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Angel's Wings

Ultimi aggiornamenti. Oggi 19 Ottobre 2009.


Angel's Wings

Autore: NickyFrack
Protagonisti: Nick Carter e Mark Feehily (Westlife)
Genere: Slash M/M,Romantico, drammatico.
Categoria: XXX Vietato ai minori di 21 anni
La storia e' completa?: SI
Trama: Due cuori uniti dal fato, un fato splendido all'inizio ma che poi divenne il più terrificante degli incubi.
Nick la sua prima futura stella nascente del pop (in questo caso Irlandese) lui: Mark suo coetaneo manager e produttore, giovane ma molto in gamba. Un sogno. Un brivido d'amore. un intesa unica. un mondo in entrambi i loro cuori. Due anime, due ragazzi segnati da un incontro e forse rovinati da quest'ultimo. Amore puro, incandescente. l'amore vero, reale l'amore dove qualunque cosa accada nessuno avrebbe mai abbandonato l'altro a sè stesso.

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1)Stay With Me

Introduzione:
 
5 Giugno 2000
ore 7:00am
Sligo (Irlanda)
 
Due cuori uniti dal fato, un fato splendido all'inizio ma che poi divenne il più terrificante degli incubi.

Nick la sua prima futura stella nascente del pop (in questo caso Irlandese) lui: Mark suo coetaneo manager e produttore, giovane ma molto in gamba. Un sogno. Un brivido d'amore. un intesa unica. un mondo in entrambi i loro cuori. Due anime, due ragazzi segnati da un incontro e forse rovinati da quest'ultimo. Amore puro, incandescente. l'amore vero, reale l'amore dove qualunque cosa accada nessuno avrebbe mai abbandonato l'altro a sè stesso.
-
".....Stavo correndo dietro a lui, a quel lettino, dove il mio Marky era adagiato,
Intorno a lui c'erano 2 infermiere e due dottori, gridavano:
Presto, presto liberate sala emergenza 2!-

Poi ancora uno dei due dottori, quello alto, con i capelli corti neri e occhi verdi, ordinò.
-Abby avverti immediatamente, la casa del sangue abbiamo bisogno di...-
Si interruppe improvvisamente, e puntò gli occhi su di me, che non riuscivo in alcuno modo a mettere a fuoco il suo viso, dato che i miei occhi grondavano lacrime.
-Che tipo di sangue ha, lo sà?-
Trasalì, il suo tono di voce era alterato e preoccupato, Mark era forse in pericolo di vita? Non lo sapevo, ma avevo troppa paura, molta.
Portai i mirei occhi sul mio amato: era bianco come un cencio, stavo per sentirmi male, stavo per svenire, ma le forti mani di quel medico moro, mi strinsero le spalle scuotendomi, e chiedendomi, cercando di placare la voce:
-Sà che tipo di sangue ha?-
io annuì, e con voce tremante risposi:
-E' AB positivo-...."
 

Prologo

5 Giugno 2000 ore 7:00am

Un ragazzo di circa 20 anni, stava correndo nell' Hazelwood, in Sligo, Irlanda: la sua cittadina natale. Aveva i capelli corti, castani chiari, ma che talvolta parevano più scuri, due grandi occhi blu più del oceano, labbra carnose, belle e morbide, e alto all'incirca 1.78. Indossava un semplice paio di pantaloni della tuta, di colore grigio chiaro, timbrate Nike, felpa di contone dello stesso colore, modello e marca, e un paio di scarpe da jogging, bianche con 3 strisce nere ai lati. Alle orecchie aveva un paio di cuffie nere, collegate ad un lettore cd, che trovava rifugio, nel marsupio nero, che il ragazzo aveva cinto in vita. Da esso fuoriusciva una musica molto lenta, e romantica. era Hero di Mariah Carey, che era da sempre stata il suo idolo. Lui si chiamava Mark Michael Patrick Feehily, conosciuto semplicemente con il nome di Mark. Era giovane, ma nononstante ciò, era già un produttore, anche se alle prime armi, ma di grande talento. Però ancora non aveva trovato nessuno, che potesse fidarsi delle sue capacità, e di come sapeva gestire il proprio business, e soprattutto, di come era in gamba a scoprire nuovi talenti. A dir la verità, Mark aveva trovato molti nuovi talenti nell'ultimo anno, ma nessuno di loro, si era fidato di lui, e questo lo aveva scoraggiato e non poco. Era disoccupato. E la cosa lo rendeva inutile e infelice.
Mentre correva su quel terreno, morbido, terroso ed erboso, il lettore cd decise di abbandonarlo.
Il ragazzo sbuffò contrariato e si fermò.
-Accidentaccio, proprio adesso si doveva scaricare, uffa...Io non riesco a correre senza la musica... Accidenti!-
Il suo mandare accidenti, al proprio lettore cd, venne fermato, dal rumore di piedi che colpivano con ritmo leggero, l'erba del sentiero. Percepì dopo quei passi una voce. Una dolce voce, maschile che stava cantando una canzone. Dal tono, in cui quella meravigliosa e calda voce, fuoriusciva dalla bocca di quel misterioso ragazzo, che ancora non si era presentato dinnanzi a lui. Poteva dedurre che quel ragazzo, stava cantando "Heaven" di Bryan Adams. Quasi gli prese un colpo. Quella voce era troppo bella, doveva provarci, sentiva che una volta raggiunto quel tipo, che lentamente si stava mostrando di fronte a lui. sarebbe successo qualcosa. Percepiva che aveva un grande talento, e non voleva lasciarselo scappare.
Deglutì la saliva, depose velocemente le cuffie dentro, al suo marsupio nero, della leopard. E ricominciò a correre per raggiungerlo. Voleva che sembrasse un incontro fortuito, niente creato apposta.
I suoi piedi cominciarono a correre, e a correre. Ecco! Ora era davanti a lui, lo vedeva chiaramente: era uno splendido ragazzo, di circa 20 anni, con i capelli corti, lisci e biondi, due occhi azzurri, lineamenti perfetti, e un corpo perfetto. Indossava una semplice tuta bianca, timbrata Adidas, e scarpe da ginnastica della stessa marca, di colore grigio chiaro.
In pochi secondi i loro sguardi si incontrarono, entrambi si persero, l'uno negli occhi dell'altro.
Il misterioso ragazzo biondo gli sorrise, Mark voleva ricambiare, ma si limitò ad abbassare lo sguardo imbarazzato, e poi i suoi occhi blu, si dedicarono a contemplargli quel didietro che era da sballo.
Ecco che si era completamente, dimenticato, del motivo per cui, voleva raggiungerlo. Infine, in quei pochi istanti, che a lui sembravano secoli, nei quali il suo sguardo ammirava quella schiena, e quel sedere da infarto, un qualcosa, lo fermò di botto. Il ragazzo che stava per svoltare, percepì un tonfo, sordo, si fermò di scatto, si voltò, e per terra, ai piedi di un albero c'era lui. Mark. Il biondino preoccupato, si avvicinò a lui per soccorerlo.
-Ehy...Tu mi senti ehy!- diceva una voce in lontananza
Mark la udiva perfettamente, ma non aveva la più pallida idea a chi appartenesse.
-Ehy stai bene?...Ehy-
In quel'istante, le sue palpebre cominciarono, a tremare, percepì un leggero ma delicato colpetto sulla guancia che lo svegliò. I suoi occhi blu si aprirono, incontrando una bocca con delle labbra stupende, specialmente quello inferiore, che era per lui un qualcosa di magnifico. Scosse debolmente la testa per riprendersi. Incontrò due occhi azzurri, trasalì. Era quel meraviglioso ragazzo, quello dalla voce dolce, calda e gentile. Deglutì la saliva. Cercò di alzarsi il più in fretta possibile, ma la botta presa da quell'albero, lo aveva un pò rintronato, e quasi non si reggeva in piedi. Fu il biondino che lo aiutò, sorregendolo. Poi lo fece sedere sulla pachina di legno, a pochi metri dalla lora schiena.
Una volta seduti, il biondino gli rivolse la parola.
-Sai, non dovresti alzarti così, di colpo dopo aver preso una randellata del genere, da una quercia poi! Potresti avere una commozione celebrale-
Mark , ancora un pò rintronato post-botta rispose:
-No..Sto,sto bene grazie, mi posso alzare tranquillamente-
Si alzò, ma ricadde subito a sedere su quella panchina.
Il biondino, cominciava seriamente a preoccuparsi, portò i suoi occhi azzurri, sulla fronte di Mark, e vi notò, che un livido stava per formarsi e parlò:
-Credo, che per sicurezza, sia meglio che ti accompagni al pronto soccorso-
-Sto bene grazie, posso alzarmi da solo, non ho bisogno del tuo aiuto-
Si alzò di nuovo per poi ricadere a sedere.
-Infatti lo vedo, come stai in piedi!-
Mark si irritò un pochino, si voltò a guardarlo, quasi gli mancò il respiro, sentiva che stava per cambiare colorito alle guance, e diventare rosso come un peperone, fino alla punta delle sue orecchie, quindi deglutì la saliva, sospirò e cercò di bonfocchiare qualcosa, ma il misterioso ragazzo lo fermò porgendogli la mano, sorridergli dolcemente e sentenziare:
-Piacere io mi chiamo Nickolas Gene Carter, ma tutti mi chiamano Nick, mentre tu dolcezza, come ti chiami?-
Mark, anche se era un pò intontito, sgranò gli occhi, e guardò Nick, che di tutta risposta, gli sorrideva e gli tendeva la mano. Il ragazzo era un pò stranito da quell'improvviso gesto, e l'unica cosa che riuscì a fare oltre a porgergli la mano fu quella di dirgli:
-Pi...Piacere-
Entrambi si strinsero la mano. Una volta staccati. Nick ancora prese la parola:
-Cos'è ti hanno mangiato la lingua?-
-Eh?!...(Oddio che figura sto facendo)-
-Ti ho chiesto come ti chiami..Se non vuoi dirmelo okay, ma dovrò pure chiamarti in un qualche modo-
Mark stavolta non riuscì a frenare il proprio rossore, era imbarazzato a mille, voleva sparire sotto terra, stava facendo la figura dell' ebete al 1000%
Nick continuava a guardarlo attendendo, ma non giungeva niente. Mark era lì, e lo guardava rosso in volto. Il biondino lo scrutò, notò il suo rossore, e senza avvertire il diretto interessato, gli depose la mano sulla fronte e parlò:
-Cavolo scotti, hai la febbre?-
Mark, allontanò quella mano, e abbassò goffamente il volto. Sul viso di Nick apparve un sorriso, gli sembrava molto carino, quel ragazzo che aveva di fianco.
"Mah forse sarà timido, o magari non è gay...Cavolo, non voglio che sia etero, è troppo carino...Ti prego Dio fà che non sia etero."
Nick non sapeva come giostrare quella situazione, e non voleva vivere nel dubbio, che quel bel tipo alla sua destra, fosse etero o gay quindi, prese un pò di coraggio, deglutì la saliva, sospirò, fissò Mark intensamente, poi chiese a bruciapelo:
-Sei gay?-
All'udire quella parola, Mark aumentò il rossore, alzò lo sguardo dal terreno e lo portò su Nick e imbarazzato fiatò:
-Cosa?! Cavolo Ma..ma che accidenti di domande fai?...Non ti conosco nemmeno ma che...-
-Ah ho capito sei etero allora...-
-No-
-Ahhh sei gay, bene lo sono anche io, credevo che il mio gay radar avesse fallito, cosa che non mi è mai capitata-
Mark scuoteva la testa confuso, attonito e stranito dal comportamento di quel Nickolas o Nick come lo chiamavano tutti.
-Ma si può sapere che diavolo vuoi da me?-
-Volevo solo che mi dicessi il tuo nome, tutto qui...Poi ti avrei accompagnato al pronto soccorso, tutto qua-
-Bhe ascolta Nickolas...-
-Nick..-lo interruppe
-Chiamami Nick te ne prego-continuò
-...O..Okay! come vuoi tu!- rispose con circostanza, quel ragazzo aveva cominciato a spaventarlo
-Allora...?-
-Allora che?-
-Come ti chiami?-Chiese Nick
-Mi chiamo Mark Michael Patrick Feehily...-
-Bene Mark, vieni che ti accompagno al pronto soccorso-
-Aprezzo il gesto, ma no grazie, sto bene adesso!-
-Insisto-
-Nickolas...-
-Nick-precisò il biondino
-Okay Ni...-
Si bloccò all'improvviso. L'espressione che aveva Nick in viso era troppo carina e simpatica, sembrava un bambino imbrociato, non poteva resistere, e rise leggermente.
-Cosa c'è da ridere?-
-Hai un espressione troppo, divertente ahhahah-
-Ah okay, non appena hai finito di ridere ti porto al pronto soccorso-
-Dai adesso, fai il permaloso?-
-Senti un pò tu...-Replicò
Mark smise per un attimo di ridere, guardò Nick in volto, poi rispose:
-Dimmi, ti ascolto?-
Adesso Nick era diventato rosso come un peperone, Mark se ne rese perfettamente conto, voleva parlare di nuovo, ma lui lo fermò dicendo:
-Bhe ecco...Ti..Ti va di uscire con me?-
Quella improvvisa richiesta, gli aveva totalmente, tolto il respiro. Il cuore aveva cominciato a battergli all'impazzata, voleva rispondere, dire qualcosa, parlare, ma non riusciva in alcun modo a spiccicare parola. Continuava a guardarlo, perdendosi completamente in quegli occhi azzurri.
Quello sguardo intenso e profondo, che sembrava gli stesse scavando nell'anima, gli entrò nel cuore, all'istante. Nick da altro canto, continuava a guardarlo, ma vedeva che non voleva rispondergli, quindi cominciò a scoraggiarsi.
E tutta la spavalderia, il coraggio, la spigliatezza e la precocità che aveva avuto sparirono di colpo, lasciandolo inerme, non sapeva più cos'altro dire o fare. Mark gli piaceva parecchio, e lo attirava come una calamita. Era da due anni che non gli succedeva una cosa del genere.
Il suo unico e primo vero amore e ragazzo, che lui abbia mai avuto, lo aveva tradito con un'altro, solo perchè, in quell'anno, in cui stavano insieme, Nick non era mai riuscito a concedersi pienamente a lui, al suo Daniel. E il silenzio di Mark non gli piaceva per niente. Quindi a malincuore sospirò debolmente. e disse:
-Okay ho capito. Non importa, almeno lascia che ti accompagni al pronto soccorso-
Gli occhi di Mark si posarono sul volto di Nick, gli sorrise debolmente, poi parlò:
-Quando?-
Il biondino trasalì, portando il suo sguardo su quello di lui, che adesso gli stava sorridendo dolcemente.
-Quando cosa?- Chiese Nick
Mark rispose, timidamente:
-Quando vorresti uscire co..Co..Con me?-
Sul volto, ancora fanciullesco di Nick nonostante fosse un ventenne con i fiocchi, comparve un dolce meraviglioso, raggiante e luminoso sorriso. Deglutì la saliva. poi con la gioia nella voce e anche nello sguardo. rispose:
-Bhe...Mark, se ti và, non appena, hai terminato la visita al pronto soccorso, ti potrei invitare a bere un Irish Coffee, che mi rispondi?-chiese con una punta di timidezza nella voce
-Per me va benissimo-
-Okay....(GRANDE!!!)-
Entrambi si sorrisero, Nick aiutò Mark ad alzarsi, e insieme scomparvero, all'orizzionte. Nessuno dei due, aveva la più pallida idea, che da questo loro improvviso e buffo incontro, sarebbe scaturito un qualcosa di magico, profondo, intenso, profondo e incondizionato sentimento chiamato amore, un'amore profondo. Quell' amore invidiato da tutti e tutto,quell'amore unico e raro nel suo genere e di inestimabile valore, al quale un diamante a suo confronto era solo un'insulsa pietruzza. Niente e nessuno poteva, in alcun modo dividere quei due ragazzi, diventati all'istante amanti, complici e migliori amici, Nessuno.

CAPITOLO 1


Who Needs The World

Erano passati un anno e 6 mesi, da quella fatidica mattina in cui gli occhi di Nick e Mark si erano incontrati la prima volta. un'anno era passato da quando, dopo due uscite, le loro labbra si erano sfiorate, accarezzate, toccate e infine unite, dando origine al loro primo bacio. Alla prima volta che si erano detti ti amo. Un ti amo profondo, straboccate di amore incondizionato, raro, intenso ed infinito. Non c'era altro da aggiungere, il loro era stato amore a prima vista.
Non un semplice colpo di fulmine, no. Ma bensì un incontro dettato dal fato, lo stesso fato che aveva fatto scattare in entrambi la scintilla, quel barlume di intuizione profonda, che tu percepisci quando hai capito di avere trovato la tua anima gemella. Tra di loro c'era alchimia, una profondissima alchimia, un qualcosa di magico, una sorta di filo invisibile che li aveva legati per sempre, per la vita anche se ancora non avevano intenzione di sposarsi, ma si amavano molto, e tutti lo potevano notare da mille miglia di distanza. Mark poi era il suo produttore. Infatti Nick, dopo una serie di tentennamenti aveva accettato la proposta del suo compagno, e adesso stava registrando il suo primo album. E non è tutto, i due innamorati, convivevano insieme, nella casa dello stesso Mark, da ben 6 mesi, e andavano d'accordissimo. Tra di loro mai una litigata, mai una discussione niente di ciò. in villa Feehily & Carter regnava la gioia, la pace, ma soprattutto l'amore e la voglia di stare insieme, di scambiarsi dolci carezze, teneri baci, consumarsi di coccole, di addormentarsi insieme l'uno abbracciato all'altro, di condividere tutto quanto, di essere sinceri tra di loro, e dirsi tutto. Nessun segreto doveva esserci, nessuno. Ed era una decisione, una scelta fatta da entrambi e che finora avevano sempre rispettato. Si sarebbero detti qualsiasi cosa: dalla più bella, alla più brutta, dalla più positiva alla più pessimista. Non ci dovevano essere segreti tra di loro, e nessuno doveva innalzare un muro. Se uno dei due aveva qualche problema ne doveva parlarne con il partner, e insieme sarebbero riusciti a risolvere tutto.

*§*§*§*

Erano le 7pm e Nick stava cantando, un pezzo di una canzone, contenuta nel suo primo album di debutto:
-Who needs the stars so bright and the grass so green, and the morning light.
Who needs the wind to blow, and the tide to rise
Who Needs It...I Don't Know
I don't Know
Yeah...-
Dietro il vetro di quella saletta di registrazione, c'era il suo Mark, che lo guardava con dedizione, e ogni tanto chiudeva gli occhi, facendosi rapire da quella voce che tanto amava. Nick stava continuando a cantare. Era al ritornello finale, ci fu un'attimo di melodioso silenzio, e non appena gli occhi blu di Mark si aprirono incontrando quelli di Nick, quest'ultimo gli sorrise dolcemente, e senza distogliere lo sguardo, cantò, con una dolcezza e un amore incondizionato:
-Who needs the world when I got You-
Mark ricambiò, sorridendogli dolcemente. Poi Nick, avendo terminato la sua vocal session, si tolse le cuffie appendendole con cura sul microfono. Uscì dalla salettina, e in pochi secondi era davanti al suo Marky.
Entrambi si sorrisero, poi Nick con fare gentile e tenero, strinse le mani di lui alle proprie.
Le loro dita dopo aver giocherellato tra di loro, decisero di unirsi, ed intrecciarsi. poi Nick sorridendo all'amore della sua vita, gli sussurrò all'orecchio con dolcezza:
[Allora amore, come sono andato?]
Mark si lasciò cullare da quel dolce sospiro, poi dette un leggero bacio sul lobo dell'orecchio di lui e gli sussurrò con altrettanta dolcezza:
[Sei stato meraviglioso, come sempre...Ti amo]
Nick sorrise, lasciò a malincuore le mani di Mark, per poi abbracciarlo con amore, stringerlo a sè. baciargli il collo e sussurrargli ancora:
[Grazie Marky, ti amo]
Detto questo entrambi si liberarono da quell'abbraccio, Nick guardò intensamente il volto, gli occhi del proprio partner, e gli sorrise. dicendogli:
-Vieni qui...-
Gli afferrò con delicatezza, e con una leggera punta di impeto i fianchi.
Una mano gli accarezzò, le guance, la nuca e i capelli, per poi fermarsi, e avvicinare lentamente le proprie labbra a quelle di lui.
Entrambi i loro cuori cominciarono a battere all'impazzata, specialmente in Mark, che oltre ad essere emozionato come sempre accadeva, appena il suo Nicky stava per baciarlo, cominciava a sentirsi improvvisamente strano, non riusciva a capire. Chiuse gli occhi per riuscire a mandare via quella misteriosa e improvvisa sensazione, ma non ci riuscì. Cominciò a respirare con difficoltà, le palpitazioni aumentarono, e un leggero mal di schiena si presentò a lui. Nick non se ne rese conto, e in pochi secondi le labbra del biondino, sfiorarono quelle di Mark, che trasalì, e cercò di rispondere al bacio, ma non venne tanto bene, e Nick a questo punto se ne rese conto. Si staccò da lui, aprì gli occhi, e guardandolo capì che c'era qualcosa che non andava in lui, deglutì la saliva e un pò preoccupato, parlò:
-Amore...Stai bene?-
Mark cercò, come meglio poteva di riuscire, almeno a regolare la respirazione, e rispose debolmente:
-Si...Si sto bene Nicky, è solo che, non lo sò, è come se...-
-Marky, amore sei un pò pallido, coraggio andiamocene a casa...-Rispose guardandolo attentamente
-Nick no, dobbiamo ancora...-
-Amore, per un'attimo lascia perdere il lavoro okay, la tua salute è più importante-
-Ma Nicky amore, è il tuo primo album devi finirlo-
-Lo finirò quando tu starai un pò meglio! Non voglio che il mio produttore preferito e che amo più della mia stessa vita, metta in repentaglio, la propria salute per uno stupido album!-
-Ma...-
-Ma cosa, Mark. Non voglio che ti accada niente, come farei poi a vivere senza di te!-disse con gli occhi lucidi.
Mark gli sorrise dolcemente, Nick era un tipo che si preoccupava e si spaventava quasi per un nonnulla. quindi lo tranquillizzò:
-Amore, non sono in pericolo di vita, non è niente di grave, non fare il tragico, cucciolo okay?-
Gli accarezzò la guancia, amorevolmente. poi Nick si fece sentire, pregandolo:
-Ti prego Marky, per favore andiamocene a casa, così ti riposi, e poi appena starai meglio, e ti rimetterai in sesto come si deve, continueremo con l'incisione del cd, tu hai bisogno di riposare, basta lavoro!-
Mark era restio ad accettare, voleva rispondergli che voleva continuare, ma guardandolo negli occhi, ogni muro ad esso ostile scomparve dalla sua testa, sorrise all'amore della sua vita, e asserì, con un cenno della testa, poi rispose:
-Okay, come vuoi tu cucciolo-
Nick gli sorrise, lo abbracciò, poi entrambi si baciarono e una volta staccati, abbracciandosi uscirono dalla saletta, e infine dagli studios.
Salirono nella Spider, Nick prese il posto di guida, mentre Mark gli si sedette accanto. E in meno di pochi secondi i suoi occhi si fecero pesanti. Nick mise in moto, e non appena l'auto uscì dal parcheggio, per "fiondarsi" nella strada di Dublino, Mark si allacciò la cintura di sicurezza.
Appoggiò la testa sul finestrino, mentre i suoi occhi blu si perdevano, nell'oceano, posto alla sua sinistra. Prossima destinazione Sligo.
Dopo circa 10 minuti di guida gli occhi di Mark da prima pesanti, decisero di chiudersi. Era talmente stanco da non riuscire nemmeno a dire una parola, l'unica cosa che voleva fare, era dormire e dormire e così accadde.

*§*§*§*

Erano da poco scoccate le 9pm quando: La Spider nera di Mark, con alla guida Nick, solcò il cancello di villa Feehily&Carter, per poi trovare "riposo" nel garage.
Non appena Nick, spense il motore. si voltò verso Mark, stava dormendo profondamente. Lo contemplò per un pò, sorrise, lo baciò delicatamente sulla guancia, e poi con estrema cura, lo liberò dalla cintura di sicurezza, non voleva rischiare di svegliarlo per nessun motivo, quindi con religioso silenzio, scese dall'auto, chiuse delicatamente la portiera, per poi raggiungere, quella del partner. l'aprì, e con altrettanta delicatezza e cura, si caricò il suo amato sulle spalle, e con passo sicuro e gentile, attraversò tutto il vialetto, fino a raggiungere la porta in castagno dell' ingresso. Con una mano, si tastò le tasche del suo immenso giaccone invernale di colore nero. Tirò fuori la chiave di casa, e la inserì nella serratura e dopo due mandate, la porta si aprì. lasciandoli entrare. Poi il biondino con il piede la chiuse, e raggiunse il piano di sopra, composto da quasi 20 scalini in marmo bianco. Raggiunse la camera da letto, dove un' immenso letto matrimoniale lo stava attendendo.
Fece scivolare verso i piedi del letto, il piumone dove vi era raffigurato l'immenso oceano. Depose il suo amante su quel materasso, morbido e caldo, gli tolse il giaccone che teneva, le scarpe, e poi lo coprì. Sospirò innamorato, ma anche un pò preoccupato. Mark aveva lavorato senza sosta per quasi due mesi, solo per permettere a lui: Nickolas Gene Carter: un semplice ragazzo della periferia di Sligo, che lavorava nel night club di suo padre, come ballerino di lapdance, di diventare una stella del irish-pop. Si era dato da fare, per preparargli una campagna promozionale, trovare un bravissimo insegnate di canto, che lo avrebbe aiutato a perfezionare fino all'inverosimile quella sua voce, già molto calda e dolce. Si era dato da fare, per procurargli e donargli il meglio del meglio. Mark oltre che suo produttore era anche suo manager. Quindi aveva un doppio lavoro da fare.
Aveva comprato il miglior mixer per occuparsi delle vocal session anche in casa. Gestiva i suoi soldi, gli organizzava esibizioni live, in alcune scuole irlandesi, in manifestazioni, insomma faceva di tutto, per lui, si era occupato anche del suo look, e se prima era magnifico adesso era divino. Aveva fatto così tanto per lui, e mai che si fosse preso una pausa, mai che si fosse fermato un attimo, per rilassarsi. Era sempre: lavoro, su lavoro. Oltre che occuparsi di ciò, riusciva sempre a dedicare molto tempo all'amore della sua vita. Nick ancora non riusciva a capacitarsi di avere al suo fianco un ragazzo così, che dedicava anima e corpo al proprio lavoro, e al proprio partner. Lui era onorato, ed orgoglioso di essere il suo fidanzato. Lo amava alla follia e avrebbe fatto qualsiasi cosa per lui. Ma ancora non ne aveva avuto l'occasione, non era riusciuto a ringraziarlo come si deve. Gli aveva detto grazie mille e milioni di volte, ma in fin dei conti, un "grazie" era solo una semplice parola di 6 lettere, non ripagava tutto ciò, che Mark aveva fatto per lui. E si sentiva anche in colpa. perchè se il suo amore ora era un pò giù di tono, era stata solo colpa sua. Si inginocchiò di fianco a lui, gli prese la mano con la sua, facendone incrociare delicatamente le dita, poi con l'altra cominciò ad accarezzargli fremente, le guance, la fronte e i capelli, mentre i suoi occhi azzurri contemplavano stracolmi d'amore, quel volto che da un anno e 6 mesi amava alla follia, e portò le proprie labbra sulla bocca di lui, una volta staccato, nella sua testa un pensiero si formulò: "Amore, hai fatto tanto per me in quest'ultimo anno, mi hai tolto dalla vita squallida che facevo, mi hai portato via da quella periferia, mi hai donato tutto, e adesso mi stai facendo diventare una stella nascente dell'Irish-pop. Non ti sei fermato davanti a niente e nessuno, hai lottato contro tutto e tutti, mi hai difeso quando mio padre, mi aveva tassativamente proibito di fare il cantante, riempiendomi di cazzotti, mi hai protetto quando, nel night club dove lavoravo, molti ragazzi completamente stracarichi di Guinness volevano andare oltre, nel toccarmi, mi volevano prendere, volevano che il mio corpo si fondesse con il loro. Marky...hai fatto così tante cose per me, che non si possono contare nè con le dita e neanche con il pallottoliere. ma a che prezzo Marky? A che prezzo? La tua salute! Io non voglio che tu ti senta ancora male per causa mia. Non voglio amore. Lo sò che non riuscirò mai pienamente a ripagarti di tutto ciò che mi hai donato, di tutto ciò che tu hai fatto per me, però posso cominciare a farti stare meglio, a proteggerti, ad impedirti di esagerare con il lavoro. Farò di tutto, lavorerò io al mio album da solo, tu dovrai pensare solo a riposare, nient'altro. Non ti deluderò amore te lo giuro...Dormi bene adesso piccolo, Ti amo"
Lo accarezzò un ultima volta, gli regalò un dolce, casto e tenero bacio sulla fronte, poi a malincuore, lasciò la mano che stava tenendo stretto. Si alzò, diede un ultimo sguardo all'amore della sua vita, aprì con delicatezza la porta, ed uscì con passo felpato e in religioso silenzio da quella camera, per recarsi al piano di sotto. Dove si dedicò a cucinare per sè ma soprattutto per il suo amore.

CAPITOLO 2


An Only Body, An Only Soul

La mattina per Nick arrivò più in fretta del previsto. Erano da poco scoccate le 7am quando i suoi occhi azzurri si scontrarono prepotentemente con il soffitto del salotto. Era un pò indolenzito perché aveva dormito in una posizione scomoda, il braccio destro ciondolava, dal divano, e a pochi mm da quelle dita penzolanti, sul tappetto bianco, c'era il telecomando della tv al plasma, che ancora accesa su Mtv, stava mandando i primi video della mattinata. Nick si svegliò completamente, stiracchiandosi sul quell'immenso divano. Sbadigliò, e con pigrizia si alzò, per recarsi al secondo bagno che stava al piano di sopra. Mentre attraversava silenziosamente quel corridoio in parquet, decise di controllare come stava il suo Mark.
Aprì di uno spiraglio la porta, e vide che il suo amore, stava ancora dormendo profondamente.
Era a pancia in sù, nella posizione in cui dormono i bambini appena nati, era troppo carino.
Sul volto di Nick apparve un tenero sorriso. Stette lì sulla porta, in religioso silenzio, a contemplarlo con dedizione, cercando di non disturbare in nessun modo il suo riposo. Ancora non riusciva a credere di essere il suo ragazzo. Deglutì la saliva, e decise di avvicinarsi a lui lentamente. Era a pochi cm dal letto, quando Mark decise di cambiare posizione. e girarsi con tutto il corpo verso Nick, che prontamente, e delicatamente gli strinse la mano sinistra, e si sedette, sul pavimento. Lo tenne per mano per quasi 10 minuti. Poi a malincuore dovette lasciare quella meravigliosa presa. Doveva farsi una doccia e poi correre agli studios situati a Dublino, registrare un' altra vocal session nonostante fosse domenica mattina, e recarsi al supermercato per fare spesa, e comprare molte arance da spremere solo per il suo Marky, che aveva bisogno di molte vitamine e di riprendersi nel miglior modo possibile.
Portò i suoi occhi innamorati sul viso di lui, con mano tremante gli accarezzò i lineamenti perfetti, soffermandosi molto sul mento, avvicinò fremente le labbra a quelle di lui, e gli regalò un dolce bacio. Una volta staccato vide il suo amore sorridere, lo aveva sentito. Nick ricambiò allo stesso modo poi si alzò e gli sussurrò all'orecchio:
[Ci vediamo stasera, cucciolo...Ho delle commissioni da fare, tu pensa solo a riposarti, il tuo Nicky farà di tutto per farti stare meglio. Ciao amore, Ti amo]
Detto questo, gli donò un bacio sulla guancia, gliela accarezzò e poi silenziosamente, uscì da quella camera. Per recarsi in bagno, spogliarsi e farsi una bella doccia.

*§*§*§*

Erano le 7pm quando la porta di Villa Feehily&Carter si aprì, lasciando che Nick solcasse l'ingresso.
Aveva i capelli sparati in aria, indossava un giaccone in piuma d'oca beige, e un paio di jeans, non molto attillati neri. Ai piedi portava un paio di semplici anfibi neri, con la punta di ferro.
Il suo volto era coperto dai due sacchetti contenenti la spesa che teneva su a fatica. Stava per cadergli tutto a terra, ma riuscì a evitarlo. Però sapeva che se non si fosse dato una smossa, a raggiungere la cucina la prossima volta non sarebbe riuscito ad evitare, che tutto si sfracellasse sul pavimento.
Quindi aumentando la stretta sui sacchetti raggiunse la cucina. Depose i sacchetti sul tavolo, e cominciò a svuotare il primo e mettere tutto ciò che conteneva nell'apposito spazio. Era talmente immerso nel fare ciò, da non rendersi conto che Mark si era svegliato, e adesso stava scendendo, l'immensa scalinata, con solo un'asciugamano legato in vita. Ancora gocciolava d'acqua.
Sapeva che doveva asciugarsi, ma non appena aveva udito lo sbattere della porta, il suo desiderio di vedere il suo amato fu più forte di qualsiasi cosa. Per tutta la sua scesa, aveva tenuto i suoi profondi, intensi e innamorati occhi blu su Nick: lo vedeva mentre armeggiava nelle mensole per riporci ciò che ci andava messo. Lo osservava con dedizione, lo contemplava fino in fondo, e il suo cuore batteva così forte, da uscirgli quasi dal petto, gocciolante. Lo desiderava troppo, lo voleva con sè, dentro di sè, voleva fondersi con lui, voleva sentirlo muovere sotto di lui, voleva percepirlo nel suo incedere, fino a raggiungere la sua anima e perdersi in essa.
Deglutì la saliva, era a pochi metri da lui, che nel frattempo stava tenendo in mano due arance, che stava per andare a riporle dove dovevano stare, quando, percepì le labbra bagnate di Mark sul suo collo, Trasalì, quando un succhiotto lo raggiunse, chiuse gli occhi un debole gemito fuoriuscì dalla sua bocca. Chinò la testa sulla spalla destra del proprio partner che in quell'istante, lo aveva afferrato da dietro, e lo aveva attirato a sè, stringendolo con veemenza e desiderio. Nick si lasciò baciare e a volte leccare il collo, adorava percepire la bocca dell'amato sulla sua pelle. Il suo cuore stava battendo all'impazzata, le arance gli caddero di mano e rotolarono sotto il tavolo, mentre Nick in completa estasi, riuscì a voltare il proprio corpo, verso l'addome del suo amore, che nel frattempo aveva cominciato a baciarlo, vicino alla bocca, con molta frequenza sul collo. Nick poteva percepire le mani bagnate di lui, sotto il maglione, e la sua schiena venne avvolta da dei piacevolissimi brividi. I suoi occhi da prima chiusi, si aprirono lentamente, incontrando quelli di lui che oltre a fissarlo con amore, lo desideravano come non mai. Nick sorrise ammiccante portò, la sua lingua sulle labbra di lui, e gliela passò delicatamente e sensualmente sopra di esse. Una volta abbandonate. Mark sorrise, strinse ancora di più Nick a sè. e cominciò a sfiorargli le labbra con le proprie, fino a toccarle e poi riuscire ad entrare. limonarono come mai avevano fatto prima. C'era l'atmosfera giusta nell'aria, c'era la magia. C'era amore, quel profondo amore che in entrambi voleva essere un tutt'uno con i cuori di entrambi. Era la prima volta per loro due la prima, ma per uno strano caso del destino, il loro lasciarsi andare completamente al partner, stava facendo il suo corso, facendo di ambedue degli esperti anche se alle prime armi. Si desideravano molto, anzi troppo. Non riuscivano in alcun modo a frenarsi. Tremavano, e le loro carezze, i loro tocchi sul partner erano frementi e un pò intimoriti, la loro respirazione era aumentata. Erano emozionati, agitati e ansiosi di fondersi completamente.
Le loro bocche si sfioravano, si toccavano, le loro lingue si contorcevano armoniose e delicate dentro la bocca dell'altro, i loro respiri ogni tanto si trasformavano in gemiti di piacere, facendosi sempre di più sommossi. Le mani di Mark bramose, cominciarono a sganciare i jeans del proprio amato. Nick lo fermò, regalandogli un bacio, poi lo abbracciò stretto a sè, voleva sussurragli qualcosa all'orecchio. Ma l'eccitazione lo frenava, e riusciva solo ad ansimargli voglioso e completamente preso da lui. Mark lo baciò sul collo, poi lo strinse a sè, e con gli occhi chiusi, gustandosi ogni singolo istante di quell'intimo abbraccio, gli sussurrò tremante e dolcemente all'orecchio:
[Nick, ti amo...Voglio sentirti dentro di me, voglio unirmi a te, e perdermi in te...Ti amo..Ti amo troppo, ti amo più di me stesso]
Nick di tutta risposta, gli leccò il collo, lo strinse di più a sè, e strofinò la propria guancia, su quella di lui, per poi sussurrargli all'orecchio dolcemente:
[Anche io ti amo Mark...Anche io voglio sentirti dentro di me, voglio unirmi alla tua anima e perdermi per sempre in essa...Ti amo]
Mark trasalì, staccò Nick da sè, per poi fissarlo intensamente negli occhi, ricondurlo a sè e baciarlo con passione.
In pochi secondi, entrambi i ragazzi erano nudi, e ancora si stavano baciando, accarezzando mentre i loro sessi pulsavano. Lentamente i loro corpi si lasciarono cadere al suolo, dove ancora si baciavano e si accarezzavano. Tutti e due tremavano, non sapevano cosa fare ,e ci fu un momento di stallo, ma subito scomparve, perché si lasciarono completamente andare, Nick era sotto Mark, il suo addome si scontrava con quello dell'altro. L'irlandese dagli occhi blu fece incrociare le dita delle sue mani con quelle di Nick, che teneva gli occhi chiusi, mentre il suo compagno si dava da fare, sul suo corpo tremante, fremente, eccitato e sudato.
In pochi secondi quelle mani si fecero più affamate, le loro lingue iniziarono a darsi battaglia, poi lentamente, le loro anime cominciarono a farsi sempre e sempre più vicine.
Lo sentivano, stavano per perdersi l'uno nel corpo dell'altro. Ancora baci, ancora carezze, poi Mark entrò con irruenza, delicatezza e amore in lui, cominciando a fondersi.
I loro respiri ad ogni colpo si facevano più alti, sommossi. Il corpo di Nick si muoveva a tempo con quello del partner, i gemiti di entrambi aumentavano di volume, le loro bocche si aprivano lasciando fuori uscire mugoli di piacere.
Poi il tutto giunse al termine, l'orgasmo li raggiunse intrappolando entrambi, che urlarono in sincronia per poi lasciarsi collassare su quel pavimento, mentre un Mark tremante, uscì con delicatezza dall'amore della sua vita, che ancora non riusciva a frenare i propri gemiti, fu Mark a farlo smettere baciandolo. Una volta staccati, entrambi si sorrisero, si abbracciarono felici, poi si alzarono, e mano nella mano raggiunsero la camera da letto, e si gettarono su esso.
Nick voleva fare un secondo round, ma Mark era già stanco, e si addormentò quasi subito, mentre il biondino gli depose la testa sul petto, ascoltò i battiti del suo cuore, e piano, piano anche lui raggiunse il suo Marky nel mondo dei sogni, dove avrebbero continuato a fare l'amore come se fosse sempre la prima volta.

CAPITOLO 3


Sunset Kiss

Erano scoccate le 2:00am, quando Mark, madido di sudore cominciò ad agitarsi nel sonno, sotto quell'immenso piumone. Si agitava e agitava senza riuscire in alcun modo a porsi un freno.
Il suo "travaglio" venne, per fortuna percepito da Nick che gli dormiva di fianco. Il biondino cominciò a svegliarsi, era ancora nel dormiveglia quando avvertì, anche se fievolmente il respiro del proprio compagno aumentare. Mark stava ansimando come non mai. Fu allora, che Nick voltandosi verso di lui, si svegliò completamente. I suoi occhi azzurri abituatasi dopo pochi secondi all'oscurità della camera, si rivolsero al partner, lo vedeva sudare, lo sentiva respirare affannosamente come se gli stesse mancando un pò d'aria, lo guardava agitarsi e si spaventò. Deglutì la saliva, mentre i battiti del suo cuore impaurito, stavano facendosi sentire, all'interno del suo petto, fino alla sua gola, e lo chiamò:
-Mark!-
Di tutta risposta, il ragazzo ansimò ancora. Nick allora depose la mano sulla fronte di lui, scottava.
[Marky, tranquillo ci sono io con te] gli sussurrò all'orecchio, dandogli un delicato e tenero bacio sulla fronte.
Il biondino si recò con estrema velocità, al piano di sotto, dove vi era la cucina.
Una volta lì, accelerando in ogni istante prese una bacinella in acciaio inox, la riempì con acqua fredda, molto fredda, successivamente, in uno dei tanti sportelli della mensola in castagno, le mani di Nick estrassero, una confezione nuova di zecca, che racchiudeva delle pezze, l'aprì frettolosamente, prelevò da essa una delle tante pezze bianche che vi erano al suo interno, e senza troppi indugi, la immerse nell'acqua fredda, quasi gelata.
Prese tutto, e facendo attenzione a non rovesciare niente, raggiunse il più in fretta possibile, il piano di sopra, si "fiondò" in camera: Mark ancora si agitava, e trasudava. Nick depose, la bacinella sul comodino posto accanto al suo ragazzo, immerse le mani in essa, strinse la pezza, e la condusse sulla fronte del compagno deponendola su esso con estrema cura e delicatezza.
Provò a chiamarlo di nuovo, ma senza risultato, Mark non lo sentiva, stava troppo male per udirlo, stava soffrendo e molto anche.
Nick immerse quasi subito la pezza nell'acqua, la strizzò un pò meno di prima e la pose di nuovo sulla fronte di lui, che a quell'ennesimo senso di freschezza, cominciò a calmarsi ma di poco.
Nick senza fiatare, senza distogliere un attimo gli occhi da lui, continuò a curarlo, a correre giù in cucina riempire la bacinella, immergerci la pezza e poi porla sulla fronte febbricitante del suo amore, e iniziò a prendersi completamente cura di lui, in tutti i sensi.

*§*§*§*

Il sole sorto da quasi 4 ore, illuminava silenziosamente e timidamente la bacinella piena d'acqua, e la parte di letto dove Mark, con la pezza posta sulla fronte, riposava tranquillamente.
Infine un debole raggio si dedicò completamente ad uno sfinito Nick inginocchiato sul parquet, che teneva la testa vicina a quella di lui, mentre la sua mano destra stringeva amorevolmente quella dell'amato, e l'altro braccio era abbandonato lungo il suo fianco sinistro.
Sul suo volto, vi erano chiari i segni di quanto quella notte lunghissima e a tratti "spaventosa" che aveva passato insonne, lo aveva mandato k.o.
Aveva corso su e giù dalla camera alla cucina e viceversa, per chissà quante volte, erano state talmente tante da non riuscire a contarle sulle dita. Si era dedicato completamente al suo Mark, aveva combattuto contro la stanchezza, aveva lottato contro le sue palpebre che infinite volte si divertivano a farsi sempre e sempre più pesanti, per farlo crollare, ma senza risultato, fino a che l'alba non aveva cominciato a nascere all'orizzonte. E fu in quei pochi minuti, che le forze di Nick avevano deciso di dargli forfeit, di abbandonarlo. Lui aveva cercato di resistere ma invano, era crollato improvvisamente, non ce l'aveva fatta a reggere. E i suoi occhi, cogliendo la palla al balzo erano riusciti a chiudersi, a serrarsi, a vincere quella battaglia, e a condurre il proprio padrone, da Morfeo, che tutt'ora lo stava tenendo prigioniero all'interno del proprio mondo.

*§*§*§*

Erano trascorsi tre giorni, tre notti nelle quali Nick non aveva fatto altro che vegliare su Mark, al quale ancora la febbre non si era degnata di scendere. Il biondino faceva continuamente avanti indietro dalla cucina alla camera, sempre con quella stessa bacinella tra le mani, ogni minuto, ogni secondo ogni ora, saltando persino i pasti.
Aveva anche chiamato il dottore, che aveva prescritto a Mark molti antibiotici, ma sembravano non fargli effetto.
Nick era disperato, e in più doveva anche proseguire con le registrazioni, gli aveva promesso che se la sarebbe cavata da solo, e che lui doveva solo riposare per recuperare le forze, ma tutto gli era sfuggito improvvisamente di mano.
Il suo amato stava male, e non poteva lasciarlo da solo, doveva curarlo, doveva tenerlo d'occhio.
Quindi fu costretto per la prima volta, a non mantenere la parola data, e la cosa lo faceva stare male. ma il suo Mark era più importante di ciò, non doveva assolutamente abbandonarlo per niente al mondo, anche se questo voleva dire: infrangere la promessa che gli aveva fatto.
Ormai la vita di Nick in quei tre giorni proseguiva a rilento molto a rilento, e il suo fisico non riusciva più a reggere ciò, non dormiva mai, non riusciva neanche ad appisolarsi, anche solo per pochi istanti, perché l'ansimare del suo compagno lo teneva allerta. Nick stava impazzendo, non sapeva più dove sbattere la testa, E dentro di sè cominciava seriamente a preoccuparsi.
Non capiva come mai nessun antibiotico faceva effetto su di lui, non riusciva a capacitarsi di ciò. Aveva interpellato un casino di volte il medico, ma neanche lui riusciva a capire come mai le medicine non funzionassero, e l'unica cosa che poteva rispondergli era quella, di aumentare le dosi e di aggiungere altri antibiotici, che gli avrebbe prescritto, ma questo non faceva altro che mandare ancora più K.O. l'organismo di Mark, e Nick si era stancato di somministrargli cose che invece di migliorarne la salute, la peggioravano.

Durante quelle sue notti insonne, Nick aveva cercato in tutti i modi di far percepire la propria presenza al suo Mark, ma senza risultato. Così andavano le cose, mentre lo curava gli parlava, gli raccontava storie, ma niente. Nick non ce la faceva più, non vedeva l'ora che quell'incubo finisse, voleva sentire la fronte di Mark farsi almeno tiepida, non bollente, ma niente.
Desiderava tanto che quei suoi grandi, profondi, splendidi e intensi occhi blu, si posassero su di lui, dentro di lui, fino a condurlo alla deriva ma niente, le palpebre di Mark restavano serrate.
-Marky cosa ti far stare così male, perché la febbre non ti vuole scendere, cosa posso fare per farti stare meglio amore, cosa?!-
Esclamò esasperato, abbracciandolo amorevolmente, mentre le sue labbra tremanti e bagnate da delle calde lacrime, si presentarono sulla bocca di lui, sfiorandogliela dolcemente, mentre una sua mano gli accarezzava delicatamente la nuca.
Non appena si staccò da lui per bagnargli di nuovo la pezza, la stanchezza lo travolse di colpo, la testa cominciò a girargli, stava per perdere i sensi, ma riuscì a stento a resistere, e con mano tremante a causa della debolezza, tolse la pezza dalla fronte del suo amore.
La immerse completamente nell'acqua, la strizzò, e la depose su Mark.
Poi cadde pesantemente a sedere, sul letto, vicino a lui, si distese in quel poco pezzo che aveva a disposizione, si voltò completamente verso di lui, e lo abbracciò stretto, mentre una sua guancia si strofinò gentilmente sulla testa di lui, per poi lasciare lo spazio alle sue labbra, che gli regalarono un casto e tenero bacio sulla bocca, e poi la fronte del biondino si unì a quella dell'amato.
Nick chiuse per pochi istanti gli occhi, strinse ancora di più a sè il partner e con estrema dolcezza gli sussurrò:
[Ti amo, Marky]

*§*§*§*

Era il tramonto del quinto giorno, quando due occhi blu incontrarono con un viso sfinito, chi gli riposava davanti. In primis non riusciva a focalizzare chi gli stesse dormendo al fianco, ma percepiva un braccio intorno alla sua vita, quella stretta forte, ma allo stesso tempo dolce e colma d'amore poteva appartenere ad una sola persona, ad un solo ragazzo, al suo fidanzato, al suo cucciolo: Nick.
Chiuse gli occhi, per poi riaprirli all'istante, vedendolo, era lui.
Rimase un pò interdetto, perché non riusciva a capire come mai il suo Nick stesse riposando solo su pochi cm di letto, infatti una gamba era completamente fuori dal materasso.
Deglutì la saliva a fatica, si sentiva la gola secca, e anche un pò gonfia, era come se un qualcosa gli si fosse incastonato all' interno e non ne volesse sapere di scendere. Tossì debolmente, poi provò ad aprire bocca e a chiamarlo:
-Ni..Nick?-
Mark si spaventò quasi nel sentire la propria voce mutata, sembrava quella di un'orco con la tonsillite.
Nick comunque lo udì benissimo, e piano piano, le sue palpebre cominciarono a tremare.
Il suo respiro, da pesante si fece regolare. Inspirò, alle sue narici giunse l'intenso, profumo della pelle del suo amore, e i suoi occhi dopo pochi istanti decisero di aprirsi incontrando, quelli blu di lui che tanto amava. Il cuore esplose in un boato di gioia, i suoi occhi azzurri ancora un pò assonnati, cominciarono a riempirsi di lacrime di felicità:
-Ma..Mark!-esclamò sereno e sollevato, stringendosi a lui e abbracciandolo con le poche forze che aveva.
Mark rimase sorpreso da quel gesto improvviso, ma rispose come poteva a quell'abbraccio colmo d'amore.
Sorrise fievolmente, si sentiva un pò rintronato,e dolorante, e il suo unico desiderio in quei pochi secondi era quello di riposare, ma voleva parlare, e stava per farlo, quando la sua voce in procinto di uscire, venne fermata dal corpo del suo Nick, che sobbalzò, per poi lasciare fuoriuscire dalle proprie labbra un singhiozzo, che dette origine ad un pianto liberatorio, che ad ogni lacrima lo liberava, da tutta la paura che, aveva patito per lui.
Nick aveva temuto un infinità di volte di perderlo, aveva avuto una paura folle, di non poter più riuscire a vedere quei suoi occhi, a sentire il suo respiro, ad assaporare la sua pelle, a perdersi nel profumo inebriante, che il suo corpo emanava. Aveva temuto di non poter essere più abbracciato da lui, di non riuscire più ad avvertire le sue tenere e amorevoli carezze, di gustarsi appieno quei momenti, in cui le loro labbra si univano, e le loro lingue si divertivano a giocare tra di loro, e aveva avuto paura che, non sarebbe più riuscito a sentire la sua dolce voce, che gli sussurrava dolci parole, e molti 'Ti amo'. Ma adesso il suo Mark era lì, si era svegliato, e lo stava abbracciando con amore, senza chiedergli il perché di quell' improvvisa voglia di coccole, di quell'improvviso abbraccio dalla stretta un pò debole, ma che trasmetteva tutto l'amore che provava.
Mark riusciva a sentire i battiti del cuore di Nick aumentare in ogni istante, e lo stesso accadeva a lui.
-Mark temevo, che non ti saresti più svegliato, Non sapevo più cosa fare, non sapevo più...-
Un singhiozzo lo fermò, seguito a ruota da una carezza sulla testa, e dalla voce del suo amato, che gli sussurrò fievolmente all'orecchio, sorridendo dolcemente:
[Shht..Ehy sono sveglio adesso]
Nick non rispose, a voce ma fece cenno di assenso con la testa, singhiozzò poi parlò:
-E' stata colpa mia se tu hai avuto la febbre alta, per quasi 5 giorni!
Non dovevi sforzarti, non dovevi stressarti per me, per le registrazioni non dovevi Marky, non dovevi...Temevo di perderti-
Nick voleva alzare il viso e guardarlo, ma i singhiozzi glielo impedivano. Mark allora lo strinse ancora come poteva, ma si sentiva debole, e molto anche, quindi riuscì a sorridergli fievole, per poi sussurrargi ancora con estrema dolcezza, e amore:
[Ma non mi hai perso Nicky, e non mi perderai mai, io starò sempre con te, amore sempre...Shht..Non piangere, e soprattutto non sentirti in colpa, tu non centri niente, sono cose che capitano a tutti Nick...]
Mark dette un leggero colpo di tosse, Nick trasalì portando gli occhi su di lui.
-Cos'hai? Stai bene?-
Mark gli sorrise, e senza fiatare, lo contemplò per un pò. Con il pollice gli asciugò tremante le lacrime, poi, in pochi istanti che sembravano eterni, le labbra di Mark, sfiorarono quelle di Nick, per poi toccarsi, e infine unirsi in un dolce, tenero, caldo e profondo bacio, accompagnato dal timido tramontar del sole, che illuminava schivo e delicato quei due ragazzi, innamorati.

CAPITOLO 4


Close

"Close enough to see it's true
Close enough to trust in you
Closer now than any words can say - yeah"
(Close - Westlife)

Un mese era passato lento sia per Nick che per Mark, specialmente per quest'ultimo,che con il passare dei giorni e delle settimane aveva continuato a sentirsi spossato, stanco, e debole. Si affaticava facilmente, e qualche volta aveva anche difficoltà a respirare, per non parlare poi di alcuni improvvisi, e leggeri dolori che gli colpivano le ossa, durante la notte, e che gli facevano compagnia, per quasi tutta la mattinata.
Prendeva antidolorifici, aspirine e antibiotici, ma sembravano non scaturire alcun effetto, ed erano pochi i momenti, gli istanti in cui Mark non accusasse quei fastidi. Nick era preoccupato e lo stesso valeva per il diretto interessato. E a causa di questo i due, molte volte si erano soffermati a parlare di questi strani e improvvisi sintomi che lo colpivano senza preavviso, e che sparivano nello stesso modo, per poi fare capolino il giorno dopo, o persino nelle seguenti ore, e Nick insisteva a finché il suo amato, andasse all'ospedale per farsi fare alcuni esami, ma Mark aveva sempre rifiutato, e cambiava discorso dicendo, cose tipo: "Non credo sia niente di grave, magari avrò preso fresco" o " Malanni di stagione, chi al giorno d'oggi non soffre di dolori ossei, colpi di tosse, febbre, stanchezza, spossatezza ecc..?" E non lasciava mai al proprio ragazzo l'ultima parola anzi gli sorrideva con tranquillità, come se nulla fosse. ma in realtà era preoccupato anche lui, Certe notti rimaneva sveglio a pensare a ciò che gli stava accadendo da un pò, sentiva che Nick aveva ragione, che doveva farsi fare dei controlli, ma non riusciva ad accettare il fatto che avesse qualcosa di serio, e aveva una paura folle, di scoprire che le sue paure e le sue preoccupazioni potessero essere fondate. Quindi cercava sempre di tenersi fuori da ciò.

-Nick farò dei controlli-
Disse all'improvviso Mark una sera, mentre stavano consumando il primo piatto della cena.
A quell' inaspettata affermazione, Il biondino incredulo aveva alzato gli occhi dal piatto, per portarli su quelli del compagno. Aveva cercato un infinità di volte di convincerlo ad andare a farsi fare quei benedetti controlli, ma lui aveva sempre ed egregiamente rifiutato, "Stò bene" gli ripeteva, "Non preoccuparti non è niente" continuava a dirgli. E Nick aveva perso le speranze, e non voleva fargli "pressione", Si era anche stufato di insistere senza ricavare risultato alcuno, quindi aveva deciso di sottostare a ciò che il suo ragazzo voleva, ma non poteva nascondere il fatto che la preoccupazione per lui era sempre viva dentro di se, nei suoi occhi. Voleva nasconderla, e credeva di avercela fatta, ma si era scordato che il suo Mark si rendeva sempre conto di tutto, di ogni cosa, di ogni timore, di ogni dubbio e di ogni preoccupazione che affliggeva il suo cucciolo. Mark sentiva chiaramente che Nick stava soffrendo per la decisione che aveva preso, e per il fatto di essersi convinto che non c'era niente di cui preoccuparsi. E odiava essere causa della "preoccupazione" che affliggeva il suo amore da settimane ormai.
Quindi aveva deciso: si sarebbe fatto controllare.
Nick continuava a guardarlo, senza riuscire a spiccicare parola, senza riuscire a fiatare.
Notò che Mark stava per sentenziare qualcosa, e di colpo, le sue labbra tremarono, la sua bocca si aprì e la voce uscì:
-Quando andrai?-gli chiese timidamente
-Ho preso appuntamento per domani mattina alle 9am- rispose fievole.
In quelle parole, vi era una punta di paura, che non sfuggì a Nick, che decise di alzarsi dal proprio posto, e raggiungerlo, accarezzargli la nuca, baciargli la guancia e dirgli con voce calma, dolce, gentile e rassicurante:
-Marky, andrà tutto bene vedrai-
Di tutta risposta Mark fece un debole sorriso non molto convincente, aveva troppa paura, di scoprire di avere un qualcosa di grave e terribile. Portò i suoi occhi blu sulle proprie mani abbandonate sulle cosce, deglutì la saliva, e delle leggere lacrime cominciavano a rigargli le guance, Nick gliele allontanò, con le labbra, che sfioravano quella pelle con delicatezza inaudita. Accarezzò con tenerezza le guance del suo amore, e lo abbracciò con trasporto, sussurrandogli:
-Non piangere Marky, non succederà niente, tranquillo amore-
Mark rispose a quell'abbraccio e replicò:
-Ho paura Nick, molta paura-
-Shht...non c'è niente di cui aver paura, è solo un semplice esame, sono solo semplici controlli, non avrai niente di grave ne sono sicuro amore, credimi-
Mark fece cenno di no con la testa, Nick potè percepire quel gesto, a contatto con la sua spalla.
Lo strinse ancora di più per rassicurarlo, stava anche per dire qualcosa di confortante, lui sapeva sempre come fare, ma Mark lo fermò dicendo insicuro e intimorito:
-Mi dispiace...Io..Io non riesco a crederti Nick, non voglio scoprire, di avere qualcosa di grave, non voglio esserti di peso, non voglio che un giorno inaspettatamente potessi lasciarti da solo. Non voglio morire, non voglio abbandonarti, non voglio farlo amore, non voglio Nick, NON VOGLIO!-
Urlò quasi, soffocando, il tutto con un singhiozzo. Nick lo strinse ancora di più a sè, anche lui temeva ciò che lo terrorizzava. Voleva piangere, voleva essere rassicurato dal suo Mark, come aveva sempre fatto, ma non era possibile, perchè adesso, il suo unico amore stava soffrendo, ed era in cerca del conforto che Nick gli stava dando, senza chiedere nulla in cambio. Nick voleva solo tenerlo stretto così, tra le sue braccia, prendersi tutto ciò che lo stava affliggendo, il suo dolore, le sue paure tutto quanto, e assimilarlo all'interno del suo cuore, per riuscire almeno ad alleviargli le sofferenze. Non gliene fregava niente se, assimilando ciò sarebbe stato ancora più male di quanto stava prima, non gli importava di ciò, perché almeno aveva liberato il suo Marky da tutta quell'angoscia, quella paura, quella preoccupazione che lo stavano attanagliando senza pietà, senza dargli un attimo di respiro.
[Andrà tutto bene amore, tutto bene] gli sussurrò Nick trattenendo a fatica le lacrime.
Si abbracciarono ancora di più, e così uniti, stretti l'uno nell'altro si persero nel respiro, e nel battito del cuore dell'altro, mentre delle lacrime silenziose e turbate bagnavano le guance di un Nick, che faticava a continuare a fare la roccia della situazione.

"Ti prego Dio fa che non abbia niente di grave, ti prego. Non lasciare che ciò che temiamo entrambi, sia fondato. Non voglio che gli accada niente, non potrei mai vivere senza di lui, e tu lo sai Dio, quindi ti prego fa che ciò, che ci spaventi non si avveri, ti prego Signore, ti scongiuro!"
Si strinse ancora di più al suo ragazzo, e gli sussurrò di nuovo all'orecchio, cercando di ricomporre la propria voce:
[Ti amo, ti amo più di me stesso, e non permetterò a niente e a nessuno di portarti via da me]
All'udire quelle sincere e amorevoli parole Mark trasalì, affondò il proprio viso sul petto vibrante del suo compagno, e gli sussurrò fragile:
[Stringimi ancora di più a te Nicky, ti prego]
Nick fece come gli aveva chiesto, stettero cosi per quasi tutta la serata, non toccarono più cibo.
Non volevano farlo, perché in quel momento l'unica cosa di cui avevano realmente bisogno era quella di stare così, insieme, abbracciati, abbandonandosi completamente l'uno nell'altro.
Solo questo quella sera gli avrebbe saziati. Non avevano bisogno di niente e nessuno quando stavano così, teneramente, e profondamente vicini.

Quella sera, il mondo intorno ad entrambi si era fermato, erano stati abbracciati per molto tempo, poi una volta staccati, avevano parlato per un'ora, e infine erano andati a coricarsi.
Avevano chiuso gli occhi ma il loro, non fu un sonno tranquillo, anzi tutt'altro, erano agitati, preoccupati, e Mark era quasi terrorizzato. Avevano passato quella corta notte che a loro sembrava lunga un eternità, abbracciati, stretti, stretti l'uno con l'altro, non volavano parole tra di loro, solo le carezze, i respiri, e quei leggeri brividi di piacere che provavano nell'accarezzarsi, accompagnati dai battiti accellerati dei loro cuori, che facevano da colonna sonora, a quell'oscurità, naturale che la notte era solita avere. mentre quella luna piena lassù, illumminava timidamente i loro lineamenti, addolcendogli, con cura e strema.
La mattina sarebbe giunta da poco, l'alba aveva solo a disposizione altre due ore di riposo prima di nascere. Sorgere e dare vita ad un nuovo giorno, carico dei suoi problemi, disagi, disturbi, ma anche di gioie e di dolori.
Nel caso di Nick e Mark quell'alba sarebbe stata l'inizio di un qualcosa di nuovo, che li spaventava, ma erano sicuri che qualunque cosa potesse scaturire da quegli esami, da quella mattinata di controlli, il loro amore gli avrebbe dato la forza di proseguire, di andare avanti, con la promessa solenne che qualuque cosa accadesse Nick non gli avrebbe mai lasciato la mano, l' avrebbe aiutato, sorretto fino alla fine.

*§*§*§*

10 giorni dopo:
Era un freddo lunedì mattina di Febbraio.
Mark solcò con l'auto il cancello della villa, inserì l'autovettura nell'apposito garage, e uscì da essa, per poi dirigersi al cofano, aprirlo e tirarne fuori due borse cariche di spesa. che depose a terra con delicatezza.
Chiuse il portabagagli, prese le borse tra le mani, e con passo sicuro e un pò infreddolito, si recò al portico che lo avrebbe condotto all'ingresso della villa. Salì quei tre scalini, e i suoi occhi blu si scontrarono con la cassetta nera delle lettere, che conteneva le solite bustarelle, e depliant pubblicitari. Sbuffò, sapeva cosa quelle buste contenevano: bollette, conti e altre cose del genere. Quindi con svogliatezza, aprì la cassetta, e all'improvviso la sua attenzione venne catturata da una busta molto più grande delle altre, di colore bianco. la prese, la voltò per vedere a chi fosse indirizzata, e su essa troneggiava : Mark Feehily. Il ragazzo trasalì sperava fossero i risultati dell'esame, e non appena notò il nome dell'ospedale di Dublino. perse un battito, adesso temeva di aprirla. Deglutì la saliva, fece un bel respiro, raccolse tutta l'altra posta, ed entrò nella propria abitazione, per poi raggiungere la cucina, deporre la spesa, e la posta.
I suoi occhi blu fissavano spaventati e anche incuriositi la busta ancora sigillata, che conteneva quei risultati, la fissò per quasi un minuto.
La sua mano tremante per molte volte si era avvicinata a quella lettera, sfiorandola, ma non riusciva in alcun modo a toccarla, ad afferrarla, aveva troppa paura che tutto ciò che temeva di avere fosse fondato
"No...non riuscirò mai a leggerla, non voglio. Ho troppa paura, non ce la faccio, non voglio vedere, non voglio sapere non..."
Il suo pensiero venne fermato, dalla sua stessa mente che gli proiettò il viso del suo Nick, dove venivano messi in evidenzia i suoi occhi, quei suoi stupendi occhi azzurri, che lo avevano guardato preoccupati per un mese intero, a seguito giunse la sua voce che gli chiedeva, lo suppliccava di farsi fare dei controlli, e senza che se ne rendesse minimamente conto, quella mano dapprima restia, decise di farsi avanti, di acquisire un pò di coraggio.
Mark sussultò, deglutì a fatica la saliva che gli si era annodata alla gola ed esclamò:
-Co..Coraggio Mark, almeno fallo per il tuo Nick, fallo per lui...-
Esitò ancora, ma poi si lasciò guidare anche dalla curiosità, che per fortuna aveva deciso di giungere in suo soccorso. Sospirò profondamente e aprì la busta, tremante.

Ne prelevò circa 4 fogli, ognuno di essi racchiudeva uno degli esami che aveva fatto. Ancora nella sua mente, vedeva lo sguardo del medico, che lo studiava con attenzione, prestando particolare attenzione a quelle deboli macchioline bianche, che la notte precedente si erano formate sul suo stomaco.
Mark ricordava quel freddo stetoscopio, toccargli l'addome ascoltandogli i battiti del cuore.
mentre i suoi occhi blu, fissavano la figura di Nick, fuori della stanza che assisteva ansioso, agitato e preoccupato.
Mark si era completamente perso a fissare gli occhi del suo amore, che ne ricambiava lo sguardo. Entrambi cercavano di rassicurarsi l'uno con l'altro, nelle loro menti solo una frase si manifestava, ovvero: "Non sarà niente di grave, stai tranquillo amore"

-Dovremmo farti un' esame emocromocitometrico (emocromo) e uno per la formula leucocitaria-
Mi disse all'improvviso il medico.
Io quasi persi un battito, poi distolsi lo sguardo da Nick, e lo portai sul dottore: un uomo di circa 31 anni, con i capelli castani scuri corti, con ciuffo e occhi color nocciola, Nella targhetta, appuntata al petto del suo camice bianco con tanto di foto, vi era scritto come si chiamava "John Carter" sorrisi debolmente, non era parente del mio Nick, ma pensarlo con il camice mi eccitava e non poco, ma ritornai bruscamente alla realtà, perché le parole esame emocromocitometrico e leucocitaria mi rimbombarono in testa e decisi di farmi sentire, con un fievole:
-Perchè, cosa sospetta che io abbia dottore?-
Il medico, ripose il proprio stetoscopio, intorno al collo, mi guardò con occhio serio e rispose:
-Dai sintomi che mi ha detto di avere da un pò, anche se in forma leggera, e da quelle piccole, macchioline bianche sullo stomaco, credo che possa trattarsi di Leucemia, ma non possiamo esserne sicuri al 100% fino a che non facciamo degli esami specifichi, e accurati per appurarne. Può trattarsi di qualcosa da niente, però dobbiamo controllare. quindi oltre agli esami di routine come elencati nella prassi, dobbiamo inserire anche l'esame emocromocitometrico e quello per la formula leucocitaria-

Mark scosse la testa, liberando la mente da ogni pensiero, tirò un lungo respiro, e con titubanza cominciò a scorrere attraverso le righe, con il cuore in gola.
Lesse tutto quanto con estrema attenzione, non ci credeva, sul suo volto sbiancatosi improvvisamente, cominciò a riprendere colore. Era tutto nella norma, globuli rossi okay, globuli bianchi okay, piastrine okay, tutto era nella norma, tutto era normale, non vi era tra quelle righe così tanto temute, nessuna lacuna, nessun ombra malvagia. Niente, nulla. Gli occhi di Mark dapprima gonfi di paura, adesso si stavano riempiendo di felicità, era al settimo cielo, nessun nuvolone all'orizzonte! Si alzò felice e ancora incredulo dalla sedia, e con i fogli stretti nella mano destra, raggiunse di corsa il piano di sopra. Si fiondò in camera da letto, dove Nick ancora dormiva, e senza pensarci due volte saltò sul materasso:
A quell'improvviso balzo, Nick si svegliò di soprassalto, non ebbe il tempo di realizzare cosa fosse accaduto, perché Mark si portò sopra di lui, e con il sorriso a 32 denti, guardò l'amato e urlò a pieni polmoni, sprizzando gioia da tutti i pori:
-NON HO NIENTE NICKY, NIENTEEE!!!!-
Nick lo guardò stranito, poi realizzò, i suoi occhi si riempirono di lacrime di gioia e parlò:
-Di..Dici davvero Marky?-
-Si cucciolo, leggi-
Gli disse entusiasta porgendogli i fogli.
Mentre Nick scorreva "emozionato" le righe Mark si faceva sentire:
-Le piastrine sono nella norma, come anche i globuli rossi, e soprattutto quelli bianchi, è tutto nella norma, ogni cosa, non ho la leucemia, non niente di niente Nicky, niente di....-
Non riuscì a finire la frase che Nick, lo abbracciò all'improvviso. Lo strinse forte a sè e cominciò a piangere e a piangere di felicità, dicendogli:
-Oddio Marky, sapessi che paura che avevo, oddio non ci credo, non hai niente, stai bene! Sono così felice! TI AMO MARKY, TI AMO!-
Mark rispose all'abbraccio:
-E' tutto okay, d'ora in poi continueremo la nostra vita come se niente fosse stato, ti amo Nicky!-
Si strinsero ancora di più, stettero così per altri istanti, poi si staccarono. Adesso erano faccia a faccia, si sorrisero dolcemente, le labbra tremanti di Mark si presentarono, sulle guance del suo amore, asciugandogli quelle lacrime di gioia, che scendevano anche dai suoi occhi.
Gli avvicinò la bocca all'orecchio, e gli sussurrò la strofa di una canzone, dei Westlife: Close.

[Close enough to see it's true, close enough to trust in You
Closer now than any words can say yeah.
And when, whem I'm in Your arms, I need You to know
I've never been, I've never been this close.
You give me strenght, You give Me hope
You give Me someone to love someone to hold When I'm in Your arms
I need You To know I've never been, I've never been
Oh no I swear
I've never been
I've never been this close...

Ti amo Nicky]

Queste furono le sue ultime parole, prima di accarezzare la guancia di Nick, perdersi nei suoi occhi azzurri, chiudere i suoi, e sfiorargli con le labbra tremanti la bocca, per poi lasciare che i denti del suo Nicky, mordicchiassero delicatamente, le sue labbra carnose. A quel dolce tocco, Mark si divertiva a sfuggirgli, per poi ritornare a colpire, sfiorandogliele delicatamente.
Giocherellarono così per altri istanti ancora, poi dopo un altra sfiorata, quelle labbra si toccarono, si accarezzarono e infine si unirono, sfociando in uno stupendo bacio, mentre piano piano le loro mani iniziarono ad accarezzarsi a vicenda, ad intrecciarsi teneramente tra le dita dell'altro.
Si baciarono ancora, per poi staccarsi dolcemente, e scivolare con la lingua sul collo del partner.
Il loro respiro aumentava sempre e sempre di più, in sincronia con il cuore, e tra quei sospirati gemiti, ogni tanto si sussurravano parole dolci, ma soprattutto molti Ti amo, e i loro corpi nudi si contemplavano, si accarezzavano, e si abbandonavano l'uno con l'altro.
Le mani di entrambi scivolavano sensualmente sopra la pelle del partner, altri, profondi e intesi Ti amo si scambiarono, prima di cominciare a trovare l'anima del proprio compagno.
Un dolore piacevole e dolce si insediò tra di loro, un fremito li catturò con dolcezza, dei brividi percorsero quei corpi sudati, emozionati e tremanti. I respiri cominciarono a farsi largo tra quelle mura, gemiti più sommossi si innalzarono nel luogo. Una spinta ancora, e la luce li travolse, ecco si erano trovati, le loro anime danzavano felici, in quel paradiso, in quel luogo meraviglioso, che solo due persone veramente innamorate potevano vedere, trovare, e nel quale erano gli unici ad avere il permesso di entrare.
Quelle due anime, danzarono per altri istanti che a Nick e Mark parevano secoli. un eternità.
Ogni volta che quelle due anime di ritrovavano, per loro era come se fosse sempre la prima volta, nulla cambiava, niente, c'era sempre quel dolore iniziale, quelle dolci situazioni di stallo dove l'unica cosa che parlava, in quel delicato e tenero momento erano solo i loro occhi.
Quei gemiti dapprima sommossi, divennero orgasmi, la luce che padroneggiava quel luogo, cominciò piano piano a svanire, oscurandosi, un ultimo tocco delle loro dita, poi il buio li separò, le loro anime smisero di danzare, per poi allontanarsi dolcemente.
In quel preciso momento, gli occhi azzurri di Nick si aprirono, incontrando quelli del suo Mark, che veniva percorso dagli ultimi tremiti di sovraeccitamento. Si sorrisero, le loro mani si unirono, un brivido si impadronì dei loro corpi, si abbracciarono, per poi baciarsi di nuovo, e una volta staccati un Nick sudato, stanco ma felice, depose la propria testa sul petto del suo Mark, successivamente vi affondò le narici, lasciandosi inebriare dal profumo di quel corpo, di quella pelle che amava più della sua stessa vita.
[Vorrei per sempre stare, qui così con te, ti amo]gli sussurrò con dolcezza
Mark sorrise dolcemente, portò i suoi occhi su di lui, vi appoggiò la propria testa su quella sua, lo strinse di più a sè, e rispose:
[Il tempo purtroppo non si può fermare, ma dentro al tuo cuore questo momento non avrà una scadenza, sarà infinito, proprio come sarà il nostro amore, ti amo Nicky, e solo Dio sà quanto]
Si baciarono di nuovo, poi insieme, chiusero gli occhi, e mano nella mano si lasciarono rapire da Morfeo.

CAPITOLO 5


Don't Leave Me Here Alone

All'improvviso nell'oscurità della notte, che stava per giungere agli sgoccioli, cedendo il passo all'alba che sarebbe sorta tra meno di 2 ore.
Un corpo nudo, coperto leggermente da un piumone azzurro ghiaccio, cominciò a muoversi, facendo scivolare, quella piccola parte di coperta che lo riscaldava durante quelle fredde notti irlandesi.
Sopra il suo stomaco, vi era il braccio del suo amore, che lo teneva stretto a sè. Il ragazzo si spostò un poco, cercando di andargli ancora più vicino, poi con lentezza, lasciò che le sue palpebre iniziassero a tremare un poco, per poi aprirsi due istanti dopo. Quei suoi occhi blu incontrarono, il corpo del suo Nick che dormiva a pancia in giù, abbracciato sia al cuscino che a lui, era troppo tenero. Sorrise dolcemente, mentre con le dita gli sfiorò il volto, accarezzandoglielo con amore, il suo piccolo amore, sembrava così indifeso, sotto quella gran parte di piumone che lo copriva dalla vita in giù. Mark scosse divertito la testa, ogni notte era quasi sempre la stessa storia, andavano a dormire entrambi, coprendosi, con quell'immensa coperta, e poi la mattina dopo, non si sà come, non si come mai, ma Mark in gran parte se ne ritrovava sempre privo.
[Il mio piccolo adorato, ruba-piumone, ti amo]gli sussurrò, baciandogli dolcemente il naso, sorrise ancora, coprì meglio il suo Nick, che di tutta risposta, si accoccolò sotto la coperta, mentre la presa sulla sua vita si era fatta più forte. Mark lo vide, avvicinarsi a lui, voleva accoccolarsi anche lui, amava sentirlo così vicino, adorava dormire abbracciato a lui, ma purtroppo la vescica non pareva avesse molta voglia di fare ciò, quindi a malincuore fu costretto, ad allontanare la presa amorevole del suo amato, stando attento a non urtare il suo sonno, non voleva assolutamente destarlo.
Ci riuscì, stette pochi attimi ancora, a contemplarlo con trasporto, poi con dispiacere, si alzò dal letto, e con passo fulmineo e felpato, si apprestò a raggiungere il bagno, ma prima si fermò un istante sulla soglia della porta, a guardare il letto, dove sotto a quel piumone c'era il corpo di quel ragazzo che per lui era il centro dell'universo. Sui suoi occhi blu c'era la luce profonda dell'amore, e della voglia di fare il grande passo, strinse i pugni tremante e mormorò:
[Voglio vivere il resto della mia vita con te, voglio sposarti Nick! Domani te lo chiederò, te lo giuro amore, lo farò, e spero che tu accetterai ti amo, e domani te lo dimostrerò nel migliore modo possibile, chiedendo la tua mano,amore, ti sposerò, voglio farlo ed intendo farlo]
Stette ancora un pò a guardarlo, lo vide muoversi e cambiare posizione. Sospirò, gli voltò le spalle ed uscì di camera.

I suoi piedi nudi scivolavano sicuri, su quel pavimento di marmo, fino a giungere al bagno, la mano destra di Mark, si posò su quella maniglia placcata in oro, e solcò quella soglia.
Raggiunse il wc, e iniziò a svuotarsi la vescica. Pochi istanti dopo, lo sciacquone si mise in moto, e Mark si diresse al lavandino, aprì l'acqua fredda, vi immerse le mani insaponate da pochi attimi, lavandosele. per poi passarsele sul viso, furono solo pochi istanti, secondi e un colpo di tosse lo raggiunse, non ebbe neanche il tempo di respirare, che di nuovo la tosse lo catturò, intrappolandolo in una morsa quasi letale, non riusciva a respirare bene, quella tosse lo stava soffocando, tossiva e tossiva. Poi d'un tratto su quelle mani pulite si presentò del liquido rossastro era sangue. Mark si spaventò, voleva resistere non voleva più tossire, ma fu tutto inutile perché quella tosse, ormai ci aveva preso gusto, e si era fatta più pesante, il sangue scendeva a flotte dalla sua bocca, forse lo stava vomitando, Nick non riusciva a sentirlo, Mark non riusciva in alcun modo a gridare aiuto. Era solo. E in un lampo, il suo corpo tremante, e avvolto dagli spasmi della tosse, si accasciò al suolo, un conato decise di dargli il colpo di grazia, altro sangue uscì dalla sua bocca, poi il buio travolse quel blu intenso e profondo dei suoi occhi, e tutto cessò.
Lasciando quella stanza avvolta in un silenzio tombale, interrotto dall'acqua del lavandino che ancora scorreva.

*§*§*§*

4 ore dopo.
La radio sveglia segnò le 8am e in pochi istanti, la sua "voce" rimbombò nel silenzio di quella camera, interrotto dalla pioggia che picchiettava, sui vetri, accompagnata da dei tuoni lontani.
-Sono le 8:00am qui a Sligo Town è il vostro Dj Screamy che vi parla, il tempo è penoso, non vi conviene uscire fuori, restate a casa e sparatevi questo pezzo, pop-rock di una nuova stella nascente , il suo nome è Nick Carter, e la canzone si intitola "Help Me" check it out!-
Le note della canzone cominciarono ad espandersi nell'aria, e due occhi azzurri si scontrarono con un materasso vuoto.
-Ma..Mark?-
Chiamò fievole Nick cercandolo, ma lui non c'era.
"Forse sarà andato a fare qualche commissione"Pensò rigirandosi dalla parte opposta.
Voleva rimettersi a dormire, ma un tuono giunto all'improvviso lo svegliò del tutto, si alzò a fatica dal letto, e con incedere sicuro, uscì dalla camera per recarsi in bagno.
Una porta in legno di castagno, venne aperta, da una pigra mano, dei piedi nudi, oltrepassarono quella porta. Nick aveva la testa abbassata, si stava stropicciando gli occhi, un altro passo ancora. I suoi occhi si aprirono, e lo vide, esanime a terra, abbandonato su quel pavimento freddo, e pieno di sangue. Il respiro gli mancò, il cuore esplose, e il suo urlo di terrore squarciò senza pietà quel silenzio inquietante.
-MARK!!!!-
Gridò terrorizzato, con gli occhi intrisi di lacrime che scendevano a flotte da quello sguardo impietrito e vuoto a causa della paura. Si fiondò su di lui, abbracciandolo.
Non gliene fregava niente se le sue ginocchia venivano "inzuppate" da quel sangue sparso per terra, non gliene fregava niente, se le sue mani venivano sporcate, per pulire con tocco tremante, le labbra di lui.
-MARKY RISPONDIMI ODDIO..ODDIO CHE TI E' SUCCESSO CHE TI E'...- Stava per crollare a piangere sull'addome del suo amore, ma non lo fece, doveva aiutarlo.
Lo adagiò con cura a terra, e corse a chiamare il 999.
Disse tutto all'accettazione del pronto soccorso di Sligo, senza riuscire a frenare la paura che aveva addosso, tartagliava spaventato, ma per fortuna la signorina dall'altro capo del telefono riuscì a capire. e in pochi minuti, un ambulanza giunse a villa Carter & Feehily.

Stavo correndo dietro a lui, a quel lettino, dove il mio Marky era adagiato,
Intorno a lui c'erano 2 infermiere e due dottori, gridavano:
-Presto, presto liberate sala emergenza 2!-
Poi ancora uno dei due dottori, quello alto, con i capelli corti neri e occhi verdi, ordinò.
-Abby avverti immediatamente, la casa del sangue abbiamo bisogno di...-
Si interruppe improvvisamente, e puntò gli occhi su di me, che non riuscivo in alcuno modo a mettere a fuoco il suo viso, dato che i miei occhi grondavano lacrime.
-Che tipo di sangue ha, lo sà?-
Trasalì, il suo tono di voce era alterato e preoccupato, Mark era forse in pericolo di vita? Non lo sapevo, ma avevo troppa paura, molta.
Portai i mirei occhi sul mio amato: era bianco come un cencio, stavo per sentirmi male, stavo per svenire, ma le forti mani di quel medico moro, mi strinsero le spalle scuotendomi, e chiedendomi, cercando di placare la voce:
-Sà che tipo di sangue ha?-
io annuì, e con voce tremante risposi:
-E' AB positivo-
Il medico annuì, mi lasciò le spalle, e si rivolse all'infermiera che prima aveva chiamato con il nome di "Abby": era una donna di circa 30 anni, capelli lisci castani scuri, e occhi color nocciola.
-Presto Abby, abbiamo bisogno di AB positivo, presto, non c'è tempo da perdere!-
I miei occhi si posarono di nuovo sul mio Marky, volevo avvicinarmi a lui, volevo solo stringergli la mano, per fargli percepire la mia presenza, ma non riuscivo in alcun modo ad avvicinarmi a lui, i dottori e le infermiere lo stavano circondando. l'unica cosa che potevo fare, era quella di correre e correre dietro a quel lettino con le rotelle, solo questo, poi all'improvviso tutto si fermò.
La lettiga solcò una porta, con scritto "Sala Emergenza 2", io volevo entrare, lo stavo per fare, ecco ce l'avevo fatta, finalmente potevo almeno sfiorarlo, ma il dottore moro mi si parò davanti e con occhio severo parlò:
-Deve aspettare fuori, in sala d' aspetto ci penseremo noi a lui, e la faremo chiamare appena abbiamo finito-
Quelle parole furono una doccia fredda per me, sentivo il cuore spezzarsi lentamente, ed ogni pezzo che si staccava, mi procurava un dolore atroce, che veniva sottolineato dalle lacrime che ancora versavo, esse erano aumentate. Non potevano farlo, non potevano impedirmi di stare con lui, io lo amavo, volevo stargli vicino glielo avevo promesso:
-No non potete farmi questo, io voglio stare con lui, devo stare con lui, glielo avevo promesso, VI PREGO FATEMI STARE CON LUI! IO LO AMO E' IL MIO RAGAZZO, HO IL DIRITTO DI STARE QUI CON LUI HO IL...-
Non ebbi nemmeno il tempo, di finire la frase, che da dietro giunse Abby, con in mano 4 sacche di sangue, mi urtò senza volerlo, Poi di colpo, un beep improvviso si presentò in quella stanza. e l'altro dottore, forse un tirocinante, di circa 26 anni con i capelli biondo scuro e occhi blu, urlò:
-Ha un' infarto, presto defibrillatore-
Fu lì che ebbi una forte crisi di panico, Mi mancò all'improvviso il respiro, ma non toglievo gli occhi di dosso dal mio Mark. vidi il dottore moro allontanarsi da me, per poi fiondarsi su Mark, e depositargli sul petto due piastre di acciaio, lo sentì urlare:
-CARICA-
E poi
-LIBERA-
Mark sobbalzò su quel lettino, ma non sembrava abbastanza. gli regalarono un'altra carica, niente.
Il mio cuore stava morendo con lui.
-MARKKKK!-
Urlavo disperato, cercando di raggiungere il lettino, ma all'improvviso, due forti braccia mi afferrarono da dietro, io cominciai a scalciare gridando in lacrime:
-MARKKKK...NON TE NE ANDARE MARK...NON MI LASCIAREEEE..NON VOGLIO PERDERTI! NON FARMI QUESTO MARK...SALVATELO...SALVATELOOOOO..MARK NON LASCIARMI TI SCONGIURO, TU SEI TUTTO CIO' PER CUI IO VIVO ADESSO, NON ABBANDONARMI, NON FARLO! MARK...MARKKKK TI SUPPLICO!-
Continuavo ad urlare, mentre, quelle due braccia mi portavano via, lontano da lui, dal mio Marky. dal mio cucciolo. E io non riuscivo a fare niente per impedirglielo.
Potevo scorgere i dottori fiondarsi sopra di lui, lo vidi sobbalzare. Poi lui sparì dalla mia vista, e io mi ritrovai solo, in quella fredda sala d'attesa.
Dentro la mia testa rimbombavano i beep uditi prima, nei miei occhi la scena di Mark, quasi esanime a terra, immerso nel suo sangue, non voleva abbandonarmi.
Scossi la testa tentando di scacciare ciò ma fu tutto vano. Chiusi gli occhi, mi portai le mani ancora macchiate di sangue, ormai quasi secco sul viso, la mia bocca si aprì, cacciai un urlo di dolore lancinante, come se qualcuno all'improvviso mi avesse trafitto con una lancia da parte a parte, Sentivo proprio, che quella punta, aveva superato il mio addome, potevo anche vederla, quella maledetta, e crudele lama, che si divertiva a contorcermi il cuore, mentre il nome, il viso, il corpo, gli occhi, la bocca, tutto del mio Mark, veniva trafitto sempre e sempre di più, e io cercavo di tenerlo dentro di me, di non lasciarlo, andare via, non volevo che se andasse,
-MARK TI PREGO NON TE NE ANDAREEEE!!!!!!-
Di colpo caddi dalla sedia raggiungendo, con le ginocchia il pavimento, mi piegai in due e cominciai a piangere e a piangere senza riuscire a darmi un freno.
Lì intorno non c'era nessuno, nessuno mi poteva consolare, nessuno, solo il mio Marky poteva farlo, ma lui non c'era era in quella maledetta stanza d'ospedale, e io non sapevo più che pensare, non sapevo se lui fosse ancora vivo, non sapevo niente, nulla. Il mio Marky, la mia stella, la mia luce, la mia vita. non volevo che mi lasciasse solo, in quell'oscurità che stava cadendo sopra di me.
-Marky non mi lasciare, non te ne andare, non voglio affrontare il mondo senza di te, senza la tua luce che mi ha sempre guidato, senza quella mano che mi ha portato via da quella vita buia e terrificante, non voglio che la tua calda e dolce voce, che mi ha sempre riscaldato il cuore e l'anima svanisse per sempre.
IO NON VOGLIO VIVERE SENZA AVERTI AL MIO FIANCO, NON VOGLIO MARKY NON VOGLIO! NON AVREBBE SENSO STARE AL MONDO SENZA AVERTI, SENZA POTERTI PIU' RESPIRARE,SENZA POTERTI PIU' SFIORARE, ACCAREZZARE, TOCCARE, BACIARE..PROTEGGERTI E AMARTI, AMARTI CON TUTTO ME STESSO, AMARTI FINO IN FONDO, NEL PROFONDO DELL'ANIMA-
Un improvviso singhiozzo mi travolse, e mi abbandonai, a quel pianto che sarebbe durato a lungo, molto a lungo.

"Can - You - hear - Me – when – I -
Sing, You're the reason I sing
You're the reason why the opera is in Me…

Where are We now?
I've got to let You know
A house still doesn't make a home
Don't leave Me here alone..."
(Sometimes You Can't Make It On Your Own - U2)

CAPITOLO 6


Lies

Fissavo con occhi spenti, ciò che quella vista, mi stava regalando.
Che bella visuale poi che avevo, il cielo era nero, illuminato a tratti da dei fulmini che squarciavano come un nonnulla quei nuvoloni neri come la pece. E' da tanto che non assistevo allo scatenarsi di questo inferno, lo stesso che da pochi minuti si era generato in me.
tutto in pochi secondi, minuti, istanti, attimi si era trasformato, e non solo interiormente, ma aveva cambiato la mia vita. Ancora nelle mie orecchie rimbombano le parole che quel dottore moro mi aveva detto, con sguardo serio e credo anche dispiaciuto.
-Dagli esami che sono stati fatti due ore fà, sotto il suo consenso, devo dirle che...Ha la leucemia mieloide acuta...mi dispiace-
Strinsi i pugni su quel maledetto materasso bianco, adesso cosa avrei fatto:
-Ma è una cosa grave?- gli avevo chiesto.
-Purtroppo sì, comunque non si preoccupi, adesso ci sono cure molto avanzate per almeno frenarla-
Voleva continuare a parlare, rassicurarmi, cosa cazzo c'era da rassicurarmi, avevo la Leucemia! Non avevo una semplice influenza, non era un fottutissimo trauma da stress, niente di tutto ciò, era leucemia,
L-E-U-C-E-M-I-A quello era ciò che avevo e risposi:
-Con cure molto avanzate, le intende la chemioterapia giusto?-
Il dottore annuì e parlò:
-La malattia non è in uno stadio avanzato, quindi, con le varie chemio possiamo fermarla, o addirittura guarirla, è naturale ci saranno gli effetti collaterali, ma se vuole vivere, deve combattere-
Volevo mandarlo al diavolo, ero furioso, FURIOSO, ma mi trattenni, portai il mio sguardo verso l'esterno, il cielo si stava preparando a far cadere acqua e molta anche. lo fissai per alcuni istanti e in quegli attimi nella mia testa, davanti ai miei occhi, dentro al mio cuore c'era lui, il mio Nicky, non potevo lasciarlo da solo, non potevo abbandonarlo. Quindi, strinsi i denti, cercando di non piangere, sapevo che la chemio sarebbe stata una cosa massacrante ma dovevo lottare, e sopportare tutto per vivere e così rimanere al suo fianco. e accettai.
Scossi la testa, tolsi da essa quella brutta notizia. distolsi lo sguardo dalla finestra, e lo portai sulla porta bianca che si aprì lentamente, e lo vidi, era lui il mio Nicky. aveva uno sguardo abbattuto, i suoi occhi erano rossi di pianto, lo vidi solcare l'ingresso con incedere lento, insicuro e un pò titubante. Deglutì la saliva a fatica:
"E adesso come glielo dico?"
No non potevo dirglielo, è vero lui aveva diritto di saperlo, ma non potevo farlo, non potevo riveragli niente, nulla, perché non volevo assolutamente ferirlo, farlo preoccupare, e impedirgli di continuare a realizzare il suo sogno. Il singolo "Help Me", il suo primo singolo stava andando bene in radio, finalmente poteva vivere una vita felice e serena. Solo io e il Dio lassù sapevamo cosa il mio piccolo Nicky aveva dovuto passare, quando lavorava per suo padre, in quel lurido Night Club dei bassi fondi! Quante sofferenze, quanto dolore aveva dovuto patire, per compiacerlo. E guai se non si concedeva un pò ai clienti, perché suo padre lo veniva sempre a sapere e a lavoro finito, lo prendeva a pugni, o anche peggio, lo buttava fuori di casa, per quasi tutta la notte, per poi farlo rientrare alle prime luci dell'alba. E guai se appena apriva la porta d'ingresso lui non era lì davanti, perché lui lo trovava, o attendeva che rientrasse per picchiarlo di nuovo.
E Nick non poteva fare niente per difendersi, non poteva ribellarsi altrimenti, quell'uomo, quella bestia di padre, non gli avrebbe dato i soldi. Quei soldi che gli sarebbero serviti per scappare, fuggire da quella vita che lo aveva segnato nel profondo. Non volevo che soffrisse ancora, aveva già sofferto abbastanza. Lui doveva vivere la sua vita stando all'oscuro della mia malattia. Doveva continuare ad essere sereno e felice. Non volevo distruggere, la sua nuova vita, che piano, piano stava crescendo intorno a lui, insieme a lui.
Eccolo qui a pochi metri da me, il mio amore, la mia vita.
Gli sorrisi, cercando di non fargli capire nulla di ciò, che mi era stato detto.
Lo vidi sorridermi di rimando, ma nei suoi occhi leggevo molta paura, molta sofferenza e decisi di cominciare a fingere, dovevo mentirgli. Sospirai e poi parlai:
-Sto bene Nicky, non preoccuparti, ho solo avuto un trauma da stress-
-Mark...tu, te ne stavi andando, ti prego non farlo mai più!-
Non potei neanche aprire bocca che Nick mi abbracciò.
-Non farmi più questi scherzi, Marky ti prego-mi implorò
Lo sentivo piangere, sorrisi e risposi a quell'abbraccio sussurrandogli:
[Scusami Nicky, non era mia intenzione spaventarti, comunque stai tranquillo, sto bene adesso, non piangere, non fare il bambino..sei un pò cresciutello per esserlo, no?]
Nick si staccò da me, mi guardò, e tirò sul col naso, mentre sulle sue labbra si formò un sorriso.
Gli asciugai le lacrime con il pollice destro, lo guardai negli occhi, poi parlò:
-Il dottore, mi ha detto che, hai dovuto fare degli esami! di routine come sono andati? Io gliel'ho chiesto, ma mi ha detto che non poteva rispondermi, perché non ero autorizzato a saperlo, perché? Io in fin dei conti sono il tuo ragazzo no? Perché non mi ha voluto rispondere?-
Sentivo il mio cuore piangere, spezzarsi, dovevo mentirgli, ero stato io a pregare il dottore, di non farne parola con lui.
-E' la prassi ospedaliera amore, lo sai, comunque non hai niente di cui preoccuparti, erano solo degli esami di controllo che fanno a tutti, e sono andati bene, hanno capito che era solo stress traumatico da lavoro-
-Ma tu hai vomitato sangue Mark, se mi stai nascondendo qualcosa ti prego di non farlo, ti scongiuro, non mentirmi!-
Ecco che un pezzo di cuore aveva deciso di staccarsi, gli stavo mentendo. quando ci eravamo promessi di dirci ogni cosa, di essere sinceri l'un con l'altro, ma dovevo farlo.
"Mi dispiace amore ma devo farlo, per te, devo mentirti"
Pensai, distolsi gli occhi da lui, poi lo guardai di nuovo, stetti un attimo in silenzio e gli risposi, anzi gli mentì:
-Capita, che a causa di un forte stress si vomiti sangue, non sono l'unico in questo mondo a cui è capitato, sò che sembra una cosa assurda, ma è la verità amore, sono cose che capitano-
-Se tu avessi qualcosa di grave me lo diresti, vero?-
-Si, te lo direi-
Ecco sentivo le lacrime salirmi agli occhi, ma cercai di resistere.
Lui mi guardava senza dire niente, distolse lo sguardo da me, per poi abbassarlo, e ritornare a guardarmi.
Piombò un silenzio pesante tra quelle mura, forse Nick aveva intuito che gli stavo mentendo, avevo il terrore di ciò, stavo per piangere, ma la sua voce mi fermò:
-Non ti azzardare più a farmi scherzi del genere, non farlo mai più, sarei perso senza di te, ti amo-
mi abbracciò ancora, e poi mi baciò con una dolcezza inaudita.

CAPITOLO 7


I Wish I Could Stop The Time

Avevo temuto tanto per la sua vita, quella mattina.
Ero così spaventato, così terrorizzato. Temevo sul serio di non rivederlo mai più, ma adesso il mio Marky, stava bene, non era più bianco come un cencio. per un attimo quella scena agghiacciante mi traversò la testa, che scossi per mandarla via, ma senza risultato. Stavo per perdermi in quel brutto momento, istante in cui la mia vita sembrava finire lì, in quel attimo, non vedevo più il mio futuro con lui, non vedevo nessuna luce, non percepivo quella brezza calda che solo lui aveva saputo donarmi, quando la mia vita stava per giungere alla prostituzione, per mano di quell'uomo, mio padre! Già che padre, non potevo considerarlo come tale, era solo una bestia nient'altro! solo questo. In me vedeva la sua fonte di guadagno, vedeva uno strumento da mandare con altri strumenti che gli procuravano i soldi, solo per vedere me, Nick, suo figlio, un ragazzo, ballare la lap dance. io ero solo il loro sfogo personale, volevano toccarmi, volevano osare, volevano macchiarmi, sporcarmi, rubarmi quella poca identità che mi era rimasta. E io non glielo lasciavo fare, e questo mio padre non lo accettava, ancora nella mia testa lo sentivo gridare, rabbioso prima di alzare le sue grandi, forti mani su di me, e picchiarmi:
-SEI SOLO UNO STRONZO, UN DISGRAZIATO, UN MENEFREGHISTA, COME OSI DISSUBBIDIRMI, CON QUALE FACCIA TOSTA, NON TI SEI FATTO SCOPARE DA QUEI CLIENTI LO SAI QUANTO MI AVEVANO OFFERTO PER TE, QUASI 1.000 FOTTUTISSIME STERLINE, E ME NE HAI FATTE RICAVARE SOLO 300, 300 SU 1.000, SEI UN'INGRATO-
-IO NON MI CONCEDERO' MAI A NESSUNO DI LORO HAI CAPITO! MAI-
Quelle parole gliele avevo urlate con così tanta rabbia da far tremare tutto, era una delle tante volte che avevo cercato di ribellarmi a lui, ma era stato tutto vano, in pochi istanti, sul mio viso si scagliò un pugno, mi alzai, e un calcio mi ributtò a terra. ero a pancia in giù, percepì, le mani di mio padre tirarmi giù la tuta che indossavo, chiusi gli occhi sapevo cosa stava per accadere, era sempre così, da quando avevo 16 anni, un dolore atroce mi pervase, sentivo quella fibbia colpirmi il sedere senza darsi un freno. Era la sua cintura quante volte l'aveva usata per punirmi, quante volte l'aveva tirata fuori per farmi del male.
Prima ero il suo piccolo, poi all'improvviso diventavo un motivo per essere malmenato, senza ritegno. Persi il conto quella notte di quante volte, quella cintura mi avesse colpito, perché all'improvviso, senza che io me ne rendessi conto, venni colpito da qualcos'altro alla schiena e il buio mi avvolse.

Scosse la testa, mentre la sua mano destra, gettava su quel carrello, quasi del tutto pieno, una scatola di cereali, quelli che il suo Marky adorava.

Era passata una settimana, da quella tragica mattina, in cui i suoi occhi azzurri, avevano visto il ragazzo che più amava al mondo, riverso a terra, nel proprio sangue. e ancora quella tremenda scena non sembrava essere intenzionata a lasciarlo in pace. Molte volte durante la notte, si svegliava di soprassalto, spaventato a morte, al punto di gridare e piangere, mentre con gli occhi cercava il suo Mark, che gli dormiva di fianco, e che si svegliava sempre, per abbracciarlo e sussurrargli dolci frasi d'amore e infiniti "Ti amo" e "Non preoccuparti sono qui accanto a te" Nick veniva rassicurato da quelle parole, e da quelle carezze . Il suo compagno sapeva sempre come allietargli il sonno, interrotto molto spesso da quella terrificante immagine, scena che tanto l'aveva segnato.
Nick sorrise ripensando alla notte precedente, a quanto il suo partner era stato dolce con lui. Ancora nella sua testa rimbombavano, come una dolce ed inestimabile melodia, quelle frasi, quelle parole, quei gesti che gli avevano fatto toccare il cielo con un dito, e infine addormentare tranquillamente.

Erano le 5:00am, quando di nuovo, come tutte le notti, facevo quegli incubi terrificanti, dove il mio Mark era sempre in pericolo di vita, e mi gridava aiuto, mentre i miei occhi sconvolti, lo vedevano accasciarsi piano, piano sul pavimento, e udivano una strana tosse che lo colpiva, farsi sempre e sempre più forte, pesante soffocante. Gli toglieva ogni spiraglio d'aria. vedevo i suoi occhi blu, spegnersi lentamente, continuando a guardarmi, a sperare che io ce la faccia a raggiungerlo, aiutarlo salvarlo. ma senza risultato. Non ci ero mai riuscito, mai. Impotente lo vedevo vomitare sangue, e ancora sangue a flotte.
Molte volte, lo vedevo sparire in esso.
Quella notte sognai una cosa simile, e mi svegliai di soprassalto, gridai, spaventato, terrorizzato, preoccupato, disperato. Urlavo il suo nome, lo chiamavo a squarciagola.
-MARK NO..NOOOO-
In pochi istanti, percepì, la sua mano sulla mia spalla, sobbalzai, mi voltai e lo vidi, ma ancora erano fresche in me, quelle scene del sogno, e lo vedevo pieno di sangue. Ero terrorizzato. stavo per piangere, quando lui mi abbracciò, con una tenerezza inaudita, sentì le sue mani accarezzarmi la schiena, tremante. percepì le sue labbra sul mio collo, poi sulla guancia, e in testa.
Dopo avvertì il suo respiro sul collo, e infine, udì la sua dolce voce che mi sussurrò:
[Ehy..Ehy no..no Tranquillo Nicky, amore, non è successo niente, sono qui, accanto a te, shhh, coraggio hai avuto solo un incubo]
Lui mi stava, "cullando", mentre il suo viso era appoggiato al mio, e le sue labbra mi baciavano con amore la guancia.
[Non te ne andare, promettimi che non te ne andrai]
Gli sussurrai, tremante.
Lui non rispose, anzi mi abbracciò ancora più stretto, mi strinse di più a sè, potevo sentire il suo petto nudo, premere delicatamente sul mio, mentre i nostri cuori acceleravano i battiti.
Mi baciò sulle labbra, accarezzandomi le guance, e portandomi via le lacrime. poi si allontanò da me, e con dolcezza mi sussurrò all'orecchio.
[Te lo prometto, Nicky, te lo giuro amore, non andrò da nessuna parte, non ti lascerò da solo, mai.
Tu sei tutto il mio mondo, sei la mia vita, ti amo e non ti ferirò, non me ne andrò mai, non mi muovo senza di te, non mi muoverò mai, starò con te in eterno, in eterno. ti amo, e ti amerò per sempre mio piccolo e dolce ruba-piumone]
Sorrisi, e mi strinsi di più a lui, poi alzai lo sguardo incontrando i suoi stupendi occhi blu, erano così intensi, sinceri. innamorati, mi amava. proprio come io amavo lui. gli sorrisi ancora, poi gli sussurrai:
[Sai Marky...Qualche volta mi chiedo, cosa io abbia mai fatto nella mia vita per meritarmi un angelo come te, Ti amo, e voglio farlo per l'eternità]
Mi sorrise dolcemente, avvicinò la fronte alla mia, me la baciò, poi mi guardò intensamente, per poi sussurrarmi con amore:
[Ti meriti tutto ciò che hai, e credo che sia ancora molto poco. Sei speciale Nicky, molto speciale. Ti amo]
Ci sorridemmo, ci baciammo, poi infine, Mark fece poggiare la mia testa sul suo petto, e con il battito del suo cuore, e la protezione che, solo il suo abbraccio sapeva donarmi, mi addormentai, come un bambino. Con lui ero al sicuro. Mi avrebbe protetto da tutta la cattiveria che esisteva al mondo. lui era il mio Marky, il mio angelo, ma soprattutto il mio amore. Il ragazzo, il compagno, il mio migliore amico per il quale, avrei volentieri sacrificato la mia stessa vita.

D'un tratto, Nick percepì delle forti mani cingergli con impeto e amore la vita, e i fianchi.
Sapeva di chi fosse quella presa, quell'abbraccio, proprio di lui, del suo Mark, che prontamente, depose le proprie labbra sul suo collo, regalandogli un dolce bacio.
Non appena, Nick sentì quelle labbra carnose allontanarsi, si voltò. I loro occhi si incrociarono, perdendosi completamente gli uni negli altri, si sorrisero, e poi il biondino, avvicinò le proprie labbra a quelle di lui, e si baciarono di nuovo, mentre una mano di Mark, gli accarezzava delicatamente la nuca, e quella di Nick si divertiva a far perdere le proprie dita, tra i capelli di lui.
Le loro lingue danzavano serene, all'interno di quei palati, e tra di loro. Si divertivano a toccarsi, sfiorarsi per poi essere sfuggenti, e un pò curiose, di scoprire ogni angolo più recondito di quelle bocche, che le stavano ospitando per un pò.
Continuarono a baciarsi, senza riuscire a frenarsi, la schiena del biondino si scontrò, con veemenza sullo scaffale dei biscotti, facendone cadere due confezioni.
Sentiva le mani di Mark farsi più desiderose di lui, del suo corpo, poteva sentire l'anima del suo amore, premere per uscire, come stava facendo anche la sua. Volevano incontrarsi di nuovo, volevano danzare ancora, e ancora.
Come se temessero che non ci sarebbe stata un'altra volta. Nick trasalì, percependo questo strano senso di paura, e frenò il proprio ragazzo, che lo guardò:
-Che c'è'?-
Nick non rispose, continuava a guardarlo, mentre i suoi occhi si facevano lucidi.
-Nick cos'hai?-
Il biondino, si allontanò da lui.
per poi riprendere i suoi passi, e spingere quel carrello, che piano, piano si allontanava.
Mark rimase allibito, deglutì la saliva, temeva che si fosse reso conto di qualcosa:
"No..Non può essere..."
I suoi occhi blu fissavano quella schiena, che stava per voltare l'angolo.
Cominciò a camminare per raggiungerlo, i suoi passi da lenti, e insicuri, si fecero più veloci, e sicuri di sè, fino a tramutarsi in una corsa. Era a pochi cm dal suo Nick, allungò la mano, e gli afferrò il braccio.
A quel gesto il ragazzo sussultò, e prima che si potesse voltare, per incontrare quello sguardo che tanto amava. Mark lo anticipò prendendogli con delicatezza, il mento che adesso teneva stretto con il pollice e l'indice. Un istante ancora e il viso del suo Nick fu a pochi mm dal suo. Mark trasalì scorgendo in quegli occhi che amava tanto, quel leggero barlume di tristezza, paura.
Lo vide inghiottire a fatica la saliva, per poi abbassare lo sguardo.
-Nicky, amore che cosa ti è successo? Perché sei andato via in quel modo...parlami-
Nick fu titubante, quella sensazione che aveva percepito nel suo uomo lo aveva "sconvolto", ma riuscì comunque ad alzare gli occhi, e a osservarlo, solo per pochi secondi, prima di distogliersi. Cosa che, stavolta Mark gli impedì. Infatti, gli alzò con delicatezza, il viso, e continuò a parlare, con voce dolce, calma e gentile, che nascondeva una punta di paura, la paura che Nick, si fosse accorto di qualcosa.
-Amore cos'hai, perché sei scappato in quel modo? Perché?-
Nick sospirò, delle leggere lacrime gli bagnarono le guance, Mark gliele asciugò, e continuò:
-Che fai piangi? Amore che ti sta accadendo? Dimmelo, ti..ti prego Nicky, che cosa ti ho fatto, ti ho fatto forse del male, che...-
Le parole gli morirono in bocca, perché vennero arrestate dal cenno di no, della testa di Nick.
-Nick...-lo chiamò fievole Mark, che iniziava seriamente a preoccuparsi, che il suo segreto fosse stato scoperto, così, con un solo gesto, in un solo istante.
All' improvviso udì Nick sospirare fievolmente, vide le sue labbra tremare e infine pronunciare il suo nome:
-Mark-
Il ragazzo, liberò il mento del partner per poi prendergli il viso tra le mani e replicare:
-Dimmi...Nick-
-Prima io ho..ho...-
-Tu hai?-
-Non lo sò, ho percepito qualcosa in te, un senso di paura-
-Che genere di paura Nicky?- La voce di Mark aveva mutato espressione, era quasi spaventata, cosa che per fortuna non fu recepita da Nick, che proseguì:
-Non lo sò...Ma sembrava un qualcosa legato a noi, era come se fosse l'ultima volta...Era come se tu temessi, che non ci sarebbe stata più un'altra volta...Non te lo sò spiegare, Io...non sò, tu mi hai detto che stavi bene, quindi...E' che...non lo sò bho, sono confuso...Però tu stai bene vero Marky?-
Una doccia fredda lo raggiunse in pieno. Il cuore, che già sanguinava e cadeva in piccoli pezzettini, ormai da 7 e più giorni, perché costretto ogni santo giorno a mentirgli, si fece sentire, regalandogli una fitta, che condusse Mark, a deglutire la saliva. Guardò negli occhi il suo amore, e in essi lesse un' insicurezza profonda. Nick attendeva una risposta, e lui doveva dargliela.
[Nickolas]
Il suo nome completo, quasi sussurrato lo rabbrividì, voleva parlare, ma Mark lo fermò dicendo:
-Nick...E' tutto okay, sto benone non vedi?-
Nick annuì poco convinto.
-Nick credimi, sto bene...Io non ho niente, devi stare tranquillo, dai amore fidati di me, ti ho mai mentito?-
Nick stette a guardarlo, per alcuni secondi, poi rispose:
-No, non mi hai mai mentito, è solo che...-
-E' solo che cosa Nick?-
-E' solo che...Io non lo sò, ogni notte ti sogno, e in quei sogni tu muori, e io non posso fare niente per salvarti, NIENTE! Ri..Rivedo il tuo corpo disteso su quel pavimento, con tutto quel..quel sangue che ti circonda...E io rimango lì, immobile a vederti sparire in quel sangue...Mark ho così tanta paura io..io..-la voce cominciò a tremargli.
Mark se ne rese conto, e lo abbracciò con trasporto, sussurrandogli:
[No..no..Shh, Nicky..Shh tranquillo...Sto bene! Non pensare a quei sogni, quegli incubi, loro non sono reali e mai lo saranno, perché io adesso sono qui davanti a te, vivo e vegeto, sano come un pesce, ma soprattutto ti sono vicino, sono accanto a te. Non vado da nessuna parte senza di te. Credimi. Devi fidarti di me, amore non ti ho mai nascosto niente, e mai te la nasconderò.. e ti giuro che non andrò da nessuna parte, io..io non mi muovo senza di te.
Ti ricordi che ti ho detto ieri notte, eh amore, te ne ricordi?:
"...Non me ne andrò mai, non mi muovo senza di te, non mi muoverò mai, starò con te in eterno, in eterno. ti amo, e ti amerò per sempre mio piccolo e dolce ruba-piumone". Te lo ricordi cucciolo no?]

Nick se le ricordava benissimo quelle parole, gli erano parse sincere, anzi lo erano state davvero, quindi perso nell'abbraccio del suo amore, annuì con la testa, abbandonò il carrello per alcuni istanti e lo strinse forte a sè, per poi sussurrargli:
[Neanche io mi muovo senza di te! Marky... riesci sempre, a tranquillizzarmi, ci riesci sempre, non sò come fai, ma sai sempre cosa dirmi, che parole usare, per togliermi ogni paura e dubbio dal cuore, scusami se ho dubitato di te, scusami se non ti ho creduto per alcuni istanti, scusami, perdona....]
Nick non riuscì a terminare la frase, che le labbra di Mark si posarono su quelle sue, per chiudersi in un dolce bacio. Appena staccati, si abbracciarono ancora.
Dagli occhi di Mark uscirono delle leggere lacrime, mentre il cuore ancora soffriva:
"Ti ho mentito ancora amore, l'ho fatto...Non sò se riuscirò a non andarmene senza di te, è una lotta contro il tempo amore mio, ma io non voglio lasciarti qui da solo, non voglio.
Ti prego perdonami, se ti sto facendo vivere in una menzogna, ma non posso dirtelo, non voglio dirtelo amore, non voglio farti soffrire, hai già sofferto abbastanza! Faccio male a tenertelo nascosto, lo sò, ma...Ma io non sò che fare, sò solo che devo proteggerti, da tutto e tutti, devo farlo, non voglio che la tua vita, ora felice, si trasformi in un incubo, non voglio essere un peso per te, non voglio rovinarti la vita, amore non voglio, quindi ti..ti prego...Scusami, cerca di perdonarmi. Ti amo, ed è l'unica certezza che ho in questa vita."
Strinse ancora di più a sè il suo ragazzo, poi chiuse gli occhi lasciando cadere sul giaccone invernale, di lui, due lacrime. Si staccarono da quell'abbraccio. e alla velocità della luce, Mark con la manica del proprio giaccone invernale, blu, si asciugò gli occhi.
Cercò di ricomporsi, e con un'allegro e solare sorriso, contemplò il viso del suo amore, gli dette una leggera pacca sul sedere, e poi esclamò, sprizzando falsa allegria da tutti i pori, sapeva che non avrebbe vissuto a lungo, avrebbe lottato, ma non era sicuro di riuscire a rispettare la promessa che gli aveva fatto la notte precedente, quella di non andarsene senza di lui, di rimanere lì, con lui. Non poteva combattere contro il destino, non poteva fermare il tempo, congelarlo per vivere per sempre in quei momenti, dove c'erano solo lui e Nick, ne era consapevole, ma avrebbe comunque combattuto per lui.
-(Non sò se riuscirò a mantenere la promessa che ti ho fatto amore, ma ci proverò, lotterò per te. Io non voglio lasciarti qui da solo, non voglio!)Su coraggio baby, andiamo alla cassa, portiamo tutto a casa e poi si và a lavorare, hai un servizio fotografico tra meno di due ore.
Nick sgranò gli occhi incredulo, non sapeva niente di ciò:
Mark gli sorrise birichinamente, e sentenziò:
-Era una sorpresa amore! Non te l'aspettavi eh?!-
Nick scosse la testa, tartagliando qualcosa tipo:
-Come, quando...per chi, per cosa?-
Mark rise divertito, adorava vederlo andare un pò nel pallone, era troppo carino. Gli fece un buffetto sulle guance, lo baciò sulla guancia, e poi rispose:
-E' per una rivista...Ti dice niente Irish Teen-Idol?-
Se prima gli occhi di Nick erano sgranati, ora gli stavano uscendo dalle orbite, cavolo era la rivista più famosa in tutto il suolo irlandese vendeva, decine, di migliaia di copie al giorno, non riusciva a crederci, stava quasi per sentirsi male, perse un battito, guardò il suo uomo, e esclamò:
-Irish Teen-Idol?!! Oddio Mark...Io de..Devo sedermi oddio...è...-
Mark si accinse ad aiutarlo, a sedersi in una delle sedie in prova, esposte nel reparto in cui si trovavano, ovvero quello dell'arredamento. e terminò la frase del compagno, che sembrava essersi persa nei meandri dell'universo:
-E' magnifico volevi dire, eh amore?-
Nick lo guardò,annuendo emozionato.
-Mio Dio è pazzesco..io..io, Ma come diavolo hai?-
-Sono il tuo produttore, e anche il tuo manager baby, sò come farti degli ingaggi, poi il tuo singolo in radio stà andando a meraviglia, e tra meno di due settimane, ti porterò a Los Angeles per girare il video!-
A Nick prese un infarto, non sapeva più cosa dire, cosa pensare, che fare. era felice come una Pasqua. I suoi occhi contemplavano il suo amore, che gli sorrideva, stava per dire qualcos'altro. ma Nick lo fermò, si alzò di colpo dalla sedia, e abbracciò il suo Mark, e tra lacrime di immensa gioia, riuscì solo a dirgli:
-Grazie! Grazie Marky, grazie amore-
Mark gli dette una pacca sulla spalla, e sorridendo gli rispose:
-Di niente cucciolo, per te questo ed altro!-
Stettero così per un minuto, poi mano nella mano afferrarono il carrello, e lo portarono alla cassa, e dopo aver pagato la spasmodica cifra di 180 Sterline, uscirono da quel immenso supermarket inserito all'interno di un gigantesco centro commerciale. Raggiunsero, l'auto, anzi la jeep: una Land Rover blu metallizzata, deposero la spesa nel portabagagli e salirono sulla vettura.
Mark prese il proprio posto alla guida, e mise in moto, mentre Nick accese il mini impianto hi-fi situato all'interno, e la radio locale, quella più ascoltata, lasciò uscire da quelle casse, delle note, una melodia rockeggiante.
Entrambi si guardarono negli occhi, poi le parole della canzone partirono, era proprio lei.
"Help Me".
Cominciarono a cantare, mentre la Land Rover sotto la guida di un esperto Mark, svoltò l'angolo, perdendosi all'orizzonte.

CAPITOLO 8


Time For The Truth


Quei suoi occhi azzurri, quel suo sguardo in cerca di una spiegazione plausibile, a ciò che mi stava accadendo, non riuscivo a togliermeli dalla testa.
Ancora le parole di Nick mi rimbombavano dentro:
-Mark-mi aveva chiamato con un tono di voce, che non prometteva niente di buono.
-Dimmi-mi rivolsi a lui, con naturalezza.
In pochi secondi, si avvicinò a me, vidi che teneva tra le mani 4 fogli, quei 4 fogli maledetti, avevo già capito di che cosa si trattava, erano gli ultimi risultati degli esami che avevo fatto. Era stata a causa di quelli, che fui costretto a posticipare la data dell'inizio delle riprese di "Help Me". Era una cosa pressocchè inverosimile, ero passato da dopo due settimane, a dopo un mese, Che stupido a credere che Nick, avrebbe lasciato correre, come potevo anche lontanamente immaginare che non si fosse insospettito. Dio...Avevo fatto anche una fatica immensa per trovare delle giustificazioni credibili e accettabili, per spiegargli il motivo, e le cause di quell' improvviso posticipo. E per un attimo avevo creduto che se la fosse bevuta.
-MARK NON SONO IDIOTA!-mi aveva urlato, sbattendo con forza quei fogli, davanti alla mia tazza di cereali.
-Nick per favore, calmati-
-NICK PER FAVORE CALMATI, UN CAZZO MARK!-
Colpì il tavolo con la mano, poi senza darmi il tempo di parlare, continuò:
-IO NON SONO DEFICENTE OKAY, NON SONO UN RITARDATO, HAI CAPITO! COME POTEVI ANCHE SOLO LONTANAMENTE IMMAGINARE, CHE NON MI POTESSI INSOSPETTIRE! CRISTO MARK MI AVEVI PROMESSO, CHE MI AVRESTI DETTO TUTTO QUANTO, TUTTO QUANTO! CHE TRA DI NOI NON CI DOVEVANO ESSERE SEGRETI! MI..MI AVEVI GIURATO..DI..DI...-
Ecco, che da quei suoi occhi azzurri dallo sguardo deluso, arrabbiato cominciarono a scendergli delle lacrime. Lo avevo ferito. mi si strinse il cuore, abbassai il volto, deglutì la saliva con fatica immensa, sembrava che avessi, un macigno dentro. Sospirai, portai i miei occhi abbattuti su di lui, e mi alzai per raggiungerlo.
Ero a pochi passi da lui, quando lo vidi indietreggiare cercando di tenere a freno le lacrime, scuoteva la testa fissandomi allibito:
-Ni..Nicky ti prego-
-Non..Non chiamarmi Nicky, non farlo!-
-Nick lascia che ti spieghi- replicai, mentre sentivo che il mio cuore si stava sgretolando.
-Non mi devi spiegare niente! NON VOGLIO SENTIRE NESSUNA SPIEGAZIONE DA TE! MI HAI MENTITO! E QUESTO BASTA! DA QUANTO CAZZO DI TEMPO HAI LA LEUCEMIA, DA QUANTO CAZZO DI TEMPO MARK! HO IL DIRITTO DI SAPERE PER QUANTI GIORNI, SETTIMANE O ADDIRITTURA MESI, MI HAI MENTITO!, MI HAI NASCOSTO TUTTO CIO'!-
Quelle parole, mi avevano trafitto da parte a parte, non potevo negare, non potevo inventargli altre scuse, altre stronzate, lo avevo fatto già soffrire abbastanza. Era da quasi un mese che avevo la leucemia, era da quasi un mese che sgattaiolavo via alle 7:00 di mattina, per correre all'ospedale e farmi fare la chemioterapia, che ogni giorno mi indeboliva sempre di più, molte volte ero costretto a stare nel letto d'ospedale per circa tre ore e forse anche quattro, e a Nick dicevo sempre che ero stato trattenuto per affari, per procurargli ingaggi, e che non ce l'avrei fatta a tornare a casa per il pranzo, ma comunque lo intimavo di provare a scrivere qualche altra canzone, per un futuro prossimo album. lui mi rispondeva sempre "Okay va bene amore, non ti stancare troppo, ci vediamo stasera allora, ciao ti amo" e chiudevamo ogni chiamata mandandoci un bacio. Ero costretto ad inventargli queste scuse 3 o 4 giorni alla settimana. Non ne potevo più. Forse era anche a causa di ciò, che inconsciamente io, avevo lasciato gli ultimi risultati sulla credenza, in bella vista. avevo detto che li avrei nascosti il prima possibile, ma non ce l'avevo fatta, Nick li aveva trovati prima di me, e adesso stavamo litigando.
-Nick..Mi dispiace io..Io-balbettai, mentre le lacrime stavano cadendo dai miei occhi.
-PARLA MARK DA QUANTO, DA QUANTO!-
La voce del mio ragazzo, era in procinto di tramutarsi in una crisi di nervi, lo vedevo: tremava di rabbia, mentre man mano che mi avvicinavo lui indietreggiava.
Non volevo rispondergli, non riuscivo a farlo, ma fui costretto, non ne potevo più di essere causa di questa sua sofferenza, e mi sentivo tremendamente in colpa, per avergli mentito spudoratamente per un mese.
Deglutì il macigno che mi si era bloccato in gola, abbassai il viso, sospirai fievolmente e con un filo di voce parlai:
-Un me..Mese-
Di tutta risposta, sentì cadere a terra, la tazza con i cereali, Nick l'aveva scaraventata giù.
I miei occhi abbassati, videro il latte con i cereali raggiungermi lentamente i piedi.
-Come hai potuto!-esclamò infine. La sua voce tremava.
-Mi..Mi dispiace...-risposi in lacrime
-NO NON TI DISPIACE MARK, NON TI E' MAI DISPIACIUTO! MI HAI TENUTO NASCOSTO TUTTO PER UN MESE, PERCHE' LO HAI FATTO PERCHE'!-
-Non volevo farti preoccupare Nick, non volevo-
-BELLA SCUSA MARK! DI PIUTTOSTO CHE MI VOLEVI TENERE ALL'OSCURO DI TUTTO! TANTO NICK E' TALMENTE SCEMO CHE NON SOSPETTERA' DI NIENTE!-
Alzai lo sguardo e replicai a tono:
-NO NON E' VERO NICK!-
-E INVECE SI MARK, INVECE SI!-
-NO NICKY TI PREGO-
-NON CHIAMARMI NICKY, NON FARLO!-
-NICK PER FAVORE!-
Esclamai, esasperato avvicinandomi di più a lui.
-NON TI AVVICINARE, MARK...ME LO AVEVI GIURATO, MI AVEVI GIURATO CHE STAVI BENE, CHE NON AVEVI NIENTE, E INVECE NON E' COSI'! COME HAI POTUTO!-
Un singhiozzo lo catturò, io sussultai, ero spiazzato, non sapevo più cosa rispondergli.
Cosa si poteva dire in una situazione del genere? Niente, nulla.
Tacere era l'unica cosa da fare, nient'altro.
Un pesante silenzio, era caduto tra di noi, interrotto a tratti dai singhiozzi di Nick, che continuava a guardarmi deluso e infuriato, mentre io proseguivo imperterrito a tacere.
D'un tratto quella quiete pesante, venne spezzata dai passi di Nick.
Se ne stava andando.
Io mi sbloccai dal mio stato di trans e lo raggiunsi, lo afferrai per il braccio, conducendolo a me, lo strinsi forte, ma all'improvviso lui, singhiozzante, mi strattonò da sè:
-NON TOCCARMI, LASCIAMI STARE!-
Lo riafferrai, e in lacrime lo pregai:
-NICK NO TI PREGO ASPETTA, NON TE NE ANDARE!-
Mi allontanò bruscamente da sè, di nuovo:
-TI HO DETTO DI LASCIARMI, MI HAI MENTITO, MI HA FATTO VIVERE IN UNA MENZOGNA PER UN MESE, UN MESE TI RENDI CONTO! CREDEVO CHE TU MI AMASSI, CREDEVO TI FIDASSI DI ME!-
Provai a riprenderlo, ma lui non me ne dette il tempo, mi spintonò via, e uscì di casa sbattendo la porta, Fuori il tempo stava cambiando bruscamente, un tuono rimbombò sopra la casa, e poi il motore della sua spider rossa, prese possesso del giardino, lo udì accelerare poi scomparire all'orizzonte.
Mi lasciai cadere in ginocchio, rimproverandomi per essere stato così idiota, così stupido.
Le mie mani chiuse a pugno, iniziarono imperterrite a colpire rabbiose quel parquet.
Sentivo male, ma non volevo fermarmi, non volevo, dovevo punirmi, e lo stavo facendo.
-Mi dispiace amore, scusami Nick...MI DISPIACEEE!!!!!-
Urlai disperato, poi mi accasciai completamente al suolo, e iniziai a piangere e a piangere. e dentro di me dicevo: "Ritornerà da me? Ritornerà mai da me? Io ti amo Nick, non volevo ferirti ti prego, non lasciarmi da solo, ad affrontare tutto questo...Mi dispiace, Ti prego torna da me. NON LASCIAMI!"
Poi l'oscurità mi avvolse, e mi addormentai sperando che al mio risveglio lui, il mio Nicky, il mio amore fosse lì davanti a me.

CAPITOLO 9


One Step Closer

"I can't go forward, I can't turn back
Can't see the future
It's getting away from Me
I just watch the tail lights glowning..."

(One Step Closer - U2)


Erano quelle parole, quelle note, che venivano sparate a palla dall'impianto hi-fi dello stereo all'interno della Spider, che correva veloce, che proseguiva forsennatamente su quelle strade di città, completamente zuppe d'acqua, acqua che ancora cadeva ferocemente, che ancora colpiva brutalmente, quel tettuccio di colore rosso fiammeggiante.
Quelle sue mani tremanti di rabbia, tenevano stretto quel volante, sterzando con foga, e cambiando marce che andavano solo dalla quarta, alla quinta, e solo in rari casi, una di quelle mani decideva di mettere la terza. Gli occhi azzurri del guidatore spenti, delusi, abbattuti e rabbiosi, fissavano vacui quel lungo rettilineo tutto curve, curve pericolose, e molto anche. Versando incessantemente delle lacrime, lacrime amare, e sofferenti. Non riusciva a farsene una ragione, non riusciva a capire, come mai Mark gli avesse tenuto nascosto una cosa del genere. Davvero non lo aveva mai amato abbastanza? Davvero quei suoi occhi blu che tanto amava, e che lo avevano guardato sempre con una intensità, con una sincerità e con una purezza di sentimenti, inverosimile, fosse stato tutto frutto dell'amore che da sempre aveva provato per lui, dal primo giorno in cui i loro sguardi si erano incrociati? Nick non lo sapeva, non sapeva più niente, forse non aveva mai veramente saputo nulla del suo compagno, non lo aveva mai conosciuto fino in fondo? Forse doveva ancora conoscerlo, davvero?
Scosse la testa togliendosi tutti quei dubbi, che lo tartassavano.
"Vi prego, andatevene via dalla mia testa, non ci voglio più pensare. Non ci posso credere che mi abbia tenuto all'oscuro di una cosa simile...Perchè lo hai fatto Mark! Perchè...Che cosa ho fatto di sbagliato? Cosa ho combinato? Ti ho forse contraddetto, in qualche cosa? Ti ho forse fatto soffrire? Io non lo sò, non sò niente Mark! Credevo di conoscerti più di chiunque altro, ma non è così? Per tutto questo tempo che siamo stati insieme, tu non mi hai mai amato Mark? Cosa devo fare per farmi accettare da te, per far si che io possa completamente entrare nel tuo mondo?...
Mi avevi giurato che stavi bene, che non avevi niente!...Ma non è così...E quel che peggio non sò...non sò se vivrai, non sò quanto tempo ancora hai.
Non riesco a togliermi dagli occhi quelle cifre, non riesco a spazzarle via da me...Dio Mark, quei fottutissimi risultati non andavano bene. Il numero dei globuli bianchi era il doppio di quelli rossi.
E tu mi hai nascosto tutto per un mese! UNO STRAMALEDETTO MESE! IO DEVO ODIARTI, DEVO FARLO MA E' PIU' FORTE DI ME! E PENSARE CHE MI AVEVI GIURATO CHE SARESTI STATO CON ME, CHE NON TI SARESTI MOSSO SENZA DI ME! E ADESSO SCOPRO CHE CIO' NON POTRA' MAI ACCADERE! NON VOGLIO PERDERTI! TU NON DEVI LASCIARMI QUI, NON DEVI ABBANDONARMI, NON PUOI ANDARTENE, E FARMI AFFRONTARE QUESTO FOTTUTO MONDO DA SOLO...NON PUOI, NON DEVI!!!!"
All'improvviso, il piede di Nick si presentò sul freno.
Fu una frenata pazzesca, quasi l'auto si capovolse, ma per fortuna venne rallentata da alcune rocce, e dalla sabbia.
Nick si scontrò leggermente con il volante, il colpo lo rintronò un pò, ma non fu abbastanza efficace da mandarlo ko.
Allontanò la fronte dallo sterzo. La cintura di sicurezza, gli aveva lasciato una leggera contusione sul collo. Si liberò da essa, e aprì la portiera, chiudendola con forza dietro di sè.
I suoi occhi fissavano la lunga salita che lo avrebbe condotto alla scogliera, quella più alta di tutta Sligo. Abbassò il viso ancora lacrimante, chiuse le mani a pugni, si morse il labbro inferiore, con talmente tanta pressione e rabbia da farsi uscire un rivolo di sangue, che scivolò giù, scomparendo lentamente su quella sabbia zuppa d'acqua.
Sopra di lui, il cielo era oscuro, i lampi, i tuoni e anche qualche fulmine , si divertivano a farsi vedere e sentire, e l'acqua aveva aumentato la sua precipitazione, stavolta accompagnata anche da una forte tramontana gelata.
Le ginocchia si fecero molli, e lo lasciarono precipitare al suolo, i suoi occhi si chiusero. alcuni istanti dopo con i pugni colpì violentemente la sabbia, la sua bocca si aprì, e da essa uscì un urlo lancinante:
-ME LO AVEVI PROMESSO, MARK...ME LO AVEVI GIURATO...PERCHE' MI HAI FATTO QUESTO, PERCHE' MI HAI NASCOSTO TUTTO! COSA DEVO FARE ADESSO! COSA! IO VOGLIO TENERTI QUI MARK, VOGLIO TENERTI QUI!-
La disperazione che lo aveva travolto da prima, adesso lo stava schiacciando, lasciò che il suo corpo si accasciasse completamente al suolo, e i singhiozzi giunsero, travolgendolo come un fiume in piena.

*§*§*§*

Un'ora dopo:

Le lacrime smisero per un secondo di scendere, Nick tolse il volto dalla sabbia, si asciugò gli occhi, con la manica della sua, ormai zuppa felpa, il suo corpo era pervaso da alcuni brividi di freddo, ma a lui non importava.
Si alzò debolmente da terra, portò gli occhi su quella scogliera, la fissò per alcuni minuti.
La pioggia ancora cadeva inesorabile., abbassò lo sguardo, ripensò ai bei momenti passati con il suo Mark, fino alla litigata, la sua mente ritornò a martoriarlo con i risultati degli esami. Lo sconforto lo rapì, facendolo cadere giù. Tutta la sua vita passata con Mark lo stese a suon di flashback che gli facevano sempre più male. le lacrime cominciarono a scendere nuovamente, le sue labbra tremarono, poi con voce tremolante e fievole disse:
-Non voglio vederti morire lentamente, non voglio MARK!-
Salì in macchina il più fretta possibile, mise in moto, accelerò, e come un fulmine si recò verso quella lunga salita, verso quella scogliera.
-NON VOGLIO VEDERTI MORIRE AMORE, NON VOGLIO!-
Accelerò ancora di più, l'auto sfrecciò come non mai.
Andava veloce, molto veloce, il dirupo era a pochi metri, altri 4 metri, e l'auto sarebbe precipitata.
Ancora due metri. Era questione di attimi ormai! In quell'istante, in quel millesimo di secondo, la Spider stava per terminare definitivamente la propria corsa, e con essa anche la vita di Nick. Ma
Il viso di Mark, del suo Marky sorridente e pieno di vita, prese possesso della sua mente, del suo cuore. Dopo ciò, dentro la sua testa, alcune frasi passate, lo travolsero:

-Marky, andrà tutto bene vedrai-
-Non piangere Marky, non succederà niente, tranquillo amore-
-Ho paura Nick, molta paura-
-Shht...non c'è niente di cui aver paura, è solo un semplice esame, sono solo semplici controlli, non avrai niente di grave ne sono sicuro amore, credimi-
-Mi dispiace...Io..Io non riesco a crederti Nick, non voglio scoprire, di avere qualcosa di grave, non voglio esserti di peso, non voglio che un giorno inaspettatamente potessi lasciarti da solo. Non voglio morire, non voglio abbandonarti, non voglio farlo amore, non voglio Nick, NON VOGLIO!-
[Andrà tutto bene amore, tutto bene]
[Ti amo, ti amo più di me stesso, e non permetterò a niente e a nessuno di portarti via da me]
[Stringimi ancora di più a te Nicky, ti prego]

Nick si riscosse, e capì tutto, non poteva lasciarlo, non poteva andarsene per sempre e abbandonarlo al suo destino:
-No non ti abbandonerò, MARK NO!-
Urlò infine mentre il piede si impiantò sul freno, sterzò come meglio poteva, ma era troppo vicino. chiuse gli occhi e urlò ancora:
-NON VOGLIO LASCIARLO DA SOLO AD AFFRONTARE TUTTO CIO'! NON VOGLIO-
Miracolosamente l'auto si fermò.
Nick aprì lentamente gli occhi, incontrando l'immensa distesa dell'Oceano Atlantico in tempesta.
Si spaventò, poi dietro udì un leggero scricchiolio.
Provò a piegarsi leggermente in avanti, ma appena si spostò di pochi mm, vide il cofano piegarsi in avanti. Perse un battito, se faceva una mossa falsa sarebbe precipitato. Venne avvolto dal panico, non sapeva cosa fare, come comportarsi.
Voleva gridare aiuto, ma la voce non gli usciva dalla bocca, e anche se fosse uscita nessuno l'avrebbe sentito. Era da solo, e forse anche spacciato.
-No..Non voglio, devo stare con Mark, devo proteggerlo..devo...-
Si bloccò, provò leggermente a raggiungere lo schienale del sedile, il cofano risalì lentamente, Nick sospirò fievole. Poi con estrema attenzione, e ritrovando la lucidità, perduta, deglutì la saliva, e chiuse gli occhi.
Lentamente si liberò dalla cintura, fece un movimento di troppo e l'auto si piegò di nuovo, ma Nick cercò di non farsi prendere dal terrore, doveva solo essere veloce, come non lo era mai stato prima, altrimenti in pochi istanti, e con un movimento sbagliato, anche il più microscopico poteva precipitare.
Prese un bel respiro, poi con un movimento rapido, della mano, tirò la leva, per aprire la portiera, e si gettò fuori. Non appena toccò l'erba con il corpo, l'auto precipitò.
Nick sgranò gli occhi, poi tremante si trascinò con il sedere lontano dalla scogliera, per raggiungere, un albero, dove si appoggiò, per poi portarsi le ginocchia al petto, cingerle con le braccia, e far scivolare la testa sopra di esse, e consumare su di loro ogni cosa, tutto ciò che lo preoccupava, che lo tormentava ma soprattutto tutto ciò che lo spaventava.
La paura di perdere per sempre Mark, non se ne sarebbe mai andata da lui, poteva anche piangere, finire tutte le lacrime, ma sapeva che essa sarebbe stata sempre presente in lui.
"Lo sò che non potrò mai togliermi dalla testa, dal cuore e dall' anima, la paura di perderti per sempre Mark, ma non ci ricavo niente a farla finita. Io non posso lasciarti da solo, ad affrontare tutto questo. Non voglio, e non devo. Sarà dura lo sò, ma non ti abbandonerò amore, non lo farò lo giuro. Non permetterò a nessuno di prenderti e portarti via da me, non lo permetterò amore, ti starò vicino per sempre! non ti lascio! Lo giuro. Ti amo e sarà per sempre!"
Detto questo, si alzò, e tutto tremante, infreddolito, bagnato fradicio, e scosso. cominciò a camminare, e a camminare, poi quei passi da lenti, si fecero sempre e sempre più veloci, fino a tramutarsi in una corsa, in una corsa velocissima che lo avrebbe condotto di nuovo a casa, di nuovo da lui, da quel ragazzo, da quel angelo, chiamato Mark, il suo unico amore.
-NON TI LASCERO', NON LO FARO' MARK! NON TI ABBANDONERO' MAI, MAI!-
Aveva da correre moltissimo, era quasi uscito da Sligo, e casa distava molti chilometri, ma a lui non importava, avrebbe corso velocemente, per raggiungerlo, per tendergli la mano, per stringerlo a sè, per stare per sempre con lui, proteggerlo, e aiutarlo. Era arrivato il suo momento di rendersi veramente utile, Mark aveva fatto così tanto per lui, forse molto più di chiunque altro. Mark era il suo migliore amico, l'unico di cui si fidava ciecamente, l'unica persona che sapeva di amare alla follia, lui era l'unico ragazzo, a cui si era concesso per la prima volta.
Lui lo amava, e nonostante la tremenda verità che gli aveva nascosto per un mese, avrebbe continuato a stare con lui, ad amarlo come aveva sempre fatto. Ora era arrivato il momento di ricambiare, e l'avrebbe fatto senza ripensamenti. Sapeva che sarebbe stato un cammino arduo, duro, pieno di difficoltà, problemi, dubbi, paure, e preoccupazioni, era consapevole che tutto sarebbe stato doloroso. Ma si promise di resistere, e di lottare solo per lui, per il suo Mark.

*§*§*§*

Erano scoccate da poco le 2am, quando l'incedere di Nick si bloccò, era sfinito, sfiancato, non riusciva a respirare bene, aveva freddo, molto freddo, e non ce la faceva ad arrestare il tremito che ormai gli aveva fatto compagnia per tutto il tragitto.
Si sentiva bruciare, la strada poi si era quadruplicata molte volte, e ne aveva anche perso il conto.
E adesso la porta della villa Carter &Feehily si sdoppiava davanti ai suoi occhi.
Scosse la testa, cercando di bloccare quello sdoppiamento improvviso, ci riuscì, e con mano tremante si tastò all'interno di una tasca laterale dei jeans, che indossava. Trovò le chiavi.
E con estrema fatica, riuscì a stento ad infilarle nel buco della serratura, dette due mandate e l'aprì.
Infine, un giramento improvviso lo catturò. Nick fece un passo, solcò l'ingresso, e poi in pochi istanti il buio lo avvolse.
Un tonfo sordo si presentò all'interno di quel silenzioso salotto, poi più niente, solo il fischio del vento faceva da colonna sonora, in quella fredda notte.
Mark era di sopra, ko a causa della chemio, non aveva sentito lo scatto della porta, non aveva udito il tonfo del suo ragazzo, niente nulla. e lui adesso era lì a terra, a pochi metri da Mark, svenuto e abbandonato a sè stesso, mentre la porta ancora aperta, sbatteva, colpita da quell'impetuoso vento gelido.

CAPITOLO 10


Leave Out All The Rest

"When my time comes
Forget the wrong that I've done
Help me leave behind some
Reasons to be missed

And don't resent me
And when you're feeling empty
Keep me in your memory

Leave out all the rest
Leave out all the rest..."
(Leave Out All The Rest - Linkin Park)
Traduzione:
"Quando arriverà il mio tempo
Dimentica tutti gli sbagli che ho fatto
Aiutami a lasciare indietro
Le ragioni che potrebbero mancarmi

E non avercela con me
E quando ti sentirai vuoto
Mantienimi tra i tuoi ricordi

Lascia fuori tutto il resto
Lascia fuori tutto il resto..."


Lo vidi, era laggiù in fondo alle scale, davanti a quella porta aperta, che ancora continuava a sbattere. Il mio Nicky, il mio adorato cucciolo, era laggiù. Il mio cuore smise di battere, l'aria mi mancò, stavo per sentirmi male, volevo correre giù, aiutarlo. ma le gambe sembravano non volere sentire ragioni.
Non sapevo come fare, dalla cima delle scale potevo vederlo tremare, potevo sentirlo ansimare, stava male, il mio amore stava male!
-Gambe muovetevi, liberatevi da questo fottutissimo blocco invisibile, Nick ha bisogno di me!-
I miei occhi versavano lacrime a volontà, ma ancora non riuscivo a muovermi.
Cosa stava accadendo? Perché non riuscivo a muovere neanche un muscolo, perché? Dentro la mia testa l'ansimare di Nick si fece più forte. Potevo sentire anche i battiti del suo cuore, farsi sempre e sempre più deboli. Non volevo rischiare di perderlo, avevo una paura folle di questo.
Da quando se ne era andato di casa, sbattendo la porta, il mio cuore si era distrutto.
Io..Io temevo di non rivederlo mai più! Non volevo che se ne andasse, lasciandomi da solo ad affrontare la mia malattia, ma non era una questione di egoismo, io lo volevo solo con me. Avevo pregato tanto per vederlo solcare quella porta, ma niente, avevo atteso tutta la mattinata, tutto il pomeriggio. poi alle 6pm, dopo essere stato all'ospedale per farmi fare la chemio. decisi di saltare sulla mia auto e uscire a cercarlo. I dottori me lo volevano impedire, la cura era più potente stavolta, avevo iniziato il ciclo più forte, e secondo loro dovevo trattenermi ancora 4 ore. Ma non potevo farlo, glielo avevo spiegato che il mio ragazzo era sparito da quasi 12 ore, non potevo rimanere.
Li avevo pregati di lasciarmi andare, ma non volevano farlo.

-Non può alzarsi, ha terminato la chemio da pochi minuti- mi aveva detto un infermiera di circa 45 anni, con i capelli biondi, e due occhi castani,
-Non me frega un cazzo, da quanti minuti ho terminato la chemio, io devo andarmene da qui, devo trovare il mio ragazzo, è sparito! ha capito SPARITO! a causa mia, io NON POSSO RIPOSARE DEVO TROVARLO A TUTTI I COSTI- Gli urlai infine, e scesi dalla poltroncina, da cui mi era stata iniettata la chemio. Corsi fuori dall'ospedale, non mi importava cosa mi sarebbe successo, non me ne fregava niente, l'unica cosa di cui mi importava era lui, Nick, Io volevo trovare, e dovevo farlo.
Come, me ne potevo stare sdraiato, sapendo che il mio cucciolo, era là fuori, sotto quel temporale pazzesco, che gettava con forza, e rabbia acqua sull'asfalto, sopra il tettuccio della mia jeep, su ogni casa, ogni tetto, ogni villa, ogni filo d'erba, e ogni albero, Eh?! Non potevo assolutamente lasciarlo da solo.
I tuoni si scatenavano come non mai, in compagnia dei fulmini che si divertivano a colpirmi vicino ai parafanghi, sembravano ce l'avessero con me, e non erano solo loro, anche io ce l'avevo con me stesso, che cazzo avevo combinato? Perché gli avevo tenuto nascosta una cosa del genere perché? Forse per proteggerlo? Si per proteggerlo ma da chi, da cosa? Da me stesso? Dalla mia malattia? Non lo sapevo, non lo sapevo, ma sentivo che dovevo farlo, credevo fosse giusto, ma non lo era! Come potevo nascondergli una cosa del genere, una cosa così grave, una cosa che ci toccava da vicino, una cosa che ci avrebbe cambiato la vita, e con essa anche il suo tenore! Come avevo osato farlo, per quale assurdo e recondito motivo: per orgoglio? Per Egoismo? No! Ma allora per cosa? Non sapevo cosa rispondere a questa domanda, che mi ponevo ogni santissimo giorno. Non lo sapevo! Ma ciò di cui ero pienamente consapevole, era il fatto, che volevo cercarlo, dovevo farlo. e lo avevo fatto, ma senza risultato.
Avevo girato ogni singolo angolo di Sligo, ma niente, ero perfino giunto a Dublino ma senza risultato. lui non era nemmeno lì. Ero molto preoccupato, molto spaventato. Gli poteva succedere qualunque cosa, e io non volevo che a causa mia, la sua vita fosse messa in pericolo. Cavolo quante lacrime di paura, ansia, panico, e preoccupazione avevano bagnato quel volante, e le mie nocche.

Avevo perso la voce, da quanto avevo urlato disperato il suo nome, implorandolo di tornare a casa, ma le uniche risposte che ricevevo, erano solo i rumori di quel temporale che aveva colpito tutta l'Irlanda.

Ero andato in tutti gli ospedali della regione per chiedere se mai fosse lì. Ed ogni volta che i miei piedi solcavano la soglia di un'ospedale, per poi dirigermi verso l'accettazione, e chiedere se per caso Nick fosse lì, avevo la paura negli occhi, e dentro di me pregavo, che lui stesse bene, che non gli fosse capitato niente, e quando la voce della signorina all'accettazione, mi diceva che nessun Nick Carter era stato portato lì, respiravo sollevato, e i miei battiti cardiaci si facevano regolari.
Alla fine, verso le 0:00am sfinito, anche a causa della chemio rientrai a casa.
Speravo di trovarlo a sedere sul divano, in cucina a frugare come suo solito nel frigo, ma quando solcai l'ingresso lui non c'era, caddi pesantemente sul divano, e decisi di aspettare alzato ancora un pò, ma allo scoccare dell'1am i miei occhi stavano per abbandonarmi, quindi decisi, di salire su in camera. Però prima di ciò, optai per aspettare alcuni minuti davanti al cancello, ma lui non giunse, poggiai esasperato, preoccupato e disperato la fronte sulla cancellata grondante d'acqua, chiusi per un istante gli occhi, dai quali le lacrime avevano intrapreso la loro scesa.
"Dove sei Nicky, dove cazzo sei! Dio ti prego, fa che non gli sia successo niente, proteggilo come hai sempre fatto, ti scongiuro! Ti supplico proteggilo, e fallo tornare sano e salvo da me! Sono perso senza di lui, e tu lo sai, quindi ti supplico riconducilo qui da me, che ho tanto bisogno di lui!" Pensai, poi riaprì, gli occhi, e con il volto basso, rientrai in casa, e raggiunsi camera, dove piombai sfinito sul letto, addormentandomi seduta stante.

E adesso ero lì, su quella cima delle scale, immobile, i miei occhi lo guardavano fissi e io mi chiedevo cosa ci facevo ancora qui, non potevo continuare a guardarlo senza muovere un muscolo, lui aveva bisogno di me! Non seppi come ci riuscii, ma quel blocco invisibile che mi teneva le gambe incatenate a quella cima, si sciolse, e io corsi giù, saltando tre o anche quattro scalini, caddi a terra, ma mi rialzai, corsi verso di lui, e mi gettai al suo fianco.
-Nick...Oddio Nicky-
Lo chiamai, mentre nel mio volto, la preoccupazione della sera precedente era aumentata,
-Nicky oddio..-
Dissi guardandolo con occhi lucidi. Lo afferrai delicatamente, per i fianchi, lo voltai a pancia in su, lo strinsi a me, conducendolo al mio petto. Dio ebbi i brividi, i suoi vestiti erano quasi "gelati", mentre sul suo volto vi erano chiari i segni, che aveva febbre alta: le sue guance erano arrossate, sudava e la fronte scottava, mentre il suo ansimare si faceva sempre più forte.
Lo trascinai dentro, lo adagiai con cura sul pavimento, e chiusi la porta. poi mi fiondai di nuovo su di lui, lo abbracciai.
Il suo corpo, e le sue braccia ciondolavano tra le mie. Dio sembrava morto, se non fosse stato per il suo ansimare.
Lo strinsi stretto a me e:
-Amore che ti ho fatto, che ti ho...Scusami, mi dispiace..Oddio Nick...Non volevo, non...-
Mi bloccai, non potevo starmene lì, e continuare ad abbracciarlo, aveva bisogno di cure, e soprattutto di stare al caldo. Me lo caricai a fatica sulle spalle, non mi ero ripreso alla perfezione, dalla chemio fatta la sera precedente, ma non me ne importava, dovevo pensare a lui, non a me stesso, ma a lui, al mio amore.
Intrapresi le scale, cercando di non cadere, raggiunsi la camera, adagiai Nick sul letto, poi mi fiondai nel armadietto, per cercare qualche pigiama di flanella da mettergli, ma Nick non ne aveva nessuno.
Che scemo, mi ero completamente dimenticato che lui non era un tipo freddoloso a differenza di me, quando aveva freddo, e rare volte capitava, si metteva solo un pigiama di cotone, nulla di più, mentre io al primo freddo, subito a mettermi quello di flanella. Fermai la mia inutile ricerca, e mi gettai sulla parte del mio armadietto, aprì il cassetto con i miei pigiami di flanella, Afferrai il primo che mi capitò: era di colore grigio chiaro, e sulla maglia vi era ricamato, il muso stilizzato di una tigre.
Lo deposi accanto a Nick, e cominciai a spogliarlo, per poi rivestirlo alla velocità della luce.
Una volta fatto ciò, me lo caricai di nuovo sulle spalle, poi con le mani feci calare il piumone, deposi Nick, e lo coprì. Poi sopra al piumone ci misi un plade. Aspettai che Nick smettesse di tremare, poi corsi giù in cucina, presi una bacinella, la riempì di acqua fredda, al quale unì del ghiaccio, molto ghiaccio, poi vi immersi una pezza bianca, e cercando di non rovesciare niente, raggiunsi la camera. Deposi il tutto sul mobile, strizzai la pezza e la deposi con cura sulla fronte, di un febbricitante Nick.
Appena scorsi il suo viso sofferente, distendersi leggermente, sorrisi debolmente, e gli accarezzai tremante il viso:
-Mi dispiace piccolo, mi dispiace tanto! Se non fosse stato per la mia stupida convinzione, che non dicendoti niente ti avrei protetto, a quest'ora tu staresti bene, non ce l'avresti a morte con me e soprattutto non avresti versato tante lacrime...Dio Nick se penso a quanto sono stato stupido e anche incoscente...Oddio se non fossi più ritornato qui? Se non ce l'avessi fatta a raggiungere casa in tempo adesso chissà dove saresti, chissà cosa ti sarebbe capitato-
Scossi la testa, poi continuai:
-Ti prego di perdonarmi, d'ora in poi non ti nasconderò più niente te lo giuro! Non voglio rischiare di perderti di nuovo, io ho tanto bisogno di te, ho sempre tentato di fare la roccia di resistere per te, ma non ci sono sempre riuscito e adesso, ancora meno. Sono debole amore, più fragile di quanto tu possa pensare, E non ce la posso fare da solo, ora non più! Sono peggiorato Nicky. I medici hanno aumentato, anche se di poco l'intensità, della chemioterapia, mi hanno anche detto che sperano che funzioni, per tenere a bada i globuli bianchi, che si divertono a uccidere i globuli rossi, aumentando ogni giorno le vittime. Ma purtroppo non sono sicuri di frenarli, ma ci stanno comunque provando. Ma...A..Amore io ho bisogno di te...Sei l'unico adesso che può darmi la forza di lottare e reagire, quindi non andartene mai più via, non lasciarmi da solo, ad affrontare un qualcosa che è più grande di me, Sei l'unico, amore mio, che può salvarmi, Lo sò..Io lo sò, che mi spegnerò lentamente cucciolo,
e voglio averti accanto fino in fondo.
Non lasciarmi più Nicky, non lasciarmi mai più, io sto perdendo ogni speranza. Non è da me buttarmi giù, arrendermi all'evidenza ma io ho paura, tanta paura di morire, di spegnermi così all'improvviso, e di non riuscire a realizzare i miei sogni, ne ho tanti amore moltissimi, ma non ho il tempo. Lo sò..
Quindi prima di andarmene, realizzerò tutti quelli che hai tu, amore. Ti farò diventare la più grande stella dell'Irish-pop. Voglio farlo, e penso di farcela, te l'ho sempre detto, che tu ti meriti molto di più, meriti il meglio dalla vita amore mio, e io farò in modo di riuscirci, soprattutto per te..Angelo mio, non voglio farti mancare niente, piccolo, niente!-
Deglutii la saliva, lo contemplai ancora una volta, poi con labbra tremanti baciai la sua bocca, e gli strinsi entrambe le mani con le mie, facendone intrecciare le dita.
Non appena, aprì gli occhi, allontanandomi da quelle splendide labbra, vidi quegli occhi azzurri, guardarmi.
-Ni..Nick-chiamai
Sul suo volto nacque un debole e consapevole sorriso, aveva sentito tutto quanto.
Notai che sulle sue guance, vi erano delle leggere lacrime che scendevano, gliele asciugai baciandogliele dolcemente. Poi le mie mani lasciarono quelle di lui, per presentarsi sul suo viso, fu in quel breve istante, che Nick mi fermò con la poca forza che aveva una mano. voleva parlare, ma la febbre, glielo impediva, vedevo che faticava a tenere gli occhi aperti, ma voleva riuscirci, io gli accarezzai la guancia, e scossi debolmente la testa sussurrandogli dolcemente:
[No..Nicky devi dormire adesso]
Lui scosse la testa, era chiaro in quel suo sguardo triste, che non voleva assolutamente che io me ne andassi, voleva che gli tenessi la mano.
Così feci, poi lo rassicurai dicendo:
-Tranquillo Nick, starò qui, però devi cercare di dormire-
Di tutta risposta mi strinse la mano, io gli baciai la fronte spostando leggermente la pezza, scottava più di prima. Ad un certo punto, Nick cominciò a tossire pesantemente, quasi non riusciva a respirare, mi spaventai, volevo lasciargli la mano, scendere giù e prendergli un bicchiere d'acqua, ma lui non me lo lasciò fare. Non voleva il bicchiere d'acqua, ma me. Cercò di portarsi in posizione seduta sul letto, io lo aiutai, poi mi abbracciò, e mi strinse con la poca forza che aveva, io ricambiai stringendolo di più a me. tossì ancora e ancora, poi lo sentii spostarsi, e raggiungere con il viso il mio petto, vi posò l'orecchio. Le mie braccia lo cinsero ai fianchi, e le sua avvinghiarono debolmente la mia vita.
Con una mano gli accarezzai il viso, stava scottando.
-Nicky, cucciolo devi riposarti ora-
lo vidi annuire. Lo strinsi ancora, lui fece lo stesso, poi nel giro di pochi istanti, i suoi occhi si chiusero, la testa si abbandonò completamente sul mio petto, e la pezza cadde sulle mie ginocchia.
Lo coccolai ancora per una decina di minuti, attendendo che il suo respiro si facesse pesante, una volta accaduto ciò, con estrema delicatezza, lo liberai dal quell' abbraccio, e lo adagiai con cura, sul letto.
Lo coprii meglio, lo accarezzai, poi immersi la pezza nell'acqua e la deposi, sulla sua fronte ardente.
Lo vegliai per circa due ore, poi decisi di raggiungere il salotto e chiamare il dottore, che arrivò dopo circa 5 minuti. Lo visitò con attenzione, poi mi riferì che si era preso una bella broncopolmonite e che doveva stare assolutamente al caldo, per almeno 2 o 3 settimane e tenuto sotto controllo, perché la febbre, anche se gli era scesa di poco, poteva sempre risalire all'improvviso, e questo tira e molla sarebbe durato all'incirca per una settimana. Mi segnò 4 o 5 antibiotici, e si congedò, ripetendomi di tenerlo d'occhio, io annuì, lo accompagnai alla porta, e risalii dal mio amato.
Lo sorvegliai per altre due ore, poi dovetti uscire per andare a comprargli le medicine.
Lo salutai con un bacio sussurrandogli:
[Dormi bene tesoro, devo uscire per comprarti le medicine, farò in un attimo, non preoccuparti, dormi tranquillo]
Gli strinsi la mano, e dopo essermi messo qualcosa di decente addosso, uscii dalla camera con passo felpato, raggiunsi il salotto alla velocità della luce, solcai l'ingresso, saltai nella mia jeep, e mi recai a tutta birra alla farmacia.
Mentre guidavo, la mia agenda elettronica personale, che avevo dimenticato la notte precedente, suonò. Sussultai non capendo, la presi, dal cruscotto, l'aprii e lessi, che avevo l'appuntamento per un'altra sezione di chemio, alle 6am. Trasalii adesso erano le 8am, me ne ero completamente scordato.
Sapevo che dovevo andarci, ma ripensai a Nick, No. non potevo rientrare dopo 4 ore, gli avevo detto che sarei tornato presto, quindi decisi di proseguire senza indugio.
Cavolo, il mio Nick era più importante di un qualsiasi fottutissimo giro massacrante di chemio!

CAPITOLO 11


Hold Me Close

"Stay With Me
Don't Let Me Go
Cause I Can't Be Without You
Just Stay With Me
And Hold Me Close
Because I've Built My World Around You
And I Don't Wanna Know What's It Like Without You
So Stay with Me
Just Stay With Me.."
(Stay With Me - Danity Kane)

Un altro mese era trascorso lento per Nick e Mark.
Quest'ultimo aveva passato le ultime settimane a prendersi completamente cura di Nick, che nel giro di 2 settimane si era ripreso un pò dalla broncopolmonite. Mark aveva perso il conto di quanti infarti si era preso, perché Nick era quasi sempre k.o per l'alta febbre. E anche molte notti le aveva passate insonne, per accudirlo, asciugargli delicatamente il viso sudato, posargli una pezza straboccante d'acqua fredda sulla fronte., e tenergli stretta la mano, mentre ogni tanto le sue carnose labbra si presentavano sulla bocca di lui, e sulla guancia.
Per stargli vicino aveva saltato 4 cicli di chemio, stava male, ma aveva cose più importanti da fare, doveva occuparsi del suo ragazzo. Lui veniva prima di tutto, anche prima della sua stessa salute.
Un infinità di volte Mark si chiudeva in bagno per vomitare, e altrettante volte, a causa dei forti dolori che aveva, per via della leucemia, era costretto, a gettarsi alla ricerca di morfina nel armadietto della toilette, che sempre trovava, ne aveva una scorta. Le cose andavano così, se la iniettava in endovena, si lasciava cadere a sedere a terra, e appena la dose faceva effetto, correva a prendersi cura del suo Nick. Aveva perso un pò di kg, era troppo preoccupato per lui per mangiare. ma riusciva comunque a resistere, e dopo tante fatiche tutto, piano piano era ritornato alla normalità. Nick accompagnava Mark per i suoi cicli di chemio, e poi lo riportava a casa, gli stava vicino nonostante la forte tosse che ancora lo occupava. Mark a causa di quei 4 cicli saltati aveva peggiorato la situazione,
E una sera i medici lo avevano ripreso per i capelli.

Era tutto successo talmente in fretta, da non rendermene conto.
Mi ero ripreso da poche ore da un alta febbre, e svegliandomi i miei occhi lo videro, lui era li accanto a me, disteso nella sua parte di letto e mi stava abbracciando. Il mio cuore perse un battito, il respiro sembrò mancarmi, ero felice di essere tra le sue braccia, stavo viaggiando oltre il cielo. Lo contemplai per un bel pò, anche se faticavo a tenere gli occhi aperti, ma feci in modo di tenerli svegli, non volevo per alcun motivo, oscurarmi la meravigliosa visuale che avevo dinanzi, gli accarezzai i capelli, quei suoi stupendi capelli castani, sfiorai la sua pelle, toccai con cura quei lineamenti angelici, e le mie labbra decisero di mordere delicatamente, quella sua perfetta bocca, con quelle labbra carnose che mi mandavano fuori di testa, insieme a quei suoi stupendi occhi blu, nei quali con un solo sguardo potevo perdermi, per poi lasciarmi guidare dalla sua dolce, sensuale e calda voce...DIO! quanto l'amavo. Avrei fatto qualsiasi cosa per lui.
Gli regalai un bacio su quella stupenda bocca, e poi lo abbracciai con le poche forze che avevo.
Non sò cosa successe, o come fosse accaduto, ma Mark si svegliò di soprassalto, io mi spaventai.
Provai a chiamarlo; lui udendomi, portò i suoi occhi blu su di me.
Trasalì in essi vidi molta paura. Non capivo.
-Ma..Mark?- chiamai.
Ma lui era assente, cominciai a preoccuparmi, allora decisi di mettergli le mani sulle spalle, e chiamarlo:
-Mark-
Niente
-MARK!- urlai fievole
Nessuna risposta.
Allora cominciai a scuoterlo, continuando a chiamarlo, e dopo 3 o 4 scossoni. Gli occhi di Mark ritornarono presenti.
-Che ti è successo Mark...-
Lui mi guardò, era spaventato a morte, vidi delle lacrime scedergli dagli occhi.
-Marky che...-sentenziai con trasporto, mentre con il pollice gli asciugai delicatamente quelle lacrime.
In pochi secondi lui mi abbracciò, e cominciò a piangere come un bambino, io lo strinsi forte a me e parlai:
-Marky amore che cos'hai?-
Mi strinse ancora a sè, e poi trattenendo a fatica i singhiozzi parlò:
-Oddio Nick, ero così spaventato, ti ho sognato...Eravamo in mezzo ad una strada, deserta. Tu eri a pochi metri da me, ed ad un certo punto ti sei accasciato a terra, hai cominciato a tossire e a tossire...Nicky Dio non riuscivi a respirare...Non...Io ero lì, a pochi metri da te, mi sono gettato davanti a te, ho provato a..A chiamarti, tu mi guardavi, ma continuavi a tossire...Io non sapevo che fare. Poi all'improvviso, hai cominciato a scottare, sudavi, ansimavi, tossivi e poi..Poi hai chiuso gli occhi, hai smesso di respirare e io non potevo fare niente per salvarti! Oddio Nick, sembrava tutto così reale..Tutto così, oddio..Oddio-
Era agitatissimo e spaventato come non mai, io lo strinsi di più a me e poi gli sussurrai:
[Shhh Marky è stato solo un incubo, sono qui adesso, coraggio...]
Ci abbracciammo ancora, poi all'improvviso, sentì il corpo di Mark tremare, trasalì.
-Ehy Mar?k-
Lui mi guardò aveva uno sguardo vacuo, mi spaventai:
-Mark...Oddio, Mark-
In pochi istanti cominciò a sudare, il tremore si fece più forte, un colpo di tosse lo raggiunse, un conato lo avvolse, ma non vomitò:
-Mark oddio Mark..Mark!!!MARKKKK-urlai mentre I suoi occhi si chiusero di colpo, e la sua testa si abbandonò al mio petto.
Persi un battito, oddio...oddio mi stava lasciando, no..non poteva accadere:
-MARK SVEGLIATI MARK..MARKKK!!!! TI PREGOOOO-
Niente
Ero in preda al panico, non sapevo cosa fare, avevo il telefono a pochi cm, bastava che allungassi la mano, e lo avrei preso, ma ero bloccato. Non ci riuscivo:
-MARKKK!!!! NO MARKKK TI PREGO!- stavo piangendo, ma capì che non avrei risolto nulla, CAZZO Mi stava morendo tra le braccia. ero terrorizzato non volevo, così azzerai tutto, afferrai il telefono e composi il 999.
L'ambulanza arrivò subito. Di nuovo dovetti correre dietro a quel lettino, di nuovo dovetti assistere solo per pochi istanti, perché poi mi "buttarono" fuori.
Di nuovo nella mia testa sentivo gridare
-CARICA, LIBERA!-
E nuovamente venni avvolto dal terrore, di...Di perderlo per sempre.

Le urla di quel "carica, libera" gli rimbombavano nella testa, mentre l'acqua calda della doccia lo stava bagnando delicatamente.
Quelle gocce, scivolavano lungo la sua pelle morbida, e vibrante.
le sue mani si accarezzavano il corpo in mondo sensuale.
Chiuse gli occhi, e alzò il viso, mentre quella doccia gettava su quel volto acqua. Le sue labbra si aprirono facendo fuoriuscire un sospiro, abbassò la testa, e poggiò la fronte, sulla vetrata del box, lasciò che l'acqua gli bagnasse delicatamente la nuca, e la schiena.
Ogni goccia, e il vapore, gli mettevano in risalto quei lineamenti, rendendolo stupendo, e gli accentuavano quegli occhi azzurri, quello sguardo dolce, intenso e profondo, e rendevano ancora più sexy quelle labbra, nessuno sarebbe riuscito a resistergli nessuno.
In pochi istanti, sulle sue spalle percepì una carezza, un tocco, poi un leggero bacio sul collo.
Chiuse gli occhi, e tornò indietro con la testa incontrando, una spalla che conosceva benissimo, sorrise e sulla sua bocca, percepì le labbra bagnate di lui, e quelle mani che adorava gli cinsero i fianchi, e poi lo spinsero a sè, lo strinsero, mentre Nick, portò la sua mano sulla nuca di lui, e fece salire quelle dita, fino ai suoi capelli bagnati in ricrescita, e le passò tra essi.
Entrambi si strinsero di più l'un con l'altro, una volta staccati Nick aprì i suoi occhi azzurri, incontrando quelli blu del suo amore, che gli sorrise, per poi sussurrargli dolcemente:
[Buongiorno angelo mio]
gli morse delicatamente l'orecchio, e in esso sospirò, per poi abbracciarlo ancora.
Nick chiuse gli occhi, sulle sue labbra affiorò un dolce e sereno sorriso, e si lasciò cullare da lui, per poi aprire gli occhi, vederlo di nuovo dinnanzi a lui, quei suoi occhi blu erano più splendenti che mai, più intensi, più profondi, molto più sereni, era da quasi due settimane che si sentiva bene, molto bene, e gli erano stati diminuiti i cicli di chemioterapia, i suoi capelli stavano ricrescendo a poco a poco. Ma a Nick piaceva anche con i capelli lunghi 4cm.
[Giorno a te cucciolo]
Gli rispose sorridendo, per poi baciarlo di nuovo. Dio quanto l'amava.
In pochi secondi, le labbra di Mark, decisero di presentarsi sul suo collo, Nick gemette fievole, poi dai baci si passò, ai morsettini e alle leccatine. le mani di Mark gli accarezzavano ogni cm del corpo, fino a giungere alla zona proibita, si fermò per poi risalire.
Nick percepì il desiderio farsi presente in lui, e si irrigidì.
Mark lo sentì, arrestò ogni suo movimento:
[Cosa c'è Nicky...]gli sussurrò, dolcemente
[Non sò se possiamo Mark ti sei ripreso da...]
Non terminò ciò che voleva dire, perché la bocca di lui gli sigillò tutto con un bacio.
Una volta staccato, sempre stringendoselo a sè, gli mormorò:
[Non preoccuparti piccolo sto bene adesso, non devi aver paura, non mi succederà niente...Mi sei mancato così tanto amore...Troppo, voglio che le nostre anime danzino ancora insieme, come un tempo...Non lasciare che la mia malattia ti freni, io sto bene...
Sto benissimo, ho solo bisogno di te, ho tanto bisogno di te...Nicky]
Nick guardò negli occhi il suo compagno, perdendosi in essi, in lui.
Sorrise debolmente, e con estrema delicatezza e dolcezza, sfiorò le sue labbra, ci giocherello un poco, poi piano, piano, le loro bocche si aprirono, e le loro lingue comiciarono ad incontrarsi.
Si sussurrarono ti amo, poi tutto ebbe inizio:

Finalmente, potevo sentire quelle sue stupende labbra sulle mie, sul mio corpo, sulla mia pelle.
Potevo assaporarne ogni istante, lui era così bello, così perfetto, avrei tanto voluto essere come lui, lo amavo, lo amavo più di quanto credessi. percepivo le sue meravigliose mani accarezzarmi, ogni cm della pelle, ogni angolo più nascosto del mio corpo, sapeva usarle benissimo quelle mani.
Mentre mi accarezzava il viso, e le nostre lingue continuavano a danzare, mi ritrovai con la schiena a contatto con il box della doccia. Nick abbandonò le mie labbra per poi, scendere e usare la lingua. i denti.
Ogni leccata. Un brivido, ogni morso. Un fremito, ogni bacio, sul mio collo nudo era un gemito, e ogni sua carezza, Un respiro. Il solo sfiorarmi mi faceva navigare nell'universo, nessuno poteva raggiungermi, nessuno poteva farmi precipitare da quella nuvoletta, niente poteva arrestarmi nell'amarlo alla follia, niente.
Per mesi, avevo atteso, per settimane avevo desiderato ancora quel corpo, la sua anima, volevo danzare fino nel profondo con lui e adesso stava accadendo, Cielo, stava accadendo davvero?! Lui continuava a baciarmi dappertutto, io ricambiavo con altrettanta foga, poi alla fine entrambi ci lasciammo scivolare giù. Io ero sotto di lui. Altri baci, altre carezze, poi si fermò di colpo. Io aprì gli occhi incontrando i suoi, che mi contemplavano con amore, e che riuscivano a leggere ogni mio pensiero, ogni mia sensazione.
Mi sorrise, era troppo dolce, il suo volto bagnato veniva messo in risalto, da quell'acqua, da quel vapore che ci circondava, i suoi lineamenti erano angelici, perfetti. Poi quegli occhi, SI QUEI SUOI STUPENDI OCCHI mi mandavano in paradiso. Quelle labbra mi mandavano fuori di testa, la sua voce mi gettava letteralmente 3 metri oltre il paradiso.
Chiusi gli occhi e attesi che la sua bocca si posasse sulla mia, per poi scivolare verso l'orecchio e sussurrarmi qualcosa, o anche cantarmi qualche canzone, e ciò accadde. Mi baciò con passione, fremetti quando la sua lingua accarezzò la mia, e trasalì quando sentì il suo soave e caldo respiro presentarsi nel mio orecchio e sussurrarmi, come solo lui sapeva fare:
[Just stay with Me, and hold me close
Because I've built My world around You
And I' don't wanna know what's it like without You
So stay with Me
...Mark....
Just stay with Me...]
In pochi istanti, le sue mani si posarono sulle mie, le nostre dita si intrecciarono, si strinsero, e poi vidi il suo dolce viso avvicinarsi al mio, e in pochi attimi, le nostre lingue ritornarono a danzare gioiose.
Continuammo così per non sò quanto, tutto in quel momento andava lento per me, e la cosa mi piaceva da matti. Potevo gustarmi ogni secondo con lui, ogni nano secondo, ed ogni istante, senza temere che il tempo ci potesse prendere in giro. Tutto andava a rilento, e le nostre emozioni, il nostro profondo amore cominciava a fare i primi passi, per trovare il tesoro.
Lo sentivo muoversi sinuoso sopra di me, lo sentivo gemere ad ogni mio tocco, ad ogni mia carezza, percepivo il suo cuore battere sempre più forte, in sincronia con il mio, sentivo i suoi respiri farsi più sommossi. Poi accadde, in pochi attimi, per me durati piacevolissimi secoli, percepì le sue mani desiderose accarezzarmi con ancora molto più desiderio, avvertivo il suo corpo vibrare, tremare...Mi baciò sul collo, io gli accarezzai la schiena, ad un tratto le mie gambe, vennero portate con delicatezza da Nick, sulle proprie spalle, smisi di accarezzargli la schiena, perché lui mi fermò, afferrandomi le mani, e stringendomele.
Poi chinò le sue labbra sul mio collo, io chiusi gli occhi, poi lo baciai e gli sussurrai:
[Stay with Me, Don't let Me go cause I can't be without You]
Nick mi strinse ancora di più le mani, e mi sussurrò:
[You promised Me We'd always, And never go away
That's why I need You to stay...Stay with Me...]
In pochi secondi, le sue labbra si chiusero con le mie, le nostre lingue ancora si incontrarono poi un improvviso ma piacevole dolore, si impossessò di me.
Percepivo Nick muoversi veemente, sopra di me, mentre le sue labbra mi riempivano di baci e l'acqua che ancora scorreva dalla doccia bagnava i nostri corpi nudi, avvinghiati tra loro. Avvertì un altro dolce dolore, poi le nostre anime cominciarono ad avvicinarsi sempre e sempre di più, un gemito travolse entrambi, il nostro ansimare aumentò a dismisura, i nostri cuori parevano uscirci dal petto, e forse lo stavano facendo. Era vicino, lo sentivo ancora e ancora più vicino, mi stava raggiungendo, percepì il suo addome premere delicatamente sul mio. Si, i nostri cuori avevano deciso di unirsi, e in pochi secondi le nostre anime si raggiunsero, per poi toccarsi, avvicinarsi sempre e sempre di più, fino a diventare una cosa sola. danzarono per altri istanti, attimi che avevano portato entrambi a volare senza ali, stavamo volando cullati dal nostro amore. Mano nella mano esploravamo quell' universo stracolmo di stelle.
Poi all'improvviso il nostro naufragare nel limbo implose in un urlo di piacere assoluto, l'orgasmo giunse.
Nick mi strinse ancora di più le mani, poi lasciò quel limbo, io lo seguì. ritornando alla realtà, Lui era lì con me, la sua testa era appoggiata al mio addome, sudato e ancora tremante.
Entrambi stavamo tremando, ed eravamo avvolti dagli ultimi gemiti di piacere.
Nick mi lasciò le mani, per portarle sui miei fianchi, mentre le mie si posarono su quella schiena sussultante, lo accarezzai e poi lo strinsi a me. Chiudemmo gli occhi, potevo percepire il suo cuore battere sul mio, a tempo in sincronia, poi ansimanti, stanchi e felici, aprimmo gli occhi ci guardammo intensamente e sigillammo tutto con un dolce, profondo e tenero bacio.

Stettero abbracciati, ancora per un pò, il tempo si era fermato, e entrambi si stavano gustando l'uno il sapore, l'odore della pelle dell'altro.
Poi a fatica si staccarono l'uno dall'altro, si alzarono da terra, afferrarono gli accappatoio bianchi, e se li misero addosso, per poi recarsi in camera, e distendersi su quel letto, e riposarsi un pò.
Entrambi erano fianco a fianco, Nick depose la sua testa sul petto del suo amato, con una mano gli scoprì il braccio, notando i segni lasciati dall'ago per la chemio, con estrema delicatezza, portò il suo dito indice su quel punto, e lo accarezzò con cura, poi con l'altra mano, gli accarezzò i capelli.
Lo baciò sulla guancia, e continuando ad accarezzarlo parlò:
-Marky...Tu credi che tutto questo, un giorno finirà?-
Il ragazzo trasalì, portò i suoi occhi su di lui e parlò:
-Che intendi?-
-Volevo dire, quando la finiranno con la chemioterapia?-
-Non lo sò amore-
-E' che ora stai bene, e non vorrei che potessi sentirti male di nuovo-
Mark abbozzò un sorriso e rispose:
-Nick un pò di ottimismo dai-
Il biondino udendolo si allontanò da lui, per poi sedersi e dargli le spalle, Mark lo abbracciò da dietro, gli baciò il collo, e gli sussurrò:
[Cosa c'è adesso, Nicky?]
Il ragazzo abbassò lo sguardo, poi lo riportò su di lui e rispose:
-Non dovresti scherzarci su, questa, è una cosa ser...-
Mark non lo fece finire, che lo baciò, per poi sussurrargli:
[Nicky...Nicky mio piccolo Nick, non roviniamo questo momento magico...Non roviniamo nulla okay?]
Nick ci pensò su, e realizzò che il suo Marky aveva ragione, quindi sorrise ed annuì per poi gettarsi su di lui e abbracciarlo. Si distesero sul letto, si baciarono, e poi insieme si addormentarono:
Nick con la testa sul petto di Mark e quest'ultimo, con il viso a pochi cm dalla sua spalla.

CAPITOLO 12


I'll Be There For You I Promise

"For all of my life
I'll be there for you"
(I'll Be There For You - Backstreet Boys)


-Uno sguardo molto più sexy Nick-
Nick fece ciò, e in pochi secondi lo scatto della macchina fotografica si presentò in quella scenografia.
Nick era a sedere, indossava una t-shirt nera, e un paio di jeans blu, impolverati.
La sua schiena era poggiata al cofano di un auto.
Per terra vi era molta sabbia marrone scuro, e un pò di essa era stata posta leggermente sul suo viso, e sulle sue braccia.
Aveva i capelli sparati in aria, e gli avambracci erano posti sulle ginocchia, le sue gambe erano leggermente divaricate, e ai piedi portava un paio di converse blu.
Altro scatto, altra posizione. sotto ogni luce, sotto ogni prospettiva lui era sempre e comunque splendido.
Mark lo guardava dalle retro vie, lo contemplava estasiato, il suo Nicky era a dir poco sorprendente, bellissimo.
Si perse nel contemplare con dedizione quel corpo, quella pelle, quel collo, quelle labbra, quegli occhi, da non rendersi conto, che il suo amore aveva terminato il photoshoot per le foto dell'album e per una rivista, e adesso lo stava guardando con amore. Nick gli sorrise dolcemente e Mark si destò dalle sue fantasie, ricambiò quel sorriso, e in pochi secondi entrambi erano lì l'uno davanti all'altro, e si stavano guardando a vicenda, perdendosi l'uno negli occhi dell'altro. Altri sorrisi riaffiorarono tra quelle loro labbra, poi la voce dolce, calda e sensuale di Nick si presentò alle orecchie di un Mark, completamente in adorazione:
-Allora come sono andato baby, ti piace come mi hanno conciato?-
Mark si passò la lingua sulle labbra si avvicinò ammiccante a lui, Nick lo guardava innamorato ed eccitato, Dio come adorava vederlo muoversi, era sexy anche nel modo di camminare, e come lo guardava.
Cavolo Nick stava per svenire, il cuore gli batteva all'impazzata non vedeva l'ora di assaporare, gustare, quelle sue stupende labbra carnose.
[Baciami]Gli sussurrò eroticamente Nick
Mark annuì, avvicinò le sue labbra a quelle di lui, se le sfiorarono, per poi baciarsi, dopo tre linguate, Mark si allontanò all'improvviso, ma in modo molto sensuale.
Si avvicinò a lui, gli lasciò un delicato succhiotto sul collo, gli depose la mano sul cavallo di quei jeans che gli mettevano in risalto ogni cosa, poi avvicinò le labbra all'orecchio sinistro, vi sospirò all'interno, e poi, in modo molto provocante e dolce gli sussurrò:
[Prendimi]
Nick chiuse gli occhi, adorava sentirlo sussurrare in quel modo.
Si abbandonò al suo respiro, poi, lo abbracciò con impeto, gli baciò il collo, e gli sussurrò sensualmente:
[Spogliami...Ti prego, sono tutto tuo]
Mark già eccitato, scoppiò definitivamente. seguito a ruota da Nick, che appena avvertì la mano di lui passargli sotto la t-shirt tremò, e prima che Mark potesse proseguire, Nick lo spinse al muro e cominciò a baciarlo, ad accarezzarlo in ogni dove, seguito a ruota da lui.
Stavano per spogliarsi, le mani di entrambi erano le une sul cavallo dei jeans dell'altro.
Mark fremette, quando Nick gli sganciò il bottone, e Nick gemette quando lui decise di fargli scendere la zip, per incontrare Mr Happy.
Ancora si baciavano, ancora quei gemiti, coperti da quelle lingue che si davano un'amorevole battaglia, si tramutarono in mormori e mugolii di piacere, che a poco a poco si facevano più sommossi.
Mark capovolse la situazione, e fece incontrare alla schiena di Nick la parete, lo pressò delicatamente lì, facendo una leggera pressione, con il cavallo dei jeans della rifle neri stracciati che indossava. Le sue mani strinsero quelle di Nick, facendone incrociare le dita, poi lo baciò, sulla bocca, per scendere sul mento, leccargli sensualmente l'incavo del collo, staccarsi e raggiungere, il fondo della t-shirt, che afferrò con i denti. Nick trasalì lasciò fuoriuscire un leggero gemito, che incitò Mark a fare di più.
Nick percepì la sua bocca, presentarsi sul bottone ancora agganciato di quei Levis, Nick sussultò, quando avvertì quei denti sfiorargli debolmente un pò di pelle, e si lasciò scivolare giù, mentre Mark seguendolo, terminò di sganciargli quel bottone, per poi, gattonare a gambe divaricate, verso il viso del suo amore, che lo guardava eccitato e ansioso, non vedeva l'ora di unirsi a lui.
Nick lo vedeva avanzare, e fremeva ogni volta che le loro gambe si sfioravano, poi in pochi istanti, per lui durati secoli, il suo Mark, gli raggiunse il viso, la sua bocca si aprì, e suoi occhi si chiusero in contemporanea con quelli di lui, le loro labbra erano a pochi mm.
[Ti amo...Nick]
Gli sussurrò Mark, Nick abbozzò un dolce sorriso e prima che le loro lingue si potessero toccare lui rispose:
[Anche io...Ti am...]
Non riuscì a terminare la frase, perché le loro bocche si unirono, dando origine ad uno stupendo bacio, che sarebbe durato a lungo, se non fosse stato per un'improvviso e forte rumore che destò entrambi, facendoli sussultare.
I ragazzi si allontanarono e portarono i loro sguardi da dove era provenuto quel rumore pazzesco, e incontrarono il fotografo, un uomo di circa 40 anni, gay, che indossava un semplice paio di jeans chiari a vita bassa, e una camicia dello stesso materiale, aveva i capelli castani, occhi verdi, e un bel fisico. li guardò e gli sorrise dicendo:
-Fate, fate continuate pure ragazzi-esclamò raccogliendo l'attrezzatura cadutagli istanti prima.
Poi fece l'occhiolino a Nick
Nick non capì, e Mark lo stesso, e a differenza del compagno aveva provato un senso di fastidio, come osava, quell' energumeno fare l'occhiolino al suo angelo.
Portò gli occhi su Nick, lo guardò, il biondino non ci mise poco per capire e rispose:
-Mark esisti solo tu per me-
-Lo sò, mi fido di te, e di lui che non mi fido...-
Voleva terminare la frase, ma lo squillo del cellulare lo fermò.
Portò gli occhi sul fotografo, che ancora stava guardando Nick con insistenza, Nick cominciava a preoccuparsi, non gli piaceva essere fissato a quel modo.
Mark se ne rese conto, portò gli occhi sul fotografo, e l'uomo abbassò lo sguardo, prendendo le proprie cose ed allontanarsi.
Mark portò gli occhi sul suo amore:
-Nicky, ascolta io adesso devo assentarmi, per rispondere, tu intanto vatti a cambiare ci vediamo in auto, ti amo-
Gli disse regalandogli un bacio tenero dolce e passionale. una volta staccati, Mark si alzò, e rispose:
-Pronto...Ehy ciao Chris, ti volevo chiamare stasera per decidere l'ora delle riprese per il video di Nick, ma vedo che mi hai anticipato- si voltò verso il suo amore sorridendogli, per poi scomparire dietro l'angolo.
Nick sospirò, si agganciò il bottone dei jeans e poi si alzò da terra.
Stava per tirarsi su la zip, quando il fotografo si ripresentò, avanzando verso di lui, Nick lo guardò senza capire, poi in pochi istanti quel uomo fu davanti a lui, e lo stava scrutando dalla testa ai piedi:
-Ciao ci rivediamo...-
Nick non capì, ma indietreggiò quando lo vide avvicinarsi ancora:
-Ehy non indietreggiare non intendo mangiarti, sei molto meno permissivo ultimamente, e ti sei trovato anche un bel ragazzo, con la grana-
-Chi sei tu?-esclamò intimorito tirandosi su la zip
-Oh non mi riconosci vediamo se questo può farti tornare alla mente qualcosa-
Gli disse provocante, mentre una sua mano gli prese il volto, Nick allontanò quella mano dalla propria faccia. Quel tocco gli era familiare.
-Non tocca...-
Non riuscì a terminare la frase che quell'uomo lo afferrò per i fianchi, lo spinse al proprio petto, e in pochi secondi, quella lingua decise di impossessarsi con la forza di quella bocca.
Nick lo spinse via, ma quell'uomo lo riprese. Il ragazzo cominciò a tremare, voleva scacciarlo ma non ci riuscì, sentiva quelle mani stringerlo, aumentandone la stretta. Si dimenava ma quell'uomo era troppo forte, poi vide quella bocca, impossesarsi del suo orecchio, e gli sussurrò:
[Te lo ricordi Nickolas, quella fatidica notte di due anni fà al Nightclub di tuo padre?
Tu ballavi la lap dance, e io ero là insieme a quei due miei amici, avevamo offerto 1000 sterline a tuo padre per scoparti, ma tu non ti sei concesso...Perchè?
Tu sei troppo bello per concederti solo ad una persona, Il tuo ragazzo non è l'unico a cui tu devi donare il tuo...]
Nick disgustato, lo spintonò di nuovo via da sè, e cercò di sfuggirgli ma senza risultato.
In pochi secondi quel tizio lo riprese, Nick venne avvolto dal panico, mancavano pochi metri alla porta, che ne avrebbe decretato la sua salvezza.
Attraverso quello spesso vetro, Nick vide Mark: era di spalle, e stava ancora al telefono.
I suoi occhi azzurri fissavano la sua figura, pregandolo di voltarsi, provò ad urlare il suo nome ma lui era troppo lontano per udirlo. Cercò di liberarsi da quella presa di nuovo, mollandolgi un calcio nelle parti basse. L'uomo per il dolore lo mollò, Nick cominciò a correre, la sua mano afferrò la maniglia anti-panico, ci fu lo scatto, Mark lo udì, si voltò ma di Nick nessuna traccia, quindi tornò al telefono.
Nick era spiattellato al muro, davanti aveva il fotografo, che gli stava tenendo fermo con il proprio bacino, quello di lui, e con una mano i suoi polsi, e in pochi secondi la mano destra dell'energumeno afferrò il suo mento, Nick tentò di liberarsi ma niente, in pochi attimi la lingua di lui gli si conficcò in bocca, Nick poteva sentirla muoversi nevroticamente per catturare la sua, ma senza risultato, allentò la pressione con il bacino, Nick sgranò gli occhi, e gli mollò un calcio. L'uomo si allontanò dolorante, mettendosi le mani sulla parte colpita, Nick sgattaiolò via, spinse la maniglia anti-panico, ed uscì cercando di trattenersi. raggiunse Mark con passo veloce. lui era ancora di spalle, quando Nick a pochi metri lo sentì dire:
-Okay allora ci vediamo tra 4 giorni, ciao-
Mark chiuse la chiamata e si voltò incontrando Nick, che con uno sguardo sfuggente, lo superò per poi prendere posto nell'auto.
Mark lo guardò stranito, si voltò verso l'entrata dello studio fotografico, non c'era nessuno.
Scrollò le spalle, e poi decise di raggiungere il suo amato.
Si sedette al posto guida, portò gli occhi su di lui, che fissava il panorama, che aveva davanti, aveva già la cintura di sicurezza allacciata. Mark lo scrutò di sottecchi, poi preoccupato parlò:
-Nicky che è successo?-
-Niente Mark, Niente!-
Disse stropicciandosi gli occhi
-Nick..-
-Ti prego metti in moto, voglio andare a casa, devo farmi una doccia, muoviti-
Mark lo guardò sbalordito, non sapeva che cosa rispondergli, se non un non tanto convincente:
-O..Okay come vuoi-
Deglutì la saliva, premette la frizione, girò la chiave, il rombo del motore si presentò in quel silenzio, il suo piede spinse l'accellelatore, poi la jeep partì, in prima per poi giungere alla seconda, svoltare l'angolo, e gettarsi in strada, mentre la mano di Mark portò il cambio in terza, e sfrecciarono via.

*§*§*§*

Alle 9pm giunsero a casa.
Come Mark fermò l'auto, Nick senza dirgli nulla, si liberò dalla cintura, ed uscì, per poi recarsi dentro casa: gettare il giubbotto dove gli capitava, ovvero sul divano, raggiungere i piani di sopra, ed entrare in bagno, spogliarsi, lanciare i vestiti del set fotografico, nel cestino della biancheria sporca, e fiondarsi all'interno del box doccia.
Mark rientrò, depose le chiavi dell'auto sul tavolino di vetro, si tolse il giaccone e lo appese all'attaccapanni, per poi recarsi ancora allibito, al divano, raccogliere il giubbotto del suo ragazzo e appenderlo accanto al suo.
Guardò la cima delle scale, da dove proveniva lo scrosciare della doccia.
Mise il piede sul primo scalino, voleva raggiungere Nick, farsi spiegare il motivo di quella sua improvvisa irascibilità, ma decise di ripensarci. Abbassò lo sguardo, sospirò e si recò in cucina per preparare la cena, anche se era il turno di Nick.

*§*§*§*

Nick lo onorò della sua presenza 20 minuti dopo, con indosso solo un paio di boxer a pantaloncini neri. I suoi occhi azzurri si scontrarono con la schiena del suo ragazzo, che si muoveva con destrezza tra quei fornelli. Dal profumino che stava inebriando la cucina, Mark aveva preparato due bistecche di vitellone irlandese, patatine fritte e per primo una zuppa di carote. Nick distolse lo sguardo da lui, per poi portarlo sulla tavola già apparecchiata, sospirò, e senza fiatare si accomodò al proprio posto.
In quel lasso di tempo Mark, con in mano due piatti fondi contenenti la fantomatica zuppa, si voltò, e trasalì incontrando il suo cucciolo che fissava il tavolo giocherellando con il cucchiaio.
-Nick mi hai spaventato-
Lui non rispose, c'era tensione nell'aria e Mark non la sopportava, cos'è, era crollato improvvisamente il gelo tra di loro, che diamine era successo. che cosa aveva fatto di sbagliato? Ma soprattutto, perché Nick si comportava a quel modo? Scosse la testa, al momento non voleva pensarci, gli sorrise debolmente sperando che lui ricambiasse, ma ottenne solo un buco nell'acqua, deglutì la saliva, depose il piatto sotto al naso del compagno, e si accomodò al proprio posto con la sua pietanza davanti.
Guardò Nick di sottecchi, la zuppa gli fumava davanti, ma lui continuava a giocherellare con il cucchiaio.
Mark, sospirò infastidito poi parlò:
-Nick, che fai non mangi?-
-Non mi và....-
-Come non ti và Nick...?-
-Non mi và okay, perché hai qualche problema al riguardo- esclamò allontanando il piatto da sè, per poi alzarsi, e raggiungere il divano, dove vi si gettò a peso morto, accendendo l'impianto hi-fi e alzando al massimo il volume.
In pochi istanti una forte musica, si presentò all'interno del salotto. Era "In The End" dei Linkin Park.
Mark scosse la testa. Si alzò dalla sedia, raggiunse il proprio ragazzo, e spense lo stereo a quel gesto Nick alzò gli occhi:
-Perché cazzo lo hai spento!-esclamò
-Oh tò, che miracolo mi hai guardato in faccia!? E' da quando ce ne siamo andati dallo studio che ti comporti così, si può sapere che ti è preso?-
Nick distolse lo sguardo, e accese la tv.
Mark perse la pazienza, spese il televisore e parlò:
-Nick piantala, adesso parliamo...Dimmi che cazzo hai?-
-Io non ho niente Mark, niente!-
-E invece si mio caro, ti conosco abbastanza, quindi dimmi che diamine ti è successo?-
Nick sospirò e decise di lanciargli una frecciatina:
-Bhe allora se mi conosci abbastanza, perché non mi dici tu quello che mi è accaduto?-
Mark rimase spiazzato, ma riuscì comunque a rispondere:
-Io non sono un fottuto indovino Nick, che cazzo di problema hai?-
-Bhe cerca di diventarlo!-
Esordì infine, alzandosi dal divano per recarsi al piano di sopra.
"Eh no stavolta non mi scappi Nick"
Pensò raggiungendolo. per poi afferrargli il braccio e costringerlo a voltarsi, a quel tocco Nick trasalì, e urlò strattonandolo da sè:
-NON TOCCARMI, LASCIAMI!-
Lo spintone che rifilò al suo ragazzo fu un gesto svelto, improvviso e un tantino potente.
che lo fece cadere a sedere per terra.
Nick trasalì,rendendosi conto di ciò che aveva fatto, Mark da altro canto lo guardava sconvolto, perché gli si era rivoltato in quel modo, che diamine gli era preso? Voleva rispondergli a tono, ma cercò di trattenersi:
-Nick ma...Ma...-
Il biondino portò gli occhi su di lui, abbassò il viso e mormorò mortificato:
-Mi..dispiace scusami..Mark scu...-
Lui di tutta, risposta si alzò da terra, e si recò accanto a lui, lo abbracciò delicatamente, portandoselo al petto, per poi dirgli gentilmente e amorevolmente:
-No, non è successo niente sto bene, tu piuttosto, dimmi che ti è accaduto cucciolo, dimmelo per favore-
Nick non sembrava intenzionato a parlare:
-Ce l'hai con me, ti ho fatto qualcosa di male?-
Nick scosse la testa
-Allora amore che cosa è successo?- ripetè aumentando l'abbraccio.
Nick dopo ancora dei tentennamenti, si decise a parlare.

*§*§*§*

Terminato il racconto, Mark lo strinse forte a sè per poi lasciarlo, Nick temette che forse Mark era arrabbiato, quindi chiuse gli occhi, e con la paura nel cuore, attese il verdetto del suo ragazzo.
-Senti invece della zuppa, della bistecca e delle patatine, Ti va una cioccolata calda?-
Gli occhi di Nick si aprirono incontrando quelli del suo amore, che lo stavano fissando gentilmente.
-Ma..Marky scusami, io non volevo, ma è successo tutto in fretta, lui era più forte, ho tentato, ho....-disse piangente.
Mark di tutta risposta: scosse la testa, sorrise debolmente, gli accarezzò la nuca, avvicinò il proprio viso a quello suo, e lo baciò amorevolmente sulla fronte, per poi stringerselo a sè, e sussurrargli con estrema dolcezza
[Ehy...Shhh, non scusarti cucciolo, non è stata colpa tua, Io non dovevo lasciarti da solo piccolo, scusami...Non permetterò a nessuno di toccarti, mai più, te lo prometto amore, te lo giuro sul mio onore...Non lascerò che qualcuno ti tocchi di nuovo, non lo permetterò.
Credimi farò qualsiasi cosa per evitare che la tua ritrovata felicità, sparisca di colpo lasciando campo libero alla tristezza, tu sei mio, sei tutto, nessuno oserà toccarti di nuovo, mai più.
Perché ci sarò io a proteggerti..ci sarò io amore, te lo prometto]
Detto questo lo strinse ancora di più a sè, si baciarono teneramente, con le labbra Mark gli portò via le lacrime, gli sorrise, e poi se lo coccolò a lungo, molto al lungo.

CAPITOLO 13


It's Just A Moment...This Time Will Pass
"And if the night runs over
And if the day won't last
And if your way should falter
Along this stony pass

It's just a moment
This time will pass"
(Stuck In A Moment You Can't Get Out Of -U2)

Eravamo tutti e due lì, a sedere su quelle classiche poltroncine, di finta pelle nera in attesa, di cosa vi starete chiedendo vero? Bhe stavamo attendendo gli ennesimi risultati dei miei esami, io stavo molto bene e visto che tra meno di 24 ore io e il mio Nick, dovevamo prendere il fatidico volo 4567 per Los Angeles, e cominciare finalmente con le riprese del video. Cavolo! che impresa è stata, ancora non riesco a crederci che ce l'abbiamo fatta, io non vedevo l'ora di partire e lui, il mio Nick bhe lui era agitatissimo, non riusciva a stare fermo un attimo, poi voi non avete visto quei suoi occhi azzurri, quanto erano raggianti, non glieli avevo visti mai così a parte quando facevamo l'amore. Comunque eravamo in trepida attesa sia per i risultati sia per la partenza. Nick era vicino a me, mi stava tenendo la mano, indossava un paio di jeans chiari stracciati, e una felpa di cotone bianca con righe orizzontali nere larghe, la bellezza di 10 cm, portava i capelli sparati in aria, e sul suo polso destro risiedeva, un braccialetto di caucciù, che terminava con una piccola conchiglia bianca, ai piedi aveva le sue inseparabili converse. Dio stava benissimo, se non fossimo stati nello studio privato del dottore me lo sarei fatto seduta stante. Sorrisi, poi portai gli occhi su di lui, che si voltò verso di me ricambiò il mio sorriso, poi mi chiese:
-Marky perché mi guardi così, ho qualche capello fuori posto?-
Risi, scossi la testa, poi gli posai la mano sulla nuca, e condussi il suo viso al mio, e gli sussurrai:
[Non hai niente fuori posto, stai benissimo Nicky, benissimo]
Lui mi sorrise, io ricambiai e poi ci baciammo.
Appena ci allontanammo, ci onorò della sua presenza il medico, che aveva in mano i risultati degli ultimi esami, ci sorrise, non ho mai adorato quell'uomo come in quel preciso, istante, fiutavo aria di buone notizie.
Io e Nick ricambiammo trepidanti. il dottore un uomo abbastanza alto, con i capelli neri corti, occhi blu, robusto nei punti giusti, si sedette davanti a noi, depose quei fogli sul tavolino in legno. gli aprì poi portò gli occhi su di me, su Nick, sorrise e finalmente aprì bocca:
-Dai risultati degli ultimi esami. le posso dire, che la terapia sta funzionando alla grande, e abbiamo deciso di sospenderla, per un pò, dato che adesso tutti i suoi valori sono a posto, non ha niente che non vada, è un pò in carenza di globuli bianchi, ma non c'è da preoccuparsi, è una cosa normale, dopo tutte le chemio a cui ha dovuto sottoporsi-
Io e Nick ci guardammo negli occhi, stavamo per saltare di gioia, stavamo per abbracciarci quando la voce del medico, ruppe quel silenzio, rompendo la magia che si era creata:
-Mi ascolti signor Feehily, non voglio illuderla, io non le ho detto che è guarito, le ho detto solo che la terapia sta funzionando, e ho deciso di sospendergliela per un pò. Non si guarisce mai completamente, Quindi non deve prendere la cosa sotto gamba, ha capito. Ora sta bene si vede, i risultati sono ottimi, ma non si fasci la testa prima di cadere, mi ha capito?-
Quelle parole dette con tanta serietà, mi mandarono l'umore ko, e abbassai lo sguardo, quando lo rialzai per rispondere Nick mi precedette:
-Mi scusi, ma ha detto che la terapia sta funzionando, no? Quindi perché non può confermare l'ipotesi che sia guarito? I valori sono giusti no, è tutto a posto no?-
Il medico annuì, stava per parlare ma Nick lo interruppe:
-E allora, perché ci ha, messi in gua...-
La mia voce lo arrestò:
-Lascia stare Nick, va bene così, intanto la terapia è stata sospesa, non devi alzare così tanto fumo, rischi di morire soffocato-gli dissi
Lui mi guardò:
-Ma Mark io...-
-Niente ma, Nick-
Distolsi gli occhi da lui e li portai sul dottore e risposi:
-Ho capito, va bene non prenderò la cosa sotto gamba-
-Bene, appena torna da Los Angeles dovremo farle un altro esame per vedere se la terapia può essere ulteriormente sospesa, o ripresa magari con dosi leggere.
Per il periodo che starà via, non ignori niente, se ha un pò di mal di testa si riposi, non si affatichi, ha capito?-
Annuì, poi il medico si alzò seguito da me e Nick, strinse la mano ad entrambi e ci accompagnò alla porta:
-Arrivederci- gli dissi
-Arrivederla-rispose
e lo scatto della porta si presentò alle mie spalle.
In pochi secondi Nick mi abbracciò, ci baciammo e poi mano nella mano raggiungemmo l'uscita, dell'ospedale, saltammo in macchina e sfrecciammo via.

*§*§*§*

L'aereo stava sorvolando tranquillo e placido l'oceano atlantico, aveva davanti ancora 2 o 3 ore di viaggio da affrontare. La costa di New York era vicina, ma loro dovevano proseguire e raggiungere la calda e assolata California, più precisamente Los Angeles, dove li attendevano 4 giorni pieni di riprese.
Mark si voltò verso il suo Nick, che nonostante tutta l'eccitazione iniziale, adesso era lì fermo, con la testa appoggiata alla sua spalla, e gli occhi chiusi, il suo amore si era addormentato come un bambino piccolo, e pensare che 6 ore prima della partenza, si era svegliato all'incirca, 3 ore prima, per preparare solo lui sapeva cosa:

Flashback

La colazione aveva detto a Mark, e di tutta risposta, lui aveva aggrottato il ciglio, scrutando tutto ciò, non riuscendo a capire che cosa avesse cucinato:
Davanti ai suoi occhi c'erano due piatti, belli pieni, con 2 pezzi di un qualcosa tipo "salsicce affumicate" per non dire bruciate, 4 pomodori di media grandezza neri, anziché rossi, 2 fette di quella che doveva essere la pancetta, 2 fette di black and white pudding, 4 uova, e 4 patate che tutto sembravano fuorché bollite, 2 cucchiai di fagioli, pepe bianco, una noce di burro e forse un pò troppo formaggio grattugiato.
Mark scosse la testa divertito, e Nick si fece sentire dicendo:
-Che ho fatto?-
Mark rise ancora per poi, deglutire la saliva e trattenersi.
Cavolo stava per scoppiargli a ridere in faccia:
-Nicky...amore che volevi fare?-
-Come che volevo fare, te l'ho detto prima, è la colazione all'irish, sono irlandese come te, e sò come si cucina specialmente la colazione-
Mark annuì, per poi trattenersi dall'imminente risata.
-Questo non lo metto in...-
Oddio stava per scoppiare
-Mark...-lo chiamò
Lui rise
-Insomma Mark! Piantala!-
Fu la goccia che fece traboccare il tutto, Mark scoppiò a ridere come un pazzo
-AHHAHAHAHA ODDIO AHAHHAHA-
-Mark dai-
-Scusami tesoro è che...Che, oddio hai bruciato tutto quanto ahhahahahahah-
-Non è vero?!-
-Oh si certo come no...Ahahhahah-
-MARK UFFA!!!! almeno apprezzalo-
Si tratenne per poi replicare:
-Certo che lo apprezzo amore, solo che, non voglio morire avvelenato dai tuoi manicaretti ahahhahaah-
-IO Sò cucinare UFFA!-
Mark annuì di nuovo, mentre rideva sotto i baffi
Nick se ne era reso conto, e un pò offeso, prese il proprio piatto, e lo portò al tavolo, fulminando il suo amore con lo sguardo.
Mark reagì sorridendo, per poi esclamare:
-Nick preparo io la colazione dai, poi ti sei svegliato 3 ore prima!-
-STA ZITTO!-Urlò, afferrando la propria forchetta con l' intenzione di tagliare, quella che doveva essere una salsiccia, ma senza risultato.
Mark vedendolo in difficoltà, scherzò dicendogli:
-Amore se vuoi te la taglio io...Ma con la sega elettrica!-
Nick lo guardò male e replicò:
-Tagliaci la legna con la tua fottuta sega elettrica-
Mark sgranò gli occhi, il suo amore c'era rimasto malissimo, però lui si divertiva a farlo arrabbiare.
-Oh qualcuno si è alzato male dal letto!-
Nick lo fulminò di nuovo.
Mark rise, per poi avvicinarsi:
-Guarda che sguardo assorto, come la vuoi tagliare la salsiccia, a croce, a metà o a pezzettini?-
-LA VUOI FINIRE MARK ACCIDENTACCIO A TE, LASCIAMI IN PACE!-
Urlò. Mark notò che aveva gli occhi lucidi, e capì di aver un tantino esagerato.
Si fece serio, quel sorriso beffardo che aveva stampato in viso, divenne più dolce, e colmo di affetto.
-Dai Nicky, stavo scherzando, scusami-
Nick non sembrava tanto convinto, lasciò scivolare sul piatto la forchetta, portò gli occhi sul suo amore e parlò:
-Non basta-
Mark intuì, ma voleva giocare un altro pò con lui, quindi fece finta di non capire:
-Non basta?!! Uhm e che dovrei fare secondo te?-
-Indovina...-
-Dovrei indovinare, e cosa cucciolo?-
-Vuoi un' indizio?-
-Se vuoi, sarebbe bene accetto-
Gli occhi di Nick si illuminarono di una luce diversa, avevano un sguardo molto provocante, e sensuale, Mark non era insensibile a ciò, però cercò di resistere, tanto per giocare.
Nick gli si avvicinò, le loro labbra, erano vicine, pochi cm ancora e si sarebbero toccate.
Mark però al limite si scansò:
-Che stai facendo?-chiese scherzosamente
-Ti stavo per dare un indizio!-mugolò Nick
-Non si danno così gli indizi amore..-
-Ah no, e allora come si danno?-
[Così] gli sussurrò, provocante, mentre le sue carnose labbra, si presentarono sul quel collo, mentre le mani gli accarezzavano desiderose e amorevoli, quelle cosce, coperte solo dai boxer neri. Nick fremette e con la voce mormorata in sovraeccitamento disse:
-Mark...-
[Shhh]
Gli sussurrò provocante , mentre portava le sue labbra su quelle di lui.
In pochi secondi che sembravano secoli, Nick si ritrovò, Mark a sedere con le gambe divaricate, sulle sue cosce.
Il suo petto, si univa al suo, mentre le loro labbra e le loro lingue danzavano armoniose tra di loro, colpendosi delicatamente, sfiorandosi vogliose, e stringersi con amore.
La bocca di Mark aveva percorso ogni cm di quel petto, e quelle mani lo avevano accarezzato e toccato, proprio come stava facendo anche il suo Nick, in un solo istante, Mark con un colpo di bacino, spinse il suo amore all'indietro, la sedia si piegò, stavano per ammazzarsi, ma ciò non accadde perché la spalliera della sedia in legno, si incontrò con il muro, che la fermò, Nick aveva i piedi lontano da terra, e con impeto amoroso, continuava a baciare e ad accarezzare il suo Mark, che ricambiava con la stessa identica intensità.
Si staccarono per riprendere fiato, i loro occhi si contemplavano a vicenda, il loro ansimare si presentava in quella pace e in quel silenzio, che l'alba non ancora sorta, stava regalando a tutta la cittadina di Sligo.
Altri sguardi colmi d'amore, altre carezze leggere, timide e tremanti li avvolsero poi, la voce di Mark si presentò in tutta la sua dolcezza, e la carica erotica:
[Così si danno gli indizi amore, così]
Si sorrisero, poi Nick abbracciò il suo amore, lui ricambiò stringendosi ancora di più a lui.
Nick chiuse gli occhi, appoggiò il mento su una sua spalla, e avvicinò il naso su quella pelle nuda e trasudante, perdendosi completamente nel suo profumo, adorava quel profumo, era quello più meraviglioso che avesse mai sentito, nel quale amava inebriarsi e perdersi.
Sospirò, e si lasciò cullare da quella fragranza. Mark di tutta risposta, se lo era stretto di più a sè, e aveva lasciato che anche il suo naso si perdesse in quel profumo, in quella fragranza in quell'odore che per lui significava SOLE, si proprio così, il suo Nick era il suo sole, era tutto ciò per cui valeva la pena vivere, lottare e difendere con gli artigli e i denti.
Era il suo mondo, era l'unica ragione che lo spingeva a non arrendersi, era l'unico motivo per cui, ogni mattina i suoi occhi blu si aprivano, era l'unico spiraglio di sole, di luce, che gli dava la forza di non pensare alla sua malattia, era l'unico che, gli toglieva dalla mente: la paura e la preoccupazione, che tutto ciò che stava vivendo, i bei momenti che stava passando, potessero un giorno sparire, spegnersi per sempre, non appena il suoi occhi blu sarebbero giunti ad una fine, improvvisa, che sarebbe durata purtroppo in eterno.
Strinse ancora di più Nick, non voleva pensarci, adesso stava bene, ma questo non gli impediva di vivere nel terrore. Aveva troppa paura, e molta anche.
Nick, all'improvviso percepì la schiena di Mark sussultare.
Smise di perdersi nel suo profumo e parlò:
-Marky ehy...-
Non gli rispose, le lacrime, avevano già cominciato a scedergli sulle guance:
Nick allora, se lo allontanò debolmente da sè, Mark si staccò da quell'abbraccio, però non riusciva a distogliere gli occhi dalle cosce del compagno. non lo stava guardando in faccia.
D'un tratto, su una gamba di Nick cadde una lacrima. Il biondino trasalì, nel suo cuore avvertì una sofferenza e una paura, una paura molto forte, il suo amore stava soffrendo di nuovo, il suo adorato Marky era spaventato e molto anche, doveva fare qualcosa. Quindi, Nick tremante e con estrema delicatezza, afferrò, con il pollice e l'indice della mano destra, il mento del suo Mark, alzandogli il viso dolcemente.
I loro occhi si incontrarono di nuovo, quelli del suo amore erano pieni di lacrime, e tra poco sentiva che anche i suoi lo sarebbero stati, odiava veder piangere il suo amore, e odiava quel dottore che gli aveva detto di non prenderla sotto gamba, aveva ragione, però ce l'aveva lo stesso a morte con lui, perché era stato lui, a fargli crollare quel piccolo spiraglio di gioia, che per un attimo aveva invaso entrambi. Non poteva vederlo soffrire, non voleva vederlo piangere.
Quelle dannate lacrime non dovevano assolutamente deturpare quel suo dolce viso, non dovevano farlo, non doveva accadere.
-Marky...Amore non piangere-
Mark non rispose, abbassò il viso, ma Nick lo rialzò per poi parlare:
-Mark ti prego, non piangere, non voglio vederti piangere, non voglio Marky hai capito!
Andrà tutto bene e tu lo sai...Ti prego non farti abbattere, non cedere ti scongiuro! Ti hanno sospeso la terapia, è un buon segno, non lasciarti influenzare da quello che ti ha detto il dottore, non è detto che ti ritorni, magari torniamo da Los Angeles e sei guarito. Il clima laggiù potrà farti benissimo no?-
Mark scosse ancora la testa, poi rispose sussurrando, mentre le lacrime ancora gli rigavano le guance:
[No]
-Mark ti prego-lo implorò
[Non voglio, non voglio sperare che una volta tornati da Los Angeles, sia guarito, perché non sarà mai così, non lo sarà mai! Hai capito Nick, MAI!]
Detto questo, Mark, tolse la mano di Nick dal proprio mento, scivolò via da lui, per poi andarsene.
Nick sospirò abbattuto, si alzò dalla sedia, e raggiunse il proprio ragazzo, che si stava accingendo a salire le scale per raggiungere la camera.
Gli afferrò il braccio, e lo costrinse a voltarsi completamente verso di lui, e a guardarlo negli occhi.
Lo spinse al muro, gli prese amorevolmente il viso tra le mani, quegli occhi blu che tanto amava stavano ancora piangendo:
-Marky ti prego, amore, non dire più così, per favore, mi ferisci quando lo fai, non voglio vederti soffrire, non devi assolutamente abbatterti ti prego. Tu sei forte, lo sei sempre stato, e molto più di me, sono io quello fragile della coppia, sono io quello che è debole caratterialmente, sono io quello che vorrà tenerti al mio fianco per sempre, sono io quello che vive nella preoccupazione, sono io quello apprensivo, non devi rubarmi il mestiere...Dai! Marky andrà tutto bene, per favore non pensarci, non rovinarti la vita serena che dopo mesi e mesi di sofferenza ha deciso di arrivare.
Non devi pensare a niente! Pensa solo che tra poche ore io e te, saremo sul volo 4567 diretto a Los Angeles, io e te saremo su quell'aereo insieme, è questo quello che conta.
Non devi pensare a ciò che verrà, non farti influenzare da niente e da nessuno, perché nessuno può decidere ciò che sia buono per te, perchè sei tu che decidi Mark, sei tu, solo ed esclusivamente tu, nessun'altro! Quindi pensa a te stesso per una volta, non capovolgere, sconvolgere o addirittura distruggere il tuo ritrovato equilibrio, preoccupandoti per me, temendo che un giorno, i tuoi occhi si potranno chiudere per sempre, e sarai costretto a lasciarmi, perché sono tutte cazzate Mark, tutte cazzate! Tu vivrai amore, vivrai ancora per tanto tempo, io e te moriremo insieme, quando saremo vecchi e decrepiti, non adesso, non qui, non così, non domani, non tra uno o due mesi, non fra 3 o 4 anni! No amore, perché vivremo ancora, abbiamo tutta la vita davanti, è appena iniziata per entrambi, ma soprattutto è appena cominciata per te Mark, solo ed esclusivamente per te.
Io starò sempre al tuo fianco! E tu devi stare al mio, quindi non abbatterti, piangere non serve a niente, e lo sai anche tu che...-
Si bloccò asciugandogli con estrema delicatezza, amore e dolcezza quelle lacrime con le labbra, regalargli un casto bacio sulla fronte, accarezzargli i capelli, il viso per poi condurlo con il pollice e l'indice della mano destra, al suo volto e continuando, sussurrandogli dolcemente:
[...Queste lacrime non ti porteranno da nessuna parte, amore...Questo che ti sta accadendo non è insormontabile, non devi scalare gli specchi per superarlo, non ti devi buttare giù, non devi lasciarti andare, non devi farti catturare dallo sconforto, perchè questo amore, è solo un attimo, solo un'istante, e poi tutto passerà, andrà tutto bene amore, tutto quanto...Vieni qui]
Mark si lasciò convincere, si avvicinò a lui, fino a fare incontrare i loro addomi nudi.
Nick gli sorrise, e poi lo abbracciò con trasporto, Mark ricambiò.
Si strinsero talmente tanto da perdersi l'uno nell' inebriante odore dell'altro.
Mark ebbe un sussulto, Nick lo strinse ancora di più a sè, gli accarezzò con le labbra e con il naso la guancia, e gli sussurrò all'orecchio:
[Shhh amore, andrà tutto bene vedrai, tutto passerà ne sono sicuro, tutto passerà cucciolo,
E ci sarò io a far si che questo accada, ci sarò io con te...Ti amo]

End Flashback

Mark scosse la testa, e sorrise ripensando a quel momento, e senza pensare ad altro, appoggiò la testa a quella del suo amore, gli prese la mano, e la strinse. Nick riuscì a percepire quella stretta e ricambiò.
Entrambi incrociarono le dita, Mark chiuse gli occhi, lasciandosi cullare dal respiro del suo amore, e gli sussurrò:
[Nicky grazie per essere al mio fianco, ti amo]
Nick l'aveva udito benissimo, sorrise dolcemente, poi rispose con la stessa e identica dolcezza:
[No Marky grazie a te, per essere entrato come un fulmine nella mia vita, nella mia anima, e nel mio cuore per poi non uscirne mai più, ti amo]
Entrambi sorrisero, Mark gli regalò un bacio sulla testa, e poi tutti e due si strinsero ancora la mano e si addormentarono profondamente.
Mentre l'aereo contribuiva a cullarli, dolcemente, con il suo volo sicuro, tranquillo e placido.

CAPITOLO 14


Touching My Body

"..If I Want U More (Would You Like That)
Keep It Nice And Warm (Do You Like That)
Do It On The Floor (Do You Like That)
I Wanna Give You Some More (I Know You Like That)..."
(Touching My Body - Danity Kane)

Dentro la sua testa, all'interno del suo cuore fino nel profondo dell'anima, ancora riusciva a sentirlo dentro di sè, percepiva la sua anima scorrere ancora, danzando con la sua.
Il suo volto si incontrò con lo specchio, mostrandogli un viso raggiante, e uno sguardo pimpante. sorrise, ancora estasiato dalla notte precedente. Aprì l'acqua fredda, portò le sue mani sotto quel getto, per poi portarle sul suo viso, si lavò la faccia, tanto per darsi una bella svegliata e rinfrescarsi. Cavolo! A Los Angeles si crepava di caldo, lui e il suo Nick non erano riusciti a chiudere occhio, forse era colpa del jetleg. Diamine! Erano partiti dall'Irlanda che era l'alba, avevano viaggiato per tutta la mattina sull'aereo, per poi giungere in una Los Angeles completamente addormentata. Erano le 4pm, per fortuna che le riprese sarebbero iniziate la settimana dopo, così avevano tutto il tempo di riposarsi, godersi una mini vacanza, rilassarsi, e non pensare più a niente e a nessuno, prima di gettarsi a capofitto sul lavoro.
E in quella quasi mattina, era successo più o meno la stessa cosa, appena giunti nella propria camera, anzi non era una camera, ma bensì una penthouse, si erano distesi su quell'immenso letto matrimoniale, ma non riuscivano a dormire, quindi decisero di parlare, e in pochi secondi dalle parole si era arrivati alle carezze, dalle carezze alle coccole, poi dalle coccole ai baci, ai tocchi timidi delle loro mani sul corpo vibrante dell'atro, e in meno di pochi secondi i baci si erano fatti più spinti, le carezze più vogliose quasi violente. Ed era successo.
Mentre i loro respiri si facevano sempre e sempre più sommossi, i loro gemiti si facevano sentire, e infine, quelle due anime ancora una volta si erano incontrate per danzare di nuovo.
Mark ripensò a ciò, sorrise, si spalmò un pò di crema idratante sul viso, e poi portò i suoi occhi sul letto, dove sotto a quelle lenzuola di seta candide, c'era il suo Nick, che dormiva a pancia in giù, mentre un braccio era sotto il cuscino, e l'altro disteso su quella parte di materasso vuoto, dove vi erano ancora i segni di Mark, che sorrise, si sciacquò il viso, e poi decise di ritornare dal suo cucciolo. Balzò sul letto, Nick non lo udì, dormiva troppo pesantemente, allora Mark decise di condurlo a sè, lo abbracciò e fece in modo che la testa del suo amore, si posasse sul suo addome. Nick lo percepì, sorrise e si strinse di più a lui sussurrandogli:
[Sogni d'oro Marky ti amo]
Mark sorrise debolmente, portando gli occhi sulla radio sveglia, che aveva sul comodino, segnava le 7am, un'orario strano per darsi la buonanotte. ma infondo a lui non importava, aveva il suo amore al suo fianco, il resto non contava, poteva per sempre essere notte, e a lui non sarebbe importato, poteva saltare il pianeta, ma lui non se ne sarebbe nemmeno accorto, perché tutto andava bene, tutto gli sorrideva quando aveva accanto il suo cucciolo.
Si strinse di più a lui, lo abbracciò più forte, chiuse gli occhi e lasciandosi cullare da quel suo caldo respiro, e da quel buonissimo odore che emanava la sua pelle, accaldata e bagnata:
[Sogni d'oro anche a te amore mio, ti amo]
Sulle labbra di Nick affiorò un dolcissimo sorriso, poi Mark decise di sfiorargli delicatamente quelle stupende labbra, quei lineamenti del viso, per poi sigillare il tutto con un dolce e casto bacio a fior di labbra, chiudere gli occhi, e addormentarsi con lui.

*§*§*§*

Mark venne svegliato da una leggera brezza, e dal profumo di caffè.
Le sue palpebre cominciarono a tremare, ancora e ancora, fino ad aprirsi ed ad incontrare, la parte vuota del letto, dove il suo Nick dormiva. Lo chiamò debolmente, poi si stiracchiò, si portò a sedere sul letto e si guardò intorno, fino ad incontrare il balcone: le tende bianche svolazzavano leggere cullate dalla brezza dell'oceano, tra quei movimenti sinuosi, i suoi occhi blu intravidero la figura del suo amore, che era di spalle, intento ad ammirare quel meraviglioso panorama.
Vedeva quell'oceano blu, infinito ampliarsi davanti ai suoi occhi, vedeva quelle splendide spiagge bianche sposarsi alla perfezione con quelle onde, ogni tanto riusciva a scorgere qualche delfino saltare, era stupendo. Nick adorava fino all'inverosimile l'oceano, e tutte le creature che vi abitano all'interno, e aveva deciso di creare un associazione per la salvaguardia di questa meraviglia della natura.
Sul suo viso angelico, e ancora un pò assonnato comparve uno stupendo e dolce sorriso, mentre ammirava tutta la costa, che riusciva a vedere.
Sospirò, stava per voltarsi, quando una presa che conosceva alla perfezione, gli cinse i fianchi attirandolo a sè. Nick trasalì, non appena percepì l'addome di Mark incontrarsi con la sua schiena, portò la testa, all' indietro fino a vederlo in volto, gli stava sorridendo.
Era di un'avvenenza unica.
-Giorno amore dormito be...-
Nick non terminò la frase, perché le labbra di Mark arrestarono ogni sua parola.
Chiusero entrambi gli occhi, e si lasciarono travolgere dalle emozioni, scambiandosi un bacio mozzafiato. Una volta staccati:
-Buongiorno a te cucciolo-
Detto questo Mark , lo strinse a sè, Nick ritornò su con la testa, mentre il mento del suo amato, si depose sulla sua spalla, avvicinando la guancia a quella del biondino, si sorrisero e così abbracciati, in silenzio contemplarono il panorama, mentre Mark, con un movimento di gambe e bacino cullava la sua dolce metà.

*§*§*§*

Era caduto un piacevolissimo silenzio tra di loro, dove non c'era bisogno delle parole, per parlare, capirsi. I loro occhi dicevano sempre tutto. Le labbra di Nick si presentarono sulla guancia di Mark, che rispose a quel gesto d'affetto, con ancora una stretta, e infine un bacio su quella bocca, che adorava. Una volta allontanati si sorrisero, poi Mark parlò:
-Allora cucciolo cosa facciamo, abbiamo l'intero giorno libero, anzi abbiamo una settimana libera per rilassarsi, divertirsi, e coccolarci, quindi cosa ti va di fare oggi?-
Nick ci pensò un pò su, portò i suoi occhi sull'oceano, ritornò a guardare il suo amore, e poi proferì parola.
-Uhm...Che ne dici di andare da qualche parte?-
-Ottima idea, e dove?-
Nick sorrise ammicante, voltò completamente il suo corpo verso di lui, lo abbracciò, baciandogli il collo. Mentre le mani di Mark gli accarezzavano la schiena, la bocca del biondino gli si presentò al orecchio, dove gli sussurrò:
[Portami su una stella]
Mark chiuse gli occhi gustandosi il suo sensuale e dolce respiro, poi smise di accarezzarlo, lo allontanò da sè, con una mano gli afferrò dolcemente la nuca, conducendogli il viso a quello suo, fino a fargli toccare la fronte con la sua. I loro occhi si guardavano ammiccanti, Nick stava per lambire, con i denti quelle stupende labbra, ma Mark glielo impedì, allontanandosi leggermente. Sospirò, i suoi occhi blu cominciarono a guardarlo con molta intensità, e una sensualità molto provocante. Il cuore di Nick cominciò a battere all'impazzata. Mark si passò eroticamente, la lingua su quelle sue meravigliose labbra, Nick perse ogni contatto con la realtà.
Voleva baciarlo, ma lui si divertiva a provocarlo, senza rispondere alle richieste che il corpo gli faceva. Si vedeva lontano un miglio, che Nick voleva danzare ancora con lui. Mark gli sorrise ammiccante, poi in pochi secondi i suoi denti afferrarono dolcemente quelle labbra, che si lasciarono prendere senza complimenti.
Le loro lingue cominciarono a cercarsi: si sfioravano, poi alla fine si toccarono, cominciando a perdersi in ogni mm della bocca dell'altro. Limonarono per un pò, poi Mark sentendo la lingua, il corpo, e il respiro del suo amore vibrare e farsi più desideroso,decise di allontanarsi da quel bacio. Nick aprì gli occhi, nel suo sguardo, tanti punti interrogativi. Mark gli sorrise sensualmente, si allontanò da lui, e camminando all'indietro, continuava a fissarlo, mentre il suo corpo cominciò a muoversi con una scarica erotica allucinante, e con l'indice faceva segno al suo Nick di seguirlo. Quest'ultimo non se lo fece ripetere due volte, e iniziò ad incedere verso di lui, completamente ipnotizzato da quei suoi profondi occhi blu, che dicevano tutto, e da quel corpo che con dei movimenti sexy. avanzava sicuro, verso la camera da letto.
In pochi secondi, nell'aria l'impiato Hi-fi dette origine ad una canzone delle Danity Kane, intitolata "Touching My Body".

Ouuuhhh
Would You like that? Would Like That?
I Wanna Know
Do You Like That? If You Like That?
I Need to Know
Would You like that?
I think You like that I wanna know
Do You like that, If You like that? Ouh
I Know You like that...


Nick solcò l'ingresso della camera, e trovò Mark al centro della stanza, che lo attendeva.
Gli fece cenno di proseguire, Mark continuava a sorridergli, mentre il suo corpo cominciava ad andare al ritmo della musica. Alzò il volume dello stereo.

Starin at Me all Nite while Im out on the floor
It was clear what U wanted
So U pushed up on it

I was grindig with the Dj with My hands on the floor
I guess U couldn't take it
U got tired of wanting...

Mark si avvicinò a Nick, mentre il suo corpo si muoveva sinuosamente al ritmo della canzone, in pochi secondi, Mark, gli afferrò, l'elastico dei boxer, lo tirò a sè, gli leccò sensualmente, l'orecchio, poi gli sussurrò:
[So You walked over to Me...]

Breatingin My ear talkin bout what could be
Sayin U can do this and that
And U start Working Me like a champ
And Im like...

Gli regalò un succhiotto poi, tolse le mani dall'elastico di quei boxer, Nick era completamente, perso in lui, si sarebbe fatto fare qualsiasi cosa, e Mark lo sapeva, certo che lo sapeva.

Ohhh Your touchin My body
Ahhhh want Me to get stared
Boy i cant take it its so crazy
How U makingMe feel...


Il biondino voleva baciarlo, ma lui, gli fermò la bocca con i denti, poi gli morse delicatamente il labbro inferiore. Portò le mani al suo collo, avvicinò il bacino, e con un movimento molto erotico piegò di poco le ginocchia, le gambe presero completamente possesso di un fianco di Nick, Mark si tirò sù, strusciando sopra di lui il bacino.

Ohhh Your touchin My body
Ahhhh want Me to get stared
Boy I cant take it its so crazy
How U makingMe feel...

If I want U more (Would You like that)
Keep it nice and warm (Do You like that)
I wanna give You some more (I know you like that)

Una volta completamete dritto, spinse leggermente Nick, ondeggiando ancora con quel bacino, scese giù fino ai suoi stinchi, per poi risalire, e colpire con il proprio bacino quello di Nick.
Mr Happy si stava eccitando e non poco, Mark se ne rese conto, non appena decise di nuovo di calarsi giù, ballando sensualmente continuando a stare incollato al proprio amore, quindi decise di darci ancora più dentro, Nick gli aveva detto di portarlo su una stella, ma lui avrebbe fatto di più, voleva farlo volare in orbita, e ci stava riuscendo, alla grande ma non gli bastava.

Now U Got Me Sweating Dancing Night On My Coat
I Was Heading For The Door
But U Made It So I Had To Kno
Just What U Was Working With
And I Put It Up There Told U Come Get It
Now Im The One That Can Handle It
The Way U Working Me Right On The Floor

Smise di ondeggiare il bacino sul corpo del biondino, si staccò da lui e decise di voltarsi.
Nick aveva davanti ai suoi occhi azzurri quel sedere da sballo, che adesso gli stava skacherando, davanti, decidendo, di premere su Mr Happy.

So You walked over to Me
Breating in My ear talkin bout what could be
Sayin U can do this and that
Ad U start working Me like a champ
And Im like

Oddio Nick stava per avere un infarto, i suoi respiri si erano fatti un pò troppo sommossi, Mark se ne era accorto quindi, decise di dargli un colpo di sedere, prendere le sue mani, e portale sul proprio petto, e farle scendere sensualmente, mentre continuava imperterrito ad usare tutta la sua scarica erotica, lasciandosi toccare da quelle mani che amava.

Ohhh Your touchin My body
Ahhhh want Me to get started

Nick scivolava su quel corpo accaldato e sudato, che ancora continuava a muoversi sensualmente, facendosi provocate in ogni istante.

Boy I cant take it its so crazy
How U making Me Feel

Sentiva quel sedere da svenimento, sodo e bello colpire veemente e voglioso quel suo membro ancora sigillato nei boxer, ma che stava fremendo per riuscire a uscire.
In pochi attimi le loro anime, i loro corpi, vennero completamente catturati dal ritmo che prese possesso di tutto ciò, inebriandoli in pieno. Non sentivano più niente, nulla solo i loro respiri, e la canzone che ancora proseguiva senza interruzioni, redendo il suo Mark ancora più provocante e dannatamente sexy.

Ohhh Your touchin My body
Ahhhh want Me to get started

Le labbra di Nick, cominciarono a ricoprire di baci quel collo, mentre Mark chiudendo gli occhi, si lasciò trasportare da quei delicati tocchi, e rispondeva a quelle attenzioni facendosi ancora più sensuale e sinuoso, il suo sedere accarezzava quelle cosce, e quel bacino, mentre con le mani serrate a quelle del suo amore, le stava conducendo ai suoi boxer.

Boy I cant take it its so crazy
How U making Me feel

Anche Nick stava ballando in modo molto provocante, e rispodeva ad ogni sfioro, ad ogni carezza, con foga.
Alla fine Mark si fermò, si voltò verso il suo amore, gli fece cenno di attendere e si allontanò di poco. per continuare a ballare ancora per lui. Nick era ipnotizzato a contemplarlo. vedeva il suo amore, lasciarsi scivolare, giù con le ginocchia, per poi gattonare, verso di lui, con lo sguardo che fissava la preda senza battere ciglio. Mark era pochi cm da lui si fermò, sorrise provocante, si passò la lingua sulle labbra, e senza distogliere lo sguardo dal compagno. dette dei colpi di bacino, che significavano solo una cosa. Nick stava svenire voleva raggiungerlo, ma Mark si allontanò continuamdo a gattonare, per poi dargli le spalle, e tirandosi sù sculettando lentamente e sensualmente.
la sua mano afferrò, la colonnina del letto a baldacchino, girò il viso a 45° verso Nick, e continuado a piegare debolmente le ginocchia, e ritornare su, cantando in modo molto provocante

-If I want U more-

Gli fece un occhiolino, provocante, si leccò ancora le labbra, si fermò, fece segno a Nick di raggiungerlo, continuando a cantare con voce sexy e molto anche

-Would You like that...Keep it nice and warm, Do You like that,
Do it on the floor Do You like it...-


Il biondino non se lo fece ripetere due volte, cavolo quel corpo era così sexy, così invitante, stava già raggiungendo il paradiso.
Non appena fu lì, Mark, si avvicinò a lui ballando, e sussurrandogli

[I wanna give You some! I know You like that]

Dopo gli sorrise, avvicinò le labbra a quelle sue, gliele sfiorò, poi con la lingua le bagnò, e infine decise di entrare, si scambiarono un bacio molto violento ma veemente allo stesso tempo.
Poi all'improvviso Mark cinse i fianchi di Nick, una sua gamba si avvinghiò a quella di lui, gli fece un caschè, per poi riportarlo su, baciarlo, leccarlo, e poi portarlo vicino a letto, dove lo spinse.
Nick atterrò su quel materasso, voleva alzarsi ma il suo partner lo spinse giù, poi salì sul letto. Mark era lì in piedi, con le gambe divaricate, sotto di lui vi era Nick. fremente.

When You touching Me like that
Step back and catch My breath this way
I never felt Yo do
That thing so well...Well


Ballò ancora sensualmente, per poi lasciarsi scendere giù. Il cavallo dei suoi boxer si congiunse allo stomaco di Nick, le sue mani, gli strinsero i polsi, chinò il capo, aprì leggermente la bocca, la sua lingua uscì lentamente, e si portò sull'ombelicco di Nick. che percependola trasalì, gemette, e chiuse gli occhi lasciandosi leccare. la lingua del suo ragazzo, gli percorse quasi tutto il corpo, per poi giungere a quelle labbra, e baciarle, e baciarle, mentre il suo corpo ancora avvolto dalla canzone si strusciava sensualmente su quello di lui.

Ohhh Your touchin My body
Ahhh want Me To get started
Boy i can't take it its so crazy
How U making Me feel

Nick non ne poteva più, il suo Marky era troppo sexy, non voleva più giocare, non ce la faceva più, e poi il suo Mr. Happy era già eccitato. Un altro movimento ancora, un altro succhiotto, un altro bacio, un'altra lingua, un altro sospiro e sarebbe esploso completamente. Il biondino non ce la faceva più, e cominciò a muoversi. Mark lo sentì benissimo come percepì il membro del suo ragazzo premergli tra le gambe. Sorrise, smise di passargli in rassegna con la bocca ogni cm di quel corpo, sorrise, e gli sussurrò eroticamente:
[Mi vuoi?]
Nick che teneva gli occhi chiusi, mentre lui gli accarezzava l'interno coscia, rispose sussurante:
[Si]
Mark gli leccò l'orecchio poi continuò
[Bene, ma io non voglio portarti su una stella]
Gli respirò all'orecchio, e attese la sua risposta.
[Ahh..e..Allora dove vuoi portarmi? Uhm]
Gli sussurrò, strusciando leggermente la sua guancia alla ricerca della sua bocca.
Mark sorrise e gli sussurrò:
[In paradiso Nicky, in paradiso]
Nick mormorò il suo consenso, e Mark lo baciò con foga, passione, amore e dolcezza inverosimile.

Ohhh Your touchin My body
Ahhh Want Me to get started
Boy I can't take it it's so crazy
How You make Me feel

Una volta staccati, Nick aprì gli occhi incontrando quelli del suo amore, si sorrisero, poi di nuovo si baciarono e si accarezzarono, accarezzandosi e accarezzandosi, in pochi secondi le dita di entrambi si erano date da fare sui boxer. I loro respiri cominciarono a farsi più sommossi, i loro corpi sensuali, e giovani iniziarono a muoversi l'uno a tempo con l'altro, accarezzandosi, mentre la loro pelle bagnata cominciava a tremare.
Le loro bocche erano costantemente le une, nel collo, nelle spalle, nell'addome e nelle labbra dell'altro. Mark si lasciò disarcionare dal suo Nick per poi averlo sopra di sè.
la canzone stava giungendo al termine quando Nick lo invitò a voltarsi, era sopra la sua schiena adesso, si strinse a lui, entrambi chiuseri gli occhi, attesero che il dolore giunse, ancora quella porta per il limbo era di fronte a loro ancora quelle due anime si tenevano per mano senza lasciarsi un attimo, temevano di perdersi, prima del dovuto. La porta della immensa e eterna felicità si aprì dinnanzi a loro, i loro respiri si fecero più sommossi, l'ansimare divenne gemito.

Ouuuhhh
Would You like that? Would Like That?
I Wanna Know
Do You Like That? If You Like That?

Poi solcarono quella porta, e cominciarono ancora a danzare, e a danzare fino a che, non si persero completamente l'uno nell'altro diventando una cosa sola.

I Need to Know
Would You like that?
I think You like that I wanna know
Do You like that, If You like that? Ouh
I Know You like that...

Un altro piccolo dolore e poi l'urlo completo di piacere immenso li travolse, facendoli collassare sudati, stanchi ma felici, mentre le loro anime si salutarono con un lungo bacio, uscendo separati ma insieme da quel limbo.
La canzone terminò, Mark si portò a pancia in su, mentre il suo Nick, si lasciò cadere la testa su quell'addome che tanto amava.
Sentiva quel cuore battere, sentiva la sua pelle sudata, e avvertiva quel corpo ancora tremante, sotto di lui.
Percepì un debole spasmo, poi i loro respiri da irregolari divennero regolari, Nick si strinse di più al suo amore, che ricambiò.
Entrambi si voltarono completamente, in posizione fetale, l'uno di fronte all'altro, si guardarono intensamente negli occhi, perdendosi l'uno nello sguardo dell'altro, si abbracciarono stretti, stretti. Mark accarezzò con il naso quello di Nick che ricambiò, le loro fronti si sfiorarono, le loro bocche si unirono, poi si allontanarono, sfociando in dolce sorriso che diceva tutto.
[Ti amo] sussurrarono all'unisono
Mark chiuse gli occhi e si addormentò come un bambino, Nick stette a contemplarlo per un altro pochino, lo accarezzò con amore, si strinse di più a lui, poi sussurrò:
[Ti proteggerò per sempre, angelo mio, per sempre]
Gli percorse delicatamente con l'indice tremante quei lineamenti perfetti, accarezzandoglieli, con amore incondizionato.
[Marky sei così bello, sei così meraviglioso che ancora mi chiedo se sei reale o sei solo un sogno, se fosse così, non vorrei mai più svegliarmi mai più, vorrei per sempre vivere con te, così, per sempre, per sempre]
Lo baciò con amore, poi chiuse gli occhi, avvicinò il suo naso al petto di lui, e si lasciò inebriare dal profumo della sua pelle, e si addormentò.

CAPITOLO 15


When I See You Smile
"(verse one)
Sometimes I wonder
How I'd ever make it through
Through this world
without having you
I just wouldn't have a clue
And sometimes it seems
Like this world's closing in on me
And there's no way of breaking free
Then I see you reach for me
Sometimes I wanna give up
Wanna give in
I wanna quit the fight
AND then i see you baby-
everything's alright-
everything's alright
(chorus)
When I see you smile
I can face the world
Oh you know I can do anything
When I see you smile
I see a ray of light
Oh I see it shining
right through the rain
When I see you smile
Baby when I see you smile at me
Oh yeah
(verse 2)
Baby there's nothing in this world that could ever do
What the touch of your hand can do
It's like nothing that I ever knew
heyyyy
And when the rain is falling
I don't feel it
Cause you're here with me now
AND ONE LOOK AT YOU BABY
It's all I'll ever need
It's all I'll ever need
When I see you smile
I can face the world
Oh you know that I can do anything
When I see you smile
I see a ray of light
Oh I see it shining
right through the rain
When I see you smile baby
Baby when I see you smile at me
(bridge)
Sometimes I wanna give up
I wanna give in
I wanna quit the fight
Then one look at you baby
and everything's alright
and everything's alright
it's all right
(chorus)
When I see you smile
I can face the world
Oh you know I can do anything
When I see you smile
I see a ray of light
Oh I see it shining right through the rain
Yeah
When I see you smile
I can face the world
Oh you know that I can do anything
When I see you smile
Oh yeah
Baby when I see you smile at me
when i see you smile.. smile
aaaattt me..."

(When I See You Smile - Joe)

Mancavano poco più di 24 ore per il grande giorno, delle riprese, Nick e Mark avevano riletto attentamente quel copione, e più lo leggevano più l'idea del video gli piaceva da matti. Erano le 10am di una mattina, l'ultima mattina in cui entrambi potevano svagarsi, divertirsi, rilassarsi, riposarsi, coccolarsi, baciarsi, accarezzarsi e soprattutto unirsi, fondersi, fare all'amore, nel vero senso della parola, per ballare ancora e ancora, facendo l'uno parte dell'altro.
Negli ultimi giorni si erano uniti quasi ogni sera. Mark stava benissimo, era in piena forma, non aveva avuto nessun disturbo, di nessun tipo e genere, era stragrande, ed era stato quasi sempre lui a istigare l'ego del suo compagno, e a prendere le redini del gioco. Erano rare le volte che Nick conduceva, il suo Mark sapeva come comportarsi, dalla prima volta che lo avevano fatto ancora candidi, lui aveva sempre il coltello dalla parte del manico, sempre lui. Mark, e a Nick non dispiaceva affatto, amava ciò che lui gli faceva, adorava come lo sfiorava, toccava, stringeva, accarezzava e baciava, gestiva alla stragrande ogni situazione, era un completo esperto. Quelle labbra carnose, morbide, stupende, quei meravigliosi denti, e quella lingua, sapevano dove colpire, come destreggiarsi su ogni punto erogeno del suo ragazzo. Nick era un libro aperto per lui. Però anche il biondino sapeva dove, in che modo e come colpire, ma molte delle volte esitava, troppo timido, tremava ogni volta che lui lo sfiorava o viceversa, temeva sempre di potergli fare del male, per lui Mark era anch'esso un libro aperto, ma doveva essere trattato con estrema cura, non voleva rovinare niente di lui, era come un gioiello prezioso, e nessuno a parte lui aveva il privilegio di gustarselo appieno. In compenso Mark adorava il modo in cui il suo ragazzo lo baciava, lo coccolava. Adorava ogni preliminare, amava sentire il suo tocco tremante, percorrere ogni mm anche, quello più nascosto del suo corpo, amava quella delicatezza timida, ma colma di amore, amore incondizionato, amore unico, amore profondo e amore puro e candido nel vero senso della parola. Era quell'amore intenso che ognuno vorrebbe dare e ricevere. E loro erano tutto ciò, tutto quanto potessimo immaginare. vivevano entrambi in un sogno, un meraviglioso sogno che mai e mai avrebbero voluto vedere finire, da un momento all'atro. Se Mark continuava a temere che la malattia potesse sempre fare capolino e rovinargli la vita, aveva deciso di non pensarci più, voleva gettarla alle sue spalle, convincersi che una volta tornati da L.A. lui sarebbe guarito, proprio come gli aveva detto Nick, e aveva deciso di godersi appieno tutto quanto. Per questo, aveva deciso che era giunta l'ora di chiederglielo, e per questo aveva organizzato, per la notte ancora da giungere, una bella e meravigliosa cena: loro due da soli, senza nessuno tra i piedi, senza i paparazzi. Uscire in mare aperto con la barca, in uno stupendo yacht acquistato a sua insaputa, aveva organizzato ogni cosa, tutto quanto, per chiedergli se gli voleva stare accanto per sempre.
Sorrise, guardando fuori la costa, che il suo sguardo da quella strepitosa vista, riusciva a catturare. Si perse in quel blu profondo, di quell' immenso oceano, che per quella notte sarebbe stato un luogo magico, strepitoso.
"Te lo chiederò amore, te lo chiederò stasera stessa, niente e nessuno ci disturberà, saremo solo io te, il cielo, la luna, l'oceano e le stelle nessun' altro, Niente mi impedirà stavolta di proportelo niente cucciolo, niente amore!"
La sua mano destra, entrò tremante dentro la propria tasca laterale del suo giacchetto da gala che si stava provando. Quell'arto chiuso a pugno, aprendosi, mostrò ai suoi occhi una piccola scatolina di velluto blu, l'aprì fremente, e al suo interno vi era uno splendido anello d'oro, con rifiniture in oro bianco, e delle microscopiche scaglie di zaffiro blu, che le contornavano nella loro semplicità.
Deglutì la saliva, e guardò all'interno di esso, dove quella scritta, riecheggiava in tutto il suo meraviglioso e splendido significato: "The Enternity, I've Found With You"
rise debolmente, pensando a come avrebbe reagito Nick. Sospirò innamorato, poi decise di voltarsi e guardare il suo amore dormire. Depose l'anello nella propria custode, e lo rimise nelle tasca della sua giacca, che poi ripose nell'armadio, stando attento a non fare il minimo rumore.
Fatto ciò, si sdraiò sul letto, e si mise a contemplare il partner in attesa del suo imminente risveglio.
La radio sveglia segnava ancora le 10:10am, tra 15 minuti avrebbe suonato.
Mark lo sapeva quindi ne approfittò per stringere Nick a sè, e chiudere gli occhi, mentre il suo naso si perdeva nel profumo di quel corpo, di quella schiena, di quella pelle, di quel ragazzo, che più amava al mondo.
Stava per addormentarsi, quando la sveglia lo fece sussultare, seguito a ruota da Nick, che ancora assonnato, spense quella canzone fastidiosa, che gli stava attraversando il cervello, stava per tornare a dormire, quando un dolce succhiotto di Mark gli rapì il collo, per poi condurre la bocca al suo orecchio e sussurrargli, il più dolce e sensuale possibile:
[Ehy...Raggio di sole è ora di alzarsi, lo shopping ci attende, baby]
Nick stava per rispondere, quando Mark fermò ogni sua parola, ogni suo respiro con un dolce e tenero bacio, che gli accarezzò, delicato e dolce quelle labbra, per poi chiudere il tutto, e accarezzargli il palato, con quella lingua che amava tanto, danzare dentro di lui.
Ad ogni bacio Nick volava oltre l'emisfero, adorava perdersi in quelle sensazioni, per lui era sempre la prima volta, per lui era sempre il primo bacio, che in ogni istante diventava ancora più splendido.
Chinò leggermente la testa verso sinistra, in modo che la lingua di Mark, potesse penetrare ancora di più, migliorandone la presa, e quel tocco morbido e caldo. Le mani di lui, decisero di accarezzargli i lineamenti, raggiungergli la nuca, e poi far perdere le dita tra quei capelli biondi, morbidi, e profumati. Nick di tutta risposta, ci dette ancora più dentro con le proprie labbra, le sue mani accarezzavano una la schiena, e l'altra la nuca del suo amore, per poi perdersi in quei capelli castani vellutati.
Quelle carezze cominciarono a farsi un tantino spinte, il corpo del biondino venne attraversato da dei piacevoli brividi, e si lasciò sfuggire un gemito, non appena le mani perfette del compagno, si presentarono, sul suo addome nudo. Stavano decisamente andando oltre, Nick non poteva resistergli, e non voleva farlo, da altro canto Mark non era da meno, adorava sentirlo così vicino. Stava per prendere completamente possesso di quel corpo.
Nick era disteso, Mark era sopra di lui, e lo stava riempiendo di dolci e casti baci su quasi tutto il corpo, in ogni sua zona erogena anche quella più nascosta. poi il fastidioso, e odioso Toc...Toc della porta li fermò, entrambi smisero di fare ciò che stavano facendo, si guardarono negli occhi perdendosi l'uno nell'altro, entrambi ansimanti.
Sul volto di Mark apparve un dolcissimo e sexy sorriso, sfiorò le labbra di Nick con le sue, poi, portò la sua bocca al suo orecchio, vi respirò. e ciò eccitò Nick, Mark trasalì non appena percepì l'ego del suo amore, premergli nell' interno coscia, e gli sussurrò:
[Oh...Oh qualcuno qui è eccitato, e molto anche...]
Gli leccò sfuggente l'orecchio, gli morse delicatamente il lobo, poi continuò:
[Il caro Mr Happy deve aspettare però, la colazione è arrivata]
Un ansimante Nick, afferrò di colpo il proprio ragazzo, stringendolo a sè, per poi sussurragli, quasi implorandolo:
[No Marky non andare ad aprire, per favore, voglio te come colazione]
Mark sorrise, gli accarezzò il viso, poi baciandolo, vicino all'orecchio gli sussurrò:
[Io ti mangerei in ogni istante Nicky gnam]
[Allora Mangiami Marky, mang..Ah]
Quei denti gli morsero leggermente la spalla nuda, Nick quasi urlò di piacere, ma la mano di Mark chiuse quella splendida bocca, per poi allontanarsi da lui, regaragli un altro bacio, alzarsi e recarsi, alla porta per prendere la colazione, e dare la mancia al giovane cameriere, un ragazzo di circa 20 anni, con gli occhi verdi, lineamenti leggermente marcati, e dei capelli castani, sparati di poco, in aria, che attendeva pazientemente la propria mancia, che arrivò all'istante, 200$ tondi, tondi il ragazzo sorrise, e:
-Oh grazie, mi chiami se desidera altro-
Mark gli sorrise:
-Senz'altro, ora se vuoi scusarmi-
Detto questo lo salutò con un cenno della testa, prese il carrello con sopra la colazione, molto abbondante. entrò, chiudendo la porta dietro di sè, poi portò i suoi occhi su quel carrello, controllando con mistichezza ogni cosa, ci doveva essere tutto ciò che aveva ordinato, bomboloni, ciambelle, e due fette di tiramisù, caffè, latte, spremute fresche, fette biscottate miele, marmellate piccole di ogni gusto, burro, acqua naturale, e una rosa rossa c'era tutto quanto.
Sorrise soddisfatto, e portò il carrello sul balcone, in salotto.
Prese la rosa, la nascose dietro la schiena e si diresse in camera, dove Nick lo attendeva seduto sul letto con le gambe incrociate.
I loro occhi si incontrarono, Nick notò subito che Mark teneva nascosto qualcosa, cercava di vedere cosa fosse, spostandosi verso destra e verso sinistra, ma la rosa era impossibile da scorgere.
-Marky amore cos'hai lì dietro la...-
Non riuscì a terminare la frase, che Mark sorridendogli dolcemente, lo baciò sulle labbra e poi gli portò la rosa davanti, dicendogli:
-Questa la dono a te, con tutto il mio cuore, una stupenda rosa rossa, per un angelo come te!-
Nick era rimasto letteralmente esterrefatto, non sapeva che dire, ma non ebbe neanche il tempo, perché legato con uno spago, all'estremità di quel lungo stelo, vi era un bigliettino.
Nick lo prese, guardò il proprio ragazzo che rispose:
-Bhe leggilo-
Nick annuì scrutandolo, con adorazione, e con un pizzico di punto interrogativo stampato in volto.
Deglutì la saliva, liberò il bigliettino dallo stelo, e lesse:

"Sometimes I wanna give up
Wanna give in I wanna quit the fight
And then I see You baby Everything's alright
Everything's alright
When I see You smile I can face the world Oh You know I can do anything
When I see You smile I see a ray of light
Oh I see it shining
Right through the rain When I see You smile
Baby when I see You smile at Me"

I love You xx

Mark
M
Non appena Nick terminò di leggere il biglietto, portò gli occhi sul proprio ragazzo che gli stava dinanzi, gli sorrise:
-Grazie-
Mark di tutta risposta gli regalò un dolcissimo sorriso, poi gli porse la mano, che lui prese senza indugi, annusò quella rosa, e prima che potesse rendersene conto, si ritrovò sulle spalle di Mark, che lo portò dove la colazione era stata posta.

Nick scese dalle sue spalle, si baciarono con amore, poi si sedettero, e il biondino sgranò gli occhi trovandosi davanti quel ben di Dio, c'erano un infinità di cose da mangiare:
-Ma..Mark ma che, Wow guarda quante cose!-Esclamò portando successivamente gli occhi su di lui, che replicò, sorridente:
-Dobbiamo ricarburare, dopo tutte le follie che ieri notte abbiamo fatto a letto!-
Nick sorrise ripensando alla folle nottata appena trascorsa, non lo avevamo mai fatto in quella posizione, era un pò scomoda, ma in compenso li aveva fatti gridare di piacere per tutto il rapporto.
Si leccò le labbra, portò i suoi occhi azzurri sul suo Mark, gli sorrise.
-Bhe potremmo rifarlo che ne dici?-
-Siamo ingordi èh baby?!-
Replicò Mark ammiccando, avvicinando il viso verso di lui. Voleva baciarlo ma si divertiva a provocarlo.
Si alzò dal proprio posto, e lo raggiunse, gli regalò un succhiotto sul collo, si leccò sensualmente le labbra,la sua bocca stava per toccare le labbra frementi di Nick, ma si arrestò, e gli sfuggì eroticamente, per poi respirargli sul collo, e sussurrargli all'orecchio:
[Mi spiace deluderti baby, ma non ci sarà un secondo round almeno per adesso, voglio tenerti caldo fino a stanotte]
La fervida curiosità di Nick, fece presto capolino, lasciò che Mark gli regalasse un succhiotto, poi chiudendo gli occhi e perdendosi completamente in quella meravigliosa sensazione, sussurrò:
[E perchè vuoi tenermi caldo eh...]
Le sue mani gli strinsero con veemenza i capelli, poi si portarono su i suoi fianchi e lo attirò a sè, Mark si lasciò scivolare sopra le sue gambe, avvicinando il bacino talmente tanto da farlo congiungere perfettamente al suo stomaco. Nick appena lo percepì, tremò di piacere, Mark di tutta risposta lo strinse a sè, il biondino rispose a quell'abbraccio, stringendosi a lui, che gli regalò un piccolo morsettino a quel labbro inferiore, gli sorrise, e poi gli sussurrò:
[Si voglio tenerti caldo, Nick...voglio eccitarti, come non mai]
Nick stava gemendo fievolmente, poi replicò, baciandogli il collo, mentre il suo corpo che già cominciava a sudare, per la forte scarica di adrenalina, veniva attraversato da dei piacevolissimi brividi, che si tramutavano in tremori, non appena le mani, e le labbra del suo amore lo sfioravano, per poi toccarlo:
[Mark amore mi stai già eccitando...Che sorpresa è?]
Mark si fermò, lo guardò un'istante poi esclamò, provocante:
-E' una sorpresa baby, non posso dirti niente sexyyy lo scoprirai stasera! Cavolo Nick sei così sexy, non sai cosa mi provochi in ogni istante che mi guardi, e quando mi sorridi, Oddio Nick, vorrei tanto saltarti addosso-
Nick gli sorrise, e prima che lui potesse catturargli le labbra lui lo anticipò, all'improvviso, addentandogliele veemente, per poi catturare con la propria lingua quella di lui, e chiudere il tutto con un meraviglioso, passionale e focoso bacio. Poi a malincuore si staccarono l'uno dall'altro, una carezza, qualche altra coccola, altri leggeri baci, poi Mark scivolò via dalle sue cosce, e ritornò al proprio posto, un ultimo sguardo di amore e desiderio tra i due, poi cominciarono a consumare la colazione.

CAPITOLO 16


Gravity Of Love


Le 12am erano scoccate da poco, e i due ragazzi stavano ancora girovagando per tutto il centro commerciale.
Nick con i suoi capelli biondi ribelli,aveva in entrambe le mani, 4 sacchetti, con dentro abbigliamento, vizi e scarpe. Indossava un paio di jeans a vita bassa, scuri sfumati in bianco.
t-shirt azzurro ghiaccio con cappuccio, e zip a carico, dove sull'addome padroneggiava una scritta chiara che diceva "It's Up To You". occhiali da sole, e un paio di Converse nere.
Si guardava intorno elettrizzato, sereno felice. Tutto stava andando a meraviglia nella sua vita. Ogni cosa finalmente girava per il verso giusto, e non poteva fare a meno di ringraziare Dio per tutto questo. Il suo incedere si fermò di colpo. Mark trasalì, chiedendosi il perché di quella frenata improvvisa. La risposta giunse all'istante: Nick si voltò verso di lui, gli sorrise, per poi avvicinarsi a quel corpo, a quel viso, a quelle labbra che tanto amava. Gli regalò un altro sorriso.
Poi senza dargli il tempo di rispondere. esclamò con dolcezza:
-Ti amo, Marky-
Il ragazzo ricambiò con un sorriso. Voleva parlare ma le labbra e la lingua di Nick lo fermarono, unendosi con quelle di lui, al quale rispose all'istante.
Il bacio che si scambiarono sembrava non volesse aver fine. D'un tratto le mani di Mark afferrarono con impeto amoroso, i fianchi di Nick, e lo attirò a sè, in modo molto sexy, ma delicato e amorevole allo stesso tempo. Quel bacio, quella presa, quell'abbraccio in cui essi erano sigillati, era un qualcosa di magico, paradisiaco. Le loro labbra, le loro lingue si davano battaglia, con colpi veementi, passionali e teneri. Erano talmente persi l'uno nell'altro da estraniarsi completamente da tutto e tutti, i passi intorno a loro scomparvero, la voce dell'altoparlante del centro commerciale svanì. attorno a loro solo la quiete, un silenzio sacro, religioso, che niente e nessuno poteva in alcun modo scalfire. In quella taciturnità intensa, le borse che Nick teneva in mano sfuggirono dalle sue dita, toccando il suolo. Ma non udirono quel fastidioso, suono. In pochi attimi, le mani libere del biondino cominciarono ad avvolgere la schiena, il collo, la nuca e i capelli del suo amato. perdendosi completamente in quell'amore profondo e puro, che ormai aveva trovato con lui. Ma anche quei magici momenti prima o poi sarebbero giunti ad una piacevole fine. Entrambi dovevano respirare, e una volta staccati: Mark, che indossava una camicia bianca, leggermente sbottonata, sull'addome, un paio di rifle scuri sfumati, e scarpe adidas, contemplò il suo compagno, gli accarezzò con amore la guancia, rise flebile e sentenziò:
-Ti amo...-
Nick gli sorrise, dolcemente, gli regalò un bacio a fior di labbra. Fece per allontanarsi, ma i denti di Mark con veemenza delicata, ripresero quelle labbra regalandogli un altro bacio. per poi staccarsi, sorridergli e sussurrargli dolcemente all'orecchio:
[Ti va un gelato?]
Nick sogghignò birichinamente, poi replicò:
[Uhm dipende a quale gelato ti riferisci]
Nel viso di Mark lo stesso ghigno furbo, del proprio compagno comparve. poi la sua voce parlò ancora:
[Sei birichino lo sai baby...Comunque tu che gelato vorresti, cono gigante o cono, medio?]
La lingua di Nick bagnò leggermente ed eroticamente le carnose labbra di Mark, per poi mordergliele, respirargli all'orecchio e sussurrargli sensualmente:
[Hai tu il cono gelato che voglio!]
Mark arrossì leggermente, ma rispose in modo molto provocante facendolo eccitare.
Le sue mani infatti, si presentarono, sui suoi fianchi, per poi scendere verso il cavallo dei pantaloni, regalargli un succhiotto al collo, per poi risalire all'orecchio, mordergli delicato il lobo e sussurrargli:
[Il mio cono, eh...Il mio gelato giusto, bene lo avrai, ma non adesso. Sai amore ho una sorpresa per te, e sarà una cosa mooooltoooo...]
Gli leccò il collo e continuò:
[...Eccitante, ma adesso baby, dobbiamo affrettarci con le compere, io devo ancora comprarmi delle cose]
Nick era eccitato, voleva così tanto Mark, stava per baciarlo in modo molto provocante, Ma lui con contro voglia lo fermò. Gli sorrise, gli regalò una bella pacca sul sedere, con palpatina a carico. Poi lo attirò a sè, e mano nella mano fecero il loro ingresso in un negozio della Freddy.

*§*§*§*

La notte era calata da poco su tutta Los Angeles.
Nick e Mark, mano nella mano stavano passeggiando per le strade del illuminato centro di L.A: Negozi aperti, ragazze, e ragazzi gremivano ogni angolo, di quella strada.
Ogni tanto quei lineamenti giovanili venivano nascosti da quelli adulti.
I due ragazzi si guardavano attorno, stringendosi sempre le mani, per poi ogni tanto, distogliere lo sguardo da ogni cosa che li circondava, e perdersi l'uno negli occhi dell'altro, abbracciarsi, e baciarsi, regalandosi sorrisi, e carezze. Molte persone si voltavano ad osservarli: qualcuno sorrideva, altri guardavano oltre, o addirittura l'asfalto, mentre altri ne rimanevano disgustati.
Ma a loro due non importava niente! Sentivano degli sguardi ostili, che li fissavano, e continuavano imperterriti a scambiarsi effusioni, e a baciarsi. Non avevano niente di sbagliato, erano due semplici ragazzi innamorati, gli altri detrattori non erano niente, nessuno, e Nick e Mark, nel loro piccolo, provavano pietà per quelle povere anime.

Era una notte magica, tutto il giorno era stato un qualcosa di indescrivibile. Mi sarei potuto aspettare qualsiasi cosa da Mark, ma non questa:
Stavamo camminando, abbracciati, io lo guardavo completamente rapito; era stupendo sotto quella luce lunare. Meraviglioso. Più lo guardavo, più quello che mi aveva sussurrato al centro commerciale, si faceva sempre e sempre più largo all'interno della mia testa. Ero talmente immerso a contemplarlo con trasporto, da non rendermi conto che avevamo cambiato strada. Le forti luci del centro man mano che incedevamo, diminuirono, in modo impressionante. fu in quei brevi istanti, che mi fermai di botto, seguito a ruota da Mark, che guardandomi mi chiese dolcemente:
-Ehi Nicky cosa c'è? Perché ti sei fermato?-
Io lo guardai, volevo parlare ma quel suo splendido sorriso mi annullò completamente, e nel mio piccolo riuscì solo a dire:
-Perché hai cambiato strada?-
Lui rise, mi prese delicatamente il mento con il pollice e l'indice, mi sfiorò il labbro inferiore, mentre con l'altra mano mi accarezzò la guancia, d'istinto chiusi gli occhi, assaporandomi appieno quel momento di tenerezza.
Percepì le sue stupende, carnose e morbide labbra, abbandonarmi, per poi coccolarmi il collo. regalandomi un leggero succhiotto, che mi portò a sospirare di piacere, un sospiro che Mark sigillò con un bacio.
Sentì la sua morbida e calda lingua, attraversarmi il collo, per poi presentarsi nel mio orecchio.
Sospirò in esso, e sussurrò flebile:
[Ti apparterò per sempre]
Persi un battito, volevo rispondere, fare qualcosa ma le sue mani me lo impedirono. Quel tocco morbido, si presentò sulla mia fronte. il suo indice. si divertiva a percorrere ogni mm del mio viso. Poi di nuovo quel suo respiro nel mio orecchio, e la sua voce si insediò in me ancora una volta.
[Close your eyes, give me your hand darling...]
Sussultai, una sua mano, strinse la mia, portandola al suo petto, mi sorrise, regalandomi un casto bacio sul collo, e poi mi sussurrò:
[Do you feel my heart beating]

Un altro bacio mi rapì le labbra. E ancora la sua voce continuò a penetrarmi dentro, rabbrividendo piacevolmente ogni fibra del mio corpo, del mio essere, della mia anima che da tanto, tempo ormai apparteneva solo ed esclusivamente a lui. e lo sarebbe stato in eterno.
Chiusi i miei occhi, assaporandomi il suo delicato respiro sul collo. e prima che potesse parlare, riuscì a mormoragli stregato.
[Marky...Sarò tuo in eterno..ti amo]
Mark mi regalò un dolce e sensuale bacio, poi sussurrò con sensualità e dolcezza:
[Ora...chiudi gli occhi..Non fare domande]
Annuì. Chiusi gli occhi, percepì Mark allontanarsi da me di pochi cm, udì che stava cercando qualcosa nella tasca dei suoi jeans, volevo parlare, ma il suo indice con delicatezza, si posizionò sulle mie labbra.
[Shhhh...Angelo mio]
Sorrisi, sui miei occhi serrati, avvertì della seta. Le dita del mio amore, mi sfiorarono i capelli, sentì il suo respiro, sopra di essi, percepivo che le sue mani tremavano emozionate, poi in pochi secondi la mia mano si ritrovò a stringere la sua. e insieme cominciammo a camminare, per una destinazione almeno per me sconosciuta.
Non sò per quanto i miei piedi percorsero quell'asfalto, Però all'improvviso si fermarono, perché anche i passi di Mark si erano arrestati. Alle mie orecchie giunse il rumore dell'oceano, con le sue onde che quella notte erano rilassate, non udivo il loro scontro con gli scogli. Al mio naso giunse lento il profumo del Pacifico. sulla nuda pelle del mio viso, la delicata brezza oceanica mi accarezzò furtivamente.
Poi un altro tocco ad essa si aggiunse, era un tocco morbido, caldo e delicato. Era la mano del mio amato.
Sorrisi, volevo parlare ma lui mi anticipò, dicendomi, mentre i miei occhi lentamente venivano raggiunti dalla luce.
-Te l'avevo detto che sarebbe stata una notte magica-
I miei occhi finalmente incontrarono quelli blu e profondi di lui.
-Mark ma che...-
-Guarda!-
Si spostò di lato, e davanti a me scorsi uno yacht, a due piani lungo all'incirca: 76',
in fiberglass di colore bianco, con una scritta in corsivo, nera che recitava:
"Gravity Of Love".
Sgranai gli occhi, incredulo. Rimasi letteralmente a bocca aperta, non sapevo cosa dire, come comportarmi. e fu Mark a sbloccare il tutto.
Mi porse la mano, che io afferrai seduta stante, sorrise. Poi, con voce tremante parlò:
-Nick...Io devo dirti una cosa importante, ci ho pensato molto a noi due amore, ci penso sempre, e...-
Ora anche lui stava tremando.
-E...-replicai titubante
-Nicky amore io..io voglio trascorrere...io...voglio che tu...-
Non riusciva in alcun modo a proferire altro. I suoi occhi blu però mi stavano dicendo molto, forse avevo capito di che cosa si trattasse, lo avevo intuito, e il mio cuore, che aveva sempre battuto all'impazzata, adesso stava cercando di uscirmi dal petto. Sorrisi.
-Ti amo Nicky, ti amo ed per questo che io...che io...-
Non riuscì a proferire altro. E poi tutto accadde in pochi istanti: all'improvviso mi abbracciò, stringendomi forte a sè, percepivo le sue mani accarezzarmi, sentivo il suo respiro sul collo, e le sue labbra sul orecchio. Ricambiai il gesto. lui mi strinse ancora di più, poi sussurrò:
[Ti amo, e voglio trascorrere il resto della mia vita con te, fino a che morte non ci separi]
[Ma..Mark]
Solo quel sussurro scaturì dalla mia bocca, me lo aveva chiesto. Era impossibile. Non riuscivo a crederci. Era...Era un sogno, un meraviglioso sogno, e pregavo Dio, che tutto ciò non finisse, non volevo svegliarmi, per nessun motivo volevo farlo. Anzi, volevo solo saltare addosso al mio amore dalla gioia, e urlargli a pieni polmoni: "SI MARK ANCHE IO" ma per uno strano scherzo del fato non ci riuscivo.

Era troppo immensa la contentezza, da privarmi di qualsiasi parola.
Poi in quella breve, intensa ma lunghissima, e interminabile situazione di stallo, le sue labbra sfiorarono le mie, per poi unirsi e dare origine ad un lungo e passionale bacio.
Un bacio magico, come del resto tutto in quella giornata.
Era impossibile che stessi vivendo nella realtà, era inverosimile che io: Nickolas Gene Carter, fossi davanti ad uno yacht, con la persona che più amavo al mondo, e che a modo suo mi aveva chiesto la mano, era totalmente assurdo.
Tutto stava andando molto bene, tutto filava a meraviglia: la malattia di Mark sembrava lontana anni luce, mentre io, lui e le nostre anime erano vicine, unite per sempre.
Ogni cosa girava per il verso giusto, tutto filava a gonfie vele. E ciò mi convinceva sempre di più, che in realtà stessi vivendo in un sogno, un magico, e paradisiaco sogno dal quale non volevo mai più svegliarmi. Esatto, volevo morire in quell'istante, per poter vivere per sempre lì, con lui. IN ETERNO.

Si baciarono un altro pò, poi insieme mano nella mano, salirono a bordo.
Gli occhi di Nick rimasero letteralmente sgranati, ad ammirare estasiati la meraviglia di quello yacht. Era un modello sportivo, ma allo stesso tempo elegante e romantico. Non sapeva da che parte rifarsi. Anche Mark non era da meno, tant'è vero, che l'imbarcazione l' aveva scelta solo pensando a Nick. Quel design, quel mix di linea era il top dei top sia per lui che per il diretto interessato.
Che come un bambino in gelateria girava, ed esplorava ogni mm del "Gravity Of Love"
Sul viso di Mark, mentre lo guardava, vi era sempre vivo il sorriso.
Adorava vederlo sorridere, amava vedere quei suoi occhi azzurri illuminarsi, ogni volta che volgeva lo sguardo su un particolare della stanza, della moquette blu cobalto e delle pareti in legno, placcato.
-Cavolo Mark! Che figo questo divano...Ma come diavolo hanno fatto a fare entrare tutte queste cose, WOW UN TELEVISORE AL PLASMA A 27". Wow! FAREMO FOLLIE SU QUESTO LETTONE AMORE!-
Urlava un Nick all'apice dell'entusiasmo, mentre si gettava a pancia in giù sull'immenso letto, avvolto da un piumone in fantasia floreale di un bellissimo azzurro metallizzato.
Mark; che lo aveva seguito per tutto il suo giro di perlustrazione, adesso era lì, in piedi appoggiato sullo stipite della porta in legno. e lo contemplava rapito. Il suo Nick era stupendo.
E ultimamente aveva una strana luce negli occhi, che lo rendeva ancora più dolce, e attraente di prima. Mark non riusciva a capirlo, ma il suo compagno aveva un qualcosa di magico, attorno, che lo attirava come una calamita.
Era in forma, bello come il sole, radioso, pimpante. Mark non riusciva a staccargli gli occhi di dosso.
Ad ogni suo respiro Mark perdeva un battito.
"Dio Nick quanto ti amo"
Era questa la frase che aveva preso il pieno possesso della sua testa, del suo cuore. da fargli dimenticare qualsiasi cosa. Ogni cognizione del tempo.
Voleva baciarlo ancora, voleva unirsi a lui come se fosse la prima volta.
Cominciò a percorre i primi passi che lo avrebbero condotto a pochi cm da Nick, che ancora giaceva a pancia in giù, sopra quel piumone fiorito con cuscini a carico.
Un altro passo ancora e lo avrebbe catturato. Allungò le braccia, stava per afferrarlo. quando un leggero mancamento prese possesso di lui. La stanza cominciò a roteare come una trottola. il corpo di Nick si sdoppiò. Nark deglutì il groppo che aveva in gola, mentre la vista cominciò ad appannarsi, causandogli un'innato senso di paura.
Con quel poco che riusciva a scorgere. vide la nitida schiena di Nick muoversi. Stava per voltarsi. Chiuse gli occhi, scosse debolmente la testa. e si riprese appena in tempo per vedere gli occhioni azzurri del suo amato, guardarlo con amore incondizionato. Mark gli sorrise. fece un bel respiro. e si chinò verso di lui, incontrando quelle labbra che tanto amava.
Mentre le loro lingue si bagnavano le labbra, per poi lasciarle avvicinare a quelle dell'altro, che dopo aver giocherellato un pò, decidevano di sfiorarsi, toccarsi, accarezzarsi e infine unirsi. e sigillare tutto con un bacio. Nick non si era accorto di niente. Si coccolarono su quel letto per quasi due ore, ma senza andare oltre. qualche mano aveva profanato educatamente e delicatamente il luogo sacro dell'altro. ma niente di più.
Cenarono allegramente, scambiandosi occhiate, dolci, sfuggenti, birichine, sexy e ammiccanti. Mentre le dita della loro mano destra si accarezzavano con amore per poi intrecciarsi.
All' anulare della mano sinistra di Nick riecheggiava la fedina d'oro, con rifiniture in oro bianco, contornata da delle microscopiche scaglie di zaffiro blu. Che Mark gli aveva regalato, nascondendola, nel dessert. Non riusciva in alcun modo a togliersi la faccia che il suo amore aveva fatto.
Era stata un misto di tenerezza, dolcezza, sorpresa e priva di un qualsiasi discorso, o frase fatta.
Nick era ammutolito. solo il suo sorriso, e le lacrime di gioia che ancora cadevano da quelle sue pupille cristalline, potevano far carpire a Mark. quanto il suo cucciolo non vedesse l'ora di stare con lui in eterno. Gli sorrise. lui ricambiò, e riuscì solo a sussurrargli emozionato, felice e tremante delle parole di una canzone:
[I believe I can fly]
Mark all'udire quella frase, si lasciò scappare una leggera risata, scosse la testa divertito, portò la mano sulla nuca di Nick, gliela accarezzò dolcemente. Si perse in quegli occhi azzurri. e piano, piano avvicinò la sua bocca all'orecchio di lui, sospirò dentro esso e sussurrò:
[I believe I can touch the sky...ti amo e solo Dio sà quanto]
Nick sorrise, Mark ricambiò. e tutto terminò con un bacio lungo e passionale.

*§*§*§*

Non sapevo che ore fossero e francamente me ne infischiavo completamente,
Non avevo tempo di tenere d'occhio l'orologio ero con il mio Marky, il mio futuro compagno di vita.
Come potevo distogliere lo sguardo da quella paradisiaca visione, che avevo accanto.
Il mio naso era invaso dal quel suo profumo, forte, deciso ma allo stesso tempo, fresco, dolce e tenero.
di vaniglia. Dio mi mandava completamente fuori di testa. Poi sentirlo sulla sua morbida è calda pelle era un qualcosa di afrodisiaco. che mi mandava in exctasy, completamente.
Eravamo lì. fuori sulle sdraio che per l'occasione avevamo attaccato insieme.
Entrambi indossavamo solo i boxer: Lui. il mio amore. ne indossava un paio meraviglioso, gli stavano divinamente, non erano troppo aderenti, anzi tutt'altro, direi normali. Ma gli mettevano in risalto ogni parte del suo corpo. Specialmente, quella sacra, che solo io potevo avere. quei boxer erano blu. Il blu gli donava. rendeva i suoi occhi più grandi e più belli di prima. Sorrisi, mi sentivo il ragazzo più felice al mondo; ero lì in mezzo all'oceano, con lui, nessuno attorno a noi, nessun rumore, nessun suono. eravamo soli, in quella silenziosa, magica e misteriosa notte, in quell'oceano dove la quiete regnava. disturbata piacevolmente dal rumore rilassante delle onde. Sopra di noi mille e milioni di stelle, talmente tante da coprire l'intero empireo. Erano di una luminosità fuori dal comune. ma non potevano battere la luce soffusa, e tenua della loro regina: la luna. Una splendida luna piena, che illuminava quasi a giorno l'intero oceano, specialmente i lineamenti del mio amore, che guardava estasiato quel cielo, mentre la mia testa riposava sul suo villoso e possente addome, dove il cuore gli batteva all'impazzata, proprio come accadeva a me. Avevo sotto il mio palmo quel corpo magnifico, sentivo il calore della sua pelle, e il respiro su di me. Chiusi gli occhi per pochi istanti, perdendomi nel suo battito accelerato, lasciandomi cullare dal suo respiro, e dalla sua calda pelle. La sua mano accarezzava i miei fianchi, la schiena, la nuca, e la testa, ma ogni tanto le nostre labbra si univano, e le nostre mani si stringevano, accarezzandosi delicatamente e amorevolmente.
In quel lungo e pacifico, nonché magico silenzio. Il respiro di Mark dette campo libero alla sua calda, tenera e dolce voce, che con mia estrema sorpresa cominciò a canticchiare la prima strofa di "Don't Stop Till You Get Enough" di Michael Jackson
-You know I was, I was wondering you know, Eh

If you keep on....because the forced is gotta love the power eh?
And it make Me feel like That. It make Me feel like Wooohhh-
In pochi istanti percepì le sue calde, morbide e inumidite labbra, sfiorarmi, e accarezzarmi il collo:
reclinai la testa, chiusi gli occhi e mi gustai il tutto. Baciava da Dio, ogni suo tocco mi mandava fuori di testa. Sapeva eccitarmi in pochi secondi. In pochi istanti. Sulle mie labbra sfociò un sorriso. aprì gli occhi incontrando quelli blu di lui. Era sopra di me. Ci baciammo ancora, poi con un colpo di reni capovolsi il tutto. Ero a gambe divaricate, in ginocchio sopra di lui. sentivo la sua pelle emanare quel profumo di vaniglia, che mi faceva totalmente impazzire non capivo più niente, l'unica cosa che volevo fare. L'unica cosa che riuscivo a compiere, era quella di accarezzargli ogni mm di quel suo corpo stupendo, e sexy, con la mia bocca. Volevo mangiarlo, volevo leccarlo. volevo unirmi a lui. Lo bramavo molto. e non ero l'unico. anche lui provava le medesime sensazioni per me. Le mie dita scorrevano tremanti e frementi su quella pelle, che ad ogni mio tocco veniva avvolta da dei piacevoli brividi, lo potevo percepire, sotto di me.
I nostri sospiri cominciarono a farsi più sommossi. Tremavo, ad ogni sua carezza, e ad ogni sua tenerezza. sotto il mio sguardo innamorato, passava la sua pelle. Vedevo il suo petto, il suo ombelico, il suo collo, la sua stupenda bocca, che si apriva lentamente lasciando fuoriuscire dei deboli e piacevoli gemiti. Vedevo le sue palpebre chiudersi, mentre le mie mani accarezzavano il suo interno a coscia.
Sorrisi, e chiusi gli occhi mentre la mia bocca si unì a quella di lui.
Trasalì. quel bacio, quel suo movimento di lingua lento, e tenero, violento ma colmo d' amore, mi stava togliendo il respiro. ma non me ne importava, quindi mi abbandonai a lui. Ero pronto a dargli tutto me stesso. volevo nuovamente danzare con lui, e addormentarmi su quel suo petto caldo, lasciarmi cullare dal suo abbraccio, dal suo respiro, dalla sua bocca, e dal battito del suo cuore.
Desideravo morire tra quei baci, perchè non vi era morte più dolce.
Ancora la sua lingua si muoveva in sincronia con la mia, come i nostri corpi accaldati e sudati.
Le sue mani, dal tocco delicato si fecero più vogliose e veementi. Una leggera brezza mi attraversò la schiena. La sua lingua divenne improvvisamente più virulenta di prima.
Dovevamo respirare ma non lo facevamo. I nostri cuori battevano all'unisono con battiti che acceleravano in ogni nano secondo. Percepì il mio corpo spostarsi, le mie gambe avvinghiarsi ai suoi fianchi, e le braccia al suo collo. mi sentì cadere giù delicatamente, e la schiena si incontrò dolcemente con il materasso.
Il nostro bacio si arrestò. Percepì le labbra del mio cucciolo allontanarsi.
Aprì gli occhi, incontrando il suo viso, quel suo meraviglioso volto sorridente, innamorato e sudato.
Aveva la bocca leggermente aperta, dalla quale il suo respiro affannato si presentava.
Quei suoi stupendi occhi blu, mi guardavano con amore incondizionato. erano lucidi, in essi riuscivo a leggere quanto mi amasse, erano infiniti, meravigliosi.
Si lasciò cadere su di me, e cominciò a percorrere ogni cm della mia pelle con la sua lingua, mentre con i denti mi regalava dei teneri morsettini, e le sue mani nel frattempo mi lavoravano, dentro i boxer.
Chiusi gli occhi, assaporandomi tutto. il mio cuore stava uscendo dal petto. non riuscivo a trattenere i gemiti che da deboli si facevano sempre e sempre e sempre più forti. Ansimavo in completo piacere, un piacere che da sempre avevo provato con lui, ma che adesso però era più forte e magico di prima.
Era meraviglioso sentirlo muoversi, sensualmente su di me, Era fantastico avvertire le sue meravigliose labbra scorrere per tutto il mio corpo, con quella sua unica e delicata violenza, tipica di lui.
I suoi denti, mi sfioravano affamati la pelle, e altre volte la mordevano gentilmente. io non riuscivo a far altro che godere, muovermi estasiato sotto di lui. rispondere ad ogni suo bacio, gemere, e accarezzargli quella possente e trasudante schiena.
All'improvviso, Mark fermò ogni movimento, io aprì gli occhi. lo vidi.
Mi sorrise dolcemente, poi con altrettanta dolcezza mi accarezzò le braccia. Le sue dita mi solleticarono la pelle, per poi raggiungere le mie e intrecciarle con le sue, stringerle e poi baciarmi di nuovo, per poi fermarsi, prendermi la mano sinistra, poggiarla al suo petto, farla salire fino alla sua bocca, lasciare che il mio indice gli accarezzasse, quelle carnose labbra. e aprire la bocca lentamente, per e fare in mondo che il mio anulare, vi entrasse. e infine chiuderla.
Percepivo i suoi denti, mordere leggermente il mio anulare, per poi succhiarlo, e leccare la fedina.
Mi prese la mano, la strinse ed aprì la bocca, io portai fuori il mio dito, lo guardai eroticamente, gli sorrisi sensuale, e in pochi secondi, il suo anulare iniziò ad accarezzarmi la bocca.
Feci la stessa cosa che aveva fatto a me. poi una volta terminato ciò. lo abbracciai attirandolo a me, mentre le mie gambe si avvinghiarono alla schiena, volevo sussurrargli qualcosa all'orecchio, ma lui mi anticipò sussurrandomi ansimante e accaldato:
[Ti amo...ti amo prendimi, ti prego. voglio morire dentro di te, voglio annegare nei tuoi stupendi occhi, voglio vedere la tua anima lucente, voglio sentirla gridare il mio nome, chiamarmi, e infine stringermi per non lasciarmi mai più! Nick amore voglio appartenerti, voglio appartenerti per l'eternità. Ti amo]
Quelle parole mi lasciarono senza fiato, non sapevo che dire se non:
[Io voglio morire dentro di te Marky, Ti amo, ti amerò per sempre]
Non rispose, mi sorrise solamente, per poi fiondarsi sul mio collo, e baciarlo, con dolcezza, percorrerlo tutto quanto, per poi raggiungere le mie labbra, e sigillarle con le sue. fu un bacio breve ma molto intenso.
Poi quelle labbra scesero attraversandomi tutto il corpo. in contemporanea con le sue calde e tremanti mani, che mi accarezzavano, e talvolta stringevano la mia pelle sudata, e avvolta da mille e milioni di brividi. Mentre i miei occhi chiusi, si perdevano in quella indescrivibile sensazione di piacere immenso.
Il mio cuore era in gola, e batteva sempre e sempre più forte. i miei respiri si fecero più sommossi. Trasalì. Persi un battito, non appena la lingua di Mark si fermò sotto il mio ombelico.
Le sue dita iniziarono a calarmi i boxer, mentre i suoi denti, e la sua lingua scendevano a poco a poco, attraversando completamente la mia area proibita. Non gemevo più, anzi urlavo in completo godimento. mentre le mie gambe si presentarono sulle sue spalle, e le mie mani tremanti, ed emozionate cominciarono a fargli scivolare i boxer da sopra quel suo sedere, stupendo. Sodo. Direi da sballo.
Per poi percorrere in una lenta e febbricitante discesa, quelle gambe, muscolose e villose.

Mi mancò il respiro per pochi secondi. e trattenendo a fatica i gemiti. gli sussurrai rapito:
[Mark..ti prego stringimi, stringimi. Amami..amami, prendimi. Portami via con te!]
Lo sentì stringermi ancora e ancora di più, a poco a poco, i nostri corpi cominciarono ad avvicinarsi sempre, e sempre di più. Un debole e piccolo contatto iniziale, un altro ancora, stavolta più forte. e la vedemmo: La fatidica porta, era davanti a noi, leggermente aperta. Potevamo sentire entrambi la brezza leggera e calda. Un intenso, lacerante, ma piacevole dolore mi travolse, una luce accecante mi sommerse: e poi la vidi davanti a me. quella sua anima lucente, quel suo splendore magico, rassicurante, e rilassante. Mi porse la mano. la presi senza pensarci. e cominciammo a ballare e a ballare. mentre i nostri gemiti invasero completamente il nostro mondo magico, e segreto.
La potente e inarrestabile luce dell'amore puro, ci invase totalmente. accecandoci. Ci stringemmo ancora di più, fino a diventare un unica, e sola luce.
Un urlo di piacere ricoprì quel luogo, quella luce ci avvolse completamente e raggiungemmo il completo paradiso.
Quel fulgido chiarore ci accompagnò per tutto il tragitto, che ci avrebbe condotto all'eternità.
Una volta giunti a destinazione esso ci lasciò, con un caldo tepore.
Le nostre anime si separarono con dolcezza, e proseguirono a danzare, e a danzare fino a diventare evanescenti e svanire lentamente.
Un bacio. Una carezza ancora. Un altro leggero dolore, che però mi faceva male, molto male perché era giunto il momento di lasciarci completamente.
I miei occhi si aprirono, delle lacrime scesero delicatamente. le labbra tremanti di Mark le lavarono via, per poi lasciare che le sue mani mi accarezzassero il volto.
Chiusi gli occhi, un altro bacio. La porta del nostro paradiso si chiuse, e lui collassò lievemente sopra di me.
Lo abbracciai, mentre i nostri corpi venivano invasi dagli ultimi tremiti.
Uno spasmo colpì entrambi.
Sentì il mio amato sospirare profondamente, e poi mi sussurrò dolcemente all'orecchio:
[Ti amo]
Scivolò via da me, e io strinsi ancora di più a lui, mentre il suo respiro cominciò a farsi regolare, e pesante. Stava per addormentarsi. Io glielo impedì, lasciando che le mie labbra frementi accarezzassero le sue. Le nostre lingue giocherellarono pochi istanti, e infine si unirono.
Mi allontanai da lui. Gli accarezzai i lineamenti sudati e perfetti, di quel suo angelico volto, dopo gli sorrisi. e infine gli sussurrai:
[Saremo per sempre io e te, amore mio. per sempre. Ti amo]
Mi sorrise, prendendomi delicatamente con la mano destra la nuca, me l'accarezzò amorevolmente,
infine avvicinò il mio viso al suo, e sentenziò dolcemente.
-Per sempre Nick. Io ti apparterò per sempre-
Ci baciammo ancora. poi a malincuore ci staccammo.
Poggiai la mia testa sul suo petto, mi strinsi di più a lui, che mi strinse a sua volta, chiusi gli occhi, percepì il suo delicato tocco percorrermi la schiena, sentì il suo cuore battere a tempo con il mio, poi a poco a poco, quel battito cullandomi, mi condusse da Morfeo, dove Mark mi raggiunse poco dopo.


CAPITOLO 17


Surrender

"You can't abandon me
You belong to me

Breathe in and take my life in you
No longer myself only you.."
(Surrender - Evanescence)

La notte era calata sopra di loro da molto tempo ormai. Ed entrambi erano sotto le coperte abbracciati. Nick dormiva placidamente stretto al petto di lui. Sul suo volto dormiente, un leggero velo di sogno, un sorriso leggerissimo, impercettibile ad occhio umano. ma che racchiudeva tutta la gioia, e l'amore che provava per lui. Marky, il suo Mark, che però a differenza del compagno non stava avendo un sonno tranquillo, anzi tutt'altro: il suo corpo era una maschera madida di sudore, aveva caldo, che talvolta diventava improvvisamente freddo, stava tremando, mentre le sue labbra chiuse, vibravano leggermente. Il suo viso andava lentamente da destra verso sinistra, su di esso smorfie di un dolore che credeva scomparso, riaffiorò, senza pietà. Voleva resistere, dormire. ma gli era impossibile. In pochi secondi, a lui parsi secoli. I suoi occhi blu si spalancarono incontrando il petto di Nick, caldo e completamente avvolto dal rilassamento più totale: il suo respiro era pesante evidentemente stava dormendo profondamente, e la cosa rassicurò Mark, che aveva temuto di svegliarlo, ma per fortuna ciò non era accaduto.
Sospirò debolmente, poi con estrema delicatezza, si allontanò dall'abbraccio di Nick.
Chiuse gli occhi, un dolore lancinante gli invase tutto il corpo, l'aria gli mancò.
Si alzò a fatica dal letto, e raggiunse il bagno dove si gettò, immediatamente sul lavandino, per lavarsi il viso. I suoi occhi blu erano aperti ma non riusciva a vedere la sua immagine riflessa sullo specchio, la sudorazione era aumentata a dismisura, la palpitazione si alterò, sembrò che il suo cuore avesse smesso di battere per un nano secondo. Scosse la testa, aprì ancora e come meglio poteva l'acqua del rubinetto e si lavò nuovamente la faccia, molte e molte volte ancora.
Un'altra fitta lo travolse, poi tutto scomparve.
I suoi occhi fissarono lo specchio, vide la propria immagine riflessa. il tremito, la sudorazione, le palpitazioni, e quel dolore ormai erano un lontano ricordo, erano durati per pochi secondi, ma quei sintomi li conosceva bene, anzi molto bene. Sulle sue guance, oltre all'acqua cominciarono a scivolare anche delle lacrime, lacrime di paura, di terrore, mentre dentro la sua testa solo una frase rieccheggiava tormendandolo, senza pietà:
"Era peggiorata"
Scosse la testa, voleva colpire con tutta la forza che aveva quello specchio che aveva dinnanzi, ma non lo fece. anzi tutt'altro. aprì la doccia, vi entrò sconvolto, stravolto ma soprattutto spaventato.
Le sue labbra carnose e tremanti, si aprirono di colpo, cacciando fuori un urlo di dolore immenso, di disperazione profonda. Quegli occhi colmi di lacrime si chiusero, e lui si lasciò scivolare giù, fino a toccare il pavimento, si portò le ginocchia al petto, vi poggiò sopra la testa, e chiuse il tutto con le braccia, lasciandosi andare ad un pianto strazziante, lacerante, colmo di dolore, ma silenzioso.
Voleva gridare, urlare ma non aveva più la forza, era stato massacrato da quella verità, un orrenda verità, che non doveva colpirlo adesso, non ora che credeva di aver vinto, di averla sconfitta.
Non adesso che la sua vita cominciava ad andare per il verso giusto. Non a quel modo, non così.
Il suo corpo era percorso da intensi sussulti, la schiena sembrava non voler smettere di sobbalzare ad ogni quieto singhiozzo.
Mark decimato, strise i denti, si morse con forza il labbro inferiore, ferendosi leggermente. poi con la poca voce ancora rimasta, in completa disperazione mormorò sofferente:
[Come farò, adesso con te Nick, come angelo mio, come?...Io non voglio lasciarti, non voglio abbandonarti. Te lo avevo promesso, te lo avevo giurato! Oddio Nick amore mio...Nicky!
Perchè? PERCHE'!!!!]

*§*§*§*

La mattina giunse molto in fretta per Nick.
Il sole che filtrava dall'oblò, di quella camera dove i due futuri sposi, avevano "dissacrato", illuminava con estrema delicatezza, il viso ancora dormiente, sognante e sereno di Nick, che sotto quel piumone sorrideva beato, e pienamente soddisfatto. Su di lui una nuova luce era esplosa, rendendolo più bello, e raggiante di quanto già non lo fosse. E Mark se ne era accorto, e adesso lo stava ammirando da lontano. Su i suoi occhi blu segnati dal tanto pianto, la figura, il corpo nudo del suo amato, si muoveva lentamente e sensualmente sotto quel piumone. voleva tanto raggiungerlo, ma temeva di svegliarlo. Scosse la testa, in quel suo sguardo innamorato, tristezza e malinconia, nonchè paura erano sempre presenti, cercava di non darlo a vedere, ma era pressochè impossibile. sospirò amaramente. Come glielo avrebbe detto? Che parole avrebbe potuto usare? Non lo sapeva, non sapeva più nulla in quel momento.
L'unica cosa di cui era consapevole, era che amava Nick più della sua stessa vita, e che tra non molto si sarebbero sposati. Sposati? Quella parola così splendida, profonda e carica di un significato così intenso, talmente intensa da togliere il fiato a chiunque. adesso a Mark faceva paura, molta paura.
Chiuse gli occhi tremante, delle lacrime gli scesero, poi mormorò:
[Sposati? Non sò neanche se riuscirò a raggiungere quella data. Perchè gliel'ho chiesto, perchè l'ho fatto. Sapendo che forse non ci sarò più quel giorno....No..no non voglio pensarci io non...non posso..non...]
Non riuscì a terminare il tutto, perchè gli occhi di Nick si aprirono, e si posarono all'istante su di lui. Che trasalì, abbassando lo sguardo e cercando di ricomporsi, per poi alzare il volto, sorridere come meglio poteva, pregando, e sperando che lui non si accorgesse di niente:
-Buongiorno cucciolo dormito bene?-
Un timido e dolce sorriso riaffiorò sul volto del biondino, che portandosi a sedere sull'immenso lettone, allargò le braccia, per accogliere il corpo del partner:
Mark sussultò ancora, il cuore sembrò volesse uscirgli dal petto.
Deglutì la saliva, e si avvicinò al suo amore, ricambiando l'abbraccio.
Si strinsero talmente forte da perdersi l'uno nel profumo dell'altro.
Si accarezzarono, per poi stringersi ancora di più. Lambire con le labbra l'uno, il collo e le spalle dell'altro, per poi raggiungere la bocca, e morderla leggermente, sigillando il tutto, con un lungo, tenero e passionale bacio. Mark lo baciò come se lo stesse facendo per l'ultima volta, e la cosa non sfuggì a Nick, che al termine, si staccò, portò i suoi occhi su di lui e con tono preoccupato e spaventato, chiese fievole:
-Ma..Mark?-
Mark trasalì, i suoi occhi blu si persero in quelli chiari di lui. e intuì, che aveva presagito, o almeno intuito che c'era qualcosa che non andava.
-Nick..io..io..-
Scesero delle calde lacrime, tremolanti stilli, da quei suoi occhi blu, che distolsero lo sguardo da quelli di Nick.
Mark sospirò avvilito, e si alzò dal letto per raggiungere l'esterno. Nick saltò giù, seguendolo a ruota.
Mark era sulla prua del "Gravity Of Love", i suoi grandi, profondi, intensi ed ora sofferenti occhi blu si perdevano nell'inifinito, oceano, che a differenza di lui era calmo, e rilassato.
Le onde affioravano di tanto in tanto. Nell'aria quella pace, quella serenità che adesso non facevano più parte di Mark, che si sentiva estraneo in quello splendido luogo.
Un gabbiano cantando, gli passò davanti, ma lui non fece niente, era impassibile, freddo, Nick non lo riconosceva più. Lui era alle sue spalle, guardava quella schiena, vibrante illuminata dal caldo sole, che a tratti sussultava leggermente. Il biondino deglutì la saliva a fatica, i suoi occhi si fecero lucidi, aveva capito cosa stesse affliggendo il suo amato. Quindi con estrema calma, cercando di affogare tutta la sua paura e la sua preoccupazione. lo chiamò:
-Marky-
Il ragazzo trasalì, sentendo la voce tremante del compagno.
Strinse i denti, poi cercando di non crollare, come era successo ore fà, si fece coraggio.
Inghiottì il groppo che aveva in gola, inspirò, espirò e cercò di proferire parola, ma dalla sua bocca uscì solo un impercettibile sospiro. Era inutile, voleva parlare ma non ci riusciva, tentava di farlo ma solo aria usciva dalla sua bocca, nient'altro.
Era esasperato, voleva solo piangere, voleva solo perdersi nell'abbraccio colmo di amore e comprensione del suo Nick, che era dietro di lui, a pochi cm dalla sua schiena, dal suo corpo.
Poteva sentirlo respirare ansioso, poteva carpire la tensione, la preoccupazione, e la paura che escapolava da ogni sua fibra. Il cuore cominciò a battergli all'impazzata, si voltò, completamente incontrando il suo amato che lo guardava, agitato, spaventato da ciò, che poteva essere capitato di nuovo al suo compagno.
Era troppo per Mark, troppo. Quindi senza rendersene conto, abbandonò il suo voler fare la roccia, perchè in quei momenti ogni cosa, ogni persona, ogni creatura era più forte di lui. Guardò il suo ragazzo, ed ogni barriera sensoriale scomparve, lasciandolo in balia di lui: lui che era l'unico punto forte della sua vita, lui che era l'unica cosa, l'unica persona per cui avrebbe lottato, per cui avrebbe combattuto, Nick, il suo sole, la sua unica forza, ma anche la sua criptonite.
Il suo corpo a poco a poco gli si avvicinò, i suoi occhi blu si persero nei suoi. Tutto si annullò, lui compreso, le sue braccia si aggrapparono con forza a lui, come un bambino tremante di paura, la paura di rimanere solo, ad affrontare tutto.
I suoi occhi si chiusero non appena il suo viso, ora ricoperto di lacrime, toccò il petto del suo amato, che trasalì. Tutta la sofferenza di Mark, ogni sua sensazione bella o brutta che fosse, si insediò con prepotenza in lui, mandandolo ko.
Nick stava per cedere, non poteva essere forte adesso no, ma la voce lacerata dalla disperazione e dalla paura del suo amato, lo rinsavì:
-Nicky...Nick è peggiorata è peggiorata..Non voglio perderti, non voglio lasciarti no...non ce la faccio a resistere ad altre chemio io non..non...-
Non terminò di dire o fare nient'altro perchè un urlo lacerante, sfociò con una forza inaudita dalla sua bocca. e pianse più della notte precedente. mentre le sue gambe, molli si lasciarono cadere giù, per abbandonarsi al pavimento. Nick stava per avere uno svenimento, troppo dolore, infinita disperazione ma resistette, e raggiunse Mark sul terreno, chiuse gli occhi tremante, e strinse il compagno in un abbraccio dove gli era impossibile scappare. Non poteva sfuggirgli, non poteva scappargli. e trattenendo a fatica le lacrime sussurrò sofferente:
[No non dire così, non dirlo ti prego Mark. Non è detto che ti sia peggiorata non è detto Marky, ti prego non arrenderti non farlo amore, non voglio che tu ti arrenda, vivrai, vivrai.
Moriremo insieme, insieme amore..Ti amo]
Il 'ti amo' quasi gli morì in gola, perchè le lacrime premevano come pazze per uscire, ma lui doveva resistere. Doveva essere forte, ora più che mai. Deglutì il pesante macigno che gli era piombato adosso, e che gli si era mozzato in gola, sul suo viso scesero calde e silenziose lacrime. Strinse ancora di più il suo fragile cucciolo, che gli si era avvigghiato al collo, come un bambino spaventato: terrorizzato fino all'inverosimilre da tutto e tutti, in una quasi spasmodica e vitale ricerca di protezione, e di affetto, che solo Nick sapeva e poteva dargli.
E così fece, lui lo strinse ancora as sè, e accarezzandogli la schiena sussultate, gli sussurrava quasi allo sfinimento:
[Andrà tutto bene, andrà tutto bene Marky...tutto bene non è peggiorata, Mark non lo è..
Starai bene Mark, starai bene]
Di tutta risposta Mark; adesso tremante, si strinse di più a lui, continuando a piangere.
Stettero così per molto a lungo, poi alla fine Mark, distrutto si addormentò tra le sue braccia.

*§*§*§*

Il mezzo dì era giunto lentamente per entrambi. Nick intento a prepare il pranzo.
Non riusciva a togliersi la disperazione, la paura e il dolore che il suo Mark aveva esternato 4 ore fà, sulla prua dello yacht. I suoi occhi azzurri fissavano persi e vacui il fornellino acceso, dove la padella con la pietanza stava cuocendo a fuoco lento. Quel suo sguardo si perse su di una fiammellina in particolare che ogni tanto si abbassava. In quella fiammella vide Mark, la sua vita. Scosse all' istante la testa, come aveva osato anche solo, per un istante vederci il suo amore. No Mark non si sarebbe spento mai e poi mai. Afferrò la padellina è la scaraventò con rabbia a terra scottandosi leggermente. Si portò le mani al viso, una leggera ginocchiata colpì uno sportellino. Tratenne un urlo di sofferenza. e crollò a sedere per terra, dove si chiuse a riccio, mentre dai suoi occhi; calde lacrime cominciarono a bagnargli le guance.
"No...non può essere peggiorato, no...no, è una bugia....Quando torneremo a casa, si farà gli esami, e tutto risulterà a posto. Tutto quanto ogni cosa. Tutto! Il mio Marky vivrà.
Vivrà e morirà con me , o dopo di me. Ma non prima di me, NON PRIMA!"
Voleva urlare, piangere come si deve, sfogarsi, ma non poteva farlo. doveva essere forte per lui. Ma dentro di sè sapeva che sarebbe stata una cosa impossibile da fare. Però almeno doveva provarci. Deglutì a fatica la saliva, sospirò, cercando di ricomporsi. Asciugò quelle lacrime che ancora gli bagnavano le guance. si alzò da terra, tirò su col naso, e con passo lento, e felpato a tratti zoppicante, raggiunse la camera, e lo vide.
Il suo amore dormina tranquillo sotto quel piumone, sembrava che stesse bene, che sorridesse almeno un pochino. Ma avvicinandosi ancora di più a lui, notò che il suo volto ogni tanto si faceva sofferente, stava avendo sicuramente qualche incubo. O forse era la leucemia a fargli così tanto male? Nick non poteva saperlo, anzi non ci voleva neanche pensare.
Sussultò, poi con mano tremante, sfiorò il viso di lui, lo accarezzò, per poi regaragli un casto, dolce e delicato bacio sulla fronte. Inghiottì il groppo che gli intaccava la gola. e trattenendo a fatica le lacrime, avvicinò senza rendersene conto le labbra al suo orecchio, e in esso sussurrò afflitto:
[Ti prego Marky, amore ti prego, non chiedermi di essere forte, perchè non riuscirò mai ad esserlo...MAI...]
Gli regalò un bacio sulle labbra, poi ritornò a sussurrargli:
[Marky, ti porterò a casa, ritorniamo in Irlanda, non me ne importa del video, non voglio farlo, tu sei più importante della mia fottuta carriera, avremo un' altra possibilità, ma io non farò più nulla, fino a che tu non starai meglio..Te lo giuro Marky io non...]
Non terminò la frase che la fievole voce di Mark lo interuppe bruscamente:
-Il video si farà Nick-
All'udire quella frase Nick, allibito, si allontanò dal proprio ragazzo, guardandolo incredulo.
Mark si portò in posizione seduta sul letto e proseguì:
-Nick, la devi smettere, di preoccuparti per me hai capito? La tua carriera è più importante, era il tuo sogno no?-
Nick scosse lievemente la testa, e con gli occhi lucidi rispose:
-Io non lo voglio fare, fino a che tu non starai meglio, hai capito Mark, hai...-
-Nick, non mi interessa, intesi. FARAI QUEL VIDEO CHE TI PIACCIA O NO!-
Urlò infine, alzandosi dal letto, e portandosi a pochi mm dal viso del suo amore, che lo guardava con uno sguardo, che si faceva sempre più incredulo e sconvolto.
Le sue labbra tremavano, voleva parlare ma la voce del compagno si ripresentò nelle sue orecchie:
-Tu devi capire Nicky, hai una vita da portare avanti, ne hai passate tante, sei cresciuto nella sofferenza, nella delusione e ora che finalmente sei felice, che finalmente puoi realizzare i tuoi sogni, vuoi mandare tutto a puttane a causa mia!?-
Nick non rispose, ma Mark lesse nei suoi occhi tutto il suo disappunto.
Gli sorrise debolmente, gli prese gentilmente il volto tra le mani e gli sussurrò a pochi mm dall'orecchio:
[Ti prego Amore, ti prego Nicky, fallo per me. Io voglio realizzare tutti i tuoi sogni, voglio darti una vita serena, dove non dovrai più preoccuparti dei soldi. Voglio donarti tutto ciò di cui questo fottuto mondo ti ha privato,voglio ridarti la tua "identità". Una vita degna di te. Non dovrai dipendere più da nessuno, non dovrai preoccuparti di nulla, vivrai una nuova vita, una vita tranquilla, protetta, e avrai tutto l'affetto che desideri, io ti starò accanto per sempre Nicky per...]
Le sue parole vennero fermate dal biondino, che distolse lo sguardo dal partner, e lo portò sul pavimento.
La sua schiena sussultò debolmente, poi a fatica replicò:
-Perchè mi dici così Mark, perchè?-
-Perchè non si può fermare il tempo, e non si può porre fine al male dell'essere umano-
Quelle parole, erano piene di rassegnazione, una rassegnazione che rasentava quasi il terrore. Nick non riusciva in alcun modo a crederci, dove era finito il suo Mark, il vero Mark?
Infatti i suoi occhi azzurri, fissavano scioccati e increduli quelli di lui, che immediatamente. distolse lo sguardo, per portarlo sul pavimento, dove scorse i piedi nudi di Nick avanzare.
Alzò il viso, e incontrò la figura del proprio compagno, che adesso tremava, ma non a causa del freddo, ma bensì per la rabbia e forse anche per la paura, che da lì a poco sarebbero trapelate da lui in un nano secondo.
Difatti, pochi istanti, pochi attimi e le mani che Mark amava, gli strinsero con forza le spalle, alcuni secondi e la sua schiena si scontrò con la parete.
Uno scossone altri due, poi la voce esasperata, terrorizzata e angosciata di Nick scoppiò in un boato atomico, dando origine ad un pianto che purtroppo a stento era riuscito a trattere.
Lui fare il forte? La Roccia? No non poteva, non in quel momento, era impossibile riuscirci.
-MA CHE COSA STAI DICENDO?! CAZZO MARK BASTA, NON STAI MORENDO HAI CAPITO!TU NON PUOI LASCIARMI, ME LO AVEVI PROMESSO, GIURATO...QUINDI TI PREGO SMETTILA...SMETTILA!!!! NON E' DETTO CHE LA LEUCEMIA TI SIA PEGGIORATA! HAI CAPITO, NON E' DETTO MARK, DEVI FARE ANCORA GLI ESAMI.
TU SEI SOLO STANCO HAI CAPITO, STANCO! NIENTE DI PIU', DEVI SOLO RIPOSARE E TUTTO POI ANDRA' BENE, TUTTO ANDRA' BENE MARK, HAI CAPITO? TUTTO!-
Voleva dire altre cose, ma le mani del suo amato fermarono ogni sua parola, posandosi con delicatezza sulle sue guance: Se per Mark, Nick era la sua criptonite per Nick, Mark era il suo tallone d'Achille, il suo punto debole. Non poteva fare nient'altro che smetterla di parlare, e perdersi in quei suo intensi occhi blu, annientarsi completamente, abbandonarsi a lui, e attendere ciò che voleva dirgli, ma niente sembrava intenzionato a trapelare da lui. Poi, all'improvviso tutto si annullò completamente. Nick sentiva solo lui, e vedeva solo quel suo sguardo, nient'altro.
Vide le sue labbra tremare, percepì il suo respiro a pochi cm dal viso, ma nulla più.
Un debole sorriso sfociò in Mark, che successivamente scosse debolmente la testa, le sue mani accarezzarono il viso di Nick, che non riusciva a far arrestare quelle lacrime, che Mark portò via.
le labbra tremanti, del biondino si aprirono:
-NO MARK NO..NON VOGLIO CHE TU TI ARRENDA HAI CAPITO, NON VOGLIO!-
Un sorriso amaro gli comparve sul volto, Nick vide quelle labbra avvicinarsi alle sue, chiuse gli occhi e si allontanò dal compagno per poi gridargli ancora:
-BASTA CON I GIOCHETTI MARK, BASTA TI PREGO, NON SEI FINITO, NON MORIRAI...DEVI FARE ANCORA GLI ESAMI MARK....CAZZO NON E' DETTO CHE TU HAI POCO TEMPO,CHE CAZZO TI STA SUCCEDENDO COSA! TI PREGO RISPONDIMI...RISPONDIMI!-
La quiete non voleva abbandonare quella stanza.
-MARK CRISTO, NON GUARDARMI IN QUEL MODO, NON STARE IN SILENZIO, PARLAMI, TI SCONGIURO, PARLAMI-
Niente. Nick era in completa crisi depressiva, e quindi si avvicinò a lui e cominciò a dargli dei deboli pugni sull'addomre gridando a squarciagola:
-BASTA...BASTA MARK TI PREGO, NON HAI NIENTE, NON HAI NULLA!-
Piano, piano le sue parole morirono, proprio come stava accademdo dentro di lui.
Quell'improvvisa rassegnazione nel compagno, nel suo Mark; l'unico suo punto fermo, sicuro, e nitido nella vita, lo aveva spaventato a morte, e adessso lo stava "torturando".
Nick pativa le pene dell'inferno, non sapeva cos'altro dire, cosa fare. Mark purtroppo aveva innalzato un muro di cemento armato, un bunker dove si era segregrato, in quella sua sicurezza, in quel suo dolore, in quella rassegnazione, in quella convinzione che lo stava lentamente decimando, e lui non poteva fare niente per liberarlo da lì.
Non riusciva a fare nulla in quel momento, e lentamente stava cadendo. Come poteva lui, un semplice ragazzo fare la roccia? Quando il suo unico punto fermo si stava lentamente abbandonando a sè stesso, senza reagire?
Nick scosse la testa afflitto, lo colpì ancora, e gli urlò di nuovo, ma ogni sua parola venne improvvisamente bloccata dalle braccia di Mark che gli si avvinghiarono disperatamente alla schiena. Successivamente percepì il suo respiro sul collo, poi la sua voce:
[Ti amo]
Fu questa l'unica frase che Mark riuscì a dirgli, nient'altro.
Nick voleva replicare, ma le labbra di lui glielo impedirono.
Un brivido avvolse entrambi, le loro labbra tremanti, lambirono le une quelle dell'atro e il tutto si concluse con un bacio, lungo, profondo e colmo di amore. dove ogni difesa, ed ogni resistenza di entrambi, si lasciò trascinare con loro, in quell'oblio, in quel luogo paradisiaco dove solo a loro era concesso andare.
E adesso erano lì, e stavano affogando in quell' immenso e infinito oceano del cuore, dove adesso girava anche la ruota del fato.

CAPITOLO 18


I Did It For You

"...And maybe it's hard to change things
But I had to know I tried
Everyday you've got to live
For what you believe
Please understand, I had no choice
It's what had to be
It's what had to be
I tried to do my best
To do the best I could
I had to give my all
It's what I had to do
I do it all again
And that's the honest truth
I...I did it for you."
(I Did It For You -Westlife)

Lo vedevo: là fuori, nel balcone rinchiuso nella sua improvvisa voglia di solitudine, nel suo iceberg.
Quel muro che aveva innalzato soprattutto contro di me. ora lo potevo vedere chiaramente.
Non sapevo cosa fare, cosa dire. Lui era così freddo, così imperscrutabile, così vuoto. e la cosa mi spezzava in due completamente, sia psicologicamente che fisacamente. Non riuscivo a vederlo in quello stato di completa "commiserazione" Sempre chiuso. Serrato, sigillato come mai prima nella vita.
Ma soprattutto non mi rivolgeva le attenzioni che da sempre mi aveva rivolto. Mi sentivo per la prima volta solo, come non mi ero mai sentito in vita mia. I miei occhi cercavano invano di cogliere almeno un misero segno del suo affetto verso di me, e mi ero ritrovato a pensare agli ultimi tre giorni di soggiorno qui a Los Angeles, passati a registrare il mio primo video "Help Me". Non riuscivo a togliermi dalla testa le sue parole. Quello che Mark mi aveva letteralmente gridato in volto. Avevo ancora i brividi. Era successo tutto così in fretta da non capacitarmi di niente. Per tutta la registrazione dei clip che poi sarebbero stati montati sul video definitivo, in quei momenti, Io venivo spesso ripreso dal registra, Chris. Quello era il suo nome. mi diceva di concentrarmi, di guardare in un certo modo verso la telecamera, di sorridere, di "provocare" di flirtrare, di ammiccare, ma non c'ero con la testa. Non riuscivo in alcun modo a concentrarmi. Il mio Mark stava poco bene. Come potevo io, pensare a quel fottutissimo video, come? Dio santo dovevate vederlo: lui,ultimamente mangiava si e no quattro o cinque bocconi, aveva persino abolito la propria colazione. Si stancava facilmente. Non lo riconoscevo più. e questo mi faceva arrabbiare e molto anche, però lo amavo, lo amo, e non facevo niente per farglielo capire. Lo sò che sbagliavo ma era difficile, e molto anche.
Un episodio in quei tre giorni mi aveva fatto pensare al peggio. Ancora sulla mia pelle potevo sentire quella paura, quell'agitazione, che tutt'ora non mi abbandonava, anche mentre osservavo la sua schiena, illuminata dalla debole e luminosa luce della luna.
Stavo registrando una scena, in uno studio di registrazione dove, dietro di me avevo quella che doveva essere la mia band. composta da due ragazzi e una ragazza. Indossavo una t-shirt attilata, ma non troppo di colore rosso, un paio di jeans blu, e scarpe nere, davanti a me avevo il microfono, dovevo saltare, scatenarmi, giocare con l'asta del microfono. Ero teso.
Portai i miei occhi su Mark, che oltre il vetro mi osservava, vedevo che stava poco bene, il suo corpo era pervaso da un leggerissimo fremito, che sfuggiva agli occhi degli altri, ma non dai miei.
Scorsi il suo viso pallido, mi spaventai, lui se ne rese conto, distolse lo sguardo. E Non appena i suoi occhi blu scomparvero dalla mia vista, sentì la voce del regista.
Trasalì, cercando di portare gli occhi sulla telecamera, non appena la spia rossa, si accese, Chris urlò:
-ACTION- non riuscì a resistere. Mollai il microfono e corsi da Mark. Mentre correvo, nonostante distassi pochi metri, a me parevano km. Tutto iniziò ad andare a rallentatore. spalancai la porta.
A quel colpo vidi la sua testa alzarsi, i suoi occhi blu penetrarono con forza dentro i miei, fermandomi.
Tutto poi accadde in pochi istanti.
Lui si alzò dalla sua postazione, si avvicinò a me.
Potevo leggere chiaramente la sofferenza nel suo volto, deglutì a fatica la saliva. sembrò che l'aria cominciasse a mancarmi. poi facendomi coraggio, e trattenendo le lacrime gli sussurrai:
[Mark..ti prego andiamo via, non stai bene, non voglio che tu..che tu...]
[Shhh...Sto bene Nick, non ti devi preoccupare per me, hai capito?]
Scossi la testa, volevo alzare la voce, ma lui mi fermò, afferrandomi il braccio per poi condurmi in una stanza attigua insonorizzata. Non appena la porta si chiuse, Mark quasi esplose:
-Si può sapere che diavolo ti sta succedendo Nick?-
-Mark mi dispiace ma io non..non-
-Te l'ho detto prima, te lo dissi sullo yacht, smettila di preoccuparti per me, smettila, non ci ricavi niente se continui così! Piantala!-
-Non posso-
-Certo che puoi Nick, certo, devi solo volerlo-mi pregò
-Ma io non lo voglio hai capito!- esclamai con le lacrime agli occhi.
Mark di tutta risposta sospirò, abbassò lo sguardo, per poi riportarlo su di me.
Le sue mani mi afferrarono il viso, mi accarezzarono tremanti le guance, poi la sua voce si insediò nelle mie orecchie:
-Nick non farlo, ti prego non devi arrenderti, non puoi farlo, non puoi rassegnarti, non così, non adesso. Io ho bisogno di te Nick, Tu sei l'unico mio obiettivo, non voglio nient'altro dalla vita se non te, voglio realizzare il tuo sogno Nick, ma tu mi devi aiutare, non mandare tutto a puttane!-
Non riuscivo a sostenere ulteriormente il suo sguardo, quindi abbassai il viso.
Percepì le sue mani aumentare la presa, poi lo sentì dire:
-Guardami Nick, ti prego guardami!-
Era troppo per me, cominciai a scuotere la testa, percepivo che una voragine cominciava ad aprirsi sotto i miei piedi. Sentivo il freddo, vedevo l'oscurità e il misticismo del profondo, potevo vedere Mark precipitare, volevo raggiungerlo, ma all'improvviso la velocità della mia caduta si fece più veloce della sua, lo superai.
Ma a poco a poco la sua voce lontana, che ancora mi parlava cominciò a farsi sempre e sempre più vicina, talmente vicina da avvertire il suo respiro su di me. Poi un fulmine, un boato mentale pazzesco, Mark precipitò, superandomi. Lo vidi sparire sotto di me. Il cuore mi perse un battito, tutta la preoccupazione di quel momento, tutti i miei dubbi, le mie paure, esplosero in un boato atomico. Allontanai Mark da me e gli urlai disperato:
-NON POSSO ANDARE AVANTI SENZA DI TE! NON VOGLIO FARLO!-
I miei occhi fissarono quelli suoi, potevo vedere quanto fosse sconvolto da ciò che avevo appena detto. Leggevo in quel suo sguardo tutto il suo disappunto, tutta la sua rabbia. Poi all'improvviso Mark cambiò atteggiamento, si fece aggressivo, e in pochi secondi le sue mani mi afferrarono le spalle. la mia schiena si scontrò con la parete, la stretta di quella presa aumentò, e iniziò a scuotermi urlandomi in pieno volto:
-E INVECE LO FARAI NICK, DEVI FARLO HAI CAPITO. SEI UN UOMO ADESSO, NON SEI UN RAGAZZINO, NON LO SEI HAI CAPITO! TU HAI UN SOGNO E DEVI AVERE LA FORZA PER REALIZZARLO, INFISCHIATENE DI ME, IO NON ESISTO PER TE, NON ESISTO PIU' HAI CAPITO. DEVI DIVENTARE EGOISTA, NON TI DEVE IMPORTARE NIENTE DI ME, IO SARO' SOLO IL TUO STRUMENTO CHE TI AIUTERA' A REALIZZARE IL TUO SOGNO, E TU NON DEVI PIU' PREOCCUPARTI PER ME, HAI CAPITO! ADESSO SMETTILA DI FARE LA FEMMINUCCIA, PIANTALA, E VAI A TERMINARE DI REGISTRARE IL VIDEO!-
Quelle parole, mi mandarono totalmente k.o i miei occhi divennero improvvisamente vuoti, da essi cominciarono a sgorgare delle lacrime, il cuore sembrò smettere di battere, la mia bocca tremante,
aveva intenzione di proferire parola. Di ribattere, ma era come se avessi dimenticato come si faceva, nessun suono fuoriusciva da me, niente. Per la prima volta Mark mi aveva urlato contro, cose terribili: come potevo io, iniziare a fregarmene di lui, e continuare ad andare avanti con questo sogno, che adesso reputavo stupido e senza senso. Che senso avrebbe avuto comportami come se Mark non esistesse, come se fosse solo il mio unico strumento. Dio l'aveva proprio gridato "STRUMENTO" era troppo per me. La voragine che mi aveva visto prima protagonista, e poi non protagonista, mi riprese con sè, e iniziai a terminare la mia infinita caduta.
In quel preciso istante, le mani di Mark mi abbandonarono, e io a pezzi, mi lasciai scivolare giù, fino a toccare con le ginocchia il freddo pavimento. Cominciai a piangere, e a piangere trattenendo come meglio potevo i singhiozzi, che volevano in tutti i modi trasformarsi in lacerati grida di dolore e devastazione:
la stessa devastazione del mio povero cuore, che aveva cominciato a sanguinare, e a riempirsi di lacerazioni, graffi, ferite che mai nessuno mi aveva inferto da quando avevo iniziato una nuova vita con lui, il mio Mark. Che adesso era lì in piedi, ad osservarmi: non potevo vedere come mi stesse guardando. ma ero sicuro che da lui non avrei udito nessuna parola di conforto.
Percepivo il suo respiro, potevo avvertire la rabbia che ancora gli ardeva dentro, poi nient'altro. Singhiozzai. Poi la sua voce, diventata improvvisamente glaciale, giunse alle mie orecchie in tutta la sua fredezza, rabbrividendomi:
-Appena avrai smesso di piangere, esci di qui, hai un video che ti aspetta, e non voglio scuse-
Dopo quella frase, il mio cuore ferito esplose del tutto.
Non appena la figura di Mark scomparve dietro la porta, potei finalmente lasciare libero sfogo ai miei singhiozzi, tremendi singhiozzi, che a tratti parevano urla angoscianti.
Quello non era il mio Mark, non era più lui. E lo rivolevo indietro, indietro. urlavo come un ossesso che ritornasse da me, gridavo fino a perdere la voce, ma intorno a me il silenzio più profondo.
E il freddo della solitudine, si fece largo dentro al mio animo.
Piansi per un bel pò, poi a fatica mi alzai, mi ricomposi, e uscì dalla stanza.
Una volta fuori scorsi la schiena di Mark, speravo che lui si voltasse verso di me, mi sorridesse con quella sua dolcezza che lo rendeva unico ed importante per me, ma ciò che vidi in quel viso, fu solo il freddo: i suoi occhi blu avevano cambiato espressione, e in quel momento per un'istante non vi lessi amore, non vi lessi affetto, ma delusione.
Fu un brutto colpo per me e ancora lo è.
Ecco perchè adesso sono qui, a fissare quella sua schiena nuda, illuminata dai raggi lunari. ùIl mio Mark o quel poco che restava del Mark che conoscevo, e che ancora amavo più della mia stessa vita, si voltò verso di me, i suoi occhi blu penetrarono dentro il mio animo, sul suo viso sfociò un debole sorriso, poi si avvicinò a me, mi guardò, mi accarezzò tremante la testa, regalandomi un casto bacio sulla fronte e parlò:
-Sarà meglio che tu adesso cerchi di dormire Nick, domani dobbiamo affrontare un lungo giorno in aereo, per tornare nella nostra Sligo!-
Freddezza, ancora fredezza. deglutì la saliva poi, debolmente risposi:
-Va..Va bene, Mark va bene- tratenni a fatica un singhiozzo, mi lasciai cadere sul cuscino, la mia schiena sfiorò quella di Mark, un brivido mi avvolse. Di solito in quei momenti lui si sarebbe fiondato sopra di me, e avrebbe cominciato a baciarmi, io avrei risposto, e forse avremmo fatto anche l'amore. speravo in questo, ma ciò non accadde. chiusi gli occhi, sospirai, un debole singhiozzo uscì dalla mia bocca, e delle silenziose lacrime, cominciarono a scivolare, sulle mie guance.

Quella improvvisa fredezza che Mark aveva deciso di donargli, lo aveva totalmente abbattuto, e Mark se ne era accorto, ma doveva resistere, doveva continuare a comportarsi così, almeno fino al momento in cui Nick, si fosse finalmente deciso di realizzare quel suo sogno.
E' vero Mark sapeva benissimo di essersi comportato malissimo con lui, sapeva chiaramente di averlo ferito più di chiunque altro, ma era l'unico modo che aveva, non poteva permettere per nessun motivo al mondo, che il suo amato, rinunciasse a tutto per stargli dietro, aveva una vita da portare avanti, e doveva farlo. Odiava essergli di peso.
In quella silenziosa e fredda notte, mentre i suoi occhi blu fissavano persi, la finestra chiusa, percepiva benissimo i singhiozzi di Nick, stava piangendo e la cosa lo massacrava a morte, voleva voltarsi completamente verso di lui, abbracciarlo, dirgli di non piangere, voleva consolarlo, donargli tutto l'amore che provava follemente per lui, ma ahimè doveva resistere, non poteva lasciarsi andare, non poteva farlo.
Nick doveva crescere, ed essere forte, perchè poi il mondo del business lo avrebbe ucciso, se non imparava a reagire, a difendersi e a stringere i denti, a lottare e proseguire nella sua vita nonostante le critiche, nonostante le trappole insidiose e meschine che quel mondo gli avrebbe rifilato senza il benchè minimo straccio di avvertimento. Doveva diventare forte, e non doveva permettere a nessuno di calpestargli l'anima, o di scaraventarlo senza pietà, giù nel baratro delle insicurezze, delle paure, e della depressione.
Sapeva che adesso per Nick era giunto il momento di combattere, e di lottare per riuscire a restare in piedi, e aiutarlo nella realizzazione del suo sogno.
Eh si, ormai mancava davvero poco, una volta che il video sarebbe uscito, la sua vita avrebbe subito un improvviso, radicale e forse spaventoso cambiamento, e doveva essere forte per quel momento, e saper affrontare tutto.
E Mark, purtroppo era uno di quei momenti, dentro di sè, era sicuro che una volta fatti gli esami, il verdetto sarebbe stato ciò per cui adesso era spaventato a morte. Lo sapeva benissimo, e vani erano stati i tentavi del suo Nick per convincerlo del contrario.
Mark sorrise amaramente ripensando a ciò, e senza rendersene conto si voltò verso di lui che sembrava si fosse addormentato, lo contemplò a lungo.
Voleva accarezzarlo, stava per farlo, ma appena fu a pochi mm nel toccarlo, retrasse la mano.
In quel preciso istante Nick si voltò verso di lui, Mark perse un battito, ma appena notò che stava dormendo profondamente. deglutì a fatica il groppo che aveva in gola.
Quella mano dapprima retratta si presentò fremente e delicata sul viso di lui, il pollice si animò e con un tocco svelto e gentile gli portò via le lacrime. A quel tocco, le labbra tremanti di Nick si aprirono debolmente e sussurrò sottovoce:
[Marky, perchè sei freddo con me]
Quella piccola frase, quelle semplici parole, anche se dette nel sonno, a Mark spezzarono il cuore, non era freddo con Nick. Lo amava ancora e molto più di prima ma purtroppo doveva recitare quella parte, che gli stava stretta. Il senso di colpa lo avvolse, stava per piangere ma resistette. Inghiottì il macigno che aveva in gola, sospirò tremante, poi si avvicinò a lui, lo abbracciò, conducendoselo al petto, lo strinse a sè, e molto anche.
Gli baciò i capelli, lo strinse ancora di più a sè, trasmettendogli tutto il suo affetto, il suo amore incondizionato, poi in quell'abbraccio sussurrò, angosciato.
[Nicky...amore..mi..mi dispiace, ma è l'unico modo che ho, l'unico modo che ho!
Sò che ti sto ferendo, sò che stai soffrendo...ma...ma devo farlo per te, non voglio che per colpa mia, tu smetta di vivere la tua vita! Tu devi andare avanti, devi realizzare questo tuo sogno, ti prego devi resistere, non devi arrenderti, se ti arrendi tu, io non ho più nessun motivo per lottare. Mi sono arreso, mi sono rassegnato lo sò, ho gettato tutta la mia rabbia su di te, lo sò e mi dispiace, ma dovevo farlo. tu non devi crollare, non devi assolutamente farlo.
Lo sò è difficile, ma devi comunque provarci...quando me ne andrò, quando la mia vita finirà, tu rimarrai da solo ad affrontare tutto, e devi essere forte per resistere al crudele mondo del business. Io lo sto solo facendo per te, ogni cosa che ho fatto, che farò e che sto facendo è per te amore, solo ed esclusivamente per te..tu sei tutto ciò per cui io ancora esisto, tu sei tutto ciò per cui vale la pena di lottare...tu sei l'unica mia ragione di vita, l'unica cosa che mi resta, che mi rimane, l'unica cosa per cui il mio cuore ancora batte, e continuerà a battere per sempre, non si arresterà mai, anche se io non ci sarò accanto a te.
Nick...Tutto ciò che ho sei tu. sempre e solo tu...ti amo, e non smetterò mai di farlo, mai amore, mai piccolo...mai Nicky te lo giuro...MAI]
Mark crollò ancora, strinse il suo amore così forte, da impedirgli ogni via di fuga, mentre le lacrime gli bagnavano le guance, per poi perdersi nei capelli di lui, che riposava sul suo petto, stretto, abbandonato delicatamente e gelosamente in quel calore, dove i suoi occhi azzurri, si erano aperti, dove alle sue orecchie il cuore del suo amore batteva, dove sentiva il suo respiro e dove percepiva i suoi deboli singhiozzi.
[Mark...ti amo anche io]
sussurrò fievole, Mark non riuscì ad udirlo, ma percepì la sua stretta, e lentamente gli occhi di entrambi cominciarono a chiudersi, un ultimo sussulto del corpo di Mark, e Morfeo rapì entrambi.

CAPITOLO 19


October
"I can't run anymore,
I fall before you,
Here I am,
I have nothing left,
Though I've tried to forget,
You're all that I am,
Take me home,
I'm through fighting it,
Broken,
Lifeless,
I give up,
You're my only strength,
Without you,
I can't go on,
Anymore,
Ever again.

My only hope,
(All the times I've tried)
My only peace,
(To walk away from you)
My only joy,
My only strength,
(I fall into your abounding grace)
My only power,
My only life,
(And love is where I am)
My only love.

I can't run anymore,
I give myself to you,
I'm sorry,
I'm sorry,
In all my bitterness,
I ignored,
All that's real and true,
All I need is you,
When night falls on me,
I'll not close my eyes,
I'm too alive,
And you're too strong,
I can't lie anymore,
I fall down before you,
I'm sorry,
I'm sorry.

My only hope,
(All the times I've tried)
My only peace,
(To walk away from you)
My only joy,
My only strength,
(I fall into your abounding grace)
My only power,
My only life,
(And love is where I am)
My only love.

Constantly ignoring,
The pain consuming me,
But this time it's cut too deep,
I'll never stray again.

My only hope,
(All the times I've tried)
My only peace,
(To walk away from you)
My only joy,
My only strength,
(I fall into your abounding grace)
My only power,
My only life,
(And love is where I am)
My only love,
My only hope,
(All the times I've tried)
My only peace,
(To walk away from you)
My only joy,
My only strength,
(I fall into your abounding grace)
My only power,
My only life,
(And love is where I am)
My only love..."
(October-Evanescence)


Sligo una settimana dopo.
Come programmato non appena Mark e Nick furono atterrati nel suolo irlandese, fregandosene altamente del loro jet leg si erano recati all'ospedale di Dublino, per conferire con il medico riguardo all'appuntamento per gli esami, che Mark avrebbe dovuto fare. E avevano deciso di comune accordo, e soprattutto in base ai sintomi di Mark, di farli il pomeriggio stesso, e così era stato.
E adesso a distanza di una settimana, erano entrambi lì, in cucina.
Nick era vicino al partner che sedeva davanti al tavolino , con la busta dei risultati, sotto gli occhi.
C'era tanta tensione nell'aria, tanta agitazione, tanta ansia, ma soprattutto moltissima paura.
Il terrore di sapere la verità.
Attraverso gli occhi di Mark, Nick poteva benissimo leggere il verdetto, ma voleva convincersi del contrario, e voleva anche convincere l'amore della sua vita, ma era un'impresa ardua, ne era consapevole ma comunque voleva almeno provarci.
E così fece: deglutì la saliva, sospirò fievole, e con mano tremante, toccò una spalla di Mark, che a quel gesto trasalì, tornando alla realtà. Portò il suo sguardo terrorrizato su Nick che cercò di rincuorarlo sorridendogli debolmente, ma non bastò, allora lo abbracciò.
Avvicinò le sue labbra al suo orecchio, e dolcemente e con una punta di speranza nella voce e nel cuore, gli sussurrò:
[Andrà tutto bene, e comunque qualsiasi cosa accada io starò per sempre al tuo fianco, ti amo]
Gli regalò un casto e tenero bacio sulla guancia, lo strinse a sè, e lui ricambiò con trasporto.
Sospirò tremante poi iniziò ad aprire con cautela e terrore quella busta, che adesso riposava tra le sue mani.
Le dita si muovevano lente e tremolati, facendosi strada all'interno di quell' "enorme" bustarella bianca, fino ad estrarne quei 4 fogli, che come sempre odiava, gli sfogliò con cautela e agitazione fino a giungere all'ultima pagina, al verdetto finale. Non appena i suoi terrorizzati occhi blu lessero quella parola, quella maledetta parola che iniziava per "P" il cuore perse tutti i battiti, l'aria sembrò mancargli. E senza rendersene conto gettò a terra quei fogli.
Nick trasalì, voleva raccoglierli ma la voce di Mark distrutta lo fermò:
-No non raccoglierli, buttali ti prego, non voglio più vederli, avevo ragione Nick avevo ragione!-
Nick perse un battito, portò i suoi occhi su Mark, e iniziò a scuotere la testa incredulo, mentre dalla sua bocca tremante fuoriuscirono delle parole:
-No...No Mark devono aver sbagliato, Mark no-
Sul viso abbattuto del ragazzo, apparve un debole e fievole sorriso che rasentava la rassegnazione più assoluta. Portò lo sguardo su Nick e debolmente, sentenziò:
-So..Sono peggiorato Nick, dovrò riaffrontare chemio, e stavolta saranno più forti delle precedenti, non..non credo di riuscire a farcela è tutto inutile, tutto quanto in...-
Non riuscì a terminare la frase che Nick, raccolse quei fogli, li guardò e riguardò moltissime volte, poi all'ennessima, li lasciò cadere di mano, portò i suoi occhi azzurri sul suo amore, deglutì la saliva cercò di dire qualcosa, di parargli ma senza risultato.
Abbassò lo sguardo, delle lacrime cominciarono a scendere dai suoi occhi, voleva resistere, ma era impossibile. Mark l'osservava senza riuscire a dire, o a fare niente.
Un silenzio piombò su quella casa,tra di loro.
In pochi secondi nella mente, e nel cuore di entrambi cominciarono a farsi strada i dubbi, la paura, il loro futuro, e il loro presente che adesso odiavano più di ogni altra cosa al mondo.
Volevano svegliarsi, da quel lacerante incubo, che sembrava li avesse presi con sè.
I loro occhi, si volevano aprire, e ritrovarsi nel loro letto, felici della notte precedente sereni, senza problemi, senza dubbi, e incertezze. Nick voleva rivivere quei tempi in cui tutto andava bene, Mark era in splendida forma, e della leucemia neanche l'ombra, ma purtroppo per lui non era così, aveva visto anche lui i risultati, era peggiorato su tutto, non riusciva a crederci. Dentro di lui, i flash dei meravigliosi ricordi dove vivevano spensierati lo abbatterono senza pietà: gli ultimi giorni passati a Los Angeles lo avvolsero completamente, e cominciò a precipitare.
Trasalì, trattenne un singhiozzo, portò gli occhi su Mark, ma il suo ragazzo non reagì, era crollato anch' egli nella voragine, forse era più avanti di lui, vedeva quel suo sguardo spento, sconvolto. all'improvviso tutto il dolore fisico e psichico che aveva intrapollato Mark, si riversò contro di lui, quasi si sentì male. deglutì il groppo in cemento armato che gli si era impiantato in gola.
E non trattenendo più i singhiozzi, aprì la bocca, voleva urlare, ma la voce sembrava non esistere. Abbassò lo sguardo e corse in bagno dove crollò a terra e iniziò a piangere, come se qualcuno gli stesse strappando via brutalmente il cuore dal petto.
Mark era ancora sconvolto, impassibile chiuso nel suo dolore, sembrava non si fosse accorto che il suo compagno non era più lì davanti a lui, ma d'un tratto il pianto convulso di Nick si trasformò in grida di lacerate dolore, piangeva urlava, stava vomitando l'anima.
In qui pochi attimi Mark ritornò in sè, cercò di essere il forte almeno in quel momento, e si diresse al bagno, spalancò la porta, e trovò Nick riverso sul pavimento in preda ad un pianto atomico, lancinante e massacrante. Si gettò in ginocchio davanti a lui, cercò di farlo alzare, ma Nick lo anticipò aggrappandosi come un bambino piccolo al grembo materno. Strinse quel maglione bianco che Mark stava indossando, affogò il viso in esso, inebriandosi del suo profumo, Mark all'istante ricambiò la stretta. Cercando di calmarlo ma semza risultato. Allora si strinse ancora di più a lui, che gridava con la poca voce che gli era rimasta in corpo:
-NON E' VERO, MARK, NON E' VERO! NO..NO, TI PREGO DIMMI CHE NON E' VERO, CHE E' TUTTO UN FOTTUTISSIMO INCUBO TI PREGO..TI PREGO MARK..MARK TI PREGO-
Mark era ko, non riusciva a dire niente, il dolore che sentiva insieme a tutta la frustrazione e l'ìangoscia che il suo Nick stava esternando lo avevano fatto in mille e milioni di pezzettini.
Non riusciva a spiccicare parola alcuna. Riusciva solo a stringerlo, trasmettendogli tutto il suo amore incodizionato, e ad accarezzargli la schiena con una delicatezza e dolcezza unica.
Nick lo strinse ancora di più, si sentiva cadere giù e ancora più giù, ma dentro di sè voleva in tutti i modi resistere per essere la forza che a Mark stava mancando da un pò, ma era difficile:
-Mark, non ci riesco a fare il forte, mi..mi dispiace Marky mi...-
Mark scosse debolmente la testa allontanò il suo amato, lo guardò negli occhi, gli sorrise dolcemente, gli asciugò le lacrime che continuavano a scendere, per poi perdersi in quell'azzurro.
Poi il pollice e l'indice della sua mano destra, afferrarono gentilmente il mento del compagno, deglutì la saliva e gli sussurrò:
[Non importa Nicky, sfogati...ti prego ne hai bisogno]
Detto questo allontanò le sue labbra dal suo orecchio, e le portò su quelle di lui.
Si baciarono, mentre le lacrime anche da Mark aveva iniziato a scendere.
Una volta staccati, si abbracciarono ancora di più, dicendosi:
-Qualunque cosa accada io starò per sempre con te...ti amo-
Si strinsero ancora, e abbracciandosi diedero libero sfogo alle lacrime, senza porvi freno.

*§*§*§*

I Tuoni erano le uniche cose che in quel momento, cominciarono a farmi compagnia.
Ancora davanti ai miei occhi, Il cambiamento improvviso di Mark si ripresentava, senza darmi pace.
Era successo tutto così in fretta da non rendermene minimamente conto.
Eravamo comodamente seduti davanti al tavolo, a terminare a fatica quella che doveva essere la nostra cena, ovvero la pizza che avevamo ordinato 2 ore fà, ma che oramai era divenuta immangiabile. Non avevamo voglia di mangiare niente, nulla. Eravamo ancora troppo sconvolti. avevamo pianto abbracciati per chissà quanto tempo e ancora nei nostri occhi la voglia di piangere sembrava non volesse abbandonarci. specialmente in Mark, Il mio amore non aveva più fiatato, niente, era stato silenzioso per tutto il tempo, sembrava essersi annullato completamente. Avevo cercato nel mio piccolo di trovare un argomento che ci avrebbe coinvolto entrambi e che soprattutto non avrebbe mai trattato di leucemia, tumori, malanni e malattie di ogni genere. Ma purtroppo non ero riuscito a trovare niente.
Quindi decisi di non parlare. Provai a chiamarlo una o due volte ma lui non mi ascoltava, era chiuso, intrapollato in quel muro di dubbi ed incertezze nonchè paure e preoccupazzioni, stesse identiche cose che provavo io, ma in quella situazione, in quel momento non sembravano per niente accumunate a ciò che lo stava attanaglianto. E in quei brevi istanti, in quel turbinio di emozioni, e sensazioni Mark mi penetrò con i suoi occhi blu, e poi senza dire niente, si alzò da tavola, e raggiunse la porta, per poi uscire.
Io lo senguì fino al cancello, dove lo afferrai, per un braccio attirandolo a me. per poi guardarlo e studiarlo, ma per la prima volta non riuscivo più a capire cosa gli stesse frullando in testa, però temevo il peggio. aumentai la stretta, e con un nodo alla gola parlai.
-Mark...dove stai andando?-
Lui non rispose, mi guardò e basta, per poi sorridermi debolmente.
-Mark-esclamai ancora.
Stavolta mi rispose, anche se lo fece con un filo di voce:
-Ti prego, lasciami andare, ho bisogno di stare da solo-
Quelle parole me le sarei aspettate visto il suo comportamento, ma non ero preparato, e persi un battito.
-Marky no, non puoi uscire in queste condizioni, lascia che io venga con...-
Non terminai la frase, perchè le sue labbra lambirono le mie, lasciandomi successivamente senza fiato, poi, la sua voce sussurrata si presentò al mio orecchio dicendomi, anzi pregandomi quasi:
[No..Non puoi Nick, non puoi fare niente per me in questo momento, ti prego lasciami andare, ne ho bisogno, voglio stare da solo Nick...Non ti chiedo tanto, lasciami andare, tornerò presto. Ti amo]
Detto questo, mi baciò con intensità, io lo liberai dalla presa, e lo lasciai andare.
Mi fermai sulla soglia del cancello, per vederlo andare via, sparire inghiottito dall'oscurità.
Non avevo idea di che cosa potesse fare, ma mi fidavo di lui.
Abbassai lo sguardo, per poi rialzarlo e riuscire a malapena a contradistinguere la schiena scura del mio amore, venire sommersa dalla notte, per poi scomparire completamente dalla mia vista, sospirai e sconsolato, rientrai in casa.

*§*§*§*

I miei occhi fissavano preoccupati la porta, in attesa che lui rientrasse, ma non succedeva niente.
Iniziavo seriamente a preoccuparmi. Stava per scatenarsi l'inferno, e di lui neanche l'ombra.
Portai gli occhi sull'orologio del dvd: segnava le 2am. e Mark era uscito da oltre 5 ore. No non potevo starmene lì, a sedere su un fottutissimo divano bianco. Dovevo uscire cercarlo. e così feci, senza badare al freddo che sicuramente aveva sommerso Sligo e tutta l'Irlanda, e le gigantesche folate di vento che in ogni istante sommergevano il giardino, buttando giù rami o addirittura gli alberi piantati. mi precipitai fuori, tra le mani tenevo l'impermiabile blu di Mark e raggiunsi il cancello. In quel preciso istante, mentre la mia mano destra si presentò sull'interruttore a scatto, per aprire la cancellata, i miei occhi azzurri si scontrarono con quelli blu di Mark. Persi un battito: era zuppo d'acqua stava tremando:
-Marky...amore..oddio..Mar...-
Anche stavolta, non mi lasciò finire. aprì il cancello, oltrepassò la soglia, e senza distogliere lo sguardo da me, mi penetrò con quei suoi occhi. Aveva il potere di paralizzarmi con una sola occhiata, ma notai che quei suoi stupendi, grandi e meravigliosi, nonchè intensi occhi blu, non avevano lo stesso sguardo di 5 ore fà, anzi tutt'altro: erano stranamente vacui, addirittura spenti. ma in essi lessi disperazione. Il mio cuore venne trafitto da quell'immenso dolore, da quella rassegnazione, da quell'abbandono che non voleva lasciarlo in pace, provai a parlare. ma non ebbi il tempo di aprire bocca, perchè Mark mi afferrò con un certo impeto quasi violento il mento, mi annullò con il suo sguardo. e in pochi istanti le sue labbra si unirono alle mie, percepì i suoi denti su di esse, non ebbi il tempo debito di rispondere a quella improvvisa e anche piacevole reazione, perchè le sue forti mani mi afferrarono le spalle, le strinsero con forza, facendomi leggermente male, stavo per parlare, ma la sua lingua affamata si insediò nella mia bocca.
Chiusi gli occhi, le mani dapprima fisse sulle spalle, scesero fino ai miei fianchi, per poi presentarsi, sul mio stomaco, mentre i suoi baci violenti non mi lasciavano respirare.
In pochi attimi sembrati interminabili, i suoi tocchi cominciarono a farsi molto violenti. Mi prese di colpo in braccio, mordendomi famelico il collo, mentre il suo passo da sempre stato timido, e a volte impacciato, divenne improvvisamente sicuro e determinato. Capì che non aveva intenzione di fare i preliminari, capì dai quei suoi tocchi forti e virulenti, da quei suoi baci selvaggi e talvolta aggressivi, che aveva bisogno di sfogarsi, aveva bisogno di liberarsi completamente, di buttare giù quel muro. Di liberarsi almeno per una notte, da tutte quelle brutte sensazioni, ma soprattutto dalla notizia del suo peggioramento.
Mi stava facendo male, ma a me non importava, io lo amavo più della mia stessa vita, e avrei fatto qualsiasi cosa per aiutarlo almeno, a spazzare via tutta la negatività che in pochi giorni lo aveva travolto buttandolo giù, facendolo precipitare laggiù dove io purtroppo non potevo arrivare.
-Mark-chiamai stringendo i denti.
la sua risposta fu una forte spinta, e la mia schiena si scontrò con il freddo, fradicio e duro muro dell'ingresso, mentre i tuoni, i lampi sopra di noi tergiversavano senza pietà, e l'acqua ormai ci aveva fatti suoi, eravamo tutt'uno con la tempesta che stava divagando, la stessa tempesta che Mark aveva dentro di sè.
Le sue mani senza frenarsi, strapparono via, la mia felpa, che scivolò giù selvaggiamente, trasportata da quei tocchi animaleschi, mentre i suoi denti affamati, mi mordevano avidi i capezzoli, sotto la t-shirt, bianca che indossavo, ormai divenuta tutt'uno con la mia pelle. Mentre le sue labbra ardenti, mi bruciavano la pelle nuda con baci infuocati. Un'altra spinta su quella parete, una altra ancora, poi di nuovo quelle mani stanche di attraversarmi affamante la pelle bagnata, si presentarono sulla t-shirt strappandola violentemente via.
Trasalì, il mio petto nudo venne invaso da una forte folata di vento. un'altra spinta da parte di Mark e le sue mani mi sganciarono i jeans, mentre le mie mani bagnate ed infreddolite, che lo stavano accarezzando da molto ormai. decisero di darsi una svegliata, e con fatica a causa del gelo che le aveva colpite, strapparono via il suo golf bianco, ormai diventato grigio a causa dell'acqua che ancora cadeva facendosi sempre e sempre più forte. Anche le mie labbra decisero di attaccare Mark ma lui le anticipò, mi morse una spalla nuda, io quasi gridai dal dolore, ma lui fermò tutto, risucchiandomi l'anima. i miei occhi chiusi, si spalancarono di colpo, non appena le sue mani, senza che io me ne rendessi minimamente conto, afferrarono il mio membro, stringendolo con foga, trattenni a fatica un grido di dolore, poi fievolmente gli dissi, stringendomi a lui.
-Mark ti prego vai pia...-
Non ebbi tempo di terminare, che di colpo, e con molto impeto, lui mi voltò violentemente di schiena, "scagliandomi" e comprimendomi con foga alla parete, quasi privandomi del respiro, Non riuscì nemmeno a dire qualcosa, che lui con una violenza inaudita, mi penetrò con selvaggio impeto. Iniziando ad entrare, ed ad uscire con forza facendomi male, e molto anche, non potevo resistere, ma dovevo farcela, lui aveva bisogno di me adesso, aveva bisogno del mio corpo, della mia anima per sfogarsi, e quel dolore che mi avvolgeva nonostante facesse molto male, per me era una sofferenza dolce. Sapevo che mi amava, e sapevo che non mi avrebbe mai, e poi mai fatto realmente del male, e ciò che stavo provando in quel momento, ciò che sentivo in me, ciò che percepivo in lui. quel dolore immenso che mi pervadeva, non era niente in confronto a ciò che lo faceva soffrire, così tanto da eliderlo completamente.
Dovevo aiutarlo, non mi importava della sofferenza che avrei provato quella notte, perchè ero consapevole che il mio dolore fisico, sarebbe stato un aiuto per lui. dovevo resistere e farlo sfogare come meglio potevo.
Lui avrebbe condotto il gioco, lui e solo lui, nessun'altro.
Altri colpi che diventarono sempre e sempre più potenti, mi pervasero, altro dolore. lo sentivo ansimare al mio orecchio, lo sentivo gridare, percepivo la sua irruenza, che si scagliava dentro di me. io ansimano, gemevo in completa ectasy: un ectasy che era mista al dolore, ma andava bene così. Le nostre anime che avevano sempre ballato lentamente, adesso lo facevano più velocemente. La luce del paradiso era divenuta accecante, ma non riuscimmo a raggiungerla stavolta. Mark sembrava intenzionato a non farlo, non era giunto il momento. Infatti senza avvertirmi, abbandonò la mia anima in quel limbo. I tuoni cessarono per un attimo. ed io, provato e dolorante, nonchè ansimante mi lasciai scivolare giù, le ginocchia toccarono quel terreno fradicio, stavo per collassare lì, ma il mio compagno me lo impedì. Avvertì le sue forti mani afferrarmi, le sue possenti braccia stringermi, e infine caricarmi sulla sua spalla. Chiusi gli occhi per pochi istanti soltanto, lasciandomi cullare dai leggeri "sussulti" che il mio corpo subiva, a causa dell'incedere dei passi del mio amore. Abbandonammo il freddo, per ritrovarci di colpo nel caldo. e lì capì che eravamo entrati in casa. potevo percepire la pelle nuda e bagnata di Mark sulla mia, che era travolta da dei tremiti. avevo freddo, e credo ne avesse anche lui, dato che lo percepivo tremare debolmente sotto di me. Camminò ancora per un minuto, poi all'improvviso, percepì Mark scendermi, per poi sbattermi su una fredda parete liscia. aprì gli occhi incontrando il corpo un pò sfuocato del mio partner, mi guardai intorno per pochi istanti e capì che eravamo all' interno del box doccia. provai ad alzarmi, ma quasi caddi a terra, ma Mark mi sorresse, percepì le sue labbra che mi percorrevano affamate ogni cm del corpo, per poi fermarsi sul collo, lasciare lo spazio ai denti che ingordi iniziarono ad addentare la mia pelle, mentre le mie mani accarezzavano, toccavano, stringevano quella schiena, mentre un getto d' acqua calda mi precipitò addosso, chiusi gli occhi godendomi quel caldo improvviso, seguito a ruota dalle labbra e la lingua di lui. Provai con i miei denti a raggiungere il suo collo, le sue stupende labbra carnose morbide e bagnate ma lui me lo impedì, pressandomi alla parete per poi sussurrarmi eroticamente all'orecchio:
[No..non puoi...devo farlo io]
Annuì debolmente, mentre i suoi denti afferarono il mio pomo d'Adamo. Chiusi gli occhi gemendo, poi le sue mani mi avvolsero completamente. per poi sospingermi a quella parete, e sbattermi con impeto ad essa, impedendomi ogni via di fuga. La mia testa si scontrò debolmente con il vetro del box, e la lingua di Mark si insediò nella mia bocca, un' altra debole spinta, poi il suo corpo si comprise al mio, mordendomi il collo, e io gemente gli sussurrai rapito:
[Mark...ti amo]
Lui di tutta risposta, mi morse sotto il lobo del orecchio destro, facendomi gemere, per poi voltarmi con famelica prepotenza di schiena, e farmi così incontrare con impeto l'addome con una parete del box.
e anche stavolta senza avvertirmi, senza avvisarmi, decise di fare incontrare ancora le mia anima, che era rimasta pazientemente ad aspettarlo.
Cominciammo a danzare e a danzare, senza fermarci. io non potevo fare nulla, lui stava conducendo tutto, era lui che doveva comandare. Lo sentivo prendermi, e lasciarmi con una violenza quasi famelica, lo udivo ansimare voglioso al mio orecchio, mentre il mio petto si scontrava e riscontrava senza sosta, con quella parete gocciolante d'acqua. Il vapore aveva invaso sia il box che il resto del bagno, davanti ai miei occhi semichiusi, in attesa di raggiungere l'apice come anche la mia anima, fissavo lo specchio, che riposava sul muro azzurro oltre il box. vedevo lui, il mio Mark, in quel momento irriconoscibile ai miei occhi, che a fatica riuscivano a stare aperti. lo vedevo chiaramente, lui era il mio amore. Ora distrutto da quella terribile notizia, massacrato da quella verità che dapprima sapeva, e della quale io avevo continuato a negarne l'evidenza, avevo sperato fino all'ultimo che non fosse vero, avevo pregato Dio perchè ciò non accadesse, ma purtroppo non era stato così, e lo percepivo così distintamente in lui, da indebolirmi fino allo sfinimento. Le mie forze sembravano abbandonarmi, ero lì piegato in due, ko a causa di tutto quel patimento che stava ponendo fine all'anima del mio cucciolo, avvertivo il suo cuore pervaso dal dolore e dalla paura. Dio. volevo tanto assorbirmi tutto quanto e liberarlo per sempre, ma sapevo che nonostante la mia voglia di farlo, nonostante la mia volontà, sfortunatamente non potevo riuscirci per sempre. solo quella notte potevo farcela, solo in quei momenti mi era possibile farlo, e l'avrei fatto, lo stavo facendo, e non avrei mai smesso di farlo, non importava cosa sarebbe accaduto dopo, non me ne fregava niente. Avrei fatto qualsiasi cosa per lui, qualsiasi cosa senza ribellarmi, senza contrastarlo. Ero suo e poteva fare ciò che voleva di me.
Riflesso in quello specchio, che a poco a poco veniva sommerso da altro vapore,
attraverso quel riverbero comune, vedevo quegli occhi blu fissarmi con desiderio, vedevo la sua bocca chiudersi ed aprirsi in pieno sovraeccitamento, vedevo l'acqua sul suo viso scivolargli giù, vedevo e percepivo pienamente quei suoi denti mordermi. Poi i miei occhi si chiusero, le anime ancora danzanti vennero invase dalla luce di quel paradiso che tanto avevano cercato, in quel momento. I gemiti sommossi, si trasformarono in grida di piacere all'ennesima potenza, la danza si fece un tantino più violenta del solito, percepì, il viso di Mark affondare nel lato destro del mio collo, percepì i suoi denti addentarmi leggermente, un altro gemito debole fuoriscì dalla mia bocca. la luce scomparve, lui uscì da me lentamente ma con virulenza.
Si allontanò da me, e mi regalò un bacio mozzafiato. Io a fatica mi voltai verso di lui, tremavo tutto, le gambe non riuscivano a sorreggermi stavo per cadere, Ma lui me lo impedì, afferrandomi di nuovo, in pochi secondi mi ritrovai di nuovo sulla sua spalla, e capì che un terzo round stava per cominciare, io ero sfiancato, completamente sfinito, ma dovevo resistere lui aveva ancora bisogno di me.
Mi condusse in camera, mi scaraventò sul letto, con virulenza, il mio corpo sussultò debolmente, poi Mark mi saltò addosso, cominciando a mordermi ancora, ogni morso era un piacere ma anche un'immenso dolore, mi baciò ancora, io non riuscivo a tenere gli occhi aperti, vedevo la sua figura svanire sempre e sempre di più. Alla fine scomparve dalla mia vista, Uno dei miei 5 sensi era appena svanito da me, e potevo solo percepire i gemiti del mio amore.
Avvertivo la sua bocca, le sue labbra i sui denti sulla mia pelle, lo sentivo muoversi sensualmente e famelico sopra di me. Anche l'udito mi abbandonò, il suo ansimare scomparve dalle mie orecchie, e le mie mani, le mie braccia strinsero quel corpo sofferente. percepì gli ultimi morsi. poi la mia voce soprafatta dalla fatica, tremante sussurrò:
[Ti amo...ti amo Marky]
detto questo anche il tatto decise di lasciarmi. e prima di raggiungere Morfeo, il mio naso si perse nel profumo del mio Mark, la mia lingua assaporò quelle sue labbra calde. gli sussurai un'altra cosa, mentre dai miei occhi scivolarono delle leggere lacrime.
[Ti..ti prego Mar..Mark Stai con me....]
Poi nient'altro e mi lasciai portare via da lui.

*§*§*§*

Mentre Nick veniva portato via da Morfeo, Mark gli regalò altri baci, un morso al collo, gli lavò via, con le proprie labbra le leggere lacrime che gli avevano bagnato le guance, e poi anche lui sfinito. sudato, e tremante, si abbandonò a quel corpo. Rimase ad ascoltare i suoi battiti, lasciandosi cullare da quest'ultimi, si perse ad ascoltare quel respiro che si era fatto improvvisamente pesante, si strinse di più a lui, si perse a respirare il profumo di quel corpo, e di quella pelle che amava più della sua stessa vita. Stava per addormentarsi, quando percepì la mano destra di Nick abbandonargli involontariamente, la schiena, per poi abbandonarsi al esterno del letto, Mark però, decise di raggiungerla con la sua, e in pochi istanti le sue dita si intrecciarono con quelle di lui. Sospirò, regalò un bacio al petto vibrante e sudato del partner, e si lasciò cullare da lui, fino a raggiungere angh'egli Morfeo, mentre fuori la tempesta si era dileguata, come la bufera nel cuore di un Mark, che per un pò era riuscito ad abbattere quel muro, che tanto lo aveva fatto precipitare, e solo la luce che Nick sapeva sempre donargli, era la sua unica forza, il suo unico appiglio, la sua sola ancòra di salvezza, contro un mondo, una vita che avevano deciso di abbatterlo senza pietà.
In quel religioso silenzio, i loro battiti andavano a tempo, come anche il loro respiro. si strinsero, poi Mark, tremante e dormiente sussurrò al suo amato:
[Tu sei tutto ciò che sono, non dirmi, non pregarmi di restare, perchè sai, che io non me ne andrò mai via amore...mai]

CAPITOLO 20


The Space Between

"You know that i'll protect you
from all of the obscene
I wonder what you're doing
imagine where you are
there's oceans in between us
but that's not very far...."
(Blurry - Puddle Of Mudd)

I forti raggi di un pallido sole penetrarono con delicata prepotenza dentro la camera, colpendo leggermente quel letto, quei due corpi stretti stretti, uno sopra l'altro, attraversarono una schiena, accarezzarono i visi di entrambi, poi delicatamente li riscaldarono, regalando un docile risveglio ad uno di loro. Quelle palpebre illuminate, cominciarono lentamente a tremare, per poi scontrarsi con una incalzante luce, che lo accecò solo per pochi istanti. I suoi occhi si chiusero, per poi riaprirsi ed incontrare l'incavo del collo del proprio amato, che ancora riposava profondamente. Mark poteva sentirlo chiaramente sotto di lui, ed era una sensanzione paradisiaca.
Sospirò, alzò il volto dal petto del compagno, per poi portare lo sguardo sul suo viso: era stupendo mentre dormiva, più Mark lo guardava, più si convinceva del fatto che quello splendido ragazzo, che gli dormiva sotto, era un angelo mandato dal Paradiso solo per lui. Sorrise debolmente, per poi ripensare alla notte appena passata. Deglutì la saliva, poi avvicinò le labbra a quelle del suo amore e gliele sfiorò gentilmente, per poi sigillare tutto con un bacio, mentre le sue mani dai tocchi frementi accarezzavano dolcemente e lievemente quel corpo nudo.
[Ti amo Nicky non scordarlo mai...grazie di esistere]
Sussurrò un dolce e tremante Mark, per poi regaragli un tenero bacio sulla fronte, abbandonare il letto e recarsi in bagno per farsi una calda e rilassante doccia.

Non appena il getto dell'acqua lo colpì ferocemente, ma allo stesso tempo delicatamente. la sua mente vagò a poche ore fà: dove in quella doccia, lui aveva fatto di nuovo l'amore con il suo cucciolo, un amore selvaggio, animalesco e a tratti brutale. Deglutì la saliva, accarezzò con mano tremante, il punto della parete del box doccia, dove nello specchio aveva visto il riflesso del suo cucciolo, e il suo stesso riverbero, cominciare a cambiare radicalmente, poteva ancora vedere i propri occhi blu, cambiare sguardo, vedeva in essi la fredezza, che ancora c'era. Chiuse gli occhi, si lasciò accarezzare dall'acqua. e mentre il vapore invadeva il luogo, i suoi occhi si aprirono, trovandosi davanti Nick che gli sorrideva dolcemente. Stava per chiamarlo, quando all'improvviso cosi come era apparso, scomparve avvolto dal vapore. Era stata solo una leggera allucinazione. Sorrise malinconico, poi depose la testa sul vetro in plexiglas, sospirò, deglutì la saliva, e pensò:
"Mi dispiace diventare freddo con te...ma purtroppo lo devo fare Nick, devo farlo soprattutto per te, per il tuo bene, non voglio che tu, continui a vivere solo con il mio amore. perchè quando non ci sarò più, tu non potrai seguirmi, e comunque io non te lo lascerei fare per niente al mondo...Da oggi in poi, non potrò seguirti dapertutto, ti devo preparare ingaggi, interviste qui da casa, già le precedenti chemio mi mandavano ko e a stento riuscivo a starti dietro, ed ora che saranno più potenti, non credo che possa riuscire a seguirti, come prima. Odio doverti lasciare da solo a fare ogni cosa, ma è bene che tu ti ci abitui amore...Basta che non scordi che io ti amo ancora e lo farò per sempre..."
Fu l'ultima cosa che gli attraversò la mente, prima di abbandonarsi completamente al getto, al calore, e al vapore di quell'acqua, divenuta bollente, che lo colpiva senza sosta, ma sembrava che Mark non avvertisse niente.
Stette sotto quel getto per una buona mezz'ora, poi si avvolse un asciugamano ai fianchi e senza asciugarsi, senza fare niente, uscì dal bagno. Guardò il suo amore, dallo spiraglio della porta: lo vedeva sotto quelle lenzuola muoversi per cambiare posizione, sorrise debolmente e distolse lo sguardo, stava per voltargli le spalle e raggiungere il piano di sotto, quando con la coda dell'occhio lo scorse ancora muoversi, e nel suo spostarsi, verso il lato esterno del letto, la testa si ritrovò tra, una parte di materasso, e una piccola parte all'esterno, mentre il braccio uscì completamente. Era a pancia in giù, le lenzuola con quel movimento, gli avevano scoperto gran parte della schiena. Mark sorrise dolcemente, e senza fare il ben che minimo rumore, entrò in camera, lo raggiunse, e con estrema cura e delicatezza, prese lievenente il viso del suo amore, tra le mani tremanti, temeva di svegliarlo e non voleva questo. sospirò debolmente poi ricondusse il volto del suo amore sul cuscino, per fortuna non si era svegliato. Mark sorrise, poi con la stessa gentilezza gli afferrò il braccio, e lo riportò sul letto. sorrise ancora, gli accarezzò la guancia, poi con altrettanta delicatezza lo coprì meglio, gli regalò un casto bacio sulla testa. e gli sussurrò dolcemente all'orecchio:
[Cucciolo...anche quando dormi riesci sempre a farmi sorridere...Non cambiare mai, angelo mio, mai te ne prego!]
Detto questo, gli sfiorò le labbra con le sue, e con passo felpato, uscì dalla camera, chiudendo la porta dietro di sè.

*§*§*§*

Le campane della Town Hall iniziarono a suonare, le 11am.
Nick, lentamente cominciò ad aprire gli occhi, mentre loro proseguivano inesorabili il loro "canto", sembrava non avessero intenzione di placarsi, e lui era stanco, aveva un sonno tremendo, e stava cercando in tutti i modi, di tapparsi le orecchie con il cuscino, ma ormai si era svegliato, quindi sospirò, rassegnato.
Le campane terminarono di suonare, e alle narici del ragazzo ancora assonato, il delicato profumo dei waffel lo raggiunse, seguito a ruota dal caffè. Chiuse gli occhi per pochi istanti, e in silenzio sul suo corpo i residui della notte appena passata si fecero presenti.
Strinse i denti, Mark in quel modo non l'aveva mai visto, ma non gli importava, perchè lo amava, e avrebbe fatto qualunque cosa per vederlo sorridere ancora una volta, e essergli d'aiuto anche solo per pochi istanti, che per lui erano stati secoli.
Aprì gli occhi scontrandosi con il soffitto, nella sua testa le immagini, le urla di piacere della sera prima si divertivano a fargli capolino in testa. Ancora lo sguardo nuovo e freddo del suo amato, lo arrestarono, fermandogli il cuore per un istante. Deglutì la saliva, e dai suoi occhi scesero due delicate lacrime, non riusciva a capacitarsi di quanto il suo Marky ore prima stava soffrendo. Era come se quel dolore che lo affliggeva, Nick riuscesse ancora a percepirlo sulla sua pelle, fin nel profondo dell'anima. Ed ora più che mai era deciso a stargli accanto, a cercare di essere la forza che a lui adesso stava mancando, e si sentiva quasi in colpa, per essere crollato in lacrime la sera prima.
"Io devo essere forte, per lui..non posso cedere di nuovo, non voglio farlo nuovamente, per niente al mondo. Lui ha bisogno di me ora, non posso permettermi di essere debole e fragile non posso, non devo e non voglio assolutamente farlo..."
Sospirò, poi si alzò dal letto, ricadendoci sopra, seduta stante. Deglutì la saliva, e si avvolse le lenzuola al corpo, per poi attendere un paio di minuti che il dolore fisico che lo stava attanagliando si placasse. Per poi riuscire ad alzarsi, e raggiungere il piano di sotto.

*§*§*§*

10 minuti dopo. Nick riuscì ad alzarsi, e tenendosi alla parete, compì i primi passi che lo avrebbero condotto di sotto.
A poco a poco che si avvicinava, rasentando ancora il muro, il delicato e buonissimo profumo della colazione iniziò a penetrargli intensamente nelle narici.
Fece altri passi, e raggiunse le scale. si strinse nelle lenzuola, e con passo lento e stanco cominciò a scendere la rampa, scalino per scalino.
Arrivato in fondo, svoltò a sinistra incontrando la schiena nuda del compagno.
Lo contemplava rapito, mentre si aggirava tra i fornelli. Sorrise debolmente, poi intraprese i primi passi che lo avrebbero condotto ancora più vino a lui.
Poteva percepire benissimo il profumo di quella pelle, di quel corpo che amava, mixarsi completamente con il delicato profumo dei Waffel.
Si fermò di colpo. e rimase lì ad ammirare quella sua splendida mano sinistra, che deponeva con estrema cura il waffel in un piattino. Rise innamorato. I suoi occhi azzurri non riuscivano a staccare lo sguardo da lui. Lo voleva stringere, abbracciare, baciarlo, accarezzarlo, toccarlo di nuovo, gli bastava anche solo sfiorarlo per sentirsi il ragazzo più felice al mondo, e aveva intenzione di farlo, infatti: si avvicinò a lui, e con un movimento fulmineo, improvviso e delicato, lo afferrò da dietro, portandoselo al petto con gentilezza, per poi stringerlo, senza lasciargli via di scampo, baciargli lievemente: la guancia, il collo e sussurargli dispiaciuto:
[Marky...mi dispiace non essere riuscito ad essere forte, mi dispiace tanto]
Mark sorrise debolmente, scosse la testa, portò i suoi occhi sul suo cucciolo, perdendosi completamente in lui, per poi rispondergli con una leggera freddezza:
-Non dispiacerti Nicky...-
Detto questo Mark si allontanò, freddamente dall'abbraccio del suo amore, ma lui
lo riafferrò, conducendoselo al petto. Lo guardò negli occhi, e con un leggero tremito nella voce, di chi già sapeva che stava per accadere qualcosa, che lo avrebbe spezzato in due, sussurrò:
[Mark...cos'hai?]
Mark attutì il colpo, ed ora che gli avrebbe risposto? Non lo sapeva, voleva farlo, ma le labbra di Nick cominciarono lentamente ad avvicinarsi alle sue. Mark lo vide chiudere gli occhi, percepì il cuore del compagno battere all'impazzata, lo stesso stava accadendo a lui, era a pochi mm dalla sua bocca, vide le lenzuola che lo stavano avvolgendo timidamente, scivolare via Era impossibile resistergli, quindi si lasciò andare. Chiuse gli occhi, in attesa che le labbra di lui sfiorassero le sue, e non appena le percepì, nella sua testa la frase che gli aveva urlato, il suo amore in lacrime, giorni prima riaffiorò, portandolo bruscamente alla realtà, e al motivo della sua faticosa decisione.
-NON POSSO ANDARE AVANTI SENZA DI TE! NON VOGLIO FARLO!-

Perse un battito, deglutì la saliva, e decise di fare una cosa che mai avrebbe osato fare prima al suo amore: "rifiutarlo" con estrema fatica e dolore, depose le sue mani tremanti sul petto di lui e prima di spingerlo via da sè, mormorò, trattenendo a fatica le lacrime.
[Non posso Nickolas]
Quella frase, il modo in cui gliela aveva detto, quel "Nickolas" colpirono Nick nel profondo.
Di colpo venne ricapultato a pochi giorni fà dove la freddezza del suo amore si era fatta talmente forte da spezzarlo completamente. Ancora quel discorso, quelle frasi, urlategli contro con rabbia che rasentava l'inverosimile, lo lenirono di nuovo senza pietà. trafiggendogli senza ritegno e requie il cuore:
-E INVECE LO FARAI NICK, DEVI FARLO HAI CAPITO. SEI UN UOMO ADESSO, NON SEI UN RAGAZZINO, NON LO SEI HAI CAPITO! TU HAI UN SOGNO E DEVI AVERE LA FORZA PER REALIZZARLO, INFISCHIATENE DI ME, IO NON ESISTO PER TE, NON ESISTO PIU' HAI CAPITO. DEVI DIVENTARE EGOISTA, NON TI DEVE IMPORTARE NIENTE DI ME, IO SARO' SOLO IL TUO STRUMENTO CHE TI AIUTERA' A REALIZZARE IL TUO SOGNO, E TU NON DEVI PIU' PREOCCUPARTI PER ME, HAI CAPITO! ADESSO SMETTILA DI FARE LA FEMMINUCCIA, PIANTALA, E VAI A TERMINARE DI REGISTRARE IL VIDEO!-
La voragine che quella volta si era spalancata, di colpo sotto i suoi piedi, si aprì di nuovo, e Nick cominciò a precipitare, senza riuscire in alcun modo a fermarsi, ma non appena il suo amore lo allontanò da sè, lui tornò alla realtà, voleva trattenerlo, ancora, voleva abbracciarlo ma in quel momento non potè far altro che, guardarlo negli occhi, e cercare di leggere in lui un pò di amore, ma in quel momento lesse solo una leggera freddezza, che cominciava a fargli paura, molta paura. le lacrime aveveno cominciato a salirgli alla gola.
Ripensò allo sguardo di Mark, che aveva intravisto ore fà allo specchio, e capì che quegli occhi freddi, adesso si stavano facendo largo, su di lui. Non poteva fare niente per contrastarli, doveva solo resistere: il suo Mark, il suo Marky il vecchio Mark che amava e che tutt'ora amava con tutto se stesso non sarebbe ritornato. Deglutì il groppo che aveva in gola. frenò, le lacrime, e senza aggiungere altro. gli regalò un tremante bacio sulla guancia, e gli sussurrò, cercando di non crollare:
-Marky...amore, io..io sta..starò sempre con te, te lo giuro tesoro-
Mark non reagì a quella frase. si era annullato completamente. e dentro di sè avvertiva la tristezza avanzare, percepiva chiaramente la sua stessa freddezza cominciare a distruggerlo, e sentiva esattamente che d'ora in poi avrebbe ferito Il suo Nicky, ma purtroppo era l'unico modo che aveva, per riuscire a fargli realizzare il suo sogno. Sarebbe stata dura, ma lo avrebbe fatto non per sè stesso, ma per lui solo ed esclusivamente per lui, e per il suo bene.
Non appena Nick lo superò sedendosi, al proprio posto, Mark raggiunse il cucinotto, versò nella tazza del compagno del caffè, mentre dai suoi occhi blu le lacrime scesero.
Odiava trattarlo a quel modo, ma non aveva altra scelta.
"Mi..mi dispiace Nicky, perdonami amore ma io...de..devo farlo, non voglio esserti di peso, non voglio che tu mandi a puttane, la tua nuova vita, i tuoi sogni, e la tua carriera per me, non posso farlo, non devo farlo, non ne ho il diritto. Amore tu ti meriti il meglio, e ti giuro che farò qualsiasi cosa che è in mio potere per farlo, e sistemare la tua vita, e il tuo futuro.
Non me ne andrò fino a che non sarò sicuro che starai bene...Non sò quanto tempo avrò, non sò se questo ciclo di chemio mi farà stare peggio o meglio, ma io combatterò, lotterò per te, resisterò solo per te..voglio assicurarti un futuro sicuro...e lo farò fino a che non mi spegnerò per sempre..te lo prometto"
Dopo aver pensato ciò, si asciugò le lacrime, e cercò di ricomporsi, per poi dare la colazione al suo amore, che fissava vuoto la tazza che gli era appena stata messa di fronte, mentre il suo cuore aveva cominciato a piangere.

CAPITOLO 21


Someday You Will Understand

"Nothing seems to be the way
That it used to
Everything seems shallow..."
(Someday (I Will Understand) -Britney Spears)


Non sò quanto tempo fosse ormai trascorso, dall'ultima volta che miei occhi avevano visto la luce in quelli di Mark. Già quei suoi stupendi occhi blu. ormai erano più le volte che quel blu si sfumava a poco a poco, e che diventava tenebra. La stessa, identica tenebra che purtroppo da oltre 2 mesi si era stabilita in lui, in me, nel mio cuore, che come un pazzo cercava in tutti i modi di trovare uno spirarglio, una luce, una via d'uscita da tutto quanto questo. ma senza risultato.
Molte volte mi ero ritrovato a pensare a me, ma soprattutto a lui, cosa ne sarebbe stato di me? Di lui? Di noi? Ma ogni volta che queste dannate domande mi friggevano il cervello, non riuscivo a trovare una risposta. Un segno. Nulla, Il buio totale. Un oscurità che in ogni istante mi faceva sempre e sempre più paura.
Il mio Marky, la mia vita, il mio unico punto di riferimeto, il mio universo stava male davvero male.
Quelle maledette chemio, lo facevano stare sempre peggio, ogni volta che al suo corpo veniva somministrata una dose, lui dopo neanche un'ora cominciava a bruciare, scottare di febbre, sudare, tremare, e le rare volte che questi sintomi non si manifestavano, iniziava ad avere forti dolori allo stomaco, e spesso vomitava.
Avevo perso il conto di quante volte, tutto questo gli era capitato. di quante volte lui mi ordinava di lasciarlo in pace, e di correre a lavoro:fare determinate interviste, photoshoot, presentarmi ad ogni show, per fare la promozione. Io DOVEVO farmi conoscere il più possibile. e nonostante facessi ogni cosa che lui mi chiedeva, che pretendeva, che io facessi, continuava lo stesso ad essere freddo con me.
Lui non..non mi parlava più, e le rare volte che lo faceva, era solo per discutere di lavoro, o del futuro. ma di noi? no! Ormai pareva che quella parola fosse scomparsa completamente dal suo vocabolario.
Era duro nei miei riguardi, non sembrava mai soddisfatto di ciò che facevo. dovevo dare di più, dovevo usufruire di lui, del mio amato, sempre e sempre di più. No! Non potevo assolutamente farlo, non potevo, non volevo fare ciò. Io desideravo solamente stare con lui, ricevere i suoi baci, le sue carezze, il suo amore. Stare con lui e basta, aiutarlo, amarlo. ma lui non voleva questo da me. Ero arrivato al punto di non riuscire più a capire se ancora Mark mi amasse, se ci tenesse a me.
Io ero sicuro di amarlo più di prima, e glielo stavo dimostrando in ogni modo possibile ed inimmaginabile, ubbidendogli, ma sembrava che fosse tutto inutile. E lo era veramente.
Quei suoi occhi blu, mi trapassavano da parte a parte, recidendomi ogni fibra muscolare, riducendomi in pezzi il cuore che si stava riempiedo di lame, che ogni volta si conficcavano più in profondità, non appena il mio viso incontrava quel suo sguardo glaciale. Infinite volte avevo pianto di nascosto, interminabili volte avevo cercato di fargli capire che il suo comportamento verso di me non andava bene. Non capiva, o forse non voleva capirlo che io chiedevo solo il suo amore, un'amore che lui non voleva darmi.
Ero distrutto, frustrato, e allora decisi di rassegnarmi all'evidenza: il mio Mark se ne era andato per sempre, il vero Mark, quel ragazzo dolce, sensibile, timido, impacciato, allegro, solare raro. Il mio unico amore era scomparso, per non sò quanto tempo, e dentro di me speravo di ritrovarlo un giorno. Pregavo ogni notte per far si, che ciò accadesse, ma il Signore lassù. non mi ascoltava. Così cominciai a darci ancora più dentro con il lavoro. era l'unica consolazione che avevo al momento. Così la mia vita trascorreva: uscivo la mattina alle 4am e rincasavo alle 10pm, una volta a casa dovevo prendermi cura di Mark, a cui come tutte le sere gli veniva iniettata un'altra dose di chemio, una dose più forte di quelle che prendeva la mattina e il pomeriggio. Una dose, che molte volte, gli faceva venire, la febbre altissima, o adirittura le convulsioni, per non parlare poi, del tremito. Non ce la facevo più, tentavo di resistere ma ogni giorno era sempre peggio. Temevo che in quelle interminabili sere, nelle quali Mark stava male, mi potesse morire tra le braccia.
Inoltre non riuscivo più a dormire, e ciò non mi era di aiuto, per occuparmi appieno di lui.
Poi non mangiavo correttamente, e il mio organismo ne risentiva molto, per non parlare poi del mio corpo. ma dovevo resistere, provarci, ma si era rivelato tutto inutile, quindi fui costretto a ricorrere alle anfetamine. Loro mi infondevano l'energia, la forza, e la lucidità necessaria per affrontare tutto quanto. Ogni cosa.
ed ero felice, che grazie a queste pillole, ero in grado di occuparmi appieno del mio Marky, al quale non avevo detto niente a riguardo.
Nè a lui, nè a nessun'altro.
lo sapevo solo io, e non ne avrei mai fatto parola con nessuno. Mai e poi mai.

*§*§*§*

Sospirai, portando i miei occhi sul cielo stellato di Sligo. Ero fuori in quel giardino, ad ammirare avvolto in un piumino, quei bagliori, ad ascoltare in silenzio, il traffico. A perdermi in quel mistico e freddo clima invernale. Il vento mi recideva la pelle del viso, arrossandomi le guance.
Chiusi gli occhi, e mi lasciai trasportare da tutto ciò che mi circondava, divenni così un tutt'uno con l'ambiente. Percepivo. Udivo. Sentivo altri rumori: macchine in lontananza, qualche cane che abbaiava, sportelli d'auto che si chiudevano, voci di donne, di uomini, di ragazzi che abitavano vicino. Mi abbandonai a tutto ciò, cercando, ma invano, di non pensare al cambiamento radicale e "spaventoso" del mio Mark, ma era tutto inutile. non ci riuscivo per niente al mondo.
Deglutii la saliva a fatica, dentro la mia testa quei suoni che mi giravano intorno scomparvero di colpo, sommersi dal pensiero di lui, dalla sua voce, dalle ultime cose fredde che mi aveva gridato contro mesi fà. Mi strinsi nella giacca, e cacciai un singhiozzo debole, ma carico di sofferenza.
Ripensai a quei suoi occhi, ormai diventati sconosciuti, e crollai in silenzio, le lacrime mi scivolavano dalle guance, cercavo di porgli un freno ma niente, volevano scendere a tutti i costi, persino loro erano più forti di me. Ma comunque non volevo essere così fragile, non volevo che ciò accadesse.
L'ultima cosa a cui miravo era farmi vedere in lacrime dal mio amore, non intendevo farlo preoccupare, sempre se ancora di me gliene importasse qualcosa.
Strinsi i denti, cercando di non far fuoriuscire dalla mia bocca un altro singhiozzo, ma niente da fare, mi lasciai cadere a sedere, su uno scalino del portico di casa, aprii gli occhi incontrando, il cancello.
Trasalii, quando vidi Mark che sorridente, entrava con in mano cibo cinese, ancora mi ricordavo la sua voce calda, amorevole, dolce e tenera:
-Bhe Nicky cucciolo, cosa c'è di meglio se non una sana e nutriente cena cinese?-
Mi ricordai quella sera. era la prima sera che io misi piede nella sua villa per restarci.
Era primavera, anzi il suo primo giorno, il 21 Marzo, stranamente quella notte la temperatura aveva deciso di farsi glaciale, quasi invernale.
Non era nevicato, ma io e lui eravamo sicuri che prima o poi sarebbe accaduto, anche se in realtà non ci importava un granchè, eravamo soli adesso, io e lui nessun'altro.
Mark indossava una pesante felpa con cappuccio, grigio chiaro e zip, non molto attillata, che gli arrivava ai fianchi coprendoglieli perfettamente, sotto di essa, teneva una t-shirt nera. Mentre sopra il tutto, aveva un piumino lucido nero, sganciato, e senza maniche. Indossava un paio di jeans, non attillati, ma neanche troppo larghi di un grigio leggermente più scuro della felpa, e scarpe da ginnastica biance e nere.
Lo guardai estasiato, era troppo bello, ancora non riuscivo a credere che da lì a poco avrei condiviso ogni cosa con lui, e non sapevo neanche se la nostra storia sarebbe durata. in quel momento ero solo consapevole che eravamo insieme. Gli sorrisi, poi mi avvicinai a lui, gli sfiorai con le labbra il mento, per poi baciarglielo, e salire verso l'orecchio e sussurrargli imbarazzato:
[Ma..Mark, io..io..Ti..ti..ti amo]
Quello fu il mio primo ti amo, ancora mi venivano i brividi al solo pensarci.
Dio, ero come un bambino che doveva affrontare la sua prima cotta. Mark lo aveva capito, e senza rispondermi, mi accarezzò il viso, con mano tremante. Mi sorrise, guardandomi con dolcezza, una dolcezza indescrivibile, non avevo mai conosciuto un ragazzo così, e ancora non riuscivo a credere che fosse lì con me. Era un sogno, uno splendido sogno dal quale mai e poi mai mi sarei voluto svegliare.
Sussultai, quando percepii le sue stupende, rosee, morbide e carnose labbra, sul mio orecchio. Lo sentii sospirare, su di esso, il mio Marky stava tremando emozionato, mentre il mio cuore, in ogni istante perdeva un battito. deglutii la saliva, e tremai non appena la sua bocca mi regalò un leggero succhiotto sotto il lobo dell' orecchio, gemetti debolmente. poi il suo respiro, lasciò campo libero alla sua dolce voce che mi sussurrò fremente:
[Non sai quante volte ho sognato e desiderato fino all'inverosimile, che tu un giorno. me lo dicessi Nicky...Ti amo amore, ti amo più di quanto tu stesso possa immaginare]
In quell'attimo per me sembrato un secolo, le mie ginocchia avevano tremato.
[Mar...Marky]
chiamai, e lui senza dire niente, mi attirrò delicatamente a sè, abbracciandomi con trasporto. Ricambiai nello stesso identico modo, poi delle lacrime di gioia ed emozione cominciarono a scivolare dai miei occhi.
In quel momento, in quell'istante in cui, le sue mani mi accarezzavano la schiena, mi sfioravano il collo, e le guance, dando, poi spazio a quelle sue calde labbra, che mi percorrevano timide, frementi, timorose e insicure, i lineamenti, per poi portare via delicatamente le mie lacrime, io persi completamente il contatto con la realtà. Avvicinai il mio viso al suo, a quel collo, e lasciai che il suo profumo di vaniglia, mi inebriasse le narici, il cuore, l' anima, lo spirito, tutto il mio essere, annulandomi completamente i sensi, per poi aumentarne solo l'udito e l'odorato, e grazie a quest'ultimo oltre alla vaniglia, sentii il vero profumo meraviglioso, e afrodisiaco, che la sua setosa, e morbida pelle emanava, mi persi in lui, in quell'essenza per non sò quanto, sapevo solo che mi stavo facendo cullare da quel suo inebriante profumo, e stavo per addormentarmi sentendomi appagato, amato, e al sicuro, ma poi mi destai, perchè alle mie orecchie giunse il suo sensuale respiro che si fece più sommosso. Il battito del suo cuore aumentò d'intensità proprio come stava accadendo a me. Di colpo il tempo si fermò. percepii le sue mani accarezzarmi il collo.
Avvertii il suo pollice e l'indice, afferarmi gentilmente il mento. alzai gli occhi, incontrando quelli suoi,
nel quale mi persi totalmente. lo vidi sorridere, poi le sue labbra, dolcemente sfiorarono le mie, e le accarezzarono. Poi lui si allontanò, mi guardò, e mi sussurrò fremente, e dolce:
[Ancora mi chiedo se tu non sia davvero un sogno Nicky...se è così ti prego non svegliarmi, ti supplico]
Sorrisi commosso, scossi la testa debolmente, e dopo gli risposi timidamente:
[No..non sono un sogno Marky non lo sono..mai stato sono proprio qui, siamo qui io e te...solo tu ed io..nessun' alt...]
Non riuscii a terminare la frase che le sue labbra, si avvicinarono lentamente alle mie, lo vidi chiudere gli occhi. All'improvviso mi mancò la terra sotto i piedi, serrai le palpebre. e attesi impazientemente che la sua bocca si congiungesse con la mia, e ciò accadde in pochi secondi, che a me parvero secoli.
Percepii la sua calda lingua accarezzarmi, sfiorarmi delicata il palato, per poi incontrarsi con la mia, e unirsi in una danza che sarebbe durata molto. Le mie gambe si fecero molli. quel bacio mi stava risucchiando, era tenero, dolce. Focoso, passionale. Innamorato, profondo, e inteso proprio come lo era il nostro rapporto.
Ci eravamo sempre baciati così, ma quella sera, quel giorno, quella notte davanti a quel camcello era stato qualcosa di unico, speciale, indescrivibile, che trascinò entrambi nel sentiero del vero amore. Quello puro, quello profondo. e fu lì, in quel momento, che capii, che d'allora in poi avremmo passato la vita insieme. Mark mi faceva sentire completo, era la metà che mi era mancata dal momento in cui, per la prima volta avevo aperto gli occhi, trovadomi in un'altro mondo. Un'altra terra, un'altro pianeta. Un'altro luogo che fino ad un'anno prima mi aveva regalato solo delusioni e dolore. L'amore? Bhe non sapevo cosa fosse realmente, ma lì con lui, rinchiuso in quel suo tenero, sicuro e amorevole abbraccio, mentre le nostre lingue ancora danzavano. l'avevo capito, ed ero pronto a scoprirlo con lui in ogni sua sfaccettatura, in ogni dove, in ogni istante, in ogni momento in cui io e lui eravamo insieme.
Scossi la testa, quel momento era uno dei tanti, meravigliosi ricordi che lui mi aveva donato, regalato senza chiedere niente in cambio. Ma adesso quel Mark della cancellata, era andato via per sempre, e non sapevo quando quel cancello lo avrebbe ricondotto da me.
Mi strinsi ancora in quel piumino nero lucido senza maniche, che era del mio Marky, in esso vi era ancora il profumo di vaniglia, era più debole ma c'era ancora. Chiusi gli occhi, le lacrime lo bagnarono, mi strinsi di più ad esso, solo per riuscire a percepire di nuovo il suo amore, il suo affetto incondizionato, la sua persona, il vero Mark, il mio Marky.
-Mark...Marky ti prego ti scongiuro torna da me, rivoglio il vecchio Mark, il mio Marky, ti rivoglio, dove sei finito amore? Dove sei finito mia unica ragione di vita? Dove sei angelo mio? Perchè non ritorni da me perchè! Mark..Torna ti prego, torna da me! Dio fallo ritornare ti scongiuro, riportalo qui, lo...-
Non riuscii a terminare la frase, che venni bruscamente arrestato da un forte singhiozzo che quasi sembrò farmi mancare il respiro. Si era così, stavo soffocando, in quella fredezza, in quell'incubo, stavo morendo, e non c'era il mio Marky a salvarmi.
Piansi per non sò quanto, poi abbattuto e disperato, decisi di rientrare in casa.
Portai gli occhi sull'orologio del dvd, segnava l'1am tra meno di tre ore mi sarei dovuto alzare per andare con Ethan il manager sostituitivo al quale Mark mi aveva affidato, e partire per l' Italia con il primo aereo, e recarmi a Trl Italy, fare il co-host per tutta la puntata, poi scappare, di corsa e andare a radio 105 per un intervista, Fatto ciò, dovevo tornare in albergo, e il pomeriggio seguente recarmi al Disney Club italiano, fare una comparsa di pochi minuti, firmare autografi, cantare "Help Me" e poi di corsa alle Messaggerie di Roma e firmare la copia del singolo. Dopo due giorni sarebbe uscito finalmente il mio primo album:
"Now Or Never" e dovevo trattenermi in Italia per fare dei mini concerti in alcuni pub, poi tornare in Irlanda, e partecipare a più show possibili, e promuovere.
Mark mi aveva riempito il calendario, non avevo neanche un buco di pausa.
Venni preso dallo sconforto ripensandoci, questa non era vita! Scossi la testa, mi recai al bagno, mi lavai il viso, raggiunsi la camera, mi spogliai rimanendo in boxer, e deposi con cura e nell'armadio, il piumino di Mark che gli avevo preso stamattina mentre dormiva.
Poi mi avvicinai a lui, volevo accertarmi che stesse bene, dato che la notte prima bruciava di febbre.
Gli posai delicatamente la mano sulla fronte, per fortuna non bruciava.
Sospirai sollevato, gli accarezzai i lineamenti, mi persi a contemplarlo in quel momento vedevo il mio Marky, sorrisi debolmente, poi tremante avvicinai le mie labbra alle sue e lo baciai.
Non appena mi allontanai da lui, i miei occhi scorsero i suoi occhi blu, che mi guardavano, vacui e freddi, fu un altro colpo per me.
-Scusami Marky non volevo svegliarti- fu l'unica cosa che riuscii a dire
Mark annuì poi parlò:
-Però lo hai fatto Nickolas-
Fredezza ancora freddezza, persi un battito.
-Mark perchè fai così?-chiesi trattenendo a fatica le lacrime
Lui mi trapassò ancora con quello sguardo, poi freddamente ribattè:
-Un giorno capirai, ora credo che sia meglio che tu ti metta a dormire, tra non molto ti dovrai alzare.-
Fu il colpo di grazia. Sentii il mio cuore venir trafitto ancora di più, mi stava facendo molto male, il respiro quasi mi mancò. Abbassai lo sguardo, volevo ribattere. Volevo urargli di ridarmi il mio vero Marky, ma non riuscii a proferire niente, nulla tanto era forte quella sofferenza. Io volevo solo che il mio Mark ritornasse.
Chi era quel ragazzo, freddo che avevo dinnanzi? Perchè si era permesso di portarmi via Mark? Come aveva osato farlo, come? Con che coraggio! Deglutii a fatica il groppo che avevo in gola, e con occhi intrisi di lacrime, osservavo il suo volto in cerca del vero lui, ma senza risultato.
Su di me crollò un'altra parte di mondo, stavo cedendo di nuovo, stavo crollando davanti a lui, e non volevo che accadesse, non volevo per nulla al mondo che il vecchio Mark, assopito in quello nuovo, si preoccupasse per me, o si lasciasse andare per sempre, quindi tirai su con il naso, e inspirai.
Poi ricomposi la voce, e lo guardai un'ultima volta.
Volevo andarmene, volevo andare a dormire ma qualcosa, qualcuno me lo stava impedendo con ogni mezzo, quindi senza rendermene conto, e con la voce rotta a tratti dalle lacrime gli urlai guardandolo dritto negli occhi:
-Un giorno capirai? COSA CAZZO DOVREI CAPIRE! CHE LO STAI FACENDO PER ME? PER LA MIA FOTTUTISSIMA CARRIERA, PER LA MIA VITA? BALLE...BALLE E ANCORA BALLE FOTTUTISSIME BALLE
TU ME LA STAI ROVINANDO LA VITA, TU NON SEI IL MIO MARK, NON LO SEI PIU' QUINDI TI SCONGIURO, TI PREGO VATTENE, LASCIALO LIBERO, LO RIVOGLIO INDIETRO, HAI CAPITO RIVOGLIO IL MIO MARKY...PERCHE' MI STAI PRIVANDO DI LUI, PERCHE' LO STAI FACENDO..PERCHE'! IO HO BISOGNO DI LUI, RIDAMMELO RIDAMMELOOO!!!!! MARKY TI PREGO, LIBERATI DI LUI TORNA DA ME..TORNA DA....-
Non riuscì a terminare perchè ormai le lacrime si erano impadronite di me, e il mio corpo era attraversato da infiniti singhiozzi, che quasi mi privavano dell'aria, crollai pesantemente a terra, le mie ginocchia si scontrarono con il parquet, sentii un leggerissimo dolore, strinsi i denti, potevo percepire chiaramente sulle mie labbra tremanti, il sale di quelle lacrime, che scendevano ormai senza trovare una fine.
-Marky ti amo...ti rivoglio Marky-fu l'unica cosa che riuscii a dire, sperando inconsciamente che lui mi volesse rispondere, ma non sentii provenire niente da lui. Percepivo solo il suo sguardo addosso, mi si raggelò ogni fibra del corpo. Allora abbattuto alzai gli occhi, lo guardai di nuovo, poi mi sollevai a fatica da terra, e lo raggiunsi.
Tremavo, lui era lì dentro, lo sentivo il mio Marky che gridava per uscire, lo sentivo chiamarmi, e senza pensarci due volte, mi gettai su di lui lo abbracciai esaperato, disperato, decimato, e lo strinsi di più e sempre di più, impedendogli ogni via di fuga.
Affondai il mio viso stanco, sul suo petto caldo, mi inebriai del profumo della sua pelle, chiusi gli occhi, e singhiozzando, gli sussurrai all'orecchio:
[Marky ti amo, ti amo...mi avevi detto che non mi avresti abbandonato, che saresti stato sempre con me..e invece non ci sei! Dove sei andato? Mi..mi avevi promesso che non ti saresti mai mosso senza di me!
Mi hai chiesto la mano, Marky, me l'hai chiesta. Ma adesso te ne stai andando. Ti scongiuro non farlo Marky, non abbandonarmi. Ti prego Mark fallo tornare da me, fallo ritornare! Marky, per favore torna da me! TI SUPPLICO TORNA DA ME!...MARKY! MARKYYY!]
Ero disperato, scioccato, sconvolto ma lui era impassibile, mi stavo rassegnando, quando poi all'improvviso lo sentii muoversi sotto di me. Percepii, le sue mani accarezzarmi la schiena nuda e sussultante avvolta da singhiozzi, i suoi tocchi erano tremanti, lo percepivo adesso il mio Marky, si stava liberando finalmente.
Persi un battito, alzai il volto, lo guardai negli occhi, e lo vidi, riconobbi il mio cucciolo. eccolo stava tornando. Il mio pianto si tramutò in un pianto di gioa.
L'indice della sua mano destra mi accarrezzò la guancia tremante, era lui, quindi provai a chiamarlo:
[Ma..Marky]
Chiusi gli occhi, le mie labbra cominciarono ad avvicinarsi alle sue, che sfiorai, e dopo pochi istanti percepii la sua bocca aprirsi lentamente, persi un battito il mio Mark era qui, con me. il mio amore era con me. Stavo per giungere a destinazione quando all'improvviso, le sue labbra mi impedirono di entrare, e le sue mani mi allontanarono da sè. e lui portò lo sguardo altrove, nell'oscurità della notte, notai i suoi occhi lucidi, volevo parlare, ma lui mi anticipò rispondendomi freddo:
-No, non posso Nickolas-
La botta conclusiva, le ultime lame mi perforarono il cuore, che lentamente cominciò a sanguinare.
Lo guardai, spaesato, sconvolto un'ultima volta, poi con il volto basso, mi allontanai da lui, da quella stanza. e cercando di non singhiozzare più, corsi al piano di sotto, mi fiondai nel luogo segreto della dispensa dove tenevo nascoste le anfetamine, ne presi due, di solito ne prendevo una. le inghiottii, senza usare l'acqua, le riposi nel loro posto, e mi gettai sul divano, a pancia in giù, in attesa che le anfetamine facessero effetto, ma in quel momento invece di farmi stare bene, mi fecero stare più male di prima. Allora l'unica cosa che mi rimase da fare fu quella di lasciarmi scivolare nell'oblio.
Strinsi con tutta la forza che avevo il cuscino del divano, e urlai disperato, affogando in esso e come meglio potevo i singhiozzi, che non volevano diminuire anzi aumentavano sempre e sempre di più.
Piansi per circa un'ora poi sfinito crollai.
Il buio in un attimo mi raggiunse, e mi addormentai.

CAPITOLO 22


Forgive Me

"Can you forgive me again?
I don't know what I said
But I didn't mean to hurt you
I heard the words come out
I felt like I would die
It hurt so much to hurt you
Then you look at me
You're not shouting anymore
You're silently broken
I'd give anything now
to kill those words for you
Each time I say something I regret I cry "I don't want to lose you."
But somehow I know that you will never leave me, yeah.
'Cause you were made for me
Somehow I'll make you see
How happy you make me
I can't live this life
Without you by my side
I need you to survive
So stay with me
You look in my eyes and I'm screaming inside that I'm sorry.
And you forgive me again
You're my one true friend
And I never meant to hurt you"
(Forgive Me - Evanescence)

[Marky ti amo, ti amo...mi avevi detto che non mi avresti abbandonato, che saresti stato sempre con me..e invece non ci sei! Dove sei andato? Mi..mi avevi promesso che non ti saresti mai mosso senza di me!
Mi hai chiesto la mano, Marky, me l'hai chiesta. Ma adesso te ne stai andando. Ti scongiuro non farlo Marky, non abbandonarmi. Ti prego Mark fallo tornare da me, fallo ritornare! Marky, per favore torna da me! TI SUPPLICO TORNA DA ME!...MARKY! MARKYYY!]
Quelle parole, quelle frasi, continuavano imperterrite ad invadermi la testa, a martellarla senza pace. Ancora percepivo chiaramente sulla mia pelle, nel mio cuore, fino in fondo all'anima tutta la sofferenza, il dolore che stava logorando, decimando il mio Nicky. ma purtroppo non potevo abbandonarmi all'amore incondizionato che provavo per lui, perchè dovevo pensare a lui, al suo futuro. Odiavo essere freddo, ma era l'unico modo che avevo, per far si che, quando io non ci sarò più, lui se la sarebbe cavata da solo. Non poteva assolutamente dipendere solo ed esclusivamente da me, non volevo che a causa di questa mia dannata malattia, e di come mi stesse consumando lentamente, fosse costretto a stare segregrato qui, ad occuparsi di me, non era giusto, lui non meritava di vivere di nuovo nell'inferno, non volevo essergli di peso, per niente, nulla al mondo.
Ancora quei suoi occhi azzurri, ancora quel suo dolce viso intriso di lacrime, mi stavano disintegrando totalmente. Dio io...volevo tanto baciarlo: sussurrargli. Dirgli, Gridargli. Urlargli che non me ne ero andato, che ero lì con lui, che il suo Marky non lo stava abbandonando. ma non riuscivo a farlo.
Non dovevo, non potevo per nessun motivo farlo. No..no! Lui era il mio amore, il mio cucciolo. dovevo resistere, in ogni modo. nonostante sapessi che lo stavo ferendo a morte.
Alle mie orecchie, il suo pianto disperato era giunto quadruplicato. Lo sentivo, mentre cercava invano di affogare quei singhiozzi nel cuscino. Dio sembrava che lo stessero uccidendo. Torturando. Massacrando.
Era troppo per me, desideravo tanto, saltare giù dal letto, e correre al piano di sotto, raggiungere quel salotto, e fiodarmi su di lui, abbracciarlo, stringerlo ancora più forte. volevo gridargli "SCUSA, PERDONAMI" per quello che gli stavo facendo, ma non potevo, non dovevo farlo. Era per il suo bene, Per il suo bene.
Quindi con mia torturante fatica, mi strinsi al cuscino, cercando di soffocare quel pianto. Ma più tentavo, più quel pianto mi raggiungeva. Stavo impazzendo. e anche io crollai, mi coprii completamente con il piumone. fino a tapparmi ogni via di fuga, mi rannicchiai in posizione fetale, e stringendo i denti, mi lasciai andare totalmente. le lacrime iniziarono a scendere inesorabili, bagnandomi copiosamente le guance.
Tentando di isolarmi completalmente da tutta quella sofferenza soffoccante, decimante che stava lacerando me e lui.
[Mi..Mi dispiace cucciolo..mi dispiace] erano le uniche cose che riuscivo a sentenziare, poi i singhiozzi facevano il resto.

*§*§*§*

Non lo sò per quanto piansi, ma non appena smisi di farlo, alle mie orecchie il pianto del mio amore non giungeva più. Deglutii a fatica il macigno che mi si era impiantato in gola. sospirai debolmente, poi asciugandomi le lacrime, uscii da sotto le coperte, e mi portai in posizione seduta.
La mia schiena era appoggiata allo schienale del letto. inghiottii di nuovo, poi portai i miei occhi, sulla parte del materasso dove il mio amore dormiva. lui non c'era, era di sotto, in salotto a disperarsi per una convinzione, che io dovevo togliergli dalla testa. inspirai. poi lentamente decisi di scendere dal letto e raggiungerlo.
Volevo vedere come stava. volevo stringerlo a me. sperando che stesse dormendo profondamente, sussurargli ti amo, come facevo ogni notte, quando lui riposava intensamente.
Mi sentivo un verme, a comportarmi così, ma non avevo altra scelta, lui non si era mai accorto di niente, non si era mai reso conto di ciò che facevo quando dormiva. avevo perso il conto di quante volte lo avevo stretto a me, lo avevo coccolato, gli avevo mormorato ti amo. lo facevo ogni notte, anche se la chemio mi mandava ko, ce la facevo sempre a trovare un minuto, ma anche solo un'instate per sfioralo, toccarlo, attraversare con il mio indice ogni suo delicato lineamento. Baciarlo dolcemente, e sfiorare quelle sue meravigliose e morbide labbra con le mie. Poi la chemio mi oscurava ogni cosa, e Morfeo mi catturava, per portarmi nel suo mondo, dinnanzi a quella cancellata. solo che di fronte ad essa, non c'era il mio amore ad aspettarmi, anzi era oltre quel cancello.
Potevo vederlo là, ogni notte, ogni istante, in ogni momento che chiudevo gli occhi e mi addormentavo.
Lui era laggiù, a sedere, su una nuvola a fissare il vuoto, o ciò che gli si proiettava davanti.
Lo chiamavo, lui si voltava e nei suoi occhi leggevo, il dolore più assolto, vedevo quanto lo stessi lacerando, quindi a malincuore distoglievo lo sguardo, e pregavo Morfeo di portarmi in un'altro posto. e mi svegliavo di soprassalto tormentato dagli incubi, e dai sensi di colpa.
Scossi la testa, e cominciai ad incedere per raggiungere il piano di sotto.
Il mio fisico non riusciva a sostenere quella fatica immensa. E' vero dovevo scendere solo delle comuni scale, gesto quotidiano, c'è chi ne salta tre o quattro alla volta, chi le scende freneticamente, chi normalmente. ma per me, per le condizioni in cui ero, era come scendere da una montagna alta oltre 1000 mt, con un corpo tutto rotto, pieno di lividi, e graffi di ogni genere, un corpo stremato, che chiedeva solo un attimo di pace. Ecco come stavo, come mi sentivo. Ma non me ne importava nulla, perchè a pochi mt c'era lui, il mio amore.
Scesi le scale una ad una, lentamente. Sorreggendomi allo scorrimano.
La mia vista era annebbiata, riconoscevo a stento i mobili, le pareti, la tv, il divano ogni cosa.
Ero come un'automa che si affidava solo ed esclusivamente agli ordini, di chi lo aveva creato, fidandosi ciecamente, ma l'unica cosa che mi faceva camminare, andare avanti, proseguire, era solo la forza di volontà, e soprattutto l'amore che provavo per lui, nient'altro.
La vista quasi si stava oscurando, stavo per raggiungere la tenebra, ma resistetti.
Davanti a me c'era quel divano, con il mio amore che dormiva, dovevo a tutti i costi riuscire ad avvicinarmi di più, ancora e ancora di più. Toccarlo, e la luce sarebbe ritornata ad illuminarmi la via.
Lui era tutto quanto per me, lo era sempre stato. Le mie labbra tremavano, percepivo, il suo respiro pesante, sentivo gli ultimi fievoli singhiozzi. persi un battito. mi arrestai di colpo. Non volevo che mi vedesse, non volevo che mi sentisse!
Deglutii la saliva, volevo voltargli la schiena, e ritornare al piano di sopra, ma non ci riuscivo, quindi cercando di fare il meno rumore possibile, ripresi a camminare verso di lui. le ginocchia mi tremavano, il cuore mi batteva all'impazzata, era come se stessi commettendo un reato, nel cuore della notte.
Dentro di me le cose che Nick poco fà aveva esternato lacerato, mi affliggevano, mi abbattevano, mi massacravano. Mi stavano strappando barbaricamente l'anima.
A poco a poco la vista che mi stava mancando, ricominciò a farsi viva. Nick era lì, pochi passi ancora, e lo avrei toccato. Ma l'effetto della chemio non ci mise poco a rovinare ogni cosa: venni avvolto da un improvviso tremito, percepii la febbre salirmi, un dolore lancinante mi travolse tutto il corpo, intorpidendomi, e senza rendermene conto, le gambe cedettero, e le ginocchia colpirono il parquet.
tossii, poi cominciai a tremare sempre e sempre di più, mentre il dolore aumentava ancora di più, fino a costringermi ad accasciarmi completamente sul pavimento. Me lo sentivo stavo per perdere i sensi, e non volevo, non adesso, non in quel momento.
Quindi strinsi i denti cercai di alzarmi da terra, sorreggendomi allo schienale del divano. il sudore mi aveva bagnato la pelle, mentre la febbre si divertiva a farmi vedere doppio.
Una volta in piedi, mi voltai verso sinistra ed incontrai il volto dormiente del mio cucciolo. sorrisi, e per un attimo il dolore che prima, mi aveva schiacciato scomparve, lasciandomi un pò di sollievo, e far si che potessi, sedermi su una poltrona vicino a lui, e così feci.
Non appena mi sedetti, mi persi a guardarlo: il suo dolce viso era intriso di lacrime, e vedevo che stava male, per come lo stavo trattando da molto tempo. Mi salirono le lacrime alla gola. Allora, con mano tremante, accarezzai quel suo faccino. Sorrisi debolmente, e poi riuscii solo, a scendere dalla poltroncina, inginocchiarmi, davanti a lui, avvicinare il mio viso al suo, prendergli la mano sinistra, e incrociarne le dita cn le mie. Sfiorare i suoi capelli, i suoi lineamenti perfetti e teneri, il suo collo, il suo mento, le sue guance, lavargli via le lacrime, con le mie calde e frementi labbra, che lo attraversavano gentilmente, per poi chiudere gli occhi, appoggiare il profilo del mio viso sul suo, stringerli la mano, tenere a freno le lacrime, e sussuragli: uno solo e semplice:
[Mi..mi dispiace amore, mi dispiace tanto...non volevo ferirti, io non intendevo farlo...ti amo Nicky..ti amo perdonami]
Trasalii, un leggero singhiozzo fuoriuscì dalla mia bocca, lasciai la sua mano, e decisi di abbracciarlo, stringerlo. mentre i singhiozzi, d'accordo con me, avevano deciso di divenire silenziosi. solo le mie carezze, le mie labbra parlavano al mio amore, regalandogli, un casto bacio sulla bocca, per poi scendere al suo petto, baciarlo lievemente. e abbandonarlo, lasciando spazio alle mie mani che timorose accarezzavano quella sua pelle calda.
Lo abbracciai di nuovo, sentendomi completo, poi stretto a lui, mi lasciai, travolgere dai sintomi della chemio, e mi abbandonai al buio.
Però a mio malincuore sapevo che non ci sarebbe stato il mio Nick, ad attendermi davanti alla cancellata di Morfeo.

*§*§*§*

Rumori di tazze, che si incontravano con i piattini, stoviglie che sbattevano leggermente tra di loro. La macchina per il caffè, che preparava il cappuccino, il tostapane che da pochi secondi, aveva cotto i toats, che "saltarono" fuori belli caldi e fumanti, lo spremi agrumi in funzione, e infine le posate che venivano depositate sul tavolo e i passi a volte frenetici, e a volte lenti di un ragazzo, che a fatica riusciva a reggersi in piedi.
Tutto questo trambusto, si era presentato all'orecchio di un Nick ancora sfinito, che aveva cominciato a muoversi, sopra quel divano. Il profumo del capuccino appena fatto raggiunse le sue narici. Nick fermò ogni suo movimento, era in posizione fetale , davanti a lui c'era la tv al plasma, con hometheatre, e dvd, nel quale l'orologio segnava le 11am in punto. stava per richiudere gli occhi stremato, ma dopo pochi istanti realizzò ciò che aveva appena visto, si ricordò che alle 4am doveva essere con Ethan sull'aereo che li avrebbe condotti a Milano, perse un battito. e cercò di alzarsi il più in fretta possibile, ruzzolando dal divano.
Mark dalla cucina, udì il tonfo, sorrise, sul suo viso comparve una leggera smorfia di dolore, fece un bel respiro, depose la tazza con il cappuccino sul piattino. si voltò incontrando la figura di Nick, che si stava alzando da terra. Deglutì la saliva mentre la chemio fatta 2 ore prima aveva iniziato a farsi sentire. cercò di ricomporre la propria voce, nascondendo l'improvviso affanno che lo aveva catturato e rispose:
-Rilassati, ti ho posticipato l'aereo per il pomeriggio, Ethan ti verrà..a...-
All' improvviso una fitta lo raggiunse senza pietà, le gambe cominciarono a farsi deboli, la sudorazione, aumentò e con essa anche la sua temperatura corporea, tossì. il suo corpo venne travolto da un forte tremito, un dolore lancinante al tronco, decise di dargli il colpo di grazia, i suoi occhi blu, videro la figura sfuocata di Nick correre verso di lui, lo sentiva chiamarlo spaventato, preoccupato. Stava per svenire. A poco a poco la voce del suo amore scomparve dalle sue orecchie, gli occhi raggiunsero la tenebra, e le gambe che stavano su a stento, cedettero. In pochi istanti, le ginocchia si incontrarono con il terreno, stava per accasciarsi totalmente al suolo, quando d'un tratto, una presa a lui familiare lo sorresse.
Percepì quelle mani stringerlo, percepì la pelle del suo viso a contatto con il petto, vibrante. di lui ma l'oscurità l'aveva travolto, e si abbandonò a quel buio.
Nick era lì, aveva il suo Mark privo di sensi tra le braccia, le lacrime gli invasero gli occhi, e tremante iniziò a chiamarlo:
-Mark...svegliati Mark...ti prego apri gli occhi MARKKKK!!!! Non farmi questo, non lo fare MARK TI SCONGIURO MARK!-
Nel oblio in cui Mark stava navigando, la voce spezzata dalla paura, dal dolore e dalla preoccupazione, del suo cucciolo giungeva chiara e forte alle sue orecchie, e questo arrestò ogni cosa. lentamente negli occhi oscurati di Mark si fece a poco a poco presente la luce.
Le palpebre cominciarono a tremare, un debole tremito scosse il ragazzo, che ad adagio aprì gli occhi, incontrando quelli occhi azzurri che adorava, intrisi di lacrime.
Vide sul viso poco nitido del biondino un dolce sorriso, chiuse gli occhi riaprendoli, stavolta lo vide chiaramente, ricambiò un debole sorriso, e poi d'un tratto, percepì il suo amore stringerlo. Avvertì la sua guancia posarsi sulla sua, percepì le sue calde lacrime bagnargli il mento, poi alle sue orecchie, la sua voce ancora sconvolta giunse.
-Mark, ti prego non farlo mai più, non farlo mai più ti scongiuro, io..io non voglio perderti!
Non posso andarmene, non voglio farlo, mi dispiace, mi dispiace Mark, ma voglio stare con te, almeno fino a che non starai, meglio, ti prego non mandarmi via, non farlo! voglio stare al tuo fianco, voglio occuparmi appieno di te. Ti amo..ti amo-
Mark stretto in quell'abbraccio, chiuse gli occhi, dai quali scesero delle lacrime, lo stava per fare, sapeva che appena gli avrebbe detto qualcosa, lo avrebbe ferito più di chiunque altro, ma doveva farlo per il suo bene. Il cuore si fermò di colpo, sommergendolo di fitte, strinse i denti, stava per scoppiare a piangere ma reistette:
"Mi dispiace Nicky ma devo farlo, perdonami"
Pensò, poi a fatica deglutì il macigno che gli aveva intaccato la gola, sospirò dentro di sè.
Cercò di far divenire il proprio cuore freddo, aprì gli occhi incontrando la parete bianca che aveva di fronte, li richiuse, si fece forza, allontanò Nick da sè, aprì gli occhi, e si alzò a terra, sorreggendosi al tavolo da cucina. Guardò freddo, il suo compagno e sentenziò.
-Non puoi Nickolas! Non essere ridicolo, io non ho bisogno dell'aiuto di nessuno, hai capito? Se mi vuoi fare un favore, se mi vuoi aiutare, fai colazione, pranzi, attendi che Ethan ti venga a prendere, e poi esci da qui, e svolgi tutti gli impegni che ti ho dato, questo è ciò che ti chiedo, questo è ciò che voglio ed esigo da te! sei nel mondo della musica adesso, tra meno di una settimana debutterai con il tuo primo album, non puoi permetterti distrazione e soprattutto di sprecare la tua vita con me, hai capito!-
Nick scosse la testa, deglutì la saliva, quelle parole lo avevano ferito in tutti i sensi, ma decise di ribattere:
-Non mi interessa della mia fottutissima carriera hai capito Mark!...Mi...M...MI IMPORTA DI TE ADESSO, TU VIENI PRIMA DI TUTTO! NON PUOI ESSERE IL MIO STUMENTO, NON PUOI ESSERLO HAI CAPITO, IO TI AMO! SONO IL TUO COMPAGNO,CI SPOSEREMO MARK, MI HAI CHIESTO TU LA MANO, RICORDI? QUINDI SCUSAMI, MA LA MIA FOTTUTA CARRIERA NON E' IMPORTANTE QUANTO LO E' LA TUA VITA...TU..TU MI STAI RIEMPIENDO DI IMPEGNI, SU IMPEGNI! PER QUESTO MESE NON HO UN BUCO LIBERO, STARO' SEMPRE LONTANO DA TE, ADDIRITTURA OLTRE OCEANO, COME CREDI MI POSSA SENTIRE? COME FAI AD IMPORMI TUTTE QUESTE REGOLE, COME MARK! SEMBRA CHE TU STIA FACENDO DI TUTTO PER TENERMI LONTANO DA...-
-ED E' QUELLO CHE FARO' SE TU NON LA PIANTI, DI LAGNIARTI!
FICCATELO IN QUELLA TESTA, IMPRIMITELO BENE IN MENTE NICKOLAS! LA TUA CARRIERA DEVE PASSARE SOPRA AD OGNI COSA, ANCHE, NO ANZI SOPRATTUTTO SOPRA DI ME...E SE NON TI VANNO BENE LE MIE CONDIZIONI, VUOL DIRE CHE NON TIENI AL TUO SOGNO!-
Quelle parole gridate con tante decisione,freddezza che rasentava il terrore, lo colpirono nel profondo. In quel preciso istante desiderava solo trovarsi in cima ad un precipizio e potersi gettare nel vuoto, senza pensarci.
Dai suoi occhi azzurri di nuovo lacrime, il suo cuore ormai stava per ricevere il vero e proprio colpo di grazia, ancora una parola, e tutto poteva disintegrarsi in un breve lasso di tempo.
tratenne un singhiozzo, abbassò il volto, per poi alzarlo e portarlo su Mark, che lo guardava sfinito, se lo sentiva che stava per svenire di nuovo, si era troppo agitato e la cosa non andava bene per la sua precaria salute psichica e fisica, cercava di trattenere anch'esso le lacrime, e sembrava riuscirci, anche se, i suoi occhi erano talmente lucidi da impedirgli di vedere bene Nick, che era lì a pochi metri da lui, che lo fissava sconvolto, e a bocca aperta, sembrava che il tempo si fosse fermato non solo per Mark, ma anche per il biondino al quale, quello che lui gli aveva urlato pochi secondi fà gli rimbombava imperterrito dentro la testa, ed ogni parola aumentava di volume schiacciandolo completamente.
Il silenzio, un massacrante silenzio, una quiete innaturale era piombata sopra di loro, portandosi un' atmosfera glaciale, che crollava in ogni istante su tutta la villa, ma soprattutto su di loro abbattendoli, e dentro di loro distruggendoli. Nessuno fiatava, nessuno parlava. solo gli sguardi stavano parlando per loro. Gli occhi di Mark erano decisi, deteminati, agghiaccianti, mentre quelli di Nick si erano svuotati completamente, in essi traspariva solo la disperazione più assoluta, nient'altro. Voleva rispondergli, gridargli "Il mio sogno sei tu Mark!" ma capì che sarebbe stato inutile. lui era stato fin troppo chiaro, la sua schiena sussultò, e dalla sua bocca uscì un debole singhiozzo, dal quale trapelò un fievole:
[Ma..Marky, perchè?]
Il ragazzo sembrò averlo sentito, ma distolse lo sguardo, e mormorò soltanto:
[Vai a cambiarti]
Nick perse un battito, poi abbattuto, annullato annuì.
Distolse lo sguardo e si recò verso la rampa di scale, si voltò verso Mark, incontrando la sua schiena. Aprì la bocca, voleva parlare, ma lasciò perdere, portò gli occhi sul terreno, si asciugò le lacrime, e trattenendo i singhiozzi, corse di sopra, si fiondò in bagno, e chiuse la porta a chiave. Si infilò nella doccia e accese l'acqua, un getto freddo lo travolse, Nick tratenne un gemito, poi colpì leggermente con la testa il plexiglas del box, gli dette un pugno, e depose la schiena alla parete, lasciandosi scivolare giù, fino a raggiungere con il sedere il terreno, il getto d'acqua fredda lo colpiva violentemente, persino quell'acqua gelata in confronto al gelo che Mark gli aveva gettato addosso, era calda.
Nick scosse il capo, si portò le ginocchia al petto, depose la testa su esse, e cinse tutto con le braccia, iniziando il suo pianto silenzioso, mentre dentro di sè lo sguardo freddo di Mark, lo faceva cadere sempre, e sempre più giù.

Nel frattempo Mark, fissava quella rampa, per poi riportare lo sguardo, là, dove Nick lo aveva lasciato. Là dove per la prima volta, entrambi si erano lasciati andare, e si erano uniti.
[Nick, ti amo...Voglio sentirti dentro di me, voglio unirmi a te, e perdermi in te...Ti amo..Ti amo troppo, ti amo più di me stesso]
[Anche io ti amo Mark...Anche io voglio sentirti dentro di me, voglio unirmi alla tua anima e perdermi per sempre in essa...Ti amo]
D'istinto, mollò un pugno sul tavolo, gli effetti collaterali della chemio, lo travolsero competalmente. Si sentì mancare l'aria, cominciò a tossire e a tossire, ad ogni colpo di tosse, sembrava che, una gigantesca mano, con unghie lunghe e taglienti come spade gli sradicasse senza clemenza un polmone, più tossiva più il suo corpo, le sue gambe cedevano. La febbre già in circolo salì di colpo, il sudore cominciò a presentasi sulla sua pelle.
Dopo, le ginocchia si scontrarono con il freddo pavimento, un altro colpo di tosse, e il suo corpo avvolto dai tremiti, si abbandonò al terreno.
Nella sua testa. davanti ai suoi occhi vedeva Nick che lo guardava, dolcemente, e che gli sussurrava "ti amo" tentò di allungare la mano per accarezzargli la guancia, ma di colpo tutto scomparve, e l'oscurià lo travolse completamente, portandolo via con sè.

CAPITOLO 23


Will I Hold You Again?

"Non riusciamo a stare soli mai
per parlare fra noi di noi
e' un mese ormai che non mi abbracci piu'
anche questo pero', sei tu
perche'
perche'
vuoi rovinare tutto cosi'
con te
solo con te
respiro fino in fondo
amore non mi arrendo
anche se non mi vuoi
tu non mi perderai
so perdonarti
le cose che non mi dai
io credo in noi
anche se non mi vuoi
cos'e' che ti allontana via da me
e la tua gelosia dov'e'
le tue bugie non le sopporto piu'
ma anche questo pero'
sei tu
perche'
perche'
vuoi cancellare tutto cosi'
per te
solo per te
amore non mi arrendo
anche se non mi vuoi
ti rinnamorerai
so perdonarti
le cose che non mi fai
io credo in noi
e' un momento
presto passera'
cambiera'
i brividi che non mi dai
io credo in noi
anche se non mi vuoi"
(Anche Se Non Mi Vuoi - Laura Pausini)

Le campane della Town Hall scandivano con le loro note le 14pm.
Tra meno di due ore Nick sarebbe dovuto partire per l'Italia, ma non voleva farlo.
I suoi occhi azzurri, provati da tante lacrime guardavano tristi e preoccupati il viso del suo amore, e i suoi occhi chiusi, mentre con estrema cura, con un asciugamano bianco, e morbido tamponava delicatamente quel volto, quel collo, quelle spalle per liberare il tutto dal sudore.
Davanti a sè il suo Mark era lì, nel letto, sotto le coperte, febbricitante, e non poteva fare nulla, niente per liberarlo da quel male, da quella malattia.
Ancora nella sua testa, l'immagine del suo amore riverso a terra, in preda al tremito, lo mandava ko, non riusciva in alcun modo a togliersi quella scena dalla mente.
Sospirò, poi con estrema cura, immerse nella bacinella, che aveva posto alla sua destra, una pezza bianca, la depose sulla fronte del suo ragazzo, poi con l'asciugamano continuò a lavargli via il sudore, mentre la mano libera, gli accarezzava tremante, i lineamenti di quel volto che era tutto fuorchè rilassato.
Sospirò, demoralizzato, preoccupato, mentre ancora con tocco tremante gli accarezzava i capelli.
[Marky...Perchè insisti, io non voglio fare niente senza di te, perchè non vuoi accettare la mia decisione di starti vicino in questo momento, Mark ti prego, perchè ti comporti così? Possibile che tu non mi voglia più tra, i....]
Nick non riuscì a terminare la frase, perchè la porta della camera si aprì lasciando entrare una figura femminile, il biondino deglutì la saliva, portò gli occhi sulla persona appena entrata, sorrise debolmente, riconducendo successivamente la propria attenzione sul compagno sofferente, gli accarezzò la guancia, poi una voce si presentò dentro di lui, destandolo.
-Come stà?-
All'udire quella domanda, a Nick salirono le lacrime in gola, cercò di trattenersi ma senza risultato, i suoi occhi azzurri lucidi, guardavano il suo amore, le sue dita frementi, attraversavano quei capelli gentilmente. Deglutì la saliva e tremante rispose fievole:
-Il dottore ha...ha detto, che è normale che stia così, perchè il ciclo di chemio che sta affrontando sono pesanti. e non doveva agitarsi! Io..io non dovevo farlo arrabbiare, non dovevo...E' stata tutta colpa mia...ma non posso lasciarlo, non voglio che affronti tutto questo da solo io non...io non...io non voglio andare in Italia, non voglio pensare alla mia carriera voglio stare con....-
Si arrestò di colpo, lasciò che la propia testa si appoggiasse al petto di Mark. per poi abbracciarlo, e terminare la frase singhiozzando:
-Voglio stare con lui....-
Alla donna si strinse il cuore, si avvicinò a Nick, gli depose una mano sulla spalla e poi gli sussurrò dolcemente:
-Honey...coraggio, su ora ci stò io un pò con lui, tu scendi di sotto, prenditi qualcosa da mangiare-
Nick a fatica alzò il volto incontrando quello della donna che gli sorrideva, era impressionante quanto quel sorriso fosse identico a quello del suo amore.
-Gr..grazie Marie-
replicò, regalando un casto bacio sulle labbra di Mark per poi, sfioragli con esse l'orecchio, sussuargli:
[Ti amo]
Per poi alzarsi, contemplarlo ancora per pochi istanti, poi uscire dalla camera con il volto basso e raggiungere la cucina, e cercare di mettere qualcosa sullo stomaco.

In Camera:
Marie si prendeva cura del figlio, delirante, che non riusciva a frenare il tremito, che gli percorreva fulmineo il corpo. Il sudore lo bagnava imperterrito, il calore, il bruciore, il fuoco dell'alta febbre lo faceva ansimare senza sosta. Marie aveva gli occhi intrisi di lacrime, temeva che non avrebbe mai più rivisto i grandi, intesi, dolci, profondi e teneri occhi blu del suo "bambino" aprirsi, e guardarla.
Ogni secondo, il suo cuore era invaso da infinite paure, eterni dubbi, e profonde preoccupazioni, intense emozioni che si davano battaglia tra di loro, per riuscire a far trapelare un' accecante e forte speranza, che non aveva mai abbandonato la donna, almeno fino ad allora.
Le lacrime avevano cominciato a bagnargli il viso, le sue labbra tremanti si aprirono, deglutì la saliva, poi con la mano sinistra accarezzò con incondizionato amore materno, la guancia sinistra del figlio che a quel amorevole tocco, trasalì debolmente, inghiottì un pò di saliva, poi nella sua testa la litigata con Nick riaffiorò, martoriandolo fino allo sfinimento. Da sotto le palpebre chiuse, le pupille si muovevano lentamente da destra verso sinistra, stava fore avendo un incubo? Lui non lo sapeva ma dentro di lui, tutto rimbombava senza donargli requie.
-Non mi interessa della mia fottutissima carriera hai capito Mark!...Mi...M...MI IMPORTA DI TE ADESSO, TU VIENI PRIMA DI TUTTO! NON PUOI ESSERE IL MIO STUMENTO, NON PUOI ESSERLO HAI CAPITO, IO TI AMO! SONO IL TUO COMPAGNO,CI SPOSEREMO MARK, MI HAI CHIESTO TU LA MANO, RICORDI? QUINDI SCUSAMI, MA LA MIA FOTTUTA CARRIERA NON E' IMPORTANTE QUANTO LO E' LA TUA VITA...TU..TU MI STAI RIEMPIENDO DI IMPEGNI, SU IMPEGNI! PER QUESTO MESE NON HO UN BUCO LIBERO, STARO' SEMPRE LONTANO DA TE, ADDIRITTURA OLTRE OCEANO, COME CREDI MI POSSA SENTIRE? COME FAI AD IMPORMI TUTTE QUESTE REGOLE, COME MARK! SEMBRA CHE TU STIA FACENDO DI TUTTO PER TENERMI LONTANO DA...-
Le labbra di Mark tremarono, quel discorso lo stava decimando.
Sentiva la propria anima spezzarsi, percepiva il cuore frantumarsi, vedeva il suo cucciolo sparire in una coltre di fumo. Pochi istanti ancora, poteva scorgere quei suoi occhi azzurri tristi, abbattuti, spaventati, e confusi. poteva leggere, dentro la sua testa, all'interno del suo cuore, fino in fondo al suo essere. Mark lo sentiva chiedergli disperatamente perchè, udiva i suoi singhiozzi convulsi, lo sentiva pregarlo di non lasciarlo andare, lo supplicava di farlo restare, ma lui negava tutto, stava negando, mentre dentro di sè, il cuore ormai si era disintegrato, e adesso versava senza sosta lacrime di sale, e sangue.
la sua voce fievole, lentamente iniziò a presentarsi in quella camera, buia.
-Nicky de..devi andare-
Marie udendo il figlio, sussultò, le lacrime affrettarono la propria corsa.
Sul suo viso si presentò un debole sorriso di sollievo e di dolcezza.
Cercando di ricomporre la propria voce , parlò:
-Mark..piccolo mio, amore della mamma, mi senti? apri gli occhi ti prego-
La voce della donna giunse all'orecchio del figlio:
-Ma..Mamma...?-
La donna sorrise, e rispose, accarrezzandogli il volto:
-Si..amore sono la mamma-
Quella voce così calda, materna, e colma di affetto, fu uno spiraglio di pace che si inoltrò nel cuore triste e spaventato di Mark, che lentamente, seguendo quel suono che gli infondeva coraggio, protezione, amore e tranquillità ricominciò a proseguire quel cammino mentale, che momentaneamente lo aveva bloccato in un oblio infinito.
Le palpebre cominciarono a tremargli debolmente, il respiro dapprima affannato iniziò a poco a poco a calmarsi, lasciando spazio solo ad una debole e ansante respirazione.
Pian, piano la luce filtrante attraverso le tende, lo accecò violentemente, davanti a sè, aveva una figura dai lineamenti femminili a lui molto familiare, ma non riusciva a vederla chiaramente, quindi chiuse per pochi istanti gli occhi, e riaprendoli, l'ombra femminile gli fu finalmente nitida era sua madre.
Gli occhi del ragazzo si fecero lucidi, sul suo volto stanco e ancora molto provato da febbre e chemio,affiorò un dolce sorriso, poi le sue labbra frementi, si aprirono e la sua voce calda, dolce e debole uscì:
-Ci..ciao mamma come...anf anf stai?-
La donna tremante e felice, lo abbracciò, e in preda ad un pianto di gioia parlò:
-Oddio amore, temevo di non sentire più la tua dolce voce, ti voglio bene piccolo mio-
Mark sorrise debolmente, e ricambiò l'abbraccio come meglio poteva.
-Dai mamma, non temere sto bene adesso, e soprattutto sono sveglio e sono qui con te!-
Marie, strinse ancora di più il figlio, poi si allontanò da lui donandogli un bacio sulla fronte, e accarezzandogli i capelli.
Si sorrisero, poi la donna, si fece seria, e parlò:
-Mark amore, Nick ti ha vegliato tutto il tempo, gli ho dato il cambio, poverino quasi non si reggeva in piedi, vuoi che te lo vada a chiamare?-
Il ragazzo deglutì la saliva, guardò la madre, ma senza dargli risposta, voleva tanto dirgli, anzi no urargli: che lo voleva vedere, che desiderava averlo al suo fianco, ma non poteva farlo, perchè sarebbe stato egoista da parte sua, quindi tristemente, fece cenno di no con la testa, e prima che Marie potesse chiedere spiegazioni, lui sentenziò:
-Meglio di no, mamma, Nick non deve salire, io non voglio che per causa mia e di questa malattia, lui possa rovinare la sua carriera, ha appena cominciato a..a...anf..anf ad ingranare la marcia, tra poco uscirà il suo album, io..io non voglio essergli di peso, non voglio intrarciarlo nella realizzazione del suo sogno, non voglio...quindi ti prego mamma, ti supplico, digli di andare, digli di...-
Un colpo di tosse lo raggiunse, arrestandogli bruscamente ogni sillaba, la madre fu subito al suo capezzale.
Nick dal piano di sotto aveva udito quella tosse, che sembrava stesse soffocando il compagno, quindi si precipitò di corsa di sopra. Una volta lì, spalancò terrorizzato e preoccupato la porta: e dinnanzi a sè, vide Marie, che aiutava Mark a portarsi in posizione seduta sul letto, per poi, passargli un bicchiere d'acqua.
I suoi occhi azzurri attimi dopo, si incontrarono con quelli di Mark: la freddezza in quello sguardo, lo freddò seduta stante. Nick voleva parlargli, voleva raggiungere il suo amato, abbracciarlo, baciarlo, stringerlo a sè e dirgli che era felice , che si fosse svegliato, ma non riuscì a fare niente, perchè la voce anche se fievole e debole del compagno, si presentò alle sue orecchie fredda, e distaccata fino all'inverosimile, e dalla bocca, che lui amava solo un freddo e glaciale:
-Và via!-
Oscurò tutto, facendo precipitare Nick nell'oblio.
Uno degli ultimi frammenti di cuore rimasto, si disentegrò, in un schiocco di dita.
Quei suoi occhi azzurri, che fino a pochi minuti fà avevano bagnato con le lacrime, la tazza di cioccolata calda che ancora fumava in cucina, non riuscivano a piangere, erano troppo sconvolti. Quel suo sguardo adesso era vuoto, Mark accortosene ebbe un tuffo al cuore, quel viso, quegli occhi, erano li stessi che lui vedeva oltre il cancello di Morfeo, il suo Nick, il suo amato, il suo angelo era stato decimato, e la cosa che gli faceva più paura, e che lo attanagliava come una gigantesca morsa affilata e massiccia, era la consapevolezza, che con quelle due parole, lui, lo aveva colpito, decimato, e affondato, senza ritegno, e sapeva che sarebbe stata un' impresa ardua rimediare.
Nick ccontinuava a fissarlo vuoto, trapassandolo, da parte a parte. Le labbra gli tremarono, ma la voce non uscì.
Allora, il biondino in pezzi, abbassò il volto, deglutì la saliva, e mormormò un fievole:
-Co..come vuoi-
E senza dire, o fare altro, voltò le spalle a Mark e Marie e corse giù in giardino, saltò in auto, mise in moto, aprì il cancello automatico e scomparve all'orizzonte.

*§*§*§*

Erano passate quasi tre settimane, da quando Nick era partito, e ogni istante, ogni secondo, ogni attimo, ogni minuto, ogni singolo giorno mi mancava sempre e sempre di più.
Avevo lottato contro me stesso, contro la mia stessa anima, contro il mio stesso cuore per resistere e non chiamarlo. E Dio solo sapeva quanto la sua voce, il suo profumo, mi mancassero.
Ogni volta, quelle poche volte che riuscivo a resistere alla chemio, mi sedevo sul divano, stringevo un qualcosa di lui: potevano essere t-shirt, camicie, jeans o anche felpe. le stringevo così tanto a me, da perdermi in ogni loro fibra, cercando di percepire anche un minimo del suo profumo, almeno placavo anche se solo per pochi momenti la voglia irrefrenabile che avevo di lui.
Affogavo in quei vestiti le lacrime. Mi mancava troppo, molto. Mi sentivo solo, incompleto.
Con me c'era mia madre, che mi faceva compagnia, si occupava di me, ma era come se non sentissi la sua presenza, perchè Nick non era qui con me, niente aveva senso senza di lui, nulla, neanche la mia vita, la leucemia che dapprima sembrava mi stesse consumando lentamente, senza Nick, pareva che avesse accellerato il suo processo di disintegrazione della mia persona.
In ogni secondo che respiravo, percepivo le forze mancarmi.
Non ce la potevo fare senza di lui, quindi provavo a telefonargli, ma ogni volta che componevo la prima cifra del suo numero di cellulare, cambiavo idea. Io non potevo farlo, non potevo chiamarlo e pregarlo di ritornare il più presto possibile, perchè avevo un bisogno irrefrenabile di averlo accanto! di perdermi nel suo abbraccio, di affogare nei suoi stupendi occhi azzurri, e smarrirmi nelle sua voce, nel suo dolce, intenso, profondo e amorevole sguardo, fondermi con la sua anima, con il suo cuore che aveva sempre battuto con forza per me, ogni volta che mi sfiorava, ogni istante in cui le sue tremanti, timide e tenere labbra mi baciavano. Non potevo farlo, non dovevo assolutamente chiamarlo.
Chiusi gli occhi, in attesa, che la tv perennemente accesa su Mtv, mandasse in onda il video di Nick, l'album era uscito da poco, io avevo seguito ogni suo passo da lontano. Ethan mi teneva aggiornato su tutta la situazione.
Nelle radio italiane "Help Me" riscuoteva molto successo, e nella prima settimana di uscita di "Now Or Never" aveva venduto molte copie. Stava andando tutto bene, anzi benissimo, ero molto fiero di lui, lo ero sempre stato, sempre ed ora lo ero di più.
Nella mia mano destra tenevo stretta, una busta bianca. Mi era arrivata in mattinata, e ancora non avevo avuto il coraggio di aprirla. Sapevo che era di Nick, me lo sentivo, anche perchè ogni volta che squillava il cordless e mia madre rispondeva, c'era sempre il mio cucciolo dall'altra parte, che voleva parlarmi, e lo volevo tanto anche io, ma purtroppo dovevo essere glaciale. Ero consapevole che, se avessi ceduto alla tentanzione, e al desiderio infinito che avevo di sentirlo, lui avrebbe capito subito che stavo malissimo, e avrebbe mollato tutto per tornare da me, e non volevo questo per niente. Nulla al mondo, non era giusto per lui. Sospirai, portai gli occhi sulla tv, che stava trasmettendo un video dei V "You Stood Up", era una band inglese emergente. Distolsi lo sguardo per un'istante dallo schermo, lo portai sulla busta chiusa, inghiottii la saliva. e mentre la canzone terminava, e il video sfumava, le mie dita tremanti sfiorarono quel pezzo di carta insignificante a prima vista, ma tanto importante all'interno.
Quella busta, la lettera che c'era dentro, era stata scritta da lui, da Nick, il mio cucciolo, il mio amore.
Le sue mani, perfette mani, le sue dita morbide, e capaci di darmi immensi, e intensi brividi al solo sfiorarmi con i polpastrelli, la mia pelle calda, a volte umida, o fredda come lo era il mio cuore nei suoi confronti, avevano toccato, attraversato quei fogli, avevano scritto su essi, parole, frasi che erano solo per me, non potevo in alcun modo gettare tutto nel caminetto.
Quindi sospirai, e fremente, aprii la busta, e con altrettanto tremore, sfogliai quei fogli, e con il cuore in gola e le lacrime pronte per scendermi sulle guance cominciai a leggere.

Italy Ottobre 2002
Firenze-Ore 10:30pm

Ciao Marky, amore mio.
Come ti senti? Ti scrivo da Firenze, sono appena tornato da uno dei concerti che ho fatto in giro per l' Italia in questi ultimi 5 giorni.
Firenze è una città molto bella, piena di arte.
Oggi pomeriggio tra una pausa, e l' altra sono andato un pò a spasso per il centro... è incredibile quanti negozi ci sono in un piccolo centro come questo. (Ah!? ti ho comprato un pensierino) e sono certo che ti piacerà, comunque non è per questo che ti ho scritto amore. Il motivo è un'altro. Mark...Marky..amore, io non ce la faccio più! Mi manchi, qui è tutto così, così nuovo, ci sono tantissime persone, io..io non sò cosa fare, mi sento perso Mark, perso io ho bisogno te, ho tanto bisogno di te! Ma tu non ci sei, non ci vuoi essere per me, che cosa ti ho fatto? Perchè questa freddezza, perchè tutto questo? Non mi hai mai richiamato, almeno per sentire come stavo,o come stesse procedendo il lavoro, non hai mai voluto parlare con me al telefono, perchè Marky? Sembra che io ti dia fastidio, non lo sò, non riesco più a capirti, o forse sei tu che non vuoi farmi capire. Ancora dentro di me il tuo freddo "Và via" non vuole abbandonarmi, sto dando tutto me stesso sul lavoro, per non pensarci ma è impossibile per me farlo. Mi sento solo Mark, come se non facessi più parte della tua vita, come se io fossi solo un tuo "sottoposto", non sono più il tuo compagno? Non mi vuoi più al tuo fianco? Io..io non lo sò..Mi ami ancora?
Ho perso il conto, ormai di quante volte tu mi hai negato ogni abbraccio, mi hai allontanato quando cercavo di baciarti, perchè? Perchè? Non mi vuoi più tra i piedi, non vuoi più essere il mio compagno? Cosa Mark! Cosa vuoi fare con me? E soprattutto che cosa ne sarà di te, di me, di noi...Mark? Di noi!
Tra meno di una settimana tornerò a casa, ed ho paura, sono spaventato per ciò che troverò al di là della porta. Mi chiedo, continuamente, fino all'esasperazione più totale, se troverò il mio adorato, Marky o un suo sostituto freddo e glaciale che mi odia sino allo sfinimento. Ma non trovo risposta alcuna! Sono stato sveglio molte notti, per cercare di darmi pace, di capire ma senza risultato, se non provare un innato, ed innaturale senso di tremenda paura. Ed ho il terrore di questo Mark! io..io...non sò cosa fare con te! l'unica cosa di cui sono certo, al 1000% è che io ti amo Marky, ti amo più della mia stessa vita, non riuscirei mai e poi mai ad essere arrabbiato con te, ad essere freddo. Tu sei tutto ciò di cui io ho sempre avuto bisogno! La mia carriera? Lei non è nulla in confronto a ciò che sei tu per me, ed è questa l'unica certezza che ho, e che mi spinge ad andare avanti, ad affrontare questo sudicio, meschino, infimo, e a volte assasino mondo, che è pronto a sommergerti con tutti i suoi problemi, con tutta la cattiveria dell'intero universo, che ti colpisce indirettamente da ogni singola parte, e trafigge il tuo essere uomo, e quella forza che credevi di aver sempre avuto, si trasforma in fragilità. Una fragilità che è sempre stata parte di te, ma che tu, io, ed ognuno di noi, ha mascherato dal primo momento in cui, i loro, i nostri occhi hanno visto la luce della vita. Io non faccio distinzione Mark, ancora le tue parole mi si impiantano in testa, non mi danno pace. me le ricordo come se me le avessi dette ieri.
Me lo dicesti tu stesso Mark:
"INVECE LO FARAI NICK, DEVI FARLO HAI CAPITO. SEI UN UOMO ADESSO, NON SEI UN RAGAZZINO, NON LO SEI HAI CAPITO! TU HAI UN SOGNO E DEVI AVERE LA FORZA PER REALIZZARLO, INFISCHIATENE DI ME, IO NON ESISTO PER TE, NON ESISTO PIU' HAI CAPITO. DEVI DIVENTARE EGOISTA, NON TI DEVE IMPORTARE NIENTE DI ME, IO SARO' SOLO IL TUO STRUMENTO CHE TI AIUTERA' A REALIZZARE IL TUO SOGNO, E TU NON DEVI PIU' PREOCCUPARTI PER ME, HAI CAPITO! ADESSO SMETTILA DI FARE LA FEMMINUCCIA, PIANTALA, E VAI A TERMINARE DI REGISTRARE IL VIDEO!"
Come posso essere forte Mark? Come, puoi pretendere da me di considerarti uno strumento! Sono un essere umano, sono un ragazzo, un semplice ragazzo che ti ama alla follia Marky, come puoi chiedermi ciò? Come! Io non sono forte Mark, non lo sono mai stato.
Io non ci riuscirò mai, o almeno non senza di te! Quindi ti prego Mark, ti supplico stai con me! Rimani con me! Lasciami stare al tuo fianco, lascia che ti ami come ho sempre fatto, lascia che io ti doni tutto quanto me stesso! Non voglio niente in cambio, mi basta solo avere il tuo amore, che sembra scomparso nel nulla.
Ti prego Mark, non impedirmi questo, non rinnegarmi, non abbandonarmi, non lasciare che la mia mano si allontani da te! Non lasciare che io me ne vada da te! Te ne prego, non chiedermelo ti supplico, non ce la farei ad andare avanti, tu sei tutto ciò che voglio, tu sei tutto ciò che desidero più di qualsiasi cosa al mondo, tu, tu solo ed esclusivamente tu Mark, nessun'altro.
Marky...amore, angelo mio, tu sei il mio sogno tu sei ciò che veramente voglio!
Ti amo Mark, ti amo, non mi importa se al mio ritorno mi sbatterai la porta in faccia, non mi importa se continuerai ad essere freddo con me, non mi importa se mi odierai Mark! non me ne importa perchè io ti amerò lo stesso e comunque, per sempre amore, sempre.

Tu sei l'unico motivo per cui io sono qui. Tu sei l'unico stimolo che mi spinge ad andare avanti. Tu sei l'unica vera ragione per cui io canto! Senza di te, senza il tuo amore non sarei io, non sarei me stesso, non sarei Nick, il tuo Nicky.

Ti amo Marky, ed è tutto ciò che vorrei dirti, ogni volta che respiro.

Tuo per sempre, Nick.

Le lacrime, che già mi stavano bagnando le guance, si fecero più copiose, il mio cuore che per tutto il tempo aveva battuto all'impazzata, si fermò di colpo. Deglutì il,macigno che avevo in gola, strinsi quelle due pagine, me le portai al petto, singhiozzai, e sussurrai un solo:
[Ti amo anche io Nicky....Ti amo più di me stesso]


"Will I hold You again?
Will I hold you...."

(The Space Between - Dave Mathews)


CAPITOLO 24


I Love You

"And I Forgot
To tell You
I love You
And the night's
Too long
And cold here
Without You
I grieve in My condition
For I cannot find the strenght to say I need You so

Oh and every time I'm close to You
There's too much I can't say
And You just walk away

And i forgot
To tell You
I love You
And the night's
Too long
And cold here
without You...."

(I Love You - Sarah McLachlan)

Traduzione:
"Ed io mi sono dimenticato
di dirti
che ti amo
e la notte qui è
troppo lunga
e fredda
senza di te
mi affliggo nella mia condizione
poichè non riesco a trovare la forza di dirti che ho così tanto bisogno di te

Oh tutte le volte che sono vicino a te
ci sono troppe cose che non riesco a dirti
e così tu vai via

Ed io mi sono dimenticato di dirti
che ti amo
e la notte qui è
troppo lunga
e fredda
senza di te..."
Pillole e ancora pillole, per tenersi sveglio, per riuscire a fare tutto nel minor tempo possibile.
Tentare almeno di essere in forma e tornare più velocemente a casa, in Irlanda a Sligo da lui, dal suo amato, dal suo Mark.
Nick sentiva dentro di sè, che qualcosa stava accadendo in sua assenza, percepiva, che la salute del compagno non era delle migliori, già stava malissimo quando si erano lasciati, ma adesso dentro di sè, c'era la terribile sensazione che tutto sarebbe peggiorato da un momento all'altro, e non voleva questo, non voleva tutto ciò, non avrebbe retto, non avrebbe resistito un'altro secondo di più lontano da lui. Lui che era tutto ciò per cui esisteva.
Quei suoi occhi azzurri in quelle eterne settimane di lontananza, avevano visto, sentito molte cose, convincendosi sempre di più che il mondo stava impazzendo, si sentiva risucchiato in quell'inferno, in quel fuoco di odio tra nazioni, con nazioni, religioni, contro altre religioni, e ne era spaventato a morte, e ogni secondo che passava si convinceva del fatto che senza di Mark, senza la sua forza, ma soprattutto senza il suo profondo amore, e la sua presenza accanto a sè. si sarebbe perso, sarebbe scomparso in una voragine, che ultimamente stava inghiottendo infinite persone, infinite nazioni, infinite religioni e infiniti popoli, senza lasciare via di scampo a nessuno.
E questo gli faceva paura, tanta paura. Aveva bisogno di Mark, di lui e di nessun'altro.
Con lui si sentiva al sicuro, protetto. E anche se negli ultimi mesi era diventato freddo con lui, i suoi sentimenti non erano cambiati, aveva molta confusione in testa, ma era sicuro che nonostante il modo in cui lo trattasse, amava ancora Mark, forse anche molto più di prima, ed era questa l'unica cosa sicura nel suo cuore, era il solo appiglio, al quale si affidava alla cieca, per tentare di restare in piedi, anche se moltissime volte era un'impresa ardua, ed era anche più forte di lui.
"Mi ama ancora, mi ama ancora lo sò, lo sò"
Era questa la frase che da sempre occupava la sua testa, una frase tanto sicura quanto insicura, che racchiudeva, nascondeva solo parzialmente i dubbi, e le paure che il suo cuore provava.
Nick voleva autoconvincersi di ciò, ma la sua titubanza nel pensarlo, lo ingannava, e quindi sentiva che doveva fare di più per compiacerlo, e soprattutto che doveva insistere con il lavoro, e affogare tutto ciò che lo spaventava e preoccupava in esso, fino ad annularsi, perdersi completamente, e lasciarsi colpire dalla propria fragilità,che da sempre lo padroneggiava saltuariamente, per poi abbandonarsi a lei, farsi catturare completamente, ed infine farsi sommergere dando campo libero all'oblio che in ogni istante, gli stava alle calgagna, fino a raggiungerlo ogni volta che tentava di prendere fiato, e attirarlo a sè.
In quei momenti di profonda paura psicologia, anche Mark che da sempre era stato la sua luce, si faceva, anche nei suoi pensieri freddo e spietato. Ogni parola che scaturiva dalla sua bocca, era un incubo per Nick, che non poteva far altro, che ingerire anfetamine, su anfetamine, fino ad inghiottirne talmente tante da far si, che quell'orrendo sogno mentale che da giorni e settimane lo travolgeva, cominciasse a farsi più chiaro, fino a svanire , anche se solo per poche ore, che a lui bastavano per stare sveglio, e non pensare a nulla, ma impegnarsi appieno nel lavoro, negli impegni che Mark gli aveva dato, fino all'ultimo giorno.
I suoi piedi calzanti un paio di Nike, bianche e nere, toccarono il pavimento dell'aereoporto di Strandhill ad 8 kg dalla cittadina di Sligo. Sulle spalle un borsone blu.
Inspirò poi con passo determinato, cominciò ad incedere per raggiungere l'uscita di quell'aereoporto. Non vedeva l'ora di respirare l'aria dell'Irlanda gli era mancata tantissimo.
Un mese era passato molto lento, Nick aveva lavorato, portando a termine ogni impegno, adesso non vedeva l'ora di solcare l'ingresso di casa e rivedere il suo Mark, anche se aveva paura di chi, o cosa avrebbe potuto trovare oltre quella porta, che da tanto non lo aveva visto rientrare.
I suoi passi da lenti, si fecero rapidi, accelerò la propria andatura, uscì dall'aereporto e di corsa si recò al parcheggio, dove lo attendeva la sua Audi 4 blu metallizzata. Aprì il cofano, vi gettò dentro il borsone, poi una volta chiuso, saltò in auto, mise in moto, e scomparve da quel parcheggio per raggiungere finalmente il suo amato.

*§*§*§*

Dentro l'auto, che tra meno di 10 minuti, avrebbe raggiunto villa Feehily e Carter, Nick con la paura, la voglia, e il desiderio nel cuore di rivederlo si davano battaglia. L'ansia si era impadronita di lui, senza dargli almeno un attimo di pace, per respirare. Aveva paura, e molta anche.
Deglutì la saliva, mentre l'impianto Hi-fi della macchina mandava a palla, una canzone di Matthew Good Band "Weapon".
Le parole scorrevano tranquille in quell'abitacolo, ma ogni singola lettera per Nick era un susseguirsi di fitte al cuore, non era riuscito a lasciarsi alle spalle, ciò che Mark gli aveva detto, e ancora non riusciva a credere che quella fredezza che Mark gli aveva sempre gettato addosso, la sentisse vicina man mano che si avvicinava a casa.
Quella canzone: "Weapon", quelle frasi, quel ritornello era ciò che Nick si chiedeva, ciò di cui lui aveva paura.
Il semaforo rosso lo arrestò. Dentro la sua testa la canzone ancora si ripeteva, poi le sue labbra tremanti, cominciarono ad intonare tali parole, che tanto facevano parte di lui, più di quanto si potesse immaginare:

"Here by My side, an angel
Here by My side, the devil
Never turn Your back on Me
Never turn Your back on Me, again
Here by My side, It's Heaven

Here by My side, You are destruction...."


Il semaforo verde, si presentò dinnanzi ai suoi occhi lucidi, partì nuovamente, mentre le lacrime scendevano copiose.
"Mark, perchè, perchè?"
Gridò interiormente, dando un leggero pugno al volante, la casa era a pochi metri da lui.
Nick si fermò di botto, accostò, e si lasciò andare ad un pianto di consapevolezza, di un terrore folle, che era capace di distruggerlo in ogni modo. Sapeva che oltre quella porta non avrebbe trovato più il suo Mark, ne era consapevole fino all'inverosimile, ed era tentato di tornare indietro, scappare da lui, da tutto ciò che gli aveva cambiato la vita, voleva fuggire da quel mondo, che dopo delusioni gli aveva donato momenti di gioia indescrivibile, quel mondo che gli aveva regalato amore e affetto. Tutto andava bene, tutto era sempre andato nel migliore dei modi, quando Mark era al suo fianco, fino a che ricambiava appieno il suo affetto, tutto era okay. Ma adesso quello stesso mondo gli si era rivoltato improvvisamente contro, senza preavviso, e ciò che prima era caldo e bello adesso era glaciale, e orrendo.
Un incubo dal quale ormai non poteva più svegliarsi, anche volendo, ci era dentro fino al collo, e mancava poco perchè esso lo sommergesse del tutto, e lui sapeva che da lì a poco, tutto ciò sarebbe accaduto. Ogni cosa l'avrebbe travolto senza pietà, gettandolo barbaricamente e brutalmente giù, in una voragine oscura ed infinita, che non era la depressione, era un qualcosa di peggio, che faceva tremare anche l'uomo più coraggioso dell'intero universo. Era un'oblio.
Un'oblio terrificante dove solo l'odio, e il dolore regnavano incontrastati su tutto e tutti.
Era questo: un vero e proprio inferno.

*§*§*§*

Stette lì fermo, immobile davanti a quel portone per oltre 10 minuti, incurante del gelo che vi era intorno.
La sua mano tremante, si era presentata un infinità di volte, su quel campanello.
Voleva suonare, e anche se aveva le chiavi, aveva una paura folle di disturbarlo, era come se stesse di fronte alla casa di un perfetto sconosciuto.
Nei suoi occhi azzurri lucidi, tanta trepidazione e allo stesso tempo infinita esitazione, nonchè timore, un timore che rasentava il terrore più oscuro e profondo. Dentro di lui mille dubbi, mille domande: Come avrebbe reagito Mark rivedendolo? Avrebbe di nuovo ricevuto quello sguardo glaciale che tanto lo uccideva? Avrebbe udito quel tono di voce, stracolmo di inispiegabile fredezza e rabbia, nei suoi confronti? Non lo sapeva, ma non poteva fare a meno di chiederselo, malgrado non trovasse nessura risposta plausibile. Doveva solo rischiare. doveva suonare, o aprire quella porta con le chiavi, entrare, e guardarlo, vederlo, e parargli. Era l'unico modo che aveva per trovare una risposta a quello che da mesi si chiedeva, e che lo tormentava fino all'esaperazione e allo sfinimento più totali.
"Devo farlo, devo vederlo, devo parargli, voglio che mi dica tutto, non voglio che finisca, non voglio questo, io voglio solo stare con lui, voglio lui e nessun'altro, voglio stare al suo fianco fino alla fine...Ti prego Dio, ti scongiuro, fà che non mi guardi mai più con quegli occhi freddi, ti prego, non resisterei un secondo di più, lui ha il potere di uccidermi con una sola occhiata, il mio cuore è già frantumato, ma l'anima no, anche se a fatica riesce a stare in piedi. Io devo saperlo...Marky mi ami? Mi vuoi ancora al tuo fianco?"
Sospirò, poi con mano tremante, prese le chiavi dal proprio taschino, e le infilò nella serratura.
Stava per dargli una mandata, ma all'improvviso lo sguardo glaciale del compagno si insediò in lui, e quella poca sicurezza che aveva scomparve. Voleva riprendere le chiavi, voltare le spalle e scappare, ma c'era qualcosa o qualcuno che lo bloccava, tenendolo inchiodato a quel pianerottolo.
Alle sue orecchie giunse una musica, delle note a lui molto familiari, aguzzò l'orecchio e dopo neanche pochi istanti le parole di " I Stand For You" invasero l'immenso salotto, e il giardino.
Il cuore di Nick sembrò liberarsi di un pò di dubbi: se Mark stava ascoltando "Now Or Never" allora, c'era qualche possibilità di ricevere almeno uno sguardo d' amore, che tanto gli era mancato.
Sul timido viso di Nick, comparve un delicato sorriso di sollievo, delle lacrime di liberazione e di gioia cominciarono a bagnargli gli occhi. Deglutì la saliva, si asciugò in fretta e furia le lacrime, e senza esitare un secondo di più, girò la chiave. La porta si aprì, e Nick venne travolto dalla canzone, e da quelle note. Chiuse la porta dietro di sè, si guardò intorno, Mark non era in salotto, udì un tegame cadere sul pavimento, si spaventò e di corsa cercò di raggiungere la cucina, ma si fermò non appena udì Mark dire:
-Accidentaccio a te, tegame del cazzo!-
Nick sorrise, poi con passo felpato iniziò ad incedere verso la cucina.
Si arrestò vicino allo stipite della porta, i suoi occhi erano fissi su Mark, che stava cercando di pulire per terra, e che non si era accorto della sua presenza, la musica copriva pienamente il suo ansioso respiro.
Mark continuava a pulire, e lui stette ad ammirarlo per altri istanti, non vedeva l'ora di abbracciarlo, di baciarlo, e così fece.
Non appena l'amato si alzò da terra, Nick si avvicinò, lo afferrò delicatamente per i fianchi portandoselo al petto, chiuse gli occhi e lentamente gli sussurrò, profondamente e intensamente all'orecchio:
[Ti amo]
Gli regalò un dolce succhiotto, Mark ebbe un tuffo al cuore, il respiro sembrò mancargli, e lacrime di gioia, invasero tutto il suo essere. Nick, il suo amato Nicky era ritornato.
Da quanto tempo aveva desiderato sentire il suo profumo, perdersi nella sua voce, nel suo respiro, farsi accarezzare da quelle labbra. Stava per lasciarsi andare, stava per voltarsi verso di lui, perdersi nei suoi occhi, gridargli ti amo, stringerlo a sè, baciarlo come mai aveva fatto prima, ed urlargli:
' Ti amo Nicky, l'ho sempre fatto!' ma non ci riuscì. Per un attimo, si era dimenticato il suo scopo, la sua missione, quindi si allontanò da quelle labbra, che sensuali e gentili gli avevano sfiorato la bocca, lo spinse via con tocco delicato, ma anche freddo.
In quei pochi istanti Nick si pentì amaramente di essere ritornato.
Lo sguardo gelido di Mark lo distrusse completamente, la sua anima gli regalò una fitta tremenda prima di abbandonarlo, e sparire per sempre da lui. L'aria gli mancò, e le lacrime salirono fino alla gola. Poi tremante guardò il suo amore, il suo Marky lo stava guardando gelidamente.
Eccola quella paura, ecco le risposte che sempre aveva temuto. Mark non lo voleva più!
No era impossibile, no, non poteva essere così, quindi fremente, e con un filo di voce parlò:
-Mar..Mark, perchè continui ad allontanarmi?-
Mark non rispose, lo guardò freddamente negli occhi, poi gli voltò le spalle, controllò la pentola, sul fuoco e parlò:
-Com'è andata in Italia?-
Nick perse un battito, la rabbia cominciò a ribollirgli nel sangue, non ne poteva più di quell'atteggiamento, non riusciva più a sopportare, la vita che da mesi era costretto a vivere, aveva fatto sempre tutto quello che lui voleva, era persino andato in Italia. Non ne poteva più. La rabbia mista alla disperazione lo travolsero come uno tsunami. le sue mani tremanti e sofferenti afferrarono con forza le spalle di Mark, lo costrinse a guardarlo in faccia, e poi senza distogliere lo sguardo da lui, lo spinse contro il frigo lo pressò, e con le lacrime agli occhi parlò:
-Perchè, mi tratti così? Che cosa ti ho fatto MARK? COSA!!!!-
Mark lo spinse via:
-LASCIAMI IN PACE CARTER!-
Un'altra botta tra capo e collo colpì Nick, che distrutto da tali parole allentò la presa sulle sue spalle, ma non appena percepì i muscoli del fidanzato tendersi per sfuggirgli, lui aumentò la stretta, lo pressò ancora di più al frigo e sentenziò piangendo:
-No...No NON TI LASCIO IN PACE MARK, NON LO FARO' ORA NON PIU'!
HO FATTO TUTTO QUELLO CHE VOLEVI, HO FATTO TUTTO MARK OGNI COSA! E TU NON SEMBRI CONTENTO, CHE TI HO FATTO, CHE TI HO FATTO? PERCHE' TI COMPORTI COSI' CON ME, PERCHE' PERCHE'!!!!!-
Mark venne colpito da ogni cosa che Nick aveva esternato. Vedeva, percepiva sulla sua stessa pelle, dentro il suo cuore, e fin nel profondo dell'anima l'angoscia e la disperazione del suo cucciolo, voleva piangere ma resistette, e lo spinse ancora via da lui, ferendolo a morte, ma la stretta dell'amato era forte. Mark era in trappola. Percepiva quel cuore battere, vedeva in quegli occhi azzurri ancora l'affetto e l'amore che Nick provava per lui, e leggeva anche tanta sofferenza, quindi smise di dimenarsi. e il biondino diminuì la stretta, poi le sue labbra tremanti si avvicinarono a quelle di Mark. gli occhi di Nick si chiusero. la sua bocca deviò verso l'orecchio, per poi sussurrargli sofferente:
-Non mandarmi via, non farlo ti prego...-
Mark stavolta scoppiò a piangere silenziosamente, le sue mani tremanti gli avvolsero la schiena, per poi stringerlo a sè, conducendolo al proprio petto.
Nick percependo l'abbraccio, abbandonò quell'orecchio, per raggiungergli le labbra, stava per sfiorarle, ma Mark ritornò in sè e lo allontanò bruscamente.
Nick aprì gli occhi, fissò l'amato incredulo, poi scuotendo la testa scoppiò definitivamente.
-PERCHE' NON MI AMI!!!! PERCHE' NON MI VUOI!!!-
Urlò di colpo, gettando a terra, un piatto posto sul cucinotto.
Mark riuscì a schivare i cocci in un soffio, Nick era totalmente uscito di testa, urlava cose tipo:
"PERCHE' NON MI AMI, PERCHE' NON MI VUOI, CHE TI HO FATTO CHE TI HO FATTO!"
e piangeva, disperato come se gli stessero portando via il cuore con una pinza.
Mark era sconvolto. Voleva avvicinarsi a lui, fermarlo prima che potesse farsi del male, ma era una missione pressochè impossibile.
L'apice arrivò quando Nick decimato, raggiunse la pentola, che bolliva sul fuoco.
La prese di colpo, Mark riuscì a liberarsi dallo stato di trance in cui era caduto, e si gettò su Nick, stringendolo con tutte le sue forze e pregandolo, in lacrime:
-No Nick, no..No ti prego, non voglio che ti accada niente stai fermo, FERMO!-
Nick non lo ascoltò:
-STA ZITTO, ZITTO NON TI IMPORTA UN CAZZO DI ME, NON TE NE MAI IMPORTATO NIENTE!!! NIENTE!!! TI ODIO-gridò in preda ad un pianto convulso, e lo allontanò da sè con rabbia. Mark perse l'equilibrio e si scontrò di schiena con uno spigolo del tavolo, strinse i denti, trattenendo un piccolo gemito di dolore, l'aria scomparve da lui per pochi istanti, tanti quanto bastavano per fargli perdere i sensi, ma si riprese. Nick ignaro scaraventò la pentola a terra ustionandosi leggermente il polso sinistro, gridò di dolore, poi cadde in ginocchio riversandosi al suolo, lasciando libero sfogo alle lacrime.
Mark si gettò su di lui, lo strinse, ma lui iniziò a dimenarsi in preda ad un completo dolore psicologico:
-LASCIAMI, NON TOCCARMI, NON TOCCARMI!!!!-
Detto questo spinse via Mark si alzò da terra, pronto per gettare altre cose sul pavimento, ma Mark stavolta riuscì a fermarlo in tempo.
-BASTA NICK, BASTA TI PREGO, TI SCONGIURO, COSA DEVO FARE, COSA VUOI DA ME, COSA VUOI CHE FACCIA! NON VOGLIO CHE TU TI FACCIA DEL MALE!-
Nick lo spinse di nuovo urlando:
-NON VUOI CHE MI FACCIA DEL MALE NON VUOI EH?! E ALLORA PERCHE' TU ME LO HAI FATTO, PERCHE' MARK! MI HAI FERITO, IN QUESTI MESI MI HAI FERITO PIU' DI CHIUNQUE ALTRO MARK...PIU' DI CHIUNQUE ALTRO! E NON SEMBRI DISCPIACIUTO NON TE NE IMPORTA UN CAZZO DI ME! IO NON CHIEDEVO MOLTO, NON PRETENDEVO CHISSA' COSA, CHE TI COSTAVA DARMI UN BACIO, ABBRACCIARMI, FARMI SENTIRE SPECIALE COME MI FACEVI SENTIRE PRIMA, QUESTI MESI CON TE SONO STATI UN INFERNO, IO TI AMAVO, MARK TI AMO E TU LO SAI, COME SAI CHE IL TUO NICKY TI SEGUIRA' IN ETERNO! QUINDI CHE MALE C'E' A TRATTARLO DI MERDA, TANTO E' COME UN CAGNOLINO, CHE POI RITORNA DAL PROPRIO PADRONE NO?! CHI SE NE FREGA DI LUI, DI COME SI SENTA, CHI!-
-NO NON E COSI' NICK E TU LO SAI, HO FATTO TUTTO PER IL TUO BENE...-
Nick cominciò a ridere isterico e poi replicò a tono:
-PER IL MIO BENE, AHHAHAHAHA PER IL MIO BENE! MA A CHI VUOI DARLA A BERE EH? VAFFANCULO! SEI UNO STRONZO, UN BASTARDO MARK! A TE NON IMPORTA DI ME, TI IMPORTA SOLO DEI SOLDI CHE IO POSSO FARTI GUADAGNARE!-
-NON E' VERO NICK, NON E' COSI' E TU LO SAI, LO SAI!-
-NO NON E' VERO! NON SO' UN CAZZO, NON SO' PIU' NIENTE DI NIENTE, NON SO' PIU' CHI SEI, NON SO' PIU' CHI SONO! NON SO' PIU' COSA VUOI FARNE DI ME, DI NOI! NON SO' UN CAZZO MARK! L'UNICA COSA CHE SO' E' CHE HO BISOGNO DI TE...IO HO SOLO BISOGNO DEL TUO AMORE!-
All'improvviso Nick si sentì mancare la terra sotto i piedi, il suo corpo iniziò ad essere percorso da degli spasmi, il cuore gli regalò fitte, che gli facevano mancare l'aria e i battiti cardiaci, i suoi occhi azzurri si spalancarono di colpo, ma non riusciva a vedere niente, le orecchie cominciarono a tapparsi.
Era capitato, era successo le anfetamine che tanto parevano efficaci nel tenerlo sveglio non ci avrebbero messo poco a mandarlo all'altro mondo. Spaventato, Nick si portò una mano al cuore, stringendoselo, udì dei passi, sentì la voce preoccupata, del partner:
-Nick..Nick cos'hai Nick?-
Nick cercò di parlare, ma il cuore decise di colassare, della leggera bavetta si presentò ai lati della sua bocca, i suoi occhi ancora aperti, oscurarono tutto quanto, e lui cadde.
Mark riuscì ad afferrarlo in tempo, cadendo in ginocchio.
Nick, l'amore della sua vita, il suo sole, la sua luna, il suo cielo, le sue stelle, l'aria che respirava, e la sua stessa criptonite, adesso era lì, tra le sue braccia, che lo guardava vuoto, quell' azzurro era spento, quella luce che da sempre caratterizzava i suoi occhi, era scomparsa.
Mark in lacrime lo strinse a sè, e trattenendo a fatica i singhiozzi, lo scuoteva e lo pregava di resistere, di non lasciarlo, di non abbandonarlo ora che aveva più bisogno di lui
-Nicky amore, ti prego non andartene, non abbandonarmi, non farlo, non farmi questo Nicky! Ti scongiuro!-
Un tremito epilettico attraversò il corpo di Nick, uno spasmo lo raggiunse, i suoi occhi azzurri, fissavano impassibili quelli in lacrime di Mark, trapassandoli da parte a parte, ed infine si chiusero. una contrazione muscolare, e il viso di Nick si abbandonò al petto di un annullato e spaventato Mark che cacciò un urlo lancinante.
-NICK! ODDIO NICK!NO..NO! Mi dispiace, mi dispiace perdonami, perdonami! TI AMO TI HO SEMPRE AMATO! NON HO MAI SMESSO DI FARLO MAI, MAI! MI DISPIACE, MI DISPIACE!-
Un improvviso gelo e un silenzio tombale precipitarono su di lui, su quella casa, ma soprattutto su Nick, la cui vita era appesa ad un filo, che poteva disintegrarsi da un momento all'altro.







to be continued...