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total eclipse of the heart

Ultimi aggiornamenti. Oggi 10 dicembre 2007.


Total Eclipse Of The Heart

Autore: NickyFrack
Protagonisti: Nick/Brian & Mark (WestLife)
Genere: XXX
La storia e' completa?: SI

Total Eclipse Of The Heart

(Type a title for your page here) Vai Al Capitolo: [ 1 ] [ 2 ] [ 3 ] [ 4 ] [ 5 ] [ 6 ] [ 7 ] [ 8 ] [ 9 ] [ 10 ] [ 11 ] [ 12 ] [ 13 ] [ 14 ] [ 15 ] [ 16 ] [ 17 ] [ 18 ] [ 19 ] [ 20 ] [ Epilogo]

1) Suppressed By The Feelings

Prologo
Quella notte era stata una delle più folli alle quali Nick avesse mai partecipato.
Era iniziato tutto così in fretta per poi terminare lentamente, quasi un eternità per lui. Ancora aveva addosso quell'odore, lo sentiva penetrare nelle sue narici. Vani erano i tentativi di concetrarsi sull'profumo del cuscino in cui la sua testa dolorante riposava, come vane erano le speranze di portare la sua mente altrove. Era accaduto, era successo non poteva più farci niente. Poteva starsene lì sotto le coperte a rimuginare sulla notte precedente, ma niente lo avrebbe riportato indietro, nessuno poteva fermarlo prima che i suoi piedi potessero solcare la soglia di quel night club e niente avrebbe impedito a quelle ombre scure di prendersi la sua anima, il suo cuore, il suo spirito, la sua volontà e il suo corpo.
Nick scosse la testa non voleva più pensarci, voleva solo far in modo che quell'odore che adesso ricopriva il suo corpo scomparisse da lui.
Si alzò dolorante e barcollante dal letto, una fitta improvvisa alla testa gli fece perdere l'equilibro ma Nick riuscì in tempo a sorregersi allo schienale. Si sedette sul pavimento, chiuse gli occhi per un secondo, rivide quelle ombre, un conato di vomito lo raggiunse e corse come meglio poteva al bagno. Spalancò la porta, piombò in ginocchio davanti al water e cominciò a vomitarci dentro.
"Non volevo che succedesse, non volevo"
si ripeteva
vomitò per altri due minuti, era esausto e anche disidratato, voleva alzarsi, raggiungere il lavandino e bere un pò d'acqua, ma tutto intorno a lui girava.
[Perchè è successo, Perchè a me. Ero andato in quel night club solo per divertirmi,solo per questo, e all'improvviso mi sono ritrovato quelle tre ombre intorno, poi chi erano? non riuscivo a vedere bene i loro lineamenti, poi, poi all'improvviso l'ho sentinto den...]

Non riuscì a terminare la frase che nuovamente i conati si ripresentarono.
In quel preciso istante Brian suonò il campanello, nessuno rispose. La preoccupazione cominciò ad emergere, scosse la testa suonò di nuovo. Nulla, quindi decise di usare la chiave che il suo migliore amico teneva di scorta sotto lo scalino smesso del portico.
Nick di sopra aveva da poco smesso di vomitare, quando alle sue orecchie giunse lo scatto del'uscio, sussultò poi una voce si fece presente al piano di sotto:
-Nick sei in casa sono io Brian-
All'udire l'amico venne avvolto dal panico, cercò di rialzarsi lentamente senza combinare guai, ma fu tutto inutile, le sue gambe non avevano intenzione di collaborare, Nick percepì le forze abbandonarlo, si sorresse come poteva al box doccia ma fu tutto inutile perchè la testa che continuava a girargli decise di regaragli un altra fitta, e lui cadde a terra.
Brian udendo il tonfo, si recò immediatamente ai piani di sopra, svoltò a sinistra, inboccò il bagno, e vide il suo migliore amico intento ad alzarsi:
-Nick, stai bene? Non ti sei fatto niente di male?-gli chiese accingendosi ad aiutarlo, non appena gli occhi azzurri del biondino videro quella mano raggiungergli la spalla sussultò, un brivido lo avvolse, e esclamò:
-Ce la faccio da solo non preoccuparti-
Brian retrasse la mano, Nick riscì ad alzarsi ma la testa continuava a girare e un mancamento lo avvolse, Brian lo sorresse.
-Nick ma che ti è successo?-
-Non..non mi sento tanto bene tutto qui-rispose guardandolo nei suoi profondi occhi blu.
-Comuque lasciami sò camminare da solo-continuò
Brian sorrise
-No mi spiace caro il mio Frack ma per la tua incolumità è meglio che ti sorregga fino al letto-
-NO NON MI TOCCARE, LASCIAMI STARE-urlò allontanandolo in malomodo
Brian rimase sconcertato.
Cercò comunque di avvicinarsi a lui. Era a pochi metri quando la voce di Nick si fece sentire
-Non ti avvicinare-
-Nick...-
-Perchè mi fai questo-
-Nick ma si può sapere cos'hai?-
-Non ho niente voglio solo essere lasciato in pace, ti prego và via-
Brian guardò un ultima volta il viso del suo migliore amico, notò i suoi occhi azzurri colmi di rabbia e paura, abbassò lo sguardo e rassegnato se ne andò.
Nel momento in cui la figura di Brian scomparve dalla sua vista, la rabbia e la paura mista alla disperazione scoppiarono in urlo angoscioso. Le sue tremanti mani afferrarono la sedia che gli risiedeva a fianco e la lanciarono con forza contro lo specchio che si frantumò in mille pezzi. Le ginocchia cedettero, e la disperazione si trasformò in un pianto singhiozzante.
CAPITOLO 1

I Can't Tell You
Da quella mattina erano già passati due mesi, per tutto quel tempo Nick non aveva fatto parola con nessuno di quello che gli era accaduto quella notte al night club.
Continuava la sua vita come se niente fosse successo, stava recitando la parte del ragazzo in forma, senza pensieri, senza problemi, fiero della vita, della propria persona, tutto andava bene nella sua esistenza, ma mentiva, mentiva a se stesso, mentiva agli altri. Lui non stava affatto bene, anzi tutt'altro. Aveva perso il conto di quante volte aveva pensato alla vera ragione della sua esistenza, non sapeva più se era giusto per lui vivere adesso in quel mondo che odiava più di se stesso. Troppi problemi, troppi sogni infranti, troppa criminalità, troppe guerre, troppe stragi che scoppiavano per un non nulla, troppa paura ma sopratutto troppo dolore. Non c'era giorno in cui i suoi occhi azzurri non si scontrassero con la vera realtà che lo circondava, dapertutto sentiva di donne violentate, struprate uccise senza pietà e bambini rapiti e poi scomparsi.
Quello che stava vivendo era un giorno come gli altri, monotoni e insignificanti in certi aspetti. Come tutti i giorni doveva alzarsi e recarsi in sala prove per sfornare nuove canzoni, nuove melodie con gli altri ragazzi della band, i sui unici, veri e più cari amici, persone di cui si fidava più di chiunque altro ai quali però non aveva ancora raccontato di quello che gli era successo. Cercava di comportarsi come se niente fosse, entrava sorrideva salutava tutti come sempre, convinto che nessuno si accorgesse che in lui qualcosa non andava, e infatti in parte era così, uno solo si era reso conto che Nick non stava bene interiormente e quel qualcuno era il suo migliore amico, Brian che ne aveva davvero abbastanza del comportamento falso del proprio amico. Molte volte quando i suoi occhi blu incontravano quelli azzurri di lui, in essi leggeva che c'era qualcosa che lo stava distruggendo dall' interno e quella mattina Brian si sarebbe deciso a scoprire di che cosa si trattasse, basta con la falsità, basta col fingere di stare bene quando in realtà stava male.
*§*§*§*
La porta della sala registrazione si aprì Nick fece il suo ingresso incontrando come tutte le mattine lo sguardo indagatorio del suo migliore amico, odiava come i suoi occhi lo studiavano e in tutte le maniere cercava di non farci caso, di distogliere lo sguardo ma era tutto inutile infondo quegli occhi blu lo attiravano come una calamita.
Nick scosse la testa, sorrise come sempre e salutò tutti quanti per poi andarsi a sedere vicino ad Aj che insieme a Kevin stavano riascoltando il mixer appena terminato.
-Ciao-rispose Nick accomodandosi: indossava una felpa bianca e un paio di jeans scuri strappati alle ginocchia, i suoi capelli erano leggermente spettinati, ai piedi portava delle semplici scarpe da tennis firmate adidas.
-Ehylà ciao bro come butta?-le chiese Aj
-Tutto okay-
al pronuciare quelle "okay" le orecchie di Brian si drizzarono, e si fece sentire con un colpo di tosse.
Nick aveva intuito, si voltò verso il suo migliore amico che:
-Ciao Nick come và?-
Nick sussultò aveva percepito un certo sarcasmo in quel tono.
-Tutto okay, Brian-
Un altro colpo di tosse si fece sentire, e questo lo infastidì, ma decise di lasciar perdere, e ritornò a parlare con Aj e Kevin che guardavano sia lui che Brian con un punto interrogativo.
-Che è successo?-Kevin
-Niente Kevin, forse Brian si è alzato male stamane-Nick
-No Nick io mi sono alzato benissimo a differenza di te-rispose alzandosi e recandosi dall'amico che prontamente si alzò e lo scrutò da capo e piedi, non sopportava più quello sguardo.
-Si può sapere che cos'hai contro di me Brian?-
-Io non ho niente fratello, sei tu quello che ce l'ha con me-
-Ma che sciochezze dici Bri-
Brian fece un sorrisino di circostanza poi all'improvviso si fece serio e parlò:
-Adesso basta fingere Nickolas-
Nick sorrise
-Non capisco di che cosa parli-
Stavolta Brian perse la pazienza, afferrò Nick per il colletto della felpa e lo portò al muro,Kevin Intervenne seguito a ruota da Aj
-Ehy Brian lascialo-lo esortò Kevin
Brian scosse la testa
-Non lo mollerò finchè non ci dirà cos'è che non và-
-Brian ti ho già detto che...-
Non lo fece finire di parlare che lo spinse di più al muro
-Oh ehy Brian fermo-Aj
-Nickolas mi sono stancato di vederti solcare quella soglia facendo finta che tu stia bene-
-Ma sto bene Brian-
-NON MENTIRE NICKOLAS, STAI MENTENDO DA 2 MESI, DIMMI SUBITO CHE CAZZO HAI, COSA CAZZO TI E' SUCCESSO, QUANDO VENNI A TROVARTI A CASA TUA TU TI SEI COMPORTATO IN MALO MODO, MI SEMBRAVA CHE AVESSI PAURA DI ME, E IO VORREI SAPERE COSA CAZZO AVREI FATTO PER MERITARMI UN TRATTAMENTO DEL GENERE, CHE TI HO FATTO NICK, COSA? ERO SOLO VENUTO A CERCARTI, ERO PREOCCUPATO PER TE, ERI IN STRARITARDO PER LE PROVE CREDEVO TI FOSSE SUCCESSO QUALCOSA! NICK PERCHE' NON RIESCI A CAPIRLO!-
Anche Nick perse la pazienza, si scrollò di dosso Brian, i suoi occhi si ricoprirono di rabbia, dolore e urlò:
-QUI NON SONO IO QUELLO CHE DEVE CAPIRE QUALCOSA! QUELLO SEI TU BRIAN THOMAS LITTRELL, SEI IL MIO MIGLIORE AMICO E NON TI SEI ACCORTO DI NIENTE-
-IO MI SONO ACCORTO CHE C'ERA QUALCOSA CHE NON ANDAVA IN TE, TE L'HO ANCHE CHIESTO NICKOLAS, TE L'HO CHIESTO E TU CHE CAZZO HAI FATTO EH? MI HAI URLATO DI NON TOCCARTI, DI ANDARMENE, MI HAI URLATO CHE VOLEVI ESSERE LASCIATO IN PACE. HO FATTO COME VOLEVI TU MA, NEL MOMENTO IN CUI HO SOLCATO LA PORTA DI CASA TUA TI HO SENTITO URLARE COME UN PAZZO, POI TI HO SENTITO ROMPERE QUALCOSA, MA NON SONO SALITO, SOLO PERCHE' TU MI AVEVI DETTO DI ANDARMENE, HO FATTO QUELLO CHE VOLEVI TU NICK! SONO PASSATI DUE MESI DA QUELLA MATTINA E TU NON SEI VENUTO DA ME PER PARLARE, HAI PREFERITO COMINCIARE A MENTIRMI, A MENTIRCI MA SOPRATUTTO HAI INZIATO A MENTIRE A TE STESSO, ED E' LA COSA PEGGIORE CHE TU POTESSI FARE, COSA CREDEVI, DI PASSARE INNOSERVATO AI MIEI OCCHI? CREDEVI CHE IO NON MI POTESSI ACCORGERE DI NIENTE EH? CAZZO NICK TU SEI IL MIO MIGLIORE AMICO...me ne accorgo sempre quando hai qualcosa che non va, ho rispettato i tuoi tempi, non sono intervenuto perchè speravo che una volta deciso saresti venuto a confidarti con me. Ho aspettato, giorni, settimane, ma tu continuavi a comportarti come se niente fosse successo, alla fine dopo aver passato due mesi ad attenderti ho perso la pazienza. Non posso aiutarti se non mi dici cosa ti è successo, per favore non mentire Nick, parlami-
Gli occhi di Nick fissarono quelli blu del suo migliore amico, abbassò lo sguardo, strinse i denti, dai suoi occhi scesero delle lacrime poi con un filo di voce disse:
-Bri..mi dispiace non posso, non posso dirtelo-
-Nick ti prego-
-No..non posso, non voglio-eslamò infine scappando via.
Brian lo seguì a ruota:
-Nick aspetta fermo Nick-
-Ti prego lasciami in pace-esclamò esasperato mentre le lacrime ormai cadevano inesorabili dai suoi occhi offuscandogli la vista
"Non posso dirtelo Brian, non voglio dirtelo, mi sento sporco solo se ci penso, il loro odore non vuole abbandonarmi nonostante mi faccia la doccia tutte le mattine, non riesco a scacciarlo via non ci riesco."

Le orecchie di Nick continuavano a percepire Brian dietro di lui, lo sentiva correre, e avvicinarsi ogni istante, cercò di accellerare ma le lacrime che stava versando a flotte ne indebolirono la corsa, non riusciva a vedere dove stesse andando, alla fine inciampò e cadde a terra. Brian fu subito accanto a lui, cercò di aiutarlo ma di nuovo Nick lo allontanò.
-Lasciami in pace Brian lasciami in...-
Non riuscì a finire la frase che Brian lo abbracciò
-Ti prego Nick, parlami-
-Non posso Brian non-
-Nick ti prego, dimmelo che cosa ti è successo cosa?-
Alla fine Nick si arrese, si strinse di più a Brian e cominciò a singhiozzare:
-Non volevo che accadesse, ero solo andato in quel Night Club per divertirmi, quando all'improvviso tre ombre mi hanno..mi hanno..non ce la faccio, non posso dirtelo Brian mi dispiace-
-Che ti hanno fatto Nick, dimmelo-
-Non lo sò, credo di non essere stato in me, stavo male, molto male poi ho sentito qualcosa entrarmi dentro poi il buio più completo, non riesco a togliermi il loro odore di dosso non riesco a....Perchè a me, perchè a me!-eslamò stringendosi di più all'amico.
Brian sbiancò, stava per sentirsi male, quello che era successo a Nick era stato terribile e meditava vendetta. sentì la rabbia ribbolirgi in corpo voleva trovare quelle tre ombre che avevano fatto questo al suo fratellino, e farli a pezzi con le proprie mani ma doveva stare lì con lui che aveva bisogno del suo affetto della sua amicizia e non l'avrebbe abbandonato per niente al mondo.
-Coraggio Nicky sfogati, fratellino sfogati-
-Non volevo che succedesse non volevo che..Oddio Brian...cosa mi hanno fatto!-
Negli occhi blu di Brian traspariva la sofferenza più profonda.
-Shh Nick, è tutto finito, shh ci sono io qui adesso-
-Non volevo-
-Shh su dai shh-
Stettero abbracciati per molti minuti, Nick aveva gli occhi chiusi ma non stava dormendo. All'improvviso una voce giunta dal nulla destò entrambi.
-Che cosa diavolo è successo?-
Brian sussultò, alzò il volto e vide la figura di Howie che li guardava allarmato
-E' lunga da spiegare-rispose debolmente Brian accarezzando fraternamente la schiena di Nick avvolta dagli ultimi silenziosi singhiozzi.
-Ho tutto il tempo-rispose Howie sedendosi accanto a lui
-Howie...non credo che sia nè il momento nè il luogo adatto per parlare...vai dagli altri, io e Nick ti raggiungiamo appena possibile-
Howie lo guardò un pò preoccupato, poi annuì recandosi dagli altri.
*§*§*§*
Entrambi stettero abbracciati per un altro minuto, poi Nick decise di alzarsi staccandosi dall'abbraccio dell'amico.
-Nick se vuoi..rimanere ancora qui fa pure, starò con te fino a che non ti sentirai un pò meglio-
Nick guardò il volto del suo migliore amico, abbassò lo sguardo e rispose:
-No è tutto ok adesso, scusami per aver fatto quella scena-
Brian si avvicinò a lui dandogli una fraterna pacca sulla schiena.
-Quale scena, non ho visto nessuna scena Carter-
Nick sorrise debolmente:
-Comunque grazie!-
-Non rigraziarmi bro, è un mio dovere starti vicino, nei momenti no, altrimenti che ci farei al mondo eh?! Apparte cantare per le fans?-
-Già!-
Detto questo Nick seguito dall'amico fecero ritorno allo studio di registrazione.
CAPITOLO 2

A Harder Revelation
La pioggia cadeva ormai da ore.
Nick percorreva a fatica la strada ormai priva di auto.
Ad ogni passo si sentiva mancare la terra sotto i piedi, i suoi occhi azzurri erano lucidi, le sue labbra e il suo corpo tremavano a causa del forte vento freddo che lo colpiva.
"Non posso andare avanti così...non voglio che accada più..."

Nick's Flashback

Ero seduto al tavolo di un locale.
Stavo bevendo una birra, perchè volevo dimenticare, volevo uscire un pò da questo mondo, ma nonostante tutti i miei sforzi non riuscivo in alcun modo a farlo, perchè i sentimenti che provavo erano più forti di una qualsiasi birra, non era possibile scacciarli. Stavo davvero impazzendo.
Non sapevo più dove sbattere la testa. Volevo andarmene, sparire, estraniarmi dalla realtà che mi circondava facendo solo un buco nell'acqua.
"Perchè è accaduto a me, perchè io, perchè l'ho scoperto solo 4 anni fà, perchè?Come farò a dirlo agli altri specialmente a lui, al mio migliore amico"
Mi chiesi affogando tutto in un'altra birra. Nel momento in cui mi accingevo a dare gli ultimi sorsi vidi 4 uomini sulla trentina sedersi al mio tavolo, mi sorrisero e uno di loro, il più grande che aveva dei capelli corti rossici e due occhi neri cominciò a guardarmi con insistenza, vidi sul suo volto nascere un sorriso, poi mi porse la mano dicendomi:
-Ehilà fratello come butta? Piacere io sono Bobby-
Lo scrutai, non capendo perchè si fosse seduto con il suo gruppo proprio al mio tavolo, dato che ce ne erano altri 4 liberi:
-Vi dispiace andarvene voglio stare da solo-risposi a tono
Bobby mi sorrise, guardò i suoi amici poi urlò al barman:
-Ehy tre giri qui per ognuno di noi-
Si rivolse a me:
-Te lo offro io fratello..hai bisogno di qualcosa di più forte, che la birra non ti può dare!-
-Senti io voglio solo essere lasciato in pa...-
Non riuscì a finire la frase che il barman mi mise sotto il naso tre bicchieri di whisky e lo stesso fece con gli altri 4.
-Coraggio bevi-senteziò Bobby
Fui titubante all'inizio ma poi cominciai a bere e a bere.
La testa si fece leggera, quei sentimenti che tanto mi facevano stare male se ne andarono, facendomi sentire libero, finalmente.
Poi non sò cosa fosse successo ma mi ritrovai in una camera da letto.
Percepivo che c'era qualcuno sopra di me, e quel qualcuno mi stava spogliando.
Sentivo quelle mani accarezzarmi quasi dapertutto, sentivo quelle labbra baciarmi il collo, la bocca, il petto.
Alla fine accadde, qualcuno cominciò a penetrare con foga dentro di me, io volevo mandarlo via ma non ci riuscivo. Dopo avvertì altri corpi sopra di me. Il mio collo sudato "assaggiava" quei respiri che pian piano si facevano sempre più ansimanti.
Volevo vedere chi fossero quelle persone ma fu tutto inutile.
La mia vista era sfuocata, percepì il mio respiro farsi più affannoso dalla mia bocca uscirono dei gemiti forzati e l'oscurità mi avvolse.
End Nick's Flashback

Nick scosse la testa, un conato di vomito lo raggiunse, e lui cadde in ginocchio ansimante.
[Sei uno stupido Carter..stupido]
mormorò
L'acqua aveva accellelarato la sua caduta, Nick era inchiodato sull'asfalto.
Voleva alzarsi e camminare ma era tutto inutile il suo corpo era come paralizzato.
[Non riesco neanche più a muovermi ma che mi è successo..che mi hanno fatto..]

Intorno a lui c'era solo acqua, freddo, buio e file e file di ville.
Dun'tratto le sue orecchie udirono l'aprirsi di un cancello.
Sussultò, alzò il viso incontrando il profilo di Brian.
Trasalì, quando il suo amico si voltò verso di lui:
-Ni..Nick.. che ti è successo-gli chiese preoccupato
Il ragazzo si sentì il cuore in gola, cercò di alzarsi sorreggendosi all'inferiata. Una volta in piedi, i suoi occhi azzurri cominciarono a perdere visibilità, le lacrime gli bagnarono il viso. Brian lo guardava preoccupato, quegli occhi blu penetrarono così in profondità nell'animo di Nick che all'improvviso venne avvolto dai sensi di colpa.
Si avvicinò all'amico, le sue mani tremanti si aggrapparono alle sue spalle, poi con voce stanca e rotta dal pianto mormorò:
[Brian..per..perdonami]

Detto questo il buio calò su di lui.
*§*§*§*
La mattina giunse presto in casa Littrell.
Brian si era già dato da fare ai fornelli per prepare delle uova strapazzate e bacon per lui e per Nick, che ancora dormiva nella camera degli ospiti al piano di sotto.
Gli occhi profondi di Brian osservavano vuoti le uove strapazzate che cuocevano in padella. La sua mente tornò alla notte precedente, quando, uscendo di casa per gettare la spazzatura, aveva visto Nick che riversava in uno stato pietoso.
Se lo ricordava come se si fosse fermato il tempo. Il suo migliore amico era bagnato più di un pulcino, nel suo viso erano chiari i segni di stanchezza, i suoi occhi erano colmi di lacrime, mentre le sue labbra e il suo corpo tremavano per il freddo:
"Che ti è successo Nick...poi perchè mi ha detto di perdonarti perchè?"
si chiedeva in continuazione, perchè gli aveva chiesto di perdonarlo? perchè? Scosse la testa, cercando di non pensarci ma era tutto inutile.
Nel frattempo nella camera degli ospiti Nick si svegliò di colpo incontrando il soffitto bianco.
Quasi gli mancò il respiro, temeva di essere ancora in quella camera, ma non appena si voltò a destra e vide una finestra a lui molto famigliare, intuì che era a casa del suo migliore amico, si rassicurò, cercò di alzarsi dal letto ma era tutto inutile.
La testa gli faceva un male cane e la stanza non voleva smettere di girare.
Chiuse gli occhi in attesa che la stanza smettesse di roteare, ma anche tenendo le palpabre serrate continuava a girare e a girare, la sentiva dentro la sua testa, non ce la faceva davvero più:
[Smettila di girare..smettila ti prego]
mormorava
Dun'tratto la porta di camera si aprì.
Nick trasalì, si voltò, le sue palpebre si aprirono incontrando gli occhi blu dell'amico.
Brian indossava solo un paio di boxer blu, e una canotta da basket bianca e azzurra, tra le mani teneva un vassoio portavivande di plexiglas dal colore nero, con sopra, una tovagliolina chiara, un piatto di uova strapazzate, succo d'arancia, latte, bacon e due toast tostati con sopra il burro d'arachidi. Nick sussultò degluttendo a fatica la saliva, poi con calma si alzò incontrando con la schiena lo schienale del letto.
Nick era a petto nudo, un livido gli circondava gran parte del tronco, tirò un respiro, e una fitta gli attraversò le costole, costringendolo a piegarsi in due dal dolore. Brian si avvivcinò a lui, depose la colazione sul comodino di fianco e si recò al suo capezzale.
Gli mise delicatamente una mano sullo stomaco, a quel gesto Nick sussultò, il suo sguardo incontrò quello di lui, il respiro sembrò mancargli per un istante.
"No..non posso dirglielo,chissà cosa penserà di me...Ti prego Brian non chiedermi niente, non chiedermi nulla non riuscirei più a guardarti negli occhi..ti prego Dio fa che non mi chieda niente..."

-Ni..Nick per l'amor del cielo cosa ti è successo-le chiese preoccupato
All'udire quella domanda Nick venne avvolto dallo sconforto.
Non sapeva cosa rispondergli.
Deglutì il groppo improvviso che lo aveva colpito alla gola e con un filo di voce rispose:
-Non è successo niente Bri..non preoccuparti-
Brian scosse la testa, stavolta non avrebbe lasciato che il suo migliore amico continuasse a nascodergli ciò che gli stava accadendo, quindi insistette.
-Nick andiamo non sono stupido, quel livido non può esserti comparso durante la notte-
-E anche se fosse a te cosa cazzo te ne frega-ribattè infastidito cominciando a vestirsi.
Brian rimase interdetto, ma decise di replicare:
-Siamo nervosetti, mi pare...-
-Brian lasciami in pace-obbiettò allacciandosi le scarpe.
A quell'affermazione Brian si irritò e alzò la voce.
-NO, NON TI LASCIO IN PACE FINO A QUANDO, NON TI DEGNERAI DI DIRMI COSA CAZZO TI STA ACCADENDO-
Nick si alzò di scatto, i suoi occhi si insediarono in quelli dell'amico rispondendogli a tono:
-A ME NON STA ACCADENDO UN' ACCIDENTE, VOGLIO SOLO ESSERE LASCIATO IN PACE, SOPRATUTTO DA TE!-
-BHE CADI MALE..PERCHE' NON HO INTENZIONE DI FARE QUELLO CHE MI HAI APPENA DETTO-
-PERCHE' MI FAI QUESTO BRIAN PERCHE'-urlò con occhi lucidi
-IO NON TI STO FACENDO NIENTE NICK, QUINDI PER L'AMOR DI DIO DIMMI COSA TI STA ACCADENDO, DIMMELO TI PREGO-implorò
Nick si sentì stringere il cuore.
Abbassò lo sguardo, delle lacrime stavano per scendergli dagli occhi, le sue labbra cominciarono a tremare, deglutì la saliva, alzò il viso scontrandosi con quello dell'amico e con un filo di voce mormorò:
[Io..io..sono g..gay]

-Che cosa?-chiese titubante
A quella frase Nick si sentì mancare la terra sotto i piedi, strinse i pugni, e con la voce rotta dal pianto urlò:
-HAI SENTITO BENISSIMO BRIAN! SONO GAY, HAI CAPITO, GAY! SEI CONTENTO ADESSO? PERCHE' MI HAI FATTO QUESTO! PERCHE'.
ERI IL MIO MIGLIORE AMICO..PERCHE' MI HAI COSTRETTO A DIRTELO PERCHE'? TI AVEVO SOLO CHIESTO DI LASCIARMI IN PACE!-
Detto questo abbassò lo sguardo e corse via.
Brian rimase lì immobile, sotto shock.
Voleva rincorrerlo, ma il corpo non aveva intenzione di obbedirgli.
Nella sua mente rimbombavano ancora le parole che Nick gli aveva appena rivelato. Sbiancò, le gambe si fecero molli, deglutì la saliva, poi cercando di non cadere a terra si sedette sulle letto.
Scosse la testa, ancora chiaro ai suoi occhi c'era il volto del suo migliore amico, del suo fratellino intriso di lacrime, i sensi di colpa lo raggiunnsero, imprigionandolo.
"Lui è il mio migliore amico, perchè l'ho lasciato andare? Perchè non gli sono corso dietro?
Perchè? Era sconvolto, e come gli sono stato d'appoggio? Lasciandolo andare come se fosse un estraneo, una persona che non conoscevo...Oddio scusami amico mio, scusami Nick"
pensò con gli occhi lucidi.
CAPITOLO 3

An Acknowledgment That Torn The Heart
Mark un ragazzo di 22 anni dai capelli neri corti e due occhi blu, stava avendo un accesa discussione con un ragazzo:
-COME HAI POTUTO FARMI UNA COSA DEL GENERE!-
urlò al colmo della rabbia e della delusione
-MARK NON E' COME PENSI TU-sentenziò l'accusato
-SENTI, NE ABBIAMO GIA' PARLATO SEAN, HO VISTO TUTTO CON I MIEI OCCHI COME HAI POTUTO FARLO, COME! MI FIDAVO DI TE-ribattè con occhi lucidi
Sean guardò gli occhi del suo migliore amico in essi lesse tutta la sua sofferenza, l'amarezza, la rabbia ma sopratutto la delusione che in lui aveva procurato.
I sensi di colpa lo raggiunsero. Abbassò i suoi occhi verdi, un ciuffo castano gli avvolse debolmente l'orecchio, la sua bocca si aprì e con le labbra tremanti provò a parlare:
-Mark ti..prego perdonami-implorò
Mark sussultò, lo guardò con disprezzo misto a delusione poi, voltandogli le spalle parlò:
-Mi fai schifo, se..sei morto per me, MORTO hai capito!-
Nel momento in cui Sean lo vide sparire dalla sua vista, le lacrime cominciarono a scendergli dagli occhi. Lui se ne stava andando, stava uscendo definivamente dalla sua vita e non voleva questo.
"Non..ti lascerò andare Mark."

Scosse la testa, prese un bel respiro e cominciò a correre per raggiungerlo.
Una volta giunto alle sue spalle gli afferrò il braccio.
Mark sussultò, scrollandoselo di dosso, ma Sean riuscì nuovamente ad afferrarlo per entrambe le braccia, facendogli sbattere la schiena contro il muro, e senza dargli il tempo di reagire lo baciò. Nel momento in cui le sue labbra colpirono quelle di Mark quest'ultimo senza farselo ripetere ulteriormente, se lo allontanò buttandolo a terra poi in lacrime urlò:
-SEI MORTO, HAI CAPITO, MORTO-
lo guardò un ultima volta con disprezzo poi scappò.
Sean rimase lì immobile, sperava di rivederlo tornare, ma questo non accadde, se ne era andato. Tra loro era finita sul serio, non sarebbe mai più ritornato da lui, mai più.
*§*§*§*
"Non riuscirò più a guardarlo negli occhi, mai più"
si chiedeva fino all'esasperazione Nick. Erano passate 12 ore da quando a casa di Brian lui gli aveva rivelato di essere gay.
I suoi occhi da quel momento non volevano smettere di far sgorgare lacrime, la sua mente non faceva altro che ricordargli lo sguardo che aveva Brian nel momento in cui le sue labbra avevano pronunziato quella parolina di tre lettere.
Scosse la testa cercando di non pensarci, i suoi piedi affondavano sulla sabbia, mandandolo avanti senza una meta precisa.
Era stanco, aveva bisogno di tornare a casa, farsi una doccia e dormire, ma non ne aveva la forza, non sarebbe riuscito la mattina dopo a recarsi in studio di registrazione e incontrare lo sguardo indagatorio, intenso e profondo della persona che gli faceva battere il cuore ormai da ben 4 anni. Ancora chiaro alla sua mente vi era il momento in cui aveva capito di amarlo.
"Me lo ricordo ancora quel momento, come se fosse accaduto ieri"

Nick's Memories

Non avevo mai capito se gli volevo bene come amico o forse c'era qualcosa di più, ovvero amore, non lo sapevo e a quel tempo il solo pensarci mi faceva arrossire. Molte volte mi ritrovavo a guardarlo senza che lui se ne rendesse minimamente conto, più lo guardavo, più mi piaceva, si mi piaceva tutto di lui, ma credevo che la mia infatuazione per lui era dettata solo dal fatto che lo ammiravo, l'ammiravo molto e volevo essere come lui, lo consideravo un fratello maggiore e un modello da imitare.
Eravamo amici per la pelle da molti anni, ed ogni anno la nostra amicizia si rafforzava sempre di più, e dentro di me aumentavano i dubbi dei miei sentimenti verso di lui, non riuscivo a capire: l'amavo o gli volevo bene? Non ero gay, e lui mi aveva fatto capire involontariamente che era etero in tutti i sensi. Persi il conto di quante volte, non appena lo vedevo parlare con qualche fan e sorridergli dolcemente come solo lui sapeva fare la gelosia che provavo. Inconsciamente volevo che quel sorriso fosse rivolto anche a me. Lui mi sorrideva molte volte, ma non era lo stesso sorriso che regalava a tutte le fans.
Poi una notte accadde senza che me ne rendessi minimamente conto.
Stavamo rientrando in hotel dopo un concerto, io da un paio di settimane non ero molto in forma, ma grazie alle vitamine che mi sommistrava il dottore del gruppo, riuscivo a reggermi in piedi, finendo in gran carriera il concerto, ma quella notte fu diverso.
Non sò bene come successe, ma durante il tragitto in macchina, la testa cominciò a girarmi, Brian che era accanto a me notò subito che mi stava accadendo qualcosa, quindi si preoccupò:
-Ehy Nicky stai bene?-
Nicky, così mi chiamava da un paio di anni, adoravo quando mi chiamava a quel modo perchè lo diceva con dolcezza quasi fraterna.
Sussultai, non volevo dirgli che stavo poco bene quindi mi sforzai di guardarlo negli occhi.
Il suo volto cominciava a farsi sfuocato, mi spaventai quindi cercai di fare finta di nulla e risposi:
-Tutto bene Bri, non preoccuparti, sono solo stanco-
Detto questo poggiai il capo al finestrino cercando di chiudere gli occhi per un secondo. Ma dentro la testa percepivo che tutto intorno a me girava, quindi li riaprì, incontrando l'asfalto, che si raddoppiava e quadruplicava ogni istante.
Cominciai ad avere dei leggeri brividi di freddo. Dentro di me a poco a poco sentivo crescere il fuoco, non riuscivo a resistere a quel calore, le mie palpebre si chiudevano, e io tentavo di riaprirle.
Lottai per altri 5 minuti. Non vedevo l'ora di giungere all'hotel perchè stavo per perdere i sensi, ero arrivato al limite della sopportazione, ma per fortuna l'auto si fermò, io non capì:
-Eccoci arrivati Nick!-senteziò Brian
Sussultai, aprendo la portiera dell'auto e uscì cercando di non cadere a terra, ma fu tutto inutile.
I miei occhi non riuscivano più a capire dove stessi andando, vidi Brian di fronte a me era completamente sfuocato. Lui mi stava parlando ma non sentivo quello che diceva, alla fine senza rendermerne conto, venni avvolto dal buio, percepì qualcuno sorreggermi, e chiamarmi, ma la sua voce a poco a poco scomparve dalle mie orecchie e l'oscurità completò il suo processo.
*§*§*§*
Delle voci in lontananza si presentarono dentro la mia testa:
-Come stà?-
-Non migliora affatto, sono preoccupato-
Sussultai quella voce nonostante fosse quasi incomprensibile capì che era del mio migliore amico.
-Ti dò il cambio, è da 6 ore che gli stai accanto-
-No, non importa Kevin ce la faccio ancora-
-Sei sicuro?-
-Si, sicurissimo-
-Va bene comunque cerca di riposarti un pò, non voglio che ti senta male anche tu-
-Non preoccuparti-
Detto questo udì dei passi allontanarsi, e infine una porta chiudersi.
Volevo aprire gli occhi ma per uno strano motivo non ci riuscivo, cominciai ad ansimare ed agitarmi sotto le coperte, dun'tratto percepì un panno imbevuto d'acqua bagnarmi la fronte.
La mia bocca si aprì lentamente e mormorai:
[Brian..Brian..mi dispiace..]

Percepì la sua mano sulla mia guancia:
-Tranquillo Nick, non è successo niente sono con te-mi disse
[Brian]

- Shhh Nick cerca di riposare, la febbre ti passerà shhh-
Passarono svariati minuti, forse ore, e ad ogni minuto sentivo Brian che mi copriva la fronte con il panno d'acqua fredda.
*§*§*§*
All'improvviso, avvertì sul mio viso un calore, che mi costrinse a svegliarmi.
I miei occhi si aprirono incontrando il soffitto bianco. Non ricordavo cosa fosse successo, ma sapevo dove mi trovavo.
Sulla mia fronte riposava un panno umido. Mi voltai, ed incontrai Brian, stava dormendo con la testa sopra il mio braccio, cercai di non muovermi per timore di svegliarlo e mi misi ad osservarlo: i raggi solari gli illuminavano delicatamente ogni lineamento del viso addolcendoglielo, i miei occhi guardavano le sue labbra, i suoi capelli e le sue palpebre chiuse e rilassate. Avvicinai la testa a quella sua e chiusi gli occhi. Intorno a me c'era il silenzio più assoluto, riuscivo a percepire il suo respiro pesante. Sorrisi, lo guardai un ultima volta e capì che lui era davvero importante per me.
Non avevo più dubbi lo amavo, lo amavo più di qualunque cosa al mondo, volevo baciarlo ma mi tratenni nel farlo. Dentro di me molti pensieri cominciarono a nascere, io non gli sarei mai piaciuto, non avrebbe mai voluto stare con me, se non come amico, ero gay e lui etero non potevo assolutamente provare amore per lui, ma purtroppo era così. Venni avvolto da un infinità di dubbi e paura, quindi a mio malincuore decisi di reprimere i miei sentimenti, di non rivelare a nessuno la mia sessualità, ma di continuare a vivere la mia vita come se non fosse mai accaduto nulla. Lo baciai sulla fronte con le lacrime agli occhi
"Perchè è successo tutto questo..perchè a me..perchè"
pensai per poi riportare la testa sul cuscino e attendere che Brian si svegliasse.
Le lacrime che stavo versando divennero silenziose, era il mio cuore a piangere.
End Nick's Memories Pov

Nick scosse la testa per scacciare quel ricordo che tanto gli aveva cambiato la vita.
Credeva di poter resistere, si era convinto di farcela a reprimere i sentimenti che provava per lui ma da come stavano andando le cose era arrivato al limite. Non poteva ogni santissima notte uscire, andare in un night club o un pub e bere fino a scoppiare per poi ritrovasi qualche mattina in un letto di un motel, con la testa che gli scoppiava. Ormai era conosciuto da quasi tutti i gay single della città, che facevano a gara per riuscire ad accalappiarselo.
Era un buon partito, bello, famoso, ricco ma sopratutto facile.
Molte notti Nick beveva e tornava a casa senza compagnia, ma altrettante volte si ubriacava talmente tanto per reprimere quei sentimenti, da non rendersi conto che mentre lui continuava a soffrire ad ogni sorso per Brian, alcuni se ne aprofittavano offrendogli drink con sostanze stupefacenti al suo interno per renderlo innoquo. Dopo lo portavano a casa propria, o magari lo conducevano nei privè del night club dov'erano, o semplicemente lo portavano in macchina e cominciavano a farselo, e Nick non riusciva ad opporre resistenza perchè la sua mente era altrove, era da Brian, pensava ai suoi occhi, alla sua voce, alla sua bocca, alla sua personalità, al suo profumo e senza volerlo nel momento in cui l'estraneo entrava dentro di lui, piangeva, continuando a ripetere dentro di sè:
"Perchè mi fai questo? Perchè..non riesco a toglierti dalla mia testa, perchè?"

-Non ce la faccio, non ne posso più, ho bisogno di Brian, lo amo, lo amo e voglio lui, VOGLIO LUI!-urlò cadendo pesantemente con le ginocchia sulla sabbia cominciando a piangere e a piangere come un bambino. I suoi singhiozzi erano così forti da confondersi completamente con l'oceano.
In quella silenziosa notte, quello che piangeva non era più il suo cuore ormai stanco di versare lacrime silenziose ma era lui, si lui, che stava gridando al mondo intero tutta la sofferenza repressa in 4 anni. Non ne poteva davvero più, aveva cercato di dimenticarlo ma i suoi occhi ogni mattina in studio di registrazione lo incontravano, e i suoi sentimenti aumentavano senza dargli requie. Era tutto diventato insormontabile per lui, un punto di non ritorno, che lo avrebbe portato a poco a poco a cadere in un baratro.
-Non ce la faccio..non ce la faccio-ripeteva tra i singhiozzi
*§*§*§*
Dopo un' intermiabile ora passata a piangere sulla sabbia umida a causa dell'alta marea.
Un debole e spossato Nick si alzò abbattuto da terra e intraprese i primi passi che lo avrebbero condotto finalmente a casa. Aveva deciso di non andare in studio di registrazione per un tempo indeterminato:
-Non voglio incontrare il suo sguardo di disprezzo e pregiudizio nei miei confronti, non lo sopporterei, non ce la farei!-
Deglutì pesantemente il groppo attanagliatosi in gola e affrettando il passo scomparve nell'oscurità della notte.
Camminò per quasi mezz'ora fino a ritrovarsi nel quartiere antecedente quello dove abitava. Il freddo si faceva sentire sempre di più, Nick era stanco e debole non aveva toccato cibo dalla mattina, e il suo corpo cominciava a dare i primi segni di cedimento: le gambe si muovevano a fatica, la testa gli girava e gli occhi perdevano visibilità, quello che vedeva davanti a sè era completamente sfuocato, si appoggiò ad un angolo e attese che la testa smettesse di girargli. Una volta accaduto, strinse i denti e riprese il cammino.
Arrivò un pò barcollante ad un vicolo, un giramento lo avvolse, perse l'quilibrio ma qualcuno riuscì a prenderlo in tempo:
-Stai bene?-chiese una voce molto profonda e adulta
Nick sussultò, si voltò incontrando una figura sfuocata maschile. Chiuse gli occhi, li riaprì e vide che la persona che lo aveva soccorso era un uomo di circa 30 anni, molto robusto e alto, dai capelli corti castani scuri e occhi color nocciola. I suoi lineamenti erano spigolosi e leggermente arrotondati, la sua bocca era sottile e avvolta in una leggera barbetta.
Indossava un giaccone in piuma d'oca nero che gli stringeva i fianchi, i suoi jeans erano neri e un pò stracciati, ai piedi portava un paio di scarpe con la punta di ferro.
Nick lo guardò meglio, stava per avere un altro giramento ma resistette e parlò:
-Sto bene grazie, ho avutro solo un giramento di testa-
L'uomo si avvicinò a lui, l'osservò:
-Se vuoi ti offro qualcosa da mangiare casa mia è qui vicino-
Nick cercò di sorridere poi rispose:
-No grazie..non importa sto bene-
L'uomo lo guardò meglio:
-Okay, sei Nick Carter vero?-
Nick annuì
-Senti mia figlia è una tua grandissima fan, ti dispiace farmi un autografo?-
Nick stava male, però cercò di resistere:
-Si volentieri-
L'uomo gli sorrise grato:
-Grazie mia figlia sarà contenta-rispose porgendogli una penna e dopo un mini block notes preso da una tasca interna
Nick afferrò entrambi:
-Come si chiama sua figlia?-
-Natalie-
-Oh bel nome..-esclamò scrivendo sul foglio.
Una volta fatto questo gli sorrise ridandogli il tutto, lo salutò e svoltò l'angolo.
In quel preciso istante l'uomo gli afferrò il braccio.
Nick trasalì, voltandosi verso di lui:
-Aspetta Nick scusa-
-Cosa c'è-rispose infastidito non vedeva l'ora di andare a letto era troppo stanco.
-Sai in verità l'autografo era una scusa, vorrei qualcos'altro da te-
Nick si spaventò, stava per reagire ma quell'uomo all'improvviso lo baciò.
Non appena quelle labbra toccarono le sue, Nick con tutta la forza che aveva in corpo si scrollò l'uomo di dosso, cercando di scappare ma fu tutto inutile, perchè lui lo afferrò nuovamente e lo "gettò" contro un cassonetto facendogli sbattere la schiena.
A Nick mancò il respiro per 5 secondi a causa dell'impatto, poi si lasciò scivolare a terra dolorante.
L'uomo allora si inginocchiò davanti a lui a gambe divaricate, gli baciò il collo, Nick era semicoscente, quindi non poteva fare niente era alla sua mercè.
Sentì le braccia e le mani di quell'uomo alzarlo da terra per poi adagiarlo metri più in là nei sedili posteriori di un van. All'improvviso capì che stava succedendo e non voleva, quindi cercò di togliersi di dosso quell'uomo, ma era una missione impossibile visto che era il doppio di lui.
[La..lasciami non voglio]
mormorava agitandosi sotto quel peso
-Stai fermo, non voglio farti niente, fermo-
-LASCIAMI, TI HO DETTO DI LASCIARMI- urlò scalciando come un pazzo.
L'uomo perse la pazienza: lo tirò fuori dall'auto e gli fece sbattere la fronte sul cofano, l'impatto non fu forte, ma lo fu abbastanza per intontirlo e renderlo innoquo.
Era alla sua mercè, non riusciva in alcun modo a reagire, avvertì quelle grandi e pesanti mani incallite, girarlo a pancia in su, e sganciargli i jeans mentre la sua bocca lo baciava con veemenza sul collo:
Nick srtinse gli occhi cercando di non far uscire mormorii forzati di piacere.
-Non voglio, ti prego, non voglio più-implorava
-Shh buono, farò veloce-
[No]
mormorava
Trasalì non appena percepì la mano dell'uomo sotto la sua pancia, era giunto il momento e lui non voleva, non voleva quindi urlò:
-NOOO NON VOGLIO NO!!!-
L'uomo lo afferrò per sbatterlo nuovamente sul cofano, ma qualcosa o qualcuno glielo impedì, togliendoglielo di dosso, Nick una volta libero scivolò giù di schiena dall' auto, fino a toccare terra, tremava come una foglia.
Aprì gli occhi la vista era offuscata ma vedeva la sagoma di un ragazzo vestito di nero, prendere a cazzotti quell'uomo, che una volta gettato a terra scappò via di corsa lasciando l'auto lì.
Sussultò quando vide quel misterioso ragazzo avvicinarsi a lui.
Cercò di alzarsi sorrengendosi all'auto.
Una volta in piedi, i suoi occhi azzurri un pò ottenebrati incontrarono quelli blu di lui, Nick scosse la testa cercando di capire chi fosse, e ci riconobbe Brian, gli occhi si velarono di lacrime, fece qualche passo verso di lui. Era a pochi cm dal suo viso. e senza rendersene conto le sue labbra sfiorarono quelle di lui, la vista scomparve e tra le lacrime mormorò:
[Brian..ti prego non respinger...]

Non riuscì a terminare la frase che perse i sensi finendogli tra le braccia.
CAPITOLO 4

Do You Scorn Me So Much?
Mark indossava ancora i vestiti della notte prima, ovvero un paio di jeans scuri, e una felpa bianca senza zip, i suoi piedi nudi salivano silenziosi le scale in parquet marrone scuro che lo avrebbero condotto ai piani di sopra.
Una volta raggiunta la meta, svoltò a destra e proseguì fino alla fine del corridoio dove risiedeva camera sua. Cercando di fare il minimo rumore aprì la porta di uno spiraglio quanto gli bastava per affacciarsi completamente con la testa.
I suoi occhi blu incontrarono il viso addormentato di Nick, sussultò, alla sua mente riaffiorarono il bacio che accidentalmente Nick gli aveva dato, e la frase che gli aveva mormorato disperato prima di svenire ovvero "Brian ti prego non respingermi" ancora non riusciva a capacitarsene, però provava "pena" per lui doveva soffrire molto visto il gesto involontario che aveva fatto.
"E' molto carino"

Scosse la testa non era il momento di fare apprezzamenti su di lui.
Entrò, si sedette per un attimo sulla poltroncina di fianco al letto, lo guardò, e riguardò per una manciata di secondi, gli faceva molta tenerezza, voleva accarezzarlo ma frenò nel farlo. Dentro di lui era ancora fresco il dolore che Sean gli aveva procurato, non voleva affezzionarsi ad un altra persona.
In quel preciso istante Nick si voltò dalla parte opposta. I suoi occhi colpiti dai raggi del sole che filtravano attraverso le tende bianche di lino, lo costrinsero a svegliarsi, incontrando la finestra.
Sussultò intuendo che la camera dove aveva dormito non era la sua.
Chiuse gli occhi e mormorò aflitto:
[Oh no è accaduto di nuovo]

Mark nel suo piccolo era riuscito a sentire quindi parlò:
-Buongiorno, come ti senti?-
Non appena quella voce calda e profonda gli raggiunse le orecchie Nick trasalì.
Si voltò verso di lui, incontrando i suoi occhi blu. Sobbalzò sedendosi sul letto mentre con le coperte si coprì la vita.
Mark gli sorrise:
-Tranquillo non voglio farti nulla-
Il ragazzo deglutì la saliva e un pò titubante parlò:
-Chi..chi sei tu, l'ultima cosa che ricordo era quell'uomo che mi aveva sbattuto sul cofano e poi il buio totale-
Mark sussultò, voleva dirgli che lo aveva baciato senza accorgersene ma lasciò perdere, in fin dei conti Nick non si ricordava niente e poi loro due non si conoscevano.
Respirò, e cercò di parlare con disinvoltura.
-Una cosa per volta, piacere sono Mark-rispose porgendogli la mano
Nick all'inizio stette sull'attenti, poi non appena lui gli sorrise, capì che non poteva fargli del male, quindi rispose alla stretta.
Nel momento in cui le loro mani si strinsero percepì una strana sensazione come se lo conoscesse da tempo e lo stesso accadde a Mark ma nessuno si degnò di dirlo.
-Suppongo che se mi trovo a casa tua, quell'uomo non ha completato l'opera-
-Infatti, sono giunto in tempo-
-Quindi mi hai salvato..ti ringrazio-
-Non c'è di che. Per fortuna che mi trovavo a passare di lì. Comunque bando alle ciance come ti senti?-
-Bene, grazie-rispose non molto convinto
-Prova ad alzarti, ti dò una mano se vuoi-disse Mark accingendosi ad aiutarlo.
Nick lo allontanò:
-No..grazie faccio da solo-rispose alzandosi.
Un capogiro lo prese all'improvviso, fu Mark che lo sorresse:
-No, non stai affatto bene. Coraggio reggiti a me, da quanto è che non mangi?-
-Non lo sò, forse 24 ore-
-Ascolta, purtroppo non ho il vassoio portavivande, quindi devi scendere per fare colazione. Ti sorreggerò io-
-Non c'è bisogno posso camminare da solo-
-Più o meno è la stessa cosa che mi hai detto poco fà. Coraggio poche storie, reggiti a me-
Nick voleva desistere, ma la camera non smetteva di girare quindi si lasciò aiutare.
*§*§*§*
In meno di 10 minuti entrambi erano impegnati a fare colazione.
Mark si stava gustando un caffè, mentre Nick aveva sotto il naso una tazza di cereali, e continuava a fissarla senza battere ciglio, tant'è che i cereali in superfice stavano per divenire molli.
-Non mi hai detto come ti chiami!-chiese Mark
All'udirlo Nick si destò, sorrise un pò imbarazzato, poi rispose:
-Si scusami piacere mi chiamo Nickolas, ma tutti mi chiamano Nick-
-Posso farlo anche io?-
-Certamente, cosa posso fare per ringraziarti? Ti sono debitore-
Mark guardò Nick che gli sorrise, colpendolo nel profondo aveva un volto molto dolce, deglutì la saliva poi parlò:
-Non mi devi niente-
-Okay come vuoi tu-
-.......-
-Mark..mi puoi dire cosa è successo quando sei arrivato?-chiese abbassando lo sguardo
Mark sussultò, bevve l'ultimo sorso di caffè, e rispose:
-Stava per gettarti nuovamente sul cofano, sono riuscito a fermarlo. Abbiamo fatto a botte poi sono riuscito a buttarlo a terra e lui è scappato via come un fulmine, mi sono avvicinato a te per vedere come stavi. Tu ti sei alzato, sei venuto verso di me, mi sembra che stavi piangendo poi mi hai chiamato Brian e mi hai detto di non respingerti e mi sei svenuto tra le braccia-
-Oddio...scusa-
-Non importa non hai fatto niente di male, vedevo che non eri del tutto lucido, comunque chi è Brian, il tuo ragazzo?-
All'udire quella parola Nick venne avvolto dalla tristezza, stava per piangere ma resistette.
-Nessuno, non ne voglio parlare, non vog...-
Non riuscì a terminare la frase che il cellulare che aveva nella tasca posteriore dei suoi jeans vibrò, sussultò, con mano tremante prese il telefonino, e guardò sul display chi lo stesse chiamando.
Era Brian, scosse la testa gli occhi si fecero lucidi, stava per riattaccare, non voleva sentirlo, ma il cuore era più forte quindi senza rendersene conto rispose:
-Pronto-senteziò irresoluto
Dall'altra parte Brian percepì il tono intimorito dell'amico e parlò:
-Nick...ascolta, ti chiedo scusa-
Nick sussultò senza rispondere
-Ti prego dimmi qualcosa-implorò
Nick fremette poi rispose:
-Lasciami stare per un pò, sò che mi disprezzi per quello che sono-
-No Nick non ti disprezzo, non mi importa niente se non sei etero, io sono tuo amico ti voglio bene, scusami per non esserti stato vicino quando mi ha rivelato la tua sessualità ma sono rimasto sconvolto-
-A quanto pare te ne importa, non ti ricordi come mi hai guardato appena te l'ho detto? Eh non te lo ricordi-
-Nick no, aspetta fammi parl..-
-No stai zitto, mi hai guardato con disprezzo Brian, eri il mio migliore amico, mi hai giudicato, io ti avevo solo chiesto di lasciarmi in pace, ma tu hai insistito, volevi che ti dicessi cosa mi stava turbando, e l'ho fatto, non sono etero, ti diverti tanto a rinfacciarmelo....-
Nick fece una pausa, le lacrime scesero dai suoi occhi. Riportò la bocca al cellulare e con voce tremante e debole rispose:
-Mi hai fatto sentire diverso Brian, lo hai fatto e quel che è peggio è che non te ne sei minimamente reso conto, mi disprezzi così tanto?-
All'udire quella frase a Brian cadde il mondo addosso. Gli occhi si fecero lucidi, sospirò e con un filo di voce disse:
-No non è come pensi, io non ti disprezzo affatto, Nick mettitelo bene in testa-
Nick singhiozzò debolmente, poi parlò:
-Non riesco a crederti, non ci riesco-
Detto questo terminò la chiamata. Spense il cell e lo ripose in tasca.
Si asciugò lievemente le lacrime con la manica della felpa bianca che indossava, e cominciò a mangiare in silenzio i suoi cereali ormai molli.
Mark aveva assistito senza volerlo a tutta la scena, voleva consolarlo ma non sapeva bene con che parole cominciare, ci pensò su per un paio di minuti poi proferì parola:
-Da quanto lo sai?-
Nick sussultò, deglutì la saliva poi aprì bocca:
-Da 4 anni, è successo all'improvviso, io..io non sapevo cosa fare, non sapevo come comportarmi..avevo paura ed ho tutt'ora paura, non riuscirò mai ad accettare questa mia sessualità, non ce la farò mai, non posso, non posso-
Mark capì che doveva sfogarsi con qualcuno della sua stessa orientazione sessuale, quindi, si avvicinò con la sedia a lui, gli mise un braccio sulla spalla e parlò:
-Io lo sò da quando avevo 15 anni-
Nick trasalì, i suoi occhi si alzarono per la prima volta dalla tazza dopo la telefonata incontrando quelli di Mark:
-E tu riesci ad accetarlo?-
-Ne vado fiero Nick-
-Come ci riesci?-
-Non lo sò da cosa dipenda, ognuno la vive in modo diverso. Quando lo scoprì stetti male per un anno non riuscivo ad accettarlo, poi col passare del tempo ci sono riuscito, ce la farai anche tu!-
-No..non ce la posso fare, non posso farcela-
-E perchè?-
-Perchè...la persona che amo...-
-E' etero giusto?-
Il ragazzo annuì.
-Lo amo da 4 anni, ho cercato di reprimere i miei sentimenti ma non ce l'ho fatta, non riesco più a vivere così. Non ce la faccio, ogni giorno mi sento cadere sempre più giù, toccherò il fondo me lo sento...non sò cosa fare, non sò niente, sò solo ch..-
Non riuscì a finire la frase perchè Mark l'abbracciò.
Nick rimase stranito da quel gesto, voleva staccarsi ma non lo fece, perchè in un qualche modo lui riusciva a capire la sua sofferenza. Era l'unico conosciuto da poco più di un' ora in grado di aiutarlo, non doveva più ricorrere all'alcool per liberarsi dai quei sentimenti repressi che lo buttavano giù ogni istante, quindi si strinse a quell'abbraccio e pianse, pianse fino a che quelle paure e quei dubbi che da sempre lo attanagliavano decisero di lasciarlo in pace almeno per un pò.
CAPITOLO 5

You Made Me Feel So Different
Due settimane dopo.
Casa Carter ore 7pm
Nick aveva da poco terminato di farsi una bella doccia rilassante, dai suoi capelli corti cadevano delle goccioline d'acqua che gli bagnavano delicatamente il viso, non indossava un accappatoio ma un'asciugamano bianco legato in vita.
Uscì dal bagno, si recò in camera e accese lo stereo dal quale uscì crescendo una musica leggermente ritmata che continuò con le parole:
"Somewhere there's speaking
It's already coming in
Oh and it's rising at the back of your mind
You never could get it
Unless you were fed it
Now you're here and you don't know why
But under skinned knees and the skid marks
Past the places where you used to learn
You howl and listen
Listen and wait for the
Echoes of angels who won't return
[Chorus]
He's everything you want
He's everything you need
He's everything inside of you
That you wish you could be
He says all the right things
At exactly the right time
But he means nothing to you
And you don't know why
You're waiting for someone
To put you together
You're waiting for someone to push you away
There's always another wound to discover
There's always something more you wish he'd say
[Chorus]
But you'll just sit tight
And watch it unwind
It's only what you're asking for
And you'll be just fine
With all of your time
It's only what you're waiting for
Out of the island
Into the highway
Past the places where you might have turned
You never did notice
But you still hide away
The anger of angels who won't return
[Chorus]
I am everything you want
I am everything you need
I am everything inside of you
That you wish you could be
I say all the right things
At exactly the right time
But I mean nothing to you and I don't know why
And I don't know why
Why
I don't know "

Per tutto il tempo della canzone Nick non aveva fatto altro che fissare il vuoto e pensare nuovamente a lui, a Brian.
La cosa lo lasciò alquanto perplesso perchè era la prima volta da quando si era sfogato a casa di Mark (settimane addietro), che si era ritrovato a pensare a lui.
Dopo quella mattina Nick e Mark avevano cominciato a conoscersi e quindi a diventare amici, e tutte le sere specialmente nel weekend uscivano insieme per recarsi in qualche locale, al cinema o magari a stare a casa di uno o dell'altro per sfidarsi alla playstation, o a vedere il football e altre cose. Nick dopo tanto soffrire aveva trovato qualcuno che riusciva a capire quello che provava, e gli era di molto aiuto, visto che quando stava con lui pensava raramente a Brian.
I suoi sentimenti non erano affatto cambiati anzi, però non soffriva più come prima, e la cosa lo rendeva felice.
Ma ora si era ritrovato a pensare al suo amato, tutto a causa del ritornello della canzone dei Vertical Horizon, Everything You Want che gli martellava la testa come nessun altro:" He's Everything You Want, He's Everything You need, He's everything inside of you, That You wish You could be...."
Nick scosse la testa cercando di non pensarci. Sapeva che una volta lasciato campo libero a quei sentimenti che a fatica aveva cominciato a sopportare, grazie al sostegno e alla comprensione di Mark, sarebbero ritornati più forti di prima distruggendolo nuovamente, e la cosa stava accadendo.
Il ritornello lo martoriava, i sentimenti repressi cominciarono a propagarsi per tutta la sua testa ma sopratutto per tutto il suo cuore. Stava scoppiando, ma per fortuna il campanello si fece sentire.
Nick sussultò, uscì di camera così com'era ovvero capelli ormai umidi e asciugamano alla vita. Scese le scale e aprì la porta trovandosi davanti Mark, che vedendolo leggermente svestito si attizzò un pò. Sapeva che era carino, ma non l'aveva mai visto a torso nudo prima di allora, dentro di sè qualcuno si stava svegliando, cercò di contenerlo, ci riuscì, ma la sua attenzione non riusciva a distogliersi da Nick.
I suoi occhi blu gli scrutavano ogni centimetro dell'addome, vedeva le ultime gocce d'acqua scivolargli lungo il viso, prosenguendo per il collo, i pettorali, e infine l'ombellico voleva saltargli addosso, dentro la sua testa cominciarono a formarsi scene di lui e Nick insieme, nudi petto a petto, voleva che le sue mani accarezzassero quel collo, che le sue labbra baciassero quelle sue carnose che adorava, voleva che la sua lingua prendesse possesso del suo palato, del suo corpo, desiderava udire la voce di Nick che gridava voglioso il suo nome, lo desiderava così tanto più di quanto si immaginasse, era attratto nel profondo da lui. Lo voleva baciare, voleva almeno provare la sensazione delle sue labbra e della sua lingua dentro di lui ma si tratenne.
"Oddio sapevo che era bello ma così. Coraggio Mark resisti, siete amici, lui è gay come te ma il suo cuore appartiene ad un' altro, poi tu ti sei lasciato da poco con Sean, non puoi fantasticare su di lui..Ti prego Nick, non guardarmi, non guardarmi con quegli occhi non riuscirò a frenarmi"
Scosse la testa, portò i suoi occhi su Nick trattenendo i suoi bollenti spiriti e sorrise:
-Allora mi fai entrare o mi lasci qui sulla porta?-
-Su entra-rispose Nick cedendogli il passo per poi dirgli:
-Scusami...vado a mettermi qualcosa di più decente addosso che non sia un asciugamano-
Mark lo guardò annuendo:
"Mi vai bene anche così Nick...Dio guarda quella schiena, Non te ne andare Nick, ti..., oddio ma che cazzo pensi Mark, toglitelo dalla testa"

Non appena Nick scomparve ai piani di sopra, tirò un respiro di sollievo, si alzò e corse in cucina a freddare i bollenti spiriti che avevcano cominciato a svegliarsi.
*§*§*§*
Dopo 5 minuti Nick scese giù in salotto.
Mark era seduto sul divano indossava una felpa azzurro chiaro quasi sul turchese non molto accesa, jeans chiari sfumati, un paio di scarpe da ginnastica nere e bianche.
Non appena udì i passi di Nick che si stavano avvicinando si voltò, e lo vide in tutto il suo splendore:
Indossava un golf a felpa color panna con cappuccio, non molto scura, punteggiata di marroncino chiaro, un paio di jeans non molto larghi scuri stracciati alle ginocchia, e un paio di nike grige sfumate di bianco e nero.
Stava benissimo, Mark era rimasto quasi a bocca aperta, stava facendo la figura del salame, quindi decise di parlare:
-Ti stanno bene questi vestiti Carter-
Nick un pò imbarazzato, rispose:
-Grazie, anche tu non sei niente male, farai strage di ragazzi stasera-
-(Vieni a letto con me) Ahem...Qui quello che ha il record di stragi in una settimana sei tu. Comunque non ho intezione di andare in qualche locale come era di programma ogni venerdì sera. Ma vorrei andare al cinema, visto che uno verrà inagurato stasera, ed ho degli inviti per il party, dato che ho collaborato io a fargli pubblicità-
-Lo immaginavo sei un grafico molto affermato qui a Los Angeles eh Feehily-
-Non esageriamo-
-Non fare il modesto okay-rispose Nick dandogli un'amichevole pacca sulla spalla
Mark sorrise.
-Come vuoi, su vogliamo andare, la mia BMW è parcheggiata qui fuori!-
-Ti rompe se prendiamo la mia auto per una volta? Non ho niente contro la tua BMW sia ben chiaro, ma per una volta vorrei darti un passaggio io, sempre se non ti dispiace-
-No okay, va benissimo, così evito di consumare la benzina-
-Bene! Coraggio andiamo-rispose infine Nick sorridendogli e voltandogli le spalle per recarsi fuori, seguito a ruota da lui.
*§*§*§*
Una volta giunti fuori nell'immenso giardino di casa Carter:
Nick raggiunse il garage, tirò fuori dalla tasca, il telocomando automatico, premette un tasto e la saracinesca bianca si aprì, mostrando ad entrambi l'auto: era una macchina sportiva, nera a quattro posti, i sedili posteriori ed anteriori erano rivestiti di pelle sintetica bianca e blu, le ruote avevano i cerchioni chiodati, Mark rimase senza parole, Nick lo guardò sorridendogli:
-Bella vero, l'ho acquistata tre giorni fà, e stasera la userò per la prima volta, che ne pensi?-
-Wow Nick sono rimasto senza parole-
-Su che aspetti sali-rispose facendo scivolare la portiera verso sinistra e salire.
Mark fu un pò titubante, poi salì.
Una volta dentro.
-Wow...cosa c'è qui-esclamò trafficcando sul cruscotto
-Uhm robetta da niente un impianto hi-fi e mp3 incorporato-esclamò sorridendo fiero
-Wow-
-Aspetta a dire di nuovo wow per ogni cosa che vedi, perchè sai ce ne sono molte altre però te le farò vedere un altra volta, altrimenti facciamo tardi, e io non vedo l'ora di far cantare la mia bimba!-
Mark annuì:
"Io vorrei fare cantare te Nick"
scosse la testa poi guardò Nick e parlò
-Okay allora che aspetti...-
-Non me lo faccio ripetere-rispose infilando la chiave nell'apposita fessura: mise in moto, premette la frizione, tolse il freno a mano, schiacciò con sicurezza l'accellelatore e la macchina partì come un fulmine.
*§*§*§*
Erano da poco scoccate le 12am Nick e Mark si stavano godendo un bel frappè al cocco, nel bar del cinema.
-Allora Nick, che te ne pare di questo cinema?-chiese Mark tirando su un altro sorso con la cannuccia.
Nick ighiottì il frappè che aveva in bocca, si guardò intorno estasiato.
Il bar era davvero stupendo, il pavimento era di marmo di un colore azzurro, sfumato di bianco, il soffitto era costruito in travi di legno, dapertutto c'erano tavoli e sedie nere. Mark e Nick eano al bancone fatto di marmo giallognolo brizzolato di nero, che aveva un acquario incorporato.
-Wow..è una cosa incredibile-
-Già, sapevo che ti sarebbe piaciuto-
-Infatti, che ne dici domani ci ritorniamo danno un ottimo film-chiese guardandolo con gli occhi di un bambino, che si meraviglia per ogni piccola cosa che incontra sul suo campo visivo.
Mark si perse in quello sguardo fanciullesco, sorrise poi rispose:
-Okay, non ci sono problemi-
-Grande-
Stettero lì per altri 10 minuti, poi giunse il momento di recarsi in qualche localino per farsi un drink, prima di rincasare.
*§*§*§*
Nick guidò per una buona mezz'ora per le strade di L.A. e trovare un nuovo locale o qualcosa di simile, ma senza risultato, quindi lui e Mark optarono per un club lungomare.
-Bhe Nick che ne dici di andare al L.A Bay?-
Nick svoltò a destra, poi rispose:
-Okay va bene, ormai è da un anno che non ci metto piede-
-Senti un pò, ma le prove?-
-Prove che prove?-chiese cadendo dalle nuvole senza togliere gli occhi dalla strada
-Nick avanti lo sai benissimo a cosa mi riferisco?-
-Senti Mark, ne abbiamo già parlato, ancora non me la sento di andarci-ribattè infastidito
-Lo sò...ma Nick è da 2 settimane che non ci metti piede, almeno gli hai avvertiti?-
-Mpfu avvertirli, ci avrà già pensato lui, anzi credo che gli abbia anche detto che sono gay-
-Io Brian non lo conosco come lo conosci tu, ma non credo che sia una persona del genere, altrimenti non l'ameresti così tanto-
Nick frenò di colpo:
-Ehy Ma che...-
-Siamo arrivati-rispose spengendo l'auto e uscendo.
Mark capì di aver toccato un tasto dolente, quindi lo raggiunse il più in fretta possibile, e lo chiamò:
-Nick, aspetta Nick, non correre-esclamò afferrandolo per la manica della felpa.
Nick si voltò verso di lui:
-Cosa c'è?-
-Okay, ti chiedo scusa, ho toccato un tasto dolente non volevo credimi-
-Bhe la prossima volta rifletti prima di parlare, okay?-
-Okay, scusa-
-Non importa...-rispose spingendo la porta del Club ed entrare:
-Coraggio vediamo un pò cosa c'è di....-
Si bloccò, non appena i suoi occhi scorsero Brian di spalle, era accanto ad una ragazza bruna.
"Brian..."
pensò, mentre la sofferenza si impadronì di lui e senza rendersene conto entrò, i suoi passi si fecero veloci, stava andando spedito verso l'amico ma si bloccò ad un metro da lui, che ancora non si era accorto di niente e continuava parlare amichevolmente con la ragazza, a cui non sfuggì Nick:
-Allora poi è successo che...-
Brian si bloccò, vedendo che la ragazza stava guardando oltre di lui, quindi si voltò e incontrò Nick che lo osservava senza fiatare.
Mark entrò in quel preciso momento, i suoi occhi si imbatterono con quelli di Brian, sussultò, poi si spostò sul profilo di Nick, e notò che i suoi occhi lucidi fissavano afflitti e consapevoli Brian.
Voleva dire qualcosa ma la prossemica di Nick lo anticipò, infatti abbassò il volto, e senza proferire parola se ne andò. Mark voleva seguirlo ma Brian lo precedette.
*§*§*§*
Nick si stava dirigendo come un fulmine verso la macchina, ignorando la voce del suo migliore amico che lo chiamava intimandolo di aspettare, di fermarsi perchè voleva parargli.
-Nick aspetta, Nick per favore-
Nick alla fine decise di arrestarsi. Sospirò, e si voltò verso di lui attendo cosa volesse dirgli:
-Nick, mi dispiace-
-A me di più-
-Scusami, perdonami-
-Okay perdonato hai finito adesso posso andare?-rispose strafottente
-Nick andiamo-
-Nick andiamo cosa? Sei stato fin troppo chiaro al telefono 2 settimane fà, cos'è mi vuoi dire ancora che non mi disprezzi, che non ti importa che io sia gay?-
-Proprio così-
Nick scosse la testa comiciò a ridere istericamente poi gli si rivoltò contro:
-LASCIAMI IN PACE!-urlò
Brian perse la pazienza:
-POSSIBILE CHE TU SIA COSI IDIOTA NICK-
-OH...MA GUARDA ADESSO SONO PURE UN'IDIOTA YAHOO, POI COS'ALTRO VUOI DIRMI?-
-......-
-OHH TI HANNO MANGIATO LA LINGUA VEDO-
-..NICK PER FAVORE-
-PER FAVORE COSA BRIAN, COSA CAZZO VUOI DALLA MIA VITA, TI HO RIVELATO LA MIA SESSUALITA', COS'ALTRO VUOI DA ME?-
-VOGLIO SOLO CHE TU RITORNI NEL GRUPPO. E' DA DUE SETTIMANE CHE NON TI FAI VIVO E NON E' GIUSTO CHE CI RIMETTANO GLI ALTRI PERCHE' CE L'HAI ANCORA CON ME, PER UNA COSA CHE HAI FRAINTESO SPUDORATAMENTE-
-IO NON HO FRAINTESO UN CAZZO!-
-A ME PARE PROPRIO DI SI, SI PUO' SAPERE COSA CAZZO TI STA SUCCEDENDO? MI CREDI UNA PERSONA COSI VELOCE NEL GIUDICARTI, E DISPREZZARTI? E' QUESTO CHE PENSI DI ME?-
-INFATTI NON LO PENSO, PERCHE' LO SEI-
-SE LO FOSSI NON STAREI QUI A CERCARE DI FARTI RAGIONARE, METTITELO BENE IN TESTA-
-LO VUOI CAPIRE CHE NON TI CREDO PIU' BRIAN, LO VUOI CAPIRE SI O NO? COSA VUOI CHE FACCIA, VUOI CHE TI CREDA? VUOI QUESTO? E' QUESTO QUELLO CHE VUOI? OKAY TI CREDO, SEI CONTENTO ADESSO? LO SEI?...TU NON TI IMMAGINI NEANCHE QUANTO IO ABBIA SOFFERTO... l'ho scoperto solo 4 anni fà... e ancora non me ne capacito. Io te l'ho rivelato solo perchè tu...perchè TU MI STAVI SOFFOCANDO, E' STATA COLPA TUA BRIAN E LO SARA' SEMPRE.
NON POTEVI STARE ZITTO, NON POTEVI, EVITARE DI GUARDARMI OGNI SANTISSIMO GIORNO CON OCCHI INDAGATORI. MI HAI SPINTO A DIRTELO, MI HAI FATTO MALE.
QUANDO I TUOI OCCHI MI HANNO GUARDATO COME SE FOSSI UN ALIENO...tu...TU MI HAI FATTO SENTIRE DIVERSO, ED E' PER QUESTO CHE HO DECISO DI MANDARE A FANCULO LE PROVE. NON POTEVO SOPPORTARE DI INCROCIARE I TUOI OCCHI DOPO CHE HAI SAPUTO LA VERITA', HAI CAPITO, NON ME FREGA UN CAZZO SE TU CONTINUI A RIPETERMI CHE MI SBAGLIO, PERCHE' SENTO CHE MENTI. HO PAURA DI TE, DEL MIO CUORE, DI TUTTO QUANTO, VOGLIO SOLO ESSERE LASCIATO IN PACE, HO BISOGNO DI TEMPO, DI TEMPO PERCHE' NON RIESCO AD ACCETTARE TUTTO QUESTO, NON CE LA FACCIO PIU'-Detto questo un affannato e fioco Nick cadde in ginocchio.
Mark non ne poteva più di stare segregato in quel bar.
Aveva visto e sentito abbastanza, gli si spezzava il cuore vederlo soffrire in quel modo e quel che è peggio e che Brian non riusciva a capire che cosa tormentasse così il suo migliore amico. Quindi senza pensarci oltre, corse da Nick, gli si fiondò davanti, gli cinse le spalle con le mani, poi con voce rassicurante e pacata gli parlò:
-Nick, coraggio, alzati andiamo a casa-
Nick sussultò, alzò il volto incontrando quello di Mark:
[Mark non sò cosa fare, non ce la faccio]
mormorò
-Shh Nick non pensarci okay. Coraggio tirati su-replicò aiutandolo.
Nick annuì e si alzò a fatica. Guardò di sottecchi Brian, per poi riportare lo sguardo a terra.
Brian sussultò a quel gesto, leggeva negli occhi del suo fratellino uno sguardo pieno di sofferenza, deglutì la saliva poi parlò:
-Apetta Nick-
All'udire quella voce Mark si voltò
-Cos'altro hai da dirgli? -
-Voglio solo...scusarmi con lui-
-Senti lascialo in pace hai capito-esclamò irritato
[Mark...]

-Si dimmi Nick-
[Ti prego andiamocene]

-Come vuoi-
Detto questo raggiunsero l'auto, Mark si mise alla guida e partirono.
CAPITOLO 6

My Heart Can't Breathe
L'auto giunse davanti casa Carter alle 2am Nick per tutto il viaggio non aveva aperto bocca, e i suoi occhi erano rimasti fissi sull'asfalto che correva sotto i suoi piedi.
L'auto si arrestò. Nick alzò gli occhi dalla strada incontrando il suo enorme cancello bianco. Mark prese il telecomando dal cruscotto, schiacciò un pulsante e il cancello e il garage si aprirono in contemporanea, rimise in moto, solcò la soglia della villa e infine mentre la cancellata si chiudeva dietro di loro, la macchina entrò nel garage.
In giardino:
Mark portò lo sguardo su Nick proferendo parola:
-Nick, forse non è il momento più adatto, ma volevo dirti che sono qui se hai bisogno di me-
Nick scosse debolmente la testa, lo sguardo fisso per terra:
-No grazie Mark sto bene, và a casa ci vediamo-
Detto questo si recò alla porta d'ingresso l'aprì, ed entrò.
Non appena Mark lo vide sparire dietro la porta pensò:
"Spero non faccia qualcosa di avventato"

e anche lui se ne andò.
*§*§*§*
Ore 3am Nick si agitava nel sonno, nella sua mente rimbombavano ancora le parole dure che aveva scambiato con Brian. Stava lottando per togliersele dalla mente ma era tutto inutile.
Si svegliò di colpo, i suoi occhi azzurri si scontrarono violentemente con il soffitto bianco.
Si passò la mano tra i capelli, si alzò dal letto e decise di farsi una doccia fredda, voleva dimenticare tutto quanto, ne aveva abbastanza.
Completamente nudo crollò a terra sulle ginocchia. Si rannicchiò, poggiando la testa sul vetro mentre il getto d'acqua fredda lo bagnava come non mai, i suoi occhi fissavo vuoti l'acqua che precipitando, scompariva in un vortice.
-Sono come quel vortice che precipita giù e sempre più giù senza trovare un momento per fermarsi. Io sono quel vortice. Sto precipitando e non c'è nessuno che mi può fermare.
Io amo Brian, voglio e desidero solo lui, VOGLIO LUI!-gridò angosciato colpendo con il pugno il vetro del box che gli si frantumò sotto la mano dal quale cominciò a sgorgare un pò di sangue, Nick urlò per il dolore. Si alzò a fatica da terra, afferrò un'asciugamano, lo bagnò d'acqua e lo depose sulla ferita.
Passarano 10 minuti il sangue si era fermato, Nick completamente bagnato, si alzò da terra, si aciugò un pò e si vestì.
L'orologio segnava le 4am quando uscì di casa.
I suoi capelli erano ancora bagnati, fuori faceva freddo ma a lui non importava, non gli importava di niente ormai.
Non si era dichiarato a Brian e mai l'avrebbe fatto. Sapeva che avrebbe perso in partenza lui era etero, gli piacevano le ragazze, figurati se perdeva del tempo con lui, il suo migliore amico, il suo Frack, il suo Nicky, il suo fratellino.
"Non sarò mai niente per lui"

Pensò mentre i suoi occhi incontrarono il buttafuori, che riconoscendolo, lo fece entrare senza problemi.
Una volta entrato alle sue orecchie penetrò una musica assordante ritmata.
Si guardò intorno, per vedere se riusciva a trovare un angolino libero per poter ballare, lo intravide. Si diresse verso quel punto e incominciò a ballare, e a ballare senza riuscire a fermarsi, dentro la sua testa il volto di Brian lo tormentava, la litigata continuava a farsi viva, e lui continuava a ballare e a ballare alla fine divenne tutt'uno con la musica.
Il suo corpo non obbediva più al cervello, Nick era sfinito ma continuava a ballare senza fermarsi.
Continuò così per un'ora intera, poi il corpo di una persona si scontrò con lui destandolo. Nick ritornò alla realtà, trovandosi davanti un ragazzo di circa 25 anni, alto, fisico atletico e robusto, aveva i capelli corti biondi, e due occhi azzurri come i suoi. Nick lo scrutò da capo a piedi, indossava una maglia nera e un paio di jeans a vita bassa, il ragazzo gli sorrise poi gli urlò dato che la musica era alta:
-CIAO COME VA?-
-MALE, LASCIAMI IN PACE-
-VEDO CHE SIAMO NERVOSI, COSA TI E' SUCCESSO?-
-NIENTE CHE TI POSSA INTERESSARE-
-SCOMETTO CHE CENTRA UNA RAGAZZA!-
Nick si irritò e rispose:
-NON CENTRA NESSUNA RAGAZZA SONO GAY-
Detto questo se ne andò verso un luogo più silenzioso per farsi un drink e il ragazzo lo raggiunse sedendoglisi accanto:
-Cos'è sei sordo? Ti ho detto di lasciarmi in pace-Senteziò Nick
-Okay me ne vado, ma prima vorrei presentarmi, mi chiamo Julian-disse porgendogli la mano Nick gliela strinse presentandosi a sua volta.
-Sei molto carino Nick sai-
-Grazie ma non è aria-
-Lascia almeno che ti offra un drink-
Nick sbuffò, guardò Julian: era molto carino, quindi pensò che non c'era niente di male a farsi offrire un drink:
-Okay grazie-
-Di niente-
Detto questo i due cominciarono a parlare e a parlare, consumarono tre martini e poi insieme uscirono dalla discoteca.
*§*§*§*
La macchina di Julian sfrecciava sull'asfalto che aveva cominciato a bagnarsi, guardò di sottecchi Nick:
-Vedrai ci divertiremo, te lo giuro-
-Se lo dici tu-
Stettero in strada ancora per 10 minuti, alle 5am la macchina frenò e Julian parlò:
-Eccoci arrivati, questo è il mio appartamento-
Nick annuì ed uscì dall'auto, guardandosi intorno mentre la pioggia lo bagnava:
Era un' appartamento abbastanza grande, ci abitavano come minimo 20 persone, il muro era bianco, ogni edificio aveva una terrazza molto spaziosa, il tetto era nero e piatto.
Julian parcheggiò l'auto, e raggiunse Nick:
-Bhe non è la solita villa a cui tu sei abituato-
Nick scosse la testa:
-Non ha importanza, non me ne importa, è bello come appartamento-
-Aspetta di vederlo dentro-
Detto questo Julian aprì il cancello facendo strada, Nick lo seguì, in poco più di un minuto entrambi erano già dentro.
Non appena la porta si chiuse dietro le spalle di Nick, Julian gli afferrò il braccio. Nick si voltò stava per parlare ma venne fermato dalle labbra vogliose del ragazzo, che premettero sulle sue, lui rispose a quel bacio, e le mani di Julian cominciarono ad accarezzargli il collo e la nuca, mentre il suo bacino lo spingeva verso il muro sempre e sempre di più.
Le spalle di Nick si scontrarono con la parete, mentre la bocca di Julian si fece largo sul suo collo seducentemente gocciolante a causa della pioggia che prima fuori lo aveva bagnato. lasciandoci un succhiotto che lo eccitò, dandogli il permesso di ripartire a leccarlo.
Quelle leccate lo stavano facendo abbandonare al piacere, all'eufororia.
La passione si impossesò di lui e cominciò a sbottonargli i jeans mentre Julian continuava a leccarlo e a baciarlo.
Le mani di Nick una volta liberatagli la vita, gli accarezzarono i fianchi e lui di tutta risposta si schiacciò su Nick, le sue mani si presentarono sulle spalle della felpa, fece scivolare l'indumento fino a farlo giungere al termine delle spalle e cominciò a mordicchiargliele con foga, alternando succhiotti e leccate Nick ormai eccitato lo incitava a continuare:
[Continua ti prego, ah..anf continua..fa...fammi tuo]
mormorava rapito
Julian gli sganciò i jeans fremente.
Vide il suo sesso pulsare oltre i boxer. Si staccò dalla zona che stava lavorando e scese giù, togliendogli tremante i boxer. Poi cominciò a leccarglielo e leccarglielo, Nick era in completo godimento, si lasciò scivolare a terra, mentre il suo ansimare e i suoi gemeti aumentavano ad ogni leccata, portandolo a stringere con le mani la maglia di Julian che cominciò a darci ancora più dentro.
Nick "gridava" eccitato, la sua testa si muoveva leggermente in quà e in là, da come muoveva gli occhi si capiva benissimo che stava godendo come non mai, mentre la sua bocca si apriva lasciando uscire a gran voce dei gemiti di piacere. Era al limite non ne poteva più, Julian si staccò lentamente dal sesso continuando però ad accarezzarlo delicatamente ma con foga, mentre la sua bocca passeggiava sul collo fremente di Nick che ansimava come non mai:
[Ti voglio Nick, ti voglio]
gli sussurrò vogliosamente all'orecchio, mentre le sue mani fecero scendere la zip della felpa. Il petto di Nick era libero, Julian vedeva quei pettorali muoversi in conteporanea con la respirazione affannosa, schiacciò le sue labbra su quei capezzoli li leccò per bene, Nick stava impazzendo, i gemiti aumentavano sempre di più poi ansimante gli mormorò:
[Fai di me ciò che vuoi..fai di me ciò che...ah..]

Julian lo baciò, lui rispose a quel bacio, mentre le sue mani gli passarono sotto la maglia accarezzandogli il petto, a quel gesto il ragazzo si staccò per un istante dalle labbra di Nick togliendosi la maglia, Nick gli avvicinò la bocca al petto e cominciò a leccargli i capezzoli che si indurirono portando Julian a gemere dal piacere.
Nick sorrise, lasciandogli dei baci e dei succhiotti sul collo, per poi scendere sul petto e sull'ombelico. Le sue mani strinsero con veemenza il sesso di Julian che "urlò" eccitato. Nick cominciò a leccarlo, fino a salire ai piani di sopra raggiungendogli il collo, Il suo corpo sussultava ad ogni leccata, alla fine Julian ormai sovraeccitato, lo fece alzare continuando a leccarlo sul collo e il suo incavo.
Una volta in piedi, le mani di Julian si presentaro sulle cosce di Nick che si schiacciò su di lui, mentre le braccia gli sringevano le spalle, i loro sessi si stavano toccando, Nick si strinse al petto di Julian, gemendo. Julian non era da meno, adorava sentire quei mugolii quindi decise con le labbra di salirgli su fino al punto g e leccarlo, per poi spingerlo con il bacino verso la camera da letto, camminarono e camminarono fino a giungere a destinazione.
Nick cadde sul letto in ectasy, Julian lo seguì, portandosi sopra di lui per poi strusciarsi sul suo addome come un gatto che fa le fusa.
Si schiacciò sopra di lui, e con la lingua cominciò a leccarlo dapertutto con veemenza e desiderio immenso portandolo a gemere, mentre le sue mani passeggiavano nel suo interno coscia, un Nick ansimante cinse le braccia sulla schiena di Julian accarezzandola mentre la sua lingua gli lavorava sul collo.
Tutto questo durò per un minuto, poi Julian si spostò di nuovo sul sesso di Nick, lo prese tra le mani, e lo leccò, lo leccò tutto genitali compresi, Nick godeva come non mai, chiuse gli occhi gustandosi quel momento e sotto quelle leccate mormorava eccitato:
[Continua ti prego, continua ah..anf...ah..ah, si cosi mi piace ah s..si dai, ne voglio ancora, ne voglio ancora, Julian non ti fermare]

Julian era in ecstasy e continuava a leccarglielo e a succhiarlo come non mai, Nick stava godendo è vero, stava godendo come non mai, però nella sua testa Brian padroneggiava ancora. Nick cercava di scacciarlo, lavorando su Julian con foga dandogli baci, leccate, succhiotti, o incitandolo a continuare, ma nonostante lui urlasse di piacere, la sua mente rimaneva fissa su Brian, sulla litigata, su quanto l'amasse, ma soprattutto su quanto lui non riuscisse ad accetarlo per quello che era.
Questa era la cosa che più gli faceva male al mondo. E' vero Brian gli aveva chiesto scusa tante volte, gli aveva detto che non era vero che lo disprezzava o lo guidicava ma lui non ci credeva, non ci credeva, era sicuro che lo disprezzasse come nessun'altro. Nick stava male anche perchè questo suo blocco gli aveva fatto realizzare che per lui e Brian non ci sarebbe mai stato un futuro insieme, ne era consapevole, ma continuava a sperare e a sperare.
Lo sconforto lo raggiunse proprio verso l'apice del rapporto, dai suoi occhi cominciarono a scendere delle lacrime e nella sua mente si formulò un solo pensiero, mentre Julian continuava imperterrito a farselo e a farselo.
"Brian..Brian perchè non mi accetti per quello che sono? Perchè mi spingi a comportarmi così, ti prego accettami..accettami"

Dun tratto Nick venne invitato a voltarsi di schiena era giunto il momento.
Trasalì irrigidendosi quando percepì il sesso del ragazzo spingere per entrargli dentro. Julian allora cominciò a leccargli il collo continuando a spingere per entrare:
Quella lingua fece gemere Nick voglioso mentre le lacrime bagnavano il cuscino.
[Nick..fammi entrare, fammi entrare]
gli ordinò eccitato e ansimante continuando a leccarlo e a spingere.
Gli occhi di Nick fissavano il vuoto, percepiva la lingua di Julian, il suo spingere alla fine cedette, i suoi muscoli tesi, si sciolsero, e quello fu il segnale per Julian di cominciare la penetrazione.
Spingeva e spingeva ma senza risultato, allora stimolò nuovamente Nick stringendogli il sesso, e leccandogli il punto g, Nick gemette, Julian spinse sempre e sempre di più riuscendo a penetrargli dentro con veemenza. Nick inclinò la testa urlando.
Julian cominciò a darsi da fare sul serio entrava e usciva godendo come un pazzo, e Nick non era da meno, la sua bocca lasciava uscire gemiti e mugolii, ma i suoi occhi non stavano partecipando, adesso dentro di loro non c'era desiderio, eccitamento solo tristezza, una tristezza che lo spezzava in due, facendolo precipitare, in un baratro senza fine.
"Io non sarò mai niente per te Brian, non sarò mai niente, lo sò.
Voglio solo che tu mi accetti, perchè non riesci a farlo, perchè?"

Julian era all'apice e aumentò il penetramento.
Il corpo di Nick venne schiacciato contro il materasso. Chiuse gli occhi, rassegnato e raggiunse l'orgasmo e lo stesso accadde a Julian che però non voleva smettere. Continuò a spingere e a spingere Nick non ce la faceva più, cominciò di nuovo a sudare in preda al piacere.
Alla fine accadde di nuovo, le sue mani strinsero il materrasso, l'orgasmo lo raggiunse. Infine percepì il liquido di Julian entrargli dentro. I suoi occhi si "ribaltarono", Julian uscì con forza da lui. Nick urlò, e sfinito si abbandonò al cuscino mentre il suo corpo veniva percorso da dei brividi, che si affievolivano a poco a poco con il suo ansimare. I suoi occhi azzurri pieni di lacrime stavano per chiudersi, Nick ebbe un leggero spasmo, vide davanti a sè la figura di Brian deformata a causa delle lacrime, allungò debolmente la mano destra, e mormorò:
[Brian...Accettami per quello che sono, ti prego Brian, non disprezzarmi non far...]

Non terminò la frase perchè il buio lo rapì.
CAPITOLO 7

Take This Broken Wings And I'll Learn To Fly Away
Erano le 8am quando Nick venne svegliato dal profumo del caffè, proveniente da una stanza attigua. Il suo viso era rosso, i suoi occhi lucidi, e la testa gli pulsava come non mai.
Cercò di alzarsi ma un capogiro lo colse alla sprovvista e ricadde sul cuscino, non riusciva più ad alzarsi in alcun modo, era come immobilizzato.
Ad un certo punto, i suoi occhi videro entrare Julian con in mano un vassoio, con delle cose sopra:
-Buongiorno!-
Nick non rispose.
Il ragazzo sorpreso, depose il vassoio sul mobile di fianco a lui, si avvicinò a Nick gli si sedette accanto, e avvicinò la bocca al suo collo lasciandogli un succhiotto, mentre le sue mani cominciarono a scoprirgli il petto, fino a giungere al suo sesso, Nick trasalì e:
-No-
Julian sorrise:
-Andiamo Nick, ieri notte sei stato grande, che c'è di male se ti voglio ancora-
-Ma io no, non ti voglio-
Julian scosse la testa sorridendo.
-Dai non fare il timido, ieri notte mi volevi come non mai, non farti pregare-
poi la sua mano gli strinse il sesso Nick mugulò, e Julian ne approfittò per ficcargli la lingua in bocca.
Nick sussultò e si staccò da lui con violenza, riuscendo ad alzarsi dal letto, e completamente nudo percorso da dei brividi di freddo, raggiunse l'ingresso dove giacevano sparsi i suoi vestiti. Si infilò i boxer, mentre il suo corpo dava i primi segni di uno svenimento, stava cadendo ma si riprese in tempo, quindi si mise i jeans, i calzini le scarpe e infine la felpa. In quel preciso istante Julian lo strinse, e gli baciò il collo mentre il suo bacino premette sulla sua parte bassa, Nick avvertendolo, se lo scacciò di dosso:
-NON VOGLIO LASCIAMI STARE!-urlò
raggiungendo la porta ed aprirla.
In quel preciso istante, Julian lo afferrò per il braccio, lo sbattè al muro e lo baciò, non appena Nick sentì premere quelle labbra contro le sue, se lo allontanò e gli urlò:
-NON VOGLIO!-
Detto questo uscì in fretta e furia di casa.
*§*§*§*
Nick sorretto al muro raggiunse la propria abitazione, fermandosi per qualche secondo davanti al cancello. La testa gli girava ormai da 20 minuti, si lasciò scivolare lungo l'inferiata. davanti a suoi occhi annebbiati a causa della febbre che lo aveva colpito da svariati minuti, la strada e le case che gli stavano di fronte si sdoppiavano a non finire, il suo respiro si fece affannoso, la temperatua gli aumentò. Stava per perdere i sensi ma resistette, e vacillando si tirò su. Scosse la testa, aprì il cancello ed entrò.
Proseguì a fatica per un paio di metri, la terra sotto i piedi cominciò ad ondeggiare, facendolo barcollare.
Faticando raggiunse l'ingresso. Inserì a stento la chiave nel buco della serratura, la porta si spalancò, la testa cominciò a girargli sempre e sempre di più, le gambe si fecero molli, la vista si oscurò, stava per perdere i sensi, e la cosa lo spaventò, quindi cercò di resistere ma fu tutto inutile i suoi occhi si chiusero e lui cadde per terra a peso morto.
*§*§*§*
Casa Feehily ore 9am
Mark non era riuscito a chiudere occhio perchè era preoccupato per Nick, per tutta la notte nella sua mente riaffioravano le urla del suo amico, colme di disperazione, ma anche di paura. Lo conosceva da poco ma non l'aveva mai visto in quelle condizioni. Era consapevole che la sua situazione era delicata, glielo aveva raccontato, ma tutto si sarebbe aspettato fuorchè una reazione così, ed era convinto che volesse fare qualche sciocchezza visto quanto era sconvolto.
Scosse la testa, non era il momento di stare lì a sedere sul divano e pensarci. Era preoccupato per lui, quindi si alzò e uscì per recarsi a casa sua.
Saltò in macchina, mise in moto, aprì il cancello automatico e partì come un fulmine.
Durante la marcia su strada un inaspettato senso di paura lo avvolse, quindi premette sull'accelleratore, e sfrecciò sull'asfalto.
Era già nei pressi di casa Carter.
Parcheggiò la macchina dove gli capitava, scese e cominciò a correre e a correre verso l'abitazione.
In meno di un minuto raggiunse la meta. Prese fiato, aprì il cancello, lo solcò e lo vide:
Nick era disteso per terra di profilo, con le gambe fuori e il resto del corpo dentro, a Mark prese un colpo e gli mancò il respiro.
Non sapeva cosa fare, come comportarsi, era bloccato, impuntato sul terreno, avvolto dal panico.
Voleva staccarsi da lì, ma non ci riusciva, provò a chiamarlo ma la voce gli morì a metà strada, alla fine riuscì a sbloccarsi, deglutì la saliva che gli stava lacerando la gola infiamme a causa della corsa precedente, e si recò il più fretta possibile al capezzale di Nick. I suoi occhi erano lucidi a causa della paura, lo guardò per accertarsi delle sue condizioni, aveva il viso completamente rosso e sudato, la sua bocca era aperta perchè stava ansimando con sofferenza, Mark gli mise una mano sulla fronte, scottava. provò a chiamarlo ma la risposta fu il suo ansimare.
Mark era immobile sapeva che cosa doveva fare, ma non riusciva a farlo, era bloccato. Rinsavì quando l'ansimare del ragazzo aumentò avvertendolo del peggioramento. Scosse la testa e la lucidità gli ritornò. Cercò come meglio poteva di caricarselo sulle spalle, per fortuna che era più alto di lui, ma fu comunque un' impresa difficile, ma alla fine ci riuscì e in poco tempo iniziò a salire la rampa di scale e raggiungere il piano superiore, solcare la porta della camera di Nick e ad adagiarlo ad una parte del letto.
Gli tolse le scarpe gettandole dove capitava, poi calò il piumone e le lenzuola lungo il materasso fino a raggiungere ai piedi del letto, tornò da lui e lo accomodò, poi come un fulmine lo coprì. Sotto il piumone Nick tremava e allora Mark si "scaraventò" dentro l'armadio per cercare altre coperte, cercava e cercava, alla fine dopo aver sparso vestiti ovunque trovò una coperta pesante, e la depose su di lui diminuendo il suo tremare.
Una volta fatto questo, chiamò il dottore, che arrivò in meno di 10 minuti, lo visitò accuratamente, poi si recò giù in salotto dove un Mark agitato e preoccupato sedeva sul divano battendo il piede nervosamente.
Sussultò quando udì dei passi giungergli alle spalle. Si voltò ed incontrò la figura del dottore, balzò in piedi e si "gettò" su di lui per avere informazioni sulle condizioni dell'amico:
-Come..come stà?-chiese con la preoccupazione negli occhi e nella voce
-Stia tranquillo, il suo ragazzo sta bene-
All'udire la parola "suo ragazzo" Mark si imbarazzò non poco e rispose:
-Non..non è il mio ragazzo è un mio amico-rispose rosso fino alla punta delle orecchie.
-Ah ok allora mi scusi, il suo amico sta bene, non riversa in condizioni critiche, ha la febbre alta, e il raffreddore a causa di una brutta raffrescata, ma in meno di una settimana ritornerà come nuovo, ho notato anche dei segni si sarà dato da fare ieri notte-
Mark aggrotò il ciglio:
"Come, dato da fare?"
si chiese poi facendo finta di niente parlò
-Ha bisogno di qualche antibiotico o altre cose?-
-Si un antibiotico per la gola dato che è molto arrossata e gonfia, la ricetta è rimasta sopra sul comodino, io vado se peggiora mi chiami, ma non credo che accadrà, arrivederci-
-Va bene grazie arrivederci-
Non appena il dottore scomparve dietro la porta Mark, corse in cucina, riempì una bacinella di acciaio inox con acqua fredda, e immerse al suo interno un panno bianco, poi facendo attenzione a non versare niente salì.
Raggiunse la camera di Nick ed entrò, trovandolo ancora sofferente e sudato Depose la bacinella sul comodino rasente alla spalliera del letto e strinse il panno, per poi adagiarlo sulla fronte dell'amico. Il suo viso segnato dall'alta febbre sembrò distendersi lievemente.
Gli occhi di Mark gli fissarono il volto, nella sua testa ritornarono le parole del dottore ovvero "Si sarà dato da fare ieri notte", spostò lo sguardo sul suo collo sudato, e notò dei segni rossi, intuì subito che erano succhiotti. Lentamente allungò una mano verso il colletto della felpa, le sue dita fremettero quando, sfiorò la pelle dell'amico, calò il colletto un pò di più lasciandogli intravedere un pezzo di spalla e trovò altri succhiotti, e dei morsetti, scosse la testa, e rivestì la parte rimasta nuda per un istante:
"Nick che cosa hai combinato?"

In quel preciso istante il ragazzo voltò il viso verso di lui, che sussultò.
Il panno cadde dalla sua fronte, Mark lo prese e lo immerse nell'acqua, lo strizzò, e glielo adagiò con cura sulla fronte.
Nick ansimò, la sua bocca comiciò a fremere, e poi mormorò:
[Brian...non disprezzarmi, non dispre..zza..rmi ti prego..]

delle lacrime cominciarono ad uscire dai suoi occhi, Mark soffriva vedendolo ridotto a quel modo per colpa di quel Brian, che iniziò già a stargli sui nervi.
-Nick..-lo chiamò immergendo di nuovo il panno nell'acqua, per poi deporlo su di lui
[Non disprezzarmi]
continuava Nick in lacrime
Mark abbassò lo sguardo gli accarezzò la guancia, poi con il pollice tremante gli tolse delicatamente le lacrime, gli dette un bacio sulla fronte e gli sussurrò con dolcezza:
[Ci sono io con te Nick, per un attimo togliti Brian dalla testa. Stai già soffrendo abbastanza e non voglio vederti così, ti proteggerò sempre.]

Nick sembrò quasi sentirlo, smise di piangere, il suo ansimare a poco a poco si affievolì e mormorò:
[Mark stai con me..stai con me]

Il ragazzo sorrise debolmente e gli strinse la mano dicendogli:
[Si Nick]

Detto questo Nick finalmente si addormentò, e Mark proseguì con gli impacchi.
*§*§*§*
Erano scoccate le 7pm quando Nick aprì lentamente gli occhi, incontrando il soffitto di camera sua. Ancora era un pò rintronato, la febbre era scesa, ma la testa continuava a giragli. Si portò la mano sulla fronte incontrando un panno umido, se lo tolse, poi parlò
-Che mi è successo? Oddio la testa!-
Si voltò verso destra e i suoi occhi incontrarono Mark che dormiva tenendogli una mano sul polso destro:
Nick rimase interdetto, lo guardò stava dormendo come un angioletto, percepiva il suo pesante respiro, non voleva svegliarlo, ma il bagno lo chiamava.
Quindi facendo il minimo rumore possibile, tolse la mano dell'amico dal polso, e scese dal letto evitando di fare movimenti bruschi. Era andato tutto bene, stava per compiere i primi passi per recarsi al bagno ma un giramento lo raggiunse, si piegò in avanti, e con la mano riuscì ad aggrapparsi alla scrivania facendo cadere la lavalamp che si frantumò in mille pezzi, questo svegliò Mark di soprassalto, che non vedendo Nick sul letto si spaventò. Guardò verso sinistra nel panico, e lo vide era in ginocchio e cercava di tirarsi su con le proprie gambe ma senza risultato perchè la testa continuava la sua fase di centrifuga, Mark lo raggiunse:
-Nick?-
-Volevo solo andare al bagno ma ho avuto un giramento di testa-
-Stai bene?-chiese inginocchiandosi di fianco a lui, mettendogli la mano sulla schiena.
-Si posso farcela da...-si bloccò perchè nel momento in cui si alzò le gambe si fecero molli riportandolo sul parquet.
Mark gli mise una mano sulla fronte, incominciava a bruciare:
-Nick ti sta ritornando la febbre, non ti puoi alzare dal letto, sei stato male tutta la mattina e anche tutto il pomeriggio-
-Mark...non credi di stare esagerando, non sono in punto di morte-
-Lo sò, ma mi devi avvertire quando vuoi alzarti hai capito?-lo rimproverò
Nick sorrise debolmente:
-Dai non scaldarti, ti chiedo scusa, ma non volevo svegliarti, ti avrò fatto penare tutto il giorno-
-Non mi hai fatto penare per niente, coraggio ti accompagno in bagno-
Nick sorrise:
-Me lo puoi tirare fuori tu?-
Mark divenne rosso come un peperone, poi rispose a tono facendo finta di niente:
-Se ce la fai a fare battute, puoi benissimo tirartelo fuori da solo!-
-Colpito e affondato-
Entrambi si alzarono da terra e Mark sorresse Nick fino alla meta.
Nel momento in cui Nick uscì dal bagno, lo trovò ad aspettarlo per condurlo nuovamente a letto.
*§*§*§*
Una volta che Nick si fosse coricato Mark si mise a sedere sulla poltroncina di fianco al letto, sorrise poi parlò:
-Bene Nick, hai fame vuoi che ti prepari qualcosa? Sono un ottimo chef-
-No grazie-
-Come vuoi-
Cadde il silenzio tra i due, Mark si guardava intorno cercando di non stare troppo su Nick.
il biodino invece guardava fuori dalla finestra. Questo improvviso mutismo cominciava a stargli stretto, non ne poteva più, si voltò verso Mark, che senza rendersene conto stava fissando il suo collo segnato, Nick intuì sorrise debolmente poi parlò:
-Ho un problema Mark-
All'udire quella parola il ragazzo deglutì il blocco che gli aveva attaccato la gola e portò i suoi occhi sull'amico, che continuò a parlare:
-Ieri notte, quando tu te ne sei andato, mi sono subito infilato a letto, ho cercato di dormire, ma non c'è stato verso. La litigata con Brian, le parole cattive che gli ho detto..mi stavano martellando come non mai...credimi ho cercato di pensare ad altro ma non ci sono riusciuto, alla fine non potendone più, mi sono alzato, mi sono fatto una doccia fredda, mi sono vestito e sono uscito di casa, erano le 4am, quando sono andato in discoteca, ed ho iniziato a ballare e ballare volevo dimenticare la litigata volevo togliermelo dalla testa per un pò, e sembrava che ci fossi riuscito, ero diventato tutt'uno con la musica assordante, poi ho cozzato con un ragazzo, che mi ha riportato alla realtà. Ha comiciato a parlarmi ed ho capito che voleva abbordarmi, del resto io sono conosciuto da quasi tutti i gay della città, non lo sò forse hanno capito che sono fragile e facile non lo sò ma..ma..-
Non riuscì a terminare la frase che i suoi occhi cominciarono a riempirsi di lacrime
Mark decise di intervenire:
-Nick non importa, non lo voglio sap...-
Nick ribattè:
-Io invece voglio che tu lo sappia, ho bisogno di parlarne con qualcuno, e quel qualcuno sei solo tu, sei l'unico che mi capisce, non posso parlarne con Kevin, Aj o Howie non capirebbero e non mi accetterebbero come sta facendo Brian. Mi fido solo di te Mark, mi fido solo di te, ti prego lasciami parlare non voglio più comportarmi a quel modo non voglio più...-
A Mark si strinse il cuore, gli mise una mano sulla spalla e lo esortò a continuare:
Nick gli sorrise grato poi continuò, trattenendo a fatica le lacrime.
-Quando quel ragazzo mi ha abbordato, io gli ho chiaramente detto di andarsene e di lasciarmi in pace, ma lui continuava a parlarmi. Alla fine me ne sono andato, a cercarmi un punto più silenzioso, il bar della disco. Non ho fatto in tempo a rilassarmi che quel ragazzo si era già seduto accanto a me. Gli ho detto nuovamente di lasciarmi in pace ma lui è rimasto lì, si è presentato mi ha detto che ero carino. Io l'ho respinto ma lui mi ha offerto un drink, ed ho accettato e abbiamo cominciato a parlare...e a parlare alla fine sono andato a casa sua e..e...lui ha iniziato a baciarmi, io l'ho seguito ho partecipato, ho fatto sesso con lui ho fatto sesso con lui. l'ho fatto, e Brian continuava a starmi in testa, non ce la facevo più, volevo scacciarlo ma non ci riuscivo...non ci riuscivo...facevo sesso con quello solo per non pensare a lui, sò che è etero, sò che non avrò mai un futuro con lui, ma..ma è più forte di me, nonostante tutti i miei sforzi è sempre nella mia testa, nel mio cuore, non riesco a scacciarlo, non riesco a mandarlo via, non ci riesco, non sopporto più il suo sguardo che mi disprezza, che non mi accetta per quello che sono.
Ho tenuto nascoto a tutti che sono gay per ben 4 anni, poi mi sono confidato con Brian perchè lui non mi voleva lasciare in pace era sempre ad indagare su di me, sul mio comportamento, quindi sono scoppiato e quando gli ho rivelato la mia sessualità i suoi occhi mi hanno guardato increduli, quegli occhi che tanto amavo mi fissavano come se fossi un alieno mi ha fatto sentire diverso, mi ha disprezzato e mi ha spezzato definitivamente...Volevo morire, volevo sparire, sapevo che adesso le cose, la nostra amicizia non sarebbero più state le stesse di 4 anni fà! Io..io..IO NON VOGLIO PIU' FARE SESSO CON ALTRI PER NON PENSARE A LUI, NON VOGLIO PIU' MA E' PIU' FORTE DI ME. NON CE LA FACCIO A SMETTERE DI PENSARE A LUI, NON CE LA FACCIO! LO AMO, VOGLIO SOLO LUI, LUI, NESSUN' ALTRO, MA SO' GIA' CHE SARO' RESPINTO, SO' GIA' COME ANDRA' A FINIRE NOI DUE NON POTREMMO MAI STARE INSIEME, LA SUA REPUTAZIONE VERREBBE DISTRUTTA, IO NON VOGLIO CHE GLI ACCADA QUESTO,NON SE LO MERITA, SONO 4 ANNI CHE REPRIMO TUTTO, SONO 4 ANNI CHE SONO INNAMORATO DI LUI MA NON SONO MAI RIUSCITO A DIRGLIELO E NON CREDO CHE LO FARO' MA SONO ARRIVATO AL LIMITE PERCHE' NON CE LA FACCIO A PENSARE AD UNA VITA SENZA LUI AL MIO FIANCO, NON CE LA FACCIO NON CE LA FACCIO!-detto questo scoppiò a piangere rifugiandosi sotto il piumone.
Mark venne colpito nel profondo, il suo cuore sembrò spezzarglisi in petto a causa dell'enorme sofferenza che era uscita da ogni sua singola parola. Nick stava male, molto male non avrebbe resistito un' altro anno. Lo vedeva piangere, stringendo con i denti il cuscino, sentiva i suoi singhiozzi inultimente mascherati dal piumone nel quale si era rifugiato, vedeva il suo corpo sobbalzare ad ogni singhiozzo e si sentì impotente. Non sapeva cosa dirgli, la cosa che gli aveva raccontato lo aveva toccato nell'animo. Amava così tanto quel Brian, lo amava talmente tanto che ha cercato in ogni modo possibile ed inimmaginabile di toglierselo dalla testa per evitare che la sua reputazione venisse scalfita. I suoi occhi si fecero lucidi, i singhiozzi disperati dell'amico aumentavano a dismisura dentro la sua testa. Mark non ne poteva più, gli tolse il piumone e gli mise una mano sulla spalla, a quel gesto Nick sussultò, si staccò dal cuscino, e strinse le mani al golf bianco di Mark, che rispose abbracciandolo, conducendogli il viso sul suo petto, Nick si strinse a lui e continuò a piangere e a piangere mormorando:
[Non ce la faccio, non ce la faccio, aiutami, devo parargli, devo dirglielo, devo farlo o non riuscirò più a vivere facendo finta di niente! Non voglio, fare sesso con altri , non voglio più, non voglio...]

Mark abbassò la testa su quella di Nick, chiuse gli occhi mentre delle lacrime cominciarono a scendergli bagnandogli leggermente le guance.
[Ti aiuterò, ti starò vicino amico mio, te lo prometto]
gli sussurrò
Nick udendolo sorrise debolmente, si strinse di più a lui, i singhiozzi cominciavano ad affievolirsi e piano, piano si addormentò.
CAPITOLO 8

An Unexpected Visit
La mattina giunse molto lentamente.
A casa Carter erano da poco scoccate le 10am, quando Mark un pò dolorante per aver dormito sulla poltroncina di fianco al letto, si alzò per recarsi in cucina e preparare la colazione. Tutta la notte aveva vegliato su Nick, senza riuscire a chiudere occhio, dentro alla sua testa rimbombavano quelle parole, che aveva urlato con tutta la sofferenza repressa che aveva in corpo. Mark scosse la testa scacciando quelle parole che tanto gli avevano fatto male, si conoscevano da due settimane, ma lui era attratto molto da Nick, più di quanto potesse immaginare e quelle parole, quelle frasi:
"LO AMO, VOGLIO SOLO LUI, LUI, NESSUN' ALTRO"
"NON CE LA FACCIO A PENSARE AD UNA VITA SENZA DI LUI AL MIO FIANCO, NON CE LA FACCIO NON CE LA FACCIO"
Gli avevano infranto i sogni, perchè Nick non l'avrebbe mai considerato, non lo avrebbe mai voluto al suo fianco se non per amico.
"Sarò solo questo per lui, un amico?! Solo un amico! Perchè questa cosa mi fà stare così male, perchè? Lo conosco da poco, ma come mai il mio cuore desidera appartenergli? Perchè, non capisco, sò solo che lui è importante per me e non voglio che soffra, non voglio"

Scosse nuovamente la testa, lanciò un ultimo sguardo a Nick che dormiva serenamente, sorrise, solcò la porta e scese giù in cucina.
Preparò dei pancake, con sopra lo sciroppo d'acero, due bicchieroni di latte intero uno caldo per Nick e l'altro freddo per lui, mise tutto in un vassoio portavivande in legno con la superfice di marmo, coperto da un tovagliolo bianco. Ci aggiunse anche un bicchiere di succo d'arancia appena spremuto per Nick.
Preso tutto, stava per salire le scale che lo avrebbero condotto di sopra, ma il suono del campanello che rimbombò all'ingresso lo arrestò, depose il vassoio sul tavolo, poi si recò alla porta. L'aprì e davanti ai suoi occhi si trovò un ragazzo abbastanza alto, atletico, dai lineamenti perfetti, capelli neri e occhi verdi, indossava una semplice felpa nera e un paio di jeans chiari, e una paio di scarpe da ginnastica bianche e nere timbrate rebook.
-Tu chi saresti? E che ci fai a casa di Nick?- chiese il ragazzo dagli occhi verdi
Mark sussultò:
-Tu chi sei, che vuoi da lui?-
Il ragazzo non lo guardò di buon occhio e lo squadrò da capo a piedi, poi rispose:
-Piacere sono Kevin Richardson un amico di Nick-
Mark annuì e replicò:
-Piacere sono Mark Feehily-
-Posso entrare, ho bisogno di parlargli-
-Bhe ecco Nick sta...-
Non riuscì a terminare la frase che la voce di Nick si fece sentire dalla cima delle scale:
-Mark fallo entrare-rispose mentre un giramento di testa lo prese, si aggrappò allo scorrimano della scala e cadde con le ginocchia a terra. Mark corse subito al suo capezzale, si chinò di fronte a lui:
-Nick, come ti senti?-
Alzò debolmente il volto, i suoi occhi azzurri si incontrarono con quelli di Mark che lo catturarono come una calamita, gli sorrise:
-Mark smettila di preoccuparti per me, ho solo bisogno di recuperare le forze-
-Senti vai a letto ti porto la colazione-
-Non importa Mark, ce la faccio-
In quel preciso istante Kevin lo raggiunse preoccupato:
-Nick-
-Ciao Kev-
-Come stai, tutto ok?-
-Ho preso solo una brutta raffrescata niente di grave in meno di una settimana sarò come nuovo-
Detto questo si alzò aiutato da Mark e Kevin e scese di sotto.
Una volta ai piani di sotto si sedettero tutti e tre al tavolo.
Mark avvicinò la colazione a Nick, poi si rivolse a Kevin dicendogli:
-Hai fatto colazione?-
-Ho preso un caffè lungo la strada-
Mark stava per parlare ma lo precedette Nick:
-Vuoi qualcosa?- chiese mentre si infilava un boccone di pancake in bocca.
Kevin scosse la testa:
-No grazie, sono apposto, ah a proposito volevo sapere se...-
-Se tornerò in studio?-
-Si, Nick è da quasi tre settimane che non ti sei fatto vedere io e gli altri ci stavamo preoccupando, Brian non ci aveva detto nulla, dall'ultima volta che vi siete visti, apparte il fatto che avete litigato-
-E..che cosa vi ha raccontato?-
-Cioè?-
-Cosa vi ha detto della litigata?-rispose guardandolo negli occhi mentre bevve un sorso di latte
-Non ci ha detto niente, non ha voluto proprio parlarne-
-Capisco-
Mark guardò Nick che gli sorrise sollevato, gli altri non lo sapevano.
-Allora Nick, mi puoi spiegare il motivo della tua assenza?-
All'udire quelle parole Mark sussultò, guardò di sottecchi Nick e parlò:
-Scusate se vi interrompo, ma è il momento per me di andare, avrete tante cose da dirvi, quindi tolgo il disturbo, Nick ci sentiamo, e stammi bene-rispose alzandosi, si avvicinò a Kevin le porse la mano:
-Piacere di averti conosciuto-
-Anche a me-replicò stringendogli la mano per poi recarsi sul divano a prendere il suo giaccone nero, metterselo, ed uscire di casa salutando tutti.
Non appena Mark scomparve dietro la porta Kevin portò il suo sguardo su Nick.
-Da quanto lo conosci?-
-Ormai saranno quasi tre settimane-
-Sembra simpatico-
-Lo è, magari è un pò troppo premuroso nei miei confronti, ma è una brava persona, sono contento di averlo come amico-
-Allora Nick, puoi spiegarmi il motivo della tua assenza? E' da collegare alla litigata con Brian-
-(Si)No, è che avevo bisogno di staccare la spina per un paio di giorni-
-Nick non stiamo parlando di due giorni ma quasi tre settimane, potevi avvertirci no?-
-Lo sò Kev, lo sò, e mi dispiace, ma stavo troppo male e avvertirvi è stato uno dei miei ultimi pensieri, scusami-lo implorò
Kevin fissò gli occhi dell'amico erano molto pentiti quindi sorrise rispondendogli:
-Ok scuse accettate, quando ritornerai?-
"Ecco perfetto, e adesso che gli invento, che gli dico, non mi sento ancora pronto per affrontare lo sguardo di Brian, non ce la farei, cosa gli dico cosa...."

Cadde il silenzio tra i due Nick fissava gli occhi sul pancake a metà, non sapeva cosa rispondergli, cosa fare, non poteva certo dirgli: "sai non credo che verrò per un pò, perchè non sopporterei gli occhi di Brian addosso", quindi doveva inventarsi qualcosa e in fretta anche, alla fine si sbloccò decidendosi:
-Ahem, la prossima settimana ci sarò-
Kevin annuì, si alzò dal suo posto si avvicinò all'amico, gli dette una pacca sulla spalla e parlò:
-Okay allora ci conto, ci vediamo tra una settimana, riguardati okay?-
Nick sorrise:
-Non preoccuparti-
Detto questo Nick si alzò, abbracciò fraternamente Kevin che ricambiò e si salutarono.
Non appena Kevin sparì dietro la porta, Nick crollò sul divano:
"Bello schifo,come farò a provare sapendo che ogni volta che incrocerò lo sguardo di Brian, i suoi occhi blu mi guarderanno con disprezzo, come cavolo farò, come?"

Lasciò cadere la testa sullo schienale della poltrona chiuse gli occhi e si lasciò cullare dal silenzio, addormentandosi.
*§*§*§*
Erano le 11am quando Mark solcò il cancello di casa trovandosi all'ingresso, una persona che era l'ultima che si sarebbe aspettato di vedere. Sean il suo ex migliore amico e fidanzato.
Non appena i suoi occhi incontrarono quelli di lui, le chiavi gli cadderò dalle mani:
-Che diavolo ci fai tu qui?-chiese
Sean, si voltò verso di lui, gettò la bottiglia di corona extra che aveva appena terminato di scolarsi a terra, poi barcollante si avvicinò a lui fino ad essere naso contro naso, sorrise poi parlò:
-Cos'è si saluta così il proprio fidanzato-
-Ex fidanzato, ex-rispose Mark non perdendolo d'occhio
-Giusto dimenticavo che tu mi hai lasciato-replicò poggiandosi sulla sua spalla:
Mark se lo tolse di dosso, voleva urargli di andarsene, ma non ci riusciva, quindi lo sorresse e gli parlò:
-Guarda come ti sei ridotto, vieni entriamo in casa, ti riposi e domani mattina uscirai definitivamente dalla mia vita-
Sean si strinse a Mark e parlò:
-Io non voglio uscire dalla tua vita Mark, non voglio io ti amo, io ti amo, tu mi odi non è così? mi odi?...Mark mi odi?-
-........-
Una volta entrati in casa, Mark fece accomodare Sean sul divano, e si recò in cucina a preparagli un caffè per farlo riprendere, ma non fece in tempo ad accendere la macchina che Sean gli arrivò da dietro abbracciandolo, e facendogli un succhiotto sul punto g, Mark se lo allontanò in malo modo e al colmo della rabbia gli urlò:
-NON MI TOCCARE! TE L'HO DETTO CHE PER ME TU SEI...-
-MORTO, LO SO' HO PERSO IL CONTO DI QUANTE VOLTE ME LO HAI RIPETUTO MARK! HO COMINCIATO A BERE PER COLPA TUA, HO CERCATO DI MANDARTI AL DIAVOLO COME HAI FATTO TU, MA NON CI SONO RIUSCITO, E NON CI RIUSCIRO' MAI...TI PREGO MARK AMAMI DI NUOVO, TI PREGO AMAMI...-
Gli urlò avvicinandogli le labbra, era a pochi millimetri quando lui si spostò:
-MI RIFUITI ANCHE...MI RIFIUTI MARK!-urlava avvicinandosi a lui che indietreggiva come non mai.
-Sean hai un problema..devi farti cu...-
si bloccò perchè i suoi piedi incontrarono il bracciolo del divano.
-Un problema? Un problema..IO NON HO NESSUIN PROBLEMA! TU CE L'HAI, A TE NON IMPORTA NIENTE DI ME NON E' COSI? IO TI HO VISTO MARK, TI HO VISTO USCIRE CON QUEL CARTER, ED ERI FELICE, TI SEI COMPLETAMENTE SCORDATO DI ME, NON HAI PENSATO A COME MI POTESSI SENTIRE IO..COME-
-E TU HAI PENSATO A COME MI SONO SENTITO IO QUANDO TI HO SORPRESO IN MACCHINA A FARTI NON SO' CHI-
Sul viso di Sean apparve un sorriso quasi diabolico che lo spaventò. In tutti quegli anni che lo conosceva non l'aveva mai visto in quel modo, aveva inoltre uno sguardo con un leggero barlume di pazzia.
-NON ERO IN ME, PERCHE' IL TIPO ERA TALMENTE CARINO CHE MI HA LETTERALMENTE MANDATO FUORI DI TESTA, E VUOI SAPERE CHI ERA? MAGARI LO CONOSCI ANCHE..UN CERTO NICK-
All'udire quel nome a Mark mancò il respiro, la rabbia cominciò a salirgli fino al cervello e urlò con le lacrime agli occhi:
-MENTI, MENTI E ANCORA MENTI IN QUESTI ULTIMI 2 ANNI MI HAI SEMPRE MENTITO, MI HAI SEMPRE MENTITO, HO PERSO IL CONTO DI QUANTE SCAPPATELLE TI HO PERDONATO, IO TI AMAVO, SEAN TI AMAVO CON....-
Non riuscì a terminare la frase perchè lui lo baciò ficcandogli la lingua in bocca.
Mark cercò di toglierselo di dosso, ma la forte presa del suo ex gli impedì ogni tipo di movimento. Alla fine cadde sul divano, Sean gli si posizionò sopra cominciando a sganciargli i jeans, Mark riuscì a scrollarselo di dosso, e rotolò giù. Sean gli fu di nuovo sopra:
-NO NON VOGLIO LASCIAMI-urlava Mark agitandosi come un anguilla
-NON DEVI RIFIUTARMI HAI CAPITO, NON DEVI DOPO TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO PASSATO INSIEME, A ME NON ME NE FREGA UN CAZZO DI COSA PENSI TU, MA IO TI VOGLIO, TI DESIDERO, MI SEI MANCATO IN QUESTE DUE SETTIMANE-
-TU SEI PAZZO..MOLLAMI-urlò mollandogli una ginocchiata pazzesca allo stomaco. che lo liberò provvisoriamente, si alzò da terra per recarsi alla porta quando la forte presa di Sean lo raggiunse per poi sbatterlo al muro facendogli picchiare violentemente la schiena, cadde a terra dolorante, e Sean gli fu subito sopra.
-Lasciami, lasciami ti prego non voglio-implorò con gli occhi velati di lacrime
Sean non lo ascoltò, anzi lo alzò a 45°togliendogli il golf bianco, per poi adagiarlo di nuovo sul parquet, terminò di fargli scivolare i jeans fino alle ginocchia e cominciò a mordicchiargli le spalle con veemenza, Mark percepiva la sua bocca sopra le sue spalle ma la schiena gli faceva un male lancinante quasi non riusciva a respirare:
[Lasciami ti prego non voglio Sean non..]

Sean cercò di baciarlo ma Mark si spostò leggermente.
-NON RIFIUTARMI!-Gli urlò ripartendo all'attacco a suon di succhiotti al collo, Mark con uno sforzo enorme della braccia riuscì a scacciarlo via, e cominciò a strisciare per giungere alla parete e aiutarsi ad alzarsi. Ci riuscì, ma Sean ormai colmo di rabbia lo afferrò con violenza e cominciò a percuterlo ed ad urlargli di non rifiutarlo, perchè lo amava e Mark cercava di liberarsi da quella presa ma più lo faceva più lui aumentava, alla fine la presa diventò molto aggressiva, Sean voltò Mark di spalle e gli sbattè l'addome al muro pressandolo, mentre il suo sesso premeva sui suoi boxer.
Mark cercò di dargli un calcio, ma lui lo fermò facendogli picchiare la testa sul mobile attiguo, provocando la caduta del cordless dal quale uscirono le batterie, L'urto per Mark non fu molto forte ma lo fu abbastanza da stordirlo come si deve, Sean lo liberò dalla presa e lui scivolò a terra in posizione fetale. Sean lo raggiunse, lo stava voltando quando guardò nei suoi occhi, quegli occhi blu che tanto amava lo stavano guardando impassibili, in loro lesse il rifiuto verso di lui, e la cosa lo mandò in bestia, alzò Mark completamente stordito, gli mollò un destro micidiale che lo fece cadere a terra, poi gli arrivò un calcio allo stomaco, e i suoi occhi vennero avvolti dal buio.
Sean sorrise, se lo caricò sulle spalle e lo portò ai piani di sopra, lo adagiò sul letto, lo voltò di schiena si sganciò i jeans e li calò insieme ai suoi boxer. poi tirò giù i boxer a Mark e cominciò a spingere e spingere. Il corpo del ragazzo veniva schiacciato sul materasso, il tutto durò due minuti. Sean si rivestì, tirò su jeans e boxer di Mark. Scese ai piani di sotto, gli raccolse il golf bianco e ritornò di sopra per metterglielo. Fatto questo, lo guardò notando che sulle sue guance oltre a dei leggeri segni di aggressione vi erano anche delle lacrime, gliele asciugò con le labbra, poi gli lasciò un succhiotto sul collo, lo baciò con foga e gli parlò:
-Sei stato molto bravo Mark, ti avrò fatto male scusa, ma era per punirti, non mi puoi scaricare a quel modo, pensaci baby-
Detto questo con un sorriso soddisfatto se ne andò.
*§*§*§*
Mark cominciò a riprendersi dopo due ore. Si svegliò dolorante e quasi gli mancava il fiato, aveva bisogno d'aiuto. Scese lentamente dal letto, cercò di alzarsi tenendosi al muro ci riuscì e cominciò a camminare e a camminare le scale gli sembravano lontane anni luce.
Arrancò e arrancò per quasi 5 minuti prima di giungere alla rampa, aggrappandosi ad essa cominciò a scendere e a scendere, alla fine un giramento lo avvolse, si piegò in avanti, e ruzzolò gli ultimi tre scalini, si riprese dopo un minuto e cominciò a strusciare per giungere alla porta, ma fu tutto inutile perchè ormai sfinito e dolorante perse i sensi.
Mentre il suo cellulare abbandonato sul divano cominciò a suonare e a suonare perdendosi nel silenzio quasi tombale del salotto.
CAPITOLO 9

A Dirty Discovery
Nick teneva il cellulare all'orecchio attendendo la risposta dall'altra parte, ma nessuno si degnava di farlo:
"Come mai non risponde?"
si chiese
-Bhe provo a telefonargli al telefono di casa, magari ha messo il silenzioso, anche se è strano che non risponda, mah-
Detto questo sospirò, chiuse la chiamata e compose il numero di casa.
Dall'altro capo non giungeva nessun suono, Nick si allarmò un pò. Chiuse la chiamata, e riprovò al cellulare dava libero ma niente, dall'altra parte il silenzio più assoluto, cominciò seriamente a preoccuparsi, guardò l'orologio sul videoregistratore segnava le 2pm, era strano che Mark non fosse in casa a quell'ora di domenica poi.
Scosse la testa, salì in camera sua si infilò i calzini e le scarpe da ginnastica, poi scese giù, prese il giaccone invernale nero, uscì di casa, saltò in macchina, e mise in moto per raggiungere la casa di Mark.
Arrivò là mezz'ora dopo, parcheggiò vicino all'abitazione, solcò il cancello nero, e percorse i pochi metri di strada che lo avrebbero condotto all'ingresso.
Una volta giunto lì suonò il campanello, nessuno rispondeva. Riprovò di nuovo mentre un senso di paura che gli fosse accaduto qualcosa lo avvolse. Lo chiamò ma niente, stava per premere di nuovo il campanello ma si bloccò perchè si accorse delle chiavi ancora attaccate alla fessura, rimase un pò sorpreso di trovarle lì ma magari se le era dimenticate perchè andava di fretta, sospirò e girò le chiavi. La porta scattò, Nick spinse per entrare ma c'era qualcosa o qualcuno che la bloccava, non riusciva a vedere chi o cosa fosse, scorse solo qualcosa di bianco, chiamò Mark ma nulla, alla fine cominciò a spingere, e a spingere fino a che non trovò uno spiraglio in cui poteva passare. Lo trovò, entrò di spalle e il suo tallone destro si scontrò con qualcosa di morbido si voltò, e lo vide:
il fiato gli morì in gola, Mark era lì disteso a pancia in giù.
Nick venne avvolto dal panico, dalla paura, cadde in ginocchio accanto a lui, provò a chiamarlo ma niente, alla fine con le lacrime agli occhi, lo voltò delicatamente, facendo molta attenzione: il viso di Mark che venne condotto da Nick sul suo addome aveva i segni anche se leggeri di aggressione:
-Ma..Mark che ti è successo? Chi è stato, Mark!-
Niente, non reagiva al suo richiamo. Cominciò a scuoterlo gentilmente e a chiamarlo di nuovo ma senza risultato.
-Oddio ti supplico Mark rispondimi!-Esclamò stringendolo a sè mentre le sue lacrime iniziarono a bagnarlo.
Alla fine lo adagiò per terra, e con mano tremante chiamò l'ambulanza che arrivò in 10 minuti. I paramedici si "fiondarono" su Mark per vedere come stesse, respirava a fatica, il battito c'era, ma nonostante lo chiamassero non accenava a riprendersi. Uno dei medici gli mise sul viso una maschera d'ossigeno, un altro si occupò di vedere come stesse il collo, sembrava apposto ma comunque gli misero lo stesso il collare. Nick era fermo in un angolo, in piedi e assisteva alla scena impassibile, dai suoi occhi azzurri continuavano a scendergli le lacrime, la febbre che si era abbassata cominciò a farsi sentire, vacillò, ma riuscì a tenersi al muro, mentre le sue labbra tremanti continuavano a chiamarlo:
-Mark, come stai? Mark..come stai?-
Uno dei paramedici udendolo, si avvicinò e gli mise una mano sulla spalla.
A quel gesto Nick sussultò i suoi occhi azzurri trapassarono quelli castani del medico che provò a parlargli:
-Adesso lo portiamo in ospedale-rispose mentre davanti agli occhi di Nick la barella con Mark legato, si avviava all'ambulanza.
-Come sta, come sta Mark, perchè non mi risponde-continuava a ripetere Nick
Il medico intuì che qualcosa non andava, provò a parargli di nuovo ma ricevette sempre la stessa risposa, alla fine si rivolse a un suo collega:
-Questo ragazzo è..-
Non riuscì a finire la frase che Nick gli cadde tra le braccia perdendo i sensi mentre la febbre si era fatta più viva che mai dentro di lui.
Il medico, dagli occhi castani e i capelli corti biondi scuro, riuscì ad adagiarlo a terra, gli mise una mano sulla fronte:
-Ha la febbre-disse mentre Nick cominciò ad ansimare
Uno dei paramedici quello un pò anziano urlò all'ambulanza di avvisarne un altra per trasportare Nick che cominciò a respirare affannosamente.
-Ha una crisi di panico, presto ci vuole dell'ossigeno qui-urlò il medico.
Uno degli infermieri di turno sulla volante prese un'altro kit d'ossigeno e corse verso il paramedico. Nick col passare degli istanti peggiorava, il dottore con una velocità fulminea gli mise la mascherina e a poco a poco che l'ossigeno entrava la sua respirazione si faceva regolare, anche se continuava ad ansimare a causa della febbre.
5 minuti dopo la partenza dell'ambulanza che trasportava Mark giunse quella che avrebbe trasportato Nick.
*§*§*§*
la mattina seguente due occhi blu si scontrarono con un soffitto a lui sconosciuto.
Sussultò, voltò la testa verso sinistra e vide un ragazzo a lui molto famigliare che dormiva sul letto di fianco, davanti a lui c'era un infermiera che gli stava cambiando una flebo, quindi non riusciva a capire bene chi fosse quel ragazzo, ma nel momento in cui lei si spostò il suo cuore ebbe un sussulto, deglutì la saliva e lo chiamò con un filo di voce:
-Ni..Nick-
La donna sentendolo si voltò verso di lui e con un sorriso rispose:
-Oh buongiorno ti sei svegliato vedo-
-Che gli è successo?-
-Non ha niente di grave però è da ieri che gli somministriamo antibiotici-
-Perchè non si sveglia?-chiese cercando di alzarsi, ma dovette subito ritornare sdraiato perchè percepì una fitta all'addome.
-E' sotto farmaci, ha ancora la febbre alta, stanotte abbiamo dovuto cambiargli 4 volte le lenzuola perchè sudava tantissimo, comunque è meglio che lei non si agiti ha delle contusioni, e non deve aggravarle-
-Ma che mi è successo?-chiese
L'infermiera una donna di media altezza, magra con capelli riccioluti lunghi castani e due occhi dello stesso colore, lo guardò dispiaciuta sapeva che gli era accaduto, gli aveva fatto il test per l'abuso ed era risultato positivo, quindi con una certa tristezza nella voce gli riferì tutto quanto. Non appena terminò il discorso guardò Mark che aveva un volto abbattuto, lo vide voltare il viso dalla parte opposta. poi lo sentì singhiozzare. E con con occhi tristi si congedò
*§*§*§*
Era il tramonto quando le narici di Nick cominciarono a sentire un strano odore di medicinali tipico degli ospedali, mosse leggermente la testa verso sinistra, le sue labbra tremarono e poi con la voce impastata dal sonno mormorò:
-Do..dove sono..-
Una voce maschile rispose alla sua domanda:
-Sei in ospedale Nicky-
Non appena le sue orecchie udirono quel Nicky sussultò, le sue palpebre chiuse cominciarono a tremare fino ad aprirsi a poco a poco. Davanti a lui c'era una figura maschile un pò sfuocata, non riusciva a capire i dettagli del viso ma riconobbe il colore dei suoi capelli quel biondo scuro, era lui, ne era sicuro.
Chiuse gli occhi, li riaprì e lo guardò di nuovo.
Stavolta era nitido, il suo cuore perse un battito, poi con gli occhi lucidi lo chiamò:
-Br..Brian!-
Brian gli sorrise dolcemente Dio quanto adorava quel sorriso:
-Come ti senti?-
Nick si voltò dall'altra parte guardando il cuscino, poi con voce fievole rispose un freddo:
-Bene-
Brian percepì dell'astio nella sua voce, voleva parlare ma non fiatò, anche perchè non sapeva cosa rispondergli.
Gli occhi di Nick si spostarono dal cuscino alla persona che stava nel letto di fianco, trasalì quando riconobbe Mark che stava dormendo:
-Come sta?-chiese debolmente
-L'infermiera ha detto che sta bene, tranquillo Nick. Stà solo dormendo, quando sono arrivato l'ho trovato seduto qui, ti stava tenendo la mano. Appena mi ha visto mi ha fatto un sorrisino di circostanza e poi è ritornato a letto e si è addor...-
Non riuscì a finire la frase che i suoi occhi blu si velarono di lacrime e mormorò:
[Nick ero solo venuto a sapere come stai, tutto qui]

-Te l'ho già detto che stò bene, quindi non hai motivo di preoccuparti-
-E invece mi preoccupo-
-Ti prego di lasciarmi in pace, chiedo solo questo-
-Ho capito me ne vado, ma prima voglio che tu ti volti verso di me e rispondessi ad una sola mia domanda-
Nick sbuffò, strinse gli occhi aveva paura di affrontare quello sguardo, perchè l'avrebbe attirato come una calamita facendogli crollare ogni tipo di difesa, ma decise di voltarsi.
Il suo sguardo incontrò quello dell'amico che proferì parola:
-Quando ritornerai in studio?-
-Kevin non te lo ha riferito? La prossima settimana e ora che ti ho detto tutto te ne puoi anche andare-rispose voltandosi.
Brian abbassò lo sguardo, salutò debolmente Nick ed uscì di camera.
"Scusami Brian, scusami"
pensò Nick prima di portare il suoi occhi lucidi verso la porta chiusa.
CAPITOLO 10

No Matter What Will Happen
Da quel giorno ormai erano passate 3 settimane.
Erano da poco scoccate le 8pm quando Nick, uscito dallo studio di registrazione si recò a casa di Mark.
Ultimamente dopo il lavoro andava sempre a fargli compagnia. Da quando era stato aggredito dal suo ex, gli stava sempre vicino, capiva come si sentisse, perchè più o meno c'era passato anche lui.
Giunse a casa di Mark alle 9pm in punto, suonò il campanello e lui gli aprì la porta, non appena i loro sguardi si incontrarono, Nick si accorse all'istante che l'amico aveva qualcosa di strano:
-Mark hai pianto non è così?-
Il ragazzo lo fece entrare, chiuse la porta, poi rispose:
-No, non ho pianto, sto bene non preoccuparti-
Nick non sembrò convincersi, si mise a braccia conserte e cominciò a fissarlo come se aspettasse una sua risposta:
-Sto bene, te lo vuoi ficcare in testa, non ho niente!-sorrise
Nick insisteva e Mark cominciò ad innervosirsi:
-Se sei venuto qui per stare in piedi e fissarmi per farmi parlare, bhe ti conviene tornare a casa, perchè perderesti solo del tempo, io stò bene, hai capito?-
-Quando ti deciderai a parlarne con qualcuno, quello che ti è successo non è una cosa che potrà andare via con il tempo se non hai qualcuno con cuoi sfogarti. Sò come ti senti Mark, lo sò, saranno passate anche tre settimane, i segni esterni se ne sono andati ma quelli interni?-
Mark lo guardò e lui continuò:
-Non venirmi a dire che anche quelli se ne sono andati, perchè non ci credo-
-Nick, per favore lasciami in pace non ne voglio parlare, non me la sento-
-Ma Mark io...-
-Non importa Nick, voglio solo non ritornare più su questo argomento, parliamo di te, ti sei dichiarato?-
Nick trasalì
-No ancora no...non credo di farcela, poi per adesso è una cosa a cui penserò più tardi. adesso voglio solo pensare a te ed aiutarti a superare questo momento siamo amici no?-
-Si lo siamo, ma non voglio tornare più su questo argomento hai capito? non ne voglio parlare punto e basta-
Nick allora si arrese e lasciò perdere anche se la cosa lo faceva stare male.
Aveva sempre pianto sulla sua spalla senza riuscire mai a trovare un modo per ringraziarlo, ora ne aveva l'occasione ma lui non voleva aprirsi per niente al mondo e non poteva costringerlo a farlo, anche perchè c'era già passato, sapeva quanto era stata dura per lui aprirsi con Brian solo perchè lui lo aveva involontariamente "costretto" e adesso visto che era accaduto, non riusciva più a guardarlo negli occhi, era un impresa andare tutti i giorni in studio e incontrarlo e incrociare accidentalmente il suo sguardo.
Nick scosse la testa, poi Mark parlò:
-Nick, che ne dici di andare in qualche locale stasera?-
-Non posso, devo ultimare un pezzo e credo che mi ci vorrà tutta la notte, ero venuto solo a vedere come stavi e farti un pò compagnia, ma da come mi hai detto credo che tu non mi voglia tra i piedi-
-Nick non è vero!-sentenziò avvicinandosi a lui
-Mark...non sono scemo capisco quando non sono desiderato. Vuoi essere lasciato in pace quindi è meglio che vada, ci sentiamo-
Detto questo abbassò lo sguardo ed uscì di casa, mentre Mark udendo il motore della sua macchina rombare e allontarnarsi, cadde a sedere sul divano:
"Sei uno stupido Mark"

*§*§*§*
Erano le 10pm quando Nick raggiunse la propria abitazione.
Aprì il cancello automatico ed entrò, parcheggiò la macchina davanti al garage, e si diresse nel suo studio di registrazione. Lanciò la giacca dove gli capitava, accese il computer e aprì il suo documento di scrittura con la canzone che stava ultimando, aveva già campionato la musica gli mancava solo un ultima strofa e poi sarebbe stata apposto.
Digitò e cancellò per chissà quante volte, non sapeva come finire. Alla fine dopo due ore riuscì ad ultimare la canzone che recitava così:
"Time passes by
I keept all My feelings inside of Me for 4 years.
Now I'm sick of this
Now I feel that My life can't go on with this suffering all around Me
I'm so tired, I'm so tired of been suppressed by the feelings,
I wanna know, what did You think when I told You the secret of My life,
What do you think? Don't lie to Me
I remember Your eyes, I remember how They hurt Me so much
Your stare, was against Me, was scorning Me so much
You made Me feel so different, why?
Why did you done this to me, why?
You don't want accept Me for being as I am?
Now I wanna know.
What do you really think of Me?
Do You believe that, can You accept Me for being as I am?
You told Me yes, but Your eyes said the opposite.
Now I wanna know the truth.
What do You really think of Me?
When I say to You this:
Time passes by
I keept My feelings inside of Me for 4 Years
Now I'm sick of This
Now I feel that My life can't go on
With this suffering all around Me
Because You are too important for Me
You now know the secret of My life
You said to Me that You accepted Me for being as I am
Well show Me the meaning of Your scorn
Do You scorn Me so much?
You make Me feel so different
And I'm sick of this
Please, accept Me for being as I am, don't scorn Me no more
I'm suppressed by the feelings
Accept Me, don't scorn Me
That's all I ask."
*§*§*§*
La mattina giunse molto presto, erano appena scoccate le 7am
e Nick era in piedi dalle 6am. Si era fatto una bella doccia rilassante, si era vestito e adesso stava facendo colazione.
Sul tavolo giaceva una scatola di cereali vuota, Nick immerse il cucchiaio nella tazza stracolma di latte e cereali per poi portarlo alla bocca, aveva lo sguardo fisso davanti a sè dentro la sua testa un solo pensiero vagava:
"Devo cantare quella canzone oggi stesso, devo dirgli ciò che provo. Mi sono stancato di nascondere tutto, non mi interessa cosa succederà, cosa penseranno gli altri di me, ma io ne ho abbastanza sono stanco di nascondermi, sono stanco di continuare a vivere la mia vita come se non fosse successo niente. Brian sà che sono gay, ma non sà che nonostante lui fosse etero me ne sono innamorato. Sò già che andrà a finire male, ma lui ha il diritto di sapere, è il mio migliore amico e il ragazzo che amo con tutto me stesso"

Dopo aver pensato questo finì in fretta e furia la colazione, depose tutto nel lavandino e uscì di casa.
Saltò in auto e partì come un fulmine. Doveva essere in studio per le 8:30am ma aveva optato per arrivare mezz'ora in anticipo, così avrebbe provato la canzone e si sarebbe preparato per affrontare la prova più difficile della sua vita.
Aveva deciso "adesso o mai più" non voleva più nascondersi. Era gay, lo sapeva lo doveva accettare, non gli importava cosa avrebbero pensato gli altri, ormai l'unica cosa che spiccava su tutti era Brian doveva confessargli i suoi sentimenti, rifiuto apparte.
"Devo dirglielo, devo dirglielo oggi stesso"
pensò per tutto il tragitto.
Una volta arrivato, si fiondò nella sala di registrazione vuota, accesse gli amplificatori, inserì la musica che aveva registrato su cd, entrò nella stanza attigua per cantare, fece un bel respiro, e non appena la base partì cominciò.
*§*§*§*
Le 8:30am giunsero alla svelta, Nick stava cantando l'ultima strofa quando udì la voce di Aj. Con uno scatto felino, uscì dalla stanza, tolse la musica e mise una loro base, rientrò e cantò la sua strofa. La porta si aprì e gli occhi di Nick incontrarono per primi quelli di Brian e abbassò lo sguardo.
-Hey Nick come mai così presto?-chiese sorpreso Aj
Nick sorrise un pò imbarazzato:
-Dovevo provare una mia nuova canzone, quindi sono arrivato mezz'ora in anticipo-
Kevin udendolo:
-Una nuova canzone Nick perchè non ce la canti dato che sei già in postazione?-
-No Kevin, adesso meglio di no-
-Okay come vuoi-
Nick sorrise e si alzò dalla sedia per recarsi da loro, i suoi occhi incrociarono quelli di Brian che continuavano a fissarlo, distolse lo sguardo, e si sedette da una parte a fissare il vuoto.
Aj, Kevin e Howie assistevano a quelle scene ormai da tre settimane e ancora non ci avevano fatto l'abitudine. Avevano tentato molte volte di parlarci uno ad uno per sapere cos'è che non andava tra di loro, ma nessuno dei due si degnava di dargli una risposta sviavano sempre il discorso. Quindi avevano deciso di lasciar perdere, era una cosa che dovevano risolvere da soli.
*§*§*§*
Provarono tutta la mattina e il restante pomeriggio.
Nick ancora non aveva cantanto la canzone ma non ci avrebbe messo poco tempo a farlo. Stavano per andare tutti via quando lui li fermò, guardò ognuno negli occhi distogliendosi solo dallo sguardo di Brian e parlò:
-Ragazzi...credo sia il momento per me di farvi sentire la mia canzone-
Annuirono.
Nick deglutì la saliva, si tastò nella tasca laterale dei jeans neri stracciati leggermente ai polpacci, tirò fuori il cd con la base, lo inserì nel mix e si recò all'interno della stanza di registrazione.
Una musica molto lenta e con un atmosfera un pò triste ma allo stesso tempo forte, si presentò nella stanza.
Nick deglutì il groppo che gli si era fermato in gola, prese un bel respiro, i suoi occhi per la prima volta guardarono quelli di Brian, poi cominciò a cantare e a cantare con tutto il suo cuore la sua anima.
Quando Nick apriva gli occhi Kevin, Howie e Aj ma sopratutto Brian vedevano quanto fossero lucidi, ogni parola era scandita perfettamente e colpiva il cuore di tutti e 4 in particolare Brian che non smetteva di fissarlo con il cuore in gola.
Ci fu una pausa musicale prima della strofa finale, gli occhi lucidi di Nick guardarono Brian poi cantò:
"Please accept Me for being as I am, don't scorn Me no more
I'm suppressed by the feelings
Accept Me, don't scorn Me
That's all I ask."
La musica scomparve dagli amplificatori. Nick sospirò si alzò dalla postazione e uscì incontrando gli altri che erano rimasti letteralmente a bocca aperta. Non lo avevano mai sentito cantare a quel modo, lui dava anima, corpo e cuore alla musica ma in questa canzone c'era qualcosa di più, non sapevano cosa, ma presto l'avrebbero scoperto.
Nick guardò tutti negli occhi compreso Brian che abbassò il volto, Nick sorrise debolmente, e si recò verso la porta, stava per uscire quando lui lo arrestò dicendogli:
-Che..che cosa significa tutto ciò?-
Nick sussultò, e voltandosi rispose:
-Sai bene a cosa mi riferisco...lo sai ma..ma NON RIESCI A CAPIRLO, NON HAI MAI CAPITO NIENTE BRIAN, NIENTE!-
Brian scuoteva la testa incredulo e rispose a tono:
-Nick...io..io TI ACCETTO PER QUELLO CHE SEI-
-AH SI DAVVERO MI ACCETTI? E ALLORA PERCHE' NON ME LO HAI MAI DIMOSTRATO? TU MI DISPREZZI E BASTA...IO SONO STATO ZITTO PER 4 ANNI, MA ADESSO NE HO ABBASTANZA, NON VOGLIO PIU' TENERMELO DENTRO, NON CE LA FACCIO SONO ARRIVATO AL LIMITE, E' IL MOMENTO CHE TU CAPISCA E SAPPIA CHE IO..che io..-
Non riuscì a terminare la frase, perchè perse il coraggio e scoppiò in lacrime, voleva parlare ma non ci riusciva quelle parole gli erano rimaste bloccate in gola non era in grado di continuare.
Kevin, Aj e Howie si guardarono negli occhi increduli, Brian lo fissò per poi dirgli:
-CHE TU...COSA NICK!-
Nick sussultò, sentì il cuore premergli sull'addome, gli mancò il respiro, e poi mormorò in lacrime:
[Che io...che io..]

-PARLA!- lo aggredì
Alla fine Nick cedette, non riuscì più a trattenersi il suo singhiozzare si presentò all'interno dello studio ormai in tensione. Cominciò ad avvicinarsi tremante a Brian, sempre e sempre di più. Il cuore gli scoppiava in petto, una volta a pochi cm da lui i suoi occhi lo guardarono colmi di esasperazione, era lo sguardo di un ragazzo innamorato ma che per tanto tempo si era tenuto tutto dentro, ed adesso era davvero arrivato al limite della sopportazione.
Le sue mani tremanti si posarono delicatamente sulle guance dell'amico, i suoi occhi erano velati di lacrime, sussurò il nome di Brian, avvicinò la sua bocca a quella di lui e lo baciò.
Aj, Kevin e Howie rimasero sotto shock, mentre Brian ancora non era riuscito a realizzare quello che stava accadendo intorno a lui. I suoi occhi blu, guardavano straniti quelli chiusi di Nick, vide le lacrime che stava versando, sentiva le sue labbra morbide sopra le sue e ritornò bruscamente alla realtà, la rabbia lo avvolse, si tolse l'amico in malomodo di dosso e gli urlò al colmo dell'ira e della confusione:
-STAMMI ALLA LARGA, IO SONO ETERO, NON MI IMPORTA UN CAZZO DI TE, NON TI AMO, E NON TI AMERO' MAI, MI FAI SCHIFO VATTENE VIA!-ed uscì sbattendo la porta.
Quelle parole sebbene Nick se le aspettasse lo spezzarono comunque in due.
Il suo cuore si frantumò in mille pezzi quasi da fargli male, perse un battito e gli mancò l'aria. Percepì la terra cedergli sotto i piedi, stava per cadere ma la forte presa di Kevin lo sorresse, Nick si voltò verso di lui, incrociò i suoi occhi verdi, chiuse i suoi, e se lo allontanò, quando li riaprì si trovò gli occhi degli altri addosso e trattenendo a fatica i singhiozzi gli urlò:
-CHE AVETE DA GUARDARE, MI ODIATE ANCHE VOI MI DISPREZZATE ANCHE VOI-diceva scuotendo la testa incredulo.
Howie si avvicinò ancora un pò sorpreso a Nick e gli disse con voce calma e gentile:
-No non ti disprezziamo Nick non...-
-NON E' VERO, NON E' VERO....ME LO DITE SOLO PERCHE? VI FACCIO PENA! MA IO L'AMAVO DA 4 ANNI LO AMAVO DA...-
Howie addolorato si avvicinò per abbracciarlo ma lui lo scacciò e scappò via in lacrime.
*§*§*§*
Nick correva e correva come un pazzo senza una meta ben precisa, il suo cuore era come se si fosse volatilizzato.
Ancora dentro la sua testa rimbombavano le parole che la persona che più amava al mondo gli aveva urlato con rabbia contro.
"Lo sapevo, lo sapevo, ma..ma non riuscivo più a resistere...voglio morire, voglio andarmene da qui non ha più senso stare qui non..."

Non terminò la frase perchè inciampò e cadde a terra sbucciandosi il ginocchio destro. Sebbene fosse stato solo un graffio gli faceva un male da morire, non riusciva quasi ad alzarsi.
Si sorresse al muro, percorse tutto il tragitto sorregendosi, fino a quando le sue mani non incotrarono l'inferiata di un cancello.
Sussultò la guardò, riconobbe la casa di Mark e senza pensarci due volte, solcò la cancellata e zoppicante e singhiozzante raggiunse la porta d'ingresso.
Suonò tremante il campanello, l'uscio si aprì, Mark non fece in tempo a capire chi fosse che Nick gli gettò le braccia al collo stringendosi a lui affogando i suoi singhiozzi nel suo maglione di lana morbido color panna:
-Nick ma che...-
Nick scivolò in ginocchio, lui lo seguì e lo strinse a sè, mentre sotto le sue mani percepiva il corpo dell'amico sobbalzare ad ogni singhiozzo che si faceva sempre e sempre più forte:
-HO DETTO QUELLO CHE PROVAVO A BRIAN, NON CE LA FACEVO PIU' SONO STATO RESPINTO, RIFIUTATO. ME LO ERO ASPETTATO PERO' MI FA TROPPO MALE, VOGLIO MORIRE, VOGLIO SPARIRE, NON NE POSSO PIU', MI HA FATTO MALE, TANTO MALE, VOGLIO SOLO ANDARMENE, VOGLIO...-
Non terminò la frase perchè i singhiozzi lo fermarono non facendolo più parlare.
Mark piangeva nel vederlo stare così male, lo strinse più forte a sè, ma sembrava non bastasse perchè ogni suo singhiozzo aumentava, quasi urlava dal dolore, era come se fosse stato trafitto da parte a parte da miliardi e miliardi di lame affilate.
Mark non ce la faceva più, non resisteva più a vederlo soffrire così, stava per scoppiargli il cuore.
Alla fine senza rendersene conto, abbassò il viso verso quello di lui e lo baciò, le loro labbra si incontrarono, Nick si lasciò trasportare, le loro mani si presentarono sul petto dell'altro, Nick stava per togliergli il maglione ma si fermò di botto, staccandosi da lui:
-No..non posso io non...-
Detto questo se ne andò.
CAPITOLO 11

I'll Be There For You
Brian entrò in casa sbattendo la porta.
Nei suoi occhi vi era chiara la rabbia del gesto che aveva fatto il suo migliore amico e lo sconvolgimento più totale.
lanciò il giaccone nero e bianco dove gli capitava, insieme alle chiavi poi accesse l'impianto hi-fi fregandosi di che diavolo di cd ci fosse dentro e alzò la musica al massimo.
La casa improvvisamente venne invasa da una musica assordante, forte e anche un pò brutale. L'impianto stereo stava mandando a palla un pezzo molto rock, Brian si fregò di tutto e tutti e cominciò a ballare e a ballare voleva dimenticare, voleva che quello successo il pomeriggio non fosse mai accaduto.
"Sei uno stupido Nick, che cazzo ti sei messo in testa, non ti devi più avvicinare a me mai più, non ti voglio più vedere"

Era infuriato sia con Nick ma sopratutto con se stesso, si incolpava per non essersi mai accorto di niente, alla sua mente riaffioravano gli ultimi 4 anni passati insieme a lui, ora si rendeva conto degli sguardi, dei sorrisi che gli rivolgeva ogni tanto, non erano quelli che si fanno agli amici, ma quelli che si fanno al proprio o alla propria partner.
Scosse la testa, voleva dimenticare tutto quanto.
La musica assordante penetrò dentro di lui che finalmente riuscì a togliersi dalla testa quel fatidico gesto.
Ballava e ballava e mentre lo faceva il suo cuore si faceva più leggero insieme alla mente. Il suo corpo era stanco ma sembrava che al cervello quell'impulso non arrivasse, era come se Brian avesse il controllo sulla sua mente, sul suo corpo, su tutto quanto, la musica se lo era trascinato con sè.
Era talmente immerso nel ballo da non accorgersi che qualcuno era entrato in casa, quel qualcuno lo stava chiamando ma lui non lo sentiva. Alla fine quell'individuo si avvicinò a lui, gli mise due mani sulle spalle e cominciò a chiamarlo mentre lui continuava a muoversi sotto quella stretta, come fosse ipnotizzato:
-Brian, Brian basta mi senti Brian-
Niente.
Allora la misteriosa persona cominciò a scuoterlo e a scuoterlo ma senza ricavare nessun cambiamento quindi perse la pazienza e lo scosse molte di più urlandogli:
-BRIAN BASTA, HAI CAPITO! BASTA FERMATI!-
A quelle parole Brian si arrestò, i suoi occhi blu si scontrarono violentemente con quelli verdi della figura maschile che gli stava davanti.
La musica finì, come finì il cd, il ragazzo sentì le lacrime salirgli agli occhi per poi scendere, cadde in ginocchio e urlò:
-NON LO SAPEVO KEVIN NON LO SAPEVO, LO ODIO, LO ODIO-
All'udire quelle parole Kevin si mise in ginocchio di fronte al cugino, lo guardò con occhi lucidi colmi di comprensione ma anche con una leggera punta di rabbia e parlò:
-No Brian non dire questo, entrambi sappiamo benissimo che tu non lo odi-
-E INVECE SI, E' UNO STUPIDO, NON LO SOPPORTO, IN 4 ANNI NON MI SONO ACCORTO DI NIENTE, DI NULLA, LO CONSIDERAVO MIO AMICO, IL MIO FRATELLINO. GLI VOLEVO BENE E ADESSO LO ODIO, NON LO VOGLIO PIU' VEDERE, NON VOGLIO PIU' CHE SI AVVICINI A ME, SPERO CHE....-
Non riuscì a finire la frase che Kevin d'istinto gli mollò un ceffone poi lo scosse e co rabbia rispose:
-COME PUOI DIRE DELLE COSE DEL GENERE A NICK? NON TI E' BASTATA LA SFURIATA TREMENDA E CATTIVA CHE GLI HAI RIFILATO?NON TI E' BASTATO VEDERLO SOFFRIRE, DIO BRIAN MA CHE TI STA SUCCEDENDO NON TI RICONOSCO PIU'-
-NON MI RICONOSCI, E TU CHE CAZZO AVRESTI FATTO UH, CHE CAZZO AVRESTI FATTO SE IL TUO MIGLIORE TI AVESSE BACIATO EH? COSA, LO AVRESTI ABBRACCIATO, FORSE, EH COSA?-
Brian era agitatissimo, sconvolto e arrabbiato non si rendeva conto delle parole cattive che stava dicendo e Kevin lo sapeva, ma stava diventando troppo isterico, leggeva nei suoi occhi la paura, la delusione, lo shock la rabbia ma non poteva prenderlo a schiaffi per farlo riprendere alla fine mentre lui continuava a urlare di odiare Nick di non volerlo più tra i piedi, Kevin lo abbracciò. Brian prima cercò di mandarlo via, urlando di lasciarlo stare di andarsene, ma lui rimase lì a stringerlo come mai aveva fatto prima. Alla fine, Brian ormai arrivato al limite scoppiò in un pianto liberatorio:
-Non me ne sono mai accorto, non me ne sono mai accorto-
A Kevin pianse il cuore, la rabbia che aveva provato pocanzi scomparve. I suoi occhi si fecero lucidi, strinse ancora di più suo cugino tra le braccia, e disse fievolmente:
-Brian..sfogati andrà tutto bene.-
-Non ce la posso fare, non lo voglio più tra i piedi non lo voglio più tra i piedi-
-Shh..calmati.-
-Perchè è successo? Perchè non me ne sono mai accorto, perchè!-
Kevin non proferì più parola, anche perchè non esistevano parole che potevano tirare sù suo cugino in un momento difficile come questo, quindi continuò ad abbracciarlo ed abbracciarlo fino a che non cominciò a calmarsi e infine ad addormentarsi.
*§*§*§*
Erano le 10pm quando Nick fece ritorno a casa i suoi occhi erano rossi e ancora gonfi e stracolmi di lacrime. Infilò a stento la chiave alla porta, entrò, gettò tutto per terra, si diresse verso il divano buttandosi sopra a pancia in giù. Ripensò a tutta la giornata a quei 4 anni di silenzi e cominciò a piangere come un bambino, cercando di soffocare i singhiozzi sui cuscini, ma fu tutto inutile perchè rimbombavano come non mai nel silenzio quasi tombale della casa.
"Niente tornerà come prima,lo sò, ma dovevo dirglielo dovevo..."

Non terminò la frase perchè venne divorato dai propri singhiozzi.
Pianse e pianse per chissà quante ore senza riuscire in alcun modo a fermarsi, alla fine la stanchezza prese il sopravvento su di lui che si addormentò. Mentre le ultime lacrime terminavano lentamente la loro scesa e gli ultimi singhiozzi si fecero fievoli fino a scomparire.
*§*§*§*
Erano da poco scoccate le 11am di sabato mattina, Mark preoccupato per Nick decise di andare a casa sua, per vedere come stava anche se si aspettava di non trovarlo nelle migliori condizioni.
Suonò il campanello ma non giunse nessuna risposta. Provò a bussare ma niente, cominciò a preoccuparsi, deglutì la saliva e continuò a premere sul campanello, alla fine percepì lo scatto della porta, i suoi occhi incontrarono quelli di Nick:
-Nick, ero solo venuto a...-
Non terminò la frase che lui lo guardò impassibile, era come se quegli occhi che a lui piacevano tanto, avessero perso ogni luminosità: erano vuoti, come lo era lui che gli voltò le spalle per poi recarsi sul divano, gettarsi sopra di schiena e portarsi il braccio destro sul viso, mentre uno stranito Mark entrò in casa.
Si sedette davanti all'amico e proferì parola:
-Nick come ti senti?-
[Vorrei non essere mai nato...vorrei solo questo]

Mark si allarmò gli mise una mano sulla testa, e gliela accarezzò fraternamente:
-Nick, cerca di riprenderti, non posso vederti così-
-Allora te ne puoi anche andare, non ho bisogno dell'aiuto di nessuno, voglio solo levarmi dal mondo-esclamò portando i suoi occhi su di lui che voleva abbracciarlo, consolarlo ma non avrebbe saputo cosa dirgli,quindi decise di cambiare discorso:
-Hai almeno fatto colazione?-
Scosse la testa:
-No, non mangio niente da ieri, e non intezione di farlo adesso, quindi per favore sei pregato di andartene, non voglio nessuno tra i piedi, hai capito? Voglio rimanere da solo, SOLO!-
-Nick non voglio lasciarti solo in queste condizioni, non sò cosa potresti fare!-
-Cosa te ne frega a te di cosa potrei fare? A nessuno importa di me, figurati a te! Voglio solo ESSERE LASCIATO IN PACE, LASCIAMI IN PACE!-urlò alzandosi e accompagnadolo alla porta:
-Và via Mark, vattene-
Il ragazzo scosse la testa, Nick si irritò:
-Perchè non te ne vai?-
-Non mi fido a lasciarti da solo-
-CAZZO MARK QUESTA E' CASA MIA E SE TI DICO DI ANDARTENE DEVI FARLO-urlò colpendo rabbioso la porta con la mano.
Mark sussultò e un pò intimorito parlò:
-Lo sò, ma tu non puoi sbattermi fuori-
-CERTO CHE POSSO E' CASA MIA, E ADESSO LEVATI DALLE PALLE-
-No-
Nick perse la pazienza e lo afferrò improvvisamente per il colletto del giaccone, lo schiacciò sulla porta e urlò:
-LASCIAMI IN PACE, LASCIAMI STARE! DEVI ANDARTENE SUBITO ANCHE, PRIMA CHE PERDA IL SENNO, VOGLIO ESSERE LASCIATO IN PACE, LASCIAMI IN PACE! ALTRIMENTI IO...-
Mark allora decise di rispondere allo stesso modo, se lo scrollò di dosso, e cominciò a spingergli con le mani sul petto:
-ALTRIMENTI TU COSA NICK, TU COSA?-
Nick spingeva via le sue mani indietreggiando, poi replicò:
-TI SPACCHERO' LA FACCIA, HAI CAPITO, PERCHE' NON VUOI LASCIARMI IN PACE?-
-PERCHE' NON VOGLIO CHE TU TI DISTRUGGA HAI CAPITO, E' VERO BRIAN TI HA RIF...-
-ZITTO NON DIRE QUELLA PAROLA, NON LA VOGLIO SENTIRE NON LA VOGLIO SENTIRE-urlò cominciando a gettare a terra cuscini e mobili. Mark si spaventò e nel momento in cui Nick stava per far sfracellare sul pavimento la televisione al plasma, a suo rischio e pericolo Mark gli cinse le spalle. A quel gesto Nick trasalì voleva scacciarlo, mandarlo via ma, ogni volta che ci provava la sua stretta aumentava:
-Mollami Mark, MOLLAMI-
-NO NICK, CALMATI, CALMATI, RISCHIERAI DI FARTI DEL MALE COSI'! NON CAMBIERA' NIENTE, NULLA! PUOI SPACCARE TUTTO, PUOI DISTRUGGERTI TI PUOI ANCHE UCCIDERE MA NON SERVIRA' A CAMBIARE LE COSE LO SAI BENISSIMO ANCHE TU, QUINDI CALMATI TI PREGO-
-NO, ERA TUTTO PER ME NON HO PIU' NIENTE, VOGLIO MORIRE, VOGLIO ANDARMENE, LUI ERA TUTTO IL MIO MONDO, SONO RIMASTO SOLO, NIENTE TORNERA' COME PRIMA, NIENTE-urlò al colmo della sofferenza cadendo in ginocchio sguito a ruota da Mark che lo strinse di più a sè cercando di fargli sentire il suo affetto e fargli capire che non era rimasto solo perchè lui gli sarebbe stato vicino per supportarlo come meglio poteva:
-Nick no, non sei solo! Ci sarò io con te! e non ti permetterò di andare da nessuna parte perchè a me importa di te! (Mi importa più di quanto tu possa immaginare)-
[Lasciami ti prego]
mormorò implorando
Mark mollò la presa e una volta libero Nick si alzò, rimise la televisione al proprio posto e si gettò nuovamente sul divano a pancia in giù, strinse l'unico cuscino scampato alla sua ira, e ci affondò il viso, mentre Mark si sedette vicino a lui cominciando ad accarezzargli fraternamente la schiena.
Stettero così per un' ora, poi Mark decise di preparare il pranzo. Si alzò dalla propria postazione, e si recò in cucina dove iniziò a darsi da fare ai fornelli.
*§*§*§*
Preparò degli spaghetti al pomodoro come solo lui sapeva fare e due bistecche, apparecchiò la tavola e si recò da Nick per esortarlo ad alzarsi ed andare a mangiare, ma senza risultato.
-Nick è pronto coraggio-
-Non ho fame-
-Ma dovrai pur mangiare no?-
-Non ho mai sentito di una persona che è morta per aver saltato il pranzo-
-Ma da quanto mi hai detto tu, è da ieri che non tocchi cibo-
-Okay chiariamo un pò la questione: sei rimasto qui nonostante ti avessi espressamente detto di levarti dalle palle, e adesso vuoi pure costringermi a mangiare?-
-Ma..-
-Niente ma, non ho fame, e se solo ti azzardi a continuare giuro che non risponderò delle mie azioni, lasciami in pace-
Mark avvilito asserì e con voce pacata rispose:
-Okay come vuoi, comunque...ti incarto tutto nell'aluminio e lo metto dentro al frigo nel caso avessi intezione...-
-Si, si fai come vuoi, basta che mi lasci in pace-replicò chiudendo gli occhi e dandogli la schiena.
Mark scosse la testa, incartò tutto quanto e lo depose in frigo.
Dopo iniziò a mangiare quel poco che riusciva a fare entrare nel proprio stomaco, perchè la preoccupazione per l'amico gli aveva un pò tolto l'appetito, infatti lasciò mezzo cibo sui i piatti.
Li svuotò nel trita rifiuti e cominciò a rigovernare le stoviglie ed ogni tanto mandava dell'occhiate a Nick per vedere che combinava. Ma ogni volta che lo osservava non cambiava niente, era sempre lì in posizione fetale a giocherellare con il tessuto del poggia schiena del divano, era strazziante per lui vederlo ridotto a quel modo, non sapeva davvero cosa fare, l'unica cosa di cui era certo era quella di provare un forte senso di rabbia nei confronti di Brian, era colpa sua se Nick stava così male, era sempre colpa sua:
"Come faccio ad aiutarti Nick, come?"

Si chiese prima di deporre l'ultimo piatto nella dispensa, lavarsi le mani, asciugarsele e recarsi da Nick. Si chinò di fronte a lui, lo chiamò toccandogli delicamente una spalla e nel momento in cui si voltò Mark gli sorrise dicendogli:
-Nick io adesso devo andare, devo finire un manifesto per lunedì, tornerò appena esco dal lavoro, e vorrei trovarti ripulito e vestito un pò meglio, perchè ti porterò al cinema quello a cui volevi ritornare ti và?-
Nick annuì
-Bene ci vediamo alle 8pm ciao-
-Ciao-
Mark uscì di casa con ancora la preoccupazione nel cuore, saltò in macchina e si diresse a lavoro.
CAPITOLO 12

I Feel Him Creeping Up Inside My Mind
Nick non riusciva in alcun modo a dormire.
Dentro di lui rimbombavano le parole cattive che gli aveva urlato Brian e il suo sguardo, quello sguardo che lo aveva odiato con tutto se stesso per il gesto inconsulto che aveva fatto, quei due occhi continuavano a martellargli la testa, non ne poteva più:
"Vattene via..non tormentarmi più"
pensò per poi alzarsi dal divano e raggiungere i piani di sopra. Una volta giunto alla meta si diresse al bagno, prese un flacone di sonnifero, tirò fuori tre pillole e se le ficcò in bocca, bevve un bicchiere d'acqua, depose il flacone nella tasca dei suoi jeans e scese giù. Il sonnifero iniziò a fargli effetto, la stanza cominciò a traballare, e Nick riuscì a raggiungere a stento il divano, si sdraiò e la stanza si fermò di botto. I suoi occhi lentamente cominciarono a chiudersi fino a che non li avvolse il buio.
Nick's Dream

Non sapevo bene dove mi trovassi, perchè intorno a me c'erano solo ed esclusivamente tenebre e freddo. Tremavo come una foglia ad ogni mio respiro delle nuvolette di fumo mi uscivano dalle narici.
Da dove veniva tutto questo freddo, tutta questa oscurità forse era il mio cuore, non capivo e comunque qualunque cosa o posto fosse io volevo andarmene.
Cominciai a camminare, e a camminare ma nonostante mi muovessi sembrava di rimanere sempre sul posto, stavo per iniziare a disperarmi, quando all'improvviso dal nulla udì il palleggio di un pallone da basket. Sussultai quando una musica si presentò in quel silenzio tombale.
Mi voltai verso quella melodia a me famigliare. Percepì la mia voce cominciare a cantare, una luce si accesse davanti a me e di fronte ai miei occhi apparve la figura di Brian, sentì le lacrime scendermi sulle guance, provai a chiamarlo, ma lui non mi sentiva o forse non voleva sentirmi, così cominciai a correre per raggiungerlo.
Ma una folta nebbia apparsa all'improvviso avvolse tutto quanto. Intorno a me la voce di Brian mentre cantava, mentre parlava, mentre scherzava girava e girava aumentando sempre e sempre di più portandomi in ginocchio, mi tappai le orecchie e urlai:
-BASTA, BASTA!-
Ma tutto aumentò il doppio, sentivo la mia testa scoppiare, il mio cuore battere all'impazzata, all'improvviso mi mancò il respiro, mi accasciai completamente a terra e il buio mi avvolse.
*§*§*§*
Non sò cosa stava accadendo, ma sentivo qualcuno sopra di me che spingeva e spingeva, io cercavo di svegliarmi ma senza risultato, alla fine nel momento in cui percepì qualcosa penetrarmi dentro mi svegliai di botto.
Ero su un letto matrimoniale malconcio, il cuscino era leggermente macchiato di sangue che capì provenire dalla mia bocca, intorno a me c'erano miliardi e miliardi di ombre dai lineamenti maschili che erano fissi su di me e sorridevano compiaciuti, trasalì quando percepì quattro lingue sul mio collo, balzai dal letto e caddi a terra privo di forze.
Mi faceva male dapertutto, vedevo quelle quattro ombre avvicinarsi minacciose a me, volevo scappare ma non trovavo nessuna via d'uscita:
-Dove scappi Carter, sò che te li vorresti fare tutti e 4, sei fortunato perchè ti ho scelto i migliori-
Quella voce giunta chissà dove, la conoscevo benissimo.
Mi arrestai e cominciai a guardarmi intorno, guardavo e guardavo ma senza risultato. Le 4 ombre mi avevano circondato, vidi le loro mani afferrarmi, provai a dimenarmi ma la loro presa era forte e mi riscaraventarono sul letto. Uno di loro si gettò su di me e cominciò a leccarmi i capezzoli, io cercavo di allontanarlo, ma il piacere forzato che stavo provando era più forte. Stava accadendo di nuovo, stava succedendo nuovamente e io non volevo, non volevo, non volevo quindi cominciai ad urlare di lasciarmi stare, scalciavo come un matto:
-NON VOGLIO, NON VOGLIO PIU' LASCIATEMI IN PACE!-
In quel preciso istante la voce udita prima si presentò a me con una risata:
-Ahahahahhaa! Oh vedo che non sono più di tuo gradimento Nicky-
Mi voltai e lo vidi, era davvero lui, Brian i miei occhi si riempirono di lacrime mi diressi verso di lui per abbracciarlo quando mi respinse con un pugno allo stomaco che mi piegò in due, poi adirato mi urlò:
-NON TI AVVICINARE PIU' A ME, NON TI VOGLIO PIU' TRA I PIEDI TI ODIO, NICKOLAS GENE CARTER TI ODIO, E ORA LA PAGHERAI-
Io non riuscivo a capire, il mio cuore si frantumò di nuovo, stavo per piangere, ma le mani di Brian me lo impedirono, percepì che mi stavano tenendo con forza, sentivo il suo fiato su collo, poi all'orecchio mi sussurò:
[Tu non vali niente per me, ti disprezzo Nickolas ti disprezzerò per l'eternità, io non ti amo e non ti amerò mai , non me ne frega un cazzo di te..Per me puoi andare all'inferno, sei morto per me, MORTO!]

Cominciai a singhiozzare mentre lui continuava a tenermi, e a ridere e a ridere, alzai gli occhi e vidi 10 uomini avvicinarsi a me, si avvicinavano sempre e sempre di più io volevo scappare ma Brian, me lo stava impedendo:
-Lasciami Bri ti prego, lasciami perchè mi fai questo perchè..lasciami non voglio...-
End Nick's Dreams and His POV

-NO NON VOGLIO NOOOO-
urlò svegliandosi di soprassalto, sentiva delle forti mani stringerlo e aveva paura, quindi cominciò a dimenarsi come un pazzo:
-NO LASCIAMI, LASCIAMI NON VOGLIO NO-
Alla fine una voce a lui molto famigliare lo riportò alla realtà:
-Nick sono io Mark, Nick...-
Nick trasalì, davanti ai suoi occhi non c'era più uno di quegli sconosciuti:
-Ma..Mark-disse abbracciandolo trattenendo a fatica le lacrime e l'affanno per la paura.
-Calma, ci sono io adesso-rispose stringendolo e accarezzandogli la schiena tremante.
Nick affondò il suo viso sul giaccone leggermente bagnato dell'amico, si strinse a lui in cerca di conforto e affetto che prontamente trovò.
Una volta calmato Nick, si staccò dal suo abbraccio, si sedette sul divano e posò la testa sulla spalla di Mark, che gli avvolse le spalle con il braccio:
-Mi puoi dire che cosa ti e successo?-
-No-
-Okay va bene, ti preparo una ciccolata calda?-
-Fai come ti pare-
Mark con pazienza, si alzò dal divano e si recò in cucina.
*§*§*§*
Ritornò dopo 10 minuti con due tazze di cioccolata calda, e un sacchetto di marshmallows che depose sul tavolino del divano.
Mise due marshmallows nella sua tazza poi si rivolse a Nick che continuava a guardarlo impassibile:
-Quanto ce ne vuoi?-
-Quante te ne pare-
Mark sospirò:
-Come vuoi, te ne metto uno okay?-
-Perfetto-
Mark scosse debolmente la testa e gli porse la tazza, Nick l'afferrò tremante ancora le immagini del sogno lo spaventavano, stava per fare cadere tutto ma Mark riuscì ad evitarlo sorregendogliela:
-Gra..grazie-rispose debolmente Nick
-Di nulla-replicò guardandolo di sottecchi poi continuò a parlare:
-Sai tornando mi sono fermato a Blockbuster, ed ho noleggiato un paio di film in dvd, vuoi vederli? Li vado a prendere in macchina-
Detto questo Mark uscì.
Fuori diluviava, il cielo era stracolmo di nuvoloni neri, cominciò a tuonare e un lampo illuminò tutta la zona. Mark riuscì a raggiungere l'auto, aprì la portiera anteriore e prese un sacchetto di plastica con il logo della Blockbuster, lo depose nella tasca interna del suo giaccone, chiuse l'auto e corse in casa come un fulmine mentre fuori si stava scatenando il finimondo.
-Cavolo come diluvia-esclamò guardando Nick che fissava il vuoto.
Prese i dvd che aveva riparato dal tempo e si tolse il giaccone che depose sull'attaccapanni di fianco alla porta.
Una volta davanti a Nick gli mostrò entrambi i dvd uno era Ace Ventura l'acchiappanimali l'altro Il Professore Tutto Matto.
Non appena lo sguardo di Nick incontrò il dvd di Ace Ventura con Jim Carrey l'attore preferito di Brian. I suoi occhi divennero lucidi, le immagini del sogno che lo stavano tormentando si moltiplicarono, e la frase che tanto lo aveva distrutto gli rimbombò come non mai in testa, depose la tazza sul tavolo in malomodo, e cadde sul divano con un braccio destro che gli copriva il viso mentre delle leggere lacrime gli bagnarono le guance:
Mark mollò i dvd e si avvicinò a lui:
-Nick cosa c'è che no và?-
-....-
-Nick...-
-lasciami in pace-
-Se non vuoi vedere i...-
-NON ME NE FREGA UN CAZZO DEI DVD VOGLIO SOLO CHE TU TE NE VADA-
-Io volevo solo...-
-AIUTARMI NON E' COSI'? IO NON HO BISOGNO DELL' AIUTO DI NESSUNO, VOGLIO SOLO CHE TU MI LASCI IN PACE, NON TI VOGLIO PIU' TRA I PIEDI, NON SOPPORTO LA TUA PRESENZA, NON SOPPORTO NIENTE DI TE, LASCIAMI IN PACE!-urlò alzandosi
Mark attutì il colpo, i suoi occhi divennero lucidi, scosse la testa, poi replicò a tono:
-TU NON SOPPORTI PIU' NESSUNO NICKOLAS-
Nick sobbalzò e irritato ribattè:
-DA QUANDO IN QUA TI PERMETTI DI CHIAMARMI CON IL MIO NOME COMPLETO PER RIMPROVERARMI, COS'E' VUOI FARE IL PADRE, FARMI LA PREDICA, CORAGGIO AVANTI PARLA COSA C'E' PAPA'?-
Mark scosse la testa rassegnato:
-NON VOGLIO FARTI LA PREDICA, SONO SOLO PREOCCUPATO PER TE, STAMANI STAVI PER FARTI DEL MALE, IO NON VOGLIO CHE TI ACCADA QUALCOSA HAI CAPITO, NON VOGLIO!-
-NON VUOI EH? A TE NON TE FREGA NIENTE DI ME, STAI PROVANDO SOLO PIETA' E IO NON ACCETTO QUESTO, NON L'ACCETTO HAI CAPITO! QUINDI VATTENE VIA, VATTENE VIA DA CASA MIA NON TI VOGLIO PIU' VEDERE NON VOGLIO VEDERE NESSUNO, VATTENE-
-NON ME NE VADO NICK HAI CAPITO! NON ME NE VADO!-
-INVECE LO FARAI-
Urlò Nick perdendo completamente il senno.
Afferrò Mark per il colletto del golf, e gli fece battere violentemente la schiena al muro. All'impatto con la parete gli mancò il respiro e scivolò a terra dolorante, davanti ai suoi occhi colmi di dolore che gli appannavano quasi la vista, si presentò un flacone di sonnifero. lo raccolse si alzò a fatica da terra e lo spiattellò in faccia a Nick che stava per afferrarlo di nuovo:
-E QUESTO COS'E', NICK-
-NON SONO AFFARI TUOI-
rispose mentre cercava invano di mettere le mani su di lui
Mark lo allontanò da sè con uno spintone tremendo, Nick cadde a terra:
-QUESTE NON SONO CAVOLATE, SE NE PRENDI MOLTI PUOI NON RISVEGLIARTI PIU' PERCHE' NON RIESCI A CAPIRLO!-
Nick si alzò da terra incontrandosi faccia a faccia con lui:
-LA VUOI PIANTARE DI PREOCCUPARTI PER ME BASTA, NON TI SOPPORTO PIU', COSA VUOI CHE FACCIA PER GETTARTI FUORI DA CASA MIA, VUOI CHE TI PESTI A SANGUE? VUOI CHE TI SPACCHI LA FACCIA? VUOI CHE TI SBATTA AL MURO? VUOI CHE TI ROMPA LE OSSA....NO CREDO CHE TU VOGLIA CHE IO TI SBATTA PER BENE SUL LETTO NON E' COSI'? CERTO HO CAPITO TUTTO, TU VUOI SOLO CHE IO TI SCOPI PER BENE NO? COSI' POI POTRESTI ANDARE A VANTARTI CON GLI ALTRI GAY DELLA CITTA' CHE TI SEI FOTTUTO NICK CARTER-
Mark scuoteva la testa incredulo, le lacrime cominciarono a scendere dai suoi occhi, cercò di rispondergli, ma non ci riusciva, quelle parole urlate dalla persona di cui si era innamorato gli fecero un male tremendo, deglutì la saliva e con voce abbattuta e fievole rispose:
-Io volevo solo starti vicino..volevo solo questo-
-OH POVERINO PIANGI, ALLORA HO CENTRATO IL BERSAGLIO, VUOI CHE IO TI SBATTA PER BENE! OKAY CORAGGIO TOGLITI I JEANS-
Mark scosse la testa e lo allontanò con la paura negli occhi.
Nick lo riprese, gli strinse le braccia come non mai, poi con il bacino lo spinse fino all'limite della parete, lo voltò di schiena verso di lui e gli sbattè con forza il petto al muro, Mark strinse gli occhi dal dolore, dai quali cominciarono a scendere delle lacrime e ritornò con la mente all'aggressione subita dall suo ex tempo fà. Le gambe cominciarono a tremargli, e si accasciò a terra chiudendosi a riccio.
Nick stava per ricominciare, Mark era completamente disteso a terra con la pancia in giù, il suo corpo tremava, mentre la schiena sobbalzava ad ogni singhiozzo, Il biondino si rese conto di quello che stava per fargli indietreggiò.
Mark non sentendolo più, cominciò ad alzarsi, retrocedendo mentre sul suo viso uno sguardo colmo di paura lo fissava incredulo. Nick se ne accorse e con voce pacata e colpevole lo chiamò toccandogli delicatamente la spalla.
A quel gesto Mark sussultò ebbe una reazione convulsa e con le lacrime agli occhi gli urlò:
-NON TOCCARMI, PER ME PUOI FARE CHE TI PARE, AMMAZZATI NON ME NE FREGA NIENTE, VOLEVO SOLO AIUTARTI, VOLEVO SOLO STARTI VICINO! SEI COME LUI, SEI COME SEAN!-
Detto questo senza prendere il giaccone uscì di casa, salì in macchina e sfrecciò via a tutta birra.
Nick chiuse la porta dietro le sue spalle, appoggiò la testa e si lasciò scivolare fino a toccare terra, si chiuse in sè stesso e con le lacrime agli occhi mormorò:
[Che cosa gli ho fatto perchè? Mi dispiace Mark, mi dispiace tanto]

CAPITOLO 13

I Don't Wanna Fight
La macchina di Mark sfrecciava sull'asfalto bagnato, i suoi occhi colmi di lacrime si perdevano sulla linea bianca. I tuoni rimbombavano sopra di lui, come i lampi che illuminavano ad istanti tutto il luogo, il cielo sembrava farsi sempre e sempre più scuro mentre la pioggia aumentava a dismisura a poco a poco.
Tutto sembrava volesse scoppiare da un momento all'altro e lo stesso stava accadendo a Mark, voleva piangere sfogarsi ma non ci riusciva, il suo cuore si era spezzato, sapeva che quello che lui gli aveva urlato con rabbia inconsulta non era vero, ma la cosa gli aveva fatto troppo male l'aveva ferito nel profondo, ripensò all'ultimo istante in cui i suoi occhi blu avevano guardato con paura quelli azzurri di Nick, fermò di botto l'auto e uscì, voleva andare a piedi, perchè quell'auto in un qualche modo gli ricordava lui, quante risate avevano fatto insieme, quante chiaccherate nei locali. Insieme si divertivano come non mai, Mark si sentiva a suo agio con lui, neanche con Sean che oltre ad essere stato il suo migliore amico era anche stato il fidanzato si era sentito come si sentiva ogni volta che era accanto a Nick.
Non sapeva bene da quando tutto questo era iniziato, non lo sapeva e neanche voleva saperlo, l'unica cosa di cui era consapevole, era il fatto che lo amava, gli piaceva molto, e desiderava con tutto se stesso di potergli appartenere.
Mark era al settimo cielo quando lo aveva accanto, si sentiva in paradiso quando incrociava anche solo per un istante i suoi occhi azzurri, Dio quanto li adorava ogni istante si perdeva dentro di loro, quante volte aveva desiderato dirgli tutto quello che provava, quante volte sperava che anche solo per un attimo lui non pensasse a Brian, solo per vederlo sorridere, solo per vederlo felice, e quante volte ad ogni involontaria sfiorata di mano Mark sussultava e quasi tremava a quel tocco.
Lo amava, lo amava davvero e adesso stava piangendo per lui, le lacrime cadevano insieme alla pioggia, mentre le sue gambe percorrevano la strada senza sapere la meta da raggiungere.
"Sono solo uno stupido, devo smetterla di pensare a lui, lo amo okay, l'ho capito oggi stesso, ma..ma non sono degno di stare al suo fianco, il suo cuore appartiene ad un altro e nonostante l'abbia rifiutato, continua ad amarlo, e amarlo più di prima, e adesso sta soffrendo per lui. Non posso vederlo così, ho cercato di stargli vicino, ma non mi vuole tra i piedi, e non mi vorrà mai..Non sò che cosa fare, forse è meglio che lasci perdere, non posso lottare contro un nemico invisibile, non posso lottare con i sentimenti di Nick, non posso, non posso, ma io lo amo, non voglio che soffra, non voglio..ma come faccio a lottare contro quel cuore, come posso riuscire a trovare la porta per il suo amore?"

Dopo aver pensato questo si arrestò, guardandosi intorno, la pioggia continuava a cadere e a cadere e a lui sembrava non fare effetto, davanti ai suoi occhi c'era il guard-rail, e subito dopo la scogliera era tutto scogli senza un briciolo di spiaggia, Mark si avvicinò al guard-rail lo scavalcò e con estrema attenzione cominciò a scendere 4 scogli, era abbastanza lontano dalla strada, alzò il volto verso il cielo che continuava a scatenarsi come non mai, si mise a sedere e cominciò a fissare l'oceano in tempesta, le onde marine che si scagliavano sugli scogli erano talmente alte che qualcuna riusciva a bagnargli leggermente i piedi, ma sembrava non fargli alcun effetto, perchè fissava impassibile quell'oceano perdendosi in esso.
Si sentiva molto vicino a quell'acqua infuriata, dentro di lui vi era una lotta continua: era arrabbiato con Nick ma allo stesso tempo lo amava, nonostante ce la volesse mettere tutta per odiarlo non ne era capace, si portò le braccia alle ginocchia e infine la testa cadde stanca e provata sopra di loro, sospirò abbattuto, e da quel sospiro uscì un singhiozzo seguito da un mormorato:
[Lo amo, lo amo davvero!Ma non voglio più lottare per lui, non posso, perchè non riuscirei a vincere, se solo ti avessi conosciuto prima Nick, se solo ti avessi incontrato prima, a quest'ora saremmo insieme, io sarei finalmente felice e tu non staresti a soffrire per uno che non merita il tuo affetto, il tuo amore e le tue lacrime. Devo rinunciare a te, devo farlo, non voglio stare male per un ragazzo che ho già perso in partenza.]

Scosse la testa avvilito e cominciò a piangere e a piangere e dentro di sè sperava che questa sua tristezza venisse spazzata via dalle onde.
*§*§*§*
Stette lì fino a tarda notte, poi umido e infreddolito ritornò sui suoi passi per raggiungere la sua auto, camminò per circa due ore, poi la trovò, e stanco saltò sopra, fece inversione di marcia e ritornò a casa.
Erano le 6am quando le sue mani spinsero il cancello, si sentiva tutto sottosopra, la testa gli faceva un male tremendo sembrava che gli stessero trapando il cervello. Starnutì, inserì la chiave nella serratura della porta che scattò, ed entrò in casa.
Si tolse il golf che cadde pesantemente a terra e i jeans che abbandonò sullo scorrimano delle scale. Cominciò a salire e a salire fino a raggiungere il piano di sopra e infine il bagno.
Una volta entrato aprì il rubinetto d'acqua calda della vasca idromassaggio, accese l'impianto di massaggio, e una volta che la vasca fu colma d'acqua fumante, si tolse i boxer i calzini e le scarpe ed entrò tremante al suo interno. Poggiò la testa sul muretto in mattonelle placcate d'azzurro, chiuse gli occhi cercando di rilassarsi, e non pensare più a niente, ma fu tutto inutile anche perchè la testa gli pulsava da matti.
Dopo un'ora di vasca, uscì dal bagno si asciugò, si mise i boxer, e un pò barcollante si infilò a letto, cercando di prendere sonno ma invano.
-Non ce la faccio neanche ad addormentarmi..accidenti-
Disse tentando di cambiare posizione, ma niente.
Si rigirò per un altro buon quarto d'ora, stava sudando, quasi non riusciva a respirare, aprì gli occhi di scatto scontrandosi con il soffitto che si sdoppiava in ogni secondo, la testa gli girava, si portò a sedere, e con le mani tastava dentro il cassetto del comodino di fianco a lui per trovare il termometro da bocca, lo trovò, lo prese si sdraiò di nuovo e se lo mise in bocca.
Una volta tolto lo guardò segnava 39.5
-Ci mancava anche la febbre adesso-
queste furono le sue ultime parole poi la febbre prese il sopravvento e Mark si addormentò.
Mark's Dream And His POV

Ero in cucina a mangiarmi la mia solita tazza di Rice Krispies, non sò che stagione era forse primavera perchè indossavo una canottiera bianca e un paio di boxer azzurri, e non avevo freddo anzi stavo benissimo. Dalle vetrate in salotto c'era un sole che spaccava le pietre, il cielo era limpido, e dalla quercia nel mio giardino scorsi la prima coppietta di uccellini che si davano da fare per costruire il loro nido. Sorrisi, poi mentre stavo per mettermi in bocca il cucchiaio stracolmo di latte e cerali, percepì una mano sulla spalla, sussultai, mi voltai e lo vidi davanti a me, era lui, Nick quasi mi affogai con in cereali, mi mancò il respiro e con un filo di voce esclamai:
-Che cosa ci fai qui Nick?-
Lui sorrise dolcemente, portò la mano che aveva sulla mia spalla alla mia testa e mi arruffò teneramente i capelli, poi vidi il suo viso chinarsi sul mio, i suoi occhi erano alla stessa altezza dei miei, persi un battito, stavo per parlare ma lui mi precedette:
-Shhh non parlare Mark, non chiedermi niente, non rovinare tutto-
[Tu mi vuoi no?]
mi sussurrò sensualmente all'orecchio
Ero scioccato, il cuore mi batteva all'impazzata e con un filo di voce quasi titubante dissi:
-Si..ma tu sei innamorato di Brian-

Mi sorrise nuovamente, avvicinò le sue labbra al mio collo, mi irrigidì, allora lui mi strinse la mano, sussurandomi:
[Non c'è nessun Brian se tu non vuoi]

mi lasciò l'orecchio per poi regalarmi un succhiotto al collo, chiusi d'istinto gli occhi e mi gustai quel momento che era durato un'istante ma per me era come se fosse stata un' eternità, volevo aprire gli occhi per vedere se stava accadendo davvero ma, Lui continuava a baciarmi il collo, fino a giungermi alla spalla destra dove ci lasciò un leggero morso che mi fece venire dei brividi di piacere, non sò come accadde ma all'improvviso Nick era con le gambe divaricate sopra le mie, e continuava a baciarmi dapertutto, alla fine giunse alla bocca, percepì le sue morbide labbra sopra le mie, sentì la sua lingua chiedere di entrare, io la lasciai passare, e cominciammo a baciarci e a baciarci, l'abbracciai tremante, cercando di togliergli la t-shitr bianca che indossava, ma non ci riuscivo, all'improvviso mi ritrovai completamente nudo, sopra al mio letto, avevo ancora gli occhi chiusi, mi stavo godendo tutto quanto, all'improvviso quei succhiotti si fecero più spinti, percepì le sue mani stringermi con forza, quindi aprì di scatto gli occhi e mi ritrovai davanti Sean, sobbalzai lo allontanai da me e gli urlai:
-CHE COSA VUOI TU DA ME, DOV'E' NICK?-
Lo vidi sorridere:
-Mark sono io Nick-
-NO-
-Guardami meglio-
Feci come mi aveva chiesto e lo riconobbi
-Nick sei veramente tu...-
-In persona, su lasciati andare stavi andando be..-
Non terminò la frase che a lui si sovrappose anche la figura di Sean cominciai a spaventarmi, e iniziai a fissare meglio la persona che avevo di fronte, che ogni istante non faceva altro che diventare Sean, Nick e viceversa.
Stavo impazzendo, non capivo più se quello davanti a me era davvero Nick, quindi lo allontanai in malo modo, ma lui mi strinse a sè, quel corpo non era quello di lui era quello di Sean cercai di mandarlo via ma fu tutto inutile, mi sbattè sul letto, io urlai, chiudendo gli occhi, e quando li riaprì mi trovai Nick davanti:
-Cos'è prima mi vuoi, poi mi rifiuti?-
Io non risposi rimasi fisso a guardarlo, era completamente nudo, era stupendo dalla testa ai piedi, si chinò sopra di me, fremetti appena sentì il suo petto toccare il mio. Cominciò a leccarmi il collo, i capezzoli, e io iniziai a lasciarmi andare, cominciando a darmi da fare.
Improvvisamente Nick divenne più violento, mi stringeva troppo:
-Nick no, basta così mi fai male....-
-NO NON MI FERMO HAI CAPITO, VOLEVI CHE TI SBATTESSI PER BENE NON E' COSI' QUINDI E' QUELLO CHE STO FACENDO, RINGRAZIAMI COSI' POI POTRAI ANDARE A VANTARTI DEL FATTO CHE TI SEI SCOPATO NICK CARTER, SI ANDRAI A DIRE A TUTTI CHE MI HAI FOTTUTO E SBATTUTTO AL MEGLIO, E' QUELLO CHE VUOI NO?-
-NO NON VOGLIO QUESTO-urlai togliendomelo di dosso, e scendendo con furia da letto, Nick mi afferrò io lo allontanai e gli urlai:
-LASCIAMI STARE NON VOGLIO SCOPARTI PER VANTARMI-
I suoi occhi si infiammarono e ribattè:
-AH SI...DAVVERO COOL...MA VEDI DI PIANTARLA MARK TU MI DESIDERI NO? MI VUOI NO? SEI ATTRATTO DA ME, COSA CREDI CHE NON L'ABBIA CAPITO, TU MI VUOI, MI VUOI PIU' DI QUALSIASI COSA AL MONDO, IO TI STO DANDO L'OPPORTUNITA' COSA ASPETTI, SONO QUI, SOLO PER TE, TU MI HAI CHIAMATO IN QUESTO SOGNO, PUOI FARE QUALSIASI COSA CON ME, QUALSIASI, MI VUOI TUTTO PER TE NO? BHE ECCOMI..PRENDIMI-
Si buttò sul letto e mi invitò a seguirlo, scossi la testa e prima che potesse rispondermi gli dissi:
-Io non ti voglio solo per fare sesso, non voglio Nickolas-
-AH SI E ALLORA COSA VUOI DA ME? PERCHE' NON TI DECIDI A LASCIARMI IN PACE!-
-Perchè io..io...-
-TU COSA PARLA!-
-Io..io....E' VERO TI DESIDERO PIU' DI CHIUNQUE ALTRO, TI VOGLIO, TI VOGLIO CON TUTTO ME STESSO, VOGLIO APPARTENERTI MA NON NEL SENSO CHE VUOI TU, IO VOGLIO STARE CON TE PERCHE' TI AMO...-
Lui sussultò, si avvicinò a me mi guardò dritto negli occhi e con una voce fredda e dura mi disse:
-Mi ami? Spiacente, ma mi fai schifo, io non voglio te hai capito voglio Brian..perche' tu sei..e sarai per sempre IL MIO SFOGO, TI SCOPERO'TUTTE LE VOLTE CHE VORRO' SEI SOLO IL MIO PUNTO DI SFOGO MARK! E ADESSO SONO MOLTO INCAZZATO QUINDI TI SCOPERO' FINO A FARTI PERDERE I SENSI, E CONTINUERO' PER L' ETERNITA'-
Io attutì il colpo, non riuscivo più a muovermi, non volevo essere il suo punto di sfogo non volevo esserlo:
-NO NON VOGLIO ESSERE...-
End Mark's Dream and His POV

-NON VOGLIO ESSERE IL TUO PUNTO DI SFOGO NICK NO!-
Urlò aprendo di scatto gli occhi scontrandosi con il soffitto di camera sua, stava ansimando come un pazzo, le parole che Nick gli aveva urlato in sogno gli avevano mozzato l'aria in corpo:
-No..non voglio essere solo questo per lui, non voglio, non voglio che accada, devo smettere di lottare, devo smetterla perchè non sarò mai niente per lui..mai..niente per lui-
si ripeteva delirante, mentre il sudore continuava a bagnargli il viso.
I suoi occhi erano aperti, ma erano assenti, sembrava che fosse ancora intrappolato nel sogno, vedeva Nick allontanarsi sempre e sempre di più, roteò gli occhi e si addormentò continuando ad ansimare e a ripere solo:
"Non voglio più lottare per lui, non voglio più"

Tre giorni dopo Mark si svegliò nuovamente, la febbre era scesa di poco, ma riuscì comunque ad alzarsi dal letto e raggiungere il bagno sorreggendosi al muro tutto gli girava, non riusciva quasi a respirare a causa del raffreddore che gli era nato durante la notte, tastò con mani tremanti il comodino con le medicine, trovò una confezione di tachipirina da prendere oralmente, cercò di capire quando scadeva.
La scadenza si quadruplicava ma comunque riuscì a leggere che sarebbe scaduta l'anno prossimo. Sorrise debolmente, aprì la confezione, si infilò la pasticca in bocca, riempì il bicchiere con cui si faceva gli sciacqui con il colluttorio, d'acqua, bevve, inghiottì la pasticca poi facendo attenzione a non cadere ritornò vacillante sotto le coperte e lentamente le sue palpebre cominciarono a tremare fino a chiudersi.
CAPITOLO 14

Back To Studio
Gli occhi di Brian si aprirono incontrando il soffitto in travi marroni.
Era stato male per quasi tutta la settimana, non era riuscito a dormire perchè la scena del bacio di Nick lo tormentava ma piano piano con l'aiuto di Kevin era riusciuto a superare quella crisi che lo aveva travolto, e questa mattina sarebbe ritornato definitivamente allo studio, si era deciso, non gli importava se ci fosse stato anche Nick tanto avrebbe fatto finta di non vederlo:
-Non credo che riuscirò a trattarlo come prima, niente sarà più come prima, niente-
disse per poi alzarsi, recarsi in bagno e poi in cucina a fare colazione.
*§*§*§*
Alle 8am in punto uscì di casa, il freddo lo avvolse, si strinse nel suo immenso giaccone invernale, alzò gli occhi al cielo era tutto bianco.
-Credo che nevicherà-
Detto questo si recò alla macchina mise in moto e sfrecciò via.
Giunse a destinazione alle 9am in punto, parcheggiò l'auto, ed uscì.
Non appena mise piede fuori incontrò la macchina di Nick, scosse la testa, quasi intimorito cominciò a fare i primi passi che lo savrebbero condotto all'ingresso degli studios:
"Non può esserci anche lui, non sono pronto ad affrontarlo, non lo voglio tra i piedi, ancora no, non voglio che mi baci di nuovo,non voglio...Credevo di riuscire ad accettarti per quello che sei, ma non ce la faccio avevi ragione tu Nick, le parole della tua canzone hanno colto nel segno, mi hai chiesto di accetarti, ma non ce la faccio, non ce la farò mai. Non dovevi baciarmi, non dovevi Nickolas"

Deglutì la saliva e cominciò a tornare indietro, stava per salire in macchina per andarsene, quando arrivò Kevin che parcheggiò la sua auto vicino a quella di Nick. Scese e salutò Brian che rispose con una alzata di mano.
-Ehylà cugino, come ti senti?-
-Un pò meglio ma...-
-Ma cosa..-
-Kevin non ce la faccio ad affrontare Nickolas, non sarà più come prima-rispose guardandolo con occhi lucidi.
Il ragazzo dagli occhi verdi sussultò non appena udì suo cugino chiamare Nick con il suo nome intero, voleva parlare, ma non riuscì a proferire parola perchè nel suo sguardo leggeva il timore, stava temendo Nick?
Scosse la testa:
-Brian-
-Si-rispose cadendo dalle nuvole mentre guardava di sottecchi la macchina del loro amico:
-La macchina non si è mossa di lì da quella sera, Nick non c'è, non l'ho più visto da quella volta. Ho provato a chiamarlo per sapere come stava, ma il cellulare era sempre spento, ho tentato anche dal cordless di casa ma l'unica cosa a rispondere è stata la sua segreteria. Temo che stia male Brian, dovresti andarlo a trovare, chiarirvi-
Brian cominciò ad alterarsi e ribattè:
-Non andrò mai a casa sua hai capito? MAI!-urlò recandosi con rabbia agli studios.
Kevin lo seguì, e riuscì ad afferrarlo mentre solcava l'ingresso.
-MOLLAMI KEVIN-Urlò cercando di scrollarsi dalla presa del cugino:
-NO, NON TI MOLLO BRIAN DEVI CAPIRE!-
-CAPIRE COSA?, VUOI CHE SIA COMPRENSIVO CON NICKOLAS? BENE NON CI RIESCO, NON CI RIUSCIRO' MAI PIU', NON SARA' MAI PIU' COME PRIMA, COSA CREDI CHE IO ABBIA FATTO IN QUESTI GIORNI DI ASSENZA? HO CERCATO DI DIMENTICARE, HO TENTATO DI CAPIRLO, HO PROVATO AD ESSERE COMPRENSIVO MA NON CI SONO RIUSCITO E NON CI RIUSCIRO' MAI, LUI NON DOVEVA FARLO, NON DOVEVA PUNTO E BASTA! HAI CAPITO! E ADESSO LASCIAMI, NON VOGLIO PIU' SAPERE NIENTE DI LUI, NON MI IMPORTA NIENTE HAI CAPITO, NULLA!-
Kevin sconvolto dalle parole di suo cugino, mollò la presa, Brian lo guardò irato, lo ringraziò freddo ed entrò.
Kevin abbassò lo sguardo, gli occhi si fecero lucidi, sospirò e mormorò:
[Spero solo che Nick stia bene,stasera andrò a trovarlo]

*§*§*§*
Alle 10am Mark venne bruscamente svegliato dall'insistente squillare del cordless al piano di sotto. Si alzò a fatica dal letto per poi ricaderci a sedere a causa di un' improvviso calo di pressione, la stanza girava, ma non appena smise fu libero di alzarsi avvolgersi il corpo con il piumone e recarsi con cautela al piano di sotto.
Una volta giunto giù, afferrò il cordless, si sedette sul divano e rispose:
-Pro..pronto?-
Dall'altra parte ci fu silenzio:
-Pronto-
All'improvviso un urlare tremendo gli rintronò la testa:
-INSOMMA MARK CHE FINE HAI FATTO, E' DA QUASI UNA SETTIMANA CHE NON VIENI A LAVORO, SEI INDIETRO CON IL MANIFESTO, E LA DATA DI SCADENZA E' PREVISTA PER DOMANI-
-Si ho capito, scusa Jack ma....-
Non lo fece finire di parlare che urlò:
-SCUSA UN CORNO MARK, NON STIAMO GIOCANDO, QUEL MANIFESTO E' IMPORTANTE, QUINDI MUOVI LE CHIAPPE E VIENI SUBITO A LAVORO, ALTRIMENTI SARAI LICENZIATO NON VOGLIO DEI PERDI GIORNO NEL MIO TEAM-
Mark trasalì poi rispose:
-Ok Jack arrivo subito-
-VEDI DI MUOVERTI, APPENA ARRIVI TI VOGLIO IMMEDIATAMENTE NEL MIO UFFICIO!-
-Va bene-
Una volta chiusa la chiamata gettò il cordless, lasciò cadere la testa sullo schienale del divano e esasperato esclamò:
-Ci mancava anche questa...Coraggio Mark prenditi una bella aspirina, e poi esci di casa-
Si alzò, fece colazione prendendo solo un caffè e una pastina che lasciò a metà, poi salì ai piani di sopra, si vestì, prese un'aspirina e uscì di casa, mentre i primi fiocchi di neve cominciarono a cadere.
*§*§*§*
Alle 11am appena arrivato, raggiunse l'ufficio del Capo:
-Jack eccomi, cosa c'è?-rispose stravolto sedendosi pensantemente sulla poltronicina di fronte al boss un uomo sulla quarantina, vestito di tutto punto con dei capelli neri corti brizzolati di grigio, e due occhi castani, con una corporatura non molto abbondante.
-Cosa c'è..E ME LO CHIEDI ANCHE-rimbombò
per poi continuare con voce leggermente un pò più calma, ma che poteva scoppiare da un momento all'altro.
-Si può sapere che ti sta accadendo Mark? Sei stato quasi una settimana senza farti sentire, e mi pare che tu abbia la testa altrove, è da un mese che vai avanti così...-
Mark lo interruppe:
-Si lo sò, ma ho sempre consegnato tutto in...-
-No...non è così gli ultimi 4 storyboards a cui stavi lavorando da 3 settimane sono stati completati da Derek, il tuo freelance, abbiamo dovuto ritardare la data di scadenza, e il cliente ci ha pagato meno, e il ricavato mi spiace ma ti verrà detratto dalla paga-
Mark si alterò un pò:
-Okay ho capito, ma se mi lasciassi modo di spiegare, forse potrei dirti che mi è accaduto!-
-Bene sentiamo-
-Sono dovuto stare vicino ad un amico, sabato sono venuto a lavoro per completare il manifesto, ma non ce l'ho fatta a terminarlo perchè ero preoccupato per questo lui, volevo venire lunedì ma mi sono sentito male, ho avuto la febbre per tre giorni, non ce l'ho fatta ad avvertire, mi dispiace, non accadrà mai più, lavorerò sodo e...-
Non terminò la frase che ebbe un piccolo giramento, Jack se ne rese conto e con voce preoccupata chiese:
-Stai bene?..-
-Eh..si..ho solo avuto un piccolo giramento-rispose alzando il viso
-Non hai una bella cera Mark, se hai ancora la febbre è meglio che tu ritorni a casa, cercherò di far completare il manifesto ad un'altro-
-No..non preoccuparti sto bene(oddio mi sta scoppiando la testa, fammi andare nel mio ufficio)posso andare nel mio ufficio ora?-
-Tu sei sicuro di stare bene?-
-Si non preoccuparti, posso andare-
-Okay vai, ma se ti senti male sei libero di andare senza dirmi niente, scusa oper il rimprovero-
-No, non fa nulla avevi ragione, ho battuto un pò la fiacca ultimamente-disse alzandosi e recandosi nel suo ufficio.
*§*§*§*
Lavorò per tutta la restante mattina e il pomeriggio senza fare una pausa, voleva finire il più presto per poi andare a vedere come stava Nick, non se la sentiva di lasciarlo solo, neanche dopo la sfuriata che gli aveva fatto. E' vero aveva deciso di non lottare più per avere il suo amore, ma voleva comunque aiutarlo in fin dei conti lui restava sempre e comunque il ragazzo che amava.
Finì il manifesto alle 7pm in punto, lo stampò in scala, salvò tutto e lo portò al capo, che rimase molto soddisfatto poi uscì per andare da Nick.
CAPITOLO 15

Whenever You Need Me
Mark suonò il campanello di casa Carter per una durata di circa 10 minuti, bussava, chiamava ma nessuno sembrava volergli rispondere, provò a guardare in salotto ma le tende bianche tirate glielo impedivano, magari era uscito, ma da come lo aveva lasciato 4 giorni fà non sembrava intezionato a farlo.
Doveva essere per forza in casa magari stava dormendo e non aveva sentito niente. Voleva andarsene, lo stava per fare ma qualcosa lo bloccava, quindi cominciò a guardarsi intorno per vedere se ci fosse un posto dove Nick avesse nascosto una chiave di riserva, nel caso fosse rimasto fuori. Tastò il muro ma niente nessuna pietra smessa, guardò sotto il tappetino di benvenuto ma niente, non sapeva più dove guardare, fece un passo indietro e inciampò su un rialzo dello scalino della porta d'ingresso:
-Tombola-esclamò spostando leggermente quel pezzo di marmo un pò smesso, e la trovò,
sorrise, infilò la chiave nella serratura ed entrò.
Una volta chiusa la porta alle sue spalle davanti ai suoi occhi si ritrovò uno spettacolo pietoso è dir poco: Nick era disteso sul divano e fissava il soffitto impassibile, sembrava non si fosse accorto che qualcuno era entrato, indossava i soliti vestiti di come lo aveva lasciato. Sul tavolino di fronte alla poltrona c'erano ancora le due tazze di cioccolata piene e il pacchetto dei marshmallows. A Mark cadde il mondo adosso, voleva non essere mai entrato, deglutì la saliva e con passo felpato si avvicinò e lo guardò.
Lui si voltò, ma i suoi occhi arrossati lo trapassavano da parte a parte, il suo viso era pallido con dei lineamenti più sottili di come lo aveva lasciato, le labbra erano secche e disidratate, il divano era bagnato di urina, come i suoi pantaloni, l'odore di chiuso misto all'urina stava per far perdere i sensi a Mark che si riprese in tempo e andò ad aprire una finestra la folata di vento lo rabrividì ma sembrò che Nick non la sentisse.
Mark si piegò su di lui e lo scosse piano:
-Ehy Nick, rispondimi Nick..-
-.......-niente lo guardava impassibile
Mark quasi si mise a piangere:
-Dio Nick come ti sei ridotto, non dovevo lasciarti solo, non dovevo-
Disse abbracciandolo, Nick non reagì sembrava quasi un vegetale.
-Nick dì qualcosa ti supplico-
-.......-il silenzio totale
Mark disperato cercò di alzarlo, ci riuscì poi provò a farlo stare in piedi ma si reggeva a malapena sulle proprie gambe, quindi fu costretto a caricarselo sulle spalle per portarlo di sopra fargli una doccia e cambiarlo. Era molto più leggero di prima, Mark riuscì a salire i piani di sopra senza vacillare. Lo adagiò delicatamente sul letto, poi corse in bagno a riempire la vasca d'acqua calda e bagnoschiuma. una volta fatto questo, tornò in camera, Nick era come lo aveva lasciato, si avvicinò a lui, gli mise delicatamente una mano sulla guancia e provò nuovamente a parargli:
-Nick...come ti senti? Che ti è successo, riesci a capire quello che ti dico-
silenzio
Mark trattenendo a fatica le lacrime, cominciò a togliergli la felpa, i jeans, le scarpe i calzini e i boxer.
Se lo caricò sulle spalle e lo condusse in bagno, lo fece accomodare dentro la vasca, e comiciò a immergere la spugna nell'acqua, per poi passarla su di lui, ad ogni passata Mark tratteneva a stento le lacrime.
Lo lavò con cura, lo asciugò, lo vestì e lo fece mettere sotto le coperte, una volta fatto questo, gli accarezzò il viso, gli sorrise e con voce dolce e gentile parlò:
-Vado a preparatrti qualcosa, non puoi stare senza mangiare-
*§*§*§*
Erano le 10pm quando Mark portò la cena a Nick.
Depose il vassoio portavivande sul mobiletto di fianco al letto, il biondino guardò il vassoio sopra c'erano due piatti uno fondo con una minestra bianca, nell'altro una bistecchina di maiale con del purè, in un bicchiere c'era la spremuta d'arancio nell'altro dell'acqua, vide Mark prendere il primo piatto, immergerci il cucciaio per poi passaglierlo Nick voltò la testa dall'altra parte:
-Nick..ti prego almeno mangia devi recuperare le forze, lo vuoi capire che non cambierà niente, io non voglio che ti distrugga lentamente ti prego un solo cucchiaio, se non ti piace lo butto per favore-
Nick si voltò verso di lui che gli porgeva il cucchiaio, lo studiò per bene, scorse con gli occhi il suo sguardo disperato e si sedette sul letto. Mark gli avvicinò il boccone alle labbra lo premette su esse per forzarlo ad aprire bocca, ci riuscì ma non appena la pietanza gli solcò la ligua, sputò.
Mark si tratenne provò di nuovo ma niente, tutto duro per un'ora alla fine Mark perse la pazienza e cominciò a forzare Nick e a forzarlo e dopo due ore di fatica i piatti purtroppo furono lasciati a metà ma almeno era riuscito a farlo mangiare un pochino.
*§*§*§*
Da quella sera passarono due settimane, Mark per tutti quei giorni weekend compresi, stava sempre a casa di Nick lo aiutava a mangiare, a lavarlo, si prendeva cura di lui come nessuno aveva fatto mai, gli teneva pulita la casa e allo stesso tempo lavorava. La febbre che lo aveva tormentato giorni addietro ancora non gli era passata del tutto perchè stava sprecando tutte le energie per lui, non si riposava neanche un minuto, la sua vita da un pò di giorni procedeva così: Sveglia alle 6am, se non aveva dormito a casa di Nick si vestiva e correva da lui per preparagli la colazione, poi finito lì, si recava a lavoro e lavorava come un matto senza sosta, e le poche pause che prendeva le "sprecava" per andare a vedere come stava, poi una volta sistemato, rientrava a lavoro fino a tarda sera, poi ritornava da Nick e gli preparava la cena.
Molte volte era crollato sul divano di casa Carter, e la febbre non ne voleva sapere di andarsene e se continuava così un giorno o l'altro si sarebbe ritrovato in guai seri.
Negli ultimi due giorni poi la temperatura gli si era alzata dal costante 37.5 ad un 38.5, la sua attenzione e concentrazione erano venute meno, Jack se ne era accorto e lo aveva intimato di prendersi una settimana di vacanza per riposarsi ma lui si era sempre rifiutato, e gli diceva di non preoccuparsi, perchè era tutto sotto controllo, la cosa non lo convinse molto, ma non poteva insistere, quindi lasciò perdere.
Nick grazie all'aiuto di Mark, era ritornato in forma in meno di una settimana, adesso la cosa che doveva essere guarita era il suo problema psicologico.
*§*§*§*
Erano le 9pm quando Mark solcò l'ingresso di casa Carter.
Era molto stanco, per tutto il pomeriggio non aveva fatto altro che crollare addormentato davanti al pc. Sapeva di stare male, sentiva che la febbre stavolta aveva deciso di fregarlo sul serio ma non voleva far preoccupare Nick, quindi una volta chiusa la porta d'ingresso con un sorriso a 32 denti lo salutò:
-Ciao Nick come và?-
Nick alzò il viso e rispose un lieve:
-Sto bene grazie-
Quelle tre parole anche se pronunciate lievemente da Nick per lui erano un sollievo, perchè voleva dire che stava cominciando a reagire un pò anche psicologicamente.
Depose il giaccone sull'attaccapanni poi si sedette di fronte a lui e parlò:
-Allora cosa vuoi per cena?-
-Non lo sò Mark...-
-Me l'aspettavo che avresti risposto così, quindi ti preparerò una specialità irlandese-replicò entusiasto alzandosi, un giramento lo prese alla sprovvista ma si riprese in tempo:
-Mark..stai bene?-chiese debolmente Nick
-Si non preoccuparti, sono inciampato sulla poltrona che imbranato-sorrise recandosi in cucina.
Nick non era molto convinto quindi iniziò ad osservarlo di sottecchi preoccupato, ma sembrò tutto apposto quindi distolse lo sguardo e accese la tv.
Verso le 10pm Mark dopo aver apparecchiato lo chiamò:
-Nick è pronto vieni-
-Okay-rispose sospirando
Una volta giunto in cucina notò che Mark non si era messo il piatto:
-Mark-lo chiamò
Il ragazzo che stava traccheggiando sui fornelli per gli ultimi ritocchi, si voltò verso l'amico:
-Si cosa c'è Nick?-
-Come mai tu non ti sei messo i piatti, non hai fame?-
Mark sorrise:
-Ho già mangiato fuori, non preoccuparti-replicò portandogli il primo piatto
in quel preciso istante la febbre si fece sentire, Mark ebbe un giramento di testa, cercò di deporre il piatto, ma non ci riuscì e senza rendersene conto il buio lo avvolse e Nick se lo vide cadere sotto gli occhi.
Il panico lo avvolse, si inginocchiò davanti a lui, e lo chiamò:
-Mark ehy-
-.....-
Gli mise una mano sulla fronte:
-Mio Dio scotta, de..devo chiamare il dottore, devo metterlo a letto, fargli gli impacchi e...-
Nick era nel panico più totale, non aveva la ben che minima idea da dove iniziare.
Non riusciva a pensare a muovere un muscolo, era in trance ma l'ansimare dell'amico lo destò dal torpore, ritornò lucido, se lo caricò sulle spalle, lo portò in camera, gli tolse le scarpe, lo depose sul letto e lo coprì.
Fatto questo scese di corsa le scale, si diresse in cucina mettendo a soqquadro la dispensa riuscì a trovare una bacinella d'acciaio, la riempì d'acqua fredda, e vi immerse un panno bianco.
Ritornò di sopra, depose tutto sul mobiletto laterale del letto, strizzò il panno e lo adagiò sulla fronte di Mark, che percependo quell'improvvisa sensazione di freschezza cominciò a stare un pochino meglio.
Nick tirò un respiro e dopo chiamò il dottore.
CAPITOLO 16

For Us You're Still Our Nicky
Il lunedì mattina non si fece attendere oltre e alle 8am in punto, gli occhi di Mark si aprirono incontrando la finestra, e da quel poco che riusciva a scorgere da fuori il pino del giardino era ricoperto di neve.
Deglutì la saliva a fatica perchè la gola gli faceva un male cane, tossì, la testa gli pulsava come non mai, sentiva di avere un pò di temperatura, la percepiva fin dentro le ossa, però doveva andare a lavoro, doveva terminare uno stramaledetto storyboard per lo spot di una Civic al più presto.
Si alzò vacillante dal letto, aveva i vestiti del giorno prima ovvero:Un paio di jeans blu scuro e un maglione a felpa bianco senza zip. Cadde a sedere sul materasso, si infilò le scarpe da ginnastica della timberland bianche e nere poi si recò al bagno.
*§*§*§*
Nel frattempo Nick al piano di sotto stava preparando dei pancake per colazione.
Non era un asso in cucina però con quelli se la cavava niente male, infatti dopo 10 minuti erano già 4 sul suo piatto e 4 su quello di Mark.
"Spero che la febbre non gli risalga più è stato K.O. per tutto il weekend. Il dottore ha detto che la covava da quasi 2 settimane...Oddio Mark, vuol dire che per tutto il tempo tu hai messo a rischio la tua salute solo per starmi vicino...Perchè lo hai fatto? Non posso starti così a cuore. Oddio se ripenso a come ti ho trattato poco tempo fà, tu non dovevi prenderti cura di me, non dovevi farti in 4 per me.
Mi hai aiutato più di chiunque altro, sei stato l'unico che mi è stato accanto, l'unico...Quante volte ancora dovrai salvarmi la pelle? Se non ci fossi stato tu quella volta in strada quell'uomo avrebbe fatto le peggio cose con me, se non ci fossi stato quella notte in cui io e Brian abbiamo litigato, a quest'ora non sarei qui. Mi sei stato così vicino, dandomi affetto, comprensione. Sei stato l'unico che mi ha capito, sei l'unico che mi capisce, e sei l'unico che ha rischiato quasi la vita per..per tirarmi fuori dal baratro in cui ero caduto.
Sei stato con me, hai pensato solo a me ignorando te stesso, solo per me...Cosa ti ha spinto a fare questo per me, cosa?"

Non terminò il proprio pensiero che il campanello si fece sentire.
Sussultò, smise di fare quello che stava facendo, si recò all'ingresso e aprì la porta trovandosi davanti Kevin:
-Ciao Nick, come stai?-
-Ke..Kevin ma tu che....-esclamò sorpreso
-Sono venuto a vedere come stavi, posso entrare?-chiese dato che fuori la neve aveva cominciato a cadere e stava congelando.
-Oh..si certo Kev-
Non appena Kevin chiuse la porta alle proprie spalle, Nick che indossava un paio di Jeans chiari sfumati, una felpa con cappuccio senza zip, bianca con cuciture ai lati neri, e il simbolo della nike sul petto dorato, contornato di scuro, e scarpe da ginnastica normali chiese:
-Kev...Vuoi qualcosa non sò un caffè?-
-Oh si grazie Nick, con questa improvvisa bufera non ho trovato nessun bar aperto-replicò togliendosi i guanti e il berretto di lana bianco e il giaccone nero, che depose sullo schienale della sedia di fronte al tavolo in cui si sedette.
Nick sorrise:
-Lo credo, e menomale che al meteo della CNN avevano detto che sarebbe stata una giornata di sole, dopo una nottata di abbondante nevicata!-
Kevin sorrise stava per rispondere, quando la sua attenzione venne catturata da i due piatti con 4 pancake ciascuno, uno sopra all'altro coperti di sciroppo di acero e cioccolato.
-Nick hai ospiti vedo?-
All'udire quella parola, il ragazzo sussultò stava per rispondergli quando, scostando un attimo il viso vide Mark all'ingresso, deglutì la saliva recandosi da lui. Kevin lo seguì con lo sguardo:
-Mark, dove credi di andare sei stato male per tutto il weekend-
Mark si voltò verso di lui:
-De..devo andare a lavoro Nick, devo finire uno..storyboard, sono in ritardo-replicò vacillante:
-No Mark stai male, non puoi uscire e poi fuori c'è la bufera, non credo che il tuo capo sia in ufficio-
Mark sospirò i suoi occhi blu segnati dalla febbre fissarono quelli dell'amico poi gli chiese:
-La bufera?-
Nick annuì, accingendosi a sorreggerlo
-Devo andare al lavoro, devo finire lo storyboard, devo andare a...-
Non terminò la frase che svenne tra le sue braccia.
Kevin avendo assistito alla scena, raggiunse il biondino, che stava adagiando Mark per terra:
-Nick, come sta?-
-Ha la febbre alta-rispose con occhi preoccupati toccandogli la fronte
-Portiamolo di sopra, lo porto su io-
-Okay-rispose preoccupato
-Nick tranquillo-
-Si è solo che..che è stato tutto il weekend con la febbre alta, credevo gli fosse passata invece, non..non dovevo lasciarlo solo-
-Non è niente Nick! Prendi la borsa del ghiaccio, io lo porto su-
-Okay-
Detto questo Nick si recò in cucina e Kevin portò di sopra Mark ansimante.
*§*§*§*
Un'ora dopo Nick e Kevin seduti al tavolo della cucina, stavano parlando:
-Capisci Kev è più forte di me, ancora non riesco ad accettare il suo rifiuto. Lo sapevo che sarebbe andata a finire così, lo sapevo, mi ero preparato ma mi ha fatto lo stesso male! E' strano che nel momento in cui tu pianifichi determinate cose, parole, frasi da dire..Ti prepari alla reazione dell'interessato credendo di attuttire il colpo. Ma nel momento in cui, quello per cui ti sei preparato accade, ti ritrovi all'improvviso a terra, ferito. Non si può evitare per nulla al mondo, per quanto tu ti sforzi a resistere, a reagire, ad impedire a quel dolore per cui credevi di esserti allenato a respingere, eccolo lì che ti colpisce all'improvviso come l'attacco di uno squalo, e non puoi fare niente per salvarti, niente e ti abbandoni a quel morso, a quel dolore fino a sparire in esso...
Kevin io non credo di farcela, è più forte di me!-
-Nick...ti capisco, però devi cercare di reagire-
-Più facile a dirsi che a farsi! Lo sai benissimo anche tu, niente sarà più come prima, niente-
Kevin annuì. Anche Brian aveva detto la stessa identica cosa, i suoi occhi verdi fissarono dispiaciuti quelli dell'amico poi con un filo di voce sentenziò:
-Anche Brian ha detto la stessa cosa-

Nick sussultò, deglutì a fatica il groppo che gli si era attanagliato in gola facendogli quasi mancare il respiro, poi con un leggero timore consapevole nella voce replicò:
-Mi..odia non è così? Non mi vuole più tra i piedi giusto?-
Purtroppo era così, Brian l'aveva detto chiaro e tondo. E adesso Kevin cosa gli avrebbe risposto? Lo guardò, nei suoi occhi lesse la sofferenza e la paura, come poteva dirgli di si. Non voleva spezzargli ulteriormente quel fragile cuore ancora sanguinante. Ma non poteva neanche dirgli una bugia.
Deglutì il groppo formatoglisi in gola, sospirò e con voce fievole e aflitta rispose:
-Mi..mi dispiace-
Sul volto del suo fratellino apparve un amaro sorriso, al suo cuore si era giunta un'altra ferita.
Kevin allungò la mano per confortarlo ma Nick intervenne dicendo debolmente:
-Lo sapevo, era inevitabile...Kev, de..devo allontanarmi il più possibile da voi. Non posso tornare-esclamò alzandosi seguito a ruota da lui:
-Come sarebbe a dire Nick, vuoi lasciare il gruppo?-
-No..non ho detto questo..ho...-
-A me pare proprio di sì. Non puoi abbandonarci, non pensi alle fans? Nickolas-
Nick scuoteva la testa, il cuore gli faceva male ad ogni parola che usciva dalla propria bocca:
-Certo che ci penso, senza di loro non saremmo qui. Ma..ma io non ce la faccio, non voglio rovinare l'armonia con il gruppo. Brian non mi vuole, non mi vuole con voi e io non voglio farlo soffrire, non voglio! Gliene ho già combinate abbastanza-
-Non vuoi far soffrire lui, o non vuoi soffrire tu?-
-LO FACCIO PER BRIAN NON PER ME!-tuonò
Kevin scosse la testa ribattendo:
-E tu credi che comportandoti così, gli farai del bene?-
Il ragazzo asserì con la testa. Portò il suo sguardo abbattuto sull'amico che replicò:
-Non gli farai del bene mettitelo bene in testa Nickolas! Mi sono stancato di vedervi ridotti così! Brian è stato una settimana senza uscire di casa. A te non sò che cosa ti sia capitato, ma da quel poco che mi hai raccontato ho capito che sei stato e continui a stare male!-
-Kevin io non posso tornare, non voglio....HO PAURA!-
urlò cadendo a sedere sul divano portandosi le mani al viso.
Kevin sussultò, e lo seguì. Gli mise un braccio intorno alla schiena e parlò:
-Sei spaventato...Anche lui lo è, ma questa è una cosa che si può superare.
Voi due dovete parlarvi, chiarirvi Nick. Solo così potrete superare questo momento.
Non sarà facile per nessuno di voi due, ma è una cosa che dovete risolvere da soli, io, Aj e Howie non possiamo fare niente per voi, apparte starvi vicino-
-Vorresti dire stargli vicino...Qui l'unica persona che mi è stata vicina è Mark e adesso per colpa mia è di sopra con la febbre!-
-Nick...se tu ce ne avessi parlato prima della tua sessualità, dei sentimenti che provavi per Brian ti avremmo aiutato-
-Mpfui aiutato, aiutato è solo una parola. Nessuno mi avrebbe capito, nessuno sapeva come mi sentivo. Cazzo Kevin ho represso tutto per 4 anni. Nessuno si è accorto di niente, ho cercato di vivere la mia vita come se niente fosse, voi come miei amici dovevate aver intuito che qualcosa non andava in me, ma non ci avete fatto caso, o magari sono stato molto bravo a nascondere tutto. Allora dimmi Kevin quante volte vi siete mai fermati a pensare a perchè io non riuscivo a tenermi una ragazza per più di una settimana, o al motivo dei miei ritardi alle riunioni, photoshoot, prove, registrazioni, interviste e i soundcheck mattutini? Nessuna, non vi siete mai domandati niente di tutto ciò! Devo essere stato molto bravo a nascondervi tutto, peccato che soffrivo in continuazione! E non avevo nessuno con cui parlare e vuoi sapere che facevo quasi tutte le sere fino ad un mese fà? Eh Kevin lo vuoi sapere EH...-Nick cominciò ad alterarsi:
-Nick per favore non ti scaldare, parliamone con calma-
-Con calma, io non ne voglio parlare con calma, mi hai detto che mi starai vicino, mi hai detto che capisci come mi sento, e che devo reagire. Okay bene, lo sto facendo...-
-Ti stai alterando Nick, e non va bene-
-Adesso non va bene...ALLORA DIMMELO COME CAZZO POSSO SFOGARMI!-urlò dando un calcio al tavolino del divano che cadde a terra.
Kevin gli fu subito intorno, gli afferrò delicatamente le spalle lo guardò negli occhi e con voce pacata parlò:
-Nick ascolta..non è un buon modo di...-
Nick si calmò, non poteva dirgli quello che aveva fatto quasi tutte le notti fino a poco tempo fà, non riusciva ad aprirsi con lui o forse non voleva, quindi con voce abbattuta e calma replicò:
-Kevin...E' inutile non riesco ad aprirmi con te, non voglio aprirmi, mi dispiace.
Per favore torna a casa, non voglio litigare con te.
Adesso grazie a Mark stò un pò meglio. L'unico che può aiutarmi è lui, perchè mi capisce, è come me ed è l'unico che può capire come mi sento. Quindi per favore Kev lasciami in pace-
Il ragazzo dagli occhi verdi asserì debolmente abbracciandolo, Nick rispose a quell'abbraccio.
-Mi dispiace Kevin, scusami-
-Non importa Nick è tutto okay, se Mark è l'unico che ti può aiutare spero che riesca a farlo nel migliore dei modi-
Detto questo si staccarono dall'abbraccio. Kevin si diresse alla porta seguito a ruota da Nick poi continuò il discorso:
-Voglio vederti in studio fratellino il più presto possibile. Senza di te non saremmo più i Backstreet Boys. Prenditi tutto il tempo che vuoi, avvertirò gli altri, il manager, la casa discografica e se è necessario anche la stampa, non ti preoccupare perchè non riveleremo niente di quello che è successo, ma spero che tu ti riprenda presto, le fans hanno bisogno di te e anche noi. Non importa se ti piacciono i maschi tu per noi sei e resterai sempre il nostro Nicky ti vogliamo bene fratellino, cerca di non scordarlo-
Si abbracciarono nuovamente, poi Kevin scomparve dietro la porta.
Nick sospirò, sul suo volto apparve un sorriso, poi si recò di sopra per vedere come stava Mark.
*§*§*§*
La sera era calata da poco su Los Angeles, Nick era intento a preparare la cena a modo suo. Era talmente impegnato nel cuocere la cena surgelata al micronde, che alle sue orecchie non giunsero i passi di Mark, che ancora un pò intontito era sceso giù a vedere cosa stava accadendo, dato che dei rumori molesti lo avevano svegliato.
-Nick che stai combinando?-
All'udire quella voce il ragazzo sussultò voltandosi:
-Mark, che diamine ci fai qui! Torna sù ti potrebbe salire la febbre-replicò avvicinandosi a lui e scortandolo
-Nick, sto bene adesso!-
-Mark sei stato k.o tutto il weekend e anche stamani, quindi non discutere torna in camera ti porto la cena io....-
Il ragazzo sorrise all'affermazione dell'amico e rispose:
-Grazie ma ti conosco abbastanza per temere che tu mi possa avvelenare-
Nick sussultò:
-Whè, non sarò un bravo cuoco, ma non ti potrei mai avvelenare-
Mark si scostò da lui e si recò verso il micronde seguito a ruota dal biondino:
-Bhe Nick...non sono un assiduo mangiatore di cibi surgelati da mettere nel micronde, però io prima di mettere a cuocere qualcosa la tolgo dalla confezione-
Nick trasalì, spostò il ragazzo dal micronde ed esclamò:
-Oh no porca paletta che imbranato-
Detto questo i due si guardarono negli occhi e cominciarono a ridere come due pazzi. Una volta terminato Nick prese il cordless guardò l'amico negli occhi ed esclamò:
-Pizza?-
-Pizza!-
CAPITOLO 17

A Quiet Evening
Casa Carter ore 10pm.
Nick e Mark avevano da circa un'ora terminato la pizza, e adesso si stavano godendo sulla tv satellitare un film comico: tra le mani avevano un pacchetto di pop corn ciascuno cotto al micronde, e sul tavolino di fronte a loro vi erano due bottiglie da mezzo litro di coca cola normale per Nick e light per Mark.
Si stavano divertendo come non mai, per la prima volta dopo la batosta che gli aveva rifilato Brian, Nick era sereno. Non pensava assiduamente a lui, la sofferenza che gli aveva inflitto si stava liquificando a poco a poco, Nick lo percepiva dentro e si sentiva più leggero e felice.
Guardò di sottecchi Mark che rideva divertito, aveva un sorriso molto dolce, e due occhi blu bellissimi, la sua bocca era perfetta e carnosa:
"Non mi ero mai reso conto di quanto fosse carino, non me ne sono mai acc..."

Il suo pensiero venne bruscamente interrotto, dall'improvviso arrivo sul suo viso di una manciata di pop corn:
-Mark?-
Il ragazzo sussultò voltandosi e facendo finta di nulla esclamò:
-Io...non ho fatto niente Nick-
-Oh certo, allora i pop corn si sono gettati di loro spontanea volontà sulla mia faccia-
-Può darsi, chi lo sà!-
-Ah si..Okay Mark, come vuoi!-
Detto questo prese una manciata di pop corn e li lanciò in faccia a Mark che rispose all'attacco. Dando origine ad una vera e propria guerra di pop corn.
Se li tiravano quasi dapertutto, stavano lottando come due bambini sopra quel divano, ma poi Nick ruzzolò a terra portandosi dietro Mark. Si alzarono e cominciarono a tirarsi i restanti pop corn e i cuscini. Avevano perso il conto di quante volte erano scivolati sul tappeto dell'ingresso, e sul parquet, la pancia doleva ad entrambi da quanto ridevano. Nick alla fine cadde a terra e continuò a ridere, e a ridere senza riuscire a fermarsi. Allora Mark si recò in cucina. Riempì un secchio d'acqua tiepida e ritornò da Nick che vedendolo sussultò:
-No...Mark non puoi no...-
-Oh si certo che posso!-
-No!-eslamò alzandosi
Mark lanciò l'acqua mancandolo:
-Mi hai mancato, adesso sta a me-
Replicò gettandosi su di lui ed entrambi scivolarono sul bagnato ritrovandosi sul divano Mark era sotto a Nick che cominciò a fargli il solletico.
Si dimenava come un pazzo sotto di lui, e aveva le lacrime agli occhi per il tanto ridere, non ne poteva più:
-NO AHAHAHAH NO BASTA NICK, MI ARRENDO BASTA!-
Nick si fermò:
-Okay co...-
Non terminò la frase che Mark gli si scaraventò addosso catapultando la situazione.
Nick era la vittima e iniziò a fargli il solletico:
-AHAHAHAH NO AHAHAHAH...MARK NON VALE AHHAHAHA-
-Mai voltare le spalle al nemico-
-AHHAHAHAHA OKAY HAI VINTO BASTA AHAHAHAH, BASTA NON NE POSSO PIU'-
-Eh no, non sarò così clemente, me la pagherai-
-AHAHAHAH NO DAI TI POTREBBE RISALIRE LA FEBBRE AHAHAH-
-Uhm...No non credo proprio bro! Chiedi pietà e ti risparmierò-
-AHAHAHAHA OKAY, AHAHAHAHA BASTA! AHAHAHAHA PIETA'! BASTA AHAHAHAHA NON CE LA FACCIO PIU' AHAHAHA HAI VINTO TU-
-Vediamo...No un altro pò-
-NOOOO AHAHAHAH BASTA AHAHAHAHAHA-
All'improvviso Mark si fermò.
Nick aprì gli occhi incontrando quelli di lui, si perse in essi e lo stesso accadde al ragazzo.
Entrambi degluttirono la saliva, la respirazione di Nick stava accellerando, e il cuore di Mark aveva cominciato a battergli, come se gli volesse uscire dal petto.
Mark strinse le spalle del biondino, stava per chinarsi e baciarlo ma si fermò. Sorrise imbarazzato ed esclamò:
-Ahem cre..credo che per me sia giunta l'ora di andare-
Detto questo si tolse da sopra di lui che, ritornando seduto disse:
-Mark puoi rimanere qui per questa notte, non puoi uscire potrebbe ritornarti la febbre-
Il ragazzo sorrise:
-Grazie Nick, ma hai già fatto abbastanza per me-
-No sei tu che hai fatto abbastanza per me, e non sono ancora riuscito a trovare un modo per ringraziarti-
-Nick non serve, l'ho fatto volentieri non voglio niente in cambio-
-Ma Mark io devo ringraziarti in qualche modo!-
Sorrise:
-Non importa Nick-
-Okay..come vuoi, comunque per favore almeno rimani qui a dormire-
Mark stava per dirgli di no, perchè non voleva recargli altro disturbo, ma non voleva neanche fargli un dispiacere quindi sorrise annuendo:
-Okay grazie-
Sul volto di Nick apparve un sorriso:
-Non c'è di che, tu dormi in camera mia, io in quella degli ospiti-
-Nick sei sicuro che non ti dia fastidio?-
-No ma che scherzi Mark no, è il minimo che posso fare per ringraziarti, vai a letto, io metto apposto questo casino-
-No il casino l'ho iniziato io e lo metto apposto io, tu vai a dormire-
-Mark, sei stato male lascia fare a me-
-Nick no-
-Sei un ospite Mark, puoi andare a dormire non preoccuparti-
-Insisto-
Nick sospirò poi parlò:
-Okay non credo ci sia modo di farti cambiare idea, quindi facciamo così: puliamo tutti e due-
-Nick ma...-
-No niente ma, ho partecipato anche io a questo casino quindi pulirò-
Mark asserì:
-Va bene sei tu il capo qui.-
Entrambi si sorrisero. Si divisero i compiti e in poco più di 4 ore tornò tutto lindo e pulito. Poi entrambi crollarono sfiniti sul divano testa a spalla.
CAPITOLO 18

Under My Christmas Tree
Passarono le ore, i giorni, i minuti, i secondi e gli istanti il rapporto tra Nick e Mark si era rafforzato più che mai, uscivano molto spesso insieme e Nick da quasi 2 settimane non pensava più a Brian. Era ritornato persino in studio, e si era messo sotto con il lavoro non faceva più caso allo sguardo del suo migliore amico, anche perchè aveva la testa da tutt'altra parte pensava a Mark e al fatto che negli ultimi giorni tra loro due era scattato qualcosa almeno da parte di Nick. Non sapeva cosa fosse, ma ogni volta che incrociava il suo sguardo il cuore cominciava ad aumentare i battiti, forse si era innamorato, ma non era sicuro di ciò, l'unica cosa di cui era consapevole era il fatto che con lui stava bene, molto bene, lo faceva ridere, lo faceva divertire era diventato una persona speciale e gli voleva molto bene. Molte volte si era ritrovato a guardarlo di sottecchi e ogni qualvolta che accadeva, dentro di sè si convinceva che in ogni istante lui si faceva sempre e sempre più carino, e lo attirava come una calamita, gli piaceva allora? Se ne era innamorato, forse?
Nick scosse la testa mentre la sua mano scorreva sulla tastiera del pc digitando alcune parole di una canzone. Natale era vicino ormai mancavano quasi due settimane, e Nick aveva deciso di scrivere una canzone ispirata al Natale che voleva incidere nella versione Natalizia di un singolo dei Backstreet Boys, però non riusciva a concentrarsi come si deve, e quella che all'inizio doveva diventare una canzone di Natale, diventò una canzone d'amore.
Nick se ne rese conto, sgranò gli occhi:
"Ma che diamine mi è preso no, devo concentrarmi, voglio che sia una canzone Natalizia, accidenti"
Pensò salvandola per ogni evenienza, cominciando una pagina nuova.
Dopo circa 2 ore di "digita e cancella" riuscì a terminare la canzone, salvò tutto quanto, stampò e si recò allo studio di registrazione per far leggere il suo lavoro agli altri.
*§*§*§*
Nick teso guardò i ragazzi che stavano leggendo il testo che aveva scritto intitolato:
"Under My Christmas Tree"
Aveva il cuore in gola, non vedeva l'ora che avessero finito di leggere per sapere cosa ne pensassero. Non ce la faceva più stava scoppiando, gli mancò l'aria ai polmoni quando vide che Kevin, Aj, Howie e Brian avevano terminato la lettura e con voce intimorita parlò:
-Che..cosa ne pensate, è troppo lunga, sdolcinata...-
Kevin gli fece segno di calmarsi, sorrise poi a nome di tutti parlò:
-No è perfetta Nick, davvero, bisogna solo pensare alla melodia e dividerci le strofe se a te va bene-
Sul volto di Nick apparve un sorriso a 32 denti, sospirò sollevato poi esclamò con entusiasmo:
-Certo che mi va bene, coraggio lavoriamoci subito-
-Adesso?-chiese Brian guardandolo
-Non ti va bene Bri?-chiese Nick
-No non è questo è solo che vedi ecco..non sò come spiegare-
Nick annuì debolmente:
-Ho capito, non vuoi farla, okay non ci sono problemi, ci lavorerò da solo-replicò prendendo il testo e deporlo con cura nello zaino che portava, poi dispiaciuto guardò gli altri e parlò:
-Io vado a prendermi una bibita, volete qualcosa?-
-Io vorrei una cioccolata calda-esclamò Brian
-Okay cioccolata calda per Brian e tu Aj, Kevin, Howie?-
-Sono apposto-Aj
-Io anche-risposero all'unisono Kevin e Howie
Nick annuì e con un sorriso uscì dallo studio per recarsi alla macchinetta, mentre Aj, Kevin e Howie fulminarono Brian con lo sguardo:
-Bhe che ho fatto?-
-Lo sai benissimo Brian-lo rimproverò Kevin
-Se ti riferisci alla canzone di Nickolas, sei fuori strada-
Intervenne Howie:
-Quanto ancora vuoi continuare a trattarlo freddamente? Credevo ti fosse passata!-
Brian abbassò lo sguardo infastidito:
-Io non l'ho trattato freddamente-
-A me è parso proprio di sì. Vedi di piantarla Brian, Nick non ti gira neanche più intorno, di che cosa hai paura?-ribattè Aj
Il ragazzo alzò lo sguardo.
-Io non ho paura di lui, è solo che non mi fido più come prima, okay!-
-Andiamo Brian a chi vuoi darla a bere! Continui a disprezzarlo punto e basta, lo temi, non vi parlate più come prima di che cosa hai paura, che ti baci? Che ti faccia delle avance? Hai notato anche tu che sono rare le volte che ti guarda, che ti parla, e quelle rare volte che lo fà tu gli sbatti tutta la tua freddezza in faccia-Kevin
-Senti Kevin sono tutte balle io non lo disprezzo. Non mi fido di lui! Solo questo! Quindi adesso lasciami in pace, questa storia ormai è un capitolo chiuso!-
Ribattè infine uscendo dallo studio incontrando Nick che si stava accingendo ad entrare:
-Ecco la tua cioccolata Brian, la palettina però non me l'ha data-
-Okay grazie-rispose prendendola e andandosene.
Nick rimase un pò indispettito dal comportamento dell'amico, scosse le spalle ed entrò in sala:
-Che cosa è successo con Brian-chiese
-Niente Nick-rispose Howie
-Coraggio su lavoriamo sulla tua canzone-Kevin
-Non importa Brian non vuole-
-Nick, non te ne deve importare di quello che vuole o non vuole Brian noi voremmo inciderla nel singolo punto e basta, se poi hai cambiato idea è un altro conto-
Nick li guardò negli occhi, sospirò e parlò:
-No non ho cambiato idea-
-Bene allora la incidiamo?-chiesero
Nick asserì stava per parlare quando il cellulare cominciò a vibrare, chiese scusa agli altri uscì dalla stanza e rispose:
-Pronto?-
-Ehy ciao Nick-
All'udire la voce di Mark sorrise:
-Ehy Mark ciao!-
-Ti disturbo per caso, sò che lavori-
-Ancora non abbiamo cominciato, tu piùttosto non dovresti lavorare?-
-No al momento sono in pausa perchè il cliente per la brochure non si è fatto vivo. Ti dirò che Jack sta uscendo di testa-
-Quando sarebbe dovuto venire?-
-Ahem 2 ore fà, il problema e che noi dobbiamo aspettare il suo consenso per stampare, ma se lui non si fà vivo adiè-
-Capisco senti perchè mi hai chiamato?-
-Ah sì giusto, ti volevo chiedere se ti andava di uscire stasera, hanno aperto un nuovo locale vicino a Santa Monica, e mi chiedevo se ti andrebbe di andarci-
-Uhm fammi pensare oggi è Lunedì, non ho niente da fare, quindi okay-
-Bene ti vengo a prendere io verso le...diciamo le 10pm-
-Ti vengo io a prendere, se ti stà bene-
-Oh okay non ci sono problemi, allora alle 10pm sottocasa mia?-
-Si ci vediamo ciao-
-Ciao!-
Detto questo chiusero la chiamata in sincronia. Poi Nick canterellando rientrò in studio, guardò gli amici sorrise ed esclamò entusiasto:
-Su coraggio ragazzi mettiamoci al lavoro, abbiamo una canzone da fare-
I ragazzi si guardarono negli occhi chiedendosi chi avesse così rallegrato il loro fratellino, poi si sedettero intorno al tavolo e cominciarono a discutere sulla canzone.
Dopo 10 ore di estenuante lavoro la canzone fu ultimata.
Ognuno di loro aveva una strofa da cantare all'infuori di Brian che si era tenuto fuori, la musica era tipicamente natalizia ma allo stesso tempo romantica.
-Bene abbiamo finito domani inziamo ad inciderla-Kevin
-Perfetto...che ore sono-chiese Nick privo di orologio fu Howie a rispondergli
-Sono le 7pm-
Nick sgranò gli occhi, si alzò di botto dalla sedia, si infilò il giaccone, si mise lo zaino in spalla:
-Oh cazzo com'è tardi devo andare, Mark mi aspetta per le 10pm. Devo tornare a casa farmi la doccia e cambiarmi. Spero di farcela oddio..Quanto sono in ritardo ci vediamo domani ragazzi...CIAO!-urlò infine scomparendo come un fulmine.
*§*§*§*
Alle 10pm Nick suonò il campanello di casa Feehily.
Non appena la porta si aprì davanti a suoi si presentò Mark: indossava un paio di Jeans chiari stracciati leggermente alle ginocchia e ai polpacci, ai piedi portava un paio di scarpe dell'adidas bianche con le strisce laterali nere, e sopra aveva una felpa che gli arrivava fino ai fianchi nera, con cappuccio senza zip, leggermente bucherellata (come modello voleva) i capelli erano ribelli, stava benissimo e la cosa non era sfuggita a Nick che con un pò di imbarazzo parlò:
-Spero di non essere arrivato in ritardo-
-No sei stato puntuale-
-Menomale credevo di aver fatto tardi..stai bene vestito così Mark...(dio quanto è carino)-
Mark gli sorrise
-Grazie-gli rispose guardandolo
Nick indossava una felpa con zip non troppo larga, che gli giungeva ai fianchi di colore rosso con stampato sull'addome una scritta leggermente lacerata (come modello voleva)di colore bianco con ombra nera che recitava: "American Football Since 1979" sotto di essa aveva una maglietta blu chiaro con scritta bianca, e colletto blu scuro. I suoi jeans erano un pò più scuri di quelli dell'amico ma erano leggermente stracciati un pò da per tutto. Ai piedi portava scarpe da ginnastica bianche e nere timbrate nike. I suoi capelli erano lisci e lievemente spettinati con un effetto bagnato, stava benissimo Mark non sapeva cosa dirgli se non:
-Wow Nick, farai strage-
Il ragazzo sorrise, si guardarono, salirono in macchina e scomparirono nella notte.
*§*§*§*
Tra una cosa e l'altra Nick rincasò alle 7am in punto, con Mark aveva fatto baldoria tutta la notte, bevendo, mangiando e poi ballando in disco, i suoi piedi erano a pezzi, riusciva a malapena a tenere gli occhi aperti e tra meno di un ora sarebbe dovuto andare a lavoro.
Infilò a stento la chiave, salì di sopra, si spogliò e si fece una doccia fredda per svegliarsi, ma non fu tanto efficace, quindi si fece una tazza di caffè extra forte, che lo destò, si vestì e uscì di nuovo per recarsi in studio.
Lavorò sodo, insieme agli altri per tutta la mattina e il restante pomeriggio cercando di non cadere a terra addormentato, ci riuscì, incisero la canzone poi alle 7pm rincasò, cenò e andò a letto.
CAPITOLO 19

I Need The Nearness Of You To Get By
18 Dicembre 2002
Casa Carter ore 4pm
Nick aiutato da Mark stava apportando le ultime "modifiche" all'albero di Natale
-Mark passami l'altro capo delle luci-
Il ragazzo annuì passandogliele. Una volta deposte Nick scese dallo scaleo, attaccò la presa mentre Mark azionò l'intermittenza.
Spensero le luci e ammirarono l'albero che era venuto benissimo:
-Caspita non ho mai fatto un albero così bello, grazie dell'aiuto Mark-
-Di nulla-
-Senti, ti và una cioccolata calda prima di uscire e montare le luci esterne?-
Mark annuì e Nick sorridendo si recò in cucina e le preparò.
Dopo 10 minuti erano entrambe sopra il tavolino con accanto dei biscotti natalizi e i marshmallows.
Ambedue i ragazzi avvicinarono le mani al piatto dei biscotti sfiorandosi le dita, a quel gesto Nick trasalì, il cuore cominciò a battergli all'impazzata quindi retrasse la mano lasciando campo libero a Mark che prese il biscotto. Guardò l'amico di sottecchi, gli era parso un pò imbarazzato e timoroso. Voleva parargli ma lasciò perdere.
-Mark ascolta, ti volevo chiedere se...-esclamò fievolmente Nick incontrando per un attimo il volto di Mark. Abbassò lo sguardo imbarazzato, il ragazzo sorrise e attese che lui continuasse il discorso ma visto che non lo faceva decise di farsi sentire:
-Se...avanti dimmi Nick-
Nick sussultò, deglutì il groppo che gli si era fermato in gola e rispose:
-Ti volevo chiedere se...bhe, ecco se ti andava di passare la vigilia di Natale qui a casa mia con gli altri ragazzi della band (Per favore dì di si)-
Mark rimase alquanto sorpreso da quella richiesta. Il cuore gli aveva accellerato i battiti, sospirò sul volto comparve un sorriso e replicò:
-Va benissimo per me, grazie-
Nick tirò un respiro di sollievo mentale, alzò il viso incontrando quello di Mark che era di fronte a lui e senteziò:
-Di niente-
Mark non riusciva a togliere i suoi occhi sorpresi da Nick, scosse la testa sorridendo, il ragazzo aggrottò il ciglio e chiese:
-Come mai mi guardi con quell'aria sorpresa?-
-No è che..Nick non me lo aspettavo-
Il biondino sorrise timidamente, dette un sorso alla cioccolata poi proferì parola:
-Vuoi sentire la canzone che ho scritto per Natale, e che insieme ai ragazzi ho inciso in un'edizione speciale natalizia del nostro singolo?-
-Okay mi farebbe molto piacere-
Nick sussultò. Si recò all'impianto hi fi, mise il singolo dentro, selezionò la traccia desiderata, premette play e la stanza all'improvviso venne avvolta da una musica e un atmosfera tipicamente natalizia e romantica, poi la melodia si fece più fievole e le parole della canzone si presentarono alle loro orecchie:
"I walk across this streets full of Christmas lights and Christmas trees
I'm feeling so happy and lonely at the same time.
And I don't know why
Maybe because I miss You so much
Maybe because I need to feel Your warm embrace on Me
I don't know
Now all I ask to Santa Claus is to
Bring You To My Christmas tree tonight
Under My Christmas tree I wanna found You
Under My Christmas tree I wanna see You
Under My Christmas tree I wanna know
How could You Make Me fall in love with You
The snow falling.
Some people's buying the last gifts.
In their eyes, I see so much joy and happiness
And I still ask to Myself why I can't be like them?
There is something that is missing to Me
I'm feel so empty and incomplete
And You know, yeah You know that those somenthing You are
Please Santa Claus If You can hear Me
Bring Me My baby
Under My Christmas tree I wanna see My love
Under My Christmas tree I wanna found the love of My life
Under My Christmas tree I wanna found You
Under My Christmas tree I wanna see You
Under My Christmas tree I wanna Know
How could You make Me fall in love with You
Under My Christmas tree, under My Christmas tree, I wanna say to You
How much I love You"
La canzone terminò con un sussurato "I Love You" cantato da Nick in modo molto dolce capace di far sciogliere chiunque e Mark non era da meno.
-Com'è?-
Mark deglutì la saliva, sospirò e parlò:
-Nick..non ho parole è molto bella-
-Davvero?-
-Si, mi piace molto, farai commuovere tutte le tue fans-
-Esagerato!-
-Hai commosso me con quell'I Love You finale, pensa un pò tutte le tue fans, è un testo molto bello, complimenti mi comprerò il singolo-
-Se ti piace ti posso dare questo-
-Davero? Sicuro che non ti dispiace?-
-No sai quanti ne posso avere, te lo regalo volentieri, prendilo non fare complimenti-replicò, togliendolo dall'impianto hi-fi deporlo nella propria custode e cederlo a Mark che prontamente prese.
Le loro mani si toccarono di nuovo, stavolta nessuno dei due trasalì, si guardarono negli occhi, Nick era attratto come un calamita da quelli di Mark e viceversa, i loro cuori cominciarono ad aumentare i battiti, Nick si stava avvicinando. Si bloccò e un pò imbarazzato e con il volto leggermente rosso esclamò:
-Ahem...Credo che sia meglio andare a montare le luci esterne, al meteo sulla CNN hanno avvertito che in serata si sarebbe scatenata una tormenta, quindi è meglio affrettarci-
Mark rimase ancora qualche secondo incantato a guardarlo poi scuotendo la testa replicò:
-E, si già, hai ragione!-
Detto questo entrambi uscirono e si dettero da fare con le decorazioni, gli addobbi e le luci esterne.
Terminarono il tutto verso le 6pm, poi Mark se ne andò perchè doveva fare le ultime compere, dato che non voleva ritrovarsi il 24 a fare le corse o anche a botte con quelli che come lui avevano aspettato l'ultimo momento per fare i regali.
*§*§*§*
La sua BMW sfrecciava incontrastata, per le strade ancora innevate di L.A.
Nel lettore cd della propria auto c'era la canzone che Nick gli aveva fatto ascoltare poche ore fà, adorava la sua voce, adorava come cantava, amava la sua musica come amava lui:
"Accidentaccio! Avevo deciso di non pensare più a lui, ma non ci riesco è più forte di me...Pare che di Brian non gli importi più niente, però non voglio fare la prima mossa, non ce la faccio, ho paura, e se mi sbagliassi? Si magari pensa ancora a lui! Oddio, non sò che fare, devo saperlo, devo capire! Non posso stare zitto, non posso tenermi tutto dentro, devo dirglielo! Si ma come faccio? Quale momento sarebbe più adatto? Magari appena torno a casa gli telefono e glielo dico..No meglio di no..chissà cosa penserebbe poi di me! E' tutto così complicato..Con Sean era stato diverso, lo conoscevo da più tempo...lo baciai una sera, lui non mi respinse e finimmo insieme, ma con Nick? No non posso baciarlo all'improvviso. Come posso fare? Poi se non gli interesso, oddio, perchè è così complicato stavolta. Comunque prima o poi dovrò affrontarlo e dirglielo, non posso tardare! Non voglio che qualcuno all'improvviso sbuchi nella sua vita e me lo porti via. Voglio appartenergli, voglio essere suo, mi piace e non intendo lasciare campo libero agli altri..Lo amo e voglio solo lui, nessun altro."

Terminò il suo pensiero perchè giunse a destinazione ovvero: un centro commerciale di tre piani con ogni genere di negozio.
Parcheggiò l'auto, spense il lettore cd, il motore, tirò il freno a mano e scese, raggiungendo l'entrata automatica scorrevole del centro commerciale.
Appena solcò la soglia nel luogo si presentò una musica natalizia e romantica a lui molto famigliare era la canzone che fino a pochi minuti fà aveva ascoltato in auto, sorrise:
"Mi segui ovunque vedo"

Scosse la testa sorridendo, poi cominciò a salire il tappeto mobile per raggiungere il reparto sportivo.
Si guardava e riguardava attorno senza sapere cosa prendere alla fine con la coda dell'occhio scorse una felpa molto bella era bianca brizzolata di nero, con cuciture rosse, zip nera, e il simbolo della nike cucito sul petto, sorrise era sicuro che gli sarebbe piaciuta.
Si diresse verso di essa, stava quasi per raggiungerla quando un ragazzo che gli sembrava famigliare lo precedette.
Mark lanciò un accidente mentale poi si orientò da un altra parte, sussultò quando quel ragazzo lo chiamò:
-Ti chiami Mark vero?-
-Si perchè-rispose voltandosi incontrando gli occhi blu di Brian, gli salì il sangue al cervello, dopo tutto quello che aveva fatto passare a Nick, ma cercò di essere il più educato possibile e con un sorrisino di circostanza esclamò:
-Oh tu dovresti essere Brian non è così?-
Aveva una certa strafottenza nella voce Brian se ne rese conto e replicò:
-Dal tono con cui mi hai risposto, posso capire che non ti fà piacere vedermi-
-Infatti, e comunque stavo per andarmene-
ribattè voltandogli le spalle adirato, stava per scomparire dal reparto quando decise di tornare sui suoi passi. Fece retro marcia e raggiunse Brian alla cassa, si avvicinò:
-Io e te dobbiamo parlare, ti aspetto fuori-detto questo uscì.
Brian sorpreso annuì pagò, e si recò fuori dal centro commerciale dove trovò immediatamente Mark che era visibilmente arrabbiato:
-Allora, di cosa volevi parlarmi?-
-Più che altro vorrei sapere perchè?-
-Il perchè di cosa?-
-Perchè ti sei comportarto così male con Nick?-
-Scusa?! Per caso hai sbattuto la testa? Io non ho fatto niente okay, poi non capisco a che cosa ti riferisci-
Mark cominciò a perdere le staffe:
-Lo sai benissimo, per tua informazione sò tutto! Sò del fatto in cui lui ti ha rivelato di essere gay come lo hai trattato, sò del bacio che ti ha dato e del tuo rifiuto, e di come gli hai risposto! Come hai potuto dirgli quelle cose cattive? Non ne avevi il diritto! Hai la minima idea di quanto abbia sofferto o devo elencarti dettagliatamente quello che gli è accaduto?-
Brian scuoteva la testa infastidito:
-Senti non ho tempo di stare ad ascoltare i tuoi vaneggiamenti!-rispose voltandogli le spalle e andandosene, Mark non voleva lasciarlo andare, ce l'aveva a morte con lui, e voleva dei chiarimenti, non doveva far soffrire Nick, quindi lo afferrò per il braccio:
Brian si innervosì rivoltandoglisi contro urlò:
-MOLLAMI, CHE CAZZO VUOI EH!-
-DIMMI PERCHE'-
-IL PERCHE' DI COSA, LASCIAMI-
-PERCHE' LO HAI TRATTATO A QUEL MODO? TI AVEVA BACIATO OKAY MA C'ERA BISOGNO DI URARGLI QUELLE COSE CATTIVE, LO HAI DISTRUTTO E QUEL CHE E' PEGGIO E' CHE NON TE NE E' FREGATO NIENTE DI LUI, EPPURE ERA IL TUO MIGLIORE AMICO!-
-LUI E' ANCORA IL MIO MIGLIORE AMICO!-
-ALLORA SE LUI E' ANCORA IL TUO MIGLIORE AMICO, PERCHE' NON TI COMPORTI COME TALE EH, BRIAN, EH...TU NON HAI LA MINIMA IDEA DI COME STAVA DOPO IL TUO RIFIUTO, LUI SI ERA PREPARATO OKAY, MA LE TUE PAROLE LO HANNO FERITO PIU' DI CHIUNQUE ALTRO, NON SAI COSA HA PASSATO A CAUSA TUA, NON LO SAI EH, BENE TE LO DICO IO, HA RISCHIATO DI MORIRE, AVEVA DECISO DI NON MANGIARE PIU', FINO A RENDERSI UN VEGETALE, E TU NON TI SEI FATTO NEANCHE VIVO PER VEDERE COME STASSE, LO HAI ABBANDONATO BRIAN è la cosa peggiore che un migliore amico può fare! Tu lo hai...lo hai disprezzato a tal punto Brian, lo hai odiato così tanto? E ancora continui a farlo! Pe..Perchè?-disse con le lacrime agli occhi, lasciandogli il braccio e abbassando lo sguardo.
Quelle parole urlategli con rabbia e angoscia da Mark lo avevano colpito in pieno fino a fargli dolere il cuore, aveva gli occhi lucidi, la sua mente tornò a quel fatidico pomeriggio in cui Nick gli aveva dedicato la canzone, e poi lo aveva baciato.
Scosse la testa e rispose a tono:
-FATTI BACIARE IN BOCCA ALL'IMPROVVISO DAL TUO MIGLIORE AMICO, SCOPRI CHE TI AMAVA DA 4 ANNI, E DOPO DIMMI COME TI SENTI!-
Detto questo gli voltò le spalle e se ne andò via infuriato.
Mark lo guardò sparire dalla sua visuale, scosse la testa e ritornò dentro al centro commerciale per le compere.
CAPITOLO 20

We Were Two, Now We Are One
Erano scoccate da poco le 4pm quando il campanello di casa Carter suonò.
Nick stava terminando di pulire il piano di sopra, ma udendolo così com'era ovvero in tuta e grembiule scese le scale come un fulmine, e aprì la porta trovandosi davanti Mark:
-Oh menomale che sei venuto non sapevo come organizzare la cena-
Il ragazzo sorrise:
-Tu hai chiamato e sono venuto..mpfui ahhahahahahah-
Nick agrottò il ciglio
-Perchè stai ridendo?-
-No scusa ahahahah, è che sei troppo buffo con il grembiule ahahahhahahaha-
-Ah ah ah, pensa per te, su entra-
-Oh come siamo permalosi oggi-sentenziò sorridendogli e guardandolo
-Vorrei vedere te se una persona ti scoppia a ridere in faccia!-replicò mettendo il broncio
Mark rise, si avvicinò a lui e gli fece una piccola masa:
-Oh povero piccolo si è offeso-
Nick scosse la testa ridendo, e Mark ne approfittò per fargli il solletico, cercò di dimenarsi ma fu tutto inutile perchè inciampò sul divano portandosi dietro Mark che insisteva:
-ahhahaha no basta ahhahaahha-
-No no, mi provochi-
-Io non ti ahahaha ho...provocato ahahahaha-
-Oh sì Nick..si..-
-Non è ahahaha vero ahahhahaha dai basta ahhahah dobbiamo organizzare una festa ahahahah basta-
Mark si fermò:
-Uh già dimenticavo, su allora diamoci da fare-rispose togliendosi da sopra il suo addome
Nick si alzò.
-Allora di sopra ho appena terminato di pulire, quindi dobbiamo cominciare con il cibo ovvero antipasto, primo, secondo, controrni vari e il dessert deve essere tutto perfetto-
Mark sorrise:
-Non era meglio una pizza per tutti? Da come vuoi organizzare la cena sembra che debba accadere qualcosa di speciale che ne sò una dichiarazione o qualcosa del genere-
Ecco Mark aveva colto nel segno facendo sussultare Nick che sviò dicendo:
-Si deve essere una serata speciale, perchè arriva Babbo Natale e nasce il Redentore, non possiamo mangiare la pizza-
-Okay facciamo così, vatti a dare una ripulita alla cena penso io-
-Cosa no Mark, voglio partecipare anche io ai preparativi-
-Nick ti voglio tanto bene, però c'è un piccolo problema-
-Cioè?-
-Bhe ecco..diciamocelo tu....in cucina non è che sei, come dire un asso ecco!-
-Ma senti questo da che pulpito...-
Mark fece no con l'indice:
-No, No bro io sono molto bravo in cucina, quindi non discutere vatti a dare una ripulita-
-Ma Mark insomma, vuoi fare sempre tutto tu non è giusto-
-Tranquillo dirò che sei stato tu-
Nick sbuffò, sembrava un bambino piccolo e a Mark faceva tanta tenerezza, voleva acconsentire alla sua richiesta ma si limitò solo a dirgli:
-Ascolta, vai a farti una doccia, ti vesti, scendi e mi aiuti con qualche cosa okay?-
Nick rimase un pò interdetto poi asserì con la testa e corse di sopra più veloce che poteva.
*§*§*§*
Alle 5pm in punto Nick scese tutto bello ripulito: indossava un golf bianco dal collo alto, con zip grigia, abbassata lasciando intravedere un pezzo di t-shirt bianca brizzolata di nero, con il bordo del colletto scuro, portava un paio di jeans neri leggermente stracciati ai lati delle cosce, e scarpe da ginnastica bianca. I suoi capelli erano ritti.
Si presentò in cucina trovando già antipasti e primi piatti pronti sul tavolo, rimase a bocca aperta, e con lo sguardo osservava l'amico intento a far rosolare qualcosa nella padella, era talmente immerso da non accorgersi che era entrato e adesso lo stava guardando con una strana luce negli occhi:
Mark indossava un paio di jeans chiari a vita bassa non troppo larghi, scarpe da ginnastica, grigio chiaro con sfumature nere, e una felpa bianca sulle spalle, rossa sull'addome e il resto verde, con cappuccio bianco, Nick era rimasto incantato a guardarlo. Il cuore non riusciva a diminuire i battiti, voleva dire qualcosa ma non riusciva a spiccicare parola, lo vedeva davanti a sè, di spalle, intento a cucinare, aveva uno sguaro molto concentrato e pareva che i suoi occhi blu fossero più luminosi e belli di prima, forse era a causa delle luci, non lo sapeva, però era consapevole che Mark fosse bellissimo. Deglutì il groppo che aveva in gola, non ce la faceva più, doveva dire qualcosa parargli, doveva dirglielo, quindi si fece coraggio, sospirò e parlò:
-Mark-
Il ragazzo udendolo si voltò con il sorriso sulle labbra:
-Si dimmi Nick!-
-Io volevo dirti che...bhe ecco che(Nick avanti parla, su coraggio che ti ci vuole diglielo e basta)-
-Che...-
-(Sto facendo la figura dell'imbecille)che ecco...si bhe (su dillo Nick, dillo)sei stato molto veloce a preparare gli antipasti e il primo (Oddio ecco, e il vincitore per la figura del più beota del mondo va a Nickolas Gene Carter)-
Mark lo guardò stranito e sorridendo rispose:
-Sai com'è sono molto veloce-
-Vuoi che ti dia una mano per qualcosa?-
-Si comincia ad apparecchiare, tra meno di due ore arriveranno gli altri no?-
-Si infatti-
Detto questo si apprestò ad apparecchiare.
*§*§*§*
Alle 8pm in punto arrivarono tutti quanti trovando una tavola imbandita:
La tovaglia era ricoperta da un infinità di stelle di Natale ricamate a mano. Sopra di essa c'erano due scodelle di porcellana bianche con due zuppe differenti, tra di loro. poi vi era racchiuso in un'altra scodella di vetro del roast beef rosolato, e patatine arrosto dorate, di fianco ad essa vi erano due scodelline più piccole con una salsina bianca e un altra marroncina. Vi erano anche 4 bottiglie di Crystal e acqua naturale. Tutti i piatti erano bianchi con il bordo ondulato dorato, le posate d'acciaio aveva il manico di marmo blu, al centro del tavolo vi era un mini albero di Natale e una candela rossa con disegnato Babbo Natale in rilievo sulla slitta.
Dopo aver fatto le presentazioni si sedettero tutti al tavolo e cominciarono a mangiare, e a mangiare a ridere e a scherzare.
La cena terminò alle 11pm e si era svolta nell'armonia e nella gioia più totale.
Adesso erano tutti seduti sul divano, a sorseggiare una bella cioccolata calda, e a gustarsi ancora il dessert che aveva fatto Mark e i biscotti che era riuscito a fare Nick con la sua super visione.
-Come hai detto che si chiama questo dolce-chiese Roxanne la fidanzata di Howie a Mark che sedeva accanto a Nick che lo guardava di sottecchi:
-Tiramisù, è un tipico dolce italiano-
-E' molto buono, mi puoi dare la ricetta dopo?-
-Certo volentieri-replicò sorridendo portando i suoi occhi su Nick che distolse lo sguardo imbarazzato.
Brian se ne rese conto. Scosse la testa, Nick lo notò e lo guardò, lui sussultò poi distolse lo sguardo. Nick voleva dirgli qualcosa ma lasciò perdere, si alzò dal suo posto e uscì in terrazza.
Una volta fuori si sedette sulla poltrona a dondolo, e cominciò a dondolarsi, mentre con le mani si stringeva le braccia, sospirò e una nuvoletta di fumo uscì dalla sua bocca.
"Sono uno stupido. Ancora non sono riuscito a dirglielo, non voglio tenermi tutto dentro di nuovo, non voglio, ma sta accadendo nuovamente, come posso fare, come? Accidenti com'è difficile"

Scosse la testa, si alzò dalla poltrona, si avvicinò al balcone e si mise a guardare il cielo: era privo di nuvole, la neve caduta in mattinata sembrava brillare sotto la luce lunare, c'era molto freddo ma Nick sembrava si fosse abituato alla temperatura, era come assente il suo sguardo si perdeva in quella luna, e lentamente cominciò a tornare con la mente indietro nel tempo. Quante cose erano successe, quante lacrime aveva versato negli ultimi 4 anni, la sua vita sembrava andare ogni istante che passava a rotoli, quante volte aveva perso la strada, quante volte il suo cuore aveva sofferto per lui, credeva di non uscirne più, si era convinto che senza di lui non poteva andare avanti. A causa sua era andato a letto con tutti quelli che gli capitavano a tiro e si sentiva un completo demente per questo, non doveva ridursi a quel modo ma era accaduto, dai suoi occhi scesero delle lacrime di tristezza e di dolore per tutto quello che aveva fatto, per tutte le notti passate a fare sesso con emediti sconosciuti, ma poi all'improvviso è arrivato lui, l'unico che gli ha portato gioia e luce in quella vita ormai buia e isolata da tutto e tutti, l'unico che gli è stato vicino, l'unico che gli ha fatto capire che era una persona importante per lui, l'unico che gli ha saputo donare affetto e comprensione, l'unico che adesso contava veramente tanto per lui, l'unico che secondo lui era stato inviato dal cielo per salvarlo da quella vita, da quei sentimenti repressi che lo avevano ucciso e reso debole e fragile. Quel qualcuno era proprio Mark, era stato grazie a lui, alla sua personalità, al suo affetto incondizionato, al suo sacrificarsi per lui a renderlo importante ai suoi occhi, ma sopratutto al suo cuore che desiderava appartenergli come nessun'altro.
"Non posso desistere, devo dirglielo stasera stessa, devo farlo, lui deve sapere quanto sia diventato importante per me. Ha il diritto di sapere che lo amo, e che non riesco a fare a meno di lui. E' grazie a lui che sono ancora a questo mondo, è grazie a lui che sono riusciuto a dimenticare Brian e a farmene una ragione, è grazie a lui che ho cominciato di nuovo a sorridere. Mi ha salvato così tante volte, e mi è sempre stato vicino mettendo in pericolo la sua salute, nessuno ha mai fatto questo per me, nessuno. Lo amo, non ho più nessun dubbio al riguardo lo amo, e voglio essere suo!"

Si asciugò le lacrime, spostò lo sguardo sul giardino e lo vide, sussultò poi lo chiamò:
-MARK!-
Il ragazzo non lo udì.
-Ora o mai più-
Detto questo, rientrò in salotto.
Attraversò la stanza correndo lasciando allibiti tutti quanti, che guardandosi negli occhi si chiedevano come mai avesse così tanta fretta.
Raggiunse la porta, l'aprì e corse fuori, saltò gli scalini del porticato, finendo con la faccia a terra.
Mark sentendo il tonfo si voltò e lo vide. Nick si alzò con un pò di neve sui capelli e sul naso, per poi continuare a correre verso di lui, correva e correva alla fine una volta che gli fu davanti il ragazzo un pò stranito chiese:
-Nick, stai bene? Non ti sei fatto male?
Nick sorrise, scosse la testa poi gli chiese:
-Dove stai andando?-
Mark rise
-Ero sceso solo per prenderti il...-
Non terminò la frase che Nick ansimante e fremente gli strinse le mani sulle spalle, si avvicinò con le labbra alle sue e lo baciò.
Mark rimase imbambolato per un pochino, ma nel momento in cui le labbra di Nick cominciarono ad allontanarsi dalle sue, allungò il viso riprendendole, Nick lo abbracciò Mark rispose all'abbraccio, poi con un movimento di reni lo spinse verso l'auto baciandolo, mentre le loro mani accarezzavano l'una i capelli e la nuca dell'altro.
Stettero così per 2 minuti si erano desiderati così tanto che quel bacio sembrava fosse durato un eternità. Si staccarono lentamente giocherellando l'uno con le labbra dell'altro. I loro occhi si aprirono incontrandosi, i ragazzi si sorrisero, Nick ansimante posò la fronte su quella di Mark che lo abbracciò e disse con quasi le lacrime agli occhi:
-Non..non sapevo come dirtelo Mark..-
Il ragazzo gli alzò il volto, gli sorrise, gli asciugò le lacrime poi accarezzandogli tremante le guance parlò:
-Neanche io..Nick neanche io-
Si baciarono nuovamente, si staccarono e dopo si abbraciarono di nuovo stretti stretti, poi Nick:
-Ti amo Mark e voglio stare con te!-
-Anche io, Nick e non ti immagini neanche quanto- si baciarono con passione, amore e dolcezza. poi una volta staccati si abbracciarono rientrando in casa.
Epilogo


A mezzanotte e mezzo in punto giunse il momento dello scambio dei regali tra Nick e Mark.
Nick gli porse il proprio regalo, era un pacco rettangolare, di colore verde con una coccardina rossa, Mark lo prese e lo scartò con cura, trovadovi all'interno un completo formato da jeans a vita bassa, leggermente stracciati su cosce e ginocchia, e una felpa nera con un rilievo bianco raffigurante un motivo indiano stilizzato tutto firmato Armani Jeans.
Al ragazzo gli si illuminarono gli occhi sorrise e lo ringraziò con un bacio lasciando allibiti gli altri. Dopo porse il suo regalo a Nick:era un pacco quadrato rosso con coccardina verde, il biondino lo prese e lo aprì con estrema cura, trovando al suo interno una felpa firmata nike, azzurro ghiaccio, con sfumature bianche sulle spalle, e il relativo simbolo bianco con bordo argentato.
Sorrise felice per il regalo, e baciò Mark con dolcezza.
Da quella sera entrambi capirono che per loro sarebbe cominciata una nuova vita insieme.
To Be Continued....


……………FINE……………