CON GLI OCCHI DELL'AMORE
CON GLI OCCHI DELL'AMORE
Prologo
Qualcuno aveva sparato.
Il caos regna in quello che pochi minuti fa era uno studio televisivo.
Gente che si accalcava per uscire tra urli isterici e pianti, le guardie del corpo scattate a proteggere i loro assistiti: i Backstreet Boys.
Io e Leigh seguivamo impietrite la scena dai camerini.
" oh mio dio" mi lanciai di corsa fuori per raggiungerli seguita da Leigh. Arrivate vicino al palco Marcus ci blocco'.
"fermatevi c'e' il caos non e' sicuro"
"Non me ne frega un cavolo. come stanno? Come sta Nick?"
"Marcus facci passare subito" disse leigh con un tono di voce che non le avevo mai sentito. Marcus dovette cedere vedendoci in quello stato, ma non ci lascio' e accompagnandoci raggiungemmo il palco dove ci venne subito incontro Brian. Leigh vedendo su marito salvo l'abbraccio' forte
" Come stai?"
"sto bene tesoro, tranquilla"
Mi avvicinai agli altri e subito notai un corpo steso a terra, non potevo vedergli il viso , ma l'avrei riconosciuto ovunque, riconobbi quei jeans che gli piacciono tanto, quelle scarpe.
"oh mio dio Nick" mi senti prendere per un braccio e girandomi vidi Brian "Sara non avvicinarti"
"Brian come sta? Voglio vedere. Lasciami il braccio"
"Sara....." mi disse a bassa voce
"Mollami il braccio" e con uno strattone mi liberai, mi avvicinai al corpo di Nick che era immobile. Un medico vicino a lui, insieme ad Aj e howie che guardavano sconvolti, gli prestava i primi soccorsi.
Io vedevo solo il suo viso, ricoperto di sangue.
I miei occhi si riempirono di lacrime "Brian non e'..." sussurrai appena.
"No Sara non e' morto. E' stato colpito dai frammenti del vetro che si e' infranto."
Non senti quello che disse. Il buio mi avvolse e l'ultima immagine fu quella di Nick, del suo viso ricoperto di sangue.
Il buio mi avvolgeva come un caldo abbraccio. Sentivo un forte odore di disinfettante, ricordi confusi di quello che era successo attraversavano la mia mente. Sentivo qualcosa che mi avvolgeva la fronte e gli occhi, alzai piano una mano per toccarlo e, le mie dita vennero a contatto con il cotone morbido di una benda.
Sentivo una piccola mano appoggiata sulla mia che me la stringeva, sapevo, anche senza guardarla, di chi e' quella mano, la mia Sara, non sapevo se stesse dormendo "Sara.." la chiamai piano.
"Tesoro ti sei svegliato, come stai??"
"Sono un po' confunso, ma sto bene" le dissi facendo nascere sulle mie labbra un piccolo sorriso. "gli altri come stanno?"
"stanno tutti bene, sono fuori dalla stanza...vuoi che li faccio entrare?"
"Per il momento no....voglio stare un pochino con te." allungai una mano per poterla toccare e senti la sua che prendeva la mia e la portava delicatamente al suo volto
"meglio se mi aiuti non vorrei farti male" dissi con una risatina.
"Cretino. Sei sicuro che stai bene? hai male da qualche parte?"
"No non sento dolori, un po' di fastidio al viso, forse sono dei taglietti..."
"si hai dei taglietti ma sono tutti superficiali fra un paio di giorni spariranno"
"ok...ma perche' ho sta benda. Mi sento un metro e mezzo di cotone" non riuscivo a non dire battutine, la sentivo preoccupata e stavo cercando di farle sentire che dopo tutto stavo bene.
La senti' ispirare "Ehy che hai?" le accarezzai la guancia con la mano che le tenevo ancora li, mentre lei mi accarezzava il polso "Dai tranquilla. Dimmi quello che devi dirmi."
"ok" la sua voce era incerta, parlava piano quasi facevo fatica a sentirla. "Quando il vetro e' esploso sotto il colpo del proiettile, tu che eri li vicino sei stato colpito dai frammenti ricordi?"
"Si mi ricordo....non tocco piu' uno specchio manco a pagarmi"
scosse piano la testa e io ridacchiai. "continua..."
" Alcuni frammenti sono finiti vicino agli occhi e alcuni piccolini dentro, cadendo hai sbattuto la testa procurandoti un piccolo trauma cranico, si e' formato un grumo di sangue nel tuo cervellino bacato" la senti sorridere
"me la paghi."
"Dai che scherzo...ti hanno tolto tutti i frammenti dagli occhi, ora dobbiamo aspettare di vedere se quel grumo di sangue creera' qualche problema"
"Di che genere?" la senti ispirare ancora "La vista vero?"
Una piccola lacrima tocco le mie dita "Si" mi rispose in un soffio.
"Ehy tesoro....vedrai che andra' tutto bene. Se dovessi rimanere in queste condizioni almeno mi riposo un po' gli occhi."
"sei unico..scherzi anche in sto momento."
"Dai vedrai andra' tutto bene...poi so che tu ci sei quindi a me importa solo questo" poi esitante dissi "ci sarai vero?"
la senti sedersi vicino a me sul letto e io l'abbraccia stretta, il suo capo posato sulla mia spalla, all'orecchio il suo sussurro' "Ci saro' sempre"
"bene" rimanemmo cosi per un po'.
Stanco riappoggiai il capo al cuscino e mi riaddormentai, tenendola tra le mie braccia.
Ero ancora mezza addormentata tra le sue braccia quando senti' la porta aprirsi piano. Mi girai e vidi entrare Brian.
"Ciao...posso?" mi disse mettendo dentro la testa.
"certo vieni." mi alzai delicatamente per non svegliare Nick che ancora dormiva.
"Si e' svegliato?" mi chiese guardando il viso di Nick con quell'enorme benda.
"Si si e' svegliato, abbiamo parlato un po' e gli ho detto cosa ha.."
"come l'ha presa?"
"Per il momento l'ha presa bene, ha anche fatto le sue battutine mentre gli e' lo dicevo."
"tipico di Nick." mi guardo' "tu come stai?"
" sto bene. Bene, per modo di dire, sono un po' preoccupata pr quando gli toglieranno la benda, e quello che succedera'"
"vedrai che andra' tutto bene. E se qualcosa andasse storto ci siamo noi, ci sei tu, lo aiuteremo, e questo l'importante."
Lo guardai sorridendo "si vede che voi due siete molto legati, mi ha detto la stessa cosa."
"Vedi e' intelligente a volte."
"Ti ho sentito sai."
Ci girammo verso di lui e vedemmo il suo viso girarsi verso di noi. Gli accarezzai una guancia.
" Ciao Nick come va?" gli chiese Brian
"Va abbastanza bene...un dolorino alla testa ma niente di che....tu come stai?' gli altri?"
"Stanno tutti bene...sono qua' fuori"
"ora mi sa che puoi farli entrare se no mettono su la tenda."
"probabile...Aj non fa altro che andare avanti e indietro per la sala."
"Fa allenamento si tiene in forma" ridacchiammo tutti e tre alla sua battuta. Andai alla porta per chiamare gli altri ragazzi, mi ero appena incamminata quando.. "Sara dove vai?"
"Ehm vado a chiamarli...Tutto ok?"
"Si pensavo andasse Brian....sfaticato."
"ma sentilo, mi ha preceduto se no andavo io"
"Se se ti credo proprio" disse ridendo, mentre io li lasciavo ai loro battibecchi.
Arrivai in sala d'attesa e subito Aj mi venne incontro "Come sta?"
"Sta bene. potete venirlo a vedere"
"Ok andiamo"
Poco dopo entravo nella sua stanza insieme ad Howie, Aj e Leigh.
"C'e' un po' di gente che vorrebbe vederti."
"Mi fa piacere. E' bello vedervi....peccato che non vi vedo."
"ma te serio mai" disse un Aj alquanto scazzato
"Ehy Aj vieni qua'" gli disse Nick e appena si fu avvicinato "sto bene ok. accettero' se vedro' o meno...come ho detto prima a Sara mi riposo gli occhi."
"Sei un caso perso." disse Aj leggermente divertito.
"Howie dov'e' che non lo sento?....se addormentato"
"Nicky ma anche dal letto mi rompi le scatole" disse scatenando le risate di tutti
"Si devo tenermi in allenamento...come va?" poi si fermo' un attimo "Sento un altra presenza...mo mi concentro...e' Leigh"
" Si piccolo mago sono io"
Lo vedemmo esultare "evvai" poi si tocco la testa "niente movimenti falsi...che ho vinto?"
"un bacino?" dissi
"tu si che mi capisci" mi disse con un sorrisone enorme.
"Eh lo so...." mi fermai un attimo e guardavo Aj che mi faceva dei cenni " c'e' qualcuno che spasima per dartelo"
"Chi? so che sei tu. quindi che aspetti.....ti sei spostata? non eri di la?" poi lo vedemmo ritirasi in un angolo "Ajjjjjjjjjjjjjjj sparisci...guarda che non ci vedo ma ti picchio' lo stesso"
Scoppio' una risata generale, eravamo tutti piegati in due dalle risate mentre Nick era a braccia conserte sul letto "ma quanto siete spiritosi"
"Dai cucciolo era uno scherzetto innocente"
"tu me la pagherai".
Gli sfiorai leggermente una guancia "Va bene."
In quel momento bussarono alla porta. "Avanti"
Vedemmo entrare il dottore.
"Salve a tutti...vedo che Nick si e' svegliato. Nick sono il Dottor Smith."
"Piacere dottore"
"Ok ora dovremmo toglierti le bende. Se quel grumo di sangue che hai non ha creato danni dovresti vedere."
"Se ha creato danni non vedro' capito. sara' permanente la cosa ho sara' cosa di poco tempo?" Chiese Nick mentre cercava la mia mano, la trovava e la stringeva tra le sue.
"Purtroppo non possiamo saperlo. Dopo qualche esame c'e' la possibilita' di un intervento, per assorbire il grumo e tutto dovrebbe andare a posto...anche se non subito."
"come?" chiesi
"Il percorso di ripresa e' lungo e non sempre si riesce ad asportarlo tutto si puo' solo ridurlo."
"Capito. Beh puo' togliermi la benda" mi teneva la mano mentre lo diceva
"Bene."
"Dobbiamo uscire?" Chiese Brian.
"No potete rimanere se ha Nick va bene"
"Certo che possono rimanere" mi strinse piu' forte la mano.
Il momento era arrivato, guardai Brian che cercava di tranquillizarmi, anche lui era preoccupato.
Che sarebbe successo?
Il momento della verita'. la prova del nove. Sentivo alla mia destra il dottore che stava tagliando la benda che mi copriva gli occhi. Nella mia mano sentivo quella di Sara, tremare leggermente, la strinsi piu' forte per rassicurarla, anche se non mi sentivo affatto sicuro.
facevo vedere che ero tranquillo, scherzavo su questa cosa, ma dentro di me, dentro al mio cuore, la paura stava prendendo il sopravento su tutto.
Si, sarebbe stata una cosa temporania, ma non avrei visto per chissa' quanto tempo tutte le belle cose che amavo tanto vedere. E come sarebbe stata la mia vita in questi mesi senza i miei occhi?
"Nick sto per toglierti la benda, la stanza e' in penombra per non disturbare i tuoi occhi. Ora chiudi gli occhi e tienili cosi finche' non te lo dico io ok?"
"Ok dottore." strinsi la mano di Sara che si piego' e all'orecchio mi disse
"Amore stai tranquillo sono qua' qualunque cosa succeda. Ti amo"
"Grazie. Ti amo anche io Sara"
Passarono pochi secondi quando il dottore mi disse di aprire gli occhi.
Lentamente con timore lo feci, ma era come averli chiusi, era come se qualcuno avesse spento tutte le luci, c'era il buio totale, il buio mentre un eclissi. Speravo fossero i primi istanti, provai a richiuderli e a riaprirli ma niente cambio'. Il buio regnava ancora sovrano.
"Nick allora come va?"
Non riconobbi manco la mia voce quando in un sussurro dissi "non vedo niente."
Senti' Sara reprimere un singhiozzo, mentre Aj imprecava e Brian chiamava invano il signore. Lei la mia piccola, cercava di non piangere di farsi forza per me.
"Nick, vedrai che tutto andra' a posto. Tornerai a vedere."
"Sara. Abbracciami. Ho bisogno di sentirti."
Senti le sue braccia portarmi lentamente al suo corpo, appoggiai il capo al suo seno, chiusi gli occhi, forse riflesso incondizionato, cercando di chiudere fuori tutto il mondo, tutto il dolore, la paura. Volevo rimanere li tra le sue braccia, mentre mi accarezzava i capelli.
Dopo qualche minuto, sciolsi leggermente la presa sui fianchi di Sara, tenendola comunque vicino.
"Ora che succedera' dottore?"
"Aspetteremo un paio di giorni perche' tu possa rimetterti in forze, faremo degli esami per vedere la situazione, poi proveremo con l'intervento. Nick devo avvertirti che ci sono dei rischi in questa operazione."
"Quali?" chiesi ancora piu' spaventato da questa nuova cosa.
"Beh e' un intervento al cervello quindi dobbiamo trattare una parte delicata, ci possono essere problemi motori o della parola.."
"Non c'e' problema per quelli..non me la cavo bene con i discorsi" ridacchiai appena, facendoli sorridere
"Beh detto da un cantante mi pare strana la cosa..comunque questi sono i rischi che corri."
"Grazie. Voglio provarla questa operazione e poi vedremo."
"Ok. Ora ti lascio con i tuoi amici. Tra poco dovrete uscire pero'."
"Potrei rimanere per la notte?" senti la voce di Sara
" sarebbe contro le regole ma se proprio vuole puo' rimanere."
"Grazie."
Una volta uscito mi rivolsi a lei "tu stasera vai a riposarti a casa....eh no niente storie."
poi mi girai verso sinistra dove pensavo ci fosse Brian "Brian avvicinati."
"Eccomi" mi senti sfiorare il braccio destro
"Ah sei di qua'. ho un compito importante per te"
"Dimmi pure"
" ti puoi assicurare che lei vada a casa stasera, che mangi e si riposi?"
"certo. la accompagno a casa tua e la faccio mangiare"
"Brian potrebbe rimanere da noi " senti' la voce di Leigh dire
"Ecco mai che mi faccia parlare, lo stavo per chiedere....ti darebbe fastidio?"
"ma certo che no. Lo sai che siete i benvenuti. Cosi poi domani torniamo insieme da te."
"Perfetto"
Mi senti sbattere leggermente su una spalla "Si?"
"scusami se disturbo i vostri piani ma a me non chiedi se va bene?"
"no perche' tanto ti deve andare bene per forza, perche' l'unica cosa che puoi fare e' andare con Brian con le buone o con le cattive." le risposi con un sorrisone.
la senti' sbuffare "Va bene andro' con Brian. Ma se dovessi avere bisogno?"
"Sara scusa se mi intrometto siamo in un ospedale c'e' molta gente che puo' prendersi cura di lui." le disse Aj con tono scanzonatorio
"E va bene vado a casa."
"Brava. vieni qua'" la presi tra le braccia "Mi dai un bacino? io non vedo dove sono le tue labbra"
si avvicino a sfiorarmi le labbra per poi ritrarsi
"Che era sto coso?"
" un bacino"
"Ah capito. Mi dai un bacio?"
Questa volte le sue labbra iniziarono a sfiorare le mie, per poi congiungersi in un bacio tenero, carico di preoccupazione e paura che scivolava via.
Mi staccai piano da lei e facendola appoggiare al mio petto rimasi con lei e i miei amici cosi in silenzio finche' un infermiera non ci venne a dire che era il momento di andare. Salutai tutti. Rimasto solo in quella stanza mi persi nei miei pensieri, nelle mie paure.
Lacrime silenziose uscirono dai miei occhi, prima di portarmi in un sonno agitato.
Ero in quella che sarebbe stata la mia camera per quella notte, avevo aiutato Leigh a preparare una cena leggera, ma ero stata cacciata dalla cucina al momento di mettere a posto i piatti.
"Vai a riposarti. sei esausta." mi aveva detto Brian
"d'accordo. grazie. Buonanotte ragazzi"
"Notte tesoro. Cerca di dormire mi raccomando" mi aveva detto Leigh mentre mi abbracciava.
"Ci provero'."
Ed ora eccomi qua', nel grande letto ranicchiata sotto le coperte a pensare a tutto quello che era successo.
A pensare a chi fosse stato. un pensiero aveva sfiorato piu' volte la mia mente: quel proiettile era troppo vicino a Nick, che fosse lui il bersaglio?
non volevo neanche pensare a questa eventualita', ma non sapevo che pensare, che significato dare alla cosa.
Accesi la tele dove stavano trasmettendo il telegiornale ed eccola li in primo piano la news. tutti ormai ne parlavano, alcuni non si spiegavano la cosa, molti dicevano che in questo mondo la cosa ormai era abbastanza normale.
Senti bussare piano alla porta "Avanti" vidi entrare letamente Leigh
"Non riesci a dormire?"
"non c'ho provato. Volevo sentire che dicevano. Non me la spiego sta cosa."
"Sara non tormentarti, la polizia sta indagando. sembra sparito nel nulla, ma vedrai che lo troveranno e paghera'"
"Leigh non paghera' mai abbastanza. Nick e' in un letto d'ospedale che non puo' vedere. i suoi occhi si sono come spenti, li hai visti oggi? hai visto come il suo colore, la sua luce sembra essersi spenta?"
"Sara lo so, ma torturarti cosi non serve a niente. ora devi essere forte per lui e per te. avra' momenti difficili, ma Nick e' forte e vedrai che tornera' a vedere". mi avveva abbracciata e io mi perdetti in quel abbraccio, era la mia migliore amica, una sorella maggiore da quando un anno fa incontrai Nick.
"grazie Leigh. Ringrazia anche Brian per avermi ospitata. ora vai a riposare anche tu sei stanca."
"Sicura di stare bene?" mi chiese accarezzandomi i capelli
"si sto bene. Vai pure"
"ok. se hai bisogno chiama. Buonanotte."
"Buonanotte Leigh."
Rimasta sola cercai di mettermi a dormire, ma come un film le immagini di oggi mi tornarono in mente, il momento dello sparo, la preoccupazione, il viso di Nick pieno di sangue. Quelle scene sarebbero state dure da cancellare. Leigh aveva ragione dovevo essere forte per me e per lui.
Il suo viso sorridente mi apparve davanti agli occhi e io con quell'immagine chiusi i miei e mi addormentai.
La mattina arrivo' veloce. Mi alzai con una nuova forza, in quella notte avevo sognato solo cose belle, mille ricordi mi erano tornati alla mente, ricordi della mia vita con Nick in quel anno.
Scesi in cucina per preparaze una colazione di ringraziamento a Leigh e Brian, sperando di non trovarli gia' in piedi.
Arrivata in cucina non trovai nessuno, la casa era ancora silenzionsa, mi misi al lavoro e dopo meno di dieci minuti una mega colazione era pronta. C'era di tutti i gusti, pan cakes, uova e pancetta, pane tostato, caffe', succo di frutta, brioches e latte per il piccolo Baylee, che in quel momento si sveglio', stavo salendo per andare a chiamare Brian e Leigh cosi decisi di passarlo a prendere per poi andare insieme "Ciao piccolino."
"Ciao zia Sara." mi tese le sue piccole braccine e io lo presi in braccio e lo strinsi forte dandogli un bacino sui capelli "vieni a chiamare il papa' e la mamma per fare colazione?"
"Siiiii andiamo. mi metti giu' per piacere?"
"Si tesoro, pero' vai piano mi raccomando." appena lo posai a terra inizio a camminare verso la camera dei suoi genitori seguito da me, busso' piano alla porta poi li chiamo' "Mamma, papa' siete svegli?"
Da dentro ci raggiunse la voce soffocata di Brian "si tesoro entra" lo aiutai ad aprire la porta e lo vidi correre come un fulmine sul letto dei suoi genitori per poi buttarsi tra le bracia di Brian che lo accolse ridendo "Buongiorno peste." ero rimasta sulla porta della camera e appena mi vide "Buongiorno Sara."
"Ciao Brian" in quel momento si sveglio anche Leigh "Ciao Leigh"
"Ciao Sara" poi abbraccio Baylee "ciao cucciolo"
"vi ho preparato la colazione. E' gia' pronta in cucina."
"Sara non dovevi disturbarti"
"Brian non e' stato un disturbo e' un modo per ringraziarvi."
"Sai che non c'e' ne bisogno. Grazie"
"prego."
Scendemmo tutti in cucina.
Mezzora dopo io e Brian uscivamo per andare da Nick in ospedale.
Non vedevo l'ora di vederlo. Ero fiduciosa quel giorno. tutto si sarebbe sistemato.
Erano due giorni che mi trovavo in ospedale. oggi sara' il grande giorno dell'operazione. Non so manco come mi sento. Sto aspettando l'arrivo dei miei amici e di Sara. un sorriso mi nacque sulle labbra, e' stata con me tutti i giorni finche' non dovevo farla portare via a forza per farla risposare. Mi sarebbe piaciuto averla accanto anche di notte, quando le tenebre che racchiudevano i miei occhi, per uno strano gioco, diventavano ancora piu' scure. E' in quei momenti che posso lasciare trasparire tutte le mie paure, cosi da ritrovarmi ad addormentarmi in lacrime.
Sento aprisi la porta e la dolce voce di Sara "Ciao tesoro. Come stai oggi?" mi si e' avvicinata e sfiorandomi la fronte con un bacio se seduta vicino a me sul letto
"Sto bene. tu come stai? ti sei riposata?"
"Tu non preoccuparti per me che io sto bene. ora devi pensare a stare bene tu ok?" mi accarezzava i capelli, non potevo vederla, ma sentivo il suo volto vicino al mio, il suo respiro caldo. Alzai piano una mano, ero titubante, la portai vicino a dove era lei e tremando leggermente le accarezzai la guancia, i miei movimenti non erano molto sciolti, avevo sempre paura a toccare le persone rischiando di fargli male. Questa volta ando' tutto bene, sentivo la pelle morbida della sua guancia sotto la mano, la curva delle sue labbra, le toccai quello inferiore, poi la mia mano si sposto' piu' in alto verso la fronte per poi ridiscendere piano. Era come scoprirla un altra volta, come se la vedessi per la prima volta.
"Sei bella" le dissi con un sorriso mi aspettavo la sua battutitna
"non ti faccio la mia solita battuta....grazie."
Mi venne in mente che non sapevo come era il mio viso dopo l'incidente "Sara il mio viso sta guarendo."
"Vanitoso" ridacchiammo tutti e due "si i tagli stanno sparendo ti faccio sentire dove li hai ok?"
"Ok"
senti la sua mano salire piano verso i miei occhi, posarsi sul sopraciglio destro per poi spostarsi sulla fronte, vicino al naso e al labbro inferiore.
"Wow ma quanti sono."
"Nick stanno scomparendo non rimarra' segno."
"Peccato quello vicino alle labbra magari mi faceva piu' sexy."
"Credimi non ne hai bisogno" mi disse mentre sfiorava quel piccolo taglietto in particolare, avvicinai piano il mio viso al suo, e grazie alla sua guida le nostre labbra si congiunsero in un tenero bacio, le mie mani salirono al suo viso, le mie labbra presero a duellere con le sue, la mia lingua chiese il permesso di incontrarsi con la sua. Le sue mani accarezzavano i mie capelli, mentre le mie richiudevano il suo viso tra di esse e lo accarezzavano.
La porta si apri e i ragazzi entrarono tutti contenti nella stanza per poi fermarsi quando videro la scena, noi con un salto ci staccamo l'uno dall'altra.
"Abbiamo interotto qualcosa?" ci chiese Brian
" ma sai credo proprio di si Brian" disse Aj con una punta di sarcasmo
"Come va Nicky?" mi chiese Howie pensando bene di igniorare quei due
"Sto bene...fino a un momento fa....voi?"
"Stiamo bene"
Io intanto non riuscivo a capire dove fosse finita Sara non la sentivo
"Sara..." la chiamai, mi senti sfiorare il braccio destro "ah sei qua' non ti sentivo"
"mi ero spostata un attimo...hai bisogno?"
"Si. te devi stare qua' vicino a me, sempre anche se questi qua' ci irrompono cosi in camera ok?" dissi ridacchiando
"Ok tranquillo...magari mi allontano per buttarli fuori"
"Bravaaaaaaa" ridemmo tutti e due mentre Brian diceva "non lo faresti mai lo sai"
In quel momento entro un infermiera che mi doveva somministrare l'anestesia. il momento era arrivato, presi la mano di Sara e la strinsi sentendola subito ricambiare la stretta "Sara rimani qua' vicino. ragazzi ci vediamo....se domani....ci sentiamo dopo ok?"
"Nick ci vedremo dopo tranquillo" eccolo li Brian che mi rassicurava
"lo spero"
mi salutarono tutti per poi uscire, mentre io sentivo la mano di Sara tra le mie e lei che dolcemente mi accarezzava i capelli per addormentarmi. Pochi istanti dopo, complice la medicina e la sua carezza caddi in un sonno profondo.
Sarebbe stata un operazione lunga. Erano gia' passate tre ore da quando Nick e' entrato in sala operatoria. Siamo tutti qua' ad aspettarlo e a pregare che tutto vada bene. Sento una mano posarsi sulla mia spalla, alzo lo sguardo e vedo Leigh "Sara vuoi venire a fare due passi? Andiamo a prendere qualcosa al bar."
"no grazie Leigh, non mi va niente, preferisco rimanere qua'."
Brian che era seduto vicino a me insieme ad Aj e Howie mi guardo apprensivo, sentendo il suo sguardo mi girai "State tranquilli tutti e due. Sto bene"
Vidi Brian guardare Leigh "Ci ha scoperti."
Ci venne a tutti da sorridere, erano unici quei due.
Un pensiero in quel momento mi sfioro' la mente: Kevin.
"Brian ma Kevin non sa niente di quello che e' accaduto?"
"Si ho parlato con lui dovrebbe arrivare tra poco. mi aveva chiamato ieri sera incavolato nero perche' e' venuto a saperlo dalla televisione."
"capisco. mi fa piacere che venga e sicuramente anche a Nick."
"lo spero. Magari qualcuno mi poteva avvertire pero'." sentimmo la voce di Kevin provenire dalla porta della saletta
"Scusaci Kevin. Abbiamo sbagliato a non chiamarti subito ma e' stato tutto cosi incasinato che non ci siamo riusciti." gli disse Brian
"Ok. perdonati." Si salutaro con un abbraccio seguiti poi da Aj e Howie.
"Sara come stai?" mi chiese abbracciando anche me
"Bene." mi beccai un occhiata perplessa da Brian e leigh "Kevin convinci sti due che sto bene!!"
"impossibile." sorridemmo tutti "Lui come sta?"
"é in sala operatoria adesso. Non so quanto ci vorra' ancora"
"Si Brian mi ha detto della situazione." con un sorriso rassicurante "dai ora non dobbiamo fare altro che aspettare e stare tranquili"
I minuti passarono lenti trasformandosi in ore. Erano passate tre ore, camminavo avanti in dietro da non so quanto quando il medico venne verso di noi.
"Come e' andata?" chiesi subito impaziente, la mano di leigh, che mi si era avvicinata, stretta tra le mie.
vedemmo tutti la faccia del dottore quando ci disse con tono rassegnato "Non troppo bene. Purtroppo questo grumo e' un po' piu' difficoltoso. Si trova in una posizione delicata, e purtroppo non si e' assorbito di quel poco che serviva per riuscire ad assorbirlo completamente. Siamo riusciti ad assorbire solo una parte di questo."
Non riuscivamo bene a capire che intedesse e prima che potessi parlare Kevin chiese "Dottore quindi Nick ha ancora questo grumo?"
"Si una parte si."
"Quindi non riaquistera' la vista?" chiese AJ con un filo di voce
"Finche' sara' presente no."
Mi senti morire. Sentivo Aj che imprecava staccandosi da noi per sfogare la sua rabbia, mi appoggiai a Leigh che mi guardava preoccupata. Poi la mia voce tremante si fece sentire "E adesso che succedera'?"
"vi ho detto che questa cecita' sarebbe stata provisoria ed e' ancora cosi, solamente ci vorra di piu'. Questo grumo lentamente si riassorbira, soprattutto ora che l'abbiamo diviso, ci vorra' un po' di tempo e un cura appropiata. Nick e' forte e giovane quindi il tempo di ripresa sara' breve."
"Di quanto si parla?" chiese Keivn
"Non so dirlo con sicurezza ma da i tre ai cinque mesi. mi dispiace."
"Grazie dottore per essere stato cosi gentile." Gli disse Kevin stringendogli la mano. Ci lascio soli e nessuno per qualche minuto parlo'.
Ero ancora appoggiata a Leigh persa nei miei pensieri, nella mia paura. Paura di come Nick avesse preso questa cosa.
E' passata una settimana dall'operazione. Stavo tornando a casa. Quei giorni erano passati lenti alternati da momenti di rabbia e dolore a momenti di serenita'. Quando mi era stato detto che l'operazione non era riuscita come si sperava il mondo si era spento, una paura folle si era impossessata di me, del mio cuore.
La mia mente aveva iniziato a vagare pensando a tutto quello che avrei dovuto affrontare, per un instante ho pensato al male che questa mia situazione creava alle persone che mi sono vicine, soprattutto a lei, Sara, si era fatta coraggio per dirmi come era andata, sentivo le lacrime nella sua voce, il suo attendere una reazione che non arrivava, per poi abbracciarmi quando alcune lacrime sgorgarono dai miei occhi. mi e' sempre stata vicina, mi e' vicina e io, forse egoisticamente, non vorrei nessun'altro oltre a lei.
"Nick siamo arrivati." la sua dolce voce mi riporto' al presente "Tutto bene?"
"si ero solo un po' pensieroso " con il suo aiuto usci dalla macchina, subito il mio cucciolo mi venne incontro chiedendo coccole. mi piegai leggermente per fargliele, poi prendendo Sara per mano mi incamminai con lei verso casa.
Appena entrati senti' un odorino invitante "Sara hai cucinato?"
"non io, e' Brian voleva farti una sorpresa. tra poco arriveranno anche gli altri ragazzi."
"ok. Mi fa piacere stare con loro oggi." sospirando "vorrei farmi un giro della casa"
"Tesoro non avere paura ci sono qua' io. Vuoi farlo?"
"Si, pero' mi lascieresti andare avanti da solo pero' standomi vicino"
"Certo. Se dovessi avere qualche problema ti aiuto io."
"grazie." comincia il mio giro, la sentivo sempre dietro di me e piano piano passai in tutte le stanze della casa, sul terrazzo, ispirando l'odore salmastro che si alzava dall'oceano, un sospiro usci dalle mie labbra "Ecco...l'oceano..e io non posso vederlo." le sue braccia passarono delicatamente intorno alla mia vita e abbracciandomi da dietro inizio a parlare a dirmi come era quella splendida distesa che gia' tanto mi mancava.
"Sara in questi giorni vorrei scendere il spiaggia"
"Certo che andiamo. Nick puoi fare tutte le cose che vuoi, che facevi...beh non lo scemo pero'"
"ti adoro" le risposi con un sorriso, prendendole una mano che era ancora intorno alla mia vita ripresi a camminare con lei dirigendomi verso le voci che sentivo in cucina, che alla mia entrata si spensero improvvisamente. "Sai Sara e' bello sapere che sei motivo di discussione" dissi ridacchiando seguito da lei.
"Che c'e'" chiesi rivolto agli altri ragazzi.
"Nick ci chiedevamo se te la sentissi di riprendere il lavoro in studio." mi disse Howie
"Non c'e' fretta, se ti serve tempo lo capiamo" mi disse Brian subito preoccupato
"giusto ci riposiamo un po'"
"Aj sei stanco?" gli chiesi
"No pero' sai com'e' non fa mai male"
"lasciamo perdere...comunque credo non ci siano problemi. Ho bisogno di sfogarmi quindi penso che incidere sia una buona cosa."
"Sei sicuro Nick?" mi chiese Sara
"certo tesoro. Voglio continuare, ti daro' l'album che vuoi tanto" mi usci cosi' all'improvviso e mi senti una merda, la sua mano lascio la mia.
"Vado a portare dentro la valigia"
"Maledizione"
"Sei un indiota Nick" mi disse Aj
"Un idiota di proporzioni multiple. ma che cavolo ti prende?" mi disse un Howie leggermente alterato
"Ma che ne so era una battuta. Ma chi sa come mai se la prende sempre"
"Forse perche' crede che tu hai qualche dubbio sul suo sentimento per te." mi spiego' Brian
"Te l'ha detto lei?"
"Non proprio a me. A mia moglie."
"Capisco. Non deve crederlo perche' non c'e' l'ho. saro' sincero li avevo all'inizio. Ma adesso dopo un anno non li ho piu'."
"Ora devi dirlo a lei." mi disse Aj.
"Fosse facile. Quando e' alterata non ascolta manco un mulo."
"Uhhh la tua giusta compagna."
"Grazie Aj"
In quel momento senti i suoi passi dietro di me, mi supero' per preparare la tavola.
"Sara.."
"Dimmi" mi rispose con un tono di voce tutt'altro che buono.
"Puoi venire qua'?" la senti avvicinarsi e fermarsi davanti a me, mi tocco una mano
"Scusami, ho fatto una battuta del cavolo. ti prego perdonami."
"Nick non preoccuparti, e' tutto ok. Mi da solo fastidio quando dici queste cose. Ho sentito poco fa quello che hai detto ai ragazzi, quindi sai gia' che non e' cosi' percio' smetti di fare quelle battutine ok?"
"ok." la senti sfiorarmi le labbra con un tenero bacio "ora mangiamo poi decidiamo che fare."
La serenita' era tornata nella casa. Ora il mio pensiero fisso era quello di tornare a cantare. Sapro' cantare come sempre o qualcosa dentro di me si e' spento come i miei occhi?
Lo guardavo. E' nel suo elemento, la musica, un gran sorriso stampato sulle labbra, il suo viso splendente riflette la sua gioia, solo gli occhi sembrano spenti, senza vita.
Subito la tristezza mi assale.
"Sara tutto bene?" eccola, Leigh, riesce sempre a capire come mi sento.
"Si, solo un piccolo momento no. Niente di che."
"sicura? vedi sta bene. E' felice"
"si lo so, ho visto anche io. Stavo pensando che questa felicita' non arrriva ai suoi occhi e' questo che mi rattrista."
"capisco, vedrai che tutto si risolvera' al piu' presto."
Rimanemmo in silenzio a vedere i ragazzi lavorare, stavano discutendo su un nuovo pezzo. Poi vidi Nick alzarsi piano e a tentoni cercare di andare nel piccolo studio per registrare. Mi avvicinai per aiutarlo, gli posai una mano sul braccio, ma lui in uno scatto lo ritiro'."
"Faccio da solo" lo disse con tono freddo. Ecco uno dei suoi momentacci.
"Ok scusami. Pensavo avevi bisogno."
"Ci riesco da solo" si incammino' e toccando le pareti e i mobili riusci ad arrivare davanti al microfono, poi la sua voce ci giunse sommessa da esso.
"Sara verresti ad aiutarmi con le cuffie per piacere?"
"Arrivo" guardai Leigh con un sorriso mentre i ragazzi scuotevano la testa. andai da Nick, lo aiutai con le cuffie ricevendo un bacio sulla guancia di ringraziamento, sfiorai le sue labbra con le mie. Mi allontanai quando una musica dolce parti'. La voce di Nick usci insicura, timorosa. Era come se mancasse qualcosa, riprovo ancora ottenendo lo stesso risultato, si passo una mano nei capelli e sul suo viso si dipinse un'espressione tormentata e delusa. tornai da lui, e lentamente gli poggia una mano sul braccio, questa volta non mi respinse, si giro' e abbracciandomi mi nascose il viso nel mio collo. cercai di rassicurarlo accarezzandogli i capelli e sussurrandogli parole tenere all'orecchio, mentre lui mi stringeva sempre piu' forte.
"Voglio andare a casa. Non me la sento, sono stanco." un sussurro accenato il suo
"ok tesoro andiamo a casa." gli tolsi le cuffie e insieme uscimmo, Brian vedendo la faccia dell'amico capi' e gli disse "Nick stai tranquilla. Vai a casa ora sei stanco."
"grazie Brian. Scusatemi."
"Non preoccuparti" anche Aj aveva capito, mentre Howie abbracciava Nick per dargli conforto.
Salutai Leigh, poi uscimmo. In macchina Nick cedette alla stanchezza mentre io mi perdetti nei miei pensieri. arrivata davanti a casa vidi una macchina che non conoscevo davanti a casa. Parcheggiai la macchina davanti al garage e senza fare troppo rumore, per non svegliare Nick che ancora dormiva, scesi.
"mi scusi lei chi e'?" chiese all'uomo che era appogiato alla sua macchina, era un uomo distinti in giacca e cravatta "Sono il detective Becker, seguo il caso del signor Carter e dei suoi amici."
"Piacere. Sono la fidanzata di Nick. C'e' quanche novita'?"
"ancora niente di sicuro, ma stiamo arrivando al colpevole e sinceramente e' abbastanza insolito."
"Perche'? sa gia' il nome."
"Si lo sappiamo, non abbiamo la certezza assoluta ma siamo sulla buona strada."
"Puo' dirmi il nome?" lo guardai e dal suo viso capi' che quel nome non mi sarebbe piaciuto. Un minuto dopo ne abbi la conferma, mentre rabbia e dolore si mescolavano dentro di me. Dopo un paio di minuti il Dective se ne ando' tornai alla macchina per svegliare Nick. Per il momento non gli avrei detto niente, forse piu' tardi, ora era gia' troppo abbatuto per il lavoro non ci voleva anche quello.
"Amore svegliati." gli accarezzai una guancia mentre lentamente si svegliava, i suoi occhi si aprirono lentamente e io per un momento vidi quella luce di cui tanto mi sono innamorata, purtroppo spari subito inghiottita dal buio.
"Siamo a casa? Dio mi sento tutto rotto."ridacchio appena.
"si siamo a casa. Vieni entriamo cosi ti stendi un po' sul letto." usci piano dalla macchina, entrammo in casa e piano piano raggiungemmo la nostra camera da letto. lo aiutai a stendersi "vieni anche tu." quel suo tono roco, cosi sexy. Girai attraverso al letto e mi stesi vicino a lui che subito mi abbraccio.
" sono stufo di questa cosa. Voglio vederti, voglio baciarti senza aver paura di dove andare, voglio toccarti senza paura di farti male. Voglio tornare alla mia vita di prima, al mio lavoro" una piccola lacrima nacque dai miei occhi a quello sfogo "Tesoro non arrenderti, devi combattere. Sai che e' una cosa momentania devi avere fiducia. il lavoro ti aspetta e io sono qui, per un po' ti daro' io tutti i baci che vuoi ok?"
"ok, io non mi lamento di certo." gli diedi un leggero bacio che subito Nick trasformo' in una lotta tra le nostre labbra. Le sue mani mi abbracciavano alla vita mentre le mie erano nei suoi capelli. Aveva iniziato ad accarezzarmi lentamente la pancia, feci scendere la mia mano sinistra dai suoi capelli, accarezzandolo, in una lunga carezza, fino al bordo della sua t-shirt.Gli alzai leggermente il bordo e gli accarezzai la pelle calda per poi risalire lentamente fino al petto dove sentivo il suo cuore battere all'impazzata.
Anche la sua mano aveva trovato il mio seno e lo stava accarezzando, mentre le nostre labbra erano ancora unite in un bacio senza fine.
"aiutami a togliermi la maglietta" il suo sussurro roco a pochi millimetri dalle labbra. Le mie mani lentamente insieme alla sue tolsero l'indumento, gli feci una lunga carezza strappandogli un sospiro, poi le sue mani trovarono il bordo della mia e lentamente la alzaro e con il mio aiuto la tolse.
"ora vorrei baciare il tuo tenero collo" gli presi il viso tra le mani rincongiunsi le nostre labbra, per poi sentire Nick muoversi piano sfiorando la guancia, la mascella per raggiungere la sua meta. prese a darmi tanti piccoli baci, teneri sfioramenti, per poi passare a morsetti delicati che leniva con la punta della lingua. Le mie mani gli accarezzavano la schiena, le forti spalle, alzai lentamente la testa e nascondendola nel suo collo ricambiai i mille baci che mi stava dando, senti il suo gemito sommesso mentre la sua mano scendeva sempre piu' in basso sul mio corpo, con un po' di difficolta' mi slaccio i jeans e aiutato da me li tolse, passammo ai suoi e subito Nick si blocco di colpo.
"ora ho paura"
"perche'? " gli chiesi accarezzandogli i capelli
"non posso vederti e ho paura di farti male." Dio che dolce che e'.
"Tesoro stai tranquillo." gli diedi un piccolo bacio per rassicurarlo, si teneva in equilibro sopra di me, presi le sue mani e le intrecciai con le mie, piegai le mie braccia portando le nostre mani congiunte sul letto, cosi da tenere entranbi, mentre Nick un pochino piu' sicuro si muoveva per entrare piano in me.
Era ancora piu' bello delle altre volte, ci sembrava che fosse la prima volta, i nostri movimenti lenti, mentre dai nostri occhi uscivano delle lacrime che si mescolarono tra loro quando ci scambiammo un bacio appassionato, pieno d'amore.
Sfiniti ci abbracciammo per rimanere poi cosi prima di sprofondare nel sonno un attimo dopo aver detto insieme "ti amo."
La mia vita stava riprendendo i suoi normali ritmi. Oggi il sole splende alto nel cielo, almeno cosi' mi ha detto Sara, i miei sensi si sono fatti piu' acuti. Stiamo passeggiando mano nella mano sulla spiaggia sotto casa nostra. Tante sensazioni diversi mi prendono una tra tutte la gioia, sentire i piccoli granelli di sabbia sotto i piedi, le onde dispettose che arrivate a riva cercano di lambire i nostri piedi, l'odore salmastro dell'acqua, la leggera brezza che ci accarezza come un velo.
Sara cammina al mio fianco silenziosa, ogni tanto si gira a guardarmi, come in quel momento, percepisco i suoi occhi che mi guardano "Che c'e'?" le chiesi con il mio sorrisino sexy.
"Niente cucciolo, ti guardavo solo. Hai un espressione bellissima, il viso rilassato"
"é l'oceano. Il mio posto dove nascondermi da tutto. Sai, quando ho qualche problema o ho litigato con qualcuno se posso cerco di andare nel mio nascondiglio, e' una piccola insenatura vicino alla baia, li c'e' una spiaggia dove praticamente non c'e' nessuno, mi siedo e rimango a guardare l'oceano, pensando e pensando, sperando che lui possa rispondermi alle mille domande che in quel momento mi assillano." Mi era venuto spontanio rivelarle questa cosa, nessuno sapeva dov'era. "Mi piacerebbe portarti li prima o poi"
mi fermo e girandomi verso di lei mi abbraccio e all'orecchio mi sussurro' "Ci andremo."
l'adoravo era unica, sapeva sempre quando aveva bisogno di essere rassicurato, la tenni stretta cosi per un po', poi senza parlare ci incamminammo verso casa. Siamo quasi arrivati quando sento la sua mano irrigidirsi nella mia "Che succede?"
"é tornato ancora quel detective che ti dicevo."
" Bene. Voglio parlarci."
"Nick sei sicuro??" sentivo la sua voce strana, c'era preoccupazione ma anche qualcos'altro che non riuscivo a capire.
"Certo." raggiungemmo il detective "Salve."
"Salve signor Carter" ci stringemmo la mano
"mi chiami Nick. mi sento troppo vecchio se no"
"Ok" saluto' anche Sara "Ho delle notiva'. L'altro giorno non avevamo la conferma, ma ora sappiamo chi ha sparato."
Mi irrigidi subito, finalmente avrei saputo chi mi aveva fatto questo. Anche Sara era rigida, sapevo che il detective l'altro giorno gli aveva accenato il nome, ma lei non ha voluto dirmelo.
"Vuole entrare?" chiesi per gentilezza
"Mi dispiace non ho molto tempo. Pero' se lei lo preferisce"
"Si la prego entri solo un attimo." entrammo in casa e subito chiesi "Ci dica chi e' stato?"
"Nick mi dispiace dirlo ma e' stata una persona a lei molto vicino e' stata...."
"Chi?" ora mi stavo innervosendo
"Nick calmati." la voce di Sara mi giunse sommessa, era abracciata a me e io involontariamente avevo stretto la presa su i suoi fianchi. Tirai un sospiro che si gelo' quando senti' il nome.
"Nick e' stata sua madre a sparate." mi disse il detective con voce piatta.
E il mio mondo in quel momento si ruppe definitivamente. Non poteva essere vero. "non e' vero...sta scherzando..non puo' essere stata lei...NON PUo'" la mia voce era partita insicura per poi esplodere in un tono duro.
"mi dispiace ma e' la verita'. E sua madre a confessato."
"Oh mio dio" Sara mi strinse leggermente e io nascosi il viso nel suo collo, come poteva essere, la donna che mi aveva dato la vita, la donna che mi ha cresciuto, la donna che tante volte mi ha ferito privandomi del suo amore ora mi privava di un dono grande che proprio lei mi aveva dato. Un singhiozzo usci dalla mia gola, perche'? perche' e' riuscita a ferirmi ancora una volta?
Il detective con un saluto sommesso ci aveva lasciati soli e io mi persi nell'abbraccio di Sara, quel abbraccio che in quel momento era l'unica cosa che potessi sperare, anche se lei sapeva e mi ha taciuto.
"Perche' non me l'hai detto?" il mio sussurro arrivo al suo orecchio "perche' non hai voluto dirmelo?"
"Nick lo saputo il giorno che tu stavi male per il tuo lavoro, sapevo che la cosa ti avrebbe distrutto, lo eri gia' non volevo peggiorare le cose."
"Dovevi dirmelo, volevo saperlo, ricordi, te l'ho chiesto e tu mi hai risposto che non potevi dirmelo ancora. Perche'?" mi staccai da lei, inconsciamente capivo perche' l'aveva fatto ma in quel momento me la presi con lei, sfogai la mia rabbia su di lei.
"Tu vieni a sapere chi mi ha ridotto cosi, chi mi ha fatto del male e non me lo dici. Tu vieni a sapere che MIA MADRE mi ha ferito un altra volta e in modo molto piu' grave delle altre volte, tu sai cosa mi ha fatto passare, tu sai che sto passando, sai che volevo sapere chi mi ha fatto questo. E quando lo scopri non me lo dici per paura che io stia ancora piu' male. E' vero stavo male quel giorno, ma niente e' paragonabile a come mi sento adesso, la donna che mi ha messo al mondo che mi ha cresciuto ha distrutto la mia vita, e' temporaneo, ma l'ha distrutta. E io preferivo venirlo a sapere da te, dal mio amore, dalla persona di cui mi fido piu' di chiunque altro, che da un qualsiasi detective che appena uscito da qua' si scordera' tutto....mi sento deluso."
Sentivo che piangeva, mi straziava il cuore sentirla cosi, ma la mia rabbia la mia delusione era piu' forte del dolore, la senti avvicinarsi, toccarmi una guancia "Nick ti prego perdonami...l'ho fatto per te"
Scostai la testa "devo pensarci...vorrei stare solo."
"Nick..." la sua voce rotta dal pianto "D'accordo ti lascio solo. Promettimi che se hai bisogno mi chiamerai, o se non vuoi me chiamerai Brian"
"Te lo prometto."
La senti avvicinarsi alla porta e prima di uscire disse "ti amo Nick non dimenticarlo."
Quando la porta si richiuse tutto il mio dolore premette per uscire fuori, mi accasciai a terra e con le guancie rigate di lacrime urlai il mio dolore, la mia disperazione.
Non potevo crederci, non volevo crederci. Mia madre e' riuscita a ferirmi nel peggiore dei modi. E io non sapevo come avrei fatto a vivere con questa cosa. Il mio amore per lei e' definitavamente chiuso in una parte del mio cuore, non sparira', ma non permettero' di farlo uscire fuori ancora per poi farlo calpestare da lei.
La porta si apri e alla mia vista sfuocata dalle lacrime apparve la figura di Leigh, senza parlare mi buttai nelle sue braccia, pronte ad accorgliermi.
"Sara, tesoro, cosa e' successo?" mi accarezzava i capelli e parlava con quel tono materno che usava per consolarmi. Non riuscivo a parlare, ero scossa da singhiozzi e dai miei occhi un fiume di lacrime continuavano imperterite a scendere non riuscivo a fermarle. Senti la mano di Brian posarsi sulla mia spalla.
"Vieni dentro e cerca di calmarti, forza" con quel tono dolce pari a quello di sua moglie.
Riusci ad arrivare al divano e li sedendomi mi ritrovai ancora una volta nelle braccia di Leigh mentre Brian mi porgeva un bicchiere d'acqua.
Passarono un infinita di minuti prima che riusci' a calmarmi e ha parlare.
"scusate ragazzi."
"Sara non devi preoccuparti. Ora riesci a dirci che e' successo?" mi chiese Brian prendendomi la mano.
"eravamo andati a fare una passeggiata in spiaggia, quando siamo tornati a casa ho subito visto il detective che si interessa del caso. Ha la conferma di chi e' stato a sparare."
Li vidi irrigidirsi, non l'avevo detto neanche a loro, anche se credo che Leigh mi abbia letto qualcosa nel espressione che avevo quando ho raccontato cosa mi e' stato detto.
"Chi e' stato?" chiese Brian con una traccia di rabbia nella voce
"Una persona che non potevamo immaginare. E il mio presentimento che fosse Nick il bersaglio e' giusto, non volevano ucciderlo, solo ferirlo. Forse pero' non cosi gravemente come invece e'." feci una pausa poi continuai "e' stata sua madre." le lacrime ripresero a sciendere dai miei occhi, mentre Leigh tornava ad abbracciarmi stretta e Brian, forse per la prima volta, perse la sua calma e alzandosi di scatto si allontano' "Non ci credo. Mio Dio, ma che gli e' successo? come puo' aver fatto del male in questo modo a suo figlio?"
poi si giro' verso di me "Nick come l'ha presa? perche' non sei con lui?"
Non riuscivo a rispondere, a quelle domande il mio pianto si intensifico e tra i singhiozzi dissi "Sapevate che l'altro giorno me l'aveva detto il nome, Nick non stava bene quel giorno e io gli e' l'ho taciuto e lui si e' sentito deluso da questa cosa. Quindi mi ha chiesto di stare solo." poi la rabbia prese il sopravvento sulle lacrime "Cristo l'ho fatto per lui...stava male...come cavolo facevo a dirgli che quello che gli e' successo e' per colpa di sua madre?? COME?" nascosi la testa nel collo di Leigh che mi abbraccio stretta.
"Sara calmati" prese a dondolarsi per farmi calmare, ma sembrava tutto inutile.
Brian si avviicino' piano e posandomi una mano sulla spalla mi disse "Sara non preoccuparti. Ora e' arrabiato e anche se e' sbagliato, capisco il suo stato d'animo. E capisco perche' l'hai fatto, anche io avrei fatto la stessa cosa. Nick lo sa, sa che l'hai fatto per lui, ma sai come e' fatto, ha sfogato la rabbia che aveva in quel momento su di te, sbagliando ha farlo"
"Lo so. Sono preoccupata pero', l'ho lasciato solo e se stesse male?....gli ho fatto promettere che se avesse bisogno di chiamarmi o se non voleva me di chiamare te...Brian se dovesse chiamarti lo aiuterai?"
"Ma certo. Stai tranquilla vedrai che andra' tutto bene."
Era sceso il silenzio, quando il suono del telefono si fece sentire. Mi irrigidi pensando subito al peggio.
Brian rispose e mi fece un sorriso facendomi capire che e' Nick.
"Ciao Bro come stai??" non sentivo quello che diceva Nick ma dall'espressione di Brian sapevo che era distrutto e speravo che non gli fosse successo niente poi senti la risposta di Brian "Si e' qua'...e' un po' scossa ma sta bene" poi lo vidi mettere il viva voce, la voce roca di Nick si fece sentire "Sara?"
"Sono qui Nick" la mia voce bassa per il troppo pianto
"Ehy...stai tranquilla sto bene..abbastanza ho solo bisogno di un po' di tempo per accettare la cosa...non c'e' l'ho con te mi dispiace se me la sono presa con te prima."
un singhiozzo usci dalla mie labbra "Non preoccuparti. Se hai bisogno di altro tempo io ti capisco. sai che se hai bisogno sono qui."
"Lo so...volevo chiedere a Brian se poteva accompagniarmi in un posto."
"Certo Nick arrivo subito."
"Grazie." poi continuo rivolto a me "Sara ci sentiamo piu' tardi...stai tranquilla e smetti di piangere ok?"
"Ok." in un soffio a bassa voce dissi "ti amo" non pensavo che mi avesse sentito invece mi arrivo' la sua risposta. "Ti amo anche io. tantissimo"
Senti' che agganciava e le lacrime tornarono a scorrere "Brian vai da lui, stagli vicino anche per me."
"Sara lo faro'. hai sentito l'ha capito che ha sbagliato. Dagli tempo e tutto si sistemera'."
Saluto' Leigh e me e usci' per raggiungere Nick. Mentre io appoggiando il capo sulla spalla di Leigh e vinta dal pianto mi addormentai, mentre lei mi accarezzava la schiena per calmarmi.
Avevo chiesto a Brian di portarmi in quello che era il mio posto magico. quel posto che poche ore prima ne avevo parlato con Sara. si trovava a pochi minuti da casa mia, verso la baia veniva chiamata "l'insenuatura degli angeli", l'avevo scoperta pochi mesi prima esplorando la zona, poca gente la conoscieva, o forse sono io che non ho mai incontrato qualcuno qui.
Ora, seduto su questa sabbia, mi perdo tra i mie pensieri, mentre Brian mi aspetta in macchina, gli ho chiesto di rimanere solo.
Sento l'aria salmastra, quel profumo che tanto amo alzarsi dall'immensa distesa di acqua che e' davanti a me. Mi sento come perso non potendo vederla cosi cerco di immaginarla e subito una immensa distesa di un tenue azzurro si staglia davanti ai miei occhi, vedo le onde infrangersi nella sabbia cristallina. La mia mente persa nei suoi pensieri, uno tra tutti, il piu' grande: Perche' mia madre e' riuscita a ferirmi ancora una volta? Perche' l'ha fatto?
Da quando i miei genitori si erano separati tutto e' andato peggiorando. mia madre era completamente impazzita, inventava balle su balle per essere aiutata, ci ha messi tutti contro tutti e poi questo. Come ha potuto farmi questo?
Sento una mano posarsi sulla mia spalla e un sorriso nascere sulle mie labbra. Brian si siede vicino a me e resta in silenzio, non aspetta niente ma sa che prima o poi parlero', che mi confidero', troppe volte in passato e' successo e ancora una volta ho bisogno del mio migliore amico.
"Sai," presi a giocherellare con la sabbia, facendola cadere tra le mie dita aperte" lei quando ero piccolo mi stringeva forte a se e mi chiamava "il mio piccolo uomo", mi diceva che mi sarebbe stata sempre accanto, mi avrebbe protetto da tutto e tutti. Mi coccolava, la sera prima di addormentarmi e raccontandomi la favola di un bambino che molto presto sarebbe diventato un giovane uomo dolce, testardo e anche casinista. Quel giorno e' arrivato, ma lei non e' stata di parola, lei non mi ha protetto da tutto e tutti, mi ha spronato a intraprendere la strada che volevo con tutto me stesso, ma non mi ha dato il supporto giusto nei momenti piu' importanti, quando tutto stava cadendo a pezzi, quando ero talmente stressato che per ogni cavolata piangevo, no lei era sempre li a pensare ai soldi. E ora questo. Brian che ho fatto per meritarmi di essere ferito da tutte le persone che amo di piu' al mondo?" una lacrima nacque dai miei occhi, un braccio di Brian si richiuse sulle mie spalle portandomi al suo petto. "Nick, mi dispiace. ma non devi pensare che tutte le persone che ti amano ti feriranno. noi ci saremo sempre, io ci saro' sempre qualcunque cosa accada potrai contare su di me. Tuo fratello e le tue sorelle ti vogliono un bene dell'anima, hanno un modo particolare di dimostrarlo ma e' cosi. C'e' Leigh che ti vuole un mondo di bene e c'e' Sara. Sei stato ferito molte volte in passato, in amore, ma lei e' diversa ti ama e non ti ferira', non ti ha detto il nome perche' non sapeva come farlo, non sapeva come darti un colpo duro come questo. Non voleva dartelo proprio lei che ti ama tantissimo. oggi quando e' arrivata da noi era completamente in lacrime, non riusciva manco a parlare."
"Dio mi dispiace non volevo farla stare cosi male. Quando e' uscita da casa lo sapevo che piangeva. Mi ha straziato il cuore sentirla cosi, ma in quel momento ero incavolato e mi sono sfogata su di lei." mi strinsi piu' forte al suo petto "Dio non posso perdere anche lei. Non ora e spero di non perderla mai."
"Non la perderai. Come non perderai noi."
"Grazie Brian" non so da quanto tempo fossimo su quella spiaggia, ma ora sentivo che ero pronto a tornare a casa. "Brian possiamo andare. Posso passare da te per vedere se Sara e' li...c'e' tu vedi se li io la sento." mi arrivo uno scapellotto non troppo forte "Ahia e dai era na battuta." ridemmo e ci alzammo in piedi per poi tornare alla macchina.
Arrivati a casa di Brian, lui mi disse che era ancora li. Scesi con il suo aiuto e incamminandoci piano entrammo. C'era uno strano silenzio
"Brian dov'e'?"
"E qui. Si e' addormentata sul divano." in quel istante senti dei passi avicinarsi, riconobbi il profumo di Leigh "Ehy cucciolo come stai?"
"Sto meglio. ancora scosso ma meglio. Leigh lei sta male?" ero preoccupato, non volevo che gli fosse successo qualcosa.
"no cucciolo tranquillo, si e' solo addormentata era sfinita."
"Mi aiuti ad avicinarmi? non vorrei rompere qualcosa"
"Certo vieni" mi prese la mano e mi porto vicino al divano, dove io mi inginocchiai davanti e piano, posai una mano sul suo braccio per poi farla scorrere lentamente per arrivare al suo viso, presi ad accarezzarle la guancia, volevo vederla. E' stupenda quando dorme, cosi' provai a richiamare alla mia memoria la sua vista, e mi apparse il suo volto, i suoi lineamenti rilassati dal sonno, i suoi occhi chiusi, la bocca rilassata in una linea sottile. Le feci scorrere il pollice sulle labbra, poi sulla guancia, mi senti sfiorare le dita dalle ciglie che presero a tremolare, poi mi accorsi che si sveglio' quando dalla sua bocca usci il mio nome in un soffio.
"Ciao piccola." una piccola lacrima bagnio' le mie dita "No, piccola, non piangere. Va tutto bene. Scusami ho sbagliato prima. Tesoro ti amo e ho capito il tuo gesto e ti ringrazio." sentivo che non si muoveva, che non parlava "Ehy, non mi dai manco un abbraccino piccolo piccolo" non fini manco la frase che senti le sue braccia intorno al mio collo e il peso caldo del suo corpo vicino al mio, il suo respiro caldo soletticava il mio collo. rimanemmo stretti cosi per un tempo lunghissimo, mi ero alzato appena per sedermi sul divano vicino a lei.
"Ti amo Sara. Grazie di esserci"
"Anche io ti amo Nick. Ci saro' sempre." cercai piano le sue labbra e con il suo aiuto le trovai congiungendole con le mie in un bacio pieno di amore.
In quel momento, tra le sue braccia sono tornato ad essere piu' sicuro.
Oggi e' particolarmente pensieroso. Saremmo tornati in studio, voleva a tutti i costi riprovare, anche se i ragazzi gli avevano proposto di prendersi un po' di tempo. No, lui testardo, non ha voluto sentire ragioni e oggi riprovera' a cantare.
Sono preoccupata per lui, un altra delusione forse sarebbe troppo grande, ora. Da quando ha saputo di sua madre, qualche giorno fa, e' diventanto ancora piu' sensibile di prima. La notte si addormenta piangendo, lo fa in silenzio, senza dire una parola, lasciando parlare i suoi occhi con fiumi di lacrime fino ad addormentarsi stremato.
Forse cantare lo aiutera' a sfogare tutto questo grande dolore che non riesce a esprimere, completamente, con le parole.
Eccoci qua', in studio, lo vedo concentrarsi, seduto in un angolo, solo, con i suoi pensieri, sentendo la base, ricordandosi le parole che aveva provato prima dell'incidente.
Anche quello ormai era diventato difficile, ricordarsi le parole, lui che aveva sempre bisogno di rileggerle e, ora subire la frustazione di doverle sentir leggere da qualcuno.
"Nick sei pronto?" un Brian conprensivo si avvicina a lui "vuoi una mano?"
"No, ci riesco da solo" eccolo il suo tono scazzato, un sospiro e "scusami"
"Tranquillo, ci sono abbituato." un sorriso sulle labbra di Brian.
"Ok sono pronto." lo vedo alzarsi titubante dalla sedia, non mi avvicino questa volta, memore della scena dell'altra volta. Pacche di incoraggiamento da parte di Aj e Howie, un vai nick appena mormorato da leigh, e il piccolo abbraccio da parte mia che non sono riuscita ha soffocare.
Raggiunge il microfono, mette le cuffie, ora riesce a farlo da solo, e respira profondamente prima di annuire.
La musica parte, e' concentratissimo, al momento dell'attacco la sua voce esce esitante, impaurita.
Ha perso, o forse solo nascosto, la sua grinta, il suo timbro forte, graffiante. Questa volta non reagisce bene, butta a terra le cuffie, per poi seguirle mentre si inginocchia a terra con un urlo straziante. Sento il mio cuore, contrarsi a quel suono, lacrime per lui escono dai miei occhi, mentre corro da lui.
Mi inginocchio' accanto a lui, lo abbraccio stretto, si aggrappa letteralmente a me e urla tra le lacrime: "Perche'? Perche' l'ha fatto? Non ho piu' niente. Non riesco piu' a cantare. Ho perso tutto, mi sento vuoto dentro. PERCHe'?" singhiozzi violenti scuotono le sue spalle, le sue lacrime bagliano il mio collo. Le mie mani accarrezzano quelle spalle, cercando di frenare i singhiozzi di entrambi.
"Nick. Calmati e riprova. Non arrenderti, usa quello che senti, usa la rabbia che hai dentro per trovare la tua voce e costringerla a venire fuori. Puoi farcela lo so. Amore mettici tutta la pasione che hai dentro."
"Sara non la vedo. E' come se si fosse spento tutto come i miei occhi. Non la sento."
"Nick c'e'. Devi trovarla, devi lasciarla andare. Devi vederla con il cuore, non con gli occhi, cercala nel amore che provi per noi, canta con gli occhi dell'amore."
per qualche istante sembrava titubante, ancora stretto a me, poi un sospirone e "Ok. Ci riprovero'. Pero' ti prego rimani qui. Rimani vicino a me"
"Sono qui. Non ti lascio.Forza alziamoci" l'aiutai piano e Nick si rimise le cuffie, si schiari la gola.
"Vai" mi disse, guardai Brian che fece partire la musica. Mi spostai appena facendogli sentire, comunque, la mia presenza.
Chiuse gli occhi, le sue mani iniziarono a segnare il ritmo e al momento dell'attacco la sua voce, graffiante, sicura e armonica si fece sentire.
Se ne accorse ma rimase concentrato, occhi chiusi, fece uscire tutta la rabbia che provava per sua madre, per quella persona che l'aveva ferito, che per un istante l'aveva impaurito a tal punto da non riuscire a cantare. poi l'amore che provava per le persone care prese il sopravvento, la voce si addolci, come voleva la canzone, e dai suoi occhi tornarono le lacrime.
Eccolo li Nick in tutta la sua bravura, la sua passione si sentiva a tal punto che tutti in quello studio erano con le lacrime agni occhi. La musica fini e la sua voce si affievoli'.
Si tolse lento le cuffie, apri piano gli occhi, sembra come che abbia trovato la sua innata sicurezza.
"Sara..." mi avvicinai e abbracciandolo nascosi il viso nel suo collo
"smetto di piangere io e inizi tu...non va mica bene sta cosa" ridacchio' appena e io capi' che era tornato il Nick di sempre.
"hai ragione. sei stato bravissimo."
"e' merito tuo. sei tu che mi hai aiutato. Grazie." cerco' le mie labbra le trovo' e le sfioro' appena con il piu' tenero dei baci.
Raggiungemmo gli altri che stinsero Nick in un abbraccio colettivo.
Tutto stava andando nel migliore dei modi.
Dovevo sapere!!!
Da un paio di giorni la voglia di sapere era cresciuta, si era installata nel mio cuore, fino a diventare troppo forte per essere tenuta a bada.
eravamo tutti qua', nel mio salotto, sul divano che ridevano e scherzavamo. Sara accanto a me stava ridendo per qualcosa che Aj aveva detto.
In questo momento non riesco ha partecipare a tutto questo, la mia mente persa in mille pensieri che mi riconducono a lei, a mia madre.
Sento la mano di Sara stringersi attorno alla mia e il suo tono preoccupato chiedermi "Nick stai bene?" riusciva a capire sempre quando qualcosa non andava, a volte lo capiva ancora prima di Brian. Un impresa!!!
"Sto bene." poi lasciai che le parole uscissero con un soffio dalle mie labbra, sicure "voglio parlare con mia madre."
Il silenzio calo' all'improvviso nella stanza.
"Sei sicuro? te la senti veramente."
"Si Sara me la sento. Ho bisogno di saperlo..non ti so spiegare perche', ma sento di averne bisogno. Tu sarai con me??" attesi impaziente la sua risposta, che arrivo' con un abbraccio e un sussurro leggero all'orecchio "Ci saro'" la strinsi forte a me, in questo periodo non so come avrei fatto senza di lei. Lei non lo sa, ma la sera, mentre lei crede che io dorma, la sento accarezzarmi i capelli, la sento parlarmi, cercare di rassicurarmi.
Ora avevo bisogno di un altra persona, quella persona che riesce a farmi rimanere calmo
"Brian verresti pure tu?"
"ma certo che vengo"
"Mo mi offendo" disse Aj fingendosi scazzato
"pure io" rispose subito Howie
"smettetela scemi...lo sapete che non possiamo andare tutti in blocco, siamo un esercito. Voi ci sarete lo stesso, sarete li tramite il mio cuore."
"si lo sappiamo bro" rispose un Aj leggermente commosso.
"Bene. vogliamo andare?" era quasi mezzogiorno per cui mi sembra un ora accettabile, non voglio aspettare. Ho bisogno di chiudermi questa faccenda alle spalle per poi guarire e tornare a vedere.
"se sei assolutamente sicuro di voler andare ora, si"
"Sara sono sicurissimo non preoccuparti."
"Sara e' testardo se si mette in testa che deve andarci adesso niente lo ferma" disse Brian ridacchiando.
Mi alzai dal divano una piccola fitta prese la mia testa, portai veloce la mano alla fronte mentre Sara mi sorreggeva appena
"Nick stai male?"
Erano un paio di giorni che avevo queste fitte, a volte non me ne accorgevo neanche, ma come questa volta erano belle forti. pensando che erano normali non ho detto niente, erano gia' troppo preoccupati.
"No sto bene. Mi sono solo alzato troppo veloce dal divano."
Saluttammo tutti e uscimmo per recarci da lei. Abitava ancora nella nostra vecchia casa, tenuta sotto stretta sorveglianza. Anche se mi ha fatto male, non voglio che passi i suoi giorni in carcere.
Siamo arrivati davanti alla sua porta. sto cercando di trovare tutto il mio coraggio, che in quel momento sembra nascosto da qualche parte.
"Nick sei pronto?" la mano di Sara stretta intorno alla mia lo fa uscire allo scoperto.
"Si sono pronto." ci incamminammo tutti insieme, Sara mi teneva la mano e Brian aveva appoggiato la sua sulla mia spalla. Le due persone piu' importanti per me, in quel momento erano li per supportarmi in quello che sarebbe stato lo scontro piu' difficile della mia vita.
Sara suono' il campanello e fu proprio lei a venirci ad aprire, riconoscevo il suo profumo, quel profumo che quando ero piccolo e mi abbracciava potevo sentirle addosso.
"Ciao mamma. Possiamo entrare un attimo"
"Ciao Nick, si venite."
Entrammo' e ci sedemmo sul divano, la sua voce era fredda distaccata.
"Come stai??" oh meno male!! pensai tra me
"Sto un po' meglio mamma. Ancora non ho ripreso la vista, ma sto facendo delle cure per il mio cervellino bacato. tu come stai?"
"Sto bene." qualcosa si e' spento nel suo tono di voce, sentivo la rassegnazione in essa. Non riesco a capire tutto cio'.
"Mamma..perche' l'hai fatto?" la mia voce gia' iniziava a tremare, strinsi la mano di Sara, cercando conforto.
"Nick la mia vita, da dopo il divorzio con tuo padre e' un disastro. Voi non volete manco piu' vedermi. Tu parli come se non esistessi, sei solo capace di criticarmi quando ti chiedo un aiuto. Cosi come tuo fratello, vi ho dato tanto e voi mi ringraziate cosi."
" Mamma non puoi dire che a noi non ci interessa di te. Io sto cercando di capirti di aiutarti, ma come faccio se ogni volta che mi cerchi, l'unica cosa che mi chiedi sono i soldi. Come faccio? Dici di averne bisogno per cose gravi, arrivi a mettermi tutti contro, per poi farci scoprire che avevo ragione. non mi piace avere ragione su ste cose, ma ora credo di capirti. Dici di averci dato tanto e' vero. Ci hai dato l'affetto e l'amore quando eravamo piccoli, ma poi, dov'e' finito? Quando hai visto che io e Aaron eravamo interessati alla musica, siamo cambiati ai tuoi occhi, siamo diventati una fonte di guadagno. Ti ricordi la promessa che mi ha fatto?"
La senti sospirare "Ti promisi di starti sempre accanto qualunque cosa accadesse. Non puoi dirmi che non l'ho fatto? Sono sempre stata con te, arrivando a trascurare, forse, i tuoi fratelli."
Quelle parole mi fecero male, molte volte l'ho pensato anche io, ho pensato che quella mancanza di affetto fosse dovuta a me, alla mia vita sempre in movimento. La mano di Sara rafforzo la stretta intorno alla mia. le sorrisi leggermente, per farle capire che stavo bene.
"Mamma l'hai fatto, mi sei stata vicina ma non nel modo che volevo io. volevo una persona che mi spornasse quando avevo dei momenti di esitazione, avevo bisogno di una persona che mi abbracciasse per consolarmi nei momenti di tristezza e sconforto. Quando tutto si stava sfasciando io ti sentivo lontana, ti sentivo presa da mille altre cose. Stavo soffrendo per molte situazioni e la persona che piu' amo al mondo non era li con me. questa e' la verita'." dai miei occhi iniziarono a scorrere le lacrime "mi hai senpre ferito nei sentimenti. Mi hai tolto la sicurezza nelle altre persone, che con difficolta' sto riprendendo. ma ora voglio sapere perche' mi hai ferito in questo modo?"
"non lo so. Non volevo farti del male. Ho sparato allo specchio, non pensavo succedesse tutto questo. Volevo far capire a qualcuno come mi sentivo dopo il matrimonio. Abbandonata da tutti."
"Mamma a noi importa di te, vorremmo sapere come stai. ma abbiamo perso un po' di fiducia in te, hai raccontato troppe balle, ci hai sempre messo l'uno contro l'altro. Se vuoi un aiuto per tornare la madre che eri prima. noi ci siamo. Io ci sono." le lacrime non volevano smettere di scendere dai miei occhi, e credo che anche i suoi siano bagnati da esse. "vorrei odiarti per quello che mi hai fatto, ho tentanto ma non riesco. Non ci riesco perche' sei mia madre, sei la persona che mi ha dato la vita, la prima persona che mi ha amato, coccolato, protetto. mi hai anche ferito troppe volte quando ero piu' debole, quando avevo bisogno di te e non sentivo il tuo calore. Ma questo non significa che non ti amo, nel mio cuore l'amore per te ci sara' sempre e se lo vuoi sara' ancora tuo."
"Nick non voglio il tuo aiuto" quelle parole chiusero definitivamente il mio amore per lei in una piccola parte nel mio cuore, sarebbe sempre rimasto li' nascosto dal mondo.
"Come io ho ferito te, tu hai ferito me"
Ora la rabbia prese il sopravvento sul dolore "Scusami cosa pensavi che faccessi? Che ti dicessi grazie, che ti abbracciassi quando tentavi di distruggere quello che creavo, quando esasperavi i miei rapporti con le persone. CHE CAVOLO DOVEVO FARE? DOVEVO RINGRAZIARTI EH?"
" si ho sempre fatto tutto questo per te. Per il tuo bene. E ora ti odio!!!"
Mi sentivo svuotato, quelle parole si impresseso nel mio cuore. mi alzai leggermente, tirando Sara con me "Non ci credo..ma le accetto. Voglio solo che tu sappia che io ti voglio bene, te ne vorro' sempre. Sei mia madre."
Senti Brian e Sara prendermi a braccietto, vedevano la mia faccia, forse capendo che non stavo bene.
uscimmo e salimmo in macchina, nessuno di noi parlava. Il mio volto girato verso il finestrino, le mie guancie rigate dalle lacrime, lacrime silenziose, che facevano male, che chiudevano per sempre un capitolo della mai vita e con esso l'amore per una persona.
Non mi accorsi che eravamo arrivati finche' non senti aprirsi la mia portiera e la voce tenera di Brian "Ehy Nicky siamo a casa."
Scesi piano, non mi sentivo bene, le fitte alla testa erano riprese ancora piu' forti di prima, quando mi misi eretto un fascio di luce, acceco' la mia testa facendomi perdere l'equilibrio. rimasi in piedi grazie a Brian che mi chiamava preoccupato
"Brian non mi sento bene."
"Vieni entriamo" a piccoli passi ci dirigemmo verso casa, entrai e mi lasciai cadere sul divano, il dolore alla testa sempre piu' forte, sentivo le loro voci sempre piu' preoccupate lontane, cercavo di seguirle ma non ci riuscivo. Senti le braccia di Sara portarmi al suo corpo in un abbraccio,"Scusami" il mio sussurro incerto prima che il mio mondo smettesse di girare.
Siamo di nuovo qui. In questa sala aspettando di sapere come sta Nick.
Quando poche ore fa era svenuto tra le mie braccia chiedendomi scusa, il mio cuore ha preso a battare piu' lentamente.
Non sapevo cosa mi aspettava. Sapevo che l'incontro con sua madre sarebbe stato duro. Quella persona che lui ama tanto gli ha inferto ancora una volta un gran dolore, rifiutando il suo aiuto e il suo amore, che continuera' ad esistere dentro di lui.
Siamo tutti chiusi nei nostri pensieri, nessuno parla. Cosa si puo' dire in queste situazioni? Niente, le parole sono inutili, si ha solo una gran confusione dentro, si spera e si prega che tutto vada per il meglio.
Le ore scorrono lentamente prima che vediamo arrivare il Dottor Becker.
"Salve ragazzi. mi dispiace doverci rivedere in questa situazione"
"anche noi avremmo preferito vederla in una migliore." la risposta di Brian arriva fulminia cosi' come la domanda "Come sta Nick?"
L'espressione sul viso del dottore non fa sperare nulla di buono. il mio cuore rallenta ancora il suo battito, la paura avanza in esso, mentre la mia mano si chiude attorno a quella di Leigh.
"purtroppo la situazione non e' delle migliori. E' soppraggiunta una complicazione dovuta alla presenza di questo grumo di sangue che ancora non si e' sciolto"
"Che complicazione?" chiese Aj con tono preoccupato
"Un piccolo embolo, cioe' una bollicina d'aria, che ha Trovato la sua strada bloccata da questo grumo."
"quanto e' grave questa cosa?" Howie diede diede voce al piesiero di tutti.
"e' abbastanza grave. questo grumo e' leggermente diminuito dall'ultima volta e si suppone che con un operazione questa volta possa venir assorbito completamente."
Un'altra operazione! Nick ancora una volta dovra' subire un intervento rischioso per la sua vita.
"quando ci sara'?" la mia voce usci' incerta.
"per il momento dobbiamo aspettare che le sue condizioni si stabilizzino. Ora la situazione e' complessa dobbiamo sciogliere questa embolia e per farlo gli stiamo dando dei farmaci. in piu' dobbiamo aspettare che si svegli."
No ditemi che non e' vero. Ditemi che non sta dicendo quello che penso. Non riuscivo a fare la domanda che avrebbe sciolto il dubbio. il mio corpo e' troppo preso dalla paura, il mio cuore stretto in una morsa, guardai Leigh e lei stringendomi la mano chiese:
"Dottore significa che Nick e' in coma?"
" si purtroppo si"
Ecco il mio cuore, se fosse possibile, si mise a battere ancora piu' lentamente, la paura come un velo lo ricopri, mi appoggia a Leigh sono cosciente ma il mio mondo e' addormentato, il mio pensiero rivolto a lui, il suo viso mi compare sorridente, vedo i suoi occhi pieni di luce e di sentimento, il suo sorrisino sexy capace di scioglierti, la sua voce armonica, graffiante.
La voci intorno a me sono sfuocate. una preghiera si alza silenziosa, ma forte, da me Dio non portarmelo via!!!
Non ricordavo molto di quello che era successo. Mi ricordo di aver parlato con mia madre, il dolore che le sue parole mi hanno provocato. Poi il vuoto. Ora mi sento leggero come se fossi in un altra dimensione, mi trovo in una sorta di tunnel, da una parte c'e' una calda luce bianca, dall'altra il buio. So cosa significa, so che la luce bianca mi portera' lontano dalle persone che mi amano, vorrei tornare indietro, incamminarmi in quel buio che tanto mi spaventa ma che mi avrebbe ricondotto da loro, non riesco, qualcosa mi trattieni, qualcosa che non so spiegare non mi voleva lasciar andare e io rimasi cosi' in piedi sospeso in questo corridoio.
A un tratto sotto di me si apri la visuale di una stanza. Con stupore mi accorgo che i miei occhi hanno ripreso la loro luce, posso vedere che succede in quella stanza. Vedo un letto, morbido giaciglio di un ragazzo che all'apparenza sembra dormire sereno.
Un ragazzo circondato da macchinari che scandiscono regolari il ritmo della sua vita, il suo viso pallido e' disteso in un espressione serena, i suoi capelli biondi ricadono in alcune ciocche sulla fronte. Quell ragazzo sono io, mi vedo laggu' steso in quel letto immobile. Al mio fianco vedo lei, il dolce tesoro, che mi tiene la mano e accarezza lenta i miei capelli, dai suoi occhi leggere lacrime fanno capolino per poi gettarsi nel vuoto.
"Piccola" un sussurro il mio che vuole arrivare a lei. Sento la sua voce iniziare a parlarmi in un tenero sussurro d'amore.
" ehy cucciolo. so che mi puoi sentire. Cucciolo torna da me, torna dai ragazzi, dai tuoi fratelli. Tesoro so che stai soffrendo per le parole che ti ha detto tua madre, ma ti prego resisti, non ti arrendere. io mi sono innamorata di un ragazo forte, testardo, sempre pronto a superare gli ostacoli. A volte si fa abbattere, cheide aiuto e si rialza. Amore trova la forza per rialzarti ancora una volta. Carca la forza in te, nel amore che sai che io provo per te. Ti amo Nick. torna da me" vedevo le sue lacrime sccorrere sul suo viso, una calda lacrima fini' sulla mia mano e io senti' il suo peso, il suo calore. non mi accorsi che anche dai miei occhi erano prese a scorrere le lacrime. Sentivo il suo amore scaldarmi il cuore, volevo tornare ma non riuscivo.
"piccola, sono qui, sto cercando di tornare da te. Amore resisti, continua a darmi forza. Sei tutto il mio mondo ora. Ti prego aiutami." vidi la sua testa apoggiarsi sul cuscino accanto alla mia, la sua mano che ancora stringeva la mia, i suoi occhi che lentamente si chiudevano. Lei era li. mi stava aspettando. E io volevo tornare da lei, volevo tornare da tutte le persone che mi amano. Ma per il momento ero troppo debole.
Il dolore alla testa si fece presente e accasciandomi al suolo mi addormentai sussurrando "Piccola aspettami."
Non so da quanto sono qui cosi'. il mio viso accanto al suo, la mia mano che cinge la sua. Mille emozioni sono dentro di me.Vorrei che si svegliasse, che aprisse quei bellissimi occhi, che mi sorridesse. Posso sentire il suo odore, il caldo tepore della sua pelle. Sembra che dorma e allora, Amore mio, Svegliati!! Apri i tuoi occhi e dimmi con la tua voce calda che tutto andra' bene, che tornerai a vedere. Ho bisogno di sentirtelo dire.
Pioccole lacrime ripresero a scorrere sulle mie guancie, non mi accorsi che era entrato qualcuno finche' non senti' una mano posarsi sulla mia spalla. alzai il viso per incontrare lo sguardo di Brian, non riuscivo a trattenere le lacrime e cominciai a piangere piu' forte, si inginocchio' accanto alla mia sedia e mi strinse in un abbraccio di conforto.
"Sara non arrenderti. Lui ora piu' che mai ha bisogno di te. Si sistemera' tutto, Nick e' forte, ha tante cose belle per voler tornare a vedere, per combattere. Ora cerca di essere forte ancora un po'." mi guardo' negli occhi mentre mi diceva questo, volevo credergli ma in quel momento mi era difficile, avrei avuto bisogno dell'unica persona che con un piccolo gesto, anche il piu' stupido, riusciva a calmarmi.
"Ci provero'" la mia voce usci tremula, spenta.
"perche' non vai a riposarti un po'??" mi ero girata verso Nick.
"non voglio lasciarlo" gli accarezzavo i capelli. Adoro farlo, sentire quei capelli morbidi scorrermi tra le dita e certo a lui non dispiaceva.
"Sara e' tutto il giorno che sei su questa sedia. Devi mangiare almeno qualcosa. Vai da Leigh, e' qui fuori, rimango io con lui."
"Brian ti ringrazio ma non riesco a mangiare niente. Preferisco rimanere qua'."
"Ok. Non insisto. se mai ti portiamo qualcosa dopo." si stava alzando quando lo fermai
"Brian....grazie."
"di niente Sara. Puoi contare sempre su di noi."
Detto questo usci dalla stanza e io tornai a guardare Nick.
"ciao cucciolo. Sono ancora qua' che aspetto che tu ti svegli. So che vorresti che mi prendessi cura di me, ma non voglio lasciarti, non posso. Mi manchi Nick, mi mancano i tuoi scherzi. Amore ho bisogno che tu mi dica che va tutto bene, anche con un piccolo gesto, Nick ti prego dimostrami che mi senti." Continuavo a guardarlo, a tenergli la mano, mentre il mio cuore si faceva pesante ad ogni istante che passava. Appoggiai la testa sulla sua spalla, avevo bisogno di sentirlo vicino. Ero persa nei miei sentimenti, quando lo senti' stringermi leggermente la mano, era appena una stretta lieve, quasi un movimento incondizionato, duro' pochissimo, mi girai a guardarlo sperando di vederlo sveglio. Dormiva ancora ma quel piccolo gesto, quella minuscola stretta mi aveva portato il sorriso sulle labbra.
"Grazie amore." un bacio lieve sulla sua guancia.
In quel momento la porta torno' ad aprirsi e Brian vedendo il mio sorriso chiese. "che e' successo?"
"mi ha leggermente stretto la mano" la gioia udibile nella mia voce.
"wow finalmente. vedi che ti dicevo!" dietro di lui vidi entrare Leigh che a quella notizia sorrise e poi mi disse "Ora pero' vieni a mangiare qualcosa....niente storie forza!!"
"quando usa questo tono ti conviene obbedire." disse Brian ridacchiando e beccandosi un'occhiata storta da Leigh.
"ok vengo" salutai Nick con un bacio leggero "Brian rimani con lui?"
"Certo gli dico due parole cosi si sveglia." disse ridacchiando, strappandomi una piccola risata, era unico cosi serio ma pazzo allo stesso tempo.
"Bravissimo"
Guardai un ultima volta Nick e poi usci' dalla stanza seguendo Leigh.
Una sensazione di pace e serenita' nel cuore.
Tutto sarebbe andato nei migliori dei modi!
Eccola li', ancora vicino a me. Non si e' mossa tutto il giorno. Sospeso in questa strana dimensione la vedo seduta vicino a me, il suo viso pieno di dolore e paura, accarezza lenta i miei capelli, in quel modo che mi piace tanto, sento le sue dolci parole spezzate dal pianto, le sue infinite preghiere perche' io mi svegli. Sento il calore della mano sopra la mia. Gesto istintivo, il mio, stringerla lievemente, vedo i suoi occhi portarsi veloci sul mio viso, un sorriso sulle labbra. Sa che l'ascolto e quel piccolo gesto l'ha rassicurata.
Ora, finalmente piu' sicura, accetta di allontanarsi un po'.
Guardo Brian, rimasto solo, sedersi vicino a me. Guardando il mio viso, vedo nei suoi occhi tutto l'affetto che prova per me, non parla sembra perso nei suoi pensieri. Chissa' a che pensa!!
Poi improvvisamente, sento la presenza calda delle sua mano prima che la sua voce si faccia prensente nella stanza.
"Ehy frack. Non vuoi proprio svegliarti? Ti ho capito io, vuoi riposarti, poltrire a letto."
un sorriso ci nacque sulle labbra a quelle parole" di che hai paura, Nick? Siamo tutti qui, nessuno riesce a lasciarti. Se tu ti svegli tutto andra' bene, vedrai che questa volta l'operazione andra' bene. ora spetta a te."
Era vero? sono spaventato? So di aver una gran confusione dentro di me, c'e' il desiderio di tornare a vedere, tutte quelle piccole cose che si reputano insignificanti e poi quando non si possono vedere ci mancano. Voglio tornare a vedere e per farlo ho bisogno di loro, i miei amici, e di lei, il mio tesoro.
Preso da questo siccurezza mi giro verso il corridoio buio. Odio l'oscurita' ma devo farmi coraggio.
Inizio a percorrerlo con davanti a me il viso di Sara a darmi coraggio, lentamente perdo contatto con questa dimensione, torno alla mia.
Le mie pupille tremano leggermente. I miei occhi si aprono, stupidamente pensavo di vedere, ma non e' cosi'.
"Ehy Bro." la voce soffusa di Brian mi porta alla realta'
"Ciao Brian." un sussurro flebile, appena udibile il mio.
"Come ti senti? di ma da quando mi dai retta?"
"Non ti ci abbituare. Sono parecchio frastornato. Speravo di vedere visto il sogno che ho fatto."
"Vedrai che tornerai a vedere. devi avere fiducia"
"Brian, prima ti ho sentito quando mi parlavi, e ho capito che hai ragione, ho paura, paura di non poter tornare a vedere tutte le piccole cose che compongono la mia vita, di non vedere piu' te e i ragazzi, Sara, non voglio che dobbiate soffrire per colpa mia."
leggere lacrime accompagnarono queste parole.
"Nick, tu devi avere fiducia. il dottore dice che con un operazione tutto tornara' a posto. So che sei spaventato ma noi siamo qui per aiutarti e per corfortati. Non devi aver paura di farci soffrire. E' vero stiamo male nel vederti cosi', ma sappiamo che tu sei forte e che combatterai. Non deluderci, non arrenderti, ok?"
"ok....Grazie Frick"
"Prego Frack."una leggera stretta di mano
"Sara dov'e'?"
"E' andata a mangiare qualcosa. E' stata tutto il giorno con te."
"Lo immagino. Testarda com'e' non ti avra' dato retta"
"Per niente." disse ridacchiando, facendomi ridere.
La porta si apri' e all'orecchio mi giunse la voce di Brian "non e' durata tanto lontana da te." sentivo il sorriso nelle sue parole, e uno sulle mie labbra.
"Nick" il suo lieve sussurro tremulo.
"Vieni qua' tesoro." la senti avvicinarsi, mentre Brian si alzava.
"ti sei svegliato finalmente." la sua mano stretta tra la mia.
"Si tesoro. Mi mancavi." una piccola goccia calda cadde sulle nostre mani unite "Ehy basta piangere. Vieni qui." le apri le braccia in un tenero invito che subito lei accolse. La strinsi forte tra le mie braccia, mentre lei piangeva con il viso nascosto nel mio collo.
" andra' tutto bene piccola." sapevo che aveva bisogno di quelle parole. E ora, una volta dette, anche io ci credevo almeno un pochino in piu'.
Sono passati due giorni da quando Nick si e' svegliato.
Oggi e' il grande giorno dell'operazione. l'ultima speranza.
Gia', perche' se questa operazione fallisse Nick rimarebbe cieco.
ieri il dottore ci ha detto che questo grumo sta creando una leggere pressione sul nervo ottico e questa potrebbe cambiare la situazione rendendola permanente.
Nick l'aveva presa abbastanza bene, faceva vedere di essere forte anche se dentro era spaventatissimo.
Ormai un mese e' passato, tutto quello che doveva succedere e' accaduto in fretta, uno scontro forte ha accellerato i tempi.
"Ehy piccola ci sei?" la sua voce mi strappo' dai miei pensieri.
Mi avvicinai a lui e prendendogli la mano risposi. "Sono qui. Ti serve qualcosa?"
Mi strinse forte la mano e con voce soffusa mi disse "Mi servi tu."
Quelle parole dette con quel tono mi sciolsero il cuore, Dio quanto l'amo!!
Mi sedetti sul letto e lo abbracciai forte. Si strinse a me nascondendo il viso nel mio collo, baciandolo leggermente poi all'orecchio il suo dolce sussurro "Ti amo"
"Ti amo anche io Nick."
Non eravamo soli nella stanza, tutti i ragazzi erano presenti, tutti li ad aiutarlo nella sua lotta.
Rialzo' la testa e "vi ringrazio di essere tutti qui."
"non devi, sai che non vorremo essere da nessun'altra parte" disse Brian,
"abbiamo provato a lasciarti qua', ma non ti vogliono" disse Aj ridendo
"confortante Aj, confortante" rispose Nick in tono serio facendoci ridere a tutti.
"non starlo a sentire Nick. E' in ansia pure lui."
"Leigh, non svelare le mie cose segrete."
"guarda che si intuisce perfettamente. L'altro giorno hai consumato il pavimento a forza di far avanti e indietro." Dissi ridendo alla faccia offesa che fece Aj.
In quel momento la porta si apri ed arrivo l'infermiera con l'anestesia.
Il momento e' arrivato.
"signor Carter prenda questa." gli disse porgendogli il bicchiere. Guardai Nick bere lentamente, appoggiare il capo al cuscino prendendomi la mano e stringendola forte.
"Tranquillo Nick andra' tutto bene" le parole di Brian arrivarono a tranquillizzarlo.
Vedemmo i suoi occhi chiudersi leggermente sotto il peso della medicina. Gli diedi un bacio leggere sulla fronte augurio di un sonno sereno che portera' alla guarigione.
Di li a poco lo portarono in sala operatoria, ora arrivava la cosa piu' difficile per noi, aspettare.
I secondi si fecero minuti, i minuti ore, eravamo tutti seduti ad aspettare ogniuno perso nei propri pensieri.
Sensazioni diverse si alternarono in me. un momento ero tranquilla, fiduciosa, l'attimo seguente una sensazione di paura mi avvolgeva.
" sta succedendo qualcosa" il tono della mia voce era appena udibile.
"Stai tranquilla" subito leigh arrivo' a sostenermi.
Altro tempo scorse lento e, finalmente, apparve il dottore.
Si alzammo subito di scatto attendendo il suo respomso.
"L'operazione e' andata bene. Siamo riusciti ad esportarlo completamente."
Un sorriso nacque sulle labbra di tutti. Mi persi nel abbraccio gioioso di Leigh.
" quindi Nick tornera' a vedere giusto?" Chiese Aj
"molto probabilmente si, sperando che la pressione creata nei ultimi giorni non abbia complicato qualcosa. Noi pero' siamo fiduciosi. Tra un oretta o due si svegliera' e allora sapremo il risultato certo."
"grazie dottore. possiamo vederlo?" chiesi, avevo una volgia matta di vederlo.
"certo lo stanno portando in camera appena e' pronto vi faccio chiamare"
"Grazie" lo vedemmo allontanarsi, in tutti noi c'era una sensazione positiva che scaturi in un abbracio colletivo: Nick sarebbe tornato a vedere!
Poco piu' dieci minuti e poi potemmo finalmente entrare, sedemmo tutti intorno a lui aspettando che si svegliasse. aveva il viso coperto per meta' da una grande benda bianca. Continuavo a fissarlo, tenendogli la mano.
Un ora dopo senti la mano di Nick stringersi intorno alla mia. Si e' svegliato.
"Sara?" il suo fiebile sussurro
"sono qui tesoro. Siamo tutti qui, Come ti senti?"
"un po' stordito"
"Nick chiamiamo il dottore?" la domanda di Brian giunse in tono pacato.
" si chiamiamo pure. Voglio togliere la benda."
" ok" vidi Brian alzarsi e uscire della stanza.
Il momento era arrivato.
Nick vedra'?
Il momento e' arrivato. sensazioni diverse si fanno strada dentro di me. Una potente gioia se i mie occhi dovessero trasmettermi qualche immagine; la paura e la delusione se cio' non accadesse.
Le mani del dottore corrono veloci sulla fasciatura, centimetro per centimetro la sento allentarsi, centimetro dopo centimetro sento la puara avere il soppravento sulla gioia.
La mia mano stretta in quella di Sara, sento il suo respiro tremulo. Quanto sta soffrendo, nei ultimi giorni e' stata molto forte, mi consolava quando la stanchezza e la rabbia per questa situazione prendeva il soppravento sull'autocontrollo.
Adesso eccola ancora qui, la mia forza, che mi sussurra all'orecchio un dolcissimo "Ti amo", le stringo piu' forte la mano muovo appena le labbra per risponderle, sento le mie labbra formare le parole ma la voce non esce, la paura l'ha gelata. Un bacio sfiora la mia guancia tenera conferma che ha capito la risposta.
"Nick ora chiudi gli occhi. Sto per toglierti la benda." la voce del dottore arriva a scuotermi.
Chiudo gli occhi e innalzo una leggera preghiera, non credo molto in Dio, troppe volte l'ho maledetto per qualcosa che mi ha fatto, ma ora spero nel suo perdono.
"Sei pronto Nick?"
"Si, la tolga pure" la leggera pressione della benda con un sfruscio scorparve. Ora dovevo solo aprire gli occhi. Non riuscivo a decidermi a farlo.
"Nick ora puoi aprirli."
"Coraggio nick" la voce di Aj arrivo' ad esortarmi
"Nick apri gli occhi non aver paura" eccolo Brian, lui aveva che ero spaventato a morte. la stretta di Sara si fece piu' forte "Amore non aver paura di aprire gli occhi. Noi saremo qui che tu ci veda o no. Noi ci saremo sempre."
Girai il capo verso la sua voce, in quel mese avevo imparato a riconoscere da dove arrivavano i suoni. Lentamente iniziai ad aprire gli occhi. Per qualche instante tutto rimase buio, la delusione mi stava gia' prendendo, quando lentamente l'oscurita' inizio a diradarsi. Iniziai a vedere un ombra, poi lentamente il suo viso mi scopri ai miei occhi.
"sei ancora piu' bella" vidi i suoi occhi riempirsi di lacrime, mentre i ragazzi sospirarono di gioia.
"Nick.."
"Si mi chiamo cosi'" un sorrisone disegno le mie labbra, mentre qualche lacrima mi scendeva sulle guancie.
"scemo." continuo' con le lacrime che scendevano ma un sorriso stupendo sulle labbra.
" mi chiamano anche cosi', si" ridacchiai seguito da tutti. Gentilmente la tirai per la mano, quando si abbasso' per abbracciarmi strinsi le mie braccia intorno alla sua vita: "Ti amo piccola. Mi sei mancata"
"Dio, ti amo anche io cucciolo." rimanemmo cosi' abbracciati, da sopra la sua spalla vedevo i ragazzi che ci guardavano con sguardi commossi.
"Bene. io vi lascio soli. Nick buona fortuna per tutto."
"grazie di tutto dottore."dissi sciogliendo l'abbraccio con Sara, ma tenendola per mano, un sorriso accolse le mie parole prima che usci' dalla stanza.
"Beh com'e' rivedere?" la domanda di Aj mi arrivo meta' scherzosa e meta' seria.
"Adesso che ti vedo non tanto bene. Non sei cambiato. hai ancora il tuo brutto muso."
scoppio' una risata generale.
"guarda te questo!!! Brutto muso io tks ma ti sei visto?"
"mi sono visto tranquillo...beh saro' sciupatello adesso..."
"Sei bellissimo" Leigh e Sara avevano parlato insieme "Vedi lo dice anche Leigh....Brian attento" ridacchiai seguito da lui.
"mi conquisti pure la moglie" disse scuotendo la testa, beccandosi uno scapellotto da Leigh.
"Ora forza sganciate un abbraccio'" Non riusci' manco a finire la frase che me li ritrovai praticamente addosso "senza uccidermi possibilmente."
"Ben tornato"
"Grazie."
Quando i ragazzi si rialzarono, Leigh si fece avanti e abbracciandomi disse "Ben tornato Nicky" mi diede un legerro bacio sulla guancia "e' anche da parte di Baylee."
"grazie Leigh...ringrazia anche il cuccioletto."
in quel momento la porta si apri' e entro' una persona che non vedevo, in tutti i sensi, da tempo.
"Kevin"
"Ciao Nick." mi abbraccio' forte e una sensazione di sicurezza mi pervase "grazie di essere qui"
"Non dirlo neanche. Come ti senti?"
"Sto meglio sono solo un po' stanco." uno sbadiglio confermo' le mie parole "scusate"
"tranquillo. ora riposati noi torniamo dopo" mi disse Brian abbracciandomi, seguito uno alla volta dagli altri, rimasi solo con Sara.
"piccola vieni qua'" si avvicino' piano e sedendosi vicino a me mi guardo nei occhi " mi mancava la tua luce. Mi mancavano tanto i tuoi occhi."
"A me mancava poterti guardare. Vedere il mio amore riflesso nei tuoi occhi" le presi il viso tra le mani e avvicinai piano il mio al suo, non chiudemmo gli occhi, volevamo guardarci, le nostre labbra si incontrarono in un tenero bacio, i nostri sguardi incatenati si parlavano seguendo il ritmo delle labbra. Ci separammo lentamente, mi appoggiai alla spalliera e la feci distendere vicino a me, volevo dormire con lei tra le braccia. Pochi minuti dopo eravamo tutti e due addormentati.
Tutto finalmente e' tornato come prima.
Quattro mesi sono passati. La nostra vita e' tornata al suo normale corso.
Nick finalmente e' di nuovo felice. Ha ripreso a lavorare con una nuova forza, un nuovo coraggio.
L'album e' finito, e' piu' maturo piu' sentito da tutti i ragazzi.
Oggi sono qua' su quel palco per presentare il nuovo singolo, una canzona voluta da Nick per raccontare al mondo, alle sue fan, quello che ha passato in questi mesi. La paura, il dolore, la delusione che hanno caratterizzato un periodo importante, hanno chiuso un capitolo archiviando un amore nei recessi del cuore.
Io e Leigh, come quel giorno, seguiamo tutto dal nostro camerino.
Guardo quel video con timore, paura di rivedere la scena di mesi fa. Credo che si capisca dalla mia faccia, perche' una mano di Leigh tocca piano la mia spalla e la sua voce arriva a rassicurarmi "Sara andra' tutto bene."
"mi leggi nel pensiero per caso?" le chiesi con un piccolo sorrisino
"No, ma si capisce stai fissando quello schermo con un terrore assoluto" ridacchiammo tutte e due.
"Hai ragione." in quel momento ci arrivarono le prime note della canzone, guardavamo in silenzio, vicine, quei ragazzi tanto speciali.
Vedevo il Nick di sempre sicuro, spavaldo che canta con la sua infinita passione.
Quanta paura mi ha rivelato, quella mattina, quando parlevamo dell'esibizione, ed ora eccolo li, il suo sorrisino sexy sulle labbra e la sua potente voce che segue i sentieri della canzone.
Finita l'esibizione, tornano in camerino.
Leigh abbraccia Brian mentre io e Nick ci guardiamo soltanto, nessuno dei due si muove, e come se ci stessimo parlando con gli occhi. Poi non so manco come, mi ritrovo stretta tra le sue braccia con il suo sussurro nel orecchio "Grazie.....ti amo" mentre lenta la sua mano accarezza i miei capelli
"ti amo Nick" le nostre labbra si cercano e suggellano quel momento magico.
I ragazzi rimangono in silenzio a guardarci, un sorriso sulle labbra.
Un brutto periodo si e' chiuso per lasciar posto ad un nuovo splendido inizio!
FINE