo e sopracciglia fini. Indossava una semplice felpa bianca e un paio di jeans neri. Gli ricordava qualcuno. e quel qualcuno era proprio Mark.
Scosse la testa, bevve tutti e 5 i bicchierini di tequila, tutti di un fiato. Poi, non appena Josh depose gli ultimi 5, Nick parlò:
-Josh-
-Si-
-Appena hai finito il turno ci vediamo nel retro devo parlarti-sorrise ammiccante
Josh annuì sorridendo e tornò al proprio lavoro.
*§*§*§*
Dopo due ore passate a bere, a ballare, parlare e flirtrare con altri ragazzi nel nightclub Nick uscì dal locale e si recò sul retro dove, dopo circa 5 minuti sopraggiunse Josh che proferì parola.
-Di che cosa volevi parl...-
Non riuscì a terminare la frase che Nick si accostò a lui, avvicinò le labbra alle sue e cominciò a baciarlo, con foga e veemenza immonda.
Il ragazzo dapprima era rimasto allibito, scioccato, ma poi aveva deciso di rispondere alle labbra carnose del biondino. Si baciarono per circa un minuto.
Josh cominciò a sganciargli la camicia, e Nick si dette da fare sulla felpa, per poi togliergliela e gettarla a terra, seguita a ruota dalla propria camicia.
Spinse con forza e violenza Josh alla parete, e cominciò a baciarlo con irruenza e desiderio disperato. Non capiva più niente, si era lasciato andare. Per troppo tempo aveva tenuto il suo gioiellino di famiglia sigillato, era arrivato al limite, Mark gli mancava e con lui anche il suo corpo, il suo sesso tutto quanto. Josh era simile a Mark non voleva assolutamente lasciarselo scappare, non poteva continuare a reprimere il suo desiderio di farlo suo. In pochi secondi entrambi erano senza jeans. Nick spinse a terra Josh, si distese sopra di lui e cominciò a mordicchiarlo dapertutto, a leccarlo era peggio di un animale. Quasi Josh non riusciva a respirare.
Continuò così per circa un minuto poi, si fermò di botto lo guardò con il desiderio negli occhi, gli fece mettere le gambe sulle sue spalle, mentre con le mani gli teneva fermi i polsi con forza.
Si attaccò alle sue labbra, e all'improvviso penetrò con irruenza dentro di lui cominciando a spingere e a spingere. Era una bestia non riusciva a fermarsi, era impazzito le sue urla di godimento si mescolavano con quelle della sua "vittima" Nick era violento, entrava ed usciva a ripetizione, era incontrollabile, spingeva e lo baciava con foga. Alla fine raggiunse l'apice ed uscì da lui. I corpi di entrambi erano percorsi dagli ultimi tremoli di sovraeccitamento, Nick ancora ansimava seguito a ruota da Josh.
Una volta che il biondino si fu ripreso cominciò a vestirsi.
Tenendo gli occhi puntati su Josh che stava facendo lo stesso, e dopo se ne andò.
*§*§*§*
Per tutta la notte Nick aveva vagato come un disperato per ogni locale gay di Los Angeles, beveva flirtrava e poi si faceva qualche ragazzo che aveva qualcosa che gli ricordava lui, Mark. Non gli importava chi fossero, che reputazione avessero, se erano dei balordi, dei ricconi, dei vip o altre cose. Se in loro scorgeva qualche caratteristica fisica del suo ex, lui ci avrebbe visto solo ed esclusivamente Mark, solo lui, nessun altro. Più faceva sesso, più il suo sentirsi abbandonato e solo spariva.
Il problema che nel passato l'ho rese vittima adesso lo aveva reso cacciatore.
E il baratro, dove stava precipitando lentamente, cominciò a farlo cadere velocemente.
Una volta toccato il fondo non sarebbe più riuscito a tornare indietro, e risalire il tutto, e nessuno avrebbe potuto aiutarlo perchè non sarebbero riusciti a scorgerlo in quell'oscurità, che aveva intaccato il suo cuore e che adesso gli stava invadendo l'anima.
Nick faticava a reggersi in piedi, era stanco, e i postumi della sbornia avevano già iniziato a farsi sentire. Si fermò un attimo sul pontile ad osservare l'immenso oceano che aveva di fronte.
I suoi occhi non più luminosi fissavano persi l'infinito, sul suo collo vi erano dei leggeri segni di succhiotti, il suo volto era l'esatta raffigurazione della stanchezza. Si ricordava poco o niente di quello che aveva combinato. Aveva bevuto troppo, anzi molto e i ricordi erano sconessi. Si vedeva circondato da un casino di volti che non conosceva, però in loro vi era qualcosa che gli ricordava Mark. Dentro la sua testa rimbombavano mormori, gemiti e urla di piacere che si sovrastavano alle sue.
Scosse la testa che continuava a mandargli fitte di ogni genere, che lo facevano sentire ancora più male e gli mandavano in pappa il cervello. Si vedeva sopra uno o più ragazzi contemporaneamente ed era lui stavolta che ci dava dentro, era violento, percepiva i suoi stessi mormori farsi più pronfondi, come se dentro di lui ci fosse una belva assetata di "sangue", incontrollabile, capace di annulare la sua volontà e inebidirgli i sensi. Si spaventò, cercò di cacciare via il tutto ma invano, stava impazzendo, non voleva stare un altro secondo lì fuori, non voleva.
-Devo tornare a casa, devo farlo-sentenziò cominciando a percorrere la strada che lo avrebbe condotto a casa propria.
Erano scoccate da poco le 7:00am quando un Nick completamente esausto, cercando di non crollare a terra, raggiunse la propria abitazione. Aprì la porta d ingresso ed entrò chiudendola dietro di sè.
I suoi occhi azzurri si scontrarono con il divano nel quale ci trovò Mark.
Era stupendo stava indossando solo un paio di boxer neri attilati ma non troppo. Nick scosse la testa incredulo.
Fece i primi passi, avvicinandosi ancora di più a lui, dai suoi occhi azzurri cominciarono a scendere delle leggere lacrime di gioia, le sue labbra tremarono e da esse fuoriuscì un fievole:
-Ma..Mark sei tornato..-
In quel preciso istante, non appena il volto del suo ex si voltò per guardarlo e sorridergli dolcemente, il suo cuore perse un battito. Era impossibile non ci credeva si accostò ancora a lui continuava a sorridergli, stava per baciarlo ma all'improvviso scomparve dalla sua vista.
Lo chiamò e richiamò una decina di volte ma niente.
Alla fine esausto per la notte appena passata, crollò sfinito sul divano a pancia in giù addormentandosi di colpo.
CAPITOLO 3
One Step Closer...
"Everything you say to me
Takes me one step closer to the edge
And I'm about to break
I need a little room to breathe
Cause I'm one step closer to the edge
And I'm about to break...."
(One Step Closer- Linkin Park)
Erano da poco scoccate le 10:00am Brian, Aj, Howie e Kevin stavano attendendo da due ore l'arrivo di Nick, perchè dovevano fare una riunione per parlare del nuovo album. Ma di lui neanche l'ombra. Cominciavano seriamente a preoccuparsi, il loro fratellino era fragile, debole, e dal crollo di nervi facile temevano che potesse fare una sciochezza.
-Tu sei stato da lui ieri-sentenziò Kevin portando i suoi occhi verdi sul cugino che annuì:
-Non ci hai detto niente al riguardo, cosa è successo?-
Brian deglutì la saliva. La litigata che aveva avuto con il suo migliore amico gli rimbombava nella testa. Ricordò quegli occhi azzurri stracolmi di rabbia, angoscia e disperazione.
Ricordava quelle parole colme di sconforto e anche smarrimento.
I suoi occhi blu si fecero lucidi, dentro di sè sentiva che Nick stava scivolando via dalla sua forte presa. Lui cercava di tenerlo sù, di sorreggerlo con ogni mezzo possibile ed inimmaginabile, ma più cercava di aiutarlo, più lui si faceva pesante e ancora più pesante, fino a vederlo scivolare via e aggrapparsi con fatica su quella parete rocciosa, per evitare in ogni modo di precipatare giù e piombare in un baratro oscuro. Che avrebbe decretato la fine della sua persona, del suo cuore, della sua anima e della sua stessa vita, che ormai lo stava sfiancando in tutti i sensi.
Brian scosse debolmente la testa voleva cacciare via quelle sensazioni e quei ricordi che tanto lo stavano ferendo, rendendolo consapevole di non avere il potere per aiutarlo. Solo Mark poteva.
Si ricordava perfettamente le urla di Nick a riguardo:
"NON MI HAI SENTITO BRIAN VAI A SLIGO E RIPORTAMI MARK, SE DAVVERO VUOI AIUTARMI RIPORTAMELO QUI! TI PREGO, LO RIVOGLIO"
In quel momento la personalità del suo amico era stata completamente soprafatta dalla rabbia, dall'angoscia, dalla disperazione e anche dal senso di colpa, perchè era stato lui a mettere la parola fine alla loro storia.
Ancora Mark aveva il completo potere sul suo cuore e sulla sua anima.
Senza di lui si sentiva solo, incompleto e abbandonato.
Questo Brian lo aveva capito, si era accorto dei suoi cambiamenti improvvisi.
Un secondo prima Nick era tranquillo e calmo. Un secondo dopo agitato, nervoso ma soprattutto violento e aggressivo sia nei modi che nelle parole. In quei momenti il Nick che conosceva e che aveva sempre amato e che tutt'ora amava alla follia, svaniva lasciando spazio a quel suo alterego che negli ultimi giorni si era fatto davvero più forte e più presente.
E la litigata del giorno prima ne era la conferma.
Brian si stava perdendo nuovamente nei ricordi, quando Kevin lo riportò alla realtà.
-Allora Brian, che cosa è successo?-
Il ragazzo lo guardò negli occhi, inghiottì il groppo che aveva in gola, sospirò e si decise a parlare:
-Bhe ecco abbiamo litigato. Ero andato come sempre a casa sua per vedere come stava, ho perso il conto, di quante volte in un mese sono riusciuto ad evitargli di togliersi la vita.
Forse sono stato troppo apprensivo ed oppressivo nei suoi confronti non lo sò, ma dovevo fare qualcosa. Ho capito che io da solo non ero in grado di aiutarlo nel migliore dei modi e quindi gli ho detto con calma, che forse aveva bisogno di un aiuto, per la sua depressione ma lui ha cominciato a negare tutto. Negava l'evidenza e cercava in ogni modo di convincermi che stava bene, ma non era e non è affatto così, quindi mi sono alterato e abbiamo cominciato a litigare. Durante la nostra discussione è uscito fuori Mark. Nick mi ha accusato di essere stato io l'artefice del suo ritorno a Sligo, io ho affermato il contrario, non avevo fatto niente. Lui si è arrabbiato ed è diventato improvvisamente aggressivo e violento, mi ha spaventato, continuava a gridarmi di stare zitto, di andare a Sligo e di riportargli Mark, di lasciarlo in pace! Alla fine mi ha afferrato per il colletto della felpa, mi ha sbattuto alla porta. si è avvicinato al mio orecchio e mi ha detto: 'Non voglio più sentire alcuna parola fuoriuscire dalla tua fottuta bocca intesi, Brian? O ti giuro che non risponderò più di me..adesso vattene..vattene'. Io ero scioccato, quello che avevo davanti non era Nick, non era lui. Non ho avuto il coraggio di controbattere. Dopo lui mi ha lasciato e prima di salire al piano di sopra mi ha urlato di lasciarlo in pace. Ed io me ne sono andato.Non sò che gli potrà essere successo. E al momento non me ne importa niente!-esclamò alzandosi dal suo posto ed uscire fuori seguito a ruota dal cugino.
Brian era fuori degli studios a sedere, su una panchina lì di fianco, con lo sguardo perso nel vuoto. Era molto arrabbiato con Nick, e allo stesso tempo, preoccupato e anche spaventato. Non sapeva cosa fare con lui. Lo amava più di prima, ma c'era sempre quel Mark di mezzo che dopo la sua partenza aveva messo ko Nick e la sua personalità, creando quell'alterego che tanto odiava.
"Come posso aiutarlo, come posso stargli vicino, quando quel suo alterego del cazzo si fà sempre vivo appena viene nominato Mark?! Nick lo rivuole indietro, lo rivuole con sè, e pretende che io vada a Sligo per riportarglielo? Dicendo che solo così io potrei aiutarlo? Sono tutte balle, tutte cazzate dettate dalla sua depressione. Io non lo riconosco più, quegli occhi azzurri erano così adirati, disperati, insicuri e spaventati. Sentivo quel suo sguardo perforarmi il petto, il cuore per poi uscirmi dalla schiena, e quella sua improvvisa aggressione e violenza. Non si era mai comportato così con me, si era sempre aperto, ma adesso?Lui si sta allontanando sempre più da me, da noi, sta precipitando e io da solo non posso salvarlo, ma non posso neanche provarci se lui non si decide ad aprirmi il suo cuore! Tutto questo non doveva accadere, non doveva suc..."
Si arrestò perchè avvertì vicino a lui la presenza di qualcuno.
Si voltò ed incontrò gli occhi verdi di Kevin che lo stava guardando sorridente e anche un pò preoccupato.
-Bri ti và di parlarne con calma, con me?-
Il ragazzo sospirò poi replicò portando gli occhi sul terreno.
-A che serve parlarne con te? Ho già detto tutto prima! E non ho voglia di ripeterlo-
-Okay, come vuoi..Che ti sta succedendo?-
-Cosa mi sta succedendo? COSA MI STA' SUCCEDENDO!-Urlò alzandosi di colpo, cacciando fuori tutta la sua rabbia, la frustrazione e la preoccupazione per il suo migliore amico, e il ragazzo che tanto amava e che gli stava martellando il cuore e l'anima.
-NON MI STA SUCCEDENDO NIENTE OKAY! E' CHE NE HO ABBASTANZA DI TUTTA QUESTA SITUAZIONE, NE HO ABBASTANZA DI NICK, E DI ESSERE ANCORA INVISIBILE AI SUOI OCCHI, SONO STANCO DEI SENTIMENTI, E DELL'AMORE CHE PROVA ANCORA PER LUI, PER MARK! NONOSTANTE SIA STATO PROPRIO NICK A METTERE LA PAROLA FINE ALLA LORO STORIA! MI SONO ROTTO DI STARGLI VICINO, GUARDARLO E VEDERLO PRECIPITARE GIU', SEMPRE E ANCORA PIU' GIU', SENZA CHE IO POSSA FARE QUALCOSA PER AIUTARLO! E' DIVENTATO TUTTO COSI' FRUSTRANTE PER ME. E DA UN MESE CHE NICK CONTINUA A SOFFRIRE PER LUI, PORTA ANCORA LA FEDE E IL BRACCIALE, COME POSSO IO POTER COMPETERE ANCORA CON MARK, TRA LORO E' FINITA, LUI SE NE E' RITORNATO A SLIGO, ED IO EGOISTICAMENTE AVEVO PENSATO DI AVERE FINALMENTE CAMPO LIBERO CON LUI! POTEVO RAGGIUNGERE FINALMENTE IL SUO CUORE E OCCUPARLO APPIENO, MA HO SCOPERTO, A MIO MALINCUORE CHE IL PASSAGGIO MI E' STATO CHIUSO, NICK SI E' CHIUSO CON ME IN TUTTI I SENSI. NON PARLIAMO PIU' COME PRIMA, NON LO FACCIAMO. E IO NON CE LA FACCIO, COME TI SENTIRESTI TU KEVIN, SE LA PERSONA CHE PIU' AMI AL MONDO TI HA DEFINITIVAMENTE SBARRATO LA STRADA E TU LA VEDI PRECIPITARE GIU' DA UN PRECIPIZIO SENZA POTERLA SALVARE, E SE PERCASO RIESCI A RAGGIUNGERLA DOPO NEANCHE UN'ISTANTE LA SENTI SCIVOLARE GIU' DALLA TUE STESSE MANI! E LA VEDRAI CADERE FINO A SCOMPARIRE NEL'OSCURITA' DI QUEL BURRONE CHIAMATO DEPRESSIONE! EH COME TI SENTIRESTI KEVIN, COME TI....-
Non riuscì a finire il suo sfogo che Kevin si alzò e l'abbracciò. a quell'abbraccio Brian percepì le lacrime presentarsi sui suoi occhi. Kevin lo strinse a sè con gli occhi lucidi, e lui scoppiò in un pianto liberatorio continuando a dire:
-Non voglio perderlo a causa di Mark, non voglio che accada lo amo, lo amo più di me stesso e vederlo soffrire così per lui, mi spezza in due! Non ce la faccio più Kevin, PIU'!-
Kevin non aveva la ben che minima idea, di cosa dire o fare, si sentiva impotente.
Che parole poteva dirgli per rassicurarlo? Che frasi doveva pronunciare? Forse doveva dirgli: "Non ti preoccupare Bri andrà tutto bene" o "Lo aiuteremo tutti noi a superare la sua depressione" e altre cose che in quel momento non avrebbero rassicurato neanche un bambino. Nick era in crisi.
In crisi profonda, quella depressione che prima o poi avrebbe rasentato la pazzia, anzi forse stava già iniziando a raggiungerla, se non l'avesse già fatto. La violenza l'aggressività di cui gli aveva parlato suo cugino poco fà, non avevano mai fatto parte di Nick, mai e poi mai.
E' vero anche lui si arrabbiava ma non così, non a quel modo. Mai aveva usato parole così minacciose nei confronti del suo migliore amico. Nick stava raggiungendo pericolosamente il capolinea della sua lucidità. Dovevano fare qualcosa, prima che la parola lucidità uscisse permanentemente dalla sua testa. Ma la paura, che forse quello che stavano temendo tutti in particolar modo Brian, fosse già accaduto, li lacerava dentro.
*§*§*§*
Verso le 11am Kevin decise di andare da Nick per fare il punto della situazione.
Suonò il campanello, una e più volte ma nessuno si degnava di venire ad aprire.
Cominciò seriamente a preoccuparsi, che avesse fatto qualche sciochezza.
Iniziò a bussare a chiamare ma niente. Allora, cominciò a cercare la chiave di riserva.
Scrutò ogni ancolo del'ingresso, senza trovare niente.
"Possibile che Nick non abbia una chiave di riserva...accidenta..." Si arrestò di colpo perchè i suoi occhi verdi scorsero un vaso di primule blu. Decise di alzarlo per vedere se c'era la chiave, e la trovò.
La inserì nell'apposita fessura, dette due mandate ed entrò, chiudendo la porta dietro di sè.
Stava per chiamare Nick quando voltandosi a sinistra lo vide riverso a pancia in giù sul divano.
Si spaventò e lo raggiunse alla velocità della luce, era a pochi cm da lui. E si dovette tappare il naso perchè puzzava da alcool come non mai.
Lo chiamò, ma Nick di tutta risposta russò.
Gli occhi verdi di Kevin, non potevano fare a meno di notare alcuni succhiotti sul collo del suo fratellino, il suo viso poi era molto provato. Stava male, soffriva dall'interno.
Il ragazzo scosse la testa debolmente, e si accinse a prenderlo di peso per portarlo in camera.
Non appena le sue mani si presentarono su di lui, Nick aprì leggermente la bocca e pronunziò un debole e malinconico:
-Mark, non dovevi andartene, non dovevi..ti amo ancora...ti amo anc..-
Non terminò la frase che delle leggere lacrime scesero dai suoi occhi.
Kevin gliele asciugò con il dispiacere nel volto.
Terminò di caricarselo come meglio poteva, sulle spalle e lo portò al piano di sopra, dove lo adagiò sul letto, gli tolse le scarpe e infine lo coprì, per poi dargli una leggera carezza con il dorso della mano e dirgli:
-Andrà tutto bene Nicky, ti aiuteremo a superare tutto questo lo faremo, te lo giuro-
Detto questo, scese al piano di sotto per preparargli un caffè extra extra forte e anche qualcosa da mettere sotto i denti.
*§*§*§*
Il profumo di caffè svegliò lentamente Nick, che una volta alzatosi in piedi.
Ancora un pò scombussolato, decise di raggiugere il piano di sotto guidato da quel profumo.
I suoi piedi scesero quelle scale, ancora dentro di lui i rimasugli di quello che era successo la notte precedente erano disconessi. Si sentiva stanco e debole come se fosse stato investito da una mandria impazzita. Raggiunse il piano di sotto e svoltò a sinistra.
I suoi occhi azzurri, ancora provati scorsero un ragazzo di spalle, che indossava jeans chiari, t-shirt bianca e scarpe da ginnastica nere.
Aveva i capelli neri, ed era abbastanza alto, gli prese un colpo, le gambe gli tremarono, poi con voce flebile e tremante parlò:
-Mark..Mark!-
All'udire quella voce, il ragazzo si voltò mostrando a Nick due occhi verdi che lo portarono violentemente e bruscamente alla realtà. Gli occhi si fecero lucidi, quello non era il suo Mark era solo Kevin, la rabbia gli ruggì dentro e con voce infastidita esclamò:
-Che cazzo ci fai tu qui, vattene!-
-Nick...-
-Stai zitto okay, cos'è sei venuto a controllarmi? Perchè tu e Brian non vi decidete a lasciarmi in pace!-
-Nick, Brian mi ha raccontato tutto! Tu hai bisogno di...-
-Di cure, dello strizzacervelli!
IO NON SONO PAZZO LASCIATEMI IN PACE, NE HO FIN SOPRA LE PALLE DI VOI! PERCHE' MI ROMPETE E SCASSATE SEMPRE! SIETE SOLO DEI ROMPIPALLE, QUINDI ADESSO KEVIN FAI SPARIRE QUEL TUO FOTTUTISSIMO CULO DALLA MIA PROPRIETA' O NON RISPONDERO' DI ME, VATTENE!-
Kevin desisteva, Nick accortosene scaraventò a terra la macchinetta del caffè scottandosi con essa, e continuando ad urlare:
-VATTENE, VATTENE DI QUI, NON TI VOGLIO QUI, NON VOGLIO NESSUNO DI VOI QUI, LASCIATEMI STARE, LASCIATEMI IN PACE-
-Nick che diavolo ti prende? Io non sono venuto qui per farti del male...-
Il biondino sussultò, e con gli occhi lucidi di rabbia e disperazione, urlò:
-DITE TUTTI COSI, LO FATE SEMPRE E POI ALL'IMPROVVISO MI FERITE PIU' DI CHIUNQUE ALTRO! QUINDI TOGLITI DALLE PALLE..CHE CAZZO VUOI DA ME? EH? COS'E' SEI DIVENTATO GAY ANCHE TU E VUOI DIVERTIRTI CON ME, AMARMI E POI APPENA SI PRESENTA UN TUO VECCHIO AMICO CHE MI FA' DEL MALE, E DOPO SI CACCIA NEI GUAI, MAGARI CHE NE SO' VA IN COMA E TU COMINCI A DEDICARTI SOLO A LUI, METTENDOMI DA PARTE FINO A COSTRINGERMI A PORRE FINE ALLA NOSTRA STORIA! O MAGARI VUOI SOLO CHE IO TI SBATTA SUL LETTO, SUL PAVIMENTO O SU QUALCOS'ALTRO VUOI QUESTO KEV? BENE ALLORA METTITI IN FILA!-
Urlò infine spintonandolo fuori di casa e chiudergli irrimediabilmente la porta in faccia.
Kevin era sconvolto. Non sapeva cosa pensare, cosa fare.
Nick non gli aveva neanche dato il tempo di controbattere, si era infuriato di colpo.
"Oddio, oddio Nick, il Nick che conoscevo è completamente scomparso, come possiamo aiutarlo adesso che è già al capolinea, oddio..Oddio-
Era tentato di rietrare, ma ci ripensò.
Nick era fuori di testa, non lo avrebbe ascoltato, non avrebbe neanche sopportato ulteriormente la sua presenza. Quindi con la paura e la preoccupazione negli occhi, intraprese la strada che lo avrebbe condotto a casa.
CAPITOLO 4
Take Me
"Take me and let me in
Don't break me and shut me out
Chorus:
So take me and let me in
Don't break me and shut me out
I lit my pain on fire
and I watched it all burn down
Now I'm dancing in the ashes
and theres no one else around
Cause I wanna be apart of something
This is just a story of a broken soul
Hook:
As days go by, my heart grows cold
I can't seem let this all pass me by
Chorus x2
I'm burning in the heavens
and I'm drowning in the hell
My souls in a coma
and none of my friends can tell
I'm reaching out of getting something
This is just a story of a broken soul
Hook
Chorus x2
Don't shut me out
Does anyone around me feel the same
Just put your fist up and vent your pain
Does anyone around me feel the same
Put your fist up and vent your pain
Does anyone around me feel the same
Put your fist up and vent your pain
Does anyone around me feel the same
Put your fist up and vent your pain
Hook
Chorus x2
Hook
Take Me
Don't Break Me"
(Take Me - Papa Roach)
Il tramonto era piombato su Los Angeles.
Un ragazzo: vestito in modo molto casual, stava percorrendo tranquillamente la strada che lo avrebbe condotto a casa propria.
I suoi capelli corti biondo scuro venivano leggermente spostati dal leggero vento primaverile. I suoi occhi blu si guardavano intorno. Come se stessero incosciamente cercando qualcosa o qualcuno, una persona a cui teneva più di sè stesso, un amico, un fratellino, il ragazzo che più amava al mondo, ma senza risultato. Quasi derideva sè stesso, sapeva, ed era consapevole che mai avrebbe incrociato Nick per le strade di Los Angeles, però ci sperava.
Da quella sera che lui lo aveva afferrato per il colletto della felpa, minacciandolo di non farsi più vedere, era passata una settimana nella quale, i giorni, minuti, gli istanti, i secondi e le ore sembravano durassero secoli. Tutto da quella sera che i suoi occhi blu si erano scontrati violentemente con quelli azzurri di lui, il tempo pareva scorrere lento e impassabile. Lui non si era fatto più vivo agli studios costringendo i Bsb a prendersi una vacanza, in attesa che il loro fratellino potesse riprendersi e magari ritrovare la strada che ogni istante perdeva. Brian non sapeva dove Nick fosse, aveva provato a chiamarlo al cellullare ma era sempre spento, e le poche volte che trovava libero in pochi secondi la chiamata veniva ingnorata dal destinatario.
Facendolgli saltare i nervi, e farlo anche preoccupare e non poco.
Fermò i suoi passi, e tirò fuori il cellulare dalla propria tasca laterale dei jeans chiari a vita bassa che indossava, e compose il numero di Nick. Il cellulare era spento. Imprecò internamente, e continuò a camminare.
Percorse quella lunga strada dritta, affiancata da dei locali. Abitazioni e un parco, per alri 10 minuti. Stava per svoltare a sinistra quando dalla direzione opposta percepì, anche se debolmente delle leggere urla di piacere. Sussultò, stava per andarsene ma appena udì una voce a lui famigliare, esclamare, tenendo a freno il piacere:
-Amami-
Trasalì. Quindi decise di avvicinarsi un pò e vedere se quell' "amami", a lui tanto famigliare fosse proprio uscito dalla bocca, del suo migliore amico.
Fece quei pochi passi che lo portarono all'inizio di quel vicolo, le urla adesso le sentiva molto meglio.
-Amami!- udì di nuovo. Non poteva sbagliarsi era la voce di Nick, l'avrebbe riconosciuta fra mille.
Si affacciò debolmente e lo vide, anzi li vide.
Nick aveva i jeans e i boxer abbassati, le sue natiche erano in completa balia del vento, la schiena era coperta da una camicia di jeans nera, aveva i capelli sparati in aria.
Gli occhi blu di un Brian sconvolto, sorpreso e scioccato si spostarono sulla persona che stava sotto Nick. Vedeva le mani del suo fratellino tenergli con forza, non troppo irruenta i polsi.
Non riusciva ad identificare chi fosse, e non gliene importava un granchè.
Scorse solo che aveva i capelli neri, e una felpa blu. La sua attenzione ritornò immediatamente sul suo fratellino, che spingeva e mormorava, come se in lui ci fosse una belva assetata della propria vittima. I suoi movimenti erano violenti ed aggressivi. Il demonio era in lui.
Fu questo che lo spaventò a morte, il suo volto sbiancò del tutto. Percepì di colpo la presa immaginaria, con cui stava cercando di tenere a fatica il suo migliore amico, spezzarsi di botto.
Lo vide precipitare giù e ancora più giù, da non riuscire più a vederlo.
Davanti ai suoi occhi vi era solo l'oscurità più profonda. le urla di terrone del Nick che tanto amava, nel precipitare, si sovrapposero a quelle dell'alterego del suo Frack, che stava terminando di gustare, nel vero senso della parola, la propria preda. Lo riportarono brutalmente alla realtà.
Scosse la testa per poi abbassarla, e voltare le spalle a quel vicolo buio dove si stava consumando quell'atto impuro e violento, che aveva scaraventato completamente nell'oblio il suo fratellino.
"Non era Nick, non è lui, non lo è più..CHE TI STA SUCCEDENDO NICKY COSA!!!!"
Pensò trattenendo a fatica le lacrime, per poi correre via e scomparire all'orizzonte, portandolo a sentirsi inetto. Incapace. Debole. Ma soprattutto impotente.
Nick era precipitato. Scivolato via completamente dalle sue mani, e non sapeva come raggiungerlo. che attrezzatura poteva usare per farlo risalire, senza causare altri danni, che invece di farlo alzare lo avrebbero gettato ancora di più a terra.
"Non sò che fare, sono inutile...Ho aspettato troppo, perchè cazzo invece di continuare a chiamarlo sul cellulare o al cordless non sono andato da lui? Si perchè non mi sono recato a casa sua! Perchè? Tutta colpa del mio orgoglio, del mio egoismo. Ho pensato solo a me stesso! Quella sera, me ne sono andato come lui mi aveva esplecitamente chiesto, senza opporre resistenza. Mi sono spaventato da quegli occhi furenti di rabbia, angoscia, paura e disperazione non che insicurezza e sfiducia in tutto e tutti.
Quello sguardo stava cercando disperatamente aiuto.
Il Nick che tanto amavo gridava esasperato dall'interno. Mi stava chiedendo aiuto, una mano per liberarsi da quel demonio che gli ruggiva dentro e che ultimamente stava avendo il completo controllo su di lui...E io cosa ho fatto? Eh?! Cosa! Me ne sono andato, sono scappato da lui, l'ho abbandonando al suo destino. Sapevo che sarebbe precipato, lo sapevo e il mio compito era quello di impedirlo.
Mark ce l'avrebbe sicuramente fatta! E' sempre lui la causa di tutto, maledetto il giorno che lui e Nick si sono incontrati e stramaledico il giorno in cui Nick si dichiarò. Non dovevo respingerlo, non dovevo farlo. A quest'ora sarebbe stato sicuramente bene! Sono solo un idiota, uno stupido. E' colpa mia, l'ho lasciato cadere. Non ho tentato di fare niente per evitarlo! Niente! E' colpa mia!"
Accellerò la sua corsa, e raggiunse casa. Salì di corsa in camera e accese lo stereo a palla, cominciando a ballare e a ballare cercando di scordarsi di tutto, e pregare dentro di sè, Dio per aiutarlo in un qualche modo a far risalire il suo amore, e allontanarlo definitivamente da quell'oscurità che era riuscita a trascinarlo con sè.
*§*§*§*
Il buio rieccheggiava su tutta la città. Nick era a sedere sul divano, a guardarsi la tv.
Sul tavolino che aveva di fianco c'era un bicchiere stracolmo di vodka e accanto ad esso c'era la bottiglia.
La mano di Nick afferrò quel bicchiere portandandoselo irrimediabilmente alla bocca, finendolo tutto in un sorso.
Sospirò e depose il bicchiere. Stava per riempirlo ancora, quando il campanello di casa si fece sentire facendolo sussultare:
"Chi diavolo potrà mai essere a quest'ora?"
Si chiese alzandosi a fatica, e raggiungendo la porta, che aprì all'improvviso trovandosi davanti Brian.
I suoi occhi azzurri si sgranarono, guardò l'amico e gli scoppiò a ridere in faccia, non dandogli tempo di parlare:
-Ah ah tò ma guarda chi mi è venuto a trovare, mi pareva strano che da una settimana non ti facevi più vedere da queste parti cos'è non riesci a starmi lontano Wow! Dovrei essere felice di vederti, ma purtroppo non è così, e mi pareva di essere stato abbastanza chiaro... B..Rok-
Rise di nuovo, ma Brian non fece una piega, continuava a guardarlo seriamente.
-Ouh ma che sguardo truce..Hai bisogno di riscaldarti per farmi un sorriso..-replicò avvicinando pericolosamente le labbra a quelle di lui, che schivò dicendo:
-Dobbiamo parlare Nickolas-
-Oh davvero, Brian?-
-Si, fammi entrare-controbattè facendo un passo.
Nick voleva mandarlo via, ma con un sorrisino sarcastico e strafottente, le fece cenno di accomodarsi, e chiuse la porta dietro di sè.
-Allora di che diavolo volevi parlarmi?-chiese riempiendo il bicchiere che lo attendeva sul tavolino.
Brian lo guardò, sospirò. Deglutì la saliva e parlò:
-Hai un problema Nick, forse non te ne rendi conto!-
Nick aggrottò il ciglio infastidito ribattendo:
-Ancora con questa fottuta storia del cazzo? Che diavolo vuoi tu da me!-
-Ti senti quando parli?-
-Senti se sei venuto qui per scassarmi ancora, ti consiglio di levarti dalle palle seduta stante! Altrimenti ti farò pentire di essere venuto!-
-Ah si e cosa mi farai, mi riempirai di botte oppure farai del sesso con me!-
All'udire quella parola Nick sussultò. Scaraventò il bicchiere per terra, si accostò all'amico e gli urlò rabbioso:
-CHE CAZZO VUOI EH?! SI PUO' SAPERE! DEVI LASCIARMI IN PACE HAI CAPITO, IO N0N SONO DEPRESSO COME TU CONTINUI A CREDERE, HAI CAPITO, DEVI LASCIARMI IN PACE! O TI GIURO CHE TI FARO' FUORI CON LE MIE STESSE MANI!-
Brian annuì adirato, fulminò Nick con lo sguardo e replicò a tono.
-BENE ALLORA FALLO NICKOLAS! FALLO, CORAGGIO!-
Lo spintonò:
-NON CREDERE CHE NON LO FACCIA!-
-BENE STO ASPETTANDO...IO TI HO VISTO NICK, TI HO VISTO NEL VICOLO CON QUEL RAGAZZO, CHE CAZZO TI STA SUCCEDENDO EH' CHE CAZZO TI STA ACCADENDO, FAI SESSO CON TUTTI QUELLI CHE TI CAPITANO A TIRO IN QUALSIASI POSTO! NON TI IMPORTA DI CHI SIANO NON E' COSI'? DA QUANTO TEMPO TI COMPORTI IN QUESTO MODO, EH CARTER? DA QUANTO?-
Nick deglutì la saliva. La rabbia stava per uscire completamente da lui, offuscandogli completamente la mente, gli occhi, il cuore tutto quanto.
Gli occhi dell'amico che lo fissavano irati, a poco a poco si facevano più scuri, sussultò quando in essi ci vide quelli di Mark. Il cuore cominciò a battergli velocemente, sentiva la belva dentro di lui, premere per uscire e scaraventarsi sulla propria vittima.
Brian attendeva la risposta che non si degnava ad arrivare, quindi decise di continuare:
-TU HAI UN PROBLEMA, NON E' PIU' DEPRESSIONE, LO VUOI CAPIRE NICK, NON LO E' PIU'...NON TI RENDI CONTO DI AVER GIA' RAGGIUNTO IL FONDO? HAI UN PROBLEMA NICK UN...-
Non riuscì a terminare la frase che Nick si avvicinò minacciosamente a lui.
I suoi occhi azzurri erano vuoti, solo la rabbia risiedeva in loro. Brian sussultò quando le mani di lui gli strinsero le spalle. Si irrigidì quando la bocca di Nick si accostò al suo orecchio per sussurargli adirato e deluso:
-Dicevi di amarmi, ricordi?-
Il ragazzo sussultò. Capì a chi Nick si stava riferendo, e lui non era Mark.
Stava per succedere qualcosa, quel qualcosa che desiderava più di sè stesso, ma non da quel Nick, non da lui. Dall'altro che era completamente scomparso dalla terra, quindi gli afferrò le mani portandole via dalle sue spalle.
-Nick-
-Mi rifuiti anche!-
-No Nick, non sono Mark, Nick-
-Mark perchè mi fai questo? Perchè mi ha costretto a lasciarti eh! Perchè ti amavo..TI AMAVO PIU' DI ME STESSO!-Urlò spintonandolo verso il divano, nel quale Brian cadde, per essere subito raggiunto da Nick, che si portò sopra di lui, cominciando a sganciargli la felpa che indossava.
-LASCIAMI NICK, NON SONO MARK! VATTENE!-
Urlò allontanandolo da sè, e questo lo fece infuriare. Lo tolse dal divano e lo gettò a terra, per poi schiacciarlo con il proprio corpo. Brian aveva leggermente sbattuto la testa, era un pò intontito ma era ancora lì. Sapeva cosa stava accadendo e cercava in tutti i modi di contrastarlo. Fermarlo. Urlava di fermarsi, lo pregava di farlo:
-TI PREGO NICK NO, FERMATI BASTA NICK, NON SONO MARK..NON....-
La lingua di Nick gli si conficcò in bocca togliendogli quasi il respiro.
Le sue mani dopo avergli sganciato la felpa, si occuparono dei jeans.
Brian si dimenava come un pazzo quasi piangeva.
Non voleva farlo. Non lì. Non a quel modo. Non così. Non con quel Nick.
Quindi con un immenso colpo di reni lo scaraventò via, facendolo imbestialire:
-NON PUOI RIFIUTARMI! NON PUOI!-urlò afferrandolo per le spalle strattonandolo a terra.
Ma Brian riuscì a alzarsi, era scioccato.
Cercò di fare qualche passo, ma era immobilizzato dalla paura.
D'un tratto si sbloccò, iniziando a correre cercando di raggiungere la porta.
Ma in pochi istanti un Nick indemoniato, lo afferrò di colpo per la felpa.
Gliela strappò facendolo cadere a terra di schiena. Il ragazzo cacciò un urlo allucinante.
Non riusciva più a capire niente. All'improvviso le mani del suo fratellino, si presentarono sul suo petto, per poi scendere verso i jeans e terminare di togliergli con brutalità immonda. Inumana.
Per l'ennesima volta Brian cercava in tutti i modi di toglierselo di dosso, scalciava, tirava pugni ma sembrava che non gli facessero niente anzi, gli facevano aumentare la presa.
-NON SONO MAR...-
-STA' ZITTO!-urlò Nick mollandogli un pugno sullo zigomo, che lo rese momentaneamente innocuo.
Nick sorrise diabolico. I suoi occhi avevano una luce strana, spaventosa contornata da un barlume di follia pura e allucinazione allo stato puro. Lui non ci vedeva più il suo migliore amico, ma solo Mark, non si rendeva conto di quello che gli stava facendo, e non capiva perchè il suo Mark lo rifiutasse così. Non capiva, non riusciva a farlo, e la cosa lo rendeva furioso.
-AMAMI...AMAMI!-urlò disperato.
Brian portò i suoi occhi blu su quelli del proprio fratellino, delle lacrime cominciarono a bagnargli le guance. Il respiro gli mancò, il cuore perse un battito. Non voleva.
-NO! NON VOGLIO AMARTI! NO NICK, NON SEI IL MIO NICK NON SEI LUI, NON LO SE...-
Non terminò la frase, che un altro pugno si presentò sul suo volto, mandandolo ko nel vero senso della parola.
-AMAMI..IO SONO IL TUO NICKY, SONO SOLO TUO, TUO E TU SEI MIO..MIO NON RIFIUTARMI NON FARLO!-
La bocca di Nick si presentò sul collo della sua vittima, cominciando a lasciargli succhiotti, per poi risalire all'orecchio e sussurargli piangente e adirato.
-Dicevi di amarmi..Mi avevi chiesto di sposarti e poi hai scelto lui..Hai scelto il ragazzo che ha cercato di togliermi dal mondo, hai scelto Sean..Mi hai trascurato, evitato, non esistevo più per te, non esistevo più...Non mi guardavi neanche più in volto, cos'è ti facevo schifo, pena o cosa? HAI PREFERITO LUI A ME! MI HAI COSTRETTO A METTERE LA PAROLA FINE ALLA NOSTRA STORIA, COME HAI POTUTO! PERCHE' MI HAI SPEZZATO IL CUORE, AVEVI DETTO CHE SARREMMO STATI SEMPRE INSIEME, AVEVI DETTO CHE INSIEME ERAVAMO INDISTRUTTIBILI E ALLORA SPIEGAMI PERCHE' CI E' ACCADUTO TUTTO QUESTO..IO TI AMO ANCORA MARK...TU NON MI AMI PIU'! NON MI DESIDERI, NON MI...-
Si arrestò di colpo. Era troppo arrabbiato, troppo infuriato e stanco di dover soffrire ancora a causa della decisione, che l'aveva costretto a rompere con lui. Quindi decise di darsi subito da fare.
Condusse le gambe della preda sopra le proprie spalle. Si schiacciò su di lui e cominciò ad entrare violentemente, continuando a mormorare trattenendo a fatica i mormori di piacere misti alla rabbia.
-Amami..amami..ah...amami AMAMIIII!!!-
Nessuna risposta giungeva dall'altra parte, e questo provocò in lui altra rabbia che continuò a sfogare dentro di lui. I suo movimenti erano animaleschi, duri, aggressivi. Brutali.
Entrava ed usciva ferocemente ed energicamente da lui. Non riusciva a placarsi.
La belva che albergava in lui da un pò, ormai aveva completamente sconfitto Nick, che dall'oscurità di quel precipizio senza fondo, urlava disperato di fermarsi, di non continuare, di lasciare stare Brian. Ma le sue urla strazzianti si perdevano in quell'abisso. Che crollò improvvisamente su di lui uccidendolo.
Nick dopo altre penetrazioni brutali raggiunse l'apice, ed uscì violentemente da Brian. Per poi crollare sfinito sul pavimento mentre il suo corpo era percorso dagli ultimi tremiti e spasmi di sovraeccitamento.
Si tirò su i boxer, si agganciò i jeans, si alzò da terra, e senza guardare lo "scempio" che aveva fatto sul suo migliore amico, uscì di casa, come se nulla fosse successo.
CAPITOLO 5
My All
I primi raggi solari illuminarono il volto dormiente di Brian, il quale cominciò a far tremare le palpebre. Aprì gli occhi debolmente scontrandosi prepotemente con gli occhi di Nick. Trasalì e chiuse gli occhi per poi riaprili incontrandosi bruscamente con il soffitto bianco. Aveva avuto un allucinazione. Prima che svenisse a causa dell'ennesimo pugno del suo amico, le ultime cose che aveva visto prima di serrare le palpebre erano stati gli occhi indemoniati del biondino. Basta. Poi il buio lo aveva avvolto completamente.
Scosse la testa. Si rese conto che il suo petto era nudo, come anche il resto del proprio corpo. Dentro di lui un dolore lancinante si presentava ogni istante, sembrava che venisse ogni secondo travolto da una mandria impazzita. In un primo istante non riusciva a capire cosa fosse accaduto.
Stava impazzendo, sentiva delle grida, risentiva quelle urla disperate e rabbiose che gli urlavano di amarlo, di non rifiutarlo. E di botto capì cosa gli fosse accaduto, cosa Nick gli avesse fatto. Dai suoi occhi scesero delle lacrime, le gambe cominciarono a tremargli, e cercò di alzarsi come meglio poteva sorreggendosi al divano. Si rivestì trattenendo a fatica i singhiozzi misti a urla di rabbia che cercava in tutti i modi di trattenere. e barcollante uscì dalla villa.
Saltò in auto mise in moto e scomparve sfrecciando all'orizzonte.
La sua spider, correva e correva imperterrita sulla strada.
I suoi occhi blu ormai offuscati dalle lacrime gli impedivano di seguire al meglio la linea bianca.
Non riusciva a togliersi quel Nick diabolico dalla testa.
Dentro di lui rimbombava quella sua voce aggressiva. Ogni parola, ogni gesto gli stava tormentando l'anima, la mente. Il cuore.
Annullando completamente i suoi sensi. Voleva solo smetterla di soffrire, voleva solo urlare di rabbia e di dolore, voleva piangere, piangere e piangere, ma non riusciva a fermarsi, per farlo.
Continuava la sua corsa accellerando sempre e sempre di più.
All'improvviso la linea bianca scomparve dalla propria visuale.
La macchina non riusciva a fermarsi, fu un albero che ne arrestò la corsa.
Brian di colpo venne abbandonato dalla sofferenza, dall'angoscia, raggiungendo l'oscurità più profonda.
*§*§*§*
A Sligo la notte stava calando inesorabile su tutta la cittadina, e su tutta l'Irlanda.
In quel silenzio uno stereo mandava una musica molto lenta, che piano piano dette spazio a delle parole.
"I am thinking of you
In my sleepless solitude tonight
If it's wrong to love you
Then my heart just won't let me be right
'Cause I'm drowned in you
And I won't pull through
Without you by my side
Chorus
I'd give my all to have
Just one more night with you
I'd risk my life to feel
Your body next to mine
'cause I can't go on
Living in the memory of our song
I'd give my all for your love tonight
Verse
Baby can you feel me
Imagining I'm looking in your eyes
I can see you clearly
Vividly emblazoned in my mind
and that you're so far
Like a distant star
I'm wishing on tonight
Chorus
I'd give my all to have
Just one more night with you
I'd risk my life to feel
Your body next to mine
'cause I can't go on
Living in the memory of our song
I'd give my all for your love tonight
Chorus
I'd give my all to have
Just one more night with you
I'd risk my life to feel
Your body next to mine
'cause I can't go on
Living in the memory of our song
I'd give my all for your love tonight
Give my all for your love
Tonight..."
(My All - Mariah Carey).
Mark che indossava una semplice tuta timbrata Nike, di colore azzurro ghiaccio.
Con il marchio della marca cucito sul petto. Era disteso sul letto.
I suoi occhi blu, erano piantati sul soffitto e aveva le mani sotto la testa.
Alla sua sinistra vi era un comodino con sopra una cornice di vetro ondulata con il bordo blu metallizzato. Al suo interno albergava una foto di lui e Nick insieme, in primo piano, mentre si baciavano. Sullo sfondo c'era la luna piena che illuminava con i suoi timidi e tenui raggi, i loro visi addolcendogli i lineamenti.
Quei fasci luminosi su Nick, avevano sempre avuto un qualcosa di speciale che lo rendevano ancora più avvenente, dolce, bello e tenero. La foto in questione era stata scattata da sua madre a loro insaputa. Mark Si ricordava bene quel giorno, e quella notte come se fosse accaduto ieri.
Con mano tremante accolse tra le sue "braccia" quella cornice, conducendola al proprio petto.
La strinse a sè amorevolmente, come se tra le sue braccia in quel momento ci fosse stato Nick. Chiuse i suoi occhi blu, e tornò indietro a quel tempo, quell'istante e a quell momento, che tutt'ora gli faceva battere all'impazzata il cuore. Mille emozioni. Sensazioni e sentimenti, ancora gli ardevano in petto lacerandoglielo senza pietà.
Mark's Flashback
Ricordo tutto quanto, ogni cosa, in ogni minimo particolare.
Era la notte di Halloween. Nick indossava jeans neri, a vita bassa, larghi il giusto, scarpe da ginnastica bianche e un piumino stretto ai fianchi nero, mentre io jeans chiari, non tanto larghi, scarpe da ginnastica nere e un piumino beige.
Entrambi stavamo attendendo a Dublino, l'arrivo del bus per il Ghosts Tour che ci avrebbe portato a spasso per i luoghi più spettrarli della città. Era un bus speciale con all'interno effetti speciali e guida a seguito. Nick era eccitato da matti per questa cosa, non riusciva a stare fermo un momento, non vedeva l'ora che il bus giungesse. Sembrava un bambino all'interno di una gelateria gigantesca tutta per lui. Era troppo carino.
Io lo guardavo sorridendo dolcemente, lui accortosene mi chiese:
-Mark, perchè mi fissi ho qualcosa che no và? Non mi stanno bene questi jeans?-
Scoppiai a ridere.
-Hey che hai da ridere?-
-Niente, Nicky niente-
Lui si avvicinò a me, mi scrutò da capo a piedi e parlò:
-Stavi criticando il mio look, non è così?-
Scossi la testa divertito, cercai di rispondere.
-No, non stavo criticando un bel niente, credimi-
Nick non sembrava molto convinto quindi ribattè:
-Si invece, pensa a come ti vesti te?-
-Oh oh oh..wow Nicky come siamo permalosi, comunque i pantaloni che ho indosso, me li hai regalati tu quest'anno per il mio compleanno quindi-
Lo scorsi arrossire debolmente. Stava per rispondermi, già sapevo cosa mi avrebbe detto, me lo sentivo, che se non facevo qualcosa sarremmo entrati in una mini discussione scema, senza riuscire ad arrestarci, quindi presi la palla al balzo.
Non appena vidi le sue labbra tremare, perchè volevano parlare, le fermai, sigillandole con un bacio.
Non appena ci staccammo, guardai il mio Nicky dicendogli:
-Allora amore, cosa volevi dirmi?-
-Eh..io-
Io annui sorridendo debolmente
-Non me lo ricordo-
risi
-Lo hai fatto ap...-
Lo arrestai di nuovo con un bacio.
Staccandomi lo guardai ridendo.
-E' l'unico modo per farti stare zitto baby!-
Gli feci un buffetto sulla guancia, avvolsi la sua testa al mio braccio destro e con la mano sinistra gli regalai una bella masa.
Ci baciammo di nuovo poi arrivò il bus salimmo e ci mettemmo comodi in attesa della prima fermata ovvero al St. Kevin Graveyard.
*§*§*§*
Eravamo ad esploare il St Kevin Graveyard.
Il cielo era scuro, privo di nuvole. Alcuni pipistrelli si facevano vedere, e la luna piena risplendeva su tutte quelle tombe medioevali. Rendendo il clima molto spettrale in perfetto stile Halloween.
Entrambi, stavamo come gli altri passeggieri del pullman, dissotterando dei cadaveri.
Erano talmente realistici da sembrare veri. Nick era eccitato al massimo e anche un pò impaurito, io non ero da meno.
Alla fine dopo aver disseppelito altri 2 cadaveri decidemmo di sfruttare gli ultimi 15 minuti per esplorare un altra area medioevale del cimitero. Lontano da occhi indiscreti.
Camminammo per 5 minuti, e giungemmo in un area, lontano da ogni occhio umano.
Intorno c'erano 4 o 5 tombe smesse. Stavo per raccontare qualche leggenda al mio amore per spaventarlo, quando lui mi afferrò le spalle, spingendomi verso una porta malmessa di legno, nel retro della chiesa, che avevamo di fronte.
Non sò cosa accadde di preciso, ma Nick cominciò a baciarmi sempre e sempre di più e con più foga, e l'uscio dietro di noi si aprì, facendomi cadere a terra di schiena, con Nick sopra di me.
Ci stavamo baciando, quando percepì le sue mani tremanti cercare di sganciarmi i jeans. Lo fermai, ci staccammo e gli dissi:
-Nick, non possiamo siamo in un...-
Non mi fece terminare che cominciò a mordicchiarmi sensualmente il collo. Sussurandomi provocante:
"Non c'è nessuno apparte me e te Marky.Ti amo, ti voglio..Ti desidero più di ogni cosa al mondo, tu continui a ripetermi che io non sò di essere sexy! Questa domanda ora la porgo a te baby! Non lo sai quanto tu sia sexy eh..Non ce la faccio a resistere ti voglio ades..."
Cavolo se mi aveva eccitato! Il mio sesso si era svegliato, da un pezzo.
Adoravo quando mi sussurava a quel modo continuando a baciarmi, mordicchiarmi e a lasciarmi succhiotti sul collo. Ero completamente impazzito. Non lo feci finire perchè con un colpo di reni capovolsi la situazione. Nick era sotto di me, lo sentivo muoversi sensualmente, avvertivo il suo sesso pulsare attraverso il cavallo dei suoi jeans, che sganciai mentre lui lo fece ai miei.
Entrambi eravamo con jeans e boxer a metà gamba. Ci scambiammo altri succhiotti, morsettini sul collo e leggere succhiate alle parti basse. poi non appena percepì i muscoli del mio amore rilassarsi, capì che era il momento di entrare in lui. Lo feci. Nick ansimava mentre io continuavo ad entrare ed uscire da lui, e le sue gambe poggiate sulla mia schiena si muovevano in contemporanea.
Eravamo una cosa sola, adoravo sentirmi così con lui.
Le mie mani gli stringevano con veemenza il polsi tenendoglieli impiantati sul pavimento di fredda pietra. entrai ancora, poi entrambi raggiungemmo l'apice estremo.
Ci rivestimmo e raggiungemmo il bus che ci portò ancora a spasso per un pò.
*§*§*§*
Verso le 2am giungemmo a casa. Le luci erano spente e io e Nick prima di entrare decidemmo di stare ancora un pò fuori, non faceva freddo, la notte era stupenda.
Non volevamo andare a dormire, era ancora troppo presto volevamo goderci appieno questa nottata.
Ci distendemmo sull'erba. Con gli occhi rivolti verso quell'empireo di stelle, con una luna piena che illuminava i nostri corpi, i nostri volti, specialmente il volto del mio cucciolo. Lui era bellissimo, lo guardavano e non riuscivo a credere che fosse davvero mio, che fosse realmente al mio fianco.
Ma era la verità. Sorrisi, lui si voltò verso di me e mi baciò.
Ci staccammo ritornando a guardare sopra di noi poi lui parlò:
-Allora amore domani, che facciamo di bello?-
-Uhm direi qualcosa di speciale. Sai amore c'è un posto qui a Sligo dove non ti ho mai portato e intendo farlo domani stesso. Non ti immagini neanche cosa sia. Ho un piano niente male per noi domani. Preparati-
Nick si portò in posizione seduta mi guardò e mi disse ammicante:
-Tu che intendi per pia..-
Non lo feci terminare perchè giunsi alla sua altezza, lo guardai per poi baciarlo.
Una volta staccati, ci alzammo e lo abbracciai.
-Coraggio cucciolo si và a nanna..Stanotte dormiremo insieme ti và?-
Nick annuì, sorrise e mi baciò.
End Mark's Flashback
Il bussare della porta lo distolse da quel meraviglioso ricordo riportandolo bruscamente alla realtà.
Tra di loro era finita, finita sul serio.
Si asciugò le lacrime che gli avevano bagnato le guance. Deglutì la saliva e sospirò un debole:
-Avanti-
La porta si aprì lentamente, mostrandogli la figura della madre, che lo guardò preoccupata.
-Marky amore, è pronta la cena-
-Si mamma vengo tra un minuto-
La donna annuì debolmente.
-Stai bene? Hai voglia di parlare un pò?-senteziò sperando in una risposta affermativa.
-Non è niente-replicò sorridendo
-Mark...-chiamò debolmente
-Mamma per favore, sto bene. Non preoccuparti-
Non sembrava molto convinta dalle parole del figlio. Sapeva che la rottura con Nick lo aveva messo ko, però non sapeva come aiutarlo, cosa dirgli per farlo stare meglio. Suo figlio era cambiato. Prima gli diceva ogni cosa ma adesso. Quello che era successo con Nick, il motivo per cui avevano messo fine alla loro relazione, ancora gli era nascosto. Mark non glielo aveva detto.
Quella sera, quando se lo trovò davanti la porta di casa, bagnato per il temporale, che da due giorni albergava a Sligo e in tutta l'Irlanda, lui gli aveva solo detto che lui e Nick si erano lasciati. Ma non aveva neanche accennato il perchè, niente. Da quella sera non aveva più nominato Nick, e non si era aperto con lei come aveva sempre fatto. E adesso a distanza di un mese niente era cambiato.
La donna sorrise rassegnata, e se ne andò.
Mark sospirò, si recò verso la finestra, e l'aprì venendo completamente travolto dalla leggera brezza del vento primaverila irlandese. Chiuse gli occhi, concetrandosi sul fischio del vento.
Dentro la sua mente, quel fischio si trasformò in risata e in voce, elementi che riportavano solo a lui. Al suo Nicky.
Scosse la testa, riaprì gli occhi scontrandosi con la luna piena.
-Chissà cosa starai facendo adesso amore mio! Non riesco a dimenticarti Nick, non ci riesco. Ti amo ancora! Non sai quanto ho desiderato prendere il primo aereo e tornare da te, non sai quante volte ho fermato la mano che voleva in tutti i modi telefonarti. E' finita tra noi, lo sò. Ho cercato di convincermi di ciò ma è impossibile. Solo Dio sà quanto ancora il mio cuore continua a battere esclusivamente per te. Ma devo resistere, devo farlo per me, ma soprattutto per te! Non intendo farti del male, non di nuovo amore. Non voglio più che a causa mia tu soffra. E' finita E'...-Scosse la testa
Chiuse la finestra, si lasciò scivolare sul vetro che lo condusse lentamente a sedere per terra.
Si portò le ginocchia al petto, poggiò la testa su esse, e avvolse il tutto con le proprie braccia:
-Ma a chi voglio darla a bere. Non è finita tra di noi, non lo è, almeno da parte mia! Non riesco ad accettarlo Nick, non ci riesco...-Si arrestò e la disperazione si fece largo nel suo cuore, nella sua mente e nella sua anima. Dai suoi occhi cominciarono a scendere delle deboli lacrime che lasciarono spazio ad un pianto silenzioso.
*§*§*§*
Nick era seduto per terra, di fronte al cancello della propria villa.
Sul suo volto, vi erano i chiari segni di stanchezza e sul collo altri succhiotti.
Il sole era ormai alto a Los Angeles. Nick non sapeva che giorno fosse, o che ora era, ma non gliene importava. Adesso quello che contava per lui era alzarsi, raggiungere casa propria, farsi una doccia dormire 3 o 4 ore per poi ripartire, alla ricerca di altri ragazzi simili a Mark e farseli uno ad uno. Quella era l'unica cosa adesso che lo rendeva felice. Lo faceva sentire unico al mondo, il top dei top.
All'improvviso una Civic nera si arrestò davanti a lui, facendolo sussultare.
Alzò gli occhi che prima erano fissi sulla strada, e incontrò il volto di un ragazzo, il sole lo stava accecando quindi non aveva la ben che minima idea di chi fosse. Pensava fosse un'altro dei tanti ragazzi che si era fatto che voleva il bis, o magari era uno nuovo che aveva deciso di accellelare i tempi, perchè non riusciva ad aspettare il pomeriggio, o la notte stessa.
-Chi sei, vuoi il bis o sei nuovo...Se sei nuovo bhè se vuoi possiamo fa....-
Si bloccò di colpo perchè quel sole che prima lo aveva accecato adesso era stato coperto tempestivamente da una nuvoletta di passaggio. Nick sorrise e poi parlò:
-Tò Aj che ci bazzichi da queste parti, Cos'è vuoi che io ti...-
Aj non lo fece finire:
-Nick...Brian è all'ospedale ha avuto un incidente-
Quelle parole colpirono Nick, che sembrò tornare in sè anche se per poco.
Cercò di alzarsi, ma ricadde miseramente a terra Aj si accinse ad aiutarlo, ma lui lo fermò:
-Faccio da solo, lasciami stare!-esclamò, tenendosi all'inferiata.
Riuscì a portarsi in piedi. Guardò l'amico negli occhi, e urlò:
-CHE CAZZO CI SEI VENUTO A FARE QUI! SEI VENUTO A DIRMI CHE BRIAN E' ALL'OSPEDALE COS'E? VUOI DARE LA COLPA A ME!-
Aj rimase spiazzato e turbato da quella risposta insensata e da quell'atteggiamento aggressivo.
-Ma sei impazzito? Io non sono venuto qui per darti la colpa Nick, non sono venuto qui per questo. Sono solo venuto qui per cercarti e avvertirti visto che al cordless e al cellulare non rispondevi. Scusami se io, Kevin e Howie ci siamo preoccupati per te! Si può sapere cos'hai Nick?-
-BALLE, E ANCORA BALLE A VOI NON IMPORTA UN CAZZO DI ME, NON VI IMPORTA NIENTE, VE NE SBATTETE ALTAMENTE LE PALLE DI COME IO MI SENTO! NON TI SEI MAI FATTO VEDERE QUI AJ, NESSUNO DI VOI E' PIU' VENUTO DA ME, MI AVETE ABBANDONATO COME HA FATTO MARK..IO LO AMAVO AJ...LO AMAVO, E LUI SE E' ANDATO CON SEAN...ADESSO TU TI SEI FATTO VIVO SOLO PER DIRMI DI BRIAN? PERCHE' EH? TU E GLI ALTRI MI VOLETE DARE LA COLPA, AVANTI DILLO AJ! DILLO. SECONDO TE SONO PAZZO NON E' COSI, SONO PAZZO? TU E GLI ALTRI SIETE CONVINTI DI QUESTO NON E' COSI'! BRIAN LO E'...NON MI MERAVIGLIEREI SE LO SIETE ANCHE VOI! IO GLI AVEVO CHIESTO SOLO DI STARE CON ME, SOLO QUESTO..MA LUI NON HA VOLUTO...-
Aj non stava capendo niente, che voleva dire con quelle parole,che senso avevano con quello che gli aveva riferito? Scosse la testa confuso. Poi cercò di capire meglio:
-Nick che stai dicendo? Non capisco..Che centra tutto questo con Brian-
Nick dette un pugno al cancello e ribattè furioso:
-BRIAN SEMPRE E SOLO BRIAN...LO VUOI CAPIRE CHE NON ME FREGA UN CAZZO DI LUI, IO NON LO AMO AJ HAI CAPITO...IO VOGLIO SOLO MARK...COSA DOVREI FARE EH..VUOI CHE SALGA IN MACCHINA CON TE, MI VUOI PORTARE ALL'OSPEDALE DA LUI? POI CHE FARAI...EH?-
Aj perse la pazienza. Nick faceva discorsi senza senso, che non centravano niente con quello che era accaduto al loro amico. Quindi di colpo lo afferrò per il colletto della camicia di jeans. Lo sbattè al cancello e cominciò a scuoterlo.
-SI PUO' SAPERE CHE CAZZO TI PRENDE NICK, NON TI RENDI CONTO DI TUTTO QUELLO CHE STAI DICENDO?! BRIAN E' IL TUO MIGLIORE AMICO! ADESSO E' IN OSPEDALE POSSIBILE CHE A TE NON IMPORTI NIENTE? CHE RAZZA DI PERSONA SEI DIVENTATO, CHE CAZZO TI STA ACCADENDO!-
Il ragazzo abbassò il volto, per poi condurre i suoi occhi azzurri su quelli del suo interlocutore, e rispondere a tono:
-COSA MI STA ACCADENDO!?..NIENTE, NIENTE HAI CAPITO, COSA MI DOVREBBE ACCADERE POI EH? IO STO' BENE AJ-
-NO, NON STAI BENE NICK!-
Nick scoppiò a ridergli in faccia.
-AH AH AH AH! AHHH NON STO BENE?! COME FAI A DIRLO J! COS'E' DI COLPO SEI DIVENTATO UN DOTTORE WOW! ALLORA PERCHE' NON VAI AD OCCUPARTI DEL CARO E DOLCE BRIAN! E LASCIA QUI ME! LASCIAMI IN PACE HAI CAPITO, VATTENE VIA STRONZO..VATTENE DA LUI, STAI CON LUI! STATTENE CON LUI A VOI PIACE, NO...VI PIACE STARE INSIEME E ABBANDONARE IL VOSTRO AMATO..PER UNO CHE E' IN COMA E HA CERCATO DI UCCIDERMI BEN DUE VOLTE! VATTENE DA LUI, RITORNA DA LUI MARK E LASCIAMI IN...-
Non lo fece finire perchè gli afferrò il braccio, cominciando a trascinarlo.
Nick cercava come poteva di dimenarsi ma era debole. Quindi Aj ebbe la meglio.
In pochi minuti erano in marcia verso l'ospedale mentre Nick da dietro i sedili posteriori non faceva altro che brontolare, offendere e urlare parolacce in direzione dell'amico che stava guidando.
-QUESTO SI CHIAMA SEQUESTRO DI PERSONA J..FAMMI USCIRE STRONZO! PERCHE' MI FAI QUESTO. LASCIAMI IN PACE. NON VOGLIO VENIRCI NON VOGLIO TI HO DETTO! FERMA QUESTA FOTTUTA MACCHINA DEL CAZZO...PEZZO DI MERDA SEI CATTIVO TI ODIO LASCIAMI! NON LO VOGLIO VEDERE..NON MI INTERESSA MARK...NON ME NE FREGA NIENTE SE SEAN E' IN COMA LASCIAMI TI HO DETTO..LASCIAMI FERMATI, TI HO DETTO DI FERMARTI BASTARDO TI ODIO, TI ODIO. PERCHE' MI FAI QUESTO PERCHE'-
Aj voleva evitare in tutti i modi di ascoltare quello che Nick continuava ad urlargli da dietro, ma gli era del tutto impossibile, non riusciva a distogliere le orecchie da ogni singola parola aggressiva che gli usciva dalla bocca. Scosse la testa, i suoi occhi castani erano puntati su quella strada che li avrebbe condotti a destinazione.
"Nick che diamine ti stà accadendo cosa?"Si chiedeva senza riuscire a frenarsi, era strazziante sentirlo urlare cose senza senso, che non centravano niente, con il motivo per il quale lui era andato ad avvertirlo, di quello che era successo a Brian. Ogni parola che usciva dalla sua bocca era legata solo ed esclusivamente a Mark, e Sean nessun altro. Sembrava che Nick non fosse presente, che non capisse che era successo. Ma soprattutto sembrava che l'incidente dell'amico non l'avesse toccato per niente.
Dopo 10 minuti di urla isteriche e ancora discorsi, frasi e argomenti disconnessi Nick sembrò calmarsi, le sue urla si acquietarono, lasciando spazio ad un mormorio rabbioso che terminò pochi minuti dopo.
CAPITOLO 6
The Cancellation
Nick e Aj, solcarono l'ingresso del piano in cui vi era la camera di Brian.
I loro occhi scorsero Howie seduto sulla sedia, con il volto basso. Successivamente notarono Kevin che si stava dirigendo furioso verso di loro.
Aj non riusciva a capire il perchè di quell'atteggiamento. E prima che se ne rendesse conto, lui li raggiunse e afferrò di colpo Nick per il colletto della camicia, sbattendolo con forza al muro schiacciandosi su di lui e urlandogli colmo di rabbia, cominciando a scuoterlo con brutalità.
-SEI SOLO UN LURIDO PEZZO DI MERDA, COME OSI PRESENTARTI QUI, CON CHE CORAGGIO PORTI I TUOI FOTTUTI I PIEDI QUI, VIGLIACCO, BASTARDO. DEVIATO DEL CAZZO!-
Aj era rimasto allibito non capiva che stesse accadendo, Nick da altro canto era più confuso di lui e decise di ribellarsi:
-LASCIAMI CHE CAZZO VUOI KEVIN CHE CA...-
-STA ZITTO, SUDICIO FIGLIO DI PUTTANA! BASTARDO COME HAI OSATO FARLO STRONZO-urlò sbattendolo con più forza alla parete.
Nick cercava di liberarsi voleva allontanarlo da sè, ma lui era più forte.
-MOLLAMI PEZZO DI STRONZO CHE NON SEI ALTRO..LASCIAMI STRONZO, LASCIAMI!-
Kevin già furioso, uscì completamente di testa. Strinse di più la presa su Nick togliendogli quasi l'aria, facendolo arrancare, poi gli urlò a pochi mm dal viso:
-MERITI DI MORIRE , TI ODIO CARTER, LO HAI PICCHIATO NON TE NE RICORDI HAI ABUSATO DI LUI! TI ODIO, SPERO CHE TU MUOIA PEZZO DI STRONZO...ERA IL TUO MIGLIORE AMICO, TI AMAVA ERA VENUTO DA TE PER PARLARTI, AIUTARTI! E TU CHE COSA HAI FATTO NICKOLAS, COSA? LO HAI VIOLENTATO! LO HAI FATTO! MERITI DI MORIRE PER QUESTO! ERA MEGLIO CHE QUELLA NOTTE SEAN TI AVESSE UCCISO SUL SERIO ALMENO ADESSO NON SARESTI QUI ANCORA IN VITA! DEVI MARCIRE ALL'INFERNO!-
Nick era completamente assente in quel momento, aveva smesso di dimenarsi, il suo volto era basso, il suo corpo era percorso da tremiti, nei suoi occhi all'improvviso giunse un barlume di consapevolezza. Tornò indietro al giorno prima, non si ricordava che Brian fosse andato da lui:
-Non è venuto, da me...Non era con me, non era con...-
D'un tratto una fitta gli raggiunse la testa, e cominciò a ricordare, le immagini a poco a poco si facevano nitide, riconobbe un ragazzo. Ma era Mark non Brian. Si concentrò ancora su quella figura, e sbiancò non appena ci riconobbe l'amico, i suoi occhi già aperti si sgranarono all'improvviso. Dentro la sua mente cominciò a vedere, il suo corpo nudo sotto di lui, che si dimenava come un pazzo, lottava con tutte le sue forze per toglierselo di dosso. Gli urlava di smetterla, e le sue grida disperate si sovrastavano con quelle rabbiose di lui:
"LASCIAMI NICK NON SONO MARK! VATTENE!"
"TI PREGO NICK NO, BASTA NICK, NON SONO MARK..NON...."
"AMAMI...AMAMI!"
"NO! NON VOGLIO AMARTI! NO NICK, NON SEI IL MIO NICK NON SEI LUI, NON LO SE..."
"AMAMI..IO SONO IL TUO NICKY, SONO SOLO TUO, TUO E TU SEI MIO..MIO NON RIFIUTARMI NON FARLO!"
Quelle frasi, quelle parole cominciarono a martellargli completamente il cervello, rimbombando come non mai.
Aumentavano in ogni istante, i suoi occhi si sgranarono ancora più di prima, le gambe gli tremarono. Scosse la testa incredulo.
Kevin sembrò allentare la presa e Nick scivolò a terra in ginocchio, dai suoi occhi cominciarono a scendere delle lacrime, e con voce tremante parlò:
-No, non era Brian non era lui..Non lo ERA TU MENTI!-Urlò di nuovo, ma le scene del giorno prima si ripresentarono dentro di lui, mostrandogli nuovamente l'amico.
Il cuore perse un battito, un conato di vomito si presentò dentro di lui riversandosi sul pavimento di marmo.
-Era Mark..Era LUI..NON BRIAN, NON ERA BRIAN, ERA IL MIO MARK!-
-ERA BRIAN!- urlò Kevin rabbioso
-MI DISPIACE..MI DISPIA..-
Nick non terminò la frase che un singhiozzo si presentò in lui.
Si alzò da terra, i suoi occhi azzurri fissavano quelli di Kevin che erano impassibili e freddi:
-MI DISPIACE KEVIN, MI DISPIACE, IO NON..NON-
Urlava disperato cercando in tutti i modi un contatto con lui che si scansò innorridito
-MI DISPIACE MI...-
-NON SERVE A NIENTE IL TUO DISPIACERE MERITI SOLO DI PERIRE ALL'INFERNO! NON TI AZZARDARE PIU' AD AVVICINARTI A LUI O AD UNO DI NOI TRE! TU NON SEI PIU' NOSTRO AMICO, NON FAI PIU' PARTE DEI BACKSTREET BOYS! SEI UFFICIALMENTE SBATTUTO FUORI!-
Quelle parole colpirono Nick nel profondo.
Voleva controbattere, ma non ci riuscì, il suo cuore che stava su a stento lo abbandonò completamente, e la sua anima sembrò uscire da lui.
I suoi occhi azzurri erano completamente spenti, il nulla era diventato. Il niente faceva adesso parte di lui. Era completamente annulato.
Abbassò il volto. Guardò un ultima volta Kevin che gli voltò le spalle andandosene come se non l'avesse mai conosciuto. Poi guardò Howie che distolse lo sguardo. Nick deglutì la saliva, osservò la porta chiusa della camera in cui Brian era.
Le lacrime gli avevano completamente occultato la vista. infine pose i suoi occhi su Aj che lo osservava sconvolto, allibito e scioccato.
-Non volevo farlo non..Io non..Aj, ti prego credimi! Ti prego- disse annientato ma l'amico di tutta risposta scosse la testa, per poi abbassare il volto, e vedere i piedi di quello che era sempre stato il suo fratellino, superarlo e andarsene. Era arrabbiato con lui per quello che aveva fatto a Brian, però aveva trovato eccessivo, l'atteggiamento che Kevin aveva avuto nei suoi confronti.
Perchè sapeva cosa Nick stesse passando.
Non appena il biondino scomparve completamente dalla loro visuale Aj, si diresse da Kevin per avere spiegazioni.
-C'era bisogno di trattarlo a quel...-
Non terminò la frase, che il ragazzo dagli occhi verdi, lo fulminò con il proprio sguardo.
-CHE CAZZO AVRESTI FATTO TU AJ EH? SE LUI TI AVESSE VIOLENTATO IL CUGINO? DIO AJ LO HAI VISTO BRIAN COM'ERA RIDOTTO! L'INCIDENTE GLI HA CAUSATO SOLO UNA LEGGERA FERITA ALLA FRONTE, INVECE NICK LO HA "MASSACRATO"-
-LO SO' HO CAPITO, MA CAZZO KEVIN LO HA VISTO NICK NO?! TE NE SEI ACCORTO CHE ERA STRANO NON TI SEI CHIESTO PERCHE' SEMBRAVA FOSSE ALL'OSCURO DI TUTTO? DIO KEVIN TI RENDI CONTO DI CHE COSA GLI HAI URLATO IN FACCIA? EH? SEI ARRABBIATO LO AVRESTI VOLENTIERI AMMAZZATO DI BOTTE, MA NON LO HAI FATTO. HAI PREFERITO FERIRLO CON LE PAROLE! NON TI BASTAVA AVERGLI SBATTUTO IN VISO IL FATTO CHE AVEVA ABUSATO DI BRIAN, GLI HAI PERFINO RIPORTATO ALLA MENTE MARK E SEAN! LO SAI CHE STAVA MALE PER QUESTO, SAPEVI CHE HA TENTATO DI SUICIDARSI UN INFINITA' DI VOLTE. NON TI SEI RESO CONTO CHE FORSE NICK HA UN PROBLEMA MOLTO PIU' GRANDE DI LUI! NON E' PIU' DEPRESSIONE, IO CI SONO PASSATO E TI GIURO CHE NON E' LA DEPRESSIONE CHE AVEVO IO, MA QUALCOSA DI PIU' GRAVE E URLANDOGLI QUELLE COSE NON LO HAI CERTO AIUTATO KEVIN!-
-E CHE DIAVOLO DOVEVO FARE SECONDO TE? HA ABUSATO DI BRIAN, MIO CUGINO UNA DELLE PERSONE A ME PIU' CARE E VICINE, ED E' ANCHE TUO AMICO!-
-HAI TUTTE LE RAGIONI PER ESSERE ADIRATO CON LUI, MA HAI ESAGERATO KEVIN, FACEVI PRIMA A PRENDERLO A PUGNI GLI AVRESTI PROCURATO MENO DOLORE DI QUANTO NON GLIENE HAI FATTO CON QUELLE PAROLE CHE GLI HAI URLATO SENZA PIETA' IN VOLTO! CON UN INDICE DI IRA CHE AVREBBE FATTO TREMARE CHIUNQUE, E POI ANCHE NICK FINO A POCHI GIORNI FA' ERA UN TUO AMICO..COM'E' LA COSA CHE DICEVI SEMPRE?..MAI ABBANDONARE GLI AMICI? SE NON MI SBAGLIO VOLEVI AIUTARLO O NO?-
Kevin annuì debolmente infastidito dall'atteggiamento di Aj. Che diamine stava facendo?!
Difendeva Nick! No per niente al mondo poteva accettarlo. Non doveva farlo.
Brian era distrutto in tutti i sensi, Aj non c'era quando gli occhi blu di suo cugino si erano aperti, vedendo in Kevin un qualcosa o qualcuno da temere. Ancora dentro la sua testa rimbombavano le urla spaventate di Brian come poteva dimenticarle. Era tutto accaduto 10 minuti prima che Aj e Nick solcassero la soglia del corridoio dove risiedeva la camera di suo cugino. Scosse la testa poi scaraventò tutta la sua restante ira su Aj urlandogli:
-VOLEVO AIUTARLO CERTO, MA NON POSSO AIUTARE UN BASTARDO DEL GENERE..TU NON C'ERI AJ QUANDO BRIAN SI E' SVEGLIATO E NON APPENA IO GLI HO TOCCATO LA SPALLA PER DARGLI MANFORTE, CERCANDO DI ESSERE FORTE ANCHE PER LUI, PERCHE' L'INFERMIERA, CHE ASSISTEVA IL DOTTORE, CHE LO AVEVA CURATO MI AVEVA RIFERITO CHE TUTTO QUEL SANGUE PRESENTE NEL SUO FONDOSCHIENA NON ERA STATO CAUSATO DALL'INCIDENTE, MA DA QUALCUNO CHE AVEVA ABUSATO DI LUI, ENTRANDO E USCENDO CON VIOLENZA DA LUI FERENDOLO COME MAI NESSUNO POTESSE FARE. SPERAVO CHE BRIAN NON SI RICORDASSE DI CIO' MA NON APPENA LA MIA MANO LO HA TOCCATO LUI HA COMINCIATO AD URLARE DI STARGLI LONTANO, DI NON TOCCARLO E LO SAI COSA MI HA URLATO CONTRO, LO SAI CHE NOME E' USCITO DALLA SUA BOCCA, QUELLO DI NICK, MI HA GRIDATO TERRORIZZATO
'LASCIAMI STARE NICK TI PREGO NON SONO MARK NON LO SONO'
I SUOI OCCHI ERANO PIENI DI LACRIME, DISPERAZIONE MA SOPRATTUTTO PAURA, MI TEMEVA PERCHE' CREDEVA CHE FOSSI NICK,TU NON TI IMMAGINI NEANCHE COME IO MI SIA SENTITO, MI E' CROLLATO IL MONDO ADDOSSO! BRIAN AVEVA AVUTO UN ENORME ATTACCO DI PANICO, ERA ISTERICO, POTEVA FARSI SERIAMENTE DEL MALE, PER FORTUNA CHE UN INFERMIERA E IL DOTTORE SONO GIUNTI APPENA IN TEMPO, E GLI HANNO SOMMINISTRATO UNA DOSE MASSICCIA DI TRANQUILLANTE, ADESSO STA DORMENDO. E DOMANI QUANDO SI RISVEGLIERA' SI RITROVERA' LA VITA CAMBIATA IN PEGGIO! NON SARA' MAI PIU' LO STESSO AJ, TI RENDI CONTO! E IO NON LO LASCERO' PRECIPITARE INTESI, DI NICK NON ME NE FREGA PIU' NIENTE! HAI CAPITO, NIENTE! DESIDERO SOLO CHE LUI SPARISCA. SPARISCA PER SEMPRE DALLA FACCIA DELLA TERRA. L'HO SEMPRE DIFESO, GLI SONO STATO VICINO QUANDO E COME POTEVO, L'HO VISTO CRESCERE, VENIVA SEMPRE DA ME PER CONSIGLI CHE NESSUNO DI VOI ERA IN GRADO DI DARGLI. E LUI COME MI HA RIPAGATO DI TUTTO, CON QUESTO, CON L'ABUSO SU BRIAN! MERITA SOLO DI MORIRE! SEAN AVREBBE DOVUTO AMM...-
Non riuscì a terminare la frase, che un Howie stanco della loro litigata e di quello che Kevin continuava ad augurare a Nick. Si alzò dalla propria sedia, si diresse verso di lui e gli mollò uno schiaffo, che rimbombò per tutto il corridoio. Cadde il silenzio tra i tre, rotto successivamente da Howie:
-MI SONO ROTTO DI VOI DUE AVETE CAPITO! BRIAN E' IN OSPEDALE E NICK HA UN PROBLEMA PIU GROSSO DI LUI! E VOI DUE IDIOTI STATE QUI A LITIGARE?! SIETE ARRABBIATI, LO SIAMO TUTTI, MA DUE DEI NOSTRI PIU' CARI AMICI STANNO MALE, E STANDOVENE QUI AD URLARE NON RISOLVERETE NIENTE!- Detto questo Howie deluso e adirato da entrambi se ne andò.
*§*§*§*
Nick vagava senza una meta precisa, dalla mattina ormai. La notte era calata su Los Angeles senza che lui se ne rendesse minimamente conto. Non sapeva dove fosse, non sapeva dove andare, ma non gliene importava niente.
Dentro di lui, le scene del suo abuso su Brian si fecero presenti in ogni istante, distruggendolo. Mentre le urla dell'amico aumentavano in ogni secondo, facendolo impazzire.
Nick non riusciva a reagire, era annullato completamente, in quel momento desiderava solo che qualcuno lo uccidesse, perchè non aveva neanche più la forza, per tentare di farla finita con le sue stesse mani. Si sentiva un vile, un verme, un maniaco, una persona sporca che meritava solo di finire alla forca. La disperazione che tanto lo aveva tormentato adesso lo aveva completamente sommerso.
Il fondo l'aveva toccato da un pezzo. Il vecchio Nick era morto, e il nuovo lo stesso.
Adesso lui era solo un corpo che camminava senza trovare pace.
Uno zombi aveva più personalità rispetto a lui, e un automa lo stesso.
Senza vedere che locale aveva davanti, chi ci fosse al suo interno, entrò dirigendosi al bacone dove fece cenno al cameriere di dargli 10 giri di tequila, e senza guardare gettò sul bancone 50$.
Bevve quei 10 bicchierini, gettò altri dollari e chiese altri giri, stavolta di vodka. Voleva solo bere, dimenticare tutto e magari riempiersi completamente di alcool da scoppiare, per poi crollare a terra privo del soffio vitale. Non sentiva più niente, nessuno. Le voci delle persone presenti nel locale scomparvero dalle sue orecchie. Il silenzio regnava intorno a lui. Nessuno gli era accanto, nessuno gli stava rompendo le palle, poteva bere quanto voleva, poteva stare in silenzio, senza che nessuno si avvicinasse a lui per scambiare qualche parola. E se quel qualcuno ci fosse stato lui non l'avrebbe nè sentito nè visto. La sua mente veniva tormentata dalle urla adirate di Kevin che si anteponevano a quelle terrorizzate di Brian. Ancora, nonostante fosse stordito da quei 10 bicchierini ingeriti e dagli altri che stava mandando giù, quelle scene di abuso non lo lasciavano in pace, insieme a quelle grida. Scosse la testa cercando di mandare tutto via, ma niente. Allora ordinò altri giri di tequila e vodka che prontamente arrivarono. Ma niente, ancora il tutto si insediava nella sua testa, non ne poteva più.
All'improvviso mentre la sua testa sembrava sull'orlo di scoppiare, una voce gli si presentò accanto facendolo sussultare leggermente:
-Tò chi si vede Nick Carter!-
Era lui, che diavolo ci faceva lì, che voleva Sean da lui? Non gli era bastato costringerlo a mettere fine alla sua storia con Mark? Cosa voleva da lui? Perchè gli stava parlando? Lui non lo sapeva e al momento non gliene fregava più niente. Voleva solo affogare il tutto nell'acool senza badare a spese, senza limitarsi, voleva annegare al loro interno, voleva dimenticare tutti, tutto quanto.
Quindi continuò a bere senza considerare il bastardo che gli sedeva accanto.
-Nick..come siamo silenziosi non è da te, che ti è successo? Se si tratta di Ma...-
Non terminò la frase che Nick non potendone più di Sean, si alzò barcollante cercando di non finire con il viso sul pavimento, ed uscì dal locale.
Una volta fuori, svoltò l'angolo dove risiedeva un vicolo buio, e con rabbia mollò un tremendo calcio ad un cassonetto di rifiuti che si era ritrovato alla sua destra. Cadde in ginocchio e cominciò a piangere e a piangere. Non riusciva a togliersi quello che aveva fatto a Brian dalla testa, dalla mente, dall'anima e dal cuore. Urlava quasi. Era annulato completamente è vero, solo le lacrime parlavano per lui, solo quelle nient'altro.
Pochi istanti dopo Sean lo raggiunse, sorridendo.
Nick sussultò, cercò di asciugarsi le lacrime con la manica della camicia, ma lui lo fermò avvolgendogli le mani sulle spalle e spingerlo al muro per poi dirgli:
-Le voci corrono sai Nicky, tutti sanno cosa stai facendo da un paio di mesi. Fai sesso con tutti quelli che ti capitano a tiro no?-
Nick abbassò il volto ormai spento. e attese:
-Quindi caro il mio Carter, vorrei tanto terminare il lavoro che avevo cominciato quella fatidica sera, sò che lo vuoi anche tu non è così?-gli disse all'orecchio, per poi baciargli il collo.
A quel gesto Nick non oppose resistenza, si lasciò scivolare giù, e Sean lo seguì con un sorriso diabolico, per poi presentare le sue mani su i bottoni della camicia di un Nick, che adesso voleva essere punito per quello che aveva fatto, per la sofferenza che aveva causato a Brian, per averlo violentato e picchiato. Era il suo migliore amico, la prima persona per cui lui per 4 anni aveva soppresso i sentimenti che provava, l'unica persona che aveva cercato di aiutarlo dopo la rottura con Mark. Come aveva osato fargli una cosa del genere? Con che coraggio aveva dissacrato la sua purezza ferendolo nel peggior modo possibile. Con che cuore? Che razza di persona era diventato?
"Kevin ha ragione. Non merito di vivere. Non merito di stare al mondo, sono un deviato da bruciare al rogo. voglio morire..."
Il suo pensiero venne bruscamente interrotto, dalle forte presa di Sean che lo fece distendere, per poi sganciargli con foga i jeans togliergli insieme ai boxer. Il sesso di Nick era davanti ai suoi occhi. sul suo viso un ghigno si presentò, le sue mani lo strinsero per poi cominciare a massaggiarglielo con veemeza e desiderio immenso. Nick aveva i suoi occhi azzurri privi di luce, puntati sul cielo con le sue stelle che lo guardavano da lassù. La luna quella notte non era sopra di lui, non era da quella parte di cielo.
"Anche tu luna che sempre mi ha fatto compagnia, che sempre ti presentavi ai miei occhi mi hai abbandonato, come hanno fatto tutti quanti. Sono solo,tu non sei a farmi compagnia.
Quanti baci hai visto scambiarci io e Mark. C'eri quella notte che Mark mi chiese il fidanzamento ufficiale, c'eri quella notte che io e Brian abbiamo parlato, c'eri anche quando Sean mi ha massacrato. Mi sei stata vicina. Mi davi la forza per andare avanti perchè sapevo che se tu eri lassù tutto sarebbe andato bene. Ma adesso non ci sei, hai deciso di lasciarmi, non posso biasimarti. Poi ci sei tu Dio,tu che da lassù segui ogni mossa dei tuoi figli, per poi deciderne il destino nella morte. Paradiso, Purgatorio o Inferno? In quale di questi tre luoghi mi manderai? All'inferno giusto? Quella sarà la mia destinazione una volta che lascerò questo mondo! Ti prego se devi punirmi, fallo adesso non merito di stare in vita..."
-NON MERITO DI...-
Il suo urlo venne mozzato dalla lingua di Sean che gli si conficcò dentro la bocca.
Mentre quelle mani continuavano a massaggiarlo. Infine il momento era arrivato.
Con aggressività e violenza, condusse le gambe nude di Nick sulle proprie spalle, si schiacciò di più su di lui. Il momento era giunto. Nick strinse gli occhi, dalle quali continuavano a scendere le lacrime. Di colpo lo percepì penetrare con virulenza brutale dentro di sè. Spingeva con forza, entrava ed usciva con altrettanta potenza e anche rabbia, Nick riusciva a stento a trattenere le sue urla di disperazione, angoscia, senso di colpa e dolore. Sean gli stava facendo male, male da morire ma lui non faceva niente per frenarlo niente. Quella era la sua punizione, solo quella e pregava che lui lo potesse uccidere così l'avrebbe fatta finita per sempre.
Sean sentiva il corpo di Nick sotto di lui, e assaporava quel momento, trattenendo a fatica i mormori di piacere, che anche dalla sua preda uscivano soffocati dalle lacrime.
Stava godendo come un pazzo. Non riusciva a smettere di uscire ed entrare lo voleva sfondare, sfinire nel vero senso della parola. Nick non ne poteva più, i suoi occhi azzurri si chiusero.
Le urla di Brian lo tormentavano ancora.
-Mi dispia..ah.. mi dispi ah Brian scu..scusami non volevo ahh..scu..." Il suo mormorio amareggiato venne bruscamente interrotto dall'ultima penetrazione finale. Il biondino inarcò la testa, sgranò gli occhi e urlò di dolore non appena Sean raggiunto l'apice uscì ferocemente da lui, crollandogli al fianco. Nick era sfinito, distrutto e dolorante i suoi occhi si chiusero, e gli ultimi spasmi di tremore e sovraeccitamento involontario gli abbandonarono il corpo, e il buio lo avvolse completamente portandolo via con sè. Sean si alzò rivestendosi, poi portò il suo sguardo sul Nick inerme per terra. sorrise sadicamente, si chinò su di lui e con la mano destra gli afferrò i capelli conducendogli il viso verso quello suo. Lo guardò notando le ultime lacrime che gli avevano bagnato le guance, rise soddisfatto. Lo baciò con foga e prima di adagiargli la testa e gli sussurò all'orecchio:
-Sei solo Carter! Sei come me adesso...E sono orgoglioso di ciò. Hai avuto quello che ti meritavi, tra i due litiganti il terzo gode no?E prova ad indovinare chi di noi due è quello che al momento sta godendo? Io. Si, godo nel vederti ridotto in questo stato, godo nel vederti soffrire! E godo perchè questa tua sofferenza ha dato possibilità a me di farti mio di nuovo. Io ottengo sempre ciò che voglio! Vinco sempre io! Tu sei troppo fragile Carter! Troppo! Addio Baby-
Gli lasciò un succhiotto sul collo e se ne andò.
CAPITOLO 7
The Letter
Here Without You
I Will Come To You
I'll Be There To Protect You
Two Lovers Like Us
When Love & Hate Collide
I Don't Love You
Nothing's Alright, Nothing Is Fine
I'll Fight For Him
Oppression
Just Can't Let You Go
So Far Away From Him
Famous Last Words
I Deserve Nothing!
In This Life, I Was Loved By You
A Truth That Kills
Lose Yourself
Payback
Screaming Decievieng And Bleeding For You
Why Carry On Without Me?
Un beep insistente, di un qualcosa che gli stava accanto lo destò.
La testa gli faceva male, e dentro di lui delle urla disconesse si contorcevano e si sovrastavano tra di loro, non riuscendo a fargli capire che cosa fosse accaduto. Lentamente le sue palpebre già bruscamente infastidite, cominciavano ad aprisi lasciando vedere a quegli occhi azzurri dove lui fosse.
C'era un soffitto verde acqua, e dei neon orrizontali non molto lunghi. Rimase sconcertato non sapeva dove fosse, fu una voce che rispose alle domande mentali che si stava ponendo.
-Sei in ospedale Nick-
Quella voce gli era parsa irriconoscibile, perchè ancora era intontito a causa del sonno, quindi si dovette voltare verso essa per capire chi avesse alla sua sinistra.
I suoi occhi azzurri scorsero due figure maschili, una di queste sedeva in una poltroncina l'altra era in piedi e gli stava tenendo la mano. La vista sfuocata non gli permise di riconoscere nessuno.
Quindi chiuse ed aprì le palpebre. Che piano piano resero le immagini nitide.
Trasalì quando quelle due presenze finalmente furono chiare al suo sguardo. Tirò via la propria mano da quella di Aj che gliela stava tenendo fraternamente e si voltò dalla parte opposta, dando le spalle ad entrambi.
-Che diavolo ci fate voi qui andatevene-esclamò Nick infastidito
-Nick-chiamò Aj
-STA' ZITTO ANDATEVENE!- urlò trattenendo a fatica le lacrime. Si sentiva sporco, umiliato, in colpa. Profondamente in colpa per quello che aveva fatto al suo migliore amico. Era un mostro, loro non dovevano stare lì con lui, non con un bastardo del genere, non con un maniaco deviato e impazzito, no. Li voleva scacciare, mandare via. Non voleva nessuno tra i piedi, nessuno.
-Andatevene vi prego, Dio falli andare via per favore te ne prego, ti supplico falli andare via!-pregava dentro di sè
Percepì dei passi, un profumo, un respiro che si presentò davanti a lui.
Alzò debolmente gli occhi per scontrarsi con quelli castani di Howie.
-Nick come ti senti?-
Il ragazzo non fece una piega anzi, distolse lo sguardo.
Si vergognava di farsi vedere da loro, nello stato in cui era.
Temeva i loro occhi, in essi era sicuro che ci avrebbe visto rabbia, odio e delusione. Guardare in quegli occhi, era come se davanti a lui, improvvisamente apparissero gli occhi di una delle persone a lui più care al mondo, il suo migliore amico che lo fissava rabbioso e intimorito. Non ce la faceva davvero più, perchè le urla di Brian non lo avevano lasciato solo per un attimo. Prima erano disconesse ma adesso si facevano sempre e sempre più nitide come le scene cruente che lo avevano reso protagonista, regista e "massacratore".
"LASCIAMI NICK NON SONO MARK! VATTENE!"
"TI PREGO NICK NO, BASTA NICK, NON SONO MARK..NON...."
"AMAMI...AMAMI!"
"NO! NON VOGLIO AMARTI! NO NICK, NON SEI IL MIO NICK NON SEI LUI, NON LO SE..."
"AMAMI..IO SONO IL TUO NICKY, SONO SOLO TUO, TUO E TU SEI MIO..MIO NON RIFIUTARMI NON FARLO!"
Di nuovo loro, quelle frasi fatidiche e cruente, si erano impossessate della sua testa.
E gli facevano male. Male da morire.
D'istinto si portò le mani al capo stingendosi i capelli. Digrignava i denti a causa dell'immenso dolore che gli regalavano senza pietà quelle fitte tremende. Sembrava che esse ci trovassero gusto a causargli una così massacrante tortura. Erano solo poche scene. Immaggini. Urla. Frasi e parole che si ripetevano continuamente, aumentado sempre di più. Erano le stesse, solo che in ogni istante aumentavano in maniera mostruosa, conducendo pian piano il loro "padrone" alla rovina, alla pazzia più profonda. Difatti un urlo improvviso, un altisonate "No, basta" si presentò nel silenzio di quella stanza. Intimorendo i presenti. Che con occhi impassibili e scioccati assistevano a quella follia che aveva colpito il loro amico. Nick si dimenava nel letto come un' indemoniato piangendo e gridando a quelle urla, quelle immagini di lasciarlo in pace, di andarsene per sempre dalla sua testa. E lì ci fu il dramma. i beep delle macchine che gli tenevano sotto controllo la frequenza cardiaca, e l'ossigeno cominciarono a suonare insistentemente. Ma nessuno pareva udire niente. Nick si tolse rabbioso la flebo, le canule d'ossigeno e le ventose sopra il suo petto, e saltò giù dal letto, voleva scappare da tutto e tutti ma non poteva. Le urla accrescevano di volume. Nick stava impazzendo i suoi occhi guardavano impassibili quei due ragazzi che gli stavano di fronte, li guardò e cominciò ad urlare:
-COSA VOLETE DA ME, CHE CI FATE QUI, VI HO DETTO CHE MI DISPIACE CHE...
VI PREGO FATELE SMETTERE, FATELE SMETTERE, FATELO SMETTERE..MI DISPIACE BRIAN MI...-
Si bloccò perchè le parole che voleva gridare ancora, vennero fermate da un urlo agghiacciante, che rimbombò tra quelle mura silenziose. Le ginocchia si schiantarono su quel pavimento freddo e intriso del sangue che fuoriusciva a flotte dalla ferita, che si era procurato sradicandosi l'ago della flebo.
Le infermiere con un dottore a seguito si fiondarono dentro la stanza dove Nick continua incontrastato a delirare in quel tormento che non gli dava requie.
Aj e Howie vennero "buttati" fuori. le infermiere e il dottore si fiondarono su Nick, lo presero di peso per poi adagiarlo sul letto, tenedogli ferme braccia e gambe, mentre il dottore gli somministrò il tranquillante che lo condusse in pochi secondi da Morfeo.
*§*§*§*
La notte era calata su Los Angeles nuovamente. Nick dormiva ma la sua mente continuava a lottare, per scacciare via il male che aveva fatto, ma senza risultato non c'era via di scampo.
La stanza dove lui riposava, era buia, illuminata a tratti dai lampi che si presentevano nei paraggi.
I tuoni erano molto forti e la pioggia cadeva a raffica.
All'esterno regnava l'inferno, lo stesso inferno che lacerava da dentro Nick. Un altro tuono sempre potente, ma molto vicino alla camera, si fece sentire con tutta la sua potenza, svegliandolo di colpo. Si guardò intorno. Il braccio sinistro gli faceva un male cane, abbassò gli occhi e notò una fasciatura leggermente intrisa di sangue ormai rappreso.
Stava per chiedersi come si fosse ferito, quando il flash lo raggiunse e si ricordò tutto quanto.
"Non posso andare avanti così, non posso fare niente! E tu Dio non vuoi che io la faccia finita perchè? Ti diverti a torturarmi anche tu? Continui a tormentarmi con le urla disperate di Brian che mi pregava di smetterla, prosegui mostrandomi come ho abusato di lui. Non ti è bastato che mi sia punito con Sean, non ti basta? Non vuoi farmi morire, non vuoi uccidermi! Allora dimmi che cosa vuoi da me, che cosa devo fare! Che cosa devo Fare! Che cosa devo fare"
Si chiuse nel suo doloroso silenzio. I suoi ultimi anni di vita passata, si facevano largo nella sua mente, nel suo cuore e nella sua anima. Tutti quei momenti belli passati con Mark. Quante risate, quanti scambi di baci e tenerezze, e per non parlare poi di tutte le volte che si erano amorevolmente, teneramente, dolcemente e passionalmente uniti, fondendosi completamente l'uno nell'altro perdendosi in esso, fino a sentirsi completamente un tutt'uno con lui. Tutto in quegli anni andava bene, tutto in quegli anni gli sembrava un bellissimo sogno e sperava che non si potesse mai trasformare in incubo. Nessuno li poteva dividere, nessuno. Cos'era l'amore indistruttibile? Si chiamava a quel modo: era quell'amore profondo. Complice. Completo. Forte, talmente potente che nessuno poteva incrinarlo, questo Nick e Mark lo sapevano ma purtroppo quando tutto sembrava in dirittura d'arrivo, quando tutto poteva terminare nel migliore dei modi, ecco che l'arrivo di qualcuno dal passato di entrambi si presentava a loro, Sean! Si lui, il verme, il bastardo che era giuno per rovinare tutto quanto. Nick si ricordava cosa Mark gli sussurava dolcemente all'orecchio dopo ogni rapporto, o in un qualche momento di tenerezza.
Diceva di amarlo più di sè stesso, aveva promesso di proteggerlo, di non lasciarlo ma e poi mai per nessuno al mondo, ma soprattutto gli aveva giurato che non l'avrebbe mai ferito, ma invece era accaduto tutto quanto. Sean appena giunto, aveva iniziato con il suo piano diabolico che alla fine era giunto al termine, facendogli compiere l'obbiettivo che si era prefissato, ovvero Nick e Mark dovevano lasciarsi così lui sarebbe ritornato con lui. E ce l'aveva fatta appieno. Nick aveva dovuto mettere la parola fine, a tutto quello che lui e Mark erano, quando stavano insieme. La settimana dopo Nick aveva deciso di farla finita, ma qualcuno lo aveva salvato, impedendoglielo. Poi il suo Mark se ne era ritornato a Sligo, lasciandogli il braccialetto che gli aveva regalato. E da quel giorno un mese era trascorso lentissimo, e ogni minuto che passava, Nick si sentiva sempre di più cadere e cadere giù. Precipitare in un pozzo senza fondo, in un burrone infinito. Che in poco tempo lo aveva completamente travolto in un oscurità profonda. Quella stessa oscurità che all'improvviso, un giorno dopo una litigata con Brian, si era scatenata dando origine ad una interminabile vicessitudine di eventi negativi. Che lo guidavano in una strada senza uscita. Vedeva Mark in ogni ragazzo che avesse un qualcosa che glielo ricordava: potevano essere i capelli, gli occhi, il profumo, il modo di moversi, di parlare. Tutto quanto. Un mix che lo spingeva verso quella strada chiamata depressione, verso quella strada chiamata pazzia e anche sofferenza. Ogni volta che si rapportava con qualcuno i sentimenti di soppressione, tristezza, solitudine, angoscia, malinconia, dolore e rabbia che provava. Aumentavano sempre di più. E riuscivano ad annullargli completamente la volontà, strappandogli via con forza un pezzettino di anima, di cuore e di spirito, lasciando via libera alla bestia che si formava man mano dentro di lui. Quellla bestia, quell'essere, quel falso Nick, era lo stesso che aveva abusato di Brian. il vecchio Nick aveva lottato per evitarlo ma era troppo debole per farlo e quindi era perito. Poteva urlare disperato di smetterla, di lasciarlo stare, e lo aveva fatto ma era stato tutto inutile quell'essere aveva "massacrato" Brian, lo aveva distrutto nel vero senso della parola, ma soprattutto lo aveva ferito come nessuno mai avesse fatto prima. Era un mostro. Un mostro assetato di "sangue" di calde, stupende e succolenti prede.
Non riusciva a farne a meno.
Un tuono si presentò incontrastato all'interno di quelle 4 mura.
Nick sussultò, con mano tremante suonò il campanello per avvertire un infermiera che giunse immediatamente.
-Che cosa desidera signor Carter?-
Chiese timidamente la donna: dal fisico normale e dai lunghi e ondulati capelli neri e occhi verdi.
-Vorrei avere un pò di fogli di carta, una penna e un tavolino porta vivande-
L'infermiera lo guardò un pò stranita, e si recò a prendere ciò che aveva chiesto.
Tornò dopo una decina minuti. Nick la ringraziò debolmente, con un sorriso dolcissimo che la sciolse, lei rispose a sua volta, ed uscì timidamente dalla stanza.
Non appena la porta si chiuse, Nick depose i fogli sul tavolino che aveva sulle gambe.
Fece un bel respiro, e con mano tremante cominciò a tracciare le prime righe di una lettera che avrebbe indirizzato a Brian.
"Brian..Amico mio, quando leggerai questa lettera io forse me ne sarò già andato.
Non mi rivedrai più per un pò. Forse mai più.
Credo di avere un problema che è più grosso di me, e l'ho capito solo appena mi sono reso conto di averti ferito più di chiunque altro. Ti ho ferito in un modo che solo uno pazzo può fare.
Sono un pazzo Brian, sono un fottuttissimo bastardo, un verme, un vile che non merita di vivere.
Questo foglio di carta, questa penna con cui ti sto scrivendo. Non è abbastanza per farti capire quanto io sia dispiaciuto e mortificato per quello che ti ho fatto, mi odio a morte.
Sò di aver sbagliato, sò di averti violato, sò di averlo fatto, ora lo sò ne sono consapevole e questa mia consapevolezza non mi stà dando pace. Ti vedo e ti sento continuamente dentro la mia testa. Le tue urla disperate i tuoi "NO" angoscianti. Tutto di quella maledettisima sera, ogni minimo particolare mi tormenta senza darmi pace, e me lo merito Brian, me lo merito.
Forse è da idioti continuare a chiederti, ad implorarti di perdonarmi, perchè sò che per te non sarà facile. Non lo sarà per niente al mondo, e credimi amico mio, lo sò.
Ma, io voglio comunque tentare, voglio farlo perchè non voglio assolutamente perdere la tua amicizia, non voglio che accada amico mio, non adesso, non così, non a questo modo. Ne abbiamo passate tante insieme non ci siamo parlati per quasi 2 anni, e le rarissime volte che lo facevamo, le uniche cose che uscivano dalle nostre bocche erano solo parole fredde, cattive che due amici non si sarebbero mai scambiati, per nulla al mondo anche se avrebbero litigato.
Io ti voglio un bene dell'anima, non volevo assolutamente farti quello che ti ho fatto.
Non volevo te lo giuro, credimi, non ero in me, non sono in me, non lo sono più stato da quando Mark se ne è andato. Temo di essere diventato come Sean, come quel ragazzo che è riuscito a costringermi a rompere con Mark. Io lo amavo, e lo amo ancora. Oddio è più forte di me Brian, è più forte di me. Ho tentato molte volte di togliermelo dalla testa, ma non ci sono mai riuscito, nonostante tutti i miei sforzi non ce l'ho fatta, mi sono tenuto tutto dentro. Sapevo che non dovevo farlo, lo sapevo, ma non volevo farti preoccupare, non volevo.
Quindi ho cercato di contrastare tutto ma come vedi non ci sono riusciuto. Ero in trappola, non avevo scampo. Non avrò mai scampo.
Ogni volta che vedevo qualche ragazzo che avesse un qualcosa di Mark, ad esempio il colore dei suoi occhi, i capelli, il modo in cui si muoveva, gesticolava o parlava, io ci vedevo lui, Brian, ci vedevo Mark solo ed esclusivamente lui. Mi avvicinavo a quello sconosciuto fregandomene altamente se aveva la fedina penale sporca, se era un killer, un maniaco, un balordo, un ladro, uno scapestrato, uno spacciatore, uno di 45 anni e altre cose. Io dovevo farci sesso in tutti i modi, dovevo farlo perchè ne avevo bisogno, perchè ci vedevo solo ed esclusivamente Mark nessun'altro.
Io non lo sò perchè mi comportavo a quel modo, non lo sapevo, lo facevo e basta, tornavo a casa la mattina presto, stavo fuori tutta la notte, non sentivo il bisogno di dormire, non percepivo la stanchezza niente del genere, uscivo e facevo sesso con svariati ragazzi o uomini senza mai stancarmi. Era sempre così ogni notte. Ogni santissima notte.
Stavo bene solo quando lo facevo, mi sentivo al top dei top, nessuno poteva fermarmi, nessuno.
Quella notte di due giorni fà tu ti sei comportato d'amico e sei venuto da me per avvertirmi che avevo un problema, che avevo bisogno di cure.
Lo hai fatto per il mio bene, forse sapevi anche a che cosa saresti andato incontro, ma tu non hai esitato e sei venuto da me. E io come ti ho ringraziato? Aggredendoti. Picchiandoti! Volevo a tutti costi unirmi a te, perchè ero convinto che lì davanti a me ci fosse stato Mark non tu.
Non ti vedevo più Brian, i tuoi occhi erano diventati quelli del mio Mark, come anche il suo corpo, la sua persona, e non capivo perchè mi stesse rifiutando. Perchè lui mi amava, diceva di amarmi l'aveva sempre detto. Non ho badato alle tue urla non le sentivo neanche.
Oh mio Dio che cosa ti ho fatto. Oddio che cosa ti ho...
Mi dispiace amico mio, mi dispiace tanto. Non ti biasimo se non vorrai perdonarmi ma ti prego Brian in nome dell'amicizia che ci lega: ti prego, ti supplico, non odiarmi, non farlo.
Brian ti supplico non farlo, non riuscirei a resistere anche con il tuo odio. Ti prego amico mio. Ti prego non odiarmi, non farlo. Non voglio perderti, non voglio Brian, non voglio.
In nome di tutto quello che abbiamo passato insieme, non dirmi addio per sempre, non lasciare che tutto finisca ti supplico Brian. Per favore amico mio. Non abbandonarmi, non lasciarmi solo ad affrontare tutto questo, non farlo ti scongiuro.
Andrò in terapia, mi curerò e guarirò ma tu promettimi che al mio ritorno la nostra amicizia rimarrà. Frick & Frack insieme erano forti, e lo saranno nuovamente se tu Frick accetterai di nuovo il tuo Frack.
Perdonami per tutto il male che ti ho fatto.
Tu, sei l'unico che potrà salvarmi da questa oscurità.
Con Affetto
Nick"
Depose la penna, e rilesse quelle due pagine di lettera indirizzata solo alla persona. Al ragazzo. All'amico che aveva violato senza rendersi conto, che quello che aveva sotto, non era il suo ex ragazzo ma il suo migliore amico, il ragazzo che continuava ad amarlo e a stargli vicino nonostante tutto.
Deglutì la saliva, sospirò e piegò con cura quelle due pagine per poi scriverci "Per Brian".
Tolse il tavolino dalle proprie gambe, e si distese sul letto, voltandosi verso la finestra.
Fuori ancora si stava scatenando l'inferno: con tuoni, lampi, fulmini, vento a raffica e pioggia selvaggia.
I suoi occhi azzurri, dalla quale cadevano lacrime, fissavano quel vetro, dalla quale l'acqua scivolava via. La guardavano e riguardavano fino a farsi improvvisamente stanchi e successivamente chiudersi, permettendo così a Nick di addormentarsi.
CAPITOLO 8
Nick's Dream
Nelle mie orecchie una canzone.
Anzi più che una canzone erano delle strofe.
Delle parole specifiche, mi rimbombavano dentro la testa, tutto intorno a me.
"I'm here without You baby
but You're still on My lonely mind
I think about You baby
and I dream about You all the time
I'm here without You baby
but You're still with Me in My dreams
And tonight it's only You and Me..."
(Here Without You - 3Doors Down)
Non capivo dove fossi, ma non mi sentivo a mio agio.
Quel posto in cui ero. Quel luogo colmo di oscurità, con della nebbia che si divertiva a girarmi intorno, in compagnia di alcune leggere raffiche di vento gelido. Che mi penetravano fin dentro le ossa, insiediandosi in esse, per poi uscirne dopo alcuni secondi che sembravano un eternità.
Io non sapevo cosa ci facessi, ma soprattutto perchè ero lì. Non vedevo niente, nulla. Cercavo disperatamente di parlare, urlare, per farmi sentire da qualcuno. Ma la mia voce faceva l'eco.
Ero davvero solo, abbandonato da tutti e tutto. Non sapevo cosa fare, dove andare. Ero disperato. D'un tratto il buio che prima regnava attorno a me, cominciò a dileguarsi lentamente.
La nebbia e le raffiche di vento mi colpirono un ultima volta, per poi svanire nel nulla.
Adesso c'era la luce. Potevo vedere dove mi trovavo. Sussultai guardandomi attorno.
Ero nel salotto della villa, dove abitavo con Mark. Lui era lì, seduto sul divano immerso nella lettura di un libro. I miei occhi vedendolo, divennero lucidi. Le lacrime cominciarono a scivolarmi sulle guance, per poi sfiorare le labbra. Che a poco a poco si aprirono facendomi sorridere.
Scossi la testa, non riuscivo a credere che il mio Marky fosse davvero lì. Ma c'era!
Lo sapevo, lui era reale, era veramente davanti ai miei occhi, non potevo sbagliarmi era lui. Era ritornato da me. Cominciai a tremare come una foglia dalla gioia. Fremevo nel compiere i primi passi che mi avrebbero condotto da lui, che mi dava inconsapevolmente le spalle. Ma le mie gambe non sembravano voler collaborare, non riuscivo a fare neanche un passo.
-Mark...Ti amo Mark! Ti ho sempre amato. Non volevo lasciarti, non volevo farlo. Non doveva accadere, non doveva succedere. Io ti amo, ti amavo all'ora, e ti amerò per sempre, sei troppo importante per me, lo sei sempre stato Mark. Ti prego Dio, ti prego signore, fà muovere le mie gambe, voglio raggiungerlo, voglio andare da lui. Sedergli accanto. Abbracciarlo, baciarlo e amarlo come mai avevo fatto prima. Corpo mio, gambe mie, piedi miei vi prego non fatemi questo. E tu, cervello che riposi dentro la mia testa, ti supplico fammi muovere, ti supplico. io voglio andare da..."
Congelai all'improvviso questo mio infinito dialogo mentale, perchè Mark si alzò dal divano, e infine si voltò verso di me. Dio era stupendo! Il mio cuore perse un battito, non riuscivo neanche a respirare, sentivo le mie forze venir meno. I miei occhi stavano per chiudersi, ma io tentavo di tenerli aperti, lo volevo vedere, vedere ancora. Volevo che i miei occhi si perdessero in quelli suoi come accadeva un tempo, volevo sentirlo nuovamente dentro di me. Volevo che mi abbracciasse, che mi coccolasse, che mi accarezzasse, ma soprattutto che mi amasse come aveva sempre fatto.
Desideravo ardentemente di provare di nuovo quelle meravigliose sensazioni, volevo sentirmi ancora le sue mani, la sua lingua, la sua bocca addosso. Quelle sue stupende labbra morbide e carnose, le bramavo così tanto.
Mark vedendomi, cominciò ad avvicinarsi a me, sempre e sempre di più. Io continuavo a cercare di stare sveglio per vederlo, per gustarmi la sua bellezza. Ce la stavo facendo. Ma non riuscivo a muovermi per niente al mondo. Provai a parlare ma la voce non voleva uscire. Ero disperato. Stavo impazzendo. Poi, d'un tratto le mie labbra cominciarono a tremare, e riuscì almeno a chiamarlo:
-Ma..Mark-
All'udire la mia voce, si fermò all'istante. I miei occhi si persero in quelli suoi. Riuscì finalmente dopo tanto a leggergli l'animo, e sentivo che a lui accadeva lo stesso.
Lo percepivo dentro il mio cuore, la mia mente, la mia anima, il mio corpo. Sì, lui fluiva al mio interno.
Lo sentivo attraversare tutta la mia persona. Chiusi gli occhi d'istinto. Avvertì le sue braccia avvicinarsi per avvolgermi. Era a pochi mm dal toccarmi. Poi un buio improvviso mi avvolse, e il silenzio precipitò su di me.
*§*§*§*
Non sò cosa fosse successo, non sò quanto tempo era passato, ma le mie palpebre cominciarono a tremare, lentamente. Il mio corpo iniziò a sentire un tocco famigliare, che mi stava sorreggendo la testa. Avertì una carezza delicata e docile, che mi sfiorò la guancia sinistra. Successivamente udì una voce. La sua dolce, calda e calma:
-Nicky svegliati amore!-
Aprì gli occhi, trovandomi davanti un volto sfuocato ma con dei lineamenti che conoscevo alla perfezione. Chiusi le palpebre, per poi riaprirle nell'arco di un secondo.
Finalmente riuscì a vederlo chiaramente. Mark mi sorrise dolcemente, io risposi allo stesso modo poi lo chiamai.
-Marky, sei tornato!-
Lui annuì, mi asciugò le lacrime che avevano ricominciato a scendere, e parlò:
-Nicky, io non me sono mai andato!-
Pronunziò per poi avvicinare le sue labbra alle mie, e baciarmi come solo lui sapeva fare.
Mi persi dentro quel bacio, le sue mani mi accarezzavano dolcemente il viso, il collo, per poi presentarsi sotto la mia t-shirt. A quei tocchi, dalla mia bocca fuoriuscivano dei mormori di piacere. Percepì le gambe di Mark spostarsi lentamente da sotto la mia testa. Ci staccammo.
Mi portai in posizione seduta, lo baciai per primo, lui mi seguì a ruota. Le mani di entrambi iniziarono ad accarezzare le une, il corpo dell'altro. Stava accadendo di nuovo, stavamo per unirci. Affrettai i movimenti, lo desideravo troppo!
Tanto avevo aspettato, tanto avevo atteso, tanto avevo subito, per riaverlo tutto per me, tanto avevo patito per riuscire a sopportare i suoi viaggetti da Sean.
Mi era mancato terribilmente. E ora più che mai sentivo di amarlo sempre e sempre di più, in ogni secondo e ogni istante che passava. Il mio cuore batteva all'impazzata. In pochi secondi eravamo entrabi nudi. Lui si era sdraiato sopra di me, e mi dava succhiotti, e morsettini sul collo, mentre con le mani mi stringeva con veemenza la mia area proibita. Stava per accadere. Il momento per lui di entrare in me, era giunto finalmente, da lì a poco ci saremmo fusi insieme nuovamente. Ci baciammo, la sua lingua entrava con foga dentro la mia bocca, io rispodevo ad essa con la stessa moneta. Poi all'improvviso, l'oscurità si ripresentò tutta intorno a me. Percepivo la lingua di Mark sul mio collo, ma quando tentavo di accarezzargli la schiena, non riuscivo a sentirlo, non avevo più il tatto, avevo perso la sensibilità alle mani. La lingua di Mark scomparve, e con essa anche tutto il suo corpo. Mi ritrovai nuovamente da solo. Stavolta ero nudo come un verme. La nebbia ritornò insieme al vento che si fece più minaccioso, forte e gelido.
-Mark?, DOVE SEI MARK!-gridai avvolto dal panico.
-MARK!-chiamai di nuovo.
Ma non udì risposta alcuna. Stavo per farmi sentire nuovamente ma mi bloccai, non appena udì debolmente un respiro, c'era qualcuno lì con me. Era Mark, era lui, ne ero sicuro.
-Mark..Rispondimi ti prego Mar..-
Mi si mozzò il fiato in gola, quando ai miei occhi sopraggiunsero due figure in penombra. Uno era il mio Mark riconoscevo perfettamente i suoi lineamenti, era lui non avevo dubbi in proposito.
Ma sotto di lui c'era una persona. Un ragazzo, non sapevo se ero io. Mi avvicinai sempre e sempre di più. All'improvviso la luna decise di presentarsi in quel luogo e li illuminò con i suoi raggi.
Quello che stava sotto a Mark non ero io, era qualcun altro.
Ma chi? Non riuscivo a capire.
-MARK!-Urlai trattenendo a fatica le lacrime
Lui non mi udì.
-MARK, MARK GUARDAMI, MARK MI SENTI!-
All'ennesimo tentativo, finalmente Mark si decise ad alzare il volto, e a voltarsi verso di me.
I miei occhi sgranati andavano da lui, al misterioso ragazzo che gli stava sotto, mi avvicinai ancora e lo riconobbi. Quello sotto al mio Marky era Sean, era proprio lui.
Il mondo mi crollò definitivamente addosso. Le gambe si fecero molli, e le ginocchia fecero piombare il mio corpo pesantemente a terra. Scuotevo la testa incredulo. I miei occhi, colmi di lacrime continuavano a fissare entrambi, senza riuscire a distogliere neanche per un secondo lo sguardo.
-Ma..Mark perchè tu e Sean..Pe..Perchè con lui perchè...-Queste, erano le uniche cose che uscivano dalla mia bocca.
Gli occhi di Mark mi guardavano, assenti, mentre Sean sogghignava fiero.
-Mark..parlami, ti prego-sentenziai sofferente.
Ma lui continuava a fissarmi come se non mi conoscesse, e la cosa mi feriva come non mai.
Quei suoi occhi blu, mi stavano trapassando da parte a parte. Ogni suo sguardo era come mille e milioni di lame che mi penetravano dentro, perforandomi l'anima, il corpo e il cuore ormai ridotto ai minimi termini, per poi uscire e dare spazio ad altre lame, che facevano ancora più male.
-MARK!-urlai piangente
Contiuava a fissarmi
-MARK ODDIO, MARK NON MI RICONOSCI! SONO IO, NICK! SONO IL TUO NICKY, SONO IL TUO NI-
-No, non ti conosco, che cosa vuoi da me?-
Il mio cuore venne definitivamente portato via da un'altra lama, che si era conficcata ancora più in profondità.
-MARK, CHE TI E' SUCCESSO,PERCHE' FAI COSI, MARKY! TI..TI PREGO PERDONAMI, PERDONAMI!-
-Non sò chi sei, che vuoi da me, cosa vuoi da...-
Mi alzai di colpo, lo raggiunsi, gli presi il volto tra le mani e lo baciai.
Ma con mia estrema amarezza, lui non ricambiò. Mi fermai di colpo, e mi staccai.
-Mark..Non ti ricordi più di me? Sono il tuo Nicky, perchè mi fai questo Marky, perchè!-
All'improvviso ci ritrovammo tutti e tre su un ponte. Il cielo notturno era coperto di nuvole nere, mentre la nebbia avvolgeva tutto quanto.
Mark: indossava la felpa e i jeans che gli avevo ragalato il primo Natale, che dette inizio alla nostra storia d'amore. Sean indossava jeans neri, e felpa bianca, mentre io jeans chiari a vita bassa, e una camicia nera dello stesso materiale.
-Mark, quei vestiti che indossi te li regalai io per Natale, il primo Natale che dette inizio alla nostra storia, ti prego Mark cerca di ricordare-
Lui scosse il capo.
Poi insieme a Sean, mi voltò le spalle e cominciò ad allontanarsi, sempre e sempre di più da me:
-MARK, NO ASPETTA TI PREGO NON ANDARE CON LUI, NON FARLO MARK TI PREGO MARK, NON ANDARE!!!!.-urlai cominciando a correre come un forsennato, ma non riuscivo in alcun modo a raggiungerlo.
-MARK NO..TI PREGO NON ANDARE CON SEAN, NON ANDARTENE, IO TI AMO, TI HO SEMPRE AMATO, SCUSAMI, MARK TI PREGO, MARK!-
La nebbia avvolse tutto.
Caddi a terra, e rimasi lì. Immobile ad ossevare la figura del mio amore, svanire all'orizzonte.
-MARK NO, NON ANDARE!-
End Nick's Dream
-MARK NON ANDARE CON LUI, NON ANDARE CON SEAN, NON LASCIARMI, NON ABBANDONARMI!-urlò in lacrime.
I suoi occhi si aprirono di scatto, scontrandosi prepotentemente con il volto di un ragazzo.
Era il suo compagno di stanza dell'ospedale psichitriaco di Tampa.
Si chiamava Robb O'Mac, proveniva dal Newcastle. Era un anno più grande di Nick, ed era l'esatta copia di Mark, anche se, i suoi occhi erano leggermente più scuri. Entrambi soffrivano di depressione bipolare maniacale di tipo 1, chi per un modo, chi per un altro. E si conoscevano ormai da due settimane.
Il loro rapporto all'inizio era stato molto freddo e distaccato, da parte di Nick.
Ma poi, nell'arco della prima settimana di conoscenza. Quell'atmosfera polare che tra i due si instaurava in ogni istante che si incrociavano, si fece a poco a poco più calda.
Fino a farli diventare amici.
Robb si avvicinò a Nick, che era visibilmente sconvolto e agitato. Stava per aprire bocca e chiedergli come stesse, ma non riuscì a formulare neanche una consonante, perchè all'improvviso l'amico gli avvolse le braccia al collo e gli urlò con ancora le lacrime agli occhi.
-NON TE NE ANDARE CON LUI MARK TI....-
Si bloccò all'istante, perche si era reso conto che quel corpo, perfetto che stava abbracciando, non era quello del suo Mark, ma di Robb.
Si staccò imbarazzato dal coabitante, scusandosi.
-Scu...scusami Robb io..non-
Il ragazzo, scosse la testa debolmente, sorridendogli. Nick ancora un pò disorientato, lo guardò dritto negli occhi per poi abbassare timidamente lo sguardo. In quell'attimo, in Robb scattò qualcosa. Con estrema delicatezza, gli afferrò il mento, costringendogli ad alzare il volto, per poi invitarlo a fissarlo dritto nei suoi bulbi oculari. E prima che il biondino, potesse proferire parola, o fare anche un solo respiro, Robb gli sorrise dolcemente. I suoi occhi che prima lo guardavano amichevolmente, adesso lo fissavano bramosi e affettuosi, le sue labbra morbide e rosee, si avvicinarono lentamente a quelle sue. fermandosi a pochi mm. Le voleva sfiorare almeno una volta, ma non ci riusciva. Allora con voce sussurata, sexy e dolce sussurrò:
-Nick, sei molto bello lo sai? Ti desidero-
Nick era rimasto attonito, voleva parlare, voleva allontanarlo ma era come catturato da quegli occhi blu scuro. Le sue orecchie erano completamente invase da quella sua voce, dolce e sensuale che tanto gli ricordava Mark, ma sapeva che quello che aveva davanti non era lui. Lo sapeva, ma non riusciva in alcun modo a reagire e quindi ad allontanarlo. Senza accorgersene chiuse gli occhi.
Robb sorrise, poi finalmente riuscì a sfiorare quelle labbra, toccarle, e infine inumidirle con la propria saliva, e la sua lingua penetrò nella bocca di Nick che non fece niente per contrastarla.
In poco tempo dai baci, si passò ai succhiotti e alle carezze. Quelle 4 mani si sfioravano, si toccavano, fino a togliere i vestiti. I ragazzi erano tutti e due nudi, Nick era sotto, teneva gli occhi chiusi per gustarsi, ogni linguata, ogni morso, ogni succhiotto, ogni carezza come se per lui fosse la prima volta.
Dalla sua bocca, a poco a poco uscivano dei mormori e dei gemiti di piacere all'ennesima potenza. Sentiva, quelle mani grandi e morbide prendere possesso di ogni sua parte del corpo, fino a giungere a quella più sensibile, a quella proibita. I gemiti fievoli all'inizio, cominciarono a farsi più intensi e forti, andando a tempo con i movimenti dei due ragazzi, e alle strette veementi, delicate e desiderose che la mano di Robb regalava al membro di Nick.
D'un tratto Robb fermò ogni suo movimento, avvicinò la bocca all'orecchio di Nick e glielo leccò, per poi passare, direttamente al collo, al petto, allo stomaco, per poi risalire e raggiungere i capezzoli dell'oggetto del suo desiderio, che lo attendeva sotto di lui. Cominciò a mordicchiarglieli, a leccarglieli e infine a succhiarli. Nick non riusciva a trattenere quei gridi di piacere. Robb sorrise contento ed eccitato, e con la sua lingua chiuse quelle "urla".
Si baciarono, poi il ragazzo di Newcastle passò all'azione.
Dette un ultima stretta al gioiello della famiglia Carter. Gli regalò un succhitto sul collo e infine, baciandolo in bocca, con le mani si portò le gambe di lui sulle spalle. Nick aprì gli occhi lo guardò, attese un altro suo bacio. Avvolse le sue braccia su quella schiena possente e liscia. deglutì la saliva, e in quel preciso istante il membro di Robb lo penetrò con veemenza, per poi fondersi completamente dentro di lui. L'inglese usciva ed entrava, con estrema delicatezza, ma allo stesso tempo con virulenza indomita. Nick strinse le lenzuola, e lasciò libero sfogo al suo completo piacere, che in pochi secondi raggiunse l'apice in contemporanea con Robb, che uscì da lui delicatamente, per poi crollargli di fianco. Entrambi riuscivano a malapena a raggiungere un respiro regolare, mentre i loro corpi sudati, venivano percorsi dagli ultimi brividi di piacere. Nick venne raggiunto da un leggero spasmo. Dentro il suo cuore il nome di Mark primeggiava, e con esso anche ogni lineamento del suo viso, ogni sfaccettatura, ogni sua parola. Chiuse gli occhi. Mark gli mancava, gli mancava terribilmente. Dai suoi occhi cominciarono a scendere nuove lacrime, che poi avrebbero dato origine ad un pianto silenzioso, che da lì a poco, Nick non riuscì più a trattenere. Improvvisamente quella sofferenza da quieta, divenne irrequieta e convulsa. Robb sentendo quel pianto disperato, lo accolse tra le braccia.
Stettero abbracciati per qualche minuto e lentamente si addormentarono.
CAPITOLO 9
Il sole stava tramontando, e i suoi raggi arancioni filtravano attraverso una finestra. Illuminando con la loro intensa e tenue luce, il viso di un ragazzo.
Dagli occhi blu e capelli biondo scuro, che indossava una semplice tuta azzuro ghiaccio della nike. Era disteso sopra il proprio letto, e con lo sguardo vuoto, fissava un cassetto del proprio comodino. Lì dentro c'era una lettera, la lettera che Nick gli aveva scritto, mentre era all'ospedale. e che Aj gli aveva portato, il giorno stesso. Ma non aveva mai avuto il coraggio, la determinazione e la forza necessaria per leggerla. Non ci riusciva. Il suo cuore gridava dal suo interno di farlo, ma la sua coscienza gli urlava il contrario, e finora a vincere era stata sempre lei.
-Non posso leggerla, non voglio leggerla!- esclamò, nel silenzio di quelle quattro mura.
Per poi alzarsi dal proprio letto e accendere l'impianto hi-fi. Dal quale, una musica molto lenta e anche un pò triste, e malinconica si presentò, nella camera. Brian si distese nuovamente sul proprio materasso. cercando di tenere il volto dalla parte opposta, dove era sigillata la lettera.
"When you have no light to guide you
And no one to walk to walk beside you
I will come to you
Oh I will come to you
When the night is dark and stormy
You wont have to reach out for me
I will come to you
Oh I will come to you
Sometimes when all your dreams may have seen better days
And you dont know how or why, but youve lost your way
Have no fear when your tears are fallin
I will hear your spirit callin
And I swear Ill be there come what may
(repeat chorus)
cause even if we cant be together
Well be friends now and forever
And I swear that Ill be there come what may
When the night is dark and stormy
You wont have to reach out for me
I will come to you
Oh I will come to you
We all need somebody we can turn to
Someone wholl always understand
So if you feel that your soul is dyin
And you need the strength to keep tryin
Ill reach out and take your hand
(repeat chorus)"
(I Will Come To You - Hanson)
-Non la leggerò, non lo farò. Non voglio perdonarlo, non posso perdonarlo io non...-
Si fermò. Le parole della canzone cominciarono a farsi sentire destandolo dai suoi pensieri.
Più ascoltava quelle parole, più dentro di lui, il cuore cominciava ad avere la meglio su tutto e tutti.
Brian sentiva che stava per abbandonarsi ad esso. Ma cercò di resistere, più ci provava più il cuore diventava sempre e sempre più potente, fino a farlo crollare. Deglutì pesantemente la saliva.
Si sedette sul letto. Sospirò, e infine con mano tremante, aprì il cassetto, dove la lettera riposava.
La prese tra le mani, che ancora tremavano come non mai e l'aprì debolmente.
All'improvviso venne invaso leggermente da un'odore a lui molto famigliare, era l'odore del ragazzo che ancora, nonostante quello che gli aveva fatto, amava. Quel profumo, quella "fragranza", quell'odore era di Nick.
Le scene dell'abuso, si ripresentarono bruscamente dentro di lui.
Stava per stracciare quelle pagine, ma resistette. In fin dei conti, nonostante fosse arrabbiato con Nick e intenzionato a non perdonarlo. L'amore che provava per lui, abbatteva ogni sua barriera sensoriale. Adesso non era più guidato dalla propria mente, ma bensì dal cuore, che in ogni istante che passava, si faceva sempre e sempre più forte. Dentro era sempre stata una battaglia continua, che riusciva incessantemente a far arrendere quel suo cuore innamorato. Ma ora esso sembrava essersi rinforzato.
Brian, fece un altro respiro e cominciò a leggere quelle righe. Quelle parole. Quelle frasi traboccanti di senso di colpa, e pentimento assoluto.
Ad ogni consonante e vocale che i suoi occhi leggevano. Sentiva la voce di Nick. Percepiva le sue labbra, le sue mani, i suo occhi che si occupavano solo di lui e di nessun altro, non c'era nessun. Mark che si metteva tra di loro. Dio quanto aveva desiderato che quello che adesso stava immaginando, fosse stato reale. Lui amava Nick, forse l'aveva sempre e inconsapevolmente amato. Tanto aveva desiderato che quella sera a casa sua, il suo "Frack" avesse fatto l'amore con lui, ma non con quella violenza inaudita. Lo aveva violentato. Gli aveva fatto male, molto male. E non doveva andare così, non doveva. Si ricordava ancora quegli occhi azzurri che tanto amava, rimembrava come essi lo guardavano furiosi, arrabbiati, impauriti e disperati. Leggeva in loro, la sua paura, il suo non capire perchè lui lo stesse rifiutanto a quel modo. A poco a poco le lacrime cominciarono a bagnargli le guance. Il viso sorridente del suo vecchio Nick ad ogni frase si faceva sempre più vivo dentro di lui. riusciva a percepire in quelle righe, che il suo caro e vecchio amico era ritornato. Dio quanto gli era mancato. Terminò la lettera, con ancora il cuore in gola. la richiuse con cura, e la depose nel cassetto.
Dentro la sua testa, il suo cuore e la sua anima le ultime frasi di quei due fogli di carta. gli rimbombavano incessatemente.
Andrò in terapia, mi curerò e guarirò ma tu promettimi che al mio ritorno la nostra amicizia rimarrà. Frick & Frack insieme erano forti, e lo saranno nuovamente se tu Frick accetterai di nuovo il tuo Frack.
Perdonami per tutto il male che ti ho fatto.
Tu, sei l'unico che potrà salvarmi da questa oscurità."
Brian scosse debolmente la testa.
-Mi ha scritto un infinità di volte perdonami, mi ha supplicato, mi ha pregato di farlo. Ma io, io non sò se riuscirò a farlo, non lo sò..Lo amo, lui è tutto per me, nonostante quello che il suo alterego mi ha fatto, il mio Nicky, il mio Frack è ritornato in sè. Mi ha aperto il suo cuore, come mai aveva fatto prima. E' stato male per Mark, continua a stare male per lui. Quella notte, quei due occhi azzurri non guardavano me, ma Mark. Credevano anzi erano convinti che io lo fossi, Nick era arrabbiato, disperato ma soprattutto confuso, perchè non riusciva a capire come mai il suo amato lo rifiutasse a quel modo, dopo avergli detto un infinità di volte "ti amo". Lui credeva che io fossi il suo Mark. Non era in sè...Io devo perdonarlo. Sò che devo farlo ma, ma qualcosa mi sta bloccando, non riesco a compiere neanche un passo! Lo amo, Ti amo Nick, non posso abbadonarti ora che hai più bisogno di me!-
Le sue gambe cominciarono a muoversi, e di corsa scese giù nel salotto dove incontrò gli occhi verdi del cugino. Che con un sorriso lo salutò, per poi dirigersi in cucina e cominciare a preparare la cena.
Brian lo seguì con lo sguardo, deglutì la saliva e poi con passo sicuro e un pò titubante, compì i primi passi che lo avrebbe condotto nella cucina. Si fermò all'ingresso. I suoi occhi blu fissavano la schiena di Kevin, che si muoveva contemporaneamente con le articolazioni superiori del ragazzo, che armeggiava tranquillamente, alcune stoviglie.
Brian stette, fermo in silenzio a guardarlo per una manciata di secondi. Poi deglutì la saliva, fece un passo avanti. e titubante parlò:
-Kevin, posso farti una domanda?-
Il ragazzo dagli occhi verdi udendolo, si voltò verso di lui con il sorriso sulle labbra. Tutto poteva prevedere tranne che gli domandasse di lui.
-Dimmi tutto cugino-
Brian fece altri passi, fino ad essergli a pochi cm di distanza. Inghiottì il groppo mozzatoglisi in gola, e disse.
-Volevo sapere, solo dov'è Nick, Tu lo sai vero dov'è Kevin, lo sai, non è così?-
Kevin udendo quel nome, che aveva cominciato ad odiare con tutte le sue forze, sentì il sangue fluirgli fino al cervello. Stava per adirarsi come mai era successo prima, ma cercò di trattenersi, e dopo aver contato mentalmente fino a 10, sospirò e parlò, cercando di restare il più calmo possibile.
-Come mai lo vuoi sapere?-
-Ho letto la lettera che mi aveva dato Aj, quasi 3 settimane fà!-
-E allora?-
-Voglio solo che tu mi dica, dov'è. Nick mi ha scritto che andrà in terapia, e ormai credo che sia a farsi curare! Quindi ti prego Kevin, io sò, che tu lo sai dov'è ti prego dimmelo-chiese con gli occhi lucidi
-No, mi spiace Brian non lo sò, e francamente non me frega un cazzo! Cos'è lo vuoi perdonare percaso? Vuoi farlo Brian? Percaso ti sei dimenticato cosa ti ha fatto?-
-Non era in sè, non lo era Kevin, lui non vedeva me, ma Mark!-
Kevin quasi scoppiò a ridere per poi ribattere adirato:
-Non era in sè!?, Non vedeva te, ma Mark!? E' quello che ti ha scritto sulla lettera?-
Brian annuì cominciando a perdere la pazienza.
Kevin continuò strafottentemente.
-Brian come puoi essere così stupido ed ingenuo éh? Non lo capisci è tutta una stronzata colossale, come puoi credergli eh! Cos'è sei impazzito all'improvviso?-
-Io non sono impazzito, tu piuttosto, perchè non riesci a credergli?-
Kevin perse la pazienza, odiava Nick, lo odiava con tutto se stesso, ma soprattutto era infuriato con lui. E desiderava con tutto il suo cuore che lui non fosse mai esistito. per lui adesso Nick era morto, defunto, non era mai esistito.
-COME FACCIO A CREDERE AD UN BASTARDO DEL GENERE EH!? BRIAN! CAZZO TU SEI MIO CUGINO, SEI UNA DELLE COSE A ME PIU' CARE AL MONDO, E IL TUO CARO NICK, CHE ERA IL TUO MIGLIORE AMICO, HA ABUSATO DI TE, E POI DOPO AVERTI FATTO DEL MALE SE NE ESCE CON UNA LETTERINA DEL CAZZO, DOVE TI SPIEGA PERCHE' SI E? COMPORTATO COSI', CHE ANDRA' IN TERAPIA, CHE SI E' PENTITO E CAZZATE VARIE! E TU GLI CREDI?! LUI E' SOLO UNO STRONZO, BASTARDO DEVIATO DI MERDA! MERITA SOLO LA MORTE! CE LA DOVRESTI AVERE A MORTE CON LUI, LO DOVRESTI ODIARE! MA SOPRATTUTTO NON LO DOVRESTI PERDONARE BRIAN, NON DOVRESTI FARLO!-
Quel' ultima frase, quel: "Lui è solo uno stronzo, un bastardo deviato di merda! Merita solo la morte!" Fecero saltare l'ultimo barlume di lucidità e calma, che a fatica Brian stava trattenendo dentro di sè, eruttò fuori da lui, e con la rabbia, la tristezza nel cuore controbattè a tono.
-MA NICK E' CAMBIATO! ED E' ANCORA IL MIO MIGLIORE AMICO! TI GIURO KEVIN PRIMA CE L'AVEVO A MORTE CON LUI, LO ODIAVO, NON VOLEVO PERDONARLO PER NIENTE AL MONDO, MA..MA HO LETTO LA LETTERA, L'HO LETTA PERCHE' IL MIO CUORE MI HA ORDINATO DI FARLO, HO TENTATO DI RESISTERE, CI HO PROVATO IN TUTTI I MODI KEVIN, CREDIMI! HO LOTTATO, CONTRO ME STESSO, CONTRO IL MIO CUORE CHE AL TERMINE HA AVUTO LA MEGLIO...CRISTO KEVIN, NICK E' IL MIO MIGLIORE AMICO, E' UN FRATELLO PER ME PROPRIO COME LO E' PER TE! MA IO LO AMO KEVIN, LO AMO NON RIESCI A CAPIRLO, EH?! NON RIESCI A FARLO?-
-NO NON LO CAPISCO BRIAN, NON LO CAPISCO, COME FAI AD AMARLO DOPO QUELLO CHE TI HA FATTO! COME PUOI FARLO BRIAN!-
-NON LO SO' KEVIN, NON LO SO', NON SO' NIENTE, SO' SOLO CHE IL MIO CUORE MI STA GRIDANDO DI FARLO! E PER UNA STRANA RAGIONE NON RIESCO A DESISTERE. NICK E' TUTTA LA MIA VITA, LO E' SEMPRE STATO, E CREDO DI AVERLO AMATO DA SEMPRE, LO AMAVO DAL PRIMO GIORNO CHE L'HO VISTO SOLCARE LA PORTA DEGLI STUDIOS, FORSE NON SONO MAI STATO ETERO, FORSE NON LO ERO MAI STATO. SENZA NICK MI SENTO VUOTO, INCOMPLETO CAPISCI. NON VOGLIO ABBANDONARLO ORA CHE HA PIU' BISOGNO DI ME, E LA STESSA COSA VALE PER TE KEVIN-
Kevin ribattè rabbioso:
-A ME DI LUI NON ME NE FREGA UN CAZZO INTESI, PER ME E' MORTO BRIAN, MORTO CAPISCI! NON LO PERDONERO' MAI, MAI TE LO GIURO! ANDRA' ALL'INFERNO LO SAI QUESTO BRIAN? E SE CONTINUI COSI' ACCADRA' ANCHE A TE! NON DEVI PERDONARLO, PER NIENTE AL MONDO!-
Brian sbattè le mano sul tavolo in legno rovere che aveva di fianco, e controbattè:
-COME PUOI DIRE DELLE COSE COSI CRUDELI NEI SUOI CONFRONTI! CAZZO KEVIN, LUI E NICK IL NOSTRO NICKY, IL NOSTRO FRATELLINO, UN NOSTRO AMICO. DIO KEVIN VENIVA SEMPRE DA TE, A CHIEDERE CONSIGLI E AIUTI, QUANDO NOI NON SAPEVAMO RISPONDERE A TUTTI I SUOI DUBBI, E LE SUE DOMANDE DA ADOLESCENTE, KEVIN PER LUI ERI UN MITO LO SEI TUTT'ORA, LUI E' IL TUO FRATELLINO, NON PUOI ABBANDONARLO ORA CHE HA PIU' BISOGNO DI TE! IO DA SOLO NON POSSO AIUTARLO, NON CI RIESCO, E LO STESSO VALE PER HOWIE ED AJ, DA SOLI NON CE LA POSSIAMO FARE AD AFFRONTARE TUTTO QUESTO, E TU LO SAI! NICK HA BISOGNO DI TUTTI NOI, HA BISOGNO DEL NOSTRO SUPPORTO, DEL NOSTRO AFFETTO, STA AFFRONTANDO TUTTO DA SOLO, LO CAPISCI? TE NE RENDI CONTO SI O NO!-
-PER ME PUO' ANCHE MORIRE, IL NICK CHE TU AMI ANCORA NON ESISTE PIU' FATTENE UNA RAGIONE! E SE VUOI SAPERLO, LUI NON FA' PIU' PARTE DEL GRUPPO. L'HO SCACCIATO PER UN TEMPO INDETERMINATO, QUESTO SIGNIFICA CHE NON SARA' PIU' UNO DI NOI, NON E' PIU' UN BACKSTREET BOYS! NICK E' SOLO UN DEVIATO DEL CAZZO, UN DEPRAVATO CHE NON MERITA DI RESPIRARE LA NOSTRA ARIA! E SOLO UN...-
Non riuscì a terminare la frase che un Brian infuriato, triste e deluso, lo spinse verso l'ingresso urlandogli:
-BASTA! SEI SOLO UN BASTARDO KEVIN, COME HAI OSATO FARLO, COME HAI POTUTO SCACCIARLO DAL GRUPPO! NON PROVI NEANCHE UN PO' DI AFFETTO NEI SUOI CONFRONTI! TU MI FAI..MI FAI SCHIFO, TI ODIO, NON VOGLIO PIU' VEDERTI VATTENE! VATTENE E NON FARTI PIU' VEDERE! TI ODIO, KEVIN E TI ODIERO' PER SEMPRE!-
Tuonò infine, aprendo la porta e cacciandolo fuori dalla sua abitazione, per poi chiudergliela con rabbia in faccia.
-TI ODIO, COME HAI POTUTO FARLO! CON CHE CUORE LO HAI CACCIATO VIA DA NOI, NOI, CHE ERAVAMO LA SUA FAMIGLIA, COME HAI POTUTO KEVIN! COME HAI POTUTO!-Urlò in lacrime, lasciando scivolare la schiena sulla porta, fino a raggiungere il pavimento. Portarsi le ginocchia al petto, poggiarci la testa e avvolgerla con le braccia, lasciando libero sfogo alle lacrime.
Tutto stava andando a rotoli, tutto intorno a lui stava cambiando a velocità fulminea, e la cosa lo spaventava a morte. Era impreparato. Non poteva assolutamente affrontare una situazione del genere.
Era impossibile, non aveva armi, non sapeva come battere tutto ciò, non aveva la minima idea di come difendersi, ma soprattutto non aveva la forza necessaria per proteggere il suo Nicky, che si era volatilizzato nel nulla, trascinandosi dietro l'intero universo comprese le creature viventi e non.
CAPITOLO 10
"I'll be there to protect you
With an unselfish love that respects you
Just call my name
And I'll be there
I'll be there to comfort you
I'll build my world and dreams around you
So glad that I found you
I'll be there with love that's strong
I'll be your strength
I'll keep holding on and on
Oh yeah"
(I'll Be There - Westlife)
Un'anno dopo...
Il sole stava tramontando dietro le colline verdi della contea di Sligo.
Una figura vestita di nero, guardava dai vetri della finestra della propria camera.
Quelle lande verdi che piano piano sembravano potessero prendere fuoco.
Dando origine ad un incendio invisibile al di fuori, ma molto incandescente all'interno del suo povero cuore che di tanto in tanto continuava a soffrire in silenzio.
Il silenzio ormai padroneggiava all'intero del suo petto, un silenzio quasi spaventoso, ma che nascondeva una sofferenza, che sembrava rivivere in lui ogni istante ed ogni santissimo giorno.
I suoi occhi blu fissavano persi quell'orizzonte infuocato. Dentro di lui il tempo era passato.
Un anno per la precisione, un anno intero era stato lontano da lui, dall'amore della sua vita.
Un anno passato a cercare in tutti i modi possibili ed inimmaginabili di riuscire a reagire, di riuscire a dimenticare tutto ciò, tutto quello che avevano passato assieme. Ma soprattutto voleva cancellare definitivamente dalla sua testa, dalla sua anima e dal suo cuore, il motivo, l'attimo in cui la loro storia era morta. Voleva scordarlo, perchè gli aveva fatto troppo male. Non c'era giorno o attimo in cui quelle parole, quelle lettere, quelle frasi stracolme di rabbia e disperazione non ritornassero imperterrite a martorargli l'anima e il petto.
Era passato un anno, è vero. Ma sembrava che tutto si fosse fermato in quell'istante, in quel momento. E ogni santissimo giorno, lui doveva affrontare la dura realtà. Doveva rivivere quella sera, non riusciva in alcun modo a scacciarla dai suoi ricordi. Era impossibile. Aveva perso il conto di quante notti aveva passato insonne. Aveva perso il conto di quante uscite la notte aveva fatto per trovare in un qualche locale gay irlandese, un altro ragazzo, un altro corpo, un'altra persona che in qualche modo poteva riuscire a farglielo dimenticare, ma era stato tutto inutile.
Lui era sempre presente dentro di lui, e non sembrava intenzionato a lasciarlo in pace. Ecco perchè negli ultimi due mesi, passati a pensare e a riflettere aveva deciso di ritornare da lui.
E adesso sul suo letto c'era un trolley pronto per essere riempito di vestiti, e di altre cose.
Ecco perhè sul comodino, accanto a quel letto ad una piazza e mezzo, avvolto dalle ultime lenzuola invernali, c'erano il passaporto e un biglietto aereo di sola andata per gli Stati Uniti. Non ne poteva più di stare a Sligo, non era quella la sua vita. La sua esistenza era tale, solo quando c'era il suo Nick accanto. Per lui aveva sofferto, per lui aveva lottato, aveva combattuto un nemico invisibile, lo aveva difeso quando ce ne era bisogno, anche mettendo a repentaglio la propria vita. Lui era il motivo per cui doveva esistere, lui era il pezzo di cuore e d'anima che gli mancava per essere completo, un tutt'uno con lui e il mondo intero. Nick era la sua unica ragione di vita.
Senza di lui più nulla aveva senso. Niente era in grado di renderlo completo. Nessuno era in grado di fare breccia nel suo cuore, e farglielo dimenticare. Lo amava e l'avrebbe fatto per l'eternità.
Non appena il sole scomparve, dando campo libero alla luna. Mark guardò il cielo che piano piano si riempiva di stelle e mormorò:
-Non mi interessa se tu non mi ami più. Non mi importa se di me ormai non ti importa più nulla! Io ritornerò da te, sto venendo da te. Lotterò per riaverti, combatterò fino alla morte per riuscire almeno a sfiorarti, accarezzarti e baciarti. Ti farò capire che per me eri, sei e sarai per sempre il padrone assoluto del mio cuore, del mio corpo, della mia mente e del mio spirito. Ti farò capire che tu, sei sempre stato la mia unica ragione di vita. E se non mi vorrai. Se mi scaccerai, come credo che accadrà. Io, io..continuerò lo stesso ad amarti, e ti urlerò tutto l'amore che provo per te. Ti darò tutto me stesso Nicky, lo farò te lo giuro!-
Deglutì la saliva, dette le spalle alla finestra e cominciò a fare la valigia.
Mentre dentro di lui, il nome di Nick continuava inarrestabile ad ardergli in petto.
*§*§*§*
In un soleggiato pomeriggio Californiano di primavera.
Nella quiete della città interrotta a tratti da qualche rombo di macchina, e qualche clacson.
Due voci di ragazzi, si presentarono in quel precario silenzio, rimbombando bruscamente all'interno di tale quiete. Voci che potevano all'improvviso alterarsi e far scoppiare un temporale interiore.
-Dobbiamo parlare- sentenziò un uomo di 34 anni, abbastanza alto dai capelli neri e due occhi verdi. Vestito in jeans e felpa semi aderente bianca, guardando la "vittima" che gli albergava a un metro di distanza.
-Di che cosa vuoi parlare Kevin?-replicò stranito l'altro.
Un ragazzo di circa 26 anni, abbastanza alto, dai capelli corti biondi, spettinati e ingellati, e due occhi azzurri come un cielo estivo privo di nuvole. Indossava anch'esso un paio di jeans neri stracciati alle ginocchia, una felpa aderente ai fianchi color crema, con la scritta "Santa Monica" stilizzata in nero, e un semplice paio di scarpe da ginnastica nere e bianche, firmate Nike.
-Di te, Nick!-
Il ragazzo lo guardava, smarrito. Non riusciva a capire su che cosa volesse andare a parare.
Kevin lo aveva intuito. e decise di venire subito al punto.
-Brian ti avrà anche perdonato Nick, ma io non ci riesco-
Nick abbassò il volto. Gli occhi si fecero lucidi, quell'affermazione inaspettata, lo scaraventò barbaricamente indietro nel tempo. Ad un momento particolare, ad un'istante. Dove la follia aveva completamente predominato sulla ragione. La lucidità. I sentimenti. Il cuore. L'anima e la volontà.
Quel ricordo che a fatica era riuscito ad accampare nell'Es del proprio cervello, si ripresentò di colpo nei suoi ricordi, mandandolo completamente k.o in tutti i sensi.
A fatica alzò gli occhi per incontrare quelli di Kevin, che incurante della psiche di Nick.
Si fece sentire nuovamente.
-Spiegami, perchè diavolo state insieme adesso? Perchè ti ha perdonato èh? Io ti avrei mandato irrimediabilmente a fanculo, senza pensarci. E' passato un anno da quella notte, sono due mesi che sei uscito da quell'ospedale di cura! E Brian invece di mandarti al diavolo, ti ha accolto fra le braccia, perdonandoti addirittura! E' inammisibile tutto ciò! Io ce l'ho ancora con te, caro il mio Nickolas Gene Carter. Ti giuro che se succederà qualcosa a Brian tu sarai il responsabile! Io non volevo nemmeno che si mettesse con te!...E' IN PERICOLO CON TE! TU SEI PERICOLOSO NICK, NON ME NE FREGA UN CAZZO SE SECONDO I FOTTUTI PSICHIATRI TU SEI GUARITO, PER ME RESTI E RESTERAI PER SEMPRE UNA PERSONA DA EVITARE, UNA PERSONA CHE POTREBBE FARE DEL MALE ALLA PERSONA CHE AMA, DA UN MOMENTO ALL'ALTRO!-
Quelle parole, completarono l'opera di distruzione totale della sua psiche.
Le scene di quella notte cominciarono a martoragli la mente e il cuore, uccidendolo in ogni istante. voleva a tutti i costi scacciare quelle immagini, "sanguinarie" e violente, ma era tutto inutile.
Scosse la testa. Le lacrime fecero capolino dai suoi occhi e con rabbia urlò:
-NON ERO IO, NON ERO IN ME...STAVO MALE KEVIN E TU LO SAI. CAZZO IO AMO BRIAN, NON POTREI MAI FARGLI DEL MALE, NON ADESSO! NON PIU' ORMAI! NON SONO PERICOLOSO, NON LO SONO!-
-SI CERTO COME NO!-Controbattè con rabbia
-CAZZO KEVIN HO PASSATO UN ANNO D'INFERNO! HO FATTO SEDUTE SU SEDUTE, TERAPIE SU TERAPIE, HO PIANTO, HO SOFFERTO COME UN CANE, HO LOTTATO CONTRO LA MIA MALATTIA, HO COMBATTUTO CONTRO I RICORDI, Contro tutte le..le. LE COSE CHE MI LEGAVANO A MARK, E SOPRATTUTTO HO LOTTATO CON TUTTE LE MIE FORZE PER CANCELLARE DEFINITIVAMENTE IL MIO ABUSO SU BRIAN! DIO KEVIN TU NON hai la PIU' PALLIDA IDEA DI COME CI SI SENTA! TU NON HAI LA MINIMA IDEA DI COME TI SENTI QUANDO TI TROVI DA SOLO, IN UN GIGANTESCO OSPEDALE CON CENTINAIA DI PAZIENTI, COME TE E ANCHE PEGGIO. CHE TUTTI I GIORNI LOTTANO, E AFFRONTANO LA PROPRIA MALATTIA MENTALE, SPERANDO DI RIUSCIRE A GUARIRE, PER NON SOFFRIRE PIU! E MOLTI NON CE LA FANNO! IO HO CONOSCIUTO PERSONE CHE SONO LI' DA OLTRE TRE ANNI KEVIN, TRE FOTTUTISSIMI ANNI! TU NON CI SEI MAI PASSATO, NON CI SEI MAI PASSATO! NON SAI COME MI SENTIVO, SAPENDO DI AVER FATTO UNA COSA TERRIBILE AL MIO MIGLIORE AMICO, AL RAGAZZO CHE HO AMATO SEGRETAMENTE PER 4 ANNI! MI SONO PUNITO PER QUESTO LO SAI! HO FATTO SESSO CON SEAN! HAI CAPITO SEAN! IL RAGAZZO CHE HA TENTATO DI AMMAZZARMI PER BEN DUE VOLTE, IL RAGAZZO CHE MI HA COSTRETTO A LASCIARE MARK! NON TI BASTA KEVIN? SONO STATO IN OSPEDALE PER UN'ANNO. MI SONO FATTO CURARE. MI SONO PENTITO PER CIO' CHE HO COMBINATO. E ADESSO TU TI PRESENTI QUI, MI DICI DI VOLERMI PARLARE, E MI SBATTI IL TUO ODIO E LA TUA RABBIA NEI MIEI CONFRONTI COME SE TUTTO QUELLO, CHE E' SUCCESSO UN ANNO FA', FOSSE ACCADUTO IERI! PERCHE' MI FAI QUESTO? PERCHE' MI TORTURI COSI'?-
-PERCHE' TE LO MERITI NICKOLAS! DEVI STARE LONTANO DA LUI, NON VOGLIO CHE LO FREQUENTI PIU'! LUI E' MIO CUGINO, UNA DELLE PERSONE A ME PIU' CARE, NON VOGLIO CHE TU LO UCCIDA!-
Le lacrime scesero copiose dagli occhi di Nick, che non riusciva a capacitarsi di ciò che era fuoriuscito dalla bocca di Kevin. Dalla bocca, del ragazzo che era sempre stato uno dei primi ad aiutarlo quando era in difficoltà con qualcosa, e che gli dava saggi consigli che seguiva egregiamente. Il mondo gli era crollatto addosso da un anno ormai. Ma, quelle parole urlategli così dalla persona che più stimava al mondo, continuavano a fargli male, e far precipitare ancora di più il mondo che ormai era sotto i suoi piedi. Deglutì la saliva. Il silenzio era piombato nel corridoio degli studios. Kevin lo guardava con freddezza, una freddezza che lo spaventava a morte. Le labbra gli tremarono e con voce fievole mormorò:
-Io lo amo, lo amo...non potrei mai fargli del male, lui lo sà, e anche tu lo sai Kevin!
PERCHE' CAZZO NON LO VUOI AMMETTERE! MI ODI OKAY. MI DISPREZZI VA BENE. SEI ARRABBIATO CON ME E MI VORRESTI ANCHE VEDERE MORTO NON E' COSI'?
OKAY VA BENE, NON TI BIASIMO PER QUESTO. HAI TUTTE LE RAGIONI DEL MONDO PER AVERCELA CON ME. MA ALLORA SPIEGAMI PERCHE' CAZZO MI HAI FATTO ENTRARE DI NUOVO NEL GRUPPO? DOPO CHE MI AVEVI SCACCIATO EH? PERCHE' KEVIN! LO HAI FATTO PER TORTURARMI? LO HAI FATTO PER FARMI SOFFRIRE, RINFACCIANDOMI QUELLO PER CUI SONO FINITO IN UN FOTTUTISSIMO OSPEDALE PSICHIATRICO? E' PER QUESTO MOTIVO E'H..RISPONDI!-urlò infine.
Kevin abbassò il volto, deglutì la saliva, poi portò i suoi occhi freddi sul suo interlocutore e disse tenendo a freno la rabbia.
-L'ho fatto semplicemente perchè è stato Brian a chiedermelo. Se era per me ti avrei lasciato fuori! TU SEI MORTO PER ME NI...-
Non riuscì a terminare la frase che Nick corse via, in preda ad un pianto che a stento cercava di tenere a freno, ma i singhiozzi pressochè deboli, erano la prova inconfutabile, che non ce l'avrebbe fatta a trattenersi ancora per molto. E lo sapeva. Quindi voleva tornare a casa il più presto possibile. Correva e correva come un folle, per uscire il più fretta possibile dagli studios. Saltare in auto e sfrecciare via sulla sua Spider nera.
Durante il suo sfrecciare sulle strade semi deserte di L.A, le frasi cattive, che Kevin gli aveva urlato, non badando di urtare la sua sensibilità, e la fragilità del suo povero cuore, che tanto aveva sofferto. Gli rimbombavano dentro la testa, senza dargli requie.
Era uscito da due mesi, era guarito. Perchè Kevin non riusciva a capirlo?
Perchè lo aveva ferito in un modo così violento, che mai si sarebbe aspettato, a distanza di un anno? Nick non lo sapeva, ma la cosa lo feriva come non mai.
Parcheggiò l'auto, spense il motore e aprì il cancello della sua nuova casa di Malibù.
Raggiunse il portone d'ingresso, lo aprì e si scaraventò dentro la villa.
Chiuse l'enorme porta dietro le proprie spalle, si gettò sul divano e dette libero sfogo al dolore, alla rabbia, alla delusione e alla disperazione.
*§*§*§*
Erano scoccate le 7pm, Nick dormiva ormai da 3 ore su quel divano.
Il suo viso era rilassato, sembrava sereno, ma dentro non lo era.
Le parole di Kevin gli tormentavano la mente, il cuore e lo spirito, e lui cercava invano di contrastarle ma senza risultato. Sul tavolino di lato a lui riposavano due tubetti di pillole per controllare l'umore e una confezione di antidepressivi che gli servivano per evitare successive ricadute.
In quell'anno passato all'ospedale psichiatrico di Tampa, Nick era stato sottoposto a diversi tipi di terapie, dato che gli psichiatrici, non riuscivano in alcun modo a migliorare, anche se lievemente, la sua depressione bipolare maniacale di tipo 1. Erano arrivati al punto, di riempirlo così tanto di farmaci da mandarlo k.o per almeno 2 giorni.
Appena si risvegliava doveva fare le solite sedute, nelle quali era costretto a ricordare Mark.
A ripensare a come stavano bene insieme, fino a giungere al motivo per cui si erano lasciati, e questo molte volte lo faceva uscire di testa, e l'infermiere o l'infermiera di turno dovevano somministragli un tranquillante. E poi di nuovo sotto con la terapia, e di nuovo k.o per 2 giorni. Tutto questo era durato per 5 mesi. Poi un giorno, finalmente gli venne cambiata terapia. Era una di quelle molto forti e più nuove, che fu efficace subito dopo una settimana.
E da quel giorno le sedute per lui fluivano nel migliore dei modi. E con pazienza, volontà e fatica era riuscito a riprendersi, e a scordarsi di Mark e di tutto quello che avevano passato insieme, ma soprattutto aveva cancellato definitivamente dalla sua testa quello che Sean gli aveva fatto, e ciò per cui era stato costretto a mollare Mark.
La porta della villa si aprì lentamente, chiudendosi altrettanto lievemente facendo entrare Brian. Che si rese immediatamente conto, che il suo amato, dormiva come un angioletto su quel divano blu. Che avevano scelto e comprato insieme, pochi giorni fà.
Depose con cura, e stando attento a non fare il minimo rumore, le chiavi di casa, che scivolarono silenziose dalla sua mano, distendendosi successivamente e fievolmente, sul mobiletto in legno rovere, antico chiaro. Posizionato accanto alla porta dell'appendiabiti.
Sorrise guardandolo da lontano, nei suoi occhi blu, c'era una luce profonda, una luminosità calorosa e traboccante di affetto e amore incondizionato. Amava così tanto Nick, da capire in pochi istanti se c'era qualcosa che non andava. Entrambi erano sulla stessa lunghezza d'onda, e la loro telepatia superava l'inverosimile. Anche con Mark era più o meno la stessa cosa. Ma con Brian lo era di più, anche perchè si conoscevano da una vita. Lui lo aveva visto crescere e infine maturare, fino a diventare uomo. Nessuno nell'intero universo era come lui.
Brian sapeva che non avrebbe mai trovato un ragazzo del genere, il suo Nick, il suo Nicky, il suo fratellino, il suo migliore amico e il suo ragazzo, era una persona speciale e rara. Era un diamante prezioso, che non avrebbe mai condiviso con nessuno. Lo amava, lui era tutto quello di cui aveva bisogno, era ciò che aveva sempre desiderato, anche più di se stesso.
Depose il proprio giacchetto all'appendiabiti.
Con passo felpato e frettoloso, raggiunse il suo amore che ancora dormiva. Si sedette sul tappeto bianco. Il suo viso era di fianco a quello del suo cucciolo. Sorrise dolcemente. la sua mano destra, tutta tremante gli sfiorò delicatamente e amorevolmente i capelli, la fronte e infine la guancia. Rise e lo osservò nuovamente.
"Nicky amico mio,amore mio...Ogni volta che ti guardo, il mio cuore si scioglie, e piange di felicità. Mentre i miei occhi increduli e lucidi stanno sempre posati su di te. E la mia mente, come anche il mio spirito, non riescono per nulla al mondo a credere che tu sei con me, che noi due stiamo insieme. Cavolo ti ho visto crescere Nicky, ti ho visto maturare, diventare uomo anche troppo in fretta. Ma ora ti guardo e in te vedo il ragazzino che in quella primavera del 93 entrò nella mia vita, senza uscirne mai più. Avevi 13 anni, amore. Adesso ne hai 26! Ne hai passate tante, e sei riuscito sempre a rialzarti, hai lottato per tenere testa alla crudeltà del mondo del business. Non ti ho visto mai cadere giù, come ti è successo negli ultimi anni, e la cosa mi fà star male, perchè in fondo era per colpa mia. Hai sofferto così tanto per me. Dio mi hai amato in segreto per 4 anni. Come hai fatto Nicky, come hai fatto a resistere, per tutti quegli anni? Io non ce l'avrei mai fatta a sopportare per così tanto tempo. Poi è arrivato Mark, ti ha portato via da me, e quando le cose, ti stavano andando finalmente per il verso giusto, è arrivato Sean, che ha rovinato tutto quanto. E io cos'ho fatto? Sono restato a guardare, sono rimasto lì, fermo, immobile a vedere che la tua sofferenza, ti stava portando alla rovina. Ho cercato di sostenerti, ma non ci sono riuscito. Sei precipitato, mi sei scivolato bruscamente dalle mani e non sei più riuscito ad alzarti. Ma stavolta non accadrà Nicky. Amore cercherò in tutti i modi possibili ed inimmaginabili, di sollevarti. Di salvarti. Di tirarti su quando starai per precipitare. Non ti lascerò cadere piccolo, non commetterò lo stesso errore. Nessuno ti farà più del male, nessuno. E se un giorno, Mark decidesse di tornare, io ti giuro che non lascerò che si avvicini a te. Tu sei il mio amore, la mia vita, il ragazzo che amo più di ogni altra cosa al mondo. Ti amo cucciolo e ti proteggerò fino alla morte. Non sarai mai più solo Nicky. Mai più. Starò con te, lo farò te lo giuro.
Morirò per te, se è necessario, e morirò con te. Non ti lascerò andare, non lascerò che anche gli angeli ti portino via da me. E' egoistico lo sò, perchè in fondo tu fai parte di loro, sei un angelo caduto dal cielo per stare con me, Dio ti ha mandato da me per un motivo. E adesso che tutto è risultato limpido ai miei occhi, al mio cuore e alla mia anima. Io non oserei mai lasciarti andare con loro, senza di me. Se ti vogliono con sè, dovranno prendere anche me!
Ti amo Frack. Ti amo amore, e senza di te non avrei un motivo valido per restare e neanche un posto dove andare, e dove abitare.Perchè tu sei tutto ciò!
Io non potrei mai vivere senza averti accanto."
Smise di accarezzargli amorevolmente la guancia. Con estrema delicatezza, dolcezza, passione, tenerezza, e fremito. unì fremente le sue labbra morbide, a quelle carnose e soffici dell'amato.
Si staccò da lui controvoglia, e stette a guardarlo ancora per un minuto. Gli regalò un casto bacio sulla fronte, accarezzandogli amorevolmente la testa. Infine si alzò e raggiunse il piano di sopra, dove la doccia lo attendeva "scalpitante".
CAPITOLO 11
"...Stanotte voglio te
A consumarmi il cuore
E ridere
Poi ritrovarsi a far l'amore
Grido a Dio
Che sei mio
E in un attimo tu stai arrivando
Dentro me
Fino a che diventiamo un corpo solo
Io e te..."
(Due Innamorati Come Noi - Laura Pausini)
Erano le 8pm quando Brian, si presentò in salotto. Nick si era svegliato da poco, e adesso si stava stiracchiando ingnaro che il suo amato, fosse posto alle sue spalle.
-Hey ti sei svegliato Nicky!-esclamò felice Brian, raggiungendo il divano e sedersi di fianco a lui. Nick si sentì improvvisamente a disagio, lo voleva baciare. Gli voleva dire ti amo, ma le parole che gli aveva urlato Kevin, lo avevano ferito a tal punto, da mandarlo in completa confusione.
Per la prima volta al ritorno dall'ospedale, nella sua mente e nel suo cuore, c'era timore.
La paura che potesse far del male al proprio ragazzo.
Quindi dentro di sè sperava, pregava che Brian non lo baciasse. Non lo abbracciasse.
Ma non fù così.
Brian lo guardò amorevolmente in volto.
Sorrise, e avvicinò le proprie labbra a quelle di lui.
Nick non ricambiò, e si allontanò da lui, di pochi cm.
Brian lo guardò negli occhi poi parlò:
-Nicky cos'hai?-
Il ragazzo, deglutì la saliva e abbassò il volto. Non voleva mostrare gli occhi al suo amato, perchè sapeva che avrebbe capito tutto.
-Ni..niente Bri, niente-replicò fissando il pavimento
Il suo partner scosse la testa.
-Come niente Nick!-
-Ti ho detto che non è successo niente!-ribattè titubante.
Brian di tutta risposta, gli afferrò con il pollice e l'indice il mento, costringendolo a guardarlo negli occhi. E capì.
-Si tratta di Kevin non è così?-
Nick inghiottì il groppo che aveva in gola. Scacciò via la mano del proprio compagno, si alzò dal divano e si recò in cucina.
Giunto lì cominciò ad armeggiare un paio di pentole.
Che deponeva con nervosismo sul cucinotto.
Brian lo raggiunse all'istante.
-Nick, dimmi che ti ha fatto, che ti ha detto, Nicky a me puoi dirlo!-
-Non è successo niente Bri..Per favore apparecchia la tavola, io intanto preparo la...-
Il suo ragazzo lo interruppe bruscamente, afferrandolo per le spalle.
Adesso erano uno di fronte all'altro. Faccia a faccia, occhi a occhi, cuore a cuore. La tensione si presentò nella stanza, il cuore di Nick batteva all'impazzata. Gli occhi del suo Brian lo stavano scrutando. Sentiva il suo sguardo profondo penetrargli il cuore, il corpo ma sopratutto l'anima. Era in trappola, non poteva più sottrarsi, poteva cercare di sviare il discorso, ma era consapevole che non sarebbe stato in alcun modo possibile. Era come ipnotizzato da lui, che lo destò dicendo.
-Nick, non sono idiota! Ti conosco fin troppo bene, ti capisco con un solo sguardo, e credimi sono sicuro, che ti è successo qualcosa, con Kevin. Quindi per favore amore, dimmi che ti ha fatto, che ti ha detto? Parlami!-
Nick abbassò debolmente il volto, evitando così di guardarlo. Ma lui glielo rialzò con delicatezza mista a un leggero ma travolgente impeto, al quale Nick non poteva sfuggire.
I suoi occhi azzurri si scontrarono nuovamente con quelli blu di lui. Le sue rosee, carnose e morbide labbra, all'improvviso tremarono, lasciando fuoriuscire un flebile respiro.
Deglutì la saliva, Brian continuava a fissarlo senza battere ciglio. Nick cominciò a sentirsi fortemente a disagio, e quel fievole sospiro, divenne voce.
-Brian per favore, non ne voglio parlare, ti prego lasciami stare, per favore ti chiedo solo questo!-
Nel suo tono vocale c'era un leggero segno di insicurezza, paura ma soprattutto tristezza. Che non sfuggì all'orecchio di Brian che non si arrese, e lo esortò a parlare.
-Nick, dimmelo avanti!-
-Laciami in pace!-la voce si alzò leggermente, mentre i suoi occhi si erano fatti lucidi.
Brian lo notò benissimo, ma voleva sapere.
-Non voglio farti stare male, ma tu devi dirmelo ho il diritto di saperlo!-
Nick perse la pazienza, lo allontanò in malo modo da sè e urlò:
-TU NON HAI IL DIRITTO DI SAPERE NIENTE, TU NON HAI IL DIRITTO DI STARE CON ME! NON PUOI STARE CON ME, BRIAN NON PUOI!-
Gli voltò le spalle, e si accinse a raggiungere il piano di sopra. Ma Brian lo fermò. Afferrandolo, per un braccio. Poi con forza lo costrinse a voltarsi. Nick abbassò lo sguardo, cominciando a dimenare il braccio, voleva che quella presa lo lasciasse andare, ma più lo faceva, più lui lo stringeva senza mai allentare la stretta. Le guance del biondino erano bagnate. Brian gli alzò il volto, fece resistenza.
-NICK COS' HAI? PARLAMI! PERCHE' NON POSSO STARE CON TE? E'H PERCHE' NICK, DIMMELO AVANTI!-
-...LASCIAMI ANDARE, TU NON HAI DIRITTO DI STARE CON ME, NON PUOI E BASTA!-
-PERCHE' AVANTI DIMMELO NICK, PERCHE'-
Nick scoppiò:
-SONO PERICOLOSO BRIAN, NON VOGLIO FARTI DEL MALE, NON VOGLIO CHE...-
Un singhiozzo lo bloccò bruscamente, le gambe già tremanti, cedettero conducendolo in ginocchio sul parquet. Brian lo seguì, e prima che un' altro singhiozzo potesse uscirgli dalla bocca, lo abbracciò stringendolo a sè.
Nick percependolo, cercò di mandarlo via, ma fu tutto inutile, più poneva resistenza più lui, aumentava la stretta.
Dopo circa un minuto di "lotta" Nick accolse quell'abbraccio colmo d'amore, e si lasciò andare. Mentre piangeva dalla sua bocca uscivano delle parole, frasi che in ogni istante erano una pugnalata al cuore per entrambi. Brian non riusciva a capacitarsi che Kevin avesse detto quelle cose cattive al suo Nicky. E Nick d'altro canto, non si capacitava del fatto che, nelle parole di Kevin ci fosse qualche fondo di verità. Nick aveva paura di questo, non voleva fare di nuovo del male al suo compagno, non voleva ferire o persino rischiare di uccidere, il ragazzo che amava.
Quel ragazzo che nonostante tutto, che sbattendosene altamente le palle di ciò che lui gli aveva fatto, dell'abuso "animalesco" ricevuto. Continuava ad amarlo ancora e ancora di più. In ogni istante. In ogni secondo.
Brian sentiva il suo amore, il suo affetto aumentare. Gli bastava solo guardarlo negli occhi per sentirsi 3 metri sopra il cielo e molto di più.
Lo amava, lo amava più di sè stesso. Il suo Nicky era la sua vita. E lo sarebbe stato in eterno.
*§*§*§*
La mattina dopo arrivò velocemente per Brian.
Alle 7am in punto, i suoi occhi blu si aprirono scontrandosi piacevolmente con la schiena nuda di Nick. Vedeva quei suoi tatuaggi scolpiti su quella sua meravigliosa, morbida e liscia pelle.
Brillare grazie ai raggi dell'alba che filtravano regalmente, dalle tende bianche, dell'immensa vetrata del balcone, della camera che condividevano ormai da due settimane.
Brian fissava quella splendida schiena, d'istinto la sua mano destra cominciò ad accarezzargliela. Fino a raggiungere le lenzuola azzurro ghiacchio, che con delicatezza fece scivolare sulla pelle del suo amore, che ancora dormiva. Gli scoprì il fianco. Infine si arrestò, tenendo il suo sguardo fisso, su quella parte di corpo, appena scoperta, che si muoveva simultaneamente nell'atto della respirazione. Sorrise dolcemente, e cominciò ad accarezzarlo partendo dal fianco, fino a raggiungere le spalle. Si fermò. e lo ricoprì. Dopo si alzò leggermente per guardargli il volto. Nick era così dolce e rilassato, che vedendolo non sembrava affatto una persona che aveva passato gran parte della notte a piangere, e a dire al proprio ragazzo di andarsene perchè temeva di fargli del male, o ancora peggio di ucciderlo. Brian scosse la testa, era furioso con Kevin. Aveva una voglia matta di scendere giù da letto e correre agli studios e dirgliene 4.
Ma la voglia di rimanere a guardare con amore incondizionato il suo Nicky dormire. Era più forte di qualsiasi cosa. Voleva attendere il suo risveglio, voleva perdersi in quegli occhi azzurri, voleva affogare in essi, e infine unirsi. Solo così la sua giornata sarebbe stata meravigliosa.
Ma purtroppo, a suo malincuore, dovette distogliere lo sguardo dal suo amato, ed alzarsi.
*§*§*§*
Alle 8am in punto la porta degli Studios si aprì di colpo lasciando Kevin sbigottito.
-Brian ma che?-chiese stranito Kevin, tenendo gli occhi puntati sul cugino.
Brian indossava un paio di jeans a vita bassa chiari, felpa bianca con zip metallizzata grigia, e scarpe nike ultimo modello. Era adirato come non mai. Kevin lo intuì subito, stava per parlare ma non riuscì a proferire parola perchè, le forti mani del cugino gli afferrarono il colletto della felpa blu che indossava, e lo accompagnò con irruenza verso la parete, e lo "sbattè", su essa per poi urargli al colmo dell'ira.
-TU E LA TUA FOTTUTISSIMA BOCCA, COME TI SEI PERMESSO DI URLARE QUELLE TERRIBILI COSE A NICK EH? CHI TI HA DATO IL DIRITTO DI FARLO! COME HAI OSATO STRONZO!-
Kevin si liberò dalla sua forte presa e controbattè con una punta di strafottenza nella voce.
-E così Nick te ne ha parlato? ha fatto presto vedo!-
Brian ribattè:
-TU SEI SOLO UNO STRONZO, CHE CAZZO VUOI DA ME, MA SOPRATTUTTO DA LUI, CHE BISOGNO AVEVI DI URLARGLI QUELLE COSE EH! PER COLPA TUA, E DELLA TUA FOTTUTISSIMA BOCCA NICK HA PIANTO QUASI TUTTA LA NOTTE!
-Oh davvero? Sai quanto cazzo me ne frega!-
-A ME FREGA MOLTISSIMO! TU SEI SOLO UNO STRONZO, MENEFREGHISTA E INSENSIBILE, COME HAI OSATO FERIRLO, TI DIVERTI TANTO A TORTURARLO A QUEL MODO EH? CERCA DI FICCARTELO BENE IN TESTA KEVIN IO LO AMO. LUI MI AMA SIAMO FELICI INSIEME, E QUALUNQUE COSA TU DICA O FACCIA, NON METTERA' UNA CREPA NEL NOSTRO RAPPORTO HAI CAPITO! IO TI GIURO SULLA MIA STESSA VITA CHE SE TI AZZARDERAI ANCORA A DIRE O FARE QUALCOSA CHE POSSA FARLO SOFFRIRE DIMENTICHERO' PER SEMPRE CHE SIAMO CUGINI, SONO STATO CHIARO, NON TI AVVICINARE A LUI, STAGLI ALLA LARGA ALTRIMENTI TE LA VEDRAI CON ME KEVIN SCOTT RICHARDSON!-
Gli urlò le ultime parole a pochi mm dal viso, guardandolo dritto negli occhi. Per poi dargli una spinta ed uscire dallo studio sbattendo violentemente la porta.
Una volta che Brian fu scomparso dalla sua vista, Kevin sospirò dette un calcio al mixer, e con rabbia esclamò:
-Arriviamo anche alle minacce adesso, sai che ti dico Brian, fai come cazzo ti pare, ma non venire da me se ti succederà qualcosa. Di Nick non mi fido e non mi fiderò mai, mai e nessuno, ripeto nessuno potrà farmi cambiare idea.Io volevo solo aiutarti Brian, ma soprattutto proteggerti.-
*§*§*§*
La mattina e il restante pomeriggio, erano trascorsi lenti per Brian, che chiuso nella sala di registrazione all'interno della villa, si stava dando da fare, per mettere giù qualche strofa, per comporre una nuova canzone, che sarebbe stata incisa nel prossimo album della band.
I suoi occhi blu si spostavano dal pc al mixer, cercava di mettere su, parole. Frasi ma anche di trovare musica, melodia e note giuste. Era talmente impegnato da non accorgersi che la porta dello studio si aprì lasciando entrare Nick, ancora scosso per la notte precedente. Dai suoi occhi trapelava sofferenza, mista ad amore, rabbia e odio per se stesso, ma soprattutto in essi albergava la paura, il timore che un giorno le cose che gli aveva urlato Kevin il giorno precedente, potessero avverrarsi, e niente e nessuno sarebbe riuscito a fermarlo. E Brian ci avrebbe rimesso. Scosse la testa, cercando di mandare via tutte quelle sensazioni che lo stavano opprimendo da un giorno intero. Adesso era lì davanti al suo compagno, che era concentrato sulla canzone che stava mettendo giù, ormai da due giorni. Dio sarebbe stato ore ed ore lì fermo, immobile e quieto, a guardarlo. Fissarlo, e ad esplolare con i suoi occhi, ogni lineamento, ogni dettaglio, anche quello più minuscolo di quel perfetto viso che da quasi due settimane aveva cominciato ad amare. Dentro di lui i sentimenti, l'amore profondo e incondizionato che aveva provato per Mark, adesso sembrava che si fosse assopito per l'eternità, forse era merito degli antidepressivi che doveva prendere ogni santissimo giorno, forse era merito di quell'anno passato a soffrire in silenzio, in quell'anno costretto dal proprio psichiatra a ricordare ogni singolo episodio, sia bello che brutto passato con Mark. O magari era merito dell'amore intenso e profondo che Brian provava per lui. Nick non lo sapeva, l'unica cosa di cui era certo, era che lì con lui c'era Brian, il suo Brian quel ragazzo amato in silenzo per 4 anni, solo lui, nessun'altro e in quel momento era ciò di cui aveva bisogno più di chiunque altro. Sorrise debolmente, continuando a non togliergli gli occhi di dosso, voleva andare da lui, sedergli accanto, guardarlo da vicino mentre lavorava. Baciarlo e abbracciarlo. ma non voleva disturbarlo per niente al mondo. Quindi decise di rimanere lì a osservarlo ancora per un paio di minuti, per poi uscire e apparecchiare la tavola.
In quel preciso istante un attento Brian, distolse lo sguardo da ciò che stava facendo, alzò il volto e vide il suo Nick, che indossava una canottiera bianca attilata, e un paio di jeans a vita bassa, neri stracciati alle ginocchia e a metà coscia. I suoi piedi erano nudi, e riposavano sul parquet marrone chiaro, mentre i suoi capelli erano un pò spettinati. Brian sorrise:
-Nicky da quanto tempo sei lì?-
Nick lo guardò dritto negli occhi avvicinandosi. Brian notò in quegli occhi che tanto amava, una strana luce mista ad amore e a desiderio, rispose a quello sguardo. poi, non appena il biondino si sedette rispose alla domanda:
-Da poco Bri-
-Non te l'ho detto a pranzo, ma sono andato da Kevin-
Nick si allarmò:
-Perchè?-
-Come perchè? Per te Nicky, perchè ti ha fatto soffrire-
Il biondino scosse la testa rispondendo.
-Non dovevi farlo Brian, non dovevi-
-E perchè?-
- Perchè adesso Kevin ce l'avrà anche con te! A causa mia hanno sofferto parecchie persone tra cui due erano quelle più importanti della mia vita! una era Mar...Mark e l'altra eri tu! Si proprio tu Brian ti ricordi che ti ho fatto eh? Ancora non riesco a capire perchè nonostante tutto tu mi ami. Non voglio che per colpa mia tu soffra di nuovo non vogl...-
Le parole di Nick vennero fermate dalle labbra e dalla lingua di Brian, al quale lui non resistette.
Si staccarono e prima che il biondino proferisse parola lui parlò:
-Nick, basta con il passato okay?! Ormai è acqua passata. Non mi importa quello che è successo quella sera, perchè io ti ho sempre amato. Inoltre sapevo che quello non eri tu, non eri il mio Nicky, non eri il mio vecchio e caro Frack, non eri tu, Nick. Mettitelo bene in testa! Il ragazzo che adesso mi è di fronte è il Nick che amavavo, amo e amerò per sempre. Tu sei tutto per me, cerca di non scordarlo mai. Voglio solo te, ho voglia di te più di chiunque altro. Non c'è nessuno che potrà dividerci, adesso siamo solo io e te, solo noi! Ed è questo ciò che conta di più al mondo. Ti amo Nicky!-
Gli disse accarezzandogli la nuca, e avvicinandosi alla sua bocca per cercare un altro bacio che prontamente trovò. Si staccarono abbracciandosi, poi le labbra di Brian si fecero presenti sul collo di Nick, che lasciò fuoriuscire un leggero gemito di piacere, per poi contrattaccare con le proprie labbra, il collo e la bocca del suo partner, che sospirava compiaciuto ad ogni carezza ed ad ogni succhiotto. D'un tratto, la bocca di Nick fermò quello che stava facendo, per poi presentarsi all'orecchio di Brian e sussurargli sensualmente:
[Ho voglia di te...Solo di te, Brian stanotte voglio te a consumarmi il cuore, voglio te, Ho voglia di te]
Detto questo le sue mani si fecero presenti sui bottoni della sua camicia bianca, cominciando a sbottonarla. In meno di un secondo Brian si ritrovò Nick a sedere sulle gambe che continuava a baciarlo ed ad accarezzargli dolcemente, e lentamente il collo, e gli addominali ben scolpiti lisci e forti. Quella durezza lo faceva sentire al sicuro e protetto. Brian da altro canto, mentre Nick gli lavorava spalle e petto a suon di leccate e succhiottini ai capezzoli, le sue mani avevano cominciato a sganciargli i jeans, e a lasciargli morsettini sulle spalle scoperte. Di li a poco, le carezze di Nick si fecero più desiderose. le mani gli scivolarono fino all'ombellico pronte ad entrare nell'aria proibita, ma Brian lo fermò. Nick se ne rese conto, e bloccò ogni suo movimento, aprì gli occhi incontrando, il volto un pò timoroso del proprio partner, gli occhi divennero lucidi, aveva capito di aver esagerato, non doveva farlo, Brian non era pronto e si sentì profondamente in colpa.
-Scu..scusami Brian scusami io..Perdonami ti prego- deglutì il groppo che aveva in gola, fece scivolare via mani e gambe, dalle cosce del proprio compagno e ancora afflitto uscì dallo studio, a testa bassa. Brian lo vide scomparire dietro quella porta, e si sentì un completo idiota.
"Che cazzo fai Brian, che combini! Perchè lo hai fermato, perchè lo hai fatto. Tu lo ami, vuoi unirti a lui perchè mai rifiutarlo a quel modo..sei uno stupido Brian, stupido!"
I piedi nudi di Nick avevano da poco solcato l'ingresso della camera. Chiuse la porta sbattendola leggermente, accese l'impianto hi-fi non badando a chi cantava, o a chi parlava, e si gettò sul letto dandosi colpe su colpe, cominciando a spogliarsi, aveva bisogno di farsi una doccia.
*§*§*§*
Dopo 2 minuti Nick, con indosso il suo accappatoio verde, uscì dalla camera trovandosi davanti Brian, che rimasto alquanto colpito dal petto lievemente scoperto del proprio partner non riusciva a spiccicare parola, fu Nick che lo riportò sulla terra:
-Brian-
Il ragazzo udendo la sua voce. Ritornò in sè, spostò i suoi occhi dall'addome, al volto del biondino e parlò.
-Nick io...-
Nick gli sorrise dolcemente e con voce gentile sentenziò:
-Non importa Bri, non importa...sono stato troppo precipitoso, mi dispia...-
Le labbra di Brian lo ammutolirono, lui rispose al bacio, ma nel momento in cui le mani di lui esitanti cercavano di slacciargli l'accappatoio. Nick trattenendo a fatica i mugoli di piacere, che fuoriuscivano dalla sua bocca ad ogni succhiotto, lo allontanò delicatamente da sè. Mormorandogli:
-No..lo sò che non vuoi Brian-
Detto questo, gli voltò le spalle entrò in bagno, chiuse la porta dietro di sè, accesse la doccia e non appena l'acqua si fu riscaldata entrò.
Brian sentiva l'acqua scrossciare sulla pelle morbida e sul corpo perfetto di Nick.
Non ce la faceva più, desiderava con tutto se stesso essere quella acqua.
Desiderava essere ogni singola goccia che scivolava su di lui. Non poteva rinunciarci. Lo amava, lo bramava come nessuno mai. All'improvviso il timore lasciò il posto alla passione, al fuoco, all'amore ma soprattutto al desiderio di diventare tutt'uno con lui. Le sue gambe cominciarono, a muoversi fino a raggiungere la porta del bagno. Vedeva il vapore dell'acqua fuoriuscire da sotto di essa, la sua mano tremante girò la maniglia. ed entrò. Non appena i suoi piedi solcarono quella soglia il suo corpo venne avvolto dal vapore, vide le pareti di vetro del box doccia appannate. Oltre quell' opacità, scorse il corpo nudo di Nick, che si muoveva sensualmente mentre le proprie mani si accarezzavano ogni cm di corpo.
"Ti voglio Nick, ti voglio più di ogni altra cosa al mondo" i sui battiti cardiachi aumentaro sempre e sempre di più. Lo vedeva muoversi, vedeva quell'acqua scorregli addosso e non capì più niente e così com'era ovvero in camicia e jeans, aprì il box doccia, ed entrò chiudendo.
Nick udì lo "scatto", si voltò e incontrò gli occhi di Brian.
-Brian ma che...- in quel preciso istante dallo stereo giunsero le prime parole della canzone delle T.A.T.U ovvero "All About Us".
"Theyyy sayyy, don't trust You, Me, We Us..."
Brian si avvicinò a Nick per baciarlo...
"So We'll fall We must cause You, Me.."
Le sue forti mani gli afferrarono le braccia e lo spinsero verso la vetrata del box doccia, Nick lo allontanò.
-Non lo vuoi fare Br...-
"And It's all about, it's all about..It's all about Us (All about Us)
-Stà zitto e baciami Nick-
"It's all about. All about Us (all about Us) There's a theme that They can't touch..."
La presa di Brian si fece sentire ancora con più irruenza sulle braccia di Nick. Che con la schiena raggiunse la parete di vetro. le labbra di lui si unirono alle sue. La lingua di Brian cominciò ad entrare con un irruenza e desiderio indomito.
Nick non fece niente per contrastarla.
"'Cause Ya know (ah ah) It's all about Us (all about Us)
It's all about. All about Us, all about Us."
Adesso le mani del biondino, sbottonarono la camicia bianca di Brian, il quale con una leggera scrollata di braccia, la fece scivolare via. E infine cadere a terra.
"We'll run away if We must. 'Cause Ya know! It's all about Us (It's all about Us)
It's all about love (It's all about Us). In You I can trust (It's all about Us)
It's all about Us"
Le mani di Nick adesso si fecero più forti...
"Iif They huuurt Youuuu. They huuurt Meee toooooo.."
Afferrò il compagno per le spalle e lo mise al posto suo, continuando a baciarlo con foga.
"Sooo We'll riiise uup. Wooon't stop..."
Si accarrezzavano colmi di desiderio e passione. Si volevano, si desideravano troppo.
"..And it's all about. it's all about, It's all about Us (all about Us)
It's all about All about Us (all about Us)"
le mani di Nick si presentarono sull'agganciatura dei jeans del compagno. Sganciò il bottone con un pò di timore, quasi retrasse la mano. Brian se ne rese perfettamente conto, gliela afferrò e la condusse là, dove dapprima, si stava dirigendo.
"There's a theme that They can't touch
'Cause Ya know (ah ah) It's all about Us (all about Us)
It's all about. All about Us, all about Us.
Brian aveva i jeans, completamente calati giù. Abbracciò Nick spingendolo verso la parete opposta continuando a baciarlo a leccarlo, e a dargli succhiotti al collo e ai capezzoli. Nick era in preda all'eccitamento non capiva più niente, non sapeva contro che cosa la sua schiena andava a scontrarsi, lui percepiva solo l'addome, il petto, lo stomaco, il membro da dentro un paio di boxer neri, e le mani del suo partner che gli premevano contro.
We'll run away if We must. 'Cause Ya know! It's all about Us (It's all about Us)
It's all about love (It's all about Us). In You I can trust (It's all about Us)
It's all about Us"
Brian lasciò scivolare via i propri pantaloni da sotto i piedi, sotto i boxer il suo gioiellino si era svegliato e fremeva per far capolino ed incontrare il proprio vicino. Entrambi erano in preda all'ectasy. Brian leccava ogni cm del corpo del biondino, che controattaccava con la stessa moneta.
Brian fece cadere i propri boxer. Si schiacciò ancora di più su Nick, spingendolo.
"They don't know, they can't see, who we aaareee..Fear is the enemy..."
Il ragazzo percepì il membro di Brian irrigidirsi, sul suo stomaco. avvertì una mano del compagno afferrargli il membro, e tremante per l'emozione cominciò a massaggiarglielo e a stringergli i gioielli di famiglia con veemenza.
Hold on tight. Hold to Me 'Cause toniiiight"
Nick cominciò a gemere e a gemere di piacere, stringendosi a Brian, sentiva il suo respiro voglioso alle orecchie, percepiva il suo corpo bagnato, strusciarsi sopra il suo.
"It's all about us, it's all about Us, All about Us...There's a theme that They can't touch
'Cause Ya know (ah ah), It's all about Us (all about Us) it's all about Us (all about Us) It's all about.."
Il cuore gli batteva all'impazzata, come se per lui fosse la prima volta. Si lasciò scivolare tremante per l'eccitamento, sulla parete, fino a incontrare con il sedere il pavimento del box.
"All about Us (all about Us) There's a theme that They can't touch
'Cause Ya know (ah ah) It's all about Us (All about Us.."
Brian lo seguì. Stava per baciarlo, ma Nick lo anticipò baciandolo, poi cominciò a gattonare, e lui invece a strisciare di fondoschiena verso la parete del box che aveva dietro.
Non appena le spalle, giunsero a destinazione, lui con ancora le labbra di Nick incollate alle sue, si alzò. In quel preciso istante Nick, si staccò dalla sua bocca passandogli le labbra sul mento, mentre le mani bagnate in sincronia, inziarono ad accarezzargli la nuca. Le guance e il collo. Fino a raggiungere i fianchi.
Lo spinse ancora verso la parete, la lingua cominciò a scivolargli fino ai capezzoli.
In quei pochi secondi, che per Brian sembravano un eternità, Nick raggiunse con le ginocchia il pavimento. La sua bocca decise di afferargli il membro. Brian cacciò un urlo di piacere atomico.
Si dimenava dal piacere, stava quasi svenendo era al limite ormai. I suoi gemiti si facevano sempre e sempre più forti, alla fine percepì che il suo liquido stava per uscire.
-Ah Nick..Oddio Nick oh my god Nick ah ah..sta per uscire sta per...-
Nick allora udendolo cominciò a succhiare e a succhiare.
"It's all about Us (all about Us) It's all about Us
All about Us (all about Us)"
Brian era impazzito, voleva entrare, dentro di lui lo voleva a tutti i costi.
Lo staccò da sè con delicatezza, poi lo raggiunse sul pavimento. Lo baciò con foga.
Lo fece voltare, poi gli dette una leggera spinta Nick si ritrovò a 4 zampe.
In quel preciso istante, Brian si portò proprio sulla rotta del suo didietro, si piegò leggermente sopra di lui, si sorresse, come poteva alla parete del box che aveva di fianco, e cominciò a spingere, e spingere, Nick inarcò la testa. Dalla sua bocca cominciarono ad uscire delle urla di godimento assoluto. Brian entrò non appena percepì i muscoli del suo partner sciogliersi aprendogli la via.
"We'll run away if We must 'cause ya know (ah ah)"
Entrava e usciva con con veemenza mista ad un pò di violenza, Nick gemeva e gemeva e Brian faceva lo stesso, raggiunsero l'apice insieme, ma non ci fu tempo per riprendersi, perchè era arrivato anche il turno di Nick, che percorso dai brividi, si voltò verso Brian, lo guardò dritto negli occhi sorrise dolcemente. Lo baciò. Si staccò. Lo fece distendere, gli accarezzò ogni mm del corpo, lo baciò. Gli lasciò succhiotti e morsettini poi infine, lo fece alzare, e voltarsi di spalle continuando a baciarlo. Non appena l'addome di Brian fu attaccato ad un altra parete del box, Nick si strinse a lui.
"It's all about Us (all about Us) It's all about
All about Us (all about Us)"
Brian percepì il sesso, farsi strada tra le sue chiappe, mentre le mani del propriop ragazzo erano presenti sul suo stomaco. Le labbra e la lingua del biondino gli passeggiavano per il collo e l'orecchio, dove all'improvviso gli mormorò:
-Ti amo-
In quel preciso attimo Brian perse un battito, e in quell'istante Nick penetrò dentro di lui,
Brian inarcò la testa, la bocca si aprì e lanciò un urlo di godimento assoluto.
"We'll run away if We must
'Cause Ya know (ah ah) It's all about Us)"
I suoi occhi si muovevano lentamente in su e giù, a destra e a sinistra chiudendosi ogni tanto. gemeva, mentre le mani completamente aperte si schiacciavano su quella vetrata come anche il suo petto. lasciandoci il segno.
Nick entrava e usciva con una dolcezza inverosimile, ma anche con irruenza.
-Ah..ah Si Nick..ah..ahhh oddio ah ah ah-
"It's all about Us (It's all about Us)
It's all about love (It's all about Us)"
Nick penetrò un'altra volta, poi entrambi raggiunsero il paradiso.
"In You I can trust (It's all about Us)"
Un urlo implose dentro di loro. Per poi presentarsi nelle loro bocche ed esplodere fuori.
"It's all about Us"
Nick uscì da lui.
Tutti e due collassarono l'uno accanto all'altro, i loro corpi erano invasi dagli ultimi tremori di sovraeccitamento. Uno spasmo colpì entrambi.
"It's all about Us"
La canzone terminò.
I due innamorati, si guardarono. Si sorrisero, avvicinarono i propri volti, e infine le labbra che, dopo aver giochicchiato un pò tra loro, si unirono di nuovo in un magnifico e tenero bacio colmo di amore.
Non appena si staccarono, si sorrisero nuovamente.
Si alzarono, e mano nella mano chiusero la doccia, e così com'erano, uscirono dal bagno.
Si diressero in camera, e crollarono sfiniti, esausti e contenti sul letto, dove abbracciati si addormentarono.
CAPITOLO 12
Un mese dopo, ore 7am.
Le narici di un dormiente Nick, vennero invase dal profumo intenso e delicato del caffè mattutino, che sembrava pian piano avvicinarsi. Si voltò verso la direzione da cui quell'odore si faceva più forte. Il suo volto si scontrò prepotentemente con i primi raggi solari che filtravano dalla finestra. Le palpebre, percependo quel timido e tiepido tepore cominciarono a tremare fino ad aprirsi.
In quell'istante, in quell'attimo i suoi occhi azzurri incontrarono la figura non molto nitida del proprio ragazzo. Chiuse gli occhi per un istante. Li riaprì, adesso il suo Brian lo vedeva benissimo. Sorrise dolcemente, stava per dirgli "buongiorno" ma le labbra di lui lo fermarono, incontrandosi con le sue.
Appena staccati Brian:
-Giorno sweetheart dormito bene?-
Nick abbozzò un sorriso, poi rispose:
-Si, solo che mi sei mancato-
-Bhè adesso sono qui-replicò, deponendo il vassoio portavivande che teneva tra le mani. Dove vi erano due tazze di cappuccino direttamente creato da una macchina per il caffè, italiana, due bicchieri con spremuta d'ariancia fresca, due bomboloni strapieni di crema comprati alla pasticceria più In di tutta Malibù, vicino al loro quartiere. Tovagliolini di carta azzurro ghiaccio, e per finire, e completare il tutto, un fiore appena sbocciato di gardenia. Che emanava un profumo molto dolce, intenso e delicato, che Nick adorava, era quasi afroidisiaco per lui.
Le labbra di Brian si depositarono sul collo del proprio compagno, per poi risalire e raggiungergli la bocca. Le braccia di Nick avvolsero la schiena di lui, la mano destra gli accarezzò i capelli mentre l'altra, la schiena, e Brian faceva lo stesso con lui. Non appena quest'ultimo si staccò delicatamente da Nick, lui lo afferrò per il braccio, voleva altri baci, qualche coccola e forse qualcos'altro che Brian intuì perfettamente. Lo baciò, gli sorrise guardandandolo, poi si sedette sopra il suo stomaco a gambe divaricate, lo baciò di nuovo, poi gli disse:
-Sei un pò troppo ingordo Nicky lo sai?-
Nick sorrise ammiccante, poi parlò:
-Briiiii sei tu che mi vizi, lo sai! Non posso farne a meno!-
-Oh Dio Nick, sei insaziabile, l'abbiamo fatto quasi tutta la notte-
-E allora, perchè no di prima mattina eh, daiii...-controbattè sensualmente, alzandosi e cominciando a baciargli il petto, il collo, leccargli l'orecchio. E infine raggiungerli le labbra. dove un bacio si presentò.
Si baciarono, le loro lingue giochicchiavano tra loro, poi si allontanarono e Brian:
-Nicky devo andare agli studios lo sai, oggi è il mio ah...-
Non riuscì a terminare la frase, perchè la mano destra desiderosa di Nick, si era presentata dentro i suoi boxer, mentre le sue labbra continuavano a baciarlo quasi dapertutto, fino a raggiungergli l'orecchio e sussurargli desideroso:
[Lo sò, lo sò Bri lo sò..ma loro possono aspettare, io non posso aspettare, Brian non posso]
Gli lasciò un succhiotto sul collo.
Brian gemendo fievolmente, fermò Nick:
-Nicky devo an..and ah..ah-Nick non gli faceva finire neanche una frase. Continuava imperterrito a massaggiarglielo e a baciargli il collo. Poi sulla bocca. Poi di nuovo all'orecchie, dove gli sussurava voglioso:
[Stai un' altro pò con me Brian..Ti prego, è ancora presto]
Brian voleva andarsene ma il suo compagno ci sapeva fare, sapeva sedurlo e convincerlo a fare quasi tutto quello che voleva lui. E questo ne era un caso lampante.
-Nick non-
La bocca di Nick si spostò nelle parti basse. Una persuasione orale era in atto, Brian cedette al primo colpo.
-Si chi se ne frega! aspetteranno-replicò togliendosi i boxer e distendendosi su Nick per poi cominciare a baciarlo, a leccarlo quasi dapertutto. Ad ogni leccata un fremito, ad ogni bacio un brivido ed ad ogni succhiotto un gemito. Si stavano dando da fare entrambi come non mai, ognuno faceva qualcosa all'altro. Un bel gioco di squadra.
Il tutto durò all'incirca 5 minuti, poi si unirono, perdendosi entrambi nell'altro e gemendo di piacere in ogni attimo.
*§*§*§*
Una musica alta, ritmata, insistente e assordante si era impossessata del locale.
Un centinaio di ragazzi alcuni vestiti, e altri a petto nudo. Danzavano lasciandosi trasportare da quella canzone, dal ritmo persistente intitolata:
"You Think You're A Man" dei Full Frontal
che sembrava aumentare in ogni istante.
"Turn around
stand up like a man and look me in the eye.
Turn around
take one final look at what you've left behind.
Then walk away..."
Luci di diversi colori, illuminavano ad intermittenza, tutti e tutto quanto.
"from the greatest lover you have ever known.
yes walk away
you're telling me that you can make it on your own
By yourself all alone without my help
mister you just made a big mistake..."
Ogni ragazzo, non riusciva in alcun modo a fermarsi o a rallentare.
"You think you're a man
but you're only a boy
You think you're a man
you are only a toy.
you think you're a man
but you just couldn't see
You were not man enough to satisfy me..."
Nick dai capelli ribelli e selvaggi, indossava una semplice felpa non molto pesante bianca, dove sul petto vi era raffigurato, il viso di un indiano, stilizzato in nero. Un paio di jeans a vita bassa neri leggermenti stracciati alle ginocchia, e sotto i glutei. Ai piedi portava delle comode scarpe da ginnastica timbrate Nike bianche e nere.
Per la prima volta all'orecchio aveva un orecchino ad anello nero. e al collo una collana di caucciù dalla quale pendeva selvaggiamente un piccolo acchiappa sogni indiano.
"boy boy
boy boy
toy"
I suoi occhi azzurri, illuminati dallo spettro solare di luci, stavano fissi su quelli blu del suo partner.
"Shut the door
take a look around and tell me what you find.
Shut the door
take a giant step for you and all mankind.
Then don't come back
I always gave you so much more than you deserve..."
Brian, che indossava una semplice maglia nera, brizzolata di bianco, un paio di jeans a vita bassa, stracciati alle caviglie. Chiari, sfumati di bianco, e scarpe da ginnastica bianche, con tre strisce nere ai lati.
"No don't come back
'cause no one makes a fool of me
You've got a nerve to walk away
mark the words I'm gonna say
Mister you just made a big mistake..."
Entrambi gli amanti si sorridevano.
"You think you're a man
but you're only a boy
You think you're a man
you are only a toy.
you think you're a man
but you just couldn't see
You were not man enough to satisfy me..."
Si baciavano e abbracciavano, anche se intorno ballavano un centinaio di ragazzi chi in coppia e chi no, era come se non ci fossero. In pista c'erano solo loro due nessun altro.
Nick si avvicinò provocante a Brian per dargli un'altro bacio, che non venne respinto anzi, tutt'altro.
Non appena si staccarono, si persero l'uno nello sguardo dell'altro. Si sorrisero, poi continuarono a ballare e a ballare facendosi completamente avvolgere da quella musica.
"ha ha ha ha ha ha ha
where are the men
oh yeah
get on outta here..."
I loro corpi, a poco a poco furono ancora più vicini. Si abbracciarono continuando a baciarsi. Non appena le loro labbra si allontanarono, Nick prese con delicatezza la mano destra di Brian e la condusse, sul proprio fondo schiena, Brian lo palpeggiò, poi spinse il prorio linguine sul cavallo dei jeans del partner, per poi condurre una sua mano sulle parti basse.
Nick sorrise ammicante.
"You think you're a man
but you're only a boy
You think you're a man
you are only a toy.
you think you're a man
but you just couldn't see
You were not man enough to satisfy me..."
Entrambi avevano voglia di farlo, bramavano nel farlo. Brian avvicinò la bocca all'orecchio sinistro di lui dicendogli voglioso:
-I wanna fuck You like an animal!-
Il biondino sorrise, gli avvicinò le labbra al collo dove vi lasciò un succhiotto. Poi lo risalì leccandolo, fino a giungere all'orecchio, glielo mordicchiò, stava per dirgli qualcosa, quando all'improvviso un ragazzo del gruppo che gli ballava dietro, lo urtò bruscamente.
"Shut the door
take a look around and tell me what you find.
Shut the door..."
-Scusa- rispose
-Stà più atten...-Nick si bloccò improvvisamente.
"Take a giant step for you and all mankind.
Then don't come back
I always gave you so much more than you deserve
La voce che aveva udito gli sembrava familiare, e molto anche. Si voltò incontrando, una persona. un ragazzo che conosceva molto bene.
"No don't come back
'cause no one makes a fool of me
You've got a nerve to walk away
mark the words I'm gonna say
Mister you just made a big mistake..."
Deglutì la saliva, il cuore perse un battito. Il passato ritornò di colpo abbattendolo. No, non poteva essere lui, era impossibile, di sicuro aveva avuto un allucinazione. Era proprio così, o forse no? No. Non lo era assultamente perchè quella schiena l'avrebbe riconosciuta fra mille e milioni, i suoi capelli erano scuri come la notte, il suo didietro era da sballo. Era lui.
"No non può essere no!"pensò tremante
le sue labbra iniziarono a tremare, l'aria cominciò a mancargli, sospirò e dalla sua bocca uscì fievolmente un nome, quattro lettere che per lui avevano singnificato tutto.
-Mar..Mark!-
"You think you're a man
but you're only a boy
You think you're a man
you are only a toy..."
Il ragazzo che gli dava le spalle, non l'aveva udito, ma si sentiva osservato, percepiva gli occhi di qualcuno addosso, quindi si voltò.
"you think you're a..."
In quel preciso istante i suoi occhi blu, si scontrarono con quelli azzurri di Nick.
ad entrambi il cuore decise di smettere di battere, per poi aumetarne di colpo i battiti. Il passato colpì entrambi, Nick venne schiacciato da esso. Gli mancò il respiro. I suoi occhi si fecero lucidi. Non riusciva a parlare, non riusciva a muoversi era bloccato. Brian che aveva smesso di ballare, si accorse che il suo ragazzo stava osservando, assente il tipo che gli era di fronte.
Si avvicinò, stava per proferire parola, quando davanti ai suoi occhi si presentò la figura di Mark.
-Che cazzo ci fai tu qui!-esclamò istintivamente
Mark non rispose. I suoi occhi continuavano a fissare quelli di Nick e viceversa.
Il silenzio era piombato tra di loro. La musica rimbombava, ma nessuno dei tre riusciva a sentirla, come non riuscivano a vedere intorno a loro, tutti quei ragazzi ballare senza tregua.
In quella quiete dell'animo, solo il cuore risuonava con i suoi battitti che aumentavano in ogni istante. I ricordi belli e brutti che Nick aveva avuto con Mark, implosero dentro di lui come una bomba, per poi esplodere fuori dal suo cuore distruggendolo per l'ennesima volta.
Il nulla lo avvolse, la freddezza, la rabbia e la disperazionre riapparvero dentro di lui.
Scosse la testa. Abbassò il volto e si fece largo tra la folla danzante, per poi uscire velocemente dal locale.
Brian voleva seguirlo, ma si prese pochi secondi, per squadrare Mark da capo a piedi, e avvicinarsi a lui per dirgli all'orecchio.
-Stai lontano da lui o te la vedrai con me!-
Gli dette una spallata e raggiunse il compagno fuori, ma non lo trovò.
Provò a chiamarlo, a guardarsi intorno ma c'era troppa gente, c'era troppo caos, e la musica proveniete dal locale stesso e da quelli nei dintorni ne eclissavano la voce.
"Dove sei sparito Nick"pensò
Scosse la testa, e senza farselo ripetere due volte, saltò nella propria auto. Per andarlo a cercare. mentre, la rabbia nei confronti di Mark cominciò a farsi largo nel suo cuore.
*§*§*§*
Sei ore dopo.
la porta della villa Carter & Littrell, si aprì lasciando entrare un ombra dai lineamenti maschili.
Quella figura, solcò l'ingresso, chiudendo la porta. Cercando di fare il minimo rumore possible e si diresse in cucina, dove la sua mano destra, afferrò la maniglia del frigorifero tirandosela verso di sè, e l'aprì.
La luce proveniente dall'elettrodomestico, illuminò quella sagoma maschile. Era Nick.
Il ragazzo era sconvolto, dai suoi occhi azzurri arrossati non trapelava nessuna emozione positiva. Il suo sguardo fissava l'interno del frigo in cerca di un qualcosa da mangiare, o da bere per sfogarsi, ma non c'era niente che gli interessava. Abbassò il volto ancora sconvolto, chiuse in malomodo il frigo, voltò le spalle alla cucina, e si diresse a passi lenti e pesanti al piano di sopra, dove il letto lo attendeva.
In quelle sei ore passate a vagare in preda alla disperazione, per quasi tutta Malibù Nick non era riuscito in alcun modo a togliersi il volto. Gli occhi che tanto aveva amato, e il corpo di Mark dalla mente. E con esso anche tutti i ricordi belli e brutti che aveva condiviso con lui. Si era sforzato in tutti i modi a lui consoni di rigettarli nella parte più oscura e nascosta del cervello, ma si era rivelato tutto vano.
La gioia passata con lui, il dolore per tutto il male che gli aveva fatto, la rabbia nei confronti di Sean e dello stesso Mark, perchè era stato lui, quello che lo aveva spinto a mettere la parola "fine" alla loro relazione. E all'amore profondo e incondizionato, che aveva provato per lui. E che forse tutt'ora provava. Perchè legato ancora al passato. Gli ardevano in petto.
Quei sentimenti, ai quali per un anno intero, lui aveva lottato per farli rimanere. Ma che poi aveva irrimediabilmente perso. Adesso, avevano dato inizio ad una nuova guerra. Si erano impossesati completamente di Nick, non poteva più sfuggire da loro. Doveva di nuovo combattere. Doveva farlo, perchè adesso nella sua vita c'era Brian e non voleva perderlo, non voleva assolutamente perderlo. Voleva a tutti i costi farsi una nuova vita con lui.
In quelle sei ore interminabili di lotta, ancora in atto. Aveva deciso, che non avrebbe mai lasciato che quel passato che tanto gli aveva fatto del male. Riuscesse a trascinarlo di nuovo con sè, affogandolo in tutto quel dolore che ormai si stava facendo largo dentro di lui. Lui voleva stare con Brian, lo amava. Mark adesso non significava più niente per lui, o forse si? Nick non la sapeva, dentro lui la confusione sopraggiunse. Scosse la testa, per scacciare i dubbi che stavano nascendo. Aprì la porta di camera. Il suo ragazzo era lì, sotto le coperte che dormiva come un angioletto. I suoi occhi azzurri lo fissarono per un paio di istanti, poi si tolse i vestiti che aveva indosso, si infilò sotto le coperte, e voltò il viso, verso quello dormiente di Brian.
Con mano tremante gli accarezzò lievemente la guancia, stava per sussurargli "Ti amo"
quando i sentimenti assopiti per Mark, decisero di farsi vivi di nuovo. Nick retrasse la mano.
"Vattene Mark, vattene non ne voglio più sapere di te, vattene! Lasciami in pace! Io amo Brian, amo lui adesso...Io amo.."
Il suo pensiero venne, interrotto da lui stesso, che distolse lo sguardo dal volto del partner, per indirizzarlo, al primo cassetto del suo comodino. Lo guardò per un minuto, deglutì la saliva.
Mark si ripresentò dentro di lui, che d'istinto, allungò debolmente la mano, che lo condusse alla maniglia del cassetto, lo aprì. Si mise a sedere sul letto. Guardò dentro, e vide il braccialetto che aveva regalato a Mark. Lo prese tremante, stringendoselo debolmente tra le mani per poi portanselo al petto. Chiuse il cassetto. I suoi occhi si fermarono a fissare quel bracciale.
[Mark..Io ti odio Mark]Mormorò stringendolo con violenza, stava per scaraventarlo a terra, lo stava per fare. Ma non ci riuscì.
Chiuse gli occhi, depose la fronte su quel bracciale, per poi portarlo al naso, dove le narici anche se debolmente percepirono l'odore di Mark. Nick venne avvolto da un magone allo stomaco.
Il cuore perse un battito. L'aria sembrò mancargli. La guerra che tutt'ora gli bruciava dentro, sembrò indebolirsi annientandogli le difese. l'amore che provava per lui, trovò un piccolo spiraglio nel suo cuore sofferente. La fragilità lo avvolse, e senza pensarci, dette un leggero bacio al bracciale.
"Marky..."
Deglutì la saliva insieme al groppo che gli si era formato in gola. Sospirò, e con mano tremante, si mise il braccialetto al polso sinistro.
CAPITOLO 13
"I don't love You
Like I loved You
Yesterday..."
(I Don't Love You - My Chemical Romance)
Villa Littrell & Carter
ore 10am
Sabato.
Brian era chino sul tavolo e stava versando il latte fresco, sulla tazza colma di cereali.
Quando la sua attenzione venne catturata dall'arrivo di Nick: che indossava jeans a vita bassa neri, e camicia bianca, leggermente sbottonata lasciando intravedere un pò di petto. Ai piedi portava un paio di scarpe da tennis in padan con gli abiti che indossava, i suoi capelli erano sparati in aria, creando una sorta di cresta non molto alta.
Brian rimase incantato a guardarlo. Stava per versare il latte sul tavolo, quando Nick lo riportò sulla terra evitando l'imminente disastro.
-Giorno My love!-
Brian ritornò sulla terra e rispose:
-Morning Sunshine!-
Entrambi si baciarono, poi Nick si diresse verso la mensola per prendersi la propria tazza, per poi porla sul tavolino. Prendere la scatola dei suoi cereali preferiti. Versali dentro, e poi concludere il tutto con il latte. Si sedette sulla sedia che dava proprio di fronte a dove sedeva il suo compagno.
Sorrise. Brian gli passò un cucchiaio, Nick lo prese e senza farselo ripetere due volte lo tuffò nella tazza. Prese il contenuto e se lo portò alla bocca. E cominciò a mangiare seguito a ruota dal compagno, che non gli toglieva gli occhi di dosso. Voleva sapere a che ora era tornato, e dov'era stato, ma per uno strano motivo non riusciva a spiccicare parola.
Nick non poteva fare a meno di sentirsi gli occhi di lui addosso, e la cosa lo stava mettendo a disagio. Inoltre all'interno della villa c'era un silenzio tombale. Pesante che lo metteva ancora di più in difficoltà. Non sapeva come uscirne. Sussultò quando scorse, lo sguardo di Brian sul suo polso sinistro. Il bracciale era ancora lì, non se lo era tolto, era coperto dalla manica della camicia, ma non era impossibile notarlo. e Brian che era solito carpire ogni suo dettaglio, quello del bracciale non gli sarebbe sfuggito. Infatti prima che Nick togliesse il braccio dal tavolo Brian si fece sentire.
-Nick, quel bracciale è quello che regalasti a Mark?-
Colpito e affondato. Nick andò nel panico. Vedeva gli occhi del proprio partner, fissarlo cercando di non far trapelare la gelosia e la rabbia che stava sentendo dentro di sè. Ma era tutto inutile perchè Frack conosceva molto bene il suo Frick, però doveva in un qualche modo rispondere alla domanda che gli aveva posto, pochi istanti fà.
Deglutì la saliva, sorrise leggermente è parlò:
-Ti sbagli, non è quello che gli ho regalato, voglio dire è simile ma non è quello.
Il mio psicanalista me lo ha fatto gettare via, insieme all'anello, per aiutarmi a dimenticarlo!-
Brian era sicuro che stava mentendo, però decise di credergli.
Gli sorrise e cambiò discorso.
-Stasera che piani hai?-
Nick prese un altra cucchiaiata di cereali, inghiottì e rispose:
-Ma non saprei, tu che vorresti fare?-
Brian sorrise:
-Che ne diresti di andare a Pittsburgh al Babylon-
Nick sgranò gli occhi. Il Babylon era il locale gay più cool d' America non c'era mai andato prima.
-Wow, è un ottima idea!-esclamò sorridendo
-Sapevo che ti sarebbe piaciuta-
-Altro che, quando partiamo?-chiese entusiasta.
Brian sorrise, lo guardò e rispose:
-Prima andiamo a fare la spesa, dato che siamo a corto con i viveri. Facciamo un pò di shopping, torniamo qui. Pranziamo, poi alle 3pm in punto partiamo, ti và?-
Nick annuì. Portò alla bocca l'ultima cucchiaiata di cereali, bevve il latte rimasto nella tazza, e si alzò dalla sedia, dicendo:
-Allora coraggio, muoviti Honey, prima facciamo compere è meglio è! Prendiamo la mia spider, ti aspetto in auto!-lo baciò sulle labbra, e uscì.
Brian scosse la testa divertito. Sorrise dolcemente, terminò il proprio latte, e con indosso i boxer blu aderenti non troppo, raggiunse i piani di sopra dove si vestì.
*§*§*§*
Erano le 11am:
Nick e Brian erano tranquillamente seduti al tavolino della gelateria nel centro commerciale.
Era un luogo ampio e spazioso. Il pavimento aveva delle piccole mattonelle di colore blu metallizzato, brizzolate di bianco che attiravano a sè molta luce.
Il soffitto era azzurro cielo. Mentre, i tavolini rotondi, di un inteso colore bianco, con strisce verticali di 1cm di colore giallo. erano sparsi per tutto il locale. Ogni tavolo aveva 4 sedie di plastica con lo stesso motivo.
In fondo al locale albergava in tutta la sua "maestosità" il bancone nero, con la zona gelato, quella yoghurt e quella frappè.
Le persone dietro ad esso erano in tutto 7: due servivano nella sezionze gelato, altri due in quella dedicata al frappè, e altri 2 nella sezione yoghurt. Il settimo era adibito alla cassa. Erano vestiti in modo molto casual.
In un tavolino che dava sulla terrazza del piano. Che si affacciava al piano di sotto, dove regnava incontrastato il reparto sportivo.
Brian stava rovistando, nelle borse della spesa appena terminata.
Davanti a lui, oltre ad esserci una banana split, c'era anche Nick, che lo guardava incuriosito, mentre le sue labbra ogni tanto si posavano sensualmente, ma anche delicatamente sulla cannuccia blu del suo maxi frappè alla banana.
-Bri, ma che stai cercando, abbiamo preso tutto no?-sentenziò Nick sorseggiando il frappè.
Brian si distolse dalla sua sfrenata ricerca, per portare gli occhi sul proprio ragazzo e rispondere:
-Sei sicuro che abbiamo preso tutto quanto?-
Nick sorrise:
-Brian, la lista l'hai fatta tu mentre andavamo. Hai comprato tutto quanto, mentre io mi destreggiavo, a cancellare tutto quello, che a mano a mano gettavi nel carrello!-
-No, ti dico che manca qualcosa!-
-Ma, ti ho detto di no! Io ho cancellato tutto quello che compravi-
-Forse hai cancellato qualcosa che non dovevi-
-Adesso è colpa mia?-
-Non ho, detto questo Nick-
-Certo come no, okay! Mettiamo avessi cancellato cose che non dovevo? Che cavolo ti mancherebbe? L'ammorbidente? L'anticalcare per la lavatrice? Il deodorante? -
-No, mancano i pomodori per fare il sugo-
Nick sgranò gli occhi.
-Tu non li hai scritti, scusa!-
-E invece li avevo scritti, sei tu che li hai cancellati!-
-Che cosa?! Non è vero!-
Brian scosse la testa, e si alzò dalla propria sedia:
-Dove vai adesso?-chiese Nick
-Secondo te? vado a comprare quello che tu hai cancellato, non ti muovere di qui, intesi-
-Okay mamma!-
Brian scosse la testa nuovamente, e si recò al supermarket del centro commerciale.
Mentre Nick decise di affacciarsi sul reparto sportivo. Da lì riusciva a vedere delle vetrine, e sperava di trovare qualcosa che li piacesse. Le guardava e riguardava quando ad un certo punto, vide uscire da uno di quei negozi Mark. Indossava, un semplice paio di jeans a vita bassa sfumati di bianco, e una maglia nera, non troppo aderente. Tra le mani teneva due sacchetti.
Il cuore di Nick perse un battito. Voleva distogliere lo sguardo, ma stranamemnte non ci riusciva era letteralmente bloccato. I suoi occhi azzurri fissavano. Scrutavano solo, ed esclusivamente lui, perdendosi. La sua volontà venne completamente annullata, dai sentimenti passati. Il cuore stava reagendo per lui, ordinandogli cosa fare. Lo vedeva camminare e raggiungere le scale mobili, i suoi occhi lo seguirono fino al suo piano, poi la visuale venne fermata da una colonna. Non sapeva dove Mark stava andando. Temeva di vederselo sbucare nella gelateria, e pregava perchè ciò non accadesse. Le sue dita erano incrociate. Passarano 5 minuti e di Mark neanche l'ombra, Nick sospirò sollevato, e tornò a sorgeggiare il proprio frappè, che non era neanche a metà.
10 minuti passarono lenti per lui, di Brian non si vedeva neanche l'ombra, e la radio del centro commerciale non stava mandando musica che lo prendeva, si stava annoiando.
Sospirò e mormorò:
[Quanto cavolo ci mette Brian per comprare i pomodori! Uffa. Sta musica poi, fà venire sonno non c'è altro, che barba!]
All'improvviso le sue preghiere vennero esaudite. La radio finalmente si decise a mandare una canzone che gli piaceva particolarmente, erano i Linkin Park con In The End.
Non appena udì la musica, i suoi occhi si illuminarono, e cominciò a cantarsela per sè. Mentre sorseggiava il proprio frappè e buttava un occhio sempre sul reparto sportivo. Era talmente preso a guardare una vetrina, dove albergava una felpa da sballo, da non accorgersi che qualcuno si era avvicinato al suo tavolo, e lo stava guardando, fu la voce di questa persona che lo destò:
-Ciao!-
Le orecchie di Nick si drizzarono. Il cuore perse un battito. Il biondino si voltò verso quella voce, incontrando il dolce viso di Mark, che gli sorrideva timidamente, mentre dai suoi occhi trapelava un forte timore. Non voleva che Nick lo mandasse al diavolo, non voleva che il ragazzo che aveva amato e che tutt'ora amava più della stessa vita, gli rifiutasse lo sguardo. Era spaventato dalla sua reazione, non sapeva che dire, era pietrificato. Il cuore sembrava volesse uscirgli dal petto.
Nick era letteralmente annullato. Non sapeva come reagire. Era intrappolato nel passato. Ogni volta che lo vedeva tutto quello per cui aveva sofferto tornava. e gli offuscava il cuore. non sapeva se lo amava o l' odiava.
I due erano lì, si guardavano negli occhi, rispecchiadosi l'uno nell'altro, da quanto tempo non succedeva. A Nick era mancato tutto ciò, e lo stesso valeva per Mark. Ma era troppo tardi per rimediare, era finita, l'iralandese doveva accettarlo, ma non ce la faceva.
"Ti amo Nick! L'ho sempre fatto"pensava
Voleva dirglielo, ma non ci riusciva, era insicuro e molto anche.
Poi alla fine qualcosa lo sbloccò. I suoi occhi intravidero il bracciale sul polso di Nick. Quest'ultimo se ne era reso perfettamente conto, ma era troppo tardi per coprilo.
Quindi decise di andarsene. Stava per alzarsi, quando la voce del suo ex lo fermò, inchiodandolo a quella sedia che comiciò ad odiare.
-Nick aspetta, per favore, devo parlarti-
Nick perse un battito, gli era mancata tantissimo la sua voce.
"No ti prego Mark fammi andare via, non posso più amarti, adesso c'è Brian io amo lui, ti prego Dio fa che non parli, ti prego"
-Io volevo solo dirti che...che-
"No Mark per favore non dirlo, non dirmi niente, mi ucciderai così ti prego, stà zitto"
-Ti chiedo scusa per tutto quello che ti ho causato-disse all'improvviso e questo fece scattare Nick.
-Adesso mi chiedi scusa Mark, adesso?-
-Ti prego Nick, cerca di capirmi!-
-No, non capisco e non voglio capire okay! Tra noi è finita mettitelo bene in testa! Perchè sei ritornato a Sligo, perchè?-
-Perchè avevo bisogno di riflettere-
-Avevi bisogno di..AVEVI BISOGNO DI RIFLETTERE! E SU COSA MARK, SU COSA? DOV'ERI QUANDO AVEVO PIU' BISOGNO DI TE? EH DOV'ERI! QUANDO LA MIA VITA E' PRECIPITATA IN UN BARATRO SENZA FONDO, DOVE CAZZO ERI MARK, DOVE!
MI HAI ABBANDONATO, MI HAI LASCIATO IN BALIA DEI VENTI, MI HAI FERITO.
E ADESSO HAI LA FACCIA TOSTA DI VENIRE DA ME, E CHIEDERMI SCUSA! TU NON HAI IDEA DI QUELLO CHE HO PASSATO PER COLPA TUA, E DI SEAN NON LO SAI.
NON SAI COSA HO FATTO! NON SAI CHE MI E' SUCCESSO-
-LO SAPREI SE TU ME LO DICESSI!-
-NON SONO COSE CHE TI RIGUARDANO, LASCIAMI IN PACE MARK! IO NON TI AMO PIU'! STO' CON BRIAN ADESSO, STO' CON LUI! E INTENDO STARCI PER SEMPRE-
Quelle parole ferirono Mark come non mai, non riusciva a crederci. Era impossibile.
Stava per arrendersi all'evidenza quando alla sua mente ritornò il bracciale, e decise di fare leva su quello. I suoi occhi blu si insediarono ancora di più in quelli di Nick, deglutì la saliva e parlò:
-Dici che non mi ami più, ma ami Brian non è così?-
Nick annuì debolmente.
-ALLORA DIMMI, PERCHE' PORTI IL BRACCIALE CHE MI HAI REGALATO!-
Nick venne spiazzato. Mark aveva centrato in pieno il bersaglio. Il biondino sentiva le lacrime salirgli alla gola. Il cuore aumetava i battiti, le sue labbra tremarono, ma le parole non gli uscirono dalla bocca.
"No ti sbagli Mark, io amo Brian, solo lui. Voglio lui, voglio stare con lui"
Mark continuava a fissarlo:
"Nick ti prego non mentire a te stesso. Non farlo, sò che mi ami ancora, me lo sento Nick. E lo sai anche tu! Io non sò cosa ti sia successo.Sò solo che siamo stati lontani un anno, ma quella lontananza, anche se non lo vuoi ammettere, ha rafforzato quello che provavamo l'uno per l'altro.
Io ti amo Nick. Ti amo più di me stesso,. e non mi importa se tu stai con Brian io riusciurò ad averti, tornerai da me Nicky, lo sò. E lo sai anche tu. solo che non riesci ad ammetterlo"
Nick sospirò, distolse lo sguardo da Mark, si asciugò le deboli lacrime che avevano deciso di fare capolino, poi ritornò a guardarlo.
-Mark io...Io non posso amarti, non posso amo Brian lo capisci. amo lui. Ti prego non farmi questo! Non farmi una cosa del genere Mark ti prego, ti prego lasciami in pace, lasc...-
Si bloccò perchè un debole singhiozzo lo travolse.
Mark sussultò, si accinse ad abbracciare un debole e fragile Nick, quando una voce a lui molto familiare lo fermò:
-Ti avevo detto, di stargli alla larga!-
All'udire la voce del proprio ragazzo Nick alzò il volto guardandolo:
-Brian ti prego andiamocene da qui, per favore-
Brian guardò Nick annuendo. Poi portò i suoi occhi su Mark fulminandolo con lo sguardo.
I ragazzo, allora decise che era meglio girare i tacchi e andarsene.
Guardò un ultima volta Nick che distolse tremante lo sguardo, e se ne andò.
Brian tenne gli occhi puntati su di lui, fino a che non scomparve dalla sua vista, ma soprattutto da quella di Nick, che si era chiuso in silenzio raccapricciante, interrotto a tratti dai suoi deboli singhiozzi.
Brian lasciò cadere i pomodori sul pavimento, ed abbracciò Nick sussurrandogli dolcemente all'orecchio:
-Scusami Nick, non dovevo lasciarti da solo, non dovevo mi dispiace-
Nick lo allontanò da sè, e con voce debole disse:
-Voglio andare a casa-
Si alzò dal tavolo e senza guardarlo negli occhi, si diresse all'ascensore che lo avrebbe condotto al parcheggio sul tetto, dove riposava serena la sua spider.
*§*§*§*
Giunsero a casa verso l'1pm, alla guida si era messo Brian.
Nick per tutto il tragitto, aveva creato un muro su tutto e tutti, e il silenzio aveva regnato incontrastato. per tutto il viaggio di ritorno. Nick si era chiuso in sè stesso, era da tanto che non succedeva, e questo cominciò a far preoccupare Brian. L'ultima volta che il suo Frack si era chiuso in sè stesso era stata un anno fà. E tutti sapevano che questo chiudersi, in cosa era sfociato. In una depressione bipolare maniacale di tipo 1. Le ricadute erano frequenti, e Brian non voleva che accadesse questo. Aveva promesso, giurato, che lo avrebbe protetto, che non l'avrebbe mai abbandonato, che sarebbe stato sempre al suo fianco, qualunque cosa accadesse. E aveva intenzione di farlo, e l'avrebbe fatto.
"Ho giurato a me stesso che ti sarei stato vicino per sempre Nick, avevo giurato di proteggerti fino alla fine. ed ho intezione di mantenere questa promessa. Non ti lascerò cadere di nuovo Nicky, non lo farò amore mio, te lo giuro"
Il suo pensiero venne bruscamente interrotto, dall'impianto hi-fi in salotto, dal quale sfociò una musica lenta e ritmata, seguita poi dalle parole.
"I didn't hear you leave
I wonder how am I still here
And I don't want to move a thing
It might change my memory
Oh I am what I am
I'll do what I want
But I can't hide
I won't go
I won't sleep
I can't breathe
Until you're resting here with me
I won't leave
I can't hide
I cannot be
Until you're resting here with me
I don't want to call my friends
They might wake me from this dream
And I can't leave this bed
Risk forgetting all that's been..."
(Here With Me - Dido)
Brian stava per parlare, ma la voce ancora triste di Nick lo fermò.
-Brian-chiamò avvicinandosi a lui, con passo lento, tenendo i suoi occhi azzurri segnati dal pianto fissi su di lui. Si fermò un'istante, al centro del salotto. Con il piede destro si tolse la scarpa sinistra, e viceversa. Brian lo guardava rapito, ebbe un fremito quando vide, la camicia che indossava, sbottonarsi a poco a poco mostrandogli il petto. La gettò a terra. Quel gesto cominciò ad eccitare leggermente Brian. Il cuore cominciò a battergli all'impazzata. All'improvviso percepì le braccia del suo compagno avvolgergli la schiena, il viso si strusciò lievemente sulla sua guancia destra. Percepì il suo respiro sul collo, e infine sull'orecchio, dove Nick gli mormorò fievole:
[Stringimi, ti prego]
Brian ancora un pò spaesato, fece come gli aveva detto.
Nick percependo quel calore, chiuse gli occhi gustandosi quel momento, sulle sue labbra affiorò un debole sorriso. Adorava come il suo Frick lo abbracciava, tra le sue braccia si sentiva al sicuro. Protetto. Si strinse di più a lui:
-Nicky amore-esclamò con voce calda e dolce
-Ti amo Brian-gli rispose a tono
Poi lentamente le sue labbra cominciarono a percorrergli il collo, mentre le mani gli accarezzavano la schiena.
Brian dopo pochi secondi, decise di rispondere a tutte quelle tenere attenzioni.
La preoccupazione che aveva nei confronti del proprio amante, scomparve, cedendo il passo al piacere, e all'amore profondo che provava per lui.
Non appena Nick, percepì le labbra e la lingua di Brian percorregli sensualmente, e bagnargli leggermente il collo, portò le sue mani sulla zip della sua felpa nera.
Si staccarono per un breve istante, Brian si tolse l'indumento, senza mai distogliere lo sguardo dagli occhi del compagno. La felpa scivolò lungo le sue braccia, per poi raggiungere il pavimento.
Entrambi si baciarono nuovamente. Brian cominciò ad avanzare, spingendo Nick verso il tavolo della cucina.
Non appena la schiena di Nick si scontrò con quel legno scuro. Si sedette sopra di esso. Le mani di Brian gli sganciarono i Jeans, mentre lui sgangiò i suoi. Continuarono sempre a baciarsi con passione, e impeto. Si desideravano l'uno con l'altro. Le labbra morbide di Brian gli lasciavano succhiotti sul collo, ad ogni succhiotto Nick pian piano cominciava a distendersi sul tavolo. Una volta disteso. Brian gli salì sopra, e con le gambe divaricate si sedette lievemente sullo stomaco del ragazzo, continuando a baciarlo. Ad ogni succhiotto, Nick veniva attraversato da dei piacevoli brividi, a ogni leccata la sua bocca lasciava fuoriuscire dei leggeri mugolii di piacere, mentre dentro la sua testa la confusione si era impadronita di lui. la musica che aveva preso possesso della villa, iniziò a scomparire dalla testa di Nick. Non sentiva più nulla. Percepiva solo il respiro di Brian, il quale si stava dando da fare sul suo collo. Nick udiva i suoi gemiti di piacere, quando le sue labbra gli mordicchiavano leggermente le nude spalle.
"Io non amo Mark, non ti amo hai capito, ti amavo prima ma adesso non più, non più. Ora c'è Brian, esiste solo lui, nessun altro, io lo amo, lo amo più di me stesso, lo amo! Tu fai parte del passato Mark, fai parte del passato. Un passato che forse devo ancora dimenticare completamente. E ci riuscirò. Lo sò per certo, perchè adesso con me c'è Brian! Con lui ho deciso di stare, con lui voglio rimanere, con lui voglio esistere, con lui voglio unirmi, fondermi come fosse sempre la prima volta. Tu non puoi esistere più Marky...Non puoi! Quindi vattene, esci dalla mia testa, dal mio cuore, dal mio corpo, dalla mia anima. Ma soprattutto dalla mia vita. Brian è il padrone, ogni singola parte del mio corpo, della mia persona appartiene a lui solo, ed esclusivamente a lui, e non lascerò che tu possa interferire. Sono felice con lui. Sono sicuro di quello che provo per lui, e tu non mi farai cambiare idea, non mi confonderai le idee. Il passato sta morendo e tu con lui! Adesso lo sò chi voglio, adesso sò chi voglio al mio fianco e quello non sei più tu Mark, ma Brian. Quindi ti dico addio Marky, addio per sempre, mi dispiace Mark ma tu non fai più parte di me, te ne sei andato quella notte. Sei uscito dalla mia vita in quella stessa notte, sono stato male per te. Eri il mio mondo, eri tutto. Eri la mia forza un punto fermo nella mia vita, ma te ne sei andato, mi hai abbandonato quando avevo più bisogno di te. Se mi amavi, se mi amavi come mi dicevi e mi giuravi saresti rimasto Marky. Saresti rimasto con me!"
Il suo pensiero, venne fermato da un debole singhiozzo. Brian se ne accorse. Fermò quello che stava facendo, alzò il viso e lo guardò amorevolmente.
-Nick cos...-
Non riuscì a finire la frase che Nick gli sorrise dolcemente.
-Non ho niente Brian, ti amo, ti amo più della mia stessa vita-
gli disse baciandolo. Una volta staccati, Brian gli asciugò le lacrime con le proprie labbra, lo baciò di nuovo.
-Anche io ti amo Nicky, anche io-
Nick sorrise, si distese completamente sul tavolo, fecero ancora dei preliminari poi Brian decise di entrare. Dette, un ultima leccata al punto g dell'amore della sua vita, scese dal tavolo e afferrò con delicatezza, le cosce di lui per portarle ai propri fianchi. Una volta raggiunti, Nick, aggrovigliò le gambe al bacino di Brian. Percepì il suo membro sfiorare il suo fondoschiena. Dopo pochi istanti lo avvertì toccarlo, alla fine con veemenza cominciò a penetrare dentro di lui.
Nick cacciò un urlo, che venne soffocato dal suo ansimare eccitato. Ansimava, e gemeva come non mai. Le sue mani strinsero i lati del tavolo, i suoi occhi si chiudevano e si stringevano, inarcava lievemente la testa, mentre il suo corpo si muoveva su e giù sul quella piattaforma liscia.
Ad ogni colpo, nella mente di Nick, Mark cominciava a sparire, a scivolare via, e andarsene da lui. Dagli occhi di Nick scesero delle leggere lacrime di liberazione, malinconia e forse di addio a quel ragazzo che tanto aveva amato.
"Amo lui. Amo Brian non voglio nessuno al mio fianco che non sia lui. Ne sono sicuro lui è tutto, tutto quello che tu non sei riuscito ad essere fino in fondo...Addio Marky, mio primo e unico amore, non potrò mai dimenticarti, i tuoi occhi blu, i tuoi capelli neri, la tua voce, il tuo corpo stupendo. Il mio cuore era tuo Mark, tutto di me ti apparteneva, ma hai preferito che Sean ti privasse di ciò..Tu mi hai abbandonato Mark, lo hai fatto, mi hai fatto male, mi hai ferito più di chiunque altro, te ne sei andato, per un anno, non ti sei fatto sentire, quante notti insonne ho passato, aspettando che tu chiamassi.Quando ero in clinica, pensavo sempre e solo a te. Mi mancavi terribilmente Marky, mi mancavi così tanto. Non dovevi tornare adesso...non dovevi..ora è troppo tardi. Ora ho Brian con me. Non posso amarti, e non voglio amarti. Non più Mark..Non voglio più soffrire per te, e non voglio farti sof..."
Il suo pensiero venne fermato dal raggiungimento dell'apice.
Nick Inarcò la testa al'ultima penetrazione e urlò di piacere, seguito a ruota da un Brian sudato e ansimante che uscì con delicatezza per poi crollare sul pavimento, mentre il suo corpo veniva attraversato dagli ultimi tremori di sovraeccitamento.
Nick tremante, scese lentamente dal tavolo, si distese accanto al partner, prese il suo volto trasudante tra le mani sudate. lo guardò intensamente, lui fece lo stesso. Si sorrisero, e Brian gli portò via le ultime lacrime con le labbra.
CAPITOLO 14
Un ragazzo sbattè con forza la porta d'ingresso. Gettò le chiavi dell'auto, e di casa a terra, seguite a ruota dai due sacchetti che stringeva tra le mani. I suoi occhi blu gonfi di lacrime si guardavano intorno sperduti. C'erano ancora scatole, scatoline e scatoloni, da svuotare. Si era trasferito da due mesi, lì a Long Beach, e tra il cercare lavoro, sistemare gli ultimi documenti per la casa, e fare spesa, si era dimenticato di sistemare le sue cose. Scosse la testa. Alcune parole che lui, gli aveva urlato, si insediarono dentro la sua testa, aumentando di volume a poco a poco. Se la ricordava bene quella frase, se la ricordava perfettamente, in ogni sua sfaccettatura.
"Avevi bisogno di..AVEVI BISOGNO DI RIFLETTERE! E SU COSA MARK, SU COSA? DOV'ERI QUANDO AVEVO PIU' BISOGNO DI TE? EH DOV'ERI! QUANDO LA MIA VITA E' PRECIPITATA IN UN BARATRO SENZA FONDO, DOVE CAZZO ERI MARK, DOVE!"
Lo aveva urlato, con così tanta sofferenza da spezzarlo.
-Io non ti ho abbandonato, Nick, non volevo farlo...ma l'ho fatto per il tuo bene, Nicky. Solo per te me ne sono andato. Solo per te ho combattuto nel silenzio. Ho lottato contro la mia voglia di restarti al fianco, anche se mi avevi lasciato, ho tentato Nick. Io non ti ho mai lasciato mai! Dio solo sà, quante volte ho cercato di chiamarti. Dio solo sà quanto ho sofferto sapendoti lontano da me miglia, e miglia. Un'oceano ci separava Nick, UN'OCEANO CI DIVEDEVA, IO VOLEVO STARE CON TE, SOLO CON TE, MA TU MI HAI MANDATO VIA, LO HAI FATTO NICK..DOVREI ESSERE ARRABBIATO CON TE, MA NON CE LA FACCIO, ANCHE SE VORREI, PERCHE' TI HO SEMPRE AMATO NICKY, L'HO SEMPRE FATTO. ED E' PER QUESTO CHE HO DECISO DI RITORNARE QUI, DA TE, AVEVO TENTATO DI DIMENTICARTI, MA E' STATO TUTTO INUTILE. NON POTEVO DIMENTICARTI, NON POTRO' MAI DIMENTICARTI. PERCHE' TU SEI TUTTO PER ME, LO SARAI PER SEMPRE NICK! PERCHE' NON VUOI CAPIRLO, PERCHE' NEGHI L'EVIDENZA. PERCHE'!-
Bloccò lo sfogo improvvisamente. Percepì le lacrime salirgli alla gola. La rabbia prese possesso di lui, voleva prendere quegli scatoloni e spaccarli, poco gli importava delle cose che erano al loro interno. Voleva sfogarsi, lo voleva fare, ma si trattenne.
Prese il telecomando del impiato Hi-fi. Strinse gli occhi, deglutì a fatica il groppo che aveva in gola. e premette play.
Dopo pochi secondi, una musica forte, potente e rockeggiante si presentò in quel salotto. Mark cominciò pian, piano ad aumentarne il volume, fino a che non sparò quella musica a palla. Che iniziò a rimbombare in quella stanza, in quel luogo, in quell'appartamento, facendo tremare quelle 4 mura insonorizzate.
"Cut my life into pieces This is my last resort, suffocation, no breathing
Don't give a fuck if I cut my arms bleeding
this is my last resort
Cut my life into pieces I've reached my last resort,
suffocation, no breathing
Don't give a fuck if I cut my arms bleeding
do you even care if I die bleeding
Would it be wrong, would it be right
If I took my life tonight, chance are that I might
Mutilation out of sight
and I'm contemplating suicide
Cause I'm losing my sight, losing my mind
Wish somebody would tell me I'm fine
losing my sight, losing my mind
Wish somebody would tell me I'm fine
I never realized I was spread too thin
Till it was too late and I was empty within
Hungry, feeding on chaos and living in sin
Downward spiral, where do I begin
It all started when I lost my mother
No love for myself and no love for another
Searching to find a love upon a higher level
Finding nothing but questions and devils
Cause I'm losing my sight, losing my mind
Wish somebody would tell me I'm fine
losing my sight, losing my mind
Wish somebody would tell me I'm fine
Nothing's alright, nothing is fine
I'm running and I'm crying I'm crying I'm crying I'm crying
Cut my life into pieces this is my last resort
suffocation, no breathing,
Don't give a fuck if I cut my arms bleeding
Would it be wrong, would it be right
If I took my life tonight, chances are that I might
Mutilation out of sight and I'm contemplating suicide
Cause I'm losing my sight, losing my mind
Wish somebody would tell me I'm fine
losing my sight losing my mind
wish somebody would tell me I'm fine
Nothing's alright, nothing is fine
I'm running and I'm crying
I cant go on living this way
cant go on, living this way, nothings all
right. "
(Last Resort - Papa Roach)
Il ragazzo cadde pesantemente sul divano cercando di concentrarsi sulla musica. Voleva mandare via ogni singola parola, che il suo Nick gli aveva urlato. Voleva che tutto quello successo poche ore fà, al centro commerciale, non fosse mai accaduto.
Ma nonostante i suo sforzi era tutto inutile. Più lottava, più quel suo sentirsi, triste. Abbattuo. Sconvolto e afflitto aumentava a dismisura, annientando ogni sua singola difesa. Il culmine. Il dramma sopraggiunse quando, come se fosse uno scherzo del destino, e il volere di una forza superiore. Che gli stava sopra ed oltre. Non decise di arrecargli un'altra ferita, un altra frase.
Che non avrebbe mai voluto, sentire pronunciare dalla bocca del ragazzo, che ancora amava più della sua stessa vita.
"LASCIAMI IN PACE MARK! IO NON TI AMO PIU'! STO' CON BRIAN ADESSO, STO' CON LUI! E INTENDO STARCI PER SEMPRE"
Quel non ti amo più! quel stò con Brian adesso, stò con lui! e intendo starci per sempre, iniziarono a martorargli la testa, non riusciva a distoglire la propria mente, e il proprio cuore da quelle parole.
Era inutile sforzarsi, era inutile combattere con un qualcosa, del quale sapeva già, in partenza di perdere. Era inutile. Poteva sforzarsi quanto voleva. Ma niente. Nulla. Nessuno lo avrebbe distolto da quelle parole, così semplici, ma così dure da ricevere e da accettare, specialmente dal ragazzo che ami ancora, come la prima volta, e forse molto di più.
Mark scosse la testa, le lacrime scesero copiose dai suoi occhi blu. Non poteva più sovrastarle, non poteva più fermarle. Era spacciato. Doveva arrendersi, perchè la sofferenza lo aveva catturato e intrappolato in essa. Un singhiozzo, lo travolse come un fiume in piena.
-NON E' VERO CHE NON MI AMA, LO SO' NON E' VERO CHE NON MI AMA PIU'. E' SOLO UN BUGIARDO, E' SOLO UN BUGIARDO...NON E' VERO CHE NON MI AMA, NON E' VERO!-La rabbia prima trattenuta adesso era esplosa. Mark era infuriato con il mondo intero, ma soprattutto con sè stesso. Si alzò di colpo dal divano, raggiunse gli scatoloni e cominicò a riempirli di calci. Scaraventò, una poltrona per terra. Rovesciò la libreria. Poi ancora se la prendeva con gli scatoloni urlando a pieni polmoni.
-NON E' VERO, SEI UN BUGIARDO NICK..SEI UN BUGIARDO! TU MI AMI ANCORA, MI AMI PERCHE' MI FAI COSI' MALE, PERCHE' NICK! IL BRACCIALE PERCHE' TE LO SEI TENUTO SE NON MI AMI PIU' NICK, PERCHE'! VUOI FARMI DEL MALE, VUOI FARMELA PAGARE! MI MERITO TUTTO IL TUO ODIO LO SO,' MA NON PUOI RINNEGARE QUELLO CHE PROVI ANCORA PER ME...IO TI CONOSCO NICKOLAS, TI CONOSCO PORCA PUTTANA! QUINDI SMETTILA DI FINGERE! SMETTILAAAA!-
Scaraventò altri scatoloni. Ogni cosa che gli capitava a tiro, veniva irrimediabilmente gettata a terra, con rabbia inaudita e dolore profondo. Era incontrollabile.
Urla. Singhiozzi, Rabbia e rumori di oggetti che cadevano, sfracellandosi, la facevano da padrone in quel salotto. La musica che ancora usciva a palla dallo stereo sembrava venisse sovrastata dalla sofferenza di un Mark distrutto, che continuava a piangere convulsamente, mentre le sue mani, prendevano cose, oggetti e li scaraventavano per terra adirati, mentre gli occhi stracolmi di lacrime gli offuscavano la vista. Un crollo di nervi, una sofferenza inaudita, la paura che, nonostante dentro di sè, fosse sicuro che Nick lo amasse ancora, c'era comunque il terrore. La paura che un fondo di verità c'era in quelle parole, che tanto lo stavano tutt'ora tormentando. Poi c'era il bracciale, che lo mandava ancora più in confusione. Perchè Nick lo teneva al polso? Quel non ti amo, che gli aveva gridato contro, sembrava tutto fuorchè fasullo. Se li ricordava i suoi occhi azzurri, quello sguardo deciso e determinato, che lo avevamo guardato gridandogli tutto ciò. Ma allora perchè se lo era messo al polso, perchè? Cosa significava quel gesto? Fingeva o no? Non sapeva più cosa pensare. Era confuso, completamente confuso. E questo chaos, trafiggeva da una parte all'altra il suo povero e martotiato cuore.
-COSA VUOI FARNE DI ME NICK, COSA!-
Stava per sfracellare un altra malcapitata scatola, quando all'interno scorse una cornice, creata intagliando il legno. La sua rabbia sembrò appisolarsi per un' istante. Sospirò debolmente, anche i singhiozzi sembrarono placarsi. Deglutì la saliva a fatica. La gola gli bruciava. Con mani tremanti tolse con delicatezza, la cornice. la voltò verso di sè, incontrando la foto di Nick, in costume da bagno, di profilo, davanti al oceano, sotto un tramonto mozzafiato di Los Angeles.
Era stupendo come sempre. Accarezzò quel profilo che tanto amava:
-Cosa vuoi farne di me Nick, Non conto più niente per te?-
Strinse la foto al petto, e chiuse gli occhi.
-Se solo, non fossi partito per Sligo, se solo fossi rimasto con te, Brian non avrebbe mai preso il mio posto, MAI! IO TI AMO ANCORA NICK, NON POSSO DIMENTICARTI, NON VOGLIO FARLO! NON VOGLIO..NON VOGLIO!!!!- crollò definitivamente al suolo, strinse ancora di più a sè quella foto e pianse, pianse fino a che distrutto, non si addormentò.
*§*§*§*
L'orologio di villa Carter e Littrell segnava le 5pm.
I due amanti, sarebbero dovuti andare al Babylon, ma Nick non si era sentito molto bene quindi erano rimasti a casa.
Era successo tutto molto in fretta. Erano tornati tardi. Avevano fatto sesso.
Verso l'1:30pm, secondo il piano organizzativo di Brian, a quell'ora dovevano aver finito il pranzo. Ma i suoi piani erano andati in fumo. E aveva deciso che non sarebbero andati al Babylon.
Flashback
-Nick Mi spiace ma è tardi, non ce la potremmo mai fare ad andare al Babylon-disse Brian guardandolo. Nick scosse la testa, poi parlò:
-Ce la possiamo fare benissimo, dillo che sei tu quello che ci ha ripensato-
Brian sapeva che avrebbe reagito così. Sorrise sarcasticamente poi ribattè:
-Sapevo che mi avresti risposto così, dai sempre la colpa a me. Comunque caro il mio dolce e tenero Nicky, non è colpa mia, non abbiamo davvero il tempo. Devo ancora preparare il pranzo! Non possiamo farcela!-
-Ma perchè sei così fissato con il preparare il pranzo, possiamo sempre usare i cibi pre...-
Brian lo fermò seduta stante:
-Neanche per sogno, i cibi precotti non sono per niente sani, Nick!-
Anche Brian, come Mark, provava una certa riluttanza verso ogni tipo di cibo precotto.
Dagli occhi azzurri di Nick trasparì un leggero, velo di malinconia. Scosse la testa, guardò Brian e rispose:
-Lo sò che non lo sono, ma sono veloci da preparare quindi, abbiamo tutto il tempo per mangiare, vestirci e partire.Quindi Bri non hai più scuse!-
Disse questo, con una certa sensualità nella voce, che sciolse il determinato Brian. Che non fece nulla per impedire al proprio partner di raggiungere il frigo, aprirlo, e tirare fuori dal freezer una confenzione di maccheroni al formaggio.
Non appena Brian vide, quella confezione tornò alla realtà, svegliandosi dal suo imbambolamento. E si fece sentire:
-Nick, quando cavolo lo hai preso quello?-
-Uhm...ieri mentre tornavo dallo studio di registrazione!-
-Ma tu sei fuori! Io non te lo cucino quello, e non ho neanche intenzione di mangiarlo-
Nick sorrise beffardo.
-Auhwwww ma guardali Bri- sentenziò mostrandogli la foto del prodotto, sulla confezione.
-Lo vedi, come ti stanno chiamando! Se non erro tu adori i maccheroni al formaggio o sbaglio? Ma guardali che carini, ti stanno dicendo: Brian honey vieni da noi, mangiaci pochi minuti in forno e saremo tuoiiii! Non muri dalla voglia di azzannarli, masticarli e farli scivolare lentamente giù fino allo stomaco- Nick gli diceva tutto questo, provocandolo sensualmente.
Brian era in trappola, il suo ragazzo riusciva sempre ad ottere ciò che voleva, e come se non bastasse, non riusciva a smettere di fargli lo sguardo languido e gli occhi dolci.
Come poteva resistergli:
-Nick sei perfido...Riesci sempre ad averla vinta tu-esclamò infine
-E quindi Honey?-disse mordicchiandogli leggermente l'orecchio.
-Okay, Nick-
-Bene, ti amo tanto, lo sai Bri!-esclamò entusiasta, abbracciandolo.
Brian lo allontanò da sè mettendogli il broncio per poi dirgli:
-E tu mi ami solo per questo?-
Nick sorrise. Poi lo baciò. Una volta staccato, lo guardò dicendogli:
-No ti amo anche per questo!-
Brian non sembrava molto convinto. Il biondino se ne rese conto, quindi lo baciò sul collo:
-Per questo-
-Mh non mi hai convinto-
Nick allora gli baciò le guance.
-Per queste-
Poi raggiunse l'orecchio, lo leccò sussurandogli
-Per questo-
Poi depose, la confenzione sul cucinotto che gli era di fianco.
Accarezzò il petto nudo del compagno, per poi baciargli i pettorali e succhiargli i capezzoli, continuando a sussurargli in modo dolce e sensuale:
-Ti amo per questo, per questi-
Alla fine le mani raggiunsero le sue parti basse, fino ad entrare nei suoi boxer, per poi iniziare ad accarezzarglielo, come solo lui sapeva fare, mentre la sua bocca gli lavorava sulle nude spalle. Sul collo. Sull'orecchio ma soprattutto sulla bocca, dove la sua lingua, si divertiva ad esplorargli in ogni istante il palato.
Brian gemeva. Alla fine lo allontanò da sè. Lo afferrò per le spalle, e lo sbattè con veemenza al muro.
Entrambi si guardarono negli occhi, Brian sorrise, avvicinò le labbra al viso di lui, e gli disse:
-Così mi piaci, Nick-
Lui sorrise, poi le sue labbra si unirono a quelle del partner, che gli stava di fronte.
Si baciarono per un altro pò. Poi si staccarono e Brian controvoglia mise i maccheroni in forno.
Dopo 3 minuti erano pronti.
End Flashback
-Come ti senti cucciolo?- chiese Brian, sedendosi sul letto, accanto ad un Nick in posizione fetale, che non riusciva a smettere di lamentarsi, per i dolori acuti allo stomaco.
Sul suo volto sudato, erano chiari i segni di sofferenza.
-Ma..Mal...-
Non riuscì a terminare la frase che un conato di vomito lo raggiunse. Si alzò barcollante dal letto, stava per cadere a terra ma Brian lo prese in tempo, poi l'accompagnò al bagno.
Nel quale Nick, si gettò immediatamente. con il volto dentro il wc, cominciando a vomitare.
Brian gli era accanto, e gli teneva su la testa.
Dopo pochi secondi, "riverso" sulla tazza del warter, Nick si lasciò scivolare, sulla parete e vi appoggiò la testa, che non voleva smettere di dargli le vertigini. Nick sudava come un dannato.
Brian, prese un asciugamo, e gli asciugò il sudore per poi, aiutarlo ad alzarsi e a ritornare a letto. Una volta lì, Brian gli mise una mano sulla fronte, era ancora calda:
-A quanto pare la febbre è un pò lenta a scendere, cerca di dormire-
Nick che si era momentaneamente voltato dalla parte opposta ritornò, a guardarlo poi rispose:
-Come faccio a dormire, se ogni secondo devo correre in bagno per vomitare o per svuotare l'intestino-
-Visto che succede a mangiare cibi precotti-
Nick roteò gli occhi non voleva ricevere un altra paternale.
-Ah piantala Bri, non c'è bisogno che...-
Non termminò il discorso, perchè una strizza allo stomaco lo raggiunse, e lui tenendosi come meglio poteva alla parete, raggiunse il bagno.
Quando uscì. Brian lo sorresse fino al letto. lo aiutò a distendersi. Lo coprì. E iniziò ad asciugargli, con l'asciugamano il sudore.
-Come mai a te non è successo niente?-mormorò Nick da sotto l'asciugamano.
-Forse perchè, ho un fisico molto più forte del tuo-
Nick sorrise.
-Spero che questa fottuta intossicazione alimentare, mi dia tregua, almeno per un paio di orette-
Brian sorrise, liberò il volto dell'amato dall'asciugamano. Lo guardò in quei suoi stupendi occhi azzurri, gli accarezzò amorevolente una guancia, lo baciò sulle labbra e parlò:
-Ti passerà vedrai, comunque, cerca di riposare, Nicky okay?-
-Ci proverò, Brian ci...-
Lentamente le palpebre di Nick si chiusero, e finalmente si addormentò.
Brian stette accanto a lui per un altro pò, fino a che non fosse sicuro che il suo amato dormisse profondamente. Una volta costatato tutto ciò, gli baciò delicatamente la fronte.
-Dormi bene amore-disse, accarezzandogli la testa, per poi alzarsi dal letto, ed uscire silenziosamente dalla camera.
CAPITOLO 15
Erano le 6pm in punto, quando Mark con il volto distrutto, e con ancora gli occhi gonfi di lacrime fece il suo ingresso, al Babylon. Indossava una semplice maglia, bianca, non molto aderente, di colore bianco, con sopra delle scritte nere indiane, che gli prendevano tutto l'addome. Indossava un paio di jeans chiari a vita bassa, stracciati, alle ginocchia. Ai piedi portava un paio di scarpe da ginnastica in padan con la maglia. I suoi passi erano lenti. Sembrava che trascinasse due palle di ferro ai piedi. I suoi occhi blu si guardavano intorno, e trapassavano da parte a parte tutti i ragazzi lì presenti, che lo guardavano dubbiosi, o ammiccanti. Ma lui non ci badò, distolse lo sguardo, e senza indugio, raggiunse il bancone, dove chiese un drink. Non appena le sue labbra terminarono di riferire l'ordinazione successiva, un ragazzo si sedette accanto a lui. dicendo:
-Te lo offro io!-
Mark si voltò verso la direzione della voce, incontrando due occhi azzurri. Gli prese un colpo, per poco non sveniva lì. Ma si riprese subito, non appena, a suo malincuore, scorse dei capelli neri, corti. Non era lui. Sorrise debolmente e abbattuto. Poi portò il volto, sul bicchiere che gli era appena stato messo, sotto il naso. Si accinse a bere, quando quel tipo accanto a lui si fece sentire:
-Come ti chiami, dolcezza?-
Lui non rispose.
-Cos'è sei sordo?-chiese
-Lasciami in pace, non sono interessato-
-E dai sei così carino!-
-Te lo ripeto non sono interessato, quindi togliti dalle palle!-
-Okay, ma il drink non te l'offro più-
-Posso benissimo pagarlo da solo, non ti ho chiesto io di farlo!-
Il ragazzo lo guardò male, e poi scomparve tra la folla danzante.
Mark scosse la testa visibilmente infastidito. Portò le sue labbra sul bicchiere e se lo scolò tutto d'un fiato. Poi chiese 5 giri di Scoth con ghiaccio.
Il barman: un ragazzo di circa 24 anni, con i capelli castani lunghi lievemente riccioluti, legati a coda di cavallo, occhi di un intenso color nocciola, e con un viso dai lineamenti perfetti, con tanto di pizzetto. Lo servì. Dicendo:
-Giornataccia?-
Mark era infastidito anche da lui. Gettò 10$ sul tavolo, e disse:
-Altri giri, e tieni la tua boccaccia chiusa-
Il ragazzo allibito, prese i soldi e obbedì.
*§*§*§*
Un'ora dopo, Mark continuava a bere. Davanti a lui adesso albergava una guinness. La scrutò.
Poi afferrò il boccale, stava per dargli il primo sorso quando. Qualcuno li si sedette accanto e gli disse:
-Chi si vede Mark!-
Anche se era imbottito di alcool, quella voce l'avrebbe riconosciuta fra mille. Era una voce che odiava più di sè stesso, ma che prima aveva amato. Era la voce di quella persona, di quel ragazzo che aveva gioito nel sapere della rottura con Nick. Si voltò verso di lui, e lo fulminò con lo sguardo per poi invenirgli contro:
-Che cazzo ci fai qui Sean!-
Sean che indossava una camicia, a righe azzurre, jeans chiari e scarpe da ginnastica, lo guardò sorridendo.
-Oh cavolo che maleducato che sei Marky, si saluta così il tuo migliore amico, che non vedevi da un'anno?-
Mark era già nervoso per conto suo. Ce l'aveva a morte con sè stesso. Aveva persino deciso di uscire dalla California per dimenticarsi di Nick, di tutto quello che era successo la mattina. Voleva solo essere lasciato in pace. Sperava di non trovare, niente e nessuno che in un qualche modo era stato legato a Nick e alla loro relazione. Ecco perchè alle 4pm era saltato in macchina, per recarsi in un' altro posto, in un'altro luogo, in un'altra città. In un'altro stato che non fosse la California. Aveva bisogno di riflettere, di gettarsi alle spalle, per un pò, quel dolore che lo stava lacerando dentro da un anno. Ma che adesso si era fatto più forte. Talmente forte da gettarlo barbaricamente a terra, per poi consumarlo lentamente dall'interno. Mark era solo. Solo ad affrontare tutto, solo a lottare per riuscire a stare in piedi. Ma la troppo sofferenza non gli dava requie, e con l'arrivo di Sean il suo sentirsi a terra comiciò a farlo scivolare pericolosamente in un baratro. Dal quale, difficilmente ne avrebbe fatto ritorno.
-NON CHIAMARMI MARKY STRONZO!-
Urlò all'improvviso, scaraventando la guinness a terra, attirando così, tutta l'attenzione su di sè.
-Mark che cosa ti è preso?-Rispose Sean, alzandosi, posando una mano sulla spalla di Mark che se la scrollò violentemente di dosso. E urlò colmo di rabbia e sofferenza fregandosene altamente degli spettatori.
-NON TOCCARMI, NON TOCCARMI, MI FAI SCHIFO, TI ODIO, DEVI STARMI LONTANO, HAI CAPITO VATTENE, E' STATA COLPA TUA SEAN! NICK AVEVA RAGIONE, NICK AVEVA RAGIONE...IL TUO ERA STATO UN FOTTUTISSIMO PIANO, PER RIAVERMI CON TE, DOVEVI MORIRE SOTTO QUELLA FOTTUTISSIMA JEEP. PER COLPA TUA L'HO TRASCURATO, MI SONO COMPLETAMENTE DIMENTICATO DI LUI, L'HO ABBANDONATO. SOLO PER STARE VICINO AD UN PEZZO DI MERDA COME TE, TI ODIO SEAN. E' COLPA TUA SE LUI MI HA LASCIATO. E' COLPA TUA SE ADESSO STA' CON BRIAN. TI ODIO SEAN, DOVEVI MORIRE QUELLA SERA, DOVEVI MORIRE-Urlò tutto con così tanta rabbia e sofferenza che sconvolse tutto il Babylon. I suoi occhi blu fissano adirati quelli verdi di Sean. Poi senza guardarlo e guardare nessuno in volto, uscì dal locale.
Sean adorava vederlo star male, quindi lo seguì a ruota.
Una volta fuori lo sorprese alle spalle, che afferrò per poi sbatterlo al muro.
Mark lo spinse con forza via da lui, Ma Sean lo riprese.
Lo strinse con più forza, e lo spinse ancora di più contro la parete. Poi con il sorriso straffottente stampato in faccia disse:
-Anche lui aveva il tuo stesso sguardo perso, nel vuoto... Quando me lo sono fatto in un vicolo di Los Angeles-
Quelle parole scioccarono Mark, e Sean ne approfittò, avvicinando le sue labbra vogliose a quelle di lui, prima però gli sussurrò all'orecchio.
-Mi sono divertito con lui sai, me lo sono sbattuto per bene il tuo Nick-
All'udire il nome del proprio ex, Mark sembrò rinsavire, dallo schock ricevuto pochi secondi fà. E non appena Sean si accingeva a baciarlo, lo spintonò via urlandogli furioso:
-CHE CAZZO GLI HAI FATTO BASTARDO, COSA!!!!-
-Cos'è sei sordo? Te l'ho appena detto!-
-TU BRUTTO FIGLIO DI...-Stava per mollargli un cazzotto. Ma Sean lo fermò, afferrandogli il braccio, stringendoglielo come non mai. Mark strinse i denti. Voleva liberarsi da quella presa, ma più si sforzava, più il braccio veniva rigirato su sè stesso dalla mano di Sean. Che con il sorriso e la strafottenza nella voce parlò:
-Non lo sapevi piccolo Marky...-
-LASCIAMI STRONZO!-
-Il tuo Nicky, il tuo cucciolo, il mio amore-
-NON E' MAI STATO IL TUO AMORE!!!!-
-E invece lo è stato, lo e' stato per mezza Los Angeles-
-CHE INTENDI DIRE! BASTARDO!-
-Intendo dire che il tuo Nicky, si è sbattuto un casino di ragazzi lo scorso anno, e tra questi c'ero anche io! Sapessi quanto ho goduto nel farmelo, era stranamente permissivo gli ho fatto le peggio cose, gliel'ho succhiato fino a prosciugarglielo, mentre lui gemeva e gemeva di piacere!-
Mark aveva sentito abbastanza. I suoi occhi erano lucidi. Il cuore già debole cominciò ad incrinarsi. Scosse la testa, non riusciva a credere ad una sola parola.
La rabbia si impossessò di lui.
-NON E' VERO, NON E' VERO NIENTE TI SEI INVENTATO TUTTO, TUTTO QUANTO TI ODIO!-urlò in lacrime liberandosi dalla sua presa rimediandosi una contusione. Il braccio gli faceva male, ma non avrebbe permesso a Sean di passarla liscia. Quindi ignaro del dolore, gli rifilò un destro micidiale. Sean, preso alla sprovvista, cadde a sedere per terra.
-INVECE E' LA VERITA' MARK, IO ME LO SONO FATTO! ME LO SONO SCOPATO, COME HANNO FATTO MEZZI GAY DI LOS ANGELES...LUI ERA PARTICOLARMENTE FRAGILE QUELLA SERA...CHE MALE CERA APPROFITTARSENE..ED E' STATO MOLTO BRAVO SAI!-
Mark imbestialito.
-STA' ZITTO!-Urlò, sofferente per poi scappare via. Raggiungere la propria auto, saltarci dentro, mettere in moto, e sfrecciare via, per le strade di Pittsburgh. Mentre nella sua testa le parole di Sean rimbombavano come non mai.Non ci credeva. Non voleva assolutamente crederci. Poi la sua mente venne raggiunta da un flash. Ritornò alla mattina, a quel momento, in cui il suo Nick gli aveva urlato sofferente:
-...TU NON HAI IDEA DI QUELLO CHE HO PASSATO PER COLPA TUA, E DI SEAN NON LO SAI. NON SAI COSA HO FATTO! NON SAI CHE MI E' SUCCESSO-
In pochi secondi collegò tutto quanto. Fermò di botto l'auto. Il cuore da incrinato cominciò a perdere pezzi, scosse la testa, le lacrime cominciarono a scendere. Dentro di sè adesso una sola frase rimbombava.
-...TU NON HAI IDEA DI QUELLO CHE HO PASSATO PER COLPA TUA-
"Ce l'avrei, se tu me lo dicessi Nick, ce l'avrei! Che cosa cazzo ti è successo, cosa? Che ti ho fatto ancora. Come ho potuto farti ancora del male, nonostante fossi oltre oceano. Che ti ho fatto Nicky cosa! Devo saperlo. Devo assolutamente saperlo!"Pensò, mentre il suo piede destro si ripresentò sulla frizione. Poi la mano afferrò la chiave. Mise in moto, e partì a tutto gas. Voleva raggiungere al più presto la California. Non sapeva dove Nick abitasse adesso, ma era sicuro che prima o poi lo avrebbe trovato.
*§*§*§*
Erano da poco scoccate le 8pm.
Nick, stava riposando tranquillamente, ormai da 4 ore. La febbre si era abbassata da 38.5 era scesa a 37.5. Brian rassicurato, dalle condizioni del proprio amore. Aveva deciso di recarsi al centro commerciale per comprare un pò di arance, per cominciare a fare un pò di spremute al suo amore. Aveva bisogno di molta vitamina C.
*§*§*§*
Il campanello di villa Littrell e Carter suonò. Nick non udì nulla. Anzi si voltò dalla parte opposta del letto. Di nuovo il campanello si fece sentire. Stavolta il biondino sussultò, svegliandosi. Alzò la testa dal cuscino e guardò la radio sveglia che segnava le 8.30pm.Il campanello suonò ancora.
"Chi diamine è adesso"si chiese
-BRIAN! PUOI APRIRE TU LA PO...-
Bloccò la sua bocca, perchè sul comodino, scorse un bigliettino con su scritto X Nick
Il ragazzo, lo prese, lo aprì e lesse quanto segue:
"Hello Sunshine! =)
Se stai leggendo questo vuol dire che ti sei svegliato. Come ti senti? Spero bene.
E non credo che ti avvicinerai ad altri cibi precotti per un'altro pò di tempo! Se sarà per sempre tanto meglio. Okay, mi immagino la faccia che stai facendo ;P hehe
Okay non ti farò un'altra paternale, tranquillo amore.
Comunque, visto che stavi un pò meglio, ho deciso di andare al centro commerciale per comprare un pò di arance e cominciare a farti un pò di spremute. Hai bisogno di tanta vitamina C.
Tornerò presto. Stai lontano dal frigo, anzi dal freezer.
Ci vediamo dopo. Ciao piccolo ti amo.
rBrian xx"
Nick sorrise, dolcemente. Il campanello ritornò a rimbombare nella villa.
Sbuffò. Scese un pò riluttante dal letto. Le vertigini lo colsero all'improvviso, ma riuscì comunque a sorregersi alla parete. E si soresse fino a che non giunse alla porta d'ingresso. Non vedeva l'ora di ritornare a letto. Lo stomaco si era un pò calmato, ma il dolore c'era comunque anche se lo poteva sopportare benissimo. Il campanello si fece risentire. Nick sbuffò. Ed aprì la porta, trovandosi davanti l'ultima persona che non si sarebbe mai aspettato di vedere.
I suoi occhi azzuri, persero quel poco di luminosità che avevano. Deglutì la saliva.
-Che cazzo ci fai, qui Vattene Mark!-esclamò freddo chiudendo la porta.
Ma Mark, riuscì a fermarla con il piede, ed afferrò la maniglia, facendo resistenza. Nick non riusciva in alcun modo ad averla vinta, la presa gli cedeva.
-Vattene, Mark VATTENE!!!-tuonò adirato
-NO NON ME NE VADO NICK!- urlò l'altro.
Dopo una lotta di pochi secondi, Mark mise un pò più forza sulla porta, e riuscì ad entrare.
-DEVO PARLARTI-urlò il ragazzo solcando l'ingresso.
-NON VOGLIO ASCOLTARTI, NON VOGLIO SENTIRTI, QUANTO CAZZO DI VOLTE VUOI CHE TI RIPETA DI LASCIARMI IN PACE, IO NON TI AMO PIU'! FICCATELO BENE IN TES...-
Mark lo fulminò con lo sguardo, e con le parole:
-STA' ZITTO NICK, ADESSO PARLO IO!-
Nick sussultò, ma decise di ribattere:
-TU NON DICI A ME DI STARE ZITTO OKAY! QUESTA E' CASA MIA...QUINDI COMANDO IO!-
-NON MI INTERESSA DI CHI CAZZO SIA QUESTA CASA OKAY, IO VOGLIO SOLO PARLARTI E TU DEVI ASCOLTARMI!-
-NO NON VOGLIO ASCOLTARTI, TI HO DETTO DI ANDARTENE E TE NE DEVI ANDARE-urlò, spintonandolo con le poche forze che aveva in corpo. Mark accortosene ne arrestò gli spintoni. Se lo scrollò di dosso e urlò:
-NON MI BUTTERAI FUORI, COME QUELLA VOLTA, NON TE LO LASCERO' FARE, TU MI DEVI ASCOLTARE, HO DIRITTO AD AVERE UNA SPIEGAZIONE-
-SPIEGAZIONE...SPIEGAZIONE SU CHE COSA EH?!...MI PARE DI AVERTELO DETTO IL MOTIVO PER CUI TU MI HAI COSTRETTO A METTERE FINE A TUTTO!-
-NON E' PER QUESTO, CHE SONO VENUTO..LO SO' PERCHE' LO HAI FATTO ME LO HAI RIPETUTO UN CENTINAIO DI VOLTE! E' STATA COLPA MIA LO SO', E' SEMPRE STATA COLPA MIA! MA NON SONO VENUTO PER SENTIRTELO DIRE DI NUOVO, HAI CAPITO NICK!-
-ALLORA COSA CAZZO VUOI DA ME!-
-VOGLIO SAPERE CHE COSA TI E' ACCADUTO L'ANNO SCORSO! CHE COSA HAI FATTO NICK!-
Nick sussultò. Le vertigini fecero capolino, facendolo barcollare leggermente, e costringendolo a mettersi in ginocchio, tutto gli girava. Mark preoccupato, si accinse ad aiutarlo. Ma non appena Nick, con la coda dell'occhio scorse, la mano del suo ex che si stava avvicinando, l'allontanò in malomodo e urlò:
-NON TOCCARMI!-
Mark retrasse la mano. Poi continuò:
-Nick per favore dimmi cosa ti è accaduto. Dimmi cosa ti ho fatto. Come ho fatto a farti ancora del male-
Nick si alzò sorreggendosi alla poltrona, una volta che i suoi occhi azzurri furono puntati su quelli di Mark. cominciò a tremare. Sapeva a cosa si stava riferendo. Lo aveva capito subito, ma non voleva tornare indietro. Non voleva ricordare, quello che con tanta fatica, aveva cacciato via.
Dirglielo, era come essere catapultato nuovamente in quel punto della sua vita, dove per la prima volta, lui aveva fatto male a tantissime persone. Una di queste era Brian. Le scene del suo abuso su di lui. Che credeva di aver cancellato almeno in parte, dalla sua mente, tornarono ferendolo come nessuno era riuscito a fare prima d'ora. Insieme ad esse si ripresentarono le parole che gli aveva urlato Kevin giorni fà. Tutto ritornò all'improvviso. Tutto implose dentro di lui, all'interno del proprio cuore. Un cuore che aveva da poco, comiciato a ripararsi dalle ultime e deboli ferite, che gli aveva causato il ritorno di Mark. Si riaprirono facendogli sgorgare, sangue. Lacrime, ma soprattutto dolore. Un dolore atroce, che lo spezzava in mille e milioni di pezzi.
Le lacrime cominciarono a scendere, dando posto anche alla rabbia. Ce l'aveva a morte con Mark. Ce l'aveva a morte con lui, perchè gli aveva fatto ricordare cose, che voleva dimenticare e che credeva di aver gettato per sempre nel dimenticatoio, ma non era stato così. E la cosa gli faceva male, lo feriva molto. Quindi urlò:
-NON MI E' SUCCESSO NIENTE, VATTENE, VATTENE VIA TI ODIO MARK, NON TI VOGLIO PIU' VEDERE LASCIAMI IN PACE!!!!-
Mark. Non ce la faceva più, a sentire il suo ex urargli che l'odiava. Non ne poteva più. Ogni parola che usciva dalla bocca del ragazzo, che ancora amava, gli faceva male. E lo feriva. Perchè dentro di sè sentiva che stava mentendo. Ed era stanco delle sue bugie, del suo atteggiamento. Quindi si fece aggressivo e lo afferrò per le spalle. Lo stava trattenendo, con così tanta forza, che Nick non riusciva, in alcun modo a liberarsi. Gli stava facendo male. E molto anche. Alla fine la sua schiena si scontrò con il muro. E Mark buttò fuori, tutto quello che gli stava lacerando, il cuore e l'anima.
-BASTA NICKOLAS, MI SONO ROTTO DELLE TUE BUGIE, OKAY. NON MI INTERESSA SE MI ODI, SE NON MI AMI PIU'! IO VOGLIO SOLO SAPERE SE E' VERO CHE TI SEI SBATTUTO QUASI TUTTI I GAY DI LOS ANGELES! DIMMELO!..DIMMELO AVANTI NICKOLAS!-
In quel preciso istante, Nick perse un battito. Il respiro sembrò macargli. Tutto intorno piombò il silenzio. L'unica cosa che percepiva erano i deboli singhiozzi soffocati, che stava emmettendo Mark. Vedeva quei suoi occhi blu che tanto aveva amato. Vedeva quel viso che adesso stava soffrendo per lui. Percepiva cosa il suo ex stava sentendo in quel momento. Ma non riusciva a rispondere. Abbassò debolmente lo sguardo. Mark capì. Sean aveva ragione. Il cuore gli si spezzò. Allentò la presa. Tolse le mani da un Nick che cominciava a sentirsi cadere giù.
Mark stava per andarsene. Ma si fermò e urlò all'improvviso:
-PERCHE' LO HAI FATTO NICK, PERCHE'!-
Nick non rispose.
-RISPONDI!-la voce di Mark si era fatta tremante, stava piangendo.
Nick sussultò, alzò il volto incontrando il viso, sconvolto dell'ex, e rispose un fievole:
-Non lo sò-
-COME NON LO SAI!-urlò di nuovo
-Lasciami in pace ti prego vattene!-relpicò sofferente
-NO! NON TI LASCERO' IN PACE TE LO PUOI SCORDARE. DIMMI PERCHE'-
-PERCHE' LO VUOI SAPERE EH, PERCHE'! VUOI FARMI STARE MALE DI NUOVO! E' VERO MI SONO SBATTUTO MEZZA COMUNITA' GAY DI LOS ANGELES, E INDOVINA UN PO' MARK. TUTTI QUELLI CHE MI SONO FATTO ASSOMIGLIAVANO A TE. SOLO A TE, PER COLPA TUA, PER COLPA TUA... SONO STATO RINCHIUSO IN UN'OSPEDALE PSICHIATRICO, CI SONO STATO CHIUSO PER UN ANNO INTERO...HO FATTO TERAPIE SU TERAPIE, PER DIMENTICARMI DI TE, E DI QUELLO CHE C'ERA STATO TRA DI NOI. DURANTE LE SEDUTE SONO STATO COSTRETTO A PARLARE DI TUTTO, ANCHE DI SEAN! TU NON HAI LA MINIMA IDEA DI COME MI SIA SENTITO. TU MI AVEVI ABBANDO...-
Mark ne aveva abbastanza, quindi controbattè:
-E TU NON HAI LA MINIMA IDEA DI COME MI SIA SENTITO IO, QUANDO MI HAI LASCIATO. QUANDO HO CAPITO CHE,TUTTO QUELLO CHE TI AVEVA FATTO STAR MALE ERA A CAUSA MIA! ME NE SONO RITORNATO A SLIGO PER RIFLETTERE MA SOPRATTUTTO PERCHE' SPERAVO CHE UNA VOLTA LONTANO DA TE, TUTTA LA SOFFERENZA CHE TI AVEVO PROCURATO SE NE POTESSE ANDARE, MA NON E' STATO COSI' NON LO E' STATO, PERCHE' SEI STATO MALE LO STESSO, IO TE LO GIURO NON VOLEVO ANDARMENE, NON VOLEVO, MA ERA PER IL TUO BENE NICK, SOLO PER QUESTO! L'HO FATTO PER TE! io...io...IO TI AMO ANCORA NICK! E' PER QUESTO CHE SONO TORNATO, NON VOGLIO FARTI DEL MALE, NON SONO QUI PER QUESTO. MA SONO QUI PERCHE' TI RIVOGLIO INDIETRO, TI RIVOGLIO CON ME, NICK! NON RIESCO A VIVERE SENZA DI TE! HO TENTATO DI DIMENTICARTI, MA..MA NON CE L'HO FATTA, NON CE L'HO FATTA. NON CE LA FARO' MAI! ...MI SPIACE MA IO NON SONO MAI STATO COSI' FORTE, NON LO SARO' MAI! E NON POTRO' MAI ESSERE FELICE, NON POTRO' MAI ESSERE COMPLETO..se..se..SE TU NON SEI CON ME!-
Quelle parole colpirono Nick come non mai. I suoi occhi azzurri pieni di lacrime guardavano Mark, il ragazzo che aveva amato. Il ragazzo con cui doveva stare insieme per l'eternità. Anche lui piangeva. Quanto aveva desiderato che nel anno passato. Il suo Marky all'improvviso. Un giorno, avrebbe solcato la porta di casa per dirgli quello, che aveva appena detto. Aveva desiderato che quel giorno arrivasse. Lo aveva aspettato. Lo aveva atteso. Ma lui non era ritornato, non aveva solcato di nuovo quella porta. Non era al suo fianco quando aveva più bisogno di lui. Lo aveva abbandonato. lo aveva lasciato. E adesso che era lì, era troppo tardi. Scosse la testa. Le sue labbra tremarono e disse debolmente:
-E' troppo, tardi...Io sto con Brian adesso..non posso..non...-
La sua voce insicura, venne fermata dalle mani di Mark, che gli presero il volto.
A Nick gli si mozzò l'aria in gola. Dai suoi occhi scesero delle lacrime. Mark gliele asciugò delicatamente, con i pollici. Gli sorrise dolcemente, poi gli sussurò tremante all'orecchio trattenendo a fatica le lacrime.
[Nick...Ti amo. E non ho mai smesso di farlo]
Nick sgranò gli occhi. Gli era mancato tanto il modo in cui lui, gli sussurava all'orecchio "ti amo".
Gli era mancato terribilmente, il debole muro che aveva innalzato tra di loro, cedette, così come il suo cuore si lasciò naufragare nei ricordi. Tutte le sue difese erano cadute, e senza rendersene conto Nick:
"Ma..Marky..."sussurò debolmente, chiudendo istintivamente gli occhi.
Mark, allora avvicinò le labbra a quelle di lui, gliele sfiorò, e infine toccò.
Nick perse completamente il contatto con la realtà. Stava rispondendo al bacio, lo stava per fare quando all'improvviso alla sua mente affiorò il volto di Brian. Allontanò Mark da sè.
-Vattene...-
-Nick-
-VATTENE IO AMO BRIAN, AMO LUI! VATTENE TI ODIO..TI ODIOOO-
Urlò in lacrime spingendolo. Mark attutì il colpo. Voleva desistere. Voleva restare, ma decise che era meglio andarsene, e così fece. Non appena chiuse la porta dietro di sè. Nick si lasciò scivolare al suolo. Tutte le certezze che aveva crollarono come era accaduto a lui. Il passato ritornò dentro di lui, dentro al suo cuore. La battaglia, dette inizio ad una guerra. Dove era incerto il vincitore.
Nick si portò le ginocchia al petto, chinò su di esse la testa, che avvolse con le proprie braccia. deglutì la saliva, e dalla sua bocca uscì un singhiozzo:
-Mi dispiace Brian..Mi dispiace! Io ti amo..Amo solo te...Voglio solo te! non Mark non lui! Voglio te Brian..Vogl...-
La frase venne fermata da altri singhiozzi che piano piano si fecero più forti.
Nick era crollato. E adesso stava precipitando. Ed era solo. Solo di nuovo.
Brian non era lì con lui, non gli era accanto in quel momento. E questo cominciò a rendere il suo precipitare più veloce. Cercava di aggrapparsi a quello che provava per Brian, ma il bacio che Mark gli aveva dato, lo mandava in confusione, lo annientava privandolo di ogni appiglio, e di ogni difesa. Cacciò un urlo soffocato e si lasciò, cadere giù. Mentre i suoi singhiozzi si perdevano nel sillenzio tombale di quelle quattro mura.
*§*§*§*
Brian, che indossava un paio di jeans neri, e la camicia bianca del suo amore, stava percorrendo l'ultima strada che lo avrebbe condotto a casa. Tra le mani stringeva due sacchetti. nella mano destra c'erano le arance. Mentre nella sinistra albergavano un pò di regali, che aveva deciso di comprare al suo Nick, ovvero un Playstation3 con videogame in omaggio, altri 4 videogiochi e altri elementi per la console. Percorreva sereno quella strada, fantasticando su come avrebbe reagito Nick, al regalo. Già lo vedeva, saltellare come un bambino per tutto il salotto.
Sorrise, scuotendo la testa divertito.
"Forse me ne pentirò, nonostante sia stato poco bene, vorrà giocare tutta la notte con me alla play3! Povero me, mi si prospetta una lunga e intera nottat..."
Si bloccò perchè, i suoi occhi si incrociarono con quelli di Mark. Sentì il sangue ribollirgli in vena. Mark osservava il suo rivale.
Entrambi erano immobili. L'uno davanti all'altro, si scrutavano con odio, si squadravano da capo a piedi con rabbia. Entrambi amavano una persona, e avrebbero fatto qualsiasi cosa per evitare di perderla. Brian, non aveva la più pallida idea di cosa fosse successo, in sua assenza. Ma la presenza di Mark da quelle parti lo insospettì. Si sentiva minacciato da lui. Strinse le borse, la rabbia era nei suoi occhi. Voleva prenderlo a pugni, ma si trattenne. E con freddezza disse:
-Che cazzo ci fai da queste parti!-
Mark non rispose, si limitò a guardarlo.
-Rispondi...CHE CAZZO CI FAI QUI!-
Il ragazzo sussultò. Cominciò a fare i primi passi. Si avvicinò a Brian e gli disse:
-Non starà per sempre con te! Me lo riprenderò a tutti i costi!-
Brian venne avvolto dall'ira, avrebbe voluto scaraventarsi su di lui e farne un pungiball. Ma resistette, e decise di controbattere:
-Dovrai passare, sul mio corpo per riaverlo!-
-Lo farò, non temere, non ho paura di te!-
Detto questo, gli dette una spallata a mò di sfida e riprese il cammino, che lo avrebbe condotto alla propria auto. La sfida era appena cominciata. I primi colpi erano stati messi a segno da entrambi gli sfidanti. E il premio era stato messo in palio. Adesso avrebbero combattuto, usando qualsiasi mezzo, qualsiasi espediente per avere Nick al loro fianco.
CAPITOLO 16
Nick era ancora seduto per terra, le lacrime non volevano smettere di scendergli dagli occhi.
Si sentiva in colpa. Era come se avesse tradito Brian, e non avrebbe avuto il coraggio di guardarlo negli occhi. Non doveva succedere, non doveva accadere!
"Sei uno stupido Nick, non dovevi lasciare che ti baciasse, non dovevi...Non dovevi farlo. Sei troppo fragile, troppo! Io non volevo farlo Brian, non volevo"
Un singhiozzo fermò il suo pensiero. Lo scatto della porta lo fece sussultare. Si asciugò le lacrime come meglio poteva, stava per alzarsi dal pavimento. Ma le vertigini non avevano intenzione di lasciarlo in pace. Si sentì cadere giù. Ma una forte presa lo sorresse:
-Nick-
Non appena udì la voce del suo ragazzo, Nick rinsavì. e con la poca forza che aveva allontanò il proprio partner urlandogli:
-LASCIAMI STARE, NON MI TOCCARE!-
Brian indietreggiò. I suoi occhi blu guardavano preoccupati l'amato. Nick non gli volgeva lo sguardo, anzi teneva il volto basso.
-Nick parlami che ti è successo?-
Il ragazzo inspirò trattenendo a fatica un singhiozzo, che si tramutò in un leggero e desolato sospiro.
-Niente Brian, non è successo nulla-
Disse le ultime parole cominciando a trascinarsi, verso la camera. Brian voleva aiutarlo. Ma ogni volta che tenteva di avvicinarsi, lui lo allontanava continuando a ripetere che ce l'avrebbe fatta benissimo da solo. Raggiunse il letto, si gettò su di esso, si coprì. Morse il cuscino e lasciò, che le lacrime dapprima bloccate riprendessero la loro scesa.
Brian dal piano di sotto, fissava la porta chiusa, voleva salire, e andare da lui, stargli vicino e sapere cosa gli fosse successo. ma decise che non era il momento più adatto. Nick nelle condizioni in cui era non avrebbe avuto la forza di parlare. Distolse lo sguardo da quella porta chiusa. Sentiva che un muro si stava innalzando tra di loro. Nick stava chiuedendo di nuovo tutti quanti fuori dalla sua vita, e la cosa lo spaventava a morte.
"Ho giurato che non ti avrei lasciato cadere, e non lo farò Nick, te lo giuro. Non cadrai mai più. Mai più!"
*§*§*§*
Due settimane erano trascorse veloci per Brian, ma lente per Nick.
Da un pò di giorni Brian si era fatto stranamente più affettuoso e qualche volta oppressivo. Continuava a dirgli, e ridirgli che lo amava, che per lui era tutto, e tutte le sere lo portava a cena fuori in ristoranti diversi, gli faceva regali inaspettati. Era troppo attento nei suoi confronti.
E questa cosa ultimamente, cominciava a dargli fastidio. Il muro che aveva iniziato ad innalzare due settimane prima, cominciava ad accellerare i tempi. Nick, non riusciva più a parlare con Brian, e ogni volta che tentava di farlo, lui cominciava a baciarlo, a leccarlo, a lasciargli succhiotti sul collo e finivano irrimediabilmente a fare sesso. E questo stava accadendo spesso, molto spesso. Nick si sentiva soffocare, non riusciva a respirare.
*§*§*§*
Erano scoccate da poco le 5pm Nick era fuori in giardino. Indossava il completo da basket dei Lakers. Sotto la sua mano destra rimbalzava il pallone da basketball.Cominciò a correre. Poi a pochi metri dal canestro, Nick fermò il palleggio, saltò e con uno slam dunk, schiaffò il pallone dentro al canestro. Una volta che i suoi piedi toccarono terra, Nick si passò sulla fronte sudata il polso destro, dove riposava un polsino bianco. Prese fiato. I suoi occhi azzurri fissarono la palla che si era fermata, a pochi metri da lui. Cadde a sedere per terra, e si distese sul manto erboso, mentre il suo respiro affannato si faceva sentire. stava giocando da 3 ore di fila, non si era mai fermato. Tanti pensieri gli stavano soffocando la mente. Continuava a chiedersi, o almeno a cercare di capire perchè il suo ragazzo fosse diventato così opprimente, e anche come mai Mark fosse sparito all'improvviso. Che stava accadendo? Scosse la testa, alzandosi. Non voleva pensarci, voleva ignorare tutto, così almeno sarebbe stato bene, ma era difficile. Quindi cercando di distogliere la mente giocando, si accinse a raggiungere il pallone, quando all'improvviso due mani maschili gli avvolsero i fianchi. Poi due labbra morbide si posizionarono sul suo collo lasciandoci un succhiotto che lo fece gemere fievolmente. Si voltò di 3/4 e incontrò gli occhi blu del suo ragazzo. Sorrise dolcemente. Brian lo baciò sulle labbra. Una volta staccati gli sussurrò sensualmente all'orecchie:
[Wow Nicky...non sai cosa avrei voglia di fare con te adesso...]
Nick sorrise consapevole.
-Fammi indovinare...do You wanna fuck Me?-
Brian annuì ammiccante e gli morse leggermente l'orecchio.
[Yeah Sunshine, I wanna fuck You, I'm gonna fuck You, baby]sussurrò, leccandogli il collo bramoso a mille. Poi le sue mani, scivolarono dentro ai pantaloni di Nick, fino a giungere a destinazione. Il biondino non portava i boxer.
Il proprio partner sorrise, gli leccò il collo, poi con le mani cominciò a massaggiarglielo.
Nick cominciò a mormorare compiaciuto. Ma voleva dirgli che non gli andava. Voleva fermarlo ma lui ci sapeva fare, quindi, non riusciva in alcun modo a bloccarlo. I mormori si fecero più forti, Brian li soffocò con un bacio. Pochi secondi dopo lui tolse le mani dalla sua zona proibita solo, per voltarlo verso di sè, prendergli con veemenza indomita le labbra, appiccarsi a lui e spingerlo verso la piscina, mentre le mani avevano cominciato a stringerglielo nuovamente.
Nick in preda al piacere si lasciò cadere vicino al bordo. Tremava per l'eccitazione. Ma non voleva farlo. non in quel momento, non in quel luogo.
[Ah..ah...Brian...ahh oddio..ti prego...no..no]sentenziava, ma Brian non lo sentiva.
Nick trattenendo a fatica i gemiti, fermò con una mano il braccio sinistro di lui. Che a quel gesto si arrestò. Aprì gli occhi incontrando quelli di Nick, nei quali leggeva benissimo il suo disappunto.
-Non..voglio Brian, non oggi-esclamò
Brian voleva parlare, ma lasciò perdere, si limitò a togliersi da sopra di lui.
-Scu..scusami Nick-
Nick annuì rimanendo comunque deluso dal comportamento del proprio partner, poi si alzò da terra, andò verso il pallone, lo raccolse. e si diresse dentro casa.
Brian rimase lì. Lo vide sparire dietro all'immensa vetrata della villa, e prendere le scale fino a sparigli dal campo visivo. Scosse la testa:
"Forse sto esagerando, ma se non mi limito a comportarmi così, a fargli regarli, a fare sesso con lui e portarlo fuori a cena! Che altro mezzo potrei usare per tenerlo con me? Non voglio che Mark se lo riprenda, Nick adesso è mio! Non glielo lascerò. Lui doveva stare con me fin dall'inizio. Se non l'avessi rifiutato, a quest'ora non ci sarebbe stato nessun Mark a metterci i bastoni fra le ruote! Mi dispiace Nick, ma non posso fare a meno di compotarmi così con te, Tu devi capire che ti amo, e che farei qualsiasi cosa per te! Ed questo è l'unico modo che ho per fartelo capire, non posso rinunciarci. Forse ora è stato solo un momento, ma comunque domani andrà meglio, me lo sento!"
*§*§*§*
Nick da sotto la doccia stava ripensando a quello accaduto in giardino, mentre lo stereo incorporato nel box doccia, mandava a tutta palla Escape di Enrique Iglesias.
Le parole della canzone, avevano preso possesso di tutto il bagno. Ma Nick non riusciva a sentirle, o forse non voleva sentirle, la sua mente era sempre chiusa nei propri pensieri, nelle proprie preoccupazioni ma soprattutto su Brian. Il suo Frick era cambiato, e non in positivo. Aprezzava tutti i regali che gli faceva, le cene a sorpresa, sesso sfrenato ogni santissimo giorno, o santissima notte. Ma adesso ne aveva abbastanza, si sentiva in trappola. Era come un uccellino in gabbia. Una gabbia di oppressione più piccola di lui, nel quale ci entrava a malapena.
Ogni giorno rischiava la vita perchè veniva soffocato da essa. quella gabbia che tanto l'opprimeva e lo soffocava negandogli ogni via d'uscita si chiamava Brian.
"Ma che gli sta succedendo? Perchè si comporta a quel modo, io lo amo, lo amo, ma lui sembra che voglia dimostrarmelo ogni giorno, facendomi regali. Offrendomi cene a sorpresa ma soprattutto facendo sesso. Non ha bisogno di tutto ciò per dimostare che ci tiene a me. Ci deve essere qualcos'altro sotto, ma non sò cosa sia. Non riesco a capire. Sò, solo che se non mi dà un pò di break, temo che tutto quello che stiamo pian pian costruendo, si fermerà all'improvviso, mettendoci alle strette. Ed io non voglio questo, è successo con Mark...già lui, mi chiedo che fine abbia fatto. Accidenti a lui, è ritornato all'improvviso, poi dopo avermi mandato in confusione è scomparso, abbandonandomi di nuovo. Perchè mi ha fatto tutto ciò? Perchè Brian si comporta in questo modo? Che diamine sta succedendo! Cosa diavolo sta accadendo! Io non capisco, NON CAPISCO" urlò internamente, dando un leggero pugno alla parete del box doccia, Per poi appoggiare la fronte su di essa e mormorare:
[Mi stanno uccidendo, entrambi, mi stanno confondendo.Perchè non la smettano. perchè mi tormentano così! Io voglio solo essere lasciato in pace. Non chiedo troppo voglio solo essere lasciato in pace!]
La rabbia era dentro di lui. Non sopportava più quella situazione, sarebbe impazzito se non si decideva a fare qualcosa, per trovare la risposta ad almeno una delle tante domande, che lo stavano massacrando.
Chiuse l'acqua. Si lasciò scivolare giù, sulla partete del box. E decise di stasene accovacciato lì da solo, ad ascoltare il debole suono delle ultime gocce che cadevano dalla doccia, e ad osservare il vapore, creato dall'acqua calda, mentre si dileguava attaccandosi alle pareti di vetro. Aveva bisogno di pensare, di stare da solo, e adesso quello gli sembrava l'unico posto sicuro. Aveva chiuso anche a chiave. Perchè non voleva essere disturbato per niente al mondo. Voleva allontanarsi da lui, lo amava, ma adesso cominciava anche a non sopportarlo.
"Tutto questo deve finire, non posso resistere ancora, sto cadendo e quello che mi aveva promesso, quello che aveva giurato di non farmi mai cadere, mi stà facendo precipitare. Non bastava Mark, adesso ci si mette anche lui! Eppure me lo aveva promesso.Cazzo me lo aveva giurato, e io scemo gli ho creduto!"
Nick's Flashback
Quella sera, era stata una serata come tutte le altre. io e Brian eravamo usciti un pò.
Mi aveva portato in un ristorante a Las Vegas, poi siamo andati al cinema, e infine a fare una passeggiata sul lungo mare. Mi ricordo ancora quel momento come se mi stesse accadendo di nuovo, con una piccola differenza, sapevo già come sarebbe andata a finire.
La luna piena era alta nel cielo, strapieno di stelle. Entrambi avevamo i piedi nudi nell'acqua. L'oceano era un pò agitato, e le sue onde, ogni tanto ci bagnavano le ginocchia. Io indossavo, come sempre un paio di jeans neri. Sopra avevo una camicia bianca, e sotto di essa una canottiera nera attilata. Brian invece indossava un paio di jeans non molto aderenti, a vita bassa chiari. E una maglia bianca a maniche lunghe non molto attillata ma comunque ne metteva in risalto gli addominali. Era stupendo.
Stavamo camminando, ridendo, parlando e scherzando quando all'improvviso si fermò. Mi guardò con uno sguardo inteso e profondo. Stavo per aprire bocca e chiedergli come mai si fosse arrestato a quel modo, ma lui mi bloccò.
-Nicky?-
-Si-risposi
In quel preciso istante, Brian si avvicinò a me. Mi prese la mano, mi tirò a sè, e mi abbracciò.
Io ricambiai quel gesto, anche se mi aveva lasciato un pò perplesso. Volevo chiedergli il perchè, ma lui mi arrestò dicendomi:
-Nick, sò che forse stai ancora male per Mark. L'amore che provavate l'uno per l'altro era molto forte, sapevo che non potevo mai competere con lui, e gli ho lasciato campo libero. Non ti sono stato più vicino come un tempo. E non mi sono accorto, che stavi precipitando in un baratro senza fondo. Non me ne sono reso conto fino a che, tu non sei andanto in crisi. E ho cercato di tenerti, di sorreggerti. Ma sei caduto lo stesso Nicky. Mi sei scivolato via dalle mani. E ti ho lasciato precipitare. Ti ho abbandonato come aveva fatto lui, e poi è successo. Sò che non eri tu Nick, sò che stavi male, ma ce l'avevo a morte con te, ti odiavo ma poi ho letto la tua lettera, ed ho capito..E adesso sono qui, davanti a te, ti sto chiedendo scusa per averti odiato, per averti abbandonato quando avevi più bisogno di me. Perdonami se non ti sono stato vicino Nick, perdonami-
Lo fermai.
-Brian non ti devi scusare okay, tu non centri niente!-
Percepì le lacrime salirmi alla gola, non avevo dimenticato ciò che gli avevo fatto, e Brian involontariamente mi aveva gettato indietro nel tempo. e all'improvviso gli urlai frustrato:
-NON SEI TU QUELLO CHE SI DEVE SCUSARE, NON SEI TU QUELLO DA PERDONARE! NON DOVEVI PERDONARMI BRIAN, NON DOVEVI DOPO QUELLO CHE TI HO FATTO, PERCHE' BRIAN, PERCHE' MI HAI PERDONATO, PERCHE'? TU DEVI ODIARMI, DOVRESTI DESIDERARE LA MIA MORTE! PROPRIO COME STA FACENDO KEVIN, E INVECE TU..TU MI HAI PERDONATO PERCHE' BRIAN, PERCHE'?-
Le lacrime mi scesero dagli occhi. Lo guardai per pochi secondi, poi distolsi lo sguardo e ripresi il cammino accellerando i passi.Volevo andarmene da lì, non potevo stare con lui, non dopo quello che gli avevo fatto. Ma all'improvviso, la sua forte mano mi afferrò il braccio, mi costrinse a voltarmi verso di lui. Ma continuai a tenere il volto basso.
-Nick!- Mi chiamò dolcemente
Io non risposi.
Lo percepì sospirare debolmente.
-Nicky guardami per favore-mi disse gentilmente, prendendomi il mento con il pollice e l'indice.
Io cercavo di fare resistenza, ma lui in un qualche modo riuscì ad avere la meglio. In pochi secondi che a me sembravano eterni. I miei occhi e quelli di Brian si guardarono. Sussultai.
Vidi le labbra del mio amico tremare, poi la sua bocca si aprì e parlò:
-Nicky, ti ho perdonato perchè ti amo, ti ho sempre amato-
Il mio cuore perse un battito, non riuscivo a credere alle mie orecchie.
-Mi ami?-
Lui annuì
scacciai la sua mano dal mio mento e risposi:
-Non potrà mai funzionare tra di noi Brian!-
-E perchè?-
-........-
-Sei ancora innamorato di lui?-
Trasalì, e proseguì il cammino, pochi passi e Brian mi afferrò per il braccio, stavolta mi voltò verso di lui con veemenza. Stavo per scrollarmi dalla sua forte presa, quando le sue labbra si posizionarono a pochi mm dalla mia bocca, e mi sussurrò guardandomi intensamente negli occhi.
-Nick, sò che sei ferito, sò che forse non sei pronto per affrontare un'altra relazione. Io non posso essere Mark, non sarò mai lui! Siamo totalmente diversi, ma io ti amo, e se il solo modo per averti al mio fianco è quello di essere Mark, io ti giuro che cercherò di esserlo, solo per te. Perchè voglio vederti felice. Sò già in partenza che non potrò mai fare completamente parte del tuo cuore. Ma a me basta solo essere al tuo fianco. Voglio averti al mio fianco Nick. Perchè ti amo e non potrò mai, mai fare finta di niente, non potrò mai dimenticare quello che provo per te. Perchè sò già che non posso farcela. Ti prego Nick, fammi stare al tuo fianco, voglio essere il tuo amante. Il tuo compagno. Il tuo ragazzo. Il tuo migliore amico e il tuo secondo angelo custode. Voglio amarti....Ti amo Nicky, ti amo ed è l'unica cosa certa nella mia vita. Io voglio te! solo te Nick. Ti giuro che non ti lascerò cadere di nuovo, non ti lascerò precipitare. Ti proteggerò da tutto e tutti. Nessuno ti farà mai più del male, mai più, perchè io starò al tuo fianco, non ti abbandonerò lo giuro- Mi disse tutto, con le lacrime che gli scendevano inesorabili dagli occhi.
Non sapevo cosa dire, cosa rispondere. Era tutto successo così in fretta, per 4 anni l'avevo amato, per 4 anni avevo lottato contro quello che provavo, per lui. Per 4 anni avevo atteso. Avevo sognato che, un giorno lui mi dichiarasse il suo amore. Ma erano solo sogni di un ragazzo innamorato. Sapevo che non poteva mai accadare, perchè all'epoca lui mi aveva dimostrato in svariati modi il suo essere eterosessuale. Ritornai indietro nel tempo, tutto l'amore che in quegli anni avevo provato per lui, tutti i sentimenti che dentro di me si erano assopiti all'improvvisero esplosero come una bomba, all'interno del mio cuore. Provai a parlare, ma dalla mia bocca uscì solo un sorriso. Brian ricambiò e in pochi istanti, i miei occhi si chiusero. I miei muscoli tesi si rilassarono, e le morbide e seducenti labbra di lui, si unirono alle mie sfociando in un bacio profondo, tenero, passionale e colmo d'amore. Mi sentivo felice per la prima volta dopo un anno. Sapevo che potevo fidarmi, e nonostante la situazione mi sembrasse surreale, mi lasciai andare.
Ci baciammo ci accarezzammo per un pò. E con il sorriso sulle labbra, e mano nella mano ce ne andammo. Con la convizione nel cuore che avremmo affrontato la vita insieme, e non più come migliori amici, ma come amanti.
End Nick's Flashback
CAPITOLO 17
"No matter how I fight it
Can't deny it
Just can't let You go..."
(I Still...-Backstreet Boys)
Nick sorrise debolmente, ripensando a quel ricordo. Ma dopo pochi secondi, venne riportato bruscamente alla realtà, dal forte bussare alla porta, e dalla voce preoccupata di Brian.
-NICK, RISPONDIMI NICK!-
Il biondino sentendolo. Si alzò in piedi, uscì dal box doccia. Afferrò il proprio asciugamano, e se lo legò sui fianchi, ormai asciutti.
Brian stava continuando a bussare. Quando all'improvviso Nick girò la chiave, e aprì la porta, scontrandosi violentemente, con gli occhi preoccupati e spaventati, del proprio partner:
-Nick ma che accidenti ti è preso? Cosa hai combinato in bagno, per tutto questo tempo? Mi hai fatto preoccupare lo sai!-
Sorrise debolmente e rispose:
-Sei peggio di mia madre Brian-
Brian percepì nella sua voce, una punta di sarcasmo, che non gli piaceva per niente al mondo. E non appena il suo Frack, lo sorpassò, lui lo afferrò per il braccio. Quel gesto lo fece innervosire, stava per invenirgli contro, ma Brian lo arrestò, facendosi sentire:
-Nick che cazzo hai oggi?-
-Niente! Lasciami andare!-
-No, non ti lascio finchè non mi spieghi che ti sta accadendo! Dimmelo Nick avanti, cosa c'è!-
Eccola lì, la goccia che fece traboccare il vaso. Nick sentì la rabbia salirgli al cervello, l'insistenza nella voce del proprio ragazzo, aveva fatto scattare qualcosa in lui. la gabbia dell'oppressione lo schiacciò completamente. Si voltò furioso verso di lui e gli urlò:
-ECCO COSA C'E'!-
Brian non lo sopportava quando gli alzava la voce a quel modo. Quindi rispose con la stessa moneta:
-NON ALZARE LA VOCE CON ME SIGNORINO!-
Questo ne incrementò ancora la rabbia
-IO ALZO LA VOCE, QUANTO E CON CHI CAZZO MI PARE E PIACE!-
-NO! FINCHE' ABITI CON ME!-
-OH DAVVERO, MA PENSA, SEI DIVENTATO LA MIA MAMMA ADESSO!-
-SI PUO' SAPERE COSA CAZZO HAI?-
-QUESTO ME LO DEVI DIRE TU BRIAN!-
-IO NON HO NIENTE, TU HAI QUALCOSA!-
-SONO SEMPRE IO, IN QUESTO FOTTUTO MONDO AD AVERE QUALCOSA, SEMPRE E SOLO IO NON E' COSI'?-
-NICK MA CHE STAI DICENDO? NON CAPISCO!-
-TU NON MI CAPISCI PIU' ULTIMAMENTE. OGNI VOLTA CHE CERCO DI PARLARTI TU COMINCI A BACIARMI, A LECCARMI E FINIAMO SEMPRE E SOLO A FARE SESSO,PERCHE'? MI FAI REGALI, MI PORTI A CENA FUORI, PERCHE'? RISPONDIMI BRIAN..HO IL DIRITTO DI SAPERLO COSA CAZZO TI STA SUCCEDENDO, QUI SEI TU QUELLO STRANO NON IO! BRIAN! CHE CAZZO TI E' ACCADUTO, NON TI RICONOSCO PIU' ! E A ME NON PIACE QUESTO NUOVO BRIAN. HO TENTATO IN QUESTE DUE SETTIMANE AD ACCETTARLO MA ADESSO NON NE POSSO PIU', A CHE GIOCO STAI GIOCANDO CON ME? SE QUESTO E' IL MODO PER DIMOSTRARMI IL TUO AMORE, BHE' STAI SBAGLIANDO SU TUTTI I FRONTI!-Urlò infine liberandosi dalla presa del proprio ragazzo, e entrare in camera, chiudendo a chiave la porta. Brian rimase lì. Immobile, con lo sguardo fisso sulla porta chiusa. Il muro che aveva percepito In Nick poco tempo fà, adesso lo sentiva chiaramente. Lo stava perdendo, stava rischiando di perderlo. Non sapeva dove sbattere la testa. La sfida lo stava tormentando. Mark, ancora non si era fatto vivo. Ma dentro di sè, sentiva che prima o poi sarebbe sbucato. E se non faceva in tempo ad aggiustare le crepe, che stavano nascendo nel suo rapporto con Nick, una volta che Mark fosse ritornato, Nick sarebbe caduto ai suoi piedi. Già li vedeva insieme. Vedeva il suo rivale baciare le labbra del suo Frack, lo vedeva unirsi a lui come mai era successo prima. e non voleva assolutamente che accadesse una cosa del genere. Scosse la testa, cacciando via quelle immagini. Guardò la porta. Si avvicnò ad essa. Stava per bussare, quando le sue orecchie udirono lo scatto della chiave. La porta si aprì e davanti ai suoi occhi comparve la figura di Nick: che indossava un paio di jeans blu scuro sfumati, a vita bassa, non molto stretti, maglia bianca, con zip diagonale. scarpe da ginnastica, e i suoi capelli biondi ancora umidi erano sparati in aria. Al polso sinistro, come sempre teneva il braccialetto che aveva regalato a Mark. Non se lo era mai tolto, da quando i due si erano rivisti al locale. La vista di quello oggetto, feriva molto Brian, che in ogni istante sentiva la minaccia di Mark farsi più vicina. Non aveva mai osato, dire a Nick di togliersi quel bracciale, perchè sapeva che era molto importante per lui. Era un pezzo di passato che nonostante tutto e tutti ancora non lo aveva abbandonato, come lui si ostinava a credere.
Brian a suo malincuore aveva capito. Ma non voleva lasciarlo andare, perchè lo amava, lo amava più della sua stessa vita. I due si stavano guardando negli occhi, ma nessuno sembrava intenzionato ad aprire bocca. Fu proprio Brian, che decise di rompere il ghiaccio.
-Quel giorno in cui tu stavi male, al ritorno dal centro commerciale ho incontrato Mark-
Nick trasalì. Brian se ne rese conto. Deglutì a fatica il groppo che gli si era formato in gola, collegò un pò tutto e continuò:
-E'...venuto a casa nostra?-
Il cuore del biondino perse un battito. Abbassò il volto. Le labbra gli tremavano e dalla sua bocca uscì un flebile:
-S...si-
Brian sentì il mondo cadergli adosso. E sperava in cuor suo che Mark, non gli avesse fatto niente. Poi debolmente chiese:
-E' successo qualcosa fra di voi? Ti prego Nick rispondimi-
Nick sentì le lacrime salirgli agli occhi. Guardò il suo ragazzo in viso, e decise di mentirgli.
-Non è successo niente Brian, niente!-
Per sua sfortuna, Brian aveva intuito tutto, sapeva che stava mentendo spudoratamente.
-Nick non mentirmi, non farlo ti prego. Che cosa è successo, CHE COSA NICK!-Gli urlò afferrandolo per le spalle e scuotendolo.
-Niente, Brian...Lasciami mi stai facendo male, LASCIAMI!-
-NO, NON TI LASCERO' FINCHE' TU, NON TI DECIDERAI A PARLARE!
PARLAMI NICK, HO IL DIRITTO DI SAPERLO CHE COSA E' SUCCESSO TRA DI VOI, COSA!-
Nick cominciava a spaventarsi non era abituato a vedere un Brian così furente. Chiuse gli occhi, e lo intimò di lasciarlo andare, perchè gli stava facendo male, ma lui non lo ascoltava continuava a stringere e a gridargli di parlare, di dirgli cosa fosse successo tra di loro. Alla fine Nick scoppiò.
-MI HA BACIATO!-urlò
In quel preciso istante un Brian sconvolto mollò la presa, Nick con le lacrime agli occhi, lo sorpassò scendendo di corsa le scale, per poi saltare in macchina, mettere in moto e sfrecciare via, nella notte che stava pian pian calando su tutta Malibù.
Brian era rimasto lì, immobile. Le ginocchia si fecero improvvisamente molli. Cadde sul parquet. Dai suoi occhi cominciarono a scendere le lacrime. Ancora non riusciva a credere, a quello che Nick gli aveva detto. Ripensò a quella sera, a quel momento in cui i suoi occhi avevano visto Mark. E tutto gli fu chiaro. Dette rabbioso un pugno al parquet. Dopo lanciò un urlo, che venne soffocato da un singhiozzo, e tra le lacrime cominciò a gridare.
-QUEL BASTARDO, QUELLO STRONZO, QUEL VERME, ME LA PAGHERA' CARA NON GLI LASCERO' MAI NICK, NON LO FARO'! NON MI IMPORTA SE QUEL BASTARDO DI MARK E' RIUSCITO A BACIARLO, NON LASCERO' CHE GLI FACCIA ANCORA DEL MALE, LO PROTEGGERO' A COSTO DELLA MIA STESSA VITA! LUI NON SARA' MAI TUO, MAI!
ME LA PAGHERAI MARK, ME LA PAGHERAI CARA, TI PENTIRAI AMARAMENTE DI AVER APPROFITTATO DELLA SUA FRAGILITA'. ME LA PAGHERAI, NON DOVEVI FARLO, HAI SUPERATO OGNI LIMITE! IO NON VOGLIO PERDERLO, NON VOGLIO PERDERE NICK, NON VOGLIO E LOTTERO' FINO ALLA MORTE PER TENERLO CON ME!-
Detto questo, dette un'ultimo colpo al pavimento, sul quale cominciò a versare lacrime e lacrime.
*§*§*§*
Erano da poco scoccate le 9pm. Quando un ragazzo di quasi 26 anni, dai capelli corti neri, e due occhi blu solcò l'ingresso di un nuovo Irish Pub, aperto da pochi giorni a Long Beach. Indossava una semplice camicia bianca a righe verticali blu e gialle. Un paio di jeans non troppo stretti, e un paio di timberland nere. Davanti ai suoi occhi vi erano decine, e decine di persone sedute su delle cassapanche in legno rovere. che sorseggiavano a volontà birra, vodka, tequila e anche altri alcolici.
Dentro al locale risuonavano oltre che le voci dei clienti, e le urla di qualcuno che aveva alzato troppo il gomito, anche una canzone dei Westlife intitolata Hit You With The Real Thing.
Il ragazzo, proseguì sicuro il proprio cammino verso il bancone. Man mano che si avvicinava, i suoi occhi non poterono fare a meno di notare, un gruppo di ragazzi di circa 30 anni che stavano intorno a qualcuno. il ragazzo non riusciva a vedere chi fosse, ma non appena la canzone giunse al ritornello:
"What (take it till you're high and low)
Like how (system overload)
Like who (sure you'r wanna rock the boat)
And hit you with the real thing
What (rock you from the left to right)
Like how (electro paradise)
Like who (if you wanna up your line)
And hit you with the real thing..."
Quell'individuo misterioso, salì sul bancone e cominciò a ballare.
Il cuore gli perse un battito, i suoi occhi si sgranarono, l'aria sembrò mancargli, accellerò i passi, e raggiunse il bancone. Nick era là sopra, e stava ballando, mentre un'altro ragazzo gli stava palpeggiando il sedere.
-Nick- chiamò
Ma lui sembrò non sentirlo. Allora decise di afferrargli un braccio. A quel gesto, il biondino irritato abbassò il volto. Incontrando gli occhi del ragazzo che aveva amato più di sè stesso. Lo stesso ragazzo che lo aveva baciato due settimane prima, mandandolo in confusione, per poi sparire, e adesso riapparire come per magia. Mark.
Nick sorrise, era talmente strapieno di alcool da non riuscire a stare fermo. Stava barcollando.
-Nick scendi di lì-disse Mark preoccupato
Lui gli scoppiò a ridere in faccia, e gli disse:
-Cos'è vuoi baciarmi di nuovo?-
Certo che lo voleva baciare di nuovo, ma non in quelle condizioni.
-Nick per favore scendi!-
-NO!-
-Nick-sentenziò di nuovo, tirandolo per il braccio. ma lui si liberò bruscamente rischiando di cadere di sotto. e urlò:
-NO, CHE NON SCENDO, MI STAVO DIVERTENDO, QUINDI GIRA AL LARGO BELLO!-
Mark cominciava seriamente a perdere la pazienza, e decise di farsi sentire:
-O SCENDI, O SALGO IO E TI PRENDO CON LA FORZA!-
-Mpfui tu mi vuoi prendere con la forza..ma piantala ahahahahahha-
-Nick sto parlando seriamente, SCENDI DA QUESTO FOTTUTO BANCONE!-urlò adirato
-NON SEI IL MIO PADRONE, OKAY! SE IO VOGLIO STARE QUI, CI STO' E TU NON RIUSCIRAI IN ALCUN MODO A...-
Non riuscì a terminare la frase, che Mark gli afferrò con più forza il braccio, e lo tirò giù, costringendolo a piegarsi a metà busto. Nick cercava di liberarsi, ma era un pò impossibile, anche perchè i suoi movimenti erano scordinati. In men che non si dica, Nick si ritrovò con l'addome sulla spalla destra di lui. Mark cominciò a fare i primi passi, e Nick iniziò ad urlare come un pazzo.
-LASCIAMI MARK! SI PUO' SAPERE CHE CAZZO VUOI DA ME, MOLLAMI-
-STA ZITTO NICK-
-TU NON DICI A ME DI STARE ZITTO, INSOMMA VUOI MOLLARMI PEZZO DI MERDA, LASCIAMI FOTTUTO BASTARDO...MOLLAMI!-
-NICK, CI STANNO GUARDANDO TUTTI PIANTALA!-
-CI STANNO GUARDANDO TUTTI! BHE LASCIALI GUARDARE, CHI CAZZO SE NE FREGA DI LORO, VEDI DI MOLLARMI PIUTTOSTO, IO NON CI VENGO VIA CON TE!-
-SPIACENTE, MA LO STAI GIA' FACENDO-
-CHE CAZZO DICI STRONZO, MOLLAMI, TI HO DETTO DI LASCIARMI-
-TU ORA VERRAI CON ME, CHE TI PIACCIA O NO!-
-TI HO DETTO CHE NON VOGLIO, MOLLAMI, LASCIAMIIIIII-Gli urlò quasi piangendo
Mark scosse la testa amaramente. Stava per parlare ma la voce intrisa di alcool di Nick si riprensentò alle sue orecchie urlando:
-MA GUARDA QUESTO STRONZO, SEI SORDO! MOLLAMI, LASCIAMI BASTARDO, PEZZO DI MERDA. GIURO CHE TI AMMAZZO, GIURO CHE TI SPEZZO SE NON MI MOLLI ORA, ADESSO. LASCIAMI STRONZO LASCIAMI PEZZO DI....-
La frase gli morì in gola, perchè i suoi occhi cominciarono a farsi pesanti. Stava per addormentarsi. In pochi secondi, che a Mark sembrarono infiniti, raggiunse la propria auto a due porte. Aprì lo sportello anteriore dove vi adagiò un Nick completamente andato, che riusciva a fatica a tenere gli occhi aperti. Gli allacciò la cintura di sicurezza, gli fece appoggiare il capo sul poggia testa. Poi con una mano, reclinò il sedile.
Gli occhi di Nick si chiusero, e si addormentò. Mark una volta controllato che tutto fosse apposto e che il suo ex stesse bene, chiuse la portiera, e si diresse alla propria postazione. Aprì lo sportello della guida, si sedette. Chiuse la portiera, mise la chiave nell'apposita fessura, si allacciò la cintura. Depose il piede sinistro sulla frizione, disinserì il freno di stazionamento. Mise in moto, premette con il piede sinistro l'accellelatore e la macchina partì. Spedita.
Direzione casa Feehily.
CAPITOLO 18
Mark giunse a destinazione dopo circa 10 minuti. Aprì il cancello automatico usufruendo dell'apossito telecomando. Non appena la cancellata si aprì. l'auto entrò. e il cancello si chiuse dietro di lei.
Mark, si tolse la cintura. Guardò il suo ex che gli ronfava accanto. Sorrise debolmente, gli accarezzò lievemente una guancia. Lo amava ancora talmente tanto, che il solo pensiero di vederlo con Brian gli faceva scendere le lacrime, mentre il suo cuore riceveva delle fitte tremende. Scosse la testa, voleva baciarlo, voleva farlo ma quello poteva significare aprofittarsi di lui, quindi non fece niente. Scese dall' auto, raggiunse l'altra portiera, l'aprì, e con estrema delicatezza rialzò il sedile. La testa di Nick gli sfiorò lievemente una spalla, per poi cadere su di essa, non appena Mark lo liberò dalla cintura di sicurezza. In quel preciso istante il suo cuore perse un battito. Il solo sfiorarlo lo faceva fremere, gli piangeva il cuore sapendo, che una volta svegliato se ne sarebbe andato da Brian. Ma non poteva tenerlo legato al letto per sempre, lo amava, lo amava ancora come la prima volta, forse anche di più, voleva solo vederlo felice. Ma non con Brian, perchè lui non lo stava rendendo felice, altrimenti non si sarebbe ubriacato a quel modo. La rabbia che provava per lui, cominciò ad aumentare. Ed ora più che mai voleva a tutti i costi riprenderselo. Non glielo avrebbe ceduto così facilmente, Avrebbe lottato, avrebbe combattuto per Nick, sacrificandosi completamente. E avrebbe vinto, Perchè voleva vincere. Era sicuro di ciò.
"Non posso lasciarti a lui, io ti amo, voglio solo vederti felice, ma con Brian non lo sei, non lo sarai mai, e forse in realtà non lo sei mai stato! A me non interessa se state insieme, non mi importa se tu lo ami, o lui ti ama..Io farò in modo che tu ti riavvicini a me, voglio che tu ti fidi di nuovo di me. Ti ho fatto male, e molto anche lo sò! Ti ho abbandonato. Ma stavolta farò in modo che non accada mai più! Rimedierò ad ogni costo a tutto il dolore che ti ho procurato Nicky, te lo giuro"
I suoi occhi blu guardavano intensi il profilo dormiente di Nick. Sorrise dolcemente, poi se lo caricò completamente sulle spalle, e con estrema attenzione raggiuse la porta d'ingresso. Inserì la chiave, dette due mandate, ed entrò chiundendo l'uscio con il piede. Poi facendo attenzione a non cadere, intraprese i 4 gradini che lo avrebbero portato in camera da letto.
Una volta lì. Tirò giù le lenzuola fino a raggiungere i piedi del lettone. Adagiò Nick con attenzione e delicatezza inaudita . Gli tolse le scarpe. Gli sganciò la maglia. Sul suo petto c'erano i segni dei succhiotti lasciati da Brian.
"Vedo che Brian si dà da fare con te!"
Scosse la testa, una volta tolta completamente la maglia, gli sfilò i jeans. Non appena davanti al suo volto apparve la cicatrice che gli aveva lasciato Sean sparandogli. I suoi occhi si riempirono di lacrime e di colpo venne bruscamente catapultato indietro nel tempo. In quel passato che aveva ferito anche lui.
Nella sua testa rimbombavano le frasi di quella notte, ma soprattutto lo sparo.
-Ni..Nick...NICK NO!-
-Nick oddio Ni..-
-Mark ah mi dispiace..mi-
-Nick...-
-.....-
-Nick-
-.....-
-Nick!-
-Mar..Mark-
-Amore sono qui...Mi dispiace!-
-Fà tanto male...fa male-
-Lo sò..coraggio Nick cerca di resistere-
-Mark scusami..-
-Nicky..-
-Scusami-
-Non addormentarti Nick..i soccorsi arriveranno a momenti!-
-Mi dispiace Mark, mi dispia...ce-
Ancora quella scena. Nonostante fosse passato un'anno lo tormentava. Non aveva dimenticato. Non poteva scordarlo anche se lo desiderava con tutto sè stesso. Scosse la testa, si guardò le mani, in esse rivide il sangue che la coscia di Nick perdeva quella notte. Le lacrime cominciarono a scendere dai suoi occhi, le frasi continuavano a tormentarlo, mentre lo sparo, in ogni istante che passava, si faceva sempre e sempre più forte. Stava impazzendo, distolse lo sguardo dalla gamba del suo ex, e lo coprì. Stava per andarsene quando altre frasi cominciarono a tormentarlo, le frasi che posero fine a tutto, frasi che si ripresentavano ogni tanto nella sua testa, frasi che nonostante ormai fossero passate, continuavano a provocargli dolore.
-No non me ne vado Nick...non voglio, io ti..-
-STA ZITTO NON DIRE TI AMO, NON FARLO PERCHE' SE TU MI AMI, NON AVRESTI FATTO DI TUTTO PER SPINGERMI A METTERE LA PAROLA FINE ALLA NOSTRA STORIA, VATTENE MARK, NON VOGLIO PIU' VEDERTI VATTENE VIA!...-
-...DICEVI DI AMARMI RICORDI? MI AVEVI CHIESTO DI SPOSARTI, AVEVAMO ORGANIZZATO TUTTO.. HO FATTO TUTTO QUELLO CHE UMANAMENTE MI ERA POSSIBILE PER NON CHIUDERE CON TE, PER TENERE LA NOSTRA RELAZIONE VIVA...MA TU HAI ROVINATO TUTTO QUANTO, VATTENE VIA, VATTENE, E' FINITA, TI ODIO MARK! TI...-
-PERCHE' MI STAI FACENDO QUESTO, PERCHE'! VATTENE, E' FINITA, MARK, FINITA SUL SERIO! UN BACIO NON PUO' RISOLVERE TUTTA LA SOFFERENZA CHE HO PATITO PER TE IN QUESTO MESE! NON SONO UN GIOCATTOLO, NON MI PUOI BUTTARE NEL DIMENTICATOIO, PER POI RIPRENDERMI QUANDO MI STAI PER PERDERE! PERCHE' MI HAI PERSO MARK! SAI QUANTO AVEVO DESIDERATO CHE TU MI BACIASSI DI NUOVO? CHE MI COCCOLASSI DI NUOVO, CHE MI PARLASSI, CHE MI SORRIDESSI, COME UN TEMPO, EH?! LO SAI MARK LO SAI! NO?! BENE TE LO DICO IO QUANTO, MARK, UN MESE MARK UN FOTTUTISSIMO MESE.. E ADESSO ALL'IMPROVVISO, MI VUOI RIPRENDERE IN UN ISTANTE?! CHI CAZZO CREDI DI ESSERE EH?! VATTENE!-
- VATTENE! NON VOGLIO PIU' VEDERTI NON TORNARE MAI PIU', MAI PIU'! E' FINITA, FINITA! TORNATENE DAL TUO SEAN STATTENE CON LUI...TI ODIO MARK!-
Quelle parole. Quelle frasi. Quelle lettere, gli facevano davvero male. Voleva scacciarle ma era tutto inutile. Si portò le mani alla testa, le strinse su essa, e dentro di sè urlava , gli gridava di lasciarlo in pace, di farlo respirare ma era tutto inutile. Lo sconforto si impadronì di lui, la sicurezza di riuscire a riconquistare Nick, cominciò a sgretolarsi:
"Ma a chi voglio darla a bere, non ce la farò mai. Gli ho fatto troppo male. Sono stato un'idiota, un imbecille. Non dovevo farlo, non doveva accadere. Io lo amo ancora e non voglio fargli del male di nuovo, non voglio che soffra, non posso farlo! Non posso combattere contro il ragazzo che lui aveva amato in segreto per 4 anni. Non sò se riuscirò a competere con lui...non lo sò più.
Non dovevo sfidarlo. Nick non è un premio in palio, non è un giocattolo, non posso ingannarlo, non posso farlo!" Le lacrime cadevano copiose dai suoi occhi. Cercò di asciugarle con la manica della camicia ma era tutto inutile. Perchè esse continuavano inesorabili a scendere. Quindi abbassò il volto, e uscì di camera. Raggiunse il salotto gettandosi sul divano, dove a fatica cercò di trattenere i singhiozzi.
*§*§*§*
Erano da poco scoccate le 6am. Brian rincasò verso quell'ora. aveva lo sguardo stravolto, Nick era sparito da ore e ore ormai. Aveva provato a chiamarlo sul cellulare ma era sempre irraggiungibile. Gli aveva lasciato decine e decine di mesaggi sulla segreteria, ma non aveva mai ricevuto risposta da lui, era impazzito. Mentre girava con la macchina, per le strade di Malibù, fino a giungere a Los Angeles. Aveva telefonato ad ogni ospedale per sapere se per caso Nick fosse stato ricoverato, ma riceveva sempre, la stessa ed identica risposta, ovvero:
"No, non è stato ricoverato nessuno Nickolas Gene Carter" la cosa lo solleva in parte, ma la preoccupazione era troppo forte. Aveva girato per quasi tutta Los Angeles e le cittadine intorno, tra cui Long Beach ma di lui non vi era traccia. Era totalmemte sfinito, non riusciva a stare sveglio, e aveva rischiato molte volte di scontrarsi con le altre auto, e con il guard- rail.
Quindi aveva deciso di rincasare. Gettò pesantemente le chiavi, sul tavolo di vetro accanto alla porta. Si diresse verso il cordless per vedere se ci fosse stato qualche messaggio, ma niente del genere. I suoi occhi erano gonfi di lacrime. Cadde pesantemente sul divano stravolto.
Ricompose il numero del suo cellulare, con la speranza di sentire la sua voce, ma l'unica voce che udì era quella dell'operatore telefonico. Chiuse la chiamata adirato.
-Nick dove sei, DOVE CAZZO SEI SPARITO!- urlò infine. Poi ormai sfiancato si addormentò. Mentre i primi raggi dell'alba si presentarono all'interno del salotto.
*§*§*§*
Erano da poco scoccate le 10am, quando le palpebre, di Nick cominciarono a tremare.
Mentre il suo naso, scontrandosi contro il cuscino perpecì un debole profumo a lui molto famigliare. Nick si rigirò due o tre volte nel letto, poi i suoi occhi azzurri si scontrarono prepotentemente con una porta. Trasalì. In quel preciso istante, la sbornia presa la notte precedente si fece sentire in pochi secondi provocandogli un dolore lancinante alla testa, che lo fece quasi urlare di dolore. Sembrava, che lo avessero colpito con un bastone. La stanza poi non voleva smettere di girare.
Nick cercò comunque di alzarsi, ma fu una cosa del tutto inutile, perchè crollò come un sacco di patate, sul letto.
Strinse gli occhi, e con la voce ancora impastata dal sonno chiamò una persona:
-Bri...Brian-
Nessuno rispondeva.
Stava per chiamarlo di nuovo, ma si ricordò che avevano avuto una discussione. Sussultò guardandosi intorno, quella non era la sua camera, non era neanche la camera degli ospiti. Dove era finito? Venne avvolto dal panico. Non riconosceva niente in quel luogo. Era spaventato.
E a fatica, cercando di non cadere a terra, si alzò dal letto e tenendosi alla parete ed ad un'armadio. Si diresse verso la finestra, l'aprì e una leggera brezza primaverile lo avvolse. Guardò fuori, quello non era il suo quartiere, non era mai stato da quelle parti.
-Oddio che è successo? Dove sono?...Che ci faccio qui? Dove cazzo sono?-
L'ansia si era impadronita di lui, che continuava a guardarsi intorno intimorito.
Si bloccò, non appena con la coda dell'occhio, scorse una cornice a lui molto famigliare. Deglutì la saliva, e tenendosi alla parete, raggiunse il cassettone, dove essa riposava. Notò subito che al suo interno c'era una sua foto: dove indossava la canotta da basket dei Chicago Bulls di Michael Jordan. Trasalì, prese la cornice tra le mani. La guardò meglio. Se lo ricordava benissimo, quel gradino dove sedeva, e quel Labrador nero che lo stava leccando. Era stata scattata a Sligo, quella raffigurata era la casa del suo Ex. alle sue narici il profumo di Mark si fece sentire.
Si lasciò cadere a terra. Era nella casa, nella camera di Mark. Che ci faceva lì? Si rese conto di essere solo in boxer, e cominciò a temere che tra di loro fosse successo qualcosa. Scosse la testa, si trascinò verso il letto. Trovò i propri vestiti piegati sulla poltroncina di fianco ad esso, cercò di alzarsi, ma la testa gli girava come non mai. Era nel panico più totale.
-Oddio no, non può essere successo, non può essere acc..-
Si bloccò perchè lo scatto della porta lo destò. Il cuore perse un battito. Vide la porta aprirsi lentamente. Era in trappola non poteva schivarlo, non poteva andarsene. Era spacciato. In pochi secondi i loro sguardi si incontrarono. Entrambi, vennero avvolti da un magone allo stomaco. Mark abbozzò un leggero sorriso. Nick si alzò, forse troppo in fretta e un giramento lo travolse, stava per cadere, ma Mark con uno scatto fulmineo, riuscì a prenderlo in tempo.
In quel preciso istante entrambi persero un battito.
Nick alzò debolmente il viso incontrando quello di lui, che fremette. Poi con voce tremante parlò:
-Sta..stai bene?-
Nick distolse lo sguardo.
-Sto bene, lasciami posso farcela da solo!-
Mark lo lasciò, indietreggiando di qualche passo. Il disagio e il silenzio piombarono su di loro.
Nessuno parlava. Nick era voltato di spalle. il suo cuore batteva come non mai.
Con mano tremante afferrò i propri jeans. In quel preciso istante Mark decise di farsi sentire:
-Ti ho preparato la colazione, è di sotto se vuoi, ero solo venuto ad avvertirti-
Nick non rispose, ma annuì.
Mark abbassò il volto, stava per andarsene quando lui lo chiamò.
-Aspetta Mark-
Il ragazzo si arrestò, voltandosi verso di lui:
-Si?-
-Mi puoi dire che è successo?-
Mark trasalì, deglutì la saliva e rispose:
-Credo che tu abbia alzato un pò troppo il gomito ieri sera, perchè quando sono entrato in quel nuovo Irish pub, ti ho visto salire sul bancone, e hai cominciato a ballare, mentre un ragazzo che ti stava dietro, ti palpeggiava il sedere.-
A quell'affermazione Nick si sedette pesantemente sul letto, si passò una mano sul viso e mormorò un semplice:
[Oddio]
Mark continuò.
-Mi sono avvicinato, e dopo un pò di lotta verbale, ti ho caricato sulla spalla e ti ho portato fuori. Non eri in grado di camminare Nick, non ti reggevi in piedi. Era tardi, e non potevo riportarti a Malibù, quindi ho deciso di portarti qui, a casa mia. E questo è quanto-
Nick scosse debolmente la testa, guardò Mark, gli sorrise lievemente e rispose
-Ti ho rovinato la festa! Magari eri andato nel pub per rimorchiare, ed hai trovato me, e i tuoi piani sono andati a farsi fottere-
Mark scosse la testa replicando:
-Non mi hai rovinato niente. Allora ti và di scendere per fare colazione?-
-No non posso, devo andare, Brian sarà preoccupato-rispose alzandosi. Di nuovo la testa decise di fargli qualche scherzo, e nuovamente, Mark riuscì ad afferrarlo prima che piombasse a terra.
-Non sei in condizioni. Almeno mangia qualcosa, poi non hai la macchina, se vuoi dopo colazione, ti accompagno alla tua auto, che è rimasta nel parcheggio del irish pub. Sempre se ti và!-
-No Mark davvero non importa, devo tornare a casa-
-Nick per favore, non ti reggi in piedi, devi mettere qualcosa sullo stomaco-
-TI HO detto che sto bene-
Nick voleva andarsene al più presto. Ma Mark continuava ad insistere.
-Non sei cambiato. Continui ad essere un testardo. Ebbene lo sono anche io, quindi non ti lascerò andare fino a che non mangerai qualcosa, devi affrontare un viaggio di un'oretta, e non puoi uscire senza mettere qualcosa sotto i denti-
Nick stava per rispondere nuovamente, ma i conati di vomito cominciarono a colpirlo:
-De..devo vomitare-
Mark, lo accompagnò al bagno, Nick si gettò sul water e iniziò a vomitare, e a vomitare, mentre lui gli teneva su la testa.
*§*§*§*
Dopo un paio di minuti, Nick smise di rimettere.
Mark lo aiutò ad alzarsi, e a raggiungere il lavandino dove si ripulì la bocca, e si lavò il viso.
Poi insieme, scesero i pochi gradini che li avrebbero condotti, al piano di sotto. E anche alla cucina dove vi erano i pancakes. Si sedettero e cominciarono a mangiare.
Non appena Nick addentò, il primo boccone, la nostalgia lo travolse. Gli era mancata tanto la colazione che Mark gli preparava ogni mattina. E senza rendersene conto esclamò:
-Cavolo, quanto mi erano mancati i tuoi pancakes-
Mark trasalì. Sorrise dolcemente. Sorseggiò il proprio caffè, lo guardò e parlò dimenticandosi completamente che non stavano più insieme.
-Ho aggiunto un nuovo e speciale ingrediente, di casa Feehily Nicky!-
A quella frase Nick si arrestò di colpo. Lo guardò con intensità, e lo stesso fece lui.
Entrambi cominciarono ad avvicinarsi l'uno all'altro. Si erano completamente dimenticati che non stavano più insieme. Tutto il dolore, e la sofferenza che avevano provato sparirono dal loro cuore. Dalla loro mente, e dalla loro anima per un istante. Un attimo. Un secondo che sembrava un' eternità. I loro volti erano a pochi cm dal toccarsi. Il loro cuore cominciò a battere all'impazzata. Ognuno poteva percepire il respiro dell'altro sul viso. Stava per accadere nuovamente. Ma all'improvviso alla mente di Nick riaffiorò Brian. Si arrestò di colpo. Tornando brutalmente alla realtà. Distolse il viso e ritornò sui pancakes, mentre Mark afflitto tornò a sorseggiare il suo caffè.
Il silenzio e un gelo polare precipitarono su tutta la casa, ma soprattutto su di loro. Sarebbe durato in eterno se Mark, non si sarebbe deciso a parlare. Voleva sapere perchè Nick si era ubriacato, voleva sapere se centrava Brian con questo, quindi con un pò di esitazione si fece sentire:
-E' successo qualcosa tra te e Brian?-
Il biondino sobbalzò, i suoi occhi azzurri si fecero lucidi, e con un filo di voce ribattè:
-No, non è successo niente!-
Mark non era convinto, ma decise di non insistere. Nick stava male, e rigirare il coltello nella piaga non avrebbe migliorato le cose, e tanto meno il suo stato d'animo, quindi lasciò perdere.
*§*§*§*
Villa Littrell & Carter
ore 11:30am.
L'immenso portone, della villa si aprì lasciando entrare Nick.
Non appena i suoi piedi, solcarono la soglia di casa, i suoi occhi azzurri si scontrarono con quelli blu di Brian, che lo fissavano colmi di lacrime:
-Brian io, mi...-
In quel preciso istante Brian, corse verso di lui e lo abbracciò:
-Dio Nick dove sei stato, ti ho chiamato un casino di volte, ti ho cercato tutta la notte! Mi hai fatto preoccupare! Credevo ti fosse successo qualcosa, ho chiamato gli ospedali di mezza California, stavo per chiamare la polizia. Nick! Non hai ricevuto i miei messaggi sulla segreteria.
TEMEVO CHE TI FOSSE SUCCESSO QUALCOSA-Urlò in lacrime
Nick ricambiò anche se un pò in ritardo, l'abbraccio. Poi parlò:
-Scusami, non volevo farti preoccu...-
Non riuscì a finire la frase, perchè Brian gli mozzò le parole baciandolo.
Nick rispose a quel bacio. Ma all'improvviso Brian percepì un profumo diverso sulla pelle del proprio ragazzo. Si staccò dal bacio, lo guardò negli occhi, e intuì che qualcosa non andava.
Nick se ne era reso conto, quindi cercò di andarsene il prima possibile, non voleva affrontare un' altro interrogatorio. Ma era troppo tardi, perchè il suo compagno si fece sentire.
-Sei..stato con qualcun'altro?-
Nick negò spudoratamente.
Brian venne avvolto dalla rabbia. Nick stava mentendo e non tollerava una cosa del genere. quindi si fece sentire:
-Nick, non mentirmi-
Nick era spacciato. Ma cercò di sviare il discorso:
-Cosa c'è per pranzo? Vuoi che vada a fare la spesa?-
-Dimmi che cosa hai fatto, Dove sei stato? Ho il diritto di saperlo visto
CHE MI SONO PREOCCUPATO PER TE!- Gli gridò infine afferrandogli il braccio e costringendolo a voltarsi verso di lui, ma Nick si liberò dalla presa e gli urlò contro.
-FAMMI UN FAVORE LASCIAMI IN PACE, QUELLO CHE FACCIO, NON TI RIGUARDA OKAY-
-MI RIGUARDA ECCOME, VISTO CHE SEI IL MIO RAGAZZO!-
-SARO' ANCHE IL TUO RAGAZZO, MA NON PER QUESTO SONO OBBLIGATO A RACCONTARTI OGNI ISTANTE DELLA MIA VITA! E ADESSO SCUSAMI MA HO BISOGNO DI FARMI UN DOCCIA! POI POTRAI SCOPARMI QUANTO TI PARE! TANTO E' QUESTA L'UNICA COSA CHE CONTA PER TE, NO!-
Dopo avergli urlato questo, gli dette le spalle e salì al piano di sopra, dove la doccia lo attendeva.
CAPITOLO 19
Un mese era passato da quando Brian aveva visto Nick cominciare ad allontanarsi da lui. Aveva capito che con il suo atteggiamento, molto oppressivo e possessivo lo poteva perdere veramente. Il suo modo di lottare, per quella sfida fatta con Mark si era rivelato a favore di quest'ultimo.
Brian voleva dimostrare il suo amore a Nick, e aveva esagerato, perchè lo stava allontanando, e irrimediabilmente lo stava gettando tra le braccia del suo rivale. Quindi aveva deciso di smetterla, di pensare alla sfida. Diventando più freddo nei suoi confronti. Rivolgeva poche volte la parola a Nick. Gli voleva dire tante cose, ma la paura, di dire o fare qualcosa che lo poteva in un qualche modo allontanare da lui, lo frenava. Tante volte avrebbe desiderato baciarlo, tantissime volte avrebbe voluto unirsi a lui. Ma non poteva farlo, perchè era sicuro che così facendo, lo avrebbe perso, quindi si limitava a sognarlo. A guardarlo di nascosto mentre si faceva la doccia. Ad accarezzarlo quando era sicuro che stesse dormendo. Baciarlo sulle labbra prima di andare a letto, e abbracciarlo mentre morfeo cullava entrambi. Solo questo si concedeva, nient'altro. Nick si era reso conto che Brian era diventato freddo nei suoi confronti. Ma non faceva niente. Nulla per riscaldare, anche se debolmente quell'improvvisa freddezza. Lo amava ma adesso, non glielo stava dimostrando. Sembravano due emediti sconosciuti. Nick si sentiva messo da parte. Brian si sentiva a disagio in ogni istante che i loro occhi si incontravano. Mark, poi aveva comiciato a farsi vivo, mandava regali a Nick, lo invitava ad uscire, da semplici amici per parlare un pò. E lui accettava solo quando era sicuro che Brian non sarebbe stato a casa, perchè impegnato nel sue vocal sessions, per il nuovo album dei Bsb. Nick anche se non voleva fare nulla per scalfire l'icerberg che si era formato tra di loro. Inconsapevolmente gli mandava segnali. Aveva bisogno di lui. Aveva bisogno di essere importante per lui. Aveva bisogno che lui gli dicesse ti amo. Aveva bisogno di essere amato e coccolato, ma Brian non recepiva o non voleva carpire quei deboli segnali. E questo faceva crollare Nick, che piano piano cominciava a convincersi davvero che Brian fosse stufo di averlo in giro per casa. E' vero. Nick voleva avere un pò di spazio, voleva essere lasciato in pace, libero. Non voleva essere tenuto, in una gabbia più piccola di lui. Ma così era troppo. Cominciava a convincersi sul serio, che forse Brian, ne aveva abbastanza di lui. Non sapeva cosa fare. Allora si rifugiava in Mark, parlava con lui, si sfogava ma nulla di più. Mark lo ascoltava, gli dava consigli. Ma non servivano a niente, perchè l'Iceberg formatosi tra di loro non sembrava in alcun modo intenzionato a sciogliersi. Anzi cresceva sempre di più. Appena entrava nella villa, il gelo lo avvolgeva come non mai. Guardava Brian negli occhi, ma non notava nessun cambiamento nel suo sguardo, dentro quegli occhi che amava tanto. E Brian, da altro canto non capiva come mai Nick esitasse ogni volta a baciarlo. Esitava a rivolgergli la parola, e lo guardava con uno sguardo indagatorio. Che stava succedendo ad entrambi? Era la stessa cosa che si chiedevano l'uno per l'altro. Era inutile andare avanti così. Brian sentiva Nick allontanarsi ancora di più. Stava impazzendo. Perchè comportandosi come un mese fà, rischiava di perderlo, e adesso che aveva deciso di lasciarlo in pace, lo stava perdendo ugualmente. Non sapeva cosa fare. Ma soprattutto, non sapeva come uscire da quel labirinto. Era in trappola. Non vedeva nessuna via d'uscita. Stava sbagliando ancora. Cosa poteva fare? Cosa Doveva fare? Mark era sempre più vicino. Brian poteva sentirlo, vederlo attraverso gli occhi di Nick. Da altro canto, Nick percepiva in lui una freddezza pura, che lo portava a convincerlo che Brian lo odiasse. Non potevano andare avanti così. Era una situazione impossibile da sopportare per tutti e due. Dovevano affrontare l'argomento prima o poi. Dovevano farlo, e lo avrebbero fatto oggi stesso.
*§*§*§*
Un tuono riscosse Brian dai propri pensieri.
Era seduto sul divano, indossava un paio di pantaloni di stoffa mimetici bianchi e una felpa di cotone nera stretta ai fianchi. i suoi occhi blu andavano dalla porta alla finiestra che aveva davanti a sè. Vedeva l'acqua piovana scivolare sopra i vetri. sentiva i tuoni rimbombare sopra di lui facendolo sussultare ogni tanto, e quindi distogliere anche dai propri pensieri, già i suoi pensieri a chi erano diretti? Ma solo ed esclusivamente a lui, al suo migliore amico, al suo fratellino al suo amante. Nick. Stava attendendo pazientemente che rientrasse, doveva affrontarlo, non gli importava come sarebbe andata, aveva bisogno di mettere in chiaro la questione, ma soprattutto la situazione che si era creata tra di loro. Non poteva starsene ancora lì, ad osservare Nick scivolargli di mano.
Un altro tuono lo destò dai suo pensieri, in quel preciso istante la porta si aprì e un Nick fradicio, solcò l'ingresso.
-Cazzo che tempo, pochi minuti prima c'era il sole e poi questo!-esclamò voltandosi incontrando gli occhi di Brian.
Nick abbassò lo sguardo, stava per andarsene al piano di sopra, quando Brian si fece sentire.
-Nickolas aspetta un attimo!-
Il biondino sussultò, voltandosi verso di lui. Lo aveva chiamato con il nome per intero, e la cosa preannuciava guai. Deglutì la saliva e rispose guardandolo dritto negli occhi:
-Cosa vuoi?-
-Noi dovremmo parlare-
Nick annuì:
-Parlare di cosa?-
-Lo sai Nick, lo sai!-
-Si tratta del nuovo album?-
Brian fece cenno di no con la testa, e decise di venire al punto.
-Dimmi cosa devo fare, per farti capire che ti amo!-
Nick abbozzò un sorriso, scosse la testa divertito dalla sua affermazione, poi gli voltò le spalle.
Stava per salire di sopra, ma la forte presa del suo ragazzo si fece sentire, sul suo braccio sinistro, costringendolo a voltarlo verso di sè. Nick non gradì quella sua improvvisa "aggressività" e si fece sentire:
-Lasciami il braccio! Vuoi parlare ok? Ma evita di mettermi le mani addosso!-
Brian cominciava ad innervosirsi. Sotto il suo palmo percepiva chiaramante il bracciale, di Mark.
Mandò a fanculo le buone maniere, e decise di alzare la voce, decise di urlargli tutto il suo disappunto.
-SEI STATO DA LUI NON E' COSI'?-
Nick voleva negare spudoratamente, lo stava per fare ma Brian se ne rese conto.
-NON MENTIRMI NICKOLAS, NON FARLO HAI CAPITO!-
-E TU MOLLAMI IL BRACCIO!-
-NO NON TI MOLLO UN BEL NIENTE...DOBBIAMO PARLARE!-
-E ALLORA PARLA ACCIDENTACCIO A TE, COSA CAZZO VUOI!-
-VOGLIO SAPERE CHE INTENZIONI HAI! RIGUARDO A NOI DUE!-
-QUESTO DOVRESTI DIRMELO TU BRIAN, SEI DIVENTATO FREDDO CON ME NO? QUINDI DIMMI COSA CAZZO C'E'-
-LO SONO DIVENTATO PERCHE' TU VOLEVI COSI', NICK-
-IO NON VOLEVO UN BEL NIENTE, SEI TU QUELLO CHE NON ASPETTAVA ALTRO CHE TORNARE A CASA E SBATTERMI SUL LETTO, SUL TAVOLO, SUL SALOTTO ED IN ALTRI POSTI! CAZZO BRIAN MI STAVI SOFFOCANDO CON QUEL TUO ATTEGGIAMENTO. MI SEMBRAVA DI ESSERE UN BAMBOLOTTO CHE TI VOLEVI SPUPAZZARE QUANDO TI PAREVA, OVVERO IN OGNI ISTANTE! MI OFFRIVI CENE, MI FACEVI REGALI, SOLO PER DIMOSTRARMI CHE MI AMAVI...MA HAI FATTO MALE I CONTI, MI HAI ALLONTANATO COMPORTANDOTI COSI'! E' PASSATO UN MESE BRIAN, E DA TE NEANCHE UNA PAROLA, NEANCHE UN GESTO CARINO, SE NON MI VUOI PIU' TRA I PIEDI PUOI DIRMELO CHIARAMENTE OKAY! MI HAI LASCIATO DA PARTE, COS'E' SONO UN GIOCATTOLO PER TE? PRIMA TI DIVERTI E POI ALLA PRIMA OCCASIONE TE NE SBARAZZI, SONO DIVENTATO QUESTO PER TE, MI CONSIDERI UN'OGGETTO?-
-NO NICK! NON TI CONSIDERO UN'OGGETTO, NON TI HO MAI CONSIDERATO COME TALE!-
-A ME PAREVA DI SI BRIAN, NON TE NE FREGA PIU' NIENTE DI ME! E CREDO NON TI SIA MAI IMPORTATO NULLA! NON TE NE E' MAI FREGATO NIENTE DELLA MIA PERSONA!-
-NICK LO SAI CHE NON E' VERO, ALTRIMENTI NON...-
Nick lo ammutolì inviendogli contro:
-ALTRIMENTI, COSA?! NON TI SARESTI MESSO CON ME DOPO QUELLO CHE TI HO FATTO? STAVI PER DIRE COSI' NO?-Nick si stava visibilmente agitando. I suoi occhi erano vividi di lacrime, quelle orrende immagini del suo abuso su Brian, sebbene fossero legate al passato, gli facevano ancora male, nonostante la terapia che ancora stava facendo.
Se lo sentiva. Prima o poi dalla bocca di Brian sarebbe uscito qualcosa, che gli avrebbe fatto del male. Rigettandolo in un passato del quale si era convinto di aver dimenticato. Quelle parole non erano uscite dalla sua bocca, perchè Nick le aveva precedute, e adesso i suoi occhi azzurri stavano fissando quelli blu di Brian, che sembrava volesse tacere.
-NON SAI PIU' CHE DIRMI!-
-NICK TI PREGO, PERCHE' NON RIESCI A CAPIRE, CHE TUTTO QUELLO CHE HO FATTO, L'HO FATTO PER TE, IO NON VOLEVO E NON VOGLIO PERDERTI NICK, NON VOGLIO. SAPEVO CHE TI STAVO SOFFOCANDO, LO SAPEVO ED E' PER QUESTO CHE HO DECISO DI SMETTERLA, HO RISPETTATO I TUOI SPAZI. HO....-
Non lo fece finire che urlò ancora:
-MI HAI MANDATO ALLA DERIVA IN QUEL MODO BRIAN, NON TE NE SEI ACCORTO! MI HAI LASCIATO DA PARTE! E IO NON VOLEVO QUESTO-
-E INVECE SI CHE LO VOLEVI NICK, NON SONO IDIOTA. E LO VUOI ANCORA, MI STAI FACENDO IMPAZZIRE, MI STAI FERENDO COME NON MAI, PERCHE'? ME LO MERITO SECONDO TE? MI MERITO LA TUA IMPROVVISA FREDDEZZA, COSA CAZZO DOVEVO FARE PER DIMOSTRARTI CHE TI AMAVO E TI AMO TUTT'ORA, COSA DEVO FARE! TE LO STO' CHIEDENDO, PARLAMI, DIMMI CHE CAZZO DEVO FARE! QUI QUELLO CHE MI STA METTENDO DA PARTE SEI TU, NICK...CREDI CHE MI PIACCIA VEDERE AL TUO POLSO SINISTRO IL BRACCIALE CHE HAI REGALATO A....-
-NON E' IL SUO, E MI SEMBRA DI AVERTELO DETTO-
-PER CARITA' NICKOLAS RISPARMIAMI LE TUE FOTTUTE BUGIE DA 4 SOLDI, NON SONO SCEMO, LO SO' BENISSIMO CHE QUELLO E' IL BRACCIALE CHE TU GLI HAI REGALATO, LO SO' NICK! QUINDI SMETTILA CON QUESTA PAGLIACCIATA ASSURDA, SEI PATETICO, LO SEI SEMPRE STATO!-
-AH IO SAREI QUELLO PATETICO-Gridò, gettando a terra, il cordless che aveva accanto.
-CERTO CHE LO SEI NICK, MA GUARDATI, SEI RIDICOLO! MI FAI PENA!-
-ADESSO TI FACCIO ANCHE PENA?-
-CERTO CHE MI FAI PENA, POVERO NICKY, IL PICCOLO E TENERO NICKOLAS CHE VIENE FERITO DAL SUO PRIMO E UNICO VERO AMORE, STA MALE PER LUI, DICE CHE LO ODIA, CHE PER LUI NON CONTA PIU' NULLA, CHE NON LO AMA E POI IMPROVVISAMENTE, COMINCIA A RIFREQUENTARLO! PERCHE' IL SUO ATTUALE RAGAZZO, LO SOFFOCA TROPPO DIMOSTRANDOGLI IL PROPRIO AMORE!-
Eccole le ultime parole famose. Quelle parole dette in un attimo di ira e gelosia. Quelle frasi così cattive, Nick se le aspettava, ma non credeva che potessero fargli così male da spezzarlo in due. I suoi occhi azzurri fissavano sconvolti quelli di lui, il groppo che gli si era formato in gola, si era fatto più grosso e duro da mandare giù, il suo cuore si era fermato. L'aria che fino a pochi minuti fà aveva in corpo si era volatilizzata. Abbassò lo sguardo, le lacrime cominciarono a cadere. Brian era lì, fermo immobile ad osservare la scena, e capì troppo tardi di averlo ferito. Intanto un potente tuonò rintronò con il proprio boato, tutta la villa. Nick si destò da quel torpore che lo aveva colpito all'improivviso. Alzò il viso posandolo su Brian, che trasalì vendendo lo sguardo del ragazzo che tanto amava fissarlo sofferente. In quegli occhi poteva chiaramente vedere il suo cuore trafitto da mille e milioni di lame, poteva vedere, e sentire nella sua pelle, l'anima del suo Frack sgretolarsi, e precipitare in un burrone senza fondo. Nick era rimasto totalmente senza parole. Non sapeva che dire, cosa rispondere. Le sue labbra bagnate dall'acqua che aveva preso, e dalle lacrime che scendevano, tremavano. Alla fine da esse un debole filo di voce uscì dalla sua bocca:
-Non avevo bisogno di..di essere ferito..AVEVO SOLAMENTE BISOGNO CHE MI CHIEDESSI DI RESTARE!-urlò infine in lacrime, uscendo come una furia sbattendo la porta. Brian sapeva che doveva seguirlo, fermarlo, doveva farlo ma le sue gambe non volevano saperne di muoversi. Il suo cuore venne trapassato da mille e milioni di lame. Che cosa aveva fatto! Lo aveva ferito anche lui, proprio come aveva fatto Mark.
Dentro di lui riaffiorarono delle parole, parole che aveva detto a Nick, quella sera che si erano messi insieme:
-...Ti prego Nick, fammi stare al tuo fianco, voglio essere il tuo amante. Il tuo compagno. Il tuo ragazzo. Il tuo migliore amico e il tuo secondo angelo custode. Voglio amarti....Ti amo Nicky, ti amo ed è l'unica cosa certa nella mia vita. Io voglio te! solo te Nick. Ti giuro che non ti lascerò cadere di nuovo, non ti lascerò precipitare. Ti proteggerò da tutto e tutti. Nessuno ti farà mai più del male, mai più, perchè io starò al tuo fianco, non ti abbandonerò lo giuro-
Quelle frasi gli rimbombavano svariatissime volte in testa, e ad esse si alternavano le ultime cose cattive che gli aveva urlato, completamente soggiogato dall'ira e dalla gelosia.
"Che cosa gli ho detto!..Come ho potuto ferirlo, dopo avergli giurato che non l'avrei lasciato precipitare, che lo avrei protetto, che nessuno gli avrebbe fatto più del male..Come ho osato farlo oddio...Ho fatto come Mark, l'ho ferito come ha fatto anche lui..Oddio mi dispiace...mi dispiace..."
Si portò le mani ai capelli. La rabbia per sè stesso si presentò dentro di lui. Che cominciò a sfogarsi con i mobili, con la libreria e con la cucina. Stava gettando ogni cosa che gli capitava a tiro per terra. Urlava disperato, offendendosi pesantemente. poi alla fine crollò a terra piangente. Aveva sbagliato tutto, aveva distrutto ogni cosa, la speranza che Nick potesse ritornare con lui svanì, come accadde al suo cuore. Si annullò completamente, Affogò il dolore sul parquet, che veniva riempito di lacrime. Mentre singhiozzi soffocati si perdevano nel precario silenzio di quelle quattro mura, interrotto a tratti dai tuoni.
*§*§*§*
Una forte frenata si fece sentire, nel silenzio della notte.
La pioggia aveva smesso di cadere da pochi minuti. Una portiera venne sbattuta.
Due piedi puntati sull'asfalto cominciarono ad accellerare i passi, fino a tramutarli in una corsa.
Un debole singhiozzo si presentò nel luogo. Poi un dito si schiacciò contro il campanello, della casa che gli stava dinnanzi.
Un ragazzo con indosso una tuta della nike bianca e nera aprì la porta, incontrando gli occhi di lui.
I suoi occhi blu guardavano preoccupati quelli azzurri dell'individuo che aveva davanti, e che stava piangendo, cercando a fatica di reprimere i singhiozzi. Le sue labbra cominciarono ad aprirsi e parlò:
-Ni..Nick-
-Ma..Mark..io..io-
Forse era stata la troppa acqua che si era preso, forse il colpo che il ragazzo che amava gli aveva dato, Ma Nick si annientò completamente. I suoi occhi stracarichi di lacrime faticavano a stare aperti, dei brividi di freddo cominciarono ad attraversagli il corpo, la stanchezza, Ma soprattutto la sofferenza che il suo Brian, il suo Frick gli aveva inferto, scoppiarono in un colpo solo. Un Nick barcollante si strinse a Mark, per poi dirgli singhiozzante.
-Avevo solo bisogno che mi chiedesse di restare!- Le gambe si fecero molli, le ginocchia cedettero e il buio lo avvolse.
CAPITOLO 20
4 giorni dopo
ore 7pm.
Un rumore di passi lo destò, i suoi occhi azzurri si aprirono lentamente, scontrandosi con una figura sfucata che si stava dirigendo verso di lui, mentre un qualcosa di morbido e bagnato, gli inumidiva la fronte calda. Chiuse le palpebre per riaprile secondi dopo. Si voltò verso la figura che adesso era di spalle, indossava un paio di jeans chiari, e una t-shirt. Lo avrebbe riconosciuto fra mille. La sua schiena, il suo sedere, era lui. Le sue labbra secche, si aprirono lentamente, deglutì a fatica la saliva che gli si era annidiata in gola e lo chiamò debolmente:
-Ma..Mark-
Il ragazzo, sebbene fosse distante da lui, riuscì a sentirlo, e si voltò. I suoi occhi blu videro che stava per alzarsi, ma lo raggiunse, afferrandolo per le spalle e farlo distendere:
-Nick, no, non alzarti hai avuto la febbre alta, devi riposare-
Nick sembrava smarrito. Aveva momentaneamente eliminato dalla sua testa la litigata con Brian.
-Cosa è suc....-
Improvvisamente i flash ritornarono, come fulmini. E le parole che il suo ragazzo gli aveva urlato si abbatterono nuovamente su di lui, ferendolo di nuovo. Distolse lo sguardo da Mark. E si voltò in posizione fetale. Il suo ex gli si sedette accanto, non sapeva che era successo tra lui e Brian, ma dal volto di Nick poteva capire benissimo che lui lo aveva ferito. Gli accarezzò fraternamente i capelli. poi con voce dolce e gentile parlò:
-Nicky, non pensarci qualunque cosa ti sia successa, non pensarci. Cerca solo di riposarti-
Il biondino fece cenno di no con la testa.
-Mi ha detto cose orribili..Forse le meritavo anche ma..ma c'era bisogno di ferirmi a quel modo, c'era bisogno di farmi del male, c'era bisogno di urlarmi che gli facevo pena...doveva solo chiedermi di restare...Doveva dire solo quella semplice parola..ma..ma non lo ha fatto. Mi ha fatto male...mi ha...-
Non riuscì a finire la frase che tutto di quella sera gli rimbombò in testa. Senza dargli requie.
le lacrime cominciarono a scendere, stava per singhiozzare, ma le braccia e il petto di Mark lo acquietarono. Nick si strinse a lui, e cominciò a piangere.
Mentre piangeva la sua bocca, rivelava tutto quello che i due si erano urlati con così tanta rabbia. Le frasi erano un pò sconnesse fra loro, Nick si ricordava a tratti ciò che era successo.
Ma le ultime frasi, le ultime parole che il suo ragazzo gli aveva urlato, se le ricordava alla perfezione in ogni sua sfaccettatura, in ogni singolo dettaglio vocale.
Mark aveva ascoltato tutto quanto, e la rabbia lo aveva invaso completamente. Era successa una cosa simile anni a dietro. La prima volta che Nick venne ferito da Brian era corso a casa sua per cercare conforto e protezione, e lo aveva trovato. Quella sera Brian lo aveva ferito, e adesso lo aveva rifatto. Mark non sapeva più quale sentimenti provare per lui se non rabbia e odio. o odio e basta.
Ciò nonostante, adesso non poteva perdere tempo ad avercela con Brian, Nick aveva bisogno del suo conforto. Aveva bisogno di essere consolato. Aveva bisogno di affetto, cosa che lui poteva dargli indistintamente. Mark lo strinse ancora di più a sè, Nick si avvinghiò a lui completamente, il suo volto era talmente immerso sulla t-shirt del suo ex, che poteva sentire il profumo che era solito usare, ma anche l'odore "afrodisiaco" del corpo, che filtrava attraverso la maglietta. Nick si perse in quel profumo, in quell'odore che gli era mancato così tanto, e mormorò mentre i singhiozzi si affievolirono:
-Marky..non mi lasciare di nuovo ti prego! Non andartene!-
Mark sorrise dolcemente. Lo staccò un attimo dal proprio corpo. Gli asciugò lievemente le lacrime con il pollice. Lo guardò con una dolcezza inaudita negli occhi, e gli accarezzò soavemente il volto. Sorrise ancora. Poi parlò:
-Non lo farò Nicky, non ti lascerò, non me ne andrò!-
Le sue labbra si posarono sulla fronte di Nick, per poi scendere alla guancia e fermarsi a pochi mm dalla bocca di lui. Che d'istinto chiuse gli occhi, mentre il suo cuore cominciò a battere all'impazzata.
Mark voleva baciarlo, voleva farlo, ma in quel momento, era come aprofittare della sua fragilità, Nick era molto debole. Il suo cuore andava da Brian a lui ma, in quell'istante, la bilancia era a favore di quest'ultimo, di quel ragazzo che non lo aveva ferito. Mark era combattuto, guardava quelle labbra, era impossibile resistergli, si stava avvicinando pericolosamente ad esse. Un mm ancora e le avrebbe sfiorate. Ma esitò. la sua mano destra si presentò sulla nuca di Nick che a quel tocco trasalì. Attendeva il passo successivo, ma non accadde. Nick percepì la mano di Mark abbandonarlo, aprì lentamente gli occhi, incontrando quelli dispiaciuti di lui. Stava per parlargli, ma lui lo anticipò dicendogli debolmente:
-Mi dispiace, ma non posso-
Nick attutì il colpo, ma capì la situazione. Distolse lo sguardo da lui e ritornò a distendersi sul letto. Mentre un Mark amareggiato. Gli accarezzò debolmente la testa:
-Riposati, vado a prepararti qualcosa, di caldo.-
Nick annuì, poi dissuase lo sguardo dal suo ex, per portarlo verso la finestra, e perdersi nel paesaggio che vi era all'esterno.
Da quei vetri, riusciva a vedere il cielo nero, la pioggia cadeva, e scivolava sopra i vetri della finestra. Nick guardandola si sentiva come una di quelle gocce, che scivolavano giù, a volte a tratti, a volte velocemente, solo che loro trovavano una fine al proprio percorso, ma Nick no.
Stava precipitando pericolosamente. Quell'appiglio che aveva trovato in Brian, adesso stava cedendo. Un' altra sola parola, un'altra piccola ferita e un Nick stremato sarebbe precipitato. Ma stava resistendo. Cercava di stare appeso con tutte le sue sole forze, non voleva cadere di nuovo. Non voleva precipitare dentro quel burrone oscuro, che non aveva fine, ma soprattutto che gli faceva paura, moltissima paura.
"No, non voglio precipitare ancora, non voglio cadere, non voglio ritornare in quel luogo, non voglio perdermi nell'oscurità del mio stesso cuore e della mia anima che adesso si stanno dando battaglia per farmi cedere da una parte o dall'altra. Sento la mia coscenza che mi parla, mi sta dicendo di non mollare, di resistere per il mio bene e per quello degli altri. Non posso arrendermi, non adesso, non così. Ma è tutto inutile più cerco di resistere, più cerco di respingere i colpi che mi infliggono, più essi tornano alla carica...ferendomi più che mai. Non ce la farò a resistere ancora per molto...Ti prego Dio, non abbandonarmi, non farlo, ora che le mie forze stanno cedendo a causa della forza degli eventi che mi sta travolgendo in ogni attimo...Li amo entrambi, forse è l'unica cosa sicura nella mia vita. Sono entrambi importanti per me! Con il mio atteggiamento ho ferito Brian che poi ha ferito me, e lo stesso è successo con Mark, lo ferì quando gli urlai che tra noi era finita, lo ferì, e lui se ne andò ferendomi a sua volta. Tutti stanno soffrendo a causa mia. E' una reazione a catena. E a pagarne le spese sono loro due! Io vengo ferito dopo, Perchè prima ferisco loro, Non merito il loro affetto! Non mi merito il loro amore, non merito niente di tutto quello he mi hanno dato. Hanno sacrificato loro stessi, per starmi dietro, come posso dimenticare il mio abuso su Brian stavo male, e alla fine senza rendermene conto ho fatto una cosa terribile al mio migliore amico, che nonostante tutto è tornato da me, mi ha perdonato, e mi ha amato quando non me lo meritavo...Kevin aveva ragione..."
Il flash della litigata con Kevin si ripresentarono alla sua testa, torturandolo senza pietà.
-Spiegami, perchè diavolo state insieme adesso? Perchè ti ha perdonato èh? Io ti avrei mandato irrimediabilmente a fanculo, senza pensarci. E' passato un anno da quella notte, sono due mesi che sei uscito da quell'ospedale di cura! E Brian invece di mandarti al diavolo, ti ha accolto fra le braccia, perdonandoti addirittura! E' inammisibile tutto ciò! Io ce l'ho ancora con te, caro il mio Nickolas Gene Carter. Ti giuro che se succederà qualcosa a Brian tu sarai il responsabile! Io non volevo nemmeno che si mettesse con te!...E' IN PERICOLO CON TE! TU SEI PERICOLOSO NICK, NON ME NE FREGA UN CAZZO SE SECONDO I FOTTUTI PSICHIATRI TU SEI GUARITO, PER ME RESTI E RESTERAI PER SEMPRE UNA PERSONA DA EVITARE, UNA PERSONA CHE POTREBBE FARE DEL MALE ALLA PERSONA CHE AMA, DA UN MOMENTO ALL'ALTRO!-
Le lacrime si presentarono ai suoi occhi, e mormorò:
[Kevin aveva ragione, aveva ragione, l'ho ferito, gli ho fatto male....Lui voleva solo dimostrarmi il suo amore, e io l'ho ripagato trattandolo con freddezza...Non merito di essere amato da lui, non...]
Il suo mormorare venne fermato dallo scatto della porta. Trasalì. Si asciugò in fretta le lacrime, con il dorso della mano destra. Deglutì la saliva. Poi la voce dolce, gentile, calda ma soprattutto innamorata di Mark si fece sentire:
-Nick, sei sveglio ti ho portato...-
Nick trattenne un lieve singhiozzo. Cercò di ricomporsi, ma sapeva che sarebbe stato difficile, ogni volta che percepiva il profumo di Mark avvicinarsi, ogni volta che ne percepiva lieve il respiro, tutto quello che avevano passato insieme, ma sopratutto la sera dove lo aveva ferito lo annientavano.
Non poteva farcela, tentava di non scoppiare, ma era un'impresa impossibile, il suo corpo sobbalzò leggermente. Mark lo vide, si preoccupò e gli depose gentilmente una mano sulla spalla. A quel gesto la forza di Nick cedette. Scostò la mano del suo ex, dalla spalla e gli disse:
-Non lo voglio, ti prego!-
-Nick ma che-
-Perchè stai facendo tutto questo per me MARK!-urlò infine
Mark con in mano il portavivande, con sopra un piatto fondo, con al proprio interno del brodo di pollo fumante, trasalì. Stava per parlare, ma Nick si alzò dal letto. Un giramento lo avvolse, ma riuscì a sorregersi al poggia schiena del letto. e urlò guarandolo negli occhi:
-IO NON ME LO MERITO MARK, NON MERITO NIENTE DI TUTTO QUELLO CHE TU E BRIAN MI AVETE DATO! VI HO FERITO ENTRAMBI, TI HO CACCIATO DI CASA MARK TE LO RICORDI, TI HO SPINTO A RITORNARE A SLIGO. HO ABUSATO DI BRIAN, LO SAPEVI...MA LUI NONOSTANTE TUTTO E' TORNATO DA ME, MA L'HO FERITO DI NUOVO! E ADESSO STO FERENDO DI NUOVO TE MARK...IO FACCIO DEL MALE A TUTTI, NON MERITO TUTTO QUELLO CHE LUI HA FATTO PER ME, E QUELLO CHE STAI FACENDO TU NON ME LO MERITO, HAI CAPITO!-
Gli occhi di Mark si fecero lucidi. Le parole urlate, con così tanta sofferenza dal ragazzo che ancora amava, si insediarono nel suo cuore facendogli male. Improvvisamente era diventato tutt'uno con Nick, poteva percepire la sofferenza che stava provando, i suoi sensi di colpa, ma soprattutto il timore di fare del male a lui. Poteva avvertire chiaramenre tutto il suo dolore. Scosse la testa. Depose il vassoio sulla scrivania che aveva dietro, e si avvicinò a Nick:
-Mark no...Non farlo..Non mi merito niente, non mi merito nulla, neanche un tuo abbraccio, LASCIAMI STARE!-
Il ragazzo irlandese all'udire quelle parole, esitò. Stava per retrarre le mani. Ma non appena gli occhi di un Nick abbattuto si fiondarono dentro i suoi, decise di non fermarsi, si avvicinò a lui. E lo abbracciò stretto a sè.
-LASCIAMIIII...LASCIAMIII MARK!!!-urlava Nick disperato cercando di allontanarlo. Ma più faceva resistenza, più lui aumentava la stretta!
-LASCIAMIIIII!!!!.urlò nuovamente, stavolta con la poca forza che aveva, riuscì a spintonarlo via.
Poi cercando di non cadere, a terra, cominciò a correre per uscire da quella camera, da quella casa non si meritava quello che Mark gli stava dando, non meritava le sue cure amorevoli, perchè Nick era un verme, una persona orribile che poteva ferire chiunque da un momento all'altro. Anche le persone a lui care.
*§*§*§*
La testa gli girava.
Era vicino alle scale. Si sentiva svenire, vedeva quei 4 gradini quadruplicarsi di continuo, tutta la stanza girava, ma lui voleva andarsene. Stava per scendere il primo scalino, quando la forte presa del suo ex gli afferrò le spalle, e lo allontanò dalla piccola rampa:
Nick era furioso, gli dava pugni, sul petto per allontanarlo, gli dava spintoni ma non riusciva a fare un gran chè:
-LASCIAMIII...LASCIAMIII-gridava in lacrime
-No non ti lascio Nick, non posso farlo!-
-CERTO CHE PUOI MOLLAMI, NON MI MERITO NIENTE DEVI ODIARMI MARK DEVI! AVERCELA CON ME! NON DEVI PERDONARMI, NON DEVI!!!-
Urlava ancora, mentre cercava invano di liberarsi dalla presa di lui, che si faceva sempre più forte.
Nick riusciva a percepire tutto l'amore che Mark provava per lui, e questo lo faceva arrabbiare, era convinto di non meritarsi niente, nulla, nessuno. Meritava solo di sparire dalla faccia della terra.
-Io non potrò mai avercela con te, mai Nick. Tu sei troppo importante per me, sei tutto, lo sei sempre stato. Nicky...Ti amo, ed è l'unica cosa di cui sono certo nella mia vita...-
Nick lo spintonò via, gridandogli:
-NON DEVI AMARMI, NON ME LO MERITO, NON MI MERITO NIENTE !!!-
Dette quelle parole, le gambe gli cedettero. Un singhiozzo atomico, che quasi gli tolse il respiro uscì dalla sua bocca, e in pochi secondi le ginocchia, gli piombarono pesantemente a terra.
Mark lo seguì a ruota e lo abbracciò. Nick non fece niente per respingerlo, era troppo preso a trattenere in suoi singiozzi. Mark Lo stava abbracciando. Poteva avvertire la shiena di lui sobbalzare ad ogni singhiozzo. Nick si stava trattenendo e non doveva farlo, quindi lo strinse ancora a sè.
I suoi occhi blu erano intrisi di lacrime. Nick alla fine non ce la fece più, il singhiozzo che stava trattenendo riuscì ad uscirgli dalla bocca, tramutandosi in urlo disperato.
Mark chiuse gli occhi, dalle quali scesero delle lacrime. Nick quasi urlava, stava singhiozzando convulsamente, riusciva a stento a respirare. La sua sofferenza, era talmente forte e profonda che stava spezzando psicologicamente anche Mark. Che l'unica cosa, che poteva fare era quella, di stringerlo, e stringerlo di più a sè, senza lasciarlo, senza privarlo del proprio abbraccio.
"Nicky amore, sono con te, non ti lascerò, non lo farò. Sfogati, pensa solo a sfogarti adesso. Pensa solo a questo. Perchè sei arrivato a questo, punto? Perchè ti stai dando colpe che non hai? Tu ti meriti tutto il mio amore, ti meriti tutte le mie attenzioni, ti meriti tutto ciò, Nick...Tutto quanto!
Ti meriti anche la mia vita. Io ti apparterò per l'eternità..cucciolo."
Gli dette un leggero bacio sulla testa e lo strinse ancora a sè. Lo avrebbe abbracciato fino a che non si fosse calmato. Stettero così per molto a lungo, Nick non riusciva a calmarsi, e nel silenzio di quella notte che stava calando su Long Beach i singhiozzi convulsi di Nick rimbombavano all'interno di quella precaria quiete, dove la pioggia battente faceva da accompagnamento.
CAPITOLO 21
"Let the world stop turning
Let the sun stop burning
Let them tell Me love's not worth going through
If it all falls apart
I will know deep in My heart
The only dream that mattered had come true
In this life, I was loved by You
For every mountain I have climbed
And ever raging river crossed
You were the treasure that I longed to find
Without You love I would be lost,,, "
(In This Life - Westlife)
Una settimana era appena passata.
L'estate era giunta in anticipo. Il forte caldo che si abbatteva su tutta Long Beach, stava sciogliendo la strada, mentre le spiagge erano gremite di persone, che le occupavano dall'alba, al tramonto.
I rapporti tra Brian e Nick erano pressochè inesistenti. Da quando quest'ultimo se ne era andato, non aveva osato, prendere il cellulare e chiamarlo, e lo stesso valeva per Brian. Si erano persi di vista.
Nessuno dei due sapeva cosa stesse facendo l'altro. Mark aveva pregato Nick di stare un pò da lui, prima di ritornare a Malibù, Le acque dovevano calmarsi. Nick aveva accettato, ma ogni giorno che passava dentro di sè si sentiva cadere. Mark se ne era accorto e aveva fatto di tutto per stargli vicino. Dimostrandogli tutto il suo affetto e donandogli tutto il suo cuore. E c'era riuscito. I vecchi tempi ogni giorno che passava, sembravano ritornare. Nick era rilassato e sereno quando parlava con lui, e Mark sfiorava il cielo con un dito, non appena i suoi occhi blu si incontravano con quelli di lui. E dentro di sè assaporava già, la vittoria. Nick sarebbe ritornato con lui, ne era certo, e la cosa lo rendeva felice, e molto anche. Non c'era un attimo. Un istante e un secondo che il suo cuore innamorato non battesse all'impazzata, ogni volta che casualmente Nick sfiorava la sua mano, la sua spalla e viceversa. L'amore che da sempre provava per lui aumentava in ogni istante. La sua voce era musica per le sue orecchie, il suo respiro era aria che voleva inserire dentro di sè, lo desiderava tantissimo, lo voleva di nuovo dentro di sè, voleva sentirgli gridare il suo nome. Voleva anche lui gridare il nome di Nick. Voleva sentirsi tutt'uno con lui, perdersi in esso, e fondersi. Lo amava troppo. Ma non voleva urtarlo, in fin dei conti, lui e Brian non si erano ancora lasciati. Già, Brian lui non si era fatto vivo, non aveva neanche provato a chiamarlo, niente di tutto ciò. e Nick stava male per questo, e molte volte Mark lo aveva consolato, lo aveva rassicurato, ma soprattutto lo aveva fatto sentire importante, e molto anche. Lui era il re del suo cuore. Ma adesso Mark non ce la faceva più a stare in disparte. Non ce la faceva più a fare l'amicone, ogni istante che i loro sguardi si incotrarono lui voleva urlargli di amarlo, voleva gridargli che desiderava unirsi a lui. Lo rivoleva con sè. Brian era come sparito. Se ne era andato. Nick non poteva aspettarlo in eterno. E Mark non voleva che lui ritornasse per fargli del male, per ferirlo come aveva già fatto.
Doveva agire, doveva farlo. Era la sua unica chance, e forse anche l'ultima speranza di riaverlo con sè.
*§*§*§*
Era il tramonto. Nick era fuori, sulla piccola terrazza che dava sul mare. Indossava un paio di pantaloni grigio chiaro di stoffa, che Mark gli aveva prestato. Dato che i suoi vestiti erano ancora nella villa che condivideva con Brian. Era scalzo. I suoi capelli biondi, venivano accarezzati leggermente dalla brezza marina. Il suo corpo mezzo nudo, veniva attraversato lievemente da delle leggere goccioline di sudore. I suoi tatuaggi brillavano sotto la luce calante ma ancora calda del sole. Un sospiro uscì dalla sua bocca. I suoi occhi azzurri fissavano persi quel crepuscolo, il cui cielo sembrava unirsi con l'oceano. I versi degli ultimi gabbiani, si perdevano nel cielo, lasciando il posto ai primi grilli, e alla voce dei ragazzi e ragazze che andavano a divertirsi. Era talmente immerso a godersi quel panorama, che piano piano andava oscurandosi, da non udire i passi di Mark. Che lo destò, mettendogli davanti agli occhi un bicchiere di frappè, fatto in casa da lui.
-Ti và?-
Nick destatosi, guardò il bicchiere e il suo contenuto, che emanava il profumo dolce e inteso di banana. Sorrise timidamente, e in pochi secondi la sua mano destra afferrò il bicchiere, dandogli un sorso. Non appena Mark vide il suo pomo di adamo muoversi nell'atto di inghiottire, guardò il suo ex, sorrise e chiese:
-Com'è?-
-Non c'è male, ma potresti fare di meglio-
Mark sgranò gli occhi incredulo, e ribatté con il sorriso:
-Come, come....Non c'è male e potresti fare di meglio??!!!! Ho sentito bene giusto?-
Nick sorrise divertito, rispondendo:
-Hai sentito benissimo!-
Mark lo guardò stranito, poi ribattè:
-Senti tu....-
Nick prese un'altro sorso.
-Si, decisamente potresti fare di meglio!-
-EHY!!!!! Ma se non ti piace, perchè diamine lo stai bevendo huh?-
-Non ho mai detto che non mi piace. Ho detto solo che potresti fare di meglio-
Rispose avvicinandosi al suo viso, e fargli un occhiolino per prenderlo un pò in giro.
Mark di tutta risposta, decise di vendicarsi. Si avvicinò molto di più a Nick, lo guardò.
In quell'istante si persero l'uno nell'altro.
La mano di Mark, si presentò sotto il bicchiere, lo reclinò, e un pò di frappè cadde sul'addome caldo di Nick, che gemette leggermente:
-Uhh Mark ma perchè dia....-
Mark non lo fece finire, lo voleva troppo, quindi lo spinse con veemeza verso il muro.
Nick trasalì.
-Ma..Mark che..che vuoi fa...-
Non lo fece terminare perchè le sue labbra carnose, si posarono sulle sue.
A quel gesto Nick voleva fare resistenza. Voleva allontanarlo, ma non ci riusciva era come paralizzato. I bei momenti passati insieme, esplosero dentro di lui, travolgendolo come un fiume in piena. Non stava rispondendo al bacio, perchè la sua mente e il suo cuore erano come in conflitto.
Il volto di Brian appariva, ma poi veniva investito dal viso di Mark. Troppe emozioni, troppe sensazioni passate e presenti si stavano dando battaglia. In pochi istanti l'ago della bilancia pendeva su Mark, ma poi di nuovo su Brian. Nick era confuso di nuovo. Ma all'improvviso le parole cattive che gli aveva gridato Brian, si ripresentarono nella sua testa, e lui scivolò via. Mark prese completamente possesso del suo cuore, del suo spirito, della sua coscienza, e l'ebbe vinta. Lentamente le labbra di Nick cominciarono a rispondere a quelle di lui. Ad ogni tocco, Nick cominciava a sentirsi amato e appagato. Le loro bocche si aprirono lasciando entrare la lingua dell'altro. I loro baci da timorosi, divennero passionali e infuocati fino ad esplodere nell'impeto amoroso. La mano destra di Nick lasciò cadere il frappè, che bagnò leggermente i loro piedi nudi. Nick cominciò ad accarezzargli i capelli neri e morbidi. Si strinsero l'uno con l'altro.
Si accarezzavano, si baciavano si toccavano. Mark all'improvviso si fece un tantino violento. Spinse giù Nick, facendolo sedere sulla sedia. Si staccò da lui. Per poi sederglisi sopra a gambe divaricate. Lo guardò bramoso. Nick sorrise malizioso. Poi Mark cominciò a mordicchiargli sensualmente e con veemenza le labbra, aspettando che Nick rispondesse. Poi si allontava, per colpire di nuovo, infine si baciarono ancora. Continuarono così per altri secondi, poi Nick gli afferrò le gambe, Mark avvinghiò le braccia al suo collo. Nick si alzò dalla sedia, ed entrarono in camera. Mark scese da lui,per poi sbatterlo sul muro, continuando a baciarlo. Mentre le mani avevano cominciato a scioglierli il laccio dei pantaloni. Le labbra di Nick cominciarono a darsi da fare sul suo collo. Cavolo quanto gli era mancato quel collo. In esso gli lasciava morsettini e succhiotti, che lo facevano gemere fievolmente. Poi anche la sua bocca decise di contrattaccare. Mentre le mani di Nick comiciarono a farsi desiderose. Quest'ultimo gli sganciò i jeans neri, a vita bassa, che scivolarono giù. Mark li fece uscire dai piedi, mentre con le mani spingeva Nick verso il letto. Nel quale cadde secondi dopo.
Mark era sopra di lui. Gli stava leccando il petto sudato e ancora bagnato di frappè. Nick gemeva, e quasi gridò, quando percepì i denti di lui sui suoi capezzoli. Mark si fermò un attimo, alzò il viso dall'addome dell'amato, per poi fissarlo voglioso negli occhi, sorrise, dolcemente.
-Ti voglio, ti desidero Nick- e lo baciò sulle labbra. Mentre lui gli accarezzava la schiena, e le mani di Mark cominciarono a massaggiargli veementi il membro.
Nick fremeva ad ogni tocco. Il suo cuore batteva all'impazzata, stava urlando voglioso. Quando all'improvviso decise di capovolgere la situazione. Saltò su Mark. Che si ritrovò con la testa che penzolava dal letto, mentre le mani di Nick gli stringevano i polsi. Si distese su di lui, strusciandosi sul suo corpo, fremente. Dopo i suoi occhi azzurri si scontrarono con quelli di lui. Il desiderio ardeva in loro. Nick si passò sensualmente la lingua sulle labbra, e con forza indomita spinse la propria lingua dentro la bocca di Mark, che rispose con la stessa identica moneta. Il loro desiderarsi a vicenda gli aveva completamente annullato ogni inibizione. Erano diventati incontrollabili. Si baciavano con virulenza inaudita. Si accarrezzavano bramosi e veementi. Nessuno di loro riusciva a staccarsi dall'altro. Si muovevano da una parte all'altra del letto, rotolavano su di esso, fino a trovarsi a turno uno sopra all'altro. E ancora si mordevano, ancora si leccavano, le loro prese erano violente. sembravano due animali. Ogni secondo che Mark si dava da fare sul membro di Nick. La bocca della vittima gemeva selvaggiamente e lo stesso accadeva al predatore. Era come se dentro di loro ci fosse una bestia che non vedeva l'ora di uscire. E stava accadendo in quei pochi secondi. Il loro rotolare li portò a cadere dal letto. Sul pavimento era la stessa cosa. Continuarono così per una manciata di secondi. Poi Mark che era sotto di lui, con un colpo di reni, capovolse la situazione.
-I wanna fuck You, I'm gonna fuck for all night, baby!-sentenziò eroticamente.
Nick sorrise ammicante. Afferrò con la mano i capelli di Mark, avvicinò la lingua al suo orecchio lo leccò e poi gli sussurrò voglioso e con una leggera punta di violenza:
-Fuck Me bitch!- E prima che Mark potesse fare qualcosa, la punta della lingua di lui, gli bagnò le labbra, per poi morderle gentilmente. Da Mark uscì un sospiro animalesco e selvaggio. Che dette il via ad un altra pomiciata, per poi scendere con la lingua dal suo collo, fino a passare all'addome, per poi arrestarsi, sotto l'ombelico. Lanciò uno sguardo sexy all'amato. La sua lingua, scese delicatamente, per poi fermarsi, e lasciare lo spazio ai denti, che si presentarono sui boxer per calarglieli giù, mentre le sue mani, gli accarezzavano le cosce, e i fianchi. I respiri affannati, desiderosi e colmi di passionalità di Nick stimolavano Mark, a fare di più. Ancora era troppo presto per unirsi a lui. Voleva goderselo fino in fondo, voleva assaporare la sua pelle, il suo corpo, il suo nettare di nuovo. La sua bocca cominciò ad intingere la bustina. Ad ogni "boccata" Nick gemeva sempre e sempre di più. Stava impazzendo:
-AAAAHHHHHH Mark ahhh...OH MY GODDDD!!!!! AhhhAHHhHHHH-
Più lui gemeva, più Mark ci dava dentro, ancora e ancora di più.
-Ahhhh..ah ah...oddio Mark ahhuhhhhh ahhhh non ferma..ahhh ahhhh oddio ahhhh Mark ahh continua ti prego ahhh-
Mark percepì Nick tremare eccittato, sotto di lui. Si fermò. Lasciando le parti basse, per salire dalla pancia, fino alla bocca riempiendolo di dolci e delicati baci, e leggeri succhiotti, su quel petto vibrante e mandido di sudore.
-Ahh...uhmm-mormorava Nick estasiato e completamente trasportato.
Le loro bocche si incontrarono di nuovo. Le loro lingue si dettero battaglia nuovamente, poi Mark, portò le sue labbra sull'orecchio di Nick e cominciò a cantargli affamato delle frasi sparse di una canzone di Pink intitolata "Oh My God"
-Let Me feel You baby, I can Make You Scream, I got Your coochie coo, How 'bout You!-
Nick rispose con lo stesso tono:
-I got Your Coochie coo too!-
Si baciarono di nuovo. Le slinguazzate si fecero molto più spinte. I succhiotti divennero infiniti e i morsettini si quadruplicarono. Poi tutto, in pochi secondi si arrestò all'istante. Mark nuovamente sussurò all'orecchio di Nick:
-Ora ci divertiamo baby, aspetta qui-
Nick aveva intuito sorrise. Pregustando già il momento.
Mark ancora in boxer, scivolò via da sopra il corpo in fibrillazione di lui e si diresse verso la cucina. Una volta giunto lì. Aprì il frigo e tirò fuori due maxi tubetti di panna montata spray. Li depose sul cucinotto, per poi recarsi al freeezer e prendere un barattolo di gelato alla crema. Depose anch'esso. Stava per prendere tutto, quando con la coda dell'occhio notò che c'era ancora del frappè, e molto anche. Sorrise, e decise di usufruire anche di quello. Nick intanto ancora eccittato attendeva l'arrivo del proprio ex. Ma non vedendolo giungere, decise di alzarsi e raggiungerlo in cucina. Lo vide. Era di spalle. Si avvicinò a lui, era a pochi mm dalla sua schiena, quando all'improvviso, le sue mani decisero di afferrarlo per i fianchi. A quel gesto Mark sussultò. Nick cominciò a mordicchiargli le spalle nude, a lasciargli succhiotti sul collo. Mentre le sue mani, avevano deciso di lasciargli i fianchi, per presentarsi direttamente dentro l'aria proibita. Tremante cominciò a massaggiarglielo.
Mark ad ogni massaggio, ad ogni stretta, reclinava la testa, verso la spalla di lui. che poteva mordicchiargli leggermente il suo pomo d'adamo. Mark teneva gli occhi chiusi, la sua bocca era leggermente aperta, e lasciava fuori uscire dei leggeri mormorii di piacere.
Stava godendo come non mai.
Nick continuò così per un minuto. Poi Mark ricapitolò la situazione. Nick adesso aveva la schiena sul bordo del cucinotto. Le sue mani si presentarono sopra quella superfice di marmo nero. Mark cominciò a spingerlo, sopra di esso. Mentre lo baciava, Nick saliva sul cucinotto. Le mani di Mark arrancando riuscirono a disattivare il gas. Nick era completamente disteso sopra la cucina adesso. Mark prese la panna montata, e la spruzzò delicatamente e selvaggiamete sul petto nudo di lui. Nel frattempo le mani di Nick, si erano date da fare per togliergli i boxer. In pochi secondi Mark rimase nudo. Sorrisero entrambi poi, le mani di Mark cominciaro a spalmare la panna sul corpo di Nick. L'irlandese cominciò a leccarlo tutto quanto. Specialmente nelle sue parti basse dove Mr Happy stava già facendo fuoriuscire il proprio nettare. Mark iniziò a leccarglielo, e a succhiarglielo.
Nick urlava dal godimento.
-Ahhh...Ahhhh...Oh God ahhh ahh..Mark Ahhh Ahhhhhhh Sta per...AHHHHHH-
Mark, gli aveva chiuso la bocca con la panna montata che scivolò dentro di lui, mentre la lingua del focoso irlandese leccava le rimanenze. Fu il turno di Nick, che affondò le mani nel gelato alla crema. Poi cominciò a spalmarlo sul corpo ardente di Mark. Che cominciò a fare uscire delle deboli urla di godimento. Una volta spalmato completamente, Nick cominciò a leccargli via tutto, lasciandogli anche dei succhiotti, lo ripulì come si deve a forza di linguate. Poi giunse all'aria proibita, prese la panna e gliela spruzzò sul membro. Prima che Mark potesse realizzare cosa stava accadendo. Nick gli affondò la bocca sul sesso. leccandoglielo, mordicchiadoglielo, ma soprattutto succhiandolo affamato. Erano in completa erezione entrambi. Mr Happy voleva esplodere, ma Nick glielo stava impendendo ancora non era giunto il momento.
-Ahhhh...AHHHHHH OH MY GOD NICK....AHHHH...AHHHHH...Ahhh...ah..Oddio Ahhhhhh-
Per Nick, quelle grida di eccitamento erano musica per le sue orecchie. Decise di infilarselo tutto in bocca, e succhiarlo tutto. Mark era completamente andato, stava urlando come non mai. Il suo corpo cominciò a muoversi sotto di Nick, che fermò ogni suo movimento. Mark capì che era giunto il suo turno. Prese il frappè. E Non appena Nick si sdraiò sul cucinotto, Mark cominciò a versagli lentamente il frappè sul corpo accaldato, che sussultava ad ogni goccia. Una volta che tutto il contenuto fu versato su di lui, le mani di Mark cominciarono ad accarezzargli il corpo bagnato, e a fargli i massaggi. Mentre la sua bocca esplorava ogni angolo del viso di lui, che in preda all'estasi, aveva chiuso gli occhi. E stava ansimando di piacere, mentre il corpo e la testa si muovevano in contemporanea con i movimenti della mano del suo ex, che gli massaggiava il membro come non mai.
Le sue labbra cominciarono a tremare e a mormorare:
-Marky ahhhh ancora...ancora...ahhhh ti prego non fermarti-
Mark ubbidì. contrinuarono così per un pò di minuti. poi il momento di entrare giunse.
Mark succhiò un ultima volta un Mr Happy in piena. Poi avvicinò la bocca all'orecchio del suo amore e parlò:
-Let Me in baby...-
Nick gemette e rispose sussurando sovraeccitato:
-Come in-
Mark sorrise. Si caricò Nick sulle spalle e lo spostò sul tavolo. Lo depose lì. Gli prese le gambe, avvicinò il proprio bacino al sedere di lui. Gli strinse le gambe con le mani. E cominciò ad entrare:
Nick trasalì. Dalla sua bocca uscì un sospirato:
-Entra...Ahhhh entra ti prego I want You inside Me...Ahhhh-
I suoi muscoli si sciolsero, Mark cominciò a spingere, e a spingere e lentamete a suon di colpi riuscì ad entrare. Più Nick lo sentiva dentro di lui, più si sentiva completo. Quindi incitava Mark ad andare avanti, a proseguire senza fermarsi. Mark entrò completamente dentro di Lui. Nick chiuse gli occhi, inarcò la testa ed urlò in completa estasi:
-MARKKKKKK!!!!!-
Il ragazzo usciva e entrava, velocemente, selvaggiamente ma con veemenza. Il corpo di Nick scivolava su e giù sul tavolo. Stava per raggiungere l'apice. Ecco c'era quasi, un altro colpo ancora:
-AAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH OH MY GOD!! AHHHH-
Entrambi raggiunsero l'orgasmo. All'ultima penetrazione Nick, strinse con tutte le sue forze il tavolo.
Mark lasciò il suo liquido dentro di lui. Poi uscì, crollando al suolo, sudato e ansimante, mentre gli ultimi spasmi di eccitamento lo attraversavano insieme ai tremori.
Nick era ancora disteso su quel tavolo. Tremava ancora. Non riusciva quasi a respirare. Ancora la sua bocca, cacciava gli ultimi fievoli gemiti di piacere. Mark ripresosi, si alzò. Guardò un Nick ancora tremante sul tavolo. Gli accarezzò debolmente il volto e lo baciò sulla bocca. Una volta staccati, si sorrisero gli occhi di Nick emanavano una luminosità raggiante. Lacrime di gioia cominciarono a scendere dai suoi occhi. Mark gli sorrise dolcemente e ancora ansimante gli chiese:
-Ehy, Nick tutto okay?-
Nick sorrise, cercando di asciugarsi le lacrime, poi semplicemente gli rispose
-Mark mi sei mancato così tanto!-
-Ohhh su dai cucciolo sono qui adesso. Non piangere dai...Coraggio vieni qui-
Disse accarezzandogli dolcemente i capelli, per poi portarlo al suo petto, e abbracciarlo teneramente e amorevolmente.
Nick rispose all'abbraccio. Finalmente si sentiva appagato e amato. Sorrise mentre, le lacrime ancora gli bagnavano il viso. Mark gliele asciugò con le labbra. Poi insieme, e abbracciati si diressero alla camera da letto. Caddero entrambi sfiniti, ma felici su quel materasso.
Mark guardò Nick, e gli accarezzò il volto. In quell'istante i loro occhi si guardarono intensamente. Perdendosi completamente l'uno nell'altro. Mark stava per parlare ma non lo fece, perchè il suo sguardo stava dicendo tutto quanto. Quegli occhi avevano sempre detto tutto quanto. E non c'erano parole adatte, per descrivere quello che provava per lui. Ogni istante che i suoi bulbi oculari guardavano dentro quelli di lui, il mondo smetteva di girare, il sole smetteva di bruciare. Il tempo si fermava, I loro respiri si facevano sempre più agitati, e i battiti dei loro cuori, aumentavano a dismisura. E niente e nessuno era in grado di distoglierli dal loro perdersi, per poi naufragare l'uno negli occhi dell'altro. In quel attimo, che per loro sembrava eterno, si scambiarono un bacio passionale e tenero. Nick staccandosi gli sorrise e depose la testa sul suo petto. Come aveva sempre fatto al termine del loro rapporto. Adorava udire i battiti del cuore di lui, che aumentavano e dimiuvano a tempo con i suoi. Lo abbracciò e lasciandosi cullare dal suo battito cardiaco si addormentò come un bambino. Il viso di Nick era raggiante. le ultime lacrime gli scivolarono giù sulle guance sudate. Mark le mandò via gentilmente con il pollice della mano destra. Sorrise e lo baciò sulle labbra. Stette un pò di minuti a vederlo dormire. Era stupendo. Gli era mancato terribilmente, e credeva che fosse tutto un sogno:
"Ma si, deve essere tutto un sogno, è stato tutto troppo bello per essere vero.
Se è un sogno non voglio più svegliarmi. Voglio rimanere imprigionato qui, con lui.
Dio ti prego, lasciami imprigonato qui, toglimi la vita...Perchè se è un sogno io non voglio svegliarmi mai più. Voglio rimanere bloccato qui, fermo, immobile in questo momento, in questa vita che mi stava facendo amare da lui. Non voglio tornare alla realtà, non voglio se questo significherà lasciarlo. Io voglio stare qui, così. Bloccato qui. Perchè solo qui, solo così lui non potrà andarsene da me, solo così potremmo stare finalmente insieme, ritornare la coppia che prima eravamo, Non ci sarà più nessun Sean, nessun Brian a rovinare il nostro rapporto. Nessuno potrà dividerci, nessuno potrà farlo. Nessuno potrà portarmelo via di nuovo. L'ho perso una volta, e non voglio che accada di nuovo. Quindi ti imploro Signore, ti supplico. Uccidimi, qui così. Voglio stargli per sempre accanto.
Voglio amarlo come ho sempre fatto. Voglio unirmi con lui ancora, e ancora. Voglio sentirlo fluire dentro di me. Chiedo solo questo. Ti prego Dio, ti imploro se è un sogno uccidimi...poni fine alla mia vita. Voglio morire quì, così. Sarà una morte dolce per me, la più dolce che esista."
Lentamente i suoi occhi si appesantirono, e le palpebre si chiusero. Il suo viso toccò la testa di Nick. le dita della sua mano libera, si incrociarono con quella di Nick. Le sue labbra tremarono, e la sua bocca mormorò:
[Se è un sogno non voglio svegliarmi, ti prego Dio se è un sogno non svegliarmi...Non farlo te ne prego. Non resisterei in un mondo, dove non sono amato da lui...]
Tacque, e Morfeo lo trascinò via con sè.
CAPITOLO 22
You From The Inside
Avevano dormito tutta la notte, restando abbracciati. Nick ancora riposava profondamente, quando i raggi del sole, colpirono delicatamente il volto di un Mark, che aveva cominciato a svegliarsi.
Non appena i suoi occhi blu si scontrarono con il viso dormiente di Nick, sorrise.
Allora quello che era successo tra di loro, la sera precedente non era stato un semplice e bellissimo sogno. Era la realtà, una realtà che a lui piaceva, ma anche una realtà dura da accettare. Avevano fatto sesso, si erano uniti. Ma questo non stava a significare che Nick avesse cambiato idea. Brian era sempre lì ad alitargli sul collo. Quello che era successo tra di loro era diventato un punto a suo favore, aveva vinto una battaglia ma non la guerra. Scosse la testa, accarezzò delicatamente, con il dorso della mano il volto sereno e raggiante di Nick, che ancora se la dormiva come un angioletto. Sorrise dolcemente guardandolo con occhi adoranti e strabordanti di amore. Amore puro e sincero, che con il passare dei secondi si faceva sempre e sempre più forte.
"Non posso, trattarlo così. Non posso fare di lui un premio in palio, non posso farlo. Ma purtroppo l'ho fatto..Io non voglio ferirti Nick..Non voglio, ma è l'unico modo per poterti tenere con me, devo battere Brian, devo far in modo che il tuo cuore lo cancelli definitivamente.."
I suoi occhi si fecero lucidi. Deglutì la saliva, dette un dolce, casto e tremante bacio sulla fronte di lui. Poi con estrema cautela, tolse da sopra il proprio petto il braccio di lui, che lo stava stringendo.
A quel gesto Nick mosse leggermente il viso, ma senza svegliarsi.
Mark sospirò, poi con passo felpato, si diresse in bagno per farsi una bella doccia rinfrescante.
*§*§*§*
Erano da poco scoccate le 11am.
Mark scalzo, con indosso un paio di pantaloni militari di stoffa, e una semplice, ma attillata canottiera nera, stava pulendo con una spugna bagnata, il disastro che avevano combinato.
Nella sua mente rieccheggiavano le loro urla di piacere, nella testa si manifestavano le scene. Mentre nel suo cuore i battiti aumentavano. Era come se stesse rivevendo quegli attimi. Si era completamente perso in essi. Solo il campanello giunse, rovinando quei ricordi e disturbando la quiete della casa. Sospirò, chiedendosi chi potesse mai essere a quell'ora. Non aspettava nessuno. La sua mano si presentò sulla porta aprendola. Trasalì non appena incontrò lo sguardo di Brian. D'istinto chiuse la porta, ma il piede destro di lui riuscì a frenarla.
Ed entrò in casa.
-Dov'è lui?-chise adirato
-Non è qui! E comunque che cazzo vuoi da me?-
Brian perse immediatamente le staffe. E si fece sentire:
-VOGLIO NICK, DIMMI DOV'E', MARK! c'è la sua auto qui fuori, DIMMI DOV'E'!-
Urlò. Mark trasalì, Brian gli stava facendo paura. Aveva il volto sofferente, i suoi occhi blu erano segnati dalle lacrime, e da notti e notti passate insonne. Indossava un paio di jeans chiari, non molto larghi, e una canottiera dei Lakers. In testa aveva un cappellino della nike bianco, con il marchio cucito sopra la visiera, che era di colore blu.
Mark deglutì la saliva e si fece sentire di nuovo:
-Vattene da qui!-
All'udire quelle parole, il volto di Brian venne raggiunto da un leggero barlume di pazzia.
Guardò Mark negli occhi fulminandolo, poi gli urlò:
-IO NON ME NE VADO DA QUESTA FOTTUTISSIMA CASA SENZA DI LUI!-
-LASCIALO IN PACE!-
-PERCHE' DOVREI LASCIARLO IN PACE! EH PERCHE'!-
-LO HAI FERITO BRIAN, DI NUOVO!-
Quelle parole lo ferirono. Quella sera della loro decisiva litigata, le parole che gli aveva urlato non gli avevano dato pace, lo tormentavano in ogni istante. Non era riuscito a chiudere occhio.
E per riposare almeno un'ora, doveva prendersi due pillole di sonnifero. Ma anche all'interno di quell'ora, dove il suo corpo trovava riposo, la sua mente, il suo cuore e la sua anima venivano tormentati da quelle frasi. Dentro di lui erano sempre chiari gli occhi azzurri di Nick che versavano lacrime, in essi vedeva il dolore che gli aveva causato, e questo lo faceva star male. Scosse la testa. E invenì contro Mark:
-E' VERO L'HO FERITO MA NON GLI HO FATTO TUTTO IL MALE CHE GLI HAI FATTO TU MARK! QUINDI LO RIVOGLIO INDIETRO, IO NON ME NE VADO DI QUI SENZA DI LUI!-
In camera, un Nick in dormiveglia. venne destato dalle urla ma specialmente da una voce a lui molto famigliare, ovvero Brian. I suoi occhi azzurri si scontrarono, con il marrone della porta. Era ancora assonnato ma lo sarebbe stato per poco, non appena alle sue orecchie giunse anche la voce di Mark:
-VATTENE IMMEDIATAMENTE DI QUI, O DOVRAI VEDERTELA CON ME-
Nick trasalì, alla sua mente riaffiorò il ricordo della litigata tra Mark e Brian di due anni fà.
-TI AVEVO DETTO DI STARGLI LONTANO! CHE CAZZO TI SEI MESSO IN TESTA LUI STA CON ME, E' MIO!-
-MI AVEVI DETTO UN SACCO DI COSE, MA NICK NON E' DI TUA PROPRIETA' FICCATELO BENE IN TESTA, IO LO AMO!-
-LO AMI?! HAI DETTO...NON DIRE STRONZATE TU VUOI SOLO ROVINARGLI LA VITA! FREGANDOTENE ALTAMENTE DI COME LUI SI SENTA, LO HAI SENTITO MENTRE TI IMPLORAVA QUASI DI LASCIARLO, LO HA PERCEPITO SOTTO DI TE DIMENARSI? NO! CAZZO SEI SOLO UNO STRONZO BRIAN, TI RENDI CONTO DI QUELLO CHE GLI HAI FATTO E'H! TE NE RENDI CONTO? TI HO DETTO CHE NON TI AVREI LASCIATO FARGLI DEL MALE, TI AVEVO AVVERTITO DI NON AVVICINARTI TROPPO A LUI, ALTRIMENTI TE LA SARESTI DOVUTA VEDERE CON ME! BENE METTIAMO IN CHIARO LE COSE LUI E' MIO..MIO HAI CAPITO? NON TI PERMETTERO' PIU' DI FARGLI DEL MALE HAI CAPITO, MAI PIU'!-
-TE LO RIPETO NICK NON E' DI TUA PROPRIETA' NON LO E'! HAI CAPITO!-
-BHE NEANCHE LUI LO E' DI TE, E ADESSO VATTENE PRIMA CHE PERDA IL CONTROLLO-
-NO RESTO QUI, COSA POTRESTI FARMI EH FEEHILY-
-LITTRELL NON MI PROVOCARE!-
-PROVOCARTI IO, MA QUANDO MAI?! NICK NON STARA' PER SEMPRE CON TE, VOI DUE NON VI COMPLETATE, IO LO COMPLETO, E QUANDO LO CAPIRA' METTERA' FINE ALLA STORIA CON TE!-
-SEI SOLO UNO STRONZO LITTRELL LUI NON TI APPARTERA' MAI!-
Scosse la testa. La voce di Brian risuonò nella casa:
-E CHE COSA VORRESTI FARMI MARK, HUH?!-
Nick doveva intervenire, non voleva che tutto potesse finire con il ricorrere alle mani. Si infilò i boxer, uscì di camera e li raggiunse:
-TI SPACCHERO' LA FACCIA, BRIAN, DEVI STARGLI LONTANO, HAI CAPITO DEVI STARGLI LON...-
-BASTA! SMETTETELA TUTTI E DUE!-
Urlò Nick. All'udire, la voce del ragazzo che amavano, si voltarono verso quest'ultimo che gli stava guardando negli occhi, adirato.
-Che cavolo ci fai qui Brian?-chiese
Il ragazzo sussultò e rispose placando la voce:
-Ero venuto, qui a cercarti, ti volevo chiedere scusa...-
-Si certo come no-bonfochiò Mark. Nick lo udì.
-Mark, per favore-
L'irlandese si acquietò.
-Nick torniamocene a casa-disse avvicinandosi a lui. Mark gli si mise davanti.
-Non toccarlo!-
Brian stava cominciando di nuovo ad innervosirsi.
Nick, toccò il braccio di Mark, poi gli disse:
-Sò difendermi da solo-
Mark non era molto convinto, ma decise di lasciarlo fare. Nick lo superò poi si rivolse a Brian:
-Non ci torno a casa con te!-
Quelle parole ferirono Brian, che lo guardò negli occhi, lo scrutò da capo a piedi, poi portò il suo sguardo su Mark. e intuì ciò che era successo tra di loro. Il cuore sembrò frantumarsi in mille pezzi. Scosse la testa, la rabbia si impossessò di lui. La gelosia lo accecò completamente e urlò:
-CRISTO NICK COME HAI POTUTO!-
Nick stava per rispondere, ma venne anticipato da Mark.
-DA ME HA AVUTO QUELLO CHE TU NON GLI HAI PIU' DATO!-
A quelle parole Nick sussultò, Brian venne raggiunto da una fitta.
I suoi occhi blu si proiettarono su quelli colpevoli e azzurri di Nick. Deglutì la saliva.
-Nick, perchè? Io ti ho sempre dato tutto! TI HO DATO TUTTO ME STESSO!-urlò in lacrime
Nick venne colpito da quelle parole, e ribattè.
-ANCHE IO TI HO DATO TUTTO ME STESSO BRIAN, ANCHE IO! MA TU..MA TU...-
-MA IO COSA NICKOLAS IO COSA!-
Mark intervenne:
-ADESSO VATTENE BRIAN, VATTENE IMMEDIATAMENTE DA CASA MIA, E LASCIALO IN PACE, LO HAI PERSO FATTENE UNA RAGIONE!-
Quelle parole lo fecero infuriare e urlò adirato:
-IO NON L'HO PERSO, E NON ME NE ANDRO' DI QUI SENZA DI LUI!-
Nick si sentiva preso di mira da entrambi. Percepiva che la situazione tra loro due sarebbe finita alle mani, e voleva fermare il tutto prima che degenerasse.
-PER FAVORE FINITELA!-
Ma loro non lo ascoltarono, continuarono a litigare:
-TU LO HAI ABBANDONATO MARK, LO HAI LASCIATO NEL MOMENTO DEL BISOGNO, TE NE SEI RITORNATO A SLIGO RICORDI!-
-E TU ALLORA, CHE CAZZO HAI FATTO? DOV'ERI QUANDO NICK ERA IN CRISI, DOV'ERI?-
-IO GLI SONO STATO VICINO QUANDO TU TE NE SEI ANDATO, LO SAI QUANTE VOLTE HA CERCATO DI FARLA FINITA, A CAUSA TUA!-
Nick si tappò le orecchie, non voleva più sentire uscire da loro altre parole, dovevano smetterla. Non ne poteva più, amava entrambi, e non voleva che si facessero anche del male. Quindi si fece sentire di nuovo:
-BASTA...BASTAAAAA!!!!!-
Mark e Brian lo ignorarono.
-IO ME NE SONO ANDATO PERCHE' NON VOLEVO CAUSARGLI ALTRA SOFFERENZA!-
-HAI FATTO PEGGIO AD ANDARTENE, E' COLPA TUA SE NICK SI E' AMMALATO DI DEPRESSIONE, E' COLPA TUA SE LUI E' STATO COSTRETTO A VIVERE PER UN ANNO IN UN OSPEDALE PSICHIATRICO DI TAMPA. E' STATA PER CAUSA TUA MARK, E' SEMPRE STATA COLPA TUA, E LO SARA' PER L' ETERNITA'!-
-BASTA VI PREGO-Urlò quasi in lacrime, un Nick disperato cadendo in ginocchio.
Senza volerlo gli avevano ricordato un passato che faceva ancora parte di lui. Il passato non l'aveva mai abbandonato. Si era convinto che tutto fosse finito nel dimenticatoio. Era sicuro che quello che aveva provato per Mark, quello che aveva fatto quando lui se ne era andato. Lo avesse lasciato in pace. Ma non era così. e Brian e Mark non stavano facendo niente per impedirgli di cadere definitivamente. Anche stavolta la sua psiche era appesa ad un filo, che si poteva rompere da un momento all' altro. Una parola ancora, e sarebbe stata la fine. Nick stava urlando a loro di smetterla di litigare, li stava pregando di farlo, ma loro sembravano non curarsene. Nick era lì in ginocchio, gli occhi chiusi, la bocca che gli urlava di smetterla. Ma era tutto inutile. Continuavano a dirsi parole cattive, continuavano a mettere Nick in mezzo alla loro litigata. Lui non ne poteva più. Poi venne il dramma, Mark infuriato a bestia, spintonò Brian, lui rispose a quelle spinte. Stavano per prendersi a pugni. Ma Nick si mise tra di loro:
-BASTAAAA!!!-
Brian e Mark lo spintonarono via e gli urlarono:
-TOGLITI DALLE PALLE!-
Nick cadde a terra. Mentre Brian e Mark uscirono in giardino.
-NICK AMA ME METTITELO BENE IN TESTA-urlò Mark
-DA TE E' SOLO CORSO PER FARE DEL SESSO, NON GLI INTERESSI MARK, LUI AMA ME! TI HA SOLO USATO COME SFOGO!-
-TI SBAGLI BRIAN, TU NON LO SAI COSA E' SUCCESSO TRA DI NOI, NON ABBIAMO MAI FATTO SESSO A QUEL MODO, CI SENTIVAMO UNITI, COMPLETI. NICK E' SCAPPATO DA TE BRIAN, LO HAI SOFFOCATO, LO HAI FATTO! LO HAI OPPRESSO.
NON LO LASCIAVI RESPIRARE! POI HAI SMESSO ALL'IMPROVVISO DI AMARLO-
-MARK TI SBAGLI IO LO AMO, L'HO SEMPRE FATTO, NON HO MAI SMESSO DI AMARLO-
-AH DAVVERO E ALLORA COME MAI, NICK HA FATTO SESSO CON ME?-
-TU TI SEI SOLO APPROFFITATO DI LUI, DI UN SUO MOMENTO DI DEBOLEZZA, E ORA ME LA PAGERAI LUI NON SARA' MAI TUO, NON TORNERA' MAI PIU' CON TE! LA SFIDA LA VINCERO' IO! NICK SARA' MIO! MIO PER SEMPRE! IO TI AVEVO GIURATO CHE TE L'AVREI FATTA PAGARE MARK, PREPARATI AD ESSERE RIEMPITO DI BOTTE! BASTARDO!-
In quell'istante Brian si scaraventò su Mark. Nick uscì di corsa di casa, e si fiondò sul giardino mettendosi in mezzo tra di loro. In quei secondi il pugno di Brian gli colpì lo zigomo, e il ginocchio di Mark lo stomaco. Nick cadde a terra. E tutto si fermò.
-NICK!-urlarono entrambi preoccupati.
Il biondino tossì, e dalla sua bocca uscì un pò di sangue. I suoi occhi avevano già raggiunto l'oscurità, quell'oscurità della quale lui aveva paura. Era precipitato anzi stava tutt'ora precipitando, ogni appiglio era scomparso. Le voci di Mark e Brian gli attraversavano le orecchie, Senza fermarsi all'interno della sua mente. Dentro di lui. Nella sua testa solo la parola sfida lo stava tormentando, in ogni istante, senza dargli requie. Si sentì sopraffare da tutto e tutti. Era diventato un giocattolo. Un bambolotto. Un manichino nelle loro mani. I sentimenti profondi che provava per quei due ragazzi, che adesso lo avevano fatto sentire una marionetta, gli si ritorsero contro. I flash dei momenti passati con entrambi lo schiacciarono. Li amava, era innamorato perso di loro due. E credeva che il suo amore, fosse ricambiato, ma non era stato così. lo avevano solo usato. Lo avevano ingannatto ma soprattutto lo avevano preso in giro. Lo avevano ferito. Gettandolo in quel baratro oscuro che lui temeva. Stava ancora precipitando.
Precipitava e precipitava, nessuno di loro gli stava tendendo una mano per aiutarlo nessuno. Lo avevano abbandonato, come se fosse solo un vecchio giocattolo rotto.
A fatica riusciva a trattenere i singhiozzi, era arrabbiato con loro, era infuriato con entrambi.
Lui teneva a loro più di qualunque cosa al modo. E loro cosa avevano fatto? Lo avevano gettato via come spazzatura. Era solo un premio in palio, non di più. Un trofeo da mettere sul caminetto, e lasciarlo lì a prendere la polvere, ad invecchiare per poi essere gettato via. Scosse la testa disgustato. Tossì di nuovo. Poi la mano di Brian gli sfiorò una spalla, lui lo allontanò:
-Io..non sono..Non sono..IO NON SONO UN PREMIO IN PALIO NON LO SONO AVETE CAPITO!-Urlò in lacrime alzandosi barcollante. Mark si accinse ad aiutarlo ma lui lo spintonò via e gli gridò:
-NON TOCCARMI NON TI AVVICINARE A ME, MI HAI INGANNATO, TI SEI APPROFITTATO DI ME...MI DICEVI PAROLE CARINE, DICEVI CHE MI SARESTI STATO VICINO....E INVECE MI HAI SOLO PRESO PER I FONDELLI, PER SPINGERMI TRA LE TUE BRACCIA E IO STUPIDO MI SONO FIDATO DI TE! COME HAI POTUTO MARK! DI NUOVO MI HAI FERITO PERCHE', PERCHE'? IO MI FIDAVO DI TE!-
I suoi occhi azzurri erano pieni di lacrime, da impedirgli la visuale. Voleva scappare andarsene. ma prima portò il suo sguardo su Brian.
-ANCHE TU BRIAN, ORA CAPISCO PERCHE' MI SEI STATO ADDOSSO GIORNO E NOTTE, ORA CAPISCO PERCHE' VOLEVI FARE SEMPRE SESSO CON ME. TU NON VOLEVI DIMOSTRARMI IL TUO AMORE. VOLEVI SOLO VINCERE QUESTA SFIDA. MI HAI PRESO PER IL CULO. MI HAI RIGIRATO IN PADELLA COME E QUANDO VOLEVI TU. HAI MANDATO TUTTO A PUTTANE! E TU DICEVI DI AMARMI. MI HAI DETTO TI AMO MOLTE VOLTE! MA ERANO TUTTE BALLE. MI HAI DELUSO, MI AVETE DELUSO TUTTI E DUE VI ODIO, VI ODIO, NON VI VOGLIO PIU' VEDERE SIETE MORTI PER ME, MORTI!-
Detto questo corse dentro casa.
Mark guardò Brian adirato e gli urlò:
-TU E LA TUA BOCCACCIA! HAI ROVINATO TUTTO!-
Brian non rispose. Mark scosse la testa e raggiunse Nick. I loro occhi si scontrarono sulla porta. Nick indossava i jeans, e tra le mani teneva la t-shirt.
-Nick no, aspetta ti prego-
-LASCIAMI PASSARE-Urlò
Mark lo prese per le spalle, e lo spinse al muro.
Nick era infuriato stava per scrollarselo di dosso, ma Mark era l'unico più forte in quel momento, e aumentò la presa. Nick poteva solo limitarsi ad abbassare lo sguardo.
Non voleva guardarlo negli occhi, per niente al mondo.
-Nicky...ti prego. Guardami. Non è come pensi tu , non lo è credimi...Io ti amo..Nick, non avevo intezione di usar...-
Non lo fece finire:
-E INVECE LO HAI FATTO MARK, LASCIAMI!-urlò spintonandolo. Per poi correre verso l'uscita. Stava per entrare nella propria auto, quando Brian lo afferrò per un braccio, e lo spinse con forza verso il cofano.
-Non puoi andartene Nick, TI PREGO ASCOLTAMI! IO TI AMO...MARK TI HA SOLO USATO PER VINCERE QUESTA SFIDA, E' STATA UNA SUA IDEA NICKY, TI PREGO CREDIMI, IO TI AMO...TI AMO PIU' DI ME STESSO, NON POTREI MAI FARTI DEL MALE, NON DOPO TUTTO QUELLO CHE HAI PASSATO A CAUSA SUA-gridò in lacrime, abbracciandolo.
Nick non gli credeva, non credeva più a nessuno di loro, quindi lo allontanò da sè.
Lo spinse e urlò:
-SONO TUTTE BALLE, TI ODIO, ODIO ENTRAMBI NON VOGLIO PIU' AVERE NIENTE A CHE FARE CON VOI, MAI PIU'!-
Un singhiozzo lo travolse. Aprì tremante di rabbia la portiera dell'auto. Inserì la chiave, depose il piede sulla frizione e girò la chiave. Non appena il rombo del motore si fece sentire. Nick tolse il freno a mano, premette l'accelleratore e partì come un razzo, scomparendo in pochi secondi dalla vista di Brian.
*§*§*§*
La macchina sfrecciava a tutta velocità per quelle strade e stradine.
I semafori rossi, venivano completamente ignorati, e le sirene della polizia che gli rimbombavano dietro, era come se non le sentisse, o forse non le voleva udire. Era troppo disperato. Troppo distrutto per badarci. Voleva solo andarsene via da quella città, da quello stato, e forse anche dal mondo. La sua caduta ancora non era terminata, e sembrava intezionata a durare in eterno. L'intero universo gli era crollato addosso. Era alla deriva. Non sapeva più credere a niente e a nessuno.
"Io mi fidavo di loro...come hanno potuto come hanno..."
All'improvviso Nick si lasciò andare. Smise di girare il volante. La sofferenza. Il dolore lo avevano completamente annullato. Non voleva più soffrire, era stato ferito molto, e troppe volte dalle persone che dicevano di amarlo. Non ne poteva più. Era talmente distrutto che cominciò a rimpiangere il fatto, che Sean non l'avesse ucciso anni fà. Quella notte ritornò dentro di lui.
"Doveva uccidermi...Dovevo morire quella notte stessa! Ma invece sono sopravvissuto. Sean mi doveva massacrare di botte, doveva farmi morire dissanguato, almeno non avrei più sofferto così.
Non avrei mai più provato dolore, mai più..."
Un singhiozzo prese possesso di tutta l'autovettura, il piede di Nick continuava a tenere premuto tutto l'accellelatore, Mentre la disperazione lo travolse. Uccidendolo.
All'improvviso le ruote della sua spider, portarono il fianco dell'auto a scontrarsi con il guard-rail. La macchina cominciò a sbandare, e a sbandare, fino a colpire di nuovo il guard-rail, stavolta rompendolo.
Al di là di esso c'era un lunghissima ripida discesa circondata da foltissimi alberi.
La macchina scendeva e scendeva senza riuscire a fermarsi. Scese per circa un km, poi la sua folle corsa venne fermata bruscamente da una roccia. L'airbag si azzionò. La testa di Nick lo colpì, per poi tornare bruscamente indietro. E il contraccolpo. Portò il capo di lui a scontrarsi violentemente con il vetro del parabrezza.
Il buio lo avvolse, e il biondino privo di conoscenza cadde di lato. Mentre dalla sua testa ferita, il sangue stava sgorgando. Nel silezio tombale di quella mattina, gli uccellini che prima dell'accaduto cinguettavano felici, smisero di cantare. Il tempo sembrò fermarsi. E lontano, dal luogo dell'incidente, le sirene delle volanti della polizia si arrestarono, dando spazio alle sole luci lampeggianti.
CAPITOLO 23
"You better lose yourself in the music, the moment
You own it, you better never let it go
You only get one shot, do not miss your chance to blow
This opportunity comes once in a lifetime yo..."
(Lose Yourself - Eminem)
Il suo impianto Hi-Fi fornito di un' home teathre, stava sparando a palla un musica rap. Una canzone, ovvero Lose Yourself di Eminem. Le sue mani gioccherellevano nervosamente e pericolosamente con un coltellino portatile. I suoi occhi di un' azzurro spento, colmo di disperazione e umiliazione, fissavano vuoti la finestra oscurata da una tenda nera. Oltre ad essa c'era un mondo bellissimo che attendeva solo lui, ma lui non ne voleva sapere. Era stato preso in giro, ma soprattutto ferito in ogni modo possibile ed inimagginabile dalle persone a lui più care. Da quei suoi occhi le lacrime scendevano, ma lui sembrava non rendersene minimamente conto. Il suo cuore dilaniato da mille e milioni di profondi squarci, aveva cominciato a farsi più freddo. Voleva congelarlo, voleva farlo divenire di pietra, perchè si era stancato di essere preso per i fondelli. Ferito e usato da tutti quanti, ne aveva abbastanza di tutto e tutti. Si era stancato di vivere in quel mondo che gli stava dando batoste su batoste, e delusioni di fila senza dargli requie. Si era stancato di tutti, ma specialmente di loro, di quei due ragazzi che per lui avevano significato tutto, i loro nomi? Che importanza avevano? Lui non li poteva più vedere, non li sopportava si era stufato di loro! Scosse la testa rabbioso.
-Io non sono un premio in palio, non lo sono, E NON LO SARO' MAI!-gridò infine smettendo per un'istante di giocare con quel coltellino da montanari. La musica proseguiva inesorabile.
La canzone era sempre la stessa, era sempre e solo quella che Nick, aveva deciso di mandare a ripetizione. Dentro di lui il ritornello non gli dava pace. Doveva forse dargli un pò di conforto, ma lo spingeva di più, a convincersi che tutto poteva finire in pochi istanti, non appena il sangue gli avrebbe abbandonato lentamente il corpo. I suoi occhi erano lucidi. Intorno a lui tutto quanto era oscurato, aveva chiuso le finestre con delle pesanti e spesse tende nere. La villa in cui abitava da 6 mesi dopo che l'incidente, che non aveva posto fine alla sua vita travagliata, come lui sperava, desiderava e voleva con tutto il suo cuore. Quella villa era la sua. Era la villa dove tutto era cominciato, era la villa dove una volta solcata l'uscita di quell'immenso portone, la sua vita e quella di Mark si erano incrociate. Era quella villa dove per 4 anni di fila, aveva continuato a consolarlo quando i suoi occhi innamorati e rassegnati incontravano quelli di Brian. Quella era la villa dove tutto era cominciato. Dove tutto quello che gli accadeva intorno lo spezzava in due. Quindi cosa c'era di meglio da fare se non porre fine alla sua vita lì, in quell'edificio. In quel divano che era annegato nelle lacrime che Nick aveva pianto per lui, per il suo ex Frick, ma soprattutto per Mark, per il suo amato Mark che tanto gli aveva fatto del male, che tanto ancora forse, amava.
-Si deve finire così, deve finire tutto oggi stesso, in questo preciso istante. Non importa quanto ci vorrà, ma il mio sangue spazzerà via tutta la mia sofferenza, il mio dolore ma soprattutto, questa mia insulsa vita. Non voglio soffrire più. Non voglio vivere in un mondo che mi ha dato, e poi mi ha tolto tutto, divertendosi alle mie spalle, giocando con me, con i miei sentimenti, come hanno fatto loro, come hanno osato fare le persone a me più care, le uniche di questo pianeta. Che ero convinto di amare, che amavo. Loro mi hanno usato! Mi hanno preso per il culo per tutto quel fottuttissimo tempo. Marky dicevi di amarmi e invece non è mai stato così, e lo stesso vale per te Brian. Mi avete usato solo per dimostrare all'altro che eravate talmente in gamba da farvi cadere il povero, piccolo e ingeno Nicky tra le vostre braccia. Perchè mi avete fatto questo, voi che eravate il mio mondo. Perchè? Perchè mi avete voluto ferire a questo modo, perchè? PERCHE'E'E'E'-
Urlò disperato crollando sul parquet, mentre il coltellino che teneva scivolò via dalle sue mani tremanti.
Le lacrime scendevano copiose. Le sue urla disperate, i suoi "Perchè" gridati con tutta la voce e l'aria che aveva in corpo, venivano sovrastate dalla canzone di Eminem che andava spedita.
Nick era in piena agonia psicologica. Piangeva, gridava, colpiva rabbioso il parquet dandosi addirittura colpe su colpe. Malediva il suo corpo, il suo essere una pop star di fama mondiale. Malediva tutto della sua vita, ma soprattutto malediva il suo aspetto, il suo essere gay tutto quanto. Non ne poteva davvero più. Troppe ferite passate, e presenti si erano aperte dissanguandolo, e affogandolo nell'infamia presente nel pianeta, e nella cattiveria umana.
Ogni cosa dentro di lui, doveva sparire, ogni linfa vitale doveva abbandonarlo. Era deciso a farlo e nessuno l'avrebbe fermato. Con mano tremante prese il coltellino. lo aprì e fissò la lama.
-Deve finire tutto oggi, in questo preciso istante deve terminare tutto quanto. Non voglio più soffrire, non voglio più star male, voglio solo crollare su questo pavimento maledetto. Il mio sangue deve farsi largo lentamente tra questi pezzi di legno lisci, e abbandonare per sempre il mio corpo voglio solo questo nient'altro, solo questo...-
Deglutì la saliva a fatica, sospirò e portò lo sguardo verso l'alto, e continuò:
-...Dio quella sera dell'incidente mi hai lasciato in vita. Non mi hai mai dato via libera per porre fine a questa vita che tu stesso mi hai donato, quando il mio piccolo corpo cominciava a trovare la sua forma nel grembo materno. Io dovrei essere felice per essere venuto al mondo non è così? Dovrei esserti grato di ciò, dovrei ringraziarti perchè mi donasti la vita non appena, i miei occhi di neonato si furono aperti alla prima luce, del mondo! Giusto? Dovrei ringarziarti di ciò? Ebbene mi dispiace Signore ma non lo farò mai, come posso esserti riconoscente di una vita, che mi ha dato e tolto tutto e che si diverte a ferirmi in ogni istante. Tu mi hai creato così, tu mi hai fatto essere omosessuale. E vuoi punirmi per un'errore commesso da te! Ti diverti a procurarmi dolore non è così? Non mi lasci neanche morire in pace! Non mi hai mai fatto fare la fine che volevo. Ma adesso basta! Non ce la farai stavolta, nessuno sà che sono qui, nessuno saprà mai che marcirò qui dentro, affogato nel mio stesso sangue! Quando mi troveranno sarò già un corpo in putrefazione. Mi troveranno solo, perchè l'odore di un carcassa morta avvolgerà tutto il quartiere. E tu non riuscirai a tenermi al mondo ancora un volta, non ci riuscirai, perchè adesso decreterò la mia fine, mi reciderò le vene, me le reciderò molto in profonfdità. Soffrirò lo sò, ma sarà una sofferenza dolce, l'ultima che dovrò patire in questa mia insulsa vita..Addio-
In quel preciso istante la porta dell'ingresso della vecchia villa Carter si aprì. All'improvviso, la luce proveniente da fuori accecò un Nick, che si era leggermente reciso le vene principali nel polso sinistro, dove ancora il bracciale di Mark albergava imperterrito. Nick non riuscì a capire chi o cosa fosse l'individuo che aveva osato irrompere in casa sua, mentre tentava di farla finita. La risposta giunse in pochi secondi. La figura davanti alla porta, aveva visto il sangue che scendeva lento, e aveva notato il coltello, che ancora Nick teneva in mano e senza farselo ripetere due volte, l'ombra cominciò a corre verso di lui.
-NICK!-Gridò spaventato.
Quella voce la conosceva benissimo, era lui non aveva dubbi. All'improvviso i suoi occhi azzurri si scontrarono con quelli blu di lui, che con uno scatto veloce, gettò via il coltello dalle mani del biondino. In quell'istante il tempo sembrò rallentare, l'oggetto, con la lama lievemente macchiata di sangue, cadde per terra, e un silenzio tombale si presentò in quelle quattro mura. La musica che ancora era presente nello stereo sembrò scomparire dal luogo. E il nulla sembrò avvolgere i due ragazzi.
L'intruso si scareventò su Nick, afferrandogli, con la mano sinistra il polso reciso, dal quale usciva del sangue. Nick che per un attimo era scampato alla realtà ritornò in sè. Guardò il ragazzo che gli stava stringendo il polso si alzò di botto seguito da lui e urlò:
-FIGLIO DI PUTTANA, VATTENE!- Lo spinse, ma non riuscì a togliersi la sua presa di dosso:
-NO NON ME NE VADO CHE STAVI FACENDO, EH NICK COSA!-
-VATTENE PEZZO DI MERDA, VATTENE BASTARDO LASCIAMI TI ODIO MARK! VOGLIO MORIRE E NON LASCERO' CHE TU MI FERMI!-
Gli occhi lucidi di Mark, si insediarono in quelli arrabbiati, spenti e disperati di un Nick a cui era stato impedito di farla finita.
-NICK SEI IMPAZZITO O COSA!-
-MOLLAMI STRONZO, TI GIURO CHE TI AMMAZZO SE NON MI TOGLI QUELLE TUE SPORCHE E SUCIDE MANI DI DOSSO! TRADITORE CHE NON SEI ALTRO, TI AMMAZZO MARK TE LO GIURO, MOLLAMI!-
Gridò infine, cercando di spingerlo via, ma soprattutto di liberarsi da quella presa, che si era fatta più forte, talmente forte da riuscire ad arrestare, lo scorrere lento del sangue di Nick.
-NO NON TI LASCIO NICK, NON TE LO LASCERO' FARE!-
-OH SI CHE ME LO LASCERAI FARE MARK, LASCIAMI!-Urlò di nuovo stavolta mollandogli una ginocchiata allo stomaco a quel gesto Mark si piegò in due, ma continuò a tenere ferma la presa su Nick, che aveva cominciato a dargli pugni all'addome con la mano libera, mentre piangete, e adirato urlava senza riuscire a tenere a freno i singhiozzi:
-LASCIAMI, VATTENE, VOGLIO SOLO FARLA FINITA, MOLLAMI MARK, TI ODIO...IO NON SONO UN PREMIO IN PALIO TU NON MI AVRAI, NEMMENO BRIAN MI AVRA' NESSUNO DI VOI DUE PEZZI DI MERDA MI AVRA' NESSUNO, IO NON SONO UN PREMIO...SEI SOLO UN PEZZO DI MERDA, UN MENEFREGHISTA DEL CAZZO CHE SI E' DIVERTITO A PRENDERMI IN GIRO...E IO STUPIDO TI HO CREDUTO! TI HO DATO TUTTO ME STESSO E TU MI HAI FERITO...SEI SENZA CUORE, HAI UN CUORE DI PIETRA. NON MI LASCI NEANCHE MORIRE...VOGLIO SOLO MORIRE, QUINDI LASCIAMELO FARE BASTARDO, IO NON TI APPARTERO' MAI, LASCIAMI TI ODIO, VI ODIO ENTRAMBI VOGLIO MORIRE..ALMENO FINALMENTE TROVEREI LA PACE! SEI CRUDELE, LASCIAMI MORIRE! MI SONO STANCATO DI QUESTO MONDO STRAPIENO DI TUTTI VOI PEZZI DI MERDA!!!
SMETTILA DI TENERMI, SMETTILA DI TORTURARMI SMETTILA MAR....-
Non riuscì a terminare la frase che un Mark completamete distrutto sia psicologicamente che fisicamente. Che aveva totalmente perso la lingua, perchè distrutta dall'angoscia che il suo amato gli aveva gridato contro, con tutta l'aria e la voce che aveva in corpo. Disperato portò le sue tremanti labbra su quelle di lui, arrestandogli ogni parola. Nick dapprima cercò di liberarsi da quelle labbra, dimenava il corpo per allontanarlo ma non ci riusciva. Infine l'unica mano che gli era rimasta libera venne fermata da quella di lui. Che spinse il proprio bacino sul quello di Nick, che venne condotto verso la cucina. In quel preciso istante le ginocchia di Nick cedettero, e lui cadde sul pavimento, seguito a ruota da Mark. Una volta raggiunto il parquet Nick cacciò fuori un urlò di pianto lancinante. Mark lo abbracciò e un Nick esausto, sudato e privo quasi della voce si abbandonò completamente a lui.
-Lasciami morire, ti prego lasciami morire, non voglio più soffrire a causa vostra, non voglio più ti prego!-
Ad ogni parola che Nick pronunciava in completa agonia psicologica, Mark veniva raggiunto da fitte improvvise al petto. Il suo cuore ad ogni lettera veniva trafitto da mille e milioni di lame affilate, che ad ogni colpo si facevano sempre più forti, da costringerlo a piegarsi al suolo.
-Vattene via...e lasciami morire!-
Continuò Nick con la poca e sofferente voce, che gli era rimasta in corpo. Mark lo strinse completamente a sè, e chinò la testa su quella di lui. I suoi occhi blu si chiusero, cominciando a far sgorgare lacrime. Le sue labbra tremarono e con voce rotta dal pianto disse:
-Non me ne vado, non me ne posso andare, non voglio che tu ti uccida, non voglio amore...-
-Lasciami andare! Lasciami morire!-
-Non dirlo più ti prego Nicky...Non dirmi più di lasciarti andare, non dirmi più di lasciarti morire perchè io non posso farlo, non voglio lasciare che il ragazzo che ho sempre amato, se ne vada via per sempre. Mi dispiace per quello che è successo..Mi dispiace tanto Nick...Ti prego perdonami, perdonami amore! Non voglio più perderti, ti ho già perso un infinità di volte.
Basta ti scongiuro, non voglio più che i miei occhi ti guardino mentre rischi di morire.
Non potrei sopportarlo di nuovo. Non potrei Nick! Ti prego non farlo mai più..non farlo mai più! Ti scongiuro Ni...-
Le sue parole vennero fermate, dal corpo di lui che si fece molle. Il buio l'aveva avvolto.
La sua schiena sussultava a causa dei deboli singhiozzi che lo stavano lasciando andare, da Morfeo che lo accolse tra le sue braccia. Mark pianse sul corpo dormiente dell'amato, per un altro paio di minuti. La mano che gli teneva stretto il polso reciso, era piena di sangue, che pian piano si stava coagulando. Mark staccò dolcemente Nick dal proprio petto, e lo adagiò sul pavimento, togliendo con estrema delicatezza e attenzione la mano, presente sulla ferita dell'amato. Il sangue per fortuna si era fermato. Il ragazzo irlandese fece un leggero sospiro di sollievo. Poi si recò di corsa al bagno di sopra, dove vi era la valigetta del pronto soccorso. La prese, e la portò di sotto, si "gettò" su Nick aprì la valigetta, e si occupò di ripulirgli la ferita, con garze sterili, poi gliela disifettò, e con altre garze sterili cominciò a fasciargli con cura il polso.
Terminato tutto ciò, deglutì la saliva. Le lacrime non lo avevano mai abbandonato, e non avevano intenzione di farlo. Si caricò con cura Nick sulle spalle, e lo portò di sopra, nella sua camera.
Giunto lì, lo adagiò con cura sul letto. Gli accarezzò il volto, ma si arrestò, perchè i singhiozzi si fecero sentire.
-Oh mio Dio Nick...Potevo perderti per sempre...oddio!-
La disperazione. La paura che se non fosse giunto appena in tempo, lo avrebbe perso per sempre, lo travolsero. Scosse la testa, i suoi occhi blu velati di lacrime, che gli stavano offuscando la vista si chiusero, un "No" strazziante, e angosciante uscì tremolante dalla sua bocca. Poi il pianto si impossesò di lui, che con mano tremante, strinse il polso fasciato dell'amato.
La sua testa si abbandononò al petto di Nick, e su di esso cominciò a piangere e a piangere senza riuscire a fermarsi, senza riuscire a trattenere i singhiozzi.
Pianse per molti minuti, poi crollò. Mentre le ultime lacrime, compivano la loro ultima scesa prima di saltare giù, sopra la felpa nera che Nick indossava, e unirsi alle altre lacrime già cadute, che l'avevano bagnata.
CAPITOLO 24
Il sole, che per mesi e, mesi non era riuscito a superare quelle spesse tende nere, che coprivano le finistre, di quella camera ma anche di tutta Villa Carter, adesso, era riuscito ad entrare colpendo delicatamente il viso di un Nick dormiente. Sul suo polso sinistro la fasciatura che Mark gli aveva apportato con cura, adesso era stata rinnovata, da quest'ultimo che rassicuratosi da un Nick ronfante. Aveva deciso di ripurigli casa, ma soprattutto di toglire qualsiasi cosa tagliente presente in quell'immenso edificio. Aveva preso tutto, cercando e tastando con cura e attenzione minuziosa ogni sportello, ogni angolo della villa. Qualsiasi cosa di appuntito e tagliente che scovava veniva gettato, dentro ad un immenso e spesso sacco dell'immondizia nero. E poi gettato fuori all'interno dei contenitori della spazzatura.
Mark, dopo essersi assicurato che ogni cosa pericolosa per Nick, fosse scomparsa dall'immensa casa, iniziò a preparare la colazione.
Nick di sopra cominciava a dare i primi segni, di risveglio.
Le sue palpebre tremarono, colpite da quei raggi solari, che si divertivano a riscardargli il volto. Si voltò verso sinistra. Poi le sue orecchie cominciarono a sentire dei rumori provenienti dal piano di sotto. I suoi occhi si aprirono, scontrandosi prepotentemente con la porta di camera leggermente socchiusa. Da sotto, i rumori cominciavano a diminuire, le sue narici percepirono il profumo di pancake, erano dei pancake speciali, che emanavano un dolcissimo e delicato profumo. E solo una persona poteva farli a quel modo, solo un ragazzo ne era capace, e quello era Mark.
Sussultò, i suoi occhi ancora intontiti dal sonno, si sgranarono, la mente dapprima spaesata tornò lucida, e Nick trasalì. Si ricordò cosa era successo, si ricordò cosa lui aveva osato fare. Portò i suoi occhi azzurri furiosi, sul polso sinistro e notò la fasciatura.
Scosse la testa e digrignando i denti esclamò:
-Maleddetto, maledetto non mi ha lasciato morire non mi ha...-
Con ira funesta cominciò a strapparsi barbaricamente, la fasciatura.
Gettò per terra quella maledetta garza. Si guardò il polso, i tagli che si era fatto, si stavano rimarginando a dovere. Deglutì il groppo che aveva in gola, e cominciò a scendere le scale, che lo avrebbero condotto al piano di sotto, dove Mark stava tranquillamente, terminando di cucinare gli ultimi due pancake. Nick cominciò ad avvicinarsi pericolosamente alle sue spalle. In quell'istante Mark si voltò, e sobbalzò impaurito, non se lo aspettava che Nick fosse dietro di lui. Sorrise sollevato e parlò:
-Cavolo, Nick mi hai fatto prendere un...-
Non riuscì a finire la frase, che le mani di Nick gli afferrarono il colletto della maglia che stava indossando, lo sbattè con ardore al bordo del cucinotto della cucina, e con una strana luce negli occhi urlò:
-IO TI AMMAZZO FEEHILY!-
Il ragazzo sussultò, cercando di liberarsi dalla presa di un Nick che faceva paura, ma senza risultato:
-Nick mollami-
-SEI SOLO UN PICCOLO BASTARDELLO IRLANDESE DEL CAZZO! TI AVEVO DETTO, TI AVEVO IMPLORATO DI LASCIARMI MORIRE, MA NON L'HAI FATTO!-
Mark prese coraggio, spintonò via Nick da lui, e gli urlò contro:
-CERTO CHE NON L'HO FATTO NICK, NON POTEVO FARLO. NON RISOLVI NIENTE A FARLA FINITA LO VUOI CAPIRE SI O NO!-
-QUI SEI TU QUELLO CHE NON CAPISCE NIENTE, NON HAI CAPITO MAI NIENTE MARK DI ME, MI HAI SOLO USATO, E BASTA SOLO QUESTO IO TI HO DATO TUTTO ME STESSO E TU COME MI HAI RICAMBIATO? EH COME MARK! CON IL DOLORE, MI HAI FATTO MALE UN INFINITA' DI VOLTE, NON TI E' BASTATO VEDERMI QUASI PERIRE PER MANO DI SEAN, HAI VOLUTO CONTINUARE, A FERIRMI. MI HAI ABBANDONATO, TE NE SEI ANDATO E POI SEI RITORNATO, PER COMPLETARE IL TUO LAVORO. MI HAI INGANNATO PER TUTTO QUEL TEMPO, QUEGLI ANNI CHE ABBIAMO PASSATO INSIEME, NON SONO SIGNIFICATI MAI NIENTE PER TE! TUTTI QUEI TI AMO CHE MI SUSSURRAVI NON AVEVANO MAI AVUTO UN SIGNIFICATO PER TE, COME IO NON SONO MA SIGNIFICATO NIENTE PER TE, ERO SOLO UN RAGAZZO FRAGILE, UNO FACILE, CHE POTEVI ABBINDOLARE E USARE A TUO PIACIMENTO. TANTO VERO, IL PICCOLO E POVERO INGENUO NICKY, TI PENDEVA DALLE LABBRA, BASTAVA CHE GLI DICESSI "TI AMO" E LUI SAREBBE STATO TUO IN ETERNO! SEI SOLO UN FOTTUTISSIMO BASTARDO, MENEFREGHISTA MARK....-
Tacque. La gola gli bruciava ancora a causa, delle urla angoscianti, uscite da lui il giorno prima. Un singhiozzo si fece sentire in quell'improvviso silenzio, tagliente dove la tensione si poteva recidere con una corda di violino. I suoi occhi azzurri pieni di rabbia e sofferenza si insediarono bruscamente e in profondità in quelli di Mark, che trasalì e Nick continuò, con rabbia, disperata:
-...MI HAI PRESO IN GIRO, MARK MI HAI, PRESO PER IL CULO, MENTRE IO TI AMAVO CON TUTTO ME STESSO. MI HAI TRATTATO COME UN BURATTINO. IO NON SONO UN GIOCATTOLO , NON SONO UN FOTTUTISSIMO PREMIO IN PALIO. TU E BRIAN VI SIETE DIVERTITI ALLE MIE SPALLE, AVETE GIOCATO CON ME, CON I MIEI SENTIMENTI, NIENT'ALTRO. MI AVETE UCCISO, E ANCORA CONTINUATE A TORMENTARMI....SIETE TALMENTE SPIETATI DA NON LASCIARMI MORIRE IN PACE! MI VOLETE UCCIDERE VOI NON E' COSI'? EH GIA' CHE SCEMO, A NON ACCORGERMENE CHE E' PROPPRIO COSI' CI GODETE A VEDERMI PIANGERE PER VOI HUH!' VI....-
Mark intervenne:
-NON E' COSI' NICK ! NON E' MAI STATO COSI' E TU LO SAI BENISSIMO, IO NON CI GODO A VEDERTI SOFFRIRE, IO TI A....-
-TACI MARK, NON E' VERO CHE MI AMI, NON LO HAI MAI FATTO, ERANO TUTTE BALLE, TUTTE STRONZATE NULLA PIU'!-
Gli occhi dell'irlandese si erano fatti lucidi, il suo cuore stava già versando lacrime di disperazione, era vero che amava Nick, l'aveva sempre fatto. E avrebbe continuato a farlo.
Un magone improvviso si presentò sul suo stomaco, sospirò debolmente e afferrò Nick per le spalle:
-NON SONO STRONZATE, NON SONO BALLE NON LO SONO MAI STATE, IO TI AMO NICK, TI AMO PIU' DI ME STESSO. PERCHE' NON VUOI CREDERMI!-
Nick infuriato se lo scrollò di dosso e urlò:
-VATTENE, MARK-
Lo spintonò, ma lui rimase immobile:
-NO!-
-VATTENE! O TI AMMAZZO GIURO CHE TI FACCIO FUORI!-
-FAI COME TI PARE, AMMAZZAMI, MA IO NON TI LASCIO NICK, NON TI LASCERO' STAVOLTA NON LO FARO' TE LO GIURO SULLA MIA STESSA VITA!-
-VATTENE, NON TI VOGLIO QUI, NON TI VOGLIO PIU' VEDERE, VATTENE-
Nick continuava a spingerlo, ma Mark respingeva il tutto.
-TI HO DETTO DI NO NICK!-
-TI SCONGIURO VATTENE DA QUI, BASTA, NON TI VOGLIO QUI, SMETTILA DI FARMI SOFFRIRE, PIANTALA!-
-NON POSSO ANDARMENE NICK, NON TI LASCERO' MAI QUI DA SOLO, NON TI ABBANDONERO', NON POSSO FARLO-
-E INVECE LO FARAI MARK LO FARAI-
-NO, NICK, E' INUTILE NON POSSO FARLO. NON VOGLIO FARLO! NON VOGLIO RISCHIARE CHE TI UCCIDA, NON VOGLIO NICK! MI PUOI RIEMPIRE DI CAZZOTTI SE VUOI, MI PUOI PRENDERE A COLTELLATE, MI PUOI PICCHIARE A SANGUE FINO A FARMI PERDERE I SENSI O LA MIA STESSA VITA, MA NON ME NE ANDRO' MAI DA QUI, NON TI LASCERO' DA SOLO AD AFFRONTARE TUTTO QUESTO, E' STATA COLPA MIA, LO SO' COME SO' CHE E' TARDI PER CHIEDERTI SCUSA, NE SONO CONSAPEVOLE MA NON E' TARDI PER RIUSCIRE, ALMENO A SALVARTI LA VITA! E SE HO QUESTA POSSIBILITA' NON LA SPRECHERO', NON MANDERO' TUTTO A PUTTANE NICK, NON LO FARO'! IO NON SONO QUI PER TERMINARE IL LAVORO, SONO SOLO QUI PER RISPETTARE LA PAROLA DATA, OVVERO QUELLA DI PROTEGGERTI, DA TUTTO E TUTTI ANCHE A COSTO DELLA MIA STESSA VITA! NON TI LASCERO', NON LO FARO' MAI NICK, NON CI RIESCO MI DISPIACE, SO CHE SOFFRI DI CIO', SO' CHE IL SOLO VEDERMI TI FAR STARE MALE, SO' CHE OGNI PAROLA CHE TI DICO E' UN MOTIVO IN PIU' CHE TI FERISCE IL CUORE, E L'ANIMA! MA SO' ANCHE, CHE SE IO ME NE ANDASSI, SE TI LASCIASSI QUI DA SOLO, STARESTI MALE LO STESSO, TU HAI BISOGNO DI ME, COME IO NE HO DI TE. QUINDI SMETTILA DI URLARMI DI ANDARMENE, SMETTILA DI DIRMI CHE TI FACCIO DEL MALE, PERCHE' LO SO' MA E' L'UNICO MODO CHE HO PER SALVARTI, PER PROTEGGERTI E LO FARO' CHE TU LO VOGLIA O NO! IO TI AMO, L'HO SEMPRE FATTO! VOGLIO SOLO AIUTARTI, VOGLIO SOLO FARE QUESTO PER TE! TI PREGO LASCIAMELO FARE, TI PREGO NICK! TI SUPPLICO!-
Quelle parole colpirono Nick nel profondo, travolgendolo violentemente come uno tsunami.
I suoi occhi azzurri, che già versavano lacrime si erano portati su quegli occhi blu che tanto aveva amato, e forse nonostante tutte le ferite che lui gli aveva inferto, senza pietà, amava ancora. Stava per cedere, stava per farsi abbindolare da quello che gli aveva detto, da quelle parole che gli aveva urlato disperatamente. Ma sebbene fossero sincere Nick non voleva credergli, non credeva a nulla, non più ormai e si maledì per aver, anche solo per pochi istanti e attimi ceduto ad esse, ma soprattutto a lui. Al ragazzo che adesso gli stava dinnanzi, che gli aveva aperto il cuore, ma soprattutto che gli stava donando completamente il proprio corpo. Mark si sarebbe fatto uccidere da lui, si sarebbe fatto picchiare fino a perdere i sensi, e Nick lo sapeva. Mark era sempre stato così. Ma Nick non si sarebbe lasciato fregare nuovamente, e si fece sentire, prima con una risatina sarcastica e quasi strafottente. Poi il suo sguardo che si era fatto debole, divenne glaciale e gridò:
-NON E' VERO SONO TUTTE FOTTUTISSIME MENZOGNE! HO CAPITO COSA VUOI, HO CAPITO VUOI CONTINUARE AD UCCIDERMI, VUOI COMPLETARE IL LAVORO! BENE E ALLORA CHE CAZZO STAI ASPETTANDO HUH? UCCIDIMI, FALLO ORA ADESSO, FINISCI L'OPERA TANTO ERA QUESTO CHE VOLEVI..NON MI HAI LASCIATO MORIRE, NON MI HAI DATO LA POSSIBILITA' DI LASCIARE QUESTO FOTTUTISSIMO MONDO, BENE ALLORA ADESSO CHE ASPETTI, SONO QUI DAVANTI A TE, TI STO DANDO IL MIO CORPO, QUELLO CHE HAI SEMPRE OTTENUTO, FINISCILO, TERMINA IL TUO LAVORO!....-
Gridò, togliendosi la felpa, gettandola rabbioso per terra, concedendosi completamente a lui, e premendo il suo addome, nudo contro quello di lui. Mark si allontanò. Ma Nick lo afferrò con irruenza per le spalle, facendogli sbattere la schiena sulla porta, per poi avvicinarsi a lui, fino a far congiungere i bacini, e poi continuò:
-Cosa c'è Marky non ti gusta l'idea, allora?-
Mark continuava a guardarlo, senza dire nulla. I suoi occhi parlavano per lui. Stava piangendo, mentre il suo povero cuore cominciava a quadruplicare fino all'inverosimile il senso di colpa. Lui aveva ridotto Nick a quel modo. In quell'istate, il Nick che aveva sempre amato era scomparso, e temeva di non poterlo mai più rivedere, era alla sua mercè. Mark sapeva che quel nuovo Nick gli avrebbe fatto del male, ma non faceva niente per ribellarsi, era stata colpa sua, lui era stato l'inizio di tutto, e adesso doveva pagare.
-....RISPONDIMI!-
Niente, l'irlandese abbassò lo sguardo, questo fece infuriare Nick, che con violenza lo costrinse a guardarlo negli occhi, poi continuò
-....OPPURE MI VUOI SCOPARE PRIMA, CHE VUOI FARE MARK, RISPONDI!-
[Ni..Nick ti prego, torna in te ti scongiuro] Sussurrò flebile
Nick riuscì ad udirlo e ribattè urlando:
-TU MI HAI FATTO DIVENTARE COSI' MARK! SONO PROPRIO COME MI VOLEVI! TU NON VUOI AIUTARMI, TU NON VUOI PROTEGGERMI VUOI SOLO SBATTERMI DI NUOVO! BHE ALLORA COSA ASPETTI! SONO QUI, SCOPAMI, UCCIDIMI SEPPELLISCIMI, E SARA' TUTTO FINITO, CHE ASPETTI! FALLO MARK, FALLO COSA TI COSTA FERIRMI FALLO-
-No, ti prego Nick, non chiedermelo-
-NON TE LO STO CHIEDENDO TE LO STO' ORDINANDO, CHE COSA ASPETTI FEEHILY MI STO OFFRENDO A TE, COSA ASPETTI MARKY, NON TE LO VUOI SCOPARE IL TUO DOLCE E TENERO NICKY, NON TE LO VUOI SBATTERE DAPERTUTTO, NON TE LO VUOI COSPARGERE DI PANNA MONTATA, O FRAPPE' ALLA BANANA O GELATO ALLA CREMA, NON TE LO VUOI FARE COME HAI SEMPRE FATTO, NON MI VUOI!-
Mark non riusciva a guardarlo negli occhi, le lacrime gli aveva offuscato anche la vista, e riusciva solo a mormorare:
[Io ti amo...Non voglio farti ciò, Nick, non voglio]
-CERTO CHE LO VUOI MARK, CERTO IN FIN DEI CONTI SONO IL TUO PREMIO NO, CONGRATULAZIONI SONO TUTTO TUO, MI HAI VINTO SCOPAMI, E POI UCCIDIMI, COME HAI SEMPRE DESIDERATO, SCOPAMI, UCCIDIMI MI STO OFFRENDO SU UN PIATTO D'ARGENTO, CORAGGIO CHE ASPETTI, MARK COLPISCI, FERISCIMI, FALLO MARK, TE LO STO ORDINANDO MARK!-
Mark scoppiò definitivamente, si gettò disperato, esasperato e in lacrime su Nick abbracciandolo, con tutta la forza che aveva, cercando di mandargli tutto l'amore che provava per lui, mentre i singhiozzi, che gli uscivano dalla bocca vennero accompagnati da alcune parole:
-BASTA NICK, BASTA TI SCONGIURO, TI PREGO SMETTILA IO..NON TI CONSIDERO UN PREMIO, NON VOGLIO FARTI DEL MALE...NON VOGLIO UCCIDERTI, NON VOGLIO SCOPARTI, NON VOGLIO...TI SCONGIURO BASTA TI PREGO! SMETTILA!-
La sua voce venne fermata, da un singhiozzo atomico. Mark cadde in ginocchio, le sue mani scivolarono rassegnate, dalle spalle di un Nick impassibile. Glaciale, per proseguire sui suoi fianchi, scendergli fino alle ginocchia e raggiungere le caviglie, dove poi quelle mani si avvinghiarono. Mark stava piangendo come un bambino piccolo, i suoi singhiozzi erano talmente forti da rimbombare in quella silenziosa e agghiacciante villa. Ma Nick sembrava fregarsene altamente. All'improvviso era successo, senza un preavviso, i suoi occhi azzurri, ora diventati duri e glaciali da far tremare chiunque, lo guardavano dall'alto. Vedeva la sua schiena sussultare quasi convulsamente senza riuscire a trovare un freno. Le sue orecchie sentivano quei singhiozzi, aumentare in ogni istante, il suo cuore però sembrava fosse rimasto impassibile su tutto e tutti.
La pietra lo aveva raggiunto, la sua metamorfosi venne completata.
Mark era lì, a terra, in ginocchio che piangeva solo per lui, ma a Nick sembrava che non lo toccasse per nulla. Aveva altro a cui pensare. Trasalì, qualcosa cominciò a formarglisi nella mente, la sua volontà venne annulata di nuovo, l'alterego che lo aveva abbandonato da un anno adesso era ritornato. Il vecchio Nick se ne era andato di nuovo. Sorrise debolmente quasi compiaciuto da quello che la sua mente aveva architettato. Una sola parola cominciò ad attraversagli la testa ovvero "vendetta" V come vendetta, e la prima vittima era proprio ai suoi piedi. Lui come anche Brian si erano divertiti alle sue spalle, giocando con i suoi sentimenti, ingannandolo e ferendolo come mai nessuno avesse mai osato fare?! Bene! Era il momento di ripagarli con la loro stessa moneta, e la prima vittima era lui. Mark.
I suoi occhi azzurri, fissavano impassibili, un Mark "agonizzante" doveva fargli pietà ma non era così, Nick aveva sofferto tanto per lui, per loro. Adesso si sarebbe vendicato. Il Nick vecchio era sparito oppure si era solo momentaneamente assopito dentro di lui? Quel cuore divenuto pietra, non sembrava soffrire per lo stato in cui Mark riversava. Nick si inginocchiò davanti a lui.
Lo sguardo fisso sulla schiena sobbalzante, della sua vittima, un debole ghigno superbo si presentò sulle sue labbra. L'alterego aveva completamente pervaso tutto il corpo di Nick, che reagì d'istinto, in un modo violento. Il pollice e l'indice della sua mano destra, afferrarono il mento di Mark bagnato dalle lacrime, e gli alzò il viso con irruenza immonda. Usò molta aggressività, talmente tanta da riuscire a far scontrare la testa dell' irlandese contro lo stipite della porta in legno. Il colpo non l'intontì. I suoi occhi blu abbattuti, rassegnati e annullati fissavano, quelli impassibili, glaciali e vuoti di lui, che continuava a guardarlo senza che dal suo viso trapelasse alcuna emozione. Mark sapeva cosa lui volesse fare, l'aveva saputo fin dall'inizio, ma non gli importava niente, non gliene fregava nulla, non faceva niente per ribellarsi. Lasciò che la mano libera di Nick gli sganciasse i jeans. Una volta fatto questo, la mano che gli teneva il mento si presentò sul suo collo, stringendoglielo con veemenza, poi le sue labbra affamate si presentarono su quelle di Mark, che chiuse gli occhi. Nick si fermò adirato, perchè Mark non oppeneva resistenza, non c'era gusto così. Lo fece alzare da terra e lo sbattè contro la porta per poi urargli furioso:
-CHE CAZZO STAI FACENDO MARK, PERCHE' NON OPPONI RESISTENZA, PERCHE'!-
Mark dolorante non rispose e questo fece infuriare ancora di più Nick, che d'istinto lo afferrò per il colletto della felpa e cominciò a percuoterlo. Mark non reagiva.
-CHE COSA HAI, MI VUOI NO?! ERA QUESTO CHE VOLEVI NO, VUOI IL MIO CORPO, E ALLORA PERCHE' MI RIFIUTI, SEI SOLO UN LURIDO PEZZO DI MERDA MARK, TI ODIO-
Lo spintonò ma lui non fece niente per respingere le mani di lui. Era completamente annullato.
Il senso di colpa, lo aveva travolto come uno tsunami. Nick stava male per colpa sua, e lui avrebbe fatto qualsiasi cosa per farlo sfogare, e farlo stare un pochino meglio qualsiasi cosa anche perdere la dignità. Nick era tutto per lui, lo era sempre stato. E se questo era un modo per aiutarlo a superare quel suo periodo buio l'avrebbe fatto.
Deglutì la saliva, e con voce rotta dalle lacrime disse:
-Nick, cucciolo, amore mio, se questo ti è di aiuto prendimi pure, non mi importa cosa succederà, potrai anche uccidermi, io non opporrò mai resistenza, fai di me quello che vuoi, scopami, uccidimi, offendimi, prendimi a calci, ammazzami di botte. Fai ciò che vuoi, non mi interessa più adesso. Non mi importa della mia vita, non mi importa di niente se tu non sarai con me, e se questo è l'unico modo per averti vicino, se questo è l'unico modo per aiutarti. Io sono tuo. Prendimi, sfogati su di me! Fallo Nicky ti prego.-
Nick non se lo fece ripetere due volte, con fogacità disumana, conficcò la lingua dentro alla bocca di un Mark, che la lasciò entrare senza ribellarsi. Le mani affamate del biondino, cominciarono a presentarsi sul corpo di lui. Gli tolse la maglia che indossava, e la gettò a terra per poi portare una mano dentro ai boxer di lui. Una volta lì, glielo strinse rabbioso.
Mark cacciò un urlo lancinante, che venne soffocato dalla lingua di Nick, che gli penetrò quasi in gola. Le mani del biondino cominciarono a farsi violente, così come anche i succhiotti che gli stava facendo sul collo, glielo stava mordendo quasi. Ad ogni morsettino Mark gemeva.
Non appena, i canini affamati di Nick penetravano, leggermente sulla pelle liscia delle sue nude spalle, Mark, chiudeva gli occhi e accarezzava con mano tremante la schiena di un Nick, che sembrava non percepirlo. Non era lì con lui.
-Nick ah...ti prego ah torna in ahhh-
I suoi mugolii di piacere, venivano ogni volta soffocati da quella bocca affamata, che continuava imperterrita a leccargli e a succhiargli il membro.
Continuò così per un altro minuto. Poi, all'improvviso, spinse la schiena di Mark contro la porta, lo schiacciò su essa. Massaggiandogli fogacemente il membro, baciandolo quasi, da non farlo respirare. Premette il suo bacino contro quello di lui. Infine Nick, sussurrò all'orecchio di Mark mordendoglielo:
-Calami i boxer, Mark fallo adesso!-
Mark, trattenendo a fatica i gemiti di piacere che gli stavano regalando le mani del biondino sulla sua area proibita, fece come gli aveva detto.
Nick lo sbattè di nuovo alla porta, poi tolse le mani da dentro i suoi boxer, che successivamente fece scendere violentemente. Afferrò Mark per il braccio, e lo voltò di schiena, per poi sbatterlo di nuovo sulla porta. L'addome nudo si scontrò con essa, e il respiro sembrò mancargli, poi all'improvviso, e con una violenza inaudita e bestialità, Nick cofficcò il suo membro nel didietro di Mark, che venne letteralmente schiacciato su quella parete. Inarcò la testa, che si trovò sulla spalla di Nick che, vedendo il suo pomo d'adamo in bella vista cominciò a mordicchiarglielo. Mark chiuse gli occhi, la sua bocca iniziò ad aprirsi e chiudersi ad ogni penetrazione che era sempre e sempre più forte, Nick lo stava massacrando, lo stava sfondando. E Mark sentiva male molto male.
-AHHH NICK...AH BASTA TI...-
-STA ZITTO MARK, TU SEI MIO ADESSO-
-MI ST....-
-ZITTO TI HO DETTO NON PARLARE!-gridò sbattendolo con più forza sulla parete, per poi continuare a farselo e a farselo. Dopo altri colpi, un' altra penetrazione più potente travolse Mark facendogli un male tremendo da fargli quasi perdere i sensi. Il suo urlo di dolore venne soffocato dal'orgasmo che raggiunse entrambi. Nick uscì ferocemente da lui, e colassò al suolo seguito a ruota da Mark, che in preda agli spasmi, ai tremori e ai brividi di sovraeccitamento, e dolore chiuse gli occhi, per poi riaprirli, appena in tempo per vedere Nick alzarsi dal pavimento, e raggiungere il piano di sopra. Negli occhi blu di Mark, era chiara la consapevolezza, di essere stato solo il suo punto di sfogo. Era proprio così purtroppo, a Nick non importava niente di lui, di come si sentiva. Nulla, perchè dentro di lui, vi era solo una parola, solo un obiettivo, solo un piano ovvero vendetta, la vendetta su entrambi. Dopo Mark stava a Brian e dopo Brian di nuovo a Mark e viceversa. Non si sarebbe mai fermato. L'alterego di Nick ormai aveva il totale controllo su di lui, e niente e nessuno avrebbe potuto spezzare quel legame che entrambi avevano instaurato. Dagli occhi di Mark scesero delle lacrime amare e consapevoli, poi un debole singhiozzo lo travolse, si voltò in posizione fetale, e iniziò a versare altre lacrime, per lui. Per Nick. La consapevolezza di essere solo il suo punto di sfogo, nonostante avesse accettato di esserlo, gli faceva male lo stesso, male da morire.
"Quanto durerà tutto questo? Riuscirò a salvarlo, riuscirò a farlo rirtornare in sè? Io non lo sò. Non sò più niente, nulla. Sò solo che lo amo, e non lo abbandonerò mai. Non ora. Non adesso. Non così. Non mi importa quanto ci vorrà, non mi importa se mi scoperà fino a farmi perdere i sensi! Se questo è il solo modo per far ritornare il vecchio Nick che amo più di me stesso, lo farò.
Farò tutto quello che è nelle mie possibilità per liberarlo da quell'oscurità che lo sta opprimendo..non ti abbandonerò Nick...non lo farò. Te lo prometto cucciolo, te lo prometto amore mio..." In quel preciso istante le ultime lacrime scesero sul parquet e un Mark, sfinito e dolorante crollò addormentato.
CAPITOLO 25
And You Still Won't Hear Me
"Now I will tell you what I've done for you
50 thousand tears I've cried
Screaming deceiving and bleeding for you
and you still won't hear me
Don't want your hand this time I'll save myself
Maybe I'll wake up for once
Not tormented daily defeated by you
Just when I thought I'd reached the bottom
I'm dying again
I'm going under
Drowning in you
I'm falling forever
I've got to break through
I'm going under
Blurring and stirring the truth and the lies
so I don't know what's real and what's not
always confusing the thoughts in my head
so I can't trust myself anymore
I'm dying again
I'm going under
Drowning in you
I'm falling forever
I've got to break through
So go on and scream
Scream at me I"m so far away
I won't be broken again
I've got to breathe I can't keep going under."
(Going Under - Evanescence)
Erano scoccate le 10am quando Nick che indossava: una felpa con cappuccio, bianca con un disegno stilizzato nero del muso di un leone, e un paio di jeans scuri a vita bassa non molto larghi, stracciati leggermente alle ginocchia, sfumati ai lati, di entrambe le gambe. Ai piedi calzava un paio di nike ultimo modello. I suoi capelli biondi erano sparati in aria, e il profumo del suo dopo barba lasciava la scia ad ogni passo. Scese quella rampa di scale con sicurezza e freddezza che rasentava l'inverosimile. Quegli occhi azzurri si scontrarono con la schiena nuda di Mark. Lo guardò con naturalezza spaventosa, era come se lui non ci fosse, Mark faceva solo parte dell'arredamento del salotto. Nick scese l'ultimo scalino, voltò lo sguardo verso la cucina. I pancakes che Mark aveva preparato con tanto amore, erano ancora lì, su quel tavolo, aspettavano solo di essere mangiati. E il biondino non se lo fece ripetere due volte. Si sedette davanti al tavolo, prese la sua porzione di pancake ormai tiepidi, e li mangiò. Bevve tutto il bicchiere di latte che aveva davanti agli occhi, si pulì la bocca, e si alzò dal proprio posto. Raggiunse la porta. Mark giaceva a pochi cm dai suoi piedi, Nick lo guardò, gli dette un leggero calcio alla schiena. A quello scossone Mark si svegliò, incontrando gli occhi vuoti di Nick, una fitta gli attraversò il cuore. Gli faceva male, non vedere più il suo Nicky, in quegli occhi cristallini che tanto amava.
-Ni..Nick!-lo chiamò Mark, sperando di riuscire a far reagire quel Nick, che sembrava scomparso nel nulla. Ma non ci riuscì. Il nuovo Nick si fece sentire in tutta la sua agghiacciante voce:
-Vedi di sparire immediatamente, se al mio ritorno ti trovo ancora qui, sei un uomo morto hai capito! Ti chiamerò io quando avrò bisogno di te Mark, e sarà meglio che tu venga!-
Mark annuì debolmente trattenendo a fatica altre lacrime.
Nick lo guardò, si chinò di fronte a lui. Gli alzò il volto con virulenza, sorrise freddamente, e disse ancora:
-Bene Marky così mi piaci, ci vedremo presto, molto presto!-
Detto questo, e senza preavviso lo baciò con impeto.
Si staccò all 'improvviso e violetemente da lui, spingendolo. Lo guardò ancora con occhi impassibili e quasi compiaciuti, ed uscì di casa, sbattendo la porta.
In quel preciso istante, Mark ancora dolorante si alzò da terra, sulla sua bocca sentì un leggero sapore di sangue. Si portò una mano sulle labbra, e appena la tolse, scorse sul dito indice un leggera chiazza di sangue. Nick gli aveva morso il labbro inferiore. Scosse la testa ormai rassegnato, e guardò fuori, dove lo vide salire in macchina, mettere in moto, uscire dal cancello automatico e sparire dietro di esso. Mark amareggiato, depose la fronte su quel vetro. Vide il proprio viso riflettersi in esso, e vide la leggera ferita che Nick gli aveva inferto sul labbro inferiore. Si passò la lingua su di esso. Poi si lasciò scivolare giù. Stette a sedere per 10 minuti, pensando solo ed esclusivamente a Nick. Poi cominciò a vestirsi e infine, abbattuto, solcò la porta di villa Carter. Salì nella propria auto e se ne andò.
*§*§*§*
Alle 11:00am una spider blu metallizato, si arrestò nei pressi di una villa.
La portiera si aprì, un ragazzo. Nick uscì da essa, la sua mano destra chiuse con forza lo sportello, premette l'indice sinistro sulla chiave del motore, che con un bip fece capire al proprio "padrone" che l'auto era bloccata. Il ragazzo deglutì la saliva. Poi con passo sicuro e fermo, si incamminò per quel breve tratto di strada, che lo separava dall'enorme cancello bianco, della villa che gli interessava.
Una volta giunto davanti ad esso, con una determinazione in volto da far tremare chiunque, aprì il cancello. Entrò, lo chiuse dietro di sè, e raggiunse l'immenso portone di legno di colore blu. Sul suo imperturbabile viso comparve un semidiabolico sorriso. Nessuno guardandolo poteva almeno cogliere ciò che gli stava passando per la testa. Nessuno l'avrebbe capito, nemmeno Brian.
I suoi occhi azzurri erano totalmente privi di ogni cosa, chi lo guardava ci poteva solo leggere freddezza pura. Quel suo sguardo che prima era dolce e tenero adesso era solo rabbioso, insensibile e spietato. Il suo indice si presentò sul campanello di villa Littrell. Nick non vedeva l'ora che il suo ex gli aprisse la porta. Già assaporava il sapore della pelle di lui, sulla sua lingua. Era tutto in fibrillazione non vedeva l'ora di farselo e di sbatterselo per bene:
"E' questo che vuoi anche tu Brian, è questo che hai sempre voluto e adesso te lo darò, te lo darò fino a farti perdere i sensi...Tanto era solo questo che tu e Mark volevate no? Chi se ne frega di cosa sente il vostro Nicky, chi se ne importa dei sentimenti che provava per noi, lui è solo il nostro premio in palio, ero solo questo per tutti e due. Un oggetto, ebbene ora lo sarete voi per me, me la pagherete per tutto il male che mi avete fatto, me la pagherete ve lo giuro!"
La convizione che per tutto quel tempo Brian e Mark lo avevano solo usato, gli aveva totalmente offuscato la mente. Era freddo, ma il passato gli faceva male ancora troppo male, e quel passato nonostante Nick stesse diventando insensibile, purtroppo non poteva eliminarlo, non aveva alcune difese, contro di lui. I muri gli aveva già innalzati nei confronti di tutto e tutti specialmente verso Brian e Mark, ma nonostante cercasse di trovare difese contro il passato, non ci riusciva, perchè esso era sempre presente. Il passato ormai faceva parte interamente di Nick, e il suo alterego lo usava contro il vecchio Nick, per spingerlo a comportarsi in quel modo, e farlo arrendere alle sue volontà. Nick, era in trappola ormai, niente e nessuno poteva salvarlo, nessuno. Scosse la testa e delle leggere lacrime scesero dai suoi occhi, che per un'istante solo, erano ritornati quelli del vecchio Nick.
Lo scatto della porta lo destò. I suoi occhi azzurri si scontrarono con quelli blu di Brian, che rimase allibito trovandoselo davanti:
-Ciao Brian, come và? Posso entrare o mi vuoi lasciare fuori dalla porta?-
Brian, ancora un pò sconvolto dall'improvvisa visita di Nick. Si scostò per fargli strada:
-Entra pure!-
Nick non rispose. Solcò l'immenso portone, che dopo Brian chiuse dietro di sè.
Il biondino si guardò intorno, stava dando le spalle all'amico che, lo stava osservando.
Il suo "Frack" era stupendo, i jeans che portava gli facevano un sedere da urlo. Era anche dimagrito, era in formissima, e bello forse anche più di prima. Brian poi adorava la versione di Nick con i capelli sparati in aria. Cavolo quanto era sexy. Deglutì la saliva. I suoi occhi blu che fissavano quel sedere da sballo, poi si portarono su quel collo attira morsi. Aveva una voglia matta di baciarlo, di leccarlo di fondersi con lui.
"Dio, Nick sei meraviglioso, vorrei tanto unirmi di nuovo a te, vorrei tanto che..."
Il suo pensiero, venne interrotto dal biondino che si voltò verso di lui. In quel istante che i loro occhi si incontrarono a Brian gli si mozzò l'aria in corpo. Desiderava Nick più di qualsiasi cosa al mondo, e lui se ne era accorto, era l'unica cosa a cui era sensibile. Capiva all'istante quanto gli altri lo desideravano e volevano sbatterlo come si deve o farsi sbattere a dovere dallo stesso Nick. Sorrise quasi diabolicamente. Lentamente le sue mani si presentarono sulla felpa, togliendosela e mostrando all'amico il petto vibrante. Poi cominciò ad avvicinarsi sensualmente a lui, che vedendolo incedere verso di sè, trasalì. Inghiottì il groppo che gli si era formato in gola. E cercò di dire qualcosa, mentre il suo cuore batteva all'impazzata.
-Nick...Vuoi qualcosa da..da...-
Non riuscì a finire la frase che in pochi secondi, la bocca di Nick, si presentò sul suo collo lasciandogli un succhiotto. Brian fremette eccitato, e gemette. I suoi occhi d'istinto si chiusero, e si godette quel succhiotto. Una volta che la bocca di Nick gli liberò il collo. Brian lo chiamò flebile:
-Ah..Nick-
Il biondino udì, sorrise diabolicamente, poi portò la lingua sul collo di lui. Mentre una sua mano si stava facendo largo dentro i jeans che lui stava indossando. Brian trasalì e un leggero brivido di piacere lo avvolse, Nick lo percepì. Continuò a leccargli il collo per poi giungere all'orecchio e sussurargli accattivante:
[Sta zitto e scopami, sò che lo vuoi anche tu, scopami]
Gli strinse con veemenza il sesso. Brian d'istinto cacciò un urlo di piacere e inarcò la testa in avanti, i suoi occhi erano chiusi e la sua bocca aperta. La lingua di Nick entrò in quell'apertura, gli mordicchiò sensualmente le labbra mentre la sua mano continuava a stringerglielo con veemenza. Brian godeva e godeva. Un' altra linguata e le loro labbra si chiusero in un bacio. Una volta staccati entrambi aprirono gli occhi. Nick sorrise eroticamente, e spinse Brian contro il muro, lo schiacciò in esso, e a morsi gli staccò i bottoni della camicia. Mentre la mano continuava a stringerglielo, e il bacino lo teneva pressato al muro, quasi da togliergli il respiro. Brian mugolava di piacere e urlava di dolore allo stesso tempo. Mentre le sue mani gli sganciarono tremanti i jeans, che calarono, lungo le sue gambe dove le mani di Brian, iniziarono ad accarezzargliele vogliose, Poi all'improvviso tutto finì. Nick afferrò Brian per le spalle, e lo gettò sul divano, si tolse i boxer e poi gli salì sul petto nudo, e gli sganciò i jeans, che calò selvaggiamete insieme ai boxer.
Gli regalò un morso sul collo, poi sulle nude spalle, e con violenza lo fece voltare di schiena si schiacciò sopra di lui. Le sue mani gli tenevano stretti i polsi, poi la sua lingua si presentò di nuovo al suo orecchio, e Nick gli sussurò in tono animalesco:
-Voglio fotterti come un animale, tu sei mio, ti scoperò fino a farti perdere i sensi!-
In quel preciso istante, Brian percepì il sesso di Nick, entrare dentro di lui con violenza immonda. Brian inarcò la testa e urlò. Mentre Nick entrava velocemente per poi fare finta di uscire e rietrare. Brian chiuse gli occhi le sue mani strinsero il bracciolo del divano. Il sesso di Nick continuava a spingere dentro di lui senza dargli tempo di respirare. Brian gemeva, urlava di piacere, e questo convinceva Nick a proseguire senza riuscire a fermarsi. Gli occhi di Brian erano chiusi, solo la sua bocca, e il suo corpo si muovevano in sincronia con i movimenti ritmici e virulenti di un Nick, che oltre a penetrare ancora e ancora dentro di lui con veemenza, gli mordeva affamato il collo, e le spalle.
Brian non ce la faceva più. Nick gli stava facendo male:
-Ahhh Nick basta Ni...-
Nick godeva, e con la voce sovrastata dagli affanni di eccitamento, avvicinò la bocca al suo orecchio, respirò su esso, mentre continuava a spingere, poi gli sussurrò trattenendo a fatica l'imminente orgasmo che nonostante tutto, stava per uscire anche dalla bocca di un Brian in completa ectasy.
-Sta zitto, non parlare, te l'ho detto che ti avrei scopato fino a farti perdere i sensi!-
In quell'istante Nick spinse più forte lasciando che il suo liquido entrasse in Brian e insieme raggiunsero l'apice. Nick uscì da Brian che inarcò la testa, mentre i suoi occhi non riuscivano a stare aperti. Nick collassò sfinito sul pavimento. Dalla sua bocca uscivano ancora dei leggeri gemiti, mentre il suo corpo sudato veniva percorso dagli ultimi tremori di eccitamento. Brian era ancora pervaso dal tremore, il suo respiro era affannato, e ancora dei mugolii di piacere fuoriuscivano dalla sua bocca. I suoi occhi blu, diventati lucidi fissavano il corpo di Nick a terra.
Deglutì la saliva e con il respiro affannato lo chiamò:
-Nick-
Il biondino lo udì, si voltò verso di lui, che continuò:
-Ti..Ti amo-
Lentamente le palpebre si fecero pesanti e i suoi occhi si chiusero.
In quell'istante Nick, sorrise compiaciuto e rispose:
-Io, no!-
Detto questo, guardò Brian con indiferrenza, si alzò, si rivestì, e se ne andò.
CAPITOLO 26
"Notice me
Take my hand
Why are we
Strangers when
Our love is strong
Why carry on without me?
Everytime I try to fly
I fall without my wings
I feel so small
I guess I need you baby
And everytime I see you in my dreams
I see your face, it's haunting me
I guess I need you baby
I make believe
That you are here
It's the only way
I see clear
What have I done
You seem to move on easy
And everytime I try to fly
I fall without my wings
I feel so small
I guess I need you baby
And everytime I see you in my dreams
I see your face, you're haunting me
I guess I need you baby
I may have made it rain
Please forgive me
My weakness caused you pain
And this song is my sorry
Ohhhh
At night I pray
That soon your face
Will fade away
And everytime I try to fly
I fall without my wings
I feel so small
I guess I need you baby
And everytime I see you in my dreams
I see your face, you're haunting me
I guess I need you baby"
(Everytime - Britney Spears)
*§*§*§*
Erano scoccate le 10pm.
Un ragazzo: che indossava un paio di jeans non molto attillati, neri, stracciati leggermente sotto le natiche, e alle cosce. Con una maglia stretta ai fianchi bianca, con tre righe verticali nere, poste ad entrambe le maniche. Scarpe da ginnastica grigio chiaro, e i capelli lisci biondi, corti e ribelli stava ballando, provocante. Davanti a lui. Brian, che indossava un paio di jeans chiari, non molto attilati, scarpe da ginnastica bianche, e felpa grigio chiaro che gli metteva in risalto i pettorali. Rispondeva alla danza sensuale del compagno Nick, che gli sorrideva ammiccante, mentre gli si avvicinava voglioso, e in pochi secondi i suoi canini si presentarono sul suo collo, facendolo gemere leggermente.
Lo baciò con impeto, poi si staccò da lui, e riprese a ballare seguito a ruota da quest'ultimo.
Ore 11pm
La musica era assordante. L'alcool, i cocktails, le birre scorrevano a fiumi, al Babylon. Ballerini mezzi nudi, erano posti a piani, su delle terrazze di ferro, che potevano ospitare due ragazzi, che si contorcevano a ritmo con la musica, e si strusciavano tra di loro. La back-room del locale era piena di corpi che si muovevano sinuosi, verso altri corpi, con un ritmo lento, e ripetitivo, dei gemiti. Dei sospiri di piacere uscivano a flotte dalle loro bocche ansimanti. Tra quella folla eccitata si unirono altre due ombre: una di queste venne spinta con forza verso il muro, per poi essere pressata, dall'ombra che imponente lo teneva nella sua morsa letale. La bocca di quest'ultima si presentò, sul collo della preda, lo morse, poi lo leccò fino a giungere all'orecchio. e dirgli accattivante:
-Guido io come sempre, devi solo fare quello che ti dico Brian, solo quello...Dio quanto sei bello, ti voglio...Ti sfonderò, ti farò gridare il mio nome-sorrise, si sganciò i jeans e lo tirò fuori.
Dopo, in quei pochi istanti, le mani del predatore, si presentarono sui jeans della preda, gliegli sganciò, continuando ad ansimargli e a leccargli il collo, e a lasciargli succhiotti a cui Brian non resisteva, e si fece sentire mormorando, voglioso e ansimante il suo nome:
-Ah...Nick...si ahhh-
Il biondino sorrise compiaciuto, e una volta che i jeans della sua preda scivolarono, seguiti dai boxer, Nick si pressò su di lui, Brian se lo sentì penetrare dentro con foga. Le sue mani si presentarono sul muro, e quelle di Nick le presero stringendole per non farlo scappare. Mentre entrava dentro di lui, la sua bocca ansimante, gli mordicchiava affamato l'orecchio. spinse ancora, e ancora. Il petto di Brian non faceva altro che scontrarsi con la parete. Nick dette altri colpi, poi di colpo si fermò. Strinse le mani di Brian, e gli dette un ultima spinta che lo fece gridare di piacere misto al dolore. Nick raggiunse l'orgasmo, e senza lasciare il suo liquido dentro di lui, uscì. Per poi ripresentarsi al suo orecchio e dirgli bramoso e rude:
-Non è finita Brian, la notte è lunga!-
Lo baciò con impeto. Lo spinse di nuovo alla parete, e prima di voltargli le spalle, gli regalò un succhiotto sul collo, e se ne andò seguito a ruota da lui.
*§*§*§*
L'una scoccò.
La porta del Babylon si aprì, lasciando entrare un ragazzo: con indosso un paio di Jeans chiari, stracciati leggermente sia davanti che dietro. Il suo addome era coperto da una maglia in poliestere a maniche lunghe, nera con sopra una scritta stilizzata in bianco che recitava: "Sex You Up". Ai piedi calzava una paio di timberland blu scuro. I suoi occhi blu si guardarono intorno, molti ragazzi lo stavano scrutando vogliosi, specialmente uno: era alto, fisico perfetto, di circa 30 anni, con i capelli corti castani chiari, e due occhi castani. Indossava una semplice camicia bianca, un paio di jeans neri e ai piedi portava un paio di anfibi. Si leccò sensualmente le labbra, poi si fece spazio tra quel gruppo di ragazzi e lo raggiunse, fermandolo.
-Ehy tu, sei Mark non è vero?.
Il ragazzo annuì, guardandolo con un punto interrogativo, come faceva a sapere il suo nome?
-Co....Come sai il mio nome?-
Il trentenne sorrise consapevole, e rispose:
-Mark, tutti ti conoscono, sei l'unico che è stato per 3 anni con Nick Carter, comunque piacere mi chiamo Holen Taker!-Gli porse la mano, Mark stava per rispondere al gesto, quando i suoi occhi blu, al bancone scorsero una schiena famigliare, non poteva sbagliarsi era Nick.
Sul suo volto comparve un leggero sorriso. Non considerò neppure Holen, e si incamminò verso di lui. La musica risuonava bassa, e man mano che si avvicinava al bancone spariva. In quel preciso istante, quando era a pochi cm dal raggiungerlo, Nick si voltò, e i suoi occhi videro quelli di Mark. Si guardarono per pochi istanti. Mark lo osservava con amore, Ma Nick lo fissava impassibile, vuoto. Lui non esisteva in quel momento. Mark voleva parlare ma ogni sua parola venne arrestata bruscamente dall'arrivo di Brian, che teneva in mano due bicchieri.
Nick dette le spalle a Mark, e non appena le mani di Brian deposero i bicchieri sul bancone, Nick lo baciò con impeto. Quella scena, sebbene fosse durata pochi secondi per Mark era infinita, e si ripeteva in eterno nella sua testa facendogli male. Dai suoi occhi blu scesero delle lacrime. Abbassò il volto abbattuto, e si allontanò, scomparendo tra la folla, stava per solcare l'ingresso del locale e uscire, quando la mano di Holen lo arrestò, facendolo sussultare.
-Lasciami non sono interessato!- Esclamò irritato Mark, che ha fatica riusciva a tattenere le lacrime. Holen se ne rese conto, si voltò verso il bancone e vide Nick , che sorseggiava il proprio cocktail in compagnia di Brian.
-Fà male non è vero?-
-LASCIAMI!-urlò infine.
Il suo urlo, venne sentito da tutti quelli che erano nei pressi del bancone, che si voltarono verso di lui. Tra quei visi che lo guardavano c'era anche quello di Nick. I suoi occhi azzurri squadrarono Holen da capo a piedi, non gli piaceva come tipo. Poi portò il suo sguardo su Mark, che sentendosi osservato si voltò verso di lui. I loro occhi si incotrarono, Mark perse un battito.
-Ni..Nick...-chiamò fievole trattenendo a fatica le lacrime.
Il biondino lo guardò per altri secondi, e poi gli voltò le spalle come se niente fosse. Quella schiena che Mark tanto amava, adesso era voltata verso di lui, e gli faceva male molto, male.
Lo amava, e ancora non riusciva a credere a quello che i suoi occhi blu avevano visto. Era consapevole, che Nick lo stava usando per sfogarsi. Ma non poteva neanche lontanamente immaginare che si fosse divertito alle sue spalle. Aveva giocato con i suoi sentimenti, non vi era cosa peggiore. In quell'istante capì, che il vecchio Nick che amava era scomparso sul serio. Non sarebbe mai più ritornato, mai più. Aveva fallito, aveva promesso di aiutarlo, ma purtroppo non c'era riuscito. Adesso le lacrime scendevano copiose e silenziose dai suo occhi feriti. Tutto intorno a lui era scomparso, non c'era nessuno. Le sue orecchie non udivano nessuno, i suoi occhi non vedevano nessuno a parte Nick. Vedeva quella schiena, sentiva la sua voce. E come un fiume in piena, nella sua testa, si presentarono frasi. Parole, di un passato. Di un giorno, di quel giorno in cui loro due si erano parlati per la prima volta:
[Oh no è accaduto di nuovo]
-Buongiorno, come ti senti?-
-Tranquillo non voglio farti nulla-
-Chi..chi sei tu, l'ultima cosa che ricordo era quell'uomo che mi aveva sbattuto sul cofano e poi il buio totale-
-Una cosa per volta, piacere sono Mark-
-Suppongo che se mi trovo a casa tua, quell'uomo non ha completato l'opera-
-Infatti, sono giunto in tempo-
-Quindi mi hai salvato..ti ringrazio-
-Non c'è di che. Per fortuna che mi trovavo a passare di lì. Comunque bando alle ciance come ti senti?-
-Bene, grazie-
-Prova ad alzarti, ti dò una mano se vuoi-
-No..grazie faccio da solo-
-No, non stai affatto bene. Coraggio reggiti a me, da quanto è che non mangi?-
-Non lo sò, forse 24 ore-
-Ascolta, purtroppo non ho il vassoio portavivande, quindi devi scendere per fare colazione. Ti sorreggerò io-
-Non c'è bisogno posso camminare da solo-
-Più o meno è la stessa cosa che mi hai detto poco fà. Coraggio poche storie, reggiti a me-
-Non mi hai detto come ti chiami!-
-Si scusami piacere mi chiamo Nickolas, ma tutti mi chiamano Nick-
-Posso farlo anche io?-
-Certamente, cosa posso fare per ringraziarti? Ti sono debitore-
-Non mi devi niente-
-Okay come vuoi tu-
-.......-
-Mark..mi puoi dire cosa è successo quando sei arrivato?-
-Stava per gettarti nuovamente sul cofano, sono riuscito a fermarlo. Abbiamo fatto a botte poi sono riuscito a buttarlo a terra e lui è scappato via come un fulmine, mi sono avvicinato a te per vedere come stavi. Tu ti sei alzato, sei venuto verso di me, mi sembra che stavi piangendo poi mi hai chiamato Brian e mi hai detto di non respingerti e mi sei svenuto tra le braccia-
-Oddio...scusa-
-Non importa non hai fatto niente di male, vedevo che non eri del tutto lucido, comunque chi è Brian, il tuo ragazzo?-
-Nessuno, non ne voglio parlare, non vog...-
Mark scosse la testa. I suoi occhi fissavano ancora l'amore della sua, vita. Il ragazzo che aveva amato dalla prima volta, che i loro occhi si erano incontrati. Era tutto finito.
Dalla sua bocca uscì un debole singhiozzo, abbassò lo sguardo, voltò le spalle a Nick che continuava a parlare con Brian, ed uscì dal Babylon, faticando a stare in piedi. Nick lo aveva distrutto in tutti i sensi. Non appena il suo volto si scontrò bruscamente con la brezza autunnale. Altre frasi si presentarono nella sua testa ferendolo a morte.
-Da quanto lo sai?-
-Da 4 anni, è successo all'improvviso, io..io non sapevo cosa fare, non sapevo come comportarmi..avevo paura ed ho tutt'ora paura, non riuscirò mai ad accettare questa mia sessualità, non ce la farò mai, non posso, non posso-
-Io lo sò da quando avevo 15 anni-
-E tu riesci ad accettarlo?-
-Ne vado fiero Nick-
-Come ci riesci?-
-Non lo sò da cosa dipenda, ognuno la vive in modo diverso. Quando lo scoprì stetti male per un anno non riuscivo ad accettarlo, poi col passare del tempo ci sono riuscito, ce la farai anche tu!-
-No..non ce la posso fare, non posso farcela-
-E perchè?-
-Perchè...la persona che amo...-
-E' etero giusto?-
Le sue ginocchia si fecero deboli. Cadde a terra cominciando a piangere, e a colpire rabbioso l'asfalto ferendosi le nocche delle sue mani tremanti:
"No, non può essere, finita. Tutto quello che abbiamo passato insieme, come puoi esserti scordato di tutto, come puoi averlo fatto Nick, come! Oddio Nicky, amore mio, perchè. PERCHE'!!!!"
Altre frasi riaffiorarono, dandogli il colpo di grazia:
-Wow Nick tu sei la mia sveglia preferita-
-Marky..non ti arrabbiare-
-Perchè mi dovrei arrabbiare, cosa avresti fatto di male?-
-Mark...Ti ho svegliato due ore prima!-
-Come mai, è successo qualcosa?-
-Voglio fare l'amore con te...prima che tu parta tra meno di tre ore. Voglio farlo con te, sò che l'abbiamo fatto ieri ed è stato meraviglioso, ma vorrei anc...-
-Era un sì?-
-Conduco io!-
-Hey...-
-Hey..-
-Che ore sono?-
-Bhe...tra un'ora me ne dovrò andare-
-Niente doccia amore?-
-No perchè voglio portarmi il tuo odore dietro!-
-Ti svelo un segreto, tutte le volte che lo abbiamo fatto, io non mi sono mai tolto il tuo odore di dosso! Ti amo e sarà per sempre-
Un urlo soffocato da un singhiozzo disperato lo catturò. Per poi gettarlo nella disperazione più totale. Non riusciva a frenare le lacrime. Non riusciva nemmeno ad arrestare quei singhiozzi, che quasi gli toglievano il fiato. La scena in cui Nick e Brian si baciavano lo tormentava come non mai. Le frasi che si erano scambiati per la prima volta, si contorcevano insieme ad essa, tutte le cose belle e brutte passate insieme. Le loro risate, la loro prima volta, tutto gli stava travolgendo, come uno tsunami, la testa, l'anima e il cuore. Mark veniva ucciso in ogni istante, e urlava quasi, di dolore.
D'un tratto, la porta del Babylon, si aprì alle sue spalle. Una forte presa, che non conosceva gli afferrò una spalla. A quel gesto Mark si voltò, e incontrò il volto di Holen che con un sorriso disse:
-Allora anche voi gay soffrite per amore!-
Mark non capiva. Ma neanche voleva capire, perchè in quel momento, desiderava solo che quella presa lo lasciasse andare via. Voleva scappare, voleva tornare a Long Beach chiudersi in casa, gettarsi sul letto e piangere e urlare di dolore fino a che non avesse perso la voce. Ma Holen non sembrava intezionato a farlo:
-LASCIAMI!-lo intimò singhiozzante
-Poverino ti ha ferito molto non è vero?-
-Non sono cose che ti riguardano MOLLAMI-
Urlò liberandosi da quella presa. Stava per andarsene ma Holen lo afferrò violentemente per il braccio, contorcendoglielo. Mark stava per urlare di dolore, quando Holen gli mise una mano sulla bocca, stringendogliela quasi da fargli mancare l'aria, e gli sussurrò diabolicamente all'orecchio.
-Stà zitto piccolo bastardello, e vieni con me!-
Mark non voleva, provò a liberarsi ma Holen lo sbattè al muro. Il colpo lo rintronò, rendendolo innocuo. Holen cominciò a spingere Mark verso un vicolo buio, lontano da occhi indiscreti, mollò la presa, e lo gettò a terra, con violenza. Si scaraventò sopra di lui e cominciò a dargli cazzotti al volto urlando, con occhi colmi di odio:
-TU E QUELLI COME TE SIETE LA FECCIA DI QUESTO PIANETA, DOVETE SPARIRE TUTTI, TUTTI QUANTI!-
Mark era spaventato a morte. Si dimenava come un pazzo cercando, invano di evitare i pugni, che quell'omofobico gli stava dando, ma era tutto inutile. Era talmente distrutto sia psicologicamente che fisicamente da non riuscire a difendersi per il meglio. O forse non voleva difendersi? Già, era proprio così, desiderava morire, e pregava Dio che quell' Holen lo facesse. Il suo volto era quasi una maschera di sangue. Holen gli dette un altro pugno poi si arrestò. Lo fece alzare, e gli dette un feroce calcio allo stomaco, che lo fece piegare in due. Mark stava per cadere, ma lui lo sorresse afferrandolo per il colletto della maglia. Lo spinse al muro, facendogli così, scontrare la schiena contro quella parete in cemento armato. Il colpo fu tremendo e Mark perse quasi i sensi.
Di nuovo una ginocchiata al costato, poi decise di farla finta, si portò il ragazzo esanime al petto e con rabbia, gli fece sbattere la testa contro il muro. L'impatto fu forte, e il taglio fu profondo. Il sangue iniziò a scendergli a flotte dalla fronte. La vista si oscurò improvvisamente, l'udito si annullò e il buio lo avvolse. In quel preciso istante la porta del Babylon si aprì, lasciando uscire Brian e Nick. Quest'ultimo, si voltò d'istinto verso sinistra, e vide un ombra dai lineamenti a lui famigliari accasciarsi al suolo. Sussultò. Il tempo si fermò di colpo. Era Mark. Il cuore sembrò morigli in petto, sobbalzò. I suoi occhi azzurri si spalancarono. E all'improvviso nella sua testa delle frasi passate, le stesse frasi che aveva ricordato Mark, prima di andarsene ferito dal locale, si presentarono irruenti dentro la sua testa intaccandogli tutto il corpo.
-Chi..chi sei tu, l'ultima cosa che ricordo era quell'uomo che mi aveva sbattuto sul cofano e poi il buio totale-
-Una cosa per volta, piacere sono Mark-
-Suppongo che se mi trovo a casa tua, quell'uomo non ha completato l'opera-
-Infatti, sono giunto in tempo-
-Quindi mi hai salvato..ti ringrazio-
-Non c'è di che. Per fortuna che mi trovavo a passare di lì. Comunque bando alle ciance come ti senti?-
-Bene, grazie-
-Prova ad alzarti, ti dò una mano se vuoi-
-No..grazie faccio da solo-rispose alzandosi.
-No, non stai affatto bene. Coraggio reggiti a me, da quanto è che non mangi?-
-Non lo sò, forse 24 ore-
-Ascolta, purtroppo non ho il vassoio portavivande, quindi devi scendere per fare colazione. Ti sorreggerò io-
-Non c'è bisogno posso camminare da solo-
-Più o meno è la stessa cosa che mi hai detto poco fà. Coraggio poche storie, reggiti a me-
-Non mi hai detto come ti chiami!-
-Si scusami piacere mi chiamo Nickolas, ma tutti mi chiamano Nick-
-Posso farlo anche io?-
-Certamente, cosa posso fare per ringraziarti? Ti sono debitore-
-Non mi devi niente-
-Okay come vuoi tu-
Nick scosse la testa, dove la scena di Mark che stava cadendo, alla sua mente venne proiettata a rallentatore. Tutto intorno a lui scomparve. Altre frasi passate fecero capolino dentro di lui, ferendolo, cominciando ad intaccargli il cuore, per liberare il vecchio Nick:
-Da quanto lo sai?-
-Da 4 anni, è successo all'improvviso, io..io non sapevo cosa fare, non sapevo come comportarmi..avevo paura ed ho tutt'ora paura, non riuscirò mai ad accettare questa mia sessualità, non ce la farò mai, non posso, non posso-
-Io lo sò da quando avevo 15 anni-
-E tu riesci ad accetarlo?-
-Ne vado fiero Nick-
Dai suoi occhi azzurri cominciarono a scendere le lacrime. Le labbra si fecero tremanti e dalla sua bocca uscì un debole:
-Ma..Mark-
Il corpo di Mark raggiuse il suolo.
In quell'attimo i muri che l'alterego di Nick, aveva innalzato crollarono seduta stante. Liberando il vecchio Nick, che urlò in lacrime:
-Ma..Mark...MARK!-
Nick disperato, preoccupato e spaventato cominciò a correre verso di lui. Correva e correva come un forsennato, Brian lo seguì a ruota i suoi occhi blu erano spaventati, non sapeva cosa fosse successo, ma anche se Mark era stato suo rivale, si preoccupò.
In pochi istanti che a Nick sembrarono anni, riuscì a raggiungere Mark che giaceva a pancia in giù. Tremante, si inginocchiò davanti a lui, lo voltò delicatamente. E lo vide, vide il suo viso, una completa maschera di sangue. Le sue dita tremanti, gli accarezzarono il volto, togliendogli il sangue che lo stava sporcando. Dopo le dita dettero spazio alle mani, che cominciarono ad acarezzargli delicatamente il viso ferito, fino a raggiungere la testa, percependone lo squarcio presente in essa. Nick sbiancò, annulandosi completamente. Alla sua mente altre frasi del passato si presentarono dentro di lui:
-Ti amo Mark e voglio stare con te!-
-Anche io, Nick e non ti immagini neanche quanto-
Il biondino sussultò. Altre frasi si presentarono dentro di lui:
-Nicky andrà tutto bene riusciremo a superare tutto questo!-
-No...Non accadrà e lo sai anche tu-
-Nicky,cucciolo, perchè dici così?-
-Perchè dico così? Perchè! E ME LO CHIEDI ANCHE! SONO PASSATI DUE FOTTUTTISIMI MESI, E CAMBIAMENTI NON NE HO VISTI! MARK NON LO VEDI CHE NON RIESCO PIU' A STARE CON TE, COME PRIMA! IO VOGLIO SENTIRTI COMPLETAMENTE DENTRO DI ME, MA..MA NON CI RIESCO! NON CE LA FACCIO, PERCHE' TI TEMO, HO PAURA DI TE! E PER QUESTO TI FACCIO SOFFRIRE, E NON VOGLIO, NON VOGLIO!-
-Nick non preoccuparti hai solo bisogno di tempo, piano piano riuscirai a superare tutto questo-
-Si certo...E QUESTO QUANDO ACCADRA' TRA 4 ANNI, 5?! RIUSCIRAI A STARE AL MIO FIANCO E'H?! CI RIUSCIRAI MARK? RESISTERAI PER TUTTO QUEL TEMPO? E SE NON MI SBLOCCASSI MAI PIU?, COSA FARAI HUH?! COSA? SEA..SEA..LUI HA DISTRUTTO LA MIA VITA! HA DISTRUTTO TUTTO! TUTTO QUANTO! NON MERITO DI STARE AL TUO FIANCO! TUTTO PER COLPA SUA E SOLO SUA!-
-Nicky, non ti lascerò mai, non lo farò, ti starò sempre vicino. Non mi importa se ci vorrà un eternità! Non mi interessa se non riuscirai più a farlo con me! Io ti amerò per sempre, ti amerò come ho sempre fatto, ti starò accanto fino a che tu lo vorrai. Perchè ti amo indipendentemente da tutto quello che ti e' accaduto in passato, ti amo indipendentemente da quello che ti è successo! Ti amo indipendetemente da come ti senti adesso!
Hai paura lo sò, è normale, ma ti giuro che il mio cuore starà sempre con te, che non smetterà mai di battere per te! Voglio che tu lo sappia, voglio che tu ti convinca di questo, perchè è quello che provo, provavo e proverò per te fino alla morte! Ti amo-
-Non..Non lasciarmi mai ti prego, sarei perso senza di te, non abbandonarmi ora che ho più bisogno di te-
-Non oserei mai abbandonarti mai, ti amo-
-Ma..Mark-
Tremante, posò le sue labbra su quelle di lui e lo baciò teneramente. Dopo dalla bocca di Nick uscì un debole, singhiozzo. Le sue mani si portarono Mark al petto, abbassò la testa fino ad appoggiarla a quella di lui, chiuse gli occhi. Le sue lacrime cominciarono a bagnare il viso di entrambi. E di nuovo parole, discorsi, frasi del passato lo raggiunsero, dandogli il colpo di grazia:
-Come mai mi guardi così?-
-Huh?!..Che hai detto?-
-Ti ho chies...-
-Ti guardavo...stasera sei molto raggiante Nick-
-E' perchè stò con te-
-Nick ho organizzato questa serata oltre che per festeggiare i tuoi 25 anni, anche per dimostrarti nel vero senso della parola che ti amo...Amore..Io ti amo..Ti amo più di ogni altra cosa al mondo, te lo posso dimostare in qualunque modo e tu lo sai, ma non credo che tu possa aspettarti una cosa del genere...Spero solo che per te vada bene...-
-Nickolas Gene Carter...mi vuoi sposare?-
-Ridillo ti prego-
-Mi vuoi sposare Nick, e vivere il resto della tua vita insieme a me?-
In quell'istante il vecchio Nick, uccise definitivamente il suo alterego. Strinse a sè Mark e urlò al colmo della disperazione:
-MARK...MARK NON MI LASCIARE TI SCONGIURO, MARK NON MI ABBANDONARE, SCUSAMI PER TUTTO IL MALE CHE TI HO FATTO, SCUSAMI MARKY, TI PREGO APRI GLI OCCHI, SORRIDIMI COME HAI SEMPRE FATTO, NONOSTANTE IO TI FACESSI DEL MALE! TI SCONGIURO AMAMI ANCORA UNA VOLTA, DIMMI TI AMO, CHIEDIMI DI SPOSARTI, ABBRACCIAMI, ACCAREZZAMI, TOCCAMI, SFIORAMI BACIAMI ANCORA, STRINGIMI, PARLAMI DI NUOVO CON LA TUA DOLCE E CALDA VOCE, NON PRIVARMI DEI TUOI OCCHI, NEL QUALE MI RISPECCHIAVO IN OGNI ISTANTE. TI PREGO DIO, TI SCONGIURO SIGNORE SALVALO, LO AMO, LO AMO E' TUTTA LA MIA VITA. NON HA SENSO VIVERE SENZA DI LUI AL MIO FIANCO, VOGLIO LUI, SOLO LUI NON PRIVARMI DI LUI TI SCONGIURO, NON PRIVARMI DI LUI! NON PORTARMELO VIA, NON PRENDERLO CON TE, NON VOGLIO SIGN...-
L'urlo venne soffocato da un singhiozzo atomico, strinse ancora di più a sè Mark, lo cullò e continuò a gridare disperato:
-NON DEVE VENIRE DA TE, NON VOGLIO. TI PREGO FALLO STARE ANCORA QUI, FALLO RESTARE CON ME! VOGLIO LUI, SOLO LUI, NON PORTARMELO VIA DI NUOVO, NON CONDURLO DOVE NON POSSO RAGGIUNGERLO, O ALMENO SFIORARLO, NON LO FARE TI PREGO LO AMO, LO AMO, NON PRIVARMI DI LUI, DEL SUO AMORE, NON FARLO. HO SBAGLIATO, L'HO FERITO, HO GIOCATO CON I SUOI SENTIMENTI PER VENDICARMI, PERCHE' AVEVO MESSO IN DUBBIO IL SUO AMORE PER ME! SE DEVI PUNIRMI FALLO, FAMMI QUELLO CHE VUOI, MA TI PREGO SIGNORE, NON TI PRENDERE MARK, NON PRENDERTI IL MIO MARKY NON FARLO! LO AMO, NON PORTARMELO VIA, NON RESISTEREI SENZA DI LUI, SONO STATO UNO STUPIDO, UN VERME, UN BASTARDO! TI SCONGIURO NON PRENDERTELO, NON VOGLIO, NON VOGLIO! LO AMO, LO AMO...NON PORTARMELO VIA, NON FARLO TI SCONGIURO!-
Brian stava assistendo alla scena con le lacrime agli occhi, amava Nick, lo amava tantissimo, ma non era mai stato corrisposto. Mai. Nick aveva sempre e solo amato Mark. Non se ne era mai andato completamente dal suo cuore mai.
"Sa..sapevo che lo avevi sempre amato, lo sapevo, ma ho voluto lo stesso essere cieco"
Brian deglutì il groppo che gli si era formato in gola, stava per parlare, e rassicurare Nick che tutto sarebbe andato bene. Ma l'arrivo dell'ambulanza, lo arrestò. Tre paramedici con tanto di barella, si avvicinarono al luogo dell'accaduto, dove Nick continuava a stringere il suo Marky a sè, mentre soffocava i singhiozzi sul suo petto, macchiato dal sangue che gli era sceso dalla testa. E continuava a ripetere fino all'esasperazione:
-Non lasciarmi, non farlo Marky ti prego, Ti amo...Ti ho sempre amato, perdonami per tutto il male che ti ho fatto, perdonami amore, perdonami tesoro...MA TI PREGO NON TE NE ANDARE! NON PORTARMELO VIA, NO!-
La scena era strazziante. Nessuno aveva il coraggio di disturbare quel momento, ma Mark aveva bisogno di correre all'ospedale. E a malincuore uno dei medici si avvicinò con cautela a Nick, che continuava a piangere sul petto dell'amato. L'uomo gli posò una mano sulla spalla, ma lui non reagì.
Allora il paramedico decise di farsi sentire con la voce:
-Dobbiamo portarlo in ospedale!-
Nick lo udì benissimo, strinse Mark di più a sè e replicò:
-Non toccarlo, non toccarlo-
Il medico guardò Brian, intimandolo di farlo ragionare. Il ragazzo annuì a fatica, raggiunse Nick, si chinò accanto a lui e lo chiamò debolmente, trattenendo a fatica le lacrime.
-Nick , Mark ha bisogno di cure!-
-Non voglio lasciarlo, non voglio-
-Nick ti prego-Brian cominciò a piangere, gli si stringeva il cuore vedere Nick soffrire così
-NO! NON POSSO LASCIARLO, NON VOGLIO! Non voglio!-
Brian non sapeva più che dire o fare, fu un paramedico che in un attimo di distrazione di Nick, lo afferrò sotto le ascelle e lo tirò via da Mark, che venne prontamente sorretto dall'altro medico.
Nick cominciò a dimenarsi come un pazzo:
-LASCIAMI, LASCIAMI VOGLIO STARE CON LUI, LASCIAMI STARE CON LUI!!!-
-Sta calmo ragazzo-
-LASCIAMI, NON LO TOCCATE, TOGLIETEGLI LE MANI DI DOSSO, LASCIATELO!-
Urlava disperato, mentre i suoi occhi azzurri vedevano due uomini che stavano legando il suo Mark ad una barella. Si strattonò dal paramedico. Stava per raggiungere il suo amato ma Brian a malincuore lo fermò, seguito a ruota da un paramedico che decise di dargli un tranquillante.
Nick stava per avere una crisi di nervi.
-BRIAN LASCIAMI, TI PREGO!-lo implorava
Lui non rispose gli faceva troppo male vederlo soffrire. Il medico afferrò il braccio di Nick. e stando attento, inserì l'ago nella vena centrale.
-VOGLIO ANDARE DA LUI, FAMMI ANDARE DA...-
L'urlò gli si mozzò in gola, perchè il tranquillante, che gli aveva iniettato a stento, il paramedico fece effetto. La voce di Nick cominciò a placarsi, i suoi occhi si chiusero, il buio lo raggiunse e si abbandonò completamente a Brian.
CAPITOLO 27
Kiss Me & Stay With Me
"Long way to go Nagai michi wo arukinagara tsubuyaita
Konna watashi de gomen ne to
Mujaki na butterfly
fly into the blue sky
Hitori de kanashimi ni kure koboreru namida
Tsumetakute
Amari ni nagai yamiyo ga
Me wo samasu
Kanashisugite kurushikute
Subete nagedashita
Demo anata wa aishite kureta
Kiss me & stay with me
Towa ni saku hana awaku hakanaku tsuyoku
How could you smile for me
Nani mo nakute ii
Zutto soba ni ite hoshii
Zutto soba de stand by me
Sotto hoho wo nadeta
Anata no nukumori
Yasashikute
Shizuka na ai no gen'ei
Me wo samasu
Hito wa yowaku zankoku de
Oroka na ikimono
Demo anata wa yurushite kureta
Kiss me & say good bye
Tozasareta hana yowaku setsunaku hibiku
How could you cry for me
Kataranakute ii
Zutto soba ni ite hoshii
Zutto soba de stand by me"
(Stand By Me - Anna Tsuchiya)
Traduzione
"Long way to go Percorrendo una lunga strada ti ho sussurrato
Perdonami se sono così
Una butterfly semplice e pura
fly into the blue sky
Sola, vivevo nella tristezza, le lacrime che scorrevano
Fredde
Mi sveglio finalmente
Da una notte oscura durata troppo a lungo
Soffrivo, ero troppo triste
Ho buttato via tutto
Ma tu mi hai amato
Kiss me & stay with me
Fiore perpetuo, lieve, effimero e forte
How could you smile for me
Non voglio neanche fare l'amore
Mi basta averti sempre accanto a me
Sempre stand by me
Mi hai accarezzato con dolcezza la guancia
Il tuo calore
Così gentile
Mi sveglio finalmente
Da una silenziosa illusione d'amore
Le persone sono folli
Deboli e crudeli
Ma tu mi hai perdonato
Kiss me & say good bye
Fiore chiuso, che riecheggia debole e malinconico
How could you cry for me
Non voglio neanche parlare
Mi basta averti sempre accanto a me
Sempre stand by me"
La mattina era giunta molto velocemente, nella sua testa la scena di Mark massacrato. Non gli dava requie. I suoi occhi azzurri fissavano preoccupati, tesi, spenti e spaventati, il corpo del ragazzo che aveva sempre amato, e che adesso, era disteso su quel maledetto letto d'ospedale. Nel suo braccio sinistro, e più precisamente nella vena centrale, vi era infilato un piccolo ago, che a sua volta era inserito in un leggero tubetto di plastica bianca, dove al suo interno vi era collegato il tubicino trasparente della flebo, che mandava lenta, il proprio liquido. La sua testa era fasciata, e ancora su quelle bende vi era presente del sangue rappreso. Gli ci erano voluti 50 punti di sutura per chiudere quella ferita abnorme. I dottori avevano detto che mancava poco così, e il cranio si sarebbe sfondato, infatti dalla tac era risultata una leggera ammaccatura. Niente di grave, ma era a causa di quell'ammaccatura, che Mark non si decideva a svegliarsi. Non era in coma, ma aveva rischiato di andarci vicino.
Sul suo petto nudo e depilato, vi era un livido osceno, che gli aveva preso quasi tutto il tronco. Sopra di esso vi erano state poste con cura delle ventose, che ne contrallavano la saturazione e l'andamento cardiaco. Sulla sua fronte scoperta vi erano presenti delle piccole ventose, che controllavano l'attività celebrare. Dal suo naso, fuoriuscivano dei piccoli tubicini che li mandavano aria. Un sospiro abbattuto si presentò in quella stanza bianca, costantemente attraversata, dai beep regolari e ripetitivi dei macchinari a cui Mark, era collegato. Dopo quel debole respiro, giunse anche la sua voce, carica di paura. Il terrore di non riuscire più a vedere quei suoi occhi blu, che tanto amava, guardarlo. La paura di non poter più ascoltare quella dolce voce che tante. Molte volte gli aveva detto ti amo, glielo aveva anche urlato disperato.
Nick scosse la testa, la scena di Mark, che cadeva al suolo quasi privo del soffio vitale, lo raggiunse trafiggendolo da parte a parte. Chiuse gli occhi, strinse disperato e con delicatezza la mano di Mark. Per poi avvolgergli le spalle con il braccio libero, avvicinargli il proprio viso bagnato di lacrime e sussurargli all'orecchio, trattenendo a fatica i deboli singhiozzi, che gli attraversavano il corpo, la schiena per poi, presentarsi nella sua gola ed uscirgli dalla bocca:
[Marky...ti prego svegliati. Ti scongiuro non abbandonarmi. Sei arrabbiato lo sò, ce l'hai con me, lo sò e non ti biasimo per questo. Sò che mi senti, sò che vorresti svegliarti ma la mia presenza ti blocca. Temi che io possa farti del male, lo sò Mark. Te ne ho fatto tanto. Ma ti prego non punirmi così, non farlo. Non rinunciare al mondo a causa mia, non farlo Marky ti scongiuro. Sono stato uno stupido. Uno stronzo, un bastardo, un' insensibile, una persona spietata e fredda con te. Lo sò! Ma ti prego non dire addio al mondo! Non farlo a causa mia Marky ti prego. Io ti amo e voglio che tu viva, non puoi mollare tutto a causa mia....Oddio mi dispiace Mark, mi dispiace tanto mi dispi...]Tacque per via di un singhiozzo. Voleva continuare a parlare ma non ci riusciva, era troppo distrutto per farlo. Gli strinse la mano, gli baciò delicatamente quelle labbra disidratate, strusciò lievemente la sua guancia su quella di lui, e gli sussurrò, prima di lasciarsi andare al dolore:
-Non voglio perderti, non voglio Marky, non adesso. Non qui. Non così. Ti prego, non te ne andare, non mi lasciare. Ti amo, ti amo più di quanto immagini.
Io non..io non..IO NON POSSO VIVERE SENZA DI TE, TI PREGO TORNA DA ME, TORNA DA ME!-
-......-
Solo i beep delle macchine che lo controllavano, risposero per lui. Nick già abbattuto, e schiacciato dallo sconforto e dal senso di colpa, si lasciò andare ad un pianto silenzioso, mentre la sua schiena sobbalzava convulsamente ad ogni singhiozzo.
-Ti amo, amore. Ti prego, torna da me Marky, ti prego torna da me-
Pianse per una buona mezz'ora, poi crollò sfinito, e si addormentò per la prima volta.
Era da quella sera dell'aggressione che Nick, faceva avanti e indietro dall'appartamento, che aveva comprato a Pittsburgh, 4 giorni fà, all'ospedale. E non aveva mai chiuso occhio. Era troppo preoccupato per lui, da potersi concedere un pò di riposo. Neanche aveva provato a sdraiarsi sul proprio letto, o sulla poltroncina che stava di fianco a Mark. Rilassarsi e tentare di raggiungere Morfeo, era impossibile, perchè non voleva farlo, non voleva dormire. Doveva vegliare Mark.
*§*§*§*
Il tramonto si presentò, in quella stanza di ospedale, Nick dormiva profondamente, e continuava a tenere stretta la mano di Mark, che cominciava a muoversi debolmente. Il suo corpo inspirò, la sua bocca si aprì debolmente, poi le palpebre cominciarono a tremare, per poi aprirsi lentamente, fino a scontrarsi con un soffitto sfuocato, di colore bianco. La testa gli faceva male, e aveva qualcosa che gli dava fastidio dentro al naso, ma non capiva cosa diavolo fosse. Alle sue orecchie percepiva dei deboli bip insistenti. Chiuse gli occhi, e li riaprì, guardando il soffitto candido. Successivamente sentì qualcuno stringergli la mano destra, trasalì...non si ricordava cosa fosse successo, ma quel tocco, quella stretta l'avrebbe riconosciuta fra mille. Era lui ne era sicuro. Si voltò verso destra, e il suo viso incontrò quello dormiente di Nick. Sorrise debolmente, e lo baciò sulla fronte per poi chiamarlo fievole.
-Ni..Nick-
Nick percependo il fievole respiro di qualcuno sul suo viso, cominciò a destarsi. Le palpebre tremarono, una due volte ancora. Infine i suoi occhi azzurri si aprirono incontrando quelli di Mark. trasalì. Chiuse gli occhi, li riaprì e lo vide di nuovo. Non stava sognando. Mark si era svegliato e adesso era lì e lo stava guardando. Alzò il volto dal cuscino, e con le lacrime di gioia che gli stavano bagnando le guance escalmò:
-Ma..Mark, Oddio mi hai fatto prendere un colpo!-
Mark sorrise ma non riusciva a capire, quindi parlò:
-Dove mi trovo?-
-Sei in ospedale Mark-
-O..Ospedale?-
Nick annuì debolmente
-Ma che...-
In quel preciso istante, tutto di quella sera gli piombò dentro la testa. Mark chiuse gli occhi.
si portò le mani sul capo. Nick gli toccò fievolmente il braccio destro:
-Mark-lo chiamò preoccupato
Il ragazzo aprì gli occhi, scontrandosi con quelli azzurri di Nick. Il dolore che gli stava attraversando la testa era lancinante. Gli faceva talmente male, da fargli perdere la lucidità. Non ce la faceva più. Nick se ne rese conto. Stava per chiamare l'infermiera, quando all'improvviso Mark lo fissò impassibile. Il suo sguardo lo trapassò da parte a parte. In quegli occhi blu, Nick ci lesse la paura. Il terrore. Si avvicinò a lui con cautela, per tranquillizarlo.
-Ma..Mark, sei al sicuro adesso sei al...-
Mark scosse la testa e urlò:
-STAI LONTANO DA ME!-
Quelle parole vennero pronunciate con tanto timore, da far raggelare il sangue, Nick si arrestò di colpo. Le sue labbra tremarono:
-Ma..Mark non voglio farti del male-
-VATTENE!-
Urlò portandosi a sedere sul letto. L'aggressione lo raggiunse di nuovo, Holen si presentò a lui, nelle vesti di Nick, che lo fissava titubante. I suoi occhi blu si sgranarono. All'improvviso si tolse le ventose dal petto, dalla testa e i tubicini dal naso. Nick si allarmò. e fermò la mano di Mark che stava per strapparsi la flebo. A quel tocco l'irlandese andò nel panico più totale, non vedeva Nick ma Holen, nessun' altro:
-NON TOCCARMI, NON TOCCARMI, STAMMI LONTANO!-
Lo spintronò con la poca forza che aveva. Stava per sdradicarsi l'ago della flebo, Quando Nick ripresosi dallo shock iniziale. Si "scaraventò" su di lui, e lo abbracciò.
Mark sentendo quelle mani che lo stringevano, si spaventò ancora di più, il panico lo avvolse, e l'unica cosa che voleva fare era; liberasi di quella flebo, da quella presa insistente e scappare via
-LASCIAMI, VATTENE NON TOCCARMI, NON TOCCARMI, VATTENE HOLEN VATTENE-
Urlava cercando di strapparsi quella stramaledetta flebo. Nick lo strinse a sè, trattenendo a fatica le lacrime e gli disse tremante:
-Sono Nick,Mark SONO IO NICK, SONO IL TUO NICK-
Mark non lo udì. Voleva liberarsi da quella presa, stava cercando sporadicamente di farlo, ma era impossibile, allora cominciò a dargli gomitate ma niente. Alla fine gli morse il braccio con tutta la forza che aveva, Nick gridò dal dolore, ma non mollò la presa, anzi lo strinse di più trasmettendogli tutto il proprio amore, e urlando in lacrime.
-CALMATI MARK, SONO IO NICK, SONO IO, SONO IO MARKY! NON TI AGITARE, POTRESTI FARTI DEL MALE! TI PREGO BASTA, BASTA AMORE, BASTA, TI SUPPLICO MARKY SMETTILA, TI PREGO, NON VOGLIO PERDERTI DI NUOVO NON VOGLIO. TI AMO...TI AMO, NON FARTI PIU' DEL MALE, TE NE HO FATTO ABBASTANZA IO, FERMATI...AMORE CALMATI SONO IO NICK SONO IO, IL TUO NICKY!-
All'udire quelle parole, Mark cominciò a placarsi, ritornando alla realtà. I suoi occhi blu, si presentarono sul braccio di Nick che stava leggeremente sanguinando a causa del morso, che lui gli aveva dato. Percepì il corpo di Nick respirare affannosamente, e sentì il suo cuore battere all'impazzata. Lentamente alzò il viso incontrando quello del biondino, che gli fece un dolcissimo sorriso, in quegli occhi Mark ci rivide il vecchio Nick, quello che aveva sempre amato. Stava per parlare, ma la voce del biondino lo fermò dicendo addolorato e pentito:
-Marky...Amore mi..mi dispiace per tutto il male che ti ho fatto, mi dispiace io non volevo, non...Oddio non ho scusanti per tutto quello che ti ho fatto, ti ho ferito più di chiunque altro e quel che è peggio è che ho giocato con i tuoi sentimenti! Non volevo farlo credimi ma l'ho fatto. Ti prego perdonami Marky, perdonami io ti amo, non posso fare a meno di te, ho bisogno di te più di chiunque altro...Tu sei tutto per me, lo sei sempre stato Marky credimi. Non volevo ferirti non volevo mi dispiace perdonami, ti prego perdonami. Non voglio perderti, non voglio che tu te ne vada..Non voglio Mark che tu sparisca dalla mia vita non...-
La voce di lui lo fermò:
-Io non voglio sparire dalla tua vita, non ci voglio nemmeno provare Nick non...-
La sua frase venne bloccata, dalle labbra di Nick, che lo baciò con dolcezza, le loro lingue lentamente si sfiorarono. Temevano di toccarsi, erano titubanti nel farlo, ma poi si decisero.
Le loro mani tremanti si sfiorarono. I polpastrelli delle loro dita si toccarono, per poi congiungersi completamente alle mani dell'altro. Entrambi i loro cuori battevano all'impazzata, i loro corpi fremevano ad ogni bacio, e ad ogni carezza. Si baciarono per altri secondi, poi si staccarono, e si guardarono negli occhi, perdendosi l'uno, nello sguardo colmo d'amore, dell'altro. Si sorrisero, Nick lo abbracciò di nuovo, stringendolo con tenerezza. Mark ricambiò. Poi percepì la bocca di Nick, presentarsi sul suo orecchio sinistro, percepì il suo respiro sul collo. Infine udì la sua voce che gli sussurrò con dolcezza inaudita:
-Ti amo...amore, vuoi sposarmi e vivere il resto della tua vita con me?-
All'udire quelle parole il cuore di Mark perse un battito, il respiro sembrò mancargli. I suoi occhi si fecero lucidi. E delle lacrime stavolta di gioia, iniziarono a scivolargli lungo le guance, quasi non ci credeva.
-Nick ridillo ti prego-sentenziò con voce tremante
Nick sorrise dolcemente, e rispose di nuovo
-Vuoi sposarmi?-
Mark non riusciva a credere alle sue orecchie. Si staccò da Nick, gli sorrise.
-Ridillo-
Nick rise, lo baciò sulla bocca, poi ripetè:
-Mark Feehily vuoi sposarmi, e passare il resto della tua vita con me?-
Mark sorrise, e con la gioia nel cuore rispose:
-Si Nick, si!-
Dagli occhi di Nick uscirono lacrime di gioia.
-Ti amo Mark-
-Anche io!-
Si baciarono di nuovo. Poi una volta staccati, si abbracciarono e stettero così per un paio di minuti poi entrambi si addormentarono felici, su quel letto d'ospedale.
CAPITOLO 28
A Little Pain
"Travel in silence
Se allungo la mano riesco a toccarti
Eppure sei lontano
E' una mia memoria
Sento la tua voce
Chiudo gli occhi
E avverto un piccolo dolore, ma tanto desiderato..."
(A Little Pain - Olivia, Soundtrack Nana)
Il raggio del primo sole si presentò sul suo viso dormiente.
Erano passate 2 settimane da quella notte. Da quella aggressione che con suo enorme dispiacere gli aveva fatto capire che Nick, aveva sempre e solo amato Mark. Le sue palpebre si aprirono lentamente scontrandosi ferocemente con la luce del sole, che filtrava incontrastata da quella finestra. Che gli stava di fianco. Si alzò dal letto. Sul suo collo, vi era presente un succhiotto che gli aveva lasciato Nick. Quella notte, prima che succedesse tutto ciò. Prima che il vecchio Nick sconfigesse il suo alterego, per poi ritornare da Mark, che, non se ne era mai andato dal suo cuore, nonostante Nick avesse fatto di tutto per cercare di dimenticarlo. Lui era sempre stato lì, nel suo cuore. Sorrise debolmente. Si portò la mano su quel succhiotto che ormai stava scomparendo.
Lo accarezzò debolmente e chiuse gli occhi, ripesando a quando, loro si erano uniti per l'ultima volta.
-Guido io come sempre, devi solo fare quello che ti dico Brian, solo quello...
Dio quanto sei bello, ti voglio...Ti sfonderò, ti farò gridare il mio nome-
-Ah...Nick...si ahhh-
-Non è finita Brian, la notte è lunga!-
Ancora riusciva a sentirlo dentro di sè, lo percepiva muoversi, e scorrere sensualmente all'interno del suo corpo. Aveva sempre amato quella sensazione, aveva sempre adorato sentirlo scorrere dentro di lui. Le sue mani si stava accarezzando il collo, le spalle, il petto.
I suoi occhi chiusi stavano trasmettendo al suo cervello, l'immagine. Il viso e il corpo di Nick. Poteva percepire le mani di lui sfiorarlo, accarezzarlo. Sentiva il suo respiro sul collo, udiva la sua voce, sussurargli con estrema dolcezza, e sensualità:
-Ti amo, voglio stare con te!-
Aprì di colpo i suoi occhi blu, che si scontrarono con lo specchio, dove per un'istante scorse Nick che gli stava di spalle e gli sorrideva dolcemente. Perse un battito si voltò speranzoso, ma con suo dispiacere non c'era nessuno. Deglutì la saliva, e scosse la testa abbattuto.
-Oh mio Dio come sono ridotto, vedo Nick ovunque e dovunque, lo sento dentro me, come se fosse ancora al mio fianco ma non è così, non è mai stato così, e mai lo sarà...Se solo non l'avessi respinto! Ora non posso più farci niente, lui sta con Mark adesso. Lo ama. Lo ha sempre amato, devo lasciarlo perdere. Non devo più pensare a lui. Devo lasciarlo andare, devo farlo per me, ma soprattutto per lui! L'ho perso e non tornerà mai più con me, mai più!-
Stava per abbandonarsi al dolore, quando il suono del campanello rimbombò nella villa. Brian trasalì, cercò di ricomporsi, e dopo essersi messo una t-shirt addosso, uscì di camera per andare ad aprire.
Il suo cuore perse un battito quando, i suoi occhi blu si trovarono gli occhi azzurri di Nick, che lo guardavano pentiti. Stava esitando ad entrare. Brian se ne rese conto, deglutì il groppo che gli si era formato in gola, tratenne a fatica le lacrime, e parlò sforzandosi di sorridere:
-Vieni Nick, entra-
-Si..sicuro?-rispose guardandolo titubante
Brian chiuse gli occhi, dalle quali fecero capolino delle leggere lacrime, abbassò lo sguardo cercando di non crollargli in lacrime davanti. Inghiottì la saliva, portò i suoi occhi lucidi su di lui, sorrise di nuovo e rispose:
-Certo Nick, dai entra su!-
Gli fece strada, il ragazzo entrò in casa, tenendo il volto basso e dicendo un debole:
-Gr..grazie!-
Il rumore della porta, che si chiuse lo fece sussultare. Alzò il volto incontrando quello di Brian, in lui vide la ferita e il dolore che gli aveva inferto senza ritegno. Sentì le lacrime scendergli dagli occhi. Deglutì la saliva e sentenziò:
-Mi..Mi dispiace Brian, io non volevo, non..-
Brian lo arrestò:
-Nick non ne voglio parlare okay! Hai fatto la tua scelta va bene così!-Rispose freddamente.
Il biondino trasalì, e annuì debolmente.
-Che ci sei venuto a fare qui?-chiese ancora Brian
-Io...io ero, solo venuto a dirti che...Mark ed io ci..ci, sposeremo-
Quella parola, quel "ci sposeremo" Gli rimbombò svariatissime volte nella testa, distruggendolo in tutti sensi. Cercò di non piangere e si fece sentire:
-Bene era quello che volevate no?-
Nick in quelle parole ci percepì un certo sarcasmo, e una fredezza che rasentava il suo disappunto.
-Brian io ti ho amato!-
All'udire quella frase, Brian rise isterico e replicò irritato:
-Oh certo, mi hai amato! E dimmi A CHI PENSAVI QUANDO FACEVAMO SESSO!-
-Brian per favore, non voglio litigare-
-Non stiamo litigando Nick, rispondimi-
-Brian ti prego-sentenziò abbattuto
Brian si alterò all'improvviso e si fece sentire:
-BRIAN TI PREGO UN CAZZO! CHE CAZZO CI SI VENUTO A FARE QUI EH?! COSA VUOI CHE TI DICA, BENE SONO CONTENTO CHE TU E IL TUO MARKY VI SPOSIATE! E' QUESTO CHE VOLEVI SENTIRTI DIRE E' QUESTO E'H NICK, BENE TE L'HO DETTO SEI CONTENTO ADESSO?-
Nick scosse debolmente la testa, senza guardare l'amico e ormai ex fidanzato in volto, e rispose fievolmente:
-Per favore Brian, io..io-
-TU COSA NICK TU COSA!-
Quelle urla lo destarono, svegliandolo bruscamente dall'oblio in cui era momentaneamente caduto. I suoi occhi azzurri si scontrarono con quelli di Brian, e urlò al colmo della rabbia.
-IO TI HO AMATO, TI HO AMATO BRIAN, MA NOI DUE NON CI COMPLETIAMO, NON CI SIAMO MAI COMPLETATI, E TU LO SAI BRIAN, LO HAI CAPITO E SAREBBE L'ORA CHE TU MI LASCIASSI ANDARE, NON VOGLIO CHE TU...-
Brian lo bloccò:
-CHE IO COSA EH, COSA! AH POVERINO TEMI CHE IO POSSA IRROMPERE ALLE TUE FOTTUTISSIME NOZZE! E ROVINARE IL TUO STRAMALEDETTO MATRIMONIO? NON E' COSI'?-
Nick non rispose. e Brian capì.
-TU SEI, SEI SOLO UN FOTTUTISSIMO STRONZO NICK, NON SONO COME CAZZO FACCIA MARK AD AMARTI ANCORA! KEVIN AVEVA RAGIONE SU DI TE, SAPEVA CHE MI AVRESTI FATTO ANCORA DEL MALE, LO SAPEVA E IO STUPIDO NON GLI HO CREDUTO, MI SONO BATTUTO PER TE, TI HO DIFESO, MA TU NON TE NE SEI MAI RESO CONTO, E ADESSO HAI ANCHE LA FACCIA TOSTA DI VENIRE QUI, E SBATTERMI LA REALTA' IN FACCIA, E DIRMI CHE TI SPOSERAI CON LUI, CON MARK, CON QUELLO CHE TI HA FATTO RINCHIUDERE IN MANICOMIO PER UN ANNO INTERO! CON QUEL RAGAZZO PER CUI TU HAI RISCHIATO LA VITA MOLTE VOLTE, CAZZO NICK COME FAI A NON RICORDARTI TUTTE LE FOTTUTISSIME VOLTE CHE HAI CERCATO DI FARLA FINITA A CAUSA SUA!
-IO MI VOGLIO DIMENTICARE TUTTO CIO' CHE E' SUCCESSO E CANCELLARLO DEFINITIVAMENTE DALLA MIA TESTA, DAL MIO CUORE, E' INIZIARE UNA NUOVA VITA BRIAN. E TU NON MI STAI AIUTANDO-
Brian, scoppiò definitivamente, prese Nick per il colletto della felpa, e lo sbattè alla porta talmente forte da rintronarlo, e farlo gridare di dolore, la botta che Nick aveva preso alla schiena, gli aveva tolto il respiro. Stava per perdere i sensi, ma resistette e si lasciò scivolare su quella superficie liscia. Seguito a ruota da Brian, tossì, vide il destro del suo ex chiudersi a pugno. Voleva colpirlo. Nick d'istino voltò il viso di profilo, chiuse gli occhi spaventato. Brian stava per colpirlo, era a pochi cm dal suo zigomo, ma si fermò di colpo. E trattenendo a fatica le lacrime disse:
-Vattene Nick, non farti più rivedere qui, NON VOGLIO PIU' VEDERTI, MAI PIU'!-
Detto questo mollò la presa, e un Nick spaventato e con gli occhi lucidi si alzò debolmente, aprì la porta e uscì di casa tremante, per poi salire sulla sua spider, mettere in moto, uscire dal cancello, svoltare verso l'angolo e scomparire a tutta birra.
*§*§*§*
La porta di villa Carter, si spalancò lasciando entrare un Nick scosso. Alle sue narici giunse il profumo del pranzo che Mark stava preparando. Gli occhi azzurri del biondino osservavano rapiti la schiena del suo amore che si muoveva a tempo con le braccia. Strinse i denti, la schiena gli faceva male, ma non voleva far preoccupare il suo ragazzo, quindi si ricompose, cercando di togliersi dal viso l'espressione "sofferente" e "sconvolta" che aveva. Deglutì la saliva. Sospirò e con passo sicuro e lento raggiunse l'amore della sua vita. Lo abbracciò delicatamente da dietro, e gli dette un leggero bacetto sul collo. A quel tocco di labbra, sul suo nudo collo, Mark chiuse gli occhi gemendo fievolmente, e lasciò cadere la testa sulla spalla di lui. Nick lo baciò di nuovo, poi Mark portò la sua mano destra sulla nuca di lui, lasciò che le sue dita, sentissero scorrere sotto di loro i capelli lisci, morbidi del suo amore. Dal collo si passò alla bocca, poi le mani di Nick scivolarono delicatamente sul petto nudo di Mark fino a raggiungere i boxer, non appena i suoi polpastrelli percepirono, la stoffa dell'intimo del proprio ragazzo, si arrestò tornado ad accarezzarlo al petto. Mentre la sua bocca gli lasciava dei delicati morsettini sul collo, trepidante. Mark si stava eccitando e non poco. I tocchi di Nick erano misteriosi e schivi, e questo faceva aumentare il desiderio in Mark che non potendone più, decise di invertire la situazione e lo spinse con delicatezza contro il tavolo da cucina. A quel debole scontro Nick gemette di dolore. Mark lo udì benissimo, fermò quello che stava per fare, e portò i suoi occhi preoccupati sul proprio compagno:
-Nick, ti ho fatto male?-
Il biondino scosse la testa, sorrise debolmente cercando di nascondere il dolore che era ancora fresco.
-No, Mark tutto okay stai tranquillo-rispose a fatica l'aria gli mancava.
-No, non stai affatto bene Nick. Hai bisogno di distenderti-
-E' tutto okay!-
Ma Mark era irremovibile.
-Nick, non discutere dove ti fà male?-
-Da nessuna parte Mark, da nessuna parte. Sto bene finiscila di fare la mamma, piuttosto dove eravamo rimasti-rispose provocante, avvicinando le labbra a quelle del suo partner. Mark rispose ad esse, ma dopo si staccò. Si fece serio, guardò Nick negli occhi e sentenziò:
-Nick, ti prego dimmi dove ti fà male-
-Uffa ti ho detto che sto bene-
-E' forse la schiena?-
All'udire quella parola Nick trasalì.
-No non è la schiena, non è niente!-
Detto questo, allontanò delicatamente Mark da sè, e si accinse a raggiungere, il piano di sopra.
Entrò in bagno, e cercò nel armadietto dei medicinali.
Cercando, cercando trovò un antidolorifico. La schiena gli faceva un male tremendo, quindi decise di prendersi due pillole, le mise in bocca, bevve un pò d'acqua e si diresse in camera dove si sdraiò con cautela sul letto. Voleva raggiungere il suo ragazzo, dopo 5 minuti, il tempo che le pillolle facessero effetto. Chiuse per un attimo gli occhi e senza rendersene conto si addormentò come un bambino.
*§*§*§*
Mezz'ora dopo, Mark non avendo visto Nick in giro per il salotto decise di salire al piano di sopra per vedere cosa stesse combinando. Aprì la porta di camera, e lo trovò disteso in posizione fetale sul letto. Si avvicinò a lui con cautela. Notò che stava dormendo, sorrise dolcemente e gli accarezzò con delicatezza il volto, che era una maschera di leggere smorfie di dolore.
Si preoccupò.
[Nicky cos'è che ti fà star così male?]
Mormorò fievolmente. La sua mano sinistra si presentò sulla schiena pulsante di lui, sotto il suo palmo percepì quel caldo tepore del suo corpo. Deglutì la saliva, e con estrema cura e attenzione, alzò leggermente la felpa di Nick, fino a metà schiena. Quello che vide gli fece quasi accaponare la pelle. La schiena del suo amore era invasa da un livido quasi abnorme. Sgranò gli occhi, scese di corsa giù in cucina riempì la borsa del ghiaccio con decine e decine di cubetti, la chiuse. E tornò al piano di sopra, dove con delicatezza, voltò Nick a pancia in giù, gli scoprì l'ultima parte di schiena e vi posò la borsa. A quel gesto il corpo di Nick trasalì e si svegliò.
-Sono io Nick-lo tranquillizzò Mark
-Che..che stai facendo?-
-Ti sto mettendo il ghiaccio su questo ematoma abnorme, e menomale che stavi bene, come te lo sei fatto?-
-......-
Nick non rispose. Mark voleva insistere ma lasciò perdere.
Accarezzò amorevolmente la testa del suo amore, poi lo baciò sulle labbra, alle quali il partner rispose. Una volta staccati Mark gli sussurrò teneramente all'orecchio:
[Nick, dormi pure appena sarà pronta la cena ti chiamerò, tu devi solo riposarti piccolo, al resto penserò io. Ti amo]
Nick sorrise dolcemente al suo futuro compagno di vita e rispose:
-Ti amo anche i..-
Non finì la frase perchè l'antidolorifico ancora in circolo, lo riportò da Morfeo.
Mark lo "vegliò" per quasi tutta la restante mattina, poi nel pomeriggio, la stanchezza si fece sentire e si addormentò.
*§*§*§*
Luci a gògò e musica a palla albergavano in quel nuovo locale gay di Los Angeles.
Balli provocanti si consumavano al suo interno. All'esterno alcune ombre si fondevano tra di loro, altre invece cercavano. Altre trovavano, e altre ansimavano. Gemiti di piacere, si innalzavano timidi in quella notte senza luna, ma colma di stelle, che illuminavano come tante lucciole quell'empireo misterioso, sensuale e conturbante.
All'interno del locale, i balli provocanti si facevano sempre più spinti. Corpi sudati, si muovevano sinuosi, tra tutta quella folla danzante. Alcuni si strusciavano accattivanti sul proprio partner.
Nei loro occhi potevi leggere come la serata sarebbe andata a finire. Ci poteva essere solo sesso, avventura, ma anche sesso e amore, di solito le cose andavano così.
Questo è certo, nessuno sarebbe rimasto deluso dall'altro, o a bocca asciutta.
Luci di ogni colore illuminavano a scatti l'intero locale, la musica era alta, e si insediava nelle orecchie di ogni singolo ragazzo, lì presente. Al bancone c'erano un gruppo di ragazzi che ordivano alcool o cocktails a gògò. Tra tutti quelli spiccava uno in particolare.
Indossava un paio di jeans a vita bassa chiari e sfumati, stracciati leggermente alle ginocchia. Una felpa bianca di cotone, attilata ma non troppo, che gli metteva in risalto il petto da sballo che si ritrovava. Sopra di essa, vi era raffigurato un disegno astratto di colore nero e marroncino chiaro. Ai piedi portava un paio di rebook nere con le strisce laterali bianche. Era completamente ubriaco, nella mano destra teneva il bicchiere stracolmo di Baileys. Lo bevve tutto di colpo, poi all'improvviso si alzò dal proprio posto. Salì sul bancone, in quel preciso istante la musica che cominciò a rieccheggiare nel locale era Yeah! di Usher. Il ragazzo in questione, ovvero Brian, cominciò a ballare, e a ballare attirando velocemente tutta l'attenzione su di sè. I suoi movimenti erano sensuali, e perfettamente a tempo con la musica, da diventarne tutt'uno. I suoi occhi blu regalavano sguardi sexy e provocanti ad ogni ragazzo che guardava. Il bacino si muoveva freneticamente e in modo molto provocante. D'un tratto, accompagnato dalle grida eccitate di tutti, cominciò a togliersi la maglia molto lentamente. Scoprendone a poco a poco l'addome, che cominciava a bagnarsi di sudore.
Mentre l'indumento saliva, il suo petto si muoveva sinuoso. Regalando a tutti i presenti ogni minimo dettaglio dei suoi stupendi addominali. A percorso compiuto, Brian lanciò la maglia al proprio pubblico, poi i suoi occhi scorsero un ragazzo di circa 25 anni, con i capelli biondi, due occhi azzurri e dai lineamenti simili a Nick. Il suo cuore perse un battito, il suo sguardo si fece più seducente e lo fulminò, paralizzandolo. Brian dandoci ancora dentro, con il suo ballo ammalliante, si lasciò cadere sul bancone e cominciò a strisciare, e a strisciare verso la preda, tenendo sempre i suoi occhi puntati su di lui, mentre, le mani bramose e vogliose dei presenti facevano quasi a lotta tra di loro, per toccare quel ben di Dio che avevano a loro disposizione. Brian regalava ad alcuni la propria lingua, e le proprie labbra. Non appena raggiunse la sua prima "vittima" Lo afferrò per il colletto della camicia bianca che indossava, avvicinò lentamente le sue labbra su quelle di lui. Lo baciò con impeto conficcandogli la ligua in gola, si staccò, e lo tirò verso di sè intimandolo di salire. Il ragazzo non se lo fece ripetere due volte, e salì.
Una volta sopra; Brian prese la sua mano destra e la condusse al cavallo dei suoi jeans. Affamato lo baciò di nuovo, poi gli sussurrò all'orecchio provocante:
[Sono qui, che aspetti spogliami]
Gli leccò infine l'orecchio, per poi cominciare a lasciargli succhiotti sul collo. Il ragazzo tremante per l'eccitazione cominciò a sbottonare i jeans. Non appena essi calarono. Brian fermò la mano del ragazzo. Gli regalò un succhiotto poi gli sussurrò ancora:
[Non sarai l'unico a divertirti con me stasera baby]
Si staccò da lui, e si lasciò cadere sul bancone e urlò:
-CHE ASPETTATE FINITE DI TOGLIERMI I VESTITI!-
Alcune mani accalcate gli tolsero le scarpe, altre i Jeans. Altre invece lo toccavano bramose. E urla di approvazione fecero esplodere il locale. Gli occhi blu di Brian avvistarono altri due ragazzi, regalò la lingua ad alcuni lì presenti, poi si alzò, e con la sua camminata sexy raggiunse le altre "vittime". Una aveva circa 19 anni e l'altra 20. Il dicianovenne aveva degli occhi blu come i suoi, molto profondi, lineamenti perfetti, labbra carnose e capelli corti neri. L'altro invece aveva i capelli castano scuro, occhi castani chiari, labbra sottili, ma molto sexy e il viso perfetto.
Li guardò dritti negli occhi, mosse il bacino, avanti e indietro, si inginocchiò davanti a loro con l'indice passò sopra le loro labbra sfiorandole, poi la sua bocca si presentò sulle labbra del dicianovenne. Si staccò leccandogli successivamente l'orecchio sinistro per poi sussurargli eroticamente:
[Vieni su dolcezza ci divertiremo]
Il ragazzo annuì e salì sul bancone. poi gli occhi sexy di Brian si insediarono in quelli del vent'enne. Regalò anche a lui un bacio, gli mordicchiò l'orecchio destro e gli sussurrò sensualmente:
[Anche tu puoi salire baby]
Gli leccò il collo, e dopo il giovane lo raggiunse sul bancone. Lì, Brian cominciciò a ballare con tutti e tre i ragazzi che erano sopra con lui, il suo membro premeva contro il loro bacino, li accarezzava, li baciava, li leccava. Ma soprattutto si faceva leccare e mordicchiare da loro. Quelle 3 bocche erano affamate di lui, del suo collo, del suo addome scolpito e lui si lasciava palpeggiare da tutti e tre, e li palpeggiava a sua volta regalandogli sempre succhiotti. All'improvviso intimò il barman che era eccittato, a passargli un boccale strapieno di birra alla spina, la musica era al massimo, le urla di tutti i presenti esplosero. Brian sorrise ammicante e si versò tutto il boccale addosso continuando a muoversi sensualmente, la birra scivolava sinuosa sul suo corpo, sul quel petto perfetto mettendo in risalto dettagli che prima non erano stati notati. I suoi occhi sensuali guardavano quei tre ragazzi, poi il resto. Tutto pieno di birra cominciò a leccare quei tre ragazzi che erano con lui, e poi si concedeva al pubblico. Alla fine tutte esplose, Brian si fece riempire il boccale usato prima, di cubetti di ghiaccio, ne prese uno e se lo passò sensualmente sopra il proprio corpo vibrante, poi se lo infilò in bocca, lo succhiò per bene, si voltò verso quel ragazzo che gli ricordava Nick. Lo baciò con impeto e gli passò il cubetto. Pomiciò con lui per un minuto. Poi lo allontanò regalandogli un succhiotto, prese un'altro cubetto, se lo passò lungo tutto il corpo ansimante, se lo infilò in bocca e avvicinò essa a quella del dicianovenne limonò con lui per un minuto, poi prima di staccarsi gli regalò un morsetto sul collo. Dopo i suoi occhi blu, si insediarono in quelli castani chiari del vent'enne. Prese di nuovo un cubetto, fece lo stesso procedimento, poi lo passò dalla sua bocca a quella di lui, si baciarono. Brian si allontanò regalandogli una leccatina all'orecchio sinistro. Ballò ancora con loro che lo baciavano e leccavano. poi prese il boccale con i restanti cubetti, si distese sul bancone e si versò quel freddo contenuto, sul corpo sudato, le sue mani si accarezzavano ogni centimetro del proprio corpo. Lasciò che le mani dei restanti, lo toccassero. Poi Si gettò tra la folla tutto bagnato e comiciò a concedersi un pò a tutti, mille e milioni di bocche lo baciavano, mille e milioni di mani lo afferrarono, e mille e milioni di lingue lo leccavano. Continuò così per altri 10 minuti poi si ripresentò sul bancone. Si spruzzò tutta la birra alla spina addosso, e continuò a ballare e a ballare, Ancora i ragazzi urlavano, ancora volevano assaporare la sua carne, Brian lo sapeva, quindi dette altri colpi di bacino poi le sue mani si presentarono sui i suoi boxer, zuppi di alcool. Li accarezzò lentamente e in modo molto provocante, poi se li tolse, gettandoli tra la folla i ragazzi erano impazziti. Volevano tutti saltare sul bancone e farselo, ma vennero anticipati da un ragazzo, che salì. Guardò Brian che si muoveva sinuoso, continuando a concedersi. All'improvviso sulle sue chiappe percepì un cavallo di jeans. Sussultò, si voltò verso il misterioso individuo, i suoi occhi blu si insediarono in quelli verdi di lui, che gli afferrò con impeto il mento, gli accarezzò il collo, Brian si avvicinò ancora di più lui, gli sorrise ammicante e disse:
-Mi vuoi non è vero?-
Il misterioso ragazzo rispose,sorridendo ammiccante
-Certo che ti voglio, sei troppo bello per concederti a loro, devi concederti solo a me hai capito?-
Brian sorrise, si portò altri cm vicino a lui e gli regalò un succhiotto, che lo fece gemere.
[Sono tuo se mi vuoi, sono tuo]gli mormorò accattivante.
-Oh certo, che ti voglio baby,e certo che tu sei mio, lo sei, eccome se lo sei, piacere dolcezza io sono Sean-
All'udire quel nome trasalì, i suoi occhi blu lo fissarono:
-Se..Sean?-
-Si baby, coraggio vieni con me ci divertiremo-
-Certo verrò non appena...-
Brian stava per allontanarsi, per riprendersi i jeans riversi a terra, ma la presa di Sean lo fermò tirandolo a sè, facendogli battere il petto nudo, contro il suo. Lo strinse a sè con veemenza, poi con la lingua, gli leccò goloso e affamato il collo. Lasciandoci un succhiotto. Di nuovo la sua lingua si presentò sul suo orecchio sinistro. Brian potè percepire i suoi respiri assatanati, cominciò a spaventarsi, stava per liberarsi dalla sua presa, ma la sua voce lo fermò sussurandogli bramoso:
[Dove credi di andare dolcezza, stanotte starai con me..baby sei così sexy]
Brian stava per allontanarlo, ma lui gli lasciò un succhiotto mentre con l'altra mano gli strinse il membro, Brian stava per gridare di piacere ma la bocca affamata di Sean lo fermò.
Non appena si staccarono, Brian riuscì a liberarsi dalla presa di lui. Scese dal bancone dove incontrò le mani di tutti i presenti. Tutti lo volevano toccare, Sean stava per raggiungerlo ma la folla impazzita, gli aveva arrestato il passaggio. Brian nudo, cercò di liberarsi da tutte quelle mani che adesso lo avevano preso. L'alcool stava per fargli perdere i sensi. I suoi occhi blu si guardavano intorno in cerca di una via d'uscita, ma niente, vedeva solo mani, e bocche, visi nient'altro. Stava per svenire, si sentiva male e stava pregando tutti di lasciarlo andare ma senza risultato. All'improvviso i suoi occhi offuscati, scorsero tra la folla un ragazzo che conosceva benissimo, credeva non fosse lui. Quindi chiuse gli occhi, li riaprì istanti dopo e l'immagine fu più chiara. Vide due occhi azzurri simili a quelli di Nick ma non era lui, scorse i capelli biondo scuro. Era lui Ryan. Gli occhi cominciarono a perdere visibilità.
-R..Ryan-disse fievole
Vide il ragazzo avvicinarsi a lui, Brian gli sorrise debolmente poi il buio lo avvolse, e l'oblio lo prese con sè.
CAPITOLO 29
Always
Si stava muovendo lentamente sotto quelle lenzuola. Le sue palpebre serrate, cominciarono a tremare, e a tremare ancora una volta. Poi, smisero di colpo, lasciando che quegli occhi blu si scontrassero, con la finestra, chiusa. Trasalì, voleva alzarsi ma la testa gli faceva un male tremendo, sembrava che sopra di essa, un branco di elefanti africani ci stesse danzando senza sosta. Quindi fu costretto a distendersi nuovamente. Era talmente confuso da non rendersi conto di chi fosse, ma soprattutto cosa ci stesse facendo in quel letto sconosciuto, e perchè puzzava da morire di birra.
Si portò la mano sulla testa che pulsava come non mai. Strinse i denti per il dolore, e mormorò sofferente:
[Ahi la testa, che diamine mi è successo? Che è successo?]
Il rumore leggero della porta che si apriva, e il clangore lento di passi, che si stavano avvicinando lentamente a lui, lo fecero sussultare. D'istinto si voltò, e i suoi occhi blu incontrarono il viso di lui. Ryan: che stava indossando un paio di jeans neri a vita bassa, una felpa bianca, e un paio di nike blu. Tra le mani teneva un vassoio porta vivande con al suo interno solo una tazza di caffè extra forte, un bicchiere d'acqua, e una confezione di analgesico. Brian ebbe un sussulto al cuore e deglutì la saliva. Ryan lo guardò e gli sorrise dolcemente.
-Giorno Brian, ti sei svegliato finalmente!-
Il ragazzo voleva rispondere ma dei conati di vomito, si presentarono a lui. Cercò di uscire dal letto ma era talmente distrutto da non farcela, e la stanza girava vorticosamente.
Per fortuna Ryan se ne rese subito conto. Depose il vassoio, sulla scrivania che aveva di spalle e corse al piano di sotto, dove prontamente trovò il secchio, lo portò di corsa al piano di sopra.
E lo depose sotto il viso di Brian, che non trattenendosi più riuscì a buttare tutto fuori. Vomitò per circa 2 minuti di fila. Poi sfinito, si distese nuovamente sul letto, mentre Ryan con estrema cura gli pulì la bocca con una salviettina. Brian chiuse gli occhi per un istante, il suo volto era madido di sudore, che Ryan asciugò con un' altra salviettina.
-Brian come ti senti?-chise preoccupato.
Il ragazzo deglutì a fatica, la saliva che gli si era fermata alla gola, e debolmente sussurrò.
[Ho bisogno di fare un bagno]
-Oh certo Brian, ti dò una mano io-
Il ragazzo annuì debolmente, cercando con la mano la schiena di lui, che prontamente trovò. Ryan lo aiutò ad alzarsi. Vaccillarono. Brian stava per cadere rovinosamente a terra, ma Ryan riuscì a sorregerlo.
[Gira tutto, ah oddio non ce la faccio, falla smettere, ti prego, basta]mormorava fievolmente Brian,
che ancora non si rendeva conto di ciò che stava facendo. Era talmente annientato dai postumi, da non capire cosa realmente gli stava accadendo intorno. Infatti, si reggeva a fatica, e non riusciva a tenere gli occhi aperti, lo stesso valeva per lo stare in piedi. Allora Ryan decise di caricarselo sulle spalle. e riuscì a raggiungere il bagno. Adagiò con cura, sul fondo vasca il corpo nudo di lui. Aprì l'acqua calda, il breve getto freddo colpì lo stomaco, di Brian che sobbalzò,
ma non riuscì comunque a tornare alla "realtà". L'acqua calda, ora divenuta tiepida stava bagnando il suo corpo nudo. Brian, percepivava anche se debolmente due mani maschili che gli stavano spalmando l'acqua sul suo petto, e sul quel collo completamente cosparso di succhiotti, e lo stesso valeva per l'addome. Ryan guardò quei segni, e la sua mente tornò alla notte precedente.
Ryan's Flashback
Ero lì, quando i miei occhi, lo avevano visto scatenarsi su quel bancone, con quei tre ragazzi.
Cavolo quanto era sexy. Era stupendo, e per un'istante volevo essere al posto di uno di quei tre. Io lo amavo ancora, nonostante fosse passato un anno. Lo avevo sempre amato, e
avevo anche cercato di dimenticarmi di lui, di farmi altre storie. Ma è stato tutto inutile.
Quella sera ero andato in quel locale per rifugiarmi nell'alcool, e ubriacarmi fino a perdere i sensi. Ero disperato, non sapevo dove sbattere la testa. Io lo volevo, lo desideravo con tutte le mie forze. Brian non aveva mai abbandonato il mio cuore, l'amai dalla prima volta che lo vidi, e avevo continuato a farlo, anche quando ci siamo detti addio. Non sono riuscito a scacciarlo dal mio cuore. Dio solo sà quante volte avevo tentato di chiamarlo, senza mai riuscire a terminare il suo numero. Dio solo sà quante volte io, come un'idiota, passavo e ripassavano davanti alla villa dove abitava. L'avevo visto anche con il suo Nick, lo avevo visto, così tante volte, e nonostante tutto ciò. Il mio cuore continuava a battere solo per lui, nessun'altro, e ogni istante che passava, quello che provavo per lui aumentava senza darmi pace. Avevo cercato anche di farmi notare da lui, quando causualmente, lo vedevo con Nick, ma i suoi occhi blu erano rivolti solo a lui nessun altro. Quando lo guardava tutto il mondo scompariva intorno a lui. Non c'era nessuno oltre a lui e Nick.
Vederli insieme mi faceva male, malissimo. Lo amavo troppo e sarei impazzito se non mi fossi deciso a fare qualcosa. Quindi quella sera, avevo optato per la cosa peggiore l'alcool. Era l'unica arma che avevo per difendermi e contrastare il mio cuore, che non voleva liberarsi di Brian.
Ma non appena i miei piedi solcarono quell'ingresso e lo vidi. Persi un battito.
Volevo chiamarlo, volevo raggiungerlo, volevo dirgli che lo amavo ancora, ma c'era qualcosa o qualcuno che mi bloccava e quel qualcuno era solo un ragazzo, un nome. Nick. Credevo che stesse ancora con lui, e che tra quei tre ragazzi, ci fosse anche lui, dato che ce ne era uno, che gli somigliava come una goccia d'acqua. Quindi a mio malincuore, decisi di starmene in disparte, ad osservare il corpo, il ragazzo che tanto amavo concedersi un pò a tutti, specialmente a quello che credevo fosse il suo adorato Nick. Poi avvenne il dramma.
Erano quasi le 3am, quando Brian tutto nudo venne verso di me, stava male, e pregava tutti quei ragazzi che lo toccavano di lasciarlo andare. Io volevo intervenire, volevo liberarlo da tutte quelle mani affamate, che lo volevano prendere. Ma ero bloccato da tutta quella massa di ragazzi, scalmanati. Lo sentivo esclamare debolmente:
-Lasciatemi andare vi prego, non mi sento bene-
Ma le risposte che ricevette erano le stesse, ovvero:
-Dove vuoi andare dolcezza, fatti toccare, cos'è fai il prezioso?-
o - Non essere così sfuggente baby!-
In quell'istante i suoi occhi blu, per la prima volta dopo un anno, mi videro. Il mio cuore perse un battito. Brian mi stava pregado con lo sguardo di aiutarlo, io allora cominciai a farmi strada. Poi lo sentì invocare il mio nome, e lo vidi cadere al suolo, mentre un ragazzo, sbucò tra la folla che Brian aveva alle spalle. Quel tipo non mi piaceva, aveva uno sguardo cattivo. Lo vidi inginocchiarsi di fianco a Brian. Vidi quella sua mano accarezzargli il viso con desiderio. Vidi i suoi occhi illuminarsi di una strana e superba luce. E realizzai che chiunque fosse, non aveva buone intenzioni. Quindi accellerai il passo. Ma la folla era tanta, e non riuscivo in alcun modo a passare. Dopo i miei occhi videro quel misterioso ragazzo, caricarsi Brian sulle spalle, e scomparire tra tutti quei ragazzi. Ma non mi detti per vinto. Cominciai a prendere a gomitate tutti quanti per farmi strada, alla fine ci riuscì, con la coda dell'occhio scorsi quel tizio solcare la porta di servizio. Iniziai a correre come un pazzo, facendomi largo tra altri ragazzi. Alla fine riuscì a raggiungere la porta. L'aprì, uscì e mi guardai intorno sia a destra che a sinistra, ma di Brian neache l'ombra. Cominciai seriamente a spaventarmi. I miei occhi, a fatica stavano trattenendo le lacrime di paura. Ero disperato, non sapevo dove andare, cosa fare. Poi udì una voce che rasentava il diabolico sentenziare:
-Io ottengo sempre ciò che voglio, e voglio te, solo te baby-
All'udire quelle parole ripresi a correre. Sentivo quella voce farsi più viva, svoltai a destra, corsi per una strada sterrata, girai a sinistra e vidi due ombre. Una era completamente riversa al suolo inerme, mentre un'altra gli stava sopra a gambe divaricate:
-Ora ti sbatterò per bene baby-
Vidi quell'ombra, portarsi le gambe, dell'altra sulle spalle. Stava per violarla. Accellerai la mia corsa. Man mano che mi avvicinavo quelle due ombre mi furono più chiare.
Brian era privo di sensi, mentre quel ragazzo, stava per entrare definitivamente detro di lui. Aumentai ancora la mia corsa, sembrava che il tempo si fosse fermato. Più correvo più Brian sembrava essere lontano anni luce, avevo le lacrime agli occhi e urlai:
-LASCIALO, LUI E' MIO, LO AMO NON TOCCARLO!-
In pochi secondi, le mie mani adirate, scaraventarono via quel ragazzo dal corpo di Brian. Gli mollai un cazzotto. Poi mi gettai su Brian. Mi assicurai che stesse bene, e che soprattutto non avesse subito violenza, per fortuna non era accaduto. Sospirai sollevato, poi con le lacrime che mi scendevano sulle guance lo chiamai, mentre le mie mani tremanti gli accarezzavano il volto.
-Brian, rispondimi-
-.....-
Lo abbracciai, portandolo al mio petto, lo strinsi a me.
-E' tutto finito Brian, ci sono io adesso, non lascerò che ti faccia del male, non lo farò!-
lo adagiai per terra, mi tolsi la felpa, e gliela misi addosso. Lo baciai debolmente sulla fronte, e gli sussurai in lacrime:
[Ti porterò via di qui]
Stavo per caricarmelo sulle spalle, quando percepì delle forti mani afferrarmi da dietro, per poi rigirarmi e farmi sbattere la schiena al un cassonetto. Urlai di dolore, stavo per perdere i sensi, quando di nuovo quelle mani, si presentarono sul mio corpo, sul colletto della mia t-shirt, per poi farmi sbattere di nuovo la schiena, stavolta al muro. Il colpo quasi mi mandò all'altro mondo, mi accasciai al suolo, inerme. I miei occhi semi aperti, osservavano quel ragazzo avvicinarsi a Brian.
-No..No LASCIALO!-urlai in preda al pianto e al dolore.
Quel individuo, mi rivolse un ghigno malefico, vidi una sua mano toccargli l'area proibita, poi la sua bocca affamata presentarsi sulle labbra di lui. Lo baciò con impeto e foga. La mano libera gli stava facendo scivolare la zip della felpa.
-NON TOCCARLO, LASCIALO!-urlai alzandomi di colpo, ignaro del dolore che mi lacerava, e mi scaraventai su di lui, come una furia. Lo allontai violentemente via da Brian, per poi fargli sbattere con forza la schiena al muro. L'impatto per lui fu forte e si accasciò al suolo.
Mi assicurai che fosse svenuto, poi tornai da Brian, gli tirai su la zip, me lo caricai sulle spalle, e me ne andai via dolorante.
End Ryan's Flashback
Ryan sospirò. lo guardò e gli accarezzò delicatamente le guance.
I suoi occhi si fecero lucidi, deglutì la saliva, lo abbracciò teneramente e trattenendo a fatica le lacrime gli sussurrò all'orecchio:
[Non permetterò a nessuno di farti del male, ti proteggerò Brian, lo farò anche a costo della mia stessa vita]
Detto questo, gli accarezzò amorevolmente la testa e continuò a lavarlo, con estrema cura.
Mentre in quell'acqua cristallina, che si stava riempiendo a poco a poco di schiuma delle lacrime, si unirono perdendosi al suo interno.
CAPITOLO 30
Honey
Back To Your Heart
Don'T Go Away
Don't Take Him Away From Me
Even Forever
A Pain From The Past
I Will Love You More Than That
The Rose
……………FINE……………
Fuori la luna piena risplendeva, in compagnia delle stelle. In tutta quella quiete notturna,
lo scrosciare, incotrastato della doccia si faceva sentire. Quell'acqua calda pioveva violenta, ma delicata sopra due corpi nudi, che si stavano schiumando e massaggiando a vicenda. Delle deboli risate colme di complicità si fecero sentire, mentre la radio, posta all'interno del box doccia stava mandato a palla "Honey" di Mariah Carey.
"Oh oh honey got me hooked on you
C'mon MC C'mon MC
I like that
Oh honey you can have me when you want me
If you simply ask me to be there
And you're the only one who makes me come running
'Cause what you got is far beyond compare..."
-Ahahha, No Marky dai..il solletico no-
-E invece sì baby invece sì. Sei mio priginiero lo sai cucciolo- sospirò infine, dandogli dei leggeri succhiotti sul collo.
[Ah...Lo sò, lo sò] mormorò lui estasiato
[Aha Uhm..Lo sai eh...E lo sai anche che posso farti quello che voglio, sei in mio potere Nicky]
Gli mormorava sensualmente all'orecchio, accarezzadogli con le mani bagnate il suo petto, e la sua nuca, gocciolanti d'acqua. Mentre le sue labbra, umide gli baciavano eroticamente e amorevolmente ogi mm del suo viso, con particolare pressione sul suo punto g.
"...And it's just like honey
When you're love comes over me
Oh baby I've got a dependency
Always strung out for another taste of your honey
It's like honey when it washes over me
You know sugar never ever was so sweet
And I'm dying for ya, crying for ya, I adore ya..."
Nick aveva gli occhi chiusi, e si lasciava cullare da quelle parole che, il suo Mark gli sussurava all'orecchio, mentre la sua bocca gemeva in ogni istante, che percepiva le sue labbra sfiorarlo.
Si godette ancora quei delicati baci, poi rispose, sussurante
[Bene allora legami, non farmi scappare!]
"...One hit of your love addicted me
Now I'm strung out on you darling
Don't you see
Every night and day
I can hardly wait
For another taste of honey
Honey I can't describe
How good it feels inside
Honey I can't describe
How good it feels inside..."
Si baciarono con impeto amoroso. Dopo si guardarono negli occhi, perdendosi l'uno nell'altro, si sorrisero dolcemente. Mark gli accarezzò tremante il viso bagnato, e gli disse in modo provocante.
-Con che cosa vuoi che ti leghi, baby-
Nick lo baciò sul collo, poi gli fece incontrare la schiena con una parete del box doccia. Lo guardò con uno sguardo arrapante, gli regalò un succhiotto, vicino alla nuca, e gli sussurrò seducente, respirandogli sensualmente all'orecchio:
[Bhè visto che il mio carceriere è mooolto sexxxy, vorrei che mi legasse con le proprie braccia e mi chiudesse la bocca con le sue...]
"...I can't be elusive with you honey
'Cause it's blatant that I'm feeling you
And it's too hard for me to leave abruptly
'Cause you're the only thing I wanna do
"...And it's just like honey
When you're love comes over me
Oh baby I've got a dependency
Always strung out for another taste of your honey
It's like honey when it washes over me
You know sugar never ever was so sweet
And I'm dying for ya, crying for ya, I adore ya..."
Si fermò, la sua bocca si presentò sulle labbra di lui, sfioranandole, toccandole continuando a mormoragli rapito:
[Stupende!]
gliele leccò dolcemente
[Morbide..]
le baciò
[Sensuali e carnose labbra!]
"...Harlem world we won't stop
For Mariah
You're on fire
Harlem world we won't stop
So Mariah
Take us higher
Harlem world we won't stop
For Mariah
You're on fire
Harlem world we won't stop
So Mariah
Take us higher
Breakdown..."
Si baciarono, poi Mark eccitato, spinse Nick alla parete opposta, avvinghiò le sue braccia sulla sua nuda schiena, lo strinse forte a sè. Lo guardò negli occhi e in tono provocante sentenziò, non riuscendo a staccargli gli occhi di dosso.
"...Whoa whoa every little thing you do
Now, what we gonna do right here
Is we gonna smooth it out
C'mon
Oh oh honey got me hooked on you
MC
And she won't stop
-Ti amo Nick, non vedo l'ora di sposarti-
Nick sorrise, si avvinghiò a lui cominciando a baciarlo con desiderio, mentre la sua voce gli sussurava dolcemente:
[Ti amo anche io Marky, non vedo l'ora di legarti per sempre a me. Non ti lascerò più scappare, non ti lascerò mai più andare via...Ti amo, tu sei sempre stato tutto ciò di cui io avevo bisogno, e mi dispiace averti fatto soffrire, mi dispiace tanto, non lo farò mai più..non lo...]
"...And it's just like honey
When you're love comes over me
Oh baby I've got a dependency
Always strung out for another taste of your honey
It's like honey when it washes over me
You know sugar never ever was so sweet
And I'm dying for ya, crying for ya, I adore ya..."
(Honey- Mariah Carey)
Mark lo ammutolì con un bacio, una volta staccato gli disse:
-Basta Nick, il passato è passato, adesso per noi comincerà una nuova vita, non vedo l'ora che il matrimonio venga celebrato!-
All'udire la parola 'matrimonio', Nick che gli stava baciando il collo. Trasalì, fermò ogni suo movimento. Guardò il proprio ragazzo negli occhi e sentenziò:
-Oddio...il matrimonio, non abbiamo deciso niente, oddio dove lo facciamo, come lo facciamo...oddio gli inviti io, io...-
Nick stava avendo una crisi di panico. Mark cercò di calmarlo ma invano, perchè lui uscì di corsa dal box doccia, rischiando anche di cadere rovinosamente per terra. Afferrò il primo asciugamano che gli capitò a tiro, si tolse la schiuma che aveva addosso, poi se lo legò a fianchi, e uscì di corsa dal bagno seguito a ruota da Mark, che a stento era riuscito a sciacquarsi, e a infilarsi l'accappatoio, bianco. Nick, che stava correndo come un pazzo, scivolò sul parquet che fermò la sua corsa. Mark fu subito da lui.
-Oddio Nick stai bene?-
-Si...Oddio gli invitati, il luogo...Oddio non ho preparato niente..Non ho..-
Nick era agitato come non mai, Mark per calmarlo gli prese il volto tra le mani, e lo baciò in bocca, una volta staccati, Nick:
-Mark...dove lo facciamo? Che giorno? e dove prenotiamo? Oddio la luna di miele!-
Mark sorrise dolcemente, scosse la testa divertito, e lo baciò nuovamente.
Una volta allontanati Nick continuò:
-Gli invitati, oddio gli smocking, gli anelli-
Mark lo baciò di nuovo. Poi gli disse prima, che si lasciasse di nuovo trascinare nel panico:
-Tranquillo honey, ci penseremo domani, ora sei troppo agitato! Che ne dici di andarci a fare una bella dormitina? Sono quasi le 3am-
-No non possiamo, Mark non capisci io devo...-
-Shh Nick, calma okay-
-Io..io-
-Shhh-
Detto questo lo baciò di nuovo. E lentamente l'agitazione di Nick si placò, per lasciare lo spazio a dei gemiti di piacere, mugolii di godimento e tremori di eccitamento. Mentre Mark lentamente lo cullava con baci infuocati e amorevoli carezze. Iniziando scavargli delicatamente dentro l'anima, perdendosi in lui. Mentre i loro gemiti si fecero più sommossi, i loro corpi avvinghiati e sudati, si muovevano in su e giù, su quel parquet, mentre le loro labbra, e loro lingue si sfioravano, si toccavano con desiderio. Mark esplorò dolcemente tutto il corpo del suo amore. Che non la smettava di gemere, ed ogni istante quei gemiti si facevano sempre più forti. Alla fine tutto finì. L'apice li raggiunse. Mark uscì da quel corpo che amava più della sua stessa vita. Si baciarono golosi. Poi si abbracciarono stettero così fino a che i loro corpi non smisero di tremare. Dopo si alzarono, entrarono in camera, e si distesero in quell'immenso lettone, dove si scambiarono altre coccole, parole dolci fino a che entrambi vennero catturati da Morfeo.
*§*§*§*
Le 11 scoccarono quando gli occhi di Brian si aprirono incontrando, una porta socchiusa di legno, color crema. Sussultò, portandosi a sedere sul letto. La testa non gli faceva più male, e la stanza aveva smesso di girare. Era ancora un pò indolenzito, ma niente di più. I suoi occhi blu si voltarono verso la scrivania che aveva a sinistra, e vide sopra di essa dei vestiti piegati con cura. Non si ricordava niente di quello che era successo, a parte il fatto che sapeva di non essere nè in casa sua, e nè in camera sua. Deglutì la saliva, chiedendosi dove fosse mai capitato. Nella sua testa, sopraggiunse un flash della mattina precedente, e vide il volto di Ryan. Era da lui. Sospirò sollevato. Si alzò dal proprio letto, e si diresse verso la scrivania dove, accanto a quegli indumenti, tra cui un paio di boxer della sua taglia nuovi di zecca, e ancora dentro la propria confezione, risiedeva una paginina di quaderno, a quadretti piegata. Dove albergava la scritta "For Brian". Il ragazzo la prese, la aprì e lesse quanto segue:
"Giorno Bri come stai? Spero bene!
Se ti stai chiedendo dove sei, bhe ti rispondo subito, sei a casa mia, sono Ryan
Alla tua destra ci sono dei vestiti nuovi e boxer compresi.
Spero che la taglia sia giusta
Lo sai che non sono mai stato bravo ad azzecarne una.
Bhe, ti puoi vestire se vuoi, poi raggiungimi di sotto, ti ho preparato la colazione.
Ti voglio bene.
Ryan"
Brian sorrise, ripiegò il biglietto, e iniziò a vestirsi.
Un minuto dopo, era già pronto. Ryan aveva azzeccato la sua taglia alla perfezione, sorrise.
Solo un piccolo particolare mancava ovvero. Non aveva le scarpe. Rise nuovamente, poi alle sue narici giunse il profumo di caffè, e cominciò a percorrere la strada, che lo avrebbe condotto al piano di sotto.
Mentre scendeva le scale Brian si chiedeve che fine avessero fatto tutti i suoi vestiti. Si stava fondendo il cervello per cercare di ricordarsi, quindi decise di lasciare perdere, scosse la testa. Scese l'ultimo gradino, girò a sinistra e raggiunse la cucina dove, un indaffarato e impacciato Ryan, cercava di mettere al proprio posto le stoviglie, che aveva usato per preparare i pancake.
-Allora..questa deve andare qui-diceva
Brian divertito dalla scena, appoggiò la testa e la spalla allo stipite della porta, e si mise ad osservare il suo ex, che adesso stava cercando invano, di far entrare una scondella al proprio posto. Ma ogni suo tentativo era vano, non aveva la più pallida idea di come deporre quella maledetta scodella. Se, la metteva verticale, non poteva fare entrare il piatto, se la metteva orrizontale non riusciva a chiudere lo sportello, stava impazzendo. Brian stava per scoppiare a ridere ma si trattenne, l'osservò per altri secondi, poi si fece sentire:
-Ryan, non la devi mettere lì-
Il ragazzo, sentendo la voce del'amato sobbalzò. E la scodella gli cadde di mano sfracellandosi al suolo.
-OH NO ACCIDENTI- Esclamò frustrato
-Bene adesso non la metterai da nessuna parte-
Ryan, si voltò verso Brian, che sussultò si era dimeticato di quanto lui fosse identico a Nick, quasi sentiva salirgli le lacrime alla gola. Stava per piangere, ma resistette. Quello che aveva davanti non era Nick, ma Ryan che era rimasto incantato a guardarlo. Cavolo Brian era stupendo, quei jeans sfumati a vita bassa che gli aveva comprato gli calzavano a pennello, non erano nè troppo larghi, nè troppo stretti. La felpa bianca poi...Wow! Non era attilata, ma però gli metteva in risalto il fisico, e accentuava i suoi occhi blu come non mai. Ryan deglutì la saliva. Il cuore perdeva dei battiti appena Brian si avvicinava a lui, che adesso era a pochi cm.
"Cazzo Ryan, perchè te ne stai impalato come un mammalucco, parla, dì qualcosa...cavolo Brian ti amo tanto, ti desidero come non..."
Si bloccò scuotendo la testa, poi pensò nuovamente:
"No stupido non pensare a lui in quel modo, cavolo a cuccia bello...oddio guarda che occhi...no Ryan per favore cerca di controllarti dì qualcosa di intelligente muoviti!"
Riuscì a sbloccarsi e a dirgli:
-Giorno Brian, dormito bene? Co..Come ti senti?-
Il ragazzo gli sorrise, e Ryan percepì il suo viso farsi rosso come un peperone:
"Oh bravo Ryan bel modo di iniziare una conversazione, mi avrà scambiato per un idiota!"
-Tutto okay grazie Ryan, si ho dormito magnificamente-
-Eh eh menomale-
Replicò sorridendo, come un ebete per poi ripetersi:
"Menomale?! Che risposta a cavolo è menomale...Oddio perchè sono così idiota"
I suoi occhi videro l'amore della sua vita, chinarsi per accingersi a raccattare i cocci. Sussultò e lo fermò dicendo:
-No Brian, fermo faccio io! Tu intanto vai a fare colazione-
-Ma io volevo..-
-Il disastro l'ho combinato io, quindi spetta a me ripulire, e poi tu sei un'ospite, coraggio vai a fare colazione-
-Sicuro Ryan?-
-Sicurissimo Bri-
Il ragazzo poco convinto, annuì e si recò al tavolo. Si mise a sedere su una sedia, prese la sua porzione di pancake, e cominciò a mangiare, portando ogni tanto il suo sguardo su un Ryan imbarazzato, che chino si dava da fare per raccogliere i cocci.
*§*§*§*
Erano da poco scoccate le 4pm.
Quando Ryan, da bravo uomo di casa, raggiunse l'amato nel soggiorno dove gli portò, una fetta di cheese cake fatto da lui.
-Ehy Bri, ho pensato che forse ti andava, qualcosa, visto che a pranzo non hai mangiato quasi nulla-
Il ragazzo alzò lo sguardo dal libro che stava leggedo, portandolo su Ryan che era lì in piedi dinnanzi a lui, con un vassoio, dove al suo interno c'erano la fetta di torta, un bicchiere di latte, un tovagliolino di carta e un cucchiaino.
-Grazie, ma non mi và-
Ryan sospirò dispiaciuto. Depose il vassoio. Si sedette sul divano accanto a Brian, che fissava vuoto, il libro che aveva sotto gli occhi, gli mise una mano sulla spalla e con voce calma, gentile e preoccupata chiese:
-Bri..Brian che ti è successo?-
-Molte cose Ryan, molte cose!-
-Ti và di parlarne?-
-Magari un'altra volta-
-Bri...forse non dovresti tenerti tutto dentro-
all'udire quelle parole Brian si irritò e non poco, e urlò adirato:
-E TU DOVRESTI TENERE LA BOCCA CHIUSA!-
Il ragazzo trasalì. Abbassò il volto e replicò pentito:
-Si hai..Ra...Ragione scusami, me..me ne vado, non ti disturberò più, scusami-
Detto questo si alzò dalla poltrona in cui sedeva, e con il capo chino, e le mani in tasca, uscì fuori in giardino, dove una leggera brezza autunnale lo travolse. Si asciugò con la manica della felpa che indossava, le leggere lacrime che gli erano scese dagli occhi. Anche se non lo dava a vedere, Ryan era un ragazzo ipersensibile. e quella frase urlatagli rabbiosa dal ragazzo che tanto amava lo aveva ferito. Brian con la coda dell'occhio osservava, la schiena di lui e non sapeva se odiarlo o volergli bene, perchè era identico a Nick, anche se aveva i capelli più scuri, come anche gli occhi, ma ogni volta che lo guardava gli ricordava sempre e solo Nick nessun' altro.
"Più cerco di dimenticarti Nick, più tu ti fai sempre vivo nella mia testa, perchè non mi vuoi lasciare in pace, perchè mi torturi così, perchè! Ti ho lasciato andare, ti sposerai con il tuo Marky no? E ALLORA PERCHE' CAZZO MI TORMENTI COSI, CHE VUOI DA ME.."
-CHE VUOI ANCORA DALLA MIA VITA!- Urlò rabbioso gettando con rabbia il libro, per terra. e inginocchiarsi davanti ad esso. Mentre delle frasi, delle parole, del passato presero possesso della sua mente, ferendolo a morte:
-Nicky da quanto tempo sei lì?-
-Da poco Bri-
-Non te l'ho detto a pranzo, ma sono andato da Kevin-
-Perchè?-
-Come perchè? Per te Nicky, perchè ti ha fatto soffrire-
-Non dovevi farlo Brian, non dovevi-
-E perchè?-
- Perchè adesso Kevin ce l'avrà anche con te! A causa mia hanno sofferto parecchie persone tra cui due erano quelle più importanti della mia vita! una era Mar...Mark e l'altra eri tu! Si proprio tu Brian ti ricordi che ti ho fatto eh? Ancora non riesco a capire perchè nonostante tutto tu mi ami. Non voglio che per colpa mia tu soffra di nuovo non vogl...-
-Nick, basta con il passato okay?! Ormai è acqua passata. Non mi importa quello che è successo quella sera, perchè io ti ho sempre amato. Inoltre sapevo che quello non eri tu, non eri il mio Nicky, non eri il mio vecchio e caro Frack, non eri tu, Nick. Mettitelo bene in testa! Il ragazzo che adesso mi è di fronte è il Nick che amavavo, amo e amerò per sempre. Tu sei tutto per me, cerca di non scordarlo mai. Voglio solo te, ho voglia di te più di chiunque altro. Non c'è nessuno che potrà dividerci, adesso siamo solo io e te, solo noi! Ed è questo ciò che conta di più al mondo. Ti amo Nicky!-
[Ho voglia di te...Solo di te, Brian stanotte voglio te a consumarmi il cuore, voglio te, Ho voglia di te]
I suoi occhi blu si riempirono di lacrime, un urlo disperato si propagò per il salotto, e un Brian in lacrime urlò:
-NON VOLEVI PIU' CHE IO SOFFRISSI A CAUSA TUA, MA LO STO' FACENDO ADESSO NICK, NON LO VEDI, NON SENTI QUANTO STO SOFFRENDO PER TE! SEI SOLO UN BUGIARDO, LO SEI SEMPRE STATO, PERCHE' HAI SCELTO LUI, PERCHE' LUI..PERCHE'!-
Si alzò da terra, e rovesciò con rabbia il tavolino che aveva davanti. Ryan udendo il rumore, si voltò, e dalla vetrata scorse Brian in ginocchio, che stava ferendosi le mani a forza di colpire i resti del tavolino di vetro. Ryan cominciò a correre come un forssennato, spalancò, con la paura negli occhi la porta. Brian stava per colpire per l'ennesima volta, quei resti. Ryan si "gettò" su di lui, fermandogli le mani, mentre un pezzo di vetro gli ferì, il polso. Strinse Brian più che poteva a sè, e con le lacrime agli occhi disse:
-Stà fermo Brian , basta ti prego, ti farai del male così, BASTAAA!!!!-
Il ragazzo adirato com'era, cercò in tutti i modi di liberarsi dalla presa di Ryan, urlando sofferente:
-LASCIAMI, VATTENE, VATTENE, TI ODIO, TI ODIO NICKOLAS VATTENEEE!!!-
-SONO IO RYAN, BRIAN SONO RYAN TI PREGO FERMATI, TI SCONGIURO NON VOGLIO CHE TU TI FACCIA ANCORA DEL MALE, FERMATI, BASTA TI PREGO BRIAN, IO TI AMO!-
All'udire quelle parole, Brian sembrò placarsi. Si abbandonò completamente all'abbraccio di Ryan e cominciò a piagere. Il suo pianto era molto convulso e Ryan non riusciva in alcun modo a calmarlo. Non sapeva che parole usare, era completamente spiazzato. Lo abbracciava stretto infondendogli tutto il calore e il proprio amore, ma Brian continuava ad aumetare il pianto, stava urlando quasi.
Alla fine decise di baciargli la fronte, poi le guance. In quel preciso istante, il viso di Brian si mosse leggermente, facendo incontrare le sue labbra con quelle di Ryan, che perse un battito, per poi rispondere ad esse, e cominciò ad accarezzargli la schiena, e la nuca. Si staccarono, di pochi mm, tanto quanto bastava alle labbra di Ryan, per portagli via le lacrime, Brian per la prima volta si sentì protetto. Abbracciò il ragazzo, e immerse il suo volto, in lacrime sul suo petto, affondò talmente tanto il viso nella sua felpa, da riuscire a percepire il profumo del suo corpo caldo. Trasalì quando le sue orecchie udirono il battito accellerato di lui. Allontanò il volto dal suo addome, lo guardò negli occhi, e in essi lesse amore, incondizionato, lo amava forse? Ryan gli sorrise, sussurandogli dolcemente e completamete innamorato:
[Ti..Ti amo Brian, ti ho sempre amato, non ho mai smesso di farlo, te lo giuro mai!]
Lentamente i loro visi si avvicinarono, e le loro labbra si sfiorarono, si incontrarono, si toccarono e poi, infine tutte tremanti si unirono.
CAPITOLO 31
"It's not that I can't live without you
It's just that I don't even want to try..."
(Back To Your Heart - Backstreet Boys)
Erano da poco scoccate, le 7pm.
Ryan aveva deciso di portare Brian a cena fuori.
E dopo tanti tentennamenti, per fortuna lui aveva accettato, e adesso lo stava attendendo, in salotto a sedere sul divano. I suoi occhi blu si guardavano intorno, a terra vi era il tavolino che aveva scaraventato furioso, le sue mani erano, leggermente fasciate, la sua mente vagò a poche ore prima, e a quello che Ryan gli aveva sussurrato piangente:
[Ti..Ti amo Brian, ti ho sempre amato, non ho mai smesso di farlo, te lo giuro mai!]
Sorrise debolmente.
"Ryan...Ryan mi ricordi molto Nick, non solo per l'aspetto ma anche per il carattere, anche lui diceva di amarmi, ma ha scelto Mark...Io non sò cosa fare con te, non vorrei che i sentimenti che nonostante tutto provo ancora per Nick, si confondino con quello che provo per te, io non lo sò se ti amo, non lo sò, perchè ti guardo e in te vedo il mio Nicky. Io non voglio farti soffrire non voglio. E pensare che ci siamo anche baciati, ma credo che io l'abbia fatto perchè speravo che tu fossi Nick, anche se sapevo benissimo che non lo eri! Oddio perchè è tutto così complicato. Se solo riuscissi a scacciare Nick dalla mia testa, dal mio cuore. io e te, Ryan potremmo benissimo..."
Il suo pensiero venne bruscamente, interrotto dal rumore di passi che giungeva alle sue spalle, e al profumo che Ryan era sempre solito portare. Trasalì e si voltò incontranto la figura di lui. Rimase letteralmente senza fiato. Ryan era un qualcosa di stupendo. Indossava un paio di jeans, a vita bassa, neri, una felpa a golf bianca, con dei lacci neri sul petto, che ne mostravano anche se debolmente, un pò del su addome, possente. Ai piedi portava un paio, di puma beige.
Quegli occhi azzurro scuro, venivano messi in risalto, dal bianco della maglia. I suoi capelli biondo scuro erano leggermenti sparati in aria. Cavolo quant'era sexy. Brian aveva perso un battito, era troppo uguale a Nick, se non fosse per i capelli e gli occhi di colore diverso da quelli del suo ex. L'avrebbe sicuramente chiamato Nick invece che Ryan.
"Oddio è una tortura, oddio Ryan sei identico a lui..Se..sei uguale al mio Nicky, come faccio a capire se amo te Ryan, come faccio se tu sei la sua copia spiccicata Non posso farcela non..."
La voce di Ryan lo riportò alla realtà:
-Bri...Allora andiamo?-
Il ragazzo annuì guardandolo con gli occhi sbarrati. Ryan si sentiva un pò a disagio, e percepiva le sue guance farsi paonazze. Non era abituato ad avere gli occhi addosso, del ragazzo che aveva sempre amato. Nella sua testa temeva che, forse si era vestito in un modo troppo, "osè" che forse aveva esagerato con il gel, o con il profumo. Deglutì la saliva, e abbassò lo sguardo imbarazzato per poi dire con voce fievole ed emozionata:
-Spero che il ristorante ti..Ti piaccia, è nuovo sai, lo hanno aperto da poco, andiamo altrimenti ci fregheranno il tavolo!-
Fece un leggero sorriso, molto dolce che sciolse il cuore di Brian.
Poi cominciò a fare i primi passi, che lo avrebbero condotto fuori, in giardino dove l'auto li aspettava. Seguito a ruota da un Brian, che in ogni stante che passava si faceva sempre e sempre più confuso.
*§*§*§*
La luna risplendeva alta nel cielo. Su quella spiaggia bianca e fresca, 4 piedi nudi camminavano tranquilli, le onde gli facevano compagnia e giocavano con loro bagnandoli. Il vento soffiava, ma nonostante fosse autunno non era una brezza fredda. Il silenzio regnava tra quei due ragazzi, e sarebbe durato a lungo, se uno di loro ovvero, Ryan, non avesse aperto bocca.
-Brian spero tu ti sia divertito stasera, se vuoi domani noi....-
Brian scosse la testa. Ryan lo aveva notato e con voce fievole disse:
-Ah non ti sei divertito mi dispiace-
il ragazzo deglutì la saliva e rispose:
-No Ryan mi sono divertito moltissimo-
Ryan udendolo, trasalì la timidezza, che tanto lo aveva frenato quella sera, durante la cena, adesso era svanita. D'istinto prese le mani di Brian tra le sue, lo guardò con occhi da bambino eccitato, gli sorrise e parlò raggiante:
-Menomale Bri, allora domani ti porterò al luna park sai è da poco che è stato aperto, è nuovissimo....ci sono...-
Brian intervenne bloccandolo:
-Non ci sarà una prossima volta-disse fievole
Ryan non l'aveva sentito, stava per baciarlo teneramente. Ma lui lo allontanò.
-Bri ma che....-disse debolmente guardandolo.
-Mi dispiace Ryan, ma non potrò venire-
-Oh okay, giusto dimenticavo, che eri una popstar di fama mondiale, avrai sicuramente da lavorare sull'album, sarà per la prossima volta allora, no?-
-Ryan no, non hai capito, non ci sarà una prossima volta per noi due...Mi..Mi dispiace-
A Ryan cadde il mondo addosso. Gli occhi si fecero lucidi, le parole che Brian gli aveva detto gli rimbombarono svariatissime volte dentro la testa, trafiggendogli il cuore con mille e milioni di lame. No, non ci credeva era impossibile. Le lacrime cominciarono a scendergli dagli occhi, scosse la testa, e con voce tremante disse:
-No...Non è possibile..Brian sta..stai mentendo, dimmi che menti ti prego, è uno scherzo non è così?-
A Brian gli pianse il cuore, i suoi occhi blu si fecero lucidi, abbassò dispiaciuto il volto e disse:
-Non sto scherzando Ryan mi..Mi dispiace-
-Come ti..ti didspiace? E il bacio che ci siamo dati, se non mi ami perchè hai accettato che lo facessi, e hai anche ricambiato...perchè Brian!-
Brian ricordò quella scena, e capì che aveva risposto a quel bacio, solo perchè sperava che fosse Nick.
-E'che...Speravo che...-
Ryan aveva intuito e replicò:
-Speravi che fossi Nick, non è così?-
Il ragazzo annuì debolmente.
-Io non sono lui Brian, cosa devo fare per farmi amare da te, cosa vuoi che faccia?-
-Niente Ryan, perchè..Io..Io non ti amo....-
All'udire quelle parole, il cuore di Ryan si frantumò. Abbassò lo sguardo, trattenne a fatica i singhiozzi, riportò gli occhi su Brian, quello sguardo lo trapassò da parte a parte da quant'era intenso e profondo. E Urlò:
-MA IO SI BRIAN, IO SI! IO SI, NON POSSO VIVERE UNA VITA SENZA DI TE, NON VOGLIO NEANCHE PROVARCI, PER UN ANNO, UN FOTTUTISSIMO ANNO HO TENTATO IN TUTTI I MODI POSSIBILI ED INIMMAGINABILI, DI CERCARMI UN ALTRO RAGAZZO, MA NON CE L'HO FATTA, NON SONO STATO PIU' CON NESSUNO DA QUANDO TU, MI HAI TRA VIRGOLETTE ESCLUSO DALLA TUA VITA, PER SEGUIRE UN RAGAZZO GIA' IMPEGNATO, CHE PRIMA TU AVEVI RIFIUTATO....E' PERCHE' SONO UGUALE A NICK, TU MI ODI PER QUESTO. E IO COSA POSSO FARCI EH?! NON HO CHIESTO IO A DIO DI CREARMI COSI', NON HO CHIESTO IO AI MIEI GENITORI DI FARMI UGUALRE A LUI, NON L'HO CHIESTO BRIAN, NON L'HO VOLUTO IO...COME NON HO CHIESTO IO AL DESTINO DI INCONTRARTI ED INNAMORARMI PERDUTAMENTE DI TE, E' SUCCESSO E BASTA, E COSA POSSO FARCI IO EH'! DIMMELO BRIAN...NIENTE NON E' COSI' NIENTE! E LO SAI ANCHE TU!-Si fermò di colpo perchè, un singhiozzo lo travolse come un fiume in piena. Cadde pesantemente con le ginocchia, sulla sabbia umida, mentre i singhiozzi si facevano sempre e sempre più forti. Brian assisteva alla scena con il cuore in gola, e il magone allo stomaco. Non sapeva che fare, che dire era completamente bloccato. Lo guardò con occhi lucidi per un minuto, poi si riscosse e decise di inginocchiarsi davanti a lui, stava per mettergli una mano sulla spalla, quando lo vide stringere con rabbia la sabbia, per poi sparghersela sulla faccia e urlare in lacrime:
-SONO ANCORA UGUALE A NICK? GUARDAMI BRIAN....GUARDAMIIII!-
Brian distolse lo sguardo.
Ryan rise isterico poi urlò:
-VEDI NON POSSO NEANCHE EVITARE DI ASSOMIGLIARGLI, NON POSSO BRIAN, NON POSSO ANCHE SE LO VOGLIO...MA IO NON SONO LUI BRIAN NON LO SONO...IO TI AMO..TI AMO PIU' DELLA MIA STESSA VITA, TI PREGO CREDIMI, CERCA DI AVERE FIDUCIA IN ME...BRIAN IO TI AMO,...VOGLIO STARE CON TE VOGLIO...-
Si bloccò, Brian non lo stava guardando negli occhi.
Ryan attutì il colpo, si alzò in piedi e urlò:
-TU MI DISPREZZI, NON E' COSI'?-
Quella frase gli sembrò molto famigliare, se la ricordava bene, era Nick che gli aveva detto più o meno la stessa identica cosa al telefono, piangendo. Sussultò e nella sua testa delle frasi passate fecero capolino.
-Mi hai fatto sentire diverso Brian, lo hai fatto e quel che è peggio è che non te ne sei minimamente reso conto, mi disprezzi così tanto?-
-No non è come pensi, io non ti disprezzo affatto, Nick mettitelo bene in testa-
-Non riesco a crederti, non ci riesco-
Brian trasalì, si alzò da terra guardò Ryan, dritto negli occhi, Dio quegli occhi come potevano essere così uguali a quelli di Nick, stesso sguardo, stessa sofferenza la scorse in essi, come anche il dolore, un dolore profondo. Lo aveva ferito, e molto anche.
Deglutì a fatica la saliva e gli rispose:
-No Ryan, io non ti disprezzo, non potrei mai farlo-
Ryan scosse la testa, abbassò lo sguardo, e trattenendo a fatica i singhiozzi, piangente gridò disperato:
-NON E' VERO, NON RIESCO A CREDERTI, PERCHE' SE FOSSE COSI MI AVRESTI ACCETTATO E NON RESPINTO! BRIAN-
Detto questo gli voltò le spalle, e comiciò a correre. Brian lo raggiunse e lo fermò, altre frasi del, passato gli ritornaro in mente:
-IO NON TI VOGLIO ROVINARE NIENTE NICKY!-
-NON CHIAMARMI NICKY NON FARLO! E ORA VATTENE, BRIAN, VATTENE-
-NEANCHE PER SOGNO!-
-SI PUO' SAPERE CHE CAZZO DI PROBLEMA HAI?! NON CI SENTI! VATTENE! TI HO DETTO DI ANDARTENE! IO SONO FELICE CON LUI, VOGLIO STARE CON LUI, PER ME ESISTE SOLO LUI, IL TRENO LO HAI PERSO QUEL GIORNO, QUINDI FINIAMOLA QUI! VIVI LA TUA VITA TROVATI UN ALTRO RAGAZZO, QUALCUNO CHE TI COMPLETI, QUALCUNO CHE TI AMI VERAMENTE, E LASCIAMI IN PACE! Tu eri, sei e sarai sempre il mio migliore amico, ma nulla più. Quei 4 anni li ho passati ad amarti, desiderarti e bramarti come nessuno mai. Ma sono stato zitto ed ho sofferto in silenzio. Perchè sapevo che non avresti mai ricambiato i miei sentimenti, e credevo di farcela, ero convinto di ciò, ma purtroppo non ce l'ho fatta, e quando mi sono deciso a dirtelo tu mi hai respinto, se mi amavi veramente come ti ostini a dire....-
-PERCHE' CAZZO MI HAI RESPINTO ALLORA HUH?! NON POTEVI DIRMELO PRIMA, NON POTEVI FA...-
Quell'episodio con Nick se lo ricordava benissimo, lo aveva rifiutato e quindi l'aveva perso, e adesso stava accadendo più o meno la stessa cosa con Ryan, ma lui non poteva farci niente, perchè amava Nick non lui, o almeno era questo quello che momentaneamente si era insediato all'interno del suo cuore! Non amava Ryan, ma allora perchè, lo aveva rincorso, e gli stava tenendo le spalle per non farlo scappare, perchè, per quale motivo? Forse lo amava? Lui non lo sapeva, la confusione più totale si era formata all'interno della sua testa.
Le sue mani stringevano, come non mai le spalle di Ryan, che cercava in tutti i modi di allontanarlo da sè:
-LASCIAMI BRIAN, MI HAI RESPINTO NO? QUINDI LASCIAMI FAMMI ANDARE VIA E VAI DAL TUO NICK, VATTENE DA LUI!-
Gridò completamente disperato e sovrastato dai singhiozzi.
Poi con un colpo di reni riuscì a liberarsi dalla forte presa, di Brian, e con l'amarezza, il dispiacere, e la delusione negli occhi. E il suo povero cuore di ragazzo innamorato, ormai distrutto in mille e millioni di pezzettini, scappò via come un fulmine.
Mentre in lontananza i tuoni, cominciarono a farsi sentire. E dei nuvoloni neri come la pece si fecero più inquietanti e impetuosi. Gli occhi di Brian, guardavano vuoti la schiena di Ryan, allontanarsi sempre e sempre di più da lui. Voleva seguirlo ma qualcosa lo teneva bloccato al suolo. E l'unica cosa che voleva fare era voltargli le spalle e andarsene, ma non riusciva lo stesso a muoversi. Non sapeva cosa fare, era giusto seguirlo, o no? L'acqua cominciò a cadere sopra di lui prima piano, poi velocemente, la sua mente tornò nuovamente indietro. Stavolta, a quando stava con Ryan, alla loro litigata decisiva:
-Brian...dobbiamo parlare-.
-Vuoi qualcosa da bere?-
-Brian tu mi ami?-
-Lo sapevo che si trattava di questo! Ne abbiamo già parlato mi pare!-
-Si ma ancora non ho capito cosa tu hai intenzione di fare con me, con noi, con la nostra storia! Perchè, Brian io..Mi sono stancato di essere lasciato, poi ripreso! Se mi vuoi mollare fallo definitivamente no? Quand'è stata l'ultima volta che abbiamo litigato e tu mi hai scaricato spudoratamente per poi tornare da me, scusarti e rimetterci insieme? Una settimana fà giusto?-
-Ryan io...-
-Tu cosa Brian..tu cosa? Ti diverti tanto a fare tira e molla con me! Qual'è il tuo problema?-
-Lo sai qual'è il mio problema, lo sai Ryan!-
-Non venirmi a raccontare che è a causa del tuo essere gay da poco! Perchè non credo affatto che sia quello il problema principale! Il problema è un'altro Bri, un altro..Che forse è ben più grande di me, con il quale io non potrei mai competere, giusto?-
-Allora ho ragione...centra lui con questo! E' a causa sua se continui con questi fottutissimi tira e molla, centra lui! centra Nick con tutto questo?-
-........-
-Rispondi-
-......-
-Centra Nick! Non è così Brian!-
-.....-
-Tu lo ami non è vero? Lo hai sempre amato!-
-Io devo saperlo Brian..cosa provi per me, cosa vuoi!-
-Non lo sò...Ryan non sò più niente-
-Come fai a non saperlo Brian...qui si tratta di me e di te!-
-LO SO' CHE SI TRATTA DI NOI...MA IO NON POSSO FARCI NULLA IL FATTO E' CHE..Io...io...-
-Tu cosa?-
-Io...-
-TU COSA!-
-IO VI AMO ENTRAMBI RYAN, VI AMO ENTRAMBI!-
-NON PUOI AMARE ENTRAMBI ALLO STESSO MODO! E' L'ORA CHE TU PRENDA UNA DECISIONE! ADESSO! E CHE SIA DEFINITIVA!-
-NO..NON PUOI COSTRINGERMI A SCEGLIERE TRA TE E LUI!-
-E PERCHE'?-
-PERCHE' E' DIFFICILE, NON CAPISCO NIENTE! SONO CONFUSO AMO TE E AMO LUI, MA NON RIESCO A CAPIRE CHI SIA PIU' IMPORTANTE PER ME...IO AMO TE IN UN MODO E NICK IN UN'ALTRO, NON SO' A CHI TENGO DI PIU', NON LO SO' PIU'...-
-E IO ALLORA? NON PENSI A ME? CHE CAZZO FACCIO ADESSO EH, IO TI AMO..MA CHI MI ASSICURA CHE ANCHE TU PROVI LO STESSO PER ME...-
-MA TE L'HO APPENA DETTO RYAN..TI PREGO BASTA..MI STAI UCCIDENDO COSI' LASCIAMI IN PACE!-
-TU MI STAI UCCIDENDO! COME POSSO LASCIARTI IN PACE, COME POSSO? IO DEVO SAPERE A CHI TIENI DI PIU'! E' UN MIO DIRITTO SAPERLO BRIAN, UN MIO DIRITTO! NON PUOI CONTINUARE AD ILLUDERMI, NON PUOI FARLO!-
-IO NON TI STO ILLUDENDO RYAN...DAMMI SOLO UN PO' DI TEMPO, NON PUOI PRETENDERE CHE IO DECIDA IN QUESTO PRECISO ISTANTE SE TI AMO PIU' DI NICK! PER ME SIETE IMPORTANTI ENTRAMBI, VI AMO TUTTI E DUE...MA NON RIESCO A SCEGLIERE TRA DI VOI! ALMENO NON QUI E NON COSI'!-
-Se tu mi amassi veramente non avresti bisogno di tempo per pensarci!-
Brian ritornò bruscamentre alla realtà, si asciugò le lacrime, che gli erano cadute dagli occhi senza rendersene conto. E all'improvviso cominciò a correre e a correre per raggiungere Ryan.
CAPITOLO 32
Ryan stava ancora correndo.
Correva e correva senza avere una meta ben precisa, mentre l'acqua che cadeva violenta si era fatta più potente, più fitta, e precipitava velocemente su quelle stradine di Los Angeles, sul corpo di un ragazzo distrutto.
"Non ti avevo chiesto molto, signore, Dio. volevo solo che Brian stesse con me, nient'altro io lo amo, lo amo più della mia stessa vita, e adesso cosa, farò? come andrò avanti con la mia vita se lui non sarà mai al mio fianco. Come farò Dio. Come! Perchè mi hai fatto questo, perchè? Mi hai creato tu così no? E allora perchè mi stai privando dell'amore della mia vita perchè! Anche tu come lui mi disprezzi, mi odi così tanto Dio? E ALLORA PERCHE' DIAVOLO MI HAI CREATO, PERCHE'!"
Inciampò, sul rialzo di un marciapiede, e si lasciò cadere a terra, mentre lo sconforto e la disperazione si erano impossessati completamente di lui. Che piangeva e piangeva. Singhiozzava come non mai. Non riusciva in alcun modo a arrestarsi. Stava quasi gridando, ma le sue urla venivano soffocate dai tuoni, che tuonavano e rimbombavano sopra la sua testa.
-PERCHE' SONO UGUALE A NICK, PERCHE' BRIAN NON RIESCI AD ACCETTARMI, ODIO QUESTO VISO, ODIO TUTTO DI ME, PECHE' E' A CAUSA DI QUESTO, CHE LUI MI ODIA E MI DISPREZZA, MA IO COSA POSSO FARCI COSA!!!!! IO NON SONO NICK NON LO SONO! PERCHE' NON RIESCI A VEDERLO BRIAN, PERCHE' MI UCCIDI COSI', PERCHE'! PERCHE' COSA DEVO FARE PER FARMI AMARE DA TE COS...-
Si bloccò, a causa di un singhiozzo atomico. Ryan era davvero disperato. Si alzò debolmente da terra, portandosi in ginocchio, si guardò intorno, e vide tra i rifiuti alla sua destra una bottiglia di wiskey rotta. Deglutì la saliva. I suoi occhi azzurri, ormai completamente avvolti dalle lacrime, fissarono quell'oggetto contundente. Inghiottì il groppo che gli aveva intaccato la gola, e pensò.
"Ebbene sia, non mi vuoi Brian perchè somiglio a lui, allora forse se mi taglio il viso non ci vedrai più Nick ma me...Me..Ryan il tuo solo ed unico Ryan"
Si alzò barcollando, raggiunge il vicolo nero dove risiedevano quei rifiuti. I suoi occhi vedevano solo, ed esclusivamente quella bottiglia. Sorrise tra poco non sarebbe più stato uguale a Nick.
Era a pochi metri. Si chinò, e con mano tremante la raccolse, deglutì la saliva, chiuse gli occhi dai quali scendevano ancora copiose le lacrime:
-Lo faccio per te Brian, solo per te-
Mancava poco, la parte tagliente della bottiglia era a pochi mm dalla sua faccia.
Quando all'improvviso. una voce si fece largo in quel vicolo buio:
-Su via, non vorrai rovinarti un così bel faccino?-
Ryan trasalì. Quella voce se la ricordava benissimo, era quella di quel tizio, che stava per farsi Brian. Lasciò cadere la bottiglia a terra e urlò:
-DOVE SEI, FATTI VEDERE BASTARDO!-
Balzò in piedi. Doveva fargliela pagare per quello che stava per fare a Brian, ma era come bloccato dai singhiozzi. Dentro la sua testa rimbombarono le parole che, lui e Brian si erano detti un'ora fà:
-Ryan no, non hai capito, non ci sarà una prossima volta per noi due...Mi..Mi dispiace-
-No...Non è possibile..Brian sta..stai mentendo, dimmi che menti ti prego, è uno scherzo non è così?-
-Non sto scherzando Ryan mi..Mi dispiace-
-Come ti..ti didspiace? E il bacio che ci siamo dati, se non mi ami perchè hai accettato che lo facessi, e hai anche ricambiato...perchè Brian!-
-E'che...Speravo che...-
-Speravi che fossi Nick, non è così?-
-Io non sono lui Brian, cosa devo fare per farmi amare da te, cosa vuoi che faccia?-
-Niente Ryan, perchè..Io..Io non ti amo....-
Si lasciò cadere a terra, facendo incontrare le proprie ginocchia con l'asfalto lurido, e tra le lacrime mormorò:
[Lui non mi ama, non mi amerà mai..Mai, sono troppo uguale a lui, sono troppo uguale a Ni...]
Il suo mormorare singhiozzante, venne fermato dalla mano, di quello che era Sean, che gli afferrò con il pollice e l'indice il mento. Lo guardò dritto negli occhi, e quello sguardo, era lo stesso che aveva avuto Nick, l'ultima volta che se lo era fatto. Adorava quegli occhi di ragazzo afflitto. Amava vedere in essi il dolore, il vuoto. L'annulamento. Sapeva che adesso, quel ragazzo che aveva davanti, uguale a Nick, e bagnato come un pulcino era fragile, e molto anche.
Qualunque cosa lui gli avesse detto, sarebbe stata fatale, letale perchè si sarebbe lasciato andare, a lui. Lo guardò molto attentamente, e riconobbe il ragazzo che due sere prima, gli aveva impedito di farsi un Brian completamente alla sua mercè. Sul suo viso comparve un ghigno malefico, da far rabbrividire chiunque. Studiò ancora Ryan, cavolo era uguale a Nick, sorrise malefico. Aumentò la stretta sul mento di lui. Ryan in completo annulamento, percependo quella stretta si spaventò. E reagì. Le sue mani libere spinsero via Sean che prontamente gli afferrò i polsi, costringendolo ad alzarsi. Poi mentre Ryan cercava invano di liberari Sean, lo spintonò con forza, contro il cassonetto dei rifiuti, facendogli sbattere la schiena e la testa. Il colpo fu forte e Ryan perse i sensi. Sean sorrise diabolico:
-Come, già ko, oh poverino. Brian deve averti fatto molto male, da non avere neanche la forza per reagire, comunque tranquillo baby, tranquillo ci sono io adesso, visto che mi hai impedito di prendermi lui, adesso prenderò te, che sei la mia ciliegina sulla torta, come fà il tuo Brian a non accorgersi di te, come. Eppure sei molto bello, chi non vorrebbe abusare di uno come te, bello, e fragile combinazione perfetta! Stasera sarai mio!-
Si leccò le labbra, era affamato di lui. Gli si avvicinò, si chinò di fianco a lui, che era rivoltato a pancia in giù. Rise soddisfatto, e lo voltò. Il suo volto era quasi una maschera di sangue. Sean sgranò gli occhi dicendo:
-Cavolo non credevo di averlo colpito così forte, bene più sta privo di sensi più possibilità ho di farmelo e farmelo...Dio, ma guardalo è meraviglioso!- Esclamò, accarezzandogli bramoso la parte di viso, priva del sangue.
Gli spostò i capelli, con violenza. Si leccò le labbra. E la sua bocca in pochi istanti si presentò sul collo di Ryan, e cominciò a leccarlo, a dargli morsettini e a lasciargli succhiotti, mentre una mano libera, scivolò sinuosa e desiderosa, all'interno dei jeans di lui. Dove il membro di lui riposava, lo sentiva sotto il suo palmo, lo strinse rabbioso e voglioso, poi uscì dai suoi boxer, per farsi strada sotto la felpa, dove, ad attenderlo vi era un petto, scolpito ma non esageratamente. A sentire quegli addominali. Sean sorrise compiaciuto. Gli leccò l'orecchio e sussurrò al suo interno:
[Non sà cosa si sta perdendo il tuo Brian, cavolo, sono anche sicuro che tu sia ancora puro, e molto anche...Cavolo non vedo l'ora di dissacrarti come si deve, Brian non ti avrà mai, mai. Tu da stasera sarai mio e solo mio. Ci divertiremo tanto insieme, ti scoperò ogni volta che vorrò, e tu non farai niente per impedirmelo. Niente, perchè sarai troppo innamorato di me, per rifiutarmi, non ho riavuto il mio Marky, non ho potuto neanche avere il mio Nicky. Ma da adesso avrò te, solo ed esclusivamente te baby! Nessuno mi fermerà stavolta, nessuno!]
Gli morse veemente l'orecchio, per poi leccarglielo e scendere fino al suo collo, dove dalle leccate si passò ai succhiotti, e dopo ai baci. Gli mordeva il labbro inferiore, e spingeva al interno della bocca di Ryan la propria lingua, che piano piano, riuscì a penetrargli dentro. E iniziò a limonarselo con impeto. Mentre le sue mani gli accarezzavano ogni centrimetro del corpo con particolare pressione sul suo gioiello di famiglia.
Continuò con quei preliminari quasi animaleschi, violenti e selvaggi per circa 2 minuti.
Poi decise, che era giunto il momento di deturpargli quella purezza, e abusarne a suo piacimento. In pochi secondi se lo tirò fuori, sganciò i jeans di Ryan completamente inerme. Glieli calò insieme ai boxer. I suo respiri si fecero assatanati, maniacali. La bestia che da sempre aveva abitato dentro di lui uscì, con violenza inaudita era affamata. Non vedeva l'ora di gustarsi la sua preda. Sean si leccò i baffi, guardò con occhi completamente privi di senno Ryan. Deglutì la saliva, e in pochi istanti colpì la sua preda in profondità. Entrò dentro di lui con impeto e violenza sovraumana. Le sue mani vogliose, premevano su quella schiena "ferita", mentre il suo membro si divertiva come un pazzo ad uscire, ed entrare dentro di lui, facendosi sempre e sempre più voglioso e virulento. Si stava divertendo, Godeva come non mai. Provava piacere solo a pensare a quanta sofferenza gli stava causando. Ryan era completamente privo di sensi, non si muoveva. Solo le penetrazioni virulente, e indomite di Sean, facevano muovere il corpo di Ryan a tempo con quello suo. Continuò per quasi 5 minuti, sembrava fosse infaticabile, era in delirio. Quel corpo lo faceva impazzire, e il fatto che lo aveva dissacrato rendeva la cosa molto eccitante. Rideva tra le sue urla di piacere. Alla fine raggiunse l'apice. E uscì da lui, con più violenza di come era entrato. Crollò su quella shiena, stette sopra di essa per un minuto. Poi si allontanò. Rivestì Ryan, ma voleva fare un secondo round.
Gli sganciò nuovamente i jeans, Si mise sopra di lui, e stava per calargli i boxer.
Quando all'improvviso, due forti mani lo portarono via da lui, facendogli scontrare la schiena con il muro. L'impatto lo rintronò. Stava per perdere conoscenza ma si riprese in tempo, e con i suoi occhi semi aperti vide un ragazzo avvicinarsi a Ryan, riconobbe quei lineamenti, anche se erano in penombra era Brian, che si era "scaraventato" sul corpo privo di sensi di Ryan.
Brian deglutì a fatica la saliva, e lo chiamò fievole:
-Ryan...-
-.....-
-Ryan-
Niente, lo voltò lentamente a pancia in su, il suo tocco era molto delicato. Non appena l'addome di Ryan fu rivolto al cielo, Brian perse un battito. Il volto del ragazzo era quasi una maschera di sangue. Una frase che Ryan gli aveva gridato quella sera fece capolino:
-LASCIAMI BRIAN, MI HAI RESPINTO NO? QUINDI LASCIAMI FAMMI ANDARE VIA E VAI DAL TUO NICK, VATTENE DA LUI!-
Brian percepì il suo cuore fermarsi, con mano tremante accarezzò il volto di Ryan.
-Oddio no..no-disse in lacrime.
Lo portò a sè, e provò a chiamarlo di nuovo:
-Ryan...Oddio no non farmi questo, non farlo...Ti..Ti prego Ryan.
Scusa mi dispiace...Mi dispiace...Ho sbagliato con te, ho sbagliato fin dall'inizio.
Oddio ti prego apri gli occhi Ryan...APRILI TI SCONGIURO!-
-.......-niente
Lo strinse a sè. Chiuse gli occhi dai quali le lacrime scendevano copiose, e urlò:
-NON FARMI QUESTO! NON VOGLIO, NON POSSO PERDERE ANCHE TE, NON POSSO! TI PREGO DIO, NON TOGLIERMI ANCHE LUI, NON FARLO PER FAVORE, NON FARLO TI SCONGIURO! HO PERSO NICK, ED HO TROVATO RYAN, E ADESSO LO STO PERDENDO! TI PREGO NON PORTARMELO VIA, NON FARLO TI PREGO, NON VOGLIO..NON VOGLIO LASCIALO A ME, LASCIALO QUI! Tu non..Tu non...TU NON PUOI PORTARMI VIA ANCHE LUI!-
Stava per chiamarlo di nuovo, ma non lo fece perchè sentì il respiro di Ryan farsi più vivo.
Portò gli occhi sul volto di lui. Vide, anche se debolmente le palpebre tremargli. Deglutì la saliva. Lacrime di gioia adesso cominciarono a scendere dai suo occhi. Le labbra gli tremarono e non appena vide gli occhi di Ryan aprirsi, gli sorrise dolcemente, e con voce gentile e tenera lo chiamò:
-Ryan...piccolo-
Il ragazzo sorrise debolmente, respirava a fatica, ma riuscì lo stesso a rispondergli sussurando:
[Bri..Brian, io non volevo scappare a quel modo non...Scu..Scusami]
-Shhhh Ryan, è tutto okay, sono io quello che si deve scusare con te.-
Il ragazzo scosse debolmente la testa. Sul suo volto comparve un leggera smorfia di dolore.
Brian la notò, e si preoccupò.
-Ryan cos'hai?-
I ragazzo continuava a fissarlo, con occhi innamorati, e sorridendogli con una dolcezza unica. Aveva quegli occhi da bambino, molto teneri, che scioglievano Brian come non mai
-Non..riesco a respi..rare non riesco a....-
Ryan stava per perdere nuovamente conoscienza, Brian tentò di tenerlo sveglio:
-Ryan no...Ti prego stai sveglio, non addormentarti, non farlo ti scongiuro...-
-Come mai è così buio?-chiese debolmente
Brian venne avvolto dalla disperazione, e dalla paura e gli urlò, piangendo:
-NO...RYAN NON FARMI QUESTO, NO, STAI SVEGLIO TI SCONGIURO, NON CHIUDERE GLI OCCHI TI PREGO, NON ADDORMENTARTI NON FARLO NON FARLO..ODDIO RYAN..RYAN NON ABBANDONARMI ANCHE TU, NON FARLO TI PREGO, NON FARLO...PER FAVORE! NO..NO IO...IO TI AMO RYAN NON ABBANDONARMI, NON FARLO!!!! NON ADDORMENTARTI, NON LASCIARE CHE LUI TI PRENDA, NON PRIVARMI DI TE, NON ALLONTANARTI DA ME, NON SCAPPARE PIU' DA ME...NON FARLO RYAN NON ANDARE DOVE NON POTRO' MAI RAGGIUNGERTI TI PREGO...
DEVI STARE CON ME....STAI CON ME, STAI CON ME! PICCOLO TE LO GIURO D'ORA IN POI ANDRA' TUTTO BENE, DEVI CREDERMI, STAREMO INSIEME, SAREMO SOLO IO E TE COME UN TEMPO, NON CI SARANNO PIU' TIRA E MOLLA...NON CI SARANNO PIU'! MA TI PREGO RIMANI QUI, RESTA CON ME!-
Dagli occhi di Ryan scesero delle lacrime, un colpo di tosse lo raggiunse, sorrise dolcemente poi sussurrò fievole:
[Bri...Non sai quanto ho desiderato che mi dicessi tutto questo, mi hai reso il ragazzo più felice dell'universo...Ti amo Brian, e credimi non ho mai smesso di..di far..lo]
Le sue palpebre si chiusero, e il buio lo avvolse.
-Ry..Ryan no...Non puoi non...Oddio..No...RYAN APRI GLI OCCHI, NO..NO..NO
RYAN TI PREGO NO..NO! NON PUOI ABBANDONARMI NOOOOO!-
Lo strinse forte a sè, e le lacrime, divvenero pianto che si tramutò in disperazione vera e propria. Stava piangendo come un bambino al quale era stato tolto qualcosa, di molto importante.
La sua schiena sobbalzava ad ogni singhiozzo. Strinse ancora Ryan a sè, cullandolo. chiamandolo, e chiamandolo. urlando il suo nome. Ma lui non rispondeva. Poi all'improvviso sulla schiena di Brian si presentarono le forti e odiose mani di Sean, che lo strapparono via con forza dal corpo di Ryan. Brian imbestialito si voltò verso Sean, si scaraventò su di lui urlando in preda alla disperazione:
-CHE CAZZO , GLI HAI FATTO, CHE CAZZO GLI HAI FATTO! STRONZO, BASTARDO TI AMMAZZO..TI AMMAZZO!-
Entrambi cadderro a terra, si rotolarono. Poi Brian una volta sopra Sean cominciò a riempirlo di pugni, ma Sean ad ogni colpo rideva. Alla fine capovolse la situazione. Brian si trovò improvvisamente con la schiena sull'asfalto. Cercava di liberarsi da lui ma era impossibile.
-BASTARDO COSA GLI HAI FATTO, COSA GLI HAI FATTO!-
Sean con le mani, afferrò il collo di Brian stringendolo. Il ragazzo cominciò a dimenarsi sotto di lui, come un anguilla, ma non riusciva in alcun modo a liberarsi. Il respiro iniziò a mancargli, placò il suo dimenarsi. I suoi occhi stavano per chiudersi. Poi la bocca di Sean si presentò al suo orecchio sinistro e gli sussurò diabolico:
[Prima di mandarti all'altro mondo, come il tuo amichetto qui accanto, ti dirò cosa gli ho fatto...Indovina...Sai volevo pestarlo a sangue, proprio come ho fatto con il dolce e tenero Nicky, ma sai, con Ryan è stato troppo facile, l' ho scaraventato contro quel cassonetto, ed è andato ko, e quindi dopo averlo slinguazzato, morso e altre cose, ho deciso di violarlo, di farmelo, di scoparmelo, di sbattermelo, di fotterlo come si deve. Ero molto arrabbiato con lui, perchè mi aveva impedito di fottere te, caro il mio Brian, dovevi vederlo poverino quella sera, ha rischiato quasi la pelle per salvarti da me, e ce l'ha fatta...Ma stasera mi sono vendicato E tu non ce l'hai fatta a salvarlo. Dovevi vederlo poverino...Il tuo Ryan...Era ancora puro...E io l'ho dissacrato, l'ho sfondato, e ho rubato la sua innocenza, la sua purezza è venuta via con me!]
Brian, si infuriò, e riuscì a liberarsi dalla presa di lui, e capovolse la situazione:
-TI ODIO SEAN...MORIRAI PER TUTTO IL MALE CHE HAI FATTO, TI UCCIDERO' CON LE MIE STESSE MANI, TI AMMAZZO SEAN...TI UCCIDOOO BASTARDOOOO COME HAI POTUTO, PERCHE' A LUI, PERCHE' RYAN, PERCHE' NICK PERCHE'!-
Lo stava ancora riempiendo di cazzotti, e Sean contiuava a sorridere diabolicamente, per poi capovolgere la situazione nuovamente. Brian si ritrovò sotto. Sean lo afferrò per il colletto della felpa che indossava lo fece alzare, e gli fece sbattere con violenza, la schiena contro il muro e gli sussurrò malefico:
[Perchè Ryan...Perchè Nick?...E' semplice perchè sono due ragazzi fragili, deboli e ingenui...Basta un niente per ferirli..E una volta feriti si annulano completamente... diventando così prede facili...Il tuo Ryan poi, dovevi vederlo poverino...Stava malissimo. Dovevi vedergli quegli occhi azzurri: vuoti, tristi, abbattuti ma soprattutto annullati. Era lo stesso sguardo che aveva avuto Nick, quando me lo sono scopato nel vicolo. E ' stato un o spasso con entrambi. Ma Ryan aveva quel qualcosa in più, la purezza. E questo lo ha reso speciale per me. Sai mi sono eccitato come non mai..ahahah. Io ottengo sempre ciò che voglio! Il tuo Ryan è mio, sei arrivato troppo tardi baby. Certo non credevo di poterlo uccidere, ma ho ottenuto il suo corpo puro. E adesso per colpa tua il tuo Ryan se ne è andato. E tu tra poco lo seguirai. Vinco sempre io, ho sempre vinto io]
Ogni singola parola, che era uscita da quella odiosa bocca, aveva completamente mandato Ko Brian, che guardava il terreno con gli occhi sbarrati, completamente vuoti, dai quali sgorgavano a flotte le lacrime. Il suo cuore sembrava si fosse fermato, si lasciò scivolare giù, gli occhi fissi sull'asfalto. Si voltò là, dove giaceva il corpo di Ryan.
Lo chiamò debolmente:
-Ryan-
-.....-
-Ryan ti prego svegliati-
-....-
-E' inutile baby se ne è andato ed è stata tutta colpa tua-
-NO NON SE NE E' ANDATO, NO!!!!-
Sean rise.
-Ahahhaha invece si Brian, puoi chiamarlo quanto vuoi, ma non vedrai mai più quegli occhi aprirsi, se ne è andato Brian, fattene una ragione!-
Brian si alzò di colpo, afferrò con mani tremanti il colletto della camicia che indossava, e cominciò a percoterlo con violenza, e gli fece sbattere la schiena contro muro, e continuò a scuoterlo virulento urlandogli:
-MALEDDETTO BASTARDO, RIDAMMELLO, RIDAMMI RYAN , RIPORTALO DA ME, RIDAMMELOOOO-
Gridò infine colpendolo allo stomaco con una ginocchiata.
All'improvviso vicino a loro giunsero delle sirene della polizia, ma Brian non ci fece minimamente caso, non sentiva niente, non vedeva nulla. Davanti a sè c'era solo Sean, che voleva ammazzare, voleva vendicarsi, voleva farlo fuori con le sue stesse mani. Doveva pagare per tutto il male che aveva fatto.
Stava per colpirlo con una ginocchiata quando delle forti mani lo frenarono, tirandolo indietro. Brian cominciò a dimenarsi.
-LASCIAMI, BASTARDO DEVO UCCIDERLO, DEVO VENDICARLO, DEVO UCCIDERLO, DEVE PAGARE PER QUELLO CHE HA FATTO DEVE PERIRE, DEVE MORIREEE!!! TI FARO' PENTIRE DI ESSERE VENUTO AL MONDO SEAN!-
Stava per liberarsi dalla presa, quando i suo occhi blu, videro che Sean sava per scagliarsi contro di lui, era a pochi cm, quando venne fermato da un'altro agente. Brian trasalì ritornando alla realtà e capì che quello che lo stava tenendo era un poliziotto. Sembrò calmarsi, ma la calma durò poco perchè scorse un' altro agente chinarsi su Ryan, Brian perse il controllo, si liberò bruscamemte dalla presa, dello sbirro, e raggiunse Ryan, si mise davanti a lui, a braccia aperte e urlò all'agente:
-NON AVVICINARTI, NON TOCCARLO, NON FARLO, NON PORTARMELO VIA NON...-
L'agente da cui era riusciuto a scappare lo afferrò di nuovo:
-Stà calmo ragazzo, il mio collega non vuole fargli niente di male, dobbiamo solo assicurarci che stia bene-
-NON TOCCARLOOOO-urlò mentre l'agente che lo teneva lo stava allontanando.
La forza dell'ordine che prima era davanti a Ryan si chinò. Gli mise l'indice e il medio sulla carotide, il battito era debolissimo, quasi impercettibile. Fatto questo, portò l'orecchio sulla bocca di lui, per constatare se respirava.
Brian vide quell'uomo in divisa, scuotere la testa, quindi si spaventò e urlò, cercando di liberarsi dalla presa ma era tutto inutile:
-COME STA'?-
L'uomo si voltò verso di lui, lo guardò negli occhi, abbassò lo sguardo, prese il cellulare e compose il 911 dicendo:
-Mandate un ambulanza, in street avenue 1, è urgente abbiamo un ferito molto grave, forse hanno abusato di lui, il battito è impercettibile, e non respira-
All'udire quelle parole a Brian si spezzò il cuore, le gambe si fecero molli. Le sue labbra tremarono fino a lasciare uscire dalla sua bocca un flebile:
-Ry..Ryan-
Il buio lo avvolse, e il silenzio si presentò in quel luogo, mentre in lontananza la sirena dell'ambulanza si faceva sempre e sempre più vicina.
CAPITOLO 33
Una settimana dopo.
Una Peugeot 207 CC azzurro cielo metallizzata, decapottabile sfrecciava, libera e incontratasta per le strade di Los Angeles. All'interno di essa vi erano due ragazzi, quello al volante aveva i capelli biondi lisci, corti e ribelli. Indossava un paio di jeans chiari, sfumati e una felpa bianca senza zip, non molto attillata. Con piccole e varie raffigurazioni di colore nero, e un paio di Puma ultimo modello. Il ragazzo che gli sedeva accanto, invece: aveva i capelli neri ad effetto bagnato, e indossava una maglia non troppo aderente, grigio chiaro, e un paio di jeans a vita bassa neri, e ai piedi calzava, un paio di Converse bianche e nere.
Dentro all' auto riecheggiava This Love dei Maroon 5, mentre il sole mattutino risplendeva sopra le loro teste. Era autunno ma faceva ancora caldo. Il ragazzo al volante dopo aver messo la terza, portò i suoi occhi azzurri sul viso del partner, che si voltò verso di lui, gli sorrise, e poi parlò:
-Come mai mi guardi così?-
Il ragazzo sorrise dolcemente, le sue guance si colorarono di un leggero rossore. Poi portando gli occhi sulla strada, mettere in seconda e fermarsi, perchè il semaforo segnava rosso. Riportò gli occhi sul compagno e rispose teneramente:
-E che ancora Marky, non riesco a credere che tu stai andando a prendere gli inviti, e io a prenotare lo bomboniere...Dio ci pensi amore, tra meno di un mese io e te saremo sposati..E'..E' un sogno!-
Mark rise, guardò con amore gli occhi del suo Nick e rispose:
-Già, non riesco a crederci nemmeno io..Ti amo Nicky-
-Anche io Marky...Anche io, darling-
Detto questo si baciarono, cominciando a limonare come non mai. Erano talmente immersi nel far congiungere le loro lingue, da non accorgersi che il semaforo, era diventato verde da un pezzo. Fu un immenso fracasso di clacson a destarli. Sussultarono staccandosi l'uno dall' altro. Nick mise la prima, si voltò verso la fila di auto che aveva fatto e urlò:
-SCU..SCUSATE!!!!-
-SI VA BENE MUOVITI ADESSO, C'E' GENTE CHE DEVE LAVORARE!-
Urlò un uomo sulla cinquantina, vestito di tutto punto, in sella alla sua Civic nera metallizzata.
Nick annuì premette sull'accellelatore e partì appena in tempo, perchè non appena le ruote posteriori superarono il semaforo, l'arancione scattò e solo la Civic riuscì per il rotto della cuffia, a passare, mentre le altre macchine dovettero aspettare nuovamente.
-Cavolo Nick, l'abbiamo combinata grossa!-esclamò divertito Mark, voltandosi verso quella fila ferma, davanti a quel semaforo.
-Ahhahah che vuoi che sia baby! Quando la passione prende, nessuno riesce a fermarsi-
Si scambiarono velocemente, uno sguardo d'intesa, complice e un'altro bacio, poi Nick tornò a fissare la strada davanti a lui. Mentre La radio stava mandando un'altra canzone, questa volta era Jesse McCartney con Because You Live. Appena terminò il primo ritornello.
Nick e Mark si guardarano negli occhi, poi cominciarono a cantare:
-It's all right I survived I'm alive again, cuz of You made it through every storm
What is life what's the use if You killing time....-
Si sorrisero dolcemente, prendendosi teneramente per mano, e continuarono a cantare:
-I'm so glad I found an angel, somewhere who was there when all My hopes fell...-
Si strinsero le mani ancora di più, i loro occhi si incrociarono e poi guardandosi intensamente, cantarono ancora, anzi urlarono:
-I WANNA FLY LOOKING IN YOUR EYESSSS!!!!!-
Il ritornello risuonò. Nick fermò l'auto, tirò il freno a mano, mise il cambio in prima, poi con un comando tirò su il tettuccio dell'auto. Spense il motore, tolse il piede dalla frizione, e si sganciò la cintura di sicurezza. Erano giunti al parcheggio del centro commerciale, il più grande di tutta Los Angeles. I due ragazzi si sorrisero e prima di uscire dall'abitacolo Nick, avvicinò le labbra al collo di Mark e gli sussurrò sensualmente:
[Che ne dici...di farlo qui]
Mark sgranò gli occhi, sorpreso ma l'idea lo allettava e non poco, stava per dire di si, ma poi ci ripensò, e la sua mente tornò indietro, e delle frasi si presentarono dentro di lui:
-No, ah anf..No Mark, non qui, non così, ti prego ah-
[Ho capito Nick, continueremo stasera! Cercherò di resistere fino ad allora, ti amo!]
-Tieni prendi la mia auto, non voglio che tu ti prenda un malanno...-
-Perchè stasera mi servi-
L'irlandese sorrise ripensando a quel momento, allora lasciò un succhiotto sul collo del compagno, gli raggiunse l'orecchio è gli mormorò, eroticamente:
[Di un pò baby, non eri tu quello che non voleva farlo in pubblico]
Nick trasalì,anche a lui tornarono in mente quelle frasi, rise divertito. Poi lasciò un leggero morsettino sull'orecchio dell'amato e gli sussurrò, respirandogli sul collo:
[Certo, ma qui non siamo in un luogo pubblico, e poi la macchina ha i vetri oscurati dai baby, voglio farlo con te, come quelle due coccinelle della pubblicità della Peugeot, che abbiamo visto ieri sul satellite, ti amo baby..Ti voglio]
Mentre gli sussurava ciò, i suoi baci si erano fatti più focosi. E le sue mani lo stavano accarezzando bramose. Mark gemeva soavemente ad ogni suo tocco, ad ogni suo bacio e succhiotto, stava per lasciarsi andare. Erano già alla frutta, bastava solo che si sganciassero i jeans, e il gioco era fatto. Ma il rumore di altre auto che parcheggiarono si presentarono, alle loro orecchie, e si fermarono.
-Accidetaccio proprio ora dovevano arrivare tut...-esclamò Nick infastitido
Si bloccò, perchè Mark lo baciò con impeto, poi una volta staccati gli mormorò:
[Sei troppo ingordo baby, l'abbiamo fatto quasi tutta la, ah...uhm notte ieri]
Nick infischiandone altamente, delle macchine che giungevano, aveva cominciato a massaggiargli il membro, mentre le sue carnose e morbide labbra si divertivano a coprirlo di sensuali e passionali baci.
[Si lo sò Marky ma tu sei così...]
Gli sussurrò arrapante, baciandolo sulle labbra, e sul collo, per poi giungere all'orecchio, continuando.
[Tu sei così sexy.. Così bello...Come posso resisterti]
Mark tra i mugolii di approvazione, sorrise, poi fermò Nick dicendogli ansimante:
-Dobbiamo andare tu hai le bomboniere, io devo ah...ah uhm...prendere gli inviti AH-
Urlò infine perchè Nick aveva cominciato a persuaderlo oralmente, sul gioello di famiglia.
-Ah...Nick ah non...fermo ah..oddio ah continua..con...-
Nick si arrestò di colpo, guardò il compagno con occhi sexy, provocanti e peperini.
e prima che lui potesse dirgli qualcosa, disse:
-Hai ragione, baby, basta così, dovremmo rimanere "casti" fino alla luna di miele honey-senteziò ironico. Mark sgranò gli occhi e replicò:
-Eh no...come Nick-
Il ragazzo gli sorrise, facendogli l'occhiolino, per poi uscire dall'auto, seguito a ruota da lui che parlò:
-Come..Come Nicky...Prima mi ecciti e poi ti fermi!-
-Ehehe sai com'è baby, dovremmo rimanere "casti"-
-"Casti"...Come "casti" Nick....-
Nick lo guardò furbescamente, si avvicinò a lui, gli regalò un bacio, si staccò. Poi le sue mani si presentarono sulle sue guance, gli regalò dei buffetti. Sorrise, poi con una vocina spiritosa gli disse:
-Su Marky cucciolo, ce la faremo-
-EHHHH!!! MA NI...-
Nick gli fermò la voce con un altro bacio, e prima che Mark potesse proferire altro, senteziò scherzosamente:
-Aha no..Shhh baby niente ma..Bene ci vediamo qui tra circa due ore, tu vai alla tipografia, qui di fronte, mentre io in pasticceria per le bomboniere...Okay?-
Mark era rimasto sconcertato ma in senso positivo. Nick resosene conto, lo baciò.
Gli sorrise, dandogli una pacca sul sedere, per poi proferire ancora parola:
-Ti amo, baby-
Gli lasciò un succhiotto sul collo, e prima che Mark potesse controbattere il suo Romeo era già vicino all'entrata del centro commerciale. Mark scosse la testa divertito, i suoi occhi blu fissavano innamorati quella schiena che tanto amava, sorrise. Poi cominciò a correre. Fino a raggiungerlo. Una volta raggiunto, arrestò la propria corsa. Il suo amato era a pochi cm dalla schiena di lui, quando all'improvviso Mark decise di saltargli in groppa, per poi baciarlo sul collo e sussurargli sorridente:
-Okay rimarremo "casti" baby...Vediamo quanto resisti, ti amo-
Nick sorrise e rispose:
-Ti amo anche io-
Detto questo Mark scese dalla sua schiena, si portò davanti a lui, e gli sorrise:
-Allora ci vediamo tra due ore!-
Nick annuì. Si abbracciarono. Si baciarono. Si allontanarono l'uno dalle labbra dell'altro. E dopo si sorrisero, dicendosi:
-Ciao amore a dopo!-
Si scambiarono un'altro bacio, Mark gli regalò una pacca sul sedere. Poi con il sorriso sulle labbra entrambi andarono nella propria direzione.
*§*§*§*
Erano da poco scoccate le 10 am.
Nick era in pasticceria. Sul bancone che aveva davanti vi erano state poste circa 20 tipi di bomboniere. E Nick non riusciva a scegliere quella più adatta. Le guardava tutte una per una, le scrutava, quando stava per decidersi, notava qualcosa e rispondeva:
-No, questa è troppo da eterosessuale-
Ne prese un altra, raffigurante una rosa di porcellana rossa con i brillatini, sembrava convincersi, ma di nuovo altri dubbi lo travolsero, la depose e disse:
-Questo è troppo da gay!-
Portò gli occhi sugli inserviente e chiese:
-Scusi, non è che avete qualcosa che non sia ne troppo da etero e neanche troppo da gay?-
La ragazza, che lo stava servendo, cominciava ad innervosirsi leggermente, era da un'ora che Nick la teneva lì. Non riusciva a decidersi in alcun modo, e lei stava impazzendo non sapeva più cosa mostrargli. Comunque alla richiesta del ragazzo, sorrise professionalmente e parlò:
-Mi spiace, ma queste sono le uniche, se vuole un consiglio io sceglierei questa- le disse prendendo una bomboniera raffigurante due ragazzi che si baciavano Nick sorrise:
-No, non va bene-
-Bhe, allora io non sò proprio cosa consigliargli!-
Nick fece un gentile sorriso di circostanza, e tornò a riguardare le altre bomboniere per la decima volta, non sapeva davvero quale prendere, stava andando nel panico più totale. Sospirò, alzò il volto, guardò a sinistra e incontrò un profilo a lui molto famigliare. Era Kevin. Nick trasalì, voleva distogliere lo sguardo ma non ci riusciva. Poi gli occhi verdi di lui si insediarono nei suoi. Il biondino sussultò, e distolse immediatamente lo sguardo. Per portarlo sulle bomboniere. Voleva affrettarsi a scegliere, voleva uscire il più velocemente possibile.
-Allora credo che.....-
La sua voce venne fermata da quella di Kevin che, parlò:
-Io se fossi in te Nick, prenderei questa, con le due colombe, dal becco dorato che si baciano-
Disse prendendo la bomboniera e metterla in mano a un Nick incredulo, che deglutì la saliva, sorrise debolmente, e senza guardare Kevin in volto, si rivolse all'inserviente:
-300 bomboniere con queste due colombe, grazie, ora mi scusi ma devo proprio andare!-
Detto questo, senza portare gli occhi su Kevin. Uscì dalla pasticceria, seguito a ruota da lui.
Una volta fuori gli occhi verdi di Kevin videro, Nick raggiungere Mark e aiutarlo a mettere apposto, la scatola d'inviti che aveva tra le mani. Non appena essa fu inserita nel cofano del'auto. Mark lo chiuse. Poi portò i suoi occhi blu su Nick, gli prese delicatamente il volto tra le mani e lo baciò con una tenerezza, e dolcezza unica e Nick ricambiò allo stesso modo. Non appena si staccarono, Mark si voltò casualmente verso sinistra, e i suoi occhi blu incontrarono la figura di Kevin, che se ne stava lì in piedi, fuori dalla pasticceria e guardava Nick. Mark si rivolse a quest'ultimo dicendo:
-Ehy amore, c'è Kevin là, credo ti voglia parlare!-
Nick trasalì, si voltò verso di lui, per poi riportare lo sguardo sul viso del proprio partner e parlare.
-Non...sò cosa vuole-
-Bhe ti sta aspettando, vai a chiederglielo no?-
-Io..Io non..Non posso Mark non..Non ce la faccio...Mi ha trattato di merda lo sai-
Mark sorrise fievole. Nick gli aveva raccontato per filo e per segno ogni cosa, che era successa in quell'anno in cui lui era a Sligo. Anche della litigata con Kevin. Nick si ricordava ogni singola parola, ogni dettaglio vocale. Gli aveva fatto troppo male. Mark rammentava quella sera in cui lui gli aveva raccontato ogni cosa. Ricordava il suo viso in lacrime, e ogni singhiozzo che per molte volte non voleva lasciarlo parlare. Lo abbracciò, poi gentilmente all'orecchio gli sussurrò:
[Nicky, cucciolo, amore sò quanto hai sofferto per quello che ti ha detto, sò che sei stato malissimo, lo sò...Ma forse Kevin ha capito di avere esagerato con te, e vuole scusarsi, è passato molto tempo Nicky]
Lo baciò sulla guancia, poi si staccò da lui, portò i suoi occhi sul suo bellissimo e perfetto viso, sorrise e parlò ancora:
-Senti perchè per seppellire l'ascia di guerra, non lo inviti al nostro matrimonio?-
Nick sussultò:
-Ma..Mark, lo vorrei tanto, ma..se poi non vorrà?-
-Bhe, forse sarà un colpo, ma se tu non glielo vai a chiedere non lo saprai mai.
Coraggio, si vede lontano un miglio che il tuo big brother ti manca, coraggio piccolo. Si sistemerà ogni cosa coraggio vai! Non ti mangia mica, e comunque se lo facesse ci sarò io a proteggerti!-
Gli disse, sorridendogli, poggiando poi la propria fronte con quella di lui, e accarezzargli la nuca con la mano destra, per poi avvicinare le labbra a quelle di lui, giocherellarci un pochino, sfiorarle, e infine dargli un leggero bacio. Per poi staccarsi, sorridergli e regaragli una leggera pacca di incoraggiamento sul sedere, e sussurargli teneramente:
[Su adesso vai piccolo]
Nick sorrise, gli dette un bacio, deglutì la saliva, sospirò e si recò verso Kevin, che ancora lo attendeva.
I loro occhi si stavano guardando, Nick si fermò a metà strada. Lo "sconforto" lo avvolse e voleva girare il sedere e ritornare da Mark, quindi si voltò verso di lui. Mark che aveva le braccia conserte, e la schiena appoggiata alla portiera anteriore, della Peugeot 207 CC gli sorrise e gli fece cenno con la testa di proseguire oltre. Nick annuì, riprendendo ad incedere verso di lui.
Erano a pochi cm l'uno dall'altro. Nick deglutì la saliva, e con voce fievole, quasi intimorita per la reazione che poteva avere Kevin, parlò:
-Ke..Kevin.. io..Io e Ma..Mark tra meno di un mese ci sposeremo, e volevo sapere se ti andava di venire al nostro matrimonio-
Kevin guardò Nick dritto negli occhi. Lo stava scrutando da capo a piedi, e la cosa metteva a disagio il biondino, che non riuscendo più a sostenere, ancora quello sguardo, si mise a contemplare l'asfalto. Kevin sorrise debolmente, guardò il suo caro e vecchio fratellino. E ci riconobbe il Nick a cui aveva sempre voluto un sacco di bene. Poi alla sua mente riaffiorarono delle frasi passate.
-Kevin...E' inutile non riesco ad aprirmi con te, non voglio aprirmi, mi dispiace.
Per favore torna a casa, non voglio litigare con te.
Adesso grazie a Mark stò un pò meglio. L'unico che può aiutarmi è lui, perchè mi capisce, è come me ed è l'unico che può capire come mi sento. Quindi per favore Kev lasciami in pace-
-Mi dispiace Kevin, scusami-
-Non importa Nick è tutto okay, se Mark è l'unico che ti può aiutare spero che riesca a farlo nel migliore dei modi-
-Voglio vederti in studio fratellino il più presto possibile. Senza di te non saremmo più i Backstreet Boys. Prenditi tutto il tempo che vuoi, avvertirò gli altri, il manager, la casa discografica e se è necessario anche la stampa, non ti preoccupare perchè non riveleremo niente di quello che è successo, ma spero che tu ti riprenda presto, le fans hanno bisogno di te e anche noi. Non importa se ti piacciono i maschi tu per noi sei e resterai sempre il nostro Nicky ti vogliamo bene fratellino, cerca di non scordarlo-
Kevin trasalì quel: "...Non importa se ti piacciono i maschi tu per noi sei e resterai sempre il nostro Nicky ti vogliamo bene fratellino, cerca di non scordarlo"
Gli rimbombò, dentro la testa come non mai. Deglutì la saliva. Sospirò e lo chiamò.
-Nicky?-
Nick all'udire la voce di Kevin, che lo aveva chiamato in quel modo, venne raggiunto da un tuffo al cuore. I suoi occhi azzurri si fecero lucidi. Kevin lo aveva perdonato. Alzò il suo volto sorridente, e bagnato leggermente da delle lacrime di gioia.
-Ke..Kevin!-
Il ragazzo, sorrise annuendo, e esclamò:
-Certo che verrò al tuo matrimonio, Nicky, del resto tu eri, sei e resterai per sempre il mio Nicky, il mio fratellino, ti voglio bene. E ti chiedo perdono per...-
Nick non lo fece finire. Si gettò su di lui e lo abbracciò, dicendogli tra le lacrime:
-Kevin...credevo non mi volessi vedere mai più, mi sei mancato, mi sei...-
Kevin non lo fece finire. Lo staccò delicatamente da sè. Guardò il suo volto, in lacrime, e gliele asciugò con entrambi i pollici. Fatto questo gli baciò fraternamente la fronte. Gli arruffò amichevolmente i capelli, e infine lo abbracciò. Infondendogli tutto il suo affetto.
Stettero così per circa un minuto. Poi Kevin con le lacrime agli occhi per la gioia di essersi riappacificato con Nick, e aver ritrovato il suo vecchio e caro fratellino. Lo allontanò delicatamete da sè. E gli disse gentilmente:
-Bhe Nick, credo che qualcuno ti stia aspettando.-
Il ragazzo annuì, poi intimò Kevin di attenderlo, corse da Mark che già teneva un invito in mano, che prontamente passò al biondino. Che felice come una pasqua lo baciò con passione. Per poi correre dal suo ritrovato amico, mentore e modello da imitare, e gli consegnò l'invito. Si salutarono. e Nick corse dal suo Mark. Entrambi si abbracciarono. si baciarono, poi entrarono in macchina. Nick mise in moto, e la Peugeot 207 CC partì, scomparendo tra il traffico.
*§*§*§*
La mattina stava cedendo il passo al pomeriggio.
In una stanza, dalle pareti bianche, e dal pavimento in mattonelle color crema, vi era un letto, d'ospedale. Sopra di esso, e sotto quelle coperte chiare, risiedeva un ragazzo. I suoi occhi erano serrati da molti giorni, 7 per la precisione. Una settimana a noi può sembrare poco. Ma alla persona che gli sedeva accanto. Era come se fosse passata un'eternità. I suoi occhi blu: vuoti e preoccupati, stavano guardando con affetto incondizionato, il viso di lui. di Ryan, che aveva la testa fasciata. Sul suo petto vi erano delle ventose collegate ad un macchinario, che gli controllava i battiti cardiachi. Sulla vena centrale, posta sul braccio sinistro, vi era inserito l'ago di una flebo. Sotto la debole fasciatura che gli circondava tutta la fronte, vi erano sistemate altre piccole ventose, anch'esse collegate ad un macchinario, e gli tenevano d'occhio l'attività celebrale. Dentro alle sue narici vi erano poste due canule d'ossigeno. Brian guardava quel ragazzo, che tanto amava, sembrava un robot. Dentro la sua mente le immagini del corpo di Ryan ridotto quasi ai minimi termini, gli stava lacerando l'animo, e i bip ripetitivi e incostanti dei macchinari gli trapanavano il cervello. Scosse la testa, cercando di cacciare i brutti ricordi di quella sera, ma senza risultato. Stava impazzendo. Ryan era lì, e non aveva ancora aperto gli occhi. Non si era svegliato, e molte volte negli ultimi due giorni, le macchine avevano suonato dando l'allarme, Ryan aveva rischiato morire un infinità di volte. Sembrava che avesse perso la voglia di lottare. Non voleva combattere. E Brian non riusciva ad accettarlo, ma sopratutto non voleva perderlo. Non adesso che aveva capito che lui era importante, non adesso che finalmente il suo cuore si era liberato, dell'amore che provava per Nick. Non adesso che Sean finalmente era stato rinchiuso in gatta buia e condannato a 20 anni, per aggressione, violenza e danni morali. Non adesso che tutto quello che prima, lo aveva fatto star male, sembrava essere scomparso definitivamente dalla sua vita. Era pronto adesso, era pronto a gettarsi il passato alle spalle, era pronto a cominciare una nuova vita, accanto a lui. Ryan il ragazzo che amava, e del quale era ricambiato al 100%.
la sua mano, tremante. strinse amorevolmente quella di Ryan. Chiuse gli occhi, delle lacrime cominciarono a bagnargli le guance, per poi posarsi, sulle nocche di lui.
-Ryan...piccolo..Ti prego apri gli occhi, non puoi farmi questo. Non puoi smettere di lottare, non puoi! Ti supplico Ryan. Non smettere di combattere, non farlo hai capito. Non farlo ti scongiuro. Ora che sò, ora che ho capito che tu sei il ragazzo che amo,quello con cui vorrei cominciare una nuova vita, e gettarmi il passato alle spalle. Non puoi abbandonarmi...Io non voglio che tu te ne vada via da me, non voglio Ry...Non voglio amore. Ti prego Dio, mi rivolgo a te, fargli aprire gli occhi, basta tenerlo sospeso tra la vita e la morte, lascialo andare, lascialo venire da me. Ti prego Signore, non prendertelo, non portarmelo via. Ti supplico...Ryan!-
Chiamò infine, ma non ricevette nessuna risposta.
Chinò la testa sulla mano del ragazzo, e si lasciò andare ad un'ennesimo pianto silenzioso, che durò per circa 10 minuti. Poi abbattuto, lasciò fremente la mano di Ryan, ed uscì un attimo nel corridoio. Aveva bisogno di prendere aria, di uscire da quella terapia intensiva, per respirare. Ma non riusciva in alcun modo ad allontanarsi dalla stanza 102A, non voleva farlo. Quindi si sedette in una delle 4 sedie poste sul muro, e si chiuse nel suo silenzio. Non sentiva nessuno, niente. Era serrato nel suo dolore, che piano, piano lo stava coducendo alla disperazione. Stava per cadere, nel baratro dei ricordi, quei brutti e terrificanti ricordi, legati solo ed esclusivamente a quella maledetta sera, dove per un ciuffo d'erba, avrebbe rischiato di perdere Ryan definitivamente. Il suo breve, ma a tratti pericoloso naufraugare, venne interrotto da una mano che gli si posò sulla spalla. Brian percependo, quel tocco famigliare trasalì. Alzò debolmente gli occhi, e incontrò il viso di suo cugino che chiese debolmente:
-Allora come sta?-
Brian scosse la testa. Le lacrime stavano per uscirgli dagli occhi, stavolta per dargli modo di sfogarsi come si deve, ma lui le ricacciò dentro, e rispose:
-Sta come sempre, non ci sono miglioramenti, non c'è niente...Io sono preoccupato ho paura non..Non-
Era al limite, doveva piangere, doveva sfogarsi altrimenti sarebbe accaduto l'irreparabile. Kevin se ne rese conto. Quindi si sedette accanto a lui, gli afferrò con delicatezza, la nuca, e spinse la testa di Brian sul suo petto. A quel gesto il ragazzo scoppiò definitivamente. Le lacrime dapprima silenziose, cominciarono a scendere, e un singhiozzo lo raggiunse. Si avvinghiò a Kevin, lo strinse forte a sè, in cerca di conforto che prontamente trovò. Poi tra i singhiozzi urlò:
-KEVIN RYAN E' DIVENTATO TUTTO PER ME, NON VOGLIO PERDERLO, NON VOGLIO ORA CHE HO CAPITO CHE LO AMO PIU' DI ME STESSO, NON VOGLIO PERDERLO NO! LUI NON PUO' PORTARMELO VIA, DIO NON PUO' PRENDERSI IL MIO RY..NON VOGLIO! NON VOGLIO E' LA MIA VITA, RYAN E' TUTTO, TUTTO QUANTO!-
All'udire ciò, Kevin trattenendo a fatica le lacrime, strinse ancora di più suo cugino e con la voce rotta dalla sofferenza disse:
-Andrà tutto bene, Bri...andrà tutto bene cugino...tutto bene! Non lo perderai, non accadrà!-
Brian si strinse ancora di più a lui, e si lasciò andare completamente, ad un pianto convulso che sarebbe durato a lungo. Molto a lungo.
CAPITOLO 34
Don't Seem Like Long Enough
Due palpebre cominciarono a tremare, per poi lasciare che gli occhi, si aprissero, scontrandosi con il soffitto bianco. Quegli occhi azzurro scuro si guardavano intorno spaesati. Non sapeva cosa fosse successo, si ricordava a tratti, di Sean, e poi di Brian. Dentro la sua testa pulsante, rimbombarono le frasi che Brian gli aveva detto:
-NO...RYAN NON FARMI QUESTO, NO, STAI SVEGLIO TI SCONGIURO, NON CHIUDERE GLI OCCHI TI PREGO, NON ADDORMENTARTI NON FARLO, NON FARLO..ODDIO RYAN..RYAN NON ABBANDONARMI ANCHE TU, NON FARLO TI PREGO, NON FARLO...PER FAVORE! NO..NO IO...IO TI AMO RYAN NON ABBANDONARMI, NON FARLO!!!! NON ADDORMENTARTI, NON LASCIARE CHE LUI TI PRENDA, NON PRIVARMI DI TE, NON ALLONTANARTI DA ME, NON SCAPPARE PIU' DA ME...NON FARLO RYAN NON ANDARE DOVE NON POTRO' MAI RAGGIUNGERTI TI PREGO...
DEVI STARE CON ME....STAI CON ME, STAI CON ME! PICCOLO TE LO GIURO D'ORA IN POI ANDRA' TUTTO BENE, DEVI CREDERMI, STAREMO INSIEME, SAREMO SOLO IO E TE COME UN TEMPO, NON CI SARANNO PIU' TIRA E MOLLA...NON CI SARANNO PIU'! MA TI PREGO RIMANI QUI, RESTA CON ME!-
Ryan trasalì, percepì qualcuno che gli stava stringendo la mano. Si voltò verso sinistra e lo vide.
Brian era lì, la sua testa era posta, vicino alla sua spalla. Sorrise. E lo chiamò fievolmente:
-Bri..Brian-
Brian non lo udì, ma cominciò comunque a svegliarsi. Sotto il suo palmo percepì le dita di Ryan muoversi, trasalì. Poi la sua voce si presentò alle su orecchie:
-Brian-
Brian lo udì benissimo, aprì più in fretta possibile gli occhi. Alzò il volto, e incontrò il viso di Ryan.
I suoi occhi azzurri scuri, erano aperti e adesso lo stavano gurdando con amore.
-Ryan..ti sei svegliato, oddio mi hai fatto prendere un colpo, credevo non avresti mai più aperto gli occhi!-
Detto questo, con estrema delicatezza, lo abbracciò. Poi, le lacrime di gioia che scesero dai suoi occhi, bagnarono lievemente le guance del ragazzo.
-Ti amo..Ryan ti amo-
Ryan chiuse gli occhi, cercò come meglio poteva di ricambiare l'abbraccio. Dopo di che sussurrò alle orecchio sinistro di Brian.
[Ti amo anche io Bri...voglio stare solo con te]
Brian rispose a quella affermazione, staccandosi delicatamente da lui, per poi accarezzargli, dolcemente il viso, sorridergli e dirgli con altrettanta dolcezza:
-Ry...ti amo, ed e per questo che voglio, averti per sempre al mio fianco!-
Le tremanti labbra di Brian, cominciarono ad avvicinarsi, a quelle di Ryan, per poi sfiorarle, toccarle e infine sbocciare in un romantico, e tenero bacio.
*§*§*§*
"Dirty babe
You see these shackles, baby I'm your slave
I'll let you whip me if I misbehave
It's just that no one makes me feel this way..."
(Sexy Back -Justin Timberlake)
"Tuonava" l'impianto hi-fi posto nel gazebo.
Le 4 del pomeriggio, erano ardenti. Nonostante fosse autunno inoltrato, faceva molto caldo, e Nick d'accordo con il suo amato, aveva deciso di fare un bel barbecue in giardino. Avevano mangiato, si erano coccolati, e avevano digerito a suon, di focosi e caldi baci. Baci innocui che però, stavano per portarli, a rompere la promessa di rimanere "casti" fino alla luna di miele.
Adesso la situazione era questa. Mark era tranquillamente disteso a pancia in giù, sotto il sole tiepido, alle sue orecchie vi era l' I-pod che stava mandando, una canzone di Mariah Carey, intitolata "Always Be My Baby" Non aveva niente, contro Justin, ma, "Sexy Back" gli faceva venire strani pensieri, che lo avrebbero condotto, prima o poi a togliere la parola casto dal suo vocabolario, quindi non voleva rischiare.
Poi c'era anche il fattore, Nick che negli ultimi giorni, era diventanto molto più bello del solito, direi irresistibile. Il solo guardarlo negli occhi, lo eccitava e non poco, poi quando le sue labbra morbide, e calde lo sfiorarono, lo toccavano per poi unirsi alle sue, bhè il suo Freddie (come l'aveva soprannominato Nick) faceva i salti mortali. Cosa che al suo partner non sfuggiva, e molte volte dopo averlo baciato, Nick si divertiva a sussurargli provocante:
[Ehy baby, tieni al caldo il tuo Freddie per la luna di miele, ti amo Marky]
E come per farglielo apposta, dopo tale frase, gli leccava e mordicchiava eroticamente l'orecchio, per poi scendere con la lingua, sul suo ardente collo, e regargli un succhiotto. Che lo mandava completamente fuori di testa. E doveva in tutti i modi allontanarsi da lui, per rinfrescarsi il viso, ma soprattutto per freddare quei suoi roventi spiriti.
Ecco perchè se ne stava, lì sotto il sole a riscaldarsi, e fare quasi un pisolino. Ebbene sì, si stava addormentando come un neonato, mentre la canzone di Mariah proseguiva, per poi giungere alla fine e presentarsi alle sue orecchie con un'altra.
Nick a differenza del suo compagno si divertiva come un pazzo a nuotare, e a fare tuffi.
Andava sott'acqua, poi risaliva, faceva un pò di stile libero, il morto, poi attaccava con il delfino, e infine terminava con la rana. Continuò così per una buona mezz'ora, poi decise di fermarsi, per riposarsi e prendere un pò di fiato.
Sospirò, e si voltò verso il proprio ragazzo, che si stava grogiolando al sole.
Sorrise, aveva in mente qualcosa. Prese un bel respiro, e si immerse, fino a toccare completamente con il corpo, il fondo vasca. Percorse tutta la piscina, poi risalì ritrovandosi a pochi cm dalla scaletta, che salì, per poi uscire dall'acqua.
I suoi piedi nudi, incedendo lentamente, accarezzavano bagnati quell'erbetta verde e fresca, mentre il suo corpo e i suoi capelli facevano cadere su di essa l'acqua. Era a pochi cm da Mark. Sorrise lo scrutò, e si rese conto che forse si era addormentato profondamente.
Vedeva quella schiena, illuminata dal caldo sole, vedeva quel didietro da sballo. Cavolo quanto amava quel corpo, quel ragazzo. Amava ogni cosa di lui, anche la più nascosta. Rise debolmente, poi con estrema delicatezza, si distese sensualmente sopra di lui. Non appena l'addome bagnato di Nick, toccò la schiena accaldata di Mark, l'irlandese sussultò e aprì gli occhi, e la bocca affamata di Nick si presentò sul quel collo, regalandogli un succhiotto. Mentre le sue mani bagnate e tremanti, con estrema gentilezza, gli tolsero le cuffie dell'I-pod.
Per poi sussurargli, eroticamente una frase di Sexy Back di Justin:
[Baby, I'm your slave I'll let you whip me if I misbehave]
Gli regalò un morsettino, sotto l'orecchio, che lo portò a chiudere gli occhi, e a gemere fievolmente.
Nick sorrise, gli regalò un succhiotto, e questo mandò Mark completamente fuori. Basta, non ne poteva più. Voleva resistere ma era impossibile, Nick si divertiva a provocarlo, quindi senza preavviso, decise di capovolgere la situazione. Con un colpo di reni, "disarcionò" Nick, che si ritrovò con la schiena sul terreno erboso. Mark era sopra di lui, e cominciò a baciarlo con foga, a regarargli succhiotti, su quel collo da svenimento, e su quel petto da sballo, dove, dopo le labbra, fu il turno dei denti, che si presentarono sui i suoi capezzoli. Nick chiuse gli occhi, il suo corpo fremente si muoveva sinuoso, sotto il petto del proprio ragazzo, che ci dava sempre più dentro, morse veemente quei pettorali, per circa un minuto. Sul suo bacino percepiva il sesso dell'amato alzarsi, e farsi sempre e sempre più rigido. La cosa lo eccitò ulteriormente. Smise di mordicchiarlo, poi cominciò a scendere leccandogli ogni cm del corpo. Giunto in prossimità dello stomaco, dalle leccate si passò ai succhiotti, e ai baci infuocati. Poi di colpo si fermò. Nick che teneva gli occhi chiusi, mentre la bocca continuava a gemere fievolmente. Avvertì i denti del suo amato, presentarsi sull'elastico del suo costume, Percepiva quella debole brezza autunnale, colpirgli gentilmente le parti basse, che a poco a poco si mostravano sotto quel cielo limpido, e cominciò a mormorare tra il piacere e il brivido di eccitamento:
-Marky ahh, no, dobbiamo rimanere....AH!-
I suoi occhi si aprirono di colpo, perchè in prossimità del suo Mr Happy, completamente all'aria, si erano presentate le labbra di lui, che si divertivano ad esplorargli la zona del pube, regalandogli persino dei succhiotti, che lo mandavano in completa ectasy.
-No ah...Oddio dobbiamo rima...Ahhh...Ah rimanere ahh ca..Ca..Ca ...Ahhhhh Cas...Casti AHHHhhh...Ah...Ahhhh Mark, ahhh, Marky...Uhm...Ahhh...Ah!-
Nick non resisteva più, stava esplodendo. Voleva capovolgere la situazione, ma Mark che si era ripresentato sopra di lui, a gambe divaricate, non gli lasciava scampo. Nick aveva i polsi bloccati dalle mani di lui, che gli teneva sul'addome il propriop stomaco, mentre la sua bocca gli lasciava morsi, leccate e succhiotti, che poi lo portavano sempre alle sue labbra, che leccava e baciava focosamente e sensualmente. Nick non riusciva a resistere, stava gemendo come non mai.
Il suo corpo disteso era percorso. da scariche di adrenalina sovraumane, e cominciò a sudare.
Mentre con gli occhi chiusi, sentiva solo ed esclusivamente il respiro di Mark, e percepiva solo il suo corpo. Gli uccellini, erano spariti, il sole era rappresentato dal suo partner, che lo riscaldava con il proprio corpo, e il leggero sussurro del vento era sovrastato, sempre e solo da lui, dal suo Mark e dal suo respiro. Esistevano solo loro, nessun altro. Quelle labbra lo ricoprivano di dolci e teneri baci. Alla fine Nick riuscì a capovolgere la situazione, si spostò sinuosamente e sensualmente sul corpo di lui. E cominciò a baciarlo, per tutto il petto, regalandogli delle leggere succhiate a quei capezzoli. Mark stava impazzendo. Nick continuò così, per circa 2 minuti. Mark percepiva il membro dell'amato toccare il suo stomaco, Mr Happy stava per liberarsi, voleva entrare dentro quel corpo, che tanto gli era mancato in quei 14 giorni di astinenza. Mark percepiva chiaramente le mani e la bocca, di lui farsi sempre e sempre di più affamate e bramose. Stava per accadere, e mentre la lingua di Nick gli stava passando in rassegna, il suo stomaco, mentre quelle mani, erano entrate dentro al suo costume, e adesso si divertivano a massaggiarglielo, Mark gemente, cominciò a sussurrare:
-Ahhhh Oddio...No Nick aahhhh oh my God! ahhh no..No amore dobbiamo rima...-
Un urlo di piacere venne soffocato dalla lingua di Nick, che gli penetrò dolcemente in bocca.
Si baciarono, per poi darsi da fare nel loro limonare, mentre, le mani di entrambi massaggiavano il membro del proprio partner. Il loro pomiciare era interrotto a tratti da dei leggeri mugolì di piacere e approvazione, che a poco a poco si stavano trasformando in gemiti sommossi, e in completa ectasy.
Non appena staccarono le proprie bocche, continuando a massaggiare l'uno il membro dell'altro, i loro occhi si stavano contemplando, si stavano desiderando come non mai. Mark guardava Nick che a tratti chiudeva gli occhi, e la sua bocca ansimava, lasciando fuori uscire adorabili gemiti.
E lo stesso vedeva Nick quando guardava Mark, che all'improvviso aumentò la stretta Nick cacciò un gemito di piacere atomico, poi si lasciò cadere sul petto, del proprio amato, continuando ad ansimare, mentre la sua bocca si presentò alle sue orecchie, sussurandogli, provocante e ansante:
[Fanculo il rimanere "casti" Babe ti voglio, ti voglio ora, adesso, in questo preciso istante, fanculo la promessa...Ti voglio adesso...Ti voglio Mark, voglio entrare dentro di te, ahaa..Uhm...Voglio perdermi in te, voglio fondermi fino a sciogliermi nel tuo animo..E diventare nuovamente un tutt'uno con te..Ti amo!]
Mark sorrise, tolse una mano dal membro di lui, e la portò sulla sua nuca, e gli condusse delicatamente la testa, sulle proprie spalle. Dopo gli dette, un leggero morsettino sulla nuda spalla, e gli sussurrò sensualmente e dolcemente all'orecchio.
[Ti amo Nicky, voglio sentirti dentro di me. Fanculo il rimanere casti, ti desidero troppo amore, voglio naufragare dentro di te, fino a perdermi!]
All'udire quelle parole, il volto di Nick, si tolse dalla spalla di Mark, e si presentò ai suoi occhi, gli sorrise dolcemente. Lo guardò intensamente negli occhi, poi portò le sue labbra sul suo orecchio, le aprì leggermente, e con esse glielo sfiorò, e poi dolcemente gli sussurrò, la sua strofa in Drowning:
[I can't imagine life without Your love...And even forever don't seem like long enough!]
Mark sorrise, abbracciò Nick e capovolse la situazione. Era sopra di lui adesso, gli accarezzò con mani tremanti il volto, e lo baciò teneramente, per poi sussurargli all'orecchio, il continuo:
['Cause everytime I breathe I take You in, and My heart beats again. Baby I can't help It, You keep drowning in Your love...]
Si sorrisero dolcemente, si guardarono intensamente negli occhi perdendosi l'uno nell'altro.
Poi le loro labbra si sfiorarono, si toccarono, e infine si unirono, dando origine ad un passionale, tenero e dolce bacio che sarebbe durato a lungo, molto a lungo.
CAPITOLO 35
Erano le 10 am quando, un ancora assonnato Mark, in boxer non troppo aderenti di colore blu, si diresse in giardino, per prendere il giornale. Stava per solcare la porta ed aprirla, quando un sudato Nick con l' I-pod all'orecchie l'aprì al posto suo.
I suoi occhi blu si scontrarono con quelli azzurri dell'amato, che tutto sorridente e pimpante esclamò:
-Giornooooo pigrone, dormito bene?-
Mark era un pò rintronato a causa del sonno, ma riuscì a biascicare qualcosa:
-Nick...ma che diav...-
Non riuscì a finire la frase, perchè il suo ragazzo gli sigillò ogni parola con un bacio, una volta staccati, Nick continuò:
-Il giornale l'ho preso io amore, e guarda un pò cos'ho qui?-
Sentenziò, portando ciò che stava nascondendo dietro la schiena, sotto gli occhi del proprio partner.
Era una confezione di cartone, di colore azzurro scuro, con su scritto ad un lato:
"Breakfast Take Away"
Mark sgranò gli occhi, sembrò svegliarsi e parlò:
-Gr..grazie amore, ma non ce ne era bisogno, avrei preparato io la colazione-
Nick sorrise, scosse la testa e replicò scherzosamente e teneramente:
-No..No baby, prepari sempre tutto tu!-
-Ma Nick, tesoro lo faccio con piacere, sono il tuo uomo no?-
-Si lo sei, ma lo sono anche io baby, quindi non fare complimenti, è pasticceria di prima qualità!-
-Nick, non dovevi-
-E perchè? Per te questo e altro! Ti amo baby! E non fare troppo il prezioso!-
Mark sorrise, e baciò l'amato, che una volta staccato, entrò in salotto, e si recò in cucina dove, sul tavolo depose la confezione.
-Bene Marky, non fare complimenti è tutto quanto per te!-
Il ragazzo trasalì, lo guardò e rispose:
-E tu?-
-Io cosa?-
-Non fai colazione?-
Nick, che stava per salire il primo scalino, che lo avrebbe condotto al piano di sopra, si voltò verso di lui. Lo raggiunse, gli dette un leggero succhiotto sul collo, e lo abbracciò da dietro, cominciando a "cullarlo" lentamente da destra a sinistra. Sul volto dell'irlandese sbocciò un dolcissimo sorriso. Guardò il suo amore negli occhi, anche lui sorrideva dolcemente.
In quel preciso istante, la mano sinistra di Mark si presentò sulla nuca trasudante del suo amoroso. Le sue dita cominciarono, ad attraversare e accarezzare lentamente e teneramente quei capelli bagnati, perdendosi in essi. Mentre con le labbra cercava la bocca del suo amato, che prontamente giunse. Si baciarono, e la mano destra di Mark, si chiuse, intrecciandosi con le dita della mano destra di Nick.
Una volta staccati, Nick rispose alla domanda che lui, gli aveva posto pochi istanti prima:
-Io ho già fatto colazione prima baby, poi visto che era una bella giornata, sono andato un pò a correre. Sono passato davanti a quella pasticceria, e siccome, tu ami tantissimo i dolci, ho pensato che ti avrebbe fatto piacere, piccolo...-
le sue labbra si posizionarono sul suo collo e con voce sussurrata continuò:
[Ti amo..Ma adesso, baby...]
Dal collo raggiunse la sua guancia, che sfiorò delicatamente regalandogli un altro bacio,
per poi continuare:
[..Devi scusarmi, ma devo correre a farmi una bella doccia. e...]
Gli leccò leggermente l'orecchio, e terminò dicendo:
[...Dopo sarò tutto tuo!]
Gli regalò un leggero morsettino al mento, e un altro succhiotto.
Si allontanò a malincuore da lui, regalandogli una bella pacca sul sedere.
Poi, dandogli le spalle, corse al piano di sopra, dove la doccia lo attendeva.
*§*§*§*
Nick's Dream
-Tu hai qualcosa che mi appartiene, e la rivoglio indietro-
-Non capisco di che cazzo stai parlando lasciami...lasciami-
-No, non ti lascio ora che ti ho preso!-
-Ti ho preso Carter! Ti ricordi?...Quando il gatto non c'è i topi ballano, e io vorrei ballare su di te,
so che tu mi vuoi, quanto ti voglio io-
-LASCIAMI! TU SEI PAZZO!
-Sei molto bello quando sei terrorizzato Nick..Babe-
-MOLLAMI!!!.-urlò cercando di mandarlo via.
-LASCIAMI, LASCIAMI NON VOGLIO VA...-
-LASCIAMI...LASCIAMI-
-STA BUONO PEZZO DI STRONZO-
-AAHHH...LASCIAMIII, BRUTTO BASTARDO DEPRAVATO, MOLLAMI!-
-PICCOLO BASTARDELLO, FIGLIO DI PUTTANA! ADESSO NE HO ABBASTANZA DI TE CARTER, STAI BUONO, FATTI SBATTERE COME SI DEVE, IO TI VOGLIO, NON MI DEVI RIFIUTARE ALTRIMENTI MARK LA PAGHERA'-
-Ecco bravo così mi...-
-ADESSO BASTA! MI SONO ROTTO DI GIOCARE CON TE!-
*§*§*§*
-Ciao Nick ci rivediamo!-
-VATTENE...VATTENE..AIU...-
[Vedo che la lezione che ti ho dato mesi fà non è servita a niente. Perchè voi due state ancora insieme, e tu hai avuto le palle per uscire fuori e dire a tutti che sei gay...Quando ti ho visto a Trl eri molto, molto sexy! Tu lo sai vero quanto sei sexy?]
-Mark dove sei..MAR..-
-Che è successo dove mi...-
-SEI SOLO UN PEZZO DI MERDA MARK!-
-MARK NO..NO!-
-BASTARDO, BASTARDO MUORI, MUORI BAS...-
End Nick's Dream
Il rumore, sordo e freddo della pistola, che quella sera di 2 anni fà, gli aveva trapassato la coscia destra, con un proiettile. Rimbombò dentro la sua testa, in un boato pazzesco, che lo fece sobbalzare sul divano, e urlare di dolore, come se ancora quella pallottola, lo stesse trapassando di nuovo.
Aprì gli occhi di scatto, dai quali uscirono delle lacrime, mentre le sue mani tremanti, si presentarono su quella coscia pulsante.
Era guarito certo, e da un pezzo anche, ma ogni tanto la gamba si divertiva a regaragli un pò di dolore.
Il suono del campanello lo destò, da quella sofferenza. Il suo cuore perse un battito, il volto di Sean riapparse nella sua mente, terrorizzandolo. Era solo in casa, il suo Mark era uscito per fare alcune commissioni. Sapeva che Sean non l'avrebbe mai trovato, lui era al sicuro adesso. Ma in quel momento stava tremando. Deglutì la saliva, si alzò dal divano, e zoppicando leggermente, raggiunse la porta. Inghiottì il groppo che gli si era formato in gola, e aprì la porta trovandosi davanti Brian.
Il biondino trasalì. Alla sua mente, riaffiorò la loro ultima litigata.
-Vieni Nick, entra-
-Si..sicuro?-
-Certo Nick, dai entra su!-
-Gr..grazie!-
-Mi..Mi dispiace Brian, io non volevo, non..-
-Nick non ne voglio parlare okay! Hai fatto la tua scelta va bene così!-
-Che ci sei venuto a fare qui?-
-Io...io ero, solo venuto a dirti che...Mark ed io ci..ci, sposeremo-
-Bene era quello che volevate no?-
-Brian io ti ho amato!-
-Oh certo, mi hai amato! E dimmi A CHI PENSAVI QUANDO FACEVAMO SESSO!-
-Brian per favore, non voglio litigare-
-Non stiamo litigando Nick, rispondimi-
-Brian ti prego-
-BRIAN TI PREGO UN CAZZO! CHE CAZZO CI SI VENUTO A FARE QUI EH?! COSA VUOI CHE TI DICA, BENE SONO CONTENTO CHE TU E IL TUO MARKY VI SPOSIATE! E QUESTO CHE VOLEVI SENTIRTI DIRE E' QUESTO E'H NICK, BENE TE L'HO DETTO SEI CONTENTO ADESSO?-
-Per favore Brian, io..io-
-TU COSA NICK TU COSA!-
-IO TI HO AMATO, TI HO AMATO BRIAN, MA NOI DUE NON CI COMPLETIAMO, NON CI SIAMO MAI COMPLETATI, E TU LO SAI BRIAN, LO HAI CAPITO E SAREBBE L'ORA CHE TU MI LASCIASSI ANDARE, NON VOGLIO CHE TU...-
-CHE IO COSA EH, COSA! AH POVERINO TEMI CHE IO POSSA IRROMPERE ALLE TUE FOTTUTISSIME NOZZE! E ROVINARE IL TUO STRAMALEDETTO MATRIMONIO? NON E' COSI'?-
-TU SEI, SEI SOLO UN FOTTUTISSIMO STRONZO NICK, NON SO' COME CAZZO FACCIA MARK AD AMARTI ANCORA! KEVIN AVEVA RAGIONE SU DI TE, SAPEVA CHE MI AVRESTI FATTO ANCORA DEL MALE, LO SAPEVA E IO STUPIDO NON GLI HO CREDUTO, MI SONO BATTUTO PER TE, TI HO DIFESO, MA TU NON TE NE SEI MAI RESO CONTO, E ADESSO HAI ANCHE LA FACCIA TOSTA DI VENIRE QUI, E SBATTERMI LA REALTA' IN FACCIA, E DIRMI CHE TI SPOSERAI CON LUI, CON MARK, CON QUELLO CHE TI HA FATTO RINCHIUDERE IN MANICOMIO PER UN ANNO INTERO! CON QUEL RAGAZZO PER CUI TU HAI RISCHIATO LA VITA MOLTE VOLTE, CAZZO NICK COME FAI A NON RICORDARTI TUTTE LE FOTTUTISSIME VOLTE CHE HAI CERCATO DI FARLA FINITA A CAUSA SUA!
-IO MI VOGLIO DIMENTICARE TUTTO CIO' CHE E' SUCCESSO E CANCELLARLO DEFINITIVAMENTE DALLA MIA TESTA, DAL MIO CUORE, E' INIZIARE UNA NUOVA VITA BRIAN. E TU NON MI STAI AIUTANDO-
Nick ricordò che dopo tali parole: un Brian furioso, improvvisamente si era fatto violento, e gli aveva fatto sbattere violentemente la schiena, contro la porta. Il dolore fisico e psicologico che percepì quel giorno, si ripresentò a lui. I suoi occhi azzurri, cominciarono a guardare l'ex migliore amico, negli occhi. Il suo cuore aveva accellerato i battiti, per la prima volta dopo la prima, e l'ultima, e quasi fatale aggressione subita da Sean, aveva paura. E molta anche. Nella sua testa giunse anche l'ultima frase che Brian gli aveva, detto tremante di rabbia.
-Vattene Nick, non farti più rivedere qui, NON VOGLIO PIU' VEDERTI, MAI PIU'!-
Ritornò di colpo alla realtà, e cominciò ad indietreggiare intimorito.
-Che..Che ci fai qui Brian...Che vuoi da..Me che vuoi!-
Brian si era reso conto che Nick aveva qualcosa che non andava, e collegò tutto a quel giorno, in cui, lui furioso gli aveva fatto "sfracellare" la schiena contro la porta. Deglutì la saliva, e con passo calmo e lento solcò l'ingresso, e cominciò ad avvicinarsi con cautela a un Nick tremante, che lo guardava terrorizzato.
-Nick...Non voglio farti del male, non voglio credo di avertene fatto anche molto-
-Stammi lontano...Sei stato tu a dirmi che non volevi più rivedermi, quindi perchè sei venuto qui, che vuoi da me Brian, mi vuoi picchiare? CHE CAZZO VUOI! LASCIAMI...VATTENE!-
Brian fermò il suo incedere, i suoi occhi si fecero lucidi. Sospirò, guardò l'amico negli occhi e pentito parlò:
-Nicky...Mi dispiace, non volevo farti del male, non avevo intenzione di farlo. Ero infuriato con te, perchè era come se ti fossi sempre preso gioco di me. Lo sò che nel tuo piccolo mi amavi. Ma devi ammetterlo Nick, tu hai..Tu hai sempre amato Mark. lui è sempre stato l'unico tuo punto fermo nel cuore. Non hai ma smesso di amarlo, mai Nicky. Io me ne ero accorto, poi quando tu e lui vi siete rivisti al Babylon ne ho avuto la conferma. Ma io stupido non volevo crederci. Non riuscivo a capacitarmi che di lì a poco ti avrei perso. Quindi ho fatto tutto quello che mi era umanamente possibile, per tenerti legato a me. E ti ho fatto soffrire. Ti ho fatto star male più di chiunque altro. E dovevo aspettarmi, che con il mio comportamento egoistico e possessivo, ti avrei condotto alla deriva. Lo sapevo che era stata colpa mia. Ma ho voluto lo stesso dare la colpa a Mark. Poi la sfida, quella fottutissima sfida, oddio Nick mi dispiace, mi dispiace tantissimo per averti fatto del male. Tu ti sei vendicato, e forse me lo meritavo, anzi entrambi ce lo meritavamo. Ma devi capirmi Nick, io ti amavo più di me stesso. Eri tutto per me, tutto. E quando sei venuto a casa mia, per annunciarmi il tuo matrimonio con Mark ho perso la testa. Ma credimi, non volevo farti del male, non volevo amico mio, non volevo Nicky...Mi dispiace, scusami...Scusami fratellino, perdonami piccolo-
Detto ciò, Brian si lasciò cadere in ginocchio e cominciò a piangere. Nick stette a guardarlo per pochi secondi. Il senso di paura scomparve dalla sua testa, e dal suo cuore per lasciare il posto all'affetto, e all'amicizia che tra i due c'era sempre stata. Brian era il suo Frick, e lui era il suo Frack. Insieme erano forti ma divisi no. Sorrise debolmente, Si avvicinò all'amico, si inginocchiò davanti a lui, e all'improvviso lo abbracciò sussurandogli all'orecchio:
[Non importa che ti scusi amico mio, non importa. Io ti vorrò bene sempre e comunque! Te lo ricordi vero, io sarò sempre il tuo Frack e tu sarai sempre il mio Frick, scusami, per tutto ciò che ti ho fatto, scusami per il male che ti ho arrecato, e le ferite che ti ho inflitto, senza rendermene conto, sono io quello che deve chiederti scusa, io solo io, amico mio. Ti voglio bene Bri, tanto bene!]
Brian rincuorato da quelle parole, rispose a quell'abbraccio. Stettero stretti, stretti per quasi un minuto. Poi Nick allontanò delicatamente l'amico dal suo petto, lo guardò negli occhi.
Gli sorrise dolcemente, gli dette un leggero e casto bacio, sulla fronte, e con i pollici gli portò via delicatamente le lacrime. Entrambi si sorrisero, felici di essersi ritrovati, felici di essere di nuovo, gli inseparabili Frick & Frack. Si alzarono da terra, poi Nick raggiante. Esclamò:
-Allora Bri...Ti và qualcosa da bere, che ne sò un aranciata? Un succo di frutta? Un...-
Brian lo interruppe dicendo:
-Un succo di frutta va bene, grazie!
Nick annuì dicendo:
-Okay e che succo di frutta sia!-
Si recò al frigo, l'aprì, prese il succo di frutta, e lo depose sul cucinotto che aveva di fianco.
Dopo prese due bicchieri, e vi versò all'interno il contenuto della bottiglia.
Prese i bicchieri e li portò, in salotto. E li depose, sul tavolino di vetro che era davanti al divano.
Si sedette accanto a Brian, e insieme afferrarono i propri bicchieri, e sorseggiarono il succo tropicale. Poi all'ennesimo sorso, di Brian. Nick deglutì la saliva, sospirò interioremente. Portò gli occhi sull'amico e lo chiamò:
-Br..Brian?-
Il ragazzo, depose il bicchiere, e portò gli occhi su di lui:
-Dimmi, Nick-
-Ti volevo chiedere, se...Se bhe ecco...Ti andrebbe di farmi da...Da testimone?-
Brian sgranò gli occhi sorpreso. Guardò l'amico in volto. Sorrise, poi rispose:
-Nick...Ne sarei onorato!-
Nick sorrise, e all'improvviso lo abbracciò, stringendolo a sè, felice come una Pasqua.
Si staccarono, si guardarono negli occhi poi, Nick parlò:
-Allora Bri, che mi racconti di bello? Hai trovato qualcuno?-
All'udire quelle parole, Brian arrossì debolmente, e con sguardo sognante e innamorato rispose:
-Si Nick!-
-Wow! sono strafelice per te! E chi è? Dimmelo, dai parla sono curioso!-
-Bhe..lo hai visto solo una volta durante la messa di Natale, circa due anni fà-
Nick fece mente locale, Si ricordò della messa di Natale, a cui aveva partecipato con Mark.
Poi allargò il campo visivo, di quella magica notte, intravide un ragazzo. E intuì:
-Si lui...Mi ricordo vagamente, e come si chiama?-
-Ryan!-
Nick annuì, la sua curiosità era infinita, voleva saperne di più:
-E dimmi che sono curioso, quando vi siete rivisti? Che vi siete detti, di che cosa avete parlato?
Dai racconta, racconta!-
Brian annuì debolmente, alla sua mente, si ripresentò quella tragica notte, in cui aveva rischiato di perdere Ryan per sempre, a causa di Sean, non riusciva ancora a capacitarsene.
I suoi occhi si fecero lucidi, e delle lacrime cominciarono a scendere. Nick se ne rese conto. Quindi si preoccupò, gli depose una mano sulla spalla, e parlò:
-Bri..Brian che è successo?-
all'udire quelle parole, e percependo quel tocco amico. Il ragazzo scoppiò in un pianto liberatorio.
Abbracciò d'istinto Nick che ricambiò. Poi tra le lacrime, Brian gli raccontò tutto quanto, ogni cosa.
Della notte brava al pub, di Ryan e di Sean che aveva abusato di lui, rischiando quasi di mandarlo all'altro mondo. Gli raccontò, di quei giorni, in cui il suo Ryan, non aveva intenzione di svegliarsi, di quando con sua estrema difficoltà aveva dovuto dire al proprio partner che era stato violentato. Gli parlò anche di Sean che si era beccato 20 anni di galera. Raccontò tutto nei minimi dettagli, poi una volta terminato, le sue parole, vennero sovrastate dai singhiozzi. Pianse per circa 5 minuti, poi sfinito si addormentò tra le braccia di un Nick sconvolto, che allontanò delicatamente da sè l'amico. L'adagiò sul divano, e deglutì la saliva. Si recò al piano di sopra, dove risiedeva la camera da letto, aprì uno dei tanti cassettoni, di colore verde acqua. Prese un plade, lo portò al piano di sotto, e lo adagiò su un Brian profondamente addormentato. Afferrò i due bicchieri semi vuoti, e li depose all'interno del lavandino. Poi con passo felpato uscì, dalla villa, per raggiungere il giardino, dove si lasciò cadere a sedere.
Le immagini delle due aggressioni subite da Sean, lo tormentarono di nuovo, facendogli un male tremendo. Strinse gli occhi. Si portò le ginocchia al petto, nelle quali fece scivolare la testa, che dopo venne avvolta dalle braccia. E iniziò a piangere in silenzio. Sean non era più un pericolo ormai, ma quei 20 anni per Nick erano pochi, molto pochi. Dopo tutto il male che aveva fatto, si sarebbe dovuto beccare il carcere a vita, non 20 anni, era una cosa innamissibile, inaccettabile per lui. Non riusciva in alcun modo a capacitarsene, strinse le mani sui jeans, poi aprì bocca.
-Solo 20 anni...No sono troppo pochi, non dovevano dargli solo 20 anni, NON DOVEVANO!-
Urlò infine mentre un singhiozzo lo travolse, e il pianto da silenzioso si fece più forte.
*§*§*§
Il tramonto aveva cominciato a farsi strada in quel cielo privo di nuvole. Brian era ritornato a casa da due ore ormai. E Nick da quel momento aveva cominciato a nuotare e a nuotare.
Non riusciva a fare una tregua. Era anora troppo sconvolto, e scosso per quella condanna di soli 20 anni. Dentro la sua testa, poi, le immagini delle aggressioni subite lo tormentavano, senza dargli requie, e lui cercava in tutti i modi, di mandarle via nuotando, ma non ci riusciva. Così nuotava e nuotava ancora e ancora, sempre, e sempre di più. Pregava Dio di liberarlo da quella sofferenza, ma niente, perchè essa aumentava sempre di più.
Era inutile, quelle scene non sparivano, anzi aumentavano stava impazzendo. La gamba a causa del suo incoscio, riceveva ancora fitte, come se in ogni istante quel proiettile. la penetrasse da parte a parte. Nick era disperato, e continuava ancora a darci più dentro con il nuoto.
Aveva perso il conto di quante vasche aveva fatto.
-Vattene dalla mia testa Sean, VATTENE!-
Gridava esasperato dentro di sè.
*§*§*§*
Il cancello di villa Carter e Feehily si aprì lasciando entrare, una Peugeot 207 CC. Una volta che l'auto, solcò completamente la soglia della villa. Il cancello si chiuse dietro ad essa. Poi Mark, alla guida, si voltò verso destra, dove parecchi metri più in là c'era la piscina. Vide Nick intento a nuotare, sorrise divertito. Sapeva quanto il suo amato amasse l'acqua. e vederlo nuotare, lo rendeva felice. Distolse il suo sguardo innamorato, dal partner e guidò la macchina nel garage.
Dopo circa un minuto Mark, si ripresentò in giardino, con due sacchetti di spesa. Depose il tutto sul tavolino, all'interno del gazebo, che aveva a pochi metri, e poi corse dal suo amore con il sorriso sulle labbra. Si fermò nel bordo vasca, e osservò il suo ragazzo, che era sott'acqua, riemergere, lo chiamò:
-Ehy Nicky amore?-
Nick non lo udì. Mark scosse la testa, sorrise e lo richiamò di nuovo:
-Nick ehy-
Niente.
Provò di nuovo, mentre Nick gli stava nuotando a pochi cm di distanza, era impossibile non vederlo:
-Nick-
Il suo ragazzo, continuò a proseguire. In quel breve istante, gli occhi blu di Mark si accorsero che Nick era tutto, fuorchè presente in quel luogo, era inutile continuare a chiamarlo, tanto non l'avrebbe sentito. Mark cominciò a preoccuparsi, si vedeva lontano un miglio che il suo ragazzo era stanchissimo, i suoi movimenti si erano fatti più lenti. Mark iniziò seriamente a preoccuparsi, e cominciò ad alterare la voce:
-NICK, ESCI DALL' ACQUA, SEI STANCO!-
Niente il suo ragazzo proseguiva inesorabile.
-NICK!-
Ad un certo punto. I muscoli di Nick cedettero, i crampi gli raggiunsero i piedi, le caviglie, i polpacci, le cosce, l'addome, le braccia, e tutto quanto il corpo. In men che non si dica, Nick raggiunse il fondo. Mark si spaventò a morte, voleva buttarsi, ma per uno strano motivo, non riusciva a staccare i piedi dal bordo vasca, vedeva chiaramente, il suo Nick dimenarsi, senza riuscire a ritornare in superficie. Stava annegando. Poi all'improvviso il biondino dimunì i movimenti, e si fermò. In quel preciso istante, Mark riuscì a liberare le gambe da quel blocco immaginario, e si gettò in acqua. Raggiunse Nick sul fondo, e lo portò in superfice. Lo condusse fino al bordo, dove vi era la scaletta. Gli mise un braccio, intorno allo scorri mano, esterno, e alla velocità della luce, uscì dall'acqua per afferrare pochi secondi dopo Nick. Gli strinse le mani, sugli avambracci e con uno sforzo abnorme lo tirò completamente fuori dalla piscina. Si inginocchiò accanto a lui. Gli depose l'indice e il medio sulla carotide. Il cuore non batteva, si allarmò, depose un orecchio sulla bocca di lui per vedere se respirava, ma niente. Il panico lo avvolse. Le lacrime cominciarono a scendergli dagli occhi. Sapeva che doveva fargli il massaggio cardiaco, sapeva che doveva fargli la respirazione bocca a bocca ma non ci riusciva, era come se si fosse dimenticato di tutto. Nick era lì, quasi morto.
I suoi occhi blu videro, le sue labbra cominciare a farsi cianotiche. Pochi istanti ancora e la possibilità di salvarlo, sarebbe sparita per sempre. No, non doveva accadere, non poteva succedere. Riuscì a sbloccarsi e con mani tremanti cominciò a fargli il massaggio cardiaco:
-1001, 1002, 1003, 1004, 1005-
Fermò il massaggio, e una mano si presentò sul naso dell'amato, che tappò. Poi la sua bocca si presentò su quella di Nick, e cominciò a mandargli aria.
Respirò, poi gli dette un'altra boccata, vedeva il petto del suo amato alzarsi, ad ogni razione di aria, che gli stava donando.
Di nuovo il massaggio cardiaco:
-1001 Coraggio Nick 1002, 1003, 1004 Non farmi questo 1005!-
Altra "igniezione" di aria.
-1001, 1002, 1003, 1004, NICK TI SUPPLICO! NON FARMI QUESTO 1005!-
Gli donò altra aria, mentre le lacrime stavano bagnando i volti di entrambi.
Nick non dava segni di ripresa.
-OH CRISTO, NICK!-
-1001, 1002, 1003, 1004, 1005-
-NON LASCIARMI!-
Gli dette altra aria. Ma niente. Mark stava per arrendersi, sentiva già che Nick lo aveva abbandonato per sempre. Era quasi senza fiato. Ma decise di continuare.
-Nick amore no..NOOOO-
-RESISTIIII 1001, 1002, 1003, 1004 1005 OH GESU' NICK, AMORE..TI...TI PREGO!-
Prese fiato, e depose per l'ennesima volta la propria bocca, su quella dell'amato e in essa soffiò altra aria, niente. Quindi proseguì, gli donò altre due boccate, poi percepì il viso del suo amore sobbalzare, smise di fargli la respirazione bocca a bocca, e Nick aprì di scatto gli occhi, si alzò di mezzo busto, e cominciò a sputare acqua a volontà, e a tossire mentre, Mark lo stava sorreggendo.
Dopo che Nick ebbe finito, Mark lo strinse forte a sè piangendo:
-Nick mi hai fatto prendere un colpo, temevo di perderti-
Nick era un pò spaesato, non ricordava bene che cosa fosse successo, però si sentiva tutto indolenzito. Stava per parlare. Quando le immagini delle aggressioni, che avevano deciso di non dargli pace, si ripresentarono a lui. Il ragazzo sussultò, percepì che qualcuno lo stava abbracciando, ma in quel momento, non si rendeva conto di chi fosse, provò a staccarsi da quella presa. I suoi occhi azzurri si scontrarono con quelli di Mark, nel quale Nick ci vide Sean. Lo allontanò da sè, e urlò:
-LASCIAMI, NON TOCCAR...-
Si bloccò, perchè, riconobbe il suo Marky, che bagnato, lo stava guardando senza riuscire a capire il perchè di quella sua improvvisa reazione.
-Ma..Mark!-chiamò tremante Nick
-Nick, che è successo?-
Il biondino scosse la testa, i suoi occhi azzurri, cominciarono a riempirsi di lacrime. Mark se ne rese conto e con cautela si avvicinò a lui. Gli alzò delicatamente il volto. In quel preciso istante, le braccia di Nick si avvinghiarono alla schiena del suo amore, e cominciò a piangere, mentre le ginocchia, gli cedettero, Nick raggiunse il terreno, Mark lo seguì. Lo strinse di più a sè poi, il biondino piangente disse:
-Brian è venuto da me, e mi ha detto che Sean, è stato arrestato, aveva fatto del male al ragazzo di Brian, Ryan...Sean aveva abusato di lui...e Brian lo ha denuciato alla polizia, C'è..C'è stato un processo, dove Brian ha detto tutto ciò che..che Sean ti ha fatto, che mi ha fatto tentando anche di uccidermi per ben due volte...Ha riferito tutto quanto...E quel bastardo è stato solo condannato a 20 anni, ti rendi conto SOLO 20 ANNI, NON E' GIUSTO! NON E'....-
Mark riuscì a stento a trattenere la rabbia. Sean avrebbe dovuto beccarsi il carcere a vita.
L'irlandese era disgustato dalla sentenza del tribunale, ma come Nick, non poteva fare niente per ribbellarsi alla legge, niente. Scosse la testa togliendosi Sean dalla testa. Strinse di più a sè Nick, e gli sussurrò, dolcemente accarezzandogli teneramente la schiena sobbalzante:
[Shhh, Nick...Shhh amore. Ora sei al sicuro, siamo al sicuro. 20 anni sono pochissimi lo sò, Sean si sarebbe meritato il carcere a vita...Ma la legge è la legge. Non possiamo fare nulla amore, ma adesso siamo al sicuro, lui non ci farà più del male mai più. Quindi stai tranquillo Nick, togliti dalla mente tutto il male che ti ha fatto, che ci ha fatto. Liberati di lui. Non lasciare che irrompa di nuovo nella tua vita rovinandola...Ora siamo al sicuro. Tu sei al sicuro, non ti farà più del male mai più, piccolo. E poi ci sarò io ha proteggerti. Ti proteggerò a costo della mia stessa vita. non scordarlo mai. Ti amo amore, e sarà per sempre!]
Detto questo lo strinse ancora a sè, per un'altro paio di minuti. Poi lo allontanò delicatamente, gli asciugò le lacrime, con i pollici, lo abbracciò di nuovo, poi gli regalò un dolce bacio, sulle labbra. Lo strinse ancora a sè, mandandogli il proprio amore, che lui percepì benissimo. Quindi placò il proprio pianto, sapeva che con Mark sarebbe stato al sicuro, e che niente e nessuno gli avrebbe fatto ancora del male. Si strinse di più a lui, che lo cullò. Stettero abbracciati fino a che il tramonto non scomparve da davanti ai loro occhi. dando il via alla notte che liberò, nell'aria una leggere brezza autunnale, che fece rabbrividire entrambi che erano zuppi come pulcini. Nick, essendo solo in costume cominciò a tremare leggermente, Mark accortosene, lo strinse di più a sè, poi con voce dolce e premurosa gli disse:
-Corraggio piccolo, entriamo, altrimenti ti prenderai un malanno. Ti amo-
Nick portò i suoi occhi azzurri,e innamorati su quelli blu di lui. Gli sorrise:
-Ti amo anche io-
Gli disse, infine facendo strusciare, delicatamente e teneramente, il proprio naso, su quello del partner. Si sorrisero dolcemente, le loro labbra si avvicinarono. Erano a pochi mm dal toccarsi, ma decisero solo di sfiorarsi, di nuovo, i loro nasi si accarezzarono. e infine le loro bocche decisero di unirsi tra di loro, dando origine ad un passionale, tenero e romantico bacio.
Una volta staccati, si alzarono da terra, e stando ancora abbracciati entrarono in casa.
CAPITOLO 36
Tre giorni dopo:
La cena in casa Feehily e Carter era passata come sempre nel migliore dei modi, tra baci, parole e scherzi. E adesso entrambi si stavano dando da fare per rassettare tutto quanto. Si erano divisi i compiti. Una settimana Mark era l'adetto alla lavastovigle, mentre Nick si occupava di spazzare, e di dare il cencio. La settimana dopo i ruoli si invertivano.
E quella sera Nick era l'adetto alla lavastoviglie mentre Mark, era impegnato nello spazzare.
Mentre quest'ultimo svolgeva, con impegno il proprio compito, non poteva fare a meno di non guardare di sottecchi il proprio amore, che stava, gettando nel trita rifiuti alcuni avanzi, e dopo riponeva il tutto con estrema cura e attenzione, all'interno della lavastoviglie.
Mark lo guardava con occhi innamorati, vedeva quella schiena coperta da una sottile canottiera aderente, il suo fondo schiena, come anche le gambe erano avvolti da un paio di pantaloni di tuta, di colore grigio chiaro brizzolata di tanti puntini neri. Ai piedi calzava un paio di scarpe da ginnastica per fare jogging. Mark fissò con più attenzione la schiena del suo amopre, e notò che il suo giro vita si era un pò ristretto, forse anche troppo. Fermò ogni suo movimento, scosse la testa forse aveva visto male, lo guardò con più attenzione. In quel preciso istante, Nick sentendosi osservato si voltò verso il proprio partner, notò che lo stava studiando, trasalì, fece un leggero sorriso, poi lo riportò sulla terra dicendo:
-Mark...mpfui perchè mi guardi così?-
Il ragazzo, cadde dalle nuvole, scosse la testa, arrossendo poi replicò:
-Eh...No..Scusa Nick è che?-
-E' che cosa?-
-Non lo sò, non ci avevo mai fatto caso prima!-
-Vieni al punto Marky!-
-Già, giusto, Nick, amore mi sembri dimagrito, e non poco, sei sicuro di stare bene?-
Nick sgranò gli occhi, rise poi replicò:
-Io sto benone tesoro, se stessi male, non mangerei tutti i giorni come un maialino, stai tranquillo okay?-
Mark lo guardava, ma non sembrava molto convinto, voleva farsi sentire. Ma Nick intervenne. Depose il piatto, che stava tenendo in mano, nella lavastoviglie, si avvicinò, al proprio ragazzo, lo guardò con amore negli occhi, lo abbracciò, gli dette un leggero, casto e tenero bacio vicino, alla bocca. Poi proseguì a sfiorargli con le sue labbra morbide, la bocca, per poi regarargli altri baci per quasi tutta la guancia sinistra, raggiunse l'orecchio, e gli sussurrò con voce calda e pacata:
[Marky...Marky amore mio, non fare quella faccia preoccupata, ti ho detto che sto bene, stai tranquillo. Se avessi avuto qualche problema te ne avrei parlato piccolo, come ho sempre fatto. Poi ci siamo ripromessi di dirci ogni cosa, che ci passava per la testa, ci siamo giurati che non ci sarebbero mai stati segreti tra di noi, quindi cerca di stare tranquillo, okay honey?]
Strinse di più a sè il proprio ragazzo, che ricambiò, poi sospirò e parlò:
-E se tu non volessi parlarmene?-
Nick trasalì, si allontanò debolmente da lui, quel poco che bastava, per essere faccia a faccia. A pochi cm dal viso, guardò il suo ragazzo e parlò:
-Mark...Ma per chi mi hai preso? Ti ho sempre detto tutto quanto!-
Mark sospirò, dispiaciuto per aver messo in dubbio le sue parole, ma era anche molto insicuro. quindi si fece sentire nel suo piccolo:
-Lo sò, Nicky, amore lo sò...Ma sono lo stesso preoccupato per te! Io non lo sò cosa ti stia passando per la testa ultimamente, appena ti svegli prendi e vai a correre, torni e mi dici che hai già fatto colazione, non so nemmeno dove poi, perchè la tua tazza è sempre nell'armadietto, e soprattutto i tuoi cereali, sono ancora nella confezione-
-Mark, colazione la faccio fuori, lo sai!-
-Okay va bene mettiamo che tu la colazione la fai fuori! Torni a casa fai ciò che devi fare, vai a lavoro, poi a pranzo ritorni, affamato, mangi fino a scoppiare poi, due ore dopo, ti getti in piscina-
-Mark...-
-Adesso mi fai finire, ceni okay, svolgi il compito che ti spetta per la settimana, e appena hai finito vai di nuovo a correre! Io non sono stupido Nick. Sei dimagrito, parecchio, prima non ci avevo mai fatto caso, che diavolo ti prende?-
-......-Nick non rispose
Mark scosse la testa deluso.
-Come immaginavo- esclamò, poi si allontanò dall'abbraccio del proprio ragazzo, e riprese a fare ciò che stava facendo.
Nick l'osservava, non riusciva a fiatare, abbassò lo sguardo, deglutì la saliva e poi rispose:
-A me non prende niente Mark okay! NIENTE!-urlò infine.
Dopodichè, raggiunse la lavastoviglie, depose al suo interno le ultime stoviglie. Chiuse con rabbia lo sportello, in modo che Mark riuscisse a sentirlo, e avviò l'elettrodomestico. Poi Nick guardò un ultima volta il proprio ragazzo, che scuro in volto, terminava di spazzare, e esclamò alterato e infastidito.
-Io vado a correre, ci vediamo più tardi, sempre che tu non voglia tenermi il muso!-
Detto questo, uscì velocemente dalla villa sbattendo la porta, mentre un Mark arrabbiato, lanciò a terra la propria scopa e esclamò infastidito:
-Ma si...Fai un pò, che cazzo ti pare!-
Si calmò, contò fino a 10 e poi nervoso, riprese la scopa e terminò il lavoro, che per pochi istanti aveva interrotto in un impeto di rabbia.
*§*§*§*
Nick correva senza sosta da 4 ore ormai. alle orecchie aveva il suo I-pod che stava mandando a palla, La canzone "You Don't Know " di 50 Cent, Eminem, Ca$his e Lloyd Banks.
Nick era stanchissimo, i suoi occhi facevano fatica a stare aperti, stava per crollare a terra, ma come sempre riusciva a resistere. Doveva farlo per sè stesso, ma soprattutto per il suo Mark, voleva essere perfetto per lui. Mentre le sue gambe, quasi in procinto di perdere sensibilità, continuavano a correre. Nella mente di Nick la piccola discussione fatta con Mark 4 ore fà, gli rimbombava in testa.
"Mi spiace Mark, doverti mentire, dopo averti promesso che ti avrei sempre detto tutto, ma questa deve essere una sorpresa. Io voglio solo essere pefetto per te, voglio solo essere ciò che desideri, non credo che tu avresti mai accettato che il tuo Nicky diventasse una balena. Lo sò Mark. E' per questo che mi sto allenando, è solo per te che sto facendo tutto ciò, non voglio deluderti, voglio essere perfetto per te amore mio, perfetto, proprio come tu lo sei per me!"
Corse per altri metri. Poi all'improvviso, un giramento di testa lo raggiunse. Stava per svenire, ma riuscì a riprendersi in tempo, e aggrapparsi alla ringhiera di villa Carter & Feehily. Aspettò che la strada smettesse di girare vorticosamente, scosse la testa, strinse gli occhi, si asciugò il sudore che scendeva a flotte dalla sua fronte, sospirò, e poi sempre correndo raggiunse il cancello della villa, lo aprì, e continando a correre, attraversò tutto il vialetto, e raggiunse il pianerottolo. Dove la sua mano destra, tremante per la stanchezza a stento riuscì a tirare fuori, da una tasca laterale dei pantaloni, la chiave di casa, infilarla nella serratura, dargli due mandate, toglierla, aprire la porta ed entrare.
Un Nick sfinito chiuse l'uscio dietro di sè, depose la chiave sul tavolino di vetro che aveva di fianco. Sospirò, e completamente esausto, intraprese le scale che lo avrebbero condotto ai piani superiori, più precisamente in bagno, dove la jacuzzi lo stava attendendo.
Erano da poco scoccate le 3am quando Nick, nudo raggiunse la camera da letto. Sorrise dolcemente quando vide come stava dormendo il suo amore: Mark era completamente a pancia in giù, il braccio e la gamba destra penzolavano per una buona metà dal materasso, mentre il viso di profilo era posto diagonalmente al cuscino, e le lenzuola gli scoprivano l'intera schiena nuda, lasciando intravedere anche una piccola parte del suo sedere.
Nick raggiunse il suo amore, e con una estrema delicatezza, prese il suo volto fra le mani, e lo condusse sul cuscino. Mark si spostò leggermente, portando il braccio che penzolava sotto al cuscino che strinse. Il biondino gli accarezzò teneramente il volto, poi mise la gamba del suo amore sopra al materasso. Lo coprì con cura, gli accarezzò la testa, e si inginocchiò fino a portare il suo viso su quello di lui. Il suo naso gli accarezzò il collo, perdendosi completamente nel profumo inebriante che la pelle del suo amato emava. Risalì il collo sfiorandolo con le labbra, che terminarono la loro corsa, sulle labbra di lui, che toccò, dando origine ad un casto bacio.
Appena si staccò da lui, gli accarezzò la guancia, avvicinò la bocca al suo orecchio e gli sussurrò dolcemente:
[Buonanotte amore, sogni d'oro...Ti amo]
Sorrise nuovamente, stette un minuto a guardarlo con dedizione.
Lo baciò sulla fronte, si alzò e con passo felpato, raggiunse la sua parte di letto, si distese cercando di non svegliare il fidanzato, si coprì, voltò il proprio corpo dalla parte di Mark, e poi con il suo braccio si presentò sulla sua schiena. Avvicinò la testa alla nuca di lui. Sorrise, e si lasciò cullare, dal respiro pesante e delicato di lui, e piano, piano si addormentò.
*§*§*§*
la mattina giunse velocemente per Nick, che si svegliò, trovando sul proprio petto, la testa di Mark, e il suo braccio che gli cingeva la vita. Sorrise dolcemente, avrebbe voluto tanto, tenerlo ancora sopra di lui, e guardarlo dormire, accarezzandogli la schiena, e il viso dai lineamenti, dolci e perfetti. Ma purtroppo doveva andare a correre. Quindi a malincuore, dovette con estrema cura e delicatezza, togliersi di dosso Mark, senza svegliarlo. Ci riuscì, e prima di andarsene gli regalò un casto e tenero bacio sulla bocca. Si allontanò da lui, stava per alzarsi quando la voce assonnata dell'amato si fece sentire fievole:
[Nicky, dove vai?]
Il ragazzo sussultò, si voltò verso di lui, vide che stava ancora dormendo, sorrise poi gli sussurrò all'orecchio:
[Vado a correre, amore]
[Uhm..Uhm..No,resta con me...Ti amo]gli sussurrò Mark.
Nick sorrise teneramente:
[Tornerò presto, ti amo]
Mormorò infine, poi gli accarezzò la guancia, gli dette un tenero bacio sulla fronte, si alzò dal letto e cominciò a vestirsi.
*§*§*§*
Erano le 9am, quando Mark, venne svegliato dallo scrosciare della doccia.
Le sue palpebre tremanti si aprirono, lasciando che i suoi occhi blu si scontrassero con il cuscino vuoto di Nick. Deglutì la saliva, sospirò e dopo essersi stiracchiato, guardò assonnato la sveglia biascicando qualcosa tipo:
-Ma che ore sono?-
Dopo un istante, in cui i numeri si sdoppiavano, Mark riuscì a leggere:
-Sono le 9am! Ahhh no, ho ancora sonno uffa-piagnucolò
Voleva riaddormentarsi, ma lo scrosciare della doccia gli fece cambiare idea.
Si alzò a fatica, si mise i boxer, poi barcollante per il sonno raggiunse il bagno.
Non appena solcò la porta. i suoi occhi blu semiaperti si scontrarono con quelli pimpanti, raggianti e arzilli di Nick, che vedendo il suo amore entrare. Gli sorrise allegramente, e con la gioia nella voce esclamò:
-Giorno amore, dormito bene?-
Mark, guardò Nick, aveva ancora sonno, e rispose un debole:
-Giorno Nick, ho dormito benissimo- sbadigliò, si stiracchiò ancora, poi portò il volto sul lavandino. Con la mano destra, tirò sù la levetta dell'acqua fredda, si riempì entrambe le mani con quest'ultima. e poi le portò al viso. Fatto ciò, prese lo spazzolino, vi distese sopra il dentifricio, bagnò l'oggetto con acqua fredda, poi se lo portò alla bocca cominciando a lavarsi i denti, mentre con il volto fisso sullo specchio guardava Nick, che si stava cingendo l'asciugamano alla vita. Il biondino alzò il viso incontrando il riflesso di Mark allo specchio, lo vide bere dell'acqua sciacquarsi la bocca, e sputare, per poi ripassarsi un' ultima volta lo spazzolino tra i denti. Sospirò poi parlò:
-Mark..sei ancora arrabbia...-
Non riuscì a terminare la frase, che le vertigini sopraggiunsero, e in pochi istanti, la sua resistenza lo abbandonò, e il buio lo avvolse. Stava per cadere rovinosamente per terra a peso morto, ma Mark riuscì ad afferrarlo in tempo. Sputò lo spazzolino a terra. Poi spaventato e tremante, adagiò Nick sul pavimento:
-Ni..Nick, Oddio-
-.....-
Venne avvolto dal panico. Nick, il suo cucciolo, l'amore della sua vita, era bianco come un lenzuolo. Non sembrava avesse intenzione di riprendersi. Mark lo chiamò, quattro, cinque volte. Ma niente. La paura l'aveva travolto, stava per bloccarsi. Ma per fortuna ciò non accadde. Tirò un respiro per ritrovare la lucidità. Una volta trovata, mise Nick in posizione anti-shock.
Dopo alcuni secondi, Nick cominciò a riprendersi. Mark, accortosene, con estrema cura e delicatezza, lo tolse dalla posizione anti-shock, e lo raggiunse sul pavimento. Stette a guardarlo fino a a che, le sue palpebre non decisero di smettere di tremare, per poi aprirsi. I suoi occhi azzurri si scontrarono con quelli blu del proprio partner.
-Ma..Mark?-
-Nick, Cristo mi hai fatto prendere un colpo!-la voce gli tremava
-Che cosa è successo?-
Domandò, cercando di alzarsi, ma Mark lo fermò dicendo:
-Ehy! No piano, piano...Ti aiuto io-
Lo sorresse. Una volta che furono in piedi, Mark rispose alla domanda che il suo amato gli aveva fatto, pochi istanti prima:
-Sei svenuto Nick-
-Sve...Svenuto?-
-Si-
-Ma come è successo?-
-Questo dovresti dirmelo tu!-
Esclamò irritato, scosso e preoccupato, mentre lo sorreggeva, conducendolo verso la camera da letto, dove lo fece sedere su quest'ultimo.
Nick non rispose lo guardò soltanto, poi abbassò lo sguardo, aveva gli occhi lucidi.
Mark cercò di tenere a freno la "rabbia". Ma si era troppo spaventato, quindi scoppiò:
-Si può sapere che cazzo ti sei in messo in testa Nick!-
Il biondino trasalì.
Quel tono di voce non gli piaceva affatto. Deglutì la saliva e con voce fievole rispose:
-Io non mi sono messo in testa niente Mark, lo sai benissimo che soffro di pressione bassa, e può capitare che io sven...-
Mark era furioso, non lo fece finire di parlare che gli urlò:
-NON MENTIRMI NICKOLAS, QUI NON SI TRATTA DI PRESSIONE BASSA! C'E' QUALCOS'ALTRO E TU LO SAI BENE!-
-Mark per favore- disse quasi in lacrime.
-MARK PER FAVORE, COSA NICK? COSA! CHE DIAVOLO TI STA SUCCEDENDO, COSA NICK? IO DEVO SAPERLO! SEI ESAUSTO, CHE COMBINI, CHE STAI FACENDO NICK COSA..IO NON...Io non capisco...Tu mi stai nascondendo qualcosa. Parla, Nick..PARLA! TI PREGO, TU STESSO HAI DETTO CHE NON CI DEVONO ESSERE SEGRETI TRA DI NOI!
TU STESSO MI HAI PROMESSO, CHE SE AVESSI AVUTO UN QUALSIASI PROBLEMA NE AVRESTI PARLATO PRIMA CON ME...QUINDI NON OSARE DIRMI CHE NON HAI NESSUN PROBLEMA PERCHE' NON CREDO PROPRIO! MA GUARDATI, SEI DIMAGRITO, E TROPPO ANCHE...TI PREGO PARLA!-
Mark stava quasi per piangere, Nick se ne era accorto, ed è per questo che non riusciva ad alzare gli occhi dal pavimento. Però alla fine parlò:
-Tu non capiresti!-
Quelle parole, rimbombarono svariatissime volte nella testa di Mark, che, trattenendo le lacrime rispose alterato:
-CHE COSA NON CAPIREI, NICK! COSA!-
-NON SONO FATTI TUOI, HAI CAPITO, E ADESSO LASCIAMI IN PACE!-
-E INVECE SONO FATTI MIEI, ECCOME! CAZZO NICK SEI IL MIO RAGAZZO!-
Nick si limitò solo ad abbassare lo sguardo. Quel gesto, pressoché innoquo ferì Mark, che asciugandosi le leggere lacrime, che gli erano scese dagli occhi,
deglutì la saliva e con voce abbattuta, e delusa esclamò:
-Scusami, se ti amo, e mi sono preoccupato per te!-
Portò gli occhi sul parquet e amareggiato, dette le spalle al compagno, che lo seguì con lo sguardo. Poi sconsolato uscì dalla camera, sbattendo la porta. Nick stette seduto sul letto, a pensare per una buona decina di minuti. Cercando di convincere se stesso, che avendogli tenuto nascosto la sua improvvisa voglia di dimagrire, avesse fatto bene. Ma invece non era così, e l'aveva scoperto poco fà. le parole di Mark gli tartassavano la mente. Capì che aveva sbagliato, capì che con quel suo atteggiamento, senza volere lo aveva ferito, e cominciò a sentirsi in colpa.
-De..Devo scusarmi con lui...Devo dirgli la verità...Mi chiedo come la prenderà-disse, deglutendo la saliva, per poi alzarsi dal letto, aprire la porta di camera, e raggiungere il proprio ragazzo al piano di sotto.
*§*§*§*
Mentre scendeva lentamente, quella rampa di scale, vide Mark passargli davanti. Aveva il volto basso, e il suo sguardo era molto triste. Scorse le lacrime scendergli lente e intimorite. Mark non voleva piangere, cercava di resistere ma era impossibile, molte volte aveva temuto per la vita del suo amato, e di recente, era arrivato a tanto così, da perderlo per sempre. E in quella mattina la paura si era fatta viva di nuovo in lui. L'irlandese deglutì il groppo che aveva in gola, si asciugò le deboli lacrime, e uscì fuori in giardino. Raggiunse il gazebo, si sedette su una delle due sedie in legno, poste davanti al tavolino, in pioppo, coperto da alcune foglie morte, che cadevano dagli alberi lì intorno. Portò i suoi occhi blu al cielo, scosse la testa, mise le braccia sul tavolo, le unì tra di loro, poi in esse fece cadere la testa, le lacrime adesso cominciarono ad uscire a flotte, un singhiozzo lo attraversò. e la sua schiena sobbalzò.
Nick, che da poco era giunto fuori, se ne stava sul pianerottolo, e i suoi occhi azzurri guardavano tristi, la schiena del suo ragazzo, sobbalzare ad ogni singhiozzo.
"Marky amore..Mi dispiace"
Pensò, prima di inghiottire il groppo che aveva in gola, e compiere i primi passi, che lo avrebbero condotto dal suo amore.
Man mano che incedeva verso di lui, alle sue orecchie, il suo pianto si faceva sempre e sempre più vicino. e forte. Gli si stringeva il cuore, vederlo e sentirlo soffrire così, a causa sua.
Era a pochi metri da lui, ormai. Provò a chiamarlo:
-Mark-
Lui non riuscì a sentirlo, allora Nick lo raggiunse definitivamente. gli mise delicatamente una mano sulla spalla, gli accarezzò la nuca, si sedette accanto a lui, e lo abbracciò.
A quel gesto Mark trasalì, rispose all'abbraccio del partner, poi parlò:
-Ho rischiato di perderti per sempre, molte volte! Quindi, per favore, ti prego non farmi altri scherzi del genere, ti scongiuro. Io non voglio vivere senza di te, non voglio Nick, perchè sarei perso, totalmente, perso senza di te!-
Nick a stento riusciva a trattenere le lacrime, quindi per non crollare lì, si strinse di più a lui, e gli sussurrò all'orecchio:
[Non ho niente amore, volevo solo perdere qualche kg...Sai quando, molti giorni fà, mi sono recato alla Boutique, per le ultime modifiche allo smoking, non riuscivo più a fare entrare i pantaloni.
Mi sono spaventato, lo stilista mi aveva tranquillizzato, dicendo che non era un problema, perchè avrebbe cambiato la taglia senza cambiare il modello, ma io gli ho detto che non ce ne era bisogno. E che doveva continuare su quella taglia, perchè ci sarei rientrato. Io volevo solo essere perfetto per te, non volevo che il tuo Nicky, ti deludesse, diventando una balena, rischiando anche di non piacerti più come prima. Tu poi sei sempre così bello, in forma. S...Sei perfetto Mark, e volevo esserlo anche io per te amore. Quindi ho cominciato a correre, e a nuotare fino a sfiancarmi. Molte volte ho rischiato di sentirmi male, ma sono sempre riuscito a riprendermi, perchè avevo un obiettivo valido, per proseguire, ovvero te. Stavo facendo tutto per te, per il mio Marky. Doveva essere una sorpresa, perdonami se ti ho nascosto tutto quanto, ti chiedo scusa Mark, ma sapevo che ti saresti preoccupato, quindi sono stato zitto...Non pensavo che tenendotelo nascosto ti avrei ferito, e deluso, mi dispiace Mark mi dispi...]
Mark non lo fece finire. Lo allontanò da sè di poco. Gli prese il volto tra le mani, gli asciugò delicatamente e con i pollici, quelle lacrime, che da poco avevano intrapreso la loro scesa.
Lo guardò intensamente negli occhi. Gli sorrise dolcemente, poi parlò:
-Nick amore, Io ti amerei sempre e comunque. Non mi importerebbe niente se diventassi una balena, io ti amerò per sempre. Ti amo più della mia stessa vita, ti amo indipendentemente dai tuoi difetti, ti amo indipendentemente da come ti comporti. Tu sei tutto il mio mondo, fai parte di me, in tutti i sensi. Nessuno è perfetto Nicky, neanche io lo sono, non lo sarò mai. A te sembro perfetto, perchè di me ami tutto sia i pregi che i difetti, e lo stesso provo io per te Nicky...-
Si bloccò, gli accarezzò teneramente il viso, gli dette un casto e dolce bacio sulla bocca. Poi una volta staccato, sempre continuando a, guardarlo con amore negli occhi, continuò, mentre il pollice della mano destra gli accarezzava amorevolmente la zona in cui era posto.
-...I tuoi difetti, sono le cose che ti rendono umano. Sono ciò per cui io, mi sono innamorato ancora di più di te. Ho sempre amato tutto di te cucciolo, tutto quanto. Non ho mai smesso di farlo. Devi credermi. Come potevi lontanamente pensare, che tu non mi saresti piaciuto con qualche kg in più? Ti avrei amato ancora, e più di prima...Ogni istante che passa il mio amore per te aumenta sempre e sempre di più, non si esaurisce Nicky, e mai si esaurirà. Mettitelo bene in testa piccolo.
Poi beh, sono stato io il primo a chiederti di sposarti, e ora come ora, non vedo l'ora che la data del nostro matrimonio giunga al più presto, almeno passeremo il resto della vita insieme, continueremo a crescere insieme. Continueremo ad amarci sempre e comunque. Faremo l'amore come se fosse sempre la prima volta. Ogni giorno, ogni attimo, ogni istante che ti sarò accanto, sentirò la gioia aumentare, e invadermi completamente l'animo e il cuore. Sentirei di amarti moltissimo...Dio Nick...Amore mio, potrei innamorarmi di te in ogni millesimo di secondo! E tu lo sai, Nicky, lo sai. Come sai, che noi due...Invecchieremo insieme, e moriremo insieme, e anche quando saremo in Paradiso, o all'Inferno, o al Purgatorio, in qualunque di questi tre luoghi nostro Signore, vorrà mandarci, l'amore che provavo per te da vivo, esisterà ancora, e sarà più forte e saldo di prima. Ti amo, piccolo...Ti amerò per sempre...Ti amerò per l'eternità!-
Detto questo, abbracciò il proprio compagno, che ricambiò seduta stante.
Si staccarono e si sorrisero. Poi le loro mani si strinsero le une alle altre, facendone intrecciare le dita. Dopo i loro nasi si sfiorarono, le loro labbra giochicchiarono tra di loro, fino a sfiorarsi, e quando erano lì, lì per concedersi, si allontanarono, per poi ripartire all'attacco.
Le mani dei due ragazzi, si separarono, presentandosi nel collo, nei fianchi, nel viso, e nei capelli dell'altro. Mentre le loro bocche si scambiavano succhiotti, e teneri e casti baci.
Alla fine dalle carezze si passò ad un abbraccio, che si concluse, con un lungo bacio, tenero, dolce, focoso, passionale ma soprattutto traboccante di affetto reciproco e amore incondizionato.
Limonarono per un bel pò. Poi, all'improvviso Mark, percepì Nick sedersi sopra le sue cosce, lo avverti divaricare le gambe, mentre la sua lingua, si faceva sempre e sempre più provocante e desiderosa. I loro cuori iniziarono a battere all'mpazzata. Il loro respiro cominciò a farsi un tantino più alterato. Improvvisamente Mark, afferrò i fianchi del partner. Nick trasalì, si scambiarono altre linguate, poi il biondino, percepì il proprio compagno muoversi, e in pochi attimi. Mark si alzò dalla sedia. Afferrò meglio Nick, che di tutta risposta si avvinghiò sia con le braccia, che con le gambe sul corpo del proprio ragazzo. Fermarono di colpo il bacio.
I loro volti si distanziarono di pochi cm tra di loro. Gli occhi si guardarono innamorati. Nick e Mark si sorrisero. Fatto ciò, il biondino depose il viso sulla spalla dell'irlandese, che lo strinse di più a sè, Nick fece la stessa cosa. Poi gli sussurrò all'orecchio:
[Ti amo Marky, ti amerò per sempre, Ti amerò per l'eternità, neanche l'avida, e a volte crudele morte ci separerà, te lo giuro amore mio, te lo giuro]
Si guardarono nuovamente negli occhi, perdendosi l'uno nell'altro. Si scambiarono un altro dolce e passionale bacio. Poi entrambi si allontanarono, e rientrarono nella villa.
CAPITOLO 37
"Some say love it is a river
That drowns the tender reed.
Some say love it is a razor
That leaves your soul to bleed.
Some say love it is a hunger
An endless, aching need
I say love it is a flower,
And you it's only seed.
It's the heart afraid of breaking
That never learns to dance
It's the dream afraid of waking
That never takes the chance
It's the one who won't be taken,
Who cannot seem to give
And the soul afraid of dying
That never learns to live.
When the night has been too lonely
And the road has been too long.
And you think that love is only
For the lucky and the strong.
Just remember in the winter
Far beneath the bitter snow
Lies the seed that with the sun's love,
In the spring, becomes the rose."
(The Rose - Westlife)
Traduzione
"Alcuni dicono, l'amore è un fiume
che sommerge la canna tenera.
Alcuni dicono, l'amore è un rasoio
che ti fa sanguinare l'anima.
Alcuni dicono, l'amore è una fame,
un bisogno doloroso e senza fine.
Io dico, l'amore è un fiore
e tu il suo unico seme.
E' il cuore che teme di essere spezzato
che non impara mai a ballare.
E' il sogno che teme di svegliarsi
che non rischia mai.
E' colui che non sarà preso
chi non sembra dare,
e l'anima timorosa di morire
quella che non impara mai a vivere.
Quando la notte è stata troppo solitaria
e la strada troppo lunga,
e pensi che l'amore è solo
per il fortunato e per il forte,
ricorda che nell'inverno
in profondità, sotto la neve invernale
c'è il seme che con l'amore del sole
diventa una rosa a primavera."
Un mese dopo.
La sveglia si fece improvvisamente sentire, in una silenziosa camera da letto. Quel beep insistente, fece svegliare di soprassalto un ragazzo: dai capelli biondi corti lisci, e due occhi azzurri. La sua mano, si presentò sopra la sveglia, e il suono cessò. Il ragazzo sospirò, e ancora assonnato, si voltò verso la sua metà che gli dormiva di fianco. Sorrise.
Il suo ragazzo. Mark, era con il corpo completamente rivolto verso di lui. la sua testa, fuori dal cuscino, era posta totalmente, sul cuscino del partner. Nick, che con mano tremante gli accarezzò il volto. Stette a contemplarlo per altri istanti.
[Mio piccolo, e dolce Marky...Non vedo l'ora di legarmi per sempre a...]
Sussurrò, bloccandosi di colpo. Deglutì la saliva. Distolse lo sguardo dal proprio ragazzo, per condurlo alla sveglia che segnava le 7:10am, Sospirò. Guardò il calendario, dove vi era una data, cerchiata pesantemente in rosso. Era il 24 Dicembre. Sgranò gli occhi, il cuore perse un battito, per poi cominciare ad accellelare all'impazzata. La sua bocca si aprì e senza rendersene conto urlò:
-E' IL 24-
Quell'urlo, svegliò di colpo Mark, che si voltò verso di lui, che balzò giù dal letto, gettandosi a capofitto nell'armadio, mentre la sua bocca urlava:
-E' IL 24 DICEMBRE E' IL 24 DICEMBRE, MI SPOSO, MI SPOSOOOOOO!!!!-
Mark era ancora un pò rintronato. Non riusciva a capire bene ciò che gli accadeva intorno: vedeva il suo amore sfuocato, correre su e giù per la camera come un forsennato, aprire cassetti, cassettoni, cassettini, e armadi, continuando a ripetere in estrema agitazione:
-SIAMO IN RITARDO...-
Mark sussultò. Portò gli occhi sulla sveglia. Segnava le 7:15am, stava per parlare, quando un flash lo raggiunse. Guardò il calendario, e in bella vista c'era un numero, il 24 cerchiato pesantemente in rosso. Gli mancò il respiro, il cuore perse un battito.
Fece mente locale, un pò di calcoli. Trasalì, i battiti cardiaci aumentarono a dismisura.
I suoi occhi si riempirono di lacrime, di gioia, sorrise e balbettò qualcosa tipo:
-E'...E' giunto il..Il momento..Oggi è..Oggi è il 24 Dicembre...Oggi io e Nick...Ci sposeremo...ODDIO- Portò gli occhi sulla sveglia, segnava le 7:18am
-CAZZO E' TARDI!!!!-
Balzò velocemente dal letto, e senza rendersene conto si scontrò con Nick, che era intento ad infilarsi i calzini da cerimonia. Caddero entrambi con il sedere a terra. Si guardarono negli occhi.
-Mark tra meno di 4 ore saremo spo..sposati? Non è vero?-chiese un sognante, agitato e raggiante Nick sorridendogli, trattenendo a fatica le lacrime di gioia. Mark era nella sua stessa identica situazione, ancora non riusciva a crederci, non riuscì neanche a spiccicare parola da quanto era emozionato, si limitò solo a sorridere e ad annuire, poi gattonò sensualmente verso Nick. Gli "saltò" addosso affamato. Con le mani gli fermò i polsi. E con le labbra inumidite, cominciò a regalare sul corpo nudo dell' amato, dei teneri, focosi e caldi baci. Per poi leccare il suo collo, fino a raggiungere l'orecchio sinistro,e sussurrargli: dolcemente, tremante ed emozionato, alcune parole di una canzone:
[When the night has been to lonely, and the road has been too long.
And You think the love is only for the lucky, and the strong...]
Strinse con veemenza le mani, sui polsi di Nick, lo guardò intensamente. gli sorrise, e piano. piano le loro labbra si sfiorarono, per poi toccarsi ed infine unirsi.
Una volta staccati, Mark gli regalò velocemente un altro, bacio. Poi fece scendere sensualmente le labbra sul collo fremente del compagno. Lo leccò, Per poi risalire ricoprendolo di baci.
Era a pochi mm dall'orecchio, di Nick che trasalì, quando percepì, il respiro del compagno, sul suo orecchio. Chiuse gli occhi, e si lasciò trasportare dalla voce calda, dolce e sussurrata di lui che gli cantò soavemente:
[Just remember in the winter, far beneath the bitter snow.
Lies the seed that with the sun's love.
In the spring, Becomes...The rose....Ti amo]
Nick, aprì lentamente gli occhi, trovandosi davanti quelli blu di Mark che lo contemplavano con dedizione. Si sorrisero, e per un attimo si erano dimenticati che il tempo passava. Erano lì, distesi su quel parquet, e continuavano a guardarsi perdendosi completamente l'uno nello sguardo dell'altro. Il tempo sembrava essersi fermato.
Le uniche cose che si udivano erano i loro battiti cardiaci, che aumentavano sempre e sempre di più, e il loro respiro. Nient'altro. Solo quello.
Non sapevano che dirsi, o magari non volevano parlare. Gli bastava starsene lì, e perdersi, naufragando negli occhi del proprio compagno. C'era tanta magia nell'aria, e entrambi la percepivano, come percepivano, il loro amore farsi in ogni istante più forte. E sentivano, che entrambi si sarebbero innamorati dell'altro in ogni millesimo di secondo.
Avevano affrontato tante difficoltà, tanti problemi. Erano stati messi alla prova in ogni istante della loro vita. Avevano sofferto, avevano subito ferite su ferite, e delusioni, su delusioni. Ma quando credevano che tutto sarebbe finito, quando credevano che tutto il mondo fosse contro loro, quando sembrava che il buon Dio lassù, li odiasse, e avesse deciso di abbandonarli a sè stessi, facendoli precipitare. Loro, insieme, avevano reagito. Avevano combattuto contro qualcuno più forte di loro, e avevano vinto. Avevano abbattuto ogni singolo ostacolo, ogni singola barriera. E adesso stavano per affrontare il grande passo. Da lì a poche ore, il loro patto d' amore eterno sarebbe stato scritto, deciso, approvato e sigillato con la promessa di amarsi e rispettarsi in ricchezza, e in povertà, in salute e in malattia, finchè morte non li separerà.
Il loro contemplarsi a vicenda, venne interrotto per un breve istante, dalla mano di Nick che si presentò, sul viso dell'amato. Mark gli sorrise, e lui di tutta risposta, gli accarezzò la guancia, il mento, per poi passare alla nuca, condurre il suo volto, sul proprio petto, abbracciarlo, e dopo avergli regalato, un dolce bacio, sussurrargli, tremante all'orecchio:
[Marky...Amore non ti immagini neanche, quanto sia felice in questo momento. Non riesco nemmeno io a dirti quanto, e credo che neanche Dio lo sappia. Non vedo l'ora di diventare tuo marito, non vedo l'ora di iniziare una nuova vita, insieme a te, e continuare ad amarti sempre e sempre di più, anche dopo la morte.
Tu mi hai detto che ti potresti innamorare di me, in ogni millesimo di secondo. E io Marky...Amore, mi potrei innamorare di te in ogni istante che respiro! Ti amo amore, ti amo angelo mio. E tutt'oggi mi chiedo, cosa ho fatto di buono nella mia vita, per averti al mio fianco, per meritarmi tutto il tuo amore, e di essere così fortunato, e così degno di passare il resto della mia vita con te. Io non sò cosa ho fatto Marky non sò...]
Mark gli sigillò la bocca con un dolce bacio poi rispose, sussurrandogli:
[Nicky, cucciolo, hai fatto tante cose, che tu neanche ti immagini. Sono io quello che non sà cosa ha fatto di buono nella vita per meritarti. Io non lo sò amore. L'unica cosa che sò, è che tu sei stato mandato dal cielo, per me...Sei un angelo Nicky, tu forse non te ne rendi conto. Ma lo sei. Io non ho mai amato così un ragazzo, una persona...Come amo te.
Tu hai qualcosa di magico. Hai qualcosa che in ogni istante che mi guardi, che mi parli, che mi abbracci, che mi baci e solo anche quando mi sfiori. Mi fa letteralmente perdere il controllo. Non riesco a capire chi sono, dove sono, come mi chiamo...capisco solo che sono al tuo fianco, ed è lì che vorrei restare in eterno! Il mio cuore, il mio corpo, la mia anima si fanno leggeri, e io mi sento, quasi un Dio...Sento che sto volando senza ali, sento che tutto ciò di cui ho bisogno per essere felice, è proprio, qui davanti a me. Stare con te è come volare senza ali! Amore, tu sei speciale. Nicky, lo sei sempre stato, e lo sarai per sempre. Tu mi ha insegnato ad amare follemente qualcuno, fino a rischiare la vita per lui. Quello che provavo, provo e proverò per te anche dopo la morte...Non si potrà mai misurare Nick, neanche Dio lo sà, nemmeno io lo sò. Ma è molto più forte di me e dell'intero universo...]Fece una breve pausa, guardò con ancora più dedizione il compagno, e gli sussurrò ancora:
[...And It's like flying without wings, cos You're My Special thing...
I'm flying without wings...And You're the place My life begins. And You'll be where it ends...I'm flying without wings, And that's the joy You bring...
I'm flying without wingssss...Ti amo, e sarà per sempre]
Si abbracciarono ancora più stretti, e si baciarono.
Stavano per lasciarsi andare completamente, quando il campanello, si presentò alle loro orecchie.
Quel trillo, fece sussultare entrambi, che si guardarono negli occhi, poi spostarono lo sguardo sulla sveglia. Segnava le 8:00am.
-ODDIO DEVONO ESSERE BRIAN E GLI ALTRI!-
Urlò Nick in preda al panico
-Cavolo dovevamo essere pronti da mezz'ora, oddio!-esclamò Mark, togliendosi da sopra Nick. Che senza badare al fatto, che aveva solo un calzino infilato, poi il resto era all'aria aperta, anche le parti basse. Si alzò di colpo dal pavimento, e corse giù. Il campanello suonò ancora, Nick stava scendendo le scale quando, la forte presa di Mark lo fermò, dicendo rosso in volto:
-Nickkk ma che fai, sei nudo! Non puoi aprire così...Ci penso io...Tu vai a... Te la sei fatta la doccia!-
Nick arrossì:
-La...La doccia?! Oh no...Oh no oddio, no, non me la sono fatta non...Oddio...Oddio dov'è il bagno, dov'è la doccia...Oddioo...De...Devo sbrigarmi devo...Cavolo siamo in ritardo siamo in....-
Mark sorrise, divertito. E lo baciò in bocca, cercando di calmarlo. Una volta staccati, gli indicò, dove fosse il bagno e Nick, ancora un pò sottosopra, salì di corsa le scale, si tolse il calzino ed entrò nella doccia.
Mark che indossava i boxer, scese gli ultimi gradini, e corse verso la porta, stava per aprirla quando, dal piano di sopra Nick urlò:
-AHHH ACCIDENTACCIO E' FREDDA! CAZZO...CAZZO!-
L'irlandese rise divertito, poi ritornando in sè, aprì la porta, trovandosi davanti: Brian, Ryan, Aj, Howie, Kevin, seguiti a ruota da Shane, Kian, e Nicky, giunti in America, da Sligo, ormai da quasi una settimana.
*§*§*§*
Erano entrambi lì, davanti all'altare medioevale, di una stupenda cattedrale, di Los Angeles. Avevano deciso di sposarsi, lì. In quella città, che era stata l'artefice del loro incontro: in quella città era successo tutto. In quella città i loro occhi si erano incontrati per la prima volta, in quella città, dopo tante sofferenze, e tanti tentennamenti si erano messi insieme, dicendo all'altro il loro primo ti amo, in quella città si erano scambiati il primo bacio, In quella città si erano uniti per la prima volta, in quella città tutto era iniziato, tutto era cominciato. Era importante per loro. E per questo l'avevano scelta, per pronunciare il fatidico si lo voglio, e iniziare una nuova vita, non più come fidanzati, ma come coppia, come marito e marito. Era lì che volevano abitare, era lì che volevano vivere, era lì che volevano, forse un giorno avere una famiglia, era lì che volevano invecchiare e infine morire insieme. Lì, soltanto.
Entrambi i ragazzi ripensarono al loro primo incontro, si sorrisero, e tirarono un bel respiro, mentre i loro cuori avevano cominciato a battere all'impazzata, e le loro labbra, come anche, le proprie mani tremavano, mentre i loro occhi, lucidi, ed emozionati si contemplavano a vicenda.
Il reverendo: un uomo di circa 45 anni, dalla faccia simpatica e solare, e dai capelli corti, lisci neri, e due occhi castani. Li guardò. I due ragazzi si voltarono debolmente verso di lui, che gli sorrise, per poi annuire, e dire:
-Adesso, ognuno di voi due, farà le proprie promesse all'altro-
All'udire quelle parole, entrambi i ragazzi, persero un battito.
Il respiro gli mancò, e le loro mani tremavano emozionate. Tirarono un respiro, poi annuirono. Il reverendo guardò Mark, che ricambiò lo sguardo, per poi portare i suoi occhi blu sul suo futuro marito, che indossava proprio come lui, un frack di colore nero, con una camicia bianca, una cravatta blu, e nel taschino cucito sul petto, vi era un fiore di Gardenia. I suoi occhi azzurri, quasi in procinto di far scendere lacrime di gioia, guardavano intensamente il proprio ragazzo, che deglutì fremente la saliva. Sospirò, poi le sue mani tremanti, presero delicatamente quelle di Nick, che a quel semplice tocco trasalì. Mark lo guardò con amore, gli strinse le mani. Poi tirando ancora un respiro, con voce tremante e quasi sul punto di piangere. Iniziò con la propria promessa.
-Nick...Amore, da..Dal primo giorno che i nostri occhi si erano incontrati, dal primo istante in cui le tue labbra quella notte, mi avevano sfiorato accidentalmente, io ho capito, che tu eri speciale. Ti ho amato da quel preciso istante. Sapevo, che tra di noi avrebbe funzionato. Avevo già capito che noi due eravamo simili, avevo intuito, che tu eri la mia anima gemella...E il fatto che sono qui davanti a te, ne è la conferma. Ne abbiamo passate tante, abbiamo condiviso tutto quanto, tutte le gioie, e tutti i dolori che ahimè sono stati molti. Siamo stati messi alla prova, abbiamo sfidato tutto e tutti, ma soprattutto il destino. Abbiamo combattuto, abbiamo lottato, abbiamo sofferto, siamo caduti, siamo precipitati, ma ce l'abbiamo fatta a rialzarci. E adesso siamo qui, adesso io sono qui, davanti al ragazzo, che più amo al mondo, davanti al mio amato. davanti al mio futuro sposo. Davanti a te Nick. Insieme amore siamo forti.
Tu sei il mio migliore amico, il mio complice, sei la persona più importante che io abbia al mondo, è per te che sono qui, è per te che sono vivo, è solo per te che sono al mondo, è per te che morirei, è solo per te che il mio cuore batte, è solo per te che respiro, e tu sei il solo per cui io sacrificherei volentieri la mia stessa vita, per proteggerti da tutto e tutti, nessuno riuscirà a farti del male perchè io sarò per sempre al tuo fianco. E' perchè ti amo più di me stesso, che...Adesso...-
Mark si fermò, sorrise a Nick, e con una mano prese la fede. E prima di cingerla all'anulare dell'amato, terminò la promessa:
-Io Mark Michael Patrick Feehily, prendo te Nickolas Gene Carter, come mio legittimo sposo e ti prometto davanti a Dio, di amarti, rispettarti, e onorarti in ricchezza e in povertà, in salute, e in malattia, nella gioia e nel dolore, fino a che morte non ci separi....-
La mano tremante di Mark, con delicatezza e dolcezza, inserì l'anello, nell'anulare fremente del proprio compagno. Una volta, che il percorso della fede fu completato, dagli occhi di Nick cominciarono a scendere delle leggere lacrime. Si perse nello sguardo del compagno. Poi deglutì la saliva, sospirò, mentre il cuore gli usciva dal petto. Prese tra le sue mani, quelle tremanti di Mark, le strinse amorevolmente. Lo guardò ancora, e dopo un minuto di silenzio, iniziò la sua promessa:
-Mark...Amore mio. Tu mi hai insegnato tutto della vita, mi hai fatto capire che non potevo arrendermi alla prima difficoltà. Sei l'unico che mi è stato vicino, nei miei lunghi e molteplici momenti di crisi. Mi hai aiutato a reagire, quando sono precipitato la prima volta. E nonostante io tentassi in tutti i modi di allontanarti da me, tu sei rimasto, hai assorbito la mia rabbia, hai assorbito la mia ira, hai assorbito il mio dolore, la mia sofferenza, ma soprattutto il mio odio verso tutto e tutti. Mi hai aperto gli occhi, facendomi capire che potevo essere amato da qualcuno, mi hai fatto capire, che la mia omossessualità non era una malattia, o una maledizione...Mi hai aiutato ad accettarmi per quello che sono, mi hai capito, sei riuscito a capirmi più di chiunque altro...E sei stato l'unico che...Che si è sacrificato così tanto per me. Mi hai salvato la vita, moltissime volte, mettendo a repentaglio la tua incolumità, e la tua stessa vita. Mi hai salvato in tutti i modi in cui una persona poteva essere salvata. Tu sei il mio angelo custode. Da piccolo avevo sempre desiderato conoscere il mio angelo custode, e l'ho conosciuto verso di te, tu sei il mio angelo custode. Tu ci sei sempre quando ho bisogno di te. E ci sarai per l'eternità. Tu sei tutto per me Mark, sei il mio sole, la mia, luna, il mio cuore, la mia anima, il mio respiro. La mia vita. Ti amo ed per questo che sono qui davanti a te, davanti a Dio, per giurarti amore eterno. Senza di te io non sono niente. Tu mi completi, tu fai parte di me. Sei la mia anima gemella, lo sei stato fin dall'inizio. Non potrò mai scordare la prima volta che i miei occhi si sono persi nei tuoi. Non potrò mai dimenticare quando, dopo tanti tentennamenti, da parte mia, ti ho detto per la prima volta, ti amo. Non potrò mai scordare, l'istante in cui ho capito che tu eri stato mandato da Dio, per stare con me, proteggermi e amarmi così profondamente, e con così tanta intensità.
Il solo guardarti, il solo sfiorarti mi fà volare sù, e ancora più sù, fino all'infinito e oltre. Quando ti ho al mio fianco tutto va bene, tutto è perfetto, e io sono felice, sereno. E sento di amarti sempre e sempre di più. E il solo sapere che ciò che provo per te è corrisposto bhe, non ci sono parole per descrivere che il Paradiso, è proprio davanti a me. Perchè è nei tuoi occhi blu, è nelle tue labbra, nella tua voce, è nel tuo corpo, nella tua anima, nel tuo cuore...Il mio Paradiso, quello vero sei solo e esclusivamente tu Mark e vorrei averti per sempre al mio fianco, ed è per questo che io ti amo, e che io...Nickolas Gene Carter prendo te Mark Michael Patrick Feehily....-
Nick si fermò, sospirò, sorrise al suo amore, guardandolo intensamente negli occhi, dai quali, cominciavano già a scendergli le lacrime. Deglutì la saliva e con mano tremante, prese l'anello, e terminò:
-...Come mio leggitimo sposo e ti prometto davanti a Dio, di amarti, rispettarti, e onorarti in ricchezza e in povertà, in salute, e in malattia, nella gioia e nel dolore, fino a che morte non ci separi....-
La mano tremante di Nick, con delicatezza e dolcezza, inserì l'anello, nell'anulare fremente del partner. Non appena l'anello terminò il percorso. I due ragazzi, si guardarono negli occhi, mentre le lacrime scendevano inesorabili bagnandogli delicatamente le guance.
Sospirarono, poi le loro mani si unirono, le une con le altre. Il reverendo li guardò, poi li benedì, e infine pronuciò la fatidica frase:
-Per il potere a me conferitomi, vi dichiaro marito e marito, Mark, Nickolas potete baciarvi-
In quel preciso istante il cuore di entrambi eslpose, il magone avvolse entambe le loro gole, le mani si strinsero ancora di più. Il respiro sembrò fermarsi. Poi le loro labbra cominciarono ad avvicinarsi, sempre e sempre di più. Si sfiorarono. i loro occhi si guardarono con dedizione e intensità. Si sorrisero, poi le palebre si chiusero, i loro nasi si sfiorarono, e le labbra tremanti si toccarono, e infine si unirono, mentre le lacrime, che già scendevano copiose, aumentarono la loro scesa, e le campane della maestosa cattedrale esplosero, nel loro canto colmo di gioia.
Delle colombe vennero liberate all'interno della chiesa, e miliardi e milioni di petali di rose rosse, iniziarono a cadere gentilmente sopra le teste di tutti gli invitati, e degli sposi stessi. Che continuarono a baciarsi fino a che l'ultimo petalo toccò terra.
Si staccarono, guardandosi negli occhi, si sorrisero e si abbracciarono stringendosi sempre e sempre tra di loro. Si sussurrarono ti amo, poi mano nella mano, cominciarono a incedere per raggiungere l'uscita, dove gli invitati li attendevano, pronti e gettargli il riso. L'enorme porta medioevale, in legno e ferro battutto, si aprì maestosamente dinnanzi a loro. Mark portò al suo fianco Nick stringendolo a sè, e lo stesso fece quest'ultimo. La luce del sole li travolse, altre colombe vennero liberate in quell'immenso, e meraviglioso giardino, pieno di fiori, e piante, dove davanti alla cattedrale vi era posta un'immensa fontana, dove al centro, vi era situata un' altissima colonna di marmo, con in cima, un angioletto di granito, che sputava acqua dalla bocca. Intorno a lui vi erano anche due colombe.
Non appena, i piedi dei due neo-sposi solcarono l'uscita delle chiesa, un immensa pioggia di chicci di riso li travolse. Nick e Mark si baciarono ancora, poi sempre abbracciati, entrarono in una carozza, che li attendeva: di colore nero, trainata da 10 stalloni bianchi, dietro ad essa, vi era legato uno striscisione di seta blu, dove sopra erano cucite delle lettere bianche di pelle sintetica, che davano oringine ad una frase. A due parole che dicevano tutto "Just Married"
Nick e Mark salirono su quella carrozza, si baciarono, e non appena il cocchiere, partì, gli invitati raggiunsero le proprie auto, e uscirono dal vialetto, cominciando a strombazzare felici. La carrozza attraversò l'immenso giardino, e poi uscì, per strada scomparendo all'orizzonte.
Epilogo
Il sole stava per tramontare.
In mezzo a quell'immenso e infinito oceano pacifico, uno yacht stava, attraversando, quelle acque, calme. Ogni tanto qualche delfino faceva capolino e saltava accanto all'imbarcazione, di un bellissimo colore blu metallizzato, con i finestrini oscurati, e sul fianco, un forte colore bianco, dava origine ad una scritta, un nome quello,dello yacht, ovvero: "Unbreakable" Il ragazzo che la stava guidando. Nick, indossava un costume a pantaloncini, molto tropicale, bianco, con una fantasia hawaiana blu. I suoi occhi azzurri osservavano rapiti l'oceano, e il cielo che piano piano stava regalandogli un tramonto mozzafiato. Era talmente immerso nel panorama da non rendersi conto, che qualcuno, che il suo compagno, il suo neo-marito, era uscito dalla cabina dove si era appisolato, e adesso era lì a pochi metri da lui, dalla sua schiena, e lo stava guardando amorevolmente, e con desiderio.
Mark deglutì la saliva, adorava tutto di lui, aveva un fondo schiena da sballo, e poi quella sua schiena liscia, e con alcuni tatuaggi era un qualcosa di meraviglioso.
Fece un bel respiro, e cominciò ad incedere lentamente verso di lui, continuando a fissarlo intensamente. Non riusciva in alcun modo a distogliere lo sguardo da lui, dal suo amato, dal suo compagno di vita. In pochi secondi, che a Mark sembrarono eterni, fu a pochi cm da lui. Lo ammirò di nuovo, poi all'improvviso, ma con decisione e tenerezza unica, lo abbracciò da dietro. A quel gesto Nick trasalì, stava per parlare, ma le labbra morbide, affamate e carnose di Mark, si presentarono sul suo collo lasciandogli un casto bacio, e subito dopo un succhiotto. Il biondino mugolò di piacere, e chiuse gli occhi, poggiando la testa sulla spalla del partner, che continuava imperterrito a baciarlo, mentre le mani cominciarono ad accarezzargli il petto, e gli addominali, per poi scivolare sensualmente, dentro i suoi boxer, e regalargli un breve, ma intenso e piacevole massaggio. Nick gemeva ad ogni suo tocco. Poi la bocca di Mark, risalì tutto il collo, partendo dalle spalle scoperte, fino a raggiungere il suo incavo, risalire e raggiungergli l'orecchio, che morse veemente e delicatamente, per poi passarci la lingua e sussurrargli, arrapante e molto sensualmente.
[Mi sei mancato di sotto...Baby]
Gli regalò un succhiotto, Nick sorridente gemette, poi mentre Mark continuava a baciargli il collo disse:
-Ah...Marky, devo guidar...Giudar..ah-
Mark gli regalò un leggero morsettino sul pomo d'Adamo, Nick chiuse gli occhi, mugolò fremente, mentre il partner gli sussurrò ancora, a quell'orecchio:
[Ferma questo Yacht baby...Ti voglio]
[Ma..Mark ah uhm...]
Il biondino non riuscì a finire la frase perché le mani bramose di lui, avevano intensificato, delicatamente il massaggio alle sue parti basse, mentre i succhiotti erano aumentati, e in ogni istante che passava si facevano, sempre e sempre più spinti, ed eccitanti. Nick si era completamente abbandonato ad essi. E Mark continuava a sussurragli provocante:
[Ti amo...Non resisto più, getta l'ancora ti prego]
[Ma..Marky io non...]
Gli leccò l'orecchio e sussurrò ancora
[Nessuno ci vedrà Amore, nessuno]
le sue labbra ancora si divertivano a baciargli il collo.
[Mark io ah...]
Nick sgranò gli occhi, e inarcò la testa, incontrando gli occhi blu di Mark, che gli sorrise dolcemente, e in modo molto sexy, per poi afferragli veemente i capelli, e tirarli con impeto delicato, e avvicinare, le sue labbra, leggermente inumidite, alle sue, sfiorarle, giocarci un pò, e mormoragli eroticamente:
- Sei tutto mio, baby..Tutto quanto mio...Ti amo-
e infine toccarle e unirle tra loro. Il bacio che si scambiarono fu violento ma allo stesso tempo dolce, focoso e passionale, che eccitò entrambi. Le loro lingue erano affamate come animali, e si muovevano selvaggiamente dentro quei palati.
Una volta staccati ripresero aria, poi Mark, ansimante, si presentò di nuovo sull'orecchio di lui dicendo sempre provocante:
[Getta l'ancora, getta anche me a terra, leccami, baciami, mordimi, fammi tutto quello che vuoi, sono tutto tuo, solo ed esclusivamente tuo]
Quelle parole eccitarono Nick, e prima che potesse rispondere, Mark si era portato, in ginocchio, aveva tirato fuori Mr Happy, e si stava accingendo a succhiarlo. Non appena la sua bocca, lo lasciò entrare, Nick urlò di piacere, si tenne al timone, e si lasciò cadere a terra, i suoi occhi azzurri erano chiusi, la sua bocca aperta, stava godendo come non mai, le sue mani tremavano a causa dell'eccitamento, e cercavano di stringere qualcosa, ma sotto di loro, vi era solo il pavimento liscio. La testa di Nick all'improvviso, si inarcò, incontrando la parete della cabina di pilotaggio, il timone andava per i cavoli suoi, mentre i sospiri del biondino, si erano trasformati in affannosi respiri, che molte volte si trasformavano in gemiti di piacere. Ad un certo punto. Mark smise di lavorare, su Mr Happy, e cominciò a riempire di baci tutto il corpo dell'amato, risalendo, fino a raggiungergli la bocca, lì lo baciò, donandogli un pò del nettare che aveva bevuto e non ingerito, dal membro del partner, poi lo lasciò per presentarsi sul suo orecchio, leccarglielo e dirgli ancora:
[Ti desidero adesso, ti voglio Nick, voglio entrare dentro di te, voglio sentirti gridare il mio nome, voglio unirmi, voglio fondermi con te...Ti amo...Getta quest'ancora il tuo Marky sta impazzendo per te!]
Nick si eccitò e non poco, la sua mano destra, gli accarezzò la nuca, poi la testa, infine gli tirò, con violenza veemente i capelli facendo inarcare la testa del partner, li tenne stretti, poi con le ginocchia si avvicinò a lui, lo guardò affamato e desideroso come non mai, i loro occhi si guardavano intensamente, infine il viso di Nick, si avvicinò a quello di Mark, le loro labbra si toccarono, avide. le loro lingue assatanate, si sfiorarono, fuggenti, per poi unirsi, e dare origine ad un bacio.
Mentre si baciavano, allupati, Nick si ritrovò sopra Mark, che si distese su quel freddo pavimento. Limonarono ancora un pò. Poi il biondino, si fermò, e cominciò a scendere delicatamente con lingua, leccando morbosamente, le labbra di lui, il mento, per poi scivolargli lentamente, sul collo, morbido e madido di sudore.
Raggiunse il petto, dove la lingua aveva deciso di ricoprire tutta quella zona, possente e vibrante, i capezzoli venivano addentati veementi, mordicchiati e succhiati, avidamente. Mark gemeva come un pazzo, le sue mani, vennero bloccate, da quelle di Nick, che fece incrociare le proprie dita con quelle di lui. Mentre la sua bocca ancora si divertiva a lavoragli l'addome.
Poteva percepire, chiaramente il corpo del suo neo-sposo, muoversi sensualmente, e contorcersi invaso dal piacere, sotto di lui, e la cosa gli piaceva da matti. Cominciò a lasciare delicatamente quella zona, per poi scendere lento, e sensuale, verso lo stomaco, e la zona proibita, la sua lingua era a pochi millimetri, dall'elastico del costume.
Poté percepire il corpo di lui, trasalire, e fremere. Portò gli occhi su di lui, che li stava tenendo chiusi, e la sua bocca si muoveva pervasa dal godimento più assoluto.
Nick con ancora la lingua, in quel punto molto sensibile. Guardava eccitato e bramoso il compagno, sorrise, poi le sue mani lasciarono delicatamente i polsi di lui, e raggiunsero il costume, senza però, dimenticarsi di accarezzargli ogni mm di quel corpo da sballo. Non appena Mark avvertì, le mani del suo maritino, sul costume sussultò, e inarcò la testa quando quelle dita, cominciarono a calarglieli mentre la lingua, e le labbra di Nick, ad ogni mm, in cui la sua parte bassa veniva scoperta lui, la ricopriva subito con la lingua e le labbra. Cavolo, Mark non ce la faceva più. Poi accadde, il piacere, il godimento che stava tutt'ora provando, si fece più forte e fremente quando quella bocca, si portò sul suo membro, e cominciò a leccarlo e succhiarlo come si deve. Mark stava urlando di piacere, sentiva già che il suo nettare stava per uscire, Nick percepì i suoi spasmi, stava per scoppiare, e fu allora che Nick cominciò a darsi da fare, veramente, glielo succhiava e succhiava, ad ogni succhiata, la testa di Mark, si inarcava, i suoi occhi si aprivano e chiudevano lentamente come la bocca. Godeva, e godeva. E il suo godimento si poteva notare anche da come, muoveva la testa sia a destra che a sinistra, mentre i suoi gemiti erano sempre presenti.
-Ahhh..ahhh Nick si così..Ahhh oddio Ahhhh..Oddio ahh AHHHH...Nick non resisto sto per venire sto per....-
La sua voce venne fermata dalla bocca di Nick, che sensualmente, gli leccò, le labbra. La sua lingua entrò nella bocca di Mark, e gli regalò un pò del nettare appena succhiato. Poi prima che Mark potesse ancora gemere, le dita della mano sinistra di Nick, cominciarono a ad accarezzare il collo del membro, e raggiunsero la punta, dove il suo indice entrò delicatamente. Mark sobbalzò quasi, per l'improvviso godimento. Aprì gli occhi incontrando quelli di Nick, che continuando a premere l'indice all'interno del suo sesso, lo baciò con impeto. Mark chiuse gli occhi.
Più la lingua e il dito di Nick premevano, più lui urlava, l'adrenalina lo aveva completamente, rapito. E all' improvviso, mentre Nick terminò il bacio, e tolse delicatamente il dito dall'interno del gioiello di famiglia Feehily. Mark con un colpo di reni capovolse la situazione, e fremente per l'eccitazione, iniziò a baciare, a leccare a mordicchiare ogni cm del corpo di Nick. Continuò con questi preliminari, poi decise che era il momento di fare urlare anche Nick come si deve. La lingua dell'irlandese, scese fino all'interno coscia di lui, è lì cominciò veemente, a mordicchiargli la pelle, leccarla e baciarla. Raggiunse a suon di baci il costume. Notò che Mr Happy era eretto, e con estrema delicatezza e impeto, tolse a suon di dentate il costume del partner.
E non appena i suoi occhi risalendo dalle caviglie dove giaceva il costume, raggiunse l'interno coscia, e vide Mr Happy a nudo, senza farselo ripetere due volte lo afferrò delicatamente, lo strinse fievolmente, poi la sua lingua cominciò a leccarglielo lentamente, aumentando così il piacere nel partner, che stava per venire. Mark allora dopo averlo riempito di saliva, cominciò a succhiarlo e succhiarlo.
Nick si contorceva pervaso dal piacere, i suoi occhi non facevano altro che chiudersi e aprirsi, mentre le pupille rotevano leggermente per il godimento e la bocca urlava come non mai:
-Ahhhhh..Ah..AHHHHHH Marky ahh...Ah Marky...Ti amo ahhh Mark ti ahh amo continua ti prego...Ahhh leccami, leccami ti prego, ah voglio sentirti...Voglio entrare voglio ah..Ah...-
Mr Happy era in piena, Nick stava per raggiungere l'orgasmo anche senza essere penetrato.
-MARK AAHHHH FAMMI ENTRARE AHHHHHH..Ah...Oddio Mar..Mar...Mark..MAAARKKKYYY AHHHahhhhAh...-
Più Nick urlava eccitato, più Mark si dava da fare.
Nick non ce la faceva più, aveva un urgente bisogno di entrare dentro di lui, doveva lasciargli tutto di sé, lo stava implorando di lasciarlo entrare:
-AHHHH Mark...Ah..Oh..Ah..Ah Uhn..Uhm AHHHH...Ah..AHHHH-
Nick stava ansimando, e sudando come non mai. Mark allora decise di fermarsi, risalì a suon di leccate quel corpo stupendo, e gli sussurrò all'orecchio provocante:
[Entra dentro di me adesso...Nick]
Nick non se lo fece ripetere due volte.
Con un colpo di reni, capovolse tutto quanto, lo baciò tremante e focoso, poi lo fece alzare, lo baciò di nuovo, stringendoselo ancora di più al petto, mentre le sue labbra, venivano afferrate dai denti di Mark. Si leccarono, poi Nick, spinse ancora di più Mark che toccò con la schiena il timone, Nick pressò il proprio membro su quello di lui, gemettero entrambi, poi Nick li regalò un succhiotto sul collo, e ansimante e assatanato gli sussurrò bramoso, e animalescamente all'orecchio:
[Voltati....Baby...Voltati]
Gli respirò sull'orecchio, leccandoglielo, poi i suoi denti addentarono delicatamente, la pelle sudata sotto il lobo. Mark gemette. Si voltò, in pochi secondi percepì, le mani di Nick avvinghiarglisi al petto, lo stava accarezzando.
Poi il bacino lo pressò ancora di più, sul timone, una mano di Nick gli accarezzò il collo, l'altra gli strinse il fianco, e in pochi secondi il membro del biondino, cominciò a penetrare all'interno di Mark, che strinse le mani sul timone, mentre Nick spingeva e spingeva. Alla fine dopo altre due spinte riuscì ad entrare. Mark inarcò la testa, urlò di piacere. Nick entrava ed usciva delicatamente e con impeto, mentre la sua lingua gli leccava il collo, le spalle. E le sue labbra si presentavano al suo orecchio, sinistro sussurrandogli parole dolci, parole profonde, e gli respirava sul collo, mentre il naso si divertiva a inebriarsi fino allo svenimento, del profumo del suo corpo.
Quel meraviglioso, e dolce profumo, che tanto lo faceva impazzire:
[Ah...Ah...Marky....Ti amerò per l'eternità]
Gli regalò un altro bacio, sul collo, poi una mano di Mark, si tolse dal timone e sfiorò la coscia di lui, che trasalì. Nick lo penetrò ancora, poi prima della penetrazione finale, la sua mano sfiorò quella di Mark, le due mani tremanti, si ritoccarono sfuggenti, alla fine si presero, le loro dita si intrecciarono, Nick accelerò l'andatura. Poi gli sussurrò ancora, in modo molte dolce:
[E' così che voglio vivere. E' così che voglio morire, voglio sentirti dentro di me fino alla fine...Ti amo...Marky ti amo]
Chiusero entrambi gli occhi, e poi la penetrazione finale giunse.
Le loro mani si strinsero ancora di più, Nick depose la testa sulla schiena di lui.
-Ti amo Nick..Ti amo NICKKK-
l'orgasmo raggiunse entrambi. Nick lasciò tutto dentro di lui, e prima di uscire con delicatezza, gli regalò un succhiotto sul collo.
Tutti e due ancora tenendosi per mano, si lasciarono cadere al suolo, una una volta lì, si voltarono verso il proprio compagno, e si sorrisero dolcemente.
Mark strisciò ancora più vicino al suo amore, che come lui, era avvolto dagli ultimi spasmi e tremori di eccitamento. Si persero contemplandosi. La mano libera di Mark accarezzò il volto del proprio marito, gli sorrise, avvicinò, le labbra a quelle di lui, si portò sopra il suo addome, e lo baciò teneramente, per poi sussurragli eroticamente e dolcemente:
[Ti amo cucciolo...Sei pronto per il secondo round?...]
Nick annuì, sorridente, e lo guardò ammiccante.
Mark ricambiò, lo baciò di nuovo, e gli sussurrò ancora:
[Ti farò vedere il paradiso]
Nick lo guardò, in modo molto sexy poi rispose, provocante.
-Lo sò Marky lo...Ah...-
Mark non lo fece finire di parlare, perché la sua lingua si presentò nel suo orecchio, per poi sussurrargli nuovamente:
[Lo sò che lo sai...Ma adesso voltati baby...Voltati e lascia che io fluisca dentro di te!]
Nick sorrise provocante, e con un colpo di reni ribaltò la situazione, era sopra il suo stomaco adesso, con le gambe divaricate, e le sue mani prontamente gli avevano bloccato i polsi, si passò desideroso e birichinamente la lingua sulle labbra, poi sorrise al suo amato, e le sue labbra si presentarono all'orecchio sinistro di lui per sussurragli, sensualmente:
[Prima di ciò amore...]
Gli morse l'orecchio Mark gemette, poi Nick continuò:
[Lascia che il tuo Nicky ti faccia volare oltre l'infinito...Lascia che questa mia...]
La lingua di Nick, si presentò sul suo collo:
[...Lingua, ti percorra ogni mm, di questo tuo stupendo corpo...]
Gli regalò un succhiotto sul petto. Mark quasi urlò, ma Nick lo fermò, inficcandogli la lingua in bocca. Una volta staccati, il biondino terminò sussurrando:
[Lascia che le mie labbra, i miei denti assaporino questa tua pelle morbida, e setosa!
Ti amo Marky...]
Lo baciò, nuovamente, stavolta con più impeto, e una punta di violenza che lo eccitava da matti. Nick come aveva promesso, usufruendo completamente di tutta la bocca, regalò dei morsettini, delle leccate e dei succhiotti su quasi tutto il corpo dell'amato, si fermò solo quando, percepì su i propri gioielli di famiglia, l'erezione di Mark, che stava letteralmente impazzendo. Il biondino sorrise percependolo. Risalì tutto il corpo
dell'amato, baciandolo, per poi raggiungergli l'orecchio e dirgli in modo molto, sexy:
[Oh...Oh vedo che qualcuno è pronto, per esplodere dentro di me...Non è vero Marky?]
Lo guardò, e in pochi istanti un Mark in procinto di esplodere, con un colpo di reni capovolse la situazione. Era sopra di Nick adesso, e lo guardava senza parlare, erano i suoi splendidi, intensi e profondi occhi blu che parlavano per lui. In pochi secondi fece alzare Nick, lo spinse contro il timone, poi lo pressò su esso, cominciò a riempirlo di baci, di carezze e di succhiotti in ogni dove, mentre le sue mani avide, accarezzavano ogni cm di quel suo corpo splendido. Lo baciò in bocca con impeto, poi le mani si fecero, più aggressive, e quasi violente, ma soprattutto bramose, e afferarono con forza le cosce del ragazzo, che avvinghiò le gambe allo stomaco di un Mark, pronto davvero ad entrare dentro di lui, come mai aveva fatto prima.
In pochi istanti Nick, si ritrovò completamente avvinghiato al proprio compagno, che con passi decisi, e presa statica, forte ma molto delicata, accompagnò il proprio ragazzo, vicino alla prua, lo fece scendere, continuando a rivolgergli attenzioni, e carezze molto erotiche, ed esplicite. Mentre le sue labbra affamate non smettevano di leccarlo, di lasciargli succhiotti, baci e morsettini.
Lo fece scendere, lo girò di schiena, e lo intimò di tenersi alla prua.
Era giunto il momento. I loro cuori battevano all'impazzata, il loro respiro si fece più ansante. Nick trasalì, quando percepì le mani dell'amato, afferrargli il membro, e massaggiarglielo, per poi deporre il mento sulla sua, spalla, e farci strusciare la guancia, raggiungere l'orecchio, spingerlo di più, e sussurragli all'orecchio in modo molto sexy:
[Non vedevo l'ora amore...Ti amo e sarà per sempre...Lascia che ti mostri che ti sarò sempre fedele, e che quello che provo per te, da quella fatidica sera del nostro primo incontro, non cambierà mai..Anzi aumenterà sempre e sempre di più, non si esaurirà mai, e non avrai mai bisogno di ricaricare le batterie...Ti amo, tu sei la mia vita e lo sarai in eterno]
Gli lasciò un delicato succhiotto, sul pomo d'Adamo, chiuse gli occhi, e lo stesso fece Nick, che attese, e attese fino a che, secondi dopo, che a lui sembravano secoli, non sentì, il membro del suo compagno, cominciare a spingere per entrare. A poco a poco, con dei leggeri colpi, Mark si faceva stada in lui, che si teneva saldamente.
Poi in pochi attimi, il penetramento riuscì. Nick quasi cacciò un urlo, la sua testa, si lasciò cadere, sulla spalla di Mark, che aumentò il suo penetrare. Facendo gemere, e urlare di piacere il compagno:
-Ahh...Ah Mark..Ah...Ahh..Ah..Ah...AAAHHH ah..AHHHHHHH Oddio ah..Ah uhm-
[Ti amo Nicky...ti amo più di me stesso]
Gli sussurrò l'irlandese, che penetrò ancora e ancora. fino a che con un colpo più deciso, e virulento, riuscì a fondersi completamente con lui, gettando al suo interno tutto sè stesso. La penetrazione fu rapida, e un pò dolorosa, ma era un dolore dolcissimo per Nick che cacciò un urlo, colmo d'amore:
-AAAHHH MARKKKK-
In quell'istante entrambi raggiunsero l'apice.
Mark uscì dal suo amore, lentamente, poi collassò su quel pavimento, mentre il suo corpo veniva attraversato da degli spasmi, di sovraeccitamento. Nick lo raggiunse secondi dopo. Erano sudati, stanchi, ma soprattutto felici. L'uno accanto all'altro si guardarono con dolcezza, tenerezza, e amore incondizionato.
Si presero per mano, se la strinsero. Poi si baciarono. Una volta staccati. Fu Mark stavolta, che depose la propria testa sul petto dell'amato, quel timido contatto, fece rabbrividire entrambi. L'irlandese, avvolse il proprio braccio, sullo stomaco dell'amato, i suoi occhi si fecero pesanti, e le palpebre cominciarono a chiudersi.
Le sue labbra tremarono, e dalla sua bocca uscì un sussurrato:
[Ti amo Nick...E vorrei tanto un giorno avere una famiglia, con te, solo ed esclusivamente con te]
Morfeo accolse Mark tra le sue braccia, Nick stava per seguirlo ma resistette un' altro pochino, solo perchè voleva guardarlo mentre dormiva, era un angelo, il suo angelo, e da quel giorno, ormai giunto quasi al termine, lo sarebbe stato in eterno, anche dopo la morte, loro due si sarebbero amati come la prima volta, e lui sapeva, che il suo cuore oramai, poteva essere sempre catturato da quell'angelo che dormiva sul suo petto, dove il cuore batteva all'impazzata. Sospirò, la sua mano libera accarezzò, la guancia dell'amato, lo guardò con devozione assoluta, e infinita. Poi con estrema delicatezza, si scostò dal suo amato, e cercando di non svegliarlo, se lo caricò gentilmente sulle spalle, e raggiunse la camera da letto. mentre il tempo sull'oceano stava cambiando, facendosi un tantino più freddo, e lo yacht ancora in moto proseguiva tranquillo.
In camera, Nick adagiò con estrema cura, il proprio compagno sul letto, lo coprì, e prima di coricarsi accanto a lui e riposarsi, ritornò sulla prua, proseguì per un altro pò, poi fermò l'imbarcazione, e gettò l'ancora. Fatto ciò, ritornò dal suo Mark che dormiva tranquillo. Lo vide mentre da pancia in su si era portato in posizione fetale, e con la mano cercava il corpo di lui. Nick sorrise, raggiunse il letto, la sua mano si intrecciò con quella di lui, che sentendo quella stretta sorrise. Il biondino allora si coricò con lui, il suo corpo si rivolse completamente a quello di Mark, si avvicinò a lui, fino a far toccare la fronte con quella di lui. Gli sfiorò le labbra con le sue.
Il suo amore dormiva tranquillo e sereno, Nick allora decise di abbracciarlo, e poi prima di addormentarsi lo baciò in bocca, con una tenerezza inaudita, lo guardò ancora, contemplandolo con amore incondizionato. Era sicuro più che mai, che il loro amore sarebbe durato anche dopo la morte, e dentro di sè, anche lui come il suo compagno desiderava ardentemente fare una famiglia. Lo amava e avrebbe fatto qualsiasi cosa per lui, qualsiasi. Non aveva dubbi. Gli accarezzò tremante il viso, la bocca, la schiena, quel collo meraviglioso, al quale decise di regalare un dolce e delicato succhiotto, seguito da un bacio dolce, come era la pelle del suo Marky, contemplò estasiato il profumo inebriante, che da sempre aveva fatto parte del corpo di lui, era bello sentirlo dentro di sé quel profumo, era meraviglioso per lui, sapere che l'odore di quel corpo che amava, e adorava fino all'inverosimile, gli fosse addosso. E allo stesso tempo, amava il fatto che sul corpo del suo neo-sposo, ci fosse anche il suo odore. Lo baciò, stringendolo a sé come fosse un qualcosa di prezioso, un qualcosa di fragile, da difendere e proteggere anche a costo della la vita. Doveva difenderlo da tutto e tutti, proprio come lui aveva fatto per lui. Lo giurò quella stessa sera, quello stesso giorno, avrebbe fatto di tutto per essere un marito perfetto, un compagno, un complice, e il suo migliore amico affidabile, e che non lo avrebbe mai pugnalato alle spalle, mai.
[Marky...amore mio, mio sposo, ti giuro su Dio, che niente e nessuno d'ora in poi potrà farti del male, ti proteggerò fino alla fine. Vedrai sarò il compagno perfetto, ti donerò completamente il mio amore, la mia dedizione, il mio cuore, il mio stesso corpo, la mia stessa anima e la mia stessa vita, come tu hai sempre fatto per me. Non ti farò mai più del male. Adesso sarò io l'uomo di casa, non permetterò a niente e nessuno di ferirti in qualsiasi modo, ti difenderò con i denti, con le unghie, con la mia stessa vita...Tu sei sempre stato il mio angelo custode e adesso lo sarò io per te...Il tuo Nicky ti difenderà, ti proteggerà in eterno, e ti amerà incondizionatamente anche dopo la morte, hai fatto così tanto per me, hai continuato ad amarmi anche quando tu eri il primo che doveva odiarmi. Ti ho ferito in così tanti modi, ignobili e dolorosi, ti ho fatto del male, ti ho causato molta sofferenza. Ti ho procurato dolore, e ho inferto ferite su ferite a questo tuo povero cuore, che nonostante tutto arde ancora per me. E' per questo che adesso giuro su Dio che sarò io quello che ti proteggerà sempre e comunque, che ti amerà per l'eternità, anche se mi farai del male, anche se mi ferirai, io non smetterò mai di amarti mai...
Te lo prometto amore, te lo giuro su Dio cucciolo...Ti amo...Ti amo fino all'inverosimile, ti amo incondizionatamente. E' solo quando sono con te, che io sento di essere al mondo, sento di esistere, sento che sono vivo, e sono importante per qualcuno, e quel qualcuno adesso dorme accanto a me, abbracciato a me, come un bambino con la propria madre, e quel qualcuno eri, sei e sarai per sempre tu: Mark Michael Patrick Feehily, il mio Mark, il mio dolce e tenero Marky...Buonanotte amore mio...Ti amo]
Detto questo, contemplò il suo amore per un altro pò, fino a che i suoi occhi stanchi, cominciarono ad impesantirsi, fino a chiudersi, e raggiungere Morfeo, dove c'era anche il suo amore, il suo neo-sposo, il suo compagno per la vita, il suo migliore amico, l'uomo che avrebbe amato anche dopo la morte il suo Mark. Che lo accolse a braccia aperte.
Si baciarono, dopo si guardarono sorridendosi, e infine si presero per mano, poi ancora contemplandosi a vicenda, Mark gli disse:
-Allora, pronto a sognare con me?-
Nick gli sorrise dolcemente, gli strinse ancora di più la mano e rispose:
-Io sogno sempre quando ti ho accanto-
Mark gli sorrise dolcemente, si abbracciarono, e lui gli sussurrò all'orecchio:
[Ti amo Nickolas Gene Carter, il mio Nicky]
[E io amo te Mark Michael Patrick Feehily, il mio Marky]
Si abbracciarono. Si sorrisero, le loro bocche, si sfiorarono scambiandosi velocemente qualche colpetto di lingua, poi le labbra di entrambi giocherellarono tra di loro, si sfiorano, e sfiorarono ancora una volta e alla fine si toccarono, chiudendosi in un bacio, lungo, passionale, tenero, dolce, focoso e straboccante di amore incondizionato, che sarebbe durato in eterno.
"Took my hand
Touched my heart
Held me close
You were always there
By my side
Night and day
Through it all
Maybe come what may
Swept away on a wave of emotion
Overcaught in the eye of the storm
And whenever you smile
I can hardly believe that you're mine
Believe that you're mine
This love is unbreakable
It's unmistakeable
And each time I look in your eyes
I know why
This love is untouchable
I feel that my heart just can't deny
Each time I look in your eyes
Oh baby, I know why
This love is unbreakable
Shared the laughter
Shared the tears
We both know
We'll go on from here
Cause together we are strong
In my arms
That's where you belong
I've been touched by the hands of an angel
I've been blessed by the power of love
And whenever you smile
I can hardly believe that you're mine
This love is unbreakable
It's unmistakeable
Each time I look in your eyes
I know why
This love is untouchable
I feel that my heart just can't deny
Each time you whisper my name
Oh baby, I know why
This love is unbreakable
Through fire and flame
When all this over
Our love still remains
This love is unbreakable
It's unmistakeable
And each time I look in your eyes
I know why
This love is untouchable
I feel that my heart just can't deny
Each time you whisper my name
Oh baby, I know why
Cause each time I look in your eyes
Oh baby, I know why
This love is unbreakable"
(Unbreakable - Westlife)
The End