THE BUS WE SHARED
Eleonora si sistemò i capelli in una bella coda alta. Aveva una gran voglia di andare a fare una corsettina tanto per tenersi in forma. E poi era una così bella e limpida mattinata! Chiamò Jule la sua guardia del corpo e si allontanarono per le stradine residenziali di Beverly Hills.
Tornò dal suo jogging dopo un’oretta e si infilò di corsa sotto la doccia. Prima però accese la tv, come sempre, su MTV. Uscì dal bagno e si andò a sedere sulla poltrona davanti al megaschermo al plasma che si era fatta montare qualche giorno prima dai tecnici e iniziò a sbocconcellare la colazione che Marie, la sua collaboratrice domestica, le aveva messo vicino al letto.
Andò in onda in quel momento un suo video. La gioia la invase! Stavano mandando “Near you” la ballata che aveva inciso qualche mese prima e che era stata scelta come singolo di debutto per il suo 3 album.
Ele aveva appena 18 anni ma l’arte era un prerogativa della sua famiglia. Così a 15 anni aveva pubblicato il suo primo album. Ok non era fantastico… era molto stile Barbie… ma le era servito per farsi conoscere e poi l’anno successivo aveva replicato con un album pop. Ma questo… quest’album era favoloso lei lo sapeva. “Near you” l’aveva fatta balzare al primo posto delle classifiche americane e tra poco meno di un mese sarebbe partita per l’Europa e avrebbe conquistato anche quella.
In quel momento il video finì e mandarono un’intervista con Aaron Carter. Dio quanto lo adorava. Amava quel biondino… le sue face buffe, la sue mani, il suo sorriso… alzò il volume per sentire meglio.
Parlava del suo ultimo disco e del rapporto speciale che lo univa col fratello. Ad un tratto le si illuminarono gli occhi… l’intervistatrice aveva appena fatto una domanda ad Aaron molto interessante…
-Allora Aaron, sai chi sta andando forte in questo periodo sulla scena musicale?
-IO…- disse il ragazzo ridendo: -… no dai schezo… chi?
-Eleonora con il suo singolo “near you” che abbiamo proprio prima di questa intervista.
-Ah…- fu la risposta secca.
Ele si lasciò cadere dalle mani l’asciugamano. Come AH…
-Hai sentito la sua canzone?
-Quella tutta gorgheggi?
L’intervistatrice parve un attimo imbarazzata: -Bhe in effetti ha una voce spettacolare non trovi?
-Guarda io sono abituato a Howie dei Backstret Boys… per cui…
-Mi stai dicendo che non ti piace quella canzone???
-Esatto… ma dai l’hai sentita bene? NEAR YOU… NEAR YOUR HEAAAAART- la canticchiò ironizzandola.
-Ma… che cazzo… brutto scemo…- furono le uniche parole che uscirono dalla bocca di lei.
-Sembra che le hanno tirato il collo…
A quella frese Ele spense la tv buttando a terra il telecomando.
Jule arrivò da sotto, bussò e disse attraverso la porta: -Non dirmi che stavi vedendo MTV…
Un urlò riecheggiò in casa: -SI!
Ele si diresse impettita verso lo studio del suo direttore artistico, entrò senza bussare e si mise seduta di fronte a lui.
-Ma cara… ciao… come stai?
-MALE!- gridò Eleonora.
-Scommetto che anche tu hai visto l’intervista di Aaron Carter…
-ESATTO E VOGLIO CHE TU SCRIVA AL SUO AGENTE DI RITIRARE QUELLO CHE HA DETTO…
-Ma Ele… non farne un affare di stato...
-Un affare di stato? Mi ha dato dell’oca davanti a tutta l’America… prega Dio che non sia andato in onda sul satellite altrimenti sono la scema del villaggio globale mondiale…
In quell’istante entrò un assistente di corsa con dei fogli in mano. Ele si girò a guardarlo mentre il direttore cercava di fargli cenni per farlo tacere… ma lui non capì e disse: -Ho la risposta che cercavamo… l’intervista di AC era via satellite!
-AAAAAAAAA- gridò Eleonora: -LO UCCIDO QUEL DECELEBRATOOOOOOOOOOO
Così dicendo fece per uscire ma prima di spingere il povero fattorino si girò verso il direttore: -Vedi di sistemare questa cosa… CAPITO?
Erano passati 10 giorni da quello spiacevole “incidente diplomatico” ed Eleonora era stata convocata dal suo manager perché forse avevano trovato una soluzione.
Si sedette sulla poltrona posta a capotavola e iniziò il discorso: -Sapete che sono una ragazza molto comprensiva… non vi ho mai chiesto molto… ma questa situazione la voglio chiarita per ieri… non mi piace sentire uno che mi da della gallina…
Al manager brillarono gli occhi: -Abbiamo la soluzione…
-Sono tutta orecchie…
-Ho parlato col manager di Aaron e anche lui è dispiaciutissimo di questo brutto incidente… e così ci ha fatto un’offerta che noi, come piccola casa produttrice, non abbiamo potuto rifiutare…
-Che bello ci ha pagato un risarcimento?
-Molto di più!
-Verrà quel cretino strisciando a chiedermi scusa?
-PARTIRAI CON LUI IN TOUR COME SPALLA!- disse felice.
Un minuto di silenzio cadde nella sala.
-COSA?- disse Eleonora.
-Hai capito benissimo… gli farai da spalla… non è fantastico?
-IO DA SPALLA A LUI?
-Certo così farete vedere che non è vero che vi odiate ma che in realtà andate d’amore e d’accordo!
-Ma tu… tu sei scemo proprio… non andrò mai in tour con lui a fargli poi da spalla!
-Mi spiace Ele… abbiamo già firmato, pensavamo ti piacesse come soluzione.
Ele si alzò e uscì dall’ufficio infuriata. Volevano la guerra? Che la guerra sia!
Ele chiese espressamente un tour bus a parte e fece impazzire tutti i suoi collaboratori che si pentirono ben presto di aver firmato senza consultarla… ma ormai il gioco era fatto… speravano almeno che ciò avrebbe avuto un grande rientro a livello di pubblicità! Ele sarebbe andata in Europa, dov’era praticamente sconosciuta, a fare da spalla ad Aaron che invece lì spopolava. Che cosa poteva succedere di tanto orribile?
Il giorno dell’appuntamento Eleonora arrivò con due ore di ritardo nonostante fosse stata avvertita dell’orario. Arrivò con tre guardie del corpo che le portavano i bagagli. Aaron fremeva nella sala d’aspetto dell’aeroporto. La vide entrare e stava per dirgliene 4 se non fosse che lei gli passò accanto senza degnarlo di uno sguardo e andò a salutare il manager di lui.
-Buongiorno Johnny!- disse amabile.
-Ehm… salve Eleonora… un po’ in ritardo?
-IO? Assolutamente… mi è stato detto alle 11…
-Veramente era alle 9…- disse pazientemente l’uomo.
-Oh… che sciocchina…- rise “starnazzando” un po’. Le aveva dato dell’oca? Bene ora ne aveva un motivo.
-Devo aver proprio capito male… ci sono problemi?
-Fortunatamente partiamo con un jet privato della Jive per cui no… dobbiamo solo imbarcarci e aspettare il via libera dalla torre di controllo.
-Bhe allora… cosa stiamo aspettando?
-Mmm… ti ricordi di Aaron?- chiese Johnny indicando con un dito un punto dietro di lei.
-Chi?- chiese Ele arricciando il naso.
-AARON… quello con cui partirai in tour…
-Ah sì… quell’AARON…
Ele si girò e dovette mettere in pratica tutto il suo talento da attrice per non dare a vedere che le tremavano le gambe, la sudorazione era aumentata esponenzialmente e che aveva la lingua a terra dalla gioia di conoscerlo.
Si avvicinò come se nulla fosse e disse: -Oh Ciao… allora saremo compagni di avventura!
-Vacci piano bella… mi hanno costretto…
-Ma dai? Perché pensi che io sia venuta volentieri?- disse acida.
Ognuno girò di scatto il volto dalla parte opposta dell’altro.
La crew li guardò: -E siamo solo all’inizio…
Eleonora salì sull’aereo e si sedette al posto numero 15. Lo fece di proposito perché entrando aveva letto la planimetria dell’aereo e aveva visto che era il posto scelto da Aaron. A lei non avevano dato l’opportunità di scegliersi il posto… per cui…
-Scusa?- sentì un tono pungente.
-Sì?- disse Eleonora.
-E’ il mio posto!- ribatté Aaron sull’orlo di uno scatto d’ira. Quella mattina era cominciata malissimo per lui!
Ele si girò a destra e a sinistra, poi lo guardò scostandosi gli occhiali da sole dal naso e disse: -Non vedo scritto nessun nome… per cui…- si rimise a posto gli occhiali e si infilò gli auricolari nelle orecchie e lo lasciò che parlasse da solo mentre ascoltava i 3 Door Down. Un sorrisetto di soddisfazione le si disegnò sulla faccia. –Uno a zero…- sussurrò.
Il volo fu una pacchia. Eleonora aveva comandato a destra e sinistra la sua crew sotto gli occhi di un Aaron costretto a stare seduto sull’ala pur di starle lontano.
Il manager di Ele, Brian, disse a Johnny: -Senti forse non è stata una grande idea… Ele non è mai stata così rompiballe… l’ha presa proprio m ale…
-Pensa che Aaron…- si confidò Johnny :-… non ricordava neanche di aver detto quelle cose… e quando ha visto la registrazione è diventato fucsia… poi stamani è venuto come un’arpia… mi ha detto che le darà guerra a più non posso…
-La stessa cosa che ha detto Ele…
-Oh Dio… siamo messi bene!
Il tour bus di Ele era una roulotte in confronto a quello di Aaron. Quando giunsero all’appuntamento con i bus e fu indicato ad AC di salire sul suo Ele si tolse gli occhiali da sole e rimase a bocca spalancata. Aaron ebbe la sua piccola rivincita e sussurrò: -Te la sei cercata… Uno pari…
-Non pretenderete che io salga su quella specie di roulotte gigante…
-E’ quello il nostro bus!
-E in quanti ci entriamo di grazia?
-Tutti e 6… io, te, la truccatrice, la costumista, la parrucchiera e il coreografo.- disse il manager
-Mio Dio… ma rischiamo di romperci il naso solo girandoci dentro… staremo stretti come sardine… e quello lì con quel cosone nero…
-Ele è lui la star qui…
-Quanti posti ha quel bus?
- 12 mi sembra…
-E in quanti ci stanno?
-Lui e il coreografo, la donna delle pulizie e il parrucchiere…
-VI ODIO!- disse sbattendo la porta del suo misero bus.
Le prime cinque date del tour andarono una meraviglia. L’equilibrio Ele-Aaron era perfetto… lui usciva dal camerino quando lei aveva finito sul palco e lei si chiudeva nel proprio bus quando lui era on stage. Lui saliva dalla destra del pubblico, lei scendeva alla sinistra! Si evitavano alla grande. Il che era facile quando non avevano puntate addosso le telecamere. Avrebbero dovuto partecipare solo ad una press conference insieme ma lei si era data malata!
La sera di lunedì non c’erano spettacoli. Ognuno poteva fare quello che voleva. Così Ele dopo una pizza con la sua crew aveva deciso di partire per la prossima tappa. Di Aaron neanche l’ombra…
-Ele è uscito oggi è lunedì…- si scusò l’autista.
-Bhe ma mica dobbiamo stare ad aspettarlo no?
-Avvantaggiamoci… forza!
Il suo tono era del tipo: NON PROVARE A CONTRADDIRMI!
Così lo staff si rassegnò e partirono alla volta di Monaco.
Ele tutto si aspettava tranne che succedesse quello che successe…
Stava tranquillamente seduta sulla panca di legno a vedere la tv su uno schermo grande quanto la propria mano, quando l’autista bestemmiò.
-Ma che modi…- sussurrò Ele.
Immediatamente il bus iniziò a sobbalzare per poi fermarsi in una nuvola di fumo. Eleonora si precipitò davanti e vide che Jack, l’autista, già era sceso a controllare. Li avevano raggiunti tutti gli occupanti del mezzo.
-Allora Jack cos’è questo fumo?
-Si è fuso…
-COSA???- gridarono tutti.
-Ehi calmatevi… non è colpa mia se non avete i soldi per un bus decente...
Ele era sull’orlo di una crisi di nervi. La sua parrucchiera cercava di calmarla mentre lei sbatteva ripetutamente la testa contro un albero.
Dopo qualche minuto si avvicinò il suo manager.
-Ele? Posso parlarti?
Ele si girò e il manager fece un salto indietro: -Dio… che cazzo hai in fronte!
Ele aveva il segno delle ripetute botte contro il tronco: -Cosa vuoi?- chiese disperata.
-Abbiamo chiamato Aaron… o meglio Johnny. Stanno rintracciando Aaron e la sua bodyguard. Passeranno di qui a prenderci… prepara le valigie…
Così dicendo gli occupanti del pullman sfigato andarono ad impacchettare la roba.
Erano passate tre ore dalla richiesta di aiuto lanciata al bus di Aaron e ormai un po’ tutti avevano perso la speranza di vederlo arrivare. Aveva fatto prima il carro attrezzi che si era caricato il bus e Jack…
Ad un tratto una sagoma nera lucente con due occhi di luce si intravide in lontananza. In men che non si dica il Beat the Street di AC era lì.
Il primo a scendere fu proprio lui, incazzato nero.
-Cosa cazzo ti è saltato in mente!- urlò andando incontro ad Ele che stava seduta su una delle sue valigie sul ciglio della strada.
A quelle urla Ele si alzò: -Non sono la tua serva hai capito? Faccio quello che voglio senza chiederti il permesso ok? Ora se mi vuoi dare un passaggio bene altrimenti fottiti!
Così dicendo, e senza aspettare una risposta, salì sul bus mentre il suo staff caricava i bagagli.
Aaron le corse dietro: -Ehi aspetta!
Ma Ele era già entrata e si era accomodata vicino al tavolo della zona pranzo.
-Senti vediamo di sistemare questa storia… io non ti ci voglio qui sopra chiaro?
-Bello, figurati se io ci voglio rimanere… ma non te l’hanno detto?
-Detto cosa?
-Che abbiamo chiamato per avere notizie circa un secondo bus… e… indovina? Sono occupati tutti… per cui non mi stressare e rassegnati…
-Rassegnarmi a cosa?
-Oh Dio ma sei proprio così tonto o ti piace farlo? Finiremo il tour insieme! Nello stesso bus…
Aaron non resse il peso della notizia e si sedette.
Parlava praticamente da solo: -No… non è vero… ora mi sveglio ed è tutto un sogno… un incubo…
-JOHNNY!!!!!- urlò il biondino.
Il manager corse da lui lasciando agli altri il lavoro da sbrigare coi bagagli.
-Aaron cosa succede?
-DOBBIAMO FARE UNA RIUNIONE IO E TE… SUBITO…
-Ok dimmi…
Aaron indicò con la testa Eleonora che intanto impettita si stava controllando lo smalto delle unghie.
-C’è lei…- bisbigliò.
-Cosa?- chiese il manager.
-C’è lei…- disse di nuovo AC a voce bassa.
-Aaron scusa ma non ti sento…- ammise il manager.
-NON MI VA DI PARLARE DAVANTI A QUESTA STRONZA!- urlò.
-Ah ok bastava dirlo… - disse il manager sturandosi le orecchie.
Eleonora a quell’affermazione si alzò e se ne andò di sopra senza dare a vedere quanto ci era rimasta m ale.
-Ehy ma dove va?- chiese a Johnny.
-E che ne so…
-Oh mio Dio… quella mi si frega pure il letto…- così dicendo AC le corse dietro per mostrarle la sua branda…
-Senti… questa è la mia branda per cui giraci alla larga…- le disse raggiungendola.
-Sentivo una puzza schifosa…
-Bhe abituatici perché dormirai sopra di me! DUE A UNO…- disse Aaron.
-Devo dormire sopra la tua stalla? DUE A DUE…
-Ma sei sicura che con quel culone che hai non mi sfondi la branda e mi vieni di sotto? TRE A DUE…
Ele rise maliziosa: -Ti piacerebbe eh Aaron avermi tra le tue gambe… ma mi spiace ho smesso di andare a letto con quelli come te… TRE A TRE
-Come hai smesso? Mi hanno detto che fare la troia porta un sacco di soldi… QUATTRO A TRE…
-Te l’ha detto quella zoccola con cui stavi stasera? QUATTRO PARI…
-No quella mi stava facendo gli stessi servizietti che fai tu ai tuoi amici… CINQUE A QUATTRO…
Ele rimase senza parole… ok insultarsi ma lui la stava toccando come donna… Non voleva farsi vedere piangere da lui ma non fece in tempo a girarsi che AC vide benissimo due lacrimoni scendere sulle sue guance.
Ele scese di fretta le scale e sentì dietro la voce di AC che le urlava ridendo: -SEI A QUATTRO…
Johnny salì di corsa seguito dal manager di Ele e trovarono Aaron sdraiato con la musica a palla. La canzone dei Mattafix urlava dallo stereo… nonostante tutto si sentiva una merda… voleva ferirla ma non farla piangere…
-Cazzo… mi sento uno stronzo…- pensò.
Big City Life,
Me try fi get by,
Pressure nah ease up no matter how hard me try.
Big City Life,
Here my heart have no base,
And right now Babylon de pon me case.
People in a show,
All lined in a row.
We just push on by,
Its funny,
How hard we try.
Take a moment to relax.
Before you do anything rash.
Don't you wanna know me?,
Be a friend of mine.
I'll share some wisdom with you.
Don't you ever get lonely,
From time to time
Don't let the system get you down
Soon our work is done,
All of us one by one.
Still we live our lives,
As if all this stuff survives.
I take a moment to relax,
Before I do anything rash.
The Linguist across the seas and the oceans,
A permanent Itinerant is what I've chosen.
I find myself in Big City prison, arisen from the vision of man kind.
Designed, to keep me discreetly neatly in the corner,
you'll find me with the flora and the fauna and the hardship.
Back a yard is where my heart is still I find it hard to depart this Big City Life.
Johnny:-Aaron… cazzo abbassa sto coso… ci dobbiamo dormire in 12…- disse abbassando.
AC lo guardò: -Cosa vuoi?
-Cosa hai detto ad Eleonora?
-Perché?
-Perché sta aprendo il portellone dei bagagli e sta prendendo la sua valigia…
-Che palle…- sbuffò AC alzandosi dal letto. Scese la scale a due a due: era felice che Johnny gli avesse dato l’opportunità di andare da lei… così poteva dirle che l’aveva costretto…
Scese dal bus senza guardare e andò dalla parte del portellone dei bagagli. Lo trovò aperto ma di Ele neanche l’ombra. Si girò preso dal panico e la vide che camminava al buio, illuminata solo dai potenti fari del bus, trascinandosi dietro il suo enorme (quella era la parola giusta) trolley.
-Gesù…- disse correndole dietro.
-ELE!- la chiamò.
Lei si girò asciugandosi il naso con la manica e riconoscendolo, iniziò a correre.
-ELE DOVE VAI… ASPETTA…
Aaron le fu subito dietro. L’afferrò per un braccio e la girò.
-LASCIAMI ANDARE HAI CAPITO?
-ELE ASCOLTAMI…
-NON ME NE FREGA NULLA DI QUELLO CHE VUOI DIRMI… SEI SOLO UNO SCIOCCO… HAI CAPITO?
-Ele… scusami…- disse Aaron quasi sussurrando.
-Cosa?
-Scusami…
-Non ho capito…
-SCUSAMI…
-Ah…-Ele si calmò a quelle ripetute scuse.
-Non ho il diritto di insultarti così pesantemente… anche se non mi vai a genio…
Ele lo guardò e sorrise timida… -Ok… scuse accettate.
Aaron le sorrise e le asciugò le lacrime: -Torniamo al bus?
Ele annuì e aggiunse: -Sei a cinque…
-Mah…- disse Aaron.
-Sei a cinque e non discutere…
-Ok… dammi sta cassa da morto che c’hai a posto del trolley…
Ele lasciò la maniglia del trolley ad Aaron e si incamminarono insieme al bus.
Arrivati lì AC si offrì di rimettere la valigia a posto e quando riuscì a rimettercela Ele si era chiusa in bagno. Ne uscì con un pigiamino rosa bellissimo. Ok forse le ciabattine intonata erano troppo… però Ele era così bellina…
-Sono perdonato allora?
-Fino a domani…
Aaron l’aiutò a salire sulla branda e le rimboccò le coperte. Lei sorrise dolcemente.
-Aaron?
-Sì?
-Sei pari…
-Ma se stavamo sei a cinque…
-Sono ancora vergine…
AC ed Ele alternavano momenti di litigata a momenti in cui riuscivano a stare tutti e due seduti vicini senza dirsi neanche una cosa cattiva. Certo che quella piccola esperienza che avevano fatto li aveva aiutati ad apprezzarsi un pochino di più ma erano troppo orgogliosi per fare un passo verso l’altro… l’occasione capitò con l’arrivo di Nick…
-Imbecille? Cosa zampetti per tutto il pullman? Fosse la volta buona che caschi e ti rompi una gamba…- disse Ele urtata dall’euforia di Aaron.
-Sta zitta oca da starnazzo… oggi arriva mio fratello con mia cognata! Sono troppo felice e tu non mi rovinerai la giornata.
-Tuo… FRATELLO???? NICK CARTER??????
-Sì lui… ho solo lui… bhe veramente c’è anche Candance ma ancora troppo piccolo per raggiungerci…
-No aspetta… tuo fratello Nick Carter viene qui?
-SI’ QUANTE VOLTE TE LO DEVO RIPETERE?
-Ma è fantastico!!!!
-Giù gli occhi da mio fratello… viene anche la ragazza…
-Ma quella si fa fuori in un attimo!!!!
-Ele… ti avverto mio fratello è felice una volta tanto e Nico è spettacolare… per cui…
-Nico? Dio è fidanzato con un uomo?????????????
-Ma guarda che sei proprio demente… NICOLETTA…
-Ah… ehehehhe… scusa…
Nick arrivò nel pomeriggio durante le prove di AC. Appena Aaron lo vide smise subito e si precipitò a salutarlo.
-BRO…- gli disse correndogli incontro.
Ele osservava la scena dalle quinte. Nick dal vivo era strepitoso… ma cacchio nulla a che vedere con Aaron… Gli occhi le si posarono sulla ragazza che stava parlando con una delle ballerine di AC. Capperi quella era la ragazza di Nick? Ne ebbe la conferma quando AC andò ad abbracciarla e appena vide la confidenza che li legava provò un moto di gelosia. In 3 secondi la sua mente se la immaginò come una stronza che se la tirava una cifra! Se ne stava andando quando si sentì chiamare…
-Ehy impiastro… vieni qui che ti presento Nick e Nicoletta…
Ele si avvicinò con fare sicuro e andò a stringere la mano ai due. Tempo 10 minuti e cambiò subito idea su Nicoletta. Era alla mano e molto simpatica!! Poi fu felicissima quando Ele le chiese di rimanere alle prove mentre i due fratelli andavano a fare due tiri a canestro.
I problemi nacquero dopo lo show… Nico era stata abbastanza a contatto con Ele per capire che lei sotto sotto era cotta di AC e Nick anche l’aveva intuito dai comportamenti del fratello: quel metterla sempre in mezzo ad ogni discorso… non era norm ale!
Si avvicinarono al bus. Ele e AC erano vicini. Arrivati alla porta d’ingresso fecero per salire entrambi ma lo spazio era tropo piccolo. Nick e Nico si godevano la scena da dietro…
-Spostati demente…
-Levati tu troglodito…
-Trogo che?
-Lascia stare Aaron e levati…- Ele gli diede una culata che lo buttò a terra e urlò s alendo: -TRENTADUE A TRENTUNO…
-Grazie al cazzo che sei passata… hai un culo che è un motoscafo… TRENTADUE PARI…
Nick aiutò il fratello ad alzarsi: -Ma da quanto va avanti questa storia?
-Dal primo giorno!
Nick e Nico escogitarono un piano quella stessa notte e il giorno dopo dall’unica camera privata con letto matrimoni ale del bus si sentì questo…
-SEI UN EGOISTA E UN PORCO…- urlò Nicoletta con la voce incrinata dal pianto.
-MA LASCIAMI STARE CRETINA…
Per un attimo Nico smise di recitare e lo guardò m ale… Nick le fece cenno di continuare… litigarono per circa un’ora e alla fine Nico uscì andando a piangere dalla sua nuova amica chiedendole un favore. Lo stesso fece Nick prendendosi il fratello e andando fuori a giocare a basket.
Quella sera Ele e Aaron erano all’interno della camera matrimoni ale, soli, in pigiama e col cuscino in mano.
-Dio… come facciamo a dormirci in due?
-Senti non potevo rifiutare un favore a mio fratello… ha litigato con Nico ed è meglio che non dormano soli…
-Hai ragione anche a me Nico ha chiesto lo stesso favore…
Intanto nella cuccetta di Nick…
-Nicolè… ammazza che idea del cazzo però… io lo sapevo che era scomodo dormire in due in una cuccetta…
-Ma amore così stiamo vicini vicini…
-Veramente mi stai sopra…
-Allora aspetta… mi metto comoda visto che ti sto sopra e se il bus non prende grandi buche forse ci riusciamo…
Nick sorrise perfido sapendo che davanti a loro ci sarebbe stata una bellissima notte hard…
6 mesi dopo, allo Spider Bar…
-Guarda Ale… sono convinta che ti piacerà un casino!
-Bhe se è piaciuta a te sicuramente mi andrà benissimo…- disse Ale a Nicoletta.
Aj: -E così tuo fratello si è fidanzato …
-Eh già… roba da non crederci!
-Cazzo mi tocca mettere la testa a posto…
Alessia gli diede un buffetto sulla pancia: -Ehi… io pensavo che tu già l’avessi messa!- E lo baciò teneramente.
Nick non perse un secondo e baciò anche lui la sua Nicoletta.
In quel mentre…
-Oh mio Dio che scena schifosa…
-Hai ragione per una volta tanto…
Le due coppie si staccarono e guardarono Ele e AC davanti a loro ambedue con lo sguardo schifato…
-ELE!- disse Nico saltandole al collo: -Ragazzi che bello vedervi! Com’è andato il tour in Cina?
-Uno sballo…- disse mesto AC mentre salutava Nick e Aj.
Intanto Nico Aveva presentato Ele ad Alessia.
Ele: -Guarda che ti ho sentito sai!
-Hey ma non ho detto nulla!!!!
-Era il modo con cui lo dicevi e sicuramente il modo con cui l’hai pensato… cretino! Millecinquecentosettanta a millecinquecento sessantanove!
-Senti mettiamo le cose in chiaro piccola Bratz per l’occasione vestita da Barbie… e con questo siamo millecinquecentosettanta pari…
Mentre i due ingaggiavano una delle loro classiche discussioni amorose Aj e Alessia guardarono Nick e Nicoletta un po’ straniti.
-Ma è norm ale?- chiese Aj.
-Certo!- rispose Nick bevendo il suo frullato.
Alessia: -Aspetta da quanto va avanti questa storia…
Nico: -Dal primo giorno!
Nel frattempo i due erano arrivati a millecinquecentottantatre pari…
AC: -Ok dai per oggi basta…
Ele: -Va bene AC… ma solo per oggi…
Nick sottovoce ad Aj e Ale mentre Nicoletta annuiva: -Lo dicono tutte le volte… ma vi assicuro… non potrebbero vivere l’uno senza l’altra! Si amano troppo…