DUE COME NOI
MERCOLEDI' 1/9/04
-Maria...- urlò la signora Trevignani dalla cucina.
-Sì...- rispose Maria affacciandosi alla porta.
-Non hai visto la posta?- le chiese la madre mentre continuava a trafficare nel lavabo tra piatti sporchi, acqua e sapone.
Maria la guardò sospettosa: -No... ok dimmi. Cos'è quel sorriso beffardo?
-C'era una lettera per te stamattina...dall'America...
Maria, nell'udire quella parola magica, corse all'ingresso a spulciare la posta. Tornò in cucina delusa: -Magari mi dici anche dove l'hai messa??
La mamma si pulì le mani sul grembiule e tirò fuori dalla tasca dei pantaloni una busta.
-Eccola... non vedevo l'ora che me lo chiedessi...
Maria le strappò di mano la lettera guardandola di traverso. Andò in salotto seguita a ruota dalla donna. Si buttò sul divano e l'aprì iniziando a leggere avidamente.
-Di chi è???
-Mamma un attimo... sto leggendo... comunque è di Sally...
-Che dice??
Maria fece finta di non sentire la madre curiosa e continuò a leggere. Ad un tratto si lasciò sfuggire un... -Oh mio Dio!
-Che succede? Sta bene Sally? E' successo qualcosa???
-Mamma rilassati tutto bene... mi ha invitata ad Orlando... stanno organizzando una festa con gli ex compagni di scuola e si è ricordata di me...
-Sfido io... abbiamo vissuto lì 17 anni!!!
La faccia di Maria divenne buia.
-Qualcosa non va?
-La festa è da Nick...
-Quello famoso?
-Già... e si è dato disponibile per ospitare chiunque venga da fuori... mi sembra così strano... non mi poteva vedere alle medie... mi sfotteva sempre...
-Magari la notorietà l'ha cambiato...
-Sarà... ma non ne sono sicura. Era e rimarrà sempre un villano...
Maria si alzò dal divano.
-Dove vai?- chiese la madre.
-Vado a chiamarlo...
-Hai deciso di andare?
-Non me la perderei mai e poi mai questa occasione...
-Ma tu sei una ragazza... e vai a dormire da lui...
-Mamma ho 25 anni... e ti ricordo che sono "sbocciata" già da un po'... grazie a Jason...
La mamma arrossì: -Signorina... cos'è questo linguaggio...
Maria andò in camera sua lasciando la madre a parlare da sola. Non aveva mai approvato il fatto che avesse perso la verginità con Jason. Jason era un ragazzo di 5 anni più grande di lei e Maria aveva solo 17 anni... era successo la sera prima della partenza per il ritorno in Italia. Maria sapeva che peso determinante aveva avuto Nick in quella storia... anche se lui non lo sapeva! Chiuse la porta e con le mani tremanti compose il numero scritto sull'ultima pagina della lettera. Dopo qualche squillo una voce burbera proruppe nella cornetta.
-Pronto!
-Ehm... ciao... Nick?
-Sì sono io... chi sei?
-Ciao... come stai? Sono Maria...
-Non conosco nessuna Maria...- e riagganciò.
Maria rimase a fissare la cornetta interdetta.
-Cominciamo bene... il solito Nick...
Riagganciò anche lei. Stava per comporre di nuovo il numero quando lo squillo del telefono la fece sobbalzare.
-Pronto?
-Maria?
-Nick?
-Eh eh ciao... scusa per prima... non ti avevo riconosciuta... mi ero appena svegliato...
-Mi dispiace ti ho buttato giù da letto? Ho fatto male i conti con il fuso orario?
-No no... è che ho avuto una giornata impegnativa ieri...
-Scusami...Ma come hai fatto a trovare il mio numero?
-Il mio telefono li registra tutti... questioni di sicurezza... come stai?- la sua voce si era addolcita.
-Bene e tu?
-Anche io... è un po' che non ci si sente...
-Appena 8 anni... che vuoi che sia...
-Già, mi ricordo ancora quando sei tornata in Italia...
-Come fai a ricordartelo? Sei stato l'unico che non è venuto ne alla festa a sorpresa che mi aveva organizzato la classe il giorno prima, ne' all'aeroporto...
-...-
Maria sorrise soddisfatta e pensò: "Ti ho fregato bastardo..."
-Ci sei Nick?
-Sì... sì...- era impacciato stavolta. -Pensavo... come mai mi telefoni?
-Ho ricevuto la lettera di Sally... per via della festa...
-Oh! Ma certo... non penserai di farti tutto quel viaggio per quella stupida festa?
Maria notò una punta di terrore nella sua voce e fu contenta di dirgli: -Sì verrò... a patto che tu possa ospitarmi nella tua umile dimora per qualche notte...
"Ti ho fregato e incastrato... prova a dirmi di no..." pensò.
-Ah... sì... c... certo... come no... figurati... sarà un piacere... che bello... sarà bellissimo rivederti...
Dopo qualche altra frase di circostanza si salutarono.
Maria urlò: -MA' PREPARIAMO LA VALIGIA...
DOMENICA 12/9/04 ore 13.41
Maria era emozionantissima. Aveva appena messo piede in terra americana e già si sentiva sopraffare dai ricordi. -Finalmente sono a casa!
Non era una stupidaggine quella che disse: era nata a Miami perché i suoi genitori lavoravano lì e anche se tornava in Italia per tutta l'estate non sentiva di essere in casa propria. Rimandò a dopo i sentimentalismi e si affrettò ai bagagli per recuperare le sue valigie. Non voleva far aspettare Nick. Infondo si era rivelato una persona gentile e disponibile. Prese con le mani le stecche dei due trolley dopo però aver posizionato l'eastpack davanti. Era quello il segno di riconoscimento per Nick. Certo lei lo avrebbe riconosciuto tra miliardi di persone ma lui. erano passati 8 anni! La sua delusione fu grande nel non trovarlo lì ad aspettarla. Tutti andavano via chi solo, chi in compagnia di un amico, di un parente. Solo lei rimase lì a guardare. "Ok." pensò "avrà avuto un contrattempo. per via del lavoro."
Si sedette sulla valigia e attese davanti all'uscita del suo volo.
Ore 14.52
Maria iniziava ad avere una fame nera. Aveva però paura di allontanarsi da lì: era sicura che Nick stava a momenti e non poteva mancare a quell'appuntamento che aspettava appena da 8 anni, 243 mesi, 417 settimane, 2.920 giorni, 70.080 ore, 4.204.800 minuti, 252.288.000 secondi.
Decise di piantarla con la matematica e di scrivere un cartello e di metterlo bene in vista sulla balaustra dove si appoggiavano i parenti e gli amici che attendevano lo sbarco. Poche semplici parole:
MARIA E' A PRANZO. TORNA SUBITO
ORE 13.52 12/09/2004
Ore 15.18
Maria ritornò al solito posto con ancora il panino incastrato tra l'ugola e l'imbocco dell'esofago. Era convinta di trovarlo lì sorridente e contento che si scusava per il ritardo magari con un mazzo di rose. vabbe andavano bene anche una decina di carciofi: ma niente. ancora nessuna traccia del suo cavaliere. Tolse il cartello e tirò fuori dallo zainetto le parole
crociate. Ora poteva anche levarselo da davanti: non è che ci fosse paura di confonderla con qualcun'altra.
Ore 17.34
Stufa di aspettare oltre Maria decise che era ora di fare la donna adulta e si diresse verso la zona dei taxi. Ne prese uno e si fece scaricare davanti ad un motel modesto ed economico.
Ore 17.58
Maria prese possesso della sua stanza di hotel. La guardò con ribrezzo: era una classe super-economica. Ora si spiegava i soli 15 dollari a notte! Decise di far finta di nulla e dopo una rinfrescata al viso, si addormentò sulla sedia
LUNEDI' 13/09/2004
Maria si svegliò di umore migliore rispetto al giorno prima anche se era tutta un dolore per via della posizione scomoda in cui aveva dormito. Era anche delusa dal comportamento di Nick: piantarla lì in asso, che cafone! Ma l'avrebbe pagata! Come no. Carter aveva tanti conti in sospeso con lei. Intanto si decise a fare quello che ieri non era riuscita a fare: chiamarlo. Scese di sotto e si fece dare la linea dalla padrona al telefono a scatti. L'apparecchio suonò un bel po' prima che attaccasse la segreteria.
-Ciao non sono in casa o non posso risponderti o non voglio risponderti. Lasciami un mex ok? Ciao.
Dopo il bip Maria vomitò un fiume di parole: -Conoscendoti Carter opto per la terza. non vuoi rispondere perché hai la coscienza sporca. Sono Maria tanto per la cronaca, quella che ieri ti ha aspettato per circa 4 ore all'aeroporto. Volevo solo informarti che non mi hanno rapinata e stuprata a causa della tua noncuranza. Per cui puoi dormire sonni tranquilli. Ci vediamo il 16. Ciao.
Riattaccò felice di sé stessa. Decise di festeggiare andando in giro per le vie di Miami.
Tornò in hotel nel tardo pomeriggio. La portiera sembrava aspettarla sul piede di guerra.
-Ehi tu!
-Sì?- rispose educatamente Maria.
-Non so che giri hai ma qui ha chiamato un tizio ben 17 volte. Io mica sono la centralinista ok?
-Nei 15 dollari per lo squallore del piano di sopra è compresa la gentilezza?- chiese pungente. La donna ammutolì. Maria continuò: -Posso sapere per cortesia chi mi ha cercata?
-Un uomo, non ha lasciato messaggi, mi ha detto di essere un tuo compagno di scuola.
-Grazie! Se richiama non ci sono.
Aggiunse lasciandola lì a ribollire dalla rabbia.
MARTEDI' 14/09/2004
Il giorno dopo Nick si presentò in albergo.
-Salve è già uscita la signorina Maria Trevignani?- chiese alla portiera.
-Chi l'italiana?- rispose in tono di disapprovazione.
-Sì lei, magari mi sa dire anche il numero della sua camera.
-No, la signorina è in camera ma non posso darle il numero, è una questione di privacy.- rispose secca girandosi di spalle al ragazzo. Ormai Nick era pratico di tali comportamenti in quartieri poveri come quello scelto da Maria per dormire. Prese il portafoglio e cacciò 50 dollari. -Mi scusi.- la chiamò.
-Cosa vuole ora?- lo aggredì il donnone girandosi minacciosa. Nick le allungò il biglietto da 50. Lei lo guardò per poi afferrarlo alla velocità della luce.
-Sa...- disse Nick -per il disturbo. ieri ho chiamato così tante volte.
La signora divenne gentilissima in un attimo. Cosa non poteva fare il dio denaro?
-Ora che ricordo la stanza è la 18. primo piano.
-La ringrazio. questo albergo è... fantastico.- mentì guardando il sudiciume.
Salì i gradini sperando di non prendersi una malattia contagiosa sprigionata dagli acari intrappolati nella moquette e arrivò davanti alla stanza 18. Bussò. Dopo qualche secondo la porta si schiuse e Nick si trovò di fronte una ragazza bellissima: era mora, con due occhi castani enormi. I lineamenti del viso erano spettacolari ed il suo corpo.
-Mi scusi. devo aver sbagliato.
-Grazie Carter. mi smolli in aeroporto, mi vieni a rompere in camera e poi neanche mi riconosci!
-Maria. MARIA?????
-Nick. NICK!!!!- lo guardò stupita da tanta stupidità.
-Oh... eh. scusami! Io non ti avevo riconosciuta. tu sei. sei così.- era imbarazzatissimo.
-Magra?
-. mi hai tolto le parole di bocca.
-Non posso dire lo stesso di te. sembri un vitello.
-Grazie sempre molto gentile.
-Il tempo passa per tutti. che vuoi? Ho da fare.
-Ero venuto per prenderti.
-Per andare dove?
-Da me.
-Da te?
-Sì.
-No.
-Ma cos'è il gioco dei monosillabi?
-Mmmm. abbiamo trovato un gioco in cui riesci. se vuoi lo continuiamo! Da piccolo avevi problemi persino a morra cinese.
-Dai mi spiace per ieri. ho avuto casini al lavoro!
-E non hai un amico, un autista da mandarmi? Un cellulare per chiamarmi? E' vero. con la musica non si campa più. Consiglia alla tua casa discografica di abbassare i prezzi dei cd così magari trovi qualcuno che li compra invece che scaricarli da internet!- gli chiuse la porta in faccia.
Nick bussò di nuovo chiamandola: -Maria.Maria aprì la porta.
-COSA?
-Mi spiace . veramente. non mi lasciare qui sul pianerottolo a chiederti perdono!
-Sarebbe una bella idea.
-Dai. per favore.
-Però poi dopo un paio d'ore potrei perdonarti.
-Per favore.
Maria lo guardò per un attimo. Poi si fece da parte e gli disse: -Avanti, entra.
Nick entrò nel piccolo monolocale. Notò un enorme disastro.
-Ma cosa facevi?
-Pulivo. Ieri ho dormito sulla sedia per lo schifo. Ho finito di lustrare il bagno e forse tra poco potrò farmi una doccia.
Si sedette sul letto rifatto e Nick la guardò perplesso. Lei sembrò leggergli nel pensiero: -Ho comprato lenzuola e coperta ieri mattina, puoi sederti. è zona disinfestata!
Nick si accomodò. Si fissarono per un attimo.
N-Allora, fatto buon viaggio?
M-Sì
Ricadde il silenzio. Nick avvertiva sempre di più un imbarazzo tale da farlo sentire impacciato. Forse lo era veramente, impacciato!
N-Sei cresciuta.
M-Già. così sembra.
Maria dal canto suo non aveva intenzione di perdonarlo così facilmente. Lo fissava per metterlo in imbarazzo. E ci stava riuscendo.
N-Carino l'hotel.
M-Ma dai, fa cagare. posso permettermi questo, io.
N-Che c'entra.
M-Non è l'Atoria! O l'Hilton.
Pronunciò quel nome con velata cattiveria, proprio per affondarlo: fino al mese prima infatti non si faceva che parlare d'altro. La coppia perfetta: lui e Paris. Che però adesso ero scoppiata! Nick si richiuse nel suo mutismo. Stettero lì in silenzio per dieci minuti. Lei fissava lui, lui fissava la coperta mentre col dito disegnava dei rombi.
Poi Nick sbottò: -Maria puoi perdonarmi o hai intenzione di continuare a comportatati così?
-Così come?
-Così. così... mi stai evitando! E non è gentile.
-Chi mi viene a parlare di gentilezza. il bue che dice cornuto all'asino. e comunque hai sbagliato Carter. non ti sto evitando. forse il problema è proprio questo: non posso evitarti! Mi sei seduto di fronte in un monolocale di 30 metri quadri. prova a chiuderti nel cesso così potrei riuscire ad evitarti veramente.
-Perché allora sei venuta in America?
-Ma come sei presuntuoso. non per te s'intende. per rivedere tutti. ci ho campato 17 anni qui, io! E parlando di te ero pronta a darti un'altra possibilità. Parliamoci chiaro e tondo Carter. ho sempre pensato a te come ad un'enorme, gigantesca, mastodontica testa di cazzo. e scusa il francesismo. so che a malapena sai parlare la tua lingua madre "MR I RESIGN IN FLORIDA."
Nick le fece una smorfia sarcastica.
-. e vedo che non sei cambiato affatto. anzi se solo si potesse, scommetterei che sei anche peggiorato. A 16 anni ci si può aspettare un comportamento da cretino. in fondo voi uomini maturate almeno con una decina di anni di ritardo rispetto a noi donne. ma a 20 passati ci si aspetta un po' di M A T U R I T A'.
-Non c'è bisogno che fai lo spelling, conosco quella parola.
-Ma dai? Non l'avrei mai detto. allora ti sei evoluto davvero. come un Pokemon. a che livello stai? 2? A tre diventi un uomo maturo?
-Senti ok, ho capito l'antifona. ti sto sulle palle.- disse Nick alzandosi.
-Non è vero.
-Ma se l'hai appena detto!!!
-Non mettermi in bocca parole che non ho detto! Non puoi starmi sulle palle idiota. io le palle non le ho! Bhe in effetti neanche tu ce l'hai. però se ce l'avessi sta sicuro che staresti proprio lì. sulla punta! Nick la guardò e non resistette. Le sbottò a ridere in faccia, risedendosi sul letto, poggiando entrambe le mani sul materasso e tirando indietro la
testa. Aveva le lacrime agli occhi dalle risate. Quando poi si ricompose, la guardò e non resistette: per la seconda volta sbottò a ridere come un pazzo.
Maria se lo guardava serissima. Alla fine anche un po' arrabbiata gli chiese:-Cosa ridi?
Nick si asciugò le lacrime con la manica della felpa e disse: -Intanto la tua faccia è buffissima! E poi sei così cambiata! Eri così timida a scuola. Non salutavi mai la mattina, preferivi fare la strada da sola piuttosto che con me e Brent. Quando ti guardavamo ti giravi dall'altra parte. invece adesso sei diventata così simpatica! Non mi ti ricordavo così.- le sorrise passandole un braccio intorno alle spalle.
Maria arrossì leggermente: -Tu hai contribuito in buona parte a svegliarmi!
-Come stai?- chiese Nick
-Bene, tutto ok. tu?- gli rispose con il suo tono di voce normale. Non era più arrabbiata.
-Anche io a parte lo stress da lavoro. per ieri mi spiace sul serio. non mi ero scordato. ero convinto arrivassi oggi.
Passarono tutta la mattinata insieme a parlare. Nick rimandò alcuni appuntamenti di lavoro e ordinò del cibo cinese che gli venne consegnato direttamente in camera. Verso le quattro di pomeriggio le chiese: -Allora, ci vieni da me? Ho messo le lenzuola rosa alla camera degli ospiti.
MERCOLEDI' 15/09/2004
Quella mattina era diversa dal solito constatò Maria alzandosi da letto. Intanto era a casa di Nick, poi lui era diventato così carino con lei. il giorno prima erano arrivati a casa sua e, dopo averle dato il tempo di sistemare il bagaglio e di farsi una doccia, l'aveva portata a cena fori in un ristorante bellissimo. Era un locale molto inn, lì aveva conosciuto gli
altri componenti del gruppo con le loro compagne. Erano ritornati a casa verso le due e Nick le aveva offerto un ultimo brindisi. A Maria non era parso vero! Era il momento di dargli il suo regalo. Dovendola ospitare, lei si era preoccupata di portare un pensierino a Nick. Non essendo lui uno che aveva ingenti problemi economici, non si poteva presentare a casa sua con una cavolata. Aveva optato per uno shaker da cocktail degli anni trenta. Un pezzo originale. pagato una mezza fortuna. l'aveva trovato in un negozio di antiquariato e aveva una linea tale che si sarebbe per forza adattata allo stile che sperava di trovare a casa di Nick. Adesso guardando la sua immensa sala sapeva di aver fatto una mossa saggia! Andò di sopra e ritornò trionfante con un bel pacchettino. Nick fu felicissimo di aprire il regalo anche se le disse che non avrebbe dovuto. Rimase molto contento quando vide cos'era. Si avvicinò al suo mobile bar, prese un paio di bottiglie e versò una parte di contenuto nello shaker. Lo chiuse e fu allora che Maria sentì il cuore fermarsi. lanciò un urlo mentre lui gettava con non curanza lo shaker in aria, già pronta a vederlo spiaccicato a terra frantumato in mille pezzi. Invece Nick con tutta sicurezza lo afferrò al volo, lo rilanciò in aria facendolo girare su se stesso e facendolo rotolare lungo il braccio.
Maria lo guardò a bocca aperta e dopo un minuto di silenzio disse:-Dormo a casa di Tom Cruise.
Nick rise e le spiegò che aveva un amico barman e si divertiva ad apprendere i trucchi del mestiere.
Che bella giornata, pensò ancora. Oggi si sarebbero dedicati all'addobbo della sala. Nel pomeriggio sarebbe venuto il catering e avrebbero deciso
come spostare i mobili. Si alzò da letto per iniziare un'altra giornata.
-Nick quella coccarda lì è molto demodé.- disse Maria mentre lui stava appiccicando con lo scotch la centesima coccarda addosso al vetro.
-Maria. sei impossibile. me le hai fatte spostare tutte. non dirmi allora ci pensi tu se poi comunque va a finire che ci pensi tu.
-Dai Nick dà molto di prima elementare.
Nick pazientemente levò la coccarda e seguì le indicazioni dell'amica.
Finalmente avevano finito. Erano le otto di sera e l'indomani sarebbero arrivati i loro vecchi amici. Si sdraiarono sul divano e contemplarono il loro capolavoro. Festoni, coccarde, palloncini e poi i tavoli, i bicchieri, le coppe per lo champagne. Sarebbe stata una serata mitica.
-Senti per farmi perdonare di averti sfruttata ti faccio scegliere dove andare stasera.
-Hai voglia di uscire?
-Scegli tu che fare, sono a tua completa disposizione.
Maria lo guardò:-Lo prometti?
-Prometto.
-Lo prometti davvero?
-Prometto prometto.
-Ok allora doccia e poi dvd qui sul divano!
Nick le sorrise:-Va bene. vada per il dvd. però posso portartelo a vedere
sulla barca? Fa tutto un altro effetto.
-Ok.
-Portati il pigiamino. dormiamo lì.
Così dicendo andarono ognuno nella propria camera e si prepararono per passare la notte fuori.
Nick si allontanò dalla costa quel tanto che bastava per essere isolati dal mondo intero. Comunicò la sua posizione alla capitaneria di porto e poi accese le luci esterne per la visibilità e andò in coperta a fare compagnia a Maria che intanto aveva improntato una cenetta niente male.
Risero a crepapelle per tutta la cena. Certe cose che aveva cucinato Nick non le aveva mai viste. erano piatti tipici italiani ma fortunatamente lui non era un tipo da lasciare la roba nel piatto.
Maria si alzò e lo guardò: -Le andrebbe qualcos'altro?
Lui:-Sì. il permesso di chiamarla appena questa esperienza sarà finita.
-Qualcosa mi dice che lei non è il tipo che chiama.
-Qualcosa mi dice che stavolta potrei richiamare.
Nick si alzò, si avvicinò a Maria e la baciò con passione. Le teneva il volto stretto tra le sue mani e lei ricambiò quel bacio con tutto l'amore che aveva e che si portava dentro da diciassette lunghissimi anni. Dalla prima volta che l'aveva visto a scuola, erano poco più che bambini ma lei aveva avuto subito un tuffo al cuore per quel biondino arrogante che tutte le maestre coccolavano per via di quella sua faccia da angelo. Nick fece scorrere le sue mani lungo il collo di lei e poi fino ad accarezzarle il sedere. Lei continuava ad abbracciarlo e non lo respinse quando con una mano la sfiorò tra le gambe. Continuandola a baciare la mise di spalle al tavolo e allungando una mano Nick sparecchiò buttando tutto a terra. Poi la sollevò e la fece sedere sul tavolo. Maria si staccò da quel bacio per sdraiarsi e Nick salì in ginocchio sul tavolino.
-Qui?- rise chiedendo Maria
-Perché no?- disse lui risalendo il tavolo carponi, agile come una tigre, fino a trovare di nuovo le sue labbra pronte per accoglierlo.
GIOVEDI' 16/09/2004
La mattina si svegliarono l'uno accanto all'altra ancora sul tavolino, ancora nudi, ancora insieme. Nick la svegliò con un dolce bacio.
Maria aprì gli occhi e le parve di volare:-Ehi.
-Dormigliona. abbiamo una festa stasera ricordi.
Maria rise: -Sei un pazzo bastardo lo sai questo?
-Benvenuta nel mio mondo.
Si rivestirono controvoglia e tornarono a casa. Il resto della mattinata e il pomeriggio furono molto impegnati con le ultime faccende per la festa. Riuscirono comunque a dedicarsi qualche minuto prima di andarsi a cambiare.
-Sei bellissima.
Maria: -Lo so. anche tu. sai ti sbavavo dietro da diciassette anni.
-DICIASSETTE ANNI?
-Già. ma tu allora non mi filavi per nulla.
-Bhe allora eri diversa.
Maria si incupì:- In che senso?
-Bhe. diversa. Punto e basta.- rispose Nick in imbarazzo.
-No. dico, diversa in che senso Nick?
-Bhe dai. lo sai anche tu, eri grassa. ti vestivi male.
Maria si staccò dall'abbraccio di Nick.
-Che succede Maria?
-Che succede?
-Sì, che succede?
-Io non so se ogni tanto lo azioni il cervello o ce l'hai lì dentro solo perché è in dotazione col kit.
-Quale kit?
-Quello del perfetto coglione.
-Ma cos'ho detto?- chiese Nick
-Mi hai appena detto che sei stato a letto con me solo perché adesso sono una bella donna.
-Ehi aspetta non ho detto questo.
-Ma era quello che pensavi.
-Non l'ho detto ti dico!
-Non so se mi devo preoccupare di più quando non pensi o quando non lo fai.
-Maria ho detto solo la verità.
Maria lo guardò allibita con le lacrime agli occhi: -Sai Carter, quelli come te si fanno il vuoto intorno.
Così dicendo lo lasciò da solo e scappò in camera a vestirsi.
La serata tutto sommato non andò male: Maria era presa da tutti i suoi compagni che non vedeva da anni, poi c'era Sally la sua migliore amica! Evitò Nick tutta la sera anche se sapeva di avere lo sguardo di lui addosso. Anche per questo non si fece problemi a fare la civetta con Jason, il ragazzo con cui aveva perso la verginità.
Nick dall'altra parte della stanza la vide salire verso la sua camera mano nella mano con quel bell'imbusto.
VENERDI' 17/09/2004
Maria scese per fare colazione e il catering stava già smontando tutto. Nick era in tuta al centro della stanza che dava le direttive.
-Buongiorno.- disse per catturare la sua attenzione.
-Buongiorno.- rispose lui secco.
Dopo aver congedato il catering verso l'ora di pranzo Nick sparì nel suo studio.
Maria l'andò a chiamare per mangiare insieme. Bussò ed entrò sentendo rispondere -Avanti.
-E' pronto.
-Puoi mangiare da sola. ho da fare.
-Ma.
-Scusami devo lavorare.- disse guardandola male.
-Nick l'offesa dovrei essere io non tu.
-Tu?? Non mi pareva che ti sentissi offesa ieri. quando sei salita in camera con Jason.
Maria lo guardò a bocca aperta: -Parli di cose che non sai.
-Oh invece le so benissimo.
-Nick stai equivocando tutto.
-Come no? Senti ma quando riparti?
Maria lo guardò con odio: -Me ne torno in albergo subito.- sbattè la porta e scomparve.
Quando scese con i bagagli in mano vide Nick seduto a bordo vasca di spalle a lei, con i piedi in acqua. Silenziosamente aprì la porta e salì sul taxi chiamato poco prima.
SABATO 18/09/2004
Era stato un viavai di gente in albergo. Infatti molti dei suoi amici avevano ormai il suo numero di telefono e se la contendevano per uscire. La maggior parte di loro le chiedeva anche il perché di quel ritorno in hotel a lei alzando le spalle diceva: -Ho il volo martedì, non potevo rimanere da Nick tutto questo tempo, ha da fare.
Ogni volta che bussava qualcuno lei sperava di vederlo apparire ma tutte le volte rimaneva delusa.
LUNEDI' 20/09/2004
Stava richiudendo i bagagli, era tardi, le nove di sera passate e l'indomani mattina alle undici doveva stare in aeroporto. All'ennesimo bussare alla porta rispose alterata.
-Sto leggendo nuda.
Sentì una voce rispondere: -E questo dovrebbe fermarmi?
Maria incredula: -CARTER?- si alzò dal letto buttando in valigia la maglietta che stava piegando e aprì la porta.
Maria:-Sei qui?
-E tu sei vestita. vediamo, chi dei due è rimasto più deluso?
Maria si fece da parte e lo lasciò entrare, in mano aveva un mazzo di rose rosse.
-Ti volevo parlare e siccome ogni volta che parlo con te è una lotta ho pensato di portarmi degli amici.- indicò i fiori.
Maria li prese: -Grazie sono bellissimi.
-Senti Maria volevo chiederti scusa.
-Come mai?
-Sai sono stato fortunatissimo ad incontrarti e a volte bisogna accontentarsi di quello che la fortuna ci dà. io ho avuto tanto. soldi, carriera, belle donne, belle macchine. a chiedere troppo c'è il rischio che la fortuna si stufi.
-Puoi arrivare al dunque?
-Ho incontrato Jason per caso.
-Per caso?
-Va bene. lo sono andato a cercare.
-Già va meglio.
-Ero partito per rompergli il naso poi lui mi ha detto che siete saliti in camera ed avete solo parlato, che era stato lui a chiederti di appartarvi perché voleva. sì. chiederti di tornare con lui. ma tu hai rifiutato.
-Già.
-. e mi ha detto che quando avete fatto l'amore la sera prima che tu tornassi in Italia. durante il rapporto lo chiamasti Nick. e dopo piangesti tutte le lacrime che avevi. io non mi ero fatto vedere per salutarti. tu eri innamorata di me. ed io.
-E tu?
Nick si alzò: -Ed io sono solo un coglione, come mi hai detto qualche giorno fa. il problema adesso è un altro.
-E quale?
-Tu domani riparti.
-Già torno a casa. anche se casa per me è questa qua.
-Allora resta. resta con me.
-Co. cosa???
-Ti amo, Maria.
-Oh mio Dio.- Maria crollò seduta sul letto.
Nick le si inginocchiò davanti: -Ti amo da morire. mi spiace per quello che è stato il nostro passato, ero un ragazzino stupido e viziato. e adesso che ci penso non è che io sono poi così magro.
Maria rise: -In effetti.
-Però ti amo.
-Se inizi a dirmelo così spesso potrei anche iniziare a crederci.
-Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti a.
-Ok ok.- lo interruppe Maria: -Mi hai convinta.
-Rimani?
-No, che mi ami.
Maria sbottò a ridere vedendo la faccia di lui.
-Ma dai... sì che rimango con te.
Nick si buttò tra le sue braccia e la baciò con immenso amore.