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total eclipse of the heart

Ultimi aggiornamenti. Oggi 17 Gennaio 2008.


Total Eclipse Of The Heart

Autore: NickyFrack
Protagonisti: Nick/Brian & Mark (WestLife)
Genere: XXX
La storia e' completa?: SI

Total Eclipse Of The Heart

2) He's Everything You Want

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Prologo

Da quella fatidica notte del 24 Dicembre 2002 era passato un anno e mezzo Nick e Mark stavano ancora insieme e si amavano più di prima. Tra loro due c'era complicità al 100%, il loro era un amore profondo, più di qualsiasi cosa al mondo, e nessuno era in grado di separarli. Per tutti quei giorni, quei mesi, quelle settimane, quei secondi e quegli istanti della loro vita insieme, entrambi non riuscivano a fare a meno l'uno dell'altro, tra di loro non c'era mai stato un litigio, nè un battibecco, nulla del genere. Si fidavano ciecamente l'uno dell'altro, ancora non vivevano insieme ma nella testa di Mark si era presentata questa idea ma non ne aveva parlato con lui, anche se si dicevano tutto e si amavano, ancora non era riuscito a parlarne con il diretto interessato perchè pensava che fosse troppo presto, anche perchè ancora non si erano fusi insieme.
Mark era ancora bloccato psicologicamente per via dell'aggressione di Sean e Nick per la vita passata che ogni tanto faceva capolino per tormentarlo. Però c'era Mark a farlo sorridere, bastava che il suo amato componesse il numero del suo cellulare e lui si precipitava per stargli accanto.
Il rapporto d'amicizia tra Nick e Brian era diventato ancora più freddo dell'anno prima, non si parlavano quasi più se non per salutarsi, e discutere di lavoro. Kevin, Aj e Howie ormai si erano abituati a questo, e lo stesso valeva per i diretti interessati. D'altronde Nick era felice, raggiante non gli importava niente di come andavano le cose con Brian, adesso era felice, sereno e voleva rimanere così per il resto della sua vita.
E non avrebbe permesso a niente e a nessuno di distruggere la sua nuova vita. Brian era un capitolo chiuso da un pezzo, e lo sarebbe stato per sempre, adesso non esisteva più lui, solo Mark nessu altro, solo lui e il suo amore. Aveva intenzione di tenerselo ben stretto.


CAPITOLO 1


First Time

Erano scoccate da poco le 7pm
Nick con il sorriso sempre stampato sulle labbra stava riascoltando la canzone appena incisa con il gruppo. Tutti se ne erano andati da 10 minuti e lui si era trattenuto perchè doveva aspettare Mark, che sarebbe venuto a prenderlo dato che la sua macchina era momentaneamente dal meccanico per un guasto al motore. Nick sudava a causa del caldo afoso che nelle ultime due settimane aveva invaso tutta la California, e il condizionatore sembrava non fargli più effetto, così si alzò da dove sedeva, e si diresse verso la terrazza a finestra della sala di registrazione per prendere un pò d'aria. Ma fu tutto inutile perchè non appena il suo corpo coperto da una canotta da basket degli L.A. Lakers e un paio di bermuda di jeans chiari e scarpe da ginnastica bianche e nere, senza calzini, venne travolto da un ondata di vento "cocente" e torrido che gli tolse quasi il respiro costringendolo a rientrare e a chiudere.
-Accidenti che caldo, non ne posso più -esclamò cadendo a peso morto sulla sedia nera d'uffico con le rotelline, chiudendo gli occhi mentre delle goccioline di sudore gli scendevano sensualmente dal collo.
-Chissà quando arriverà Ma...-
Non riuscì a finire la frase che qualcosa di freddo gli venne posato sul collo, Nick sospirò sollevato per l'improvvisa freschezza che lo aveva colpito. Aprì gli occhi trovandosi davanti Mark che indossava una canottiera bianca attillata e un paio di pantaloni bianchi militari e scarpe da ginnastica, con in mano la lattina che fino a pochi istanti fà si era posata sul suo collo trasudante.
-Stai un pò meglio adesso, te l'ho presa quà fuori pensavo avessi sete-rispose porgendogliela, chinandosi verso di lui e baciarlo con passione e foga sulle labbra, mentre la lingua si accingeva ad entrargli in bocca con veemenza e dolcezza. La lattina che adesso teneva tra le mani Nick cadde, il biondino si alzò dalla sedia continuando a baciare Mark e a baciarlo per poi spingerlo con il bacino fino a fargli incontrare la schiena con il mixer. D'un tratto si arrestò di botto staccandosi da lui, che aprì gli occhi incontrando quelli del ragazzo che più amava al mondo. Nick già era bello di per sè ma sudato, era qualcosa di magnifico, vedeva quelle goccioline di sudore scendergli lentamente e sensualmente dal collo fino a raggiungere l'addome coperto dalla canotta, Mark cominciò ad eccitarsi.
Nick lo guardò, e mortificato parlò:
-Scusami Mark non sò che mi sia pre...-
Non riuscì a terminare la frase che lui lo baciò di nuovo, Nick si abbandonò a quel bacio, percepì le sue mani passargli sotto la canotta accarezzandogli delicatamente i fianchi nudi e sudati.
Nick passò le sue mani sulla vita di Mark, che con il bacino lo spinse sul mixer facendolo distendere, per poi seguirlo sopra, baciargli il collo, e mordicchiargli le spalle, Nick cominciò ad ansimare e la cosa lo eccitò ulteriormente.
-Mark anf..Mark aspetta Mark-
Il ragazzo si fermò, aprì gli occhi poi parlò:
-Cosa anf c'è Nick?-
-Te la senti di farlo?-
-Ora più che mai, ora che mi sono sbloccato ti prego non frenarmi, ti voglio Nick-
All'udire quelle parole Nick si tolse la canotta e cominciò a baciarlo e a baciarlo, ardevano entrambi di desiderio, passione, fuoco e di amore da lasciarsi prendere da essi.
Non sentivano più niente, solo i loro battiti del cuore, i loro gemiti di piacere e il loro respiro affannoso, si baciavano e accarezzavano dapertutto. Le mani di Mark percorrevano il bacino ora senza bermuda di Nick, sembrava conoscesse ogni parte del suo corpo nonostante ancora non si fossero uniti, il biondino si stava dando da fare sul collo dell'amato leccandolo in ogni punto, sapeva dove la sua lingua doveva colpire, poi anche le sue mani si fecero largo sulle sue parti basse, gli sganciò i pantaloni, che scivolarono giù, le sue mani stavano attraversando l'area proibita, Mark indossava i boxer ma percepiva molto bene le sue carezze e tratteneva a fatica i gemiti, mentre con la bocca gli lavorava i capezzoli.
Il respiro di Nick si fece più ansimante, Mark lo sentiva muovere sotto di lui, lo sentiva ansimare e chiamare voglioso il suo nome, era una musica squisita per le sue orecchie. Con un movimento felino, Mark si distese completamente sopra di lui ed entrambi cominciarono una serie di rotolamenti continuando a baciarsi, ad accarezzarsi e a leccarsi dappertutto erano talmente impegnati da non rendersi conto che il mixer si era acceso e stava mandando a palla della musica che faceva da colonna sonora ai loro gemiti di piacere.
Alla fine giunse il momento per entrambi di cominciare a fare sul serio. Mark tolse fremente e fogacemente i boxer di Nick, che iniziò a fremere sotto le sue mani, che dopo aver abbandonato i boxer si erano fatte vive sul suo sesso ormai sveglio da un pezzo. Lo sentiva pulsare tra le sue mani, Nick era arrivato quasi al limite, non ce la faceva più. Quelle carezze lo facevano impazzire.
L'apice giunse quando percepì la bocca dell'amato, sul suo inguine, sgranò gli occhi, le sue pupille si "ribaltarono" dal piacere mentre dalla sua bocca uscì un urlo di godimento atomico poi con un movimento di reni ribaltò la situazione adesso c'era Mark sotto di lui che cominciò a baciargli il collo con foga facendolo gemere e spingerlo a darsi da fare con il suo sesso. Il biondino non se lo fece ripetere due volte. Gli tolse i boxer e cominciò a tratti ad accarezzarglielo e a tratti a leccarglielo per poi succhiarlo come solo lui sapeva fare, Mark non riusciva a smettere di gemere e chiamare il suo nome "ululando" e ansimando euforicamente.
-Nick..prendimi...prendimi-
Il ragazzo sorrise cominciando a darci dentro sul serio. Gli accarezzò l'interno coscia poi salì con la lingua fino al suo petto cominciando a mordicchiargli i capezzoli Mark stava impazzendo, rotolò sotto di Nick per ritrovarsi di nuovo sopra di lui e schiacciarsi sul suo addome, i loro sessi si toccarono e accarezzarono, entrambi i ragazzi erano nell'ectasy più assoluta, poi Mark fece voltare con virulenza Nick di schiena, si distese sopra di lui, gli leccò il punto G, gli morse delicatamente un orecchio e gli mormorò voglioso:
-Posso entrare, io per primo?-
Un Nick ansimante e sorridente rispose
-Entra pure Mark en...-
Non terminò la frase che lo sentì penetrare con irruenza dentro di lui e cominciare a spingere. Nick stringeva le mani su alcuni tasti del mixer mentre urlava gemente e chiamava il nome di Mark voglioso.
-Ahhhh ah..ah..Mark..ah anf..anf-
Mark spingeva e spingeva fino a raggiungere l'orgasmo seguito a ruota da Nick che roteò gli occhi, per poi chiuderli e sentirlo uscire.
Mark rotolò via dalla sua schiena. Poi Nick dopo averlo ancora baciato, leccato e stimolato il suo sesso con impeto orale, lo fece voltare di schiena. Si distese sopra di lui, Mark sentì il suo addome caldo e sudato premergli gentilmente la schiena, e la sua lingua passargli sul collo, aprì la bocca e mormorò voglioso:
-Nick entra ti prego,entra Nick en.. ah...ah ahh-
Una volta entrato delicatamente cominciò a spingere e a spingere, Mark iniziò ad urlare di piacere e Nick ansimava voglioso continuando a colpirlo alla fine raggiunsero l'orgasmo. Nick uscì da lui, rotolò giù dal mixer e si accasciò a terra sudato e ansimante. Mark lo seguì, lo voleva nuovamente infatti cominciò a leccargli il collo, il punto g per poi raggiungergli la bocca, fino a far penetrare la lingua dentro, mentre le mani gli massaggiavano il gioiello di famiglia. Un Nick accaldato e in completo godimento e trasporto contrattaccò a suon di leccate, succhiotti e morsettini sulle spalle poi portò le sue mani sulla schiena dell'amato. Si mise seduto, Mark era in braccio a lui continuando a baciarlo, alla fine Nick lo fece distendere per terra con la schiena verso di lui, si distese sopra, la sua lingua gli stava passando sopra la schiena, per poi presentarsi nel suo punto g, si fermò, lasciandogli un succhiotto, poi all'orecchio gli mormormò sensualmente e ansimante:
[Ti amo...ti amo voglio stare con te, voglio solo te, solo te]
Mark sorrise in preda all'eccitamento poi rispose:
[Anche io Nick...sei tutto per me tutto quan..]
Non terminò la frase perchè lo sentì penetrargli dentro con foga, ardore e desiderio incondizionato, spingeva e spingeva e gemeva dicendo che lo amava più di chiunque altro. Mark raggiunse l'orgasmo seguito a ruota da Nick che uscì per poi scivolare sfinito sul pavimento di marmo. Mark ritornò a pancia in sù, guardò Nick che teneva gli occhi chiusi e ansimava mentre il suo corpo era percorso dagli ultimi tremori, lo baciò in bocca, poi con le mani gli rimise i boxer, Nick si voltò verso di lui e sorrise mentre le sue mani gli facevano salire i boxer.
Erano l'uno di fronte all'altro sudati, sfiniti ma contenti, si abbracciarono e poi baciarono e sorreggendosi a vicenda, si alzarono.
Dopo un minuto si staccarono e si rivestirono. Nick si sedette davanti al mixer che continuava a mandare musica, spense tutto, Mark gli si accomodò di fianco prendendogli la mano si scambiarono occhiate complici e colme d'amore e sorrisero.
Mark adesso voleva un pò di coccole, Nick se ne rese conto e gli fece cenno di sedersi sulle sue gambe, il ragazzo non se lo fece ripetere due volte. Si alzò dalla sedia e si accomodò su di lui a gambe divaricate, con la schiena rivolta verso l'addome di Nick che presentò le sue mani sui fianchi di Mark, che chinò la testa all'indietro incontrando la sua spalla. Voltò il viso verso quello di lui che lo guardava con dolcezza e amore lui ricambiò poi avvicinò le sue labbra a quelle di lui e si baciarono.
In quel preciso istante mentre i due erano concentrati nel loro limonamento, la porta dello studio si aprì destandoli di colpo. Nick aprì di scatto gli occhi seguito a ruota da Mark, davanti a loro apparve la figura di Brian che era leggermente rimasto interdetto, scosse la testa e imbarazzato, abbassò il volto, prese il cappellino che aveva dimenticato sul tavolino e parlò:
-Scu..scusatemi-detto questo uscì
Mark e Nick si guardarono negli occhi si sorrisero poi:
-Credo che sia meglio andare-esclamò Nick baciandogli la fronte
Mark annuì scendendo dalle sue gambe, il biondino si alzò e si diresse verso la porta seguito a ruota dal suo ragazzo che dopo avergli dato una pacca sul didietro lo abbracciò.
Si scambiarono un altro bacio, poi insieme, mano nella mano uscirono dagli studios.
*§*§*§*
Durante il tragitto che avrebbe condotto Nick verso casa Mark:
-Ti và di andare a mangiare da qualche parte?-
-Si mi sembra una bella idea-
-Perfetto perchè ho già prenotato-
Nick sgranò gli occhi poi parlò:
-Hai già prenotato? E se, puta caso non sarei potuto venire?-
-Sapevo che saresti venuto-
-E dov'è che si và?-
-E' un ristorante italiano niente male dalle parti di San Francisco-
-Mark, c'è un problema-
-Del tipo-
Nick sorrise allargò le braccia indicando il proprio abbigliamento.
-Eh..che dici, non dovremmo cambiarci?-
Mark sorrise.
-Non preoccuparti Nick, non ce ne è bisogno non è un ristorante per vip, poi adoro avere il tuo odore addosso-
Nick arrossì sorridendo:
-Anche io adoro avere il tuo odore addosso, ma non possiamo andare vestiti così, i nostri abiti sono da strizzare-
-Allora tu che proponi di fare?-
-Bhe ci fermiamo a casa mia, e ci cambiamo. Ti presto io dei vestiti tanto più o meno abbiamo la stessa taglia..allora?-
Mark tenendo sempre gli occhi puntati sulla strada, fece finta di pensarci un pò su:
-Uhm vediamo, io indossare i vestiti del mio amore? uhm..uhm, ho già il suo odore addosso che male c'è ad averne dell'altro, ci sto!-
-Bene!-
Detto questo Mark mise la freccia e svoltò a destra, prossima destinazione casa Carter.

CAPITOLO 2


You Light Up My Life

Nick e Mark terminata la cena decisero di fare una passeggiata lungo mare. Non avevano voglia di tornare a casa adesso che l'aria si era raffrescata. Camminavano mano nella mano, ogni tanto non appena i loro occhi si incontrarono, anche le loro labbra si sfioravano con dolcezza e impeto, per poi chiudersi in un bacio passionale e focoso.
Nick indossava un paio di pantaloni di stoffa grigio chiaro, sopra aveva una felpa con zip, leggera sbracciata marrone, con il cappuccio e sull'addome vi erano stampati in successione e di colore grigio delle ombre umane, ai piedi portava un paio di scarpe da ginnastica bianche e nere di tela firmate nike. Mark invece indossava un paio di jeans, stracciati un pò dappertutto ma con maggiore concentrazione sulle ginocchia. Sopra aveva una maglietta bianca con zip quasi in diagonale, dove sul petto vi era disegnato un teschio stilizzato, ai piedi teneva un paio di scarpe da ginnastica nere con tre strisce laterali bianche ciascuna, timbrate adidas.
Era da poco scoccata la mezzanotte, i due ragazzi si fermarono, per poi sedersi sulla spiaggia. Nick si stiracchiò un pò, sospirò. Si distese sulla sabbia umida, iniziando ad osservare il cielo colmo di stelle, e con una luna piena magnifica. Chiuse gli occhi gustandosi la leggere brezza marina, mentre le labbra di Mark si posarono sulle sue, si baciarono, poi il ragazzo, gli si distese accanto e insieme cominciarono a guardare quel empireo sfumato di blu, in assiduo silenzio, solo le onde, il venticello, il loro respiro e i loro battiti del cuore facevano rumore.
Mark parlò:
-Nick...-
-Si-rispose con gli occhi chiusi
-Ti volevo dire una cosa-
-Parla ti ascolto-
Deglutì la saliva, i suoi occhi blu fissarono il viso del suo amato illuminato dalla luce lunare:
"Dio quanto sei meraviglioso, non riesco a credere che stiamo insieme da quasi due anni ormai.
Ti amo Nick, ti amo non posso fare a meno di te, quindi credo che sia giunto il momento per me di dirtelo...e lo farò adesso"
Nick stava per intervenire visto che non sentiva giungere parola dal suo amore, ma lui lo precedette:
-Nick...amore, è da quasi due anni che stiamo insieme e credo che...bhe ecco, sia giunto il momento per me di..di...-Si bloccò perchè la timidezza lo raggiunse.
Nick aprì gli occhi, si voltò verso di lui che sussultò mettendosi seduto seguito a ruota dal biondino che parlò:
-Cosa c'è tesoro eh?-disse con dolcezza baciandogli il collo.
Il ragazzo chiuse gli occhi gustandosi il momento, poi una volta terminato prese coraggio e proferì parola:
-E' da quasi due mesi che ci penso...Bhe volevo sapere se ti andava l'idea di venire a stare da me o viceversa-
Nick lo scrutò con occhi adoranti, sorrise, e gli si "gettò" sopra cominciando a baciarlo e baciarlo seguito a ruota da lui.
Una volta staccati Mark disse:
-Bhe, dalla tua reazione credo che sia un sì-
-Certo che lo è Mark, ti amo, ti amo-
lo baciò nuovamente.
Una volta finito:
-Conviveremo wow è magnifico, non vedo l'ora-esclamò entusiasto con gli occhi lucidi.
Mark se ne accorse, gli sorrise dolcemente.
-Ehy tu...cosa fai piangi?-disse abbracciandolo
il biondino sorrise, appoggiò felice la testa sulla sua spalla, Mark gli avvolse il braccio sulla schiena poi continuò a parlare:
-Credo che qualcuno qui voglia un pò di coccole o sbaglio?-
Si guardarono negli occhi e si baciarono.
Nick strofinò il proprio viso sul petto dell'amato, e si lasciò cadere sulle sue sue gambe, mentre le mani di Mark gli accarezzavano la testa, e la schiena. Stettero così per 2 ore. Poi felici e abbracciati si incamminarono verso l'auto che li avrebbe condotti a casa.
La casa di uno dei due, che da quella notte avrebbe dato inizio alla loro convivenza.
*§*§*§*
Verso le 3am giunsero a destinazione ovvero casa Feehily.
Nick per tutto il viaggio sprizzava gioia da tutti i pori e lo stesso valeva per Mark, era da due mesi che desiderava averlo sotto il suo stesso tetto, lo amava tantissimo, poi con la loro unione accaduta ore prima il loro legame si era rafforzato più che mai.
Una volta entrato nel proprio giardino cercò di parcheggiare, ma fu un impresa difficile perchè Nick aveva cominciato a lasciargli leggeri succhiotti sul collo, e quel che è bello è che ci sapeva fare come non mai e Mark era già eccitato. Quindi preso dalla foga, parcheggiò dove gli capitò.
Si tolse la cintura di sicurezza, tirò il freno a mano, e contrattaccò Nick leccandogli le labbra, anche il biondino si tolse la cintura di sicurezza, poi insieme uscirono dall'auto.
Mark stavolta aveva preso le redini del gioco, afferrò Nick per le spalle e lo "sbattè" al muro ficcandogli la lingua in bocca con irruenza, ardore e sicurezza. Erano entrambi vestiti ma i loro sessi battevano e premevano dai boxer e dai pantaloni per uscire ed incontrarsi.
I ragazzi si staccarono ansimanti, i loro cuori battevano all'impazzata e i loro respiri non smettevano di diminuire. Nei loro occhi ardeva il fuoco del desiderio, si bramavano a vicenda, volevano nuovamente diventare tutt'uno con l'altro.
Mark sussultò. Tirò fuori la chiave di casa dalla tasca dei suoi jeans, la infilò tremante nel buco della serratura, spalancò la porta, entrarono, chiuse e poi di corsa salirono al piano di sopra dove la camera da letto li attendeva. Una volta dentro Mark gettò Nick sul letto, gli montò sopra cominciando a tirargli giù la zip della felpa, non appena il suo addome fu in bella vista la sua bocca comiciò a succhiargli i capezzoli mentre le mani si davano da fare sui pantaloni. In meno di un minuto Nick si ritrovò nudo, mentre la sua testa andava lentamente da una parte all'altra, ogni volta che la bocca del suo amato si dava da fare sul suo gioiello di famiglia. Continuò a godere ed ansimare per un buon quarto d'ora, poi decise di ribaltare la situazione. Invitò Mark ad alzarsi, lo spogliò, standogli sempre con la bocca incollata a quella sua, le sue mani tremanti, gli tolsero la maglietta e gli calarono giù boxer e jeans. Fatto questo cominciò a spingerlo di bacino fino a fargli scontrare la schiena con il muro. Il sesso di Nick era molto vicino a quello di Mark e continuava a spingere, e a spingere continuando a modichiargli il collo, Mark stava svenendo da quanto era eccitato poi ansimante mormorò:
[Nick...ah la..doccia...la]
Non terminò la frase che la lingua del biondino gli si conficcò in bocca, mentre con il bacino continuava a premere. All'improvviso si fermò, iniziando a spingere il proprio ragazzo verso il bagno continuando a baciarlo. Una volta giunti a destinazione, Mark si ritrovò con le spalle sul box doccia, fece scorrere la porta, entrarono, e azionò l'acqua fredda, il getto li colpì in pieno ma nessuno di loro si arrestò, Nick lo schiacciò alla parete, e lo girò con la schiena verso di lui. Mark percepì il suo sesso scontrarsi con il suo didietro e bastò questo a farlo gemere, Nick avvicinò la bocca al suo orecchio lo leccò poi mormorò sensualmente:
[Ti voglio...Mark ti voglio, ti desidero]
Detto questo gli entrò dentro con violenza, Mark inarcò la testa, lo sentiva entrare ed uscire con foga, stava urlando dal piacere:
[Ancora non fermarti Nick non ferm...]
Non terminò la frase perchè l'orgasmo lo raggiunse insieme a Nick che una volta uscito da lui, scivolò di schiena sulla parete, ansimante e tremante e lo stesso accadde a Mark, erano tutti e due sfiniti, sudati, bagnati ma felici, si guardarono negli occhi sorridendo Mark gattonò dall'amato e lo baciò in bocca, una volta staccati:
-Anf anf che ne dici di farci una doccia eh-
Nick annuì si alzarono a fatica poi baciandosi si fecero una bella doccia.
*§*§*§*
Verso le 4am uscirono abbracciati e avvolti entrambi in accappatoio bianco. Uno stanco e sfinito Nick si gettò sul letto a pancia in giù, e non appena percepì il materasso sobbalzare leggermente sotto di lui per l'arrivo del'amato, si voltò verso di esso e lo baciò.
-Mio Dio 2 volte sotto la doccia, due volte!-
Mark sorrise poi parlò:
-Sai ho notato una cosa...di te-
-Co..cosa?-Chiese
-Bhe oggi in studio non ci avevo fatto caso, ma stasera si...quando stai per raggiungere l'apice, sento un mugolio molto carino tipo cucciolo, è adorabile-
Nick imbarazzato si portò una mano sul viso, Mark sorrise dandogli una amichevole e affettuosa pacca sul fianco.
Il biondino sorrise, si tolse la mano dal volto, poggiò la testa su quella dell'amato e parlò:
-Mark?-sussurò
-Si-rispose dolcemente
-Ti amo...Non sò che farei senza di te. Non sò che ho fatto di buono nella mia vita per essermi meritato un ragazzo come te al mio fianco. Ogni giorno, ogni notte, ogni istante ringrazio Dio per averti condotto da me! Ti amo Mark! Non lasciarmi mai, non farlo perchè perderei la strada senza di te, senza il tuo amore. Non sono niente senza di te...-
Detto questo si addormentò come un bambino.
Mark era rimasto molto colpito da quelle parole, i suoi occhi guardavano con tenerezza il volto del suo amore che dormiva, sorrise e gli mormorò:
[Non ti lascerò mai Nick...tu sei tutto per me, sei la luce della mia vita..ti amo e sarà per sempre te lo giuro]
Gli accarezzò dolcemente il viso e la testa infine lo baciò delicatamente sulla fronte, per poi abbracciarlo, stringersi forte a lui e addormentarsi con il sorriso sulle labbra.

CAPITOLO 3


Together We're Strong

Nick spalancò la porta della sala di registrazione con un sorriso a 32 denti stampato in faccia, che lasciò sorpresi i pesenti: Brian, Kevin, Howie e Aj.
-Ehyyy ciao ragazzi come butta? Sù, sù coraggio non battiamo la fiacca, abbiamo delle canzoni da ultimare!-
Esclamò euforico sedendosi davanti al mixer, cominciando a canticchiare in attesa che i suoi amici si decidessero ad iniziare.
-Nick...come mai così contento?-chiese Howie sedendosi davanti al biondino che con la luce negli occhi, sorrise.
-Bhe..-
-Si tratta di Mark-continuò Aj sedendosi.
Nick asserì imbarazzato e contento.
-Allora avanti sù, dicci che cosa è accaduto, ti ha chiesto di sposarlo?-chiese Kevin sedendosi vicino a lui, che scuotendo la testa parlò:
-No, mi ha semplicemente proposto di andare ad abitare con lui, a convivere capisci? Sono troppo felice, non c'è niente che non vada tra di noi è tutto così perfetto, così magnifico, sono al settimo cielo. Lo amo, lui mi ama, cosa posso chiedere di più dalla vita!? Dio Kev, ragazzi quando me lo ha detto mi è mancato il respiro, non sapevo cosa rispondergli, quindi l'ho baciato. E' da ieri notte che abitiamo assieme. Dopo il lavoro, quando mi verrà a prendere ci fermeremo a casa mia per prendere alcune cose...Sono troppo felice! Ancora non riesco a crederci-
Disse tutto quanto con occhi adoranti, sorridendo ad ogni parola, era davvero contento.
Aj, Kevin e Howie si guardarono negli occhi sorridendo erano felici per il loro fratellino, Aj stava per parlare ma venne bruscamente interrotto da Brian:
-Bene Nick! Avete in programma anche dei bambini?-
Il sorriso che fino a pochi minuti fà albergava sul suo volto scomparve. Aveva accusato il colpo senza però riuscire a controbattere. Ingoiò il groppo che gli si era fermato in gola e replicò con un sorrisino di circostanza:
-Eh eh eh! Non li abbiamo ancora in programma!-
Brian sorrise, e con strafottenza esclamò:
-Oh ma davvero?! E' strano perchè, bhe ieri sera mi siete sembrati molto attivi!-
Nick sorrise isterico ribattendo:
-E a te cosa cazzo te ne frega?-
Brian inclinò la testa, facendo un broncio a presa di giro e rispose:
-E Allora a me sapessi quanto cazzo me ne frega se vai a convivere con quel tipo-
Il biondino cominciò ad alterarsi.
-Quel..quel tipo come lo chiami tu ha un nome, ed è Mark!-
-Ohhh?! Allora dovrò modificare la riverenza-
Nick aggrottò il ciglio nervosamente controbattendo:
-Qual'è il tuo problema Brian Thomas Littrell?-
-Io non ho nessun problema Nickolas Gene Carter!-
-Ah davvero a me pare proprio di si, e credo che ne hai molti di problemi Thomas!-
Rispose freddo. Alzandosi dalla sedia e avvicinandosi a lui scrutandolo dalla testa ai piedi
-Oh tò, ma guarda come mai mi hai chiamato con il mio secondo nome? Hai davvero qualche problema Carter, magari hai avuto momentaneamente un vuoto di memoria sulla mia persona?-
Nick scosse la testa poi parlò:
-Okay va bene...dimmi pure che ti pare ma lascia fuori Mark-
-Va bene..tanto tutti sappiamo dove andrete a finire-
-Ah si e dove?-
-All'inferno Carter, all'inferno-
-Almeno io e lui sarremmo insieme, a differenza di te-
-Oh che cosa commuovente! E dimmi Nickolas, quanto credi che durerà tutto questo? Che succederà se la stampa scoprirà di questa tua, tra virgolette relazione con il tuo Mark?-
-Ti ho detto di lasciarlo fuori!-sentenziò adirato
-Non posso farlo perchè fà parte della tua vita Nickolas! Cosa credi che accadrà eh?! Cosa credi che succederà se la stampa vi scoprirà! Perchè succederà prima o poi!-
-Non accadrà!-
-Okay potrà anche non accadere, ma se succederà? Cosa credi, che il tuo Marky ti amerà come prima? Non hai il minimo dubbio che potrà sfruttare questa occasione, ovvero la vostra relazione per svelare segreti di te, modificare la realtà di determinate cose, e farsi pubblicità guadagnando fama e soldi a palate?-
Gli occhi di Nick cominciarono a farsi lucidi per la rabbia, e cercando di non urlare esclamò rabbioso:
-Mark non è quel genere di persona!-
-Oh io dico proprio di sì-
-Non lo è-
-Ti userà Nickolas lo farà-
Nick all'udire quelle parole, scoppiò definitivamente e con velocità fulminea si gettò addosso a lui che cadde di schiena sul mixer.
Il biondino era sopra di lui e gli mollò un tremendo pugno sul viso, Brian se lo scrollò di dosso e lo colpì con un destro micidiale allo zigomo.
Cominciarono a lanciarsi offese cattive e a darsele di santa ragione rotolandosi per terra.
Kevin si sbloccò dal suo stato di semi trance e si fiondò su un Nick fuori di sè, afferrandolo con forza sotto l'ascella. Il ragazzo sentendosi afferrare iniziò a scalciare, scazzottare e sgomitare a destra e a manca urlando:
-LASCIAMI KEV... GLI DEVO SPACCARE LA FACCIA ! TI ODIO BRIAN SEI SOLO UNO STRONZO, NON HAI IL DIRITTO DI DIRE QUESTO DI LUI, NON LO CONOSCI, NON LO CONOSCI!-
Howie stava trattenendo un indomabile Brian che ribattè:
-SEI SOLO UNO STUPIDO INGENUO NICKOLAS, LO SEI SEMPRE STATO-
-PREFERISCO ESSERE STUPIDO ED INGENUO CHE STRONZO E INSENSIBILE COME TE!-
-AH DAVVERO IO SAREI LO STRONZO E L'INSENSIBILE? LUI LO E', E TE NE ACCORGERAI PRESTO!-
Nick si infuriò nuovamente stava per scaraventarsi su Brian ma la forte presa di Kevin lo trattenne:
-ADESSO PIANTALA NICK! BASTA CALMATI-
-TU NON LO CONOSCI, NON LO CONOSCI..SEI SOLO UNO STRONZO...E ALL'INFERNO CI ANDRAI TU....KEVIN MOLLAMI, NON MI TOCCARE TOGLIMI LE MANI DI DOSSO!-urlò con delle lacrime di rabbia che gli scendevano dagli occhi, liberandosi con forza dalla presa dell'amico e uscendo dallo studio sbattendo la porta.
Non appena la porta si chiuse davanti a loro Aj guardò male Brian ancora trattenuto da Howie. Scosse la testa e decise di andare dietro a Nick ma Kevin lo fermò:
-No Aj..meglio di no. ha bisogno di stare da solo!-
Il ragazzo annuì e si mise seduto a fissare il pavimento.
Kevin portò lo sguardo sul cugino che incontrando i suoi occhi verdi adirati e delusi capì che stava per fargli una paternale infatti:
-Brian come hai potuto? Ti rendi conto di quello che gli hai detto o no?-
Brian abbassò lo sguardo, per poi rialzarlo intimando Howie di lasciarlo. Una volta libero dalla presa dell'amico rispose a tono:
-Certo e non ne sono pentito! Okay? Possiamo cominciare a lavorare con le canzoni o no?-
Quelle parole colpiro tutti i presenti Brian così non l'avevano mai visto, Kevin non credeva alle sue orecchie, cercò di ribattere ma non ci riuscì, quindi Brian:
-Bene vedo che non hai niente da ridire, quindi possiamo lavorare?-la voce gli tremava, scosse la testa, deglutì la saliva, Kevin si alzò dal proprio posto, gli mise una mano sulla spalla a quel gesto il ragazzo sussultò e urlò:
-LASCIAMI NON MI TOCCARE!-
Kevin a quelle parole capì che non era aria, quindi rassegnato e deluso lasciò perdere dicendo:
-Fai come cazzo ti pare, intanto hai già perso il tuo migliore amico!-
Brian se ne fregò altamente e cominciò a lavorare.
*§*§*§*
Erano scoccate le 7pm quando Mark bussò alla porta della sala di registrazione dei Backstreet Boys. Dall'altra parte giunse la voce di Aj:
-Avanti-
Il ragazzo deglutì la saliva, trattenendo il desiderio che aveva di entrare, abbracciare il suo amore e baciarlo. Gli era mancato per tutto il giorno e non vedeva l'ora di vederlo, ma non appena solcò la porta lui non c'era, e davanti ai suoi occhi la stanza si presentò così: Brian era fuori in terrazza con lo sguardo perso sull'oceano che gli stava davanti, Aj era seduto sulla poltroncina, mentre Howie e Kevin stavano discutendo su una canzone.
-Ciao a tutti dov'è Nick?-
All'udire la voce di Mark, Brian si voltò di scatto, lo guardò per poi riportare lo sguardo sull'oceano.
Mark agrottò il ciglio non capiva cosa stesse succedendo.
Fu Kevin ad aggiornarlo:
-Mark ti devo parlare-disse a bassa voce.
Il ragazzo cominciò a preoccuparsi:
-E' successo qualcosa a Ni..Nick?-chiese tremante con la paura negli occhi.
Kevin lo rassicurò, mettendogli una mano sulla spalla, e scuotendogli la testa sorridendo:
-No tranquillo, però è meglio se ne parliamo fuori!-
Brian seguì di sottecchi suo cugino e non gli mollò gli occhi di dosso finchè non sparì dietro la porta insieme a Mark.
Una volta fuori:
-Che cosa è successo?-chiese Mark
-C'è stata una piccola discussione, e Nick è uscito dagli studios, è da stamani che non si fà vedere magari è tornato a casa, abbiamo tentato di rintracciarlo ma il cellulare è sempre spento-
-Vado a cercalo subito!-
Kevin stava per parlare ma Mark se ne era già andato.
*§*§*§*
Alle 3am un Mark sfinito è preoccupato, fece ritorno a casa. Aveva cercato il suo amore per tutta la serata, la notte girovagando per tutta Los Angeles e in tutti locali da loro frequentati ma senza risultato Nick si era come volatilizzato, aveva gli occhi rossi, la voce gli era quasi del tutto sparita, e il suo cuore stava soffrendo al solo pensiero di non vederlo più.
Si asciugò con la mano le lacrime di paura che avevano cominciato a scendergli nuovamente dagli occhi. Infilò la chiave nel buco della serratura della porta di ingresso, l'aprì, entrò e la chiuse dietro di sè, appoggiando la schiena ad essa e lasciarsi scivolare giù, finendo a sedere. Si portò le ginocchia al petto, se le cinse con le braccia e posò la testa su di esse. -Nick dove sei finito? Dove...-
In quel preciso istante percepì lo scatto della porta. Sussultò, si alzò di botto con il cuore in gola.
Non appena l'uscio si aprì davanti ai suoi occhi blu segnati dalle lacrime, si presentò il volto e la figura del suo amato avvolta in una canottiera nera e un paio di jeans chiari alla rapper.
Senza pensarci due volte si "gettò" su di lui, che aveva gli occhi lucidi e cominciò a baciarlo e a baciarlo seguito a ruota da lui, che lo abbracciava stretto stretto. In quell'abbraccio Mark percepì qualcosa, si staccò da lui, lo guardò meglio.
Aveva lo zigomo gonfio e rosso, dal naso vi era un rivolo si sangue rappreso. Si spaventò e con voce fievole parlò:
-Che..che ti è successo Nick?-
-Mark..scusami-rispose con le lacrime agli occhi
-Scusarti e di cosa?-
-Ti ho fatto preoccupare..non volevo è che..è che in studio....-
Non riuscì a finire il discorso che si strinse a lui, Mark lo abbracciò senza proferire parola.
lo condusse sul divano, si sedettero. Nick si strinse a lui iniziando a versare lacrime di rabbia.
A Mark gli piangeva il cuore vederlo in queste condizioni, non ci era più abituato, dato che era da quasi due anni che non soffriva più come stava accadendo adesso. Sapeva di chi era la colpa, ma decise di non starci a pensare, adesso doveva stare vicino al suo amore che aveva bisogno di lui.
*§*§*§*
Dopo circa un'ora Nick si calmò. Mark le dette un bacio sulla fronte poi con dolcezza parlò:
-Ti senti un pò meglio adesso..eh cucciolo?-
Nick asserì debolmente.
-Ti và di parlarne un pò...prima però credo sia meglio mettere un pò di ghiaccio sullo zigomo è molto gonfio-
Gli disse alzandosi, ma Nick gli afferrò la mano, il ragazzo si voltò:
-Ti amo Mark-gli disse mollando la presa
Mark sorrise recandosi in cucina per prendere la borsa del ghiaccio. Ritornò dopo un minuto, con la borsa tra le mani. Si sedette accanto a lui e gliela mise delicatamente sullo zigomo il biondino trasalì per il dolore:
-Scusami Nick, ti ho fatto male-
-Non è niente Mark, niente-
rispose tenendosi la borsa mentre lui lo abbracciò.
-Ti va di parlarne?-
-Non adesso...-
-Okay, vuoi che ti faccia qualcosa da mangiare?-
Nick sorrise scuotendo la testa, poi si lasciò cadere sulle gambe di Mark, chiuse gli occhi, sospirò e parlò:
-No voglio solo che tu stia con me qui, così ancora per un pò..per favore!-
Mark annuì sorridente, gli mise una mano sullo stomaco, Nick con la mano libera afferrò quella di lui. Le loro dita si unirono, gli occhi di entrambi si persero l'uni negli altri, sorrisero.
-Nick, non ti lascerò mai, non farò mai niente per ferirti niente, noi insieme siamo forti! E io non ti lascerò più cadere giù, mai più, Ti amo- disse dolcemente Mark chinandosi per baciarlo, Nick sorrise e alzò leggermente il viso per raggiungerlo. Erano molto vicini, chiusero gli occhi, il loro cuore cominciò a battere all'impazzata, non vedevano l'ora che le loro labbra si sfiorassero una volta accaduto le fecero giochicchiare un pochino tra di loro. Si baciarono con tanta passione, amore e tenerezza.

CAPITOLO 4


Apologies

Erano passate due settimane dalla irruenta litigata tra Nick e Brian.
Nessuno dei due si guardava più in faccia e neanche si parlavano, altre volte odiavano stare persino nella stessa stanza. Aj, Howie ma specialmente Kevin avevano cercato di far capire a Brian che il suo atteggiamento nei confronti di Nick era stato eccessivamente cruento, e aveva capito di aver esagerato nel dirgli quelle cose, ma sembrava non essere intezionato a chiedergli scusa perchè troppo orgoglioso e non voleva ammettere di aver sbagliato.
E Nick..bhe era quello ferito, figurati se si sarebbe scomodato ad andare a chiedere scusa a Brian per averlo preso a cazzotti, e avergli detto che sarebbe stato lui ad andare all'inferno.
Gli aveva offeso Mark, il suo amore, e non doveva farlo, per nessun motivo, ma era accaduto e non poteva tornare indietro, quindi aveva deciso di non fregarsene più di lui, di mandarlo al diavolo almeno fino a che non si sarebbe recato da lui per fargli le sue più sentite scuse, che ancora non si erano fatte vive.
*§*§*§*
La spider rossa di Brian aveva da pochi secondi solcato la segnaletica orizzontale del parcheggio degli studios. Spense il motore, tirò il freno a mano, si tolse la cintura di sicurezza, uscì dall'auto, chiuse la portiera, si voltò verso destra e vide Nick e Mark in atteggiamenti intimi.
Nick: che indossava una t-shirt verde militare, e jeans a vita bassa scuri sfumati, e scarpe da ginnastica bianche, era appoggiato alla ringhiera degli studios, mentre Mark vestito con t-shirt bianca, e jeans a vita bassa neri stracciati, scarpe sfumate di grigio chiaro, e capellino bianco e nero sulla testa, gli era di fronte. Una mano era poggiata sull'inferiata e il suo addome era molto vicino a quello di Nick.
Brian notò che il suo ex migliore amico sorrideva, vide la bocca di Mark avvicinarsi a quella di lui. Scosse la testa, deglutì la saliva e con il volto basso e un pò imbarazzato proseguì per la sua strada.
Nel momento in cui passò, percepì i loro sguardi addosso, d'istinto alzò la testa. Si voltò verso di loro: Nick lo stava guardando, si arrestò, lo guardò anche lui, un magone improvviso lo avvolse, portò lo sguardo sul terreno e proseguì.
Tra Nick e Mark:
-Come vanno le cose tra di voi? Non mi hai detto niente riguardo a quella mattina di 2 settimane fà!-
-Come vuoi che vadano lo vedi anche tu no? Non ci rivolgiamo più la parola, a volte non sopportiamo neanche di stare nella stessa stanza, poi non me ne frega più un cazzo. Eravamo amici, migliori amici, ci volevamo bene come fratelli e adesso è finito tutto, che ci puoi fare? Niente quindi, la vita và avanti!-
-E a te così sta bene?-chiese Mark guardandolo negli occhi
il ragazzo annuì, poi parlò:
-Allora per stasera che hai in mente di fare?-
-Uhm che ne diresti di: cena, cinema, frapperia e letto?-
-Uhm bello...-
Si passò sensualmente la lingua sulle labbra e contiuò:
-..Mh..dipende che intendi per letto!-
-Lo sai Nick, lo sai...-sorrise ammiccante
-Forse me ne sono dimenticato, magari potresti darmi, non sò..un anticipazione?-
-Sei troppo ingordo bello mio!-
-Non è un fatto di ingordigia è un fatto di...-
Non terminò la frase che Mark gli ficcò la lingua in bocca
Una volta staccati:
-Questo è l'aperitivo il resto dopo, okay?-
Nick annuì.
-Così..però mi hai eccitato- rispose ammicante baciandolo di nuovo poi sorridendogli disse
-Okay,allora ci vediamo stasera, buon lavoro!-
Esclamò voltandogli le spalle mentre una pacca lo raggiunse sul sedere
-Ciao cucciolo a stasera, buon lavoro anche a te!-
Detto questo Mark salì in macchina e scomparve, mentre Nick svoltò l'angolo trovandosi davanti Brian.
Non appena i loro occhi si incrociarono, Nick lo fissò freddo per poi dargli una spallata e andarsene. In quel preciso istante la mano di Brian lo afferrò, e prima che riuscisse a proferire parola, lo fermò dicendogli:
-Nickolas dobbiamo parlare!-
Il biondino si voltò verso l'ex migliore amico:
-Io e te non abbiamo niente da dirci, sei stato fin troppo chiaro due settimane fà-
-Nick io...-
Il ragazzo sgranò gli occhi era da quasi un anno e mezzo che non lo chiamava più "Nick" e le volte che accadeva erano rare:
-Scusa?! Non ho sentito bene?! Mi hai appena chiamato Nick? Oddio vuoi vedere che nevicherà in piena estate!-
Brian scosse la testa:
-Ascolta Nick...-
-Ancora?!...Oddio la fine del mondo è vicina!-
-Nick per favore piantala ti voglio parlare-
-Tu..vuoi parlare con me?!...Uhm okay, bene dimmi tutto-replicò guardandolo con le braccia conserte.
Brian prese un bel respiro, stava per parlare quando Nick:
-EHHHHH tempo scaduto!-
-Nick insomma-sentenziò irritato
-Senti ti ho ascoltato okay! Ho perso un pò del mio tempo con te, adesso vorrei andare, ho un lavoro da fare...Ci hai provato amico!-replicò strafottente cominciando a camminare.
Brian rimase lì come un salame, non sapendo come comportarsi mentre la rabbia cominciò a salirgli fin sù al cervello, e prima che la schiena di Nick scomparisse attraverso l'ingresso degli studios, lo raggiuse afferrandolo, per poi sbattergli la schiena al muro e con decisione e sicurezza negli occhi e nella voce urlò:
-ADESSO TU MI ASCOLTI!-
Nick cercò di scrollarselo di dosso:
-LASCIAMI, ACCIDENTI A TE! SI PUO' SAPERE CHE CAZZO VUOI DA ME!-
-VOGLIO SOLO...voglio solo che tu mi ascolti-replicò calmandosi, e allentandogli la presa sul colletto della t-shirt.
Nick portò lo sguardo altrove.
-Nick guardami per favore!-sentenziò
Il ragazzo di malavoglia portò i suoi occhi azzurri su quelli dell'amico che parlò:
-Io voglio solo chiederti scusa!-
Nick si allontanò da lui e replicò:
-E' un pò tardi mi sembra!-
-Si lo sò, ma è che mi ci sono volute due settimane per capire di aver esagerato. Non dovevo dirti quelle cose, e sopratutto non dovevo parlare a vanvera di Mark-replicò con occhi veramente pentiti.
-Già soprattutto di lui! Come hai osato non lo conosci nemmeno, questa cosa mi ha molto ferito, a Mark non gli ho detto niente di quello che mi ha urlato di lui!
Perchè lo hai fatto eh?! Io lo amo, e tutto ciò che voglio è solo lui! Non voglio che tu l'offenda senza ritegno. Io e Mark stiamo insieme da quasi due anni, abbiamo deciso di convivere, quindi non ti devi intromettere nella mia vita. Dio solo sà quanto ho sofferto a casa tua, ma me ne sono fatto una ragione, non mi importa più niente di come mi hai trattato e tratti tutt'oggi, non me ne importa! A me basta solo che lasci fuori Mark che non centra niente! Questa è una cosa che riguarda solo te e me, nessun'altro! Tu ce l'hai con me? Okay, va bene non me ne frega un cazzo! ma Mark? Lui che cosa ti ha fatto eh? Niente..no? Lui non ti ha fatto nulla giusto?-
Brian asserì debolmente.
-Bene, quindi per favore non metterlo più in mezzo, mai più!-
-Mi dispiace Nick, non sò che mi era preso, scusami-
-Non metterlo più in mezzo! Puoi continuare ad odiarmi, a trattarmi freddamente, fai che ti pare ma lui deve starne fuori, non voglio più che tu l'offenda intesi? E' il mio ragazzo, e devi accettarlo come amico! Se non ti sta bene, sono cazzi tuoi! E ora se vuoi scusarmi, ho un lavoro da fare-
replicò andandosene:
-NICK-urlò Brian
il biondino si arrestò, voltandosi:
-Mi hai perdonato?-
Nick non rispose, gli voltò le spalle e scomparve dentro gli studios.
Brian abbassò il volto, una mano a lui amica, gli si presentò sulla spalla destra, alzò il viso voltandosi verso la direzione da cui era provenuto il tocco, e vide suo cugino che lo guardava fiero per poi dirgli:
-Non preoccuparti Bri, sono nettamente convinto che ti ha perdonato, la prossima volta cerca di stare più attento, se no lo perderai definitivamente!-
Brian scosse la testa:
-Grazie..Ma non credo che mi abbia perdonato e se lo ha fatto, non cambieranno le cose, ho esagerato!-
-Bhe, sta a te adesso recuperare l'amicizia che avete perso. Sta solo a te cugino, quindi comincia a darti da fare!-
Il ragazzo asserì
Kevin gli strinse la spalla:
-Coraggio Bri andiamo, c'è il lavoro che ci aspetta-
Detto questo i due fecero il loro ingresso negli studios.
*§*§*§*
L'ora di andarsene dagli studios arrivò più in fretta del previsto.
Per tutto il giorno Nick e Brian si erano parlati un pochino più di prima, ma Nick non lo guardava ancora di buon occhio, era vero Brian si era scusato e nei suoi occhi aveva letto il pentimento più assoluto, ma ancora non riusciva a fidarsi come un tempo.
Era più forte di lui.
Adesso nella stanza di registrazione erano rimasti solo Nick e Brian che stavano terminando la strofa di una canzone, quando il cellulare del biondino cominciò a suonare.
Il ragazzo sussultò.
Vide sul display il nome di "MARK" pulsare, uscì dalla stanza e rispose con un sorrisone a 32 denti stampato in faccia:
-Ciao Marky-disse con una certa dolcezza nella voce.
Mark sorrise sentendolo. Aveva una bella voce, anche quando parlava o cantava, e per via telefono bhe...Era ancora più bella dolce e calda quasi lo scioglieva.
-Ciao Nicky, come ti è andata la giornata?-
-Tutto okay poi dopo ti racconto, e a te?-
-Il solito...Ahem, as..ascolta c'è un problema-
-Dimmi!-
Mark fece un bel respiro poi con voce dispiaciuta riferì:
-Non posso venire a prenderti, devo trattenermi qui a lavoro!-
In quel preciso istante Brian uscì dalla stanza e sentì Nick rispondere:
-E io come faccio adesso?...-
-Mi dispiace Nick davvero, non credevo che...scusami!-
Nick sentendo la voce dispiaciuta del proprio ragazzo, sorrise debolmente e replicò:
-Okay..non importa in qualche modo farò! Ci sarai a casa per cena?-
-No, non credo di farcela! Avevo organizzato tutto, che rabbia!-
-Non fa niente Marky, sarà per un altra volta!-
-Scusami cucciolo!-
-Niente tranquillo, allora ci vediamo più tardi..Ciao sweetheart buon lavoro-
-Ciao!-
Detto questo chiusero la chiamata.
Nick depose il cellulare, si voltò e trovò Brian che involontariamente aveva ascoltato la loro conversazione:
-Nick se vuoi ti posso dare un passaggio-esclamò
Nick rimase un pò interdetto sorrise e rispose:
-No grazie, non voglio recarti disturbo poi è una bella serata, non c'è neanche una goccia di pioggia, non mi farà male un camminata-
-Nick insisto-
-No Grazie Bri, non importa ci vediamo lunedì-
Detto questo lo salutò con una pacca sulla spalla ed uscì:
*§*§*§*
Due ore dopo Nick giunse a destinazione. Il tramonto aveva cominciato da pochi minuti a lasciare spazio alla luna. il ragazzo tirò un lungo respiro, svoltò l'angolo e vide che davanti al cancello c'era un ragazzo. Non riusciva a capire chi fosse, però aveva dei capelli corti ritti, ed indossava jeans e camicia.
Non appena la misteriosa figura percepì dei passi si voltò, incontrando Nick che gli chiese:
-Scusi sta cercando qualcuno?-
Non appena i lampioni della strada si accesero Nick sussultò.
Quel misterioso ragazzo se lo ricordava vagamente, era uno con cui lui pieno di alcool e forse sostanze stupefacenti aveva fatto sesso nei sedili posteriori di un van, in un parcheggio.
-Oh ma guarda chi si vede Nick Carter come và eh amico?-
-Tutto okay, ma che ci fai tu qui?-rispose con occhi lucidi a causa di un passato che di colpo era ritornato.
-Sai com'è, qui ci abita un certo Mark Feehily magari lo conosci, si vocifera che voi due abitate insieme!-
-E anche se fosse a te cosa te ne frega? Che cosa vuoi da lui?-
-Bhe lui è stato un mio ex...magari ti avrà parlato di me...-
Nick ebbe un sussulto, sentì la rabbia fluirgli fin sopra i capelli e con voce fredda e rabbiosa disse:
-Sean...vattene subito via da qui!-
-Perchè? Voglio solo sapere come stà!-
-LASCIALO IN PACE!-urlò spintonandolo via dalla cancellata.
-Okay Nick calmati, anche se sei molto sexy quando ti arrabbi!-
-Vattene!-
-Okay, me ne vado!-
Rispose passandogli molto vicino e dandogli una spallata.
Nick cercò di trattenersi. Aveva una voglia matta di prenderlo a pugni per quello che aveva fatto a Mark ma lasciò perdere.
Sean lo guardò, poi con voce strafottente esclamò:
-Ah dimenticavo di dirti che sono il vostro nuovo vicino! Ho finito di traslocare, un'oretta fà, ci vediamo!-
Detto questo svoltò l'angolo e sparì.
Nick deglutì il groppo che gli si era fermato in gola. Solcò il cancello, si diresse verso l'ingresso, tirò fuori le chiavi dalla tasca de jeans, infilò la chiave nel buco della serratura, dandogli tre mandate.
La porta si aprì ed entrò in casa, per recarsi verso il divano e cadendoci a sedere pesantemente.
I suoi occhi azzurri erano preoccupati e vi si poteva intravedere la paura, che Sean potesse fare ancora del male a Mark, mentre nella sua mente un solo pensiero gli si formulò in testa:
"Lo dico o no a Mark?..Ha il diritto di sapere che Sean è tornato ed è qui, ma non voglio che viva la vita nel terrore! Non sò che fare, non sò come comportarmi!"
Pensò portando la testa sullo schienale del divano, e passarsi le mani sui capelli.

CAPITOLO 5


Back To Sligo

Mark rincasò a 0:30am.
Era sfinito, stanco, nervoso e affamato ce l'aveva a "morte" con il capo perchè lo aveva trattenuto in ufficio per una cavolata che al solo pensarci gli saliva il sangue al cervello:
"Cazzo, non si può trattenere una persona in ufficio, per una cavolata del genere, e che cazzo! Che cacchio me ne frega a me se il tuo stupido pc ha perso un file, che poi era in un altro computer! Cazzo mi ha fatto stare lì fino alle 11:30pm per una sua dimenticanza. Se non ti ricordi dove hai salvato un file usa la penna, invece lui no, non riesce ad andare al passo con la tecnologia, sempre a salvare roba su cartelle e cartelline che manco sà dove manda! Per colpa sua ho dovuto saltare la serata da favola che avevo organizzato per Nick! Che rabbia! Sono furioso!"
Pensò rabbioso gettando il mazzo di chiavi sul tavolino della cucina, poi si diresse verso il frigo, e trovò un bigliettino attaccato lasciatogli da Nick con su scritto:
"Hey amore, spero ti sia andato tutto bene a lavoro! Mi sono fatto una bella camminata oggi uscendo dagli studios. Era una bella giornata ed era da tanto che non camminavo, è stato bello e rilassante. Comunque ti ho lasciato la cena nel micronde, sò che non ami i cibi surgelati, però lo sai..Sono una frana in cucina! Non preoccuparti ho tolto il cibo dalla confezione, e te l'ho anche cucinato ihihi ;-p ...bhe vado a nanna ti amo Nick xx"
Mark sorrise. La rabbia che aveva provato fino a poco tempo fà scomparve. Aprì il micronde e trovò il cibo. Era un piatto di pasta al pomodoro, mozzarella e basilico un tipico piatto italiano, rise constatando che la pietanza era ancora fumante.
Prese la presina da forno, tirò fuori il tutto e lo depose sulla tavola, infine prese posate, bicchiere e acqua, si mise comodo e cominciò a mangiare.
Non era un amante del cibo surgelato, però quello che aveva davanti era speciale, glielo aveva cucinato il suo amore, quindi era squisito.
*§*§*§*
Dopo essersi fatto una doccia rilassante Mark con passo felpato fece il suo ingresso in camera. indossava un paio di boxer aderenti blu.
I suoi occhi abituatisi al buio, scorsero il corpo di Nick rivolto a pancia in giù. Indossava un paio di boxer non molto aderenti neri, i tatuaggi sulla schiena brillavano sotto la lieve luce lunare filtrante dalle tende di raso bianche, aveva il viso rivolto verso la porta, gli occhi erano chiusi e le sue braccia erano strette al cuscino. Era bellissimo, ogni secondo, ogni minuto, ogni istante che passava Mark sentiva di amarlo ancora e ancora di più, non poteva fare a meno di lui e viceversa. Lo amava davvero tanto.
Sorrise teneramente, si avvicinò, gli accarezzò il viso delicatamente con mano tremante, Nick mosse leggermente il volto dove gli apparve un sorriso a fior di labbra, aveva percepito la sua presenza anche se stava dormendo come un angioletto.
Mark gli lasciò il viso, per poi andare a letto.
Nel momento in cui appoggiò la testa sul cuscino, Nick si voltò completamente con il corpo verso di lui, lo abbracciò e mormorò nel sonno.
[Mi sei mancato...]
Mark sorrise.
[Anche tu..] rispose
cingendogli la schiena con il braccio, Nick si avvicinò posandogli delicatamente la testa sul petto e stringendosi di più a lui, che avvicinò il volto al suo capo, chiuse gli occhi e in meno di 5 minuti era già tra le braccia di Morfeo.
*§*§*§*
Erano le 11:00am quando Mark si svegliò, per poi dirigersi verso il balcone di camera, uscire e guardare fuori.
Nick venne svegliato dal sole che gli sbattè in viso:
-Oh No...Mark chiudi per favore!-
Il ragazzo guardò fuori e vide che la quarta casa a destra della loro aveva un nuovo vicino.
Non sapeva chi fosse perchè era lontano: scrollò le spalle, e rientrò in camera dove trovò Nick seduto sul letto pronto per ricaderci.
-Su Nick sveglia..è sabato mattina-
Nick si grattò dietro la testa e si voltò verso di lui dicendogli assonnato:
-Un motivo in più per dormire fino a mezzogiorno!-
Il ragazzo sorrise, si sedette accanto a lui dandogli un amichevole spallata e replicò:
-E poi ero io quello pigro!-
Nick abbozzò un sorriso:
-Ho visto che c'è un nuovo vicino!-
All'udire quella frase Nick, cercando di nascondere la sua preoccupazione negli occhi si alzò dal letto:
-Vado io a preparare la colazione tu..Si tu vai a farti una doccia se vuoi-
-Me la sono fatta ieri sera, ma cos'hai?-
-Non ho niente Mark, niente-la sua voce era quasi intimorita
Mark cominciò a preoccuparsi, si avvicinò a lui e gli chiese:
-Nick cosa c'è? Che hai?-
Il ragazzo deglutì la saliva, e cercando di sorridere ed essere il più naturale possibile rispose:
-E' tutto ok Mark, non preoccuparti- senteziò scendendo al piano di sotto. Il ragazzo era tentato a seguirlo ma lasciò perdere.
*§*§*§*
Al piano di sotto Nick:
"Non posso dirglielo. Non posso dirgli che lui è qui, ma prima o poi lo scoprirà, non sò che fare, come comportarmi, non sò niente, nulla"
In quel preciso istante Nick udì il campanello, trasalì, e con il fiato in gola, si recò alla porta, l'aprì trovandosi davanti Sean.
-Buongiorno, uhm wow Carter apri la porta a tutti in boxer o io sono un eccezzione-rispose scrutandolo da capo a piedi con occhi bramosi.
-Che cazzo vuoi?-tagliò corto il biondino.
-Non preoccuparti non sono qui per Mark, ma avrei bisogno di un pò di zucchero-
Nick lo guardò adirato e con voce fredda e distaccata rispose:
-Bhe vattelo a comprare, c'è un genere alimentari un quartiere addietro! Oggi è sabato quindi è aperto-rispose chiudendogli la porta in faccia e voltando le spalle incontrando la figura di Mark che scendeva le scale:
-Nick chi era?-
-Nessuno-rispose recandosi in cucina lasciando il fidanzato più confuso di prima.
La colazione venne consumata nel più assiduo silenzio, nel quale gli occhi di Mark non facevano altro che scrutare di sottecchi Nick che dalla mattina aveva uno sguardo perso nel vuoto, dove riusciva a leggerci paura e preoccupazione. Ma non sapeva se parlare o no, quindi decise di lasciar perdere.
-Mark-lo chiamò debolmente
-Dimmi!-
-Ti và di uscire, e di stare per tutto il giorno a Malibù?-
Mark sorrise stava per rispondere quando il cordless di casa suonò, entrambi trasalirono.
lui si alzò e si recò al telefono:
-Pronto?-chiese
-Ciao amore, come stai?-
Sul volto di Mark apparve un sorriso, gli occhi si fecero lucidi e rispose:
-Ciao Mamma, oddio che sorpresa!-
-Come ti vanno le cose? E' da quasi due anni che non ti fai sentire!-
-Lo sò mamma scusami, è che ero occupato con il lavoro e poi altre cose, comunque sto benone grazie, voi?-
-Tutto a meraviglia, piccolo mi sei mancato tanto!-
-Anche tu mamma, anche tu-
-Come prosegue la tua storia con Sean?-
Mark stette in silenzio per un secondo poi rispose:
-L'ho lasciato, l'anno scorso-
-Oh mi spiace!-
-Comunque non preoccuparti, mi sono fidanzato di nuovo, e adesso lui stà qui con me-
-Oh davvero sono contenta, chi è?-
-Bhe è un americano, si chiama Nick Carter-
La donna sgranò gli occhi, nonostante la sua veneranda età la radio l'ascoltava ancora, e non gli era nuovo il nome Nick Carter, infatti venne raggiunta da un flash e parlò:
-Nick Carter eh? Non mi è nuovo...canta non sò in un gruppo chiamato Backstreet Boys?-
-Si-
-Vuoi dire quel Nick Carter?-
-Si proprio lui-
-Owww honey sono contentissima per te, come vi siete conosciuti?-
-E' una lunga storia!-
-Da quanto state insieme?-
-Bhe ormai stiamo raggiungendo i due anni-
-E' meraviglioso...Senti che ne diresti di tornare un pò qui a Sligo? Ci manchi tantissimo Marky, porta anche Nick lo vorrei conoscere!-
-Oh okay, mamma è magnifico..Attendi un attimo che chiedo a Nick, sai sta registrando con il gruppo non sò se potrà prendere una settimana di vacanza, per me è okay da lunedì sono in ferie...Vado a chiedere attendi un attimo-
-Va bene-
Rispose la donna con il sorriso sulle labbra.
Mark depose il cordless sul mobile e si recò da Nick che era intento a lavare la propria tazza.
-Nick-chiamò
-Si?-replicò voltandosi
-Senti...c'è mia madre al telefono, e mi ha chiesto se potevo tornare per un pò a Sligo e mi ha detto di portare anche te, sai ti vorrebbe conoscere!-
Nick smise di fare quello che stava facendo e rispose:
-Wow è magnifico, non so che dire....e per quanto staremo?-
-Bhe una settimana-
-Okay e quando ci vorresti andare?-
-Bhe io avevo optato per la prossima settimana dato che ho le ferie, ma tu devi fare le prove con il gruppo quindi non sò..dimmi tu!-
-Non preoccuparti, và benissimo la prossima settimana. Le canzoni sono a buon punto quindi non credo ci siano problemi!-
-Allora è okay per la prossima settimana wow!-esclamò baciandolo per poi ritornare al telefono e riferire:
-E' okay..partiremo Lunedì mattina-
-Bene è meraviglioso, non vedo l'ora!-
Mark sorrise, parlarono per quasi un ora raccontandosi sinteticamente le cose accadute ad entrambi, poi si salutarono con un bacio.
-Ci vediamo Lunedì, ti farò sapere appena prenderemo l'aereo e quando attereremo! Ciao mamma ti voglio bene, salutami tutti miraccomando-
-Certo Marky! Ti voglio tanto bene anche io, ciao-
Detto questo Mark chiuse la chiamata.

CAPITOLO 6


The Arrive

La mattina della partenza arrivò prima del previsto, dopo una dura svegliata per entrambi dato che la notte antecedente si erano dati da fare come mai avevano fatto prima.
Erano già sopra l'aereo, Nick si era fatto dare cortesemente dall'hostess qualcosa per dormire dato che aveva una paura folle dell'aereo, e adesso stava dormendo come un' angioletto.
Mentre Mark tranquillo e beato lavorava sul suo portatile accompagnato dalla musica che aveva all'interno del suo Window Media Player e delle cuffie. Era talmente concetrato sul lavoro da non accorgersi che l'hostness: una ragazza abbastanza alta, con gli occhi azzurri, capelli a coda di cavallo biondi, e ben formata lo stava chiamando.
-Signore..scusi-
Il ragazzo sussultò voltandosi e togliendosi le cuffie:
-Si?-
-Scusi le andrebbe qualcosa da mangiare? Il viaggio è ancora lungo-
Mark sorrise senza fare una piega:
-No grazie sto apposto! Ah magari, scusi mi potrebbe dare una coperta per il mio amico?-
La ragazza di 26 anni, portò lo sguardo su Nick che stava leggermente tremando ed era una cosa più che normale dato che stavano sorvolando l'oceano atlantico.
Asserì dicendo:
-Va bene gliela porto immediatamente-
Detto questo sempre con il sorriso sulle labbra scomparve.
Mark si voltò verso il suo ragazzo, lo guardava e riguardava, aveva una voglia matta di abbracciarlo e baciarlo ma si tratenne, e mentre attendeva l'arrivo dell'hostess, ripensò alla notte prima, che era stata al quanto movimentata e strana.
Mark's Memories
Forse avevamo esagerato con il Baileys non lo sò.
Ma siamo usciti completamente di testa, per fortuna che il pub che avevamo scelto distava mezz'ora a piedi da casa nostra.
Nick si era scolato due bottiglie e mezzo, io un pò meno però quanto bastava per mandarmi fuori.
Appena solcata la porta di casa, Nick dopo un pò di passi cadde sul tappeto cominciando a ridere come un pazzo:
-Mark..credo che hich abbia bevuto un pò troppo...-
Io annuì
poi lui continuò:
-Credi che dovrei andare a letto?-
Si alzò, e barcollante venne verso di me.
Una volta che mi fu davanti, stava per parlare ma lo fermai cominciando a baciarlo, lui rispose, una volta staccati all'orecchio destro mi mormorò provocante.
[Prima di andare a letto...vorrei fare dei giochetti, ti prego Mark facciamo dei giochini]
Dio era dannatamente sexy. Senza farmelo ripetere due volte, lo spinsi al muro, e cominciai a baciarlo togliendoli la t-shirt a zip. Percepivo le sue mani che mi stringevano la schiena e il suo petto nudo che mi premeva sulla camicia, e sentivo che con la voglia nella voce continuava a chiamarmi e a dirmi di non fermarmi, mentre gli lasciavo succhiotti sul collo, mordendogli delicatamente le spalle nude e lisce. Stavo per sganciargli i jeans, quando lui con un colpo di reni, mi condusse al suo posto cominciando a sbottonarmi la camicia, per poi presentare le sue labbra sul mio collo e sulle spalle, adorava mordicchiarmele, ci sapeva fare e a me questa cosa faceva impazzire e lui lo sapeva, i suoi succhiotti poi erano una libidine. Stavo impazzendo quindi decisi di passare all'azione, lo baciai nuovamente conducendolo il prima possibile in cucina, ci staccammo un secondo per aprire la porta ed entrare. In quella lasso di tempo Nick mi mormorò sensualmente:
[Spalmami di nutella ti prego]
Io ero fuori, adoravo la sua voce che mi pregava di fargli determinate cose, era così sexy, provocante ed eccitante, che non ci misi poco a prendere la nutella, ficcarci la mano dentro e cominciargli a spalmare la cioccolata sul petto, per poi leccarlo, mentre lui eccitato continuava ad ansimare bramoso il mio nome, pregandomi di non fermarmi di continuare, lo sentivo gemere ad ogni mia leccata, alla fine spostai il tavolo verso il frigo, Nick ci salì sopra appoggiò le spalle su di esso, era a sedere, gli sganciai i jeans facendoglieli scendere a metà gamba, gli feci poggiare le gambe sulle mie spalle gli tolsi i boxer e cominciai a lavorarglielo.
[Oh My God...fermo ti prego fermo...aspetta no continua...oh si wow non fermarti non ah]
continuava a dirmi. Io alzai per un attimo gli occhi e vidi che i suoi erano chiusi, e la sua bocca si apriva e chiudeva emanando dei gemiti di piacere.
End Mark's Memories
Il suo favoloso ricordo venne bruscamente interrotto dall'hostess, che gli aveva portato la coperta.
Mark gli sorrise ringraziandola, poi la depose delicatamente su Nick che smise di tremare. gli accarezzò delicatamente la guancia con il dorso della mano. Sorrise e ritornò al proprio lavoro con ancora l'eccitazione del ricordo appena avuto.
*§*§*§*
Nick venne svegliato da un improvviso rintoppo, aprì gli occhi di scatto, il terrore era in lui fu una voce a lui molto vicina a calmarlo:
-Ehy..ehy tranquillo cucciolo siamo atterrati-
Il biondino sospirò, sbadigliò e ancora un pò assonnato chiese.
-Che ore sono?-
Mark guardò l'orologio sul suo portatile con già in funzione il fusorario:
-Allora sono le 6pm-
-Ok...ho un sonno tremendo!-
Mark sorrise, gli dette una pacca sulla spalla ripose il portatile nell'apposita custode, e parlò:
-Appena saremmo a casa andrai a farti una bella dormita! Sù coraggio è giunto il momento di scendere da questo aereo.-
-Non me lo faccio ripetere 2 volte!-
Detto questo entrambi scesero dall'aereo, si diressero al ritiro bagagli e li presero.
Una volta usciti dall'aeroporto di Strandhill ad 8 km da Sligo: Mark tolse il proprio cellulare dalla tasca laterale dei propri jeans, e compose il numero di casa, mentre Nick si sedette in una panchina lì accanto, chiuse gli occhi, e si lasciò coccolare dalla leggera brezza del vento irlandese.
Mark stava parlando al cellulare con suo padre.
-Si papà siamo qui all'aeroporto, il volo è andato benone!-
-Tu stai bene? E il lavoro come và?-
-E' tutto okay papà non preoccuparti, tu?-
-Mai stato meglio, vi vengo a prendere immediatamente allora ci vediamo tra poco!-
-Okay a tra poco ciao!-
-Ciao figliuolo-
Chiuse la chiamata e raggiunse l'amato sulla panchina.
-Hai dormito bene in aereo?-chiese
Nick aprì gli occhi, lo guardò e rispose:
-Si apparte il torcicollo, e il mal di testa poi per il resto bene!-
Mark rise, l'osservò, si avvicinò a lui, e si baciarono, una volta staccati:
-Ti piacerà stare qui, ti farò da cicerone per tutto il tempo.
Domani mattina dopo un abbondante colazione alla Irish, ti porterò al Lough Gill, è un lago stupendo, rimarrai a bocca aperta!-
Nick sorrise, era stanchissimo, e senza accorgersene posò la testa sulla spalla di Mark e chiuse gli occhi. Il ragazzo sorrise, poi gli avvolse un braccio sulla spalla, e attese l'arrivo di suo padre che giunse dopo una mezzoretta.
Non appena Mark riconobbe l'auto, a malincuore svegliò Nick che si era appisolato.
-C'è mio padre-
Il biondino aprì gli occhi, si scusò per essersi addormentato e si alzò, pronto per salutare il padre del suo ragazzo.
Oliver Feehily questo era il nome del padre del suo amato, era abbastanza alto, di circa una cinquantina d'anni, leggermente pelato molto robusto e in carne, indossava una semplice camicia bianca a righe nere, e jeans chiari non molto larghi.
-Piacere mi chiamo Nickolas Carter, ma ormai tutti mi chiamano Nick-rispose leggermente imbarazzato stringendogli la mano che gli aveva porto prima l'uomo.
-Piacere Nickolas-
-La prego mi chiami Nick-
-E tu ti prego dammi del tu, sei di famiglia!-
-Si va bene gra..grazie-
-Sei il benvenuto-
Detto questo Oliver abbracciò il figlio che ricambiò poi tutti e tre salirono in macchina destinazione Sligo.
*§*§*§*
Non appena l'auto si fermò all'ingresso del cancello, Il labrador nero di Mark, Snoopy accorse subito addosso al padroncino cominciando a leccarlo:
-Ehy ciao Snoopy tutto okay? Mi sei mancato bello-gli disse accarezzandolo poi si rivolse a Nick
-Bhe questo è il mio cane Snoopy-
-Ciao bello-rispose il biondino avvicinandogli la mano al naso, Snoopy gliela annusò e dopo neanche un secondo gli saltò adosso leccandolo.
-Credo che tu gli piaccia Nick-esclamò Mark
-Mi sà di si-rispose mentre Snoopy lo fece cadere a terra, iniziando a leccargli il viso.
-Su bello basta, me lo uccidi così-sentenziò Mark allontandolo, il cane abbaiò felice e ritornò sui suoi passi.
In quel preciso istante dalla porta d'ingresso Mark vide uscire sua madre e i suoi due fratelli minori.
Nick si alzò da terra e Mark abbracciò i suoi famigliari.
Sua madre piangeva dalla felicità, poi una volta staccati li presentò a Nick:
-Bene, Nick questa è mia madre Marie-
-Mamma questo è il mio ragazzo, Nickolas per gli amici Nick!-
-Piacere signora Feehily- rispose Nick porgendogli la mano.
La donna dai capelli di media lunghezza biondi,e due occhi blu come quelli del figlio, di un anno o due meno del marito, e che indossava un semplice vestito blu, non gli porse la mano, anzi lo abbracciò, salutandolo con un bacio sulla guancia.
una volta staccata:
-Piacere mio Nick, oww quanto sei carino!-
-Grazie-rispose sorridendo imbarazzato
-Mamma!?-sentenziò Mark.
La donna guardò il figlio e replicò:
-Bhe...che ho detto di male?-
Mark scosse la testa sorridendo, poi venne il turno dei due fratelli:
-Nick questi sono i miei fratelli minori Colin e Barry-
-Piacere-risposero porgendogli la mano, erano la versione di Mark in miniatura, anche se non gli somigliavano molto. Ma avevano lo stesso colore degli occhi e dei capelli.
Colin il più piccolo indossava una t-shirt di Dragon Ball Z e un paio di jeans non molto larghi, Barry il mezzano indossava una t-shirt di un gruppo musicale, e jeans neri abbastanza larghi. Entrambi ai piedi portavano, scarpe da ginnastica nere e bianche.
Finite le presentazioni Marie parlò:
-Nick vieni ti accompagno a vedere la tua camera-
-Okay grazie-rispose annuendo poi seguito a ruota dagli altri entrarono tutti in casa.
Marie condusse Nick al piano di sopra.
Mark rimase in salotto con gli altri, che lo guardavano felici, era mancato a tutti quanti.
Il ragazzo sospirò e parlò:
-Allora...papà che ne pensi di Nick?-
-Sembra un bravo ragazzo, mi sta simpatico-rispose Oliver
-Mark ti và di fare una partita a calcio?-Chiesero Barry e Colin
-Avete giocato fin'ora, Mark è stanco non pu...-
-Certo che posso, coraggio andiamo!-
-SIIIII!!!!-Urlarono felici uscendo fuori come fulmini con il pallone in mano seguiti a ruota da Mark.
*§*§*§*
Al piano di sopra Marie a Nick:
-Mi sembri molto stanco Nick, se vuoi farti una doccia e poi riposarti va bene, il bagno è quello fuori in corridoio infondo a destra-
Nick sorrise:
-No grazie sono apposto così, sono solo un pò frastornato a causa del fuso orario-rispose poggiando il bagaglio sul letto.
-Lo credo, allora senti facciamo così tu adesso riposati, poi appena sarà pronta la cena ti chiamerò okay?-
Sorrise:
-Gra..grazie-replicò togliendo i primi jeans dalla valigia, mentre i suoi occhi faticavano a stare aperti Marie se ne rese conto.
-Nick lascia perdere la valigia sù, te la disfo io, tu distenditi un pò-
-Non importa grazie posso disfarla da...-non terminò il discorso che uno sbadiglio lo fermò.
-Dai retta a me distenditi un pò-gli disse facendolo accomodare sul letto.
Nick annuì, si distese, chiuse gli occhi e si addormentò, mentre Marie tolse la valigia dal materasso e la depose sulla scrivania in castagno posta accanto alla finestra, e cominciò a disfarla.
Una volta terminato, si voltò verso il ragazzo che se la dormiva come un'angioletto, sorrise, spense la luce e con passo felpato uscì dalla camera, recandosi in cucina per preparare la cena.

CAPITOLO 7


Lough Gill

Erano da poco scoccate le 9am a Sligo.
Marie Feehily stava terminando di preparare la colazione, quando il bacio di suo figlio l'arrestò temporaneamente.
-Buongiorno Marky!-
-Buongiorno mamy-
-Dormito bene?-
-Una favola, senti Nick è già sceso?-
-Non l'ho visto, poverino era stanco morto, vai a svegliarlo gli ho preparato un abbondante colazione visto che ieri non ha mangiato-
-Okay vado subito, sono contento di essere ritornato mi mancava tutto questo.-
Marie sorrise. Mark gli dette un altro bacetto sulla guancia e salì al piano di sopra.
Una volta giunto davanti la porta della camera di Nick, l'aprì lentamente entrando di soppiatto. Scorse il suo amato sotto le coperte, si avvicinò alla tenda e l'aprì facendo entrare un sole che colpì in pieno viso il biondino che mormorò qualcosa tipo:
<[No ancora 5 minuti]
-Su coraggio bello addormentato, sorgi e brilla!-
Nick fece una smorfia e si coprì il viso con il lenzuolo, allora Mark si gettò sul letto, scoprì il proprio ragazzo e cominciò a fargli il solletico:
-Mfui ahahhahaha..no basta Mark-
-Allora alzati pigrone!-
-No ancora 5 minuti...ahahahah-
-No no ti avevo detto ieri che ti avrei portato a vedere il Lough Gill! Quindi coraggio sveglia, hai un abbondande colazione alla Irish che ti aspetta giù in cucina!-
Senteziò mettendosi sopra di lui a gambe divaricate, cominciando a dargli dei leggeri morsettini sul collo e sul mento che gli facevano il solletico. Alla fine Nick gli dette un leggero bacio sulle labbra.
Una volta staccati, Mark si tolse da sopra di lui e sorrise.
Si sedette di fianco a lui, che fece la stessa cosa e parlò:
-Stai meglio oggi Nicky? Ieri non hai mangiato niente-
-Scusami ero ancora frastornato, non riuscivo a mettere niente in bocca, avevo anche un pò di nasuea, comunque ora và un pò meglio-
-Sono contento...però diamine che cavolo ti hanno dato in aereo per farti dormire?-
-Non lo sò, non avevo mai visto un sonnifero del genere-
-Probabilmente non è stato il sonnifero, ma il cambio d'aria. Successe anche a me quando giunsi in America tre anni fà, poi dopo due giorni mi ci sono abituato, accadrà anche a te!-
-Chiedo scusa per non aver toccato niente, tua madre si è data tanto da fare per cucinare anche per me e io non ho mangiato nulla, scusami non volevo!-
-Nah non scusarti, non è successo nulla, anche perchè non appena sei andato a dormire ho mangiato io la tua porzione, quindi niente è andato sprecato!-
Nick sorrise debolmente, Mark era troppo buono con lui e non si meritava questo, perchè non era stato leale con lui, dato che non gli aveva rivelato di Sean e si sentiva in colpa.
-Mark...Sei troppo buono con me, non credo di meritarmerlo.-
Detto questo si alzò dal letto, e con gli occhi lucidi si diresse al bagno lasciando il proprio ragazzo confuso.
*§*§*§*
Alle 10am Nick dopo aver fatto una bella doccia ed essersi vestito scese al piano di sotto, dove trovò tutta la famiglia al completo a fare colazione.
Nick, che indossava una semplice t-shirt a maniche corte con zip e cappuccio di colore verde militare, con una scritta stilizzata grigia chiara, e un paio di jeans chiari non molto larghi a vita bassa, con delle cuciture ai lati nere, e scarpe adidas a strisce nere e bianche stilizzate, salutò tutti timidamente, e quasi intimorito prese il suo posto.
Marie lo salutò con un sorriso:
-Buongiorno Nick, dormito bene?-
-Si grazie signora Feehily-
-Oh perfavore caro, chiamami Marie-
-Va bene. Marie volevo chiederle anzi chiedere scusa a tutti voi per il mio comportamento di ieri!-
-Oh non ti preoccupare Nick è tutto okay-rispose la donna a nome di tutti.
Nick sorrise timidamente, poi Marie si recò in cucina e gli portò la classica colazione alla Irish a base di:
2 salsicce, 2 fette di pancetta, 2 fette di black and white pudding, 4 uova, 4 pomodori di media grandezza, 4 patate bollite ancora calde, 2 cucchiai di fagioli, pepe bianco, una noce di burro e formaggio grattugiato.
Non appena il biondino notò il piatto sgranò gli occhi chiedendosi come facevano a magiare queste cose di mattina.
Lui non ci era abituato, perchè a colazione prendeva solo una tazza di cereali, o 4 pancake con un bicchierone di latte al seguito, quindi rimase un pò interdetto da cotanta roba.
E temeva di non farcela a magiare tutto, anche se aveva una fame da lupo. Deglutì la saliva, afferrò coltello, forchetta e cominciò a tagliare la prima salsiccia, non appena mise il primo pezzo in bocca Marie, gli depose una tazza fumante di thè davanti.
*§*§*§* Erano le 11:30am quando Nick e Mark giunsero a Lough Gill: un immenso lago circondato da boschi, con appositi sentieri da percorrere.
Gli occhi del biondino non smettevano di guardare tutto con meraviglia, era entusiasto come un bambino in gelateria.
Era felice e sprizzava gioia da tutti i pori, non la smetteva di sorridere e guardarsi intorno.
Durante la camminata per i sentieri, i due si tenevano per mano ed ogni tanto si scambiavano un bacio, e Mark raccontava un pò della sua vita qui, dove andava a giocare con i suoi amici e altre cose. Nick lo ascoltava senza battere ciglio, il suo ragazzo non era mai stato così chiaccherone.
Era sempre stato un tipo timido, riservato e sensibile, non aveva la parlantina facile come aveva lui, infatti raramente lo aveva visto parlare così tanto, e la cosa lo faceva sorridere, lui adorava la sua voce, aveva quell'accento irlandese molto sexy e tenero, era adorabile, non avrebbe mai smesso di ascoltarlo, mai e poi mai per niente al mondo.
Dopo tanto camminare si fermarono sul punto più alto delle sponde del Lough Gill.
Al centro del lago c'erano delle isolette piene di alberi. Nick una volta toccato il terreno con il proprio sedere prese un bel respiro per prendere tutta quell'aria fresca e pura del luogo, espirò e poi si distese sul manto erboso, con le braccia sotto la testa ad osservare il cielo limpido senza ombra di nuvole. Mark si distese di fianco a lui che con un sorriso parlò:
-Mark è bellissimo qui, l'aria è purissima, l'acqua è limpida, l'erba è bella verde e fresca, non ho mai visto un posto così splendido in vita mia.
Sono stato per gran parte della mia vita in tour ho visto luoghi meravigliosi, stupendi, ma niente è paragonabile a questo lago, qui è tutto bellissimo, c'è tanta pace, tranquillità è un sogno-chiuse gli occhi per gustarsi il tutto.
-Ehy però non ti addormentare mi servi lo sai-disse Mark dolcemente baciandogli la guancia.
Nick aprì le palpebre, guardandolo, poi parlò:
-Grazie per avermi portato qui!-
Mark arrossì lievemente, poi si alzò guardando il proprio ragazzo dall'alto. Gli porse la mano e gli chiese:
-Che ne dici di farci un bel bagno qui?-
-Po..Possiamo?-
-Certo!-
-Si..bhe ma io non mi sono portato il costume...-
-Bhe neanche io...-
-Vuoi farti il bagno nudo?-
-Si..non c'è niente di male-disse cominciando a spogliarsi.
Nick osservava con occhi innamorati quel corpo che amava, e che a poco a poco si scopriva, si mordicchiò il labbro inferiore, si alzò e iniziò a spogliarsi. Una volta nudo, prese la rincorsa e si gettò nella lago, seguito a ruota da Mark.
Stettero in acqua per quasi due ore, a nuotare a baciarsi, e a scherzare ogni pretesto era buono per avvicinarsi e accarezzarsi insomma per avere un contatto.
Erano davvero felici, si amavano a vicenda, e si divertivano con poco anche il solo sfiorarsi e sorridersi gli faceva toccare il cielo con un dito.
Nick non aveva mai amato così, persino quello che aveva provato per Brian era inferiore a quello che sentiva per Mark, e lo stesso valeva per lui. Si baciarono, poi di comune accordo uscirono dall'acqua.
Una volta fuori, continuando a ridere si sdraiarono sotto il sole completamenti nudi.
Si guardarono sorridendo, Mark fece un leggero succhiotto sul collo bagnato dell'amato che rispose con un bacio che a poco a poco si faceva più violento, per poi divenire dolce e tenero.
Stava per allontanarsi dalle labbre del suo ragazzo che mormorando lo richiamò:
[No] sentenziò baciandolo.
Le loro mani bagnate percorrevano i capelli fradici del proprio amato, fino a scendere delicatamente sulla nuca, sul collo e sul petto.
Nick baciandolo e baciandolo si era portato sopra di lui, che adesso gli stava accarezzando dolcemente la schiena, appena il biondino terminò l'ennesimo bacio, Mark si mosse sotto di lui catapultando la situazione adesso lui era sopra di lui e cominciò a baciarlo con veemenza, tenerezza e amore incondizionato.
*§*§*§*
Verso le 8pm i due fecero ritorno a casa, cenarono e si coricarono a letto felici.
Non si erano uniti, questa volta avevano preferito solo baciarsi e coccolarsi a vicenda, mentre nella loro testa e nel loro cuore che ardeva d'amore, ad ogni bacio che si erano scambiati, ad ogni carezza che si erano dati, si erano convinti che niente e nessuno sarebbe riuscito a rovinare tutto quello che avevano costruito insieme.
Nessuno mai si sarebbe messo tra di loro, nessuno ed erano sicuri di ciò. Il loro amore era più forte di tutto e tutti aldilà dei preguidizi.
Esistevano solo loro due, i loro respiri, e i loro cuori, nient'altro.

CAPITOLO 8


An Unbreakable Love?

La settimana era volata a Sligo senza che i due ragazzi se ne fossero resi conto.
Si erano divertiti molto, avevano fatto così tante cose insieme, Mark gli aveva persino insegnato a cucinare uno o due tre piatti irlandesi e il biondino non se l'era cavata niente male.
Ed era stato anche un ottimo cicerone portando il suo amato Nick a spasso per quasi tutta la contea di Sligo, e in giro per le chiese.
Lì ce ne erano a bizzeffe da quelle un pochino più moderne a quelle estremamente medioevali, un esempio lampante di quella che Mark amava chiamare 'chiesa millenaria' era: la St. John's Cathedral un gigantesca cattedrale creata intorno al 1000. Stupenda, tutta circondata dal verde, c'era anche un cimitero con tombe antiche, e rovinate con il tempo nelle quali non si riusciva a leggere bene il nome del defunto il che aveva il suo fascino.
La cattedrale era costruita all'interno di questo immenso giardino, dove l'erba era di un verde brillante, il tutto circondato da un muro medioevale con un cancello bianco della stessa epoca.
Mark aveva ancora in testa la faccia stupita e lo sguardo incredulo e sorpreso di Nick non appena i suoi occhi azzurri si erano scontrati con quella meraviglia di chiesa. Sorrise portando i suoi occhi blu sul viso del proprio amato, che si era fatto dare nuovamente e cortesemente un qualcosa per dormire dalla hostess.
Poi gli occhi del ragazzo passarono oltre il biondino, ed iniziarono ad ammirare le nuvole tinteggiate e sfumate di arancione e giallo. Il tramonto era giunto, e tra meno di due ore entrambi sarebbero atterrati all'aereoporto di Los Angeles per ritornare a fare la loro vita.
Mark salutando la sua cittadina Natale per la seconda volta, aveva quasi pianto, gli sarebbe mancato tutto quanto in primis la sua famiglia, però non poteva farci niente, lì in America aveva un lavoro e un ragazzo, che adesso gli dormiva di fianco, lo amava e avrebbe fatto qualsiasi cosa per lui, era lui la sua unica ragione di vita, a Sligo ci sarebbe ritornato comunque ad Halloween anzi ne aveva già parlato con Nick la notte prima di partire, sapeva quanto lui amasse quella festività nata in primis in Irlanda, portata poi in America dal popolo irlandase ai tempi della grande crisi, dove la salvezza stava solo ed esclusivamente negli Stati Uniti, la chiamavano la terra della fortuna, della richezza ma sopratutto della salvezza e della libertà, e in un certo senso lo era, si lo era veramente.
E in Irlanda Halloween veniva festeggiato in una maniera meravigliosa, e Nick non poteva di certo mancare, infatti aveva accettato senza neanche dargli il tempo di terminare il discorso.
Mark sorrise ripensandoci e riportò lo sguardo su di lui che si era spostato leggermente, rise nuovamente dandogli un leggero bacio sulla guancia. Dopo portò i suoi occhi sul portatile dove stava montando un video, della loro settimana a Sligo, sul monitor del pc stavano scorrendo alcune foto che gli aveva fatto.
Una in particolare era la sua preferita, gliela aveva scattata quando non se l'aspettava.
C'era il tramonto Nick era seduto sulle scale del portico dell'ingresso di casa Feehily, con indosso una canotta da basket dei Chiago Bulls con il numero "24" quello di Michael Jordan, e un paio di bermuda di jeans scuri, e scarpe da ginnastica della nike nere e bianche. Lì i suoi capelli biondi, lisci e morbidi venivano leggermente mossi dal vento, e i colori dell'imbrunire brillavano sul suo profilo rendendogli i lineamenti ancora più dolci e delicati.
Nella foto Nick sorrideva e Snoopy gli leccava il viso, mentre le mani del ragazzo gli stavano accarezzando la testa.
Quello scatto, quel momento, quell'immagine, quella fotografia in cui il tempo si era fermato anche solo per pochi secondi, era stato immortalato con un semplice click dalla fotocamera che ne aveva catturato ogni minimo dettaglio, e mai, quella foto si sarebbe rovinata con il tempo, perchè sarebbe rimasta sempre viva ai suoi occhi anche con il passare del tempo.
Quella fotografia era diventata subito la sua preferita tanto da convinverlo a farne una stampa più piccola da inserire nel suo portafoglio e portarla sempre con sè, e custodirla gelosamente per il resto della sua vita.
Il suo pensiero venne interrotto dall'autoparlante dove la voce di una delle 4 hostess a bordo si fece sentire:
-Stiamo per effettuare l'atteraggio all'aereoporto di Los Angeles vi preghiamo di allacciarvi le cinture, grazie per aver scelto la nostra compagnia di volo-
Mark dopo aver allacciato la sua, allacciò anche quella di Nick, che al tocco del ragazzo si svegliò voltandosi verso di lui:
-Che succede? Che ore sono?-
-Sono le 7pm, stiamo atterrando all'aereoporto di Los Angeles..sei a casa Nick-
Il biondino sorrise dicendo dolcemente:
-La mia unica e vera casa sei tu!-
Si sorrisero, l'aereoplano atterrò delicatamente, senza rintoppi o cose simili, era andato tutto okay.
Nick e Mark una volta scesi si recarono al ritiro bagagli, presero le proprie valigie e si diressero al parcheggio privato e controllato, dove Nick aveva lasciato la sua Spider.
*§*§*§*
Ore 8pm Nick e Mark giunsero a casa, il biondino una volta davanti al cancello automatico della villa prese dal cruscotto il telecomando per aprirlo, ma senza risultato:
-Accidenti uffa!-
Riprovò per due minuti, niente da fare quel dannatissimo cancello non voleva aprirsi, sbuffò.
Mark che era la guida, rise divertito.
Nick si voltò, sospirò e scese dall'auto, recandosi davanti alla cancellata per poi aprirla manualmente.
Lasciò passare l'auto, e una volta che l'autovettura solcò l'ingresso, Nick fu pronto ad entrare quando una voce a lui famigliare fece capolino dietro le sue spalle.
-Sera!-udì
Si voltò incontrando la figura di Sean che indossava un paio di pantaloni a mezza gamba bianchi di stoffa, e una canottiera nera attillata, ai piedi portava degli infradito neri, e nella mano destra aveva un sacchetto con su scritto 'SEARS' evidentemente aveva fatto compere.
Nick lo guardò adirato:
-Va..vattene-
-E perchè?-
-Lascialo in pace-replicò freddo senza togliergli gli occhi di dosso, scrutandolo con odio e rabbia.
Sean sorrise strafottente gli si avvicinò pericolosamente, posandogli un dito sulla canottiera che indossava e che gli risaltava gli addominali, lo fece scivolare delicatamente, Nick tolse con violenza quella mano da lui:
-Non mi toccare! Stagli lontano...Te lo ripeto per l'ultima volta..LASCIALO IN PA...-
Si bloccò non appena vide Mark di fianco a lui, aveva gli occhi sgranati, e lucidi, dentro di loro vi era vivo il terrore, l'odio e la rabbia. Mark odiava così tanto Sean ma allo stesso tempo ne era intimorito. Deglutì la saliva, Nick potè scorgere che stava cominciando a tremare, voleva intervenire ma lo stesso Mark prese coraggio e parlò anche se fievolmente:
-Se..Sean che diavolo ci fai qui...?-
Sean sorrise diabolico guardò Nick, si leccò le labbra, ritornò su Mark ed esclamò strafottente:
-Come?! Il tuo caro amichetto qui presente non ti ha detto niente?-
Mark portò il suo sguardo su Nick, che lo distolse mormorando:
[Volevo di..dirtelo Mark ma..ma non ci sono riu...]
[Che cosa mi dovevi dire Ni...]
Sean intervenne:
-Bhe Mark..babe sono il tuo nuovo vicino!-
All'udire quella parola Mark sentì precipitargli la terra sotto i piedi, quello che gli aveva fatto, il passato che con fatica era riuscito a rimuovere a poco a poco era ritornato, facendogli capire che non se ne era mai andato. Il cuore gli perse un battito, il respiro gli si mozzò in gola, le gambe cominciarono a tremargli, si appoggiò al muro, i suoi occhi blu fissavano spaventati quelli di Sean che sorrise sadicamente, scosse la testa e cercò di replicare, ma le parole non riuscivano a fuoriuscire dalla sua bocca, non sapeva che fare, cosa dire, e un silenzio tombale precipitò tra di loro. Nick guardava di sottecchi il proprio ragazzo, che era sbiancato, poi portò il suo sguardo su Sean, e con rabbia nella voce disse:
-Va..vattene via Sean..VATTENE SUBITO VIA DA QUI!-urlò spintonandolo Sean sussultò, guardò Nick e si avvicinò. Stava per toccargli il viso con la mano, ma lui lo allontanò mentre Mark osservava la scena senza fiatare, era scioccato.
-NON TOCCARMI-urlò Nick
-Oh davvero non mi sembravi così riluttante quella notte di un anno e mezzo fà....-
All'udire quella parola Nick abbassò lo sguardo indietreggiando, Mark si risvegliò dal trance e guardò prima il proprio ragazzo con gli occhi lucidi e poi con voce tremante chiese:
-Che..che si..significa?-
Nick non distolse lo sguardo da terra, Mark poteva leggere in quello sguardo il senso di colpa, un segreto che non gli aveva mai rivelato. Lo richiamò:
-Nick parlami!- sentenziò bruscamente evitando il formarsi di un altro silenzio tombale e glaciale tra di loro.
Nick trasalì, alzò lo sguardo incontrando gli occhi dell'amato, in loro leggeva la paura, e un barlume di delusione, non sapeva cosa dire.
-Se il tu caro fidanzatino sta zitto, te lo dirrò io cosa è successo quella notte, in cui tu mi hai lasciato Mark, te la ricordi, quella notte? Huh? Che cosa mi avevi detto?...-
Mark deglutì la saliva, quella notte gli ritornò alla mente in ogni minimo dettaglio in ogni minima parola, cominciò a scuotere la testa incredulo. e con voce fievole disse:
-Que..Quello con cui tu Sean mi hai tra..tradito era Ni..Nick?-
Replicò tenendo gli occhi sull'asfalto, Sean sorrise diabolicamente e rispose:
-Mi pare di avertelo anche detto quella volta a casa tua o no?-
Mark ritornò riluttante e dolorante a quella volta che, lui entratogli in casa l'aveva aggredito.
Sussultò quando alla sua mente riaffiorò quello che Sean gli aveva urlato ovvero:
"NON ERO IN ME, PERCHE' IL TIPO ERA TALMENTE CARINO CHE MI HA LETTERALMENTE MANDATO FUORI DI TESTA, E VUOI SAPERE CHI ERA? MAGARI LO CONOSCI ANCHE..UN CERTO NICK"
Mark perse un battito. Quando glielo aveva detto non ci aveva creduto, era convinto che fosse una fandonia, una menzogna, ma non era stato affatto così, era la verità, una verità, un segreto che il suo amato Nick gli aveva tenuto nascosto, non gli aveva detto niente, nulla, glielo aveva tenuto nascosto per così tanto tempo, scosse la testa incredulo, guardò Nick e con voce triste e incredula disse:
-Come hai po..potuto Nickolas, come?-
All'udire il suo nome per intero a Nick cominciò a spezzarsi il cuore, no non voleva perderlo no...cercò di rispondere ma Mark stava già entrando in casa. -SEI SOLO UN LURIDO BASTARDO SEAN...-urlò Nick adirato
pronto per seguire il suo ragazzo, ma non appena i suoi piedi solcarono il cancello, Sean lo afferrò per il braccio, sbattendolo alla quercia: -NON TOCCARMI LASCIAMI VATTENE, VATTENE!-urlò il biondino
Non appena Mark udì Nick urlare si voltò. Vide Sean che gli teneva i polsi, mentre gli avvicinò la bocca all'orecchio, mormorandogli qualcosa. Non ci vide più, ritornò indietro e scaraventò Sean per terra urlandogli:
-NON TOCCARLO!-
Sean sorrise sadico, si mise le mani davanti in atteggiamento innocente, e si alzò da terra. Guardò Nick che distolse lo sguardo, e allontanò leggermente Mark da sè, e rientrò in casa, mentre il cuore cominciava a sanguinare, sapeva che non sarebbe finita lì, sapeva che non appena Mark fosse rientrato avrebbero litigato. Lui non voleva questo, no non voleva perderlo, lo amava, lo amava più di chiunque altro, non poteva fare a meno di lui, non voleva che tutto quello che avevano passato insieme, che tutto quello che avevano condiviso tra cui gioie e dolori potesse svanire così all'improvviso. Mark era troppo importante per lui, nessuno riusciva a farlo ridere come solo lui sapeva fare, nessuno lo capiva come lui.
Gli era stato vicino più di chiunque altro, gli era stato dietro come nessuno mai aveva fatto prima, si era assorbito tutta la sua rabbia, la sua disperazione, lo aveva salvato da morte certa, e lo aveva pian, piano fatto risorgere ad una nuova vita.
Quei quasi due anni passati insieme non avevano fatto altro che rinforzare il loro legame, e l'amore che l'uno provava per l'altro. Non poteva finire così, no non poteva finire a quel modo, lo avrebbe impedito a tutti i costi, se lo era promesso, nessuno avrebbe fatto qualcosa per dividerli, nessuno si sarebbe messo in mezzo tra di loro, nessuno e Sean non era un eccezzione, lui non poteva, all'improvviso precipitare nella loro vita presente, lui che era una parte del passato, di un passato brutto per entrambi uno per un modo uno per un'altro, non avrebbe lasciato che un pezzo di merda del genere potesse rovinare la loro vita, la vita che con tanta fatica ed impegno avevano tirato su, trovando il coraggio di guardare avanti, di sorridere ad ogni nuovo giorno che nasceva, di sorridere anche quando la luce lasciava il posto alla oscurità della notte, di sorridere in ogni istante, di sostenersi a vicenda, di diventare tutt'uno con l'altro, di volersi bene, di amarsi senza temere di essere scoperti, di coccolarsi ogni volta che uno dei due ne aveva bisogno, di baciarsi fino a rimanere senza respiro, di parlare per sfogarsi, di scherzare per rilassarsi o semplicemente per ridere a crepapelle, di abbracciarsi talmente stretti da percepire i battiti del loro cuore, e il profumo del loro dopo barba, dei vestiti e del corpo, di guardarsi fino a perdersi l'uno nello sguardo dell'altro. Nick non voleva perdere tutto questo. Solo Dio sapeva quanta gioia provava ogni qual volta che Mark lo sfiorava, solo Dio sapeva di quanti battiti il suo cuore aumentava non appena lui lo baciava, solo Dio sapeva da quanti tremori, e gemiti il suo corpo veniva percorso quando si univano.
Il loro amore era forte, troppo forte per essere distrutto dall'arrivo di Sean, Nick era sicuro di questo ma solo nella sua testa, perchè il suo cuore temeva di perderlo, di perderlo davvero.
Il biondino scosse la testa e cadde a sedere sul divano. I suoi occhi si fecero lucidi, e lacrime di terrore cominciarono a scivolare giù dai suoi occhi, non voleva che tutto finisse così, non voleva che tutto venisse mandato a puttane! No, non voleva, perchè era tutto inverosimile, impossibile ma sopratutto inaccettabile.
"Tranquillo Nick, non accadrà niente. Litigherete e basta, chi non litiga di questi tempi, anche se non l'avete mai fatto da quando state insieme non vuol dire mica niente se per una volta lo fate..Lo fanno tutti oggi giorno e noi non siamo un eccezione..
Si andrà così, litigheremo e poi faremo la pace, si andrà così! Non finirà tutto qui, non finirà tutto stanotte, non dopo tutto quello che abbiamo passato insieme, sarebbe una cosa alquanto strana ed inverosimile, lui mi ama, io lo amo non possiamo stare lontani l'uno dall'altro perchè non resisteremo 5 minuti, quindi andrà tutto bene, non c'è niente di cui preoccuparsi, nulla...andrà tutto bene..ne sono sic..."
Si bloccò non appena udì lo sbattere della porta d'ingresso.
Si asciugò in fretta e furia le leggere lacrime che erano scivolate giù dai suoi occhi.
Alzò il volto incontrando quello di Mark, che lo guardò freddamente. Nick perse un battito, abbassò lo sguardo, e percepì i passi del suo ragazzo scomparire verso la cucina, percepiva lo sbattere di pentole e di posate, e intuì che era arrabbiato.
Deglutì la saliva, si alzò dal divano, e con passi pesanti e intimoriti si diresse verso la cucina. Si fermò a pochi mm dall'ingresso, i suoi occhi azzurri abbattuti, osservavano la schiena del proprio amato muoversi, stava preparando la cena. Nick voleva parlare, ma Mark accortosi della sua presenza, sbattè con forza la pentola d'acciaio inox sul cucinotto di marmo, il biondino trasalì, poi la voce del suo fidanzato si fece presente rimbombando nel silenzio della cucina:
-Credo che tu mi debba delle spiegazioni!-
la sua voce era fredda, adirata e distaccata.
Nick deglutì la saliva, non riusciva a parlare, voleva dirgli tante cose ma non sembrava averne la forza.
Allora lui non sentendo giungere risposta alcuna, sbattè nuovamente la pentola, facendolo sobbalzare e quindi sbloccare:
-Ma...Mark ca...calmati per favore!-
All'udire quella parola quel "calmati" andò su tutte le furie, gettò sul pavimento di marmo la pentola, che rotolando raggiunse i piedi di Nick, che portò i suoi occhi su Mark che era davanti a lui, a pochi cm dal viso, e la rabbia si rispecchiava nei suoi occhi. Mark indietreggiò e urlò:
-CALMATI UN CAZZO!-
lo spintonò
-Mark non è come pensi tu...-
-AH SI..OKAY NON E' COME LA PENSO IO? E ALLORA DIMMI COSA DIAVOLO DOVREI PENSARE EH...?!-
-.......-
-NEANCHE MI RISPONDI...PARLAMI..CAZZO NICK APRI QUELLA TUA FOTTUTTISIMA BOCCA-lo spintonò di nuovo
-Non riesco a parlarti se tu mi urli contro!-
-IO NON TI STO URLANDO NICK-
-Calmati per favore!-
-NO NON MI CALMO PER NIENTE..VOGLIO SAPERE TUTTA LA VERITA' COSA C'E TRA DI VOI?-
-Non c'è stato mai niente tra di noi, e tu lo sai benissimo, ti ho raccontato tutto quanto, Mark, tutto!-
-AH DAVVERO A ME POCHI MINUTI FA' E' PARSO IL CONTRARIO! COS'E' MAGARI ME LO HAI DETTO MENTRE FACEVAMO SESSO, O MAGARI MENTRE DORMIVO? NO, NO IL FATTO E' CHE SONO UN PO' DURO D'ORECCHIE! SAI DEVO AVER CAPITO MALE! ALLORA SCUSAMI NICK..TU NON HAI FATTO SESSO CON SEAN MI SARO' CONFUSO!-
-No Mark...E' vero, ho fatto sesso con Sean- replicò debolmente con il dispiacere nella voce.
-HAI LA FACCIA TOSTA DI AMMETERLO PURE!-ribattè furioso
-Mark, è successo prima che ci conoscessimo, io non sapevo chi fosse, te lo giuro!-
Mark sorrise isterico, e asserì con la testa per poi controbattere
-AH DAVVERO NON LO SAPEVI MA FAMMI IL PIACERE!-
-Non mi credi?-
-SECONDO TE?! NO NICK!-
-L'HO SCOPERTO SOLO 2 SETTIMANE FA' CHE QUELLO SEAN CHE TI AVEVA FATTO DEL MALE ERA LO STESSO CON CUI AVEVO FATTO SESSO! PRIMA NON LO SAPEVO MARK, TE LO GIURO NON LO SAPEVO..TI PREGO CREDIMI MARK TI PREGO!-il suo tono di voce si era fatto quasi esasperato.
-FAMMI IL PIACERE CARTER... STAI ZITTO!-
-NO NON STO ZITTO, NON LO STARO' FINO A CHE NON RIUSCURAI A CREDERMI! TI HO DETTO TUTTO DI ME, TUTTO QUANTO, TI HO SEMPRE DETTO LA VERITA', MARK...PERCHE' NON RIESCI A CREDERMI...NON HAI PIU' FIDUCIA IN ME?-
-ALLORA SE E' VERO CHE NON C'E' NIENTE TRA DI VOI, PERCHE' CAZZO NON MI HAI DETTO CHE QUEL BASTARDO HA TRASLOCATO QUI HUH?! PERCHE' NICK!-
Nick abbassò il volto e con voce fievole e abbattuta rispose:
-Non...non volevo dirtelo perchè non volevo rovinarti la vita che...-
Non riuscì a terminare la frase che Mark infuriato senza pensarci gli urlò con rabbia:
-E INVECE ME L'HAI ROVINATA NON DICEMDOMI UN CAZZO!-
Quelle parole colpirono Nick togliendogli la voce, i suoi occhi erano lucidi e la rabbia comiciò a bruciare in loro e urlò:
-IO NON TI HO ROVINATO UN CAZZO MARK, VOLEVO PROTEGGERTI, NON VOLEVO CHE QUEL BASTARDO TI FACESSE ANCORA DEL MALE, NON VOLEVO MARK! PERCHE' NON RIESCI A CAPIRLO, IO TI AMO, TI AMO E TU LO SAI! NON FAREI MAI NIENTE PER FERIRTI, MI CONOSCI MARK, MI CONOSCI! NON POSSO CREDERE CHE TU NON MI CREDA PIU'...MARK PER FAVORE GUARDAMI...- Disse.
Mark alzò il volto incontrando gli occhi del ragazzo che più amava al mondo, Nick si placò, gli mise le mani sulle spalle e continuò con voce tremante:
-Ti prego, Marky non gettare tutto via. Abbiamo passato dei bei momenti insieme e tu lo sai..Per favore Mark...ti prego!-Replicò abbracciandolo il ragazzo lo respinse violentemente e gli urlò:
-NON MI TOCCARE, NON TOCCARMI! TRADITORE-
Nick venne colpito molto duramente da quelle parole, non riconosceva più il suo Mark, non riconosceva più il ragazzo che amava tanto. Quello che aveva davanti non era il suo Marky non lo era! Dov'era andato a finire quel Mark di Sligo, dov'era sparito l'angelo della sua vita? Non lo riconosceva più, scosse la testa debolmente deglutì il groppo che gli si era formato in gola. La rabbia si presentò dentro il suo cuore che aveva cominciato a sanguinare e urlò:
-NON MI VUOI CREDERE? HUH?! OKAY, BENE....ALLORA CONSIDERAMI FUORI DALLA TUA VITA!-
Abbassò lo sguardo, gli voltò le spalle ed uscì in fretta e furia di casa sbattendo la porta.
Mark trasalì, si diresse verso la finestra e dal vetro vide la spider di Nick svoltare l'angolo e sparire.
Dette rabbioso un calcio al divano, e si sedette cercando di far sbollire la rabbia che aveva dentro.

CAPITOLO 9


In My Arms That's Where You Belong

La macchina di Nick solcava imperterrita l'asfalto di Los Angeles, tremava ancora di rabbia, ce l'aveva a morte con Sean che all'improvviso era entrato nella loro vita e gli aveva separati. Quell'amore che fino a poche ore fà aveva creduto indistruttibile, si era rivelato più fragile di quanto pensasse.
Non riusciva a capacitarsene, i suoi occhi azzurri luminescenti di rabbia e delusione non che dolore si perdevano lungo la linea di mezzeria bianca continua. Alla sua sinistra aveva l'oceano calmo e placido, alla sua destra le case e le luci della città, niente però poteva almeno rallegragli l'animo, il suo cuore era ferito, la sua coscienza era azzerrata, persa nei ricordi passati e presenti, che si alternavano a flashiate dentro la sua testa, togliendogli ogni mezzo per passare oltre.
Non voleva ricordare il suo passato, ma purtroppo stava accadendo e non poteva fare niente per alleviare il vecchio dolore e quello nato da poco. Scosse la testa e accese la radio, alle sue orecchie apparve una musica lenta, la canzone non si ricordava di chi fosse ma il titolo sì era "Total Eclipse Of The Heart"
rnaround, every now and then I get a little bit lonely and you're never coming round
Turnaround, every now and then I get a little bit tired of listening to the sound of my tears
Turnaround, every now and then I get a little bit nervous that the best of all the years have gone by
Turnaround, every now and then I get a little bit terrified and then I see the look in your eyes
Turnaround bright eyes, every now and then I fall apart
Turnaround bright eyes, every now and then I fall apart
And I need you now tonight
And I need you more than ever
And if you'll only hold me tight
We'll be holding on forever
And we'll only be making it right
Cause we'll never be wrong together
We can take it to the end of the line
Your love is like a shadow on me all of the time (all of the time)
I don't know what to do and I'm always in the dark
We're living in a powder keg and giving off sparks
I really need you tonight
Forever's gonna start tonight
Forever's gonna start tonight
Once upon a time I was falling in love
But now I'm only falling apart
There's nothing I can do
A total eclipse of the heart
Once upon a time there was light in my life
But now there's only love in the dark
Nothing I can do
A total eclipse of the..."
Spense la radio, già stava male poi sentire anche canzoni tristi, non l'avrebbero certo aiutato a stare meglio.
Scosse la testa, cambiò marcia e svoltò a destra,percorrendo una strada a lui famigliare, da cui mancava da quasi due anni.
*§*§*§*
Brian aveva da poco terminato di farsi la doccia, quando udì il campanello della porta.
Trasalì e guardò l'orologio che aveva deposto sul comodino del bagno: segnava le 9pm chi mai poteva essere a quell'ora? Non aspettava nessuno. Scrollò le spalle, si mise l'accappatoio e scese al piano di sotto, il campanello suonò di nuovo.
-Arrivo, arrivo, ma chi potrà mai essere a...-
Si arrestò non appena aprendo la porta si trovò davanti Nick, che non aveva una bella faccia:
-Nick ma che ci fai qui che è successo? Hai una faccia?-
Il biondino deglutì la saliva e con voce fievole chiese:
-Po..Posso entrare?-
Brian lo guardò con occhi straniti, e lo fece entrare.
Chiuse la porta dietro di sè, seguì con lo sguardo l'amico che si era seduto sul divano, si allibì ancora di più. Sospirò e si sedette vicino a lui, gli mise una mano sulla spalla e parlò:
-Allora Nick come è andata a Sligo..Tu e Mark èh...-
Appena udì quel nome gli occhi di Nick si fecero lucidi, delle lacrime di rabbia e dolore cominciarono a scivolargli sulle guance, Brian se ne rese conto e cercò di rimediare.
Stava per parlare ma la voce tremolante del amico lo fermò:
-A..Abbiamo litigato Brian, abbiamo litigato-
Il gelo piombò nel salotto, Brian non riusciva a credere alle sue orecchie, aveva seguito la loro storia da lontano passo dopo passo e che lui sapesse non avevano mai litigato prima di stasera, la cosa lo lasciò alquanto sbigottito. Non sapeva cosa rispondere, che dire, non riusciva a consolarlo come un tempo, però tentò:
-Nick vedrai che si aggiusterà tutto quanto-
il ragazzo scosse la testa:
-No..non accadrà me lo sento, non l'avevo mai visto così arrabbiato prima di stasera! Noi due non..non avevamo mai litigato..mai Bri, mai! Io non lo riconoscevo più, non era lo stesso ragazzo con cui ho passato una meravigliosa settimana a Sligo, non era lo stesso Mark con cui ho passato questi ultimi due anni..non sò che fare! Io lo amo, lo amo, non voglio perderlo!-
Brian non riusciva a capire che cosa era successo di così terribile tra loro due, e non si azzardava neanche a chiederlo, perchè vedeva il suo amico stare male, quindi l'unica cosa che riuscì a fare fu quella di passargli un braccio sulle spalle e tirarlo verso di sè.
Nick trasalì sgranando gli occhi non si sarebbe mai aspettato un gesto così da Brian, 4 anni fà si, ma adesso no, dopo tutto quello che era successo, tra di loro.
Chiuse gli occhi, e portò la sua testa sul petto dell'amico, che lo strise a sè dicendogli:
-Sfogati Nicky, mi racconterai tutto dopo-
Il ragazzo ancora sbigottito asserì debolmente, si strinse a lui e cominciò a sfogarsi.
*§*§*§*
Erano le 3am Mark non faceva altro che rigirarsi e rigirarsi nel letto.
Le sue mani si erano presentate molte volte dalla parte in cui Nick dormiva non sentendolo.
Lui non era lì quella notte a lietargli il sonno.
Però sembrava non soffrisse la sua mancanza, era ancora arrabbiato con lui quindi si voltò verso destra. Prese il lettore cd dal comodino che gli stava di fronte, si mise le cuffie, premette il tasto play, ignorando che cd avesse dentro, mise le canzoni in ordine sparso, non appena una musica lenta partì chiuse gli occhi e si mise ad ascoltare le parole della canzone.

"Took my hand
Touched my heart
Held me close
You were always there

By my side
Night and day
Through it all
Maybe come what may

Swept away on a wave of emotion
Overcaught in the eye of the storm
And whenever you smile
I can hardly believe that you're mine
Believe that you're mine
br> This love is unbreakable
It's unmistakeable
And each time I look in your eyes
I know why
This love is untouchable
I feel that my heart just can't deny
Each time I look in your eyes
Oh baby, I know why
This love is unbreakable
All' udire le parole del ritornello, dai suoi occhi chiusi cominciarono a scivolare delle lacrime. Il viso, gli occhi, i capelli, le mani, il petto, tutto il corpo e il sorriso di Nick gli rimbombarono dentro la mente dettagliatamente. Lui era così bello, così perfetto, così dolce, lo amava, e credeva che niente e nessuno poteva insiedarsi nella loro vita e cominciare a distruggere quello che a poco a poco erano riusciti a costruire insieme. Lo amava più di sè stesso, e non avrebbe fatto sì che quello che avevano passato insieme si distruggesse a quel modo, ripensò a quello che lui gli aveva detto con voce tremante:
"Ti prego, Marky non gettare tutto via. Abbiamo passato dei bei momenti insieme e tu lo sai..Per favore Mark...ti prego!"
Scosse la testa, la litigata, gli ritornò alla mente, specialmente le parole che il suo amato gli aveva urlato disperato:
"IO NON TI HO ROVINATO UN CAZZO MARK, VOLEVO PROTEGGERTI, NON VOLEVO CHE QUEL BASTARDO TI FACESSE ANCORA DEL MALE, NON VOLEVO MARK! PERCHE' NON RIESCI A CAPIRLO, IO TI AMO, TI AMO E TU LO SAI! NON FAREI MAI NIENTE PER FERIRTI, MI CONOSCI MARK, MI CONOSCI! NON POSSO CREDERE CHE TU NON MI CREDA PIU'...MARK PER FAVORE GUARDAMI..."
Shared the laughter
Shared the tears
We both know
We'll go on from here

Cause together we are strong
In my arms
That's where you belong

I've been touched by the hands of an angel
I've been blessed by the power of love
And whenever you smile
I can hardly believe that you're mine
This love is unbreakable
It's unmistakeable
Each time I look in your eyes
I know why
This love is untouchable
I feel that my heart just can't deny
Each time you whisper my name
Oh baby, I know why
This love is unbreakable
Through fire and flame
When all this over
Our love still remains

This love is unbreakable
It's unmistakeable
And each time I look in your eyes
I know why
This love is untouchable
I feel that my heart just can't deny
Each time you whisper my name
Oh baby, I know why
Cause each time I look in your eyes
Oh baby, I know why
This love is unbreakable..."
Quelle parole lo martellarono all'infinito.
La canzone cessò dando spazio alla melodia finale.
Aprì di scatto gli occhi incontrando quello spiazzo privo del ragazzo che più amava al mondo.
Perse un battito, un improvviso senso di lacuna e solitudine lo avvolse. Senza Nick era incompleto.
"Che cosa ho combinato? Perchè l'ho trattato a quel modo? Come ho fatto a non rendermi conto che tutto quello che aveva fatto, che tutto quello che mi aveva tenuto nascosto, era stato solo dettato dall'amore che prova per me? Io non l'ho capito, anzi non ho voluto capirlo, come ho potuto fare una cosa del genere come? E' bastato un non nulla per farmi uscire di testa, ero accecato dalla gelosia, dalla rabbia, e non l'ho ascoltato! Non l'ho fatto! Quando mi ha abbracciato io lo allontanato in malomodo urlandogli di non toccarmi e che era un traditore?! Oddio come ho potuto dirgli una cosa del genere?"
Si bloccò ripensò allo sguardo disperato con cui Nick lo aveva guardato, prima non se ne era accorto, ma adesso che ci ripensava, quello che prima gli era sfuggito adesso si stava mostrando.
In quegli occhi azzurri c'era sofferenza, rabbia, paura ma sopratutto delusione, la delusione che gli aveva procurato non credendo alle sue parole. Non gli aveva creduto nonostate fossero insieme da più di un anno. Come era potuto accadere? Si era sempre fidato di lui! Com'è possibile che gli era bastato un non nulla per fargli perdere la fiducia che aveva in lui? Non lo sapeva, l'unica cosa di cui era consapevole, era che con quella sua improvvisa sfiducia, gli aveva procurato un dolore più grande che mai nessuno avrebbe fatto. Non credergli era come se non l'amasse e che non ricambiasse i suoi sentimenti.
Lo aveva ferito, ora ne era consapevole. Il senso di colpa lo avvolse poteva percepire il cuore dolergli, la consapevolezza di aver ferito la persona più importante della sua vita gli procurava dolore, molto dolore, quasi da non riuscire a respirare.
"Come ho potuto ferirlo a quel modo? Come! oddio Nicky amore, mi dispiace, mi dispiace tanto!"
Disse infine stringendo il cuscino di Nick cominciando a piangere e affogando in esso le sue lacrime di dolore, disperazione, rabbia e senso di colpa.
-SONO STATO UNO STUPIDO, STUPIDO!-
Urlò chiudendo gli occhi dai quali continuavano a sgorgare lacrime, mentre un pugno colpiva con forza e rabbia il materasso.
Pianse per una buona mezz'ora.
Una volta calmato, mormorò fievolmente.
[Non getterò tutto via! Non lascerò che lui ci possa dividere! Ho lottato per averti, ho combattuto con un nemico invisibile che continuava a padroneggiare dentro il tuo cuore, l'ho sconfitto, e mi sono promesso che niente e nessuno ci avrebbe diviso, insieme siamo forti, il nostro amore è indistruttibile, lo sappiamo entrambi. Non manderò tutto a puttane, io ti amo, e farò qualsiasi cosa per avere il tuo perdono, tu sei mio, io sono tuo, insieme siamo un unica persona, non lascerò che tutto finisca qui, non lo farò Nicky...Ti amo e niente e nessuno potrà metterlo in dubbio]
Disse tutto questo accarezzando la parte in cui dormiva il suo amato, un ultima goccia di lacrima rimasta dapprima cadde sul lenzuolo vuoto, Mark chiuse i suoi occhi blu segnati dal pianto, e si addormentò.

CAPITOLO 10


An Old And Deep Friendship
That Returns, With More Power Than Before

I suoi piedi ormai zuppi d'acqua come il resto dei suoi vestiti, percorrevano insicuri quella strada ormai colma di pozzanghere.
Non sapeva da quanto tempo era fuori, non sapeva perchè si era svegliato all'improvviso alle 6 di mattina.
L'unica cosa di cui era certo, era quella di volerlo raggiungere. Andare da lui e scusarsi, per come si era comportato, poteva prendere l'auto, ma per uno strano motivo non ne aveva sentito il bisogno, voleva percorrere quelle strade che lo avrebbero condotto agli Studios, da lui. Solo per respirare l'aria, la stessa aria che il suo Nicky aveva respirato due settimane fà prima di partire per Sligo, quando dovette tornare a piedi, perchè lui era stato trattenuto a lavoro per un motivo talmente idiota che non appena l'aveva raccontato al suo amato era scoppiato a ridere.
Sorrise, ripensando alla risata di Nick che era così dolce e solare, gli ritornò in mente la foto che gli aveva scattato a Sligo, e che aveva deciso di custudire nel suo portafoglio, la prese.
Per fortuna l'acqua non l'aveva logorata, la guardò, i suoi occhi si fecero lucidi e pensò accarezzandola dolcemente:
"Come ho potuto ferirti a quel modo, Come! Tu che sei il mio cucciolo, il mio amore, la mia unica ragione di vita, come ho osato dubitare di te, dopo tutto quello che avevi passato a causa del tuo amore non corrisposto! Con che coraggio non sono riuscito a credere alle tue parole! Avrei dovuto crederti! Io dovevo avere fiducia in te! Sapevo che mi stavi dicendo la verità, ma ero troppo accecato dalla gelosia e dalla rabbia, che non ti ho ascoltato, non ti ho lasciato spiegare ti ho spintonato, e quando i tuoi occhi mi pregavano di ascoltarti, di guardarti e di non diventare freddi verso di te, perchè la cosa ti avrebbe fatto male io che ho fatto? Ti ho guardato con la fredezza che temevi. Non te la meritavi lo sapevo, ma te l'ho data, e tu avevi capito! Sentivi che avrei detto qualcosa che poteva incrinare la nostra relazione, lo avevi intuito, e hai cercato di evitarlo, hai continuato a parlarmi, a pregarmi di non mandare tutto a fanculo, di ricordarmi i bei momenti che avevamo passato insieme, hai visto che non ti stavo ascoltando ed hai tentato il tutto per tutto mi hai abbracciato e io ti ho scacciato, facendoti male, ferendoti dopo che ti avevo promesso che non ti.."
Si bloccò. Scosse la testa e ripensò a quella sera di 4 settimane fà quando Nick era sparito per tutto il giorno tornando a casa alle tre di notte, perchè aveva avuto una cruenta discussione agli studios con Brian che era finita con l'arrivare alle mani.
Ripensò a quanto aveva pianto, ma la cosa che gli fece più male fu il ricordo di quello che gli aveva detto ovvero:
"Nick, non ti lascerò mai, non farò mai niente per ferirti niente, noi insieme siamo forti! E io non ti lascerò più cadere giù, mai più, Ti amo"
Scosse la testa nuovamente, strinse la foto portandola al proprio petto, mentre il senso di colpa lo attanagliò. Era come se gli avesse mentito, il suo cuore venne trafitto da mille e milioni di lame e continuò.
"Quella sera te lo avevo detto, si te lo avevo detto che non ti avrei mai lasciato cadere giù e che mai e poi mai ti avrei spezzato il cuore, ma adesso l'ho fatto, l'ho fatto...come ho potuto!"
Si asciugò gli occhi con il dorso della mano sinistra, con la destra depose il portafoglio, in una tasca laterale dei suoi jeans blu ormai diventati neri a causa della pioggia che aveva terminato di cadere.
Mark alzò lo sguardo incontrando l'ingresso degli Studios, sul suo volto apparve un debole sorriso, sui suoi occhi un barlume di timore si presentò, deglutì la saliva e sospirò dicendo:
-Ora o mai più, non voglio perderlo, è troppo importante per me-
Detto questo cominciò a correre e a correre.
D'un tratto si arrestò di colpo e il cuore gli perse un battito, non appena vide la Spider di Nick parcheggiare.
Cominciò a camminare lentamente e man mano che si avvicinava a lui, i passi aumentavano e il cuore batteva all'impazzata, accellerò e vide Nick uscire dall'auto sbattendo lo sportello.
Era bellissimo come sempre: indossava un paio di jeans chiari sfumati di bianco, larghi il giusto, tanto basta per mettergli il risalto il suo bel didietro, Nick non si era mai reso conto di quanto fosse sexy, di sopra portava una semplice t-shirt blu non molto attillata che gli arrivava ai fianchi, ai piedi aveva un paio di scarpe da ginnastica bianche e blu, mentre in testa portava un capellino, nero e bianco.
Mark lo stava raggiungendo era a pochi passi da lui, quando il biondino all'improvviso trasalì, sentiva qualcuno che si stava avvicinando, si voltò e lo vide.
Entrambi si stavano guardando, ad ambedue l'aria gli si mozzò in gola, mentre i loro cuori avevano perso un battito.
Nick aveva gli occhi lucidi, Mark anche, ma in loro vi era anche molto pentimento, si avvicinò a lui, deglutì la saliva e cercò di proferire parola:
-Ni..Nick de..devo parlarti-
Nick fu un pò titubante.
Stava per voltargli le spalle e andarsene quando la voce di Mark lo arrestò:
-No aspetta, non andartene!-
Nick era un pò combattuto dentro di lui regnava la confusione più totale, il suo cuore stava lottando contro due sentimenti che si contrastavano in egual misura ovvero: rabbia e amore.
Deglutì il groppo che aveva in gola, e si voltò incontrando lo sguardo del suo amore in attesa che lui parlasse mentre il cuore gli batteva come non mai. Mark lo guardò.
Quegli occhi azzurri che tanto amava erano lucidi, e colmi di delusione e rabbia.
Non sapeva da dove iniziare, temeva di dire qualcosa di sbagliato, stava per rinunciarci, ma ripensò a tutto quello che avevano passato insieme e si decise a parlare anche se debolmente:
-Ni..Nick...perdonami..Ti chiedo scusa, sono stato un idiota, un cretino, chiamami come ti pare, ma ti giuro, che non volevo farti del male io non volevo...-
Nick venne raggiunto da un magone e rispose:
-Ma lo hai fatto Mark lo hai...-
Non riuscì a terminare la frase che lui, gli si scaraventò addosso, e lo baciò spingendolo con il bacino verso la ringhiera degli Studios.
Nick non riusciva a staccarsi da quel bacio, voleva essere freddo, distaccato, ma era tutto inutile lo amava troppo per respingerlo, lo aveva già perdonato nel momento in cui lo aveva visto, percepiva le sue mani stringergli i fianchi, le percepiva accarezzargli i capelli e la nuca era una sensazione meravigliosa, che gli era mancata così tanto, nonostante non fosse neanche passato un giorno.
Avvertì i suoi vestiti bagnati, premere sui suoi.
La sua lingua gli percorreva sensualmente ogni angolo del palato, Nick si lasciò andare.
Il suo corpo che prima si era fatto rigido, immediatamente si era rilassato, le mani che dapprima erano ferme, adesso avevano cominciato a muoversi ed ad accarezzargli delicatamente la schiena bagnata, per poi risalire e raggiungere il collo e infine la nuca.
Stettero attaccati per un minuto, e non appena si allontanarono Mark afferrò delicatamente il viso di Nick con le mani, appoggiò la fronte a quella di lui e con le lacrime agli occhi disse:
-Nicky, cucciolo, mi dispiace, mi dispiace da morire, non volevo ferirti, non volevo farti del male, non era mia intenzione, scusami, ti amo, sei tutto per me, non volevo, non intendevo farlo, ero arrabbiato, geloso, ero accecato da questi due sentimenti, e non ti ho ascoltato, non ti ho creduto, scusami-
Nick sorrise debolmente delle lacrime scesero delicatamente dai suoi occhi azzurri, lui gliele asciugò con le labbra, e lo abbracciò, lui rispose al suo abbraccio sussurandogli all'orecchio:
-Ecco il mio Marky, credevo non saresti più ritornato da me, mi sei mancato-
Mark sorrise, strinse ancora di più Nick a sè e si ribaciarono, mentre nelle loro teste un solo pensiero albergava ovvero:
"Ora più che mai impedirò che qualcuno si metta tra di noi, io sono solo suo, lui è solo mio, insieme siamo un unica realtà, un unica persona, un unico cuore che non smetterà mai di battere per te!"
Si baciarono nuovamente.
Le mani di Mark continuavano ad accarezzarlo partendo dal viso per poi scendere delicatamente e sensualmente al collo, proseguire per l'addome, e raggiungere l'ombelico. Si fece strada, fino all'area proibita, una mano non andò oltre perchè risalì raggiungendo quei capelli biondi, morbidi e lisci, quanto adorava giocherellarci, l'altra mano rimasta ai piani inferiori, finalmente era riuscita a farsi strada in una piccola e leggera apertura dei jeans, a vita bassa del suo ragazzo.
Scese leggermente, e non appena il suo palmo, le sue dita tremolanti sfiorarono una coscia di Nick lo percepì fremere a quel tocco, stavano continuando a baciarsi, i loro respiri aumentarono come i loro cuori raddoppiarono i battiti.
Nick percepì la mano di lui, accarezzargli, massaggiargli e stringergli delicatamente il membro.
Mark potè avvertire l'erezione che stava nascendo sotto la sua mano, udiva Nick emettere mormorii di piacere, che uscivano quasi sospiranti dalla bocca. Si schiacciò di più sul suo petto, e cominciò a stringerli con veemenza e accuratamente i gioielli di famiglia, e questo portò il suo amato a muovere simultaneamente la schiena andando lentamente su e giù ogni qual volta che la sua mano glieli stringeva.
Nick non ce la faceva più i mormorii si fecero più forti, il respiro aumentò, cominciò a tremare, si strinse di più a Mark. Stava per urlare, quando si arrestò di colpo, si staccò dalle sue labbra, gli fermò la mano che passeggiava nella sua aerea proibita e con un affanno nella voce che tremava per la sovraeccitazione disse:
-No, ah anf..No Mark, non qui, non così, ti prego ah-
Mark si fermò, uscendo dai pantaloni del suo ragazzo, lo guardò e capì: non potevano fare sesso in un luogo pubblico.
Sorrise, gli si avvicinò all'orecchio, e gli mormorò sensualmente:
[Ho capito Nick, continueremo stasera! Cercherò di resistere fino ad allora, ti amo!]
Detto questo dall'orecchio scese al collo lasciandoci un succhiotto, dalla bocca di Nick uscì un mugolio di piacere, si baciarono, e una volta staccati Nick, tolse dalla tasca dei suoi jeans le chiavi della sua spider dicendo:
-Tieni prendi la mia auto, non voglio che tu ti prenda un malanno...-
si avvicinò a lui e gli sussurrò ammiccante:
-Perchè stasera mi servi-
Mark sorrise, prese le chiavi, salutò il proprio ragazzo con un bacio sulla guancia, gli sorrise facendogli l'occhiolino. si leccò le labbra, saltò in auto, mise in moto, fece retro marcia e uscì dal parcheggio.
Nick sorrise, girò le spalle e si recò con il sorriso a 32 denti in studio, non vedeva l'ora di arrivare a stasera.
*§*§*§*
Nick stava per solcare la porta della sala di registrazione, quando sulla sua schiena giunse una amichevole pacca, seguita da una voce a lui molto famigliare:
-Hey bro come butta?-
Era Aj
-Butta bene, grazie te?-
-Una favola, e dimmi a Sligo con Mark eh?! Un uccellino mi ha detto che vi siete dati da fare o no?-
Nick sorrise imbarazzato, e rispose timidamente:
-Bhè quell'uccellino ti ha riferito male-
Aj sgranò gli occhi
-No non ci credo non avete fatto niente in 7 giorni?-
Nick lo guardò con aria furbetta, e ribattè:
-Scusa J...Secondo te vengo a riferirtelo? Ihihiih!-
Detto questo, gli dette una pacca sulla spalla ed entrò nella saletta di registrazione.
Sorrise non appena i suoi occhi incontontrarono quelli di Brian che ricambiò il sorriso.
Nick si sedette accanto a lui che vedendolo così raggiante gli chiese:
-Allora...ieri sera sembrava che ti fosse caduto il mondo addosso, e adesso sembra che tu abbia scoperto un tesoro, avete fatto pace?-
Nick annuì con una luce negli occhi impressionante poi parlò:
-Grazie per essermi stato vicino ieri sera, e scusami per esserti piombato a quel modo in casa, e per essermene andato senza salutarti-
Brian scosse debolmente la testa e sorrise replicando:
-Non preoccuparti, a cosa servono gli amici se no?-
Nick asserì sorrise, guardò negli occhi il suo ritrovato amico e disse:
-Grazie per essere di nuovo mio amico, mi sei mancato molto B-Rok-
Brian sorrise debolmente.
Era da quasi due anni che non si comportavano come un tempo, erano sempre stati inseparabili, si volevano un bene dell'anima, Brian lo aveva visto crescere e maturare, e ancora non riusciva a capacitarsi di averlo trattato così freddamente, lui era il "suo" Frack, il suo fratellino, il suo migliore amico, e la loro amicizia doveva rimanere tale, indipendentemente da tutto e tutti.
Brian scosse la testa, deglutì la saliva, e con voce fievole esclamò:
-Nick...-
-Si?-rispose voltandosi
-Scusami per avertiti trattato così male per quasi due anni-
Nick trasalì poi scosse la testa sorridendo:
-Non importa Bri, non importa!-
-Voglio che tutto ritorni come prima!-
-Se lo vuoi davvero accadrà, ma devi volerlo sul serio-
-Lo voglio veramente!-
-Sei sicuro?-
Brian annuì, porgendogli la mano, e non appena Nick gli avvicinò la sua, lui lo afferrò abbracciandolo e Nick rispose a quell'abbraccio.
-Mi sei mancato Frick-
-Anche tu Frack!-
Dissero entrambi con gli occhi lucidi e la gioia nel cuore.
Nick e Brian erano di nuovo Frick&Frack.

CAPITOLO 11


I Should Go

Casa Feehily ore 8pm.
Mark solcò l'ingresso, entrò chiuse la porta e cominciò a guardandosi attorno per vedere se Nick fosse nei paraggi.
Non lo vide, quindi decise di andare al piano di sopra.
Non appena terminò la rampa di scale percepì una voce cantare, sapeva chi fosse, sorrise, seguendo quel canto:
-In the twist of separation You excelled at being free
Can't You find a little room inside for me
Whatever I said, whatever I did I didn't mean it
I just want You back for good
Whenever I'm wrong just tell Me the song and I'll sing it
You'll be right and understood....-
La canzone che stava cantando il suo adorato Nick era Back For Good dei Take That.
-And We'll be together, this time is forever
We'll be fighting and forever We will be...-
Dio quanto amava quella voce, l'avrebbe riconosciuta fra mille e milioni di persone. Camminò fino a raggiungere il bagno: la porta era accostata, entrò, e vide il corpo del suo amato sotto la doccia, perse un battito e gli mancò il respiro. Quell'acqua calda, gli scendeva giù delicatamente accarezzandogli ogni mm della pelle.
-So complete in Our love
We will never be uncovered again..-
Quelle goccioline nella loro scesa, evidenziavano ogni dettaglio anche quello più piccolo del suo corpo. Dio era stupendo, i suoi tatuaggi, venivano bagnati lentamente dall'acqua calda, che poi scivolava via da essi, Nick non si era accorto della presenza di Mark, e aprì gli occhi. Oddio fu l'unica parola che si presentò nella sua mente e nel suo cuore che perse un altro battito. Quegli occhi azzurri, venivano messi ancora più in evidenzia dal vapore dell'acqua bollente:
"Dio Nick..Dio...possibile che tu non ti renda conto di quanto tu sia dannatamente sexy.."
Pensò Mark cominciando a spogliarsi, ed entrare in doccia con lui, i suoi occhi blu non riuscivano a staccarsi da quel corpo così bello, dai quei lineamenti perfetti, da quelle labbra carnose, da quei capelli biondi ormai gocciolanti, da quel collo bagnato, da quel petto poderoso, da quelle mani, da quella schiena da quel didietro da sballo.
Tutto di lui era perfetto, tutto di lui lo attizzava da matti. Era eccitato al massimo, fece scorrere la porta del box doccia, Nick stava continuando a cantare:
-Whatever I said, whatever I did I didn't mean it, I just want You back for good...-
All'improvviso Nick si sentì afferrare alla vita. Percepì delle labbra sfiorargli l'orecchio cantandogli soavemente:
-Whenever I'm wrong just tell Me the song and I'll sing it You'll be right and understood...-
Nick voltandosi lo baciò, poi insieme cantarono:
-Want You back, want You back, see I want You back for good...
Oh yeah I guess now it's time, that You came back for good...!-
Si guardarono. Nick si perse negli occhi di lui che ardevano di desiderio.
D'istinto il biondino lo afferrò per le spalle e lo spinse contro la parete del box doccia, cominciando a baciarlo con foga, ficcandogli ripetutamente la lingua in bocca, e Mark non era da meno rispondeva a quelle linguate sensuali interne con altrettanta veemenza, poi con il bacino lo spinse alla parete. L'acqua li stava bagnando, i loro sessi non facevano altro che toccarsi facendogli fuoriuscire dei mugolii di piacere.
Si staccarono respirando affannosamente, si stavano fissando bramosi l'uno dell'altro, Nick sussultò quando all'improvviso le mani di lui si presentarono sul suo sesso cominciando ad accarezzarglielo, e a tenerlo tra le mani, mentre la sua bocca pensava a lasciargli succhiotti e leccate sul collo. Nick ansimava, non riusciva a fare niente, era troppo eccitato. Ogni volta che lui gli stringeva con veemenza i genitali, le sue pupille si muovevano lentamente in completo gaudio, stava godendo e non poco, da quanto era impegnato a far fuoriuscire mormorii di piacere non riusciva a proferire parola. Godeva e ansimava, mentre la sua schiena veniva premuta sulla parete del box doccia muovendosi simultaneamente e lentamente con le mani del suo ragazzo, che cominciò a mormolargli sensualmente all'orecchio alcune parole sparse di una canzone dei Nine Inch Nails:
[You let me violate You, You let Me desecrate You, You let me penetrate You....I wanna fuck You like an animal...I wanna feel You from the inside...]
Disse l'ultima parola inficcandogli con virulenza la lingua in bocca e spingendolo verso l'esterno della doccia, e facendosi strada verso la camera da letto.
Mark era affamato e lo stesso valeva per Nick che cadde sul letto, continuando a gemere e a gemere.
Non ne poteva più, sentiva che il suo liquido stava per uscire, fermò Mark ansimando.
-Mark ah anf..anf non ne posso più, devo entrare, devo entra ah..ha..-non riuscì a terminare la frase che lui se lo ficcò in bocca con irruenza, cominciando a succhiarglielo e a leccarglielo.
Strinse le mani sulle lenzuola, inarcò la testa, che lentamente si muoveva di quà e di là, mentre la sua bocca non riusciva a smettere di gemere e urlare voglioso il suo nome, mentre i suoi occhi si muovevano in completo diletto: -Ah..MARK...MARK...anf anf...Sta per uscire Mark, ah no fermati ah-
Il ragazzo si fermò, Nick lo invitò a girarsi.
Era giunto per lui il momento, si distese sopra di lui, cominciando a mordicchiargli le spalle, poi premette con il suo linguine sul didietro dell'amato, che cominciò ad allentare i muscoli, così Nick entrò e cominciò a spingere e a spingere mentre con la bocca leccava il punto "g" del proprio ragazzo, alla fine Nick scoppiò, lasciando tutto dentro di lui per poi uscirne velocemente, e darsi da fare sul membro di Mark. Adesso stava a lui. Mark si voltò a pancia in sù il suo corpo era percorso da dei tremolii di eccitamento e lo stesso valeva per Nick che si sentiva quasi scarico, ma non voleva crollare anche se era sfinito, doveva lavorare su di lui, come lui gli aveva fatto, si disteste sopra di lui a gambe divaricate, comincianco a leccargli e a succhiargli i capezzoli, a dargli i morsettini che lui adorava tanto, per poi scendere fin giù, alle parti basse, però decise di cominciare a baciargli l'interno coscia mentre con le mani lavorava sul suo membro e i suoi genitali, stringendoglieli con veemenza ma con estrema delicatezza, Mark cominciò a sentire che il suo sesso già svegliato da prima adesso voleva fare strike, Nick percependo la sua erezione, sorrise, e comincò a dargli leggere leccatine e morsettini sulla punta, Mark sgranò gli occhi:
-OH GOD NICK!-urlò eccitato
Nick rise soddisfatto, poi iniziò a leccarlo e leccarlo, fino a metterselo in bocca e succhiare e succhiare, Mark non ce la faceva più.
-Nick ahhh oddio Nick...ah sto per scoppiare..ahhh-
Smise di lavorargli il sesso con la bocca. Quindi fece ripartire le mani, si strusciò sensualmente sopra di lui, i loro petti erano attaccati, percepiva Mark muoversi sotto di lui, sentiva attraverso quei movimenti che il suo amato non vedeva l'ora di entrargli dentro, Nick lo leccò partendo dal'ombellico, fino a raggiungergli le labbra per leccargliele e a volte mordergliele delicatamente. Alla fine il ragazzo con un movimento improvviso di reni invertì la situazione, lo fece voltare di schiena, scivolò sensualmente sopra di lui, fino ad entrargli dentro e comiciare a spingere e a spingere, sino a che non raggiunse insieme a lui l'orgasmo e uscirgli per poi crollare sfinito sul letto mentre i loro corpi venivano attraversati dagli ultimi tremiti di piacere, e i loro respiro pian piano si faceva normale.
Qualche istante dopo Mark aveva smesso di tremare ma Nick no, se ne rese conto:
-Nicky, cucciolo stai bene?-
Nick lo guardò sorridendo, avvicinandosi a lui che amorevolmente, spalancò le braccia per accoglierlo.
Una volta tra le sue braccia il biondino poggiò la testa sul suo petto, e chiuse gli occhi, mentre gli ultimi tremori svanirono.
-Ti amo Mark-disse prendendogli la mano per poi incrociare le loro dita insieme
Mark sorrise, gli dette un bacetto sulla testa e sospirò amorevolmente guardandolo dormire, mentre iniziò ad accarezzargli dolcemente la guancia.
*§*§*§*
Un' ora dopo Nick si svegliò, Mark era vicino a lui e lo stava abbracciando, percepì il suo respiro pesante, forse stava dormendo:
-Ben sveglio Nicky-
Nick trasalì alzando gli occhi incontrando il viso sorridente del proprio ragazzo e parlò.
-Marky, amore non hai dormito?-
-Come potevo dormire quando sul mio petto riposava un angelo?-
Nick arrossì, e un pò imbarazzato cercò di lasciare il petto di lui libero, ma venne fermato da quest'ultimo:
-No Nicky stai, non ci sono problemi-
-Okay-rispose riposizionandosi.
Percepiva il cuore del suo amore battere all'impazzata e lo stesso accadeva al suo, adorava stare tra le sue braccia, si sentiva al sicuro e protetto.
Sorrise a fior di labbra.
Mark gli stava accarezzando la schiena, il suo indice si divertiva a fargli dei piccoli giri sul fianco. Nick capì in quei tocchi che in lui c'era qualcosa che non andava, alzò gli occhi e lo vide fissare un punto indefinito fuori della finestra, era stranamente sovrappensiero, Nick provò a chiamarlo:
-Mark..ehy-
"Come glielo dico adesso? Come reagirà quando glielo dirò?"
-Mark?-
-.....-
Continuava a non essere presente.
-Mark-lo chiamò dandogli una leggera ginocchiata alla coscia, a quel gesto il ragazzo sussultò e sembrò tornò alla realtà:
-Mark ti stavo chiamando!-
Cadde dalle nuvole così come c'era andato:
-Huh?! si scusa, dimmi-
-Cos'hai?-
-Cos'ho? Io..niente!-
-Stai bene?-
-Mai stato meglio...Come mai queste domande?-
-Non lo sò è che sei strano, sembra che tu mi stia nascondendo qualcosa?-
-.......-
-Chi è?-
-Eh? Chi è chi?-ribattè stranito
-Quando lo hai conosciuto?-
Mark abbozzò una leggera risata e rispose:
-Eh! Cosa! Ma sei fuori?-
-Parla-senteziò appoggiando la propria schiena allo schienale del letto per essere allo stesso piano del proprio ragazzo.
-Nicky io non ho conosciuto nessuno, ma che ti sei messo in testa?-
Nick lo scrutò da capo a piedi, guardò nei suoi occhi, e intuì che stava dicendo la verità.
-Scusa...è che sei strano, mi sono preoccupato, tu non mi dici quasi niente, mi tocca sempre cavarti le parole di...-
Lo baciò, una volta staccati Nick:
-Bocca...wow-
-Ho trovato il modo per farti stare zitto-rise
-Hey!-
-Bhe amore ti amo tanto, ma parli un pò troppo per i miei gusti!-
-Ah bhe, almeno io parlo-
-Si però ogni volta che apri bocca dici sempre cose insensate, ti pare che io esca con altri-
-Mah chissà!-
Sulla faccia di Nick arrivò un cuscino.
-Okay, e questo cos'era?-
Mark sorrise:
-Nick è un un coso morbido rettangolare, dove ci si posa la testa per dormire-
-Va bene Mark te la sei cercata!-
Detto questo gli tirò il cuscino, lui fece lo stesso e cominciarono a combattere e a combattere.
Il tutto durò un oretta poi entrambi si distesero sul letto.
-Tre round ad uno...ho vinto io ihihihihi-esclamò Nick stringendosi a lui, che dopo averlo accarezzato di nuovo parlò:
-Nick-
-Si?-replicò alzando gli occhi verso il viso di lui, che lo stava guardando seriamente e con un leggera tristezza nello sguardo. Si allarmò e continuò:
-Mark cos'hai?-
Il ragazzo deglutì la saliva, sospirò e proferì parola:
-Nick, non sapevo come dirtelo, ma oggi a lavoro, Jack mi ha riferito che...una compagnia di Dublino gli ha chiesto espressamente, di volermi per creare una campagna pubblicitaria per una nuova linea di abbigliamento sportivo, della Nike...-
Si fermò, Nick lo guardava senza capire cosa ci fosse di così terribile da renderlo così triste, quindi prima che aprisse bocca per continuare parlò:
-Bhe...Marky, che cosa c'è di terribile in questo dovresti essere felice!-
-Lo sono, ma questo significa che dovrò stare lontano da te!-
Non appena udì quel "lontano da te" Nick trasalì i suoi occhi si fecero lucidi, voleva parlare ma lui lo fermò dicendo:
-Pa..partirò domani mattina Nicky, non sapevo come dirtelo mi dispiace-
Fu una doccia fredda per lui, era scioccato, non sapeva che dire, che fare, poi si sbloccò e con voce triste chiese:
-E quanto sta..starai via?-
-Un..un mese dipende da come procederà il lavoro-
A Nick crollò il mondo addosso, non aveva resistito un giorno senza di lui. Avevano fatto pace da poco più di 10 ore, e adesso, lui la mattina dopo sarebbe dovuto partire, e non l'avrebbe rivisto per un mese, UN MESE! Scosse la testa, e si sedette sul bordo del letto dandogli le spalle. Non riusciva a crederci, dai suoi occhi cominciarono a scendere delle leggere lacrime, Mark se ne rese conto, lo raggiunse da dietro e lo abbracciò, posandogli il mento sulla spalla mentre le mani gli accarezzavano l'addome e cercò di sorridere per rassicurarlo ma gli era difficile.
-Un mese huh?! Non sò se riuscirò a resistere...No non posso farcela-
-Siamo nella stessa barca Nicky, non riuscirò a resistere nemmeno io, ma ci sentiremo per telefono tutte le sere, te lo giuro Nicky, non ti abbandonerò-
-Lo sò Mark, ma un conto è averti qui, un conto è non averti qui. Okay sentirò la tua voce, ma non potrò vederti, non potrò abbracciarti, non potrò baciarti! Co..Come capirò che stai bene huh!-diceva tra le lacrime.
-Il mio cucciolo- sentenziò dolcemente Mark stringendolo più forte a sè, per poi spingerlo più verso il suo petto, e baciarlo, portandogli via le lacrime che stava versando.
-Nicky non preoccuparti, andrà tutto bene, ce la faremo, ce la farai, vedrai che un mese passerà velocemente!-
Nick sembrò fidarsi delle sue parole, annuì, si strinse di più a lui, strusciò la guancia destra sul suo petto, poi con voce abbattuta disse:
-Mark, voglio stare abbracciato a te tutta la notte, così almeno forse riuscirò a sentire meno la tua mancanza-
Il ragazzo annuì, poi insieme chiusero gli occhi cercando di dormire.
*§*§*§*
Verso le 10pm Nick ancora non riusciva a chiudere occhio, e Mark non era da meno anche se sembrava che si fosse addormentato da poco, perchè Nick percepiva il suo respiro farsi pesante, sentiva il suo calore, sentiva i battiti del suo cuore e dentro la sua testa rimbombava solo una cosa:
"Un mese..Un mese! Dovrò stare un mese senza vederlo, senza abbracciarlo, senza farci l'amore, senza baciarlo! Non potrò sapere come starà...Non ce la posso fare Marky, non ce la pos..."
Si bloccò perchè un singhiozzo lo raggiunse facendolo sussultare.
Mark lo sentì, percepiva il corpo del suo amore sobbalzare, stava piangendo, e la cosa gli faceva un male tremendo.
Aprì gli occhi velati di lacrime.
Si portò Nick vicino, lo strinse più forte a sè, baciandogli la testa e accarezzandogli la schiena mentre la sua bocca gli sussurava:
-Shh...Nicky, tranquillo andrà tutto bene...shh-
-Non ce la posso fare Mark..Non ce la posso fare-
-Shhh...dai..sù non piangere no-
Nick si strinse più forte a lui continuando a piangere
-Non ce la posso fare...-
-Shh ce la farai, Nicky, non preoccuparti, andrà tutto bene-
Nick pianse ancora per una decina di minuti poi finalmente si addormentò, seguito a ruota da Mark.

CAPITOLO 12


Miss You Nights

"I've had many times I can tell you
Times when innocence I'd trade for company
And children saw me crying
I thought I'd had my share of that
But these miss you nights are the longest
Midnight diamonds stud my heaven
Southward burning like the jewels that are your face
And the warm winds that embrace me
Just as surely kissed your face
Yet these miss you nights they're the longest

(Lay down) Lay down all thoughts of your surrender
It's only me who's killing time
(Lay down) Lay down all dreams and feelings once remembered<BR< game
Thinking of my going
How to cut the thread and leave it all behind
Looking windward for my comfort
I take each day as it arrives
But these miss you nights are the longest
But these miss you nights are the longest"
(Miss You Nights - Westlife)

I giorni, le ore, i secondi, gli istanti e i minuti passavano lenti per Nick.
Un giorno gli sembrava un mese e due settimane un eternità, tutte le mattine si svegliava in quel lettone senza il suo Mark accanto, e un senso di vuoto lo colpiva standogli addosso per tutto il giorno, e l'unica volta che quella lacuna lo lasciava era quando dormiva.
Mark lo chiamava tutte le sere, per dirgli un pò come andava il proprio lavoro, ma sopratutto per sapere come stava. Gli diceva che lo amava tanto e che gli mancava da morire, e cercava di incoraggiarlo e incoraggiarsi che tutto finirà, e che presto sarebbe tornato a casa.
Però ultimamente Mark si faceva sentire raramente, e la cosa aveva buttato giù Nick.
Per fortuna che al suo fianco c'era Brian che non aveva fatto altro che stare con lui, fargli compagnia, consolarlo quando lui gli mancava.
La loro amicizia già consolidata da anni con un brutto e improvviso break di quasi due anni, era ritornata più forte di prima. Entrambi si erano avvicinati molto ultimamente, sopratutto Brian, che aveva cominciato a notare cose in lui, a cui prima non aveva dato il ben che minimo interesse, anzi non se ne era neanche accorto.
Da quando Mark era partito erano passate 2 settimane, un eternità per Nick che negli ultimi giorni era più depresso, Brian se ne era reso conto, e gli aveva organizzato un piccolo barbecue a casa sua, in cui aveva invitato Aj, Howie e Kevin con le rispettive fidanzate. Brian sapeva che il suo fratellino aveva bisogno di non pensare a Mark almeno per una sera, doveva divertirsi, rilassarsi, e toglierselo dalla testa almeno per un paio d'ore, e sembrava che ci fosse riuscito, la serata era andata bene, tutti si erano divertiti, e aveva visto Nick sorridere ogni tanto, e la cosa lo sollevava.
*§*§*§*
Gli altri se ne erano andati da quasi un'ora e loro due erano seduti sul divano, a gustarsi al buio sull'hometheatre il Signore Degli Anelli, La Compagnia Dell'anello.
Brian aveva un braccio sopra il poggia schina del divano, mentre Nick era con le gambe raccolte, e il gomito appoggiato su un bracciolo del sofà, i suoi occhi azzurri andavano dalla tv al cellulare che era posto sopra il tavolino di fronte a lui. Brian mentre guardava il film ogni tanto dava un occhiata all'amico, e non poteva fare a meno di preoccuparsi quindi decise di parlare:
-Nick-chiamò
All'udire la sua voce Nick portò lo sguardo su di lui e attese che parlasse.
-Ti senti bene?-
Il ragazzo annuì debolmente.
Brian decise di avvicinarsi un pò a lui, e continuò:
-Non mentire, ti conosco fin troppo bene-
Nick sospirò poi debolmente rispose:
-Si tratta di Mark non chiama da 4 giorni, sono preoccupato-
-Bhe Nicky sarà impegnato con il lavoro, hai provato a chiamarlo tu?-
-Certo che ho provato, ma non mi ha mai risposto! Ho perso il conto di quanti messaggi gli ho lasciato in segreteria, non vorrei che gli fosse successo qualcosa...Tu pensi che mi avrebbero avvertito da qualche ospedale di Dublino se gli fosse successo qualcosa?-
Aveva gli occhi lucidi:
-Nick non essere così tragico! Sono sicuro che sta bene, non preoccuparti-
Nick scosse la testa, si alzò dal divano prese il cellulare, e digitò il numero di Mark, si portò il telefonino all'orecchio e attese, dopo neanche un secondo una voce che lui odiava da un pò di giorni si fece sentire dicendo:
-L'utente da lei chiamato non è al momento raggiungibi...-
Chiuse la chiamata, e con rabbia si mise in tasca il cellulare ed uscì fuori in giardino sedendosi sul portico, con la testa appoggiata, ad una delle due collonnine.
Brian lasciò andare avanti il film e raggiunse l'amico fuori.
Si sedette di fianco a lui, che si asciugò con il dorso della mano destra le leggere lacrime che gli stavano scendendo dagli occhi.
-Io non ce la faccio Bri...non ce la faccio sono passate due settimane, sembra un eternità, non vedo l'ora che questo fottuto mese di merda finisca...Non ce la faccio mi manca tanto!-
A Brian gli pianse il cuore vederlo così triste così, non sapendo che cosa dirgli per consolarlo decise di avvolgergli il braccio sulle sue spalle, e stringerlo a sè.
-Nick ti capisco, però devi essere forte. Sò che non vedi l'ora che lui ritorni, sò che non vedi l'ora di stare nuovamente con lui, lo sò succedeva anche a me quando stavo con Tina-
All'udire quello "stavo" Nick portò i suoi occhi sull'amico:
-Stavi? Tu e Tina vi siete lasciati, e quando?-
-Ormai sono passate due settimane-
-Perchè non me lo hai detto?-
Brian sorrise debolmente.
-Bhe..tu eri e sei in crisi per Mark, non potevo romperti con le mie lagne, poi non ti preoccupare stò bene-
Nick si staccò da Brian dicendo:
-Se non sono indiscreto come mai, è successo qualcosa?-
-Bhe praticamente, ecco...Non gli andava giù l'idea che venivo sempre da te-
Nick abbassò lo sguardo:
-Allora è stata colpa mia..mi dispiace Bri...-
-No?! che colpa tua Nick no! Poi l'ho lasciata io, era troppo possessiva, io dovevo stare solo ed esclusivamente con lei, non potevo uscire o andare da qualche parte senza di lei-
-Capisco, ma quella volta quando sono piombato a casa tua lei non c'era-
-Avevamo litigato-
-Brian ma perchè non me ne hai parlato, invece di starmi a consolare?-
-Ti sembra strano?...Nicky tu sei il mio migliore amico, vieni prima di tutto e tutti anche dei miei problemi!-
Nick abbassò lo sguardo, alzò gli occhi e parlò:
-Bri...se vuoi parlarne io sono qui-
Brian sorrise.
-Oh la tua vena da 'crocerossino' si è fatta improvvisamente viva!-
-Dai Bri...non è divertente! Io sono qui, a tua completa disposizione-
-Stò bene Nick, davvero, non preoccuoparti-
-Ma tu l'amavi non è così?-
-Bhe si l'amavo, ma non faceva per me-
Replicò, distogliendo lo sguardo cercando di nascondere le lacrime, non era vero che lui l'aveva lasciata perchè era troppo possessiva e altre cose.
L'aveva lasciata perchè l'aveva sorpresa a farsi un altro, nella loro camera da letto, a casa sua, sotto il suo stesso tetto, non c'era niente di peggiore di questo.
Nella sua testa rimbombavano ancora le parole che si erano urlati contro, si ricordava tutto quello che lei gli avevo gridato, ancora dentro di lui era viva quella rabbia, e quell'odio improvviso che aveva provato non appena li aveva beccati nudi. Scosse la testa, cercando di scacciare via quelle immagini che tanto lo avevano ferito.
Deglutì il groppo che gli si era fermato in gola, percepì una mano amica sulla sua spalla, si voltò, incontrando il viso di Nick illuminato dalla luce della luna.
Trasalì, non si era mai accorto che il suo amico avesse degli occhi così azzurri, e dei lineamenti così perfetti e delicati, lo trovava diverso, non sapeva come descriverlo, lui era così, era così carino.
Si era incantato involontariamente a studiarlo quando la sua voce lo riportò bruscamente alla realtà:
-Bri...sfogati, hai bisogno di sfogarti e lo sai anche tu. Io sono qui con te, a tua completa disposizione, non pensare a me e a quello che ho adesso, okay? Tu sei il mio migliore amico, in queste due settimane hai fatto tanto per me, Mark mi manca, però non posso scaricarti tutta la mia malinconia, adesso sei tu quello che ha bisogno di liberarti, quindi che aspetti io sono qui, e ci sarò sempre quando avrai bisogno di me, voglio che tu lo sappia!-
Gli disse sorridendo, aprendogli le braccia e accogliendolo tra esse.
Brian scuoteva la testa, le lacrime cominciarono a bagnargli le guance, d'istinto abbracciò l'amico. strinse le mani sulla sua t-shirt blu. Affogò il viso sul suo addome, cominciando a piangere e a piangere. Amava molto Tina più di chiunque altro, e quello che gli aveva fatto lo aveva davvero spezzato in due, però la sua voglia di aiutare il suo fratellino, era stata più forte di lui e dei suoi problemi, non voleva scaricare tutto su di lui che stava soffrendo per Mark, voleva che non accadesse, non volava farlo preoccupare, ma purtroppo era successo quella sera, e lui non riusciva a smettere di piangere, Tina gli aveva fatto male, molto male.
Nick strinse di più a sè Brian.
[Ci sono io adesso...non ti lascerò fino a che non starai un pò meglio]
Gli mormorò fievole ad un orecchio.
*§*§*§*
Mezz'ora dopo Brian si calmò. Si staccò lentamente dall'abbraccio dell'amico, e si asciugò le lacrime, Nick lo guardò sorridendogli dolcemente e parlò:
-Bri, va un pò meglio adesso?-
Il ragazzo asserì sorridendo debolmente.
-Sù Bri, ti accompagno a letto, hai bisogno di dormire-
Detto questo entrambi si alzarono, rientrarono in casa, e salirono ai piani di sopra Nick era al suo fianco e continuava ad accarezzargli la schiena per fargli capire che gli era vicino.
Una volta giunti in camera Brian si tolse la t-shirt bianca, mostrando la schiena ad un Nick un pò imbarazzato che gli dette le spalle, mentre lui si tolse scarpe, calzini, jeans e si infilò sotto le coperte. Si voltò verso l'amico, che gli dava le spalle, sorrise, poi parlò:
-Ho finito puoi voltarti!-
Nick si voltò aveva ancora un leggero rossore sulle guance, e gli sorrise:
-Bri hai bisogno di qualcosa?-
-No grazie sono apposto così-
-Bene..A..allora se è tutto okay, ti lascio dormire, comunque non andrò via, se hai bisogno di qualcosa, bhe mi trovi giù in salotto, notte-disse arruffandogli fraternamente i capelli, spengere la luce, chiudere la porta dietro di sè e scendere al piano di sotto.
Una volta solcato l'ultimo scalino, percepì la vibrazione del proprio cellulare, trasalì con la speranza nel cuore. Tolse il telefonino dalla tasca dei suoi jeans, guardò il display: era un numero privato, rimase un pò interdetto, ma decise di rispondere, poteva essere Mark che aveva finito i soldi e non aveva trovato il tempo di ricaricarlo. Quindi con la gioia nella voce rispose:
-Hey! Marky sei tu...ho cercato di chiama...-
Si arrestò perchè dall'altra parte udì dei respiri pesanti, profondi e quasi maniacali, e basta solo quello.
-Pronto chi parla?-
Quei respiri si fecero più forti
Nick cominciava a spaventarsi e con quasi la rabbia in gola eslamò:
-Si può sapere chi ca...-
Non terminò la frase che la chiamata terminò.
Un altro squillo si presentò nel soggiorno, Nick sobbalzò, prese il cellulare e senza guardare rispose:
-Chi cazzo sei che vuoi ancora da...-
-Nick sono io, Mark-
All'udire la sua voce, si sentì sollevato, e con quasi le lacrime agli occhi rispose:
-Perchè non mi hai mai richiamato, mi hai fatto preoccupare!-
-Mi dispiace Nicky, volevo richiamarti ma non ho avuto tempo per via del lavoro. Scusami, solo adesso ho trovato un buco per chiamarti, ma comunque come stai, prima mi sembravi un pò sapaventato-
-E' che mi è arrivata una chiamata da un numero privato, io ho risposto, ma dall'altra parte ho sentito solo dei respiri strani, quasi da depravato-
-Che cosa?..Nick chi è? Prendo il primo aereo e ritorno a fanculo il lavoro-esclamò preoccupato
Il biondino sorrise e rispose:
-Non sò chi sia, comunque non devi preoccuparti ho tutto sotto controllo sarà qualche idiota che mi ha voluto fare uno scherzo!-
-Nick, io torno subito-
-No Marky, dai non importa-
-Non voglio che ti accada niente-
Mark era agitato, Nick se ne rese conto e lo tranquillizzò dicendo
-Non mi accadrà nulla stai tranquillo-
-Non sono tranquillo, dove sei?-
-Mark calmati, sono a casa di Brian, stavo per andarmene, poi lui hai avuto bisogno di un amico si è lasciato con Tina due settimane fà, non potevo lasciarlo solo-
-Okay, va bene..non voglio che tu rimanga solo per nessun motivo al mondo!- Nick stava per rispondere, quando sentì il "beep" del suo cellulare che l'avvisava dell'arrivo di un messaggio, dapprima rimase un pò interdetto, poi scosse la testa non badandoci, credendo che fosse uno di quei soliti messaggi promozionali mandati dal suo operatore telefonico e rispose:
-Marky sei un pò troppo premuroso e protettivo nei miei confronti, non è che la cosa mi dispiaccia anzi, però sono grande abbastanza per sapermi difendere, quindi basta preoccuparti per me okay? Dii piuttosto come procede il lavoro?-
Mark voleva contestare quello che gli aveva detto, però decise di non farlo, altrimenti sarebbe stata una cosa che non avrebbe avuto fine, quindi sospirò rassegnato e rispose alla domanda.
-Apparte il fatto che non dormo da due giorni! Il lavoro procede bene e senza intoppi!-
-Come non dormi da due giorni?-
-Bhe sai com'è no...correggi e riguardi bozze su bozze, e al cliente questo non gli va bene, devo farlo più grosso, metterci più colore e cose così, quindi è da due giorni che cerco di fare del mio meglio, e trascuro il sonno-
-Mark adesso sono io quello preoccupato per te, non voglio che ti affatichi per un gruppo di beoti che tu chiami clienti!-
-Nicky, amore è il mio lavoro-
-Si lo sò ma io non..non voglio che ti succeda qualcosa-
Mark sorrise
-Adesso chi è quello troppo premuroso e protettitvo qui eh?! Sono grande abbastanza anche io no? Quindi non preoccuparti cucciolo, non mi succederà niente, ancora due settimane e poi tornerò a casa, e staremo di nuovo insieme-rispose dolcemente
-Non vedo l'ora mi manchi tantissimo-senteziò fievolmente
-Anche io. Mi manchi terribilmente Nicky-
-Certe volte...non credo di farcela-
-Lo sò amore, lo sò e non sei l'unico-
Nick stava per rispondergli ma all'improvviso udì una voce fuori campo e poi Mark riferì:
-Eccoci, sempre nei momenti meno opportuni...-
-Che è successo?-chiese
-Il cliente mi vuole, è un rompiscatole numero uno! Si meriterebbe un premio per questo!-
Nick rise, poi ribattè:
-Quindi devi andare?-
-Si mi dispiace. Comunque non preoccuparti ti richiamo domani appena ne ho il tempo, ti amo-
-Okay va bene-rispose debolmente
-Scusami, ti amo, miraccomando stai attento okay? ciao-esclamò amorevolmente
-Va bene, ti amo anche io ciao-
Detto questo entrambi chiusero la chiamata.
Il cellulare lo avvertì del messaggio da leggere, sbuffò e lesse quanto segue:
'Quando il gatto non c'è i topi ballano, e io vorrei ballare su di te, sò che tu mi vuoi, quanto ti voglio io'
Gli occhi di Nick si sgranarono. La paura cominciò a farsi sentire, stava per spegnere il cellulare quando esso squillò di nuovo.
Guardò sul display, era ancora un numero privato, rispose e di nuovo quei respiri si fecero sentire.
La voce di Nick cominciò a tremare, le parole gli morirono in gola, il fiato gli si fermò a mezz'aria poi rispose tremante e fievolmente:
-Chi sei...che cazzo vuoi da me?-
Silenzio e ancora respiri, Nick stava per cominciare a piangere.
-Che vuoi?-ribattè tremante
[Solo te] gli mormorò diabolicamente per poi chiudere la chiamata.
Nick tremando come una foglia, spense il cellulare e lo scaraventò sul tappeto, per poi mettersi in posizione fetale e piangere silenziosamente.

CAPITOLO 13


The Revenge

Era passata una settimana e Nick continuava a ricevere chiamate e messaggi minatori.
Non ne aveva più parlato con Mark, non lo voleva far preoccupare e lo stesso valeva per gli altri ragazzi della band specialmente per Brian e dentro di sè sperava che quest'ultimo non si fosse accorto di niente.
Nick era molto spaventato, però cercava di tirare avanti facendo finta che non gli stesse accadendo niente.
La mattina si alzava, si faceva la doccia, si vestiva, faceva colazione e usciva per andare a lavoro. Non appena tornava, parcheggiava subito l'auto e correva in casa, chiudendo tutto.
Brian però si era accorto che il suo amico era un pò strano ma non ci faceva tanto caso, forse gli mancava Mark. Chi se lo aspettava che Nick vivesse nel terrore da quasi due settimane? Brian era sicuro che gli avrebbe detto tutto, quando ne avrebbe avuto bisogno, quindi non lo aveva costretto a dirgli quello che gli stava accadendo, l'ultima volta che l'aveva fatto la loro amicizia si era incrinata e non poco per poi finire miseramente. Ed ora che tutto tra di loro era tornato come prima, voleva evitare di far crollare tutto un'altra volta, a Nick ci teneva, ci teneva più di quanto si immaginasse.
*§*§*§*
Uno squillo si presentò nell'oscurità della notte.
Nick sussultò aprendo di scatto gli occhi, il cellulare sul comodino lampeggiava insistentemente, era una chiamata.
La paura che ultimamente lo divorava dall'interno adesso gli stava lacerando anche l'esterno, cominciò a tremare, il cuore aumentò i battiti, con mano tremante prese il telefonino e guardò sul display, gli mancò l'aria appena lesse "numero privato" lasciò cadere l'apparecchio sul tappeto, e si tappò le orecchie per non sentire quello squillo insistente. Stava impazzendo, più cercava di non sentirlo più quello si presentava alle sue orecchie. Delle lacrime di paura cominciarono a scendergli dagli occhi.
Il cellulare smetteva, poi dopo risquillava di nuovo, Nick non ce la faceva più, non riusciva a controllare i suoi tremori, voleva scappare, uscire da quella casa ma soprattutto voleva Mark, con lui si sentiva al sicuro, ma lui non c'era, poteva correre da Brian ma aveva paura di mettere piede fuori Quindi d'istinto si alzò dal letto, corse giù in salotto e accese la televisione mettendo su MTV.
Un'ora dopo Nick crollò addormentato sul divano.
*§*§*§*
La mattina per Nick a lavoro era trascorsa tranquilla, aveva lasciato il cellulare a casa e si era buttato a capofitto sul lavoro.
Alle 7pm l'album era completo, avevano finito, Nick ancora non ci credeva, era al settimo cielo, e per un attimo quella paura che tanto lo tormentava era scomparsa lasciando campo libero alla spensieratezza, e alla gioia non vedeva l'ora di dirlo a Mark.
Facendo i calcoli in Iralnda dovevano essere più o meno le 9 di mattina sicuramente Mark era sveglio.
Quindi preso dall'entusiamo si mise la mano in tasca là dove teneva il cellulare e si ricordò, che era rimasto a casa. Deglutì la saliva e raggiunse Brian sulla poltroncina della sala di registrazione.
-Bri?-
-Si dimmi Nick-
-Mi potresti per favore prestare un attimo il tuo cellulare, vorrei telefonare a Mark per dirgli che abbiamo finito con l'album..il mio è in carica a casa-
Brian lo guardò un pò interdetto, da quando in quà lasciava il cellulare a casa?
Scosse la testa e parlò:
-Okay, tieni Nick-
Gli rispose porgendoglielo.
-Gra..grazie Bri-
-Di nulla-
Nick gli sorrise ed uscì fuori per chiamare Mark che rispose all'istante:
-Pro..pronto?-
-Ciao Marky, sono io Nick-
-Hey ciao cucciolo, cos'è hai cambiato numero?-
-No è che il mio cellulare ha avuto un guasto quindi è a riparare-
-Ah! Ecco perchè ieri non mi rispondevi-
-Scusami, lo sò ti dovevo avvisare ma è successo all'improvviso-
-Nah non starti a scusare...Comunque dimmi come stai è tutto okay?-
-Si stò apposto grazie tu?-
-Non male-
-Il lavoro procede bene?-
-Si, sembrerebbe di si...e il tuo Nicky, come và con l'album?-
Sul volto di Nick apparve un sorriso ed esclamò:
-Lo abbiamo terminato circa 10 minuti fà!-
-Wow! Nick, non vedo l'ora di ascoltarlo-
-Lo farai appena tornerai, ti procurerò una copia-
-Grazie amore-
-Prego...Marky ascolta io adesso ti devo salutare il cellulare è di Bri e lo sta reclamando-
-Okay cucciolo, ti chiamo stasera al cordless, stammi bene, ti amo ciao-
-Stammi bene anche tu! Ti amo ciao!-
Detto questo chiuse la chiamata e riportò il cellulare al proprietario.
*§*§*§*
Era da poco scoccata la mezzanotte.
Nick dopo essere stato quasi un'ora al telefono con il proprio ragazzo, si era dato alla pulizia della cucina, aveva rigovernato e spazzato. E adesso con un sacco della spazzatura tra le mani si recò fuori, per gettarlo nei cassonetti davanti alla villa.
Non appena aprì la porta dell'ingresso, si trovò davanti Sean, che stava per suonare il campanello.
Indossava un paio di jeans scuri, e una t-shirt aderente bianca, ai piedi portava delle scarpe da ginnastica.
Nick lo guardava freddo e adirato, stava per rispondergli quando Sean lo afferrò per il colletto della camicia beige che stava indossando, e gli fece sbattere la schiena allo stipite della porta.
Il biondino strinse i denti, e lo spintonò via, ma lui lo riprese.
Lo afferrò per i polsi, lo schiacciò al muro e gli sussurrò diabolicamente all'orecchio:
-Tu hai qualcosa che mi appartiene, e la rivoglio indietro-
Nick lo guardò stranito, cercava di liberarsi ma non ci riusciva.
-Non capisco di che cazzo stai parlando lasciami...lasciami-
-No, non ti lascio ora che ti ho preso!-
Detto questo cominciò ad ansimargli all'orecchio destro, Nick trasalì, quei respiri gli erano famigliari, erano gli stessi che lo tormentavano via cellulare.
La paura lo avvolse era paralizzato, non riusciva a muovere neanche un muscolo, percepiva la bocca di Sean lasciargli succhiotti sul collo, voleva toglierselo di dosso ma non ce la faceva, era sotto shock. Ma non appena percepì la lingua di lui, che cercava di farsi strada violentemente dentro la sua bocca si risvegliò dal trance e riuscì a liberarsi.
Stava per rientrare in casa, ma Sean gli chiuse la porta, e lo riafferrò per la schiena per poi sussurargli all'orecchio:
-Ti ho preso Carter! Ti ricordi?...Quando il gatto non c'è i topi ballano, e io vorrei ballare su di te, so che tu mi vuoi, quanto ti voglio io-
-LASCIAMI! TU SEI PAZZO!-urlò liberandosi violentemente dalla sua presa. per poi correre giù verso il cancello, stava per aprirlo quando Sean lo afferrò nuovamente per il braccio, costringendolo a guardarlo negli occhi.
In quegli occhi azzurri ci vedeva il terrore e la cosa gli piaceva da matti.
-Sei molto bello quando sei terrorizzato Nick..babe-
-MOLLAMI!!!.-urlò cercando di mandarlo via.
Ma Sean gli girò il braccio, Nick man mano che percepiva il contorcimento del proprio arto superiore, si abbassava dolorante fino a toccare il suolo con le ginocchia.
Sean lo lasciò, per poi tirarlo su per il colletto della camicia e fargli sbattere violetemente la schiena contro l'inferiata.
Nick urlò, ma il suo grido venne soffocato improvvisamente da una ginocchiata allo stomaco, che gli fece sputare un pò di sangue. Si accasciò a terra dolorante, tossiva e tossiva. Cercò di rialzarsi ma Sean gli mollò un calcio alle costole, che lo ributtò giù.
Infine gli dette un calcio alla testa, che gli fece perdere momentaneamente i sensi.
Sean sorrise sadicamente compiaciuto, si passò la lingua tra le labbra e dopo con violenza immonda voltò Nick a pancia in su, gli prese le caviglie e cominciò a trascinarlo per portarlo in una parte nascosta alla strada, e al vicinato per lavorarci senza che nessuno lo disturbasse.
Dopo un minuto trovò un punto a lui consono, ovvero la quercia del giardino che era nascosta dalla strada e talmente folta da coprire la vista a tutto il vicinato, poi c'era anche il tetto della casa che dava una mano.
Sorrise perversamente, ansimava già di piacere vedendo Nick indifeso per terra.
Era bello, bello da impazzire, aveva fatto girare la testa a quasi tutti i gay single di Los Angeles, che facevano a gara per acalappiarselo, nessuno gli resisteva era così sexy, dannatamente sexy, e Sean lo odiava per questo, l'odiava perchè lo aveva "costretto" inconsapevolmente a tradire Mark.
E poi non sodisfatto, si era preso anche la briga di rubarglielo! Mark era caduto nella sua trappola e Sean lo odiava si odiava e desiderava il corpo di Nick allo stesso tempo.
-Tu sei troppo sexy, per non abusare di te! Ti odio e ti desidero allo stesso tempo, visto che non sono riuscito a riprendermi Mark, mi prenderò te-
Detto questo si sedette sopra di lui a gambe divaricate, cominciò a baciargli il petto leggermente scoperto, poi cominciò a leccargli il collo, fino a giungere alla sua bocca. Lì iniziò a mordicchiargli leggermente le labbra, poi con la lingua riuscì ad entrargli in bocca.
Nick percependo qualcosa dentro il suo palato cominciò a riprendersi, Sean lo sentì muovere sotto di lui, e la cosa lo eccitava da matti.
Non appena Nick aprì gli occhi riconobbe Sean, cercò di scrollarselo di dosso, ma gli era impossibile perchè ce lo aveva sopra.
Cominciò a dimenarsi come un pazzo urlando con rabbia e paura:
-LASCIAMI, LASCIAMI NON VOGLIO VA...-
Non riuscì a terminare la frase che un cazzotto gli raggiunse lo zigomo, il colpo lo rintronò, Sean allora con violenza gli strappò la camicia. Nick con un improvviso colpo di reni riuscì a ribaltare la situazione cercò di alzarsi, ma le costole rotte si fecero sentire, e cadde a terra ansimante per il dolore. Era terrorizzato e cercò di gattonare via, ma Sean gli afferrò con violenza e forza la caviglia destra, e lo trascinò verso di sè, rimotandogli sopra.
Nick si dimenava e delle lacrime cominciarono a scendergli dagli occhi:
-LASCIAMI...LASCIAMI-
-STA BUONO PEZZO DI STRONZO-
Urlò mollandogli un cazzotto ad un fianco.
-AAHHH...LASCIAMIII, BRUTTO BASTARDO DEPRAVATO, MOLLAMI!-gli urlò mordendogli con forza un braccio.
Sean urlò di dolore, poi prima che Nick riuscisse a scappare, lui lo alzò da terra, e lo spinse con forza alla quercia, per poi afferrargli le labbra con i denti facendogli male, e quindi riuscire ad entrargli in bocca con la lingua, Nick si dimenò. ma Sean gli urlò:
-PICCOLO BASTARDELLO, FIGLIO DI PUTTANA! ADESSO NE HO ABBASTANZA DI TE CARTER, STAI BUONO, FATTI SBATTERE COME SI DEVE, IO TI VOGLIO, NON MI DEVI RIFIUTARE ALTRIMENTI MARK LA PAGHERA'-
All udire il nome del proprio ragazzo Nick si arrestò di colpo.
Sean sorrise diabolico:
-Ecco bravo così mi...-
Non terminò la frase che Nick gli mollò una ginocchiata pazzesca, che fece cadere a terra entrambi.
Il biondino era dolorante, perdeva sangue dal naso, dalle labbra e dalla testa, non riusciva ad alzarsi quindi continuò a gattonare, stava per raggiungere il cancello, ma Sean ripresosi, lo raggiunse velocemente, gli afferrò le cavigle, lo trascinò via e lo alzò da terra:
Nick ciondolava.
-ADESSO BASTA! MI SONO ROTTO DI GIOCARE CON TE!-
Detto questo lo scaraventò, sulle scale del portico e all'impatto il ragazzo venne avvolto dal buio.
Sean sorrise, lo prese di nuovo per le caviglie e lo trascinò sotto la quercia, prima di voltarlo a pancia in giù, lo baciò con violenza, e gli sussurrò sadicamente:
-Finalmente ti sei calmato...adesso ti lavorerò per bene Nick-
Rise perfidamente, gli sganciò i jeans calandoglieli insieme ai boxer.
Lo voltò a pancia in giù, si calò i propri pantaloni, la propria biancheria, si sdraiò sopra di lui, e glielo conficcò dentro con violenza indomita, e cominciò a spingere e a spingere, mentre dei gemiti di piacere uscivano dalla sua bocca, fino a raggiungere l'orgasmo lasciando il suo liquido in un Nick quasi esanime. Uscì da lui brutalmente, si rivestì, lo voltò a pancia in sù, lo baciò sulla bocca, prendendosi anche un pò del suo sangue, gli lasciò dei succhiotti sul collo, lo rimise pancia in giù sorrise perfidamente e parlò:
-Sei stato molto bravo Nick, mi hai fatto faticare ma sei stato meraviglioso, non mi scorderò mai questo momento!-
Detto questo gli mollò un ultimo e violento calcio su un fianco, e se ne andò lasciandolo lì mezzo nudo. Lo aveva picchiato a sangue, lo aveva ferito sia fisicamente che psicologicamente e tutto questo per vendicarsi di Mark? Si per vendicarsi di lui e di colpirlo con quello che di più caro aveva al mondo. Nick.
"Cosa farai adesso Mark?" Pensò diabolicamente prima di scomparire dalla casa e anche dal quartire.
La luna piena brillava lassù su quel cielo, le stelle gli facevano compagnia, e quella pallida luce illuminava tristemente il corpo martoriato di Nick, mentre un telefono squillava in quella silenziosa notte, in quel silenzioso salotto.
I grilli che erano soliti cantare nel giardino si erano ammutoliti, spaventati dalla bestialità umana a cui involotariamente avevano assistito.
Lui era lì a terra. Nascosto da tutto e tutti, abbandonato al suo destino, mentre il silenzioso quartiere dormiva ignaro di ciò che era accaduto, ignaro della violenza accaduta, ignaro del sangue versato, ignaro di una vita ormai in pericolo.

CAPITOLO 14


Are You Fallen In Love With Him?

Una camera bianca, una finestra che dava all'esterno mentre il temporale si stava scatenando decretando la fine della bella stagione, per dare il bentornato all'autunno che aveva ritardato di una settimana.
Un letto bianco dove riposava una persona. Un ragazzo seduto su una sedia nera, con i capelli biondo scuro e due occhi blu velati di lacrime, beep insistenti di macchine che controllavano l'andatura del cervello, la saturazione e la frequenza cardiaca.
Il ragazzo seduto fissava quella persona, collegata a quei macchinari infernali, che aveva due tubicini inseriti nelle narici che gli mandavano aria, aveva la testa fasciata, sul collo vi erano chiari segni di succhiotti, le sue labbra erano secche e mostravano dei leggeri graffi. Il ragazzo scosse la testa, strinse la mano di quella persona e parlò:
-Chi ti ha fatto questo, chi ha avuto il coraggio di ridurti così, con quale brutalità ti ha picchiato così, Nicky...Chi ha osato farti una cosa del genere..chi perchè?Non te lo meritavi, non doveva accaderti una cosa del genere non e' giusto..per l'amor di Dio apri gli occhi Nicky..dimmi che stai bene!-
Dai suoi occhi blu cominciarono a scendere delle lacrime.
"Ti giuro Nick che chiunque sia stato la pagherà, la pagherà molto cara!"
In quel preciso istante, udì la porta aprirsi.
Si voltò e i suoi occhi incontrarono la figura di Mark.
lo vide solcare la porta, aveva gli occhi lucidi, e in loro vi era tanta paura, tanta angoscia ma sopratutto tanta preoccupazione, il suo amore, il suo Nicky, il ragazzo che più amava al mondo era ridotto malissimo, li mancò l'aria il cuore perse un battito.
Cominciò a camminare, e a camminare, una volta raggiunto il letto cadde in ginocchio con mano tremante gli accarezzò la guancia sana, per poi passare alla testa dove non c'era fasciatura, gli dette un leggero bacio sulla bocca, gli strinse la mano tutto tremante, le lacrime cominciarono a scendere copiose dai suoi occhi blu, si portò la mano dell'amato alla guancia e tra il pianto disse:
-Chi ti ha fatto questo amore mio, chi è stato Nicky! Perchè a te perchè al mio cucciolo gli e' stata fatta una cosa del genere! Chi ha osato farlo..chi è stato!.. Io non..io non dovevo andarmene, non dovevo accettare quella campagna pubblicitaria del cazzo, non dovevo abbandonarti, non dovevo lasciarti...oddio amore mi dispiace tanto, tanto...ti giuro che chiunque sia stato la pagherà cara, molto cara-
Brian assisteva alla scena con l'angoscia nel cuore, stava per parlare ma la voce di Mark lo fermò:
-Nicky ti prego apri gli occhi, sono io Mark, sono tornato da te appena l'ho saputo, sono saltato sul primo aereo e sono venuto qui, ti prego amore apri gli occhi Nick,ti supplico..Per l'amor di Dio, apri i tuo stupendi occhi azzuri nel quale mi perdo ogni istante, ti prego sorridimi come hai sempre fatto..parlami con la tua dolcissima e soave voce..Nicky ti prego..ti prego-
-.......-
-Parlami, ti prego, dimmi che stai bene, dimmi che ti riprenderai...amore rispondimi per favore..ti prego svegliati-
Niente Nick continuava a tenere gli occhi chiusi.
Detto questo Mark poggiò la testa vicino alla mano dell'amato che continuava a stringere e crollò con un pianto, che durò per una decina di minuti Brian era rimasto lì, non sapeva che fare in quella situazione.
Non appena il ragazzo alzò il volto segnato dalle lacrime si voltò verso di lui che trasalì e parlò con la voce tremante:
-Nick...ha due costole rotte, una contusione al braccio, una...una leggera commozione celebrale e...e-
Brian non riusciva a proseguire.
-E?-lo intimò Mark
Brian lo guardò negli occhi, non riusciva a parlare, non poteva dirgli che avevano abusato di lui, non ce la faceva a pronuciare quella parola. E al solo pensarci gli veniva da rimettere.
-......-
-Brian ti pre..prego dimmi che gli è stato fatto, dimmi se c'è altro...io ho...-
Si arrestò di colpo, un brutto presentimento lo avvolse. No non potevano avere abusato di lui!
No, era impossibile, non ci voleva credere, cominciò a scuotere la testa...i suoi occhi erano impassibili, sembrava uno zombi! No, non poteva essergli successo questo no.
-No..non può essere stato viole..-
Brian asserì debolmente con la testa.
A Mark crollò il mondo addosso, no non se ne capacitava.
-E' stato vio..violentato? Dimmi di no ti prego-
-Purtroppo è la verità...-
-No...perchè? Non è vero, non è vero-
-E' la verità-rispose debolmente con gli occhi lucidi.
-NO!-urlò rabbioso e angosciato mollando un tremendo cazzotto alla finestra rompendone il vetro, ferendosi la mano, per poi cadere in ginocchio.
Brian ripresosi dallo shock si avvicinò con cautela a lui, gli depose una mano sulla spalla.
A quel gesto Mark lo allontanò:
-NON toccarmi...-
Si alzò, guardò Nick...la parola "violentato" gli rimbombò assiduamente in testa, scosse quest'ultima:
-E' stata colpa mia..non dovevo lasciarlo..NON DOVEVO FARLO!-
Detto questo guardò il suo amore per un ultima volta, e scappò via.
-Dove vai Mark? Devi stare con lui MARK!-gli gridò Brian raggiungendolo. afferrandogli il braccio:
-Devi stargli vicino Mark...-
-LASCIAMI!-urlò liberandosi dalla presa e cominciando a salire le scale senza avere una meta precisa.
Brian lo seguì lui doveva stare con Nick, doveva essere con lui quando si sarebbe svegliato, doveva farlgli sentire la sua presenza! Non poteva andarsene così. Quindi era determinato a seguirlo e a riportarlo da lui.
*§*§*§*
Mark correva e correva sù per quelle scale, le lacrime gli avevano annebbiato la vista, ripensò a Nick a quando l'aveva lasciato per partire per Dublino.
Mark's Flashback
Quella mattina Nick mi svegliò con un bacio.
I miei occhi si aprirono e lo videro, bello come sempre illuminato dalla luce del sole che lo colpiva con i suoi raggi.
Indossava una canottiera nera, non molto attillata, e un paio di pantaloni alla rapper di stoffa grigio chiaro quasi sul bianco, con tre tasche laterali ad entrambe le gambe.
I suoi capelli erano ancora un pò spettinati, ribelli quasi selvaggi come piacevano a me. gli sorrisi poi parlai:
-Wow Nick tu sei la mia sveglia preferita-
sorrise ed esclamò:
-Marky..non ti arrabbiare-
Abbozzai un sorriso e risposi:
-Perchè mi dovrei arrabbiare, cosa avresti fatto di male?-
Rise imbarazzato, salì sul letto e si distese vicino a me.
Mi abbracciò, ed intuì che voleva un pò di coccole che gli cominciai a fare.
-Mark...Ti ho svegliato due ore prima!-mi disse all'improvviso.
Lo guardai stranito e replicai:
-Come mai, è successo qualcosa?-
Nick scosse la testa, arrossendo leggermente. Il suo indice mi solleticava l'ombellico, alzò gli occhi, mi guardò con intensità e parlò:
-Voglio fare l'amore con te...prima che tu parta tra meno di tre ore. Voglio farlo con te, sò che l'abbiamo fatto ieri ed è stato meraviglioso, ma vorrei anc...-
Non lo feci finire di parlare che lo baciai.
Una volta staccati lui mi guardò dicendomi:
-Era un sì?-
Io sorrisi e lo baciai di nuovo, per poi rotolare sopra di lui che mi fermò.
Si staccò dall'abbraccio e parlò:
-Conduco io!-
Io lo lasciai fare.
In pochi secondi lui era sopra di me, si tolse la canottiera gettandola a terra, si distese su di me cominciando a baciarmi e a baciarmi, la sua lingua mi percorreva con foga, ogni angolo della bocca, io cominciai a calargli i pantaloni e i boxer, e iniziò ad emmettere dei mugulii di piacere non appena le mie mani gli massaggiavano il membro.
Alla fine dopo i nostri soliti giochini, Nick finalmente si decise ad entrare dentro di me.
Dopo fu il mio turno, andammo avanti per quasi un'ora poi ci addormentammo, lui aveva la testa sul mio addome e un braccio sulla mia vita, mentre io gli avvolgevo e accarezzavo la schiena nuda.
Mi svegliai prima di lui, e mi misi ad ossevarlo mentre dormiva: era così bello, così indifeso, mi accorsi che sul suo viso fanciullesco nonostante avesse compiuto 24 anni, c'era un sorriso a fior di labbra, gli piaceva stare così con me, adorava che lo abbracciassi, e sopratutto amava dormirmi quasi sempre con la testa sul petto, e a me la cosa non dispiaceva per niente.
Avvicinai il mio volto al suo collo dandoglici un leggero bacio. dopo mi persi a respirare il suo odore, era un odore particolare che amavo, il suo dopo barba poi mi faceva girare la testa.
lo baciai sulla bocca, poi sulla guancia e infine sulla fronte, Nick aprì lentamente gli occhi:
-Hey...-esclamò dolcemente sorridendomi
-Hey..-risposi con altrettanta dolcezza
-Che ore sono?-
Guardai l'orlogio sul mio comodino:
-Bhe...tra un'ora me ne dovrò andare-
Notai che sul suo volto comparve un alone di tristezza, non voleva che io me ne andassi, avrebbe volentieri fermato il tempo solo per stare così accanto a me, e io ero d'accordo, ma purtroppo il tempo non si poteva fermare quindi a mio malincuore dovetti alzarmi dal letto. però decisi di non farmi la doccia perchè volevo tenermi il suo odore addosso, volevo portarmi un qualcosa di lui con me.
Nick mi raggiunse baciandomi:
-Niente doccia amore?-
-No perchè voglio portarmi il tuo odore dietro!-
Lui mi sorrise baciandomi, poi mi sussurrò all'orecchio:
-Ti svelo un segreto, tutte le volte che lo abbiamo fatto, io non mi sono mai tolto il tuo odore di dosso! Ti amo e sarà per sempre-
Detto questo, mi lasciò un leggero succhiotto sul collo e parlò:
-Bene Marky scendo a riscaldare la colazione-
-Ri..riscaldare???-replicai sbigottito
Lui mi sorrise:
-Non è una colazione surgelata, non esiste, l'ho prepara prima di svegliarti, è una sorpresa spero ti piaccia-
Mi fece l'occhiolino e scese.
-Il mio Nicky-esclamai divertito cominciando a vestirmi.
Stavo per infilarmi i jeans quandò, lo vidi davanti alla porta.
-Mark?-
-Dimmi, non sai come riscaldare la colazione?-dissi scherzosamente
Lui mi guardò, sorrise poi parlò:
-Ti..ti dispiace..lasciarmi un tuo paio di jeans, e una tua t-shirt?-
-Facciamo così, tu mi dai un tuo paio di jeans e una tua maglietta che mi metterò oggi, così magari resisteremo separati-
Il suo volto si illuminò, si recò all'armadio e mi disse entusiasto:
-Scegli quel che vuoi!-
Non me lo feci ripetere due volte, mi avvicinai e presi una felpa color panna con cappuccio, non molto scura, punteggiata di nero, e un paio di jeans non molto larghi chiari stracciati alle ginocchia.
Sorrisi poi parlai:
-Nick questi l'indossasti la prima volta che siamo usciti insieme-
-Te lo ricordi ancora?-mi chiese felice
Annuì.
Nick mi indicò i jeans che prima mi stavo mettendo e che adesso erano sopra il letto, poi aprì un cassetto dell'armadio, e ne estrasse una canottiera bianca a maniche corte attillata e parlò: -Questi Jeans sono quelli che indossavi quella sera che mi salvasti da quel pazzo, e invece questa canottiera è quella che avevi quando per la prima volta ci siamo uniti-
Sorrisi, lo baciai e l'abbracciai sussurandogli all'orecchio:
-Mi mancherai Nicky, mi mancherai tantissimo-
-Anche tu Marky...-
Ci staccammo poi lui continuò dicendo:
-Bene sarà meglio che vada a riscaldarti la sorpresa altrimenti farai tardi-
Annuì debolmente, lo vidi scendere le scale di corsa, e passarsi una mano sul viso.
End Mark's Flashback
Mark sorrise ripensando a quella mattina, la sorpresa di cui gli aveva accennato era la colazione alla Irish che gli era venuta anche bene.
Scosse la testa. Aprì la porta che gli si era parata davanti, e incontrò il terrazzo dell'ospedale, la pioggia stava pian piano scemando, gli ultimi tuoni si allontanavano a poco a poco.
Mark si lasciò accompagnare dal muro, facendoci scivolare la schiena fino a toccare terra, si portò le ginocchia al petto, se le coprì con le braccia e abbandonò la testa su esse cominciando a singhiozzare e dandosi colpe su colpe.
"Quella mattina era raggiante, felice, sereno anche se dentro al cuore piangeva, perchè in meno di un'ora me ne sarei dovuto andare, e l'avrei lasciato solo, per un mese.
Aveva fatto di tutto quella mattina, ogni istante cercava un contatto, di qualsiasi genere, poteva essere un semplice sfiorarsi, un semplice tocco, un bacio o una carezza a lui bastava questo, per avere un contatto con me, voleva gustarsi ogni istante e io non ero da meno.
Ha pianto quando ci siamo salutati, sapevo che avrebbe sofferto, lo sapevo ed ero tentato di mollare tutto e stare con lui! Lo stavo per fare ma lui mi aveva detto di no, che non dovevo rinunciare a quella opportunità. All'improvviso era lui quello più forte e io quello più fragile. Ci abbracciamo e baciammo, percepivo le sue lacrime sulle mie guance anch'esse bagnate, le sue mani mi accarezzarono, erano gli ultimi tocchi, gli ultimi instanti insieme, volevo che il tempo si fermasse, ma la voce dell'autoparlante mi riportò bruscamente alla realtà, mi staccai da lui, lo salutai e gli voltai le spalle incamminandomi...Il mio Nicky nonostante le lacrime era sereno, stava bene, sprizzava energia da tutti i pori, ogni volta che facevamo l'amore i suoi occhi erano pieni di gioia, dolcezza e amore incondizionato, amava farlo con me, ma sopratutto amava me, e io lui...Era così allegro pieno di vita e adesso il mio cucciolo è in quel fottutissimo letto, ferito. Il suo bellissimo corpo, la sua gioia, la luce che lo illuminava ogni volta sembrava sparita dal suo viso, ridotto in quel modo orribile...Perchè gli è stato fatto questo, lui non se lo meritava, non se lo meritava...Chi è stato...ma sopratutto perchè..PERCHE'!"
Urlò infine dall'interno, poi una voce si fece sentire di fianco a lui:
-Mark!-
Il ragazzo sussultò, alzò il volto incontrando la figura di Brian in piedi, non aveva uno sguardo amichevole anzi sembrava fosse piuttosto adirato.
-Mark devi stare con lui, ha bisogno di te!-gli disse
-No..non ci riesco, non posso vederlo ridotto a quel modo-rispose con le lacrime agli occhi alzandosi e fare qualche passo, raggiungendo il terrazzo.
Brian cominciò ad alterarsi e a farsi molto agressivo. lo raggiunse e parlò:
-Devi andare da lui Mark, devi stare con lui-
Mark si spazientì, si voltò verso di lui e gli urlò:
-NO...NON POSSO...NON CI RIESCO, HAI CAPITO NON CI RIESCO..IO LO AMO, LO AMO PIU' DI ME STESSO, MA NON NE HO LA FORZA...non ne ho...!-
-SE LO AMI VERAMENTE, DOVRESTI ESSERE CON LUI A QUEST'ORA!-
-TU PENSI CHE SIA FACILE HUH?! CREDI CHE SIA FACILE PER ME VEDERE LA PERSONA CHE PIU' AMO AL MONDO, SU DI UN MALEDETTO LETTO D'OSPEDALE, COLLEGATA A QUEI FOTTUTISSIMI MACCHINARI! PIENA DI EMATOMI E FERITE, E VENIRE A SAPERE CHE QUALCUNO DI CUI NON SI SA' UN CAZZO LO HA VIOLENTATO...BRIAN LO HA PICCHIATO A SANGUE, LO HA QUASI AMMAZZATO-
-LO SO' TI CAPISCO...MA TU COME SUO RAGAZZO DOVRESTI STARGLI VICINO MARK! PORCA PUTTANA LUI E' IL TUO FIDANZATO, NO? ME LO HAI DETTO POCHI SECONDI FA' CHE LO AMI E ALLORA COSA CAZZO CI FAI ANCORA QUI? VA' DA LUI ORA CHE HA PIU' BOSOGNO DI TE!-
-MI SEMBRA DI AVERTELO DETTO, NON CE LA FACCIO, NON CE LA FACCIO..NON CI RIESCO E' PIU' FORTE DI ME..PIU' FORTE DI ME!-
Brian annuì la testa rabbioso, alla fine gli urlò al colmo della rabbia:
-NON CI RIESCI EH, NON CI RIESCI EH! BENE MAGARI SE TU FOSSI STATO QUI NON GLI SAREBBE SUCCESSA UNA COSA DEL GENERE-
-MI SENTO GIA' IN COLPA PER QUESTO NON RINCARARE LA DOSE TI PREGO!-
-IO NON TI STO RINCARANDO LA DOSE!-
-E INVECE SI, AMMETTILO BRIAN IO NON TI SONO MAI ANDATO A GENIO NON E' COSI'?-
-........-
-NON MI RISPONDI NEANCHE! CAZZO IO NON TI HO FATTO NIENTE, NON TI HO FATTO NIENTE, IO AMO NICK, LO AMO PIU' DI ME STESSO, PERCHE' TU NON RIESCI AD ACCETTARLO EH...COSA TE NE FREGA SE LUI STA CON ME...E' FELICE CON ME NO, LO HAI VISTO ANCHE TU!-
-OH SI CERTO CHE L'HO VISTO..INFATTI E' TALMENTE FELICE CHE ADESSO E' IN UN LETTO D'OSPEDALE, DOPO CHE QUALCUNO LO HA PICCHIATO A SANGUE PER POI SBATTERSELO PER BENE, NEL TUO GIARDINO, MENTRE TU ERI A DUBLINO PER LAVORO!-
-PENSI CHE SIA PER COLPA MIA SE GLI E' SUCCESSO QUELLO CHE GLI E' SUCCESSO?-
-INFATTI NON LO PENSO NE SONO SICURO-
Mark attutì il colpo e rispose tremante:
-SEI SOLO UNO STRONZO, CHE CAZZO DI IDEA TI SEI FATTO DI ME?-
-NESSUNA IDEA SOLO CHE SEI QUEL GENERE DI PERSONA CHE STA' CON LUI SOLO PER LA FAMA E NON PER QUELLO CHE E' IN REALTA'-
-IO STO CON LUI PER LA PERSONA CHE E', FICCATELO BENE IN TESTA! SE NON MI CREDI CAZZI TUOI, MA QUI QUALCUNO NON AMMETTE QUELLO CHE REALMENTE SENTE PER NICK E NON SONO IO....BRIAN TU TI SEI INNAMORATO DI LUI NON E' COSI'?-
Brian voleva rispondere ma le parole non sembravano volere uscire.
Che stava accadendo? Lui non era innamorato di Nick. No gli voleva solo bene ma come se ne vuole ad un amico e ad un fratello non come intendeva Mark. Non era innamorato di Nick..Non lo era per nulla al mondo.
-NON SONO INNAMORATO DI LUI!-ribattè
Mark scuoteva la testa ridendo quasi isterico.
-Capisco, capisco ecco perchè non mi puoi soffrire, ecco perchè sei stato quasi due anni freddo con lui...ERI GELOSO BRIAN, GELOSO DI LUI, MA SOPRATUTTO DI ME, PERCHE' ERO L'UNICO DI CUI NICK SI E' FIDATO DA QUANDO IL SUO MIGLIORE AMICO GLI HA VOLTATO LE SPALLE, PER POI CAPIRE DUE ANNI DOPO DI AVER SBAGLIATO...SONO SCEMO IO...O QUALCOSA QUI NON QUADRA?! EH?-
-CHE CAZZO STAI BLATERANDO?!-
-IO NON STO BLATERANDO CACCHIATE! LO HAI TRATTATO MALE PER DUE ANNI, SEI STATO FREDDO CON LUI. POI ALL'IMPROVVISO VUOI FARCI PACE, COS'E' HAI CAPITO CHE CON ME ERA FELICE? MA SE POCHI SECONDI FA' MI HAI DETTO IL CONTRARIO? E' GIUNTA L'ORA CHE TU, TI SCHIARISCA LE IDEE...MA VOGLIO AVVISARTI...NICK E' MIO IO SONO SUO...NON TI AZZARDARE A METTERTI TRA DI NOI HAI CAPITO!-
-COS'E', UNA MINACCIA PERCASO?-
-NO! E' SOLO UN AVVERTIMENTO! NON TI AVVICINARE TROPPO A LUI! NON TI AZZARDARE A FARLO SOFFRIRE, NON METTERGLI DUBBI NEL CUORE! LUI E' IL MIO RAGAZZO, TU RESTERAI PER SEMPRE IL SUO MIGLIORE AMICO, IL TUO TRENO LO HAI PERSO QUANDO LUI TI HA BACIATO E TU LO HAI RESPINTO AGGRESSIVAMENTE, GLI HAI URLATO COSE TERRIBILI! E PER QUESTO NON RIESCO ANCORA A PERDONARTI! LO HAI SPEZZATO IN DUE, E ADESSO CHE FINALMENTE HA TROVATO QUALCUNO CHE LO HA RESO FELICE PER QUASI DUE ANNI! TU VUOI INTROMETTERTI NELLA SUA VITA E DISTRUGGERE QUELLO CHE CON FATICA HA COSTRUITO INSIEME A ME?! E' QUESTO CHE VUOI FARE HUH?! BHE SAPPI CHE NON TE LO LASCERO' FARE, NON TI LASCERO' CAMPO LIBERO..E POI MI SBAGLIO O SEI SEMPRE STATO ETERO? QUINDI NON TI AVVICINARE TROPPO A LUI, O TE LA VEDRAI CON ME!-
Detto questo con la rabbia e la determinazione negli occhi gli voltò le spalle e se ne andò.

CAPITOLO 15


A Truth So Hard To Accept

Il cielo che aveva smesso di far precipitare acqua 4 ore fà, adesso era coperto dagli ultimi nuvoloni neri.
Brian camminava con il volto basso, senza sapere da che parte andare, in giro non c'era nessuno, tutti erano a casa, per ripararsi dal vento freddo che si stava manifestando per tutta Los Angeles.
Era da poco iniziato l'autunno giunto fra l'altro in ritardo, ma sembrava che fosse inverno dal freddo che faceva.
Era freddo il tempo, o il cuore di Brian? Le parole di Mark gli stavano martellando la testa da secondi, minuti, ore ormai. Non riusciva a togliersele dalla testa, voleva pensare ad altro ma era tutto inutile.
Il suo cuore era freddo perchè dentro di lui stava albergando la paura e l'insicurezza, il timore di aver scoperto qualcosa a cui non aveva mai pensato, un' insicurezza di sentimenti per il suo fratellino.
Non capiva più, se gli voleva bene come ad un fratello o c'era qualcos'altro da portarlo a credere che in quello che aveva detto Mark un fondo di verità c'era? Lui non lo sapeva, non riusciva più a capirlo, stava impazzendo:
"No...Nick è il mio migliore amico nient'altro solo questo! Gli voglio bene è vero, gliene voglio molto, ma è quell'affetto, quell'amore che provo come se fosse mio fratello.
Mark si sbaglia...Sì! Si sbaglia io sono etero! Lo sono sempre stato! Non..non sono innamorato di Nick, no non lo sono! E' una cosa impossibile, inverosimile! Lui è il mio migliore amico, mio fratello..io non lo amo, non lo..."
Si arrestò di colpo perchè improvvisamente alla sua mente apparve il volto di Nick: i suoi occhi, il suo sorriso, le sue labbra,quelle sue bellissime e perfette labbra, quei suoi capelli corti biondi, lisci e morbidi, quel suo collo "attira-morsi", quella sua voce calda e dolce. Non si era mai accorto di quanto il "suo" Frack fosse cresciuto e fosse diventato un ragazzo così bello capace di fare innamorare tutti con un semplice sguardo, con un semplice sorriso, e stranamente cominciò ad esserne attratto come una calamita. Si ricordò di quella notte a casa sua, mentre la luna lo stava illuminando era stupendo sotto quella luce, perfetto.
Scosse la testa, scacciando i pensieri che navigavano senza una meta nella sua mente fino a naufragare nel suo cuore.
"No..non sono innamorato di lui, non lo sono, non lo desidero, non lo bramo, non voglio stare con lui in quel senso. Lui è il mio migliore amico, il mio fratellino, solo questo nient'altro..Io non lo amo, non lo amo! E' vero gli voglio un bene dell'anima ma non l'amo, non lo amo! Ma allora perchè sto così male? Perchè sto patendo le pene dell'inferno per lui? Perchè le parole di Mark non mi vogliono lasciare in pace?Perchè..perchè..tutto questo, perchè così all'improvviso..cosa sta accadendo? Io..non..non sono gay! Sono ETERO! ETERO! COSA MI STA SUCCEDENDO, COSA!"
Detto questo senza rendersene conto, cominciò a correre e correre.
Aveva un estremo bisogno di parlare con qualcuno, e quel qualcuno era suo cugino.
*§*§*§*
Le palpebre di Nick cominciarono a tremare, poi lentamente aprì gli occhi incontrando un soffitto bianco.
Non sapeva dove si trovava, si sentiva dolorante come se fosse stato investito da un branco di elefanti impazzito, non ricordava con esattezza cosa era accaduto, l'unica cosa rimastagli alla mente era la figura di Sean, nient'altro.
"Dove sono, che è successo?"Si chiedeva frastornato
All'improvviso, percepì qualcuno vicino alla sua spalla destra.
Si voltò lentamente, e incontrò un viso a lui molto famigliare, non ci credeva, i suoi occhi si fecero lucidi e con voce debole lo chiamò:
-Ma..Mark!-
Il ragazzo sentendo pronunciare il suo nome anche se fievolmente, cominciò a muoversi infine aprì gli occhi incontrando il volto di Nick.
-Ni..Nicky! Oh mio Dio ti sei svegliato ero preoccupato!-esclamò con gli occhi lucidi
-Ciao..Mark che ci fai qui, non dovevi essere a...-
Si arrestò di colpo.
All'improvviso i ricordi si fecero più chiari, ricordò Sean e le telefonate minatorie.
Dai suoi occhi cominciarono a sgorgare lacrime.
L'aggressione subita si fece viva in lui, cominciò ad agitarsi, i suoi occhi azzurri stavano guardando quelli di Mark impassibili, lo stava trapassando da parte a parte come se non fosse lì presente, i beep delle macchine cominciarono a suonare.
Mark si spaventò, strinse la mano di Nick e lo chiamò.
A quel gesto, il ragazzo sobbalzò e urlò:
-NON TOCCARMI VATTENE!!!!-
-Nick sono io Mark...-
-NON TOCCARMI VA' VIA, VA' VIA!-
-Nicky, cucciolo non voglio farti del male, non voglio.-
Stava per accarezzargli la testa quando lui urlò al colmo della paura, rabbia e disperazione:
-LASCIAMI IN PACE...SEAN VATTENE!-
Mark udendo quel nome gli si raggelò il sangue. Sbiancò, i suoi occhi blu guardavano quelli di Nick, un Nick terrorrizzato, spaventato a morte.
Il suo cucciolo adesso lo temeva, lo temeva più di chiunque altro.
Voleva parlare dire qualcosa, ma il fiato gli si era mozzato in gola, era sotto shock.
In quell'preciso istante un' infermiera e un dottore entrarono nella camera, si avvicinarono a Nick, che urlava al dottore di non toccarlo, di lasciarlo stare, quelle urla strazzianti per Mark erano insostenibili, non ce la faceva a stare lì dentro per un altro minuto, quindi uscì, mentre a Nick venne somministrato un tranquillante, che lo calmò fino a farlo dormire.
*§*§*§*
Kevin si stava godendo un dvd, disteso sul divano quando il campanello lo destò.
Sbuffò. Si alzò a fatica recandosi alla porta, l'aprì trovandosi davanti il proprio cugino che aveva un viso strano:
-Bri che ti è successo? Si tratta di Nick sta bene?-
-Ancora non si è svegliato, ma è sotto controllo..Ti prego Kevin posso entrare ho bisogno di parlarti-
Brian era agitato, non l'aveva mai visto in quelle condizioni, lo fece entrare.
Una volta chiusa la porta Kevin:
-Allora Brian di che cosa volevi parlarmi?-
-E' difficile da spiegare è...-esclamò andando su e giù per il salotto
-Brian cerca di calmarti, mettiti seduto...-
Il ragazzo si sedette.
-Vuoi qualcosa da bere?-
-No..grazie Kev...-
-Sicuro?-
-SONO SICURO!-gli urlò improvvisamente, Kevin rimase interdetto.
Lo osservò, Brian percepì i suoi occhi addosso, alzò lo sguardo che era perennemente perso nel vuoto e disse:
-Scusami Kev..Non volevo urlarti contro è che..è che-
Kevin scosse la testa, si sedette accanto a lui, gli avvolse il braccio sulle spalle e con voce pacata parlò:
-No tranquillo Bri..avanti cosa c'è?-
-Non..non capisco, più nulla sono confuso, Kevin-
-Confuso su cosa?-
-Io non capisco se voglio bene a Nick o lo...-
-Lo...io sono etero Kevin lo sono non è così?-
Kevin lo guardava stranito cercò di dire qualcosa ma lui lo anticipò:
-Sono etero, sono...-
Si bloccò perchè di nuovo Nick si presentò dentro la sua testa, le parole di Mark cominciarono a impadronirsi della sua mente, fino ad intaccare il cuore dove ancora l'insicurrezza e la paura si stavano dando battaglia.
Alla fine sotto gli occhi sbigottiti del cugino cominciò a piangere, senza riuscire a smettere, i suoi singhiozzi aumentavano in ogni istante, Kevin lo abbracciò portandoselo al proprio petto, lui sentendo il suo affetto, si strinse di più a lui affogando il viso sulla sua felpa nera.
-Non sono gay..non lo sono, ma lui comincia a piacermi..comincia sul serio a piacermi-
continuava a ripetere tra i singhiozzi Brian.
Kevin sconvolto dall'inaspettata "affermazione" del cugino continuava ad abbracciarlo stretto, tra le sue braccia poteva percepire il suo corpo sussultare a causa dei singhiozzi che non volevano smettere di avvolgerlo, più singhiozzava più le lacrime aumentavano, urlava quasi tra il pianto, era un pianto isterico. Convulso. Un crollo di nervi.
All'improvviso aveva scoperto che forse il suo essere eterosessuale, non era mai esistito forse era sempre stato omosessuale o magari bisessuale, non riusciva a capirlo.
Non capiva più niente, era confuso su tutto e tutti e molto anche.
Una forte crisi d'identità cominciava a farsi presente in lui, il suo cuore avvolto dall'insicurezza e dalla paura, adesso era solo pervaso da quest'ultima, che lo stava lacerando come non mai.
Aveva paura, tanta paura.
Una paura che lentamente lo stava conducendo in un baratro senza via d'uscita.
Da quanto tempo covava questa sofferenza,questa insicurezza che adesso si era trasformata in paura? Solo da quel giorno o da molto prima? Riuscirà ad accettare questa dura e improvvisa verità, che in pochi istanti gli avrebbe cambiato la via?

CAPITOLO 16


We Started As Friends
But Something Happened Inside Me

Un mese dopo.
Ore 10am di un sabato mattina di Ottobre.
Un ragazzo si stava agitando sul letto, era Nick che da quando era ritornato a casa insieme a Mark un mese prima non riusciva a dormire bene.
Gli incubi lo tormentavano senza dargli requie, non ne poteva più, già era stata una fatica per Mark riuscire a far si che lui non lo temesse più.
Da quando il suo Nick si era svegliato sul quel letto d'ospedale vedeva Sean in tutti gli uomini, specialmente in lui, nel dottore che lo stava curando e anche negli altri ragazzi della band, non voleva essere sfiorato da nessuno di loro, era troppo sconvolto, spaventato, insicuro e sopratutto molto provato e ferito fisicamente ma sopratutto psicologicamente.
Si sentiva sporco, umiliato e colpito nell'orgoglio aveva cominciato ad odiare l'essere gay.
Era riuscito ad accettarlo grazie all'aiuto del suo ragazzo, ma quello che gli era successo, l'aggressione pesante, brutale e la violenza quasi barbarica che aveva subito, lo avevano portato a maledirsi per quello che era, per non essere etero, per averlo scoperto quasi 6 anni fà, per non avercela fatta a fermarsi ogni volta che lo faceva con sconosciuti, per non essere riuscito in quei 4 anni di sofferenza, di sentimenti repressi a togliersi dalla testa Brian, che lo aveva portato a comportarsi a quel modo.
Era praticamente in mille pezzi, voleva non essere mai nato, voleva non essere mai esistito, voleva farla finita su tutti i fronti.
Ma per fortuna con l'aiuto, l'affetto, la lealtà, la cura, le attenzioni, le premure, ma sopratutto l'amore che gli sapeva dare Mark era riuscito un pò a riprendersi.
Adesso si faceva toccare da lui, sfiorare, abbracciare, baciare ma appena percepiva che lui voleva andare oltre, perchè preso dalla passione e dal desiderio dimenticandosi del suo blocco psicologico, Nick si irrigidiva, e quasi cominciava a piangere e a tremare come una foglia senza riuscire a fermarsi, fino a che Mark percependolo si arrestava all'istante. Dimiuendo l'ardore, e il desiderio, staccandosi da lui per chiedergli mortificato scusa.
Nick era infuriato, amava Mark, lo amava. Voleva unirsi con lui ma quello che Sean gli aveva fatto lo aveva condotto a temere quell'intimo contatto, e lo odiava per questo, l'odiava con tutto se stesso.
Nick continuava ad agitarsi sotto le coperte, quando una voce lo chiamò e due mani lo scuoterono delicatamente.
Aprì di scatto gli occhi incontrando la figura di Mark seduta accanto a lui, che gli stava tenendo amorevolmente le spalle.
-Ma..Mark?-esclamò senza fiato
-Sì sono io Nicky, tranquillo-rispose con dolcezza
In quell'istante Nick lo abbracciò stretto stretto, tremando come una foglia.
Mark aveva intuito che cosa gli era accaduto, erano di nuovo quei dannatissimi incubi che lo tormentavano da svariate settimane ormai.
Lo strinse forte a sè e parlò con voce calma:
-Un altro incubo Nicky?-
Il biondino annuì, stringendosi a lui in cerca di protezione che come sempre trovò.
-Tranquillo è tutto finito...ci sono io con te-replicò rassicurandolo
-Io non ce la faccio, Non ce la faccio ogni volta che chiudo gli occhi, lui è sempre lì! Ed ogni notte, si fà sempre più cattivo, più brutale e mi fà male, tanto male...Non riesco a dimenticare, nonostante ci provi è tutto inutile, non ne posso più...Non ne posso più.-
A Mark piangeva il cuore, chiuse gli occhi stringendolo di più a sè, e accarezzandogli delicatamente con una mano la testa e con l'altra la schiena, per poi dirgli amorevolmente.
-Andrà tutto bene cucciolo, tutto bene-
Nick scosse la testa, si staccò da lui all'improvviso, alzandosi di scatto dal letto.
-NO..NON ANDRA' PIU' BENE UN CAZZO, NIENTE E' E SARA' PIU' COME PRIMA NIENTE, E LO SAI ANCHE TU MARK, LO SAI ANCHE TU!-urlò
voltandogli bruscamente le spalle e dirigendosi verso la finestra del balcone.
Mark si alzò e si diresse verso di lui, che era di spalle e guardava con occhi lucidi fuori: indossava i pantaloni di una tuta bianca firmata Nike, e una t-shirt dello stesso colore, non aveva mai indossato cose del genere.
Quando andava a dormire, stava sempre in boxer, ma dopo l'aggressione non più.
Era davvero ferito psicologicamente.
A livello fisico i lividi se ne erano andati, le ferite anche ma quelle nel cuore no, e sembravano non aver intenzione di guarire, rimarginarsi e infine andarsene per sempre da lui.
I suoi bulbi oculari fissavano persi il cielo azzurro, e il sole che illuminava tutto il quartire rendendolo luminoso e bello.
Si stava mordicchiando nervosamente l'unghia del pollice destro, mentre la mano sinistra ne teneva stretto il gomito.
Mark che indossava una semplice felpa nera e un paio di jeans chiari, sfumati e le Converse nere e bianche, gli depose delicatamente una mano sulla spalla.
A quel gesto Nick, irrigidendosi parlò:
-NON toccarmi-
Mark tolse la mano e rispose:
-Nicky andrà tutto bene riusciremo a superare tutto questo!-
-No...Non accadrà e lo sai anche tu-
-Nicky,cucciolo, perchè dici così?-
-Perchè dico così? Perchè! E ME LO CHIEDI ANCHE! SONO PASSATI DUE FOTTUTTISIMI MESI, E CAMBIAMENTI NON NE HO VISTI! MARK NON LO VEDI CHE NON RIESCO PIU' A STARE CON TE, COME PRIMA! IO VOGLIO SENTIRTI COMPLETAMENTE DENTRO DI ME, MA..MA NON CI RIESCO! NON CE LA FACCIO, PERCHE' TI TEMO, HO PAURA DI TE! E PER QUESTO TI FACCIO SOFFRIRE, E NON VOGLIO, NON VOGLIO!-urlò voltandosi verso di lui.
-Nick non preoccuparti hai solo bisogno di tempo, piano piano riuscirai a superare tutto questo-
-Si certo...E QUESTO QUANDO ACCADRA' TRA 4 ANNI, 5?! RIUSCIRAI A STARE AL MIO FIANCO E'H?! CI RIUSCIRAI MARK? RESISTERAI PER TUTTO QUEL TEMPO? E SE NON MI SBLOCCASSI MAI PIU?, COSA FARAI HUH?! COSA? SEA..SEA..LUI HA DISTRUTTO LA MIA VITA! HA DISTRUTTO TUTTO! TUTTO QUANTO! NON MERITO DI STARE AL TUO FIANCO! TUTTO PER COLPA SUA E SOLO SUA!-
Quelle parole le aveva urlate con così tanta rabbia e tristezza, da non rendersi conto che aveva cominciato a versare delle leggere lacrime.
Mark scosse la testa. Si avvicinò a lui, gli mise delicatamente le mani sul viso, accostandosi a pochi mm dalla sua bocca.
Gli sfiorò le labbra lievemente, asciugandogli con quest'ultime le lacrime che avevano cominciato a scivolargli lungo le guance, bagnandole copiosamente. Sentiva la sua sofferenza, percepiva il suo dolore come se fosse accaduto a lui di nuovo.
Posò la fronte sulla sua, chiuse gli occhi, deglutì la saliva e gli sussurrò con amore e affetto incondizionato:
-Nicky, non ti lascerò mai, non lo farò, ti starò sempre vicino. Non mi importa se ci vorrà un eternità! Non mi interessa se non riuiscirai più a farlo con me! Io ti amerò per sempre, ti amerò come ho sempre fatto, ti starò accanto fino a che tu lo vorrai. Perchè ti amo indipendentemente da tutto quello che ti e' accaduto in passato, ti amo indipendentemente da quello che ti è successo! Ti amo indipendetemente da come ti senti adesso!
Hai paura lo sò, è normale, ma ti giuro che il mio cuore starà sempre con te, che non smetterà mai di battere per te! Voglio che tu lo sappia, voglio che tu ti convinca di questo, perchè è quello che provo, provavo e proverò per te fino alla morte! Ti amo- Aprì gli occhi, gli baciò delicatamente la fronte e la guancia.
Stava per baciarlo in bocca, quando le labbra di lui cominciarono a tremare, dalla sua bocca uscì un sospiro poi con voce fievole disse guardandolo negli occhi:
-Non..Non lasciarmi mai ti prego, sarei perso senza di te, non abbandonarmi ora che ho più bisogno di te-
-Non oserei mai abbandonarti mai, ti amo-
Nick rassicurato sorrise debolmente, avvicinò le labbra a quelle di lui, e si baciarono appassionatamente, dolcemente e teneramente.
Una volta staccati, Nick gli si gettò tra le braccia, lui lo strinse a sè e accarezzandogli la schiena e la testa gli disse:
-Ce la faremo Nicky! Andrà tutto bene vedrai!-
Si staccarono lentamente l'uno dall'altro Mark gli sorrise dolcemente, gli mise una mano sulla spalla e parlò:
-Coraggio cucciolo, andiamo a fare colazione-
Nick asserì sorridendo.
Depose la testa sulla spalla di lui, che gli arruffò affettuosamente i capelli dandogli un leggero bacetto sulla fronte.
Poi insieme scesero al piano di sotto.
*§*§*§*
Il suono del campanello si fece sentire nel silenzioso salotto di casa Littrell.
Brian svegliatosi da poco più di una mezz'ora stava terminando il suo latte e cereali, quando dovette alzarsi di malavoglia e recarsi ad aprire, trovandosi davanti Kevin:
-Ciao Bri!-
Brian era sorpreso ma riuscì a rispondere:
-Ciao Kev, ma che ci fai qui?-
-Posso entrare?-chiese sorridendo
-Si certo, prego-replicò cedendogli il passo per poi chiudere la porta dietro le loro spalle.
Una volta dentro Kevin:
-Che stavi facendo di bello?-
-Stavo terminando la mia colazione, perchè?-
-No così...-
-Avanti Kevin vieni al punto-
-Venire al punto? Eh?! Al punto di che?-
Brian cominciava a perdere la pazienza, ultimamente era molto nervoso:
-Kevin smettila, che sei venuto a fare qui Eh?..Se lo vuoi sapere non sono in procinto di suicidarmi, quindi sprechi solo tempo prezioso!-
Kevin si fece improvvisamente serio e parlò:
-Lo sò che non sei in procinto di suicidarti-
-Ah davvero? A me pare di no! Se devi dirmi qualcosa vedi di sbrigarti!-
-Diglielo!-esclamò all'improvviso
Brian aggrottò il ciglio replicando:
-Dirlo a chi?-
-Lo sai a chi mi sto riferendo!-
-No...-
-Non fare l'idiota Bri! Perchè non riesci ad ammettere che provi qualcosa che và oltre l'amicizia per lui-
All'udire quel "lui" Brian trasalì e rispose a tono:
-Ancora con questa storia! Quante volte te lo devo ripetere? Io non provo niente per lui che vada oltre l'amicizia!-
Kevin cominciò a perdere la pazienza e ribattè:
-Puoi mentire a te stesso Bri! Puoi convincerti che non lo ami, ma ti conosco fin troppo bene, e non me la stai raccontando giusta, e il bello è che ne sei sicuro anche tu! Dio Brian ti ho osservato questa settimana non riuscivi a togliergli gli occhi di dosso, sussultavi quando accidentalmente ti sfiorava la mano-
Brian abbozzò un sorriso:
-Mpfui sono tutte balle Kev, per me tu guardi troppi film d'amore!-
-Qui l'unico che racconta balle sei tu! Ammetilo Bri! Ammettilo che lo ami, che lo desideri, che non ti và giù il fatto che lui sia felice con Mark, perchè vuoi che sia felice con te! Ammetilo che sei geloso di lui, che venderesti anche l'anima al diavolo per essere al posto di Mark!-
-Tu stai vaneggiando Kev...-
A quell'affermazione Kevin perse il controllo.
Lo afferrò per il colletto della felpa azzuro chiaro che indossava, lo portò al muro, lo scosse e gli urlò:
-BRIAN ADESSO MI HAI DAVVERO ROTTO LE PALLE! PERCHE' TI OSTINI A NON ACCETTARE L'EVIDENZA, EH?! PERCHE' CONTINUI A NON VOLER CAPIRE! COS'E' LO VUOI PERDERE PERCASO? TI BASTA STARGLI ACCANTO PER ESSERE FELICE, TI BASTA SFIORARLO ACCIDENTALMENTE PER TOCCARE IL CIELO CON UN DITO? TI DIVERTI A VEDERLO INSIEME A MARK? NON VORRESTI ESSERE AL SUO POSTO? NON VORRESTI CHE....-
Brian aveva gli occhi lucidi. Kevin ci aveva preso in pieno, ma ormai era troppo tardi, lo aveva perso, perso ormai! Se non avesse rifiutato quel bacio perchè spaventato dai sentimenti che potevano scaturire tra entrambi, a quest'ora sarebbero insieme e Nick avrebbe condiviso casa con lui o viceversa non con Mark, ma si era rassegnato.
Scosse la testa scrollandosi violentemente dalla forte presa del cugino ed urlò al colmo della disperazione e della rabbia:
-CERTO CHE LO VORREI, CERTO CHE LO VORREI!
VENDEREI VOLENTIERI ANCHE L'ANIMA AL DIAVOLO SOLO PER ESSERE MARK PER UN GIORNO, E STARE CON LUI...Ma, ma...MA L'HO PERSO KEVIN L'HO PERSO!
LUI E' FELICE ADESSO! NON MI AMA PIU' COME PRIMA E LO SAI ANCHE TU! Io non...Io non..IO NON POSSO DISTRUGGERE TUTTO QUELLO CHE HA COSTRUITO CON FATICA INSIEME A LUI! GLI HO FATTO MALE KEVIN, L'HO FERITO PIU' DI CHIUNQUE ALTRO! NON SO' NEANCHE DA QUANTO LO AMO! NON SO' DA QUANDO E' INIZIATO TUTTO QUESTO, CERCA DI CAPIRMI, CERCA DI CAPIRE LA MIA INSICUREZZA E LA MIA PAURA, I MIEI DUBBI, E LE MIE PREOCCUPAZIONI!
ERO SEMPRE STATO CONVINTO CHE FOSSI ETERO E POI IN UNA SERA TUTTO E' CAMBIATO, COSI' ALL'IMPROVVISO, RIESCI A CAPIRE COME MI SENTO, HUH?! RIESCI A CAPIRLO KEV! IO NON CE LA FACCIO PIU', NON RESISTO PIU'! LO VOGLIO, VOGLIO AMARLO, VOGLIO BACIARLO, LO DESIDERO PIU' DI CHIUNQUE ALTRO! MA LUI E' FELICE ADESSO! NON POSSO ROVINARE TUTTO DICENDOGLIELO! NON VOGLIO RISCHIARE DI DISTRUGGERE DI NUOVO LA NOSTRA AMICIZIA, NON VOGLIO! QUINDI DEVO ACCONTENTARMI DI CONTINUARE AD ESSERGLI AMICO! NON CE LA FARO' LO SO' MA DEVO COMUNQUE PROVARCI, DEVO FARLO PER LUI! PERCHE' VOGLIO CHE SIA FELICE! Io lo amo..Kev..LO AMO!-
Dopo aver urlato questo crollò in ginocchio cominciando a piangere, Kevin lo seguì a ruota, e lo abbracciò stretto, stretto.
Mentre dagli occhi uscivano leggere lacrime di tristezza, paura e anche preoccupazione per il suo adorato cugino.
"Brian sò che è difficile per te, ti è successo tutto all'improvviso e ancora non riesci a capacitartene! Però non puoi andare avanti così, non ce la farai a resistere devi dirglielo Bri, devi farlo, altrimenti non riuscirai più ad uscirne! Io sono con te, ti starò vicino, ti voglio bene e non lascerò che tu precipiti!"



CAPITOLO 17

Double Disappointment

Erano da poco scoccate le 6pm in casa Feehily.
Nick in attesa del ritorno di Mark, si era dato da fare ai fornelli per preparare uno dei famosi piatti irlandesi che il suo ragazzo gli aveva insegnato.
Mentre la famosa pietanza stava cuocendo a fuoco lento, Nick era impegnato ad apparecchiare la tavola.
Era una serata speciale per entrambi, perchè si festeggiava l'anniversario del loro primo incontro.
Sul volto del biondino per tutta la mattina aveva regnato il sorriso, che adesso si era fatto raggiante, non vedeva l'ora che il suo ragazzo rincasasse dal lavoro.
Stava per accendere le due candele rosse che erano al centro della tavola.
Quando il campanello si fece sentire.
-Dlin, Dlon-
Trasalì, rimanendo un pò interdetto, poi sospirò e si recò alla porta:
-Chi potrà mai essere a quest'ora?! Magari Mark si sarà scordato le chiavi-
-Dlin..Dlon-
-Arrivo un attimo!-
Esclamò aprendo la porta, trovandosi davanti l'ultima persona che si aspettava di vedere:
-Bri..Brian che ci fai qui? E' successo qualcosa?-
Chiese guardandolo.
Il suo migliore amico indossava un semplice giaccone autunnale bianco, e un paio di jeans non molto larghi, scuri sfumati leggermente in alcune parti. Ai piedi aveva un paio di scarpe della rebook bianche e nere.
-Ti prego Nicky fammi entrare ho un bisogno urgente di parlarti!-
Nick sgranò gli occhi, che poteva mai essere accaduto?
-Si certo entra pure!-
Gli rispose cedendogli il passo, per poi chiudere la porta dietro di sè.
Una volta dentro Nick lo guardò, era visibilmente teso e nervoso.
-Bri!-
All'udire la sua voce a Brian mancò il respiro. Il cuore aumentò i battiti, per perderli non appena si voltò a guardarlo.
Dio quanto era bello, indossava una felpa bianca, leggermente aderente ai fianchi, brizzolata di nero, con una una zip nera al centro. Sotto di essa poteva intravedere una camicia di jeans blu chiaro sfumata, con bottoni a clip.
Le gambe erano coperte da un paio di jeans neri stracciati alle ginocchia, mentre ai piedi portava un paio di nike alte, blu e bianche.
Aveva uno sguardo raggiante, luminoso, splendido.
Le sue rosee labbra erano una sorta di attira-baci. I suoi occhi azzurri lo attraevano come una calamita.
Brian sarebbe stato ore ed ore ad osservarlo senza muovere un muscolo, senza parargli, ed era tentato ad andersene.
Non voleva rovinare la sua ritrovata serenità, ma ora non poteva più tornare indietro, e prima che Nick lo riportasse sulla terra, deglutì la saliva, prese un bel respiro e parlò:
-Nick devo parlarti!-disse con voce quasi tremante, il cuore gli stava per uscire dal petto.
-Okay, va bene sono qui a tua completa disposizione amico mio, puoi dirmi tutto quello che vuoi, ti ascolto, sono qui per questo-replicò sorridendogli, Brian stava per scoppiare:
-Nick ti volevo dire solo che..tu...-esitò
-Io cosa?-chiese avvicinandosi a lui
Brian trasalì, perse un battito, deglutì il groppo che gli si era bloccato in gola, e parlò:
-Sono passati due mesi, e in questi due mesi ho capito una cosa!-
-Bene che cosa?-
-Che...tu..si insomma tu...-
-Brian parla!-
[Mi piaci Nick]
Nick non lo aveva sentito.
Si accostò ancora a lui e sentenziò:
-Che cosa? Non ho capito, scusa-
Brian sussultò, il cuore cominciò ad accellelare i battiti e alla fine urlò:
-MI PIACI...SONO INNAMORATO DI TE..TI AMO!-
Nick sobbalzò, quelle parole gli rimbombarono svariate volte in testa, i suoi occhi si sgranarono ed indietreggiò.
Era scioccato, sconvolto non sapeva che dire, tutto il passato gli ritornò di colpo, i suoi occhi si fecero lucidi, non ci credeva, era impossibile.
Brian lo guardava, il suo cuore cominciava a piangere per l'imminente rifiuto.
Deglutì la saliva e pregandolo esclamò debolmente:
-Nicky ti prego dì qualcosa!-
Nick continuava a scuotere la testa, l'incredulità si era impossessata di lui e del suo cuore e replicò un fievole:
-Tu..mi stai prendendo in giro!-
Brian scosse la testa avanzando:
-No, non ti stò prendendo in giro, te lo giuro-ribattè avanzando
-Si certo come no, ma fammi il piacere! Sei sempre stato etero e adesso sei diventato gay?-esordì indietreggiando, sembrava che temesse il suo migliore amico, però il cuore gli batteva all'impazzata.
Il suo indietreggiare lo portò a scontrarsi con il poggia schiena del divano, che lo costrinse ad arrestarsi.
Brian gli era molto vicino, i suoi occhi blu lo avevano quasi paralizzato.
Si ricordò di quanto adorava quegli occhi, ma soprattutto quello sguardo che tanto lo aveva colpito.
Era così intenso, profondo sembrava che riuscisse a leggergli l'animo.
Il cuore iniziò ad aumentare i battiti, le gambe gli tremarono. Era attirato da lui, stava per cadere nella sua "trappola" ma si riprese in tempo dicendo:
-Cre..credo che sarà meglio che tu te ne vada Brian. Mark sarà qui a momenti e non voglio che voi due litighiate!-
Brian abbassò il volto. Sorrise debolmente, riportò lo sguardo sull'amico e rispose un pò infastidito:
-Mark, sempre e solo Mark! Da quando state insieme non fai altro che parlare di lui, e io mi sono rotto!-
-Certo che parlo di lui è il mio raga...-ribattè
-A quest'ora non la sarebbe stato!-
Nick cominciò a scaldarsi.
-Brian senti, ne avevamo già parlato e credevo che lo avessi accettato!-
-Come posso accettarlo eh? COME POSSO ACCETTARE IL RAGAZZO CHE TI HA PORTATO VIA DA ME!-
Nick scoppiò.
Il passato non l'aveva mai abbondanato, gli si era assopito nel cuore, e le parole urlategli così dal suo migliore amico, dal ragazzo che tanto aveva amato furono una doccia fredda che lo ricondussero indietro nel tempo.
Lo spintonò e gli urlò con rabbia:
-LUI NON MI HA PORTATO VIA DA TE, SEI TU CHE LO HAI FATTO! MI HAI RESPINTO RICORDI? RIMEMBRI CHE PAROLE CATTIVE MI HAI GRIDATO CONTRO EH?! MI HAI URLATO CHE ERI ETERO NO? CHE DI ME NON TE NE FREGAVA UN CAZZO..MI HAI FATTO MALE, MOLTO MALE! E ADESSO TE NE ESCI CON "MI SONO INNAMORATO DI TE" E "TI AMO"...PROPRIO ADESSO CHE SONO FELICE CON MARK! COS'E' VUOI ROVINARMI LA VITA?-
-IO NON TI VOGLIO ROVINARE NIENTE NICKY!-
-NON CHIAMARMI NICKY NON FARLO! E ORA VATTENE, BRIAN, VATTENE-
-NEANCHE PER SOGNO!-
Nick urlò esasperato e ribattè:
-SI PUO' SAPERE CHE CAZZO DI PROBLEMA HAI?! NON CI SENTI! VATTENE! TI HO DETTO DI ANDARTENE! IO SONO FELICE CON LUI, VOGLIO STARE CON LUI, PER ME ESISTE SOLO LUI, IL TRENO LO HAI PERSO QUEL GIORNO, QUINDI FINIAMOLA QUI! VIVI LA TUA VITA TROVATI UN ALTRO RAGAZZO, QUALCUNO CHE TI COMPLETI, QUALCUNO CHE TI AMI VERAMENTE, E LASCIAMI IN PACE! Tu eri, sei e sarai sempre il mio migliore amico, ma nulla più. Quei 4 anni li ho passati ad amarti, desiderarti e bramarti come nessuno mai. Ma sono stato zitto ed ho sofferto in silenzio. Perchè sapevo che non avresti mai ricambiato i miei sentimenti, e credevo di farcela, ero convinto di ciò, ma purtroppo non ce l'ho fatta, e quando mi sono deciso a dirtelo tu mi hai respinto, se mi amavi veramente come ti ostini a dire....-
Si arrestò di colpo dai suoi occhi azzurri scesero due lacrime e urlò con tanta rabbia e sofferenza. -PERCHE' CAZZO MI HAI RESPINTO ALLORA HUH?! NON POTEVI DIRMELO PRIMA, NON POTEVI FA...-
Brian non ce la faceva più.
All'improvviso prese delicatamente il viso del suo fratellino tra le mani, gli asciugò quelle lacrime e lo baciò teneramente:
Non appena Nick percepì quelle morbide labbra, che per anni aveva desiderato che sfiorassero le sue, trasalì.
I suoi occhi aperti si chiusero, i muscoli da prima rigidi si fecero molli. Brian lo percepì.
Il cuore iniziò a battergli all'impazzata, la sua lingua stava per entrare nella bocca di Nick che percependola premere sulle sue labbra, rinsavì e lo spintonò via perdendo l'equilibro, che lo portò a cadere sul divano.
Brian gli fù subito sopra e gli fece scivolare bramoso la zip della felpa.
Nick cominciò a tremare, ma lui non ci fece minimamente caso:
-No vattene, non voglio! Perchè mi fai questo Brian...Non ti riconosco più ti prego, lasciami! Non
voglio!-
Brian lo udì ma era troppo preso dalla passione, dall'ardore e dal desiderio che gli rispose mentre gli sbottonava la camicia:
-Sò che lo vuoi anche tu!-
Nick chiuse gli occhi e urlò:
-MARK!-
In quel preciso istante, la porta d'ingresso si aprì, lasciando entrare Mark.
-Hey Nick sono a....-
Si bloccò all'istante non appena vide Brian sul divano sopra a Nick, che cercava invano di toglierselo di dosso, continuando a dire no, a dimenarsi terrorizzato e invocando il nome del proprio ragazzo che sentì scorrergli il sangue al cervello, e all'ennesima invocazione, si scaraventò su Brian, afferrandolo di colpo per il giaccone, portandolo via da Nick per poi "buttarlo" a terra. E raggiungere subito il proprio ragazzo che non appena lo vide, gli si gettò tra le braccia dicendogli terrorizzato:
-Scusami Mark non volevo, è successo all'improvviso, scusami..ho avuto tanta paura, non sapevo cosa fare, non riuscivo a..-
-Shhh..tranquillo ci sono io adesso!-
Replicò abbracciandolo stretto nascondendogli il volto sul petto e baciarlo amorevolmente sulla testa. Si voltò verso Brian che si era alzato da terra e gli urlò al colmo della rabbia:
-NOI DUE DOBBIAMO PARLARE! E FUORI DI QUI!-
Nick trasalì intimorito, non appena udì quella rabbia nella voce del proprio ragazzo.
Cercò di dire qualcosa ma venne fermato da lui, che con voce dolce e agitata gli disse:
-Nick..sali su in camera per favore!-
Rispose staccandosi da lui. Nick lo afferrò, lo guardò con occhi tristi e spaventati.
Temeva che avrebbe fatto qualche pazzia, e non voleva che accadesse.
Non voleva questo, perchè lo amava e voleva anche molto bene a Brian che restava sempre e comunque il suo migliore amico e non voleva che gli succedesse qualcosa.
-Che vuoi fare?-
-Non discutere sali in camera ti prego-replicò liberandosi dalla sua presa
-Mark no!-ribattè.
-Nick vai in camera muoviti!-
-No-
-PORCA PUTTANA NICK NON FARMELO RIPETERE UN'ALTRA VOLTA SALI IMMEDIATAMENTE IN CAMERA!-
Nick sussultò, spaventato da cotanta aggressività.
Si alzò dal divano ancora sconvolto e scosso per quello che era accaduto, e con il groppo in gola, corse al piano di sopra, ed entrò in camera chiudendo la porta.
Non appena scomparve dalla loro vista, Mark trattenendo a fatica la voglia di prendere a pugni Brian, si fece largo fuori in giardino seguito a ruota da lui.

*§*§*§*

In giardino:
Mark furente e trattenendo a fatica la voglia di riempirlo di botte urlò:
-TI AVEVO DETTO DI STARGLI LONTANO! CHE CAZZO TI SEI MESSO IN TESTA LUI STA CON ME, E' MIO!-
-MI AVEVI DETTO UN SACCO DI COSE, MA NICK NON E' DI TUA PROPRIETA' FICCATELO BENE IN TESTA, IO LO AMO!-
-LO AMI?! HAI DETTO...NON DIRE STRONZATE TU VUOI SOLO ROVINARGLI LA VITA! FREGANDOTENE ALTAMENTE DI COME LUI SI SENTA, LO HAI SENTITO MENTRE TI IMPLORAVA QUASI DI LASCIARLO, LO HA PERCEPITO SOTTO DI TE DIMENARSI? NO! CAZZO SEI SOLO UNO STRONZO BRIAN, TI RENDI CONTO DI QUELLO CHE GLI HAI FATTO E'H! TE NE RENDI CONTO? TI HO DETTO CHE NON TI AVREI LASCIATO FARGLI DEL MALE, TI AVEVO AVVERTITO DI NON AVVICINARTI TROPPO A LUI, ALTRIMENTI TE LA SARESTI DOVUTA VEDERE CON ME! BENE METTIAMO IN CHIARO LE COSE LUI E' MIO..MIO HAI CAPITO? NON TI PERMETTERO' PIU' DI FARGLI DEL MALE HAI CAPITO, MAI PIU'!-
Urlò cominciando a spintonarlo, Brian rispose a quelle spinte e gridò:
-TE LO RIPETO NICK NON E' DI TUA PROPRIETA' NON LO E'! HAI CAPITO!-
-BHE NEANCHE LUI LO E' DI TE, E ADESSO VATTENE PRIMA CHE PERDA IL CONTROLLO-
-NO RESTO QUI, COSA POTRESTI FARMI EH FEEHILY-
-LITTRELL NON MI PROVOCARE!-
-PROVOCARTI IO, MA QUANDO MAI?! NICK NON STARA' PER SEMPRE CON TE, VOI DUE NON VI COMPLETATE, IO LO COMPLETO, E QUANDO LO CAPIRA' METTERA' FINE ALLA STORIA CON TE!-
Mark perse la pazienza, si fiondò su di lui e cominciò a picchiarlo.
Brian rispose al suo attacco, mollandogli un destro micidiale.
-SEI SOLO UNO STRONZO LITTRELL LUI NON TI APPARTERA' MAI!-gli urlò Mark buttandolo a terra per scaraventarsi sopra di lui e colpirlo.
Rotolarono sull'erba, Brian era sopra di lui, lo afferrò per il colletto del giaccone nero che indossava, e gli sbattè la testa vicino al bordo piscina. Mark quasi perse i sensi, era intotito. Brian aproffitando della situazione decise di mollargli un altro pugno, ma una forte presa lo fermò, togliendolo da lui per poi spintonarlo via.
-Mark stai bene?-chiese una voce preoccupata e tremolante.
Il ragazzo si voltò. La sua vista era un pò sfuocata a causa della botta che aveva ricevuto. Quindi scosse la testa, chiuse gli occhi per poi riaprirli, riconoscendo il viso dell'amato, al quale dagli occhi scendevano delle leggere lacrime, gliele asciugò con il dorso della mano e sorrise debolmente:
-Nicky-
-Si sono qui, stai bene?-
Il ragazzo annuì e Nick lo aiutò ad alzarsi.
Una volta in piedi i suoi occhi azzurri si scontrarono prepotentemente con quelli di Brian che trasalì. Quegli occhi azzurri che tanto amava erano tristi, furenti ma sopprattutto molto delusi.
-Credo che sia giunto il momento che tu te ne vada, lasciami, lasciaci in pace Brian!-gli disse Nick con il volto basso allontanandosi da lui, continuando a sorreggere il proprio ragazzo.

CAPITOLO 18

Truly, Madly, Deeply

"I'll be your dream
I'll be your wish I'll be your fantasy
I'll be your hope I'll be your love
Be everything that you need
I'll love you more with every breath
Truly, madly, deeply do
I will be strong I will be faithful
'cause I'm counting on
A new beginning
A reason for living
A deeper meaning, yeah

Chorus
I want to stand with you on
a mountain
I want to bath with you in the sea
I want to lay like this forever
Until the sky falls down on me

And when the stars are shining
brightly in the velvet sky,
I'll make a wish send it to heaven
Then make you want to cry
The tears of joy for all the
pleasure in the certainty
That we're surrounded by the
comfort and protection of

The highest powers
In lonely hours
The tears devour you

Chorus

Oh can you see it baby?
You don't have to close your eyes
'Cause it's standing right here
before you
All that you need with surely come

I'll be your dream I'll be your wish
I'll be your fantasy
I'll be your hope I'll be your love
Be everything that you need
I'll love you more with every breath
Truly, madly, deeply do

Chorus

I want to stand with you on a
mountain
I want to bathe with you in the sea
I want to live like this forever
Until the sky falls down on me"

(Truly Madly Deeply-Savange Garden)

Una volta in casa.
Nick fece sedere Mark davanti al tavolo della cucina.
Poi senza fiatare, ma con uno sguardo dal quale trapelava rabbia, e anche delusione per quello che era accaduto tra le due persone a cui teneva maggiormente, si recò ad una delle tante mensole della cucina. Tirò fuori una borsa per il ghiaccio e la "gettò" con ira sul cucinotto in marmo.
Si recò al freezer prese con altrettata rabbia una manciata di cubetti, e li scaraventò violentemente al suo interno.
Mark ripresosi un pò dalla botta. Stava osservando la scena.
Voleva parlare, ma venne bloccato da Nick che con aggressività gli depose il tutto sopra la nuca, per poi andarsene di sopra senza fiatare.
Mark udì lo sbattere della porta di camera e sussultò dicendo:
-Bene, perfetto, è incazzato! Adesso come faccio a farlo calmare? Dovrò usare meglio le mie armi seduttive-
Si alzò dalla sedia in cui sedeva e depose la borsa del ghiaccio sul tavolo.
Stava per compiere il primo passo che gli avrebbe aperto la strada per recarsi al piano di sopra e quindi nella camera. Ma ci ripensò, non appena udì lo sbattere della porta del bagno e poi di nuovo quella della camera:
-O..okay sarà meglio attendere un altro pò...-esclamò raggiungendo nuovamente la sedia, e riportarsi la borsa del ghiaccio alla nuca.

*§*§*§*

Un'ora dopo, Mark si decise a salire.
Raggiunse la camera e aprì la porta lentamente, chiudendo gli occhi, temendo un urlo adirato che non sopraggiunse.
Aprì le palpebre incontrando Nick.
Era sdraiato sul letto, in posizione fetale con le spalle rivolte a lui, non si era cambiato aveva ancora gli stessi vestiti.
Mark deglutì debolmente la saliva.
Con un leggero timore si avvicinò al letto.
Salì e si accostò al proprio ragazzo che non fece una piega.
Sospirò, magari stava dormendo, quindi decise di dargli una furtiva occhiata.
Nick aveva gli occhi aperti e stava fissando un punto indefinito della parete che gli stava davanti.
Mark non sapeva cosa dirgli, e quel silenzio non gli piaceva affatto.
-Nicky scusami-disse flebile
lui non rispose
-Dai mi vuoi tenere il muso?-continuò
-.......-
-Ti ho detto che mi dispiace-lo pregò
-......-
-Dai amore-lo implorò
Nick era irremovibile, non sembrava che lo ascoltasse.
Mark scosse la testa, era il momento di usare le armi seduttive.
Si accostò ancora di più a lui.
Cominciò a sfiorargli il collo con le labbra, per poi lasciargli dei leggeri succhiotti. Man mano che Mark si faceva strada sul suo collo, Nick iniziò a sciogliersi.
Non era più rigido come prima, non ci poteva fare niente adorava quei succhiotti, li aveva sempre adorati. Voleva tenergli il muso ma in quel momento gli fù impossibile, quindi si lasciò andare.
Il suo amato percependo che non stava più oppendo resistenza, dal collo passò alla guancia e infine alle labbra.
Nick chiuse gli occhi assaporando quel momento.
Sentiva quella lingua dentro la bocca e rispose ad essa. Non rendendosi conto che Mark a suon di baci si era portato sopra di lui.
D'un tratto percepì la lingua del ragazzo farsi più desiderosa, sentì una sua mano passargli sotto i jeans, si irrigidì, e lo fermò.
-Non è nè il momento nè il luogo adatto per usare le tue armi seduttive su di me-
Gli disse, togliendoselo di dosso, per poi alzarsi dal letto e scendere al piano di sotto.
Mark rotolò esasperato sulla parte dove era solito dormire, e sbuffò fissando il soffitto.

*§*§*§*

Nick una volta raggiunto il piano inferiore, si diresse fuori in giardino, più precisamente sulla veranda dove lo attendeva una poltrona a dondolo di castagno.
Si sedette, sospirò, e portò gli occhi al cielo.
Mark aveva deciso di raggiungerlo, quindi si alzò dal letto e scese al piano di sotto.
Una volta giunto a destinazione, si avvicinò ad una vetrata che sboccava sulla veranda dove Nick con lo sguardo perso nel empireo, si dondolava sopra la poltrona a dondolo, perdendosi in quella luna piena e in quelle stelle che illuminavano il firmamento.
Era bellissimo. Quei raggi lunari avevano uno strano effetto sulla sua pelle e su i suoi lineamenti, perchè li facevano brillare mettendo in evidenza anche i più piccoli dettagli che rendevano il suo corpo ancora più perfetto e bello di prima, per non parlare poi di quei suoi occhi azzurri, che ti paralizzavano ogni istante e nei quali naufragheresti volentieri per l'eternità.
Mark era rimasto imbambolato a guardarlo, aveva un desiderio innato di potersi unire nuovamente a lui, di rivedere nuovamente quegli occhi che lo guardavano con amore e affetto incodizionato.
Risentire i suoi mugolii di piacere, riascoltare e godersi la sua voce calda, dolce e a volte timida che chiamava il suo nome, che lo pregava di non fermarsi di continuare, di andare avanti, ma sopratutto che gli sussurava sensualmente e soavemente "ti amo".
Scosse la testa debolmente, non poteva fare certi pensieri su di lui, doveva resistere, quindi si recò in cucina.

*§*§*§*

Nel frattempo Nick:
"Perchè sta accadendo tutto questo? Perchè Brian si è dichiarato? Che vuole da me, mi ha respinto no? Quindi non capisco cosa voglia ancora, cos'è mi vuole rovinare la vita? Perchè non riesce a capacitarsi del fatto che io amo Mark, che per me esiste solo lui e nessun altro! Cazzo sono arrivati anche al punto di litigare ma soprattutto di fare a botte a causa mia! Io non voglio questo! Sono importanti entrambi per me! Uno in un modo e uno in un'altro, perchè devono rovinare sempre tutto? Perchè non riescono ad andare d'accordo!..Che diavolo c'è in me che li spinge ad aggredersi a vicenda! Cosa ho fatto per farli innamorare di me?...Ho qualcosa che..."
Il suo pensiero venne interrotto da Mark che gli si sedette accanto, porgendogli una tazza cilindrica di colore blu con un manico.
-Ti ho fatto la cioccolata calda!-sentenziò debolmente il ragazzo.
Nick scostò lo sguardo dal cielo per portarlo sul proprio ragazzo.
Prese la tazza, mentre lui gli avvolse un braccio sulle spalle.
Tra di loro cadde il silenzio, nessuno diceva niente, non si guardavano neanche negli occhi, quello che rompeva il ghiaccio era sempre stato Nick, però stavolta toccava a Mark:
-Avanti, Nicky cosa c'è, vuoi continuare a tenermi il muso? Parliamone-
Nick, alzò il volto incontrando quello del suo amato:
-Mi hai deluso Mark...-
-Ti ho deluso ma...-
Nick intervenne
-Non voglio che voi due litighiate per me!-
-Nick ma...-
-Nick ma, che cosa?! Per me siete entrambi importati uno per un modo, uno per un'altro, perchè non riuscite ad andare daccordo?-
-Nick ha cominciato lui-
-Non mi interessa chi ha cominciato okay! Io non voglio che tu lo tratti a quel modo, eppur sempre il mio migliore amico!-
Mark stava per controbattere, ma si arrestò non appena gli occhi del ragazzo che più amava al mondo si incrociarono con i suoi:
-Ti prego Mark...per favore non farlo mai più-
-Ma lui ha...-
-Io amo solo te, nessun altro! Voglio solo te al mio fianco, quindi non hai motivo di accanirti così con lui, ti prego-
Il ragazzo era combattuto, voleva rispondergli, voleva fargli sentire le sue ragioni, ma quegli occhi azzurri pieni di tristezza e delusione lo frenarono, quindi non molto convinto rispose un debole:
-Okay Nicky-
-Mark dico sul serio!-
Il ragazzo annuì debolmente:
-Va bene Nick, se è questo quello che vuoi, okay!-
Nick sorrise dolcemente dicendo:
-Grazie Marky! Ti amo!-
In quel preciso istante sotto lo sguardo involontario della luna piena, Nick avvicinò le labbra a quelle di lui e si baciarono.
Una volta staccati, Nick sorrise.
La sua mano libera, si chiuse in quella di Mark che gli penzolava dalla spalla.
Le loro dita si incrociarono, e la testa del biondino si presentò sulla spalla di lui.
Si sorrisero baciandosi di nuovo. E portarono i propri sguardi sulle brillanti stelle, e sulla luminosa luna che albergavano sopra le loro teste.
Stettero in silenzio e abbracciati per una decina di minuti, poi Mark ruppe improvvisamente ma con delicatezza l'atmosfera dicendo:
-Cucciolo?-
-Si?-rispose Nick guardandolo prendendosi un sorso di cioccolata.
-Bhe ecco ahem..io volevo-
la sua voce tremava e le sue guance si sfumarono di un leggero rossore, mentre il suo cuore inizò ad aumentare i battiti.
-Tu volevi?-dette un'altro sorso.
-Bhe vedi Nick stiamo insieme da quasi due anni. E oggi come ben sai è l'anniversario della prima volta che ci siamo incontrati...E bhe, e un pò questa serata in certi aspetti è stata più o meno simile a quella di un anno e mezzo fà-
-Si in un certo senso..Ma coraggio Marky vieni al dunque non farti cavare le parole di bocca!-Sorrise dando un ennesimo sorso. Il ragazzo ricambiò ancora più imbarazzato di prima.
Poi senza fiatare, infilò la propria mano tremante in una tasca laterale dei jeans.
Nick osservava ogni suo movimento con la curiosità negli occhi.
Stava per parlare, ma una scatolina blu metallizzato lo arrestò di colpo, le sue labbra tremarono, voleva dire qualcosa, ma Mark lo fermò.
-Nick..ti amo, ti amerò per l'eternità, e voglio che tutto questo venga suggellato stanotte con questo anello! Nick vorrei che il nostro fidanzamento sia ufficiale-
Nick ammutolì. La tazza gli cadde di mano, ma nessuno dei due si rese conto di nulla.
Dentro di lui continuava a presentarsi la voce del suo ragazzo che gli chiedeva il fidanzamento ufficiale, e non riusciva a crederci, a capacitarsene.
Il suo adorato Marky gli aveva chiesto di fidanzarsi ufficialmente?! Oddio era un sogno, sì stava sognando. Non poteva essere vero, ma lo era, quello che stava vivendo era la realtà.
Quanto aveva desiderato questo.
-Oddio Ma..Mark non, non sò cosa dire...-era visibilmente felice e imbarazzato
lui gli sorrise:
-Basta che tu risponda di si!-
Il biondino annuì, e senza fiatare lo baciò.
Appena staccati Mark gli porse la scatolina.
Le mani tremanti di Nick la presero per poi aprirla, trovandosi davanti una fedina d'oro, con delle linee ondulate di filamenti di zaffiro blu. Sembravano le onde dell'oceano, tirò con cura fuori l'anello.
-C'è anche la dedica!-proferì Mark indicandogli il punto.
Nick asserì, e lesse l'incisione:
"You And Me Forever, I Love You"
Sorrise dolcemente, e lo baciò.
Una volta separati, Mark gli prese la mano sinistra, e gli infilò con cura l'anello nell'anulare.
-Ti amo Mark!-gli sussurrò all'orecchio
-Anche io!-replicò
Detto questo si baciarono dolcemente, per poi abbracciarsi teneramente.

CAPITOLO 19

God Please, Don't Abandon Us

Un ragazzo dai capelli biondo scuro e due occhi blu, se ne stava disteso sul letto in attesa di qualcosa o di qualcuno.
Il suo sguardo fissava il lampadario del soffitto, le sue braccia erano poste sotto la propria testa. Un improvviso squillo del cellulare lo destò, si pose seduto, prese il telefonino nel quale lampeggiava la scritta "New Message"
e lesse quanto segue:
"Bri scusami sò che dovevo essere da te alle 8pm, ma
sono fermo a causa di un' incidente,
spero di essere lì prima delle 9pm!
Scusa ancora ciao a dopo! xoxo"
Brian sorrise divertito, riusciva sempre a fare tardi nonostante si preparasse 2 o 3 ore prima.
Sospirò. Si alzò dal letto e si diresse verso il balcone di camera.
Indossava un semplice paio di jeans non molto larghi a vita bassa, blu chiaro sfumati, e una felpa bianca, senza zip con il capuccio. Al collo aveva una semplice collanina di caucciù che terminava con una piccola croce di legno.
Al polso sinitro invece teneva uno swatch sfumato in azzurro, mentre in quello destro due bracciali di caucciù, uno terminava con una conchiglia, l'altro con un piccolo doblone in rame, sfumato di nero. Ai piedi portava un paio di nike nere e bianche.
I suoi occhi blu fissavano i vetri della finestra.
Fuori aveva da poco cominciato a nevicare, lui adorava la neve, sorrise debolmente, e decise di uscire sulla terrazza.
Una volta lì, si sporse per vedere un pò la strada sotto, e le ville del vicinato che aveva di faccia e accanto. Erano tutte piene di luci colorate che si illuminavano ad intermittenza.
In alcuni tetti delle abitazioni di fronte, risiedevano: Santa Claus con luci a carico, o la slitta con lui sopra, o mentre si accingeva con il suo sacco in spalla a discendere il camino.
Sorrise dolcemente non appena sulla strada scorse Nicole, la figlia dei vicini della villa che aveva sulla sinistra.
Era una bambina di circa 6 anni, castana chiara dai capelli riccioluti, con due grandi occhioni azzurri.
Indossava un giaccone con cappuccio e pelliccia sintetica al bordo bianca, una gonnellina a gale nera, calze pesanti bianche e stivaletti neri con bon bon a carico dello stesso colore.
Le sue piccole mani erano avvolte accuratamente da dei guanti da neve color panna, e in testa aveva un cappellino dello stesso colore.
Nicole, stava facendo un pupazzo di neve assieme a Brandon suo fratello maggiore di circa 16 anni con i capelli leggermente ricci neri e due occhi blu.
Indossava un paio di jeans a vita bassa chiari, giaccone invernale nero, e doposci dello stesso colore, di fianco a lui riposava lo snowboard blu metallizzato.
Gli occhi di Brian guardavano entrambi sorridendo ogni volta che Nicole tirava delle piccole palle di neve al fratello, che ricambiava con la stessa moneta, ma senza esagerare.
Erano così spensierati e senza problemi, un pò li invidiava.
Anche lui voleva essere spensierato senza problemi, Ma era adulto, e con tanti pensieri, paure, incertezze, insicurezze, dubbi ma soprattutto problemi e molti anche.
Rimpiangeva la sua infanzia, i suoi amici, tutto quanto.
D'un tratto Nicole e Brandon si voltarono verso di lui e lo salutarono con un sorriso e un alzata di mano. Lui riprose allo stesso modo, poi distolse lo sguardo portandolo sugli alberi di Natale presenti nei giardini delle ville. Qualche volta riusciva a scorgere anche quelli nei salotti dato che quasi sempre erano in bella vista vicino alla finestra.
Sospirò la vigilia di Natale era giunta finalmente.
Adorava questa festività, riusciva a percepire amore e affetto in qualunque posto, in qualsiasi persona.
Il mondo era impazzito da tanti, forse molti anni ormai, ma il Natale in un qualche modo riusciva a far dimenticare tutta la violenza, la crudeltà e la rabbia che albergava nel pianeta.
Tutti sembravano andare d'amore e d'accordo. Tutti si dedicavano di più al prossimo, tutti erano felici e spensierati e anche lui lo era un pò, ma non al loro livello. Il fatto era che non si sentiva completo, e forse ne sapeva anche il motivo ma non voleva accettarlo. Adesso aveva trovato qualcuno che un pò gli faceva dimenticare, determinate cose, determinati problemi e in cuor suo sperava che gli avrebbe fatto dimenticare anche determinate persone, una in particolare.
"Chissà cosa starai facendo? Come starai? Da quella sera non mi hai più chiamato, non mi hai più parlato!E non mi hai più voluto vedere! Ho sbagliato tutto con te fin dall'inizio, non dovevo lasciarti andare via, non dovevo! Se ti ho perso non è a causa sua, ma mia! Spero solo che tu stia bene!"
Un brivido di freddo lo avvolse.
Guardò un ultima volta fuori, poi rientrò chiudendo la finestra e alzando di un grado il riscaldamento che aveva in camera.
Sospirò, e si recò al piano di sotto, dove si accomodò sul divano accanto al camino.
Voleva accedere la sua tv satellitare al plasma completa dell'home teathre, o magari il suo impiato stereo hi-fi, ma optò per osservare l'albero di Natale con il presepe che gli riposava di fianco.
Guardava e guardava, e alla fine si assopì.

*§*§*§*

Ore 9pm il suono del campanello si presentò nel silenzio del salotto.
Brian sobbalzò sul divano spaesato.
Il campanello si ripresentò nel luogo rimbombando in tutta l'abitazione, il ragazzo scosse la testa, e un pò assonato si recò alla porta ed aprì.
-Ciao Bri!-
-Ce l'hai fatta allora Ryan, su entra, vuoi non sò una cioccolata calda?-gli chiese gentilmente sorridendogli con dolcezza cedendogli il passo, per poi chiudere la porta dietro si sè.
Ryan era molto simile a Nick, sia in altezza, che nei lineamenti, solo che a differenza di lui aveva i capelli biondo scuro, gli occhi un pò più azzurri dei suoi ed era un pò più grande ma di poco, aveva 26 anni.
Indossava un paio di jeans chiari sfumati di bianco, e un giaccone invernale blu.
Scarpe da ginnastica grigio chiaro e blu, le sue mani erano in tasca, mentre al collo portava una sciarpa bianca.
Ryan sorrise, si avvicinò a lui e lo baciò, Brian rispose a quel bacio.
Una volta staccati:
-Allora ti và la cioccolata calda?-
-Sì volentieri!-
-Okay la preparo anche per me, tu intanto mettiti comodo-
-Okay-rispose toglienddosi sciarpa e giaccone, attaccandoli sull'attaccapanni accostato alla porta.
Fatto questo si sedette sul divano e attese.
10 minuti dopo Brian lo raggiunse con due tazze di cioccolata calda e marshmallows a carico. Depose il tutto sul tavolino di legno che risiedeva davanti al divano e si sedette di fianco a Ryan, che si accostò di più a lui, avvolgendogli un braccio sulle spalle.
A quel gesto Brian non fece una piega anzi si accostò di più a lui e gli depose la testa sulla spalla, mentre la mano del ragazzo, gli accarezzò delicatamente i capelli.
-Bri, ti è successo qualcosa forse?-
Brian sussultò, alzò gli occhi verso di lui, lo guardò perdendosi in quel'intenso sguardo, gli dette un leggero bacio a fior di labbra e parlò.
-No, niente sono solo contento che tu sia qui!-
Replicò dolcemente per poi riportare lo sguardo sull'albero di Natale.

*§*§*§*

Villa Feehily ore 10pm
-HEY MARK!-
Urlò Nick da sotto la doccia:
-Non c'è bisogno che urli Nick sono qui, a pochi metri da te!-Replicò davanti allo specchio del bagno mentre si dava gli ultimi ritocchi alla capigliatura.
Le sue dita si immergevano nel gel, per poi posizionarsi sulla testa ed acconciarne i capelli.
-Ah si scusa...-
-Fà nulla ci sono abituato ai tuoi urli!-
-E io sono abituato alla tua ugula d'oro, e per questo ti volevo chiedere una cosa-esclamò chiudendo la doccia, mettere un braccio fuori e prendere l'asciugamano che si legò alla vita, per poi uscire dal box, e incontrare il suo Mark, bello come sempre, che indossava un paio di jeans neri non molto larghi, un golf di lana a collo alto bianco che gli aderiva pefettemente al corpo.
e scarpe da ginnastica bianche con tre strisce nere laterali.
-Dimmi Nicky-replicò guardandolo, desiderandolo come sempre.
Nick sorrise, prese un'altro asciugamano che si portò alla testa coprendola, per cominciare successivamente ad asciugarsi la capigliatura.
-Che ne diresti di..bhe, scrivere una canzone insieme, e anche cantarla io e te?-
Mark rimase sbalordito dalla sua richiesta. Voleva parlare, rispondergli ma non ci riusciva fu Nick a sbloccarlo:
-Capisco la tua sorpresa però bhè...basta che mi rispondi di si o di no! Tutto quà!-
-Wow..mi..mi piacerebbe però...-
-Però?-
-Non sò scrivere canzoni, figurati cantarle-
-Imparerai, basta seguire quello che ti detta il cuore e le parole verranno da se! Comunque non importa che tu mi dia una risposta immediata. Pensaci e fammi sapere sia per il si che per il no! Ah! Non si accettano i non lo sò, i penso di si e altre cose okay?-
-Okay-rispose
Nick gli sorrise e lo baciò dolcemente sulle labbra, per poi superarlo sensualmente e dargli una leggera pacca sul sedere. Svoltare l'angolo, e recarsi in camera per vestirsi.

*§*§*§*

Erano le 11:00pm quando Brian e Ryan fecero il loro ingresso in chiesa per assistere alla messa di mezzanotte.
Una volta solcata la soglia della Sacra Casa di Dio, si trovarono davanti quasi 200 persone.
I posti liberi erano quasi inesistenti.
Si guardarono intorno per riuscire a scorgere qualche buco.
-Ci toccherà stare in piedi, pazienza!-sussurrò Brian continuando ad osservare il luogo ma senza risultato.
-Dai andiamo là, ci sono due posti liberi-sentenziò Ryan.
Brian lo seguì, si fecero strada tra le persone che continuavano ad entrare, e a fatica riuscirono a raggiungere quei due posti.
Ryan nella fretta di accaparrarsi il posto, urtò la persona di fianco a lui:
-Scusi-rispose mortificato
-Non importa-
All'udire quelle due parole Brian sussultò.
Quella voce l'avrebbe riconosciuta fra mille.
Gli mancò il respiro, perse un battito, si voltò e i suoi occhi blu si incrociarono con quelli azzurri di lui che vedendolo, distolse immediatamente lo sguardo.
Mark scorgendo lo strano movimento del proprio ragazzo, si affacciò dalla sua parte e i suoi occhi si scontrarono bruscamente con il volto di Brian.
Sentì la rabbia salirgli fino al cervello, si tratenne, ma la sua presenza gli dava enormente fastidio.
Si stava innervosendo e non poco. Nick resosene conto si voltò verso di lui e parlò convinto che Brian non lo sentisse:
-Mark stai calmo non ne vale la pena!-la sua voce era fredda
Il ragazzo annuì.
Brian purtroppo aveva udito per filo e per segno ogni parola, i suoi occhi si erano fatti lucidi non credeva che delle parole lo potessero ferire a quel modo.
Nick percepì i suoi occhi addosso. Si voltò verso di lui e gli scambiò uno sguardo impassibile e freddo, non era pentito per quello che aveva detto.
Brian voleva parlare, ma la messa iniziò, quindi distolse lo sguardo da lui per portarlo sull'altare dove il sacerdote stava facendo il proprio ingresso.

*§*§*§*

Ore 2am Nick e Mark dopo aver festeggiato la vigilia e aperto i propri regali, si erano seduti sul divano.
Nick era disteso a pancia in su.
La testa poggiava sopra le gambe del proprio ragazzo, e si divertiva a giochicchiare con le dita della mano sinistra di lui, dove all'anulare, c'era la fedina che Nick gli aveva regalato in questo Natale. Era identica in tutto e per tutto a quella che gli aveva regalato Mark ufficializzandone il fidanzamento.
Nick sarebbe stato per l'eternità così con lui, lo amava talmente tanto che anche il solo sfiorarlo gli faceva toccare il cielo con un dito.
Sarebbe restato ore ed ore così, a quel modo con lui.
Sospirò debolmente Mark lo udì, e lo guardò per poi dirgli con dolcezza:
-Nicky qualcosa non và?-
Trasalì e portò i suoi occhi azzurri su quelli blu e penetranti di lui.
Il cuore cominciò a battergli all'impazzata, le sue labbra tremarono leggermente, deglutì la saliva che gli si era mozzata in gola e con voce fievole parlò:
-Mark...voglio fare l'amore con te-
Quelle parole lasciarono Mark alquanto sorpreso ma non vedeva l'ora di sentirle.
-Nick sei sicuro che...-
Non riuscì a terminare la frase che Nick gli tolse la testa dalle gambe, e con il volto raggiunse il collo di lui, lasciandoci succhiotti leggeri e teneri, per poi raggiungergli le labbra.
Le sfiorò un pò, la sua lingua le bagnò debolmente e poi il bacio giunse.
Non appena la sua lingua gli penetrò indomita dentro la bocca, Mark rispose allo stesso modo e successivamente cominciò anche ad accarezzargli la nuca e il collo, per poi presentarsi tremante alla zip della sua felpa che iniziò a far scendere lentamente.
Una volta terminata la sua corsa, continuando a baciarlo con ardore e desiderio, gliela tolse, facendogliela scivolare lentamente sulle braccia.
Nick rimase in t-shirt e jeans, percepiva le mani del suo ragazzo lavorargli l'addome coperto, per poi all'improvviso passargli sotto la maglietta.
Quelle dita gli stavano percorrendo i fianchi in ogni mm.
Mark lo avvertì tremare non appena si avvicinò all'aerea proibita, fermò ogni suo movimento, togliendo la mano che Nick arrestò per poi ricondurcela.
Si staccò dalle labbra di Mark è gli sussurò:
[Non badarci, non badarci Mark ti prego non badarci]
-Nick se non sei sicuro io non...-
-Ti prego Mark, non ti deve importare di me. Io ti amo, e voglio farlo con te, non ne posso più di esitare a causa di quello che mi è accaduto, ti voglio, ti desidero, non ce la faccio più ti prego Marky ti...-
La sua frase venne fermata dalle labbra e dalla lingua di lui che gli penetrò con veemenza dentro la bocca, mentre la mano cominciava a sganciargli i jeans.
Il respiro di Nick, si era fatto più veloce. Aveva paura.
Il ricordo di quella notte lo tormentava, ma doveva resistere, desiderava Mark con tutto sè stesso, non poteva lasciare che quell'onta nell'animo che da tanto lo faceva soffrire potesse distruggere totalmente il piacere, la gioia e la sicurezza che tanto provava quando il suo ragazzo lo abbracciava, lo baciava o semplicemente lo sfiorava.
Il cuore aveva cominciato a battergli all'impazzata, percepiva una di quelle mani che tanto amava, massaggiargli dolcemente e fremente il membro, mentre l'altra gli accarezzava il petto nudo, il fianco e il collo.
Anche le mani di Nick cominciarono a muoversi sotto di Mark che mugolò lievemente nel bacio, non appena percepì una mano di lui accarezzargli tremante il sesso.
Svariati minuti dopo entrambi erano nudi. Nick era sotto Mark che continuava a leccarlo e a baciarlo, accarezzarlo, mentre Nick gli lasciava i soliti morsettini delicati sulle spalle e delle leggere leccatine al suo punto g.
All'improvviso la bocca di Mark comiciò a percorrere ogni mm del corpo di Nick, fino a raggiungergli l'area proibita.
Nick si irrigidì all'istante, stava tremando i suoi occhi azzurri si aprirono di scatto incontrando quelli di Mark che lo guardavano con dolcezza e tenerezza.
"Non lascerò che lui ritorni, non lascerò che continui a distruggermi la vita! Io voglio farlo con Mark voglio unirmi a lui, lo desidero, lo voglio! Non ne posso più di questo blocco, non ti lascerò vincere Sean non lo farò, non lo farò!"
[Nicky]
gli mormorò dolcemente, sorridendogli.
Dagli occhi del biondino scesero leggere delle lacrime, lui gliele asciugò delicatamente con il pollice, poi cominciò a baciarlo di nuovo, e di nuovo.
Voleva rassicuralo, proteggerlo e fargli capire che lo amava più della sua stessa vita, e soprattutto che non gli avrebbe mai e poi mai fatto del male.
Le sue labbra carnose e morbide sfioravano quelle di lui per poi chiudersi in un bacio.
La lingua gli percorreva soavemente ogni angolino della bocca.
Nick aveva gli occhi chiusi, stava assaporando quel momento, la sua irrigidezza si sciolse, si lasciò andare, e con un movimento di reni capovolse la situazione. Mark era sotto adesso, le mani di Nick cominciarono ad accarezzargli la schiena, le sue labbra iniziarono a scendere giù dal collo, fino all'addome per poi scivolare naturali e timide al suo sesso, per poi risalire e ripresentarsi sul suo collo, fermandosi di colpo. Nick si staccò da lui, si sedette e si portò le mani al volto.
Quella barbarica aggressione, quel violento abuso, continuavano a tormentarlo, era più forte di lui.
Quel bastardo di Sean lo aveva davvero colpito nel profondo, credeva di farcela, ma era tutto inutile. E l'aveva capito. Non poteva andare avanti a preliminari, non ne poteva più, desiderava troppo Mark voleva unirsi a lui ma le cose, i giochi che prima facevano non riusciva più a farli, era una cosa che lo terrorizzava, più di chiunque altro.
Con la rabbia e il dolore nel cuore, senza guardare il suo ragazzo negli occhi, si rimse i boxer, corse in camera e si gettò sul letto cominciando a piangere come mai aveva fatto prima.
Mark era sul divano, i suoi occhi blu erano lucidi, il suo cuore gli faceva male udendo i singhiozzi della persona che più amava al mondo. Quindi si mise i boxer e lo raggiunse di sopra.

*§*§*§*

Entrò lentamente in camera.
Nick era a pancia in giù, le braccia stringevano il cuscino con cui cercava di ammutolire i singhiozzi ma era tutto inutile, urlava quasi.
Mark trattenendo a fatica le lacrime, si sedette vicino ai piedi nudi del proprio ragazzo, e gli accarezzò la schiena, che sussultava ad ogni singhiozzo.
Non appena Nick percepì la sua presenza tra le lacrime disse:
-Mi..dispiace, mi dispiace-
Mark scosse la testa debolmente, delle lacrime scesero anche dai suoi occhi, però cercò di parlare:
-Nicky shh dai, non è successo niente-
-Io volevo farlo con te, ti giuro Mark. Oddio non ne posso più perchè, a me, perchè così!-
-Non ti preoccupare, hai solo bisogno di tempo-
-NON NE POSSO PIU' DI ASPETTARE CAPISCI, NON NE POSSO PIU? IO VOGLIO FARLO, HAI CAPITO! VOGLIO FARE L'AMORE CON TE!-
Urlò mettendosi seduto e guardandolo negli occhi.
Mark asserì debolmente, portò la testa del proprio ragazzo sul suo petto, lo baciò, e lo strinse forte a sè:
-Andrà tutto bene piccolo, tutto bene!-gli diceva dolcemente cercando di essere il più rassicurante possibile:
-Non ce la faccio Mark, non ce...- un singhiozzo lo fermò
-Shh..Nicky, shhh-
Gli sussurava dolcemente, mentre il pianto di Nick si era fatto più forte e convulso, non dandogli la possibilità di parlare e quasi di respirare.
Mark lo strinse molto di più a sè, mentre anche dai suoi occhi cominciarono a scendere silenziose e lente delle lacrime.
Era diventato tutto insostenibile sia per Nick che per lui.
Mark non ce la faceva più. Non ne poteva più di vederlo stare male ogni qual volta che faceva gli incubi, ogni qualvolta che dai baci passavano a qualcosa di molto più intimo. Non ce la faceva più, non sapeva cosa fare. Nick gli era crollato all'improvviso, sapeva che un giorno sarebbe accaduto, si era anche preparato, ma quel crollo di nervi lo aveva colto alla sprovvista, e anche se si era allenato, le parole che aveva provato, le parole che aveva immaginato di dirgli non riuscirono a venire fuori. E l'unica cosa che adesso riusciva a fare era abbracciarlo e pregare Dio che un giorno questo incubo finisca.
"Ti prego Signore aiutaci, aiutaci a superare tutto questo! Te ne prego. Io non riesco più a stargli vicino. Non sò che parole usare, non sò che fare, non sò davvero che fare...Sto perdendo il controllo, tutto stà cadendo giù, tutto sta precipitando sotto le mie mani, davanti ai miei occhi.
Credevo di essere forte, ero convinto di ciò...Ma non è così e tu lo sai Signore.
Quindi ti supplico aiutami ad essere forte per lui, aiutami a dargli più amore, più di quanto gliene davo prima! Non abbandonarlo, non abbandonarmi, non abbandonarci ora che abbiamo più bisogno di te, aiutaci Dio, sostienici te ne prego, non farci precipitare ancora, non farlo per favore.."
Si strinse di più a Nick, e gli baciò tremante la testa, mentre i singhiozzi del suo amato non trovavano fine.

CAPITOLO 20

You Can Still Be Free

"Cool breeze and autumn leaves
Slow motion daylight
A lone pair of watchful eyes
Oversee the living
Feel the presence all around
A tortured soul
A wound unhealing
NO regrets or promises
The past is gone
But you can still be free
If time will set you free

Time now to spread your wings
To take to flight
The life endeavor
Aim for the burning sun
You're trapped inside
But you can still be free
If time will set you free
But it's a long long way to go

Keep moving way up high
You see the light
It shines forever
Sail through the crimson skies
The purest light
The light that sets you free
If time will set you free

Sail through the wind and rain tonight
You're free to fly tonight
And you can still be free
If time will set you free
And going higher than mountain tops
And go high LIKE THE WIND DON`T STOP
And go high
Free to fly tonight
Free to fly tonight"

(You Can Still Be Free-Savage Garden)

Aspen ore 4am gli ultimi botti di capodanno cominciarono ad affievolirsi.
Nick e Mark dopo aver festeggiato, a suon di fuochi d'artifico, brindisi, baci sotto il vischio, soldini di cioccolata, chicchi d'uva, panettone e pandoro con nutella.
Si erano seduti sul tappeto, davanti al fuoco, per dare gli ultimi ritocchini alla canzone che avevano scritto negli ultimi tre giorni.
Nick con la chitarra tra le mani stava mettendo su le ultime note, della melodia da adattarci che aveva in testa già da un pò.
Indossava un paio di jeans neri, con scuciture ai lati bianche, scarpe da ginnastica dello stesso colore, felpa bianca con cappuccio e zip.
Sotto di essa si poteva intravedere un colletto di t-shirt rosso, le sue dita a tratti si muovevano lentamente sulle corde dello strumento e altre volte sul foglio per scrivere le note.
Mark lo guardava con la dedizione più totale.
Il suo Nick era stupendo sotto la luce tenue del fuoco, sarebbe stato ore ed ore a guardarlo senza mai stancarsi, quei suoi occhi azzurri erano così concentrati, sulla chitarra e sul quel foglio, che in ogni istante si riempiva di note.
Nick si sentì osservato. Alzò gli occhi, incontrando quelli di lui, gli sorrise dolcemente e lui ricambiò.
-Perchè mi guardi così?-chiese
Mark sembrò cadere dalle nuvole
-Eh?! E' che sei così bello-
sorrise lievemente rispondendo
-Sono sempre lo stesso-
-Si ma non sò stasera hai qualcosa in più-
-E' che sono felice-
-E di cosa?-
-Bhe noi due, io e te, qui in uno chalèt di montagna, davanti ad un camino, mentre compongo la melodia per la nostra prima canzone insieme, è molto romantico-
Mark asserì con la testa sorridendo.
-Già! Come procede la melodia?-
-Bene, stavo dando gli ultimi ritocchi, ci vuole un bel Mi e poi ecco un Sol..fatto, ora basta inserirci le parole e il gioco è fatto...Che ne dici la proviamo adesso, tanto le parole le sappiamo entrambi a memoria no?-
Mark annuì.
-Bene allora su che aspettiamo cominciamo, 1-2-3 via-
Le sue mani cominciarono ad accarezzare quelle corde, che mandavano una musica lenta e molto romantica, all'ultima nota di stacco Nick sospirò e cominciò a cantare la prima strofa.
la canzone recitava così:

"Solitary days I had in front of Me, inside of Me
I was in trap with a love that I knew that will never return to Me
I was lonely, with no a way to go out, to move on, I felt that I've lost My road
All the things turned beside Him, I'm sure nobody could take His place
was I wrong?
Yes, because when I felt that I had enough, that I would vanish from here
You're coming to save Me, and show Me, that another person will become so importat to Me
And this person was you, Yeah You just You.


(Chorus)
We started to be friends
As normal friends
We didn't know that would be there a word for Us that is
Together
Together like lovers, not like friends
We are lovers now
We are one
We are complete and this will be forever and ever

So many days are passed by, you are still the same
I'm still the same
Our Love grown up every day
Nobody will break this love
We are unbreakable

Okay We had our up and downs
But our love become so strong
Side by side

You and I

Forever You and I
Forever and for all this life
We will be lovers

(Chorus)

With you I feel safe,
With you I feel protected
With You finally I can be Myself
With You all My fears go away
With you I'm on top of the world
Just one touch of Yours on My lips, on My skin
make Me feel that I can touch the sky
I love You more than that
I know that this will be forever
The world must know that finally I found the important person of My life
That I was looking for years
The only one that complete Me

Chorus

The past is gone now
The present it's on the line
And the future?
You know the answer honey
My future is You, and will be forever with You."

*§*§*§*

Le parole terminarono lasciando spazio alla melodia conclusiva.
Entrambi si guardarono negli occhi e si sorrisero.
Appena Nick depose la chitarra al suo fianco Mark gli si avvicinò e lo baciò dolcemente sulle labbra.
Nick percepì quella lingua passeggiargli, tranquillamente per ogni angolo della bocca, e decise di fare lo stesso. Si staccarono.
Mark dette un leggero morsettino sul punto g dell'amato che fece uscire dalla bocca un mormorio di piacere.
Sentiva le mani di Mark accarezzargli la nuca e i fianchi, per poi scendere nelle parti basse, fino ad entrare nei suoi jeans e massaggiargli delicatamente il membro.
Nick soffocò ad un respiro un gemito di godimento. Tremò, Mark stava per togliergli la mano, ma lui quasi con un sussurro lo arrestò:
[Non fermarti, non farlo continua ti prego, ti amo]
Mark lo guardò negli occhi, era indeciso, non voleva che si bloccasse.
Lui lo intuì.
Sorrise debolmente quindi si tolse felpa e t-shirt, per poi cominciare a baciarlo e a togliergli il golf rosso che indossava.
Le labbra di Nick si presentarono sul suo collo, lasciandogli dei succhiotti.
Dentro di lui la lotta continuava ad andare avanti, ma si sentiva più forte, stavolta poteva farcela era sicuro di ciò.
[Ti amo Mark, voglio farlo, sono pronto voglio unirmi a te, lo voglio!]
Continuava a baciarlo quasi dapertutto, le sue mani tremanti cominciarono a sganciargli i jeans.
Mark iniziò ad eccitarsi di brutto, quindi con un colpo di reni capovolse la situazione.
Nick era sotto, le mani di Mark gli fecero scivolare via jeans e il paio di boxer rossi.
Nick si irrigidì.
Mark allora capì che doveva procedere con calma, doveva farlo sentire sicuro, protetto, non gli avrebbe fatto mai del male, mai.
Le sue labbra gli si presentarono sopra l'ombellico per poi risalire delicatamente verso il petto e il collo dove vi lasciò dei leggeri succhiotti.
Raggiunse la sua bocca, le loro lingue si toccavano, mentre le mani tremanti di Nick gli accarezzavano la schiena, le spalle e il collo. Un leggero gemito fuoriuscì dalla sua bocca, non appena avvertì la mano di Mark che si dava da fare sul suo gioiello di famiglia.
I respiri del biondino si fecero ansimanti.
Delle lacrime di liberazione cominciarono a scendere dai suoi occhi, mentre la bocca di Mark gli sussurrava all' orecchio una strofa di una canzone dei Savage Garden, intitolata:You Can Still Be Free.
[Sail through the wind and rain tonight
You're free to fly tonight
And you can still be free
If time will set you free
And going higher than mountain tops
And go high LIKE THE WIND DON`T STOP
And go high
Free to fly tonight..Free to fly tonight..Free to fly tonight..Free to fly tonight]
All'udire quelle parole cantate con così tanta dolcezza, affetto, tenerezza e amore incondizionato. Le lacrime, che prima stava versando, cominciarono a trascinare via i ricordi di quello che Sean gli aveva fatto.
Finalmente dopo mesi, giorni, settimane, ore, minuti, istanti e quei secondi interminabili vissuti nel terrore, stavano pian, piano scomparendo.
Nick si sentiva libero. Libero di volare via da quella barbarica e brutale aggressione, di volare via lontano dal violento abuso che aveva subito, di volare via da quel terrore, di volare via da tutti gli orrori dell'universo, di volare via dalle sue paure, dai suoi dubbi e dalle sue incertezze. Era libero di volare via da tutto questo per raggiungere il suo Mark, che lo stava attendendo al varco.
Il tunnel. Il baratro oscuro di terrore che lo aveva imprigionato per così tanto tempo, stava giungendo finalmente ad una fine.
Quella luce di salvezza e speranza era molto più vicina ormai.
Solo pochi passi ancora e avrebbe raggiunto la libertà, pochi metri ancora e avrebbe trovato le forti braccia del proprio ragazzo ad accoglierlo, e ricoprirlo d'amore molto più di prima.
Dalla sua bocca cominciarono ad uscire dei gemiti di piacere, il suo corpo nudo si muoveva sensualmete ed euforicamente sotto quello di Mark.
Percepì la sua lingua leccargli bramosa il sesso. Sentiva le sue mani stringerglielo con veemenza soave, per poi portarlo dentro la bocca.
Nick cacciò un urlo di piacere indomito.
Il suo respiro cominciò a farsi sempre e sempre più forte, il sudore iniziò a bagnargli il corpo.
Non ce la faceva più.
La sua eccitazione era all'apice e Mark potè percepire perfettamente il suo sesso, pulsare ad ogni stretta, e lo stesso valeva per i suoi gemiti che aumentavano a dismisura:
[Mark ah..oddio Mark...prendimi ti prego, prendimi]
Lo pregò.
Dio quanto adorava quando lo pregava, era una dolce musica per le sue orecchie.
Voleva sentirlo implorare nuovamente, quindi si dette da fare un pò di più, le sue succhiate diventarono più spinte. Virulenti.
La sua lingua era costantemente sopra il suo membro.
Nick stava impazzendo, strinse il tappeto con tutta la forza che aveva.
I suoi gemiti, si trasformarono in urla di godimento, stava raggiungendo l'apice:
AHHH ANF...ODDIO MARK AHHH PRENDIMI ORA ADESSO, NON CE LA FACCIO PIU' AH..AH..FERM..ODDIO Ah OH GOD! YOU WANNA KILL ME!..ah FUCK ME!-
Mark sorrise, e lo invitò voltarsi di schiena.
Non appena il suo Nick raggiunse la posizione prestabilita Mark si sdraiò su di lui, baciandolo e lasciandogli i succhiotti sul collo.
I muscoli del biondino si erano sciolti da un bel pezzo ormai, e lui attendeva solo il suo penetramento che non ci mise poco ad arrivare.
Non appena Nick lo sentì entrare sicuro e violento dentro di lui, inarcò la testa, cominciando a gemere e a gemere come non mai.
Mark usciva ed entrava con veemenza ma delicatamente.
Alla fine entrambi raggiunsero l'apice.
Mark uscì da lui crollandogli sfinito accanto.
Si riposarono per un minuto poi Nick cominciò a condurre, facendo le stesse cose che lui gli aveva fatto, alla fine, finalmente giunse anche il suo momento per entrare dentro di lui.
I suoi movimenti erano violenti ma lenti e dolci, usciva ed entrava, con estrema delicatezza.
Il loro godimento si trasformò, in gemiti, in mugolii di piacere per poi sfociare in un urlo di godimento, e insieme raggiunsero l'apice.
Nick uscì da Mark, sdraiandosi ansimante accanto a lui.
Entrambi erano sfiniti, sudati, ma felici.
Gli ultimi tremolii di eccitazione attraversarono il loro corpi.
Nick ebbe un debole spasmo.
Mark si avvicinò a lui, lo baciò dolcemente asciugandogli con le labbra quelle lacrime di gioia e liberazione che gli stavano scendendo dai quei stupendi occhi azzurri.
-Ti amo Mark! Ti amo tantissimo-esclamò baciandolo e abbracciandolo
Per poi appoggiare la propria testa sul suo petto e addormentarsi come un bambino, con il sorriso sulle labbra.
Mark stette a guardarlo dormire per una decina di minuti.
Gli accarezzò dolcemente la guancia, lo baciò e lo strinse forte a sè.
Erano distesi sul tappeto, davanti al camino che continuava a far fuoco, ma non gli importava, era con lui, poteva essere in qualsiasi posto, anche in una discarica ma non gliene sarebbe fregato niente, perchè al suo fianco c'era lui, il suo cucciolo, il suo angelo, il suo Nicky.
[Ti amo, e non ti immagini neanche quanto! Ti proteggerò sempre amore mio, sempre, nessuno ti farà più del male, nessuno! Te lo giuro]
Mormorò per poi dargli un leggero bacio sulle labbra e addormentarsi.

CAPITOLO 21

I Can't Hold This Thing Anymore So Hidden

Dentro la sua testa si alternavano urla di piacere e altre di disperazione.
I suoi occhi erano chiusi, e da come si muovevano le pupille sotto le palpebre.
Si capiva che stava sognando o forse stava avendo un incubo.
All'improvviso, la sudorazione che gli aveva fatto compagnia leggermente durante la nottata aumentò. la sua bocca chiusa si aprì, il suo respiro si fece affannoso e il cuore sembrò scoppiargli in petto.
Alla fine, un urlo prima soffocato da dei leggeri mormori adesso esplose in tutta la sua paura, svegliando di soprassalto la persona che gli dormiva accanto.
Che vedendolo agitarsi, cercò di calmarlo come meglio poteva, chiamandolo dolcemente, mentre le sue mani si presentarono su quelle spalle nude e sudate, stringendogliele, per poi scuoterle delicatamente e chiamarlo di nuovo con voce un pò più alta.
-Ehy, Brian..Brian-
Niente continuava ad agitarsi.
-BRIAN!-
urlò.
Alla fine il ragazzo aprì di scatto gli occhi incontrando quelli di Ryan.
-Ry..Ryan-
-Bri stai bene mi hai fatto prendere un colpo, non riuscivo a svegliarti-
Un ansimante e spaventato Brian, deglutì la saliva e rispose un flebile.
-Tutto okay, ho fatto solo un incubo-
Rispose alzandosi per poi ricadere sul letto.
-Tesoro, vacci piano è da due giorni che hai la febbre alta-
Disse ponendogli la mano sulla fronte, era ancora calda.
-Come da due giorni? Che è successo?-
-Bhe in pratica ecco, diciamo che entrambi abbiamo esagerato con idrink la notte dell'ultimo dell'anno specialmente tu Bri, eh bhe ecco, ti sei lasciato prendere un pò troppo la mano!
Sei uscito di corsa fuori di casa, mentre nevicava e ti sei buttato in piscina...Completamente ahem ecco....-
Le guance di Ryan si fecero paonazze, Brian intuì, lo scrutò con gli occhi, trasalì e balbettò:
-No..Non mi dire nu..nudo?-
Ryan arrossì, annuendo debolmente, non riuscendo a togliere lo sguardo da lui.
-Oddio no-esclamò Brian esasperato portandosi le mani sul viso.
Ryan gli mise la mano sulla spalla, accarezzandogliela delicatamente.
-Comunque non preoccuparti eravamo solo io e te, gli altri se ne erano andati, minuti prima!-
Brian sospirò sollevato anche se la cosa lo aveva imbarazzato e non poco.
Sorrise e scoppiò a ridere come un pazzo seguito a ruota da Ryan, che dopo un pò di ridarella lo baciò all'improvviso facendolo sussultare, per poi rispondere al bacio.
Ryan era su di giri. Adorava percepire quella lingua dentro la sua bocca, adorava percepire quelle mani che lo accarezzavano dolcemente, e che a volte tremavano.
Brian da altro canto adorava, avvertire quella bocca, quella lingua sulle sue labbra e altre volte sul collo come stava accadendo adesso.
Le morbide e focose labbra di Ryan, dalla bocca si erano spostate, su quel collo attira-morsi.
Brian avvertì la bocca di lui lasciargli succhiotti, e morsi chiuse gli occhi assaporando quel momento. Dalla sua bocca iniziarono ad uscire, leggeri mormorii di piacere.
Dio Ryan ci sapeva fare. Stavano insieme da poche settimane, ma in quanto a coccole e giochini Ryan era un asso, sapeva dove colpire, e sapeva cosa lo avrebbe fatto impazzire. Brian stava cominciando a lasciarsi andare, la sua bocca si accingeva a raggiungere il collo di lui, una volta fatto questo, le sue labbra iniziarono a darsi da fare.
Ryan sussultò, le sue mani si presentarono sulla canottiera nera che lui indossava, gli fece scendere una "spallina". Brian continuava a baciargli il collo, stavolta con più foga, lo desiderava davvero.
Era giunto il momento.
Le dita di Ryan si presentarono nei boxer dell'amato, trovando un apertura verso il suo membro, la sua area proibita era a pochi mm dalle sue dita.
Brian percepì quella mano massaggiarglielo con veemenza e delicatezza, si irrigidì subito, e tra le labbra mormorò un flebile e tremante:
[No..fermo per favore, non voglio no!]
Ryan arrestò ogni suo movimento.
Tolse la mano dai boxer di lui, e si rimise a sedere sul letto dandogli le spalle.
Era abbattuto.
Brian se ne rese conto e si sentì in colpa.
-Ry..Ryan! Mi..mi dispiace io non..-
Il ragazzo si voltò verso di lui.
Gli sorrise dolcemente, mentre i raggi del sole, penetrati da pochi secondi in camera gli illuminarono i capelli dai riflessi biondi, a Brian mancò il respiro, il battito sembrò abbandonargli il petto, le sue labbra tremanti stavano per pronunciare un fievole:
-Ni.Nick!-
Ryan non lo udì.
-Non scusarti Bri è tutto okay, tranquillo-
La voce di Ryan lo riportò alla realtà, facendolo uscire dal trance.
L'impatto per i suoi occhi, che fino a pochi secondi fà vedevano solo Nick e non Ryan fu forte, ma si riprese all'istante e cercò di dire qualcosa.
Non voleva incorrere ad un silenzio tombale che pareva imminente.
-Ryan...io..ti amo-
Pronunziò fievolmente, posando il proprio mento, sulla spalla sinistra di lui e poggiare la testa verso la sua, per poi avvolgerlo in un abbraccio.
Il ragazzo rispose ad esso, poi parlò:
-Bri..a..adesso sarà meglio che...-
Non riuscì a terminare la frase, che lui gli sigillò le labbra con un bacio, al quale lui rispose.
Una volta staccati, Brian, lo guardò con uno sguardo languido:
-Ti prego ti puoi trattenere qui per pranzo?-
-Sicuro?-chiese con occhi sorpresi
lui annuì:
-Non voglio che tu te ne vada, stai con me!-
Ryan sorrise, gli accarezzò la guancia, lo baciò e dopo parlò:
-Okay rimango ad una condizione, che tu lasci cucinare me! okay?-
-Tutto quello che vuoi!-
-Ti amo!-
Si sorrisero per poi baciarsi nuovamente.

*§*§*§*

Le strade di Los Angeles erano piene di persone e coppie.
Fra tutta quella massa di gente, una coppia di ragazzi molto carini, decise di togliersi dai marciapiedi, per recarsi, in uno dei tanti parchi della città isolati da tutto e tutti.
La coppia giunta a destinazione, finalmente potè prendersi per mano, abbracciarsi e baciarsi cosa che in pubblico non potevano fare, perchè avrebbero avuto gli occhi di tutti addosso, che li avrebbero giudicati, depravati o altri termini non molto carini.
Una volta staccati, si ripresero per mano, e cominciarono a camminare per il parco.
Non c'era nessuno, tutte le panchine erano vuote, la pace regnava sovrana, si sedettero in una delle panchine che davano sul lago.
Si guardarono negli occhi, si sorrisero. Uno di loro posò la testa sulla spalla dell'altro, e i suoi occhi si persero ad osservare il cielo stellato, privo di nuvole, con uno spicchio di luna che pareva sorridesse ai due innamorati.
-Allora ti è piaciuta la serata Nicky?-
Il biondino annuì sorridendo:
-Si grazie, è stata meravigliosa! Ma mai quanto stare al tuo fianco-
Mark sorrise dolcemente, avvolgendogli le spalle con un braccio per poi accarezzargli con l'indice la guancia. E abbassare leggermente il volto, per far incontrare le sue labbra con quelle di lui.
Dopo il bacio, il volto di Nick cambiò espressione da felice divenne serio, Mark se ne rese perfettamente conto, lo guardò e poi parlò:
-Nick, qualcosa non và?-
Il ragazzo sussultò, degluttendo la saliva, non sapeva da dove iniziare.
Si era preparato un discorso, si era scelto le parole giuste e aveva pianificato un approccio, per evitare che il gelo e il silenzio tra di loro piombasse, all'improvviso, ma adesso era andato tutto in fumo.
"De..devo dirglielo spero solo che la prenda bene, ma è una mia decisione mi sono stancato di nascondermi..lo amo, lo amo e non posso tenerlo fuori da tutto e tutti!"
-Mark-chiamò fievolmente
-Dimmi-rispose gentilmente
-Ahem..vedi io ti amo e...bhe ecco credo che sia giusto..che bhe, non sò come la prenderai, ma è una decisione che ho preso dopo essere stato settimane, giorni e mesi a pensarci! Avevo preparato anche le parole, avevo pianificato anche un approccio adatto, ma tutto quello che mi ero preparato non è andato come speravo! Volevo dirtelo giorni fà, ma..non ci sono riuscito, mi dispiace!-
-Non importa, coraggio vieni al punto-gli disse.
Nick trasalì, si alzò dalla panchina, seguito a ruota da Mark.
Lo guardò negli occhi titubante.
Fece un lungo sospiro, deglutì poi guardandolo debolmente, parlò:
-Io ho deciso, di..bhe ecco, credo che sia giusto che le fans sappiano!-
-Sappiano di cosa?...Di noi?-rispose cominciando ad agitarsi
Nick asserì, e abbassò lo sguardo continuando:
-Ti giuro Mark sono stato mesi a pensarci. Mi sono stancato di tenerle all'oscuro della mia orientazione sessuale, tenerle all'oscuro di te e del fatto che stiamo insieme! A loro devo tutto, la mia fama, il mio successo, i miei soldi...Non sò come ringraziarle per tutto quello che hanno fatto per me e per il gruppo. Sono state loro, a far si che i Backstreet Boys spopolassero..E non bastano album, video e tour per ringraziarle a sufficienza. Quindi voglio che sappiano la verità perchè ne hanno il diritto! E poi Mark ti amo, ti amo più di me stesso, e mi sono rotto di uscire con te di nascosto, è da due anni che lo facciamo, non ce la faccio più, sei importante per me! Non voglio più scappare, non voglio più nascondermi!-
A Mark cadde il mondo addosso.
Non voleva che lui rivelasse di entrambi, perchè la loro privacy a cui teneva molto, sarebbe stata invasa dai paparazzi. Non sarebbero più potuti uscire la sera senza che qualche fotografo li pedinasse. Era una cosa inaccettabile, non era d'accordo.
No! Non lo era e non ci avrebbe messo poco tempo per esprimere tutta la sua disapprovazione.
Nick non ricevendo risposta dal proprio amato, si avvicinò a lui, mettendogli una mano sulla spalla. A quel gesto Mark trasalì togliendosi quella mano di dosso e rispose con gli occhi lucidi:
-No..non puoi Nick! Ti prego, non farlo, mantieni il silenzio!-
-Mark ti prego, mi sono stancato di...-
Non lo fece finire che la rabbia lo raggiunse:
-NICK NON CAPISCI CHE COSI' FACENDO LA NOSTRA PRIVACY ANDRA' A FARSI FOTTERE, CHE NE SARA' DEI NOSTRI ATTIMI DI INTIMITA' NON POTREMMO PIU' METTERE PIEDE FUORI DI CASA SENZA ESSERE PEDINATI DA QUALCHE PAPARAZZO DEL CAZZO...SARREMMO SU TUTTI I GIORNALI E SULLA BOCCA DI TUTTI!
NON LO CAPISCI? TU CI SARAI ABITUATO ALLA FAMA, E AL SUCCESSO IO NO, NON RESISTEREI, SONO DIVERSO DA TE NICK- replicò crollando a sedere sulla panchina, portandosi le mani sul volto.
Nick lo raggiunse:
-Lo sò Mark, ma..Io non ce la faccio più, prima o poi ci scopriranno, ci hai mai pensato? Meglio che lo vengono a sapere da me che scoprirlo per caso! Poi ci sono le fans...Loro sono importanti per me!-
Quella frase, quel: "Poi ci sono le fans..loro sono importanti per me" gli rimbombò dentro la mente svariate volte.
Scosse la testa incredulo e deluso. Si tolse le mani dalla faccia, guardò il proprio ragazzo e rispose:
-E IO COSA SONO ALLORA? NON TE NE FREGA NIENTE DI COME POSSA SENTIRMI?! HUH! NICK TI RENDI CONTO DI QUELLO CHE STAI DICENDO! TE NE RENDI CONTO! IO NON SONO FAMOSO, NON LO SONO! NON PUOI FARMI QUESTO!
HAI LA PIU' PALLIDA IDEA DI COSA POTREBBE SUCCEDERE EH?...LA MIA VITA DIVENTEREBBE UN CHAOS TOTALE, NON SAREI LASCIATO IN PACE DAI PAPARAZZI...-
Anche Nick scoppiò:
-ALLORA IO! SECONDO TE, NON VERREI TORMENTATO DA LORO?-
Mark si alzò dalla panchina e ribattè:
-VEDO CHE ANCORA NON RIESCI A CAPIRE, IL PUNTO E' QUESTO! E' VERO I PAPARAZZI TORMENTERANNO ANCHE TE, MA C'E' UN FATTO CHE NON HAI CONSIDERATO, IO NON HO BODYGUARD AL MIO FIANCO. SONO ACCESSIBILE AL 100% QUINDI TIRIAMO LE SOMME, CHI SARA' IL PIU' TORMENTATO?-
Nick non rispose, quindi lui continuò:
-IO SARO' QUELLO TORMENTATO NICK, IO ! NON TU, COSA NE SARA' DELLA MIA REPUTAZIONE EH?-
Quelle parole ferirono Nick che ribattè a tono:
-DELLA TUA..DELLA TUA REPUTAZIONE!
MI SBAGLIO O ERI TU QUELLO CHE ANDAVA FIERO DI ESSERE GAY? SE TI VERGOGNI TANTO NEL FREQUENTARMI PERCHE' CAZZO NON TE NE RITORNI DAL TUO SEAN! E' GIA'CERTO LUI E' UNA PERSONA NORMALE, INDIPENDENTEMENTE DA QUELLO CHE TI HA FATTO..E MI HA FATTO! IO INVECE SONO UN ALIENO, PERCHE' FACCIO IL CANTANTE! OKAY VA BENE! TI SEI DIVERTITO IN QUESTI DUE FOTTUTISSIMI ANNI CON UNA POPSTAR? OH PARDON UN ALIENO..SIII?!..BENE ET NICK SE NE TORNA AL SUO PIANETA!-
-PIANTALA CON QUESTO SARCASMO DEL CAZZO! E POI PERCHE' DIAVOLO HAI MESSO IN BALLO SEAN! IO NON MI VERGOGNO DI TE NICKY E LO SAI BENISSIMO! TI AMO, SEI IMPORTANTE PER ME! MA QUESTA TUA DECISIONE DI RIFERIRE TUTTO, NON MI VA' GIU' DIAVOLO C'E' IN BALLO LA NOSTRA PRIVACY!-
-CI SONO SEMPRE LE MIE BODYGUARD! COSA CREDI CHE UNA VOLTA RIVELATO A TUTTI DELLA MIA ORIENTAZIONE SESSUALE, E SOPRATTUTTO DI TE, TI LASCEREI ANDARE A LAVORO, SENZA NESSUNO CHE TI PROTEGGA? HUH?!-
-NICK NON ME NE FREGA NIENTE, IO TI PARLAVO DELLA PRIVACY, LO CAPISCI CHE QUELLA CI VERRA' TOLTA, LO CAPISCI? O DEVO SCRIVERTELO?-
-NON ACCADRA'!-
-OH IO INVECE CREDO PROPRIO DI SI!-
Nick abbassò lo sguardo, per poi riportarlo nervosamente su di lui e rispondere a tono.
-E TU NON LO CAPISCI CHE IO NON NE POSSO PIU' DI QUESTA SITUAZIONE, LO CAPISCI?! STAI PENSANDO SOLO A TE STESSO, SEI UN'EGOISTA MARK! ALLORA SAI CHE TI DICO VAI AL DIAVOLO TU E LA TUA FOTTUTA PRIVACY DEL CAZZO!-
urlò infine con rabbia e delusione, per poi voltargli le spalle, e andarsene.
Mark lo raggiunse lo afferrò per il braccio costringendolo a voltarsi.
-MOLLAMI, NON TOCCARMI!-urlò furioso Nick scrollandoselo violentemente di dosso.
-A TE NON IMPORTA UN CAZZO DELLA NOSTRA PRIVACY? HUH! DELLA NOSTRA, NICK! NON DELLA MIA! DELLA NOSTRA!-
-CERTO CHE ME NE IMPORTA!-
-A ME PARE DI NO! SONO PIU' IMPORTANTI LE FANS DI ME, DI TE..DI..DI NOI!
BENE E ALLORA SAI CHE TI DICO...VATTENE A LETTO CON UNA DI LORO, O CON UNO DI LORO!-
Quelle parole dette in un momento di rabbia, lo ferirono.
Il silenzio crollò tra di loro.
Il gelo prese possesso momentaneo dei loro cuori, Nick aveva abbassato lo sguardo, la sua voce da furiosa cominciò a placarsi.
La delusione era in lui, che deglutì la saliva.
Alzò gli occhi incrociando quelli del ragazzo che più amava al mondo e disse:
-Capisco, okay-
Mark si rese conto, forse troppo tardi, di quello che aveva fatto uscire con così tanta rabbia dalla propria bocca.
-Ni..Nick mi dispiace io non...-
Il ragazzo gli sorrise debolmente, e rispose:
-Non importa. Ha..hai ragione okay va bene, starò zitto! Non dirò a nessuno di quanto tu sia importante per me, di quanto ti ami, e sopratutto di quanto mi sono rotto di tenere nascosta questa nostra relazione, che ogni giorno diventa più seria che mai..Se per noi ci fosse il matrimonio non esiterei a..sposarti...ma a te questo sembra non importare, vuoi che stia zitto? Vuoi questo? Okay va bene! Non fiaterò, non lo farò! Perchè ti amo, e ti rispetto più di chiunque altro!-
Detto questo riprese il cammino, Mark lo riprese.
Nick si irrigidì.
-Per favore, lasciami in pace, ho bisogno di fare 4 passi, e da solo-
-Nick scusami io...-
-Zitto ti prego, stà zitto! e lasciami in pace-ripetè in tono freddo e abbattuto
Mark sussultò e retrasse la mano per poi replicare.
-Nick no, è pericoloso, hai visto che ore sono?-
-E che ti frega, ho le mie bodyguard, e le mie fans no?-
Ribattè, andandosene.
Non appena Mark lo vide scomparire, fu tentato di seguirlo. Lo stava per fare ma decise di lasciar perdere.
Cadde pesantemente a sedere sulla panchina, chiudendosi nei suoi puntuali sensi di colpa, gli stessi che stavano affliggendo Nick.

*§*§*§*

Erano da poco scoccate le 2am quando la porta, di villa Feehily si spalancò per chiudersi di botto.
Mark che si era appisolato sul divano d'ingresso, sussultò.
Si voltò nella direzione da cui era provenuto quel rumore molesto e improvviso, incontrando la figura di Nick.
Voleva parlare, ma lo sguardo adirato del suo amato lo arrestò. Il ragazzo distolse lo sguardo che fissò il pavimento.
Sentì i passi di Nick andare diretti al piano di sopra.
Percepì lo sbattere violento di una porta.
5 minuti dopo, i suoi passi si ripresentarono di nuovo sul corridoio.
Sbattè la porta del bagno, per poi dirigersi verso la doccia ed azionarla.
L'acqua calda e fumante precipitava violenta sopra di lui per poi scivolargi lentamente e sensualmente sulla sua pelle, su i suoi capelli, sul suo viso e su i suoi pettorali, accarezzandoglieli delicatamente.
Dentro la sua testa, le parole del suo Mark non gli davano requie.
Ci era rimasto male, molto male.
"Credevo che a lui sarebbe andata bene, credevo che gli avrebbe fatto piacere, sapere della mia decisione, credevo che gli sarebbe piaciuto sapere che volevo dire al mondo di lui.Ma a quanto pare non ha gradito!"
Scosse la testa delle goccioline d'acqua schizzarono dai suoi capelli.
La sua mano destra gocciolante dette fine allo scrosciare dell'acqua.
Uscì dal box doccia, afferrò l'asciugamano di fianco a lui e se lo avvolse alla vita, per poi afferrarne un'altro, posarlo sulla sua capigliatura cominciando a frizionare il tutto.
Uscì dal bagno, incontrando Mark.
-Nick io...-
Il ragazzo distolse lo sguardo, ed entrò nella camera degli ospiti.
Mark cercò di raggiungerlo, ma la porta gli venne chiusa in faccia.
Udì la chiave girare. Nick si era chiuso dentro.
-Nick per favore!-esclamò bussando
La risposta che giunse dall'altra parte fù la musica alta dello stereo.
Mark stava per bussare di nuovo, ma lasciò perdere e se ne andò.

*§*§*§

Ore 5am, Casa Feehily era avvolta nel silenzio e nell'oscurità.
Il vento fuori fischiava e alcuni rami della quercia sbattevano sulla finestra della camera degli ospiti dove Nick non riusciva in alcun modo a prendere sonno, si rigirava e rigirava nel letto.
Alla fine esaperato e innervosito. Gettò a terra e con rabbia il piumone.
Si alzò dal letto, si mise i vestiti che aveva preparato poche ore fà. Ovvero un paio di pantaloni mimetici verdi, una felpa felpata verde militare, con cappuccio e lacci,e le scarpe da ginnastica nere e bianche che indossava dalla mattina.
Una volta vestito si avvicinò alla porta. Girò la chiave molto lentamente, e l'aprì per poi affacciarsi.
La camera nella quale dormiva insieme a Mark era chiusa.
Il silenzio regnava sovrano interrotto a tratti dal fischio del vento e dal leggero russare del fidanzato.
Solcò la soglia con passo felpato. Chiuse la porta delicatamente, e piano, piano si fece strada lungo il corriddoio per giungere finalmente al piano di sotto.
Si diresse con velocità fulminea, all'attaccapanni, prese il suo giaccone invernale nero ed uscì di casa, senza una meta ben precisa.

CAPITOLO 22

More Than That

La porta di casa Feehily si spalancò all'improvviso.
Mark intento a preparare la colazione, sussultò voltandosi, e lo vide:
Aveva le guance arrossate per il freddo, le labbra secche e disidratate.
Nonostante avesse il giaccone invernale addosso, tremava.
-Nick dove sei stato?-chiese raggiungendolo.
Il ragazzo chiuse la porta dietro di sè, si tolse il giaccone, che depose sull'attaccapanni, guardò Mark, e si recò senza indugio verso il divano, dove si gettò pesantemente a sedere, per poi appoggiare la testa sopra il poggiaschiena e chiudere gli occhi mentre la voce di Mark si fece sentire, rimbombandogli nel cervello.
-Ti ho fatto una domanda!-
Nick sbuffò, poi rispose:
-Non riuscivo a dormire, quindi sono uscito a fare quattro passi, contento!-
-Credevo fossi in camera, ti rendi conto di che ore sono?-
-Le 6am?-rispose strafottente
-Sono le 10am! Nick!-
Nick roteò gli occhi infastidito.
-Che rompi..Okay sono le 10am!, Cos'è vuoi farmi la predica..Paparino rompipalle? No, sai perchè, se è cosi prendo le mie cose e me ne ritorno a casa mia!-
Mark perse la pazienza per quanto ancora avrebbe voluto tenergli il muso, non lo sopportava quando si atteggiava a quel mondo.
Tutta quella strafottenza, quel sarcasmo. Cavolo quanto odiava quando faceva così.
Era l'ora di finirla una volta per tutte.
-Nick per quanto ancora vuoi tenermi il muso èh?!-
Nick si voltò dalla parte opposta.
Mark gli afferrò il viso con una mano e lo costrinse a guardarlo.
-Mollami!-esclamò togliendosi quella mano di dosso.
-Pensi sempre a te stesso! Ma a come mi sento io mai. Ho fatto sempre quello che mi chiedevi, ti ho ascoltato, ero sempre d'accordo su quello che dicevi, e adesso che per una volta, ho fatto sentire le mie ragioni, i miei perchè, mi tieni il muso?-
Non rispose distolse nuovamente lo sguardo.
-Porca puttana Nick, non sopporto questo tuo atteggiamento, non lo sopporto! Cosa vuoi che ti dica? Vuoi che ti risponda si va bene spiffera al mondo intero della tua orientazione sessuale, e che siamo fidanzati da due anni, che io Mark Michael Patrick Feehily sono il tuo ragazzo! Si digli che viviamo insieme, digli che la nostra relazione è diventata ufficiale da mesi ormai..Digli anche quali locali frequentiamo, digli anche del mio lavoro, raccontagli tutto! Tanto di come mi senta io non te ne frega un cazzo! Vuoi rivelare tutto questo? Eh lo vuoi?..Bene fallo chi ti ferma!-gli occhi di Mark si erano fatti lucidi, Nick lo guardò di sottecchi, si accorse di quanto stava male per la sua improvvisa decisione, leggeva in lui la paura, deglutì la saliva e replicò fievole.
-Io..credevo, che tu saresti stato d'accordo! Credevo che fosse una bella cosa, ma soprattutto ero convinto che ti avrebbe fatto piacere!-
Mark si sedette accanto a lui, gli prese delicatamente con la mano destra il mento e condusse quegli occhi azzurri a scontrarsi con i suoi e parlò:
-Nick la cosa mi ha fatto piacere, però io non sono famoso..Non resisterei ad uno stress del genere, passerei tutto il tempo a guardarmi intorno, per paura che qualcuno ci fotografi, non voglio vedere le nostre foto sui giornali. La privacy che abbiamo sempre avuto andrà a farsi fottere, e io non voglio!Non voglio questo Nicky, non lo voglio! Voglio continuare ad andare avanti così, mantenendo il segreto, non voglio uscire allo scoperto, non adesso, non così, non voglio Nickolas mi dispiace..Ma Non riesco ad accettarlo, non ce la posso fare...Non ce la posso fare scusami.-
Gli occhi di Nick si fecero lucidi, deglutì debolmente il groppo che aveva in gola, abbassò lo sguardo, le sue labbra tremarono, alzò gli occhi incontrando quelli del ragazzo che più amava al mondo e rispose:
-Okay va bene. Se non vuoi essere, tra virgolette messo in mezzo, rivelerò solamente della mia orientazione sessuale solo perchè mi sento in dovere con le fans!-
-Forse il tuo sentirti in dovere con le fans ti ha fatto sfuggire un piccolo, ma piccolo. Anzi direi miscroscopico dettaglio, i fotografi ti seguiranno no? Quindi non credo che io possa risultargli invisibile-
Nick annuì e rispose debolmente:
-Mi dispiace..Ma non posso fare a meno di dirlo-
Mark rimase deluso dall'inaspettata affermazione dell'amato, abbassò gli occhi, e replicò un abbatuto e rassegnato.
-Okay..va bene fai come ti pare-
Si alzò dal divano, e ritornò in cucina con il volto basso.
Una volta che sparì dalla vista di Nick, quest'ultimo dispiaciuto si alzò, recandosi a passi lenti in cucina.
Si fermò alla soglia, e si mise ad osservalo.
I suoi movimenti ai fornelli erano lenti e svogliati, si vedeva lontano un miglio che stava soffrendo, sì, stava male a causa della decisione che Nick aveva preso e del fatto che nonostante lui gli avesse spiegato le sue ragioni Nick era risultato irremovibile, e anche un pò menefreghista. Non avrebbe fatto parola di lui, okay, non avrebbe fiatato della sua relazione, è vero, ma la privacy che prima avevano sarebbe comunque stata distrutta, Mark ne era sicuro. Ma la cosa che lo feriva maggiormente era l'atteggiamento del suo ragazzo. Lo aveva deluso e non poco.
Dai suoi occhi blu scesero delle leggere lacrime, che si asciugò con la manica del maglione bianco che indossava.
Nick si rese perfettamente conto di averlo ferito, non sapeva cosa dire. Come scusarsi, quindi decise di avvicinarsi a lui.
Lo abbracciò da dietro all'improvviso.
Mark non rispose a quell'abbraccio, era freddo e distaccato, Nick gli dette un leggero bacio sulla guancia, poi alle orrecchie gli sussurrò:
[Andrà tutto bene Mark, te lo giuro!]
-Si certo come no...-
-Marky, amore mi dispiace-ribattè mortificato stringendolo di più a sè.
Le sue labbra lasciarono sul suo collo un succhiotto e risalirono fino alla guancia, mentre le sue mani gli accarezzarono delicatamente le spalle.
Il corpo di Nick si mosse lentamente, portandosi davanti a Mark.
Lo guardò negli occhi, lo abbracciò di nuovo, gli asciugò delicatamente e con mani tremanti le lacrime, gli baciò la fronte e infine la bocca.
Non appena la lingua di Mark cominciò a seguire quella dell'amato, si arrestò di colpo, decretando fine a quel bacio. Guardò il fidanzato e gli disse debolmente:
-Ahem...La colazione è pronta!-
Detto questo uscì dal suo abbraccio.
Si diresse verso il tavolo, prese la colazione e si spostò in un'altra sedia.
Nick abbassò il viso rassegnato, e si sistemò al proprio posto.
Da quel momento in poi il silenzio tombale crollò su entrambi.

*§*§*§*

La settimana dopo Nick e gli altri ragazzi della band si recarono a New York, per un intervista speciale a Trl dove avrebbero parlato del tour mondiale immenente, del video, del singolo già in rotazione da settimane su mtv e di altre cose.
Le domande furono poche ma complesse e ognuno di loro aveva la risposta pronta.
Poi il vj si rivolse a Nick dicendo:
-Nick, sò che questa intervista è stata ideata da te perchè avevi un annuncio importante da fare alle tue fans, o no?-
Ecco il momento era arrivato, lo stomaco cominciò a fargli male, l'ansia lo avvolse, il cuore cominciò a battergli all'impazzata, le sue labbra tremarono, era agitato. Brian che gli era di fianco se ne rese conto, e gli dette una leggera pacca incoraggiandolo.
Deglutì il groppo che gli lacerava la gola, sospirò e rispose cercando il meno possibile di far tremare la propria voce. Ma era impossibile tutte le fans presenti nello studio lo guardavano sorridenti, impazienti di sentire la sua dolce voce parlare. Nick voleva andarsene ma ormai era troppo tardi, doveva parlare, doveva dirlo, le fans avevano il diritto di saperlo, quindi con fatica parlò:
-Ecco..ahem, questa intervista è stata ideata non per parlare solo del tour, del singolo del video, ma perchè ho creduto che..le fans, le nostre fans in tutto il mondo avevano il diritto di sapere che, io..sono..che sono gay-
Il gelo cadde sullo studio, su tutta New York su tutti gli Stati Uniti.
Il vj era rimasto a bocca aperta non sapeva che dire. Nick guardava le fans che aveva di fronte qualcuna sorrideva, qualcuna non fiatava, qualcuna piangeva. Inghiottì il groppo in gola che aveva fatto capolino e continuò.
-L'ho sco..scoperto 6 o 7 anni fà..
Ero spaventato, non riuscivo ad accettarlo. Ho cercato di vivere la mia vita come se niente fosse, ho tentato. Credevo fosse una cosa passeggera, ero adolescente, ed ero convito che questo dubbio sulla mia orientazione sessuale potesse passare, ma con il passare dei giorni, dei mesi ho capito che non era una cosa passeggera ero gay, lo ero e non potevo fare niente per evitarlo, ho tentato. Vi giuro ho provato a fare finta di niente, ma non ci sono riuscito. Volevo dirlo a voi fans, ma temevo per la vostra reazione. Mi sento in colpa perchè sembra che vi abbia prese tutte quante in giro, ma non è così, avevo paura, sono stato stupido a non dirlo prima ma è stato più forte di me non riuscivo ad accettarlo, non ci riuscivo. Voi fans siete molto importanti per me e credo che lo sappiate, avete fatto tanto per noi, avete realizzato il nostro sogno, è grazie a voi che siamo quello che siamo adesso, e non mi sembrava abbastanza ringraziarvi per il vostro supporto, facendo album, su album, video su video, singoli su singoli e tour su tour, quindi ho deciso di non tenervi più all'oscuro della mia orientazione sessuale...sono gay, e non posso fare più niente per evitarlo, se vi ho deluso mi dispiace tanto, non volevo!-
Detto questo si asciugò le leggere lacrime di tensione e paura che erano scese dai suoi occhi azzurri e abbassò lo sguardo attendendo la reazione di tutte le fans e i fan presenti nello studio e fuori, che sopraggiunse a suon di applausi e urla di orgoglio.
Nick era venuto fuori, e la sua sincerità, il suo rispetto e il suo amore per le fans si era fatto sentire e loro non potevano che essere fiere di lui. Aj, Kevin, Howie e Brian lo abbracciarono per congratularsi. Erano fieri di lui, più fieri di prima, e le fans lo amavano ancora di più.
L'intervista si concluse con altre 4 domande delle fans.
Poi la band si alzò da dove sedeva e se ne andarono.
Una volta fuori le fans urlarono a gran voce:
-NICK WE LOVE YOU SO MUCH AND WE ARE SO PROUD OF YOU!-
Nick si sentì finalmente leggero, quel peso che tanto lo tormentava da anni scomparve, lasciando campo libero alla gioia e alla serenità.

*§*§*§*

Non appena le macchine dai vetri oscurati, scomparvero tra l'immensa folla urlante delle fans.
Mark prese il telecomando e spense rassegnato la tv.
Lasciò cadere la testa sopra il poggiaschiena del divano e chiuse gli occhi:
"Ancora non riesco a crederci che lo abbia detto veramente..Dovrei essere arrabbiato con lui, dovrei odiarlo magari! Ma non ci riesco, anche se volessi è più forte di me! Lui è tutto, lo amo..Mi ha deluso e molto anche! Ma questa è stata una sua decisione, io non posso contrastarlo, la devo accettare punto e basta. Spero solo che dopo questa rivelazione non cambi niente tra di noi.
Mark devi fartene una ragione, anche se la cosa non ti và giù, devi rispettare la sua scelta, la devi rispettare, perchè lo ami, e non hai mai amato così follemente una persona come ami lui! Nick ti rende completo, ti rende felice, ti soddisfa in tutti i sensi, in tutti i modi. Non lasciare che questa tua disapprovazione porti il vostro rapporto alla fine! Perchè non riusciresti a vivere lontano da lui, non ci riusciresti, e il bello è che ne sei consapevole anche tu!"
Gli occhi di Mark si aprirono incontrando il soffitto bianco, sospirò. Tolse la testa dal poggia schiena, si portò le mani al volto massaggiandosi, le palpebre.
Accese la tv, e si distese sul divano in posizione fetale, con gli occhi davanti allo schermo.
Su Mtv stava passando un vecchio video dei Bsb preso da Black And Blue era "More Than That" In quel preciso istante, quello che cantava era Nick, sul volto di Mark apparve un debole sorriso. Chiuse gli occhi per poi perdersi completamente nella sua dolce e soave voce. Dentro la sua mente quelle parole si espandevano, le sue orecchie cominciarono ad estraniarsi da tutto e tutti, per concentrarsi solo ed esclusivamente sulla voce dell'amato, convicendo sè stesso, che il suo Nick fosse lì con lui, e gli stesse sussuardo le parole della canzone, mentre facevano l'amore.
Vedeva il suo splendido e perfetto corpo, i suoi lineamenti. Oscurati dal buio della camera da letto, mentre i raggi della luna piena, che filtravano flebili dalla finestra lo illuminavano leggermente rendendolo paradisiaco. Sorrise, il suo Nick era nudo, sopra di lui e lo baciava con ardore, passione, tenerezza, dolcezza ma soprattutto amore incodizionato mentre il video sulla tv proseguiva senza interruzioni. Deglutì la saliva e sussurrò debolmente:
-Nick ti amo...-
Il video finì e Mark si addormentò.

*§*§*§*

Verso le 9:00pm la porta di casa Feehily si aprì, lasciando entrare un Nick leggermente bagnato, a causa della pioggia, che si era fatta viva sul cielo di Los Angeles.
Indossava un paio di jeans neri stracciati con dei leggeri strappi bianchi e un paio di scarpe da ginnastica rosse e nere.
Era avvolto in un giubbotto invernale nero, che gli aderiva perfettamente ai fianchi, i suoi capelli avevano alcune gocce di pioggia che gli scivolavano leggermente dalla fronte rigandogli delicatamente il viso.
Nick si tolse il giubotto, e lo appese all'attaccapanni.
Si voltò verso il divano dove scorse Mark disteso.
Si avvicinò leggermente a lui, nella mano teneva un sacchettino di carta con il logo di una gioielleria newyorkese, stava per chiamarlo ma si rese conto che stava dormendo come un angioletto. Si inginocchiò davanti a lui, sorrise debolmente. Gli accarezzò amorevolmente la guancia e gli mormorò:
[Perdonami Marky]
Le sue labbra si presentarono sulla sua fronte, lasciandoglici un tenero e casto bacio.
Stette un altro minuto a guardarlo dormire, poi spense la tv.
E facendo il minimo rumore possibile si alzò. recandosi in cucina dove depose, il sacchetto che teneva stretto in mano, su una sedia lì presente.
Sospirò e cominciò a preparare la cena.
Alle 9:40pm Mark cominciò a svegliarsi, perchè un delizioso profumino gli stava invadendo le narici.
Aprì i suoi occhi blu incontrando lo schermo nero della televisione.
Sbadigliò, si stiracchiò, per poi alzarsi dal divano.
Dalla cucina provenivano dei rumori, di stovigle che sbattevano tra di loro, e di posate che venivano poste sul tavolo.
Nick era ritornato. Fece un bel respiro, poi cominciò a percorrere la strada che lo avrebbe condotto alla cucina, dove lo vide intento ad armeggiare ai fornelli.
Sorrise debolmente e si mise ad osservarlo in silenzio, sperando che non se ne accorgesse ma non fù così.
Nick si sentiva osservato, quindi si voltò e trovò Mark in piedi sulla soglia della porta, con una spalla appoggiata allo stipite di essa.
Aveva le mani nella tasca della propria felpa verde militare, mentre i suoi piedi coperti da un paio di timberland grigie chiare erano incrociati tra di loro.
Aveva un paio di jeans blu scuri a vita bassa.
Nick gli abbozzò un sorriso e parlò:
-Scusami ti ho svegliato, non credevo di aver fatto così tanto rumore. Siediti che la cena arriva subito-
Mark asserì con la testa, spostò la sedia dove si sedeva e vi trovò sopra un sacchetto, stava per parlare quando il suo ragazzo lo anticipò dicendo:
-L'ho comprato per te a New York è un pensierino, per scusarmi del mio comportamento, ma soprattutto per la mia decisione, spero che ti piaccia, e spero che tu un giorno possa perdonarmi-
rispose portando la cena sul tavolo, per poi sedersi e attendere la risposta e la reazione di Mark.
Il ragazzo tolse il pacchettino rettangolare dal sacchetto, e lo scartò trovandosi davanti
una scatolina di velluto, nera, brizzolata di bianco.
-Co..cos'è?-chiese debolmente portando i suoi occhi su quelli di lui, per poi distogliere lo sguardo.
-Aprilo e lo scoprirai-
Il ragazzo annuì poi con un pò di titubanza aprì la scatolina trovandosi davanti un bracciale da uomo. realizzato a catena che veniva attraversata da dei filamenti di zaffiro blu.
Mark sorrise, non sapeva che dire.
Alzò il volto incontrando Nick che gli sorrise per poi alzarsi dalla sedia e avvicinarsi a lui, erano a pochi mm l'uno dall'altro.
-Mark ti chiedo scusa, spero che tu possa perdonarmi, lo sò sono stato uno stupido, un menefreghista, puoi dirmi quello che vuoi, ma ti giuro che non volevo ferirti, non volevo deluderti, ti amo...e da giorni prego per far sì che tu non mi odi, affinchè tu possa perdonarmi. Sei importante per me Mark..Ti amo..e non voglio assolutamente perder...-
Non terminò la frase che Mark gli sigillò le parole con un bacio, che piano piano si fece più spinto, provocatorio e sensuale.
Lentamente le loro labbra cominciarono a vagare in ogni parte del viso del proprio amato, mentre le loro mani si davano da fare con carezze, e sopprattutto a sganciare jeans, togliere felpe, ed esplolare il corpo dell'altro. Cominciarono a camminare e i loro piedi li condussero alla camera da letto.
Il buio regnava sovrano, entrambi erano nudi, Nick era sopra di lui lo guardava con amore e desiderio, i vetri della finestra erano privi della tenda, e la luna piena poteva farne filtrare i raggi che colpivano delicatamente il corpo perfetto e i lineamenti dolci e morbidi di Nick.
Il suo cucciolo. Il suo Nicky, il suo amore. La sua vita.
Nick lentamente avvicinò la bocca alla sua, per poi esplorargli ogni angolo del collo, del petto, e ritornare alla bocca, dove ogni linguata era dolce e stracolma d'amore.
Non appena il biondino concluse il bacio. Gli occhi di Mark chiusi perchè persi dal piacere che provava, si aprirono incontrando il suo viso. Dio era davvero stupendo, la luce lunare gli addolciva i lineamenti, mettendo in risalto quei suoi splendidi occhi azzurri. Mark era felice e onorato di averlo al suo fianco. Sorrise. Allungò le braccia per abbracciarlo e posarlo su di sè, per poi sussurargli all'orecchio:
[Ti amo]
Nick sorrise, si strinse di più a lui e cominciò a mormoragli all'orecchio il ritornello di More Than That.
"Oh I will love you more than that I won't say those words, then take them back
Don't give lonliness a chance Baby listen to me when I say
I will love you more than that"
Cominciarono a baciarsi ed accarezzarsi teneramente, sotto la luce lieve della luna.
Quelle due ombre, quei due ragazzi, quei due amanti, quei due cuori, quelle due anime, quella notte si fusero insieme.

CAPITOLO 23

Buttons
"I'm telling you loosen up my buttons baby (Uh huh)
But you keep fronting (Uh)
Saying what you going to do to me (Uh huh)
But I ain't seen nothing (Uh)

I'm telling you loosen up my buttons baby (Uh huh)
But you keep fronting (Uh)
Saying what you going to do to me (Uh huh)
But I ain't seen nothing (Uh)

Typical
Hardly the type I fall for
I'm liking the physical
Don't leave me asking for more
I'm a sexy mama (Mama)
Who knows just how to get what I want and (Want and)
What I want to do is spring this on you (On you)
Back up all of the things that I told you (Told you)

You been saying all the right things all along
But I can't seem to get you over here to help take this off
Baby, can't you see?
How these clothes are fitting on me
And the heat coming from this beat
I'm about to blow
I don't think you know

I'm telling you loosen up my buttons baby (Uh huh)
But you keep fronting (Uh)
Saying what you going to do to me (Uh huh)
But I ain't seen nothing (Uh)

I'm telling you loosen up my buttons baby (Uh huh)
But you keep fronting (Uh)
Saying what you going to do to me (Uh huh)
But I ain't seen nothing (Uh)

You say you're a big boy
But I can't agree
'Cause the love you said you had
Ain't been put on me
I wonder
If I'm just too much for you
Wonder
If my kiss don't make you just
Wonder
What I got next for you
What you want to do? (Do)

Take a chance to recognize that this could be yours
I can see, just like most guys that your game don't please
Baby, can't you see?
How these clothes are fitting on me
And the heat coming from this beat
I'm about to blow
I don't think you know

I'm telling you loosen up my buttons baby (Uh huh)
But you keep fronting (Uh)
Saying what you going to do to me (Uh huh)
But I ain't seen nothing (Uh)

I'm telling you loosen up my buttons baby (Uh huh)
But you keep fronting (Uh)
Saying what you going to do to me (Uh huh)
But I ain't seen nothing (Uh)

I'm a make you loosen up my buttons babe
Loosen up my buttons babe
Why don't you loosen up my buttons babe
Loosen up my buttons babe

I'm a make you loosen up my buttons babe
Loosen up my buttons babe
Why don't you loosen up my buttons babe
Loosen up my buttons babe

I'm telling you loosen up my buttons baby (Uh huh)
But you keep fronting (Uh)
Saying what you going to do to me (Uh huh)
But I ain't seen nothing (Uh)

I'm telling you loosen up my buttons baby (Uh huh)
But you keep fronting (Uh)
Saying what you going to do to me (Uh huh)
But I ain't seen nothing (Uh)

I'm telling you loosen up my buttons baby (Uh huh)
But you keep fronting (Uh)
Saying what you going to do to me (Uh huh)
But I ain't seen nothing (Uh)

I'm telling you loosen up my buttons baby (Uh huh)
But you keep fronting (Uh)
Saying what you going to do to me (Uh huh)
But I ain't seen nothing (Uh)"
(Buttuns-Pussycat Dolls)

Giovedì sera ore 6pm Nick rincasò trovando Mark ad aspettarlo a sedere sul divano.
Indossava: Un paio di jeans neri, stracciati, un golf aderente ma non troppo bianco, e scarpe da ginnastica dello stesso colore dei pantaloni. Aveva i capelli ad effetto bagnato, al polso destro come sempre teneva il bracciale che lui gli aveva portato da New York.
Nick gli sorrise, lui rispose allo stesso modo. Si alzò, si recò da lui e si salutarono con un bacio, le narici di Nick vennero invase dal profumo del suo amore, era il suo preferito.
Una volta staccati Nick non potè fare a meno di notare che Mark era molto elegante nonostante indossasse jeans, scarpe e golf:
-Wow come mai così in tiro, eh baby!-
Mark sorrise ammiccante. Gli fece un occhiolino provocatorio.
Si accostò sensualmente e lentamente al suo corpo, continuando a guardarlo negli occhi, passandosi la lingua sulle labbra.
Le sue mani si presentarono dentro ai pantaloni beige di Nick, andando dritto all'aerea proibita, massaggiandoglielo. Dopo la sua bocca si portò alle sue labbra, fino a sfiorarle, lo stava facendo impazzire.
Nick riusciva a trattenere a stento mugolii di approvazione, poi Mark gli sussurrò seducentemente all'orecchio.
-Nicky amore, vai a farti una doccia, fatti bello perchè oggi è un giorno speciale...-
Lo baciò ansimante, mentre le sue mani aumentavano il massaggio al suo membro.
Nick chiuse li occhi assaporando quel momento, e con voce fievole e rotta da dei gemiti di piacere sussurrò:
-E' il mio complea...Ah-
Non terminò la frase che Mark gli fece un leggero succhiotto al collo, per poi continuare a baciarlo e a sussurargli bramoso.        
-Aaha...uhm..si babe e ti ho preparato una seratina niente male...-
Sospirò dandogli un' altro bacio molto sexy. Poi con voce provocante continuò
- Lo sai vero quanto tu sia sexy eh..Nick? Uhm certo che lo sai...-
Gli leccò leggermente il collo e proseguì a sussuragli parole dolci e a massaggiarglielo come solo lui sapeva fare, facendolo letteralmente uscire di testa.
Nick era al culmine dell'eccitazione ad ogni parola che lui gli sussusurava a quel modo, ad ogni massaggio sulla sua area proibita, chiudeva gli occhi gustandosi il tutto non riuscendo a frenare sospiri, e mormorii di piacere, che alimentavano ancora di più il desiderio nel suo partner.
-Coraggio vai a prepararti. Renderò il tuo compleanno indimenticabile..Non scordarti che ci sarà la ciliegina sulla torta..vai, adesso amore, vai..-
Detto questo tolse lentamente le mani dal suo sesso, per poi risalire e raggiungere il collo, dove le labbra lo avevano da pochi istanti lasciato, per presentarsi sulla sua bocca.
Quelle mani decisero di scendere di nuovo. Gli accarezzarono la schiena per poi presentarsi sulle sue chiappe e stringerle con veemenza vogliosa per poi condurre il bacino di Nick verso il suo. Entrambi i sessi pulsavano sotto i vestiti.
Nick cacciò un mormorio, e tentò di parlare ma l'eccitazione era tanta e riuscì solo a mormorare:
[Devo an..andare]
Mark lo baciò nuovamente poi lo lasciò, dandogli una leggera pacca sul sedere.
Nick ancora eccitato, salì le scale, si diresse al bagno, dove si spogliò e si infilò sotto la doccia. Cercando di tenere a freno i suoi bollenti spiriti e il suo gioiello di famiglia, che pulsava come non mai.
Verso le 7pm Nick si presentò di sotto.
Dove Mark pazientemente lo attendeva seduto sulla poltrona, intento a guardarsi un programma nella tv satellitare.
-Sono pronto-
All' udire la voce del suo ragazzo, spense la tv.
Si alzò da dove sedeva e si voltò, rimanendo senza fiato Dio era meraviglioso. Aveva i capelli sparati in aria, il gel gli creava un effetto bagnato, i suoi occhi azzurri erano più luminosi e accentuati del solito. Indossava un paio di jeans a vita bassa, blu scuri sfumati, non tanto larghi.
Ai piedi portava un paio di puma ultimo modello, mentre il suo petto era coperto da una camicia blu scura molto elegante formata da righe verticali blu chiaro, completamente sbottonata e sotto di essa vi era una t-shirt di un viola molto scuro e un pò sbiadito, come modello voleva, con una raffigurazione stilizzata dai contorni neri.
Mark non riusciva a proferire parola. Era rimasto folgorato da cotanta beltà e avvenenza, non riusciva a trattenersi, Nick era da panico.
Ora come ora lo desiderava come non mai. Voleva avvicinarsi e togliergli i vestiti e farlo con lui come mai lo avevano fatto prima. Voleva fare del sesso con lui, del sesso selvaggio che avrebbe rotto tutti gli schemi, ma doveva resistere non era nè il luogo nè il momento adatto.
"Mark cerca di controllarti...Dio quanto è bello..non ce la posso fare, non ce la faccio lo voglio ora adesso lo voglio.."
La volontà venne travolta dalla libidine. L'adrenalina gli era salita a mille e gli ormoni stavano facendo i salti mortali. Nick lo stordiva, togliendoli ogni inibizione.
Era suo adesso. Nick lo guardava mentre gli si avvicinava, con gli occhi che non riuscivano a distogliersi dal suo viso. Mark era come posseduto, il desiderio, la brama, la voglia di farlo suo aveva abbattuto ogni sua barriera sensoriale non c'era nient'altro intorno a lui. I suoi occhi vedevano solo l'oggetto dei suoi desideri, le sue orecchie sentivano solo il suo respiro, il suo naso percepiva solo il suo profumo, e la sua bocca, il suo gusto, avevano solo il sapore di lui all'interno, che era memorizzato nel suo cervello. Le sue papille gustative avevano registrato appieno il suo gusto.
In pochi secondi le tante agogniate labbra del suo Nick si unirono a quelle sue.
Lo baciò con foga, le sue mani non facevano altro che accarezzare, palpeggiare il suo corpo, e il suo sesso sotto i jeans, Nick rispose allo stesso modo, si baciavano, si toccavano, alla fine Mark gli sganciò i jeans, glieli fece sendere, si inginocchiò e iniziò a fargli la persuasione orale.
Nick era eccitato a mille. Le gambe si fecero molli, con la schiena si scontrò alla porta d'ingresso, e si lasciò scivolare giù, seguito da Mark che non riusciva a staccarsi dai suoi boxer.
I mormorii di piacere del biondino, si fecero più alti e spinti, sino a tramutarsi in urla di godimento da cataclisma che terminarono con il raggiungimento dell'ectasy più assoluta.
Mark si allontanò da quei boxer, e guardò l'amato che teneva gli occhi chiusi, mentre la sua bocca ansimava, e il suo corpo era percorso da dei leggeri tremoli di sovraeccitamento.
Sorrise, poi cominciò a baciarlo, riagganciandogli i jeans, per poi sussuragli eroticamente all'orecchio.
-Questo è solo un antipasto, non immagini neanche che seratina ti ho organizzato, stasera lo faremo come mai l'abbiamo fatto..Te lo giuro, ci divertiremo cucciolo, io e te faremo follie...Ti amo-
Nick aprì gli occhi, incontrando il viso di Mark, quelle parole che gli aveva sussurato lo avevano fatto fremere. Era anche un pò intimorito dall'improvviso atteggiamento seducente e sexy che il suo amato aveva avuto nei suoi confronti. Non sapeva se doveva "temere" per come l'avrebbero fatto, o desiderare di arrivare il più presto possibile alla notte per gustarsi il tutto.

*§*§*§*

Mezz'ora dopo i due amanti giunsero al Koi Restaurant situato nella 730 di La Cienega Blvd.
Una volta che la BMW blu metallizzata di Mark si arrestò davanti all'ingresso, i due ragazzi scesero dall'autovettura.
Mark consegnò le chiavi al parcheggiatore che portò l'auto in un parcheggio privato, che Mark aveva prenotato una settimana prima.
Guardò Nick, gli sorrise e lui rispose. Poi insieme solcarono l'ingresso.
Il Koi era il ristorante preferito di Nick, e tutte le volte che entrava rimaneva "estasiato" da quanto fosse bello l'ingresso: il pavimento era di pietra, e sparsi per il corridoio vi erano dei tronchi d'albero con sopra dei ceri bianchi racchiusi in bicchieri, poi sulla destra vi era un camino incorporato nella parete color panna. Sopra aveva una sorta di scaffale in legno rovere con gli stessi ceri posti sui tronchi. Accanto ad esso il muro terminava e al suo posto vi erano poste delle canne di bambù, situate anche dietro al camino.
c'erano anche degli alberi.
I piedi di Nick e Mark attraversarono quel corridoio per poi raggiungere la porta in legno, con borchie e contorno in ferro battuto.
Sembrava quasi l'ingresso di un castello, ponte levatoio apparte.
I due entrarono, e salutarono il capo del ristorante Nakamura Kiuchiki, che si avvicinò a loro con il sorriso sulle labbra.
Era un'uomo di circa 40 anni, dai tipici lineamenti giapponesi.
Vestito di tutto punto, con i capelli neri, occhi dello stesso colore, e pizzetto.
-Buonasera Nick, e buonasera anche a te Mark-
I due risposero sorridendo.
-Avevo prenotato una settimana fà per una cena privata-Mark
-Sì, venite vi accompagno al vostro tavolo-
Detto questo cominciarono a camminare.
Dopo circa un minuto raggiunsero, la sala privata.
Era una stanza molto larga, il cui ingresso era presiediato da delle gigantesche tende di rete di colore rosso.
Le pareti erano di un intenso e caldo arancione, con scaffali di legno e candele a suo carico, che rendevano la stanza molto romantica e rilassante.
I tavoli in legno masello, avevano sopra di essi un cero avvolto in un bicchiere, e un vasettino di vetro con all'interno un fiore giallo, che emanava un profumo esotico, dolce, armonioso e molto piacevole.
Le sedie avevano lo stesso materiale dei tavoli con l'eccezzione del cuscinetto in pelle nera.
Il pavimento invece era formato da mattonelle poste in verticale di un inteso colore scuro.
Infondo alla sala vi era una parete formata da pannelli di vetro colorato blu, rossi e neri.
-Ecco il vostro tavolo...come ci hai espressamente chiesto Mark nessuno verrà a disturbarvi, questa sala è tutta vostra-
Mark gli sorrise.
-Grazie-
-Di niente...Auguri Nick, passa una bella serata!-
-Grazie-replicò il biondino sorridendo.
-Fra poco il vostro cameriere vi raggiungerà per servirvi.
Il menù è lì sul tavolo, buona serata!-
I due ragazzi sorrisero, e non appena Il signor Nakamura si congedò Nick guardò il proprio ragazzo. Gli prese delicatamente la mano, intrecciando le sue dita con quelle di lui e con il sorriso parlò:
-Hai fatto tutto questo per me?-
Mark sorrise le dette un bacio sulle labbra poi replicò:
-Certo, te l'ho detto che stasera sarà una serata speciale, non ti immagini neanche che cosa ho organizzato, ti amo e stasera lo scoprirai in tutto e per tutto-
Nick trasalì, poi parlò:
-Ma io sò già quanto mi ami-
-Lo sò cucciolo, ma è il tuo compleanno, e ti meriti tutto quello che ho organizzato a partire da stasera, ti amo-disse infine accarezzandogli la guancia.
Gli sorrise dolcemente, Nick lo baciò poi una volta staccati Mark:
-Sù vediamo il menù-
-Certo-
Entrambi presero il proprio menù e cominciarono a leggere.
Passarono 10 minuti, poi il loro cameriere fece il proprio ingresso.
Era un ragazzo di circa 26 anni, da lineamenti giapponesi, con capelli corti neri e lisci.
Indossava una semplice camicia bianca con papillon nero, pantaloni neri, e mocassini dello stesso colore.
Si avvicinò ad entrambi sorrise, e in modo professionale ed educato parlò:
-Avete scelto?-
Nick e Mark annuirono e parlarono:
-Io prendo una grilled steak crispy red onions and sesame sauce-
Il cameriere scrisse quello che gli aveva ordinato Nick, poi si rivolse a Mark che prontamente parlò:
-Io prendo il Pan seared chicken breast-
-Da bere?-chiese
Rispose Mark per entrambi
-Del sake, il Miebo per lui e il Kura No Hana per me-
-Per Dessert?-
-Un Mochi ice cream rounds surrounded with a rice coating, e una strawberry cheesecake Naopoleon-
Il cameriere sorrise professionalmente, e prese i menù congedandosi.

*§*§*§*

Ore 10pm
La cena era andata nel migliore dei modi, in sottofondo una musica molto romantica faceva da cornice a quell'atmosfera.
Nick stava terminando felice e sereno il proprio dessert, quando percepì gli occhi di Mark addosso. Alzò il volto incontrando quel paio di occhi blu, sorrise e parlò:
-Come mai mi guardi così?-
Mark che continuava a vagare in quegli occhi azzurri, con il sorriso sulle labbra e la mano sinistra sulla propria guancia, cadde dalle nuvole.
-Huh?!..Che hai detto?-
-Ti ho chies...-
Si bloccò perchè Mark facendo mente locale rispose:
-Ti guardavo...stasera sei molto raggiante Nick-
-E' perchè stò con te-
Il ragazzo sorrise, poi all'improvviso si fece serio.
I suoi occhi penetrano in quelli di Nick, che veniva particolamente attratto da lui, era come ipnotizzato da quello sguardo.
-Nick ho organizzato questa serata oltre che per festeggiare i tuoi 25 anni, anche per dimostrarti nel vero senso della parola che ti amo...-senteziò dolcemente prendendogli la mano.
Nick annuì, pendeva dalle sue labbra, non vedeva l'ora che la sua voce uscisse di nuovo, da quella bocca che amava tanto.
-Amore..Io ti amo..Ti amo più di ogni altra cosa al mondo, te lo posso dimostare in qualunque modo e tu lo sai, ma non credo che tu possa aspettarti una cosa del genere...Spero solo che per te vada bene...-
Nick non capiva..cercò di parlare ma lui lo fermò:
-Nickolas Gene Carter...mi vuoi sposare?-
Il cuore di Nick si arrestò di colpo, il respiro gli si mozzò in gola, le parole non riuscivano ad uscirgli dalla bocca.
Mark gli sorrise per poi baciarlo.
-Ridillo ti prego-chiese debolmente con gli occhi lucidi
-Mi vuoi sposare Nick, e vivere il resto della tua vita insieme a me?-
Nick non riusciva a credere alle sue orecchie, stava sognando. Sì stava decisamente sognando.
Quanto aveva desiderato che quelle parole un giorno potessero uscire dala sua bocca, quante volte aveva desiderato dirgliele un giorno, ma lui lo aveva preceduto.
Dai suoi occhi azzurri cominciarono a scendere delle lacrime, sulle sue labbra tremanti, si presentò un sorriso e rispose un fievole:
-Si..-
-Cosa?-chiese Mark
Nick annuì lo abbracciò e tra le lacrime e la gioia rispose:
-Si..lo voglio Mark, lo voglio-
Detto questo entrambi si baciarono mentre dai loro occhi scendevano lacrime di gioa, e di amore incondizionato, nessuno dei due riusciva a credere che fosse successo veramente, specialmente Nick.

*§*§*§*

Una Bmw sfrecciava per le strade di L.A. seguendo una meta ben precisa.
Mancavano 3 km per raggiungere villa Feehily, quando all'improvviso l'auto svoltò a sinistra.
Nick anche se era leggermente su di giri a causa di quei 500ml di sake che si era scolato, si rese perfettamente conto dell'improvviso cambiamento di rotta, quindi parlò:
-Hey Mark casa nostra e dall'altra parte!-
Il ragazzo sorrise, poi rispose non togliendo gli occhi dalla strada
-Nick amore, lo sò ma ancora la serata che ti ho preparato è a metà!
Manca il gran finale e tu sai cosa intendo no?-
Nick lo sapeva benissimo, però ancora non gli era ben chiaro il cambiamento di rotta.
-Lo sò ma..io volevo sapere perchè hai..-
-Shh.. è una sorpresa! lo scoprirai a tempo debito-
Nick voleva ribattere ma lui lo fermò con lo sguardo, per poi riportare gli occhi sulla strada.

*§*§*§*

Un'ora dopo Nick che si era leggermente appisolato, venne svegliato bruscamente dall'arresto inaspettato dell'auto.
I suoi occhi azzurri si aprirono incontrandosi con una cancellata di colore bianco. Si voltò a destra trovandosi una meravigliosa vista dell'oceano. Non capiva dov'era, stava per chiederlo al suo amato quando quest'ultimo lo precedette con un sorriso a 32 denti dicendo:
-Eccoci arrivati!-
Nick sgranò gli occhi, incredulo.
Mark lo baciò con passiose e ardore sulle labbra, le dette una leggera pacca alla coscia, e lo intimò di scendere.
Una volta fuori dalla macchina Nick, ancora più incredulo di prima, riuscì a proferire parola:
-Do..dove siamo? Di chi è questa villa?-
-Siamo a Beverly Hills tesoro, e questa da stasera in poi diventerà la nostra casa.-
Il biondino era senza parole, voleva dire tante cose ma non ci riusciva, i suoi occhi a tratti guardavano lui e a tratti si soffermavano sulla villa.
-Come nostra Mark...abbiamo già una casa!-
-Non ti piace?-
-No..-
-Cosa?-
-No cioè, è stupenda ma non capisco perchè, come mai hai...-
Non lo lasciò finire, che la sua lingua decise che era il momento giusto per entrare in lui.
Una volta staccati Mark tolse le chiavi dalla tasca del suo giaccone invernale bianco:
-Vieni entriamo è già tutto pronto-
Nick annuì e insieme solcarono l'immenso cancello, per poi attraversare un sentiero di pietra, raggiungere la porta, aprirla ed entrare, lasciando fuori il mondo intero.
Quella che stava per consumarsi era una serata magnifica, che doveva finire nel migliore dei modi, e Mark voleva unirsi a lui, e fare sesso, tanto sesso, un tipo di sesso che mai avevano fatto. Doveva essere tutto perfetto, tutto quanto.
Nick si sganciò il giubbotto nero, stava per toglierselo da solo quando le mani del suo partner lo anticiparono, presentandosi sulle sue spalle per liberarlo da quella sotto specie di piumino.
Il primo ed insidioso ostacolo per raggiungere le sue nudità.
La bocca di Mark si soffermò sul suo collo lasciandoci un succhiotto, che fece uscire dalla bocca del biondino un leggero mormorio.
Quella labbra continuarono a salire baciandolo per poi giungere all'orecchio e sussurargli seducente.
-La vera serata comicia adesso..ti farò cose che neanche ti immagini, happy birthday baby!-
Nick udendolo perse un battito.
Si voltò verso di lui che lo guardava con occhi colmi di desiderio, e lo baciò, mentre le sue mani gli sganciarono il giaccone, che Mark fece cadere dove capitava, rispondendo con foga ad ogni sua linguata, ad ogni sua carezza e arrendendosi completamente al suo bacino che lo spingeva verso la parete.
Non appena la schiena di Mark si scontrò con essa, le sue mani in contemporanea a quelle di lui, iniziarono a sganciarsi i jeans.
Mark riuscì a raggiungere il membro del suo Nick prima che lui potesse giungere al suo.
I pantaloni di entrambi, scivolarono giù dalle proprie gambe, fino ad approdare sul pavimento in parquet.
Nick continuava a baciarlo trattenendo a fatica i mormorii di godimento che volevano uscire a gran voce.
Si accarezzavano, si leccavano, si baciavo, si lasciavano succhiotti e piano piano entrambi si ritrovarono nudi.
Anche Nick era riuscito ad afferrare il membro dell'amato, che stava impazzendo.
Si baciarono ancora, le loro lingue passeggiavano per la bocca dell'uno e dell'altro senza lasciarne neanche un mm, alla fine Mark gli sussurrò all'orecchio bramoso.
-Amore...di sopra c'è una bella Jacuzzi che ci as..aspetta...non facciamola attendere oltre-gli leccò il punto g, lo guardò con amore, gli prese la mano e insieme si recarono al piano di sopra.

*§*§*§*

La Jacuzzi li attendeva oltre la porta del bagno, che con sicurezza venne aperta da Mark.
Nick rimase a bocca aperta, quando vide quella Jacuzzi gigantesta, incorporata nel pavimento, in mattonelle azzurre. Aveva il bordo in legno rovere placcato, con tutto intorno candele che emanavano un profumo di vaniglia.
-Che te ne pare?-chiese Mark guardandolo
-Wow è meravigliosa-
-Sapevo che ti sarebbe piaciuta..che ne dici, entriamo?-
Nick non proferì parola. Gli sorrise, lo baciò ed entrò nella vasca seguito a ruota da Mark.
Nella parte del bordo vasca alla loro destra c'erano dei pulsanti, che servivano per regolare l'andamento e la temperatura dell'idromassaggio, azionarlo e spengerlo. Accanto ad uno di questi comandi di colore bianco, ve ne erano altri quattro che servivano per altri scopi.
Mark guardò l'amato.
Sorrise e premette con sicurezza uno di quei 4 pulsanti, e sul bordo alla sinistra di Nick fuoriuscì una bottiglia di spumante, messa al ghiaccio e due bicchieri.
Mark azionò gli altri.
Uno fece partire una musica molto romantica, l'altro fece apparire una ciotola di fragole alla panna. L'ultimo gettò nella vasca, del bagnoschiuma al cacao.
Nick era rimasto senza parole non sapeva che dire.
-Mark io..io-
-Shhhh-gli rispose, avvicinandosi a lui come una pantera.
Era a pochi centimentri dal suo viso quado cominciò a baciarlo e a baciarlo, bagnandolo con la sua lingua e con l'acqua che aveva sulla pelle.
Si staccarono poi Mark, si posizionò a gambe divaricate su quelle di Nick, che sussultò non appena percepì il sesso della amato sopra il suo.
Mark gli lasciò dei succhiotti sul collo, sul petto, poi continuando a fare quello che stava facendo. Avvicinò la scodella con le fragole.
Si staccò per pochi istanti dal partner che aprì gli occhi mentre le sue mani continuavano ad accarezzargli la schiena. Mark tra le dita teveva una fragola colma di panna, che avvicinò alle labbra di lui, mentre una mano aveva cominciato a massaggiargli l'area proibita.
Gli occhi di Nick si chiusero per gustarsi quel momento, mentre con la lingua si leccava le labbra piene di panna, per poi lasciare entrare la fragola e la lingua dell'amanto, che una volta terminato il bacio, prese un'altra fragola con i denti e la passò nella bocca di Nick aumentandone il piacere stringendo con veemenza il suo membro.
sussurandogli sensualmente all'orecchio.
-E' solo l'inizio, amore, solo l'inizio...-
Nick stava godendo come un pazzo. E la voce di lui che gli sussurava in quel modo gli mandava in pappa il cervello, inibidendogli tutti i sensi.
I suoi gemiti vennero chiusi dalla lingua di Mark, che continuava il suo lavoro.
Nick era completamente fuori, non ce la faceva più. Aveva lasciato cadere la testa all'indietro incontrando la parete, Mark ne aveva automaticamente preso il controllo, lo baciava, lo leccava, gli lasciava succhiotti alla fine Nick:
-Mark...ti amo..fai di me ciò che vuoi, sono tuo..tuo, ti prego prendimi-
Il ragazzo sorrise continuando, il lavoro, poi prese la bottiglia di spumante la stappò, il sughero saltò via, lasciando uscire a fiumi lo champagne che scivolò sulla bocca di Nick e sul suo corpo che trasalì, non appena Mark, cominciò a succhiare quel succo frizzante dalla bocca del proprio partner, dal suo petto, e dal suo collo.
Nick non ne poteva più e tra i mormorii di piacere diceva:
-Voglio unirmi, voglio giocare..ti pre...-
Non riuscì a terminare la frase che Mark se lo caricò sulle spalle
-Ogni tuo desiderio è un ordine- proferì per poi uscire dalla Jacuzzi e recarsi in camera da letto. Una volta lì, fece scivolare il piumone, e le lenzuola per poi depositarci delicatamente il suo Nick e seguirlo sotto le coperte.
Per poi aprire il primo cassetto alla sua destra, dove vi erano delle manette di pelliccia sintentica di colore blu e un barattolino di miele.
Prese entrambi, poi si rivolse a Nick che lo guardava compiaciuto, avvicinò le sue labbra al suo orecchio e gli sussurrò:
-Ora ci divertiamo baby-
Nick sorrise:
-Sono tuo Mark...tuo-
Sorrise, si posizionò sopra il suo stomaco a gambe divaricate, e lo ammanettò, per poi abbassare il volto e a mordicchiargli il collo, e a fargli massaggi alle parti basse.
Gli occhi di Nick a volte si aprivano e a volte si chiudevano mostrando al suo partner il suo livello di piacere che con il passare del tempo si faceva sempre più forte.
Tra le mani percepiva il suo ego, pulsare per uscire. Mentre Nick continuava ad implorare e a pregarlo di continuare e di entrare in lui.
-Mark ah non ce la fa...-
Si arrestò di colpo, perchè Mark si era portato con la bocca alla sua parte bassa.
L'erezione era al massimo Nick stava per scoppiare, non riusciva più a tenere a freno il suo nettare.
Mark allora, prese il miele e lo versò delicatamente sul suo membro e cominciò a succhiarglielo e a succhiarglielo come mai aveva fatto prima.
Ogni tanto si staccava per leccarglielo e regalargli dei delicati morsettini alla punta.
Nick urlava e urlava a pieni polmoni, non riusciva a respirare. a causa dell'immenso piacere che provava.
Il sudore cominciò a bagnarlo, la bocca cominciò ad allargarsi di più, stava per urlare il nome di Mark quando quest'ultimo, si tolse lentamente dal suo membro per portarsi le gambe del proprio partner sulle spalle, e decidere di entrare dentro di lui.
Nick percepì il membro del proprio ragazzo penetrare dentro di lui, e cominciò ad urlare, ad urlare di piacere, più urlava più lui penetrava.
-Mark...ODDIO..oddio... ti amo.. ahhh..ah ti amo...ti amo, si così vai ah...AHHHHHHHHH-
Raggiunse l'apice in fretta insieme al suo fidanzato che uscì da lui con una veemenza indomita.
Nick era percorso da dei brividi di eccittamento, ancora ansimava, e Mark non era da meno.
Dopo un minuto, lo liberò dalle manette, e se lo portò vicino, abbracciandolo stretto, stretto e sussurandogli all'orecchio parole dolci, e anche provocanti.
Si riposarono per circa un'ora poi si ripartì stavolta Nick era al comando.
Ammanettò Mark. Lo baciò si alzò da letto e scese giù in cucina per prendere un bussolotto di panna montata spray, lo agitò per bene.
Una volta tornato al piano di sopra, salì sul letto, depose il tubo della panna alla sua destra, poi prese il miele.
Guardò il proprio ragazzo, lo baciò, per poi mettere una mano sul suo sesso e stringerlo, mentre con l'altra cominciò a versare il miele sul suo petto e successivamente a strusciarsi sopra. Non appena il tutto era ben spalmato ci spruzzò la panna montata, cominciò a leccare il tutto.
Mentre le sue mani gli stimolavano il membro, che aveva già raggiunto la massima misura.
Mark stava impazzendo, non ne poteva più.
-Ah Nick...entra dentro di me ti prego...entra ah..ah..oddio ahhh...si così..-
La bocca del biondiono si era spostata sul suo sesso e cominciò a succhiarlo e a succhiarlo come solo lui sapeva fare. Poi passò all' ultima azione prima di giungere al gran finale.
Una sua mano comiciò a lavoragli nuovamente le parti basse, l'altra iniziò a spruzzare sul membro la panna montata.
la testa di Mark andava lentamente da una parte all'altra, mentre le sue pupille roteavano, lentamente. Stava godendo.
Il massimo giunse quando la lingua di Nick glielo leccò, giocando un pò con la punta per poi ficcarselo in bocca e mangiarsi la panna succhiando anche il suo nettare.
Mark urlava come non mai. Lo chiamava, lo pregava di entrare.
Nick succhiò ancora fino ad ingoiarne gran parte, poi decise di farla finita, se lo tirò fuori dalla bocca. Risalì con le labbra baciando ogni mm del corpo di Mark giungendo, al collo, che morse delicatamente, poi conficcò la lingua dentro la sua bocca.
Si staccò e gli sussurrò ammicante:
-Sto per prenderti...tu sei mio vero Mark?-
-Si sono tuo, tuo...Fai di me quello che vuoi sono ah...-
Nick gli strinse gentilmente e ardentemente i gioielli di famiglia, poi continuò a dirgli:
-Sei il mio Mark, lo sarai per sempre..Io sarò il tuo Nicky per l'eternità amami...Dimmi che mi ami-
-Ti amo! Nicky ti amo!-
Nick sorrise, lo baciò con foga, poi lo invitò a voltarsi in posizione fetale.
Si portò dietro di lui, le natiche di Mark si scontrarono con il suo sesso eretto, percepì le sue braccia avvolgergli l'addome, e una gamba lo stomaco. Poi penetrò in lui con veemenza focosa.
Mark lo avvertiva dentro di sè.
Il suo Nick spingeva, usciva poi rientrava, Mark chiuse le mani a pugni stringendo le lenzuola, ansimava e godeva come non mai. Aveva la bocca del suo amato che gli ansimava bramoso, ed eccitato all'orecchie, sussurandogli parole dolci.
-Ti ah..ah..amo Mark ti...AHHHH-
Entrambi raggiunsero la massima eccitazione.
Nick uscì da Mark lentamente, collassando sul letto.
Entrambi i loro corpi venivano attraversati dagli ultimi tremori e dagli ultimi affanni.
Nick, liberò l'amato dalle manette, che ritornò a pancia in sù pronto ad accogliere la testa del partner sul proprio petto e così accadde.
Il biondino si strinse a lui, poi depose la testa sul suo addome e chiuse gli occhi stremato mentre dalla sua bocca uscì un mormorato:
-Ti amo-
Mark sorrise, lo baciò sulla fronte e insieme si addormentarono sereni.

CAPITOLO 24

Between The Lines Of Fear And Blame

Due mesi erano corsi veloci per Nick e Mark, ma lenti per Brian e Ryan.
La loro relazione era al culmine della sopportazione, si amavano e si odiavano, qualche volta si lasciavano per poi riprendersi, e una volta ripresi quella relazione durava poco più di una settimana.
Succedeva sempre qualcosa, un disaccordo, un' opinione diversa e il putiferio si scatenava.
Ryan era stanco di tutto questo e si era recato a casa di Brian, per chiarire una volta per tutte la faccenda.
-Brian...dobbiamo parlare-
Il ragazzo dapprima fù un pò restio. Sapeva di che cosa Ryan volesse parlare e anche come sarebbero andate a finire le cose.
Sospirò e lo fece accomodare.
Ryan indossava un piumino blu che gli aderiva perfettamente ai fianchi, jeans chiari a vita bassa e un paio di scarpe da ginnastica firmate.
-Vuoi qualcosa da bere?-chiese Brian
Il ragazzo scosse la testa, e prima che Brian potesse proferire parola, arrivò dritto al sodo:
-Brian tu mi ami?-
Il ragazzo sgranò gli occhi. Deglutì la saliva e replicò esasperato:
-Lo sapevo che si trattava di questo! Ne abbiamo già parlato mi pare!-
Ryan annuì, portando gli occhi su di lui, che indossava una tuta nera con strisce bianche laterali verticali ai pantaloni e alle maniche, e scarpe da ginnastica bianche.
La zip della maglia, era leggermente abbassata lasciando intravedere la maglietta bianca che indossava. Ryan inghiottì la saliva si accostò a lui e parlò:
-Si ma ancora non ho capito cosa tu hai intenzione di fare con me, con noi, con la nostra storia! Perchè, Brian io..Mi sono stancato di essere lasciato, poi ripreso! Se mi vuoi mollare fallo definitivamente no? Quand'è stata l'ultima volta che abbiamo litigato e tu mi hai scaricato spudoratamente per poi tornare da me, scusarti e rimetterci insieme? Una settimana fà giusto?-
Brian annuì.
-Ryan io...-
-Tu cosa Brian..tu cosa? Ti diverti tanto a fare tira e molla con me! Qual'è il tuo problema?-
-Lo sai qual'è il mio problema, lo sai Ryan!-
-Non venirmi a raccontare che è a causa del tuo essere gay da poco! Perchè non credo affatto che sia quello il problema principale! Il problema è un'altro Bri, un altro..Che forse è ben più grande di me, con il quale io non potrei mai competere, giusto?-
Brian guardò gli occhi lucidi del ragazzo, e abbassò il volto, la reazione di Ryan fu immediata:
-Allora ho ragione...centra lui con questo! E' a causa sua se continui con questi fottutissimi tira e molla, centra lui! centra Nick con tutto questo?-
-........-
-Rispondi-
-......-
-Centra Nick! Non è così Brian!-
-.....-
-Tu lo ami non è vero? Lo hai sempre amato!-
Quelle parole colpirono Brian nel profondo.
Ryan ci aveva preso in pieno, sì lui amava ancora Frack, il suo fratellino, il suo migliore amico, e niente e nessuno nonostante i suoi sforzi aveva contribuito a farglielo dimenticare, lui era sempre lì fisso nel suo cuore, non riusciva a mandarlo via, non ci riusciva.
Dai suoi occhi blu cominciarono ad uscire delle leggere lacrime.
"Ryan ha..ragione! Io amo ancora Nick, l'ho sempre amato, non ho mai smesso di farlo!
Ho tentato, ho cercato di mandarlo via da me, ho tentato di costruirmi una vita senza di lui con Ryan al mio fianco! Ma non ce la faccio più..Nick è troppo importante per me. Però anche Ryan lo è...io lo amo, ma l'amore che provo nei suoi confronti non è paragonabile a quello che provo per Nick! Forse è molto di più..Non capisco, non riesco a capacitarmi di niente..Amo entrambi..io..-
Il suo pensiero venne arrestato bruscamente dalla voce di Ryan che lo riportò alla realtà.
-Io devo saperlo Brian..cosa provi per me, cosa vuoi!-
-Non lo sò...Ryan non sò più niente-replicò debolmente alzando il volto e mostrando al suo interlocutore i suoi occhi lucidi.
-Come fai a non saperlo Brian...qui si tratta di me e di te!-
Brian scoppiò:
-LO SO' CHE SI TRATTA DI NOI...MA IO NON POSSO FARCI NULLA IL FATTO E' CHE..Io...io...-
Si arrestò di colpo, abbassando il volto.
-Tu cosa?-
-Io...-
-TU COSA!-urlò infine spronandolo.
-IO VI AMO ENTRAMBI RYAN, VI AMO ENTRAMBI!-
-NON PUOI AMARE ENTRAMBI ALLO STESSO MODO! E' L'ORA CHE TU PRENDA UNA DECISIONE! ADESSO! E CHE SIA DEFINITIVA!-
-NO..NON PUOI COSTRINGERMI A SCEGLIERE TRA TE E LUI!-
-E PERCHE'?-
-PERCHE' E' DIFFICILE, NON CAPISCO NIENTE! SONO CONFUSO AMO TE E AMO LUI, MA NON RIESCO A CAPIRE CHI SIA PIU' IMPORTANTE PER ME...IO AMO TE IN UN MODO E NICK IN UN'ALTRO, NON SO' A CHI TENGO DI PIU', NON LO SO' PIU'...-
-E IO ALLORA? NON PENSI A ME? CHE CAZZO FACCIO ADESSO EH, IO TI AMO..MA CHI MI ASSICURA CHE ANCHE TU PROVI LO STESSO PER ME...-
-MA TE L'HO APPENA DETTO RYAN..TI PREGO BASTA..MI STAI UCCIDENDO COSI' LASCIAMI IN PACE!-Urlò implorando
-TU MI STAI UCCIDENDO! COME POSSO LASCIARTI IN PACE, COME POSSO? IO DEVO SAPERE A CHI TIENI DI PIU'! E' UN MIO DIRITTO SAPERLO BRIAN, UN MIO DIRITTO! NON PUOI CONTINUARE AD ILLUDERMI, NON PUOI FARLO!-
-IO NON TI STO ILLUDENDO RYAN...DAMMI SOLO UN PO' DI TEMPO, NON PUOI PRETENDERE CHE IO DECIDA IN QUESTO PRECISO ISTANTE SE TI AMO PIU' DI NICK! PER ME SIETE IMPORTANTI ENTRAMBI, VI AMO TUTTI E DUE...MA NON RIESCO A SCEGLIERE TRA DI VOI! ALMENO NON QUI E NON COSI'!-
Ryan lo guardò con occhi tristi e delusi:
Il suo tono di voce si fece improvvisamente calmo, pacato ma soprattutto deluso.
Dai suoi occhi scesero delle leggere lacrime. Abbassò lo sguardo e con voce abbattuta e rassegnata disse:
-Se tu mi amassi veramente non avresti bisogno di tempo per pensarci!-
Detto questo senza guardarlo più negli occhi gli voltò le spalle, e con passo affrettato si diresse all'ingresso, aprì la porta, uscì, saltò in auto e sfrecciò via nella notte.
Brian voleva seguirlo. Ma l'unica cosa che riuscì a fare fù quella di cadere pesantemente a sedere sul divano, e cominciare a piangere e a piangere. Ripetendo dentro di sè fino allo sfinimento:
"Non può chiedermi di scegliere tra lui e Nick, non può accusarmi di non amarlo..Amo entrambi..
AMO ENTRAMBI! NON RIESCO A SCEGLIERE, NON POSSO SCEGLIERE! SONO TUTTI E DUE IMPORTANTI! PER ME! TUTTI E DUE!"
Pianse per circa un'ora poi tutto il dolore che provava, la sofferenza che stava buttando fuori a suon di singhiozzi lo sfinì, fino a farlo addormentare.
Le ultime lacrime terminarano il percorso che avevano iniziato, scivolando giù, sino al suo mento, per poi precipitare, e raggiungere il tappeto.
Quelle lacrime, si loro riuscirono a trovare la fine del proprio percorso, ma Brian? Sì Brian, riuscirà a trovare una fine o comincerà a cadere senza avere una meta ben precisa da raggiungere?
Era confuso, fin troppo confuso.
Il suo cuore era in continua lotta, tra i sentimenti profondi che provava per Ryan e quelli che provava per Nick, non riusciva a classificarli, era impossibile.
Quello che adesso aveva dentro il cuore era una sorta di eclissi totale di sole.
Ryan o Nick, Nick o Ryan?

*§*§*§*

Una Bmw blu metallizzata sfrecciava sicura nella notte sulla strada di ritorno per Beverly Hills. L'impianto Hi-Fi stava mandando una canzone dei Westlife intitolata "You Don't Know".
La persona alla guida decise di dare una furtiva occhiata al ragazzo che gli sedeva accanto.
Che da un paio di minuti, si era fatto stranamente silenzioso. Sorrise quando si accorse che stava dormendo.
Il suo addome era attraversato dalla cintura di sicurezza, aveva il volto voltato a 45° che toccava un pò il poggiatesta del sedile e un pò il vetro appannato del finestrino.
Mark aveva una voglia irrefrenabile di accarezzarlo, baciarlo ma doveva stare attento alla strada e poi non voleva svegliarlo.
Rise leggermente e ritornò con gli occhi sulla strada.
Dopo circa una ventina di minuti, Mark giunse nei pressi di un supermarket, e decise di fermarsi per comprare una cassa di birra, dato che a casa erano a corto.
Parcheggiò l'auto, voleva avvertire il fidanzato, ma gli dispiaceva svegliarlo dato che dormiva tranquillo. Così si avvicinò alla sua guancia e gli dette un leggero bacetto per poi sussurargli con delicatezza assoluta:
"Farò veloce, cucciolo, ti amo"
Sul volto di Nick comparve un sorrisino a fior di labbra, pareva che l'avesse sentito, Mark sorrise, e poi con religioso silenzio uscì dall'auto.
Nel momento in cui chiuse con delicatezza lo sportello, una Mercedes nera dai vetri oscurati, parcheggiò a pochi metri dalla sua auto.
Mark guardò un'ultima volta il suo ragazzo che continuava a sonnecchiare, poi si recò al supermarket ed entrò con sicurezza.

*§*§*§*

10 minuti dopo, lo sbattere della portiera si fece sentire all'interno della Bmw Nick sussultò, svegliandosi di botto. Si voltò. Il viso gli sbiancò di colpo.
-Ciao Nick ci rivediamo!-
Il cuore perse un battito. Il respiro sembrò sparire da dentro di lui.
No, non poteva essere lui, non poteva essere Sean.
Era un incubo. Stava sognando, i suoi occhi azzurri si fecero lucidi, guardava fuori dal finestrino per vedere se in giro ci fosse qualcuno ma niente.
La mano di Sean si presentò sul suo mento, Nick la scostò. Successivamente percepì una mano presentarsi sul bottone dei suoi jeans neri, a quel gesto tremò, e la voce gli uscì di colpo:
-VATTENE...VATTENE..AIU...-
Le parole vennero arrestate bruscamente dalla mano di Sean che gli tappò la bocca, per poi avvicinarsi minacciosamente a lui e a sussurargli sadicamente all'orecchio.
"Vedo che la lezione che ti ho dato mesi fà non è servita a niente. Perchè voi due state ancora insieme, e tu hai avuto le palle per uscire fuori e dire a tutti che sei gay...Quando ti ho visto a Trl eri molto, molto sexy! Tu lo sai vero quanto sei sexy?"
Nick non rispose era paralizzato. Negli occhi la paura regnava incontrastata, e la cosa era molto gradita a Sean che stimolato ed eccitato, passò la sua lingua sul suo punto g.
Nick d'istinto chiuse gli occhi terrorizzato e inorridito, per poi riaprirli di scatto, e allontarlo da sè. Slacciandosi tremante e con difficoltà la propria cintura di sicurezza, e tentare la fuga fuori dall'auto.
Non appena mise il volto fuori, Sean con scaltrezza e prontezza felina, lo afferrò dal passa cintura dei jeans, e lo strattonò con forza dentro facendogli battere la testa sul'abitacolo.
L'impatto lo rintronò e non poco. Perse quasi i sensi, e Sean ne approffittò.
Si mise a gambe divaricate sopra di lui, e cominciò a mordicchiargli le labbra, e ad inumidirle con la propria saliva, per poi decidere di entrargli dentro la bocca.
Non appena Nick, ancora intontito percepì quella lingua penetragli quasi in gola, si riprese, e lo allontanò violentamente da sè, per poi rotolare fuori dalla macchina, e rimanere a terra terrorizzato. Mentre le lacrime di paura cominciarono a cadergli dagli occhi, non voleva che accadesse di nuovo non voleva:
-Mark dove sei..MAR..-
Non terminò la frase perchè Sean lo raggiunse, per poi afferrarlo per il colletto della felpa nera che indossava. Lo portò al cofano dove sopra gli ci sbattè con forza la fronte, dalla quale scivolò un rivolo di sangue.
-Oops, credo di avere esagerato-disse con un ghigno, vedendo gli occhi di Nick serrati.
Sorrise diabolicamente.
Nick era nuovamente alla sua mercè come mesi fà, non poteva che andare follemente fiero di sè stesso.
Lo guardò eccitato, lui era lì inerme sopra quel cofano.
-Sei mio di nuovo-senteziò diabolicamente.
Lo adagiò a terra, a pancia in sù, si posizionò a gambe divaricate sopra il suo stomaco.
-Ora ci divertiamo baby-
Gli fece scivolare la zip della felpa, sotto Nick non aveva niente e davanti agli occhi di Sean si presentò il petto nudo del ragazzo, nel quale vi erano ancora segni dei succhiotti lasciategli da Mark ore fà.
-Vedo che il mio piccolo Mark si dà da fare con te! Che cosa cazzo hai tu Nick più di me? Mark non mi aveva mai fatto succhiotti sul petto..Che cazzo hai più di me! Che cazzo hai! Forse i soldi, la fama, il potere, il successo? Che cazzo hai! Ah ah ah Sò cos' hai, piccolo bastardo! Sei sexy, sei bello, sei fottutissimamente e dannatamente sexy!...-
Disse fermandosi. Non resisteva più, quelle labbra lo attiravano come una calamita.
Abbassò il volto, l'acquolina in bocca si fece presente in lui.
Le sue labbra stavano per raggiungere quelle di un Nick inerme completamente alla sua mercè.
Era a pochi mm dal toccarle, ma un improvviso rumore di bottiglie di vetro sfracellatosi a terra lo destò.
Non ebbe il tempo di reagire che due mani lo strattonarono via con forza, e poi lo sbatterono con violenza sul retro dell'auto per poi lasciarlo cadere al suolo.
Sean era semicosciente, percepì dei passi farsi più frettolosi, per poi fermarsi di colpo.
Ci fu silenzio per un minuto poi udì una voce, che conosceva benissimo era quella di Mark che era al capezzale di Nick, un Nick ancora privo di sensi.
-Nick amore rispondimi-
-.....-
-Oddio Nick mi dispiace..Mi dispiace, non dovevo lasciarti solo non...Ti prego rispondimi! Apri gli occhi..Nick ti prego-lo stava implorando, mentre le sue mani tremanti gli accarezzavano preoccupate e spaurite il volto.
All'ennesimo richiamo senza risposta dell'amato dai suoi occhi blu cominciarono a scendere lacrime di preoccupazione e paura.
Gli alzò leggermente la schiena, e lo portò al suo addome, stringendolo.
Avvicinò il viso a quello di lui. Le lacrime che stava versando bagnavano le guance di un Nick che non sembrava intenzionato a riprendersi.
Con la mano destra, Mark riuscì anche se tremava a tirargli sù la zip della felpa.
Stava per caricarselo sulle spalle e porlo delicatamente nei sedili posteriori della Bmw.
Quando la voce odiosa e sadica di Sean, gli si presentò dietro le spalle.
-Oh che carini, il tuo piccolo Nicky non si è ripreso..Uh poverino, forse ho esagerato a sbatterlo sul cofano, ho usato troppa forza! Credevo avesse più resistenza quel bastardello! Mesi fà era una furia, mi sono divertito a picchiarlo a sangue, gettarlo sulla scalinata del portico e poi bhe...farmelo, e farmelo e farmelo!-
All'udire quelle parole Mark già adirato scoppiò definitivamente.
Tutti quei mesi che aveva passato con Nick, ad osservarlo in silenzio, senza riuscire a fare niente per aiutarlo, o di riuscire almeno ad alleviargli un pò il dolore.
Gli attraversarono la testa in un flash, dentro di lui rimbombavano i singhiozzi del proprio ragazzo. Aveva sofferto molto a causa di Sean e non l'avrebbe mai perdonato, mai! E ora voleva vendicarsi, sì, si sarebbe vendicato.
Lui la doveva pagare, la doveva pagare molto cara. E così fece.
Adagiò Nick, lo guardò. E si scareventò addosso a Sean cominciando a picchiarlo e a picchiarlo.
Il ragazzo rispose all'aggressione, con molta più violenza.
Sullo stomaco di Mark giungevano ginocchiate, che lo piegavano in due, ma non si arrendeva anzi contrattaccava come non mai.
Calci, pugni, spintoni e ginocchiate sembravano non finire più, Mark era furente lo voleva ammazzare. Distruggere. Disintegrare. Massacrare.
Gli dette un ultimo spintone poi gli urlò:
-LA PAGHERAI BASTARDO, LA PAGHERAI, TI AMMAZZERO' TE LO GIURO SUL MIO ONORE SEAN LO FARO'! ME LA PAGHERAI! NON DOVEVI PRENDERTELA CON LUI, NON DOVEVI FARLO! VIGLIACCO..TI ODIO! TI ODIO!-
Sean si alzò. Lo guardò, si passò la manica della felpa bianca che indossava, sul labbro rotto lasciandosi una chiazza di sangue. Un ghigno diabolico gli si presentò sul volto e infine scoppiò a ridere, per poi ribattere a tono:
-AH AH AH AH TU VUOI FARE COSA? MI VUOI AMMAZZARE, LO HAI PURE GIURATO SUL TUO ONORE?! AH AH AH AH NON FARMI RIDERE!
TUTTO QUESTO PER IL BASTARDELLO? WOW! E DIMMI CHE CAZZO HA LUI PIU' DI ME? SOLDI, FAMA? TU MI HA MOLLATO PER STARE CON QUEL CANTANTE DEL CAZZO? E' VERO E' MOLTO SEXY, TI VIENE VOGLIA DI FARTELO OGNI ISTANTE..E, SAI BELLO MIO. IL MIO SESSO NON VEDE L'ORA DI PENETRARGLI DENTRO DI NUOVO E SFONDARLO-
-TACI BASTARDO...-Urlò irato, gettandosi su di lui con foga e violenza indomita, facendolo cadere a terra per poi cominciare a picchiarlo nuovamente.
Entrambi iniziarono a rotolare sull'asfalto, continuando a darsele e a darsele senza esclusione di colpi. Mark era sopra Sean e lo stava riempiendo di pugni senza riuscire a darsi un freno.
Nick ancora a terra cominciava a dare i primi segni di ripresa.
Dentro la sua testa rimbombavano urla sconnesse, parole grosse, offese, le peggiori che orecchio umano potesse udire, ma non riusciva a riconoscere chi fossero.
Lentamente i suoi occhi si aprirono scontrandosi con il cielo stellato, non capiva che ci facesse lì per terra, era smarrito. La testa gli faceva un male tremendo, gli pulsava come non mai.
D'istinto si portò una mano sulla fronte, e percepì in essa un qualcosa di liquido. trasalì, portandosi la mano sotto gli occhi, era sangue.
-Che è successo dove mi...-
Si arrestò voltandosi verso destra, ed incontrò la Bmw del proprio ragazzo.
Successivamente udì una voce a lui famigliare che urlò:
-SEI SOLO UN PEZZO DI MERDA MARK!-
Nick fremette. All'improvviso si ricordò tutto quanto.
Deglutì il groppo che gli si era mozzato in gola, e cercò di alzarsi sorreggendosi alla macchina.
Una volta in piedi, davanti ai suoi occhi stava accadendo di tutto, vedeva il suo Mark e quel bastardo rotolare per terra e prendersi a pugni. Voleva intervenire chiamare la polizia ma era paralizzato dalla paura, non riusciva a muovere un muscolo, non riusciva neanche ad urlare era bloccato, paralizzato, incollato a quel suolo maledetto.
Trasalì quando nella collutazione i due finirono in mezzo alla strada.
Sean gettò a terra Mark poi gli salì sopra l'addome, gli cinse con forza le mani al collo cominciando a strangolarlo.
Nick vedeva l'amore della sua vita dimenarsi come un pazzo.
-MARK NO..NO!-L'urlo uscì come sospirato.
E Nick nonostante cercasse in tutti i modi di staccarsi dal terreno, non ci riusciva.
Le lacrime cominciarono a scendere dai suoi occhi. Gli appannarono quasi la visuale, ma riusciva ancora a vedere le gambe del suo partner, che cominciavano a perdere forza, vide a stento le braccia, del suo amore, smettere di lottare e abbandonarsi alla strada.
lo stava perdendo. No, non poteva accadere.
All'improvviso, il blocco scomparve da sotto i suoi piedi.
Quasi cadde a terra a causa dei muscoli tesi, che si sciolsero in un istante, per poi farlo scattare come un felino.
Raggiunse a tutta velocità i due.
Si scaraventò su Sean strattonandolo violentemente dal collo di Mark che spalancò gli occhi, e aprì la bocca percependo l'aria ritornare.
Si portò le mani al collo e cominciò a tossire e a tossire.
Mentre Nick furente gettò a terra Sean seguendolo. Era sopra di lui e cominciò a colpirlo a ripetizione senza dargli requie. Sean non riusciva in alcun modo a difendersi, lui continuava a picchiarlo e picchiarlo urlandogli imbestialito.
-BASTARDO, BASTARDO MUORI, MUORI BAS...-
Le urla di Nick vennero bruscamente rotte da un colpo sordo e secco.
Mark trasalì. Si voltò verso il rumore anomalo che aveva udito.
I suoi occhi si spalancarono. La scena che gli si presentò davanti lo spezzò in mille pezzettini.
Vide Nick adagiarsi a terra, e contorcersi nel dolore, e urlare come se qualcosa o qualcuno lo avesse trapassato da parte a parte, mentre Sean se lo tolse di dosso, e si alzò voltandosi verso Mark.
Gli mostrò la pistola, per poi mettersi le mani davanti come se non fosse stato lui a sparagli.
-Ni..Nick...NICK NO!-
urlò spaventato raggiungendolo.
-Nick oddio Ni..-
All'udire la voce del proprio ragazzo, Nick si voltò verso di lui, lo guardò con quei suoi occhi azzurri. Mentre con le mani si teneva la coscia destra, sanguinante.
-Mark ah mi dispiace..mi-
Non terminò la frase, che il forte dolore misto allo schock gli fece perdere i sensi.
Mark impazzì si gettò su Sean, cominciando a picchiarlo per poi gettarlo in mezzo alla strada.
In quel preciso istante, una jeep sbucata da una curva, investì in pieno Sean che dopo un volo di un metro da terra, si "sfracellò" al suolo 2 metri più in là.
Mark stava per sentirsi male. Si riprese in tempo e si recò immediatamente al capezzale di Nick.
-Nick...-
-.....-
-Nick-
-.....-
-Nick!-
Al terzo richiamo, il ragazzo aprì debolmente gli occhi, incontrando il volto sfuocato dell'amore della sua vita.
-Mar..Mark-chiamò flebile
-Amore sono qui...Mi dispiace!-
Nick sorrise debolmente, voleva parlare ma un urlo lancinante lo frenò e cominciò a piangere.
-Fà tanto male...fa male-
-Lo sò..coraggio Nick cerca di resistere-sentenziò trattenendo a fatica le lacrime e il suo tremore
-Mark scusami..-
-Nicky..-
-Scusami-
Nick stava delirando a causa del dolore atroce. Stava per chiudere gli occhi ma Mark con un tono di voce leggermente più alto lo riprese:
-Non addormentarti Nick..i soccorsi arriveranno a momenti!-
-Mi dispiace Mark, mi dispia...ce-
Chiuse gli occhi perdendo definitivamente conoscienza.
Mark cercò di chiamarlo, ma era fiato sprecato Nick non si svegliava.
D'un tratto le sirene di due ambulanze raggiunsero il luogo.
Nella prima dopo svariati controlli, caricarono Sean per poi sfrecciare come fulmini all'ospedale più vicino a sirene spiegate.
I paramedici dopo aver fasciato la coscia di Nick ancora sanguinante, lo caricarono sulla vettura.
Mark si alzò, per raggiungerlo, ma a pochi passi dalla ambulanza la tensione, la paura, l'angoscia e la preoccupazione lo investirono in pieno. Le gambe dapprima tremanti si fecero molli, alla sua mente riaffiorarono gli ultimi minuti di rissa. Il corpo di Sean che cadeva a terra privo di sensi lo stava tormentando. Successivamente dentro di lui rimbombò lo sparo su Nick, rivide il suo adorato, riverso a terra che si contorceva nel dolore, rivide la sua gamba piena di sangue.
I suoi occhi blu cominciarono a perdere visibilità. Il volto sbiancò, un sudore freddo cominciò a bagnarli la fronte..era in stato di schock.
Poi all'improvviso davanti a suoi occhi non c'era più niente solo il corpo di Sean.
-Oddio che cosa ho fatto che co...-
Una voce a lui sconosciuta lo chiamò, dicendogli:
-Hey ragazzo stai bene? Andiamo devi farti curare questa ferita alla testa...Hey mi senti?-
-Che cosa ho fatto..che cosa!-ripeteva
-Hey ragazzo-lo chiamò nuovamente
Mark trasalì, guardò impassibile la persona che gli stava davanti.
-Non volevo farlo..non..-
Non terminò la frase che il buio lo avvolse, trascinandolo con sè, in un abisso che da lì a poco si sarebbe trasformato anche in senso di colpa, se già non lo era.

CAPITOLO 25

Somewhere Along In The Bitterness

Mark aprì di scatto gli occhi, scontrandosi prepotentemente con il soffitto.
Il suo respiro era affannoso. Stava sudando e tremava come una foglia.
Ancora dentro di lui rieccheggiavano le cruenti scene di Sean che veniva preso in pieno dalla jeep, per poi precipitare violentemente a terra ormai privo di sensi.
Mark lo aveva spinto, era successo accidentalmente è vero, se non sarebbe accaduto a Sean sarebbe successo a lui, che adesso si sentiva in colpa.
L'apice però giunse quando il medico riferì a lui e a Nick che Sean era andato in coma.
Quel "coma" si quella parola lo aveva tremendamente colpito, traffiggendolo da parte a parte.
Nick non aveva fatto una piega, sembrava che non gliene importasse, ma Mark? Si lui che tanto doveva odiare Sean per quello che gli aveva fatto, ma soprattutto e per quello che aveva fatto al suo amato Nick, rischiando anche di toglierlo dal mondo per ben due volte.
Non riusciva a fare l'indifferente, stava male, molto male e aveva trattenuto a fatica le lacrime.
Quel senso di colpa lo aveva catturato, buttandolo giù, sapeva che doveva odiarlo, ma era più forte di lui non ce la faceva.
Era stato il suo migliore amico per ben 10 anni, era stato il suo fidanzato per due anni, era stato il suo primo amore, e nonostante tutto gli voleva ancora bene.
Quei sentimenti datati, di un amicizia profonda insieme al senso di colpa furono un'immediata bomba che gli implose dentro, senza lasciargli scampo. Convincendolo del fatto che non poteva lasciarlo solo, no, non doveva farlo.
Quindi aveva deciso di andare tutti i giorni a trovarlo all'ospedale, per parlarci.
Desiderando e sperando che un giorno riaprisse gli occhi.
Erano passate due settimane. Sean non aveva aperto gli occhi, non si svegliava, e questo conduceva Mark in un abisso ancora più profondo, dal quale non riusciva ad uscire.
O forse, semplicementre non voleva farlo?
Ed ogni giorno era sempre la stessa storia, il suo senso di colpa cresceva sempre e sempre di più, distruggendolo a poco a poco.
Non dormiva più come prima, l'incidente lo tormentava durante la notte e durante il giorno.
Il suo sentirsi responsabile per quello che gli era accaduto, rincarava la dose. Tutto era diventato insostenibile per lui.
Nick stava cercando in tutti i modi, di stargli vicino come mai aveva fatto prima, ma sembrava che Mark non si accorgesse di lui, solo Sean occupava la sua mente.
Da altro canto Nick non era contento della situazione.
Il suo ragazzo passava più tempo all'ospedale con Sean invece che con lui. Ma nonostante la cosa gli desse enormemente fastidio, capiva come si sentiva il suo amato, e aveva deciso di lasciarlo fare.
Lo amava, e l'ultima cosa che voleva, era farlo soffrire ulteriormente. Già stava male, perchè rincarare la dose? Quindi a malincuore stava accettando il tutto, e dentro di sè sperava e pregava Dio di dargli la forza per riuscire a rispettare quella decisione, presa a fatica.
La mattina che Mark si preparava ad affrontare era iniziata bruscamente con le scene dell'incidente.
Si voltò verso la sveglia, che riposava alla destra del suo comodino. La osservò segnava le 6am in punto.
Sospirò. Trasalì quando percepì Nick avvolgerlo in un amorevole abbraccio.
Si voltò verso di lui, che dormiva come un angioletto. Sorrise debolmente, e lo guardò, sentendosi in colpa anche per lui. Si era reso conto che lo stava trascurando, ma era più forte di lui, non poteva sottrarsi per nessun motivo. Adesso la cosa più importante per lui, era Sean.
"Nicky..cucciolo mi dispiace tanto, ti sto trascurando lo sò, ma non posso farci niente, non riesco a non pensare a lui, è più forte di me! Ho tentato di non pensarci, ma non ci sono riuscito. Non ci riesco, e non ci riuscirò mai! Io ti amo Nicky credimi, ti amo più di ogni altra cosa al mondo..ma Sean...adesso è più importante, è colpa mia se lui è finito sotto la jeep! Io l'ho spinto,è colpa mia se adesso è in coma, non posso abbandonarlo! Mi dispiace cucciolo, mi dispiace amore! Non credevo che potesse accadere, credevo di odiarlo, sò che dovrei e devo farlo per quello che mi ha fatto ma soprattutto per quello che ti ha fatto, ma per me è impossibile..E' più forte di me, scusami amore..perdonami se puoi!"
Pensò, abbracciandolo, e accostandosi con il viso a quello suo.
Gli regalò un bacio a fior di labbra. Delle lacrime scesero dai suoi occhi, per poi presentarsi sulle guance di Nick, che continuava a dormire.
Una volta staccato. Mark, tolse delicatamente il braccio dell'amato che lo stava avvolgendo. Lo pose gentilmente sul piumone. guardò il viso dolce del partner un ultima volta, e si alzò da letto. Stava per solcare la porta di camera quando Nick, svegliatosi lo chiamò.
-Ma..Mark-
Il ragazzo trasalì, poi si voltò verso di lui, sorridendogli:
-Buongiorno, scusami non volevo svegliarti!-
-Fà niente...-replicò passandosi le mani sul viso, per poi voltarsi verso la sveglia.
Nick sapeva che si sarebbe pentito per la domanda che stava per porgli.
Già sapeva la risposta, ma in cuor suo sperava di sentire altro.
-Mark come mai ti sei alzato così presto? Dove vai di domenica?-
Il ragazzo inghiottì il groppo che aveva in gola, e rispose fievole.
-Ho fatto il solito incubo, quindi ho deciso di alzarmi. Poi tra un'ora dovrò andare da Sean-
Nick venne ferito, e gli succedeva ogni volta che sentiva nominare quel nome, ma cercò di resistere e si sforzò di chiedere:
-Co..come st..stà?-
Mark rimase sorpreso da quelle parole:
-E' sempre stabile-
-Ca..capisco-
Le parole che Nick aveva appena pronunziato, erano uscite a fatica dalla sua bocca.
Erano diventate riluttanti per lui. Quindi per evitare di scoppiare cambiò discorso.
-Mark..Vai a farti la doccia preparo io la colazione-
Detto questo si alzò dal letto, si accostò di più a Mark lo guardò, e si accinse a baciarlo alla bocca, però decise che non gli sembrava il momento più adatto, quindi si limitò alla guancia per poi raggiungere il piano di sotto.
Mark lo seguì fino a che non scomparve dalla sua vista, poi abbassò il volto, e si diresse verso il bagno.
Nick era giunto da pochi istanti in cucina e stava preparando l'occorrente per i pancakes.
Afferrò il sacco di farina, ripensò al piccolo dialogo avuto di sopra. Alle due settimane che Mark aveva passato al capezzale di Sean dimenticandosi completamente della sua esistenza.
Strinse il pacco di farina e lo gettò con rabbia a terra. E battè con forza la mano sulla superficie del cucinotto. Mentre un leggero urlo esaperato e rabbioso uscì dalla sua bocca.
Voleva gridare, tirare fuori tutta la sua rabbia, la sua disapprovazione ma si tratenne.
Fece un bel respiro, e cominciò a prepare i pancakes, cercando di non pensarci più.

*§*§*§*

Erano da poco scoccate le 4pm Nick, rimasto solo per tutta la mattina, pranzo compreso.
Era disteso sull'immenso divano, mentre la tv al plasma stava trasmettendo un film horror, che sembrava venisse completamente ignorato da lui che accarezzava l'anello che Mark gli aveva regalato l'anno prima.
Indossava un semplice paio di jeans chiari stracciati in più punti, una maglia nera, con il disegno bianco stilizzato di uno squalo, e scarpe da ginnastica bianche.
Sorrise debolmente ripensando a quella sera.
Erano successe tante cose, la dichiarazione improvvisa di Brian, la lite tra il suo migliore amico e Mark, che dalle parole erano passati alle mani, poi la mini discussione che Nick aveva avuto con Mark, e infine il fidanzamento ufficiale.
Sospirò malinconico e scosse la testa.
Due mesi fà Mark gli aveva chiesto di sposarlo, e avevano già deciso la data, ovvero il giorno dell'anniversario del loro incontro.
Sul volto di Nick apparve un'amaro sorriso susseguito da un pensiero.
"Mi chiedo se davvero ci sposeremo...Fino a poco tempo fà ne ero sicuro, avevo già pensato a dove sposarci, dove e come organizzare il pranzo, gli invitati, e adesso non sono più sicuro di niente! Se lui continua ad andare da Sean io non potrò mai vederci all'altare, non succederà mai se lui..se lui continua a..."
Il suo pensiero venne bruscamente interrotto dal suono del campanello.
Sussultò. Si alzò da sedere e in cuor suo sperava che fosse Mark.
Magari si era scordato le chiavi, quindi con il sorriso a 32 denti, raggiunse la porta e l'aprì trovandosi davanti il suo migliore amico, che indossava una camicia bianca a righe verticali blu e gialle, un paio di jeans neri, non molto larghi e scarpe da ginnastica bianche.
Il sorriso che aveva prima, si dissolse di colpo seguito a ruota dallo sguardo che da felice divenne abbattuto.
Brian lo guardò. Si accorse che in lui c'era qualcosa che non andava e forse ne sapeva anche il motivo. Voleva chiederglielo ma lasciò perdere ed esclamò cercando di alleggerire un pò la situazione.
-Wow Nick..Che allegria nel vedermi..Aspetti che ti salti addosso, o mi fai entrare?-
Nick lo guardò e sorrise debolmente.
-Ah ah spiritoso..entra-
Gli disse cedendogli il passo, per poi chiudere la porta dietro di sè.
Brian stava per parlare ma Nick intervenne dicendo:
-Vuoi qualcosa da bere?-
-Oh si grazie Nick volentieri-
-Bene cosa preferisci...-rispose recandosi verso il frigo seguito a ruota da lui.
Le mani di Nick si presentarono sull'elettrodomestico, aprendolo, mostrandogli le bevande che aveva a disposizione:
-Vuoi non sò una birra, un succo di frutta alla pesca, latte..acqua?-
-Il succo alla pesca va bene!-
-Okay vada per il succo-replicò prendendo la bottiglia, e chiudere il frigo.
Per poi dirigersi senza indugio, all'armadietto dove riposavano i bicchieri.
Ne prese due, li depose sul tavolo della cucina, e vi versò dentro il succo.
Brian afferrò il proprio bicchiere prendendone un sorso, e osservò l'amico di sottecchi.
Nick non si era accorto di nulla le sue labbra si presentarono sul bicchiere per poi lasciare entrare il succo.
I suoi occhi azzurri erano assenti. Persi in un punto indefinito della cucina.
Non parlava e non sapeva che dire.
Il gelo e il silenzio piombato nella villa, sarebbe durato a lungo se Brian a suo rischio e pericolo non avesse deciso di parlare, arrivando al punto della questione. Sapeva che centrava Mark, ma voleva assicurarsene.
Portò i suoi occhi blu su Nick. Deglutì la saliva, Sospirò e parlò:
-E Mark?-
All'udire quel nome, Nick ebbe una reazione, si voltò verso l'amico e parlò.
-E' uscito-
-E quando ritorna?-
Nick ebbe un improvviso scatto d'ira, scaraventò il bicchiere a terra, che si frantumò in mille pezzi.
-NON LO SO' QUANDO CAZZO RITORNA, NON LO SO'!-
Urlò infuriato.
Per poi uscire dalla porta di servizio, e trovarsi nel retro del giardino nascosto agli occhi dei vicini. Ci andava spesso quando aveva bisogno di calmarsi o di stare un pò da solo.
Brian ripresosi dallo shock di pochi istanti fà, lo raggiunse.
Il suo amico era seduto sul pianerottolo, con la testa china sulle ginocchia e avvolta dalle braccia.
Si avvicinò lentamente a lui, gli pose delicatamente la mano sulla schiena, cominciando ad accarezzarla, stava per aprire bocca ma lui lo precedette dicendo:
-Non ce la faccio, sò che devo resistere, ma nonostante i miei sforzi è tutto inutile-
-Ti va di parlarne? Sono qui apposta!-
Nick asserì debolmente, prese un bel respiro, e parlò:
-Non te l'ho detto Brian ma..Mark mi ha detto che dopo che Sean mi aveva sparato, lui si era scaraventato addosso a lui cominciando a lottare.
Erano vicino alla strada, molto vicino. E ad un certo punto durante la colluttazione Mark per difendersi, ha spinto Sean in mezzo alla strada e una jeep apparsa all'improvviso lo ha preso in pieno, mandandolo in coma!Lui è ancora in coma e Mark è soppresso dai sensi di colpa.
Ormai da quando sono stato dimesso non fà altro che andare da Sean, và sempre da lui, non sta più con me! Ho tentato di stargli vicino, ho fatto tutto quello che potevo per lui, ma nonostante i miei sforzi sembra che io per lui non esista più.
E' diventato freddo, non parliamo più come una volta. Da quando stiamo insieme ho sempre dovuto tirargli fuori le parole di bocca ma riuscivo comunque a farlo parlare...Ma, ma adesso non ci riesco più. Non mi ascolta, è come se non esistessi più per lui!
Io lo amo, lo voglio sposare..Ma ora come ora, per quanto riguarda il matrimonio, non sono più tanto sicuro che accadrà, non da parte mia, ma da parte sua.
Finchè lui andrà da Sean, finchè lui starà con lui..Io sarò invisibile! Non mi vedrà mai più, mi considererà solo quando gli capiterà! Se io sparissi, adesso non gliene fregherebbe niente, non se ne renderebbe neanche conto! Perchè per lui esiste solo Sean, sempre e solo Sean! Non ho fatto niente per fermarlo perchè lo amo, Mark stava già male e non volevo fargliene dell'altro, quindi a malincuore ho deciso di accettare il fatto che lo andasse a trovare. L'ho fatto di mia spontanea volontà. Perchè credevo di farcela, credevo di resistere, ma è impossibile. Ogni giorno lo vedo alzarsi all'alba, lo sento farsi la doccia, per poi vestirsi e scendere a fare colazione, per poi uscire e andarsene all'ospedale da lui.
Non torna nè per pranzo nè per cena, lo vedo solo a notte inoltrata, ed è troppo stanco per starmi dietro. Se ne và a letto e crolla lì seduta stante! Io non ce la faccio! E' da due settimane che succede tutto questo! Brian sono quasi arrivato al limite, ed ogni giorno prego Dio perchè mi dia la forza, per resistere, per sopportare. Ma ogni giorno è una tortura. una tortura! Lo voglio con me come prima, voglio che mi abbracci, mi baci, mi parli come un tempo...Vorrei tornare indietro, vorrei tornare a quella sera, a quella notte, in cui Sean veniva investito per mettermi al suo posto almeno così Mark starebbe vicino a me invece che a lui..Sean me lo sta portando via..lo sta facendo!
IO LO ODIO, LO ODIO VOGLIO CHE MARK TORNI DA ME ! VOGLIO CHE STIA CON ME COME UN TEMPO...VOGLIO SOLO CHE Lui...-
Si arrestò di colpo perchè Brian, avendo sentito abbastanza,e avendo percepito la sofferenza, ad ogni parola che scaturiva dalla sua bocca, lo abbracciò. Nick si strinse a quell'abbraccio, mentre le lacrime avevano cominciato a scendere, ma senza riuscire a fargli gettare fuori tutta la rabbia che aveva dentro.
-Andrà tutto bene Nick, andrà tutto bene, si risolverà tutto vedrai-
-Voglio solo che lui..stia un pò di più con me, non voglio perderlo, non voglio Brian-esclamò con un debole singhiozzo.
Brian lo strinse di più a sè, odiava vederlo in quelle condizioni.
Ripensò a quando Nick venne aggredito la prima volta da Sean, e alla discussione che aveva avuto con Mark sul tetto dell'ospedale, specialmente alla frase:
"...COSA TE NE FREGA SE LUI STA CON ME...
E' FELICE CON ME NO, LO HAI VISTO ANCHE TU!"
Brian scosse la testa:
"Se davvero è felice con te, perchè allora sta piangendo a causa tua?Non dovevi farlo soffrire, non dovevi farlo! Non ti rendi conto di quello che gli stai facendo Mark, non te ne rendi conto? Preferisci passare del tempo con Sean, che è quasi un vegetale, Invece che con lui! Tu osi stare con quella persona che per ben due volte gli ha fatto del male e lo ha quasi ucciso?! Invece che con lui. Che razza di persona sei,..come puoi comportarti così con..."
Il suo pensiero venne interrotto, dal rumore dell'auto che aveva da poco solcato il cancello d'ingresso.
Nick sussultò, si staccò dall'abbraccio dell'amico, e alzò il volto in cerca di risposta.
Brian gli sorrise. Gli asciugò delicatamente le lacrime con il pollice e parlò.
-Credo che Mark sia tornato, coraggio vai da lui-
Nick gli sorrise, si alzò da terra, e si recò di corsa all'ingresso.
Sgranò gli occhi quando vide Mark uscire dall'auto, per poi sbattere violentemente lo sportello di quest'ultima.
-Ma..Mark!-chiamò debolmente Nick.
Il ragazzo udendolo si voltò verso di lui, mostrandogli un volto stravolto.
Dai suoi occhi blu traspariva disperazione e paura.
Nick intuì che doveva essere successo qualcosa:
-Che è successo Mark?-
Mark scosse la testa, abbassò il volto ed entrò in casa sbattendo la porta.
Brian avendo sentito raggiunse Nick, che era rimasto lì, davanti alla porta.
Sapeva che doveva raggiungerlo, che doveva stargli vicino. Era sicuramente successo qualcosa a Sean, per spingere Mark a rincasare così presto, e così arrabbiato, spaventato e disperato.
Ma andare da lui voleva dire sentire parlare di Sean, odiava quel nome, come la persona.
Quindi era combattuto e restio, non sapeva cosa fare. Fù Brian che gli dette una scossa:
-Devi andare da lui, Nick!-
-Non ce la faccio! Io non voglio parlare di Sean, non voglio Bri-
-Tranquillo Nick, okay? Non pensare a Sean, lui non esiste, esistete solo tu e Mark! Non lasciare che Sean ti freni!-
Nick sembrò farsi convincere dalle parole dell'amico. Però restava comunque insicuro.
-Vai Nick, vai!-
-Brian io...-
-Vai-
Nick lo guardò, si accostò vicino a lui. Lo abbracciò, ringraziandolo del supporto ricevuto ed entrò in casa.
Brian rimase ad osservare la porta che gli si era chiusa davanti.
Abbassò il volto, le sue labbra si dischiusero leggermente facendone fuoriuscire un debole e amaro sorriso. Non voleva lasciarlo andare, era andato a casa sua solo per vederlo, per stare un pò con lui. In cuor suo sperava che Mark non fosse mai rientrato così poteva ancora tenerlo tra le braccia, ma Nick non era di sua proprietà. Quindi a malincuore lo aveva lasciato andare.
"Sei uno stupido Brian, lo hai spinto senza volere di nuovo tra le sue braccia!"
Pensò deridendo sè stesso, per poi voltare le spalle, solcare il cancello e andarsene.

*§*§*§*

Dentro casa.
Mark era seduto sul divano, con i gomiti poggiati sulle ginocchia, e le mani sul volto.
Nick gli si avvicinò con cautela, gli si sedette accanto, mettendogli una mano sulla spalla.
A quel gesto Mark non fece una piega, Nick non ci badò ormai si era abituato anche se la cosa lo feriva.
-Che è successo Mark?-
-.....-il silenzio più totale
Nick cominciò a scoraggiarsi. Sapeva che quell'improvvisa quiete sarebbe durata in eterno, anche se avrebbe chiesto spiegazioni.
Ma non riusciva a starsene zitto, doveva sapere cosa era accaduto, anche se ci sarebbe voluta l'intera serata.
-Mark che cosa è successo? Ti prego dimmi qualcosa-
-.......-
-Che è successo Mark!-
-.....-Nick insistette ancora ma all'ennesimo silenzio, scoppiò.
-PORCA PUTTANA MARK DIMMI COS'HAI! CHE COSA E' SUCCESSO DIMMELO! HO IL DIRITTO DI SAPERLO! TI PREGO!-Urlò scuotendolo sia verbalmente che fisicamente.
-LASCIAMI IN PACE!-Ribattè aggresivamente alzandosi, seguito a ruota da lui che non demordeva.
-NO ADESSO, TU ME LO DICI!-
-PERCHE' LO VUO SAPERE HUH?! SAI GIA' DI CHI SI TRATTA NO?! LO ODI GIUSTO, QUINDI DOVREBBE FARTI PIACERE SAPERE CHE SEAN HA AVUTO DELLE COMPLICAZIONI, E STAVA PER ANDARE ALL'ALTRO MONDO! SEI CONTENTO?-
Quelle parole colpirono Nick nel profondo. Gliele aveva urlate con così tanta rabbia da fargli paura. Ma più che altro lo avevano ferito nel contenuto. Mark era arrivato a pensare che lui, Nick, fosse una persona talmente spregevole, da gioire nel sapere che Sean aveva rischiato di morire?! Lo odiava certo, ma non gli avrebbe mai augurato la morte.
Mark vide negli occhi di Nick la sofferenza, lo aveva ferito di nuovo, senza accorgersene.
Possibile che Sean fosse così importante per lui, da spingerlo ad aggredire verbalmente e così duramente il suo futuro compagno di vita? Voleva parlare ma Nick lo fermò, rispondendo all'accusa, che lui gli aveva rifilato, senza preoccuparsi minimamente della sua sensibilità e della sua fragilità.
-Come puoi pensare, che io possa gioire delle disgrazie altrui? E' vero odio Sean! Lo odio per quello che ti ha fatto..Per quello che mi ha fatto! Lo odio perchè ti sta portando via da me..lo odio! E' più forte di me, non posso farci nulla! Perchè non riesci a capirmi? PERCHE' NON TI SFORZI DI CAPIRMI! MI STAI UCCIDENDO COSI' LO CAPISCI QUESTO? MI STAI UCCIDENDO CON QUESTO TUO COMPORTAMENTO,OSTILE NEI MIEI CONFRONTI! MI STAI FACENDO MALE, MI STAI FERENDO, E QUEL CHE E' PEGGIO E CHE TE NE SBATTI ALTAMENTE DI ME, SE IO SPARISSI NON TE NE ACCORGERESTI NEMMENO! DIO MARK SONO PASSATE DUE SETTIMANE, DUE! E TU NON TI ACCORGI PIU' DI ME! NON ESISTO PIU' PER TE, ESISTE SOLO SEAN,UNICAMENTE LUI, LUI, SOLO LUI! E IO...A ME NON CI PENSI? SAI CHE CI SONO ANCHE IO AL MONDO EH MARK?! SEI TALMENTE PRESO DA SEAN CHE OSI PURE ACCUSARMI DI GIOIRE DEL FATTO CHE STAVA PER MORIRE... CRISTO TI RENDI CONTO DI QUELLO CHE MI HAI DETTO? TE NE RENDI CONTO? EPPURE MI CONOSCI! MI CONOSCI GIUSTO?...-
Mark non rispose e questo lo fece infuriare ulteriormente. Nick continuò.
-...VUOI CONTINUARE AD ANDARE DA LUI VA BENE CHI TE LO VIETA, LO CAPISCO COME TI SENTI, MA TU LO CAPISCI COME POSSA SENTIRMI IO..EH? PERCHE' MI FAI QUESTO? PERCHE' MI TRASCURI COSI'? CHE COSA HO FATTO DI MALE? E' SBAGLIATO AMARTI PIU' DELLA MIA STESSA VITA? E' SBAGLIATO CERCARE IN TUTTI I MODI DI STARTI VICINO IN QUESTO MOMENTO? MI HAI TAGLIATO FUORI DALLA TUA VITA MARK! MI GETTI VIA OGNI ISTANTE, POSSIBILE CHE DI ME NON TI IMPORTI PIU' NIENTE? OGNI GIORNO TI VEDO SEMPRE E SEMPRE PIU' LONTANO DA ME...TI STAI ALLONTANANDO, DA ME! E PER COSA POI? PER CHI, PER SEAN?! PER QUELLA PERSONA CHE HA TENTATO DI UCCIDERMI PER BEN DUE VOLTE! PER QUEL BASTARDO, PER UN QUASI VEGET..-
Non riuscì a finire la frase, perchè sulla sua guancia destra sopraggiunse un cazzotto che lo gettò a terra, scioccandolo.
Mark si rese conto immediatamente di quello che aveva combinato.
Perse un battito, il respiro gli si mozzò in gola, e tremante si avvicinò a un Nick terrorizzato e allibito, che aveva gli occhi sgranati e fissava il vuoto.
Mentre con la mano si teneva la guancia colpita.
-Nicky, amore scusami..io..io.-
Borbottò, tremante con le lacrime agli occhi.
Gli depose una mano sulla spalla delicatamente, e a quel gesto Nick scattò.
-NON TOCCARMI!-urlò allontanandosi, per poi alzarsi e guardarlo scioccato.
-Nick mi..mi dispiace..non volevo-lo implorava piangendo
Nick era sotto shock. Mark non lo aveva mai colpito, non aveva mai alzato le mani su di lui, il colpo che aveva preso era stato talmente violento che lo aveva fatto cadere a terra, facendogli uscire dal labbro inferiore un leggero rivolo di sangue.
Nick stava tremando. No, non era Mark quello che aveva davanti, non era lui, era cambiato e la cosa lo spaventava.
-NO, NON...NON TI AVVICINARE, STAMMI LONTANO-Urlò uscendo di casa il più velocemente possibile.
Mark voleva seguirlo ma non ci riuscì era troppo sconvolto per quello che gli aveva fatto.
Quindi crollò a sedere sul divano cominciando a piangere:
-Che cosa ho fatto? Perchè l'ho colpito a quel modo! Che mi sta succedendo! Mi dispiace Nick mi dispiace!-

*§*§*§*

Erano scoccate le 9pm Nick ancora non era rincasato.
Mark era preoccupato, stava impazzendo.
Era uscito a cercarlo ma senza risultato, non sapeva più dove sbattere la testa.
Era disperato e spaventato.
Sussultò quando il suo cellulare squillò.
Lo prese e senza guardare sul display rispose sperando di sentire la voce di Nick.
-Pronto-
-Mark ciao sono Paul-
Le sue speranze di sentire la voce del proprio ragazzo dall'altra parte scomparvero.
-Ti prego Paul, scusami non adesso Nick è sparito da questo pomeriggio-
-Infatti ti ho chiamato, per riferirti che lui è qui da un pezzo, si è scolato non sò quanti bicchieri di whisky, ed è con un ragazzo non ben visto qui a Beverly Hills! Meglio che tu venga a prenderlo e subito anche-
Mark non se lo fece ripetere due volte:
-Vengo immediatamente, grazie Paul-
-Dovere!-
Chiusero insieme la telefonata, poi Mark saltò in macchina e sfrecciò verso il Paul's Pub.

*§*§*§*

Al Paul's Pub
Nick ormai completamente fuori stava continuando a bere e a bere mentre quel tipo che gli stava di fronte, lo guardava insistentemente, sorridendo.
Aveva all'incirca 26 anni, di bell'aspetto, occhi blu e capelli corti neri lisci, i lineamenti del viso erano pressochè perfetti. Indossava, una felpa nera, jeans stracciati blu chiaro e nike ultimo modello ai piedi.
Portò i suoi occhi su Nick, lo scrutò per bene, gli fece l'occhiolino, si avvicinò e gli disse a voce bassa e provocante.
-Ti và di venire con me da un'altra parte ci divertiremo-
Nick sorrise, annuì, lasciò i soldi sul tavolo e si alzò. Stava per precipitare al suolo ma Timothy, quello era il nome del misterioso ragazzo che aveva dinnanzi. Lo sorresse, e insieme a lui uscì dal pub, per recarsi al parcheggio.
Un luogo poco illuminato, dove Timothy aveva lasciato la sua Civic nera metallizzata.

*§*§*§*

Nick non si reggeva in piedi, e rideva come un pazzo seguito a ruota da Timothy, che ogni tanto gli leccava l'orecchio sinistro.
Giunsero a destinazione. Timothy afferrò Nick per le spalle e gli fece scontrare la schiena contro, la portiera anteriore dell'auto. Nick smise di ridere, guardò il ragazzo che gli stava davanti e gli chiese:
-Che vuoi fare?-
-Lo vedrai Nick, lo vedrai-replicò avvicinandosi al suo viso, per poi lasciargli un succhiotto sul collo.
Nick chiuse gli occhi, dalla sua bocca uscì un leggero gemito di piacere. Timothy sogghignò, poi portò le sue perfette e carnose labbra su quelle di lui, gliele leccò, per convincerlo a farlo entrare. e così accadde, la sua lingua gli penetrò dentro la bocca, e Nick rispose con altrettanza foga.
Si baciavano vogliosi, i loro respiri erano affannosi. Nick fremette, quando percepì le mani morbide e grandi di Timothy, presentarsi dentro i suoi boxer. Stava per iniziare a massaggiarglielo, ma si arrestò, per poi, continuare a baciarlo. Si staccarono.
-Aspetta Nick, aspetta!-gli mormorava baciadogli sensualmente il collo.
-Okay..okay-replicava lui tenendo a freno i gemiti.
Timothy, prese le chiavi dell'auto da una tasca laterale dei suoi jeans, premette il tasto per disattivare l'allarme e sbloccare le portiere.
Baciò Nick, per poi spingerlo delicatamente verso la portiera posteriore della Civic. E l'aprì.
Le sue mani si spostarono sulla t-shirt di Nick, gliela alzò, baciandogli la parte scoperta, Nick ebbe un fremito. cadde a sedere sui sedili posteriori, Per poi distendersi sotto le leggere spinte di Timothy, che smise di essere delicato. Gli strappò la maglia, e si gettò con la bocca su i suoi capezzoli mordendoglieli e leccandoglieli, fogacemente, aveva fame, un immensa fame di lui, e del suo corpo, così bello e così perfetto.
Nick aveva gli occhi chiusi e si gustava tutto quanto.
I preliminari finirono presto. Timothy voleva giungere subito al punto.
I suoi baci si fecero più violenti, insieme alle sue mani che gli stavano stringendo il membro.
Nick strinse i pugni sui sedili posteriori. Timothy gli stava facendo male, però non riusciva a smettere di gemere per il piacere e lo pregava di continuare, lo implorava di farlo:
-Ah..continua..ti prego continua..ah non fermarti, di più...-
Timothy se lo lavorò per altri secondi poi, gli fece mettere le gambe, sulle sue spalle, si distese leggermente sopra di lui, e i jeans di Nick, giunti a mezza gamba, cadderro a terra.
Nick percepiva il sesso di Timothy avvicinarsi al suo didietro. Stava per entrare, mancavano pochi mm. Nick aprì di scatto gli occhi, inclinò immediatamente la testa e lo sentì penetrare in lui, con violenza che gli fece uscire un urlo atomico, che venne arrestato dalla lingua di lui che gli entrò con foga dentro la bocca, togliendogli quasi il respiro. Poi percepì il sesso di lui entrare ed uscire con veemenza. Nick continuava a gemere e a gemere, stava godendo talmente tanto da non riuscire quasi a respirare.
-Ah..si ah..ahhh..ah- Stavano quasi per raggiungere l'apice
Quando all'improvviso, Due forti mani strattonarono Timothy da Nick, che uscì violentemente da lui, facendolo gridare di dolore, quasi da perdere i sensi. Nick roteò gli occhi, stava per svenire ma si riprese non appena udì una voce a lui famigliare urlare contro qualcuno, e quel qualcuno era Timothy:-STAGLI ALLA LARGA, STRONZO NON TOCCARLO E' IL MIO RAGAZZO!-gli urlò, dandogli uno spintone che lo gettò a terra.
Timothy scoppiò a ridere anche lui era fuori a causa dell'alcool, ma non come lo era Nick che stava ridendo come un demente.
-EHY AMICO CALMATI, MI STAVO SOLO DIVERTENDO!-
-SI MA CON IL MIO RAGAZZO-
-NON E' COLPA MIA SE E' UN PUTTANO-
Quelle parole fecero arrabbiare Mark a tal punto che si scaraventò su di lui cominciando a picchiarlo, lui rispose e cominciò la rissa.
Nick continuando a ridere, cercò di vestirsi, una volta aver fatto risalire i boxer e essersi rimesso i jeans, e quello che restava della sua t-shirt uscì fuori dall'auto, incontrando, il volto furente di Mark, che lo afferrò per il braccio destro, Nick si scrollò dalla sua presa e urlò:
-CHE CAZZO VUOI HUH MARK! CHE CAZZO VUOI DA ME!-
-Nick andiamo a casa!-ribattè cercando di essere il più paziente possibile. Ma era difficile tremava di rabbia.
-VACCI DA SOLO MARK!-
Gli urlò a pochi mm dal viso.
Puzzava d'alcool come non mai, Mark non riusciva a stargli vicino.
-Te lo dico per l'ultima volta andiamo a casa, o ti giuro che ti prendo di peso e ti ci porto io-
-TU...IL PICCOLO, EGOISTA E FRAGILE MARK MI VUOI PRENDERE DI PESO BUAH AHAHAHAHAHAHA..NON FARMI RIDERE AHAHAHA...STRONZO NON CI TORNO A CASA CON TE! LASCIAMI STARE!-
-Okay, non ci vieni di tua spontanea volontà?-
-GIA'!-
Ribattè, voltandosi verso Timothy che si stava riprendendo dal micidiale destro che Mark gli aveva rifilato, pochi istanti prima.
-OH MARKY SEI STATO TU A FARLO?-chiese strafottente indicando Timothy
Mark non gli rispose, lo afferrò per il braccio, cercando di portarlo via ma lui si ribellò.
-NON TOCCARMI, TI HO..PERCHE' IO TE L'HO DETTO, DI LASCIARMI STARE, TE L'HO HICH DETTO MARK..NON CI TORNO A CASA CON TE BASTARDO!-
Mark sospirò, guardò il fidanzato che faticava a reggersi in piedi e gli disse.
-Te la sei voluta-
Nick non capì, e prima di rendersene conto Mark se lo caricò sulle spalle, e comiciò a camminare.
-NO LASCIAMI NON VOGLIO..LASCIAMI STRONZO, BASTARDO, MOLLAMI, SEI PERFIDO NON CI TORNO A CASA CON TE! AIUTO, MI VUOLE RAPIRE..MI VUOLE PICCHIARE AIUTO POLIZIA!-
-Nessuno ti sta rapendo! Adesso ce ne ritorniamo a casa, ti preparo un bel caffè extra forte, e poi fili a letto di corsa e senza discutere-
Disse aprendo lo sportello posteriore della Bmw e adagiarlo sui sedili.
Una volta adagiato,Nick lo allontanò con un calcio e gli urlò.
-TU NON HICH....TU NON DEVI FARE IL PAPA' CON ME HAI CAPITO BASTARDO! MI HAI ANCHE COLPITO, SEI UNO STRONZO, TI ODIO MARK...VATTENE DA SEAN..VATTENE DA LUI!-
Mark non rispose e chiuse lo sportello sbattendolo, per poi prendere posto alla guida.
Nick era talmente fuori da non rendersi conto di niente e nessuno, urlava e sbraitava a vanvera.
-SEI UNO STRONZO, UN BASTARDO, TI ODIO SATANA!-
Mark scosse la testa, si allacciò la cintura di sicurezza, mise in moto e partì.
Mentre Nick da dietro continuava ad urlare:
-VOGLIO TORNARE LA' VOGLIO STARE CON LUI...SEI CRUDELE, IO NON ESISTO PER TE VERO! QUINDI LASCIAMI ANDARE...STRONZO..NON ESISTO PER TE..SONO INVISIBILE LASCIAMI BASTARDO...CANAGLIA, MENEFREGHISTA, EGOISTA! STRONZO, VERME, VIGLIACCO, VAFFANCULO..FOTTITI STRO...nzo...sei uno stronzo Mark..io ti amo non puoi trascurarmi non puoi farlo...Perchè? Mi uccidi così! Mi hai picchiato stronzo TU MI HAI COLPITO BASTARDO! NON VOGLIO STARE CON TE, FAMMI SCENDERE DA QUESTA FOTTUTA MACCHINA...FAMMI SCENDERE BASTARDO...MI HAI COLPITO, MI HAI PICCHIATO...TI ODIO, STRONZO, FAMMI SCENDERE! HAI CAPITO STRONZO!-Continuò cosi per 5 minuti ancora, dando calci sul sedile di Mark, poi crollò addormentato.
Dagli occhi di Mark, sempre fissi sulla strada scesero delle lacrime. Piangeva non per le offese che un Nick non lucido, gli aveva gridato contro senza ritegno. Ma perchè se le meritava. Gli aveva tirato un pugno, così, all'improvviso. Non lo aveva mai fatto prima. Lo stava anche trascurando.
C'era sempre Sean nei suoi pensieri, era come se Nick non facesse più parte della sua vita.
Ripensò a tutto quello che Nick aveva fatto per tirarlo su di morale, per supportarlo, per fargli sentire che lui era lì, per lui, pronto ad ascoltarlo, se questo lo poteva far sfogare.
-Perchè lo stò trattando così? Lui non se lo merita! Che mi sta accadendo? L'ho persino colpito, oddio che razza di persona sono!-
Si arrestò perchè giunto a destinazione.
Si asciugò le lacrime, uscì dall'auto, chiuse la portiera, per poi aprire quella posteriore, dove Nick stava dormendo profondamente.
Quindi prese le chiavi di casa e andò ad aprire l'ingresso, e ritornò alla macchina.
Afferrò Nick per le caviglie, e lo trascinò fino a che il suo bacino non fosse fuori dall'auto.
Fatto questo, se lo caricò nuovamente sulle spalle.
Chiuse con la schiena la portiera. Ed entrò in casa, chiudendo la porta con il piede destro.
Le braccia cominciarono a tremargli, non sarebbe riuscito a portare Nick di sopra.
Quindi cercando di non perdere la presa, che stava cedendo, lo lasciò scivolare delicatamente sul divano. Dopo si recò in camera. Prese un plade dall'armadio ritornando dall'amato, per poi coprirlo. Si sedette sul tappeto di fianco al divano, dove Nick teneva la testa.
Gli accarrezzò con mano tremante i capelli, la fronte e il viso, incontrando la guancia colpita il pomeriggio stesso.
La sua attenzione venne catturata dal labbro inferiore dell'amato che aveva un leggero taglio. Gli pianse il cuore, nel vederlo, e lo feriva alquanto il fatto che era stato lui l'artefice di tale "sfregio".
I suoi occhi blu, si soffermarono sullo zigomo, dove l'ematoma aveva già cominciato a formarsi.
Guardò quel livido, quella bocca, per un minuto, poi spostò il proprio sguardo sulle sue stesse mani, specialmente su quella che lo aveva colpito, senza ritegno. Si sentì in colpa.
-Mi dispiace amore, mi dispiace tanto, Nicky ti prego perdonami-diceva accarezzandogli delicatamente la zona colpita, sfiorandola successivamente con le proprie labbra.
Deglutì a fatica il groppo che gli si era formato in gola, trattenne a fatica un singhiozzo, che si trasformò in un sospiro angoscioso. Lo guardò di nuovo, con la sofferenza negli occhi, e lo baciò con estrema delicatezza sulla fronte e sulla bocca.
Gli prese la mano e la strinse amorevolmente con la propria, facendone incrociare le dita.
Infine voltò il viso verso quello di lui. Lo fissò con dedizione:
-Avevo promesso di non farti più soffrire, ti ho giurato che ti avrei protetto, ma sto fallendo in tutto. Tu sei il mio compagno, e hai accettato di diventarlo per la vita. Dovrei stare con te, non con Sean. Ma è più forte di me, è stata colpa mia, è sempre colpa mia! Per colpa mia tu hai rischiato di morire per 2 volte, ed è colpa mia se adesso lui è in coma..E' sempre colpa mia! lo sarà per sempre! Non posso continuare così, io ti amo Nick, ti amo più della mia stessa vita, ti ho chiesto di sposarmi. Tutto stava andando bene, forse fin troppo bene. Ma nel momento in cui ero all'apice della gioia è successo questo. Ho spinto Sean in mezzo alla strada, ed è stato investito, tutto mi è crollato addosso, tutto quanto. Lui è stato il mio migliore amico, il mio primo vero amore..Non posso abbandonarlo, non posso farlo..Il fatto è che non ci riesco, Non voglio farlo, lui fà ancora parte della mia vita...Non sò che fare, non sò come comportarmi, tutto mi sta precipitando di mano, non posso dividermi in due, se lo potessi fare lo avrei già fatto, credimi tesoro..-
Si arrestò di colpo, chiuse gli occhi dai quali le lacrime avevano cominciato a scendere copiose, accostò il suo viso a quello di lui, strofinandocelo delicatamente bagnandolo involontariamente con le proprie lacrime. Deglutì la saliva, e continuò con voce tremante:
-Nick mi dispiace io non voglio abbandonarlo, non ci riesco! Ma..non voglio perderti Nicky,Non voglio perderti angelo mio, non voglio..Non voglio!- Lo baciò sulle labbra mentre le sue lacrime bagnavano le bocche di entrambi.
Si staccò lentamente e a malincuore da quelle labbra che tanto amava, per poi avvicinare la sua bocca all'orecchio dell'amato e sussurargli piangendo.
-Ti amo- detto questo, pose il suo viso vicino a quello di lui, chiuse gli occhi e lentamente si addormentò.

CAPITOLO 26

Pray To God He Hears You

Mark's Dream

-Marky..hey Markyyy!-
La voce, che mi stava chiamando dolcemente dal nulla, mi era famigliare.
Aprì gli occhi e mi trovai disteso sul letto, con accanto Nick che mi guardava con amore incondizionato.
-Nick!-
Mi sorrise rispondendomi.
-Hey giorno amore, dormito bene?-
Io annuì sorridendogli, lui mi baciò, per poi alzarsi e recarsi in bagno.
Lo seguì con lo sguardo.
Ma non appena sentì lo scrosciare della doccia, decisi di unirmi a lui.
Mi alzai dal letto e cominciai a dirigermi verso la porta serrata del bagno.
Ero a pochi metri, Nick stava cantando una canzone, che non gli avevo mai sentito intonare.
Scossi la testa, girai la maniglia e all'improvviso mi ritrovai in un vicolo, non molto sicuro.
Era buio, e molto anche. Io non capivo dove fossi, e soprattutto dov'era finito Nick, quindi cominciai a chiamarlo.
-Nick..Nick-
Non ricevetti risposta, continuai nuovamente, ma niente.
All'ennesimo richiamo, riuscì ad udirlo.
Stava cantando. Cantava la stessa canzone della doccia.
-You said to Me, I'll be there, everytime You need Me
You said to Me more things, You promised Me that You would protect Me
You swear to Me, that will never ever let Me fall!
I trusted You and Now I'm here, alone, You don't see Me, You don't reckognize Me,
I'm invisible to Your eyes-
Quelle parole mi ferirono, perchè veritiere.
Mi fermai, percepì i miei occhi che cominciaromo a lacrimare. Il mio corpo si fermò di colpo.
Le parole della canzone si fecero più vive intorno a quel vicolo oscuro, mi stavano martellando senza requie la testa. Stavo impazzendo non sentivo nient'altro che la sofferenza, la delusione, la paura e la disperazione, nella voce del mio ragazzo. lo pregai di smetterla, lo pregai di farlo, ma lui aumentò fino a farmi scoppiare la testa, e il buio mi avvolse.
Mi risvegliai di colpo.
Non ero più in quel oscuro vicolo, ma da qualche altra parte.
Sotto di me percepivo qualcosa di duro, e freddo, non capivo di che cosa si trattasse.
Poi udì delle urla. Trasalì, erano grida stracolme di angoscia e paura.
Era come se chi stesse urlando, cercasse in tutti i modi di ribellarsi a qualcosa. Qualcuno.
-NO..NON VOGLIO LASCIAMI, NON VOGLIO-
La voce era quella di Nick. Mi alzai di colpo e corsi verso la direzione da cui era provenuta.
Altre urla si anteponevano alle sua.
-STA ZITTO BASTARDO, ZITTO! SEI MIO ADESSO, LUI NON CI SARA' MAI AD AIUTARTI..PERCHE' LUI STA' CON ME-
-LASCIAMI TI PREGO, CHE MI VUOI FARE! LASCIAMI TI SUPPLICO! MARK DOVE SEI, MARK AVEVI DETTO CHE SARESTI STATO SEMPRE CON ME, AVEVI DETTO CHE MI AVRESTI PROTETTO, CHE NON MI AVRESTI FATTO MAI DEL MALE..PERCHE' NON MI AIUTI, PERCHE' TE NE STAI LI' FERMO A GUARDARE LO SCEMPIO E L'ABUSO SUL MIO CORPO, SUL CORPO CHE ADORI, SUL CORPO DEL RAGAZZO CHE TU DICEVI DI AMARE PIU' DELLA TUA STESSA VITA! PERCHE' GLIELO LASCI FARE, PERCHE' MARK! NON ESISTO PIU' PER TE! NON TE NE FREGA PIU' UN CAZZO DI ME!-
I miei occhi blu, si scontrarono prepotentemente su la scena obrobriosa che mi si prostrava davanti. Nick era in un lago di sangue, i suoi occhi azzurri erano quasi spenti, riuscivo a percepire il suo respiro farsi ogni minuto più debole, come anche il suo battito cardiaco.
Sopra di lui c'era qualcuno che continuava a farselo e a farselo.
Non riuscivo a capire chi o cosa fosse.
Ero fuori di me, spaventato a morte. Non riuscivo a respirare. Volevo aiutarlo, volevo farlo, ma il mio corpo era bloccato da qualcosa, qualcuno. Più mi dimenavo, più la presa invisibile che mi teneva, si faceva sempre e sempre più forte. Mi stava stritolando. Potevo dimenarmi quanto volevo, ma non sarei mai riuscito nonostante i miei sforzi a liberarmi.
Stavo impazzendo, le lacrime mi appanavano la vista. Nick era lì a pochi metri da me, stava soffrendo e io non potevo fare niente per salvarlo.
-LASCIALO BASTARDO, BASTA FERMATI! BASTA..NO TI PREGO LASCIALO STARE, LASCIALO IN PACE LASCIALO STARE, E' MIO, E' LA MIA VITA, IL MIO CUORE, IL MIO AMORE, TI PREGO BASTAAAAA-
Urlavo in lacrime.
D'un tratto sul cielo nero come la pece, i nuvoloni si spostarono dando campo libero alla luna piena. Che con i suoi timidi raggi illuminò Nick, che aveva smesso di dimenarsi e urlare.
All'improvviso mi ritrovai in ginocchio a pochi cm dal suo corpo.
Il suo bellissimo, perfetto e dolce viso era una maschera di sangue.
Persi un battito.
-Ni..Nick oddio chi è stato..chi è...-
Mi bloccai perchè all'improvviso, la luna spostò i suoi raggi sulla persona che gli aveva fatto questo. Sbiancai.
-NO..NON SONO STATO IO, NON SONO IO!-
-E INVECE SI..SEI STATO TU MARK, GLI HAI FATTO TU QUESTO-
-NO NON E' VERO NO, NON SEI ME, NON LO SEI-
-AH NO..PERCHE' NON LO DICI A NICK, VISTO CHE GLI HAI FATTO, CHE GLI ABBIAMO FATTO AH AH AH AH!-
All'improvviso un lampo illuminò tutta la zona. I miei occhi si scontrarono violentemente con il corpo nudo di Nick. Era pieno di lividi, di graffi. Sulla sua testa c'era un taglio enorme e profondo, aveva un braccio rotto. La sua schiena era piena di ferite di ogni entità, il suo didietro era completamente pieno di sangue.

End Mark's Dream

Mark aprì di scatto gli occhi, era terrorizzato a morte, il suo viso era bianco.
Nel sogno l'immagine del corpo martoriato di Nick, gli si ripeteva a raffica dentro la testa, stava impazzendo.
Un conato di vomito lo avvolse. Si alzò velocemente, e corse di sopra al bagno.
Si riversò sulla tazza del wc e vomitò.
Tremava, era ancora sconvolto.
Stette a sedere sul pavimento del bagno per circa 10 minuti, si alzò a fatica, aprì l'acqua del lavandino, e si lavò la faccia, fino a che le immagini cruente di quell'incubo non lo lasciarono respirare.
Tornò di sotto, il suo sguardo era fisso a terra, sentiva il leggero russare di Nick che dormiva profondamente sul divano, ma non osò alzare gli occhi per guardarlo, perchè sapeva che non appena l'avesse fatto, l'incubo che aveva avuto sarebbe ricomparso imperterrito.
Uscì fuori in giardino, il cielo era ancora buio.
Si guardò l'orologio al polso segnava le 4am. Tra meno di due ore sarebbe sorto il sole, accompagnato da un nuovo giorno. Un altro giorno pesante e stressante non solo per lui ma anche per Nick.
Mark lasciò scivolare la schiena sulla colonna in marmo del portico, che lo condusse giù a sedere. Sospirò, poggiò la testa su quella parete liscia e cilindrica, chiuse gli occhi, e li riaprì subito per poi scontrarsi con l'empireo stellato.
"Non ce la faccio, non ce la faccio odio tutto questo, odio tutta questa situazione, odio la mia vita, odio la mia persona..odio tutto di me! Vorrei sparire, Vorrei non essere mai nato, MAI NATO!"
Un urlo interiore implose dentro la sua mente, il suo cuore e la sua anima, che fuoriuscì con un pugno contro il terreno erboso.
-Ho sbagliato tutto con te Nick, fin dall'inizio. Non dovevo prometterti e girurarti cose che non ero in grado di mantenere. Non dovevo farlo mi dispiace!-
Detto questo, si portò le ginocchia al petto, chinò la testa su di esse, e poi cinse il tutto con le braccia. Era stanco, molto stanco, stava male, stava soffrendo e non riusciva più a sfogarsi come si deve. Era sfinito, perso, smarrito.
Tutto stava andando a rotoli, e lui non aveva più la forza per resistere, e stava allontanando l'unica persona che gli dava la forza di affrontare a testa alta il mondo. Stava allontanando l'unico ragazzo che gli faceva toccare il cielo con un dito al solo sfiorarlo.
Sapeva che doveva fare qualcosa per evitarlo, ma non ne aveva più la forza.
Si era chiuso a riccio, aveva innalzato un muro, una barriera impenetrabile con tutto il mondo, ma soprattutto con lui, con il suo Nick. Aveva perso sè stesso, il sè stesso che riusciva ad essere con lui.
"Quel Mark se ne è andato, quella sera che il proiettile ti ha colpito Nicky, quel Mark che tanto amavi, il Mark vero che ero quando stavo con te se ne è andato, e non sò se riuscirò a farlo tornare, da te, per stare con te. Dio solo sà quanto io ti ami, Dio solo sà quanto tu sia importante per me. Dio solo sà quanto lo stare con te mi manchi. Vorrei far tornare quel Mark, il vero me, te lo giuro Nick, ma la paura di averti già perso, lo ha frenato, mi ha frenato. Non sò più che fare, non sò niente, nulla, sò solo che sto precipitando e non sono sicuro di trovare un appiglio che possa frenare la mia caduta!"
Un debole singhiozzo, si presentò dentro di lui, e il pianto silenzioso cominciò nella quiete di quella notte, che stava già iniziando a creare un futuro incerto per quei due ragazzi, quelle due anime pure, quei due cuori così forti insieme ma altrettanto fragili separati. Per quei due amanti che finora avevano vissuto la loro relazione senza ombre oscure per il domani. Adesso stavano affrontando la prima e vera crisi. Qualcosa chiamato destino, qualcuno chiamato, Dio aveva gettato le carte per il loro rapporto, per metterli alla prova. Perchè tutto si stava deteriorando sotto il fuoco del loro amore, misto alla paura di perdersi l'uno con l'altro, di non riuscire più a trovarsi. Ma soprattutto di non riconoscersi più, come se mai si fossero conosciuti, come se non fossero mai stati insieme, come se nessuno di loro fosse nato. I loro dubbi, le loro incertezze.
E l'incubo peggiore per ogni innamorato, si l'incubo di qualsiasi amante, era il timore di scoprire, che l'amore della tua vita. Quello che diceva di amarti, quello che prometteva di non lasciarti, di non ferirti, di proteggerti, non ti amasse più come prima. Questo Nick e Mark dovevano affrontare, contro questo dovevano combattere, e dovevano vincere ad ogni costo. Perchè quell'amore che credevano indistruttibile non diventasse fragile, e quindi sottile come un filo, che alla minima distrazione, al minimo sbaglio, a qualche parolina di meno, o qualcuna di troppo, o il silenzio più assoluto, potesse spezzare quel filo, e quindi decretare la fine della loro storia, e del loro incondizionato amore, che ahimè stava dando i primi segni di cedimento.

*§*§*§*

I giorni, le settimane passarono. Un mese era volato via, un mese era finito, un mese era passato lento per Nick e Mark la loro relazione da perfetta era diventata piena di alti e bassi.
Il muro che Mark aveva innalzato contro tutti e tutto, ma soprattutto contro il proprio compagno, in ogni istante si faceva sempre e sempre più forte, più duro e insolcabile, invalicabile.
Nick dopo il cazzotto sentiva già come sarebbe andata a finire. La tensione era sempre presente nella villa, tra di loro. Mark ormai era diventato uno sconosciuto per lui. Ma lo amava ancora, lo amava più di sè stesso, non voleva vedere la parola fine nella loro relazione, ma purtroppo stava accadendo.
Nick stava tentando di tutto.
Aveva organizzato uscite serali e pomeridiane, ma Mark le aveva sempre rifiutate perchè ormai vedeva solo Sean, che continuava ad essere in coma, ed ogni giorno i medici gli negavano ogni possibilità di risveglio. E questo aumentava in lui il senso di colpa che era diventato talmente forte da sopraffare tutto il suo cuore. Lasciando solo un piccolo spiraglio nel quale albergava Nick.

*§*§*§*

Ore 7pm la porta di villa Feehily si aprì di colpo, chiudendosi lentamente, accompagnata da un tuono che dette inizio al temporale.
Mark era entrato: indossava, i jeans e la felpa che Nick gli aveva regalato il Natale in cui si misero insieme due anni fà. Ai piedi portava un paio di scarpe da ginnastica nere.
Depose il suo ombrello blu, leggermente bagnato, all'interno del porta ombrelli.
Si voltò verso il divano e si scontrò con le spalle di Nick.
-Mark..dobbiamo parlare-disse serio.
Un altro tuono si presentò sopra la villa.
Mark agitato deglutì la saliva e si avvicinò a Nick.
Lo guardò inquieto e attese che lui parlasse:
-Siediti dobbiamo solo parlare-
Mark sorrise debolmente, Nick rispose con uno sguardo, poi si guardò intorno.
Dalle finestre vedeva l'acqua scorrere su quei vetri. Sentiva i tuoni rimbombare e vedeva i lampi illuminare il giardino.
Deglutì la saliva, portò i suoi occhi su Mark, il ragazzo che più amava al mondo. L'osservò. Guardò quel viso, quelle labbra, quegli occhi blu che erano diventati freddi verso tutto e tutti, li studiava per vedere se in loro c'era ancora una scintilla d'amore nei suoi confronti, ma sembrò non trovarla.
"Mark...Dove sei? Dov' è il mio Mark! Quello che mi amava, quello che mi aveva promesso di proteggermi, che mi aveva chiesto di sposarlo, che mi era stato vicino più di chiunque altro, dov'è quel Mark che tanto mi desiderava, quel Mark che mi capiva con un solo sguardo, quel Mark che mi faceva toccare il cielo con un dito appena mi sfiorava! Dov'è finito, dov'è? Non lo riconosco in questi occhi, non lo riconosco in questo cuore, in questa anima, non lo sento dentro di me come un tempo! perchè è successo questo perchè a noi!"
Mark stava attendo che Nick parlasse, ma lui continuava a guardarlo negli occhi, continuando a scrutargli l'anima. E la cosa lo metteva a disagio, quindi decise di andarsene.
Non appena tentò di farlo, Nick gli prese la mano. Mark trasalì.
I suoi occhi blu si scontrarono con quelli azzurri del compagno.
Vide le sue labbra tremare. Lo udì fare un leggero sospiro e poi con voce tremante e colma di sofferenza, rassegnazione, angoscia e insicurezza parlò:
-Mark..ti prego di ascoltarmi, ti prego non voglio che tutto finisca, io ti amo come la prima volta! Ti amo con tutto il mio cuore, più della mia stessa vita. Ma adesso io guardo nei tuoi occhi, e non ti riconosco. Ti parlo e tu continui a innalzare un muro. Lo hai innalzato con tutti, ma soprattutto con me, contro di me. Ho cercato di scalfirlo, ho cercato di farlo ma tu non te ne sei mai reso conto, pensi sempre a lui. Esiste solo lui adesso per te.
Mi hai completamente buttato a calci fuori dalla tua vita, non mi lasci entrare, ho fatto di tutto per abbattere questo dannato muro, ho fatto di tutto! Mark..io ho pianto per te, ho sofferto come un cane, e soffro ancora ogni volta che tu te ne vai da Sean. Lui è in coma, forse non si risve...-Mark lo arrestò di colpo, urlandogli con rabbia indomita e aggressività improvvisa:
-STA ZITTO NICK, NON OSARE DIRE QUELLA PAROLA, LUI SI RISVEGLIERA' HAI CAPITO? SI RISVEGLIERA'! IO NON POSSO ABBANDONARLO NICK, NON POSSO FARLO DEVI CAPIRMI! NON TI RICONOSCO PIU', CHE TI STA ACCADENDO? PERCHE' SEI COSI FREDDO CON ME...-
-L'UNICO AD ESSERE FREDDO SEI TU MARK, SEI SEMPRE E SOLO TU! IO NON TI RICONOSCO MARK, NON TI RICONOSCO PIU', I TUOI OCCHI CHE PRIMA ERANO SPECCHI PER ME ADESSO SONO DIVENTATI CEMENTO, NON RIESCO PIU' A TROVARE ALMENO UNA SCINTILLA D'AMORE NEI MIEI CONFRONTI, NON VEDO AMORE, NON VEDO NIENTE, NON TI SENTO PIU' DENTRO DI ME COME UN TEMPO, NON TI SENTO PIU' MARK, LO CAPISCI QUESTO? RIESCI A CAPIRLO! IO HO SOPPORTATO ABBASTANZA, TUTTO QUESTO! TI HO SOSTENUTO NELLA TUA DECISIONE POI SONO CROLLATO, MA HO CERCATO COMUNQUE DI RESISTERE...MA ADESSO, ADESSO HAI SUPERATO OGNI LIMITE! NON RIESCO PIU' A STARTI ACCANTO MARK, NOI DOVEVAMO SPOSARCI, TE LO RICORDI, TI RICORDI DI QUESTO-Gli disse mostrandogli la fedina che gli aveva regalato per il fidanzamento ufficiale.
-CERTO CHE ME LO RICORDO NICK-
Il biondino abbassò il volto abbattuto.
Scosse la testa debolmente e replicò:
-No..Mark. Non te ne ricordi, non ti ricordi più niente. Non ti ricordi più di quello che provavi per me! Non ti ricordi più le volte che i miei occhi si rispecchiavano nei tuoi.
Hai dimenticato chi sei, e anche chi sono io, e quello che ero per te...
TI SEI DIMENTICATO TUTTO QUANTO MARK! TUTTO QUANTO, HAI SCORDATO QUELLO CHE SEAN MI HA FATTO...-Urlò esasperato, abbassandosi i jeans e mostrandogli la cicatrice rimasta, là dove la pallottola lo aveva colpito.
Mark trasalì, i suoi occhi si fecero lucidi.
-COME POSSO SCORDARMI UNA COSA DEL GENERE NICK, HO TENTATO DI TOGLIERMELA DALLA TESTA, MA NON CI SONO RIUSCITO! E' COLPA MIA SE LUI TI HA SPARATO, E' COLPA MIA SE HA ABUSATO DI TE! E' COLPA MIA SE LUI ADESSO E' IN COMA, E' COLPA MIA TUTTO QUELLO CHE E' ACCADUTO E LO SO', CRISTO NICK CERTO CHE LO SO', MA NON CE LA FACCIO, NON POSSO ANDARE AVANTI COSI' E TU NON MI STAI AIUTANDO...-
Nick perse le staffe. Scaraventò a terra il tavolo e inveì contro il compagno gridando:
-IO TI HO AIUTATO MARK, TI HO SUPPORTATO, TI HO SOPPORTATO! HO ASPETTATO! SI HO ASPETTATO CHE TU UN GIORNO FINALMENTE POTESSI RINSAVIRE, E QUINDI SMETTERLA DI ANDARE SEMPRE DA SEAN...MA NON HO VISTO I CAMBIAMENTI CHE SPERAVO, MARK NON LI HO VISTI! E MI SONO STANCATO DI ASPETTARTI MARK! NE HO FIN SOPRA LE PALLE DEL TUO COMPORTAMENTO! ME NE SBATTO SE SEAN E' IN COMA, LUI NON SE NE ANDRA' DA NESSUNA PARTE, SARA' SEMPRE LI' SU QUEL LETTO, LUI NON SPARIRA' DALLA TUA VITA E TU LO SAI MARK, MI HA QUASI AMMAZZATO PER TE, LUI TI VUOLE, TI RIVUOLE CON SE' PER QUESTO MI HA FATTO TUTTO QUESTO, NON AVEVA PROGRAMMATO DI ESSERE INVESTITO E DI FINIRE IN COMA, MA IL SUO PIANO SI STA' COMUNQUE REALIZZANDO! NON RIESCI A CAPIRLO? NON RIESCI A VEDERLO?! EH! NON TI ACCORGI CHE NON PENSI PIU' A ME?
IO NON SONO SEAN, QUINDI COSA VUOI CHE FACCIA PER RIAVERTI CON ME? VUOI CHE MI SUCCEDA QUALCOSA? VUOI CHE IO, UNA VOLTA USCITO DA QUI VENISSI MESSO SOTTO DA UN PIRATA DELLA STRADA, CHE MI MANDEREBBE IN COMA?
COSI' ALMENO STARAI CON ME? VUOI CHE ACCADA QUESTO? SE E' L'UNICO MODO PER RIAVERTI, LO FAREI MARK, TI GIURO CHE LO FAREI!-
-NO IO NON VOGLIO CHE TU FACCIA QUESTO NICK, NON VOGLIO!-
-NON VUOI BENE, E ALLORA DIMMELO, PARLAMI, DIMMI COSA POSSO FARE PER RIAVERTI CON ME COME UN TEMPO, DIMMELO MARK TI PREGO!-lo implorò tremante
Mark abbassò lo sguardo, e con voce flebile ribattè:
-Voglio che tu riesca a capire come mi sento..-
Nick scosse la testa e gli urlò rabbioso:
-LO CAPISCO COME TI SENTI, E' DA UN MESE CHE L'HO CAPITO! MA TU NON RIESCI A CAPIRE ME...MI SONO STANCATO DEI TUOI RIGIRI DI PAROLE! PIANTALA DI GIRARCI INTORNO, HAI CAPITO? IO VOGLIO SOLO CHE TU RITORNI CON ME, VOGLIO SOLO QUESTO, BASTA CON SEAN, TI PREGO, TI SUPPLICO BASTA CON LUI! -
-NON POSSO NICK, NON POSSO MI DISPIACE NON POSSO, LUI E' IMPORTANTE PER ME...-
-E IO? IO NON LO SONO PER TE? NON CONTO PIU' NIENTE PER TE, E' QUESTO CHE MI STAI DICENDO?-
-NO NICK, NON STO DICENDO QUESTO, NO-
-STA ZITTO MARK, ZITTO, IO NON NE POSSO PIU' DI TE, DI QUESTA TUA INSICUREZZA COME FAI AD ESSERE INSICURO SUL CON CHI VUOI STARE..NON TI RENDI CONTO! PORCA PUTTANA MARK! QUI NON SI TRATTA DI TE, O DI ME, MA SI TRATTA DI NOI DELLA NOSTRA RELAZIONE, DELLA NOSTRA STORIA! DIMMI COSA VUOI FARE'? COSA VUOI FARNE DI TUTTO QUELLO CHE CON FATICA ABBIAMO COSTRUITO INSIEME! VUOI MANDARE TUTTO A PUTTANE? PERCHE' SE E' COSI E' MEGLIO CHE TU ME LO DICA ORA, ADESSO....-
-NON VOGLIO MANDARE A PUTTANE TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO COSTRUITO INSIEME, NON VOGLIO-
-E ALLORA SARA' MEGLIO CHE TU PRENDA UNA DECISIONE, VUOI CONTINUARE CON LA NOSTRA STORIA? O VUOI PASSARE IL RESTO DELLA TUA VITA CON LUI?-
-MI STAI DANDO L'ULTIMATUM?! MI STAI DICENDO DI SCEGLIERE TRA LA NOSTRA STORIA, I NOSTRI SENTIMENTI, E SEAN?-
-ESATTO, MARK, PROPRIO COSI'-
-NON PUOI FARLO-
-CERTO CHE POSSO, MARK..IO NON VOLEVO ARRIVARE A QUESTO PUNTO MA TU MI HAI COSTRETTO-
-NON POSSO SCEGLIERE, NON CI RIESCO-
Quelle parole colpirono Nick. I suoi occhi divennero lucidi, abbassò il volto lo portò su Mark, trapassandolo da parte a parte è urlò:
-BENE, NON VUOI SCEGLIERE OKAY, VA BENE...ALLORA TRA NOI DUE E' FINITA!-
Quelle parole fecero cadere il mondo addosso a Mark, che perse un battito.
Il respiro sembrò mancargli, i suoi occhi fissavano quelli freddi, tristi, delusi ed adirati del proprio compagno. Non riusciva a crederci. No era inammissibile non stava accadendo, Nick non aveva messo la parola fine al loro rapporto no, non lo aveva fatto. Stava sognando.
Era un incubo, un fottuttissimo incubo. Tra poco si sarebbe svegliato, trovando il suo Nick che gli dormiva accanto con la testa posta sul suo petto.
Il silenzio tombale e il gelo polare era precipitato su quella villa, in quella stanza, tra di loro. Nessuno fiatava. I loro occhi continuavano a fissarsi inflessibili, nelle loro menti i flash dei momenti passati insieme rimbombavano dentro le loro teste, i loro cuori e le loro anime, ferendoli a morte, distruggendoli sia fisicamente che psicologicamente.
Nick parlò nuovamente:
-E' finita..Mark, finita sul serio, ho fatto di tutto per evitarlo, ma tu mi hai costretto..mi dispiace..ma non ne voglio più sapere di te..vattene-
Dagli occhi di Mark cominciarono a scendere le lacrime.
Non era un incubo, era tutto reale, era accaduto sul serio, il loro amore era finito, così, all'improvviso? No, non doveva succedere, non doveva, lui lo amava, lo amava più della sua stessa vita, non voleva perderlo non così, non a quel modo, quindi ribattè:
-No non me ne vado Nick...non voglio, io ti..-
Nick non lo fece finire:
-STA ZITTO NON DIRE TI AMO, NON FARLO PERCHE' SE TU MI AMI, NON AVRESTI FATTO DI TUTTO PER SPINGERMI A METTERE LA PAROLA FINE ALLA NOSTRA STORIA, VATTENE MARK, NON VOGLIO PIU' VEDERTI VATTENE VIA!...-
Urlò cominciando a dargli spinte e spintoni,per poi continuare gridandogli disperato.
-...DICEVI DI AMARMI RICORDI? MI AVEVI CHIESTO DI SPOSARTI, AVEVAMO ORGANIZZATO TUTTO.. HO FATTO TUTTO QUELLO CHE UMANAMENTE MI ERA POSSIBILE PER NON CHIUDERE CON TE, PER TENERE LA NOSTRA RELAZIONE VIVA...MA TU HAI ROVINATO TUTTO QUANTO, VATTENE VIA, VATTENE, E' FINITA, TI ODIO MARK! TI...-
Non riuscì a finire la frase che Mark, gli afferrò le spalle.
Lo voltò, e lo spinse con veemenza contro la porta, d'ingresso.
Non appena la schiena di Nick si scontrò con essa, Mark lo guardò negli occhi.
Quegli occhi blu paralizzarono Nick, che vedeva la bocca di lui avvicinarsi alla sua.
Voleva scacciarlo ma non ci riuscuiva, era ipnotizzato.
Alla fine le labbra di Mark si unirono a quelle di lui che d'istinto chiuse gli occhi.
Quanto gli erano mancate quelle labbra.
"Perchè mi fai questo, perchè..."
Il pensiero di Nick venne interrotto dalla lingua di Mark che gli penetrò in bocca.
A quel gesto si riprese. Aprì di scatto gli occhi e lo spintonò via urlandogli:
-PERCHE' MI STAI FACENDO QUESTO, PERCHE'! VATTENE, E' FINITA, MARK, FINITA SUL SERIO! UN BACIO NON PUO' RISOLVERE TUTTA LA SOFFERENZA CHE HO PATITO PER TE IN QUESTO MESE! NON SONO UN GIOCATTOLO, NON MI PUOI BUTTARE NEL DIMENTICATOIO, PER POI RIPRENDERMI QUANDO MI STAI PER PERDERE! PERCHE' MI HAI PERSO MARK! SAI QUANTO AVEVO DESIDERATO CHE TU MI BACIASSI DI NUOVO? CHE MI COCCOLASSI DI NUOVO, CHE MI PARLASSI, CHE MI SORRIDESSI, COME UN TEMPO, EH?! LO SAI MARK LO SAI! NO?! BENE TE LO DICO IO QUANTO, MARK, UN MESE MARK UN FOTTUTISSIMO MESE.. E ADESSO ALL'IMPROVVISO, MI VUOI RIPRENDERE IN UN ISTANTE?! CHI CAZZO CREDI DI ESSERE EH?! VATTENE!-
Aprì la porta, si avvicinò a lui e lo spintonò verso l'uscita.
- VATTENE! NON VOGLIO PIU' VEDERTI NON TORNARE MAI PIU', MAI PIU'! E' FINITA, FINITA! TORNATENE DAL TUO SEAN STATTENE CON LUI...TI ODIO MARK!-
Mark era fuori sotto il temporale. I suoi occhi blu fissavano quelli azzurri di Nick.
Entrambi erano in lacrime, lacrime che si confondevano con l'acqua che cadeva.
Non ce l'avevano fatta a combattere il destino e il volere di Dio.
Il loro amore era finito, finito per sempre.
Mark dette un ultimo sguardo a quello che fino a poco tempo fà era stato l'amore della sua vita. Abbassò lo sguardo, gli voltò le spalle, salì in macchina e sfrecciò via nella notte.
Non appena la Bmw scomparve dalla vista di Nick, il ragazzo lanciò un urlo disperato.
Le gambe si fecero molli, crollò sulle ginocchia e cominciò a piangere, disperato.
-MI HAI COSTRETTO TU MARK...MI HAI..-Si arrestò di colpo perchè percepì qualcuno abbracciarlo. Trasalì.
-LASCIAMI..LASCIA...-urlò dimenandosi
Ma la presa si fece più forte.
-Sono io Nick, io-
Il ragazzo alzò il volto. Si voltò alla sua destra e incontrò Brian che lo guardava preoccupato.
-Che è successo Nick?-
-MI HA COSTRETTO LUI BRIAN, MI HA...-
-Chi?-
-MARK! MI HA COSTRETTO LUI...E' FINITA, E' FINITA!-
Urlò disperato, abbracciandolo di colpo.
L'ombrello che Brian stava tenendo gli scivolò via dalle mani, portato via dal vento che si era alzato improvvisamente.
Le sue braccia strinsero la schiena del suo fratellino, che sussultava ad ogni singhiozzo.
Nick sentendo il suo affetto, si strinse di più a lui, affogò il viso sulla camicia nera di jeans che lui indossava, cercando di ammutolire i singhiozzi, ma senza risultato, non riusciva a smettere, il suo pianto era un pianto disperato, angoscioso, convulso, che sarebbe durato a lungo.
Molto a lungo.

To Be Continued