una nuova linea bianca
Ultimi aggiornamenti. Oggi 26 Gennaio 2009.
ATTENZIONE: CERCASI LA SCRITTRICE URIA!!!
UNA NUOVA LINEA BIANCA
Autore: Uria
Protagonisti: Nick-BsB
Genere: PG-17
La storia e' completa?: NO
Categoria: Drammatica
Trama: Dopo piu' di un mese in ospedale Nick viene dimesso e fa ritorno a casa in Florida. La sua nuova condizione gli impone di vivere in un modo totalmente differente da quello a cui era abituato. Ogni cosa per Nick e' tremendamente difficile ma la sua famiglia , i suoi amici, gli altri Backstreet Boys e l'amore di una ragazza lo aiuteranno ad affrontare la lunga via che lo portera' alla guarigione .
Una Nuova Linea Bianca
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Dopo più di un mese in ospedale Nick viene dimesso e fa ritorno a casa in Florida. La sua nuova condizione gli impone di vivere in un modo totalmente differente da quello a cui era abituato. Ogni cosa per Nick è tremendamente difficile ma la sua famiglia , i suoi amici, gli altri Backstreet Boys e l'amore di una ragazza lo aiuteranno ad affrontare la lunga via che lo porterà alla guarigione .
Questa storia è il seguito de " La Linea Bianca ". Per chi non l'avesse letta : I Backstreet Boys di ritorno da una cena rimangono coinvolti in un incidente stradale. Tutti riportano lesioni ma il più grave è Nick che subisce un trauma midollare per cui gli viene provocata con l'utilizzo di farmaci una paralisi terapeutica in attesa della guarigione del midollo. Dopo momenti estremamente difficili finalmente Nick accetta la sua nuova temporanea vita da paralizzato e viene dimesso dall'ospedale
PROLOGO
Ecco era arrivato il momento : dopo un mese e mezzo passato in ospedale in Canada, finalmente era a casa, a casa sua. Era difficile descrivere la sensazione che provava nel trovarsi davanti alla porta d'ingresso, era difficile trattenere le lacrime al ricordo dei lunghi giorni passati a sognare di essere di fronte a quella porta.
Suo padre Bob e sua madre Jane erano andati a prenderlo all'aeroporto e ora stavano scaricando dalla macchina le valige
e lui se ne stava lì immobile a fissare quel pezzo di legno che lo separava dall'interno della sua casa e dai suoi fratelli. Già i suoi fratelli, quanto tempo ! Come l'avrebbero accolto ? Lui non li aveva voluti in ospedale
come lo avrebbero trattato ?
-- Nick, abbiamo fatto. Perché non sei entrato ? -- Jane
-- Volevo aspettarvi -- Nick
Jane aprì la porta e Bob spinse la sedia a rotelle oltre la soglia
CAPITOLO 1
-- Siamo noi ! -- Jane
Casa sua : non gli era mai sembrata così bella ! Tutto era come l'aveva lasciato
forse un po' più in ordine, sicuramente c'era lo zampino di sua madre
comunque tutto era al suo posto, e anche l'odore era lo stesso.
-- Nick, ciao bello, finalmente a casa ! -- BJ
BJ gli corse incontro e lo abbracciò affettuosamente. Era stata con lui in Canada fino a una settimana prima quindi per lei la nuova condizione di Nick non era una novità.
-- Come è andato il viaggio ? -- BJ
-- Normale. Dove sono gli altri ? -- Nick
-- Sono in cucina : ti abbiamo preparato una cena straordinaria -- BJ
Perché non arrivavano ? cosa stavano facendo ancora in cucina ? Nick era terrorizzato : forse non gli volevano rivolgere la parola
-- Cosa c'è ? -- BJ
-- Perché non
-- Nick
-- ciao fratello Leslie
Ecco finalmente qualcuno : Leslie. Nick accennò un sorriso cercando di leggere cosa stesse pensando sua sorella nel vederlo
-- Mi è concesso abbracciarti ? -- Leslie
Ecco quello che temeva : Leslie gli stava rinfacciando il fatto che non li aveva voluti in ospedale
-- Leslie senti non ho voglia di discutere adesso -- Nick
-- Bene neanche io ho voglia adesso : rimandiamo la litigata magari a più tardi -- Leslie
Leslie si chinò verso la sedia a rotelle e abbracciò Nick
che sensazione strana
aveva sempre dovuto alzarsi in punta di piedi per dargli un bacio. E poi quanto era dimagrito : sentiva le ossa del torace tra le sue mani. Era però anche una splendida sensazione : seppure sapeva di non essere mai stava la sorella preferita di Nick, per lei lui lo era! Avrebbe voluto stare con lui in Canada e magari litigarci come facevano sempre, visto il caratterino che si ritrovava, ma lui l'aveva esclusa e questo l'aveva fatta soffrire terribilmente. Si era ripromessa che sarebbe rimasta fredda e distaccata al loro incontro, ma appena l'aveva visto aveva solo desiderato gettarsi tra le sue braccia
e adesso il sentirsele addosso aveva di colpo cancellato tutta la rabbia e il rancore.
-- Se lo molli posso abbracciarlo anche io -- Aaron
Ecco il momento più difficile : il suo adorato fratello Aaron. Il cuore di Nick incominciò a battere all'impazzata ma durò solo pochi istanti poiché Aaron gli si gettò al collo.
-- Sei cresciuto -- Nick
-- Sì, qualche millimetro. Tu invece sei dimagrito , non ti davano da mangiare ? -- Aaron
Erano frasi scontate, quasi di circostanza ma Aaron non sapeva cosa dire. Dopo quasi due mesi di angoscia, preoccupazione, rabbia e disperazione Nick era lì tra le sue braccia e lui non aveva nulla da dirgli e non aveva idea di come comportarsi. Non sapeva se gli faceva piacere essere abbracciato, non sapeva se stringendolo gli stava facendo male, non sapeva se poteva spingere la sua sedia rotelle o se era libero di parlargli di tutto. Si sentiva come se fosse di fronte ad una nuova persona. E aveva così tante cose da chiedergli e così tante novità da raccontargli.
L'abbraccio terminò quando Nick con la coda dell'occhio scorse Angel
-- Ciao Angel, sei sempre più bella -- Nick
-- Non quanto te -- Angel
Una freddissima risposta per un abbraccio altrettanto glaciale
In realtà c'era da aspettarselo ma per Nick fu lo stesso molto dura.
-- La cena è già pronta ? -- Jane
-- Sì, dobbiamo solo mettere in tavola -- Leslie
-- Bene, perché ho una fame
e che buon profumino viene dalla cucina -- Bob
Si diressero verso la sala da pranzo : che bello c'era tutta la famiglia riunita. Nick arrivò sulla porta e si fermò : la tavola era apparecchiata con una splendida tovaglia rossa, piatti ,bicchieri e tovaglioli colorati( l'inconfondibile zampino di suo fratello), candele profumate accese, sei sedie intorno al tavolo
sei sedie e un vuoto, il vuoto che sarebbe stato colmato dalla sua sedia a rotelle! Un brivido gli percorse la schiena e improvvisamente si ricordò che questa non era una normalissima cena di famiglia, che lui non stava osservando la scena dall'alto del suo metro e novantadue , che nulla era normale. L'idea di spingere la sua sedia a rotelle fino a quel vuoto gli sembrò così difficile, così umiliante.
-- A dire il vero non ho molta fame -- Nick
-- Cosa ? Come è possibile ? Nick tu hai sempre fame -- Aaron
-- ho mangiato un po' in aereo e adesso mi sento molto stanco : credo che farò una doccia e mi metterò a letto. -- Nick
-- non vuoi assaggiare proprio niente ? Leslie e Angel hanno cucinato per ore -- Jane
-- Mi dispiace, lo mangerò domani -- Nick
-- Domani farà schifo! -- Angel
Ancora quel tono glaciale
-- E' normale che Nick sia stanco, ti accompagno su ? -- BJ
-- No vado io così porto su anche la valigia -- Bob
-- Ma
-- Aaron
Jane appoggiò una mano sulla spalla del figlio minore e Aaron , seppur deluso , si sedette a tavola mentre Nick e il padre si diressero verso la stanza.
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-- Eccoci --
Bob
Bob aprì la porta . Nick non seppe trattenere un sorriso nel rientrare nella sua amata camera.
-- Abbiamo cercato di modificare il meno possibile; cosa ne dici ? --
Bob
Quel " meno possibile" a Nick sembrava già tanto ma sapeva che era indispensabile. Innanzitutto il letto, era matrimoniale ma con delle specie di aste che si potevano tirare fuori all'occorrenza e che sarebbero servite da appoggio per facilitargli i movimenti. Non c'era nulla in mezzo alla stanza per consentire gli spostamenti con la sedia a rotelle e sia la scrivania che il mobile del computer era privi di sedie. In compenso, accanto al letto era stata aggiunta una poltrona
-- Nel letto si tirano su tipo la testa o i piedi ? --
Nick
-- Sì, è come quello dell'ospedale solo che è matrimoniale. Si controlla il tutto con quel telecomando. --
Bob
-- E il bagno ? --
Nick
-- Quello abbiamo dovuto rifarlo completamente. Abbiamo mantenuto i colori che avevi scelto tu ma per adeguarlo alle tue condizioni abbiamo dovuto cambiare tutto. Vieni a vedere --
Bob
Nick si affacciò un po' titubante ma non era poi così male: sembrava il bagno che aveva in ospedale. Tutto era molto basso, i sanitari erano zeppi di sponde su cui far leva e anche la vasca era identica a quella su cui si era esercitato.
-- Mi piace --
Nick
-- Davvero ? --
Bob
-- Sì . anzi quasi quasi lo provo subito e mi faccio un bel bagno. --
Nick
-- Ottima idea, ti preparo l'acqua nella vasca --
Bob
Nick tornò in camera e incominciò la lunga procedura per spogliarsi. I fisioterapisti gli avevano insegnato esattamente come fare. Incominciò con il togliersi la felpa e la camicia e rimanere in magliettina , poi si tolse le calze e le scarpe e adesso veniva la cosa più difficile. Non poteva sfilarsi i pantaloni e i bo
Nicker rimanendo sulla sedia a rotelle così aveva imparato a spostarsi sul letto, spogliarsi ,e quindi ritornare sulla sedia. Una volta pronto, con la sola maglietta addosso, tornò nel bagno da suo padre.
-- Ecco, va bene così l'acqua ? --
Bob
-- Credo di sì --
Nick
-- Bene, vado giù a cenare
cosa c'è Nick ? --
Bob
Lo aveva fatto miriadi di volte durante la fisioterapia ma non era mai stato da solo nella stanza, c'era sempre stato comunque qualcuno pronto ad intervenire se fosse caduto.
-- Devi proprio andare ? --
Nick
-- no, certo che no. E' solo che credevo volessi rimanere un po' da solo --
Bob
-- A dire il vero mi piacerebbe se restassi --
Nick
-- Allora vado a prendermi qualcosa da mangiare e torno su --
Bob
Bob ritornò da Nick dopo circa 5 minuti
-- Vuoi una mano ? --
Bob
-- No --
Nick
Nick si tolse la maglietta quindi fece forza sulle braccia e si sistemò sul bordo della vasca. Seppure la parte superiore del suo corpo si era enormemente rinforzata con la ginnastica, gli era comunque estremamente faticoso ogni movimento. Bob notò immediatamente la fatica dipinta sul volto del figlio.
-- Lascia che ti dia una mano almeno per questa sera, hai fatto un viaggio lunghissimo, domani farai da solo --
Bob
-- Ok, grazie --
Nick
Bob sollevò Nick e lo appoggiò delicatamente sul fondo della vasca. L'acqua gli arrivava a metà torace e le bolle dell'idromassaggio che gli massaggiavano delicatamente la pelle fecero sentire Nick in paradiso
Bob si accomodò sul water e gustando la sua cena passò un ora a chiacchierare e a scherzare con il figlio.
-- Basta per oggi ? --
Bob
-- Sì --
Nick
Bob lo prese in braccio e lo portò sul letto. Nick si asciugò e si infilò una maglietta; quindi si posizionò sotto le coperte.
-- Vuoi che resti ancora ? --
Bob
-- No, voglio dormire --
Nick
-- Ok, se hai bisogno chiama . Buonanotte--
Bob
-- Grazie papà
e... papà ... non ho voglia di vedere nessuno --
Nick
-- Ok, come vuoi --
Bob
Eccolo dunque, finalmente a casa . L'unica cosa che riuscì a pensare prima che il sonno lo rapisse fu che si sentiva solo : era strano perché con lui c'era tutta la sua famiglia, ma era come se loro non potessero capirlo, come
la sua mente era annebbiata ora ma una cosa era sicura: erano passate solo poche ore ma già sentiva la mancanza di Brian, AJ , Howie e Kevin
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I restanti 5 membri della famiglia avevano consumato il loro pasto piuttosto velocemente e quasi in silenzio, un po' scioccati per le condizioni di Nick ,un po' delusi per il suo comportamento.
Bob scese dopo più di un'ora
-- Tutto bene ? --
Jane
-- Sì, sono rimasto con lui mentre faceva il bagno e adesso si è messo a letto. --
Bob
-- Gli hai dato una mano ? --
Jane
-- All'inizio si è arrangiato ma poi ha ceduto e l'ho spostato io --
Bob
-- Io vado a fare i piatti --
Angel
-- Aspetta, dobbiamo parlare di alcune cose che riguardano Nick. Lo so che sarà difficile all'inizio ma piano piano ci si fa l'abitudine. Lo psicologo si è raccomandato di non asfissiarlo, di non stargli sempre addosso. Nick è quasi completamente indipendente e ci tiene ad esserlo: perciò se vedete che fa fatica a fare qualcosa aspettate un po' prima di aiutarlo, a meno che non ve lo chieda lui. Inoltre ricordatevi che è sempre stato un vergognoso : il suo sedere e la schiena sono a forte rischio di piaghe e tagli e a tal proposito in ospedale lo tenevano svestito. Ovviamente qui a casa questo non è possibile ma almeno di notte hanno detto di farlo anche qui, pertanto non fate cose che lo mettano in imbarazzo. Ci siamo capiti Aaron ? --
Bob
-- Cos'è , non potremo fare più niente ? --
Aaron
-- no, dovete solo prestare un po' più di attenzione --
Jane
-- Per quanto riguarda cose strettamente mediche non c'è molto: prende 6 pastiglie al giorno per mantenere la paralisi, quindi se vi sembra che ne stia prendendo di meno ditecelo. In ultimo Nick non è di cristallo, non rischia di rompersi appena lo toccate quindi non vi comportate come se lo fosse. Domande ? --
Bob
-- Posso andare adesso ? --
Angel
-- Cosa c'è che non va ? --
Jane
Angel si alzò di scatto e corse in cucina, incapace di ascoltare oltre .
CAPITOLO 2
-- Hey, bell'addormentato --
AJ
Nick si sentì scuotere e si ritrovò seduto sulla poltrona accanto al letto AJ , come accadeva spesso in ospedale
-- Hey Bone ! --
Nick
-- Buongiorno --
AJ
-- Ciao, che ci fai qui ? --
Nick
-- Sono andato a fare footing, poi sono andato a messa e prima di andare a casa volevo venire a svegliarti --
AJ
-- Sei stato molto gentile --
Nick
-- Gentile ? Kaos, tu mi preoccupi certe volte ! Sarebbe stato più nei tuoi canoni un " vai a quel paese , non rompere, lasciami dormire" --
AJ
Nick sorrise e si stiracchiò
-- Come è andato l'arrivo a casa ? Sei ancora vivo quindi questo è già un buon segno --
AJ
-- Insomma, così così. A parte Angel che mi ha rivolto due parole glaciali in croce, con gli altri è andata discretamente ma sono stato con loro solo 10 minuti --
Nick
-- solo 10 minuti ? e perché ? --
AJ
-- Perché non mi sentivo a mio agio, non sapevo cosa dire e poi non avevo voglia di parlare. J, avessi visto come mi guardavano: Aaron fissava la mia sedia a rotelle come se fosse un UFO --
Nick
-- Nick si devono abituare
e 10 minuti direi che è un po' poco. Per il resto ? --
AJ
-- Mi hanno praticamente distrutto e ricostruito il bagno e anche il letto vedi, e hanno tolto tutte le sedie dalla mia stanza
questa notte mi guardavo intorno e nella penombra non mi sembrava neppure camera mia --
Nick
-- Questa notte ? Non hai dormito ? --
AJ
-- Non tanto , mi sono svegliato una marea di volte --
Nick
-- come mai ? Avevi male ? --
AJ
-- No. E' che
lasciamo perdere --
Nick
-- Questa mattina sei tutto strano. Cos'è un segreto di stato ? --
AJ
-- No è che
avevo paura di scoprirmi nel sonno --
Nick
-- Temo di non aver capito. Di scoprirti ? E allora ? --
AJ
-- AJ, sveglia, metti in funzione i tuoi neuroni ! Non sono più in ospedale, sono a casa mia con ben 4 donne. Non mi sarebbe per niente piaciuto se al risveglio mi fossi trovato nudo davanti a Angel , per esempio --
Nick
AJ scoppiò a ridere .
-- Partendo dal fatto che è tua sorella , direi che non sarebbe successo nulla --
AJ
-- AJ, Angel è una tredicenne vergognosa e per di più incavolata dura con me --
Nick
-- Angel è una tredicenne ormonata, al massimo ti poteva saltare addosso
sto scherzando ovviamente, scherzo. E comunque primo se è davvero così incavolata come dici non sarebbe mai venuta , e secondo ribadisco , tu sei suo fratello--
AJ
-- Buongiorno fratello
ciao , non sapevo avessi visite
magari torno tra un po' --
BJ
-- Perché, dove vai BJ ? --
AJ
-- Ad infilarmi qualcosa --
BJ
Dopo pochi secondi ritornò con addosso una vestaglia
-- no, perché ti sei messa quell'affare ? Stavi molto meglio in mutandine e canottiera --
AJ
-- Porco ! Allora Nick, dormito bene ? --
BJ
-- Sniiiii --
Nick
-- Mamma mi ha detto che tra un'ora e mezza avete l'appuntamento in ospedale quindi sarebbe meglio se incominciassi a prepararti. Per colazione
vieni giù o la vuoi qui ?
BJ
-- No, non voglio niente, mangerò qualcosa in ospedale --
Nick
-- tu AJ ? --
BJ
-- Io prenderei volentieri un caffè , ma vorrei restare su con Nick mentre si prepara. --
AJ
-- non c'è problema, te lo porto io --
BJ
E detto questo uscì
AJ notò che Nick si stava guardando intorno
-- cosa c'è ? --
AJ
-- Mi avvicini la sedia a rotelle ? Guarda dove l'ha piazzata mio padre, non sarei mai riuscito a raggiungerla ! Vedrai che l'ha fatto apposta , perché così ero obbligato a chiamare qualcuno --
Nick
-- Io invece scommetto che l'ha messa là solo perché così non stava tra i piedi --
AJ
-- Tra i piedi ? Tra i piedi a chi AJ ? La mia sedia a rotelle sta tra i piedi ? Perché se la mia sedia a rotelle sta tra i piedi allora anche io sto tra i piedi visto che ci sto seduto sopra ! --
Nick
-- Lo sai che non è quello che intendevo. Io volevo solo dire che
--
AJ
-- Certo , come no
dai lascia perdere
avvicinala al letto --
Nick
-- Nick
--
AJ
-- Me l'avvicini o devo strisciare sul pavimento per raggiungerla? --
Nick
AJ si alzò di scatto e la spostò accanto a Nick che si scoprì e vi si sedette sopra.
-- Se ti sposti riesco a passare --
Nick
AJ si scansò e Nick si diresse verso la porta del bagno
-- Vuoi una mano ? --
AJ
L'unica risposta che ottenne fu la chiusura della porta
-- Non mettere la chiave ! Io rimango qui --
AJ
-- Ecco il caffè. Dov'è mio fratello ? --
BJ
-- In bagno. Grazie per il caffè . BJ, noi pensavamo di venire spesso qui , pensi sia un problema per i tuoi ? --
AJ
-- No, non penso. E poi questa è casa di Nick --
BJ
-- E poi un'altra cosa. Ne parlavamo ieri sera con Howie : so che avete modificato il bagno e volevo sapere a chi ci dobbiamo rivolgere per fare la stessa cosa --
AJ
-- Volete fare un bagno per handicap ? --
BJ
-- Sì, tanto sia in casa mia che in casa sua ne abbiamo una barca di bagni e modificarne uno sarebbe l'ideale , così quando viene Nick a trovarci
--
AJ
BJ diede un bacio ad AJ
-- Mio fratello è una persona molto fortunata --
BJ
-- Lo siamo anche noi . --
AJ
-- Comunque dovete chiedere a mio padre --
BJ
Nick uscì dal bagno e incominciò ad aprire i cassetti
-- cosa cerchi ? --
BJ
-- Un paio di boxer, una maglia, pantaloni, calze
sai quella roba che si usa mettersi addosso quando si esce --
Nick
-- Allora primo non è stato toccato niente della tua roba quindi dovrebbe essere esattamente dove l'hai lasciata e secondo modera il tono perché non ti ho fatto niente --
BJ
-- Lascia stare BJ, è incazzato con me --
AJ
-- non sono incazzato con nessuno --
Nick
-- Come no ! --
AJ
Nick prese la roba e l'appoggiò sul letto. Quindi si tolse la maglietta e si spostò sul letto dove rimase per alcuni secondi respirando faticosamente
-- Una mano ? --
BJ
-- No --
Nick
BJ fece un passo indietro ed AJ prese a sorseggiare il suo caffè. Vedendo che il fratello rimaneva ancora immobile prese in mano i boxer
-- Mettili giù --
Nick
-- Lascia che te li infili , solo dalle gambe poi fai dai solo --
BJ
-- No --
Nick
-- Nick è troppo faticoso per te adesso, non puoi fare tutto da solo --
BJ
-- Ho detto di no --
Nick
-- Solo i boxer e i pantaloni --
BJ
-- BJ qual è il problema ? Sono lento e faccio fatica e se ti da fastidio vederlo puoi anche andartene --
Nick
-- Non mi da fastidio, non mi da fastidio nulla di te, è a te che da fastidio. Vado giù a fare colazione --
BJ
AJ osservò la ragazza uscire dalla stanza e poi si rivolse a Nick
-- Quando vedrai il nuovo psicologo ? --
AJ
-- Cosa centra adesso questo ? Mi hanno dimesso , non sono più depresso --
Nick
-- Ti hanno dimesso ma dicendo che devi riprendere le sedute qui --
AJ
-- E allora ? --
Nick
-- E allora vorrei che rispondessi alla mia domanda. Oggi devi andare in ospedale, vedrai anche il nuovo psicologo ? --
AJ
-- No, devo vedere l'ortopedico e il neurologo e oggi pomeriggio il fisioterapista ; lo strizza cervelli domani --
Nick
AJ riprese a bere dalla sua tazzina
-- J ? --
Nick
-- Dimmi --
AJ
-- Mi aiuti ? --
Nick
AJ sorrise e appoggiò la tazzina sul comodino. Infilò i boxer ai piedi di Nick e lo sollevò leggermente mentre lui se li tirava su ; quindi fece la stessa cosa con i pantaloni della tuta mentre per la maglia , la felpa , le calze e le scarpe Nick fece tutto da solo. Si posizionò sulla sedia a rotelle e si incamminarono verso le scale
-- io adesso vado, ti telefono questa sera --
AJ
-- Ok, ci sentiamo più tardi --
Nick
-- Dimenticavo : la tua sedia non mi sta mai tra i piedi --
AJ
-- Sì lo so --
Nick
###
Nick era molto nervoso poiché non sapeva esattamente cosa aspettarsi. Erano in ospedale per incontrare i nuovi medici che si sarebbero presi cura di lui. Si era messo un cappello in testa con una visiera che gli copriva quasi completamente il viso e occhiali scuri per paura di essere riconosciuto da qualcuno , ma questa era una clinica esclusiva dove erano ammessi solo pazienti vip e nessuno lo stava degnando del minimo sguardo.
-- Signori, prego da questa parte
-- Infermiera
La signorina li fece entrare in uno studio molto ampio e quasi nello stesso istante entrò un signore in camice bianco sulla cinquantina , con un viso molto dolce
-- Buongiorno. Io sono il dottor Smith e sarò responsabile della cura del signor Carter --
dott.Smith
Il dottore strinse la mano ai tre , quindi si rivolse al suo paziente, guardandolo incuriosito
-- Mi è giunta voce che hai due occhi bellissimi, potrei avere l'onore di vederli ? --
dott.Smith
Nick sorrise e si tolse sia il cappello che gli occhiali
-- Devo dire che le informazioni erano assolutamente esatte. Allora Nickolas, Nick, come preferisci ? --
dott.Smith
-- Nick --
Nick
-- Bene Nick, come stai ? --
dott.Smith
-- Non c'è male --
Nick
-- Ottimo. Allora io ho ricevuto la documentazione riguardo il tuo caso e ho parlato a lungo sia ieri che questa mattina con i colleghi canadesi quindi ci sono solo alcune piccole cose che voglio sapere adesso da te e poi ti visiterò . --
dott.Smith
Nick annuì
-- Allora, primo voglio sapere se hai avuto da quando sei uscito dall'ospedale --
dott.Smith
-- niente di terribile --
Nick
-- Hai preso antidolorifici ? --
dott.Smith
-- Uno ieri e uno oggi --
Nick
-- Molto bene. I dolori dove erano ? --
dott.Smith
-- Alla schiena --
Nick
-- Hai una qualche sensibilità alle gambe, senti dolore, prurito, fastidio, bruciore o riesci a muoverle anche se poco?--
dott.Smith
-- No --
Nick
-- Bene , allora tutto funziona come previsto. Da quando ti hanno tolto il respiratore e l'ossigeno hai mai avuto problemi a respirare ? --
dott.Smith
-- Mi viene un po' di fiatone quando faccio qualche sforzo --
Nick
-- che poi passa subito ? --
dott.Smith
-- Sì --
Nick
Il dottore continuava a segnare su una specie di registro e ogni volta che annuiva Nick si sentiva sollevato
-- Hai mai avuto problemi a muovere le braccia ? Qualche formicolio, qualche dolore, qualche fastidio, bruciore?--
dott.Smith
-- No, mai --
Nick
-- Qualche problema nel mangiare ? --
dott.Smith
-- no --
Nick
-- In realtà sta mangiando pochissimo --
Jane
-- Mamma ! --
dott.Smith
-- Cosa c'è ? Non è normale che mangi così poco, Nick ha sempre mangiato tantissimo --
Jane
-- signora Carter non c'è da preoccuparsi , è dovuto un po' ai farmaci che prende, un po' anche alla sua condizione psicologica ! Procediamo , dove ero arrivato? Ah, ecco . Mai avuto problemi con la funzione sessuale ? --
dott.Smith
Nick e i genitori spalancarono gli occhi allibiti dalla domanda
-- Intendo dire se hai avuto esperienze sessuali dopo l'incidente e se ci sono stati problemi --
dott.Smith
-- Si ne ho avute e no, non c'è stato alcun problema --
Nick
Nick si sentì puntati addosso gli occhi dei genitori
-- Mai avuto dolore, prurito, fastidio, bruciore a livello dei genitali ? --
dott.Smith
Nick voleva sprofondare sotto il pavimento ma capì che doveva rispondere
-- Dolore e bruciore quando avevo il catetere --
Nick
-- Sì, vedo che te l'hanno tolto da poco, da una settimana
hai avuto problemi dopo che te l'hanno tolto ? --
dott.Smith
Il dottore vide Nick arrossire e decise di dargli una mano
-- E' normale nei primi giorni dopo che lo tolgono un po' di incontinenza
l'hai avuta ? --
dott.Smith
-- L'ha avuta per i primi due giorni --
Jane
-- Adesso hai ancora qualche problema ? --
dott.Smith
Nick scosse la testa
-- Bene direi che va tutto per il meglio. Adesso se ci volgiamo accomodare nell'ambulatorio ci sarà un'infermiera che ti aiuterà ad indossare il camice --
dott.Smith
Si stavano spostando nell'altra stanza quando furono richiamati indietro
-- Scusatemi ancora un secondo
sta arrivando la fisioterapista. So che avete un appuntamento nel pomeriggio ma intanto ve la presento --
dott.Smith
Si sentì bussare
-- Avanti vieni pure --
dott.Smith
Nick si voltò .
-- Ecco, questo è il nuovo paziente, i signori Carter e loro figlio Nickolas
--
dott.Smith
Nick rimase immobile
-- C'è qualcosa che non va ? --
dott.Smith
-- e' un piacere rivedervi signori Carter
Ciao Nick --
Sam
CAPITOLO 3
Erano le due del pomeriggio e Nick era seduto accanto ai suoi genitori attorno ad un tavolino del Bar dell'ospedale. Stavano pranzando, o almeno i suoi genitori lo stavano facendo : lui stava giochicchiando con la forchetta assorto nei suoi pensieri . Quali pensieri ? solo uno, sempre quello : Sam. Da quando l'aveva rivista quella mattina non aveva pensato ad altro. Aveva trascorso l'intera mattinata a fare esami : raggi, TAC, Risonanza magnetica, prelievi del sangue ma non se ne era nemmeno accorto.
Sam, perché di nuovo lei ? Era possibile che dovunque andasse si ritrovasse quella ragazza ? La cosa strana è che Nick era convinto di averla dimenticata : sì certo era una persona che l'aveva fatto soffrire ma nulla più, era davvero convinto che quel mese di terapia l'avesse aiutato a vederla come una piccola insignificante parentesi negativa della sua vita.
E invece
nulla di tutto ciò! Appena l'aveva vista comparire il suo cuore aveva incominciato a battere a mille, come il cuore di un ragazzino innamorato. Ma era innamorato di Sam ? No, di quello ne era sicuro. Allora perché aveva reagito così ? Perché erano passate dal loro incontro non riusciva a pensare ad altro ?
-- Nick, vuoi qualcos'altro ? Non ti piace ? --
Jane
Nick scosse la testa scocciato dall'interruzione di sua madre. Doveva pensare, doveva darsi una spiegazione. L'idea di come l'aveva trattato lo faceva ribollire
e questo era orgoglio, il suo orgoglio ferito per essere stato usato. L'idea di tutto quello che ne era seguito lo faceva ribollire ancora di più ma anche star male
aveva fatto del male a se stesso e ai suoi amici in seguito a quello. E poi il difficilissimo mese e mezzo di continui controlli da parte di tutti, di psicoterapia
no, quella ragazza non si meritava nemmeno di entrare nei suoi pensieri.
-- A che ora c'è la visita ? --
Nick
-- Tra 10 minuti. Incominciamo ad andare ? --
Bob
Si incamminarono e raggiunsero l'ufficio del dottor Smith
-- Signor Carter se mi vuole seguire la accompagno in ambulatorio e l'aiuto ad indossare di nuovo il camice --
infermiera
Dopo circa 10 minuti entrarono nell'ambulatorio il dottor Smith e un'altra dottoressa, i genitori di Nick e tre infermiere.
-- Bene Nick ora ti visiterò. Riesci a distenderti a pancia in giù sul lettino ? --
dott Smith
Nick aiutato dalle infermiere eseguì quanto richiesto e il dottor Smith dopo aver slacciato il camice incominciò a visitarlo. Gli sentì i polmoni e poi iniziò ad affondare le mani su schiena, sedere, gambe e cosce.
Nick era abbastanza tranquillo anche perché quella posizione gli risultava sempre molto comoda. Era anche riuscito a rimuovere dalla mente il pensiero di Sam quando
-- Permesso ? sono qua. --
Sam
Il dottor Smith sentì Nick irrigidirsi
-- Tranquillo, tu non la puoi vedere perché sei di spalle ma è solo la fisioterapista. --
dott Smith
Non la poteva vedere ma ne aveva immediatamente riconosciuta la voce
-- E' qui perché ha bisogno di valutare lo stato dei tuoi muscoli --
dott Smith
Nick a questo punto era in panico. Più cercava di far finta che Sam non fosse nella stanza, visto che non riusciva a vederla, più si sentiva i suoi occhi puntati addosso. Tutto ad un tratto quello che prima gli era sembrata una normalissima visita adesso era diventato qualcosa di terribile. Nella sua mente vedeva la scena dall'alto ovvero lui nudo disteso a pancia in giù sul lettino con tutti intorno che gli fissavano il sedere e la schiena
e in particolare Sam.
-- Ecco Nick ho finito --
dott Smith
Nick tirò un sospiro di sollievo . Si girò aiutato dalle infermiere e si sedette sul lettino facendo attenzione a non guardare Sam
-- Un secondo solo che sento il cuore --
dott Smith
Ancora non aveva finito ? E che bisogno c'era di sentire il cuore ? il suo cuore funzionava benissimo, era la schiena che faceva schifo !
Il dottor Smith abbassò il camice scoprendogli il petto e vi appoggiò lo stetoscopio
-- Fatto --
dott Smith
Evviva ! Nick si stava ritirando su il camice quando
-- Fammi visitare un attimo l'addome --
dott Smith
A questo punto scoppiò
-- L'addome ? il mio addome sta benissimo e sinceramente sono stanco --
Nick
-- Nick ma che maniere sono ? --
Jane
-- Nick ancora due secondi e ti prometto che ti lascio in pace. Distenditi
ci vorrà un attimo --
dott Smith
Per nulla contento si distese di nuovo e il dottor Smith gli sfilò il camice dalle braccia. Nick teneva gli occhi chiusi ma sapeva benissimo dove si trovava Sam : era alla sua destra
il suo profumo era inconfondibile
-- Ok ho finito, ti puoi vestire --
dott Smith
Nick si tirò su e si ritrovò di fronte Sam
che lo stava fissando.
-- Mmmm
ti aspetto nel mio studio tra 10 minuti per decidere l'orario della seduta di fisioterapia di domani --
Sam
-- guarda che potete restare qua perché io ho una riunione --
dott Smith
Sam cercò di pensare in fretta e furia ad una scusa
-- Ma ho dimenticato la mia agenda
magari la vado a prendere e torno --
Sam
Si diresse verso la porta e uscì il più in fretta possibile
non poteva restare un secondo di più là
era tutta un bollore: Nick seduto sul lettino , nudo con il camice solo appoggiato sulle gambe non era una cosa a cui poteva assistere senza provare il desiderio irrefrenabile di saltargli addosso.
###
dopo 10 minuti ritornò nell'ambulatorio dove il suo paziente la stava aspettando seduto nella sedia a rotelle davanti alla scrivania
completamente vestito per fortuna !
-- Dove sono tutti gli altri ? --
Sam
-- Avevano da fare --
Nick
-- allora come stai --
Sam
-- Bene --
Nick
-- So che c'è stato qualche problema dopo che me ne sono andata e sei dovuto restare più a lungo del previsto --
Sam
Nick rispondeva a monosillabi , quando si degnava di rispondere e con una freddezza che le faceva gelare il sangue nelle vene. Sam decise quindi di toccare l'argomento
-- Nick senti, forse dovremmo parlare di quello che è successo. Ti ho scritto una lettera : ti è arrivata ? --
Sam
Era ovvio che gli fosse arrivata ma Nick ancora una volta rimase in silenzio
-- Ascolta lo so che sei arrabbiato con me ma se dobbiamo lavorare assieme
---
Sam
-- Chiederò di darmi un'altra fisioterapista --
Nick
Le parole glaciali di Nick le trafissero il cuore
-- Perché ? io sono un'ottima fisioterapista, lo sai anche tu --
Sam
-- Credo che abbiamo finito. Addio --
Nick
Nick girò la sedia a rotelle e si avviò verso la porta
-- No, Nick, aspetta
parliamone
Nick
ti prego non farmi questo --
Sam
Non doveva farle questo ? come osava proprio lei dopo quello che gli aveva fatto dirgli una cosa simile ?Nick aprì la porta
-- Nick, per favore
mi licenzieranno --
Sam
-- Stai mentendo --
Nick
-- no, è la verità. Sono qua da un mese e saresti il secondo che mi rifiuta
mi manderanno via --
Sam
-- Perché ti ha rifiutato il primo ? --
Nick
-- Perché non sono voluta andare a letto con lui --
Sam
No, non posso fare terapia con lei, mi ha fatto troppo male, non posso
mentre la sua mente pensava queste frasi, la sua bocca disse :
-- Ok, ma se non funziona chiederò qualcun altro --
Nick
-- ti ringrazio, ti prometto che non ti deluderò . --
Sam
-- a che ora dunque ? --
Nick
-- Facciamo alle 3 del pomeriggio ? --
Sam
Nick annuì e senza neppure salutare uscì dalla stanza
e Sam sperò che arrivassero in fretta quelle 3 del pomeriggio.
CAPITOLO 4
Erano ormai le 6 del pomeriggio quando tornarono a casa e Nick era sfinito. Era stato praticamente tutto il giorno seduto e la sua schiena e il suo sedere non ne potevano più, il dolore era insopportabile.
Jane lo aveva notato già mentre erano ancora in ospedale , ma ora la situazione era peggiorata : durante l'ultimo spostamento dalla macchina alla sedia a rotelle al loro arrivo a casa Nick aveva praticamente gridato dal dolore.
Bob spinse dentro la sedia e Jane prese il cappotto del figlio
-- Nick cosa ne dici di distenderti un po' ? --
Jane
Nick annuì poiché anche parlare gli era difficile
-- Vuoi andare a letto o preferisci stare qui sul divano ? --
Jane
Sapeva che se fosse rimasto da solo non avrebbe fatto altro che pensare a Sam così optò per restare in compagnia
-- Divano --
Nick
-- Ok, vado a prendere una coperta e dei cuscini -- bob
Nick si avvicinò al divano e praticamente con le lacrime agli occhi vi si distese sopra
e immediatamente il dolore alla schiena ssomparve mentre quello al sedere era ancora presente ma meno intenso.
Jane notò subito il mutamento di espressione e si sentì meglio
-- Meglio vero ? --
Jane
-- Sì --
Nick
Bob tornò con la coperta e i cuscini.
-- Quanti ne vuoi ? --
Bob
-- Solo uno --
Nick
Bob sollevò leggermente Nick e gli mise il cuscino sotto il sedere, quindi gli appoggiò addosso la coperta
-- Dove sono andati tutti ? --
Nick
-- Aaron e Leslie avevano delle prove quindi BJ e Angel li hanno accompagnati --
Jane
-- E non c'è andato nessuno di voi due per venire con me ? --
Nick
-- Questa era una cosa più importante. Vado a mettere dentro la macchina --
Bob
Nick sentì che i suoi genitori dovevano essere davvero molto preoccupati per lui perché sua madre mai si sarebbe persa una prova di Aaron. La guardò mentre si infilava la tuta che di solito indossava in casa e la sentì addirittura andare in bagno senza chiudere la porta per paura di non sentirlo se avesse avuto bisogno. In quel momento si sentì amato : sua madre era una persona strana con tanti difetti ma di certo gli voleva molto bene.
-- Nick hai una visita --
Bob
-- chi è ? --
Nick
-- Amanda Latona, la ex ragazza di AJ. Posso farla venire ? --
Bob
Nick seppure un po' scioccato acconsentì e Amanda entrò in salotto
-- ciao Nick --
Amanda
-- ciao. Che sorpresa. Come mai da queste parti ? --
Nick
-- Posso sedermi ? --
Amanda
-- Certo , scusa --
Nick
Amanda si sedette sulla poltrona di fronte a Nick
-- Ho sentito per tele che ieri siete tornati tutti a casa e allora volevo sapere come state. Sai non si è saputo nulla, la stampa ha solo detto che eravate in convalescenza in Canada in seguito ad un incidente d'auto ma non hanno mai detto come stavate o cosa vi eravate fatti. Ho provato a telefonare a qualche amico ma nessuno sapeva niente , nemmeno il nome dell'ospedale in cui eravate --
Amanda
-- Sì, siamo stati molto attendi, tu sai perché
--
Nick
-- sì, lo so , ma io e anche tanti vostri amici, siamo stati così male
non sapevamo nulla di preciso ! Allora, come state?--
Amanda
-- Adesso abbastanza bene --
Nick
-- tu però mi sembri molto stanco e anche dimagrito --
Amanda
-- Per la gioia di tutti, Nick Carter adesso è più magro! --
Nick
Amanda fece un sorriso amaro e Nick capì che era seriamente preoccupata. D'altronde lui ed Amanda erano sempre andati d'accordo e gli era dispiaciuto molto quando lei ed AJ si erano lasciati
-- Ok, da chi comincio ? Da Brian che grazie al cielo non si è fatto nulla ma è rimasto in Canada per stare con noi altri. Howie ha subito l'amputazione di un dito --
Nick
-- O mio Dio ! --
Amanda
-- Sì è stata una cosa piuttosto brutta ma adesso ha una piccola protesi e non si nota neppure : certo non riesce a muoverlo normalmente . AJ si è fatto un taglio piuttosto grande e profondo al viso e stanno aspettando per fargli l'intervento di chirurgia plastica --
Nick
-- Addirittura un intervento ? E' così brutto ? --
Amanda
-- diciamo che si vede bene e che AJ non lo riesce a sopportare quindi piuttosto che intaccare il precario equilibrio psicologico di Alex è meglio l'intervento --
Nick
-- Sì, certo --
Amanda
-- Kevin si è ustionato la gamba destra dal ginocchio in giù ed è stato sottoposto a 5 interventi di chirurgia plastica --
Nick
Nick si fermò per un attimo
-- E tu ? --
Amanda
-- non l'hai notata ? --
Nick
-- cosa ? --
Amanda
Nick le indicò la sedia a rotelle che sua madre aveva messo dietro la porta. Amanda rimase in silenzio non sapendo cosa pensare
-- Ti sei rotto una gamba ? --
Amanda
Dalla faccia di Nick aveva intuito che doveva essere qualcosa di grave ma non osava chiedere
-- no. Per farla breve il mio midollo spinale non se l'è vista molto bene e allora per non fare di me un paralizzato a vita mi hanno reso un paralizzato temporaneo --
Nick
Nick stava ridacchiando ma Amanda al solo sentire la parola "paralizzato" si sentiva svenire
-- Non capisco se stai ridendo per la disperazione o cosa. Un paralizzato temporaneo ? Cioè ? --
Amanda
-- Cioè mi paralizzano loro con i farmaci per non affaticare il midollo. Quando sarà guarito completamente mi toglieranno la paralisi --
Nick
Amanda si sentì subito meglio
-- E per quanto starai così ? --
Amanda
-- non lo sanno, mi hanno detto che queste cose durano da qualche settimana a dieci anni --
Nick
Nick riconobbe sul viso della ragazza la solita espressione di disperazione mista a compassione
-- Così mi riposo un po'. Allora come te la cavi tu ? --
Nick
-- Insomma, tiro avanti --
Amanda
-- Dunque,cosa altro vuoi sapere ? vuoi sapere di AJ ? --
Nick
Amanda sorrise
-- come sta ? Ha davvero smesso con l'alcool ? --
Amanda
-- Sì ha smesso e da quel punto di vista sta divinamente. E' stato difficile affrontare l'incidente, un po' per il taglio, un po' per me
sai abbiamo passato dei momenti davvero difficili per colpa mia , ma adesso va un po' meglio --
Nick
-- Per colpa tua ? Per la tua paralisi ? Non credo che questa sia una colpa --
Amanda
-- non proprio solo per quello
è un po' lunga da spiegare quindi lasciamo perdere, ma ho combinato un bel guaio dopo qualche settimana che ero in ospedale e così invece di rientrare tutti a casa in breve tempo siamo dovuti rimanere là per un altro mese e mezzo. Lo sai che sono fatto così, combino casini --
Nick
Nick ci scherzava sopra ma Amanda poteva leggere nei suoi occhi non contentezza ma disperazione
-- e' vero che si sposa ? --
Amanda
-- Amanda non voglio parlare con te della storia con Sarah. Loro si stanno per sposare e
--
Nick
-- No lo so, scusami, non volevo metterti in una posizione difficile. Voglio solo sapere se
è felice ? --
Amanda
-- Sì --
Nick
-- Ok. Adesso ti lascio. Ti scoccia se ti telefono qualche altra volta per vedere come stai ? --
Amanda
-- No, puoi farlo quando vuoi --
Nick
Amanda si chinò e abbracciò forte Nick, quindi se ne andò.
Il dolore si era attenuato e Nick non ce la fece più : chiuse gli occhi e sprofondò nel sonno.
###
Si svegliò qualche ora dopo in mezzo ad un vociare frenetico.
-- Nicky, bentornato tra noi fratello --
Aaron
-- Che ore sono ? --
Nick
-- Ora di cena --
Aaron
-- ciao . Dai veloce che la cena si raffredda --
Leeslie
Nick si guardò intorno per scoprire la tavola apparecchiata davanti a lui e tutti a prendere posto eccetto sua madre che gli avvicinò la sedia a rotelle
Nick fece per mettersi seduto e immediatamente ricomparve il dolore alla schiena e al sedere : non ce l'avrebbe mai fatta a stare seduto . Jane notò la smorfia di Nick
-- vuoi mangiare qui sul divano ? Ti porto il piatto --
Jane
Nick stava per acconsentire quando notò che tutti eccetto suo padre avevano smesso di mangiare e lo stavano fissando con il solito sguardo compassionevole
-- no, vado a distendermi in camera --
Nick
-- In camera ? Resta qui , non è meglio ? --
Jane
-- No , ho sonno voglio andare a letto --
Nick
-- Non mi sembrava facessi fatica a dormire sul divano --
Angel
-- Angel piantala, è molto più comodo il letto --
BJ
Nick cercò di spostarsi sulla sedia a rotelle ma il dolore ogni volta che cercava di assumere quella posizione era così intenso che gli scappò un piccolo urlo . Tutti erano immobili scioccati dalla situazione ma Bob si alzò di scatto e senza dire nulla prese in braccio Nick e lo portò in camera seguito da Jane con la sedia a rotelle.
Lo distese sul letto e gli sorrise sempre senza dire una parola. Nick adorava il modo di fare di suo padre: nessuna pena , nessun convenevole, solo fatti e tanto sostegno.
-- Nick vuoi lavarti ? Ce la fai ? --
Jane
L'idea di sedersi dentro la vasca da bagno non gli sembrò una cosa fattibile
-- non credo --
Nick
-- Lascia che faccia io con una spugna --
Jane
Nick odiava questa cosa ma non poteva fare altrimenti. Jane riempì un catino con un po' d'acqua tiepida mentre Bob spogliava Nick. Quindi lo lavò velocemente e lo asciugò
-- Cuscini? --
Bob
Nick annuì e Bob posizionò i soliti due
-- Aspetta voglio mettermi qualcosa --
Nick
-- Nick hai un male terribile, è meglio di no --
Jane
-- Solo la maglietta , quella lì che c'è sulla sedia --
Nick
-- Ok --
Jane
Jane gliela infilò quindi andò via
Nick si coprì fino alla pancia e chiuse gli occhi con il desiderio di risprofondare nel sonno.
###
-- Nicky
Nicky svegliati --
Howie
Nick si sentì scuotere e riconobbe immediatamente la voce di Howie
-- Ciao --
Nick
-- Ciao. Che bel sorriso : era un bel sogno ? --
Howie
-- No , è che sono contento di vederti.--
Nick
-- Ti ho svegliato perché sono le dieci e devi prendere le pastiglie --
Howie
Howie gli porse le pillole e un bicchiere d'acqua e Nick le prese immediatamente
-- Ok, torna a dormire --
Howie
-- Perché ? Te ne devi andare ? --
Nick
-- No ma stavi dormendo così bene
se non avessi dovuto prendere la terapia non ti avrei mai svegliato --
Howie
-- Da quanto tempo sei qui ? --
Nick
-- da un'ora --
Howie
-- Dovevi svegliarmi subito --
Nick
-- e perché ? --
Howie
-- Perché ho aspettato tutto il giorno di parlare con qualcuno dei miei amici --
Nick
-- Lo so ma tua madre mi ha detto che ti sei stancato molto oggi e che avevi molto male
adesso come va ? --
Howie
-- molto meglio. Forse semplicemente non sono pronto a stare così tanto tempo seduto, in ospedale stavo perlopiù disteso--
Nick
-- allora, come sono i nuovi medici ? --
Howie
-- Normali, niente di speciale. Sai che come fisioterapista ho Sam ? --
Nick
-- Sam chi ? --
Howie
-- ti ricordi, la fisioterapista che ho avuto per qualche giorno in Canada --
Nick
-- Sì, adesso ricordo, la stangona. E' una buona cosa , non ti piaceva anche ? --
Howie
Howie non sapeva nulla di quello che era successo tra loro due, solo AJ lo sapeva e Nick non aveva di certo voglia di spiegarglielo in quel momento.
-- e' venuta a trovarmi Amanda, la ex di AJ --
Nick
-- sul serio ? E perché ? --
Howie
-- Ha detto che voleva sapere come stavamo ma secondo me voleva sapere soprattutto di AJ --
Nick
-- Oh mamma mia, meno male che ha chiamato te allora
non abbiamo di certo bisogno di altri guai --
Howie
-- Perché dici così ? a me piaceva Amanda --
Nick
-- anche a me ma adesso AJ ha trovato un equilibrio, sta bene con Sarah, quindi perché cambiare qualcosa ? --
Howie
-- forse hai ragione --
Nick
-- Glielo dirai che è venuta ? --
Howie
-- Sì --
Nick
-- Ok, speriamo solo che gli stia alla larga --
Howie
-- non mi ha telefonato nessuno --
Nick
-- Nessuno chi ? --
Howie
-- Nessuno degli altri --
Nick
-- Hanno parlato con me ed AJ . --
Howie
-- Davvero? E stanno bene? --
Nick
-- Nicky certo che stanno bene
guarda che li hai visti ieri mica 10 anni fa. Come mai tutta questa nostalgia dopo solo un giorno ? --
Howie
-- non lo so, è che mi sento così solo --
Nick
-- Ma se c'è un mucchio di gente qui --
Howie
Nick abbassò lo sguardo
-- Nicky, ma cosa c'è ? Non sei contento di stare con la tua famiglia ? --
Howie
-- Sì ma preferirei stare con voi --
Nick
-- Lo sai che ti prenderei a casa mia all'istante ma è giusto che tu stia qui con loro --
Howie
Nick sbadigliò e Howie capì che non ce la faceva più
-- Dai, è ora di dormire --
Howie
-- ci vediamo domani ? --
Nick
-- Certo. Però credo che verrò di sera --
Howie
-- Ok --
Nick
Nick chiuse gli occhi ma si sentì di nuovo scuotere il braccio
-- cosa ? --
Nick
Alzò lo sguardo e si trovò davanti Howie con in mano un contenitore per le urine, come quello aveva usato in ospedale quando non aveva il catetere
-- Oh no ! --
Nick
-- Oh Sì. Avanti, non mi dirai che vuoi alzarti per arrivare fino al bagno --
Howie
Per carità, Nick stava così comodo in quel momento
-- dopo --
Nick
-- Adesso --
Howie
-- che palle --
Nick
-- Dai --
Howie
Howie era una persona piuttosto comprensiva ma su questa cosa sapeva di non dover cedere. Lui, AJ, Kevin, e Brian prima di lasciare il Canada avevano seguito un corso, insieme ai genitori di Nick, per imparare ad accudirlo a casa. Gli era stato insegnato come posizionare i cuscini, come fargli qualche massaggio, gli orari a cui dargli le medicine insomma ogni cosa e gli avevano spiegato che poiché il punto da cui partiva la paralisi non era una linea così netta Nick poteva avere qualche difficoltà a sentire lo stimolo ad urinare e quindi potevano passare anche più di dodici ore senza che ne sentisse la necessità
e ovviamente questa non era una cosa positiva per i suoi reni.
Howie gli allungò il contenitore e Nick, seppur sbuffando lo accontentò.
-- Grazie --
Howie
Andò a svuotare il contenitore in bagno quindi tornò e si mise comodo sulla poltrona
-- Mi dispiace --
Nick
Howie gli diede un bacio sulla fronte
-- dormi adesso --
Howie
Osservò il suo fratellino chiudere gli occhi e addormentarsi.
Quanto si sentiva stupido ! Per cosa ? per non essergli stato accanto i primi giorni dopo l'incidente. Ma come aveva potuto ? Adesso gli mancava così tanto e davvero l'avrebbe portato a casa con sé
ma non poteva non solo per la sua famiglia ma anche perché non sarebbe mai stato in grado di occuparsi da solo di lui. Howie era gracile e non riusciva a spostare Nick da solo. Però non aveva completamente abbandonato questa idea e domani sarebbe andato a parlare con un idraulico per modificare un bagno. Non voleva andarsene ma ormai si era fatto tardi e doveva andare ad una festa di bentornato organizzata da alcuni amici. Quanto avrebbe voluto portarci anche Nick
magari un giorno
CAPITOLO 5
Ormai aveva deciso : sarebbe stato lui ogni mattina a dare il buongiorno a Nick. Così alle 9:00 in punto si trovò di nuovo in camera dell'amico. Le finestre erano semi aperte poiché Nick aveva bisogno della luce e lo vide dormire tranquillamente. Si diresse verso il bagno e vi entrò per osservarlo bene.
-- AJ ? --
Aaron
-- Ciao Aaron . Tutto bene ? --
AJ
-- Sì abbastanza. Che stai facendo ? --
Aaron
-- Oggi deve venire l'idraulico per cambiare uno dei miei bagni e così stavo guardando come dovrebbe venire più o meno--
AJ
-- Lo fai così come questo per Nick ? --
Aaron
-- Sì , così quando viene a casa mia è a suo agio --
AJ
-- tu quindi credi che sarà una cosa lunga , non basteranno solo ancora pochi giorni ? --
Aaron
-- Aaron., non ti hanno spiegato bene come è al situazione di Nick ? --
AJ
-- Insomma, più o meno
non lo so
so qualcosa ma ho tante domande e nessuno pare abbia tempo o voglia di rispondere --
Aaron
-- Vuoi farle a me ? --
AJ
-- Non lo so
mamma e papà mi rispondono sempre in maniera piuttosto sbrigativa, BJ dice che ha da fare e Nick
--
Aaron
-- Nick cosa ? --
AJ
-- no ho ancora parlato con Nick, non siamo ancora stati da soli. E' come se non volesse stare con me per non dovermi parlare --
Aaron
-- tu lo sai che Nick sta attraversando un momento particolare: forse dovresti essere tu ad andargli incontro, magari insistendo quando non ti vuole --
AJ
-- sì , ma io mi sento a disagio: non sembra nemmeno più mio fratello --
Aaron
-- Perché dici così Aaron, Nick è sempre lo stesso, con tutti i suoi difetti e pregi --
AJ
-- Ma non è vero AJ
lo si nota anche dalle piccole cose : guardalo --
Aaron
Aaron indicò Nick che dormiva nel letto
-- cosa c'è di strano ? --
AJ
-- guarda, sta dormendo a pancia in su, dritto
Nick non dormiva mai così, l'ha sempre odiato, ha sempre dormito su un fianco --
Aaron
AJ sorrise
-- No Aaron
non è così, Nick ancora odia dormire in quella posizione, non è cambiato nulla --
AJ
-- Ma
--
Aaron
-- non ti hanno proprio spiegato nulla ! Vieni con me --
AJ
AJ si avvicinò al letto seguito da Aaron
-- guarda perché dorme così --
AJ
AJ tolse le coperte e comparve il corpo di Nick con un cuscino sotto la schiena e uno in mezzo alle gambe
-- E' perché con quei cuscini non riesce a girarsi --
AJ
-- Io non avevo idea
--
Aaron
AJ ricoprì Nick e poi appoggiò una mano sulla spalla di Aaron
-- tuo fratello è lo stesso di prima, sono sicuro che se ci mettiamo ad analizzare ogni cosa che ti sembra diversa, troviamo una spiegazione per tutto --
AJ
-- sì forse hai ragione ma io non posso saperlo se nessuno me lo dice. Io non so nemmeno se abbracciarlo o come abbracciarlo : ha una lesione alla schiena
gli faccio male se lo stringo ? Gli faccio male se gioco con lui come facevamo prima ? --
Aaron
-- di sicuro se stai parlando di farci la lotta devi stare più attento ma non è abbracciandolo o stringendolo che gli fai male : anzi gliene fai se non lo tocchi
lo sai che tuo fratello adora il contatto fisico ! --
AJ
Aaron sembrava un po' più sereno ed AJ si sentì benissimo nell'aver aiutato il piccolo Carter. In quell'istante Nick aprì gli occhi
-- Ciao J --
Nick
-- ciao Kaos. Hai visto che sono in compagnia oggi ? --
AJ
Nick sorrise ad Aaron ma subito dopo il suo sguardo tornò su AJ
-- Qualche novità ? --
Nick
Aaron cercò di richiamare l'attenzione del fratello su di sé
-- Nick cosa ne dici se vado a prendere un po' di roba e facciamo colazione tutti e tre qua ? --
Aaron
-- io non ho fame --
Nick
-- Oh, andiamo
è una splendida idea, e poi devi mangiare qualcosa. --
AJ
-- Se la volete voi ok ma io la faccio dopo in ospedale --
Nick
Aaron abbassò la testa deluso ed AJ tentò di cambiare discorso
-- A che ora finisci oggi pome con la fisioterapia ? --
AJ
-- Sam ha spostato l'appuntamento a mezzogiorno così per le 3 dovrei aver finito. Perché ? --
Nick
-- Perché si va fuori di qui . Che ne dici ? --
AJ
Nick si illuminò
-- Splendido . Andiamo da te o da Howie ? --
Nick
-- cosa ? No, no, da nessuno dei due ! ho detto fuori, all'aria aperta . Andiamo a fare shopping perché ci sono i saldi nel mio negozio preferito e poi hanno appena aperto un nuovo centro commerciale ; quindi cena in pizzeria e infine cinema --
AJ
-- Assolutamente no --
Nick
-- cosa ? E perché ? --
AJ
-- Perché non ne ho voglia , voglio stare in casa --
Nick
-- In casa ? Ma se è una vita che stai chiuso in casa
bisogna andare fuori e divertirsi --
AJ
-- Ok, allora ci andate voi e poi passate di qua e mi raccontate --
Nick
-- Ma voi chi ? io voglio andarci con te , altrimenti perché te lo sto dicendo ? Se voglio andare fuori prendo Sarah e ci vado!--
AJ
-- Bhe, io non ci voglio uscire con te --
Nick
-- non vuoi uscire con me o non vuoi uscire e basta ? --
AJ
-- AJ, non hai altro da fare che scocciarmi questa mattina ? Ho detto che non esco, voglio restare qui --
Nick
-- no, tu hai detto che saresti venuto a casa mia o di Howie
quindi non vuoi restare qui, vuoi restare al chiuso ! si può sapere perché ? --
AJ
-- Insomma che palle AJ, stai rompendo ! Non voglio uscire , voglio stare qui, fine del discorso ! --
Nick
AJ si morse la lingua per non continuare la discussione
-- Perché mi fissi in quel modo ? --
Nick
-- quando vedrai lo psicologo ? --
AJ
Nick afferrò un giornale che era sul letto è lo scaraventò per terra
-- Basta, sono stufo di questa storia ! E' possibile che ogni volta che dico qualcosa che non ti va bene mi chiedi quando vedrò lo psicologo ? Sto bene , hai capito ? --
Nick
-- Stai bene ? Davvero stai bene ? A me non sembra proprio ! Se stessi davvero bene non avresti paura di uscire all'aria aperta --
AJ
-- io non ho paura di uscire all'aria aperta, esco all'aria aperta ogni volta che vado in ospedale --
Nick
-- no, tu non esci all'aria aperta, esci da questa casa per un secondo , poi ti rinchiudi dentro la macchina e poi di nuovo dentro l'ospedale. Questo non si chiama uscire all'aria aperta e io sono seriamente preoccupato --
AJ
-- Tu sei sempre strapreoccupato per tutto, ti serve per non pensare ai tuoi casini . Perché non ci vai tu dallo psicanalista?--
Nick
-- Io ci sto andando dallo psicanalista Nick e penso anche ai miei casini, non ti preoccupare, solo che tu non stai bene e non posso far finta di nulla --
AJ
-- io sto bene, quante volte te lo devo ripetere ? --
Nick
-- Uno che sta bene non si vergogna di farsi vedere dalla gente --
AJ
-- Vattene AJ, vattene via --
Nick
AJ rimase immobile a fissare Nick
-- Fuori di qui ! --
Nick
-- Non abbiamo finito --
AJ
-- E invece sì, voglio che esci --
Nick
-- No, non finiremo questa conversazione in questo modo --
AJ
Nick era al massimo della collera. Prese le 3 pastiglie per la paralisi che erano appoggiate sul comodino e le tirò addosso ad AJ
-- Vai al diavolo Nick, per me ci puoi anche restare sepolto nella tua preziosa casa ! --
AJ
Nick osservò AJ sbattere la porta dietro di sé e si sentì incredibilmente solo. Voleva piangere ma nella stanza c'era Aaron che giochicchiava con una pallina da tennis. Decise di andare in bagno a sfogarsi. Si scoprì e avvicinò la sedia a rotelle. Immediatamente Aaron si alzò e gli afferrò un braccio per aiutarlo.
-- cosa stai facendo ? --
Nick
-- Volevo
io
ho visto che dovevi spostarti sulla sedia e volevo darti una mano --
Aaron
-- ti sembra che abbia bisogno di una mano ? --
Nick
-- Sì
cioè no
cioè
mi sembrava facessi fatica
--
Aaron
-- togli immediatamente quella mano ed esci di qui --
Nick
Il tono di Nick era così freddo che Aaron a stento riuscì a trattenere le lacrime mentre usciva dalla stanza
Nick si sedette sulla sedia a rotelle e si chiuse in bagno a sfogare tutta la sua disperazione.
#
Uscì dopo più di un'ora e trovò AJ disteso sul letto con in mano il telecomando che permetteva alle varie parti di sollevarsi e abbassarsi
-- Stavo pensando che quasi quasi me ne compro uno così anche io --
AJ
Nick sorrise nel vedere l'amico giocare come un bambino
-- così lo rompi --
Nick
-- Tanto ce li hai i soldi per comprartene un altro --
AJ
Nick prese i vestiti e li appoggiò sul letto
-- Se ti sposti posso incominciare a vestirmi --
Nick
AJ rotolò dall'altra parte del letto e Nick si posizionò sul materasso e incominciò con l'infilarsi i bo
Nicker
-- Tra quanto hai l'appuntamento ? --
AJ
Nick gli lanciò un'occhiataccia
-- Era solo per sapere ! --
AJ
AJ continuò a giocare con le sponde del letto mentre Nick faticava a vestirsi : aveva imparato a non guardarlo e a non dargli una mano prima che gliela chiedesse lui
anche se era davvero difficile trattenersi nel vederlo faticare così
-- Riguardo a prima
--
AJ
-- ti prego non ricominciare ! --
Nick
-- Compromesso
che ne dici ? --
AJ
-- non lo so, prima voglio sentirlo --
Nick
-- Andiamo fuori ma alla spiaggia privata, quella del Club dove andiamo di solito. La prenotiamo per tutto il pomeriggio così non ci sarà nessun altro --
AJ
-- Se proprio non possiamo stare in una casa
--
Nick
-- no, non possiamo --
AJ
-- Allora va bene, è meglio di niente --
Nick
-- Bene, telefono a Howie e poi prenoto la spiaggia. Vuoi che venga qualcun altro con noi ? --
AJ
-- Per esempio chi ? --
Nick
-- tuo fratello , muore dalla voglia di passare un po' di tempo con te --
AJ
-- Assolutamente no e adesso devo muovermi altrimenti farò tardi . a che ora facciamo ? --
Nick
-- ti passiamo a prendere alle 4:00 --
AJ
-- Ok, a dopo --
Nick
-- A dopo. --
AJ
###
La seduta con lo psicologo era volata : quando il dottore aveva pronunciato la tipica frase " il tempo a nostra disposizione è finito" gli era dispiaciuto. Prima avrebbe fatto di tutto per non andarci : ricominciare tutto da capo con uno sconosciuto, prendere confidenza e acquistare di nuovo fiducia gli sembrava una cosa impossibile e invece questo nuovo luminare era una signore simpatico e alla mano e Nick si era trovato davvero bene. Certo in questa prima seduta si erano solo conosciuti ma era stato un buon inizio.
Adesso però veniva il difficile della giornata : le 4 ore di fisioterapia, le prime due con Sam. Sam
solo il nome gli dava i brividi, un po' per rabbia , un po' per eccitazione.
-- Avanti, la porta è aperta --
Sam
-- ciao --
Nick
-- ciao, ti stavo aspettando. Hai già pranzato ? --
Sam
-- No mangerò qualcosa più tardi --
Nick
-- non ti dispiace se finisco il mio panino --
Sam
-- Fai pure --
Nick
-- Magari puoi incominciare a prepararti. Linda , puoi venire ? --
Sam
Immediatamente entrò nella stanza una infermiera molto alta e grossa
-- Prego signor Carter, da questa parte --
I.Linda
Nick incominciò ad agitarsi. Aveva fatto fisioterapia per un mese e mezzo in Canada ma l'aveva fatta sempre da ricoverato con niente o il solo camice addosso e ora non sapeva esattamente cosa aspettarsi
non doveva mica spogliarsi completamente come in ospedale
??? Non davanti a Sam !!!
-- Signor Carter mi consente di darle una mano ? --
I.Linda
Nick annuì e l'infermiera gli tolse la giacca della tuta , i pantaloni le calze e le scarpe
-- Adesso mi deve dire lei
-- I.
Linda
-- che cosa ? --
Nick
-- come preferisce fare la terapia. Per i fisioterapisti l'ideale sarebbe se indossasse solo il camice ma poiché per qualcuno potrebbe essere imbarazzante io di solito lascio ai pazienti la scelta --
I.Linda
Linda sorrise e a Nick ricordò l'infermiera Ally, il suo angelo custode in Canada
-- Io preferirei restare così --
Nick
-- In boxer e maglietta ? Credo che avrà un po' da ridire ma se lei sta bene così faccia pure --
I.Linda
-- Grazie --
Nick
-- E di cosa ? Spesso questi medici o pseudomedici pensano solo a cosa è meglio per loro e non a cosa è meglio per il paziente --
I.Linda
Linda riaccompagnò Nick da Sam. Poi lo aiutò a sistemarsi sul lettino e se ne andò
-- Ok incominciamo dalle gambe --
Sam
Sam prese a massaggiare le gambe e Nick decise che non le avrebbe rivolto la parola
anche se gli risultava molto difficile non trasformare i suoi pensieri in suoni
-- Chiunque mi abbia sostituito ha fatto un ottimo lavoro perché sono ancora molto toniche. --
Sam
Cosa pensavi, che fossi l'unica fisioterapista sulla faccia della terra ? Illusa, morto un papa se ne fa un altro.
-- Tra l'altro l'ultima volta che ti ho visto erano coperte di lividi e croste mentre adesso sono tutta un'altra cosa --
Sam
Peggio per te: se avessi aspettato invece di dartela a gambe
-- Faccio un po' fatica con questi boxer --
Sam
Arrangiati !
-- Non dirmi che con chi mi ha sostituito facevi fisioterapia con i boxer ? --
Sam
Scordatelo, non me li tolgo i boxer !
Sam si stancò di parlare da sola anche perché Nick non faceva una piega. Era davvero molto arrabbiato. Sam andò avanti per circa un'ora canticchiando qualche canzoncina
-- Adesso devo passare alla schiena. Vuoi una mano per girarti ? --
Sam
Ancora una volta Nick non rispose e si girò da solo
-- Sì, sono stati davvero bravi, riesci a fare tutto da solo --
Sam
Certo, se avessi dovuto aspettare te !
-- Devo toglierti la maglia --
Sam
Che palle !!!
-- Fallo --
Nick
-- Wow, la prima parola in più di un'ora. Allora non stavi dormendo ! --
Sam
Sam gli tolse la maglia e Nick non riuscì più ad ignorare quelle mani : il suo tocco era divino. Quando arrivò ai boxer li abbassò fino alle ginocchia di Nick
-- Scusa ma qui non posso fare altrimenti --
Sam
Nick faceva una fatica terribile a mantenersi calmo e Sam non capiva come era possibile: lei stessa voleva solo incominciare a baciare quegli splendidi glutei
come era diverso Nick dall'ultima volta che l'aveva toccato
e cosa avrebbe dato per tornare indietro e ricominciare tutto da capo
-- Chiedo scusa
Attendono il Signor Carter in palestra -- I.
Linda
-- Sì, ho finito --
Sam
Sam si scansò dal lettino e Linda aiutò Nick a mettersi seduto. Quindi gli tirò su i boxer, gli infilò la maglietta e i pantaloni della tuta
Sam si attaccò ad una bottiglietta d'acqua per mascherare il nervosismo
accidenti, perché Nick le faceva quell'effetto ?
-- Va bene domani alla stessa ora ? --
Sam
Nick avrebbe volentieri risposto di no
-- Ok --
Nick
-- A domani --
Sam
Linda spinse Nick fuori verso la palestra
finalmente !
CAPITOLO 6
Erano le 3:30 del pomeriggio e Howie ed AJ si trovavano puntuali a casa di Nick per andare alla spiaggia.
-- Sta finendo di vestirsi, arriva subito
o volete salire ? --
BJ
-- no grazie aspettiamo qui in salotto --
Howie
-- Si può sapere perché mi fissi in quel modo ? --
AJ
-- Perché sei un idiota --
Howie
-- finiscila D --
AJ
-- Finirla ? E perché mai ? Lo sai che ho ragione --
Howie
-- che palle , mi sembri Kevin --
AJ
-- Ma guarda te che cretino --
Howie
-- ancora ? --
AJ
-- Ma come cavolo ti è venuto in mente ? La spiaggia
cioè di tutti i posti in cui potevamo andare la spiaggia ! Cioè
la spiaggia ! Perché non in una palude ? --
Howie
-- Senti ormai ho detto la spiaggia e la spiaggia rimane. E poi non capisco perché la fai così drammatica --
AJ
-- il problema è che sarà drammatico quando non riusciremo a muovere la sedia a rotelle nella sabbia. A quel punto la tua mente geniale che inventerà ? Lo prendi in braccio tu Nicky ? --
Howie
-- Primo non vedo perché devi portare così sfiga ; secondo c'è la passerella di cemento che arriva quasi fino al mare e terzo lo sollevo da solo Nick quindi figurati se in due non ci riusciamo a tirarlo su --
AJ
-- Lo so anche io che ce la facciamo a prenderlo su in due ma ti ricordo che lui ha una lesione al midollo spinale e non si può tirarlo su un po' come capita
ma cosa facevi al corso mentre spiegavano come muoverlo ? dormivi ? --
Howie
-- Sentimi bene D, adesso mi sto rompendo. Io ho seguito molto attentamente il corso , so esattamente quello che ci hanno insegnato, non dire più neanche per scherzo che non sono stato attento al corso
è la cosa che ho seguito con più attenzione in tutta la mia vita
ma Nick non voleva stare in città , non voleva stare in mezzo alla gente quindi quella mi è sembrata la cosa migliore. Sono sicuro che se dovessimo avere dei problemi riusciremo a risolverli ma se a te sembra una cosa così terribile va su e dì al tuo Nicky che non andiamo alla spiaggia, uno dei posti che lui adora di più in assoluto, perché hai paura che la sua sedia a rotelle si impantani nella sabbia e lui è troppo pesante perché qualcuno di noi due riesca a prenderlo in braccio ! Quella è la scala
vai pure ! --
AJ
-- Eccomi sono pronto --
Nick
AJ e Howie si scambiarono un'occhiata di fuoco
-- Va tutto bene ? --
Nick
-- Sì, tutto benissimo. Hai preso anche una felpa ? Perché verso sera potrebbe farefreddino --
Howie
AJ sorrise soddisfatto.
-- Sì eccola --
Nick
-- Bene. Ciao a tutti e non ci aspettate perché faremo tardi --
AJ
###
Arrivarono alla spiaggia e Nick era al settimo cielo. Chiunque poteva notare quanto amasse quel posto. L'odore era così famigliare
e il rumore delle onde dell'oceano
quanto gli era mancato tutto questo. Percorsero senza problemi tutta la passerella e quando finì e la sedia a rotelle si ritrovò nella sabbia AJ e Howie pregarono che non succedesse nulla. E così fu : arrivarono nel punto prestabilito e distesero i plaid per terra.
-- Va bene qua ? --
Howie
-- E' stupendo. Che bello ! --
Nick
Nick era davvero in estasi : il sole gli illuminava il viso e il vento gli scompigliava i capelli
-- Sei bellissimo --
AJ
-- cosa ? --
Nick
-- ho detto che sei bellissimo
peccato che non abbiamo una macchina fotografica --
AJ
-- Aj ma che dici , sei impazzito ? Se non ti conoscessi bene penserei male --
Nick
-- Nicky, ci distendiamo per terra ? --
Howie
Nick annuì. AJ e Howie presero ognuno un braccio di Nick e lo appoggiarono delicatamente sui plaid . Quindi vi si sistemarono anche loro uno da una parte e uno dall'altra
-- Perché non ti distendi a pancia in giù così stai meglio ? --
Howie
-- Lo sai che non mi piace perché non posso fare nulla --
Nick
-- E cosa devi fare ? dobbiamo solo rilassarci e goderci questa splendida giornata --
Howie
Nick acconsentì e si distese anche lui
-- Come è andata questa mattina ? --
AJ
-- Bene , lo psicologo mi è piaciuto e anche la fisioterapia non è andata male
più o meno
--
Nick
-- Più o meno ? chi hai che ti fa i massaggi ? Un vecchio babbione ? --
AJ
-- ho Sam --
Nick
-- Sam chi ? --
AJ
-- Dai non te la ricordi AJ ? quello schianto che c'era anche in Canada --
Howie
AJ si tirò su è fissò dritto negli occhi Nick che invece li chiuse per non guardarlo
-- Stai scherzando ? --
AJ
-- No , perché che c'è ? --
Howie
-- quella troia
come ha fatto a capitarci di nuovo tra i piedi ? --
AJ
-- AJ, che modi sono ? --
Howie
-- Taci D
tu non hai idea di cosa ha fatto quella troia
AJ
-- Perché ? che cosa dovrei sapere ? --
Howie
-- niente, non c'è niente da sapere --
Nick
Nick lanciò un'occhiata ad AJ e gli sussurrò che ne avrebbero parlato dopo da soli
-- No nulla di importante, è solo che non mi piace --
AJ
-- Uno schianto di ragazza come quella che non piace ad AJ McLean ? Caro mio , sei proprio innamorato allora --
Howie
-- sì, deve essere così --
AJ
AJ fece un'enorme fatica a mentire al suo migliore amico ma sapeva di non poter tradire Nick
che tentò di cambiare rapidamente argomento
-- Sai chi è venuta a trovarmi ieri ? --
Nick
-- chi ? --
AJ
-- Amanda
la tua Amanda --
Nick
Il viso di AJ cambiò radicalmente e la rabbia lasciò il posto alla dolcezza
-- Davvero ? e come mai ? --
AJ
-- Ha detto che aveva saputo che eravamo tornati a casa e voleva sapere come stavamo e cosa era successo --
Nick
-- E cosa ha detto ? --
AJ
-- Beh, c'è un po' rimasta nel vedere la mia sedia a rotelle ma nulla di più
ovviamente era in ansia per tutti e in particolare per te --
Nick
Howie era preoccupatissimo che AJ potesse farsi idee strane e così si affrettò a buttare acqua sul fuoco
-- E' logico , non ci vedo nulla di eccezionale in questo --
Howie
-- Lei sta bene ? --
AJ
-- sì, mi è sembrato di sì --
Nick
AJ si rimise giù e rimase in silenzio per un po' mentre Nick e Howie presero a commentare i risultati delle partite di Football americano del giorno prima.
-- Grazie --
Nick
-- Uhmm, per cosa ? --
Howie
-- Per essere qua --
Nick
-- che cosa è questa , una scena strappalacrime da film ? --
AJ
-- No, è una cosa che volevo dirvi --
Nick
-- E da dove salta fuori ? Perché dici una cosa del genere così
dal nulla ? --
AJ
-- Perché sarebbe stato molto più facile andare in vacanza lontano da qui e invece siete rimasti qui con me --
Nick
-- Nicky ascolta, Brian e Kevin non sono andati via per allontanarsi da te
--
Howie
-- no, non da me ma da questa situazione --
Nick
-- no Nicky , è solo che volevano andare un po' a casa --
Howie
-- e allora perché non mi hanno chiamato ? --
Nick
-- sono passati solo due giorni da quando vi siete visti --
Howie
Howie non terminò il discorso perché in un certo senso Nick aveva ragione : gli volevano talmente bene che avevano bisogno di prendersi qualche giorno di tregua per non soccombere alla disperazione di vedere il loro fratellino così. Avevano resistito un mese e mezzo sempre al suo fianco, ininterrottamente, ma adesso avevano bisogno di un po' di tempo
e Howie e AJ avevano accettato di buon grado la loro decisione perché in effetti in Canada Kevin e soprattutto Brian non lo avevano mollato un istante dal momento dell'incidente
Calò il silenzio tra i tre amici che cullati dal rumore dell'oceano e riscaldati dal sole si addormentarono per svegliarsi 3 ore dopo.
-- Ragazzi, sveglia
inizia a fare un po' freddo. E' meglio se andiamo a mangiare qualcosa --
Howie
-- dove andiamo ? --
Nick
-- dove vuoi . Pizzeria
McDonalds
--
Howie
-- Casa tua ? --
Nick
-- Ok , come preferisci --
Howie
Nick si mise seduto e Howie e AJ lo sollevarono ancora da sotto le braccia e lo riappoggiarono sulla sedia a rotelle. Fortunatamente di nuovo andò tutto liscio e i tre arrivarono a casa di Howie.
-- allora cosa metto nel microonde ? Pizza o cibo precotto ? --
Howie
-- Perché non ordiniamo da fuori ? Cinese ? --
AJ
-- Ok --
Nick
Mentre AJ ordinava la cena Nick si avvicinò al divano e vi si distese sopra ed Howie decise che avrebbero cenato in salotto sulle poltrone per non far stare seduto Nick
-- Ragazzi, la natura mi chiama --
AJ
-- Grazie per avercelo detto --
Nick
-- Volevo tenervi informati --
AJ
-- La natura sta chiamando anche me --
Howie
Dopo alcuni minuti ritornarono e Howie aveva in mano un contenitore per le urine che porse a Nick
-- Qui in salotto ? --
Nick
-- Basta che non la sparacchi intorno sul divano --
AJ
-- AJ ! Sei disgustoso --
Nick
AJ riusciva sempre a rendere la situazione meno pesante con le sue uscite
-- La sedia a rotelle non ci entra in bagno Nick --
Howie
-- Ok --
Nick
Il resto della serata passò in un susseguirsi di risate battute e discussioni su chi fossero le donne più belle del pianeta
e su cosa dovesse avere una donna per essere bella
e su come dovesse vestire
e anche un uomo. I tre si divertirono molto e a mezzanotte erano esausti
-- io credo che me ne andrò verso casa . Ti riaccompagno io Nick ? --
AJ
-- Io volevo dormire qui --
Nick
Howie si sentì gelare : come avrebbe fatto adesso a dire al suo fratellino che non poteva restare ?
-- Nicky , non credo sia un buona idea
i tuoi vogliono stare un po' con te , non mi sembra carino che loro stiano a casa tua e tu dormi fuori --
Howie
-- Sono maggiorenne, non dormo quasi mai a casa con loro , in circostanze normali --
Nick
-- Devi prendere le pastiglie --
Howie
-- Per questa sera ce le ho : domani mattina le prendo quando mi riaccompagni --
Nick
-- Nicky
--
Howie
-- cosa c'è ? Aspetti qualcuno ? --
Nick
-- No --
Howie
-- e allora ? Perché non mi vuoi qui ? --
Nick
AJ ringraziò di non essere al posto di Howie in quel momento
-- Nicky, non puoi stare qui perché non ho l'attrezzatura per tenerti qui --
Howie
-- L'attrezzatura ? Ho bisogno di attrezzatura ? --
Nick
-- No
cioè, intendevo dire
--
Howie
Howie fece un respiro profondo e si sedette accanto a Nick prendendogli una mano
-- Nicky nella mia casa ci sono un mucchio di scalini , li farò togliere ma per adesso non ti puoi muovere con la sedia --
Howie
-- Dormo qua sul divano --
Nick
La voce di Nick era quasi implorante e Howie si sentì morire
-- E il bagno ? Siamo stati in spiaggia, sarai pieno di sabbia
non vuoi fare un bagno ? Non c'è modo che io ti ci riesca a portare. Questa mattina è venuto l'idraulico ma ci vorrà qualche giorno per modificarlo --
Howie
Nick abbassò lo sguardo e immediatamente si mise sulla difensiva, come faceva sempre quando si sentiva ferito. Tirò verso di sé la sedia a rotella e ci si mise sopra
-- andiamo AJ --
Nick
-- Nicky, non fare così. Lo sai che non c'è cosa al mondo che vorrei di più se non tenerti qua --
Howie
Nick era già sulla porta e gridò mentre la apriva
-- Ti muovi AJ ? --
Nick
AJ abbracciò Howie che aveva le lacrime agli occhi
-- ti chiamo domani --
AJ
###
Nick rimase in silenzio durante tutto il viaggio in macchina. Salutò a malapena AJ che però non insistette immaginando quanto dovesse essere frustrante per Nick non poter restare in una casa normale a dormire
Nick augurò la buonanotte ai sui genitori che erano ancora in piedi e andò in camera sua cercando un po' di solitudine per riflettere. Si fece un bagno caldo e si mise a letto sperando di addormentarsi all'istante per non pensare a quello che era successo.
Ma come spesso accade quando si vuole dormire non ci si riuscì. Accese la TV e dopo un'ora era ancora lì con gli occhi spalancati a cambiare canale.
-- Toc, toc, posso entrare ? --
Bob
-- vieni --
Nick
-- Non riesci a dormire ? --
Bob
-- No --
Nick
-- Nemmeno io --
Bob
Bob osservò il figlio e si compiacque di quanto fosse indipendente. Senza chiedere aiuto era riuscito a sistemarsi alla perfezione: la sedia a rotelle era accanto al letto, i vestiti appoggiati sulla poltrona, sul comodino non c'erano più le pastiglie, indossava la solita maglietta e aveva sia il cuscino sotto la schiena che quello in mezzo alle gambe. Era così fiero di suo figlio
-- Ti sei divertito oggi ? --
Bob
-- sì, è stata una bella giornata --
Nick
Bob era meravigliato dal fatto che nonostante fosse stato fuori tutto il giorno Nick non fosse minimamente stanco : era sicuramente merito di AJ e Howie che oltre a tirargli su il morale sapevano esattamente cosa potevano fargli fare e cosa no
-- Stavo andando giù a farmi una cioccolata calda con panna . Mi fai compagnia ? --
Bob
-- Volentieri --
Nick
Nick si scoprì e si preparò a sistemarsi di nuovo sulla sedia
-- Devo vestirmi però --
Nick
-- Perché ? --
Bob
-- Non posso scendere con solo la maglietta addosso --
Nick
-- sono tutti a letto --
Bob
-- Fa lo stesso
passami i boxer --
Nick
-- Aspetta --
Bob
Bob prese una coperta e l'avvolse attorno a Nick. Quindi lo prese in braccio e lo portò giù sul divano. Ogni giorno di più Nick si accorgeva di quanto suo padre fosse straordinario.
-- Vado a prendere la cioccolata
tienimi il posto --
Bob
Fu una di quelle nottate padre e figlio
parlarono fino all'alba e poi sfiniti si addormentarono abbracciati sul divano.
CAPITOLO 7
--Ma come ti è venuto in mente ? --
Jane
-- Abbassa la voce o sveglierai tutti --
Bob
-- non me ne frega niente, che sappiano quanto il loro padre è stupido --
Jane
-- Jane, stai parlando a vanvera --
Bob
Nick si svegliò di soprassalto al suono di una animata discussione. Fece un po' fatica a capire dove si trovava ma dopo qualche secondo mettendo a fuoco la stanza capì che era disteso sul divano del salotto dove la notte prima si era addormentato con il padre. Si stiracchiò e buttò un occhio all'orologio : erano le 8 del mattino e nel giro di una mezz'oretta si sarebbero alzati anche i suoi fratelli. Ma cosa avevano i suoi genitori da urlare di prima mattina ? In realtà non era una cosa nuova, i suoi genitori discutevano spesso, come tutte le coppie che si amano, ma di solito mai di mattina
-- Io sto parlando a vanvera ? tu invece agisci a vanvera . Cos'è c'è bisogno che ti ricordi che tuo figlio ha il midollo lesionato ? Come hai potuto farlo dormire in chissà quale posizione, sei un padre
--
Jane
Bob stava perdendo la pazienza e batté pesantemente i pugni sul tavolo facendo sussultare anche Nick che si trovava nell'altra stanza.
-- Sentimi bene Jane, non ho alcun bisogno che mi ricordi nulla, vedo Nick in quelle condizioni ogni secondo e Dio solo sa cosa darei perché non fosse così ma non posso fare nulla, l'unica cosa che posso fare è aiutarlo e ieri notte è stato bene con me sul divano
mi sono svegliato ogni quarto d'ora per assicurarmi che fosse in una posizione consona alle sue condizioni quindi adesso chiuditi quella bocca perché mi hai stufato --
Bob
Raramente aveva sentito suo padre parlare in quel modo e non gli piaceva affatto che i suoi litigassero per lui così decise di richiamare l'attenzione di suo padre
-- Papà ! --
Nick
Ma era già troppo tardi perché Bob era uscito di casa sbattendo la porta
-- Cosa c'è Nick ? Dimmi --
Jane
-- Niente. Papà dov'è ? --
Nick
-- E' uscito , tornerà tra poco --
Jane
-- Mamma, sto bene, ho dormito bene stanotte , davvero --
Nick
-- Nick, non voglio che ti immischi nelle discussioni tra me e tuo padre, non ti riguardano . --
Jane
-- sì invece che mi riguardano visto che stavate litigando per me --
Nick
-- Cambiamo discorso . Cosa vuoi per colazione ? --
Jane
-- niente mamma, devo vestirmi per andare a fare fisioterapia. Ho bisogno della sedia a rotelle --
Nick
-- e' in camera tua , vero ? Te la vado a prendere --
Jane
Jane ritornò spingendo la sedia , seguita da Leslie che si chinò su di lui e gli diede un bacio
-- ciao fratello --
Leslie
-- Ciao --
Nick
-- Eccola . Ce la fai ? --
Jane
Nick incominciò a mettersi seduto sul divano per poi passare sulla sedia a rotelle ma si rese subito conto che la cosa era più complicata del solito poiché non sarebbe mai riuscito a posizionarsi sulla sedia senza scoprirsi e quella era una cosa che non aveva assolutamente intenzione di fare poiché indossando solo una maglietta sarebbe rimasto nudo dalla vita in giù di fronte a sua sorella Leslie
-- Nick cosa c'è ? Ti do una mano ? --
Jane
Leslie si era seduta sulla poltrona di fronte a Nick e lo stava fissando incuriosita dallo strano esitare di Nick
-- Quando torna papà ? --
Nick
-- Non ne ho idea . Perché ? --
Jane
Perché suo padre l'avrebbe preso in braccio lasciandolo avvolto nella coperta ma questo non poteva di certo dirlo a voce alta : era troppo imbarazzante. E anche chiedere a sua sorella di lasciare la stanza o voltarsi dall'altra parte sarebbe stato troppo imbarazzante. Di sicuro però doveva muoversi da lì poiché aveva un appuntamento in ospedale
-- Se hai bisogno di una mano ci sono anche io --
Leslie
Era proprio quello il problema, che c'era anche lei.
-- Nick, ma cosa c'è ? Hai male ? Se non ce la fai ti solleviamo noi
oppure
chiamo Aaron ? --
Jane
Per carità, ci mancava anche lui
altra gente davanti a cui stare nudo
Fece un respiro profondo sperando che sua sorella non appena si fosse accorta del fatto che era nudo si sarebbe girata
e invece niente di tutto ciò. Mise le mani sui braccioli della sedia a rotelle e si sollevò per riappoggiarsi sulla sedia; Jane raccolse il plaid che Nick stava mezzo trascinando con sé e lo prese in mano scoprendolo completamente. Nick si sentì morire ma aveva solo due braccia e in quel momento gli servivano per spostarsi. Quando fu a posto sulla sedia tirò su lo sguardo sperando di vedere sua sorella voltata dall'altra parte e invece se la trovò davanti
-- Ti spingo io in camera tua --
Leslie
Nick annuì cercando di coprirsi il più possibile tirando la maglia con le mani e sperando in quel modo di attirare l'attenzione della madre che finalmente capì e distese il plaid sulle gambe di Nick
Leslie lo spinse in camera e là nel privato della sua stanza si lasciò andare ad un urlo di rabbia perché seppure si stava lentamente abituando alla sua nuova vita , le umiliazioni proprio non poteva sopportarle.
###
E in tema di cose che proprio non poteva sopportare ora era nell'ambulatorio di Sam, in boxer, pronto alla nuova seduta di fisioterapia con una donna il cui solo nome lo rendeva furioso. Inoltre AJ non si era fatto vedere quella mattina e questo lo aveva fatto sentire così solo perché seppure puntualmente ogni mattina avevano avuto una piccola discussione almeno si era ricordato di lui. Cosa era successo ? Forse anche AJ si era stancato di lui ?
-- ciao Nick, eccomi qui --
Sam
-- Sei in ritardo --
Nick
-- Scusa tanto, ma cos'è, hai fretta ? --
Sam
Sam lo disse con un tale tono di superiorità che la rabbia di Nick si tramutò in un momento di odio profondo
-- Ho certamente di meglio da fare che aspettare te --
Nick
-- Sì , e che cosa ? --
Sam
Sam si mise al lavoro sulle gambe di Nick con un ghigno sulle labbra
-- Per esempio fare fisioterapia con una fisioterapista che almeno riesca ad arrivare in orario --
Nick
Sam si rabbuiò perché questo continuo minacciare il suo licenziamento da parte di Nick la faceva sentire in costante tensione
Nick odiava stare lì per ore senza fare nulla
e oltretutto non poteva nemmeno parlare perché non doveva assolutamente dare confidenza a quella donna. Certo era dura
senza nemmeno accorgersene incominciò a canticchiare
Sam si sentì in paradiso : la voce di Nick era stupenda e il suo corpo nelle sue mani era così invitante
-- Adesso girati per favore --
Sam
Come il giorno prima Nick si girò a pancia in giù e Sam gli abbassò i boxer. Nick odiava quella situazione perché anche se non voleva ammetterlo le mani di Sam non gli erano indifferenti o almeno, lo erano quando gli massaggiava le gambe poiché non aveva sensibilità lì , ma quando arrivava al sedere e alla schiena la situazione mutava completamente. Continuò a canticchiare per mantenere occupata la mente
Sam dal canto suo invece era estasiata dalla voce di Nick e quelle tre ore di lavoro per lei passarono come niente
anzi ne avrebbe volute altre tre
-- ho finito , puoi rivestirti --
Sam
Nick si girò a pancia in su e cercò di afferrare i boxer per tirarli in su
ma tutto ad un tratto vide un ombra avvicinarsi a lui e quando sollevò lo sguardo sentì delle labbra umide sulle sue e una lingua che forzatamente si era fatta largo nella sua bocca. Non ci pensò nemmeno lontanamente ad allontanarsi, avrebbe dovuto farlo perché l'inferno in cui era sprofondato in Canada era incominciato, così, con uno stupido bacio , ma quella sensazione era meravigliosa.
Sam si rese conto di quello che stava facendo quando sentì la sua mano entrare nei boxer di Nick: si staccò dalla bocca del ragazzo e si diresse verso la porta
-- Ci vediamo domani alla stessa ora --
Sam
Nick la osservò chiudere la porta dietro di sé e dovette aspettare diversi minuti prima di chiamare l'infermiera che lo aiutava a vestirlo , per far scomparire l'evidente stato di eccitazione in cui Sam lo aveva lasciato.
Mentre spingeva la sua sedia lungo il corridoio, verso il cortile dove lo attendeva BJ , non fece altro che ripetersi che tutto ciò era un enorme errore, che era un film già visto e che alla fine di quel film lui ne era uscito distrutto in Canada
ma quella donna baciava così bene !
-- Nick --
AJ
Non era la voce di BJ quella che aveva richiamato la sua attenzione e di certo non c'era BJ che lo aspettava al solito posto nel cortile
-- AJ, cosa ci fai qui ? --
Nick
-- sono venuto a prenderti per portarti a pranzo in un posto --
AJ
-- no AJ ti prego, non sono proprio in vena di pranzare in pubblico
anzi non sono proprio in vena di pranzare --
Nick
-- Andiamo, vedrai che questo posto ti piacerà , è una sorpresa --
AJ
-- Alex
--
Nick
-- fidati di me ! --
AJ
Salirono in macchina ed AJ avviò il motore.
CAPITOLO 8
-- Perché siamo a casa di Howie ? --
Nick
-- Perché è qui che pranzeremo --
AJ
-- Se mi hai portato qui per quello che è successo ieri sera hai fatto una fatica inutile perché non sono arrabbiato con Howie
non dobbiamo fare pace --
Nick
-- Ok, meglio allora --
AJ
AJ scese dalla macchina e scaricò la sedia a rotelle mettendola vicino alla portiera dalla parte di Nick
-- cosa stai facendo ? --
Nick
-- Ti avvicino la sedia --
AJ
-- ti ho detto che è tutto a posto, puoi portarmi a casa --
Nick
-- Scusa ma perché ? non possiamo pranzare assieme lo stesso ? --
AJ
-- non ho fame --
Nick
-- tu non hai mai fame Nick in questo periodo, ma devi mangiare comunque. Quindi perché non qui con noi ? --
AJ
Nick in realtà aveva voglia di stare con i suoi due amici, come sempre, solo che era ancora scosso da quello che era appena successo con Sam e non voleva parlarne con nessuno
anche perché sapeva che AJ sarebbe uscito di testa
-- Ok mi hai convinto --
Nick
Scivolò sulla sedia e spinto da AJ arrivò alla porta
-- ciao, vi stavamo aspettando --
Howie
Howie si piegò e abbracciò il suo fratellino sperando che non fosse arrabbiato
-- Stavamo ? no, voglio andare via , andiamo via AJ --
Nick
-- Perché ? --
AJ
-- ho detto che voglio andare via --
Nick
-- Nick togli le mani dalle ruote --
AJ
Nick stava tentando di girare la sedia a rotelle con tutte le sue forze
-- Nick ma che fai , smettila. Forza andiamo dentro --
Howie
-- no , voglio andare via, hai capito AJ, voglio andarmene --
Nick
-- Ma perché ? --
AJ
-- Perché non voglio vedere nessuno, nessuno hai capito ? Lasciami andare --
Nick
AJ stava tentando di spingere dentro la sedia a rotelle ma le mani di Nick che impugnavano le ruote impedivano di muoverla
-- Nick ti fari male se non togli le mani --
AJ
-- non potete costringermi, io voglio andarmene, voglio andare via, lasciatemi andare, voglio andarmene, voglio
--
Nick
-- Nick ! --
Brian
Nick alzò lo sguardo e si ritrovò davanti il suo migliore amico
-- Non vuoi mangiare con noi ? --
Brian
Se avesse potuto sarebbe saltato al collo di Brian ma dovendo rimanere seduto allungò le braccia verso il suo migliore amico invocando un abbraccio che immediatamente arrivò
-- Ciao bello. --
Brian
-- Ma cosa ci fai qui ? --
Nick
-- sono venuto a trovarti. Stavo andando a casa tua poi Howie mi ha detto che avevi fisioterapia e allora abbiamo deciso di organizzare questa piccola festicciola
-- Possiamo entrare adesso , rompiscatole ? --
AJ
In risposta AJ ebbe un bel ditone da parte di Nick ma lo ignorò contento per l'espressione di gioia che adesso era stampata sul viso del suo fratellino.
-- Kevin come sta ? --
Nick
-- Sto benissimo --
Kevin
Dalla cucina comparve Kevin con indosso solo un paio di boxer da mare
-- ci sei anche tu
--
Nick
Kevin abbracciò Nick e gli scompigliò i capelli
-- Ma sei venuto a nuoto ? --
Nick
-- Sciocco ! --
Kevin
-- Bene signori, non vorrei interrompere questo quadretto ma il mio stomaco borbotta quindi potremmo continuare questa discussione a tavola ? --
AJ
-- Ottima idea J --
Brian
-- ho preparato nella zona piscina e ci si può accedere solo in costume da bagno quindi indossate le armi e partiamo --
Howie
Howie tirò fuori da una busta vari costumi da bagno e AJ e Brian incominciarono a svestirsi
-- Vuoi una mano ? --
Kevin
-- No, credo di farcela se mi sposto sul divano --
Nick
Brian si infilò i suoi boxer e una volta terminato si allontanò un po' ma non riuscì a togliere lo sguardo da Nick che con tutta calma si stava sfilando la maglia. Kevin lo raggiunse
-- Cambia espressione --
Kevin
-- Scusa
è che
non ci farò mai l'abitudine. --
Brian
-- Sì, so cosa vuoi dire --
Kevin
I loro pensieri furono interrotti da Howie che si avvicinò con in mano il solito contenitore per le urine
-- cosa ne devi fare di quello ? --
Brian
-- e' stato fuori tutta la mattina quindi saranno parecchie ore che non la fa --
Howie
-- Sì, ma perché con quello ? --
Brian
-- Perché il bagno modificato non è ancora pronto --
Howie
-- Dio mio che incubo ! --
Brian
Howie si avvicinò a Nick che con molta fatica era riuscito ad indossare i boxer da mare e ora si preparava a ritornare sulla sedia a rotelle. L'espressione ferita di Nick nel vedere di nuovo quell'affare fece rabbrividire Kevin
-- Aspetta, andiamo --
Kevin
Kevin prese in braccio Nick e si avviò verso il bagno provocando subito un netto mutamento di espressione sulla faccia di Nick. Lo appoggiò sul water e uscì dalla stanza trovandosi di fronte Howie
-- così non lo aiuti --
Howie
-- a fare che ? --
Kevin
-- A vedere le cose come stanno, al fatto che non tutti possono avere bagni modificati --
Howie
-- Non ti preoccupare , lo sa benissimo che non tutti ce li hanno --
Kevin
-- sì ma il fatto è che deve imparare ad accettarlo --
Howie
-- Imparerà domani ad accettarlo , non oggi --
Kevin
-- Kevin ma cosa ti succede ? non stai ragionando con il cervello e questo non è da te --
Howie
-- Senti D, per una volta tanto voglio ragionare con il cuore , cosa c'è di male ? --
Kevin
-- che così peggiori le cose --
Howie
-- non credo che risparmiargli un'umiliazione sia peggiorare le cose --
Kevin
-- Certo oggi , e domani ? Perché tu fai presto, vieni qui un giorno e lo accontenti ma domani tu qua non ci sarai più, ci saremo io ed AJ e non potremo accontentarlo e lui ne soffrirà il doppio --
Howie
-- Se questo è un modo per rimproverarmi del fatto che non rimango con lui puoi fare a meno perché proprio non posso , ho anche una moglie e poi sarebbe ora che tu ed AJ muoveste un po' il culo invece di fare come al solito i fragilini della situazione --
Kevin
Kevin non gli aveva mai parlato in quel modo ed era evidente che la situazione stava incominciando a pesare anche sulle spalle della roccia del gruppo
-- Non ti preoccupare, appena potrò me lo prenderò con me Nick --
Kevin
-- non è quello che volevo dire --
Howie
-- Sì certo --
Kevin
-- Kevin ascolta
--
Howie
Proprio mentre Howie stava per rivelare al suo amico quanta sofferenza provasse nel vedere soffrire Nick e non poterlo aiutare come invece poteva fare lui grazie alla sua potenza fisica Nick chiamò dal bagno e Kevin entrò uscendone qualche secondo dopo con il suo fratellino in braccio. Andarono giù e appoggiò Nick di nuovo sulla sedie a rotelle
-- forza venite fuori --
AJ
I cinque si sistemarono su teli da mare ai bordi della piscina e per la prima volta dall'incidente Nick mangiò abbondantemente e di gusto. Quindi si distesero a prendere il sole. Nick era a pancia in giù con la faccia voltata verso Brian e la schiena verso Howie
-- qualche novità ? --
Nick
-- no, nulla di particolare , tu ? --
Brian
-- No , diciamo di no o comunque c'è qualcosa ma non voglio parlarne adesso --
Nick
C'era sì qualcosa , c'era Sam di nuovo nella sua vita, c'era il bacio di qualche ora prima, c'era la certezza di non potersi fidare di quella donna ma anche il desiderio irrefrenabile di riprendere quella storia così bruscamente interrotta. Questo lo fece tornare indietro a quei giorni terribili e gli si stampò davanti agli occhi l'immagine di Brian disteso immobile a terra e lui incapace di fare nulla per aiutarlo
-- Pronto ? Terra chiama Nick
dove eri ? --
Brian
-- Scusa. Stavi dicendo ? --
Nick
-- ti stavo chiedendo quando devi fare di nuovo la risonanza magnetica --
Brian
-- Tra qualche giorno --
Nick
-- ti hanno detto qualcosa ? --
Brian
-- Non i medici però sai un'infermiera mi ha detto che sono molto contenti di come vanno le cose, quindi magari
--
Nick
-- Nick frena, io me lo auguro però un infermiera non ne sa nulla quindi
--
Brian
-- sì, lo so, lo so --
Nick
Nick si era rattristato e Brian decise di cambiare discorso
-- sai cosa è venuto in mente di fare a mia moglie ? vuole cambiare completamente arredamento della casa , di nuovo --
Brian
Howie aveva seguito tutto il discorso dei due e ora non poteva fare a meno di fissare quella schiena davanti a lui. Non si vedeva nulla, era una schiena normale, come tante altre , eppure lì c'era un midollo malato, c'era qualcosa di talmente grave da impedire a Nick di camminare. Il solo pensiero lo terrorizzava, pensare a quanto fosse fragile quella schiena, pensare al rischio che si correva ogni volta che lui o qualcun altro muoveva passivamente Nick. Istintivamente con un dito toccò quella schiena seguendo ogni vertebra che si intravedeva attraverso la pelle.
Nick girò la testa perplesso
-- scusa, ti ho fatto male ? --
Howie
-- no, mi stavo solo chiedendo cosa stessi facendo --
Nick
-- niente, niente scusa --
Howie
Howie si girò dall'altra parte imbarazzato
-- sto morendo dal caldo, credo che mi avvicinerò all'acqua. Vieni con me ? --
Kevin
Nick annuì e Kevin lo sollevò e lo appoggiò vicino a sé sul bordo della piscina con le gambe penzoloni in acqua. Che terribile sensazione : le sue gambe erano in acqua ma lui non sentiva il bagnato, non sentiva il freddo, non sentiva nulla. Certo non era una novità ma trovarsi di fronte una piscina voleva dire gettarsi dentro e nuotare
e invece non era nemmeno in grado di sentire l'acqua.
Kevin riconobbe la volo quello sguardo e si buttò in acqua sguazzando Nick
-- che fai ? --
Nick
-- com'è l'acqua ? --
Kevin
-- Se non lo sai tu, ci sei dentro ? --
Nick
-- Sì, ma voglio sapere cosa sembra a te --
Kevin
-- non capisco --
Nick
-- La senti fredda ? --
Kevin
-- non in modo particolare , normale --
Nick
Kevin lo sguazzò ancora
-- Kev ! Mi stai bagnando tutto --
Nick
-- Allora è anche bagnata ! --
Kevin
-- Sei un vero genio --
Nick
Kevin lo sguazzò ancora una volta
-- finiscila --
Nick
-- Tanto lo so che ti piace --
Kevin
-- no, se non posso sguazzarti anche io --
Nick
-- sì che puoi
vieni dentro --
Kevin
-- Sei matto ? Non posso --
Nick
-- Certo che puoi, entra in acqua --
Kevin
Kevin ora teneva le braccia protese verso Nick e Howie intuì che non stava scherzando
-- Ma cosa fa, è impazzito ? --
Howie
-- Lascialo fare, vediamo dove vuole arrivare --
Brian
-- Ma non può
--
AJ
-- Ragazzi rilassatevi, prendevi una valeriana, fate meditazione, fate quel che volete ma calmatevi un pochino ! Kev non è un deficiente , sa esattamente quello che fa --
Brian
-- Avanti Kaos, non vorrai mica rimanere lì come un cretino a farti sguazzare --
Kevin
Nick avrebbe voluto gettarsi dentro con tutte le sue forse ma era paralizzato dalla paura, non c'era modo di riuscire a restare a galla senza gambe
-- Nick ! --
Kevin
A un certo punto Kevin capì che Nick non si sarebbe mai buttato così si avvicinò a lui e lo tirò letteralmente dentro. Nick si sentì morire: all'impatto con l'acqua l'istinto fu quello di muovere le gambe ma nonostante per il suo cervello le stesse muovendo ogni secondo che passava sprofondava sempre più in basso vedendo avvicinarsi la riga nera sul fondo della vasca. Entrò in panico e tentò di gridare spalancando la bocca come uno che non ha mai nuotato in vita sua e di conseguenza bevve.
-- Mio dio Kev, tiralo su --
Howie
Kevin , che non lo aveva mai perso di vista, lo afferrò e lo tirò in superficie accarezzandogli la testa una volta faccia a faccia . Nick di istinto si aggrappò a Kevin e incominciò a piangere
-- Che idiota, guarda che ha fatto --
Howie
AJ si alzò con un asciugamano pensando che a questo punto Kevin lo avrebbe fatto uscire e invece lo tenne lì stretto a lui, facendolo sfogare fino a che non si calmò
-- Meglio ? --
Kevin
-- Voglio uscire Kev --
Nick
-- Perché ? Tu adori stare in acqua --
Kevin
-- Ho paura --
Nick
-- ci sono io qua con te --
Kevin
Kevin lo prese da sotto le braccia e incominciò a muoverlo: gli fece fare il giro della piscina, e poi ancora un altro e poi ancora fino a che a Nick sembrò di nuotare di nuovo. Il suo corpo era molto più leggero di quando era sulle terra ferma e dopo un po' capì che in acqua non era un paralizzato
certo non poteva nuotare normalmente ma di sicuro era più normale di quando ne era fuori e l'idea lo fece sentire tremendamente bene.
CAPITOLO 9
AJ e Nick accompagnarono Brian e Kevin all'aeroporto, quindi si diressero verso casa Carter dove l'intera famiglia era davanti alla televisione ma non la stava guardando
come se ci fosse un ospite.
Nick dall'ingresso non poteva capire chi fosse ma la cosa già non gli piaceva affatto: farsi vedere da gente estranea in quelle condizioni
non era ancora pronto.
-- mi fermo un po' così parliamo un po' di Sam
non me ne sono mica dimenticato --
AJ
-- In effetti un po' ci speravo -
- Nick
-- In cosa ? che me ne fossi dimenticato ? --
AJ
-- Sì -
- Nick
-- figurati, dopo quello che è successo l'ultima volta che ti ho visto con quella donna
lasciamo perdere. Allora , cosa è successo in questi pochi giorni di fisioterapia ? -
-AJ
-- Un po' di tutto --
Nick
-- cioè ? non dirmi che ci ha riprovato --
AJ
-- Se lo vuoi chiamare così --
Nick
-- Ma io la denuncio davvero questa volta quella pazza maiala scatenata
AJ
-- AJ, stai parlando di una donna con cui ho fatto l'amore , un po' di rispetto --
Nick
-- Sesso Nick, ci hai fatto solo sesso --
AJ
-- E' lo stesso. Comunque è meglio se andiamo in camera mia
però aspetta
mi sembra ci sia qualcuno in salotto --
Nick
-- Tipo chi ? --
AJ
-- non lo so, non lo vedo da qui, però non stanno guardando la tele
c'è sicuramente qualcuno --
Nick
-- Bene, procediamo allora così vediamo chi è --
AJ
-- no, andiamo via --
Nick
-- cosa ? Andiamo su ! --
AJ
-- No ! Andiamo via, torniamo più tardi --
Nick
-- Nick, tu mi preoccupi seriamente certe volte --
AJ
-- che palle, ma potrò decidere io chi vedere e chi no in casa mia ? --
Nick
-- Sì ma tu non vuoi vedere nessuno. Basta ,andiamo --
AJ
Aj incominciò a spingere la sedia a rotelle verso l'ingresso
-- No ! --
Nick
Tutti si girarono verso di loro richiamati dall'improvviso urlo di Nick.
-- Salve a tutti --
AJ
-- Sei arrivato tesoro, non ti abbiamo sentito entrare . --
Jane
-- Sì, ciao --
Nick
Nick diede un'occhiataccia ad AJ il quale gli rispose con un sorriso colpevole
-- E' andata bene oggi ? --
Jane
-- Sì molto --
Nick
Nick non era per nulla loquace, come sempre davanti ai suoi fratelli dopo l'incidente. Era davvero una cosa incomprensibile per Jane e Bob: con loro stava delle ore a parlare e scherzare mentre con i fratelli rispondeva a monosillabi. Ne avevano discusso con lo psichiatra e lui ne aveva attribuita la colpa alla vergogna che Nick ancora provava nei confronti di se stesso e che si rifletteva nei rapporti con gli altri
-- ti stavamo aspettando --
Jane
-- Perché ? --
Nick
-- Perché hai una visita
Jane
Dal divano si alzò qualcuno
capelli biondi, lunghi e lisci
un corpo
quel corpo, non poteva sbagliarsi perché l'aveva visto , toccato e amato così tante volte
-- ciao Nick --
Tiffany
Nick era scioccato : cosa ci faceva qui Tiffany ? Lui non l'aveva chiamata, anzi non le aveva nemmeno detto dell'incidente anche se quello probabilmente lo aveva saputo dalla stampa. Ma come aveva fatto a sapere che era a casa? In un certo senso era felice di vederla, erano stati molto bene assieme e si erano lasciati solo perché non riuscivano a conciliare i loro impegni, le loro vite
Tiffany non poteva rinunciare a tutta la sua vita, al suo sogno di laurearsi in Psicologia per seguire lui in tour.. lo poteva fare per qualche mese ma non per sempre
ed erano stati d'accordo entrambi, era giusto che ognuno seguisse il proprio sogno e magari un giorno si sarebbero messi assieme di nuovo. Fino al giorno dell'incidente si erano sentiti regolarmente ma da allora in poi Nick si era rifiutato di parlarle. E ora erano lì, uno di fronte all'altro
ma non voleva lo vedesse così
non doveva essere lì !
-- Bene, si è fatto tardi quindi vi saluto e me ne vado --
AJ
-- Ma come
--
Nick
-- Parleremo domani mattina, adesso vado da Sarah . E' stato un piacere rivederti Tiffany, spero verrai a cena da noi una di queste sere --
AJ
-- volentieri --
Tiffany
AJ abbracciò Tiffany e se ne andò
-- Andiamo in camera mia --
Nick
Tiffany seguì Nick in camera sua sotto lo sguardo degli altri membri della famiglia.
CAPITOLO 10
Tiffany lo seguì senza dire una parola. Era chiaro che Nick non era molto felice di vederla, contrariamente a lei.
-- Chiudi la porta --
Nick
Tiffany eseguì e si diresse verso di lui per dargli un bacio
-- No --
Nick
-- No cosa ? --
Tiffany
-- non ti avvicinare --
Nick
-- Perché ? --
Tiffany
-- Cha cazzo ci fai qui --
Nick
-- come sarebbe , non è ovvio cosa ci faccio qui ? --
Tiffany
Nick rimase a fissarla in silenzio
-- volevo vederti, volevo vedere come stavi --
Tiffany
-- Bene , allora come ti sembra che stia ? --
Nick
-- non lo so, dimmelo tu --
Tiffany
-- Sto su una sedia a rotelle, ecco come sto --
Nick
-- Questo lo vedo --
Tiffany
-- Come diamine hai fatto a sapere che ero a casa ? --
Nick
-- ho chiamato Sarah e lei mi ha detto che l'incidente era più grave di quanto avessero detto i giornali. Da lì in poi l'ho chiamata ogni giorno chiedendole notizie e l'altro ieri mi ha detto che eravate a casa. Il tempo di organizzare il viaggio ed eccomi qui --
Tiffany
-- non aveva alcun diritto di dire in giro
--
Nick
-- Guarda che non mi ha detto nulla, non mi ha detto niente sulle vostre condizioni, mi diceva solo se stavate meglio o peggio ed è stato molto gentile da parte sua visto che io non sono un'estranea e nessuno di voi si è degnato di farmi sapere nulla. Comunque, come state veramente l'ho appena scoperto, me lo ha detto BJ adesso e
mi dispiace --
Tiffany
-- non mi serve il tuo dispiacere --
Nick
-- Ok allora me lo riprendo
passiamo oltre. Sei appena rientrato a casa ma che ne dici di fare una passeggiata fuori ? E' una splendida serata ! --
Tiffany
-- sono stanco --
Nick
-- Ok, allora ci sediamo in giardino sotto le stelle a parlare un po' ? --
Tiffany
-- non ho intenzione di uscire di casa --
Nick
-- Ok, ritentiamo
vado a prendere un gelato e lo mangiamo qui davanti alla tele
può andare questa ? --
Tiffany
-- no , non può andare perché sono stanco, voglio andare a letto --
Nick
-- ci mettiamo sul letto, non è una cosa che non abbiamo mai fatto --
Tiffany
-- Tiffy, un uomo ti ha mai detto di no ? Perché in questo momento io te lo sto dicendo --
Nick
-- Mi hai chiamato Tiffy come ai bei tempi --
Tiffany
Tiffany si avvicinò e appoggiò le sue labbra su quelle di Nick che per un secondo si perse in quella splendida famigliare sensazione ma subito dopo la allontanò di scatto
-- Tiffany se non sono ancora stato abbastanza chiaro ora lo sarò di più : voglio che te ne vada --
Nick
-- d'accordo , ho capito . Tua sorella mi ha detto che vai ogni mattina a fare fisioterapia quindi domani ti vengo a prendere io quando hai finito e pranziamo assieme --
Tiffany
-- Perché rimani in città ? --
Nick
-- Certo, non sono venuta fino a qui per starci solo una notte , Sarah mi ha prestato la sua vecchia casa, se vuoi puoi trovarmi lì --
Tiffany
-- e per quanto tempo ti fermerai ? --
Nick
-- Fino a quando tu starai qui --
Tiffany
-- Cosa ? Tiffany ma cosa stai dicendo
ma che cavolo ti sei messa in testa ? --
Nick
-- Di riprendere da dove avevamo lasciato. Mi trasferisco qui, a Tampa o dovunque andrai tu --
Tiffany
-- tu sei impazzita
come fai con gli studi, i tuoi amici
--
Nick
-- Mi pare di averli già lasciati una volta per te --
Tiffany
-- Sì ma solo per 7 mesi ed era una cosa temporanea, io non voglio più un rapporto del genere --
Nick
-- e infatti non è questo quello che ti sto proponendo : ho lasciato tutto , starò con te e basta --
Tiffany
-- Tiffy, non sai quello che stai dicendo --
Nick
-- Lo so benissimo invece. Quando ho saputo dell'incidente mi sono sentita morire, nulla aveva più senso per me
voglio solo stare con te, come una volta --
Tiffany
-- non possiamo ricominciare da dove avevamo lasciato perché nulla è più come prima --
Nick
-- e che cosa è cambiato ? Non di certo i miei sentimenti per te --
Tiffany
-- non è ovvio cosa è cambiato ? guardami, c'è bisogno che ti spieghi cosa è cambiato --
Nick
-- Non è nulla che possa influire sul nostro rapporto --
Tiffany
-- sì invece --
Nick
-- No invece --
Tiffany
-- Ma come diamine fai a dirlo , tu non hai idea di cosa voglia dire stare con una persona nelle mie condizioni. --
Nick
-- Nemmeno tu ne hai idea perché anche tu non sei mai stato con una donna paralizzata --
Tiffany
-- Tiffy
ti prego, vattene --
Nick
-- no Nick, non finirà così la discussione --
Tiffany
-- sono stanco --
Nick
-- distenditi sul letto. Ti aiuto ? --
Tiffany
-- Tiffany, non ti voglio qui, lo vuoi capire ? --
Nick
-- questo l'hai già detto ma ancora non mi hai detto perché --
Tiffany
-- Lo sai perché --
Nick
-- finiscila di dirmi che lo so , perché invece non lo so, io non capisco
prova a spiegarmi , dimmi che cosa è cambiato
--
Tiffany
-- e' cambiato tutto, tutta la mia vita è cambiata , non vedi ? Non immagini cosa voglia dire stare piantati su questa cosa ! Sono due mesi che sono inchiodato qui, due mesi, i due mesi più brutti della mia vita
tu non puoi capire cosa si prova
--
Nick
-- spiegamelo, dimmi cosa provi Nick, dimmi cosa hai provato , dimmi
--
Tiffany
-- e va bene, vuoi proprio saperlo ? Vuoi sapere cosa si prova ? --
Nick
Nick aveva gli occhi pieni di lacrime e di rabbia e Tiffany si sentì morire
-- Nicky , mi dispiace --
Tiffany
-- Smettila di dire mi dispiace, non me ne faccio niente di sentire che alla gente dispiace. Sono io che sono inchiodato qui
lo sai cosa vuol dire aprire gli occhi e non sentire nulla da sotto le braccia in giù ? Nulla, non sentivo niente. Le mie gambe sono un peso morto attaccato al mio corpo, ogni volta che mi muovo è cose se spostassi delle ancora attaccate al mio tronco. Faccio una fatica enorme perché sono grosso e pesante e anche se sto mangiando pochissimo non perdo peso perché non mi muovo. Sono stato un mese e mezzo in ospedale completamente dipendente dal personale dell'ospedale, mi lavavano, mi pulivano, mi davano da mangiare perché io non potevo fare nulla. Sono stato senza vestiti per un mese e mezzo
ti rendi conto, un mese e mezzo senza potermi mettere nulla addosso se non il camice dell'ospedale. Mi hanno tenuto sotto stretto controllo psichiatrico, ti rendi conto che umiliazione ? come se fossi un pazzo ! Non si fidavano di me, mi hanno fatto tenere il catetere per un mese e mezzo perché avevano paura truccassi i risultati degli esami
un mese e mezzo
lo sai cosa succede dopo che hai tenuto un mese e mezzo il catetere ? Che quando te lo tolgono non sai nemmeno più come farla o come tenerla
è questo che vuoi Tiffany ? Stare con uno che non la sente neanche quando ce l'ha ? --
Nick
-- Nicky
--
Tiffany
Le lacrime sgorgavano come un fiume dagli occhi di Tiffany
-- Vattene Tiffany, tu non vuoi un uomo così --
Nick
-- io voglio te, non me ne frega niente di tutto questo, io sono dispiaciuta per quello che ti sta succedendo ma a me non importa
io voglio te --
Tiffany
-- Vattene Tiffany --
Nick
-- Nicky
--
Tiffany
-- Vattene ! --
Nick
Nick gridò con tutte le forze e scaraventò contro la porta il bicchiere che si trovava sul comodino.
-- Ok, ci sentiamo domani --
Tiffany
-- non ti voglio sentire e nemmeno vedere, mai più --
Nick
-- La sai una cosa Nick ? tu puoi continuare a mandarmi via , lo puoi fare , è nei tuoi diritti, ma io continuerò a tornare domani e dopodomani, e il giorno dopo ancora fino a che non avrai un buon motivo per cacciarmi
perché io ti amo e tu non puoi far nulla per cambiare questo --
Tiffany
Tiffany corse fuori dalla stanza tra le lacrime e Nick si chiuse in bagno per dar libero sfogo a tutta la sua disperazione.
CAPITOLO 11
AJ arrivò come ogni mattina ormai deciso ad accompagnare Nick in ospedale per parlare un po' con lui di Sam . Ma appena entrato in camera si accorse immediatamente che qualcosa non andava.
Nick stava dormendo beatamente ma non era disteso a pancia in su, come al solito, ma girato su un lato, quasi raggomitolato. Inoltre dalla coperta che arrivava fino alla pancia si vedeva che non indossava la solita magliettina , ma una felpa. La prima cosa che gli venne in mente fu che forse aveva la febbre. Si avvicinò e gli mise una mano sulla fronte : no, non era calda .
-- Ma come cavolo
--
AJ
AJ non riusciva proprio a capacitarsi della situazione : non c'era modo con i cuscini posizionati come al solito che Nick potesse dormire su un fianco
forse si erano spostati .
Lo scoprì .
-- Cazzo ! --
AJ
Non c'erano cuscini sotto il corpo di Nick e non solo indossava la felpa ma anche i pantaloni della tuta.
-- Nick --
AJ
AJ si sentì gelare quando notò quanto storto fosse il corpo di Nick in quella posizione
-- Nick svegliati, andiamo Nick --
AJ
-- Cosa c'è ? Che vuoi ? --
Nick
-- Svegliati cazzo --
AJ
-- AJ ma cosa vuoi ? che ore sono ? --
Nick
-- Sono le 10 e devi svegliarti --
AJ
-- Ancora 10 minuti --
Nick
-- No, avanti --
AJ
AJ toccò di nuovo Nick in maniera pesante
-- AJ, si può sapere cosa ti prende ? Ho fisioterapia tra più di un'ora, c'è tempo --
Nick
-- Si ma ti devi muovere --
AJ
-- Che palle AJ ! --
Nick
Nick incominciò a raddrizzarsi e con molta fatica si distese a pancia in su
-- Mamma mia che male --
Nick
-- E' la schiena ? ti fa male la schiena ? --
AJ
-- No --
Nick
-- Come no
sì invece
imbecille ! --
AJ
Nick continuava a fare smorfie di sofferenza ed AJ non riuscì più a frenare la lingua
-- Ma cosa ti è venuto in mente ? Come hai fatto ad addormentarti così ? Sei impazzito ? Perché non ti sei messo nella posizione giusta ' Dove sono i cuscini ? Perché sei completamente vestito ?
Come
--
AJ
-- AJ, taci ! Mi sono appena svegliato
piantala di urlare come una vecchia isterica ! --
Nick
-- Non mi calmo cazzo
mi vuoi dire cosa cavolo ti è preso ? Devo telefonare al tuo psicanalista ? --
AJ
-- Non devi telefonare a nessuno , sto benissimo
non l'ho fatto di proposito ! Adesso calmati --
Nick
-- Allora cosa è successo ? --
AJ
-- Niente , è che ero arrabbiato e stanco e non avevo voglia di fare fatica. Mi sono addormentato e basta --
Nick
-- Ti sei addormentato e basta, tutto qui ? --
AJ
-- Sì
deluso ? Mi piacerebbe sapere perché pensi che dietro ogni mio gesto ci sia sempre un chissà quale complesso significato nascosto --
Nick
-- Allora è tutto ok se ti sei addormentato e basta ! Ci sono un mucchio di cose che uno quando è stanco e arrabbiato non ha voglia di fare però le si fa lo stesso. Questo non è un buon motivo per buttarsi a letto e dimenticarsi di tutto il resto --
AJ
-- Stai proprio invecchiando AJ, una volta non eri così . Adesso sembri Kevin o Howie --
Nick
-- Non la considero un'offesa : mettere un po' di sale in zucca è una cosa che dovresti fare anche tu --
AJ
-- Sì certo, come no
magari domani, ora voglio dormire un altro po' se il mio amico me lo permette --
Nick
-- Mettiti i cuscini sotto . ci vediamo per pranzo --
AJ
-- Non lo so se ho voglia di stare con te per pranzo --
Nick
-- Fattela venire perché dobbiamo parlare --
AJ
AJ si diresse verso la porta per andarsene quando con la coda dell'occhio scorse sul comodino il contenitore con dentro le pastiglie per mantenere la paralisi
-- Mio Dio ! --
AJ
AJ si girò di scatto e tornò verso Nick urlando
-- Le hai prese le pastiglie ieri notte ? Le hai prese le pastiglie ? --
AJ
-- AJ smettila di urlare, mi stai facendo venire il mal di testa --
Nick
-- Le hai prese? Rispondimi ! --
AJ
-- AJ, ma non hai nulla da fare oggi ? --
Nick
AJ si sentì scoppiare dalla rabbia e strinse con forza il viso di Nick tra le mani
-- Rispondimi Nick ! --
AJ
Gli occhi di AJ erano colmi di rabbia e di disperazione e Nick si spaventò a morte
-- Sì, le ho prese --
Nick
-- Mi stai dicendo la verità ? --
AJ
-- Le ho prese Alex --
Nick
Nick gli parlò fissandolo negli occhi : AJ sapeva che non poteva mentirgli in quel modo e lasciò il viso dell'amico
-- Mamma mia AJ, tu mi preoccupi
prendi dei calmanti o qualcosa di simile perché tu sei un fascio di nervi --
Nick
-- Sei tu che mi fai questo effetto --
AJ
-- Allora smettila di venire qui --
Nick
Quelle parole ferirono a morte AJ e Nick se ne pentì immediatamente.
-- Scusa --
Nick
-- non importa, l'importante è che tu abbia preso le pastiglie --
AJ
In realtà quelle parole erano importantissime per AJ ma non voleva farlo vedere a Nick
-- Sì, le ho prese, è l'unica cosa che ho fatto ieri notte prima di mettermi a dormire --
Nick
-- L'unica cosa ? --
AJ
Ad AJ passò in un secondo davanti agli occhi l'intera lista delle cose che Nick doveva fare prima di mettersi a dormire e improvvisamente scoprì Nick e gli appoggiò una mano sul basso ventre
-- Ahi
perché l'hai fatto ? --
Nick
-- Non hai fatto nemmeno questo prima di andare a letto ? Quando è stata l'ultima volta ? A casa di Howie quando eri con noi ? --
AJ
Nick non rispose e con fatica si girò su un fianco mostrando le spalle ad AJ
-- Ti rendi conto di quante ore sono passate ? Sono le 10:30 del mattino adesso. Quante ore sono ? Sono 16 ore ! Ti rendi conto ? non basta ciò che hai ? dobbiamo aggiungere un blocco renale ? --
AJ
Nick rimase immobile nella sua posizione. AJ corse verso il bagno e ne uscì subito dopo con in mano il contenitore per le urine
-- Avanti girati --
AJ
-- Lasciami in pace --
Nick
-- Nick è passato troppo tempo
sei gonfissimo ! --
AJ
-- Lasciami stare --
Nick
-- Nick --
AJ
-- Dopo --
Nick
-- No, adesso
avanti --
AJ
Ormai AJ non era più preoccupato ma incavolatissimo per come si stava comportando l'amico. Ma cosa gli era preso ? Perché era stato così irresponsabile ? Doveva esserci di mezzo ancora quella maledetta ragazza
Sam. Sì doveva essere ancora colpa sua , ma adesso non aveva tempo di pensare a lei, c'erano cose più importanti .
Afferrò il braccio di Nick e lo tirò nel tentativo di girarlo. Ma ancora Nick non si mosse di un millimetro. Allora tirò con forza!
-- Ahiiiiii ! --
Nick
Nick gridò dal dolore ed AJ si sentì gelare il sangue nelle vene. Lo aveva tirato con troppa forza e la schiena si era contorta
era così in collera che si era dimenticato di quanto fragile fosse la schiena di Nick
-- Oh, mamma
Nick mi dispiace . ti ho fatto molto male ? --
AJ
-- No, sto bene --
Nick
Nick non diceva mai quando aveva male quindi questo non tranquillizzò affatto AJ
-- Chiamo il dottore --
AJ
-- Ma cosa dici, non ce n'è bisogno, sto benissimo . --
Nick
AJ incominciò a piangere terrorizzato da quello che aveva fatto e finalmente Nick si voltò verso di lui. Vedendo l'amico in quello stato si sentì tremendamente in colpa per come si era comportato.
-- Alex, sto bene. Avvicinami la sedia a rotelle --
Nick
Nick ci si sistemò sopra e andò in bagno chiudendo la porta alle sue spalle.
AJ continuò a piangere : ormai anche lui era al limite ! Nick aveva bisogno di lui ma era così difficile tentare sempre di fare la cosa giusta. Forse anche per lui era arrivato il momento di allontanarsi un po' dal suo fratellino. Era una cosa che non avrebbe voluto fare
ma non ce la faceva più !
CAPITOLO 12
La mattinata non era incominciata nel modo migliore . AJ era veramente molto scosso e Nick ora si stava veramente preoccupando . Aveva una paura folle che l'amico potesse ricominciare a bere e non se lo sarebbe mai perdonato se la causa fosse stato lui . Nick sapeva benissimo che ogni tanto non si comportava da adulto e la sera prima era stata una di quelle volte, però era più forte di lui. L'incidente e tutto ciò che ne era conseguito lo aveva fatto molto maturare, ma tutte quelle regole da seguire, tutte quelle cose da fare, sempre e comunque, non facevano per lui. Lui era uno di quelli che quando era incazzato per qualcosa voleva spaccare tutto e non fare altro. Ora invece era obbligato a controllarsi per la sua schiena . e non solo per quella
quella mattina aveva capito che doveva farlo anche per la salute mentale di AJ ! Troppa responsabilità ! Razionalmente la cosa da fare era mandare AJ in vacanza per un po'
ma egoisticamente non voleva assolutamente staccarsi da lui. Già Brian e Kevin si erano allontanati
se lo avesse fatto anche AJ non l'avrebbe sopportato.
E poi c'era Tiffany . Non aveva più voluto pensare a lei dopo l'incidente ma in effetti tra loro c'era stato qualcosa di molto speciale . E quello che gli aveva detto
Tiffany lo amava ancora , questo era sicuro, glielo leggeva negli occhi! Ma lui non poteva accettare di essere un mezzo ragazzo per lei . Loro erano stati assieme prima di tutto questo : come poteva accettarlo adesso nelle sue nuove condizioni ? Il pensare a come facevano l'amore prima e a come sarebbe stato farlo adesso con lei lo fece rabbrividire. No
era assolutamente una storia chiusa.
All'arrivo in ospedale quella mattina Nick aveva sperato con tutte le sue forze che Sam gli avrebbe fatto dimenticare tutti questi pensieri ma con sua enorme delusione scoprì che la fisioterapia prevista per quel giorno era una seduta in piscina con Carlos, e non con Sam.
Carlos era un omone di una dolcezza incredibile, era simpatico e delicato, non gli faceva mai male , ma non era Sam .
Inoltre la piscina lo spaventava a morte : di solito gli mettevano una specie di salvagente e gli massaggiavano le gambe, il tutto in una piscina profonda più o meno un metro e mezzo ( non di certo la piscina di Howie che andava dai 3 ai 5 metri per farci i tuffi ), ma lo stesso il non poter usare le sue gambe in acqua lo terrorizzava.
Si spogliò lentamente rimanendo solo in boxer .
-- Buongiorno Nickolas, tutto bene ? --
Carlos
-- Sì, grazie --
Nick
-- Pronto ? --
Carlos
-- Come sempre --
Nick
Carlos lo prese in braccio e lo portò in piscina.
Dopo circa due ore e mezza la pelle di Nick era tutta grinze e la sua pazienza non stava di certo meglio
-- Vado a fare una telefonata veloce, ci metto due secondi --
Carlos
-- Carlos, perché non mi fai uscire dall'acqua ? non ne posso più --
Nick
-- Perché manca ancora mezz'ora e alla tua schiena e alle tue gambe serve anche questa mezz'ora. Torno subito --
Carlos
Nick odiava dover dipendere così dagli altri. Se fosse stato bene avrebbe mandato al diavolo tutto e sarebbe uscito immediatamente da quella piscina.
-- Ehi bellezza --
Sam
-- Sam, fammi uscire di qui --
Nick
-- Non posso, non sei sotto la mia responsabilità. Dov'è Carlos ? --
Sam
-- A farsi i cazzi suoi mentre io sono qua a mollo --
Nick
-- Nick ! --
Sam
-- Fammi uscire, non ce la faccio più --
Nick
Sam notò che Nick si era innervosito parecchio.
-- C'è qualcosa che non va ? Hai male da qualche parte ? --
Sam
-- No, voglio solo uscire --
Nick
-- Sono sicura che Carlos ti farà uscire quando sarà ora --
Sam
Nick era vicino al bordo della piscina e tirò un pugno contro il marmo che la delimitava
-- Ehi piano, così ti rompi una mano --
Sam
-- Non la farò più questa cosa, mai più --
Nick
-- Lo sai che la devi fare --
Sam
-- Non me ne frega niente. Piuttosto che rimanere intrappolato qua non la faccio più --
Nick
-- Guarda che può essere una cosa molto piacevole --
Sam
-- Come no , piacevolissima --
Nick
-- Davvero, non sto scherzando --
Sam
-- Certo , perché non ci sei tu al posto mio --
Nick
Sam aveva capito che Nick era al limite della sopportazione e decise di fare qualcosa. Si tolse l'accappatoio che indossava e scese in acqua.
-- Cosa fai ? --
Nick
-- Chiudi gli occhi --
Sam
Sam si posizionò dietro a Nick ed incominciò ad accarezzargli i capelli e a baciargli il collo
e Nick si sentì rinascere.
-- Perché non me la fai tu la fisioterapia in piscina ? --
Nick
-- Perché sei troppo pesante per me, noi donne la facciamo alle ragazze e gli uomini a voi --
Sam
-- E' un vero peccato --
Nick
Sam sorrise e strinse forte Nick.
-- Eccomi qua. Credo che ora tu possa uscire --
Carlos
-- Adesso preferirei restare --
Nick
-- Mi dispiace ma ci sono altri dopo di te --
Carlos
Carlos aveva un tono strano e Sam capì che era per quello che lei stava facendo. Si staccò da Nick ed uscì dall'acqua trovandosi faccia a faccia con un Carlos piuttosto alterato
-- Dobbiamo parlare --
Carlos
Sam prese l'accappatoio e si allontanò
Carlos tirò fuori Nick e lo portò nello spogliatoio senza dire una parola .
-- C'è qualcosa che non va ? --
Nick
-- No, niente. Chiamo l'infermiera per darti una mano . ci vediamo la prossima settimana --
Carlos
-- Ok, ciao e grazie --
Nick
-- Ciao Nickolas -- Carlos
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Sam aveva deciso di aspettare Nick e si era sistemata accanto alla porta dello spogliatoio
-- Lo sai che potresti essere licenziata per quello che hai fatto ? --
Carlos
-- Solo se tu lo dirai a qualcuno --
Sam
-- Sam è completamente sbagliato quello che stai facendo. Tu sei la sua fisioterapista e inoltre sei più vecchia di lui di più di dieci anni. Lui è un ragazzino in un momento difficile e tu non hai alcun diritto di approfittarti di lui --
Carlos
-- Come osi giudicarmi senza neppure conoscermi ? Tra me e Nick c'era già qualcosa prima di venire qui --
Sam
-- Prima di venire qui o prima che lui avesse l'incidente ? --
Carlos
-- La sai una cosa ? Non sono fatti tuoi --
Sam
-- Potrei fare rapporto --
Carlos
-- Fai quello che credi, io farò lo stesso
ci sono cose più importanti del lavoro --
Sam
Era la prima volta che Sam pensava ad una cosa simile ma questo voleva dire che il sentimento per Nick si stava trasformando in qualcosa di più di semplice attrazione sessuale : aveva ammesso di essere disposta a perdere il suo lavoro
per Nick
-- Ehi --
Nick
-- Ciao, ti stavo aspettando --
Sam
Carlos si allontanò senza dire una parola
-- Qualcosa non va ? --
Nick
-- No, tutto ok. Vai a casa a mangiare ? --
Sam
-- No, devo pranzare con il mio amico AJ. --
Nick
-- Devi raggiungerlo in qualche posto ? --
Sam
-- Di solito viene lui qua
mi aspetta nel parcheggio --
Nick
-- Allora ti accompagno --
Sam
Arrivarono nel cortile
-- Ecco , quella è la mia macchina --
Nick
-- Vieni da solo con la macchina ? --
Sam
-- Sì, a volte sì --
Nick
-- Quale dei tuoi amici è AJ ? --
Sam
-- Il più alto tra i bassi --
Nick
-- Ho capito, quello che mi detesta --
Sam
-- Esatto. E' l'unico che sa cosa è successo tra noi in Canada . --
Nick
-- Allora si spiega tutto . Io devo andare , ho un paziente tra 5 minuti . Tu resti qui ? --
Sam
-- Sì, i ritardi di AJ sono famosi --
Nick
-- Nick, domani è il mio giorno libero. Cosa ne dici se mi faccio trovare io qui al posto di AJ e pranziamo assieme ? --
Sam
-- Dico che è una splendida idea --
Nick
-- Bene, allora a domani .--
Sam
Sam baciò Nick appassionatamente e se ne andò.
Nick sorrise da solo : finalmente la giornata stava migliorando. Ora non restava che aspettare AJ e decidere se raccontargli cosa stava succedendo tra lui e Sam. Aveva assolutamente bisogno di confidarsi con qualcuno, anche perché era una cosa che al momento lo rendeva felice, ma sapeva che AJ non l'avrebbe presa bene
CAPITOLO 13
Nick aspettò per circa un'ora accanto alla macchina dopo di che incominciò a preoccuparsi seriamente. I ritardi di AJ erano imprevedibili ma dopo mezz'ora avvisava sempre . non avvisare non era da lui : era successo qualcosa. Digitò il suo numero di cellulare ma era spento. Ok, aveva aspettato abbastanza. Decise di andare.
Aprì la portiera della macchina e lentamente si sistemò al posto di guida. Chiuse la sedia a rotelle e la mise dietro di lui. Quindi partì. Era spaventato a morte, l'unica cosa a cui riusciva a pensare era ad un incidente : AJ era tremendamente scosso quando aveva lasciato casa sua quella mattina. Se gli era successo qualcosa
Dopo circa un'ora arrivò a casa di AJ. La signora che abitualmente si occupava delle pulizie a casa McLean era sulla porta con la scopa in mano. Immediatamente lo riconobbe e gli fece un cenno con la mano. Nick non aveva intenzione di mostrare la sua pietosa discesa dalla macchina agli estranei così cercò di avvicinarsi il più possibile e abbassò il finestrino.
-- Salve signora March --
Nick
-- Buongiorno signor Carter. Come va il suo ginocchio ? --
Signora March
-- Ginocchio ? mmmm
Ah, sì
insomma , così così ! --
Nick
Il ginocchio era la scusa ufficiale
ciò che Nick si era fatto nell'incidente e il motivo per cui, se qualcuno lo avesse visto, girava in sedia a rotelle .
-- Ah, non lo dica a me ! mio marito si è rotto il menisco un anno fa e ancora zoppica ! ci vuole tempo per queste cose--
SignoraMarch
Magari fosse stato il ginocchio ! Ma in quel momento non era quella la sua prima preoccupazione
era AJ.
-- Signora March, AJ è in casa ? --
Nick
-- No . Sono partiti da circa un'ora, per Los Angeles
staranno via una settimana. Non glielo avevano detto?--
SignoraMarch
-- Uh
certo , certo che me lo avevano detto, è che
pensavo di fare in tempo a risalutarli
non mi ricordavo bene l'orario --
Nick
Nick non ci poteva credere , AJ era partito davvero ! Se ne era andato, lo aveva lasciato senza neppure avvisarlo .
-- tutto bene ? --
Signora March
-- Sì, certo. Allora grazie e arrivederci --
Nick
-- Arrivederci --
Signora March
Nick mise in moto la macchina e si allontanò il più in fretta possibile prima di scoppiare a piangere davanti alla donna delle pulizie di AJ. Invece di tornare a casa immediatamente andò fuori città , in un posto tranquillo e sperduto dove si nascondeva da piccolo quando voleva starsene un po' da solo. Spense la macchina e si lasciò andare ad un lungo e silenzioso pianto di rabbia per tutto quello che gli stava succedendo. Razionalmente sapeva che quella di AJ era stata la scelta giusta perché altrimenti sarebbe sicuramente ricaduto in depressione ma il suo cuore in quel momento era a pezzi. Nessuno lo cercò perché tutti erano convinti che fosse a pranzo con AJ per cui rimase lì, seduto in macchina per due ore. Alla fine la schiena e il sedere incominciavano a fargli male e decise che era assolutamente ora di rientrare a casa per non aggiungere altri problemi a quelli che già aveva.
###
Parcheggiò , scese dalla macchina ed entrò dalla porta della cucina perché aveva notato dalle vetrate della sala da pranzo che c'era della gente. Appena dentro si prese dal frigo un succo di frutta per calmare lo stomaco .
-- Nick, cosa ci fai qui ? --
Angel
-- Forse
mi sembra
non vorrei sbagliarmi ma
questa è casa mia ? --
Nick
-- Non volevo dire questo. Cosa ci fai già qui ! Credevo saresti stato con AJ tutto il pomeriggio --
Angel
-- E invece no --
Nick
-- Ma io
avevo fatto dei programmi --
Angel
-- E cosa ti impedisce di seguirli ? --
Nick
I rapporti tra lui e sua sorella minore non era di certo dei migliori in quei giorni e Nick si accorse subito che questo li stava peggiorando ulteriormente
-- Angel perché invece di girarci attorno non mi dici chiaro e tondo quale è il problema ? --
Nick
-- Papà, mamma, Aaron e Leslie staranno fuori tutta la giornata per un impegno promozionale e io pensavo di essere da sola tutto il giorno e
--
Angel
-- E
--
Nick
-- Ho invitato un amico --
Angel
-- Un amico ? --
Nick
-- Sì, un amico --
Angel
-- E dov'è questo amico ? --
Nick
Angel piuttosto imbarazzata indicò la sala da pranzo. Nick sorrise, non aveva mai pensato a sua sorella come qualcosa di più di una bambina, ma in effetti Angel aveva 15 anni ormai ! Il primo istinto fu quello di correre in sala e fare il terzo grado a questo tizio ma proprio non aveva voglia di stringere la mano al suo futuro cognato dall'alto della sua sedia a rotelle. Angel sembrava molto triste e Nick decise di non rovinare la giornata alla sua sorellina : in fin dei conti a causa della sua paralisi era stata costretta a trasferirsi armi e bagagli in Florida lasciando tutti i suoi amici ! Se finalmente aveva trovato qualcuno con cui uscire , cosa c'era di male ?
-- Facciamo così
può restare a patto che
--
Nick
Angel sembrava sospettosa
-- A patto che non lasciate la sala da pranzo, così io potrò muovermi liberamente per il resto della casa. --
Nick
Angel sorrise
-- Affare fatto --
Angel
Angel si girò per correre dal suo amico
-- Angel --
Nick
-- cosa ? --
Angel
-- Se sento qualcosa di strano , tu hai capito cosa, mi precipito di là
mi raccomando --
Nick
-- Nick ma per chi mi hai preso ? Io sono una brava ragazza --
Angel
Angel corse fuori e Nick si mise a ridere da solo. Era anche lui così a quell'età ?
Per un attimo si era scordato di AJ ma ora non c'era più niente a distrarlo dal fatto che l'amico se ne era andato
e adesso c'era solo Howie al suo fianco. Ma per quanto ? Quanto avrebbe resistito Howie da solo ? Howie era molto diverso da AJ, più forte, più tranquillo, più sicuro di sé, qualcuno su cui fare sempre affidamento ma se anche Kevin e Brian avevano dovuto allontanarsi quanto sarebbe passato prima che anche Howie gettasse la spugna ? Era già molto brutto essere in quelle condizioni ma esserlo da soli era ancora più desolante.
-- Un problema, ecco cosa sono adesso
un problema --
Nick
Non aveva nemmeno voglia di rompere tutto, come invece era abituato a fare per sfogare la rabbia. Voleva solo rimanere lì, a commiserarsi. Prese una birra e si mise a tavola a berla girando velocemente i canali della tv. Non c'era nulla da vedere e ben presto la stanchezza e le pastiglie che giornalmente prendeva ebbero la meglio e appoggiandosi con la faccia sul tavolo si addormentò.
CAPITOLO 14
-- Nick ? Nick ? Svegliati --
Angel
Nick si svegliò di soprassalto e si ritrovò davanti sua sorella che gli agitava la cornetta del telefono in faccia.
-- Cosa ? --
Nick
-- Howie al telefono --
Angel
Afferrò la cornetta cercando di cacciare il sonno dal suo cervello
-- Pronto ? --
Nick
-- Ciao, ma dov'eri ? --
Howie
-- Mmmm, da nessuna parte , perché ? --
Nick
-- Perché tua sorella ci ha messo un mucchio di tempo a passarti la telefonata. Cos'hai ? Stai male? --
Howie
-- No, perché ? --
Nick
-- Perché hai una voce strana --
Howie
-- Stavo dormendo --
Nick
-- a quest'ora ? --
Howie
-- Perché ? che ore sono ? --
Nick
-- Le 7 e 30 di sera . --
Howie
-- Cazzo ! Ho dormito così tanto ? --
Nick
Nick continuava a parlare con la testa appoggiata sul tavolo e a fatica riusciva a concentrarsi su ciò che stava dicendo Howie
-- Come ti senti ? Vuoi che venga lì ? --
Howie
-- Non me l'hai appena chiesto ? --
Nick
-- Ma non per quello
mi riferivo ad AJ --
Howie
-- Grazie per avermelo ricordato --
Nick
-- Sul serio, vuoi che venga lì, ceniamo insieme ? --
Howie
-- No, non c'è bisogno, c'era da aspettarselo. --
Nick
-- Nick, ascolta
--
Howie
-- No, non c'è niente da dire e non ne voglio parlare ! --
Nick
-- Non fare così , non se lo merita --
Howie
-- E io invece che cosa mi merito ? almeno che il mio fratello maggiore mi avvisi che invece di pranzare con me ha deciso di partire per una vacanza --
Nick
Nick incominciava a sentire male alla schiena e al sedere e inoltre il braccio che reggeva la cornetta si stava intorpidendo. Alzò la testa e un dolore lancinante gli percorse il corpo.
-- Ahhhh ! --
Nick
-- cosa c'è ? --
Howie
Riprovò lentamente questa volta e riuscì a sollevare il viso ma la fitta alla schiena ora era praticamente insopportabile
-- D, devo andare --
Nick
-- Perché ? cosa c'è ? --
Howie
-- ti chiamo dopo --
Nick
Nick chiuse il telefono in faccia all'amico . Il dolore era troppo forte : doveva assolutamente prendere una pastiglia.
-- Angel , puoi venire qui un secondo ? --
Nick
Angel comparve immediatamente sulla porta
-- Dimmi --
Angel
-- Potresti prendermi le pastiglie che sono dentro quell'armadietto ? --
Nick
Angel guardò per un secondo perplessa il fratello : come mai le stava chiedendo aiuto ? non era da lui.
-- Cosa c'è ? Qualcosa non va ? --
Angel
-- Sono stato troppo tempo nella stessa posizione e mi fa un po' male la schiena --
Nick
Angel andò all'armadietto e tirò fuori un boccettino
-- sono queste ? --
Angel
-- Sì, grazie. Me ne dai due ? --
Nick
-- Certo --
Angel
Angle gli mise nel palmo della mano le pastiglie e gli allungò anche un bicchiere d'acqua che Nick si portò alla bocca usando entrambe le braccia e questo spaventò non poco la ragazza
-- Grazie --
Nick
-- di niente . Posso fare qualcos'altro ? --
Angel
-- No, sto bene --
Nick
Angel fece per ritornare in sala da pranzo ma Nick si rese conto che non sarebbe mai riuscito da solo a raggiungere la sua camera
-- Uhmmm , Angie ? C'è ancora il tuo amico di là ? --
Nick
-- Sì perché ? --
Angel
-- Mi chiedevo se potessi darmi una mano ancora per un secondo --
Nick
-- Certo --
Angel
No decisamente non era da Nick chiedere così tanto aiuto ma non le dispiaceva affatto : magari era il primo passo verso la pace. Ci era rimasta davvero male quando non li aveva voluti in ospedale dopo l'incidente ma adesso, vedendolo così, le era passata tutta la rabbia ed era rimasto solo il dispiacere. Però era troppo orgogliosa per lasciar cadere la cosa.
-- Dimmi --
Angel
Nick si vergognava a morte a chiedere a sua sorella minore una tal cosa ma proprio non aveva altra scelta
-- Mi puoi spingere fino in camera ? --
Nick
-- Certo che posso. Ma
hai così male ? --
Angel
-- no, un po'
sì ho male e mi faresti davvero un enorme favore --
Nick
Angel sorrise al fratello e lo spinse fino in camera sua.
-- Vuoi una mano per distenderti sul letto ? --
Angel
-- Magari --
Nick
Angel offrì un po' d'appoggio a Nick che però ovviamente dovette fare praticamente tutto da solo visto quanto gracile era Angel. Una volta distesosi a pancia in su sentì leggermente attenuarsi il dolore alla schiena ma una nuova sensazione spiacevole si rese presente al basso ventre : ancora una volta aveva fatto passare troppe ore . Respirò profondamente e non guardando la sorella in faccia con voce tremante
-- Angel ho bisogno di un altro favore --
Nick
-- Dimmi Nick --
Angel
-- Ho bisogno che mi prendi una cosa dal bagno --
Nick
-- Va bene. Cosa ti devo prendere ? --
Angel
-- Il contenitore per le urine --
Nick
Ok, ora si stava spaventando sul serio, suo fratello per arrivare a chiederle una cosa del genere stava davvero molto male
-- Nick, vuoi che chiami il dottore ? --
Angel
-- no, va tutto bene. Prendimi solo quell'affare . --
Nick
Angel prese dal bagno il contenitore e tornò da Nick
-- Mettilo lì per terra e grazie --
Nick
-- Vuoi una mano ? --
Angel
-- cosa ? no, no, per l'amor di Dio, posso fare da solo
almeno quello ! --
Nick
-- Sei sicuro che non vuoi il dottore ? Se vuoi telefono a mamma e papà e dico di rientrare --
Angel
-- no, non c'è bisogno, tranquilla, è tutto ok --
Nick
Angel diede un'ultima occhiata al fratello che aveva stampata in faccia una smorfia di dolore ma sapeva benissimo che si sarebbe aperto più di tanto.
-- Permesso , posso entrare ? --
Tiffany
-- Cosa ci fai qui ? come sei entrata ? --
Nick
-- Nick, è il modo di accogliere la tua ragazza ? --
Angel
-- Non è più la mia ragazza e vorrei sapere come diavolo è entrata --
Nick
Tiffany provò un dolore tremendo nel sentire quelle parole ma decise di ignorarle : lei era lì per Nick, per il loro rapporto. Non sapeva esattamente perché Nick si comportava così ma di sicuro sapeva che lei lo amava e con il tempo tutto sarebbe tornato come prima.
-- Mi ha fatto entrare un bel ragazzone che era giù in salotto --
Tiffany
-- Ragazzone ? E' alto ? --
Nick
-- E ovvio, cosa pensavi che stessi con un nano ? Anzi , a proposito, si starà domandando dove sono finita . Vado giù. Se hai bisogno chiama --
Angel
Angel se ne andò chiudendosi dietro la porta
-- E' il ragazzo di Angel quello ? --
Tiffany
-- Amico
Tiffy, si dice così --
Nick
-- Certo. Comunque è un bel ragazzo --
Angel
-- Anche mia sorella è una bella ragazza --
Nick
Tiffany si sedette sul bordo del letto accanto a Nick e gli accarezzò in modo sensuale la faccia
-- Anche tu sei uno splendido ragazzo --
Tiffany
Nick si perse in quella carezza e nel bacio che ne seguì
ma si risvegliò bruscamente quando Tiffany spostò la mano sulla pancia
-- Aahhh ! --
Nick
-- Cosa ho fatto ? --
Tiffany
Non c'era possibilità che Nick potesse rivelarne un particolare così imbarazzante e questa era un'ulteriore prova che per loro non c'era futuro
lei non sapeva nulla della sua condizione mentre con Sam tutto era più facile, non c'era mai bisogno di spiegare nulla
non c'era paragone.
-- Tiffany, non mi sento molto bene quindi sarebbe meglio se te ne andassi --
Nick
-- Perché invece di cacciarmi via non mi spieghi che cosa ho fatto di sbagliato ? Ti prego ? --
Tiffany
-- Perché non ne ho voglia. Vattene , per favore --
Nick
Gli occhi di Tiffany si riempirono di lacrime e Nick si sentì tremendamente in colpa
-- Mi dispiace Tiffy --
Nick
Tiffany non disse nulla ed uscì piangente dalla porta.
Sapeva di aver fatto la cosa giusta ma lo stesso in cuor suo non si sentiva bene : amava ancora Tiffany ? Era troppo stanco per pensarci in quel momento : prima AJ e poi questo terribile dolore lo avevano distrutto. Inoltre la sensazione di intorpidimento alle braccia era una cosa nuova e Nick decise che la cosa migliore da fare, dopo essersi liberato la vescica, era riposare.
CAPITOLO 15
C'era un silenzio incredibile nella casa , segno inequivocabile che era notte fonda e tutti erano ormai a letto . Aveva perso la cena ma non aveva fame . Allora come mai si era svegliato in piena notte ? Bastarono pochi secondi per capire che il dolore era peggiorato . Eppure aveva messo la schiena a riposo , con tutti i cuscini perfettamente posizionati
Provò a girarsi per trovare un po' di sollievo ma era come se qualcuno molto pesante fosse seduto sulla sua schiena e sul suo sedere seppure era disteso a pancia in su . Allungò il braccio verso il comodino per prendere qualche pillola per il dolore ma era ancora intorpidito . Decise allora di provare a riaddormentarsi ma dopo 30 minuti di inutili tentativi capì che con quel dolore non sarebbe stato possibile.
-- Papà
Mamma
Papà
--
Nick
Dovette chiamare più volte perché la stanza dei suoi genitori non era vicina ma dopo qualche secondo suo madre comparve sulla porta
-- cosa c'è Nick ? Hai bisogno ? --
Jane
-- Sì mamma , ho male alla schiena , potresti darmi qualche pastiglia ? --
Nick
-- Sono qui sul comodino Nick , non le avevi viste ? --
Jane
Non volendo spaventare sua madre non rispose
-- Ecco tesoro --
Jane
Jane gli porse le pastiglie e un bicchiere ma Nick si rovesciò l'acqua addosso non riuscendo a reggerlo
-- Scusa --
Nick
-- Non importa ; aspetta , faccio io --
Jane
Jane avvicinò il bicchiere alla bocca di Nick permettendogli di bere . quindi prese dei tovagliolini e asciugò la maglia del figlio
-- Tutto bene ? --
Bob
-- No , Nick ha male e non riesce a reggere nemmeno il bicchiere --
Jane
Il padre fissò preoccupato Nick che imbarazzato incominciò a giocare con il telecomando del TV
-- Nick , va così male ? --
Bob
-- Uhmmm , sì ho male
ma è perché sono stato seduto tutto il pomeriggio sulla sedia a rotelle --
Nick
-- Ma Angel ha detto che sei stato a casa --
Jane
-- Sì , è vero --
Nick
-- e perché non ti sei disteso un po' ? --
Jane
-- Perché non
--
Nick
Non poteva di certo dire ai suoi genitori che aveva dovuto rimanere in cucina perché in salotto c'era sua sorella con il fidanzato !
--
non è importante --
Nick
-- Hai i cuscini sotto ? --
Jane
-- Sì , ma non fanno niente --
Nick
-- vuoi provare a girarti un po' ? --
Bob
Nick odiava quella posizione , era la più imbarazzante sulla faccia della terra ma il dolore infernale in cui sembrava essere imprigionata la sua schiena non accennava a diminuire .
-- Ok --
Nick
Jane tolse le coperte da Nick mentre Bob sollevò il figlio e lo girò a pancia in giù sistemandogli un cuscino sotto la pancia .
-- Meglio ? --
Bob
-- Mi sembra di sì --
Nick
Jane accarezzò la testa del figlio prima coprirlo con il lenzuolo e lasciare la stanza
-- Vuoi che resti ? --
Bob
Nick annuì e Bob sistemò la poltrona accanto al letto prima di spegnere la luce principale e lasciare accesa la lampada sul comodino
###
Suo padre stava dormendo ormai da ore sulla poltrona ma lui non riusciva a chiudere occhio
la schiena non gli dava tregua ! Era un dolore così strano che avrebbe voluto strillare con tutte le sue forze . Distese il braccio tentando di raggiungere il padre ma lo sentiva a malapena : questo non era normale , e Nick stava incominciando ad avere seriamente paura
-- Papà ? --
Nick
Bob si svegliò di soprassalto
-- Dimmi --
Bob
Nick non ebbe bisogno di dire nulla : A Bob bastò guardare la faccia sofferente del figlio
-- Provo a massaggiarti un po' la schiena --
Bob
Bob abbassò le coperte fino alle cosce, tolse la maglietta che Nick indossava scoprendogli completamente la schiena e il sedere e incominciò il massaggio . Andò avanti così per un'ora ma i muscoli non accennavano a sciogliersi e Nick ogni tanto ansimava come se sentisse più male . Decise di smettere e si mise semplicemente ad accarezzare la schiena del figlio come quando era piccolo e doveva farlo addormentare . Ad un certo punto si trovò a fissarlo due occhi azzurri pieni di lacrime .
-- Non ce la faccio più papà --
Nick
Bob sentì i suoi stessi occhi riempirsi di lacrime nel vedere suo figlio in quello stato : Nick non aveva mai avuto così male , nemmeno quando era in ospedale ! E se fosse successo qualcosa di grave ? Forse stava peggiorando ? Prese in mano il telefono e chiamò il dottor Smith
-- Nick , dobbiamo andare in ospedale : il dottor Smith ha detto che ci aspetta lì --
Bob
-- No papà , non voglio --
Nick
-- Nick , non c'è nulla che possiamo fare qui e il dottore ha detto che vuole vederti
immediatamente --
Bob
In altre circostanze si sarebbe opposto con tutto se stesso , passava già troppo tempo in ospedale ... Ma il dolore era divenuto davvero insopportabile
-- ok --
Nick
Bob andò a chiamare Jane e si ripresentò dopo qualche minuto con la moglie , pronti ad andare via
-- Vuoi metterti una tuta ? --
Jane
Nick annuì e Jane incominciò ad infilargli i boxer : odiava essere vestito da sua madre ma già così i crampi alla schiena erano tremendi , figuriamoci se avesse dovuto vestirsi da solo
Notando il dolore stampato sulla faccia del figlio Jane si bloccò
-- Nick ti sto facendo male , perché tuo padre non ti avvolge in una coperta e andiamo così invece di vestirti ? --
Jane
-- NO !!! --
Nick
-- Nicky rifletti
--
Jane
-- ho detto di No --
Nick
Non c'era possibilità al mondo che sarebbe uscito di casa nudo avvolto in una coperta
-- Tesoro , sono le 4 del mattino , non c'è nessuno per la strada
--
Jane
Bob capì l'imbarazzo di Nick ed intervenne in suo aiuto
-- Jane vai a tirare fuori la macchina , ci penso io a Nick --
Bob
-- Ma Bob
--
Jane
-- ho detto vai --
Bob
Jane lasciò la stanza borbottando e Bob senza aggiungere altro , seppur stringendo i denti di fronte ad ogni smorfia di dolore di Nick, infilò i boxer , i pantaloni e la felpa al figlio prima di prenderlo in braccio e portarlo in macchina .
Nick guardò le luci della strada passare ad una ad una sotto il suo sguardo velato dalle lacrime . Che razza di giornata !!! Prima AJ , poi Tiffany e infine questo ! come era arrivata la sua vita a questo punto ? come era arrivato a farlo correre con i genitori in piena notte in ospedale ? E farlo piantare in asso dai suoi migliori amici ? Il cancello della clinica si aprì e Nick sentì un groppo alla gola : il terrore di dover affrontare chissà cosa e soprattutto da solo , senza AJ e gli altri al suo fianco !
All'improvviso la portiera si aprì e due infermieri lo presero delicatamente .
CAPITOLO 16
Ora era a pancia in giù , per sua enorme gioia , sul lettino della clinica e il dottor Smith gli stava esaminando la schiena . Il dolore peggiorava ogni momento di più e dopo quasi 20 minuti non potette più sopportare quelle pesanti mani addosso .
-- Basta , la smetta --
Nick
-- Non ho ancora finito --
Dott Smith
-- e invece sì , mi ha già toccato abbastanza --
Nick
-- Ancora qualche secondo --
Dott Smith
-- No --
Nick
Nick stava alzando la voce e quel tono maleducato non gli faceva onore
-- Nick , lo sta facendo per il tuo bene
--
Jane
-- Non me ne frega niente voglio che smetta , adesso ! --
Nick
Nick si stava muovendo rendendo impossibile per il dottor Smith completare l'esame
-- Nick
--
Dott Smith
-- Ho detto basta --
Nick
Ormai stava urlando e il sempre pacato dottor Smith si alzò allontanando la sedia con un calcio .
-- Torno tra qualche secondo --
Dott Smith
Tutti nella stanza rimasero senza parole
tutti eccetto Jane Carter
-- Ma cosa ti è saltato in mente ? Ti rendi conto che siamo in piena notte e lui è qui solo perché tu stai male ? Da quando sei diventato così maleducato e ingrato ? --
Jane
-- Da quando sono inchiodato su quella sedia a rotelle , qualcosa in contrario ? --
Nick
-- Nickolas , stai superando il limite --
Jane
-- Sto tremando dalla paura --
Nick
Nella stanza oltre ai Carter c'erano anche 2 infermiere e Jane non poteva tollerare un tale comportamento del figlio in privato, figuriamoci davanti ad estranei .
-- Smettila immediatamente e comportati da persona adulta quale
cosa stai facendo ? --
Jane
Nick stava tentando di girarsi
-- Signor Carter resti fermo fino a che non torna il dottor Smith --
Infermiera
-- Al diavolo ! --
Nick
Jane arrossì alla risposta del figlio e promise a se stessa che appena fossero rimasti soli lo avrebbe fatto pentire amaramente
-- Signor Carter finirà col farsi male --
Infermiera
-- Allora mi aiuti invece di stare lì impalata --
Nick
Questa era davvero troppo : Bob che era rimasto in fondo alla stanza e in silenzio fino ad allora si avvicinò al lettino e si chinò vicino al suo orecchio
-- Rimettiti giù --
Bob
Nick rabbrividì al tono del padre , così freddo e distaccato. Nick era un testardo e spesso litigava con la madre ma suo padre si teneva sempre prudentemente al di fuori e Nick lo vedeva come qualcuno su cui contare sempre , anche se non prendeva mai apertamente le sue parti . In quel momento si era schierato e ciò spaventò non poco il ragazzo che sospirando si rimise giù , ad aspettare in quella assurda posizione .
Il dottor Smith rientrò seguito da un altro uomo piuttosto alto .
-- Questo è il Dottor Mistil , anestesista . --
Dott Smith
-- Anestesista ? Mio Dio , dovete operarlo ? Nick deve essere operato ? --
Jane
Operare ? All'udire tali parole Nick si voltò di scatto dimenticandosi del male alla schiena che però subito lo punì con una fitta atroce
-- Ahhhh !!! --
Nick
-- Resta fermo Nick , resta disteso . No signora Carter , non dobbiamo operarlo ma è indubbio che in questo momento ha molto male e sinceramente non vedo molti modi per togliere il dolore . Purtroppo nelle paralisi non complete il dolore è praticamente sempre presente , ed è resistente ai normali antidolorifici --
Dott Smith
-- quindi Nick non è peggiorato , non c'è nulla da preoccuparsi ? --
Bob
-- No , non è peggiorato , è una cosa normale , solo che lui ha più dolore perché sono diciamo " svegli" non solo i muscoli della parte alta della schiena ma anche quelli della parte bassa e del sedere che essendo costretti a restare inutilizzati mandano impulsi dolorosi . --
Dott Smith
Nick era al settimo cielo nel sentire che per il dottore era normale soffrire come un cane !
-- Meno male , ci eravamo così spaventati --
Jane
A quel punto non seppe trattenere un sorriso : sembravano tutti contenti .
-- Chiedo scusa se interrompo questo momento felice , ma in tutta questa "normalità" c'è un modo per togliere questo splendido dolore "normale" dalla mia schiena normale ? --
Nick
-- Nick ! chiedo scusa per lui ma
--
Jane
-- Per che cosa ? Perché non sono così felice di rientrare nella normalità ? --
Nick
Nick era sull'orlo di una crisi di pianto sia per il male che non gli dava tregua , sia per l'idea di dover sopportare una cosa simile per il resto dei suoi giorni da "paralitico".
-- Non si preoccupi , capisco benissimo . Comunque sì Nick , c'è qualcosa che si può fare , ed è per questo che ho fatto venire il dott Mistil . Dobbiamo addormentare i muscoli che si stanno lamentando così tanto --
Dott Smith
-- cioè ? --
Nick
-- Cioè ti farà una iniezione che non ti toglierà il male per circa un giorno e poi vedremo --
Dott Smith
-- tutto qui ? --
Jane
Come tutto qui ? Sua madre sembrava delusa che fosse così semplice ma Nick ormai stava impazzendo dal dolore quindi senza pensarci neppure un secondo acconsentì
-- Ok , allora ti faccio preparare una stanza e quando sarai là il dottor Mistil ti farà
l'iniezione .--
Dott Smith
No , non poteva più aspettare
-- No per favore , non ce la faccio più
me la faccia adesso , può farmela adesso ? --
Nick
Per quanto si stesse sforzando di non piangere davanti ad estranei ormai gli occhi erano zeppi di lacrime pronte a sgorgare da un momento all'altro e il dott Mistil annuì
-- Se potete uscire , ci vorranno solo pochi minuti --
Dott Mistil
-- No vorremmo restare --
Jane
no anche la discussione adesso
Nick voleva solo quella maledetta iniezione
-- Li lasci restare , a me non importa , basta che facciamo in fretta --
Nick
Il dottore si infilò i guanti e si avvicinò al lettino con in mano una siringa che non sembrava una siringa normale
anzi non lo era affatto . L'ago sembrava molto più lungo e più grosso ma Nick cercò di convincersi che era solo la sua immaginazione
Le infermiere lo girarono su un fianco e anche Jane iniziò a chiedersi che razza di puntura dovevano fare in quella posizione e con quell'ago
-- Ma in che cosa consiste questa procedura ? --
Jane
-- Signora Carter lei quanti figlia ha avuto ? --
Dott Smith
-- 5 --
Jane
-- Allora sono sicuro che almeno una volta l'avrà fatta --
Dott Smith
-- Si tratta di una semplice anestesia epidurale --
Dott Mistil
Epidurale ? Quella che si faceva alle donne durante il parto ? Nick che era voltato verso i genitori osservò il volto di sua madre tranquillizzarsi ma lui invece era spaventato a morte : se non ricordava male quella cosa andava fatta nella schiena . Dovevano forse infilare quell'ago enorme nella sua schiena già così dolorante ?
Le infermiere gli alzarono la maglia scoprendogli la schiena , gli abbassarono i pantaloni della tuta e i boxer fino alle ginocchia e gli presero le gambe mentre il dottor Smith gli afferrò le braccia .
-- Ok Nick , adesso devi stare il più fermo possibile --
Dott Smith
Jane scoppiò a piangere all'urlo di dolore che lanciò Nick non appena gli conficcarono l'ago nella schiena e anche Bob dovette far ricorso a tutte le sue risorse per non crollare : vedere il proprio figlio tenuto fermo da 4 persone mentre piange e soffre in quel modo non era una cosa che avrebbe augurato al suo peggior nemico .
Dopo pochi minuti il dottor Mistil tirò fuori l'ago
-- Ecco fatto , nel giro di 5 minuti dovrebbe fare effetto --
Dott Mistil
Il dottor Smith accarezzò il viso di Nick che stava singhiozzando come un bambino , immobile nella posizione di prima seppure non ci fosse più nessuno a tenerlo.
-- Faccio preparare una stanza --
Dott Smith
I due dottori uscirono seguiti dalle infermiere . Jane si asciugò le lacrime e andò verso il figlio
-- Ecco è tutto finito --
Jane
Afferrò i boxer e stava per tirarli su quando Nick gridò
-- NO ! No , no
non muovermi ! --
Nick
Era talmente il male che Nick preferiva rimanere nudo con i pantaloni abbassati .
-- ok --
Jane
Jane si posizionò accanto al viso del suo adorato piccolo accarezzandogli la testa nel tentativo di calmarlo mentre Bob si tolse la giacca e la appoggiò sulla parte nuda del corpo del figlio . I loro sguardi si incrociarono e Nick tra le lacrime e i singhiozzi abbozzò un sorriso di gratitudine che riempì il cuore di Bob .
CAPITOLO 17
Howie entrò nella stanza : ancora quell'odore , quelle pareti
non ne poteva più degli ospedali ! Negli ultimi mesi ci aveva passato la maggior parte del suo tempo . sapeva benissimo che non aveva alcun diritto di lamentarsi : lui stava bene , non c'era nulla che non andava in lui , ma lo stare vicino a Nick in quei luoghi stava diventando troppo . Brian e Kevin avevano ceduto dopo il ritorno dal Canada , AJ solo il giorno prima e lui
lui si sorprendeva a piangere da solo in piena notte senza alcun motivo valido. Stare vicino a qualcuno che si ama e vederlo soffrire è la peggiore punizione che si possa infliggere a una persona . Nick stava male , aveva un bel dire la gente che poteva andare peggio ma Nick non stava affatto bene : soffriva per i dolori , aveva costantemente bisogno di aiuto , aveva degli sbalzi d'umore pazzeschi il che richiedeva una calma e comprensione eccezionali da parte di chi gli stava intorno , nonché supporto ed incoraggiamento continuo a non lasciarsi andare . Inoltre da non dimenticare c'era la depressione in cui era caduto durante il ricovero in Canada. Ne era uscito ? Lui diceva di sì , i medici anche , ma era vero ? Howie non poteva fare a meno di pensare che se l'altra volta non se ne erano accorti perché avrebbero dovuto accorgersene questa volta ? Magari Nick era depresso e nessuno di loro lo sospettava.
Nel momento stesso in cui si ritrovò davanti Nick addormentato nel letto d'ospedale si sentì gelare il sangue. Dormiva pacificamente : non aveva flebo o robe strane attaccate , sbucava dalle lenzuola solo il tubicino del catetere urinario. Si avvicinò e gli diede un bacio sulla fronte. Nick aprì gli occhi all'istante.
-- Hey --
Howie
-- Hey --
Nick
-- come va ? --
Howie
-- Benissimo --
Nick
-- niente dolori ? --
Howie
-- no. Mi hanno praticamente anestetizzato dalla pancia in giù --
Nick
-- Almeno hanno ottenuto lo scopo --
Howie
Nick aveva un mezzo sorriso stampato in faccia ma si notava che non aveva una gran voglia di parlare
-- Vuoi riposare , vuoi che torni più tardi ? --
Howie
-- Hai da fare ? --
Nick
-- No --
Howie
-- non devi stare qui per forza --
Nick
Howie conosceva il suo fratellino alla perfezione e sapeva come tranquillizzarlo.
-- non c'è un altro posto dove vorrei essere in questo momento --
Howie
-- come no ! --
Nick
Non era vero e Nick lo sapeva .
-- Cosa è successo ieri ? --
Howie
-- cosa vuoi dire ? --
Nick
-- come hai fatto a non renderti conto che avevi bisogno di distenderti ? --
Howie
-- non lo so --
Nick
-- sì che lo sai
lo hai fatto apposta ? --
Howie
-- cosa ? Stai dicendo che mi sono fatto del male apposta ?
Nick
-- Perché non è così ? non sarebbe la prima volta --
Howie
-- Senti lasciamo perdere --
Nick
-- No, voglio parlarne . Perché non mi hai chiamato ? Lo sai che sarei corso da te e avremmo
parlato --
Howie
-- non c'era niente di cui parlare e ti ripeto che è successo, non l'ho fatto volutamente --
Nick
Howie sapeva che quello che era successo era dipeso dall'improvvisa partenza di AJ .
-- Nick , AJ starà via solo qualche giorno e
--
Howie
-- non voglio parlare di AJ --
Nick
-- Nick ascolta
--
Howie
-- ti ho detto che non ne voglio parlare --
Nick
Nick si stava innervosendo e Howie decise di lasciar perdere . Proprio mentre si stava consumando un lunghissimo silenzio entrò Sam
-- ciao bellezza --
Sam
-- Ciao Sam . Howie ti ricordi la mia fisioterapista ? --
Nick
-- Sì , credo di sì. Piacere di rivederla --
Howie
-- Salve . Pronto per la fisioterapia ? --
Sam
-- Fisioterapia ? --
Nick
-- Sì, come ogni giorno . Ovviamente viste le tue condizioni la faremo qui la seduta --
Sam
-- La vuoi fare lo stesso ? --
Nick
-- Certo perché no ?
Sam
-- Perché
perché
Sam , lo sai perché ! --
Nick
-- no , non lo so il perché , spiegamelo . Hai male ? --
Sam
-- no , assolutamente no . --
Nick
-- E allora quale è il problema ? --
Sam
Howie che era rimasto in silenzio intuì che Nick non parlava perché c'era lui nella stanza . Un po' si sentiva offeso perché il suo fratellino preferiva parlare con una estranea piuttosto che con lui , ma il modo in cui si guardavano i due gli suggeriva che poi tanto estranei non erano e la cosa non gli faceva affatto piacere. Quella donna poteva quasi essere la madre di Nick , cosa diavolo poteva esserci tra i due ? Gli tornò in mente la reazione di AJ al sentire che era ancora lei la fisioterapista di Nick : doveva esserci qualcosa sotto di sicuro . Fu bruscamente riportato alla realtà quando vide una mano della donna appoggiarsi sulla coscia di Nick perché anche se era vero che Nick non la poteva sentire , quello di certo non era proprio un gesto da fisioterapista .
-- Non è che non ti ho mai visto senza vestiti ! --
Sam
Sam sorrideva maliziosa mentre Nick era diventato tutto rosso . Howie invece stava incominciando a fumare dalla rabbia : allora era vero , questo donna stava tentando di sedurre il suo fratellino , ed in sua presenza anche
che faccia tosta !
o lo aveva già sedotto ?
-- Uhhhmm , D , scusa ? --
Nick
-- Uh ? --
Howie
-- Dovrei fare fisioterapia adesso , ci vediamo più tardi ? --
Nick
Lo stava cacciando via ? Per rimanere solo con lei ? Annotò nella sua mente che appena di ritorno gli avrebbe fatto una bella ramanzina , da vero fratello maggiore , da Kevin !
-- Sì , ci vediamo nel pomeriggio --
Howie
Gli accarezzò la testa ed uscì , sper nulla contento della situazione.
-- Allora cosa c'è bellissimo ? --
Sam
-- Ecco , sai
--
Nick
Nick stava fissando il lenzuolo piuttosto imbarazzato
-- Cosa ? --
Sam
Sam gli sollevò il viso e gli stampò un bacio sulle labbra
-- Mi hanno messo il catetere --
Nick
-- Lo so , ho parlato con il medico . E allora ? E' normale quando non hai sensibilità dalla pancia in giù --
Sam
Nick tornò a fissare il lenzuolo .
-- Non è la prima volta che ce l'hai , mi pare di ricordare che l'hai tenuto per più di un mese in Canada --
Nick
Nick annuì sempre con la testa china .
-- E allora , quale è il problema ? --
Sam
-- che tu non mi hai mai visto così --
Nick
-- Nick , quasi tutti i miei pazienti ce l'hanno --
Sam
-- Sì , ma non stanno con te --
Nick
-- Loro no, ma ti ricordo che il mio ex era paralizzato dalla vita in giù , lui ce l'aveva 24 ore al giorno tutti i giorni , e non solo quello
io mi occupavo completamente di lui , lo lavavo , lo cambiavo , mi occupavo anche delle sue funzioni intestinali
--
Sam
Nick tirò su la testa con una espressione meravigliata
-- Sì , anche di quello . Ma quando vuoi bene ad una persona tutto ciò non è importante --
Sam
Ci fu qualche attimo di silenzio. Poi Sam scoppiò a ridere
-- Perché ridi ? --
Nick
-- Hai visto la faccia del tuo amico ? Era sconvolto ! --
Sam
-- non prenderlo in giro , lui non sa niente
e poi mi vede sempre come il suo fratellino , piccolo ed innocente --
Nick
-- non sa quanto si sbaglia ! --
Sam
Questa volta toccò a Nick ridere a crepapelle .
-- Com'è questa storia ? --
Sam
-- Che cosa ? --
Nick
-- Allora io sto con te ? --
Sam
Nick arrossì di nuovo
Sam gli accarezzò il viso con una tale dolcezza che Nick si dimenticò di tutto e si lasciò scoprire e fare i messaggi senza più opporre resistenza , tentando di trasformare la vergogna in piacere , il piacere di avere la propria ragazza che lo toccava
anche se non la poteva sentire .
CAPITOLO 18
-- Cosa ? Mi mandate a casa? --
Nick
-- Certo , non c'è motivo di tenerti qua --
Dott.Chain
-- Ma
io ho ancora il catetere !-
Nick
-- Non possiamo toglierlo fino a che non hai riacquistato sensibilità alla vescica il che presumo avverrà questa notte , quindi domani mattina tornerai qui e lo toglieremo --
Dott.Chain
-- Ma non posso andare a casa così ! Come faccio ? --
Nick
-- Nick ci sono dei cateteri che si nascondono completamente sotto i pantaloni , se è questo il problema , non se ne accorgerà nessuno --
Dott.Chain
Nick non poteva pensare di uscire con quell'orrendo coso: già tenerlo in ospedale era abbastanza imbarazzante figuriamoci fuori. Ma il dottore era stato irremovibile e dopo qualche minuto si ritrovò disteso nel letto con infermiere che lo preparavano ad andare via. Gli avevano fermato il tubicino del catetere sulla pancia e sulla coscia con lo scotch e avevano fermato con una specie di cinghia un sacchetto più piccolo di quello che vi era attaccato di solito, al polpaccio. Quindi gli avevano infilato i boxer e i pantaloni della tuta e in effetti non si vedeva nulla. Anzi doveva essere quello il trucco : lui non lo sentiva e non lo vedeva
quindi si poteva far finta che non ci fosse.
Tenendo la testa bassa percorse tutto il corridoio e poi il cortile e
era assolutamente vero : non si vedeva nulla , nessuno lo aveva degnato di uno sguardo . Bene , una cosa positiva in quell'enorme casino .
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Solo BJ lo aveva visto con il catetere in Canada e quindi l'eventuale reazione degli altri suoi fratelli a casa spaventava Nick a morte ma nemmeno lì era stata notata la cosa imbarazzantissima che portava.
Al suo arrivo c'erano state le solite frasi e attenzioni di circostanza : " come ti senti? ", " hai male ? " , " ti vedo meglio " , " Hai bisogno di qualcosa? ". tutto nella norma eccetto Angel che era rimasta chiusa nella sua stanza. BJ gli aveva confidato che la sorellina si sentiva tremendamente in colpa per quanto successo: ma era colpa di sua sorella se la sua schiena e in generale il suo corpo facevano schifo ? Ovviamente no e decise che alla fine della giornata avrebbe assolutamente chiarito questo punto con Angel .
Nessuno aveva chiamato durante la sua assenza
o meglio AJ non aveva chiamato , questa era la cosa fondamentale. Più si sforzava di non pensare al suo fratellone e più gli veniva rabbia: come aveva potuto abbandonarlo così senza neppure una parola? In confronto alla scomparsa di AJ gli avvenimenti della notte prima non erano nulla. Essere paralizzato era brutto ma perdere uno ad uno i suoi amici era di certo molto peggio.
Ormai erano due ore che era lì sul balcone della sua stanza a guardare l'Oceano. Aveva bisogno di stare solo con se stesso, di riflettere. Il paesaggio era splendido come al solito e il rumore delle onde lo rilassava. Anzi stava quasi per addormentarsi quando un odore pesante, quasi nauseabondo di tabacco lo fece trasalire: avrebbe riconosciuto quell'odore tra mille. In un primo istante sentì il bisogno di girarsi e correre ad abbracciare l'amico ma poi la rabbia ebbe il sopravvento.
-- Non so con che coraggio ti presenti qui --
Nick
-- A dire il vero non lo so neanche io --
AJ
-- Non ho voglia di arrabbiarmi adesso
fammi un favore: vattene --
Nick
-- non sono qui per avere un abbraccio da te o il tuo perdono: voglio solo sapere come stai --
AJ
-- Se sei qui lo sai già --
Nick
-- Come ti senti ? --
AJ
Nick girò la sedia a rotelle ed AJ si ritrovò davanti la faccia infuriata di Nick
-- Ma come osi farmi domande simili dopo quello che hai fatto? Cosa te ne importa? Tornatene dove eri. --
Nick
-- Smettiamola di giocare, credo non ci sia bisogno di spiegarti che mi importa di te. Smettila di fare il bambino
--
AJ
-- Di fare il bambino ? Fare il bambino ? Io faccio il bambino ? --
Nick
Maledetta sedia a rotelle , se Nick non fosse stato inchiodato lì sopra di sicuro gli avrebbe tirato un pugno.
-- Vattene immediatamente AJ --
Nick
AJ si diresse verso la porta ma una volta arrivato là si fermò
-- Non posso spiegarti cosa sto provando così come tu non puoi spiegarmi cosa stai provando. Ma spero ti sia chiaro che se è una sofferenza per te lo è anche per me. Guidavo io Nick, quello che ti è successo è stata colpa mia e anche se non ci fosse questo
il mio cuore si spezza ogni volta che ti vedo star male. Non sono mai stato all'altezza nelle situazioni difficili , lo sai , è sempre stato così. Di solito mi attaccavo alla bottiglia e lasciavo gli altri ad occuparsi dei problemi. Non sono cambiato Nick, sono la stessa debole ed inutile persona che ero. Tu mi conosci , sai che ci ho provato
ma più di questo non riesco a fare. Mi faccio schifo ma è così . Un tempo non ti importava, mi amavi lo stesso. Non ti posso promettere che non succederà più, sarei un ipocrita. Voglio solo che tu abbia ben chiaro quanto ti amo e quanto mi faccio schifo per quello che sono . --
AJ
AJ riprese ad andare verso la porta. Le sue parole si erano conficcate come un pugnale nel cuore di Nick. Il suo amico non faceva schifo
era solo il più debole tra loro. Ma era vero , Nick lo aveva sempre amato comunque e di certo non avrebbe smesso in quel momento.
-- Non ho male --
Nick
AJ si bloccò e si sentì scoppiare dalla felicità: Nick lo stava rendendo partecipe. Tornò sui suoi passi e si sedette per terra davanti alla sedia a rotelle di Nick
-- No ? --
AJ
-- Howie ti ha detto che mi hanno anestetizzato ? --
Nick
-- Sì, mi ha detto tutto --
AJ
-- e' per questo che sei tornato indietro ? --
Nick
-- Sì ma se non fossi stato male sarei tornato al massimo domani --
AJ
-- Perché ? --
Nick
-- Perché
lo sai perché ! --
AJ
-- Mi hanno rimesso il catetere
Nick
-- Mi sembra una cosa normale. Però non si vede
ti da fastidio ? --
AJ
-- Per adesso no, ma è imbarazzante --
Nick
-- E perché ? Nemmeno si vede , nessuno può sapere che ce l'hai --
AJ
-- Sam sì --
Nick
-- Sam ? --
AJ
-- Stiamo assieme AJ --
Nick
AJ si sentì ribollire il sangue
-- Assieme? --
AJ
-- Sì, assieme. Questa sera ceneremo assieme. --
Nick
-- State assieme? Tu e quella donna? --
AJ
-- Sam, io e Sam stiamo assieme. --
Nick
-- Tu stai con quella donna ? --
AJ
-- AJ , ti si è incantato il disco? Ho capito che non ti piace l'idea --
Nick
-- Meno male che lo hai capito. Eppure la cosa non ti importa per niente --
AJ
-- non vedo perché il fatto che non ti piace la mia ragazza dovrebbe influenzarmi: non ti piacciono mai le mie ragazze --
Nick
-- Questo è vero ma almeno di solito sono ragazze. Qui stiamo parlando di una donna matura. --
AJ
-- E allora? E' così importante l'età? Kristin e Leigh sono più vecchie di Kevin e Brian ma non mi pare i loro matrimoni ne risentano --
Nick
-- Ma non hanno più di 10 anni di differenza. Inoltre quella donna è un pericolo per te --
AJ
-- AJ non dire sciocchezze, sei ridicolo --
Nick
-- ridicolo ? Sarei ridicolo? Devo forse ricordarti cosa è successo in Canada dopo che ti ha mollato? Devo forse ricordarti cosa ti sei fatto e cosa è successo a Brian? --
AJ
AJ era tutto rosso e stava urlando come un pazzo a quel punto ma solo il ripensare a quei momenti lo faceva impazzire
-- Shhhh , abbassa la voce, sentiranno tutti --
Nick
-- E allora? Che mi sentano --
AJ
-- AJ! Io mi sono fidato, ti sto confidando tutto! Avrei dovuto starmene zitto --
Nick
Nick fece per girarsi con la sedia a rotelle ma AJ bloccò le ruote
-- Adesso sentimi bene: devi immediatamente smetterla con questa storia perché è la cosa più sbagliata che tu abbia mai fatto. Ci sono una barca di ragazze che si ucciderebbero per stare con te, c'è Tiffany che dicevi di amare alla follia che ti gira sempre intorno
chiunque , potresti avere chiunque e sicuramente sarebbe meglio di questa donna --
AJ
-- tu non sai di cosa stai parlando --
Nick
-- e tu sì invece? Dimmi non ti ha forse piantato dopo aver fatto sesso con te mentre eri immobilizzato in un letto d'ospedale! Cosa ti fa pensare che non lo farà ancora? --
Nick
-- Perché è tornata da me, si è resa conto dell'errore che ha fatto --
Nick
AJ si alzò da terra e si affacciò al parapetto del balcone
-- Perché, dimmi perché lei --
AJ
-- Perché mi piace --
Nick
-- Perché? --
AJ
-- Ma che domanda è AJ. --
Nick
-- Prima dell'incidente amavi Tiffany. Vi eravate lasciati solo per gli impegni di lavoro. Adesso lei ha rinunciato a tutto per te
lei ti ama Nick e tu solo 2 mesi fa eri pronto a sposarla. Cosa è cambiato? --
AJ
-- io sono cambiato --
Nick
-- no Nick, tu non sei cambiato, solo il tuo corpo è cambiato --
AJ
-- E dici poco? --
Nick
AJ si voltò verso l'amico
-- Mi stai dicendo che se non fossi su quella sedia Tiffany andrebbe ancora bene? --
AJ
Nick abbassò la testa
-- Tu stai con Sam perché lei è una fisioterapista --
AJ
-- non dire cazzate --
Nick
-- E invece è così: se lei fosse una cameriera tu non l'avresti nemmeno degnata di uno sguardo.--
AJ
-- ti sbagli --
Nick
-- No, invece è proprio così --
AJ
-- cosa c'è di male ad avere una donna che capisce la tua situazione? --
Nick
-- Perché Tiffany o un'altra ragazza non la capirebbe? --
AJ
-- non come Sam --
Nick
-- Se uno ama capisce, non ha bisogno di farlo per mestiere. --
AJ
-- Adesso basta, devo prepararmi --
Nick
-- guarda che non è finito il discorso --
AJ
-- Per oggi sì, devo prepararmi altrimenti arriverò in ritardo --
Nick
AJ sbuffò, per nulla felice
-- Vai a mangiare a casa sua? --
AJ
-- No, vado a prenderla e poi la porto sulla mia barca --
Nick
-- dove? Ma sei impazzito? --
Nick
-- Tranquillo, non ho intenzione di prendere il largo. Voglio solo un po' di privacy visto che qui ci sono i miei. --
Nick
-- Ti incollerei al pavimento in questo momento se servisse a farti stare lontano da quella --
AJ
-- spostati devo cambiarmi --
Nick
Nick prese un maglione e un paio di pantaloni dall'armadio e si spostò sul letto. AJ trattenne le parole "ti aiuto" a fatica sapendo che avrebbe fatto imbestialire l'amico. Lo osservò togliersi la felpa e i pantaloni della tuta.
-- AJ? --
Nick
-- Dimmi --
AJ
-- Mi aiuti ad infilare i pantaloni? Faccio molta più fatica non sentendo nulla dalla pancia in giù --
Nick
-- Non ti devi giustificare per chiedere aiuto --
AJ
Nick arrossì
-- Lo so --
Nick
AJ fissò il sacchetto del catetere attaccato alla gamba di Nick
-- Devi fare qualcosa per questo prima di uscire ? --
AJ
-- No, almeno in questo senso è comodo --
Nick
Era la prima volta che Nick scherzava sulla sua condizione ed AJ non seppe trattenere un sorriso
-- Ecco sei pronto --
AJ
Nick si rimise sulla sedia e dopo essersi specchiato si diresse verso la porta
-- Domani ci vediamo? --
Nick
-- Certo. A che ora devi andare in ospedale? Vengo io? --
AJ
-- Se hai voglia --
Nick
-- Va bene alle 10. --
AJ
-- Ok. --
Nick
-- Pensa a quello che ti ho detto --
AJ
-- che palle !!!
. Uh
. AJ? --
Nick
-- Sì ? --
AJ
-- Grazie di essere tornato --
Nick
Nick si infilò in macchina e partì ed AJ pensò che mai più avrebbe permesso che il suo fratellino soffrisse
. Mai più !
CAPITOLO 19
-- e' bellissimo qua -- Sam
Sam non poteva fare a meno di fissare l'oceano piatto come una tavola dall'oblò della barca e la luna che si specchiava in esso. Tutto era stupendo. Nick aveva organizzato una cena a lume di candela e come loro primo vero appuntamento questo poteva davvero considerarsi un sogno: il più bel sogno che Sam avesse mai fatto.
Ne aveva avuti di ragazzi prima di lui ma nessuno l'aveva mai fatta divertire tanto. Nick era un comico nato ma era anche un ragazzo interessantissimo e al contrario di quello che si diceva in giro aveva un'opinione su tutto: politica, ambiente, musica, cinema
non c'era nulla che non conoscesse.
Il cameriere che Nick aveva ingaggiato finì di sparecchiare e si congedò lasciando sul tavolo una bottiglia di vino, alcuni pasticcini e una macedonia di fragole.
Non era la tipica serata a cui Nick era abituato e nemmeno il tipico menù di Nick, lui avrebbe preferito patatine e cola , ma Sam non era una ragazza come le altre: Sam era una donna e come tale andava trattata.
Sam era bellissima: il corpo imprigionato in un abito lungo nero e attillato. I capelli raccolti sulla testa. Avrebbe voluto starle accanto in piedi e stringerla al petto. Un velo di tristezza scese sui suoi pensieri e Sam se ne accorse all'istante.
-- Nick ? Tutto bene? -- Sam
-- Sì certo. Ti è piaciuta la cena? -- Nick
Sam sorrise e si avvicinò a lui. Prese i manici della sedia a rotelle e la spinse verso la piccola camera da letto della barca.
-- Ora ti farò vedere quanto mi è piaciuta la cena
e quanto mi piace stare qui
e quanto mi piaci tu ! -- Sam
Sam si tolse scarpe e calze e si sfilò il vestito.
-- Sam aspetta
io non posso
lo sai -- Nick
-- Sì che puoi Nick , tu puoi tutto
basta volerlo -- Sam
-- No Sam -- Nick
Sam aveva incominciato a togliergli il maglione ed era passata velocemente ad occuparsi della cerniera dei suoi pantaloni. Per quanto Nick fosse praticamente accecato dall'eccitazione non poteva di certo dimenticare che aveva il catetere e che sotto, in quel momento, non sentiva niente.
-- no Sam , non questa sera. -- Nick
Sam , dal canto suo, era invece abituata a tali situazioni poiché il suo ex ragazzo era paralizzato dalla vita in giù e per questo non riusciva assolutamente a capire quale fosse il problema. Attribuì il rifiuto di Nick alla solita timidezza del ragazzo e gli tolse anche la maglietta.
-- Sam no
ti prego
Sam
ho detto di no -- Nick
Nick aveva alzato la voce ma per Sam il tutto era ancora più eccitante.
-- cosa gli stai facendo? Togligli immediatamente quelle mani di dosso -- AJ
-- AJ ? -- Nick
Alla vista di AJ Sam tentò prima di coprirsi e poi , afferrato il vestito, si chiuse in bagno.
Nick era allibito: non sapeva pensare ad una situazione più imbarazzante di quella.
-- cosa diavolo ci fai qui AJ ? Anzi , non dirmelo
non lo voglio sapere
non voglio nemmeno sentire la tua voce
non voglio vedere la tua faccia da stronzo inventare chissà quale assurda scusa quindi
vattene !!! -- Nick
-- Passavo di qui e
-- AJ
-- ho detto vattene ! -- Nick
-- Aspetta Kaos , quella ti stava stuprando
-- AJ
-- AJ ma cosa dici ? Vattene , Vattene, vattene, vattene
vattene subito di qui !!! -- Nick
-- Nick l'ho fatto per il tuo bene ! -- AJ
Nick scaraventò un bicchiere contro la parete mancando per pochi centimetri AJ.
-- Allora rimani pure con la tua puttana e fatti pure violentare da lei -- AJ
AJ se ne andò sbattendo la porta e Nick pensò che se non fosse stato la persona con la testa sulle spalle che era, si sarebbe buttato in mare con tutta la sedia a rotelle. Perché andava tutto storto?
-- Nick, portami a casa -- Sam
-- Sam mi dispiace, non so cosa dire -- Nick
-- non dire nulla , riportami solo a casa per favore -- Sam
-- Sam
-- Nick
-- Ti prego Nick, riportami a casa
parleremo domani -- Sam
Nel momento in cui Sam scese dalla macchina e si diresse verso il portone di case senza nepoure dargli un bacio sulla guancia, Nick decise che alcune cose dovevano assolutamente cambiare per il bene suo e soprattutto per quello della sua salute mentale.
CAPITOLO 20
La serata alla fine era stata un disastro
o meglio era stata fantastica fino a che AJ non aveva deciso di fare il salvatore dei più deboli e piombare alla barca. Nick ancora non poteva credere che fosse successo realmente ! AJ era una persona intelligente di solito : come cavolo aveva fatto a fare una cosa del genere ? Non poteva darsi pace : una tale figura non poteva che essere un incubo .
Erano ormai le tre di notte quando parcheggio la sua auto nel cortile di casa e tutte le luci erano spente, per fortuna, perché di parlare con qualcuno proprio non ne aveva voglia .
Si ritrovò in camera sua senza neppure accorgersene e questo lo fece sorridere poiché oramai tutte le difficili operazioni di scendere dalla macchina e muoversi con la sedia rotelle le faceva in automatico , segno che il suo corpo aveva accettato la sua condizione di invalido : sì , era un invalido a tutti gli effetti . Spostandosi sul letto per spogliarsi si rese conto che stava recuperando la sensibilità al di sotto della pancia e con essa anche un fastidioso dolore dovuto al catetere .
Si sistemò nel letto ma non c'era verso di dormire : troppe emozioni e troppa rabbia . Non gli era chiaro se fosse quell'aggeggio dentro di lui oppure la voglia di fare a pezzettini AJ ma erano ormai ore che giaceva nel letto con gli occhi spalancati. Si infilò i pantaloni della tuta e portandosi dietro il catetere andò in cucina.
-- Non mi pestare ! --
Angel
-- cosa ci fai qui sul pavimento e al buio? --
Nick
-- Penso --
Angel
-- E' una cosa utile, brava sorella! Ma non sarebbe meglio farlo su una sedia e alla luce del giorno?
Nick
-- Una pensa quando gli viene voglia --
Angel
-- Ok, mi arrendo --
Nick
Angel sembrava piuttosto turbata e Nick non aveva molta voglia di sorbirsi problemi di altri: ne aveva già un quantitativo enorme di suoi. Prese un succo di frutta e andò in salotto dove accese la play-station e si sdraiò sul divano.
-- e tu cosa ci fai in piedi a quest'ora? --
Angel
-- Cerco di non pensare! --
Nick
-- E' andata male la serata? --
Angel
-- Un vero disastro! --
Nick
-- Sei uscito con qualcuno dei ragazzi?
Angel
-- No, con la mia attuale compagna --
Nick
Si era abituato a dire compagna e non ragazza quando si riferiva a Sam, perché Sam non era una ragazza ma non solo per l'età
Sam era una donna con la D maiuscola per Nick.
-- Davvero? Non sapevo stessi con qualcuno! --
Angel
-- Per via delle mie condizioni? --
Nick
-- no, semplicemente perché non lo sapevo --
Angel
Angel aveva notato un tono una certa irritazione nella risposta di Nick e si era seduta sulla poltrona a guardare il fratello giocare.
-- Comunque non ci credo --
Angel
-- A cosa? --
Nick
-- Che la serata sia stata un disastro. E' impossibile che sia un disastro quando il famoso Nick Carter esce con una ragazza!--
Angel
Angel sperava in un sorriso ma il viso del fratello rimase impassibile.
-- E' stata colpa di AJ --
Nick
-- Cosa? --
Angel
-- E' lui che mi ha rovinato la serata: è piombato lì come un pazzo ed ha interrotto il mio incontro galante --
Nick
-- sul serio? Credevo fossero cose che avvengono solo nei film! --
Angel
-- Evidentemente si è innamorato di me e non sapeva come dirmelo --
Nick
I due fratelli si fissarono per alcuni secondi prima di scoppiare a ridere. Era così tanto tempo che non vedeva sua sorella così e la colpa era del suo incidente. Tutti ne avevano risentito ma Angel si era praticamente trasformata in un'altra persona: scontrosa, fredda, perennemente scocciata. Non si ricordava di aver ricevuto un solo gesto d'affetto dalla ragazza dal suo ritorno dall'ospedale.
-- No dai, perché credi abbia fatto una cosa del genere? --
Angel
-- Te l'ho detto! --
Nick
-- Dai seriamente! --
Angel
-- Non ne ho idea. Io credo che nessuno sano di mente arriverebbe nel momento clou gradando " tu, lascialo stare!" --
Nick
-- no, non ci credo
non ha fatto così! --
Angel
-- L'ha fatto eccome invece --
Nick
-- no, non ci posso credere
non AJ! --
Angel
-- E invece sì, proprio lui. --
Nick
Angel scoppiò a ridere di nuovo mentre le passava nella mente la possibile scena.
-- Povero AJ --
Angel
-- Povero AJ? Povero me che mi si è rovinata la serata e mi è impazzito uno dei miei migliori amici
Nick
-- Indubbiamente ti vuole un bene da morire --
Angel
-- E questo lo so bene ma il fatto è che io non sono più un bambino da un pezzo. Come gli viene in mente di fare una cosa del genere? --
Nick
-- Ma Nick tu sarai sempre il suo fratellino
sempre
come io sarò sempre la tua sorellina
o non è forse così?
Angel
Nick sorrise alla piccola Angel nel ruolo di sorella maggiore.
-- E poi è inutile nascondercelo: la tua attuale condizione ci porta ad essere tutti più protettivi nei tuoi confronti --
Angel
-- Ma non sono diventato di cristallo, lo capite? --
Nick
-- Per me lo sei, non ci posso fare nulla. Ti vedo soffrire e mi viene l'istinto immediato di proteggerti. E poi non puoi negare che non sei più quello di prima, che sei più indifeso. --
Angel
Seppure volesse con tutte le sue forze dire di no non poté controbattere all'affermazione della sorella perché era assolutamente vero.
-- Sì, ma credo di poter gestire una storia d'amore senza la supervisione di nessuno, nemmeno quella dell'illustrissimo McLean --
Nick
-- Su questo sono d'accordo con te --
Angel
-- Mi spiace averti spaventato l'altra sera --
Nick
-- A me dispiace che tu sia stato male per colpa mia --
Angel
-- non è così, non è stata colpa tua: sono stato male e basta --
Nick
Nick fece una smorfia ed Angel subito cambiò espressione
-- cosa c'è? --
Angel
-- Niente, è solo il catetere che adesso mi a fa un male cane --
Nick
-- Perché non torni a letto? --
Angel
-- Perché non riuscirei a dormire --
Nick
-- cosa ne dici se vengo anche io? Non ho voglia di passare la notte insonne sola nel mio letto: ci facciamo compagnia!--
Angel
-- Cosa hai detto? Hai detto piccolina? --
Angel
Angel si gettò addosso a Nick per la prima volta dopo l'incidente, senza preoccuparsi di fargli male e Nick sentì una ventata di normalità.
Raggiunsero la stanza insieme e Angel si mise sotto le coperte osservando da quella posizione Nick salire sul letto
-- qualcosa non va? --
Angel
Doveva spogliarsi, come sempre quando dormiva
doveva togliersi i pantaloni e posizionare adeguatamente i cuscini per salvare la sua schiene e il suo sedere. Ma non poteva farlo, non quella sera: dormire nudo, con il catetere per di più, con sua sorella di 14 anni era troppo umiliante da sopportare. Si mise sotto le coperte con i pantaloni della tuta indosso e senza alcun cuscino sotto di lui.
-- No, tutto ok. Buonanotte --
Nick
-- Notte --
Angel
Diede un bacio alla sorella e pregò di non doversi pentire di quella decisione al risveglio.
CAPITOLO 21
-- Nick, ancora
. --
AJ
Dopo l'infernale serata trascorsa il giorno prima, quella notte aveva dormito come un bambino. All'udire quelle parole si svegliò di soprassalto e si trovandosi di fronte la faccia di AJ. AJ? AJ chi? Quello che la sera prima gli aveva mandato a monte l'appuntamento con la sua ragazza? Ci mise meno di un secondo a realizzare che voleva con tutte le sue forze prendere a calci la persona che gli stava davanti
-- Cosa cavolo ci fai qui? Vattene immediatamente! --
Nick
-- Parla piano, c'è tua sorella che sta ancora dormendo --
AJ
-- Vattene subito, immediatamente! --
Nick
-- vogliamo parlare per un secondo di qualcosa di più importante come per esempio del fatto che sei tutto vestito? Non ti è bastato quello che ti è successo 2 giorni fa? --
AJ
-- Smettila, piantala, vattene di qui, non sono fatti tuoi. --
Nick
-- Come sarebbe non sono fatti miei? Lo sono eccome! --
AJ
-- no, non lo sono affatto, e sarebbe ora che imparassi che non sono più un bambino e che sono perfettamente in grado di decidere come dormire, dove dormire e con chi dormire. E adesso veramente basta AJ, togliti dai piedi, oggi proprio non ti voglio vedere --
Nick
-- sono venuto a prenderti per andare in ospedale, ricordi? --
AJ
-- ci posso andare da solo --
Nick
-- Nick, lo sai che l'ho fatto solo perché tiu voglio un bene dell'anima --
AJ
-- Non mi interessa AJ, adesso proprio non mi interessa, sono troppo arrabbiato, sei andato troppo oltre questa volta.
Nick
-- Se è così, allora da adesso in poi le cose saranno diverse, adesso mi è chiaro che posto occupo nella tua vita --
AJ
-- Bene --
Nick
-- ci vedremo quando ne avrai voglia --
AJ
-- Ottimo --
Nick
AJ se ne andò sbattendo la porta della camera e Nick si voltò d'istinto per vedere se la sorella si fosse svegliata. Stupiito la trovò a fissarlo ad occhi spalancati.
-- si è offeso --
Angel
-- Amen, se ne farà una ragione --
Nick
-- Ha ragione --
Angel
-- Riguardo a cosa? Al fatto che deve per forza impicciarsi dei fatti miei? --
Nick
-- no, al fatto che hai dormito vestito. Ieri notte era tardi e non ci ho pensato. Perché l'hai fatto? Perché c'ero io? --
Angel
-- Devo prepararmi per andare in ospedale --
Nick
-- Vai a fare fisioterapia? --
Angel
-- E a farmi togliere questo aggeggio infernale che mi fa un male cane al momento --
Nick
Angel fissò Nick nascondere sotto la maglietta il pezzo del tubicino del catetere che era scivolato fuori dai pantaloni durante la notte e pensò che il fratello volesse un po' di privacy.
-- Vado giù a fare colazione --
Angel
-- Ok --
Nick
-- Nick --
Angel
-- Dimmi --
Nick
-- Grazie per avermi fatto dormire con te --
Angel
Angel chiuse la porta dietro di sé e a Nick non restò altro da fare se non incominciare faticosamente a vestirsi, come ogni giorno.
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Ad aspettarlo, al parcheggio dell'ospedale, seduta su una panchina, c'era Sam. Lei era proprio la donna giusta, perché chiunque altro si sarebbe precipitato alla macchina per aiutarlo a scendere, mentre lei era rimasta dov'era, a fissarlo.
-- Ciao --
Nick
-- ciao --
Sam
-- Come va questa mattina? --
Nick
-- Credo meglio --
Sam
-- Devo fare terapia con te? --
Nick
-- No, è prevista una seduta in piscina --
Sam
-- Prendiamo un caffè? --
Nick
-- no, voglio parlarti di una cosa --
Sam
Nick sistemò la sedia a rotelle di fronte a Sam e le prese una mano. Stava tremando e Nick capì che ciò che doveva dirgli era importante.
-- Nick, tu mi piaci parecchio, e questo credo tu lo sappia già --
Sam
Nick sorrise compiaciuto
-- Ma non è solo questo, Nick. Non mi sono mai sentita così in vita mia. Io
. Io
io ti amo! --
Sam
Amore? Sam stava parlando d'amore?
-- dopo quello che è successo ieri sera credo sia arrivata l'ora di prendere alcune decisioni importanti. Tutto il casino nasce dal fatto che stiamo facendo tutto in segreto. Forse è giunto il momento di ammetterlo. Io ti amo e voglio una storia vera con te. Questa sembra una storiella da ragazzini ma io non sono più una ragazzina e tu sei la persona con cui voglio stare per il resto della mia vita --
Sam
Nick era incredulo: si, a lui Sam piaceva un sacco, ma
era pronto ad affrontare una cosa così seria? Non ne aveva proprio idea e già questo forse significava che non lo era. Aveva pronunciato la parola amore solo con due persone in passato proprio perché lo considerava un sentimento unico e raro. E ora , questa splendida donna con cui pensava di non avere nemmeno una chanche gli stava dicendo che era innamorata di lui.
-- Nick, voglio che pensi a quello che ti ho detto, perché io sono pronta ad impegnarmi seriamente. E tu? --
Sam
Sam si alzò dalla panchina, gli diede un bacio e si allontanò
CAPITOLO 22 .
-- Eccoci qui, Nick. Come va? -- Dott Smith -- Molto meglio dell'ultima volta che l'ho vista. -- Nick -- Ne sono felice. Sei già stato a fare terapia in piscina? -- Dott Smith --
Si, aspetto solo che mi togliate questo affare infernale per andare a casa. Nick
-- Ti da fastidio? -- Dott Smith
-- Terribilmente. -- Nick
-- E' perché non sei più anestetizzato dalla vita in giù, è per questo che senti il catetere. Ora solo le tue gambe sono anestetizzate, come prima. -- Dott Smith
-- Lo so. -- Nick Come mai il dottore stava sottolineando cose che lui già sapeva benissimo? Era chiaro che aveva qualcosa in mente e Nick si era messo a scrutarlo attentamente per cercare di capire dove volesse arrivare.
-- Cosa stiamo aspettando? -- Nick
-- In che senso? Dott Smith
-- Per togliermi il catetere
-- Nick
-- Perché così tanta fretta? Volevo prima parlarti di una cosa. -- Dott Smith
-- Non può prima togliermelo e poi parlare? -- Nick
-- Ok, sarò breve. Ne ho già parlato con i tuoi genitori e loro sono d'accordo con me, ma ovviamente tu sei maggiorenne e sei tu che decivi riguardo la tua salute. -- Dott Smith
-- Si -- Nick
-- Nick, come ti ho spiegato l'altra sera non possiamo fare molto per toglierti il dolore. L'unica cosa che puoi fare è cercare di non stare troppo seduto e di non creare traumatismi al tuo sedere. -- Dott Smith
-- Non mi sta dicendo niente di nuovo -- Nick
-- Si, ma c'è un'altra cosa che si può fare e che sarebbe l'ideale nella tua situazione. -- Dott Smith
-- Ovvero? -- Nick
-- Spostare la paralisi più in alto, come abbiamo fatto l'altra sera. Ovviamente non faremo una anestesia spinale con la puntura nella schiena perché in quel caso dovevamo fare in fretta, ma sarà uguale ad adesso, ovvero prenderai delle pastiglie -- Dott Smith
-- Mi sta proponendo di essere perennemente paralizzato dalla vita in giù? -- Nick
-- Si, esatto. Questo ti toglierà i dolori. -- Dottor Smith
-- Assolutamente no -- Nick
-- Perché? Non cambierà nulla rispetto a quanto fai adesso, prenderai le pastiglie
-- Dottor Smith
-- Come fa a dire una cosa simile? Secondo lei non sentire nulla dalla vita in giù è come non sentire solo le gambe? Con che coraggio mi dice una cosa simile? -- Nick
-- Ovviamente non posso affermare che sia la stessa cosa, è chiaro che perderesti la tua funzionalità sessuale e vescicale, ma non avrai più dolori, non dovrai mai più correre in piena notte in ospedale soffrendo in modo orrendo -- Dott Smith
-- Preferisco mille volte soffrire come un cane piuttosto che essere impotente e dover portare 24 ore al giorno questo orrendo catetere. E adesso mi tolga questo coso prima che me lo strappi io. Nick
-- Nick, calmati. Perché non provi a pensarci su e poi ne riparliamo? -- Dott Smith
-- Perché non c'è nulla da pensare. La risposta è no e le sarei grato se in futuro discutesse solo con me della mia salute e non con i miei genitori. -- Nick
Nick era diventato tutto rosso e il dottore capì che per il momento non era il caso di insistere.
-- Ok, allora distenditi sul lettino. -- Dottor Smith
L'infermiera aiutò Nick a sdraiarsi e gli abbassò i pantaloni della tuta e i boxer.
-- Sentirai un po' di fastidio mentre sfilo il tubicino del catetere. -- Dottor Smith
-- Ho già parecchio fastidio! -- Nick
Nick era scontroso ma il discorso di prima lo aveva fatto imbestilire. Non era già abbastanza grave la situazione? Dovevano renderlo ancora più menomato di quanto non fosse già? Il dottore afferrò con una mano il pene di Nick e con l'altra il tubino trasparente e tirò fino a che non uscì completamente.
-- Ecco fatto. Sai che potresti avere un po' d'incontinenza, vero? -- Dottor Smith
-- Si, lo so. Durerà come l'altra volta? -- Nick
-- No, assolutamente no. L'altra volta l'avevi tenuto per un sacco di tempo, adesso tra qualche ora svanirà. Vuoi andare a casa subito o aspetti qua fino a che l'effetto non saà passato? -- Dottor Smith
Era così arrabbiato che non poteva restare un minuto di più. -- No voglio andarmene subito. -- Nick
-- Ok. -- Dottor Smith
L'infermiera andò a prendere un pannolone poiché ovviamente non poteva andare a casa così. Aiutò Nick ad indossarlo e una volta tirati su i boxer e la tuta Nick se andò in tutta fretta salutando a stento il dottor Smith. Doveva assolutamente fare qualcosa o sarebbe impazzito. Salì sulla macchina e andò fino alla sua barca sperando di riuscire a salirci sopra!
Purtroppo la storia è incompleta... finisce qui.