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nickstar cartertica

Ultimi aggiornamenti. Oggi 14 Maggio 2009.


Nickstar Cartertica

Autore: Zaffiro
Protagonisti:Nick Carter e l'equipaggio della nave "Battlestar Galactica"
Genere: PG
La storia e' completa?: SI
Categoria: Crossover / Fantascienza
Trama: Il corpo di Nick, membro dei Backstreet Boys, è stato recuperato da un drappello di soldati appartenenti all'equipaggio della nave “Battlestar Galactica”. Questi vuole ricambiare il favore, combattendo a fianco dei suoi salvatori contro il nemico. Ci riuscirà?

Nick imparò presto a conoscere la nave col nome di “Battlestar Galactica”. Era il minimo che potesse fare, dato che era stato salvato dal suo equipaggio. C'erano dei giorni, però, in cui non era certo di doversi sentire riconoscente nei loro confronti, sebbene sapesse che l'avevano salvato in buona fede.
La nave era appena atterrata su un pianeta sconosciuto per fare rifornimento. Aveva viaggiato a lungo e vissuto diverse avventure, ma non era ancora giunta alla nuova terra promessa: la Terra.
Almeno su questo era d'accordo con gli altri, anche se per lui significava tornare a casa, terra promessa o no... Come facevano delle persone che professavano la fede in più divinità a credere al concetto di una terra promessa? Era stato Mosé a guidare il popolo ebreo verso una nuova patria: questo racconto era uno dei capisaldi del cristianesimo, il credo monoteista per eccellenza. A proposito di Mosé, Nick non sapeva decidersi se attribuirne il ruolo all'Ammiraglio Bill Adama, che comandava la nave, oppure al Presidente Laura Roslin: entrambi confidavano di raggiungere la Terra, ma non sembrava che, non appena avessero scorto il pianeta promesso, sarebbero sopravissuti più a lungo.
Peccato che Brian non vivesse con lui quest'esperienza, anche se era stato lui a volere così. Il suo corpo era stato rinvenuto, ma molto tempo prima. La moglie e il figlio non erano stati ibernati assieme a lui, e forse non li avrebbe rivisti mai più: questa circostanza lo aveva indotto a passare dalla parte del nemico. Nick sorrise amaramente al pensiero che, la prossima volta che avessero incrociato le loro strade, avrebbe dovuto combatterlo, forse ucciderlo.
Tante cose erano cambiate, e non solamente il suo migliore amico. Le stelle per lui erano rimaste le stesse. Naturalmente, nascono e muoiono in continuazione, però Nick le guardava, e provava lo stesso senso di pace. Come se fosse un bambino che aspetta di essere abbracciato dalla madre... anche lei morta. Probabilmente l'avrebbe rivista, ma era più probabile che ciò non sarebbe mai accaduto. Era meglio crederla morta per non illudersi troppo, ma se un giorno l'avesse ritrovata, beh, non sarebbe stato un male. Lo stesso discorso valeva anche per tante altre persone, tra amici e parenti. Un tempo li vedeva quasi tutti i giorni, a meno che non fosse in tournée: era naturale che all'epoca non avrebbe mai pensato che un giorno gli sarebbero mancati tanto.
Nell'attesa, il ragazzo aveva deciso di darsi da fare più che poteva, così sarebbe riuscito a rientrare stanco morto nel posto che gli avevano assegnato e dormire un sonno senza sogni. Eppure non era ancora riuscito ad addormentarsi per più di due ore a notte, e in quel breve lasso di tempo gli incubi continuavano sempre a perseguitarlo, sebbene avesse la vaga consapevolezza che quelle visioni mostruose gli davano un'idea, almeno in parte, di come fossero andate le cose prima dell'ibernazione. Solamente nell'esercito riusciva a non pensare ad altro che al presente, e doveva farlo di continuo, altrimenti un giorno si sarebbe fatto ammazzare. Va bene che così quei pensieri l'avrebbero lasciato in pace, però...
Nick aveva scelto di ripagare il debito contratto con Adama diventando un soldato, perché non gli era sembrato il caso di riprendere il suo mestiere precedente. Naturalmente, nei momenti di tregua, se veniva invitato a far sentire all'equipaggio della “Galactica” qualche canzone del suo pianeta natio, raramente si tirava indietro. Aveva deciso, però, di imparare qualche canzone in voga che potevano conoscere anche gli altri, perché se avesse cantato un brano facente parte del proprio repertorio o di quello dei Backstreet Boys, il gruppo in cui militava tempo fa, subito dopo avrebbe aperto un portellone a caso e si sarebbe fatto risucchiare nello spazio, poiché nutriva dei seri dubbi sulla sua sopravvivenza al di fuori della nave.
La missione di oggi era trovare un posto dove far rifornimento di carburante. Meno male che si trovava assieme ad altri soldati, perché lui era l'unico novellino di tutto il drappello. Nick si affrettò a ringraziare mentalmente Lee “Apollo” Adama, il cocco di papà (ma non troppo), che gli aveva dato la possibilità di partecipare a questa missione, anche se con riserva, perché era convinto che in questa occasione, non sapeva ancora come, si sarebbe fatto valere come un nuovo acquisto con i controfiocchi, nella lotta contro i cosiddetti cyloni.
Costoro erano di solito dei cosiddetti “tostapane”, ma che erano, di fatto, dei robot, ed erano quelli che erano stati addestrati ad affrontare in battaglia. Purtroppo, questi robot si limitavano ad essere macchine per uccidere, seppur pericolosissime, perché i veri nemici erano i cosiddetti “lavoretti in pelle” vale a dire dei cyloni dalle sembianze umane, decisamente più difficili da riconoscere. Una madre, un fratello, perfino una moglie poteva essere in realtà un cylone. Nick non legava ancora molto bene col resto dei soldati, ma sapeva già la storia di Helo, un umano che si era legato a una donna cylone, Boomer (oppure Numero Otto... di quale serie, non l'aveva ancora capito). I due avevano poi avuto una bambina, Hera. Un cylone dalla parte degli umani: l'eccezione alla regola, a quanto pareva, anche se ancora oggi non tutti concordavano sulla sua bontà.
E non mancavano all'appello neanche gli umani alleati con i cyloni. Anche senza scomodare Brian, il ragazzo aveva imparato a considerare tra i nemici sopratutto un certo Gaius Baltar che, in veste di Presidente, aveva firmato un ordine di esecuzione, condannando a morte centinaia di persone. Chissà se avrebbe mai avuto il tempo di approfondire questa questione con l'ufficiale Tigh: dopotutto, costui aveva perso un occhio, e in seguito la moglie, per colpa dei cyloni. D'altro canto, ad avvicinare quell'uomo, Nick correva il rischio di finire sparato nello spazio, e non era tanto un modo di dire. Per il momento, gli sarebbe stato molto più conveniente sopravvivere… A un tratto, la tensione si diffuse in tutta la sua squadra. Si sentirono nuovamente dei rumori sospetti tra i cespugli. Poi lo sguardo del ragazzo fu attirato da una luce rossa. Gli occhi di un “tostapane”! Neanche ai cyloni doveva piacere la solitudine, perché poco lontano un altro robot stava perlustrando la zona...
Soldato: - Frack! Dei cyloni! Presto, nascondiamoci!
(Frack?)
Nick: - Chi mi chiama?
Soldato: - Non dicevo a te!
(Frick e Frack?)
Nick: - Ma mi hai chiamato...

(Fr...?)
Nessuno riuscì a mettere in salvo il ragazzo, tantomeno a spiegargli che il termine “frack” era un'esclamazione colorita in uso nell'ambiente militare della “Galactica”. Dunque, non aveva nulla a che fare con qualunque cosa pensasse lui (naturalmente tutti ignoravano quale fosse il suo vecchio soprannome). I cyloni, nel frattempo, individuarono ben presto il drappello e aprirono il fuoco, sterminandone tutti i componenti, in modo rapido ed efficiente, come solamente i robot sapevano fare.
Adama forse avrebbe mandato un'altra squadra, oppure no, ma questo ormai non avrebbe più avuto importanza, almeno per Nick, che fece appena in tempo a rimpiangere di non essere stato trasformato, un “lavoretto in pelle”, ammesso che ci si potesse trasformare in uno di loro, prima di essere ibernato. Gli era stato spiegato che se un cylone rivestito di pelle umana, in caso di morte, avrebbe potuto resuscitare in un corpo assolutamente identico, dopo qualche minuto. Poi il ragazzo morì e, poiché gli stava passando tutta la vita davanti, risolse il mistero su cosa gli fosse successo prima di essere stato salvato dall'equipaggio della “Galactica”. Questo non gli avrebbe servito a nulla, però, perché nessuna rivelazione è mai stata d'aiuto a un cadavere.

FINE