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i still

Ultimi aggiornamenti. Oggi 19 Novembre 2009.

I STILL

Autore: Monica
Protagonisti: Nick
Genere: NC-17
La storia e' completa?: NO
Categoria: Romantica/Drammatica
Trama: I sentimenti di una persona si trovano nell'anima oppure nel cuore? Eppure lui la ama come se l'avesse già amata… Un cuore per due persone, un amore profondo che lega due ragazzi completamente diversi a Cat.

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PROLOGO

Non mi era mai piaciuto vedere Catharina piangere. In tre anni di fidanzamento avevo fatto di tutto pur di vederla sorridere ogni giorno della sua vita, ma quella sera non avrei potuto fare nulla… Non sarei stato in grado di fare più niente per lei, e questo mi faceva molto male… faceva molto più male che vederla soffrire, china su quel letto di ospedale, mentre delle fredde lacrime di tristezza rigavano il suo volto, piangendo per il suo amore perduto… Sapevo che Catharina sarebbe stata in grado di andare avanti, di amare ancora e di aprire totalmente il proprio cuore ad un'altra persona. Certo, avrebbe sentito la mancanza del suo fidanzato, e poi… io, Zac, le sarei sempre stato accanto, in un modo o nell'altro… d'altronde era stata la promessa che gli avevo fatto prima di chiudere gli occhi per entrare nel sonno eterno. "Catharina… devono portarlo via… devono operarlo per potergli asportare gli organi…". I brillanti occhi verdi della ragazza si alzarono carichi di tristezza ed odio su mia sorella, che aveva avuto il difficile compito di separare Catharina dal mio corpo. "No… non potete farlo… cosa resterà di lui se tutti i suoi organi vengono portati via? Non potete… io ho bisogno di lui, Zac non può rimanere solo… solo un involucro!" urlò disperata alzandosi in piedi e togliendosi dagli occhi i lunghi capelli castani dal viso. "Signorina… dobbiamo operarlo ora… c'è un ragazzo che ha urgentemente bisogno di un cuore nuovo… E' qui in questo ospedale… l'hanno portato poco fa e sta male, molto male… se non lo operiamo subito, perderà la vita anche lui…" disse il dottore facendo cenno alle infermiere di portare via il letto sul quale giacevo senza vita… Era strano… guardavo le vite altrui da un altro punto di vista, e mi aiutava molto di più a capire quello che le persone intorno a me provavano. Non avrei mai pensato che Catharina potesse soffrire così tanto senza di me, ma… spostai le mie attenzioni sul ragazzo che avrebbe ospitato il mio cuore… lui, Nick Carter, avrebbe riportato la felicità nella vita della giovane, ne ero più che sicuro…

La camera era semibuia quando Catharina lentamente e timidamente entrò… Lei non avrebbe voluto separarsi da Zac, ma il destino era stato crudele ed aveva voluto un futuro diverso da quello che si erano immaginati… il giovane giaceva immobile nel letto, era ancora profondamente addormentato per via dell'anestesia; respirava profondamente e lentamente attraverso la mascherina. Lo schermo monitorava le pulsazioni del cuore… quel cuore che un tempo era appartenuto a Zac… Guardando Nick che riposava, sentì nuovamente le lacrime riempirle gli occhi, quel ragazzo era ancora vivo grazie al suo Zac. Rimase ancora vicino al letto del giovane fino a quando un'infermiera non la interruppe "Signorina… mi spiace doverla interrompere ma ho già fatto un enorme strappo alla regola facendola entrare, ora è meglio se lascia la stanza… lo sa anche lei che in questo ospedale è proibito incontrare il donatore o il ricevente…". Catharina riportò la sua attenzione su Nick "Vado via immediatamente…" sussurrò lievemente per paura di iniziare nuovamente a piangere. Si alzò dalla sedia e si avvicinò al giovane biondino. Chinandosi su di lui gli baciò lievemente la fronte e bisbigliò "Grazie per farlo vivere ancora…". In quel mentre Nick aprì lievemente gli occhi… vide una ragazza davanti a lui, una bellissima ragazza "Il mio angelo..." pensò prima di ricadere addormentato in un profondo sonno con un lieve sorriso sulle labbra. Cat si avvicinò alla porta della camera e sorridendogli un'ultima volta si voltò e uscì senza più voltarsi indietro…

CAPITOLO 1

Nick camminava in tutta fretta per le gelide strade di New York; era già in un terribile ritardo e non aveva voglia di subirsi le paternali di Kevin sulla puntualità e sulla sua importanza… sentiva il telefono in tasca vibrare per quella che doveva essere la venticinquesima volta in un'ora. Non aveva voglia di rispondere, voleva rimanere ancora distaccato per un po' dalla realtà della notorietà. Non voleva vedere i responsabili della casa discografica che li avrebbero informati dell'andamento di Never Gone… 'Che diavolo…' pensò Nick aggrottando la fronte 'Dopo tutto è il nostro disco di ritorno… lo sappiamo anche noi come sta andando…'. La verità era che lui non era a suo agio a New York… Era quasi passato un lungo anno da quando aveva subito l'operazione di trapianto e, nonostante le cose fossero state dure per i primi periodi, si era ristabilito alla grande, aveva potuto ricominciare a fare quello che lui e i Backstreet Boys erano soliti fare durante la loro monotona routine… Nick aveva reagito quasi divinamente dopo l'operazione, ma da quando si era svegliato nel letto di ospedale con un cuore nuovo aveva subito capito che qualcosa non andava… sentiva una sensazione di pesantezza… si sentiva incompleto… (pura casualità….). Quando sentì il cellulare per la ventiseiesima volta, si decise a rispondere. Guardando in basso fissando il telefono svoltò un angolo e urtando contro qualcuno si ritrovò a terra. Alzo gli occhi e la vide… anche lei seduta a terra… il suo cuore mancò un battito… per un istante si fermò… per lui, in quell'istante c'erano solo loro due in tutta New York… La ragazza seduta a terra indossava un cappottino bianco, un cappellino di lana bianca e rosa con sciarpa e guanti coordinati. Gli occhi di Nick percorsero tutto il suo corpo. Era veramente stupenda…
Catharina ci mise un attimo a capire cosa fosse accaduto, ma quando si rese conto di aver urtato una persona si affrettò ad alzarsi per scusarsi. I suoi occhi smeraldini incontrarono due occhi limpidi come il cristallo. Per qualche attimo si perse dentro di essi… qualche istante più tardi però, dopo aver riconosciuto il ragazzo davanti a lei sentì un terribile groppo alla gola… stupita e sconvolta si portò le mani davanti alla bocca.
Nick le stava porgendo la sua mano per poterla aiutare quando si accorse delle sue lacrime 'Oh Dio… ci manca anche la fan isterica che mi fa una scenata in mezzo alla strada…'. Quando anche la ragazza fu in piedi davanti a lui fece un gesto che Nick non si sarebbe mai aspettato… con delicatezza e con gli occhi ancora velati dalla lacrime poggiò la sua mano coperta dal guanto rosa sul suo cuore. "Zac…" sussurrò… Nick la osservava ancora stupefatto; non capiva minimamente cosa quella ragazza dai lunghi boccoli castani stesse facendo, ma non aveva paura… anche se avesse voluto non sarebbe riuscito ad andarsene via. Nick arrossì quando la giovane riportò il suo sguardo su di lui. "Vorrei presentarti una persona Nick…" il ragazzo la fissò per qualche istante: conosceva il suo nome ma non sembrava una fan… anche se era stato il suo primo pensiero. Abbassando lo sguardo prese il cellulare e digitò un numero. Attese per qualche secondo ed alla fine qualcuno rispose "Dove cazzo sei finito????" "Buongiorno anche a te Bone… senti, non vengo alla riunione!" "Cosa???" Nick allontanò il telefono dall'orecchio e guardando la ragazza davanti a lui alzò gli occhi al cielo. "Senti ho detto che non vengo… è sopraggiunto un impegno!" sbuffando Nick cercava di mantenere la calma… "Ti prego Aj… dillo tu a Kevin…" sussurrò nel telefono. Aj rimase un attimo in silenzio poi disse "Fai quello che vuoi, per questa volta ti paro il culo, ma che non si ripeta più…" fece una pausa poi ridendo aggiunse "Almeno è carina???" "Aj!!!!" esclamò Nick attonito "Ehi bro… ti conosco… forza, rispondi!!!" lanciando un'occhiata alla bellezza al mio fianco risposi "Molto… ora ciao Bone!" ed attaccò senza dargli il tempo di rispondere. "Andiamo!" disse sorridendole. Ricambiando il sorriso rispose "Ok…"; prima che potesse incamminarsi, Nick la fermò dolcemente "Io sono Nick!" togliendosi il guanto gli prese la mano "Catharina, piacere…". Il cuore del ragazzo provò ancora una volta una strana sensazione: ma come mai, quando Catharina gli sorrideva si sentiva completo?

Scendendo dalla macchina Nick si guardò intorno… Catharina lo aveva portato in un cimitero. Senza fare domande la seguì in silenzio fino a quando non si fermò. Nick si avvicinò a lei e si voltò verso la lapide; vide una foto di un bel ragazzo dagli occhi chiari e dai capelli neri che sfoderava un magnifico sorriso e le incisioni: ZACHARY PRINCE 1981 – 2004. "Lui vive in te…" sussurrò debolmente Catharina. Nick la guardò e capì… "Cat… non pensavo… io…" sentì i suoi occhi riempirsi di lacrime; si avvicinò alla ragazza e la abbracciò forte… "Mi spiace…". Catharina non avrebbe mai pensato che Nick potesse stringerla a sé improvvisamente piangendo lacrime amare. Dopo un primo attimo di shock, Cat lo strinse forte a sua volta. Anche lei con le lacrime agli occhi gli sussurrò "Non preoccuparti Nick… nonostante tutto penso che Zac sia stato felice così…". Nick alzò lo sguardo ed incontrò quello di Catharina. "Come puoi dire una cosa del genere? Lui è… morto… ed io sono qui!". Con le morbide mani la ragazza gli asciugò il volto. "Non dire così Nick… è vero, Zac non è più con noi, ma ridonandoti la vita penso che lo abbia reso veramente orgoglioso e felice…". Cat lo osservò per un attimo. I suoi capelli erano cresciuti rispetto all'ultima volta che si erano incontrati, era leggermente ingrassato, ma restava comunque veramente carino. I suoi occhi erano limpidi e cristallini… lei si sentì obbligata a togliere lo sguardo per evitare di arrossire… non si era ancora lasciata andare con un ragazzo e sicuramente non si sarebbe lasciata andare con Nick Carter… quel ragazzo davanti a lei che faceva vivere Zac più a lungo di quanto il destino avesse programmato. "Andiamo Nick… vieni a casa mia che ti offro la cena?". Prima di rispondere fece passare qualche minuto, giusto il tempo di riprendersi e sorridendo annuì mentre con il dorso della mano si asciugava le lacrime. Nel tornare verso la macchina Nick preferì rimanere indietro di qualche passo… riuscì ad osservarla meglio… come poteva riuscire ad andare avanti quando perdi una persona così cara a te e così importante nella tua vita…

Tutta la situazione mi era sembrata parecchio sconvolgente… la ragazza che avevo amato per più tre anni all'improvviso mi era apparsa davanti… ammetto che più di una volta avevo pensato a quanto bene avrebbe potuto fare la presenza di Nick nella vita della mia Cat, ma non avevo avuto il coraggio di farli incontrare… il motivo principale era poiché Catharina non era ancora riuscita a dimenticarmi… mi aveva già lasciato andare, non mi tratteneva più a lei, ma sapevo che non si sentiva ancora pronta per un altro ragazzo. Non ero riuscito a leggerle nell'anima, ma il suo sguardo mi aveva detto tutto quello che avevo bisogno di sapere.
Dall'altro lato c'era Nick… Nick Carter forse il Backstreet Boy più famoso… allegro, vivace, talvolta alquanto odioso… chiedete ad Howie… ma anche burbero e scontroso… non lo avevo ancora capito… all'inizio non mi sembrava la persona più adatta per Cat, sapete… sesso, droga e rock'n'roll, però… quando si sono scontrati su quel marciapiede ho percepito le sue sensazioni; non le aveva mai provate con tutte le altre che si era passato… ma la cosa non mi stupiva, d'altronde Cat era e sarà sempre una persona veramente speciale…
Decisi che era meglio lasciar fare al destino… io mi sarei solamente limitato ad osservare…

Catharina aprì la porta dell'appartamento e fece entrare Nick; lui si guardò intorno e la prima cosa che notò fu la calda accoglienza della casa. Era ampio al punto giusto, le tende colorate rallegravano l'ambiente, i mobili avevano uno stile abbastanza moderno… sapete cosa intendo, non quei mobili che praticamente volano e non sono appoggiati a terra, un moderno soft… se lo posso definire così… di una cosa devo essere sincero però, non era stato difficile per noi due arredare la casa, avevamo gusti simili e ci conoscevamo talmente bene che riuscivamo a venirci incontro a vicenda senza neanche consultarci… Riportai la mia attenzione su di loro quando sentii Nick esclamare "Ma è totalmente non americano!!!" "Bhe no… in effetti arrivano tutti dall'Italia. Io e Zac abbiamo scelto i mobili insieme… anche se ero io ad avere l'ultima parola su tutto!" ribatté Cat sorridendogli. "Accomodati pure, io vado a cambiarmi e poi ti preparo qualcosa da mangiare!" disse la ragazza andando in camera. Nick si sedette sul divano ed iniziò ad osservare le fotografie sul tavolino. Erano quasi tutte di lei e Zac. 'Gran bella coppia…' pensò lui con il sorriso sulle labbra. In quell'istante Catharina tornò in salotto e Nick decise che voleva saperne di più su quel misterioso ragazzo. "Senti Cat!" esclamò Nick voltandosi. La vide e ne rimase estasiato: i riccioli raccolti in una lunga cosa lasciavano libero il volto. Aveva degli occhiali bianchi e trasparenti; non indossava più gli stivali e la gonna, ma si era cambiata in dei comodi pantaloni di tuta rosa coordinati dalla felpina che ricadeva appena sopra l'ombelico. Non riusciva a staccarle gli occhi di dosso… quando vide che Catharina iniziò a guardarsi intorno a causa del suo persistente sguardo Nick sorrise. "Allora Cat baby… Bello Cat baby, mi piace! Posso chiamarti così, vero?" domandò il ragazzo spingendo in fuori il labbro inferiore. Catharina iniziò a ridere "Nick Carter… sei proprio buffo!!!" esclamò andando in cucina. Nick la seguì curioso. Si sedette su una sedia ed iniziò ad osservare la ragazza mentre si spostava a suo agio tra pentole e fornelli. "Allora… non mi hai ancora risposto: ti piace Cat?" lei si fermò un attimo a pensare… Cat baby… solo Zac la chiamava così… sorridendo si voltò verso Nick "Se ti fa piacere, puoi chiamarmi Cat baby!". Sorridendo il ragazzo balzò in piedi e le si avvicinò "Posso aiutarti?" chiese osservando quello che stava cucinando. "No! Siediti e fammi tutte le domande che vuoi!" Ridendo per la sua schiettezza, Nick tornò al tavolo e dopo qualche istante domandò "Come lo sapevi che il ricevente del cuore di Zac ero proprio io?". Catharina respirò profondamente "La notte in cui è morto Zac un'infermiera mi ha detto che c'era un ragazzo in fin di vita che aveva bisogno di un trapianto… era proprio in quella struttura. Ho riflettuto a lungo se cercarti o no… ero già in crisi per via dell'incidente… però… qualcosa mi ha spinto a venire da te… volevo sapere se Zac era riuscito almeno a salvare te…" sentendo un groppo alla gola Catharina dovette fermarsi "Sono entrata solo perché ero riuscita a corrompere un'infermiera… probabilmente una tua fan…" Nick sorrise lievemente alla battuta "Lo so che non avrei dovuto, ma Nick… io volevo sapere se il suo cuore era riuscito a salvarti…" "Dai Cat… non piangere…" bisbigliò Nick avvicinandosi "Io non mi sono arrabbiato… anzi, mi fa piacere che tu abbia infranto le regole per me… avevi tutti i diritti di venire a cercarmi…" prendendo un fazzoletto le asciugò dolcemente le lacrime… "Ora basta con le cose trisi… Raccontami qualcosa di Zac!" fece una breve pausa poi riprese "Bella cucina!" ridendo Cat rispose "Anche Zac ha detto la stessa cosa quando l'ha vista… è un regalo di mia nonna; arriva direttamente dall'Italia. Ci sono molto affezionata!" e sorrise battendo la mano delicatamente sul piano da lavoro color panna. "Tra me e lui è iniziato tutto grazie a questa cucina!". Nick la guardò curioso "Come vi siete conosciuti?" "Andavamo a scuola insieme… lui il ragazzo più popolare della scuola ed io… bhe… io ero solo io!" aggiunse ridendo "Abbiamo finito la scuola e ci siamo trasferiti dal Canada a New York… voleva diventare medico ed io volevo riuscire ad aprire un ristorante!" a quelle parole le orecchie di Nick si aprirono ancora di più "Un ristorante?" "Sì Nick, io adoro cucinare…" sussurrò lei mettendogli davanti un piatto di pasta. "Sono celentani con sugo al pomodoro, un po' di pesto e panna liquida…". Il ragazzo la guardò come se venisse da Venere. "Dove le trovi queste cose qua in America?" "Faccio la spesa in un negozio Italiano…" replicò Cat. "Mangia ora che ti preparo il secondo…". "Non viziarmi… altrimenti sarò qua ogni sera!" esclamò Nick mettendo in bocca un'enorme forchettata di pasta. "Sei il benvenuto Nick!" sorrise Cat prima di tornare a preparare da mangiare. Nick la osservò sorridendo lievemente… se lo sentiva dal profondo del suo cuore che questo poteva essere l'inizio di una splendida amicizia.

CAPITOLO 2


"Ascoltami Nick!!!" urlò esasperata Catharina "Il Natale a me piace farlo al freddo!!!". Nick la guardò tristemente "Cat Baby… passiamolo insieme il Natale… sai benissimo anche tu che non lo passerò con quella svitata di famiglia che mi ritrovo. Gli altri ragazzi hanno le loro 'abitudini' e io non voglio passarlo da solo… Dai piccola… anche tu sarai qui da sola… stiamo insieme a Natale…" bisbigliò lui prendendole dolcemente una mano. Cat alzò lo sguardo al cielo "Nick ascolta… io voglio stare qui a New York… è questo il clima Natalizio che piace a me… la neve, il freddo, le luci che rallegrano le strade, i negozi illuminati a festa… gli alberi di Natale… io voglio stare qui Nick… vengo un'altra volta a casa tua…" sbuffò Catharina sedendosi sul tappeto davanti al suo meraviglioso e gigantesco albero di Natale e prendendo una tazza di cioccolata dal tavolino…
Nick sorrise… anche arrabbiata era stupenda… erano passati tre mesi dal loro incontro ed ogni sera Nick si presentava davanti alla sua porta per cenare insieme… qualche volta era riuscito anche a portarla fuori, ma lei non aveva mai voluto nulla di sfarzoso. Una pizza o un McDonalds. Si divertivano un mondo insieme. Lei si era fatta convincere a giocare all'XboX ed in cambio gli stava insegnando a cucinare. Queste serate erano le 'loro' serate… Chiacchierate, risate, ricordi. Catharina in Nick aveva trovato un amico perfetto. Se la giornata al college era stata dura, sapeva che una volta tornata a casa sarebbe arrivato lui a farla sorridere. Era un pasticcione Nick Carter… faceva tanto il figo, invece riusciva solamente a farla ridere. Quando il suo lavoro lo permetteva passava ogni suo istante libero con lei… ovviamente la cosa lusingava parecchio Cat… non che lo vedesse in una luce diversa o particolare, ma al posto di andare in giro per i Club più in degli States, preferiva stare con lei in casa a guardare un film… Passando tempo insieme a lui aveva anche imparato ad apprezzare la musica dei Backstreet Boys, anche se non li aveva ancora voluti incontrare… diciamo così: in un certo senso aveva paura che la magia e la complicità che esisteva tra loro due si fosse rotta nel momento in cui avessero aperto la loro amicizia ad altre persone… Nick le aveva fatto ascoltare una volta Never Gone e lei lo aveva subito adorato… Aveva un debole in particolare per Just Want You To Know… "Mio Dio Nick!!! Sei così sexy in quella canzone… Se non fossi tua amica ogni volta che canti quella strofa ti salterei addosso!!!" aveva esclamato la prima volta che lo aveva sentito cantare quella canzone. Nick si era limitato a sorridere ed a arrossire lievemente… non si sarebbe mai aspettato un complimento così genuino… ma da quel momento ogni volta che voleva avere con lei un contatto in più iniziava a cantare a bassa voce, o nell'orecchio della ragazza la prima strofa di quella canzone e Cat lasciava stare all'istante quello che stava facendo e saltava in spalla a Nick e ridendo esclamava "Sono tutta tua Nickolas! Fai di me quello che vuoi!!!" e tutto finiva con lei che ridendo gli scompigliava i capelli…
Ed erano stati proprio questi piccoli gesti a fare innamorare Nick sempre si più, sapeva che non doveva farlo, che lei non glielo avrebbe mai permesso… ma lei era Cat Baby… bellissima Cat, spiritosa e dolce… sexy, ma allo stesso tempo tanto impacciata… dopo un duro periodo di lavoro lei era in grado con un solo sorriso di ridargli la carica… è stato il sorriso quando lui le ha regalato un fiore, la sua grande capacità di ascoltare senza mai interromperlo, essere critica quando gli proponeva le canzoni… rimproverarlo dicendogli "Nick… sei così carino con i capelli corti e sparati tutti in aria… perché porti questo taglio???" e dopo passargli delicatamente una mano tra i capelli… Erano questi i piccoli gesti che rendevano Nick Carter pazzo d'amore… Si era accorto di essere innamorato di lei solo un paio di settimane prima… erano seduti sul divano a giocare all'XboX e lei era riuscita a batterlo a beach volley dopo tipo due ore che si erano messi davanti all'infernale aggeggio… allibita e felice aveva iniziato a gioire davanti alla televisione per poi inciampare e cadere seduta sulle gambe di Nick… al solo contatto Nick si era trovato eccitato ed aveva sentito il suo nuovo cuore battere all'impazzata… il dolce profumo dei capelli di Cat era riuscito a fargli perdere ricognizione dello spazio… aveva dovuto lottare con sé stesso per non chinarsi e baciare la sua bellissima bocca a cuore… aveva abbassato lo sguardo, aveva inventato una scusa… pure poco credibile ed era scappato via cercando di controllare le sue emozioni e la sua eccitazione ormai ben visibile nei suoi pantaloni e talmente in cerca di attenzione che aveva quasi iniziato a fargli male… "Sei un cretino Nick Carter!!!! Le puoi avere tutte ma vai ad innamorarti proprio di lei! Coglione!!!!!" aveva esclamato, picchiando la testa ripetutamente sul volante, una volta salito in macchina… emettendo un gemito di frustrazione aveva avviato il motore ed era tornato in albergo cercando di controllarsi e cercando di far calmare l'erezione che al minimo pensiero di Cat si faceva più viva ed arzilla… Era fermo ad un semaforo e la sua mente iniziò a vagare… Catharina era finalmente la prima ragazza che voleva la sua compagnia e non la sua fama… per la prima volta una ragazza non voleva favori… non voleva nulla a parte lui, la sua amicizia ed ora anche il suo amore tenuto segreto e represso dentro il suo petto…
Tornando al presente dopo aver vagato un po' con la mente, riportò l'attenzione su Cat e sul suo visino imbronciato… Sospirando rumorosamente si sedette davanti a lei, prendendo l'altra tazza di cioccolata… "Hai vinto tu Cat Baby… ma questa è solo una battaglia…" e con un ghigno furbo aggiunse "Ma ora ho da proporti una soluzione che proprio non potrai rifiutare…". Catharina spostò i suoi occhi verdi su di lui, pronta ad ascoltare quello che il ragazzo aveva da proporle… "Il Natale lo passi qua… ma lo passi insieme a me… e poi andiamo a Los Angeles per la festa di capodanno… ci stai?" domandò speranzoso mettendosi in ginocchio ed aspettando una risposta. Catharina lo lasciò per qualche minuto sulle spine mentre finiva di sorseggiare la sua cioccolata, ma alla fine rispose… "Affare fatto Carter…" e sorridendo gli porse la mano da stringere. Trionfante per aver ottenuto quello che voleva, Nick ricambiò con una possente stretta di mano…

"Cat Baby???" domandò Nick aprendo la porta con la chiave di scorta che gli aveva dato la ragazza qualche settimana prima. Quando non sentì alcuna risposta Nick entrò e si portò in casa due borsoni carichi di vestiti… ebbene sì… era la vigilia di Natale, e lui si era autoinvitato a dormire a casa di Catharina per tutto il periodo della sua permanenza natalizia a New York… appoggiando i bagagli vicino al divano si guardò allo specchio… un nuovo taglio di capelli… ci aveva pensato e ripensato prima di tagliarli, ma siccome alla sua Cat piacevano i capelli corti, alla fine era andato deciso dal parrucchiere e si era fatto tagliare la sua fluente chioma… ora, molto trendy e tutti ingellati stavano tutti in piedi in un taglio molto alla moda… sorridendo tra sé si accorse che Catharina era in camera sua quando sentì della musica provenire dalla porta che separava la parte da giorno con le camere ed i bagni… silenziosamente aprì la porta e restò incantato quando dalla porta socchiusa della camera di lei la vide in pedi al letto con in mano una spazzola che cantava in biancheria intima Wake Up di Hilary Duff… era stupenda… indossava una canottierina con il seno incrociato bianca con stampato un piccolo panda e delle culotte molto simili alla canotta, ma al posto di un solo panda erano tutte colorate e coperte di quei dolci animaloni… in silenzio si tolse le scarpe e salì sul letto insieme a lei, incurante dell'erezione ormai ben nota ad occhio altrui, e iniziò a cantare con la ragazza il ritornello della canzone….

I put my makeup on a saturday night
I try and make it happen
Try to make it all right
I know I make mistakes
I'm living life day to day
It's never really easy but it's ok

Wake Up Wake Up
On a saturday night
Could be New York
Maybe Hollywood and Vine
London, Paris maybe Tokyo
There's something going on anywhere I go
Tonight
Tonight
Yeah, tonight


dopo un primo attimo di spavento Catharina si riprese quando si accorse che era Nick la persona appena entrata in camera sua… e lasciandosi andare per una volta dopo tanto tempo, continuò a ballare e a saltare sul letto insieme a lui, muovendo i fianchi a ritmo di quelli di Nick, guidati dalle mani di lui che sensualmente si erano fatte strada sul suo corpo, fino a poggiarsi dolcemente sulla vita di lei… quando Catharina notò il suo nuovo taglio di capelli sorridendo e portando un braccio indietro gli accarezzò delicatamente la testa. Nick si sentì preso da tale passione ed eccitazione che per un attimo ebbe paura di non riuscire più a controllarsi… fermandosi immediatamente si ritrovò con le sue labbra a pochi millimetri dal collo di lei… col fiato corto, alzò lentamente gli occhi sullo specchio e cercò lo sguardo di Cat, poi con voce roca sussurrò "Andiamo di là…" e senza aspettare una risposta scese dal letto e si diresse in cucina a lavarsi la faccia… "Dannazione!" sussurrò respirando a fondo… Restò in silenzio a respirare profondamente per cercare di controllarsi per qualche minuto, fino a quando non fu interrotto da Catharina che, con indosso un paio di jeans a vita bassa ed a zampa di elefante ed un maglioncino rosa era arrivata in cucina tutta preoccupata. Lo osservò per qualche instante per vedere come stava il ragazzo, poi sorridendo esclamò "Potevi dirmelo chiaro e tondo che faccio schifo come cantante!!! Secondo te perché è un mestiere che ti lascio fare volentieri?". Nick la osservò con sguardo penetrante per qualche secondo, poi iniziò a ridere e avvicinandosi a lei la strine forte. Era per questo che l'adorava… una battuta e gli faceva dimenticare tutti i problemi che lo affliggevano… Lei aveva capito benissimo che c'era qualcosa che non andava, e lui se ne era accorto, ma non aveva voluto sforzarlo… d'altronde Cat aveva anche notato l'erezione di Nick quando erano a contatto corpo a corpo… dopotutto erano pur sempre un ragazzo di venticinque anni ed una ragazza seminuda che si dimenava sotto le sue delicate mani… "Sei bellissimo con questo taglio di capelli!!!" esclamò Catharina sorridendogli… "Grazie!" replicò lui guardandola dolcemente… "Però hai ragione tu… fai veramente schifo come cantante!" e ridendo corse fuori dalla cucina per scampare alle grinfie di Cat che nel frattempo aveva preso in mano una padella… "Nick Carter… Sei un Backstreet Boy morto!!!".

"Nick!!! Facciamo tardi alla messa di Natale!" esclamò Catharina camminando nervosamente avanti e indietro per il soggiorno… Non era mai arrivata tardi ad una messa tanto importante, ed il fatto di avere i minuti contati la innervosiva parecchio… Era già pronta da dieci minuti quando, l'amico si decise a comparire davanti a lei… Indossava un paio di pantaloni neri e sopra una giacca colori kaki con il cappuccio bordato di pelo. Era vestito semplice, non sembrava affatto una famosa star internazionale, e forse è stata quella la causa dell'improvviso rossore delle gote di Cat… era rimasta senza parole nel vederlo… una reazione alquanto strana anche per lei che ci mise un attimo a riprendersi e notò Nick che l'aspettava sull'uscio di casa… "Andiamo?" chiese lui sorridendo. Annuendo Cat si avvicinò e chiudendo la porta si diressero verso la chiesa.
Era una cosa alquanto strana per Nick partecipare alla messa di Natale… di sicuro se lo avesse detto a Brian, lui si sarebbe messo a ridere a crepapelle… sorridendo al pensiero, si concentrò su Cat che camminava molto vicina a lui, tenendogli il braccio con una mano. La ragazza indossava delle scarpe marroni, un paio di pantaloni beige e un cappotto dello stesso colore… in testa portava un baschetto alla francese rosso correlato da sciarpa e guanti della stessa tonalità… era sempre vestita così bene… non era esagerata o volgare come molte ragazze che aveva conosciuto, ma aveva qualcosa in più era come se fosse due passi più avanti rispetto alle sue coetanee… a volte quando erano in giro insieme per la città gli sembrava si sfigurare… la bella e la bestia… 'Cretino che sei!' pensò scrollando il capo. Immerso nei suoi pensieri si accorse a malapena del fatto che fossero arrivati alla chiesa. "Siamo in piedi! Te lo avevo detto di fare più in fretta!" bisbigliò Cat facendogli il broncio. Ridendo lievemente Nick le sussurrò all'orecchio "Vedrai che dopo mi farò perdonare!". Guardandolo storto Cat tornò a concentrarsi sulla funzione, ed i due ragazzi non si parlarono più fino alla fine della messa…
Usciti dalla chiesa si fermarono a fare gli auguri ad alcune compagne di college di Catharina. "Ragazze!" esclamò Cat quando le vide. Priscilla e Sara videro l'amica e le corsero incontro abbracciandosi a vicenda e facendosi gli auguri Natalizi. Dopo essersi salutate, Cat si girò verso Nick, e prendendolo per una mano lo fece avvicinare. "Lui è Nick… loro sono Priscilla e Sara…". Nessuna delle due ragazza disse niente, ne fece alcun movimento… Catharina e Nick si guardarono per tentare di capire cosa fosse successo quando… "Ma tu sei…" "Nick Carter, piacere di conoscervi ragazze!" disse Nick sorridendo e porgendo loro la mano. Cat cercava in tutti i modi di trattenere le risate… da una parte poteva capire le sue amiche, incontrare un membro dei Backstreet Boys non era un fatto di tutti i giorni; però loro avrebbero anche potuto essere un pochino più riservate. Anche perché sapeva bene che Nick non avrebbe perso l'occasione per divertirsi lasciandogliela passare liscia…". Priscilla guardo Cat meravigliata "Nick è… lui Nick Carter? Nick qui, Nick là e Nick è Nick Carter?????". Nick guardava divertito la scena… era sicuro che non appena le tre ragazze fossero state sole, Cat avrebbe ricevuto una bella paternale… Andando in suo soccorso, si intromise nuovamente nel discorso, e prendendo Cat per una mano la tirò dolcemente verso di sé "Signorine… Io e Cat Baby dobbiamo lasciarvi ora… abbiamo da fare un mucchio di COSE!" enfatizzando la parola COSE, fece l'occhiolino a Priscilla e Sara, che li guardarono andare via ammutolite… "Nick Carter…" sussurrarono guardandosi in faccia…
Continuarono a camminare tenendosi per mano fino a quando Nick non vide un taxi avvicinarsi. Alzando il braccio lo fermò, e guardando Cat che lo osservava stupita le spiegò che gli era venuta voglia di fare una passeggiata in centro città, dove era più viva l'atmosfera natalizia. Il viaggio durò una decina di minuti, tempo che trascorsero nel silenzio più rilassante che mai avrebbe potuto esistere tra loro due… Nick aveva programmato tutto nei minimi dettagli… controllò con una mano se dalla sua tasca mancava qualcosa e tornò ad osservare Cat… Quando il taxi si fermò, scesero e dopo aver pagato l'autista Nick prese nuovamente la mano di Cat… notando però che la ragazza stava tremando, dolcemente le passò un braccio intorno alla vita e la tirò vicino al suo corpo per tentare di riscaldarla… Camminarono per qualche minuto chiacchierando del più e del meno fino a quando Nick non si fermò delicatamente… facendo un profondo sospiro guardò dolcemente Cat… spostandole i lunghi capelli dietro una spalla sussurrò "Buon Natale Cat Baby…" e detto questo le prese una mano e le depositò sopra un mazzo di chiavi. "Nick ma cosa?". Facendole cenno con la testa di guardarsi dietro la schiena, Catharina si voltò lievemente. Il fiato le morì in gola. Quando si era girata la prima cosa che aveva notato era un locale buio, poi aveva alzato lentamente gli occhi ed aveva visto l'insegna. ZAC'S. "Io so che questo non potrà mai rimpiazzare la perdita di Zac… ma spero che realizzare il tuo sogno basti come ringraziamento… quando ci siamo incontrati mi hai detto che ti sarebbe piaciuto un ristorante tutto tuo… Eccolo qui Cat Baby… questo è il tuo ristorante…" sussurrò Nick con voce lieve. Cat lo guardò incredula e con gli occhi pieni di lacrime "Nick… io ti ringrazio… ma non posso accettarlo! E' veramente troppo… non ho fatto niente per meritarmi una cosa così…… enorme!!!" esclamò agitata Cat. "Cat… calmati piccola…" bisbigliò Nick ridendo. "E' il mio ringraziamento per Zac…sono sicuro che sarebbe felice si sapere che sei riuscita a realizzare il tuo sogno… accettalo Catharina…". Cat non sapeva davvero cosa fare… da una parte c'era la realizzazione di un sogno che si portava dietro da bambina, dall'altra le sembrava di abusare di Nick e dei suoi soldi… Guardandole il viso cupo, lui le prese dolcemente una mano, e come a leggerle i pensieri sussurrò "Cat… è una cosa che mi è venuta dal profondo del cuore… non lo avrei mai comprato se non avessi voluto… Studi al college e lavori come cameriera… potresti benissimo abbandonare il lavoro al cafè e dedicarti al locale… college e locale… tutto qui…". Vedendo che Cat si guardava in giro nervosamente, Nick le prese il mazzo di chiavi dalla mano ed aprì la porta a vetri… "Eccolo qui… tutto per te… puoi gestirlo come vuoi, scegli tutto te, io o scelto solo il nome!". I suoi occhi azzurri la scrutarono attentamente, vedeva ancora incertezza e così tento di raggirare l'ostacolo… "Gestisci te il locale e i ricavi li tengo io?" un sorrisetto furbo si formò sul viso di Nick quello che aveva detto, lo aveva fatto solo per convincerla ad accettare il locale. 'Certo… non mi sogno neanche! Il locale e tutto tuo! Io farò solo il cliente abituale!". Guardando Cat che compiaciuta all'idea aveva iniziato a guardarsi in torno, Nick le si avvicinò "Allora… sono riuscito a farti cambiare idea?". Catharina si voltò verso di lui e dopo ancora un attimo di incertezza , sospirò profondamente… "Diavolo Nick!!! Il mio regalo che credevo un cosa strabiliante, impallidirà in confronto a questo!" esclamò allargando le braccia e mostrandogli il locale. Ridendo Nick non riuscì a resistere alla tentazione di prenderla fra le braccia. Le passò le mani sui fianchi e la tirò vicino a al suo corpo. Doveva per forza avere un contatto fisico con lei. Sentì che Catharina si irrigidì all'istante… Nick era ben consapevole che quello che gli stava dando non era un semplice abbraccio da amico, ma si era stancato di nascondersi… non era sua intenzione ferirla, non era sua intenzione abbandonarla, ma ormai conosceva bene la ragazza… non avrebbe mai dato neanche una minima possibilità ad un rapporto tra di loro, troppi i ricordi, troppi i dolori… troppo Zac… tentando di smorzare la tensione, dolcemente le passò una mano tra i lunghi e morbidi capelli, facendo sì che i riccioli gli scivolassero tra le dita… "Cosa mi hai regalato allora per Natale?". Cat si lasciò cullare per qualche istante dalle dolci carezze del ragazzo prima di rispondere. "Lo sai che la mia mamma è un'affermata stilista in Canada, vero?". Annuendo il ragazzo capì all'istante perché Catharina era sempre vestita all'ultima moda ed aveva un armadio probabilmente più grosso della sua stessa stanza. "Bhe… ho a casa tutti i capi della sua collezione casual maschile di questo inverno…". Nick la guardò shockato… una collezione intera? "Cat… non dovevi, sarà costata un sacco di soldi e…". Catharina gli mise una mano delicatamente sulle labbra "Non preoccuparti Nick, avevo risparmiato un po' di soldi, e poi il resto mia madre me lo ha dato senza chiedermi nulla… hai fatto così tanto per me in questi mesi, che volevo trovare un modo per ringraziarti… e lo stesso voleva fare mia mamma… sei riuscito a far sorridere nuovamente sua figlia!" fece una breve pausa di silenzio, e poi alzandosi in un punta di piedi lo baciò delicatamente su una guancia… "Grazie di tutto Nick… grazie di essere nella mia vita… ed ora dovrò ringraziarti anche per aver realizzato il mio più grande so…". La baciò senza neanche darle il tempo di finire la frase… un bacio delicato, dolce, breve… labbra contro labbra… e così come era iniziato, in un secondo era già finito. "Adesso andiamo a casa perché voglio vedere i miei nuovi vestiti… e conoscendo te so già che ci saranno anche dei capi rosa… giusto!". Ridendo Cat guardò il SUO locale per l'ultima volta "Non è colpa mia se stai bene con addosso il rosa!" e spegnendo le luci uscì e richiuse la porta alla sue spalle.

CAPITOLO 3

"Chi stai aspettando Nick?"domandò curioso Aj avendo notato che Nick continuava a guardare nervosamente l'entrata del salone del party. "Un'amica…" replicò vago il biondo ragazzo… la reazione che lo travolse non era certo quella che si aspettava. Tutti i Boys e rispettive compagne gli erano scoppiati a ridere in faccia. "Che c'è!" chiese scocciato. Leighanne gli sorrise dolcemente "Nick… non si aspetta 'un'amica' con tanta impazienza…". Scrutò le espressioni degli amici e lanciò un'altra fugace occhiata alla porta. "Ok… per me non è solo una semplice amica… Bone, ti ricordi quando ti ho chiesto di coprirmi quel giorno alla riunione con i capi? Vi ricordate che ero già in ritardo?". Quattro teste annuirono e lui continuò "Bhe… quel giorno l'ho incontrata… e bhe, non l'ho più lasciata… siamo diventati amici, almeno, per lei sono solo un amico, per me lei è molto più… ha fatto tanto per me in questi pochi mesi… abbiamo passato insieme il Natale ed ora siamo qui… pronti a fare un passo in più nella nostra amicizia!". "Sarebbe?" domandò Aj curioso come una scimmia… "Aprirci ad altre persone… in questi mesi siamo stati sempre e io e lei… nessun'altro… e la cosa mi spaventa…". I suoi amici rimasero in silenzio per qualche istante… guardando Brian e ridendo lievemente disse "E' per fino riuscita a portarmi in Chiesa la notte della Vigilia!". BRok lo guardò serio per qualche istante e poi sorridendo rispose "Deve essere speciale!" "Lo è…" replicò Nick. E nuovamente alzò gli occhi verso la porta… e la vide… Non riusciva a toglierle gli occhi di dosso; la ragazza era appena entrata dalla porta del salone e con gli occhi lo stava cercando… indossava un paio di jeans molto stretti che arrivavano appena sotto il ginocchio, ai piedi portava un paio di scarpe nere a punta e con i tacchi a spillo, il top era di vari strati di tulle rossi, qualcuno più lungo dell'altro. Era uno di quei top senza spalline, arricciato sotto il seno… I capelli li portava lunghi e riccioloni sulle spalle, la frangia tirata a lato e trattenuta con una strana molletta rossa. Backstreet Boys e rispettive mogli e fidanzate seguirono lo sguardo di Nick. Bellissima, fu l'unico aggettivo che riuscirono a trovare per descriverla. Ridendo nel guardare le espressioni dei cinque ragazzi, Kristin diede un leggero colpo di tosse. "Backstreet Boys, avvolgete le lingue e chiudete le bocche… non vorrete metterla in imbarazzo! Carter… muoviti e vai a prenderla…" e dandogli una leggera spinta lo spinse in direzione di Cat. Prima di andare da lei, però, si voltò verso il gruppo… "Non una parola…". E detto questo andò a prendere la sua Catharina.
"Cerchi qualcuno?" chiese Nick piazzandosi davanti a lei e bloccandole la visuale. Cat sorrise "Bhe… cercavo il ragazzo con il quale dovevo iniziare l'anno nuovo, ma non lo trovo!". Prendendo la palla al balzo lui replicò "Ma come? Sono qui davanti a te, non mi vedi?" e porgendole la mano le fece segno con la testa dietro di lui "Vieni… ti presento gli altri…". "Sono agitata Nick… non sono pronta ad incontrarli… Dai! Sono i Backstreet Boys, te ne rendi conto?". Ridendo Nick la tirò vicino al suo corpo "Ehi… sono anche io un Backstreet Boy… e poi…" e avvicinandosi al suo orecchio continuò "…quello che conta lo hai già in mano, completamente a disposizione…". Cat si sentì all'istante diventare un fuoco, le guance si colorarono di rosso. Nick, il suo amico Nick, stava flirtando con lei… sentiva che i suoi occhi le stavano scrutando attentamente il corpo e non sapeva cosa fare… Nick era solo un amico… troppo collegato al suo passato per tentare con lui qualsiasi cosa di più profondo… però… il destino non li avrebbe fatti incontrare solo per far nascere un'amicizia, no? "Ti piace quel che vedi?" sussurrò lei sorridendo e arrossendo ancor di più… Nick si avvicinò a lei ancora di più "Non tentarmi Cat baby… non giocare con il fuoco…" e detto così prendendola per mano la tirò verso il gruppo che attendeva impazientemente…

"Caaaaaattttttt!" urlò Nick tra la folla non appena la vide. Mancava un quarto d'ora a mezza notte e lui era già ubriaco da un pezzo. Leighanne, Kristin e Leigh guardarono Cat che veniva travolta da Nick e racchiusa in un super abbraccio… talmente super da sollevarla da terra di almeno dieci centimetri… Nick ubriaco era una cosa… Nick ubriaco e innamorato era un'altra… ed era pericolosa… "Nick non dovresti bere…" disse Catharina indietreggiando tentando di scappare da Nick… indietreggiò fino a quando le sue spalle non toccarono il muro. "Una volta non mi ucciderà…" sussurrò lui bloccandola e mettendole entrambe le mani sul muro ai lati della testa. "Nick… è meglio se torniamo dagli altri…". Nick sorridendo maliziosamente si avvicinò alla ragazza "Gli altri possono aspettare ancora qualche momento… ora siamo solo io e te…" e detto questo si appoggiò delicatamente alla ragazza, lasciandole modo di sentire l'effetto che gli aveva fatto guardarla ridere, scherzare e ballare con le altre ragazze. Catharina si sentì diventare di tutte le tonalità di rosso… non avrebbe mai e mai creduto di poter avere una così forte influenza su Nick. Lei lo aveva sempre creduto un amico, forse il miglior amico che aveva. Entrambi avevano affrontato grandi dolori e sofferenze, anche se sotto diverse forme… entrambi avevano visto la morte, anche se poi Nick era riuscito a tornare alla vita… ma in quel momento Cat aveva capito che Nick non avrebbe mai potuto esserle amico… aveva finalmente capito tutti i momenti di imbarazzo che Nick affrontava uscendo dalla stanza con qualche ridicola scusa… aveva capito il bacio a fior di labbra che le aveva dato la notte di Natale… Nick però era troppo collegato a Zac; già una volta aveva perso il ragazzo che amava, non voleva rischiare di perderlo ancora… non voleva amare Nick… Tornò alla realtà quando sentì le mani di Nick che avevano iniziato ad accarezzarle sensualmente la gamba risalendo lentamente fino ad arrivare alla schiena… "Nick, basta… sei ubriaco!" esclamò Catharina mettendogli le mani sul petto e cercando di spingerlo via. "Lasciati andare Cat Baby… sei sempre così fredda con me…" sussurrò lui spostandole i capelli dietro la spalla e deponendo un leggero bacio sul collo della ragazza. Catharina si sentì il fiato morirle in gola… Cercava di combattere le sensazioni di piacere che Nick le stava infondendo baciandole il collo, ripetendosi che era sbagliato, ma l'eccitazione che iniziava a sentire era troppo forte, chiuse gli occhi tentando di lasciarsi andare, ma le comparve l'immagine di Zac…

Aj aveva appena spento la musica per iniziare il conto alla rovescia, quando fu bruscamente fermato da un urlo provenente dal fondo della sala.

"FERMATI NICK!!!" urlò Catharina spingendolo via con tutta la sua forza. Nick restò immobile per qualche istante tentando di capire cosa fosse successo, poi riprendendosi fissò shockato Cat. Ok, forse lui aveva un po' esagerato, però non era il caso di reagire così… "CHE CAZZO FAI!!! DIO MIO CAT, VOLEVO SOLO BACIARTI!!! SIAMO AD UNA FOTTUTISSIMA FESTA DI FINE ANNO, VOLEVO SOLO FESTEGGIARE CON TE!" replicò Nick adirato… dannazione, lui voleva solo amarla…

Tutta la gente presente alla festa aveva spostato l'attenzione su di loro… nessuno si era accorto che a mezzanotte mancavano poco meno di due minuti… A nulla servivano gli sforzi di Aj che tentava di distogliere gli sguardi dai due ragazzi…

"Nick… io non posso tradire Zac…" disse amaramente Catharina abbassando lo sguardo. In quel momento Nick venne travolto da una rabbia irrefrenabile… guardò la ragazza di fronte a lui sospirando profondamente… Zac gli stava molto simpatico… ma ormai aveva interferito troppo con la sua vita… Tsk… grazie mille Nick… sapevo però che le sue parole erano spinte da un forte sentimento di amore verso Cat. Poteva insultarmi quanto voleva, io volevo solo la felicità per Catharina, e la felicità era lui. Passandosi nervosamente una mano tra i capelli, N        ick replicò senza pensarci "ZAC QUI, ZAC LA'… DIO SANTO… MA QUANDO TE NE FARAI UNA RAGIONE? ZAC E' MORTO!!! ZAC NON TORNERA' PIU' DA TE!!! SE NE E' ANDATO PER SEMPRE!!!". "NICK!!!!" esclamarono Kevin, Brian, Howie ed Aj avvicinandosi alla coppia per tentare di calmarli… non fecero in tempo a fare un altro passo che videro Cat avvicinarsi a Nick dandogli una forte sberla…"Sei un fottuto bastardo Nickolas Gene Carter…". E detto questo si allontanò da lui con le lacrime agli occhi…

"Ok signori… mancano quindici secondi all'anno nuovo. Iniziamo a contare… Dieci, nove, otto…" e quando tutte le persone in sala smisero di guardare Nick per finire il conto alla rovescia, Kevin si girò nuovamente verso di lui… "Gradiremmo una spiegazione alla scenata a cui abbiamo appena assistito!". E quattro teste si girarono verso il biondo ragazzo…

Nick restò a fissare il pavimento senza tentare di fermarla… era riuscito a rovinare tutto… lui e la sua bocca del cazzo. "Volevo baciarla… non sono più riuscito a controllarmi… era così bella…". Aj lo guardò allibito… "Mr. Tatto Zero… chi è Zac?". Nel sentire pronunciare il nome di Zac, Nick desiderò che la terra gli si aprisse sotto i piedi e lo ingoiasse per risparmiarlo da ulteriori vergogne… "Zac… era il suo ragazzo…" "Ed è morto?" domandò Brian mentre lui e gli altri si spostavano dalle persone che chiassosamente davano il benvenuto all'anno nuovo. "E' il donatore del mio cuore…" sussurrò Nick. Il gruppo di amici lo fissò shockato… "Ti sei innamorato della ragazza di colui che ti ha salvato la vita?" domandò Howie tentando di riprendersi dalla notizia. Gli altri tre ragazzi non sapevano cosa dire… "Sei proprio un coglione Kaos…" sussurrò Aj per primo. Guardando verso la porta dalla quale era uscita Catharina pochi istanti prima, Nick si decise a fare qualcosa… sarebbe stato veramente un coglione se non l'avesse seguita. Tentò di incamminarsi nella stessa direzione di Cat, ma Leighanne lo fermò "Non adesso Nick… devi lasciarla sola…". Nick guardò gli altri ragazzi e bisbigliò "Non la posso perdere… ora vado da lei… devo scusarmi per la penosa figura che ho fatto…". E detto questo, senza lasciare agli altri il tempo i replicare, uscì dalla porta sul retro. Se la conosceva bene come pensava, era andata a farsi una passeggiata in riva all'oceano. In un primo momento non riuscì a trovarla da nessuna parte, ma dopo qualche attimo, quando i suoi occhi si furono abituati al buio, con l'aiuto della luna riuscì a scorgere la sua sagoma su un enorme sasso poco più in giù dalla sua casa. Cosa le avrebbe detto quando si sarebbe trovato di fronte a lei… Zac gli aveva salvato la vita e lui per ringraziarlo che faceva? Prendeva a calci in culo la sua memoria. Si trovò di fianco a lei, la testa bassa, la bocca completamente asciutta. E l'unica parola che gli venne in mente fu "Perdonami…". Alzando gli occhi pieni di lacrime su di lui, Cat bisbigliò "Vattene Nick… non voglio più avere niente a che fare con te…". Il cuore di Nick in quell'istante si frantumò in mille pezzi… però non poteva rinunciare a lei senza prima combattere. "Cat… ti prego… ero talmente arrabbiato per il tuo rifiuto che ho smesso di ragionare… pensavo che mi avessi consentito di darti un bacio… stasera sei così bella che le mie mani e la mia bocca si muovevano da sole… non volevo ferirti… non volevo offendere Zac…". Allontanandosi da Nick, Catharina rispose "Troppo tardi non pensi?". Stupido Nick… buttare così la loro amicizia nel cestino e per cosa poi? Per divertirsi un pochino… "Cat bab…". La ragazza lo interruppe bruscamente, voltandosi verso di lui lo guardò negli occhi con odio. "Non chiamarmi Cat baby… hai perso quel diritto nel momento in cui hai nominato Zac!". Passandosi una mano nervosamente tra i capelli, Nick abbassò lo sguardo. "Non sono riuscito a controllarmi… sei una ragazza stupenda… hai un corpo stupendo… senza neanche farlo apposta mi hai stuzzicato… mi hai eccitato Cat. Ogni cosa che fai mi provoca un'erezione… anche quando abbassi la testa e ti sposti i capelli dietro all'orecchio… proprio come fai ora… sei una droga per me Cat…". Guardandolo stupefatta, Catharina replicò "Ma che cazzo dici Nick… quando ti ho incontrato, hai capito anche tu che avevo bisogno di un amico… non di qualcuno da scopare Nick, ma di un amico… hai fatto il doppio gioco e adesso rigiri la frittata nella padella come se la colpa fosse stata mia?". Alzando le mani al cielo Cat sospirò pesantemente. "Questo cambia tutto tra di noi Nick… sei un ragazzo carino Nick… mi piaci da impazzire, un tuo sorriso riesce a farmi girare la testa… ma non voglio che tra di noi succeda qualcosa… continueresti a portarmi alla mente e nel cuore Zac… per una piccola parte, Zac è ancora qui con me… è dentro di te…". Nick sentì che lentamente gli si stavano formando le lacrime negli occhi. Lui non si era ancora dichiarato e Cat non dava neanche una piccola possibilità ad un qualsiasi futuro tra di loro. Respirando a fondo le sorrise dolcemente… doveva mentire se non la voleva perdere. "Cat… ho solo detto che volevo divertirmi un po' insieme a te… per tentare di farti rilassare un po'… volevo baciarti, tutto qua…". La sensazione che provò Cat nel sentire le sue parole fu di delusione. Non voleva ammetterlo neanche lei, ma si sentì malissimo per quello che le disse Nick… voleva bene a Nick… buttare via la loro amicizia per delle parole dette da ubriaco le sembrava eccessivo… però, l'aveva pur sempre ferita…
Nell'osservarla mentre pensava e tentava di chiarirsi le idee, Nick le si avvicinò ancora di più. Se Cat non lo avesse perdonato, per lui sarebbe stata la fine. Incontrandola aveva rivisto il sole dopo tanto tempo, una ventata di freschezza era entrata nella sua vita… no, anzi, una persona vera era finalmente entrata nella sua vita. Senza falsità ne ipocrisie. Aveva incontrato un'amica sincera con la quale aveva diviso molte emozioni… perdendola avrebbe perso tutto; anche l'amore. Ricordandosi che Cat adorava Crawling Back To You e che specialmente l'ultima frase cantata da lui la faceva morire dal ridere, schiarendosi la voce intonò "Yeah… Now I'm crawling back to yoooooouuuuu!" e sorridendo rimase in attesa di una reazione di Cat. Quando la ragazza sentì Nick che le cantava la canzone, lo perdonò all'istante. Adorava quando per lei faceva quelle piccole cose romantiche… sia se era per farla sorridere che per farla innamorare… no aspetta… era assolutamente fuori questione la cosa… pensò Catharina scrollando la testa. Voltandosi verso Nick disse "Torniamo… oramai i Backstreet Boys ci hanno dato per dispersi…" e si incamminò verso la casa del ragazzo. "Ehi!!! Sono anche io un Backstreet Boy!" esclamò Nick rincorrendola e iniziando a farle il solletico. "Convinto tu!" replicò Catharina iniziando a ridere.

Quando li videro entrare alla festa, i boys e le mogli tirarono un sospiro di sollievo… contando il fatto che Nick la stava accompagnando in mezzo alla pista da ballo tenendola per mano, le cose probabilmente si erano risolte abbastanza bene… Ricordandosi quello che Nick gli aveva detto in merito a Just Want You To Know, Brian si voltò verso Kevin, e con lui andò verso la consolle del Dj.
Cat e Nick erano appena arrivati sulla pista da ballo quando sentirono le note di Just Want You To Know diffondersi nell'aria. Nick si voltò all'istante verso Brian, che con un sorriso a trentasei denti gli fece il segno di vittoria. Sorridendo il ragazzo guardò Catharina, che nel frattempo lo stava osservando con il viso rosso dall'imbarazzo. "Bhe… Cat baby, ti toc…". Senza neanche dargli il tempo di finire la frase, Cat si era leggermente alzata in punta di piedi e con le mani nei capelli di Nick lo aveva lievemente tirato verso di lei per baciarlo. Un bacio dolce e delicato all'inizio… come per dare alle loro labbra il tempo di adattarsi all'altro… dopo il lieve contatto i due ragazzi si guardarono negli occhi… Verdi e scuri come un bosco la notte e blu come l'oceano più profondo… entrambi si tirarono con violenza e famelicità l'uno verso l'altra. Le loro labbra si incontrarono nuovamente, questa volta con tanta passione. Le mani di Nick massaggiavano lentamente la schiena di Catharina, soffermandosi di tanto in tanto sui suoi fianchi. Le mani della ragazza gli accarezzavano dapprima le forti spalle e poi andavano a perdersi nei morbidi e spessi capelli di Nick… Nick si sentì morire quando sentì la lingua di Cat accarezzargli il labbro superiore per chiedergli il permesso di entrare nella sua bocca. Con un gemito di piacere diede a Cat il libero accesso e si accorse che Catharina si sorresse a lui quando le loro lingue si incontrarono. Dopo qualche istante in cui le due lingue duellavano eroticamente, Nick allontanò Cat bruscamente da lui. Respirando affannosamente e con voce roca sussurrò. "Cat baby, vai via, prima che non riesca più a controllarmi…". Catharina lo osservò per qualche istante con i suoi enormi occhi verdi, le gote arrossate e le labbra leggermente gonfie, poi si girò e nuovamente corse fuori dal salone e si diresse su per le scale verso la sua stanza.









CAPITOLO 4

Il gruppo di ragazzi si fermò a guardare il locale studiandolo nei minimi particolari. "Che genere di locale vuoi Cat?" domandò Howie guardandola. "Non saprei… mi piacerebbe che l'ambiente fosse semplice… caldo… accogliente…" spiegò Catharina mentre sfogliava il catalogo dei colori delle vernici… "Guarda questo… molto caldo, accogliente… rosa… è perfetto per te!" esclamò Nick sarcastico. "Non è proprio il rosa che piace a te, ma è rosa pesca, però lo trovo molto caldo come colore…" spiegò Nick sentendosi gli occhi di tutti addosso. "Sì… mi piace molto come colore. Nick… a proposito del locale, mi piacerebbe che fosse alla portata di tutti… un ristorante in cui può venire anche un semplice operaio… non voglio sia riservato ad una classe sociale in particolare… vorrei fosse conosciuto per la buona cucina, non per i clienti…" disse Cat guardando Nick negli occhi. Kevin curioso domandò "Come mai lo dici a Nick?". Catharina rimase un po' perplessa dalla domanda… possibile che Nick non abbia mai parlato di lei agli altri? "Bhe… me lo ha regalato lui!". Gli occhi dei Boys e rispettive partner si fissarono alquanto sorpresi su Nick… "Glielo hai comprato tu?" domandò Kristin avvicinandosi a lui… "Non comprato… ma ho deciso di farle un regalo per ringraziare lei e Zac…" e detto questo, si voltò e si diresse in quella stanza che avrebbe dovuto fare da cucina. Non gli andava di essere sommerso di domande.
Era febbraio, e avevano appena finito il loro tour mondiale… tornato a casa la prima cosa che aveva voluto fare era radunare gli altri e portarli a New York per aiutare Cat con il ristorante. La seconda cosa invece era stata quella di andare alla ricerca di un appartamento vicino a quello di Cat… ormai passava più tempo con lei che a casa propria. Certo… il suo 'palazzo', la barca e l'oceano gli mancavano tantissimo, però gli mancava terribilmente anche Catharina quando non era vicino a lui. Però… aveva notato che ultimamente c'era qualcosa che non andava tra di loro… Dopo capodanno i rapporti si erano leggermente interrotti… cioè, lui la cercava come sempre, ma lei… sembrava aver rivolto i suoi interessi altrove. Era sempre la dolce, tenera e timida Cat… pronta ad ascoltarlo e consolarlo, ma aveva iniziato ad essere distratta… e Nick temeva anche di aver capito il motivo. Aveva notato che Catharina provava qualcosa in più della semplice amicizia per Kevin… e la sua paura era che Cat si fosse avvicinata a Kev per la somiglianza che quest'ultimo aveva con Zac… alto, moro, occhi chiari... qualunque piega prendessero i fatti, Nick era sicuro che Catharina avrebbe comunque sofferto. Cat non era di certo il classico tipo rovina famiglie, con Kristin poi aveva instaurato una bella amicizia. Le varie ragazze durante il loro tour, si erano sentite svariate volte per telefono, ed erano diventate un gruppo abbastanza affiatato. Alcune volte poi, Leighanne con il piccolo Baylee e Kristin erano andate a New York per passare qualche giorno in compagnia di Catharina, aiutarla a progettare il locale e assaporare la fantastica cucina della ragazza. Nick sperava solo di riuscire a farle capire che Kevin non era Zac… che anche se Zac non era più con lei, avrebbe comunque incontrato qualcun altro in grado di amarla come Zac… forse anche di più… molte volte Nick si era trovato a ripetere a sé stesso 'sono io quella persona…' e più volte ancora era stato sul punto di dirlo a Catharina; ma si era sempre trattenuto. Lei non lo voleva. Punto. Durante il tour aveva anche tentato di dimenticarla. In un locale australiano, aveva incontrato una bellissima ragazza… "Assomiglia a Cat… ma la nostra ha molta più classe ed è molto più bella…" aveva detto Brian la mattina dopo. Ed era vero; proprio era questo il motivo per cui l'aveva scelta per quella notte, perché gli ricordava la sua Catharina. Ma era stato tutto più forte di lui… voleva fare l'amore con Cat, e se avesse chiuso gli occhi sarebbe riuscito a vederla… beh… era riuscito a vederla fin troppo bene… mentre stava per venire infatti aveva sussurrato il suo nome… il risultato fu un pugno in faccia da parte di Janice. "Stronzo!" aveva urlato raccogliendo in fretta le sue cose e uscendo dalla sua stanza d'albergo ancora mezza nuda. Inutile dire che i ragazzi lo avevano preso per il culo così tanto, che sarà difficile da dimenticare cosa.
Nick fu riportato alla realtà quando sentì qualcuno entrare in cucina. Alzando gli occhi vide Aj che curiosava allegramente in giro. Dopo qualche attimo di silenzio il ragazzo con gli occhiali da sole disse "Kaos… non devi aver vergogna di parlarci di queste cose… sono sicuro che io e gli altri tre ti avremmo volentieri aiutato a cercare il ristorante…". Sospirando Nick abbassò lo sguardo stranamente interessato alle piastrelle sul pavimento. "Non è che avevo vergogna… volevo essere io da solo a fare questa cosa per lei… Volevo ringraziare lei per essermi stata vicina in questo tempo… e Zac… per avermi ridonato la vita…". Aj lo scrutò tentando di capire quello che stava passando per la testa del suo giovane fratello. Gli ultimi anni erano stati molto turbolenti per Nick. Prima c'era stata Paris Hilton. Era riuscita a rubargli il cuore e a distruggerlo in mille pezzi nell'arco di pochi mesi. Poi c'erano state le presunte voci che lui l'avesse picchiata… i guai di Nick con la legge… ed infine il trapianto di cuore. Erano rimasti tutti parecchio sconvolti quando erano venuti a sapere che Nick stava morendo. Paris si era perfino presentata all'ospedale per tentare di 'recuperare quello che era della loro bellissima storia d'amore', ma era stata prontamente allontanata dalla security dell'ospedale chiamata tempestivamente da Kevin non appena l'aveva vista arrivare lungo il corridoio. Quella tipa aveva già fatto soffrire abbastanza il suo fratellino, non avevano bisogno di altre storie pubblicate sul giornale, dove era sempre e solo Paris che faceva la bella figura. Poi… come tutto aveva iniziato a scendere rapidamente, iniziò a risalire altrettanto in fretta… Il cuore nuovo, la splendida ripresa di Nick, il nuovo album, un tour mondiale tutto esaurito ed inifine era arrivata Catharina…
"Ascoltami bene Nick…" disse Aj prendendolo per un braccio e portandolo il più lontano possibile dalla porta, evitando così che qualche orecchia indiscreta ascoltasse il loro discorso. "Cat è una ragazza speciale… tu stravedi per lei, però devi darti una mossa… so che puoi anche avere paura delle conseguenze… credi che lei possa rifiutarti, ma credimi… un bacio come quello dell'ultimo dell'anno ne ho visti pochi… quello non poteva essere un bacio da semplice amica… Probabilmente lei non ha ancora realizzato i suoi sentimenti per te… non ha ancora capito quello che sente nei tuoi confronti… Se fossi in te le darei un'indirizzatina… la spingerei verso di te…" "Bone… cosa vuoi che faccia? Cazzo, ma non hai capito che le piace un altro ragazzo?!" chiese Nick allargando le braccia in un gesto alquanto stressato. "Posso anche portarle la luna… ma io sarò sempre e solo il suo migliore amico!!! Mettetevelo tutti in testa, Catharina ama ancora Zac!" e detto questo uscì velocemente dalla cucina e oltrepassando gli altri, che nel frattempo avevano sentito tutta la sfuriata, sbattendo la porta si allontanò dal locale. "Penso che Nick abbia bisogno di un'amica ora…" borbottò Aj. Sei paia di occhi si puntarono su Cat. "Chiudiamo noi il locale Catharina" disse dolcemente Leighanne toccandole il braccio. "Va da lui…". Annuendo Cat uscì dal ristorante senza dire nulla. 'Possibile che sia sempre io la causa della sua rabbia?' si domandò salendo in macchina e dirigendosi verso casa.
Il gruppo che era rimasto al locale sembrava leggermente imbarazzato a causa della scena a cui avevano appena assistito. "Nick ci fa sempre fare certe figure!" esclamò Howie sorridendo lievemente. I ragazzi si guardarono in giro, un pensiero comune girava nelle loro teste. Solo Kevin riuscì ad esprimerlo a parole. "A Catharina piace un altro ragazzo?". Kristin fu l'unica a non scrollare le spalle. L'aveva capito solo lei? Guardando verso Leighanne vide la ragazza annuire leggermente. Entrambe avevano intuito che il ragazzo che aveva catturato l'attenzione di Cat era il buon vecchio Kevin… ma entrambe avevano anche capito che il motivo dell'interesse di Catharina era dovuto alla somiglianza che lui aveva con Zac… Loro due avrebbero dovuto aiutare Nick a vincere il cuore della loro giovane amica… Chiudendo la porta a vetri del ristorante, Kristin rubò una furtiva occhiata a Kevin… si fidava di lui, e non portava nessun rancore verso Cat… se si fosse trovata nella sua stessa situazione, probabilmente, avrebbe fatto la stessa cosa. Sorridendo tra sé ricordò lo stupore di Kevin nell'apprendere che finalmente Nick aveva scelto una ragazza normale… "E' quella giusta per lei…" e si era lanciato in un interminabile monologo su Cat e su quello che di buono aveva fatto per Nick. Raramente Kevin approvava le ragazze che il biondo amico sceglieva… Kristin constatò che Kevin tanto odiava Paris, tanto apprezzava la presenza di Catharina nella vita di Nick. Sapeva che Nick aveva fatto un immenso sforzo emotivo a presentare la ragazza al gruppo di amici. Dopo il fiasco delle precedenti storie, dove lo stereotipo di ragazza era bionda, altissima, con tette che arrivavano prima del resto del corpo, e tutte senza cervello in cerca di un attimo di gloria, Nick era molto nervoso nel doverla sottoporre al giudizio dei suoi amici… anzi, di quella che lui considerava come cosa più vicina ad una famiglia. Kevin era elettrizzato all'idea. Cat era bellissima… era bellissima perché era il tipo di ragazza che puoi incontrare al supermercato, la ragazza normale che vive di fronte a casa tua… ecco… la parola giusta era: normale. Nick finalmente l'aveva trovata.
"Lo farà soffrire?" domandò sottovoce Kevin alla moglie, riportandola così sul marciapiede di New York. "Non penso Kev… Catharina è una ragazza molto dolce, vuole molto bene a Nick… deve solo realizzare che l'affetto che prova per lui non è amicizia, ma è amore… probabilmente per capire questo Cat dovrà versare altre lacrime…" sussurrò lei prendendo la mano del marito. 'E dovrai essere tu a fargliele versare…' pensò tristemente Kristin. "Quei due ragazzi dovrebbero solo trovare un po' di pace nelle loro vite…" concluse Kevin rivolgendo un ultimo pensiero a Nick…


CAPITOLO 5

Catharina quella sera stessa stava per uscire di casa per andare da Nick, quando qualcuno bussò alla porta. Andò ad aprire mentre stava indossando il cappotto. "Stavi andando da qualche parte?" domandò Nick sorridendole con in mano due gigantesche pizze. Ricambiando il sorriso e lanciando il cappotto su una sedia vicino alla porta replicò "Stavo andando da un ragazzo…" e vedendo che Nick aggrottò le sopracciglia concluse "Ma il ragazzo di cui parlavo si è presentato poco fa qui…". Posando le pizze sul tavolo della cucina lui replicò "Speriamo solo che se ne sia andato… ora ci sono qui io!". "Dovrò farmene una ragione!" replicò sarcastica Cat iniziando ad apparecchiare la tavola. Mentre si muoveva in cucina, Nick non poté fare a meno di osservarla… indossava un paio di pantaloni neri, un dolcevita rosa carico e un paio di Adidas bianche con le strisce rosa. I suoi occhi vagarono pigramente sul suo corpo… aveva un sedere perfetto… Fece in tempo ad accorgersi che la sua mano aveva iniziato a muoversi da sola e la stava per toccare… anzi, stava per accarezzarle dolcemente il sedere. La ritirò di scatto, proprio mentre Cat si girò verso di lui. "Prendi da bere intanto… per me acqua… per te c'è della birra… ho anche delle bibite se preferisci… quello che vuoi!". Prendendo le bibite dal frigorifero scrollò la testa e gli vennero in mente le parole di Aj 'spingila verso di te'. Non era poi così stupida come idea… Per tutta la cena mangiarono in un silenzio confortante… Decisero che una pizza l'avrebbero tenuta per mangiare qualcosa durante qualche film… Nick immerso nei suoi pensieri… Possibile che Cat fosse davvero innamorata di lui, ma non se ne era ancora accorta? 'Mi sa proprio che mi tocca seguire i consigli di Aj…' pensò Nick mentre si accomodavano sul divano e facevano zapping in tv. Eventualmente trovarono un film in prima visione. 'Jersey Girl'. C'era Ben nel film, quindi Nick non provò neanche ad obbiettare… avrebbe perso comunque. Il film risultò abbastanza mediocre… nonostante Nick non lo avesse seguito veramente. Il suo sguardo continuava a spostarsi verso Cat. Aveva notato che la ragazza non riusciva a trovare una posizione comoda. "Tutto ok, Cat baby?". Sorridendogli dolcemente e arrossendo lei rispose… "Non sono molto in forma Nick… E' già qualche giorno che ho un mal di schiena tremendo… e prima che arrivassi mi è venuto male anche alla cervicale… Sono proprio un rottame!" concluse lei ridendo. 'O Dio…' pensò Nick quando la vide ridere. Se nei mesi precedenti per lui era difficile resisterle, ora gli era impossibile. Delicatamente allungò una mano "Vieni qui piccola… vediamo di farti passare mal di schiena e mal di testa…". Parlava con voce lieve, in quel momento non si fidava di sé stesso. Catharina prendendogli la mano, si fece accompagnare in mezzo alle sue gambe. Nick si appoggiò più che poté allo schienale del divano, in modo che lei potesse sedersi comoda davanti a lui. Quando la ragazza trovò la posizione, Nick dolcemente iniziò a massaggiarle delicatamente la parte bassa della schiena. Dopo qualche attimo, con delicatezza fece scivolare entrambi le mani sotto il maglione rosa… sentì Cat trattenere il respiro. Continuò ad alternare massaggi con dolci carezze. La sua pelle a contatto con le sue mani lo stava facendo impazzire. Sorridendo tra sé notò che il respiro di Cat si era fatto più pesante e lento. Passando dall'accarezzare la schiena ai fianchi, Nick le sussurrò "Vieni indietro piccola…". Sembrava titubante, ma dopo che le mani di Nick passarono dai fianchi alla pancia, si rilassò completamente addosso a lui. La testa appoggiata sulla sua spalla. Il mento di Nick si avvicinò al suo orecchio. Si fermò quando sentì Cat ridere lievemente. Guardandola profondamente negli occhi, vide Cat arrossire. "Mi hai fatto il solletico con questa barbetta…" sussurrò lei accarezzandogli la barbetta presente sotto il suo mento. Alzando le sopracciglia e con sorriso alquanto sexy si avvicinò nuovamente a lei, accarezzandola ancora con la barba. Allargandole il collo del maglione, continuò a sfiorarla con il suo mento… La situazione diventava pericolosa… Cat sentiva che Nick era molto eccitato dalla situazione, e Nick dal canto suo riusciva a sentire che la temperatura del corpo di Catharina era come aumentata di qualche grado… Lasciando andare il collo del maglione, Nick con la mano le spostò i capelli dal collo e iniziò a baciare delicatamente la pelle sensibile. Si fermò quando la sentì emettere un lieve gemito di piacere… Fece scivolare la mano sinistra dai capelli lungo tutto il braccio di lei, fino a quando non incontrò la sua mano… Incrociò le sue dita con quelle della ragazza. Nel frattempo la mano che era rimasta sotto al maglione aveva iniziato ad accarezzarle la pelle in piccoli gesti circolari e saliva con ogni carezza sempre di più verso il seno di lei. Cat, invece aveva iniziato ad accarezzare il tatuaggio che Nick aveva sul polso. Un gesto così semplice, ma lui non riuscì a trattenere il gemito che uscì involontariamente dalle sue labbra. Fu solo quando la mano di lui incontrò il materiale del reggiseno di lei che fecero tornare Cat in sé. Alzandosi di scatto dal divano si voltò per un attimo a fissare Nick. Gli occhi azzurri di lui erano quasi diventati blu dalla passione che li aveva travolti qualche attimo prima. "Penso sia meglio tu vada a casa Nick…" sussurrò Catharina avviandosi verso la porta. Senza dire nulla, anche Nick si alzò e mettendosi la giacca si avvicinò a lei. 'Spingila verso di te…'. "Chi c'è nel tuo cuore Cat Baby?" sussurrò lui con voce roca e fissandola negli occhi dolcemente. Notando che lo sguardo di lei si spostava dai suoi occhi alle sue labbra, decise di spingerla ancora di più. Inumidendosi lentamente le labbra con la lingua, spostò i suoi occhi sulla bocca di Cat, imitando il gesto che stava facendo lei, e poi… posò lentamente le sue labbra su quelle della ragazza. Durò qualche secondo, non c'era nulla di passionale, Nick ci aveva messo solo amore… tutto il suo amore… Allontanandosi a fatica da lei uscì dalla porta. Guardandola ancora una volta con gli occhi pieni d'amore, andò via.
Chiudendo lentamente la porta, Catharina restò da sola con i suoi pensieri e con il profumo di Nick addosso al suo corpo. La sottile linea tra amore e amicizia era stata superata… non sarebbe stato mai più come prima… 'Chi c'è nel mio cuore?' si domandò sempre più confusa. Tre volti si alternarono tra di loro… Zac, Kevin… e per ultimo Nick… Nick… il nome risuonò più volte dentro di lei… Cosa aveva visto nei suoi occhi? Sentendosi improvvisamente stanca, spense le luci e la tv ed andò a dormire.




CAPITOLO 6

Kevin entrò in casa ancora stordito per quello che era successo. Ma come diavolo poteva essere capitata una cosa del genere? Si domandava scuotendo la testa. Kristin arrivò in soggiorno e vide che il marito fissava, senza muoversi e con la mano a mezz'aria per appoggiare le chiavi, il tavolino del soggiorno. Avvicinandosi, lo scrutò per qualche istante. Solo qualcosa di veramente serio, era in grado di turbare Kevin a quel modo. Kevin sentì la presenza della moglie alle sue spalle. Appoggiando le chiavi e togliendosi la giacca di pelle, continuando a non guardare in faccia Kristin, sussurrò "Mi ha chiamato Zac…". Kristin fece un profondo respiro e trattenne il fiato. Sapeva che questo momento sarebbe arrivato. Guardò Kevin che si sedette sul divano, appoggiando la testa allo schienale. "Io l'ho incontrata fuori da un supermercato… cioè… stavo tornando a casa con la macchina, l'ho vista e mi sono fermato. Abbiamo fatto quattro chiacchiere… le ho chiesto di Nick e l'ho aiutata a caricare la spesa in macchina… e poi… bhe… poi mi ha detto 'Grazie Zac… allora ci vediamo presto!'". Kevin scrollò le spalle "Non penso che se ne sia accorta… avrà solamente sbagliato il nome…". Ed alzò gli occhi sulla moglie. Kristin lo guardava sorridendo lievemente. Kevin aveva capito che Catharina non aveva sbagliato nome, ma che quando lo aveva chiamato Zac, aveva creduto di vedere l'amore perduto. "Kris… io… non so cosa fare… Nick adora quella ragazza… io sono convinto che sia innamorato sul serio questa volta… e Cat… lei è… troppo legata al passato… quando quel giorno parlavamo del suo interesse rivolto ad un altro ragazzo… il ragazzo in questione sono io?". Kristin si sedette vicino al marito e gli prese una mano. "Kev… io ho visto la foto di Zac… e vi somigliate molto… e da quello che Cat ha detto di lui a me e Leighanne… la somiglianza non è solo a livello fisico… molte cose caratteriali… molti comportamenti… sembri lui… solo più vecchio…". "Ma io non sono Zac…" ribatté scoraggiato l'uomo. Lei sospirò guardando l'uomo che amava afflitto da tale scoperta. Kevin doveva solo capire che era la cosa giusta che serviva a Cat per andare avanti con la propria vita. "Catharina deve capire che Zac è morto e non tornerà più, deve rendersi conto di questo con tutta se stessa, Kevin… io credo che finora solo una piccola parte di lei è rassegnata. L'altra lo aspetta ancora a casa tutte le sere. Non si capacita che Nick vive grazie alla morte di Zac… può averlo detto qualche volta a Nick per fargli piacere… ma lei non lo crede…". I loro occhi si incontrarono nuovamente. Kevin soffriva in silenzio per Nick… "Sono io la causa dell'infelicità di Nick?" chiese a sé stesso. "Kevin… Catharina è la causa della sua stessa infelicità. Il fatto di non riuscire a lasciarlo andare, è la causa per cui vede Nick come un semplice amico. Ascolta…" continuò quando vide il compagno poco convinto. "Nick conosce bene Catharina… sa leggerla come un libro aperto… sa quello che lei prova nei tuoi confronti… sa che Cat non vuole avere nulla a che fare con lui perché è troppo legato al suo passato… Il fatto che Catharina sappia che ci sia una connessione tra Nick e Zac è la causa di quell'esistenza della piccola parte di lei consapevole della scomparsa di Zac… Non so quanto tempo occorrerà… prima che lei accetti tutto questo… ed apra il suo cuore a Nick… Fisicamente, lo sappiamo tutti che è attratta da Nick… ed è compito di Nick farle capire i suoi sentimenti… è suo il dovere di consolarla della perdita di Zac e spetta a lui il compito di prendere il giusto posto nel cuore di Cat… E' tutto nelle mani di Nick…" concluse Kristin passando una mano tra i corti capelli di Kevin. Lui sospirò nuovamente… quello che gli stava dicendo aveva un senso. Non voleva che Nick soffrisse, ma ormai doveva guadagnarsele da solo le cose che desiderava… doveva combattere per le cose che amava… Abbozzando un sorriso mormorò "Ma un aiuto non gusta mai…". E la decisione che prese in quell'istante, avrebbe segnato e cambiato per sempre la vita di Nick e di Catharina.

Catharina arrivò alla festa a casa dei coniugi Richardson con qualche minuto di ritardo. Guardandosi in giro, notò che più che una festa, era una riunione di amici. Entrò nel soggiorno, e vide intenti a discutere Kevin, Aj, Howie e Brian, mentre Leighanne e Baylee erano sul divano a guardare i cartoni in televisione. Voltandosi verso Kristin, Cat domandò "Non c'è Nick?". Sorridendo tra sé, la giovane donna replicò "Non è potuto venire, ha detto che aveva da fare in studio di registrazione.". Catharina annuì e salutando gli altri presenti, andò a sedersi vicino a Leighanne. Era rimasta sorpresa dal non vedere Nick, soprattutto era rimasta sorpresa dal fatto che lui non gli avesse parlato del fatto che era entrato in studio di registrazione… probabilmente per incidere il secondo disco da solista. Da quella sera in cui Nick le aveva fatto quella domanda, si erano sentiti di meno, e visti ancora più raramente. Quello che Cat non sapeva, era che lui si teneva informato e si prendeva cura di lei, attraverso i suoi amici, ma soprattutto Kristin e Leighanne. Le due donne sapevano quello che era successo tra di loro. Le voci tra i cinque ragazzi giravano velocemente. Catharina non era una ragazza a cui piaceva aprirsi. L'unica persona con la quale ci era riuscita dopo la morte di Zac era stato Nick. Non gli confidava tutti i suoi segreti, ma riusciva a essere con lui quello che non era con gli altri. Nick e Catharina erano diversi tra di loro, ma quando erano insieme erano una combinazione esplosiva. C'era passione tra di loro, c'era complicità… c'era anche amicizia… Non il solito genere di amicizia… per quanto Catharina si fosse convinta a crederlo, lei e Nick non erano mai stati amici… loro due erano destinati ad essere qualcosa di più sin dal momento del loro incontro. Avevano finto di credere di essere amici… Nick era il secondo ragazzo a cui Cat si affezionava e, nonostante quello che esisteva tra di loro avesse affrontato alti e bassi, ora che Nick non era più vicino a lei, gli mancava terribilmente. Quando sentì il suo cuore pesante e gonfio di tristezza per la mancanza del ragazzo, decise che era il caso di cercare la risposta a quella domanda sussurrata da Nick… quello che provava, non era una sensazione che si sente per un semplice amico. "Come mai così tardi Cat?" domandò Howie avvicinandosi alle ragazze. "Ho fatto tardi al locale… ho iniziato a verniciare e volevo vedere se il colore andava bene… poi ero presa dal lavoro che ci hanno dato i professori in questo periodo… quindi mi sono accorta troppo tardi dell'ora…" spiegò Catharina mentre anche il resto dei ragazzi si avvicinava. E così tutti iniziarono a bombardarla di domande sul locale. La ragazza non aveva più voluto aiuto da nessuno. L'unica persona che la voleva al suo fianco per aiutarla non era presente neanche in quel momento. Perché si sentiva così male quando pensava a Nick? Scrollando le spalle si rese conto che quello che sentiva era molto simile al sentimento che provava per… "Ragazzi io e Kristin dobbiamo fare un annuncio!" esclamò Kevin versando lo champagne nei flute che avevano preparato poco prima. Tutti gli amici si alzarono ed andarono intorno al tavolo. Prendendo in mano i bicchieri, Kevin e Kristin lanciarono un'occhiata a Cat… la testa bassa… lo sguardo altrove… sembrava avere pensieri per la testa. Leighanne e Brian, notarono subito lo sguardo che i due rivolsero a Catharina, e la cosa iniziò a metterli a disagio… dov'era Nick quando serviva? Brian parlò prima che altri potessero aprire bocca "Ascolta Kev… non sarebbe meglio telefonare anche a Nick… così l'annuncio puoi farlo con tutti noi presenti?" domandò speranzoso. Kevin lo guardò… E Brian si fece piccolo piccolo… poi borbottò verso Leighanne "Nel vocabolario, vicino all'espressione 'se lo sguardo potesse incenerire' dovrebbero mettere la foto di Kev con quella faccia!". Leigh gli sorrise dolcemente… e poi guardò nuovamente Catharina. Brian aveva intuito che qualcosa non andava, ed aveva tentato di prevenire qualsiasi cosa, ma purtroppo stasera la ragazza sarebbe tornata alla realtà… una realtà senza Zac… "Io e Kris siamo molto felici di avere qui i nostri amici questa sera… Cat… sei talmente importante per Nick, che ormai fai parte della nostra famiglia… e ricorda… può essere una testa calda" "Ed una testa di cazzo!" lo interruppe Aj mentre guardava il suo bicchiere di the freddo. "Grazie Bone per la schiettezza e l'immancabile educazione!" replicò Kevin con un sorriso ironico. "Dicevo… ma nonostante tutte le stupidaggini che ha fatto, credo che sia un tipo abbastanza a posto…". Catharina annuiva, e non capiva perché la conversazione si era spostata su di lei e Nick… "Con questo ragazzi… bhe… diventerò papà!" esclamò cingendo Kris alla vita e tirandola vicino al suo corpo. Un boato di gioia esplose tra i boys, che corsero a congratularsi con Kevin. Leighanne restò immobile a fissare Catharina, che dal momento dell'annuncio non aveva più mosso un muscolo. Lo sguardo perso nel vuoto… il bicchiere le scivolò di mano. "Zac…" sussurrò con le lacrime agli occhi. Al rumore di cocci rotti ed al bisbiglio di Cat si voltarono tutti fissando increduli la ragazza… La realizzazione del perché di una tale reazione fu svelata da Kevin pochi secondi più tardi. "Io non sono Zac…". Leighanne fu subito al fianco di Catharina per paura che svenisse. "Kevin… basta ora!" esclamò seccata da tale freddezza. E si meravigliò ancora di più quando Kristin scosse lievemente la testa. "Zac non tornerà più… Zac se ne è andato… io sono un'altra persona… io non ti amo come ti amava lui… Io non posso amarti… Non voglio amarti!". "Kevin!" esclamò anche Brian quando vide Catharina impallidire e sudare freddo. In un attimo fu anche lui al suo fianco. "Nick…" sussurrò lei così impercettibilmente che Brian la sentì a fatica. Liberandosi dalla presa dei due amici al suo fianco e facendo un passo all'indietro mormorò "Congratulazioni… Mi spiace ma ora devo andare… mi sono ricordata di avere dimenticato un compito importante… e… devo andare…" ripeté indietreggiando. Sentendo le lacrime agli occhi si voltò ed usci di fretta dal soggiorno, ritrovandosi così da sola davanti alla porta di ingresso. Cercava la sua giacca, ma il pianto ormai aveva incominciato ad offuscarle la vista… Prima che potesse rendersene conto, aveva già iniziato a singhiozzare tenendosi il viso tra le mani… aveva già pianto per Zac, ma quelle parole dette da Kevin l'avevano aiutata a realizzare che davvero Zac non sarebbe mai più tornato da lei… Un movimento dietro di lei la fece sobbalzare e quando si voltò vide Brian che le sorrideva dolcemente. Anche se quello che Kevin aveva fatto era stato crudele… probabilmente era stata la cosa più giusta. "Mi dispiace Catharina…" sussurrò quando la ragazza iniziò nuovamente a piangere. "Zac non tornerà più da me…" gemette quando il ragazzo l'abbracciò per consolarla. "Temo di no piccolina…" e alzando gli occhi, Brian incontrò quelli di Leighanne e Kristin che tentavano in tutti i modi di trattenere le lacrime alla vista della disperazione della ragazza. Pochi secondi più tardi, Cat si staccò lentamente da Brian. "Io vado… non voglio stare più qui…" e mettendo la giacca si voltò a guardare le due ragazze. "Sono molto felice per te Kristin…" e sorridendo tra le lacrime uscì dalla porta. "Chiamo Nick…" disse Leighanne prendendo il cellulare. Brian, però la fermò "Credo stia già andando da lui… andrà tutto bene ragazze…". E a testa bassa i tre tornarono dagli altri per spiegare quello che era appena successo… Catharina sarebbe riuscita a dire addio a Zac?


CAPITOLO 7

Nick era appena tornato dalla sala di incisione e salutando il portiere chiamò l'ascensore. Le prove erano andate da schifo. Non era riuscito ad incidere nemmeno una canzone. 'A cosa cazzo pensi Nick?' gli aveva chiesto il produttore andando su tutte le furie. "Già… a cosa penso?" si chiese guardandosi intorno. Quando le porte dell'ascensore si aprirono entrò e con un pugno di esasperazione schiacciò il pulsante per l'ultimo piano. "Fanculo Cat!" esclamò passandosi una mano tra i capelli. I capelli già… per farle piacere si era pure tagliato ulteriormente i capelli… e lei niente! Non riusciva a capire perché continuava a cercarla… perché era così ossessionato da lei… "Perché la amo, ecco il perché! Perché sono un coglione!" gridò guardandosi allo specchio. Sospirando profondamente appoggiò la schiena alla parete. Il tragitto verso casa sembrava interminabile. Aveva fatto di tutto per dimenticare Cat, per smettere si soffrire; ma dopo un trapianto di cuore ti rimane ben poco da fare. Niente più pasticche, niente più alcool, niente più canne… niente di niente! Solo il sesso restava, però… lui non poteva gustarsi più neanche quello! Dannazione, Catharina era ovunque! Scuotendo la testa, ripensò alla sera prima quando una ragazzina che non avrà avuto neanche vent'anni si era presentata davanti a lui in un locale. Qualche ballo in pista e poi lei gli aveva offerto quello che nessun ragazzo avrebbe il coraggio di rifiutare. L'aveva portata nel privè del locale, si era seduto su una poltroncina e lei si era inginocchiata davanti a lui slacciandogli i pantaloni. Il servizietto che poi gli aveva regalato era uno di quelli che non si dimenticano facilmente… se solo non fosse stato per la sua bocca del cazzo che ancora una volta aveva sussurrato 'Cat Baby' quando con foga aveva spruzzato il suo succo in gola a quella puttanella. Spossato e con i nervi a fior di pelle, si era lasciato ripulire e senza neanche darle il tempo di alzarsi, le aveva lanciato cinquanta dollari sul divanetto e incazzato era uscito dal locale sbattendo con violenza la porta. Quando era tornato a casa si era buttato sotto la doccia per togliersi di dosso la sensazione di quella ragazza. Non andava fiero di quello che aveva appena fatto, però lui voleva dimenticarla… e per farlo, sarebbe ricorso a qualsiasi mezzo. Ma allora perché se la sua testa gli diceva di andare avanti lasciandola indietro, il suo cuore al solo pensiero iniziava a fargli male? Fu riportato alla realtà dal campanello dell'ascensore che finalmente, era arrivato al suo piano. Si incamminò verso il corridoio svuotandosi le tasche del giaccone per cercare le chiavi. Alzando lievemente lo sguardo non diede peso alla persona raggomitolata davanti alla sua porta. Quando l'immagine si registrò nella sua mente, il suo corpo si paralizzò all'istante. Riportando lo sguardo verso l'entrata dell'appartamento, vide Catharina con la testa tra le ginocchia che piangeva. "Cat baby…" sussurrò avvicinandosi e accovacciandosi al suo fianco. La rabbia che aveva provato fino a qualche istante prima era stranamente scomparsa, lasciando il posto ad una pesante sensazione di tristezza e impotenza nel vederla in quello stato. Quando Catharina si accorse che Nick era al suo fianco e le accarezzava i capelli per rassicurarla, appoggiò la sua testa sulla spalla del ragazzo. Pochi attimi dopo, si ritrovò a singhiozzare disperatamente tra le sue braccia con il volto nascosto nel suo collo, lo stringeva come se fosse la sua unica speranza di vita. Le infondeva sicurezza, le infondeva amore… A bassa voce iniziò a bisbigliarle parole rassicuranti nell'orecchio. La voce roca e il respiro caldo e sexy di Nick costrinsero Catharina a abbracciarlo ancora di più. Oramai lui era seduto con la schiena appoggiata al muro e lei era seduta sopra di lui, le sue gambe intorno alla via di Nick. Per tentare di calmarla, Nick aveva iniziato a dondolarsi lievemente. Com'era possibile che poco fa la detestava ed ora avrebbe voluto prendersi lui i dolori che l'affliggevano? "Cosa è successo Cat Baby?" domandò quando il pianto si placò lievemente. Allontanandosi da lui e asciugando le lacrime con il dorso della mano lo guardò negli occhi. "Zac… lui non tornerà più da me…". A quelle parole Nick sì sentì male… "Mi spiace piccola…" replicò lui abbracciandola. Quando notò che la ragazza sembrava essersi calmata e non era più ai livelli isterici di poco prima, lui continuò a parlare "Entriamo in casa Cat Baby…". Annuendo Cat si rese improvvisamente conto della posizione in cui si trovavano ed arrossendo si alzò immediatamente da lui. Con un sorriso malizioso, Nick si alzò ed i suoi occhi incontrarono quelli di Cat. Lui sapeva che Cat si era lasciata andare solamente per via della disperazione e proprio per quel motivo lui non aveva visto nulla di sessuale nel gesto, ma non poteva negare che avere tra le braccia la ragazza anche solo in un'azione semplice come un abbraccio, era stato come andare in paradiso e tornare indietro in una frazione di secondo. Tutto il suo corpo aveva risposto a quell'abbraccio… Ogni piccola parte di lui si era infuocata d'amore. Non solo il cuore batteva dalla gioia fino a fargli male, ma improvvisamente aveva sentito le farfalle nello stomaco, pulsazioni anomale della testa scandivano l'irregolarità del suo battito cardiaco… 'Dio la amo davvero…' aveva pensato aprendo la porta e cercando la mano di Cat per stringerla nella sua. Intrecciando le sue dita con quelle della ragazza, entrarono nell'appartamento. In un primo istante lei sembrò essere a disagio. Non era mai stata a casa di Nick, generalmente era lui che andava da lei, e poi con quello che era successo l'ultima volta che si erano incontrati… diciamo che lei lo aveva evitato. Si tolsero le giacche e poi Nick disse "Siediti sul divano… vado a prenderti qualcosa da bere!". E accendendo la televisione, lasciò che Cat si abituasse al divano di pelle bianca e trovasse la posizione più comoda. Restò ad osservarla qualche secondo, giusto per controllare che avrebbe resistito ancora qualche istante. Non fissava la televisione la ragazza. Teneva lo sguardo rivolto verso le proprie mani, si mordicchiava il labbro inferiore. Nick si tolse le scarpe e la felpa esclamando "Qua nel mio appartamento c'è un clima tropicale… devi metterti a tuo agio Cat baby, sei troppo coperta!" e si avvicinò a lei. Cat lo fissò per qualche istante quando si inginocchiò davanti a lei per toglierle le scarpe. Indossava una polo rosa tenue, era una tonalità che stava benissimo addosso al ragazzo, le maniche corte mostravano i tatuaggi che aveva sulle braccia. I capelli corti sparavano in aria in tutte le direzioni. "Hai tagliato i capelli Nick?" domandò lei allungando una mano e accarezzandogli dolcemente la testa, facendo passare i corti e spessi capelli tra le sue dita. Il fiato morì in gola al ragazzo non appena sentì la carezza di Cat. Lanciando le scarpe dietro al divano ed alzandosi per slacciarle il maglioncino nero replicò "Sì… perché so che la ragazza che mi piace, impazzisce per i capelli corti…". E sfilandole il maglioncino dalle spalle la guardò negli occhi. "E sei tu quella ragazza…" sussurrò con voce roca. Il cuore di Nick batteva a mille… dove aveva trovato il coraggio di dirle una cosa del genere? Voleva tentare con qualsiasi cosa in suo potere di far aprire gli occhi ed il cuore della ragazza… la loro amicizia ormai era irrecuperabile, finita nel cesso; loro due si trovavano a metà, nella parte precedente c'era un'amicizia finita, in quella successiva c'era l'amore. Sedendosi di fianco a lei e passandole un braccio intorno alle spalle le domandò "Cat Baby, dimmi cosa è successo questa sera…". E quando la realtà la colpì nuovamente sentì ancora una volta le lacrime iniziare a scendere. E così, abbracciandolo un'altra volta iniziò a raccontargli la storia. Quando il pianto cessò nuovamente, nessuno dei due ragazzi disse nulla. Anche in una situazione così triste, restavano in silenzio a gustare la compagnia altrui. Lei stava bene tra le sue braccia… sentire il calore del suo corpo e il dolce profumo da uomo che lo accompagnava bastava a tirarla fuori di testa. Senza neanche accorgersene Cat si avvicinò ancora di più a Nick… e lui la sentì… il suo corpo la sentì nuovamente. La situazione iniziava a farsi pericolosa e lui non voleva rovinare tutto… Catharina era sconvolta e quello di cui aveva bisogno era un amico… non un ragazzo che si lasciava guidare da una testa che non era quella appoggiata sul collo. Sospirando e passandosi nervosamente la mano tra i capelli, si rese conto che forse avrebbe dovuto dirle qualcosa… lui però era bravo a fare musica, a scrivere testi di canzoni… non sapeva esprimersi bene a parole, quel compito spettava a Kevin.. agli altri, non a lui… Cazzo, la ragazza che amava piangeva tra le sue braccia e lui aveva paura di fare qualche figura da coglione. 'Zac… guarda tu in che situazione mi hai messo!' pensò iniziando ad accarezzarle la testa. "Cat baby…" sussurrò Nick tirandola tra le sue gambe. Sistemandosi comodamente e appoggiandosi con la schiena sul bracciolo del divano, la fece sedere in modo che le spalle di Cat toccassero il suo petto. Quando la ragazza sospirò pesantemente a causa del troppo pianto, Nick appoggiò la guancia alla testa di lei e respirando profondamente avvicinò le labbra al suo orecchio e con voce roca, profonda e sexy, mormorando iniziò a cantare…

It's down to this
I've got to make this life make sense
Can anyone tell what I've done
I miss the life
I miss the colors of the world
Can anyone tell where I am

'Cause now again I've found myself
So far down, away from the sun
That shines into the darkest place
I'm so far down, away from the sun again
Away from the sun again

Chiudendo gli occhi Cat si lasciò cullare dalla calda voce di Nick… ascoltava… ascoltava il suo Nick che tentava di farla star meglio… e quando lui si fermò per leccarsi le labbra e riprendere fiato, lei lo trovò un gesto talmente erotico che si sentì immediatamente eccitata… Cosa succedeva? Questo era solo Nick che la consolava… solo Nick… lui non era mai stato solo Nick, era sempre stato qualcosa di più, le aveva sempre fatto sentire qualcosa in più… Nick quando era con lei, la faceva sentire libera… la faceva sentire bellissima e sexy… la faceva sentire un'altra persona… sensazioni che neanche Zac era mai riuscito a darle… Nonostante i due ragazzi si fossero amati alla follia, Nick le dava qualcosa in più… Con il groppo alla gola, Cat si accorse che Nick stava prendendo il posto che aveva occupato Zac nel suo cuore. E mentre lui respirava pesantemente per riprendere il fiato, Catharina lasciò che le lacrime iniziassero a scendere silenziosamente dai suoi occhi.

I'm over this
I'm tired of living in the dark
Can anyone see me down here
The feeling's gone. There's nothing left to lift me up
Back into the world I've known

'Cause now again I've found myself
So far down, away from the sun
That shines into the darkest place
I'm so far down, away from the sun
That shines to light the way for me
To find my way back into the arms
That care about the ones like me
I'm so far down, away from the sun again

Oh no,
Yeah,
Oh no...

E Nick la osservava mentre sussurrava la canzone nel suo orecchio. Osservava le bellissime gambe mostrate dalla minigonna di jeans, piegate lievemente, in un gesto così semplice, ma allo stesso tempo pericolosamente eccitante. Sentiva che le dita di Cat avevano iniziato ad accarezzargli il tatuaggio che aveva sul polso, così lievemente che a Nick sembrò di essere toccato con una piuma… Chiuse gli occhi per controllarsi, ma ormai l'erezione si notava e quando Catharina si avvicinò ancora di più, Nick capì che anche lei la sentiva… e con un gemito di piacere, che partì dal profondo della sua gola a causa della lieve pressione che Cat gli stava facendo con il suo perfetto sedere, inumidendosi nuovamente le labbra a fatica continuò a cantare…

It's down to this
I've got to make this life make sense
And now I can't tell what I've done

And now again I've found myself
So far down, away from the sun
That shines to light the way for me

'Cause now again I've found myself
So far down, away from the sun
That shines into the darkest place
I'm so far down, away from the sun
That shines to light the way for me
To find my way back into the arms
That care about the ones like me
I'm so far down, away from the sun again

Oh no,
Yeah,
I'm gone

Quando le ultime parole riecheggiarono nelle loro teste, nessuno dei due si mosse. Quello che doveva essere un semplice gesto d'affetto, era risultato essere uno dei momenti più sexy in cui i due ragazzi si fossero mai trovati. I respiri pesanti, le loro mani cercavano qualsiasi contatto. Lei accarezzava sensualmente il braccio di lui, causandogli i brividi lungo tutta la schiena, e Nick le toccava ancora la morbidissima pelle che la ragazza aveva sulla pancia. Ma Nick dalla sua posizione, riusciva a vedere dentro la scollatura a V della ragazza. E questo bastava per far pulsare di desiderio la sua erezione. L'unica cosa che voleva fare in quel momento era prendere tra le mani il seno della ragazza. Dio… voleva fare l'amore con lei… voleva consolarla anche con il suo corpo… voleva alleviare il suo dolore… lui era lì per lei… voleva solo vederla felice… Con un profondo respiro ritrasse le mani… Cat era sconvolta e lui avrebbe solo approfittato della situazione… con un'altra ragazza avrebbe subito preso la palla al balzo, ma con lei no… lei doveva essere con lui al cento per cento. "Sexy…" sussurrò lei avvicinandosi ancora di più al suo corpo. Respirando profondamente e passandosi nervosamente una mano tra i capelli, lui replicò "C… cosa?". Perfetto, ora, oltre che ad un povero sfigato arrapato, sembrava essere un povero sfigato che non riusciva a mettere insieme una parola. Ma quando sentì la risposta della ragazza "La tua voce…" capì che doveva fare qualcosa prima di perdere definitivamente il controllo. Per l'ennesima volta passò la mano tra i suoi corti capelli e inumidendosi di nuovo le labbra, con voce profonda a fatica sussurrò "Cat Baby io non voglio fare qualcosa di sbagliato… allontanati… ti prego…". E pochi secondi dopo Catharina scivolò via dalle sue braccia… Appoggiandosi allo schienale del divano e accavallando le gambe come solo i ragazzi sanno fare, lo sguardo di Nick iniziò a vagare per tutto l'appartamento, cercando qualcosa che lo distrasse dall'unico pensiero che gli passava per la testa. Il sesso. Il sesso più sfrenato ed animale. Nervosamente iniziò a muovere le gambe. "Nick?" lo chiamò dolcemente Cat. Quando sentì la sua voce sobbalzò. I suoi occhi si appoggiarono sulla figura della sua Cat. "Perché sei nervoso? Muovi sempre le gambe quando c'è qualcosa che non va…" sussurrò lei osservando i movimenti del giovane. Con un grugnito di esasperazione Nick si alzò dal divano… Cos'era tutto questo improvviso interesse nei suoi confronti? "Andiamo a bere qualcosa in cucina!" borbottò scappando nell'altra stanza e lasciando da sola Catharina sul divano che lo osservava stupita per tale cambiamento di umore. Quando Cat arrivò in cucina, Nick aveva già bevuto quasi mezzo litro di acqua gelata. Dopo qualche attimo di silenzio, schiarendosi la voce, lui posò nuovamente i suoi occhi sulla ragazza. "Ti andrebbe di mangiare qualcosa… oppure qualcosa da bere… qualsiasi cosa!" esclamò tentando di trovare qualcosa che gli togliesse la mente da lei. "Un po' d'acqua per favore…" rispose lei a bassa voce guardandolo negli occhi. Nick aprì il pensile dove teneva i bicchieri, ma sapendo che Cat osservava ogni sua mossa iniziò ad innervosirsi nuovamente. L'erezione non accennava a diminuire e ormai era ben visibile anche attraverso i jeans. Sbattendo lo sportello di legno si voltò verso di lei. L'espressione negli occhi di Cat era illeggibile, quella negli occhi di Nick era passione. Desiderio, voglia e bisogno di lei. Avvicinandosi non abbandonò mai con lo sguardo Cat. Quando fu davanti a lei sollevandola da terra la fece sedere sul piano da lavoro dell'isola che c'era al centro della cucina. Incurante del fatto che portasse una gonna, si spinse con forza tra le sue gambe. Avvicinando le sue labbra a quelle della ragazza, fino a quando ognuno non sentì il caldo respiro dell'altro, rocamente bisbigliò "Cat Baby… sto cercando in tutti i modi di resistere alla tentazione di buttarti giù a novanta qua sul tavolo della cucina e scoparti fino a quando non capisci a che tortura mi sottoponi quando mi sei vicina… ma se mi guardi ancora con gli occhi da cerbiattina, come hai fatto fino ad ora, i miei buoni propositi non dureranno ancora per molto…". I loro occhi non si erano mai abbandonati… Cat sentì una strana sensazione nel suo corpo. Nick era andato direttamente al sodo senza girare intorno all'argomento, ed ora l'unica cosa che lei voleva era sentire le labbra del ragazzo sulle sue. Inspirando profondamente, Nick si allontanò da lei, spingendosi con le mani via dal tavolo, le pupille dilatate dalla passione. "Scusa…" sussurrò lui abbassando lo sguardo. Gli occhi di Cat fissavano la sua bocca. Fece un ulteriore passo indietro e tornò verso il mobile per prendere l'acqua per la ragazza. Cat lo fissava mentre le dava le spalle… che bel corpo che aveva Nick… era alto, aveva le spalle larghe e poi quei tatuaggi che si intravedevano… per non parlare del suo sedere… e delle sue mani, larghe, le dita lunghe e lei non poté fare a meno di chiedersi che sensazioni le avrebbero dato se lui le avesse accarezzato il corpo. Le avrebbe usate in quel modo sexy con cui lui le usa quando suona la chitarra elettrica? Arrossendo per il pensiero, si chiese cosa le era successo… lei non era mai stato il tipo di ragazza che provoca gli uomini… Ma lei voleva Nick… voleva che lui le facesse scordare ogni dolore… Cosa provava lei per Nick? Il suo Nick… lei se ne stava innamorando… trattenne il fiato quando si accorse che il suo cuore già batteva per lui, per i suoi sorrisi, per le battute cretine, per quegli occhi cristallini che le guardavano nel profondo dell'anima… adorava quando lui le faceva sentire qualche nuova canzone. Le faceva quel ghigno furbetto tanto sexy che facevano vedere che il biondo angelo non era proprio tale. E… viveva per i suoi baci… una sensazione di calore le pervase il corpo e sentì il suo stomaco stringersi improvvisamente… Nick quando stava con lei aveva la stessa passione di quando faceva la sua adorata musica. "Non voglio dimenticare Zac…" sussurrò lei tentando di reprimere le lacrime. Nick la guardò con la coda dell'occhio "Infatti non devi farlo… devi solo dare spazio nel tuo cuore a qualcun altro…" disse incrociando il suo sguardo brevemente. Tentando di rimanere il più distaccato possibile dalla situazione, aprì il frigorifero e prese una nuova bottiglietta d'acqua. Svitando il tappo iniziò a versarla nel bicchiere. L'erezione non si era ancora calmata ed avere Catharina così vicino di certo non lo aiutava… Ripensando a poco prima, si sentì un emerito imbecille per essere stato così esplicito e dannatamente volgare. Lei pensava a Zac e lui cosa faceva? Le diceva che l'unica cosa che gli passava per la testa era portarsela a letto. Abbassando lo sguardo sul bicchiere notò che aveva rovesciato fuori tutta l'acqua. La bottiglia era vuota e l'acqua era ovunque… ecco… ci mancava pure la figura di merda del momento! "Nick…" lo chiamò lei. Seccato si voltò a guardarla… come faceva a essere così bella? Quando vide che lei aprì la bocca per dire qualcosa e poi la richiuse senza che nessun suono fosse uscito, si avvicinò a lei. "Dimmi Cat Baby…" sussurrò rimettendosi davanti a lei. "Tu non sei Zac…" sussurrò lei guardando ovunque tranne lui. "No… io e Zac siamo come il bianco e il nero… guarda i nostri capelli!" replicò Nick con le sopraciglia alzate per farla ridere. E ci riuscì, nonostante lei avesse gli occhi lucidi. Inconsciamente fece un altro passo verso di lei. "Mi fa male…" sussurrò poi Cat guardandosi le mani. "Cosa ti fa male?" chiese lui. "Il mio cuore…" e una lacrima le rigò il voltò. E Nick fece un altro passo. "Perché?" domandò Nick prendendole un mano. "Perché ho lasciato che tu prendessi il posto del mio Zac…". E Nick si fermò. "Scusami?" domandò lui scuotendo lievemente la testa e avvicinando l'orecchio alla ragazza. Ridendo lei gli accarezzò il collo con un dito. Partendo dal mento, sfiorando il pomo d'Adamo e finendo con toccargli il collo seguendo il contorno della maglietta. E Nick fece un altro passo… e finalmente fu di nuovo tra le sue gambe. "Puoi farmi vedere la cicatrice?" chiese Cat tirandolo dolcemente tramite la maglietta, finché non fu nuovamente pericolosamente vicino a lei. Nick si sorreggeva poggiando il suo peso sulle mani che aveva messo sul tavolo ai lati della ragazza. Guardando Cat che sensualmente si inumidiva le labbra, inconsciamente fece lo stesso anche lui. Scuotendo lievemente la testa, bisbigliò "Non è una buona idea Cat Baby…". E Cat lo guardò nuovamente con i suoi grandi occhi verdi. Sospirando Nick fece per tirarsi fuori la maglietta, ma Cat lo fermò. Prendendo i bordi della maglia, iniziò a farla salire per il suo torace. Le sue morbide mani gli sfioravano la pelle ed il respiro di Nick si fece all'istante pesante e lento. Facendogli passare la maglia da sopra la testa, Cat la lasciò cadere a terra quando vide la realtà… sul petto di Nick al centro c'era una lunga cicatrice… Zac era morto davvero… allungando una mano sfiorò quello sfregio sul corpo di Nick e a lui involontariamente scappò un gemito sommesso. Una lacrima rigò il volto di Cat, e mentre lei aveva iniziato ad accarezzare prima il tatuaggio sulla spalla destra e poi su quello sinistro, Nick si chinò e delicatamente baciò via la prima lacrima, poi la seconda, e poi quelle successive, finché una non si posò sulle perfette labbra a forma di cuore della sua Cat Baby. Lasciando che le sue mani si perdessero tra i morbidi e lunghi capelli di Cat, lui con voce soffocata dall'emozione sussurrò "Io non sono bravo a parole Cat Baby… l'unica cosa che posso fare per consolarti è amarti… con tutto me stesso…". E tenendo lo sguardo fisso sulla bocca di lei, la vide annuire debolmente… Ed il rito incominciava… Erano arrivati al punto del non ritorno… Con un lieve sorrisetto storto, mormorò "I just want you to know .That I've been fighting to let you go…" e la baciò godendosi il sapore agrodolce che aveva Cat in quel momento. Il dolcissimo gusto che avevano naturalmente le labbra di lei era inasprito dal salato di quella singola, offensiva lacrima che era scivolata su di esse. Quando volle approfondire il bacio, Nick le piegò leggermente la testa da un lato, in modo da avere libero accesso a Cat. Capendo le intenzioni del ragazzo, lei dischiuse lievemente le labbra, e subito la lingua di Nick entrò nella sua bocca ed iniziò a esplorarla dolcemente. E quando lui incontrò quella vellutata e dal sapore così dolce della ragazza, il suo corpo si spinse ulteriormente contro quello di lei. Le mani di Nick iniziarono ad esplorare il corpo di Cat… dai capelli passarono al collo, poi alle spalle e scesero lungo le braccia. Le accarezzarono la vita, poi risalirono verso la sua schiena e quando lui senti che Cat ripercorse i suoi tatuaggi e accarezzando il collo perse le mani nei suoi corti capelli, lasciò che le sue corressero giù lievemente per la schiena di Cat, fino a quando non raggiunsero il piccolo e perfetto sedere della ragazza. Con un grugnito d'approvazione da parte di Nick quando riuscì a averlo tra le mani, la sollevò e la prese in braccio, facendo in modo che lei riuscisse ad avvinghiarlo intorno alla vita con le sue gambe. Facendo un passo in dietro Nick emise un gemito snervato quando Cat si allontanò dalle sue labbra ed iniziò a depositare lievi baci sul suo collo… lo sfiorava lentamente, lo leccava lievemente e per stuzzicarlo gli soffiava addosso. I brividi di piacere che percorsero Nick con quel semplice gesto, bastarono per fargli perdere l'equilibrio. Barcollando sbatté Catharina contro il muro mentre lei aveva iniziato a baciargli l'incavo tra il collo e la spalla. Il profumo così sexy di Nick non le stava facendo capire più nulla. La pelle del ragazzo era calda sotto le sue labbra ed il suo respiro pesante. Le sue mani nel frattempo si reggevano a lui tramite le spalle.
Quando lei si ritrovò con la schiena appoggiata al muro, sentì che Nick spinse il suo forte corpo contro il proprio, bloccandola e schiacciandola lievemente. Una mano di lui lasciò la presa che aveva sul sedere e salendo scomparve sotto la maglia di Cat. La sfiorò fino a quando non raggiunse il reggiseno. Non appena sentì il materiale sotto le sue dita, sentì la sua erezione pulsare violentemente, il suo cuore fermarsi dalla troppa emozione. Dio solo sa quante volte aveva sognato di tenere il suo seno tra le mani. "Tieniti Cat Baby…" bisbigliò con voce soffocata dall'emozione. La stretta della ragazza si fece più salda quando anche l'altra mano di Nick abbandonò la sua posizione dal fondoschiena di lei. "Guardami…" mormorò lui quando iniziò a sfilarle la maglia. Facendola passare sopra la testa di Cat, Nick la lanciò a lato. I suoi occhi azzurri non abbandonavano il volto della ragazza. Non riusciva ad abbassare lo sguardo su quello che era stato l'oggetto di tante sue fantasie… non si fidava di sé stesso. Avvicinando nuovamente le sue labbra a quelle della ragazza, nuovamente canticchiò rocamente "Some days I make it through and then there's nights that never end…". E poi la baciò duramente, con forza, con tutta la passione che sentiva dentro. Quando Cat sentì l'intensità del bacio dopo che lui le aveva nuovamente sussurrato la canzone con quella voce profonda che si trovava, non riuscì a trattenere il gemito che le fuggì dalla bocca. Quando Nick sentì l'eccitante verso, si spinse ancora di più nel corpo di lei. Pelle contro pelle. "O Dio…" grugnì lui quando sentì il seno della ragazza premersi contro il suo petto. Le mani di lui le accarezzarono i fianchi, la sua testa si abbassò per iniziare a baciare il dolce collo della ragazza. Le baciò la linea del mento e poi scivolò giù appoggiandole le labbra lungo il collo. La sentì tremare sotto le sue mani. E lui continuò il dolce assalto mentre la ragazza sussurrava il suo nome. Sapeva che Catharina stava impazzendo in quel momento. Il suo tocco la faceva fremere di piacere. Un altro gemito uscì dalle labbra di Cat, e lui le passò le braccia intorno alla vita. Si staccò leggermente dal muro e con una mano risalì la schiena fino ad arrivare al reggiseno. Guardandola negli occhi, lentamente, lo slacciò. Tenendola saldamente in braccio, iniziò ad incamminarsi verso il soggiorno. Uscendo dalla cucina, a tentoni trovò l'interruttore della luce e la spense. Arrivò fino al divano e piegandosi vi depositò dolcemente la sua Cat. Poi si inginocchiò davanti a lei. Tornò a baciarle il collo, scendendo nell'incavo della spalla e continuandola a baciare fino a quando non incontrò la spallina del reggiseno. Senza fermare quello che stava facendo, lentamente e sensualmente la abbassò lungo il braccio, ripetendo poi lo stesso gesto dalla parte opposta. Sedendosi per terra, tirò Cat sopra di sé. Le loro labbra a pochi millimetri di distanza. I loro occhi si perdevano l'uno in quelli dell'altra. Con voce rotta dall'emozione, Nick sussurrò "Ho bisogno di vederlo…" e dicendo questo le sfilò il semplice reggiseno rosa. Trattenendo il respiro, abbassò lo sguardo e le sue mani lentamente si alzarono per toccare quel meraviglioso seno. Non appena riuscì a tenerlo tra le mani, chiudendo gli occhi nascose il viso nel collo di Cat. "Meraviglioso…" borbottò lui continuando a tenerlo in mano… Era perfetto, gli stava perfettamente tra le mani e vederlo lo stava tirando fuori di testa. La fece sdraiare sul tappeto davanti alla televisione e con una mano cercò a tentoni un cuscino da metterle sotto alla testa. Poi si abbassò sopra di lei e nascondendo il viso tra i suoi seni, sospirò profondamente.
Il cuore di Cat batteva all'impazzata. Quello che le stava facendo, le infondeva sensazioni che non aveva mai provato. Adorava vederlo concentrato, adorava vederlo tremare di passione come aveva fatto poco prima quando aveva visto il suo seno. La fronte di Nick era leggermente sudata, i capelli che fino a poco prima erano dritti in aria, adesso cadevano sulla sua fronte. Con una mano glieli accarezzò nuovamente, i capelli umidi scorrevano tra le sue dita. E poi… Nick uno alla volta prese in bocca i suoi seni, li baciò, li lecco e li morsicò lievemente… la torturò fino a quando lei non gridò il suo nome. Quando fu abbastanza soddisfatto, tornò sopra di lei e la baciò… ancora prepotentemente, ancora con famelicità… non riusciva ad essere gentile e dolce con lei… non stasera… non quando doveva farle dimenticare tutti i problemi che la affliggevano. Continuando a toccarsi i due ragazzi finirono di svestirsi… Nick le chiese se poteva alzarsi davanti a lui e partendo dalla caviglia, accarezzò tutta la gamba fino alla gonna. Inginocchiandosi davanti a lei le baciò lievemente la pancia mentre con le mani slacciava la gonna e gliela faceva scendere dolcemente insieme alle coulotte rosa. Alzandosi davanti a lei si avvicinò per baciarla, ma prima che le loro labbra si toccassero nuovamente Nick bisbigliò "Sei ancora più bella di quanto avessi mai immaginato…". Cat si sentì la terra mancare da sotto i piedi… sia per il bacio che le diede lui, sia per quelle dolci parole sussurrate poco prima. Mentre lo baciava, con le mani iniziò a slacciargli i jeans e per toglierli lo spinse lievemente fino a farlo cadere sul divano. Con un enorme sorriso Nick esclamò "Dio… questa donna dominatrice mi fa impazzire!". Scuotendo la testa e tirando i pantaloni insieme ai boxer a lato, Cat iniziò a baciare tutto il corpo di Nick, partendo dalle mani, soffermandosi più a lungo su quei tatuaggi che la facevano impazzire, scendendo per il torace, amando come nessuno avrebbe mai potuto fare quella cicatrice, giocando con l'ombelico e mordicchiando le sue adorabili maniglie dell'amore, la ragazza si allontanò per vedere Nick… per vedere quello splendido uomo davanti a lei… Non provò vergogna quando vide l'erezione che lei stessa aveva causato, ma l'unica cosa che desiderò fare in quell'attimo fu quella di assaporare il vero essere uomo di Nick. Quando delicatamente lo prese in mano, Nick credette di non riuscire a resistere e quando lei si abbassò verso di lui, dovette lottare con tutto sé stesso per fermarla… L'unica cosa che voleva era sentire la sua bocca intorno a lui, ma era troppo presto per la sua Cat. Scivolando in avanti sul divano la prese tra le sue braccia e sussurrando "Non preoccuparti Cat Baby, abbiamo tutta la notte…" la fece sdraiare e si posizionò sopra di lei, accomodandosi tra le sue gambe. Baciandola nuovamente sussurrò "Posso amarti Cat Baby? Posso farti vedere quello che provo per te?". Cat non riuscì a trovare nessuna parola dopo aver sentito la calda e tremante voce di Nick e così passandogli dolcemente le braccia intorno al collo annuì debolmente. E lui la baciò nuovamente e poi scuotendo lievemente la testa replicò "Devi dirmelo tu Cat Baby… vuoi che faccia l'amore insieme a te?". Cat incontrò i suoi occhi… Dio… non li aveva mai visti così espressivi… dal colore del ghiaccio erano diventati quasi blu… "Fai l'amore con me Nickolas…". E lui non se lo fece ripetere due volte. Prendendo una mano della ragazza ed incrociando le sue dita con le proprie, gliela portò sopra la testa, con l'altro braccio sorreggeva il proprio peso. La trovò subito pronta per lui… e lentamente entrò dentro di lei… Cat trattenne il respiro e Nick aspettò qualche istante a muoversi. Non sapeva se sarebbe durato per molto… "Sei così bagnata…" sospirò lui indietreggiando lentamente. Quando con forza ritornò nel più profondo di Cat la ragazza non riuscì a trattenere l'urlo di piacere. Con ogni colpo che le dava Nick, per quanto potesse essere forte, animalesco e consolatorio, sì sentiva più viva rispetto a prima. Quando Nick, con la voce rotta dal piacere le sussurrò per l'ennesima volta "Quanto sei stretta intorno a me…". Cat sentì il suo corpo irrigidirsi… e come lo sentì lei lo sentì anche Nick che avvicinandosi al suo orecchio, a fatica le mormorò "Lascialo andare Cat Baby…" e lei lo fece… Lasciò andare l'orgasmo che la travolse completamente. "Nick!" gridò lei inarcando la schiena e chiudendo gli occhi. Il corpo di Cat e la vista di quella ragazza così dannatamente erotica, lo mandarono oltre ogni limite… E anche Nick si lasciò andare… dentro di lei, spingendosi più che poteva dentro al suo corpo, liberò il suo caldo e spesso liquido lasciandosi trasportare dall'orgasmo a occhi chiusi, il viso nascosto nei lunghi e morbidi capelli della ragazza. Respirarono affannosamente per qualche istante… l'uno nelle braccia dell'altra… e quando riuscirono a regolarizzare il proprio respiro, Nick mormorò "Wow…" e ridendo insieme a Cat uscì lentamente da lei… Si inginocchiò davanti a lei e sorridendole lievemente le porse la mano. "Andiamo nel letto…". Cat sedendosi a sua volta, accettò l'aiuto del ragazzo e insieme si alzarono. Nick le sorrise dolcemente e la strinse forte a sé… il suo cuore ancora non aveva trovato il battito regolare… il suo sogno era realtà… lei era realtà. Stringendola con tutte le sue forze la alzò da terra di mezzo metro. Quando i piedi di Cat toccarono nuovamente terra, Nick le prese la mano e l'accompagnò verso la sua camera. "Adesso vedi che effetto le mie lenzuola di seta… sul corpo nudo sono divine! Sono quasi più brave di me ad accarezzarti!" borbottò lui grattandosi il mento. Cat rise all'espressione di Nick ed entrò nel letto quando lui le voltò indietro le coperte. Entrando dopo di lei, la abbracciò dal dietro, cingendole la vita con il braccio. Appoggiando le labbra sulla pelle profumata della sua spalla, Nick l'accompagnò nel mondo dei sogni baciandola delicatamente. Quando si accorse che la sua Cat Baby si era addormentata tenendogli la mano, la strinse ancora più forte, e con lei tra le braccia finì anche lui con l'addormentarsi profondamente.

CAPITOLO 8

Lo stava sognando. Nick era al suo fianco che la guardava dolcemente dormire sul divano. Le faceva il solletico per svegliarla. “Cat Baby… dai… dobbiamo andare a cena…” sussurrò lui nell'orecchio della ragazza. E Cat si sedette con gli occhi ancora chiusi, baciandolo teneramente. “Ora sbrigati, vestiti che io vado a preparare la macchina!” esclamò tirandola in piedi di forza e portandola verso la loro camera. E sorridendole la salutava per andare giù nel garage. E poi buio… non riusciva a vedere cosa si era messa, non sapeva come aveva fatto ad arrivare in macchina… ma era lì… con orrore iniziò a guardarsi in giro. Ancora una volta riviveva l'incubo. Quando sentì che qualcuno le stringeva delicatamente la mano, Catharina con il groppo alla gola si voltò verso il ragazzo… il suo cuore smise di battere quando vide Nick al posto di guida… No… doveva esserci Zac lì, non il suo Nick. Non il ragazzo che amava… era Zac a dover morire come tutte le notti. Nick non faceva parte di un incubo, ma di un meraviglioso sogno. Voleva chiedergli di accostare, di cambiare strada, ma non riuscì a trovare la propria voce. E Catharina oramai sapeva cosa stava per accadere… lo sapeva a memoria… lo aveva rivisto ogni maledetta notte… ed infatti il Tir arrivava contromano, a forte velocità, luci spente… L'impatto, l'urlo…buio…
Cat spalancò gli occhi immediatamente… il respiro irregolare… perché Nick aveva preso il posto di Zac nell'incubo? Mettendo a fuoco quello che la circondava, si accorse che era tra le braccia di Nick, pelle contro pelle… erano girati l'uno verso l'altra e lui posava dolcemente il mento sopra la sua testa… Cat aveva il viso nascosto nel suo petto e con un profondo respiro si lasciò trasportare dal dolce profumo di Nick. Dormiva serenamente il ragazzo e Cat alzò la testa, sorreggendola con il braccio, e restò a fissarlo a lungo… non voleva rivivere ancora l'incubo… aveva già perso una volta il ragazzo che amava e non sapeva se avrebbe resistito ancora una volta al dolore… Certo… non bisogna mai dare nulla di scontato dalla vita… basta guardare l'ironia del destino… lei si era innamorata di colui che aveva ricevuto il cuore del suo ragazzo… Zac era morto, Nick aveva rischiato di morire, ma era stato riportato alla vita per un colpo di fortuna. Beffardo il fato che si prendeva gioco di lei. Non avrebbe potuto trovare due ragazzi più collegati neanche se andava nel centro di New York e lo urlava con un megafono… Ma era disposta a iniziare tutto ancora una volta? Nick faceva ancora dei controlli per via del cuore… non era mai stato male, aveva reagito egregiamente al trapianto, e nonostante tutto questo avrebbe dovuto tranquillizzarla, non riusciva… aveva un peso sul cuore… Era troppo presto per tutto questo… Era presto per accettare un altro ragazzo nella sua vita… Era presto per accettare Nick. Le lacrime le annebbiarono la vista… Doveva andare via subito, se fosse rimasta fino al risveglio del ragazzo, non sarebbe riuscita a proteggere sé stessa… Lui le avrebbe sorriso e poi l'avrebbe baciata… e poi avrebbe voluto sicuramente fare l'amore ancora una volta con lei. Si avvicinò a lui e dolcemente le diede un lieve bacio sulle labbra socchiuse. Tutti quei mesi trascorsi insieme e lei non si era neanche accorta di essersene innamorata. E invece lui era sempre stato vicino a lei, soffrendo per tutte le volte che lei lo avvicinava e lo allontanava. E sì sentì male per lui. Lo strinse dolcemente per l'ultima volta, baciò lievemente la cicatrice e scivolò via dalle sue braccia… “Perdonami…” e socchiudendo la porta andò in giro per la casa a cercare i propri vestiti. Prendendo una penna ed un pezzo di carta, gli scrisse velocemente due righe e tornando in camera, baciandolo, lo depositò sul cuscino dove aveva dormito fino a poco prima. Tornò verso la porta per l'ultima volta e girandosi a guardarlo mentre dormiva beatamente sentì un terribile peso sul cuore… Quel cuore che poco prima aveva ricreato una corazza intorno ad esso per proteggerla. Uscendo dall'appartamento e richiudendo dolcemente la porta alle proprie spalle, pensò che quel lieve click fosse il suono più triste che avesse mai sentito.

Nick aprì un occhio e si guardò intorno. Dormiva a pancia in giù, il lenzuolo gli copriva solamente il sedere, la guancia era deformata dal cuscino, e un filo di saliva gli colava dalla bocca. Richiudendo gli occhi si stiracchiò. Era più di un anno che non dormiva così bene… era come se avesse dormito per più di un giorno. Era rilassato, era sereno e soprattutto era felice… Per la prima volta si era svegliato con il sorriso sulle labbra… Un grugnito di disapprovazione gli scappò quando un'altra parte di lui, iniziò a pensare per sé stessa. E la sua testa si drizzò di colpo… ogni singolo fotogramma della notte precedente gli era tornato in mente. Si voltò di scatto e il sorriso abbandonò il suo volto. Sul cuscino della sua Cat Baby c'era un bigliettino. 'Scusa, ma non posso restare…'. Borbottando “Proprio oggi doveva andare al college?” affondò la faccia nel morbido cuscino e respirò a fondo il dolce profumo di pesca che apparteneva alla ragazza. Con un occhio guardò la sveglia sul comodino e vide che erano le undici passate. Faceva in tempo a farsi una doccia e mangiare qualcosa prima di dover uscire di casa. Se avesse fatto in fretta, avrebbe anche potuto andare a trovare Cat prima di andare dagli altri ragazzi. Inspirando profondamente si alzò dal letto e nudo si incamminò verso il bagno…

Appena arrivata a casa, Cat si era messa una comoda tuta e si era sdraiata sul divano coprendosi con un caldo pile. E poi aveva iniziato a pensare a quello che era successo con Nick. Non si era mai sentita così donna prima d'ora. Arrossendo al pensiero di come Nick aveva fatto l'amore con lei poche ore prima, si tirò la coperta fino a sopra la testa… Lui era stato il secondo ragazzo con cui aveva fatto l'amore… solo Zac l'aveva vista così prima d'ora… Zac… già… Lui l'aveva lasciata da sola… e lei aveva abbandonato Nick per paura di un fantasma… Al pensiero di Nick e di come l'aveva lasciato da solo in quel letto, le lacrime le rigarono ancora una volta il volto. Il pianto la cullò dolcemente in un sonno pieno di incubi.
Si svegliò nuovamente verso mezzogiorno… il suo stomaco richiamava la sua attenzione emettendo dei versi alquanto paurosi. Si sentiva gli occhi gonfi… le facevano male…prendendo una matita dall'astuccio che c'era sul tavolo, pettinò i capelli in uno spettinato chignon e li fissò con quella molletta improvvisata. Lo faceva da un sacco di anni… Raramente portava i capelli legati, ma quando non voleva averli tra i piedi, specialmente se pensava o studiava, nella sua matita aveva trovata una fida alleata. Andò in bagno e guardandosi l'immagine riflessa nello specchio vide i suoi occhi più spenti e cupi del solito. Togliendosi le lenti a contatto inforcò gli occhiali e si incamminò stancamente verso la cucina. Un lieve bussare alla porta fece aumentare i battiti del suo cuore. Con le mani in tasca andò ad aprire e sentì il suo mondo di solitudine vacillare pericolosamente quando vide Nick appoggiato allo stipite della porta che le sorrideva come un imbecille. Indossava una felpa grigia con le cuciture bianche e la zip. Sul petto c'era un'applicazione di un uccello e la scritta 'Poetic Rage'. I jeans erano leggermente larghi ed ai piedi portava un paio di scarpe da ginnastica grigie. I capelli gli cadevano sulla fronte, quelli in cima alla testa erano tutti in piedi… probabilmente aveva perso con loro la battaglia su/giù. Su una spalla aveva la custodia con dentro la sua fedele chitarra elettrica e teneva l'altro braccio dietro la schiena. Ma la cosa che la spiazzò maggiormente fu la luce che vide nei suoi occhi… Quegli occhi azzurri che lei adorava brillavano dalla felicità. Neanche il più prezioso dei diamanti avrebbe avuto la luminosità che emanava il ragazzo. Con una lieve spinta con la spalla, Nick si raddrizzò e tirando in avanti il braccio che aveva dietro la schiena le mostrò una splendida rosa bianca. Facendo un passo indietro e spalancando la porta, diede a Nick la possibilità di entrare… Consegnandole il fiore, lui, senza mai abbassare lo sguardo, chiuse dolcemente la porta e facendo due passi fu davanti a lei. Le accarezzò una guancia con il dorso della mano e stringendole lievemente il mento tra il pollice e l'indice, si chinò e la baciò. Le diede tanti lievi baci, solo un delicato contatto di labbra… ogni bacio durava qualche istante più del precedente, ogni bacio faceva battere il cuore di Nick d'amore e faceva spezzare sempre di più quello della ragazza. Lui, nel frattempo, aveva appoggiato la sua fronte su quella di Cat e allontanandosi lievemente con le labbra, se le inumidì velocemente con la lingua e le posò calde, umide e morbide, per l'ennesima volta su quelle della sua Cat Baby. Quando fece per approfondire il bacio, Catharina, facendo appello a tutte le sue forze, fece un passo indietro. Nick la guardò confuso per qualche istante e studiando il triste volto della ragazza si mosse verso di lei. “Cosa succede Cat Baby? Hai pianto piccola?” domandò toccandole una guancia. Abbassando lo sguardo, lei replicò “Non hai visto il biglietto Nick?”. Annuendo il ragazzo rispose “Certo piccola… Cosa è successo? È andato male qualche test al college?”. Scuotendo lievemente la testa, Cat lo guardò dolorosamente negli occhi. E lui capì… Il suo cuore provò una fitta di dolore proprio nel centro. Le lacrime iniziarono a bruciargli negli occhi. Sbattendo le palpebre furiosamente un paio di volte, appoggiò la chitarra per terra. Le prese una mano e portandosela verso la bocca la baciò dolcemente. “No Cat Baby…” bisbigliò lui malinconicamente. 'Mentigli' le diceva la sua testa 'Allontanalo'. “Ieri sera è stato uno sbaglio Nickolas… non doveva succedere… Io ero solo sconvolta e volevo sentirmi un po' amata… Bhe… è stato molto bello… hai avuto anche tu quello che volevi…”. Prendendole anche l'altra mano e facendo cadere la rosa lui iniziò a scuotere violentemente la testa. “Ma io non volevo una notte e basta…” perché si sentiva così male a parole che lui stesso aveva ripetuto centinaia di volte? Perché ferivano così tanto? Catharina fece un passo indietro e lasciò cadere le sue mani lungo il corpo. “Io pensavo a Zac…”. Fissandola Nick replicò “Ma sussurravi il mio nome…” “Era quello di cui avevamo entrambi bisogno al momento per risollevarci il morale… senza catene…” insistette Cat, tentando di convincere anche sé stessa. “Cat… se è quello che provi perché piangi?” e quando non ebbe alcuna risposta, sentì la rabbia crescere dentro al suo corpo. “Cristo santo Catharina! Io sono follemente e pazzamente innamorato di te! Non volevo solo una fottutissima scopata! Ma come cazzo fai a non capirlo!!!” urlò Nick con gli occhi rossi a causa delle lacrime che si nascondevano dietro ad essi. E incontrando gli occhi della ragazza sussurrò “Io morirei per te…”. E il cuore di Cat a quelle tristissime parole si frantumò completamente… Perché faceva più male perdere lui in quell'istante, che perdere Zac in un incidente d'auto… Perché per Zac non era stata data alcuna scelta… Per Nick, invece, sì. “Mi dispiace Nick…” bisbigliò lei con un filo di voce. Guardandola un ultima volta, Nick raccolse la sua chitarra e a testa bassa uscì dall'appartamento chiudendosi infelicemente la porta alle spalle. Catharina si accasciò a terra piangendo disperatamente, la sua testa continuava a ripeterle che era stata la cosa giusta da fare… il suo cuore… soffriva.

“Fanculo!” urlò Nick aprendo la porta dello studio di registrazione con tale violenza da romperne il vetro. Kevin, Brian, Howie ed Aj, sussultarono dallo spavento quando Nick entrò. Interdetti si voltarono a guardarlo. Prima che nessuno potesse dire nulla, il biondo aveva preso la sua adorata chitarra e l'aveva lanciata con tutte le sue forze contro il muro. “Puttana!” continuava a gridare, ribaltando qualsiasi cosa trovasse sul suo cammino. “Che succede Nick?” domandò Kevin facendo un passo verso di lui. “Che succede? Cosa succede vuoi sapere?” replicò ironico, le lacrime che gli scendevano violentemente dagli occhi. “Succede che quella troia aveva solo bisogno di una scopata!!! Non aveva bisogno di me, ma di qualcuno che se la sbattesse per bene!!!! Non gliene frega un cazzo di me!!!!!!! La odio!!!” sbraitò guardando con ostilità i quattro ragazzi davanti a lui. Ridendo Aj replicò “Lo sapevo che quella puttana ti avrebbe fregato!”. E prima che qualcuno potesse fare qualcosa per fermare Nick, il giovane ragazzo, ignaro di essersi appena tradito, si era lanciato ferocemente addosso ad Aj. Solo Kevin ebbe i riflessi abbastanza veloci da bloccarlo. Buttandosi verso Nick a peso morto, dovette lottare per qualche istante contro l'ira del ragazzo che sembrava averlo fatto impazzire improvvisamente. Quando Nick smise di dimenarsi, con il viso eclissato nell'abbraccio di Kevin, si lasciò cadere a terra piangendo. Gli altri tre ragazzi si strinsero anche loro intorno ai due amici, pronti a confortare il loro fratellino minore. Con la faccia nascosta tra le sue mani, tra le amare lacrime singhiozzò “Perché soffro così tanto ad amarla?”. Brian, Kevin, Aj e Howie si scambiarono un'occhiata. Quando il pianto convulso si calmò, Nick tentò di raccontare loro cosa era successo e quando i suoi quattro amici, dopo averlo mandato in bagno a rinfrescarsi, si guardarono, Brian si fece portavoce del pensiero comune che girava nelle loro teste. “Dobbiamo riportare Catharina da lui…”.






CAPITOLO 9
“Questa è la scaletta!” esclamò Kevin tirando sul tavolo davanti a Nick un foglio piegato. Nick guardandolo storto aprì il foglio e lo scrutò attentamente. “Te lo scordi Kev… tutte queste canzoni messe insieme farebbero deprimere anche un sordo!” esclamò rigettandolo verso Kevin. “Cos'era quella… l'ombra di una battuta?” replicò il ragazzo più vecchio. “E' solo uno show televisivo Nick, sono cinque canzoni messe lì a caso…”. Sbuffando Nick si alzò dalla sedia “Sono messe lì a caso? Ognuna di esse è collegata a Cat… anche questo è stato un caso? Se non è perché piacciono a lei sono lì per il loro significato…”. Brian si avvicinò insieme ad Howie ed Aj. “Ascolta Nick, stiamo tentando di aiutarti!” esclamò D. “Sei più odioso in questo stato di quando passi tutta la giornata a torturarmi! Dai… non sorridi neanche più… sono passati cinque giorni, mi meraviglio del fatto che ti lavi ancora e non sei nella fase depressiva più acuta!”. Brian mettendo una mano sulla spalla del biondo, appoggiò sul tavolo una busta. “Qui dentro c'è un biglietto per assistere allo spettacolo dal vivo… Vai da lei oggi pomeriggio a darglielo… chiedile di venire perché per te significherebbe molto… e perché le canzoni sono state scelte pensando a lei…” sussurrò studiando la reazione dell'amico. Nick non diceva nulla, osservava il biglietto senza la minima espressione sul viso. “No… può restare dov'è, da sola, a piangere sulla sua patetica vita! Dopodomani torno a Los Angeles, non ho nessun motivo per rimanere ulteriormente in questa città!” dichiarò sedendosi e tornando a lavorare sulla canzone che stava scrivendo. “Ah Ah Ah!” esclamò ironico Aj. “La battuta del secolo. Guardaci in faccia e dicci che non te ne frega più un cazzo di lei! Guardaci negli occhi… hai il coraggio di negare che tutti i giorni arrivi da noi con due occhi che sembrano due palle da basket talmente sono gonfi e rossi per il troppo pianto? Sei un cazzone Nick, sei solo un coglione se smetti di combattere per lei così facilmente! E poi hai il coraggio di dirci che l'ami!”. Nick guardandosi le mani replicò “Io non la amo…” sussurrò lievemente. “Guardami negli occhi ragazzino quando parli con me!” comandò Aj. Con uno scatto d'ira, Nick si alzò violentemente dalla sedia ribaltandola per terra. Avvicinando la sua faccia pericolosamente a quella dell'amico più basso sibilò “Io non ti devo provare proprio niente!”. Gli altri tre ragazzi nel frattempo si erano avvicinati onde evitare succedesse qualche stupidata. Prendendo Nick per le spalle, Brian lo tirò indietro. “Calmati Frack… Bone parla così perché è preoccupato per te… Non ti fa bene alla salute essere così stressato… Non sembri neanche più tu… O vai da lei e le parli dicendole quello che provi oppure giri pagina e vai avanti!” spiegò gentilmente lui al suo migliore amico. Senza dire una parola Nick si voltò e tornò al tavolo. “Abbiamo uno show da preparare, non abbiamo il tempo di pensare a quella stronza!” esclamò secco tentando di ributtare indietro le lacrime. I restanti boys, guardandosi negli occhi scuoterono leggermente la testa… sarebbe stato tutto più duro del previsto.

Il pomeriggio seguente, Catharina, tentando di togliere la sua mente dal pensiero fisso di Nick, decise di recuperare il tempo perso negli studi. Nella sua tenuta da lavoro. Tuta, occhiali e chignon spettinato, si era seduta sul tappeto davanti al tavolino del soggiorno e si era circondata di libri. La settimana che stava per terminare era stata la più dura della sua vita… Lui non aveva mai tentato di chiamarla e lei di certo non aveva fatto il primo passo. Scrollando la testa, riportò la concentrazione su un'equazione di algebra. Quando per la rabbia stava per lanciare il libro giù dal tavolino, sentì qualcuno bussare alla porta. Stressata, sbuffando andò ad aprire e fu molto sorpresa di vedere Aj, Howie, Kevin, Brian, Leighanne con Baylee e Kristin sorriderle lievemente dal pianerottolo di casa. “Dovrei essere felice di vedervi?” chiese sarcastica. “Ehi pistolina, misura le parole!” esclamò Aj ridendo ed entrando in casa. “E' proprio vero che Dio li fa e poi li accoppia!” continuò Howie oltrepassando Catharina. “Stare insieme a lui ti ha influenzato parecchio!” le sorrise Kevin accomodandosi a sua volta. “Ma a lui fa terribilmente bene stare insieme a te!” concluse Brian abbracciandola. Cat guardò le due donne sulla soglia di casa. Sorridendo Leighanne le si avvicinò “E' ora che ti facciamo entrare un po' di sale in quella testolina!” e Kristin terminò chiudendosi la porta alle spalle “Siamo venuti a sentire l'altra parte della storia!”. “Che storia volete sapere? Penso che quella che vi abbia riferito Nick sia l'unica versione che esiste!”. Sei paia d'occhi la guardarono poco convinti. “Pazienza… vogliamo sentirla raccontata dalla tua soave voce!” dichiarò Brian annuendo compiaciuto di sé stesso. Con un profondo sospiro, Cat riprese la sua postazione sul tappeto e incrociando le gambe sotto di sé, con lo sguardo basso disse a quei ragazzi la stessa identica cosa che aveva detto a Nick. Che era stato uno sbaglio, lei non era sé stessa, era stato tutto molto divertente e senza alcuna promessa di legame. “Interessante! La stessa cosa che ci ha detto Nick… aspetta però… Quali erano le sue parole? Ah sì: Succede che quella troia aveva solo bisogno di una scopata!!! Non aveva bisogno di me, ma di qualcuno che se la sbattesse per bene!!!! Non gliene frega un cazzo di me!!!!!!!”. “AJ!!!!!” urlarono Leighanne e Kristin tappando le orecchie a Baylee. Cat restò ad osservare Aj per qualche secondo e poi le venne spontaneo ribattere “Aj, mai sentito parlare del sito www.finesse.com? Dovresti farci una visitina!” e tutti i presenti si misero a ridere di gusto alla frecciatina della ragazza. Cat abbassò lo sguardo… possibile che Nick la odiasse? “Nick era solo arrabbiato…” replicò Kevin leggendole nella mente. “Tiene molto a te e non si aspettava una scelta del genere… ma io personalmente non ci credo… credo che tu lo abbia fatto per proteggerti…”. Il silenzio calò sul gruppo. Tutti si aspettavano una risposta da Cat e lei si sentì sprofondare… Il groppo alla gola che aveva combattuto fino a poche ore prima era tornato e gli occhi le si erano già riempiti di lacrime. “Sono sicuro che non hai lasciato che lui facesse l'amore con te solo per farti consolare… Almeno quella foto lì che fino a un mese fa non c'era, mi dice il contrario!” esclamò Kevin alzandosi e dirigendosi verso le foto della ragazza… erano sempre state fotografie sue e di Zac, ma ora, davanti a tutte ce ne era una sua e di Nick. Erano in un ristorante e Nick aveva in mano il menù, Catharina era leggermente chinata su di lui per vedere cosa prendere ed il ragazzo la stava guardando con occhi adoranti, un sorriso dolcissimo stampato sul suo volto. “Guarda lo sguardo di Nick… credi davvero che l'unica cosa che voleva fare lui era portarti a letto?”. E Cat si sentì terribilmente in colpa. Togliendosi gli occhiali si coprì gli occhi con una mano, se avesse pianto in quel momento, avrebbe solamente dato loro la conferma che era stata tutta una bugia. Leighanne e Kristin furono subito accanto a lei… Accarezzandole le spalle, lasciarono che la ragazza si sfogò. “Io non ci riesco a stare insieme a lui… ho paura… non voglio più soffrire… non voglio perdere ancora una volta il ragazzo che amo..”. Il gelo calò sulla stanza… e Catharina si accorse troppo tardi di cosa aveva detto. Prima che qualcuno potesse dire qualcosa, sentirono la porta d'entrata aprire e chiudersi. Alzarono tutti lo sguardo e videro due ragazze che fissavano confuse la scena che si svolgeva davanti a loro. “Che succede Cat?” domandò Priscilla preoccupata vedendo l'amica piangere. Nel frattempo Sara aveva riconosciuto chi stava nel soggiorno di Cat, ed aveva iniziato a strattonare la manica dell'amica al suo fianco. “Sono i Backstreet Boys Pris…” sussurrò indicandoli. “Alright!” canticchiò Brian allargando le braccia. E poi quando sentì gli occhi di tutti addosso, ridendo esclamò “Dai! La forza dell'abitudine!!!”. Mentre Leighanne lo guardò pensando che per il marito non ci fosse la minima speranza, Catharina lo osservò un attimo e poi iniziò a ridere lievemente. “Fa piacere che almeno uno di voi due non abbia perso il sorriso!” concluse Brian. Catharina annuì debolmente e poi si rivolse alle sue amiche. “Cosa ci fate qui ragazze?” domandò quando loro due si sedettero di fronte a lei. “Hai saltato due test… non è da te… ci siamo preoccupate…” spiegò Sara guardandola. “Cosa c'è Cat… è successo qualcosa con Nick?” chiese Priscilla a bruciapelo. “Perché dovrebbe essere successo qualcosa con Nick?” chiese sulle difensive Cat. “Perché? Perché lo abbiamo appena incontrato qua sotto e a vederlo sembra che un Tir lo abbia investito, abbia fatto inversione e lo abbia travolto ancora!”. Ridendo Aj si alzò dalla sedia e si avvicinò a Priscilla “Tu si che mi piaci! Piacere, mi chiamo Aj!” esclamò porgendole la mano. “Nick era qui?” chiese Howie guardando fuori dalla finestra. “Sì, era seduto sui gradini davanti al portone. Dio mio, aveva due occhi talmente gonfi e rossi che ci siamo spaventate…” chiarì Sara. “Sì, sembravano due palle da basket!” replicò Priscilla. “Ehi ragazza, mi piace come pensi!” dichiarò Aj guardandola su e giù un paio di volte. Catharina si schiarì la voce “E cosa è successo quando vi ha visto?” domandò timidamente. “Nulla Cat, ci ha salutato, ci ha chiesto se potevamo restituirti la chiave… ha detto di dirti che lui non ce la fa a tenerla per ora… e ci ha dato questo…” e Sara le porse una busta bianca. Brian, Howie, Aj e Kevin si guardarono. Sapevano cosa c'era dentro. Catharina la prese con le mani tremanti. “Ascoltate ragazzi… forse è meglio se la lasciamo sola…” disse Kevin guardando la ragazza mentre fissava insicura la busta. Cat non si accorse di quello che le succedeva intorno. Aveva aperto la busta e aveva tirato fuori un biglietto ed foglietto di carta piegato. Restò a fissarli senza avere il coraggio di muovere un muscolo. Il gruppo di ragazzi lentamente era uscito dalla porta e alzando gli occhi, Cat si accorse che erano rimasti al suo fianco Brian e Kevin. “Quel biglietto è per l'esibizione di stasera… è in prima fila, quindi potrai ammirare Nick in tutta la sua depressione…” spiegò Brian. Lentamente Catharina aprì il foglietto e lesse:

You make me say it to you twenty-five times a day
You make me feel you don't believe the words I say
What is a man to do to prove his love for you?
You make me feel like I'm just giving free love away.

Kevin ed il cugino si scambiarono un'occhiata da sopra la testa della ragazza. “Ascolta Cat… Nick può essere un gran pasticcione, uno sfigato sì… anche abbastanza cretino a volte… tenta in tutti i modi di stare lontano dai casini, ma chissà come sono sempre i guai che vanno a cercarlo… fa battute che neanche se te le spiega sei in grado di capirle… però… io credo che ti ami veramente tanto…” disse Brian e vedendo l'occhiata che gli lanciava Kevin, si affrettò a difendersi “Dai Kev… lo so che spetta a Nick dirlo alla ragazza ma… ascolta… solo un cieco non lo vedrebbe… sono sicuro che Cat se ne è accorta…”. Sospirando Kevin gli fece segno di andare avanti. Brian spostò l'attenzione nuovamente su Catharina. “E' sempre stato molto sfortunato in amore Nick… quelle che per lui sono state importanti, l'hanno trattato male, senza riguardo… non gli importava nulla di quello che provava lui, dei problemi che aveva… ma tu sei diversa… L'hai reso felice, l'hai fatto sentire importante e soprattutto l'hai trattato come Nick… non come un Backstreet Boy… alright!”. E quando Kevin lo fulminò per l'ennesima volta con lo sguardo, Brian replicò “Che c'è? L'ho fatta ridere prima…”. E mettendo un braccio intorno alle spalle di Cat continuò. “Credi che Zac ti abbia abbandonato?” e Catharina annuì debolmente con la testa. “Io credo di no… io credo che stia vegliando su di te, che ti abbia guidato lui da Nick… Probabilmente no… forse tu e Nick vi sareste scontrati comunque lungo quella strada… e lui si sarebbe ugualmente innamorato di te… ma… chi può dirlo Cat? So solo che Zac ti avrebbe voluto vedere felice, sorridente… avrebbe voluto che aprissi nuovamente il tuo cuore… Non ha potuto amarti come voleva, perché Qualcuno aveva un piano migliore per lui, però ti sta amando tramite Nick… Pensi che ti avrebbe affidato a qualcuno che ti avrebbe abbandonato? Quindi Cat… pensaci su… se vuoi venire, quello è il biglietto… altrimenti lo trasmettono in tv… basta che lo guardi e prendi una decisione… Domani Nick ha un aereo solo andata per L.A., solo tu puoi fermarlo…”. E baciandole uno alla volta la testa, i due ragazzi uscirono in silenzio dall'appartamento.

CAPITOLO 10
Nick era seduto e continuava a fissarsi le mani, mentre la ragazza del make up lo stava preparando prima di andare in scena. Dalle sedie vicino i ragazzi avevano tutti l'attenzione fissa su di lui. “Nick… non hai nulla da dire sul fatto che ti stanno truccando? Normalmente sei un lamento unico!” esclamò Howie dalla sedia a fianco. Nick alzò lo sguardo e lo fissò seccato tramite lo specchio. “Oh Santa Pace!” strillò Brian alzando le braccia al cielo. “Direi che con quell'occhiata hai soffiato il posto a Kevin sul dizionario!!!”. Mentre tutti nel camerino iniziarono a ridere, Nick si limitò a riportare nuovamente l'attenzione sulle sue mani… era nervoso… era la prima volta che si esibiva davanti a Cat… e voleva evitare di fare qualcuna delle sue solite figure… Talmente immerso nei suoi pensieri non si accorse neanche che la ragazza che si occupava di lui stava tentando in tutti i modi di attirare la sua attenzione. All'ennesimo “Ehi Nick!” da parte sua, lui replicò senza pensarci “Ascolta… stasera non sono in vena di scopate, quindi se non sai fare il tuo lavoro, me la metto da solo quella roba in faccia!”. Rimasero tutti allibiti alla risposta del ragazzo. “Nervosetto!” replicò lei lanciando sul tavolo il pennello e uscendo dalla porta. Quando anche le altre ragazze finirono i restanti boys, Brian esclamò “Ehi Nick!”. Abbozzando un sorriso, Nick alzò la testa. Gli altri quattro si misero intorno a lui. “Sei nervoso?” domandò Howie appoggiandogli una mano sulla spalla. Il biondino, lisciando una piega immaginaria sui jeans scuri si mosse lievemente nella sedia. Stavano insieme da talmente tanti anni che lo conoscevano meglio gli altri quattro di quanto si conoscesse lui in realtà. Alzandosi in piedi sistemò anche la polo grigio scuro. Guardandosi allo specchio osservò per un attimo i suoi capelli… Dopo quella notte aveva evitato di pettinarseli in su, e quindi adesso la morbida frangetta gli ricadeva sulla fronte. Voltandosi verso i ragazzi, borbottò “Sì… E' la prima volta che Cat Baby mi vede cantare dal vivo e sono un po' agitato…”. Istintivamente, tre paia di occhi si spostarono su Kevin. Quest'ultimo, respirando a fondo pensò a cosa dire al fratellino minore… proprio adesso che aveva ricominciato a chiamarla Cat Baby, a lui toccava dargli la brutta notizia… “Cat non ci sarà questa sera Kaos…”. I tristi occhi di Nick si alzarono su di loro e Brian, si sentì in dovere di confortarlo. “Ascolta Frack… Devi darle solo tempo… vedrai che prima che tu prenda l'aereo domani mattina, Cat avrà preso una decisione…”. Non sembrando affatto convinto di quelle parole, Nick si affrettò a dire “E se andassi io da lei dopo l'esibizione… o magari ha cambiato idea ed è seduta là fuori ad aspettarmi…”. Aj lo guardò per qualche istante “Nick che ti succede? Sei diverso… oserei dire MOLTO diverso da stamattina…”. E Nick si portò una mano sul cuore. “Mi sento vuoto… il pensiero di perderla davvero per sempre mi opprime il cuore… mi fa male se penso a lei…”. Kevin, Howie, Brian ed Aj si guardarono preoccupati. In effetti il comportamento di Nick era strano… ed era stranamente pallido. Quando qualcuno bussò alla porta del camerino per avvertirli che era il loro turno, Nick fu il primo ad uscire. “Facciamoli neri!” esclamò riferendosi al pubblico fuori e posizionandosi dietro all'entrata del palco. “Signori e Signore, i Backstreet Boys!!!”. “Alright!” sussurrò Brian poco prima di entrare in scena, prendendosi così una gomitata da Kevin.

Quando le note di Just Want You to Know, si diffusero per il soggiorno, Cat alzò immediatamente la testa dai libri. La televisione le stava mostrando il suo Nick. Era stanco, sciupato, pallido, forzatamente sorridente… ma era sempre bellissimo… 'Dio cosa gli ho fatto…' sussurrò portandosi una mano nei capelli. Suonava con un'ardente passione che non gli aveva mai visto addosso… era come se stesse sfogando i suoi dispiaceri nella propria musica. Cat notò anche che gli occhi del ragazzo continuavano a spostarsi sempre verso un punto preciso… e lei ebbe il presentimento, che ogni volta che Nick vi posava il suo sguardo, lo posava per cercarla e per sperare di vederla in mezzo alla folla. Sbuffando capì che se fosse andata, gli avrebbe anche fatto un enorme regalo come artista, non l'aveva mai visto esibirsi, e sapeva molto bene quanto il ragazzo ci tenesse veramente ad averla tra il suo pubblico. In quell'istante, mentre la canzone le risuonava nelle orecchie iniziò ad ascoltarne le parole:
I just want you to know
That I've been fighting to let you go
Some days I make it through and then there's nights that never end
I wish that I could believe that there's a day you'll come back to me
But still I have to say I would do it all again
Just want you to know

That I've been fighting to let you go
Some days I make it through and then there's nights that never end
I wish that I could believe that there's a day you'll come back to me
But still I have to say I would do it all again
Just want you to know
E le sensazioni del bacio che le aveva dato quella sera Nick, le tornarono vivide alla mente…

Nick respirò a fondo quando si girò verso i musicisti per cambiare la chitarra… aveva fatto fatica a terminare la canzone, gli mancava il fiato e non riusciva a capirne il motivo… ringraziò il fatto che per le due canzoni successive non avrebbe dovuto cantare da solista…in questo modo avrebbe tentato di regolarizzare il proprio respiro. Mentre le note iniziali di Climbing The Walls si diffusero nell'aria, iniziando nuovamente a suonare la chitarra, lanciò un'altra veloce occhiata all'unico posto libero in prima fila e sentì una fitta di dolore nel petto. Riportando l'attenzione sul pubblico e scuotendo impercettibilmente la testa iniziò a ripetersi che il dolore che provava era tutto frutto della sua fervida immaginazione…

No I can't ever let you go
You're a part of me now (now)
Caught by the taste of your kiss (I don't wanna know)
And I don't wanna know
The reason why I
Can't stay forever like this (I'm climbing the walls)
Now I'm climbing the walls cause I miss

Ohhhh
I can't let you go no

And I don't wanna know
The reason why I
Can't stay forever like this (ohh ohh)
Now I'm climbing the walls cause I miss (I miss) you

Terminato il brano avvicinandosi alla batteria e prendendo una bottiglietta d'acqua, portandosela alle labbra ne bevve una lunga e rinfrescante sorsata. Kevin si avvicinò e facendo finta di imitare il gesto di Nick, gli domandò preoccupato “Tutto ok? Stai bene?”. “Certo Kev! Come dovrei sentirmi? Faccio la cosa che mi piace di più al mondo… a parte il sesso ovviamente!” rispose Nick tentando di rassicurarlo e tornando in posizione. Quando Aj finì di scherzare con il pubblico, partirono le note di Siberia. 'Che razza di scaletta…' pensò Nick iniziando a suonare quando partirono con il ritornello. I suoi occhi iniziarono a vagare ancora tra il pubblico… e lei non era lì.

I gave myself away completely
But you just couldn't see me
Though I was sleeping in your bed
'Cause someone else was on your mind
In your head

E i suoi pensieri andarono ancora su di lei… su Zac… 'Io facevo l'amore insieme a lei e lei pensava a Zac!'. Sbattendo un paio di volte le palpebre, si concentrò nuovamente sulla canzone. Ci volle un attimo per rendersi conto di cosa stavano cantando e fece appena in tempo ad accorgersi che stava sbagliando accordo. Alla prima nota stonata, gli altri quattro lo guardarono. Sorridendo lievemente, scrollò le spalle per scusarsi.

… When I came back she wasn't there
Just a note left on the stairs
If you want to talk give me a call

My heart did time in Siberia
Was waiting for the life to come true
'Cause it's all so dark and mysterious
When the one you want doesn't want you too
When the one that you want doesn't want you

My heart did time in Siberia
Was waiting for the life to come true
'Cause it's all so dark and mysterious
When the one you want doesn't want you too

Siberia, Siberia
When the one you want doesn't want you too

E subito andò a bere dell'altra acqua… Adesso avrebbero dovuto fare Incomplete e l'idea non lo entusiasmava per nulla… Non aveva il fiato per cantare la sua parte. Alzando gli occhi incontrò lo sguardo di Brian. “Che succede Frack?” chiese lui avvicinandosi. Nick, bevendo ancora un po' d'acqua e respirando a fatica un paio di volte replicò “Non lo so Brian…” Brian lo guardò preoccupato per un paio di secondi “Ce la fai a cantare?”. Nick annuì debolmente “Penso di sì, però tu” “Sto pronto a sostituirti…” concluse Brian tornando in posizione.

Cat stava guardando con attenzione lo show… Nick si comportava in maniera molto strana, beveva in continuazione e aveva già notato che entrambi Brian e Kevin si erano avvicinati a turno a parlare con lui, mentre gli altri rispondevano alle domande del presentatore. Tornati in postazione per cantare Incomplete, notò che mentre Aj cantava Nick respirava in modo affannoso, i suoi occhi continuavano a spostarsi sempre in quella direzione… oramai ne era sicura… stava cercando lei… Quando arrivò il turno di Nick, fu molto sorpresa quando Brian insieme a lui iniziò a cantare il ritornello. Nick aveva la voce bassa… sembrava essere in ritardo rispetto alla musica e quando Brian scosse lievemente la testa in sua direzione, Nick non poté fare altro che fare la seconda voce insieme agli altri. E per tutta la canzone fu così… istintivamente, Cat si avvicinò alla televisione… oramai il ragazzo non sorrideva neanche più… respirava solamente e continuava ad inumidirsi le labbra… “Io non ce la faccio…” bisbigliò spegnendo la tv e andando a sdraiarsi sul divano, si coprì il viso e pianse nuovamente per farlo soffrire così tanto… “E' solo colpa mia…”.

“Nick lascia stare, non provarci neanche più a cantare!” esclamò Aj durante una pausa pubblicitaria. “Voglio fare I Still… voglio farlo per lei! Vi prego!” sussurrò Nick, scolandosi la seconda bottiglietta d'acqua in un minuto. “Ascolta… abbiamo appena detto che ti ho sostituito perché hai un virus alla gola!” insistette Brian tentando di convincerlo. “Per favore ragazzi!” bisbigliò nuovamente il biondo. Kevin lo guardò serio per un attimo. “Sai che dovremo buttarti a calci fuori dal palco e portarti all'ospedale, giusto? Sai che tu non puoi permetterti di stare male! Nick, non è normale quello che ti sta succedendo! Hai dimenticato che canzone stavamo cantando, respiri a fatica… dovrei chiamare l'ambulanza!”. Ridendo lievemente, Nick replicò “Sono solo stanco… solo questa canzone!”. Scuotendo la testa, gli altri quattro tornarono al proprio posto e Nick, bevendo l'ultimo sorso d'acqua, si massaggiò lievemente il petto… Quando fu vicino ai ragazzi, tentò anche di sorridere ad alcune fans che avevano urlato il suo nome, ma non appena Brian iniziò a cantare, per la prima volta capì il vero significato di quella canzone. Cantò le sue parti lottando contro il suo corpo… sentiva le forze abbandonarlo… ma lui doveva farcela, doveva resistere… Cantò insieme agli altri… il dolore fisico misto a quello che portava nel cuore… Lo stava guardando la sua Cat Baby? Sarebbe riuscita a capire che lui non si stava bene e che aveva bisogno di lei al suo fianco? Lui non si sentiva bene per nulla, incominciava ad avere paura… aveva già provato quella sensazione e… non voleva morire… iniziò a sudare freddo e appena terminata la canzone, i cinque ragazzi si affrettarono fuori dal palcoscenico. Nick fece appena in tempo ad arrivare in corridoio… I Boys lo guardavano confusi e spaventati… Brian si avvicinò a lui. “Acqua…” sussurrò a fatica tenendosi una mano sul cuore. Respirava a fatica… gli sembrava di soffocare… non riusciva a trovare l'aria sufficiente per vivere… Aveva freddo, iniziò a tremare… tutta la stanza intorno a lui iniziò a girare… il dolore che aveva nel petto era lancinante. Era come se qualcuno tenesse il suo cuore tra le mani e lo stringesse fino a renderlo pazzo di dolore. Alzò gli occhi rossi su Brian e subito dopo gli svenne tra le braccia.
Brian fu preso alla sprovvista quando Nick gli cadde tra le braccia. Inginocchiandosi a terra gli sentì il polso. Debolissimo, ma c'era… “Un'ambulanza!!!!!” gridò con tutto il fiato che aveva in gola. Howie e Aj, che nel frattempo si erano accovacciati dolcemente vicino a loro gli fecero segno che Kevin era già in contatto con il 911. Fortunatamente, Kevin, essendo sempre molto prudente aveva già telefonato prima ancora che Nick svenisse. Spiegando velocemente la situazione, e dando l'indirizzo dove si trovavano in quel momento, tornò verso gli altri con le lacrime agli occhi. “Saranno qui a momenti…” sussurrò controllando il polso del ragazzo nuovamente. Iniziò a farsi prendere dal panico. “Non riesco a sentirlo ragazzi! Non sento il suo battito!”. Brian velocemente tentò anche lui di sentire anche una minima pulsazione, ma non vi riuscì. Posò la testa di Nick sul pavimento e respirando a fondo si preparò per fargli il massaggio cardiaco. Proprio mentre stava per iniziare, venne violentemente spinto via da due paramedici. “Fortuna che eravamo dietro l'angolo…” borbottò uno mentre prendeva il polso di Nick. “Non c'è battito! Presto!” e mentre posizionava le mani sul suo petto ed incominciava a premere regolarmente, il suo collega aveva preso quello che sembrava essere un defibrillatore portatile e lo aveva già caricato. Strappandogli la maglietta e lasciandolo a petto nudo gridò “Tutti lontano!” e appoggiò le piastre sul petto di Nick. “Libera!” gridò e la prima scarica fece sobbalzare il corpo di Nick. “Niente! Non c'è ancora battito!”. Appoggiando nuovamente le piastre su Nick nuovamente urlò “Libera!!” e scaricò nuovamente la corrente attraverso il corpo senza vita di Nick. “C'è! Lo sento, il battito è debole, ma c'è! Al mio tre!” esclamò il collega pronto a caricarlo sulla barella. Velocemente lo assicurarono e poi iniziarono a correre verso l'ambulanza. “Voi non potete venire con noi! Dovete seguirci in macchina!” esclamò il più giovane mentre chiudeva gli sportelloni. Guardando l'ambulanza andare via a gran velocità, i quattro ragazzi si guardarono e mentre Aj tornava nello stabilimento per cercare una macchina, Brian sussurrò “Vado a prendere Cat… Se stanotte Nick dovesse… lei deve essere al suo fianco…” e fermando un taxi, entrando gli ordinò di dirigersi più in fretta che poteva verso l'appartamento della ragazza.
CAPITOLO 11

E di nuovo Cat quella notte fece lo stesso sogno… In un primo attimo però rimase spiazzata. Erano già in macchina… non iniziava come le altre volte a casa… Voltandosi tirò un sospiro di sollievo quando vide Zac alla guida. Lo chiamò, ma lui non si voltò, continuava a fissare la strada serio. Non le teneva la mano come le altre notti. Cat voltandosi vide come sempre il camion arrivare a gran velocità, ma non ci fu l'impatto… Così come era arrivato se ne era andato e guardandosi intorno vide la scena in cui al pronto soccorso, tentavano di salvare la vita al suo Zac. “Non c'è battito!” esclamava un'infermiera prendendo la macchina del defibrillatore. “Vai da lui Cat Baby…” sussurrò una voce vicino all'orecchio della ragazza. Sobbalzando si voltò e vide che Zac era al suo fianco e le sorrideva dolcemente. Sentì le lacrime iniziare a scendere furiosamente. Voltandosi lentamente riuscì a vedere il ragazzo senza vita sul lettino. Non era Zac… era il suo Nick. “Lui ha bisogno di te…”. Catharina sobbalzò sul divano e fu immediatamente sveglia. Tentando di regolarizzare il proprio respiro, si spaventò quando sentì un violento bussare alla porta. Non riusciva a capire cosa stesse succedendo, era ancora troppo addormentata. “Apri Cat!!! Sono Brian!!! Apri ti prego!!!!” urlò il ragazzo continuando a sbattere aggressivamente sulla porta. Immediatamente Cat andò ad aprire e quando vide il volto di Brian stagnante di lacrime capì che doveva per forza essere successo qualcosa a Nick. “E' stato male… l'hanno portato all'ospedale. Il suo cuore… ha smesso di battere…” singhiozzò Brian afferrando le braccia di Catharina. Cat lo guardò inorridita… Nick… lo shock l'aveva paralizzata… non riusciva più a muoversi… riusciva solo a piangere. Poi… le parole di Zac le risuonavano nella testa… 'Lui ha bisogno di te…'. Senza indugio prese la sua giacca dalla sedia vicina e controllando di avere le scarpe ai piedi, prese la borsetta dal tavolino vicino all'entrata. Corsero entrambi giù dalle scale… Cat aveva paura… non poteva succedere tutto di nuovo… Nick non poteva morire… era giovane… doveva stare al suo fianco per sempre… Non voleva che lui la lasciasse sola… Solo lui riusciva a farla vivere…
Mentre con il taxi sfrecciavano per le strade di New York, Brian era immerso nei suoi pensieri, e Cat aveva iniziato a ripensare a tutti i momenti felici trascorsi con Nick. Fu proprio lei a rompere il silenzio. “Sai quando ho iniziato ad avere il dubbio di essermi innamorata di lui?” domandò a bruciapelo sorridendo lievemente nonostante le lacrime. “Quando?” domandò Brian voltandosi verso di lei. “Una volta siamo andati a fare la spesa e poi lui si è offerto di caricare in macchina i sacchetti da solo. Sai… Zac era molto ordinato quando metteva la spesa nel bagagliaio… era sempre preciso, incastrava le cose a perfezione… sembrava un architetto talmente era meticoloso… Invece Nick li buttava dentro a casaccio… poi ha preso l'ultima borsa, si è girato per metterla a posto e non so come diavolo ha fatto ha sbattuto la fronte contro la macchina ed ha fatto cadere la borsa… tutta la frutta ha iniziato a rotolare in giro… le uova si sono rotte tutte… avresti dovuto vedere la scena… ha iniziato a imprecare come uno scaricatore di porto con la mano sulla faccia… e poi lui… ha alzato gli occhi su di me e mi ha sorriso… era una cosa così naturale che mi ha tolto il respiro…” sussurrò Cat sorridendo al ricordo. “Dovresti dirglielo questo quando si sarà ripreso…” le sorrise Brian. E poi prendendole una mano per infondere coraggio ad entrambi continuò “Nick ha una tua foto nel portafogli… e poi stasera prima dell'esibizione era nervoso al solo pensiero che tu potessi essere tra il pubblico…. E poi… lui si è innamorato quasi subito di te… lo tenevi con i piedi per terra Cat… e poi dai… sei splendida al suo fianco… sei probabilmente la prima ragazza di cui commenta prima gli occhi e poi il resto del corpo… L'hai reso felice… l'hai anche reso un codardo… ricordi l'ultimo dell'anno quando tentò di baciarti?”. Cat guardò curiosa Brian “Certo che lo ricordo… incosciente ad ubriacarsi!”. E Brian iniziò a ridere “Si era solo sporcato la bocca di alcool… pensava che se lui ci avesse provato fingendo di essere ubriaco tu non ci avresti dato importanza il giorno dopo… Questa sua teoria mi ha piegato in due…”. La ragazza fissò Brian “Già da allora era innamorato di me?” sussurrò arrossendo. “Sì… resta al suo fianco… non farti condizionare dal passato…” concluse Brian prima di scendere dal taxi che si era fermato davanti all'entrata del pronto soccorso. Entrambi entrarono e non vedendo nessuno dei ragazzi, chiesero al banco informazioni. “Cerchiamo Nickolas Gene Carter. Devono averlo portato qui poco fa!” esclamò Brian guardando l'infermiera. “E' in sala operatoria al venticinquesimo piano!” rispose l'infermiera lanciando una fugace occhiata ai ragazzi. “Signorina!” esclamò poi alzandosi di scatto. Cat la guardò e la riconobbe all'istante… era l'infermiera che l'aveva fatta passare quella notte… che gli aveva detto chi sarebbe stato il ricevente. “Cosa ci fa qua? Lei non può passare!” esclamò la donna alzandosi dalla sedia. Brian si intromise immediatamente “Come sarebbe prego? Primo la signorina è la ragazza di Nick e secondo mi sembra che sia arriva qui accompagnata da me!”. L'infermiera fissò Cat sbalordita. Senza dare il tempo a nessuna delle due donne di reagire, Brian aveva preso Cat per un braccio e l'aveva portata verso l'ascensore. “Cos'è successo con quella tizia?” domandò lui guardando Cat “E' stata lei a farmi passare per vedere Nick la notte dell'operazione…”. Pochi istanti più tardi vennero interrotti dall'ascensore che con un sobbalzo si fermò al piano. Uscendo e guardandosi intorno, videro gli altri tre ragazzi alla fine di un lungo corridoio. Cat non poté fare a meno di affrettare il passo e pochi secondi dopo iniziò a correre. Kevin la vide avvicinarsi e si alzò per andarle incontro. Catharina si bloccò davanti a lui. Tentando di trattenere le lacrime, fissava Kevin preoccupata. Doveva sapere qualcosa in più… Il ragazzo dagli occhi verdi la prese istintivamente tra le braccia e fu allora che Cat si lasciò andare alle lacrime più disperate. Anche Kevin piangeva, ma lentamente, tentava di spiegarle quello che erano riusciti a sapere. “Hanno solo detto che mentre lo trasportavano qua il cuore si è fermato nuovamente… è tutto quello che sappiamo… non possiamo dirti altro…” sussurrò il ragazzo continuando a piangere insieme alla fragile immagine che teneva tra le sue braccia. “E' colpa mia…” bisbigliò Cat quando la fecero sedere su una sedia. I quattro ragazzi si guardarono e poi presero posto vicino a lei, Howie e Kevin seduti ai suoi lati, mentre Aj e Brian seduti per terra davanti a loro. Dovevano starsi vicino e sostenersi a vicenda… “Non sanno cosa sia successo… l'ultimo controllo che aveva fatto poco più di una settimana fa era perfetto… non riescono a spiegarselo anche loro… pensano che il suo corpo stia rigettando il cuore…” spiegò Howie tentando di farsi coraggio. Tutti restarono in silenzio e lasciarono che il tempo trascorresse piano intorno a loro. Tutti pensavano a Nick, a quello che aveva portato il ragazzo nelle loro vite… Il loro fratellino… il ragazzo amato… due ruoli completamente diversi, ma entrambi molto importanti… Rompendo il silenzio Cat disse “Era fenomenale Nick quando stasera ha cantato Just Want You To Know!”. Sorridendo Aj replicò “Hai sentito che scaletta penosa? Era livello depressivo da uno a dieci, undici!”. Catharina li guardò uno per uno… loro quattro erano la famiglia di Nick… erano le quattro persone più importanti nella vita del biondino. Iniziando a stropicciare il fazzoletto tra le mani, e trattenendo un singhiozzo Cat tentò nuovamente di parlare. “Scusatemi per tutto… per averlo fatto soffrire… per averti scambiato per Zac!” esclamò sorridendo lievemente a Kevin. “Ma io… non riuscivo ad accettare… ad accettare il fatto che Nick stava diventando troppo importante per me… mi convincevo che lo vedevo solo come un amico… avevo paura… non volevo che tutto arrivasse a… a questo…” ed indicò la sala operatoria “… per la seconda volta in così poco tempo… io non voglio perdere nuovamente il ragazzo che amo con tutta me stessa…” e coprendosi il viso con le mani, si lasciò andare ad un nuovo pianto a dirotto… Kevin le mise un braccio intorno alle spalle… “Su… vedrai che tutto si sistemerà… Nick ha una pellaccia dura!”. Brian appoggiando una mano sul ginocchio di lei continuò “E ricordi quando ti parlavo del destino prima a casa tua? Nick ha già visto la morte in faccia… prima è stato Zac a salvarlo… e poi… bhe Cat Baby… il suo cuore oggi ha smesso di battere per due volte… e due volte ha ricominciato a pulsare… Lui sta combattendo con tutte le sue forze... non vuole abbandonarci… non vuole abbandonare te… e quando finalmente uscirà da quella sala operatoria e aprirà gli occhi… chiederà di te… vorrà vederti al suo fianco… e vorrà sentirti dire quello che hai appena detto a noi… vorrò sentirti dire che lo ami…” sussurrò tentando di consolare la ragazza. Catharina nel pianto a dirotto mormorò “Ma lui… ha detto che sarebbe anche morto per me… E' tutta colpa mia… è colpa mia se sta lottando per vivere… non mi merita… non sono capace di amarlo…” concluse lei a testa bassa. Aj, provò pietà per quella ragazzina. “Ehi pistolina! Guarda che tutti noi commettiamo degli errori, e da questi errori impariamo sempre qualcosa in più… Non siamo stati creati perfetti… siamo stati creati per sbagliare e migliorarci… Io ho sbagliato in un modo… tu in un altro… ma si tratta pur sempre di un errore… Ehi… io adesso sono capace di dire di no… tu sei capace di amare Nick… di farlo entrare nel tuo cuore…” concluse Aj. I quattro intorno a lui lo guardarono allibiti. Tirando su con il naso e sorridendo Cat sussurrò. “Vedo che hai fatto una visita sul sito che ti ho detto… Grazie Aj… e Brian… molto carino il modo in cui hai detto Cat Baby… però… dovrai ancora esercitarti prima che ti venga soave come lo dice Nick… non so… ha un modo tutto particolare di dirlo… vedi… fa…” spiegò lei ridendo lievemente. E Brian la interruppe “Ok… ho afferrato il concetto! Lasciamo a Nick l'onore di chiamarti così!”. E nuovamente calò il silenzio… ancora una volta, ognuno perso nei propri pensieri, nei propri ricordi, nelle proprie preghiere. Ad un certo punto Howie si alzò ed iniziò a camminare avanti e indietro nel corridoio “Possibile che nessuno ci dice niente? E' dalle dieci che è lì dentro… sono passate quasi quattro ore!” esclamò massaggiandosi il viso. Gli altri quattro lo guardavano… Erano tutti molto tesi, ma Howie sembrava non riuscire a tenere a freno il proprio nervosismo. “Ehi D. non serve a nulla agitarsi… verranno fuori quando avranno finito.” Lo rassicurò Aj facendogli cenno con la mano di sedersi. Sbuffando Howie si mise vicino all'amico. Oramai erano tutti seduti in sedie sparse… Catharina guardò i ragazzi… erano stanchi, tesi, suscettibili… e rivolgendo lo sguardo verso la porta della sala operatoria, iniziò ad avere paura…
Non aveva distolto lo sguardo dalla porta a vetri e quando lo aveva fatto, aveva visto i ragazzi addormentati scomodamente sulle dure sedie nere. Proprio mentre stava per rilassarsi anche lei, la porta si aprì… si voltò di scatto e vide uscirne un medico ed un paio di infermieri… avevano il volto stanco, ma oltre a quello non si riusciva a leggere alcuna emozione… Gli altri ragazzi non appena avevano sentito la porta, si erano immediatamente svegliati ed erano corsi vicino al medico. Con un profondo respiro, Catharina si alzò e si avvicinò. Nessuno riusciva a fare domande. Il dottore li guardò in faccia e poi, un lieve, lento sorriso apparve sul suo volto… “E' fuori pericolo, le condizioni rimangono critiche ma sono stabili. Resterà in unità intensiva per le prossime quarantotto ore…” spiegò il dottore. “Così tanto tempo?” domandò Aj guardando il medico.
“Penso sia la procedura…” replicò Brian guardando Aj con la coda dell'occhio. “Sì ragazzi, è la procedura…” confermò il medico. “Cosa gli è successo?” chiese Brian preoccupato “E' sempre stato bene… ha a che fare con il trapianto?”. Il medico pensò per qualche istante alle parole giuste da dire “Molto probabilmente sì… c'è stato un restringimento coronario, sintomo di un rigetto retroattivo dell'organo, ciò impediva al sangue di irrogare ottimamente il miocardio. Abbiamo effettuato due bypass… abbiamo costruito un… possiamo chiamarlo 'ponte', utilizzando una vena molto robusta della gamba chiamata safena, grazie al quale abbiamo riportato il flusso nel muscolo…” il medico si fermò per qualche istante per tentare di capire se il gruppo di persone davanti a lui aveva capito cosa era successo al loro amico. Quando tutti e quattro annuirono, proseguì “Durante l'operazione abbiamo messo il cuore a riposo, abbiamo dovuto collegare il ragazzo ad una macchina che ne sostituisse i doveri… che lo tenesse in vita, noi la chiamiamo la macchina cuore-polmone. La cosa che ci preoccupava di più è stata l'anestesia generale… però… appena terminato l'intervento il suo cuore ha iniziato a battere immediatamente… solo allora abbiamo tirato un sospiro di sollievo…” e sorridendo rassicurò i giovani davanti a lui, che a quel punto avevano tutti le lacrime agli occhi. Dopo qualche attimo in cui lasciarono penetrare a fondo la notizia che Nick ormai stava bene, Cat sussurrò “Possiamo vederlo?”. Il giovane medico le sorrise “Signorina… E' il suo fidanzato?” domandò dolcemente. Mentre Catharina stava per annuire con la testa, sentì un coro di tre 'sì' provenirle dal lato. Sorridendo a sua volta e asciugandosi le lacrime, replicò “Sì… è il mio fidanzato…”. Allargando il rassicurante sorriso, il dottore rispose “Il suo fidanzato non andrà da nessuna parte questa notte… quel ragazzo è veramente attaccato alla sua vita, non si preoccupi… andate a casa, riposatevi e tornate domani… E' fuori pericolo oramai… in condizioni critiche sì, ma fuori pericolo… per la sua salute adesso è in un ambiente completamente sterile. Andate a casa ora… domani vi spiegheremo la procedura…” concluse il dottore allungando la mano da stringere per Cat e poi per gli altri ragazzi. Quando fu in fondo al corridoio, nessuno si era ancora mosso… fissavano tutti la porta… “Andiamo a casa… Starà bene!” sussurrò Kevin voltandosi e iniziando a camminare verso gli ascensori. Gli altri lo seguirono a testa bassa e Cat sussurrando “Ti amo…” iniziò a camminare lentamente all'indietro senza mai distogliere l'attenzione dalla porta… Tra poco Nick sarebbe rimasto solo… Fermandosi e chiudendo gli occhi, congiunse le mani in segno di preghiera… “Zac… ti prego… non abbandonarlo, veglia su di lui stanotte… Tienilo in vita… non portarmelo via…” e facendo il segno della croce, con un ultimo, triste sguardo verso la porta, entrò in ascensore insieme agli altri…

CAPITOLO 12
Bussando alla porta di Leighanne e Brian, Cat non riusciva a trattenere il proprio nervosismo. A quanto pareva, nessuno aveva avuto telefonate dall'ospedale, quindi, in teoria, Nick stava bene. 'Per così dire…' pensò sarcastica lei. Guardando l'orologio, vide che erano quasi le undici e trenta. Voleva arrivare all'ospedale il più in fretta possibile… voleva vedere Nick… anche solo per trenta secondi… ma voleva vederlo… doveva vederlo… Tornata a casa verso le cinque del mattino, era riuscita a dormire ben poco… sobbalzava per ogni piccolo rumore… si era sdraiata sul divano, vicino al telefono... il pensiero fisso su Nick… il senso di colpa le attanagliava l'anima… possibile che fosse stata colpa sua? La riportò alla realtà Leighanne quando aprì la porta. “Vieni… partiamo subito, non appena Brian finisce la telefonata con l'ospedale!” esclamò la giovane donna tornando verso la tata e Baylee. “L'ospedale?” chiese inorridita e spaventata Cat. L'amica si voltò verso di lei e sorridendo le rispose “Non preoccuparti… hanno telefonato per qualcosa riguardante la prassi... non hanno neanche nominato Nick”. Fece appena in tempo a tirare un sospiro di sollievo che Brian entrò in soggiorno. “Ciao Cat… sei riuscita a chiudere occhio?” domandò abbracciandola lievemente. Alzando le spalle, Cat replicò “Ho altre cose più importanti da fare, che pensare a dormire… potrò farlo quando Nick starà bene…”. Con un rassicurante sorriso sulle labbra, il ragazzo continuò “L'ospedale ha chiamato poco fa… ha detto che dobbiamo trovare cinque donatori… è una prassi da seguire dopo un'operazione di questo genere… a quanto pare devono sempre rifornire la banca, dopo un intervento…” spiegò lui. “Io sono disponibile!” esclamò subito Catharina guardando i due ragazzi. “Hai tatuaggi Cat?” chiese Brian “Certo che no… quelli li lascio a Nick… e all'altro tamarrone del vostro amico…” replicò la ragazza. Brian e Leighanne non poterono fare a meno di ridere all'esclamazione della ragazza. “Bene… ho parlato con Howie ed anche lui è disponibile… ce ne mancano tre… dobbiamo trovare tre persone disponibili a donare il sangue… Devono essere sani, senza tatuaggi e non devono aver avuto rapporti a rischio negli ultimi sei mesi… a quanto pare il test dell'HIV funziona dopo sei mesi…!” chiarì il giovane. “Le trovo io le tre persone che ci mancano…” si offrì Cat prendendo il cellulare dalla borsetta e salutando con la mano Baylee e salendo in macchina con Brian e Leighanne, iniziò a fare le telefonate.
Quando arrivarono al piano della sala operatoria, videro Kevin, Kristin, Howie ed Aj seduti vicini ed intenti a confabulare qualcosa. Quando Cat sentì Brian e Leighanne che contemporaneamente borbottarono “Oh Oh…” alzò gli occhi e poco più in là vide altre persone. Un uomo ed una donna, ed intorno a loro c'erano tre ragazze di cui due more e una bionda ed un ragazzo biondo. Brian si bloccò e si voltò immediatamente verso Catharina, che lo stava guardando confusa “E' la famiglia di Nick… l'ho chiamata io ieri sera… Sopporta ti prego… abbi pazienza…” e voltandosi il ragazzo si diresse verso gli altri boys. Si sedettero tutti insieme e chiacchierarono lievemente per far passare il tempo. Ogni tanto dal gruppetto Carter si sentiva quella che probabilmente doveva essere una discussione… il ragazzo biondo, ad un certo punto, si voltò e facendo un gesto con la mano per mandare i genitori a… quel paese… si alzò e si diresse arrabbiato verso i ragazzi. Sedendosi vicino ad Aj, Aaron esclamò “E poi dovrei pentirmi di essermene andato di casa e di aver fatto causa alla mia cara mammina!”. E poi guardandosi in giro sussurrò “Ditemi voi cosa è successo a mio fratello…” e quando tutti guardarono Kevin, il buon vecchio Kev respirò a fondo ed iniziò il racconto. Quando Kevin ebbe finito, il boys e le tre ragazze alzarono tutti lo sguardo verso la mamma di Nick che si era alzata ed era corsa verso un giovane medico che stava arrivando verso di loro. Si alzarono tutti in piedi, e riuscirono a sentire chiaramente il dottore che le diceva che non potevano ancora far visita al ragazzo, che al massimo avrebbero fatto entrare solamente i due genitori, coperti da vestiti da sala operatoria completamente sterili. “Bob! Ci fanno vedere nostro figlio, vieni!” esclamò Jane facendo un cenno con la mano verso l'ex marito. “Aspettate un attimo!” esclamò Howie irritato da quel comportamento egoista “Siamo stati qua noi tutta la notte ad aspettare qualsiasi notizia… siamo stati noi a stargli vicino durante il trapianto mentre voi due eravate alle prese a fare anche la minima stronzata per portare su di voi le attenzioni delle televisioni!!! Eravamo noi qua mentre stava per morire, cazzo!” affermò secco. “E cosa dovremmo fare? Farci da parte per far entrare i buon samaritani?” domandò ironica Jane guardandoli. “La scelta non spetta a me di sicuro, però almeno avrei avuto la buona educazione di chiedere prima…” continuò Howie e poi voltandosi verso Cat “Tu volevi vederlo… giusto Cat?”. Catharina, sentendosi tirata in mezzo ad una discussione di cui non stava capendo praticamente nulla scuotendo lievemente la testa disse “Non c'è problema… loro sono i suoi genitori… hanno più diritto loro di vederlo rispetto a me…”. “Chi sei tu?” domandò Bob Carter guardandola. “Lei è la ragazza di Nick! Un po' di cortesia non guasterebbe Bob…” replicò sarcastico Howie, ormai in preda alla rabbia per un comportamento così indegno per dei genitori. Aggiungendo anche lo stress emotivo a causa dell'operazione di Nick, Howie sembrava essere un vulcano sul punto di eruttare. “Ascolta caro…” esordì Jane avvicinandosi “Io penso che Nick gradirebbe di più vedere i suoi genitori che la sua puttanella di turno… senza offesa cara ovviamente… a guardarti sembri diversa dalle altre… però capisci anche tu quello che intendo…”. “Mamma!!!” esclamò Aaron shockato da quello che la donna aveva appena detto “Ma non hai neanche un po' di decenza! Sei una signora, cazzo comportati come tale!!! Impara ad avere rispetto per gli altri piuttosto che a pensare sempre a te, ai soldi, a te, ai soldi… ho già detto a te?”. Jane lo guardò dura per qualche secondo e poi fu Bob ad intromettersi “Ascolta Aaron, potrà avere esagerato, ma lo sappiamo tutti qua che è vero… persino Howie sa come è fatto Nick…”. “Ehi… vedo bene che conoscete vostro figlio alla perfezione!” intervenne Aj mettendosi davanti a Cat. “Mi pento di essermi domandato come avete fatto a far scappare i vostri figli lontano da voi!” concluse lui con un lieve sorrisetto. Brian intanto guardava la scena ammutolito. Ma come diavolo facevano a comportarsi in quel modo? “Io e Bob adesso andiamo a vedere nostro figlio! Potete dire quello che volete...” e voltandosi Jane incominciò a camminare lungo il corridoio. Tutti si guardavano senza dire una parola. Le sorelle di Nick erano tornate a sedersi senza commentare quello a cui avevano appena visto. “Lo vedremo domani ragazzi…” sussurrò Kevin appoggiando una mano sulla spalla di Kristin. Aaron, si avvicinò a Cat, che nel frattempo continuava a fissare il pavimento “Scusa quell'esaltata di mia madre… crede che solo lei è l'unica donna in grado di amare Nick a questo mondo!”. Catharina alzò lievemente lo sguardo e gli sorrise “Non preoccuparti… tanto non avrei avuto comunque il tempo di andare dentro… ora Howie… dobbiamo andare a fare la donazione…” e sorridendogli ancora una volta si voltò ed andò verso gli ascensori. Leighanne guardò Aaron e gli disse “E' solo sconvolta per quello che è successo a Nick… è molto innamorata di lui ed ultimamente c'erano state delle incomprensioni… forse è meglio che non lo veda attraverso il vetro…”. Il ragazzino osservò tutti i ragazzi “Quella è la famosa Cat?” e quando i boys annuirono, lui ridendo disse “Allora vado a farle compagnia durante la donazione… vediamo se riesco a conoscere la tipa che ha fatto innamorare Nick…”. E correndo verso Howie e Cat riuscì ad infilarsi insieme a loro nell'ascensore. L'ultima cosa che Brian e gli altri riuscirono a sentire prima che le porte si richiudessero fu: “Piacere ragazza del miracolo! Sono Aaron!”.
Per la donazione di sangue, Cat era riuscita a trovare Priscilla e Sara e come ultima risorsa aveva contattato la sorella di Zac, che anche lei abitava in città… Le due amiche erano dovute uscire dal college prima che iniziasse un test… Tutte Pris, Sara e Catharina sarebbero state nei guai per aver saltato dei test, ma al momento, l'unica cosa che importava a Cat era Nick… e alle due ragazze era la felicità di Catharina. Ovviamente erano subito accorse, insieme alla sorella di Zac, per aiutare la ragazza, e Catharina si sentì in dovere di spiegare cosa era successo… Partendo dal trapianto e terminando con l'operazione della notte precedente… Aaron aveva ascoltato in silenzio tutto il racconto mentre le cinque persone erano sedute e si stavano facendo togliere il sangue, ed aveva iniziato a capire cosa avesse fatto innamorare Nick della ragazza seduta al suo fianco… Si sentì male per quello che aveva dovuto attraversare per quasi due volte lei e si sentì ancora peggio quando ripensò all'orrendo modo in cui l'aveva trattata quell'orribile donna che avrebbe dovuto essere sua madre… e quando tutti restarono in silenzio per far assimilare al meglio il racconto Aaron, tentò di cambiare argomento “Ed il locale? Come procede?”. Catharina lo guardò sorridendo “Nell'ultima settimana non ci sono andata spesso, però ho sentito che hanno appena finito di dipingere le pareti… domani dovrei parlare con un'arredatrice di interni ed andare a vedere che cucina metterci dentro… e dopodomani devo contattare la P.R. che mi ha trovato Kristin. So già che vorrà riempirmi il locale di V.I.P…” e sbuffando Cat spiegò come era il suo locale ideale. “Apprezzato da tutti, cercato da tutti ed alla portata di tutti…”.

E poi, il giorno seguente non era riuscita ad andare all'ospedale… non era riuscita a vedere Nick. Tra gli impegni scolastici, ed il locale, era arrivata dopo l'orario di accesso ai parenti e quindi era dovuta tornare a casa senza sapere nulla del ragazzo… se non fosse stato per Brian e Leighanne che quella sera con una telefonata di circa due ore l'avevano aggiornata sulle condizioni di Nick e avevano fatto di tutto per tirarle su il morale. La stessa storia era successa il giorno dopo. La P.R. l'aveva trattenuta troppo a lungo e l'ospedale non l'aveva nuovamente fatta entrare… ma questa volta si era accasciata per terra con la testa tra le ginocchia a piangere… Nick il pomeriggio sarebbe stato trasferito in camera di degenza e lei non era lì a dargli il suo conforto… Voleva vederlo… voleva dirgli che lo amava… che era stata una stupida… Una mano sulla testa la fece sobbalzare e quando alzò il viso pieno di lacrime vide Aj sorriderle da sotto il cappello. “Ehi pistolina… stai tranquilla… Nick era ancora sotto sedativi e ha dormito tutto il tempo…”. Tirando un sospiro di sollievo si alzò quando vide anche gli altri arrivare. Con un sorriso a trentadue denti, Howie fu più che lieto di comunicarle che quella svitata della famiglia Carter se ne era andata… almeno per la giornata… era stata cacciata dall'ospedale per disturbo alla quiete… Howie rideva talmente forte al solo pensiero, da avere le lacrime agli occhi. E tutti insieme erano andati a casa di Cat per mangiare qualcosa… e poi Brian l'aveva incastrata con la storia della borsa da preparare per Nick…

CAPITOLO 13
Cat parcheggiò la macchina e guardando l'entrata dell'ospedale fece un profondo respiro. Oggi avrebbe visto Nick. Da sola… erano ormai passati quattro giorni dall'operazione, e Nick il pomeriggio precedente era stato spostato in una stanza normale. Aprendo la portiera e scendendo, prese dal sedile dietro la borsa con dentro le cose di Nick. Il giorno prima Brian le aveva chiesto se poteva andare a casa dell'amico e prendere lei le cose che sarebbero servite durante la degenza in ospedale. In mattinata avrebbero dovuto andare negli uffici dei grandi capi insieme al loro manager, quindi non avrebbero avuto tempo e dopotutto bisognava contare il fatto che lei era una ragazza e quindi avrebbe preso le cose che servivano veramente… E così… Cat si ritrovò ad aprire la casa di Nick e a cercare tutte le cose che gli sarebbero servite… una vera e propria impresa, dato che Nick probabilmente era il ragazzo più disordinato che conosceva. E poi, stare in quella casa da sola, la metteva estremamente a disagio. E se lui non l'avesse più voluta vedere? Lei stava solo invadendo la sua privacy… e neppure le due fotografie che li ritraevano insieme riuscivano a tranquillizzarla. Mentre frugava nei suoi cassetti e mentre gliene diceva dietro di tutti i colori per il fatto di non possedere nemmeno un pigiama, ripensò agli avvenimenti delle tre giornate precedenti… all'incontro con i genitori di Nick, ad Aaron che faceva di tutto per farla ridere e persino alle tre sorelle di Nick, che si erano avvicinate per fare la sua conoscenza quando era tornata dopo la donazione di sangue.
Ed ora era lì era uscita dall'ascensore al piano dove le avevano detto i ragazzi e si diresse verso il fondo del corridoio sulla sinistra. Camera 281. La fissò per qualche istante e poi respirando a fondo bussò lievemente ed aprì lentamente la porta…

L'ultima cosa che si ricordava Nick era il terribile dolore al petto che aveva sentito appena finito il concerto. E quando aveva aperto gli occhi la volta successiva si trovava in un letto d'ospedale… Era notte, si sentiva tutto rincretinito e non sapeva come fare a chiamare qualcuno che venisse per aiutarlo… Fortunatamente, poco dopo arrivò un'infermiere che sorridendogli gli disse di non agitarsi perché era stato operato nuovamente al cuore. Annuendo lievemente fece cenno con la mano verso la bocca e l'infermiere capì che il ragazzo voleva un po' d'acqua. Lo aiutò e portandogli il bicchiere alla bocca gli fece appena bagnare le labbra. “Hai tutto il nutrimento che ti serve attraverso la flebo e sei collegato al catetere, quindi non preoccuparti dei bisogni fisici ragazzo!” esclamò l'uomo di fronte a lui. Sorridendo lievemente, sentì nuovamente la stanchezza piombargli addosso. Chiudendo gli occhi l'ultimo pensiero fu per Cat.
E la mattina seguente era stato svegliato da un giovane medico che era venuto a visitarlo ed a spiegargli cosa era successo. Parlando lentamente e tentando di agitarlo il meno possibile, il dottore gli aveva spiegato quello che lui non ricordava dallo show televisivo in poi. “Rischio di morire dottore?” domandò con un filo di voce. “Nick ascolta… sei veramente troppo attaccato alla vita… l'altra notte hai sconfitto la morte per ben due volte!” e dopo averlo visitato gli disse che l'infermiere sarebbe venuto per togliergli il catetere, dargli una rinfrescata e se voleva per tagliargli la barba, che in quei quattro giorni si era fatta notevolmente lunga… E poco dopo entrò un ragazzo più o meno della sua età, che mentre svolgeva i suoi compiti, lo teneva impegnato in un allegra discussione aperta su più campi. Solo quando prese in mano il rasoio e la schiuma da barba Nick lo guardò storto. Quel tizio gli stava davvero molto simpatico, ma non si fidava molto di lui sotto la veste di improvvisato barbiere. E quando l'infermiere stava per spiaccicargli la schiuma in faccia, ci fu un lieve bussare e la porta si aprì…
Nonostante avesse subito un'operazione al cuore molto delicata, il fiato gli morì in gola quando vide la sua Cat entrare timidamente. Da una mano aveva un borsone, probabilmente con dentro le sue cose… indossava dei jeans beige a vita bassa e leggermente larghi, un maglione con la zip a coste rosa ed un giubbino senza maniche bordeaux. Portava a tracolla uno zaino monospalla, ai piedi delle adidas bianche i capelli le ricadevano a boccoli lungo la schiena ed ai lati del viso… Si guardarono senza dire nulla… Nick poteva benissimo vedere gli occhi di Cat leggermente lucidi… lei si mordicchiava nervosamente il labbro inferiore. “Ehi…” sussurrò per primo Nick. Spostandosi nervosamente dei capelli dietro all'orecchio, Cat replicò “Ciao Nick…” e chiudendosi la porta alle spalle posò il borsone su una sedia vicina. Lei non sapeva cosa fare, non sapeva se doveva restare oppure andare via… si guardava attorno nervosamente e sentiva gli occhi di Nick su di lei… nessuno dei due parlava… L'infermiere interruppe l'imbarazzante momento di silenzio “Benissimo… ora che è arrivata la tua bellissima ragazza, la facciamo fare a lei la barba… perché amico, proprio non sei il tipo da portare la barba lunga!”. E voltandosi verso Cat le disse “Torno quando hai finito, così gli tolgo quell'orrendo camice ospedaliero!” e sorridendo alla coppia, uscì dalla stanza e richiuse la porta alle proprie spalle. E nuovamente calò il silenzio… tante le domande… troppe le risposte… Respirando a fondo, Cat si voltò verso il borsone e aprendolo prese fuori una scatola nera. “Ho pensato di portarti il tuo rasoio elettrico…” sussurrò avvicinandosi al letto. Annuendo Nick le sorrise “Almeno mi fido di più con quello elettrico!”. Cat si sedette titubante sul letto vicino al ragazzo. Prese una salvietta che c'era sul carrello lì vicino e gliela mise delicatamente sul torace, evitando così che la barba gli ricadesse addosso. “Sei capace di usarlo?” chiese Nick senza mai toglierle gli occhi di dosso. “No… però sai… siamo già in ospedale dovesse succedere qualcosa!” replicò lei studiando il rasoio. Con una lieve risata Nick le spiegò cosa doveva fare per regolare la velocità ed il modo in cui doveva usarlo sulla sua pelle. Annuendo Cat osservò Nick e poi si alzò ed andò verso il proprio zaino aprendolo e tirando fuori un barattolino bianco si voltò e tornò a sedersi al fianco del ragazzo. “Ti metto un po' di crema idratante… così evitano di venirti allergie o irritazioni…”. Prendendo un po' di crema e posandogliela sul viso, lentamente iniziò a massaggiarla lasciandola assorbire per il meglio. Nessuno diceva nulla, Catharina era concentrata su quello che stava facendo e Nick continuava ad osservarla con occhi adoranti… Il suo tocco era delicato sulla pelle ed il pensiero della crema era stato un gesto dolcissimo da parte della ragazza… Quando la crema si asciugò per bene, Cat accese il rasoio e lo avvicinò a Nick. Prima però che potesse appoggiarglielo sulla faccia, lui improvvisamente mormorò “Non pensavi a Zac… pensavi a me…”. Catharina si bloccò all'istante ed abbassando il braccio, sospirando, spense il rasoio. Restò in silenzio per qualche istante fissandosi le mani e poi sussurrò “Pensavo a te… e solo a te…”. Tirando un sospiro di sollievo, Nick allungò la mano verso quella della ragazza. Prendendola dolcemente nella sua, continuò “Perché mi hai mentito Cat Baby? Credi davvero che tutto quello che voglio da te sia il sesso? Al solo pensiero sarebbe il cuore di Zac a rigettarmi!” esclamò sorridendole “Io voglio TE Catharina… voglio amarti, anima, corpo e anche cuore… quel cuore che porta lo stesso amore di Zac… sarà stato uno scherzo del destino a farci incontrare piccola… le probabilità che tu finissi insieme al tipo con il cuore di Zac era una su chissà quanti milioni di persone in attesa di un trapianto… però sono qui… per te… E se lo stare insieme a te vuol dire anche fare l'amore, beh… io proprio non ho problemi!” e alzando lentamente la mano di lei verso la sua bocca, la baciò delicatamente. Cat in un primo momento non riuscì a dire nulla, aveva le lacrime che le scendevano silenziosamente dagli occhi. Involontariamente strinse la mano di Nick e solo quando lui le sussurrò dolcemente “Non vado da nessuna parte Cat Baby…” singhiozzando iniziò a parlare anche lei “Scusami Nick… Sono stata cattiva con te… sono stata egoista… perdonami ti prego… avevo solo paura di perderti… Non volevo soffrire ancora…”. Nick la ascoltava in silenzio, anche lui aveva le lacrime agli occhi e quando sentì Catharina sussurrare inconsciamente “Non volevo perdere ancora una volta il ragazzo che amo…” non riuscì più a trattenerle, le lasciò scivolare giù sulle sue guance. Se Kevin lo avesse visto in quel momento sarebbe stato veramente fiero di lui… anche i veri uomini piangono… Quando fu Nick a stringere più forte la delicata e morbida mano che teneva nella sua, Cat continuò implorante “Scusami… ti prego…”. “Shhh…” fece lui tirandole lievemente il braccio in modo che lei si sedesse più vicina a lui “E' tutto passato Cat Baby… non preoccuparti… Ricominciamo da capo… prendiamo le cose lentamente… così avrai tutto il tempo di accettare il mio amore e dire addio a quello di Zac… Io e te siamo molto diversi, siamo due personalità opposte… probabilmente meriti un bravo ragazzo al tuo fianco, non uno come me… faccio le cose in modo impulsivo e non rifletto mai… Non sono molto intelligente, non ho studiato… so fare solo musica… prima del trapianto fumavo qualsiasi cosa mi capitasse a tiro… ho provato anche delle droghe… Mi hanno pure arrestato credendo fossi un alcolizzato… Mi sono fatto fregare tante di quelle volte da ragazze che credevo di amare… sono stupido… Ma Cat Baby… nonostante tutto ti farei felice… non ti farei mai soffrire… Mi hai cambiato… mi hai reso felice, non solo uno scassapalle… Mi hai illuminato la vita… tenterò di cambiare, se vorrai lo farò…”. Cat annuì asciugandosi le lacrime con la mano “No… non saresti più tu…” sussurrò lei. “Piacere, sono Nick!” esclamò lui sorridendo. Ridendo, la ragazza replicò “Io mi chiamo Catharina…”. Restarono in silenzio a guardarsi negli occhi e dopo aver asciugato le lacrime di Nick con un fazzoletto, Cat iniziò a tagliargli la barba delicatamente e lui la osservava adorante. Si sciolse quando vide l'espressione concentrata della ragazza intenta a tagliare per il meglio la barbetta sotto al mento. “Ti sta bene quella peluria qui sotto…” sussurrò lei accarezzandogliela delicatamente. Ed un ghigno sexy si formò sul volto di Nick “Sì… mi ricordo che effetto ti fa quando ti sfioro e ti faccio il solletico…”. E lei rise di cuore. E Nick risentì il suo cuore… Respirò a fondo per tentare di calmarsi, quando il suo battito tornò regolare, inumidendosi le labbra con la lingua mormorò con voce roca e sexy “Io farei di tutto Cat Baby, per te… tu per me devi farne solo una…” e Catharina lo guardò confusa, distogliendo le sue attenzioni dalla barba. Sorridendole, lui proseguì “Sorridi sempre… sorridi per me… non voglio vederti triste, non voglio che tu pianga… voglio solo che tu sorrida… se soffri tu soffro anche io piccola… voglio vederti felice…”. Arrossendo Cat continuò a raderlo. Era l'unica cosa che lui voleva per essere felice, e lei l'avrebbe fatta. Avrebbe fatto di tutto per lui. Quando gli mise un po' di dopobarba sul volto, Nick aveva spostato l'attenzione dai pensieri puri. Chiarendosi la voce, Nick bisbigliò “Dio quanto ho voglia di baciare quella bellissima bocca…”. Un grugnito di disapprovazione arrivò dalla porta. Nick e Cat si voltarono e videro il giovane infermiere sulla soglia. “Ehi lover boy… Se non fossi entrato saresti stato capace di saltarle addosso! Meno male che ho un tempismo perfetto!” e sorridendo ai due ragazzi che erano arrossiti per l'imbarazzo domandò “Avete finito?”. “Ci dai ancora un minuto?” domandò Catharina sorridendo. Il ragazzo guardò la coppia e quando vide che Nick stava osservando la ragazza con gli occhi adoranti, che brillavano dalla felicità rispose “Dolcezza… con quel sorriso puoi chiedermi tutto!” e facendole l'occhiolino uscì e chiuse la porta alle sue spalle. Si sedette su un divanetto appena fuori. Un minuto. Quando l'infermiere se ne fu andato Cat si girò verso Nick e stringendogli la mano chiese “Ti ricordi quando siamo andati a fare la spesa e hai fatto cadere una borsa mentre la caricavi in macchina?”. Con un gemito di rabbia Nick alzò gli occhi al cielo “Noooo… dopo quella figura di merda ero tentato di scappare lontano dalla vergogna… Dio se sono sfigato!” esclamò lui arrossendo. Cat si alzò dal letto e mettendosi il giubbino e prendendo il suo zaino, si avvicinò ai piedi del letto “E' stato lì che mi sono innamorata di te…” borbottò tutta rossa in volto. E sorridendogli si avviò verso la porta “Ho un test da fare Nick… ne ho già saltati fin troppi e visto che a maggio prendo la laurea, non mi sembra il caso di rimandare ulteriormente… Torno tra un paio di ore, va bene? Così ti parlo del locale…”. Nick era rimasto allibito nel sentire quelle parole e l'unica cosa che riuscì a fare fu annuire a bocca aperta con le guance arrossate. Quando si rese conto che era tornato l'infermiere e che aveva già preso una tuta dal borsone, si svegliò improvvisamente. “Non ti piacciono i pigiami lover boy?” domandò ridendo all'espressione di Nick. Scuotendo la testa, il biondo replicò “Mi ama…” e un enorme sorriso si dipinse sul suo volto “La mia Cat Baby mi ama…”.

CAPITOLO 14
Catharina tornò da Nick verso le quattro del pomeriggio. Lui stava tranquillamente riposando; il suo volto era stanco e per un attimo le sembrò un uomo fin troppo maturo… non un ragazzo. Si sedette al tavolo vicino alla finestra e tirò fuori dei fogli dallo zaino. Doveva scegliere un team di cuochi per il ristorante e visto che ora aveva tempo, avrebbe iniziato ad esaminare i curriculum… inoltre doveva togliersi dalla mente quella stupida P.R. che le aveva occupato tutto il ristorante di star del cinema e della musica. E lei non voleva che fosse così… Sbuffando picchiò la testa contro il tavolo… 'Cavoli è mio il ristorante e voglio poter scegliere io…' e arrabbiata tornò a guardare i curriculum… Se lo sentiva… tutto sarebbe stato un fallimento…
E mentre Cat era intenta a lavorare, Nick la osservava… l'aveva sentita entrare e l'aveva guardata mentre si dirigeva verso il tavolo… Era arrabbiata, nervosa… Continuava a scuotere la testa ed a guardare fuori dalla finestra. Ogni tanto si fermava per sottolineare e scrivere qualche appunto, ma la sua espressione non era serena. Lui avrebbe voluto dirle qualcosa, ma sentiva che la ragazza era in un mondo tutto suo… e poi fece quel gesto che lui amava pazzamente. Raccolse i capelli in cima alla testa e li fissò con una matita… Dio quanto erano sexy quei capelli… lunghi, riccioli e castani… sembravano di cioccolato… Era diversa lei dalle altre ragazze… Non solo fisicamente… era ugualmente bellissima, se entrava in una stanza riusciva a far girare tutte le teste dei ragazzi presenti verso di lei senza il minimo problema… ma era l'opposto di quelle che frequentava abitualmente… e forse in primo luogo era stato questo a farlo innamorare… Cat era normale… era intelligente, innocente, dolce, si preoccupava per lui, lo amava… Sorridendo compiaciuto a sé stesso per l'ultimo pensiero, si rese conto che era lei quella giusta… Continuava a fissarla… lei stava frugando nello zaino e tirò fuori il contenitore delle lenti a contatto. Velocemente le tolse e si mise gli occhiali… Doveva proprio essere stressata per non riuscire neanche a portare le lenti… Voleva aiutarla… “Cat Baby…” sussurrò per non spaventarla. Sobbalzando lievemente, la ragazza si girò verso Nick sorridendo dolcemente. “Non volevo disturbarti…” disse lei alzandosi ed andando verso di lui “Quando sono entrata dormivi e ho preferito lasciartelo fare. Avevo del lavoro da svolgere quindi mi sono tenuta impegnata!” esclamò Cat sedendosi vicino a lui sul letto. Nick le sorrideva. Si rendeva perfettamente conto di sembrare un imbecille, ma gli piaceva troppo guardarla. Appena fu al suo fianco le prese subito la mano. “Com'è andato il test?” domandò lui storcendo la testa da un lato. Catharina sentì il suo cuore aumentare i battiti nel vederlo fare un gesto così semplice… era bellissimo… anche in un letto d'ospedale era bellissimo… con quei capelli che gli ricadevano sulla fronte, gli occhi del colore del ghiaccio… e quelle labbra rosse a forma di cuore… Con un sorriso Nick sussurrò “Vuoi baciarmi, vero Cat Baby?” ed iniziò a ridere quando Catharina divenne di tutte le tonalità di rosso. Alzando gli occhi al cielo, Cat rispose alla prima domanda di Nick “E' andato bene il test… me ne mancano tre e poi ho finito…”. Ed abbassò lo sguardo verso le loro mani. Dal polsino della felpa del ragazzo, si intravedeva il tatuaggio, e così, quasi inconsciamente sollevò delicatamente la manica ed iniziò ad accarezzarglielo. Nick la studiò per qualche istante e si rilassò completamente sotto le carezze della ragazza. Adorava quando gli accarezzava polso… Era terribilmente fiero di lei… Aveva la maggior parte dei voti più alti in tutti i corsi. Era così intelligente che ogni volta che sarebbero usciti insieme, lui avrebbe fatto di sicuro la figura del caprone… A sua volta posò lo sguardo sulle loro mani, e quando vide che Cat non ricominciava a parlare, chiamandola dolcemente disse “Cosa c'è che non va? Sei pensierosa, distratta e prima quando stavi lavorando su quei fogli sembravi molto arrabbiata…”. Alzando gli occhi brevemente ed incontrando quelli di lui, Cat scuotendo la testa replicò “Tutto ok… sono solo un po' stressata…” e sorridendogli spostò nuovamente la sua attenzione sul polso. E Nick non credette nemmeno ad una parola. “Forza Cat Baby… abbiamo sempre parlato di tutto io e te… e non credo che sia qualcosa che mi faccia venire un colpo al cuore quindi, da dove vuoi incominciare?”. Cat lo osservava… era felice del fatto che il ragazzo fosse sempre pronto ad ascoltarla e tirarle su il morale. Sbuffando sussurrò “E' che il locale non va come vorrei io… L'altro ieri abbiamo scelto l'arredo, la cucina, ed è andato tutto per il meglio… ma non va con la P.R…. quella stordita mi ha riempito il locale di persone famose… non mi è rimasto più neanche un posto se qualcuno di 'normale' volesse venire a mangiare!”. Era quasi sul punto di piangere, l'angoscia che tutto andasse nel verso sbagliato era davvero troppo. “Tutto dipende da come andrà l'inaugurazione… e se va male quella… va male tutto… Non è quello che voglio io!” esclamò irritata. “Chi è questa cretina che non segue le indicazioni della mia Cat Baby?” scherzò Nick per tentare di tirarle su il morale. Quando vide che Cat sorrise lievemente, la tirò lievemente più vicino a lui tramite il braccio. “Se mi tiri ancora un po' mi ritrovo in braccio a te!” dichiarò la ragazza ridendo. Annuendo compiaciuto, Nick ribatté “Non sarebbe una cattiva idea!” e guardando ridere Cat, continuò “Devi importi Cat Baby, diamine, è pur sempre il tuo locale! Se qualcosa non ti va devi dirlo a quella tizia… Anche se penso che lo faccia per far avere successo al ristorante…”. Cat annuì lievemente imbronciata… sapeva che Nick aveva ragione, ma lei rimaneva sempre dell'idea che quello non era il locale che voleva lei… “E quando starò bene magari la faccio io qualche telefonata, va bene?” sussurrò tirando in fuori il labbro inferiore per farla sorridere. Catharina pensò un attimo alle parole di Nick e sbuffando replicò “No… voglio fare da sola… devo, farcela da sola…”. Lui la guardò poco convinto e poi sorridendo rispose “E' un piacere aiutarti piccola… e poi dobbiamo aiutarci a vicenda quando abbiamo dei problemi…”. Cat lo guardò… anche Zac le diceva sempre così… anche Zac era sempre vicino a lei quando aveva qualche problema… Tornò alla realtà quando Nick iniziò a tirarle ancora di più la mano. “Ed ora ho un problema proprio qui… sulle mie labbra…” sussurrò rocamente “Aiutami Cat Baby…”. E chiuse lentamente gli occhi. Catharina si morsicò il labbro… voleva baciarlo anche lei e avvicinandosi lentamente si lasciò trasportare dal profumo del suo dopobarba… Chiudendo gli occhi, sentì il caldo respirò di Nick sulle proprie labbra… E la porta si aprì. Entrambi sussultarono e con un grugnito Nick aprì gli occhi. “Mamma!” esclamò sorpreso il ragazzo. Istintivamente la sua stretta si fece più forte sulla mano di Cat che aveva fatto per alzarsi. “Bj… Leslie… Dio stavo proprio morendo se siete arrivate tutte…” affermò ridendo. Le due ragazze, dopo aver salutato Cat, si avvicinarono a Nick ed entrambe scompigliarono i capelli al fratello maggiore. “Ma cosa combini? Come se non attirassi abbastanza l'attenzione!” esclamò Bj ridendo e Leslie si rivolse a Cat “Le trova di tutte pur di avere le attenzioni di una ragazza!”. “Ehi!” replicò Nick aggrottando le sopracciglia. La stretta sulla mano di Cat si fece ancora più salda. Jane, nel frattempo continuava a fissare Catharina seduta sul letto del figlio. Notò che più di una volta lei tentò di allontanare la mano, ma Nick, continuando a parlare con le sue sorelle, la riportava vicino a lui. Di certo non era il tipo di ragazza che giravano sempre intorno a Nick, ma non per questo il parere su di lei cambiava. E poi osservò il figlio… Le bastarono venti secondi per capire lui adorava quella ragazza. Se stava ridendo e spostava lo sguardo su di lei il suo sorriso diventava ancora più radioso, i suoi occhi ancora più luminosi… se parlava insieme a lei la sua voce si addolciva, era bassa e calma… diventava calda e sensuale e Jane si accorse che il tono del figlio non era mai cambiato per nessuna ragazza… tutto era diverso in lui quando si rivolgeva a Catharina… Non era una ragazza che parlava molto… 'Probabilmente non è molto intelligente' pensò Jane sedendosi sull'ultima sedia disponibile, e notava che Nick tendeva a coinvolgerla in ogni discorso…
Era passata circa mezz'ora e Jane Carter non aveva ancora detto nulla. Nick sapeva che stava studiando Cat e il proprio comportamento, ma questa volta sua mamma non avrebbe vinto... Cat era perfetta per lui, forse fin troppo, ed aveva intenzione di farlo vedere al mondo intero e superare gli ostacoli che si frapponevano tra loro due e la felicità… 'E' appena diventata mia…' pensò lui sorridendo a Cat ed accarezzandole il viso. La ragazza si voltò verso di lui e gli sorrise… E Jane capì in quel momento che Nick era ormai cresciuto, e che aveva trovato la ragazza giusta. Sospirando e attirando su di sé tutte le attenzioni iniziò a parlare “Quando avete intenzione di dirlo alla stampa?” domandò andando diritto al sodo. Nick la guardò con aria interrogativa “Di che parli?”. Jane sorrise “Del fatto che stavi per morire?”. Le sorelle di Nick la guardarono come se fosse scesa dalla luna e Nick, quando sentì la lieve stretta di Cat con la sua mano, sospirando replicò “Mamma… preferisco restare calmo per il momento… penso proprio che si stiano occupando gli altri della faccenda… so che hanno anche i loro impegni e quindi non ho idea di quando la notizia arriverà sui giornali… A dirtela tutta vorrei che non trapelasse nulla fino a quando non sono in clinica per lo meno…”. Jane guardò dura per un attimo il figlio. Possibile che lui non volesse mai il minimo di pubblicità? Spostando gli occhi per la stanza, la donna notò subito i fogli che erano sparsi sul tavolo. Lanciando loro una veloce occhiata si voltò verso Cat. “Cosa fai nella vita?”. Voltandosi verso di lei, Catharina replicò “Studio… il mese prossimo prendo la laurea…”. E Nick guardandola fiero aggiunse “E sta anche per aprire un ristorante!”. Jane la guardò stupita... possibile che non cercasse il minimo di notorietà quella ragazza? “Che genere di ristorante?” chiese curiosa. Anche le sorelle di Nick avevano concentrato la propria attenzione su Cat. E lei rispose “Un ristorante italiano… è da quando sono piccola che mi cimento in piatti tipici di quel Paese… si può dire che a casa mia non si mangia altro!”. “E' bravissima…” sussurrò Nick accarezzandole il dorso della mano con il pollice. Un'idea balenò in testa alla madre di Nick… con un ghigno beffardo esclamò “Bhe… spero solo che tu abbia la pazienza di aspettarlo quando lui è in giro per il mondo… lontano da te…”. I quattro ragazzi la guardarono shockati, Nick si irrigidì all'istante… Cat abbassò la testa e tentò nuovamente di allontanare la sua mano da Nick. Lui provò a trattenerla, ma lei la strattonò forte e quando fu libera dalla sua presa, si alzò dal letto… Il ragazzo fissava con odio la madre. “Cosa significa questo?” domandò lui facendo profondi respiri per tentare di rimanere calmo. “Su Caro… lo sanno tutti che non sei il ragazzo più fedele di questa terra! Non hai avuto nessun'altra da quando stai insieme a lei?”. Nick voltò immediatamente lo sguardo verso Cat; sentiva che le proprie orecchie si stavano scaldando… Cat alzò lentamente gli occhi su Nick… l'espressione colpevole sul viso di lui le disse tutto quello di cui aveva bisogno di sapere. Voltandosi verso Jane, Nick disse “Fuori di qui… se vuoi tornare da me, fallo quando avrai trovato un po' di rispetto per tuo figlio!”. E quando la madre non si mosse, Nick sentì la rabbia crescergli dentro… Appena Bj e Leslie videro il volto del fratello diventare rosso, si affrettarono ad alzarsi ed andare verso la madre. “Mamma… Nick ha appena subito una delicata operazione, non è questo il modo di comportarti! Andiamocene!” esclamò Leslie mettendosi davanti a Jane. Quando la donna fece per protestare, Bj la tirò per un braccio “Mamma… Adesso basta… Lasciali in pace, anche un cieco vedrebbe quello che c'è tra quei due, non tentare di rovinarlo, abbi rispetto per le decisioni di tuo figlio!”. Con un'espressione soddisfatta guardò i due ragazzi che si osservavano senza dire nulla… “Ciao cari!” concluse uscendo dalla porta.
Nick osservava la reazione di Cat. Non sapeva cosa dire… tecnicamente non l'aveva tradita, però in un certo senso gli sembrava di averla presa in giro… Il giorno prima ci provava con lei, e la sera seguente se ne faceva un'altra nella sua stanza d'albergo. Sospirando allungò la sua mano verso la ragazza. “No…” sussurrò lei. Lui chiuse gli occhi e rifletté attentamente su quello che avrebbe dovuto dirle. Ma Catharina lo anticipò “Ascolta Nick… non posso dirti niente perché alla fine non mi hai tradita… però… questo è un argomento sul quale sono molto insicura… ogni ragazza là fuori è meglio di me… Io non sono poi così speciale… e quindi… non prendermi in giro… per favore… non farlo…” sussurrò lei coprendosi il volto con le mani. E Nick sì sentì un pugnale nel petto… piangeva a causa sua… un giorno che era tornata da lui e già l'aveva fatta piangere… Voleva alzarsi e stringerla a sé… “Vieni qui Cat Baby…” implorò lui quando la vide andare verso il tavolo per raccogliere le proprie cose. Ma Catharina non gli diede risposta, probabilmente non l'aveva neanche sentito… Il tradimento per lei era la cosa più cattiva che mai potesse esistere in una coppia… Dannazione, Nick era un ragazzo di soli ventisei anni e di certo non gli faceva nessuna colpa per il fatto che adorasse il sesso… ma tutte si lanciavano ai suoi piedi e lui era pur sempre un uomo con dei sentimenti… Tornò alla realtà quando sentì la porta della camera aprirsi e l'infermiere domandare “Hai chiamato Lover Boy, tutto bene?”. E guardò tra Nick e Cat come per capire il motivo della chiamata. Catharina si voltò verso Nick, era stata così assorta dai suoi pensieri, che non si era nemmeno accorta che il ragazzo aveva suonato il campanello per chiamare l'infermiere. Senza distogliere lo sguardo da lei, Nick rispose “Devo alzarmi…”. Il ragazzo alla porta si avvicinò “Devi andare al bagno?” domandò aiutando Nick ad alzarsi in piedi. “No… ma devo fare una cosa importante…” replicò il biondo tenendo gli occhi incollati sulla ragazza. “Vieni qui…” sussurrò lui avvicinandosi lentamente a Cat e dimenticandosi del fatto che l'infermiere era ancora in stanza con loro. Cat lo osservò mentre si avvicinava… indossava una felpa con la zip beige con disegnata davanti una tigre e dei pantaloni neri. I profondi occhi azzurri scrutavano i suoi e Cat si sentì in imbarazzo per aver appena fatto la figura della ragazza insicura e gelosa, quando tutto quello che stava facendo lui era sorriderle dolcemente. “Torna a letto… Non dovresti stare in piedi…” bisbigliò lei quando Nick le prese delicatamente una mano. “Ti ho detto che per te farei qualunque cosa…” replicò lui appoggiandole l'altra mano sulla testa e tirandola delicatamente verso il proprio corpo. La cinse a sé appoggiandola sul proprio lato destro del corpo e poi quando sentì le braccia di Cat che timidamente lo strinsero intorno alla vita, lasciò scivolare la sua mano lungo la schiena di lei e fermandosi sulla fine, la premette ancora di più nel proprio corpo. Abbassando la testa e appoggiandola nell'incavo tra la spalla ed il collo di Cat, Nick mormorò “Non ti farò soffrire Cat Baby… Sono qui vicino a te per farti sorridere… per renderti felice…”. Sentendo la ragazza annuire lievemente, lui alzò la testa ed appoggiando il mento contro la fronte di Cat restò, ad occhi chiusi, tra le braccia di lei… Nick non si era mai sentito così sicuro… così protetto… Quando sentì che Catharina gli pizzicò dolcemente una maniglia dell'amore, si allontanò da lei ridendo “I'm a big boy!!!” esclamò osservandola. Cat rise a sua volta e stringendolo ancora una volta, si allontanò da lui. “Devo andare ora… devo studiare…” sussurrò sentendosi in colpa per abbandonarlo. Annuendo e rispondendo al sorriso, Nick disse “Va bene… ci vediamo domani?”. “Sì… a domani…” replicò Cat mettendosi addosso lo zainetto monospalla ed indietreggiando verso la porta. “Dormi bene stanotte piccola…” bisbigliò Nick. “Anche tu…” concluse Catharina uscendo in corridoio. Con un ultimo sorriso richiuse la porta e tornò verso casa…
…Inutile dire che quella notte Cat dormì serenamente come non riusciva più a fare da parecchio tempo…

CAPITOLO 15


“Cavolo!” urlò Catharina esasperata chiudendo il cellulare e tirandolo sul divano. Iniziando a camminare nervosamente per il soggiorno guardò l'orologio sul muro. Segnavano le 5.29 pm. Tra mezz'ora avrebbe dovuto andare al locale… Era la grande serata… finalmente ci sarebbe stata l'inaugurazione del ristorante. Era stata in cucina insieme ai suoi cuochi quasi tutto il giorno; aveva studiato il menù nei minimi dettagli, aveva discusso con i camerieri sulla posizione dei tavoli, si era lasciata convincere a riempire il locale di vip… era distrutta, Leighanne e Kristin l'avevano appena fatta torturare da un parrucchiere e da un truccatore, e voleva solamente parlare con Nick… era due giorni che non riusciva ad andare a trovarlo e quel giorno poi non era riuscita nemmeno a parlare al telefono insieme a lui… Aveva bisogno di sentire la sua voce, voleva essere rassicurata da lui… dal suo Nick… Nick… era passato più di un mese dall'operazione e dopo essere stato in ospedale una decina di giorni era andato in clinica per il recupero. I primi momenti passavano molto tempo insieme, ma con l'arrivare di maggio tra laurea e l'inaugurazione, Cat aveva avuto sempre meno occasioni per andare a trovarlo. Nick la capiva e la rassicurava che lui non aveva problemi, ma chissà come, quando la vedeva entrare dalla porta il suo viso si illuminava. Una volta aveva appena finito di fare esercizi di cyclette, insieme all'infermiere stava guardando i risultati del monitoraggio del suo cuore e si riprendeva dalla fatica quando Cat entrò dalla porta. Nick la vide immediatamente, indossava una minigonna di jeans con dei fiori ricamati sui lati ed una giacca di jeans uguale alla gonna. Era splendida. I capelli sciolti erano leggermente spettinati, probabilmente perché fuori soffiava il vento. Lui la osservava in tutta la sua meraviglia e quando lei lo vide, gli sorrise dolcemente… ed il suo cuore aumentò i battiti. E tutta la stanza rise… Nick si guardò in giro confuso, il ragazzo al suo fianco osservò l'elettrocardiogramma e poi si rivolse a Cat “Scusa… puoi uscire un attimo?”. Cat osservò Nick perplessa e uscì dalla porta. Nick arrossì immediatamente. Si era dimenticato di essere ancora collegato alla macchina per il monitoraggio dei suoi battiti ed il suo imbarazzo aumentò quando Cat uscì dalla stanza e le sue pulsazioni tornarono normali. Tra le risate generali, si lasciò staccare i cerotti con i sensori e si avviò verso la porta per andare dalla ragazza. Quando stava per uscire, si sentì un urlo provenire da dietro di lui “Vai ragazza, è tutto tuo!!! E' cotto a puntino!” e mentre gli altri scoppiarono nuovamente a ridere, Nick, con le guance paonazze allontanò Cat dalla stanza per la ginnastica e tentando di inventare qualche scusa plausibile la portò verso la propria stanza.
Catharina sospirò pesantemente. Tra lei e Nick le cose andavano a gonfie vele, solo che… non avevano mai parlato di quello che c'era tra di loro, di quello che provavano l'una per l'altro. Spesso lui le diceva parole dolci, ma i loro contatti fisici erano rari… rari gli abbracci e inesistenti i baci… era come se lui le stesse dando il tempo che le aveva promesso… L'ultimo abbraccio che Cat si ricordava era successo la settimana precedente… Lei era andato a trovarlo e lui, ancora una volta stava facendo i suoi esercizi di resistenza… quella volta l'avevano messo sul tapis roulant… non stava proprio correndo, però era un'andatura abbastanza sostenuta. Aveva tutto il viso rosso, i capelli che normalmente ricadevano sulla fronte, erano tutti sparati in aria… probabilmente si era passato una mano tra i capelli e gli aveva spettinati mentre correva… ed indossava una tutta beige e marrone della Fila… era adorabile… lei restò per qualche istante sulla soglia della porta, non volendo disturbare il ragazzo, ma pochi istanti dopo, Nick si accorse della sua presenza. Entrambi si sorrisero dolcemente e lui restò a guardarla imbambolato mentre Cat si avvicinava. Lei indossava una gonnellina color kaki ed una felpina con la zip dello stesso colore. Sotto si intravedeva il colletto di una polo rosa carico. I capelli ricadevano lungo le spalle, e la frangia era raccolta indietro sulla testa con una molletta. Nick restò ad osservarla con la bocca aperta… dimenticandosi che il tapis roulant era ancora in funzione, si fece trasportare lentamente indietro fino a quando non si ritrovò con il sedere per terra. Chiudendo gli occhi e tirandosi dietro parolacce di ogni genere per la penosa figura appena fatta, si sentì sprofondare dalla vergogna quando tutti gli altri presenti iniziarono a ridere come degli isterici. Aprì gli occhi appena in tempo per vedere il paziente davanti a lui scuotere la testa e passare una banconota da dieci dollari all'infermiere. “Avete pure scommesso su di me!” esclamò lui alzandosi. “Sì amico… le figure che fai con lei nei paraggi sono spettacolari!!! Mi meraviglio che lei continui a tornare a trovarti!” replicò l'infermiere asciugandosi le lacrime che si erano formate per il troppo ridere. “Tutto bene Nick?” chiese Catharina preoccupata appena fu al suo fianco. Nick si voltò verso di lei e vide il suo viso con un'espressione preoccupata. Sorridendole dolcemente il ragazzo replicò “Sì Cat Baby…” e incurante del fatto che fosse sudato come un maiale si abbassò leggermente e mettendole le braccia intorno alla vita la tirò vicino al proprio corpo.
Chiudendo nuovamente il cellulare Cat si alzò dal divano ed andò a controllarsi allo specchio. Il parrucchiere di Leighanne le aveva eliminato tutti i boccoli per la serata ed in cambio le aveva fatto nei capelli delle morbide onde. Le aveva pettinato la frangia dolcemente da un lato e le aveva raccolto il resto dei capelli in una morbida coda bassa ai lati della testa, mentre alcune ciocche le ricadevano soffici e sinuose ai lati del viso. Il trucco che le aveva fatto invece l'esperto portato da Kristin, le rendeva la pelle luminosa come una perla. Aveva usato dei toni sfumati marroni per gli occhi, ne aveva accentuato la brillantezza utilizzando della matita per dargli un effetto fumè… il rossetto che le avevano messo era di una tonalità di marrone chiaro… Il vestito che indossava invece glielo aveva inviato la sua mamma dal Canada. Era di un rosa talmente tenue che sembrava quasi bianco, le spalline sembravano fatte da fiori e foglie bianche e rosa, quella di destra, continuava in sbieco lungo il vestito, per terminare appena sotto la vita. La gonna era composta da due strati, entrambi di taglio obliquo. Lo strato superiore partiva da mezza coscia e terminava appena sotto il ginocchio; lo strato inferiore iniziava da sotto il ginocchio e terminava. parallelo all'altro velo, alla caviglia. Il tutto coordinato da una sciarpa dello stesso colore del vestito. Per le scarpe, la madre non aveva avuto la minima pietà. Le aveva mandato dei sandali con il tacco a spillo, composti di strass e qualche fiocchetto che risalivano per tutto il piede… In altre occasioni Cat sarebbe stata entusiasta del modo in cui appariva quella sera, ma il non riuscire a parlare con Nick la rendeva molto ansiosa… respirando profondamente, prese nuovamente il cellulare e lo aprì per chiamare nuovamente il ragazzo. Mentre aspettava che lui rispondesse, sentì un lieve bussare alla porta. Pensando che fosse Brian che era venuta a prenderla per andare al locale, Cat urlò mentre andava a prendere la borsetta “Entra Brian!”. Quando nessuno entrò la ragazza si avvicinò all'entrata nel momento in cui bussarono nuovamente. Interrompendo la telefonata e mentre iniziava a scrivere un messaggio per Nick, aprì la porta tenendo lo sguardo basso. “Cat Baby…” sussurrò una calda voce. Sentendo il proprio cuore aumentare i battiti, Catharina lentamente alzò lo sguardo… Percorse il corpo del ragazzo lentamente. Portava delle scarpe di pelle nere con la suola bianca, il completo che indossava era nero gessato grigio. E mentre i suoi occhi salivano ed incontravano una camicia rosa tenue ed una cravatta rosa interrotta da righe oblique blu, intravide la barbetta che adorava, ed il suo cuore sembrò scoppiare… Quando arrivò agli occhi azzurri che le sorridevano felicemente, fece un passo in avanti. “Nick…” sussurrò passandogli le braccia intorno al collo e tirandolo verso di lei. Ridendole lievemente vicino all'orecchio, Nick dolcemente le passò le mani intorno alla vita e la tirò ancora più vicino al suo corpo. Chiudendo gli occhi respirò il dolce profumo dei capelli della ragazza. Restarono per qualche istante stretti uno nelle braccia dell'altra, nessuno dei due parlava. L'unica cosa che facevano era perdersi nell'abbraccio dell'altro. “Che cosa ci fai qui?” domandò Cat con la voce rotta dall'emozione. “Bhe… se non mi vuoi…” replicò Nick allontanandosi da lei e facendo finta di andare via. “No!” si affrettò ad aggiungere la ragazza prendendolo per una mano. Nick le sorrise ed intrecciando le loro dita, sussurrò “Mi hanno dimesso stamattina… volevo farti una sorpresa Cat Baby…”. E avvicinandosi le baciò delicatamente una tempia… “Grazie Nick…” bisbigliò Cat passandogli nuovamente le braccia intorno al collo e stringendolo forte a sé. Non era bassa Catharina, ma Nick, ogni volta che la stringeva, doveva abbassarsi leggermente. E per godersi quel attimo in cui la ragazza lo abbracciava con tutta sé stessa, nascose il volto nel collo di Cat. Dio quanto adorava essere tornato da lei… “Sei splendida…” sussurrò facendole il solletico sul collo con il suo fiato. Catharina lo abbracciava come se non ci fosse domani… si sentiva insicura, aveva bisogno di averlo vicino… il più vicino possibile. Quasi inconsciamente, stretti nel loro mondo, iniziarono a dondolarsi lievemente… A trovarli così fu Brian. Schiarendosi la voce per richiamare la loro attenzione disse “Dobbiamo andare ora… altrimenti arrivano prima i clienti che lo chef!”. Gli spiaceva dividerli proprio ora che si erano potuti riabbracciare, ma iniziare in ritardo un'inaugurazione di sicuro non avrebbe fatto fare bella figura al ristorante. Lentamente Cat e Nick si lasciarono andare e si allontanarono l'uno dall'altra. Avendo già in mano la sua borsetta Cat si limitò a chiudere la porta di casa. Nick la osservava rapito… voleva ancora tenerla tra le sue braccia… voleva baciarla… o meglio… voleva che arrivasse il momento perfetto per baciare quelle dolcissime labbra… Prendendola per mano ed incrociando le loro dita, si incamminarono insieme a Brian verso l'automobile che li aspettava all'entrata.

Nick rimase molto stupito nel vedere il ristorante… era venuto ancora meglio di quello che avrebbe mai potuto immaginare. La sala del ristorante ed il bar erano divisi da un muro, l'entrata della cucina si trovava nascosta anche lì da un muro che bloccava la visuale della porta. Su ogni tavolo c'erano composizioni di lillium bianchi con le striature rosse e splendide rose dello stesso colore. I tavoli avevano erano tondi ed avevano dimensioni diversi. Quello in cui avrebbero dovuto sedersi Nick insieme agli altri ragazzi e rispettive mogli era in mezzo al tavolo riservato agli amici di Nick: Chris e la rispettiva ragazza. Sarah e Priscilla si sarebbero sedute insieme ai boys perché quella sera sarebbero state i loro appuntamenti. Dal lato opposto invece, c'era il tavolo con Aaron, Angel, Bj e Leslie. Tutti gli altri tavoli invece, erano riservati per i vip e per i loro rispettivi ospiti.
Era un ambiente, caldo, confortante ed elegante e Cat arrossì quando Nick le sussurrò all'orecchio “Sono terribilmente fiero di te Cat Baby… è meraviglioso!”. Sorridendo, Cat lo portò verso le cucine e gli presentò la sua squadra di cuochi e camerieri. Tutto il personale era abbastanza giovane, e Nick si accorse immediatamente di quanto quel gruppo fosse affiatato. Cat sembrava tutto tranne che il capo della cucina. Prendendola da parte, le diede in mano una borsa con un fiocco che aveva preso poco prima dalla macchina di Brian. “E' un pensierino per te… almeno quando cucini pensi a me…” sussurrò lui appoggiandosi con la schiena al muro e mettendole un braccio intorno alla vita tirandola vicino a sé. Cat lo guardò con un sopracciglio alzato “Contando il fatto che il locale me lo hai regalato tu… penso sia difficile non pensare a te quando sono qui!” replicò ridendo. Aprendo la borsa, Catharina iniziò a ridere e tirò fuori un cappello da cuoco rosa e un camice coordinato. “Lo adoro Nick!” esclamò lei abbracciandolo nuovamente. Nick si irrigidì all'istante… averla vista così felice per una scemata del genere e ridere serenamente quando l'aveva stretto al proprio corpo, era bastato a mandarlo oltre al limite. Averla così vicino iniziava ad eccitarlo terribilmente… Schiarendosi la voce, e baciandole la testa si allontanò da lei. Bagnandosi le labbra con la lingua, e passandosi una mano nei capelli ingellati, iniziò a guardarsi in giro. “Vado dì la con gli altri Cat Baby… almeno ti lascio lavorare in pace piccola…” mormorò abbassando la testa. E sorridendole e salutando il team in cucina andò dagli altri amici. “Ehi Boss!” la chiamò ridendo uno dei cuochi “Il tuo Backstreet Boy è andato solamente nell'altra stanza! Non scappa da nessuna parte! Ora indossa quelle cose ridicole che ti ha regalato, muovi il tuo bellissimo sederino e mettiti ai fornelli!” e spingendola per le spalle la portò davanti a tutti gli ingredienti sui numerosi tavoli presenti. Sospirando profondamente e guardandosi in giro, Cat vede che tutte le persone presenti nella stanza le stavano sorridendo per infonderle coraggio. Sentendosi più sicura e calciando i sandali da lato, restando a piedi nudi indossò la sua tenuta da lavoro e ricambiando i loro sorrisi, tutti si misero all'opera. La magia aveva inizio.

Nick era al tavolo del buffet e stava riempiendo il suo piatto di antipastini vari per la seconda volta. C'era di tutto su quelle tavole imbandite, e i suoi occhi esplodevano dalla felicità per il fatto che dopo un mese di ospedale, anche solo vedere del cibo vero lo rendeva di una gioia immensa… aggiungendo il fatto che tutto questo era opera di Cat poi… Guardando il suo piatto e vedendolo pieno di varie fette di torte salate, pomodorini ripieni, sedano e gorgonzola, cozze grigliate ed un assaggio di fagioli con codiche, ritenendosi soddisfatto si incamminò verso il proprio tavolo, soffermandosi di tanto in tanto a parlare con gli altri ospiti. Con gli occhi più di una volta aveva scrutato il ristorante. Tutti i tavoli avevano i piatti stracolmi di cibo e le persone sembravano gustarsi ogni singolo antipasto. Dall'altro lato della stanza P. Diddy Combs attirò la sua attenzione alzando leggermente il piatto e facendogli segno di vittoria con la mano. Ricambiando Nick, si voltò per tornare al proprio posto, quando notò che Kevin si era alzato in piedi e lo stava cercando freneticamente. Lo vide per primo Priscilla, che gli fece cenno di avvicinarsi. Quando le arrivò al fianco, la ragazza le indicò l'entrata della cucina. “Ha un attacco di panico…” sussurrò indicandogli Cat che appoggiata al muro, respirava affannosamente e si faceva aria con il cappello rosa. “Nick!” esclamò Kevin avvicinandosi “Vai da lei… sembra che non stia bene!”. Senza toglierle gli occhi di dosso, Nick posò il piatto al proprio posto e scavalcando le sedie degli altri, corse da Catharina. Scavalcando una sedia e ribaltandone un'altra mentre tentava di farsi strada. “Cat Baby…” sussurrò lui abbassando la testa per vedere il viso della ragazza. Cat represse un singhiozzo… non voleva farsi vedere nel pieno di una crisi di panico da Nick. Alzò gli occhi su di lui e lo vide con un'espressione preoccupata, le sopracciglia leggermente corrugate. “Che succede piccola…” domandò Nick prendendole le mani. Catharina abbassò lo sguardo e sussurrò “Non va nulla per il verso giusto… siamo in ritardo con i primi, ho già buttato via sei litri di besciamella perché non era venuta vellutata. La crema del tiramisù è impazzita. La carne sembra ancora lontano dall'essere cotta… Sapevo che sarebbe stato un disastro… lo sapevo che non sarei riuscita a cucinare questa sera…”. E mordicchiandosi il labbro inferiore lasciò che una lacrime solcasse la sua guancia. Nick la guardava senza sapere cosa fare. Alzò gli occhi su Kevin per supporto ed il ragazzo più vecchio gli fece segno con le mani di prendere in mano la situazione, mentre Aj faceva il verso a Kevin. Nick li guardò entrambi ammutolito… Chiudendo gli occhi e voltandosi verso la ragazza, le prese il volto tra le mani e la obbligò a guardarlo. Quando gli occhioni verdi di Cat incontrarono i suoi, lui le sorrise dolcemente. “Abbiamo già sperimentato che io a parole non sono molto bravo!” esclamò lui ridendo “Però io so che puoi andare là dentro e prendere a calci in culo tutti i tuoi problemi! Li avrai già affrontati tutti questi imprevisti, quindi voglio che prendi la besciamella e fai quello che hai sempre fatto per farla venire liscia e vellutata, lo stesso vale per il mascarpone e per tutto il resto!”. Catharina annuì ed abbassò nuovamente lo sguardo. Nick la osservava… e prendendole dolcemente il mento con la mano sinistra, si chinò verso di lei. Alzandole il viso, incontrò i suoi occhi. Inumidendosi le labbra le sorrise dolcemente e poi la baciò. Premette delicatamente la sua bocca contro quella di Cat. Mentre l'altra mano le cingeva la vita e la tirava verso di sé. Dopo alcuni secondi in cui le sue labbra erano rimaste solamente appoggiate a quelle della ragazza, iniziò a baciarla… lentamente, delicatamente… e solamente quando sentì Cat passargli le braccia intorno al collo decise di approfondire il bacio. Lasciandole il mento, la sua mano passò dietro alla testa di Cat. Insieme aprirono le proprie bocche e le loro lingue si incontrarono per una frazione di secondo, abbastanza per accendere la passione dei due ragazzi… Fu Nick che entrò nella bocca di Cat ed iniziò ad accarezzare la lingua di lei… esplorandola delicatamente e gustando il dolce sapore di Cat. Rallentando quel bacio, Nick si allontanò da lei baciandole dolcemente ancora qualche volta le labbra… “Io ti amo Cat Baby… ho fiducia in te…” sussurrò con voce calda e bassa Nick. Le loro bocche erano a pochi millimetri di distanza, i loro respiri affannati si incrociavano, i loro occhi si perdevano l'uno in quello dell'altra, le dita del ragazzo perse nei morbidi capelli di Cat… Depositando un delicato bacio sulle labbra rosse e gonfie di Cat, Nick gliele accarezzò con il pollice. “Ti amo Cat Baby…” bisbigliò Nick con un sorriso sexy quando la vide arrossire. Baciandole le labbra e poi dolcemente la guancia, si allontanò da lei. “Riesci a tornare dentro?” domandò lui ridendo lievemente quando vide l'espressione affannata di Cat. Annuendo e iniziando a giocare con la cravatta del ragazzo, Catharina alzò lo sguardo su di lui improvvisamente imbarazzata. “Anche… io…” bisbigliò. Iniziando a ridere, Nick le si avvicinò e le morsicò una guancia “Anche tu cosa?” domandò stuzzicandola. Arrossendo ed iniziando a ridere a sua volta Cat replicò “Mi sono innamorata di te…”. Grattandosi il mento, Nick continuò a prenderla in giro “Ma non sono le tre paroline magiche!”. E quando Catharina fece per replicare lui si avvicinò e la baciò nuovamente. “Ora vai là dentro…” e la spinse delicatamente, pizzicandole il sedere, verso la cucina. Prima di entrare dalla porta Cat si voltò verso di lui e sorridendogli lo ringraziò. Ricambiando il sorriso Nick iniziò ad indietreggiare, fino a quando non sentì Ashton Kutcher che da dietro gli urlava “Quello sì che era un bacio Carter! Neanche lo chef lasci in pace!!”. Alzando il braccio in segno di modestia, Nick ritornò al proprio tavolo dove i restanti Boys, i suoi fratelli e gli amici, lo accolsero applaudendo.

Catharina ed i suoi cuochi superarono sé stessi. Le tavolate dei primi piatti avevano illuminato ancora di più il viso di Nick. Appena le aveva viste, era rimasto ad osservare piatto per piatto tutte le portate. C'erano lasagne rosse e verdi, gnocchetti verdi al sugo d'ortica, ravioli ricotta e spinaci al sugo, pasta panna e salmone, pasta alla carrettiera, risotto con taleggio e pesto ed infine risotto alla crema di scampi. Non sapendo cosa mangiare, decise che non era il caso di fare troppi complimenti e prendere un po' di tutti i primi… e sotto lo sguardo attonito delle persone che lo circondavano continuava a fare avanti e indietro dal tavolo. Kevin tentava di dirgli che mangiare tutte quelle cose non faceva bene alle sue maniglie dell'amore ma Nick replicava che lui non aveva problemi con il suo corpo. E quando gli portarono via le portate dei primi piatti iniziarono tutti a ridere per l'espressione disperata che si dipinse sul suo volto. “Frack… non volevo rovinarti la serata, ma guarda che ci saranno anche i secondi ed i dolci!” esclamò Brian mettendogli una mano sulla spalla come per consolarlo. Nick si voltò verso di lui con il labbro inferiore in fuori “Non voglio deluderla… voglio provare tutti i suoi piatti!”. Aj iniziò a ridere “Dopo la slinguazzata che le hai fatto poco fa Nick… dubito che qualcosa possa deluderla stasera!”. E l'espressione di Nick si illuminò quando uscirono i camerieri con i vassoi pieni di varie portate di carne e pesce. Alzandosi di scatto dalla sedia, Nick esclamò “Scusatemi ma devo ringraziarla per tutto questo ben di Dio!” ed iniziò a correre verso la cucina. “Lascia in pace lo chef Carter!” urlò Ashton già in piedi per andare a servirsi con i secondi. “Ci tengo a finire questa deliziosa cena senza immaginarti in cucina fare chissà quali oscenità!”. Nick si voltò ridendo verso di lui “E' più forte di me… il cibo e la donna che amo… anzi! Il cibo preparato dalla donna che amo! È una combinazione alquanto letale!” e prendendo un piatto, insieme a Ashton iniziò a scrutare attentamente le tavolate. Su quella di sinistra c'erano le carni: Arrosto al latte, vitello tonnato, maialino al forno, scaloppine al vino bianco, e peperoni ripieni. Quella centrale era divisa in due: su una parte c'erano le verdure e sull'altra i sorbetti alla fragola, al limone ed alla mela verde. Le verdure vantavano una vasta scelta tra patate al forno, patatine fritte, puré, insalate miste, insalate di ogni tipo, carote alla julienne, melanzane ripiene e zucchine impanate e fritte. Contemporaneamente i due ragazzi spostarono lo sguardo sull'ultima tavolata, e cioè quella del pesce, e soddisfatti sospirarono felicemente. Avrebbero potuto scegliere infatti tra: fritto misto, alici al limone e alici fritte, saltimbocca alla romana, calamari ripieni e pesce spada con olive. E poi tante altre cose che i due ragazzi avrebbero potuto tranquillamente navigarci dentro. “Direi che ora puoi andare ad importunare lo chef… evita di fartela sul tavolo della cucina davanti a tutti però!” esclamò Ashton mentre il cameriere gli riempiva il piatto. “Aspetta che prima mangio e poi lo faccio!” replicò Nick riprendendosi il piatto che gli offriva l'altro cameriere. Tornando al tavolo, guardava gli altri mentre lo osservavano terrificati. Schiarendosi la voce, Howie disse “Ma non sei ancora pieno Nick? Hai mangiato come un maiale… e sei uscito oggi dall'ospedale!”. Nick alzò gli occhi e vide che tutti annuivano alle parole di D., sospirando e guardando con tristezza il piatto replicò “E va bene… primo e ultimo secondo che mangio!”. E alzando gli occhi al cielo guardò gli altri che si alzavano per andare a riempirsi il piatto.

Nick entrò nella sala da pranzo tenendo Catharina per una mano. La ragazza si era tolta la tenuta da lavoro e Nick aveva insistito per presentarla ai suoi ospiti. “Ladies and Gentlemen, ho il piacere di presentarvi… lo chef!” e così dicendo fece fare un passo in avanti a Cat mentre tutta la sala proruppe in un entusiasta applauso. E lui la osservava fiero… finalmente era riuscita a realizzare il suo sogno… finalmente tutto il mondo poteva apprezzarla. Avvicinandosi a lei, le passò un braccio intorno alla vita e la tirò vicino a sé. Baciandole la fronte sussurrò “Bravissima Cat Baby…” e lei appoggiò dolcemente la testa sulla sua spalla. “Grazie Nick…” e chiudendo gli occhi respirò il profumo del ragazzo… senza di lui non sarebbe mai riuscita a farcela… tutto era realtà…

CAPITOLO 16
Cat si guardava nello specchio del bagno e respirava a fondo. Quando Nick l'aveva accompagnata a casa e la stava per baciare sulla soglia della porta, lei gli aveva chiesto di fermarsi per la notte. E lui aveva accettato con gli occhi che brillavano dalla felicità. L'aveva baciata ed era andato a dire a Brian, che lo stava aspettando di sotto in macchina, di andare pure a casa, visto che lui sarebbe restato da Catharina. Era arrivato poco dopo e, bussando era entrato timidamente dalla porta con in mano il borsone che aveva con lui mentre era in ospedale. Entrambi erano rimasti ad osservarsi senza sapere cosa fare e poi Nick con un sorriso si era avvicinato a lei e l'aveva abbracciata. L'aveva tenuta stretta per qualche minuto, perdendosi nel suo dolce profumo e poi si era allontanato dicendole di andare in bagno e mettersi comoda. Ed ora Catharina non sapeva cosa fare… 'Che deficiente!' pensava chiudendo gli occhi e maledicendosi per sentirsi come una ragazzina del liceo alle prese con la sua prima volta. Sbuffando avvicinò la schiena alla porta e si accasciò a terra. Non è che non voleva fare l'amore con Nick, ma non voleva che la loro prima volta 'lucidi', senza lacrime nel mezzo, fosse sentita come un obbligo. Cat era un'inguaribile romantica e desiderava che tutto succedesse con naturalezza. Come il bacio che le aveva dato Nick al ristorante. Il solo pensiero le faceva ancora venire i brividi. Lei stessa non avrebbe potuto immaginare bacio più romantico di quello. E poi… bhe… c'era il fatto che Nick ora aveva preso il posto di Zac a tutti gli effetti… con gli eventi degli ultimi mesi, a Cat sembrava di aver trascurato il ricordo di Zac… ed avere un altro ragazzo nel letto insieme a lei le sembrava un'offesa imperdonabile. 'Dio se sono paranoica…' e le tornarono in mente le parole di Brian. Probabilmente era stato proprio il suo Zac a farle incontrare Nick… o forse no… solo che ora non sapeva più come affrontare la cosa… respirando a fondo si decise ad uscire dal bagno.
Nello stesso istante, Nick era dall'altro lato della porta immerso negli stessi pensieri. Non si era mai fatto troppi scrupoli nel farsi qualche ragazza, ma non era sicuro di voler fare l'amore con Catharina quella notte… la volta prima era stato… consolatorio possiamo dire, ma era stato speciale… lui l'aveva amata con tutto sé stesso… Si era tolto l'abito indossato quella sera, ed era rimasto in maglietta bianca e boxer. Certo però… il bacio che si erano scambiati qualche ora prima era stato speciale… nel momento in cui le loro lingue si erano incontrate si era subito trovato eccitato… ed ora, al solo pensiero, sentiva l'inizio di un'altra erezione… Certo gli sarebbe piaciuto passare la notte a fare l'amore insieme a lei, però… probabilmente sarebbe stato solo sesso… Venne interrotto quando la porta del bagno si aprì e timidamente uscì Cat. I capelli erano sciolti, il trucco era sparito ed indossava un pigiama rosa: i pantaloni alla pescatora erano bianchi con tante righe colorate di varie tonalità di rosa, la maglia con le maniche a tra quarti era di un rosa carico e sulla spalla c'era la sagoma di un fiore. Alzando le sopracciglia in segno d'approvazione, Nick si grattò il mento 'Bhe… un colpettino però potrei anche darglielo…' e scrollando subito la testa dal pensiero, sorridendole cercò qualcosa che distogliesse la mente dall'immagine di Cat sotto di lui. Guardò la ragazza e vide che anche lei si stava guardando in giro imbarazzata. I loro occhi si incontrarono e dopo qualche istante una lieve risata scappò ad entrambi. Nick si avvicinò e sedendosi sul letto, le prese una mano, portandosela alla bocca la baciò dolcemente. Ed il cuore di Catharina esplose… come faceva a farla innamorare di più ogni istante che passavano insieme? Si sedette vicino a lui, ed incrociando le dita con quelle di lui appoggiò la testa sulla spalla di Nick. Passarono qualche minuto in silenzio e poi esordirono insieme “Ascolta…” “Io…”. E ridendo Nick si alzò dal letto tirandosi dietro la ragazza. “Sembriamo due sfigati che non sanno che cazzo fare!” e si risedette vicino allo schienale del letto, appoggiando la schiena e stendendo le gambe davanti a lui. “Vieni qui…” sussurrò poi tirandole lievemente il braccio e facendola sedere a cavalcioni sopra di lui. Incurante o meno del fatto che lei potesse sentire la sua erezione. Erano due adulti consenzienti dopotutto e lui era rimasto lontano dal sesso già troppo tempo. Passandole una mano dietro al collo la tirò verso le proprie labbra. Inumidendosele le depositò su quelle di Cat. Le diede tanti lievi baci, ogni tanto si soffermava più a lungo per poterla baciare propriamente, ma decise che era meglio evitare baci troppo intimi. Invertendo le posizioni, Nick si ritrovò sopra di lei. Si allontanò da Cat e la osservò per qualche istante poi, baciandole la punta del naso, sussurrò “Vado in bagno…” e senza darle il tempo di replicare si alzò e richiuse la porta alle sue spalle. Sapeva bene che Catharina sarebbe crollata in un sonno profondo e sorrise soddisfatto quando, tornato in camera, la vide su un fianco che dormiva serenamente con il sorriso sulle labbra. Si inginocchiò vicino al letto e la osservò per qualche istante… possibile che l'amore fosse questo? Sarebbe rimasto a contemplarla per ore, senza stancarsi mai… sorridendo tra sé si diresse verso l'altro lato del letto. Forse stava maturando… per la prima volta non aveva messo il sesso davanti a tutte le altre tappe di una relazione… forse era cambiato… forse lei lo aveva cambiato… Sdraiandosi al fianco della ragazza, si mise le braccia dietro la testa e restò immerso nei suoi pensieri fino a quando uno sbadiglio non gli scappò dalla bocca. Voltandosi sul lato, passò dolcemente il braccio intorno alla vita di Cat e tirandola vicino al proprio corpo, si addormentò profondamente, soddisfatto della sua vita come lo era stato poche volte in ventisei anni.

Un brivido di freddo percorse il corpo di Nick ed il ragazzo sobbalzò nel letto. Alzando la testa dal cuscino, vide che la sveglia digitale sul comodino segnava le 3:47 am. C'era qualcosa che non andava. Ricordandosi che Cat dormiva al suo fianco allungò una mano verso l'altro lato del letto, ma si sedette terrorizzato quando lo scoprì vuoto. Iniziò ad andare nel panico. No. Non ancora. Non capiva più nulla, stava tentando di slegarsi dalle lenzuola, che durante le poche ore di sonno gli si erano avvolte intorno al corpo quando la porta della camera da letto si aprì lentamente ed entrò Catharina tutta addormentata stropicciandosi un occhio con una mano, mentre con l'altra sorreggeva una bottiglietta d'acqua. La ragazza si spaventò quando Nick si scaraventò giù dal letto e capitombolò a terra ancora intrappolato tra le coperte. “Nick!!!” esclamò lei avvicinandosi preoccupata “Che succede? Stai male?”. Il ragazzo si alzò e quando riuscì a liberarsi la racchiuse in un abbraccio quasi disperato. Le sue forti braccia erano intorno alle spalle di Cat, il viso di Cat nascosto nel suo petto, la sua fronte era appoggiata alla testa della ragazza, ed il suo cuore batteva forte… Cat si sentì presa alla sprovvista dal gesto di Nick. Il ragazzo sembrava non avere le forze di stare in piedi e lentamente iniziò ad camminare fino a quando Cat non fu appoggiata al muro. Nick respirava a fondo… Il suo cuore sembrava non calmarsi e Catharina non riusciva a capire perché il ragazzo fosse così agitato. Poi lui sussurrò… “Non andartene via…” e Cat capì… lo strinse forte… possibile che era lei la causa del suo incubo peggiore? Nick allontanò il viso da lei… le pupille dilatate, gli occhi cristallini erano diventati improvvisamente blu… inumidendosi le labbra e senza dire nulla si avvicinò e la baciò. Prima dolcemente, e poi sentì il bisogno fisico di essere amato… le morsicò debolmente il labbro inferiore e con la lingua entrò delicatamente nella bocca della ragazza.
Cat sentì le gambe cederle… era il bacio più significativo che qualcuno le avesse mai dato… riusciva a sentire il vero Nick… i suoi sentimenti… il suo profondo amore… Dio quanto lo amava… E man mano che lui continuava a baciarla, sentiva che il cuore del ragazzo batteva sempre più forte… Entrambi i ragazzi decisero di diminuire l'intensità del bacio e Nick si allontanò riluttante dalle labbra di Cat. I loro respiri vicini, i loro occhi pieni di passione… le mani di lui lasciarono andare la ragazza da quella stretta disperata e scivolarono dolcemente lungo tutta la schiena per fermarsi appena sotto la sua vita. Catharina lo osservava… I capelli biondi ricadevano sugli occhi, le rosse labbra socchiuse, gli occhi azzurri evitavano i suoi… La luce della luna illuminava la stanza entrando discretamente dalle tende. Il momento era quello giusto… Cat gli prese il viso tra le mani, e lei sorrise dolcemente quando Nick alzò lentamente gli occhi fino ad incontrare i suoi. “Ti amo Nick… il mio amore per te è pesante, veloce e furioso… ma allo stesso tempo è lento, dolce ed intenso… non riesco a spiegare le sensazioni nel mio cuore… quello che prima credevo amore è stato completamente spiazzato da quello che provo per te… mi fai sentire una persona diversa… libera… sexy… coraggiosa… speciale… ed amata…” bisbigliò lei tentando di reprimere tutte le emozioni che stavano venendo a galla… ma doveva aprirgli il suo cuore, doveva dirglielo…
Nick dovette sbattere qualche volta le palpebre per permettere al suo cuore di scolpire quelle parole nel più profondo. E pensare che era convinto di essere al limite del folle a provare le stesse sensazioni appena descritte da Cat. Aprì la bocca per risponderle, ma non uscì nessun suono. La richiuse e la aprì nuovamente senza che i suoi occhi abbandonassero Catharina. “Cat Baby…” sussurrò rocamente “Ti amo Cat Baby… e…”. Si bloccò nuovamente… 'Dannazione!' pensò mentre cercava le parole giuste da dirle, ma poi vide la ragazza morsicarsi dolcemente il labbro inferiore, e capì che in quell'istante non avevano bisogno di parole… avevano solamente bisogno l'uno dell'altra. “Voglio fare l'amore insieme a te…” sussurrarono contemporaneamente. Con una lieve risata entrambi iniziarono a spostarsi quasi inconsciamente verso il letto. Cat gli passò delicatamente le mani dalle spalle, alle forti sue mani ancora dietro alla schiena di lei, accarezzando lievemente le braccia del ragazzo. Intrecciando le sue dita con quelle di Nick, Cat si alzò lievemente in punta di piedi e gentilmente sfiorò il collo del ragazzo con un bacio. Lo baciò e poi lo leccò lievemente, fino a quando il respiro di Nick non divenne pesante. Lui tentò di liberare le mani dalla stretta di Cat, ma la ragazza le teneva forti nelle sue. La sentì ridere lievemente quando lui grugnì dalla tensione. Nick la guardò ridere, ed il suo cuore accelerò nuovamente i battiti. Si avvicinò lentamente a lei e poi la baciò dolcemente, per tanto tempo. Cat lasciò andare le mani del ragazzo ed istintivamente iniziò ad accarezzargli i capelli. Lo adorava… adorava il modo in cui la baciava. I loro corpi erano così vicini che sembravano uno solo. Sentiva l'erezione di Nick sempre più dura ed in cerca d'attenzione. Le mani di lui timidamente passarono sotto la maglia ed iniziarono ad accarezzarle la schiena, la sfiorava con le punta delle dita e poi iniziarono a salire. Un gemito sfuggì dalla bocca di Nick quando si rese conto che indossava solo una canottierina ed era senza reggiseno. Sentì le gambe cedergli quando Cat si spinse ancora di più nel suo corpo e timidamente entrò con la sua dolce lingua, nella propria bocca. Possibile che tutto quel muro che si era creato negli anni per evitare di aver nuovamente il cuore spezzato, cadesse semplicemente con un bacio di Cat? Possibile che averla lì tra le sue braccia, sotto le sue mani, servisse a farlo andare fuori di testa? Ad impazzire completamente? E poi Cat si allontanò da lui. Lentamente, guardandolo negli occhi e sorridendo dolcemente. Iniziò a giocare con l' estremità della maglietta bianca per farla risalire lungo il torace, passare sopra la braccia ed infine sopra la testa. Lui la guardò mentre osservava i tatuaggi, uno ad uno e poi lentamente il suo sguardo si spostò sulla nuova cicatrice… Se la volta precedente aveva voluto vederla con tutte le sue forze, adesso sembrava titubante… spaventata. “Baciala…” sussurrò rocamente Nick. Inumidendosi le labbra Cat si avvicinò al petto di Nick e depositò un leggero bacio su quello sfregio che simboleggiava l'inizio del loro amore. La baciò e poi la inumidì per tutta la sua lunghezza con la propria lingua. Nick dovette chiudere gli occhi per riuscire a controllarsi. “Cat Baby…” bisbigliò quando lei spostò le sue attenzioni sui capezzoli. Poi iniziò a baciarlo delicatamente per tutto il torace. Accarezzò le braccia e poi si dedicò ai tatuaggi che tanto adorava. Quando ritornò sulle labbra di Nick, gli diede un delicato bacio a fior di labbra. Ma Nick non la lasciò andare via, la tirò vicino a lui mettendole una mano tra i capelli. La baciò duramente… aveva bisogno di lei… lasciò che le loro lingue si incontrassero e duellarono eroticamente per qualche istante. Allontanandosi da lei con il fiatone la osservò e poi si abbassò leggermente per poterle baciare il collo. Con una mano le spostò i capelli da lato e poi le inclinò la testa in modo da avere libero accesso e continuò il suo dolce attacco. L'altra mano era tornata sotto la maglia e continuava ad accarezzarla dolcemente. Lasciandole andare la testa iniziò a sfilarle dolcemente la maglia. Quando le passò da sopra la testa, Nick abbassò lo sguardo e un sorriso sexy gli si formò sul volto quando vide cosa stava indossando la ragazza. “Non sai quanto mi hai provocato con questa…” mormorò rocamente quando vide la canottierina con i panda che lui aveva imparato ad amare… con un dito le accarezzò e seguì il bordo della scollatura. E sorrise compiaciuto quando la sentì fremere sotto le sue mani. La carezzò fino a quando non tornò a baciarle il collo e con un dito iniziò ad abbassarle la spallina, baciandole poi l'incavo del collo e poi dolcemente la spalla. Ripetendo la stessa azione sull'altro lato del corpo, si allontanò quando la sentì tremare di piacere. Scendendo delicatamente con le mani fino alla fine della maglietta, iniziò a sollevargliela lentamente… torturando entrambi in un gesto che sembrava non finire mai. Le passò da sopra la testa e Nick la fece cadere a terra. Le sorrise e poi abbassò gli occhi su di lei. Alzando a rilento le mani, deglutì emozionato quando lo sfiorò e sentì la propria erezione pulsare quando lo prese tra le mani. “Perfetto…” borbottò estasiato. Si chinò nuovamente e racchiuse le labbra di Cat in un bacio. Immediatamente la sua lingua incontrò quella della ragazza ed entrando nella sua bocca continuò a baciarla mentre le sue dita giocavano prima con i seni e poi dolcemente con i capezzoli di lei.
Catharina dovette sorreggersi alle forti spalle di Nick quando lui iniziò a toccarle insistentemente i suoi sensibili capezzoli. Continuava a baciarla con passione, profondamente e lei si sentì amata come non mai. Quando lui si allontanò lo guardò mentre si leccava lentamente le labbra come per continuare a sentire il dolce sapore di quel bacio. Facendo un passò indietro, Nick si tolse i boxer e poi si sedette sul letto di Cat davanti a lei. Prendendole una mano la guidò vicino a lui ed alzando il viso e lo sguardo su di lei la tirò in mezzo alle sue gambe. Fissò eccitato quel meraviglioso seno e poi le sfiorò la vita dei pantaloni con le dita. Portando nuovamente gli occhi su quelli di Cat, iniziò ad abbassarle i pantaloni e le coulotte con i panda. Quando gli indumenti furono alle caviglie di lei, la ragazza fece un passo a lato, liberandosi così da quegli impedimenti. Nick indietreggiò nel letto fino a quando non incontrò lo schienale e distendendo le gambe leggermente divaricate, tese nuovamente la mano verso la ragazza. Accettando la mano di Nick, Cat salì sul letto e a carponi si avvicinò a lui, ritrovandosi così in mezzo alle sue gambe. Inginocchiandosi davanti a lui, iniziò a morsicarsi il labbro inferiore quando sentì le mani di Nick che iniziarono ad accarezzarla dalle gambe, per poi sfiorarle il sedere e poi risalire lungo alla schiena… infine le prese il seno nuovamente tra le mani, e inumidendosi le labbra si avvicinò e iniziò a baciarlo… a morsicarlo… e poi prese in bocca il sensibile capezzolo, così che Cat si ritrovò ad urlare il suo nome, tirando indietro la testa, gli occhi chiusi. Quando Nick ebbe dato la giusta attenzione anche all'altro, si allontanò da lei e Cat si abbassò per baciarlo prepotentemente. E poi timidamente alzò una mano verso di lui e dolcemente lo sfiorò. Nick staccò da lei le labbra trattenendo il respiro. Sorridendogli Cat si spostò una ciocca di capelli dietro l'orecchio. Prendendolo in mano iniziò a massaggiarlo delicatamente, sentendo il respiro di lui diventare sempre più pesante ed affannato. Lo sentiva respirare addosso al proprio viso, e quando alzò gli occhi su di lui lo vide che la osservava adorante, gli occhi blu dalla passione, la bocca socchiusa… “Dio quanto sei bello…” bisbigliò Cat sentendo il suo cuore aumentare i battiti. E abbassò lo sguardo quando sentì la forte e ruvida mano di Nick appoggiarsi sulla sua. “Fermati Cat Baby…” sussurrò lui arrossendo lievemente. Inumidendosi le labbra Cat gli sfoderò un sorriso così sexy che a Nick sembrò di perdere il controllo del proprio corpo. E la cosa successiva che sentì fu Cat che lo prendeva dolcemente in bocca… in quella calda bocca. Un grugnito di piacere gli sfuggì dalle labbra e lasciando la stretta che teneva sulle lenzuola, lasciò che le sue dita si intrecciassero in quei morbidi ricci. La testa rivolta all'indietro, gli occhi chiusi e la bocca che rocamente continuava a ripetere il nome della ragazza. Quando sentì che non riusciva più a trattenersi, tirò dolcemente la testa di Cat su verso le sue labbra. E la baciò. Le teneva il viso tra le mani, la schiena di Nick era leggermente staccata dallo schienale, Cat era inginocchiata davanti a lui e teneva le proprie mani su quelle di Nick. Ai baci caldi e passionali si intrecciavano baci vellutati e teneri mentre i due ragazzi si bisbigliavano parole d'amore nell'orecchio. Le loro mani esploravano il corpo dell'altro senza sosta… Nick si ritrovò in ginocchio davanti a Cat e baciandola nuovamente la spinse delicatamente sul letto. Cat lasciava che le dita si perdessero in quei capelli che la facevano impazzire e poi iniziava ad accarezzargli la schiena, facendo sì che i brividi percorressero il corpo di Nick. Lui era sdraiato sopra di lei. Le baciava prima il collo e poi scendeva delicatamente verso quel seno che oramai era diventata la sua ossessione. Risalendo dolcemente tornava ad incontrare quella bocca che riusciva a dargli quei baci dolcissimi che oramai aveva imparato ad adorare. A vivere per loro… a vivere per lei… L'altra mano aveva iniziato ad esplorarle il corpo. La accarezzava e ogni tanto le faceva il solletico per poterla sentire ridere. E poi, teneramente scese verso il suo essere donna. Desiderava toccarla… e così, quasi timidamente la sfiorò. Trattenne il respiro e i suoi occhi cristallini la fissarono intensamente. Solo uno… pensò mentre un dito entrò nel corpo della ragazza. “Nick!!!” urlò Cat lasciando che le sue unghie graffiassero dolcemente la schiena del ragazzo. Lui abbassò la testa e lasciò che le sue labbra iniziassero a giocare con il collo della ragazza. Sfilando dolcemente il dito, si riposizionò sopra di lei e togliendole dei capelli dal viso, le baciò dolcemente la fronte. Inumidendosi le labbra ricominciò a baciarle la bocca. Prima dolcemente e delicatamente, poi con la punta della lingua le sfiorò le labbra. Quando Cat gli diede il libero accesso, Nick entrò nella bocca di Cat con la lingua e al medesimo tempo la penetrò lentamente. Voleva sentirla attimo per attimo… tutta sua… Cat si lasciò scappare un gemito di piacere, e Nick continuò a baciarla tentando di controllarsi, ma non si accorse che nello istante in cui era stata Cat a gemere, lo stesso verso d'approvazione era sfuggito anche a lui. Non si fidava a guardarla negli occhi… non sarebbe riuscito a resistere… e così la baciava e la baciava… il suo corpo su quello della ragazza… la teneva stretta a sé… una cosa sola… Quando si allontanò da lei decise di iniziare a muoversi… e così, lentamente, torturando entrambi, tornò indietro. Rientrando dentro al suo corpo la vide chiudere gli occhi mentre sussurrava il suo nome. Ancora… ed ancora… E per quanto lui si sforzasse di tenerli aperti e guardarla mentre le infondeva piacere, quello che il suo corpo sentiva era troppo… Mentre insieme si muovevano sempre più freneticamente, Nick trovò la forza di sussurrare “Insieme a… me Cat… Baby… vieni… insieme a me…”. Catharina riuscì ad aprire gli occhi ed a incontrare quelli di Nick… e quando lui nuovamente entrò con decisione dentro di lei, lo sentì… “Nick…” gridò mentre sentiva il suo corpo venir trasportato via dall'orgasmo. “Oh Cat Baby!” grugnì lui ad occhi chiusi con la testa all'indietro. Il corpo di Cat che lo stringeva ripetutamente era riuscito a mandarlo oltre al limite. Lasciandosi andare dentro di lei, si liberò per quella che gli parve un'eternità. Respirando ancora pesantemente i due ragazzi si guardarono negli occhi. Nick si abbassò verso la spalla di Cat e si asciugò dolcemente il sudore che aveva sulla fronte, ridendo quando lei gli diede una leggera sberla sul braccio. E poi si avvicinò alla sua guancia ed iniziò a darle tanti lievi baci. Senza smettere neppure quando lei iniziò a pizzicargli le maniglie dell'amore. Le gambe di Cat erano ancora intorno al corpo di Nick e lui si allontanò dal suo viso per guardarla ridere. Scivolò lentamente fuori da lei e rotolando sul fianco la fece girare insieme a lui. Con una mano Nick recuperò dal pavimento le coperte e dopo averla messa sui loro corpi, con il piede recuperò i due cuscini. Posizionandone uno sotto la testa di Cat, Nick sprofondò nel suo cuscino. Entrambi si guardavano senza dire nulla. Cat timidamente cercò una mano del ragazzo e quando la trovò, intrecciò delicatamente le loro dita. Istintivamente Nick si avvicinò con il proprio corpo a quello di Cat. Gli occhi non si abbandonavano mai… quando oramai la fronte di lui era contro quella di Catharina, lei sbadigliò. Ridendo Nick le accarezzò i capelli “Dormi ora Cat Baby… abbiamo tutto domani per stare insieme…”. Sorridendogli e nascondendo il viso nel suo collo, Cat sussurrò “Ti amo Nickolas…”. Nick si sentì arrossire… “Ti amo anche io Catharina…”. E qualche istante dopo entrambi si addormentarono profondamente… sorridendo e insieme…


...continua...