PRIMO AMORE
Sospirai beatamente sentendo quelle braccia forti stringere il mio corpo per poi avvicinarmi al suo. Mi baciò una spalla delicatamente e notai come nascose il viso nei miei capelli respirandone il mio profumo. Un lungo anno fatto di sorrisi, sguardi, di un'amicizia che non doveva nascere come tale.
Provavo rimorso?
Una piccola parte di me ovviamente, sì. Non ero una persona che tradiva. Odiavo il tradimento. Però
era anche vero che con Nick non avevo mai messo regole riguardo a noi due come coppia. Da notare bene, Io ero stata quella che non voleva legarsi, ma Lui saltuariamente mi chiedeva di diventare 'esclusivi'. Ed era questo che mi faceva stare male. Era evidente che tenesse a me, non come una semplice 'amica di letto', ma io non riuscivo a ricambiare con la stessa intensità il sentimento. Una volta, inconsciamente, gli era sfuggito un 'ti amo' mentre eravamo al telefono e l'imbarazzo successivo non era stato poco. Nick probabilmente si aspettava una risposta che non ero in grado di dargli, e penso che dopo qualche istante se ne rese conto. Non potevo amarlo. Certo, Nick si era dimostrato speciale, divertente
insomma mi aveva mostrato un lato di sé che tante persone non avrebbero mai immaginato, e francamente sono a conoscenza del fatto che migliaia di ragazze avrebbero dato tutto per essere al mio posto. Nick con me era il fidanzato perfetto. Il fidanzato che però non volevo
Perché io volevo il suo migliore amico. Lo desideravo fin da quando ero una bambina e fin dall'età di undici anni gli giurai amore eterno.
Quel amico era Brian.
Respirai quel profumo di fiori che desideravo assaporare fin dal primo momento in cui la rividi, poco meno di un anno fa. Non avrei mai e poi mai pensato che la bambina che cantava insieme a me nel coro della chiesa e che mi massacrava a Mortal Kombat nei pomeriggi in cui le davo ripetizioni di matematica, potesse simboleggiare per me il ritrovato amore. Da quando Leighanne se ne era andata via, lasciandomi per un produttore di Hollywood, il mio mondo era crollato. Avevo ottenuto l'affidamento congiunto di Baylee, però sembrava che tutta la mia felicità fosse volata fuori dalla finestra. Perdere la donna con cui credevi di poter passare tutta la vita era difficile
era difficile perché sapevo che nessuna sarebbe stata in grado di farmi rinascere. Mi sbagliavo. Ho ritrovato l'amore in una persona dalla quale non mi sarei mai aspettato nulla di più se non una buona amicizia. Ma l'amicizia presto si trasformò in qualcosa di più e mi trovai sempre più attratto da quella giovane donna sempre allegra. Quella ragazza in cui, mi sembrava di vedere ancora una bambina. Ero di nove anni più grande. Lei non arrivava neppure al quarto di secolo
eppure
quando eravamo insieme, i numeri svanivano. Entrambi eravamo spensierati, entrambi tornavamo indietro nel tempo a quando eravamo ancora due teenager. Non pensai mai e poi mai di rivederla dopo averla salutata nell'ormai lontano 1996. Aveva le lacrime agli occhi, ma era ancora una bambina, mentre io ero una nascente star nel firmamento della musica.
Mi dimenticai ben presto di lei la prima volta
ma sono sicuro che questa volta, resterà per sempre scolpita nel mio cuore.
Abbassai lo sguardo sul suo corpo e notai come il suo respiro era diventato lento e regolare. Si era addormentata. Alzandomi e posando il mio peso su un braccio, restai a guardarla sorridendo. Le spostai i lunghi capelli scuri dal viso. Era serena
era così serena come non lo era mai stata con Nick
Il rimorso si impadronì di me
avevo pugnalato il mio migliore amico alle spalle. Mi ero innamorato della ragazza che lui stesso amava così totalmente come non lo avevo mai visto fare con nessuno. Ero entrato in quel corpo che oramai non era più esclusivamente suo
Avevo fatto l'unica cosa di cui non mi credevo capace.
Avevo tradito.
Ricordo ancora come rincontrai Brian. Ero tornata in Kentucky per il matrimonio di mia sorella. Mia madre mi aveva detto che anche la famiglia del ragazzo era stata invitata, ma avevo ben poche speranze di rivederlo. Erano passati dodici lunghi anni dall'ultima volta in cui l'avevo visto. Sapevo tutto di lui. Di Leighanne, dell'operazione al cuore, della pausa del gruppo dopo l'immenso successo ed infine sapevo della nascita di Baylee e del disco da solista di influenze cristiane.. Soffrii. Soffrii nonostante lui non fu mai mio, soffrii perché sapevo che le nostre strade non si sarebbero mai incrociate nuovamente e quello che mi amareggiava di più era il sapere che lui non sarebbe mai stato mio. Era strano
passarono gli anni, io crebbi ed incontrai dei ragazzi con i quali instaurai un certo tipo di legame affettivo, però avevo il brutto vizio di paragonare tutti a Brian. Non so perché. Non so nemmeno se lui era rimasto lo stesso diciottenne che avevo conosciuto oppure, trasformandosi in un uomo, era cambiato. Davo per scontato che se ci fossimo scontrati in mezzo alla strada, non mi avrebbe neppure conosciuta. Dopo dodici anni la fisionomia cambia, il carattere muta. Non ero più la sfigatella imbranata che lo massacrava ai videogiochi. Ero diventata una ragazza sicura di sé, che non aveva esitato a lasciare casa propria per diventare una disegnatrice di cartoni animati.
Un giovedì sera ero andata da Blockbuster per noleggiare dei dvd da vedere con mia sorella, ma quella sera non uscii solamente da quel posto con in mano dei film
"Brian
" mi disse Nick avvicinandosi mentre cercavo di scegliere un dvd che sarebbe andato bene per la serata. "Sì?" replicai senza nemmeno alzare lo sguardo. "Devi vedere la ragazza che c'è nella corsia vicina
è troppo carina
". Impercettibilmente alzai gli occhi al cielo. Tipico di Nick
si trova una ragazza per sé anche quando la vacanza è stata pensata per sollevare il morale ad un amico in difficoltà. "Non marchiare il tuo territorio anche qui in Kentucky, Nick
non voglio che le persone della mia stessa città mi odino
" borbottai senza guardarlo e continuando ad osservare i due film che tenevo in mano, cambiai corsia, andando così a sbattere contro qualcuno. "Scusami!" mi affrettai a dire quando notai che la persona che avevo urtato era caduta per terra. Nick però fu più veloce di me. Chinandosi, e lanciando un sorriso da un milione di dollari alla ragazza, la aiutò ad alzarsi. "Scusa
" borbottai non apprezzando il gesto di cavalleria. I lunghi capelli scuri ondulati mi rapirono, ma quando alzò gli occhi su di me, notai una meravigliosa tonalità di verde scuro ricambiare il mio sguardo. "Non preoccuparti
" borbottò lei sorridendo. E guardando brevemente Nick, notai immediatamente come arrossì. Tipico
tutte le ragazze carine sotto i venticinque anni hanno la tendenza a cadere ai piedi del mio amico, e lui prontamente iniziò a chiacchierare con lei, cercando di intrattenerla e divertirla il più possibile. Cercai il più possibile di entrare anche io nel discorso, però Nick non mi dava molte possibilità e così alla fine mi limitai ad ascoltare. La osservavo ero come rapito da lei. Era bella, molto bella e notai che le risposte che dava a Nick erano brillanti e spiritose. Più di una volta, infatti, era riuscita a far ridere entrambi di cuore. Un lieve imbarazzo si impadronì di me, per la prima volta dopo tanto tempo, quando vidi come ripetutamente spostava il suo sguardo su di me. Quegli occhi magici riuscivano ad incantarmi e sperai solamente di non arrossire. Ma quella ragazza, mi ricordava qualcuno
"Hannah?" domandò incredulo interrompendo Nick. Mi aveva riconosciuto. Il mio sogno mi aveva riconosciuto dopo tutti questi anni. Annuendo sentii le guance andarmi a fuoco notando il modo in cui i suoi occhi iniziarono a percorrere il mio corpo. "Oh Signore sei meravigliosa
sei
non trovo proprio la parola
" disse Brian onestamente, mentre si avvicinava per abbracciarmi. "Cresciuta?" replicai ridendo lievemente, accettando un bacio sulla guancia. "Quanti anni sono passati?" domandò poi tentando di fare mente locale. "Dodici
" risposi tirando una ciocca di capelli dietro all'orecchio. "Adesso cos'hai
ventidue, ventitrè anni, giusto?" domandò. "Ventitre." Confermai piacevolmente sorpresa dal fatto che si ricordasse così bene di me. Voltandomi verso Nick, notai come ci osservava confuso. "Mi dava ripetizioni di matematica ed in cambio io lo massacravo a Mortal Kombat
" spiegai sorridendogli. "Cosa fai adesso?" domandò Brian interessato. "Vivo a Los Angeles
disegno cartoni animati per la Disney
". "Oh wow! Questo si che è un lavoro!" esclamò Nick visibilmente interessato. "Già
non è una cosa molto comune
" replicai imbarazzata. "Quindi se vivi a Los Angeles le possibilità di incontraci sono tante
" sussurrò lui avvicinandosi. "Già
" confermai sorridendo e guardando Brian.
E le possibilità non mancarono. La rividi qualche giorno dopo, al matrimonio di sua sorella e da quel momento non se ne andò più via dalla mia vita. Ma così come era entrata nella mia, era entrata inesorabilmente in quella di Nick. Nick che con lei sembrava prendere la storia in maniera diversa. Nick che per la prima volta si ritrovava contro la sua stessa moneta. Nick che per una volta si era innamorato di una ragazza vera e genuina.
Non riuscivo a prendere sonno
la guardavo e vedendo il suo volto sereno sapevo che stava sognando qualcosa di felice. Inconsciamente sperai stesse sognando il mio amico, ma sapevo che non era così. Ero io in grado di farla sorridere così. Lo avevo visto tante volte nel corso di quell'amicizia così strana. Vedevo Nick innamorarsi di più ed allo stesso tempo vedevo Hannah avvicinarsi inesorabilmente a me. Dicono che non puoi scegliere di chi innamorarti, ed è la verità. Se qualcuno mi avesse detto che io e Nick ci saremmo innamorati della stessa ragazza, probabilmente mi sarei fatto una bella risata. Mi sarebbero persino venuti i crampi allo stomaco dal ridere se mi fosse stato predetto che la ragazza, per uno strano scherzo del destino, avrebbe scelto me e non il mio amico, spezzandogli così il cuore ancora una volta.
Certo che Nick era proprio sfortunato in amore
nonostante avesse trovato una ragazza giusta, lui alla fine avrebbe sofferto comunque.
Ma volevo farlo soffrire? Volevo essere io la causa del suo dolore? Nick per me non era un semplice amico, ma era il fratellino minore che non avevo mai avuto. Non riuscivo a sopportare il fatto di averlo tradito.
Sapevo che l'amava. Mentre eravamo in Florida a provare per il tour, mi aveva come lui desiderasse averla tutta per sé. "Perché, credi veda qualcun altro?" domandai stupito. Imbarazzato aveva scrollato la testa. "No
è che non se la sente di diventare la mia ragazza
non riesco a capire le scuse che mette in piedi, ma a me sembra che non sia innamorata.". "Ma praticamente state insieme
quando sei a Los Angeles vivi da lei!" dissi tentando di chiarire le cose. "Non so che dirti Bri
è come se non fosse tutta con me anima e corpo
quando le dico 'ti amo' fa finta di non sentirmi
". A quei ricordi il mio cuore si strinse dal dolore. Nonostante lui me lo avesse detto, io lo vedevo chiaramente da come si comportava con la ragazza. Sapevo che era l'ultima persona che sentiva alla sera e la prima al mattino. Vedevo come la guardava. Notavo che i suoi gesti si addolcivano ogni volta che lei gli era vicina. Sapevo che era innamorato e basta. Povero Nick, da mesi lottava per conquistare il suo cuore e non solo il suo corpo, ed a me bastava una sola notte per avere entrambi.
"Eccoti sana e salva a casa!" esclamò Brian lasciandomi davanti all'appartamento. "Ti ringrazio di avermi accompagnata alla supervisione del lungometraggio
" sussurrai appoggiandomi alla porta. "Di nulla, Nick mi avrebbe ucciso se ti avessi lasciato andare da sola
" replicò sorridendomi. "Già
" annuii. "Buonanotte allora
" e chinandosi lievemente verso di me posò le sue morbide labbra sulla mia fronte. Il suo profumo mi rapì completamente e nonostante lottai con tutta me stessa, mi ritrovai a chiudere gli occhi ed a lasciarmi travolgere completamente da Brian. Si allontanò e non mi affrettai a tornare alla realtà. Tra noi due regnava il silenzio. Aprii gli occhi ed incontrai i suoi. Possibile che provasse i miei stessi sentimenti? Abbassò lo sguardo e prese dolcemente le mie mani nelle sue. "Se non mi chiedi di andare via adesso, probabilmente non riuscirò più a fermarmi
" sussurrò facendo un passo verso di me. "Io non voglio che tu vada Brian
" replicai morsicandomi lievemente il labbro inferiore. "E' sbagliato
" bisbigliò vicino alle mie labbra. Non provai nemmeno a controllarmi, chinandomi verso di lui, lo baciai dolcemente. Nulla era sbagliato. Tutti i pezzi del puzzle che stavo facendo da una vita intera, erano finalmente andati al posto. Le sue dita risalirono le mie braccia, per poi andare a perdersi nei lunghi capelli. Sospirò quando con la lingua mi inumidì il labbro inferiore per tutta la sua lunghezza come a chiedermi il permesso di entrare. Schiusi lievemente la bocca e le nostre lingue, finalmente si incontrarono. Mi appoggiò alla porta d'entrata e si spinse contro il mio corpo. Sentivo la sua virilità eretta nei pantaloni che premeva contro di me
Con mani tremanti dall'emozione iniziai a sbottonargli la camicia, ma allontanandosi brevemente da me, iniziò a baciarmi il collo sussurrando. "Entriamo in casa
" e cercando la mia mano, prese le chiavi. Gli istanti che ci servirono per entrare, furono i più lunghi della mia vita. Non appena richiusi la porta alle mie spalle, Brian mi fu nuovamente addosso. Mi sfilò lentamente la giacchina bianca che indossavo, facendo attenzione a sfiorarmi la pelle ed a provocare in me interminabili brividi di piacere. Lasciandola cadere senza cura per terra, con le mani prese i miei lunghi capelli e li spostò da un lato, avendo così un migliore accesso al mio collo. Tentando di ragionare, ma risultandomi quasi impossibile, continuai a slacciargli la camicia, per poi toglierla dalle braccia e lasciarla andare a terra a fare compagnia alla mia giacca. Guardai i tatuaggi sul braccio e gli accarezzai le spalle. Mi accorsi che ci eravamo mossi dall'ingresso ed eravamo arrivati fino alla mia camera. Mi sedetti sul letto ed il ragazzo si chinò per sfilarmi il top nero che stavo indossando. Mi guardò dolcemente e mi sorrise, inginocchiandosi ai miei piedi, slacciò il reggiseno e lo sfilò facendo una pausa di qualche secondo prima di fare altre mosse. Trattenendo il respiro, allungò lentamente le mani, fino a quando non mi sfiorò il seno
"Sei così bella
" bisbigliai spingendola lievemente per farla sdraiare sul letto. Sollevandomi lentamente, mi sdraiai su di lei, iniziando a baciarle sensualmente la pancia. Mentre i miei baci la solleticavano, le mie dita avevano trovato ancora una volta i suoi seni e le stuzzicavano dispettosamente i capezzoli. Inarcando la schiena, sussurrò senza fiato il mio nome. Era eccitante. Non mi ero accorto di quanto l'avessi desiderata fino a quel momento. Le mie labbra percorrevano la sua pelle risalendo sul suo corpo, su quel corpo che mi stava eccitando oltre ogni limite. Quando la mia parte inferiore venne a contatto con la sua, mi venne spontaneo spingermi contro di lei per farle sentire cosa era in grado di farmi. "Brian
" sussurrò nuovamente al mio orecchio mentre le sue mani mi accarezzavano la schiena per poi andare a perdersi nei miei capelli. Baciandole il collo, con le dita cercai il bottone dei suoi pantaloni e slacciandoglieli mi sollevai da lei per poterglieli sfilare lentamente. Con le dita agganciai anche l'elastico delle mutandine di pizzo nero e piano le tolsi tutti gli indumenti. I nostri occhi non si abbandonarono mai. Mi ritrovai a deglutire emozionato. Il mio cuore rimbombava sordo nel mio petto. Sensualmente mi sorrise e quando si sedette, si avvicino ed iniziò a baciarmi il collo, sfiorandomi il petto con le dita fredde. D'istinto ricoprii le sua mani con le mie. "Non avere paura
" sussurrai incontrando il suo sguardo. Scosse la testa e alzò il viso per catturarmi in un bacio che lasciò ben poco controllo in me. Allontanandomi da lei a malincuore, mi alzai dal letto, ma quando feci per slacciarmi i jeans, mi fermò. "Faccio io
" bisbigliò prendendo tra le dita il bottone. Quando mi slegò da quel indumento che nel frattempo era diventato così insopportabile, notai un sorriso d'approvazione quando vide che non indossavo biancheria intima. "Ultimamente i boxer sono diventati d'impaccio quando sono con te
" bisbigliai sedendomi sul letto. Appoggiandomi alla spalliera, le presi una mano e la costrinsi a risalire il mio corpo. Con i seni mi accarezzo l'erezione e mi ritrovai a gemere di piacere. Ma quando mi prese in mano, non riuscii più a trattenermi e chiudendo gli occhi, rivoltai la testa indietro e la lasciai libera di infondermi piacere
"Ti diverti senza di me Brian?" sussurrò lasciando andare la sua virilità . Strusciandomi contro di lui, mi resi conto di essere a cavalcioni sopra il suo corpo. Il suo viso era all'altezza del mio seno e quando mi prese in bocca, fu il mio turno di chiudere gli occhi e lasciarmi andare al piacere. Le sue mani avevano preso saldamente tra le mani il mio sedere. Le sue labbra risalirono il mio collo e quando arrivò all'altezza dell'orecchio sussurrò. "Ti voglio
" e senza aspettare una risposta da parte mia, mi abbassò con decisione sopra di lui. Lottando per tenere gli occhi aperti, notai la sua espressione mutare in estasi totale quando mi ritrovai intorno al suo corpo. Mi riempì completamente e mi morsicai un labbro per evitare di urlare il suo nome. Il suo sguardo incontrò il mio e con decisione mi tirò verso di lui mettendomi una mano dietro al collo. Il bacio che mi diede in quel momento fu completamente diverso da tutti gli altri. Era pieno di passione e di un bisogno quasi animale. Con il bacino mi fece capire di iniziare a muovermi e così, lentamente cominciai a torturarlo. Dopo qualche istante, con mia sorpresa, Brian invertì le posizioni, ritrovandosi così sopra di me
Mi guardò dolcemente e mi sorrise, poi iniziò a muoversi, con foga, con prepotenza. Le sue spinte erano quasi violente e dolorose, ma erano come un sollievo per la tensione che entrambi avevamo accumulato a rincorrerci per tutto questo tempo. Alzai lo sguardo su di lui e vidi come teneva gli occhi chiusi rapito dal piacere che provava. Nel momento in cui li riaprì e mi guardò, sentii l'orgasmo travolgermi e mi strinsi intorno al suo corpo. "Oh sì
" gemette lui e si spinse ancora di più dentro di me prima di lasciarsi andare sfinito sul mio corpo.
Ed ora ero lì
la guardavo dormire appoggiata sulla mia spalla, quando tutto quello che volevo fare era svegliarla ed amarla dolcemente come si meritava. Accoccolandosi di più a me, passò un braccio intorno al mio torace e mi abbracciò inconsciamente. Era così che Nick si sentiva ogni volta che faceva l'amore con lei
chiudendo gli occhi mi maledii
no, non potevo farcela e capii che dovevo fare una scelta. Sgattaiolando via da lei senza svegliarla, andai in bagno e mi buttai sotto una doccia calda.
Mi svegliai da quel meraviglioso sogno ed allungando un braccio verso l'altro lato del letto cercai Brian. Sobbalzai quando sentii il lenzuolo freddo accogliere la mia mano. Sedendomi e coprendomi con il lenzuolo, fui accolta da Brian seduto in fondo al letto, vestito con la camicia bianca ed i jeans che indossava la sera precedente, che con i piedi nudi appoggiati alla finestra, osservava malinconico il panorama. Il suo sguardo mi spaventò. L'allegria, così come la vivacità a la passione erano completamente spariti. "Brian
" sussurrai titubante. I suoi occhi azzurri e limpidi come l'acqua si posarono su di me. Sorrise a fior di labbra. Spaventata mi avvolsi ancora di più nelle coperte. Perché non era più nel letto con me? Speravo che una volta sveglia mi avrebbe preso nuovamente tra le sue braccia per fare l'amore
"Dobbiamo parlare
" sussurrai vedendo la sua espressione persa. Le mie parole la ferirono e subito cercai di controllarmi e di non tornare sui miei passi. "Certo Brian
" replicò Hannah cercando di sorridere. Respirai a fondo. I suoi occhi erano già lucidi. Non volevo farla piangere, ma sapevo che era inevitabile. "E' stato tutto uno sbaglio stanotte
" bisbigliai sperando che non mi sentisse. "Uno sbaglio?" ripeté incredula. "Sì
abbiamo ferito Nick
e nonostante io provi qualcosa di molto forte per te, non dovevo fare niente per fargli del male. Lui è arrivato a te per primo, lui si è innamorato di te e non voglio essere io la causa della sua ennesima infelicità
". Dissi alzandomi dal letto. Lei si inginocchiò tenendosi il corpo coperto con il candido lenzuolo bianco. "Ma io non amo Nick
io sono innamorata di te Brian
" replicò. Fermandomi sul posto nel sentire quelle parole, strinsi forte le mani a pugni. Provai a non tornare da lei, ma il mio cuore mi portava inesorabilmente verso la ragazza che mi porgeva il suo amore tra le mani. Mettendo un ginocchio sul letto, presi il suo volto tra le mani e posai le mie labbra sulle sue. La baciai con dolcezza ed amarezza, sapendo che quello sarebbe stato l'ultimo bacio che le avrei dato. La mia lingua incontrava dolcemente la sua, le sue morbide mani stavano posate sopra le mie. Allontanando le mie labbra, poggiai la mi fronte contro la sua. "Nick non ha mai sperimentato il vero amore
e con te ha la sua occasione. Vi ho visto insieme ed anche se la gelosia mi divorava so bene che siete perfetti l'uno per l'altra
so che tu lo puoi amare come merita
" sussurrai chiudendo gli occhi. "Ma io voglio stare con te Brian
" rispose prendendomi le mani e stringendole nelle sue. Le sorrisi, distanziando i nostri volti. "Non è il momento adesso
ma se per caso con Nick le cose non dovessero funzionare, io ci sarò
" bisbigliai giocando con una ciocca dei suoi capelli. Provai ad allontanarmi ma mi fermò. "No Brian
ma cosa fai? Non puoi sacrificarti
io non voglio farlo
" mi pregò. Sorrisi alla sua innocenza. "Io sto facendo la cosa giusta. Facendo l'amore con te stanotte, ho sbagliato, ho tradito la persona che considero mio fratello. Sto cercando di riprendermi per far sì che i sensi di colpa non mi divorino l'anima
". Provò ad interrompermi, ma mettendole la mano delicatamente sulle labbra la bloccai. "So che non siete una coppia stando ai tuoi desideri, ma lui ti tratta come la sua ragazza, ti ama come se tu fossi la sua ragazza
lo osservo guardarti e lo vedo cambiare. Guardo come i suoi occhi ti seguono in ogni movimento, come ti cerca in ogni istante e
" sospirai amaramente "
non posso fargli questo
se non fosse stato innamorato di te, non avrei avuto problemi, te lo giuro piccola, però
non è la cosa giusta
" conclusi. Mi allontanai da lei il più possibile ed abbassai lo sguardo. Non potevo guardarla piangere. "Ora devo andare
" bisbigliai raccogliendo la giacca da terra. "No Brian
aspetta
" implorò con la voce rotta dalle lacrime. Non mi fermai, non mi voltai, ma con il peso del mondo sulle spalle, mi avviai verso la porta e senza guardarla un'ultima volta, me la richiusi alle spalle e mi appoggiai ad essa. Ero triste. Avevo lasciato andare la felicità. Alzai gli occhi quando sentii la porta dell'ascensore.
"Dio Brian
che è successo? Appena sono sceso dall'aereo ed ho sentito il tuo messaggio, mi sono precipitato qui!" esclamò Nick guardandomi preoccupato. Il suo sguardo era troppo da sostenere. Abbassando gli occhi, lo oltrepassai senza guardarlo. La sua mano era già sulla maniglia della porta. "Brian?" mi chiamò quando non gli dissi nulla. Sapevo che mi guardava, che mi osservava, ma mi limitai a scuotere la testa e a lanciare un malinconico sorriso in sua direzione. "Ho sbagliato Nick
" dissi semplicemente e senza dargli il tempo di rispondere entrai nell'ascensore e scappai il più lontano possibile da quel posto.
Sentendo la porta aprirsi nuovamente, speranzosa, alzai gli occhi "Brian?" chiamai. Ma la persona che vidi all'entrata mi fece arrivare tutti i sensi di colpa che fin a quel momento non erano stati presenti. Nick mi osservò confuso, ma poi, riportando lo sguardo nel corridoio, nella sua mente tutti i pezzi caddero al posto giusto. Sospirando, entrò completamente e richiuse la porta dietro di lui. Lasciò lo zaino all'entrata vicino al trolley nero. Nascondendo il viso nelle braccia, continuai a piangere. Passarono dei minuti e Nick non disse nulla, lo sapevo che era entrato in camera, lo avevo sentito sedersi sul letto. Sobbalzai lievemente quando mi posò la sua giacca sulle spalle. Le sue mani restarono posate su di me e delicatamente iniziò a massaggiarmi il collo. Alzai il viso rigato dalle lacrime. "Perché l'amore fa così male?" chiesi guardandolo. Le sue mani mi abbandonarono, ma sentii il suo braccio passarmi intorno al collo e stringermi a lui. "Non lo so
ma con il tempo il dolore si affievolisce
ed impari a conservare ed assaporare ogni piccolo istante che hai con la persona che ami. Almeno è quello che succede a me con te
" confessò alzando le spalle. "Mi spiace Nick
io non voglio farti soffrire ma
" incominciai ma il ragazzo mi fermò. "Non preoccuparti
l'ho sempre saputo che ami Brian, ma la parte irrazionale di me era convinta di poter vincere
è una causa persa, però
" mi spostò i capelli dagli occhi e mi sorrise "Brian a non volerti è proprio un cretino
" bisbigliò sorridendo e baciandomi la testa. Annuii debolmente. Lui si schiarì ancora la voce e lo ascoltai "Anche se mi piacerebbe avere di più, io mi accontento di esserti amico
mi va bene anche restare fermi a quel brutto limbo in cui ci troviamo nella situazione di amici di letto
sono un po' masochista e mi faccio pena da solo, però
non voglio lasciarti sola a soffrire. Non devi soffrire se qualcuno non ti vuole, vuol dire che non sei destinata a stare con lui." Sussurrò. Le lacrime scesero nuovamente e mi ritrovai completamente tra le sue braccia. Nascondendo il viso nel suo collo mi chiesi come faceva lui ad attraversare tutto quello che stavo passando io, ogni singola volta che era insieme a me. Mi lasciò piangere per molto tempo. Non parlava, non tentava di consolarmi. Sapeva che non esistevano parole che mi avrebbero fatto stare meglio, ma il fatto che lui era per me un buon amico, riusciva a rincuorarmi. Quando mi calmai, mi chiese se doveva prepararmi qualcosa da mangiare mentre io mi facevo una doccia. Annuendo sorrisi debolmente quando mi scompigliò i capelli ed andò in cucina. Alzandomi e portandomi dietro le coperte, andai verso il bagno.
Non potevo amarlo. Potevo provare, ma so che non ci sarei riuscita.
Nick, dopotutto, non era Brian.
Fine