LONTANO DAL PARADISO
LONTANO DAL PARADISO
Faith - Giornataccia???- chiese osservando l'amico sedersi goffamente vicino a lei.
Daniel -Una come tante... questo lavoro diventa sempre più duro!- fece una pausa durante la quale prese un bel respiro - Tu come mai qui?
Faith- Il Boss mi ha mandata a chiamare e sai... quando il Boss chiama...
Daniel- ... bisogna correre...- sorrise -Un nuovo incarico?
Faith- Lo spero proprio... è un po' che mi giro i pollici... inizio ad annoiarmi
Daniel- Ma dai... lo sai che sei una delle sue preferite!
Faith arrossì senza rispondere. Sapeva che in fin dei conti Daniel aveva ragione.
Daniel- Sei diventata rossa!!!!- esclamò divertito.
Faith- Ma dai... è che mi piace quello che faccio- cercò di giustificarsi -Imparo molto dalle persone che aiuto...
Daniel- Non ti manca la vita di prima?
Faith- Come potrei avere rimpianti? Qui sto così bene e poi... anche ad averne non si potrebbe cambiare nulla- sorrise.
Daniel- Faith sei sempre così solare... ma non ti arrabbiare se ti dico che è meglio non incontrarti!!
Faith- In effetti hai ragione ma che posso farci? E' il mio mestiere! E tu Dan che ci fai qui?
Daniel- Trasferimento in vista...
Faith-E dove ti sbatterà?
Daniel- Non lo so... ho chiesto io di cambiare...
Faith- Per via del tuo ultimo incarico?
Daniel- Quella è stata la goccia... già da un po' avevo capito che non era il tipo di lavoro per me...
La discussione dei due amici fu interrotta dall'arrivo di Gabriele.
-Ciao ragazzi...
Faith- Ciao Gabriele
Daniel- 'Giorno
Gabriele- Faith vai... ti sta aspettando! Mi intrattengo io con Danny, è tanto che non chiacchieriamo vero amico?
Daniel annuì e Faith salutò i due "colleghi" -Dan finirai la prossima volta a raccontarmi del tuo nuovo incarico... ok?
-Certo... buona fortuna e non preoccuparti, andrà tutto bene - La salutò con la mano.
Non appena fu entrata nell'ufficio Gabriele guardò Daniel -Le hai detto qualcosa?
-No, solo quello che avevamo pattuito...
Daniel sapeva che la prossima volta che l'avrebbe rivista sarebbe stata l'ultima.
Intanto nell'ufficio...
Appena entrata Faith si sentì invadere da un senso di gioia e serenità senza pari.
-Ciao!
-Ciao piccola Faith... ti ho fatto attendere molto?
-No sono io che sono arrivata prima... non vedevo l'ora di incontrarti!
-Non hai paura del tuo prossimo incarico?
Faith si rattristò ripensando al suo ultimo "lavoro" -Era solo un bambino...
-Lo so Faith, la vita può sembrare senza senso a volte... soprattutto agli occhi dei ciechi...
Faith annuì.
-Ho un altro incarico per te...
-Duro come il precedente?
-E' sempre duro... però stavolta non è un bambino...
-Almeno quello...- sospirò di sollievo.
-E' un ragazzo... poco più di vent'anni...
-...-
-C'è qualcosa che non va?
-E' sempre molto giovane...
-Vuoi che passi il caso a qualcun'altro?
-No no no- si affrettò a precisare Faith- Scusami... ci penso io.
Il suo datore le sorrise - Sapevo che avrei potuto contare su di te!
Le allungò una busta.
-Qui ci sono le istruzioni.
-Partenza?
-Stanotte...
-Così presto?
-Già... hai poco tempo.
-Quanto?
-Un paio di mesi...
-Farò del mio meglio.
-Ne sono convinto!
Faith gli si avvicinò e lo baciò sulla guancia.
-Coma mai?
-Grazie...- sussurrò la ragazza
-E di cosa?
-Della tua fiducia.
Uscì lasciando sul Boss un sorriso di compiacimento stampato sulle labbra.
CAPITOLO 2
Quando si svegliò la mattina seguente fece fatica ad inquadrare la situazione. L'odore che proveniva dalle sue ascelle le ricordò che aveva un nuovo caso tra le mani. Si alzò di malavoglia e si buttò sotto la doccia facendo scorrere chilometri di acqua. Quando non era a lavoro riposava bene, non puzzava come un cammello e soprattutto non si sentiva così vulnerabile: ma che ci poteva fare?
Questa era la domanda che si poneva sempre: non poteva farci nulla se il suo lavoro era così "anomalo". Uscì dalla doccia e mise a bollire del caffè nel bricco e, solo dopo averne sorseggiato un bel po', si decise ad aprire la busta. Attaccò con delle puntine le foto che ritraevano il suo "uomo" e le osservò da vicino sfiorando con le dita quel viso angelico. Era veramente un ragazzo affascinante... Prese il fascicolo e lesse le istruzioni. Finita la lettura osservò l'ora: le undici... Tra meno di due ore avrebbe incontrato il contatto grazie al quale sarebbe giunta a Nick Carter.
-... ma io dico che ci vanno a fare tutte 'ste persone dentro ad un centro commerciale...- mugugnava tra sé e sé Faith -... non era meglio una passeggiata in riva al mare???
Camminava senza fare attenzione a dove metteva i piedi: nonostante il borbottio era affascinata da tutta quella gente, dall'allegria che traspariva dai volti di molti di loro. Altri invece erano angosciati: poteva sentirlo a pelle. Forse un amore finito, un lavoro andato male...
In quel momento qualcuno le "corse" addosso.
-EHI ma che modi... potresti stare più attento- disse ritrovandosi col sedere a terra.
Anche la persona che l'aveva fatta cadere era a terra e dal movimento delle spalle Faith notò che piangeva. Guardò l'ora e si disse- E' lei...
La ragazza che piangeva non accennava a rialzarsi. Faith si tirò su e le porse una mano.
-Ehi...- le disse stavolta con dolcezza -Vuoi una mano?
La ragazza annuì e prese la mano di Faith. Quando si rialzò la guardò negli occhi
- Mi scusi... non l'avevo vista...
-Non preoccuparti... posso fare qualcosa per te?
Bj non si era mai fidata degli estranei ma quella donna le ispirava tanta fiducia...
-Potrebbe darmi uno strappo a casa? Mi hanno appena caricato l'auto... e....
-Ok... mi sembri a pezzi... Vieni andiamo...
Durante il tragitto che le portava alla macchina non parlarono per nulla. Faith cercava di studiare quel volto e trovò molta somiglianza col suo caso. Bj da parte sua cercava di calmare i singhiozzi e anche di capire come mai, lei sempre molto prudente, aveva chiesto un passaggio ad una sconosciuta.
Arrivarono ad una Celica nera e Faith fece scattare la chiusura.
Salita in macchina la giovane prese la parola- Mi chiamo Bj Carter...
-Faith Murdock
-Scusami per prima... e anche per ora... ti ho costretta a portarmi a casa...
-Non preoccuparti non mi hai costretta!
-Magari volevi finire il tuo giro....
-Non mi piace molto lo shopping... ero lì.... per lavoro...
-Oh mio Dio.... ti ho fatto perdere qualche appuntamento??
-No no... diciamo che avevo già finito quando ci siamo scontrate!
Bj le spiegò la strada di casa e si incamminarono.
-Non piangevi per la macchina vero?
-Come hai fatto a capirlo?
-Bhe sai... ho sperato non piangessi per quello... ci sono tante ragioni per piangere ma quella mi sembrava la più stupida....
-No... è per via di mio fratello...
-Hai un fratello?
- Sì... per la precisione ho altre due sorelle e due fratelli...
-Che bella famiglia!- esclamò entusiasta Faith.
-Non lo dire a voce alta...
-Come mai?? Non sei felice ad avere tutti questi fratelli e sorelle...
-A casa mia le cose non vanno così bene...
-Oh... mi dispiace...
-Mia madre e mio padre hanno divorziato... lui l'ha anche picchiata... noi siamo sballottati da una parte all'altra come un pacco postale per via del lavoro...
-Cosa fate? Siete così giovani... no???
-Siamo artisti... a casa mia c'è chi canta, chi canta e suona, chi sfila...
-E tu che fai?
-Principalmente sfilo...
-E non sei felice? Ci sono molte ragazze che vorrebbero fare il tuo lavoro...
-Sono preoccupata per Nick...
-Tuo fratello?
-Sì è il più grande di tutti... per anni ha fatto da spugna a questa situazione e nessuno di noi si era accorto del baratro in cui è caduto...
-Vuoi parlarne?
Bj sorrise- Io non so che mi prende... ti prego di scusarmi... di solito non racconto tutta la mia vita ad un'estranea...
-Gli estranei sono i migliori confidenti per gli sfoghi no? Tanto poi non ci rivedremo più...
-Nick è un cantante... fino ad un anno fa cantava in un gruppo... i Backstreet Boys...
-Li conosco!- finse Faith -Dicevo che il nome non mi era nuovo!
-Lo scorso anno hanno avuto dei problemi con la casa discografica e si sono presi forzatamente una pausa... sai i quattro che cantavano con Nick sono brave persone... ora invece mio fratello frequenta gente sbagliata...
-E i suoi ex-colleghi?
-Nick ha un caratterino... hanno discusso e lui non li ha più cercati... adesso esce con ragazzi un po' sballati...
-Tipo?
-Gente che ama i party a suon di alcolici, di sesso tipo bestie... di coca... io... - Bj iniziò a piangere.
-Ehi... non piangere...
-Lui è sempre stato lì per noi... e io non so come fare per aiutarlo...
Faith fermò la macchina e abbracciò quella ragazza.
-Ora mi ha telefonato uno dei suoi amici...- continuava piangendo -... persino loro che sono pazzi sono preoccupati per Nick... che posso fare?...
Faith la teneva stretta. -Vedrai andrà tutto bene...
Mentre lo diceva una lacrima le solcò il viso: ancora quella vulnerabilità così tipicamente umana... sapeva che le stava mentendo. Sapeva che per Nick non c'era molto da fare.
-Stagli molto vicino ok?
Bj annuì.
Quando si salutarono davanti casa dei Carter si scambiarono i numeri di telefono promettendo di sentirsi presto.
CAPITOLO 3
Faith rientrò a casa stanca. Era stata una giornata relativamente tranquilla ma il cambio di ambiente all'inizio le pesava molto. Buttò le chiavi sulla consolle dell'ingresso e si tolse le scarpe. Restò ferma qualche minuto in attesa di un rumore che non venne. Era sola.
Entrò nel salotto e per poco non svenne dalla paura quando vide Gabriele comodamente seduto su una delle due poltrone marroni.
-MA SEI PAZZO???????
-Scusa Faith... Ti ho messo paura?
-NO COSA DICI... PER NULLA....
-Ma mi aspettavi no?
-Sì ti aspettavo ma non così presto...
Faith di sedette sul divano di fronte a Gabriele così da poterlo guardare bene in faccia.
-Allora che mi dici? Ti sei attardata...
-Sono andata a fare quattro passi sulla spiag... aaaahhhh... ma che te lo dico a fare, lo sai già dove sono stata no?
-Sì lo so...
-Bhe? E allora?
-Sei nervosetta o sbaglio?
-Sei perspicace o sbaglio?- poi pentendosi di averlo trattato male aggiunse:- Quando inizio un lavoro mi ci vuole un po' per abituarmi a tutto questo...- disse facendo cenno con la mano alla stanza.
-Come ti è apparso il contatto?
-Ottimo, complimenti per la scelta!
-Grazie! Si fida?
-Naturalmente.
-Quando incontrerai lui?
-Le telefonerò domani. Sono quasi sicura che mi voglia incontrare per parlare di lui e se ho un po' di fortuna... cosa di cui non manco... potrò conoscerlo.
-Perfetto...- disse Gabriele alzandosi :- Comoda questa poltrona.
-Sono contenta che ti piaccia... ci passerai un bel po' di tempo!
-Due mesi volano...
-Lo so!
-Ti sono chiare le istruzioni?
-Sì.
-Bhe allora non mi rimane che augurarti buona fortuna!
-Grazie! ... ehm Gabri?
-Sì?- disse il ragazzo voltandosi.
-Quella è la via d'uscita...- gli indicò Faith con il dito puntato verso l'ingresso.
Gabriele la guardò perplesso ma poi infine capì.
-Ops... già...eheheheh... scusa!
-Non ti chiedo come sei entrato e non lo voglio sapere... ma d'ora in avanti... SUONA!
-Ok, ok non ti arrabbiare!- Le fece una linguaccia dispettosa.
Faith ricambiò la linguaccia e gli sorrise.
-Ciao Gabri!
-Ciao Faith!
Faith rimase seduta sul divano fino a quando sentì chiudere la porta. Poi si alzò e si diresse in bagno dove lasciò che l'acqua riempisse la vasca. Erano le dieci di sera. Niente e nessuno poteva interromperla in quel momento di intimità! Stava per mettere un piede in acqua quando il telefono squillò. Non poteva che essere lei. Nessuno aveva il suo numero! Corse con un piede ancora bagnato fino all'ingresso dove rispose col fiatone :- Pronto?
Dall'altra parte sentì dei singhiozzi.
-Bj sei tu?
-Sì...
-Ehi ciao... calmati... cos'è successo?
-Puoi raggiungermi?
-Dove?
-A casa di mio fratello...
"BINGO" pensò Faith tra sé e sé esultante.
-Ok dammi l'indirizzo...
Faith trascrisse con cura la via e poi gliela rilesse per sicurezza.
-Ok senti io mi stavo facendo un bagno, dammi il tempo di vestirmi...
-Va bene...
-Ehi?
-Sì?
-Tranquilla sto arrivando.
-Ok...
-Ciao
-Ciao.
Appena attaccò la cornetta un'ondata di tristezza l'avvolse. Era una mezza traditrice! Come poteva dirle che andava tutto bene? Presto le sue peggiori paure si sarebbero avverate... e lei aveva mentito... spudoratamente. Si destò da quell'attimo di debolezza "umano" e raggiunse la sua camera. Tirò fuori dall'armadio un paio di jeans e una felpa nera col cappuccio. Si infilò le scarpe da ginnastica e iniziò a frugare nei cassetti per trovare una cartina della città. I minuti passavano e non riusciva a trovarla. Decise che avrebbe chiesto ai passanti. Aprì il cassetto dell'ingresso per prendere le chiavi e lì trovò la cartina che cercava. La prese, guardò in alto e disse:-Grazie!
CAPITOLO 4
Si precipitò in macchina e, cartina alla mano, si avventurò per le vie cittadine.
Nick abitava parecchio fuori città e, come previsto, in una zona residenziale da mozzare il fiato.
Aveva decelerato per poter leggere i numeri civici delle abitazioni quando ad un tratto vide qualcuno farle un cenno. Non riusciva a scorgere il volto di quella persona per via dell'oscurità ma la chioma bionda era quella della sua amica. Affrettò l'andatura e scese dalla macchina dopo averla accostata al ciglio della strada.
-Bj...
Bj le si buttò tra le braccia.
-Oh Faith... grazie... non sapevo chi chiamare...
-Ehi ehi... ora basta piangere...- l'allontanò da sé per guardarla in faccia. -Cosa è successo?
Bj piangeva e non accennava a rispondere.
-Dov'è tuo fratello?
La ragazza indicò una casa bianca che s'intravedeva appena dietro di lei.
-Ok sali.
Salirono in macchina e Faith guidò per il vialetto d'ingresso fino davanti alla porta di ingresso. Chiuse la vettura ed attese che Bj facesse girare la chiave nella toppa. La seguì dentro fino al salotto. Lì c'era un ragazzo sdraiato sul divano che si teneva un panno sulla testa.
Appena vide Bj disse con la voce tremolante e divertita di chi si era appena scolato una decina di birre di troppo: -Oh... eccola... ha chiamato i rinforzi... arriva la cavalleria...- e scoppiò a ridere.
Lasciò la presa dal panno che cadde e scoprì un taglio sulla fronte. Il sangue ancora scendeva. Faith prese subito in mano la situazione. Si avvicinò a Nick e per poco non gli vomitò addosso: puzzava di alcool e di sudore. Trattenne i conati e rimise il panno sulla testa.
-Oh... che infermiera... Bj è amica tua?- rise
-Senti stai zitto ok? Hai un alito che farebbe morire una puzzola... per cui taci...
-Ma...
-TACI!-poi si rivolse a Bj:- Prendi dell'acqua ossigenata, cerotti e garze...
Bj senza dire una parola si allontanò tornando poco dopo con la scatola dei medicinali; la depose accanto a Faith e poi si allontanò dal divano ancora in lacrime.
-Bj intanto che io disinfetto quel taglio, va in cucina e prepara una tisana calda qualsiasi... the, camomilla... va bene anche il caffè ok?
Bj annuì e andò in cucina.
-A noi due...- bisbigliò Faith.
Nick intanto la guardava divertito e zitto. Ma appena lei gli mise un batuffolo di cotone imbevuto di disinfettante lui strillo di dolore:- FAI MALE CAZZO! CATTIVA...
-Mio Dio è un taglietto! Sta buono così finisco subito... quante storie...
Nick tentò invano un paio di volte di farla smettere ma alla fine si arrese. Faith velocemente ripulì la ferita e gliela chiuse con del cerotto.
-Ecco fatto lagnoso.
-Sei proprio una figa pazzesca...- rise.
-Sta zitto, sei ubriaco...
-Sì ma ancora ci vedo bene...- rise di nuovo.
Faith lo guardò cercando di trovare una rassomiglianza con l'uomo delle foto. Ma erano la stessa persona? La conferma l'ebbe quando tornò Bj con la tisana.
-Camomilla va bene? Ne ho fatta anche per noi...
-Va benissimo.
-Come sta Nick?
-Bene... è solo... ubriaco.
Faith prese il bicchiere e lo avvicinò alla bocca di Nick:- Avanti bevi...
-La medicina? No no e ancora no.
-Piantala e bevi, ti farà bene.
-No.
-Nick non fare il bambino. BEVI!
-No!- disse girando la testa dall'altra parte.
-Ok l'hai voluto tu!
Faith si alzò e gli spinse il bicchiere più forte che poté e lui fu costretto ad aprire la bocca per evitare di tagliarsi il labbro. Dopo che ebbe mandato giù un bel sorso di quel liquido caldo, cercò di alzarsi tossendo.
-Ma fa schifo!!!!!!!!!!!!!!!
-Quanto ti lamenti...- aggiunse Faith.
Ad un trattola faccia di Nick divenne seria.
-Oh Dio!
Faith:- Cosa c'è adesso???- chiese scocciata.
-Mi viene da vomitare!
-Perfetto! Ci mancava solo questo! Dai andiamo al bagno... Bj fammi strada...
Aiutò Nick ad alzarsi e se lo trascinò fino al bagno. Bj al solito attese fuori per non vedere quella scena pietosa.
-Ok Nick... trattieni ancora 10 secondi...
-No...n... ce... la faccio...
Prima che potesse alzare la tavoletta del water Nick le aveva vomitato addosso. Faith disgustata dalla puzza guardò al cielo:- Signore... dammi la pazienza...
Tornò a concentrarsi su Nick: prima che potesse colpirla con un'altra raffica riuscì a farlo inginocchiare, ad alzare la tavoletta e per poco non gli incastrò la testa nella tazza. -Vai ora... sfogati!- gli urlò al colmo dell'esasperazione.
Il tutto durò una ventina di minuti. Dopo l'ultima scarica Faith si appoggiò al muro e inaspettatamente Nick, ansimante e sfinito, le poggiò la testa sul petto. Le venne istintivo accarezzargli la testa. Lui sospirò debolmente:-Grazie...- e crollò addormentato.
CAPITOLO 5
Faith si svegliò di soprassalto. Ancora quell'incubo. Ormai era parecchio che lo faceva. Ma solo mentre era "in servizio". Non capitava nei momenti in cui era a riposo. Cercò di ricomporsi. Guardò l'orologio: le undici di mattina. Bj vicino a lei ancora dormiva. La serata per loro era finita un paio d'ore dopo la mezzanotte. Dopo la scena pietosa nel bagno avevano trasportato Nick in camera sua e lo avevano scaraventato sul letto e lasciato lì a smaltire la sbornia. Poi Faith si era fatta dare stracci e asciugamani puliti e, dopo aver lustrato il bagno dai rimasugli della sparata di Nick, si era fatta una bella doccia. Quando finalmente era riuscita a levarsi di dosso la puzza di vomito aveva trovato Bj che l'aspettava fuori dal bagno, seduta sulle scale, con alcuni vestiti in mano.
-E' una vecchia tuta di Nick. Certo ti starà un po' grande me meglio che dormire senza nulla no?
L'aveva ringraziata ed era rientrata in bagno per cambiarsi. Si guardò allo specchio e si trovò buffa conciata in quel modo. Sorrise alla sua immagine riflessa ed uscì di nuovo. Chiese a Bj di poter fare la lavatrice altrimenti l'indomani non avrebbe avuto nulla per tornare a casa. Bj l'aveva accompagnata volentieri nella lavanderia e mentre Feith faceva il bucato, le raccontò cosa era avvenuto.
FLASHBACK
-Bj vieni con noi?
-Dove andate?
-Al Taurus
-Al Taurus? Bello!!! Sì Nick... vengo! Grazie fratellone!
Gli saltò in braccio contenta. Nick l'aveva invitata ad uscire con i suoi amici cosa che non succedeva più così spesso come una volta. E poi il Taurus! Era un locale esclusivo e solo alcune persone riuscivano ad entrare. Bj non se lo fece dire due volte! Si preparò e alle sette partirono per andare a cena.
Dopo neanche due ore, al tavolo, erano già tutti ubriachi. Tom già era andato tre volte al bagno a rigettare tutto quello che si era bevuto e nonostante questo non accennava a smettere. Bj era disgustata dal comportamento di Nick e dei suoi amici che sembravano divertirsi comportandosi come maiali. Aveva sbattuto la sua parte di conto sul tavolo e si era allontanata senza dire nulla a nessuno.
Nick non se ne accorse che dopo una ventina di minuti. Uscì a cercarla con la macchina e la trovò ferma ad aspettare l'autobus. Scese furioso dalla macchina.
-Idiota! Non lo sai che gli autobus a quest'ora non passano?
Bj aveva le guance rigate di lacrime. -Meglio qui che dentro con te e i tuoi amici deficienti.
-Non insultare i miei amici capito? Loro almeno si divertono... non so ancora perché ti ho chiesto di venire.
Così dicendo la prese per un braccio e la trascinò in macchina. Guidò a velocità elevata e ubriaco com'era Bj si chiese come cavolo aveva fatto a trovare la strada di casa senza ammazzarsi e ammazzarla addosso ad un palo. Durante il tragitto non si scambiarono neanche una parola. Nick era viola dalla rabbia.
Appena messo piede in casa era iniziata la tragedia: Nick urlava come un pazzo con i suoi soliti discorsi che nessuno lo capiva, tutti lo giudicavano, nessuno tranne lui e i suoi amici sapevano divertirsi... Mentre strillava continuava a fare su e giù dal salotto alla cucina per prendere una birra e scolarsela tutta d'un fiato. Provocava Bj insultandola: -Sei una stronza Bj, mi hai fatto fare una figura da cazzo. Sarai contenta spero! Brutta troietta...
La lite era terminata a botte... -Lui era arrabbiato e mi ha spinta... non voleva farmi male, ne sono sicura... un Nick sobrio non l'avrebbe mai fatto... ha un animo gentile... Faith devi credermi!- Le disse con la faccia supplichevole.
-Ti credo Bee- la rassicurò.
-Io ho preso la prima cosa che mi sono trovata vicino... un bicchiere e gliel'ho tirato in testa...
Faith: -Ora si spiega tutto! Per fortuna era solo un bicchiere! Non preoccuparti non è nulla. Domani avrà un po' di mal di testa ma penso più per la sbornia che per altro. Neanche si ricorderà del bicchiere!Dopo di che le due ragazze salirono verso la camera degli ospiti e crollarono addormentate.
FINE FLASHBACK
Non volendo svegliare Bj, Faith scese dal letto cautamente e scese in cucina a preparare la colazione.
Stava trafficando da qualche minuto quando si sentì osservata. Senza neppure girarsi salutò :-'Giorno Bee, dormito bene? Scusa se non ti ho svegliata ma avevi un gran bisogno di riposare ancora un po'...
-Ciao...
Faith sussultò. Quella voce non era di Bj a meno che non avesse cambiato sesso durante la notte! Si girò con metà arancia ancora in mano e si trovò davanti un finalmente sobrio Nick.
-Ops... ciao Nick...- gli disse a disagio.
Nick si era appena fatto la doccia: era scalzo e indossava solamente un asciugamano intorno alla vita. Stava poggiato allo stipite e la guardava a braccia conserte. Aveva uno strano sorrisino sulla faccia. Doveva aver messo il gel nei capelli perché erano tutti dritti. Il cerotto in fronte non c'era più e Faith notò che la piccola ferita provocata dalla sorella non si era riaperta. Era bellissimo... era lui: il ragazzo della foto!
Nick: -Ci conosciamo?
-Bhe forse non ti ricordi di me... ma ero qui ieri sera...- disse imbarazzatissima sentendosi avvampare.
Nick intanto si era staccato dallo stipite e le era passato vicino lasciandola ad odorare un dolce profumo di bagnoschiuma alla vaniglia e di lozione dopobarba. Feith si sentì vulnerabile come non mai. Nick si avvicinò al lavandino, riempì un bicchiere di acqua e si girò. Bevve mentre continuava a fissarla. Ad un tratto posò il bicchiere dietro di lui e sempre con quel sorrisino di chi la sa lunga disse: -Abbiamo passato la notte insieme vero? Ho un vuoto di memoria ma da come sei rossa in viso...
Faith sentì una pietra crollarle in testa. -CERTO CHE NO! MA CHE DOMANDE!!!
-Scusami...- disse Nick per nulla a disagio. -Era solo una domanda!
Passò un lungo momento in cui Nick continuò a fissare Faith e Faith si guardava la punta dei piedi.
-Sbaglio o quella è una mia tuta?
-No in effetti non sbagli... spero non ti scocci ... me l'ha prestata Bj per dormire visto che i miei vestiti erano sporchi di ... vomito...
-Vomito?
-Non ricordi proprio nulla? Taurus? Bicchiere in fronte? Bj? Vomito?...
Fu in quel momento che Nick perse la sua aria da latin lover e la sua mente iniziò ad ingranare... cacchio ora ricordava... aveva invitato Bj al Taurus, avevano litigato fuori dal locale, poi a casa... lui l'aveva spinta e lei le aveva tirato addosso un bicchiere. Dopo di lì nulla...
-Aspetta... qualcosa ricordo...- disse imbarazzato. -Allora... i tuoi vestiti... cioè... il vomito... cioè... ti ho vomitato addosso?
Faith sorrise finalmente padrona della situazione. -Bravo! Dieci punti! Più o meno è andata così! Diciamo che eravamo quasi arrivati a destinazione ma non hai retto per tutta la lunghezza del tragitto!
-Oh mio Dio! Che figura di merda...- arrossì.
-Non preoccuparti eri ubriaco!
In quel momento arrivò Bj: la notte l'aveva rinvigorita! Si precipitò su Nick e gli buttò le braccia al collo baciandolo sulla guancia. -Come sta il mio fratellone?
Nick l'abbracciò stretta :-Ehi con te dobbiamo fare un discorsino... mi hai rotto il bicchiere con le paperelle in testa...- disse ridendo. Poi si chinò con la testa verso il suo orecchio e Faith lo sentì sussurrare. -Scusa Bee per ieri... non volevo... lo sai vero?
Bj si limitò ad annuire con la testa.
Faith l'osservò: del ragazzo strafottente di ieri sera non c'era traccia.
-Hai conosciuto Faith?- chiese Bj
-Sì ci siamo incrociati prima... e già ho fatto una mega figura di merda... anzi due...- Nick le tese la mano: -Comunque piacere Faith, io sono Nick. Quel disastro di fratello che Dio ha messo vicino a Bj...
-Oh, non preoccuparti...- gli strinse la mano. -Esiste di peggio! Ora scusatemi vado a riprendere i vestiti che ho steso.
CAPITOLO 6
Quel batticuore quando se l'era trovato davanti... quel sorriso quando si era presentato... accidenti, non ci voleva proprio. Chiuse la porta con il chiavistello e andò nello studio dove, su una delle pareti spoglie, erano attaccate le foto di Nick. Iniziò a scrutarle attentamente: erano una dozzina di scatti. Lo riprendevano da solo mentre era sul palco oppure mentre, camuffato alla bella e meglio, si avvicinava alla sua macchina; c'era poi quella con i Backstreet Boys scattata durante un servizio fotografico e quella con gli amici che stava frequentando. La sua preferita era un suo primo piano: non guardava nell'obiettivo ma da un'altra parte. Molto probabilmente era stata scattata a sua insaputa mentre parlava con un amico.
Faith non sussultò quando qualcuno dietro di lei parlò.
-L'hai conosciuto allora...
-Già
-Come ti è sembrato?
-Un ragazzo come tanti...- rispose evasiva
-Faith... un po' di precisione non guasta...
-Non è un cattivo ragazzo... sarà difficile anche stavolta...
-Faith non puoi provare dei sentimenti per lui, lo sai! E' un'illusione...
-Ma chi ti dice che io provi qualcosa per lui!
-Il modo con cui stai guardando le sue foto...
-Non preoccuparti per me
-Vuoi che passiamo il caso?
-No ci penso io.
-Faith abbiamo poco tempo, se pensi di non farcela devo cambiarti all'istante... non possiamo permetterci ritardi o errori...
-Sei tu che pensi che io non sono adatta... CI PENSO IO OK?
Prima che Gabriele potesse replicare si sentì suonare il campanello della porta. Fu allora che Faith si girò e guardò sorpresa l'amico in faccia.
-Chi può essere? Nessuno sa dove abito...
-Bhe vai ad aprire no?- le suggerì ironico.
Faith chiuse la porta dello studio dov'era Gabriele e andò a schiavare la porta. Aprì e...
-Ciao!
-Nick?!?!? - Faith rispose a bocca aperta.
Non si aspettava di trovarselo davanti, per di più con un mazzo di rose rosse in mano.
-Sì, io... disturbo??
-No... affatto... ma come...
-Coma mai ho il tuo indirizzo? Semplice mi sono fatto dare il numero da Bee e poi... è stato facile risalire all'indirizzo!
Faith era sbalordita... quel ragazzo aveva mille risorse!
-Non... mi inviti ad entrare?
-Oh! Certo... prego...- disse destandosi dal trance in cui era caduta. Era stata veramente una bellissima sorpresa. -Accomodati... vuoi qualcosa da bere?
-Sì un vaso d'acqua...
-Vaso? Dopo l'esperienza con i bicchieri hai cambiato recipiente? Quello però fa più male...
Nick rise di gusto e Faith gli andò dietro.
-No... è per le rose- le disse ancora divertito.
Mentre Faith metteva i fiori in un recipiente Nick si era seduto sul divano e osservava quella stanza con attenzione. Era completamente spoglia di effetti personali.
-E' poco che vivi qua?
-Sì in effetti... il trasloco ancora deve essere ultimato... ho ancora un sacco di roba nella casa vecchia...- mentì.
-Da dove vieni?
-Ehm... New York... già New York
-Io sono nato da quelle parti! Anche Bee! Che coincidenza! Come mai da queste parti?
-Per lavoro...- Faith si sedette vicino a lui dopo aver poggiato un vassoio con biscotti e coca cola sul tavolinetto basso.
-Senti Faith sono venuto per chiederti scusa... Bj mi ha raccontato un po' di cose... è stato proprio scortese scambiarti per una... sì insomma... per una mi...
-Prostituta?- lo interruppe Faith
-Già... sai non capita spesso...
-Cosa? Che ti porti prostitute a casa?
-No! Del fatto che ero ubriaco...
-...-
-Oh cavolo... cioè di tutti e due...- Nick era imbarazzatissimo. -Accidenti... non è vero... mi succede troppo spesso ultimamente ma volevo dirti che sono uno a posto... sono un bravo ragazzo...
-E perché ci tieni tanto a dirmelo?
-Bhe non lo so... mi sento di dirtelo... insomma... mi dai una possibilità per dimostrarti che sono diverso? < BR> -Cos'è questo un invito?
-In un certo senso... ti andrebbe di incontrarci casualmente in un ristorante una di queste sere?... tipo stasera?
Faith ci pensò su e poi rispose:- Perché no?
Nick si alzò dal divano sorridente:- Allora Ok... ti passo a prendere per le sette...
-Ma non era un incontro... casuale?
-Oh, è vero... però tu non sai che io di secondo lavoro faccio il tassista... potrei accompagnarti io così è sicuro che ci incontriamo... al ristorante volevo dire... và che uno dei due sbaglia posto... sai i casi di omonimia tra ristoranti sono molto frequenti ad Orlando...
Faith lo interruppe divertita:- Ok ok... va bene per le sette!
-Ok...- si incamminò verso l'uscita seguito dalla ragazza.
Nick:- A dopo...
-Sì a dopo...
Prima di uscire Nick si allungò e le diede un bacio sulla guancia prima di uscire.
La voce di Gabriele la raggiunse:-Hai accettato?
-Che dovevo fare secondo te?
-Faith finirai per metterti nei guai...
-Senti Gabri apprezzo il tuo coinvolgimento nella cosa ma i metodi con cui raggiungo i miei fini non sono in discussione. So quello che devo fare e lo farò fino in fondo ma non sta a te dirmi come...
-Faith ho paura che tu ci rimanga male... lo sai tra due mesi lui...
-So benissimo cosa succederà tra due mesi...- gridò Faith -Ora se non ti dispiace vorrei un po' di privacy.
Gabriele la guardò:- Ok se così desideri... ciao Faith.
-Ciao...- disse sbattendogli la porta alle spalle.
Per ingannare il tempo che la separava dall'appuntamento Faith decise di fare un giro in centro e senza neanche accorgersene acquistò un vestitino bianco e delle scarpe nuove per quella serata. A casa riguardando gli acquisti si sentì immediatamente una stupida: non doveva fare colpo su di lui. O forse era troppo tardi? Buttò in fondo all'armadio il vestito e le scarpe e preparò sul letto un paio di jeans e una magliettina celeste.
Nick ritardò di qualche minuto: colpa del traffico le disse una volta saliti in macchina.
-Ho scelto un ristorantino non troppo lontano, ti dispiace?
-No affatto... per me va bene, non conosco molto la zona...
-Perfetto allora!
Si avviarono verso il locale.
Gabriele:- Non ci voleva...
-Non preoccuparti sa quello che fa
-Ma ne sei sicuro?- chiese scrutando il suo interlocutore.
-Conosco Faith è una professionista.
-Ma si sta facendo coinvolgere e non va bene...
-Lo sai anche tu come sono affascinanti le tentazioni umane... Lasciamola lavorare. Vedrai... ce la farà anche stavolta.
-Speriamo.
-Non dubitarne.
CAPITOLO 7
-Allora Nick parlami di te...
-Cosa vuoi sapere?- chiese versandole il vino nel bicchiere.
-Tutto quello che vuoi dirmi!- gli sorrise.
Nick si pulì la bocca col tovagliolo. Ormai la cena era giunta alla fine e lui fu meravigliato di non essere riuscito ancora a sapere nulla di lei: durante tutto il pasto infatti avevano parlato di sport!
-Sai come mi chiamo e quanti anni ho... conosci Bj... sai che ho una famiglia numerosa e strampalata... sai che sono un cantante... cos'altro vuoi sapere?
-Come sei dentro Nick, quello che pensi, quello che provi...
Nick la guardò per un lungo momento.
-Non so perché hai accettato di uscire con me...
-Non avrei dovuto? Dovevo dirti di no? Sarebbe stato scortese...
-Sei molto sopra la soglia di intelligenza della ragazza tipo con cui esco io di solito...
-Lo prendo come un complimento?
Nick le rispose con un sorriso. -Sai esco con molte ragazze. Alcune sono interessate al mio fisico, altre ai miei soldi, altre a fare sesso o ad avere un contratto discografico... nessuna di loro è interessata a quello che penso, nessuna parla di sport e ride alle mie barzellette...
-In effetti è arduo ridere alle tue battute... mi sono sforzata anche io!- Nick le sorrise di nuovo.
-Tu sei diversa
-Nick sono uscita con te perché mi andava... mi sei simpatico... mi fai ridere... non c'è un motivo preciso... non è stato qualcosa di programmato.
Nonostante la risposta più ovvia e vera sarebbe stata quella <esco con te perché sei il mio lavoro>, Faith si sentì stranamente sincera in quel momento.
-Tu cosa fai Faith? Non so nulla di te...
-Vivo sola da 5 anni, non ho più parenti ...
-Oh mi spiace...
-Non fa nulla Nick davvero...- gli disse poggiando una mano sulla sua.
-Lavoro nel campo della... vigilanza... già possiamo dire così...
In fondo non era poi questa gran bugia!
-Una donna vigilantes! Fico! Potrei assumerti come guardia del corpo... o meglio come angelo custode!- le fece l'occhiolino.
Faith si sentì raggelare: -Diciamo che in un certo senso lo sono davvero un angelo custode...
Nick non fece caso all'inciso della ragazza: -Parlami del tuo lavoro...
-Mi piace il lavoro che faccio, mi rende sicura! Mi piace ascoltare le persone che parlano, conoscerle, avere un contatto con loro... mi piace aiutarle e ... proteggerle...
Faith si fermò per vedere la reazione di Nick. Questa fu totalmente inaspettata. Infatti si alzò dalla sedia mettendo sul tavolo i soldi del conto.
-Vieni...
-Dove andiamo?
-A conoscere il vero Nick...
Più tardi sulla spiaggia...
-Qui mi sento me stesso... adoro l'oceano
-Poi di sera è ancora più bello non trovi?
-Sì... io Faith sono uno a cui piace scrivere, disegnare, comporre, cantare...
-Sei un vero artista...
-Sì una specie di "artista maledetto"... ultimamente non sono soddisfatto di nulla...
- Perché? Hai una bella casa, una famiglia che ti vuole bene, amici che ti rispettano...
-Ehi ehi ehi... ferma un attimo... mi stai diventando banale...
- Perché?
Nick:- Non è tutto oro quello che luccica...
-Allora aiutami a capire come riconoscere l'oro...
Nick:- Non è facile Faith... tu emani un'aurea di tranquillità, parlerei ore con te... ma ci sono cose che non voglio dire ad alta voce perché dirlo servirebbe solo ad ammettere come sono diventato ...
Faith:- Nick l'hai detto... come sei diventato, no come sei veramente...
Nick le prese la mano e camminarono per un po' in silenzio sulla spiaggia umida.
-Faith...- le disse fermandosi: -... non sono la brava persona che mi sto sforzando si essere da quando ti ho incontrata... scappa prima che io possa rovinarti.
Faith scoppiò a ridere. Nick la guardò con aria interrogativa.
-Ehi non puoi essere così terribile!
Il ragazzo però non rideva. Allora Faith gli lasciò la mano e, mettendosi in punta dei piedi, gli circondò il collo con le braccia poggiando il suo petto contro quello di lui. Lo strinse a sé per fargli sentire il suo calore. Nick sentì un'ondata di felicità invadergli il cuore, era contento come non lo era da tempo. Non resistette oltre: ricambiò l'abbraccio cercando di far arrivare al cuore di Faith la stessa gioia che lei gli stava dando. Quando si staccarono erano tutti e due visibilmente imbarazzati: non era un abbraccio qualunque, non era un abbraccio di due persone che si erano conosciute non meno di 24 ore prima.
-Ok...- disse Faith impacciata. -Si è fatto tardi...
-Vuoi andare a casa?
-Sì... non reggo troppe emozioni in una sola volta...
-Ok...-
Si incamminarono come due fidanzatini verso la macchina.
Tornata a casa Faith si addormentò di sasso...
-Allison, Margaret... andiamo è tardi...
Allison:- Arrivooooo sono al telefonooooo
-E ti pareva... lei è al telefono e io pago!- borbottò un signore sulla cinquantina.
Marg:- Ally attacca... saluta Cody!
Ally:- Un attimo! Amore no ... non ce l'ho con te... sì sì... ok... e lo sai che non posso!
Una signora si affacciò alla porta della stanza di Allison: -Signorinetta... sbrigati... tua cugina si sposerà con o senza di noi! Non ci aspetta mica!
Ally:- Amore, ti saluto ok? Altrimenti avrò sulla coscienza un matrimonio mancato... Un bacio... sì anche io ti amo... ciao... ciao...
Attaccò il telefono:- Siete contente??? Ho finito!
-Siamo in ritardo! Adesso papà chi lo sente...
-Faith?... Faith... svegliati pigrona...
Faith aprì gli occhi controvoglia... stava facendo un sogno e voleva vederne la fine, voleva vedere i volti di quelle persone che non era riuscita a scorgere.
-Gabriele...
-Ehi ciao ben svegliata....
-Che ore sono?
-Le 4
-Di mattina!?!?!?
-... Scusami... ma potevo venire solo ora...
Faith si mise il cuscino sulla faccia e gli disse: -Ti odio!
Gabriele rise: Faith non cambiava mai!
Buttata giù dal letto, Faith si vide costretta ad alzarsi per fare rapporto al suo supervisore.
CAPITOLO 8
Era troppo presto per aprire gli occhi ma dovette farlo perché il telefono suonava ininterrottamente. Mentre biascicava un pronto insonnolito nell'apparecchio, Faith guardò l'ora: MEZZOGIORNO!!!!
-Ehi ma ti ho svegliata?
-Mmmmm ciao Nick... diciamo di sì...
-Dormito male?
-No è che mi sono alzata alle quattro...
-Coma mai così presto?
-E' venuto a trovarmi Gabriele...
Mentre pronunciava quel nome Faith sbiancò recuperando in 2 secondi la lucidità che le poche ore di sonno avevano fatto sparire. Ma che le era saltato in mente!!! Di tante cavolate doveva per forza dire la verità?? Nei secondi di silenzio che seguirono la ragazza iniziò a sbattere la testa sul comodino sperando che Nick non avesse dato peso alla cosa. E invece...
-Faith cos'è questo suono?
La ragazza si fermò di colpo massaggiandosi la fronte:-Quale suono?
-Questi colpi...
-E' il vicino col martello...- mentì spudoratamente.
-E chi è questo tuo amico che si presenta a casa tua alle quattro di mattina?
-Nick non è affatto come pensi...
-Scusami... non dovevo farti questa domanda...- sembrava veramente pentito. -Non sono nessuno per farti domande così personali... dimenticala ok? Non mi devi spiegazioni...
-Ma io te le voglio dare!- gli rispose rossa in viso.
-Davvero?
-Certo!
-E allora chi è?
-Già... chi è?
-E me lo chiedi a me???- La voce di Nick iniziava a prendere un tono di disapprovazione.
-Gabriele è...- iniziò a guardarsi intorno finché non incontrò con lo sguardo l'unico quadro della stanza nonché della casa. Era un dipinto olio su tela che riproduceva dei gattini.
-... è il mio gatto!
-Il tuo gatto?
-Sì il mio gatto... perché?
-Non mi hai detto che avevi un gatto...
-Bhe mi sarà passato di mente no? La prossima volta che vieni te lo faccio conoscere ok?
-Va bene... senti ti ho chiamata per dirti che io domani parto per una tre giorni di promozione... e mi avrebbe fatto piacere vederti per salutarti...
-Oh... va bene...
-Stasera alle sette ti trovo?
-Come no... sarò a casa...
-Allora vengo...- la sua voce era tornata dolce.
-Sì...
-A dopo...
-Ok Nick.
-Faith aspetta... non riattaccare...
-Che c'è?
-Volevo dirti che... sì... insomma... ieri sono stato benissimo con te...
Faith sorrise:- Anche io Nick sono stata bene con te...
-Allora ci siamo detti tutto... a dopo...
-Ciao...
-Ciao...
Faith non fece in tempo a riattaccare il telefono che si precipitò a farsi un bagno: aveva una missione da compiere!
Un'ora dopo la telefonata di Nick, Faith usciva soddisfatta dal supermercato con il kit completo dell'ottima animalista: lettiera, sassini per la lettiera, ciotole, tappetino, topino di plastica, cuccetta, gabbietta, collarino e cibo per gatti. Ora mancava solo... il gatto.
Girò per tutte le strade di Orlando alla ricerca di un micio da portarsi a casa ma sembrava proprio che i gatti americani non amassero dare confidenza agli estranei... neanche se gli estranei in questione avevano tra le mani una razione abbondante di carne in scatola. Forse si spaventavano per via della gabbietta! Mah...
All'ennesimo fallimento Faith stramazzò su una panchina sfinita. Una vecchietta che la stava osservando da un po' le disse.
-Buongiorno!
-Buongiorno anche a lei...
Si sedette vicino a Faith :-Non ci sa fare molto con gli animali...
-No... sono negata...
-Le serve un gatto?
-Sono disperata ... mi serve un gattino entro le sette di stasera... ma nessuno si fa prendere...
-E se glielo regalassi io un gattino tigrato?
-Davvero farebbe questo per me???- chiese con gli occhi speranzosi.
-La mia gatta ne ha partoriti 3 una mesata fa... me ne è rimasto uno solo... lo vuole?
Faith non se lo fece ripetere due volte! Seguì la vecchina e dopo mezz'ora stringeva tra le mani il suo Gabriele!
Il gattino sembrava sentirsi a casa nell'appartamento di Faith e la ragazza fu contenta di vedere che la signore gli aveva impartito un'educazione impeccabile.
Infatti a parte un primo momento di spiazzamento, il gatto aveva riconosciuto tutte le sue cose.
-Gabri
vieni qui
tesoro della mamma
-Bhe sei stata proprio carina a chiamare il gatto come il tuo migliore amico
-Gabriele!- urlò Faith saltando al collo del ragazzo
-Non fare l'affettuosa con me!- fece il finto broncino. Come puoi dare al gatto il mio stesso nome
-Ehi Gabri non te la prendere dai
sai essere molto più buono
avevo combinato un casino e l'unico modo per salvarmi era quello di farti passare per un gatto
stasera viene e Nick e conoscerà il tuo "te" felino! Non è fantastico?
-Un amore
- disse poco convinto. La storia del nome proprio non gli andava giù!
-Vabbè
me ne vado
-Di già? Non ti fermi? Non sei venuto per dirmi qualcosa?
-No passavo di qui e volevo fare solo un paio di apprezzamenti sul tuo nuovo gatto
Faith gli schioccò un bacio sulla guancia :-Per farmi perdonare ti permetto di uscire dalla finestra ok? Siamo pari?
Gabriele ironico: -Se la metti così allora
ti perdono!
Faith gli sorrise mostrando tutta la dentatura.
-Ciao piccola Faith buon lavoro.
-Ciao Gabriele
I due amici si salutarono e Faith tornò a giocare con il micetto.
Alle sette precisissimo Nick suonò alla porta.
-Ehi
- gli disse Faith vedendolo. Che precisione!
-Ciao Nick sembrava un po' nervoso.
-Vieni accomodati non vedo l'ora di presentati Gabriele
tutto bene Nick?
-Certo
come al solito
Masticava freneticamente la gomma e a Faith sembrò strano il suo comportamento. Si sfregava le mani e la fronte in continuazione come se non avesse potere di decidere i suoi movimenti. Aveva gli occhi assenti ed emanava anche una certa euforia particolare
finta. Si erano seduti sul divano e Nick non accennava a prendere un qualsiasi discorso così Faith gli toccò il braccio dicendo:
-Sei sicuro di stare bene Nick?
A quel leggerissimo tocco il ragazzo scattò in piedi come una molla :-Ho detto di sì
quante volte vuoi chiedermelo ancora?
-Ok
ok
non ti arrabbiare
siediti dai ti vado a prendere Gabri ok?
Faith era sul punto di sbattere la testa contro il muro: il suo comportamento era sbalorditivo e fuori luogo. Riuscì a cambiare discorso portando il gatto e per tutto il tempo in cui Nick rimase a casa sua non fecero altro che parlare di come si curava un animale!
Quando sentì di nuovo suonare il telefono, non voleva crederci.
-Ma cos'è oggi??? Basta!- disse a voce alta controllando l'ora. Erano le cinque di mattina. Alzò il ricevitore.
-Pronto?
-
-
-Pronto? Chi parla?
-
-
-Bj? Nick? Mi sentite?
Non è che aveva una gran scelta! Il suo numero ce lo avevano solo in due! Un rumore venne dalla cornetta, come se l'apparecchio dall'altra parte fosse stato buttato a terra. Non riuscendo a sentire altro riattaccò.
-Ma tu guarda
se prendo quei due
Stava per rimettersi sotto le coperte quando apparve Gabriele.
-Faith
-Uffa ma oggi proprio non volete lasciarmi in pace
Faith tornò seria vedendo l'espressione dell'amico.
Forse è meglio che ti vesti
-Chi era al telefono? Nick?- la sua voce faceva trasparire la preoccupazione.
Gabriele si limitò ad annuire.
CAPITOLO 9
Prese le chiavi della macchina e scese correndo le scale per raggiungere il veicolo. Gabriele aveva la faccia troppo seria e poi non l'avrebbe disturbata se non fosse stata un'emergenza. Doveva essere successo qualcosa di grave a Nick. Guidò la sua Toyota come una pazza per raggiungere nel più breve tempo possibile la casa di Nick e quando vi arrivò la trovò immersa nel buio. Provò a suonare il citofono ma visto che nessuno le apriva, chiuse la macchina e scavalcò in un punto dove la ringhiera era più bassa. Percorse, correndo a perdifiato, il vialetto che portava alla casa. Fece per bussare con convinzione ma si accorse che la porta era aperta. Non ci pensò su due volte: entrò chiamando il giovane.
-Nick?
Nick rispondi
La sua voce era sempre più disperata man mano che girava per le stanze vuote.
-Nick ti prego rispondimi
dove sei? Non mi piacciono questi scherzetti
Faith si dovette fermare a prendere fiato. Non era abituata a subire l'influsso delle emozioni umane e le mancava quasi il respiro. Boccheggiò alla ricerca di aria e quando riuscì ad avere il controllo dei propri respiri continuò il giro. Al piano di sotto non c'era. Notò il telefono e le venne istintivo alzare la cornetta: era ancora collegato, molto probabilmente con casa sua. Nick aveva chiamato ma poi chissà per quale motivo non aveva potuto o voluto parlare. Salì al piano superiore con le gambe tremanti e si diresse senza esitazione verso la camera dove, la prima volta che si erano conosciuti, l'aveva trasportato con l'aiuto di Bj. Finalmente una luce accesa arrivò ai suoi occhi. Proveniva dal bagno. La porta era accostata. Faith la spalancò e la scena che vide non le piacque molto. Nick era seduto a terra vicino alla Jacuzzi, si teneva le ginocchia al petto ed era tutto sudato. Tremava vistosamente. Il telefono era abbandonato ai suoi piedi.
-Nick
sono qui
- gli disse prima di avvicinarsi. Lui sembrò non sentirla.
Fatih allora si avvicinò, chiuse la comunicazione con casa sua, si inginocchiò vicino a Nick e gli passò una mano sulla nuca, completamente madida di sudore. A quel tocco Nick drizzò di scatto la testa e la guardò in faccia. Aveva la mascella serrata, gli occhi ancora più inespressivi di quelli del pomeriggio, gonfi e rossi o meglio
iniettati di sangue. Il suo volto era pallido e spiccavano delle occhiaie terribilmente scure.
-Oh mio Dio
tu sei in piena crisi di astinenza
Faith si alzò e iniziò a trafficare rumorosamente in bagno tra le cose di Nick.
-Dove l'hai messa eh?
Cretino
Dimmi dov'è
- gli urlò a pochi centimetri dalla faccia. Nick però continuava nel suo mutismo. Faith alzò la testa al cielo per ricacciare dentro le lacrime che, prepotentemente, volevano uscire copiose e fu allora che l'occhio le andò su un pannello del controsoffitto spostato. Si arrampicò sul water e andò a colpo sicuro. Non dovette cercare molto. La mano urtò una sacchetta. La tirò giù. Era un marsupio verde scuro. Si sedette sul bordo della vasca prima di esaminarne il contenuto. C'erano tre bustine di plastica con della polverina bianca. Non ci sarebbe voluta la scientifica per identificarla come cocaina. Inoltre c'era tutto l'occorrente per sniffarla.
Nick continuava a tremare nella sua inespressività totale.
Due lacrime rigarono il volto di Faith.
Io
non so cosa fare
aiutami
ti prego
Appoggiato allo stipite della porta del bagno c'era Gabriele.
-Faith il tuo lavoro vero e proprio inizia da qui
te la senti?
Faith annuì.
-Aiutalo ad alzarsi, portalo a letto, coprilo perché sta sudando freddo, asciugagli il sudore con una pezza umida, fagli bere del caffè forte ad intervalli di un paio d'ore
soprattutto tienilo lontano da qualsiasi sostanza stupefacente.
-Ok
-Faith non sarà solo oggi
potrebbe durare giorni
se non te la senti chiama il 911 ok?
-Ma se lo faccio tutti verrebbero a sapere che Nick Carter è un cocainomane giusto?
-Giusto
-Ho preso la mia decisione
-Se hai bisogno chiamami ok?
-Contaci
-Buon lavoro piccola Faith
- detto questo l'amico scomparve nel nulla così come era arrivato.
Per prima cosa la ragazza buttò tutto il contenuto delle bustine e le bustine stesse nel water e tirò la catena. Poi si volse verso Nick tornato alla sua posizione fetale. Lo destò scotendogli il braccio vigorosamente e quando pensò di aver catturato quel minimo di attenzione che le serviva, gli parlò.
-Ok Nick adesso devi collaborare ok? Non possiamo rimanere qui, devi alzarti. Mi capisci?
Non dava segni di risposta e allora Faith passò all'attacco. Gli fece scivolare le sue braccia sotto le ascelle fino al gomito e poi iniziò a tirarlo su aiutandosi con la parete. Una volta alzato fu un colpo da maestro riuscirlo a girare verso la porta e trascinarlo fino al letto. La prima volta l'aveva fatto con Bj, adesso era sola.
Ci mise 10 minuti per portarlo dal bagno al letto. Arrivata a destinazione lo scaraventò con forza sul materasso. Nick cadde di pancia.
-Non me ne va bene una
- disse disperata.
Raccogliendo ancora un po' di forze lo girò e gli tolse scarpe e cinta dei jeans. Lo guardò. Aveva ancora gli occhi sbarrati
faceva paura.
-Al diavolo
- disse avvicinandosi al telefono
alzò la cornetta e digitò la prima cifra: 9
Riattaccò subito meravigliandosi della sua codardia. Pur di non affrontare quella situazione difficile era pronta a metterlo nei guai. Non che non se lo meritasse
Tornò verso Nick e gli tolse i pantaloni. Avendo incastrato le lenzuola sotto il peso del ragazzo, girò nella stanza alla ricerca di una coperta.
Fortunatamente trovò delle coperte di lana e dei piumoni. Prese un piumone e una coperta e li adagiò su Nick. Poi cercò alcuni fazzoletti nei cassetti della biancheria di Nick. Li trovò dopo parecchi tentativi. Li bagnò con l'acqua e iniziò a tamponargli la fronte.
Il suo lavoro fu interrotto dal telefono. Quasi saltò dallo spavento. Non rispose e aspettò che si azionasse la segreteria telefonica.
-Ciao Nick sono Jeff, ti ricordo che tra un paio d'ore passo a prenderti
Faith si ricordò del suo impegno promozionale. Alzò il ricevitore. Pronto?
-
scusi ma lei chi è?
-Sono la Dottoressa Murdock
-La dottoressa
chi?
-Sono la dottoressa del signor Carter. Mi ha chiamato una mezz'ora fa per una visita urgente a domicilio
purtroppo il signor Carter non può muoversi da casa
-Ma cosa significa? Ha degli impegni
mi passi Nick.
-Mi spiace ma ora Nick sta riposando. È
sotto sedativi
-Sotto sedativi? Cosa gli è successo?
-Una brutta broncopolmonite. Gli servirà almeno una settimana di riposo assoluto
se vuole la faccio richiamare appena il signor Carter si sente meglio
-Cazzo
avevamo una promozione da fare
-Mi spiace ma non uscirà da casa
ora se vuole scusarmi
ho del lavoro da svolgere
Riattaccò il ricevitore con le gambe che ancora le tremavano a causa dell'emozione. Come bugiarda aveva una carriera. Sperava solo di essere riuscita a convincere quel tipo lì!
Tornò a concentrarsi su Nick che non aveva smesso un attimo di agitarsi.
Dopo un paio d'ore la situazione era peggiorata. Aveva iniziato a dire delle cose senza senso e a strillare per avere la droga. Faith aveva le braccia che le dolevano a forza di tentare i reprimere gli scatti di Nick. Colse un momento in cui sembrava essersi calmato per correre nel guardaroba a prendere delle lenzuola. Le legò tra di loro a mode corda. Col cuore stretto dalla pietà strinse quelle corde attorno al corpo di Nick per tenerlo fermo nel letto.
All'ennesimo spasmo, vedendo che la sua idea reggeva, scese in cucina a preparare il caffè.
Ne preparò diverse caraffe e prima di portarlo su nella camera da letto, ne bevve un paio di tazze. Si preannunciava una giornata lunghissima.
CAPITOLO 10
Aiutò Nick ad alzare la testa e gli fece ingurgitare una tazza stracolma di caffè. I suoi occhi erano meno vacui di quando era arrivata ma non avevano ancora riacquistato la lucidità. Non la guardava ne' parlava. Agli occhi di Faith era totalmente assente. La colse impreparata infatti la testata che Nick diede alla tazza. Questa fece un capitombolo a terra frantumandosi in mille pezzi. Faith si ritrasse dallo spavento. Nick iniziò ad urlare di nuovo dimenandosi nel letto. La ragazza corse fuori dalla stanza e la chiuse a chiave. Piangeva sia per lo spavento sia per la scena a cui aveva assistito: Nick che urlava a squarciagola con la saliva che gli scendeva lungo il collo.
Rimase fuori dalla sua porta finché non lo sentì calmarsi. Quando la casa tornò al silenzio decise che era ora di fare le pulizie. Iniziò dalla cucina: rovistò ogni pensile, ogni anfratto anche i mobili che all'apparenza contenevano solo piatti. Ripulì il frigorifero da tutto ciò che era alcolico o birra. Passò poi al salone. Fece la stessa identica cosa. Nel ripulire un armadietto però le capitò tra le mani una scatola di modeste dimensioni. Sapeva che sarebbe stato troppo facile nascondere della roba lì ma la curiosità ebbe il sopravvento: aprì il contenitore e lo trovò stracolmo di foto. Queste lo ritraevano con delle persone che Faith conosceva benissimo grazie al rapporto su Nick che aveva letto quattro giorni prima. Erano i suoi genitori e gli altri componenti dei Backstreet Boys: Brian, Kevin, Howie ed Aj.
Si alzò e andò verso lo scaffale dove, poco prima, aveva visto gli album di fotografie di Nick e li sfogliò rapidamente: in quei contenitori non c'erano foto che lo ritraevano ne' con i suoi genitori ne' con uno dei suoi ex-colleghi. Molto probabilmente erano state tolte tanto tempo prima come per cancellare quelle persone dai suoi ricordi.
Fu un fastidioso formicolio lungo la schiena che la fece svegliare. Aprì gli occhi e, nonostante il dolore che le provocava quella scomoda posizione, rimase un attimo in ascolto. Non provenivano rumori dal piano superiore... segnale di via libera! Si stiracchiò riprendendosi da quel breve riposino: si era addormentata tra le foto di Nick senza neanche rendersene conto. Decise di salire per controllare come stava: lo trovò che dormiva per la prima volta da ore tranquillo. Non si contorceva più dagli spasmi che la crisi gli procurava. Il suo respiro era ancora affannoso anche se non rantolava più. Sudava ancora molto. Sapeva che questo stato di calma era solo apparente. Gabriele l'aveva avvertita: i postumi sarebbero potuti durare giorni. Gli tolse di dosso quelle orrende corde di lenzuola che lo tenevano legato al letto, liberandolo finalmente.
Quel momento di intimità fu interrotto dal suono del campanello. Prima di scendere ad aprire Faith gli sfiorò la guancia col dorso della mano e sussurrò vicino al suo orecchio :-Dormi Nick... ci sono io qui a vegliarti...
Si alzò, socchiuse la porta dove riposava il ragazzo e scese le scale frettolosamente.
-Arrivo...- annunciò al visitatore
Aprì la porta e si trovò di fronte un ragazzo un po' più alto di lei con i capelli castani e gli occhi blu. Lo riconobbe subito.
-Salve... è tua la macchina abbandonata davanti al cancello?
-Sì... è la mia...
-Posso sapere chi sei e che ci fai a casa del mio amico?
-Sono Faith... tu sei Brian?
-Sì... come fai a conoscermi?
-Dimentichi? Sei un cantante!- sorrise -Scusami se ti ho bloccato l'accesso... hai dovuto scavalcare anche tu?
-Perché hai scavalcato?
-Sì... è una lunga storia... vieni... entra pure...
-Magari se mi dai le chiavi della tua auto le metto dentro tutte e due... che ne pensi?
-Oh... sì....
Faith sparì e tornò dopo qualche secondo. -Eccole... ti aspetto in salotto...
Brian posteggiò le auto nel cortile di fronte alla porta di ingresso e raggiunse Faith che lo aspettava sul divano. Senza troppi convenevoli le disse :-Ho ricevuto una chiamata di Jeff... mi diceva che Nick ha la bronchite...
-Broncopolmonite...
-... già... broncopolmonite... sono venuto a vedere come sta...
-Cos'è, è stato Jeff a convincerti che era una balla o lo hai capito da solo?
-Jeff sembrava convinto... e anche incazzato... dov'è Nick?
-In camera sua...
-Posso vederlo?
-Come no... questa è più casa tua che mia...
Faith lasciò salire Brian senza dirgli nulla sulle condizioni di Nick. La visita non durò molto. Dopo appena pochi minuti Brian scese scioccato.
-Cosa gli è successo veramente?- le chiese senza esitazioni. Sul suo volto traspariva una sentita preoccupazione.
-Da quanto non vedi e non senti Nick, Brian?
-Cosa intendi?
-Quello che ti ho appena chiesto... eravate amici voi due no? Frick e Frack... o sbaglio? Da quanto non gli fai una telefonata o una visita?
-La cosa è reciproca...
-Quale cosa? Io non ho detto nulla...
-Se sei amica di Nick saprai che non ci vediamo o sentiamo da almeno sei, forse otto mesi...
-Brian... un anno... e Nick si è cacciato nei guai...
Faith raccontò a Brian cosa era successo e poi dovette ripetere di nuovo tutto all'arrivo degli altri ragazzi. Loro la ascoltavano in silenzio. Non dissero nulla neanche quando Faith ebbe finito il racconto. Salirono tutti per un attimo da Nick e poi si ritrovarono seduti attorno al grande tavolo della sala da pranzo del loro amico.
Faith li osservava dalla porta: non si stavano scambiando una parola. Molto probabilmente pensavano... pensavano a come Nick fosse potuto cadere in un baratro così profondo senza che nessuno di loro avesse avuto modo di accorgersene, di stargli vicino. Aj era quello che sembrava più colpito dalla situazione: ci era passato due anni prima per cui era quello che maggiormente poteva riconoscere i sintomi dati dall'uso prolungato di droga e alcool. Ma nulla... non si era accorto di nulla...
Faith si allontanò per raggiungere la stanza di Nick. Ormai erano passate quasi 24 ore da quando l'aveva trovato e nonostante piccoli miglioramenti, non aveva ancora ripreso conoscenza. Quando aprì la porta vide che c'era una persona seduta sul letto di Nick.
-Gabri....- lo chiamò correndogli tra le braccia.
-Faith...- l'abbracciò.
-Gabri... aiutami...- Faith era in lacrime. -Mi sento così vulnerabile...
-Faith sai che non posso intervenire...
-Sì ma lui non si riprende... ho fatto la cosa giusta? Dovevo chiamare l'ambulanza?
-Non innamorarti Faith...
La ragazza si staccò dall'abbracciò e si allontanò dall'amico.
-Non mi sono innamorata...
-L'ultimo incarico che hai affrontato... nonostante la giovane età del tuo assistito... eri più serena...
-Mi sono spaventata Gabri... è stato orribile... - la ragazza abbassò lo sguardo.
-Ehi...- le disse alzandosi. -Ehi... guardami negli occhi...- le prese il viso tra le mani e glielo alzò finché i loro occhi non si incontrarono. Quello sguardo mise in Faith una dolce tranquillità. -Devo ricordarti chi sei? Faith sei un angelo di Dio... e Dio non ti avrebbe dato questa missione se poi non avesse voluto che tu la portassi a termine non credi?
-Gabri... non sento più nulla...
-La percezione si è attutita con il tuo ritorno tra gli umani ma c'è non preoccuparti... Nick starà bene... hai preso la decisione più saggia...
-Se lo dici tu... mi rincuora...
-Faith gli esseri umani, al contrario di noi angeli, non hanno il concetto dell'eternità, non sanno cosa significa veramente. Loro vivono chi più chi meno per un certo numero di anni e nel momento che muoiono, anche se speravano in vita che ci fosse un qualcosa dopo, non si aspettano quello che in realtà trovano dopo il trapasso, non lo si può spiegare, non lo si può raccontare, succede e basta... ricordatelo...
Detto questo l'angelo spiegò le ali e scomparve nel nulla.
CAPITOLO 11
I ragazzi avevano deciso di rimanere vicino a Nick e si erano organizzati come potevano, per dormire da lui. Faith era andata a dormire in camera del ragazzo, sulla sedia vicino al suo letto per stargli vicino nel caso in cui avesse avuto un'altra brutta crisi.
Quando si svegliò qualcuno le stava accarezzando i capelli con dolcezza. Alzò lo sguardo e si trovò a fissare gli occhi azzurri di Nick.
-Nick... buongiorno... ce l'hai fatta a svegliarti...- gli disse stropicciandosi vigorosamente gli occhi.
-Faith... che ci fai qui? Cosa è successo?
La sua voce era appena udibile e parlare doveva costargli fatica.
-Poi ti spiego... come ti senti?
-Mmmm... malissimo... come se fossi stato investito da un treno... la schiena... i muscoli... la testa...
-Nick sei stato incosciente tutto di ieri... ricordi qualcosa? Dovevi partire per una promozione...
-La promozione... sì ricordo la promozione...
-Jeff ha telefonato ed ha parlato con me... gli ho detto che avevi la broncopolmonite...
-Ho la broncopolmonite?
Faith si alzò di scatto dalla sedia passandosi nervosamente le mani sulla faccia e nei capelli. -Dio Nick... perché fai finta di nulla... sei in crisi... di astinenza... te lo ricordi questo?
-...- Nick aveva girato lo sguardo altrove.
-Perché non mi hai detto nulla? Avrei potuto aiutarti...
Nick tornò a fissarla. Stavolta il suo sguardo era duro :-Sì come no... vado da una che conosco appena e che mi piace... sì Faith tu mi piaci proprio tanto... e le dico <ciao sai che mi faccio?> ... ho tentato di metterti in guardia...- la sua voce si era fatta meno accalorata -... ti avevo detto che non ero un bravo ragazzo...
-Vuoi parlarne con me, ora?
-Non c'è molto da dire a riguardo... non sono il bravo ragazzo da presentare in famiglia il giorno del ringraziamento... non sono il cazzo di ragazzo che tuo padre porterebbe a pesca per raccomandargli di trattare bene sua figlia... non sono l'uomo che speravi che fossi... mi dispiace tanto di non esserlo...- si girò di nuovo per non incrociare lo sguardo triste di lei. Nick pensò di leggere nei suoi occhi delusione e amarezza. Alla prima occasione l'avrebbe abbandonato... con una scusa stupida sarebbe uscita da quella porta e non avrebbe più fatto ritorno.
-Giù ci sono i ragazzi... vuoi parlare con loro visto che io non vado bene?- la sua voce era ferita.
-Quali ragazzi?
-Howie, Kevin, Aj e Brian...
Per un attimo Faith pensò di intravedere un sorriso felice sulle labbra di Nick, lei avrebbe sorriso se fosse stata al suo posto. Ma ben presto dovette ricredersi: era un ghigno ironico.
-Mandali via... si sono ricordati ora del loro fratellino tossico?
-Nick non parlare così, loro...
-IO PARLO COME VOGLIO... e ora puoi uscire? Devo andare al cesso e sento di avere solo le mutande addosso... vuoi rimanere e dare un'occhiata?
Faith si trattenne dal mollargli uno schiaffo sonoro sulla guancia per la volgarità che la frase sottintendeva. Sapeva che uno dei sintomi di una crisi era questo cambio di umore improvviso. Si alzo e gli rispose.
-Ok... vado a prepararti qualcosa da mangiare... avrai fame... in bagno non troverai nulla... ho ripulito il tuo nascondiglio segreto... non so se hai la roba nascosta in altri punti e non lo voglio sapere ma lascia solo che ti dica una cosa: se ora stai così male e pensi di non farcela allora dimmelo... esco e te la vado a cercare io un po' di droga... ma se pensi che un minimo di te è rimasto, un minimo di quella persona che ho visto davanti alla porta di casa mia con le rose, la persona simpatica, sensibile e brillante che mi ha portato fuori a cena... allora Nick soffri un po' ora perché più passerà il tempo più sarà difficile... e Nick?
-Che cosa vuoi?
-Qualcuno te li avrà pure tolti i pantaloni no?
Così dicendo lo lasciò seduto sul letto a decidere cosa fare e scese di sotto.
In cucina trovò Howie e Kevin che ci stavano preparando la colazione.
Kev: -Faith buongiorno! Parlavamo proprio di te
vuoi favorire?
Faith: -Buongiorno ragazzi
grazie favorisco volentieri- disse sedendosi sullo sgabello vicino ad Howie e trangugiando un bel bicchiere di spremuta di aranciata.
Faith: -Nick si è ripreso
How:- Ma è fantastico! Vado ad avvertire J
era così sconvolto ieri
Così dicendo Howie se ne andò lasciando soli Kevin e Faith.
Kev: -Non farci caso
D è sempre così positivo
come sta Nick?
Faith: -Male
è nella sua fase di umore nero
Kev: -Capita a chi è in crisi no?
Faith: -Sì è normale
ha ancora le pupille dilatate, ma almeno gli occhi non sono iniettati di sangue come ieri
ha ripreso un po' il colorito e le occhiaie si sono attenuate
Kevin: -Come va con i dolori?
Faith: -Testa, schiena, muscoli
sicuramente anche reni
l'ho lasciato che stava andando in bagno, non mi sorprenderebbe se ci fosse andato più per vomitare che per altro
Kev: -Anche Aj ha passato questi momenti, noi li abbiamo vissuti attraverso i suoi racconti quando ormai tutto si era concluso
Faith: -Per Aj deve essere stato uno shock vedere Nick ridotto così
-Già
il non essersene accorto è quello che lo logora dentro
-Potremmo chiedere a lui di affrontare con Nick l'argomento
sarà spaventato da tutto quello che gli sta succedendo e non penso che sia andato su un libro a vedere cosa comporta una crisi di astinenza
-E' una buona idea
gliene parlo più tardi
-Sì anche perché ora Nick non vuole vedervi
-
-
-Kev è sconvolto
penso si vergogni tanto
-Lo credo anche io
ti andrebbe di andare da Brian a dargli la notizia?
-Ok
vado
Posso farti però prima una domanda?
-Sì certo dimmi pure
-Perché Brian e Nick hanno litigato?
Kev: -Bella domanda
non penso che abbiano litigato
non si sono capiti e ognuno si è rinchiuso nel suo mondo
Brian la famiglia, Nick la sua carriera solista
-Ma Brian vuole ancora bene a Nick?
-Più di prima
chiediglielo
Faith sorrise a Kev e si avviò verso la stanza dove aveva dormito la notte precedente Brian portando con sé una tazza di caffè. Bussò alla porta e aspettò di sentire la voce del ragazzo dirle avanti.
Quando il permesso arrivò, Faith entrò.
-'Giorno Brian
-Ohi Faith ciao!- Brian si tirò su a sedere nel letto. Scusa se sono ancora a letto ma pensare a cosa mi aspetta fuori dalle coperte non mi aiuta ad uscirne
-Bhe allora puoi anche saltare giù e farti una doccia, Nick si è ripreso
-Ma è meraviglioso!!!!- disse entusiasta.
-Tieni- gli porse il caffè.
-Grazie Faith
sei molto gentile
raccontami
-Niente di che
quando mi sono svegliata lui era già sveglio e mi stava osservando
abbiamo scambiato due parole, più che altro ci siamo detti i nostri reciproci punti di vista
ed eccomi qua
-Non era di buonumore vero?
-Per nulla
-Conta che Nick già di suo non è di buonumore la mattina
figurati oggi
- Brian sorrise. Faith lo guardò per un lungo momento e poi gli chiese a brucia pelo: -Gli vuoi bene?
Brian posò la tazza sul comodino e incrociò le braccia al petto. Non sembrava sorpreso di quella domanda e neanche scocciato per l'intrusione nei suoi sentimenti.
-Non ho mai avuto un fratello più piccolo, ero io il piccolino di casa
e Nick per me negli anni è diventato questo
un fratellino minore
a volte si discute,
e ci si allontana per motivi cretini ma l'affetto
quello Faith non lo può cambiare nessuno
penso che ci stiamo tenendo solo il broncio
-E tu? Lo tieni ancora il broncio?
-No
e lui?
-Mmmm secondo me sì
non vuole vedervi
penso sia una questione di orgoglio
-Già il superuomo che non necessita di nessuno
- le sorrise dolcemente.
-Già
-
-Però ha bisogno di te
non abbandonarlo Faith
non ora
non so cosa ci sia tra di voi e non lo voglio sapere
fino a ieri non sapevo neanche della tua esistenza
ma se ha cercato te c'è un motivo
Nick a volte è come una pentola a pressione
dopo un po' se il vapore non esce esplode
esplode con la rabbia e col furore che ha dentro
tu puoi stargli vicina
me lo sento
CAPITOLO 12
Faith uscì dalla stanza di Nick e chiuse la porta piano piano, senza fare troppo rumore. Aveva paura si svegliasse di nuovo e che ricominciasse a strillare come un ossesso. Respirò a fondo e scese in cucina. Giù l'attendevano i ragazzi seduti intorno alla grande penisola che troneggiava al centro della stanza. Fu Kevin a prendere parola.
-Non l'ha presa bene vero?
-No
.
Aj: -Che palle quando fa così
Brian: -J! Mi meraviglio di te! Ci sei passato anche tu!
Aj: -Sì ma tu scordi una cosa Rok
Brian: -Cosa?
Aj: -Nick fa sempre così quando le cose non gli vanno giù
non è una questione di alcool o di droga
Howie: -Sono d'accordo con te vecchio mio!
Brian sospirò sconfitto: sapeva che i suoi amici non avevano tutti i torti.
Kev: -Una cosa è certa
non ci vuole affrontare
Faith: -Ragazzi io devo assolutamente ritornare a casa, ho lasciato Gabri, il mio gatto, da solo e poi vorrei prendere qualche vestito
Brian:- Non preoccuparti Faith
tu vai
a Nick ci pensiamo noi. Non è autosufficiente per cui si dovrà accontentare per il momento di quello che passa il convento!
Faith: -Io torno in serata ok?
Kev: -Vai, fai quello che devi fare con calma e poi torna ok?
Howie le porse un biglietto: -Il numero di casa di Nick ce l'hai, questi sono i nostri cellulari, se ti viene voglia di chiamarci
fallo e basta
non ci pensare
Faith prese il biglietto con la mano sinistra e se lo mise in tasca : - Grazie
Subito dopo Brian notò che si stava massaggiando il polso destro. Faith cos'hai al polso?
Faith: -Nulla Brian non preoccuparti
-Fa vedere
- Brian glielo prese e lei si lasciò sfuggire un'esclamazione soffocata di dolore.
Brian: -E' stato Nick? Vero?
-No
Brian
mi sono fatta male da sola
lui mi teneva il braccio
sono stata io per divincolarmi
Brian le massaggiava il polso con dolcezza. Abbiamo sentito le urla
-Te l'ho detto non vuole rimanere solo con voi
era arrabbiato
Brian d'istinto si alzò è l'abbracciò. Faith rimase interdetta dal suo comportamento. Quando si staccò dall'abbraccio le disse: -Ne parlavamo prima che scendessi
sei una persona molto positiva, emani serenità. Grazie per essere qui con noi
con Nick. La tua presenza non può che essere un dono di Dio.
Faith arrossì: -Faccio solo il mio
"lavoro"
Detto questo sorrise a tutti ed uscì per andare a casa.
Entrò a casa e la prima cosa che fece fu cercare il gatto.
Non riusciva a trovarlo e si preoccupò. Era stata via un'intera giornata ed aveva lasciato una finestra aperta.
Che fosse scappato? Sperava proprio di no! Anche se non avrebbe avuto tutti i torti
lasciato lì solo e senza cibo
che padrona indegna.
Stava gattoni cercando Gabriele sotto il divano quando sentì la solita voce familiare a cui piaceva fare ingressi a sorpresa.
-Lo sai perché Dio ha fatto agli uomini due gambe invece di quattro zampe?
-No dimmelo tu Gabri
ho avuto una giornataccia non sono in vena di quitz
- rispose continuando a cercare il gattino.
-Da quattro a due la prospettiva è diversa
il cielo è più vicino!
Faith si girò per rispondere all'amico e vide che in braccio aveva il suo micio tigrato.
-Gabri
tesoro
vieni qui dalla mamma!
Faith prese il gatto e lo abbracciò con amore.
-Ho pensato io a lui non preoccuparti, ha mangiato e giocato a sufficienza!
-Grazie
sei davvero un angelo
- gli disse senza dar peso alle parole.
-Veramente TU sarai un angelo spelacchiato. Io sono un arcangelo! E famoso per giunta
- le disse scherzando.
Risero insieme della battuta e poi si accomodarono sul sofà per il classico rapporto. Mentre Faith parlava, Gabriele le frizionò il polso con una pomata per le contusioni e gliela fasciò.
-Io penso stia andando bene no Gabri? Che ne pensa Dio? Non so perché Nick non abbia ceduto al richiamo della droga ieri notte ma fatto sta che ha scelto di non sniffare la coca e ciò mi fa pensare in positivo
tra la droga e lo stare male ha scelto di resistere
no?
Gabri: -E' già quasi passata una settimana io spero stia andando tutto secondo i tuoi piani
-Ho mai fallito?
-No
-E allora! Non lo farò neanche stavolta
Gabri le sorrise.
-HO DETTO VATTENE, MI HAI CAPITO O SEI SORDO?
-Ok ok esco
Nick non ti scaldare ok?
Howie uscì dalla stanza di Nick con il purè e la carne ancora nei piatti. La sua faccia faceva trapelare tutta la delusione provata dall'attacco verbale dell'amico. Anche se sapeva che molto era dettato dalla mancanza di droga in circolo nel suo sangue, lui era tristissimo.
Kev: -Nulla?
Howie: -No, quando vede uno di noi va in escandescenza
Brian: -Proviamo più tardi? Che ne dite?- li incoraggiò.
Kevin: -Ok riproveremo più tardi ma vi avverto che questi capricci iniziano a rompermi le palle...
Kevin scese frustrato, con le spalle curve sotto il peso dei suoi pensieri. Aj guardò l'amico allontanarsi, si girò di scatto, entrò nella camera di Nick e si inchiavò dentro.
Intanto le voci dei suoi amici lo chiamavano: -J... aspetta dove vai?
-Senti Howie non funziona ok? Ti ho detto di levarti dal cazzo ... o parlo una fottutissima lingua diversa dalla tua?
-Ehi pulisciti la bocca marmocchio quando parli con me, sono l'unico backstreet boys a cui è concesso parlare in questo modo scurrile. Mi hai capito?
All'udire la voce di Aj, Nick si girò a guardarlo.
-J... che ci fai qui?- la sua voce era tornata dolce.
-Il fatto che io avessi scelto fino a poco tempo fa di non varcare quella porta, non escludeva la mia presenza nella casa no?
-...-
-Allora ascolta, adesso io schiavo la porta, prendo il vassoio col cibo che Howie ti ha preparato con tanto amore e mentre tu mangi ci scambiamo i nostri punti di vista...
-Alex, non mi va... e poi che vuoi che ti dica?
-Nickolas, non era una domanda!
Howie rimase interdetto nel vedere riapparire la faccia di Aj da quella stanza, incolume per lo più.
-Permetti?- gli chiese togliendogli il vassoio dalle mani.
Richiuse la porta ma appena qualche secondo dopo, riemerse nuovamente per consegnargli il suo preziosissimo cappello e i suoi occhiali da sole.
-Puoi tenerli per piacere D?
Howie non poté far altro che annuire e guardarlo, insieme a Brian, richiudersi la porta alle spalle.
-Faith non torturarti, hai fatto bene a lasciarli da soli...
-Dici? Ma tu non hai visto la faccia di Nick, era incazzatissimo!
-FAITH! DA QUANDO IN QUA USI UN LINGUAGGIO DA SCARICATORE DI PORTO??
Faith era bordeaux: -Eh eh eh scusa Gabri! Mi è proprio scappato... non succederà più...
-Voi angeli giovani siete delle teste calde. Appena vi mandiamo in missione voi subito... zachete... vi appropriate dello slang usato dagli uomini... durante le mie prime missione, forse tu non lo sai, un angelo che aveva un comportamento del genere...
E giù tre quarti d'ora di predicozzo sull'uso di un vocabolario che si addicesse alla sua figura.
CAPITOLO 13
Aj guardava Nick abbuffarsi a più non posso. Non capiva quel suo strano atteggiamento... per cui glielo chiese chiaro e tondo. -Ehi ma perché se avevi fame hai mandato via Howie?
-Non mi andava di vederlo qui dentro...
-Ah, bene, mi sento lusingato!
-Con te è diverso... non riesco a guardare negli occhi Howie, Brian o Kevin... loro sono così perfetti, con la loro vita perfetta...
-Cosa vuoi dire, che io non lo sono? Strano mi sento così perfetto!
-No è che tu... hai passato tutto questo... loro no... non capiscono...
-Potevi chiedere prima di me no? Invece hai strillato come una femmina isterica con tutti.
Nick posò la forchetta: -Mi dispiace... sembra che ultimamente sia l'unico modo che ho di comunicare...
-Non dirlo a me ok? Io mi sono comportato nello stesso identico modo. Dillo a loro "Mi dispiace", nonostante non abbiano mai provato, per fortuna, quello che abbiamo passato noi, ce la stanno mettendo proprio tutta per venirti incontro.
-Con te non è stato così, non siamo stati così partecipi...
-Era la novità... poi avevo scelto la clinica e vi avevo tagliato fuori... ora c'è la rabbia per non aver capito i segnali che ci stavi lanciando...
Nick scoppiò in lacrime.
-Dio... J come ho potuto toccare così il fondo?
Aj si alzò dalla sedia e si sedette vicino a Nick sul letto e lo abbracciò forte mentre le lacrime continuavano a scendere a fiotti.
Aspettò che Nick piangesse tutte le lacrime che aveva accumulato nel tempo. Aj s apeva che ne aveva conservate molte per quella occasione. Per lui era stato già uno shock la "pausa" che si erano presi. Era uscito da quell'ufficio come una furia, dopo aver sbattuto e rotto una sedia contro la parete. Non riusciva a capire cosa non andasse nel gruppo. Per gli altri non era stato un problema, un dispiacere sì ma non un problema. Dopo dieci anni che sei sulla cresta dell'onda, inizi ad averne piene le tasche. Ognuno aveva qualcos'altro da fare.
Brian aveva una famiglia a cui dedicarsi, le domeniche passate a tagliare l'erba nel giardino e i pomeriggi da dedicare al piccolo Baylee, voleva vederlo crescere, voleva vedere i suoi primi passi e sentire la sua prima parola. Non gli si poteva fare una colpa di questo.
Kevin era già da qualche tempo in contatto per il musical Chicago ma non l'aveva mai anteposto alla sua carriera con i Backstreet. Era lì, chiuso nel cassetto come tutti i sogni, aspettava solo di essere realizzato. Quale migliore occasione di un periodo di pausa? Anche a lui non si poteva fare una colpa di questo.
Howie... Howie avrebbe voluto intanto più tempo per stare con la famiglia, voleva dedicare qualche giorno ai suoi genitori. Dalla morte di Caroline lui non era stata poi così tanto presente e di questo era dispiaciuto. Poi aveva da fare col Taboo: cambiare il personale che non andava, rimodernare il locale, trovare gli ospiti per le serate. Anche qui... nessuna colpa.
E di tutti poi volevano incolpare per caso lui? Aj? Lui doveva, voleva lavorare su sé stesso, capire perché le cose in lui non andavano per il verso giusto, perché tra una discesa e una salita sceglieva sempre la discesa... e poi pagava questa scelta. In quel periodo non gliene poteva fregare nulla dei Backstreet Boys.
Ognuno aveva qualcosa da fare, tutti tranne Nick.
Aveva dei progetti per un album solista, ma nulla di pronto; un trasloco da fare; una famiglia che iniziava a dare segni di sclerosi e una ragazza da mettere alla porta per non farla tornare più. Mandy era un boomerang... più la tiravi lontano più ti ritornava indietro con forza, tra capo e collo... Tutte cose queste che poteva sbrigare in qualche ora... sì tranne la questione della famiglia. Ma lui era stato un grande: l'aveva sistemata in meno di dieci minuti. Era entrato in cucina durante un litigio tra i suoi (l'ennesimo). Erano tutti presenti quella volta perfino l'amichetta di Aaron, Hilary. Li aveva guardati ed aveva urlato: -MI AVETE ROTTO, CAPITO? BASTA! A VOI I SOLDI VI HANNO FATTO IL SANGUE MARCIO... E ALLORA MARCITETI INSIEME... PER ME SIETE MORTI, NON ESISTE PIU' UNA FAMIGLIA CARTER...
Aveva sbattuto la porta di casa e del suo cuore. Quel giorno il vento soffiava a raffica e Nick si ritrovò solo. E' così che si diventa soli... Puff... tutto d'un tratto. E in quella solitudine tutto cambia, tutto è diverso anche gli occhi con cui prima guardavi i tuoi amici, anche il metro che usavi per misurare il mondo fino a due secondi prima. Aj sperava che Nick avesse solo messo delle lenti a contatto e che una volta tolte lui tornasse a vederli per quello che erano veramente: i suoi fratelli.
-Come va?- gli chiese tenendolo ancora stretto al petto e accarezzandogli la testa.
-Meglio...
-Avevo ragione o no sul fatto che il purè e la carne erano deliziosi?
Nick si staccò dall'abbraccio e con gli occhi ancora pieni di lacrime sorrise.
-Sì era tutto buono...
-Pensi che posso dirlo a Howie?
-Sì penso di sì...
-Ne sarà felicissimo.
-Già...
Aj lasciò che Nick finisse il suo pranzo e rimase lì finché non si addormentò di nuovo.
Ormai il loro centro operativo era la spaziosa cucina di Nick. Aj scese e si sentì gli occhi dei suoi amici puntati addosso. Posò i piatti vuoti sul tavolo.
-Ti fa i complimenti D, gli è piaciuto tutto.
Howie: -Ti ha parlato senza problemi?
-Già...
Kevin: -Come sta?
-Ora sta riposando, ho aspettato che si riaddormentasse. Ha pianto e penso che lo farà ancora. Il malloppo più grande deve ancora toglierselo dallo stomaco.
Brian aveva la faccia distrutta.
Aj: -Brian, parlerà anche con te...- lo incoraggiò con un'amichevole pacca sulla spalla.
Brian: -Dove sono stato per tutto questo tempo?- Sbottò alzandosi di scatto.
Howie:- Non essere duro con te stesso avevi un bambino da crescere...
Brian: -E un amico a cui stare vicino...
Brian uscì in giardino dalla porta finestra. Decisero di lasciarlo lì un po' da solo. Non gli avrebbe fatto che bene pensare un po' agli ultimi avvenimenti.
Aj: -Bhe io rivado su... caso mai si svegliasse di nuovo... potrei anche sondare il terreno... magari nel pomeriggio riusciremo a parlarci tutti quanti insieme e sistemare tutto quello che abbiamo lasciato in sospeso.
Howie: -Come lo vedi?
-E' una domanda rivolta ad uno specialista?
Howie: -J... non era rivolta ad uno specialista... tu sai cosa si prova... aiutaci a capire...io non ci riesco da solo.
Aj: -Hai ragione scusa D... comunque non so cosa me lo fa dire ma in questi giorni sono sicuro che riusciremo in due cose... Uno a fargli capire che la strada che ha scelto anche se sembra la più facile, è sbagliata...
Howie: -E due?
Kevin: -Che siamo ancora 5 fratelli
Aj: -Già e che non l'abbandoneremo mai.
CAPITOLO 14
Nick iniziò dapprima a contorcersi lievemente tra le lenzuola, poi si svegliò a causa del forte dolore al polpaccio. Aj gli era accanto e non appena notò che qualcosa non andava si sedette sul letto vicino a lui e gli domandò: -Ehi... sono qui... cosa succede?
Nick d'istinto gli afferrò il braccio stringendoglielo con una forza che il tatuato credeva impossibile date le sue condizioni.
-Un crampo... al polpaccio... Dio che male... Aj fa qualcosa...- disse continuando a contorcersi.
-Nick se solo tu mi lasciassi il braccio forse potrei aiutarti...
-No...
-No cosa?
-Non ti lascio...- Aj lo fissava mentre sulla faccia dell'amico si dipingeva una maschera di dolore.
-Permettimi allora di chiamare uno dei ragazzi...- propose.
-NO!- strillò.
-Al diavolo Nick, faccio come mi pare...- e prima che Nick potesse ribattere chiamò a gran voce il membro più anziano del gruppo. -KEVIN!
Kevin era seduto in cucina e per ingannare il tempo sfogliava una stupida rivista di motori, la guardava distrattamente quando si sentì chiamare da Aj. Alzò lo sguardo verso Howie e Brian come per avere la conferma di quella voce che aveva udito. I due, a loro volta, si erano voltati a guardare lui. Senza pensarci troppo chiuse di scatto il giornale e si precipitò in camera di Nick. Trovò Aj seduto sul letto e Nick che si contorceva tenendogli il braccio.
-Aj... cosa succede?- chiese con aria interrogativa.
-Succede che se non fai qualcosa perderò il braccio...- disse sarcastico.
-Ma...- Kevin non capiva cosa stesse accadendo.
-Vai in bagno, prendi una qualsiasi crema, torna qui e massaggiagli il polpaccio.
-Ok...- Kevin eseguì gli ordini e dopo aver trafficato per qualche minuto in bagno, tornò con una crema per il corpo.
-Quale polpaccio?- gli chiese.
-Il destro... lo vedi? E' rigido da morire.
Nick soffriva molto, tanto da avere gli occhi bagnati di lacrime. Appena Kevin posò la mano sulla sua gamba lanciò un urlo di dolore così acuto tanto da far accorrere Brian e Howie dal piano di sotto. I ragazzi rimasero sulla porta a guardare la scena. Intanto Kevin, dallo spavento, aveva tolto le mani dal polpaccio di Nick.
Aj: -No Kev, non togliere le mani. Massaggia, è un crampo se non gli sciogliamo il muscolo continuerà ad urlare. Non preoccuparti non morirà per questo!
Kevin era estasiato dalla forza che Aj stava dimostrando e dal suo prendere tutto con quel pizzico di ironia che non guastava. Ignorando le proteste di Nick e aiutato sia dal fatto che l'amico non riusciva a scalciare per via del dolore, sia dalla crema che gli permetteva di far scivolate le mani fluide lungo la sua gamba, Kevin iniziò un massaggio che divenne via via più vigoroso. Dopo un paio di minuti Nick allentò la presa dal braccio di Aj e si calmò. Kevin continuava a massaggiare e a muovergli il piede per sciogliere del tutto il muscolo colpito. Nick lo lasciò fare.
In dieci minuti si era concluso tutto.
Nick teneva gli occhi chiusi ma Kevin sapeva benissimo che non stava dormendo. Prese un cuscino dalla poltrona e, alzando delicatamente la gamba, glielo mise sotto.
-Va meglio?- parlò rivolto a Nick.
Nick annuì con la testa. Stava per andarsene quando Aj gli fece cenno con la testa di restare. Allora Kev si sedette a terra a pochi passi dal letto, in una posizione in cui riusciva benissimo a vedere i lineamenti del biondino. Anche Brian e Howie imitarono l'amico e si accovacciarono nei pressi della porta.
Aj: -Passato?
-Sì...- rispose aprendo gli occhi. Il suo sguardo incontrò immediatamente quello di Kevin. Subito Aj si affrettò a dire: -E' stato lui a massaggiarti il polpaccio... possiamo farlo restare non pensi?
Nick annuì senza togliere di dosso lo sguardo dal volto del suo fratellone.
Aj: -Vuoi che parliamo un po'? Fa bene parlare, io non ci credevo ma è vero... te lo posso assicurare...
-Da dove iniziamo?- sospirò il biondino voltandosi verso il tatuato.
-Intanto quello che provi...
-Ho paura J... non ho il controllo del mio corpo...- la sua voce era rassegnata.
-Nick l'astinenza porta ad una serie di sintomi uno peggio dell'altro. Intanto i forti dolori muscolari che si trasformano in crampi, poi dolore alla schiena, ai reni. Convulsioni, spasmi all'ordine del giorno... all'o.d.g. come direbbe qualcuno...- sorrise guardando Kevin. Il più grande del gruppo era solito iniziare le riunioni dei Backstreet chiedendo al loro manager "Cosa c'è oggi all'o.d.g.?".
-Una passeggiata...- disse Nick.
-No... tutt'altro fratello... e non è ancora finita...
-Mmmm... - mugugnò di malumore.
-Avrai una secrezione abbondante...
-Da quando in qua conosci questi paroloni J?
-Sono contento che non ti è passata la voglia di scherzare!- ironizzò Aj. -Comunque ti verrà di fare tanta pipì, suderai come un porco e sbaverai come un bambino...
-Ti preferivo nella versione scientifica...
-Così ho reso meglio l'idea no? Vomito e nausea come le donne incinta e sbalzi d'umore come quelli che avevo io... però Nick ti assicuro che se riesci a resistere dopo una settimana inizieranno a diminuire per poi sparire gradualmente...
Aj guardò Nick negli occhi. Aveva recepito tutto? Non lo sapeva.
-Nick se hai domande puoi farle...
-Una...- disse girandosi questa volta verso Brian e Howie.
-Ok spara...
-Riuscirete mai a perdonarmi per avervi tagliati fuori dalla mia vita?
Brian senza pensarci due volte, si alzò e corse ad abbracciare il suo migliore amico.
Quando Faith rientrò erano passate da poco le nove di sera. Lasciò che Gabri si orientasse nella sua nuova tana e salì al piano superiore. Aveva una voglia matta di vedere Nick. Aveva resistito tutto il giorno: non aveva chiamato e adesso quel silenzio nella casa le pesava.
Passando davanti alla sua camera trovò la porta accostata. Diede una sbirciatina e sorrise: accanto al suo letto c'erano i ragazzi e Nick gli stava parlando.
Si sentì soddisfatta: il primo obiettivo era stato raggiunto. Sapeva che le rimanevano solo 56 giorni e un mucchio di cose da fare ma già il fatto che Nick avesse scelto di sua spontanea volontà di aprire il suo cuore ai ragazzi, la faceva stare meglio.
Senza origliare se ne andò in una delle camere degli ospiti e iniziò a disfare quel poco di bagaglio che aveva portato con sé.
-Nick promettimi che da oggi in poi andrà meglio...- gli chiese Brian
-Bri non voglio prometterti qualcosa che non so se sono in grado di mantenere ma hai la mia parola... ce la metterò tutta...
Howie:- Dai Nick se c'è riuscito Alex!
Aj:- Ehi ehi che cosa significa??? Io mi sono impegnato tanto!!- disse divertito.
Howie:- Bhe significa che possono farcela tutti!!!
Risero tutti e cinque insieme e Aj non se la prese più di tanto. Sapeva che Howie cercava di stemperare un po' la tensione.
-Bhe dopo queste battutacce vado a scolarmi una bella birra corretta con il gin...
-Alex!- Nick
-Ma dai scherzo!!! Una cola... la vuoi anche tu?
Nick:- Ok... vada per quella!
Aj uscì fischiettando dalla stanza e anche Kev si scusò e lo seguì.
Kev: -Aj?
Aj:- Sì?- Si fermò lungo il corridoio ad aspettare Kevin.
-Volevo ringraziarti...
-E per cosa?
-Per come ti sei comportato con Nick oggi, per la delicatezza che hai usato nei suoi riguardi... e anche per averci aiutato a noi tre ad entrare nel suo... vostro mondo... per tutto Alex... grazie...
Aj l'abbracciò. -Grazie a te bro perché sei sempre la nostra colonna portante...
-Stasera se non fosse stato per te non so come sarebbe andata a finire... noi non ne sapevamo nulla di tutte quelle cose che hai spiegato a Nick...
-Purtroppo l'esperienza insegna... dai andiamo a prendere da bere.
CAPITOLO 15
Faith aveva preparato la colazione per tutti: era impaziente di incontrare i ragazzi. Voleva sapere com'era andata con Nick. La sera prima era rimasta per un po' sveglia ad aspettare che qualcuno di loro uscisse ma la stanchezza, alla fine, l'aveva sopraffatta.
-Ciao Faith!- disse un allegro Brian.
-Hey Bri! Vi aspettavo!!!!
-Ci chiedevamo che fine avessi fatto ieri sera ma poi quando siamo scesi abbiamo visto un bel micino aggirarsi per casa e abbiamo capito che eri tornata!
-Non vi ho disturbato perché eravate con Nick... ho preferito non chiamarvi. Com'è andata??
-Benissimo!- disse Brian soddisfatto. -Alex è stato un grande...
Così dicendo le raccontò l'intera vicenda tutta d'un fiato. La ragazza l'ascoltò senza interromperlo, era così felice per Nick... aveva degli amici splendidi.
Faith: -Sono contentissima Brian... Nick ha bisogno di voi...- aggiunse a conclusione del racconto.
-Già e noi di lui...
-Che intenzioni avete?
-Oggi faremo ritorno a casa per sistemare un paio di questioni e poi domani torniamo di nuovo per rimanere con Nick per tutta la durata della convalescenza.
Faith: -Ma è magnifico!
-Già è stato lui ad invitarci a rimanere...
-Ha una forza d'animo enorme!
Brian: -Ha perfino accettato di vedere uno psicanalista. Aj si metterà in contatto con quello che lo seguiva durante la riabilitazione.
-Mi sono allontana appena 24 ore ed ecco che tutto è cambiato! Per il meglio poi!
In quel momento fecero il loro ingresso Kev e Howie.
Kev: -Giorno Faith!
Howie: -Hey...
-Ciao ragazzi!
Kev: -Sapute le novità?
-Brian ha appena finito di raccontarmele. Quando partite?
Kev: -Io sono pronto... ho già salutato Nick.
Brian: -Allora vado su... arrivo subito...
Brian si allontanò.
Howie: -Anche io sono pronto sto aspettando Aj. E' da Nick.
Faith: -Come sta?
Kevin: -Sembra meglio... è più tranquillo e rilassato rispetto a ieri.
Faith: -Bene!
Aj li raggiunse: -Ciao Faith, Nick ti stava giusto adesso cercando...
-Ecco il nostro eroe!! Ciao Aj, salgo subito...- sorrise grata ad Aj. -Ci vediamo domani allora.
Kev:- Sì a domani... ti telefono nel pomeriggio.
Faith: -Ok, fate buon viaggio ragazzi.
Li lasciò ad aspettare Brian al piano di sotto e corse da Nick e fu molto felice di trovarlo così bene.
Nick era sveglio già da un pezzo: non faceva altro che addormentarsi e svegliarsi per tutta la giornata. Stavolta però sentiva che aveva bisogno di bere. Faith era appena scesa a dare da mangiare ai cani e al suo gattino e non sarebbe tornata prima di una mezz'ora. Sarebbe stato fin troppo facile: anche nelle sue condizioni ci avrebbe messo al massimo dieci minuti a scendere e risalire. Solo un bicchiere...
Fu proprio mentre si stava per alzare che gli venne in mente la promessa fatta a Brian, gli venne in mente Faith. Il suo sorriso solare, la sua risata, i suoi lineamenti. Nick era confuso. Era per lei che aveva deciso di smetterla, per lei aveva chiamato Neil e gli altri e li aveva mandati al diavolo, loro e i festini stupidi che organizzavano. Preso da un momento di sconforto, iniziò a piangere.
Quando Faith salì lo trovò rannicchiato, in posizione fetale, al centro del letto con la schiena rivolta verso la porta. Capì che piangeva dal movimento delle spalle. Aveva nascosto la testa sotto al cuscino per non farsi sentire. Faith si avvicinò e si sedette sul letto.
-Nick, mi senti?
Il ragazzo continuava a piangere. Lei allora gli passò una mano tra i capelli e continuò ad accarezzargli la testa. Quando finalmente lui si sentì pronto per affrontarla si girò.
-Ciao...- gli sussurrò Faith asciugandogli le lacrime dalle guance.
-Ehi...
-Passato?
-Sì... mi fa male la schiena... tanto...
-Vuoi un aulin?
-No...
-Aspetta...- disse Faith sistemandosi con la schiena contro la spalliera del letto. Allargò le gambe e gli disse: -Vieni poggiati a me...
Nick la raggiunse fino a posare la sua schiena contro il petto di lei. Faith lo strinse dolcemente in un tenero abbraccio. Nick aveva posato le sue mani lungo le gambe di lei.
-Ho freddo...
-Stai avendo un'altra crisi...- constatò Faith a voce alta. Nick sudava freddo e tremava. Allora lei si allungò ancora un po' per afferrare un lembo della coperta e coprì sia lei che Nick.
-Ho voglia di bere... solo un goccio...
-No che non ce l'hai...
-Ho detto di sì ...
-Nick resisti... puoi farcela...
-NON POSSO... NON CE LA FACCIO!
Aveva iniziato ad alzare la voce e a divincolarsi. Faith era disposta a tutto pur di non farlo bere. Lo strinse ancora di più nel suo abbraccio e poté sentire il suo cuore battere all'impazzata.
-Nick controlla i respiri... ti prego fallo per me...
Nick dal canto suo ce la stava mettendo proprio tutta: aveva serrato la mascella e stava cercando di mantenere il controllo del suo corpo. Vedeva la mano fasciata di Faith: non voleva farle di nuovo male. Aveva l'orecchio poggiato sul petto della ragazza e fu proprio quella cadenza ritmica e tranquilla del suo cuore a cullarlo fino al sonno.
I raggi del sole battevano, attraversando il vetro della finestra, sul suo volto e fu costretta ad aprire gli occhi data la loro insistenza. Non era più nella posizione in cui si era addormentata la sera precedente. Adesso era sdraiata di fianco e la cosa che più la imbarazzò è che aveva ancora un braccio intorno alla vita di Nick. Il ragazzo era davanti a lei di spalle, attaccato al suo petto e le stringeva la mano che aveva su i suoi fianchi.
Respirava pesantemente e questo le fece capire che ancora dormiva. Quell'inaspettato contatto, quella spontanea vicinanza la buttarono nello scompiglio più totale. Non osava muoversi, come per paura di svegliarlo e rompere quella magia che li stava unendo.
Era eccitata da quel contatto. Sentiva un formicolio lungo la schiena e la testa le pulsava. Contrariamente a quello che avrebbe dovuto fare, si strinse ancora di più a lui: possibile che Nick le facesse questo effetto?
Allyson passò le mani tra i capelli di Cody.
-Sei sicura di volerlo?
-Mai stata più sicura in vita mia...
Lui l'alzò prendendola per i fianchi e l'aiutò a sedersi sul vecchio tavolo da lavoro di suo padre, che per l'occasione era stato coperto con un soffice piumone e dei cuscini. Il garage era diventato il loro talamo. Fioche luci di candela illuminavano l'ambiente.
-Sei sicuro che i tuoi sono via?
Lui per risposta le aprì le gambe e fece scivolare le mani sotto la sua gonna. Le massaggiava ritmicamente. Dopo un po' una mano si fece più audace e arrivò a sfiorarle gli slip. Lei ebbe un fremito di eccitazione.
CAPITOLO 16
Quando si svegliò di nuovo era molto turbata per via di quello strano sogno. Aveva sentito le mani di quel ragazzo tra le sue gambe... non le aveva solo sognate. Questo era poco ma sicuro. Avrebbe voluto ributtarsi tra le braccia di Morfeo per capire chi erano quelle persone che tormentavano i suoi sogni ma dovette accantonare il problema: ne aveva uno più urgente. Nick non era più a letto accanto a lei. Sbuffò prima di alzarsi. Quando era "in servizio" sulla Terra era stanca, non riusciva a riposare bene e gli incubi la rincorrevano. Si alzò controvoglia e la faccia che vide riflessa nello specchio non era quella di una ragazza stanca, ma quella di una donna contenta di aver passato la notte vicino all'uomo che stava imparando ad amare.
Scese le scale e si rincuorò sentendo la risata di Nick unirsi a quella dei suoi quattro amici. Si affacciò sulla veranda. Non voleva disturbarli ma Brian la notò:-Buongiorno!
-Ehi
ciao a tutti!- rispose
Nick si voltò a guardarla:-Ciao Faith!
-Buongiorno Nick
- disse imbarazzata.
Kev:-Dormito bene stanotte?
Faith avvampò:-Sì
perché?- si affrettò a dire minacciosa.
Sulla faccia di Kevin apparve un punto interrogativo:-Così
per dire
- poi si girò verso Howie e gli chiese:-Ho detto qualcosa di male??
Howie:-Secondo me quei due non ce la raccontano giusta
Brian e Aj in coro: -Ahiaiai!!!- risero.
Faith ormai paonazza: -Nick per favore
ferma i tuoi amici
stanno equivocando tutto
stanno costruendo dei veri castelli in aria
Nick si alzò, l'abbracciò da dietro e la baciò sul collo con passione. Dai
amore
non essere timida
Faith si scrollò Nick di dosso: -
ti
timida
AMORE???? Ho bisogno di una doccia!- aggiunse allontanandosi e alzando le mani come per arrendersi. I ragazzi scoppiarono a ridere.
Brian:-Nick sei tremendo!
Nick:-Ma dai
lo sapeva che scherzavo
Howie:-Sarà
ma secondo me
Aj:-L'hai colpita in pieno!
Howie:-Già
era proprio quello che stavo per dire J!
Nick tornò serio:-Dite????
Aveva appena spento l'interruttore dell'idromassaggio quando vide apparire Gabriele davanti a lei. Prima ancora che potesse salutarla, Faith si era coperta il seno rannicchiandosi nella vasca.
-Ma dico io!!!! PERVERTITO CHE NON SEI ALTRO
GIRATI!!!!!
-Ma
Faith
- balbettò Gabriele
-GIRATI IMMEDIATAMENTE!
Gabri si girò mettendosi le mani in tasca e seguendo con la punta del piede il segno della mattonella del bagno. Ok
ok
non ti scaldare
parleremo di spalle
ma non dimenticarti che io sono un ANGELO
non un umano
-Sì ok
invece io ero un angelo
ORA sono UMANA
un'umana nuda per giunta!
-Non ti avrei mai sbirciata
mica mi chiamo Nick
Una paperella di plastica colpì Gabriele alla nuca.
-AIA!
-Piantala ok?
-Però lui stanotte mentre dormivi ti ha sbirciato il seno
-Ma
-E ti ha anche dato una tastatina per vederne la consistenza
Faith era interdetta. Tu come lo sai?????
-Vegliavo su di te! Che domande
Gabri sentì il rumore dell'acqua e capì che Faith era uscita dalla vasca.
Faith:-Puoi girarti
Era in accappatoio.
-Perché mi controllavi?
Gabriele: -Vedi
non vorrei
sì insomma
tu sei una donna ormai
in tutti i sensi
e allora
se tu
sì insomma
se tu
Faith:- Ho capito, non balbettare. Non devo fare sesso senza precauzioni. Giusto?
Gabri era bordeaux:-Esatto! Veramente sarebbe meglio che tu non lo facessi proprio
- aggiunse sottovoce.
Faith:-Eri venuto solo per questo?
Gabri:- No, volevo sapere come stavi dopo ieri sera.
Faith si sedette sul bordo della vasca: -Non è stato facile
-Immaginavo
vuoi parlarne?
Faith scosse la testa ma disse:- Sai penso che basti poco per accorgersi che basta poco
Gabri:- Cioè? È una frase un po' contorta
Faith:-Mancava pochissimo così
- fece segno con le dita -
così poco lo separava dal bere di nuovo
-Ma non è successo
Faith sorrise e si alzò: -Già
-Stai maturando
-Anche grazie al tuo aiuto
ora però devo tornare di là
non vorrei che mi sentissero parlare da sola!
Lo salutò con un dolce bacio sulla guancia.
Vedendola uscire dal bagno Gabri pensò: -Sei radiosa piccola Faith
Era l'una di notte quando Faith, intenta a leggere un libro preso in prestito dalla biblioteca di Nick, sentì bussare alla sua porta.
Faith:-Avanti
Nick entrò piano piano:-Ehi
ciao
Faith: -Ciao! Ancora sveglio?
Nick: -Sono contento di trovarti ancora in piedi
- le disse sedendosi sul letto vicino a lei. Faith notò un certo nervosismo e capì perché Nick a quell'ora non era nella propria stanza. Gli diede spago.
-Ah sì?
-Sì
-E gli altri dove sono?
-Dormono
senti mi chiedevo se ti andava di fare qualcosa
-Ora?
-Sì
ora
-Tipo?- disse Faith poggiando sul comodino il libro che stava leggendo.
Nick:- Non lo so
ma ho tanti dvd nella mia stanza
non
voglio stare
solo
- disse abbassando lo sguardo.
Faith ci pensò su, poggiò le mani sul volto del ragazzo e glielo alzò fino ad incontrare i suoi bellissimi occhi blu e rispose: -Ok, perché no
adoro vedere film!
-Ci vediamo Braveheart?- chiese Nick sorridente
-E' un film vecchiotto
-Non ti piace?
Faith:-Certo che mi piace
tu l'hai visto?
-Sì
almeno almeno un migliaio di volte
Faith:-E come mai vuoi vederlo di nuovo?
Nick:-Sto cercando di tenere il conto preciso dei morti
arrivo a 220 e poi perdo il conto
ti va di aiutarmi?
Faith rise: -Sarà difficile ma ci proverò!!!
Così dicendo lo seguì nella sua camera. Anche questa volta aveva scelto lei e non la bottiglia!
CAPITOLO 17
Anche quella mattina li trovò insieme. Stavolta Nick era accanto a lei, non era sceso in cucina e dormiva ancora. La teneva stretta in un tenero abbraccio. Faith aveva la testa sprofondata nel suo petto: sentiva i battiti del suo cuore, il buonissimo profumo della sua pelle che proveniva dal petto nudo, i suoi respiri pesanti che stavano a significare che era ancora immerso nel mondo dei sogni. Vedeva con la coda dell'occhio lampeggiare la tv; l'avevano lasciata accesa. Anche stavolta non era riuscito a tenere il conto delle vittime di Sir William Fallace! Stranamente quella notte non aveva avuto il classico sogno che ormai infestava i suoi sonni terreni, non aveva sognato quella famiglia, quel ragazzo e quella ragazza nel capanno. Poco importava: era con Nick e questo la faceva sentire viva!
Il giovane iniziò a stiracchiarsi controvoglia. Aprì gli occhi e si trovò a fissare Faith: -Buongiorno
- bisbigliò insonnolito.
-'Giorno a te
- rispose Faith guardandolo stropicciarsi gli occhi.
-Sta diventando una piacevole abitudine
- disse sorridendo
-Cosa?
-Addormentarmi con te al mio fianco
Faith di risposta si strinse ancor di più al suo petto e Nick ricambiò quello slancio d'affetto spontaneo.
-Non abbiamo contato i morti di Braveheart
- disse a Nick
-
accidenti
- le rispose guardandola negli occhi -
stanotte non ci dormirò su
potremmo rivederlo stasera se vuoi
Faith alzò gli occhi al cielo: -Ti supplico
risparmiami altrimenti ce ne sarà sicuramente uno in più sulla lista!
Nick rise: -Ok
ok
niente Braveheart
però ho Shrek
-Mmmm... già va meglio!
In salotto...
Kev: -Aj... sei mattiniero!
Aj: -Cazzo hai ragione... sono appena le undici... - poi guardò l'amico con disappunto -Mi togli una curiosità?
Kev:-Chiedi pure...
Aj:-Da quant'è che sei in piedi?
Kev: -Dalle otto... circa...
Aj: -Eccheccazzo... Kev!!! Dormi la mattina...
-Se è per questo ho già corso, fatto un tuffo in piscina e fatto la doccia... logicamente!
Aj si abbandonò sul divano vicino all'amico: -Ci rinuncio...
-A fare cosa?
Aj:-A starti dietro... tu sei un'altra categoria... Io puzzo ancora come una capretta barbuta!
Kev sorrise e poi gli chiese: -Hai sentito lo psicanalista?
Aj: -Sì... prima di scendere. Lo aspetta domani per una prima visita.
-Hai pensato di accompagnarlo?
-Sì... ci ho fatto un pensierino... poi mi sono detto "lasciamo che sia lui a scegliere..." per cui vediamo che decide di fare!
-Ti andrebbe di andare o ti creerebbe problemi se ti chiedesse di accompagnarlo?
Aj:-No... un po' di disagio sicuramente sì... ma problema no!
Kev:- Bene...- si rimise a leggere la rivista per poi dirgli senza distogliere lo sguardo dall'articolo :-Sei cresciuto molto in questo periodo...
Aj sorrise all'amico e rimase lì accanto a lui ad assaporare quel clima che si era creato: dal giorno in cui era uscito dalla clinica per la disintossicazione aspettava quel momento... il momento in cui Kev avrebbe dimostrato di essere fiero di lui. Era stato lui con Brian quella mattina a buttare giù la porta di casa e a trovarlo strafatto in camera sua... era stato lui a gridargli addosso verità che negava da mesi... e adesso invece era fiero di lui... fiero...
Quella mattina Faith decise di uscire a fare compere: il frigo iniziava a svuotarsi e i ragazzi mangiavano talmente tanto che lei si chiese come facevano a non ingrassare! Prese la macchina e parcheggiò un po' lontano dal supermarket così da poter fare quattro passi. Passava sotto i rami colmi di foglie ed era contenta, non solo per quello che stava succedendo con Nick... cioè per quella sensazione di calore che provava nel cuore ogni volta che lui era vicino a lei... ma era contenta anche del proprio essere felice! Era tanto che non si sentiva così, o meglio... ogni volta che era sulla Terra per svolgere un compito era sempre di pessimo umore. Ma quel giorno era tutto così bello!
Fece spesa comprando cose che sperava piacessero ai ragazzi. Tornò carica verso la macchina e si diresse a casa. Prima di imboccare il viale di accesso si fermò per controllare la posta: era stata dimenticata lì da giorni per via di un problema ben più grande che in quel momento era stato Nick. C'erano una montagna di buste; le sfogliò velocemente prima di rientrare in macchina: lettere, bollette, banche, cartoline, lettere di fans... Un gruppo di estranei insomma con in comune una sola cosa, e quella cosa era Nick. Anche lei ora aveva in comune con loro Nick. Risalì in auto e seguì il viale fino al garage.
I ragazzi erano in piscina: li sentì appena scesa dal veicolo. fece il giro della casa con due buste in mano ed andò a sedersi su una delle sdraio a bordo vasca.
-Ciao Faith!- la salutò gridando Aj.
-Ciao a tutti! Mi serve una mano con la spesa... qualche volontario?
Nick poggiò le mani sul bordo della piscina e ne uscì con un gesto atletico. Baciò la ragazza sulla guancia per salutarla.
-Daiiiii! Sei bagnato!!!- sorrise scansandosi Faith.
-Andiamo a prendere la spesa?- le chiese continuando a schizzarla con i capelli.
Si allontanarono insieme mentre i ragazzi continuavano a nuotare.
-Domani ho il mio primo appuntamento dallo psicanalista...
-Preoccupato?
-A dire il vero... no... sono contento di poter parlare con qualcuno che ne sa più di me...
-Sai che puoi sempre contare su di me.... vero?
Nick di risposta le passò affettuosamente un braccio intorno alle spalle.
Era quasi l'ora di pranzo. Faith aspettava il tintinnare del microonde che sarebbe giunto di lì a poco. I ragazzi si stavano facendo la doccia dopo la mattinata passata in piscina. Nick era lì sulla soglia della cucina che la guardava. Faith era una bella donna, almeno per lui. Ma lo era, bella? Non lo sapeva se per gli altri era così. Eppure quando stava soprappensiero, come in quel momento, con la testa piegata di lato che quasi le toccava la spalla, la trovava incantevole. Non si azzardava a dirle nulla, la conosceva appena. Aveva quell'aspetto intenso e dolce ma Nick aveva imparato a non trarne nessun indizio circa il suo stato d'animo. Non era una persona che si lasciava andare a facili confidenze o che lasciava trapelare i suoi stati d'animo.
Faith si sentì osservata e si girò: -Ehy Nicky...
Nick le sorrise dolcemente: -Nick... Nicky non mi piace...- si sedette vicino a lei.
Restarono per un po' in silenzio poi gli chiese:-A te piace il tuo nome Nick?
-In effetti sarebbe Nickolas... ma ormai usano questo nome solo le persone che sono arrabbiate con me e i miei nonni... per tutti gli altri sono semplicemente Nick.
-Anche io ti chiamo Nick...
-Già...
-Preferiresti Nickolas?
-No... no... per carità... mi sentirei un estraneo con un nome così altisonante...- sorrise di nuovo
-Faith non ha un diminutivo...- disse lei pensierosa.
-Lo so... me ne sono accorto... ma...- lui le passò una mano sulla guancia: -... è un nome bellissimo e sarebbe un peccato abbreviarlo...
CAPITOLO 18
Era passata una settimana ormai e,psicologo a parte, tutto procedeva bene. A Faith lo psicologo non piaceva affatto: intanto perché Nick non le aveva ancora chiesto di accompagnarcelo... La prima volta l'aveva chiesto ad Aj... poi agli altri. A lei no. E poi ogni volta che Nick andava da quell'essere sapientone lei sentiva una fitta allo stomaco. Ci era già andato quattro volte. A lei sembravano esagerate quattro volte in una settimana. Ma non era quello il vero problema. Il punto era che già dal giorno prima non si faceva che parlare d'altro. Poi quando tornava dalla seduta... giù elogi sulla sua bravura e professionalità. Gelosia? Le aveva suggerito Gabri. Faith non ne era certa. Era infastidita dal senso di dipendenza che legava Nick a Eric Logan. No... decisamente non era gelosa. Era il fatto che adesso Nick aveva una nuova dipendenza: prima l'alcool, poi la droga, poi di nuovo l'alcool e adesso lo strizzacervelli. Faith scrollò le spalle credendo che con quel gesto potesse levarsi via di dosso tutte le preoccupazioni che le stavano turbinando per la testa.
La casa era immersa nel silenzio. I ragazzi erano andati a lavoro e Nick aveva appuntamento, subito dopo le prove, con "Eric Loganrroico", come lo aveva soprannominato lei con enorme disappunto di Nick. Stasera sarebbero stati soli poiché i ragazzi avrebbero dormito a casa propria con le proprie compagne per poi tornare la sera successiva.
Faith, non sapendo cosa fare, per ingannare il tempo andò a farsi un bagno al mare.
Non sapeva quanto tempo fosse passato: forse un'ora... forse meno. Vide apparire sulla spiaggia una figura che si avvicinava al bagnasciuga. Era Nick che si teneva stretto in un asciugamano poggiato sulle spalle. Uscì dall'acqua e gli andò incontro.
-Hey...
-Hey... non ti ho vista in casa... così ho fatto un bagno in piscina... se sapevo che stavi facendo lo stesso qui...
Si sedettero sulla sabbia umida.
Nick si tolse l'asciugamano e glielo passò intorno per asciugarla. Benché fosse grondante Faith sentì che era umido. Era l'asciugamano che Nick aveva appena usato, il suo... e questo piccolo gesto di intimità di seconda mano la spinse a sorridergli. La divertì la sua reazione a quel sorriso. Nick cambiò completamente espressione. Le labbra piegate all'ingiù e imbronciate si distesero, gli occhi divennero dolci e profondi. A Faith piaceva il suo viso! Gli mise un braccio intorno alle spalle e rimasero lì a guardare l'oceano.
mentre erano seduti Nick pensava a come sarebbe stato con Faith. Avrebbero camminato mano nella mano in strada? Si sarebbero sdraiati accanto in spiaggia, viso contro viso su un unico asciugamano a bisbigliare frasi dolci? Li avrebbero notati? Avrebbero detto "Ma che bella coppia"?
Sbottò a ridere per le assurdità che stava pensando: lui e Faith insieme? Ma se neanche le aveva detto che la trovava bella! Faith lo guardò ridere.
-Scusa pensavo ad una cosa buffa...
-Me la vuoi dire?
-Meglio di no...
-Dai...- lo pregò
-Pensavo a te!
-Ah! E così io sarei la cosa buffa...
Nick le sorrise: -Già!- e senza dire altro la baciò.
Faith si ritrasse di scatto, alzandosi. Quel contatto, seppur breve, le aveva fatto arrivare alla testa strane visioni che riguardavano la coppia che appariva spesso e volentieri nei suoi sogni terreni. Barcollando balbettò:-Scusa... non posso...- e si allontanò correndo verso casa.
La loro serata da soli la passarono ognuno chiuso nella propria stanza.
Solo verso le due Faith uscì per controllarlo. Entrò in camera sua e lo trovò che dormiva. Sembrava un principe delle fiabe disteso al centro del suo enorme letto. Le lenzuola erano bianche e lo facevano sembrare quasi un angelo. I capelli biondi, scompigliati, erano sparsi sul cuscino. Sulla porta si voltò a guardarlo ancora una volta prima di tornare in camera. L'aveva colta di sorpresa con quel bacio e le era piaciuto. Non poteva dire di no. Aveva provato una sensazione mai sentita prima. Quel lieve contatto era stato intenso e avrebbe pagato oro per riprovarlo ancora una volta.
-Nick... non siamo fatti l'uno per l'altra... se solo non ci dividessero i nostri due mondi...
In camera l'attendeva Gabriele.
-Brutto momento?- chiese guardandola. Aveva gli occhi gonfi e cerchiati di rosso il che significava che aveva pianto.
-No... vai, spara...
-P.D.S.
-Cosa?
-Punto della situazione, Faith... Mancano 46 giorni a partire da oggi e abbiamo ancora il problema famiglia e dipendenza da sistemare... non ne è ancora uscito del tutto... per non parlare dei suoi amici festaioli...
-Non si potrebbe dare una mano anche a loro?
-Faith anche loro hanno i loro angeli custodi... noi ci dobbiamo preoccupare di Nick!
-Ok, domani cercherò di farlo parlare un po' della sua famiglia...
-Faith ma cos'hai? Ti vedo distratta...
-No, sono attentissima...
-Hai fatto bene ad allontanarlo... credimi...
-Hai visto tutto?
Annuì con la testa.
-Gabri... io...
-Sh...- le disse mettendole un indice sulle labbra -Sta bene così Faith, non è successo nulla e ti sei comportata benissimo. Lui capirà...
-Gabri, mi è piaciuto...
-Faith sai benissimo che quel bacio ha risvegliato la parte umana che è in te... è normale che ti sia piaciuto...
-Alla mia mente sono arrivate immagini di altri tempi, di una coppia di ragazzi... queste immagini mi perseguitano... che sia solo un caso?
Gabri le baciò la fronte e poi la guardò sorridendo:-Dove c'è Dio non c'è posto per il caso...
Detto questo Faith svenne.
CAPITOLO 19
28 Maggio 1964
Erano lì sdraiati sul vecchio tavolo da lavoro del padre di Cody. le candele si erano quasi spente tutte e nei pressi del tavolo giacevano abbandonati gli indumenti che un paio d'ore prima avevano cinto i corpi, adesso nudi, dei due ragazzi. Allison era sotto la coperta con Cody: era raggiante. Aveva aspettato tanto questo momento e adesso che aveva perso la verginità con l'uomo che voleva accanto per tutta la vita era troppo felice. Lui la baciò sulla fronte: -Piccola tutto bene?
-Sì... è stato bellissimo Cody...
-Ally ho intenzione di chiedere a tuo padre il permesso di sposarti...
Allison alzò la schiena dall'alcova e si poggiò su un gomito, con l'altro braccio si teneva la coperta sui seni. Da quella posizione poteva benissimo vedere gli occhi scintillanti del suo primo amore.
-Co...cosa????
Cody la guardò fissa negli occhi:-Non vuoi?
-Non voglio? Cody... ma è meraviglioso... fantastico...- disse lanciandosi in un abbraccio affettuoso. -Certo che lo voglio amore mio!
-Ti amo Ally...
-Ti amo anche io Cody... ti amerò per sempre, in questa vita e nell'altra...
Cody si staccò dall'abbraccio:-Ally in un momento così lieto fai pensieri così brutti...
-Non so come mi sia uscita quella frase... l'ho detta e basta... non dare peso alle mie parole...- e lo baciò di nuovo.
-Ora però devo tornare a casa...- aggiunse Ally
-Già... il matrimonio di tua cugina...
-Certo potevi anche venire...
-E' sconveniente... ne abbiamo già parlato...
Ally fece il faccino imbronciato ma le passò subito. Baciò ancora una volta il suo Cody e poi scese dal tavolo ed iniziò a rivestirsi.
Terminata l'operazione, resa difficile da Cody che continuava a spogliarla, lo baciò e prese la sua bici poggiata in un angolo della depandance. Lui, ancora sotto la coperta, la guardò andare via e una lacrima uscì dai suoi occhi.
Arrivata a casa...
-Dove sei stata signorinella?- le chiese sua madre
-Da Janet ma'...- rispose innocente.
-Ok... va bene ma ora sbrigati, tra un'ora andiamo e sei ancora così spettinata...
Ally diede un bacio alla madre e scappò al piano superiore.
Aveva appena finito di farsi acconciare i capelli da sua sorella Margaret che il telefono squillò. Allison si precipitò e fu così bello sentire la voce di Cody.
-Amore...
-Ehy, ti ho lasciato solo un'ora fa...
-Avevo voglia di sentirti...
-Cody stai bene?
-Sì e no... non so perché ma sento il bisogno di dirti che ti amo alla follia...
-Cody... staremo separati solo fino a domani... domani potrai dirmelo in faccia!
-Senti perché non anticipi qualcosa a tuo padre? Oggi sarai con lui tutto il giorno... potresti farti scappare qualcosa...
Di sotto la voce della madre di Ally si fece sentire: -Allison, Margaret... andiamo è tardi...
Allison:-Arrivooooo sono al telefonooooo- gridò stordendo per un attimo il suo interlocutore.
-E ti pareva... lei è al telefono e io pago!- borbottò un signore sulla cinquantina.
Marg: -Ally attacca... saluta Cody!
Ally:-Un attimo! Amore no... non ce l'ho con te... sì sì... ok... e lo sai che non posso!
Una signora si affacciò alla porta della stanza di Allison:-Signorinetta sbrigati... tua cugina si sposerà con o senza di noi! Non ci aspetta mica!
Ally:-Amore, ti saluto ok? Altrimenti avrò sulla coscienza un matrimonio mancato... Un bacio... sì anche io ti amo... ciao... ciao...
Attaccò il telefono:-Siete contente? Ho finito!
-Siamo in ritardo! Adesso papà chi lo sente...
Allison salì in macchina sbuffando:- Non c'è bisogno di fare tutta questa storia per una telefonata...
Il papà di Ally rispose:-Sai che ci vogliono due ore di macchina...
-Sì papà... scusa...
La prima ora di viaggio passò tranquilla. Le ragazze dormivano serene. Ally fu svegliata da un urlo agghiacciante, quello di sua madre: -WILL ATTENTO!
La macchina si schiantò contro un'altra vettura che procedeva a velocità sostenuta e di cui il conducente aveva perso il controllo. La scena che si presentò alla polizia, arrivata lì venti minuti dopo, fu raccapricciante. Le due auto avevano preso fuoco: per i conducenti e per i rispettivi passeggeri non ci fu più nulla da fare...
Faith si svegliò da quell'incubo saltando a sedere nel letto e facendo cadere la pezza fredda che qualcuno le aveva messo sulla fronte. Aveva le guance rigate dalle lacrime. Si girò e vide Nick seduto accanto a lei.
-Ehy... va meglio?- chiese preoccupato
Faith era confusa:- Cosa è successo...
-Bhe ero venuto a chiederti scusa per... sì... per quel... bacio... e ti ho trovata a terra... ti senti meglio o vuoi che chiami un dottore?
-No... no grazie sto meglio... che ore sono?
-Sono le nove...
-E' già mattina...
-Sì...
-Posso chiederti di lasciarmi sola?
Nick parve sorpreso da quella richiesta però acconsentì. Senza dire una parola si chiuse la porta alle spalle ed uscì dalla stanza di Faith.
Quando fu sicura di essere sola Faith si rivolse a voce alta al suo amico: -Gabri... so che ci sei... avanti, fatti vedere...
Gabriele comparve davanti al letto e fissò il volto della ragazza per un lungo momento.
-Cosa mi è successo Gabriele? Perché ho visto quelle scene? Chi sono Cody, Allison, Margaret... e quelle altre persone... rispondimi ti prego...
-Faith Dio ha voluto che ti aiutassi a ricordare qual'era la tua storia...
Faith lo guardava allibita:-Vuoi dire che io sono... ero Allison?
Gabriele annuì.
-Oh mio Dio...- si lasciò cadere sul letto
-Faith quando sei in cielo tu hai coscienza di quello che è successo nel lontano 64... anche la tua famiglia è in cielo... solo quando scendi sulla terra dimentichi tutto della tua vita precedente per poi ricordarlo quando torni nella casa del Padre...
Faith piangeva:-Perché Dio ha voluto questo??? Sto soffrendo... perché???
-Non lo so Faith e anche se lo sapessi non potrei dirti nulla... Ora riposa piccola, domani vedrai tutto sotto un'altra luce...
CAPITOLO 20
La mattina seguente Faith si svegliò ancora con il mal di testa del giorno precedente. Non riusciva a capire come mai Dio avesse voluto restituirle la memoria della sua vita precedente. Una cosa era certa: ora ricordava tutto. Il suo nome, il suo cognome, la sua casa, il suo ragazzo... voleva ritrovarlo per vederlo ancora un'ultima volta. Senza fare troppo rumore, scese nello studio di Nick e si chiuse dentro. La casa taceva: Nick molto probabilmente dormiva, non era passata a controllarlo e si sentiva un po' colpevole per questa sua manchevolezza. Ma adesso aveva altro da fare, qualcosa di più importante.Qualcosa che la riguardava troppo da vicino. Sedette sulla poltrona in pelle girevole dietro alla scrivania del ragazzo e sorrise nel vedere il disordine che riusciva a creare quando lavorava lì dentro. C'erano testi di canzoni, tablature, l'accordatore per la chitarra, plettri, documenti importanti di banche, case discografiche e ancora molto altro: tutti ammassati lì sul tavolo in ordine sparso. Sicuramente una logica c'era! Si distolse da quei pensieri e accese il computer e si collegò ad internet. Riuscì a trovare quasi subito l'articolo dell'epoca che riportava la notizia dell'incidente, trascrisse con cura l'indirizzo del cimitero dove riposava il suo corpo e quello dei suoi genitori e poi passò a cercare Cody. Sul sito delle pagine del telefono trovò solo 4 omonimie nello stato della Florida. Di queste quattro, tre erano nei pressi di Tampa e Orlando. Stampò il foglio, si scollegò, chiuse il pc e andò a cambiarsi.
Aveva appena salito due scalini quando qualcuno bussò alla porta. Andò ad aprire e si trovò davanti Brian e Aj.
-Ciao Faith!
-Ehy ragazzi, puntualissimi...
-Già! Aj ha dato del suo meglio- disse Brian entrando.
-Non vedevo l'ora di venire da Nick!
-Sentite io oggi ho un po' di giri da fare, vi dispiace se non resto a casa con voi?
Brian guardò Aj e poi disse:-Ma non ce lo devi neanche chiedere! Se hai da fare, vai pure... ci penseremo noi a Nick!
-Grazie ragazzi! Allora se non ci sono problemi vado a vestirmi...- schioccò un bacio sulle loro guance e andò al piano di sopra a farsi una doccia.
Quando scese per uscire erano arrivati anche Kevin e Howie che la salutarono felici di rivederla. Di Nick neanche l'ombra.
-Bhe io vado, salutatemi Nick quando si sveglia...
Howie:-Ok Faith, buona giornata.
Detto questo uscì in giardino, prese la sua macchina e sfrecciò verso la città.
La prima tappa fu il cimitero. Chiese al guardiano dove poteva trovare quelle tombe. Il signore molto gentilmente l'accompagnò e la lasciò sola a pregare. Era di fronte ad una grande tomba di famiglia con un vetro colorato sul lato che rappresentava un'alba. I fiori erano freschi e si chiese chi, dopo tutto questo tempo, andava ancora a trovarli. La foto era unica e ritraeva la famiglia al completo in un momento di felicità. Ricordava quel momento alla perfezione: era la festa di fidanzamento di sua sorella, appena 4 settimane prima dell'incidente. Lacrime di dolore iniziarono a rigarle il viso. Rimase lì per un'ora circa. Poi si decise ad andare. Sapeva benissimo che in quella tomba c'erano solo le spoglie della sua famiglia. Le loro anime erano in cielo... Posò i fiori che aveva portato e se ne andò.
La seconda tappa fu un centro per anziani dove risultava soggiornare il primo Cody della lista. Arrivata al pensionato fu quasi sopraffatta dalla disperazione quando seppe che l'anziano era morto appena una settimana prima. Faith si inventò un'improbabile storia circa un nonno scomparso molti anni prima. L'infermiera sembrò crederle e andò a prendere il fascicolo dell'anziano. Quando tornò, la prima cosa che Faith fece fu quella di controllare l'età: non era il suo Cody! Quel signore era morto alla veneranda età di 94 anni! Cody ne avrebbe dovuti avere una sessantina! Ringraziò l'infermiera dicendole che non era quello il suo adorato nonnino e se ne andò.
Il secondo indirizzo della lista la portò in una chiesa. Le venne da sorridere pensando alle coincidenze. Attraversò il prato e aggirò la chiesa. Dietro c'era un bellissimo campetto per far giocare i bambini e c'erano due ragazzi che si passavano il pallone.
-Scusate... ehy...- richiamò la loro attenzione.
I ragazzi si girarono a guardarla.
-Scusate sapete dove posso trovare Padre Cody?
-Sì è in sacrestia, ha appena finito di dire messa...
-Grazie...- li salutò e si allontanò verso la chiesa.
Entrata rimase affascinata dalla semplicità di quella piccola chiesetta: aveva una quarantina di panche e un altare molto povero. Però il crocifisso che lo sovrastava era spettacolare!
-Basta lui ad illuminare tutta la chiesa, non trova?
La voce giunta dal nulla la fece sobbalzare dallo spavento. Si girò di scatto e si trovò davanti il suo Cody: lo riconobbe subito.
-S... sì... lo penso anche io...
-Buongiorno, io sono Padre Cody... posso aiutarla?
-Bhe... veramente ero venuta a cercare un posto dove poter fare chiarezza nei miei pensieri...
-Allora è venuta nel posto giusto...
-Mi chiamo Faith...
-Posso aiutarti Faith?
-Ha tempo per fare due chiacchiere con me?
-Certo, vogliamo andare fuori in giardino?
Faith annuì seguendolo. Arrivati ad una panchina il prete si sedette e la ragazza gli si mise vicino.
-Di cosa vuoi che parliamo?
-Padre... ho perso una persona cara...- azzardò Faith.
-E hai paura di non rivederla più, giusto?
-Già...
-Sai quarant'anni fa ero un bel ragazzo anche io... non guardarmi ora che sono vecchio! Avevo l'età e la bellezza dalla mia parte ed ero innamorato di una donna meravigliosa. Avevamo deciso di sposarci ma lei ebbe un terribile incidente con la macchina e morì...
-Mi dispiace...- mormorò Faith che adesso non badava a trattenere le lacrime.
-E' stato brutto sai... non sono andato neanche al suo funerale, ho passato mesi a piangere nella mia camera finché un giorno Lui mi chiamò...- disse indicando il cielo.
-E come? Se posso chiederlo...
-Certo che puoi... ero uscito di casa perché mia madre non stava bene ed aveva bisogno di alcune medicine e voltando un angolo... ora non mi prendere per pazzo... ho incontrato un angelo...
-Un... angelo?
-Sai non ricordo benissimo quello che successe, tutt'oggi faccio fatica a ricordare con precisione quel pomeriggio... però ho chiara in me la voce di quel ragazzo che mi ha detto di non aver paura, che Dio non si era dimenticato di me e di Allison... lei e la sua famiglia erano in cielo... io arrabbiato gli chiesi "Ma per caso quel giorno Dio si era distratto?" e lui sorridendomi e avvolgendomi di un amore infinito rispose "Dove c'è Dio..."-
-... non c'è posto per il caso...- concluse Faith.
Il parroco la guardò costernato:-Come fai a saperlo???
-Ho tirato ad indovinare...- mentì Faith e cambiò prontamente discorso: -Non le manca la sua ragazza?
-Sai è normale che mi manchi, non ho amato più nessuna dopo di lei. Adesso vado al cimitero spessissimo e le porto dei fiori che coltivo apposta per lei. Ma l'amore di Dio mi da la forza di andare avanti. Ognuno di noi ha uno scopo nella vita, il mio era quello di essere qui oggi ad aiutarti e di aiutare tutte le persone che cercano conforto...
Faith lo guardò.
-Tu ce l'hai uno scopo Faith?
La ragazza si alzò e abbracciò l'anziano sacerdote: -Grazie Padre Cody... un'ultima domanda... è felice?
-Sì, lo sono e vivo con la speranza di vedere di nuovo quell'angelo dalle piume bianche per ringraziarlo della strada che mi ha aperto davanti...
Faith restò ancora un attimo col suo Cody e poi lo salutò abbracciandolo. Tornò a casa molto più serena adesso che sapeva che stava bene.
I ragazzi non c'erano e lei ne approfitto per chiudersi in camera a pensare a tutte le cose successe quel giorno. Apparve Gabriele che le sedette vicino sul letto. Lei lo guardò e gli accarezzò le lucenti piume bianche.
-Sai c'è qualcuno che vuole ringraziarti... eri tu vero?
-Come hai fatto a capirlo?
-Da una frase che gli hai detto e che hai detto anche a me...
-Si ricorda di me?
-Meglio di quanto tu non creda...
-Ok allora stanotte tornerò a fargli visita...
CAPITOLO 21
Qualcuno stava bussando alla porta e Faith si dovette svegliare. La camera ra illuminata dal primo sole mattutino. Guardò l'orologio: le otto e mezza.
Ancora assonnata rispose: -Avanti!-
Dalla fessura della porta sbucò la testolina bionda di Nick: -Posso entrare?-
Faith si sedette sul letto tirando a sé le coperte: -Certo, vieni pure...-
Nick entrò ed era bellissimo. Sembrava fosse pronto per uscire: aveva indosso una t-shirt, attillata alla vita, bianca con la scritta "Los Angeles" rossa, dei jeans a vita bassa e un po' larghi. Non glieli aveva mai visti ma dovette ammettere che gli stavano benissimo! Avevano delle larghe toppe sul cavallo e le tasche di un'altra tonalità di blu. I capelli erano ingelatinati e perfettamente scolpiti. Si stava sedendo sul bordo del letto e a Faith il mondo parve fermarsi in quel momento.
"Dio, Nick..." pensò "...sei così bello da guardare! La tua bellezza toglie il respiro."
-Faith? Ci sei? Mi stai ascoltando?
-Co... cosa? Scusa... no, non ti seguivo... mi stavi dicendo??- disse imbarazzata cercando di pettinarsi i capelli arruffati con le mani, doveva essere impresentabile.
-Stai bene? È da quando sei svenuta che ti comporti in modo strano... diverso...
-No... non è vero, non preoccuparti... è tutto ok...- rispose sorridendogli. Non poteva certo dirgli che lei era morta cinquanta anni prima e ieri aveva rivisto l'uomo che avrebbe dovuto sposare!
-Sai che se ci sono dei problemi puoi fidarti di me, vero?
-Sì. Lo so e ti ringrazio ma non ho veramente nulla da dire.
Nick rimase per un attimo a fissarla deluso. Sperava di riuscire a scalfire quel guscio che la circondava. Cambiò discorso: -Ieri non ti ho vista per nulla, mi sono divertito molto con i ragazzi ma mancavi tu...
-Ho avuto dei giri da fare...
-Sì lo so Brian me l'ha detto. Posso sapere dove sei stata?
Faith abbassò lo sguardo sulla coperta.
Nick infuriato si alzò dal letto portandosi le mani ai fianchi: -Cristo, Faith. Perché non dici mai quello che hai per la testa?- l'accusò
-Perché dici sempre quello che ti passa per la testa Nick?- rispose aggressiva. Nick la guardò stupito.
Faith: -Scusa. Scusami Nick. E' che ieri è stata una giornata difficile e non mi va di parlarne, davvero. Se mai ne avrò voglia...
-Faith voglio che tu adesso mi ascolti senza interrompermi. Puoi farlo?- chiese sedendosi di nuovo a pochi centimetri da lei. La ragazza annuì con la testa.
-Io da quando ti ho conosciuta. Mi sento un uomo più ricco. Non mi era mai capitato prima d'ora. Cioè non mi era mai capitato di conoscere una ragazza come te. In soli venti giorni hai fatto per me l'impossibile. Mi sei stata più vicina tu che la mia famiglia in venti anni. Mi hai consolato, aiutato, mi hai reso più forte e soprattutto mi hai aiutato a ritrovare fiducia e stima in me stesso. Io te l'ho lasciato fare perché... - Nick inghiottì la saliva sotto lo sguardo attonito di Faith -... Al diavolo... Ci deve essere un qualche modo brillante per dirtelo. Ma se c'è al momento mi sfugge. Mi sono innamorato di te. Pazzamente innamorato. Del modo in cui sorridi, di come mi porgi la tazza del caffé la mattina. Di come ti spazzoli i capelli con le mani...- disse sorridendo alla ragazza che in quel momento stava facendo proprio quello e sentendoselo dire si bloccò all'istante -... E' il modo in cui mi guardi e mi parli, conosci di me quasi tutti quei piccoli particolari stupidi e imbarazzanti che cerco di nascondere il più a lungo possibile ad una donna perché ho paura che conoscendoli non mi troverebbe più affascinante. Ti ho perfino vomitato addosso. Per cui il fondo l'ho già toccato. Sai che profumo ha la mia pelle la mattina al risveglio e come cambia subito dopo una bella doccia, sai il numero dei battiti del mio cuore... io... Non so proprio come scusarmi per quello che ti sto dicendo così di punto in bianco, per cui non lo faccio. Volevo solo farti sapere le sensazioni che provo avendoti vicina e... poi volevo dirti che sto uscendo con i ragazzi, penso io alla spesa.
Così dicendo si alzò dal letto, baciò una Faith incredula sulla fronte ed uscì chiudendosi la porta alle spalle.
Non sapeva per quanto era rimasta a fissare quella porta con gli occhi sgranati dalla sorpresa. Doveva assolutamente lasciar fluire i pensieri invece di rimanere così con la testa vuota. Si alzò stordita e si butto per più di un'ora sotto la doccia.
Quando uscì dal bagno avvolta in un soffice accappatoio, si stava sfregando i capelli con un asciugamano con vigore per asciugarli. Gabriele era sdraiato sul suo letto con le gambe incrociate, intento a leggere un articolo di giornale.
-Ciao Gabri.
-Ciao Faith... tutto bene il mio omonimo?
-Sì, mangia per otto per cui penso stia benone.
-Leggevo qui un articolo... "TROPPE INFORMAZIONI UCCIDONO IL CERVELLO?"
Faith avvampò: -E' interessante? Pensa non l'avevo letto.
-Faith...- sussurrò alzandosi e avvicinandosi a lei: -Sei un angelo, gli angeli non dicono bugie. Qui dice che bisognerebbe filtrare le informazioni di tutta una giornata. Sarebbe sbagliato sovraccaricare la persona amata dopo una lunga giornata di lavoro di tanti stupide informazioni che potrebbero essere insignificanti. Non è che tu ultimamente stai filtrando un po' troppo?
-Io? No... in che senso??
-Non so. Cose stupide e noiose tipo... Non mi dici che ti sei innamorata di Nick.
Faith spalancò la bocca diventando rossa.
-Angioletto, chiudi la bocca altrimenti ti entrano i moscerini. E non mentire...- l'ammonì l'arcangelo sedendosi di nuovo.
Faith gli si mise seduta vicino: -Non posso negarti che mi piace anche perché mi pare di capire che già lo sai. Ma non ho nessuna intenzione di farmi mettere all'amo.
Gabri si alzò: -Volevo sentirti dire questo. Non voglio essere cattivo ma appartenete a due mondi ben diversi. Tu fra poco farai ritorno nel tuo. Non dimenticarlo.
Faith lo guardò con le lacrime agli occhi: sapeva che aveva ragione.
-Prendi la decisione più giusta. E a proposito, sono stato da Cody. Avevi ragione, mi ricordava alla perfezione.
Detto questo scomparve.
-Faith... siamo tornati...- gridò Nick dall'atrio.
Non sentendo nessuna risposta un campanello iniziò a suonargli in testa. Salì le scale a due a due seguito dagli sguardi dei suoi amici.
-Faith, Gabri? Dove siete...
Spalancò di colpo la porta della sua stanza con una strana sensazione che gli stringeva lo stomaco. Guardò dentro e la trovò perfettamente in ordine, come sempre. Nell'attimo in cui, però, il suo sguardo si posò sulla busta adagiata sul letto, capì immediatamente che lei se ne era andata. Barcollò fino a raggiungerla e l'aprì. Dentro c'era un foglio scritto con la bellissima grafia di Faith, scritto in blu.
Ciao Nick,
inizio col dirti che NON E' COLPA TUA, per cui non incolparti di cose che in realtà non sono dipese da te. Sono andata via perché non posso. Non posso innamorarmi di te, non posso lasciarmi andare anche se vorrei. E soprattutto non posso spiegarti il perché. Adesso vicino a te ci sono i tuoi amici, non sei solo. E sono anche sicura che cercherai di contattare la tua famiglia. Inoltre una parte di me sarà sempre lì con te. Perdonami.
Faith
P.S. Ti lascio Gabri. Nel posto dove vado non posso portarlo con me.
Nick accartocciò la lettera e lanciò un grido di dolore misto a rabbia. I ragazzi corsero al piano di sopra spaventati da quell'urlo. Trovarono Nick che piangeva sul letto di Faith. Teneva stretta una lettera. Non ebbero neanche il bisogno di prenderla in mano e di leggerla per capire che Faith se ne era andata. Intanto lei e Gabri erano seduti sulla cassettiera di fronte al letto e stavano guardando la scena in silenzio. Faith era vestita di bianco e le sue ali erano chiuse. Era stato triste e difficile prendere quella decisione ma l'aveva dovuto fare. Adesso si sarebbe occupata di Nick come angelo e non con le sembianze umane.
CAPITOLO 22
Nick passò il resto della giornata e quella seguente a letto. Sentiva la sua mancanza ogni minuto più forte. Non voleva andare in giro per casa perché ogni cosa, anche la più stupida parlava di lei. Si alzava solo per andare in bagno. I ragazzi erano preoccupatissimi da questo suo atteggiamento ed erano ancor più basiti da quello di Faith. Per loro era sì un'estranea ma avevano imparato a conoscerla e non sembrava essere il tipo da fuggire così, senza una buona scusa. Nick aveva raccontato loro della volta in cui aveva provato a baciarla e della sua dichiarazione. Ma non sembravano ottimi motivi per darsela a gambe. Brian cercava di consolarlo e nello stesso tempo cercava di non farlo pensare troppo. Lo sfidava alla play in continuazione e lo lasciava anche vincere così da poter chiedere la rivincita e nonostante Nick acconsentisse, non era il solito Nick. La tristezza e la depressione sembravano aver trovato via libera.
La sera del terzo giorno dalla scomparsa di Faith, i ragazzi erano in cucina a cenare in silenzio.
Fu Kevin a parlare per primo.
-Ragazzi, qui la storia si fa preoccupante. Nick sta peggiorando.
Aj: -Già, e questa cosa non va bene. Oggi aveva appuntamento con Eric e non ci è andato
Brian: -L'hai sentito?
-Sì, mi ha detto di dargli del tempo per riprendersi e di riportarlo da lui appena possibile. Ma consenziente.
Howie: -Sarà dura. Esce da quel dannato letto solo per espletare i suoi bisogni fisiologici.
Brian: -Dobbiamo inventarci qualcosa.
Kev: -Ho provato a parlargli ma appena sente nominare Faith si chiude a riccio.
Howie: -Hai visto stamattina? È venuto Aaron a trovarlo e lui non se l'è praticamente filato. Cosa che non succedeva mai e poi mai. Da quando in qua Nick tratta in quel modo AC?
Brian: -Sono più che preoccupato. Troviamo una soluzione?
Aj: -Non è che possiamo buttarlo giù da letto.
Stettero in silenzio a pensare per qualche minuto, poi Kevin: -Hai ragione Aj però abbiamo i soldi. Che non danno la felicità ma ti aiutano a vivere meglio.
I ragazzi guardarono basiti Kevin: non era mai stato così materialista.
Brian: -Non ti seguo.
Aj: -Già. Spiegati.
-Paghiamo un detective privato per rintracciare Faith. Lui ci ha detto che non era molto propensa a parlare di sé, magari ha qualche scheletro nell'armadio che non voleva tirare fuori. Magari è sposata. Sì è sicuramente sposata.
-Kevin ma che ti ha dato di volta il cervello?- chiese Howie -Come fai a sapere che è sposata?
-Lo so e basta. Falsificheremo un certificato se necessario ma Faith Murdock risulterà sposata agli occhi di Nick. Così lui magari si metterà l'anima in pace.
-E se si fa rivedere e gli dice che non è sposata?
-Facciamoci un problema alla volta. Vado a fare un giro di telefonate. Tutti d'accordo?
I ragazzi si guardarono negli occhi e acconsentirono facendo segno con la testa.
-Ragazzi non mi piace mentire a Nick. Ma guardiamo in faccia la realtà. E' sparita, non è che se ne è semplicemente andata. Sono passato sotto casa sue tremila volta negli ultimi tre giorni e mai una luce accesa, una finestra aperta. Ho parlato con i vicini e dicono che non la vedono da un sacco di tempo, dicono che era molto schiva. È arrivata all'improvviso e se ne è andata altrettanto all'improvviso. Visite praticamente zero se si eccettua Nick e una persona non meglio identificata.
Brian: -Che significa non meglio identificata??
-Una vecchietta impicciona la sentiva chiacchierare a volte ma non ha mai visto la persona entrare o uscire da casa e cosa più strana non ha mai sentito la voce del suo interlocutore. Era come se quella persona bisbigliasse.
-Magari era semplicemente al telefono.
-Ci ho pensato anche io. Ma sembra che il nostro 007 non sentiva suonare quel telefono spesso.
Aj: -Insomma la donna dei misteri.
Kev: -Esatto. Ed è per questo che non mi sento tanto in colpa a mentire a Nick.
Brian: -Ok facciamolo. Dobbiamo pensare a lui. Faith se la caverà benissimo da sola. Non merita il nostro aiuto.
Così dicendo i ragazzi si guardarono un'ultima volta negli occhi e Kevin scomparve nello studio di Nick a fare qualche telefonata.
Nel frattempo in camera di Nick.
Nick dormiva un sonno agitato. Sognava Faith e la vedeva che si allontanava sempre più da lui, che volava in cielo e lui non avendo le ali non poteva raggiungerla. La chiamava ma lei non accennava a voltarsi.
Faith si avvicinò al suo letto e si inginocchiò vicino a lui. Iniziò ad accarezzargli la testa con amore e sussurrò nell'orecchio di Nick: -Nick, amore mio. Devi dimenticarmi. Non posso stare con te. E non voglio vederti in queste condizioni. Sei la cosa più preziosa che io abbia mai avuto tra le mani. La tua vita per me è importante e non posso lasciartela buttare via così. Non ora. Hai ancora tante cose da sistemare. Non puoi abbandonarti così a te stesso. La tua famiglia ti vuole bene ma sei tu che non lasci più avvicinare nessuno di loro, a parte i tuoi fratelli. Si sentono anche loro disorientati, vedono in te una guida, un pilastro per la loro vita e l'allontanare a tutti i costi tua madre e tuo padre non gli da un buon esempio. Devi tornare a cantare almeno una volta per salutare le tue fans. Le persone che hanno creduto in te e che ti hanno aiutato ad arrivare dove adesso sei. Per favore cucciolo mio... reagisci... reagisci... reagisci...
Il respiro di Nick si fece via via più regolare fino a calmarsi del tutto. I suoi sogni adesso erano più tranquilli e riuscì a riposare benissimo.
CAPITOLO 23
Il giorno seguente Nick si svegliò fresco e riposato. Si sentiva benissimo.
Non seppe mai cosa successe quella notte ma di una cosa era sicuro: aveva fatto pace col pensiero di Faith.
Lei se ne era andata e questo era un dato di fatto, ma lui aveva una vita davanti e non voleva sprecarla a piangersi addosso, l'aveva già fatto per tutto l'anno passato.
Ora era il momento di reagire, di risorgere
sorrise alla sua immagine allo specchio e scese a fare colazione.
In cucina trovò i suoi amici che appena lo videro, rimasero sbigottiti.
Kev: -Ciao Nick
Brian: -Ehi bro...
Nick: -Buongiorno a tutti...
Howie:- Ben svegliato
Aj:-A cosa dobbiamo l'onore???
Nick si sedette su uno degli sgabelli rimasti vuoti intorno al tavolo e parlò: -Ammetto che la storia con Faith mi ha buttato parecchio giù
non mi aspettavo questo suo comportamento, però devo dire anche che era una storia a senso unico
io andavo dietro a lei e lei non ne voleva sapere
ho tentato di baciarla, le ho dichiarato i miei sentimenti
ho la coscienza apposto, per cui basta
sono giovane e mi sono lasciato alle spalle storie più importanti e dolorose
giusto?- guardò i suoi amici per cercare conferma alle sue parole.
Brian gli venne in aiuto: -Già, ti sei lasciato dietro Mandy
quella era una storia difficile
sono sicuro che supererai anche questa e poi Nick, hai tempo per trovare una compagnia no?
I ragazzi annuirono per rafforzare l'opinione di Rok.
Nick:-Già
vabbe che si fa oggi?
I ragazzi studiarono a tavolino un'intensa giornata da passare insieme.
-Pronto Nick?
-Eccomi
- gridò il biondino dal piano superiore.
Erano a casa di Aj, tutti pronti per una serata in disco. Con loro c'erano anche le guardie del corpo, tra cui Mike che aveva consigliato il locale e aveva prenotato il tavolo. Quando furono tutti pronti, partirono alla volta del centro.
All'interno c'era molta confusione e la musica rimbombava a palla tra le pareti. Fortunatamente il loro tavolo era nel privè insonorizzato, per cui potevano parlare e ridere tranquillamente.
Ad un tratto si avvicinò a loro un energumeno alto almeno due metri. Mike si alzò e l'andò ad abbracciare.
-Ehi fratello!!!
-Ciao Mike, anche tu qui?
-E' un locale fortissimo
conosci già Jason, Brendon e Luke vero?
L'amico di Mike saluto le altre bodyguards.
-Questi sono Nick, Brian, Aj, Kevin e Howie.
-Piacere ragazzi, sono Lee.
I ragazzi strinsero la mano al nuovo arrivato.
Kev:-Vuoi unirti a noi Lee?
-Grazie, ma sono in servizio
mi ha mandato qui la ragazza per cui lavoro
ha notato Nick e chiedeva se voleva raggiungerla al suo tavolo
- disse guardando il più giovane dei ragazzi.
Nick:-Per chi lavori?
-Per Paris Hilton
non so se hai presente
-Hilton? Come no
è diventata famosa per quel filmino che girava su internet
-Oh! Non glielo nominare!- rise Lee Va su tutte le furie
non ha gradito troppo quel regalino
-Bhe comunque non vedo perché non accontentare una signora
con permesso
- disse Nick alzandosi.
-Vai bello e dicci come va
- rise Aj.
-Sì Aj, sarai sicuramente il primo!!! Così poi lo saprà tutto il mondo!!- disse alludendo alla lingua lunga del tatuato.
Nick si allontanò per raggiungere il tavolo di Paris. Lei era lì, circondata da un paio di amiche che, quando videro che si avvicinava, sparirono come per incanto.
-Ciao
-Ciao
io sono Nick.
-Lo so chi sei
io sono Paris.
Nick rise: -Bhe anche io so chi sei
-Allora possiamo saltare i convenevoli, non ti pare? Siediti e offrimi da bere
Quella sera Nick la passò totalmente con Paris, dimenticandosi persino dei suoi amici. Parlarono bene insieme e si scambiarono i numeri di telefono così da potersi risentire magari un pochino più in là. Lei era molto bella, con quei capelli biondi, morbidi e profumati
ne era rimasto colpito all'istante e da come lei gli si strusciava addosso, poteva anche pensare che la cosa fosse reciproca!
Non ci volle molto per farla trasferire a casa Carter
dopo neanche tre giorni di corteggiamento erano già su tutte le riviste scandalistiche d'America e del mondo. E dopo neanche una settimana di conoscenza lei aveva fatto le valigie dal suo attico al centro di New York per trasferirsi in Florida da lui, così da poter seguire la sua carriera e stargli vicino.
CAPITOLO 24
-Io non capisco che ci trova di bello in quella bambolotta
-Faith, ma stai rosicando?
-No
è solo che
dai guardala
sembra uscita da un cartone animato
-Io la trovo molto attraente, tu no?
-Gabri sono una donna e per principio non tifo per la concorrenza
Faith era seduta sul divano di Nick vicino a Gabri e si stavano vedendo una prestazione sessuale niente male tra i due piccioncini.
-Secondo me è meglio andare
-No Gabri invece rimaniamo
-Faith ti fai solo del male
-Hai notato? Lei è entrata nella sua vita da una decina di giorni e lui ha già ricominciato a bere
-Non come prima
-Non come prima, ok
però non mi piace la storia
e poi hai sentito come ha trattato ieri il padre per telefono
imperdonabile
mi sta sfuggendo la situazione
-Faith ora non possiamo cambiarti
-Lo so, non preoccuparti
mi farò venire in mente qualcosa
-Sono passati già 33 giorni
te ne mancano appena 28
-Non mettermi fretta!!!
-Faith io non vorrei farlo
ma sai
a Dio sta a cuore l'anima di quel ragazzo
-Dammi ancora un po' di tempo, magari attraverso Paris riesco nell'intento
-Lo spero più per lui che per te
non è che abbia condotto in passato una vita così retta
-Senti un po' uccellaccio del malaugurio
- lo minacciò con un dito Da che parte stai???
-Lo sai
dalla tua!
-Ecco allora taci
mi metti agitazione
Gabriele si alzò
-Ok allora angioletto testardo
cavatela da sola
- detto questo sparì.
Faith sbuffò: -Dio quanto l'hai creato permaloso
La mattina seguente Paris stava svegliando Nick a suon di bacini: -Amore
svegliati
-No Faith, ancora un po'
- bofonchiò nel sonno.
Paris lo guardò irritata, prese un cuscino e glielo tirò addosso. Nick si svegliò di soprassalto: -Ma sei matta? Mi hai fatto prendere un colpo!
Faith guardava la scena soddisfatta ed un sorriso comparve sul suo volto: non l'aveva dimenticata! Quanto era bello sentir pronunciare da lui il suo nome...
-Chi è Faith?- disse Paris alzandosi dal letto e cominciando a rivestirsi.
-Come
chi è Faith?
-Mi hai chiamato Faith!- urlò isterica
-Dove stai andando???- le chiese guardandola.
-Me ne vado
-Paris, vieni qui
- Nick scivolò giù dal letto completamente nudo e corse dietro alla sua ragazza che stava già scendendo le scale.
-Dai amore, non fare cazzate
Paris si era fermata davanti alla specchiera e si stava sistemando in testa il cappellino.
-Io non devo fare cazzate? Nick sono molto gelosa
e tu te ne esci chiamandomi FAITH
ma chi è questa sfigata con questo nome orribile
Faith era lì ad ascoltare la litigata e, a quell'insulto, non resistette
fece cadere un vaso di fiori.
I due ragazzi si girarono verso quel rumore.
Nick:-Hai lasciato aperta la finestra?- chiese rivolto a Paris.
Paris lo guardò interrogativa e poi disse: -Ci rinuncio
Uscì dalla porta dirigendosi verso la macchina. Nick senza pensare alla sua nudità la seguì scalzo saltellando sulla ghiaia.
-Paris, dai torna qui!!!
-Neanche morta
-Amore ti amo
ci sei solo tu nella mia vita lo sai
stiamo 24 ore su 24 insieme
come potrei tradirti
Paris a quella frase si girò: in fondo non aveva tutti i torti. Nick le si inginocchiò davanti e le disse: -Paris, ti amo
lo capisci?? Dai non fare di una stronzata una tragedia
Paris lo guardò ancora un po' con il broncino ma poi si chinò e lo baciò. Lui si rialzò e la avvolse in un abbraccio mozzafiato. Quando distaccarono, Paris sbottò a ridere.
Nick:-Cosa cazzo ti ridi???
-Hai la ghiaietta attaccata alle ginocchia
Nick si guardò le ginocchia e ridendo si ripulì.
-Ed ora guardati intorno
Il ragazzo si girò e si trovò puntati addosso gli occhi increduli della governante che era appena arrivata e del giardiniere
solo allora si ricordò che era nudo
-Cazzo
amore ti aspetto dentro
- e così dicendo scappò in casa!
Paris rimase in giardino a ridere a crepapelle e Faith notò che in effetti era veramente una bella ragazza: non l'avrebbe mai detto a Gabriele, non voleva dargliela vinta. Ma quando rideva le si illuminava il volto, quando era con Nick era così raggiante. Si chiese se anche lei aveva emanato quella sensazione. Entrò in casa e andò in camera da letto di Nick, ma lui non c'era. Sentì l'acqua scrosciare nella doccia e allora oltrepassò il muro e si fermò a guardarlo. Si stava insaponando l'addome. Era così bello. Da quando aveva conosciuto Paris aveva ricominciato a frequentare la palestra e si iniziavano a vedere i risultati. La pancetta si stava ritirando per lasciare il posto agli addominali: era fiera di lui. In fondo un altro problema che attanagliava Nick era quello di non piacersi fisicamente. Nel 95 sembrava anoressico, ma con l'arrivo dello sviluppo aveva cambiato la voce e ciò gli aveva portato enormi problemi con le canzoni, e si era ingrassato a dismisura. Non era grasso però per uno che lavora nel mondo dello spettacolo era sicuramente troppo il peso che aveva.
Indugiò ancora un po'.
All'arrivo di Paris che nel frattempo si era spogliata, se ne andò: ne aveva viste già abbastanza di scene hard tra i due.
CAPITOLO 25
La sera successiva, come deciso, Paris e Nick si prepararono per uscire.
-Amore?- lo chiamò la ragazza dal bagno.
Nick la raggiunse mentre si stava chiudendo la cinta. Lei era davanti allo specchio a chiudersi un orecchino. Paris guardò la sua immagine riflessa e sorrise: -Sei divino...
-Potrei dire lo stesso di te... farfallina...
Paris infatti aveva tra i capelli una mollettina a forma di farfalla colorata.
-Sai dov'è il posto?
-Certo, me lo sono fatto spiegare dal tuo amico...
-Jordan?
-No direttamente dal festeggiato.
-Ah, Brendan... l'hai sentito oggi? Gli hai fatto gli auguri?
-Ehy!- protestò avvicinandosi e abbracciando la sua ragazza: -Non sono mica un cafone... certo che gli ho fatto gli auguri e anche da parte tua!
Paris si voltò spalle allo specchio e lo abbracciò: -Perché non me lo hai passato?- chiese baciandogli le labbra.
-Mmmm...- disse Nick ricambiando quel bacio: -Sono gelosissimo di te!!- rise.
Anche Paris ricambiò quel dolce sorriso. Adorava vederglielo stampato in faccia.
-Stasera faremo follie!- disse
Nick: -Davvero? Allora sbrighiamoci... non vedo l'ora!
Paris:-Pensa che ci sarà un tatuatore professionista...
-Adoro i tatoos!!
-Lo so, ed è per questo che ho consigliato a Brendan di ingaggiarne uno... potremmo farci un tatoo... che ne dici?
-Ti adoro Paris Hilton ecco cosa ti dico!
-Anche io ti adoro NC!
Arrivarono al locale affittato dall'amico di Paris verso le undici e mezza. La festa era alle dieci ma Paris diceva sempre che era meglio arrivare tardi: faceva molto cool e sicuramente non passavi inosservata!
Già all'ingresso però si sentiva l'odore acre della marijuana e Nick si irrigidì di colpo. Paris percepì subito il cambiamento d'umore del suo uomo.
-Qualcosa non va stella?
-N... no... tutto ok...
-Ehi lo sai che puoi dirmi tutto vero?
-Sì... è che in realtà...
-Ti disturba la canna?
-Bhe sì...
-Non dirmi che non te ne sei mai fatta una!!!- chiese quasi schifata Paris.
-Ma certo che ho fumato... è solo che...
-Solo che?
-Ho avuto problemi di dipendenza da sostanze stupefacenti...- ammise finalmente Nick: -... li ho superati da poco e non vorrei ricacciarmici dentro...
Paris si fece una gran risata: -Ma amore... non devi eccedere, ecco il trucco... ora andiamo dai, non farmi fare la figura della perbenista con i miei amici ok?
Si allontanò lasciando Nick a guardarla impressionato dalla sua mancanza di tatto. Scrollò le spalle, prese un'aranciata al bar e uscì sul terrazzo. Trovava inconcepibile l'indelicatezza di Paris: lui le aveva appena confessato di essere un cocainomane appena redento e lei, invece di capirlo, gli aveva riso in faccia e gli aveva detto di non farle fare figure di merda con i suoi amici. La sua mente, inevitabilmente, andò a cercare i ricordi di Faith: ogni volta finiva per pensare a lei. Era preoccupato. Erano passati giorni dalla sua scomparsa e nessuno l'aveva più ne vista ne sentita. da parte sua non una telefonata per dire che stava bene. Aveva sentito più volte i ragazzi discutere della faccenda, cercavano di parlarne quando lui non c'era così si era convinto a fargli credere che per lui non era più un problema: non voleva spingerli a mentirgli.
-Faith...- sospirò guardando il cielo.
Faith era lì, seduta sulla balaustra del balcone che lo guardava e leggeva nei suoi pensieri. Era mortificata dall'accaduto. Se sole avesse mantenuto la sua professionalità tutto questo non sarebbe successo. Allungò una mano fino a sfiorargli la guancia. Nick percepì come uno spostamento d'aria e si irrigidì.
-Faith... sei tu?...- disse a bassa voce.
-Amore... eccoti!- lo chiamò Paris dalla portafinestra. -Ti cercavo da un po'. Non hai ancora salutato Brendan...
-Scusa prendevo un po' d'aria...
-Allora che fai? Partecipi alla festa o no?
nick maledisse ancora una volta faith e il dolore che lo lacerava. Guardò Paris e disse: -Perchè no, l'hai detto tu... basta non esagerare... dov'è quel tatoonist?
Alle tre di notte la festa era proprio al clou. Ormai girava di tutto: c'erano spogliarelliste che si muovevano sensualmente appoggiate a dei pali, al ritmo della musica. L'alcool scorreva a fiumi e c'era chi faceva a gara a suon di shot all'assenzio. Altri tiravano su coca. Chi invece era già più che fatto o vomitava o stava dando spettacolo con la propria partner davanti agli occhi degli altri. Nick e Paris erano tra questi. fatti di droga e di alcool stavano sdraiati su un divano. Lui nudo dalla cintola in giù, cavalcava lei con la gonna tirata su. Ormai si sapeva che sotto la gonna non portava slip.
Dopo la performance amorosa si rivestirono rintronati e aiutati da alcuni che erano lì e che ancora ridevano e battevano le mani. A Nick girava la testa da morire e anche Paris non riusciva a camminare dritta.
-Mi accompagni?- chiese Nick
-Dove?
-Fuori...
-Ok...
Si allontanarono dalla sala traballando e scirono dal locale.
-Nick ti senti bene?- chiese la ragazza.
-Non tanto...
Lei rise: -Diamine sei stato grande... non mi avevi mai scopata così... dovremmo farlo più spesso... dico davanti agli altri...
Nick non la stava a sentire, girò per un vicolo buio tenendo le mani incollate al muro. Faticava a prendere aria: era come se qualcuno lo stesse strozzando. Paris lo seguiva senza capire cosa stava succedendo. Solo quando il suo ragazzo si accasciò al suolo sembrò ridestarsi. Gli corse vicino e tentò di sollevarlo ma non ci riuscì.
-Nick... amore rispondimi... Nick...- lo chiamava con la voce carica di panico.
Con la forza che gli era rimasta lo girò a pancia in su e inorridì quando vide che aveva gli occhi sbarrati e dalla sua bocca usciva la schiuma. Il suo corpo iniziava a sobbalzare istericamente.
-oh... Dio...- disse alzandosi.
Spaventata a morte Paris scappò da quel vicolo, fermò un taxi e corse a casa sua cercando di dimenticare l'accaduto, aveva paura e non sapeva cosa fare. Qualcun'altro si sarebbe occupato di Nick, lei non ne era in grado.
Faith guardò la scena disgustata: era scappata...
Aspettò ancora un momento e vedendo che nessuno veniva da quella parte senza pensarci due volte, riprese le sue sembianze umane e si inginocchiò vicino a Nick.
C'era un fastidioso bip bip che gli stava trapanando il cervello, così dovette aprire gli occhi. Al primo tentativo non ci riuscì perchè fu accecato dalle forti luci al neon attaccate al soffitto. Ci riprovò ancora, stavolta con successo, dalle forme che vide e dall'odore pungente che gli arrivò al naso capì di essere in ospedale. Il bip bip altro non era la macchina che gli stava vicino. Tentò di dire qualcosa ma riuscì solo ad emettere un suono indefinito, aveva la bocca impastata di saliva e sentiva la lingua alta venti centimetri. Quel suono comunque aveva attratto l'attenzione di quello che doveva essere un suo visitatore. Vide chinarsi su di lui una figura e sentiva una voce chiamarlo. Non riusciva a distinguere chi fosse ne dall'aspetto ne dalla voce che risuonava cavernicola. Subito una lampada gli fu puntata in un occhio. Che dolore! La luce passò da un occhio all'altro e il ragazzo si tranquillizzò: l'aveva visto fare centinaia di volte in ER... Richiuse gli occhi e si addormentò.
La seconda volta che si risvegliò doveva essere giorno e si sentiva decisamente meglio. Mise subito a fuoco la stanza e si girò a guardare alla sua destra. Il cuore perse un battito: trovò ad osservarlo due occhi che conosceva benissimo. Era sorpreso.
-Faith...- Sospirò. era l'ultima persona al mondo che pensava e sperava di rivedere in quella situazione.
-Nick...- lo salutò
-Come... come hai fatto a ... trovarmi...
-Passavo di lì per caso...
-Io non volevo che mi vedessi... così...
-Non mi sembra il momento di fare il difficile...
-Esci per favore...- disse girando lo sguardo dalla parte opposta.
-Ma...
-Per favore... mi vergogno tanto...
Faith senza aggiungere altro uscì dalla stanza.
CAPITOLO 26
"Sono tornata di mia spontanea volontà..." pensò Faith mentre si dirigeva verso il balcone che si trovava alla fine del corridoio del terzo piano della clinica dove Nick era ricoverato. "Nessuno mi ha costretta a farlo... eppure vorrei tanto non essere qui... lui si vergogna... ed io? E' uno sforzo reggere il suo sguardo quando punta i suoi occhi dentro i miei: io la traditrice, Giuda... lui il tradito..." sorrise per l'ironia della situazione: la storia sembrava ripetersi all'infinito, l'uomo non imparava mai dai suoi errori.
Si affacciò e una folata di vento le portò i capelli davanti agli occhi. Era una giornata bruttissima, fredda in una maniera surreale per la Florida meridionale. Si appoggiò alla balaustra e lasciò che il vento le colpisse il volto. I suoi occhi erano inchiodati sull'oceano che poteva scorgere in lontananza. Era agitato come lo era la sua anima. Sarebbe dovuta tornare dentro, magari aspettare paziente che Nick si sentisse forte abbastanza per riceverla, ma non poteva, non voleva muoversi perchè le sembrava che solo lì, su quel balcone, potesse riflettere con tranquillità, riordinare i pensieri che vagavano confusi nella sua testa. Quando aveva deciso di ritornare umana per salvarlo, sapeva che avrebbe pagato la sua avventatezza, ma per lei in quel momento era l'unica soluzione che gli era parsa possibile. Ormai quei pensieri erano inutili: era lì ed aveva meno di un mese per salvare Nick. Il tempo scorreva senza fermarsi. Doveva restargli accanto fino alla fine, non c'erano alternative. Scostò i capelli dal volto e si asciugò una lacrima con il palmo della mano. Lanciò un ultimo sguardo all'oceano e rientrò. Si era assentata solo pochi minuti e non si aspettava di trovarsi davanti quattro paia di occhi che la guardavano in maniera non proprio friendly.
-Ragazzi...- li salutò sorpresa Faith
-Faith...- la salutò Kevin
-Wow, a volte ritornano...- disse ironico Brian.
Kevin lo bloccò all'istante: -Brian siamo qui per Nick, non per Faith...
Brian la guardò con rinnovato disprezzo e sparì nella stanza di Nick seguito da Kevin e da Aj. Lei non potè fare altro che abbassare lo sguardo. Howie le si avvicinò e le poggiò una mano sulla spalla.
-Sono sicuro che c'è un motivo ottimo per la tua scomparsa e non lo voglio sapere... ma credici... Nick è crollato da quando sei sparita...
-Mi spiace D...
Così dicendo entrò anche lui da Nick.
Quando Howie entrò i ragazzi erano raccolti intorno al letto di Nick in silenzio. Nick era seduto ed aveva messo su la sua faccia peggiore: quella che usava quando non aveva voglia di parlare.
Kev: -Stiamo aspettando Nickolas.
-Puoi aspettare anche in eterno...
-Non abbiamo tutto questo tempo...
-Cosa vuoi che ti dica Kev? Che mi sono ubriacato fino a scoppiare?
Kev:- Potrebbe essere un buon inizio...
Brian: -Dai Kev, non massacrarlo... ha avuto una giornata difficile...
Kev: -Ecco Frick, il paladino della giustizia...- il ragazzo guardò in aria esasperato. -A volte mi chiedo chi dei due sia il peggiore...
Brian sorrise complice a Nick: -Ci diamo battaglia!
Nick apprezzò l'aiuto che Brian gli stava dando e si decise a parlare:- Paris mi ha portato a quella festa, io le ho detto dei miei problemi e lei si è fatta una risata... così per non sembrare un coglione...
Aj:-Hai fatto il coglione, giusto?
Nick annuì.
Kev: -Hai idea di quanto ti poteva costare questa bravata? Potevi morire... chi ti ha portato qui? Perchè Faith è lì fuori? Dove cazzo è Paris? E che cosa hai fatto al polso? Perchè è fasciato?
-Ohi... piano, piano... una domanda alla volta... Faith mi ha trovato per strada e ha chiamato l'ambulanza, è qui fuori perchè mi ha salvato la vita... Paris non so dove sia e non voglio rivederla visto il coraggio dimostrato... al polso ho fatto un tatoo...- abbassò la fascia e gli amici lessero il nome della biondina sul polso dell'amico.
Howie:-Solo un coglione come te poteva farsi incidere il nome della bella come le vacche...
-Grazie D...- disse Nick. -Se avete finito col terzo grado posso dormire? Sono stanco...
Kevin gli lanciò una maglietta pulita: -Scemotto vestiti, andiamo a casa. Dopo una bella lavanda gastrica sei tornato come prima...
-Davvero mi dimettono?
Aj: -Certo... ormai gli interni te li hanno ripuliti...
Kev: -Sì dai andiamo, ti lasciamo qui se ci fai aspettare troppo...
Faith vide aprirsi la porta, non si aspettava però di vedere Nick uscirne. Si alzò di scatto ma non gli si avvicinò. Fu Nick che, guardando i ragazzi, disse: -Andate avanti, io vi raggiungo tra poco...
brian non voleva lasciarlo solo con lei ma fu trascinato via per un braccio da Howie. Rimasti soli i due ragazzi si squadrarono in silenzio.
Nick Point of View
"L'unica cosa che vorrei fare ora è abbracciarti. Non mi importa dove sei stata, con chi sei stata e perchè te ne sei andata, sei tornata da me... ora sei qui ed è questo quello che conta. Hai quell'aria sperduta di chi l'ha fatta grossa, sembri un cucciolo che cerca una carezza, io passerei tutta la mia vita a coccolarti. Cucciolo mio... no... non piangere ti prego, non è colpa tua se non so gestire la mia vita, se combino cazzate su cazzate, è che ho paura di tutto quello che mi circonda. Avevo dodici anni quando la mia vita è cambiata drasticamente e adesso me ne sento 40 sulle spalle... non sono riuscito a crescere come un ragazzo normale... non ho avuto una famiglia unita, equilibrata e discreta alle mie spalle. Mia madre e mio padre vivono uno show perenne, per loro tutto è spettacolo, tutto è news... io volevo solo avere due guide che mi aiutassero a tenere i piedi per terra... la celebrità mi è crollata addosso come un masso pesante e mi ha schiacciato, quando ho iniziato a prendere peso e tutti mi dicevano che facevo schifo... quando Brian è stato operato ed Aj è stato in clinica... quando è morta Caroline... quando i miei genitori si sono separati e mio papà ha deciso di risposarsi... quando sono stato arrestato... Faith ero solo... ecco cosa ti dà la notorietà: rapporti falsi e ipocriti e tanta, tanta solitudine. Ho allontanato le uniche quattro persone che tenevano veramente a Nick... per fortuna loro sono più maturi e mi hanno perdonato, ma io continuo ad avere paura... di essere un esempio negativo, di non vivere in maniera giusta la mia vita e... adesso ho paura... di perderti di nuovo. Che cretino... sono qui in piedi a guardarti piangere e non riesco nemmeno a dirti ciao... e non mi sono neanche accorto che sto piangendo anche io, come te. Vorrei che quello che sto pensando ti arrivasse nel cuore e te lo scaldasse, voglio ringraziarti per tutto quello che hai fatto per me, perché se ora sono qui a guardarti, lo devo solo a te. Mi hai salvato la vita... grazie, grazie cucciolo mio... Ho sempre la tua immagine nei miei occhi, l'ho sempre avuta e l'avrò per sempre... non importa cosa succederà domani, tra un mese o tra un secondo... voglio amarti e mi dispiace se questo sentimento rovinerà la tua vita e ti farà soffrire... ma ti amo Faith... ti amo oltre l'immaginabile..."
End Nick Point of View
Faith Point of View
"Non riesco a non piangere davanti a te: tu sei così puro, così semplice... ed io sono un impostore. Avevo promesso che non avrei mai più interferito nella tua vita Nick, non mi sarei mai più intromessa... ma l'ho fatto di nuovo e sai qual'è la cosa più bella? E' che non l'ho fatto per te... l'ho fatto per me, egoista che non sono altra... l'ho fatto perchè volevo abbracciarti di nuovo, volevo sentire il tuo calore avvolgermi, volevo te vicino a me... Ascoltami se puoi mio Piccolo Uomo... sono viva da un po' più di tempo di te e morta da molto di più, ho visto cose che non puoi immaginare lontanamente e fatto altre che preferirei non immaginassi. Sono un angelo del trapasso Nick... volgarmente detto angelo della morte... e prima o poi quella vita che ti ho restituito e di cui mi stai ringraziando oggi mela riprenderò... perché questo è il tuo destino... ho portato in cielo bambini, malati, vecchi e madri e padri di famiglia e anche io ho sempre avuto paura ma in oltre cinquanta anni c'è almeno una cosa di cui sono sicura e per la quale vale la pena vivere... te... ti amo Nick, amo l'uomo che sei, quello che fai e come lo fai, ho visto il meglio e il peggio di te e ti amo, il buono e il cattivo... e ti amo... tu non hai affatto rovinato la mia vita... tu mi hai fatto vivere Piccolo Uomo e non so se esistono parole per ringraziarti di questo. Da quando sono il tuo angelo mi basta vederti due minuti la mattina per avere una giornata fantastica... è così bello amarti... è così facile amarti Nick... se un giorno non mi vorrai più lo capirò sai... ho sempre una casa dove tornare... quella del Padre... ma adesso no... ti prego... tienimi con te..."
End Faith Point of View
Nick si mosse in maniera talmente veloce che Faith neanche se ne accorse. Era lì che le teneva le spalle con le mani e le diceva: -Non sparire mai più in quel modo...- aveva gli occhi carichi di lacrime che gli scendevano lungo le guance e la voce rotta dall'emozione di quel contatto.
La spinse contro il muro della clinica con forza. -non te ne andare mai più...
Si avvicinò ancora di più al volto di lei: "Non mi lasciare mai..." pensò.
-Mai...- disse e la baciò.
Sentì le labbra di lei schiudersi per ricambiare quel bacio. Faith si staccò per sussurrargli: -Tienimi con te...
Nick:-Dovrebbe esistere un undicesimo comandamento: non abbandonerai mai coloro che ami...
Faith abbassò lo sguardo: -Non volevo lasciarti...
-Lasciarti? Lasciarti non è la parola giusta... lasciarti è un atto fisico che va ben oltre lo svegliarsi una mattina, fare una valigia e sparire... dilaniare, corrodere, strappare... queste sono le parole. Non voglio lasciarti mai più, non voglio più svegliarmi un altro giorno senza di te al mio fianco, non voglio più dormire in un letto dove tu non ci sei...
Faith: -Ti amo... Nick...
CAPITOLO 27
-Non sei preoccupato Signore?
-Per cosa Gabriele?
-Per quello che è successo ieri tra Faith e Nickolas
Il Signore rise guardando il suo Arcangelo.
-Scusami, ma perché ridi? Non pensi sia pericoloso che si innamorino?
-Gabriele, a volte sei troppo
"angelo"
ma non li vedi? Sono già innamorati da tempo
Nick dal primo momento che l'ha vista
anche se era ubriaco fradicio
-Sono passati 37 giorni dall'arrivo di Faith sulla terra
ne mancano appena 23
non è molto per salvare l'anima di quel ragazzo
-Sono sicuro che la piccola Faith ce la farà
il suo amore lo salverà
-Però è triste non trovi?
-Perché?
-Lui è destinato a morire
-Potranno stare insieme per l'eternità
-Ma
-Gabriele
- gli disse Dio -
vieni con me, voglio mostrarti il disegno che ho per Faith
Intanto sulla terra
Nick era tornato a casa dall'ospedale con i suoi amici e per tutto il viaggio non aveva aperto bocca
sapeva cosa pensavano di Faith e doveva trovare il modo migliore per annunciargli il loro fidanzamento. Brian poi ogni volta che la vedeva faceva fumo dalle orecchie e gli ripeteva "Nick per te quella donna ha solo guai
". Come faceva a dirgli che l'amava ed era ricambiato? Non poteva rimandare la comunicazione visto che si erano messi d'accordo per passare qualche giorno da lui. Dopo l'ennesima OD non volevano perderlo di vista
ma c'era un problema: da lì ad un'ora sarebbe arrivata Faith
Entrò in casa seguito dai suoi quattro mastini e si buttò sul divano accendendo la tv. Brian gli prese il telecomando dalle mani e spense lo schermo.
-Che ti ha detto Faith? Che è dispiaciuta?
-Brian, non cominciare
so che non ti piace
-Non solo a Brian
- commentò Aj guardando Kevin.
-A me piace!- disse D.
-Grazie D almeno tu
- sospirò Nick.
-Grazie D un cazzo!- esplose Aj Hai visto come l'ha trattato???
-Senti J ho espresso un'opinione come tu hai espresso la tua
non ho fatto nulla di male non credi? E poi non abbiamo sentito la versione di Faith, perché è sparita e perché è riapparsa
forse potremmo darle un po' di fiducia no?
-NO
- dissero all'unisono Kevin, Aj e Brian.
-Mi ha salvato la vita
- disse mestamente Nick.
-Questo non le fa guadagnare punti!!!- insistette Brian. Voglio sapere che ti ha detto
Nick aspettò qualche secondo prima di rispondere
forse era quella l'occasione giusta.
-Mi ha detto che mi ama
e tra un'ora verrà qui per stare con me.
Dicendo questo si alzò e aggiunse: -Se pensate di poterlo accettare bene, potete rimanere, per me siete dei fratelli e la mia casa è la vostra casa
ma amo Faith
e stiamo provando a stare insieme come tutte le coppie normali
come te e Leigh, Brian
- disse rivolto al suo amico, poi girandosi verso il cugino di Rok:-
come te e Kristine
posso provare ad essere felice anche io? Non importa quello che è stato prima
lei non aveva mai ceduto alle mie avances, non mi aveva mai detto che mi amava
non mi aveva mai baciato. Adesso ha fatto tutto questo e le credo
sono convinto che la felicità non ti capita per caso, va inseguita
quindi aspettando il miracolo
ho deciso di dare una seconda possibilità a Faith
-Non c'è nessun motivo di rendere la vita facile a chi poi te la renderà un inferno
- commentò sarcastico Brian.
-Brian, non me la renderà un inferno
mi meraviglio di te
tu daresti una seconda possibilità anche ad un assassino ma a Faith no, perché Brian?
-Perché ti ha ferito Nick
perché ti ha fatto male in un momento in cui non eri in grado di reagire con la testa
e lo farà di nuovo maledizione
- alzò la voce Brian.
Nick lo guardò scioccato: -Brian
sono sicuro dubitare di una persona è molto più facile che credere in lei
ma Cristo
prima prova a crederle no?
-Mi dispiace Nick ma non ce la faccio a credere ad una persona che ti ha ferito
Nick ora era arrabbiato veramente. Guardò i suoi amici e vomitò un fiume di parole addosso a loro: -Voi sapete solo giudicare, non è vero? Avete giudicato me, avete giudicato i miei comportamenti, li avete paragonati alla vostra fottutissima vita perfetta, avete giudicato Faith
ma non sapete che significa dare una seconda possibilità, giustificare
perdonare una persona. Non vi siete mai chiesti perché ho iniziato a bere o perché ho iniziato a drogarmi
fino a quando sono arrivato ad un punto di rottura
chi c'era lì con me eh? C'era anche Faith
c'era il suo amore
il suo calore
la sua voce e le sue braccia a stringermi forte
solo perché non l'amate quanto la amo io non vi interessa nulla di lei
e allora sapete che vi dico
non ve ne frega un cazzo di me!
Kevin si avvicinò veloce e smollò uno schiaffo a Nick. Lui di risposta rise: -Lo sapevo che avresti reagito così
è per questo che l'ho detto
ora ti sei sfogato? Vi siete sfogati o vogliamo fare a giro a prendermi a pizze in faccia?
Aj, Brian e Kevin si guardarono sottecchi colpevoli. Howie era vicino a Nick che ammirava la forza del suo amico, una forza che lui in quel momento di grande debolezza fisica e psicologica, non avrebbe saputo tirare fuori.
-Mi dispiace Nick
- ammise Kevin.
Nick sorrise solare: -Fa nulla bro
avevi bisogno di sfogarti
-Nessuno mi da il diritto di picchiarti
-Picchiarmi? Kev mi hai fatto appena una carezza!- scherzò su Nick.
-Ora cosa vuoi dirmi? Di volerle anche bene e fingere che mi sta tanto simpatica? Giuro che se me lo stai per chiedere, altro che pizza in faccia, ti ammollo un cazzotto sul naso!
Nick rise guardando l'amico. Stava appunto per dirgli quello. L'espressione di Brian passò da stupore a rassegnazione e alla fine roteò gli occhi e alzò le braccia in segno di resa: -Fai come vuoi zuccone
- disse uscendo in giardino.
Howie rise: -Tutti d'accordo ok? Faith è la benvenuta
Anche gli altri si arresero al volere del loro adorato fratellino.
Howie: -Nick, Brian capirà non preoccuparti
-Deve capirlo, D. Io la amo!
-Andiamoci a riposare, vuoi? Sei terribilmente pallido
Nick annuì e seguì l'amico che lo accompagnò a sdraiarsi in camera sua.
CAPITOLO 28
E allora tutto cambia
l'aria che sa di dentifricio, la sveglia che canta, la macchina del caffè che fischietta un motivetto allegro, i passi sul parquet che ballano il tip tap, i cani che ti abbaiano felici il buongiorno e lui
lui sdraiato accanto a Faith.
Lei si girò a guardarlo ancora una volta: voleva fissarsi in mente il suo volto angelico che dormiva sereno sul cuscino vicino. Era bello come il principe delle fiabe, anche se i suoi lineamenti sembravano ancora sofferenti per l'ultima disavventura. Aveva passato tutta la notte a guardarlo. Sapeva che ormai era al sicuro ma prima o poi si sarebbe fatto vivo Gabriele con l'incarico di aiutarlo nel trapasso. Era per questo che voleva stamparsi il suo volto nella mente, per l'eternità. Erano gli ultimi attimi passati insieme.
Scese dal letto e andò a preparare la colazione per lui e per i ragazzi. Il giorno prima l'avevano accolta bene e ciò la sorprese. Soprattutto Brian era stato carinissimo con lei. In ospedale sembrava tutto fuorché friendly! Sicuramente Nick gli aveva parlato. Era sorpresa dall'amore che legava quei cinque uomini. Di solito l'amicizia con la A maiuscola era prerogativa delle ragazze
invece loro si sarebbero buttati nel fuoco l'uno per l'altro. La cosa invece che farla felice la rese ancora più triste. Perché allora Dio voleva rovinare tutto questo? Kevin, Howie, Aj e soprattutto Brian sarebbero morti di dolore
cercò di non pensare alle cose tristi e si concentrò sulla felicità che provava in quell'istante.
Finì di cuocere le uova strapazzate e preparò il tavolo per i ragazzi. Mise su un vassoio la colazione di Nick e salì di sopra, era ora di svegliare il bell'addormentato
era passata già un'ora da quando era scesa.
Quando entrò si stupì nel trovare il letto vuoto. Posò il vassoio sul materasso e andò verso il guardaroba. Lì trovò Nick seduto a terra, la faccia stravolta dalla fatica, intento a sistemare le sue cose.
-Buongiorno
- disse sedendosi vicino a lui.
-Ciao
- disse Nick sporgendosi per baciarla.
Dopo quel breve contatto tornò a sistemare i maglioni. Faith lo guardò ancora per qualche minuto prima di chiedergli: -Cosa fai?
-Metto a posto l'armadio
non lo vedi?
-Certo che lo vedo
- prese una felpa dalle sue mani e gliela piegò rimettendogliela in mano. Nick la guardò grato.
-Non sei un po' troppo debole per mettere a posto l'armadio?
-E' nel completo disordine
è un disastro!
-Non per niente ti chiamano Kaos
- gli sorrise.
Nick contraccambiò quel bellissimo sorriso.
Faith: -Lascialo stare così com'è
lo mettiamo a posto dopo
nessuno dovrà entrarci nell'immediato futuro
no?
Nick la guardò con aria colpevole: -Detesto vedere all'esterno quello che ho all'interno
Faith gattonò fino a lui e l'abbracciò. Lo tenne strettissimo al suo cuore e disse: -Ti stringo così non andrai mai via da me
resterai sempre con me
Nick: -Non ho intenzione di perderti di nuovo
Faith allentò la presa e lo guardò: -Ti amo Nick
ti amo tantissimo
-Anche io Faith
Un bacio, poi un altro e un altro ancora. Sarebbero andati oltre se solo Faith non si fermò: -Amore, sei stravolto e stanco
non credi che una bella colazione ti possa fare bene?
-Io avevo in mente altro
- disse guardando in aria e ridendo.
-Non ti preoccupare
ben presto arriverà anche quel momento
Lo aiutò ad alzarsi e lo fece rimettere a letto. Faith lo guardava mangiare oppure lo imboccava per scherzo. Tra un morso ed un altro poi si dedicavano ampi spazi di coccole. Rimasero così tutta la mattina
però verso mezzogiorno decisero di fare il loro ingresso nel mondo dei vivi! Erano spariti già abbastanza e non volevano che gli altri boys si preoccupassero.
CAPITOLO 29
I passi dei ragazzi e le loro risa catturarono l'attenzione di Brian, Aj, Kevin e Howie che sorseggiavano caffè in cucina. Brian alzò lo sguardo verso Kevin e i suoi occhi sembravano dire "Forse avevo torto
da quanto Nick non rideva così?"
L'unica risposta che ottenne da quel contatto visivo col cugino fu un sorriso rassicurante.
Faith e Nick fecero il loro ingresso in cucina: Faith rideva a crepapelle piegata in due, Nick la teneva stretta da dietro e intanto le faceva il solletico sui fianchi. Quando si accorsero di essere osservati cercarono di ricomporsi tra un buongiorno ed un altro. Nick quasi subito si scusò ma un bisognone fisico lo attendeva al wc
i ragazzi rimasero soli con Faith. Lei era un po' a disagio. Nonostante il loro benvenuto non c'era stato ancora nessun tipo di contatto o di scambio di opinioni tra di loro se non i classici convenevoli.
Brian: -Ti diverti con Nick
vero Faith?
Il tono del ragazzo voleva apparire sereno ma lei captò un po' di acidità. Prese il tetrapak col succo d'arancia, un bicchiere e si andò a sedere tra di loro. Si versò una bella spremuta e dopo averla sorseggiata disse: -So che non vi è piaciuto quello che ho fatto a Nick
ma non sono una smidollata
avevo i miei motivi
Brian: -Su questo non metto parola
ma vorrei tanto saperli
-Mi spiace Brian
dovrai accontentarti solo di queste parole
non posso spiegarti altro
-Non fingere di essere una signorinella fragile e sperduta
- malignò Brian.
Kevin: -Brian
basta
- disse con un filo di voce.
Brian: -Io Faith ti avverto
non ferirlo di nuovo
- scandì bene le parole per essere sicuro che lei lo avesse capito fino in fondo.
-Non succederà
- disse la ragazza guardandolo negli occhi: -Lo amo, Brian
Brian si alzò dalla sedia e se ne ritornò in camera sua.
Howie: -Faith tutto bene?- le chiese poggiandole una mano sul braccio.
-Sì Howie
tutto bene grazie
avete tutte le ragioni di avercela con me spero solo che un giorno io possa farvi cambiare idea sul mio conto
Howie le sorrise dolce come sempre.
Nick tornò da bagno con un sorriso enorme. Baciò Faith sulla fronte e lei si alzò a preparargli la colazione
o meglio una specie di pranzo data l'ora
-Ehy faccio io
- protestò il biondino.
-Non ci pensare per nulla
mi fa piacere preparare qualcosa per te
ragazzi avete mangiato?
Aj: -Veramente no
-Allora vi unite a noi?
Kevin: -Io passo
ma come se avessi accettato
faccio un salto da Kris!
Nick: -Salutamela e
Kev
se vuoi tornare a casa
non preoccuparti
anzi lo dico a tutti
lo sapete che potete rimanere qui quanto volete ma non voglio essere la causa del fallimento dei vostri rapporti
- sorrise
c'è Faith con me
e poi potrete venire in ogni momento
Kevin apprezzò la frase di Nick anche perché con tutto quello che era successo e che li aveva travolti non aveva trovato più un momento tranquillo da condividere con sua moglie.
-Sei sicuro bro?
Nick sorrise: -Come mi trovi Kevin? Veramente
-A parte il fatto che ieri eri in OD
bene
-Ecco
appunto
non preoccuparti per me
ok?
Sia Howie che Aj che Kevin si convinsero a ripartire per le loro case. Mancava Brian
sarebbe stato duro. Lui era ferito, triste, si sentiva inutile e impotente
mandarlo a casa poteva rappresentare per lui l'ennesima delusione nella loro amicizia.
Nick salì le scale e si fermò davanti alla porta del suo migliore amico e bussò. Sentì la voce di Brian invitarlo ad entrare
-Ehi Rok
-Nickers
- si sforzò di sorridere ma Nick si accorse subito che era in lacrime.
-Brian? È successo qualcosa? Perché piangi?
Brian lo guardò stranito
come poteva non capire?? Nick
ti ho quasi perso due volte e tutte e due le volte non ero con te
ci eravamo promessi supporto e amicizia per sempre
ma io ho mancato la promessa
ci eravamo ripromessi che quello che era successo dopo la riabilitazione di Aj, tra di noi, non sarebbe mai più accaduto
e invece è successo di nuovo
un'altra volta ci siamo allontanati
Nick si alzò dal letto dov'era seduto e disse a Brian: -Alzati
-Ma
cosa
-Dai Rok alzati
- sorrise
Brian si alzò e Nick lo abbracciò strettissimo. Rimasero così per un po'. Brian all'inizio era rimasto interdetto
Nick non si era mai comportato così
per quanto piccolo anche i primi anni dei Backstreet Boys, difficilmente si lasciava andare a facili sentimentalismi
e invece adesso eccolo lì a stringerlo forte
dopo quest'attimo di stordimento Brian ricambiò l'abbraccio sentendo il suo cuore diventare più leggero.
-Brian ti voglio bene
te ne vorrò sempre capito? Non importa quanto le nostre strade ci porteranno lontani
sei ilmio Frick
il mio migliore amico
-Anche tu Nick
anche tu
Nick si staccò dall'abbraccio un po' rosso: ecco il solito Nick di sempre Brian adesso lo riconosceva benissimo
l'imbarazzato
quello a cui non piace dimostrare troppo alle persone quanto sono importanti per lui.
-Ora B voglio che torni a casa da tua moglie e tuo figlio ok? E mi verrai a trovare quando vorrai e con loro
ho voglia di passare un bel po' di tempo col mio figlioccio
ok?
-Ma tu
hai bisogno
-Io ho bisogno di sapere che voi state tranquilli e vivete la vostra vita senza preoccuparvi troppo di me
ok? C'è Faith con me
e io la amo Brian
mi dà pace, serenità e mi sento bene quando c'è lei
-L'ho visto
-Accettala ti prego
e la mia metà della mela
-Ok
cercherò di farmela andare bene ma ti avverto se ti farà male ancora una volta
-Ti do il permesso di farle quello che vuoi ok?- rise Nick sapendo che non ce ne sarebbe stato alcun bisogno!
Quella sera Nick e Faith si addormentarono soli in quella grande casa
CAPITOLO 30
Nick si svegliò per primo e rimase a guardare il volto sereno della sua compagna che ancora sonnecchiava accanto a lui. Era così dannatamente bella
ma c'era qualcosa in lei che non sapeva spiegare, qualcosa che andava oltre la semplice attrazione fisica. Finora aveva avuto sempre accanto delle belle donne, donne con cui godeva a letto a non finire. E se una di loro si rifiutava di scendere in intimità con lui, la scaricava senza nessun problema: il sesso era stata una componente fondamentale nella sua vita fino ad allora
già fino ad allora perché con Faith era diverso. Sentiva il bisogno ti toccarla, di accarezzarla, di avere un rapporto completo con lei, ma nonostante ciò non fosse ancora avvenuto, non era turbato o scocciato. Gli bastava averla accanto per assaporare quella serenità tanto agognata che non aveva da almeno una decina di anni. Di colpo gli rivenne in mente la scena alla festa di qualche giorno prima
di quando lui aveva fatto sesso con Paris davanti a tutti. Adesso guardando Faith provò vergogna verso sé stesso, come aveva potuto? Perché provava vergogna ogni volta che si trovava in fallo davanti a lei? Eppure era convinto di quello che faceva, gli piaceva il suo comportamento
eppure
Una cosa era certa, Faith era Faith e non l'avrebbe mai e poi mai trattata come Paris. La vedeva riposare ed ebbe una certezza: quella che non l'avrebbe più lasciato solo, non se ne sarebbe più andata via. Guardò il soffitto e sussurrò a bassa voce: "E' tutto vero
"
La giornata era limpida e Faith si destreggiava tra letti da rifare e bucato.
Proprio mentre era in giardino a stendere i panni sentì una musica provenire dalla sala hobby. Lasciò ricadere nella cesta i jeans bagnati e rientrò in casa verso la fonte di quel suono.
Affacciata sulla porta vide Nick seduto al di là del vetro della piccola sala di registrazione che aveva allestito a casa, che suonava la sua chitarra acustica. Era un accompagnamento dolce ma malinconico
non se ne stupì dati gli avvenimenti degli ultimi giorni.
Quando Nick alzò la testa, la vide. Le fece un cenno con la mano di raggiungerlo.
-Ehy
che bello sentirti suonare
non volevo disturbarti però
Nick si alzò, posò la chitarra e la baciò: -Scherzi? Tu non mi disturbi mai
ti piace la canzone?
-Sì
è una cover?
-No
l'ho scritta io la musica e spero che ai ragazzi piaccia perché vorrei inserirla nel prossimo album
-Un album???- chiese sorpresa Faith
-Già
parlando in questi giorni abbiamo deciso che è ora di farci rivedere sulla scena
-Ma
è
fantastico
- balbettò Faith anche se non era così felice. Non avrebbe avuto il tempo di pubblicarlo
-Lo penso anche io!- Nick era raggiante.
-Pensi di farcela? Intendo
fisicamente
Nick la baciò di nuovo: -Da quando ti addormenti e ti svegli accanto a me tutto è più facile
è vero a volte penso che una sniffatina mi farebbe stare meglio, meno ansioso, più tranquillo
ma poi ti vedo e penso che non c'è cosa migliore che averti qui e non voglio rovinare tutto. Sei tu la mia droga Faith
non voglio che tu te ne vada di nuovo per causa di un mio comportamento sbagliato
Nick le posò una mano sul sedere e iniziò ad accarezzarglielo sensualmente. Faith si sentì rapita da quel tocco e lo lasciò fare. Lui si fece avanti sempre più prepotentemente fino ad abbracciarla facendole sentire il rigonfiamento dei pantaloni. La ragazza si lasciò toccare e baciare con passione e bramosia e neanche si accorse di essere stata sollevata e messa a sedere sul pianoforte a coda. Nick si slacciò i pantaloni e fu allora che Faith si destò
Iniziò ad allontanarlo dapprima gentilmente: -Nick
no
non posso
-Faith ma cos'è una questione cattolica?- le sussurrò Nick nell'orecchio, provocante ma scherzoso.
-Nick veramente
- lo allontanò con forza, decisa. Io non posso
Fu allora che Nick perse la pazienza, non tanto per il rifiuto quanto perché sembrava schifata dalla sua persona: -Perché? Mi sono rotto di sentirmi dire che non puoi senza una ragione
- urlò -
cos'è ti faccio schifo? È perché sono un drogato?
-Non dire scemenze Nick
non posso e basta
-Perché sono grasso?
-Nick non sei grasso
mamma quante paranoie
non sei ne schifoso ne grasso ne tutti gli aggettivi negativi che conosci e che ti vengono in mente
-Faith, Cristo, perché ogni volta che si parla di sentimenti, di amore, tu diventi fredda come un ghiacciolo? Perché hai così paura di essere
umana????
-Perché non lo sono
-Cosa? Un ghiacciolo? A me non sembra anzi
-No, umana
Così dicendo Faith scese dal pianoforte e corse in giardino a cercare un angolino per stare sola.
Nick era rimasto allibito da quella affermazione: eppure erano due giorni che non tirava coca
possibile che avesse sentito male? E poi che significava la frase "non sono umana"?... lo era eccome
lui l'aveva toccata, stretta, abbracciata, baciata
I suoi pensieri furono interrotti dal telefono
andò a rispondere.
-Pronto?
-Nickers?
-B! Ciao!!
-Ciao Nick
allora come va?
Nick decise che non era il caso di raccontargli l'ennesima discussione con Faith: -Alla grande e voi?
-C'è uno gnometto che vorrebbe salutarti
-Passamelo
-Zio
-Ciao Baylee! Come stai?
-Bene
-Me lo mandi un bacino che lo zio ne ha tanto bisogno?
Nick sentì uno schiocco di labbra e poi il telefono venne ripassato a Brian: -Voleva tanto salutarti!!
-Sono contento di averlo sentito! Finalmente una cosa bella
-Nick? Sei sicuro che è tutto ok?
Nick si pentì subito di quell'ultima frase
: -Ma sì B! Non preoccuparti
spara!
-Senti in realtà ti chiamavo per lavoro
se te la senti si intende
-Certo dimmi pure
-Ci è arrivato un invito alla CNN, per parlare di noi, della fine che abbiamo fatto
e così parlando con Kevin avevamo pensato che forse è il momento di tornare a cavalcare l'onda
-Ma è fantastico
-Ti passo a prendere tra un'oretta ok? Andiamo a casa di D e buttiamo giù qualche idea se per te è ok
-Aj che ne pensa?
-Che se tu sei pronto allora si va
-Bhe ne ho di strada da fare ma penso che ributtarmi in qualcosa che mi piace può essere positivo
no?
-Allora è fatta
-Ok mi vesto
-Ciao Nickers
-A dopo Rok
Appena agganciato il telefono Nick impiegò una decina di minuti per trovare Faith. Era sotto un olmo rannicchiata con le braccia intorno alle ginocchia. Si sedette vicino a lei e le cinse le spalle con un braccio.
-Scusami Faith
non avrei dovuto insistere
- le disse sussurrando.
Faith alzò lo sguardo: -Nick non ero pronta
-Dovevo capirlo
scusami
-Non fa nulla
- sorrise
-Io esco con Brian e gli altri, andiamo a casa di Howie. Vuoi venire?
-Che andate a fare?
-Pianificheremo qualcosa per i prossimi giorni, abbiamo avuto un invito alla CNN
-Allora vai solo
se si tratta di lavoro
Nick la baciò sulla fronte: -Mi aspetterai?
Faith lo guardò dolcemente: -Dove vado senza di te?
CAPITOLO 31
Nick lavorò tutto il giorno e anche quello dopo. Faith ne era felice.
La sera del primo incontro da casa di D era tornato euforico, così felice di ricominciare a fare qualcosa che gli piacesse, tanto da non stare più nella pelle. Aveva una luce diversa negli occhi, una gioia di vita da fare tenerezza
Era stato tutta la notte a parlarle del meeting, di come avevano deciso di rientrare nel giro, delle canzoni scritte dagli altri! Le aveva persino canticchiato un motivo scritto da Kevin per ricordare suo padre, dal titolo Never Gone. Ne erano rimasti tutti molto colpiti tanto da proporgli di intitolare e dedicare a lui l'album
era fantastico
ed adesso, mentre le ragazze si adoperavano nella grande cucina di Nick per preparare il pranzo, supervisionate da un infarinato Baylee, Faith sentiva una gioia immensa.
I ragazzi erano sotto nella sala di registrazione e stavano provando un nuovo arrangiamento per I want it that way. Leigh iniziò a canticchiarla seguita da Baylee che storpiava qualche parola di tanto in tanto
il tutto fu contagioso! Si ritrovarono ognuna con un cucchiaio in mano a mode microfono a cantare!
"Tell me why
Ain't nothin' but a heartache
Tell me why
Ain't nothin' but a mistake
Tell me why
I never wanna hear you say
I want it that way"
Non si accorsero neanche che i ragazzi avevano finito di provare e, guidati da una fame da lupi, erano saliti.
-Wow
ma perché lo pubblichiamo noi un album? Lasciamolo fare a chi ne è capace
dico io!- esordì Aj scherzoso.
Le ragazze si zittirono all'istante un po' rosse per la vergogna
Nick andò verso Faith e la baciò sul collo: -E così abbiamo scoperto un altro pregio
sai cantare come un angelo
-Ehm
sì
mi piace
mi diletto a cantare nella vasca
Kevin: -Anche Kris
vero amore?- le disse ridendo. Tutti sapevano che Kris era stonata come un campanaccio!
Leigh prese le sue difese: -Non sei simpatico Kev
ora solo perché è un po' stonata
Howie: -Oggettivamente Leigh
e morale cattolica a parte
un po????
Kris: -Ho capito
lasciamo stare!!- rise.
Brian prese in braccio Baylee: -Nick ti dispiace se uso il tuo bagno? Non ritrovo più mio figlio
forse è sotto questo cumulo di farina
Baylee rise mettendo le manine sulla faccia del papà e gridando: -Sono qui papi!
-Vai pure Frick e se lo trovi salutamelo!!!
Mentre Brian faceva tornare al suo colorito normale il piccolo Baylee, gli altri apparecchiarono in sala da pranzo.
-E' sempre bello averli intorno vero?- chiese Faith a Nick mentre camminavano lungo la spiaggia.
I ragazzi erano andati tutti via dopo un altro pomeriggio in sala prove e Nick non era affatto stanco, anzi
sembrava aver tirato fuori energia da vendere!
-Sì
sono così felice Faith
un mese fa non credevo che tutto ciò fosse ancora possibile per me
poi sei arrivata tu
e i ragazzi
Dio sono così felice
- guardò in alto e disse: -GRAZIE!
Faith fu sorpresa: -Credi in Dio?
-Bhe devo essere sincero?
-Certo
che domande
-No
-E allora perché lo ringrazi
-Perché tu sei al mio fianco e devo dire grazie a qualcuno di questo no?
Faith gli prese il volto tra le mani e lo baciò teneramente.
-Ho una voglia matta
- ammise Nick
-Nick
mi sembrava che avessimo toccato di già l'argomento
Nick sbottò a ridere di gusto.
-COSA TROVI DI COSI' DIVERTENTE IN TUTTO QUESTO??
Nick cercò di ricomporsi anche se la faccia di Faith era veramente buffa: -Intanto la tua faccia
hai corrugato talmente tanto la fronte che hai un unico sopracciglio
- e rise di nuovo guardandola
:-
e poi se tu mi facessi finire la frase una volta tanto invece di bloccarmi così
Il volto di Faith si distese: -Ok
scusa
dimmi
-Ho una voglia matta di fare un bel bagno!!!
-Ma fa freddo
e poi non hai il costume
Nick si sciolse dall'abbraccio con Faith, si tirò giù i pantaloni e se li tolse. La stessa fine toccò alla maglietta della GAS che aveva indosso.
-Mamma mia
- iniziò a saltellare sulla sabbia fresca passandosi le mani sulle braccia per scaldarsi.
-Nick ma sei impazzito?? Ti beccherai un'influenza
- nel tono di Faith non c'era preoccupazione ma divertimento!
-Hai ragione
vado
Così dicendo si mise a correre verso il mare urlando come un pazzo e agitando le braccia al vento.
-IUUUUU!!- sentì Faith prima di vederlo scomparire con un tuffo.
-E' bellissimo! Dovresti venire e provarlo anche tu!!!- le urlò.
Faith anche alzò la voce per farsi sentire: -Per stavolta passo!!
-UAAAAAAAAAAA
- si cimentò in un tuffo con capriola in aria: -MI SENTO COSI' VIVOOOOOO
Faith: -Lo vedo
- sussurrò triste :-E vorrei che tutto ciò durasse in eterno
Nick non poteva vederla da quella distanza.
Faith si asciugò una lacrima, calda in confronto alla brezza che tirava sul bagnasciuga. Piangeva e rideva nello stesso momento.
-E' stato così facile innamorarsi di Nick
di qualcuno che non pensavi mai e poi mai ti sarebbe piaciuto perché così diverso da te
ma è successo e tra poco meno di venti giorni tutto sparirà
per sempre
Nick uscì dall'acqua correndo verso di lei e Faith si asciugò in fretta le lacrime per non fargliele vedere. Alzò lo sguardo e lo vide
bello, con i boxer attillati bianchi ormai diventati trasparenti, i capelli che gocciolavano
-Ciao
- le disse lui.
-Ciao angioletto
- le disse lei. Era vero in quel momento sembrava proprio un angelo.
Nick rise: -Io un angelo??? NAAAAA- disse scuotendo la testa in segno di diniego.
Così dicendo la abbracciò bagnandola e la baciò con una veemenza unica.
Quando si staccarono Faith lo guardò ancora una volta nei suoi bellissimi occhi blu: -Tu dici che non sei un angelo? Bhe io ti dico di sì
non sei un uomo come tanti
hai toccato la mia vita come solo un angelo sa fare
e credimi
io ne frequento tanti di angeli
li conosco bene
CAPITOLO 32
Faith lo prese prima per mano e poi se lo strinse forse al petto facendogli calore data l'aria fresca che soffiava sulla costa. Poi si slacciò da quell'abbraccio e sorridendo gli disse: -Dai Carter
rivestiti
Nick saltellando prima su un piede e poi sull'altro si rimise i pantaloni e poi la maglietta.
-Ok piccola Faith
facciamo a gara
-A cosa???
Nick partì correndo velocissimo verso la casa e le urlò dietro: -A chi arriva primooooo
Faith rimase impalata per qualche secondo ancora: -Ma tu guarda che figlio
che barone
- e corse anche lei a perdifiato.
Quando arrivò in veranda dovette fermarsi per riprendere fiato
ormai ne era rimasta senza!
Appena il bruciore alla gola si fu placato, alzò lo sguardo trovandosi la porta finestra aperta e della musica provenire dal salone. Entrò e richiuse la finestra lasciando gli scuri aperti così che il bellissimo tramonto che si stava creando potesse rimanere lì, come un quadro, tutto per loro. Si avvicinò allo stereo e prese la custodia del cd abbandonata lì vicino. La copertina era stata fatta in photo shop ed era un fotomontaggio di lei e Nick. Si stupì perché non ricordava di averlo visto con la digitale in mano per farle una foto. Ricordava benissimo però quando era stata scattata. Era stata fatta durante il suo primo soggiorno a casa Carter, lei era in giardino per prendere un po' d'aria e data l'angolazione Nick doveva essere in veranda. Sulla copertina c'era scritto soltanto "Per Faith". Lesse velocemente i titoli
c'erano i 3 Doors Down, i Creed, i Backstreet, gli Aerosmith, i Nirvana, Bon Jovi e Bryan Adams. La cosa che accomunava tutte quelle canzoni era che parlavano d'amore
in fondo non c'era da stupirsene
quasi tutte le canzoni parlano d'amore: amore felice o amore infelice che sia.
Posò la custodia e lasciò andare nello stereo a diffusione la traccia numero due.
Si aggirò per casa in cerca di Nick. Si fermò solo quando udì l'acqua scrosciare nel bagno piccolo al piano terra.
Lui era lì dentro
sotto la doccia
nudo
abbandonati in un angolo, fuori la porta, giacevano i vestiti umidi e sporchi di sabbia che ancora emanavano il suo buon profumo. Faith li raccolse e li strinse a sé portandoseli vicino al naso.
Con uno sforzo che le costò molto si allontanò da lì e scese in lavanderia a lasciare i panni di Nick. Rimase per qualche minuto vicino alla lavatrice aprendo e richiudendo energicamente l'ammorbidente: doveva schiarirsi le idee, iniziava ad avere una confusione bestiale in testa! Non capiva più cosa era meglio fare, cosa giusto e cosa no
Dopo un attimo che sembrò un'eternità risalì sopra. La porta del bagno era aperta e usciva una nuvola di vapore
segno che intanto Nick si era fatto una bella doccia bollente e poi che era uscito da poco. Si sistemò composta sul divano ascoltando quelle dolci melodie.
-Ehi
sei arrivata lumaca
Nick scendeva le scale con indosso un paio di pantaloni della tuta e una t-shirt.
-Già
se solo qualcuno non barasse e avvisasse prima
Lui saltò sul divano dall'ultimo gradino e Faith già se lo vedeva spiaccicato per terra
invece atterrò sano e salvo vicino a lei. Sicuramente era un gioco che faceva spesso! Si sdraiò e andò a poggiare la testa sulle gambe di lei.
-Da questa prospettiva sei bellissima
- le sussurrò accarezzandole i capelli.
-Cosa vuoi dire che dalle altre prospettive no????
Nick rise, alzò le spalle per raggiungere la sua bocca e poi aggiunse: -No
anche da così vai bene
Poi ancora un bacio stavolta sul collo: -Anche da qui
non male
Poi sulla guancia: -Mmmm non sai che ti perdi
Faith iniziò a tremare dal desiderio, ardente per un contatto che andasse oltre quei semplici ma tenerissimi baci.
Fu allora che Nick prese ulteriore coraggio e passò una mano sul seno di lei, fissandola negli occhi. Faith non si ritirò, anzi sorrise. Così la sua mano si fece più audace e passò sotto la camicetta. La alzò fino a scoprire il seno. Faith dal canto suo si slacciò le clips del reggiseno e lo tirò via.
Fu allora che Nick capì che stavolta si faceva sul serio e che lei non si sarebbe tirata indietro ricoprendolo di scuse. Si mise seduto vicino a lei e iniziò ad accarezzare la sua pelle morbida mentre Faith era rimasta immobile, non sapendo cosa fare.
-Nick
per me sarebbe la prima
-Anche per me!
-Cosa
anche per te???
-La prima volta con te
Faith rise
Nick la aiutò a sdraiarsi sul divano: -Se ti faccio male dimmelo
non aver paura di me
Lei annuì fremente più che impaurita.
Nick era ormai completamente nudo e Faith notò i suoi muscoli gonfiarsi nel momento che iniziò a spogliare lei con una mano e con l'altro braccio si reggeva per non caderle sopra.
Quando furono finalmente pelle contro pelle un brivido li percorse. A Faith veniva da piangere, non dal dolore o dalla vergogna ma dalla gioia di trovarsi tra le sue braccia
Nick iniziò a muoversi dolcemente e ritmicamente sopra di lei che lo accolse senza riserbo tra le sue gambe. Il momento della penetrazione fu all'inizio per lei un pochino doloroso ma fu ampiamente ripagata dalla magia che sprigionò quell'appartenersi l'uno all'altra.
Restarono lì dopo aver consumato il loro primo rapporto sdraiati vicinissimi sul divano. Faith non aveva neanche la forza di spostarsi i capelli dalla fronte tanto era intorpidita. Lo fece Nick per lei e continuò a baciarla dolcemente per rassicurarla.
-Rimaniamo qui Nick
per sempre
Nick la guardò: -Per sempre?
-Sì, per sempre
ti amo
-Anche io Faith
Dio solo sa quanto ti amo
Faith rise :-Di nuovo Dio
ma se hai detto che non ci credi!
-Inizio a credere alla sua presenza
Nick si alzò e lei ci rimase un po' male: -Ehi
ma
-Ho intenzione di dormire lì con te tutta la notte
- le iniziò a dire salendo a quattro a quattro le scale completamente nudo.
-
ma vorrei anche non prendermi una polmonite
- finì riscendendo con una coperta.
Si rannicchiò di nuovo accanto a lei e si addormentarono subito dopo.
CAPITOLO 33
-Io non posso credere che tu permetta questo
- disse sbalordito Gabriele.
-Ma te l'ho già detto che sei bigotto?- domandò il Signore.
-Ma Signore
bigotto è un termine umano per descrivere una persona
-Ah! So benissimo che significa bigotto
ma lasciamo stare! Tra poco invece di chiamare Pietro e Paolo santi li chiameranno BABBANI
- Sorrise Dio. Con te è una battaglia persa!! L'amore è importante Gabriele
-Ma quello è sesso!
-E il sesso non è una forma dell'amore? Mica potevo farli nascere tutti da una costola
-Ma
-Sai c'è una domanda che mi assilla dall'inizio dei tempi
sono stato io a creare l'amore o è stato l'amore a creare me? Rifletti e poi fammi sapere che ne pensi
- il Signore si allontanò fischiettando e quando fu sicuro che Gabriele non lo sentisse aggiunse: -
saputello di un arcangelo
-Signore ti ho sentito
- gli urlò dietro Gabri.
-
lo dovevo creare sordo
non con le orecchie radar
- disse impercettibilmente Dio.
-Buongiorno
buongiorno
buongiorno
buongiorno
buongiorno
-Nick non è un buongiorno se mi svegli
- bofonchiò Faith ancora sdraiata sul divano e rannicchiata sotto le coperte.
-Ma io avevo voglia di parlarti
Faith tirò fuori la testa dal piumone e lo guardò torva
-A quest'ora?
Nick le diede un altro bacio: -Qualunque ora è buona per vederti e per stare con te.
Finalmente Faith sorrise e ricambiò il bacio: -Vado a farmi una doccia
impegni oggi?
-Stamattina no
nel primo pome c'è lo psicologo e poi da Aj visto che domani ci tocca l'intervista
passiamo insieme la mattinata?
-No
- disse Faith
Nick ci rimase di stucco: -Ma
io
pensavo
Faith gli si avvicinò, gli prese le guance da sotto al mento con una mano fino a stringergli le labbra a pesce e lo baciò: -Che domande! Certo che lo passiamo insieme
- gli lasciò la faccia.
Nick sorrise. Faith gli disse di botto: -FERMATI!
-Ma
cosa
Faith corse al mobile della TV e rovistò i cassetti finché non prese la digitale.
-E' bellissimo vederti correre nuda per casa
- scoppiò a ridere Nick.
-Direi alquanto da pervertito
Lo guardò con la macchina puntata e disse: -Rifallo!
-Ma cosa Faith? Hai bevuto?
-Sorridi di nuovo
-E tu mi scatti una foto mentre io rido, nudo, mezzo sdraiato sul divano?
-Giuro che non prenderò i tuoi genitali! Ora fallo ti prego
ma spontaneo
Nick pensò ad una cosa che lo rendeva felice e non ci volle molto a trovarla
ce l'aveva davanti! Sorrise e Faith scattò la foto.
-Ecco
non smettere mai di sorridere capito? Te ne prego
-E perché?
-Perché ti dona molto
-Dona a tutti se è per questo
-A te in particolare
Così dicendo se ne andò di sopra a lavarsi lasciando a Nick il bagnetto al piano terra.
Dopo un'ora era ancora lì: la doccia si era trasformata in un lungo bagno ristoratore in cui Faith aveva avuto modo di riflettere sugli ultimi avvenimenti. Diventò rossa al pensiero di aver fatto sesso con Nick e non sapeva ancora come l'aveva presa il grande capo
pazienza ormai era andata
mancavano 18 giorni e aveva ancora un mare di cose da sistemare per il suo trapasso. C'era la questione droga ancora in sospeso data l'ultima bravata e poi la famiglia
quello sì che era un tasto intoccabile con Nick. Si ripromise di pensare seriamente ad un qualcosa che li potesse riavvicinare ma non ora
ora voleva solo toccarsi la pelle che fino a qualche ora prima era stata toccata e baciata da Nick, voleva rivivere quella bellissima scena d'amore che li aveva visti protagonisti
forse intervenendo sul tempo
-Scordatelo!- Sentì la voce di Gabriele che le parlava rivolto con la faccia alla porta.
-Ma Gabriele
io non stavo
-Non stavi per caso pensando di alterare la dimensione spazio temporale per rivivere quella scena di lussuria?
-NOOOOO
Minuto di silenzio.
-Ok
forse un pochino ci stavo pensando
ma non l'avrei mai fatto! E poi perché parli rivolto alla porta?
-Perché se mi giro mi dai del guardone
Faith scoppiò a ridere.
-Ok aspetta che mi metto l'asciugamano.
Gabriele si girò e la trovò seduta sul bordo dell'enorme vasca Jacuzzi. Dovette ammettere che era diversa: più bella. Aveva le guance rosate e lo sguardo di chi ha amato ed è stato amato.
-Come l'ha presa Dio?
-Oh, meglio di quello che potresti pensare
a dire il vero meglio di me!
-Sei arrabbiato?
-Un po'
ma come dice il Signore sono troppo bigotto
forse dovrei dimettermi
non sono al passo coi tempi e non ce la faccio più a correre dietro a voi angioletti spelacchiati.
Faith si alzò e l'abbracciò: -Non lo farai mai
e lo sai
perché ci stai bene con noi!
-Già
e così mi fregate
- aggiunse remissivo.
-Comunque ero venuto solo a vedere come stavi
- le disse.
-E come mi trovi?
-Meravigliosa
Faith sorrise arricciando un po' il naso.
-Ci divediamo presto piccola
-Ciao Gabri
L'angelo sparì nel nulla com'era arrivato.
Scese in cucina e trovò Nick ai fornelli che canticchiava una canzone dei Bsb. Stava impastando una pastella nell'insalatiera e intanto seguiva con gli occhi il libro di cucina.
-Ehy prepari la colazione?- gli chiese sorpresa.
-Già
voglio cucinare per te
- le rispose baciandola visto che nel frattempo lei gli si era avvicinata e l'aveva abbracciato teneramente da dietro.
Si sciolsero da quell'abbraccio e Faith si sedette sullo sgabello: -Bene
non vedo l'ora di mangiare!
Nick continuò a sgambettare per la cucina per altri 10 minuti tra bollitori del latte e microonde che suonava.
La colazione però alla fine si rivelò perfetta: Nick era proprio un ottimo uomo di casa, poi col grembiulino a fiori era strepitoso!
-Faith c'è una cosa che devo dirti
- iniziò Nick imbarazzato.
-Ok ma fai presto perché tra un'ora e mezza devi stare dal nostro amicone strizzacervelli
e devi ancora farti la doccia
maialino!
-Ci metterò un minuto
Faith lo guardò aspettando che parlasse. Nick si muoveva agitato sullo sgabello stringendole le mani.
-Tutto bene?
-Sì
è solo che quello che devo dirti è un po'
difficile
-Hai combinato qualcosa?
-NO! Perché devo averlo fatto?
-Forse perché da quando ti conosco esordisci così ogni volta che ti cacci nei guai? Ok dai
lascia stare. Era solo una domanda
-Faith
io voglio
cioè vorrei
se tu solo
-A parole tue andrà bene lo stesso
o con un disegno
-Insomma Faith
così non mi aiuti!
-Ok scusa
dimmi
- disse mortificata
Nick rise e si sbloccò: -Vuoi sposarmi?
CAPITOLO 34
Faith rimase qualche secondo interdetta da quella frase buttata lì da Nick. Sposarsi? Oh Dio! Ma era una cosa
enorme
più grande di lei
e poi il tempo scorreva
non avrebbero avuto tempo
La sua mente razionale faceva calcoli su calcoli ma non si accorse che il cuore mandò un impulso alle labbra che risposero: -Ridimmelo
Nick stavolta si alzò e le prese la mano: -Vuoi sposarmi?
-Un'ultima volta
- lo pregò.
-Vuoi sposarmi?
Due lacrime solcarono il viso della ragazza, due sole lacrime. Nick le raccolse col dorso della mano e aspettò che Faith si sentisse pronta per rispondergli. Lei si buttò nel suo abbraccio e pianse in silenzio bagnandogli la t-shirt. Quando pensò di aver ritrovato un minimo di decenza si staccò da quell'abbraccio e con gli occhi ed il naso rossi di pianto disse: -Io
Nick
sì
voglio sposarti
Nick la prese di nuovo tra le braccia e la tenne stretta.
-Faith voglio farlo all'istante, adesso, subito
ma non posso e non voglio portarti a Las Vegas e sposarti con un prete ubriaco e un testimone vestito alla Elvis
-Anche io vorrei farlo all'istante...- ammise la ragazza.
-Domenica
-Cosa? Ma è dopodomani!
-Troppo tardi?- chiese Nick sbalordito!
-Prestissimo
va bene!!- rise Faith.
-Una cosa tra di noi va bene? Vuoi le telecamere, 300 invitati
Faith lo guardò storto: -A me basta che ci sia tu
non me ne frega di niente
Nick sapeva che le avrebbe risposto così: per questo l'adorava!
-Ok
io penso ad invitare i ragazzi
-Io alla chiesa
-Non hai parenti?
-Non proprio
- disse: -
però sarei felice se invitassi i tuoi di parenti
-Cosa?
-Nick hai capito bene, tua madre, tuo padre, i tuoi fratelli
-
la mia matrigna, i miei fratellastri
-disse sarcastico.
Faith gli rispose seria: -Perché no?
Nick rimase a fissarla per qualche secondo: -Ma dici sul serio?
-Certo
-O
ok
diciamo che ci penserò va bene?
Faith sorrise: -Benissimo!
Le loro effusioni furono interrotte dal suono del campanello.
-Vado ad aprire
- disse Faith.
-Lascia che suonino no?
-Ma dai
magari è una cosa importante!!
Si sciolse dall'abbracciò e andò al video-citofono. Alzò e non riuscì a dire chi è perché rimase a bocca aperta davanti alla figura di donna.
-Nick? Lo so che sei lì dietro al citofono
- gli occhi di Paris erano neri per via del trucco colato. Devo parlarti
-Ehm
sì accomodati
ora glielo dico
Paris si irrigidì: -Chi sei? Cosa fai a casa del mio Nick??
"Mio Nick?" pensò Faith. "Ora gliene dico 4
il mio Nick
è MIO Nick e comunque piacere sono sua moglie!!"
Stava per risponderle per le feste quando sentì quel tenue profumo che contraddistingueva il suo amico alato. Gabri era appollaiato su un mobiletto che le faceva no con la testa e le indicava il paradiso. Lei capì al volo: era un'altra delle situazioni che Nick doveva risolvere
-Guarda entra e parlane con lui ok?- cercò di sembrare gentile. Fece scattare il bottone del cancello automatico e si incamminò verso la cucina.
-Amore chi è?- chiese Nick con un muffis in bocca.
-Non so se sarai felice di saperlo
ma c'è qualcuno che vorrebbe parlarti
-Chi?- chiese Nick aggrottando la fronte.
-Paris
-COSA? E L'HAI FATTA ENTRARE???
Nick la guardò rimanere in silenzio e capì che l'aveva fatta entrare
-MA COME HAI POTUTO FAITH
MI HA ABBANDONATO
-Shhhhh
- gli disse poggiando un dito sulle labbra: -So benissimo cosa ti ha fatto
cosa pensi che io sia felice di averla qui? Ma penso che sia costruttivo per noi, per la nostra vita insieme intendo, se tu chiudessi definitivamente questa storia. In maniera civile e da persona matura Nick
non puoi lasciare che l'odio ti schiacci
-Faith veramente non ho voglia di vederla
-Fallo per me ok? Se è vero che mi ami
fallo per me in modo tale che io non possa dubitare che tra voi non c'è nulla
Nick incurvò un po' le spalle ma alla fine si arrese.
-Ok
Proprio in quell'attimo suonò la porta d'ingresso.
-Vado io stavolta
- disse Nick.
Si avviò verso la porta d'entrata, trasse un profondo sospiro e aprì la porta. Non alzò neanche gli occhi e disse tutto d'un fiato: -Ciao Paris, ma che sorpresa cosa posso fare per te?
Lei gli si gettò con le braccia al collo e iniziò a piagnucolare.
-Nick sono così felice che tu stia bene, Dio ero così preoccupata
mi sono talmente spaventata
-Paris
- la bloccò: -
se vuoi accomodati pure in salotto e parliamo ma toglimi le braccia di dosso
Lei rimase un attimo interdetta dal comportamento di Nick. Ma sapendo di essere in torto, seguì i suoi consigli. Si sedettero in salotto e Nick le chiese: -Posso offrirti qualcosa?
-No
grazie
Nick chi è la ragazza che mi ha risposto al citofono? Hai una nuova donna delle pulizie?
Nick rise: -Paris
non è la mia donna delle pulizie
è la mia futura moglie
-Co
sa?
-E' stata lei a trovarmi quella sera e a chiamare l'ambulanza
-Ti vuoi sposare con una sconosciuta?- nel tono di Paris non c'era collera però ma preoccupazione.
-No
era la mia ragazza, diciamo così, prima che arrivassi tu
ci siamo rivisti in quell'occasione
e
-Le hai chiesto di sposarti
-Già
-Allora è finita?
-Sì
-Mi spiace Nick
-
- Nick non poté rispondere perché sarebbe stato mentirle dicendo anche a me
-Mi spiace per come ti ho trattato
per le volte che ti ho tradito
per quelle che ti ho insultato
Paris si alzò gli diede un bacio sulla guancia e se ne andò.
Faith, nella sua sembianza incorporea aveva assistito alla scena e non poté che darle 10 punti. Era stata una gran signora
una volta tanto! Ritornò in cucina dove riprese le sue sembianze e aspettò che Nick la raggiungesse.
-E' fatta
- disse lui entrando.
Faith gli schioccò un bacio sulle labbra e disse: -Sei stato bravissimo, non ho sentito nemmeno un urlo
ora va a cambiarti
Eric Logan-rroico ti aspetta
-Ok
Salì su, si cambiò e riscese mentre si stava allacciando l'orologio.
-Ci vediamo stasera tardi
lo sai che poi vado da J
-Sì
-Sicura che non vuoi venire?
-Vai tesoro
e chiamami quando arrivi ok?
Nick la baciò di nuovo, e poi ancora, ancora
-Che farai oggi tutta sola
-Vado a vedere il mio vestito per dopodomani
-sorrise: -
e la chiesa
Nick sorrise: -Tra due giorni sarai mia per l'eternità
devi proprio essere stata una benedizione del cielo
-Se vuoi metterla così
- sorrise imbarazzata Faith.
-Aj morirà quando gli dirò che sarò io il prossimo a sposarmi!
-Bhe gli sarà da sprone per non farsi superare da D!
Si salutarono ancora una volta e Nick andò verso la città.
CAPITOLO 35
-Sono
-Felice?
-No
sono
-Entusiasta?
-No
-Strabiliato?
-Signore
INDIGNATO!
-Indignato? E perché Gabriele?
-Ma dico
va bene che sono passati 2.000 anni ma tu dovresti essere immune dall'arterioscelrosi
ti rendi conto??? Tra due giorni
e dico soli due giorni
un tuo angelo sposerà lui
nella tua casa
ma è pazzesco!
Il Signore rise: -Gabriele ma ti ho detto che piani ho per lei
no?
-Sì ma sono comunque scombussolato
con permesso io andrei
-Vai
vai pure
- disse il Signore rassegnato. Quell'arcangelo era proprio bacchettone!
Faith uscì e andò in centro a visitare la chiesa. Fortunatamente trovò un sacerdote molto simpatico e disponibile che si congratulò con lei per aver fatto mettere la testa a posto a Nick. Ora, Nick non era un gran credente ma facendo parte della parrocchia Don Andrew lo conosceva!
-Così vi sposate domenica?- le chiese mentre passeggiavano per il giardino della canonica.
-E' un problema per lei?
-Se scegliete nel pomeriggio
no
la mattina c'è un sacco di gente
rischiereste la ressa
anche se potrebbe essere un modo per portare in chiesa un po' di ragazzetti!
-Noi pensavamo in serata in modo da evitare la confusione
sa abbiamo scelto una cerimonia tra pochi intimi
-Va bene per le sette?
-Andrà benissimo
- disse Faith raggiante.
Faith si congedò dal sacerdote contentissima: ora le mancavano un fioraio e un sarto
-Ciao ragazzi!- disse Nick entrando a casa di J.
-Ehy Nickers! Puntualissimo
-Che volete farci
Eric mi sta imparando anche la puntualità
Abbracciò tutti e si misero subito a lavoro.
Dopo una mezz'ora chiese: -Ragazzi avete da fare domenica?
Brian: -Baylee vuole andare a Disneyworld
dovrò mobilitare mezza security
Kev: -Kris vuole andare ad una mostra
Howie rivolto a Nick: -Perché?
-No così
mi chiedevo se vi andava una messa
Brian: Una messa???
Aj rise: -Questa è l'influenza celestiale di Brian
ihihihihih
Brian gli ammollò un cazzotto in testa: -SCEMO!
-Ahia mi fai male!!!- protestò Aj toccandosi il bernoccolo.
-Mi sposo
- disse Nick sommessamente mentre Aj e Brian litigavano e Howie stava chiedendo a Kevin della mostra per andarci insieme con LeighB.
Scese di colpo il silenzio con Brian che teneva ancora Aj per il pizzetto e Kev che fece cadere la brochure della mostra che intanto aveva tirato fuori dall'agenda.
-Ti
cosa?- chiese Brian.
-Mi chiedevo se ti andava di farmi da testimone
-disse senza ripetere la parte iniziale del suo discorso.
-E siccome Faith non ha amici e parenti magari un altro di voi fa da testimone a me e gli altri due a lei
se vi va
-Stai dicendo che ti sposi con Faith?
-Sto dicendo che mi sposo con Faith
Kevin fu il primo ad alzarsi e con le lacrime agli occhi, ormai si sapeva che piangeva per ogni cosa lo emozionasse, lo abbracciò: -Non posso crederci Nicky
sono troppo felice
-Gra
zie
Kev
- disse mezzo morto visto che l'amico lo stava strangolando nel suo abbraccio: -
se però mi lasci vivo
-Scusa
- disse Kev mollando la presa
Howie era già al telefono: -No amore
niente impegni
domenica sì
non so a che ora, adesso me lo dirà
sì
SI SPOSA NICK
è un evento
carica la digitale che col cellulare vengono malissimo le foto
ok a dopo
Nick li guardava: sembravano impazziti. Aj era già su internet e urlava: -POSSO REGALARVI IO LE FEDI???? LE FAREI IN PLATINO
se me lo dicevi prima le disegnavo addirittura
ma visto che il tempo è poco
Brian era attaccato alla finestra al telefono sicuramente con Leigh: -Qui prende poco sto coso
sì
no
non hai capito male
Nick e Faith si sposano
io sarò il testimone di Nick
niente Disney
dì a Baylee che papà lo porta lunedì ok? Non possiamo perderci il matrimonio di zietto no?
Nick gli disse: -Dì a Leigh di chiamare Faith magari ha bisogno di una mano
-Sì
zitta amore non strillare
ho capito che sei felice ma mi stai bucando un timpano
Nick mi diceva se ti andava di sentire Faith
le dai una mano
ok ti chiamo tra poco
Kevin piangeva felice in un angolo: -Mi stai dando una grande gioia
una grandissima gioia!
-Pronto?- rispose Faith al cellulare senza guardare l'ID.
-Amore mio
-Ehi Nick
-Volevo dirti che sono da J
-Ma cos'è sto casino?
-Ma che ne so
qui sono tutti impazziti
Kevin sta rintracciando il nostro fotografo ufficiale che mi sembra di capire sta alle Maldive
lo sta minacciando di morte se non ritorna per domenica qui
Aj sta ordinando le fedi via internet, sono riuscito a convincerlo che forse non ti sarebbero piaciute con due teschi per cui ora le sta scegliendo classiche
ce le regala lui per te va bene? Howie sta mettendo sottosopra i suoi tre locali
gli ho detto che non avremmo fatto grandi cose dopo il matrimonio ma un rinfresco lo vuole preparare così mentre io e te parliamo a casa mia stanno arrivando per montare degli ombrelloni
ti dispiace se diamo una cena a casa?
-No amore non mi dispiace
- sorrise Faith
-Brian sta cercando di trovare un vestito adatto
Kevin e Howie saranno i tuoi testimoni
Kevin ancora piange
Dio sembra una donna incinta!
-Va benissimo! La messa è per le sette di sera
-Perfetto così glielo comunico
Faccio un po' tardi stasera ok? Passo a prendere il vestito
tu dove sei?
-Sono in centro, sto alla ricerca del mio di vestito
per il fioraio tutto ok
-Ti ha chiamato Leigh?
-Sì sto aspettando lei e Baylee per andare dove l'ha comprato lei
va bene se Baylee porta le fedi?
Nick rise.
-Cosa ridi?
-Sono strafelice
ci credi? Va benissimo tutto
non vedo l'ora di baciarti
-Allora ti aspetto alzata
-Categoricamente sì
Si salutarono e ognuno tornò alle proprie occupazioni.
Quando Nick tornò trovò Faith sulla poltrona che dava sulla vetrata del giardino.
-Hey
-Vieni qui
- gli disse. Lui obbedì e si mise seduto sul bracciolo circondando il suo amore con un braccio. Lo spettacolo era meraviglioso. Il girdino era illuminato di lucine piccole e romantiche. Un gazebo bianco era montato al centro del prato e tutt'intorno c'erano rose bianche.
-Mio Dio
hanno fatto questo in mezzo pomeriggio?
-Già
sono andati via pochi minuti fa
non è stupendo?
Nick la guardò e la baciò: -E tu lo sei di più
-Nick
io ti amo
Nick rimase a guardarla: -Per l'eternità
-Sì per l'eternità
CAPITOLO 36
Il giorno successivo Nick era nervosissimo
-Dove cazzo è la giacca???
-Amore
amore
- lo chiamò Faith dalla cucina: -L'hai lasciata qui
Nick corse in cucina: -Oh
che sbadato
scusami
-Ehi ma sei tesissimo
siediti un attimo
-Sono in ritardassimo
vorrei vedere te al mio posto
ho un'intervista in tv dopo 6 anni di assenza dalle scene, avrò preso 10 chili da quando non sniffo e non bevo più
-Meglio no?
-Sì ma in tv 10 chili equivalgono a 20
mi devo ricordare di non nominare il mio psicologo, di non dire che ho fatto uso di droghe e di alcool, che sono stato in od almeno un paio di volte e di dire che "I'm DATING" alla Howie e non che mi sposerò domani e
-Basta ho detto siediti
-Ma
-Due secondi non protestare!
Nick si sedette e lei fece scivolare le sue mani prima sulle tempie, poi sul collo e infine sulla schiena. Il massaggio si fece sempre più vigoroso finchè il ragazzo non si abbandonò ad esso.
Purtroppo durò troppo poco!
-Già finito?- disse Nick quando le mani della sua ragazza si staccarono da lui.
-Avevi detto che eri in ritardo no?
-Ma
che c'entra
- Nick fece la faccina offesa.
Faith sorrise: -Se farai il bravo stasera te ne farò ancora
-Sì
coccole io
- disse allungando il collo a modi gattone.
Faith si diede uno sberlotto in fronte: -MA CHE SCEMA!
-Che è successo? Non mi sposi più???????- disse Nick preoccupato
-Amò, rilassati
mi crepi di infarto se continui così
ti sposo eccome!
-E allora?
-Stasera dormo con le ragazze
-COSA?
-Mi sono scordata di dirti che abbiamo preso una camera all'Holiday Inn
Io, Kristin, Leigh B, Leigh, Katie e il piccolo Baylee
-Stasera mi lasci dormire solo solo??
-Bhe non proprio
- disse con un tono di voce stranamente alto
In quel momento si aprì la porta della cuina che dava sul giardino ed i suoi quattro amici gridarono all'unisono: -SORPRESA!
Nick rimase un attimo scioccato.
-Che tempismo
Aj scoppiò a ridere seguito da Brian e da Kevin.
Howie disse seccato: -Veramente la tua donna doveva dire la parolina magica mezz'ora fa ma vi siete messi a fare gli sconcioni!
Nick guardò Faith e Faith sorrise :-Ci eravamo preparati bene no?
-Ok lo ammetto siete stati grandi
avevo quasi creduto che non era stata preparata la scenetta!
Aj: -Nick siamo i Backstreet Boys non il mago Zurlì!
Kev: -Ora però sposino andiamo
abbiamo le prove da fare e l'intervista e
Brian euforico: -IL TUO ADDIO AL CELIBATO!!!!
Nick salutò Faith con un bacio, poi con un altro
ed un altro
Kev lo tirò per un braccio: -Molla Nick andiamo!
-Un attimo!!! Non la rivedrò fino a domani sera
-Amore fai il bravo ok? A domani sera
ciao
-Ciao
Detto così i ragazzi salutarono e uscirono per andare alle prove.
Appena li vide allontanarsi dal viale Faith andò al telefono
squillò diverse volte prima che una voce maschile rispose: -Pronto?
-Pronto Robert?
-Sì
chi è?
-Salve Robert mi chiamo Faith
le telefonavo per dirle
-Faith
la futura moglie di Nick?
Faith rimase spiazzata: -
sì
ecco io volevo
sincerarmi
-Nick ci ha chiamati
veramente ieri sera ha fatto il giro delle case
ha invitato me con la mia famiglia e anche mia moglie con il suo nuovo compagno
-Vi ha invitati tutti?
-Certo
-Ma proprio tutti?
-Sì
-Io
ecco
non credevo
-A dire il vero siamo rimasti anche noi a bocca aperta
intanto per via della notizia e poi per il fatto che ci abbia invitati
comunque non mancheremo
-Bene allora non c'è bisogno che chiami la signora Jane
-No
Jane sarà già a fare shopping con le figlie per domani
- sorrise.
-E' sicuro che è tutto a posto? Voglio dire
domani sarete tutti di nuovo insieme e so che non succede da un po'
-Io e la mia ex moglie ci siamo sentiti non appena Nick è uscito da casa mia
abbiamo deciso che niente domani rovinerà il vostro giorno
abbiamo già fatto tanto per rovinare la vita di Nickolas
Faith sospirò: -Sarà un piacere conoscerla Robert
a domani
-Anche per noi sarà un piacere
a domani
Attaccò ancora con la bocca aperta
le lacrime scendevano da sole.
-Pensavi che non l'avrebbe fatto?
Si girò verso Gabriele: -Sì
decisamente non me lo aspettavo
-L'ho seguito ieri
non stava bene
era scosso per via di quello che stava per fare
-Non mi ha detto niente
-Ha pianto uscito da casa di suo padre
vedeva in loro la famiglia che lui aveva desiderato d'avere se solo il successo non si fosse messo in mezzo
prima è andato da Jane, poi da Aaron e infine da Bob
certo non è stato delicatissimo
nel senso non è che si è messo a prendere il caffé con loro
però li ha invitati
-Sono contenta
-Sai ti devo chiedere scusa
-Perché?
-Non avevo molta fiducia
soprattutto dopo che tu avevi acconsentito di sposarlo
-Gabri so che la mia decisione è discutibilissima
ma tra poco lui
se ne andrà
e io tornerò ad essere quello che ero
un angelo del trapasso
siamo destinati a rimanere distanti per l'eternità
questo glielo dovevo
-Ti sei innamorata tanto
-Sì
- ammise Faith.
Gabri sorrise e l'abbracciò: -Mi sembra che gli umani si scambino gli auguri ai matrimoni
no?
Faith sorrise.
-Domani ci saremo sia io che il Signore
e la tua famiglia
Faith si destò da quell'abbraccio :-Davvero?
-Parteciperà la tua famiglia
non ci vedrai ma saremo lì
e Dio ha fatto in modo anche che succeda un'altra cosa
una cosa che non avresti il coraggio di fare
-Cosa?
-Un piccolo regalo di compleanno
In quel mentre il telefono squillò: -Rispondi e lo saprai
Prese la cornetta e continuando a guardare Gabri rispose: -Pronto?
-Signora Carter?
Faith sorrise: -Non ancora ma manca poco
con chi parlo?
-Con Padre Andrew
-Padre mi dica
buongiorno!
-Signora, mi spiace ma domani sera non potrò presenziare il vostro matrimonio
-Oh
no
-Mia sorella ha partorito e andrò da mio nipote
però non si preoccupi ho pensato già a chi potrà sostituirmi
è un sacerdote che apprezzo molto
si chiama Padre Cody
Il cuore di Faith perse un battito: -Padre
Cody?
-Sì Padre Cody
ci sono problemi?
-Assolutamente
io
grazie
veramente
-Allora tanti auguri e ci vediamo presto in chiesa
-Non mancheremo
Chiuse la comunicazione felice: -Celebrerà Cody
Gabri si limitò ad annuire.
CAPITOLO 37
Le ragazze si ritrovarono tutte alle due sotto l'insegna dell'hotel. Dopo i saluti di rito salirono nella suite che LeighB aveva prenotato e dove erano già stati portati tutti i pacchi e pacchetti.
Baylee sembrava divertito dalla confusione che c'era nel salotto della stanza mentre Faith era rimasta a bocca aperta: -Ma ragazze cos'è tutta questa roba?
Leigh: -Bhe non avevate fatto la lista di nozze così visto che avete praticamente tutto
noi vi abbiamo regalato il vostro matrimonio!
Faith si avvicinò alle scatole bianche e ne aprì una: conteneva le bomboniere
degli angeli in cristallo Swaroski.
-Ma sono favolosi!!!
Kathie: -Ti piacciono davvero?
-Certo Kat!
-Li ha scelti lei
- disse Kris: -Non puoi capire quante paranoie! Poi le ho detto 'Dio Kat è uno Swaroski
a chi non piace lo Swaroski?'
Faith sorrise: -E' verissimo
non ho parole!
Leigh con aria molto professionale: -Bene visto che non hai parole
allora mettiamoci al lavoro
-Lavoro?
-Fatih non abbiamo avuto modo di confezionarle le bomboniere con un solo giorno di anticipo
ma qui ho tutto l'occorrente per farcelo da sole!
Liegh aprì un'altra scatoletta e dentro c'erano forbici, colla a caldo e persino i bigliettini da mettere nei confetti con il giorno del matrimonio e i nomi di Nick e Faith
Leigh sorrise: -Brian ieri sera non riusciva a dormire dall'eccitazione e allora
gli ho dato un compituccio
venuti bene no?
-Brian che non dorme per l'eccitazione? Sicura? So che non va proprio pazzo per me
Leigh la guardò con affetto: -Faith, Brian conosce Nick da una vita ed era solo preoccupato. Non ti conosceva, non sapeva chi eri
Nick ne ha passate tante. Ma se sei tu la donna che lo renderà felice
allora è felice anche lui
Faith sorrise: -Ragazze vi adoro
è da ieri che tutto quello che mi succede mi fa sorridere
domani all'altare avrò una paresi!
Dopo due ore di lavoro le bomboniere erano chiuse
Kat: -Ragazze sono stremata
facciamo merenda?
Kris prese il menù dell'hotel: -Mamma mia qui tutta roba alla francese che finisce con la e accentata
Faith: -Mc Donald?
Baylee: -Sì!!! Io voglio Happy Meal
c'è pupazzetto!!!
Leigh rise: -Scusatelo ha ripreso il fegato e lo stomaco del padre
vada per Mac
Kat: -Vado io
voi intanto stendetela lista degli invitati
Katie prese il cappotto e scese.
LeighB: -Allora Faith
da parte tua chi viene?
-Bhe veramente nessuno
non ho parenti
Leigh: -Oh
mi dispiace
-Non preoccupatevi, ormai siete voi la mia famiglia! Passiamo agli amici e ai parenti di Nick!
LeighB: -Sì anche perché al Taboo mi aspettano per iniziare a preparare il catering
-ALT!- gridò Kris: -Una cosa importante!
-Cosa è successo?
-Leigh chi sta rifacendo il talamo?
-Non ti preoccupare io e Kat abbiamo trovato tre vergini
-Perfetto!
Faith: -Tre vergini?
Kris: -Sì il letto nuziale degli sposini deve essere fatto da tre vergini
Leigh: -E' stato difficile trovarle ma ce l'abbiamo fatta
-Porta bene
- aggiunse LeighB
Faith rossa: -Bhe anche se non erano
sì insomma
non erano vergini
andava bene
Le ragazze la guardarono: -Ma dai!!! Avete già
e noi che pensavamo che Nick fosse un po' rinco!
-No vi assicuro che non lo è affatto!
LeighB: -Voi ancora lo vedete come un ragazzino di 16 anni!
Le ragazze risero e aspettando Kat si raccontarono qualche piccolo retroscena stando bene attente che Baylee fosse davanti a Winnie Pooh e gli efelanti!
Il cellulare di Faith squillo:-AMORE MIO!- urlò
Nick si staccò la cornetta dall'orecchio: -Ehy
ciao anche a te! Tutto bene?
-Sono strafelice!!!! Va tutto a meraviglia e voi?
-Noi stiamo per andare in onda
-Ok allora mentre facciamo la lista degli invitati vi guardiamo
ok?
-Ok
amore vado
ti amo
-Ciao
-Ciao
Le ragazze si misero sul divano mentre Baylee giocava con le macchinine e videro la prima intervista dei ragazzi dopo anni di silenzio!
-Ce l'abbiamo messa Denise?
-Sì
- dissero in coro le altre.
-Ma possibile Leigh che te li sei persi tutti
-No solo qualche nome
-Siamo in 53 più gli sposi
lo so meglio io che non sto scrivendo che te!- disse acida Kris
-Tu non hai un figlio che ti toglie la matita mentre cerchi di scrivere!- rispose Lee sulla difensiva
-Bhe cosa c'entra
L'AVRO' PRESTO
Faith fece cadere la lattina di Coca che aveva in mano e tutte si girarono a guardarla
-Sei
come dire
non so
- balbettò Leigh
-Leighanne si dice INCINTA!- disse pronta LeighB.
Kris divenne rossa: -Sì
sono incinta
-AAAAAAAAAAAAA- le amiche strillarono saltandole intorno dalla gioia.
Baylee corse a vedere cosa stava succedendo: -Mamy
-Amore mio avrai un cuginetto!!! Lo zio Kevin e la zia Kris ti daranno un cugino!!!!! Oh mio Dio che bello!!!
Faith: -Ma Kev lo sa?
-Non ancora
è stato così stressato per via del loro ritorno avevo intenzione di dirglielo alla mostra che dovevamo andare a vedere domani ma penso che aspetterò lunedì
non voglio rovinarti il tuo giorno!
Faith: -SCHERZI???? DEVI e dico DEVI dirglielo domani!! Anzi subito!
-Vada per domani ok? Oggi è così incasinato
-Ma domani è categorico ok?
-Ok
- sorrise Kris.
-Scusate
so che sono poco romantica ma devo chiare JJ al Taboo
Convinte del numero? Vado per 60 pasti?- chiese LeighB
-Sì puoi chiamare il Taboo
- disse Kris ancora rossa. Finalmente si era levata quel peso che la opprimeva da più di un mese e mezzo!
-Ok ragazze
poi così ci diamo ai festeggiamenti
Faith: -Quali festeggiamenti?
-L'addio al nubilato
stanno arrivando anche le sorelle di Nick! L'unico maschietto sarà Baylee!!
CAPITOLO 38
Faith si svegliò con un mal di testa assurdo. La sera prima avevano fatto le cinque a cantare come pazze davanti ad un karaoke
poi quando stava per crollare dal sonno erano arrivati tre spogliarellisti e la festa si era come per magia ringalluzzita! Le sorelle di Nick dormivano chi sul divano, chi sulla poltrona. Angel era stata fortunata e aveva trovato un posto in un letto libero. Tutta la suite era un disastro tranne una camera
Faith andò lì e ci si chiuse dentro.
Ammirò ancora una volta il suo vestito da sposa poggiato sul divanetto, le scarpe bianche, il velo e il bouquet e pianse.
Era questo quello che voleva: sposarlo
passare il resto della sua vita con lui ed era così assurdo sapere che gli rimanevano appena 17 giorni di vita.
Sentì la porta aprirsi e si trovò davanti Leighanne.
-Sapevo che ti avrei trovata qui
ma che fai piangi? Dalla gioia spero
Come poteva annunciarle che sapeva già cosa sarebbe accaduto? Annuì e si lasciò cullare dal suo abbraccio.
-Anche tu eri così nervosa Lee?
-Uh
dovevi vedermi
un pizzico
amo Brian alla follia e così l'amavo il giorno del nostro matrimonio
avevo anche pensato di darmela a gambe per paura di non renderlo felice
ma ora so che è solo la pressione per il passo che stai compiendo
Nick è un ragazzo meraviglioso
lo dico sul serio
un po' piccolo per me che già sono più grande di mio marito
- sorrise: -
ne ha passate tante e ha anche sbagliato di brutto nella sua vita. Ma ha dei principi saldi nella sua anima. Crede nell'amore
e le persone se ne approfittano
crede nell'amicizia e alcuni cretini lo sfruttano, crede nella famiglia che l'ha deluso
ma ha ancora tutto questo dentro di sé e lo sta riscoprendo con te
sapessi come l'ho trovato diverso dall'ultima volta che l'ho visto
quel sorriso gioviale, sincero
erano anni che non lo vedevo. Aveva sempre quelle rughe d'espressione che lo facevano sembrare forzato
doveva sorridere? E allora sorrideva
un attore praticamente
la stessa cosa che ha passato Aj
-Aj ne è venuto fuori
Nick ancora prende tranquillanti e antidepressivi
-Vuoi che io sia sincera?
-Certo
che domande
-Il miglior antidepressivo per lui sei tu
possibile che non vedi com'è diverso quando ci sei tu nella stessa stanza? I suoi occhi si illuminano, il suo sorriso migliore esce fuori dal suo cuore, parla senza impappinarsi il che significa che è completamente a suo agio
-Lee lo conosci così bene
ci sono certe sfumature che io non ho ancora appreso
-Avete una vita davanti
le apprenderai
-Leigh ti devo chiedere un favore
grande
e ti devo chiedere di non farmi domande
solo dirmi se puoi farlo per me o no
-Ok
ma così mi spaventi
-Se succederà qualcosa
di brutto
mi prometti che gli starai vicina? Tu e Brian gli starete vicino?- le strinse la mano forte.
-Faith ma cosa cavolo vai a pensare! Che ti dovrebbe succedere?
-Leigh niente domande
dimmi solo se puoi o no
-Io
- Leigh era veramente spaventata. Non capiva come mai Faith le stesse chiedendo quella cosa.
Intanto in paradiso
-Ha deciso Gabriele
che ti avevo detto?
-Già
non sbagli mai
-Lo so
sono Dio
-Io
ok Faith
gli starò vicino ma tu promettimi che mi dirai sempre la verità
se stai male
se
-Non posso prometterti che ti dirò sempre la verità
a volte non so neanche dov'è di casa quella parola
ma ti prometto che poi capirai
ti basta?
Leigh annuì triste.
-Dai Lee andiamo a svegliare le altre vuoi? Dobbiamo iniziare a lavarci
siamo in 9 con 2 bagni
Leigh e Faith andarono a svegliare le loro amiche.
A Faith era toccato il numero 9: Kat aveva preparato i bigliettini numerati per i turni in bagno. Baylee con la fortuna dei bambini aveva preso l'1
e la mamma con non si sa con quale fortuna (forse quella del posteriore) il 2
-Ma non avete rispetto per una donna incinta?- chiese Kris che puzzava ancora di panna spray
LeighB: -NO!-
-E della sposa?- chiese Faith
-TANTO MENO- disse Bj
Kris: -Dai Faith intanto io e te guardiamoci le foto dalla digitale ok?
-Va bene va
sono veramente delle arpie!
Risero.
-Non dirmi che ho fatto questo!- disse Faith guardandosi mezza nuda sul tavolo
-Sì
eri un po' ubriaca
-Oh mio Dio! Non ci credo che mi sono strusciata a quel ballerino
-Bhe hai perso lo strip poker e hai dovuto fare la lap dance
-Ma tu come mai ricordi tutto?
-Non potevo bere per via del bimbo
- disse toccandosi la pancia
-Hai ragione
ti prego cancellale!
-Ma dai! È un ricordo
-Ma se le vede Nick
-Ma è il tuo addio al nubilato
pensi che i ragazzi si sono comportati meglio? A quanto mi diceva Kev stamani non riuscivano neanche a svegliarsi da quanto erano ciucchi
hanno dato spettacolo anche loro
per cui non preoccuparti!
Faith rise: -E va bene
Dopo aver visto e rivisto le foto e dopo aver aiutato Leigh a vestire Baylee, finalmente arrivò il suo turno per il bagno.
Si immerse nella vasca e assaporò quel momento di pace. In bagno con lei entrò Kris che le fece compagnia.
Fu un'ora piacevole
Lei le confidò di quanto aveva atteso questo bambino e quante le volte in cui con Kev aveva tentato senza successo di averlo.
-Uno dei motivi del mio silenzio
è anche questo
- le disse tra le lacrime: -
so che ho una malformazione all'utero e rischio di perderlo
come faccio a dirlo a Kevin? Lui ci tiene così tanto
In un attimo Faith fu sicura delle sue parole: -Kris credimi
avrai questo bambino
non sto scherzando, sono sicura che la tua gravidanza sarà senza problemi!
CAPITOLO 39
Faith ora era terrorizzata: aveva indossato il vestito e stava aspettando che la parrucchiera finisse le sue amiche così da potersi dedicare a lei. Leigh B arrivò già tutta vestita e truccata.
-Ho sentito Howie... stanno andando in chiesa...
-DI GIA'?????
-Faith serena... sono le sei... cosa pretendi?
-Madonna me la sto facendo sotto...
Baylee iniziò a farle eco: -Zietta pipì... zietta pipì...
Leigh B: -Baylee cucciolo... non penso che la zietta intendesse quello... anche perché sarebbe complicato farle fare la pipì con quel vestito...
Baylee si mise una mano davanti alla bocca e rise.
-No Lee... veramente devo fare pipì...
-O mio Dio... aspetta... LEE KRIS KATE!
Le ragazze arrivarono di corsa con Leighanne che aveva ancora la spazzola a rollo della parrucchiera tra i capelli.
-Cosa succede??- chiese Katy
-Emergenza pipì...
Kris: -Ma...
Tutte si girarono verso Faith che le guardava in imbarazzo...
-Scusate...
Leigh: -La prossima volta che mi dici che non ti scappa ti uccido... neanche Baylee fa tutte queste storie vero cucciolo di mamma?
Baylee annuì mentre rideva ancora: iniziava a capire i discorsi sulle donne del suo papi... tipo dargliele sempre vinte se puoi, ubbidisci altrimenti viene zio Nick e ti ruba i giocattoli...
Si precipitarono in due nel bagno con Faith per evitare che si sporcasse il vestito. Fu una battaglia ma la vinsero!
-Ora facciamo una foto ok?- disse Kris.
-Ma mi manca ancora la pettinatura...- protestò Faith.
-Senti bella... bando alle ciance... dopo la lotta in bagno me lo devi...
-Ok... dove mi metto?- disse rassegnata
-Lì alla finestra... di spalle... questo vestito dietro è spettacolare!
-Così?
-Gira un po' la testa... perfetto...

Un'ora dopo...
-Ok respira... sei pronta?
-Sì...
-La macchina è nei sotterranei... Nick ha mandato a prenderti Aaron...
-Ok...
-Faith?- chiese Bj: -Ti fidi di Ac?
-Cosa intendi???
Lesile: -Lasciala stare dice un sacco di cavolate... vero?- aggiunse dando una gomitata alla sorella maggiore.
Le ragazze scesero e Faith entrò nella mercedes coi vetri oscurati di Ac.
-Salve! Io sono Aaron...
-Cavolo sei Nick in miniatura...
-Grazie! Vuoi sposare me invece di mio fratello? Io sono disponibile...
Faith rise: -Per stavolta sposo Nick magari la prossima...
-Ok... c'ho provato!
Mise la prima e partì.
Il brusio in chiesa fu interrotto dallo strombazzare di Ac che si avvicinava.
-ODDIO BRIAN... ECCOLA...- disse Nick agitato.
-Rilassati bro... è Faith mica la Madonna...
Intanto Dio: -Ora li fulmino se mettono in mezzo di nuovo Maria!
Gabriele: -Signore ma come sei bigotto...- gli fece il verso: -... è il gergo dei giovani d'oggi...
-E FULMINO ANCHE TE!
-Bri... ricordami cosa devo fare...
-Aspetti che arriva fino a qui accompagnata da tuo padre, aspetti che lui le toglie il velo, saluti tuo papà, lei saluta tua mamma, e vi sfiorate la guancia con un bacio... la guancia Nick ok?
-Ok...
-Poi le porgi il braccio e l'accompagni qui...
-Ok...
-Rilassati!
-Ok...
-Se conosci altre parole usale per favore mi stai stressando...
-Ok...
Aj guardò Brian: -Lascialo stare... secondo me sono i postumi di ieri...
-Ma se è l'unico che non ha bevuto...
-E' uguale...
Aj sapeva benissimo che Nick non aveva bevuto ma ricordava il suo bagno in piscina alle 3 di notte, ci mancava poco congelasse dall'aria fredda che tirava! Poi ricordava quanto aveva mangiato... soprattutto la Nutella ingerita... e si sa... la nutella è meglio di qualsiasi droga... e la danza del ventre in cui si era esibito... la foto tutti e 5 nudi che si erano fatti e poi vabbè la classica misurazione da spogliatoio di 3 media... aveva vinto Kev di poco poco su Nick... e il giro a piedi per strada a rompere le scatole alle coppiette appartate... Nick si era calato i pantaloni e si era messo seduto col sedere all'aria sul parabrezza di una macchina. C'era mancato poco che lo arrestassero per atti osceni in luoghi pubblici.
Rise cercando di non pensarci...
Intanto fuori dalla chiesa Ac era sceso e aveva aperto lo sportello a Faith. Lei era scesa aiutata da Bob e dalle amiche che le avevano sistemato il vestito con la coda. Mentre Kat e Kris sistemavano il velo Leigh ripassava la lezione con Faith: -Aspetti di arrivare fino da lui accompagnata da suo padre, aspetti che Bob ti tolga il velo, saluti sua mamma, lui saluta suo papà, e vi sfiorate la guancia con un bacio...ok?
-Ok...
In quelmentre un bell'uomo si avvicinò...
-Buona sera Faith... sono Robert...
-L'avevo intuito... assomiglia molto a Nick... è un po' imbarazzante conoscerla così... ma sono felice che sia lei a portarmi all'altare...
-E' un piacere... andiamo?
I due si incamminarono tra i flash di Andre Csillag e appena misero piede sulla soglia dall'organo partirono le note della marcia nuziale. Baylee sgambettava dietro Faith non curante della mamma che cercava di richiamarlo! Leigh lo prese giusto in tempo prima che potesse acciaccare lo strascico della sposa!
Arrivati a pochi passi dall'altare Faith inquadrò subito Nick... e strinse il braccio di Bob che ricambiò la stretta con un sorriso, poi guardò Cody che sorridente l'aspettava per celebrare: i suoi due uomini erano lì per lei!
Nick intanto guardava affascinato la sua compagna e Brian dovette riprenderlo: -Sono già tre foto che ti fanno a bocca aperta potresti chiuderla e sorridere?
Nick meccanicamente la chiuse!
Arrivati all'altezza dello sposo qualcosa non andò secondo i piani...
Nick aspettò che Bob le togliesse il velo ma sia lui che Faith partirono in simultanea per salutare i genitori, si incontrarono a metà strada in una gran testata!
Faith: -Ahy!
Nick: -Merda!
Bob e Jane guardarono Nick: -Ma... Nick!
Nick rosso in faccia: -Scusate!
Aj scoppiò a ridere immediatamente incenerito da Kevin e Howie. Brian cercò di non ridere anche se poi a distanza di giorni vedendo la foto si accorse che si vedeva lontano un miglio che stava trattenendo una sonora risata! Solo Nick poteva fare casini il giorno del suo matrimonio!
Scese il silenzio in chiesa e se non fosse stato per l'organo il tutto sarebbe stato imbarazzante al quadrato!
Faith gli sorrise: -Dai... inizia tu...
-No no... prima le signore!
Finalmente riuscirono a salutare i genitori di Nick ed avvicinarsi all'altare mentre Nick bisbigliava a Brian: -Non mi avevi detto che salutava anche lei...
Brian guardò in aria rassegnato...
La cerimonia fu semplice ma bellissima... Cody nell'omelia parlò di quella sua ragazza di cui era tanto innamorato e che ora non c'era più... rivedeva in quei due giovani il loro amore. Faith giustamente si commosse e anche Nick. Si tennero per mano per tutta la cerimonia, non se la lasciarono un momento. Dovettero interrompere quel loro tenero contatto solo nel momento dello scambio delle fedi: stavano per diventare marito e moglie...
Cody: -Carissimi Faith e Nickolas siete venuti insieme nella casa del Padre, perché il vostro amore riceva il suo sigillo e la sua consacrazione davanti al ministro della Chiesa e davanti alla comunità. Voi siete già consacrati mediante il Battesimo: ora Cristo vi benedice e vi rafforza con il sacramento nuziale, perché vi amiate l'un l'altro con amore fedele e inesauribile e assumiate responsabilmente i doveri del matrimonio. Pertanto vi chiedo di esprimere davanti alla Chiesa le vostre intenzioni.
Faith e Nickolas siete venuti a contrarre matrimonio in piena libertà, senza alcuna costrizione, pienamente consapevoli del significato della vostra decisione?
I due giovani si guardarono e all'unisono risposero:- Sì
Cody: -Siete disposti nella nuova via del matrimonio ad amarvi e onorarvi l'un l'altro per tutta la vita?
-Sì...
Intanto Brian sudava: Nick era capace di capire male e dire NO!
Cody: -Siete disposti ad accogliere responsabilmente e con amore i figli che Dio vorrà donarvi e a educarli secondo la legge di Cristo e della sua Chiesa?
-Sì...
Cody: -Se dunque è vostra intenzione di unirvi in matrimonio, datevi la mano destra ed esprimete davanti a Dio e alla sua Chiesa il vostro consenso.
Nick tremando prese la mano destra di Faith tra le sue e la tenne stretta mentre tutto d'un fiato recitava la frase più importante della sua vita: -Io, Nickolas Gene, prendo te Faith, come mia sposa e prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, nella buona e nella cattiva sorte e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita.
Faith sorrise e prese la mano del suo uomo tra le sue. Nick rabbrividì al contatto con i guanti di raso: -Io, Faith, prendo te Nickolas Gene, come mio sposo e prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, nella buona e nella cattiva sorte e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita.
Cody: -Il Signore onnipotente e misericordioso confermi il consenso che avete manifestato davanti alla Chiesa e si degni di ricolmarvi della sua benedizione. Non osi separare l'uomo, ciò che Dio unisce.
A questo punto Baylee doveva farsi avanti per portare le fedi ma si era talmente messo soggezione che neanche il papà riuscì a convincerlo. Mentre si nascondeva dietro alla gonna lunga di una Leigh imbarazzatissima disse: -Voglio Zio Nicky!
Nick sorrise alla sua sposa: -Vai di fretta?
Faith: -No... ho tutto il tempo che vuoi
-Ok vado a prendere il mio nipotino e torno!
Nick andò da Baylee che finalmente si staccò dalla mamma e si fece portare in braccio sull'altare da zio Nick. Dopo aver dato un bacio ai due sposi se ne andò dal papà di corsa.
Cody sorrise: -Dopo questo bellissimo gesto d'amore... continuiamo la celebrazione: Signore, benedici questi anelli nuziali; gli sposi che li porteranno custodiscano integra la loro fedeltà, rimangano nella tua volontà e nella tua pace e vivano sempre nel reciproco amore. Per Cristo nostro Signore. Ora Nick puoi prendere l'anello...
Nick prese l'anello e dovette tirare fuori un bel sospiro per calmarsi tanto gli tremavano le mani. Anche la sua voce era incrinata: -Faith, ricevi questo anello, segno del mio amore e della mia fedeltà. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo...- lo baciò e lo mise all'anulare di lei.
Faith fece altrettanto: -Nicholas, ricevi questo anello, segno del mio amore e della mia fedeltà. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Cody: -Per il potere conseguitomi dalla Santa chiesa vi dichiaro... marito e moglie... Bhe facciamo un applauso per i signori Carter...
La chiesa proruppe in uno scroscio di mani.
Kris faceva segno a Kevin dalla prima fila: -Kevin! Piantala...
Suo marito piangeva come una fontana e le fece segno di non poterci fare nulla!
Brian cantò In Christ alone come canto finale e come omaggio ai due sposi.
Dopo le classiche foto di rito in chiesa, Nick prese per mano sua moglie e disse: -Pronta ad uscire?
-Con te sarei pronta anche a volare...
I due percorsero tutta la navata fino all'uscita dove furono investiti da un mare di chicchi di riso... a Faith non sfuggì il volo insolito di cinque colombe... Dio, Gabriele e la sua famiglia erano stati lì davvero!
CAPITOLO 40
-DISCORSO DISCORSO DISCORSO
Ormai si era creato un clima goliardico non indifferente nel giardino di Nick. Tutti avevano mangiato e bevuto a sufficienza. Kevin e Howie erano spariti per poi riapparire vestiti da poliziotti sulle note di YMCA. Kris guardava suo marito ubriaco che si stava spogliando e la stessa cosa faceva Leigh. Nick morì dal ridere quando rimasero in boxer argentati.
Scapparono per andarsi a rivestire e quando tornarono tutti stavano gridando per il discorso. Gli sposi si scambiarono due frasi nell'orecchio e poi Faith si alzò
volarono fischi di approvazioni e incitazioni varie
Brian:- Dai Faith che tanto Nick sbaglia quando parla in pubblico!
Baylee: -Viva zia Faith!
Nick: -Che amici
grazie per la fiducia
Brian si portò le mani davanti alla bocca e urlò: -VAI PRICK!!!
Uno scapaccione da parte di Leigh gli atterrò sulla nuca!
Faith guardò il suo amore e lo baciò. Poi si rivolse alla folla: - Intanto Nick ed io volevamo ringraziarvi per questo splendido matrimonio. Non pensavamo venisse così bene con soli 2 giorni di preavviso
Aj:- Avevate provato anche la testata in chiesa???
Faith divenne rossa e Nick: -Grazie Bone per avermelo ricordato!!
-Dicevo
- si ricompose Faith: -
ringrazio i ragazzi e le loro mogli e compagne per le bomboniere, questa cena, i lavori nel giardino, il vestito
avete fatto tutto voi ragazzi grazie
ma
Calò il silenzio sulla folla.
-
ma vorremmo che questo giorno venga ricordato anche per altro
c'è una persona che mi ha fatto una confessione
e siccome sono sicura di come andrà avanti la questione
le chiedo di alzarsi e di dire quello che sa
Tutti si guardarono intorno per vedere di chi si trattasse. Faith si rimise seduta stringendo la mano di Nick. Dopo due minuti di bisbigli e occhiate, Kris si alzò.
Kevin la guardò ed il suo cuore iniziò a battere forte.
-Io
- iniziò tremando. Kevin le fu subito accanto.
-Amore tutto bene?
-Sì
vorrei solo dire a tutti
che aspetto tuo figlio
Kris si mise a piangere e Kevin passò dall'incredulità alla felicità. Quanto aveva aspettato questa notizia! L'abbracciò e la sollevò da terra.
-Mio Dio Kris
ti amo
ti risposerei altre mille volte in una vita!
A questo punto la band intonò "Far Away" dei Nickelback, che era stata richiesta da Nick
Lui si alzò, le porse la mano: -Mi concede il suo primo ballo da sposata Signora Carter?
Faith sorrise: -Certo
Signor Carter
I due si portarono al centro della pista.
This time, This place
Misused, Mistakes
Too long, Too late
Who was I to make you wait
Just one chance
Just one breath
Just in case there's just one left
'Cause you know,
you know, you know
[CHORUS]
That I love you
I have loved you all along
And I miss you
Been far away for far too long
I keep dreaming you'll be with me
and you'll never go
Stop breathing if
I don't see you anymore
On my knees, I'll ask
Last chance for one last dance
'Cause with you, I'd withstand
All of hell to hold your hand
I'd give it all
I'd give for us
Give anything but I won't give up
'Cause you know,
you know, you know
[CHORUS]
So far away
Been far away for far too long
So far away
Been far away for far too long
But you know, you know, you know
I wanted
I wanted you to stay
'Cause I needed
I need to hear you say
That I love you
I have loved you all along
And I forgive you
For being away for far too long
So keep breathing
'Cause I'm not leaving you anymore
Believe it
Hold on to me and, never let me go
Keep breathing
Hold on to me and, never let me go
Nessuno era entrato in pista a rovinare quel loro momento. Tutti erano lì a guardarli ballare.
L'atmosfera festereccia si recuperò subito
con un paio di balli di gruppo e solo alle 4 di mattina si ritrovarono seduti soli in giardino.
-Allora signora Carter?
Faith poggiò le sue gambe su quelle di Nick e si allungò per togliersi le scarpe. Nick le massaggiò i piedi.
-Che bello Nick
hai degli amici che ti adorano
-Lo so
-Hanno fatto tutto loro
Un'ombra passò sul suo viso: -Ehi amore
- disse Faith: -
che c'è?
-Che stronzo che sono stato
con loro intendo
li ho tagliati fuori dalla mia vita, presi a calci, a parolacce e loro sono ancora qui per me
-Nick
anzi
PRICK
sei così fortunato
- sorrise ripensando a Brian, anche Nick sorrise storcendo le labbra da un lato, in quel modo che solo lui sapeva fare. Era così dannatamente bello
Per un attimo tutto quello che doveva succedere era passato in secondo piano, tutto, la droga, le OD, la disintossicazione,la scena di lui che si contorceva, che non ce la faceva neanche ad alzare un dito
la sua morte
-Faith
ti amo
sono nato per questo
-Per cosa?- chiese ridendo buttando indietro la testa.
-Per amarti
-
A quella frase Faith scattò e ritornò a fissarlo.
-Nick
promettimi che vivrai per sempre
Nick rise e la guardò divertito: -Ma dai
non posso e lo sai
Ma vide che lei era serissima: -Amore mio
non posso promettertelo ma farò di tutto
-Promettimi che qualunque cosa succederà tu non ricadrai nella droga, cercherai aiuto se ti senti solo, non chiuderai la porta di casa in faccia ai tuoi amici
a quelli che oggi ti hanno regalato tutto questo
- disse facendo un segno con le braccia che circondasse quella magnifica cornice che era stata il loro matrimonio.
-Amore mio
se ti dicessi di sì
sparirebbe quel broncio sul tuo viso?
Faith annuì.
-Ok
ti giuro sul mio amore per te che non chiuderò la porta in faccia a nessuno e che chiederò aiuto
la droga non sarà più parte della mia vita
-La tua famiglia Nick
amala
amala anche per me che non ne ho più una
-Faith
questo è troppo
- disse in tono di disapprovazione.
-Ti prego
Nick ci pensò su. Poi rivide il volto sorridente di suo padre con la sua amica, quello di sua madre con il suo compagno e Aaron con in braccio Candance
Sorrise: -Faith tu mi fai vedere tutto positivo
-Promettimelo
-Ok
prometto
tu però promettimi una cosa
-Ok
cosa?
-Di amarmi
per quello che sono
niente di più
sempre
-Già sto mantenendo la promessa Nickolas
Lo baciò lievemente sulle labbra, inumidendole appena con la lingua.
-Ti piace tanto la mia famiglia?- chiese curioso.
-Cavolo Nick
voi non siete una famiglia ma una minoranza etnica! Mi piace sì
Nick si alzò prendendola in braccio: Possiamo rientrare e consumare la nostra prima notte di nozze?
CAPITOLO 41
Faith era seduta sul letto mentre Nick in piedi davanti a lei le toglieva le forcine dai capelli. Ne aveva almeno cento: ma lui meticoloso e facendo attenzione a non tirarle i capelli, gliele stava togliendo con immenso amore.
-Sei bellissima coi capelli sciolti
- le sussurrò.
Lei era lì, immobile con lo sguardo fisso sul suo amore. Era così dolce con lei. Faith sentiva che il suo cuore era puro
non era sporco come la prima volta che si erano incontrati, sporco di odio, di un malessere che neanche lei si spiegava come, quel viso da angelo, potesse celarlo.
-Ma Faith mi stai ascoltando?- chiese Nick.
-Co
sa? Scusami mi ero distratta a guardarti
- sorrise.
-Lasciamo stare
- si sedette vicino a lei, si allentò il nodo della cravatta e le accarezzò il viso.
-Bhe signor Carter
i suoi doveri coniugali l'attendono
- disse maliziosetta.
-Sarò molto felice di eseguirli
La sua mano passò dalla guancia alla sua schiena e le tirò giù la lampo: adorava svestirla! Non era tanto fare l'amore che lo eccitava: gli piaceva eccome! Non era in dubbio. Ma non c'era una cosa più intima che toglierle i vestiti di dosso. Era il momento in cui lui le poteva accarezzare tutta la pelle senza fretta o senza l'agitazione di un orgasmo impellente. Il momento in cui crollava la barriera di buon costume che tutte le persone avevano di fronte agli altri. Fece calare prima una spallina e poi l'altra mentre con le dita le sfiorava la pelle morbida ancora rilucente dei brillantini del make-up. Era morbida come una pesca e profumava ancora di olio alla vaniglia. Si avvicinò e le annusò l'incavo del collo: -Sei sicura che non sei un sogno?
Faith rise: -Non lo sono
non adesso
Amore mio
se solo tu sapessi quante bugie ti sto dicendo
ma credimi se ti dico che ti amo e per ora non sono un sogno
-Baciami, baciami Faith
Faith gli prese il viso tra le mani e sfiorò appena le sue labbra in un casto bacio. Poi rimase a guardarlo negli occhi per un attimo. E un altro bacio
piccolo e leggero come il primo
un altro ed un altro
-Signor Carter?
-Mmmmmm
-Faresti meglio ad uscire dal letto
-Mmmmmm
-Nick non farmi la mucca
Nick sbottò a ridere. Era ancora rimbambito di sonno quando aprì gli occhi e trovò Faith seduta sul letto vestita e con un borsone in mano.
-Oddio!- disse dirompente scattando a sedere sul materasso: -Che ho fatto?
Faith lo guardò stralunata: -Nick tutto bene?
-Sì
io sì
ma tu dove te ne stai andando con quella borsa
-Nick calmati! Accompagno Kris a fare delle analisi e porto gli abiti di ieri in tintoria
Nick si buttò di schiena sul letto sospirando. Faith ridendo lo abbracciò finendo con la testa sul suo torace. Divenne immediatamente seria quando sentì che il cuore del suo tesoro batteva all'impazzata.
-Nick? Hai pensato davvero che me ne stessi andando?- gli chiese guardandolo negli occhi e accarezzandogli una guancia.
-No
cioè
forse
no
Faith pensò a quanto l'aveva ferito sparendo dalla sua vita tempo prima e com'era vivo in lui ancora quel ricordo.
-Nick ti ho appena sposato
non ho intenzione di lasciarti ok?
-Scusami
è che
-Non scusarti
hai tutte le ragioni per esserti spaventato ma voglio che tu sappia che non intendo uscire dalla tua vita
ok?
Non ora almeno
Nick annuì.
Faith lo baciò sulla fronte.
-Ok allora io vado
ci vediamo nel pomeriggio ok? Ricordati che vengono tra un'ora i ragazzi di Howie a smontare il gazebo e viene anche tuo padre con Ginger
e il piccolo certo
-CHE? E che vengono a fare
Faith si alzò dal letto e fece spallucce: -Li ho invitati a pranzo
così non sarai solo
ciao amore
Nick si passò una mano sul viso e rise: sua moglie era più unica che rara!
Stava aiutando a caricare uno dei pali della struttura da giardino sul camion quando arrivò suo padre su una bmv nera. Scese e prima di avvicinarsi a Nick, che lo guardava aspettando vicino al furgone, si sistemò i pantaloni e inforcò gli occhiali da sole.
-Ehy
- gli disse.
Nick si limitò ad alzare una mano e a sorridergli forzatamente.
Bob si avvicinò fino a che non si strinsero formalmente la mano. Il Signor Carter conosceva bene suo figlio e capiva che non voleva gesti d'affetto in quell'istante.
-Come stai?
-Bene Bob e tu
voi?- si corresse all'istante.
-Altrettanto
dov'è Faith? Volevo ringraziarla per l'invito
-Mia moglie è fuori con Kristine e non credo ci raggiungerà per pranzo
Robert capì al volo la situazione e tentò di trattenersi
ma alla fine sbottò a ridere.
-Cosa c'è?- chiese Nick quasi spazientito.
-Bhe Faith è davvero forte
è un diavolaccio
Nick dovette arrendersi all'evidenza e sorrise anche lui: -Bhe allora dai
non deludiamola
Lasciò il papà a guardarlo mentre lui andava ad aprire lo sportello a Ginger e la aiutò a scendere e a portare dentro il piccolo Caden che ignaro di tutto dormiva serenamente nel passeggino.
Nick li fece accomodare in salotto scusandosi per il disordine. Rob non ci fece nemmeno caso.
-Vado a prendervi da bere
Si allontanò sospirando verrso la cucina: -Posso farcela
- si disse.
Aprì il frigo e si trovò tempestato di post-it
Lesse ad alta voce: -Se li fai accomodare in salotto non fare il solito orso e offrigli da bere
a tuo padre un bel gintonic ma non a Ginger che sta ancora allattando
per lei un bel succo di frutta
TI AMO! F. P.S. Non dare il Martini bianco al piccolo Caden ok? TI AMO ANCORA
-Mio Dio
- rise: -
è più scema di me!
Prese quello che c'era scritto e si ripresentò in salotto.
Parlarono all'inizio del più e del meno. Fu abbastanza difficile rompere il ghiaccio ma Robert era stato ben consigliato da una certa Faith
per cui appena prese il discorso "matrimonio del giorno precedente" imboccò una strada in discesa!
Verso l'ora di pranzo Ginger si scusò e chiese a Nick dove poteva allattare Caden. Preso da un non ben definito slancio d'affetto glielo lasciò fare nella propria camera da letto, dopo averla resa presentabile in 5 minuti
Intanto Nick e Bob andarono in cucina per apprestare un pranzetto per tre: -Bob non so proprio cosa ci mangeremo
- disse immaginando la scena pietosa in dispensa. Era una vita che non faceva spesa! Invece quando aprì l'armadio trovò tutto già fatto
Bob vedendo che il figlio fissava ammutolito l'interno della dispensa andò a vedere anche lui.
Altri post-it
li lessero insieme, uno per ciascuno.
-Amore mio
se sei arrivato alla dispensa significa che li hai invitati a rimanere per pranzo e non posso che esserne felice!
Bob: - Non sei uno zuccone come credevo! Ora rimboccati le mani e non avvelenarli! Nick avevi intenzione di avvelenarci?- chiese il padre dubbioso.
-Ma no
figurati magari volevo sbattervi la porta in faccia
- rise: -
lo ripeto è pazza come un cavallo!
-E' quella giusta per te
Nick non se ne accorse neanche ma pronunciò poche parole che riempirono di gioia il cuore di Bob: -Grazie
papà
Ginger scese e trovò i due ancora abbracciati. Finalmente qualcosa nel loro raporto iniziava ad andare per il verso giusto!
Faith tornò a casa alla sette di sera e Nick era sdraiato davanti alla Tv a giocare alla play.
-Amore sono a casa
- gridò dalla porta. Doveva saggiare il terreno prima di corrergli incontro e baciarlo. Almeno mille volte si era chiesta com'era andata quella giornata con Robert e la sua nuova famiglia!
-Sono qui Feith
- sentì Nick.
Lo raggiunse in sala proprio nel momento in cui mise pausa.
-Ehy
-Ehy tu
- disse Nick e andò a bacirla.
-Non ti assentare più così tanto ok?
Faith si sentì in colpa tutto in un momento: -E' stato così traumatico?
-Traumatico?- Nick la baciò :-Siamo stati benissimo! Ma mancavi tu
-Stai sfottendo?- chiese quasi allucinata.
-No
è andata benissimo
grazie
- la baciò di nuoco :-
ho sposato un angelo
-Puoi dirlo forte!
Si sedettero sul divano: -Intanto dimmi di Kris
-Dio Nick
- disse raggiante: -
va tutto a meraviglia
non ha minacce d'aborto e il bambino è sanissimo
ancora è presto per dire se sarà maschio o femmina
-E Kevin?
-L'abbiamo chiamato e si è messo a piangere dalla gioia
poi ci ha raggiunto a pranzo e si è rimesso a piangere
-Tipico
- rise Nick.
-E tu invece?
-Abbiamo parlato
- disse tirando le gambe sul divano e cingendole con le braccia: -
mi ha spiegato tante cose che nel momento in cui lui e la mamma si sono separate io non avevo capito
-Nick la tua famiglia non è poi tanto diversa da molte altre famiglie
siamo umani è normale sbagliare
-La mia famiglia
- continuò il ragazzo: -
è come un carnevale
o per lo meno lo era
ognuno di noi indossava il costume da "Carter" e sembravamo la famiglia della pubblicità del mulino bianco
sguardi da cerbiattini, parole dolci appena svegliati, "per favore", "grazie" e "prego" in continuazione
poi ognuno è cresciuto, troppo in fretta, e non ci siamo più entrati nel costume
un po' come negli Incredibili
ci sono partiti tutti i bottoni e abbiamo dovuto buttarlo via
allora ci siamo accorti che non stavamo più bene insieme, ognuno aveva un costume tutto suo e si sa
in America il carnevale è bello se la festa è a tema
- sorrise malinconico: -
c'è stato un periodo dopo il divorzio in cui mi chiedevo perché mi avessero concepito
perché CI avessero concepito
ma adesso che ho conosciuto te
non posso che ringraziarli di averlo fatto
Faith non fece altro che sorridere e abbracciarlo. Nick era sereno, lo sentiva e lo capì dal sorriso di Gabriele che apparve alle spalle del giovane e a cui Faith fece l'occhiolino.
CAPITOLO 42
-Dimmi che scherzi...
Faith: -No, suona... avanti...
-Magari non è in casa...- fece per andarsene ma una mano l'afferrò per il braccio.
-Piantala Nicky!
-Non-Chiamarmi-Così!- disse con la faccia stizzita.
Ritornò al suo fianco riluttante e allungò il dito per suonare ma poi lo ritrasse.
-Senti Faith io ti amo un casino... ma proprio tantissimo... tu non immagini quanto... ma Gesù... non puoi chiedermi questo!
-Lascia stare Gesù...
-E va bhe lasciamolo stare... ma CRISTO...
-Nick è la stessa cosa...
-Cosa?
-Gesù... Cristo... Dio...
-Scusa a catechismo non ci sono andato...- rise: -... ieri mio padre oggi mia madre e ti ho sposato appena 48 ore fa... cos'altro hai in mente?
-Di vederti sereno?
Nick la guardò comprensivo. In effetti era sempre turbato... si agitava nel sonno e sapeva che il suo male erano tutti quei problemi fino ad ora non risolti. Semplicemente accantonati lì aspettando che qualcuno li risolvesse per lui. Ora quel qualcuno era arrivato. Una volta Faith gli aveva detto "Mi prenderò cura io di te..." lui pensava fosse stata una delle tante frasi fatte da innamorati... anzi da Baci Perugina... e invece lo stava facendo...
-Cazzo se non lo stai facendo...
-Cosa Nick?
-Scusa pensavo a voce alta...
-Dimmi...
-Pensavo a quando mi dicesti che ti saresti presa cura di me...
Faith lo guardò quasi turbata: -Pensavi che ti stessi mentendo?
-Effettivamente sì... tutti mi raccontano balle... per primi i miei genitori...
Faith tagliò corto e lo baciò: -Basta ok? Nuova vita... ci stai?
-Ok...
Mentre ricambiava il bacio della sua mogliettina si sentì prendere la mano e tirarla fino a quando si ritrovò a suonare il campanello con l'indice. Si staccò da quel bacio interdetto...
Faith gli lasciò la mano, si sistemò la giacca e si passò un dito sul contorno labbra per levare il lucidalabbra andato fuori.
-Oh... ce l'hai fatta...- sospirò sorridendo sorniona.
-Io... Faith... non posso credere che tu mi abbia fregato in que...
-Fermati!- ordinò perentoria Faith: -Prima di dire qualcosa di cui dovrai pentirti e chiedere scusa tra 10 secondi...
-No invece...
Il suo intervento fu interrottò dall'aprirsi della porta e da Lesile...
-NICK?? Tu qui? È Natale di già?
-Les taglia corto ok?
-Ciao Lesile...- disse Faith sganciando una gomitata a Nick. La baciò sulle guance: -Come stai tesoro!
-Faith è un piacere vederti...
-C'è la mamma?
-Ah... volete lei?- Lesile guardò di nuovo Nick.
Nick:- Senti Les è già difficile così tu non rendere tutto peggiore... sono qui per parlare con ma... Jane...
-Bhe accomodatevi...
I ragazzi entrarono e si sistemarono sul divano. Quanti ricordi in quella casa per Nick: non era quella della sua infanzia, da piccolo pensava di essere uno zingaro tante volte aveva cambiato casa. Ma lì erano successe tante cose della sua vita. I Backstreet Boys, Mandy, il divorzio, le lacrime, l'andarsene di casa... Faith percepì il suo turbamento e lo prese per mano.
-Tesoro, è la cosa giusta... credimi... non ti farei mai del male.
-Lo so...- sorrise Nick triste.
Lesile intanto era andata a chiamare Jane in giardino e infatti tornarono di lì a poco.
Faith: -Jane, come sta?
-Faith, Nick... ma che bella sorpresa...
Si salutarono e Jane si sedette subito di fronte al figlio.
-Come mai siete qui? Non vi aspettavo...
Silenzio.
Faith diede una gomitata a Nick mentre sorrideva.
-Ah... sì... ecco... ci chiedevamo se potevamo rimanere a pranzo... magari parlavamo un po' anche con John...
-Jason?- lo corresse la madre.
-Sì volevo dire Jason...
-Ma con piacere aspettate che avverto Amilda che siamo in più per il pranzo.
Jane si alzò e Faith si girò a guardare Nick allucinata: -Ma come hai fatto a sbagliare nome???
-Ma che ne so... è successo... non ci stavo pensando...- si giustificò il marito.
-Farai bene a comportarti bene Signor Carter altrimenti niente tum tum...
-Come niente tum tum?
-Già... stasera niente tum tum...
-Ahhhhhh Faith sei una despota!
-Lo so...
Jane tornò e ambedue i ragazzi si accorsero che aveva un sorriso raggiante anche se gli occhi erano rossi. Nick si alzò e le fu subito vicino, le passò un braccio dietro le spalle e disse: -Mamma che succede tutto bene? Se è per Jason-John... scusami...
Jane: -Amore mio... non piango per tristezza... sono così felice che tu sia qui... non lo merito...
-Ok l'ammetto... è stato difficile averti come madre, eri così dannatamente ambiziosa...- Faith era sull'orlo di una crisi di nervi, erano d'accordo che la doveva trattare bene no farla sentire ancora peggio!
-... ma adesso non posso che ringraziarti... se non fosse stato per te io non avrei mai puntato così in alto. Non avrei mai fatto il provino per il gruppo... grazie mamma...- le schioccò un bacio sulla guancia.
Il pomeriggio con Jane, Jason e Lesile fu fantastico. Verso le sei poi arrivarono anche Bj con il ragazzo e allora fu una vera rimpatriata. Nick durante il viaggio di ritorno era felice...
-Sai non pensavo che il compagno di mamma fosse così divertente...
-Ma se è praticamente uguale a te...
-Non è vero... ma è cool! Fa delle battute grandiose domani me ne rivendo qualcuna con i ragazzi...
-Infatti siete uguali perché ridevate solo voi due...
Nick: -Certo che famiglia che mi ritrovo eh?
-La famiglia non te la scegli... ci nasci e basta Nick...
-Infatti se avessi potuto scegliere forse...
-Te l'assicuro avresti scelto la stessa... quella a cui Dio ti ha destinato...
-Senti per quella storia del tum tum...- disse cambiando discorso perché tanto sapeva che Faith avrebbe trovato il modo di avere comunque ragione.
-Ma... Nick ti sei comportato bene solo per tum tum?
-Nooooo... ma diciamo che mi ha aiutato a convincermi che era la cosa giusta...
Faith rise:- Sei terribile... va bene va per questa sera... in fondo sei stato bravissimo... mi piace questo Nick che sto conoscendo...
-Ehy baby... conoscermi significa amarmi!
-Ok guida cretino...- rise divertita.
-Ora dimmi Gabriele... avevo torto?
-No...- bisbigliò
-Scusa non ho sentito...
-NO SIGNORE NON AVEVI TORTO...
-Ecco così va meglio... sapevo che Faith poteva farcela... è rimasta un'ultima cosa da fare...
-Le fans...
-Loro sì...
CAPITOLO 43
Brian era dubbioso: -Non c'è qualcosa che suona male secondo voi?
-La seconda voce di Howie?- suggerì Aj sbragato sulla poltrona davanti al mixer.
-Ehi la mia voce andava benissimo!- protestò Howie.
-Secondo me era mezzo tono + alta del normale
- insistette Aj.
-Secondo me tu eri mezzo tono sotto
-Sotto cosa?
-Sotto la scarica di pugni che ti sta per arrivare addosso
- disse Howie sfregandosi le mani.
-Senti Howie ma ti sei alzato male oggi?- chiese Aj.
-No sei tu che ti sei alzato di traverso
-Te la pianti a ripetere tutto quello che dico?
-No piantala tu di stuzzicarmi
Nick era seduto al tavolo con le cuffie inforcate sulle orecchie e ascoltava il demo di una delle loro nuove canzoni, una canzone a cui teneva particolarmente tanto visto che l'aveva scritta lui di getto, testo e musica, per Faith. Guardava i suoi amici litigare per un mezzo tono, gli sembrava di capire e sorrise. Quanto gli erano mancati quei battibecchi: erano 12 anni che si svolgeva sempre la stessa identica scena. Howie era un tipo calmo ma se lo riprendevi sul lavoro diventava una bestia. Aj lo sapeva così per divertirsi gli diceva che qualcosa non andava nella sua voce, Howie gli rispondeva, Aj insisteva e così per mezz'ora. Fino a quando Aj ammetteva ridendo che prenderlo per il culo lo divertiva troppo. E Howie ci cascava sempre!
Lesse il labiale di Kevin e si tolse le cuggie: -Cosa?
-Dico, cosa cazzo ti ridi!- ma anche lui stava ridendo.
Nick si rimise le cuffie: -Mi spiace ma non vi sento
non vi sento
- e canticchiò insieme alla musica: -
Lift me up
like an angel when I hit my low
Tornò a casa a notte inoltrata: erano quasi le due. Cercò di non fare troppo rumore per non svegliare Faith. Stava per salire in camera, pregustando quanto sarebbe stato bello entrare nel letto già riscaldato dal corpo profumato di lei, quando si accorse che si era addormentata sul divano. La luce della lampada era ancora accesa. Si avvicinò e tolse il libro che ormai rimaneva in bilico tra le sue dita. Stava leggendo la "bellissima" biografia che aveva scritto sua madre.
-Ok respira
è acqua passata
- sussurrò a se stesso.
Odiava quel libro con tutto il cuore e probabilmente Faith lo stava leggendo per capire. Lo sfogliò ancora inginocchiato ai piedi del divano e vide che sottolineate c'erano frasi che non gli erano piaciute. Faith le aveva sottolineate. Lei capiva perché ce l'aveva avuta con sua madre. Nonostante tutto cercava di tirare fuori il bene che per forza di cose c'era in ognuno
era un angelo, altrimenti non poteva spiegarsi questa sua spiccata attitudine ad aiutare il prossimo
invece di essere menefreghista e insolente come la maggior parte delle persone sul pianeta.
Poggiò il testo sul tavolinetto basso, passando ad esaminare sua moglie.
Sua moglie.
Appena gli venne in mente questa frase sentì le fiamme bruciargli le guance. Si guardò la fede e vide che una identica cingeva l'anulare di Faith. Si era veramente sposato!
Erano stati giorni frenetici
i preparativi, le prove in studio, il loro ritorno sulle scene, la pace fatta con suo padre e sua madre
era tutto così irrealmente bello! E adesso aveva una donna magnifica al suo fianco che l'avrebbe visto invecchiare
e magari un giorno di questi giorni si sarebbe parlato di qualche marmocchietto. Doveva fare pratica con Baylee! Domani avrebbe accompagnato Brian a Disneyworld e sarebbe stato lo zietto perfetto!
Si alzò e senza fare rumore prese il cellulare mentre andava in cucina e compose il numero.
Brian rispose subito: -Prick
-Ciao!
-Non sei tra le braccia di Faith?
-Non ancora
cioè lei dorme e non mi va di svegliarla
tu?
-Sono quasi arrivando sono ad un paio di isolati da casa
dimmi!
-Domattina vengo con te, posso?
-Aspetta prick
vuoi venire a disney con me, Baylee e mezza backstreet's security?
-Sì
-Nick ma sei scemo? Nel senso a me farebbe piacere ma per dincibacco io sono il padre e mi tocca per obbligo
se potessi scapparmela
Nick rise: -Devo fare pratica
Intanto nel salotto Faith si era svegliata e aveva raggiunto Nick in cucina, che essendo di spalle non l'aveva vista.
-Pratica per cosa?
-Reggiti forte
voglio chiedere a Faith di fare un bambino
Faith a sentire quelle parole sentì una fitta di dolore trafiggerla. Così com'era arrivata, in silenzio, se ne tornò sul divano riaccucciandosi nella stessa posizione di prima ma nascondendo il viso per non fargli vedere le lacrime. Non voleva sentire altro.
Nick finì la telefonata con Brian e lei sentiva il suo respiro vicino. Avrebbe tanto voluto sbirciare cosa stava facendo ma lo sapeva già
era lì a guardarla.
Succedeva spessissimo
lui si fermava, anche se stava facendo qualcosa di importante, e si metteva comodo a guardarla. Era capace di rimanere impietrito lì per ore. Nick era convinto che lei non se ne accorgesse. Ma non era così. Ogni volta che la guardava poi lei si sentiva più bella, più viva
-Dio
- pensò: -
sono una immortale che per la prima volta ha voglia di vivere
Stufa di giocare al bandito e al poliziotto fece finta di stiracchiarsi e di risvegliarsi. Come previsto lui era lì.
-Hey sleepy beauty
-Ciao tesoro
è molto tardi?
Nick annuì con la testa.
-Scusa
-Ma di cosa
stavi lavorando
- gli sorrise.
Lui di rimando le sfiorò le labbra con un bacio.
-Faith dobbiamo parlare di una cosa
I battiti di Faith subirono un'impennata paurosa.
-Adesso?- chiese sbadigliando.
-Preferirei
-Mmm
ok se proprio non vuoi rimandare a domattina quando sarò bella sveglia e pimpante e potrò seguirti al meglio
-A me sembri bella arzillota
Faith si alzò a sedere e gli fece spazio vicino a lei. Con una mano gli fece segno di sedersi e lui si posizionò il più possibile vicino. Le prese la mano
-Ehi già mi hai chiesto di sposarti
- ironizzò nervosa.
-Faith tutto ok?
-Sì
perché?
-Sembra quasi che tu non voglia ascoltarmi!
-Ma cosa dici
Nick l'osservò per un attimo e lei sorrise innocente
-Ok
ti ricordi che tempo fa ti dissi di una certa questione in sospeso
con la mia famiglia?
-Sì
ma non me ne hai più parlato
- dentro di sé sopirò di sollievo. Stasera non le avrebbe chiesto di avere un bambino!
-Già
avevo chiesto l'affidamento dei miei fratelli fino al raggiungimento dei 21 anni
-COSA?- gli occhi quasi le schizzarono di fuori, non ne sapeva nulla.
-Già
volevo toglierli da vicino ai miei genitori
-Nick io non posso crederci...- Faith era sconvolta. Per quanto Bob e Jane non si erano rivelati due genitori modello lui gli stava sganciando un colpo bassissimo.
-Aspetta a giudicarmi
fammi spiegare
è successo prima che ti conoscessi
-ASPETTO? NICK MI AVEVI PROMESSO CHE LE COSE SAREBBERO ANDATE MEGLIO
E CHE MI DICI? CHE HAI CHIESTO IL LORO AFFIDO!
-Faith fammi parlare
per favore
- Nick stava quasi per supplicarla.
-NICK PER STASERA BASTA
NE HO SENTITA UNA CHE VA FUORI DA OGNI MIA COMPRENSIONE MI SPIACE
BUONANOTTE
Così dicendo strattonò per farsi lasciare la mano e se ne andò di filato nella camera degli ospiti al piano di sotto. Sbattè la porta e poi il nulla
nessun altro rumore.
Nick era rimasto inebetito dal suo comportamento: eppure avevano sempre parlato da persone civili
-Sono stato in tribunale durante la pausa pranzo
ho rinunciato oggi stesso ad averlo
- finì la frase anche se sapeva che nessuno a parte i muri l'avrebbero sentita. Triste e con le spalle curve se ne andò in camera sua.
Faith arrivò in cucina che erano le dieci passate. Aveva passato una notte da incubi! Tutta colpa di Nick e della storia dell'affido! Non aveva voglia di vederlo o di parlargli e fu contenta quando lesse il post-it sul frigo.
Ciao, sono a Disneyworld con Brian e Baylee. Se ti serve qualcosa chiamami sul cellulare. Un bacio. Ti amo.
Riusciva ad essere sempre romantico
Si sedette e giocherellò con la tazza piena di latte fino a quando non se la versò addosso
-Oh cazzo!- sbottò portandosi subito una mano sulla bocca. Sapeva che Gabriele era nei paraggi. Stranamente l'angelo non si fece avanti.
Finì di sparecchiare e se ne andò in bagno a farsi una bella doccia.
Mentre si insaponava pensava a quello che era successo con Nick. L'aveva trattato malissimo, senza dargli la possibilità di parlare, replicare. Tutto perché non voleva che poi arrivasse a dirle con quel faccino innocente: "Facciamo un bambino?"
no non poteva permetterselo ora. Stava quasi pensando di raggiungero a Disneyworld quando il telefono di casa squillò. Si infilò l'accappatoio al volo e andò a rispondere.
-Pronto?
-Ciao
- era la sua voce con il sottofondo di musiche e chiacchierio.
-Ciao
-Ti sei svegliata da molto?
-No, un'oretta non di più
-Senti Faith mi spiace per ieri sera ok? Mi spiace per non averti detto dell'affido
ma la cosa più importante è che ieri ti volevo dire che ho rinunciato
-Cosa? Mi stai dicendo che non hai chiesto l'affido?
-L'ho chiesto prima di conoscerti
ma ieri sono andato in tribunale e ho bloccato la pratica
-
-
-Ci sei?
-Scusa
-Per cosa?
-Sono stata una stronza
-Bhe in effetti non ci sei andata leggera
-rise
-Ti amo Nick
-Questo significa che posso tornare a casa senza vedermi lanciare contro il servizio di piatti?
-Cielo non te lo lancerei mai! Lo adoro quel servizio!
Faith lo sentì ridere: -Ok allora amore mio io vado
ho promesso tipo 200 autografi e Balle si sta scocciando perché vuole andare nella casa degli spettri e Brian non ce lo vuole portare
-Ok allora
divertiti
-A stasera
ciao
E attaccarono il telefono.
CAPITOLO 44
Erano passati 10 giorni dalla loro litigata ed erano successe molte cose nel frattempo: intanto i ragazzi avevano partecipato ad una partita di basket per promuovere la lotta contro l'abuso di alcool e droga, molto diffusa purtroppo tra i giovani. Ufficialmente il loro portavoce era stato Aj, ma Nick aveva spinto tantissimo per non mancare a quell'evento. Faith al solito aveva preferito vederselo in tv. Non voleva che girassero foto di lei e Nick insieme sui tabloid di mezzo mondo e lui era d'accordo. Il loro rapporto era così speciale che non sentivano il bisogno di farlo sapere al mondo intero, anche perché tutta la vita di Nick si svolgeva sotto i riflettori ed un contesto così patinato non avrebbe capito ciò che li univa. Non avevano ancora parlato di fare dei bambini ma Nick passava sempre più spesso i pomeriggi con Baylee e a lei faceva quasi tenerezza. "Prick" era ancora un bambinone e vederlo giocare a fare il padre la divertiva moltissimo! I Backstreet Boys avevano dato il loro primo concerto dopo anni di hiatus. Ed era stato subito successo, tanto che si erano intensificate le riunioni alla Zomba Records e i pomeriggi passati a registrare.
La cosa che più la preoccupava era che Gabriele non si era fatto più sentire
non era un buon segno
I suoi pensieri furono interrotti da Nick che entrò in camera. Lei fece finta di continuare a riporre i panni appena stirati nell'armadio.
-Amo'
-Dimmi
- si affacciò dalla porta del guardaroba.
-C'è Brian al telefono e vuole sapere se domani andiamo ad un barbecue da lui
-Certo perché no
devo portare qualcosa?
-Aspetta
- si riavvicinò il telefono all'orecchio: -
Ehi Bee dobbiamo portare qualcosa? Ok
allora a domani
ciao!
-No dice che pensano a tutto loro
-Ok
chi siamo?
-Tutti
Faith gli sorrise: -Perfetto
comunque tu va a prendere una torta in pasticceria, non è carino presentarsi a mani vuote!
-Ok
- si avvicinò e baciò la moglie: -
ma quando torno voglio trovarti seduta tranquilla ok? Non stai ferma un minuto ultimamente
-Va bene signor Carter! Agli ordini!
Nick scese e Faith ritornò a vagare con la mente. Un rumore alle sue spalle la distrasse di nuovo
-Ehi mai sei uscito o hai fatto finta?
Quando si affacciò si trovò Gabriele davanti.
-Gabri! Ma che sorpresa
- si stava avvicinando per abbracciarlo quando notò che l'amico aveva il volto incupito.
-N
o
- riuscì solo a dire.
-Mi spiace Faith
è ora
-Quando?
-Domani
-Gabri non può essere
non sono passati già
-Faith sono passati
e se la cosa può consolarti hai svolto bene il tuo lavoro
-Io
non voglio che lui muoia
- le lacrime scendevano liberamente sul suo volto.
Gabriele si avvicinò: -Lo so che non vuoi Faith, ma era scritto questo nel suo destino e lo sapevi benissimo
tieni
- le consegnò una lettera: -
qui c'è tutto
avrà modo di stare ancora una volta coi suoi amici e poi
-Grazie
- lo interruppe Faith prendendo la busta. Sapeva che avrebbe dovuto leggerla e bruciarla.
-Vuoi che rimanga?
-No
vai ti prego tra poco sarà qui e ho voglia di passare il maggior tempo possibile con lui
Gabriele annuì e sparì nel nulla.
Faith butto gli ultimi panni a casaccio nell'armadio e si mise seduta sul letto a leggere le istruzioni. Avrebbe sofferto? Sì
quelle parole scritte sul foglio le facevano pensare di sì
chiuse la mano a pugno intorno a quel pezzo di carta e quando la riaprì era scomparso.
Quando Nick tornò con la torta la chiamò dalla porta e sentì rispondere dalla camera da letto.
-Vieni su Nick!
-Eccomi metto la torta in frigo
panna, cioccolata, fragola e ananas va bene?
Appena arrivato in camera lei era seduta sul letto e lo guardava con lo sguardo orripilato.
-Bhe che c'è?
-Solo tu puoi scegliere certi abbinamenti di gusti
Nick fece spallucce: -Bhe meglio no? Me la mangio tutta io!
Faith si alzò e gli buttò le braccia al collo.
-Baciami
-Mmmm mi piace quando mi ordini di baciarti
Si scambiarono un bacio appassionato e neanche se ne accorsero di essere finiti sul letto. Faith tirò giù la lampo dei pantaloni di Nick e iniziò ad accarezzargli le parti intime, ancora foderate negli slip della D&G. Nick rimase un attimo senza fiato per la dirompente forza con cui la moglie passò all'attacco. Non era da lei
ma quel gesto l'aveva fatto eccitare all'istante. La vide sorridere mentre il pene gli si ingrossava.
-Se ne avevi voglia bastava chiederlo
- suggerì aumentando la forza nelle sue carezze.
-Il problema Faith
è che con te ho sempre voglia
Di rimando Faith rise in quel suo bellissimo modo e tolse la mano da là.
Nick gemette: -Non farmi questo
-Se vuoi che ti tolga i pantaloni
-Ok
allora sei giustificata
Fece scendere le mani sui fianchi di Nick. Non era magro, anzi da quando aveva smesso con alcool e droga era pure ingrassato. Ma a lei piaceva così tanto quel corpo morbido! Quando lo abbracciava sentiva le sue "cicce" morbide, come le chiamavano loro, avvolgerla. Sembrava un peluche! Tirò giù i pantaloni e Nick l'aiutò calciandoli a terra, mentre con una mano si tolse la maglietta. Erano rimasti solo gli slip.
-Aspetta
- disse Nick: -
non siamo pari
Faith portava una magliettina scollata e la prima cosa che fece Nick fu quella di mettere il naso tra i suoi seni: lo eccitava sentire quelle due montagnole a contatto con il viso.
-Ti annuserei per ore
il tuo profumo è inebriante, unico
profumi
di amore
Faith rise ancora passandogli le mani nei capelli
-E a me piace sentire il tuo respiro sulla mia pelle
Nick le leccò il decoltè
:-Ok ora ho segnato il mio territorio
-Scemotto
- squittì tra le risa Faith.
Le tolse la magliettina aderente e le prese i seni tra le mani e li toccò bramoso. Ogni volta che spingeva su quella morbida carne gli scappava un gemito di piacere e fu così anche per lei. Quando la sua fame fu saziata passò a toglierle i pantaloncini e il tanga. Solo allora Faith gli tolse gli slip e finalmente poterono appartenersi.
CAPITOLO 45
Nick dormiva ancora. Faith dalla sua posizione vedeva la sveglia segnare le 8.50. Tra dieci minuti sarebbe suonata e allora sarebbe iniziata un'altra giornata
no decisamente non sarebbe stata una giornata come tante. La notte precedente avevano fatto di nuovo l'amore e Nick era piombato in un sonno pesante. Lei si era alzata ed aveva preso le sue sembianze d'angelo altrimenti non avrebbe retto tutta la notte in piedi. Aveva sistemato delle cose che aveva in sospeso in quella casa e aveva passato tutto il resto del tempo sdraiata al suo fianco a toccargli la guancia. Chiuse gli occhi e in un attimo fu di nuovo Faith, la ragazza umana di Nick. Avvicinò il suo naso a lui e cercò di catturare una volta e per sempre il suo profumo. Una lacrima le scese lentamente sulla guancia mentre dal cuore le scoppiava una risata: era vero, l'odore della persona che ami è unico. Si ricompose proprio in tempo per il suono della sveglia e per fingere di essere ancora addormentata.
Nick iniziò a rigirarsi nel letto e come tutte le mattine, si rigirò verso Faith e si mise a fissarla. Quando fu sazio di quella visione celestiale iniziò a toccarle il volto con amore per svegliarla.
-Tesoro
ci aspettano da Brian tra un paio d'ore
-Mmmm
sono sveglia
-Lo vedo
- rise Nick.
Faith aprì gli occhi e Nick le parve turbato.
-Che c'è?
-Hai pianto Faith?
-Perché?
-Hai gli occhi rossi
-Tesoro no sono posseduta
ma piantala
- rise: -
ci siamo appena svegliati!
Con uno scatto Faith era in piedi e correva verso il bagno: -Prima io la doccia
Alle 10.15 erano pronti.
-Bhe tesoro andiamo?
-Aspetta che rifaccio il letto e metto a posto il bagno
possibile che quando fai la doccia riesci a schizzare persino lo specchio?
-Ma non puoi farlo dopo?
-NO!- le urlò la ragazza da sopra.
-Va bene
ti aspetto qui
-disse prendendo il controller della playstation.
-Ok
Faith rifece il letto con le lenzuola pulite e portò quelle della notte appena trascorsa insieme nel vano lavanderia. Nick la guardava passare un po' stranito: -Faith ma tutto ora devi fare? Sembra quasi che tu non debba più tornare a casa
- rise.
-Lo so scusami ma stamattina mi sono svegliata con il pallino dell'ordine
- lo baciò con ancora il cesto del bucato da stendere in mano.
-Solo questo e arrivo
ok? Prendi la torta e chiudi casa
passo dal giardino ok?
-Ok
Nick andò in cucina e la trovò linda e pinta. Un campanello iniziò a suonargli in testa. Aprì il frigo e lo trovò riempito di ogni grazia di Dio. In bella vista vicino ad esso il libro di cucina.
-Mha
- sospirò prima di prendere il cartone col dolce.
Intanto Faith stava facendo mente locale se aveva fatto tutto. Gabriele, il micione, le girava tra i piedi mentre stendeva le ultime magliette di Nick. Sospirò, ricacciò ancora una volta le lacrime dentro e si avviò col suo più bel sorriso verso Nick che l'attendeva poggiato al cofano della macchina, con quell'aria da ragazzino pestifero che lo contraddistingueva e che l'aveva fatta innamorare tanto. Una volta si ricordava di aver chiesto a Dio come mai l'amore facesse così male se è una cosa tanto bella
e Dio sorridendo le rispose che tutti laggiù lo credevano perfetto
invece lui aveva creato gli uomini, un insieme concentrato di piccoli e adorabili difetti e che in base ad essi si sceglievano tra di loro per passare tutta una vita insieme.
-Non è strano piccola Faith? All'inizio ti innamori di uno sguardo, di un sorriso, di un bel paio di occhi
poi quello che ti tiene insieme alla persona che ami è il modo in cui ti lascia i panni in giro per casa, o il fatto che dimentichi di mettere a posto lo spazzolino da denti, o che non noti il fatto che ti sei fatta bionda e tagliata a 10 centimetri i capelli, che si dimentichi il vostro anniversario e faccia le corse alle 8 di sera per trovarti un fiore e chiederti scusa
ci innamoriamo non solo di un mucchio di cellule bene o male tenute insieme da forze centripete
ci innamoriamo dell'anima di quella persona
e il fatto che quest'anima possa scomparire per sempre ci fa paura
Un modo originalissimo di vedere l'amore
aveva avuto modo di constatare la ragazza.
Nick, vedendola arrivare, si era scostato dal cofano e la guardava. Portava un vestitino di lino che con la leggera brezza che veniva dal'oceano le ballava intorno una danza d'amore, i capelli sciolti facevano lo stesso e lei con una mano tentava di sistemarseli mentre si avvicinava.
-Non sei mai stata così bella
- le sussurrò mentre le apriva lo sportello.
-Grazie
Il pranzo da Brian era stato divertentissimo come al solito e tutti si sentivano abbastanza pieni. Baylee cavalcava il povero Howie che aveva avuto l'idea di giocare ai cowboy con lui. Kevin suonava una canzone a Kris col pianoforte vicino alla portafinestra che dava sulla veranda dove avevano appena mangiato. Da quando aveva saputo che sarebbe diventato padre ogni pretesto era buono per coccolare e viziare sua moglie. Leigh aiutata da Faith stava sparecchiando mentre gli altri chiacchieravano sereni sulle poltrone di vimini. Quello era il ricordo che voleva serbare
-Allora c'è da buttare il saccone
chi si propone?- disse Brian.
Una fitta prese allo stomaco a Faith, stava per rispondere che ci avrebbe pensato lei quando Nick si alzò e lo prese: -Vado io!
-Grazie Prick!
Uno scapaccione di Leigh: -Non mi piace quando lo chiami così! Quante volte te lo devo dire!
-Ma Leigh se non si lamenta lui!
Nick rise: -Torno subito
10 secondi e sono da voi
Faith stava per seguirlo quando Leigh la chiamò: -Faith mi dai una mano con questa roba?
Lo sguardo passò da Leigh a Nick, che era arrivato ormai al cancello, almeno dieci volte e tutti notarono il turbamento di Faith. Intervenne Kate: -Devi dire qualcosa a Nick? Va
aiuto io Leigh
Faith col cuore a mille la guardò e disse :-Grazie
vi voglio bene
grazie a tutti
Così detto scappò.
Kevin aveva smesso di suonare stonando una nota e guardava gli altri che a loro volta si scrutavano: non erano sicuri di aver capito bene cosa volesse dire Faith!
Faith corse a perdifiato dietro a Nick. Lui aveva già attraversato la strada e stava buttando il sacco. Le venne istintivo guardare a destra e sinistra e vide un fuoristrada avvicinarsi velocemente. Allora era così che doveva finire
avrebbe fatto veramente male
Nick si era voltato e rimase un attimo sorpreso nel vedere la sua ragazza là fuori affannata e con lo sguardo vuoto.
-Faith
- le gridò con una fitta di panico allo stomaco e alla testa. Si era allontano 10 secondi cosa poteva succedere in 10 secondi?
Stava per attraversare e lei gli gridò :-NOOOOOO NICK FERMOOOOOOOO
Ormai era troppo tardi. Il ragazzo si voltò verso il rumore di una frenata che lo stava assordando: vide il fuoristrada nero, per una frazione di secondo pensò di vedere anche la faccia sorpresa di chi guidava: che si fosse accorto che stava investendo una celebrità? Questa fu l'ultima cazzata che gli passò nella testa prima di sentire un gran botto e il dolore alla schiena lancinante.
Era così che si moriva? Si chiese
un dolore forte e martellante e basta? Era sicuro di essere stato preso in pieno, non poteva essere altrimenti. Non aveva avuto il tempo di fare nulla, neanche di gridare
ma quando trovò il coraggio di aprire gli occhi si ritrovò addosso ai secchioni dell'immondizia.
Allora quel frastuono? Lui aveva sentito senza ombra di dubbio un tonfo sordo come di un corpo scaraventato a terra
Dio
a Faith dal cancello doveva essere preso un colpo nel guardare quella scena
a Fai
alzò lo sguardo e davanti al cancello non c'era più lei
c'era Kevin che sorreggeva Kris e Aj che stava prendendo a pugni lo steccato mentre Kate cercava di fermarlo prima che si potesse fare del male. Lee teneva in braccio Baylee e Howie insieme a lei cercava di calmarlo mentre parlava concitato al telefono
il suo sguardo vagò sull'asfalto dove c'erano Leigh e Brian accovacciati a terra. Leigh piangeva, poteva vederlo benissimo dalle spalle. Stranamente non gli arrivava nessun suono e doveva essere morto per forza perché nessuno lo stava calcolando: nessuno si era accorto che li stava guardando. Da dov'era lui non riusciva a vedere cosa c'era a terra ma un piccolo, stupido particolare gli fece fermare il cuore
quando mai i particolari avevano catturato la sua attenzione? A lui erano sempre piaciute le cose giganti: mai un fiore staccato dal giardino se puoi regalare un mazzo di 50 rose e 50 orchidee, mai un solitario con una pietruzza minuscola se si poteva avere un trilogy
stavolta invece un piccolo particolare l'aveva colpito più forte di un pugno sul naso. Una scarpetta abbandonata a terra a pochi passi dal fuoristrada ammaccato
Ecco cosa poteva succedere in 10 secondi
e la stoffa del vestito di Faith a terra che riusciva a intravedere giusto dietro a Brian.
Si alzò e finalmente qualcuno comprese che c'era anche lui: allora ne ebbe la certezza
non era morto. Kevin aveva lasciato Kristine per dirigersi verso di lui. Non capiva perché insisteva a riportarlo vicino a quei puzzolenti secchioni.
-Cazzo Kevin mi fa un male terribile la schiena
cammino a fatica puoi non spingermi indietro
- voleva urlarglielo ma non aveva saliva in bocca. Riusciva solo a respingere gli attacchi di placcaggio di Kevin. Ogni movimento gli costava enorme sforzo. La schiena era a pezzi. Ma ogni forma di dolore passò quando la vide.
Kevin accortosi che ormai Nick aveva focalizzato la situazione, smise di spingerlo e lo abbracciò forte da dietro. Sentiva il suo petto sobbalzare contro il proprio e non capiva perché lui, la pietra miliare dei Backstreet Boys frignava come un bambino. Il biondino lo scacciò ancora e si fece largo tra Leigh e Brian. Si lasciò cadere a terra e in un attimo, in meno di 10 secondi la voce tornò. La saliva tornò e scaricò sul mondo quello che aveva dentro: -NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
Chi sentì quell'urlo, quel giorno, restò agghiacciato: non aveva nulla di umano.
Ecco cosa poteva succedere in 10 secondi: 10 secondi ti bastano per alzarti a spegnere la luce e in quel momento il tuo giocatore preferito fa goal in tv, ti bastano per far scivolare l'oggetto più prezioso che hai in casa e farlo cadere irrimediabilmente per terra frantumandolo in 1000 pezzi, ti bastano per dire una cosa di cui poi ti penti immediatamente dopo, ti bastano per dimostrare alla persona che hai davanti quanto la ami
e ti bastano per perderla
non per 10 secondi ma per l'eternità.
Nick: -Faith
apri gli occhi amore
Faith era a terra e se non fosse stato per il sangue che le usciva da un taglio sulla fronte avrebbe potuto benissimo dormire. Non poteva essere morta. Le usciva solo, appena un filetto di sangue. E allora perché tutti piangevano? Persino quel testa di cazzo che era sceso da quel fuoristrada di merda.
-Faith sono io
amore parlami ti prego
- la chiamava vicino all'orecchio accarezzandole il volto.
Come richiamata in vita dal suono della sua voce lei aprì appena gli occhi. Nick piangeva. Accidenti! Lei odiava vederlo piangere. Ed adesso piangeva per colpa sua. Riuscì ad articolare appena una frase: -Hai promesso amore mio
hai promesso che non li avresti
mai più
lasciati fuori
-Faith io ho te, avrò te per tutta la vita
non ho bisogno di altro
-Nick
ti amo
ti amo amore mio
Detto questo chiuse gli occhi.
La scena che fino ad ora si era svolta al rallentatore aveva iniziato ad acquistare una velocità tale che Nick non riusciva a focalizzarla. Sentì la sua voce urlare e forse anche bestemmiare Dio. Fu portato lontano da Kevin e Aj mentre Brian e Leigh erano vicino al corpo di Faith. La schiena gli faceva malissimo. Si accasciò a terra e sentì il trillare lontano delle ambulanze. Vide i paramedici muoversi intorno a Faith e parlare con Brian. Poi una seconda ambulanza si fermò vicino a lui. Capì subito che volevano portarlo in ospedale. Ma lui voleva stare con Faith.
-NO
LASCIATEMI
VADO CON LEI
KEV
- disse attaccandosi al braccio di Kevin: -
DIGLIELO CHE SONO SUO MARITO, VADO CON LEI
-
Kev di rimando abbassò lo sguardo e ricominciò a singhiozzare
Uno dei paramedici si avvicinò e gli fece un'iniezione.
-BRUTTO FIGLIO DI UNA GRAN PUTTANA CHE E' TUA MADRE
Le forze iniziarono a mancargli e se non fosse stato per Kevin e per il tizio che aveva appena chiamato figlio di una gran puttana, sarebbe ruzzolato a terra. Invece sentì delle braccia sdraiarlo su una barella e la sirena che suonava
-Alla fine l'ha fatto
-Già, sei sorpreso Gabriele?
-No
ma eccola
Faith si stava avvicinando ai due e piangeva.
-Piccola Faith hai sentito dolore?- chiese Dio quando gli si presentò al cospetto.
Faith annuì: -Quello di Nick
-Dobbiamo parlare Faith
- disse Dio ed era serissimo: -
mi hai disubbidito
CAPITOLO 46
Nick riprese conoscenza in un'asettica camera d'ospedale. Ormai poteva riconoscerne l'odore ancor prima di aprire gli occhi. Nelle orecchie gli ronzava ancora il suonare delle sirene e il vociare mesto dei paramedici che comunicavano via radio con l'ospedale. Faith
dov'era Faith? La ricordava a terra che gli diceva che aveva promesso di non lasciare mai più fuori dalla sua vita i suoi amici. Ma come si fa a fare certe promesse? Quello che voleva lui ora era spegnere il cervello, che purtroppo sembrava funzionargli alla perfezione, e tapparsi le orecchie. Non voleva sentire nulla: soprattutto non voleva più sentire dolore
Si portò le mani sulle orecchie e fu allora che sentì una voce provenire dal lato del suo letto.
-Ehy
bentornato
Era Howie. Nick dovette per forza aprire gli occhi anche perché il suo amico, gentilmente, gli aveva riportato le braccia lungo i fianchi e lui non aveva nessuna forza per contrastarlo.
-Ciao Howie
-Non ti agitare troppo ok?
Nick si sentì opprimere il petto e allora si risvegliò anche il dolore alla schiena che ricordava benissimo: -Cosa mi hanno fatto?- chiese respirando a fatica.
-Ti hanno messo un busto rigido per bloccarti la schiena. Hai due vertebre incrinate.
-Mmm
non suona bene
-Poteva andarti peggio
ma effettivamente non suona bene
niente che non può guarire del tutto ma per un po' avrai parecchi problemini a muoverti.
-Dove sono gli altri?
-Qui fuori, Brian sta facendo la fila per parlare con il dottore. E Nick?
-Sì?
-Non preoccuparti, si sistemerà tutto
-Howie dov'è Faith?
Howie abbassò la testa e i suoi occhi parlavano per lui.
-E' morta?- si sorprese nel sentire la sua voce limpida, per nulla incrinata da quel dolore sordo che provava nel cuore. Era mai possibile che lui non riuscisse ad esternare quello che sentiva? Ma in fondo era meglio così
non voleva soffrire di nuovo. Si pentì quasi di quella domanda.
-Senti Nick
Howie fu interrotto dalla porta che venne aperta e il ricciolino ringraziò Dio che gli aveva mandato Brian in soccorso. Forse lui con tutte quelle belle parole sulla chiesa, sui fratelli, sull'amore di Dio avrebbe svolto in maniera migliore quel compito.
-Ehi Prick
- esclamò quasi sottovoce.
Dietro di lui c'era Leigh che stavolta non gli diede uno scapaccione ma sorrise debolmente. Ambedue indossavano sopra i vestiti due camici verdi. Howie colse la pala al balzo e disse: -Vuoi che ti vado a prendere un po' d'acqua?
Nick annuì.
-Ok torno subito
Uscì dalla stanza con Leigh a ruota dietro. Possibile che tutti scappassero da lì? Aveva subito dei danni anche al viso? Era così orribile da guardare? Brian si avvicinò al letto e rimase in piedi per un attimo con le mani poggiate sulle sponde. Per la prima volta Nick si accorse che stava in un letto con le sponde e la cosa lo meravigliò.
-Sono in pediatria che ho questo letto?
Brian si sforzò di sorridere: -Sei in terapia intensiva
qui tutti i letti hanno le sponde.
-Brian che sta succedendo lì fuori?- lo chiese con una tranquillità disarmante.
-Forse sarebbe meglio che dormissi ancora un po' Nick
-Bri, voglio sapere di lei e lo sai
-Abbiamo appena parlato coi medici
-E?
-La situazione non è facile.- disse Brian abbassando lo sguardo. Non riusciva a sostenere gli occhi azzurri dell'amico che lo imploravano di dargli delle buone notizie.
-Brian, voglio sapere la verità
-E' in coma Nick
Per un attimo Brian lo vide come vacillare: cosa difficile per uno che sta sdraiato su un letto. Ma la sua testa girò come se stesse per svenire. Tanto che si sentì in dovere di richiamarlo alla realtà: -Nick mi senti?
-Sì
- sussurrò il ragazzo: -
quanto tempo è passato?
-Dall'incidente?
Nick annuì.
-Otto ore.
-Ti prego
parlami Brian
Brian respirò a fondo e iniziò a raccontare: -Faith è in condizioni gravissime. Non voglio darti false illusioni
- la voce iniziò a incrinarsi di pianto: -
non ce ne hanno lasciate
di illusioni intendo. C'è probabilità che non passi le prossime 24 ore
Fece una pausa per far assorbire le parole all'amico.
-
il dottore l'ha dichiarata clinicamente
morta
un'ora fa
-Non è vero
- riuscì a dire Nick che ormai non sentiva nessuna emozione.
-Nick mi spiace
servirebbe solo un miracolo
e forse anche con questo non tornerebbe mai più come prima
si stanno accanendo a tenerla in vita perché
è incinta
-Cosa?- Nick non poteva credere alle parole appena pronunciate da Brian.
-Durante i test che le hanno fatto hanno visto che aspetta un bambino
per ora è solo un piccolo feto
ma stanno facendo di tutto per tenerla in vita quanto basta per
-Vogliono tenerla in vita per nove mesi come un vegetale?- chiese sbalordito.
-No ne basteranno
sei o sette
Nick, Faith non ha nessuno a parte te
e se tu vorrai loro staccheranno le macchine in qualsiasi momento
-Io
forse ora non sono affatto pronto per prendere questa decisione
-Già
non devi prenderla subito
per ora stanno facendo di tutto per fare in modo che ritorni indietro ma purtroppo
il fatto di averla scoperta incinta li blocca nell'uso di certi medicinali quasi indispensabili per una persona nelle sue condizioni
-Brian
il bambino ha possibilità di vivere?
-Il dottore dice di sì
non sarebbe il primo caso di parto da parte di una donna in coma
Nick si fermò un attimo per assorbire tutte quelle informazioni che aveva ricevuto in dieci minuti. Non aveva senso: la maggior parte delle cose che aveva detto Brian non avevano senso
Faith clinicamente morta? Incinta per giunta? Doveva essere uno strano scherzo del destino
-Voglio andare da lei
-Mi spiace Nick
- gli fece cenno di no con la testa: -Per almeno 10 giorni non ti potrai muovere da questo letto
-Ma
-Nick, rischi la paralisi
non hai nulla di così grave ma per riprenderti dovrai avere pazienza
per ora la tua schiena non può sopportare il peso del tuo corpo
neanche se stessi seduto su una sedia a rotelle
-Eccola
- pensò Nick: -
ecco la sento
mi sta arrivando la botta
di già?
Gli occhi gli si riempirono di lacrime, il cuore iniziò a battere a mille e Brian se ne accorse perché la macchina cardiaca, che lui conosceva fin troppo bene, iniziò a suonare ripetutamente. E il respiro di Nick divenne affaticato. Non ci fu bisogno di chiamare nessuno: era un reparto di terapia intensiva e ogni paziente era monitorato dai computer collegati con l'infermeria.
Due medici e due infermieri entrarono con passo celere. Una ragazza lo spinse gentilmente fuori: -La prego signore, si accomodi fuori
le faremo sapere al più presto
Brian fu spinto nel corridoio e si ritrovò davanti tutti i suoi amici che erano accorsi nel momento in cui avevano visto avvicinarsi l'equipe medica alla stanza di Nick.
Aj: -Cosa è successo lì dentro?
-Penso un attacco di panico
almeno a me prendeva così
- disse Brian.
-Gli hai parlato di Faith?- chiese Kevin.
-Non potevo mentirgli
è sua moglie
chi è con lei?
-Le due Leigh sono andate davanti alla rianimazione ma non le faranno entrare
la guardano attraverso il vetro.
Brian annuì ricordandosi i giorni dopo la sua operazione al cuore.
I dottori uscirono quasi subito e si fermarono di fronte al capannello che si era creato. Nel frattempo li avevano raggiunti anche i genitori di Nick.
-E' tutto a posto, ora riposa. È stato un attacco di panico. Lo terremo sotto sedativi questi giorni.
-Perfetto
- sussurrò Brian.
-Stiamo facendo il possibile per la ragazza
ma è come se non ci fosse più nessun alito di vita in lei
dovrà prendere una decisione al più presto
- disse indicando la porta di Nick.
-Ho combinato un casino vero?- chiese Faith.
-Bhe sapevamo che sarebbe successo
- disse il Signore.
-Ma se sapevi che sarebbe successo perché hai mandato me?
-Perché voglio darti una seconda possibilità
CAPITOLO 47
Per il disegno si ringrazia la mitica NOMY!
I dieci giorni che seguirono l'incidente furono molto difficili per tutti: Nick veniva tenuto sotto sedativi e appena un barlume di coscienza tornava in lui, veniva lasciato sprofondare di nuovo nei paradisi delle droghe artificiali. Ai ragazzi andava benissimo: intanto perché la sua schiena ne traeva enorme vantaggio da questa immobilità forzata e poi perché non avevano il coraggio di prendere l'argomento Faith con lui.
La ragazza, dal canto suo, non dava segni di ripresa: era in tutto e per tutto un vegetale. L'unica cosa che cresceva in lei era il bambino. Per quanto si potesse parlare di bambino a così poche settimane di vita. Ma c'era pur sempre qualcosa in lei, che apparteneva anche a Nick e sarebbe toccata proprio a lui dire l'ultima parola a riguardo. Più si poteva rimandare meglio era per tutti.
Al capezzale dei ragazzi si alternavano gli amici e i parenti di Nick. Ormai era difficile trovarli tutti in ospedale come i primi due giorni. Così a turno se ne andavano a casa o stavano in ospedale accanto a loro. Al solito Kevin era stato eletto, anche dalla casa discografica, portavoce ufficiale del gruppo. Una volta ogni due giorni scendeva nella sala conferenze del Memorial Hospital insieme allo staff medico e rilasciava dichiarazioni sullo stato di salute di Nick. Sembrava non essere trapelata nessuna notizia circa l'esistenza di Faith e lui si propose di non parlarne almeno fino a quando uno dei giornalisti gli avrebbe rivolto una domanda precisa a riguardo.
Nell'immensa bolla di dolore che li circondava, quello che soffriva più di tutti era Brian: oltre a dover vedere il suo migliore amico su un letto d'ospedale e in fin di vita la donna che non aveva mai accettato come compagna di Nick, doveva anche recitare la parte del padre felice e contento davanti a Baylee. Gli avevano dovuto dire che zio Nick e zia Faith erano partiti per un viaggio insieme e al più presto li avrebbe riabbracciati. Nonostante la tenera età, Baylee sembrava capire che c'era qualcosa che non andava ma con la semplicità dei bambini alzava le spalle e tornava a giocare.
Una mattina i dottori decisero di lasciare che Nick riprendesse conoscenza. Brian e Howie erano stati scelti per traghettarlo di nuovo alla realtà. Il risveglio fu lento e per i due amici doloroso. Quando erano sicuri che Nick dormisse si scambiavano rapide frasi per decidere il modo, le parole per comunicargli quelle tristi notizie.
Finalmente verso le due di pomeriggio Nick sembrò riuscire a mantenere la lucidità per seguirli: aveva combattuto tutta la mattina con l'effetto dei tranquillanti sparati nelle sue vene, ma adesso iniziava ad interagire con loro...
-Howie... Bri...
-Ciao Bella Addormentata... come ti senti?
-Stanco...- sospirò
-Bhe hai dormito talmente tanto...- cercò di sorridere Howie: -... chi troppo dorme...
Nick sorrise più per far vedere all'amico quanto avesse apprezzato quel tentativo bislacco che per altro. Non aveva voglia di ridere... ricordava tutto alla perfezione. Quando al suo cervello tornarono in mente le parole di Brian sul bambino, sulle condizioni di Faith, gli occhi si velarono di lacrime.
-Nick...- iniziò Brian: -... dobbiamo assolutamente parlare... ma devi promettermi che rimarrai calmo...
Nick annuì cercando di ricacciare dentro le lacrime. Howie passò il dorso della sua mano sulle guance dell'amico.
-Ok... sono pronto...
-Ti hanno tenuto sotto sedativi per 10 giorni...- iniziò a raccontare Brian. La sua voce era calma e ferma. Voleva solo far trasparire serenità all'amico. Aveva deciso di prendere frequenti pause in modo che il cervello ancora un po' annebbiato di Nick potesse recepire il discorso.
-...ti agitavi troppo da sveglio... così i dottori ti hanno indotto in uno stato di incoscienza...
-Come sto?- chiese debolmente. La testa gli girava, il corpo sembrava non rispondere a nessuno dei suoi richiami, la mente offuscata, le mani intorpidite così come i piedi.
Brian guardò Howie e annuì. Il ricciolino sorise: -Stai molto meglio, la schiena si sta riprendendo dal trauma anche se ancora per alcuni giorni non potrai abbandonare il letto...
-Faith...
-Con Faith ci siamo noi non preoccuparti...- aggiunse stringendogli la mano.
-Non si è ripresa?
Entrambi i ragazzi scrollarono la testa.
Nick chiuse gli occhi e aggiunse: -Posso dormire ancora un po'?
-Quanto vuoi Frack...
Kevin guardava Nick che a sua volta fissava il nulla :-Nick, vuoi che ti accendo la tv?
-No...
-Ti vado a comprare un libro?
-No...
Kevin chiuse la rivista di motori che stava sfogliando: -So che non è facile... ma non ti fa bene stare seduto qui a letto a non fare nulla... sono 4 giorni che fissi la parete bianca...
-Voglio vedere Faith...
-Lo sai che per ora non è possibile... non fare il bambino testardo...
Al solo nominare la parola bambino, due lacrime scesero sul volto di Nick: -Chissà...- disse con voce tremante: -...se lui o lei ce la farà... e se sarà magari un po' come... me...
Kevin si sentì trafiggere e maledì la sua linguaccia: -Mi spiace... non avrei dovuto...
Nick si girò sorridendo al ragazzo. Era il sorriso più bello che Nick avesse potuto sfoggiare in quel momento: era tenero ma forte, attaccato alla vita e fiducioso.
-Non preoccuparti... Kev... sono io che sono un po' suscettibile...
-Come fai?- gli chiese con gli occhi grigi velati di lacrime.
-A fare cosa?
-Ad essere così forte Nick... io... io non so se ce la farei...
-Non lo so Kev... ma forse vi sto stupendo perché voi mi avete sempre trattato come un bambino e non vi siete accorti che nel frattempo sono cresciuto...
-Già...
Il silenzio piombò sui due. Solo dopo qualche istante il biondino chiese: -Kev? Puoi portarmi un foglio, una matita e una gomma?
Kevin annuì e si alzò, uscendo dalla camera, per cercare quello che il suo fratellino gli aveva chiesto.
Ormai era impegnato da più di un'ora su quel pezzo di carta bianco. Kev lo vedeva guardare fuori dalla finestra e poi tornare con lo sguardo e tutta l'attenzione possibile sul foglio e tracciare delle linee con la matita. Ogni tanto scrollava la testa e cancellava furiosamente.
-Nick... sei stato quasi 15 giorni completamente fermo... non essere troppo duro con te stesso...
-Io... faccio fatica...
Era sull'orlo di una ennesima crisi di pianto...
Kevin si alzò e stava per abbracciarlo quando vide il disegno.
-Ma...
-Non ricordo la sua faccia Kevin... non la ricordo... Cristo...- singhiozzò stringendole spalle del'amico che sconvolto ancora fissava quello schizzo senza volto...

CAPITOLO 48
-Allora, come ci sentiamo stamattina?- chiese il dottore entrando per la visita quotidiana nella stanza di Nick.
-Vivo...- rispose il giovane avvilito.
Il dottore scambiò una rapida occhiata con Kevin che gli sorrise di rimando annuendo impercettibilmente.
-So che avresti voglia di andare a fare visita ad una persona...- disse guardando la cartella clinica con attenzione.
Gli occhi di Nick si illuminarono di colpo, come se qualcuno avesse spinto il pulsante di un interruttore: -Davvero posso?
-Nick, sono sincero con te, e lo sai...- iniziò il medico sedendosi sul bordo del letto: -... non sarà facile... e la tua schiena è ancora in via di guarigione, per cui ora faccio venire un infermiere che ti rimetterà il busto rigido e potrai andare da Faith con la sedia a rotelle, ma non voglio che ti fermi più di 10 minuti ok? La prossima settimana inziamo la riabilitazione e magari tra una decina di giorni potrai restare quanto vuoi con lei... pensi che come patto possa andare bene?
Nick si girò a guardare Kevin che gli fece un mezzo sorriso: era sicuro che era stato lui a parlare col medico per fargli vedere sua moglie.
-Ok... ci sto...
-Perfetto, allora ti mando Michael...
Così dicendo il medico uscì lasciando i due soli: -Grazie Kev...- bisbigliò Nick emozionato.
-Hai tutti i diritti di vederla... ho solo spinto un pochino...
-Sempre modesto... gli avrai minimo scassato le palle all'infinito...
Michael entrò interrompendo la loro chiacchierata e aiutato dallo stesso Kevin mise il busto e aiutò Nick a sedersi sulla sedia a rotelle.
-Sei pronto?- gli domandò l'infermiere.
-Posso accompagnarlo io?- domandò Brian entrando nella camera e poi guardando Nick: -'Giorno Prick...
Nick sorrise all'amico e Michael fu contento dell'appoggio che i ragazzi mostravano nei suoi confronti: -Perché no, la conosci meglio tu la strada che io! Su troverai l'infermiera che ti spiegherà la procedura ok?- disse toccando una spalla a Nick per catturare la sua attenzione.
Nick annuì e stringendo ancora una volta la mano a Kev in segno di gratitudine si lasciò traghettare da Brian verso gli ascensori.
Non si scambiarono molte parole e arrivato in rianimazione una morsa iniziò a stringergli lo stomaco. Per quanto la sua fosse una camera privata, in un'ala riservata dell'ospedale, era abituato a sentire campanelli suonare, infermieri chiacchierare tra di loro, passi veloci dei parenti impazienti di salutare i propri cari. Lì invece tutto era silenzio. Luci soffuse al neon bluastre, corridoi vuoti e senza sedie per aspettare, una porta, in fondo, con un cartello enorme che sanciva l'entrata all'inferno.
-E'... qui?- chiese a Brian titubante.
-Sì, so che l'ambiente è un po' austero...- disse poggiandogli una mano sulla spalla che il giovane subito strinse forte come se fosse l'unica salvezza in quel baratro di malinconia.
-Austero? Brian sei positivo oggi...
Bee sorrise amaramente: -E' una rianimazione Nick, qui tutto è sterilizzato... ed essenziale...
-Ma tu entri con me?
Brian fece il giro della sedia a rotelle e si inginocchiò fino a guardare negli occhi il biodino: -Se tu vuoi sì... altrimenti ti aspetto qui...
-Vorrei venissi con me...
-Perfetto...
Il ragazzo si alzò e citofonò al portone del reparto. Pochi secondi dopo si affacciò un'infermiera che cordiale li fece accomodare nella sala di attesa e li preparò alla visita.
Si assentò il tempo necessario per prendere dei camici, delle cuffiette e dei copri-scarpa.
-Il Dott.Talcott mi ha detto che posso farvi rimanere una decina di minuti...
-Già...- sospirò Nick.
-Non si preoccupi, come prima visita secondo me è giusta... la prima volta fa uno strano effetto vedere un nostro caro attraverso un vetro...
-Non potrò vederla da vicino?- chiese sorpreso.
-No mi spiace... solo medici e infermieri entrano in camera.
Brian notò lo sguardo deluso dell'amico: -E' per la sua salute Frack... pensa a questo ok?
-Ok...
L'infermiera finì ad allacciare la cuffia a Nick e poi fece strada.
-Ci vediamo tra qualche minuto- concluse fermandosi davanti ad una porta.
Brian l'aprì e spinse la carrozzina dentro. Nick si irrigidì all'istante. Non poteva essere la sua Faith quella donna. Aveva i capelli cortissimi e macchine ovunque. Addirittura aveva un tubo in bocca. Cercò lo sguardo di Brian che paziente prese una sedia e si sedette vicino a lui continuando a tenergli la mano.
-I capelli li hanno dovuti tagliare per evitare le infezioni... le macchine che vedi servono per monitorarla... alcune le hai avute anche tu i primi giorni... mentre il respiratore è quel tubo che le entra in bocca...
-Non respira da sola?
Brian non riuscì a rispondere, scrollò solo la testa.
Gli occhi di Nick si riempirono di lacrime ma lui combatteva per tenerle dentro. Uno dei pochi insegnamenti che gli rimaneva della sua nonna defunta era: "Non più di una lacrima e che sia ben pianta..." e lui ultimamente ne aveva piante troppe. Si asciugò con ostinazione le guance e tornò a concentrarsi su sua moglie. Lo sguardò andò diritto al ventre piatto della donna: lì, sotto quel lenzuolo, sotto quel camice stava crescendo il loro bambino, il frutto del loro amore... eppure ad occhio nudo non si vedeva nulla. Che miracolo la vita...
La cosa che più l'aveva toccato era il volto... sereno... come quando l'aveva vista sdraiata sull'asfalto quasi priva di vita. E i suoi capelli... che fine avevano fatto quei bellissimi capelli lucenti? Lui adorava quando lei ci giocherellava impaziente, e adorava accarezzarglieli quando facevano l'amore...
-I suoi capelli... Bee...
-Ricresceranno...
-Ma se lei adeso si sveglia... come la prenderà? È abituata ad avere i capelli lunghi...- la voce di Nick iniziava ad essere velata di ansia: -...Bee... dobbiamo fare qualcosa se si sveglia...
Brian gli posò una mano sulla bocca per azzittirlo. Nick rimase a fissare gli occhi blu dell'amico: anche lui lottava per non piangere a dirotto.
-Nick... non si sveglierà... non ora... forse... mai...- sussurrò quasi quell'ultima parola, ma non poteva e non voleva mentirgli dicendogli "andrà tutto bene, ora si sveglia e stiamo a posto". Rimase a guardarlo mentre le parole venivano assorbite. Lo vide quasi annaspare per cercare aria ma si riprese subito e tornò a guardare la sua piccola Faith in silenzio. Solo dopo aver fissato nella mente il suo profilo, chiuse gli occhi e cercò di immaginarla il giorno del loro matrimonio, la prima volta che la vide, quando la trovò rannicchiata in giardino... e piano piano, come un fiume, i ricordi tornarono irruenti.
-Brian?
-Sì?
-Andiamo ti prego...
-Sei sicuro? Non fanno entrare due volte in una giornata...
-Sì... voglio uscire... mi sento soffocare...
-Vuoi che chiami un medico?
-No... no... portami in camera...
Brian si alzò e guidò l'amico fuori dalla rianimazione.
CAPITOLO 49
-Gabri non mettermi fretta!- urlò isterica Faith sedendosi e incrociando gambe e braccia nel suo classico modo "non voglio parlarti e non voglio sentirti".
-Bhe siamo di pessimo umore...- constatò l'amico sghignazzando.
-Bhe vorrei vedere te... insomma io amo Nick... ma la mia famiglia, te, Dio... non è una scelta facile...
-Dillo a me... mi sono toccati dei lavoretti niente male in quanto stress e affini... vogliamo parlare dell'Annunciazione? Tremavo quel giorno... Una faticata... e se avessi potuto vedere lo sguardo di Maria...
-Si parla di mia Madre?
Faith e Gabri scattarono in piedi all'udire quella voce autoritaria ma colma di amore...
Faith :-Gesù!
-Bhe in effetti è uno dei nomi che usano per chiamarmi...
-In realtà era un'esclamazione...- borbottò Faith.
-Cosa? Non ho sentito...- chiese Dio.
-No... nulla... nullissimo...
Gabriele si portò alla destra del Signore: -Siamo in un punto di non ritorno... qui la ragazza è indecisa...
-Faith piccola, ancora non hai deciso?- chiese sbalordito Dio.
-In effetti...- disse giocherellando con le mani: -...no...
-Ti ricordo che giù sono passati già due mesi...
-Così tanto????- esclamò nervosa lisciandosi i capelli.
-Sì... laggiù il tempo è diverso lo sai...
-E come sta Nick?
-Non posso dirti tutto Faith ed è una decisione che dovrai prendere da sola e per te stessa... non devi pensare a Nick, a me, a Gabriele o alla tua famiglia...
-Io vorrei tanto sapere come sta...- una lacrima le scese sulla guancia: -... mi manca così tanto... i suoi respiri, il suo profumo, la lucentezza dei suoi occhi, la sua pelle chiara e morbida... il modo in cui mi toccava... e poi come mi baciava lui sul collo...
Gabriele e Dio iniziarono a tossicchiare un po' imbarazzati: -Ehm... Faith...- la richiamò Gabri: -... non ci interessano le tue interazioni sessuali con Nick...
-Ops...- disse la ragazza imbarazzata: -...scusate...
-Bhe Faith...- concluse Dio: -... per te ho sfidato e abbattuto 1.200 regole umane circa... sei quasi diventata un caso clinico da studiare, in ambito medico s'intende... non posso mantenere in vita quel corpo ancora a lungo...
-Ma il bambino...- esclamò accalorata attaccandosi alla tonaca del Padre.
-Non ti sto dicendo che è in pericolo... ma manca attività celebrale da troppo in quel corpo... va bene gridare al miracolo... ma non sfidare troppo la natura ok?
La ragazza annuì: -Più tardi ti darò una risposta...
-Ciao mio amore...- disse Nick chinandosi e baciando Faith sulla fronte.
Le condizioni della ragazza erano stabili e le sue analisi non erano male, così era stata trasferita in un'altra stanza dove i suoi amici potevano prendersi cura di lei. I medici erano allibiti di come quel corpo all'apparenza fragile era invece così coriaceo. Nick passava tutti i giorni con lei. Aveva iniziato a leggere e lo faceva a voce alta per colmare il silenzio che regnava nella stanza d'ospedale. Ormai persino i media avevano perso interesse. Ad un mese dall'incidente avevano scoperto la vera dinamica e le persone coinvolte, per via del processo svolto contro il tipo della jeep. Lui andò a testimoniare e adesso la giustizia stava facendo il suo corso. Il ragazzo era stato posto in stato di fermo poiché guidava sotto l'effetto di droghe. Al sol pensiero gli venne la pelle d'oca: quante volte aveva guidato lui sotto l'effetto di qualche porcheria? Quante persone avevano rischiato di morire a causa delle sue disattenzioni? Si odiò... odiò la persona che era stata prima di conoscere Faith. E si odiava perché adesso che era migliore Dio l'aveva punito togliendogli la donna che lo aveva cambiato...
Come lei stessa gli aveva fatto promettere quel giorno sull'asfalto, non aveva lasciato fuori i suoi amici dal suo dolore. Anzi tutti quanti facevano a gara per andare a trovarlo sia a casa che in ospedale quando stava con la moglie. Era diventata la loro piccola routine. Parlavano con Nick, parlavano con Faith e poi ognuno in casa.
Erano le sette di sera quando Brian entrò nella stanza facendolo sobbalzare: -Ehi Prick... scusa non volevo spaventarti...
Nick si passò una mano in faccia per riprendersi dalla stanchezza: -No Bee figurati... pensavo e non ti ho sentito arrivare...
Brian prese una sedia e prima di sedersi accanto a lui passò una mano sulla pancia di Faith e poi la baciò sulla guancia: -Ciao Bellezza...
Nonostante fosse ancora piatta e snella sapeva che lì c'era una piccola vita che cresceva ogni momento di più e ciò lo emozionava come un bambino il primo giorno di carnevale.
-Allora? Che mi racconti?- gli chiese Nick.
-L'abbiamo venduta...
-Cosa?
-La casa...
-Ma allora ne siete convinti?
-Sì... Leigh non riesce più ad uscire dalla porta principale... ogni volta che vede quell'asfalto maledetto... e anche io... non ce la facevo più...
Nick gli strinse il braccio: -Brian... non è colpa tua...
Brian iniziò a piangere: -E' mia... Nick... se non ti avessi chiesto di buttare quel sacco...
-Brian guardami in faccia...- Nick gli prese il viso tra le mani e gli asciugò le lacrime. Riuscì persino a sorridergli :-...non è colpa tua... ok?
-Non posso fare a meno Nick... di pensare se fosse andata diversamente... se l'avessi fermata... se...
-Brian, adesso ci sarei io su quel letto... o forse sarei già morto... sarebbe comunque successo... Credi tanto in Dio... eppure questo ti dovrebbe dare la forza... no? La forza di credere in un disegno migliore che Lui ha tracciato per Faith...
L'amico lo guardò e annuì poco convinto. Nick lo abbracciò forte, forse più perché ne aveva bisogno egli stesso che Brian.
-Belle queste parole...- riuscì a dire quando si fu calmato.
-Non sono mie... sono di Cody...
-Il parroco che vi ha sposati?
-Già... viene spesso a trovare Faith...
-Sono contento che tu abbia anche un aiuto di quel tipo...
-Bhe sinceramente sono molto arrabbiato con Dio adesso ma lui mi aiuta a vederla in maniera diversa...
Nick si girò non appena sentì bussare alla porta.
-Avanti...- disse interrompendo le sue confidenze.
Entrò una dottoressa molto giovane con un carrello ed una macchina.
-Buonasera signor Carter, è in programma per domattina ma l'infermiera Miller mi ha detto che era ancora qui... le andrebbe di vedere il suo bambino?
-Posso... davvero?
La dottoressa sorrise: -Certo! Non si aspetti di vedere un bimbo formato... parliamo di sole 8 settimane... ma qualcosa c'è...
Nick emozionantissimo si girò verso Faith: -Amore... adesso ti faranno un'ecografia e vedremo il nostro gioiello... mio Dio... è bellissimo... Può rimanere anche lui?- chiese alla dottoressa riferendosi a Brian.
-Nick... ma dai è un momento vostro...- cercò di dissuaderlo l'amico.
-Brian ti prego...- la sua suonò quasi come una supplica: -... Faith non potrà parlare con me durante l'esame e sarei così felice se tu...
-Ok... rimango Prick!
-Ok ora ci siamo...- disse la dottoressa posizionando lo strumento sulla zona pelvica della donna. Nick teneva lo sguardo puntato sul monitor e tra le mani aveva la mano di Faith. Brian era lì che scrutava lo schermo nero quando la bocca gli si spalancò.
La dottoressa aveva appena fermato l'immagine e ben distinto, nel sacco contenente il liquido, si vedeva il piccolo feto. In realtà ai ragazzi gli ci volle un attimo per capire cosa fosse. La ginecologa vedendoli interdetti con un dito gli indicò sul monitor: -Questa gemma più grande è la testolina, mentre queste altre due gemmette più piccole sono gli arti... o meglio quelli che un domani saranno gli arti...
Brian si girò a guardare il futuro papà quando lo sentì tirare su il naso. Era completamente assorto dal monitor e le lacrime scendevano da sole, ma sapeva benissimo che stavolta erano lacrime di gioia. Le aveva provate anche lui la prima volta che aveva visto Baylee nel ventre di Leigh.
-Dottoressa... quanto è grande?- chiese il biondino.
-Bhe ora lo misuriamo per bene ma di solito si aggira intorno ai 2 centimetri e mezzo... infatti eccolo... 2,63 centimetri...
-Oh mio Dio... e mio figlio è lì? In appena due centimetri?
La dottoressa sorrise: -Sì signor Carter... è lì...
-E' meraviglioso... Brian... mio figlio...
-Lo vedo Nick... non riesco a credere che stavolta tu non abbia fatto macelli... è perfetto questo fagiolino dello zio...
Intanto...
-Signore?
-Ciao Faith... entra pure...
Faith si sedette vicino a Dio: -Ho pensato alla tua proposta...
-E?
-Accetto...- disse dopo un attimo di titubanza.
Dio si alzò e aspettò che lei fece uguale: -Sapevo che non mi avresti deluso... o meglio... sapevo già cosa avresti scelto...
-Però non è valido... tu sai sempre tutto prima...- gli disse per poi abbracciarlo forte.
CAPITOLO 50
Nick si svegliò con una sensazione diversa in corpo. Andò in bagno e si fece una doccia fredda tanto per svegliarsi a dovere e poi, con indosso solo l'asciugamano sui fianchi, andò verso il guardaroba. Sulla porta c'era attaccato il disegno delle ali che aveva fatto uno dei primi giorni in ospedale. Lo staccò e rimase a fissarlo per qualche istante e poi decise che era ora di riporlo in un cassetto.
Quando uscì dall'armadio cabina era vestito con i jeans neri un po' lenti sulla gamba, una t-shirt bianca e la camicia kaki con le tre stelle rosse sul petto che gli aveva regalato suo fratello Aaron. Guardò fuori dalla finestra e vide le palme piegarsi al vento. Forse non era stata una buona idea quella che al risveglio gli era balenata come ottima... ma ormai aveva deciso.
Poggiò la sacca che aveva riempito con altri capi d'abbigliamento di ricambio e si tuffò di pancia sul letto fino ad arrivare al telefono che teneva sempre sul comodino. Da quando aveva lasciato l'ospedale dormiva con il telefono fisso sul materasso e il cellulare sul comodino: per ogni evenienza...
Cercò nella rubrica il numero di Brian e lo chiamò. L'amico rispose quasi subito: -Prick...- esclamò contento e poi aggiunse subito: -...aiha....
Nick rise, sicuramente la moglie era vicino a lui: -Ciao Bee... Leigh ore due?
-No mezzogiorno... mi sta proprio dietro... mi ha preso con lo scappellotto proprio tra collo e orecchio...
-Ma dai... sta diventando cattivissima!
-E Baylee? Il tuo nipotino la imita... così quando ti chiamo Pr... no amore... non l'ho detto!... dicevo quando ti chiamo "sai tu come" prima me ne becco uno da lei e poi uno da lui...
Nick era divertito da quella situazione: -Ma a me piace Prick!
-Shhhh... non lo dire ad alta voce altrimenti arrivano lì e ti crocchiano...
-Senti Bee a parte tutto... hai da fare in mattinata?
-No perché?
-Potresti andare a fare compagnia a Faith?
-O...Ok...- rispose rimanendo un attimo interdetto. Nick difficilmente saltava una visita al capezzale della moglie: -Tutto bene Nick? Mi devo preoccupare?
Una sonora risata proruppe nella cornetta: -Brian... sono abbastanza grande per non fare stupidate non credi? Ho solo voglia di un giro in barca...
-Aspetta... sei abbastanza grande per non fare stupidate ma abbastanza cretino da uscire oggi con la barca... ma hai visto che vento?
-Bee ci sono nato in acqua...
-Davvero? Tua madre ti ha partorito in piscina?
-Scemo... dai non scherzare...
-Veramente ero serio... comunque posso fare qualcosa per dissuaderti?
-No...
-Ok vado da Faith io... però tu ti porti il cellulare, lo tieni acceso e ti porti il GPS... ok? Non come quella volta che...
-BRIAN... sereno... respira... non mi rinfacciare sempre quel piccolo incidente...
-PICCOLO UN CAZZO!- si sentì un enorme trambusto nella cornetta e Nick dovette allontanarsela dall'orecchio. Dopo qualche secondo Brian riprese la conversazione: -... questa è una casa di ferventi cattolici... un'altra parola del genere e mi cambiano la serratura...- sghignazzò divertito.
-Dai Bee ho capito non stare in pensiero... e chiamami se ci sono novità ok?
-Ok... ciao lupacchiotto di mare...
-Ciao Bee da un bacio a Faith da parte mia...
-Ok... ciao...
Un'ora dopo Nick era pronto per salpare. Aveva acceso i motori e issato l'ancora. Non aveva ancora deciso una destinazione, o meglio un percorso ma doveva sbrigarsi a farlo perché la capitaneria di porto doveva essere informata. Sulla topografica cerchiò in matita rossa una baietta isolata a qualche miglia marine di distanza. Lì sarebbe stato perfetto.
Prese la radio e chiamò la guardia costiera per informarli sulla meta. Professionalmente il caporale sconsigliò al ragazzo di uscire in mare a causa dei venti forti ma Nick insistette e date le ore di navigazione che risultavano a suo carico, l'agente non potè che augurargli una buona navigata.
Impiegò due ore a raggiungere il posto stabilito e quando buttò l'ancora era fradicio. Nonostante l'impermeabile pesante giallo che indossava l'acqua gli era penetrata attraverso i vestiti e lo faceva rabbrividire. Ignaro della sgradevole sensazione si spostò a prua e si sedette a guardare l'oceano.
-Mi sento vivo...- sussurrò.
Quel pensiero di essere lì a guardare l'oceano, di essere padrone della propria vita lo invase di tristezza. Faith lottava tra la vita e la morte anche se ormai era solo un'illusione che lottasse per vivere. Il medico gli aveva ripetuto più volte sempre la stessa frase: "E' clinicamente morta". Ma a lui non sembrava: ogni volta che era corso nel suo studio ed era entrato senza bussare era perché lei aveva mosso una volta un dito, una volta il labbro... eppure il suo cervello non dava segni di vita. L'encefalogramma che le facevano sotto sua insistente richiesta era sempre piatto.
Una lacrima scese dal suo viso: -Al diavolo una lacrima sola...- e si racchiuse in posizione fetale a piangere.
La cosa strana che lo fece calmare fu un inaspettato raggio di sole che lo riscaldò. Alzò la testa e vide che le nuvole che offuscavano il cielo non c'erano più. Si guardò intorno stupito: era da anni che viveva sull'oceano ed era abituato ai cambi repentini di clima... ma questa poi! Non l'aveva mai vista. Si alzò e fece per scendere in coperta per indossare gli indumenti asciutti quando si trovò di fronte un uomo con il suo gattino in braccio.
Nick fece un salto in dietro non aspettandosi assolutamente quella visita: da dov'era salito?
-Chi cazzo sei?- disse afferrando la prima cosa che gli capitò tra le mani: la scopa.
L'uomo che aveva di fronte era calmissimo e nonostante fosse vestito tutto di nero non sembrava avere un'aria minacciosa.
-Cosa cazzo ci fai sulla mia barca idiota? E che cazzo ci fa il mio gatto in braccio a te...
-Ciao Nick...- parlò l'uomo.
-Ecco... mi sta girando in testa un'altra domanda... come cazzo fai a sapere il mio nome...
-Visto dall'alto mi sembrava che il tuo linguaggio fosse migliorato...
-Ok senti bello... il giro è finito... o scendi o ti spacco il culo...
Gabriele si passò una mano in faccia: questa cosa era difficilmente peggio dell'Annunciazione!
-Nick, intanto calmati...
-Mi calmo un cazzo! Gabriele vieni qui...- iniziò a chiamare il gatto. L'uomo di contro si avvicinò: -Chi ti ha detto di avvicinarti... rimani dove sei e molla il micio...- lo minacciò con la scopa.
-Bhe anche io mi chiamo Gabriele... e si dà il caso che se tu mi facessi parlare, scopriresti che abbiamo un'amica in comune... bhe per te in effetti è qualcosa di più di un'amica!
-Senti non so chi ti credi di essere... se sei salito da un sottomarino alla James Bond o ti hanno calato da un elicottero in corda doppia alla Cliffanger... fatto sta che mi stai andando parecchio in puzza e io con te non ho in comune nemmeno il Papa... ora sciò... pussa via... scendi...
-Sei cattolico?
Nick per un attimo abbassò la scopa e si rimise in posizione eretta. Lo guardò con gli occhi stralunati :-Sì... ma cosa cazzo...
-Ecco abbiamo in comune due persone... il Papa e Faith...
A quel nome Nick abbassò definitivamente la guardia e rimase a fissarlo. Gabriele tutto contento fece il numero che Dio odiava tanto ma che lui adorava: gli piaceva vedere la faccia degli umani nel momento in cui apriva le sue lucenti ali... anche perché non aveva molte occasioni per farlo! Capitava una volta ogni 1.000 anni! Ma la reazione di Nick fu inaspettata e goffa! Svenne, e quello era stato preventivato dall'arcangelo, ma nello svenire la scopa gli cadde in testa e lo fece ruzzolare giù dalla barca, in acqua.
-Non ci posso credere...- disse Gabriele guardando il corpo di Nick andare giù. Poggiò il gatto in una cesta, richiuse le ali e si tuffò a sua volta.
Quando Nick riprese conoscenza si ritrovò sdraiato in coperta, nel suo letto e un rumore di phon proveniva dal locale adiacente. In fronte aveva una sacca di ghiaccio e quasi non si ricordava perché, ma quando tentò di alzarsi tutto gli tornò alla mente: Faith in ospedale, l'uomo con Gabriele sulla barca, le ali bianche di quel tizio... eppure era parecchio che non si drogava! Si alzò e dopo un attimo di giramento di testa riacquistò l'equilibrio: aveva indosso i vestiti asciutti. Si affacciò con un occhio nel salotto e lo vide. Si ritrasse all'istante: l'uomo pennuto era lì! E col suo phon si stava asciugando il costume da pollo volante!
-Nick lo so che sei dietro alla porta... dai esci non voglio farti male!- lo chiamò.
Nick era rimasto a bocca aperta: era di spalle! Come aveva potuto vederlo?
-Ti stai chiedendo come facevo a sapere che eri lì? Ma possibile che non ci sei arrivato? Sono un angelo Nick... anzi un arcangelo... pure famoso... ci scambiamo gli autografi?
La battuta che per Gabri sembrava simpatica non riscosse tanto successo.
-E per tua informazione non mi hanno mai chiamato uomo pennuto o pollo volante!
Nick timidamente si affacciò: -Scu...sa...
Gabri si girò e gli sorrise: -Come va la testa?
Il biondo si passò una mano sulla fronte: -Sembra che mi sia spuntato un bernoccolo... ma penso che il mio orgoglio stia peggio...
-Bene! Ho preparato un po' di caffè... ne vuoi?
Nick annuì e si sedette vicino a lui.
-Ma se sei un angelo...
-Perché devo asciugarmi le penne? Perché quando sono sulla terra patisco tutto quello che patite voi... acqua, freddo, fuoco, caldo...
-Posso chiederti un favore?
-Dimmi...
-Puoi piantarla?
-A fare cosa?
-A leggermi nel pensiero...
-Oh... quello...- imbarazzato Gabri gli sorrise: -... ci viene spontaneo...
-Ci?
-Mica esisto solo io come angelo... siamo in parecchi...
-Sì ma non mi sento a mio agio se mi anticipi tutte le domande...
-Ok... scusa!
-Siamo pari... senti io non ho capito...
-Perché sono qui vero?
Nick si alzò di scatto versando per sbaglio il caffè adosso a Gabriele: -Non posso crederci! Lo hai rifatto!... ehm scusa per il caffè...- disse guardandolo mentre l'angelo cercava di toglierselo da dosso.
-Siamo pari di nuovo...- sorrise Nick.
-No sei in debito di una scusa...
-Ma...
-Io mica ti ho chiamato STRONZO...
-Ma io l'ho solo...- Nick si bloccò. Avrebbe voluto aggiungere "pensato" ma sapeva che sarebbe stato inutile... lui sapeva!
-Ok dai golden-boy... siediti... non ho fatto questo viaggio a vuoto per vederti svenire e insultarmi... sono qui per Faith...
Lo sguardo di Nick si abbassò e la sua aria divenne triste tutto d'un tratto: -Mia moglie... è... praticamente morta...
-Davvero?
Nick lo guardò di traverso: possibile fosse così indelicato?
-Lo sai che mi piace di voi umani? Vi fermate all'apparenza... l'hai avuta vicina per così tanto e non ti sei accorto di nulla...
-Di cosa dovevo accorgermi? Pensa che ho passato ore, giorni, mesi ad osservarla... e adesso non ricordo più il suo volto... l'immagine che mi viene in mente è quella di lei sdraiata in quel fottuto letto, coi capelli quasi rasati a zero e quel tubo in bocca...- il ragazzo aveva iniziato a scaldarsi: -... e sai una cosa Gabriele? Chiesi scusa a Dio da parte mia... ma sono proprio incazzato!
Nel dire questo rovesciò una pila di stoviglie che erano accatastate vicino al lavello.
-Sono incazzato perché è in quel letto con nostro figlio in grembo... la tengono in vita solo per questo... che schifo di mondo... e io sono qui... impotente... a parlare con un fantasma...
-...angelo...
-...angelo... e comincio a pensare che forse poco prima di vederti mi sono fatto di acidi e non me lo ricordo... perché altrimenti non si spiega perché io riesca a vederti... non riesco a spiegarmi perché sei qui... domani non potrò raccontarlo a nessuno altrimenti mi internano... cazzo! E mi rode il culo perché la prima volta che ho rimesso piede in casa dall'incidente l'ho trovata tutta in ordine... come l'aveva lasciata lei quella domenica... l'unica cosa fuori posto era il bucato ancora steso... e come un pazzo ho pensato che lei sapesse già il suo destino... che conoscesse cosa l'aspettasse... altrimenti perché sistemare casa? Non l'aveva mai fatto... perché mettere in lavatrice le lenzuola su cui avevamo fatto l'amore solo poche ore prima?-
Adesso Nick era in piena crisi di pianto: -... che stronza... perché non mi ha lasciato nemmeno un angolo col suo odore?...
Gabriele si alzò e lo circondò in un abbraccio: -Pensi che questo abbraccio sia frutto degli "acidi" come li chiami tu?
Nick lo scacciò: -Io... io... non so più cosa pensare... da quando lei non è più vicino a me... io mi sento perso, vuoto... se avessi saputo che lei sarebbe morta forse tutto sarebbe andato diversamente... avrei sfruttato ogni minuto di quegli ultimi giorni... non l'avrei lasciata sola a casa per andare dallo psicologo o per andare a giocare con Brian, non l'avrei fatta arrabbiare... le avrei detto che L'AMO... Cristo... IO L'AMO CON TUTTO ME STESSO...
La faccia gli era diventata paonazza dal fervore con cui sputava tutte quelle parole in faccia a Gabriele.
-Gabriele?- chiese ritornando calmo e passandosi nervosamente le mani tra i capelli.
-Dimmi...
-Perché Dio mi odia?
Gabri sorrise: -Nick Dio non ti odia...
-E invece sì... prima la mia famiglia... che diciamocelo... non è campione d'incassi nel film "La perfetta famiglia americana", poi Paris... e tutte quelle che sono venute prima di lei... adesso che avevo trovato un'ancora... me la sta portando via a poco a poco... se non fosse per la pancia che sta iniziando a crescere... è diventata trasparente... sembra di cartapesta... sta... morendo...
-Nick... ogni persona ha un volto e ogni volto un nome. Ogni nome un destino... per Dio tu fai la differenza! Non sei uno dei tanti... altrimenti non ti avrebbe affidato l'angelo più bello del paradiso...
-Sei montato veramente...- disse alzando un sopracciglio.
-Non parlo di me... parlo di Faith...
-Di... Faith?- adesso lo stupore era ben leggibile sul volto del giovane.
-Nick, Faith è stato l'angelo che Dio ha mandato sulla terra per salvarti... se avesse fallito la sua missione tu saresti morto quella domenica, sotto a quella jeep... o di overdose... quella volta fuori dal locale con Paris... o in una delle altre tue scorribande...
-E' un angelo?- chiese incredulo.
Gabriele annuì.
-Ti è sempre stata vicino Nick... anche quando rientrasti a casa e trovasti solo due righe e il piccolo Gabri... lei era lì vicino a te...
-Come fa un angelo a morire?
-Il suo corpo è in quel letto ma lei non è lì...
Nick, non curante di sembrare una donnicciola, si accasciò a terra e ricominciò a piangere. Questo era veramente troppo...
-E... adesso... è qui?- chiese continuando a fissare il pavimento.
-No... Torna in ospedale Nick... subito...
-Ti prego non portatemela via...
In quel momento il cellulare del biondino iniziò a vibrare e Gabriele lo prese dalla tavola e glielo passò. Sul quadrante apparve la scritta "Brian". Il cuore di Nick sembrò fermarsi.
-Ti prego Gabriele... lasciate che mi rimanga vicino come angelo...
Il telefono continuava a squillare.
-Mi dispiace Nick, Faith ha preso la sua decisione... e non può più starti vicina come angelo...
Nick alzò lo sguardo implorante sull'arcangelo :-Perché?
-Perché ha scelto di rimanerti vicina qui... sulla Terra...
-Sei pronta Faith?
-E così è questo il tuo nuovo incarico Dany...- disse guardando l'amico.
-Già... non capita spesso di rimandare un angelo sulla terra per sempre... ma è molto più allegro di quello che facevamo prima!
Faith sorrise: -Già...
-In bocca al lupo...
La ragazza lo abbracciò e poi andò a salutare la sua famiglia: -Ci vedremo più in là...- sussurrò tra le lacrime.
-Veglieremo su di voi...
-Grazie mamma, grazie papà... ciao Marg...
Poi si ritrovò con Dio: -Sei sicura della scelta che hai fatto?
-Voi tutti mi avete circondato d'amore e anche Cody quando ero Ally... ma la persona che io abbia mai amato è laggiù e non la lascerò andare via da sola... grazie per questa seconda possibilità...
Dio l'abbracciò: -Ciao piccola Faith... ci vediamo tra parecchi annetti... ok? Stai attenta...
CAPITOLO 51
Nick entrò trafelato in ospedale. Ormai gli impiegati all'accettazione lo conoscevano e lo salutavano tutte le volte che andava da sua moglie. Quella volta però, mentre correva e ricambiava quei saluti, li vide in maniera differente. Erano sorridenti e si alzavano in piedi mentre Nick sembrava volare verso l'ascensore: era forse lui a vederli con occhi diversi o erano loro che "erano" diversi?
-La sua fede ha vinto...- borbotto Celina mentre firmava un foglio di accettazione.
Schiacciò il tasto ma il led indicava che la macchina era ferma al diciassettesimo piano. Si affacciò alla porta che dava sulla tromba delle scale e inspirò. In fondo cos'erano. Solamente dieci piani... per un Backstreet Boys uno scherzetto! Si affrettò facendo due scalini alla volta.
Giunto a destinazione era sconvolto: non aveva più fiato in gola. Si sentiva bruciare e provava una strana sensazione come di sangue in bocca. Si sedette un attimo sull'ultimo gradino ma appena gli ritornarono in mente le parole di Gabriele si alzò di scatto e corse per tutto il corridoio con l'ultimo ossigeno che gli rimaneva disponibile.
Fu Kevin che, aiutato da Brian, fermò la sua corsa.
-Ehy Nick stai morendo?- gli domandò ironico.
Brian lo afferrò per le spalle ma lui continuava a guardare la porta chiusa di Faith :-Perché cazzo non mi hai risposto al telefono...- si girò verso Leigh che lo guardava sorridendo e tenendo le mani sulle orecchie di Baylee -...scusa amore...
-Prego amore... te lo concedo data la situazione...
Tornò a concentrarsi sull'amico. Notando che non gli dava minimamente retta gli afferrò con una mano le guance da sotto e gli abbassò la testa. Finalmente i loro sguardi si incontrarono: -Ehy... ti ho chiamato diecimila volte... volevo dirti...
-Lo so Brian... so tutto...
Brian guardò gli altri che alzarono le mani come per dire "noi non gli abbiamo detto niente"!
In quel mentre un medico e due infermiere uscirono dalla stanza della ragazza richiudendo la porta.
-Signor Carter!
-Dottore posso andare da lei?- gli chiese scansando Brian ed afferrando il medico per le braccia. Aveva voglia di saltargli addosso e di baciarlo tutto, tanto era felice!
-Vedo che le hanno già dato la magnifica notizia... può entrare Nick... la cercava...
-Grazie... dottore, per tutto...
-Signor Carter, ringrazi qualcun altro perché è un miracolo... nessuno è mai uscito dal coma con questa rapidità e nessuno ha recuperato subito tutte le sue facoltà dopo quasi tre mesi di encefalogramma piatto... mi creda... sua moglie deve avere un angelo custode al suo fianco molto bravo...
Nick sorrise e andò verso la stanza. Aveva appena posato la mano sulla maniglia quando si girò verso Brian.
-Ehi Bee... non te la prendere ok? Non sono stati loro ad avvertirmi...
L'amico sembrava deluso di non essere stato lui a dare la bella notizia.
-Sai quella storia della fede di cui tu e Cody mi parlavate tanto? Di Dio, degli angeli... e di tutta sta roba?
-Sì...
-Bhe Brian... io ci ho creduto troppo tardi... ma tu ce l'hai sempre avuta nel cuore questa fede... grazie per avermi aiutato a scoprirla...
Così dicendo entrò.
La camera era illuminata dal sole che poco prima aveva scaldato il suo corpo bagnato. Lei era seduta sul letto con la schiena poggiata sui cuscini e si accarezzava la pancia anche se ancora non si vedeva molto, a parte un leggero gonfiore messo in risalto per lo più dal suo dimagrimento forzato. Sorrideva mentre coccolava il loro piccolo bambino. Non aveva sentito aprire la porta, o almeno questo pensava Nick... ma si dovette ricredere.
Faith si voltò lentamente verso di lui e lo guardò per qualche secondo prima di sorridergli come solo lei sapeva fare.
-Ciao Amore Mio...- gli sussurrò.
-Oh mio Dio... allora è vero...- riuscì a dirle di rimando prima di avvicinarsi lentamente al letto.
Nick allungò la mano mentre i suoi piedi lo portavano a lei e prima ancora di essere del tutto al suo fianco le sue dita arrivarono a sfiorarle le labbra. Si sedette sulla sedia perché le gambe non sembravano riuscire a reggere l'emozione.
-Ehy... come mai mi guardi così? Lo so sono un mostro coi capelli a spazzola...- disse passandosi una mano in testa come per spettinare quel che rimaneva della sua bellissima chioma.
Nick iniziò a piangere in silenzio mentre con le due mani le teneva il viso e le dita la accarezzavano in ogni angolo del volto come per volerlo catturare per sempre.
-Un... mostro?... Io non ti ho mai... vista così... bella...
-Perdonami... ti ho fatto preoccupare...- ammise storcendo un po' la testa di lato dolcemente.
-Ogni lacrima... Faith... ognuna ne è valsa la pena per riaverti...
La ragazza sorrise di nuovo: il suo piccolo uomo era maturato molto.
-Sai... dovrai avere un po' di pazienza con me...
-Ne avrò quanta ne vuoi...
-Da dove vengo io... si ama in maniera un po' particolare...
-Già...- rise per la prima volta da quando aveva attraversato quella porta: -...me ne sono accorto...
Finalmente il suo corpo sembrava rispondergli: si alzò e le baciò prima le mani e poi ogni singolo dito. I baci che le dava sapevano di amore e le lacrime li aiutavano a depositarsi sulla sua pelle. Le braccia avvinghiarono le sue spalle in un dolce abbraccio. Cercò di non stringerla troppo: sembrava una bambola di porcellana. Aveva paura di farle male. La testa del ragazzo, ed in particolare il suo naso, cercarono l'incavo del collo di lei e si fermò così ad assaporare il suo odore che, nonostante la lunga degenza in ospedale, non aveva perso il sapore dolciastro che tanto lo faceva impazzire.
-Nick sono sempre la stessa... non guardarmi con occhi diversi... te ne prego...- gli sussurrò nell'orecchio ricambiando come poteva quel tenero abbraccio e baciandogli la nuca, la parte del suo corpo più vicina alle sue labbra.
-Il mio angelo...- sorrise: -...lo so Faith... il mio angelo non c'è più... ora c'è la donna che amo, mia moglie e la madre del nostro bambino...
Faith sciolse quell'abbraccio tutto loro per far partecipare qualcun altro alla loro gioia di ritrovarsi: gli adagiò con cura le mani sulla pancia.
-E' qui Nick...
Il ragazzo accarezzò dolcemente quel corpo fragile ma allo stesso tempo forte abbastanza per tenere con lei il piccolo.
-Perché hai rinunciato all'immortalità Faith? Gabriele non me l'ha detto...
-Vuoi che ti sveli un segretuccio?
Nick annuì.
-Così come mi è stata concessa una seconda vita, mi è stata concessa una seconda immortalità... il giorno che percorreremo insieme i prati del paradiso... allora sarà la mia vera immortalità... adesso non ci avrei fatto nulla se tu fossi rimasto qui sulla terra...
-Ti amo... perdonami se non te l'ho detto troppo spesso e dimostrato ancora meno...
-Ti amo anche io Nickolas... dal primo momento che ti ho visto... e il mio cuore ha iniziato a perdere un battito ogni volta che tu mi eri accanto... mi mandavi in confusione sempre...
Le dita affusolate della ragazza cercarono le sue labbra e poi la sua guancia. Nick si fece guidare fino a raggiungere la bocca di lei. La sfiorò con un timido e leggero bacio.
-Non andartene mai più...- le disse.
-Amami per tutta la vita...- rispose Faith.
FINE