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situazioni pericolose

Ultimi aggiornamenti. Oggi 17 Febbraio 2009.

SITUAZIONI PERICOLOSE

Autore: Monica
Protagonisti: Nick & Brian
Genere: NC-17
La storia e' completa?: SI
Categoria: Drammatica/Romantica
Trama: Chi ti ama sta con te sia nel momento in cui brilli di più, sia in quello dove esprimi il tuo lato peggiore…

Situazioni Pericolose

Ero seduta su una dura sedia di plastica di LAX e lo vedevo da lontano. Si guardava intorno e pareva un bimbo sperduto. Saltuariamente scambiava qualche parola con Rodrigez, ma notavo quanto fosse impaziente di salire sull'aereo. Lo vidi togliersi di tasca il cellulare ed appoggiarsi ad un borsone. Era vestito semplice, una polo a righe bianche e verdi, ed un paio di jeans scuri. I bellissimi capelli biondi erano pettinati in aria e la barba era incolta. Era splendido e non sembrava che stesse attraversando uno dei momenti più duri della sua vita. Il cellulare iniziò a squillare nella mia borsetta e con un profondo sospiro risposi.
“Dio quanto ti vorrei qui con me…” sussurrò lui.
Trattenni le lacrime e provai a sorridere. “Anche io vorrei essere con te Nick… ma…”
“Sì… è meglio così, hai ragione tu, hanno ragione tutti…” mormorò.
La sua voce che spesso era allegra e spensierata, risuonava triste e malinconica come la sua immagine che vedevo lontana. “Ce la farai tesoro mio… lo so che sei forte…” bisbigliai ed un singhiozzo sfuggì dalle mie labbra.
“Non piangere… piccola mia, se cedi tu che sei stata la mia roccia fino ad ora, come farò io? Io lo faccio per te… sei tu la mia ragione per combattere, Hannah…” parlottò lui e capii che anche Nick stava per arrendersi alle lacrime.
“E' una cosa più grande di noi… abbiamo provato ad affrontarla insieme, ma non ci siamo riusciti…” dissi piano e da lontano lo vidi annuire tra sé. Sorrisi.
“E' solo un mese, giusto? Passa in fretta…” disse lui tentando di infondere coraggio ad entrambi.
“Già…” confermai. Lo sentivo. Ormai stavo per piangere. Pregavo solamente che lui ce la facesse, che lui diventasse forte abbastanza per dire di no.
“Fidati di me…” implorò.
“Nick… sei stato tu a voler compiere questo passo. E' stata una tua decisione amore mio, come posso non fidarmi?” chiesi.
“Ce la farò!”.
“Lo so…”.
“Tornerò da te e sarò l'uomo migliore che tu abbia mai avuto…” sussurrò. “Ti amo…” e senza darmi tempo di replicare attaccò.
Asciugandomi le lacrime, restai seduta a fissarlo.
“Ce la farà…” disse una voce al mio fianco.
“Santo Dio, Brian! Mi hai fatto spaventare!” esclamai mettendomi una mano sul petto per tentare di calmare il battito irregolare causato dallo spavento.
Guardai i suoi occhi azzurri e li vidi pieni di infinita dolcezza, intenti a rassicurarmi.
“E' forte Nick, ne ha affrontate tante dalla vita, e come ha superato le altre, supererà anche questa prova…” disse Brian guardando a sua volta in direzione del biondo amico.
Restammo entrambi in silenzio, ad osservarlo, mentre il caotico via vai dell'aeroporto ci passava intorno.
“Certo che in quattro mesi può succedere veramente di tutto…” esordì Brian.
“Già…” confermai.
Silenzio. Non avevo voglia di parlare in quel momento. Volevo solamente osservare Nick.
“Ti sei innamorata di lui…” bisbigliò e sentendo una stretta al cuore mi voltai in sua direzione.
“E' quello che volevi Brian…” replicai.
“Lo so… ma fa male…” continuò.
Perdendo la pazienza, mi alzai in piedi e mi posizionai davanti a lui. “Ma si può sapere che gioco fai? Più di quattro mesi fa, mi hai letteralmente spezzato il cuore, mi hai lasciato a pezzi! Non sono il tipo che gira intorno a qualcuno se questo qualcuno non la vuole. Nick… prendi Nick! Diamine, ficcava il pisello in ogni buco possibile, ma non mi ha mai deluso una volta. Non mi ha mai fatto del male! Ma tu… il mio amico… non dovevi venire a letto con me se non mi volevi sul serio. Io credevo di amarti…”.

“Credevi di amarmi?” bisbigliai sentendo un pugnale trapassarmi il cuore. Annuì e si sedette al mio fianco. Non mi amava più… anzi, per la precisione non mi aveva mai amato. Era doloroso… era strano… era strano, perché io l'amavo come prima, se non di più e lei… lei no.
Certo mi ero accorto del suo mutamento di sentimenti verso Nick. Ogni giorno che trascorrevano insieme, si percepiva quanto lei si stesse affezionando, attaccando al mio biondo amico, ma non volevo vedere. Fa male sapere di aver preso la decisione giusta ed andare contro i propri sentimenti, ma fa anche male amarla e sapere che non sarebbe mai più stata mia. La vita di una persona è sempre piena di scelte e ripensamenti, ma quella di una persona innamorata lo è ancora di più. Insomma, qualsiasi ragazzo innamorato sarebbe divorato dai rimorsi di aver lasciato andare la persona amata, no? E questa insoddisfazione di essere solo, di essere senza di lei, ebbe il suo colpo di grazia sentendo quelle parole.
“Scusami Brian… ma dopo aver scoperto del problema di Nick, stare con lui per aiutarlo mi ha portato a riflettere… quello che credevo essere amore nei tuoi confronti, era solamente un amore a livello venerativo. Come è stato possibile che io mi innamorassi di te a dodici anni? Non ti conoscevo Bri… mi sono fatta un'idea di te solo attraverso delle riviste, tramite la televisione e la tua musica. Sono stata semplicemente una fan. Tutto qui… ho scambiato per amore, la venerazione che avevo per te…” sussurrò puntando nuovamente lo sguardo verso Nick. Mi fermai a fissarlo anche io. Mi feriva vedere il mio amico così fragile.
Ma chi volevo illudere? Le sue parole rispecchiavano quella verità che mi rifiutavo di accettare. Si vedeva dai suoi occhi, si sentiva dalla sua voce che quel amore per Nick, non era un amore di gratitudine per esserle stato accanto in un momento duro, ma era un amore vero, che alla prima difficoltà non si è arreso, ma ha cercato di nuotare per emergere ed ha portato a galla con se anche la parte in difficoltà.
Non sapevo cosa dirle. Questa rivelazione mi aveva letteralmente sconvolto. Lei ora apparteneva a Nick in tutti i sensi. Anima e corpo. Abbozzando un sorriso bisbigliai “E' dannatamente fortunato quel bastardo… e lo è perché tu gli sei rimasta al fianco. Davanti all'abisso ed al declino che la droga porta con sé, tu non ti sei tirata indietro, ma gli hai teso la mano per aiutarlo. Ed è quello di cui aveva bisogno… non ha mai trovato nessuno che rimanesse con lui anche nei momenti più neri, ma tu lo hai fatto e facendo così gli hai anche dimostrato il tuo amore. Non hai avuto paura, non hai pensato di andartene via e lasciarlo.”
“Io sono terrorizzata Brian… ho paura per lui, per quello che dovrà affrontare da solo…” disse lei abbassando la testa.
“Non essergli vicino fisicamente non vuol dire non sostenerlo ed aiutarlo. Lui lo sa. Nick fa questo grazie a te…” spiegai posandogli una mano sulla spalla.
“Ma starà così male quando andrà in astinenza… quando è successo mentre eravamo in Cina, è stato orribile…” sussurrò Hannah.
“Ce l'ha fatta e ce la farà ancora. Andare in astinenza qualche volta, gli servirà solamente a stare meglio… e poi uscito dalla riabilitazione ti troverà ad aspettarlo…” la rassicurai.
Vederla soffrire così tanto per lui, servì solo a darmi la conferma che lo amava per davvero.
“Lui è là…” disse indicandolo “…affronterà una delle sfide più grandi della sua vita da solo, senza nemmeno sapere che io sono innamorata di lui!”.
Sorrisi. Era giovane ed innamorata… “Vai a dirglielo allora…” suggerii… era inutile farsi inutili problemi. Lei non sarebbe stata mai più mia ed era giusto mandarla in direzione della felicità e dell'amore.
“Non dovrei essere qui… lui non voleva rendere tutto più difficile…” replicò osservandolo nuovamente.
“Ma Nick ti ama… vederti sarà la spinta finale per lui…” dissi cercando di convincerla. “Dagli qualcosa in più per cui combattere…”.

Dovevo andare da lui.
I flashback di questi ultimi giorni mi passarono davanti agli occhi.
Ricordo come una sera, dopo aver avuto un concerto ed essere tornati in camera ed aver fatto sesso, uscendo dalla doccia lo sorpresi mentre finiva di farsi una dose.
“Ehi tesoro…” disse lui tirando su con il naso.
“Che cazzo fai Nick? Quella roba è pericolosa…” replicai tenendo le distanze il più possibile. Ero spaventata. Non mi ero mai accorta che Nick si facesse di cocaina.
Ridendo, lui si alzò e si avvicinò allargando le braccia per potermi stringere. “E' per questo che non dovevi saperlo tu…” borbottò.
“No!” esclamai allontanandomi ancora di più. Mettendo le mani davanti a me, tentai di distanziarmi. Avevo sentito molte volte di amici o parenti di conoscenti che erano morti di overdose e sapere che il mio ragazzo era caduto in un baratro tanto scuro, mi terrorizzava. “Non toccarmi Nick… stammi lontano…” sussurrai tremando. Il sorriso che era dipinto sul suo volto, svanì all'istante. Le pupille dilatate in modo anomalo mi fissarono sorprese.
“Non devi avere paura, piccola… voglio solo fare l'amore con te…” mormorò indicando con entrambe le mani un'erezione ben visibile attraverso i boxer.
“Non sto scherzando… quello schifo può ucciderti…” dissi indietreggiando verso la porta.
“Non preoccuparti…” iniziò Nick, ma lo fermai scuotendo la testa.
“Sei un idiota!” urlai lasciando cadere le lacrime prima di uscire di corsa dalla stanza. Non mi guardai indietro, ma corsi giù per il corridoio incurante del fatto di essere solo coperta da un asciugamano e nulla più. Andai a sbattere contro qualcuno e le enormi mani di Marcus mi stabilizzarono ed evitarono di farmi cadere.
“Che succede scricciolo… sembri a dir poco terrorizzata…” chiese lui.
“Nick…” borbottai indicando la direzione in cui si trovava la sua stanza. Il grosso omone mi guardò confuso. Sentendo i miei singhiozzi e vedendo le lacrime che non accennavano a diminuire, passandomi un braccio intorno alle spalle mi accompagnò verso la camera più vicina. Bussò due volte senza ottenere una risposta e alla terza, quando picchiandola con forza la fece tremare, un assonnato Brian arrivò ad aprirla.
“Marcus ma che…” il vedermi sconvolta bastò a fargli morire le parole in bocca.
“E' successo qualcosa a Nick… dalle qualcosa da mettere addosso mentre io vado a controllare il ragazzo…” dicendo così mi consegnò a Brian e lui corse verso la stanza di Nick.
Scortandomi all'interno della camera, accese la luce e facendomi sedere sul letto disfatto iniziò a frugare in una delle sue valige.
“Tieni Hannah, vai in bagno a metterti questi…” sussurrò dolcemente porgendomi una maglietta ed un paio di pantaloni di una tuta.
Quando non accennai a muovermi, Brian mi aiutò ad alzarmi e mi accompagnò verso il bagno accendendomi la luce e posando gli indumenti vicino al lavandino. “Forza Hannah… vestiti e poi esci e dimmi cosa è successo…” disse e voltandosi si richiuse la porta alle spalle.
Voltandomi verso lo specchio, restai a guardarmi per qualche istante, ancora incapace di credere a quello che avevo visto. Io non mi ero mai accorta di nulla. Nick era sempre vivace ed allegro, e l'euforia e l'entusiasmo che provava prima di ogni show pensavo che fossero dovuti all'adrenalina che scorreva nelle sue vene. Non avrei mai collegato niente alla droga. Non avrei mai pensato che Nick potesse essere tanto stupido da drogarsi.
Meccanicamente ed ancora assorta nei miei pensieri e nei miei sensi di colpa, mi cambiai ed uscii dal bagno.
“Mio Dio Hannah… che succede?” chiese Brian immediatamente, ma un bussare alla porta mi fermò prima che potessi rispondere. Il ragazzo andò immediatamente ad aprire e ci ritrovammo davanti Nick con alle spalle Marcus che lo guardava e scuoteva la testa.
Entrambi entrarono e Nick si avvicinò immediatamente. Indossava una tshirt bianca ed un paio di pantaloni che arrivavano sotto al ginocchio neri.
“Si fa di coca…” disse Marcus sottovoce e vidi un'espressione di orrore dipingersi sul volto di Brian. Immediatamente e senza dire nemmeno una parola, prese il cellulare dal comodino ed iniziò a telefonare.
“Piccola…” sussurrò Nick tentando di prendermi le mani. Sentendo nuovamente le lacrime formarsi nei miei occhi, mi allontanai da lui nuovamente. “Non è niente Hannah…” mormorò e guardandolo vidi le sue pupille enormemente dilatate ed il viso sudato.
“Sei un drogato Nick… sei un fottuto drogato e per te questo non significa niente? Ma hai una vaga idea di cosa voglia dire? Hai una vaga idea di quanto sia pericoloso?” urlai a livelli isterici.
“No amore mio… non sono un drogato… posso smettere se voglio… ma è un periodo troppo duro ed avevo bisogno di un aiuto…” tentò di spiegare lui spostandosi i capelli bagnati di sudore dalla fronte.
“E sniffare coca è la soluzione adatta? Dio quanto sei idiota Nick!” esclamò Aj chiudendosi la porta alle spalle. “Non ti è bastato vedere cosa ho dovuto attraversare io? Non ti è bastato vivere insieme a me il momento più nero della mia vita?”.
Nick si mise a ridere. “Ma cosa volete saperne tutti quanti. Mi giudicate come fa il resto del mondo. Non sai cosa vuol dire avere una ragazza, amarla con tutto te stesso e sapere che è innamorata di un altro. Non sai cosa vuol dire lottare per avere le sue attenzioni. Avere la sua mente con te mentre te la scopi. Per te è sempre stato facile con le donne Aj. Quante ne hai avute finora di storie serie? Cinque, sei? Ogni cazzo di volta hai sempre pensato che fosse la donna giusta per te, ma non hai mai sofferto come ho sofferto io… non hai mai avuto inculate su inculate, delusioni su delusioni ed il cuore continuamente spezzato. E' stato il mondo dello spettacolo ad attirarti verso la droga, non la vita…” sibilò Nick.
“Ma sei un coglione Nick… hai il coraggio di far ricadere le colpe su di me?” domandai sorpresa.
Rise nuovamente e capii che era ancora sotto effetto della droga perché era una risata cupa, scura, non la solita risata irritante e coinvolgente del ragazzo. “No tesoro… il merito non è tutto tuo…” parlò lui a denti stretti “L'essere sempre sotto i riflettori. Essere criticato troppo perché sei grasso, avere addosso la stanchezza fisica e mentale di un tour… è in questo che si cercano gli aiuti. Per voi sarà stupido, ma quella polverina bianca fa miracoli… Scoparti mi aiuta, i tuoi pompini pure, però non sono abbastanza…”. L'orrore nel sentire quelle parole dal ragazzo che credevo di conoscere così bene, mi mandarono in bestia. Come si permetteva di parlarmi così e di trattarmi come una delle sue puttane? Avvicinandomi alzai il pugno e lo colpii in pieno naso con violenza.
“Ma che cazzo fai? Sei scema?” urlò Nick coprendosi il viso con le mani. Gli altri tre uomini presenti nella stanza si avvicinarono. “Mi hai spaccato il naso!”.
“Almeno non lo puoi più usare!” urlai piangendo. Sentii delle braccia passarmi intorno alla vita per poi allontanarmi da lui.
“Non ne vale la pena… è la droga che parla, non Nick…” sussurrò Brian ancora turbato.
Aiutandolo mentre ancora grondava sangue, Marcus andò con lui in bagno.
“Io non ce la faccio…” sussurrai scuotendo la testa e sentendo le gambe venirmi meno, mi lasciai cadere a terra, sorretta sia da Brian che da Aj.
“Ehi calma piccola…” disse il tatuato scompigliandomi i capelli ancora bagnati.
“Non posso calmarmi… ha iniziato un percorso di autodistruzione Aj… se non si ferma è in caduta libera verso la morte. Non posso perderlo… non posso vederlo uccidersi così! Quello non è il mio Nick… Non posso stargli accanto se lui non ha forza di volontà!” esclamai e nascondendo il viso nel collo di Brian, mi persi nel suo abbraccio e mi lasciai andare ancora alle lacrime.
“No ti prego…” sentii piangere da dietro di me. Percepii le forti braccia tatuate passarmi intorno al corpo e stringermi disperatamente. Nascose il viso nei miei capelli e lo sentii singhiozzare disperatamente. “Non ancora… non posso perderti ancora una volta. Adesso sei mia… adesso non pensi più a lui…”. Pianse liberamente per qualche istante e stringendomi più forte ricominciò a parlare. “Io posso farcela… posso smettere con il tuo aiuto…”.
Chiudendo gli occhi, respirai profondamente. Rigirandomi tra le sue braccia, buttai le braccia al collo del ragazzo in ginocchio di fronte a me. La sua testa bionda si nascose nell'incavo del mio collo e le sue lacrime bagnarono la mia pelle. “Sono qui Nick… non ti lascio a combattere da solo…”. Allontanai il suo viso arrossato da me, ed incurante delle due pallotte di carta igienica che gli uscivano dal naso per fermargli l'emorragia, gli asciugai le lacrime e lo guardai negli occhi azzurri che stavano tornando alla normalità. “Ma ce la puoi fare solamente se tu lo vuoi per davvero…” sussurrai. Annuì e subito dopo fu di nuovo tra le mie braccia a piangere. Sedendoci entrambi per terra, restai a cullarlo nel mio abbraccio. Alzando lo sguardo, vidi tutte e quattro le guardie del corpo dei boys nella stanza.
“Cercate chi gliela procura e sbattete in aria la sua stanza per vedere se ha altre dosi…” ordinò Aj. Le guardie del corpo annuirono e poi uscirono dalla stanza.
“Ha bisogno di aiuto. Non puoi farcela da sola…” disse poi dolcemente. “Crisi di astinenza e depressione arriveranno se non prende più dosi…” spiegò.
“Posso farcela Aj…” dissi cocciutamente.
“Puoi provarci, ma non ci riuscirete senza un aiuto da persone esperte…” continuò.
“Aj ha ragione piccola… E' troppo per una persona sola…” sussurrò Brian accovacciandosi vicino.
“Nessuno è solo… siamo io e lui…” replicai accarezzando la bionda testa sudata di Nick.
Provai ad alzarmi, ma sentii le braccia del ragazzo stringersi ancora più forte intorno a me. “Andiamo a letto Nick…” bisbigliai con dolcezza.
“Restate qui… io vado con Aj!” disse Brian indicando il suo letto.
Annuendo, li guardai uscire dalla porta e poi io e Nick restammo nuovamente soli. Ero spaventata, non sapevo cosa mi attendeva, ma avrei dovuto provare ad aiutarlo con tutte le mie forze. Lentamente e pesantemente ci alzammo da terra e andammo verso il letto per poterci sdraiare. Rimboccando le coperte a Nick, per la prima volta notai quanto fragile e dolce potesse essere in realtà. Non era sempre allegro e vivace oppure testardo e lunatico. Baciandogli la fronte e augurandogli la buonanotte, mi sistemai a mia volte sotto le coperte e accendendo la tv restai sveglia la prima notte di una lunga settimana insonne.
Quello che mi aspettava per aver tolto Nick dalla droga, non tardò ad arrivare. Il giorno seguente, più o meno verso l'una del pomeriggio, a Nick arrivò la sua prima crisi di astinenza. Stavo uscendo dal bagno e notai come il ragazzo girava freneticamente in giro per la stanza e scuoteva ogni cosa che trovava.
“Dov'è… dove diavolo l'hanno messa!” borbottava senza accorgersi di me.
“Nick… non ce n'è più…” sussurrai avvicinandomi. I suoi occhi azzurri si alzarono su di me con rabbia.
“Perché… perché mi fai questo? Perché vuoi sempre vedermi soffrire?” domandò avvicinandosi.
“Perché non voglio perderti…” sussurrai prendendo il suo stanco viso tra le mani per poi accarezzarglielo. “Ce la puoi fare Nick… prova a superarla per te…” lo incitai.
“Perché devo farlo per me? A te non interessa niente… lo so che te ne andrai…” bisbigliò.
“No… io sono qui per te, per me e per noi due… ti ho trovato adesso Nick, non posso perderti dopo tutto quello che hai fatto per me, dopo quello che mi hai dato…” spiegai obbligandolo a guardarmi negli occhi. Asciugandogli la fronte dal sudore, mi alzai in punta di piedi e lo baciai sulle labbra, prendendolo di sorpresa.
“Mi insegni a suonare la chitarra?” domandai tentando di distrarlo.
Si guardò in giro per la stanza dopo un attimo scosse la testa. “Non ho voglia…” disse lui.
“Per favore Nick…” bisbigliai imbronciata. Sospirando, il ragazzo si ritrovò ad annuire. Prendendo la sua chitarra che giaceva vicino al divano con una mano, e la sua mano con l'altra, mi avviai verso il letto. Si sedette al centro, respirando affannosamente ed asciugandosi di continuo la fronte. Inginocchiandomi davanti a lui, mi sistemai tra le sue gambe ed entrambi impugnammo la chitarra. Tentò di spiegarmi con calma come posizionare le mani. Respirava pesantemente e di tanto in tanto appoggiava la testa alla mia spalla per tentare di non stare male. Speravo che la vicinanza dei nostri corpi gli togliesse il pensiero della droga dalla mente. Quando mi spiegava le note e gli accordi, mi solleticava lievemente il collo ed il viso con la barba. Ridevo e tentavo in tutti i modi di stuzzicarlo, ma avendo il suo corpo così a contatto, sentivo chiaramente che le mie attenzioni non gli bastavano. Mi sentii incredibilmente colpevole quando iniziai ad eccitarmi sentendo il suo profumo. Sapevo che era sbagliato e non era giusto nei suoi confronti e così tentai di non dare importanza alle mie sensazioni. Mi voltai lievemente verso di lui e vidi le goccioline di sudore solcargli il viso e la concentrazione esprimersi dai suoi occhi. Si inumidiva continuamente le labbra ed il continuare ad osservarlo non mi aiutò.
“Voglio baciarti Nick…” sussurrai rigirandomi tra le sue braccia.
Lo stupore si dipinse sul suo viso ed un debole sorriso si dipinse sul suo volto. Però, improvvisamente lo vidi sbiancare. “Mi sento male…” sussurrò e senza fare in tempo ad alzarsi, vomitò addosso ad entrambi.
“Mi spiace…” mugugnò sull'orlo delle lacrime. Ma nuovamente svuotò il contenuto del suo stomaco su di me.
Tentai con tutta me stessa di reprimere la sensazione di ribrezzo che mi invase. Sapevo che in una situazione normale, sarei stata male a mia volta, ma dovevo essere forte anche per lui. Lasciai che si calmasse per qualche minuto e quando lo vidi recuperare un pochino di tranquillità sussurrai “Andiamo a farci una doccia…”.
Riluttante si alzò dal letto borbottando le sue scuse e con le spalle ricurve si avviò verso il bagno. Aprii il rubinetto dell'acqua calda e poi mi voltai verso di lui per spogliarlo. Eravamo entrambi in silenzio e man mano che ogni vestito sporco scivolava sul pavimento e nostri sguardi studiavano i corpi nudi. Nessuno parlava neppure entrati sotto la doccia. Con lentezza e lo sguardo triste, Nick si voltò verso il doccia schiuma e spruzzandone un po' su una mano, girandosi verso il mio corpo, iniziò ad insaponarlo. Guardai il suo bellissimo ma pallido viso concentrato solamente su di me e in quel momento iniziai nuovamente a piangere. Le sue bellissime mani, lasciarono immediatamente il mio corpo libero e le sue braccia tatuate mi strinsero forte a lui.
“Non puoi farcela da sola…” bisbigliò baciandomi i capelli ormai bagnati. Annuendo, tentai di calmarmi, non volevo fargli vedere come la situazione mi facesse stare male in verità, ma in quel momento le situazioni si ribaltarono completamente. Nick, nella sua fragilità era tornato ad occuparsi di me.
“No, non voglio che tu prenda questa responsabilità da sola… Non voglio che tu mi veda in condizioni tanto penose. Devo essere io ad occuparmi di te, non il contrario…” sussurrò mentre l'acqua continuava a scrosciargli addosso.
Rialzando lo sguardo su di lui, scossi lievemente la testa. “Amore significa occuparsi a vicenda dell'altro. Io voglio aiutarti Nick! Io voglio darti il mio aiuto ed il mio sostegno… Tu mi hai aiutato a superare un momento enormemente duro e voglio essere in grado di fare lo stesso…” spiegai ricambiando il suo abbraccio e posando la fronte contro il suo collo, chiusi gli occhi per assaporare quel momento che pareva riportarci alla realtà.
“Ti amo così tanto piccola mia, però non siamo in grado di farcela da soli. Devo essere solamente io ad attraversare questo inferno… sono stato io a ficcarmi in tutto questo. Oggi è solo il primo giorno e la forza di volontà è ancora presente, ma cosa succederà quando sono stanco di resistere e reagire? Neanche la paura di perderti potrà fermarmi… Io faccio questo solo per te e per farti felice. Non posso essere io a ferirti ancora. Devo riuscirci amore mio, ma devo riuscirci da solo. Voglio andare in un centro specializzato e disintossicarmi. Voglio uscire di la ed essere l'uomo migliore che tu abbia mai avuto. Voglio farti dimenticare Brian una volta per tutte. Voglio scoprire insieme a te l'amore vero… io faccio questo per te, per noi…” disse dondolando dolcemente entrambi da una gamba all'altra.
“Io l'ho già dimenticato…” bisbigliai e mi sembrò di sentire il suo cuore, attraverso i nostri corpi tanto uniti, aumentare di battito.
Allontanandosi, alzai lo sguardo su di lui e notai il suo viso arrossato. “Laviamoci ed usciamo di qua. E' meglio se mangi qualcosa e poi vai a dormire…” dissi iniziando a lavarlo.
E dal momento in cui uscì dalla doccia, volle iniziare ad informarsi su qualche centro per disintossicarsi. Io però, non avrei potuto stargli accanto. Le visite di parenti ed amici non erano permesse. E da questo la decisione di salutarci a casa.
Decisione che non riuscii ad accettare e così, corsi all'aeroporto per vederlo partire.
“Se non fai più che in fretta, tra poco sale sull'aereo…” borbottò Brian.
Alzandomi in piedi, iniziai ad incamminarmi verso di lui, per poi trasformarsi in corsa nel momento in cui notai il suo sguardo posarsi su di me. Abbandonando il suo trolley e le sue valige, si mosse in mia direzione. Corsi tra le sue braccia e lui mi accolse stringendomi forte prima di sollevarmi da terra.
“Non potevo non salutarti qui Nick…” sussurrai quando mi riposò a terra e con la mano iniziò ad accarezzarmi i capelli.
“Sono felice tu sia venuta…” replicò.
“Voglio venire con te…” lo supplicai guardandolo negli occhi azzurri.
Sorrise, ma poi scosse la testa. “Lo sai che non puoi…” mi ammonì lui scherzosamente. Mi alzai in punta di piedi ed incontrai le sue labbra. Restammo a baciarci per qualche secondo, ma prima che uno dei due avesse il tempo di approfondirlo, Rodriguez ci interruppe.
“Ragazzo, dobbiamo andare…”.
Riluttante, Nick si staccò ed annuì alla sua guardia del corpo.
“Aspettami… non tornare da Brian…” implorò baciandomi la fronte.
“Ci sei solo tu Nick…” replicai guardandolo scivolare via dalle mie braccia.
Mi sorrise e si avviò ancora verso i suoi bagagli. Dando la carta di imbarco ad una hostess, Nick si incamminò verso il corridoio che lo avrebbe condotto all'aereo.
Quando si fermò e si voltò in mia direzione, trovai tutto il coraggio e muovendo solamente le labbra dissi “Io ti amo…”.
Lasciando il suo troller, lo vidi correre verso di me. Mi prese immediatamente la testa tra le mani e mi baciò, lasciando che le nostre lingue si incontrassero. Ci baciammo e ci baciammo, ma dopo troppo poco tempo, a mio parere, la hostess ci interruppe nuovamente. “Deve salire Mr. Carter…” disse educatamente.
Si allontanò dalle mie labbra e sussurrò “Tornerò presto…”.
Annuii solamente, sentendo le lacrime crescere. Lo salutai con la mano e lo guardai sparire verso l'aereo che lo avrebbe portato lontano da me.

Dopo aver assistito alla scena, mi avvicinai alla ragazza che tristemente osservava il corridoio, sperando di vederlo tornare.
“Tornerà da te presto… e sarà il vero Nick questa volta…” le dissi posandole una mano sulla spalla.
Si voltò verso di me con le lacrime agli occhi.
“Mi dispiace Brian… ho creato questo stupido triangolo tra noi tre, ho rovinato la vostra amicizia e tutto perché non riuscivo a capire i miei sentimenti. Quello che provavo per te, non è niente di simile a quello che sento per Nick… mi dispiace…” bisbigliò.
Le sorrisi. Se non si ha mai incontrato il vero amore nella propria vita, è difficile riconoscerlo se ti si presenta davanti. Io ne ero ancora innamorato e probabilmente ne sarei stato ancora per molto tempo, però non ero pronto a lasciarla andare neppure come amica e così decisi di mettere i miei sentimenti da parte, ancora una volta.
“Tante volte devono accadere cose brutte per farti realizzare quanto in realtà tieni ad una persona… L'essergli stata accanto sia nella gloria che nella polvere, dimostrano che nonostante tutto, avete trovato la vostra strada. Lo hai sorretto, spronato ed aiutato… e questa è una grande dimostrazione d'amore. Per te e soprattutto per lui, che in te lo cercava tanto disperatamente…” le dissi sorridendole
Non replicò, ma si limitò ad annuire e poi si avvicinò alla vetrata che permetteva di vedere gli aerei decollare ed atterrare. Andai con lei ed in silenzio restammo ad aspettare che il destino portasse Nick via da noi e verso una strada migliore…