HAPPILY NEVER AFTER
HAPPILY NEVER AFTER
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Ti concedo solo altri 3 mesi Stefania dopo di che voglio vedere il tuo nuovo romanzo sulla mia scrivania! Mi stanno tutti col fiato sul collo e io non faccio altro che inventare una scusa dietro l'altra! Ma ora basta! Ho bisogno di quel libro! E deve essere assolutamente buono!.
Non avevo mai sentito il mio editore così infuriato.
Va bene Paolo. 3 mesi e avrai ciò che vuoi!.
La conversazione terminò in quel momento.
Era trascorso un anno dall'uscita del mio primo e anche ultimo romanzo. Aveva avuto un tale successo che tutti si chiedevano quando avrei pubblicato il prossimo ma niente. Nell'ultimo anno avevo passato ogni giorno davanti al pc cercando di scrivere qualcosa, ma il nulla era tutto ciò cui riuscivo a pensare. Nessuna idea, nemmeno una mezza idea.
Ora però avevo tirato tutta questa storia troppo per le lunghe. Raccontavo a tutti che stavo lavorando a qualcosa di sensazionale, ma i giorni passavano e questa bugia diventava sempre più grande rivoltandosi contro di me.
Ma ora non potevo più nascondermi. Dovevo affrontare la realtà e, se non avessi presentato ciò che la casa editrice mi chiedeva da molti mesi ormai, la mia carriera di scrittrice sarebbe stata semplicemente un grande fuoco di paglia e io sarei entrata nel dimenticatoio come succede a tutti coloro i quali forse per puro caso assaggiano una volta nella vita un briciolo di celebrità.
Quello che stavo passando però era un momento di totale apatia. Nulla di sconvolgente accadeva nella mia vita e la mia creatività si era adeguata a questo mio stato.
I miei cari mi dicevano che avrei dovuto concedermi una vacanza, staccare da tutti e da tutto e ritrovare me stessa. Ero stata talmente tanto assorbita dal primo libro e travolta da tutto ciò che il suo successo aveva portato che mi ero dimenticata di prendermi cura di me. Il risultato era semplicemente che ora mi sentivo stanca e senza idee.
Forse avrei dovuto dargli ascolto seriamente.
Quella mail arrivò proprio al momento più opportuno.
Hai ricevuto un nuovo messaggio di posta da Tamara..
Da quanto tempo non la sentivo!
Immediatamente cliccai sulla tendina che msn aveva aperto per avvisarmi del messaggio.
Iniziai a leggere: Ciao a tutti! Sto inviando questo messaggio a tutti i miei contatti perché ho una proposta allettante! Come alcuni di voi sapranno la mia famiglia ha acquistato una multiproprietà e quest'anno oltre il mese di agosto ci è stata data la possibilità di usufruire della casa per altri due mesi. Siamo stati avvisati solo ora per questo non abbiamo tempo di organizzarci. Il fatto è che la casa ci toccherebbe per i prossimi due mesi e per non perderla bisognerebbe partire subito! Se qualcuno di voi è interessato mi contatti immediatamente perché io devo dare una risposta entro domani massimo!
Ah un'ultima cosa. Per chi non lo sapesse la casa è negli Stati Uniti quindi occorre il passaporto!
Spero di sentire qualcuno presto!
Un bacio
Tamara
Non mi ero nemmeno fermata a riflettere 5 minuti, inconsciamente avevo cliccato su rispondi e stavo scrivendo il mio messaggio. 3 semplici parole: Ci vado io!
Non ero minimamente a conoscenza della mia meta, ma la cosa mi entusiasmava tantissimo! Non ero mai stata negli Stati Uniti e quella occasione capitava proprio nel momento giusto, non avrei mai potuto lasciarmela sfuggire.
Senza neanche capire cosa stava succedendo mi ero ritrovata in aeroporto con un biglietto di sola andata per Los Angeles in coda per il check-in!
In poco meno di un'ora ero seduta al mio posto in prima classe pensando semplicemente a quanto tutta questa cosa era così assurda ma allo stesso tempo così entusiasmante! Ero in volo verso il mio destino e non sapevo minimamente cosa mi avrebbe riservato. Tutto ciò che sapevo era che avrei passato i prossimi giorni a Beverly Hills tra lo shopping, il divertimento, il sole, il mare
Ma sempre un'incognita pendeva sul mio capo
avrei consegnato in tempo un romanzo?
Dopo ben 14 ore di volo l'aereo stava finalmente atterrando nella città degli angeli e riuscivo a vederla dal finestrino dell'aereo in tutto il suo splendore illuminata dalle prime luci del mattino. Non mi sembrava vero!
Il più velocemente possibile scesi dall'aereo e recuperai i miei bagagli, ero intenzionata a non perdere nemmeno un solo istante di questo fantastico viaggio.
Camminavo lungo il corridoio che mi avrebbe portato agli Arrivi, il mio destino si trovava al di là di quella porta scorrevole al fondo di questo. Quando la fotocellula si accorse della mia presenza diete l'impulso affinché le porte si aprirono, al di là di esse qualche persona che scrutava cercando di avvistare qualche volto conosciuto, e poco più avanti un sorriso che mi attendeva.
Erano passati ormai 8 anni dall'ultima volta che l'avevo vista. Ricordo il primo giorno di liceo quando ci eravamo conosciute: avevamo stretto immediatamente amicizia accomunate dalla stessa passione per la musica. Poi suo padre ebbe il trasferimento negli Stati Uniti e dal giorno della sua partenza non eravamo più riuscite a vederci. In tutti questi anni eravamo riuscite però sempre a tenerci in contatto. Ricordo ancora quando leggevo le sue lettere, tutti i suoi racconti dei balli scolastici, tutto ciò che io avrei sempre sognato, quanto l'avevo invidiata.
Ma ora finalmente eravamo di nuovo insieme e anche io avrei avuto il mio assaggio di America!
Si avvicinava verso di me. Avevo appoggiato le valige e aperto le braccia pronte a ricevere un grande abbraccio. Mori ma sei bellissima! Come sei cresciuta!
Embè Ste sono passati un po' di anni!!. Il tempo l'aveva cambiata fisicamente ma era sempre la solita simpaticona di una volta.
Tra una battuta e l'altra ci avviammo verso la sua macchina, essendo nuova in città era stata così gentile da venirmi a prendere e scortarmi verso il mio alloggio.
Durante tutto il viaggio non avevamo fatto altro che ricordare tutti i momenti passati insieme, tutte le cose assurde che avevamo fatto da ragazzine. Avevamo passato insieme solo il primo anno di liceo ma ci eravamo legate tantissimo.
Il viaggio durò circa 40 minuti e quando la macchina si fermò non riuscivo a credere allo spettacolo che avevo davanti ai miei occhi!
Mori ma sei sicura che questo sia l'indirizzo giusto? Mi devo fidare delle tue conoscenze stradali?
Guarda che l'indirizzo è quello che mi hai dato tu e, a meno che tu non lo abbia scritto sbagliato, siamo nel posto giusto!
Che mi venga un colpo!
Davanti a me c'era una villa enorme di quelle che avevo visto solo nei film. La casa era su un solo livello e si stendeva per almeno 400 o 500 mq. Bianca in stile moderno, tutta circondata da vetrate dalle quali, ero sicura, si godeva una vista mozzafiato.
Molto lentamente avevo aperto lo sportello della macchina e mi ero diretta verso il grande cancello che si trovava di fronte a me. Presi dalla tasca interna della mia borsa un mazzo di chiavi al quale era appeso un piccolo telecomando. Su di lui un pulsante verde. Una leggera pressione e le due grandi porte si aprirono verso l'interno. Tornai sui miei passi e risalii in macchina. Morena aveva rimesso in moto e stava salendo sul viale che conduceva a un ampio spiazzo situato all'ingresso della casa. Questa volta scendemmo entrambe con le facce attonite di chi stava ammirando un'opera d'arte di inestimabile valore. Senza nemmeno pensare ai bagagli mi avvicinai alla grande porta bianca che si trovava davanti a me, ripresi il mazzo di chiavi utilizzato poco prima e lo scrutai cercando la chiave più grande. Una volta individuata provai a metterla nella toppa. Una leggera pressione verso destra e la chiave iniziò a girare! In un istante la porta si era aperta!
Ora potevo ritenermi sicura che quella fosse la casa giusta.
Tornai a prendere le valigie e insieme a Morena varcai la soglia.
All'interno la casa era ancora più sfarzosa di quello che potevo immaginare da fuori: televisori al plasma, mobili di design moderno, splendidi quadri alle pareti
mi sembrava un sogno!
Senza scambiarci una parola iniziammo a girare silenziosamente per la casa scrutandone ogni angolo.
Ste vieni qua presto! all'improvviso il richiamo di Morena mi riportò con i piedi per terra. Mi diressi verso la sua voce che proveniva dalla parte posteriore della casa. Feci il mio ingresso nella stanza: era una magnifica stanza da letto, grandissima, piena di luce, con un meraviglioso letto a baldacchino di ferro battuto decorato con leggerissimi veli bianchi
e poi una grande parete interamente di porte-finestra e al di là di questa il giardino con una splendida piscina.
Oddio! Credo che prenderò questa stanza!
Morena stava aprendo una porta e stava uscendo in giardino, la seguii.
Da lassù la vista era davvero mozzafiato! Il parco circondava tutta la casa ed era a sua volta cintato da un'alta siepe. La piscina era di forma rettangolare, grande, ai bordi qualche lettino e al fondo una vasca più piccola, di forma rotonda, probabilmente una jacuzzi. Poco più a destra la dependance, costruita nello stesso stile della casa principale.
Mori ti prego fa qualcosa, dammi un pizzicotto, uno schiaffo, quello che vuoi perché mi sa che sto sognando!
No non stai sognando! Vedo anche io le stesse cose che vedi tu!
Questo nostro momento di sbalordimento fu però interrotto da una voce che ci riportò con i piedi per terra: Non mi avevano detto che sareste state in due!
Mi voltai verso il luogo da cui era giunta e lo vidi! Era un ragazzo alto, di corporatura media e non troppo muscolosa, biondo, di circa 25 anni.
Scusa ma chi sei? Non mi avevano avvisato della presenza di qualcun altro in casa. E comunque lei è Morena, una mia amica, è venuta a prendermi in aeroporto e mi ha accompagnata. Sono io che starò nella casa. Io sono Stefania e tu saresti
Piacere sono Nick Mentre pronunciava queste parole si era avvicinato per stringerci la mano Io sarei il custode, vivo nella dependance..
Ti chiedo scusa. La persona che mi ha affittato la casa non mi ha detto nulla, ero convinta di essere sola
Vabbè nessun problema. Quindi scusa come funziona qui la cosa?
Funziona che la padrona di casa sei tu! Puoi fare ciò che vuoi! Io mi occupo del giardino, della piscina, faccio un po' di sorveglianza, e mi arrangio in lavoretti vari quindi se hai problemi in casa non hai che da chiedere. Per il resto fa come se io non ci fossi! La sua aria strafottente faceva sembrare queste sue ultime parole come un invito ad ignorarlo.
Beh ti ringrazio Nick. Io mi sarei sistemata in questa stanza favolosa vista piscina
Buon per te! Ora credo sia il caso che torni al mio lavoro. Ci si vede in giro! E con un sorriso di circostanza stampato sulla sua faccia si voltò e si allontanò da noi.
Io e Morena ci guardammo: Simpatico il ragazzo
auguri Ste!
Le feci una bella linguaccia.
Rientrammo in casa.
Come è tardi! Ste io ti saluto che devo scappare in ufficio! Passo a prenderti verso le 7 così ti porto a salutare i miei, ceniamo con loro. Ci stai?
Uh sì non vedo l'ora! Io ora disfo le valigie e poi mi faccio una bella dormita così per le 7 sarò bella carica!
Ci salutammo e rimasi sola. Feci un altro giro della casa dopo di che tornai in camera, mi sdraiai sul letto. La stanchezza tutto d'un tratto mi raggiunse e mi addormentai.
Fu la suoneria del mio cellulare a risvegliarmi. Con gli occhi ancora socchiusi lo presi e sullo schermo vidi lampeggiare il nome di Morena. Una volta individuato il tasto verde di accettazione chiamata risposi: Pronto
?
Hey Ste volevo solo avvisarti che sarò da te in una ventina di minuti così hai il tempo di prepararti, dalla voce mi sa che hai dormito tutto il pomeriggio!
E, in effetti, sì mi hai svegliata tu. Un bello sbadiglio. Mi faccio una doccia al volo e mi preparo!
Sì non preoccuparti anche se aspetto non è un problema! A dopo!
Posai il telefono. Un bel sospiro e mi tirai su. Fuori il sole rendeva la collina di un bel colore dorato, qualche piccola sfumatura rossa faceva ricordare che era il tramonto.
Non riuscendo forse a realizzare bene dove mi trovavo in quel momento iniziai a spogliarmi.
Prima i pantaloni
poi la maglietta
stavo per sganciare il reggiseno quando un rumore richiamò la mia attenzione. Era come se qualcosa battesse contro una finestra. Mi voltai e vidi Nick che bussava su una delle porte-finestra. Ancora mezza addormentata mi diressi verso di lui. Tirai la porta scorrevole verso destra. Volevo solo ricordarti che hai scelto la stanza con le pareti trasparenti e io vivo proprio qui di fronte. Non vorrei dover assistere a questi spettacolini tutti i giorni. Sai esistono le tende!
Oh sì ti chiedo scusa! Ero così stanca
l'aereo
non mi sono nemmeno resa conto.. Cercai in qualche modo di coprirmi con le mani e le braccia.
Ripresi la maniglia della porta a la chiusi con forza. Iniziai a guardarmi intorno cercando qualcosa che mi avrebbe permesso di tirare le tende. Ancora in piedi davanti a me Nick indicò un pulsante posto al fondo della vetrata. Furiosa corsi quasi verso di lui e lo premetti. Ancora più velocemente mi diressi verso il bagno e mi gettai sotto la doccia. In 10 minuti ero pronta. Stavo chiudendo la porta di casa quando vidi la macchina di Morena fuori del cancello. Scesi per il viale, aprii il cancello e mi sedei in macchina senza nemmeno salutarla.
Ma cos'è successo?
Quel cafone! Ma come diavolo si permette! Non vorrei dover assistere a questi spettacolini bla bla bla! Cafone che non è altro!
Ste ma che succede?!
Nel tragitto le raccontai cos'era accaduto. Morena riusciva solo a ridere io avevo il sangue che mi ribolliva nelle vene.
La serata passò velocemente. Rivedere i genitori di Morena, le chiacchiere e la cena mi avevano fatto scordare qualsiasi cosa mi affliggesse.
Quella sera e per tutto il week end Morena sarebbe stata con me alla villa. Era a casa da lavoro così avremmo passato 2 giorni insieme a parlare fare shopping divertirci! Ne avevo proprio bisogno!
Arrivate a casa preparai due cocktail con quello che trovai in cucina. La prima cosa che avremmo dovuto fare il giorno seguente sarebbe stata sicuramente la spesa!
Ci sdraiammo sui lettini posti a bordo piscina. La notte era splendida. Il cielo pieno di stelle che sembravano essere così vicine da poterle quasi toccare. Una leggera brezza agitava gli alberi e portava con se un buonissimo profumo di gelsomino.
Era tutto così quieto quando all'improvviso una musica a volume altissimo iniziò a suonare e proveniva dalla dependance!
D'improvviso tutta quell'ira che ero riuscita a reprimere con il trascorrere della serata ritornò a colorirmi il volto.
Ste stai calma è solo musica!
Questo mi vuole proprio fare innervosire!
Mi alzai di scatto e come un treno mi diressi rapidissima verso la porta d'ingresso della dependance.
Ha anche tirato le tende per non farsi vedere! Ma ora gli faccio vedere io!
Iniziai a bussare più forte che potevo contro il vetro. Nel frattempo Morena mi aveva raggiunta ridendo come un'ossessa.
La tenda si scostò leggermente e la testa di Nick fece capolino. Fece scorrere la porta.
Scusa se oso disturbarti ma dovresti abbassare un pochino la musica, per lo meno metterla a un volume decente, non chiedo molto!
Veramente starei facendo le prove col mio gruppo non posso abbassare il volume
Ah bene le prove con il tuo gruppo. E fino a che ora avete intenzione di andare avanti? Sai prima o poi io vorrei anche andare a dormire
Senza rendermene nemmeno conto sul mio viso comparì un sorriso quasi di sfida.
Stavo per mangiarmelo quando un tipo tutto tatuato apparve dietro Nick.
Amico non ci avevi detto che c'erano due così belle ragazze qui!
Devo essermelo scordato
L'uomo tatuato ci prese le mani e ci fece entrare.
Prego ragazze, entrate, accomodatevi, fate come se foste a casa vostra. Piacere di conoscervi! Io sono Alex ma potete chiamarmi A.J. Nick, cafone che non sei altro, queste dolci fanciulle non hanno un nome?!
Sì sì lei è Morena e lei è
si fermò un attimo a riflettere
Io sono Stefania!
Lo fulminai con lo sguardo! Non si ricordava nemmeno il mio nome!
Poi riprese a parlare: E loro sono Howie, Kevin e Brian..
Ciao ragazze! Piacere!
Uno dei tre si fece avanti, Brian. Bhe visto che siete qui ne approfittiamo per farvi sentire una canzone se non vi dispiace. Abbiamo bisogno di un parere da qualcuno che non ha legami di parentela con noi..
Ma veramente
Stavo per declinare l'invito quando Nick mi interruppe.
Non credo sia il caso, loro sono stanche, avranno sicuramente altro da fare, poi non mi piace cantare davanti a sconosciuti così su due piedi!Meglio proseguire da soli
Quel ragazzo continuava a darmi motivi per iniziare ad odiarlo
Brian giusto?! Io ti ringrazio tantissimo, è vero io sono stanchissima, sono arrivata oggi dall'Italia e
sono sicura che Morena sarà d'accordo con me
restiamo molto volentieri! Mi voltai verso Nick e gli mostrai il più dolce dei miei sorrisi. Non ricambiò. Ormai tra noi due era guerra dichiarata!
I ragazzi cominciarono a cantare. Riuscimmo ad ascoltare solo un paio di canzoni perché Nick si era categoricamente rifiutato di cantare, probabilmente voleva solo nascondere il fatto che fosse stonato come una campana. Ma di sicuro quella sera non l'avrei scoperto.
Ragazzi è stato davvero un piacere conoscervi! Siete davvero bravi e sono sicura che farete un grandissimo successo!!
Anche Morena si unì alle mie lusinghe: E' vero! Bravissimi! E sono contenta di avervi conosciuti!
Questa volta fu Howie a prendere la parola: Grazie a voi di esservi fermate un po' a farci compagnia! Abbiamo le nostre prime fans allora! E vi vogliamo vedere in prima fila appena ci faranno esibire!
Ci puoi scommettere!
Eravamo fermi sulla soglia della porta ridendo tutti quanti. Nick un po' in disparte ci guardava con sguardo tetro.
Allora buonanotte.
Ci salutammo. Io e Morena attraversammo la porzione di giardino che divideva le due costruzioni.
Alle nostre spalle riuscivamo ancora a sentire qualche commento dei ragazzi: Carine però! Nick dobbiamo venire a provare da te più spesso! Anche da dietro non sono per niente male
Ritornarono nella dependance e noi alla villa. La mia prima giornata si era così conclusa. Il bilancio?! Vecchi amici ritrovati = 1. Nuovi amici = 4. Nemici = 1!
Il giorno seguente fui svegliata dal calore dei raggi del sole che penetrando dai vetri scaldavano il mio viso.
Mi sentivo rinata! E se il buongiorno si vede dal mattino
quella sarebbe stata una bellissima giornata!
Programma: colazione abbondante in stile americano, poi spesa, poi un saltino dal manicure e pedicure e poi shopping! Tipica giornata da Beverly Hills!
Ero carica come non mai ed emozionantissima! Nulla avrebbe potuto turbare il mio stato d'animo!
Mi stavo vestendo. Chissà dove avevo lasciato lo scialle di seta della mia mamma che avevo ieri sera?! Eppure ero sicura di averlo messo nel cassetto
Ma no che sbadata ora che ricordo credo di averlo lasciato sul lettino della piscina
Mori sono fuori a cercare una cosa! 5 minuti e andiamo ok?
Va bene capo!
Andai dritta verso l'obiettivo. Sicuramente era ancora lì dove lo avevo lasciato! E invece no
Buongiorno!
Non mi ero nemmeno accorta della presenza di Nick.
Ah ciao Nick
Non gli prestai molta attenzione. Continuavo a rovistare ovunque.
Ma stai cercando qualcosa?
No
cioè si
non trovo più il mio scialle di seta, quello rosa che avevo ieri sera
non è che per caso l'hai visto?
Non so neanche come sia fatta la seta
figuriamoci uno scialle di seta
Il suo sarcasmo non mi aveva minimamente toccata.
Vabbè non importa sicuramente salterà fuori. L'avrò messo da qualche parte e nemmeno me lo ricordo
Mentre pronunciavo queste parole alzai lo sguardo verso di lui.
Ero così solare quella mattina, mai sentita meglio e nulla avrebbe potuto turbare il mio stato d'animo
Scusa ma che cos'è quella cosa che hai in mano?
Cosa questa? Pronunciò queste parole sollevando la mano sinistra.
Feci cenno di sì con il capo.
No niente è uno straccio. Devo averlo dimenticato ieri sullo sdraio
E cosa stai facendo con quello straccio se posso saperlo?
Sto pulendo i filtri della piscina. Perché ci sono problemi?
In quel momento sentivo solo una voce dentro di me che ripeteva
Stefania stai calma
in fondo è solo uno scialle
ricorda che nulla può turbarti oggi
stai calma
agisci razionalmente
non è successo nulla di grave
può capitare a tutti
Gli feci solo un sorriso
Ma sei proprio un cretino! Ma non ti sei accorto che quello è il mio dannato scialle di seta?! Ma che ti passa per quel cervello?! Forse il sole della California ti ha dato alla testa o forse sei solo troppo stupido per renderti conto delle cavolate che fai!!! E io
io
cos'ho fatto di male per meritarmi questo! Dimmi! Non mi sopporti forse?! Bhe devo darti una brutta notizia! Passerò qui i prossimi 2 mesi quindi vedi di farti piacere la mia presenza perché come hai detto tu sono io la padrona di casa!
Attirata dalle mie urla Morena corse in giardino.
Ste ma cosa sta succedendo? Calmati!
Cosa sta succedendo? Succede che questo idiota ha deciso di rovinarmi l'esistenza! Ecco cosa succede! Lo vedi quello? Indicai lo straccio che Nick stringeva ancora nella mano. Quello sì da il caso che era il mio scialle! Ma ora è stato eletto lo straccio pulisci filtri!!! Un bell'applauso!!!
Dai Ste ma andiamo, non fare tutte queste scenate! È solo uno scialle, si ricompra!
Non me ne frega niente dello scialle! È da quando ho messo piede in questa casa che questo mi odia! Che me lo dica in faccia e la smetta di trattarmi in questo modo! Che gli ho fatto?!
Durante tutto il mio sfogo Nick era stato in silenzio ad ascoltare prendendosi tutti gli insulti che gli avevo lanciato.
Ora lo guardavo fisso negli occhi, quasi affaticata per lo sforzo sostenuto, il viso paonazzo.
Sei solo una ragazzina viziata! Queste le sue uniche parole. Si voltò e se ne andò.
Il sangue che fino a poco prima mi ribolliva nelle vene si era d'improvviso gelato.
Nemmeno un suono riuscì a uscire dalla mia bocca. Quella sua risposta mi lasciò completamente spiazzata.
Qualcosa era riuscito a rovinare il mio stato d'animo!
Dai Ste andiamo
Morena mi prese per una mano e mi trascinò in casa, poi sulla macchina.
Per tutta la mattina non dissi nulla. Tutti i tentativi di Morena furono inutili, ero sbalordita.
I piani della giornata erano inevitabilmente saltati.
Fatta la spesa tornammo a casa.
Ma ti rendi conto di cosa mi ha detto?! Nessuno mi aveva mai dato della ragazzina viziata
io non sono una ragazzina viziata
Chi si crede di essere?! Le mie prime parole uscirono fuori dalla mia bocca come una liberazione. Il tono però era decisamente cambiato: non più adirato, semplicemente rassegnato, stanco, triste.
Io sono sempre ben voluta da tutti! Perché mi odia così tanto?! Cos'ho fatto di male?! Sono qui da solo un giorno e già ho dei nemici
Mi avvicinai verso il divano nel salotto. Mi sedetti. Lo sguardo fissava un punto perso nel vuoto.
Morena si era seduta accanto a me.
Ste ma perché ti interessa tanto ciò che pensa? Succede nella vita di trovare qualcuno a cui non vai a genio. Probabilmente avete solo due caratteri incompatibili. C'è tanta altra gente la fuori da conoscere! Lascialo perdere e non far sì che ti rovini la vacanza! E poi di certo non devi dare spiegazioni a lui di come sei!
Mi voltai a guardarla. Qualcosa di quello che mi aveva detto mi aveva fatto riflettere.
Hai ragione! Io sono venuta qua per divertirmi, per rilassarmi, per vivere un'avventura, e non sarà di certo uno che non conosco nemmeno a negarmi tutto ciò! Forza usciamo e facciamo casino!!!
Così ti voglio!! Brava Ste! Allora che ne dici ripartiamo da dove avevamo lasciato? Siamo ancora in tempo per il nostro pomeriggio di shopping! E poi questa sera cena fuori e di corsa a ballare! Tra l'altro questa sera dovremo vederci con dei miei amici
Uuuhhh finalmente conosco il fantomatico Matt! Che bello che bello che bello!!!
Si stai calma! Questa sera ci raggiungeranno lui ed altri amici..
C'è anche qualcuno di carino per me?
Ahahahahah ben tornata Ste! L'altra Stefania iniziava a darmi un po' sui nervi
Passammo un pomeriggio meraviglioso! Portai Morena avanti e indietro per tutti i negozi di Beverly Hills! Comprammo di tutto e di più!
Quelle ore trascorse in piena spensieratezza mi fecero dimenticare tutto quello che era successo e mi fecero tornare il sorriso sulle labbra!
La sera arrivò in fretta e, come due liceali che devono partecipare al ballo di fine anno, io e Morena eravamo in fervore per la serata che ci attendeva. Ci stavamo proprio mettendo in tiro!
Lei aveva uno stranissimo top a forma di farfalla e jeans, io una camicetta tipo kimono e mini gonna sempre in jeans. Gli ultimi ritocchi al trucco davanti allo specchio, una sistemata ai capelli
Eravamo pronte per il divertimento!
Cenammo al Koi, uno dei ristoranti più rinomati di LA. La cena trascorse piacevole e allegra, io e Morena avevamo ancora così tanto da raccontarci e così tanto di cui parlare.
Dopo la cena raggiungemmo gli amici di Morena in un locale non lontano da li, l'House Of Blues.
Vi entrammo. Di fronte all'ingresso in mezzo alla grande sala il bar, alle sue spalle un palco sul quale si esibivano band dal vivo, lungo tutto il perimetro tavolini e divanetti.
Ancora sulla soglia ci venne incontro un ragazzo alto, dal fisico atletico, con i capelli neri e leggermente mossi, gli occhi verdi. Dal sorriso che rivolse nella nostra direzione capii immediatamente di chi si trattava e quando abbracciò Morena ne fui del tutto certa.
Stefi lui è Matt.
Piacere di conoscerti Matt! Ci stringevamo la mano.
Il piacere è tutto mio! Venite così vi faccio conoscere gli altri..
Ci condusse a un tavolo situato proprio davanti al palco, sul lato destro, al quale erano seduti due ragazzi e una ragazza: Loro sono Stephen, Tyler e Lauren e loro Morena e Stefania!
Ciao! Piacere! Accomodatevi
cosa prendete da bere?
Prese alla sprovvista io e Morena ci guardammo e
Quello che prendete voi!
Iniziammo a parlare e tra una chiacchiera e l'altra il locale cominciò a riempirsi.
Suona qualcuno questa sera? Chiesi incuriosita.
Ci sarà la battaglia delle band! Mi rispose Lauren Si sfideranno diversi gruppi locali e il vincitore avrà esibizioni assicurate in vari locali per tutta la stagione. È un buon modo per molti per emergere. E tra l'altro questa sera ci saranno anche tante band maschili
tanti bei ragazzi
shhhh non dirlo a Tyler
!
Non preoccuparti, con me il tuo segreto è al sicuro! Mi portai la mano destra alla bocca e imitai la chiusura di una cerniera dopodiché scoppiammo a ridere.
Cosa ridete voi due?!
Niente Tyler, cose di donne! Ora ridevamo ancora più forte.
All'improvviso le luci della sala si abbassarono, i riflettori si girarono verso il palco che in un istante era completamente illuminato. Su di esso un uomo sulla quarantina prese in mano un microfono: Benvenuti all'House Of Blues!!! Tutto il pubblico iniziò a urlare
Come sapete questa è una serata particolare! Questa sera si aprirà ufficialmente la nostra famosa e spietata Battaglia delle Band! Un altro urlo dalla platea Le regole le conoscete tutti: una sola canzone, una sola possibilità di farci vedere quello che valgono e per le prossime 3 settimane tutti i ragazzi si sfideranno in duelli all'ultimo sangue e alla fino solo uno sarà il vincitore! E come al solito sarete voi a decidere il migliore quindi urlate, fate casino
!
Uuuuuuuuaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!
Ma basta parlare e diamo inizio alla gara!
Uno scroscio di applausi accompagnato da forti urla riempì il locale.
Una dietro l'altra le band si scontrarono in duelli frontali mentre noi ragazze ci divertivamo con balli sfrenati e, come c'era stato richiesto, facevamo casino! Durante tutta la serata non potei non notare le occhiate lanciate da Matt che seguiva ogni minimo movimento di Morena, e lei con aria annoiata cercava di non dargli peso e divertirsi.
Veterani ormai della nostra Battaglia ma mai vincitori nell'angolo sinistro The Farm!
Uaaaaaaaaaaahhhhhhhhhh!!! Anche se non li avevo mai sentiti mi ero unita al coro.
È la prima volta per loro, sono i novellini della serata. Diamogli quindi un caloroso benvenuto. Nell'angolo sinistro i Backstreet Boys!
Uaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhh!!! Il pubblico urlò e io con lui. Il riflettore puntato sulla band si accese all'improvviso.
Ste ma quelli non sono
quello non è
?! Morena si voltò verso di me e dalla mia espressione si rese conto che vedevo ciò che vedeva lei.
La band aveva fatto qualche passo avanti verso il centro del palco per salutare il pubblico.
Uno dei ragazzi guardò nella nostra direzione e salutò. Con il gomito chiamò il suo compagno e ci indicò. Riuscì a leggere ciò che disse sulle sue labbra: Hey Nick guarda chi c'è!.
Il nostro sguardo si incrociò. Il suo viso che poco prima era sorridente diventò improvvisamente serio. Si voltò e tornò nel suo angolo del ring. Con lui anche gli altri quattro. Le luci si spensero e si riaccesero sulla prima band che si esibì. Per tutta la durata della canzone Nick e gli altri discussero animatamente. Anche volendo non avrei potuto capire di cosa parlavano perché le luci erano troppo basse su di loro, ma dai loro gesti capii che stavano litigando.
Un applauso per The Farm! E speriamo che questa sia la volta buona ragazzi
E ora i Backstreet Boys che ci cantano The Call! Nick si avvicinò frettolosamente al presentatore e gli sussurrò qualcosa all'orecchio.
C'è stato un piccolo cambiamento di programma. Pare che uno dei ragazzi abbia un problema alla voce quindi non potrà eseguire il pezzo da solista che cantava in The Call per ciò la sostituiscono con Everyone?! Guardò i ragazzi che fecero un cenno di assenso con le teste. Everyone!!
Era il loro turno. Le luci si spensero e si riaccesero sul centro del palco anche per loro. La musica iniziò a suonare. Il ritmo era molto coinvolgente e loro erano bravissimi sul palco. Le voci armonizzate alla perfezione, i movimenti ben studiati ma quasi casuali. L'unico un po' fuori dal coro era Nick. Non si riusciva per niente a riconoscere la sua voce e sembrava quasi fare un'esibizione diversa: i movimenti erano del tutto scordinati dagli altri e la sua espressione non pareva quella di uno che si stesse divertendo. Ma la sua disarmonia era talmente impercettibile che solo un occhio attento e critico come il mio avrebbe potuto accorgersene.
In pochissimo si erano conquistati il pubblico che ballava e cantava insieme a loro.
Per tutta la durata della sua esibizione Nick non aveva mai rivolto lo sguardo verso di noi.
Una volta terminata fece la ricomparsa sul palco il presentatore che fece avvicinare le due band a lui.
Abbiamo valutato attentamente il riscontro del pubblico e per questo round i vincitori sono
i Backstreet Boys!!!
Uuuuuuuuuaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!! Il pubblico era entusiasta della scelta e io con loro. In quel momento la litigata avuta con lui la mattina non mi sembrava essere mai avvenuta.
The Farm mi dispiace, ci rivediamo il prossimo anno
con i Backstreet Boys e tutti gli altri vincitori della serata ci vediamo invece la prossima settimana!
Per la prima volta nella serata vidi Nick sorridere.
Restammo ancora al nostro tavolo per finire di bere i nostri drink. Le chiacchiere al nostro tavolo ripresero e noi ragazze iniziammo a commentare le esibizioni.
Dopo qualche minuto sentii un braccio posarsi sulle mie spalle e un viso fare capolino fra me e Morena: Allora vi è piaciuto lo spettacolo?
Mi voltai: era Alex.
Morena mi precedette: Si siete stati bravissimi davvero! Ma scusa chi era che aveva problemi di voce?!
Era una scusa
In realtà è Nick che si è fatto prendere dal panico e non ha voluto cantare
Sì si ammettetelo che è stonato come una campana e non volete fare brutta figura! È la seconda volta che non lo sentiamo cantare
In quel momento intervenì Matt, probabilmente innervosito dalla vicinanza di Alex a Morena: Mori scusa ma non ci presenti il tuo amico?
Prima che Morena potesse replicare intervenne Brian che si stava avviando verso l'uscita: AJ dai dobbiamo andare! Ciao ragazze!
Io e Morena rispondemmo semplicemente con un cenno della mano.
Ragazze è stato come al solito un piacere! Buon proseguimento di serata e
ci si vede in giro!
Poi se ne andò.
E questo chi sarebbe? Si crede già una star?! Io e Morena ci girammo immediatamente verso Matt.
Ridacchiando fra sé faceva il verso ad AJ.
Questa era proprio la cosa che Morena non sopportava in lui: la sua gelosia! E dopotutto si stavano solo frequentando, così lei definiva il loro rapporto.
Morena si alzò. Direi che la serata è finita perciò io e Stefania vi salutiamo e torniamo a casa..
Vidi lo sguardo di Morena: doveva essere infuriata.
In religioso silenzio salutai uno per uno Matt, Tyler, Stephen e Lauren e la seguii fuori dal locale.
Salimmo in macchina.
Mori va tutto bene?
Sì si figurati! In realtà avrebbe voluto che Matt si fosse comportato diversamente quella sera. Dai racconti che mi aveva fatto si era già comportato in maniera simile e lei proprio non riusciva a tollerarlo. Uscivano da circa un mese ma man mano che si avvicinavano lui diventava sempre più oppressivo. Così facendo la stava piano allontanando da lui.
In pochi minuti arrivammo a casa.
Che ne dici di due bei daikiri in piscina e qualche chiacchiera? Vidi Morena un po' incupita e cercavo di tirarle su il morale.
Ci sto!
Preparammo una bella caraffa di daikiri alla fragola e ci dirigemmo in piscina passando come al solito dalla mia stanza. Quella sera avevamo proprio bisogno di divertirci e dimenticare.
Appena fuori ci rendemmo conto che le luci della dependance erano tutte accese e si sentivano diverse voci maschili.
Ste che ne dici di invitare anche i ragazzi?
Ma si dai!! Dovevo farlo per lei anche se sapevo di non essere proprio la benvenuta.
Morena partì in quarta e bussò alla porta. Appena la porta cominciò ad aprirsi si spostò e mi spinse quasi nelle braccia di Nick. Questa me l'avrebbe pagata!
Ehm ciao scusa il disturbo ma abbiamo visto che eravate tutti qui e volevamo congratularci con voi
siete stati proprio bravi.. Smisi di parlare. Immediatamente sentì un colpo nella schiena: era il gomito di Morena, probabilmente voleva che proseguissi. E niente volevamo magari invitarvi a bere qualcosa con noi
abbiamo fatto il daikiri.
Morena finalmente si fece avanti e mise in bella mostra la caraffa che aveva in mano.
Entrate
Messo il primo piede in casa la musica si alzò vertiginosamente, Howie ci venne incontro armato di bicchieri accennando qualche passo di danza. Subito Morena di fece coinvolgere e iniziò a ballare. Era quello che le ci voleva. Mi piaceva vederla sorridere di nuovo.
Il nostro cocktail si rivelò in poco tempo insufficiente per tutti.
Ragazzi vado a fare rifornimento dentro che qua bevete come delle spugne! Per fortuna Mori mi ha fatto svaligiare il reparto alcolici del supermercato. Penso abbia intenzione di aprire una rivendita clandestina..
Sì si prendi in giro intanto vedi che servono!!!! Appena pronunciate queste parole mi fece la lingua
e io risposi facendola a lei. Hai bisogno di qualcuno che ti aiuti però come fai a portare quelle bottiglie pesanti
Nick perché non vai con Stefania?!
Si è vero non ce la fa da sola vai con lei Nick! Kevin lanciò un'occhiata di intesa a Morena mentre pronunciò queste parole: si erano schierati contro di me!
Senza dire una parola Nick prese la porta e uscì.
Dai vai!!! E cerca di fare la brava questa volta! Tra me e me pensai: Grazie Morena per la bella figura che mi hai fatto fare davanti a tutti! Ma non dissi nulla. Feci una piccola corsetta e raggiunsi Nick che era già arrivato alla porta della mia camera. La aprì e si fece da parte per farmi passare.
Grazie
Abbassai lo sguardo.
Arrivammo in cucina in assoluto silenzio.
Iniziai a rovistare nei mobili cercando di capire dove Morena aveva messo le bottiglie. Alle mie spalle sentii il rumore dello spostamento di uno degli sgabelli del bancone. Probabilmente Nick aveva capito che non sapevo proprio dove cercare e che sarebbe stata una cosa lunga.
Dovevo approfittare del momento: l'ultima cosa che volevo era avere dei nemici e rovinarmi la vacanza.
Ehm senti volevo chiederti scusa per questa mattina
credo proprio di avere esagerato ed essere stata un po' troppo acida
è solo che non è un buon momento per me
davvero mi spiace
Nick si alzò.
In effetti, sei stata una vera stronza! Queste bottiglie allora?! Devo andarle a comprare?!
Mi voltai di scatto per non insultarlo nuovamente! Finalmente le trovai: presi le prime due bottiglie che mi capitarono a tiro, mi voltai di scatto e le posai facendo un gran rumore sul bancone.
Credo che queste vi possano bastare! Nel frigorifero dovresti trovare del succo d'arancio e dell'acqua tonica, non so se volete fare dei cocktail potrebbe servirvi, o se volete bervi vodka e tequila liscia fate come volete, a me non interessa. Io penso che me ne andrò a dormire perché sono davvero stanca. Ti prego saluta tutti da parte mia e ancora complimenti
Feci una pausa. Ehm ti toccherà fare il giro perché io sto andando in camera mia e non vorrei proprio dover dare di nuovo spettacolo
Buona notte!
Detto questo abbandonai la stanza senza nemmeno aspettare la risposta di Nick.
In realtà non avevo per niente sonno ma quella mi era sembrata la più plausibile delle scuse da utilizzare per togliermi la sua faccia davanti agli occhi.
Appena arrivata in camera mi assicurai che ogni tenda fosse tirata a dovere, l'ultima cosa che volevo era vederli divertirsi. Piena di rabbia scavai nell'armadio sotto la pila di vestiti che avevo ammucchiato quella mattina nello svuotare la valigia. Presi il pc e lo accesi, in quel momento tutto ciò che avevo voglia di fare era sfogarmi e il modo migliore per farlo per me era scrivere. Avevo solo bisogno di un'idea, una buona idea, e poi lasciarmi solo andare
Tutto ciò a cui riuscivo a pensare era solo lui: Nick. Come mi aveva trattata, per ben due volte, come mi ero fatta trattare senza dirgli niente, invece di pensare solo a mettere pace fra di noi mi ero solo lasciata umiliare. Quello che gli avevo detto nella mattinata era ciò che pensavo davvero di lui, ogni singola parola, ed era ciò che continuavo a pensare di lui.
Quell'odioso trattino nero continuava a lampeggiare su una pagina completamente vuota.
Chiusi di scatto il portatile.
Nello stesso momento sentì il rumore della porta scorrevole che si apriva, alzai lo sguardo e vidi Morena entrare silenziosamente in camera.
Hey Ste stai dormendo?
No Mori, come posso dormire? Sono trascorsi tipo 5 minuti da quando sono entrata in casa?
Ehm certo hai ragione
senti volevo chiederti una cosa
poi prometto che me ne vado e ti lascio in pace
Dimmi
Le feci un sorriso costringendomi ad avere un atteggiamento positivo.
Bhe vedi il fatto è questo: sai stavamo parlando mentre tu e Nick eravate in casa
a proposito
è tutto apposto? Voglio dire ha funzionato la trappola?
Mori ti prego vai avanti
arriva al punto
Si scusami
allora dicevo stavamo parlando ed è venuto fuori che la ragazza di Kevin, Miriam, ha una barca e domani i ragazzi vanno a fare una gita a Catalina e ci hanno chiesto di andare con loro che ne pensi? Potrebbe essere una bella opportunità per te
voglio dire per conoscere un po' la California
Onestamente io preferirei restare qui ma se tu vuoi andare sei liberissima di farlo nessun problema davvero, non voglio rovinare i tuoi piani..
Piani?! Quali piani?!
Dai Mori l'abbiamo visto tutti che AJ ci prova un po' con te
e non c'è nulla di male
davvero vai e divertiti!
Innanzi tutto senza di te non vado da nessuna parte! E poi
AJ
andiamo
voglio dire sarà pure un bel ragazzo ma non è per niente il mio tipo! Ma visto che siamo in tema ti dirò
Brian
Lo sapevo!!! Ecco da dove veniva tutta sta voglia di fare amicizia! Scoppiammo a ridere. Comunque io davvero non me la sento, non sarei dell'umore adatto e non voglio rovinare la giornata a nessuno
Morena si alzò e si diresse verso la porta-finestra: Allora vado a dirgli che io e te non ci saremo
anche se mi sarebbe piaciuto tanto
Iniziò a sbattere le ciglia facendomi i suoi migliori occhioni da cerbiatta.
Hai vinto
facciamo questa cosa
ma sappi che sei in debito con me
sarà la giornata più lunga della mia vita
Morena si voltò e arrivò da me saltellando. Mi diede un bacio in fronte.
Ti prometto che non te ne pentirai! Ci divertiremo un casino!
Sì come no
Se avessero dovuto riscrivere in quel momento la definizione di entusiasmo sul vocabolario probabilmente avrebbero messo la mia foto.
Mentre pronunciavo queste parole Morena si era già catapultata fuori dalla stanza e la sentivo urlare in giardino: Ha detto di si! Ha detto di si!
Morena presa dal momento non aveva chiuso la porta e io sentì la risposta: Ha detto di sì a cosa?
Riconobbi questa voce. Probabilmente nessuno lo aveva informato della proposta fatta a Morena.
Domani Morena e Stefania vengono con noi a Catalina!
Yuppie non vedevo l'ora di passare una giornata intera con quella viziata! Di chi è stata la grande idea?! Non ho niente contro di te Morena, anzi, ma la tua amica
per lo meno ho ancora la speranza che possa piovere domani
pregherò prima di andare a dormire
Avevo sentito abbastanza! Ficcai la testa sotto il cuscino e mi costrinsi di non pensare a quelle parole ma mi sembrava impossibile. Cercavo di capire a cosa avessi potuto mai fare di tanto malvagio per essere odiata così tanto da lui ma non riuscivo davvero a comprenderlo.
Probabilmente aiutata da quel poco di alcool che avevo bevuto ad un certo punto imprecisato finalmente riuscii ad addormentarmi.
A svegliarmi fu il fastidiosissimo rumore della sveglia che Morena aveva puntato a mia insaputa.
Riuscì ad afferrarla e a spegnerla.
Mamma mia che mal di testa
Ma che ore sono? Anche Morena era sveglia.
Mi alzai leggermente per vedere la parte frontale della sveglia e quindi l'ora.
Sono le 8 Mori.
Di già?! Voglio dormire
Ti ricordo che sei stata tu a mettere la sveglia
D'improvviso scattò in piedi.
È tardissimo! Ste che aspetti!!! Forza alzati, vestiti, fai qualcosa basta che ti muovi! Alle 9 dobbiamo essere a Santa Monica il che vuol dire che siamo già in ritardo!!! Dai dai metti la prima cosa che capita e scappiamo!
Senza nemmeno risponderle pescai dal mucchio di vestiti un costume, un paio di pantaloncini e una canotta. Corsi in bagno e mi vestii senza nemmeno fare una doccia. Una lavata ai denti ed ero pronta. Nel frattempo anche Morena si era vestita e aveva messo dentro una borsa i teli da mare, qualche crema solare e altre cianfrusaglie. Infilai le infradito ed eravamo fuori di casa.
Mori ma Nick non viene con noi?
No lui è già lì con gli altri
siamo solo noi a essere in ritardo!!
Detto questo mise in moto e partì a tavoletta.
Dopo circa mezz'ora mi resi conto perché Morena era così di fretta: non avevo mai visto una città così trafficata e piena di macchine!
Quando mancavano solo 15 minuti alle 9 finalmente lo vidi: il mare.
Il sole era già abbastanza alto ma gli dava ancora quel colore dorato tipico delle prime ore del mattino. Da quella distanza sembrava calmissimo e più ci avvicinavamo più quella sensazione veniva confermata.
Persa nei miei pensieri e ammirando quella immensa distesa d'acqua non mi resi nemmeno conto che eravamo arrivate.
La macchina si fermò.
Ce l'abbiamo fatta! Ora dobbiamo solo trovare la barca
Morena scese e iniziò a guardarsi intorno cercando di capire da che parte dirigersi.
Io presi la borsa e la seguii.
Intorno a me sfilavano barche da capogiro.
Hey ragazze! Siamo da questa parte! La voce di Kevin arrivò dal fondo del molo, circa una decina di metri più avanti a noi.
Io e Morena spostammo lo sguardo in quella direzione: dal ponte di una bellissima barca a vela Kevin e una ragazza ci salutavano.
Li raggiungemmo. Salimmo sulla passerella che univa il molo alla poppa della barca.
Ben arrivate! Lei è Miriam la mia fidanzata. Gli altri li conoscete già tutti
Molto piacere Miriam, io sono Stefania. Grazie per averci invitato. È davvero splendida!
Sono d'accordo. Io sono Morena.
Il piacere è tutto mio. Venite con me così vi faccio vedere dove posare la vostra roba..
Miriam sembrava una ragazza molto simpatica. Non altissima, i lineamenti del viso molto dolci, due occhi profondi. Il suo sorriso era così delizioso e contagioso. La seguimmo.
Ci portò sottocoperta e ci fece lasciare la borsa in una splendida stanza da letto.
Qui c'è il bagno e qui potete lasciare tutto quello che volete, cambiarvi, mi raccomando fate come se foste a casa vostra..
Grazie ancora Miriam, di tutto!
Di nulla ragazze. Mi fa piacere di avere rappresentati del genere femminile su questa barca! Ormai non li sopporto più quei 5 insieme!!
Non dirlo a me. Fu solo un pensiero ma arrivò d'impulso.
Miriam si voltò e prese Morena per mano.
Torniamo su. C'è ancora parecchio da fare prima di partire!
La seguimmo e ritornammo dai ragazzi.
Kevin e Brian stavano armeggiando con varie corde ed altri strumenti nautici. AJ rapii subito Morena e iniziò a parlarle del programma che aveva per la giornata. Io mi sedetti nel pozzetto. Le spalle verso il pontile. Howie e Nick mancavano ancora.
Non feci in tempo a pensarlo che li vidi arrivare. Anche loro salirono sulla barca.
Nick si posizionò davanti a me. Due buste della spesa tra le mani.
Ci siamo proprio tutti
Non stare lì impalata! Aiutami a portare giù la spesa!
Mi alzai di scatto. Non lo sopportavo. Avevo promesso a Morena che avrei fatto di tutto per divertirmi. Non le avrei mai rovinato la giornata. Bloccai il fiume di parole che spingeva per uscire. Non gli avrei dato soddisfazione. Non mi sarei mai abbassata al suo livello.
Distolsi lo sguardo dal suo viso, impacciatamene presi uno dei sacchetti e mi voltai in direzione della scaletta che portava di sotto. Compiendo quest'azione non potei non notare il colpo sulla testa che Nick si prese da Brian accompagnato da un sonoro Cretino!
Era giunta l'ora di partire.
Kevin accese il motore. Per l'eccitazione e per non restare sola con Nick lanciai letteralmente la borsa su di un divanetto e mi precipitai di sopra per aiutare i ragazzi nelle manovre.
In pochi minuti eravamo fuori dal porto. Davanti a noi l'oceano.
Kevin spense il motore. Il lieve vento che soffiava caldo ci avrebbe accompagnati dolcemente verso la nostra meta.
Morena e Miriam si erano già sistemate in posizione lucertola ma io non volevo perdermi un solo istante di quella crociera. Le mie estati in barca a vela erano ormai lontane e sentivo la nostalgia di tutti quei momenti.
Aiutai così i ragazzi ad aprire le vele. Nick era il più esperto ed eseguiva perfettamente tutti i compiti che gli erano assegnati. Appena presa confidenza iniziai a fargli da braccio destro e resisi conto di essere in buone mani Brian, Howie ed AJ si unirono a Morena e Miriam.
Io mi sentivo finalmente benissimo!
Sentire il vento sulla pelle, stare su quella barca mi faceva sentire viva.
Forse aveva proprio ragione Morena. Mi sarei divertita.
Ero come sotto un incantesimo, un incantesimo che mi era stato fatto la prima volta che avevo messo piede su di una barca a vela, e che ogni qual volta mi ritrovavo nella stessa situazione mi rapiva nuovamente.
Come facevo da ragazzina mi sedetti sul bordo, con i piedi protesi a toccare l'acqua.
E così sai andare a vela
Avevo sentito arrivare qualcuno ma non gli avevo dato molto peso per non perdere nemmeno un istante di quella sensazione.
Quando mi voltai a guardare il mio interlocutore la sorpresa: tutto mi sarei aspettata fuorché Nick venisse a sedersi accanto a me.
Sì per qualche anno ho fatto vela d'estate, in Italia, ma è passato parecchio tempo
Bhe te la cavi piuttosto bene!
Nick gentile?! Con me?! Forse era un abbaglio. O forse era davvero gentile in fondo.
Ti ringrazio. Un sorriso mi venne spontaneo. È che adoro andare a vela. Adoro tutto! La vita della barca, l'essere circondata dal mare, il vento
Mi ero ormai immersa nei miei ricordi e probabilmente Nick non stava neanche più a sentire.
Una volta preso il largo passavo ore così, con i piedi a contatto con l'acqua, scrutando l'orizzonte cercando di avvistare i delfini
Nessuna risposta. Ma perché mi stupivo?!
Durante il mio interminabile flash-back Nick se n'era andato e io ovviamente immersa nei miei pensieri avevo continuato a parlare da sola. Ancora una volta facevo la figura da stupida grazie a lui. Ma cosa mi importava?! Ero in paradiso
Poi una mano afferrò la mia e mi tirò.
Fui costretta ad alzarmi di scatto e a lanciarmi sul lato opposto della barca. Un gruppo di delfini ci accompagnava verso la nostra meta nuotando al nostro fianco. Li guardavo attonita, vederli mi riempiva di felicità. Restammo a guardarli per diversi minuti finché Kevin non ci annunciò che l'isola di Catalina era ormai vicina. Quel richiamo mi riportò alla realtà e solo all'ora mi resi conto che quella mano teneva ancora la mia. Alzai lo sguardo e ancora intento a guardare l'acqua c'era Nick.
Di colpo lasciai la presa. Appena lui sentì le mie dite allontanarsi aprì le sue.
Forza dobbiamo ammainare le vele! Mi diede le spalle e si mise al lavoro.
Possibile che sia cambiato?
Non era quello il momento di fermarmi a riflettere. Lo seguii e ricominciai nuovamente ad eseguire i suoi comandi.
Eravamo ormai a circa cinquanta metri dalla costa. Gettammo l'ancora.
Proporrei di pranzare in barca e poi scendere a terra.. Disse Kevin.
Diversi consensi arrivarono.
Io ero rimasta a guardare il mare, il sole
Io un bagno me lo faccio mentre voi preparate! Come al solito la voce fuori dal coro si fece presto avanti. Era Nick. Ho lavorato finora, un po' di relax me lo merito
Qualcuno viene con me?
IO! Quella parola uscì involontariamente dalla mia bocca. Senza pensieri.
Fu una splendida giornata. La prima da quando ero atterrata a Los Angeles.
Con quel tuffo avevo dato inizio a una nuova fase della mia vita e da quel momento ero decisa a divertirmi. Avevo sbattuto la porta in faccia a tutte le mie preoccupazioni: a partire dall'incombente scadenza per la consegna del mio romanzo fino a lui. Mi aveva sconvolta. Mi aveva trattata come nessuno aveva mai fatto prima. Ma quel giorno era riuscito un qualche modo a riscattarsi.
Non avevamo avuto modo di parlare, ma tutti e due c'eravamo lasciati gli accadimenti dei due giorni precedenti alle spalle. Che potessimo diventare amici?
Quella domenica fu l'esempio perfetto di quello che volevo: nessun pensiero, persone piacevoli con le quali passare momenti da ricordare. E tutto era da ricordare: la barca, i delfini, i bagni, le chiacchiere, la partita a football improvvisata in spiaggia e il falò.
La sera era piombata pesantemente su di noi.
I ragazzi avevano approntato un fuoco. Vi eravamo tutti seduti intorno su tronchi lasciati da qualcun'altro. Noi ragazze facevamo colorire i nostri marshmallow.
Si continuava a ridere, a scherzare, e solo in quel momento compresi che ciò che stavo vivendo era molto di più di quello che avevo sperato di trovare nel momento in cui avevo risposto a quella mail: avevo trovato degli amici.
Mentre io ero ancora assorta nei miei pensieri Nick prese la chitarra e iniziò a suonare le note di una canzone a me sconosciuta. Brian iniziò a cantare. A Brian si aggiunsero uno alla volta AJ, Howie e Kevin.
Avevano delle voci splendide. L'unico che non ero ancora riuscita a sentire era Nick.
La canzone terminò. Voltandomi verso Morena notai il suo sguardo perso ma entusiasta che cercava quello di qualcun altro. Applaudiva e sorrideva.
Feci lo stesso.
Miriam chiese un'altra canzone. I ragazzi confabularono un attimo dopodiché Nick riprese a suonare.
Di nuovo non stava cantando.
Alla fine della loro seconda esibizione mi feci timidamente avanti: Ragazzi scusate, ma perché cantate solo in quattro? Mi rivolsi a Nick Tu perché non canti?
Calò il silenzio. I ragazzi mi guardarono compiaciuti, come se avessi toccato un tasto dolente ma allo stesso tempo scoperto un grande mistero. Colpito e affondato.
Sul viso di Nick era tornato lo sguardo che mi era sempre stato riservato da quando ero arrivata.
Ancora una volta faceva sembrare la mia presenza scomoda e in disarmonia col gruppo.
Mi resi immediatamente conto di aver fatto una domanda a sproposito, di aver rovinato un momento magico, e un po' me l'ero cercata.
Inconsciamente abbassai lo sguardo tentando di nascondermi.
Brian allora prese la parola: Vedi Stefania per noi il canto è un qualcosa di molto emotivo. Noi cantiamo col cuore, e alcune volte in situazioni particolari non si riesce a cantare. Nick sta passando una fase
è capitato un qualcosa di inaspettato che gli impedisce di cantare
ma ti assicuro che è bravissimo e che presto lo sentirai anche tu!
Durante tutto il discorso Nick aveva puntato il suo sguardo arcigno su Brian. Forse aveva detto troppo.
Fortunatamente Kevin intervenne a spezzare il gelo che era calato: Forza è meglio tornare. Si è fatto davvero tardi.
In silenzio mi alzai e raccolsi le mie cose.
Kevin e Howie spensero il fuoco. Miriam e Morena raccolsero teli e tutte le cianfrusaglie che avevamo portato con noi.
Risalimmo sul piccolo gommone che ci aveva portati nel pomeriggio sulla spiaggia e ritornammo alla barca.
Durante tutto il viaggio di ritorno rimasi in silenzio scrutando il mare e il cielo tinti dello stesso nero, illuminati solo dalle stelle.
Arrivammo in porto in poco tempo anche se il tempo sembrava espandersi proporzionalmente all'aria cupa che si respirava tra di noi. Una volta attraccati fu l'ora di separarsi.
Nick visto che andate nello stesso posto ti affido Stefania. Domani si torna a lavoro e sono stanca morta
La voce di Morena provenne dalle mie spalle. Non feci in tempo a voltarmi che la risposta arrivò secca: Nessun problema!
Tutti insieme arrivammo al parcheggio dove ci attendevano le macchine dei ragazzi l'una posizionata accanto all'altra. Quella di Morena era stata parcheggiata per la fretta della mattina nel primo posto trovato libero: al fondo del grande spiazzo.
Ragazze vogliamo vedervi al locale sabato sera, non dovete mancare! Abbiamo bisogno di tifo! Disse AJ aprendo la portiera della sua auto.
Va bene puoi contarci! Risposi io con un sorriso.
Howie salì dal lato passeggero, chiuse la portiera e partirono.
Anche Kevin e Miriam salirono in macchina: Buonanotte!.
Io accompagno Morena alla macchina Intervenne Brian Non si sa mai chi può esserci in giro a quest'ora
.
Lei mi guardò con occhi sognanti. Le sorrisi.
Ci sentiamo domani tesoro!
Va bene cara! Buonanotte! Ci salutammo con un bacio.
Anche loro si allontanarono.
Senza dire una parola Nick si avvicinò ad una Gip verde, ne disattivò l'antifurto.
Con qualche passo veloce ricoprii lo spazio che mi separava dall'auto e da Nick che stava già aprendo la portiera. Fosse stato per lui probabilmente mi avrebbe abbandonata li.
Salii silenziosamente. Dallo specchietto retrovisore potevo vedere Morena e Brian chiacchierare. Partimmo.
Il viaggio pareva interminabile. Allora mi resi conto che tra me e Nick non c'era alcun tipo di affinità. Nemmeno una parola. Forse la giornata appena trascorsa era stata una piccola macchia d'inchiostro caduta erroneamente su di un foglio completamente bianco.
Sempre in silenzio percorremmo il Santa Monica Boulevard e risalimmo le strade che si arrampicavano sulle colline di Hollywood.
Più salivamo più l'altezza mi mostrava tutto lo splendore di Los Angeles di notte.
Ad ogni curva restavo sempre più affascinata da quella immensa distesa di luci.
Io adoro questa vista
La risposta di Nick non tardò ad arrivare pungente come sempre: Si vede che non conosci LA
.
Le sue parole arrivarono accompagnate da una risatina compiacente.
Ancora una volta mi resi conto che esprimere i mie pensieri ad alta voce non era gradito e che ciò che dicevo veniva sempre e comunque denigrato.
Sopraffatta dai miei pensieri e nuovamente impegnata a insultarlo mentalmente non mi resi immediatamente conto che la strada che stavamo percorrendo non era quella di casa.
Ma dove stai andando?
Voglio mostrarti una cosa.
Il suo tono di voce era mutato: più calmo e affabile.
In questi pochi momenti in cui lo avevo visto sereno, calmo, i lineamenti del suo viso si distendevano lasciando ampio spazio ad un volto più armonioso, piacevole.
Non ero ancora riuscita ad inquadrare il vero Nick, ma sicuramente quello che avevo ora accanto si sentiva più a suo agio ed era molto meglio dell'altro Nick che avevo conosciuto nei giorni passati.
La risalita fu più lunga di quanto immaginassi e mi ci volle poco per distogliere l'attenzione da Nick e volgerla verso il panorama che mi si parava davanti.
L'enorme distesa di luci che avevo apprezzato poco prima diventava sempre più ampia e, man mano che la macchina si arrampicava sulla collina, sempre più affascinante.
Non mi accorsi nemmeno che ci eravamo fermati. Ero oramai ipnotizzata.
Il rumore della portiera che si chiudeva risuonò nella mia mente.
D'improvviso la figura di Nick mi si palesò davanti: Allora che fai vuoi scendere o pensi di restare li?!
Senza proferire verbo scesi dall'auto quasi a rallentatore. Solo in quell'istante mi resi conto che eravamo fermi su una sorta di piazzale posto al lato della strada che si buttava a strapiombo sulla valle. Unica protezione: una piccola staccionata di legno che ci divideva dal vuoto.
Ancora una volta rimasi estasiata: Nick aveva proprio ragione. Non conoscevo assolutamente Los Angeles e mai avrei pensato di poter assistere a uno spettacolo del genere.
Come poterlo descrivere
Era un vero piacere per gli occhi e in quell'istante, pur avendo tutta la città ai miei piedi, mi sentivo così piccola.
Non è ancora finita! Voltati e guarda su!
Cosa poteva esserci di più bello?! Non volevo obbedire a quelle parole.
Fidati e voltati!
La voce di Nick arrivò forte ed insistente.
Mi voltai.
Possibile che fossi così testarda e lui ancora una volta avesse ragione?
Quella scritta!! Quante volte l'avevo vista alla televisione? Mi ero sempre chiesta cosa ci trovassero, dopotutto è solo una scritta! Eppure in quel momento mi stavo ricredendo.
Davanti a me le enormi lettere si stagliavano sullo sfondo della notte illuminate da fari posti ai loro piedi. La parola Hollywood campeggiava sulla cresta della collina. Così imponente e così candida.
Allora? Valeva la pena voltarsi?!
Ancora senza parole feci un cenno di assenso con il capo.
Non so per quanto tempo rimasi lì imbambolata.
Parole sussurrate all'orecchio: Voglio mostrarti ancora una cosa
Mi fece risalire in macchina. Sganciò il tettuccio semirigido della sua Gip, lo ripiegò su se stesso e lo posizionò nella parte posteriore dell'auto. Si sedette e mise in moto. Fece inversione e iniziammo a scendere questa volta.
Il vento mi scompigliava i capelli e ristorava di fresco piacere il mio viso. Chiusi gli occhi e reclinai leggermente il capo per lasciare che l'aria scivolasse sulla mia pelle.
La testa completamente vuota. Non riuscivo a pensare a nulla, forse troppo intenta ad assaporare tutte le sensazioni che il mio corpo stava provando.
I sobbalzi probabilmente provocati da una strada dissestata mi ricordarono che ero ancora sull'auto di Nick. Nuovamente il mio stato di trans aveva annullato il tempo e lo spazio.
Aprii gli occhi e capii che lo scenario attorno a me era cambiato. Avevamo abbandonato la strada principale per una molto più stretta e rovinata. Una leggera boscaglia la incorniciava.
Dove stiamo andando?. Chiesi spaventata a Nick.
Non te lo ripeto più! Fidati di me!.
Le sue parole non mi tranquillizzarono per niente e tutti quei salti ai quali i sassi sparsi qua e la ci costringevano non erano molto d'aiuto!
D'istinto mi attaccai con vigore alla maniglia della mia portiera. Un altro salto. Poi un altro ancora. Quest'ultimo mi costrinse a mollare la presa e mi spinse verso il lato sinistro dell'auto, verso Nick.
Strinsi fra le mani la prima cosa che trovai: il suo braccio.
Senza neanche riflettere mi ci avvinghiai come meglio potevo iniziando a sperare che la fine di quella corsa arrivasse il più presto possibile.
Dal mio appiglio alzai lo sguardo e vidi Nick ridacchiare. Ride di me!
Istinti omicidi pervadevano il mio corpo.
Non ridere!! Ma che cavolo di strada hai preso?! E soprattutto dove cavolo mi stai portando?!.
Lui continuò a ridere, assolutamente noncurante di ciò che gli avevo appena detto.
Stai calma
Siamo arrivati
puoi mollare la presa..
La Gip si fermò finalmente.
Ancora stretta attorno al suo braccio iniziai a ruotare cautamente la testa cercando di capire se ero al sicuro e se potevo staccarmi da lui.
La mia prima analisi ebbe esito positivo. Mollai la presa.
Avresti dovuto vedere la tua faccia terrorizzata!!!. Disse Nick ridendo fragorosamente.
Mmm forse vuole morire giovane il ragazzo
Io con molta eleganza mi sistemai alla bene-meglio. Con fare da diva tirai indietro un ciuffo di capelli che era caduto sul mio viso.
Mi voltai verso Nick e dissi: Non avevo paura
volevo solo vedere se eri in grado di guidare con un braccio solo!.
Sempre con fare da diva lanciai lo sguardo verso l'alto facendo muovere i capelli ancora tutti arruffati.
Non sta ridendo. Perché non ride. Era una battuta. Brava Stefania ora sarà veramente convinto che tu sia una ragazzina viziata. Dovevi fare la superiore. Proprio ora ti devi mettere a far ste scene?!
Abbassai lo sguardo. Nick mi guardava serio. I miei occhi si voltarono prima a destra e poi a sinistra come se aspettassi che di colpo il pubblico iniziasse ad applaudire.
Niente.
Stavo scherzando
. Dissi finalmente.
Nick scoppiò a ridere.
Lo fulminai con lo sguardo.
E dovresti vederti ora!. Disse ridendo a crepapelle.
Io non feci una piega. Il mio viso era di pietra. Mi voltai dall'altra parte, incrociai le braccia e con il muso imbronciato risposi: Scemo!.
Smise di ridere. Delicatamente mi poggiò una mano sulla testa.
Non ti sarai mica offesa?! Mi ero dimenticato che sei una bambina
.
Mi girai di scatto.
La vuoi sapere una cosa?! Dovresti vedere la tua di faccia ora!!!. Non potevo più trattenermi e cominciai a ridere più forte che potevo. Lui dietro di me.
Ancora ridendo dissi: Dai cosa devi farmi vedere? Siamo venuti fin qui
.
Nick scese dall'auto, fece il giro e mi aprì la portiera. Mi diede la mano e mi aiutò a scendere.
Vieni, ti faccio vedere l'altra faccia di Los Angeles. Fai attenzione a dove metti i piedi..
Mi avvinghiai di nuovo a lui e lo seguii.
Camminammo per qualche metro facendoci strada tra gli alberi. Come unica luce i fari della Gip che piano piano diventavano sempre più lontani.
Poi in un momento eravamo fuori. Davanti a me una piccola radura e sopra la mia testa il cielo ancora pieno di stelle. Sembrava essere entrati in un piccolo pezzetto di paradiso all'interno della caotica Los Angeles. Nessuna luce. Nessuna costruzione deturpava la natura circostante. Nessun rumore se non qualche suono emesso da grilli ben nascosti.
Nick mi si portò davanti. Hai visto già troppo. Ora devi chiudere gli occhi altrimenti ti rovini la sorpresa
.
Annuii ed eseguii il suo ordine.
Lo sentii girarmi attorno fino ad essere esattamente dietro di me. Mise le sue mani sui miei occhi e iniziò a sussurrarmi all'orecchio: Avanti
Avanti
Avanti
.
Un brivido percorse la mia schiena.
Le mie mani iniziarono a salire fino a posizionarsi sulle sue.
Avanti
Avanti
Stop..
Il mio passo si arrestò.
Devi lasciarmi le mani però.. Disse.
Frettolosamente abbassai le braccia riportandole lungo i fianchi.
Ora toglierò le mie ma aspetta ad aprire gli occhi
.
Piano piano fece scivolare le sue mani lungo il mio volto fino a raggiungere delicatamente le spalle e scorrere poi sulle braccia per poi posarsi sui miei fianchi.
Lo stesso brivido che mi aveva percorsa poco prima tornò ad accompagnare i movimenti di Nick.
Sentii il suo corpo aderire al mio e le sue braccia stringermi. Non potei far altro che sollevare le mie e far spazio al suo corpo, dopodiché riposai le mie mani sulle sue.
Sei pronta? Sussurrò.
Un leggero cenno del capo come risposta.
Puoi aprire gli occhi..
Le mie palpebre iniziarono a sollevarsi lentamente.
Un sussulto. Istintivamente premetti le braccia di Nick sulla mia vita.
Stai calma
Ti tengo io.
Sotto di me il vuoto. Strinsi ancora più forte.
Non preoccuparti. Non ti lascio andare..
Nuovamente quel brivido.
La sua voce. Ogni suo sussurro mi mandava in estasi. Quella voce
I miei occhi erano nuovamente chiusi. Il mio orecchio proteso per catturare ogni suo singolo respiro.
Se non apri quegli occhi non vedrai mai niente!.
La sua bocca mi sfiorava. La sentii aprirsi in un sorriso.
Questa volta ero decisa. Mi sentivo protetta.
Non più le luci della città davanti a me. Poche case. Il verde delle colline la faceva da padrone. Poi lontano il mare. Il buio nero della notte iniziava a far spazio ai colori dell'alba. Il sole, pigro, non aveva ancora abbandonato il suo giaciglio, ma già si intuiva che era pronto a svegliarsi. Sulle acque la luna si rifletteva con tutto il suo candore. A farle da cornice le tante stelle del mattino. Quell'angolo di paradiso era così straordinario da sembrare quasi irreale. Da quell'altezza sembrava di essere sospesi fra le nuvole.
Nick è bellissimo
. Furono le uniche parole che riuscii a pronunciare.
Restammo qualche minuto a goderci lo spettacolo sotto di noi, ancora abbracciati.
Sentivo il suo petto contro la mia schiena. Il suo cuore che batteva.
Quel brivido che amava tanto percorrere la mia spina dorsale non mi aveva ancora abbandonata.
Questa volta però fu più intenso. Mi costrinse ad un leggero tremolio.
Ma tu stai morendo di freddo!.
Senza che io facessi o dicessi nulla Nick mi tirò a sé e fece qualche passo indietro.
È meglio tornare..
Mi liberò dalla sua presa ma catturò una delle mie mani.
Ritornò sui passi percorsi prima dirigendosi verso l'auto. Io lo seguii immersa nei miei pensieri, ancora intenta a riflettere sulle sensazioni provate in quel luogo così magico. La confusione regnava sovrana nel mio cervello. Perché tutto questo? Dov'era finito quel ragazzo che aveva inveito contro di me, che mi aveva insultata e che non poteva sopportare la mia presenza?
Quella voce.
La sentivo ancora risuonare nella mia testa. Il solo pensiero mi faceva nuovamente rabbrividire. Così calda, così profonda, eppure sembrava così diversa da quella sentita fino a quel momento.
Ti tengo io
Non ti lascio cadere
. Poche parole erano riuscite a resettare la mia memoria. Il rancore che provavo nei suoi confronti era come sparito. Riuscivo solo a pensare a quelle parole, le sue mani sulla mia pelle
Dovrei avere una coperta da qualche parte..
Ti tengo io
Non ti lascio cadere
.
Eccola! Mettila sulle spalle così non sentirai più freddo..
Ti tengo io
Non ti lascio cadere
.
Pronto?! Te la metti da sola o ti devo coprire io?!.
Stava parlando con me. Scossi leggermente la testa. Ero rimasta imbambolata a guardare un punto fisso davanti a me ancora una volta sopraffatta dai miei pensieri.
Eh?! Si scusami. Grazie. È che sono stanchissima..
Mi sedetti sul sedile. La coperta addosso.
Sentivo ancora la sua voce nella mia testa. Sentivo le sue mani scivolarmi addosso, le sue labbra sfiorare la mia pelle.
Ti tengo io
Non ti lascio cadere
.
Cullata da quel suono credo che a quel punto mi addormentai.
Non mi resi conto degli sbalzi provocati ancora una volta da quella strada dissestata. Non mi resi conto che il sole ormai iniziava a sorgere lentamente.
L'ultima cosa che ricordo è la mano di Nick che spostava dal mio volto una ciocca di capelli. Seguendone la lunghezza mi aveva accarezzato la guancia, poi il mento.
Una spalla ancora scoperta. Lui me la coprì.
Ma che cos'è questo rumore assordante. Ma dove mi trovo?! Cosa sta succedendo?! Quante ore ho dormito?!
Lentamente cercai di aprire gli occhi e di sollevarmi dal mio giaciglio.
Il sole picchiava dritto su di me e i suoi raggi ferivano i miei occhi ancora intorpiditi.
Ma la vuoi finire di suonare?!.
Ero nella mia stanza. Come e quando ci fossi arrivata quello il punto più oscuro.
Il mio cellulare, instancabile, emetteva a ripetizione quella odiosissima canzoncina.
Con gli occhi semiaperti mi alzai e mi diressi verso la borsa ai piedi del letto, estrassi il cellulare e risposi: Pronto
.
A vedermi parevo uno zombie che aveva appena lasciato la sua tomba.
Senza nemmeno avere la forza di reggermi in piedi mi gettai sul letto.
Appena sveglia?! Ma buongiorno
Dove eri finita?.
Mori
ciao
. Uno sbadiglio. Che ore sono?. Un altro sbadiglio.
È mezzogiorno!
Mezzogiorno?! Ma quanto cavolo ho dormito?.
Ste ma soprattutto dov'eri finita?? Ti ho chiamata e richiamata ma niente, risultavi sempre irraggiungibile..
Neanche il tempo di rispondere che un rumore ancora più assordante iniziò a trapanarmi il cervello.
Oddio ma che è?.
Mi alzai dal letto ancora mezza intontita e mi diressi alla finestra. Scostai la tenda e vidi Nick in giardino con un tosaerba.
Aprii la porta: Nick
.
Nessuna risposta.
Niiiiick
.
Ancora nessuna risposta.
Niiiiiiiiiiiiiick!!!!!.
Finalmente mi sentii. Spense quell'arnese.
Qualche problema?.
Sarei un attimo al telefono non è che potresti aspettare un attimo a usare quel coso?!.
Veramente sono un po' indietro con il lavoro
sai ieri ho fatto un po' tardi
.
Oh ora ho capito! Di notte è il bel principe e di giorno l'odioso villano.
Grazie eh!. Gli feci un bel sorriso e chiusi la porta.
L'avevo escluso dal mio campo visivo ma non da quello sonoro purtroppo. Diligente com'era riprese a lavorare immediatamente.
Mori senti possiamo parlare dopo?! Sono troppo rincoglionita ora
.
Va bene teso! Io ora ho da lavorare ma ne parliamo questa sera a cena
Brian mi ha invitata e ovviamente vieni anche tu! Ci stai?.
Mori non mi sembra proprio il caso
Cosa faccio vi reggo il moccolo? No dai vai tu non preoccuparti per me..
Probabilmente si aspettava già una risposta del genere.
Non preoccuparti è tutto organizzato! Viene anche un amico di Brian, anzi tra l'altro pare passi a prenderti lui
Dovrebbe arrivare per le 8. Mi raccomando tirati che ti voglio super gnocca questa sera!.
No Mori davvero asp
.
Ci vediamo questa sera non rompere! Un bacio!.
Neanche il tempo di dirle ciao. Dall'altra parte solo il tono di libero.
Ma perché doveva sempre incastrarmi in queste situazioni?!
È quello cosa sta tosando la foresta amazzonica?!
Per non sentirlo andai in cucina. Mi perseguitava ancora.
Accesi la macchina del caffè. Un bel caffè doppio era quello che mi serviva. Forse anche triplo.
Bevvi il mio caffè, ma lui ancora continuava.
Proviamo con una bella doccia, magari mi rilasso
No. Ancora li.
Ficcai la testa sotto il getto dell'acqua tiepida costringendomi di pensare ad altro.
Ma come faccio a pensare ad altro?! Nella mia testa ancora risuonano le sue parole, sento ancora il suo respiro su di me, ed ora
Dio che nervoso!!!
Ste rifletti: o il ragazzo soffre di una di quelle malattie tipo disturbi della personalità o bipolarismo oppure
oppure è proprio stronzo.
Ma perché devo pensarci? Ma perché non posso concentrarmi su me stessa, sulla serata che mi aspetta
cosa mi metterò
?
Non ce la posso fare!!!
Aaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!. Forse per sfogarmi o semplicemente sperando che lui mi sentisse cacciai un urlo.
Se continuo così mi verrà un esaurimento nervoso nel giro di una settimana. Devo solo ignorarlo, solo ignorarlo..
Poi tutto quel fracasso cessò.
Allora lassù qualcuno esiste, e mi ascolta anche
Ficcai la testa sotto l'acqua e lasciai che l'acqua mi scivolasse addosso.
Sentivo che piano piano la calma stava pervadendo tutto il mio corpo, i muscoli si distendevano, i pensieri iniziavano a fluire lentamente e casuali. Un momento di pace finalmente.
Non era destinato a durare a lungo.
Questa volta Nick partì alla riscossa con un arnese ancora più casinaro di prima.
Spensi l'acqua. Un asciugamano attorno al corpo.
Arrivai nella mia camera da letto e mi diressi spedita verso la porta.
Le tende erano rimaste leggermente scostate. Lo vedevo intento ad aspirare l'erba tagliata poco prima.
Feci un respiro molto profondo. Aprii la porta.
Nick??.
Come al solito non sentiva.
Niiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiick????.
Questa volta mi aveva sentita di sicuro.
Spense il suo aggeggio infernale.
Cos'hai da urlare?.
Cos'ho da urlare? Non mi sentivi se non urlavo!. Un bel sorriso sul mio viso. Dovevo indorare in qualche modo la pillola di insulti che gli avrei propinato di lì a poco.
Io capisco che tu hai da lavorare, ma io sai volevo rilassarmi un pò..
Si caricò di tutta l'arroganza che possedeva per darmi la sua risposta.
Ma poteva dirlo subito principessa. Mi perdoni se ho solo osato disturbare sua signoria. Non mi permetterò mai più di fare il mio lavoro, anzi la prossima volta aspetto il suo permesso..
Senza neanche aspettare la mia replica riaccese il suo aspiratore e mi diede le spalle.
Io ancora lì sulla porta, bagnata e con indosso solo un asciugamano.
Mi aveva lasciata di stucco.
Era ancora più grave di quello che mi immaginassi.
Ho capito. Questo è il gemello cattivo.
È possibile che tutto sia cambiato? È possibile che si sia dimenticato di questa notte, di com'è stato gentile, dolce, di come siamo stati vicini?
Forse si. O forse sono io che mi sono creata troppe aspettative per una cosa che probabilmente non significava nulla.
Rientrai in casa. La porta aperta alle mie spalle.
Squillò il telefono.
Dove l'ho messo ora?
Frugai fra le lenzuola. Eccolo.
Pronto?.
Hey Ste sono Tamara. Allora come va?.
Tamy ciao. Va bene dai e tu?.
Io benone. Allora come ti trovi nella casa? Ti piace? Ma cos'è questo casino?.
Lasciamo perdere guarda
È quel simpaticone di Nick
.
Mentre pronunciavo queste parole il silenzio tornò a regnare sovrano.
Finalmente ha finito. Comunque tutto bene dai, la casa è davvero favolosa, ancora grazie..
Ma di che figurati, anzi grazie a te che non ci fai perdere i soldi. Ma comunque scherzi a parte, sei sicura che vada tutto bene?.
Sì ti ripeto, la casa è davvero favolosa, tutto qui è favoloso, ho solo qualche piccola incomprensione con
ma non ti preoccupare davvero è tutto perfetto!.
Ste ho già capito tutto non preoccuparti. È fatto così. Con tutti quelli che sono passati in quella casa ha fatto lo stesso. Si fa idee sbagliate delle persone pensando siano tutte superficiali
bhe forse perché tutte quelle che sono passate di lì lo sono ahahahahahahahah
. Scoppiò a ridere.
Sarà così. Ma mi sta facendo impazzire, eppure non penso di fare cose sbagliate, anzi. Avrò un atteggiamento sbagliato probabilmente, come dici tu forse un po' superficiale..
Anche tu ti sei fatta sedurre dal fascino del successo mia cara
.
Ahahahahahahahah ma che cavolo dici?!?!?! Che successo?! No comunque davvero grazie. Non sai quanto sia stata preziosa
tu e la tua casa!.
Era bello sentire nuovamente Tamara.
Avevamo lavorato insieme un'estate, quando ancora facevo l'educatrice, e ci eravamo divertite come due pazze! Facevamo fare qualsiasi cosa a quei bambini! Non si capiva più se i giochi erano fatti per loro o per noi due
Dai ora ti lascio andare perché sappi che Los Angeles non aspetta!!! Divertiti mi raccomando!.
Sarà fatto! Ti assicuro che mi divertirò il più possibile! Un bacio!.
La sua voce mi aveva ricordato tanti bei momenti. Allora sì che mi divertivo. Ed ora stavo qui a pensare. Ma da quando avevo iniziato a pensare così tanto?!
Ancora piena di tutti i miei ricordi mi infilai velocemente il costume indossato il giorno prima.
Presi la rincorsa dai piedi del letto, mi infilai nello spazio della porta-finestra lasciato aperto prima e mi tuffai a bomba in piscina.
Questa deve essere la vacanza del divertimento, dell'azione. Da questo momento basta pensare!
Riemersi. Niente come l'acqua riusciva a rigenerarmi.
Iniziai a sguazzare un po' nell'acqua.
Vidi Nick intento a trafficare vicino a un cespuglio.
Niiick! Vieni a farti un bagno in piscina dai!. Devo essere io l'artefice del suo cambiamento. Lui mi tratta male? E io allora lo tratto come se fosse il mio migliore amico!
Non vedi che sto lavorando?. Come al solito la sua risposta arrivò secca.
Ma chi se ne frega! Non muore nessuno se quel cespuglietto cresce un po' di più!.
Forse non sono stato chiaro prima, o forse non ti è chiaro il significato della parola lavoro, sempre se tu ne abbia mai sentito parlare
. Mentre parlava non mi guardava, ma continuava imperterrito a mutilare l'ignaro cespuglio.
Che peccato però
. Esibii il mio broncio migliore e iniziai a sbattere le ciglia alla velocità della luce. Tanto non poteva vedermi ahahah.
Guarda che la casa è circondata da vetri e i vetri riflettono le immagini!.
Ma porca miseria possibile che mi frega sempre. Devo essere più furba di lui.
Nick ma cosa c'è qui dentro? C'è qualcosa in questo affare che non fa uscire l'acqua
Ma cos'è? Vieni a vedere corri!!.
Ce l'avevo fatta. Sbuffando aveva lasciato le grandi cesoie che aveva in mano e si stava dirigendo verso la piscina.
Qui qui guarda..
Si avvicinò al punto che gli avevo indicato. Si chinò per poter osservare meglio.
Io non vedo niente..
Ma si guarda bene. È proprio lì dentro..
Nick si chinò ancora. Era la mia occasione.
Mi spostai leggermente ponendomi al suo fianco.
Nick era inginocchiato sul bordo ma completamente riverso sull'acqua.
Muovendo la quantità minore d'acqua possibile allungai le braccia verso di lui. Con un gesto rapido e deciso lo afferrai e lo spinsi in acqua.
Scoppiai a ridere.
Nick riemerse immediatamente.
Ma se volevi fare un bagno potevi dirlo. Ti avrei dato il permesso..
Spero tu sia contenta ora?!.
Mmm fammici pensare
non proprio a dire la verità
.
Impegnandomi al massimo iniziai a schizzargli tutta l'acqua che riuscivo addosso.
Nick impassibile. Non suscitando alcun tipo di reazione mi fermai.
Lo scrutavo perplessa.
Hai finito ora? Posso andare?.
Misi di nuovo il broncio.
Devo farmi prendere un compagno di giochi migliore di te. Non soddisfi per niente i miei capricci. Avevi detto che se avevo bisogno dovevo chiedere
. Incrociai le braccia con vigore.
E va bene
Ma ricordati che l'hai voluto tu
.
Bbbbbbbbrrrrrrrrrr sto tremando di paura
.
Nick si avvicinò al bordo della piscina e se ne tirò fuori.
I vestiti grondanti di acqua. Si tolse le scarpe. Poi la maglietta.
Io immobile assistevo alla scena senza aprire bocca. Eravamo stati al mare solo ieri ma sembrava mi fossi già dimenticata del suo fisico. Molto in forma, ma comunque naturale. Bicipiti, pettorali e addominali scolpiti ma appena accennati.
Intenta com'ero a scrutare attentamente ogni centimetro del suo corpo non mi resi conto che fece due passi indietro e si lanciò dritto davanti a me sommergendomi.
Riemergemmo entrambi. Mi tirai indietro i capelli.
Allora sei pronta a combattere?.
Si sono pronta!.
Partii con i miei soliti schizzi mentre lui già mi aveva afferrata e scaraventata sott'acqua.
Riemersi.
Ma così non vale! È sleale!.
Neanche il tempo di parlare che lo aveva fatto di nuovo.
Riemersi per l'ennesima volta.
No ma così io non gioco. Non è giusto!.
Ma hai finito di lamentarti? E combatti da donna non sei una bambina!.
Mi caricai al massimo e lo travolsi con tutta l'acqua che riuscivo a spostare. Appena gli fui vicina gli saltai addosso.
La nostra lotta proseguì per un bel po'. Non ci rendemmo nemmeno conto del trascorrere del tempo, presi com'eravamo ad affermare la nostra supremazia.
Basta basta basta non ce la faccio più! Tregua ti prego!.
Con risata diabolica Nick mi rispose: Allora ti arrendi! Ammetti che io sono più forte di te e ti arrendi!!!.
Sì mi arrendo
Non ce la posso fare a batterti
Sei troppo forte davvero
.
Appagato e soddisfatto per il suo risultato non si accorse dell'agguato che stavo per tendergli. Lo colsi di sorpresa e lo stesi.
E Stefania va a vincere!!! Grazie grazie!!!.
Questo sì che è comportamento sleale
non sai perdere!.
Gli feci una gran bella linguaccia.
Comunque ora devo andare a prepararmi e farmi bella per il mio misterioso accompagnatore di questa sera
. Con il mio solito atteggiamento da diva mi voltai e mi diressi verso la scaletta.
Brava mettici tutto l'impegno che puoi, fagli una bella sorpresa, fai questo miracolo!.
Mentre parlava avevo risalito i pochi gradini che portavano al bordo. Mi voltai con molta eleganza.
Piccolo Nick ignorantello. Non mi conosci proprio
Mi ci vuole niente a me per essere bella..
Gli feci l'occhiolino e me ne andai.
Entrai nella mia stanza carichissima. Controllai l'ora. Sono le 6.30, bene ho ancora un'ora e mezza per prepararmi.
Feci al volo un'altra doccia.
Questa sera ho proprio voglia di essere una bomba.
Cosa posso mettere?! Rivoltai nuovamente la valigia, non avevo ancora avuto tempo di sistemare i vestiti nell'armadio. Dopo vari tentativi sfortunati optai per un semplice top nero un po' scollato, stretto sotto al seno, ma molto morbido, minigonna in jeans e decolté nere. Collana e orecchini coordinati. Poi il trucco. Molto leggero, ma studiato apposta per mettere in risalto i miei occhi.
I capelli leggermente ondulati cadevano sulle mie spalle lasciate scoperte dal top.
Perfetta!
Diedi un'occhiata all'ora. Le 8 meno 5 minuti. In perfetto orario.
Presi la borsetta.
Bussarono sul vetro. Poteva essere solo Nick. Cosa vorrà Nick ora?!
Mi diressi verso la porta e la feci scorrere aprendola.
Anche lui doveva avere un appuntamento quella sera. Polo gialla leggermente aderente sul petto, jeans un po' strappati che cadevano perfettamente sulle sue gambe, capelli leggermente smossi ma comunque sistemati in maniera molto accurata e quintali di profumo.
Vedo che ci siamo date da fare
.
Notai che prima di parlare mi aveva anche lui analizzata attentamente.
Che ne dici?. Girai su me stessa per farmi ammirare in tutto il mio splendore.
Ma vedo che anche tu ti sei sistemato per bene
Appuntamento galante?.
Ma no esco con degli amici
Però porto questa ragazza che si è sicuramente impegnata molto per non sfigurare e quindi non devo essere da meno
Devo essere più bello di lei
. Dicendo queste parole si tirò su il colletto della maglia.
Nick Nick hai ancora tanto da imparare sulle ragazze
. Gli diedi una pacca sulla spalla facendo no con il capo. Loro devono essere sempre le più belle!! Però bel tentativo
. Iniziai a ridere.
Allora vorrà dire che se il mio tentativo è miseramente fallito non farai brutta figura questa sera!.
Mi sorrise. Andiamo?.
Non capivo.
Scusa andiamo dove? Io devo aspettare un amico di Brian che mi passi a prend
.
Nick seguiva il mio discorso annuendo.
Eccomi qua! Contenta del tuo accompagnatore? Dai che facciamo tardi!.
Non sapevo cosa dire. Morena di nuovo mi aveva incastrata. Sarebbe sicuramente arrivata la resa dei conti!
Ma in fondo non mi dispiaceva
Dovevo ammetterlo, almeno a me stessa: era proprio bello, e ogni giorno diventava sempre meglio ai miei occhi
Non mi hai ancora detto come sto
Sono stata brava?. Riproposi la mia giravolta. Mi fermai di fronte a lui con un bel sorriso.
Sì si sei stata brava
Ma ora andiamo!!!.
Va bene, va bene
. Richiusi la stanza e lo seguii. Girammo intorno alla casa per finire sul viale principale sul quale era parcheggiata la sua auto.
Dove andiamo di bello?. Chiesi a Nick incuriosita.
Andiamo in un ristorante di Santa Monica, sul mare, credo che Brian voglia fare colpo
.
Wow.. Iniziai a ridacchiare mentre aprivo la portiera e mi accomodavo sul sedile. Racconta racconta che poi riferisco a Morena
Ovviamente non rivelerò le mie fonti
Ahahahah!.
Senza neanche darmi retta Nick aprii il cancello e partimmo.
Scherzammo e ridemmo per tutto il viaggio. Cominciava a capirmi e, probabilmente, a rendersi conto che non ero proprio come mi aveva immaginata. Qualunque cosa stesse cambiando in noi, stavamo molto bene ora insieme.
Parlava con me così tranquillamente. Il suo sorriso era splendido e a dir poco contagioso.
Continuava, però, a mantenere un po' le distanze. Non parlava di se stesso, non esprimeva giudizi di carattere personale, si chiacchierava e basta, non che l'argomento, ovvero Morena e Brian, richiedesse molte opinioni soggettive.
Arrivammo così a destinazione.
Nick fermò l'auto. Un ragazzo vestito completamente di nero si avvicinò a lui, gli aprì la portiera e lo invitò a scendere, gli diede un bigliettino. Non ero ancora abituata a questa usanza americana. Imbambolata assistevo alla scena pensando di essere ancora in Italia. Ma che fa gli dà la macchina. La ritroveremo finita la cena??
Nick era dietro di me.
Che fai scendi o vuoi andare con lui?.
Ah si perdonami
.
Da perfetto gentiluomo mi aprì la mia portiera e mi aiutò a scendere.
Grazie..
La macchina alle mie spalle si allontanò guidata dal valletto del locale.
Davanti a me il Terrace Café. Era un locale molto caratteristico e coloratissimo.
Nick mi porse la mano e mi invitò a seguirlo.
Entrammo nel locale. Intorno a me musica e colori dai toni molto allegri. Si viveva un'atmosfera molto casalinga. Mi piaceva proprio quel posto.
Attraversammo il locale raggiungendo il lato opposto a quello dal quale eravamo entrati.
Il cameriere chiese qualcosa a Nick. Gli indicò un tavolo che si trovava all'esterno.
Sempre tenendomi per mano mi condusse fuori.
Pochi tavoli erano disposti lungo la grande vetrata dell'ultima sala del ristorante. Mi guardai intorno: alla mia destra e alla mia sinistra si stendeva l'infinita camminata di Venice Beach, di fronte a me qualche metro di spiaggia e poi il mare.
Nick si era seduto. Feci lo stesso accomodandomi al suo fianco.
Mi sa che Brian ha scelto proprio bene. Questo posto è perfetto!. Dissi ancora ipnotizzata da ciò che mi circondava.
Veramente gliel'ho consigliato io
. Mi rispose Nick.
Mi voltai verso di lui. Gli sorrisi.
Devo ricredermi Nick. Pensavo non fossi ferratissimo in materia donne e invece
mi stupisci!!.
Ma questa è un'idea che ti sei fatta tu. Non vorrei deluderti ma io so perfettamente come e cosa fare con le donne
.
Gli scoppiai a ridere in faccia. Lui rideva con me.
A interromperci arrivò un ragazzo chiedendoci se poteva portarci qualcosa da bere.
Nick ordinò anche per me. Due sex on the beach!.
Appena il cameriere si allontanò gli dissi: Però non puoi ordinare la prima sera un sex on the beach a una ragazza che nemmeno conosci
Cos'è una proposta??. Mentre gli parlavo ridacchiavo come al mio solito. Comunque hai indovinato anche questa
Nessuno indovina mai cosa mi piace
.
Io ti ho detto che so perfettamente cosa e come fare
.
Questa sua sicurezza mi attirava parecchio. Qualsiasi cosa lui facesse era come se mi conosceva da sempre.
I nostri occhi erano fissi gli uni dentro gli altri.
Ciao ragazzi!.
Una voce maschile mi fece distogliere lo sguardo.
Brian e Morena erano arrivati.
Ciao
Finalmente ce l'avete fatta!.
Ve lo assicuro è colpa di Brian, io non c'entro!!!. Morena intervenne.
Mori non dire cavolate. Ti conosco fin troppo bene e immagino tu sia uscita in ritardo!.
Ti ha beccata!!. Concluse Brian.
Anche loro si sedettero.
Il ragazzo che ci aveva serviti prima arrivò con i nostri cocktail tra le mani.
Scusa posso chiederti dov'è il bagno?. Chiesi.
Devi rientrare e seguire il corridoio fino al bar. Lo trovi proprio alla destra del bancone..
Ti ringrazio!.
Come aveva fatto prima Nick ordinò per tutti quanti e già pregustavo i meravigliosi piatti che scelse.
Lanciai un'occhiata d'intesa a Morena.
Scusateci ma noi andiamo a lavarci le mani..
Mi alzai e Morena fece lo stesso dopo di me. Avevo assoluto bisogno di parlare con lei.
Le presi la mano e la trascinai per il locale finché non arrivammo al sicuro.
Chiusa la porta e quindi allontanato qualsiasi occhio o orecchio indiscreto le dissi: Raccontami immediatamente tutto!!!.
Morena mi sorrise.
Ste non c'è molto da raccontare
Ieri sera quando mi ha accompagnata alla macchina mi ha chiesto se mi andava di uscire insieme ed eccoci qui. Ci siamo scambiati il numero di telefono e poi niente ci siamo rivisti prima quando è passato a prendermi.. Io la guardavo un po' delusa dal suo racconto. Ma dimmi tu piuttosto che fine avevi fatto???.
Io? Che ho fatto?. Mi guardai attorno sperando cambiasse argomento.
Sì tu! Vedi di raccontarmi tutto altrimenti non ti faccio uscire da qui!. Non voleva cedere.
Ma niente di che
Mi ha portato da qualche parte a vedere la vista di Los Angeles. Mi stringeva un po'. Mi sono venuti i brividi. Non volevo più tornare a casa
Niente di che dai.. Mi voltai e afferrai la maniglia della porta. La mano di Morena si posò sulla mia spalla.
Ferma dove sei e racconta!!!.
Mi voltai sorridendole.
Mori è stato stupendo davvero! Mi ha portato in questi due posti fantastici. Mi teneva stretta fra le sue braccia, mi sussurrava all'orecchio. Oddio Mori non hai idea. Quella voce
Ti giuro è stato un momento indimenticabile. Non me lo sarei mai aspettata da lui!.
Questa mattina al telefono non mi hai detto niente!!!.
È che poi appena sveglia è ritornato il solito Nick
ma poi nel pomeriggio è di nuovo cambiato e questa sera idem. Pensa che abbiamo giocato in piscina fino a poco prima di venire qua. Non so, davvero non ci capisco niente. Non capisco com'è, non capisco se in qualche modo io gli piaccio, non capisco un cavolo..
Ma tu invece che mi dici?.
Io? Che ti dico? Non lo so nemmeno io
So solo che ogni volta fa qualcosa che mi colpisce, e mi piace
.
Siamo messe bene
Proprio messe bene
. Morena mise il suo braccio sulle mie spalle.
La guardai sorridendo.
E a te piace Brian? Non mi hai ancora detto niente
.
Ma l'hai visto??? È un dio quell'uomo! Mi piace da morire!.
E a lui piaci tu! E l'amore ti rende ancora più bella!!.
Morena alzò gli occhi. Non è l'amore
È che noi siamo due gnocche a prescindere!.
Scoppiammo a ridere e ancora abbracciate uscimmo dal bagno dirigendoci al nostro tavolo.
Durante il percorso una domanda che prima avevo dimenticato di porre a Morena mi saltò in mente: Mori ma Matt?!.
Non mi rispose. La sua bocca si aprì in un grande sorriso. I suoi occhi fissi su Brian.
Forse la risposta che attendevo era ora davanti ai miei occhi.
Il tavolo era già colmo di piatti succulenti.
Stavamo chiamando la polizia
. Disse Nick ansioso di addentare qualcosa.
Un po' di pazienza
Siamo lunghe noi donne al bagno!. Risposi sedendomi.
Sì si va bene
Buon appetito!. Non aveva neanche terminato l'ultima parola che si era già cacciato in bocca una patatina.
Nick vabbè che non devi fare colpo su di me però un minimo di galanteria
. Scossi la testa. Ma che manuale stai studiando per apprendere la sottile arte della seduzione? Quello delle Giovani Marmotte?.
Con grande felicità di Nick tra una risata e l'altra iniziammo a mangiare.
La notte calava piano piano intorno a noi. Chiacchierando di qualsiasi cosa arrivammo a fine cena.
Anche il dolce era ormai terminato.
Ancora ridevamo delle tante battute e frecciatine tra me e Nick. Morena e Brian continuavano a lanciarsi sguardi languidi e io non potevo che guardarli ammirata.
Forse comprendendo molto più di quanto immaginassi dell'amore Nick mi si avvicinò e mi sussurrò: Lasciamoli un po' soli
. Io feci un leggero cenno di assenso col capo.
Io vado a pagare il conto..
Come se stessi leggendo un copione risposi: Vengo con te!.
Così ci allontanammo dal tavolo.
Nick camminava davanti a me e come aveva annunciato pagò il conto. Io stavo per tornare sui miei passi quando lo vidi portarsi fuori del locale. Lo seguii.
Ma dove vai?.
Nick si voltò verso di me e disse: Li lascio soli
.
Ma ce ne andiamo così, senza salutare
?.
Mentre pronunciavo queste parole Nick aveva preso il suo telefono cellulare e composto un numero. Mi mise un dito sulla bocca. Dall'altra parte avevano risposto.
Hey Brian sono io. Senti Stefania non si sente molto bene quindi la riporto a casa
Ma si dai sarà per un'altra volta. Voi continuate a godervi la serata
sì solo un attimo..
Nick mi porse il telefono.
È Morena. Stai al gioco!.
Dimmi
Si guarda non sto per niente bene
Devo aver preso freddo, non so
D'accordo ci sentiamo domani
Notte!.
Gli restituii il cellulare. Un sorriso appena accennato apparve sul mio viso.
Ti va di fare un giro?.
Certo..
Il ragazzo che un paio d'ore fa ci aveva accolti riapparve con la Gip di Nick.
Salimmo. Una leggera inversione e correvamo lungo la Ocean Drive.
Con la notte era arrivato anche un leggero vento fresco. La macchina era ancora aperta, probabilmente dalla sera prima. Brividi di freddo percorrevano il mio corpo.
Fermi ad un semaforo vidi Nick rovistare sul sedile posteriore. Prima che scattasse il verde lo vidi riemergere e sventolarmi davanti al naso una felpa.
Grazie!. Lo guardai stupita. Ancora una volta era riuscito a capirmi senza che io fiatassi.
Sganciai la cintura di sicurezza e infilai la maglia di qualche taglia più grande di me.
Dopo pochi minuti ci fermammo in un grande spiazzo che si affacciava sulla spiaggia.
Ok siamo arrivati..
Non capivo dove fossimo, ma seguii Nick.
Davanti a noi un grande pontile brulicante di persone, pieno di luci, musica e una specie di parco dei divertimenti.
Salita una piccola scala mi ritrovai all'inizio di quella città in miniatura sospesa sull'acqua: era il famosissimo Pier di Santa Monica.
Fui immediatamente rapita da tutto quel movimento e quel casino infernale. Gente che parlava, canzoni diverse sovrapposte l'una sull'altra, venditori che attiravano clienti con le loro urla, i bambini che correvano avanti e indietro, tutto mi invogliava semplicemente ad unirmi al loro divertimento.
Ancora una volta quella sera Nick mi prese per mano e mi portò con sé.
Si fermò, però dopo pochi passi davanti a un chioschetto che vendeva dolciumi.
Uno grazie.. Porse qualche dollaro al di là del banco. In cambio ebbe un enorme bastoncino di zucchero filato che mi mise tra le mani.
Non è tutto per te
. Dicendo queste parole ne staccò un pezzo.
Mi sbagliavo
Non ce la fai proprio ad essere gentile
. Gli risposi sperando di stuzzicarlo.
Bhe forse non voglio essere gentile
. Ecco che sferrò il suo primo attacco mortale. O forse non mi interessa fare colpo su di te
. Stesa!
L'espressione del mio volto non nascondeva ciò che stavo provando in quell'istante.
O forse mi diverto solo a prenderti in giro
. Riprese strizzando gli occhi e mettendomi in bella mostra tutti suoi denti.
Eh si
Sei proprio un cretino
Quando hai finito poi me lo dici che io voglio andare sulle giostre!!!.
Senza aprire bocca sporse il suo braccio destro invitandomi a prenderlo con il mio, accennando un piccolo inchino. Accettai il suo invito.
Percorremmo il Pier con non molta facilità. Ero come una bambina nel paese dei balocchi e ad ogni passo trascinavo Nick da una parte all'altra per poter curiosare in tutti i negozietti.
Davanti alle Montagne Russe mi bloccai: Voglio andare la!! Dai dai dai andiamo
!.
Iniziai a saltellare strattonandolo.
Andiamo basta che la finisci..
Io davanti a lui continuavo ad agitare velocemente la mia testa in segno di assenso.
Quando hai finito poi me lo dici
. Mi disse facendomi il verso.
Misi il broncio.
Uffi non mi fai mai giocare..
Con aria di sufficienza mi superò e si mise in coda dietro ad un gruppo di ragazzi per acquistare i biglietti. Lo raggiunsi e mi avvinghiai al suo braccio.
Questa l'hai scelta tu ma la prossima la scelgo io..
Ok capo!. Dissi con voce grossa e facendo con la mano destra il saluto militare.
Prendemmo i biglietti e salimmo finalmente sulla giostra.
Durante tutto il giro urlai come una pazza e cercai in ogni modo di staccare le mani di Nick dalla barra di sicurezza che avevamo sulla pancia.
Con sua grande gioia il trenino si fermò.
Ma non sei per niente di compagnia! Ho dovuto animare la giostra da sola!.
Guarda che non c'è scritto da nessuna parte che bisogna urlare e agitarsi come hai fatto tu!. Mi disse ridendo. Ora tocca a me scegliere dove fare il prossimo giro..
Sì lo so, non me ne sono dimenticata
Quindi dove si va?.
La!. Disse Nick indicando un qualcosa che si trovava alle mie spalle.
Mi voltai. Era la ruota panoramica.
Ma no che barba la ruota panoramica
. Risposi sbuffando.
Ma non capisci proprio niente
Ma la vuoi vedere bene Los Angeles o no?.
Mentre parlavamo ci stavamo dirigendo verso la grande ruota. Io leggermente dietro Nick. Feci una corsetta per raggiungerlo, gli saltai sulle spalle costringendolo a fermarsi. Il mio viso fece capolino accanto al suo: Ma allora sei un romanticone! Dillo che ci stai provando..
Nick mi sorrise e alzò le mani in segno di resa: Si, mi hai scoperto! Mi arrendo!.
Io ero immobile davanti a lui.
Gli diedi un piccolo colpo sulla nuca: Non ci credo neanche se lo vedo
ahahahahahah!.
Senza neanche rendermene conto Nick si era avvicinato rapidamente a me. Con determinazione afferrò la mia testa. Le sue labbra si appoggiarono alle mie. Malgrado la forza della sua azione mi baciò delicatamente. La presa si fece più morbida, il bacio più intenso.
Le mie mani avevano raggiunto i suoi polsi e vi si erano appoggiate.
Poi quel momento finì, d'improvviso, così come era iniziato.
Ora almeno starai zitta!. Mi diede le spalle e si voltò verso un ragazzo che prese i nostri biglietti.
La fila davanti a noi si era smaltita ed era il nostro turno.
Senza parole e ancora intenta a realizzare cosa fosse capitato poco prima mi sedetti accanto a Nick.
La ruota iniziò a girare portandoci su.
Dall'alto si riusciva ad ammirare tutta la bellezza di quella notte illuminata solo dalle stelle e dalle luci che animavano il Pier. I km di spiaggia si perdevano a vista d'occhio nel buio. In lontananza la lunga sfilata di locali di Venice Beach.
Lo scenario che mi si presentava non riusciva però a catturare la mia attenzione.
Ben altri pensieri occupavano la mia testa e probabilmente la mia espressione lo dava a vedere.
Che cos'hai? Non ti piace?.
No no è bellissimo.. Non potevo dire altro.
Il mio sguardo perso nel vuoto.
Avrei voluto travolgerlo con tutti i miei pensieri, ma ogni parola che desideravo pronunciare mi si spezzava in gola. Avrei preferito fosse lui a fare la prima mossa e, probabilmente, avrei atteso in eterno, perché lui non fece nulla.
Quel giro che sembrava interminabile cessò, nel silenzio più totale.
Come aveva già fatto precedentemente mi prese per mano e ripercorremmo in tutta la sua lunghezza il Pier. Non ci capivo più niente. Cosa avrà significato per lui? E cosa significa ora questo? Era serio o si stava ancora una volta prendendo gioco di me?
Credo sia meglio riportarti a casa, ti vedo un po' stanca
.
Colsi la palla al balzo. Avevo davvero bisogno di stare da sola e capire.
In effetti sono molto stanca
.
La mia mano ancora stretta nella sua.
Arrivammo alla macchina. Un veloce scambio di sguardi. Riuscivo chiaramente a leggere nei suoi occhi un grande senso di disagio. Si starà pentendo di ciò che ha fatto.
In altre circostanze sarei riuscita ad affrontare la situazione con distacco e oggettività, ma in quel momento non riuscivo a fare altro che provare una tremenda angoscia e odiare quel bacio. Non riuscivo a dare una risposta alle mille domande che possedevano la mia mente e, cosa ancora più preoccupante, non riuscivo a capacitarmi di come, da quel preciso istante, il mio cuore avesse iniziato a battere così forte.
Per la prima volta la radio della sua macchina era accesa. La voce del deejay sembrava arrivare da un altro mondo, così lontana, solo il suo eco faceva da sottofondo ai miei pensieri.
Ma qualcosa era riuscito a distrarmi. Conoscevo quella canzone. L'avevo ascoltata non so quante volte, ma probabilmente non mi ero mai soffermata sulle parole. Ancora una volta tutto mi sembrava girare intorno a me e Nick.
I could hold you on my arms, I could hold you forever
When you kissed my lips with my mouth so full of questions
Non è possibile! Perché qualsiasi cosa mi deve ricordare lui?! È solo colpa mia, sono io che mi sto fissando su questa cosa e mi sembra che tutto riguardi me. Non è così! Devo fare qualcosa!
Chissà cosa staranno facendo Morena e Brian ora
?. Brava Ste, bell'argomento hai tirato fuori!
Te lo devo proprio dire?!.
Forse avevo trovato davvero un buon argomento.
Mi voltai verso Nick. Mi guardava sorridendo.
Scoppiai a ridere.
Domani ti racconto
Morena mi descriverà ogni minimo particolare
Ahahahahahah. Comunque scherzi a parte Morena è una ragazza seria
Staranno parlando
.
Non credevo nemmeno io a quello che stavo dicendo. La cosa positiva era però che eravamo tornati a scherzare e divertirci come prima.
La conversazione proseguì perfettamente finché non arrivammo a casa.
Giocavamo ancora ipotizzando qualsiasi cosa su Brian e Morena mentre ci dirigevamo verso la porta d'ingresso.
Bhe
Grazie anche per questa serata
Ti auguro una buona notte.. Gli dissi sorridendo. Frugavo nella borsa alla ricerca delle chiavi guardandolo fisso negli occhi. Anche le chiavi avevano deciso di giocare contro di me quella sera non facendosi trovare e prolungando quel momento imbarazzante. Eccole!
Buonanotte anche a te.. Mi rispose lui.
Senza neanche concedermi diritto di replica Nick si era allontanato.
Non so cosa mi aspettassi da quella situazione, ma qualunque cosa fosse io non la ottenni.
Appena al sicuro nella mia camera mi liberai dei vestiti per una più comoda maglietta sportiva e un paio di pantaloncini. Tolsi ogni traccia di trucco dal mio viso. Raccolsi i capelli in una coda alta.
Cosa posso fare?! Non avevo per niente sonno, gli avvenimenti della serata avevano avuto un effetto elettrizzante su di me. Avevo bisogno di fare qualcosa, di ascoltare musica, di rilassarmi e soprattutto di riposare la mia mente che era stata piuttosto occupata.
Sistemai tutti i cuscini contro la testiera del letto, mi sedetti e mi lasciai travolgere da tutta quella comodità. Presi il computer che era rimasto sul comodino. Lo accesi.
Mettiamo un po' di musica
Ecco quello che mi ci vuole.
La scelta cadde su Run Baby Run di Sheryl Crow. Calma, dolce, ma non eccessivamente.
Conquistata dalla canzone iniziai a cantare. La spazzola a portata di mano, ora sarà il mio microfono. In un attimo ero in piedi in mezzo al letto interpretando al meglio la mia Run Baby Run.
Forse era la musica troppo alta, o forse ero io che avevo preso ad urlare senza rendermene conto. Sentii bussare alla finestra.
Saltai giù dal letto e mi precipitai ad aprire.
Davanti a me Nick.
Stavo urlando?!. Dissi quasi per giustificarmi.
No non ti preoccupare
Era carino sentire i tuoi versi
.
Ma come i miei versi?! Io canto benissimo
. Lo guardai con occhi indifesi e sperando in un complimento che ovviamente non sarebbe arrivato.
Sì certo.. Mi rispose ridacchiando.
Vabbè oltre ad essere venuto per prendermi in giro avevi bisogno di qualcos'altro?.
Veramente ho sentito questi lamenti e ti vedevo in controluce fare movimenti molto strani
Pensavo stessi male
.
Senza neanche dire una parola afferrai la maniglia e tirai verso di me la porta. La mano di Nick la bloccò proprio davanti al mio viso riportandola leggermente indietro.
Sono venuto perché mi sono reso conto che volevi il bacio della buonanotte
E io non te l'ho dato
.
La mia espressione mutò da offesa ad imbarazzata. Sentii le mie guance prender fuoco. Ad un tratto mi parve di aver perso il controllo di me stessa: la testa in confusione, il battito cardiaco accelerato. Ero quasi certa che da un momento all'altro le ginocchia avrebbero ceduto.
Senza aggiungere altro Nick si piegava verso di me. Una mano afferrò il mio mento.
Con delicatezza mi tirò a sé, io seguivo inebetita i suoi movimenti senza opporre resistenza, era come se fossi sotto un incantesimo. Le sue labbra si appoggiarono leggere sulle mie, le sfiorarono appena.
Non capivo più nulla. Mi sentivo completamente disorientata e sopraffatta da tutte quelle emozioni.
Cosa sta facendo?! Vorrei fermarlo, cercare di capire, ma non ci riesco. Sono incollata a lui come una calamita. Come un burattino attendo i suoi movimenti per agire di conseguenza. Sono totalmente in balia di lui.
Ancora attonita sentivo le sue labbra allontanarsi.
Si avvicinò al mio orecchio.
Ora possiamo andare a dormire
. Mi sussurrò.
Risollevandosi ebbi un nuovo bacio, sulla guancia questa volta.
Un brivido percorse la mia spina dorsale. Un grande sospiro fu tutto ciò che riuscii a fare.
Vedevo le spalle di Nick ora che attraversava il giardino e rientrava nella dependance.
Restai sulla porta per qualche istante. Lo sguardo perso nel vuoto.
A riportarmi con i piedi per terra il silenzio improvviso: quella canzone che ci aveva fatto da cornice era terminata.
Scrollai la testa come se mi fossi appena risvegliata da un lungo sogno.
Mi voltai e come un automa raggiunsi il letto, mi ci lasciai cadere sopra. Fissavo il soffitto ripensando a quanto era appena accaduto. Un sorriso apparse sul mio volto. Con l'indice destro accarezzai le mie labbra, quasi sperando di ritrovare le sue.
Forse era proprio questo che mi ci voleva.
Di scatto tornai a sedere sul letto, nella posizione che avevo occupato poco prima, afferrai il computer, lo posizionai sulle mie gambe e iniziai a scrivere frasi senza alcun senso e filo logico, ma che descrivevano appieno tutte le sensazioni che provavo.
Mi guardi negli occhi
Non capisco più nulla
Non riesco a spezzare l'incantesimo, non posso nemmeno provarci
Non ho la forza nello stato in cui mi trovo
Le mie ginocchia sono deboli, la mia bocca non riesce a parlare
Mi sussurri qualcosa e io rabbrividisco
Tu mi annulli e mi muovi
Sto scivolando via come la sabbia con la marea
Non riesco a dormire, non riesco a pensare
Riesco solo a pensare alle cose che hai fatto
.
Il cellulare squillò distraendomi definitivamente.
Vidi sullo schermo lampeggiare il nome di Morena.
Hey Mori!.
Ciao Ste, ti disturbo? Stavi dormendo?.
No figurati, non preoccuparti, dimmi
.
Ma sei sicura? Se vuoi ci sentiamo domani
.
No Mori dimmi! Non riesco a dormire quindi sono sveglia!. Ormai ero curiosa.
Ho assoluto bisogno di vederti domani! Non puoi immaginare cos'è successo! Devo raccontarti tutto! Oddio Ste sto malissimo!!.
Le parole di Morena mi lasciarono un po' perplessa anche se sentivo una nota di felicità.
Ma va tutto bene?.
Si Ste va tutto benissimo!! Sto male perché ho lo stomaco completamente in subbuglio, sono agitatissima, è stata una serata stupenda!.
Ok ok ho capito
. Dissi ridacchiando. Per me possiamo vederci quando vuoi
Tanto lo sai che non ho molto da fare
E poi ho anche io qualcosa da raccontarti
.
Perfetto! Allora senti dopo il lavoro vengo da te, ceniamo lì va bene?.
Nessun problema tanto il frigo è pieno, non so se ti ricordi ma abbiamo fatto spesa per un reggimento
.
Allora a domani! Non vedo l'ora di dirti tutto!! E buonanotte!.
Era talmente presa che non aspettò la mia risposta.
Buonanotte Mori, pensai ancora una volta con un bel sorriso ebete a farla da padrone sul mio volto.
Mi alzai per dare una sbirciata verso la dependance.
Scostai la tenda e mi resi conto che tutte le luci erano spente.
Dovrei dormire anche io.
Spensi il computer e mi infilai sotto le coperte. Il buio della stanza era attenuato dal riverbero della città ancora in pieno fervore. Sul comodino la sveglia proiettava con grandi numeri rossi l'ora.
00:13
01:22
02:43
Il tempo passava e i miei occhi erano ancora sbarrati. Mi costrinsi di chiuderli per l'ennesima volta.
Le immagini dei miei primi giorni trascorsi a LA iniziarono a proiettarsi nella mia mente.
Coccolata da quei ricordi così vicini riuscii finalmente a prendere sonno.
Mi svegliai che il sole era già alto e aveva ormai occupato interamente la stanza.
Era la prima mattina che riuscivo a svegliarmi dolcemente: nessun rumore brusco che mi infastidiva, ero riposata e avevo anche fatto bei sogni.
Mi stirai un paio di volte, mi girai e rigirai nel letto, poi decisi finalmente di alzarmi.
Felice come mai da quando ero arrivata saltai giù dal letto e mi diressi alla finestra, mi creai uno spiraglio e diedi un'occhiata fuori: nessuno.
Un'occhiata veloce all'ora: 13:16. Caspita se avevo dormito.
Passai velocemente dal bagno dopodiché mi diressi in cucina.
Accesa la macchina del caffè mi concessi un giretto nel grande salone che si affacciava sul viale di ingresso. Il mio scopo in fondo era quello: guardare il viale d'ingresso. La macchina di Nick non era lì. Chissà dove sarà andato
Data l'ora mi concessi una colazione abbondante e americana: uova, bacon, toast, cereali, latte, muffin e pancakes. Iniziai poi a ciondolare per casa senza uno scopo ben preciso, senza nulla da fare.
Guardai un po' di televisione, ma non trasmettevano nulla di interessante, ascoltai della musica. Dopo mezz'ora mi ritrovai sdraiata sul divano a soffiare su un ciuffo di capelli che avevo sul viso cercando di mandarlo sempre più in alto. Mi stavo annoiando e non riuscivo a trovare qualcosa che mi occupasse.
Idea! Mi diressi verso il frigo e lo spalancai, iniziai a tirare fuori tutto ciò che mi capitava fra le mani posizionando i vari ingredienti sul grande bancone posto al centro della cucina.
Feci mente locale poi mi misi al lavoro.
Passai la parte restante del pomeriggio tra i fornelli, quando Morena sarebbe arrivata avrebbe trovato ad aspettarla una cena strepitosa. Avevo preparato dall'antipasto al dolce, e ce n'era abbastanza da sfamare un'intera popolazione.
Senza rendermene neanche conto si erano fatte le 5 e Morena sarebbe arrivata di lì a poco.
Corsi in bagno e mi fiondai sotto la doccia che fu molto rapida. Infilai nuovamente un paio di pantaloncini e una t-shirt, i capelli raccolti con una pinza molto casalinga. Una sistemata veloce alla camera.
Il suono del clacson di Morena arrivò puntuale.
Corsi nell'ingresso, afferrai le chiavi e uscii per aprire il cancello. L'auto si fermò sul viale dove prima era parcheggiata la Gip di Nick.
Ciao!. Mi diressi verso di lei e le diedi un bacio. Allora? Ma come stai bene oggi
Fatti un po' vedere?!. Morena improvvisò una mini sfilata di moda solo per me. Ridevamo.
Le misi un braccio intorno alla vita e la accompagnai dentro.
Ma che profumino
Che hai fatto di buono?!.
Lascia perdere che oggi mi sono annoiata a morte
Non sapevo cosa fare così mi sono sbizzarrita con il cibo
Ma per fortuna sei arrivata tu mia salvatrice
Allora racconta dai!!!.
Prima ho bisogno di bere qualcosa!.
Mori ma per chi mi hai presa?? Ho preparato tutto
Accomodati sul divano. Arrivo subito con the e stuzzichini..
Morena eseguì il mio ordine. Si tolse le scarpe e si raggomitolò nell'angolo sprofondando tra i grandi cuscini. Io la raggiunsi con una caraffa in una mano e un vassoio nell'altra.
Dai non mi tenere sulle spine che sono curiosa! Racconta!.
Si riempì un bicchiere e sorseggiò la bevanda fresca. Io attendevo pazientemente.
E dai raccontaaaa!!!.
Sì sì ora ti racconto
Allora da cosa comincio?.
Comincia col dirmi cos'è successo dopo che io e Nick siamo andati via!.
Ah si giusto
Bhe non c'è granché da dire
Quando siete andati via noi siamo rimasti ancora un po' a parlare. Poi abbiamo fatto una passeggiata sulla spiaggia
Adoravo qualsiasi cosa mi dicesse. Mi ha raccontato tantissime cose di lui e io ho fatto lo stesso di me. Non hai idea di quanto abbiamo in comune
. Fece una pausa.
Mori poi che cavolo è successo?! Io voglio sapere i particolari piccanti!!! Che mi frega di cosa vi siete detti!.
Uno sguardo assassino si impadronì di lei. Le sorrisi.
Scherzo ovviamente!.
Comunque stavo dicendo
Abbiamo parlato di tutto e quella sensazioni era stupenda. Mi sembra che siamo fatti l'uno per l'altra, non so se mi spiego.
Io la guardavo annuendo.
E poi mi ha riaccompagnata a casa. Mi ha accompagnata fino alla porta
Ma ti rendi conto?! Non so da quanto non trovavo un ragazzo così. E ci siamo dati la buonanotte
.
E
.
E poi ci siamo baciati!.
Aaaaahhhhhhh lo sapevo che c'era il particolare piccante! Dimmi tuttoooo!!.
Non c'è molto da dire
È stato un bacio abbastanza breve, ma molto intenso. Dio quelle labbra, non avrei più voluto staccarmi.
Ma com'è successo? Dimmi dimmi!.
Niente eravamo davanti alla porta e ad un certo punto lui ha iniziato ad avvicinarsi e io
mi sentivo come tirare verso di lui finché le mie labbra non hanno incontrato le sue. E poi
52 secondi meravigliosi
. Sospirò.
Ma che li hai contati?!. La guardavo decisamente perplessa.
Sì li ho contati
. Un altro sospiro. Ti rendi conto
?!.
Sì mi rendo conto che sei fuori ahahahahah.
Morena stava probabilmente rivivendo il suo bacio perché non aveva minimamente prestato attenzione alle mie parole.
E poi questa mattina mi sono svegliata e ho trovato un sms
. Morena afferrò la borsa e andò alla ricerca di qualcosa. Ne estrasse il cellulare. Iniziò a premere qualche tasto e poi lesse a gran voce: Non posso smettere di pensarti
E non vorrei se potessi
Ma ti rendi conto quanto è dolceeee
!. Iniziò a sorridere stringendosi il telefono contro il petto.
Sì Mori è davvero dolce
. Le dissi. Un'ombra di amarezza calò sul mio sguardo.
Ste ma che hai?.
Io?! Assolutamente niente!. Mentivo. Il racconto di Morena era riuscito a rendermi tanto felice quanto allo stesso tempo triste facendomi pensare a ciò che stava capitando a me.
Ste guarda che non mi prendi in giro. Lo vedo che c'è qualcosa quindi vedi di sputare il rospo!.
Esitai ancora qualche istante.
È Nick vero?! Che ha fatto questa volta? Giuro che lo ammazzo quando lo vedo!. Morena che si ergeva a paladina della giustizia mi fece abbozzare un sorriso.
Mi ha baciata!. Morena si sporse verso di me come se volesse udire meglio ciò che stavo per dire.
Ed ero felice prima davvero
Ma ora non lo so più. Nel senso che Brian ti ha dimostrato che è interessato, che la cosa ha avuto un senso per lui
Nick, non lo so. Prima si fa avanti poi mi tratta come se fossi una pezza da piedi e poi ieri
Non fa che disorientarmi. È la cosa peggiore è che a me inizia a piacere, davvero. E so già come andrà a finire questa storia..
Come dovrebbe andare a finire scusa?!.
Andrà a finire che oltre a fare a pezzi me come ha fatto fin'ora farà a pezzi anche il mio cuore. Mi conosco troppo bene e so che soffrirò
Continuo ad avere questa cavolo di mania di idealizzare le persone, i momenti e poi l'unica che resta fregata sono sempre e solo io!.
Ste ma che vai blaterando!! La vuoi finire di piangerti addosso? Se ti ha baciata un motivo ci sarà, probabilmente nemmeno tu gli stai tanto indifferente
E se vuoi capirci qualcosa parlagli! Prendi in mano questa situazione!. Si stava scaldando. E se poi non gli frega niente di te bhe vuol dire che è un cretino e tu non devi soffrire per uno così!.
Va bene va bene
. Dissi ridacchiando. Ti prometto che appena lo vedo vado dritta da lui e gli dico tutto quello che gli devo dire!.
Ecco
E ricordagli che se ti fa soffrire lo meno!. Era riuscita a riportarmi a quell'allegria che mi aveva accompagnata da quando mi ero svegliata.
Ok Mori, va bene
Continuiamo i nostri discorsi a tavola che inizio ad avere un leggero languorino
.
Ci spostammo in cucina e cenammo sul grande bancone che si trovava proprio al centro della stanza. Tra una portata e l'altra Morena mi raccontò nei minimi dettagli della sua serata e io feci altrettanto.
Verso le dieci sazie e anche un po' brille ci trasferimmo nella mia stanza.
Riverse sul letto continuavamo a ridere sparando qualsiasi tipo di stupidaggine ci passasse per la testa.
Poi il rumore del cancello che si apriva e delle ruote di un'auto che pestavano la ghiaia.
Mori ssssssssshhhhhhhhhhhhhhh è tornato Nick!.
Spensi le luci e mi diressi verso la finestra. Spostai la tenda per poterlo osservare tenendomi però nascosta. Sentì la presenza di Morena appoggiarsi pesantemente a me.
Dopo qualche attimo Nick spuntò oltre l'angolo della casa.
Da qui non riesco a vedere bene
Ecco ora va meglio!
Ste ma
.
Ero allibita. Non sapevo cosa dire.
Chi cavolo è quella?!.
Il suo braccio era appoggiato sulle spalle di una ragazza, lei con il suo gli cingeva la vita. Non si riusciva a vederla in viso. Tutto ciò che potei notare erano il suo fisico da modella ed i lunghi capelli castano scuro. Mentre percorrevano quel piccolo pezzo di giardino parlavano. Nick la guardava sorridendo. Davanti alla porta le diede un bacio sulla fronte, poi entrarono.
Ancora a bocca aperta mi voltai e mi lasciai scivolare finché non fui seduta sul pavimento. Morena si sedette accanto a me. Nessuna delle due fiatava.
Poi Morena ruppe il silenzio: E ha pure il coraggio di portarla qui
Tu però gli devi parlare! Sì devi dirgli tutto!.
Ma cosa gli devo dire
?! Hai visto anche tu
.
Magari c'è una spiegazione plausibile
Che ne sappiamo noi?.
Ma cosa vuoi ci sia da spiegare?! E dovrei anche umiliarmi dicendogli che per me quel bacio ha significato qualcosa, che mi piace, che sono un'idiota?!.
Nessuna replica.
Resti a dormire qui con me?.
Morena mi passò una mano sulla testa e mosse il capo in segno di assenso.
Mi alzai e mi diressi verso il letto, mi ci sdraiai sopra e mi raggomitolai sotto le coperte. Morena si stese accanto a me iniziando ad accarezzarmi i capelli.
Il mio sguardo era fisso verso la vetrata. Ovattata dallo spessore delle tende si riusciva a intravedere una flebile luce che proveniva dalla dependance. Dopo poco anche lei era spenta.
Chiusi gli occhi più forte che potevo sperando di tenere fuori quelle immagini che continuavano a scorrermi davanti.
Non mi fu difficile addormentarmi quella sera: i drink bevuti durante la cena mi avevano aiutato a prendere sonno e a rimandare tutti i miei pensieri al giorno seguente.
Mi svegliai con un grande mal di testa. La sera precedente mi sembrava un brutto ricordo, tutto pareva sfocato nella mia mente.
Il sole picchiava forte sul mio viso, mi voltai cercando di evitarlo.
Morena non era più accanto a me.
Sul cuscino un biglietto: Sono scappata a lavoro. In cucina trovi una bella caraffa di caffè, se hai anche la metà del mal di testa che ho io ti servirà. Provo a liberarmi presto dall'ufficio così ci facciamo un giro per negozi! Un bacio. Mori..
Mi alzai e, con il passo di un cadavere ambulante, mi diressi in cucina.
Trangugiai tutto il caffè che mi era stato lasciato dopodiché puntai dritta al bagno e alla doccia.
Non vederlo abbracciato a quella ragazza era praticamente impossibile. Più mi sforzavo di pensare ad altro e più ci ricascavo. Come ha fatto ad entrare così pesantemente nella mia vita da riuscire a stravolgermi in questo modo?!
Finita la doccia feci il giro della casa. Ancora bagnata e coperta solo dall'asciugamano aprii la porta di ingresso: il viale era nuovamente deserto.
Tornai dentro. Mentre attraversavo le varie stanze mi resi improvvisamente conto di quanto quella casa sembrasse così piccola e soffocante. Devo uscire!
Mi vestii velocemente. Pantaloncino in jeans, canotta e scarpe da ginnastica. Raccolsi i capelli ancora bagnati, inforcai gli occhiali da sole e presi il cellulare.
Senza una meta lasciai il grande cancello elettrico alle mie spalle.
Vagai per qualche ora finché la fame non mi costrinse a fermarmi e ad entrare da Starbucks.
Il grande orologio sulla parete principale indicava le 15.
Data l'ora più che un pranzo mi concessi una merenda: un grande frappuccino alla fragola con tanto di panna montata e una fetta di cheescake.
Mi sedetti su una poltrona che avevo già adocchiato dalla cassa.
Intorno a me un sacco di persone sorseggiavano i loro caffè scrivendo qualcosa al computer, o leggendo, altri invece in compagnia parlavano e ridevano.
Io non avevo nulla da fare: osservavo semplicemente tutto ciò che mi circondava.
Poi il mio cellulare prese a suonare distraendo la stragrande maggior parte di persone dalle proprio attività. Risposi il più velocemente possibile cercando di rimediare.
Pronto?!.
Dall'altra parte una voce conosciuta: era il mio editore.
Ciao Stefania. Come va la tua vacanza? Spero per te che tu stia lavorando e non perdendo tempo
.
Ciao Paolo. Sì sì sto bene grazie per l'interessamento e tu?!.
Non scherzare con me per favore
. Forse non era proprio una chiamata di cortesia.
Non preoccuparti sto avendo un sacco di spunti.. Mentii spudoratamente. Il libro procede alla grande.. Mentii nuovamente. Mi stavo scavando la fosse con le mie stesse mani e stava diventando sempre più profonda.
Bene
Comunque non ti ho chiamato per questo
Sei seduta?.
Sì Paolo perché? Devo preoccuparmi?.
No anzi
Abbiamo ricevuto una proposta allettante che non puoi assolutamente rifiutare!.
Che proposta non capisco
.
I diritti del tuo libro! Vogliono farci un film!.
Cooooosaaaaa???. Resami conto di aver urlato e aver nuovamente disturbato tutto il locale mi feci piccola piccola e bisbigliai nuovamente: Cosaaa?.
Degli inglesi. Pare vogliano utilizzare il tuo libro come soggetto per un film. Mi hanno parlato di una grande produzione e attori importanti. È una cosa che non si può assolutamente rifiutare!.
No no e chi la rifiuta!. Ero al settimo cielo. Il mio libro, il mio unico libro sarebbe diventato un film! E chi se la sarebbe mai immaginata una cosa del genere?!
Ti sto girando via mail il contratto che dovresti firmare e spedirmi al più presto!.
Perfetto! Appena arrivo a casa lo faccio subito! Non ci credo
.
Credici! Poi quando vedrai la cifra
Ma comunque trovi tutto sul contratto. Un'ultima cosa prima di attaccare. Ti mando anche in allegato una base musicale che dovrà fare da colonna sonora al film e, secondo loro, tu dovresti scrivere il testo..
Eh?? Ma che testo
Io non l'ho mai fatto, non saprei da dove cominciare, non so come farlo
.
Prima che io finissi di inventarmi qualsiasi tipo di scusa Paolo mi bloccò.
Stefania senti con quello che ti danno tu scriverai quel testo! Non mi interessa come farai, ma lo farai! Entro la fine della settimana voglio quella canzone! Non sto scherzando! Sono in gioco parecchi soldi, è in gioco la mia e la tua reputazione quindi cerca di non deludere nessuno!.
Va bene
ci proverò
.
Non ci devi provare! Ce la devi fare! Un po' di fiducia ragazza mia! Non andrai da nessuna parte con quest'atteggiamento!.
Ok ho capito l'antifona! Mi metterò subito al lavoro
.
E mi raccomando fammi avere quei documenti al più presto!.
Sarà fatto
Ciao Paolo..
Ciao!.
La mia eccitazione aveva presto lasciato spazio al grande timore di non farcela e alla preoccupazione per quello che mi avrebbe aspettato.
Ancora con il telefono in mano selezionai dalla rubrica il nome di Morena.
Rispondi Mori rispondi
Hey Mori! Ho assoluto bisogno di un favore! Poi ti spiego bene, ma ora ho bisogno che tu acceda al mio indirizzo di posta elettronica e mi stampi il contratto che mi hanno mandato dalla casa editrice... Dove sono? Ehm sono da Starbucks
Ma dove non saprei
Aspetta!. Mi alzai. La mia agognata fetta di cheescake era ancora sul tavolo intatta. Presi soltanto il bicchiere e uscii dal locale. Raggiunsi in gran fretta l'angolo della strada per poter comunicare a Morena il luogo preciso in cui mi trovavo.
Sono sull'Hollywood Boulevard
Al 6745
E ho camminato come vuoi che abbia fatto ad arrivare fino qui?! Va bene allora ti aspetto
Mi raccomando stampami quelle pagine! Ok a dopo..
Senza rendermene conto mi ero spinta molto lontano.
Morena non lavorava lontano dal luogo in cui mi trovavo e sarebbe passata a prendermi con il contratto. Il contratto. Solo ora riuscivo a realizzare. Un film, faranno un film, vedrò il mio libro al cinema!
Non avrei mai creduto che sarebbe potuta capitare una cosa del genere, a me.
Quando mi accorsi del grande successo che aveva avuto il mio libro avevo pensato che il tutto si sarebbe esaurito li e invece
E ora la canzone.
Come avrei fatto a scrivere una canzone?!
Ero completamente svuotata, il mio estro creativo continuava ad essere bloccato. A complicare il tutto il fatto che non sapevo minimamente come far calzare delle parole ad una melodia, come poter esprimere dei concetti in micro frasi, io, che quando scrivevo ero più prolissa di quanto la stessa parola prolissa potesse significare.
È una nuova sfida! Ma da quant'è che mi racconto questa cavolata delle nuove sfide?!
A spezzare il flusso dei miei pensieri l'auto che si fermò davanti a me. Morena era arrivata, più velocemente di quanto immaginassi.
Salii in macchina e raccontai tutto a Morena.
Come me rimase allibita!
Ste ma è una cosa fantastica! Sarà difficile, ma ne varrà la pena fidati! E poi scusa possiamo sempre chiedere ai ragazzi? Loro se le scrivono da soli le canzoni quindi possono darti una mano
.
Non ci avevo pensato in effetti
.
Mentre spiegavo il tutto a Morena lessi il contratto. Era strepitoso. Avrei guadagnato un bel po' di soldi senza fare praticamente nulla, a parte ovviamente quel maledetto testo. Iniziavo ad odiarlo.
Hai una penna? Devo firmarlo e mandarlo a Paolo al più presto!.
Sì ne ho una nella borsa..
Se te lo firmo ora me lo puoi mandare domani tramite fax dal tuo ufficio?.
Scherzi? Nessun problema!.
Tra l'altro pensavo che magari con l'euforia del momento passerà un po' in secondo piano il mio inesistente secondo libro
E magari Paolo non mi caccerà a calci
.
Vedrai che andrà bene. Ne sono convinta. In fondo hai sempre scritto, è quello che sai fare! Hai solo bisogno di tempo
A tal proposito io ti lascerei un po' da sola a lavorare perché sai ho sentito Brian e vorrebbe portarmi in un locale
E poi magari domani
.
Sì Mori non ti preoccupare! Divertiti anche per me! Io passerò i prossimi giorni chiusa in casa a lavorare
Non sarei stata comunque di molta compagnia
.
Avevamo ormai raggiunto la mia casa.
Dev'essere tornato Nick. Magari ora passo a chiedergli qualche consiglio
.
Bravissima! E mentre ci sei magari gli parli anche di altro
. Iniziò a ridere e darmi colpetti con il gomito.
Certo
Ciao cara ci sentiamo presto!. Le diedi un bacio e scesi dalla macchina.
Varcato il cancello puntai direttamente verso la dependance. La sua Gip era parcheggiata come al solito all'ingresso: era davvero tornato. Mentre camminavo pensavo a cosa gli avrei detto.
Ripetevo diligentemente il mio discorso: gli avrei chiesto come stava, avrei parlato del più e del meno per poi implorare il suo aiuto. Non avrei fatto riferimento a quello che era successo tra di noi, non ne avevo il coraggio.
Ero davanti alla porta. Bussai.
Avevo calcolato tutti gli imprevisti, le sue possibili risposte, ma non avrei mai immaginato questo.
Ad aprire la porta non era stato Nick, ma la ragazza che avevo visto con lui la sera prima.
Il sangue mi si gelò nelle vene.
Il buio e la posizione poco favorevole mi avevano nascosto la sua bellezza. Un fisico perfetto sul quale cadeva delicatamente un vestitino turchese. I lunghi capelli castani erano raccolti e mostravano interamente il suo viso dai lineamenti molto eleganti. Gli occhi anch'essi castani, profondi.
Ti serve qualcosa?!. Mi chiese mentre io ero intenta ad analizzarla dettagliatamente.
Sì scusa
C'è Nick? Io abito nella casa acc
.
Nick è sotto la doccia posso dirgli che sei passata
Tu sei?. La grazia dei suoi lineamenti non rispecchiava per niente quella del suo carattere. Nel suo caso pareva la gentilezza fosse stata distribuita in maniera proporzionalmente inversa alla bellezza.
Io sono Stefania sto nella casa qui acc
.
Gli dirò che sei passata!.
Dovetti fare un piccolo salto indietro per evitare che la porta mi sbattesse addosso.
Ma da dove cavolo è uscita questa?! Come si permette?! Sarà proprio vero che Dio li fa e poi li accoppia!
Furiosa tornai in casa e presi il computer: avevo di meglio da fare che pensare a quell'arpia.
Non appena fu acceso mi connessi ad internet e scaricai tutti gli allegati della mail che mi aveva mandato Paolo. I file audio erano 2. Li ascoltai.
Il primo doveva essere la base musicale di quella che poi sarebbe stata la canzone, il secondo era identico a quello precedente, ma uno strumento simile ad un sassofono delineava una sorta di traccia che sarebbe poi stata sostituita dalle voci. Almeno in questo mi avevano aiutato.
Ora avevo un punto di partenza.
Ascoltai e riascoltai quella melodia. Seguendo il filo conduttore del mio romanzo avrebbe dovuto parlare d'amore, eppure, più che un inno all'amore, mi sembrava un canto d'angoscia.
Come rendere una cosa così malinconica in un qualcosa che trasmetta passione, calore, attrazione?!
Tutto ciò che riuscivo però a concepire erano pensieri che mi riconducevano sempre e solo a lui: Nick.
I miei occhi erano stretti, cercavo di sforzarmi a immaginare qualcosa con quelle note a farmi da sottofondo, ma tutto ciò che la mia mente mi mostrava erano i momenti passati con lui. I sussurri, il suo tocco, le sue labbra, i brividi
Spostai il mouse sull'icona dei documenti. Il file aperto due sere prima era ancora li.
Quelle frasi che mi sembravano senza senso forse potevano essere adatte.
Cercai di descrivere nello stesso modo ogni piccola sensazione da me provata.
Le mani si muovevano rapide sulla tastiera, in meno di due ore avevo riempito 4 pagine di word. Il problema principale ora era quello di far calzare quell'accozzaglia di frasi al brano.
Ci penserò domani: per oggi direi che ho già dato a sufficienza.
Quella notte i miei sogni furono agitati dal costante pensiero della realizzazione di quella canzone.
Continuavo a sentire la musica, immaginavo delle voci che cantavano le mie parole.
Nei due giorni seguenti non misi letteralmente il naso fuori casa.
Passavo ore interminabili davanti al computer cercando di arrangiare il pezzo, da mattina a notte fonda i miei occhi erano fissi sullo schermo, le mie orecchie, ormai sature, riuscivano a riconoscere ogni nota.
Gli unici intervalli erano dati dalle chiamate di Morena: continuava a preoccuparsi di come stesse procedendo il lavoro, chiedeva se avevo bisogno di qualcosa, di svagarmi. Io la rassicuravo dicendole che tutto avanzava per il meglio, che stranamente mi sembrava di fare un buon lavoro e che presto avrebbe potuto sentire il risultato dei miei sforzi.
Mori davvero non preoccuparti, va tutto alla grande. Ma raccontami di te
.
Questa era la frase tipo che pronunciavo ogni volta che rispondevo al cellulare e allora lei metteva da parte tutte le sue ansie e iniziava a raccontarmi come procedeva con Brian.
Quando la sentivo parlare così felicemente e spensierata, tutto passava in secondo piano. Non esistevano preoccupazioni, problemi, c'era solo lei e il suo Brian.
Ieri siamo andati in un locale molto carino. Per tutta la sera mi ha tenuta stretta tra le sue braccia. Mi sembrava che quella pista fosse deserta. C'eravamo solo io e lui. Ci guardavamo negli occhi. e poi quanti baci. Adoro le sue labbra. Ci credi se ti dico che non resistevo più? Mentre ballavamo ha iniziato a baciarmi: la bocca poi il collo. Volevo morire! Domani sera vado a casa sua
Non so proprio cosa fare
.
Devi fare quello che ti senti Mori e devi essere felice! Se ci stai bene goditi tutto! Te lo dice una che sta qui a scrivere una canzone su
vabbè lasciamo perdere
Cosa? No ora me lo dici
!.
Cosa ti devo dire? Che sto scrivendo una canzone su una persona che
Guarda io tutto quello che ti posso dire è di vivere al meglio questa cosa! Fregatene di tutto e di tutti! Ci siete solo voi! E non pensare! Una cosa l'ho imparata
Pensare troppo non porta davvero a niente, devi solo seguire il tuo cuore!.
La telefonata successiva fu decisamente differente.
Saltammo i vari convenevoli sulla mia prigionia forzata per parlare di cose molto più interessanti.
Ieri sono stata a casa sua
La fine del mondo! Ha preparato la tavola con fiori, candele e ha cucinato per me delle cose buonissime. Poi dopo cena ci siamo spostati in salotto. Ha questo grande tappeto bianco sul pavimento che ha riempito di cuscini. Ci siamo seduti li e abbiamo bevuto dello champagne. E poi mi ha fatto i muffin al cioccolato!.
Ma chi se ne frega dei muffin al cioccolato andiamo avanti
!.
Era per farti capire quanto è stato tenero
Comunque
Niente abbiamo mangiato il dolce poi una chiacchiera tira l'altra e abbiamo iniziato a baciarci
E poi
Vabbè puoi immaginare
!.
Raccontaaaaa!!!!.
Non ho mai conosciuto una persona così. È stato dolcissimo. Solitamente i ragazzi nemmeno ti guardano basta che gliela dai! Lui invece
Dio sento ancora le sue mani, le sue labbra
È stato così delicato e premuroso
Ogni sua carezza, ogni suo bacio
Mi ha sempre guardata negli occhi e porca miseria che occhi. È stato meraviglioso. Avrei voluto che questa notte non finisse mai
Abbiamo dormito abbracciati e mi sentivo protetta, mi sentivo in paradiso. Mi sono svegliata prima di lui per andare a lavoro e lo guardavo
Ste quello è l'uomo che voglio vedere per il resto della vita!.
Mori sei innamorata
.
Lo conosco da pochissimo
Non credo di essere innamorata
Ma so che tra poco lo sarò
E non mi spaventa per niente perché so che ieri sera eravamo in due a provare le stesse cose! Per la prima volta mi sento parte di una coppia. Non so se mi spiego però o ero solo io a provare certe cose oppure erano loro. Vedi Matt ad esempio. Non ha capito un cavolo di me, lui continuava a premere premere non rendendosi conto che io ero da un'altra parte e mi ha allontanata. Brian invece
Sento che i nostri cuori battono insieme, sento che anche lui sta vivendo questa storia con me
.
Sono davvero felice per te
. Gli occhi mi diventarono lucidi, la voce mi si spezzò in gola.
Lo sono anche io
Come non lo ero da tanto
. Sospirò. E non vedo l'ora di rivederlo. Ormai penso sempre e solo a lui
E anche a te non preoccuparti!!. Cominciammo a ridere.
Sì guarda ci credo
A parte gli scherzi Mori sono contentissima e non ti preoccupare per me! Magari è la volta buona che lavoro un po'!.
Ste ora scappo perché è tornato il mio capo dalla pausa pranzo e non posso più cazzeggiare ahahah
.
Ok dai ci sentiamo presto!.
Lavorai come una pazza, senza nemmeno una pausa. Il mio carburante: caffè e ciambelle.
Durante i miei giorni di clausura non vidi mai Nick.
Sentivo la sua auto fermarsi sul viale la sera tardi e il mattino, quando mi svegliavo, non era già più li. Immersa com'ero nella realizzazione del mio progetto non gli prestai nemmeno attenzione.
Era venerdì pomeriggio, credo intorno alle 14, quando finalmente mi resi conto che avevo finito.
Devo assolutamente dirlo a Mori.
Il tono di libero occupava l'attesa.
Pronto?.
Ciao Mori! Ho finitoooo!!.
Hey Ste! Bravaaaa! Allora voglio sentirla, subito!.
E no subito non si può
Stavo pensando che ne dici di venire a cena qui questa sera per l'anteprima? E magari fai venire anche Brian lui ne capisce qualcosa e mi saprà dare un'opinione professionale
E magari per non fare la candela chiamiamo anche gli altri!.
Dai va bene
Allora lo chiamo subito. Diciamo che saremo tutti da te per le 7 va bene?.
Perfetto! Corro a darmi una sistemata, visto che sono stata qua rintanata per 3 giorni e faccio proprio pena, e preparare qualcosa da mangiare!.
Ok cara allora a più tardi! Bacio!.
Ero al settimo cielo. Finalmente vedevo la luce alla fine del tunnel buio nel quale ero finita negli ultimi giorni. Appena avevo avuto la notizia ero sconvolta a sicura del mio fallimento, ma ora, invece, ero notevolmente più ottimista.
Spensi il computer e mi sdraiai un attimo per riposare gli occhi e raccogliere le idee. Poi, carica come non lo ero mai stata, saltai giù dal letto e saltellai fino al bagno. Una bella doccia era ciò che mi occorreva.
Mentre l'acqua lavava via tutta la stanchezza dal mio corpo io canticchiavo di gioia, attraversando tutto il mio vasto repertorio musicale.
Un'asciugata rapida ai capelli che poi raccolsi in una coda alta, una leggerissima passata di trucco per mascherare il pallore del mio viso e le profonde occhiaie.
Il mucchio dei miei vestiti era ancora lì ad attendermi. Rovistai alla ricerca di qualcosa di molto semplice e comodo: pantaloni tagliati al ginocchio e una maglietta rosa.
Mi diressi poi in cucina e iniziai ad aprire tutti i mobili e il frigorifero alla ricerca di un'idea: faccio la pizza!
Mi misi al lavoro immediatamente.
Non vedevo l'ora di far sentire a Morena e soprattutto ai ragazzi la canzone. Ero ansiosa al solo pensiero di avere le loro opinioni.
Fortunatamente il resto del pomeriggio trascorse velocemente e le 7 arrivarono in un batter d'occhio.
Il tavolo della sala da pranzo era colmo di pizze tagliate in tranci e disposte in diversi vassoi quando sentii il clacson di una macchina suonare.
Presi le chiavi e uscii dalla porta d'ingresso. Con il telecomando diedi l'input affinché il cancello si aprisse. Brian, Morena, Howie ed AJ erano arrivati.
Benvenuti!. Dissi con un gran sorriso.
Appena scesa dall'auto Morena mi si precipitò addosso stringendomi in un forte abbraccio.
Ciao tesoro!. Le diedi un bacio e ancora abbracciate entrammo in casa. Gli altri ci seguirono.
Questa casa è ancora meglio di quanto me la immaginassi!. Disse AJ guardandosi intorno.
Sorridendo risposi: Mi raccomando, fate come foste a casa vostra! È quello che faccio anche io dopotutto
!.
Ci spostammo nel salone. I ragazzi conquistarono subito il grande divano, io presi due vassoi ricolmi di pizza e li portai da loro. Morena si diresse verso il frigorifero e mi seguì con qualche birra e una bottiglia di coca-cola.
Wow! Ma cos'è tutto sto ben di Dio?!. Esclamò AJ afferrando una fetta.
Dai Ste faccela sentire!!. Intervenne Morena. Era impaziente quanto effettivamente lo ero anche io ma cercavo di non darlo a vedere.
Ho già spiegato tutto ai ragazzi quindi siamo tutti pronti ad ascoltare!.
Non aspettiamo Kevin e Miriam?.
No loro non vengono, hanno una cena con non so chi
. Disse Howie.
Va bene
. Il mio viso diventò improvvisamente rosso.
Mi allontanai e raggiunsi la camera, raccolsi il computer ancora sul letto e ritornai in salone.
Vi avverto che devo cantare io e che non sono, come dire, una grande cantante
Vi prego non prendetemi in giro e non fatemi ridere
!.
Non ti preoccupare
Noi siamo dei professionisti!. Replicò AJ spostando leggermente in avanti i suoi occhiali da sole.
Ok
Dovrei essere pronta
. Avevo aperto il file sul quale avevo trascritto le parole e la base.
Timidamente iniziai a cantare.
You look into my eyes
I go out of my mind
I can't see anything
Caus this love's got me blind
I can't help myself
I can't break the spell
I can't even try
I'm in over my head
You got under my skin
I got no strength at all
In the state that I'm in
And my knees are weak
And my mouth can't speak
Fell too far this time
Baby, I'm too lost in you
Caught in you
Lost in everything about you
So deep, I can't sleep
I can't think
I just think about the things that you do
I'm too lost in you
Well you whispered to me
And I shiver inside
You undo me and move me
In ways undefined
And you're all I see
And you're all I need
Help me baby
'Caus I'm slipping away
Like the sand to the tide
Falling into your arms
Falling into your eyes
If you get too near
I might disappear
I might lose my mind
Sentivo solo la mia voce e la melodia che mi accompagnava.
Il più completo silenzio regnava intorno a me.
AJ era rimasto bloccato con la bocca leggermente aperta e la fetta di pizza a mezz'aria, Morena mi guardava con occhi intensi e un gran sorriso sulle labbra.
I can't sleep
I can't think
I just think about the things that you do
I'm too lost in you
La musica terminò e la mia voce si bloccò improvvisamente.
Nessun commento.
Alzai lo sguardo che si era abbassato involontariamente per paura delle critiche.
Allora
?!. Chiesi timorosamente.
Tutti si voltarono verso Brian che prese la parola: Cavolo
Non so cosa dire
Insomma
È strepitosa davvero! Ti prego devi assolutamente scrivere qualcosa per noi!.
Una volta rotto il ghiaccio i complimenti iniziarono a cadere copiosamente.
Ma da dove ti sono venute queste parole? Come hai fatto a scriverle? Sembrano così vere
.
Mi voltai verso AJ che aveva posto la domanda: In realtà sono vere
Io ho sempre e solo scritto cose vere
Ci metto la mia vita in quello che scrivo
Però non pensate cose strane! Sono solo parole!.
Mi voltai verso Morena.
I suoi occhi sembravano essere carichi di lacrime.
Un'occhiata di intesa per farle capire che era tutto a posto e che stavo bene.
Allora dite che piacerà?. Avevo bisogno di altre conferme.
Piacerà?! Questo sarà un successo te lo garantisco!. Le parole di Brian mi fecero molto piacere, ma non riuscirono a cancellare lo sguardo che Morena aveva fisso su di me.
Su mangiamo che qui si fredda tutto
!.
Io ho bisogno di un po' d'aria. Vado un attimo fuori.. Morena si alzò di scatto e uscì dalla porta di ingresso. Brian la seguì.
Ora mi sentivo imbarazzata.
Howie, AJ e Brian non sapevano nemmeno di cosa parlasse la mia canzone, ma lei sì.
Forse le mie parole avevano detto fin troppo.
Durante quei 3 giorni non avevo fatto altro che pensare a Nick e tutto ciò che ero riuscita a produrre era un inno ai momenti trascorsi con lui e a come mi sentivo io in quell'abisso di incertezze.
Anche se non volevo ammetterlo nemmeno a me stessa, avevo completamente perso la testa per lui ed ora era chiaro anche a lei.
Ragazzi vi chiedo scusa.. Dissi allontanandomi anche io dalla stanza.
Raggiunsi Morena e Brian.
Brian perdonami posso parlare con Morena?.
Lui si voltò verso di me che gli ero alle spalle.
Certo
. Diede un bacio sulla fronte a Morena e rientrò in casa.
Perché non me l'hai detto?!.
Detto cosa? Cosa ti potevo dire
?.
Che stavi così!.
Mori ma guarda che io sto bene, non ti devi preoccupare per me
.
Ste la vuoi finire di dirmi cazzate una buona volta?.
Mi guardò furiosa.
Cosa ti dovevo dire
?! Che non faccio altro che pensare a lui? Che non so come diavolo sia successo ma credo di essermi innamorata di lui? Che dalla mattina alla sera la sua voce mi rimbomba nella testa e mi tormenta? Che sta con una strafiga e di me probabilmente si è già dimenticato? Che sono una stupida? Ecco ora ti ho detto tutto!. Qualche lacrima scese a solcare le mie guance.
Morena mi strinse fra le sue braccia.
Lo so, sono un'idiota, solo io posso prendermi ancora le cotte alla mia età, solo io posso sempre finire a fare gli stessi cazzo di errori e idealizzare persone che nemmeno mi guardano!. Il tanto atteso sfogo di cui avevo bisogno era finalmente arrivato.
Morena mi prese il viso tra le mani e se lo puntò fisso di fronte.
Non sei un'idiota! Avevamo detto che se è capace di lasciarsi scappare una ragazza come te è lui il cretino! Tu però non devi stare così
E devi parlare con me
Devi dirmi tutto capito?.
Sì ma io
.
Niente ma!.
Una delle sue mani passò sul mio volto cercando di cancellare i segni lasciati sul mio viso.
Ora andiamo di là e ci divertiamo capito?.
Capito
.
Morena stava per aprire la porta quando la bloccai.
Stavo pensando di tornarmene a casa
.
Si voltò di scatto.
Ma che dici?.
Ci pensavo oggi
Non c'è niente per me qui, sto solo perdendo il mio tempo..
Io non voglio che tu te ne vada! Da quando sei arrivata tutto è cambiato
E io non voglio doverti dire addio..
Ma non mi dirai addio. Ci sentiremo sempre, come abbiamo fatto per tutto questo tempo, e magari verrò a trovarti qualche altra volta. E poi ci sarà Brian con te... E poi cerca di capirmi
Io proprio non ce la faccio a stare qui
.
Se hai già deciso non posso aggiungere altro
Vorrei convincerti a restare, ma non voglio vederti soffrire
.
Diciamo la verità: per me è stata una vacanza, una stupenda vacanza e devo ringraziarti. Ma credo sia giunto per me il momento di tornare alla vita vera..
E quando avresti intenzione di partire?.
Ancora non lo so
.
Me la prometti una cosa?.
Dipende da cosa
Se posso sì!.
Non parlarne. Cerca solo di divertirti e pensaci. Potresti anche cambiare idea
.
Non credo che cambierò idea, ma ti prometto che ci penserò e che mi divertirò finché non salirò su quell'aereo.. Le sorrisi. Le mie parole anche se incoraggianti non avevano mutato la sua espressione.
Ritornammo in casa e ci godemmo la cena fra una chiacchiera e l'altra e tante risate.
Ma chissà dov'è finito Nick?!. Esclamò ad un certo punto AJ.
Senza volerlo Morena fece cadere la sua forchetta.
Dovrebbe essere dai suoi, hanno qualche problema.. Rispose Brian cercando di porre termine a quella conversazione.
Ma AJ non voleva cedere: Stefania tu non l'hai visto?!.
Sollevai il capo che avevo tenuto basso proprio per non farmi invischiare.
Ehm
Veramente sono un paio di giorni che non lo vedo
.
Ma sei sicura?.
Sì! L'ho visto l'ultima volta martedì mentre tornava a casa con una ragazza
.
E com'era questa ragazza?. AJ aveva intenzione di torturarmi.
Era alta, con i capelli scuri e lunghi, una bellissima ragazza
.
Dev'essere Angel!. Proclamò sonoramente.
Asciugandomi la bocca con il tovagliolo dissi, pensando di non essere udita: Un angelo di nome e di fatto
.
Brian colse le mie parole e iniziò a ridacchiare: Devi avere avuto il piacere di conoscerla immagino
.
E sì, con mia grande fortuna direi
.
Angel è fatta un po' a modo suo
. Diede un morso alla focaccia. Ah comunque è sua sorella
. Mi lanciò uno sguardo di intesa.
Fui quasi sollevata da quelle parole.
Simpatica la sorellina
Ahahahahah!.
Finita la cena ebbi un'idea.
Che ne dite di provare la jacuzzi?.
Fu accolta di buon grado.
Io e Morena schizzammo in camera mia a metterci il costume. I ragazzi, cercavano di capire come farla funzionare. Prima di uscire presi qualche asciugamano dal bagno che poi lasciai sulle sdraio ai bordi della piscina.
Allora ce l'avete fatta?. Chiese Morena.
Certamente! Prego prima le signore
!.
Io e Morena entrammo nella vasca.
L'acqua era caldissima e ribolliva piacevolmente. Leggeri fumi di vapore si sollevavano nell'aria fresca della sera.
Ma nessuno ha preso da bere?! Ho capito ci penso io.. Brian scomparve nella mia camera e riapparse pochi minuti dopo con dei bicchieri e una bottiglia di vino.
Ora sì che è una festa!.
Io ero seduta tra Howie ed AJ. Di fronte a me Brian che teneva Morena fra le sue gambe e la stringeva.
Io proporrei un brindisi
Vorrei brindare a questa bellissima vacanza, a tutti voi, a Morena e Brian, alla mia canzone che si spera piaccia e al vostro successo che sono sicura avrete molto presto!.
I calici si unirono tutti.
Cheers!.
Lo sfogo avuto poco prima con Morena mi sembrava così lontano. Un grande peso però continuava a gravare sul mio cuore e, malgrado fossi molto brava a nasconderlo, non ero completamente a mio agio.
Dei passi in avvicinamento mi distolsero per un attimo.
Diressi il mio sguardo verso il punto da quale arrivava quel rumore: Nick era tornato.
Non ero l'unica ad essermene accorta: Hey Nick vieni qui con noi! Festeggiamo questa sera! Festeggiamo Stefania!. Disse AJ con il bicchiere alto poggiando un braccio sul mio dorso.
Stretta nelle spalle accennai un sorriso.
La risposta arrivò secca: No grazie!.
Entrò nella dependance.
Non so dire cosa mi spinse a farlo, ma mi alzai.
Torno subito
.
Uscii dalla vasca, mi legai un asciugamano intorno al corpo e mi diressi verso la dependance.
Bussai leggermente. Nessuna risposta.
Feci scorrere lentamente la porta e mi infilai in casa.
Posso entrare?.
Nick apparve da un'altra stanza: Mi pare tu sia già dentro
.
E sì in effetti
. Dissi guardandomi intorno con aria sottomessa.
Hai bisogno di qualcosa?.
Ehm no in realtà non ho bisogno di nulla, è solo che Brian ha detto che avevi qualche problema con la tua famiglia e volevo solo sapere se va tutto bene
.
Sì va tutto bene grazie per l'interessamento. È tutto?.
Ma veramente io
. Abbassai lo sguardo cercando di trovare la forza di parlare.
Basta che ti sbrighi perché sono stanco e poi non vorrai fare aspettare i tuoi ospiti
.
Possono aspettare
Non credo che senza di me si sentano persi
.
Dici?! Mi era parso di capire che sei tu la festeggiata e che a quanto pare qualcuno è molto felice di festeggiarti
.
Non capivo proprio dove volesse andare a parare.
Scusa, ma cosa vorresti dire con questo?! Non capisco
.
Nick mi si avvicinò. Il suo viso era attaccato il mio. I nostri nasi appena si sfioravano.
È meglio che tu torni al tuo festino e che mi lasci in pace
.
Ma che festino scusa? Cosa stai dicendo?!.
Vuoi che ti faccio un disegno?! Forse non mi spiego bene
Qualcuno aspetta i tuoi ringraziamenti e non vorrai deludere le aspettative di un povero ragazzo
?!.
Non è vero
Non ci credo
Non sta dicendo davvero
Ma per chi cazzo mi hai presa?!. Le mie mani colpirono bruscamente il suo petto e lo allontanarono da me.
Dovevo uscire da lì. La sua sola vista mi faceva venire i brividi.
Afferrai la maniglia con tutta la forza che avevo in corpo.
Mi bloccai. A stento riuscivo a trattenere le lacrime.
Quel fiume di parole che ero sempre riuscita a spezzare nella mia gola fu impossibile da trattenere.
Ritornai a guardarlo. Gli occhi gonfi.
Ma chi cazzo ti credi di essere?! Prima mi tratti come se fossi una merda poi mi baci e mi fai passare i momenti più belli che probabilmente io abbia mai passato e te ne vai, lasciandomi qui a interrogarmi su che cosa succederà domani. Se vorrai ancora essere gentile con me o se tornerai a fare lo stronzo! E poi te ne esci con queste cose! Come ti permetti?! Tu non mi conosci, non sai un cazzo di me e della mia vita. E non ti devi neanche permettere di darmi della puttana!.
Lui stava di fronte a me, sbalordito.
Non so dove avessi trovato tutta quella forza. Una cosa però era certa: finalmente ero riuscita a dirgli tutto ciò che desideravo e questa volta era lui ad essere rimasto senza parole.
Nel silenzio più totale lasciai la casa.
Mi diressi verso la piscina.
Brian io sono stanca
Che ne dici se andiamo?. Disse Morena notando l'ombra di sconforto che era di nuovo calata sul mio volto.
Certo
Ragazzi?! La serata è finita!.
Appena sola mi infilai al sicuro sotto le coperte e mi abbandonai a una bella crisi di pianto.
Il buio a farmi da cornice. Il silenzio rendeva le mie lacrime ancora più amare.
Mi addormentai prima di quanto avrei immaginato.
Al mio risveglio la prima cosa a cui pensai furono i vestiti: non li misi nell'armadio come mi ero ripromessa di fare altre volte, li rimisi in valigia.
Guardavo i miei bagagli aperti sul pavimento. Cosa sto facendo? Sto scappando, ancora una volta non riesco ad affrontare la realtà e cerco la soluzione più breve e indolore.
Come in altre occasioni la suoneria del mio cellulare mi distolse dai miei pensieri.
Pronto?!.
Ciao Ste! Come stai?.
Hey Mori. Sto bene
.
Siamo sicure? Ieri non ti ho vista per niente bene
.
Sì Mori tranquilla
.
Cosa stavi facendo?.
Sei sicura di volerlo sapere
? Ho fatto le valigie!.
Ma allora sei proprio convinta
Non ci vuoi ripensare?.
Mori non lo so, davvero
Per ora ho fatto le valigie. Questa mattina mi sono svegliata sicura di volermene andare quindi ho fatto i bagagli. Poi si vedrà
.
Ma io sono tanto triste se te ne vai
.
E lo so Mori
Lo sono anche io che ti credi
Ma comunque non ho ancora deciso niente
Non ti preoccupare! Finché non ho il biglietto in mano puoi stare tranquilla!.
Ecco sarà meglio! Anche perché questa sera devi venire con me all'House Of Blues e non voglio sentire storie!.
Ma non ti arrendi mai tu eh?.
Lasciami pensare
No!. Iniziò a ridere.
Mori io apprezzo tutto ciò che stai facendo, ma di venire lì questa sera non me la sento proprio. Non ce la faccio a rivederlo
Ieri sera non ci siamo lasciati proprio bene
.
Ste ascolta. Io non so cosa sia successo ieri, ma di una cosa sono certa: comportarti così non ti serve a nulla. Anche quando te ne andrai continuerai a pensarci a meno che tu non decida di risolvere la cosa, qui, ora! Fallo per te stessa! Che vada a finire come deve andare, ma che tu te ne vada o che finisca male soffrirai comunque quindi tanto vale provarci
.
Da quando Morena era diventata così saggia?
Guarda l'unica cosa che mi ha fermata dal non prendere un aereo oggi è che non voglio più scappare
.
E allora! Senti io e te abbiamo bisogno di un po' di tempo da donne
Brian oggi è impegnato con le prove quindi sono libera! Ti passo a prendere tra una ventina di minuti e ci concederemo una giornata da vere signore! Devi solo prendere con te un costume e i vestiti che indosserai questa sera!.
Che cos'hai in mente?.
Tu non ti preoccupare! Fai quello che ti ho detto! Ci vediamo tra poco!.
Poter tenere testa a Morena era praticamente impossibile. Appena ero pronta a rispondere e a rifiutare ogni sua proposta lei attaccava senza darmi diritto di replica, e io rimanevo come al solito fregata. Tanto valeva assecondarla.
Non avevo assolutamente voglia di agghindarmi per la serata. Estrassi dalla valigia un paio di jeans, una camicetta a righe bianche e azzurre e le sneakers. Presi la mia borsa da spiaggia e misi tutto dentro, aggiunsi il costume e una borsetta più piccola per la serata.
Mi vestii velocemente con ciò che avevo indossato la sera prima e attesi Morena davanti al cancello.
Quando arrivò saltai in macchina felice di allontanarmi dalla villa e ci dirigemmo verso la meta sconosciuta. Non avevo gran voglia di parlare così, appena presi posto in auto, alzai il volume della radio e iniziai a cantare a squarcia gola coinvolgendo anche Morena nel mio piccolo delirio.
Ci fermammo davanti a una costruzione moderna, alta circa 4 piani. Al suo ingresso una scritta: The Lounge Spa.
Mori ma dove mi hai portata
. Dissi esterrefatta.
Un ragazzo si diresse verso il lato guidatore, aprì la portiera e fece scendere Morena.
Io presi la borsa che avevo appoggiato sul sedile posteriore e la seguii.
Andiamo
Oggi ci regaliamo una giornata di relax!.
Entrammo nello stabile e fummo subito accolte da due ragazze che ci accompagnarono in un piccolo salottino. Ci consegnarono tutto l'occorrente per la giornata e ci indicarono i camerini nei quali potevamo cambiarci. Mi infilai il costume e mi coprii poi con l'accappatoio. Misi le infradito e uscii rapidamente per consegnarmi a loro.
Facemmo dei trattamenti strepitosi: massaggi al corpo e al viso, idromassaggio, fanghi, sauna, il tutto accompagnato da fantastici stuzzichini e cocktail preparati con i loro elisir.
Non ero mai stata così coccolata e non mi ero mai sentita così rilassata: ero completamente nuova!
Finiti i trattamenti e calata ormai la sera ci portarono in un grande salone di parrucchieri.
Come li preferisce i capelli? E il trucco?.
Vorrei qualcosa di molto naturale
.
La ragazza si mise al lavoro. Prima si occupò dell'acconciatura e poi del viso.
Quando mi guardai allo specchio mi resi conto che quella giornata era stata un toccasana: tutti i segni della stanchezza e della tensione erano scomparsi.
Ritornammo poi nei nostri camerini per riappropriarci dei nostri averi e indossare i vestiti per la serata.
Uscite dalla Spa eravamo entrambe rinate e belle come non mai.
Wow che giornata
. Disse Morena.
Sì
Ci voleva proprio
. La guardai sorridendo. Grazie!.
Ricambiò il sorriso.
Andiamo a mangiare qualcosa al volo e poi dritte all'House Of Blues!.
Mi ero quasi dimenticata di quella parte del programma che avrei volentieri saltato a piè pari.
Dobbiamo proprio vero?!. Dissi un po' scocciata.
E sì! Ci divertiamo te lo prometto!.
Va bene
.
Mangiammo in un locale molto carino sulla Cienega Blv, il Belmont.
Gli stuzzichini macrobiotici della Spa non avevano per niente saziato il mio appetito, la mia scelta quindi cadde su di un succulento BBQ Burger che divorai letteralmente.
La cena terminò molto prima di quanto sperassi e, poco prima delle 21, eravamo in coda davanti all'House Of Blues.
Ma tutta questa gente non ha di meglio da fare che venire qui?!
Il nostro turno sembrava non arrivare mai.
Poi sentii una ingombrante presenza alle spalle: Voi potete passare!.
Mi voltai e mi ritrovai di fronte una montagna di muscoli che indicava a me e Morena di saltare la fila ed entrare direttamente. Seguimmo le sue indicazioni.
Il locale all'interno era ancora vuoto. Poche erano le persone presenti e la maggior parte erano tecnici che si occupavano di sistemare le luci e gli strumenti musicali.
Una voce rimbombò nella sala: 10 minuti!.
Mi voltai verso Morena. Alle sue spalle Brian si stava avvicinando facendomi cenno di non dire nulla.
Appena la raggiunse le strinse le braccia intorno alla vita, lei, riconoscendolo, fece scorrere dolcemente le mani sulle sue e scostò leggermente il viso per fare spazio a quello di Brian.
Vi hanno fatte entrare allora
. Disse dandole un bacio sulla guancia.
Venite. Vi faccio vedere qual è il nostro tavolo.. Liberò Morena e la prese per mano trascinandola verso i tavoli che si trovavano alla sinistra del palco. Io li seguii.
Ci sedemmo sul divanetto mentre Brian ci salutava: Io vado a prepararmi perché tra poco c'è la gara. Ci vediamo dopo! Godetevi lo spettacolo!. Ancora un bacio poi scomparve dietro il palco.
Morena continuava a guardarlo con occhi sognanti mentre si allontanava, io non potevo che ammirarla e invidiarla per quello che aveva.
L'ingresso doveva essere stato aperto perché la sala iniziò piano piano a riempirsi.
Il tempo di ordinare da bere e di ricevere i nostri cocktail, e il locale era stracolmo.
La gente già fremeva per assistere alla grande sfida della serata.
Non dovettero attendere a lungo.
Le luci si spensero, il palco si illuminò, il presentatore della settimana precedente si impossessò del microfono: Benvenuti anche questa sera all'House Of Blues!!.
Ogni sua pausa era riempita dalle urla della folla.
Questa è la seconda serata della nostra ormai famosissima battaglia delle band! Sono partiti in 16, ma se ne sono salvati solo 8 e questa sera suoneranno per voi!! Ne dovremo scegliere solo 4 che rivedremo la prossima settimana quando sceglieremo il vincitore! Ma ora lasciamo spazio alle nostre band! Non ci saranno le sfide frontali come la scorsa volta, ma li sentiremo uno per uno e poi stileremo una classifica! I primi 4 saranno coloro i quali passeranno il turno! Ora basta parlare
Che la battaglia abbia inizio!!!.
Ancora urla, questa volta più forti di quelle precedenti.
Non riuscivo proprio a farmi coinvolgere. Malgrado Morena avesse tentato in ogni modo di farmi scatenare, io assistetti a tutte le esibizioni seduta, bevendo il mio drink.
Un bell'applauso!!! Bravi bravi
. Disse il presentatore congedando il gruppo che si era appena esibito.
Siamo arrivati all'ultima band! Questa sera vogliono farci innamorare e ci cantano una canzone dal titolo Don't Wanna Lose You Now e sono i Backstreet Boys!.
Altri applausi e urla.
I ragazzi salirono sul palco. A differenza delle altre volte Nick si trovava al centro del palco.
Diede un'occhiata veloce al pubblico, poi si voltò sicuro verso il nostro tavolo e mi guardò.
Le luci si abbassarono improvvisamente.
Une melodia iniziò a suonare.
Un faro chiaro e forte si accese improvvisamente su di lui che iniziò a cantare.
I never thought that I would lose my mind
That I could control this
Never thought that I'd be left behind
That I was stronger than you
Girl if only I knew what I've done
You know
So why don't you tell me
I would bring down the moon and the sun
To show how much I care
Don't wanna lose you now
.
Nick aveva cantato, e per ogni parola che aveva pronunciato i suoi occhi erano rimasti fissi nei miei.
Il mio cuore batteva all'impazzata, ancora una volta mi lasciava senza fiato.
La sua voce era così dolce e calda, il suo sguardo magnetico, non riuscivo a distogliere la mia attenzione da lui.
Durante tutta la loro esibizione il pubblico era rimasto in silenzio per poter sentire meglio le loro voci e io, concentrata com'ero, avevo immaginato di essere sola e che quelle parole fossero tutte per me. Ancora una volta mi stavo lasciando rapire dal vortice delle mie emozioni dimenticandomi tutto quello che era successo tra me e lui, dimenticando le parole della sera precedente. Non dimenticare quello che ti ha detto, ripetevo a me stessa. Non dovevo cedere, non potevo cedere.
Facciamo un grande applauso ai Backstreet Boys!.
La canzone era finita e la voce del presentatore aveva finalmente spezzato le catene che mi tenevano avvinta.
Tutte le band esibitesi salirono sul palco: era giunto il momento della classifica.
Dopo attente osservazioni e valutazioni abbiamo stilato l'elenco dei 4 finalisti! Siamo molto spiacenti per quelli che non ce l'hanno fatta
Ci vediamo sabato prossimo con: Imation! Roomates! Violets! E
Backstreet Boys!.
Un boato del pubblico arrivò ad acclamare i vincitori.
Mancano solo 7 giorni alla proclamazione dei vincitori quindi dateci dentro!! Ma la serata non è ancora finita
Sul palco questa sera la nostra Chelsea Korka! Un bell'applauso per Chelsea e
Buon proseguimento di serata! Ciao!.
I fari si abbassarono nuovamente sul palco che si era svuotato.
Una ragazza dai lunghi capelli scuri, gli occhi quasi nascosti da una grande frangia, il viso molto dolce, si posizionò al centro della scena iniziando a cantare.
Respect, I Will Survive, What A Feeling
Era bravissima ad interpretare questi pezzi ed era riuscita in pochi istanti a conquistarsi il favore del pubblico.
Trascinata da Morena mi ritrovai in mezzo alla pista, circondata da un numero spropositato di persone, a ballare. Avevamo le nostre coreografie ormai, con passi di gusto alquanto dubbio, ma noi ci divertivamo così.
Questa canzone è per tutti gli innamorati
. Annunciò la cantante.
La gente che era poco prima attorno a me scomparve improvvisamente lasciando spazio alle coppie che piano piano si erano formate.
Le prime note della canzone iniziarono a suonare. L'avevo riconosciuta: Without You di Mariah Carey.
Brian era comparso dal nulla catturando Morena. Ora ero davvero di troppo.
Guardai il nostro tavolo che non era più vuoto: AJ, Howie, Kevin e Miriam erano seduti sorseggiando qualcosa. Li raggiungerò.
Feci un passo, ma qualcuno afferrò la mia mano trattenendomi.
Mi voltai.
Nick era di fronte a me.
Ti va di ballare?.
Acconsentii appena con il capo.
Con le sue dita ancora tra le mie mi portò a sé.
Ammutolita e imbarazzata com'ero non opposi alcun tipo di resistenza: portò delicatamente le mie braccia intorno al suo collo, con le sue cinse la mia vita.
Continuavo a volgere il mio sguardo altrove pur di non incontrare quello di Nick che era fisso su di me. Non posso resistere ancora.
Perché mi guardi così?. Chiesi seccata.
Mi sembravi in difficoltà
Stai cercando qualcosa?.
No niente
.
E allora rilassati
.
La sua stretta si fece più forte, il suo corpo era improvvisamente contro il mio, la sua guancia sfiorava il mio zigomo.
Continuavo a osservare le coppie che ballavano attorno a noi. Nessuno sembrava curarsi di me, tutti quegli occhi che mi sentivo addosso erano in realtà diretti altrove.
Rapita dalla melodia e da quella voce così affascinante strinsi per un attimo le palpebre e mi lasciai andare al suo abbraccio.
Poi quell'acuto mi riportò indietro. Mi scostai leggermente da lui, la mia vista inaspettatamente catturata da qualcosa lontano da me.
Ma che cavolo sta succedendo?.
Nick incuriosito si girò per poter osservare.
Un ragazzo stava discutendo animatamente con Brian. Morena interveniva cercando di allontanare quel ragazzo. Ora stavano andando verso l'uscita del locale.
È Matt
Cosa sta facendo?.
Senza darmi risposta Nick mi afferrò e li seguì.
Appena fuori mi resi conto che la situazione era peggiore di quello che mi ero immaginata.
Matt urlava e inveiva contro Brian vantando diritti di proprietà su Morena.
Non la devi toccare!! Da dove cazzo sei uscito?!.
Brian era impassibile, con gran classe si prendeva tutti gli insulti senza abbassarsi al suo livello.
Matt è finita lo vuoi capire?! Non mi devi più assillare hai capito?! Con te ho chiuso e vedi di fartelo entrare in quella cavolo di testa che ti ritrovi! Lasciami in pace!. Morena al contrario si era parecchio scaldata.
Mori vedi di starne fuori
È una cosa tra me e lui! Allora mi vuoi rispondere?! O devo alzare le mani? Magari capisci meglio
. Mentre pronunciava queste parole si era pericolosamente avvicinato a Brian. Avevo paura che da un momento all'altro avrebbe veramente sferrato qualche pugno.
Hai sentito cos'ha detto? La devi lasciare stare
Ora sta con me quindi cerca di non creare problemi e trovati altro da fare.. Disse Brian molto pacatamente. Matt intanto si era incamminato ridacchiando verso il suo gruppo di amici.
A quelle parole lo vidi voltarsi di scatto e lanciarsi verso di lui, il braccio alzato e diretto verso il suo volto.
Il cazzotto arrivò e colpì l'occhio sinistro di Nick.
Fu tutto talmente veloce che non mi resi conto di quello che era successo. Nick si era messo in mezzo in difesa di Brian e si era preso il colpo che era stato riservato a lui.
Nick aveva incassato senza troppe moine poi aveva puntato il suo sguardo arcigno su di lui mentre Matt ancora sghignazzava e si compiaceva di quanto aveva fatto.
Vedi di sparire se non vuoi finire male questa sera
. Pronunciando queste parole afferrò il braccio di Matt che si dimenava non rendendosi conto di quanto accaduto trascinandolo verso di sé.
Sentimi bene è meglio che tu te ne vada
.
Perché cosa vorresti farmi? Non sa difendersi da solo il nostro cantantino?!.
Nick sempre più nero in volto alzò a sua volta il braccio pronto a rispondere all'attacco fisico di Matt.
Brian lo fermò: Nick non ne vale la pena
Andiamo amico, lascialo perdere..
Morena mi si avvicinò tirandomi via e insieme seguimmo gli altri che si stavano allontanando.
Ma guardateli come scappano i conigli
Hanno paura
. La voce di Matt risuonava ancora, sempre più lontana.
Vedevo Nick fremere, sarebbe tornato molto volentieri indietro per dargliele di santa ragione, ma Brian glielo impediva.
Arrivammo alle macchine.
Stefania per favore portalo a casa e assicurati che non faccia danni! E fagli mettere qualcosa su quell'occhio o domani avrà la faccia viola!.
Io ero ancora allibita. Pensavo al ballo e poi improvvisamente a tutto quel casino.
Sì, va bene, ci penso io..
Brian mi diede le chiavi della Gip che era riuscito ad estorcere a Nick.
Impacciatamene salii sulla macchina e misi in moto.
Buonanotte!.
Oltre all'agitazione accumulata durante la serata si era aggiunta quella di guidare un'auto che non conoscevo e soprattutto non avevo la minima idea di che strade dover prendere.
Alla prossima gira a destra..
L'aiuto di Nick arrivò al momento propizio.
Ok!. Lo guardai. Riverso sul sedile teneva una mano sulla fronte. Ti si sta gonfiando
Fa male?.
Certo che fa male! Ho appena preso un pugno!.
Chissà perché mi ostinavo a voler essere gentile. Non aveva bisogno di certo del mio conforto.
Era meglio per me stare zitta, tanto qualsiasi cosa uscisse dalla mia bocca era sempre e comunque sbagliata.
Arrivammo a casa dopo una decina di interminabili minuti.
Lasciai, come faceva solitamente Nick, la Gip sul viale.
Mi diressi verso l'ingresso. Di sfuggita riuscii a vedere che lui stava prendendo la strada verso la dependance.
Vieni dentro! Dovrei avere qualcosa da metterti sull'occhio
. Sembrava parecchio riluttante.
Ti conviene entrare se non vuoi ritrovarti la faccia come un pallone domani!. Mi aveva proprio stancata. Sinceramente non ero più propensa a prostrarmi ai suoi confronti e non avevo alcuna intenzione di implorarlo. Entrai senza aggiungere altro. Se vuole seguirmi che lo faccia da solo.
Pochi istanti dopo sentii il rumore della porta che si chiudeva.
Compiaciuta mi diressi verso il frigorifero per cercare qualcosa di adatto. Ma quante cavolate mi ha fatto comprare Morena?! Eccoli! A qualcosa serviranno in fondo
Estrassi una busta di piselli surgelati e mi diressi verso Nick che si era seduto su uno sgabello accanto al bancone.
Da quanto aspettavo quel momento.
Mi avvicinai verso di lui e senza nemmeno avvisarlo gli misi il pacchetto ghiacciato sull'occhio.
Aaaaaauuuuuuhhhhhh! Fa male
!.
Scusa ma mica è colpa mia
. Dentro si me stavo ridendo a crepapelle e mi prendevo la mia agognata rivincita. È poi ti farà bene
Ti ha menato forte
. Aggiunsi spostando l'angolo della busta per dare un'occhiata sotto.
Nick con un gesto deciso spostò la mia mano e assicurò con la sua i piselli.
Va bene ho capito non tocco più
Bella seratina comunque
. Mentre parlavo assistevo a tutta la serie di smorfie doloranti che animavano il suo viso.
Vuoi qualcosa da bere? Così magari metti fine alle tue pene
.
Il suo occhio sano si posizionò duramente su di me: Sì
Una birra va bene..
Ai suoi ordini
.
Ritornai al frigorifero. Mentre lo aprivo lo shock: Grazie
.
Ancora esterefatta mi voltai verso di lui e gli porsi la lattina.
Ho sentito bene? Hai detto grazie?.
Sì
Hai sentito bene
Grazie!. Un sorriso apparve mentre pronunciava queste parole.
Sono senza parole! Davvero!. Ormai non mi spaventava più, potevo dirgli ciò che pensavo. Potresti essere un ottimo soggetto per studi psicologici
Dovresti farci un pensiero
Così si potrà capire da dove nasce questo tuo sdoppiamento della personalità!.
Mi ero versata nel frattempo un bicchiere di Coca-Cola che ora stavo portando alla bocca.
Allora me la fai sentire la tua canzone?.
Istintivamente sputai quel poco di bevanda ingerita. Afferrai uno straccio davanti a me cercando di pulirmi.
E tu cosa ne sai della canzone scusa?.
Brian mi ha raccontato un po' tutto
Allora, me la fai sentire?.
Scusa ma cosa ti fa pensare che io te la voglia far sentire?! Mi dispiace ma non canto!.
Cosa devo fare pregarti?.
Mmm potrebbe essere un inizio
No davvero lasciamo perdere
.
Non fare la bambina e fammela sentire!. Il suo rimprovero arrivò come sempre puntuale.
In fondo cosa avevo da perdere? Ormai avevo imparato a non ascoltare nemmeno tutte le frecciatine che sapeva tirarmi così sapientemente.
Andai in camera per prendere il computer senza rendermi conto che mi aveva seguita. Quando stavo per tornare sui miei passi me lo ritrovai davanti: Sarei tornata di là
.
Avevo paura che fuggissi..
Vabbè
. Accesi il computer e lo appoggiai al fondo del letto accanto a Nick che si era seduto. Io mi inginocchiai a terra, il monitor dritto di fronte a me.
Non voglio commenti! Anche se non ti piace non voglio saperlo, non mi interessa! Capito?.
Allora è peggio di quanto pensassi
Non commenterò se è questo che vuoi..
Grazie
.
Aprii tutti i file necessari: le lettere nere spiccavano sul fondo bianco della pagina di word e windows media player attendeva solo che io gli dessi l'avvio.
You look into my eyes
. Iniziai a cantare. La mia voce quasi tremava, non avevo preventivato di eseguirla davanti a lui, sapevo che probabilmente prima o poi l'avrebbe sentita, ma che a interpretarla non sarei stata io.
Ripetere quelle parole, rivivere quei momenti mentalmente e averlo lì mi facevano sembrare più impacciata di quanto non fossi mai stata.
I'm too lost in you
. Finalmente la fine arrivò.
Senza attendere che commentasse e senza dargli comunque possibilità di farlo, spensi il computer e lo richiusi.
È vero gli ho chiesto di non commentare però potrei capire cosa pensa dalla sua espressione, lui che lascia trasparire qualsiasi cosa
Mi girai per guardarlo.
Lui si era piegato portandosi più vicino a me. Trovai il suo volto contro il mio. Mi baciò.
Ma cosa sta facendo ora?
Mi scostai senza indugio: Ma cosa fai?.
Senza lasciare la sua posizione sussurrò: Sei stata tu a dirmi di non commentare
. Di nuovo si fece avanti per cercare le mie labbra. Lo evitai.
Se lo sapevo ti dicevo di commentare. Mi alzai in piedi, ero furiosa. La vuoi smettere di baciarmi? Cosa significano questi baci se poi non te ne frega niente? Perchè mi fai questo?.
Cosa ti sto facendo?. Il suo tono non era più quello sgarbato di prima, era diventato decisamente più gentile e affabile.
Cosa mi stai facendo? E te lo chiedi pure
Ma ti hanno lobotomizzato? Continui a baciarmi poi il giorno dopo mi tratti come se fossi una pezza da piedi. E mi hai anche dato della puttana non so se ti ricordi
.
Si alzò e si diresse verso di me che girovagavo come una pazza per la stanza. Mi afferrò per un braccio facendomi ruotare verso di lui.
Mi ricordo le cose che ti ho detto
.
Non riuscii a trattenere la risata che mi stava esplodendo dentro.
Io sono seria, ma non riesco a parlare con te che hai una busta di piselli sulla faccia, proprio non ce la faccio ahahahahahahah
!.
Ma che ti ridi? Mi sono preso un pugno!.
Sì sì ti sarai preso un pugno però fai ridere ahahahahah e ti devo dire la verità! Ti sta bene! Te l'avrei dato volentieri io quel pugno!. Continuavo a ridere.
Ah quindi mi avresti preso a pugni
Bene
.
Sì ti avrei preso a pugni
E ti prenderei ancora a pugni! Era meglio se ti chiedevo di commentare almeno non te ne uscivi di nuovo con un bacio
.
Mi era parso ti fosse piaciuto quando ti ho baciata l'altra sera
.
Improvvisamente tutto quello che trovavo di comico in lui diventò irritante.
Ma da dove te ne esci ora?! Sto dicendo che la devi smettere di baciarmi quando sappiamo benissimo entrambi che non te ne frega assolutamente niente di me. E io mi sono rotta di essere illusa e poi
Comunque lasciamo perdere
.
Ma chi te le ha dette queste cose scusa?.
Perché devono pure dirmele?! Mica sono scema!! Lo capirebbe chiunque!! Ma ti ho detto di lasciare perdere
! Basta che stai alla larga
.
Alla larga? Devo stare alla larga?.
Sì
Se devi trattarmi così lo preferisco!.
Bene! Come vuoi!. Detto questo rimise la busta congelata, che un istante prima aveva agitato per aria preso com'era a inveire contro di me, sull'occhio, si diresse verso la porta-finestra e l'aprì. Si guardò indietro forse per osservare la mia reazione, io abbassai lo sguardo.
Il fracasso della porta che richiuse alla sue spalle mi fece sobbalzare.
Rimasi sola nella stanza. In quel momento provai una grande stretta allo stomaco.
Dovevo essere arrabbiata con lui, dovevo essere furiosa, non faceva che giocare, che prendermi in giro, e invece tutto ciò che riuscivo a provare era amarezza, dispiacere. Era riuscito a entrarmi dentro con la stessa facilità con cui era uscito da quella porta.
Continuavo a sforzarmi dando un senso a quello che stava capitando senza risultati.
Mi sentivo stremata.
Il letto sembrava un miraggio: volevo solo raggiungerlo e arrendermi, era ormai inutile continuare a lottare contro i pensieri che si agitavano nella mia testa.
Avevo posto la parola fine a qualsiasi cosa ci fosse fra me e Nick. Gli avevo chiesto di stare lontano da me e per una volta aveva dato retta a ciò che avevo pronunciato, forse l'unica volta in cui avrei sperato non prestasse la minima attenzione alle mie parole.
Silenziosamente un soffio d'aria fredda mi raggiunse alle spalle.
Sentii un brivido percorrere la mia schiena, poi il tocco di una mano. Si arrampicò su fino ad afferrare la mia nuca facendomi voltare.
I miei occhi fissi nei suoi: Non posso starti alla larga
. Sussurrò a malapena.
Le sue labbra si appoggiarono delicatamente alle mie e iniziarono a muoversi morbide, insieme. Solo un accenno di fiato da lui a me. Il silenzio era tale da riuscire a sentire ogni respiro, ogni battito del mio cuore che stava per esplodermi nel petto. Mi strinse a se cingendomi completamente. Il bacio si fece più intenso, il tocco delle sue labbra più vigoroso. Le schiuse leggermente mostrandomi il suo respiro. Sentii la sua lingua farsi strada verso la mia. S'incontrarono.
Iniziò a muoversi portandomi indietro, verso il letto, finché non ne sentii il bordo a contatto con le mie gambe. Sapevamo tutti e due cosa fare e la cosa mi sbalordì. Io non ebbi alcun bisogno di pensarci, lui di trascinarmi. Si allontanò per pochi momenti dal mio viso mentre mi faceva scivolare tra le lenzuola candide, senza mai lasciar sfuggire il mio sguardo. Si stese prudentemente su di me ricominciando a baciarmi, tenendomi avvinta. La schiena era mia: lo abbracciai possessivamente con entrambe le mani. Sentii le sue labbra scappare dalle mie per percorrere furtive il mio collo provocandomi un impercettibile gemito di piacere. Le sue dita tornarono a percorrermi, accarezzarono il mio seno. Mi sbottonò la camicetta cercando un contatto più intimo: il modo in cui sfiorava la mia pelle mi faceva impazzire. Le mie mani, ancora sulla sua schiena, iniziarono a salire, portandosi con sé la maglietta che Nick indossava. Sentivo il suo calore penetrare nella mia carne, i nostri corpi fondersi insieme. I nostri movimenti erano scanditi da un ritmo dolce, ma sempre più incalzante.
Arrivò poi ai miei jeans che slacciò con un solo gesto deciso.
Era ormai fin troppo chiaro dove ci stavano portando le nostre azioni e io realizzai che lo desideravo molto più di quanto avessi mai immaginato.
Vorrei che questa notte non finisse mai, vorrei non dover affrontare il mondo domani, vorrei non dover essere messa da parte un'altra volta.
Nick si alzò. Era in piedi di fronte a me. Credevo avesse captato i miei tormenti interiori, la mia paura di essere nuovamente abbandonata a me stessa e di vedere lui andare via. Ma non accadde. Dalla sua posizione mi guardava mentre lasciava cadere sul pavimento gli indumenti che ancora aveva indosso, e poi i miei. Osservavo il suo fisico impaziente di riaverlo. Si curvò avanti, finalmente avrebbe esaudito il mio desiderio. Riprese a baciarmi e a toccarmi ansioso di raggiungere qull'unione profonda che entrambi agognavamo. Affondammo l'uno nell'altra.
Facemmo l'amore e per ogni istante trascorso tra le sue braccia un pensiero riecheggiava nella mia testa: doveva andare così, tutte le sensazioni provate prima dovevano portare a questo, qualcosa di così tenero da non poterlo spiegare, ma forse sto sognando, e se così fosse, finché non sarò sveglia, voglio che questo sogno duri per sempre e custodirò eternamente quello che abbiamo condiviso.
Continuava a guardarmi, accarezzarmi i capelli e regalarmi casti baci. Le mie palpebre cercavano di resistere alla forza che le spingeva a chiudersi volendo prolungare il più a lungo possibile quella visione. Dovetti cedere però. Appoggiai il mio orecchio sul suo petto, lo strinsi a me e mi addormentai.
Mi svegliai il mattino dopo estremamente riposata. In uno stato di estrema beatitudine, ripensando a ciò che era accaduto quella notte, iniziai a stiracchiarmi. Distendendo ogni muscolo del mio corpo e allungando gli arti mi resi conto che ero rimasta sola. In preda a una lieve sensazione di panico mi tirai su di scatto per dare un'occhiata al resto della stanza: anche quella era deserta.
Raccolsi le lenzuola e cercai di fasciare il mio corpo ancora nudo. Scesi dal letto e mi diressi verso la valigia ancora aperta, presi una maglietta e un paio di pantaloncini e me li infilai impacciatamene cercando di non far cadere quel pezzo di stoffa che mi copriva. Notai che i vestiti della sera prima erano ancora sul pavimento, solo i miei.
Tutto questo non ha senso.
Iniziai un giro di ispezione per tutta la casa: niente.
Nick era davvero scomparso.
Tornai a sedere sul mio letto. Sentivo gli occhi riempirsi di lacrime, ma mi costringevo in ogni modo di non farle cadere. Quella stretta allo stomaco che avevo provato solo poche ore prime per l'emozione e la felicità ora si riproponeva ma mossa da un sentimento decisamente contrario.
Sentii la porta-finestra scorrere e Nick fare capolino con in mano un vassoio.
Cosa fai già sveglia?. Mi disse sorpreso.
Senza neanche dargli risposta mi lanciai verso di lui con un enorme sorriso, una goccia scese a solcare il mio viso, avevo cercato di trattenerla con tutte le mie forze, ma quel senso di sollievo mi aveva fatto cedere lasciandola passare. Appena gli fui davanti presi i suo viso fra le mie mani e lo avvicinai al mio baciandolo teneramente.
Buongiorno anche a te
A cosa devo questo bacio?.
Pensavo te ne fossi andato
.
Quando ho aperto il frigorifero l'intenzione era quella
Non esiste niente di commestibile qua dentro
Sono dovuto andare da me per preparare la colazione
Te la volevo portare a letto però
.
Non gli diedi nemmeno il tempo di terminare la frase che ero già saltata sul letto e lo aspettavo.
Mi venne incontro. Sistemò il vassoio proprio davanti a me e si accomodò al mio fianco.
Allora ho fatto i pancakes, poi ci sono le uova, del pane tostato, la marmellata, il succo d'arancia
. Mi stava illustrando tutto ciò che aveva preparato, ma per me erano solo parole vuote. Sentivo dei suoni provenire dalla sua bocca ai quali non riuscivo a dare alcun significato, tutto ciò a cui potevo pensare era a quanto era stato dolce a cucinare per me e a sorprendermi in quel modo.
Grazie Nick!.
Il suo sorriso per me valse più di qualsiasi frase avesse potuto pronunciare in quel momento.
Dai mangia che i pancakes freddi non sono buoni
.
Gli obbedii con molto piacere e ci gustammo insieme tutte quelle prelibatezze.
Lo guardavo mentre mangiava soddisfatto e non riuscivo a trattenermi dal stuzzicarlo.
Staccai un pezzo di pane e glielo lanciai addosso.
Eccola che comincia
.
Poi arrivò il turno del pancake. Nick non alzò nemmeno lo sguardo dal suo piatto: Ho capito, hai deciso di iniziare a rompere
.
Mentre io ridevo della sua reazione, Nick prese il vassoio e lo posò sul pavimento, ritornò a guardarmi.
Ti ho mai detto che odio essere disturbato mentre mangio?.
Raccolse il pezzo di pane che era rimasto incastrato nelle pieghe della sua maglietta.
Adesso dovrai pagarmela per questo!.
A sì e cosa vorresti farmi
?!.
Nick si mosse verso di me mentre io arretravo per sfuggirgli. Afferrò le mie gambe e con un colpo deciso mi fece scivolare per poi adagiarmisi sopra. Il mio sguardo era completamente in suo potere, la sua vicinanza animava con un nuovo ritmo i battiti del mio cuore. La soggezione che provavo nei suo confronti mi impediva di parlare mentre ero in attesa della sua mossa successiva.
Il suo viso iniziò ad abbassarsi pericolosamente. Chiusi gli occhi sporgendo la mia bocca che già pregustava un suo bacio, la sentii sfiorare quella di Nick.
E tu credi di dovermela pagare in questo modo?!.
Senza neanche rendermene conto avvertii le sue mani frugare lungo i miei fianchi cercando di procurarmi il solletico.
Come in preda ad un attacco epilettico iniziai a dimenarmi e ridere a crepapelle implorandolo di fermarsi: No dai ti prego
Fermo fermo non resisto!.
Allora?! Mi romperai ancora mentre mangio?!.
No non lo faccio più
Fermati!.
Me lo prometti?!.
Sì sì te lo prometto
Giuro
Basta!. Continuavo a chiedere insistentemente.
E va bene, per questa volta
. Con queste parole i suoi movimenti cessarono e finalmente saziò la mia bocca con quel bacio che tanto desiderava.
Ma lo sai che potevo morire?! Mio nonno me lo diceva sempre che un bambino al suo paese è morto per il solletico!.
Nick scoppiò in una clamorosa risata e io insieme a lui. Dalla posizione in cui si trovava si lasciò cadere al mio fianco finendo pancia all'aria.
Guarda che è vero!. Aggiunsi sghignazzando.
Ormai era impossibile calmarlo.
Di forza presi il suo braccio destro e me lo misi sotto il collo stringendomi a lui che ancora rideva di me.
Era come se fossimo insieme da tutta la vita, come se ci conoscessimo alla perfezione. La confidenza che avevamo e i nostri gesti mi facevano dimenticare che tutto ciò che avevamo avuto era soltanto una notte, ed era stata bellissima. In fondo io non sapevo nulla di Nick: non avevo fatto esperienza di tutte le sfumature del suo carattere, non ero riuscita a scorgere l'espressione del suo viso prima di addormentarsi.
Poi quella domanda arrivò dal nulla, ma mi fece realizzare che ciò che ci univa era qualcosa di diverso: lui era dentro di me e riusciva a capirmi senza che io fiatassi.
A cosa stai pensando questa volta?.
Come scusa?!.
Non mi ero accorta che aveva smesso di ridere e si era voltato verso di me scrutandomi a fondo.
Ho detto a cosa stai pensando questa volta?. Ripeté.
Io?! Ma niente
.
Non me lo vuoi dire
?.
Ma no, non è niente davvero!.
E va bene non me lo dire
.
Uuuuhhhh ma non stavo pensando a niente
Solo a quanto mi piace stare qui, ora, con te! È che
.
È che cosa?.
Non dovrei neanche dirle queste cose
Non so, mi sembra tutto così naturale, come se ti conoscessi da sempre. Ma è un'idea idiota
E io lo sono ancora di più a dirtelo
Stupida stupida Stefania!.
È una cosa carina non idiota
. Il suo braccio continuava a stringermi, con la mano accarezzò i miei capelli.
E se ora posso vorrei dirti cosa penso della canzone
.
Alzai il mio sguardo terrorizzato per incontrare il suo.
Dimmi
.
Sei riuscita a dire tutto ciò che c'era da dire
E l'hai fatto benissimo!.
Ma ho detto benissimo cosa
?. Non riuscivo a capirlo.
Di me, di te. Brian mi ha detto tutto..
Improvvisamente diventai paonazza. Non mi ero mai vergognata tanto.
Così ora sapeva che parlavo di lui e che in quel testo avevo descritto ogni mia singola emozione.
Quand'è che sei diventata timida?!.
Non è questione di essere timida
Quello doveva restare un segreto! Tra me e me
e Morena
e ovviamente Brian
e ora tu! Puoi cortesemente ricordarmi di non dire più nulla a Morena?.
Ahahahahahahahah ma smettila!.
Il suono del mio telefono arrivò al momento più opportuno togliendomi da quell'imbarazzo. Allungai il braccio verso il comodino per afferrarlo. Era Morena.
Buongiornooo!.
Ma come siamo di buonumore Ste! Che ti è successo?!.
Niente
Ho dormito bene
. Portai il dito alla bocca e rivolta verso Nick gli feci segno di stare in silenzio.
Sono contenta! Senti ti chiamo per questa sera
.
Cosa succede questa sera?.
Siamo stati tutti invitati a cena da Kevin e Miriam e cerca di non trovare scuse e di venire!.
Va bene
.
Ma sei sicura di stare bene?!.
Sì che sto bene
.
Strano
Non hai obbiettato
Molto strano
Comunque dovresti farmi un favore: è tutta la mattina che Brian tenta di chiamare Nick, ma non risponde, puoi dargli tu il messaggio?.
Sì nessun problema..
La risposta di Morena tardava ad arrivare.
Mori ci sei ancora?.
Sì sì sono qui, è che non capisco che ti sia successo
Non è che non gli vai a dire niente? Anche perché io non passo a prenderti quindi devi venire con lui!.
Ti ripeto: nessun problema! Stai tranquilla!.
Bho
Allora senti ci vediamo alle 8 da Kevin. Non ti sto a dire dove abita tanto Nick lo sa
.
Ok alle 8 da Kevin..
Allora a questa sera. E cerca di esserci!.
Sì Mori
A questa sera! Bacio!.
La conversazione terminò.
Allora questa sera siamo invitati a cena da Kevin, alle 8 dobbiamo essere lì. Poi Brian ha provato a chiamarti ma niente quindi te lo dico io. E infine devo venire con te perché nessuno mi viene a prendere. Direi che è tutto!. Gli sorrisi.
Ok!. Mi si avvicinò dandomi un bacio sulle labbra.
Avrei una domanda
. Dissi allontanando il suo viso dal mio. Come ci dobbiamo comportare con gli altri? Voglio dire
Io e te
Cosa dobbiamo fare?.
Ma cosa sto dicendo?! Sto cercando di definire il nostro rapporto?! E poi che rapporto?! Magari sono solo una storia da una notte! Perché devo uscire sempre con queste nuove trovate! Stupida stupida stupida Stefania!
Sinceramente non mi interessa di quello che pensano gli altri
. Bravo! Bella risposta! Se ho voglia di baciarti lo faccio!. Mi pareva troppo strano.
Ora non esageriamo eh
O devo ripeterti il mio discorso di ieri?! Non è che puoi fare un po' a comodo tuo!.
Ancora una volta si avvicinò a me iniziando a baciarmi. Le sue labbra si muovevano lente e delicate sulle mie, le mani percorsero il mio corpo fino ad afferrare il mio volto e spingerlo gentilmente verso il suo.
Ogni suo bacio rappresentava per me un momento di pura estasi: così dolce eppure così intenso e passionale. Faceva impazzire il mio cuore, svuotava la mia mente e mi provocava una fortissima sensazione di calore. Mi ci sentivo persa.
Il distacco, poi, era sempre traumatico, soprattutto quando avveniva improvvisamente, come in quell'occasione.
Io ancora con gli occhi chiusi, le labbra protese nel vuoto.
Però noto che ti piace!.
Amava proprio provocarmi.
Ah sì! Nessuno lo mette in dubbio questo
Se lo facessi con un po' più costanza sarebbe anche meglio!. Sghignazzavo.
Dai vestiti che andiamo a fare un giro..
Yuuhhuuu! E dove mi porti?.
Tu vestiti e poi lo vedrai! Portati la macchina fotografica così fai un po' la turista
.
Agli ordini signore!. Saltai giù dal letto e corsi verso il bagno.
Ho tempo di farmi una doccia?. Urlai.
Si basta che ti sbrighi! Vado a farla anche io
Sono qui tra 15 minuti!.
Mentre Nick usciva io avevo già l'acqua che mi scorreva addosso.
In 5 minuti ero fuori e pimpante come non mai.
Rivoltai la valigia alla ricerca di qualcosa di carino da mettere: Questo no, questo nemmeno
Oddio! Mi sono portata dietro sto coso?! Trovato!.
Pescai un top senza maniche a quadretti azzurri, stretto da una fascia sul seno e più morbido sotto, pantaloncini in jeans e sneakers. Raccolsi i capelli in una coda alta e mi misi alla ricerca della fotocamera.
Sei pronta?.
Sì sto solo cercando la digitale
Dove l'ho messa?!.
Sarà mica questa?. Voltandomi vidi Nick sulla porta che agitava proprio la mia digitale.
È lei! Allora possiamo andare!.
Acchiappai al volo borsa, cellulare e occhiali da sole e lo seguii verso la Gip.
Il tempo di sistemarsi in macchina e partimmo verso la nostra meta.
Non me lo vuoi dire dove andiamo?.
Ti porto a vedere un po' Los Angeles
.
Risposta poco chiara
Tu non lo sai ma io sono molto curiosa! Moltissimo!.
Mi ero vagamente accorto che tu fossi una rompiscatole! Andiamo sulla Walk Of Fame! Contenta ora?!.
Mmm
Sì
Vagamente!.
La distanza da coprire non era moltissima e in pochi minuti arrivammo a destinazione.
Durante tutto il pomeriggio trascinai Nick avanti e indietro per l'interminabile Hollywood Boulevard costringendolo a fotografarmi con ogni singola stella: da Winnie The Pooh a Jhonny Depp. Ogni passo che compievo mi portava immancabilmente alla stessa affermazione, solo il personaggio cambiava: C'è anche la stella di Biancaneve! Voglio assolutamente una foto!!!.
Se inizialmente era divertito all'idea di vedermi così entusiasta per ogni mia nuova scoperta, in seguito lo divenne perché si sbizzarriva facendomi mettere nelle posizioni più assurde per rendere ogni immagine diversa dall'altra.
Direi che a questo punto avrò pulito tutto il marciapiede! Smettila di farmi sdraiare!!
Ahahahahahahah ma no guarda che se tu ti stendi e io ti prendo dall'alto vengono meglio!!.
Ma ammettilo che ti fai due risate a vedermi fare la stupida in mezzo a tutta questa gente!.
Cosa ti devo dire
? Hai ragione ahahahahahah!.
Il tempo passò velocemente e senza nemmeno rendercene conto il sole iniziò a nascondersi lentamente dietro le colline.
Credo sia meglio andare, dobbiamo essere da Kevin tra 20 minuti.. Disse Nick leggendo l'ora sul display del suo cellulare.
Agli ordini!.
Mi prese per mano e mi ricondusse sulla strada che portava all'auto. Lo vedevo camminare poco davanti a me pensando ancora una volta a noi. Era cambiato tutto improvvisamente, ma per me in meglio, e ora avevo un noi da considerare.
Ste non posso continuare a tirarti! Se non ti dai una mossa arriveremo in ritardo!
Senza rispondere accellerai il passo rallentato dai miei pensieri.
Non mi ero per nulla resa conto di quanto ci fossimo allontanati.
Finalmente, come un miraggio, avvistai la Gip e con le mie ultime forze feci lo scatto finale per potermi riposare il più presto possibile sul comodo sedile che tanto mi attendeva.
Oh mio Dio
! Credo che potrei svenire
! Si sto svenendo
!. Agonizzante pronunciai le mie probabili ultime parole prima del collasso.
Cosa sarà mai
una corsettina!.
Uno sguardo assassino penetrò gli occhi di Nick.
Una corsettina
! La chiami una corsettina
!! Quella era almeno una mezza maratona
!.
Ahahahahahahah quanto mi fai ridere! L'umorismo è una delle tue doti migliori!.
Ma ti sembra che stia scherzando?! Apri sta macchinaaa!.
Propizio fu il suono dell'antifurto disinserito. Con veemenza aprii lo sportello e mi lasciai cadere sul sedile.
Aaaaaaaaaaahhhhhhhh ora si che ragioniamo
.
Nick continuava a ridere osservandomi mentre riprendevo le forze.
Scusa ma non eravamo in ritardo?! Non mi avrai mica fatto correre per niente?!.
Senza rispondere, ma continuando a ridacchiare, mise in moto e partì.
L'aria iniziò fresca a battere sul mio viso accaldato. Lentamente il mio respiro tornò ad essere normale, il cuore a battere al suo consueto ritmo. Pace.
Fu un attimo. Attraversò la mia mente per un secondo, ma fu sufficiente.
E ora cosa faccio?!. Dissi ad alta voce.
Come cosa fai?! Andiamo a cena..
Non mi aspettavo una risposta, ma ancora una volta non ero stata in grado di controllare i miei pensieri.
Sì giusto
. Risposta vaga
Continuerà a chiedere, già lo so, ma cosa potevo rispondere?! Se solo me lo fossi tenuto per me
Hey che hai?.
Io? Niente
.
Non è vero
Fino a poco fa sorridevi e ora ti vedo preoccupata. Come fai cosa?!. Perché non poteva essere come tutti gli uomini di questa terra e non ascoltarmi?
Mmm
Ma no è una cavolata
Come faccio
Col trucco! Con quella corsa sarò diventata un mostro!. Bella trovata!
Non vorrei dirtelo, ma non sei truccata! Inventale meglio la prossima volta ahahahahahah!.
Era proprio una bella trovata.
A questo punto tanto vale che te lo dica
Come faccio
Come faccio con gli altri! Non so proprio come dobbiamo comportarci
.
Ancora con questa cosa?! Senti ma tu credi che gliene freghi qualcosa di quello che facciamo?! E poi prima o poi lo verranno a sapere!.
Lo so
È solo che mi sento un po' in imbarazzo
E non vorrei che tu ti senta obbligato a fare o dire determinate cose solo perché ci sono io
.
Ma che stai dicendo?! Comunque se ti può far star meglio possiamo fare finta di niente così stai tranquilla!. La sua voce iniziava ad essere alterata.
Ma io non dico questo
. Abbassai il capo.
Nick si voltò verso di me, afferrò il mio mento e lo spinse verso l'alto finché i suoi occhi non incontrarono i miei.
Senti facciamo una cosa: comportiamoci normalmente e vediamo come va la serata..
Feci un leggero cenno di assenso.
So di essere in grado di far finta di niente però, lo sai, io se voglio una cosa me la prendo! Ma farò del mio meglio e aspetterò che tu sia pronta!.
Ok
.
La casa di Kevin è proprio dietro l'angolo quindi ora esigo un bacio! Che per inciso potrebbe anche essere l'ultimo
.
La sua mano, ancora appoggiata sul mio viso, si mosse lungo la guancia fino alla nuca, mi spinse verso di se dandomi nuovamente l'estremo piacere delle sue soffici labbra sulle mie.
Queste sue piccole premure mi facevano pensare di aver conosciuto una persona totalmente diversa nei giorni precedenti: il Nick sempre scontroso e sarcastico pareva non esistere più.
La realtà tornò brusca su di me: il suono di un clacson, poi il distacco repentino.
E si stai calmo!. Disse Nick agitando la mano destra in aria.
Svoltammo. Dallo specchietto del lato passeggero vidi sfrecciare la fuori serie che ci aveva interrotti: grazie a lei non ero neanche riuscita a godermi il mio ultimo bacio!
Alzai lo sguardo rivolgendolo alle case che mi sfilavano accanto finché non ci fermammo davanti ad una di esse: una villetta di non grandissime dimensioni su due piani. A una prima occhiata mi sembrava di osservare una di quelle abitazioni viste tante volte nei film. Era completamente costruita con mattoncini rossi, un grande patio si sviluppava all'ingresso e non mancava un dondolo in legno cesellato. Davanti un giardino decisamente ben curato. Un sentiero in pietra segnava un percorso che portava al marciapiede.
Mentre ero intenta ad analizzare ogni piccolo dettaglio Nick era sceso dalla macchina.
Vieni anche tu o ti lascio qua?.
Tutto d'un tratto mi resi conto di avere altro attorno a me. I rumori della città ritornarono alle mie orecchie: le macchine, il suono delle ruote di alcuni skateboard sull'asfalto, le voci.
Arrivo arrivo!.
Mi devi spiegare perché resti sempre così imbambolata
.
Sono una scrittrice
Vedo tutto in maniera diversa
.
No sei noiosa
Che è ancora diverso!.
Ma quanto sei simpatico tu invece
!. Dissi facendogli una linguaccia.
La mia ritrovata normalità con Nick mi fece sorridere. Il mio sguardo felice e trasognato fisso su di lui.
Dai
!. Disse voltandosi e dirigendosi verso il retro della casa.
Lo seguii.
Man mano che avanzavo le voci udite prima erano sempre più distinte e un profumo di carne alla griglia riempiva l'aria.
In breve tempo riuscii ad attribuire ai suoni che percepivo i visi di Morena, Miriam e i ragazzi.
Finalmente siete arrivati! Nick sempre con comodo tu
!. Kevin che armeggiava davanti ad un grande barbecue fu il primo ad accorgersi di noi.
È colpa sua!. Rispose lui indicandomi. Io le ho detto che anche se passa ore davanti allo specchio non riesce a fare il miracolo!. Si era perfettamente calato nella parte: nemmeno 5 minuti e aveva ricominciato ad insultarmi.
Come al solito sei sempre gentile e galante!. Brian era arrivato in mio soccorso. Stefania lascialo perdere
Ha solo sabbia in quella testa!.
Ahahahahah non preoccuparti
Avevo il presentimento che fosse vuota
Ora sto più tranquilla!!. Tutti scoppiarono a ridere ad eccezione di Nick. Non capivo perché doveva essere l'unico a divertirsi quella sera.
Comunque ciao a tutti!. A questa mia affermazione vidi venirmi incontro Morena: Tesoro dammi un bacio!. Disse stringendomi tra le sue braccia. Vieni a chiacchierare con me e Miriam mentre gli uomini lavorano
. Parlando mi condusse ad un tavolo apparecchiato posizionato sotto ad un gazebo leggermente scostato dal regno culinario di Kevin che era però stato preso d'assalto dai ragazzi. Di fronte a noi una piccola piscina illuminata ai quattro angoli da torce piantate nel terreno.
Ciao Stefania!. Mi accolse Miriam.
Ciao!. La abbracciai. Grazie nuovamente per l'invito!.
Ma figurati! Vuoi qualcosa da bere?.
Sì grazie!.
Ci sedemmo sorseggiando i nostri drink ridendo e commentando la scena che ci si presentava davanti: a turno Brian poi AJ e Howie e anche Nick continuavano a dare a Kevin suggerimenti su come alimentare il fuoco al meglio o come cucinare in modo più giusto gli hamburger.
Secondo voi quanto ci mettono a litigare?!. Disse Morena.
Conoscendo Kevin li manderà tutti a quel paese entro 30 secondi!. Rispose Miriam.
Mi sa che hai ragione
Oddio che faccia! Sta per esplodere!.
La conferma alle parole pronunciate da Morena non tardò ad arrivare: La volete finire?! So quello che sto facendo! Andate a sedervi e lasciatemi lavorare in santa pace! Tanto è quasi pronto
Su a sedervi!.
I ragazzi borbottando fra di loro per il rimprovero ricevuto e ci raggiunsero con la coda fra le gambe.
Ve la siete cercata! Lo sapete che non gli si può dire niente
Lui è il re del grill!. Miriam riportò il buonumore fra loro e tra una risata e l'atra presero posto.
Sto per arrivare con la carne!. Avvisò Kevin.
Va bene va bene vado a prendere il resto in cucina!. Rispose Miriam. Chi viene ad aiutarmi?.
Vengo io!. Trovai il pretesto per alzarmi e sfuggire agli occhi di Nick che cominciavano a cadermi pesantemente addosso e ai quali non riuscivo proprio a resistere.
Miriam mi fece strada all'interno della casa. Era arredata in stile moderno, ma, a mio parere, riusciva ad esprimere appieno la personalità di Kevin e Miriam: calda, accogliente, piacevole.
Io prendo questi due vassoi. Tu, per favore, prendi i panini e poi ci dovrebbero essere del ketchup, maionese e altre schifezze in frigorifero!.
Un attimo per orientarmi nella stanza. Adocchiai il grande elettrodomestico a due ante, in perfetto stile americano.
Non avrei mai creduto sarebbe stato tanto complicato prendere delle cose da un frigo, ma quello era così stracolmo che era come cercare un ago in un pagliaio.
Devo solo trovare del ketchup. Se fossi una bottiglia di ketchup dove mi metterei?!
Il rumore della porta alle mie spalle che si apriva. Miriam sarà tornata in mio soccorso.
Non riesco a trovarli! Aiutami!!. Dissi senza riemergere.
Il peso di qualcun altro su di me, poi un viso fare capolino accanto al mio.
Prova a chiamarli così vediamo se saltano fuori! Qualsiasi cosa tu stia cercando
. Avevo chiesto assistenza alla persona sbagliata.
Nick che ci fai qui?!. Dissi riportandomi in posizione eretta e scrutandomi intorno con il timore che qualcuno potesse immediatamente apparire da dietro il lavello o uscire dalla dispensa e scoprire il nostro incontro.
Non ti preoccupare
Sono tutti presi con gli hamburger
Anche se si chiederanno dov'è il pane!.
Ancora nelle mie mani!
Cosa stavi cercando?.
Realizzai che dovevo sbrigarmi se volevo far mangiare gli altri ed evitare qualsiasi tipo di sospetto.
Da qualche parte in questo marasma dovrebbero esserci del ketchup e simili, ma non riesco ad individuarli
.
Conoscendo Miriam dovrebbero essere sul fondo, dietro a tutto, ma conoscendo Kevin li avrà sicuramente spostati e nascosti dietro le birre
Ed eccoli qua!!!. Disse Nick trionfale con le tanto agognate salse in mano.
Grazie! Potevo stare qui fino a domani io
. Tesi le mani per avere i barattoli.
Tu cosa mi dai in cambio?.
Non ti do niente! Dai che stanno aspettando
!.
Che aspettino! Io voglio qualcosa in cambio
.
Ma cosa ti devo dare?!.
Un bacio e ti lascio andare!.
Porca miseria
Ma ti ci impegni proprio a incasinare le cose
.
Sì, mi piace! Da morire! Io intanto queste le appoggio qui
E aspetto
.
Un'altra controllata. Tutto tranquillo.
Dal giardino arrivavano le voci di tutti, non c'era nessun rischio di intrusione imminente.
Nick 5 secondi!!. Dissi infine arrendendomi.
Avvicinai il più velocemente possibile le mie labbra alle sue, fino al contatto.
Ma i secondi da me ipotizzati si prolungarono quando sentii le sue mani afferrare la mia vita e stringermi con forza a sé. Questo era proprio ciò che avrei voluto evitare: essere rapita dal suo bacio e non riuscire a lasciarlo andare.
Le sue braccia continuavano ad intrecciarsi al mio corpo, il suo bacio sempre più intenso.
Sarei potuta restare li tutta la sera dimenticandomi chi ero, dove mi trovavo, ma Nick lasciò la mia bocca proprio quando stavo per perdere la bussola.
Potevi dirlo che avevi tutta questa voglia!. Disse sghignazzando.
Scemo!. Gli diedi un piccolo buffetto sulla nuca. Dai andiamo!.
Mollò la presa.
Afferrai i due pacchi di panini e mi rivolsi a Nick: Sei venuto ad aiutarmi o no?! Prendi il resto!.
Insieme tornammo fuori.
Trovare qualcosa in quel frigorifero è praticamente impossibile!. Dissi ridacchiando.
Kevin hai sentito?!. Rispose Miriam lanciando un'occhiataccia a Kevin. Perché devi sapere che il signorino compra in continuazione cavolate
Avrà paura che scoppi una guerra!!. Proseguì non curante di Kevin che le faceva il verso.
Scoppiammo tutti in una fragorosa risata ed in questo clima di grande ilarità iniziammo la nostra cena.
Forse è il momento che vi dica perché vi ho fatti venire qui!. La voce di Kevin sovrastò le altre.
Forse è il momento che vi dica perché vi ho fatti venire qui!. La voce di Kevin sovrastò le altre. Incuriositi restammo in silenzio ad attendere le parole successive. Un paio di giorni fa sono stato contattato da una persona che ci ha sentiti all'House
Ha apprezzato molto il nostro stile, le nostre canzoni
Ci ha fatto un sacco di complimenti
.
Vuoi arrivare al punto?! Chi è questo tizio?!. Interruppe impaziente AJ.
Ci arrivo! In sostanza gli siamo piaciuti molto
Pare stia cercando qualcosa sul nostro genere
.
I ragazzi, sempre più ansiosi, protendevano paurosamente i loro corpi verso Kevin in attesa dell'annuncio finale.
Bhe
Sarebbe interessato a proporci qualcosa
A produrci!!. L'aveva detto!
La tensione accumulata in quegli attimi di suspance lasciò immediatamente spazio alla grande gioia. Abbracci, urla, enorme incredulità. Mi resi conto che dovevano aver lottato tanto per qualcosa del genere e, finalmente, erano stati ripagati.
Kev scusa ma si può sapere da chi arriva la proposta?. Howie riportò per un attimo tutti con i piedi per terra.
Ecco
Questa è la seconda notizia
.
Lo sapevo! Sarà qualche produttore insignificante! Mi pareva troppo bello!.
Non so che dire
Spero la possiate prendere nel modo migliore
. Pausa. Lo sconforto dipinto sul volto di tutti. È Lou Perlman!.
Feci un balzo sulla sedia non aspettandomi quell'improvviso scoppio di entusiasmo. Ancora abbracci, grida. AJ, preso com'era, saltò al collo di Kevin e iniziò a baciarlo ovunque. Brian aveva preso Morena in braccio e la faceva volteggiare. Incrociai lo sguardo di Nick: tradiva la sua voglia di condividere quel momento. Non sapevo cosa fare.
Scusate la domanda
. Dissi. Ma chi è questo Lou
Lou qualcosa?!.
È il presidente della Jive Records!. Mi informò Howie. Al momento è uno dei 3 più importanti discografici
Al mondo!!.
Panico! Ora avevo compreso qual'era la portata della notizia: Oh Dio! Oh mio Dio!!.
Come una bambina isterica iniziai a urlare e saltare. Con me ripartirono i festeggiamenti.
Nel caos generale riuscii a passare inosservata e dirigermi da Nick.
Il mio passo fu arrestato improvvisamente dalle sue parole: Posso interrompervi un attimo?!.
I miei occhi accesi su di lui. I suoi fissi nei miei.
Vorrei fare anche io un annuncio
E festeggiare come si deve!.
Si interruppe senza riprendere la parola, immobile.
Dai Nick che devi dire?!. Riprese Howie.
E chi ha detto che devo parlare
.
Senza aggiungere altro coprì la distanza che ci separava. Con una mano afferrò la mia nuca, l'altra sul fianco. Non ebbi un istante per metabolizzare la cosa. Solo le sue labbra sulle mie, decise.
L'aveva fatto, lo stava facendo e, in quel momento, non mi importava nulla! Non avrei mai pensato di volerlo così tanto!
Un coro di meraviglia intorno a noi, ancora stretti l'uno all'altra.
A questo punto approfitto anche io per dire una cosa!. La voce di Miriam si percepì a malapena tra il chiasso che facevano tutti.
Dovevamo prestarle attenzione e, anche se in quel momento staccarmi da Nick mi pareva una cosa tanto ardua, lo feci.
Ho voluto essere sicura prima di annunciarlo e, forse, non lo avrei fatto così, davanti a tutti, ma ora come ora questo mi sembra il momento più opportuno.. Prese fiato un istante. Noi pendevamo dalle sue labbra. Aspetto un bambino!.
Silenzio di tomba!
Il viso di Kevin passò improvvisamente da paonazzo a bianco. Tutto il calore accumulato fino ad allora sembrò abbandonarlo.
Devo sedermi.... Afferrò un tovagliolo, la prima cosa che gli capitò sotto mano, e iniziò a sventolarselo sul viso cercando di respirare a pieni polmoni quel poco di aria che riusciva a muovere.
Non credo stia troppo bene
. Osservai.
Tesoro stai bene? Vuoi che chiamo il dottore? Vuoi qualcosa? Un po' d'acqua fresca?. Miriam era corsa al suo capezzale.
Sto bene, sto bene
Ho solo bisogno di
Champagne!!! Qui c'è da festeggiare fino a domani!!!. Si buttò verso Miriam e cominciò a strizzarla con le sue braccia. Non ci posso credere!!! Diventerò padre!!! Nick che cavolo fai li impalato vai dentro a prendere lo Champagne! C'è una bottiglia in fresco e i bicchieri sono nella vetrinetta della sala da pranzo
Dobbiamo festeggiare!! Oddio ma ti sto stritolando
Ti faccio male? Ti sto facendo male?. Kevin era chiaramente in preda al panico.
Non mi fai male ma stai calmo!. Lo rassicurò Miriam.
Sono calmo
Sono molto calmo
Oh mio Dio
Diventerò padre
Diventerò padre!!!. Kevin si era alzato e stava urlando a squarciagola. Ci eravamo tutti stretti intorno alla coppia attendendo il momento più opportuno per abbracciarli e fare le nostre congratulazioni.
Stordita e sbalordita da tutto ciò che mi stava capitando non mi resi conto che Nick era scomparso.
Giravo su me stessa alla ricerca di un volto familiare, di qualcuno con il quale poter parlare e scaricare tutta la tensione accumulata.
Morena!
Pensavi di non dirmi niente?!. Nonostante tutto mi sentivo estremamente fuori luogo. Non potevo dire di conoscere nessuna di quelle persone, ma Morena
Lei era la mia migliore amica! Lei era ciò di cui avevo bisogno.
Mori!. La strinsi forte. È successo tutto così in fretta
Non so nemmeno darmi una spiegazione
Però
Sono felicissima!.
E te credo!!. Mi rispose ridacchiando. Era ora che quel cretino si decidesse! Sapevo che non poteva essere poi così scemo
.
Stavate parlando di me?!. La voce di Nick ci colse di sorpresa.
Ma come hai fatto ad indovinare?!. Rispose Morena liberandosi dalla mia stretta. Mi voltai e, mentre Morena riprendeva la parola, aiutai Nick con i bicchieri e la bottiglia che aveva nelle mani. Stavo dicendo a Stefania che sapevo non saresti stato tanto sciocco da fartela scappare
E ora cerca di trattarmela bene!! Altrimenti te la dovrai vedere con me!!.
Sì non ti preoccupare
. Disse lanciandomi un sorriso. È in buone mani!. Poi si rivolse altrove. È arrivato lo champagne!.
Tutta l'attenzione ritornò improvvisamente sui festeggiamenti. Con cura e attenzione sistemai i bicchieri sul tavolo.
Kevin prese la bottiglia dalle mani di Nick e, mentre l'apriva, pronunciò un piccolo discorso: Non potete immaginare quanto mi renda felice avervi tutti qui questa sera e condividere questi momenti! I miei migliori amici, fratelli, con i quali intraprenderò, finalmente, dopo tanti anni di duro lavoro, una carriera che spero sia strepitosa! Miriam: la donna della mia vita, che mi farà il regalo più bello, mi darà un figlio! E Stefania e Morena. Ancora non vi conosco ma già vi voglio bene! E conoscendo i miei amici so che hanno fatto la scelta migliore!. In religioso silenzio iniziò a riempire uno ad uno i bicchieri. Noi seguivamo attentamente ogni suo gesto attendendo che riprendesse la parola. Prendete! Tu Miriam brinda solo ma non bere!. Ammonì Miriam che si era fatta avanti per afferrare un calice. Brindo a tutti noi e al nostro futuro! Che si prospetta piuttosto roseo
Cheers!.
Cheers!. Rispondemmo tutti in coro.
In un sorso solo buttai giù il mio champagne. L'improvviso senso di euforia e di ebbrezza che mi diede l'alcool mi fece barcollare. Il braccio di Nick intorno alla mia vita a sorreggermi, poi la musica accesa da AJ ad agitare ulteriormente gli animi. Iniziammo tutti quanti a ballare o, più che altro, a scatenarci.
Vado un attimo a sedermi!. Quasi urlai queste parole nell'orecchio di Nick che continuava a saltare come un pazzo insieme a Brian.
Raggiunsi Miriam che da qualche minuto si era riseduta intorno al tavolo.
Mamma mia ma non si scaricano mai quei 5?!.
E cosa vuoi
Ora sono felici
Mettici che hanno anche alzato un po' il gomito
Benvenuta nel club!. Miriam mi disse sorridendo.
Io sono stanca morta
Ma come fanno?!.
Non lo so! Sono anni che cerco di capirlo! Per lo meno mi consola il fatto che ora non sarò più sola!. Cominciammo a ridere insieme. E guarda chi arriva
!.
Mi voltai. Morena veniva verso di noi.
Non ce la si fa a stargli dietro! Io non ho il fisico per certe cose!. Io e Miriam ridevamo sempre più forte.
Stavamo giusto parlando di questo
!.
No ma io adesso vado a prendere Brian per i capelli! Io voglio dormireeeeee!.
Se riesci a farti sentire dillo anche a Nick!.
Morena raccolse tutte le sue forze e si alzò puntando dritta sul suo obiettivo.
Vedrai che ora tornerà con la coda fra le gambe!. Disse Miriam.
Io osservavo divertita Morena che cercava di ogni modo di intrufolarsi fra di loro e rubare l'attenzione di Brian. Inutilmente.
Già ritornava sui suoi passi.
Niente eh?! Te lo dico per esperienza
Ti conviene sceglierti una bella sedia comoda e convincerti che ti stai divertendo!. Almeno fra di noi ci stavamo divertendo!
Stavo pensando che potresti provarci tu
La tua gravidanza potrebbe essere una gran bella scusa hihihi!!. Morena voleva raggiungere il suo scopo ad ogni costo.
In effetti non sarebbe male
Tentiamo!. Miriam ci fece l'occhiolino e partì in difesa dei nostri diritti!
Sei tutte noi!!.
La vidi avvicinarsi cautamente a Kevin, a fatica chiamarlo e farsi notare. Lui chinarsi per ascoltare meglio le sue parole. Una mano sulla sua pancia. Un bacio sulla fronte.
AJ spegni la musica!. A stento AJ percepì le parole di Kevin.
Ragazzi mi dispiace interrompere la serata ma Miriam è molto stanca e nelle sue condizioni necessita riposo
Quindi
.
Abbiamo capito
Leviamo le tende!. Rispose Howie.
Sapevo ce l'avrebbe fatta! Mori si va a dormireeee!!.
Yuppieeee!!. Ci alzammo insieme dirigendoci verso i padroni di casa e salutare.
Sei stata una grande!. Sussurrai senza farmi sentire a Miriam mentre le davo un bacio.
E sì è stata proprio una bella serata! Dobbiamo rifarlo!. Il suo sguardo di intesa mi fece capire che il nostro segreto era al sicuro e il nostro piano, ormai ben collaudato, pronto per essere messo nuovamente in pratica.
Tutti insieme girammo intorno alla casa per riportarci sul vialetto d'ingresso, alle auto.
Buonanotte a tutti! E grazie davvero per la serata!.
Io e Nick salimmo sulla Jeep.
Buonanotte!.
Mi lasciai affondare nel sedile, leggermente rannicchiata.
Eravamo partiti, davanti a noi il Suv di Morena guidato da Brian.
Direi che ce la siamo cavata
!.
Risposi a Nick semplicemente con un cenno del capo: la posizione che avevo assunto stava piano piano aiutando la stanchezza a prendere il sopravvento.
Vedevo la strada correre al mio fianco, l'aria batteva sul mio viso, gli occhi si chiudevano ormai stremati.
Dai brutto idiota sorpassa!. La voce alterata di Nick mi fece rinvenire.
Passaaa!!. Iniziò ad urlare agitando il braccio sinistro fuori dal finestrino.
Mi sollevai per poter capire cosa stava succedendo, ancora assopita.
Percorrevamo una strada che costeggiava la collina, davanti a noi ancora Brian e Morena, dietro un enorme Range Rover nero che continuava insistentemente ad abbagliarci con i suoi fari.
Oh finalmente hai capito!!. Nick aveva rallentato spostandosi il più possibile a destra per potergli lasciare spazio e, finalmente, farlo passare avanti.
Non mi rendevo ben conto di quello che era successo e, ancora piena di sonno, tentai di riappropriarmi del mio posticino.
Ma che cazzo sta facendoo?!. Urlò Nick non appena richiusi gli occhi.
Questa volta sobbalzai. La sua voce era più forte, più preoccupata.
Lo sguardo fisso dinanzi a me: il Range Rover stava urtando il Suv. I colpi erano decisi e molto frequenti.
Prendi il telefono! Chiama il 911!.
Senza dire una parola iniziai a fatica a rovistare nella mia borsa, le mani tremanti alla ricerca del cellulare.
Nick suonava il clacson tentando in ogni modo di segnalare la sua presenza, ma il veicolo scuro continuava a colpire Morena e Brian con veemenza.
Allora questo telefono?!. Mi rimproverò Nick.
Eccolo eccolo!. Composi velocemente il numero. Pochi istanti e una voce femminile mi fece capire che ero collegata con il pronto intervento.
Un Range Rover nero, davanti a noi, sta continuando a colpire l'auto dei nostri amici, ora gli è di fianco! Continua a colpirli! Sta cercando di buttarli fuori strada!.
Come un fiume in piena le parole scivolarono fuori della mia bocca.
La donna dall'altra parte cercava di calmarmi e pormi domande che l'aiutassero a comprendere meglio la situazione.
Dove siamo? Non lo so dove siamo! Nick dove siamo?!.
Sulla Laurel Canyon
Più o meno all'altezza del parco
In direzione West Hollywood!.
Siamo sulla Laurel Canyon, all'altezza del parco, direzione West Hollywood!. Ripetei. Non riesco a leggere la targa
Una parte è coperta
Vedo solo 5SUM e non vedo altro! Oddio continua a colpirli! Fate qualcosa!!. La mia agitazione era arrivata a un punto di non ritorno, la voce rotta dal pianto.
La donna continuava a calmarmi dicendomi che una pattuglia ci stava già raggiungendo e chiedendomi se potevamo contattare i nostri amici.
Posso provare a chiamare sì!. Presi il telefono di Nick nel portaoggetti. Digitai il numero di Morena . Rispondi
Rispondi
Rispondi!. All'altro capo il suono di libero, poi la voce terrorizzata di Morena.
Mori! Sono al telefono con il 911! Stanno arrivando! Stai calma! Devi dire a Brian di rallentare e tentare di accostare! Se andate avanti così quello vi ammazza!.
Morena stava riferendo ciò che le avevo detto.
La donna continuava a calmarmi e, a mia volta, ripetendo le sue parole, facevo lo stesso con Morena.
Nick! Brian si ferma! Fai attenzione per favore!.
Di colpo Brian, tentando di sorprendere il suo aggressore, si buttò il più possibile a destra e inchiodò di colpo.
Malgrado il mio avvertimento, Nick non aveva frenato a sufficienza e dovette sterzare bruscamente e poi inchiodare per evitarlo.
Il Range Rover si riportò in carreggiata e proseguì la sua corsa noncurante di noi.
Ste stai bene?!. Si informò Nick.
Ancorata come potevo ero riuscita ad attutire i colpi causati dal nostro piccolo testacoda che, però, erano arrivati secchi.
Il cellulare di Nick era caduto tra i miei piedi interroppendo così la comunicazione con Morena. L'altro, invece, ancora stretto nel mio pugno e quella voce che continuava a informarsi del nostro stato.
Sì sì io sto bene
. Aprii lo sportello in tutta fretta e mi precipitai giù dalla Jeep. Nick dietro di me.
Anche Morena e Brian, come noi, erano scesi dall'auto.
Sì, stiamo tutti bene! Va bene
Sono ancora qui! Resto in linea finché non arrivano i soccorsi
.
Sconvolta com'ero ancora stentavo a realizzare quanto era accaduto.
Un dolore lancinante alla testa, dovevo aver sbattuto da qualche parte.
Portai la mano sulla fronte, fu un attimo.
Ste che hai?! Sei sicura di star bene?! Sei pallida
. Chiese Nick.
Sto bene
Ho solo male alla testa
. La mano iniziò a scendermi sul viso completamente insanguinata.
Sta perdendo sangue! Prendila!. Urlò Morena.
Tutto intorno a me iniziò improvvisamente a girare.
Sto bene
Sto be
. Solo le braccia di Nick ad avvolgermi mentre perdevo i sensi.
...continua