AGAINST ALL ODDS
-Fermati Nick…
Nick era infuriato come mai in vita sua. Si dirigeva a grandi falcate verso la macchina senza ascoltare le parole che gli venivano gridate dietro. Il sangue gli stava ribollendo nelle vene e non riusciva a pensare. La mente era offuscata da mille ricordi, mille frasi tenere e dolci sussurrate appena svegli dopo aver fatto l’amore.
-Cristo… dove cazzo ho messo la macchina…- disse a voce alta fermandosi per un attimo e passandosi entrambe le mani tra i capelli con fare nervoso. Il parcheggio del cinema che avevano scelto quella sera era enorme e lui non riusciva a ricordarsi in che fila aveva parcheggiato la sua vettura.
In men che non si dica lei gli fu addosso. Poggiò la sua mano sul braccio di lui ma la risposta che ottenne fu un brusco scossone dato dal ragazzo per togliersela di dosso.
-Nick… vuoi girarti e guardarmi in faccia??- le sue parole volevano suonare come un ordine ma a Nick arrivarono come una supplica, anche Helene se ne rese conto. Ormai non riusciva più a trattenere l’angoscia che provava. Aveva scelto il momento sbagliato per parlare con Nick. Lui era già così nervoso per via del nuovo album, forse avrebbe dovuto aspettare ancora qualche mese. Ma poi i giornalisti le sarebbero stati addosso come sanguisughe. “No” si disse “Va bene così…”. Sapeva che non sarebbe stato facile, ma almeno aveva sperato che Nick la ascoltasse e magari la rassicurasse invece di alzarsi dal tavolinetto del bar dove si erano seduti a bere qualcosa e scappare via verso la macchina senza una parola.
Nick continuava a voltarle le spalle incurante delle suppliche della ragazza.
-Nick se almeno tu volessi ascoltarmi…
-Cosa Helene altre bugie? Lo sai da quanto mi racconti cazzate? Te lo dico io… da 8 mesi!
Stavolta si era girato per gridarle in faccia e Helene aveva pregato Dio che si calmasse. Era rosso in viso e aveva quasi le lacrime agli occhi.
-Nick, abbassa la voce…- lo pregò.
I passanti infatti stavano guardando con aria interrogativa quella coppia.
-Adesso mi chiedi di abbassare la voce??? Potevamo parlarne a casa no?
-A casa… no… dovevo dirtelo Nick perché…
-Basta! Non ne voglio più sapere niente di te! Lo capisci questo? Trovati un taxi e torna a casa da sola… anzi tornatene da tuo marito!
-Nick… lo sai che ti amo…
-MI AMI???? MI AMI??? Ma lo sai che significa amare? Per me amare è rispetto e tu non ne hai avuto, è comprensione e non ne hai avuta, è lealtà… e tu non sei stata leale… neanche sincera… ecco cos’è l’amore Helene… vorrei non averti mai incontrata!
Così dicendo la lasciò sola nel parcheggio a piangere.
2 ANNI DOPO
-Vedrai Nick, ci divertiremo…- disse Aj all’amico.
-Con te vado sul sicuro! Conosci i locali più belli di tutta l’America!!!
-Sono un mago della notte!!!!
I due ragazzi entrarono in un locale con musica live. C’era un gruppo sul palco che cantava le cover dei Red Hot Chili Peppers. Nick li individuò sul programma: si chiamavano gli Hot Chili. Nick rise. Ma che razza di nome per un gruppo di cover! Però non erano affatto male.
-Hai scelto?- chiese Aj.
-Sì… ordiniamo…
Aj alzò una mano per attirare l’attenzione di una delle cameriere e fu allora che Nick la vide… avanzava verso di loro sbrigativamente con la testa bassa sulla tastierina del palmare per le ordinazioni. Arrivò vicino al tavolo e finalmente guardò verso di loro. Sfortunatamente per Nick, lo sguardo di lei si fissò prima su Aj.
-Avete scelto?
-Sì cara! Allora Rice crackers per due… io poi prendo una doppia chiara e tu Nick?
Lei si girò e vide Nick come se fosse stata la prima volta. Un qualcosa le scattò dentro facendola restare per un attimo senza fiato.
-Helene…
-Nick…
-Ah ma vi conoscete che bello!!!- Aj ignaro di tutto era contento del fatto che Nick avesse incontrato una sua amica.
-Come stai?- le chiese Nick alzandosi per guardarla bene.
-Io… bene… io…tu… come stai?- Helene non riusciva a parlare. Erano passati due anni da quando si erano detti addio nel parcheggio del cinema.
-Io… bene…
-Hey Nick- si intromise Aj. –Non me la presenti??
I due fecero come se Aj non ci fosse tant’è che il tatuato, capendo l’antifona, si allontanò per parlare con una bella moretta al bancone.
-Ho comprato tutti e due i vostri ultimi album… ci… mi sono piaciuti…
Nick sorrise. Helene voleva piangere: quanto amava quel sorriso. Quanto le piaceva baciarlo sulle labbra mentre rideva.
-Sono contento che ti siano piaciuti… sono piaciuti anche a tuo marito?
La domanda era arrivata così a bruciapelo che lei quasi non se l’aspettava.
-Non sto più con Jason…
-Oh… mi dispiace…- il suo tono però non era poi così convincente!
-Ci siamo separati da più di un anno e mezzo…L’ultima volta che ci siamo visti non mi hai dato modo di spiegarti…
-Non mi devi spiegare nulla… è andata così… poteva andare meglio… ma non fa niente…
-Non fa niente…- ripeté lei delusa. Voleva strillargli tutta la verità in faccia con la stessa veemenza che lui aveva usato quel giorno per dirle addio.
-Senti… devo tornare a lavorare…-
-Oh sì certo… per me una coca grande…
Nick si sedette di nuovo e lei digito il codice della bevanda scelta da Nick.
-Ok… è stato un piacere..
-Helene?
-Sì?
-Possiamo rivederci?- azzardò lui.
-Nick scusami vorrei tanto… ma non è una buona idea…- gli disse scappando prima che potesse bloccarla di nuovo.
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Aj aveva conoscenze nel locale e non gli fu difficile reperire il numero e l'indirizzo di Helene.
Quando uscirono Nick la cercò per salutarla ma le risposero che se ne era andata in anticipo per via di un mal di testa. Sapeva che quel mal di testa era lui.
Salito in macchina Aj gli chiese: -Senti ho fatto come volevi te, ho numero e via ora però ti dispiacerebbe spiegarmi?
Nick gli raccontò l'intera storia, di come si erano conosciuti al mare, di come lui ogni fine settimana andava a trovarla e si risvegliava vicino a lei ogni domenica mattina, di come il suo corpo profumava e di quanto l'amava e voleva vivere per sempre vicino a lei.
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Il giorno dopo Nick era davanti al numero 9 di Rodeo Drive. Erano appena le nove di mattina e sperò che Helene non fosse già uscita. Ci aveva messo un po' a trovare l'abitazione perché non era un quartiere che frequentava spesso. Adesso era lì: indeciso se scendere o meno a suonare il campanello.
Ascoltava una stazione radio anonima che però gli piaceva perché stava trasmettendo vecchie canzoni degli anni ottanta.
Ad un tratto la porta si aprì e la vide uscire, bella come non mai... qualcosa però stonava nel quadro. L'uomo che aveva abboccato la porta intanto. Non era suo marito.
Dopo quel giorno, al cinema, quando gli aveva rilevato di essere sposata aveva pedinato quell'uomo per vedere cosa aveva che a lui mancasse. E adesso l'individuo che usciva da casa di Helene non era decisamente suo marito. Sentì la rabbia crescere. Per di più lei portava in braccio un fagotto. Da questo fagottino spuntavano due gambine con due scarpette da ginnastica... un figlio... Nick riuscì a contenersi fino a quando l'uomo salutò Helene con un casto bacio sulla guancia e si portò via il bimbo che evidentemente era addormentato. Appena lei entrò in casa lui scese, inserì l'antifurto all'auto e si diresse a grandi falcate verso la porta d'ingresso della ex-compagna.
Suonò furiosamente, attaccandosi al campanello. Sentì la voce di Helene da dentro avvicinarsi.
-Ehi... ho sentito...
Aprì la porta e si trovarono di nuovo l'uno di fronte all'altra.
-Puttana...
-Nick... ma... che ci fai qui? Come ti permetti?????
-Mi permetto eccome...- la spostò ed entrò con al forza in casa.
-Allora avevi un altro? Io, tuo marito e adesso quello... addirittura un figlio... Helene... sei solo una bugiarda...
-Nick se solo tu ti fermassi un attimo e mi ascoltassi...
-Non ti ascolto... HAI CAPITO? SEI UNA PUTTANA... cosa volevi da me eh Helene? I soldi?? La fama?? Lo sai che uscivo da storie che mi avevano distrutto e tu mi consolavi... che grande attrice... eri come loro... hai capito? Come loro... identica! Ti avevo raccontato tutto di me... ti avevo aperto il mio cuore.
-Nick... non sai quello che dici...- Helene lo guardava e Nick constatò che stava per piangere. Tipico di lei. Quando qualcosa non andava... piangeva.
-Ero venuto a trovarti, a chiederti scusa per come ti avevo trattato due anni fa, per dirti che mi dispiaceva... di essere sparito... e invece ti ritrovo qui... con un altro e con un bambino...
A questo punto Helene non resse più. -Avrò pure il diritto di rifarmi una vita no? Chi sei per negarmelo Nick? Sei sparito, non sei più venuto a casa mia al mare... ti ho aspettato lì non so per quanti giorni... ogni volta che suonava il campanello mi dicevo "Eccolo... è lui... è tornato da me..." e invece era il postino, la vicina, quello dei volantini... mai una parola in due anni... una telefonata... non hai mai risposto alle mie chiamate, ai messaggi sulla segreteria, hai cambiato numero di cellulare, casa... tutto... che vuoi???? CHE VUOI NICK DA ME?
Nick non sapendo cosa rispondere capovolse il vaso che stava sul tavolino facendolo frantumare a terra e se ne andò sbattendo la porta di casa. Helene iniziò a piangere.
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In macchina Nick aveva acceso il motore ma non se ne era andato: era chino sul volante e piangeva anche lui.
In quel momento la radio...
How can I just let you walk away, just let you leave without a trace
Come posso lasciarti andare, solo guardarti andartene senza lasciare traccia<
When I stand here taking every breath with you, ooh
Mentre io sto qui pendendo da ogni tuo respiro
You're the only one who really knew me at all
Tu sei l'unica che mi conosce veramente
How can you just walk away from me, when all I can do is watch you leave
Come posso lasciarti andare, quanto tutto quello che so fare è guardarti andare via
Cos we've shared the laughter and the pain and even shared the tears
< Perché noi abbiamo condiviso sorrisi e dolori e anche le lacrime
You're the only one who really knew me at all
Tu sei l'unica che mi conosce veramente
So take a look at me now, oh there's just an empty space
Getta uno sguardo su di me adesso, c’è uno spazio infinito
And there's nothing left here to remind me,
e non c’è nulla che mi possa aiutare ricordare<
just the memory of your face
solo la memoria del tuo volto
Ooh take a look at me now, well there's just an empty space
Getta uno sguardo su di me adesso, c’è uno spazio infinito
And you coming back to me is against all odds and that's what I've got to face
e tu stai venendo verso di me contro ogni probabilità ed è ciò che devo fronteggiare.
I wish I could just make you turn around, turn around and see me cry
Spero che tu solamente possa girarti, girarti e vedermi piangere
There's so much I need to say to you, so many reasons why
Ci sono troppe cose che ho bisogno di dirti, troppe ragioni da spiegarti perchè
You're the only one who really knew me at all
Tu sei l'unica che mi conosce veramente
So take a look at me now, oh there's just an empty space
Getta uno sguardo su di me adesso, c’è uno spazio infinito
< And there's nothing left here to remind me,
e non c’è nulla che mi possa aiutare ricordare<
just the memory of your face
solo la memoria del tuo volto
Ooh take a look at me now, well there's just an empty space
< Getta uno sguardo su di me adesso, c’è uno spazio infinito
But to wait for you, is all I can do and that's what I've got to face
ma aspettarti è tutto ciò che io posso fare ed è ciò che devo fronteggiare
Take a good look at me now, cos I'll still be standing here
Guardami, perchè adesso sto qui ad aspettarti
And you coming back to me is against all odds It's the chance I've gotta take
e tu stai venendo verso di me contro ogni probabilità ed la possibilità che devo prendere.
(Against All Odds Phill Collins)
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Passarono alcuni giorni: Nick aveva raccontato ad Aj la scenata che aveva fatto ad Helene ed Aj l'aveva rimproverato. Avevano ragione tutti e due: Nick non aveva nessun diritto su Helene, sulla sua vita. Era stato uno shock sapere che lei era sposata e non gli aveva detto nulla per tutti i mesi in cui si erano frequentati ma se ora aveva deciso di rifarsi una vita non poteva biasimarla.
Si presentò nuovamente a casa di lei, stavolta più calmo e sereno. Voleva chiederle scusa dal profondo del cuore per il male che le aveva fatto due anni prima e per quello che le aveva fatto ripiombando nella sua vita in quel modo prepotente.
Suonò all'ormai noto campanello con un mazzo di fiori per Helene e delle caramelle per il suo bambino.
Non si aspettò di trovarsi davanti a un clone di sé stesso: Helene aveva aperto la porta con in braccio una bambina deliziosa.
Nick aveva potuto scorgere gli occhi della mamma in quel visetto d'angelo... ma il resto... no non poteva essere...
Helene, come leggendogli nel pensiero, gli disse :- Finalmente conosci la piccola Susy...
-Helene... di chi è figlia?
-Secondo te?
Nick entrò in casa e sprofondò nel divano.
-Mio... Dio...
-Susy amore, va di là a giocare con zio Bart...- la bambina si allontanò continuando però a girarsi a guardare l'uomo seduto sul divano dello zio. Era come se perfino lei, così piccola, capisse di aver appena conosciuto una persona molto importante.
Helene si sedette vicino a Nick.
-Perché non ne sapevo nulla?- la sua voce era fioca.
-Perché non mi hai dato modo di dirtelo Nick...
-Quanti anni ha?
-Un anno e mezzo...
-Eri incinta quel giorno?
-Nick...- gli disse sfiorandogli una mano. Lui se la fece stringere. -Ho sbagliato a non dirti di mio marito quando ci siamo conosciuti ma il nostro matrimonio non andava già da qualche tempo... io ... non pensavo che la storia con te potesse prendermi così tanto... quando ti ho conosciuto oltre ad essere più grande di te di 5 anni, ero anche una donna sposata... se te lo avessi detto allora... tra noi non ci sarebbe stato nulla, sono stata un'egoista e Dio solo sa quanto me lo sia rimproverato... se vuoi essere arrabbiato con me per questo ci sto... quel giorno al cinema mi ero ripromessa di dirti di Jason e una volta accettato quello ti avrei detto che aspettavo un figlio nostro... tuo...
-E l'uomo che ho visto qualche mattina fa qui?
-E' mio fratello... dopo la nostra discussione ho avviato la causa per il divorzio... e lui mi ha sbattuto fuori casa. Sapeva che avevo un altro così davanti alla corte è ricaduta addosso a me la colpa della separazione... non avevo un posto dove andare, ero sola, spaventata e incinta... tu dove saresti andato?
-Dalla mia famiglia...
-Appunto...
Nick si fermò un attimo per pensare e poi le chiese: -E' mia figlia?
-Sì Nick... è nostra figlia...
Come un bambino abbracciò Helene e pianse per la gioia di aver ritrovato la donna che tanto aveva amato e che ancora amava.
Questa donna aveva compiuto due miracoli in lui: l'aveva fatto tornare ad amare e l'aveva reso padre di una bellissima bambina.