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Whisper

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Introduzione
Ero giunto lì, mi ero consegnato a lui per lei, per salvarla.
Strinsi i denti, acquistai un pò di forza e coraggio che mi avevano abbandonato e risposi in collera:
-Dov'è lei? Dov' è?-
[E' esattamente dove doveva essere: ovvero làggiù, in quella casa, in quel luogo abbandonato da Dio, là dove tutte le anime prima o poi dovranno giungere, ancora è presto, ma non ci vorrà molto sai, tutto dipende da te!]
Il tono con cui aveva pronunciato quelle parole, la fredezza, che aveva usato, e con la quale sigillò con cura e perfezione glaciale ogni suo tono vocale, mi fece rabbrividire, tentai ancora di liberarmi ma senza risultato, allora con voce tremante sentenziai.
-Che devo fare..che vuoi che faccia, per salvarla, COSA VUOI CHE FACCIA DANNAZZIONE!-
gridai infine trattenendo a stento le lacrime.
Sacrificare tutto, decidere di morire per seguirla, o almeno salvarla. Nick aveva deciso, Annika era tutto per lui
ogni cosa, e il solo pensiero di perderla lo uccideva. Aveva lottato per lei che si era ammalata di colpo senza un
perchè, chi era la causa? perchè doveva sacrificarsi? lui non lo sapeva, però aveva deciso!
Prologo
Dov'ero? Cosa facevo? Come ci ero arrivato sin lì? Non lo sapevo, non l'avrei mai intuito.
L'unica cosa di cui ero certo, era che attorno a me regnava l'oscurità più profonda, il freddo, il gelo raggelante che penetrava oltre le mie ossa. Avevo paura, molta paura.
Sotto di me, tastando sentii, qualcosa di liquido e caldo, l'odore era nauseante, non riuscivo a respirare, poi di colpo, dietro le mie spalle sentii un flebile e gelante respiro, trasalii. Volevo voltarmi e vedere chi fosse, ma non ne ebbi il tempo perchè di colpo, la presenza che avevo avvertito dietro, con un movimento veloce, si era portata di fronte a me.
Potevo sentirlo, quel respiro, potevo percepire che qualunque cosa fosse stava ridendo di me, o si compiaceva di non sò cosa.
Deglutii il macigno presente nella mia gola, respirai, quell'odore nauseante mi penetrò, oltre le narici, fino a stordirmi più di quanto già non lo fossi, tosii, volevo parlare, cercando di resistere a quel odore, ma non ci riuscivo.
Tossii ancora, poi tentai di parlare.
-Dove sono?-
Di colpo, sul mio collo percepii una stretta veemente e glaciale, mi irrigidii.
e la udii quella voce calda, profonda, sensuale, penetrante e magnetica.
percepii il suo respiro freddo sul collo, e sull'orecchio, mormorò.
[Sono contento di averti qui Nickolas]
Sussultai, inghiottii e parlai tremante.
-Chi cavolo sei? Che vuoi da me...?-
Percepii quelle che forse erano le sue labbra percorrermi il collo, sino a fermarsi a pochi millimetri dal mio lobo, per poi scendere a metà. Avertii qualcosa di duro, appuntito e affilato, che accarezzava la mia pelle.
Chiusi gli occhi e capii.
Quello che avevo di fronte era lui, solo ed esclusivamente lui, Leòn.
Sussultai cercai di liberarmi da quei blocchi che mi impedivano ogni via d'uscita, non ci riuscii, ma non mi arresi.
Cominciai a dimenarmi, e a dimenarmi come un pazzo, quando di colpo, Leòn mi afferrò per la felpa, tirandomi su di colpo, talmente forte da liberarmi da ciò che mi teneva legato, e fu un attimo, venni alzato da terra, e poi sbattuto con forza contro una parete, mi mancò l'aria, stavo per perdere conoscienza, quando, lui, con un gesto fulmineo, mi pressò ancora di più al muro, mentre una delle mani che mi stringeva la felpa, giunse al mio mento stringendolo e costringendomi a guardarlo dritto in volto, era un viso nascosto nell'oscurità, che non riuscivo a scorgere, ma dentro la mia testa, oltre i miei occhi, lui era lì, con quel suo sguardo glaciale, crudele di un forte verde smeraldo.
Mi alitò sul collo, portò le sue labbra sul mio orecchio e sussurrò, diabolico e eccitato.
[Non puoi scapparmi Nickolas, non ti ricordi più la tua promessa? Tu vuoi che lei si salvi no?]
Un lampo di lucidità, mi attraversò di colpo il cervello, ripensai a lei, ad Annika, la mia Annika. Ero giunto lì, mi ero consegnato a lui per lei, per salvarla.
Strinsi i denti, acquistai un pò di forza e coraggio che mi avevano abbandonato e risposi in collera:
-Dov'è lei? Dov' è?-
[E' esattamente dove doveva essere: ovvero làggiù, in quella casa, in quel luogo abbandonato da Dio, là dove tutte le anime prima o poi dovranno giungere, ancora è presto, ma non ci vorrà molto sai, tutto dipende da te!]
Il tono con cui aveva pronunciato quelle parole, la fredezza, che aveva usato, e con la quale sigillò con cura e perfezione glaciale ogni suo tono vocale, mi fece rabbrividire, tentai ancora di liberarmi ma senza risultato, allora con voce tremante sentenziai.
-Che devo fare..che vuoi che faccia, per salvarla, COSA VUOI CHE FACCIA DANNAZZIONE!-
gridai infine trattenendo a stento le lacrime.
L'urlo rimbombò in quel buio, fino a svanire, poi d'un tratto, percepii Leòn molto vicino, quel profumo che emanava mi faceva girare la testa, vacillai inerme, alzai gli occhi debolmente.
Da una feritoia nascosta chissà dove in quell'oscurità, attraversò un raggio argentato evanescente che iluminò il suo viso. Quei suoi occhi verde smeraldo mi trapassarono da parte a parte e capitolai, mi abbandonai completamente a lui, a lui che nonostante la perfidia era perfetto, e bellissimo, trasalii quando percepii la sua presa diminuire, mi attirò a sè dolcemente, sentii il suo mento toccare la mia spalla, la sua guancia fredda accarezzò la mia che era calda.
Tremai, ma continuavo a rimanere abbandonato a lui, che con estrema delicatezza lasciò che le sue labbra mi percorressero il collo, il volto fino a raggiungerlo nuovamente, il suo naso cominciò ad inebriarsi del mio odore.
[Nickolas hai un odore, un profumo divino mi fai impazzire, tutto di te mi fa impazzire]
Trasalii, ma ormai ero alla sua mercè, bastava poco, solo delle poche e semplici parole ed ero suo, suo per l'eternità.
Ed esse giunsero, dolci, tenere, e delicate in un sussurro.
[Sei mio...vieni con me]
il mio cuore ebbe un sussulto sentii la mia coscienza abbandonarmi.
Lasciai cadere la testa sulla sua spalla, e poi loro giunsero, di colpo, due piccole lame affilate e appuntite, si insediarono fogacemente e fameliche nella mia pelle, fino a spingersi oltre, a sprofondare nelle mie carni.
Cacciai un debole urlo che si trasformò in un mugulio di piacere e dolore, gemetti debolmente e mi abbandonai completamente a lui, per sempre.
Il mio corpo tremò un ultima volta, e il mio cuore battee il suo ultimo colpo.
Poi quel veleno penetrò completamente, lo sentivo scorrere caldo, era l'unica cosa calda di Leòn, di loro.
Lentamente i miei occhi raggiunsero l'oscurità più profonda, il mio corpo smise di flettere i muscoli, la mia testa ciondolò abbandonata su quella spalla, poi il bruciore, esso compresse ogni mio singolo organo vitale, sussultai un ultima volta, e tutto svanii.
CAPITOLO 1
Trance
-Nickolas...Nick svegliati NICKOLAS!-
Un urlo penetrò dentro la mia testa, era una voce ovattata, ma che credevo di conoscere, anzi che credevo!?
La conoscevo benissimo. Cercavo di farfugliare qualcosa nel sonno, che non riuscii a sentire.
Fu la risposta che giunse alle mie orecchie a rendermi cosciente di ciò che la mia bocca aveva detto, senza che io avessi più o meno cercato di parlare.
-Non ti stavo urlando Nick, su svegliati cavolo tra meno di due ore dovremmo essere sull'aereo per andare in Italia a Roma, ti ricordi? vero?!...firmare copie di Unbreakable alle Messagerie Musicali o no?-
Non stava urlando, certo come no! E allora come mai la sua voce mi trapanava la testa cacchio! E comunque gridarmi o meno, che cavolo avevo combinato la notte precedente, per ridurmi così?
Scossi la testa, e aprii gli occhi incontrando quelli blu di lui, Brian.
Sbuffai annoiato e risposi:
-Ma che diamine Brian, piantala di urlare, ti sento benissimo cazzo!-
Lo scorsi scuotere la testa, sconvolto e poi rieccolo a parlare, anzi ad urlare.
-Ah mi senti?! Come No! Che diamine, cavolo Nick è da un quarto d'ora che ti chiamo, mi stavo spaventando!-
Sorrisi divertito, portai i miei occhi su di lui e risposi:
-Dio Brian quanto sei tragico, cosa credevi che mi fosse capitato? Lo sai che ho il sonno pesante!-
-Altro che pesante Nickolas...forse se ti gettavo una secchiata d'acqua gelata adosso ti saresti svegliato all'istante!-
Risi ancora e risposi:
-Esattamente, perchè non l'hai fatto allora Bri?-
Sul suo viso apparve una leggera smorfia stralunata, era pronto per rispondermi, ma di colpo scosse la testa, mosse la mano destra all'aria come per dirmi "lascia perdere" mi guardò ancora e finalmente disse qualcosa.
-Nick...sarà meglio che ti muovi!-
Io annuii
-Certo capo-
-Piantala ci vediamo di sotto-
-Okay-
Si voltò stava per solcare la porta della mia camera e andarsene, quando si girò verso di me, mi raggiunse, mi scrutò da capo a piedi, ero completamente nudo, e sentenziò sarcastico.
-Fatti una doccia...puzzi, e glielo paghi tu il taxi alla biondona che ti aspetta giù nella hall, vero?-
"Biondona giù nella hall?...ma che diamine!" mi chiesi, lo guardai stranito, lui sorrise beffardo, aveva intuito ciò che mi ero chiesto:
-Oddio Nickolas, non ti ricordi nulla di quello che hai combinato ieri sera qui a Francoforte, cavolo ti sei ubriacato, e ti sei portato alle 4 di notte una biondona in camera...vuoi che ti descriva anche le tue prestazioni vocali? Hai svegliato di soprassalto Howie che come un pazzo, si è precipitato in camera mia, preoccupato che ti stessero torturando o qualcosa del genere...talvolta il suo essere tanto premuroso con te mi spaventa...vabè Prick ti lascio alla tua doccia, e vedi di sbrigarti!-
Volevo ribattere, ma lui era già uscito dalla camera.
Sbuffai nuovamente, mi diressi verso l'enorme finestra che dava sul fiume Meno; che divideva la vecchia Francoforte da Sachsenhausen (nome quasi impronunciabile almeno per me, che avevo sempre avuto problemucci con le pronunce delle altre lingue)ma ero così ormai, le fans ci erano abituate e lo stesso gli altri ragazzi della band, quindi che fare, se non prenderla sul ridere?
Sospirai, posai la fronte sul vetro e mi persi a guardare quell'immenso fiume, illuminato dalla fioca luce mattiniera del sole. Sgranai gli occhi, era ancora l'alba che palle, portai gli occhi sulla radio sveglia accanto a me, che segnava le 6 in punto, cazzo..io Brian volevo ammazzarlo, me l'aveva fatta, l'aereo che dovevamo prendere era quello delle 10:00am, che bisogno c'era di svegliarmi alle 6am cazzo! Quel disgraziato, temeva che avessi fatto tardi? Ma si era esattamente, ovviamente così.
Strinsi i pugni infastidito, avevo un sonno tremendo, avrei desiderato di gran lunga gettarmi sul letto e dormire ancora, ma ormai mi aveva svegliato, quindi col cavolo che mi sarei addormentato di nuovo.
Ero furioso, quindi senza pensarci, mi staccai dalla finestra, uscii di camera così com'ero, e guardai di sotto lui era lì, quella serpe!
Deglutii la saliva e senza badare a niente e nessuno urlai a gran voce:
-VAFFANCULO BRI...-
La "A" e la "N" si gelarono in gola non appena udii uno strillo più acuto del mio, a pochi metri da me.
Trasalii voltandomi e incontrai la figura di una fragile vecchietta munita di borsetta firmata "Prada" che con il suo leggiadro e vistoso taileur blu, mi lanciò la sua adorata borsetta in pieno viso urlando:
-AAAAHHHHH AIUTO UN MANIACO AHHHH VATTENE..VATTENEE!!!!-
-Signor..signora si calmi io..io-
-AAAHHH ZITTO! ZITTO VERGOGNATI, VERGOGNATI!-
Volevo risponderle a tono quando mio malgrado mi accorsi che ero nudo.
Arrossii visibilmente e cercando di scappare alla furia di quella "fragile anziana signora" mi gettai direttamente in camera chiudendo a chiave, mentre lanciavo eresie a lui, alla serpe. Brian!
Non sò per quanto tempo mi comportai così, fatto stà che stufo, decisi dato che c'ero di farmi quella stramaledetta doccia, avrei pensato lì sotto a come vendicarmi di Brian, non l'avrebbe passata liscia no, no! Per niente, nulla al mondo.
-La mia vendetta sarà tremenda!- sghignazzai, da solo, nudo, in piedi, davanti allo specchio...un pazzo ecco cosa ero in quel momento.
Deglutii la saliva, e mi trascinai sotto la doccia.
*§*§*§*
Alle 7:00 scesi e raggiunsi gli altri nella hall. I miei occhi incontrano quelli di Brian che se la rideva sotto i baffi, vipera che non era altro! Feci un sorrisino di circostanza e lui si avvicinò a me, con quella sua aria da perenemmente angelico, mi sorrise, poi mi sussurrò a denti stretti.
[Suvvia Nicky non è poi accaduto niente di male no? sei stato puntualis...]
Non lo feci finire che scoppiai, sbraitando di colpo come un folle.
-COME NO! QUELLA VECCHIA PAZZA MI HA PICCHIATO A SANGUE, VAFFANCULO BRIAN, VAFFANC...-
Mi arrestai seduta stante, perchè incrociai una figura a me molto famigliare, ovvero la biondona di ieri notte, o forse dovrei dire di stamane.
Scossi la testa, lei mi guardava con gli occhi sgranati, per poi fare finta di niente e sorridermi, io ricambiai, poi rivolsi un'occhiataccia a Brian e parlai.
-Tu non hai la minima idea di quanto me la pagherai per questo Brian Thomas Littrell, ed ora scusami, ma l'impegno chiama, ho una fanciulla da scortare al taxi, anzi perchè no, che scortare...-
Feci una piccola pausa, e continuia sottolineando ciò che stavo per dirgli.
-...Dato che abbiamo ancora 3 ore prima che l'aereo parta, che ne dici se non fossi io stesso ad accompagnarla a casa sua dovunque essa sia...niente in contrario vero Bri?-
Lo vedevo che stava per rispondere, ma decisi di precederlo dicendo un pò strafottente. (Ero ancora molto incazzato.)
-Perfetto è andata ciao ciao, ci vediamo all'aereoporto!-
Sorrisi portando lo sguardo su di lei, guardandola meglio era di una strana bellezza orientale nonostante abitasse in un paesinino poco fuori Francoforte aldilà del Meno, almeno così mi pare di ricordare che mi avesse detto, ieri al locale.
Indossava un paio di jeans attillati, con gli stivali e una giacchetta, bianca lucida corta, e sotto di essa potevo notare la sua scollatura abbondante nera.
"wow" mi dissi "sono un asso a scegliere ah ah ah!"
Mi passai la lingua sul labbro inferiore, lei ricambiò mordendoselo delicatamente, le sue labbra erano rosee e carnose, per non parlare poi dei suoi occhi azzurri quasi all'inverosimile.
Deglutii la saliva, sospirai, mi allontanai da Brian e dai ragazzi e la raggiunsi stringendole quei fianchi, e accarezzarle quel sedere sodo, sorrisi ammiccante avvicinai le labbra al suo orecchio, respirai in esso, sorrisi, gli morsi leggermente il lobo, e sussurrai.
[Ti accompagno io a casa okay? Non ti dispiace vero, tra l'altro dovrei farti anche due chiacchere in privato]
Lei arrossì imbarazzata, mi fece un debole sorrisino, e poi eccola la sua voce, quel tono alla: "mi sono molto divertita"
Mi tolse la mano dal suo sedere, mi sorrise e poi con una superficilità da far tremare chiunque, mi regalò senza complimenti la botta tra capo e collo. Alè!
-Nickolas....Nick mi sono molto divertita, ma tutto quà, non c'è bisogno che ti disturbi okay, sò cavarmela da sola, devi solo darmi quei 100 Euro per ciò che ti ho fatto, te ne sei scordato, dato sei crollato subito, quindi...ahem-
Portai velocemente il mio sguardo su Brian che fece spalucce, sorrisi, mi rivolsi a lei cercando di non fargli vedere che mi aveva letteralmente fatto sentire un imbecille davanti ai miei amici. Che figura! Inghiottii, e con estrema e finta sicurezza, e decisione nonchè freddezza, tirai fuori il mio portafogli, e gli spiatellai 200 Euro dicendole.
-Ecco tieni gli altri 100 per comprarti qualcosa che ti faccia sparire quella tremenda alitosi che hai!-
Ecco che la mia incazzatura post Brian si era riversata contro di lei, che sconvolta, mi mollò una tremenda spinta allontanandosi, mi mostrò il suo dito medio, e gridò:
-STRONZO!-
Feci spalucce e lei infuriata uscì sbattendo la porta.
Sentii sghignazzare a pochi metri da me, mi voltai ed eccoli Howie, Brian la serpe, e Aj a ridere sotto i baffi, mi infuriai ancora, li fulminai con lo sguardo, e sentenziai offeso e un pò avvilito.
-Andate a fanculo tutti e tre!-
detto ciò uscii dalla porta e me ne andai via di gran carriera per non sò dove.
*§*§*§*
Correvo e correvo con il mio Ipod alle orecchie, e pensare che mi ero fatto appena la doccia, vabè me la sarei rifatta tranquillamente, una volta che mi fossi deciso a fare dietro front e ritornare o in Hotel o andare direttamente all'aereoporto. La musica si impossessò di me, e della mia stessa testa, stavo ascoltando l'album degli Evanescence "The Open Door" e la canzone che avevo nelle cuffie era: "Lithium". Sospirai guardandomi intorno. Ero giunto in una sorta di sottobosco o qualcosa del genere, era fitto, il cielo era coperto da pile e pile di rami che si innalzavano da ogni albero lì presente.
Sotto le mie Nike ultimo modello, c'erano mille e milioni di foglie di un rosso autunnale quasi accecante, rimasi estasiato ad ammirarle come si espandevano lungo tutto il sentiero.
Fermai il mio frenetico jogging, guardai in alto, chiusi gli occhi e cominciai ad inspirare e ad espirare.
Facevo tutto il possibile per respirare quell'aria pura e fresca, ad ogni respiro la mia rabbia cominciava a placarsi, poi di colpo, alle mie narici giunse un profumo estraneo da tutto ciò che mi circondava, era un qualcosa di selvaggio, dolce, magnetico e sensuale.
Sussultai, non appena intuii che qualcuno era davanti a me, tremai senza un motivo ben preciso, e lasciai che le mie palpebre si aprissero.
Fu in quel preciso istante che i miei occhi anche se accecati momentaneamente da una raggio di sole che era riuscito a filtrare attraverso la boscaglia, incontrai quei due occhi verde smeraldo, trasalii. Ne ero atratto fino all'inverosimile.
Allargai il mio campo visivo, e scorsi dei capeli castani, scesi ancora con lo sguardo e notai i suoi lineamenti maschili, sussultai.
Quel raggio venne sovrastato da una nuvoletta di passaggio, e lo vidi chiaramente:
quello che avevo davanti era un ragazzo di circa 28 anni, alto, con una pelle molto chiara, quasi albina, labbra rosee e sfumate leggermente di rosso.
Era lui che emanava quel mistico profumo? Non lo sapevo ma quasi vacillai, scossi la testa indispettito tentai di parlare ma lui mi prevenne, sorridendomi a 32 denti, dentatura perfetta e bianca.
-Ciao, sei nuovo di qui? Non ti ho mai visto da queste parti!-
Lo guardai stralunato, la sua voce era uscita così melodiosa, profonda, magnetica e sensuale da stordirmi. Ma che mi stava accadendo? Perchè mi sentivo a quel modo? Non lo sapevo, e non volevo neanche capirlo, quindi scossi la testa e mi concentrai sul suo abbigliamento:
indossava una semplice felpa bianca, un paio di jeans neri e scarpe da ginnastica.
-Si sono nuovo- risposi di colpo guardandolo direttamente negli occhi. Che mi era preso?
Sorrise amichevole, si avvicinò di un passo e mi scrutò da capo a piedi, ad ogni sua occhiata mi sentivo risucchiare, e gelare il sangue nelle vene, mentre il mio corpo veniva attraversato da una miriadi di emozioni, che si davano battaglia impedendomi di riuscire a capire cosa veramente stessi provando in quegli interminabili attimi, ed istanti.
-Lo vedo...ti sei trasferito qui da poco, o sei solo di passaggio?-
Perchè diamine mi stava facendo queste domande che voleva da me? Non lo sapevo ma mi stava cominciando a dare sui nervi, volevo dirgli di lasciarmi in pace, ma non appena il suo sguardo magnetico, penetrò il mio, capitolai, e senza rendermene conto mi avvicinai a lui, fino a sentirne chiaramente il profumo, e risposi.
-Sono...solo...di..passaggio, chi sei tu?- chiesi riprendendomi debolmente
Lui sorrise ancora, e avanzò di un'altro passo.
Era a pochi mm dal mio viso, e continuava a fissarmi e a fissarmi privandomi della lucidà, che diavolo...che cosa, chi era? e che voleva da me!
Si arrestò, poi di colpo le sue labbra raggiunsero il mio orecchio e sussurrò in esso:
[Allora se sei di passaggio dobbiamo fare in fre...]
Di colpo alle mie spalle sentii giungere dei passi, qualcuno stava correndo verso di me.
-Nick..ehy Nick-
Era la voce di Brian, mi svegliai di colpo dal mio stato di trance, tornai padrone di me stesso, guardai davanti a me e quel ragazzo era svanito.
-Nick-
-Brian ma che...ma che?-
Vacillai, stavo per perdere il controllo delle gambe, quando la forte presa di Brian mi prese in tempo.
-Nick oddio! Stai bene?-
Stralunato, portai i miei occhi su di lui, e risposi.
-Si sto..sto bene, ma che diavolo è successo?-
La voce di Brian si fece preoccupata, ma cercò di rispondermi.
-Non lo sò Nick, coraggio rientriamo, non hai una bella cera-
Volevo, stavo per rispondere, ma ripensai a quegli occhi, mi strordirono ancora, e senza dire o fare altro soretto dal mio migliore amico feci ritorno all'hotel.
CAPITOLO 2
Annika
Correre, e correre senza un perchè, senza una causa, senza nessun motivo, ma stavo correndo, come un forsennato stavo scappando, da chi? Da cosa? Che stava accadendo? I miei occhi si guardarono intorno spaventati, disperati, e stracolmi di lacrime, stavo piangendo? Si lo stavo facendo ma perchè?
Volevo arrestare il mio incedere, ma le gambe non volevano saperne di ubbidire.
Ero circondato da una miriade di querce, felci, pini, abeti, rovi, e tutto attorno c'era il buio, e l'aria che tirava raggelava in ogni istante il respiro, privandomene.
Deglutii a fatica il macigno che mi si era instaurato in gola, sospirai, l'aria gelata mi trafisse e ferii la gola incendiandomela. Una fitta tremenda mi colpii senza pietà le gambe, stavo cadendo, ma riuscii a sorreggermi ad un tronco coperto di muschio, e finalmente arrestai la mia frenetica e insensata corsa.
Stavo per crollare ai piedi di quella che doveva essere un immensa e maestosa quercia, quando di colpo il mio corpo si irrigidii sotto un' improvvisa e forte presa dura e fredda come il marmo.
Persi un battito, volevo urlare, ma una mano ghiacciata mi serrò la bocca, e poi avertii il suo respiro sulla nuca, e la sua voce si insediò dentro la mia testa, mentre la sua fragranza era già intervenuta per stordirmi.
-Ciao, sei nuovo di qui? Non ti ho mai visto da queste parti!-
risposi automaticamente abbandonandomi a quella voce.
-Si sono nuovo-
Sentii quella presa presentarsi sicura, determinata sul mio collo, sulle mie spalle stringendole, e poi ancora parlò.
-Lo vedo...ti sei trasferito qui da poco, o sei solo di passaggio?-
Tentai di liberarmi da quella trappola di marmo, volevo scappare da lui, da quella mistica presenza che mi aveva imprigionato tra le sue spire.
-LASCIAMI-gridai
riuscendo a strattonarmi da lui, mi voltai e incontrai una figura nera, che restava lì di fronte a me, impassibile come fosse una statuta.
-Calmati ragazzino-
sentenziò di colpo, con tono saccente e freddo da farmi impallidire
scossi la testa, feci un passo indietro e replicai.
-Si può sapere chi diavolo sei? che vuoi da...-
Mi bloccai non appena percepii la sua morsa letale alle mie spalle, mi dimenai, tentai di scacciarlo, ma più ci provavo più lui aumentava la stretta, mi stava stritolando, sentivo chiaramente le mie ossa comprimere i miei stessi organi, che venivano trafitti dalle mie stesse ossa, gridai, ma l'urlo morì in gola.
Smarrii ogni contatto con la realtà, la mia testa ciondolò giù, mentre il mio respiro si fece impercettibile.
D'un tratto un mistico e magnetico sussurro giunse ovattato alle mie orecchie.
[Date non voglio niente per cui io debba risponderti, sai già quello che voglio, e sai già che l'otterò]
Quella frase mi tolse anche quel poco di respiro che avevo, il cuore smise di battere, e lo sentii, percepii, avertii un immenso bruciore che mi attraversava quello che restava del mio corpo quasi ridotto ai minimi termini.
Non ce la facevo, quel fuoco che mi era imploso come una bomba dentro, mi trapassò da parte a parte. Bruciavo, stavo bruciando, mi faceva male molto male, ma non potevo fare niente se non cacciare urli lancinanti, mentre qualcosa di caldo, forse il mio stesso sangue, scivolava sulla mia pelle, annientandomi a poco a poco.
*§*§*§*
Mi svegliai di soprassalto trovandomi di fronte una poltroncina blu, non capii.
Che era successo? dov'ero finito? Fu una voce a me molto familiare a riportarmi con calma alla realtà.
-Nick tutto okay?-
Trasalii mi voltai e incrociai gli occhi blu del mio miglior amico, feci un respiro di sollievo, con mano tremante mi toccai la nuca, e il collo che erano madidi di sudore, e non c'era niente che potesse assomigliare ad una ferita o qualcosa di simile, cercai di riprendere il controllo di me stesso e del mio stesso battito cardiaco.
Fatto ciò, chiusi gli occhi, mi ritrovai in quell'enorme foresta buia, e gelida, scossi la testa cacciando via tutto, ogni cosa, e quando riaprii gli occhi, guardai Brian e parlai.
-Si..sto bene Brian...sto..bene ho avuto solo..ho avuto solo un incubo, un orrendo incubo...va..vado a lavarmi la faccia-
Lui annui, io feci un leggero sorriso a fior di labbra, e stando attento a non cadere a terra, dato che barcollavo un pò, raggiunsi il bagno.
Perfetto era occupato! notai, quindi con estrema pazienza e stando attento a non svenire lì attesi, e attesi.
Un minuto o due. Mi stavo già spazientendo.
deglutii la saliva e bussai.
dall'altra parte, una voce giunse chiara e forte.
-Un attimo-
-Si muova e che diamine non ho tutta la sera!-
-Non si preoccupi..adesso esco-
Stavo per sentenziare qualcosa quando sentii il rumore dello sciacquone.
"ALE'!" Strillai dentro di me.
La porta bianca si aprì, feci un passo indietro per far passare quell'energumeno, ma forse non indietreggiai abbastanza perchè quel suo sederone, mi spinse giù per terra, con un tonfo.
-Ahia!- mormorai, mentre quell'uomo stempiato, in ghiacca e cravatta neri, camicia ingiallita e mocassino a carico mi guardò dall'alto del suo 1,70 e dei suoi 200 kg, sorrise di sbieco e parlò.
-Scusi ma lei stava in mezzo-
-Brutto ciccione ingiallito...- borbottai irritato, ma lui non mi sentì e con la sua aria da "io sono sexy"
(ma per favore) svanì all'orizzonte.
Lo seguii per un pò con lo sguardo e non volevo essere nei panni di quelle vittime innocenti che venivano travolte dal suo ancheggiamento a 360 gradi. (era ridicolo) Scossi la testa un pò disgustato e frastornato, poi udii di fianco a me una piccola risata. Portai la mia attenzione su un paio di scarpe eleganti nere, salii con gli occhi e scorsi un paio di jeans blu, un pò più in su notai una camicia bianca, una cravatta e una giacchetta nera, e infine un viso coperto da degli occhiali da sole.
Aveva i capelli castani, mi sorrise per poi guardarmi attraverso la sua perenne oscurità.
Infine ecco una voce maschile vellutata, profonda che parlò.
-Non badarci c'è molta gente maleducata al mondo-
Non risposi, mi alzai da terra, e quasi inciampai su i suoi piedi, ma riuscii a riprendermi in tempo prima del volo d'angelo sul pavimento.
Sorrisi scusandomi, lui di tutta risposta, fece cenno con la mano di non preoccuparmi, e mi sorrise per poi alzarsi e avvicinarsi a me.
Era a pochi cm dal mio petto, e di colpo una senzaione di disagio e freddezza mi avvolse pietrificandomi, lo fissavo senza riuscire a staccargli gli occhi di dosso.
-De..devo andare in bagno-balbettai soffocato
Si chinò a pochi cm dal mio viso me lo studiò e parlò ancora.
-Non hai una bella cera sai? Soffri l'aereo?-
-Si un pò, ora se vuole scusarmi dovrei entrare in bagno-
-Prego- mi fece cenno sorridendomi, lo guardai di sbieco, e gli voltai le spalle pronto per entrare, appena afferrai la maniglia, percepii un improvvisa presa al mio braccio, trasalii era gelida.
-Aspetta un attimo, ho qualcosa che può servirti per alleviarti la tortura aerea-
Avertii la sua presa diminuire, e ne approfittai per allontanare il braccio e rispondere.
-No grazie, ho già quel che mi serve, non ho bisogno d'altro non si preoccupi, e ora se vuole scusarmi dovrei entrare d'urgenza in bagno-
-Okay..ma forse credo che sia meglio per la tua salute che mi ascolti, credo che tra poco qui si traballerà-
-Me la caverò-dissi per poi sfuggire dalla sua persona ed entrare in bagno.
Una volta dentro, e dopo aver chiuso a chiave sospirai, e guardai il mio riflesso sullo specchio che avevo accanto. Cavolo ero un mostro, bianco come un cencio, e con delle leggere occhiaie postumi della notte precedente. Che palle!
Mi toccai il volto, era caldo, e sudato, avevo forse la febbre? Feci no con il capo, ma comunque nel dubbio decisi di toccarmi la fronte. Tiepida.
-Menomale niente febbre-
Distolsi gli occhi dallo specchio per portarlo sul lavandino automatico.
Cominciai a lavarmi la faccia, ogni getto freddo era un sollievo per me, mi stavo rilassando, la mia mente era riuscita a svuotarsi da quell'incubo, e anche da quello strano tizo là fuori; mi aveva inquietato e non poco. Come si permetteva di prendersi tutta quella confidenza con me, non mi conosceva neanche magari sapeva che ero Nick Carter, un vip ma non aveva il diritto di rivolgersi a me come se fossi un suo caro e vecchio amico. Che diamine!
Sbuffai infastidito, poi, mi buttai ancora un pò d'acqua in viso, mi asciugai, e con il mio solito passo sicuro raggiunsi la porta, l'aprii con sicurezza, ed uscii trovandomi faccia a faccia con quel losco tipo.
Mi fece un sorrisino a fior di labbra, io abbassai lo sguardo, stavo per passargli davanti, quando di colpo l'aereo traballò.
Che ti pareva?!Manco a farlo apposta mi ritrovai addosso a lui. Mi allontanai di nuovo scusandomi, e con passo veloce e traballante raggiunsi il mio posto, sedendomi.
Sentivo gli occhi di quell'uomo addosso, intimorito provai a sporgermi oltre il mio posto, lui era lì alla porta mi fissava, sorrise di sbieco, scosse la testa e svanì dentro il bagno.
*§*§*§*
Le grida, tremende, chiassose, e infinite urla di decine di milioni di fans ci avevano accompagnato per tutta la durata della firma degli autografi sulle copie di Unbreakable, le nostre canzoni avevano riecheggiato all'interno delle Messaggerie Musicali, all'infinito. E come da copione io non ero dell'umore giusto, stavo impazzendo, avevo un sonno tremendo, non mi reggevo nemmeno in piedi, e poi quel sogno, quell'incubo l'incontro della mattina, e poi quello con quel misterioso tizio del posto accanto al wc (così avevo deciso di chiamarlo)mi stavano torturando.
C'era qualcosa che non mi tornava, qualcosa che mi metteva a disagio, non ce la facevo più, mi sentivo in pieno chaos, in oltre avevo un mal di testa allucinante, e "Panic" la mia canzone preferita a tutto volume ccome sottofondo accompagnata dalle urle delle fans ancora lì fuori sotto l'acqua non mi era certo d'aiuto. Sospirai esausto, Howie che era di fianco a me, mi fissava preoccupato, sentivo il suo sguardo apprensivo addosso, che palle! Era una cosa che non sopportavo, ora che non c'era Kevin a tenermi d'occhio sfuggente.
(da notare lui era sfuggente, Kevin intendo...ma Brian, Aj e secialmente Howie erano l'esatto contrario..ovvero mi stavano addosso)
Infatti avevo ben 6 occhi che si tenevano pronti a fissarmi in un agitazione perenne, e Howie era quello che più sembrava tenerci a quel compito.
Alle volte, molte volte era talmente asfissiante da farmi venire l'ansia, poi si lamentava mi stressavo continuamente!
E quello che stava accadendo ne era un'altra prova! Non ne potevo più, avevo una voglia matta di alzarmi e andarmene da qualche parte, solo per sfuggire a quello sguardo e anche agli altri due che sembravano molto interessati al momento: "controlliamo Nicky non mi pare che stia bene!"E che cazzo lasciatemi in pace!
Cavolo che nervoso, era una cosa, una situazione, assurda e completamente, incondizionatamente, totalmente pesante e decimante per me.
Però dovevo trattenermi, c'erano le fans e non volevo spaventarle con una delle mie rare ma perenni uscite alla Carter Isteria. Quindi tentai di controllarmi, anche se stavo davvero per esplodere.
Distolsi per un breve istante la mente dai miei mille pensieri e seghe mentali riguardarti il tizio di Francoforte e quello dell'aereo sembravano la stessa identica persona, scossi la testa, pura coincidenza, o forse la pazzia mi aveva raggiunto senza attendere la soglia dei 90 anni? Bho..ma il che era più che probabile. Oddio ero da manicomio! Scossi la testa, togliendomi di torno quelle infelici opzioni riguardandi la mia sanità mentale,
e portai gli occhi su Howie e come immaginavo li aveva fissi su di me da quasi un'ora compresa quella luce di apprensione alla massima potenza, feci un debole sorrisino isterico e sotto voce sentenziai.
-Howie...si può sapere che cavolo hai da fissarmi così, sei pesante, sto bene accidentaccio a TE!"
Il "TE" forse l'avevo urlato, perchè di colpo una delle fan messe in fila a pochi metri da Aj si era voltata verso di me, facendo far fare un volta faccia collettivo a tutti nei miei confronti.
Sorrisi debolmente e un pò imbarazzato tornai a fissare il tavolino, mentre con le mani giocherellavo con il pennarellone nero.
-Nick si può sapere che accidentaccio ti è preso?- mormorò Howie
Altro sorrisino.
-Fatti i caz...-
Mi bloccai, la fan che prima era da Aj era già giunta da Howie, che sfoderò il suo sorriso migliore e parlò.
-Ciao come ti chiami?-
Io che fissavo la scena sott'occhi potevo godermi, e senza farmi beccare il panorama che avevo a pochi cm da me, hihihi.
La ragazza in questione aveva dei lunghi capelli biondi, una felpina attilata rosa che recitava la scritta "Fornarina", e un paio di jeans stretti, che gli mettevano in risalto quel po piè di sederino che si ritrovava, sorrisi debolmente, quando udii la sua voce timida che rispose alla domanda.
-Ste..Stella-
-Da dove vieni?- chiese Howie mentre prendeva delicatamente dalle sue mani la copia di Unbreaklable in cartone.
-Da Latina-
Se non avesse detto, ciò che aveva detto io non gli sarei scoppiato a ridere in faccia, la risposta di Howie fu:
-Oh molto lontana, come ci sei venuta dalla Emila Romagna?-
Ecco no..no era troppo, alzai gli occhi per vedere la faccia di Stella ma lei non ebbe la benchè minima reazione era troppo persa a guardarlo, io però non avevo vincoli con lui quindi scoppiai a ridere come un pazzo.
Howie mi guardò stranito, non capiva perchè stavo ridendo, quindi gli risposi scandendo come meglio potevo le parole.
-Howie ahahahah Latina non è in Emilia Romagna, è qui nel Lazio, è una cittadina di provincia ahahha oddio ahaha sei troppo forte oddio!-
Howie arrossì visibilmente, chiese scusa alla ragazza e poi insieme a lei si mise a ridere seguito a ruota da Aj, Brian, e le fans.
Ridemmo per una buona decina di minuti, poi una volta ritornati in noi, Stella fu davanti a me.
La guardai, le sorrisi era molto carina due occhi blu meravigliosi, e guance rosse, portava due orecchini con una piccola perlina bianca a carico, mi sorrise timidamente, le mani le tremavano.
Di tutta risposta la rassicurai dicendole con il mio tono dolce.
-Ehy tranquilla Stella non ti mangio-
-Lo sò però. ..però...-
-però?-chiesi per sciogliere la tensione
-Oddio Nick sei bellissimo-
La solita frase, ormai ero abituato a sentirmela dire o gridare ma comunque ne restavo sempre molto lusingato.
le feci l'occhiolino, e mi passai accidentalmente la lingua sul labbro inferiore.
-Grazie piccola- dissi
Lei quasi svenì, gli firmai la copia salutandola forgiando uno dei miei tanti sorrisi, e la congedai, pregando la sicurezza di tenerla d'occhio perchè da come vacillava poteva cadere a terra da un momento all'altro.
Che gli facevo io alle ragazze? Mi sconvolgevo da solo. Derisi me stesso. poi portai i miei occhi sulla ragazza che dopo Howie giunse da me. (svelta la tipa)
Non appena i miei occhi incontrarono i suoi, qualcosa dentro di me esplose, non sapevo bene cosa fosse, ma c'era, era giunta lì dentro di me scuotendomi dal mio pernenne torpore interiore.
Aveva due grandi occhi azzurri stupendi, il suo viso era delicato lineamenti perfetti, la sua pelle era candida come la neve, aveva su un leggero ombretto rosa e celeste che rendevano il suo sguardo altamente penetrante, profondo, intenso, tenero, e innocente.
Mi sentii mancare la terra sotto i piedi in alcuni istanti in cui incroiciai qugli occhi, prima di vederla abbassare timidamente il viso arrossendo leggermente, era come se fosse entrata dentro il mio animo.
Deglutii la saliva e con un tono di voce scosso, e attratto nonchè molto dolce le chiesi:
-Come ti..ti chiami?-
Ci fu un breve attimo di silenzio, tutto intorno a me si annullò, il silenzio regnava, non vedevo nessuno, se non lei, tutto scorreva a rallentatore lasciadomi il privelegio, l'onore di farmi godere in ogni piccolo particolare di quel visino dolce, e quel corpo, semplice, ma che per me era un qualcosa di raro.
La vidi sorridere dolcemente, poi udii la sua soave voce, e quel dolce sussurro.
Il suo nome mi sfiorò delicato le orecchie, la mente, il cuore e il mio stesso animo, catturandomi completamente, imprigionandomi in quelle vocali, in quelle consonanti, in quelle parole, che per me furono musica.
-Annika-
Sorrisi.
-Annika, bel nome di dove sei?-chiesi cercando di ritornare in me almeno per qualche istante, e al di fuori lo ero, ma dentro avevo un tumulto di emozioni, e il cuore sembrava non volerne sapere di arrestarsi, stava per uscirmi direttamente dal petto, e insediarsi in lei, e legarla a me, per un tempo indeterminato.
-Gra...grazie...in paesino Tosc no-
Okay io ero andato non avevo capito una mazza di ciò che aveva detto, eppure aveva farugliato qualcosa con quel suo tono dolce e timido che mi scioglieva, ma cosa era un: "gra..grazie" seguito da un qualcosa tipo "paesino Tosc...no" Bho, scossi la testa e mi limitai a guardarla, e a sorriderle come un idiota.
Ci guardammo un'altro istante negli occhi, che a me pareva un eternità e poi firmai la sua copia.
-Ci..ciao!-sussurrai di colpo, lei si voltò mi sorrise e poi se ne andò.
Non scorderò mai quei suoi lunghi capelli neri avvolti in una coda, non dimenticherò mai la leggiadria che aveva mentre si allontava da me, continuai a fissarla come un beota fino a che non fu la voce di Howie a destarmi, che strazio, lasciamela guardare.
-Nick...Nickolas...EHY!-
Trasalii stavo per urlargli contro quando i miei occhi incontrarono l'ennessima fan.
Sorrisi distratto, presi la sua copia e firmai, chissà cosa scrissi, l'unica cosa che ricordo fu la sua faccia stralunata.
Che avevo scritto di così terribile?
Una pacca mi raggiunse la nuca, scattai in piedi e urlai ignaro.
-AHI CHE DIAVOLO FAI D!-
-Idiota! ecco cosa sei!-
non capivo.
-Idiota...ma sei fuori, ma che diamine ho fatto me lo spieghi di grazia?-
I suoi occhi mi fulminarono, lo vidi alzare una mano ed indicarmi una direzione, seguii il suo dito, e notai quella ragazza che avevo appena congedato, stava piangendo.
-Che gli è successo?- chiesi cadendo dalle nuvole.
La voce di Howie subentrò aprendomi gli occhi e liberandomi dal mio status di trance.
-Hai praticamente scritto sulla sua copia, "non mi rompere"-
Strabuzzai gli occhi basito, e senza dire nulla raggiunsi quella ragazza, che indossava un golf bianco, un paio di jeans neri, e anfibi, aveva dei lunghi capelli rossi riccioluti.
Una volta a pochi cm da lei che singhiozzante stava raggiungendo le amiche fuori, la presi delicatamente per il polso, lei si voltò, aveva un visino molto carino, e due occhi verdi, purtroppo rovinati dalle lacrime che a causa mia aveva versato. mi sentii in colpa e le sorrisi dolcemente, poi mortificato parlai.
-Scusami non avevo la testa, non era mia intezione ferirti, dai quà ti dò una delle mie copie e la facciamo firmare di nuovo a tutti, mi dispiace davvero tanto...Come ti chiami?-
Vidi quei suoi occhi farsi ancora più lucidi, le sue labbra tremare poi con un sussurro rispose.
-Ma..Marika-
Annuii, la presi per mano e la riportai al tavolino.
Raspai nel mio zaino, tirai fuori l'album, lo deposi sul tavolo, firmai la sua copia, e poi l'accompagnai dagli altri. una volta terminato:
-Scusami ancora Marika-dissi lasciandole la presa, lei di tutta risposta scosse la testa, mi sorrise, e mi ringraziò.
-Grazie Nick..grazie...-
-Di nulla scusami ancora- sentenziai e l'accompagnai all'uscita,
sotto lo sguardo attonito ed invidioso delle altre fans.
Sorrisi, e lanciai un bacio a tutte.
Esplose il deliro.
-AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHH!-
E tra quelle urla, io di gran carriera ritornai al mio posto.
CAPITOLO 3
You Look So Fine
Il getto d'acqua calda mi precipitò virulento e lento addosso.
Sussultai debolmente, e con estrema delicatezza cominciai a lavarmi.
Amavo sentire quell'acqua corrente calda bagnarmi, aveva il potere di liberarmi dai miei mille, milioni, miliardi e infiniti dubbi, domande, pensieri e anche le mie care seghe mentali.
Ma in quel momento, mentre "You Look So Fine" dei Garbage risuonava nella mia stanza d'albergo,
"You look so fine
I want to break your heart
And give you mine
You're taking me over
It's so insane
You've got me tethered and chained
I hear your name
And I'm falling over..."
quel getto bollente, non riusciva almeno ad alleviare la presenza del viso di Annika dalla mia testa.
Era riuscita ad eliminare ciò che mi aveva turbato e confuso dalla mattina, ma con lei aveva fatto fiasco.
Ancora quei suoi occhi azzurri li potevo vedere, e soprattutto sentire dentro di me, e il solo pensiero mi faceva perdere un battito.
"...I'm not like all the other girls
I can't take it like the other girls
I won't share it like the other girls
That you used to know..."
Scossi la testa e chiusi gli occhi concentrandomi solo sulla canzone, stavo canticchiando il ritornello, mentre il suono giungeva ovattato: -...You look so fine Knocked down Cried out Been down just to find out
I'm through living for you..."
"...You look so fine
Knocked down
Cried out
Been down just to find out
I'm through living for you..."
Cominciai a navigare in un'altro mondo, un'altro universo dove c'era lei.
La potevo vedere, non indossava gli abiti di poche ore fà, anzi tutt'altro aveva un gonellina scozzese, un paio di parigine, stivali neri, e un top attillato bianco, i suoi capelli lunghi, neri e lisci si muovevano liberi con lei. e con i suoi passi di danza.
Mi avvicinai rapito, la vedevo muoversi sinuosamente, e sensualmente era di spalle, provai a chiamarla ma la voce sembrò non avere intenzione di uscire se non in versione "sussurro tremante", mi sentivo completamente ridicolo.
Deglutii il groppo che avevo in gola, mentre il mio corpo cominciava a sudare, ed a eccitarsi.
Poi l'apice il "colpo di grazia" giunse fiero, sicuro e delicato.
Annika si voltò, i suoi occhi si insinuarono nei miei e vacillai, mentre lei con lo sguardo mi incitava ad avvicinarmi.
"I'm open wide
I want to take you home
We're wasting time
You're the only one for me
You look so fine
I'm like the desert tonight
Leave her behind
If you want to show me
I'm not like all the other girls
I won't take it like the other girls
I won't fake it like the other girls
That you used to know..."
Tremavo, e timidamente la raggiunsi.
Una volta giunto lì, lei si voltò di schiena continuando a ballare strusciandosi contro di me.
Mr Happy era in subbuglio.
Annika di colpo mi prese le mani, e le condusse su i suoi fianchi, poi me le fece scendere giù sulle sue cosce. Chiusi gli occhi e mi persi in quel caldo tepore, avvicinai il mio naso al incavo del suo collo, e ne respirai il profumo, era delicato, dolce, sensuale, semplice proprio come lei.
Ero completamente rapito, le mie mani frementi accarezzavano risalendo il suo interno coscia alzandandogli gentilmente la gonna, per poi uscire e raggiungere il suo petto, i suoi seni, tondi, grandi e sodi.
Persi un battito, dentro di me un tumulto di emozioni affiorò, ed esplose lacerandomi, bruciando il mio stesso cuore, la mia stessa anima. Inghiottii, e le sussurrai alle orecchie: ansimante, tremante, ammagliato e trasportato.
[Annika...Anny...hai scosso il mio mondo in un secondo, voglio stare con te..ti voglio Annika]
Persi l'aria che avevo, barcollai, e tutto si arrestò, lei si voltò verso di me, mi sorrise dolcemente mandandomi K.O, mi prese il volto tra le mani, ne assaporai il respiro a pochi cm dalla mia bocca, deglutii tremante, e mi lasciai accarezzare da quei tocchi fragili e delicati e mi sentii in Paradiso.
Il mio naso si scontrò dolcemente con il suo, le mie labbra le sfiorarono la guancia, fino a giungere al suo orecchio, percepii le sue mani raggiungere la mia nuca, una si fermò lì, mentre l'altra percorse delicata i miei capelli, sorrisi, tenni gli occhi chiusi, e tremante le mormorai dolcemente.
[Rubami anima e cuore Ann...]
Non riuscii a terminare la frase, che le sue rosee, morbide e delicate labbra, mi sfiorarono il collo, il mento, per poi raggiungermi frementi la bocca.
"...You're taking me over
Over and over
I'm falling over
Over and over..."
Le nostre labbra si sfiorarono, si accarezzarono e si chiusero infine in un profondo, e inteso bacio.
Smarrii ogni contatto con la realtà, e mi lasciai totalmente andare.
Le mie mani le accerezzarono le cosce, i fianchi, il sedere e il seno, stavo per calarle la zip della felpa che indossava, quando di colpo i suoi tocchi caldi divennero gelidi, tutto di lei si tramutò in fredda pietra. D'istinto l'allontanai da me, ma lei mi riprese, e la sua bocca raggiunse il mio collo.
Un morso..un dolore atroce, e poi il freddo, il nulla, e quel volto femminile si tramutò in maschile e riconobbi quel sorriso sbieco. No era impossibile!
Scossi la testa, mi liberai dalla sua presa gridando per l'atroce dolore che avevo percepito, non appena quelle zanne era uscite con forza dalle mie carni.
Mi portai terrorizzato la mano al collo, sentivo quei buchi, percepivo quel liquido caldo e quel odore di ruggine invadermi le narici. Sbiancai.
-AHHHH-urlai
Poi i miei occhi si aprirono di colpo, scontrandosi ferocemente con il box della doccia.
"...Loving me one more time
Hide inside me tonight
Do what you want to do
Just pretend happy end
Let me know let it show)
Ending with letting go
Ending with letting go
Ending with letting go
Let's pretend happy end
Let's pretend happy end
Let's pretend happy end
Let's pretend happy end..."
Ansimavo, tremavo terrorizzato, mi toccai intimorito, sconvolto il collo bagnato.
Nessuna traccia del morso. Tirai un sospiro di sollievo, e percepii di colpo un orrenda sensazione di disagio. Mi sentivo osservato.
Scattai sull'attenti, guardandomi intorno, non vedevo nessuno in bagno, quindi con estrema cautela cercando di restare lucido uscii, per raggiungere il salottino.
Mi fermai in mezzo alla stanza, stando attento ad ogni minimo rumore, e ad ogni minima ombra.Niente.
Sospirai e con passo felpato mi recai in camera: il letto era come lo avevo trovato, lo stesso valeva per quella zona, controllai ancora, e non appena fui sicuro che tutto fosse al suo posto, e che avevo avuto delle allucinazioni, causate dallo stress e dalla stanchezza, mi tranquillizzai, anche se continuavo ad avere sempre adosso quella spiacevole sensazione di essere spiato.
"Su coraggio Nick...ora calmati, è stata sola un'allucinazione..non c'è nessuno qui, sei troppo stanco per riuscire ad essere lucido, ora...quindi o vai a dormire, o esci fuori, e te ne vai in un qualche locale cool e ti porti qualche bella tipa italiana in camera, e divertiti.!"
Annui per l'ottima idea che avevo avuto conversando con il mio ego.
Quindi senza esitare altri istanti, mi asciugai.
Ero in procinto di infilarmi solo i miei jeans nuovi, quando di colpo, avertii una aria gelida percorrermi la schiena, ebbi la pelle d'oca, aguzzai meglio la vista e scorsi un ombra a pochi metri da me.
Scattai alzando la voce.
-Chi cazzo sei, come ci sei entrato qui?-
l'unica risposta che ricevetti fu una ventata fredda dinanzi a me.
Tremai, ma continuai a parlare.
-Rispondi, fatti vedere...sò che sei qui. Dove cazzo sei!-
Eccola d'un tratto quella mistica e raggelante aria fredda che mi accrezzava la nuca, fino a raggiungere l'orecchio.
Mi pietrificai, volevo voltarmi, ma un qualcosa di duro e ghiacciato mi arrestò.
Poi un fremito, un rumore, un brusio oscuro, una voce, che mi attraversò la mente sussurrandomi, agghiacciante, profonda, e sensuale.
[Non legarti a lei...Nickolas]
Un colpo, una fitta al cuore poi tutto sfumò, e io caddi sconvolto sul letto, mentre un inspiegabile senso di dolore mi trapassò tutto il corpo., decimandomi.
Rimasi in uno stato catatonico per non sò quanti minuti, fu il bussare della porta a ricondurmi alla realtà.
-Ehy Nick non mi dire che sei crollato a dormire, la notte è giovane, ci sei?-
Nel mio perenne stato confusionale riuscii a decifrare che quell' "esaltato" che mi aveva appena parlato oltre la porta era Aj.
Scossi la testa, terminai di infilarmi i jeans, e scarpe.
Mi alzai traballante e raggiunsi quello che doveva essere il mio armadio marrone, che al momento appariva sfuocato ai miei occhi.
Aj ancora gridava.
-Nickolas ehy sei vivo?-
Gli risposi qualcosa, che non capii sino a che lui no ribattè
-Bene allora sbrigati, ti aspetto nella hall-
-Okay- proferii automaticamente, per poi portare i miei occhi sull'armadio appena aperto, afferrare la prima felpa che mi capitava a tiro, ovvero: bianca con la zip, infilarmela, chiudere quelle ante scure, ed infine uscire scombussolato da quella camera e dall'hotel, seguito a ruota da Aj.
*§*§*§*
Camminavo lungo quel marciapiede, la luna era alta nel cielo, una splendida sfera argentata.
Di fianco a me incedeva Aj che non aveva fatto altro che fissarmi da quando eravamo usciti dall'hotel.
Cavolo come odiavo quegli occhi che mi scrutavano preoccupati, mi davano enormemente fastidio.
ma comunque ero talmente immerso a pensare agli ultimi avvenimenti da non badarci tanto, bastava che me ne stessi zitto e tutto sarebbe filato liscio come l'olio, ma ahimè purtroppo Aj non amava i miei lunghi ed interminabili momenti di silenzio, quindi, quando stavo per convincermi che l'avrei passata liscia, lui subentrò, Yay!
-Nick è tutto il giorno che sei strano, ti senti bene?-
Okay era stata una semplice domanda, niente di che, ma io ne avev davvero le taniche piene.
Erano successe tante cose insieme in poche ore, non ne potevo davvero più.
Ogni cosa di colpo mi travolse, e quell'allucinazione sotto la doccia ravvivò il po piè di roba che mi aveva invaso testa, cuoree anima, soprattutto quel sussurro, quella frase quel gelido e furioso:
[Non legarti a lei...Nickolas]
Fu la goccia che decretò la mia piena e totale crisi isterica contro il povero Aj.
-MA CHE CAZZO AVETE TUTTI QUANTI? VOLETE UNA BUONA VOLTA LASCIARMI IN PACE! SI O NO?! BASTA NE HO FIN SOPRA LE PALLE DI TUTTE LE VOSTRE CONTINUE OCCHIATE PREOCCUPATE!
MI SONO ROTTO DI SENTIRE SEMPRE LE STESSE FOTTUTE DOMANDE OVVERO: "NICK STAI BENE?", "NICK SEI STRANO, CHE TI PRENDE?" ECC...ECC. BASTA NON NE POSSO PIU'! IO NON STO BENE AVETE CAPITO, MA SONO SOLO CAZZI MIEI QUINDI NON MI ROMPETE LASCIATEMI IN PACE!
LASCIAMI IN PACE AJ, LASCIATEMI TUTTI QUANTI IN PACE!-
Urlai tutto ciò con talmente tanta rabbia, esasperazione e frustrazione da farmi paura da solo, sentivo i miei occhi azzurri farsi lucidi. Vidi Aj sconvolto, stava per dirmi qualcosa ma non ne volli sapere, quindi abbassai gli occhi, e con passo veloce mi allontanai, lasciandolo lì.
Lui non mi seguì forse aveva capito che volevo starmene da solo. (menomale)
Ebbi una stretta al cuore ripensando alla mia reazione contro di lui, e mi sentii in colpa, volevo tornare indietro e scusarmi, ma ci ripensai all'istante,degluttii la saliva, fermai il mio incedere, mi voltai, e il mio sguardo si perse nel vuoto, era calato di colpo il buio, là dov'ero, mi guardai intorno spaesato: un lampione a pochi metri da me lampeggiava a tratti, lo fissai, fino a che non si spense.
Ingiottii il groppo che avevo in gola, l'oscurità la faceva da padrona in quello che mi pareva potesse essere un vicolo, e lo era perchè solo la debole luce della luna, coperta dagli alti tetti delle casette e casupole qui sulla stradina, riusciva a filtrare fievole.
Provai a guardarmi attorno cercando di capire da che parte dovevo andare: a destra avevo un immenso muro, a sinistra un viottolino di ciottoli circodato da entrambi i lati da case antiche.
Dietro invece c'era la direzione da cui ero giunto, davanti a me invece, un altra strada un pò più larga si apriva.
Sospirai indeciso.
Non sapevo da che parte andare, potevo tornare indietro certo, ma avrei potuto incontrare Aj e non mi andava di vedere la sua faccia, non ero pronto ad affrontarlo dopo la tremenda sfuriata che gli avevo fatto, quindi studiai quel luogo ancora per alcuni istanti, l'indecisione era un tutt'uno con me, e quell' oscurità mi metteva l'ansia, non riuscivo a stare lucido, e tantomeno a decidere che direzione prendere.
Ci sarei stato, per non sò quanto tempo, se di colpo alle mie spalle non fosse giunto un rumore di passi, e una bottiglia che venne scaraventata a terra frantumandosi a 10 metri da me.
Mi voltai spaventato, scorsi 3 figure nere avvicinarsi, ridevano, e farneticavano qualcosa che non capivo, fui in procinto di correre dato che si facevano man mano più vicini, ma per uno strano caso non riuscivo a muovermi, ero bloccato da non sò cosa poi di colpo lo udii, sentii un:
-Ehy tu!- e quello fu l'allarme.
Chiusi gli occhi, mi sbloccai da quella morsa che mi teneva impiantato sull'asfalto, svoltai a sinistra e corsi via come un pazzo.
*§*§*§*
Correvo e correvo convinto che quei tizi fossero alle mie calcagna, ma mi accorsi che dietro di me c'era il nulla più assoluto.
Mi arrestai per riprendere fiato, e mi guardai attorno per rendermi conto in che luogo fossi finito ancora.
Con mia sorpresa i lampioni erano tutti accesi, al mio fianco c'era una fontana con due teste di quello che pareva fossero due grosse teste e facce, di non sò cosa, oltre a ciò c'era un enorme scalinata.
Ebbi un flash quel luogo lo conoscevo era: Piazza di Spagna. Sospirai sollevato non ero tanto lontano dal mio albergo, quindi con estrema attenzione mi scrutai intorno per decidere dove andare.
Andavo avanti, o salivo la scalinata, non lo sapevo, e rieccola puntuale come sempre la mia indecisione.
"Accidentaccio dove diamine vado adesso?"
Di colpo una musica movimentata mi raggiunse l'orecchie, aguzzai il mio udito per cercare di intuire da dove provenisse e che canzone fosse. Sorrisi riconoscendola, mi aveva fatto compagnia durante doccia ovvero "You Look So Fine" quindi senza pensarci due volte imboccai la strada che avevo davanti.
CAPITOLO 4
You Stolen My Heart...Now Steals My Soul
Le mie mani si presentarono su quella porta nera, non avevo badato al nome del locale, non sapevo neanche chi ci avrei trovato, ma dovevo entrare, era più forte di me. La musica giungeva ovattata, non era più "You Look So Fine" ma un'altra che avevo già sentito in giro, ma che al momento non riuscivo a ricordare. Sospirai, deglutii la saliva e spinsi quella maniglia anti-panico grigia, e solcai la soglia. La musica mi investii come uno tsunami, mi penetrò sin dentro la testa stordendomi riuscivo a malapena ad afferrare qualche parola della canzone:
"...I like the way you, clap your hands,
I like the way you, love to dance,
I like the way you, put your hands up in the air..."
Ma comunque riuscii a riconoscerla era " I Like The Way You Move" dei Bodyrockers.
Sorrisi, e non appena mi abituai a quel baccano, cominciai a guardarmi intorno non vedevo granchè, il locale era invaso da riflettori che facevano strani giochi di luce colorata. La canzone proseguiva tranquillamente, mentre io continuavo a guardami in giro: c'erano molti ragazzi, vestiti tutti firmati dalla testa ai piedi, a pochi metri davanti a me, c'era quello che doveva essere il bancone del bar perchè scorgevo un ombra che shakerava qualcosa, c'erano molti ragazzi li a sedere.
Scossi la testa, e portai il mio sguardo a sinistra: c'era la pista da ballo, percorsa in cerchio da milioni di luce da pavimento che si alternavano dal giallo, al blu, dal rosso, al verde, e vicevera. Mentre studiavo la pista scorsi una figura a me familiare, un ombra dai lineamenti femminili che indossava una gonna, che grazie alla luce gialla giunta al momento giusto, scorsi che era un modello scozzese, aveva degli stivali, parigine a carico, i suoi capelli lunghi si muovevano seguendo alla perfezione quel corpo che danzava sinuoso e sensuale, mi catturò. Persi un battito, non appena intravidi il suo profilo, Dio l'avrei riconosciuto fra milioni. Era lei ne ero sicuro. Senza fiato, e tremante cominciai quindi ad incedere verso di lei, che si era voltata di spalle, più mi avvicinavo più i miei sospetti erano fondati, non riuscivo quasi a crederci. Annika qui la serata non poteva iniziare nel migliore dei modi. mi arrestai all'improvviso, cercando di calmarmi, ma era un impresa difficile dato che quel suo sedere perfetto, si muoveva così sensualmente, da rapirmi completamente, era un invito a nozze. Mr Happy fremeva, se avesse avuto le gambe a quest'ora avrebbe sfondato la tappa dei miei jeans e l'avrebbe raggiunta senza esitare. Ma purtroppo il signorino era controllato da me. anche se spingeva per uscire. Di nuovo quel movimento, quel richiamo succulento dell'ignara preda verso il cacciatore, si manifestò più travolgente che mai, e in pochi istanti persi ogni contatto con la realtà. Tutto intorno a me divenne oscurità, quiete, e silenzio. Vedevo solo lei, sentivo il battito del suo cuore accelerato per il tanto ballare, udivo il suo respiro, e avvertivo quel suo dolce e sensuale profumo.
-A..Annika?-
Chiamai, titubante, ma non mi udii, allora guidato solo da quei suoi movimenti, e da quella luce che emanava, la raggiunsi. Una volta lì con mano tremante, provai a sfiorarle i capelli, quei suoi splendidi, morbidi, lucenti e setosi lunghi capelli corvini, ma non ne ebbi il tempo, perchè di colpo, i suoi occhi si insediarono nei miei, colpendomi così forte da abbattermi completamente, eh sì ero come ipnotizzato, rapito, ammagliato, stregato da quella semplice ragazza, che ai miei occhi risplendeva come una luminosa stella, era una creatura rara, che mai avevo incontrato sulla mia strada. Certo avevo visto molte belle ragazze, rifatte e non, ci ero anche uscito, o mi ci ero solo divertito, o purtroppo mi ci ero fatto incastrare molte volte.
Ma lei aveva qualcosa che nessuna ragazza aveva mai avuto. Annika era come un angelo caduto sulla terra, una ragazza fragile, innocente, timida, tenera che mi aveva scaldato il cuore dal primo istante. La sentivo molto, troppo vicina a me, e non la conoscevo neanche, non sapevo nulla, niente di lei. Il suo passato? Era un enorme punto interrogativo nella mia vita. Chi era? Non mi importava. Dove abitava? Per me era indifferente. l'unica cosa che più mi interessava, che più desideravo, e bramavo conoscere era la sua anima, il suo cuore, il suo mondo, il suo presente, lo stesso presente in cui volevo esserci io, per un tempo indeterminato. Le sorrisi, lei ricambiò, e le sue perfette labbra tremanti, sentenziarono un timido, dolce e tenero:
-Ciao Nick che..sorpresa io..io-
Scossi la testa, la guardai intensamente negli occhi e cominciai a ballare e a ballare appiccicato a lei, mentre le mie mani frementi le sfiorarono leggere e intimorite i fianchi, la sentii irrigidirsi, retrassi le mani impacciato, avvicinai la mia bocca al suo orecchio e le sussurrai.
[Scusa...]
Di tutta risposta ricevetti un suo sorriso, e a susseguirsi, la sua mano destra sfiorò la mia, tremante. Persi un battito, l'aria mi mancò, poi il culmine, la perdizione più totale, mi guardò con dolcezza, mi disse qualcosa che non capii perchè ero troppo preso a perdermi in quel delicato, e mistico azzurro che erano suoi occhi, Quindi riuscii solo ad annuire, mentre un leggero bruciore mi invase le guance, non intuii che avessi, sino a che lei non sorrise, dicendomi: -Sei arrossito-
Sgranai gli occhi, sorrisi e parlai.
-Io non arrosisco mai, sono state le luci-
Risi, okay Nick sei impazzito. Derisi me stesso, e tentai di parlare ancora, ma lei mi prevenne, guidando le mie mani sui suoi fianchi. tremai, poi titubante cominciai a muovermi, a ballare con lei, mentre il mio naso si presentò nell'incavo del suo collo, mentre le sue mani mi accarezzavano la nuca, e si divertivano a perdersi tra i miei capelli. Quell carezze per me erano musica, il mio cuore di colpo accelerò i propri battiti, l'aria sembrò mancarmi. Deglutii, chiusi gli occhi cercando di non fare pensieri troppo hot su di lei, o fantasie le quali avrebbero eclissato anche la mia volontà e avrebbero lasciato che il mio gioiello di famiglia lavorasse per me, che come uno stupido, imbranato pendevo dalle labbra di Annika.
Respirai il suo profumo, mentre tutto intorno a me si annullò, non c'era più nessuno nella pista a parte me, lei, le nostre anime, i nostri respiri, e il mio cuore che batteva all'impazzata e che come me sperava che anche in lei, quel suo cuore fosse in subbuglio, pronto a uscirgli dal petto e unirsi al mio che l'attendeva impaziente. Si proprio così il mio cuore era nella confusione più totale, come lo ero io, ancora non riuscivo a capacitarmi come la sua vicinanza mi rendesse così..così imbranato, così perso, così rapito. così idiota.
Perchè mi sembrava di conoscerla da secoli? Perchè la sentivo più vicina di qualsiasi altra, anche della mia stessa famiglia? Perchè desideravo tanto stare con lei? Perchè bramavo un suo bacio? Perchè non riuscivo a contenermi? Perchè li in mezzo alla pista da ballo avevo chiuso tutto il mondo fuori? Perchè io: Nickolas Gene Carter sentivo il bisogno paradossale di sussurrargli qualcosa che mai avevo sussurrato a nessuna prima di allora? Perchè? Non lo sapevo, l'unica cosa di cui ero consapevole in quel momento, era che la mia anima ed il mio cuore in un qualche modo erano legati a lei. da molto, tanto, troppo tempo, ed ora piangevano di gioia perchè l'attesa finalmente era finita, lei era arrivata, la mia anima gemella era a pochi cm da me, e bastava solo che glielo facessi notare e tutto sarebbe esploso, imploso, nato in me, in lei, in noi portandoci via da tutto e tutti. chiudendoci, sigillandoci in quell'immenso luogo, in quel mondo, che sarebbe stato il nostro universo, il nostro destino, la nostra casa, e la nostra stessa vita.
Respirai, ancora quel suo profumo, mi inebriai di esso, della sua pelle calda, e raggiunsi il suo orecchio, respirai in esso lievemente e dolcemente, poi le sussurrai stregato.
[Annika...voglio conoscerti, voglio vedere oltre i miei occhi la tua anima, perchè...Annika io...io non lo sò cosa sia successo quando ho incrociato i tuoi occhi alle Messagerie Musicali, non lo sò, e sono spaventato, turbato quanto lo sei tu...ma ti ho sentito vicina da subito, e lo sento tutt'ora Ann sei vicina a me più di chiunque altro. Hai scosso il mio mondo, non sò perchè, chiamami pazzo, allontanami se vuoi, ma non credo che io riuscirei ad uscire dalla tua vita, a svanire senza nemmeno sapere che ciò che sto sentendo per te..forse lo stai sentendo anche tu....Ann voglio leggerti dentro]
La sentii arrestarsi di colpo, e ritornai bruscamente alla realtà. La musica mi travolse di colpo, le mie mani tremanti e timide lasciarono quei fianchi, feci un passo indietro, il mio cuore sembrava essersi fermato, l'aria mi mancò, respirai flebile, i miei occhi osservavano impietriti quella schiena, la musica assordante cessò, lei si voltò verso di me, aveva gli occhi lucidi, tremava, potevo percepire dentro il mio cuore il suo tumulto di emozioni, lo stesso che provavo io. Che avevo combinato? Volevo dire o fare qualcosa, Cazzo lei era turbata ed agitata, io lo stesso, stavo per sentirmi male ed ero pronto a ricevere un schiaffo in piena guancia, infatti ecco che la sua mano si alontanò dal suo fianco, mirava dritto verso di me. Lo sapevo, lo sapevo, lo sentivo quel ciaff, giungere sordo. Avvertivo già il dolore che mi avrebbe lasciato. Imbecille ecco cos'ero stato un emidito imbecille. Chiusi gli occhi, mentre la musica ricominciò. Ormai ero pronto, si lo sentivo quel dolore, eccolo che stava arrivando, ecco che arrivava famelico.
"Bravo Nick complimenti sei stato davvero un idio..."
Non riuscii a terminare il mio breve dialogo con il mio stesso ego, che sulla mia guancia invece di percepire un dolore bruciante, giunse un tocco delicato, e dolce.Era una carezza. Il mio cuore mi implose in petto, aprii lentamente gli occhi incontrando quelli di lei che mi sorridevano. Notai quelle labbra, sentii quella voce, quel sussurro, che mi raggiunse dritto al cuore trascinandolo via con sè.
[Lo sento Nick..lo sto sentendo anche io]
Sorrisi, tremante le accarezzai il viso, avvicinai la mia bocca alle sue labbra. Fremetti, volevo, stavo per baciarla ma mi arrestai di colpo, portai le mie labbra alla sua guancia, gliela sfiorai, gliela accarezzai, poi la toccai fremente con un casto bacio. Dopo l'attirai a me, fino a farle incontrare il mio addome con il suo petto, la strinsi, le baciai il collo delicatamente, gli raggiunsi l'orecchio, e mormorai.
[Ann...hai rubato il mio cuore...ora rubami l'anima]
Detto ciò, allontanai la bocca dal suo orecchio, scivolai giù attraversandogli la guancia accaldata, le raggiunsi il mento, risalii incontrando le sue labbra, le sfiorai con le mie, le accarezzai, esitai un istante, e alla fine le sigillai con le mie.
CAPITOLO 5
Coldness Kills
"....This coldness kills the flame inside
Life it ends in white..."
(Coldness Kills - Serenity)
Adesso ero davvero felice. Lei era con me, la stavo tenendo stretta, i nostri corpi danzavano lenti mentre la musica era più scatenata che mai, ma a noi non importava.
La potevo sentire chiaramente la vera musica: la musica del mio cuore, la musica della nostra vita, non futura, non pensavo al futuro, ora stavo vivendo il mio presente, il mio vero ed unico presente dove lei, Annika era con me, e io ero con lei.
Le regalai un dolce bacio sul collo, mentre il mio naso si inebriava del suo profumo, che non rendeva giustizia, a quanto il suono della voce, il calore del suo corpo, la sua pelle candida fossero così incondionalmente e paradossalmente dolci più di qualsiasi cosa al mondo, anche della torta più squisita che sia mai stata creata da dei comuni mortali.
Annika era il mio stereotipo della reale, speciale ed unica torta che mai una mano umana potrebbe creare. perchè lei veniva dagli altipiani dell'universo, lei era il mio universo, una creatura divina.
Sorrisi stringendola ancora di più, poi di colpo mi accorsi che la musica scatenata che prima albergava nella pista, mentre noi eravamo fuori dal mondo, persi solo a suonare la melodia ed il ritmo delle nostre anime, e dei nostri cuori. Era cambiata, ebbene sì era un lento.
Sorrisi imbarazzato, mi guardai intorno, la pista era completamente nostra, trasalii non appena scorsi quegli occhi azzurri guardarmi, mi passai timidamente la lingua sul labbro inferiore e balbettai qualcosa, che nemmeno io stesso riuscii a capire, ma forse avevo detto qualcosa di divertente, perchè Annika rideva teneramente, poi la vidi avvicinare la bocca al mio orecchio, accarezzarlo con il naso, regalarmi un dolce bacio e sussurrarmi.
[Credo che vogliono vederci ballare un lento]
Risi, e replicali sussurrandole a mia volta.
[Credo che abbiamo ballato per un'ora non stop un lento...ma se il nostro pubblico qui lo desidera tanto..perchè non accontentarlo?]
Annika mi rispose sorridendo, ci scambiammo un occhiata complice e intensa e mentre alle mie orecchie la ballata lenta che mi era molto familiare, ma della quale in quel momento non mi andava di cercare di ricordarmi le parole.
Avevo davanti ciò che mi piaceva, ciò che volevo sentire, il resto era il nulla.
Il buio calò tutto intorno, afferrai delicatamente Annika per i fianchi, l'attirai a me, la strinsi, con una mano le portai un braccio sul mio collo, lei mise anche l'altro e mi strinse.
Riportai la mia mano al suo fianco, le regalai un dolce bacio sul mento, le sfiorai le labbra con la mia bocca, gliele accarezzai. Dio stavo tremando come un bambino, il mio cuore batteva a mille, e persi ogni contatto con la realtà, non appena sigillai il tutto con un bacio.
Deglutii, mi allontani debolmente, lei avvicinò la bocca al mio collo, lo sfiorò con le labbra e poi con voce tremante sussurrò.
[Nick....stai tremando!]
Io di tutta risposta la baciai nuovamente.
[Tremo...lo sò, tremo perchè ho freddo, tremo perchè solo il tuo respiro sul mio collo mi può regalare il caldo tepore che per anni ho cercato ma invano. Tremo perchè la tua sola vicinanza mi rende il più fragile degli uomini e in ogni istante, in ogni momento che i tuoi occhi si incontrano con i miei, ho paura, si ho paura che tu possa conoscere cose, lati di me che non conoscevo, tremo perchè, il tuo battito, va a tempo con il mio, tremo, si tremo soprattutto perchè tu sei l'unica persona che in un solo istante ha rapito il mio cuore, la mia anima sigillandole per sempre. Non posso dirti ti amo, non posso dirti ti voglio bene, perchè sono solo delle semplici parole, semplici sillabe, vocali., e consonanti, che non pesano realmente ciò che sento per te, ciò che provo per te..perchè Annika ciò che avverto, percepisco in me, va oltre ogni umana percezione...e io sento che tu Ann sei speciale, voglio appartenerti per un tempo indeterminato Ann...te lo dico ancora, hai rubato il mio cuore, ora rubami l'anima, e ti apparterrò per sempre]
Non appena incontrai i suoi occhi vidi subito che erano diventati lucidi, stavo per dirgli di non piangere, ma non ne ebbi il tempo, perchè in pochi istanti, lei mi strinse a sè con tutta la forza che aveva.
Sorrisi e ricambiai la stretta. Stavo per allontanarla da me, quando all'improvviso in quella pace avertii qualcosa o qualcuno che mi raggelò seduta stante.
Sussultai, quella orribile sensazione di freddo, di dolore, di bruciore mi invase anima, corpo e mente, di colpo non avevo più davanti Annika avevo solo il vuoto, il buio, accompagnato seduta stante da un rumore di passi dietro di me, persi un battito, mi voltai seguendo quel gelo che mi pervadeva.
Sentii la debole voce di Annika ovattata che mi stava chiamando, ma non riuscivo ad ascoltarla, stava svanendo come tutto intorno a me.
I miei occhi si scontrarono con due zaffiri verde smeraldo. tremai, sbiancai, stavo per svenire lì, quando lo percepii quel tocco vivido e freddo era reale, era qui, era lì, era proprio davanti a me.
Provai a voltarmi, ma la sua presenza ostile, mi inchiodò al pavimento.
Il mio collo, inziava a fremere. Ebbi un sussulto, e provai a scacciarlo da me, ritornando bruscamente alla realtà.
-A..Ann..Annika- balbettai spaventato a morte.
-Nick come stai...stai bene?- la sua voce era impaurita.
Trasalii stavo per voltarmi, quando ancora quegli occhi mi trapassarono la mente, vacillai, e mi ritrovai in ginocchio sulla pista, percepii delle debole urla qualcuno gridava cose tipo.
-Sta male...chiamate un ambulanza-
qualcun'altro, mi chiedeva a pochi metri.
-Tutto okay...stanno per chiamare il 118-
Io di tutta risposta guardavo fisso davanti a me, sentivo Annika piangere, toccarmi con le sue mani la schiena, ma non ci facevo caso, per me non erano solo che semplici tocchi, non mi rendevo conto di ciò che mi stava accadendo tutto intorno, i miei occhi, il mio corpo, era tutto rivolto verso un unica direzione, verso quegli occhi verde zaffiro.
Persi un battito, tutte le voci intorno a me scomparvero, lasciando spazio alla sua, a quella voce profonda, vellutata, intensa e dolce.
-Vieni con me Nickolas seguimi-
Provai a negare l'invito, ma con mia enorme e terrificante sorpresa, le mie gambe si erano sollevate da terra, e con passo sicuro seguivano quella voce, che dopo pochi passi si tramutò in un uomo di una bellezza avvenente, disarmante, perfetto, dalla pelle diafana, dalla bocca rosea e carnosa, non era rossa come la prima volta che i miei occhi l'avevano incontrata in quella foresta a Francoforte.
Mi sentii invadere da una sensazione di chaos e abbandono totale, in pochi istanti, mi ritrovai a seguire quella schiena rapito, catturato, e invaghito.
La paura, il terrore era tutto scomparso, e adesso quell'aria gelida che tanto mi raggelava anima e corpo annulandomi la volontà, si tramutò in pace, tranquillità e serenità.
Non c'era nulla nè accanto nè di fronte a me, l'orizzonte era oscuro, l'unica cosa chiara e luminosa che mi faceva strada era solo quella figura.
Di colpo una brezza mi schiacciò il viso, per poi sparire dietro le mie spalle e svanire.
Camminai ancora per alcuni minuti, quel ragazzo si fermò, voltandosi verso di me, io non mi scomposi, rimasi lì, fermo immobile come una statuta.
Poi la sua voce, quel debole respiro gelido si frantumò delicato nel mio collo, fino a giungermi all'orecchio e sussurrarmi.
[Deve avere un sapore sublime]
Non capivo di che cosa stava parlando, ma la sua voce mi aveva annullato, e rimasi lì ad inebriarmi del suo profumo che mi invadeva ripetutamente le narici stordendomi.
Ci fu un attimo di stallo, poi percepii quei tocchi gelidi perlustrarmi ogni lato del collo, e man mano che quelle dita marmoree si scontravano con la mia pelle calda, il mio corpo era scosso da brividi e sentivo il respiro di quell mistico individuo farsi più forte, sembrava si stesse esaltando come se stesse per assaggiare qualcosa che non aveva mai assaggiato prima, qualcosa di eccelso ed ottimo.
Trasalii, risvegliandomi dal trance e parlai, fievolmente.
-Chi sei tu..chi sei tu?-
D'un tratto una stretta sul mio collo, mi mancò l'aria, e poi quella voce ora calda, folle e tremante.
-Se te lo dicessi adesso sarebbe come...svelarti il mio segreto-
Non capivo
-Non capisco..che segre...-
Non riuscii più a dire altro quel profumo mi aveva invaso.
Le sue mani dal collo erano passate alla mia schiena mi strinse, per poi lasciarmi, e di colpo mi scontrai con un muro, stavo per cacciare un urlo, ma la sua mano lo fermò sul nascere stringendomi il collo, riuscivo a malapena a degluttire, volevo liberarmi, scivolare via da quella presa ferrea e dura ma nonostante mi dimenassi come un anguilla non ci riuscivo, poi la sua voce a pochi mm dal mio orecchio scese verso il mio collo, persi un battito, e lui sussurrò ammagliante.
[Sei mio....vieni con me]
D'un tratto il mio corpo si sentii attratto da quell'essere, poi di colpo si rilassò completamente lasciandosi travolgere da un abbraccio, ero in ginocchio, i miei occhi fissavano ipnotizzati quel verde smeraldo. Cacciai un debole sospiro, e mi abbandonai a lui, alla sua voce che come una ninna nanna mi stava portando via con sè, il mio mento toccò la sua spalla dura e fredda, sentii le sue dita percorrermi tremanti il collo, poi ancora un sussurro.
[Chiudi gli occhi non ti farò del male...chiudi gli occhi Nickolas]
Le mie palpebre di colpo iniziarono a farsi pesanti, fino a chiudersi, tremai non appena percepii qualcosa di appuntito e freddo sfiorarmi il collo, ma non mi mossi, stavo per addormentarmi quando riuscii a parlare o almeno a mormorare qualcosa.
[Chi sei....?]
Ci fu un arresto improvviso, poi la sua voce subentrò dolce e vellutata.
[Leòn]
[Le..Leò]
La "N" mi morii in gola perchè di colpo quegli stessi oggetti appuntiti che mi avevano accarezzato una parte di collo, iniziarono a premermi sulla pelle. erano denti.
Gemetti di dolore, il gemito divenne mugolio, e il mugolio un' impercettibile respiro.
Stavo per sentirli dentro le mie carni, quando di colpo un urlo, qualcuno mi stava chiamando, percepivo un profumo dolce e tenero, gentile, caldo, avvertivo quella fragranza avvicinarsi sempre di più, le parole dapprima ovattate divennero a poco a poco più nitide e poi di colpo un urlo.
-NICK!-
I miei occhi si aprirono di scatto, sentii quelle zanne mollare la presa, quelle mani mi lasciarono a terra, e prima che potessi vedere quella figura nera andarsene, lo sentii dire.
-Maledizione...tornerò, o forse sarai tu a tornare da me!-
Detto ciò corse via, mentre nel mio collo un bruciore giunse, gridai di dolore per poi accasciarmi al suolo freddo, e gelido.
Avevo caldo molto, caldo, non riuscivo a vedere niente, nulla, percepii dei passi raggiungermi, sentii un tocco sul mio viso, sulla fronte e poi quella voce soave e dolce che mi parlava preoccupata e spaventata.
-Nick..Nick oddio scotti, che ti è successo che ti è...-
tossii, ebbi un debole tremore che mi avvolse il corpo, alzai il viso incontrando quegli occhi, quell'azzurro che stava diventando sempre e sempre più chiaro, stava svanendo, strinsi i denti, e blaterai delirante.
-Ann...Ann...non andartene, resta qui!-
Bruciavo, non riuscivo quasi a respirare, era come se fossi appeso nudo dentro ad un vulcano in eruzione, deglutii a fatica, percepii la sua mano prendere la mia, sentii le sue labbra sulla mia bocca bruciante, e parlò.
-Nick oddio...sono qui tranquillo..hanno chiamato i soccorsi Nick...non svenire, Nick guardami NICK!-
Ormai il suo volto era una leggera nebbiolina bianca.
Sorrisi debolmente, lei ancora mi gridava, mi implorava qualcosa che non capivo, tutto cominciò a girare vorticosamente, il cuore mi esplose in petto, un dolore lancinante mi trapassò da parte a parte privandomi dell'aria, tutto intorno a me bruciava, tutto attorno e dentro di me era fuoco e fiamme.
Poi un grido sordo, forse il mio nome? Dovevo forse rispondere? Non lo sapevo ma fu un gesto automatico e la voce mi uscii in un sussurro.
[Ann...stai con me]
Il buio mi avvolse e precipitai in un sonno senza sogni.
"...Vedo qualcosa in te
potrebbe uccidermi..."
(Decode - Paramore)
CAPITOLO 6
Tell Me: It's Not All In My Mind
Ancora l'oscurità, ancora quel bruciore, quelle fiamme irridescenti che mi incendiavano lente e feroci la pelle, i muscoli, le vene, i miei organi. Potevo gridare ma non ce la facevo, avevo caldo, quella bocca di vulcano mi aveva inglobato e stavo perendo lì.
Tremavo, ansimavo, stavo per esalare il mio ultimo respiro, mentre seguivo cosciente la mia fine senza che potessi fare niente per evitarla. Quel dolore, quell'estrema sofferenza, quei denti ancora recidevano le mie carni, però senza farla finita. Poi di colpo quei denti con un presa ferrea e veloce sprofondarono nel mio collo giungendo fino all'osso. Un'ondata di lava mi catturò. Urlai, stavo per esalare il mio ultimo respiro quando in lontananza, in quella tetricità infernale, e quella brezza gelida che mi graffiava la pelle penetrando in essa, aumentando la mia continua agonia regalandomi inarrestabili fitte, giunse una voce, delle voci credo, iniziarono a raggiungermi lente e irriconoscibili, non conoscevo quelle voci, però riuscivo a carpire qualcosa.
-Come sta?- era una voce maschile non troppo adulta
-Non lo sò, non si sveglia- anche questa era una voce da giovane uomo.
Ma non capivo chi fossero, volevo aprire gli occhi vedere, ma proseguivo imperterrito a vedere buio, e a sentire quel bruciore sulla mia pelle. Poi accade di colpo avvertii sulla mia fronte un tocco delicato, trasalii, quella mano non era fredda, ma calda, deglutii debolmente, ma tenevo ancora gli occhi chiusi, poi udii una terza voce, era un pò più adulta delle altre ma mi pareva di conoscerla.
-Ha ancora la febbre alta...che gli è successo, nessuno sà niente?-
Quel tono era irrequieto e molto preoccupato, e capii chi fosse, si! Ripeteii quella voce dentro la mia testa ancora e ancora, avevo intuito chi fosse, si avevo capito, ma prima che potessi formulare il suo nome qualcun'altro che mi sedeva accanto mi prevenne dicendo.
-No Kevin non sappiamo niente nulla, l'unica cosa che sappiamo è che è privo di sensi da una settimana, e la febbre non vuole saperne di scendere-
Provai a parlare, ma la mia voce uscii come un sussurro, mentre i miei occhi finalmente avevano deciso di incontrare il sole, vedere in faccia le persone che mi erano intorno.
Una forte luce mi attraversò gli occhi accecandomi per brevi istanti, sentii una mano familiare stringere la mia, strizzai le palpebre, per cacciare quella luce potente, e voltai il mio viso verso la direzione in cui quella mano stringeva la mia. Incontrai due occhi blu, e persi un battito, quella che avevo davanti era sicuramente Annika quindi tentai di ricomporre la mia voce, e quando pronuciai una frase essa uscii rauca e debole da inquietarmi.
-Ann..Annika dove sei Annika?-
Già la sentivo la sua voce melodiosa che mi rispondeva,
-Nick sono io Brian...come ti senti?-
Rimasi interdetto per alcuni secondi poi borbottati sconvolto.
-Bri..Brian dov'è lei dov'è Annikla dimmelo-
la sua espressione facciale mi dette la risposta che temevo, potevo già sentirlo dire tristemente.
-Nick...mi dispiace ma non ho la più pallida idea di chi sia quest'Annika-
Non capii, l'ansia mi avvolse, stavo per avere un attacco di panico, stavo per averlo mancavano pochi secondi, una parola in più e sarei scoppiato, ma tentai di calmarmi, e trattenendo a fatica il mio tremore e la mia frustrazione, deglutii e parlai.
-Dove sono? Che cosa è successo?-
Ci fu un attimo di silenzio, mi guardai attorno c'erano tutti, Brian, Howie, Aj e persino Kevin, quando lo vidi ebbi un tuffo al cuore, allora avevo sentito dsavvero il suo nome non ci credevo.
I miei occhi si fecero lucidi, e trattenendo un imminente pianto di gioia pronunciai il suo nome.
-Ke..Kevin!-
Di tutta risposta, lui mi sorrise si avvicinò mi accarezzò paternamente la testa e parlò.
-Ciao Nicky...come ti senti, ci hai fatto prendere un colpo sai?-
-Scu...sate..mi- dissi mentre decisi di portarmi seduto sul letto e abbracciare Kevin piangendo come un bambino piccolo.
Cavolo mi era mancato, il mio big brother, il mio consigliere, il mio mentore, era il mio mito e volevo diventare come lui. Mi ricordo che; quando era un pò più giovane..ma si diciamola tutta, quando ero un ragazzino che ancora quasi si teneva alla gonnellina della mamma, correvo sempre da lui per farmi dare dei consigli, per aiutarmi a gestirmi in un qualche modo la mia tabella di marcia. E lui c'era sempre. Quando se ne era andato dal gruppo aveva lasciato dentro di me un tremendo vuoto, mi sentivo perso, ma ora era qui. Ewwiva!
Lo strinsi di più a me, lui ricambiò. Poi di colpo ancora un senso di bruciore mi infiammò il corpo, la stanza girò vorticosamente risucchiandomi. Vedevo un ombra, poi percepii quel dolore, poi la udii ancora lei, Annika, la rividi mentre tentava di tenermi sveglio o qualcosa di simile, rivedevo la nostra serata in disco, poi ancora quel dolore atroce, quella sofferenza immonda, mi invase.
Ebbi un fremito, mi allontanai da Kevin e cercai di rimettermi giù, mentre gli occhi di tutti si fiondarono su di me preoccuppati, mi mancò l'aria, i miei occhi si chiusero, e sentii gridare, chiamarmi, mentre la testa mi trapanava il cervello. Deglutii convulsivamente, ansimsai e la chiamai, invocai sussurrai quel nome, che era divenuto la mia unica luce nell'oscurità che era pronta a divorarmi di nuovo.
[Ann..Annika...ANNIKA]
Poi di nuovo il silenzio piombò dentro di me, le voci dei miei amici si fecero ovattate, fino a svanire, ero divenuto sordo, avevo perso quasi tutti i miei sensi mancava poco e sarei ritornato in quel buio, sentii dei tocchi frenetici, sul mio braccio destro, percepii un'ago penetrarmi in vena, poi giunse quella tetricità completa.
*§*§*§*
Intorno a me regnava la quiete, il bruciore che mi aveva dilaniato per un tempo ideterminato, divenne gelo, tossii, e i miei occhi si aprirono, incontrando una luce arancione.
Inghiotii, e portai i miei occhi nella direzione in cui la luce filtrava, e vidi il tramonto. Un tramonto stupendo fatto di cirri di porpora ed oro. sorrisi debolmente, poi d'istinto accompagnai la mia mano destra sul collo, lo tastai e mi irrigidii non appena percepii due fessure fredde.
Non capivo. Che cosa mi era accaduto? Dove ero finito? Stavo per entrare nel panico non appena udii dei beep continui e flebili e un qualcosa di affilato che mi premeva sulla vena centrale.
Strizzai gli occhi, e cominciai a guardarmi in giro, e capii dove fossi finito, ero in ospedale!
Stavo per sobbalzare sul letto, quando una voce a me familiare mi giunse dalle retrovie, subito dopo lo sbattere delicato di una porta.
-Oddio Nick ti sei svegliato finalmente, come ti senti?-
Non ebbi il tempo di voltarmi che lui era già li affianco a me, e mi fissava con occhi lucidi e una paura mista a sollievo.
-Bri..Brian..ma che?-la mia voce risuonava debole e rauca da farmi paura, ma non ci badai, portai i miei occhi sul mio migliore amico, che in pochi secondi mi abbracciò, soffocandomi.
-Oddio Nick non farlo mai più...hai capito mai più!-
-Br..Brian..mi so..soffochi così, ma che è successo io..io-
-Ssst- mi zittii proseguendo
-Tu non ti ricordi niente?-
Feci per pensarci ma avevo un forte mal di testa, ma comunque tentai di rispondere.
-Io..non lo sò, non ricordo ho tanti flash, mi ricordo delle Messaggerie Musicali di quello strano ti...-
ebbi una fitta tremenda quasi sentii la testa scoppiarmi, Brian fu subito da me.
-Oddio Nick...come ti senti?-
Sospirai e replicai.
-Tr..Tranquillo sto bene ho avuto solo una piccola fitta-
-Vuoi che ti chiami l'infermiera?-
Sorrisi
-No grazie Brian, stai tranquillo sto bene-
-Sicuro?-
-Dio Brian quanto sei apprensivo e poi dici di D!-
Brian fece finta di nulla.
-Io ti chiamo il medico-
-BRIAN!TI HO DETTO CHE STO BENE E PIANTALA!-sbratai irritato
lui fu subito sull'attenti.
-Scusa-
-Grazie...ti dicevo che mi ricordo solo delle Messaggerie Musicali, e di..oddio lei...dovevi vederla Brian..Annika-
lui aggrottò le ciglia.
-Mi hai chiesto stamani di una certa Annika ma io non ricordo chi sia...-
-L'hai vista pure tu, era quella ragazza che è giunta dopo quella fan con cui Howie ha fatto la figura di M facendo sganasciare tutte le Messagerie Musicali..Ma si certo che l'hai vista come può sfuggirti una creatura divina come lei?-
Sorrisi ripendsandonci.
M la ricordavo chiaramente, avevo parlato con lei, l'avevo baciata, era stata la serata più magica di tutta la mia vita. sorrisi, perdendomi nelle fantasie. eh sì me la vedevo davanti, bella come una fata, che mi pregava di seguirla nel suo mondo incantato, mentre la sua voce melodiosa si infrangeva negli scogli del mio cuore liberandomi dal mio guscio , e poi mi avvolgeva con il suo profumo, fino a catturarmi completamente, mentre le mie labbra tremanti sfioravano quel viso, quella bocca, e le mie mani l' accarezzavano stringendola al mio petto.
Ero in Paradiso ecco, dov'ero stavo per lasciarmi andare quando la sua voce melodiosa divenne strana, più maschile, trasalii sconvolto, poi lo sentii eccolo che irrompeva nelle mie fantasie riportandomi alla realtà.
-Nick mi stai ascoltando!-
-E'h?! mi hai detto qualcosa Frick-
Rimase li impalato, a bocca aperta e occhi sgranati, non capivo, che avevo combinato? Provai a chiederglielo.
-Ehi Bri come mai così? Ho combinato qualcosa?-
Lo vidi riemergere dal suo stato di shock e rispondermi, trattenendo un risolino isterico.
-Nickolas...non dirmi che non hai capito niente di quello che ti ho detto?-
-No che mi avevi detto, io ti chiesto che sicuramente avevi visto Annika cosi si chiamava quella splendida ragazza...-
Ecco stavo scappando nel mio mondo quando lui riappave più irritato che mai.
-Nick whè puoi tornare sulla terra un'istante...come fai ad essere così..così...-balbettò
-Così come?- chiesi innocentemente
-Così tranquillo come se niente fosse successo, come se ti fossi svegliato dopo una notte. cazzo Nick non ti rendi conto di che paura immensa ci hai fatto prendere!
Howie si e sentito svenire non appena hai avuto quell'attacco convulsivo stamane..Dio Nick hai dormito per una settimana, sei stato male deliravi, avevi la febbre altissima, avevamo temuto per la tua vita e...e-
Io gli sorrisi replicando.
-Ma ora sto bene no?-
-Nick per favore ma che diamine..io sono qui che sto per avere una attacco di panico e tu mi rispondi un semplice "ma ora sto bene no"?! Ma che...ma che ti passa per la testa EH!-
-Brian...scusa, ma non devi più preoccuparti ora sto bene non vedi?-
-Nick io...-
-Stai calmo okay, rilassati-
-Come faccio a rilassarmi dopo i trilpi infarti che mi e ci hai fatto prendere?-
-Bhe non era mia intenzione-
-Lo sò...-
Crollò il silenzio, poi Brian forse ripensò alla mia domanda su Annika e parlò.
-Si ora mi ricordo di quella ragazza, e così si chiamava Annika?-
-Si-
-Ecco...è stata tutto il tuo periodo di permanenza al tuo capezzale all'ospedale Di Roma, poi ti abbiamo riportato qui a L. A. per motivi di sicurezza e perchè i medici non riuscivano a capire cosa ti fosse successo-
Ebbi un debole flash, dei denti, dentro la mia pelle, trasalii e mi portai la mano al collo, percepii quel freddo sulla pelle, guardai Brian e parlai.
-E a causa di questo che sono stato male?-
-Così pare...almeno questa è una delle opzioni mediche-
-Ma che? Cioè, cos'è-
-Credo sia un morso, non saprei-
-Un morso?-
-Si-
-Ma chi mi avrebbe morso un animale, un vampiro?-
Scoppiai in una fragorosa risata, Brian mi seguii a ruota, poi di colpo si fece serio, mi accarezzò fraternamente la testa, mi sorrise, e mi abbracciò, dicendomi.
-Bha non ci pensiamo più ora sei qui, sei sveglio e ti senti meglio, e questo ciò che conta ti voglio bene mocciosetto che non sei altro-
-Mocciosetto ma se ho 27 anni- obiettai offeso
Di tutta risposta, si allontanò dal mio abbraccio, mi sorrise e sentenziò.
-Si ma ti comporti come un bambino di un anno!-
-EHY!- gridai irritato
-E' la realtà Nicky accettala!-
Ribattè facendomi un buffetto sulla guancia per poi alzarsi dal letto e scappare via dietro la porta, evitando che il cusino lo prendesse in pieno.
Difatti, come lui sgattaiolò oltre la porta chiudendola il cuscino si scontrò con la parete.
Sbuffai, poi mi accomodai in posizione fetale e mi persi ad ammirare il tramonto che lasciava spazio al blu della notte.
Sorrisi ripensando ad Annika, sospirai, e prima di raggiungere il mondo dei sogni, pensai a cosa stava facendo, se mi pensava, o se tutto ciò che di magico mi era accaduto in quel fatidico giorno serata compresa fosse stato tutto uno splendido, e magico sogno.
Degutii la saliva, sorrisi, mi accoccolai comodamente e sussurrai.
[Ann...sei non sei stata solo un sogno io ritornerò da te e ti porterò via con me, ma per adesso sogni d'oro piccola]Il silenzio piombò completamente in me, e raggiunsi quel modo fatto di sogni dove sicuramente l'avrei ritrovata.
"...It's falling faster,
Barely breathing,
Give me something,
To believe in
Tell me: It's not all in my head..."
(What's Left On Me - Nick Lachey)
CAPITOLO 7
I Know Who You are, You are a Vampire
Le potevo sentire urlare, gridare eccitatissime.
Il cuore voleva uscirmi dal petto ero agitatissimo e molto anche, era sempre così quando si trattava di esibirmi davanti a miliardi di milioni di fans, entusiaste e scalpitanti.
Le potevamo udire tutti e 4 chiaramente;Invocavano i nostri nomi, uno ad uno e con maggiore affluenza il mio. Bhe devo dire che la cosa mi lusingava molto.
Sorrisi debolmente, deglutii la saliva. Poi di colpo ripensai a lei. Anninka, era passato un mese.
Mese nel quale l'avevo cercata in lungo e in largo, ero persino volato in Italia obbligando lo staff a posticipare alcune date, ma non ero riuscito a trovarla.
Ero distrutto, disperato, decimato, ma dovevo fingere di stare bene, dovevo sforzarmi di ridere, sorridere e scherzare davanti a tutti anche alle telecamere. Ma ogni cosa che facevo il mio essere un falso e un fasullo me stesso mi faceva stare ancora peggio.
Nessuno sapeva, nessuno era stato in grado di capire cosa mi fosse accaduto quella notte di un mese fà, ero stato morso, non era stato un morso profondo, però nonostante le rassicurazioni mediche io stavo da schifo mi sentivo da schifo. Era una sensazione orribile, molte notti mi svegliavo di soprassalto bruciante di febbre. Il mio corpo bruciava, scottava e non sapevo, nessuno sapeva come farmela passare. Sospirai, i miei occhi tremanti e sofferenti si insediarono in quelli blu di Brian, ultimamente non lo sò, sentivo qualcosa un profumo nuovo provenire da lui, era una fragranza dolce e sensuale, sembrava miele e vaniglia, mi mandava in tilt e molte volte ci scherzavo sù dicendogli battute tipo.
-Ehy Brian da quando in qua usi questa strana colonia?-
lui di risposta mi guardava storto, mi sorrideva e poi mi rispondeva.
-Nick è sempre la solita colonia, credi che dovrei cambiarla?-
Io rimanevo sconvolto, smarrito, e per molte volte credevo che mi stesse prendendo in giro, e replicavo sorridendogli per poi allontanarmi in assoluto silenzio, lasciandolo a fissarmi con mille e milioni di punti interrogativi.
Brian ricambiò il mio sguardo, scossi la testa e mi portai altrove, iniziavo a sentirmi male, la testa mi girava, tutto il corridoio, tutto il backstage ruotava vertiginosamente attorno a me, mandando il mio cervello completamente in tilt.
Sentii un sudore freddo scivolarmi giù per la fronte accarezzarmi le guance accaldate, e il collo, percepii una fitta là dove il morso ormai era un lontano ricordo.
Tremai, iniziai ad ansimare, tentai di fare qualche passo, quando di colpo, vidi il pavimento avvicinarsi, non capivo, fu una presa forte e ferrea a avvolgermi la schiena, e in pochi istanti il pavimento raggiunse la giusta distanza, tossii, alle mie narici giunse un soave e delicato profumo alla vaniglia, trasalii, portai i miei occhi verso quella fragranza ed incontrai lui, quei suoi occhi blu che mi fissavano preoccupati e spaventati, scossi la testa che aveva cominciato a ronzarmi, deglutii la saliva, volevo parlare dire qualcosa ma l'unica cosa che fui in grado di fare fu quella di lanciare un debole, impercettibile ringhio che sembrava un rantolo, poi Brian parlò.
-Nick stai bene?-
Le sue parole giunsero ovattate, aumentai la stretta della mia mano su una sua spalla, poi cercai di allontanarlo, ma come provai a farlo vacillai, stavo ricadendo rovinosamente a terra, quando lui mi riafferrò rischiando di venirmi dietro, mi strinse, lo sentii gridare qualcosa tipo aiuto, e in pochi istanti, mi ritrovai circondato da un tot di persone. Non riuscivo a vedere chi fossero o a distinguerne i lineamenti, tutto era una nebbia fissa, assoluta, tutto era oscuro, tutto era opaco.
Non vedevo, non udivo ma riuscivo a sentire solo quel profumo che Brian indossava, solo quello nient'altro sussultai, un soffio gelido mi freddò il collo, la dove c'erano quei due fievoli buchi, strinsi i denti soffrendo come mai avevo sofferto prima.
Quel vento mi stava facendo a pezzi qualcosa, ma non sapevo cosa. L'unica cosa di cui ero consapevole era che mi faceva molto, molto male.
Persi un battito, persi l'aria, volevo urlare poi un'altro profumo mi raggiunse il naso, confondendosi con quello di Brian, era invitante molto invitante, stavo per svenire, per abbandonarmi a quella fantastica ed improvvisa nonchè incantatrice fraganza, quando la voce, una voce profonda, e calda mi trapanò il cervello dicendomi sadico.
-Cosa aspetti, non lo senti questo odorino succulento, hai fame non è vero?-
Inghottii tremante il nodo che mi aveva intaccato la gola e replicai:
-No..non ho fame io..non ho...-
-Oh si che hai fame, che aspetti mordilo Nickolas, sò che lo vuoi, sò che hai fame, cosa aspetti ad abbandonarti al tuo destino, cosa ti trattiene...è forse il pensiero di Annika, la stai cercando non è così?-
Tutto attorno a me si annullò totalmente, i profumi erano svaniti, inghiottii e chiesi.
-Come sai di lei? Chi diavolo sei tu, che vuoi?-
Silenzio. Tentai di gridare le stesse cose ma un gelo subentrò in me.
Sentii qualcosa di duro e freddo sfiorarmi la fronte, il collo, fino a giungermi all' orecchio, e sussurrare.
[Ti voglio con me, non farmi perdere la pazienza Nickolas! Devi unirti a me, sai cosa sei? Lo sai cosa stai cercando di reprimere in te?]
[No] risposi rapito
Avvertii sulla mia guancia una debole carezza, anch'essa gelida, poi lui, quella voce suadente catturò il mio orecchio, penetrandomi sino in fondo all'anima.
Rabbrividii, il profumo, un profumo forte. deciso ma allo stesso tempo selvaggio e dolce azzerrò ogni mio senso, sentii le ginocchia farsi deboli, le gambe smisero di sorreggermi, e precipitai, piombai al suolo. Ansimavo e ansimavo, poi lui alla fine disse.
[Nickolas....tu sai cosa sei, lo sai! Dimmi un pò...non hai notato qualcosa di strano attorno a te?..non hai cominciato a percepire, sentire mille e milioni di profumi invitanti, no?...]
scossi la testa
-no..no-
[Oh io invece dico di si! E il tuo amico ne è una prova! e devo ammetterlo ha un buon odore..il suo sangue deve essere di ottima qualità, ma non sarà mai niente paragonabile al tuo, Nickolas, io lo sò ti ho assaggiato sai...tu hai una fraganza speciale, unica e rara, il tuo sangue è impareggiabile sublime, è un sangue ottimo e gustoso più di quanto ne facesse pensare il tuo ammagliante odore]
Era inutile non capivo cosa intedesse, ma soprattutto che voleva, volevo parlare, ma mi arrestò di colpo dicemdomi.
-Sai cosa sei Nickolas, sei un vampiro, proprio come lo sono io-
Un colpo al cuore, persi ogni contatto con la realtà, sentii una presa gelida al collo, la ferita che vi era lì iniziò a bruciarmi la pelle, portai la mano in essa, sentii qualcosa di caldo e liquido, che mi colava dalla punta delle dita, sino al palmo per poi perdersi percorrendo il braccio.
Di colpo un dolore atroce, mi avvolse il corpo e urlai, ritornando bruscamente alla realtà.
-NON SONO UN VAMPIRO!-
-Nick- fu la voce di Brian, mi voltai verso di lui, il suo odore mi invase il naso facendomi vacillare, stordendomi.
Trasalii volevo fermarmi, stavo per fare qualcosa di brutto, il cuore mi batteva all'impazzata, le gambe cominciarono a tremarmi così come anche le mani, lui era davanti a me, mi fissava terrorizzato, e preoccupato. I miei occhi iniziarono a bruciare, delle lacrime scesero, deglutii la saliva, stavo per farlo, avvicinai la mia bocca al suo collo, scoprii i denti stavo per toccarlo, ma ebbi un fremito, poi d'un tratto mi allontanai da lui, e urlai adirato, preoccupato, ma soprattutto spaventato, terrorrizzato a morte.
-LASCIAMI STARE! NON TI AVVICINARE NON FARLO!-
Lo spinsi a terra, mi voltai di scatto e cominciai a correre a scappare via più veloce che potevo, sino a giungere all'esterno dove continuai a correre e a correre.
Le urla delle fans mi invasero la testa abbattendomi, mille e miliardi di profumi inebrianti di ogni genere si mescolarono.
Erano fragranze floreali, e provenivano dallo stadio, erano nello stadio, mi attiravano come non mai, volevo entrare, volevo scovare quei profumi, e prenderli, assaggiarli farli miei, stavo impazzendo più correvo più quei profumi si facevano sentire, stavo male, il cuore sembrava volesse uscirmi dal petto, il respiro era quasi divenuto un singhiozzo soffocante, l'aria non voleva saperne di entrare in me.
Poi accadde, un improvviso odore più forte di tutti gli altri mi invase, mi catturrò il naso stordendomi, era il dolce e frizzante profumo di rose selvatiche e menta.
Arrestai la mia frenetica corsa, alzai gli occhi e scorsi una figura dai lineamenti tipici femminili, si stava avvicinando a me, potevo vederla giungere, la luce della luna raggiunse quel corpo, e la vidi, era una ragazza alta, bionda, con gli occhi blu, indossava un semplice paio di jeans stracciati a vita bassa, stivali con tacco a spillo neri, e un top vertiginoso che metteva in risalto il suo seno, i suoi capelli dorati erano lunghi e ondulati, e la luce lunare li rendeva splendenti.
Barcollai, poi senza rendermene conto mi avvicinai a lei, le sorrisi e la vidi chiaramente era magnifica.
Scorsi quegli occhi celesti, perdersi in me, nei miei.
Sulle sue labbra scintillanti rosee e carnose sfociò un perfetto sorriso, di colpo la mia mano le accarezzò un fianco, per poi salire e raggiungerle il viso, e la vidi perdersi in quel mio tocco innocente, tremai arrestandomi sofferente.
Ancora quella brutta sensazione di sete e fame, ringhiai fievole, poi senza rendermene conto me la trovai avvinghiata a me, le mie mani le stavano accarezzando la schiena e i capelli.
Chiusi gli occhi, e mi lasciai catturare da quel suo profumo.
Le mie labbra le sfiorarono la bocca, e l'orecchio, mentre il mio naso si perse a inebriarsi di quell'odore.
Il mio cuore implose, la strinsi a me, poi la mia bocca le sfiorò il collo, lo accarezzò, fino ad aprirsi, sentii il contatto della sua pelle calda con i miei denti. Ebbi un fremito, una voglia matta di morderla, di gustarla fino a non poterne fare a meno, la volevo, la volevo con tutto me stesso, persi ogni contatto.
Dentro di me un grido di gioia implose, era lì il mio cibo, dovevo farlo, avevo sente di lei, volevo averla.
Trasalii, gli occhi di Annika si insediarono nel mio cuore, nel mio animo incendiandolo di pura e dolce passione. Tremai di nuovo, le mie labbra tremarono e sussurrai quel nome che per me voleva dire vita eterna, e amore incondizionato.
[Ann...Annika...]
Sentii quella misteriosa ragazza, tremare sotto la mia presa, abbandonarsi a me, al mio corpo, alla mia bocca il suo collo di colpo si mosse come per offrirsi a me.
Annika svanì dalla mio cuore, e un improvviso e nuovo fuoco mi invase, dovevo avere quella ragazza che tenevo stretto, e stavo per morderla, per mordere quel collo, ma Annika subentrò dolcemente, sentii la sua dolce voce sussurrami tenera.
[Nick...dove sei? Dovevi venire a prendermi, se non fossi stata un sogno, Nick ti sto ancora aspettando]
Dai miei occhi scesero delle calde lacrime.
[Ann..]
Aprii di scatto gli occhi, guardai quella ragazza che stringevo.
Che stavo facendo? No io..io no non volevo farlo no, che mi stava succedendo? Non lo sapevo ma non ne avevo la più pallida idea. La sentii respirare, mi ripresi totalmente dal mio stato di intorpidimento, tolsi la mia bocca dalla sua pelle, la fissai in volto, i suoi occhi mi fissavano ipnotizzati, deglutii la saliva, e l'allontanai da me.
-Scu..Scusami-
Le dissi, le voltai le spalle, e corsi via dovevo allontanarmi da lei, e da quel luogo.
Gale Jackson
Non sò da quanto stessi correndo, ma non riuscivo in alcun modo ad arrestarmi, l'unica cosa che volevo fare era scappare, ancora e ancora, milioni di infiniti profumi ad ogni mio respiro si facevano sempre più forti attirandomi fino all'inverosimile e allo stesso tempo a stordimi totalmente.
Tutto intorno a me regnava il silenzio più assoluto, nessuno per strada erano tutti quanti a casa.
Trasalii non appena udii in lontananza una leggera esplosione sembrava un petardo, femai di colpo la mia corsa infinita e in pochi istanti, a quelle esplosioni se ne aggiunsero delle altre più lontano, poi più vicino, ancora lontano poi davanti a me. Sobbalzai. abbassai gli occhi e notai un petardo appena esploso ai miei piedi, non sentivo più niente. Poi di colpo mille luci, erano fuochi d'artificio. Ma che stava accadendo?
Persi un battito, mi guardai attorno, feci mente locale e capii, intuii che eravamo all'ultimo dell'anno, ed io ero lì in piedi a lasciare che i botti mi espoldessero vicino. Ma ero scemo o cosa, ero impazzito forse?
Non lo sapevo ma cominciavo a temere che in me ci fosse qualcosa che non andava.
Scossi la testa, l'udito era ritornato. Deglutii la saliva e comiciai a correre e a correre per tirarmi fuori da quella mitragliata di petardi sparati da chissà chi, che non accennava a cedere nemmeno per alcuni istanti.
*§*§*§*
Correvo e correvo come un forsennato, ma quei botti ancora mi cadevano attorno, privandomi dell'udito in ogni istante. Stavo impazzendo, più macinavo terreno più le mie forze venivano meno, dentro di me oltre che quei tremendi colpi che sembravano intensificare la loro esplosione nella mia testa, era subentrato qualcos'altro, che mi stava facendo del male e molto anche, non riuscivo più a respirare, il fumo intorno mi stava stordendo, la testa mi stava scoppiando, e il mio corpo di colpo divenne fuoco.
Iniziai ad ansimare, la mia vista iniziò a venir meno, una luce verde mi accecò, subito dopo sentii un colpo tremendo che mi fece cadere a terra stordito, mi alzai pochi secondi dopo, e accelerai, il cuore mi stava scoppiando in petto, la gola mi bruciava e il mio corpo era totalmente in fiamme.
Era la fine allora, che schifo morire così in mezzo ad una strada di New York, avvolta dal fumo, e circondata da infiniti botti, e da mille e milioni di odori che mi attiravano, ma che allo stesso tempo mi decimavano in ogni secondo.
Un 'altro respiro, un colpo di tosse, e le gambe decisero di cedermi, le sentivo lasciarsi andare a quell'asfalto, quando all'improvviso, scorsi una stradina a destra, deglutii la saliva e con un enorme sforzo raggiunsi più veloce che potevo quella via oscura e sconociuta non sapevo cosa ci avrei troivato, forse la morte, la vita? non lo sapevo, ma in quel momento non me ne importava, io volevo solo scappare, rifugiarmi.
Una volta giunto, le mie orecchie ritornarono a sentire, tirai un lungo respiro, e poi stremato lasciai che la mia schiena si scontrasse con la parete.
Il bruciore, l'incendio dentro di me aumentò di colpo, recidendomi con quelle sue fiamme immaginarie ogni mio singolo organo vitale, sentivo male molto male, ma non potevo urlare, non riuscivo a farlo perchè quella agonia interiore mi stava logorando tutto, distruggendomi i polmoni.
Ebbi di colpo una fitta al cuore, mi morsi il labbro sino a farlo sanguinare, poi la testa cominciò a prendere fuoco a bruciare. "Aiuto! Brucio, sto bruciando! Aiuto" volevo gridare ma stavo soffocando, e tutti gli urli che facevo erano solo degli impercettibili mugolii.
La mia vista cessò di esistere, le mie gambe smisero di sorreggermi, e io mi lasciai scivolare a terra tremante, quasi esanime. Avevo caldo, stavo bruciando, ansimavo e sudavo.
Chiusi gli occhi, poi un'improvvisa stretta dentro di me mi fece accasciare a terra in preda a dolori lancinanti, mi stavo contorcendo in completa agonia.
"Sto bruciando, qualcuno lo spenga...da dove viene questo calore...non lo sopporto aiuto aiu.. AAAAAAAAAAAHHH...AHHHHHHH"
Urlai di colpo dentro di me esasperato, poi tutto si fermò, io ritornai ad appoggiare la testa al muro, ma continuavo lo stesso a scottare.
L'aria era quasi svanita, il mio cuore sembrava che stesse diminuendo i battiti, la mia testa, la mia mente non riuscivo più a sapere se ce l'avessi ancora.
Sussultai, uno spasmo mi avvolse il corpo, poi la udii quella vibrazione, quel suono, quella melodia, quella musica, era il mio cellulare? Si era quello.
Con mano tremante tastai nella tasca laterale de miei jeans e lo trovai, i miei occhi si stavano per chiudere, il mio udito stava per regalarmi la sordità, ma riuscii comunque a portarmi il telefonino all'orecchio.
Le mie labbra tremarono stavo per dire qualcosa quando undii quella voce pronunciare il mio nome.
-Nick-
Trasalii mi pareva familiare, quindi inghiottii la saliva che mi scese giù come lava e dissi solo.
[Sto male..aiuto..aiutami tutto sta..tutto qui brucia..sto male...ho caldo, sto bruciando sto ah..io..io sto male..aiu..aiut...]
Fu tutto inutile la mano si abbandonò al suolo e il cellulare la seguii, ero al culmine della sopportazione era finita dunque? Stavo morendo? Il mio cuore sembrò cessare di battere, uno spasmo mi travolse, cercai di aprire gli occhi, ma non riuscii a farlo completamente, stavo per lasciarmi andare quando di colpo un'ombra davanti a me si materializzò, tentai di scorgerla meglio, ma fu tutto inutile, poi una voce, forse la sua sussurrò.
[Tranquillo starai meglio]
[Chi..chi sei tu che..che]
La mia testa ciondolò da una parte, le palpebre si chiusero, percepii una mano sulla mia fronte, poi tutto mi avvolse, le fiamme terminarono di inghiottirmi e crollai, precipitai in quel vulcano.
Il respiro svanì, e l'oscurità mi trascinò via con sè.
*§*§*§*
Fuoco, fiamme, lava, caldo, tutto ancora irrompeva in me violento, irruento, stavo perendo. Stavo morendo!
Ero all'apice della sopportazione, sentivo i miei organi smettere di vivere, sentivo la mia anima svanire, percepivo il mio cuore battere a stento, l'aria quella era svanita, e io stavo soffocando.
Quel dolore lancinante che mi aveva trapanato la testa adesso era per tutto il corpo.
Gridai dal dolore, ma la mia voce non uscì se non come una specie di rantolo animalesco.
Mi spaventai. Di colpo un tocco sulla mia fronte e sul mio viso, e mi agitai ancora di più, e senza capire cosa realmente mi stesse accadendo attorno urlai.
-LASCIAMI NON TOCCARMI, LASCIAMI-
-Shhh sei al sicuro adesso Nickolas-
Persi uno di quei pochi battiti che mi erano rimasti, e cominciai a rotolare come un pazzo su un qualcosa di morbido, mentre la lava percorreva lenta ogni singola parte di me.
No non, non ce la facevo più, ero spaventato, disperato, e logoro dal dolore no! Era tutto così insopportabile non ce la facevo più, basta, basta!
Digrignai i denti e urlai fino a sgolarmi.
-AHH BASTA, BASTA CHIUNQUE TU SIA FALLO SMETTERE, MI STA UCCIDENDO BASTA..ANNIKA..ANNIKA DOVE SEI, DOVEVI STARE CON ME ANNIKA ANNIK....-
Non ebbi il tempo per terminare di pronunciare quel nome che per me voleva dire vita, calore, amore, affetto e punto di riferimento, nel buio che ultimamente mi stava recidendo l'animo e il cuore., che percepii una presa stringermi le spalle, e poi una voce mi trapanò la testa insiediandosi.
-Stai calmo-
Ansimai, stavo tremando poi all'improvviso avvertii sulle mie labbra frementi e in fiamme un qualcosa di freddo, forse era un cucchiaio o un bicchiere non capivo, ma istanti dopo quell'oggetto duro, lasciò cadere in me, dentro la mia bocca, oltre la mia gola, sino allo stomaco, un liquido.
Un qualcosa inodore, insapore ma fresco. A poco a poco che quel liquido scendeva chiaramente in me, il bruciore, quell'incendio eterno infinito che mi stava massacrando senza pietà carbonizzandomi totalmente, cominciò a retrocedere, lo sentivo farsi sempre e sempre più debole.
Il mio cuore cominciò a battere regolarmente, l'aria tornò, la mia anima mi raggiunse, e tutto tornò alla normalità. Ansimavo ancora ma a poco a poco tutto si fece regolare, tirai un debole respiro, poi lentamente, i miei occhi chiusi si serrarono ancora di più, e Morfeo mi portò via con sè.
Quell' orrenda oscurità che mi aveva imprigionato all'inizio svanì, e io mi lasciai risucchiare in quel buio nuovo e paradisiaco. E poteii finalmente volare via, scappare da tutto quell'improvviso, e terrificante dolore.
*§*§*§*
Un debole tepore mi accarezzò delicatamente il viso.
Inspirai, alle narici giunse un intenso profumo di quello che pareva fosse caffè o magari un cappuccino. Inghiottii la saliva, mi voltai dalla parte da cui era giunto quel profumo.
Percepii la coperta scivolare via dalle mie gambe che vennero avvolte da una debole brezza.
Tosii, le palpebre cominciarono a tremarmi, ancora e ancora fino a aprirsi, una forte luce mi ferii gli occhi, che richiusi, per poi riaprirli incontrando una finestra, fuori il cielo era bianco.
Potevo riuscire a sentire anche il respiro del vento che scuoteva quei rami che si innalzavano sicuri oltre quel cielo, come se volessero attraversarlo, trafiggerlo e andare oltre, e crescere ancora e raggiungere l'infinito.
Sorrisi a fior di labbra, non appena scorsi un piccolo pettirosso sul davanzale.
Sembrava che volesse entrare qui.
Sorrisi e cercai di alzarmi, ma piombai sul materasso, mi sentivo tremendamente debole, ed ero molto frastornato, stordito. Cercai di ricordare cosa mi fosse accaduto, ma l'unica cosa che riaffiorava alla mente era solo quella orrenda, spregievole e lancinante sensanzione di fuoco.
Per un attimo venni risucchiao da quel terrificante ricordo, e mi mancò l'aria.
Scossi la testa scacciando via tutto, e poteii tornare a inglobare ossigeno, mente i miei occhi cominciavano a guardarsi intorno spaesati.
Osservavo quella stanza, non era la mia, era tutta bianca, i mobili erano quasi rossicci e quel contrasto di colori mi feriva gli occhi stordendomi. Deglutii la saliva, mi guardai il corpo, ero nudo, indossavo solo un paio di boxer che per giunta non erano neppure i miei.
Oddio! Mi prese un colpo, l'aria se ne andò di nuovo, e spaventato a morte mi alzai di botto dal letto, vacillai, stavo per cadere ma mi sorressi alla parete ruvida, fredda e bianca. Mi voltai e mi scontrai con una porta, non riuscivo bene a decifrarne il colore, che diamine, dannazzione tutto mi appariva offuscato.
-Do..dove sono dove?-
Provai a chiedere, e la mia voce uscì graffiante rauca, e profonda da farmi quasi paura.
Tremai, dov'ero finito, come avevo fatto a giungere sino a qui, ma sopratutto con chi ero, che mi era successo? Non lo sapevo, e da una parte non volevo neanche saperlo, e l'unica cosa che volevo fare era prendere i miei vestiti, e scappare via.
Stavo per accingermoi a cercare i miei indumenti alla velocità della luce, quando all'improvviso la porta di quella che doveva essere la mia camera, si spalancò svelandomi una figura, alta dai lineamenti maschili.
Rimasi per un secondo interdetto, cercavo di studiare chi fosse, ma quei lineamenti perfetti non li conoscevo, deglutii la saliva, possibile che io fossi andato a letto con un uomo? No, era totalmente impossibile, volevo parlare ma non ebbi il tempo che quell'uomo entrò completamente nella mia stanza chiudendo la porta dietro di sè, e presentandosi alla luce del sole.
Finalmente potevo scorgerlo meglio.
Indossava una semplice felpa grigia chiaro, senza zip, attilata ma non troppo, un paio di jeans neri strappati alle ginocchia, scarpe da ginnastica, occhiali da sole, i suoi capelli erano castani, il suo viso perfetto liscio, era un ragazzo molto avvenente.
Scossi la testa imbarazzato, che diamine di discorsi stavo facendo.
Volevo scacciarlo, mandarlo irrimediabilmente a fanculo, dato che mi stavo innervosendo. Non sapevo dove cavolo fossi, che cosa mi era successo e soprattutto cosa ci facevo io in boxer in quella camera con quel tizio davanti già vestito, che sforgiò un sorriso perfetto e smagliante, per poi sentenziare con quel tono di voce intenso, profondo, professionale e dolce.
-Ciao, stai meglio vedo-
Okay oddio che cazzo avevo combinato?
Lo ignorai e mi guardai intorno spaurito, dove cavolo erano i mei vestiti! Oddio, che cavolo mi era accaduto? Stavo per avere un'attacco di panico che non sarei riuscito a controllare, e sarei diventato isterico, e lo stavo per fare. Infatti i puntuale come un'orologio svizzero iniziai a respirare un pò troppo velocemente, il cuore sembrava volesse sfondarmi il petto, persi la poca lucidità che ero riuscito a riconquistare, e deglutii la saliva. Stavo per farlo, sì, stavo per gridare come un pazzo, ma quella voce dietro di me decise di precedermi dicendo in tono pacato e tranquillo.
-I tuoi vestiti li ho messi a lavare erano logori, e puzzavano di fumo-
Ahah!!! ecco avevo fumato qualcosa, ecco perchè mi ero ritrovato in quel posto sconosciuto.
"ODDIO!"
Gridai dentro di me, mi voltai verso quel tizio, lo squadrai da capo a piedi, mentre lui mi fissava con quell'aria innocente e quel sorrisetto da serpe, venni avvolto dai brividi, il panico sopraggiunse, e io uscii di testa iniziando a sbraitare come un pazzo.
-CHI CAZZO SEI TU, CHE COSA CI FACCIO IO QUI, CHE MI HAI FATTO...ODDIO TI SEI APPROFITTATO DI ME, IO TI SPACCO LA FACCIA!-
Ero furioso, mi scaraventai su di lui, ma lui con un gesto fulmineo si scansò e io mi scontrati prepotentemente con la porta, che si aprì. Manco l'aveva chiusa bene, assassino!
Caddi per terra come un sacco di patate, e mi ritrovai con la faccia spiaccicata sul pavimento, e il mio sedere all'aria. Ahia!
Volevo rialzarmi ma ero ancora un pò frastornato per riuscire a stare in piedi, ma volevo lo stesso alzarmi voltarmi e scaraventarmi su di lui per prenderlo a pugni, ma non ne ebbi il tempo, e nemmeno la stabilità e la velocità per farlo, che una forte presa mi alzò da terra.
Mi voltai di scatto, i miei occhi azzurri infuriati, si insediarono in quelli di lui nascosti da quegli occhiali da sole, volevo ucciderlo, volevo gridargli qualcosa, ma lui mi anticipò, e sempre con quel suo sorrisetto sarcastico e strafottente disse.
-Sei Nick Carter vero?-
Io di getto risposi irritato
-Nickolas Gene Carter per la precisione-
Lui rise ancora, poi ribattè
-Allora sei tu quello che devo proteggere!Un mocciosetto violento e irritante!-
-EHY!-gridai irritato, okay adesso volevo davvero ucciderlo! Ma contai fino a 10 e poi sfoderai il mio sorrisino di circostanza e continuai:
-...Spiacente io ho già chi mi protegge, ho le mie bodyguard, e poi sò cavarmela benissimo da solo, e ora non sai che voglia ho di spaccarti la faccia- ero davvero furioso.
Il tizio scoppiò in una fragorosa risata, io stavo per mollargli un calcio, quando lui si allontanò da me, mi porse la mano e con il suo solito sorrisino sbieco proferì.
-Piacere io sono Gale Jackson, 28 anni la tua new bodyguard-
-CHE COSA!-sbraitai
-Tranquillo Nickolas, se vuoi saperlo non ti ho fatto niente, sei un tipo molto carino ma io amo le donne-
-Anche io! Ma allora che cazzo ci faccio qui? Questo non è il mio Hotel, non è la mia stanza!-
Lo vedevo che annuiva come se io stessi blaterando cose insensate e mi arrabbiai ancora di più.
Lo fulminai con lo sguardo, lo spintonai via dalla mia strada, e raggiunsi un pò barcollante la porta della mia camera, ma un giramento di testa mi travolse, vacillai pericolosamente verso destra rischiando di finire sulla rampa di scale pochi metri da me.
Gale mi sorresse, volevo allontanarlo ma non ci riuscii e quindi rassegnato mi feci scortare in camera, mi sedetti sul letto, lo fissai ancora e con un tono rabbioso e molto irritato parlai.
-Dove è andato a finire Jeremy la mia bodyguard me lo sai dire? Ah e vorrei dei vestiti non posso tornare in albergo con solo i boxer per giunta nemmeno miei, e poi che cazzo! Come mai mi sono ritrovato qui e a casa tua poi, non potevi riportarmi in albergo?-
Fece un respiro, si avvicinò di un passo a me, e parlò.
-Una cosa per volta. Allora per quanto riguarda Jeremy ha dovuto fare ritorno urgentemente a casa sua a Philadelphia per motivi familiari non sò per quanto si tratterà-
-Perchè non sono stato avvisato?-Chiesi stando sulla difensiva non mi fidavo di quel ventotenne da strapazzo non aveva il fisico da bodyguard.
Sorrise e poi replicò.
-Non sei stato avvisato perchè ciò è accaduto tre ore dopo la tua scomparsa, il capo mi ha avvisato, io ho raggiunto l'hotel dove alloggiavi con la band, e lì ho parlato con loro, e Brian credo si chiamasse così, mi ha riferito che eri scappato di colpo, e che avevano annullato la data all'Empire State Bulding, e che avrebbero iniziato le tue ricerche, io allora da tua nuova bodyguard sono venuto a cercarti, e ti ho trovato grazie al ritrovamento satellitare posto sul tuo cellulare, in un vicolo di New York stavi malissimo, avevi la febbre alta, quindi ti ho portato di corsa a casa mia che era più vicina, e ho chiamato il dottore che ti ha visitato-
-Sai che esistono gli ospedali?-ribattei sull'attenti
-Lo sò che esistono, ma è stato il tuo stesso manager a pregarmi di non condurti in nessuno ospedale, perchè sarebbe stata messa a rischio la tua incolumità, e perchè le fans ti avrebbero sicuramente trovato, non volevano rischiare. Io abitavo a solo due isolati, quindi ti ho portato qui, Nickolas credimi tutto è stato fatto per la tua sicurezza-
Ancora non mi fidavo ciecamente di lui, quindi prima di rispondere lo squadrai da capo a piedi, deglutii la saliva, feci un bel respiro, e parlai.
-Okay... voglio fidarmi di te, ma tu devi procurarmi dei vestiti, e poi riportarmi subito in albergo, devo ritornare dagli altri, saranno preoccupatissimi conoscendoli.
E mi immagino che Howie avrà messo a soqquadro tutta New York per trovarmi e con lui anche Brian che sicuramente avrà pregato Dio per far si che fossi sano e salvo, e poi ci sarebbe Aj che sarà stato chiuso nella sua stanza d'albergo a chiamare gli ospedali di tutta la nazione e la polizia locale!-
Risi, stavo per parlare, ma lui mi bloccò dicendomi.
-Tranquillo Nickolas ho già avvisato tutti, ora farai colazione ti vestirai e poi ritorneremo in albergo, okay?-
Alzai lo sguardo, e cercai di vedere oltre quegli occhiali da sole.
Scorsi due fessure grandi scure forse aveva gli occhi castani non ne ero sicuro, ma sentii che mi potevo fidare, quindi rassicurato sorrisi ed annui.
Gale ricambiò, poi parlò.
-Allora Nickolas-
-Chiamami Nick-
-Okay allora Nick, se vuoi farti una doccia la porta è quella sul corridoio in fondo a sinistra, io vado a comprarti qualche vestito nuovo, perchè i tuoi sono ancora fradici. La colazione ti attende di sotto.
Se hai bisogno, giù sul tavolo c'è il mio numero, ci vediamo dopo!-
Annuii.
-Gra..grazie- dissi fievole
Lui mi sorrise, rispondendo
-E di che? E' il mio lavoro, ciao!-
-Ciao-salutai e non appena Gale svanì dalla mia vista mi alzai lentamente dal letto, e ancora un pò instabile raggiunsi il bagno.
Mi sfilai i boxer, mi infilai nella doccia, e lasciai che l'acqua calda, mi scivolasse adosso, regalandomi istanti di infinito e piacevole relax.
Extinguish This Fire
Forse mi ero addormentato, perchè di colpo, dopo un tremendo scossone sotto il mio sedere, percepii un tocco sulla mia spalla, credo che blaterai qualcosa, perchè nel mio breve istante di sonno perenne dentro le mie orecchie giunse una voce maschile, profonda, decisa ed intensa, che mi ordinò.
-Ehy bell'addormentato siamo arrivati!-
-Che cosa..che?-risposi
Stavo per abbandonarmi al mondo dei sogni, quando quel tocco, divenne un brusco scossone, aprii di scatto gli occhi, stando sull'attenti, e non appena realizzai che quello che avevo davanti non era un orrendo uomo nero, ma solo il sedile anteriore dell'auto, mi placai.
Inghiottii la saliva, poi inspirai, e mi voltai causalmente verso sinistra dove incontrai due occhi castani chiari, intuii subito che fossero della mia new bodyguard. quindi sorrisi amichevole, lui ricambiò e parlò.
-Allora mocciosetto impertinente e violento!-scherzò
-Ehy!-replicai io da falso offeso
Sorrise, poi sentenziò.
-Siamo arrivati a destinazione, vuoi scendere o devo uscire io e aprirti la portiera?-
-Di norma scendo da solo, sei tu che devi uscire e controllare che non ci sia pericolo per me!-
-Tranquillo siamo nel retro, non c'è nessuno a parte un gatto nero che si gusta una lisca di pesce-
Replicava mentre con occhi attenti guardava oltre me, ed oltre il mio finestrino.
Io allora, convinto, uscii dall'auto, non feci in tempo a chiudere la porta che Gale era già di fianco a me, e mi stringeva il gomito, e si guardava intorno attentamente.
Inghiotii la saliva, per un attimo avertii un senso di terrore, poi tutto svanì non appena lui mi trapassò gli occhi con uno sguardo stranamente dolce e amichevole, agrottai il sopracciglio, il mio viso era un punto interrogativo continuo, volevo parlare ma riuscii solo ad esclamare.
-Cavolo...già al mio fianco, sei percaso un parente alla lontana di Flash?-
Lui rise poi replicò.
-No Nickolas sei tu che sei stato lento nei movimenti-
-Ah ah si certo certo- dissi a bassissima voce ma lui sentii benissimo, che aveva il satellite al posto delle orecchie? Quindi replicò sempre con quella sua aria misteriosa, e divertita.
-Sei libero di non credermi Nickolas-
-Ma io non ho detto che...-
Mi zittii.
-Shhh, è ora di rientrare credo che tra poco qui fuori si scatenerà il finimondo-
Non ebbi il tempo di ribattere, che in lontananza udii un rumore assordante, urla di ragazze.
Gale aumentò la stretta, e quasi mi spinse all'interno dell'hotel, seguendomi a ruota.
Sentii il rombo della macchina, udii il motore allontanarsi e poi quelle grida a pochi metri da noi.
La porta di servizio si chiuse dietro di me.
Crollò il silenzio, rotto di colpo da delle voci femminili affaticate.
-Ma sei sicura Kathy di avere visto Nick qui, con quel tizio?-
-Si ti assicuro Annie! Era lui, sò riconoscere i lineamenti di Nick anche al buio-
-Ma dove sono spariti allora?-
-Non saprei-
-Bhe qui nn ci sono-
-Okay allora, andiamocene-
Ci fu un attimo di silenzio, poi un'altra voce femminile nuova da quelle udite finora esclamò.
-Ragazze, ho visto un auto nera girare l'angolo, forse c'è lui lì sopra, è una di quelle auto con cui sono arrivati oggi-
-Sei sicura Brittany?-
-Si Kathy-
-Okay allora muoviamoci! AAAHHHHHHHHH-
Le loro urla svanirono, così come svanirono i nostri passi su quel corridoio vuoto, buio e stramamente gelido.
Tremavo, i miei denti quasi battevano, mentre la stretta "protettiva" di Gale restava fissa sul mio braccio.
-G..Ga..Gale, sono al sicuro..a..adesso...ma..ma do..dove siamo in una cella frigorifera?-
Non udii giungere risposta alcuna da lui, se non un debole e fremente respiro.
-Ga..Gale ma che...-
-Non sei mai al sicuro..mai Nickolas-
Non capivo, stavo per dire qualcosa, ma la sua stretta arrestò ogni mio gesto, e la sua voce subentrò in me, dentro di me.
-Tra poco arriveremo nella hall...e potrai considerarti al sicuro!-
Che gli era preso di colpo? Eppure anche se eravamo al buio, io non sentivo nessuno intorno a me, l'unica cosa che occupava le mie orecchie erano i nostri passi, e il suo respiro ansimante come se avesse
qualcosa dentro di lui che non lo faceva respirare accuratamente.
Forse era asmatico, non lo sapevo, ma iniziai seriamentre a preoccuparmi.
Non appena percepii la sua stretta aumentare per poi diminuire di colpo, avvertii un vento gelido attraversarmi il collo, rabbrividii, la mano di Gale abbandonò il mio braccio, e poi la sua voce giunse, profonda ed intensa.
-Eccoci siamo arrivati-
Di colpo una luce forte mi accecò, un aria calda mi attraversò il corpo, e alle mie orecchie una voce molto familiare mi avvolse il cervello. Era Howie. Che novità lui era sempre il primo a gettarsi metaforicamente parlando "su di me" per sapere come stavo, talvolta quasi ci rimaneva male se il primo a raggiungermi era Brian. Ed eccolo là, Brian proprio dietro ad Howie che quasi mi urlava alle orecchie.
-Nicky..Nickolas oddio non sai che colpo ci è preso, dove sei stato? Che ti è successo? Come ti senti?-
Oddio Howie quanto rompi! Volevo gridargli, ma mi limitai a sorridere semplicemente e a rispondere con una tranquillità platonica. Una camomilla vivente.
-Woh, woh Howie placati un attimo, sto benone non vedi, sono qui davanti a te in carne e ossa!-
-Ti sei fatto male da qualche parte?-Mi chiese scrutandomi da ogni angolazione. Era imbarazzante.
-Howie non sono un alieno, piantala mi metti l'ansia sei come un avvoltoio, sto benone non vedi, che continui a scrutarmi, finiscila e che cazzo!-
Howie si arrestò, apriti cielo, alè!
Poi di colpo mi abbracciò, rimasi interdetto, volevo allontanarlo leggermente, ma qualcosa mi raggiunse il naso, facendomi contorcere le narici, mi liberai dall'abbraccio tipo piovra del mio amico e esclami disgustato.
-Cazzo..Howie ma che bagnoschiuma usi, non si può sentire, se vuoi uccidermi sei sulla strada giusta!-
Howie sgranò gli occhi, mi fissava incredulo, poi con voce tremante sentenziò.
-Ma Nick è sempre il mio solito, quello al muschio bianco, e poi mi sono fatto la doccia circa 10 minuti fà! Come ti permetti!-
-Più che muschio bianco pare essenza al sandalo marcio bleah non ti si può sentire!-
Non ebbi il tempo di vedere la faccia di Howie che venni distratto di colpo dalla risata a crepapelle di Aj, e intuii, ecco il perchè di Howie maleodorante.
-Che cazzo mi hai fatto Aj?-sbraitò isterico.
Aj fece lo sguardo innocente, poi replicò angelico.
-Niente D ho solo, svuotato il tuo muschio bianco e l'ho sostituito con essenza al sandalo poi ho modificato il tutto infilandoci un mio calzino sporco ahahahh...non lo avevi visto galleggiare?-
-Brutto figlio di...io ti ammazzo!- gridò
Aj sorrise, mi borbottò un:
-Bentornato-
e poi scappò via veloce come il vento seguito a ruota da Howie imbestialito era dire poco.
Io non ce a facevo più, ridevo come un pazzo, stavo per rotolarmi a terra, quando con la coda dell'occhio vidi Brian avvicinarsi, ebbi un debole capogiro, non appena avertii quel profumo di miele, alzai gli occhi e lo attraversai da parte a parte, poi di colpo quella fragranza si fece più intensa, cominciai a vacillare e prima che Brian riuscisse a sorreggermi, la forte presa di Gale fu subito su di me, evitandomi il mio secondo volo d'angelo su quel meraviglioso, e lucido marmo bianco.
Iniziai a sudare, a bruciare. Ancora quell'orribile sensazione di stare appeso nudo a pochi mm dalla lava di un vulcano in completa eruzione, si fece viva, investendomi senza requie.
L'aria divenne fumo, e mi stava soffocando.
sentii il cuore esplodermi in petto e urlai in preda all'agonia.
-FALLO SMETTERE! QUALCUNO LO FACCIA SMETTERE!-
Mi abbandonai di colpo tra le braccia della mia bodyguard, i miei occhi li sentivo farsi a poco a poco più pesanti, stavo per svenire, quando Gale mi scosse.
Spalancai gli occhi ma era tutto annebbiato, vedevo delle figure muoversi frenetiche agitate, sentii la forte presa di lui, poi udii delle voci ormai irriconoscibili per me, sentenziare spaventate, e preoccupate.
-Nickolas, oddio Nick che cosa gli è successo, dobbiamo chiamare il 911-
-No-
-Che cosa pretendi di fare Gale?-
-Brian, Aj. Howie state tranquilli, ho la laurea in medicina, e mio fratello aveva gli stessi sintomi di Nick, l'ho curato prima e lo curerò anche adesso, state tranquilli, e fidatevi di me-
Non sò che successe dopo perchè l'udito svanì e io con lui.
*§*§*§*
Non sò quanto tempo era trascorso dal mio svenimento, ma le mie palpebre si schiusero solo per metà, ero nolto intontito, e totalmente frastornato, non capivo dove mi trovassi, e non sapevo chi avessi di fronte, non vedevo niente, se non delle deboli nebbioline di vari colori.
L'udito era ridotto anche peggio, tutto subentrava in me ovattato e profondo, non capivo bene ciò che quelle nebbioline mi stavano dicendo.
Silenzio tutt'un tratto e poi ecco una voce più distinta delle altre, o forse era sempre e stata solo una, che io confondevo per mille, non lo sapevo, però l'uinca cosa di cui ero certo, era che chiunque fossero, o quel tizio o quei tizi intorno a me se non facevano qualcosa, mi sarei ritrovato ad affogare in quella lava che a poco a poco invadeva tutto il mio essere.
-Ecco ciò che fà per te, prendi, dopo starai meglio Nickolas-
Scossi la testa, stavo per perdere i sensi, quando percepii una mano afferrarmi la nuca e alzarmi la testa, per poi far appoggiare le mie labbra su qualcosa di caldo, affondai la bocca in quella strana pietanza morbida, e cominciai a stare meglio, quel liquido fresco, insapore e inodore si insediò in me fino a svanire.
Trasalii, il mio corpo ebbe uno spasmo, poi quella mano mi liberò la nuca, e mi lasciò adagiare a quello che pareva fosse un cuscino, inghiotii, poi lentamente e per l'ennesima volta crollai addormentato.
Like The Sun
"I tried to hide from you
but i failed
i tried to lie to you
but how i failed
and even in my darkest time
you gave me light
i never knew this kinda love could feel so right
when i'm in your arms
i find myself believe it
we could be anywhere
so i can keep on dreaming
(Chorus)
whenever your close to me, you`re like the sun
you feel like the sun
and everyday you telling me
i am the one
i am the one who makes you shine
and i know
whenever you want me to, i'll go
and even when your not with me
i feel you there
i only have to look and see
and i'll know where
when i'm holding you
the world can stop it's turning
you`re always gonna pull me through
and i won't be returning
(Chorus)
whenever your close to me, your like the sun
you feel like the sun
and everyday you`re telling me
i am the one
i am the one who makes you shine
you`re like the sun
you keep me warm
you`re telling me
when i'm in your arms
we can be anywhere (2x)
(Chorus)
whenever your close to me, you`re like the sun
you feel like the sun
and everyday you`re telling me
i am the one
i am the one who makes you shine (2x)
your like the sun (2x)"
(Like The Sun - RyanDan)
C'era la neve, molto, tantissima neve, in quel luogo misterioso, non riuscivo a capire dove fossi, non vedevo nulla solo la candida tormenta che si abbettava docile e gentile su di me, attorno a me.
Sospirai, per poi chiudere gli occhi e inspirare, ed espirare.
Stavo bene, e non accusavo il freddo per niente nulla al mondo.
Di colpo le palpebre decisero di aprirsi e mostrarmi ciò che avevo realmente di fronte: sgranai gli occhi, quel bianco aveva lasciato spazio ad un bosco, vedevo felci, querce, e una casetta.
Vedevo l'erba verde, quella neve era svanita liberandola da quel freddo mantello.
Scorgevo mille e milioni di fiori, "assaporavo" il loro intenso e delicato profumo.
Vacillai per un istante, non appena alle mie narici invase da quelle infinite fragranze, che si mescolavano tra di loro regalandomi eterne combinazioni di profumi, ne sentii uno ben diverso, raro, speciale unico, che mi mandò letteralmente alla deriva, barcollai ancora e ancora e vinto mi lasciai catturare, inglobare fino a perdere completamente l'uso delle gambe, e mi ritrovai a terra, in mezzo a quel prato fresco.
Quel profumo era un mix di lamponi, fragole, e miele, con un pizzico di menta che lo rendeva frizzante e selvaggio.
Ne fui subito atratto come una calamita, e i miei occhi azzuri brillarono di luce ptropria.
Iniziai a sentire ogni singola parte del mio corpo, e cominciai ad alzarmi, lasciando che quella scia mi guidasse.
Camminavo e camminavo, e più quella scia sembrava scappare da me, era sgfuggente, proprio come lo era la persona che adornava quel luogo con tutta la sua mistica e intensa magia, che mi stava letteralmente rapendo, catturando, per non lasciarmi mai più andare via, e io volevo così!
Sì desideravo con tutto me stesso essere nelle grazie che quella incantevole figura ancora invisibile ai miei occhi, si dilettava a regarlarmi, gioiendo che io la stessi rincorrendo, seguendo senza perderla. D'altronde come potevo perdere un così sublime, delicato e dolce profumo? Solo i pazzi se lo sarebbero lasciato scappare.
All'improvviso avertii quella scia arrestarsi, mi fermai di colpo, serrai delicatamente e tremante gli occhi e iniziai ad assorbire e ad assorbire quella fragranza, cercando di riuscire a vedere con gli occhi della mia anima la persona che la emanava.
Volevo vederla a tutti i costi, ma non ci riuscivo.
Ogni tanto intravedevo due occhi chiari, altre volti scuri, e quel viso sfuocato, quei lineamenti delicati, erano di sicuro femminili.
Era affascinante con quanta grazia quel profumo danzava intorno, dentro di me.
Deglutii la saliva, cominciai a tremare, un'aria gelida mi travolse, quasi gridai a causa di ciò che quel gelo improvviso stava causando in me, era freddo lo sò, ma mi stava bruciando, incendiando tutto il mio essere, ogni mio singolo organovitale, ogni muscolo.
Persi il respiro, il cuore si fermò di colpo, una fitta, due fitte lancinanti nel mio collo, e dopo, sangue, sì era il sangue, il mio che caldo mi colava dal collo, potevo sentire l'odore nauseante, volevo gridare ma percepii il mio corpo divenire di colpo ghiacciato, provai a toccarmi lo stomaco oltre la t-shirt bianca che indossavo, ma toccai un qualcosa di duro e marmoreo, mi spaventai, volevo scappare correre via da quel luogo, quando, mentre la mia agonia si stava facendo beffe di me, quel profumo mi travolse molto di più, fino a rendermi completamente alla sua mercè.
Le gambe mi tremarono, e le ginocchia toccarono il terreno, e i miei occhi, stavano incontrando l'oscurità fredda.
Scorgevo la neve che cadeva farsi sempre e sempre più scura, avertii il gelo, sentii il mio cuore esalare l'ultimo battito, stavo perendo lì.
Bel modo di morirepoi. Da solo, perso non sò dove.
Ecco che vedevo la morte raggiungermi alla velocità della luce, potevo scorgere sotto quel manto tetro un ghigno feroce, vedevo la sua falce brillare di una luce propria e inquietante, tossii, e non sentii più il mio stesso sangue scorrermi nelle vene. L'aria mi abbandonò, vidi quella lama tagliarmi in due, chiusi gli occhi ormai sicuro che sarei davvero morto, quando d'un tratto, avvertii un delicato e caldo tocco sul mio collo, e percepii il mio sangue fluire di nuovo in me.
il respiro tornò e il mio cuore ripristinò i battiti.
Quel delicato profumo che sin qui mi aveva scortato, subentrò completamente in me.
Un'altro tocco, e poi una voce, calda, dolce, tenera, gentile e rassicurante che mi chiamava intensamente, quasi pregandomi di ritornare.
-Nick...Nickolas svegliati ti prego-
Borbottai qualcosa, poi le mie palpebre tremarono, un'altra carezza, un'altro sussurro al mio orecchio, e quel tremore si tramutò in luce, avevo aperto gli occhi.
Il sole mi stava riscaldando il corpo, mentre quel luogo divenne ancora più splendende e magico di prima, non avevo freddo, non sentivo dolore solo un eterna sensazione di pace e serenità.
Ero giunto in Paradiso.
-E' stato veloce ed indolore, la morte ci è andata delicata con me- esclamai di getto senza capire bene il perchè, ma ero sicuro che non fossi più in vita.
Ne ebbi la conferma, quando voltandomi verso sinistra incontrai una mano femminile candida, e calda. Risalii con gli occhi il braccio, scorsi una manica corta blu, mi spostai leggermente verso destra, incontrando un seno, o meglio il petto coperto di una ragazza, deglutii tremante distolsi gli occhi da quella quarta, e risalii su per il collo, un collo femminile perfetto, incontrai il suo mento, le sue labbra rosee e carnose. Scorsi il suo sorriso, vidi quel delicato nasino, e poi quegli occhi incantatori, quello sguardo ammagliante e azzurro come un cielo estivo, puro come la neve.
Persi un battito, non avevo dubbi di aver già ammirato quel faccino, non potevo mai scordarlo, era lei, lei che tanto mi aveva stregato, e che ancora io ne fossi ammagliato era una fatto ovvio.
Sorrisi dolcemente e con un sussurro pronunciai quel nome che per me voleva dire: se è un sogno non svegliatemi, se sono in Paradiso non cacciatemi, se sono vivo, allora lasciatemi fermare il tempo, oppure lasciatemi morire in quel singolo momento, in quel preciso istante, perchè era ciò che volevo con tutto me stesso, era ciò per cui bramavo di passare a miglior vita. Era ciò per cui avevo capito che il sole esisteva davvero, non il sole, il nostro sole, quello che ci riscalda, ma quel sole che è nascosto all'interno del nostro cuore, quella luce calda, sublime, che ti circonda, invande il cuore, l'anima, la mente e ti fa capire che l'amore vero esiste realmente, e che ce l'abbiamo davanti agli occhi.
Io l'avevo davanti agli occhi. Annika, lei era il mio unico, e vero amore.
[An..Annika?]
Sussurrai trepidante, mentre mi lasciavo cullare da quel profumo. Cercai di alzarmi, portarmi in posizione seduta, solo perchè volevo abbracciarla stringerla forte a me e non farla scappare mai più.
I miei muscoli infatti iniziarono a sciogliersi, ed iniziai ad alzarmi sorretto da Annika.
Una volta in piedi, mi voltai completamente verso di lei, le sorrisi, poi avvicinai il mio naso a quello suo, lo sfregai dolcemente con il mio, e scorsi il suo sorriso. Finalmente! Quanto mi era, mancato!
Le mie mani tremanti, le cinsero i fianchi, l'attirai selvaggiamente e dolcemente a me, lei si strise al mio petto, e la lasciai "assaporare" il mio odore, mentre io affondai il viso in quei suoi lunghi, morbidi e profumati capelli, per pedermi in quell'essenza.
Sorrisi. la strinsi a me e le sussurrai completamente rapito.
[Dove sei stata per tutto questo tempo?]
La udii ridere per poi replicare.
[Qui ad attenderti]
Sorrisi, e le sussurrai ancora.
[Scusami se non sono arrivato in tempo, ancora nella mia strada non avevo incontrato un angelo. Lo stesso angelo che mi avrebbe condotto in Paradiso, qui con te.
Non sò che posto sia questo, ma vedendoti, guardandoti qui ora, adesso, tenendoti stretta a me, abbandonandomi nel tuo profumo.. Ann...io..bhe Ann io sono in Paradiso, per me questo è il Paradiso, perchè ci sei tu che irriadi di dolcezza e purezza sublimi questo luogo.
Il sole risiede in te...dentro di te, ed è lo stesso sole che è con me, dentro di me, ed è il mio cuore che adesso batte così velocemente. Ann oddio... io sto tremando, tremo solo perchè ci sei tu, non voglio farti del male, temo anche di sfiorarti piccola...Voglio restare qui con te..per sempre.]
Dissi infine, mentre l'allontanai dolcemente da me, avvicinai le mie labbra alle sue, le sfiorai, le toccai e poi le portai via con le mie, le intrappolai per non farle scappare mai più, lei era lì con me, in quel Paradiso, e io lì volevo rimanere per l'eternità.
*§*§*§*
Di colpo alle mie orecchie, sin dentro ed in profondità un'aria gelida mi raggelò il sangue nelle vene, e una voce profonda, maschile e assetata di sangue, mi travolse.
-Non mi sfuggirai in eterno Nickolas!-
Il cuore perse un battito, l'aria mi mancò e di colpo i miei occhi si spalancarono trovandosi dinnanzi una finestra aperta. Si gelava, volevo alzarmi e chiuderla ma rimasi affascinato, da ciò che risiedeva oltre quella finestra, in quel cielo nero e pullulante di stelle lucenti.
Una luna piena risplendeva lassù, bella solitaria e selvaggia, e ne venni all'istante rapito, la fissavo e fissavo quando di colpo un'ombra nera mi si parò davanti. Avertii un inteso profumo, che mi strordii, costringendomi a portare il mio sguardo altrove, proprio su quell'ombra, dai lineamenti maschili, che rimaneva lì, ferma, immobile, sembrava che mi stesse aspettando.
Deglutii il macigno che avevo in gola, lo sentii sorridere, poi la sua voce giunse in me in un sussurro ammagliatore.
[Non mi sfuggirai in eterno lo sai questo Nickolas?]
Vacillai, per poi alzarmi dal letto, e raggiungerlo portandomi a pochi cm da lui, i miei occhi lo fissavano rapiti, il mio respiro era aumentato, e il cuore mi scoppiava in petto, dovevo scappare, dovevo farlo sapevo, sentivo di doverlo fare ma non riuscivo a muovermi, o meglio si mi muovevo, ma camminavo verso di lui, non scappavo. Era più forte di me.
Quel suo odore mi attirava, quel suo profumo mi inebriava, quella sua voce mi catturava. Era come una droga per me, la mia qualità preferita di eroina. Cosa mi stava accadendo? Cosa. cazzo? Non capivo, non capivo! L'unica cosa che sapevo di fare era andare da lui, nient'altro.
Camminavo, incedevo verso di lui senza un perchè. Ero giunto a pochi mm, quando percepii le sue mani fredde avvolgermi frementi il collo. Ebbi un debole gemito, un sospiro, poi le mie labbra tremanti iniziarono a fremere, e la mia voce ad uscire completamente persa in lui.
[Non voglio sfuggirti chiunque tu sia]
Lui sorrise, avvicinò la bocca al mio orecchio percepii il suo respiro ferirmi là dove risiedeva quel morso
Strinsi i denti sofferente, le mie braccia avvolsero i fianchi di lui, strinsi le mani su quella stoffa, Avertii le sue labbra percorrermi delicate il collo, chiusi gli occhi, persi un battito, iniziai ad essere davvero terrorizzato e la sua voce mi rapii nuovamente la testa.
[Lo sò che non vuoi sfuggirmi Nickolas tu appartieni a me, apparterrai a me più velocemente di quanto tu stesso ti possa immaginare]
Le mie palpebre si fecero pesanti, le labbra mi tremarono, e messo k.o da quel profumo mi abbandonai a lui.
[Allora..Prendimi]
Percepii un debole mugolio di piacere provenire dalla sua bocca, sentii la sua presa stringere.
Gli donai il mio collo, sentivo le sue labbra cercare un punto migliore. Stava per farlo. Stava per accadere.
[Non ti farò male...preparati ad appartenermi]
Di colpo in quel cielo nero, giunse un tuono, i miei occhi si spalancarono, incontrando quella splendida luna piena, mi persi penetrai in essa e la vidi. Annika, scorsi i suoi occhi, udii la sua soavee dolce voce che evocava il mio nome, e poi quel profumo, quella fragranza "assaporata" in sogno mi invase.
[Ann..Annika..]
Riaccquistai la lucidità, stavo per allontanarmi da ciò che mi stava tenendo legato, quando di colpo un fulmine squarciò il cielo, i miei occhi si scontrarono con due occhi verdi, poi di colpo tutto svanì, sentii un ringhio, seguito da una voce adirata.
-ANCORA LEI! MALEDETTA!-
Urlò per poi mollare la presa, e saltare fuori dalla finestra, mentre io sconvolto, portai la mano sul mio collo, era gelido.
Scossi la testa, sconvolto, spaventato, stordito, stavo impazzendo.
Poi di colpo al mio naso giunse quel profumo che sapevo appartenesse ad Annika, e senza dire o fare niente, mi vestii, e mi calai giù dalla finestra, e iniziai a seguire quella scia, perchè sapevo che mi avrebbe condotto da lei.
continua...