<Backstreet Boys Fan Fiction>


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un ballo da ricordare 2

Ultimi aggiornamenti. Oggi 16 Aprile 2009.


UN BALLO DA RICORDARE 2

Autore:Nicoletta
Protagonisti: Nick
Genere: PG-13
La storia e' completa?: NO
Categoria: Romantica
Trama: Il sequel della bellissima ff "Un Ballo Da Ricordare".
Ashley e Nick, 18 anni ciascuno, ormai sono una coppia a tutti gli effetti. Non e' facile pero' vivere a 4 ore di aereo di distanza e 4 fuso orari di differenza! Riusciranno a superare i problemi del loro primo anno insieme?

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UN BALLO DA RICORDARE 2: La forza dell'amore
Riassunto: Ashley e Nick, 18 anni ciascuno, ormai sono una coppia a tutti gli effetti. Non è facile però vivere a 4 ore di aereo di distanza e 4 fuso orari di differenza! Riusciranno a superare i problemi del loro primo anno insieme?
p.s. L'autrice si è presa molte libertà nella scelta delle persone che frequentano, nella scelta del cd che incidono e tante altre cose… per cui non preoccupatevi!!
Caro amore mio,
le giornate sono lunghe senza di te… ti penso ogni secondo di ogni ora… bhe tranne quando mangio… o quando sto incidendo… o quando ti chiamo… o quando… ok basta! Ti penso sempre comunque! Non vedo l'ora che finisci il college… non poso aspettare ancora per vederti! Ti rendi conto che siamo insieme da 8 mesi e ti avrò vista sì e no 3 volte? Questa cosa mi demoralizza… vorrei averti qui e stringerti e baciarti… ma purtroppo mi devo accontentare di Brian che non sempre è disponibile… soprattutto quando mi vengono strane idee in testa!
Dai sto scherzando! Non fare quella faccia perplessa! Non potrei mai preferire Brian a te!
Ieri abbiamo iniziato la promozione del nostro primo cd Black & Blue: che spettacolo! La gente ci acclama, siamo invitati in ogni trasmissione e ci fanno cantare sempre dal vivo! Ho un mal di gola!
Tesoro mio bello mi manchi un casino e spero di essere a casa per San Valentino… non si sono ancora sbilanciati dalle sfere alte. Io intanto ho chiesto… magari mi fanno felice e mi mandano da te! Ora devo salutarti cucciolotta , ti scrivo prestissimo
Ti amo
Nicky

CAPITOLO 1

Ashley lesse d'un fiato la lettera di Nick: aveva avuto una grande idea! Costringerlo a scrivergli una volta a settimana! Certo all'inizio l'aveva dovuto un attimo convincere…
FLASHBACK
-Amore… non puoi costringermi a scriverti ogni lunedì o ogni martedì!
-E' questo l'amore che provi per me? no dillo subito bello mio… ti sei fatto in otto per conquistarmi quattro mesi fa e adesso che ti chiedo SOLO di scrivermi una volta a settimana fai tutta sta storia?
Nick stava perdendo la pazienza: Ashley era adorabile ma certe volte si intestardiva per delle cavolate allucinanti.
-Ashy…
-Sai che odio questo nomignolo!!!!- gli urlò contro facendo girare mezzo aeroporto.
-Madonna tesoro! Non sono più un perfetto sconosciuto! Puoi non attirare l'attenzione in questo modo?
-Scusa…- ammise la ragazza: -E' che non ci senti con quelle orecchie…
-Ci sento ci sento… è che mi piace… comunque… dicevo…in questa settimana che sei stata con me hai finalmente visto che lavoro come un asino… studio di registrazione, serate, apparizioni, locali giusti, show televisivi, palestra, prove del tour… insomma amore mio… il problema non è scrivere… lo faccio ogni sera via mail… ma è imbucare la lettera… cercare il francobollo..
-Hai una crew alle tue spalle… qualcuno saprà farlo!- disse incrociando le braccia e mettendo su un faccino triste e arrabbiato allo stesso momento.
-Ashley lavorano per i Backstreet Boys non fanno mica i miei subalterni!!
-Uffa Nick… ti sto solo chiedendo due righe ogni tanto!
-No mi stai chiedendo una lettera cartacea ogni 7 giorni!
Ashley si girò dandogli le spalle. Di solito quello funzionava. E avrebbe funzionato se solo il cellulare di lui…
-Cazzo mi vibra lì in mezzo!
Ash lo guardò esterrefatta: -Nick… ma cosa… la nostra intimità…
-Ma che hai capito… il telefono…- poi sussurrò: -Se poi avessimo sta grande intimità… Kenneth? Dimmi! Sono al LAX … no Ashley parte tra poco… non sono incazzato… e che sei, un veggente? Ah, il tono di voce… no no tranquillo… non sto dando spettacolo… non ti ci mettere anche tu… per favore!
Quel suono familiare gli fece correre un brivido dietro al schiena. Si girò un attimo dopo di aver sentito il click automatico della digitale…




-Cazzo Asley e basta con questa macchinetta di merda!- le urlò strappandogliela dalle mani e tirandola per terra.
Ashley rimase allibita da quello scatto di rabbia. Anche lui per un attimo rimase in attesa come se dovesse sopraggiungere il diluvio universale.
Fu Kenneth al telefono a sciogliere quel silenzio. Nick si destò come dal coma e riprese a parlare: -Sì Ken ci sono… forse forse un pochino di spettacolo…- ammise.
Nel frattempo lei aveva raccolto la macchinetta con gli occhi pieni di lacrime e gli aveva sfilato il carrello dei bagagli da sotto.
-Ti posso richiamare? NON RIDERE! Certo che si è incazzata! Ken a dopo… sì… sì… ciao…
Attaccò il telefono e corse dietro ad Ashley. La raggiunse proprio mentre stava dando il documento e il biglietto al deposito bagagli.
-Ash, Ashley… aspetta…
-Sparisci Nick!
L'hostess si stava godendo la scena divertita.
-Aspetta amore… scusami…- prese il carrello e lo stava facendo uscire dalla fila. Ma lei lo strattonò di nuovo suonandoglielo sugli stinchi.
-Cazzo!
-Piantala ad essere così volgare!- lo riprese.
-Ma mi hai fatto male!
-Ben ti sta!
Nick si sdraiò quasi sul bancone per strappare di mano il biglietto all'hostess di terra: -Ci permette un minuto? La signorina ancora non si imbarca…
Ashley a sua volta gli diede un calcio dove già aveva sbattuto il carrello e lui dovette per forza mollare il biglietto: -Ciao Nick… anzi addio!
Espletò tutta la trafila e corse verso il metal detector per non vederlo più
END FLASHBACK
In effetti era stata male per tutto il tempo del volo e anche una volta tornata a casa. Sua madre le disse che Nick aveva chiamato ogni quarto d'ora chiedendo se era già tornata e anche Jane si era precipitata a chiedere cos'era successo visto che il figlio la stava tempestando di telefonate!
Dopo neanche 48 ore di silenzio assoluto in cui non rispose alle sue chiamate. Ashley dovette capitolare.
Un fattorino della Fed-Ex si presentò con un pacchetto che conteneva una digitale nuovissima e tecnologicamente superiore alla sua di almeno 100 volte e una lettera in cui Nick si scusava per il comportamento poco ortodosso. Le diceva che l'amava da morire, ma stava vivendo parecchio sotto stress e non l'aiutava il fatto di vederla poco e di doverla salutare senza sapere quando si sarebbero rivisti. Allegava anche una foto con dietro scritto:
-Sono FUSE per te… mi perdoni?



CAPITOLO 2

Ashley sorrise pensando a quei momenti… ormai erano lontani anni luce da loro. Prese la lettera, la baciò e la richiuse per bene nella busta. Poi si chinò e mise una mano sotto il letto. Tirò una scatola di cartone e, dopo averla aperta, ci depose quel prezioso scritto. Ormai ne aveva quasi una ventina e nonostante Nick fosse un po' ripetitivo e spesso breve, lei era felice.
Nick, il suo migliore amico, il ragazzo goffo e un po' scemotto che aveva trasformato in cigno…
Era stato difficile farlo passare da perfetto sfigato a ragazzo più popolare della scuola, ma lei in fatto di look ci sapeva fare e Nick di base era veramente un bel ragazzo!
Si buttò sul letto guardando il poster che si era attaccata sul soffitto così da poterlo vedere prima di chiudere gli occhi per andare a dormire.
-Sono la ragazza più fortunata del mondo!- sospirò chiudendo gli occhi.
---
Il sonno di Ashley durò parecchio, tanto che si svegliò la mattina successiva. A parte il fatto che era ancora vestita… c'era qualcos'altro che la turbava. Prese il cellulare ma non vi era disegnata la bustina dei messaggi e non c'era scritto "una chiamata persa".
Si stiracchiò e senza perdersi d'animo si guardò allo specchio: -Ashely…- si disse: -…è una bella giornata e tu sei la ragazza di Nick Carter… vediamo… sono le 7.30 del mattino e come minimo mezzo emisfero occidentale ti sta già maledicendo da per lo meno 6 ore… Nick è in tour… tra qualche giorno forse riuscirò a vederlo… dal vivo intendo…- pensò guardando i poster che aveva attaccato in camera: -Per cui cosa potrebbe succedere di brutto?La vita è meravigliosa!
Si sforzò di sorridere, andò in bagno e si fece una lunga doccia.
Quando scese in cucina riposata, profumata e sistemata per la scuola aveva un umore ottimo. Poi sentì la voce della mamma di Nick: adorava vedere Jane; le ricordava lui…
-Buongiorno Jane… ciao mamma!- esordì cinguettante.
Le donne quasi saltarono: -Oh!- gridò dallo spavento Jane.
-Ciao cucciola!- la baciò la madre raggiungendola sulla porta della cucina.
-Nick ha chiamato ieri sera? Io mi sono addormentata e non ho ricevuto messaggi…
-Vieni ti volevo far vedere una cosa…- cambiò discorso la madre tirandola via nella stanza attigua.
-Ma… mamma… c'è qualcosa che non va?
-Noooo- le disse Jane di rimando!
In salotto la madre faceva finta di cercare qualcosa: -Dove l'ho messo… vediamo… eccolo!- disse porgendo alla figlia un catalogo con un vestito per il ballo di fine anno. Ashley la guardava impaziente e anche un po' stupita: -Mamma… il ballo c'è fra 4 mesi e non ho intenzione di andare senza Nick!
-Ma tu devi andare… sei la reginetta dello scorso anno!
-Ma se neanche mi hanno proclamato…-
Tirando sulla poltrona la rivista, tornò in cucina con la madre che le correva dietro e trovò Jane sull'orlo di una crisi di pianto.
Si guardò intorno puntando gli occhi sulle due donne: -Ok… cosa succede?- la sua voce non lasciava spazio ad altri contrattempi.
Sua madre serrò le labbra come un bambino che non vuole rivelare una bugia.
Jane invece, emotivamente già scossa, svuotò la sacca: -Io l'ho chiamato per dirglielo… che non era il caso… che stava facendo una sciocchezza…- piagnucolava.
-Jane, CHI hai chiamato? Non parliamo di Aaron…
-No…
-Parliamo di tuo marito?
-Nooooo…
-Ok… parliamo di Nick allora! Cosa non devo sapere?
Jane, sempre con i lucciconi agli occhi, le porse una rivista. La ragazza l'afferrò ma lei sembrava non volergliela lasciare. Le lanciò un'occhiata che parve incenerirla e la mamma di Nick, alla fine e controvoglia, lasciò la presa proprio mentre la ragazza la stava tirando. Si ritrovò a sbattere sonoramente la testa al pensile delle spezie.
-Cazzo!- disse massaggiandosi il bernoccolo.
-Ash!
-Scusa mamy!
Le fece l'occhiolino tornando a concentrarsi sul giornale: vedendo la prima pagina quasi le prese un colpo.
-Cosa ci fa… questa zoccola col mio NICK!

-Ash, calmati… non sarà sicuramente come sembra!- disse la madre per consolarla.
Lei era già attaccata al telefono ed era intenta a comporre il numero di Nick: -E cosa sembra mamma??? Anzi Jane… tu che glielo hai detto… che ti ha risposto? Maledizione ha il telefono staccato!
-L'ho sentito stamattina prestissimo… avevo appena preso i giornali… lui mi ha detto che è tutto sotto controllo… però aveva una riunione e mi ha attaccato il telefono in faccia…
-Dio…- disse rivolgendosi al cielo: -FULMINALOOOOO!- prese i libri di scuola e uscì sbattendo la porta.
---

CAPITOLO 3

Il tragitto in autobus fu un inferno. Aveva voglia di piangere e si sentiva gli occhi colmi di lacrime, ma non voleva dargliela vinta. Vedere quella foto su quel giornaletto con Laurel l'aveva paralizzata dalla rabbia.
L'ultima volta che l'aveva sentito, cioè all'ora di pranzo del giorno precedente, andava tutto bene. Si erano parlati come al solito, non aveva notato nessuna ambiguità nelle sue frasi o nella sua voce. Poi si era addormentata serena… e la mattina dopo il mondo era crollato.
Fortunatamente aveva preso il mezzo pubblico abbastanza presto e non c'erano molti studenti. Le sembrava quasi che chiunque la incontrasse la guardasse con compassione. Il paese era piccolo, tutti conoscevano lei e soprattutto, da qualche tempo a quella parte, tutti conoscevano Nick.
Si rifugiò in un angolo del giardino della scuola che usava con le sue amiche come "base". Aprì lo zaino e tirò fuori ancora una volta la rivista. Adesso con calma poteva anche leggere il trafiletto accanto alla foto.
"Nick Carter , del gruppo emergente Backstreet Boys, ha partecipato alla festa per la presentazione del marchio Jayz's NewTennis Shoe. Il cantante era in dolce compagnia ed è sembrato avere un buon feeling con l'accompagnatrice. Lei si chiama Laurel Tyler, ha 18 anni e presto la vedremo su molti cartelloni pubblicitari. Ha infatti da poco intrapreso la carriera di modella ed ha già all'attivo un grosso contratto con un noto brend di intimo. Terremo d'occhio questa coppietta! Rimanete con noi!"
Finito l'articolo, finalmente le lacrime scesero. Pianse per un tempo che sembrò infinito. Furono le sue amiche a destarla.
Mandy: -Ash… ehi?
Ashley alzò lo sguardo e le guardò paonazza.
Kelly: -Bella cera…
Mandy le mollò una gomitata in pancia: -Ahia!- disse l'amica.
-Avete già letto?
-In realtà sì…- Mandy era mortificata.
-Scherzi Ash? Lo sa tutta la scuola!
-Grazie Kelly!- le disse prima di richiudersi a chioccia e tornare a piangere.
Mandy si sedette vicino all'amica: -Hai parlato con lui?
Scosse la testa.
-Non ti ha chiamato?
Ancora un no.
-Tu hai provato?
Stavolta Ashley annuì.
-Che stronzo!- si intromise Kelly.
-Kelly, così non ci aiuti, ok?- l'apostrofò Mandy. Poi tornò a guardare Ashley: -Ashy…
-NON FARLO MAI PIU'…
-Cosa?
-Chiamarmi Ashy… solo Nick mi chiama così…
Mandy si tappò la bocca maledicendosi e venendo a sua volta maledetta da Kelly.
-Senti magari non è davvero come sembra…- trovò qualche parola di circostanza quest'ultima.
-A no?- le lacrime si erano asciugate d'un colpo. Adesso i suoi occhi esprimevano rabbia.
Cercò nello zaino e tirò fuori altre 20 riviste che aveva comprato quella mattina mentre andava a scuola: -E allora come me lo spieghi questo? Cosa ci fa figona-Laurel a braccetto con Nick? Questo party si è tenuto ieri sera… e lui ieri sera non ha chiamato… perché lei è con lui? Non doveva essere qui? Perché non mi ha chiamata…
-Ashley… ti stai ripetendo…- disse Mandy.
-Io lo amo… perché…?
-Ehy…- le disse Kelly abbracciandola.
-Provo a chiamarlo da questa mattina alle otto… ha il cellulare staccato… di solito mi richiama… non appena vede che l'ho cercato… se sa che sono uscite queste foto perché non chiama per tranquillizzarmi? Perché alla madre ha detto che è tutto sotto controllo? Vorrei averlo qui… per dargli un cazzotto in faccia!
-Non penso risolveresti la questione… ma di sicuro gli spaccheresti il setto nasale…- si intromise Mandy.
-Mandy, ma sei diventata amica di Laurel?
-Noooo era solo per dire…
-Senti vattene a casa no? Oggi non è aria…- le suggerì Kelly.
-Naaaa rimango qui… tanto ormai mi hanno detto dietro cornuta tutti quanti…- abbozzando un sorriso si alzò, si risistemò e si avviò con le amiche verso l'aula di letteratura.
---
Alle due del pomeriggio le tre amiche si ritrovarono a fare la strada a piedi verso casa.
-Grazie per aver accettato di andare a piedi…
Mandy: -Scherzi? Anche io non ce la facevo più a sentire quelle cretine che ti sfottevano…
-Ma hai acceso il cellulare?
-Non ancora Kelly…
-Dai allora, cosa aspetti?- la incitò l'amica. Ma vedendo che ancora non si decideva a farlo glielo strappò dalle mani e digitò il codice.
-Ehi! Ma … come fai a sapere il pin?
-Sono andata a caso… ed ho indovinato… la sua data di nascita… mielosa…
Ash arrossì.
Kelly si bloccò per strada e le prese le mani: -Senti Ash sai che io non ho un'ottima opinione di Nick… nonostante tu l'hai trasformato penso sempre a lui come lo sfigato con la maglietta macchiata di pomodoro e olio dello scorso anno… però penso anche che ti ami sopra ogni altra cosa… e vorrei che tu cercassi di dargli il modo di spiegare. I giornalisti scrivono quello che vogliono lo sai… sei tu che non hai voluto far parte del suo mondo… sei tu che hai sempre negato la vostra relazione dicendo ai giornalisti che erano piombati qui che eravate solo amici… lo sai quanto ha sofferto Nick di questo… ma l'ha accettato… ora dagli una possibilità… - così dicendo scelse un numero dalla rubrica e lo selezionò portandosi all'orecchio il cellulare: -… da qui a casa tua ci sono ancora 800 metri buoni… e il cellulare sta squillando…- glielo porse: -… sta a te decidere…
Ashley lo prese e stava per rispondere alla sua amica quando sentì dall'altro capo: -Pronto?
Il suo cuore si fermò per un attimo. Adorava la sua voce calda e sensuale.
-Pronto? Ashy?
Guardò le amiche, sorrise riconoscente e si allontanò da sola.
-Pronto Nick…
-Amore… ciao!- sembrava il solito Nick. Ash rimase però silenziosa.
-Ashley, c'è qualcosa che non va? Stai bene?- le chiese preoccupato.
-Non mi hai chiamato ieri sera… e neanche stamani…- esordì la ragazza cercando però di non far trasparire troppo la delusione.
-Hai ragione amore mio… scusami… qui vado avanti a forza di caffeina… ma ti ho scritto una lettera…
-Davvero?
-Certo e l'ho imbucata stamani…
Ashley iniziò a sentirsi stupida. Aveva fatto una tragedia per qualcosa che neanche esisteva!
-Nick… però neanche un messaggino…- cercò di riprendersi.
-Ho partecipato ad una festa e ho scordato il telefono in hotel… quando sono tornato non è che mi sono addormentato… sono svenuto dal sonno! Pensa… giusto perché porto 45 una volta addormentato c'ho messo almeno un'ora per cadere sul letto…- iniziò a ridere.
Era tipico di Nick sdrammatizzare quando le cose non andavano lisce come l'olio.
-Ho visto la festa… e anche le foto…- lo interruppe un po' acida.
La cornetta rimase muta per qualche secondo: -Ti riferisci alle foto con Laurel vero?
-Già… le ho viste stamani, tua madre era in lacrime… io sono in lacrime..
Sentì Nick sospirare: -Amore mio… mio grande ed unico amore… è tutto a posto… non devi preoccuparti. Ci siamo incontrati lì alla festa… mi ha salutato, io l'ho salutata, mi ha chiesto come stavo e mi ha fatto i complimenti per il cd… Sapevi che ha intrapreso la carriera di modella?
-C'era scritto sul giornale di oggi… ti toccava Nick… e tu le passavi una mano dietro la schiena… e l'altra Dio solo sa dove…
-Ashley, non voglio litigare… ciò premesso… non devi preoccuparti di nulla. È stato un incontro casuale, quando è venuta a salutarmi i fotografi ci hanno beccati mentre parlavamo… poi abbiamo posato per qualche foto insieme. È pubblicità nulla di più…
-Sarà… ma a me che lei ti si struscia addosso proprio non mi piace …- disse con voce poco convinta.
-Ehi… ti amo piccola… lo sai… se vuoi raggiungermi qui a LA possiamo sempre farci vedere insieme in atteggiamenti molto intimi… e capiranno chi è il mio amore!
Ashley sorrise: -Ti amo anche io Nick… è solo che vederti proprio con lei… mi ha fatto perdere le staffe…
-Ho posto solo per te nel mio cuore…ok?
-Sì… però…
-Dimmi amore. Però cosa?
La voce di Ashley passò da mielosa a stridula e Nick dovette allontanare la cornetta dal telefono:-Giuro su Dio che se ti vedo ancora con quella zecca con la parrucca bionda attaccata addosso ti cambio i connotati, ti stacco le orecchie, ti prendo a calci nel sedere e ti strappo qualcos'altro Carter!
Detto questo gli sbattè il telefono in faccia.
---

CAPITOLO 4

Rientrata a casa era di umore migliore: far pace con Nick e chiudergli il telefono in faccia con una frase da Rambo la faceva sorridere. Questa allegria non passò inosservata.
-Ehy, va meglio?- chiese la mamma
-Oh mammina…- rispose correndo ad abbracciarla: -Solo una scema come me può avere dubbi su Nick! Lui mi AMA! Me l'ha detto oggi e me lo ripete sempre. Ed è sincerissimo! Me ne accorgo se mente! Con me poi ci vuole una pazienza e lui ne ha tantissima!!!
-Deduco che sei riuscita a sentirlo!
-Sì e sono la donna più felice del mondo! Vado a farmi un bagno!!!
Così dicendo scappò al piano di sopra e si preparò un bel bagno rilassante e accese anche delle candele profumate. Mentre sentiva l'acqua scorrergli sul corpo non riuscì a non pensare a lui… chiuse gli occhi e si ritrovò in una chiesa: gli addobbi bianchi risaltavano sulle lucide panche di mogano della cappella, lei era in fondo alla piccola navata sotto braccio a suo padre. Il vestito semplice le scivola perfetto sui fianchi snelli e i capelli, per una parte raccolti, le ricadevano a boccoli intorno al viso e sulle spalle. Nick sorridente accanto al prete e a Brian commosso l'aspettava alla fine del tappeto rosso. Lei che camminava eterea con la marcia nuziale di sottofondo. Il bacio sulla guancia prima di accomodarsi vicino a lui e poi il momento clou tra lo stupore e i sorrisi felici di tutti gli invitati…
-Vuoi tu Ashley Rowland prendere il qui presente Nickolas Gene Carter come tuo legittimo sposo ed amarlo e rispettarlo nella buona e nella cattiva sorte tutti i giorni della tua vita finché morte non vi separi?
-Sì… lo voglio
-E tu Nickolas Gene Carter vuoi prendere la qui presente Ashley Rowland come tua legittima sposa ed amarla e rispettarla nella buona e nella cattiva sorte tutti i giorni della tua vita finché morte non vi separi?
-Ashley?? Ma sei svenuta in bagno??
La ragazza riaprì gli occhi guardandosi intorno.
-MERDA!- urlò.
-Devo dedurre che sei ancora viva? Bene perché ti toccherà raccogliere tutta l'acqua dal pavimento del bagno e nel pianerottolo visto che lo hai allagato!- l'apostrofò la madre.
Era convinta di essersi appena appisolata invece aveva fatto in tempo a riprodurre fedelmente una piena del Nilo a casa sua! E cosa più terribile non aveva sentito Nick dire Sì lo voglio nel suo sogno!! MALEDIZIONE!!!
---
Le tre amiche erano a fare compere per San Valentino: mancava ormai una sola settimana. Non che ad Ash piacesse festeggiare quella festa, ma quest'anno era con Nick e lui sarebbe tornato a casa apposta da Los Angeles per strare con lei. Aveva cacciato i genitori spedendoli con la sorella ed il cognatino a fare un'escursione di due giorni. Finalmente sarebbero stati soli. Immaginava la scena: lui con in mano un fascio di rose che le sorrideva dall'uscio, la cena romantica cucinata dalle sue manine, Nick che si complimentava della bontà delle pietanze, un film romantico, un po' di champagne (solo quella dannata bottiglia le era costata 85 dollari!) e la sua camera… le lenzuola nuove di raso (115 dollari), la nuova lampada a luce soffusa (35 dollari dal cinese), la biancheria di Victoria's Secret (98 dollari e 50 umilissimi centesimi), il profumo della vaniglia nell'aria (4 dollari a candela per un totale di 6 candele) e lei, pronta ad accoglierlo finalmente nel suo letto! Totale quasi 500 dollari per una serata: fare per la prima volta l'amore e farlo con l'uomo che amava non aveva prezzo!
Stava sghignazzando da sola quando Mandy la distolse dai suoi pensieri: -Ti preferisco quando ci litighi! Almeno non hai la facci da cretina e non ridi da sola!!!
-Mandy cosa vuoi capire te che stai col tuo tipo più o meno da quando tua madre ti ha partorito…
-ACIDA!
-ROSICONA!
-Ehi voi due!- le richiamò all'ordine Kelly :-Stiamo dando spettacolo!
-Meglio questo del film porno che si sta facendo in testa Ashley!
-Ma! Guarda Mandy… sei vergognosa!- le tirò un gancio bonario Ash sapendo che in fondo l'amica la conosceva benissimo!
Comprarono di tutto… dallo stampo a forma di cuore, ai palloncini passando per piattini e tovaglioli. Ashley aveva preso anche un bellissimo maglione griffato che già vedeva stampato sul fisicaccio del suo uomo. Sarebbe stato bello toglierglielo da dosso il 14 notte!!
In ultimo allungò una mano su una scatola di preservativi. Alle occhiate delle sue amiche rispose: -Cos'è? Mica posso sperare che lui se ne ricordi!
Sorridendo li pagò e se li mise in borsa.
---
Erano le otto e quaranta di sera e Ashley era pronta ad accogliere Nick. Era in ritardo di qualche minuto ma in fondo, quando mai era stato puntuale quell'uomo? Rimase a giocare con le posate al tavolo in sala da pranzo aspettandolo con ansia e quasi sobbalzò quando alle nove e dieci sentì suonare alla porta. Sorridendo si alzò, si guardò un'ultima volta allo specchio sistemandosi il vestitino preso per l'occasione (altri 125 dollari), afferrò la macchinetta fotografica accendendola e si precipitò alla porta.
Rimase sbalordita quando non solo lo trovò lì fuori senza fiori ma anche in compagnia:

-Scusami per il ritardo amore!- disse slacciandosi dallo pseudo abbraccio in cui Ashley l'aveva immortalato con Laurel, davanti casa sua, il giorno di San Valentino, la festa degli innamorati.
Ash riuscì solo a dire: -Del ritardo???- lo fissò trovando il suo volto stanco e tirato.
Nick le si avvicinò e la baciò sulla guancia sussurrandogli: -Perdonami, poi ti spiego appena abbiamo un attimo…
-Ciao Ashy!- cinguettò Laurel innocente chiamandola col nomignolo che le faceva battere il nervo dell'arrabbiatura.
-Che piacere Laurel, come stai? Non ti trovo affatto cambiata… (zoccola come sempre… avrebbe voluto aggiungere)- si sforzò di essere calma e serena perché sapeva che Nick aveva un'ottima spiegazione per quella improvvisata! O almeno doveva averla!
I due entrarono e Nick si diresse verso il divano e ci piombò sopra. Laurel sfilò per il corridoio sculettando fino a sedersi vicino a lui. Essendo il divano da due posti ad Ash non rimase che la poltrona. L'ospite inattesa e indesiderata guardò la tavola apparecchiata per una coppia con i palloncini a cuoricino a terra.
-Oh, avevate in programma una cenetta romantica?
Solo allora Nick lo notò e guardò Ashley mortificato. Si accorse anche che si era vestita, pettinata e truccata in maniera favolosa.
Continuando la sua terapia dello zen e tenendo a mente Gandhi e non Attila, la padrona di casa cinguettò due note sopra rispetto a Laurel: -Oh, ma no cara… sai è solo San Valentino… ma dove si mangia in due… si mangia anche in tre!
-Sei carinissima ad invitarmi!- si alzò e andò a stuzzicare delle tartine sul tavolo.
-La mia in realtà era una battuta…- aggiunse sottovoce guardando il suo ragazzo con un lampo di fuoco negli occhi.
Ashley respirò profondamente e mentre si dirigeva in cucina recitava il Padre Nostro ed una strana preghiera che aveva sentito nel film L'Esorcista che sapeva quasi a memoria.
Nick la raggiunse fulmineo: -Amore io…
Ashley si girò fermandolo con un cenno della mano: -No! Stai zitto… porta questa cena di là e non parlare per favore!
Il ragazzo non potè fare altro che ubbidirle.
Per tutta la durata del pasto Laurel faceva battute su Nick e rideva come un'oca. Il ragazzo cercava di bloccarla e nel mentre infilava un paio di frasi per far capire alla sua ragazza come mai si era presentato con pacco regalo biondo.
Da quello che si poteva capire i due avevano fatto un'intervista in radio nel tardo pomeriggio, in città. Al momento di salutarsi Laurel non si era sentita molto bene e Nick non aveva avuto cuore di lasciarla sola visto che i suoi genitori erano fuori per una crociera. Oh, che buon samaritano! La vicinanza di Brian, il religioso del gruppo, lo stava portando sulla via della santità!
Ad Ash sembrava che lei stesse fin troppo bene comunque, cosa che non disse poiché stava continuando a seguire i precetti della filosofia zen.
Ormai a fine serata, i resti della cena giacevano sul tavolo devastati dalle fauci della signorinella taglia 38 (che tra parentesi mangiava come un maiale per essere appunto una 38 dichiarata), la bionda stava stramazzando al suolo dopo aver bevuto quasi tutta la bottiglia di champagne e si stava accingendo a vomitare sul tappeto. Nick riuscì a metterle una mano davanti alla bocca e a trascinarla in bagno. Esasperata dalla situazione, Ashley si andò a rinchiudere in camera per non commettere un duplice omicidio.
Stava riponendo il vestito dopo essersi messa la tuta da casa quando sentì la porta dischiudersi e vide Nick apparire mortificato.
-Ash… non so che dire…- cercò di attaccare il discorso.
-Allora forse è ora che tu dica buonanotte… non scordarti il pacco quando esci… a proposito dov'è? L'hai lasciata in cucina a mangiarmi le provviste per l'intero mese?- disse acida cercando di far stare sulla stampella la spallina del vestito.
-E' crollata sul divano… sta dormendo…- si avvicinò e le strinse la vita: -Ti sei cambiata… peccato stavi bene- cercò di distrarla.
-Perché ti sei accorto che ero in ghingheri per te? La serata si è conclusa Carter. Niente dopo cena. Mi dispiace per te.
Nick fu cacciato con uno spintone da Ash che andò a raccogliere le scarpe per riporle nella scatola. Girando lo sguardo vide il letto rifatto con le lenzuola di raso, le candele sul comodino con un accendino vicino e la lampada accesa che dava un'aria molto romantica alla stanza. Si maledisse per la sua goffaggine.
-Ashley… la stavo salutando nel parcheggio della radio e lei ha iniziato a piangere e a dire che era sola e che si sarebbe ammazzata… cosa dovevo fare?
-Mmmm… fammi pensare…- si portò un dito sul labbro: -Lasciarglielo fare?
-Ash… come potevo? Mi è salita in macchina e anche prima alla porta… nel momento che hai aperto mi si è allacciata addosso…
-Tu sei sempre innocente vero? Prima le foto sul giornale, tu che non rispondi al telefono e non mi chiami, poi questo… Senti Nick stasera mi sento molto Buddha con la storia della non violenza. Potrei prendere il posto di Madre Teresa di Calcutta nella corsa campestre del 2 Novembre in onore dei Santi… ma tu non sfidarmi ok? Sono mesi che non ti vedo! Sei arrivato al nostro appuntamento in ritardo, uno. Senza rose, due. Con il pacco regalo biondo, tre. Mi hai rovinato una serata che stavo programmando da mesi, quattro. Non mi hai avvertito di nulla, cinque. Non mi hai portato un regalo, sei. Non ho avuto modo di darti il mio, sette… e altre mille cazzate che hai fatto in sole… fammi vedere…- guardò l'orologio che aveva al polso: -3 ore e 10 minuti! Io avevo solo voglia di stare con te…- concluse sincera.
-Io… mi spiace Ashy… sono un coglione che rovina tutto…
-Per favore, vattene.
-Non puoi volere questo…- la supplicò con lo sguardo.
-Non pensare di sapere cosa voglio… Non volevo nulla di tutto quello che è successo questa sera! Vai via e portati via l'ubriacona…
Così dicendo lo guardò con uno sguardo che non permetteva repliche. Nick tentò di passarle una mano sulla guancia ma lei si scansò stizzita. Al ragazzo non rimase nulla da fare che girarsi e andarsene.

continua....