Navigation

Stato Sito

Creato dal: 9-05-2006
Webmistress: Heidy
Designer: Heidy&KissMeBeautiful
Online Now: online

Hits: hits

tagboard

Lasciate un commentuzzo quando passate o quando leggete una ff se vi fa piacere! Grazieeeee!!Vi lovvo!


utility

credits

- Altervista
- KissMeBeautiful

Fai crescere questo sito votandolo!!! ^_^
PageRankTop.com
SEGNALATO DA

Cio' che mi rimane di te

Ultimi aggiornamenti. Oggi 22 Giugno 2007.


CIO' CHE MI RIMANE DI TE

Autore: Nicoletta
Protagonisti: Nick-Brian
Genere: PG-13
La storia è completa?: SI
Categoria: Amicizia
Trama: Nick e Brian hanno preso strade diverse dopo il loro ultimo album e non riescono più a comunicare. Ma le fans aspettano il ritorno dei Back. Scoprite se i due ragazzi riusciranno a tornare i Frick e Frack di una volta oppure no.

Vai Al Capitolo: [ 1 ] [ 2 ] [ 3 ] [ 4 ] [ 5 ] [ 6 ] [ 7 ] [ 8 ] [ 9 ] [ 10 ] [ 11 ] [ 12 ] [ 13 ] [ 14 ] [ 15 ] [ 16 ] [ 17 ] [ 18 ] [ 19 ] [ 20 ] [ 21] [ 22] [ Epilogo ]

CIO' CHE MI RIMANE DI TE

PROLOGO

CIO' CHE MI RIMANE DI TE
E' IL RICORDO DELLE ULTIME PAROLE CHE TI HO DETTO
SULL'UOMO CHE PENSAVO TU STESSI DIVENTANDO.
CON RANCORE TI HO VOMITATO ADDOSSO INSULTI
FERENDOTI IN QUELLI CHE SAPEVO ESSERE I TUOI PUNTI DEBOLI.
ABBIAMO SEMPRE CONDIVISO TUTTO: GIOIA E DOLORE, LACRIME E SORRISI
I MOMENTI DIFFICILI CI HANNO SEMPRE VISTI INSIEME
POI E' BASTATO UN NIENTE PER TROVARCI SU DUE BINARI PARALLELI.
NON RIUSCIVAMO PIU' A COMUNICARE : IO CON LE MIE ESIGENZE, TU CON LE TUE PAURE.
E SI' CHE FRA NOI DUE SEI SEMPRE STATO QUELLO A CUI SERVIVA L'INPUT PER PARTIRE E UNA CORDA PER FRENARTI ED EVITARE CHE SBATTESSI LA FACCIA CONTRO UN MURO...
TI MANCAVA LA SICUREZZA, AVEVI PAURA CHE LA GENTE TI SCAMBIASSE PER UNA PERSONA CATTIVA , PER QUELLO CHE NON ERI E CHE NON SEI.
IO HO COLPITO PROPRIO LI'... DOVE MENO TE L'ASPETTAVI
E' INUTILE DIRE CHE NON MI SENTO ORGOGLIOSO DI QUESTO: VOLEVO DARTI UNA LEZIONE CHE TI SAREBBE BASTATA PER TUTTA LA VITA... MA TANTO PER CAMBIARE... COME QUANDO GIOCAVAMO A BASKET O AL NINTENDO, SEI STATO TU A DARMELA ... E STA SICURO CHE NON LA DIMENTICHERO' MAI PER TUTTA LA VITA...
NON IO MA TU SEI STATO IL MIO MENTORE, TU IL MIO MAESTRO DI VITA, TU MIO FRATELLO...
VORREI POTER ESSERE IL SIGNORE DEL TEMPO... CI SONO TANTI ERRORI CHE VORREI CANCELLARE DALLA MIA VITA... MA ADESSO MI BASTEREBBE TORNARE INDIETRO A QUELLA NOSTRA DISCUSSIONE E INVECE DI CACCIARTI DI CASA TI PRENDEREI TRA LE MIE BRACCIA E TI ABBRACCEREI STRETTO A ME PER DIMOSTRARTI CHE I NOSTRI CUORI BATTONO ANCORA ALL'UNISONO... ERI VENUTO A CHIEDERMI AIUTO E IO NON TI HO CAPITO...
FORSE NON CAMBIEREBBE IL CORSO DEGLI EVENTI MA ALMENO NON SAREI QUI A DOVER SCRIVERE QUELLO CHE PENSO DI TE... IN ULTIMO POTREI DIRE DI NON AVERTI PERSO DEFINITIVAMENTE...

CAPITOLO 1
Nick un sorriso per favore”
“Di qua... di qua…”
“Aspetta Nick…..”
“Ti prego …un autografo…”
“Togliete questa da qui davanti…”
No sicuramente non riusciva ad abituarsi a quel lato del suo lavoro: fotografi, fans, guardie del corpo. Ogni volta che doveva andare in un posto era la solita storia. Non importava che ora fosse la Germania, poi sarebbe stata la volta dell’Olanda o della Cina, poi dell’Australia… persino a casa sua era assediato. Si guadagnò l’entrata arrancando tra poliziotti locali e management che cercavano di “proteggerlo” dalle ragazze che spingevano sulle transenne solo per poterlo sfiorare. Gli faceva male una spalla: qualche fan l’aveva tirato per un braccio così forte che ora gli faceva male solo alzarlo.
Subito Mark, uno della troupe, si avvicinò :”Tutto bene Nick? Hai una brutta cera…”
Nick:”Sì tutto ok… mi fa solo un po’ male il braccio… nulla di che…”
Mark: “Deve essere stata una di quelle stupide lì sotto…”
Nick a sentire quel tono e quelle parole alzò la voce :” Quelle che tu chiami stupide ti danno lavoro ok? Non voglio più sentirti chiamarle così …intesi?? “
Mark: “Ehi ehi calma…Scusami tanto… non pensavo ti importasse tanto il modo con cui chiamo le tue “FANS”… Ti girano Carter?”
Nick si alzò disgustato allontanandosi da quella persona e avvicinandosi alla vetrata per salutare le sue ammiratrici che stavano sotto gli studi di Viva.

-FLASH BACK-

Nick: “Ehi Rock… guarda… che spettacolo…. urlano come sceme….”
Brian: “Nick non è il caso che tu le disprezzi così…”
Nick: “Dio… quella è il massimo…avrà 10 anni più di me e ha una felpa con il mio volto sopra… che stupida…”
Brian: “Nick goditi questi momenti invece di sentenziare un giorno non ci saranno più fans e fidati ti mancheranno…”
Nick: “E va bene Brian ma qui c’è di tutto… non ho mai visto tante imbecilli messe insieme…”
Brian: “BASTA NICK… quelle persone che stai disprezzando sono le stesse che hanno comprato il nostro album… e se ne faremo un secondo sarà grazie a loro… sono loro che cantano le nostre canzoni e ci caricano ai concerti… se ora tu puoi permetterti tutto è grazie a loro… per cui fammi il piacere…

-FINE FLASHBACK-

Quanto l’aveva ferito quel giorno ma le sue parole erano vere... da allora non aveva più provato a parlare così delle sue fan e non permetteva a nessun altro di farlo. Massimo rispetto. Accese il cellulare, digitò il pin e scelse un numero dalla rubrica… Nulla era staccato … Provò a casa.
Dopo 4 squilli sentì una voce di donna familiare :” Ciao non possiamo rispondere ma se lasci un messaggio ti richiamiamo… Non è vero? Ciao”
Prima ancora che potesse scattare il bip Nick riagganciò sprofondando nella poltrona vicino a lui.
Backy, la sua stilyst, gli si avvicinò: ”Che cera... da paura…”
Nick: “Grazie Backy… ma vi siete messi d’accordo?” disse scherzando
Backy “E’ la verità… guardati allo specchio… Aspirina?”
Nick: “Magari…”
Backy: “Ok torno subito…”
Dopo pochi minuti Backy tornò con l’aspirina che Nick bevve tutto d’un sorso. Intanto la parrucchiera finì di prepararlo. Fu subito chiamato dall’organizzatore del programma: era il suo turno… 15 minuti d’intervista in diretta.

CAPITOLO 2
Brian sentì squillare il telefono e si precipitò in casa per rispondere ma, arrivato lì, la segreteria era già scattata e nessuno aveva lasciato il messaggio.
Leigh: “Chi era?” disse scendendo dal piano di sopra
Brian: “Non so… non ho fatto in tempo…”
Brian baciò la moglie. “Tutto bene con Baylee?”
Leigh “Sì… si è addormentato subito… è un angelo…”
“Avrà ripreso dalla mamma…”
“O dal papà…”
“Dio Leigh quanto sei bella…”
“Brian Thomas Littrell stai facendo di tutto per distrarti dal tuo compito…”
“Leigh... sei tu che mi distrai…”
Leigh baciò il marito: “E ora vai…” disse ridendo “Non penso che tuo figlio giocherà ancora nel box tra 10 anni… per cui finiscilo… è un ordine…”
“Ok ok… comandante…”
“Nostro figlio ha un padre fantastico…”
Brian si allontanò ridendo: riusciva sempre ad averla vinta!

*§*§*§*

“Come mai NOW OR NEVER?”
“Bhè è come dire... o lo faccio ora o mai più… tutti noi siamo impegnati con progetti personali sia lavorativi che familiari…”
“Come Brian…”
“Già… è diventato papà da poco e voleva avere tempo per suo figlio… per cui era il momento per far sentire il mio sound, ciò non toglie che i Backstreet Boys ancora esistono...”
Un applauso delle fans riempì lo studio e Nick sorrise.
“C’è una ragazza che vuole farti una domanda”
“Ciao Nick… oh mio Dio” la ragazza era agitatissima.
“Ehi, ciao… tutto bene?” disse Nick per farla un po’ rilassare.
“Sì grazie… Posso darti un regalo?”
“Certo… aspetta vengo io…”
Nick si alzò e andò verso la ragazza e prese il regalo. “Adoro ricevere attenzioni!”
Ritornò alla sua poltrona dopo aver baciato la ragazza sulle guance.
“Ho anche una domanda…”
“Ok… dimmi…”
“Cosa hai provato quando sei stato arrestato?”

-FLASH BACK-

Nick: “Non vedo perché il mio amico deve lasciare il locale, non abbiamo fatto nulla”
Poliziotto: "La prego non entri in faccende che non la riguardano Signor…”
“Carter… Nick Carter”
“Perfetto Signor Carter“
“Io mi immischio quanto voglio … sono fatti miei… ok?”
“Non peggiori la situazione. E lei esca...”
“No Matt non muoverti… senta piantiamola ok e ci dica cosa abbiamo fatto”
“Stia in silenzio signor Carter”
“Stia in silenzio a chi? Ma lei chi si crede di essere?”
Nick neanche se ne rese conto: si trovò con la faccia al muro, lo stavano perquisendo.
“Ma… cosa…”
“Resistenza a pubblico ufficiale… ci segue di sua volontà?”
“Ma…”
“Ne discutiamo in centrale…”

-FINE FLASHBACK-

Nick:” E’ stata una brutta esperienza, non sono una cattiva persona. Sono stata la persona sbagliata nel momento sbagliato.”

-FLASH BACK-

Poliziotto: “Carter? Andiamo a fare la tua telefonata”
Aprirono le sbarre della cella.
“Perché ho ancora le manette? Non sono un criminale”
I nervi di Nick iniziavano a cedere.
Poliziotto. “E’ per la nostra sicurezza… lei è ubriaco… Questo è il telefono. Si sbrighi”
Nick compose il numero e prese la cornetta che aveva poggiato sulla scrivania sperando di sentire qualcuno dall’altra parte del telefono. Dopo qualche squillo si sentì rispondere.
“Mmm... Pronto…”
“Brian?”
“Nick?”
“Sono nei guai…”
Brian tornò lucido in un momento: “Cosa è successo?”
“Sono in prigione… resistenza a pubblico ufficiale…”

-FINE FLASHBACK-

Brian era corso da lui con il suo avvocato nonostante l’ora tarda. Aveva pagato la cauzione e l’aveva accompagnato a casa. Era stato lì a sentire il suo sfogo e a consolare le sue lacrime. Continuava a dirgli :”Nick non sei una cattiva persona…”
I suoi pensieri furono interrotti dalla presentatrice :”… che ci canterà qualcosa dal suo primo album da solista NOW OR NEVER.”
Nick si alzò e raggiunse Daniel che lo aspettava sulla pedana con la chitarra. Le note di "Help me" partirono.

CAPITOLO 3
Nick scappò in albergo subito dopo l’intervista, in modo da evitare la folla delle fans scese dallo studio. Aveva cantato ma non al massimo delle sue possibilità e se ne era accorta anche Backy. Infatti giunti in albergo, in camera di Nick, c’era un dottore.

- - - -

“38.7 Signor Carter” disse il medico togliendo il termometro da sotto il braccio di Nick
“Mi sento uno straccio…”
“Gira un brutta influenza e penso che lei se la sia presa in pieno”
“Non può darmi nulla? Che ne so… per il mal di gola…”
“Sì le ho segnato uno sciroppo da prendere a stomaco pieno due volte al giorno e le servirà riposo Signor Carter…”
“Non è che io abbia molti giorni liberi…”
“Lo so ma l’influenza non passa così… da sola.”
“Ok… lo terrò in mente… grazie…”
“Arrivederci”
“Arrivederci dottore… aspetti l’accompagno io alla porta...”
“Troverò la strada non si preoccupi lei rimanga a letto.”
“Dottore?”
“Sì?”
“Può dire ai ragazzi qui fuori che sto riposando? Non ho voglia di vedere nessuno… ho un gran mal di testa"
"Ci penso io non si preoccupi.”

- - -

Il dottore uscì lasciandolo solo con i suoi pensieri.
Che fine aveva fatto Brian? Non lo sentiva da più di 15 giorni e non accennava a chiamarlo, il suo cd era uscito da poco e lui non si era neanche degnato di mandargli un pensiero, una frase, un complimento… o peggio ancora… una critica… Sembrava essersi volatilizzato nel nulla. Si toccò la fronte e sentì che scottava: domani doveva stare in Francia e il giorno dopo in Italia e poi ancora in Spagna per gli Awards… Wow… Si addormentò facendo finta di dimenticarsi la festa a cui avrebbe dovuto partecipare quella sera al Teodor Village di Berlino.

- - -

“Nick?… Sveglia…”
Si sentì scuotere e dovette per forza di cose aprire gli occhi.
Davanti a lui c’era Backy che lo guardava preoccupata.
“...mm…sì? Non funziona più la sveglia con il centralino dell’ hotel??”
“Hanno provato a svegliarti 5 volte poi si sono preoccupati e ci hanno chiamato…”
“Scusami…” disse Nick dispiaciutissimo. “Deve essere colpa dell’antibiotico … sono crollato…”
“L’importante è che stai bene… ora però ho una cattiva notizia…”
“…quale?…”
“Devi essere pronto in appena un’ora…”
“Un’oraaaaaaaa?”
“Abbiamo l’aereo ricordi?”
“Oh cazzo…”
“Nick…”
“Perdonami Backy… Oh perdindirindina”
“Già va meglio! Ti chiudo io le valigie”
“Lo faresti davvero???”
“Ebbene sì… a casa ho 3 figli maschi e sono disordinati ognuno quanto te… Per cui riuscirò in tempo record a chiudere tutto… tu va a lavarti e a truccarti ok?”
“Backy grazie! Sei il mio angelo!”
“Corri ragazzino”
Gli disse dandogli una cuscinata sul sedere mentre si allontanava. Backy era una signora sulla cinquantina ma aveva un cuore e un modo di fare da teenager. Era sposata con un noto produttore musicale che l’aveva lasciata dopo la terza gravidanza. Così si era rimboccata le mani e si era messa a fare ciò che le riusciva meglio… la stilista. Per Nick era come una mamma e lui per Backy era come un figlio. Lo vedeva nella sua fragilità, nella sua bontà e anche nel suo fare gli sbagli da ventenne. Era sincero e ciò le era subito piaciuto e aveva deciso che avrebbe lavorato per lui.

CAPITOLO 4
Scese nella hall con l'aria distrutta. L'influenza non accennava tregue! L'autista lo stava aspettando insieme a Mike, il suo immancabile bodyguard, per raggiungere l'aeroporto. Prossima tappa... Francia... Italia...Spagna... Casa...

*§*§*

Poggiando il viso all'oblò ripensò a quanto si era divertito in questi ultimi giorni. Sicuramente la tappa più entusiasmante era stata quella in Spagna... gli MTV Music Awards erano comunque un'emozione continua anche per il cantante più conosciuto del mondo! Si respirava un'aria di attesa e nello stesso momento di gioia e complicità. L'unico lato negativo era la scarsa fiducia che la critica sembrava riservargli. Passare da una "boy band" , come chiamavano i Bsb in Europa, a solista era stato un passo da gigante per lui ma ponderato. Si sentiva pronto e aveva inciso. L'avrebbe fatto comunque, a prescindere dalla gravidanza di Leigh oppure da quello che doveva essere il matrimonio di Aj con Sarah. La presentatrice italiana poi gli aveva affibbiato quella stupida coccarda con un'allusione sulle boy band... Si convinse a non pensarci. Il gioco era fatto anche di questo. Atterrato, avrebbe avuto solo 8 ore di riposo: quella sera infatti, avrebbe dato un concerto e sarebbero stati lì a guardarlo anche Aj e How... non gli sembrava possibile. Prima di partire aveva preparato con Backy la borsa con i vestiti per il concerto: li aveva scelti con cura per dimostrargli quant'era in forma. In realtà si sentiva uno straccio ma non poteva far preoccupare i suoi amici, non dopo tutto questo tempo passato senza vederli. Chiuse gli occhi e si addormentò col pensiero fisso a quella serata.

CAPITOLO 5
Guardò l'orologio alla parete: mancavano 40 minuti. Si sentiva come uno scolaretto al primo giorno di scuola: eppure tutto era più a misura sua. Il pubblico meno numeroso, un locale invece del solito stadio. Ma quella sera ci sarebbero stati loro e non poteva sbagliare. Si schiarì la voce ed uscì dal camerino per raggiungere i ragazzi della band.

*§*§*

Il concerto andò alla grande. La folla lo aveva incitato già dal primo motivo e poi quando aveva alzato lo sguardo aveva visto Aj e Howie che lo salutavano dalla balconata. Questo gli aveva dato la forza per esibirsi perfettamente. Scese dal palco abbracciando i ragazzi della band e ricevendo complimenti da tutti gli organizzatori. Ad un tratto si girò e vide i suoi due amici che lo stavano aspettando sorridenti. Gli corse incontro.
N-Oddio che bello vedervi- li abbracciò felice.
A-Ehi Nickers! Ti trovo benone!!
H-Complimenti per il concerto! Sei stato grande...
N-Grazie ragazzi!! Venite, andiamo in camerino così mi cambio la maglia e sono tutto per voi!
A-Mostraci la strada!
Si chiusero in camerino contenti tutti e tre di poter passare un po' di tempo insieme e da soli!
A-Allora?? Come va il tuo tour promozionale?
N-Non male anche se la gente è diffidente... mi chiedo sempre se le fans hanno comprato il disco per il mio nome o perché gli è piaciuto davvero...
H-Bhe Nick ti ci dovrai scontrare spesso con questo... però non essere duro con te stesso: hai lavorato molto e si vede...
N-Sì lo so... ma vi prego non parliamo di lavoro...
A-Ok..
N-Aj...
A-So già cosa vuoi dirmi... non è che non l'ho sposata perché non l'amavo...
N-E allora perché?
A-Perché devo essere sicuro di sentirmi un uomo nuovo... non voglio rovinare tutto... lei è importante per me...
N-Come sta?
A-Bene... ci sentiamo spesso... ci vediamo...
N-E tu?
A-Anche io... tutto bene!
N-E tu Howie? Dio quante domande ho da farvi...
H-Spero non tutte stasera... quanto ti fermi in città?
N-Qualche settimana, poi dovrei fare qualche tappa nel nord...
H-Spero che tu non ti sia dimenticato della riunione...
N- No... ci sto pensando da quando mi hai avvertito...
H-Preoccupato?
N- Un po'...
H- Comunque anche gli altri ti salutano... Kevin e Kristin sono in giro per l'America e partecipano a party, inaugurazioni e prime cinematografiche. Sembrano due fidanzatini
Sorrisero al pensiero.
N-E Brian?
Cadde un silenzio pesante.
N-Non sapeva di stasera?
Era una domanda che Nick si era posto 3.000 volte da quando Aj gli aveva detto che sarebbero venuti solo loro due.
H-Brian è a casa con Leigh e Baylee...
N-Come sta il piccolo?
H-E' bello come i genitori...
N-Non mi mandano i saluti?
H-Non mi ha detto nulla...- disse mortificato Howie -Pensavo vi foste sentiti...
N-Non riesco a sentirlo da un po'...
Nick si alzò dalla poltrona e cercò di cambiare espressione mettendo la sua ormai celebre maschera di uomo felice.
N-Dai andiamo...- sorrise - Vi offro una bella cena.

CAPITOLO 6
Quella notte Nick non dormì sereno. Nonostante fosse casa sua, nonostante il successo del concerto, nonostante la presenza alla performance di due dei suoi migliori amici. Brian non si era fatto vivo… ancora una volta… cosa doveva fare? Mandargli messaggi di fumo? Eppure era strasicuro che sapesse del concerto! Kevin l’aveva chiamato per dirgli che purtroppo lui e la moglie non si trovavano in città ma che sicuramente l’avrebbero raggiunto per un’altra data del tour. E Brian? Si rigirò mille volte nel letto prima di addormentarsi. La sveglia suonò troppo presto: era un dato di fatto… pensò Nick ascoltando un suono provenire dal comodino. Gli ci volle qualche secondo per capire che non era la sveglia bensì il cellulare. Allungò velocemente la mano senza guardare neanche il nome sul display convinto che si trattasse di Brian…
“Pronto”
“Ciao Nikky… come te la passi, ti ho svegliato?”
“… ah…” disse senza entusiasmo “… sei tu Tiffany? Sto bene grazie”
“Non mi sembri felice di sentirmi”
“Scusa Tif ma ho avuto un concerto e…”
“Ah sì… sei stato meraviglioso” disse felice
“C’eri?”
“E come potevo perdermelo? Eri in città…”
“Potevi anche farti vedere… la security ti conosce…”
“Lo so ma …” disse rimanendo in silenzio
“Ma?”
“Bhe… ecco… ero in dolce compagnia…”
“Ho capito” tagliò corto Nick
“Ti ho chiamato solo per farti sapere che ti sono stata vicino… ieri… e sempre…”
“Tif grazie ora però è meglio che torno a dormire… Ciao e grazie per avermi telefonato”
Riagganciò senza attendere la risposta della ragazza: “Che cretino… solo un coglione come me poteva pensare di lasciarla e trovarla libera un anno dopo…”
Ormai si era svegliato per cui si alzò e andò a fare un bel bagno in piscina riproponendosi di leggere dopo pranzo la busta di cui gli aveva parlato Howie e che gli mandava Kevin.
Lì c’era il futuro dei Backstreet Boys…

CAPITOLO 7
Ciao Nick,
innanzitutto mi dispiace di non essere potuto venire al tuo concerto qui in città ma come ti avranno spiegato sicuramente Howie ed Aj, io e Kristin eravamo a New York per l'inaugurazione di un teatro. Ho demandato ad Howie il compito di chiamarti perché so che ultimamente , tra di noi, è quello che ti è stato più vicino. Capiscici Nick non tutti abbiamo appreso allo stesso modo la notizia del tuo debutto da solista... ce lo aspettavamo e ne siamo felici ma non così presto e non così... senza renderci partecipi delle tue scelte...

Nick sospirò a quelle parole... per quanto ancora volevano tenergli il broncio tutti quanti per quella storia? Anche lui non si aspettava un lancio così presto... ma che doveva fare? Non era proprio Kevin quello che diceva il lavoro è il lavoro? Si alzò e andò in cucina a prendersi una birra ghiacciata e risprofondò nel divano a leggere l'ennesimo cazziatone di Kevin...

...Comunque fratello non sta a me dirti certe cose, io per lo meno le ho abbastanza metabolizzate.

Chiara allusione a Brian? Lui non le aveva metabolizzate?

Ti scrivo per avvertirti che il prossimo mercoledì ci vediamo da Aj insieme alla casa discografica per decidere cosa fare della nostra carriera come gruppo. I fans ci aspettano e continuano a supportarci e dobbiamo prendere una decisione. Continuare o lasciare. Non ti nascondo che la decisione è tutta nelle tue mani. Noi siamo propensi a continuare e speriamo che anche tu la pensi in questo modo. Ma dovrai decidere come far conciliare la tua carriera nei Backstreet e quella da solista.
Nick so che prenderai la decisione giusta , intendo quella giusta per te... voglio solo dirti che qualunque essa sia noi, io e te, rimarremo sempre fratelli ok?
Ti abbraccio forte piccolo, non ti cacciare nei guai!
Ciao Kevin.
P.S. Kristin ha scoperto che ti stavo scrivendo e mi sta martoriando affinché ti porti i suoi saluti. Ciao!

Nick si rilassò... pensava peggio. Forse era stato il più onesto e il più tranquillo nel dirgli ciò che pensava ... ma non dimentichiamoci che è Kevin... è il suo carattere! Nick aveva già preso una decisione che gli costava tanto ma non ce la faceva a portare avanti due vite parallele. Chissà come l'avrebbero presa. Intanto mercoledì si avvicinava...

CAPITOLO 8
Lunedì e martedì per Nick furono come due giorni di limbo. Non aveva concerti, non aveva interviste, non aveva prove. Passava dal divano al letto alla sdraio...
Mercoledì mattina invece la sveglia suonò alle sei: i suoi vestiti erano buttati da un angolo all'altro per tutta la stanza e quando aprì gli occhi e vide quel casino si domandò se sarebbe riuscito mai ad uscirne fuori... vivo! Questa era la parte del suo lavoro che odiava di più: era bello avere tanti vestiti ma ecco che quando tornava da un concerto aveva valigie che vomitavano indumenti in quantità industriale!
In piedi al centro della stanza, si chiese che fine avevano fatto i jeans da "bravo ragazzo" e la maglietta della Sisley. Respirò a fondo si strofinò le mani e disse: "Ok posso farcela!"
Proprio mentre stava per afferrare i famosi jeans, il telefono squillò. Si lanciò di pancia sul letto e afferrò la cornetta.
-Pronto?
-Nick buongiorno! Già sveglio?
-Oh Kev sei tu!
-No sono la principessina del regno dei sogni! Come stai bro?
-Alla grande !
-Scusa l'ora ma volevo essere sicuro che ti fossi svegliato... alle otto...
-... c'è la riunione! Tranquillizzati KevyKev sono sveglio e quasi pronto!
-Sei grande!
-Grazie bro!
-Allora ci si vede tra un paio d'ore!
-Agli ordini... ciao
Riagganciò il telefono e tornò a concentrarsi sui suoi vestiti.

Alle 8.05 , con soli 5 minuti di ritardo, suonò il campanello di Aj. Si trovò Howie di fronte che l'abbracciò...
-Ehi! Ben arrivato
-Ciao D! Ultimo?
-Come sempre!
-Il lupo perde il pelo ma non il vizio!
-Dai vieni...- lo incitò ad entrare.
-Già sono arrivati quelli della Jive?
-Non vengono... ci hanno lasciato un po' di tempo per stare soli noi cinque...
-Ah...Il clima?
-Sereno!
-Ok allora andiamo! - prese un'ultima boccata d'aria ed entrò.
Si fece traghettare fino al salotto dove, al suo arrivo, vide 3 teste che girarono all'unisono.
H- Guardate chi c'è?
K- Ehi Nick! Scusa ancora per stamattina! E scusaci se abbiamo iniziato la colazione senza di te! Pensavamo venissi più tardi!
Kev l'abbracciò e Nick rispose palesemente a disagio -Sapevi che sarei venuto puntuale... no? Comunque sto migliorando- gli sorrise.
Nick guardò Aj- J vecchio mio... ciao!
A- Ehi bro... siediti e colaziona con noi!
Infine guardò Brian e sentì aumentare il disagio e stringersi un nodo alla gola. Avrebbe voluto saltargli addosso e scompigliargli i capelli tanta era la gioia di rivederlo e tra l'altro in splendida forma. Ma si limitò a dire - Ciao Brian...
-Ehi Nick ciao!
Il suo tono era glaciale. E, come freddato da quella frase, Nick si mise seduto vicino ad Aj ed evitò per tutta la mattinata un qualsiasi contatto diretto, verbale o visivo, con quello che in teoria era il suo migliore amico.

CAPITOLO 9
La mattinata iniziò con una sana colazione. A Nick parve strano di trovare tutte quelle cose sane a casa del suo amico Aj. Fosse stata casa di Kev l'avrebbe pure capito! Aj sembrò leggergli nel pensiero -Ragazzi ringraziamo Leigh altrimenti non penso che avremmo potuto fare questa splendida colazione! A casa mia queste cose non si trovano facilmente!
Nick guardò Howie con aria interrogativa.
H- Stamattina lei e Baylee hanno accompagnato Brian e mentre il cucciolo dormiva Leigh ci ha cucinato qualcosa.
Nick riuscì a fare un mezzo sorriso -Perfetto ... come al solito d'altronde
Kevin stupì tutti -Bagno?
Nick -Ma la riunione?
Kev -Ehi una volta appena ti dicevo bagno tu già eri a fare la bomba a centro piscina!
Nick -Bhe si doveva parlare di noi...
Brian - Hai fretta Nick?
Lo disse in un modo talmente duro che tutti si girarono a guardarlo.
N -No Brian non ho fretta!
La tensione si allentò quando Aj spinse Howie in acqua tutto vestito. Per un paio d'ore tornarono ad essere gli amici di sempre.

*§*§*

Brian lo fissava con odio -Nick non ti voglio più nei Backstreet...
N - Perché?... Brian... noi...
B -Non ti sei comportato bene con noi Nick, non sei più degno di fare parte del gruppo. Ci hai abbandonato, non te ne è fregato nulla. Hai proseguito la tua strada. Ora noi proseguiamo la nostra. O io o te. Gli altri già lo sanno... e mi dispiace... hanno deciso...
Nick guardò gli altri. Le loro facce erano un misto di tristezza e risentimento.
B -Hanno scelto me...

N - NO NON PUO' ESSERE... NO
-Nick? Svegliati... Nick?
Nick si svegliò di soprasalto. Brian era chino su di lui e lo stava scuotendo per le spalle. Al sentirsi scuotere Nick aveva allungato le braccia istintivamente e gli aveva afferrato gli avambracci.
B- Hey? Tutto bene?
Nick cercò di capire la situazione: ecco aveva sognato! Lasciò la presa da Brian.
B- Tutto bene Nick?
N -Sì... un incubo...
Brian gli sorrise -Ancora gli incubi? Non pensi di essere un po' cresciutello?
Quella frase fu detta con dolcezza e Nick gli sorrise di rimando -Già hai ragione!
B- Ti sei appisolato come un sasso a bordo vasca e ti abbiamo lasciato riposare. Ma se ora non ti sbrighi pigrone ti finiamo il pranzo...
-E no, il pranzo no...
Nick non se lo fece dire due volte. Si alzò di scatto ed arrivò in cucina gareggiando con Brian. A vederli Kevin disse -Eccoli qua... i soliti Frick e Frack!
Ma Brian rispose brusco -Altri tempi Kevin... altri tempi...
Nick sentì la casa implodergli addosso.

CAPITOLO 10
Arrivò il fatidico momento della riunione: dopo pranzo infatti Kevin chiamò i ragazzi in salone e quando tutti si misero comodi disse: -Allora?
Aj- 60 minuti?
Nick sentì di nuovo quella brutta sensazione di disagio che aveva provato appena arrivato: una cosa era certa, non voleva stare lì a sentire le loro chiacchiere.
K-Dai Aj! Iniziamo a parlare di noi... Nick...
N- Sì?
K- Come ti ho detto nelle due righe che Howie ti ha consegnato noi abbiamo già parlato...
N- Sì ho letto...
K- Quello che non ti ho detto perché volevo dirtelo di persona alla presenza di tutti è che...
N- Aspetta Kevin... prima che tu possa dire qualsiasi cosa voglio mettere in chiaro alcuni punti: mi dispiace per quello che ho fatto... voglio dire... Paul e il management mi avevano detto che era tutto ok... che voi eravate stati informati e che non avrebbe provocato nulla alla nostra carriera...
B- Ciò non toglie che una telefonata potevi farla... hai chiamato per motivi ben più futili!
N- Hai ragione Brian... ero talmente preso dalla mia carriera, sballottato a destra e a sinistra che non vi ho nemmeno avvertito...
K- Non è questo il punto Nick...
N- Sì che lo è...
H- No che non lo è... gli amici Nick queste cose le capiscono...
Nick sentì raggelarsi... lo stavano facendo... lo stavano buttando fuori...
N- E allora illuminatemi... qual'è il punto?
K- Noi abbiamo deciso ... che se tu non ci sei chiudiamo tutto e cambiamo mestiere... mi dispiace darti questo peso... ma la vediamo tutti e quattro allo stesso modo...
Nick sentì una pioggia d'acqua fredda cadere dal cielo su di lui. La sua reazione lasciò tutti senza parole.
N-Scusate...- si alzò ed uscì in giardino
A- Ma che gli prende???
H- Pensavo fosse felice...
B- Non si accontenta mai... questo è tipico di Nick
K- Vado io...

Kevin cercò Nick in giardino e lo trovò dove sapeva che sarebbe andato: aveva oltrepassato la staccionata di legno che divideva il giardino di Aj dalla spiaggia ed eccolo lì che camminava sul bagnasciuga. Lo raggiunse.
K-Ehy...
Nick tirò su il naso -Hey...
K- Che fai piangi?
Nick annuì.
K- E perché? Vuoi parlarne?
N- Vedi Kev... è da quando ho ricevuto la tua lettera che aspetto questo momento... e mi preparo a rispondere all'ovvietà più grossa...
K- Quale ovvietà?
N- Quella che non mi volete più con voi Kev! Quale ovvietà!
Kevin sorrise- Tu pensavi questo?
Nick annuì nuovamente.
Kevin l'abbracciò stretto -Sei proprio scemo! Come puoi pensare di uscire dalla nostra vita con un saluto ed una stretta di mano? Come puoi pensare che non ti vogliamo più bene e che non ti vogliamo più con noi?
N- Scusa Kev...
K- ... a meno che tu non abbia deciso diversamente...
N- Forse è meglio che rientriamo... voglio dirvi due parole
I due ragazzi si incamminarono verso casa con Kevin che abbracciava il suo fratellino.

CAPITOLO 11
Fecero il loro ingresso nel salone e stranamente erano tutti in silenzio.
Howie era in piedi e guardava alcuni quadri di Aj, Brian ed Aj sorseggiavano un succo di frutta ma dal loro sguardo si capiva che erano pensierosi.
H- Ah, eccoti qui Nick tutto bene?
Nick prese un respiro profondo e ricacciò dentro le lacrime che gli stavano per uscire dagli occhi.
-Sì tutto ok, scusatemi per il mio comportamento...
Aj- Non preoccuparti ti abbiamo lasciato un compito importante... prenditi tutto il tempo che vuoi e poi magari ce lo dici tra qualche giorno... no ragazzi??
Brian annuì- Sì Nick, prenditi il tempo che vuoi tanto non abbiamo fretta.
Nick voleva abbracciarli uno ad uno e ringraziarli di esistere... stava per sedersi quando pensò: "Al diavolo... pensino di me quello che vogliono..."
Si alzò e il primo che incontrò sulla sua traiettoria fu Howard il quale rimase senza parole dall'abbraccio spontaneo di Nick, poi toccò ad Aj, a Kevin e infine si girò verso Brian.
Si mise seduto vicino a lui e stette per un po' a guardarlo. Brian ricambiava il suo sguardo.
N- Brian... posso?
B- Non mi avevi mai chiesto prima il permesso per abbracciarmi...
Nick si buttò fra le braccia dell'amico e pianse. Brian fu preso alla sprovvista da quel crollo emotivo: negli ultimi periodi l'immagine che Nick si era costruito era quella del bullo senza cuore, duro come la roccia e invece adesso vederlo così gli fece ripensare agli anni passati e ai litri di lacrime che Brian gli aveva asciugato.
Gli accarezzò la testa dolcemente- E' tutto ok Nick, non piangere.

CAPITOLO 12
Riuscito a ricomporsi Nick guardò tutti e iniziò a parlare: -Innanzitutto vi chiedo scusa perché già so che sarò lungo e vi chiedo un altro favore: fatemi finire e non interrompetemi... sapete benissimo che sono una frana a fare discorsi seri... Io sono venuto qui oggi convinto di sentirmi dire che dovevo andarmene. Ero straconvinto di questo e il vostro dirmi "o ci sei o cambiamo mestiere" per me è stato un gesto d'amicizia stupendo... però non potete farmela passare così liscia... Mi sono comportato come una merda lo so... non vi ho chiamato, non vi ho cercato, aspettavo che voi mi cercaste e per alcuni ho aspettato invano- guardò Brian- ... anche io avevo preso la mia decisione prima di venire qui e credetemi... l'avrei esposta a prescindere da quello che mi avete detto... per me i Backstreet Boys non sono solo lavoro e soldi, fama e successo... per me voi siete la mia famiglia, il mio cuore, la mia anima... se oggi sono così è grazie a voi, se oggi mi guardo allo specchio e vedo che alcuni miei difetti non ci sono più è perché voi eravate lì a correggerli... Kevin con la sua durezza e intransigenza, Aj con le sue parolacce e le sue incazzature che alla fine si concludevano sempre con un abbraccio, Howie con la sua dolcezza e la sua sensibilità e Brian... sempre presente con tutto sé stesso... io non voglio lasciarvi... io voglio continuare a fare la nostra musica insieme, voglio vedere le ragazze osannarci, cantare le nostre canzoni, voglio rifare il giro del mondo con voi... e vi chiedo perdono se non ve l'ho dimostrato... io vi voglio bene, siete la cosa più preziosa che possiedo...
Nick concluse lasciando gli altri a guardarlo allibiti. Non è che era famoso per le sue botte di sentimentalismo! Anzi tutt'altro...
Kev- Va bene allora facciamo la nostra musica... Howie ci sei???
H- Conta su di me!
K- Aj?
A- Non mancherei per nulla al mondo
K- Brian...
B- Ci sono...
K- Perfetto... ancora noi cinque insieme... sarà difficile scalare le vette questa volta... è passato del tempo...
N- Ve lo ricordate? "Finché la musica esisterà...
B- ... noi torneremo ancora"
Sorrisero felici e la giornata che tutti si erano aspettati di vivere in maniera tragica si trasformò in una festa.

CAPITOLO 13
Quella sera si fermarono tutti da Aj ma dopo cena invece di coricarsi si sistemarono nella sala hobby e, telecomando alla mano, risero a crepapelle rivedendo alcuni loro video degli inizi.
Verso mezzanotte Aj spense la tv: -Bhe per stasera basta… ho gli occhi a palla… magari continuiamo domani se vi va…
Brian –Ok! A me sta bene…
Howie aveva in mano una bottiglia di acqua vuota: -Ragazzi…- li guardò con aria complice.
Kev- No ti prego… no stasera…
Aj- Sì dai giochiamo…
Nick- Dai Kev… va bene che sei da reparto geriatria ma almeno un’altra oretta reggi no??
Tutti risero all'allusione di Nick circa l'età di Kevin.
Kev si alzò di scatto, lo prese sulle spalle e Nick senza quasi accorgersene, tanto fu svelto lo scatto di Kevin, si ritrovò al centro della piscina grondante d’acqua.
-Reparto geriatria a chi? Sta attento bambino che ti rimando in pediatria...
Sorrise Kevin lanciandosi in acqua. Anche gli altri li seguirono e ingaggiarono una lotta: Kev, Brian e Aj contro Nick e Howie. Dopo una mezz’ora uscirono tutti esausti dalla piscina.
Kev– Howie va a prendere la bottiglia…
Howie si alzò da terra e si incamminò verso la stanza vicino – Vado…
Tornò dopo pochi minuti con la bottiglia sottobraccio e degli asciugamani che tirò ai suoi compagni.
Aj- Io giro!!!
Kev- Ma tu micchi…
Aj- Come faccio a miccare con una bottiglia Kevin!!! Alla faccia della tua buona fede fratello!
Kev- Va bene allora gira te…
Aj tutto contento girò la bottiglia.Il primo ad essere selezionato fu Howie…
Aj – Ti sta proprio bene così impari a proporre il gioco… Verità o penitenza?
Howie- Siete dei pervertiti... per cui verità…
Brian –Già lo sai che se scegli penitenza sono fatti tuoi…
How- L’ultima volta che ho scelto penitenza mi avete mandato al bar dell’hotel alle 3 di notte a prendere da bere per tutti, in mutande con scritto sulle chiappe “Ciao sono Howie D”
Nick –Allora te la ricordi…
Howie- Non la dimenticherò mai… se non sbaglio fosti proprio tu con il tuo amichetto “narici larghe” a darmela…
Nick e Brian risero di cuore.
Nick- Narici larghe… L’avevo dimenticato...- continuò a ridere
Kev – Già i nomi dell’indianata…
Aj- Io ero Gomito alto…
Brian- Howie Pecora Merinos
Nick- Io Poppante rompipalle
Kev- e io…
Gli altri quattro in coro – "Semplicemente perfetto!"
Risero ancora.
Fu Aj a riportare il discorso sul gioco –Allora gliela diamo questa prova a Howie??
Kevin- Ho io una domanda… Il momento più bello di tutta la tua vita… How… di TUTTA… Dalla nascita ad oggi.

CAPITOLO 14
-Sicuramente il momento più bello della mia vita è stato quando ho conosciuto voi...
Gli altri sorrisero contenti di quella risposta. Solo Aj stuzzicò l'amico -Risposta banale no? Siamo qui... se dicevi qualcosa di diverso ti mandavamo stavolta al drug-store senza le mutande...
-Non è retorica Aj... veramente... me lo ricordo come se fosse ieri: io e Aj eravamo tiratissimi per un provino. Cos'era Aj?
Aj- E che ne so... so solo che non ci hanno preso a nessuno dei due!
-Ma va... J ... quanto sei poco sportivo... Comunque era qualcosa per una sit-com... Ad un certo punto stavamo chiacchierando e abbiamo visto passare Nick... all'epoca era alto un metro e tanta voglia di crescere... Aj subito ha detto "Oddio... un nano"
Nick- Bastardo... non me l'avevi mai detto- sorrise
Aj- Grazie Howie... questo stanotte mi tira il collo...
-Bhe non ti ha detto solo nano... ti prendeva in giro perché avrai avuto...11 anni e andavi in giro come un veterano dello spettacolo... occhiali da sole, camicia hawaiana...
Nick- Bhe sì ci credevo parecchio!!
-Poi io ed Aj ci siamo messi a canticchiare un motivetto dei Temptations...
Aj intonò- Papa was a rollin' stone...
-Già proprio quella... in quel momento è ripassato Nick che ci ha guardato con aria da sufficienza e ci ha detto "dilettanti...". Aj incazzatissimo l'ha alzato da terra e per poco non gli mena... fortunatamente c'era Lou che li divise! Aj gli chiese scusa...
Aj- Solo perché Lou mi teneva per il collo...
Nick- E tu Howie mi hai chiesto se cantavo... ed io ti ho risposto "Ehy ... dicono che non è che canto... qualcosa di più!"
-Già... e così aspettando di fare il provino cantammo un po' insieme. Fu grande la sorpresa di ritrovare Nick...
Aj- Il nano...
-Il nano...
Nick- D... non ti ci mettere anche tu per favore!!!!
-Ok... scusa... Nick... insomma fummo veramente sorpresi di ritrovarcelo alle audizioni dei Wright. Decidemmo su due piedi di presentarci tutti e tre insieme... e lì conoscemmo Kevin ... Nick e Kevin vicino facevano impressione... Il gigante e il bambino... Kevin all'iniziò soffiò un po' per la storia di Nick... a quell'età sette anni di differenza sono tanti...
Kevin - Anche ora!- fece la linguaccia a Nick che gliela ricambiò.
-Poi Kevin chiamò Brian... ed eccoci qua oggi a raccontarcelo...
Kevin- Grazie Howie... ci voleva veramente questo bel ricordo...
Aj- E ora la bottiglia...
Kev- Si Aj vai...
Aj girò la bottiglia tutto contento: stavolta toccò proprio a lui...

CAPITOLO 15
Kev- Allora vecchio mio... ti tocca...
Aj- Neanche ci penso a prendere in considerazione la penitenza... Verità...
Howie- Ma quando mai l'hai detta?
Aj- Grazie, bell'amico... uno che non mi vuole far girare la bottiglia, l'altro che mi dà del bugiardo... - rise divertito -Vi adoro ragazzi... voi sì che mi conoscete bene...
Kevin - Qual'è l'ultima penitenza che ti abbiamo fatto fare?
Brian- Lasciamo stare...
Aj- Guarda l'unica volta che l'ho scelta ho rischiato di far naufragare il matrimonio di Brian...
Howie- E' vero... ragazzi che cattivi che siamo stati...
Brian- Eravamo tutti ubriachi How... vallo a spiegare a Leigh...
Nick- Ragazzi io non me la ricordo...
Howie -Ti eri addormentato ciucco come un otre... Brian ha detto a J di andare nella camera della moglie e mettersi nel letto a posto suo...
Nick- Tu hai fatto questo?????
Brian- Ero ubriaco Nick e poi ero convinto che lui sarebbe uscito e sarebbe rientrato poco dopo raccontandoci la balla che l'aveva fatto...
Aj- Sì ma non avevi contato il fatto che anche io ero ubriaco... così sono andato e mi sono messo nel letto, Leigh mi ha abbracciato e subito ha acceso la luce... mi ha smollato un pizzone... ancora me lo ricordo.
Brian- Il giorno dopo ha fatto le valigie... l'ho inseguita per tutto il giorno...
Nick- Ed io perché non sapevo niente? Brian... mi raccontavi tutto...
Brian- Lo so... ma sai... era una questione delicata... poi tu sei stato due giorni a vomitare... quando ti sei ripreso tutto era sistemato!
Aj- Era questa la domanda?
Nick- Non ci provare! Ce l'ho io l'argomento...
Aj- Nick sii clemente... per favore...
Nick- Parlaci di Sarah.... del matrimonio...
Aj- Oh cazzo...
Nick- Non di quello Aj, di quello ce ne parli sempre...
Aj- Siamo spiritosi stasera... allora... io e Sarah non ci siamo sposati perché ci sono ricaduto...
Un silenzio tombale cadde tra i presenti.
Aj- Scherzavooooooooooooooo!- disse ridendo Aj.
Howie- Aj... vaffanculo...
Kev- E voilà si è incazzato Howie!
Tutti fecero un applauso ad Howie: non diceva mai parolacce. Quello era un evento da festeggiare.
Aj- Dai D non ti incazzare ok? Non è vero che ci sono ricascato ma lo stavo per fare... e allora ho chiesto a Sarah di aspettare finché non fossi stato sicuro di essere un uomo nuovo, migliore di quello che ero... lei ha capito... anche se non condivideva la mia idea di rimandare... lei mi sarebbe stata vicino... ma ero io che dovevo farcela da solo...
Howie -Quando è successo J?
Aj- Ti ricordi quella sera che sono venuto da te con la scusa del riscaldamento rotto? Bhe avevo bisogno di parlare con qualcuno... e quel qualcuno eri tu...
Howie si alzò e abbracciò l'amico -Sono fiero di te Aj... ti voglio bene!

CAPITOLO 16
-Posso girare io?- chiese Howie
Aj- Ok ma solo una volta... e perché ti voglio bene... non ne approfittare ok D?
Howie- Grazie vecchio mio!
La bottiglia ruotò e puntò di nuovo verso Aj.
Aj- Ehi ma che cazzo....
Howie- Scusa Aj... io l'ho solo girata...
Aj- E va bene...brutti bastardi a noi... scelgo... PENITENZA!
I ragazzi si guardarono sorpresi...
Nick -Aj che sei un tipo sbroccato lo sanno tutti... ma non pensavo così tanto...
Aj- Ehi poppante e nano... io sì che ho le palle! Le vuoi vedere??
Nick- Grazie no.... tienile pure al caldo... non ho bisogno di vederle!! Ho già le mie!
Kev- Ok ciurma andiamo di là per scegliere la penitenza!
I ragazzi seguirono Kevin.
Nick- Ma Kev facciamo muovere Aj no? Lui è uno noi siamo quattro...
Kev- Nick alza quel culo...
Nick- Ok ok non ti arrabbiare...
Riluttante dall'alzarsi, Nick alzò il sedere dalla sua comoda poltroncina e andò con gli altri nella stanza vicino.
Dopo pochi minuti tornarono sorridenti.
Aj-Avete l'aria perfida... che cosa volete farmi fare...
Kev- Ci era venuta voglia di un gelato...
Aj- Andatevelo a comprare...
Kev- E' proprio quella la tua penitenza...
Aj- Che palle... ok ok... vado...
Kev- Aj vogliamo quello di Maurice!
Aj- Anche la scelta ... Signori desiderate altro? Unafettadiculotagliatavicinol'ossoconunaspruzzatinadilimoneemagaricilevoanchegliossicini?
I ragazzi risero e Aj sconsolato partì alla volta di Orlando: Maurice era la migliore gelateria del paese aperta 24 ore su 24.
Appena Aj fu uscito Howie disse:- Avremmo fatto bene?
Kev- Lo sapremo appena ritorna...
Brian- Se ritorna...
I ragazzi avevano chiamato Sarah che era ancora in giro nonostante l'ora.
Le avevano detto che avevano urgenza di vederla per dirgli una cosa e lei aveva risposto che era da Maurice con una sua amica e che li avrebbe aspettati là.
La loro idea era di farli incontrare di nuovo. E' vero che si sentivano ma era anche vero che non si vedevano da quando si erano lasciati.

Aj entrò nella gelateria e quando vide Sarah sbiancò.
Lei si alzò di scatto dalla sedia e disse -Aj... ma che ci fai qui?
-Sono venuto a prendere i gelati per i ragazzi... sai il solito gioco della bottiglia...
-Io aspettavo i ragazzi...
Aj fece un rapido conto :1+1... e pensò "Che figli di una cavalletta"
-Bhe forse l'hanno fatto apposta per farci vedere- suggerì lei.
-Già...
-Aj ti debbo parlare...
-Ora????
-Sì ti prego... vuoi fare due passi con me?
E così Aj e Sarah si allontanarono insieme...

CAPITOLO 17
Nick- Kev la tua idea apparentemente stupida penso stia funzionando... Aj non si vede... che si fa?
Kev- Aspettiamo ancora una mezz'oretta...
Howie- Intanto giriamo no?
Brian- Vai Howie...
Howie girò e la bottiglia puntò Brian.
Kev- Oh il cuginastro!
Brian- Senza indugio. Verità.
Kevin ci pensò un attimo: -Qual'è stato il momento più difficile degli ultimi ... diciamo ... sette... otto mesi... non penso che tu ne abbia avuti con Baylee...
Brian rispose di getto con la testa bassa:- Quando mi sono accorto di aver perso per sempre un fratello...
Gli altri lo guardavano. Nick sentiva il cuore pompare sangue al cervello in quantità industriale...
Brian- Nick...
Disse girandosi a guardarlo.
-Ultimamente mi sei mancato... non pensavo di riuscire a stare senza di te per tutto questo tempo... ma vuoi sapere la cosa più strana qual'è? E' che ci sono riuscito... e sono ancora vivo... Il tuo menefreghismo mi ha ammazzato... non sapevo cosa pensare... ma grazie a Dio ho avuto la forza di andare avanti.
Nick rimase a fissarlo incredulo: gli stava dicendo delle cose... orribili!
Nick- Brian...
Brian- Una delle regole del gioco è che chi è chiamato in causa non deve replicare la verità che dice un altro.
Nick- Ma tu...
Brian- ZITTO ... ti prego...
Kevin e Howie si guardarono.
Kev- Mi dispiace Brian non pensavo ... se solo avessi saputo magari non ti avrei fatto quella domanda...
Brian- Poco male... prima o poi dovevo dirgliele queste cose...
Nick si alzò prese i suoi vestiti e si rivestì. Senza salutare uscì di casa e fece ritorno a casa sua.
Brian iniziò a piangere e subito Kevin gli fu vicino:- Ti pesava sullo stomaco non è vero?
Brian annuì.

Al suo ritorno Aj entrò cantando. Si sentiva la sua voce fino in piscina.
Iniziò a parlare mentre si avvicinava: -Ragazzi... VI ADORO... Grazie a voi ho rivisto il mio amore... e indovinate un po'? Io e Sarah abbiamo deciso di rivederci... sì di rimetterci ins....
Entrò e trovò tutti a testa bassa.
-Ragazzi che vi succede? Dov'è Nick?
Kev- E' andato via.

CAPITOLO 18
Una settimana dopo Nick era a casa di Brian. Non si erano più visti ne' sentiti da quell'incontro da Aj. Era arrivato più di un'ora prima ma i due non si erano detti ancora una parola. Leigh stava allattando il piccolo Baylee quando sentì provenire dal piano di sotto un rumore di vetri in frantumi.
“Insomma Brian dì qualcosa…” urlò Nick tirando un bicchiere contro il muro.
Brian:” Penso che tu sia un pericolo per Baylee…”
Nick: “Baylee qui… Baylee lì… Brian ma ti senti? Non hai altre parole…”
Brian con tutta calma: “Nick, è mio figlio, mio e di Leigh.”
Nick: “E io? Io sono tuo amico Brian” gli urlò in faccia con rabbia.
Brian: “Cosa vuoi che faccia Nickolas? Hai fatto ed avuto tutto dalla tua vita ormai: soldi, successo, notorietà, donne… non sei contento? Hai fatto le tue esperienze. Ora ti lamenti?”
Nick: “Brian… come… come cosa mi manca? Mi manchi tu, le nostre chiacchiere, le nostre risate, io rivoglio il rapporto che avevamo prima..."
Brian: “Sei stato tu a dare buca a me non lo dimenticare.”
Nick: “Era un periodo… tu non eri vicino a me a consigliarmi e io…”
Brian: “Scusa Nick se ho avuto dei problemi più urgenti… non dare la colpa a me… nessuno e dico NESSUNO ti ha mai vietato di incidere da solista, anzi ti abbiamo incoraggiato, aiutato… ma tu sei sparito Nick. Dov’eri Nick quando Aj è uscito dalla clinica? E quando è nato Baylee? Io ti volevo far fare il padrino… ma tu semplicemente non c’eri… Dov’eri quando io avevo bisogno di te? Dov’eri Nick? In Europa? Ah…no era l’Australia… Nick hai scelto tu di uscire dalla mia vita. Mi sono stancato di prendere aerei e di raggiungerti in capo al mondo, di correrti dietro quando sei in crisi: sono troppo grasso, sono tropo goffo, sono troppo stupido… Nick la gente che ti ama lo fa senza guardare queste cose, senza chiederti di essere diverso da quello che sei… Ma tu no… continui a piangerti addosso. E così eccoti qua dopo un anno… Nick… un anno a chiedermi di parlare per iniettarti un po’ di fiducia. Hai perso un anno della mia vita Nick…”
“Brian che significa?”
“Che non mi interessa quello che vuoi offrirmi oggi Nick per cui ti prego… vattene”
Disse trattenendo le lacrime a stento.
Nick non riusciva a credere alle proprie orecchie… Brian lo stava cacciando… il suo migliore amico.

-FLASH BACK-
Brian: “Dai Nicky alzati da là e asciugati quei lacrimoni”
Nick: “Non sto piangendo” disse tirando su il naso
“A 13 anni è normale sentire la mancanza di casa non devi vergognarti…”
“Kevin mi sgrida sempre… ogni cosa che faccio…”
“Kevin ti vuole bene come tutti noi e vuole che tu cresca senza queste paure… ma forse si è dimenticato che significa avere la tua età”
“Sono sempre solo… cioè voi siete fantastici… ma io sono piccolo… e allora…”
“E allora ti senti escluso… giusto”
Nick annuì dal suo angoletto
“Facciamo così… da oggi sarai il mio Frack e io sarò il tuo Frick ok? Ho sempre desiderato un fratello più piccolo con cui giocare e parlare…”
“Frack??”
“Sì… io non mi muovo senza ti te, tu non ti muovi senza di me… che ne dici?”
“E per il bagno?”
Brian sorrise: “Lì potremmo fare un’eccezione…”
Nick si asciugò gli occhi e balzò al collo di Brian: “Grazie Frick… sei il mio migliore amico…”
”Anche tu Frack…”
-FINE FLASHBACK-

Si alzò dalla sedia e si allontanò barcollando verso l’uscita. Continuava a dirsi che era solo un sogno… Brian non l’avrebbe mai trattato così, per nulla al mondo. Non il suo Frick. Si mise in macchina e sparì di corsa lasciandosi alle spalle la casa di Brian e i suoi problemi… domani si sarebbe svegliato e si sarebbe accorto che tutto era solo un dannatissimo incubo.

Leigh mise nella culla Baylee e scese non appena sentì la porta sbattere. Trovò Brian in cucina, seduto con la testa sul tavolo che singhiozzava.
L’aveva visto piangere così poche volte… ed ultimamente sempre per Nick.
“Brian?” gli toccò una spalla.
Brian continuò a singhiozzare tra le braccia della moglie.
“L’ho cacciato… Leigh… l’ho cacciato…”
“Amore mio…”
“Deve capire … se gliela facevo passare liscia anche stavolta… lui non avrebbe capito…”
“Vedrai domani lo andrai a trovare e sistemerai tutto…”
Brian non era sicuro di ciò. Rimase tra le braccia della moglie ancora per un po’.

CAPITOLO 19
Brian fu svegliato nel cuore della notte dalle urla di Baylee.
Leigh:”Che succede?”
Qualcuno si era attaccato al campanello.
“Vado a vedere”
Leigh: “Vuoi che chiamo la security?”
“No amore, tu pensa al piccolo non preoccuparti”
Brian scese con una strana sensazione sulla pelle. Sapeva già chi stava suonando. Infatti eccolo lì davanti.
“Il Signor Littrell?”
“Sì sono io…”
“Buonasera sono il Sergente Smith, sono dolente di dirle che c’è stato un brutto incidente qualche ora fa.”
“Si tratta di Nick… di Nickolas Carter?”
“Sì… mi dispiace signore. Un Tir lo ha investito in pieno. L'autista del mezzo ha perso il controllo del veicolo. L’hanno portato in ospedale… era ancora vivo…”
“…è ancora vivo…”
“…Mi dispiace signor Littrell… è deceduto 40 minuti fa… siamo venuti da lei perché abbiamo trovato il suo indirizzo nella sua agenda...”
Tutto quello che ora il sergente Smith stava dicendo per Brian non aveva senso. Le parole gli arrivavano ovattate. Lo ringraziò e chiuse la porta.

Leigh iniziava a preoccuparsi.
Brian era sceso da 20 minuti e ancora non era tornato.
Proprio mentre si era decisa a scendere Brian entrò in camera.
A Leigh apparve vecchio tutto d’un tratto. Si avvicinò al letto e si sdraiò poggiando la testa sulle ginocchia della moglie.
“Brian chi era alla porta?”
Dopo un interminabile silenzio disse: “E’ morto…”
Leigh: “Cosa?”
Brian iniziò a piangere: “Leigh… Nick se n’è andato…”

CAPITOLO 20
Il giorno del funerale Brian si muoveva come un automa.
Leigh aveva lasciato Baylee dai suoi così da poter stare vicino a suo marito con tutta sé stessa.
I ragazzi erano scioccati: fino a qualche giorno prima Nick era con loro, parlava con loro e nessuno aveva pensato ad un epilogo così tragico. Kevin si sentiva terribilmente in colpa per aver fatto quella domanda a Brian e lui, dal canto suo, non avrebbe più trovato pace. Le ultime parole che si erano detti erano state dure sia per chi le aveva pronunciate, sia per chi le aveva ascoltate.La famiglia di Nick era seduta in prima fila nella chiesetta. Avevano fatto in modo che ai funerali fossero presenti solo i parenti e gli amici stretti.
Il pastore chiese:- C'è qualcuno che vuole ricordare Nick?
Brian si alzò e andò al leggio.

-CIO' CHE MI RIMANE DI TE E' IL RICORDO DELLE ULTIME PAROLE CHE TI HO DETTO SULL'UOMO CHE PENSAVO TU STESSI DIVENTANDO.
CON RANCORE TI HO VOMITATO ADDOSSO INSULTI FERENDOTI IN QUELLI CHE SAPEVO ESSERE I TUOI PUNTI DEBOLI.
ABBIAMO SEMPRE CONDIVISO TUTTO: GIOIA E DOLORE, LACRIME E SORRISI. I MOMENTI DIFFICILI CI HANNO SEMPRE VISTI INSIEME POI E' BASTATO UN NIENTE PER TROVARCI SU DUE BINARI PARALLELI. NON RIUSCIVAMO PIU' A COMUNICARE : IO CON LE MIE ESIGENZE, TU CON LE TUE PAURE.
E SI CHE FRA NOI DUE SEI SEMPRE STATO QUELLO A CUI SERVIVA L'INPUT PER PARTIRE E UNA CORDA PER FRENARTI ED EVITARE CHE SBATTESSI LA FACCIA CONTRO UN MURO... TI MANCAVA LA SICUREZZA, AVEVI PAURA CHE LA GENTE TI SCAMBIASSE PER UNA PERSONA CATTIVA , PER QUELLO CHE NON ERI E CHE NON SEI.
IO HO COLPITO PROPRIO LI'... DOVE MENO TE L'ASPETTAVI
E' INUTILE DIRE CHE NON MI SENTO ORGOGLIOSO DI QUESTO: VOLEVO DARTI UNA LEZIONE CHE TI SAREBBE BASTATA PER TUTTA LA VITA... MA TANTO PER CAMBIARE... COME QUANDO GIOCAVAMO A BASKET O AL NINTENDO, SEI STATO TU A DARMELA ... E STA SICURO CHE NON LA DIMENTICHERO' MAI PER TUTTA LA VITA... NON IO MA TU SEI STATO IL MIO MENTORE, TU IL MIO MAESTRO DI VITA, TU MIO FRATELLO...
VORREI POTER ESSERE IL SIGNORE DEL TEMPO... CI SONO TANTI ERRORI CHE VORREI CANCELLARE DALLA MIA VITA... MA ADESSO MI BASTEREBBE TORNARE INDIETRO A QUELLA NOSTRA DISCUSSIONE E INVECE DI CACCIARTI DI CASA TI PRENDEREI TRA LE MIE BRACCIA E TI ABBRACCEREI STRETTO A ME PER DIMOSTRARTI CHE I NOSTRI CUORI BATTONO ANCORA ALL'UNISONO... ERI VENUTO A CHIEDERMI AIUTO E IO NON TI HO CAPITO...
FORSE NON CAMBIEREBBE IL CORSO DEGLI EVENTI MA ALMENO NON SAREI QUI A DOVER SCRIVERE QUELLO CHE PENSO DI TE... IN ULTIMO POTREI DIRE DI NON AVERTI PERSO DEFINITIVAMENTE... Ti voglio bene Frack
Brian si asciugò le lacrime e tornò verso sua moglie che lo abbracciò non appena si mise seduto.

Il momento più difficile fu sicuramente quello della tumulazione.
Brian vide degli uomini far scendere lentamente la bara. Prima che potesse sparire nella fossa Brian li fermò. -Aspettate...
Gli uomini tennero ferme le corde. Brian si avvicinò e baciò la bara in corrispondenza della testa di Nick. La bara continuò a scendere lentamente e la terra la coprì. Brian alzò gli occhi e vide la lapide.

In loving memory of
Nickolas Gene Carter
Jamestown 28/01/1980
Tampa 30/06/2002
God bless you.
Your Family, your Brothers, your Friends.

In quel momento Brian non resse più l'emozione e svenne.

CAPITOLO 21
-Ciao chi sei?
-Vuoi che ti legga il futuro?
-No...
-Hai paura di scoprirti diverso da quello che pensi... Brian?
-Come fai a sapere il mio nome...? - chiese spaventato Brian
-Ce l'hai scritto su quel braccialetto!
Brian si guardò il polso. Un bracciale portava il suo nome, era un regalo di Nick.
-Va bene... leggimi il futuro.
-Brian... siediti... fammi vedere la tua mano.
Il vecchio con il cappotto grigio consunto scrutava la sua mano.
-Hai sofferto molto...
-Già ma basta leggere i giornali per saperlo... - disse scettico.
-Io non leggo giornali... Hai un bel bambino, crescerà sano, forte e bello come il papà... ed avrà vicino tante persone che gli vorranno bene...
-Mio figlio Baylee...
-Hai molti fratelli....
-No veramente solo uno Harold...
-Io veramente non intendo quelli carnali...
-E chi allora...
-Io leggo la mano non c'è mica scritto il nome... uno ti deve essere parente... un altro è un tipo tutto scritto addosso, un altro invece ha i capelli molto ricci ed è una persona molto tranquilla... l'ultimo... ah eccolo... questa persona per te è speciale... è più piccolo... quattro... cinque anni... gli vuoi bene...
Brian ritrasse la mano...
-Gli volevo bene... - si alzò e si allontanò - E' morto...
-Brian dove vai?
-Me ne vado....
- Non chiuderti all'odio Brian... non sei una persona che odia tu... aprigli le braccia ....

CAPITOLO 22
Brian fu svegliato nel cuore della notte dalle urla di Baylee.
Leigh:”Che succede?”
Qualcuno si era attaccato al campanello.
“Vado a vedere”
Leigh: “Vuoi che chiamo la security?”
“No amore, tu pensa al piccolo non preoccuparti”
Brian scese con una strana sensazione sulla pelle. Sapeva già chi stava suonando. Infatti eccolo lì davanti.
"Io ho pensato a quello che mi hai detto..." disse Nick senza neanche salutare Brian. Aveva gli occhi gonfi di pianto.
"Da quanto sei in giro... sono le quattro di mattina..."
"Non importa... Ti ricordi la promessa che ci siamo fatti 10 anni fa? Quella... da oggi sarai il mio Frack ed io sarò il tuo Frick?"
Brian annuì.
"Io... l'avevo solo dimenticata... eppure era facile... io non vado da nessuna parte senza di te Brian e tu non vai da nessuna parte senza di me... io..."
Brian lo prese tra le braccia e lo abbracciò stretto.
"Nick... sei la persona più bella che io abbia mai conosciuto... ti voglio bene..."
Nick rimase abbracciato all'amico.

EPILOGO
Brian si svegliò di soprassalto. Qualcosa non andava. Cercò invano in tutti i cassetti quel foglio ma non lo trovò.
Leigh si svegliò e andò dietro al marito cercando di capire cosa stesse succedendo alle otto di mattina.
"Brian amore se mi dici cosa cerchi forse posso aiutarti... "
"No Leigh... torna a dormire..."
Leigh lo lasciò cercare nelle sue scartoffie.
Ad un certo punto si arrese e prese il telefono. Compose il numero.
-Forza ... rispondi... dai...
-Vorrei sapere chi mi rompe le palle a quest'ora!
Gli occhi di Brian si velarono di lacrime sentendo la voce assonnata di Nick.
-Ehi Frack...
-Frick ma lo sai che ore sono????
-Sì lo so... sono le otto e mezza...
-E tu sai a che ora sono andato a dormire ieri sera?
Era intrattabile come al solito di prima mattina! Ma era vivo... allora il funerale, il poliziotto, l'incidente, l'uomo col cappotto consunto... erano tutti brutti sogni!
-Le cinque...
-Ecco bravo... Ora dimmi cosa posso fare per te?
-Niente volevo dirti che ti voglio bene!- ed attaccò
Nick rimase con la cornetta in mano interdetto dal comportamento di Brian.
Agganciò il telefono e tornò nel mondo dei sogni.

Brian tornò a dormire e si svegliò alle tre di pomeriggio.
Quando scese in cucina Baylee giocava nel box costruito da lui e la moglie stava preparando un dolce.
-'Giorno...
-Ciao amore... hai trovato quello che cercavi?
-Diciamo di sì...
Brian stava per fare colazione quando la moglie disse: -Amore è venuto un vecchio... che ti conosceva... aveva un aspetto orribile ma non so perché non mi ha fatto una cattiva impressione... ti ha portato una busta...
-Una busta?
-Sì è nel tuo studio...
-Ti ricordi com'era?
-Un uomo senza tempo... con un cappotto marrone... anzi no... grigio...
Brian prese il succo di frutta e andò nel suo studio. Si mise comodo e prese la busta.
Dentro c'era la cosa che aveva cercato tutta la mattina...

CIO' CHE MI RIMANE DI TE
E' IL RICORDO DELLE ULTIME PAROLE CHE TI HO DETTO
SULL'UOMO CHE PENSAVO TU STESSI DIVENTANDO.
CON RANCORE TI HO VOMITATO ADDOSSO INSULTI
FERENDOTI IN QUELLI CHE SAPEVO ESSERE I TUOI PUNTI DEBOLI.
ABBIAMO SEMPRE CONDIVISO TUTTO: GIOIA E DOLORE, LACRIME E SORRISI
I MOMENTI DIFFICILI CI HANNO SEMPRE VISTI INSIEME
POI E' BASTATO UN NIENTE PER TROVARCI SU DUE BINARI PARALLELI.
NON RIUSCIVAMO PIU' A COMUNICARE : IO CON LE MIE ESIGENZE, TU CON LE TUE PAURE.
E SI' CHE FRA NOI DUE SEI SEMPRE STATO QUELLO A CUI SERVIVA L'INPUT PER PARTIRE E UNA CORDA PER FRENARTI ED EVITARE CHE SBATTESSI LA FACCIA CONTRO UN MURO...
TI MANCAVA LA SICUREZZA, AVEVI PAURA CHE LA GENTE TI SCAMBIASSE PER UNA PERSONA CATTIVA , PER QUELLO CHE NON ERI E CHE NON SEI.
IO HO COLPITO PROPRIO LI'... DOVE MENO TE L'ASPETTAVI
E' INUTILE DIRE CHE NON MI SENTO ORGOGLIOSO DI QUESTO: VOLEVO DARTI UNA LEZIONE CHE TI SAREBBE BASTATA PER TUTTA LA VITA... MA TANTO PER CAMBIARE... COME QUANDO GIOCAVAMO A BASKET O AL NINTENDO, SEI STATO TU A DARMELA ... E STA SICURO CHE NON LA DIMENTICHERO' MAI PER TUTTA LA VITA...
NON IO MA TU SEI STATO IL MIO MENTORE, TU IL MIO MAESTRO DI VITA, TU MIO FRATELLO...
VORREI POTER ESSERE IL SIGNORE DEL TEMPO... CI SONO TANTI ERRORI CHE VORREI CANCELLARE DALLA MIA VITA... MA ADESSO MI BASTEREBBE TORNARE INDIETRO A QUELLA NOSTRA DISCUSSIONE E INVECE DI CACCIARTI DI CASA TI PRENDEREI TRA LE MIE BRACCIA E TI ABBRACCEREI STRETTO A ME PER DIMOSTRARTI CHE I NOSTRI CUORI BATTONO ANCORA ALL'UNISONO... ERI VENUTO A CHIEDERMI AIUTO E IO NON TI HO CAPITO...
FORSE NON CAMBIEREBBE IL CORSO DEGLI EVENTI MA ALMENO NON SAREI QUI A DOVER SCRIVERE QUELLO CHE PENSO DI TE...
IN ULTIMO POTREI DIRE DI NON AVERTI PERSO DEFINITIVAMENTE...

Il foglio era accompagnato da una nota scritta molto probabilmente da quell'uomo:"L'amore, Brian, che proviamo per chi ci è caro fa girare il mondo... e avverare i nostri desideri..."

Un trafiletto di giornale era spillato alla sua poesia. Lesse a voce alta: "Sfiorata la strage: ieri notte un TIR ha sbandato perdendo il controllo dell'autoveicolo. Fortunatamente in quel momento la strada era deserta. L'autista dell'automezzo è stato salvato da un giovane che è passato di lì poco dopo l'incidente con la sua Durango..."

FINE