LUI E LEI
Non sapeva proprio perché si era fatta convincere ad andare a vedere il concerto dalla prima fila. Lei stava bene dietro alle quinte, dove poteva osservare
osservarlo. Il suo posto era là, nel backstage, insieme agli altri, a mandare avanti il concerto. Ma si era ritrovata così sotto pressione da parte delle altre ragazze e dai Boys stessi, che non era più riuscita a dir loro di no. Era strano
Non aveva mai visto un loro concerto così da vicino, non aveva mai notato da dietro le quinte quanta passione ci mettesse lui nell'eseguire le sue canzoni. Non poteva, però, lasciarsi andare. Non voleva far vedere quanto la influenzasse. Lui non era nulla per lei. Era solo un bel ragazzo e si erano ritrovati a lavorare insieme. Però
era dura resistergli quando lui era così tremendamente dolce. Era difficile rimanere indifferenti quando le rivolgeva così tante attenzioni. Lei capiva che non poteva essere vero, che i segnali che stava leggendo dovevano essere sbagliati. Lui non poteva essere interessato. Lei era una semplice aiuto stilista, non aveva nulla di particolare in grado di attirare le attenzioni di un cantante famoso, adorato da milioni di ragazze in tutto il mondo; una parte di quelle stesse fans che in quel preciso istante andavano in visibilio per lui. Lui che su quel palco cantava e ballava intrattenendo il suo pubblico.
Allora perché aveva la sensazione che si stesse esibendo solo per lei? Perché pareva ogni volta che i suoi occhi cristallini si alzassero, incontrassero i suoi color del cioccolato?
Era riuscita a non cadere nella sua trappola, ma bastava un solo, semplice concerto per far cedere le sue difese contro quel biondino in cerca d'amore? Amore che lei non era in grado di dargli, perché non era pronta a soffrire, a dividerlo con il mondo
non era pronta ad innamorarsi di lui. Ci fu il cambio d'abiti e sapeva bene che ora avrebbe indossato quella maglietta rossa che aveva scelto personalmente per lui. Gliela aveva vista indosso tante volte, ma ora appariva diversa. Avrebbero cantato My Beautiful Woman e tutto ad un tratto si rese conto che non avrebbe dovuto trovarsi lì.
Si alzò dal suo posto per andar via, ma Leigh la trattenne. "No. E' stato lui a volerti qui
non negargli il piacere di cantare per te, vuole solo farsi notare
". Così, fece l'unica cosa possibile in quel momento: si risedette al suo posto, ma si costrinse a tenere gli occhi bassi. Non poteva rialzarli, non doveva. Ma lo fece. E si spaventò quando vide il suo sguardo. Il suo cuore iniziò a battere in una maniera irregolare come accadeva solamente quando era al suo fianco. La passione ed il desiderio trasparivano da quegli occhi che erano così gentili e giocherelloni. Quelle due orbite che spesso erano lo specchio della sua anima. Si preoccupò all'istante; il suo cuore era turbato per il semplice fatto di riuscire a leggerlo così bene. Come era possibile? Lo aveva sempre evitato, non lo aveva mai fatto avvicinare, non lo trattava neppure come un semplice amico. Quando erano in compagnia di altre persone, era l'unico momento a cui non opponeva particolare resistenza alla sua presenza. Anche quando lavorava tentava il più possibile di stargli lontano, ma spesso la stylist la mandava ad occuparsi di lui. Tentava, però, di mantenere sempre un rapporto professionale anche se le riusciva terribilmente difficile non reagire quando lo toccava per prendergli le misure. Quando erano così vicini, sentiva il suo caldo respiro sul viso, il suo profumo inebriarle i sensi. Era in quegli attimi che si ritrovava ad alzare lentamente lo sguardo fino ad incontrare quelle rosee labbra che sembravano invitarla a baciarlo. Quegli occhi poi
quegli occhi l'avevano tenuta sveglia tante notti da quando lo aveva incontrato. Occhi così dolci, così azzurri
occhi che sembravano conoscerla così bene ed allo stesso tempo la studiavano e memorizzavano ogni suo piccolo dettaglio. Occhi che spesso non riusciva ad incontrare talmente erano intensi.
Ma perché lo respingeva?
Le urla eccitate delle ragazze la svegliarono dai suoi pensieri e se lo ritrovò davanti a ballare, a muoversi in modo così sexy. La maglietta rossa ormai sudata rimaneva attaccata al suo corpo. Il suo viso era tutto arrossato per via delle sforzo e del movimento ed il sudore bagnava i capelli ed attaccava la frangia color del grano alla fronte. Si sentì arrossire non appena notò nuovamente l'attenzione del ragazzo su di lei. Non era la solita, dolce attenzione che lui le rivolgeva, ma era l'attenzione che un ragazzo volge ad una ragazza quando la desidera e la vuole, come un bisogno fisico da soddisfare. Ed i suoi occhi riflettevano questo bisogno.
Ed il concerto finì. Lui sparì nella nebbia alzando le braccia in segno di vittoria e permettendo ai suoi tatuaggi di vedere la luce. Non fece neanche in tempo a sospirare lieta che quella tortura fosse finita, quando Rachel la prese per mano e la trascinò verso il backstage. Alcune fans la guardarono male e capì il perché. Era lì, in compagnia delle altre backstreet's girl e lui aveva messo in scena uno spettacolino niente male solo per lei, di sicuro stavano tutte pensando che fosse la sua nuova conquista.
"Vai a prendere i vestiti di Nick!" esclamò la sua capa passandole vicino con alcuni abiti di scena. "E' in camerino!". Sospirò profondamente e sorrise alle altre ragazze e con forzata non-chalance, si diresse nella tana del lupo.
Bussò brevemente dopo aver preso il coraggio a due mani e messo da parte l'agitazione. "Avanti!" replicò lui dall'altra parte. Aprendo lentamente la porta, lo trovò in piedi davanti al frigorifero, mentre bevevo una bottiglietta d'acqua. Le fece un sorrisetto, che lei si ritrovò a ricambiare impacciatamene. Abbassando gli occhi si rese conto che il ragazzo era solamente in boxer bianchi e sopra indossava ancora la maglietta del concerto. "Scusa ma non mi sono ancora cambiato
" disse lui riponendo l'acqua. "Se mi dai cinque minuti vado a farmi la doccia e ti do tutti i vestiti
". Raccogliendo i jeans scuri, lei si ritrovò a replicare "Passo dopo Nick, non c'è fretta!" e girandosi su sé stessa fece per andarsene. A grandi passi, lui si avvicinò e la trattenne dolcemente per un braccio. "Perché mi ignori? Perché fai di tutto per evitarmi? Credi che io non sia spaventato quanto te?". Lei teneva ancora lo sguardo basso. Non poteva, non doveva. "Guardami
" bisbigliò lui accarezzandole il viso. "Mi spiace
" replicò lei e velocemente corse fuori chiudendosi la porta alla spalle.
Si appoggiò ad essa e sospirò pesantemente. Perché? Perché lo temeva tanto? Perché lo faceva soffrire, respingendolo ogni volta?
Senza pensarci spalanco la porta dalla quale era appena uscita e lo vide mentre sorpreso alzava gli occhi su di lei. "Cosa
" ma non lo fece parlare, gli si avvicinò e tirandolo lievemente per la maglietta sudata si ritrovò tra le sue braccia. Lo strinse cingendolo dal collo e facendolo abbassare lievemente permise alle loro labbra di incontrarsi per la prima volta. Se lui rimase sorpreso da quel gesto, non lo diede a vedere e subito ricambiò quel bacio tanto atteso e sperato. Lei lo sentì sospirare e notò come un braccio le cinse immediatamente il corpo, mentre con l'altra mano a tentoni cercava la porta per chiuderla. La lasciò sbattere senza ritegno e poi si abbassò ancora di più verso la ragazza per poterla baciare meglio. Chinò lievemente la testa da un lato per far sì che il loro contatto diventasse ancora più intimo e senza esitazione lasciò scivolare la sua lingua dentro la bocca della ragazza.
Sì, era questo che voleva
questo che voleva dalla prima volta che aveva parlato con lei.
Le mani le scivolarono sulle spalle larghe e accarezzarono i bicipiti, prima di risalire ed andare a perdersi nei capelli impregnati di sudore.
Lui si ritrovava a far scorrere le mani su tutto quel corpo che aveva a lungo desiderato; prima erano in quelle morbide onde e le toglievano il mollettone con cui li teneva raccolti, successivamente scendevano e le accarezzavano la schiena, i fianchi ed infine arrivavano sul sedere. Aprendo bene le mani lo accarezzò e poi con una lieve spinta la prese in braccio. Le sue gambe lo cinsero alla vita, le loro parti più intime a contatto, separate solo da pochi indumenti.
"Ti voglio
" mormorò lui sedendola su un tavolino poco distante dalla porta ed in quel momento, lei sentì quanto realmente fosse eccitato. "Oh Nick
anche io
" replicò lei storcendo la testa da un lato per permettergli un migliore accesso al collo. Con foga gli sfilò la tshirt rossa e quando lui si allontanò per potersela togliere, i due ragazzi si guardarono. I visi arrossati, le labbra leggermente gonfie. "Come sei bella
" sussurrò ritrovando quella dolcezza che usava sempre nei suoi confronti. Arrossendo, lei si morsicò il labbro inferiore, facendolo impazzire. Lui si avvicinò di più "Non respingermi più, dammi una possibilità
sono mesi che ti osservo, e più ti guardo, più mi viene voglia di stare con te
" e nuovamente la baciò. Quelle mani così grosse, timidamente le sfilarono il top a righe e lasciandolo cadere a terra si avvicinò al suo seno per poterlo toccare. "Ti ho sognato tante notti
" confessò lui incontrando ancora quegli occhi che aveva disperatamente cercato per tutta la sera. "Scusami Nick
non volevo ferirti, ma ho paura di
" "Non devi aver paura di me. Con te voglio imparare nuovamente ad amare, a lasciarmi andare
voglio farti innamorare di me
" la interruppe. Sfilandole il reggiseno, trattenne il respiro involontariamente quando sentì la lingua di lei sfiorargli il capezzolo. Il suo desiderio crebbe, la sua erezione pulsò. Mentre era impegnata a donargli piacere e le sue mani lo stuzzicavano con l'elastico dei boxer, lui le slacciò i pantaloncini color panna. Non resisteva più. Allontanandosi da lei ed arrossendo, borbottò "Io non ce la faccio più, ho aspettato troppo
". Non voleva saltare le fasi, ma era stata ad osservarla davvero troppo tempo e tutta la sua frustrazione in quel momento lo faceva impazzire. L'avrebbe amata completamente più tardi, nel comfort del suo letto. Avrebbe fatto l'amore con lei dopo, ma ora
ora aveva bisogno di fare sesso con quella ragazza che lo faceva impazzire con un sorriso, lo eccitava oltre ogni limite quando lei solamente abbassava la testa e si spostava i capelli dietro l'orecchio. Non resisteva più
doveva averla in qualsiasi modo. L'aveva fatto innamorare anche se lo aveva sempre respinto. L'aveva osservata, studiata
aveva passato molte volte in bagno o in camera donandosi piacere da solo, ma immaginandola lì con lui. E adesso era qui. Non lo respingeva, non scappava, ma era pronta ad accoglierlo ed a donargli una possibilità.
Facendola scendere dal tavolino le sfilò i pantaloncini e le mutandine di pizzo nere e sollevandola dolcemente la fece sedere ancora una volta e si posizionò tra le sue gambe. Lei fece scomparire le mani nei suoi boxer ed iniziò a stuzzicarlo, a massaggiarlo lentamente. Lui chiuse gli occhi dalla sorpresa e dal piacere, fino a quando grugnendo dalla troppa passione, si calò bruscamente le mutande e le scacciò le mani prima di sorriderle come solo lui sapeva fare. Prendendola tra le braccia sussurrò "Non voglio rischiare di mettermi in imbarazzo
" e poi si allineò con la sua apertura e la penetrò dolcemente, improvvisamente, torturando entrambi con quel gesto tanto lento. I loro sguardi non si abbandonarono per un solo istante, ma quando le sensazioni furono troppe, furono costretti a chiudere gli occhi. Le loro labbra si incontrarono nuovamente e mentre si muovevano freneticamente in balia della passione e del piacere, si baciarono come non avevano mai baciato nessuno. Le loro braccia li cingevano, stretti uno all'altra, i loro corpi li univano in una persona sola. Lui non riusciva più a controllarsi, si muoveva velocemente, quasi violentemente dentro e fuori da lei. Voleva trovare la pace.
Lei, invece, ogni volta che lui rientrava non poteva fare a meno di emettere un lieve gemito di piacere e poi, improvvisamente, l'orgasmo la travolse. Lui la sentì venire intorno a lui e gli spasmi del suo corpo lo mandarono oltre il limite, lasciandosi andare libero dentro il corpo della ragazza che senza rendersene conto aveva imparato ad amare. Accasciandosi sfinito tra le sue braccia, posò la testa ancora più sudata di prima sul petto della ragazza e poi bisbigliò "Puzzo
". Ridendo, gli accarezzò una guancia e replicò "Sei bellissimo lo stesso
". Alzandosi, la baciò sulle labbra e uscendo dal suo corpo, restarono a baciarsi per qualche istante fino a quando si allontanò da lei a malavoglia. "E' meglio se vado a farmi una doccia e tu porti i vestiti a Lucy
voglio tornare in albergo per poter far l'amore con te come si deve!" esclamò e sorridendole si chinò per raccogliere tutti i loro indumenti sparsi per il pavimento. Tra baci scambiati con dolcezza, carezze rubate e risate spensierate, i due amanti si rivestirono e lui la accompagnò verso la porta. Aprendola, videro il resto del gruppo e gran parte dell'entourage allontanarsi velocemente e mentre alcuni si volatilizzavano, i più coraggiosi finsero un disinteresse innaturale.
"Amico!" esordì Aj, mentre gli altri reprimevano una risata. "La prossima volta che ti fai la tua ragazza e tra parentesi siamo molto felici vi siate trovati, ti consigliamo di non farlo vicino ad una porta
". Arrossendo, entrambi si guardarono, si sorrisero e si scambiarono un veloce bacio, prima di scappare da quegli amici ficcanaso il più velocemente possibile.
Lui e lei avevano finalmente trovato l'amore.
Fine