nient'altro che noi
Ultimi aggiornamenti. Oggi 12 Settembre 2008.

NIENT'ALTRO CHE NOI
Autore:Nicoletta
Protagonisti: Brian
Genere: PG
La storia e' completa?: SI
Categoria: Romantica
Trama: Rose vince un concorso e conosce Brian in un momento delicato della sua vita. Poi un imprevisto e tutto cambia radicalmente...
PRIMA PARTE
-Senti Brian così non va bene!
-Ma piantala Kevin, cosa ne sai tu?- disse con la faccia annoiata reggendo a malapena il telefono con la spalla mentre sfogliava le riviste del mattino.
-E' vero, non ho mai divorziato
ma anche io con Kris ho avuto un periodo di lontananza
ti ricordi? Quando non riuscivamo ad avere Mason?
-Tu, Kevin, non hai trovato il tuo migliore amico a letto con tua moglie nel tuo letto! Scusami se poco!
-Sai benissimo che Nick non lo farebbe mai!
-Eppure così è andata
-Hai parlato con lui?
-No
- ammise con un tono di voce molto triste: -Non lo sento o vedo da quando l'ho cacciato di casa a calci nel sedere. Ha provato a chiamarmi
e continua a farlo. Una volta ha provato dal cellulare di Alex
e mi scrive anche
-Brian, dagli almeno il beneficio del dubbio
io c'ho parlato e la sua versione
-NO, non mi fido della "sua versione"
fa di tutto per pararsi il culo e far veder che lui è il buono e io il cattivo
e mia moglie una poco di buono!
-Almeno piantala di fare stronzate in giro per l'America!
-Mi sembri il mio manager porca troia!
Kevin rimase interdetto. Brian non era uno facile alle parolacce: -Brian
vuoi che venga lì? Vuoi che torni con voi?
-Ma piantala! Vai per la tua strada e non preoccuparti
per fortuna adesso abbiamo questo break altrimenti sarebbe stato difficile avercelo sul palco di fianco senza potergli spezzare le gambe
-Bhe cugio
già hai dato
comunque se serve
-So dove sei
- senza aspettare un saluto lo liquidò :-Ciao allora Kev.
Attaccò la cornetta e chiuse il giornale. Non era affatto orgoglioso delle foto del servizio che lo ritraevano ubriaco in un bar di Las Vegas insieme ad una non meglio identificata biondina. Ma non poteva farci nulla. Un mese prima il suo mondo era crollato: aveva una moglie, una bella casa, un amico per cui dare la propria vita e che avrebbe fatto lo stesso per lui. E poi
uno stupido contrattempo
---
-Dannazione
Nick rispondi!!
Brian non riusciva a stare seduto mentre guidava la sua auto che andava ad una lentezza esasperante a causa della fitta pioggia e del vento che rendeva impossibile vedere più in là di un palmo. Doveva essere sul volo per Chicago ma arrivato in aeroporto aveva scoperto che la metà dei voli era stato cancellato. Anche quello di Nick per Los Angeles. E allora perché non rispondeva?
Buttò il telefono sul sedile di fianco al suo e si concentrò alla guida. Aveva provato anche a chiamare Leigh almeno 300 volte ma il telefono era sempre occupato.
-Mi faranno prendere l'infarto che non mi ha colto nel 98!
Arrivò nella casetta che aveva comprato qualche anno prima ad Orlando, appena fuori città. Erano le undici di sera passate. La luce della camera da letto era spenta. Affrettò il passo scendendo dalla macchina. Nonostante ciò arrivò al patio bagnato fradicio. Entrò e buttò l'impermeabile zuppo a terra. Salì le scale a due a due ed entrò in camera da letto chiamando la moglie e accendendo la luce.
Lo spettacolo che si trovò davanti non era quello che si era immaginato: Nick addormentato e almeno a prima vista nudo sotto le sue coperte e Leigh vicino a lui che però si svegliò di colpo sentendo quei rumori.
-Dio Brian!
-Leigh cos'è questa cosa?
Il telefono era spostato dal suo posto poiché Nick girandosi come un cavallo nel letto mentre dormiva, d'altronde come suo solito, l'aveva spostato.
-Non è come sembra
-Ah no?
-No
Nick
-Aspetta Leigh
- Brian si avvicinò al letto tolse le coperte e vide che almeno aveva la decenza di stare ancora in mutande. Gli prese un braccio e lo tirò a terra. Fu solo allora che Nick si svegliò.
-Cosa cazzo? Il terremoto!
Si contorse su se stesso fino a vedere Brian: -Ehi bro! Come mai qui?
Questo cadere dalle nuvole fece incazzare Brian oltre l'umano: -Brutto pezzo di merda
- disse trascinandolo fuori dalla stanza. Mentre veniva trainato fuori riuscì a prendere al volo solo i pantaloni e una scarpa.
Senza troppi complimenti Brian lo scaraventò giù per le scale mentre il biondino urlava. Si sentì un tonfo netto quando atterrò nel pianerottolo.
Brian rimase a guardarlo quasi pentito di averlo fatto: e se avesse sbattuto la testa? E se fosse morto? E se
I suoi pensieri furono interrotti da un'esclamazione: -Stronzo
- veniva, soffocata, dal ragazzo a terra. Alzò la testa: -Mi hai spaccato una gamba
-Ringrazia Dio solo quella
ora sparisci e non farti più vedere
-Ma vaffanculo Brian
- Nick cercò di rialzarsi ma la caviglia sinistra era poco collaborativa. Ancora a terra si infilò i pantaloni. Poi cercò di rialzarsi sul piede buono e saltellando uscì di casa sbattendo la porta. Brian aspettò di sentire il rumore dell'auto: per fortuna Nick aveva il vizio di lasciarla aperta e con le chiavi inserite. Se solo avesse provato a suonargli di nuovo gli avrebbe spaccato anche il naso.
(n.d.r.:le macchine usa possono essere guidate con il solo piede destro visto che non hanno frizione e hanno solo acceleratore e freno)
---
Da allora Nick aveva provato a chiamarlo almeno duecento volte, aveva parlato con Aj, con Howie e con Kevin sperando di creare un collegamento con lui ma niente, non aveva voluto sapere nulla. Non sapeva neanche come stava dopo la rotolata giù per le scale. E sinceramente? Non gli importava.
Il telefono squillò nuovamente e dall'ID riconobbe Mark, il suo manager.
-Cosa vuoi?
-Senti bello ora non è che perché il tuo mondo di fate e gnomi si è accartocciato devi rispondermi sempre male! Io ho divorziato almeno 3 volte eppure non faccio lo stronzo come te!
-Piantala, che vuoi?
-La casa discografica non ne può più di te
arrivano lettere e mail delle tue fans che si preoccupano
prima la rissa ad Atlantic City, poi le due sbornie, il quasi incendio che hai appiccato a casa, il ritiro della patente a Palm Beach, lo spinello
cazzo Brian si faceva a 15 anni! Le stelle del pop si fanno di eroina, cocaina, crack chiedi ad Alex no?
Cos'altro mi manca? Ah sì
la bicicletta che hai spaccato a quel bambino che aveva attraversato fuori dalle strisce con il commento all'agente di polizia "
era per la sua educazione"
senza parlare del piede di Nick
che magicamente si è fatturato in due parti il giorno dopo essere stato a casa tua e il giorno prima che tu iniziassi a comportarti così e non sappiamo se ritornerà a posto bene del tutto
ora capisco il divorzio
per te poi così cattolico e che hai sempre vestito con Howie i panni del bravo ragazzo della porta accanto
però ora stai esagerando!
Brian lo lasciò finire e alla fine disse :-Hai finito?
-Sì!
-Bene
- e riagganciò.
Dopo neanche 10 secondi un nuovo squillo: -Allora? Cos'altro?
-Ti propongono un concorso
uno di quelli per le fans
una serata con te. Uscita dall'hotel, sorrisi finti, abbracci, cena in un bel ristorante, poi ancora flash, sorrisi, la sganci in albergo e aspettiamo le foto di te con i panni da Bat-Brian, il bravo ragazzo della porta accanto che viene dal Kentucky
-Ahahaha scherzi vero?
-No
-No!
-Non puoi rifiutare
-E che mi fanno, mi stracciano il contratto e ci si puliscono il culo?
-Esatto
-Ma non possono
-Eccome!
-Tanto ho la mia carriera solista
se ne andassero a fare in culo quei quattro gay dei backstreet boys
-Ecco
neanche più l'etichetta cristiana ti vuole. Sei un pessimo esempio
-Che palle!- gridò esasperato: -Ok allora accetto!
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Il concorso era stato lanciato in fretta e furia e con tempi brevissimi tanto che dopo 20 giorni da quella telefonata Brian aveva già sulla scrivania la foto della prescelta.
-Mmmm è
normale
- sentenziò Brian.
-E' quello che cerchiamo Bee: una ragazza semplice, pulita, che non ha sogni nel cassetto tipo diventare cantante o attrice, che faccia la sua bella figura a livello estetico e che rialzi la tua reputazione
-Non lo so
io speravo una più provocante
-Bhe fattela andare bene, discorso chiuso ex-angelo dei Backstreet Boys
dopodomani sera la pollastra esce con te e prega Dio, se ancora lo fai, che sia il punto di svolta per tornare un pochino quello che eri prima!- chiuse il discorso Mark.
-Il Brian di prima è bello che morto
- si alzò uscendo dalla stanza pensieroso.
Alla fine del corridoio c'era il suo ufficio. Entrò e accese il computer. Mentre aspettava che si caricasse il sistema operativo si passò le mani nervosamente tra i capelli. Era la prima volta che rientrava in quella stanza dalla sera della litigata con Nick e con sua moglie
quasi ex moglie
scrollò le spalle per togliersi di dosso quei pensieri. Forse era meglio concentrarsi su altro!
Il computer era connesso direttamente ad internet. Cominciò a navigare nei siti a loro dedicati. Ce ne erano certi veramente aggiornati. Entrò nel forum dell'Heidy Carter Fan Fiction e lo trovò come al solito in piena attività. Dei quasi 2000 utenti ne erano on line qualche centinaio.
Ecco le sue fans
gente che il pomeriggio prima di mettersi a studiare passava a dire la propria sugli argomenti del giorno, oppure a scaricare qualche video e foto negli appositi thread. Qualcuno magari si ritagliava uno spazietto durante l'orario di lavoro, altre addirittura postavano alle 3 di notte.
Andò prima nella sezione riservata al gruppo. L'argomento hot era la loro ennesima pausa. Le fans si lamentavano perché prendevano troppi periodi di hiatus.
-Vagli a spiegare che abbiamo una sfiga allucinante
funerali, depressioni, alcolismo e droga, operazioni al cuore e manie di protagonismo da solista
Nel dire quella frase alzò lo sguardo al muro e incrociò gli occhi stampati di Nick: c'era una cornice con il suo cd
Now or Never e una dedica scritta con quella sua calligrafia da megalomane, grande e tutta pomposa.
"A Brian
questa è la primissima copia di Now or Never ed è tutta per te che hai sempre creduto in me
Ti voglio bene ragazzo! Nickers"
Cazzo se faceva male stare lontano da Nick. A proposito di lui, andò a guardare nella sua sezione e lì ancora ci si chiedeva come si fosse rotto il piede. C'erano le ipotesi più assurde. Una fan addirittura diceva che era successo per fare uno dei suoi giochi sessuali preferiti. Giravano voci sulla presunta misura fuori dal comune del suo pene e sul fatto che a letto fosse un vero maiale. Quando era piccolo Nick ci aveva riso su queste cose, ma crescendo,e vedendo che tutto sommato il suo pene era nella norma, ci era quasi andato in depressione. Poi un maiale a letto
ma quando mai? Nick era la persona più gentile e squisita del mondo e sotto le coperte era un amante dolce e comprensivo. Non era gay! Ma dopo 15 anni insieme ne sapeva abbastanza di tutti.
Finì il tour nella sua sezione. Le ragazze che lo preferivano agli altri tre erano molto arrabbiate per le scene che si vedevano in giro. E come dargli torto? E poi c'era il toto-scommesse sul volto della fortunata
Brian rise. Lui l'aveva già vista in foto! E forse lei adesso stava facendo acquisti per la giornata di dopodomani.
-Uffa
- sbuffò chiudendo il laptop: -
speriamo almeno che sia divertente!
---
-Signorina? È pronta?
-Sì solo un attimo
le forcine
- disse finendosi di sistemare.
-Come le dicevo noi la lasceremo sola e verrà direttamente Brian a prenderla. Quando scenderete nella hall ci saranno i fotografi. Cerchi di tenere gli occhi bene aperti altrimenti viene male e sorrida!
-Ho capito tutto
-Brian la farà accomodare sulla limousine. Aprirà lui lo sportello, lei non lo tocchi neanche. Lo farà piano così i giornalisti possono fare altre foto
e sarete soli fino al ristorante. Cenerete
non so lei quanto mangia ma sarebbe buona educazione non ingolfarsi di roba
-Mangio poco io!- protestò agganciandosi la catenina.
-Meglio
dicevo
cenate
qualche paparazzo sarà appostato
per cui anche lì, sorrisi
-Cheese
-Esatto
e poi la riporta in hotel. Finish
domattina volo per Kansas City!
-Ok
-Noi andiamo. Si diverta!
-Grazie Monique!
Finalmente sola Rose riuscì a rilassarsi. Da quando aveva messo piede a Orlando era stata comandata a bacchetta e non aveva potuto godersi quel momento fantastico. La sua migliore amica Pansy, Victoria per la precisione, aveva inviato per lei l'adesione al concorso e quando aveva scoperto di essere stata scelta aveva saltato fino al cielo.
Rose viveva a Kansas City, una cittadina di 150.000 abitanti il cui 90% era dedito all'allevamento, alla lavorazione della carne e alla vendita dei prodotti alimentari. Per la precisione lei abitava nella Kansas City del Kansas non del Missouri, anche se faceva poco la differenza. In casa erano lei e sua madre e non se la passavano affatto bene. Lavoravano tutte e due per una panetteria che però aveva chiuso con l'apertura dell'ultimo Walmart ed erano state licenziate. Questo avvenne 3 anni prima. Da allora solo Rose era riuscita a trovare un posto proprio in quell'odiato supermercato. La madre era caduta in depressione e i soldi dello stipendio non bastavano quasi mai tra affitto, bollette, cibo, mezzi pubblici e dottori e medicine per la mamma. Vincere quel viaggio era un modo per evadere, per dimenticarsi, anche se per poco, la miseria che la circondava.
La sua amica le aveva dato un vestito per la serata che però non era piaciuto ai manager di Brian, così in pochi minuti aveva dovuto sceglierne uno nuovo e un paio di scarpe in una costosissima boutique.
-Poco male
- disse sorridendo.
Si stava guardando ancora una volta nello specchio quando bussarono alla porta. Si alzò agitata e si stirò con le mani il vestito mentre andava ad aprire.
-Ciao, devi essere Rose
Brian era danti a lei più bello che mai.
-C
ciao sì
tu devi essere Brian?
Brian la guardò di traverso pensando: "Iniziamo bene
mmm però è carina
"
-Vieni, ci aspettano i giornalisti
- le disse sorridendole.
-Ok
- disse Rose uscendo e chiudendosi la porta dietro.
Percorsero insieme il tragitto fino all'ascensore in religioso silenzio e mentre scendevano Brian le ricordò di tenere gli occhi bene aperti e di sorridere.
Appena la porta si aprì mille luci entrarono nelle pupille della ragazza che, per quanto preparata, non si aspettava una cosa del genere. Guadagnarono la porta e Rose si fermò ad aspettare che Brian le aprisse lo sportello come preventivato. Rimase a fissare la lucente lamina della macchina nera mentre il suo accompagnatore l'aveva piantata lì per andare a salire dall'altra parte. A metà strada però si ricordò degli accordi e tornò indietro per aiutare la ragazza.
-Scusami
- le mormorò. Rose gli sorrise.
Chiuso lo sportello rimasero finalmente soli.
-Allora Rose
da dove vieni?
-Kansas City
-Missouri?
-No la parte del Kansas
-Mmm forse abbiamo fatto un concerto lì
-Sì
un paio di anni fa
-Eri lì? Siamo stati bravi?
-In realtà non ero lì
avevo un turno lungo di lavoro
- non poteva dirgli che preferiva morire che buttare 50 dollari per un concerto!
-Ah! Mi spiace
-Capita
-Mi dici qualcosa di te?
-Scusami sono molto emozionata e non riesco ad articolare bene le parole
poi la mia vita è talmente normale
-Un modo carino per dirmi di stare zitto?
-Oh no
scusami non era questo che intendevo
-Tranquilla tanto il ristorante è vicino
---
Come da copione al ristorante filò tutto liscio: sorrisi, frasi di comodo, poco cibo e poco alcool. Arrivò il momento di tornare in hotel e Brian si tolse un sassolino dalla scarpa: -Sai sei veramente una fan fuori dal comune
-E perché?- chiese incuriosita.
-Hai passato una serata con me e non mi hai chiesto praticamente nulla
adesso però in compenso io so un sacco di cose di te
-E tante non ne sai
L'autista li interrupe: -Siamo arrivati, non ci sono giornalisti signor Littrell.
-Grazie Alistar, puoi andare mi hanno lasciato la macchina nel parcheggio dell'hotel.
Lo chauffeur li aiutò a scendere, li salutò e andò via.
-Brian, grazie è stata una bellissima serata
-Posso chiederti chi è il tuo preferito tra noi quattro? Per caso Nick?
Rose rise :-No
tu perché?
-Mha
sei proprio una fan atipica
- e per la prima da quel giorno gli venne voglia di ridere di gusto. Lei lo seguì in quel momento di ilarità.
-Posso accompagnarti in camera?
Rose sobbalzò: -Non era compreso
non sentirti in dovere
-In realtà ne ho voglia
sempre che a te non dispiaccia.
In ascensore Brian la guardava sorridendo mentre lei si sistemava i vestiti.
-Quando sei nervosa fai sempre così?
-Così come?
-Toccarti i vestiti
-Ops
- sorrise: -Sì in effetti è una specie di tic
poi non ho mai avuto un vestito così bello
e non ci credo che potrò tenerlo!
-Certo che puoi così quando andrai alla prossima festa potrai indossarlo e penserai a me
-Oh, penserò comunque a te nei prossimi giorni
mi ci vorrà un mese per farmi passare l'euforia!
Arrivarono alla porta e Rose la aprì.
-Mi fai entrare?
-Brian
io
credimi
non c'è niente al mondo che vorrei di più di questo. Ma sono sicura che non è quello che tu vuoi. Ultimamente ti stai comportando in un modo che non è da te, come se qualcuno ti forzasse
-Ti assicuro, questo è il nuovo Brian, nessuno mi dice come comportarmi!
-Allora peggio! Prima mi hai detto che sembro una fan fuori dal comune e forse è vero
ma a me piace l'uomo che ho conosciuto dal 1995 ad oggi
non quello che sei diventato in quanto? Due mesi?
-59 giorni
-Mi spiace che il tuo matrimonio sia andato male
mi dispiace veramente, ma la vita non è tutta fiori e prati e cuoricini
credimi
i problemi vanno affrontati
non è sbattendo in faccia a tutti i tuoi vizi che ne uscirai fuori
non sei tu Brian
-Rose
-Ora devo andare
scusami se mi sono permessa di dire certe cose
non ti conosco affatto, magari sei sempre stato così
parlo solo per le cose che vedo. Ma di sicuro ti preferirei se tornassi la persona che eri prima. Buonanotte
Così dicendo lo lasciò fuori dalla porta.
---
-Dove cazzo sei stavolta? Devo aspettare domani per leggerlo su qualche quotidiano o me lo dici tu?
-Mark rilassati
sono a fare una vacanza!- rispose Brian.
-Avevamo un incontro di lavoro con il resto dei ragazzi
almeno 2 ore fa!
-Non ho voglia di rivedere Nick, parla tu per me
ci sentiamo!
Spense totalmente il telefono e si concentrò sulla strada. Girava già da un quarto d'ora per le strade di Kansas City alla ricerca del Walmart e finalmente lesse un cartello segnaletico.
-Trovata
Parcheggiò davanti ad una delle vetrate del grande magazzino, scese e chiuse la macchina con un bip. Aveva pensato e ripensato per giorni se quella era la cosa giusta da fare. E alla fine aveva vinto il sì: cosa c'era di male? Voleva solo rivederla una volta, poi sarebbe finita così come era iniziata.
Le parole che gli aveva detto davanti alla porta della sua camera all'inizio l'avevano urtato, in fondo rimaneva pur sempre una sconosciuta. Ma ragionandoci su le aveva trovate vere. Non si distaccavano tanto dalle critiche che in quel periodo gli facevano tutti: genitori, amici, manager, fans
-Uffa
- sospirò avvicinandosi all'ingresso.
Non fu difficile individuarla poiché era alla cassa. Entrò e prese al volo la prima cosa che gli capitò sotto mano senza nemmeno guardarla e si mise in fila per pagare. Aiutò persino una vecchietta a sistemare la spesa sul rullo della cassa, ma lei sembrò non accorgersi di lui.
Giunto il suo turno, Rose prese la merce e sorrise. Solo allora Brian vide che aveva preso un lubrificante per le parti intime.
Alzò lo sguardo per dire il totale: -Sono 15 dollari e 45 cents
BRIAN?- chiese allibita trovandosi davanti il ragazzo.
-C
ciao Rose
Rose guardò ancora il prodotto che aveva preso e poi lui. Non riusciva a capire bene la sua espressione perché si era camuffato per non farsi riconoscere.
-Non è quello che sembra
- sussurrò: -Possiamo vederci qui fuori?- le chiese dandole i soldi.
Lei chiuse lo scontrino e dandogli il resto aggiunse: -Tra un quarto d'ora, fuori ai tavolini
faccio pausa
-Ok a dopo
---
-Brian cosa ci fai qui?- gli chiese avvicinandosi a lui.
-Ero venuto a prendere questo
- le disse facendole vedere il flacone: -Non lo vendono dalle mie parti e mi hanno detto che per fare
sai quelle cose? Bhe è portentoso
Vedendo la sua espressione si tolse gli occhiali e la guardò con aria colpevole: -Sono entrato e ho allungato una mano a caso
non avevo idea di quello che avevo preso
Rose gli sorrise: -E allora come mai qui se non per quel portentoso lubrificante?
-Per te
-Brian, Brian
va a finire che ci credo
-Rose, voglio passare un po' di tempo con te
parlare, passeggiare, andare a farci una nuotata in piscina
-E' novembre
-La piscina al coperto
-Ho passato una bellissima serata la scorsa settimana e sono venuta discretamente in foto
- ammise: -Tutti mi hanno fatto i complimenti
e poi la tua reputazione è salva no?
-Diciamo che da quella sera mi sono dato una calmata
ed ho ancora un lavoro
-Sono contenta
-Ho voglia di staccare da tutto e da tutti e l'unica persona che mi è venuta in mente sei tu
fammi restare
-L'America è un paese libero
- sorrise.
-Lo so ma se tu fai finta di non conoscermi che ci sto a fare io nel Kansas?
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SECONDA PARTE
Fu una lunga settimana per Brian e Rose. Lui aveva trovato posto in un albergo in periferia e ci rimaneva chiuso tutto il tempo quando non stava con lei.
Aveva scoperto che Rose veramente era una ragazza speciale: facevano lunghe passeggiate, giri in barca quando Brian ne affittava una, poi cinema e ristoranti. Era tutto perfetto. L'unica cosa che stonava era il fatto che lei non lo avesse ancora fatto entrare in casa. Ma se fosse rimasto qualche giorno in più era sicuro di riuscirci!
Era un sabato e Brian stava finendo di vestirsi. Aveva organizzato un pic nic in un vicino parco che aveva visto arrivando a Kansas City. Il telefono squillò e dovette rispondere per forza: -Ciao Mark!
-Se i giornalisti non ti hanno trovato allora ti stai comportando bene!
-Sono da Rose
-Immaginavo
una settimana il telefono off
Brian mi sono permesso di fare qualche ricerca su di lei
-Senti Mark perché mi devi rovinare tutto? Cosa hai scoperto? Che in realtà è una pornodiva?
-No
però
-Allora niente però
no aspetta
non dirmi che Nick si fa pure lei
-Brian, piantala
semplicemente non è una ragazza con cui puoi uscire!
-E perché?
-Ti ha detto che la madre è una malata mentale?
Brian rimase interdetto: -Noi
non abbiamo parlato della madre
-E' in depressione ma sembra uno di quei casi disperati
-Ok magari non mi ha detto questa cosa
per me l'importante è che non divida il suo letto anche con Nick
-Mi sono fatto una chiacchierata con il suo medico per telefono
-COSA HAI FATTO? Sei uno schifoso!!- si infervorò.
-Brian cerco di tutelarti e di non farti prendere altre fregature! Ci ho parlato stamani per telefono
sembra che lei e la madre se la passino davvero male economicamente
e quasi la metà del suo stipendio va per i dottori e per le medicine della madre
il dottore le ha consigliato, guarda caso proprio poco prima di partire per incontrarti, di cercare una clinica per malati come lei perché non migliorerà mai più
inoltre sono in arretrato di almeno 6 mesi con l'affitto
ma la padrona di casa non le caccia perché le fanno pena
-Cosa vuoi dire con questa storiella?
-Svegliati! Con te ha trovato una gallina d'oro Bree
magari all'inizio non l'aveva pensato
ma adesso che tu le sei caduto tra le braccia
in te vede
niente più problemi con l'affitto, una clinica per la madre, una vita da star visto che tra l'altro viene pure bene in foto
-N
o
- sussurrò Brian: -Non è come dici tu
-Fa come ti pare Signor-son-tutti-buoni ma sappi che ci stai prendendo un'altra palata in fronte
-Mark devo andare ok
ti chiamo poi
ciao.- così dicendo attaccò il telefono rimanendolo a guardare per qualche minuto in silenzio.
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-Brian, grazie per questo pic nic meraviglioso
- gli disse sistemandosi tra le sue braccia. Erano seduti su una splendida collina verde e guardavano il sole iniziare la sua discesa verso l'orizzonte.
-Ci mancherebbe Rose
grazie a te per questa magnifica settimana
-Oggi però ti sento un pochino strano
è successo qualcosa? Qualcosa magari di cui vuoi parlare?
-No
anzi sì
c'è una cosa che non ti ho detto
-Dimmi
- gli disse sciogliendo quell'abbraccio e rimanendo seduta davanti a lui per poterlo ascoltare con più attenzione.
-Ti ricordi la storia di mia moglie? Bhe in realtà attualmente della mia ex moglie
Rose annuì.
-Il nostro matrimonio è finito perché l'ho trovata a letto con il mio migliore amico
Nick
-Mi dispiace Brian
- la sua faccia era realmente dispiaciuta.
-E non è tutto
dalla rabbia ho scaraventato Nick giù dalle scale
-Cosa?
-Hai capito bene
-Hai rischiato di ammazzarlo
-In effetti me ne sono reso conto dopo
solo che lui si è svegliato e mi guardava con quell'aria innocente
come se non fosse successo nulla
e non c'ho visto più
-Brian ma sei sicuro di quello che dici? Sembrerò ripetitiva
ma non vi conosco bene eppure mi sembrava che tu e Nick avevate un ottimo rapporto
è moralmente impossibile che lui ti abbia mentito e preso in giro in questo modo
-Sembra che il passatempo preferito di tutti quelli che mi conoscono ultimamente sia proprio quello di mentirmi
anzi no
quello di non raccontarmi tutta la verità
-Parla con lui Brian se non l'hai fatto
-No, non l'ho fatto
-Un'opportunità si da a tutti no? Anche piccola
-Ora la do a te un'opportunità
io sono stato sincero rivelandoti cose che forse solo io, Nick, Leigh e un altro paio di persone sanno
tu hai qualcosa da dirmi che io non so?
-Non mi sembra
- gli sorrise Rose.
-Sei sicura?
-Certo
-Ok dai torniamo a casa fa freddo
Il viaggio di ritorno fu silenzioso interrotto solo dalla musica dello stereo. Rose non riusciva a capire cosa gli era preso ma non voleva forzare tropo la mano. Forse doveva stare zitta sul conto di Nick e suo
Arrivarono al posto dove di solito Brian la lasciava dopo essere usciti insieme. Lui la guardò: -Rose
questa settimana con te è stata magnifica
-Lo è stata anche per me Brian
grazie
di cuore
-Mi piaci molto sai?
-Da
davvero?
-Sì
anche Nick mi piaceva molto
certo in un altro senso
- sorrise: -
ma questo mio sentimento non è stato ricambiato da Nick e non lo è da te
-Brian scusami
ma cosa stai dicendo?- chiese confusa.
-Aveva ragione Mark
stai aspettando che penda dalle tue labbra per fregarmi
Rose impallidì: -Non ti seguo e mi stai spaventando
chi è Mark? Il tuo manager?
-Ha parlato con il medico di tua madre e con la persona che vi affitta casa
se avevi bisogno di soldi non avevi che da chiederli
ne ho molti
Le porse una busta che lei meccanicamente prese.
-Cosa hai fatto? Hai fatto curiosare un estraneo nei miei fatti privati?- adesso la sua voce era carica di collera: -E cos'è questa busta?
La aprì e dentro vi era un assegno a lei intestato di 15.000 dollari.
-E' per l'affitto e per la clinica per tua madre
magari starà meglio
ora ti prego
vattene
Rose era diventata rossa dalla rabbia: -Pensavi che una come me ti stesse vicino solo per i soldi Brian? Guarda cosa ne faccio dei tuoi soldi
Davanti ad un incredulo Brian la ragazza stracciò l'assegno.
-Ma
Rose non te ne faccio un altro!
-Non voglio i tuoi sporchi soldi
ok? Non voglio nulla della tua vita di merda Brian
fatta di persone false e ipocrite
d'altronde come te
è vero non me la passo bene e se vuoi saperlo non abito in questo quartiere
abito al quartiere dopo, a due chilometri da qui
ma non volevo che vedessi la misera casa dove vivo e che vedessi mia madre
non è una compagnia per un ragazzo d'alto rango come te
l'ultima volta che ho portato un amico per sbaglio gli ha tirato dietro la tazza del te
piena! Era questo quello che volevi vedere di me? Mi vergognavo
non era un modo per estorcerti denaro
ma tu alla gente non dai possibilità
neanche a Nick l'hai data
figuriamoci a me, un'estranea!
-Nick si è scopato mia moglie!
-Magari l'ha fatto!- urlò. Poi ritrovando la calma: -Magari no
ma non lo saprai mai perché non glielo hai chiesto
come non saprai mai se io veramente tengo a te
Con le lacrime che le scendevano sulle guance Rose uscì dalla macchina sbattendo lo sportello.
---
Finì di sistemare i maglioni puliti nell'armadio e si mise seduto ai piedi del letto.
Era stremato da tutto questo pensare: da quando aveva lasciato Kansas City sentiva un vuoto. Lo stesso vuoto di quando aveva lasciato andare sua moglie e il suo migliore amico.
Andò al comodino e dal primo cassette estrasse una foto di lui e Nick abbracciati.

Non riusciva a spiegarsi come era riuscito a fargli questo alle spalle. Quella foto risaliva a 2 giorni prima della scoperta. Tutto sembrava tranne che un abbraccio di Giuda. Quel suo essere goffo quando dimostrava affetto era sincero. Così come la sua faccia meravigliata quando lo aveva svegliato nel cuore della notte. Nel suo letto. Con sua moglie. E se Rose avesse avuto ragione? E se l'evidenza non combaciava con la verità? Si buttò sul letto e per la prima volta da quel giorno pianse. Senza neanche accorgersene, poco dopo, sprofondò in un sonno calmo e tranquillo come mai nell'ultimo periodo e sognò... Leigh, Nick e Rose.
---
La mattina successiva Brian era riposato e si sentiva benissimo, cosa positiva visto che aveva intenzione di fare una telefonata molto importante.
Si fece una doccia fredda al volo e prese un caffé. Voleva aspettare che si facessero almeno le 12.30, sapeva che se lo avesse disturbato troppo presto lo avrebbe preso di cattivo umore. Ma dopo aver spolverato la sua scrivania, messo a fare la lavatrice e sistemato la camera non riuscì più a trattenersi.
Prese il portatile e compose il numero che sapeva a memoria e che conosceva ormai da 15 anni.
Una voce rotta dal sonno rispose: -Chiunque tu sia
sappi che ho visto l'orologio
per cui non tentare di fregarmi dicendomi che sono le 11
Brian sorrise: -Hai ragione
sono solo le 9.15
scusa!
Ci fu una pausa lunghissima di silenzio tra i due. Brian non aveva molto da dire perché non sapeva se Nick voleva sentirsi dire altro. Lo lasciò metabolizzare questa cosa.
Fu proprio quest'ultimo a riprendere la parola: -Guarda
- Brian lo sentì trafficare sul letto. Molto probabilmente si stava mettendo seduto: -
forse hai sbagliato numero
questo è il mio
cioè di Nick
Kaos
insomma io
se vuoi quello di Howie è 5589632 mentre Aj è 69875541
quello di Kevin non me lo ricordo a memoria visto che l'ha cambiato da poco ma se mi dai tempo di capire da che parte del letto sto te lo cerco sulla rubrica del cellulare
-Grazie Nick, ma so per certo di non aver sbagliato numero. Cercavo te
-Senti
non prendertela per favore
posso richiamarti tra 5 minuti?
-Sì
-Sei a casa?
-Sì
-Quale casa?
-Quella di Orlando
-Ok
quella che mi porta fortuna
- sussurrò quest'ultima frase: -
dai ti richiamo
Brian attaccò il telefono. Non era andata malissimo, poteva reagire molto peggio. Stranamente di sentiva nervoso, con Nick non aveva mai provato questo stato d'animo. Forse perché sapeva, o meglio sperava, di stare dalla parte del torto. Una cosa era certa
doveva andare! Corse alla porta prendendo le chiavi di casa e della macchina e uscì.
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Il cancello della casa di Nick era aperto e Brian scrollò le spalle. Non riusciva a fargli entrare in testa che doveva chiuderlo sempre. Era per la sua sicurezza, non per essere pesante alla Kevin-sono-bravo-in-tutto. Entrò e glielo accostò.
Arrivato alla porta stava per suonare quando sentì la voce dell'amico urlare. Anche non volendo si mise ad origliare visto che probabilmente era proprio al telefono fisso vicino all'ingresso principale.
-E poi ti dico anche che sei uno stronzo! Hai capito? Prima mi chiami e dico
mi svegli pure! Io ti dico che ti richiamo e te sparisci! Dovevo darmi una svegliata cazzo! Non potevo reggere una telefonata con te così
assonnato! Mi ero andato a mettere sotto la doccia! Stronzo un'altra volta! Mi ci hai fatto credere ok? Quando ho sentito la tua voce mi è preso un colpo! Ero così felice
ora ne ho la certezza che sei proprio un gran figlio di puttana Brian! Potevi almeno accendere il telefonino no? Così te le dicevo in faccia queste cose! Bastardo!
Il ragazzo aveva origliato abbastanza e un po' divertito suonò il campanello.
-Ringrazia Dio che hanno suonato alla porta! Pezzo di merda che non sei altro! Ma tanto ti becco sai
dove scappi te la graffio quella Lexus del cazzo
In quel mentre aprì la porta senza però degnare di uno sguardo la persona che aveva suonato.
-
e te le buco tutte e 4 le ruote! Anzi pure quella di scorta
ti stacco il fascione
ti disegno il fantabosco sul cofano
ti spacco il lunotto con una spranga! E alla fine ti ci do fuoco! C'ho già la tanica della benzina
Fu solo allora che sentendosi osservato Nick si girò trovandosi davanti Brian.
Brian constatò che l'amico era in piena crisi di pianto: era paonazzo in volto e le lacrime gli scendevano dagli occhi da sole. Aveva ancora il piede fasciato da una evidente benda bianca e si sentì morire per quello che gli aveva procurato. Nick invece appena lo vide si azzittì rimanendo con la cornetta all'orecchio e la bocca socchiusa in una espressione di stupore mista alla vergogna. Si passò la mano libera sul naso per tirar via il mocciolo.
Brian gli sorrise: -Ho pensato che facevo prima a venire visto che tu eri in casa e abitiamo ad un quarto d'ora di distanza
-Aspetta
sono al telefono
- gli disse.
Brian rispettò la cosa e rimase fuori dalla porta.
Nick si girò di spalle cambiando totalmente tono di voce: -Senti può darsi che io abbia un attimo esagerato
per cui
prendi questo messaggio così come viene
facciamo così
come uno scherzo ok? Non ti arrabbiare quando lo senti
sai che io tendo un po' a ingrandire le cose e ad essere un po' teatrale
ora sei qui
dietro di me per cui
vabbe dai
ci sentiamo tra poco
Attaccò il telefono respirò un paio di volte a fondo e poi si girò.
-Scusa, ho lasciato il telefonino a casa
- iniziò Brian.
-Non c'è problema
-Ero venuto per parlare
-Non per menarmi?
-No
vengo in pace
- gli disse tendendogli la mano.
Nick allungò la sua: -Ok
- e gliela strinse.
Solo quando il contatto fu ben saldo tra i due, si accorsero che Nick gli aveva dato la mano sporca di muco.
Da rosso peperone che era imbiancò in volto: -Cazzo! Scusami
-Tranquillo
penso di meritarmelo
- sorrise Brian.
-Non l'ho fatto a posta
-Lo so
mi fai entrare?
-Sì
-Mmm Nick? Posso lasciare la macchina lì fuori
o rischio di trovarla in cenere
Nick si fece largo tra l'amico e la porta e cercò con lo sguardo la Lexus di Brian. Era sotto alla palma alta.
-Naaaa
lì va bene
se l'avessi messa più fuori forse
ma li sta bene!
Brian seguì Nick in salone.
-Io vado a lavarmi le mani in cucina
se tu vuoi sai dov'è il bagno
-Grazie
Quando Nick tornò, Brian era già lì che osservava le cose sparse tra il divano e il tavolinetto: bende, ghiaccio sciolto, pomate varie, bustine di antidolorifici e sacche per contenere i cubetti freddi.
Nick seguì il suo sguardo e affrettò il passo zoppicando verso la zona salotto. Prese la ciotola del ghiaccio che ormai era acqua e passò una mano sul tavolino buttando tutto quello che c'era sopra lì dentro.
-Scusa, ho avuto una festa e non ho fatto in tempo a pulire
Stava ritornando verso la cucina quando Brian gli strappò di mano il tutto: -Vai a sederti, ci penso io.
Dopo qualche minuto era di nuovo lì e andò ad accomodarsi vicino a Nick.
-Ti fa molto male?- gli chiese indicando con la testa il piede che il ragazzo aveva nel frattempo allungato sul tavolinetto.
-No, è quasi passato
-Perché allora prendi ancora gli antidolorifici?
-Perché sono al sapore di arancia
sai che adoro l'aranciata!
-Nick
mi spiace
Fu come una lancia quella frase nel suo cuore. Abbassò lo sguardo e le lacrime tornarono a scendere sulle guance.
-Nick guardami
per favore
L'amico alzò lo sguardo e Brian gli passò una mano sulle guance.
-Sembriamo due gay
- disse Nick con la voce alterata dal naso chiuso.
-Già
spero non ci siano paparazzi in giro
altrimenti sai che prima pagina
i Backstreet Gay
Sorrisero.
-Sono venuto per sentire la tua versione
se ti va di dirmela
Nick annuì: -Brian non c'entro nulla
non so come sono finito nel tuo letto
ricordo di essere tornato a casa tua perché il mio aereo non partiva
e non mi andava di stare solo con quella bufera
sai quanto odio ste cose
ero fradicio perché mi ero perso la macchina nel parcheggio dell'aeroporto
di solito la metto al livello -2 ma quella volta l'avevo lasciata fuori
almeno così ricordavo
-E alla fine dov'era?
-Al livello -2
- dissero in coro. I soliti Frick & Frack.
-Mi ha aperto Leigh dicendomi che non aveva notizie di te per cui era probabile che eri partito
mi ha detto di entrare
mi ha fatto spogliare e mi ha dato un plaid per coprirmi
abbiamo bevuto un po' di vino. Ero a stomaco vuoto
mi girava la testa
lei mi ha fatto stendere sul tuo letto
e poi mi ricordo di essermi svegliato con te che urlavi e mi tiravi per un braccio
Brian non posso giurare al 100% di non aver combinato nulla
ma se l'ho fatto non ero in me
-Sai cosa c'è Nick?
L'amico lo guardò con timore. Brian continuò: -Siamo amici da 15 anni
abbiamo diviso ben altro che un pochino di mocciolo su una mano
-In effetti mi ricordo anche di averti vomitato addosso un paio di volte
-Quattro
-Sono debole di stomaco! Lo sai!- disse sulla difensiva.
-Sei un fratello Nick per me, non mi stancherò mai di dirtelo
-
il fratello minore che non ho mai avuto
- anche stavolta parlarono in coro, ma Nick gli stava facendo il verso.
-Nick
io sono serio!
-Scusa è che l'ho sentita un sacco di volte sta storia
-Lo so che sono poco credibile visto che ti ho scaraventato giù dalle scale
-Bhe anche quel coso lì della bibbia
Aronne
-Che ha fatto Aronne?
-Ha ucciso il fratello!
-Nick, erano Caino e Abele
CAINO e ABELE
la tua istruzione ha delle lacune enormi!
-Mmmm scusa
-Comunque dicevo
ti credo
e mi dispiace di non averti creduto prima
-Davvero?
-Certo
scusami Nick
-Ammazza, ce n'hai messo di tempo
persino Howie stavolta ti ha battuto sul tempo e mi ha creduto subito
è questo che mi ha ferito
non la doppia frattura al piede
-So che me lo merito ma non farmi sentire una merda ogni 5 secondi
Nick alzò le mani in modo di scuse: -No era per dire
non era per sottolineare l'evidenza
-Uffa
grazie ancora!
-Ehi però che coda di paglia
Brian rise e inaspettatamente lo abbracciò. Nick all'inizio rimase rigido ma poi si sciolse in un abbraccio e mentre stava lì gonfio per l'affetto che provava per Brian gli disse: -Non farlo più però
-Cosa scaraventarti dalle scale?
-A parte questo
non mi metterò più a portata di mano vicino ad una rampa
ma non farlo più di non credermi Brian
non farei nulla per ferirti
-Ti voglio bene Frack
-Anche io Frick
Si sciolsero dall'abbraccio e rimasero seduti a fissare il muro davanti a loro.
-Hai visto un fisioterapista?
-Ancora no
-E che aspetti? Che venga a suonarti a casa?
-Perché non girano porta a porta come per le enciclopedie?- ghignò Nick.
-Sei unico
-E' per questo che mi adori e non puoi vivere senza di me
-Hai ragione
- ammise Brian sorridendogli con affetto.
-Bree?- fece Nick con quel suo classico tono lagnosetto.
-Che c'è?
-Che ti ha fatto cambiare idea?
-In che senso?
-Cosa ti ha spinto a venire qui oggi dopo due mesi
-Intanto mi mancavi
-Grazie Frick!- gli diede una gomitata nella pancia bonariamente.
-Prego Frack! E poi ho conosciuto una ragazza fantastica
quella dell'appuntamento al buio
-Ho visto le foto
carina assai!
-Nick non ci provare
-Ho detto solo carina! Sei proprio suscettibile oggi!!- incrociò le braccia fingendosi offeso.
-Comunque è una ragazza, a parte molto bella fisicamente intendo, ma semplice, diretta e mi fa così ridere! Ha la battuta giusta al momento giusto
poi però quando siamo seri riesce a farmi vedere le cosa da diversi punti di vista
e mi ha detto che meritavi una seconda possibilità
-Già l'adoro questa!
-Mi ha detto che dovevo almeno darti il beneficio del dubbio
in realtà me l'ha strillato sbattendomi lo sportello in faccia perché mi sono comportato come un idiota
e poi a te Leigh non è mai piaciuta
-Ultimamente fai più casini di tutti quelli che ho combinato io in 15 anni di carriera
-Aspetta però
non ho fatto un reality show con mio fratello io
-Uffa
proprio non ti è piaciuto
-No
dai alzati
-E dove mi porti? Al Mac?
-Alle 11 di mattina? No ti porto dal fisioterapista che ha rimesso in piedi Kevin qualche anno fa
non è possibile che dopo due mesi ancora non poggi bene 'sto piede
-Ti senti in colpa eh???- sorrise Nick ruffiano dandogli delle piccole botte col gomito.
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Howie e Aj parlottavano in sala prove. Erano lì già da un'oretta e sia Nick che Brian avevano il cellulare spento.
-Secondo me si sono ammazzati
-Ma piantala Alex
non si vedono da mesi
e poi speriamo che se si pestano di nuovo lo fanno qui davanti a noi! Io tifo Nick!
-Eccolo l'angioletto dei Bsb
ti salva solo quella gran faccia da culo che hai! E comunque 100 dollari su Nick! Non è da lui prenderle due volte di fila
-Non è da lui? Scherzi? Con Mandy le beccava tutti i giorni
-Hai ragione
- disse Aj mettendosi i 100 dollari in tasca e tirando fuori un pezzo più piccolo: -Allora 20 dollari che ne prende poche
I due si guardarono e scoppiarono a ridere.
-Cosa vi ridete si può sapere?
Nick strappò di mano i soldi ad Aj: -Grazie Jee, paghi tu la colazione?- disse posando sul tavolo una busta di ciambelle.
Brian era dietro di lui e portava il caffé per tutti.
-Ehi Nickers
ci devo mettere la benza
ridammi quei soldi?
-Stai facendo il morto di fame con me amico? Naaaa non ci riesci mi spiace!!
Nel frattempo Howie era rimasto a bocca aperta con una mano sulla guancia a guardare Frick e Frack che si passavano i 20 dollari che Aj cercava di riprendersi.
Alex vide la faccia dell'amico: -Howie cazzo come sei brutto! Ma che hai visto?
-Stai
giocando con Frick e Frack
-Puoi articolare meglio la frase
sembri ritardato
- saltò afferrando al volo i soldi. Howie non gli rispose ma indicò un punto dietro le sue spalle. Aj si girò e dalla paura saltò due passi più lontano: Nick e Brian sorridevano e stavano abbracciati!
-Cos'è uno scherzo?
Brian: -Ebbene no
backstreet's back
alright
- canticchiò.
Ricevette di rimando uno schiaffetto sulla nuca da Nick: -Che palle Bree sempre le stesse cose! Dai mettiamoci a lavoro
- ma lo disse sorridendo si vedeva che era felice come una pasqua!
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Erano passati più di 3 mesi dalla riconciliazione e i ragazzi stavano finendo di registrare le ultime tracce del nuovo cd. Nick aveva acconsentito ad accompagnare Brian in sala poiché doveva incidere i suoi cori in alcune canzoni. Dopo il lavoro si ritrovarono a casa di Nick a bere una birra.
-Uaaaaa- ruttò Nick dopo il primo sorso: -Magnifica la birra ghiacciata!
-Concordo Frack!
-Ehi ci vediamo un filmetto insieme? Magari rimani a dormire qua
domattina abbiamo le incisioni in gruppo
-Perché no, tanto non c'ho niente da fare!
Si lanciarono sul divano e accesero la televisione. A quell'ora non c'era molto da vedere, neanche a pagamento. Così annoiati a morte dal film che avevano selezionato, si ritrovarono a parlare della sessione di lavoro della giornata e dei loro fatti privati.
-Breeeee?
-Dimmi Niiiiiiiick!
-Non mi hai più aggiornato sulla questione "Rose"
-Bhe non ti ho detto nulla perché non l'ho più sentita!
-E posso chiederti perché?
Brian spense la tv e si rigirò per guardare Nick: -Non ci siamo lasciati benissimo
-Ma se parlavate di me? Non potete esservi lasciati male se l'argomento ero io!- gli sorrise incoraggiandolo a tirare fuori il problema.
-Mi sono fatto convincere da Mark che lei mirava solo ai miei soldi
ti ho raccontato la storia della madre no?
-Sì
e tu c'hai creduto?
Brian annuì.
-Così dopo quel pic-nic le ho offerto 15.000 dollari
-Non mi avevi detto che le avevi dato dei soldi
-Lo so
me ne vergognavo
- abbassò la testa.
-E fai bene! È da puttana sta cosa Brian!
-Infatti lei ha strappato l'assegno
ma la cosa più dura è stato reggere il suo sguardo
era così ferita
-E ci credo!
-Aveva gli occhi pieni di lacrime e la mascella rigida
sai quando cerchi di non dire quello che pensi? Ecco così
ed è lì in quel momento che mi ha convinto a darti un'altra possibilità. Quando mi ha detto che non avrei mai avuto la certezza di quello che era successo se non ti avessi dato la possibilità di dirmelo
e così on avrei mai saputo quanto lei teneva a me
-Senti Bree io non la conosco per cui prendi quello che dico con le pinze
ho una certa esperienza con chi tenta di approfittarsi di noi che abbiamo avuto fortuna nel mondo dello spettacolo
non ti avrebbe mollato
ti avrebbe chiamato duemila volte
lei invece è sparita
non pensi che sia ora che vai a chiedere anche a lei qualcosa?
-Ho appena divorziato Nick
non posso reggere un'altra delusione
almeno per ora.
-Bree hai detto che sembrava cotta di te!
-E io di lei, ti assicuro Nick!
-E allora cosa aspetti? Che venga ferragosto?
-No
-Che i ghiacci si sciolgano?
-Certo che no
-Che il buco dell'ozono si decida ad aprirsi del tutto o a chiudersi definitivamente?
-Mmmm Nick mi stai spaventando
-Che facciano santa mia madre?... ok forse questo è un paradosso
-Nick, ho paura lo capisci?
-Bhe allora continua a vivere nella paura! Io me ne vado a dormire
Brian lo guardò sparire da solo e si sdraiò sul divano e mormorò: -Perché mi trattano tutti male?
---
-Che dirai agli altri?
-Che sei stato male stanotte e non riesci a dire tre parole senza vomitare
Brian abbracciò Nick : -Ti devo un favore
-Sta tranquillo che te lo chiederò indietro!
Brian salutò l'amico e si mise in macchina per raggiungere Kansas City.
Il viaggio sembrò durare pochissimo, ma questo solo perché il ragazzo aveva una voglia matta di vederla. Parcheggiò nell'ormai noto Walmart della zona e si precipitò dentro senza neanche avere l'accortezza di coprirsi con un cappello e degli occhiali. Molte ragazze lanciarono dei gridolini di sorpresa. Lui sentiva di essere chiamato, ma non voleva girarsi: il suo unico obiettivo erano le casse.
Rimase deluso quando, passandole tutte in rassegna, non trovò Rose.
Girava lo sguardo a destra e sinistra cercando qualche indizio di lei. Alla fine una ragazza catturò la sua attenzione: -Br
Brian?
Lui si girò a guardarla.
-Ciao
sono Pansy
Victoria
una amica di Rose
-Pansy
Rose mi ha parlato di te. Dov'è adesso?
-Mi dispiace Brian, si è trasferita
è andata via proprio ieri
-No
non può essere
me l'avrebbe detto
mi avrebbe chiamato
-Mi spiace
non vuole sentirti nominare
- poi si guardò intorno e vedendo un capannello di gente gli suggerì: -Senti andiamo fuori ti va?
Brian la seguì senza protestare.
Erano in macchina da qualche minuto e Brian sorseggiava il caffè che Pansy era andata a prendere nel bar vicino.
-Perché è andata via?- Finalmente chiese.
-Brian purtroppo Rose non è più quella che conoscevamo
-In che senso
-E' cambiata moltissimo
-Ma sono passati neanche tre mesi, che metamorfosi avrà mai fatto
-Appena te ne sei andato si è chiusa in sé stessa
non voleva parlare o vedere nessuno. Andava solo a lavorare e poi tornava a casa ad occuparsi della madre. Io pensavo di averle fatto qualcosa
poi un giorno finalmente si è decisa a parlarmi
mi ha detto quello che hai fatto
la storia dell'assegno e di quanto si sentiva umiliata
-Pansy
è stato uno stupido errore..
-A cui avresti potuto rimediare qualche giorno dopo
e invece l'hai lasciata andare
dopo circa un mese è arrivata una lettera. Lo zio di Rose è un famoso uomo d'affari di New York, dirige una grande catena di hotel a Manhattan. Aveva rinnegato la famiglia per vecchi screzi. Ma purtroppo è morto giovane. Aveva 58 anni. Non si era sposato. Non aveva figli. Così alla sua morte, all'apertura del testamento
Rose si è ritrovata miliardaria.
-Cosa?- chiese stupito.
-Hai capito bene
ha lasciato la città
adesso vive in un attico a Time Square, sua madre vive con lei ed hanno un'infermiera che sta tutto il giorno a tenerle compagnia.
-Bhe ma Rose
è Rose
sarà sempre lei
perché ne parli così dispiaciuta?
Pansy sorrise: -Da quando ha saputo di quell'eredità è diventata cinica
a volte passando per la strada faceva finta di non vedermi
e quando è partita, ieri appunto, non è neanche passata a salutarmi
aveva ragione quando diceva che i soldi non danno la felicità
-Io
- balbettò il ragazzo: -
Pansy mi spiace
non avrei dovuto trattarla in quel modo
-Hai di che dispiacerti Brian
non mi frega nulla se la tua vita fa schifo
ma non avevi il diritto di trattarla come una prostituta e come una poveraccia
- Pansy iniziò a piangere.
Brian l'abbracciò continuandosi a scusare: -Pansy
mi spiace
e sai anche perché? Perché se adesso la mia vita fa meno schifo di prima, lo devo solo a lei
---
Brian era stato a New York tante volte, la conosceva come le sue tasche. Giunto al Merriott a Time Square prenotò una stanza, lasciò i bagagli e si fece un giro della piazza. Non c'erano molti posti dove alloggiare: tra Toys'r'us, Hard Rock, Virgin, Hernst&Young e altri locali commerciali c'erano giusto tre edifici abitabili. Fecola posta alla piazza per tre giorni di fila, alla fine il quarto
Sorseggiava un caffè appoggiato ad una palina dei taxi quando arrivò una limousine bianca. Si fermò accanto all'Hard Rock, non distante dalla sua posizione. Il conducente scese e andò ad aprire lo sportello. Brian si ritrovò a fissare una Rose completamente diversa: indossava un abitino molto succinto ed un giacchino di pelle bianco molto aderente. I capelli erano stati sistemati da mani esperte e, quando tirò su gli occhiali da sole firmati, notò che anche il trucco era molto pesante. Coronavano la scena un paio di tacchi a spillo. Stentava quasi a riconoscerla se non fosse stato per lo sguardo: era sempre lo stesso, quello dell'ultima volta che l'aveva vista. Era dolce ma allo stesso tempo triste. I lineamenti del viso sembravano invece più duri.
Brian fece qualche passo e la chiamò: -Rose
Sentendo il suo nome la ragazza si girò e sussultò. Si ricompose all'istante: -Mi spiace non ho tempo per te
ho altro da fare
- il suo tono di voce non lasciava posto a repliche.
Brian però la rincorse: -Aspettami Rose, sono venuto per parlarti
Rose rise in maniera sguaiata fermandosi a guardarlo: -Adesso vuoi parlare Brian? Non ho nulla da dirti
ho più soldi di te
posso pagare la clinica a mia madre
-Ti prego Rose
è stato un equivoco
-Non è stato un equivoco Brian
hai detto quello che pensavi
-Rose
- le disse trattenendola per il braccio. Con uno scatto lei si liberò della presa: -Lasciami Brian o chiamo la security
Detto questo lo lasciò sul marciapiede a guardarla andare via.
---
-Ragazzi ma cos'ha Brian? Ancora il vomitazzo?- chiese Aj.
-Macchè
- disse Nick rigirandosi la matita tra le dita: -Rose
-L'ha scaricato?- chiese Howie: -Perché io non so mai nulla?
-Perché quando ho voglia di raccontare i cazzi degli altri stai sempre a cinguettare con Leigh!
-Ehi Nick
non rosicare
ti rovina i denti!
Nick fece finta di non aver sentito quel commento di Howie anche se lo fulminò con gli occhi e aggiunse: -Comunque sì
gli ha dato il bidone
-Lui a lei o lei a lui?- chiese sempre il povero Howie.
-Secondo te genio?- controbatté Alex.
-Ragazzi dobbiamo salvare BRok!
-Nick noi già salviamo i delfini, gli alcolizzati, i malati di lupus, quelli di aids, i terremotati, gli uraganati
e che cazzo, ma la Terra la dobbiamo salvare noi?- disse Aj sbattendo la sua partitura sul pianoforte.
Howie si mise a ridere: -Per fortuna che non sei così stronzo come ti mostri!
-Il piano è questo
vado a New York, parlo con quella stronza e voi tenete sott'occhio il pupo
- disse indicando con la testa Brian che stava dall'altra parte della sala, seduto sulla sedia con la testa sul tavolo.
---
L'incontro con Rose fu peggio che una visita alla Casa Bianca. Nick fece anticamera per due giorni di fila e se non fosse stato per Brian si sarebbe alzato e l'avrebbe riccamente mandata a quel paese.
Ma alla fine riuscì a vederla. Aspettava in piedi nel salottino quando lei entrò.
-Nick?
-Sì
- disse girandosi.
Era davvero di una bellezza particolare: -Scusami se ti ho fatto attendere così tanto
-Non fa nulla
-Ho avuto da fare in questi giorni con i miei avvocati, Brian ti avrà detto che prima ero una morta di fame no?- disse quest'ultima frase con un tono di sfida.
-Rose, Brian non ti ha mai definita così
-Senti devo uscire
vuoi venire con me? prendiamo un caffé, mi dici cosa ci fai qui e ci salutiamo ok?
-Va bene
Scesero in strada dove li aspettava una limousine e lei chiede al conducente di portarli da Dean & DeLuca.
Nel locale ordinarono due shaker alla fragola.
-Nick cosa ci fai a New York?
-Sono venuto a parlarti di Brian
La ragazza rise: -Povero te
adesso fai anche da intermediario
-Non me lo ha chiesto lui
-Adesso ha saputo che sono ricca e ho l'ok del suo manager per uscire con lui?
-Rose quando è venuto a cercarti non sapeva nulla di questa storia
è stata Pansy a mandarlo a New York
lui ti ama
-Nick, sinceramente
Brian non ama nessuno
ha la testa sulla sua ex
io sono solo un giocattolo
che prima non andava bene perché ero povera e avevo una madre schizzata
adesso vado bene perché sono ricca e mia madre è ben seguita
- mise una mano su quella di Nick e gli si avvicinò: -Credimi
non ne vale la pena, tornatene a casa e dì a Brian che non voglio sentirlo nominare mai più
Così dicendo gli sfiorò le labbra con un bacio e se ne andò.
---
Il ritorno a Orlando non fu di quelli sperati. Infatti appena mise piede in casa proprio trovò Brian ad aspettarlo con una faccia che non prometteva nulla di buono.
-Ehi buddy! Come stai!
Brian gli si avvicinò minacciandolo con un giornale ripiegato: -Nick sta storia che tu non sai mai un cazzo inizia a rodermi
-Cosa ho fatto adesso?
L'amico gli porse il giornale: c'era lui che entrava in limousine con Rose, loro due da Dean e DeLuca che parlavano, lei che rideva e alla fine lei che lo baciava.
Nick divenne bianco in volto: -Non è come pensi te lo giuro su Dio!
-E se non è come penso
che ci facevi a New York? Pensavo fossi a Los Angeles
-Ecco
sono andato lì per incontrare Rose
-Lo vedo!
-Brian sono andato lì per parlare di te
mi ha fatto aspettare due giorni e poi mi ha portato a prendere il caffè. Capisco che dopo la scena di me e tua moglie a letto tu sia rimasto un po' colpito
tra l'altro vorrei ricordarti che con tua moglie non c'ho fatto nulla
ti giuro Brian sono andato lì per te perché ti vedevo a pezzi
Brian sospirò: -Nick
lo sai che ti credo
solo pure tu cazzo! Ti metti in queste situazioni
dimmelo prima no?
Nick ghignò e disse titubante: -S
sorpresa!!!
Brian rise: -Ti odio!
-Lo so
comunque queste foto
è come se avesse organizzato tutto
sono stato a NY per 5 giorni e guarda caso non ci sono foto mie in tutto il web
neanche su Live Daily
e lo sai che quelle ne sanno più di me sui miei cazzi
-In tutti i sensi Nick
hai letto il post sulle tue misure?
Nick avvampò: -Brian almeno tu risparmiami no
e comunque è come se avesse pagato un paparazzo per farlo stare al posto giusto al momento giusto
A Brian tornò in mente il discorso che aveva fatto con Rose sulla fiducia, sul dare una possibilità. Guardò Nick e quest'ultimo quasi si spaventò: -Ehi che c'hai
mi mette paura quello sguardo
ci sono scale nelle vicinanze?- chiese girandosi a destra e sinistra.
-Nick
- gli saltò in braccio e lo baciò sulle labbra.
Appena Brian si fu staccato ritrovò l'amico che quasi piangeva e ripeteva: -Non sono gay non sono gay non sono gay
.
-Grazie sei un amico
- gli urlò dietro Brian scappando verso la macchina:-
e tranquillo ai giornalisti glielo confermerò io che non sei gay!
Epilogo
Era una giornata fredda a New York e Brian dovette tirarsi su il bavero del cappotto. Era nell'atrio da circa un'ora e aspettava di vedere Rose. Non sapeva neanche se era in casa oppure no
ma non se ne sarebbe andato senza averle detto quello che provava.
Finalmente verso le otto vide arrivare una mercedes nera. L'autista aiutò a scendere la ragazza che ringraziandolo si avviò verso casa.
-Rose
Nel sentire il suo nome, alzò lo sguardo: -Ancora tu Brian?- gli chiese cercando di passargli oltre. Ma stavolta lui la bloccò: -Per favore
non voglio che tu mi rivolga la parola
sono io che devo dirti qualcosa
-Senti fai presto perché mia madre mi aspetta per la cena
-Avevi ragione Rose
su tutto
sono circondato da gente ipocrita
Rose sorrise: -Hai visto le foto di Nick e me?
Brian le restituì il sorriso: -Lo sai meglio di me che hai architettato tutto per mettermi alla prova
Nick non lo farebbe mai
La ragazza lo guardò stupita.
-Sono un po' duro a capire certe cose, ma so che l'hai fatto per me
sarai contenta di sapere che non ho rotto l'altra gamba a Nick, anche se per qualche momento lui ha pensato il contrario
gli ho dato la possibilità di spiegarsi e siccome gli voglio bene ho creduto in lui
ora Rose
credimi se ti dico che mi sono innamorato di te
-Sono ricca ora Brian
-Ero innamorato di te da prima
avevo sempre te nei miei pensieri dal giorno successivo al concorso
sono venuto a cercarti
ma ero confuso
Mark non doveva mettere bocca tra di noi e nella tua vita privata
Toccando quel tasto Brian aveva toccato anche la sensibilità della ragazza che sommessamente iniziò a piangere.
-Vuoi che lo licenzio Rose? Lo faccio
anche adesso
- disse prendendo il telefono.
-Mi basta un tuo cenno
mi dispiace anche di averti offerto dei soldi
non dovevo
sono stato sconveniente
ma adesso sta a te darmi un'altra possibilità
darmi la possibilità di farti vedere che il Brian che hai conosciuto dal 1995 ad oggi c'è ancora
ora te lo chiedo Rose
ci tieni a me?
Rose fu colta totalmente alla sprovvista da quella domanda e tra le lacrime annuì leggermente con la testa.
Brian si avvicinò e l'abbracciò: -Vuoi darmi una seconda possibilità?
La ragazza cercò l'incavo della spalla di Brian e lì rimase fino a quando i singhiozzi non si furono calmati.
-Penso di amarti Rose
La ragazza sorrise: -Penso di amarti anche io Brian
-Ok, qualcuno mi ricordi perché siamo qui?- chiese Aj fumando.
-Per supportare Brian!- gli risposero in coro Nick e Howie.
-E piantala di fumare!- lo riprese Howie stracciandogli la sigaretta dalle mani.
-Howie
- disse Aj con calma: -Quando fai così sei proprio gay
-Chi è gay?- chiese Kev arrivando di corsa trafelato: -Allora come va?
Ncik gli passò il binocolo: -Le solite cose tra innamorati
si stanno baciando
Kevin, dall'altra parte di Time Square, guardò attraverso l'apparecchio e sorrise felice.
Aj intanto disse: -Comunque il gay è Howie
Kevin: -Ah ok storia vecchia
no perché qualcuno mi ha detto che un altro backstreet boy è diventato gay e si fa baciare dagli amici
-PIANTATELA NON SONO GAY!- urlò Nick.
Una signora anziana passava lì davanti e si fermò a guardarlo: -Lo spero per te giovanotto!- disse allontanandosi.
fine