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Ultimi aggiornamenti. Oggi 10 Agosto 2008.

PRIMO AMORE: Assaggi D'Oriente

Autore: Monica
Protagonisti: Nick & Brian
Genere: NC-17
La storia e' completa?: SI
Categoria: Romantica
Trama: Come si comporterà Nick davanti al cuore spezzato della ragazza di cui è innamorato?

Primo Amore: Assaggi D'Oriente

Erano in momenti come questi che mi pentivo amaramente di averla lasciata andare. Era duro stare in gruppo e vederli insieme. Anche perché la colpa era prevalentemente mia. Era inutile che stavo a piangermi addosso per colpa di una mia stessa scelta. La gelosia mi divorava. Mi tormentava perché sapevo che al posto di Nick avrei potuto esserci io.
Mi guardai intorno, ed osservai Howie e Leigh parlottare tra di loro. Aj stava intrattenendo una conversazione con la nostra stilista. Quando mi decisi a spostare lo sguardo su Nick ed Hannah, sentii un enorme peso posarsi sul mio cuore. Stavano dall'altro lato del tavolo. Un tavolo rettangolare e lungo, intorno al quale eravamo seduti tutti per terra. Sembravano innamorati e questo mi fece male. Perché poi? Non ero stata io a spingerla tra le sue braccia? Hannah era bellissima i lunghi capelli scuri ricadevano morbidi sullo splendido kimono rosa a fantasia naturale che indossava. Era veramente incantevole. Aveva rinunciato a stare seduta sulle ginocchia, come d'usanza delle donne locali, e si era accomodata per terra, appoggiandosi lievemente a Nick. Quando il ragazzo non era impegnato ad insegnarle come usare le bacchette, un braccio passava dolcemente intorno alla vita di lei e rideva con la ragazza quando falliva miseramente nel portare alla bocca del cibo con le ohashi. Con pazienza, allora, Nick le riposizionava dolcemente le bacchette tra le dita e ricominciava da capo a spiegarle come funzionavano.
Il ricordo della scelta del kimono mi fece sorridere lievemente. Né Hannah, ne Leigh sapevano cosa avevamo organizzato, e così l'acquisto del kimono era capitato per caso, un giorno in cui io e gli altri Boys ci trovavamo in giro per dello shopping con la nostra stilista, Priscilla. Howie aveva scelto immediatamente un kimono rosso con delle fantasie floreali, mentre la decisione di Nick era divisa tra due kimoni, quello rosa ed uno blu con le rifiniture rosse e delle stampe d'oro e bianco di farfalle. Lui ed Howie erano rimasti ad osservarli indecisi per molto tempo.
Avvicinandomi ad Aj, sussurrai "Vai a consigliare quello rosa, perché è il colore che sta meglio con i capelli di Hannah…". Così Bone, che era l'unico ad essere a conoscenza di entrambe le versioni della nostra storia, si era avvicinato con disinvoltura ed aveva espresso il suo pensiero. La scelta così era stata fatta. Se solo Nick sapesse chi l'aveva suggerita…
Portandomi il bicchierino con il saké alle labbra, sorseggiai lievemente il liquido alcolico e lasciai che mi bruciasse andando giù per la gola.
Stavano veramente bene insieme, non c'era nessun dubbio in questione…
"Perché ti fai questo BRok?" chiese Aj dandomi una lieve gomitata.
Voltandomi verso di lui, notai come si mise ad osservare i due ragazzi. Scuotendo la testa, mi guardò nuovamente. "Non fare così Brian… Nick è finalmente felice e lei…" battendomi una mano sulla spalla continuò "Hai fatto bene a non portagliela via…".
"Dici?" replicai sarcastico buttando giù tutto d'un fiato il sakè.
"Sì Brian, Nick ne ha avute di sfighe con le ragazze, ma finalmente adesso sembra che voglia mettere la testa a posto…"
"Ma lei non lo ama Aj…" sussurrai così piano che io stesso faticai a sentirmi.
"Ama te, ho capito… ma tu hai deciso di spezzarle il cuore se non ricordo male. Hai preso la decisione giusta amico, ora, anche se dolorosa devi guardare avanti…" concluse Aj riportando l'attenzione sulle altre persone intorno al tavolo.
Dicono che la verità fa male. Ed è vero. Sentire i miei pensieri vociferati dal mio migliore amico era veramente troppo. Mi alzai da tavola, lisciando con le mani le pieghe che si erano formate sul mio kimono blu e scusandomi con tutti, tornai nella mia stanza. Facendo scorrere la porta, decisi di farmi un bel bagno. Mi guardai attorno la modesta camera. Avevamo scelto di fare una nuova esperienza durante questo viaggio in Giappone ed eravamo andati ad alloggiare per un paio di giorni in un Ryokan, un tipico albergo del Paese. Le stanze erano piccole e solo se eri fortunato riuscivi ad avere wc e lavandino in camera. Per farti un bagno dovevi andare nella vasca comune. Esperienza strana, ma assolutamente da provare. Raccogliendo le mie cose, preparai il futon, così quando sarei tornato in camera avrei potuto andare subito a dormire. Preparando il letto, mi persi nei miei pensieri. Pensieri su come il mio più grosso segreto era stato rivelato a tutti i miei amici più stretti.
Era l'ultima riunione prima di partire per il Giappone dove avremmo dato il via al nostro Unbreakable World Tour. Ero arrivato prima e non avevo molta voglia di dover confrontare Nick dopo quello che era successo. Non avevo voglia perché non sapevo quale reazione avrebbe potuto avere. Come al solito, però era in ritardo e così nell'aspettarlo ci intrattenemmo chiacchierando del più e del meno in giro per la stanza. Lo sentimmo tutti quando arrivò. Spalancò la porta con violenza e quando mi girai in sua direzione, vidi i suoi occhi stracolmi di rabbia fissi nei miei. Non degnò nessuno nemmeno di uno sguardo e marciò dritto verso di me. "Ehi Nick, che succede?" domandò Aj mettendosi davanti al mio corpo.
"Che succede?" chiese Nick ridendo. "Vuoi sapere cosa succede Aj? Facciamo così, condividerò il mio problema con il qui presente," e mi indicò "con tutti voi!". Ma appena Aj abbassò le guardie, si scagliò su di me, centrandomi con un pugno sulla guancia sinistra. "Figlio di puttana!" urlò alzando ancora il pugno per colpirmi, ma Howie si buttò su di lui per trattenerlo.
"In nome di Dio Nick!!! Che cazzo hai?" chiese tentando di tenerlo fermo.
"Cos'ho?" chiese ribellandosi dalla presa che lo bloccava. "Ho che questo bastardo ha il coraggio di scoparsi la mia ragazza, ma non contento di questo, le ha spezzato pure il cuore!". E ancora una volta, proprio mentre nessuno se lo aspettava, si buttò a peso morto contro di me, facendoci cadere entrambi per terra. "Hai il coraggio di chiamarmi tuo fratello?" gridò con rabbia. Usando tutta la mia forza tentai di spingerlo via, ma Aj ed Howie lo allontanarono prima che potessi reagire. Mettendomi una mano sulla guancia, notai il sangue colare dal taglio che mi aveva fatto.
"Hai ragione Nick… mi dispiace…" sussurrai allontanandomi a testa bassa.
"Ti odio! Ti odio per averla fatta piangere Brian!!!". Quelle furono le parole che da quel momento continuarono a tormentarmi. Avevo sbagliato.
Sia a tradirlo, sia a lasciarla andare.

All'ennesimo tentativo di mangiare del sushi con le ohashi, Nick mi guardò ridendo e passandomi un braccio intorno alle spalle sussurrò "Usa le posate piccola… sei davvero negata!". Ridendo con lui, abbassai lo sguardo sullo splendido kimono rosa che mi aveva regalato. "Ti piace?" mi bisbigliò all'orecchio. Annuendo, mi sentii leggermente in imbarazzo quando mi baciò la testa. Prendendo le sue bacchette, incominciò nuovamente a mangiare senza la minima difficoltà. Lui stesso indossava un kimono, ma il suo era vedere scuro, tinta unita. In Giappone generalmente gli uomini vestivano con colori meno appariscenti delle donne, ma devo ammettere a me stessa, che quel colore addosso a Nick, lo rendeva ancora più attraente del solito. Mi trovavo in Giappone con loro, per presenziare alle prime date del tour. Alla Disney mi avevano fatto prendere un paio di settimane di vacanze dopo aver lavorato tanto duramente al lungometraggio che nell'estate 2008 sarebbe uscito nei cinema.
Era stata dura. Sia andare avanti dopo il rifiuto di Brian, sia essere qui in tour con loro, vicino a lui in ogni momento. Nick mi era stato accanto solamente come un amico, ma da qualche giorno sentivo che le sue attenzioni erano cambiate nuovamente. Era stata una scelta difficile decidere cosa fare di quello che esisteva tra noi, ma dopo aver avuto il cuore spezzato, provai a darmi una possibilità di felicità. Non amavo Nick, ma forse, con il tempo, sarei riuscita a farlo. Mi stupii di come perdonò con facilità il mio comportamento. Però, lui stesso si era trovato tante volte ad essere il traditore e non il tradito. Non so come spiegarmi. Voglio dire… spesso un traditore agisce senza pensare al proprio compagno. Non prova rimorso. Agisce spinto dal sesso e dalla lussuria. Io avevo agito spinta dall'amore. Non mi giustificavo, con il passare del tempo da quella maledetta sera, i sensi di colpa erano aumentati. La scusa che mi ero data, per tentare di sentirmi meno colpevole, non aveva retto. 'Non siamo una coppia…'. Certo, per me non lo eravamo, ma per Nick sì. Così, quando arrivò da me con la mano tutta sporca di sangue, capii quanto in realtà stesse soffrendo per il mio comportamento. Arrivare a picchiare il suo migliore amico. La persona con cui, per molti anni aveva trascorso il Natale, cercando di scappare dalla solitudine. Avevo incrinato un'amicizia. Una delle migliori della sua vita. Così, quel giorno, quando gli medicai la mano, lui mi guardò con le lacrime agli occhi e mi sussurrò "Anche se con te rimango in questo limbo sospeso tra amicizia e amore, non ferirmi più… rimani solo mia…". Ed annuendo, gli feci la mia promessa di fedeltà.
"Diamine Nick… sei bravo…" borbottai dopo che posò le sue ohashi e prese la tazzina con il sakè. Guardandomi con i suoi occhi azzurri, sorrise "Tutta pratica… insegnerò anche a te con più calma…".
"Grazie…" replicai accarezzandogli un braccio. Spostando la manica del kimono guardai l'ora. Stava diventando tardi, ed ero molto stanca. Chinandomi verso di lui sussurrai "Vado in camera adesso. Preparo i futon e poi vado a farmi un bagno…".
Annuendo, e mettendo in bocca un altro pezzo di sushi, replicò "Appena ho finito qui vengo a farti compagnia in quel bagno…".
Sorridendo scossi la testa. "Sai anche tu che è diviso maschi e femmine Nick!".
"Già, però a me le regole non piacciono molto…" e con un ultimo sorriso tornò a mangiare. Alzandomi, tentai di camminare con più disinvoltura possibile con gli zori, le tipiche 'ciabattine infradito' che si portavano quando addosso si aveva un kimono. Guardando i piedi mi sentii ridicola nel vederli avvolti dai tabi, quegli strani calzini bianchi che dividevano l'alluce dal resto delle dita. Però, l'usanza imponeva di calzarli assieme, e così feci uno sforzo anche se mi sentivo terribilmente impacciata. Entrando in camera, preparai sia il mio futon che quello di Nick e, raccogliendo degli asciugamani puliti, mi diressi verso l'onsen.
Il bagno comune di questo ryokan, non era una sola vasca usata da più persone, ma bensì un vero e proprio onsen, composto da sei vasche termali. Tre maschili e tre femminili. Si entrava nella prima vasca piccola e rotonda all'aperto, al limitare del bosco. Man mano che si procedeva, si arrivava alla vasca con acqua calda, che si trovava sotto una tettoia ed andando avanti si entrava nella vasca interna, ripiena di acqua bollente. Era molto tipico, ma allo stesso tempo molto rilassante. La strada per andare verso l'onsen era comune, sia per i maschi che per femmine, e così, oltrepassando la vasca maschile, tenni lo sguardo passo, per paura di incontrare immagini, che di certo non avrei voluto vedere. Arrivata alla prima vasca dove avrei dovuto entrare, mi tolsi con cura il kimono e la biancheria e la posai insieme alle mie cose in degli armadietti appositamente sistemati. Tenendo un asciugamano davanti al mio corpo, entrai lentamente nell'acqua tiepida, e lasciai che il mio corpo si adattasse al cambio di temperatura. Rilassandomi, posai la testa per qualche momento sulla pietra e chiusi gli occhi. Era un paradiso. Un'affascinante cultura completamente diversa dalla nostra, ma che era piena di misteri da scoprire. Quando sentii il corpo abituato all'acqua che mi circondava, mi diressi verso la seconda vasca. Il cambiamento di temperatura fu graduale, ma la temperatura calda dell'acqua si fece sentire addosso al mio corpo. Mi domandai quanto fosse calda l'acqua nell'ultima vasca. Ci misi poco a scoprirlo. Muovendomi lentamente, arrivai nell'ultima e sentii l'acqua bollente avvolgermi il corpo, così come il vapore presente nell'enorme stanza, si fasciò intorno a me.
"Sono veramente incantevoli questi luoghi…"disse una voce dietro di me.
Voltandomi, sospirai "Cosa fai qui, Brian? Questi sono i bagni femminili…".

Era la prima volta che stavo da solo con lei, dopo averle imposto la scelta da fare, e notai immediatamente il nervosismo che si impadronì di lei. Era sempre stata a suo agio in mia compagnia, e l'aver rovinato anche la bella amicizia che avevo con lei, mi rattristò ulteriormente.
Sorrisi e continuai ad avvicinarmi, "Sì lo so… però non sono ancora riuscito a parlare con te dopo quello che è successo…".
Coprendosi il corpo il più possibile con l'asciugamano che teneva in mano, replicò "Non abbiamo molto da dirci… sei stato molto chiaro quella mattina…".
Si appoggiò al muro ed io presi posto accanto a lei. "Mi spiace piccola… però adesso possiamo parlare a mente lucida… Quel giorno io ero troppo divorato dai sensi di colpa verso Nick, per ragionare lucidamente. Abbiamo sbagliato e lo sai anche tu…" e quando la vidi annuire, continuai "Ho dovuto prendere la scelta giusta. Anche se solamente ora mi accorgo, che qualsiasi scelta avessi fatto, sarebbe costata la mia amicizia con Nick…" sussurrai. Hannah mi guardò per qualche istante e vidi, nonostante la spessa coltre di vapore i suoi occhi pieni di dolore. "Non volevo spezzarti il cuore piccola… non volevo perché tu sei così diversa. Sei piena di vita e vedi il mondo con una positività che poche persone hanno. Ti ammiro perché tenti sempre di essere vivace ed allegra e mi sto punendo ogni giorno con la sofferenza il sapere di averti fatto piangere e di averti fatto così tanto male. Io voglio molto bene a Nick, è come un fratello per me, e non biasimo la sua rabbia. Ho tentato di portargli via l'unica persona con la quale vedeva un futuro. Ma… ho agito d'impulso quella sera, quando ho sentito le tue labbra sulle mie. Se credi che io non provi niente per te, sbagli… perché è talmente forte il sentimento che provo per te, che mi spaventa. Mi spaventa perché neppure con Leighanne era stato così. Con te, Hannah, è tutto diverso… Io lo so, Nick lo sa… E solamente uno di noi due, può sapere cosa vuole dire stare con te e provare questa differenza dal resto…". Sospirai ed allungai una mano per spostarle dei capelli che si erano fatti largo sul suo volto. Il solo contatto con la sua pelle, risvegliò in me tutte quelle sensazioni che avevo tentato di assopire da quella sera.
"Darei tutto quello che ho, per poter tornare indietro e farti mia…" bisbigliai avvicinandomi a lei.
Si irrigidì all'istante e mi bloccai. Aveva la testa bassa, ma non appena la rialzò, nonostante la nebbia, vidi le lacrime in quegli occhi dalle sfumature armoniose come le ali delle farfalle.
"Perché mi fai questo? Prima mi respingi e poi tenti di avvicinarmi. Mi hai ferito Brian. Io ti ho offerto il mio amore. Tutto l'amore che provo per te da dieci anni e forse più e tu non esiti ad ignorarlo. Il vero amore non sempre deve trovare le vie oneste per nascere, però non deve neanche prendersi gioco dell'altro lato del sentimento. E' in due che si può amare per davvero… e a me sembra che tu non sia in grado di farlo… non ora. Inoltre, abbiamo già ferito Nick abbastanza, non lo merita ancora. Non dopo tutto quello che ha fatto per me." disse, allontanandosi da me di qualche passo. Quelle parole, risuonarono nelle mie orecchie come il primo passo verso la guarigione di un cuore infranto. Il mio però, si ruppe ulteriormente.
Provai ad avvicinarmi, ma mi fermai quando sentii la voce di Nick, provenire dall'entrata. "Stai lontano da lei Brian…".

Tirai un sospiro di sollievo quando sentii la voce di Nick. Si avvicinò a me, senza tirare via lo sguardo da Brian. Si mise fisicamente in mezzo a noi. "Non costringermi a prenderti a calci nel culo…" minacciò. Spaventata da una sua possibile reazione, lo presi delicatamente per un braccio e quando si voltò a guardarmi, scossi lievemente la testa.
"Stava solo parlando…" spiegai sottovoce.
"Bhe… credo che sia un colpo basso intrappolarti qui per parlare…" disse Nick tornando a guardare l'altro ragazzo.
Brian fissò entrambi per qualche istante, poi scosse la testa. "Non voglio portartela via Nick… volevo solo chiarire con lei la situazione." Affermò senza distogliere lo sguardo.
"Ed io non voglio vederti vicino a lei… per molto tempo. Dopo il tuo comportamento del cazzo Brian, non puoi decidere cosa volere e cosa no. Non eri tu a dover raccogliere le sue lacrime. Non ti disperavi quando la ragazza che ami, piangeva e soffriva, per una persona che non eri tu. Mi hai ferito portandotela a letto, ma mi hai fatto incazzare quando non hai saputo comportarti da uomo. So cosa è successo tra di voi. So cosa provi per lei, l'ho sempre saputo, cosa cazzo credi? Non sarò un genio Brian, ma certe cose le capisco anche io. Ma niente e sottolineo niente, ti dà il diritto di trattarla come hai fatto. Quindi adesso girati su te stesso e sparisci di qua… la tua occasione, seppure falsa, sleale ed ipocrita, l'hai avuta. L'hai persa per sempre…" ribadì Nick prima di girarsi verso di me. Sentimmo Brian lasciare la stanza da bagno e solamente dopo qualche minuto, mi lasciai andare ad un sospiro.
"Grazie…" sussurrai e presa da un impulso di gratitudine per avermi tolta da una situazione tanto sgradevole, lo abbracciai passandogli le braccia al collo.
"Di niente…" rispose lui accarezzandomi la testa. "Non lo riconosco più… ma sembravi spaventata prima, e questo non mi è piaciuto…".
Annuendo mi allontanai da lui e mi riappoggiai contro la parete. Spaventata? Sì… probabilmente questo strano comportamento di Brian mi turbava. Cosa pretendeva? Prima di gettarmi via e poi di riavermi ai suoi piedi? L'amore non vuol dire essere stupidi. Ero giovane, perché alla fine 24 anni sono pochi, però in questi anni di vita avevo imparato a non farmi mettere i piedi in testa da nessuno. Nemmeno dalla persona che si ama. Non lo capivo… Mandarmi prima tra le braccia di Nick e poi tentare di riprendermi? Perchè aveva deciso di giocare così con me.
"Eri bellissima stasera in quel kimono…" sussurrò Nick avvicinandosi e passandomi le braccia intorno al corpo nudo, mi tirò contro il suo corpo.
"Grazie Nick… anche tu nel tuo eri veramente spettacolare!" replicai sorridendogli. Alzai lo sguardo su di lui e quando vidi i suoi occhi azzurri diventare di una tonalità più scura, passai nuovamente le braccia intorno al suo collo. "Io ti sono debitrice Nick… Mi stai aiutando a superare il periodo più difficile della mia vita… Senza averti al mio fianco, onestamente, non so cosa avrei fatto. Ti ho sempre sottovalutato, e mi dispiace enormemente. Sei un uomo straordinario e sono felice tu sia entrato nella mia vita. Sono fortunata…" bisbigliai stringendolo forte.
"Ehi… non preoccuparti di nulla… C'è solo una cosa che ti vorrei chiedere… E onestamente mi sembra di essere veramente arrivato in basso, però…" e avvicinando la sua fronte alla mia, lasciò che le nostre teste si toccassero "Vorrei avere una possibilità con te. Provare a farti innamorare. Perché sapere di starti accanto ogni giorno e non avere mai il tuo amore, sarebbe veramente troppo per me, quindi preferirei chiudere il prima possibile, che andare avanti ed amarti ancora di più di quello che sto facendo adesso e perderti…". Tirò un lieve sospiro di sollievo dopo avermi aperto i suoi pensieri. Mi ritrovai a sorridere, e alzandomi in punta di piedi, lasciai che i nostri corpi bagnati entrassero in contatto.
"Sei un amore Nickolas Carter… e saresti veramente l'amore perfetto per me…" sussurrai trovando le sue labbra, lo baciai per la prima volta dopo tanto tempo. La temperatura già alta presente in quella vasca, si alzò ancora di più quando schiuse le labbra e le nostre lingue si incontrarono nuovamente. Lo sentii gemere nella mia bocca e lo notai immediatamente come si risvegliò addosso al mio corpo. Gli sfiorai le spalle bagnate e tatuate con le mani, mentre le sue percorsero tutto il mio corpo, arrivarono fino al mio sedere e prendendolo saldamente in una ferma stretta, mi prese in braccio, in modo che le mie gambe si avvinghiassero intorno al suo corpo. Mi spinse contro il muro e subito le sue labbra abbandonarono le mie per assalire il mio collo.
"Oh Nick…" mormorai rabbrividendo quando le sue labbra mi toccarono e la sua barba mi solleticò. Lentamente le mie mani iniziarono ad accarezzarli il corpo e poi si persero in quei bellissimi capelli biondi, che a causa del vapore e del caldo, si erano afflosciati sulla sua fronte.
"Sesso…" borbottò lui allontanandosi dal muro e portandoci verso il centro della vasca.
"Rischiano di vederci Nick… non voglio che qualcuno entri, quando stiamo facendo l'amore…" replicai. Ma Nick mi inclinò lievemente con la schiena verso l'acqua ed iniziò a baciarmi i seni. "Non mi interessa… voglio entrare adesso…" replicò mentre cambiava le sue attenzioni ripetutamente da un monte all'altro. Le sensazioni che mi infondeva, più le sue parole così decise, tolsero ogni dubbio che avevo. Il brivido di essere scoperti, rendeva tutto estremamente eccitante. Prendendo ogni mio sospiro ed ogni mio gemito come un sì, Nick mi abbassò con decisione sulla sua virilità.
"Oh sì… è così che deve essere…" mormorò lui accecato dalla passione. Iniziò a muoversi dentro e fuori di me, mentre le sue mani guidavano il mio corpo ripetutamente su e giù sopra il suo. Incontrando i miei occhi tra un gemito e l'altro, rocamente sussurrò apertamente, per la prima volta "Ti amo da impazzire…". In quel momento, complici i suoi occhi, il suo comportamento così animalesco insieme a quelle parole, l'orgasmo mi travolse completamente e lanciando indietro la testa, mi ritrovai a gridare il suo nome.
"Oh Dio…" mormorò lui e stimolato dagli spasmi del mio corpo, chiuse gli occhi e si lasciò venire dentro di me, penetrandomi il più a fondo possibile. Stretti l'uno a l'altra, tentammo di riprenderci da quell'esperienza così intensa che avevamo appena provato. Respiravamo pesantemente e quando alzai il viso per incontrare il suo, quelle bellissime labbra mi catturarono in un dolcissimo bacio che durò per molto tempo.
Allontanandosi sussurrò nuovamente "Pronta per andare in camera?". Annuendo, mi lasciò andare e scivolò fuori dal mio corpo. Prendendomi per mano, insieme ci incamminammo verso la prima vasca.
"In fretta perché in camera ho intenzione di farti mia ancora!" esclamò ridendo quando uscimmo dall'onsen.
"Sei insaziabile Nick!" replicai sorridendo.
"Solo il tuo amore può saziarmi, piccola…" concluse lui rubandomi un bacio.
Rivestendoci in silenzio, passandomi un braccio intorno alle spalle, ci avviammo verso la nostra camera.
Nonostante avessi ancora dei tremendi dubbi sui miei sentimenti verso Brian, una vocina si insinuò dentro di me.
Imparare ad amare Nick, non sarebbe stato poi così tanto difficile…

Fine